<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>love_sf</genre><author><first-name>Stephenie</first-name><last-name>Meyer</last-name><home-page>http://www.stepheniemeyer.com</home-page><id>28236</id></author><book-title>Breaking Dawn</book-title><annotation><p>Per Bella Swan essere innamorata di un vampiro � allo stesso tempo un sogno a occhi aperti e il peggiore degli incubi, un intreccio di sensazioni che si alternano e le lacerano l�anima. La passione per Edward Cullen la spinge verso un destino soprannaturale, mentre il profondo legame con Jacob Black la riporta invece indietro, nel mondo terreno. Bella ha alle spalle un anno difficile, pieno di perdite, di conflitti, di tentazioni contraddittorie. Ora � al bivio decisivo: entrare nello sconosciuto mondo degli immortali, o continuare a condurre un�esistenza umana. Dalla sua scelta, dipender� l�esito del conflitto tra il clan dei vampiri e quello dei licantropi. Eppure, ora che Bella ha preso la sua decisione, sta per scatenarsi una sorprendente catena di eventi che cambieranno per sempre la vita di tutti coloro che la circondano.</p></annotation><coverpage><image l:href="#cover"/></coverpage><lang>it</lang><src-lang>en</src-lang><translator><first-name>Luca</first-name><last-name>Fusari</last-name></translator><sequence name="Twilight [it]" number="4"/></title-info><src-title-info><genre>love_sf</genre><author><first-name>Stephenie</first-name><last-name>Meyer</last-name><id>28236</id></author><book-title>Breaking Dawn</book-title><lang>en</lang><sequence name="Twilight" number="4"/></src-title-info><document-info><author><nickname>N/A</nickname></author><date>2014</date><id>6A925C85-2B91-420D-837F-901672E12286</id><version>2.0</version><program-used>fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used></document-info><publish-info><year>2008</year></publish-info><custom-info info-type="librusec-id">376008</custom-info></description><body><title><p>Stephenie Meyer</p><p>Breaking Dawn</p></title><epigraph><p>Questo libro � dedicato alla mia agente-ninja, Jodi Reamer.</p><p>Grazie per avermi tenuta lontana dai guai.</p><empty-line/><p>E grazie anche alla mia band preferita, <emphasis>I Muse</emphasis>, come si sono assai puntualmente chiamati, per aver fornito una valida ispirazione alla saga.</p></epigraph><section><title><p>LIBRO PRIMO</p><p>Bella</p></title><epigraph><p>L�infanzia non va dalla nascita a una certa et�, quell�et� in cui il bambino � cresciuto e mette da parte le cose infantili.</p><p>L�infanzia � il regno in cui nessuno muore.</p><text-author>Edna St. Vincent Millay</text-author></epigraph><section><title><p>Prefazione</p></title><p>Gi� troppe volte avevo sfiorato la morte, ma non poteva diventare un�abitudine.</p><p>Eppure, affrontarla di nuovo sembrava stranamente inevitabile. Come fossi davvero destinata alla catastrofe. Le sfuggivo ogni volta, ma tornava sempre a cercarmi.</p><p>Questa, per�, era una circostanza molto diversa dalle altre.</p><p>� facile scappare da qualcuno di cui hai paura, o tentare di combattere qualcuno che odi. Sapevo reagire nel modo giusto a un genere preciso di assassini: i mostri, i nemici.</p><p>Ma se ami chi ti sta uccidendo, non hai alternative. Come puoi scappare, come puoi combattere se cos� feriresti il tuo adorato? Se la vita � tutto ci� che hai da offrirgli, come fai a negargliela?</p><p>Se � qualcuno che ami davvero...</p></section><section><title><p>1</p><p>Fidanzata</p></title><p><emphasis>Nessuno ti guarda</emphasis>, giurai a me stessa, <emphasis>davvero. Nessuno ti guarda. Nessuno ti guarda.</emphasis></p><p>Per�, siccome non riuscivo a mentire bene neanche a me stessa, decisi di controllare.</p><p>Mentre aspettavo che uno dei tre semafori della citt� diventasse verde, sbirciai alla mia destra: sul suo furgoncino, la signora Weber era voltata verso di me. Mi lanciava uno sguardo penetrante che mi fece trasalire. Che sfrontata: perch� non abbassava gli occhi? Era ancora maleducazione guardar fisso qualcuno, o con me si poteva fare un�eccezione?</p><p>Poi ricordai che i miei finestrini erano talmente scuri da impedirle di vedermi, figuriamoci riconoscermi o rendersi conto che mi ero accorta di lei. Cercai di consolarmi pensando che l�oggetto della sua curiosit� forse non ero io, ma soltanto l�auto.</p><p>La mia auto. Uffa.</p><p>Diedi un�occhiata a sinistra e brontolai. Due pedoni erano impietriti sul marciapiede e anzich� attraversare guardavano me. Alle loro spalle, il signor Marshall sbirciava attonito dalla parete a vetro del suo negozietto di souvenir. Almeno non schiacciava il naso contro il vetro. Non ancora.</p><p>Scatt� il verde e nella fretta di fuggire affondai il piede sull�acceleratore senza pensarci, come avrei fatto al volante del mio decrepito Chevy.</p><p>Mentre il motore ringhiava come una pantera a caccia, l�auto schizz� in avanti cos� veloce che mi ritrovai incollata al sedile di pelle nera, con lo stomaco schiacciato sulla spina dorsale.</p><p>�Accidenti�, ansimai mentre annaspavo alla ricerca del freno. Recuperata la calma, mi limitai a sfiorare il pedale. Uno scossone e l�auto torn� perfettamente immobile.</p><p>Non osai controllare le reazioni intorno a me. A quel punto non c�erano pi� dubbi su chi fosse al volante. Con la punta della scarpa abbassai il pedale dell�acceleratore di mezzo millimetro e di nuovo la macchina scatt� in avanti.</p><p>Riuscii a raggiungere il traguardo: la stazione di servizio. Se non fossi stata in riserva non mi sarei nemmeno azzardata a tornare in citt�. Ormai pur di non apparire in pubblico facevo a meno di parecchie cose, compresi biscotti e stringhe delle scarpe.</p><p>Come fossi al gran premio, in pochi secondi aprii lo sportello, svitai il tappo, strisciai la carta di credito e infilai la pompa nel serbatoio. Ovviamente non potevo far nulla perch� i numeri sul display accelerassero il passo. Ticchettavano pigri, quasi lo facessero apposta per infastidirmi.</p><p>Fuori non c�era un raggio di sole, il solito giorno piovigginoso di Forks, ma continuavo ad avere la sensazione di portarmi dietro un riflettore puntato sul delicato anello che brillava sulla mia mano sinistra. In momenti come quello, quando percepivo degli sguardi alle mie spalle, sentivo l�anello lampeggiare a mo� d�insegna: �Guardatemi, guardatemi�.</p><p>Era stupido essere tanto imbarazzata e lo sapevo. Esclusi pap� e mamma, importava davvero ci� che la gente diceva del mio fidanzamento? Della mia nuova auto? Della mia misteriosa ammissione a un college d��lite? Della carta di credito nera e lucida che proprio in quel momento mi sentivo scottare nella tasca posteriore?</p><p>�Gi�, chi se ne importa di quello che pensano�, mormorai a mezza voce.</p><p>�Ehm, signorina?�, disse una voce maschile.</p><p>Mi voltai e me ne pentii all�istante.</p><p>Due uomini stavano accanto a un SUV ultimo modello, con un paio di kayak nuovi nuovi fissati al tetto. Nessuno dei due guardava me: erano ipnotizzati dall�auto.</p><p>Personalmente non riuscivo a capirli. Del resto, per me era gi� tanto saper distinguere fra i marchi Toyota, Ford e Chevrolet. L�auto era nera metallizzata, bella, tirata a lucido, ma per me restava una semplice automobile.</p><p>�Scusi se la disturbo, ma potrebbe dirmi che macchina �?�, domand� il pi� alto dei due.</p><p>�Ehm, una Mercedes, giusto?�.</p><p>�Si�, rispose cortese l�uomo, mentre quello pi� basso alzava gli occhi al cielo, �lo so. Ma mi chiedevo, � davvero una Mercedes <emphasis>Guardian</emphasis>?�<emphasis>.</emphasis> Ne scand� il nome con deferenza. Avevo la sensazione che un tipo del genere sarebbe andato d�accordo con Edward Cullen, il mio fidanzato (impossibile svicolare da quel dato di fatto, a pochi giorni dal matrimonio). �In Europa non � ancora sul mercato�, aggiunse l�uomo, �figuriamoci qui�.</p><p>Mentre con lo sguardo percorreva il profilo della mia auto � non mi sembrava tanto diversa da una qualsiasi Mercedes, ma che ne sapevo io? � considerai brevemente le mie difficolt� con parole come "fidanzato", "matrimonio", "marito" eccetera.</p><p>Faticavo a tenerle tutte insieme nella testa.</p><p>D�altra parte, mi avevano insegnato a rabbrividire di fronte all�idea di un abito bianco vaporoso con strascico e bouquet. Soprattutto, per�, non riuscivo a conciliare un concetto serio, rispettabile e noioso come quello di "marito" con il mio concetto di "Edward". Era come far recitare a un arcangelo la parte di un ragioniere: non potevo immaginarlo in un ruolo tanto banale.</p><p>Come sempre, non appena iniziai a pensare a Edward fui rapita da un vortice di fantasie. Lo sconosciuto dovette schiarirsi la gola per attirare la mia attenzione; si aspettava qualcosa di pi� preciso sul conto dell�automobile.</p><p>�Non lo so�, risposi sincera.</p><p>�Le dispiace se faccio una foto?�.</p><p>Mi ci volle qualche secondo per capire. �Sul serio? Vuole fare una foto con la macchina?�.</p><p>�Certo, se non ho le prove, non mi creder� nessuno�.</p><p>�Ehm. Okay, va bene�.</p><p>Riposi svelta la pompa e sgusciai a nascondermi sul sedile anteriore mentre l�ammiratore estraeva dallo zaino un�enorme macchina fotografica professionale. A turno lui e l�amico si misero in posa davanti al cofano, e poi accanto alla coda.</p><p>�Quanto mi manca il mio pick-up�, brontolai.</p><p>Con tempismo davvero perfetto, anzi, fin troppo, il pick-up aveva esalato l�ultimo respiro poche settimane dopo che io ed Edward avevamo raggiunto il nostro compromesso zoppicante, una clausola del quale gli concedeva di sostituire il mio automezzo in caso di dipartita dello stesso. Secondo Edward, avremmo dovuto aspettarcelo: infatti il Chevy, giunto al termine di una vita lunga e piena, era morto di vecchiaia. Questo a detta di Edward. Naturalmente mi era impossibile verificare la sua versione, o cercare di resuscitare da sola il pick-up. Il mio meccanico preferito...</p><p>Subito bloccai quel pensiero, decisa a non spingermi oltre. Meglio ascoltare le voci dei due uomini, attutite dalle pareti dell�abitacolo.</p><p>�...in rete, il video del tizio che l�attacca con il lanciafiamme. E non fa nemmeno un graffio alla vernice�.</p><p>�Certo che no. Potresti passarci sopra con un carro armato. Un bel po� fuori mercato qui da noi, no? � fatta per i diplomatici in Medio Oriente, i mercanti d�armi e i narcotrafficanti, soprattutto�.</p><p>�Secondo te, <emphasis>lei</emphasis> �...?�, domand� il pi� basso sottovoce.</p><p>Abbassai la testa, le guance in fiamme.</p><p>L�altro abbozz� una risposta. �Forse. Non riesco a immaginare che bisogno ci sia di vetri antimissile e due tonnellate di blindatura da queste parti. Probabilmente sta andando in qualche posto pi� pericoloso�.</p><p>Blindatura. <emphasis>Due tonnellate</emphasis> di blindatura. E i vetri <emphasis>antimissile</emphasis>? Bello. Che fine avevano fatto i cari vecchi vetri antiproiettile?</p><p>Be�, tutto questo aveva senso, se possedevi un perverso senso dell�umorismo.</p><p>Non � che non mi aspettassi che Edward avrebbe sfruttato il patto a suo vantaggio e colto al volo l�occasione di darmi molto pi� di quanto avrebbe ricevuto. Gli avevo concesso di sostituire il pick-up se mai ce ne fosse stato bisogno, ovviamente senza prevedere che quel momento sarebbe arrivato quasi subito. Quando ero stata costretta ad ammettere che il pick-up era diventato poco pi� che la natura morta di un classico Chevy parcheggiato sul marciapiede, sapevo che la sua idea di sostituzione mi avrebbe creato un certo imbarazzo. E trasformata nell�oggetto di sguardi e sussurri. Ci avevo azzeccato. Ma nemmeno nelle mie previsioni pi� nere avrei pensato di ricevere <emphasis>due</emphasis> auto.</p><p>Quella del "prima" e quella del "dopo", aveva spiegato vedendomi imbufalita.</p><p>Questa era l�auto del "prima". Mi aveva detto che era in prestito e che aveva promesso di restituirla dopo il matrimonio. Non ne avevo capito il senso. Fino a quel momento.</p><p>Ah ah. Dal momento che ero cos� fragile e umana, cos� portata a cacciarmi nei guai, cos� vittima della mia pericolosa sfortuna, a quanto pareva mi serviva un�auto a prova di carro armato. Divertente. Chiss� che belle risate si erano fatti alle mie spalle, lui e i suoi fratelli.</p><p><emphasis>Oppure, forse</emphasis>, sussurr� una vocina nella mia testa, <emphasis>non � uno scherzo, sciocca. Forse � davvero preoccupato per te. Non sarebbe la prima volta che esagera nel tentativo di proteggerti.</emphasis></p><p>Mah.</p><p>L�auto del "dopo" non l�avevo ancora vista. Era nascosta sotto un telo, nell�angolo pi� buio del garage di casa Cullen. Magari tanti altri avrebbero cercato di sbirciare, io invece non ne volevo proprio sapere.</p><p>Probabilmente non era blindata, perch� non ne avrei avuto bisogno dopo la luna di miele. L�essere praticamente indistruttibile era uno dei tanti bonus che non vedevo l�ora di ricevere. La parte migliore del diventare una Cullen non erano n� le auto di lusso n� le carte di credito appariscenti.</p><p>�Ehi�, disse lo spilungone tenendo le mani a coppa sul vetro per cercare di sbirciare all�interno. �Abbiamo finito. Molte grazie!�.</p><p>�Prego�, risposi e la tensione torn� quando accesi il motore e schiacciai con grande delicatezza l�acceleratore.</p><p>Per quanto abituata a percorrere la strada di casa, ancora non riuscivo a ignorare i fogli sbiaditi dalla pioggia. Incollati a un palo del telefono o attaccati a un cartello stradale, ogni volta erano uno schiaffo. Un meritatissimo schiaffo in faccia. La mia mente fu risucchiata dal pensiero interrotto poco prima con tanta prontezza. Non potevo evitarlo su quella strada. Non se le foto del <emphasis>mio meccanico preferito</emphasis> sfilavano a intervalli regolari.</p><p>Il mio migliore amico. Il mio Jacob.</p><p>Non era stato il padre di Jacob a inventarsi i volantini con la scritta �RAGAZZO SCOMPARSO�. Era stato Charlie, mio padre, a stamparli e a diffonderli in tutta la citt�. E non soltanto a Forks, ma anche a Port Angeles, Sequim, Hoquiam, Aberdeen e in ogni altra cittadina della Penisola Olimpica. Aveva anche fatto in modo che la foto comparisse nella bacheca di tutte le stazioni di polizia dello Stato di Washington. Nella sua, un intero pannello di sughero era stato dedicato alla ricerca di Jacob. Pannello quasi totalmente vuoto e fonte di grande delusione e frustrazione.</p><p>A deludere pap� non era tanto l�assenza di risposte. La delusione pi� grande veniva da Billy, il padre di Jacob nonch� il miglior amico di Charlie.</p><p>Il fatto era che Billy non s�impegnava molto nella ricerca del "fuggitivo" sedicenne e si rifiutava di affiggere i volantini a La Push, la riserva sulla costa in cui Jacob era cresciuto. Billy sembrava rassegnato alla scomparsa del figlio, come se non potesse farci nulla, e diceva: �Ormai Jacob � un adulto. Torner� a casa se ne ha voglia�.</p><p>La frustrazione, invece, era dovuta a me perch� stavo dalla parte di Billy.</p><p>Anch�io mi ero rifiutata di affiggere i volantini. Sia io che Billy sapevamo dov�era Jacob, almeno a grandi linee, e sapevamo perch� nessuno avesse visto il "ragazzo".</p><p>I manifestini mi provocarono il solito, pesante groppo in gola, le solite lacrime pungenti agli occhi, e fui lieta che Edward, quel sabato, fosse uscito a caccia. Se avesse visto come reagivo, avrei trascinato gi� anche lui.</p><p>Ovviamente, il sabato aveva le sue controindicazioni. Mentre svoltavo lentamente e con cautela nella via, vidi l�auto della polizia di mio padre parcheggiata sul vialetto di casa. Per l�ennesima volta aveva saltato la battuta di pesca. Aveva ancora il broncio per via del matrimonio.</p><p>Perci�, era impossibile usare il telefono di casa. Ma <emphasis>dovevo</emphasis> chiamare.</p><p>Parcheggiai sul marciapiede, dietro la scultura del Chevy, e dal portaoggetti sfilai il cellulare che Edward mi aveva lasciato per le emergenze. Composi il numero e lasciai squillare il telefono, con il dito pronto a chiudere la comunicazione. Per non correre rischi.</p><p>�Pronto?�, rispose Seth Clearwater e io tirai un sospiro di sollievo. Ero tanto, troppo codarda per parlare con Leah, sua sorella maggiore. Quando si parlava di lei, l�espressione �mi avrebbe staccato la testa a morsi� non era esattamente una metafora.</p><p>�Ciao, Seth, sono Bella�.</p><p>�Ehi, ciao, Bella! Come stai?�.</p><p><emphasis>Soffoco.</emphasis> Avevo un disperato bisogno di conforto. �Bene�.</p><p>�Vuoi un aggiornamento?�.</p><p>�Mi leggi nel pensiero�.</p><p>�Niente affatto, non sono mica Alice. � solo che sei prevedibile�, scherz�.</p><p>Nel branco dei Quileute di La Push, Seth era l�unico che non si facesse problemi a chiamare per nome i Cullen, oltre a scherzare su argomenti come la mia quasi onnisciente futura cognata.</p><p>�Lo so�. Esitai qualche istante. �Come sta?�.</p><p>Seth sospir�. �Come al solito. Non spiccica parola, ma senz�altro ci ascolta. Cerca di non pensare da "umano", capisci in che senso? Segue solo l�istinto�.</p><p>�Sai dov�� adesso?�.</p><p>�Da qualche parte nel Canada del Nord. Non so in quale provincia. Non bada molto ai confini�.</p><p>�Ha dato qualche segno di...�.</p><p>�Non � intenzionato a tornare a casa, Bella. Mi dispiace�.</p><p>Deglutii. �Tranquillo, Seth. Lo sapevo gi�. Ma non riesco a non sperarci�.</p><p>�Gi�, � cos� per tutti noi�.</p><p>�Grazie che mi dai notizie, Seth. Immagino che gli altri te lo stiano facendo pesare�.</p><p>�Non sono certo tuoi fan accaniti�, conferm� lui allegro. �Reazione idiota, direi. Jacob ha fatto le sue scelte, tu le tue. Neanche Jake approva il loro atteggiamento. Ovvio, sapere che chiedi di lui non lo fa saltare di gioia�.</p><p>Restai a bocca aperta. �Credevo che non vi parlasse�.</p><p>�Per quanto si sforzi, non pu� nasconderci tutto�.</p><p>Quindi Jacob sapeva che ero preoccupata. Chiss� se era un bene o un male. Se non altro sapeva che non ero sparita dall�orizzonte dimenticandolo del tutto. Forse mi aveva ritenuta capace di farlo.</p><p>�Immagino che ci vedremo al... matrimonio�, dissi cacciando con sforzo quella parola fuori dai denti.</p><p>�S�, ci verr� con la mamma. � fico che ci abbiate invitati�.</p><p>Sorrisi del suo tono entusiasta. Invitare i Clearwater era stata un�idea di Edward ed ero lieta che ci avesse pensato. La presenza di Seth mi faceva piacere: era pur sempre un tenue legame con il mio testimone assente. �Non sarebbe lo stesso senza di voi�.</p><p>�Salutami Edward, okay?�.</p><p>�Certamente�.</p><p>Scossi la testa. L�amicizia nata fra Edward e Seth continuava a lasciarmi senza parole. Per� era la dimostrazione che le cose non sarebbero dovute andare cos�. Che i vampiri e i licantropi potevano andare d�accordo se decidevano di farlo, e tanti saluti.</p><p>Non tutti gradivano l�idea.</p><p>�Ah�, esclam� Seth salendo di un�ottava con la voce. �Ehm, � tornata Leah�.</p><p>�Oh! Ciao!�.</p><p>Cadde la linea. Lasciai il telefono sul sedile e mi preparai mentalmente a entrare in casa, dove mi aspettava Charlie.</p><p>In quel periodo, il mio povero pap� era alle prese con un sacco di problemi. Jacob il fuggitivo era soltanto uno dei fardelli che rischiavano di spezzargli la schiena. Era quasi altrettanto preoccupato per me, la figlia appena maggiorenne che nel giro di pochi giorni sarebbe diventata "signora".</p><p>M�incamminai lenta sotto la pioggia leggera, persa nel ricordo della sera in cui gliel�avevamo detto.</p><empty-line/><p>Quando il rumore dell�auto della polizia aveva annunciato il ritorno di Charlie, l�anello che portavo al dito aveva iniziato improvvisamente a pesare cento chili. Avrei voluto infilare la mano sinistra nella tasca, o sedermici sopra, ma la stretta forte e fredda di Edward la teneva fra di noi in bella vista.</p><p>�Smettila di agitarti, Bella. Per favore, cerca di ricordare che non sei qui per confessare un omicidio�.</p><p>�Facile dirlo, per te�.</p><p>Sentii il suono minaccioso degli stivali di mio padre sul marciapiede. La chiave sferragli� nella porta gi� aperta. Il suo rumore mi ricord� la scena dei film horror in cui la vittima si accorge di aver dimenticato di chiudere la serratura.</p><p>�Calmati, Bella�, sussurr� Edward, intento ad ascoltare i battiti accelerati del mio cuore.</p><p>La porta si chiuse sbattendo e io sobbalzai come per una scossa elettrica.</p><p>�Ciao, Charlie�, salut� Edward, del tutto a proprio agio.</p><p>�No!�, protestai a mezza voce.</p><p>�Che c��?�, sussurr� lui.</p><p>�Aspetta almeno che appenda la pistola!�.</p><p>Edward ridacchi� e si pass� una mano nella massa arruffata dei capelli color bronzo.</p><p>Charlie sbuc� da dietro l�angolo, ancora in uniforme, ancora armato, e cerc� di non fare smorfie quando ci scorse seduti l�uno accanto all�altra sul divanetto. Da qualche tempo si era messo d�impegno a farsi piacere Edward. Ovviamente, quanto gli avremmo rivelato di l� a poco stava per cancellare di colpo ogni suo sforzo.</p><p>�Ciao, ragazzi. Come va?�.</p><p>�Abbiamo una cosa da dirti�, rispose Edward sereno. �Buone notizie�.</p><p>In un secondo l�espressione di Charlie pass� dalla cordialit� artificiosa al sospetto pi� fosco.</p><p>�Buone notizie?�, ringhi� guardandomi dritto negli occhi.</p><p>�Siediti, pap�.</p><p>Alz� un sopracciglio, mi fiss� per cinque secondi, si avvicin� a grandi passi alla poltrona reclinabile e si appollai� sul bordo, la schiena dritta come un fuso.</p><p>�Non scaldarti, pap�, dissi dopo un momento di silenzio sovraccarico. �� tutto okay�.</p><p>Edward fece una smorfia, un�evidente obiezione alla parola �okay�. Probabilmente lui avrebbe utilizzato qualcosa di pi� simile a "meraviglioso", "perfetto" o "magnifico".</p><p>�Certo che s�, Bella, certo che s�. Se tutto va cos� alla grande, perch� sei sudata fradicia?�.</p><p>�Non sto sudando�, mentii.</p><p>Mi sottrassi al suo sguardo torvo stringendomi contro Edward e istintivamente mi passai il dorso della mano destra sulla fronte per cancellare le prove.</p><p>�Sei incinta!�, esplose Charlie. �Sei incinta, vero?�.</p><p>Bench� la domanda fosse chiaramente indirizzata a me, si rivolse a Edward e potrei giurare di aver visto la sua mano scattare verso la pistola.</p><p>�No! Certo che no!�, avrei voluto dare una gomitata nelle costole a Edward, ma sapevo che la mossa mi sarebbe costata un livido. Gliel�avevo detto che tutti sarebbero subito saltati a una conclusione del genere! Quale altra ragione poteva spingere due diciottenni sani di mente a sposarsi? (La sua risposta mi lasci� basita: �<emphasis>L�amore</emphasis>�<emphasis>.</emphasis> Bravo).</p><p>Lo sguardo di Charlie si fece meno torvo. Di solito mi si leggeva in faccia se dicevo la verit� e in quel caso lui si fid�. �Ah. Scusa�.</p><p>�Scuse accettate�.</p><p>Cal� un lungo silenzio e a un certo punto mi resi conto che entrambi si aspettavano che <emphasis>io</emphasis> dicessi qualcosa. In preda al panico alzai lo sguardo verso Edward. Non riuscivo proprio a tirare fuori le parole.</p><p>Lui sorrise, drizz� le spalle e si rivolse a mio padre.</p><p>�Charlie, mi rendo conto di aver affrontato la questione nel modo sbagliato. Secondo la tradizione, avrei dovuto chiederlo a te per primo. Non voglio mancarti di rispetto, ma dal momento che Bella ha gi� detto di s� non voglio sminuire il valore della sua scelta, e anzich� chiederti la sua mano, chiedo la tua benedizione. Ci sposiamo, Charlie. La amo pi� di ogni cosa al mondo, pi� della mia stessa vita, e, grazie a chiss� quale miracolo, lei mi ricambia in tutto. Ci darai la tua benedizione?�.</p><p>Sembrava cos� sereno, cos� calmo. Per un breve istante, mentre ascoltavo la sicurezza assoluta che trapelava dalla sua voce, ebbi un�eccezionale intuizione e in un lampo capii come il mondo apparisse ai suoi occhi. Per lo spazio di un battito, la notizia assunse un senso pieno.</p><p>Ma poi mi accorsi dell�espressione sul viso di Charlie, del suo sguardo fisso sull�anello.</p><p>Trattenni il fiato mentre la sua faccia cambiava colore, da rosa a rosso, da rosso a viola, da viola a blu. Feci per alzarmi, senza un�idea precisa in testa � forse volevo praticare la manovra di Heimlich per accertarmi che non stesse soffocando -, ma Edward mi strinse la mano e, senza farsi sentire da Charlie, mormor�: �Aspetta un minuto�.</p><p>Il silenzio che segu� fu molto pi� lungo. Poi, a poco a poco, una sfumatura dopo l�altra, la carnagione di Charlie torn� normale. Arricci� le labbra e aggrott� le sopracciglia: riconobbi la sua espressione di quand�era "assorto nei pensieri". Ci studi� per qualche istante interminabile, mentre sentivo al mio fianco che Edward si rilassava.</p><p>�Tutto sommato non sono cos� sorpreso�, brontol� Charlie. �Sapevo che prima o poi avrei dovuto fare i conti con qualcosa del genere�.</p><p>Ripresi fiato.</p><p>�Siete sicuri?�, domand� lanciandomi un�occhiataccia.</p><p>�Di Edward sono sicura al cento per cento�, risposi senza esitare.</p><p>�Ma perch� sposarsi? Che fretta avete?�. Mi rivolse l�ennesimo sguardo sospettoso.</p><p>La fretta nasceva dal fatto che, uno schifo di giorno dopo l�altro, mi stavo avvicinando al mio diciannovesimo compleanno, mentre Edward restava sospeso nella sua perfezione di diciassettenne, come ormai accadeva da pi� di novant�anni. Nel mio modo di vedere le cose, ci� non portava per forza al <emphasis>matrimonio</emphasis>, ma sposarci era indispensabile a causa del fragile e cervellotico compromesso che io ed Edward avevamo trovato pur di giungere a quel punto: la mia prossima trasformazione da mortale a immortale.</p><p>Ma non era proprio il caso di raccontarlo a Charlie.</p><p>�Andremo a Dartmouth insieme quest�autunno, Charlie�, puntualizz� Edward. �Ecco, ci terrei a fare le cose per bene. Fa parte della mia educazione�. Si strinse nelle spalle.</p><p>Non stava esagerando: la moralit� vecchio stampo andava forte durante la prima guerra mondiale.</p><p>Charlie storse la bocca. Cercava l�appiglio giusto per mettersi a discutere. Ma cosa poteva dire? <emphasis>Preferisco che prima viviate nel peccato?</emphasis> Era un padre: aveva le mani legate.</p><p>�Sapevo che sarebbe successo�, mormor� fra s�, accigliato. Poi, all�improvviso, torn� perfettamente serio e composto.</p><p>�Pap�?�, domandai ansiosa. Diedi un�occhiata a Edward, ma non riuscii a leggere la sua espressione, concentrato com�era su mio padre.</p><p>�Ah!�, esplose Charlie. Saltai sulla sedia. �Ah, ah, ah!�.</p><p>Lo osservai incredula mentre si piegava in due per le risate, tanto da tremare dalla testa ai piedi.</p><p>Guardai Edward per una spiegazione, ma serrava le labbra come a trattenere una risata.</p><p>�Okay, perfetto�, toss� Charlie. �Sposatevi�. E un�altra scossa d�ilarit� lo travolse. �Per�...�.</p><p>�Per� cosa?�, domandai.</p><p>�Per� devi dirlo <emphasis>tu</emphasis> a <emphasis>tua</emphasis> madre! Io non ne far� parola con Ren�e: � tutta tua!�. E si lasci� andare ad altre risate fragorose.</p><empty-line/><p>Mi fermai sorridente con la mano sulla maniglia. Certo, all�epoca la richiesta di Charlie mi aveva terrorizzata. Il destino pi� crudele: dirlo a Ren�e. Sulla sua lista nera, sposarsi da giovani veniva prima di "bollire cuccioli vivi".</p><p>Chi avrebbe mai potuto prevedere la sua reazione? Non io. E di sicuro nemmeno Charlie. Forse Alice, ma non avevo pensato a chiederglielo.</p><p>�Ecco, Bella�, aveva detto Ren�e dopo avermi sentita balbettare in un rantolo le parole impossibili: <emphasis>Mamma, mi sposo con Edward.</emphasis> �Mi scoccia un po� che tu abbia aspettato cos� tanto prima di dirmelo. Il biglietto aereo mi coster� pi� del previsto. Oh�, aggiunse afflitta, �pensi che Phil far� in tempo a togliersi il gesso? Roviner� le foto se non riesce a indossare lo smo...�.</p><p>�Fermati un secondo, mamma�, avevo sbottato. �Cosa vuol dire, "aspettato cos� tanto"? Mi sono f-fi...�, sul serio non riuscivo a pronunciare la parola <emphasis>fidanzata.</emphasis> �Ho sistemato le cose soltanto oggi�.</p><p>�Oggi? Davvero? Questa s� che � una sorpresa. Davo per scontato...�.</p><p>�Cosa davi per scontato? <emphasis>Quando</emphasis> l�hai dato per scontato?�.</p><p>�Be�, quando siete venuti a trovarmi in aprile sembrava che fosse tutto sistemato, se capisci cosa intendo. Non � difficile leggerti dentro, tesoro. Ma non ho detto niente perch� sapevo che non sarebbe servito. Sei tale e quale a Charlie�, aveva detto con tono rassegnato. �Una volta che decidi, con te � impossibile ragionare. E ovviamente, proprio come Charlie, non torni mai sulle tue decisioni�.</p><p>E a quel punto Ren�e aveva pronunciato le ultime parole che mi sarei mai aspettata di sentire da mia madre.</p><p>�Non stai ripetendo i miei errori, Bella. Mi sembri spaventata a morte e credo che sia perch� hai paura di <emphasis>me</emphasis>�<emphasis>.</emphasis> E aveva aggiunto con una risatina nervosa: �Della mia opinione. So di aver straparlato di matrimonio e stupidit� e non intendo rimangiarmi una parola, ma spero che tu capisca che mi riferivo esclusivamente a <emphasis>me.</emphasis> Come persona, tu sei diversissima. Anche tu fai i tuoi errori, e sono sicura che nella vita ti ritroverai con la tua parte di rimorsi. Ma la fedelt� agli impegni non � mai stata un problema per te, piccola. Hai molte pi� probabilit� di farcela tu che la maggior parte dei quarantenni che conosco�. Un�altra risata. �La mia bambina di mezz�et�. Per fortuna, sembra che tu abbia trovato un�altra anima antica�.</p><p>�Non sei furiosa? Non pensi che stia facendo un errore colossale?�.</p><p>�Be�, certo, mi piacerebbe che aspettassi ancora qualche anno. Voglio dire, ti sembro cos� vecchia da essere una suocera? Non rispondere. Non � di me che stiamo parlando. � di te. Sei felice?�.</p><p>�Non lo so. In questo momento sto avendo un�esperienza extracorporea�.</p><p>Ren�e ridacchi� ancora. �Ne sei felice, Bella?�.</p><p>�S�, ma...�.</p><p>�Pensi che desidererai mai qualcun altro?�.</p><p>�No, ma...�.</p><p>�Ma cosa?�.</p><p>�Ma non dirai che somiglio esattamente a una qualsiasi adolescente innamorata da che mondo � mondo?�.</p><p>�Tu non sei mai stata adolescente, tesoro. Sai bene cos�� meglio per <emphasis>te</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>E, nelle ultime settimane, Ren�e si era sorprendentemente immersa nei preparativi per il matrimonio. Ogni giorno passava ore al telefono con Esme, la madre di Edward: nessun problema di compatibilit� fra consuocere. Ren�e <emphasis>adorava</emphasis> Esme ma, tutto sommato, dubitavo che chiunque altro avrebbe reagito diversamente alla mia adorabile quasi-suocera.</p><p>Cos� ero fuori dai guai. La famiglia di Edward e la mia si adoperavano insieme per le nozze senza che io dovessi fare o sapere nulla, neppure sforzarmi di pensarci troppo.</p><p>Charlie, naturalmente, era furioso, ma la cosa divertente era che non ce l�aveva con me. Si sentiva tradito da Ren�e. Era sicuro che ci sarebbe andata pesante. Cosa poteva fare ora che la sua minaccia definitiva � dirlo a mamma � si era dimostrata un fallimento totale? Non aveva niente in mano e lo sapeva. Perci� si aggirava per casa brontolando e lamentandosi di quanto non ci si dovesse fidare del prossimo.</p><p>�Pap�?�, dissi mentre aprivo la porta d�ingresso. �Sono a casa�.</p><p>�Aspetta, Bells, resta l�.</p><p>�Cosa?�, domandai, fermandomi all�istante.</p><p>�Dammi un secondo. Ahi, mi hai preso, Alice�.</p><p>Alice?</p><p>�Scusa, Charlie�, rispose la sua voce squillante. �Fatto male?�.</p><p>�Sanguina�.</p><p>�Tutto bene. Non ti ho bucato la pelle, fidati�.</p><p>�Che succede?�, domandai ancora sulla soglia di casa.</p><p>�Trenta secondi, per favore, Bella�, disse Alice. �La tua pazienza verr� ricompensata�.</p><p>Charlie conferm� con un grugnito.</p><p>Tamburellai con il piede, contando i colpi. Prima del trentesimo, udii Alice: �Okay, Bella, entra pure!�.</p><p>Muovendomi con cautela, girai l�angolo che mi separava dal salotto.</p><p>�Oh�, sospirai. �Oh, pap�. Sai che sembri proprio...�.</p><p>�Un cretino?�, m�interruppe Charlie.</p><p>�Stavo per dire <emphasis>a tuo agio</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Charlie arross�. Alice lo prese per il braccio e lo aiut� a girarsi lentamente, per mostrare il suo smoking grigio pallido.</p><p>�Diamoci un taglio, Alice, sembro un idiota�.</p><p>�Nessuno sembra un idiota se indossa un mio abito�.</p><p>�Ha ragione, pap�, stai benissimo! Cosa si festeggia?�.</p><p>Alice alz� gli occhi al cielo. �� l�ultima prova del vestito. Per tutti e due�.</p><p>Per la prima volta distolsi lo sguardo da un Charlie singolarmente elegante e vidi la bianca sacca per abiti che tanto temevo, stesa con cura sul divano.</p><p>�Aaah�.</p><p>�Torna nel tuo rifugio felice, Bella. Non ci vorr� molto�.</p><p>Facendo un bel respiro chiusi gli occhi e arrancai sulle scale fino alla mia stanza. Mi spogliai e, con la sola biancheria addosso, allungai le braccia davanti a me.</p><p>�Non sto per infilarti schegge di bamb� sotto le unghie�, mormor� Alice, che mi aveva seguita.</p><p>Non le prestai attenzione. Ero nel mio rifugio felice.</p><p>Nel mio rifugio felice tutto il casino del matrimonio era finito, concluso. Gi� alle mie spalle. Rimosso e dimenticato.</p><p>Eravamo soli, soltanto io ed Edward. Lo sfondo era confuso e in perenne cambiamento � dalle nebbie della foresta si trasformava in una citt� coperta di nubi e poi nella notte artica � perch� Edward voleva tenermi nascosta la meta della nostra luna di miele, che doveva essere una sorpresa. Ma non era il <emphasis>dove</emphasis> a riempire i miei pensieri.</p><p>Stavo con Edward, dopo aver rispettato dalla prima all�ultima le clausole del nostro compromesso. Lo avevo sposato. Era la parte pi� importante. Inoltre avevo accettato i suoi regali esorbitanti e mi ero iscritta, per futile che fosse, ai corsi di Dartmouth. Ora toccava a lui.</p><p>Prima di trasformarmi in una vampira, il pi� importante dei suoi obblighi, doveva attenersi a un�altra clausola.</p><p>Edward si preoccupava fino all�ossessione delle gioie umane alle quali stavo per rinunciare, le esperienze di cui non voleva privarmi. Ma la maggior parte, per esempio il ballo di fine anno, mi apparivano sciocche. Ce n�era soltanto una che non volevo perdermi. Ovviamente era l�unica di cui, nei suoi desideri, avrei dovuto dimenticarmi del tutto.</p><p>Invece era proprio questo il punto. Sapevo poco di ci� che sarei diventata dopo la trasformazione. Avevo visto con i miei occhi i vampiri neonati e ascoltato i racconti dei miei futuri parenti riguardo ai primi giorni fuori da ogni controllo. Per molti anni il tratto principale della mia personalit� sarebbe stata la <emphasis>sete.</emphasis> Ci avrei messo tanto tempo prima di tornare me stessa. E anche una volta riacquistato il controllo, non mi sarei mai pi� sentita come in questo istante.</p><p>Umana e appassionatamente innamorata.</p><p>Volevo godermi l�esperienza completa prima di cedere il mio corpo caldo, fragile, zeppo di feromoni, in cambio di qualcosa di bellissimo, forte e sconosciuto. Volevo una <emphasis>vera</emphasis> luna di miele con Edward. E malgrado il pericolo a cui temeva di espormi, lui aveva accettato di provare.</p><p>Mi accorsi appena di Alice e della carezza della seta sulla pelle. Per il momento non m�interessava che la citt� intera parlasse di me. Non pensavo allo spettacolo del quale, di l� a poco, sarei stata protagonista. Non mi preoccupavo di inciampare nello strascico, di scoppiare a ridere nel momento sbagliato, di essere troppo giovane, degli sguardi di tutti i presenti fissi su di me e nemmeno del posto vuoto lasciato dal mio migliore amico.</p><p>Stavo con Edward nel mio rifugio felice.</p></section><section><title><p>2</p><p>Lunga notte</p></title><p>�Gi� mi manchi�.</p><p>�Non sono obbligato ad andarmene. Posso restare�.</p><p>�Mmm�.</p><p>Per qualche istante tacemmo e rimasero soltanto il battito del mio cuore, il ritmo spezzato dei nostri respiri agitati e il mormorio delle labbra che si muovevano in sincrono.</p><p>A volte era cos� facile dimenticare che baciavo un vampiro. Non perch� il suo aspetto fosse comune o umano � nemmeno per un secondo riuscivo a dimenticare che fra le braccia stringevo qualcuno che era pi� un angelo che un uomo � ma perch� Edward trasformava in una cosa da nulla il fatto che le sue labbra fossero sulle mie, sul mio viso e sul mio collo. Diceva che il mio sangue ormai non era pi� una tentazione, che il timore di perdermi aveva neutralizzato ogni brama. Eppure sapevo che l�odore del mio sangue lo faceva ancora soffrire, gli bruciava ancora la gola come se respirasse fuoco.</p><p>Socchiusi gli occhi e vidi i suoi fissi sul mio viso. Era assurdo quando mi guardava cos�. Come fossi il premio anzich� la vincitrice, sfacciatamente fortunata.</p><p>I nostri sguardi s�incrociarono per un istante; i suoi occhi dorati erano cos� profondi che immaginai di potermi immergere nella sua anima. Certo, lui era un vampiro, ma trovavo incredibile che mettesse in dubbio di possederne una. La sua era l�anima pi� bella, pi� della sua mente brillante, del suo viso incomparabile o del suo corpo magnifico.</p><p>Anche lui mi guard� come se riuscisse a vedere la mia anima e questa visione gli piacesse.</p><p>Tuttavia, non poteva vedere nella mia mente come invece gli accadeva con chiunque altro. Chiss� perch�? Forse una strana anomalia del cervello mi rendeva immune ai poteri straordinari e spaventosi di certi immortali. (Soltanto la mia mente era immune: il corpo poteva essere vittima di vampiri con facolt� diverse da quelle di Edward). Qualunque fosse il difetto che proteggeva i miei pensieri segreti, ne ero comunque grata. Troppo imbarazzante pensare a cosa sarebbe stato altrimenti.</p><p>Avvicinai di nuovo il suo volto al mio.</p><p>�Resto qui�, mormor� un istante dopo.</p><p>�No, no. � il tuo addio al celibato. Devi andarci�.</p><p>Mentre parlavo, le dita della mia mano destra s�intrecciarono ai suoi capelli color bronzo e la sinistra strinse con pi� forza la base della sua schiena. Le sue mani fredde mi accarezzarono il volto.</p><p>�Gli addii al celibato sono fatti per quelli che rimpiangono i propri giorni da scapoli. Io non potrei essere pi� impaziente di lasciarmeli alle spalle. Quindi la cosa non ha senso�.</p><p>�Giusto�. Respirai sulla pelle del suo collo, fredda come l�inverno.</p><p>Somigliava molto al mio rifugio felice. Charlie dormiva ignaro nella sua stanza e praticamente era come se fossimo soli. Stavamo rannicchiati sul mio lettino, intrecciati quanto ci permetteva il plaid pesante che mi avvolgeva come un bozzolo. La coperta era un fastidio necessario, se non volevo rovinare l�atmosfera mettendomi a battere i denti. E se avessi acceso il riscaldamento in pieno agosto, Charlie se ne sarebbe accorto...</p><p>Se non altro, � vero che io dovevo infagottarmi, ma la camicia di Edward era rimasta per terra. Non ero mai riuscita a superare lo shock della perfezione del suo corpo: bianco, freddo e levigato come il marmo. Feci scorrere la mano sul suo petto roccioso e seguii la linea piatta del ventre, incredula. Un leggero tremore lo percorse e la sua bocca ritrov� la mia. Con cautela avvicinai la punta della lingua alle sue labbra lisce come il vetro e lui sospir�. Il suo respiro dolce inond�, freddo e delizioso, il mio viso.</p><p>Fece per allontanarsi: il gesto automatico di quando decideva che eravamo andati troppo in l�; una reazione spontanea proprio nel momento in cui pi� avrebbe desiderato continuare. Per gran parte della sua vita Edward si era impegnato a negarsi ogni gratificazione fisica. Sapevo che il tentativo di cambiare abitudini costituiva per lui uno sforzo tremendo.</p><p>�Aspetta�, dissi stringendogli le spalle e abbracciandolo ancora pi� forte. Liberai una gamba con la quale avvolsi i suoi fianchi. �� tutta questione di esercizio�.</p><p>Ridacchi�. �Be�, mi pare che di esercizio ne abbiamo fatto abbastanza ormai, no? Hai dormito qualche ora nell�ultimo mese?�.</p><p>�Ma questa � la prova generale�, puntualizzai, �e non abbiamo ancora ripassato tutte le scene. Vale la pena di correre il rischio�.</p><p>Mi aspettavo un�altra risata ma Edward non rispose e il suo corpo s�immobilizz� sotto un�improvvisa tensione. Il liquido oro dei suoi occhi sembr� solidificarsi.</p><p>Ripensai alle mie parole, a come poteva averle interpretate.</p><p>�Bella�, sussurr�.</p><p>�Non ricominciare�, dissi. �Un accordo � un accordo�.</p><p>�Non so. � troppo difficile concentrarmi quando stai con me cos�. Non... non riesco a pensare. Potrei non controllarmi. Ti farai male�.</p><p>�Andr� tutto liscio�.</p><p>�Bella�.</p><p>�Sssh!�. Premetti le mie labbra sulle sue per bloccare l�attacco di panico che rischiava di travolgerlo. Sapevo cosa intendeva. Non era disposto a ritirarsi dall�accordo. Non dopo aver insistito perch� prima lo sposassi.</p><p>Per un istante mi restitu� il bacio, ma capii che non era pi� rapito come poco prima. Era preoccupato, come sempre. Chiss� come sarebbe stato diverso quando non si fosse pi� preoccupato per me. Come avrebbe impiegato tutto quel tempo libero? Avrebbe dovuto trovarsi un nuovo hobby.</p><p>�Come vanno le gambe?�, domand�.</p><p>Certa di non doverlo prendere alla lettera, risposi: �Non tremano pi��.</p><p>�Davvero? Niente ripensamenti? Non � tardi per cambiare idea�.</p><p>�Stai cercando di mollarmi?�.</p><p>Ridacchi�. �Tanto per essere certo. Non voglio che tu faccia niente di cui non sei sicura�.</p><p>�Di te sono sicura. Al resto posso sopravvivere�.</p><p>Esit�, forse l�avevo detta grossa.</p><p>�Davvero?�, domand� a bassa voce. �Non parlo del matrimonio: a quello sono convinto che sopravviverai, malgrado i tuoi scrupoli. Ma dopo, come farai con Ren�e, con Charlie?�.</p><p>�Mi mancheranno�. Anzi, peggio ancora: sarei mancata io a loro, ma non volevo gettare benzina sul fuoco.</p><p>�Angela, Ben, Jessica e Mike�.</p><p>�Anche i miei amici mi mancheranno�. Sorrisi nel buio. �Soprattutto Mike. Oh, Mike! Come far� senza di lui?�.</p><p>Si lasci� sfuggire un brontolio.</p><p>Risi ma tornai subito seria. �Edward, ne abbiamo parlato e riparlato. So che sar� difficile, ma � ci� che voglio. Voglio te e ti voglio per sempre. Una vita sola non mi basta, punto�.</p><p>�Per sempre sospesa nei tuoi diciott�anni�, sussurr�.</p><p>�Il sogno di ogni donna�, scherzai.</p><p>�Senza cambiare n� crescere mai�.</p><p>�Che vuol dire?�.</p><p>Rispose lentamente. �Ricordi quando abbiamo detto a Charlie che ci saremmo sposati? Lui ha creduto che tu fossi incinta�.</p><p>�E gli � venuta la tentazione di spararti�, conclusi con una risata. �Ammettilo: per un istante ci ha pensato sul serio�.</p><p>Non mi rispose.</p><p>�Che c��, Edward?�.</p><p>�Be�, ecco... mi dispiace che non sia come pensava Charlie�.</p><p>Sbuffai.</p><p>�Sempre che <emphasis>potesse</emphasis> andare cos�. Che noi avessimo quel genere di possibilit�. Detesto l�idea che sia fra le cose di cui ti priver�.</p><p>Ci pensai su. �So quello che faccio�.</p><p>�Come fai a dirlo, Bella? Guarda mia madre, guarda mia sorella. Non � un sacrificio facile come immagini�.</p><p>�Esme e Rosalie se la cavano alla grande. Se poi sar� un problema, faremo come Esme: adotteremo qualcuno�.</p><p>Dopo un sospiro, la sua voce riprese vigore. �Non � <emphasis>giusto</emphasis>! Non voglio che tu debba sacrificarti per me. Voglio darti tutto e non privarti di nulla. Non voglio rubarti il futuro. Se io fossi umano...�.</p><p>Gli posai la mano sulle labbra. �<emphasis>Tu</emphasis> sei il mio futuro. Adesso basta. Smettila di mugugnare, altrimenti chiamo i tuoi fratelli e ti faccio venire a prendere. Forse un addio al celibato � proprio quello che ti serve�.</p><p>�Scusa. Sto mugugnando, vero? Dev�essere il nervosismo�.</p><p>�Non dirmi che le gambe tremano a te�.</p><p>�Non in quel senso. � da un secolo che aspetto di sposarti, signorina Swan. L�attesa della cerimonia nuziale � l�unica cosa che...�. S�interruppe a met� frase. �Oh, per l�amor del cielo!�.</p><p>�Che succede?�.</p><p>Digrign� i denti. �Non darti pena di chiamare i miei fratelli. Pare che stanotte Emmett e Jasper non ammettano defezioni�.</p><p>Lo strinsi pi� forte per un attimo e poi lo lasciai andare. Non avevo uno straccio di possibilit� di vincere un braccio di ferro con Emmett. �Divertiti�.</p><p>Udii uno stridio alla finestra, qualcuno che grattava intenzionalmente le unghie d�acciaio contro il vetro per produrre un rumore agghiacciante, da tapparsi le orecchie e avere la pelle d�oca sulla schiena.</p><p>�Se non fai uscire Edward�, sibil� minaccioso Emmett, ancora invisibile nella notte, �veniamo a prendercelo!�.</p><p>�Vai�, dissi ridendo, �prima che mi facciano a pezzi la casa�.</p><p>Controvoglia, Edward si alz� in piedi con un movimento fluido e allo stesso modo s�infil� la camicia. Si chin� a baciarmi la fronte.</p><p>�Dormi. Domani � un giorno importante�.</p><p>�Grazie! Questo mi aiuter� a rilassarmi�.</p><p>�Ci vediamo all�altare�.</p><p>�Io sar� quella in bianco�. Sorrisi del mio tono perfettamente disincantato.</p><p>Lui ridacchi� e disse: �Molto convincente�. Di colpo si rannicchi� contraendo i muscoli come fossero molle. Cos� svan�, lanciandosi fuori dalla finestra troppo veloce perch� i miei occhi lo seguissero.</p><p>Dall�esterno giunsero un tonfo smorzato e le imprecazioni di Emmett.</p><p>�Non fategli fare tardi�, mormorai, certa che potessero udirmi.</p><p>Allora il volto di Jasper sbuc� dalla finestra e i capelli biondo miele divennero argentei alla debole luce della luna che filtrava fra le nuvole.</p><p>�Non preoccuparti, Bella. Lo riporteremo a casa pi� che in tempo�.</p><p>All�istante divenni calmissima e tutte le mie preoccupazioni persero d�importanza. Jasper, a modo suo, aveva talento come Alice con le sue previsioni inquietantemente accurate. La differenza era che Jasper si occupava di stati d�animo anzich� di futuro, ed era impossibile resistere alle emozioni che decideva di farti provare.</p><p>Mi sedetti goffa, ancora aggrovigliata nella coperta. �Jasper? Cosa fanno i vampiri alle feste d�addio al celibato? Non avrete intenzione di portarlo in uno strip club, vero?�.</p><p>�Non dirle niente!�, ringhi� Emmett dal basso. Dopo un altro tonfo, Edward soffoc� una risata.</p><p>�Rilassati�, disse Jasper e fu quello che feci. �Noi Cullen abbiamo una variante nostra. Soltanto qualche puma e un paio di grizzly. Una normalissima serata fuori casa�.</p><p>Mi domandai se sarei mai riuscita a parlare con altrettanta disinvoltura della dieta "vegetariana" dei vampiri.</p><p>�Grazie, Jasper�.</p><p>Fece l�occhiolino e spar� dalla mia vista.</p><p>All�esterno era calato il silenzio assoluto. Fra le pareti vibrava il russare smorzato di Charlie.</p><p>Mi adagiai sul cuscino, insonnolita. Con le palpebre pesanti, osservai le pareti della mia cameretta, divenute bianche alla luce della luna.</p><p>L�ultima notte nella mia stanza. L�ultima notte come Isabella Swan. Una notte ancora e sarei diventata Bella Cullen. La faccenda del matrimonio era una vera spina nel fianco, ma dovevo ammettere che il nome mi suonava bene.</p><p>Lasciai vagare oziosamente i pensieri, sicura che il sonno mi avrebbe catturata. Ma dopo pochi minuti rieccomi pi� sveglia che mai, mentre l�ansia tornava a strisciarmi nello stomaco contorcendolo nelle posizioni pi� scomode. Il letto sembrava troppo morbido, troppo caldo senza Edward. Jasper si era allontanato e ogni serena sensazione di pace se n�era andata con lui.</p><p>Mi aspettava una giornata molto lunga.</p><p>Ero conscia della stupidit� di molte mie paure, dovevo soltanto prenderne atto. Stare al centro dell�attenzione era inevitabile. Non potevo passare la vita a confondermi con il paesaggio. Tuttavia, alcune preoccupazioni erano pi� che giustificate.</p><p>Prima di tutto, c�era lo strascico dell�abito da sposa. Alice aveva palesemente lasciato che la sua sensibilit� artistica avesse la meglio sulla praticit�. Affrontare la scalinata dei Cullen con tacchi e strascico mi appariva impossibile. Avrei dovuto allenarmi.</p><p>Poi c�era la lista degli ospiti.</p><p>La famiglia di Tanya, il clan di Denali, sarebbe arrivata prima della cerimonia.</p><p>Che la famiglia di Tanya e gli ospiti della riserva Quileute, ovvero il padre di Jacob e i Clearwater, fossero nello stesso luogo nello stesso momento rappresentava una faccenda pi� che delicata. Quelli di Denali non amavano i licantropi. Irina, la sorella di Tanya, aveva persino rifiutato l�invito al matrimonio. Covava ancora un sentimento di vendetta contro i licantropi che avevano ucciso il suo amico Laurent (il quale a sua volta stava per uccidere me). A causa del suo rancore, la comunit� di Denali aveva abbandonato la famiglia di Edward nel suo momento di maggiore difficolt�. Era stata l�improbabile alleanza con i lupi Quileute a salvarci la vita quando l�orda di vampiri neonati aveva sferrato l�attacco...</p><p>Edward mi aveva promesso che non sarebbe stato pericoloso che il clan di Denali e i Quileute si tenessero vicini. Tanya e la sua famiglia, con l�eccezione di Irina, si sentivano tremendamente in colpa per la loro defezione. La tregua con i licantropi faceva parte del prezzo che erano disposti a pagare per risarcire il debito.</p><p>E se questo costituiva il problema maggiore, ce n�era anche uno minore: la fragilit� della mia autostima.</p><p>Non avevo mai visto Tanya, ma ero certa che conoscerla non sarebbe stata una bella esperienza per il mio ego. Un tempo, probabilmente prima ancora che io nascessi, aveva fatto il filo a Edward. Non che potessi dare la colpa a lei o a chiss� chi altra per averlo desiderato, ma la immaginavo come minimo bellissima e al massimo straordinaria. Malgrado Edward preferisse me, cosa evidente quanto incomprensibile, sapevo che non mi sarei trattenuta dal fare paragoni.</p><p>Avevo brontolato un po� finch� Edward, che conosceva le mie debolezze, non mi aveva fatto sentire in colpa.</p><p>�Per loro siamo la cosa pi� simile a dei parenti, Bella�, mi aveva ricordato. �Si sentono ancora orfane, sai, malgrado sia passato tanto tempo�.</p><p>Dovetti riconoscerlo e nascosi il mio broncio.</p><p>Tanya aveva adesso una famiglia numerosa quasi come quella dei Cullen. Erano in cinque: alle sorelle Tanya, Kate e Irina si erano aggiunti Carmen ed Eleazar, pi� o meno allo stesso modo in cui ai Cullen si erano aggregati Alice e Jasper, uniti dal desiderio di vivere in maniera pi� compassionevole rispetto ai vampiri normali.</p><p>Malgrado la compagnia, per�, Tanya e le sorelle erano, in un certo senso, ancora sole. Ancora in lutto. Perch�, tantissimo tempo prima, anche loro avevano avuto una madre.</p><p>Riuscivo a immaginare il vuoto lasciato dalla perdita, persino dopo mille anni. Tentai invano di visualizzare la famiglia Cullen senza colui che ne era il creatore, il centro e la guida: Carlisle, il padre di tutti.</p><p>Carlisle aveva raccontato la storia di Tanya una delle tante notti in cui avevo fatto tardi a casa Cullen, cercando di imparare il pi� possibile e di prepararmi al meglio per il futuro che avevo scelto.</p><p>La storia della madre di Tanya era, fra le altre, un ammonimento a non dimenticare, dopo il mio ingresso nel mondo degli immortali, una regola ben precisa. Una sola e unica legge, che si ramificava in migliaia di conseguenze diverse: <emphasis>mantenere il segreto.</emphasis></p><p>Mantenere il segreto significava parecchie cose: vivere senza dare nell�occhio come i Cullen e traslocare prima che gli umani potessero sospettare che non invecchiavano. Oppure starne lontani a ogni costo � pasti esclusi � come avevano vissuto James e Victoria, e come tuttora vivevano Peter e Charlotte, gli amici di Jasper. Significava tenere sotto controllo tutti i nuovi vampiri che si creavano, proprio ci� che aveva fatto Jasper quando viveva con Maria. E ci� in cui Victoria non era riuscita con i suoi neonati.</p><p>E significava non creare certe altre cose, soprattutto, perch� certe creature non erano controllabili.</p><p>�Non conosco il nome della madre di Tanya�, aveva ammesso Carlisle, mostrando gli occhi dorati, quasi della stessa sfumatura dei capelli chiari, tristi al ricordo del dolore di Tanya. �Se possono, non parlano mai di lei e non pensano mai volontariamente a lei. La donna che cre� Tanya, Kate e Irina, e che le ha amate, credo, visse molti anni prima della mia nascita, in un�epoca disgraziata per il nostro mondo, l�epoca dei bambini immortali. Cosa pensassero di fare gli antichi non l�ho mai capito. Crearono vampiri a partire da esseri umani che erano poco pi� che lattanti�.</p><p>Dovetti ingoiare la bile che mi sentii risalire in gola mentre visualizzavo la scena.</p><p>�Erano bellissimi�, aggiunse subito Carlisle, accorgendosi della mia reazione. �Gentili e incantevoli come non puoi immaginare. Non si poteva fare a meno di stare accanto a loro e di amarli, come fosse automatico. Tuttavia non imparavano nulla. Restavano bloccati al livello di apprendimento raggiunto prima di essere stati morsi. Adorabili bimbi di due anni con le fossette e lo sguardo innocente, ma capaci di distruggere mezzo villaggio per capriccio. Si nutrivano seguendo gli stimoli della fame e nessun ammonimento riusciva a trattenerli. Gli umani li videro, le storie iniziarono a circolare, la paura si diffuse come fuoco fra le sterpaglie... La madre di Tanya cre� uno di quei bambini. Come per gli altri antichi, non so comprendere le sue ragioni�. Fece una pausa per ritrovare un equilibrio. �Ovviamente, intervennero i Volturi�.</p><p>Quel nome mi fece trasalire come sempre, ma era ovvio che la legione di vampiri italiani, autoproclamatasi stirpe reale, avesse un ruolo centrale nella storia. Non poteva esserci legge senza castigo, e non poteva esserci castigo senza qualcuno che lo infliggesse. Gli antichi Aro, Caius e Marcus comandavano le forze dei Volturi; mi ci ero imbattuta una volta sola, ma in quel breve incontro mi era parso che Aro, con la sua formidabile capacit� di leggere le menti � con un solo contatto conosceva i pensieri di una vita intera -, fosse il vero capo.</p><p>�I Volturi studiarono i bambini immortali, sia a Volterra, dove risiedono, sia nel resto del mondo. Caius stabil� che i giovani erano incapaci di proteggere il nostro segreto. Dunque dovevano essere distrutti. Come ti ho detto, erano adorabili. Bene, i clan combatterono fino allo stremo pur di proteggerli. La carneficina non fu estesa come nelle guerre del nostro Sud, ma a suo modo si rivel� pi� devastante. Di clan antichissimi, vecchie tradizioni, amici... gran parte and� persa. Alla fine, la pratica fu totalmente sradicata. I bambini immortali divennero innominabili, un tab�.</p><p>Quando vivevo con i Volturi conobbi due bambini immortali e vidi con i miei occhi che aspetto avevano. Aro studi� i due piccoli per anni e anni, ben dopo la fine della catastrofe che avevano scatenato. Sapete quanto sia curiosa la sua indole: sperava di riuscire ad ammansirli. Ma, alla fine, la decisione fu unanime: ai bambini immortali non fu concesso di esistere�.</p><p>Avevo gi� dimenticato la madre delle sorelle di Denali, quando la storia torn� a lei.</p><p>�Non � chiaro cosa avvenne alla madre di Tanya�, disse Carlisle. �Tanya, Kate e Irina restarono totalmente all�oscuro di tutto fino al giorno in cui i Volturi, fatte prigioniere lei e la sua creatura proibita, andarono a cercarle. Aver ignorato l�accaduto salv� la vita a Tanya e alle sue sorelle. Aro le tocc� e vide la loro assoluta innocenza, perci� non vennero punite assieme alla madre. Nessuna di loro aveva mai visto il bambino n� sospettato della sua esistenza, fino al giorno in cui venne arso fra le braccia della madre. Immagino che lei avesse mantenuto il segreto proprio per proteggerle dal suo ineluttabile destino. Ma perch� lo aveva creato, allora? Chi era questo bimbo e perch� era cos� importante da averla convinta a oltrepassare il pi� proibito dei confini? Tanya e le altre non ottennero mai risposta a queste domande. Ma non potevano dubitare della colpevolezza della madre e non penso l�abbiano mai davvero perdonata.</p><p>Malgrado Aro fosse certo dell�innocenza di Tanya, Kate e Irina, Caius voleva mandarle al rogo. Con l�accusa di complicit�. Per loro fortuna, quel giorno Aro era in vena di dimostrarsi clemente. Tanya e le sorelle ottennero il perdono, ma da allora sentono una ferita incurabile nel cuore e hanno un profondo rispetto per la legge�.</p><p>Non so bene quando, ma il ricordo si trasform� in sogno. Con la memoria ascoltavo e vedevo Carlisle, eppure di punto in bianco eccomi di fronte a una radura grigia e deserta, mentre un greve odore di incenso bruciato impregnava l�aria. Non ero sola.</p><p>La calca di sagome al centro dello spiazzo, avvolte in mantelli color cenere, avrebbe dovuto spaventarmi. Non potevano essere che i Volturi, mentre io, in barba a ci� che avevano decretato il giorno del nostro ultimo incontro, ero ancora umana. Ma sapevo, come spesso mi accadeva nei sogni, di essere invisibile ai loro occhi.</p><p>Disseminati intorno a me c�erano tumuli fumanti. Riconobbi l�aroma dolce nell�aria e non li esaminai troppo da vicino. Non mi andava di guardare i volti dei vampiri appena giustiziati, quasi temessi di riconoscere qualcuno nelle pire ancora roventi.</p><p>I soldati dei Volturi si disposero in cerchio attorno a qualcosa o a qualcuno, e sentii il bisbiglio delle loro voci alzarsi in fermento. Mi avvicinai alle figure avvolte nei mantelli, spinta dal sogno a osservare cosa o chi stessero esaminando con quell�intensit�. Strisciai con cautela fra due mantelli alti e sibilanti, finch� non scoprii l�oggetto della discussione, posto in alto su un montarozzo da cui li dominava.</p><p>Era bellissimo, adorabile, proprio come lo aveva descritto Carlisle. Ancora piccolo, il bambino aveva al massimo due anni. Riccioli castano chiaro ne incorniciavano il viso da cherubino, le guance tonde e le labbra piene. E tremava a occhi chiusi, come fosse troppo spaventato per vedere la morte che, un secondo dopo l�altro, gli si avvicinava.</p><p>M�invase il bisogno urgente di salvare il bimbo incantevole e terrorizzato, tanto che ignorai persino la presenza e la minaccia devastante dei Volturi. Sgattaiolai fra loro senza preoccuparmi che percepissero la mia presenza. Passata oltre, scattai verso il bambino.</p><p>Poi mi fermai vacillando quando riuscii a vedere bene il cumulo sul quale era seduto. Non era fatto di terra e roccia ma di corpi umani, rinsecchiti e inerti. Troppo tardi per non vederne i volti. Li conoscevo tutti: Angela, Ben, Jessica, Mike... Ed esattamente ai piedi dell�adorabile infante c�erano i cadaveri di mio padre e mia madre.</p><p>Il bambino apr� gli occhi, luminosi e rossi come il sangue.</p></section><section><title><p>3</p><p>Il grande giorno</p></title><p>Di colpo sgranai gli occhi.</p><p>Scossa e ansante, restai un bel po� sotto le coperte calde, nel tentativo di liberarmi dal sogno. Mentre attendevo che il cuore rallentasse il battito, il cielo fuori divenne grigio e poi rosa pallido.</p><p>Quando tornai alla realt� della mia stanza, familiare e disordinata, ce l�avevo un po� con me stessa. Che razza di sogno, proprio la notte prima del matrimonio! Cos� imparavo a tormentarmi con storie inquietanti nel cuore della notte.</p><p>Impaziente di scrollare via l�incubo, mi vestii e corsi in cucina molto prima del necessario. Innanzitutto rassettai le stanze gi� in ordine e quando Charlie si alz� gli preparai i pancake. Ero troppo nervosa per mangiare qualcosa, perci� restai al mio posto saltellando sulla sedia.</p><p>�Devi essere dal signor Weber alle tre�, gli ricordai.</p><p>�Non ho granch� da fare oggi, Bells, a parte passare a prendere il pastore. � difficile che mi dimentichi dell�unico impegno che ho�.</p><p>Per il matrimonio, Charlie si era preso un�intera giornata di permesso e ora non sapeva come riempirla. Di tanto in tanto lanciava uno sguardo furtivo sotto le scale, verso l�armadio che custodiva i suoi attrezzi da pesca.</p><p>�Non � l�unico. Devi anche vestirti e renderti presentabile�.</p><p>Si gett� a capofitto nella sua tazza di cereali e a mezza voce borbott� la parola �pinguino�.</p><p>Qualcuno buss� impaziente alla porta d�ingresso.</p><p>�Pensi di passartela male�, dissi mentre mi alzavo da tavola con una smorfia. �Io star� tutto il giorno come una bambolina fra le mani di Alice�.</p><p>Charlie annu� pensieroso e ammise che a lui toccava la prova meno ardua. Mi chinai a baciarlo sul capo mentre gli passavo accanto � lui arross� e brontol� qualcosa -, pronta ad accogliere la mia migliore amica e futura sorella.</p><p>I capelli neri e corti di Alice non erano disordinati come al solito ma sistemati in un�acconciatura a onde che ne circondava il viso da folletto, che contrastava con la sua espressione indaffarata. Mi trascin� fuori casa con un �Ciao, Charlie� appena accennato indirizzato alle sue spalle.</p><p>Poi mi esamin�, mentre salivo sulla sua Porsche.</p><p>�Oh, accidenti, guarda che occhi!�. Sibil� la sua disapprovazione. �Cos�hai fatto? Sei stata sveglia tutta la notte?�.</p><p>�Quasi�.</p><p>Mi guard� in cagnesco. �Non ho molto tempo per renderti strepitosa, Bella: avresti potuto trattare meglio la mia materia prima�.</p><p>�Nessuno si aspetta che io sia strepitosa. Il vero rischio � che mi addormenti durante la cerimonia e non riesca a dire "s�" al momento giusto, facendo scappare Edward�.</p><p>Rise. �Quando arriva il momento ti tirer� addosso il mio bouquet�.</p><p>�Grazie�.</p><p>�Avrai anche troppo tempo per dormire domani, in aereo�.</p><p>Alzai un sopracciglio. <emphasis>Domani</emphasis>, riflettei. Secondo il programma, saremmo partiti subito dopo il ricevimento e se <emphasis>domani</emphasis> fossimo stati ancora in aereo... be�, di certo la nostra meta non era dietro l�angolo. Edward non aveva fatto trapelare nulla. Non ero particolarmente ansiosa di scoprire il mistero, ma era davvero strano ignorare dove avrei dormito la notte seguente. Magari... non proprio dormito.</p><p>Alice cap� di aver detto troppo e si rabbui�.</p><p>�� tutto pronto per la partenza�, disse per distrarmi.</p><p>Funzion�. �Alice, avresti almeno potuto lasciarmi fare le valigie!�.</p><p>�Ti avrei dato troppi indizi�.</p><p>�E ti saresti negata un�occasione di fare shopping�.</p><p>�Fra sole dieci ore ufficialmente sarai mia cognata... direi che � ora di superare questa avversione per i vestiti nuovi�.</p><p>Restai a guardare dal finestrino, imbronciata e cupa, finch� non fummo nei pressi della loro casa.</p><p>�� gi� tornato?�, domandai.</p><p>�Non preoccuparti, arriver� prima che inizi la musica. Ma presto o tardi che sia, non devi vederlo. Rispettiamo la tradizione�.</p><p>�La tradizione!�, sbuffai.</p><p>�Anche se gli sposi non sono tradizionali�.</p><p>�Lo sai anche tu che ha gi� sbirciato�.</p><p>�Invece no, e questo � il motivo per cui sono stata l�unica a vederti con il vestito. Ho fatto molta attenzione a non pensarci mai, con lui nei paraggi�.</p><p>�Be�, vedo che hai riciclato le decorazioni della festa per il diploma�, dissi mentre imboccavamo la stradina alberata. Quei cinque chilometri erano di nuovo avvolti da migliaia di lucine intermittenti. Ma stavolta Alice aveva aggiunto fiocchi di raso bianco.</p><p>�Il risparmio � il miglior guadagno. Goditi queste, perch� non vedrai le decorazioni all�interno fino all�ultimo�. Entr� nel cavernoso garage sul lato settentrionale della casa; la grossa Jeep di Emmett non c�era ancora.</p><p>�E da quando la sposa non pu� vedere gli addobbi?�, protestai.</p><p>�Da quando mi ha affidato i preparativi. Voglio che ti goda l�effetto d�insieme quando scenderai lo scalone�.</p><p>Prima che entrassimo in cucina mi copr� gli occhi con la mano. Il profumo mi assal� immediatamente.</p><p>�Troppo?�. La voce di Alice si fece subito preoccupata. �Sei il primo essere umano a entrare, spero di averci azzeccato�.</p><p>�Ma � meraviglioso!�, la rassicurai. Quasi inebriava, ma era tutt�altro che nauseante e l�equilibrio fra aromi diversi era sottile e impeccabile. �Fiori d�arancio... lill�... e qualcos�altro. Giusto?�.</p><p>�Brava, Bella. Ti sono sfuggite soltanto la fresia e le rose�.</p><p>Non mi scopr� gli occhi finch� non entrammo nel suo immenso bagno. Osservai il lungo bancone, sepolto sotto un armamentario da salone di bellezza, e iniziai ad avvertire i postumi della notte insonne.</p><p>�� davvero necessario? Accanto a lui sembrer� comunque insignificante�.</p><p>Mi spinse su una sediolina rosa. �Nessuno oser� dire che sei "insignificante" dopo che avr� finito�.</p><p>�Per forza, avranno paura che tu li dissangui�, brontolai. Mi lasciai andare sulla sedia e chiusi gli occhi, nella speranza di schiacciare un sonnellino. Scivolai nel dormiveglia riemergendone di tanto in tanto, mentre Alice usava maschere per levigare e far risplendere tutta la superficie del mio corpo.</p><p>Dopo pranzo Rosalie pass� silenziosa davanti alla porta del bagno, vestita di un abito da sera argenteo e scintillante, i capelli d�oro raccolti in una corona morbida sulla testa. Era cos� bella da farmi venir voglia di piangere. Che senso aveva mettermi elegante se c�era lei nei paraggi?</p><p>�Sono tornati�, disse Rosalie e il mio infantile attacco di angoscia spar� all�istante. Edward era qui, a casa.</p><p>�Non farlo entrare!�.</p><p>�Oggi non ti si avviciner�, la rassicur� Rosalie. �Non gli va di rischiare la vita. Esme li ha mandati a finire i preparativi sul retro. Serve aiuto? Posso farle i capelli�.</p><p>Restai attonita a bocca aperta. Rosalie non era mai stata una mia ammiratrice. Oltretutto, tanto per rendere ancora pi� tesi i nostri rapporti, si sentiva offesa nell�intimo dalla scelta che stavo per fare. Nonostante la sua incredibile bellezza, l�amore della sua famiglia e l�anima gemella che aveva trovato in Emmett, avrebbe ceduto tutto pur di tornare umana. Invece, io stavo per gettar via senza piet� tutto ci� che lei desiderava dalla vita, neanche fosse spazzatura. La cosa non aveva affatto contribuito a ingraziarmela.</p><p>�Certo�, rispose Alice tranquilla. �Puoi iniziare a intrecciarli. Voglio una cosa complicata. Il velo va qui, al di sotto�. Inizi� ad armeggiare fra i miei capelli, che sollevava e annodava per mostrare in dettaglio la sua idea. Terminata la spiegazione, le mani di Rosalie rimpiazzarono le sue e modellarono la mia chioma, sfiorandola leggere come piume. Alice torn� a occuparsi del mio viso.</p><p>Dopo averla elogiata per la sua opera, Alice sped� Rosalie a recuperare il mio abito e a rintracciare Jasper, che aveva il compito di passare a prendere mia madre e suo marito Phil in albergo.</p><p>Al piano terra sentivo il rumore lontano della porta d�ingresso che si apriva e chiudeva di continuo. Le voci iniziarono a fluttuare fino alla nostra stanza.</p><p>Alice mi fece alzare in piedi, per infilarmi il vestito senza toccare i capelli e il trucco. Mentre chiudeva la lunga fila di bottoni perlati sulla schiena, le gambe mi tremavano cos� forte da produrre increspature sul raso.</p><p>�Respira a fondo, Bella�, disse Alice. �E cerca di rallentare il battito del cuore. Non vorrai sciogliere il tuo nuovo viso con il sudore?�.</p><p>Le rivolsi l�espressione pi� sarcastica che potevo. �Ci star� attenta�.</p><p>�Ora devo vestirmi. Riesci a tener duro per due minuti?�.</p><p>�Ehm... forse�.</p><p>Alz� gli occhi al cielo e sfrecci� fuori.</p><p>Mi concentrai sul respiro, contandone ogni movimento mentre fissavo i riflessi prodotti dalla luce del bagno sul tessuto splendente della gonna. Avevo paura di guardarmi allo specchio: temevo che la mia immagine in abito da sposa mi spedisse a rotta di collo verso un attacco di panico in grande stile.</p><p>Alice torn� prima del mio duecentesimo respiro, con un abito che avvolgeva come una cascata argentea il suo corpo sottile.</p><p>�Alice... wow�.</p><p>�Non � niente. Nessuno mi guarder� oggi. Non in tua presenza�.</p><p>�Spiritosa!�.</p><p>�Ora, riesci a controllarti o devo chiamare Jasper?�.</p><p>�Sono tornati? C�� anche mamma?�.</p><p>�� appena entrata. Sta salendo�.</p><p>Ren�e era arrivata due giorni prima e avevo trascorso ogni istante possibile con lei, o meglio, ogni momento in cui riuscivo ad allontanarla da Esme e dagli addobbi. Per come la vedevo, si stava divertendo pi� di una bambina chiusa per una notte dentro Disneyland. In un certo senso, mi sentivo tradita come Charlie. Tutto il terrore sprecato nei confronti della sua reazione...</p><p>�Oh, Bella!�, squitt� entusiasta prima ancora di aver oltrepassato la soglia. �Oh, tesoro, sei un incanto! Sono cos� commossa! Alice, sei straordinaria! Tu ed Esme dovreste mettervi in affari come organizzatrici di matrimoni. Dove hai trovato il vestito? � sontuoso! Cos� aggraziato ed elegante. Bella, sembri uscita da un romanzo di Jane Austen�. La voce di mia madre mi sembrava un po� lontana e tutta la stanza era leggermente sfocata. �Che idea creativa, lo stile � lo stesso dell�anello di fidanzamento. Che cosa romantica! E pensare che appartiene alla famiglia di Edward da due secoli!�.</p><p>Scambiai un breve sguardo complice con Alice. Quanto allo stile del vestito, mia madre si sbagliava di un centinaio d�anni abbondante. E il vero fulcro della cerimonia non era l�anello, ma Edward.</p><p>Sulla porta qualcuno si schiar� la voce, rumoroso e goffo.</p><p>�Ren�e, Esme dice che dovete finire di sistemare gi��, disse Charlie.</p><p>�Ehi, Charlie, sei uno schianto!�, disse Ren�e quasi sbalordita. Forse fu questo a provocare l�irritazione di mio padre.</p><p>�Alice mi ha beccato�.</p><p>�Davvero � gi� ora?�, mormor� Ren�e con un nervosismo che ricordava un po� il mio. �Il tempo � volato. Mi gira la testa�.</p><p>E lo stesso accadeva a me.</p><p>�Abbracciami prima che scenda�, insistette Ren�e. �Attenta a non strappare niente�.</p><p>Mia madre mi strinse con delicatezza per la vita, fece per uscire, si gir� di nuovo e torn� di fronte a me.</p><p>�Oh, santo cielo, quasi mi stavo dimenticando! Charlie, dov�� la scatola?�.</p><p>Mio padre si frug� a fondo nelle tasche e ne tir� fuori una scatoletta bianca che diede a Ren�e. Ren�e sollev� il coperchio e me la offr�.</p><p>�Qualcosa di blu�, disse.</p><p>�E di vecchio, direi. Erano di nonna Swan�, aggiunse Charlie. �Abbiamo fatto sostituire gli Strass originali con degli zaffiri�.</p><p>La scatola custodiva due fermacapelli d�argento massiccio. Sopra i pettini, degli zaffiri blu scuro erano incastonati in mezzo a intricati disegni floreali.</p><p>Sentii un groppo in gola. �Mamma, pap�... non dovevate�.</p><p>�Alice non ci ha lasciato fare nient�altro�, rispose Ren�e. �Ogni volta che ci provavamo, sembrava che volesse sgozzarci�.</p><p>Una risatina isterica scoppi� dalle mie labbra.</p><p>Alice si avvicin� e in un attimo fiss� i fermacapelli alla base delle folte trecce. �Abbiamo qualcosa di vecchio e qualcosa di blu�, rimugin� mentre faceva qualche passo indietro per ammirarmi. �E il tuo vestito � nuovo... perci�...�.</p><p>Mi lanci� qualcosa. Con un gesto automatico sporsi le mani, fra le quali atterr� una delicata giarrettiera bianca.</p><p>�Quella � in prestito e la rivoglio indietro�, disse Alice.</p><p>Arrossii.</p><p>�Bene�, replic� soddisfatta. �Avevi proprio bisogno di un po� di colore. Sei ufficialmente perfetta�. Abbozz� un sorriso compiaciuto e si rivolse ai miei genitori. �Ren�e, � ora di scendere�.</p><p>�Sissignora�. Ren�e mi soffi� un bacio e si affrett� verso la porta.</p><p>�Charlie, prendi tu i fiori, per favore?�.</p><p>Uscito Charlie, Alice mi strapp� di mano la giarrettiera e si chin� sotto la mia gonna. Sorpresa e malferma, sentii la sua mano fredda afferrarmi la caviglia per infilarla.</p><p>Si rialz� prima che Charlie tornasse con i due bouquet bianchi e vaporosi. Il profumo di rose, fiori d�arancio e fresia mi avvolse in una nebbia leggera.</p><p>Rosalie, la migliore musicista di famiglia dopo Edward, inizi� a suonare il pianoforte al piano di sotto. Il <emphasis>Canone</emphasis> di Pachelbel. E io andai in iperventilazione.</p><p>�Su, Bells�, disse Charlie. Poi si rivolse ad Alice, nervoso: �Non ha una bella cera. Pensi che ce la far�?�.</p><p>La sua voce sembrava lontana. Non sentivo pi� le gambe.</p><p>�Le conviene�.</p><p>Alice mi si avvicin� in punta di piedi per guardarmi meglio negli occhi e mi afferr� i polsi con le mani forti.</p><p>�Concentrati, Bella. Gi� c�� Edward che ti aspetta�.</p><p>Respirai a fondo per ricompormi.</p><p>La musica si trasform� lentamente in una nuova melodia. Charlie mi diede di gomito. �Bells, entriamo in campo�.</p><p>�Bella?�, domand� Alice senza mollare il mio sguardo.</p><p>�S�, squittii. �Edward. Okay�. Mi feci trascinare fuori dalla stanza al fianco di Charlie.</p><p>Nel salone la musica era pi� alta. Aleggiava per le scale assieme al profumo di milioni di fiori. Mi concentrai sull�idea di Edward che mi aspettava per convincere i miei piedi a muoversi in avanti.</p><p>La musica era nota: la classica marcia nuziale di Wagner arricchita da una marea di abbellimenti.</p><p>�Tocca a me�, cinguett� Alice. �Conta fino a cinque e seguimi�. Inizi� a volteggiare lenta ed elegante sulle scale. Dovevo aspettarmi che avere Alice come unica damigella sarebbe stato un errore. Scendere dopo di lei mi avrebbe fatta sembrare ancora pi� sgraziata.</p><p>Una fanfara trill� all�improvviso fra le note che si libravano. Riconobbi la mia battuta d�entrata.</p><p>�Non lasciarmi cadere, pap�, sussurrai. Charlie prese la mia mano sottobraccio e la strinse forte.</p><p><emphasis>Un passo alla volta</emphasis>, mi ripetei mentre iniziavamo la discesa al ritmo lento della marcia. Non alzai gli occhi finch� i piedi non furono ben saldi sul pavimento, per� sentivo le voci e il mormorio dei presenti mano a mano che riuscivano a vedermi. Il sangue m�inond� le guance: nella parte della sposa timida ero impeccabile.</p><p>Superate le insidiose scale, lo cercai. Per un breve istante mi lasciai distrarre dalle ghirlande di boccioli bianchi appese a ogni appiglio possibile nella stanza, punti fermi da cui partivano lunghe file di nastri sottilissimi di tulle. Poi distolsi lo sguardo da quella sorta di baldacchino, cercai fra le file di sedie avvolte nel raso bianco � sempre pi� rossa in viso, mentre affrontavo la folla di volti tutti girati verso di me � e infine lo trovai, davanti a un arco traboccante di altri fiori e altri nastri.</p><p>Quasi non mi accorsi che al suo fianco c�era Carlisle e alle loro spalle il padre di Angela. Non vidi mia madre nel posto in prima fila che probabilmente occupava, n� la mia nuova famiglia o gli ospiti: avrebbero dovuto aspettare.</p><p>Non vedevo altro che il viso di Edward: colmava il mio orizzonte e sconvolgeva i miei pensieri. L�oro dei suoi occhi era morbido e ardente nel volto perfetto quasi accigliato, tanto profonda era l�emozione. Ma poi, quando incroci� il mio sguardo intimorito, si apr� in un sorriso esultante e mozzafiato.</p><p>In quell�istante, non fosse stato per la mano di Charlie che stringeva la mia, gli sarei corsa incontro a perdifiato lungo il corridoio che si apriva fra gli invitati.</p><p>La marcia era troppo lenta, sforzavo il mio passo a seguirne il ritmo. Grazie al cielo, la distanza era brevissima. Poi, finalmente, eccomi. Edward mi porse una mano. Charlie prese la mia e con un gesto simbolico vecchio quanto il mondo la pos� su quella di Edward. Toccai il freddo miracolo della sua pelle e mi sentii a casa.</p><p>Ci scambiammo le promesse con le parole semplici e tradizionali gi� pronunciate milioni di altre volte, ma forse mai da una coppia come la nostra. Avevamo chiesto al signor Weber un solo piccolo cambiamento. E lui accett� di correggere �finch� morte non ci separi� nel pi� appropriato �fino a quando entrambi vivremo�.</p><p>In quel momento, mentre il pastore parlava, mi sembr� che il mio mondo, rimasto sottosopra cos� a lungo, iniziasse a tornare al suo posto. Capii che ero stata una sciocca a temere tutto questo, neanche fosse un regalo di compleanno indesiderato o una passerella imbarazzante come il ballo di fine anno. Incrociai lo sguardo luminoso e trionfante di Edward e capii che era una vittoria anche mia. Perch� l�unica cosa che importasse era poter stare con lui.</p><p>Mi accorsi che piangevo soltanto al momento di pronunciare le parole che ci avrebbero unito.</p><p>�S�, riuscii ad ansimare con un sussurro incomprensibile, battendo le palpebre per schiarirmi lo sguardo e vederlo meglio in volto.</p><p>Quando tocc� a lui, la parola risuon� netta e trionfante.</p><p>�S�, promise.</p><p>Il signor Weber ci dichiar� marito e moglie e le mani di Edward si avvicinarono al mio volto per cingerlo con dolcezza, come fosse delicato quanto i petali bianchi che dondolavano sulle nostre teste. Accecata dal velo di lacrime, cercai di capacitarmi del fatto surreale che quella persona straordinaria fossi <emphasis>io.</emphasis> Quasi fosse possibile, anche i suoi occhi dorati sembravano gonfi di lacrime. Pieg� la testa verso di me e io mi alzai in punta di piedi, gettandogli le braccia al collo, con il bouquet e tutto il resto.</p><p>Fu un bacio tenero, adorante. Dimenticai la folla, il luogo, il tempo, la ragione. Ricordavo solo che mi amava, che mi voleva, che ero sua.</p><p>Lui lo aveva iniziato e stava a lui concludere quel bacio, ma io lo strinsi forte, ignorando le risatine e i colpi di tosse dei presenti. Alla fine le sue mani lasciarono il mio viso e, troppo presto, fece un passo indietro per guardarmi. A prima vista, il suo sorriso spontaneo sembrava divertito, quasi compiaciuto. Ma dietro il momentaneo divertimento per la mia esibizione pubblica c�era una gioia profonda, eco della mia.</p><p>La folla scoppi� in un applauso ed Edward si volt� con me verso i nostri amici e parenti. Io per� non riuscivo ad allontanare lo sguardo dal suo volto.</p><p>Le braccia di mia madre furono le prime a trovarmi, il suo viso solcato di lacrime il primo che vidi quando, controvoglia, distolsi gli occhi da Edward. Poi fu un susseguirsi di abbracci, da un invitato all�altro, senza capire bene chi mi stringesse, mentre la mia attenzione era tutta concentrata sulla mano di Edward intrecciata alla mia. Riconoscevo la differenza fra gli abbracci morbidi e caldi degli umani e quelli delicati e freddi della mia nuova famiglia.</p><p>Un abbraccio rovente si distinse fra tutti: Seth Clearwater aveva sfidato la folla di vampiri per sostituire il mio amico licantropo assente.</p></section><section><title><p>4</p><p>Gesto</p></title><p>La cerimonia conflu� armonicamente nel ricevimento, a conferma dell�infallibile organizzazione di Alice. Sul fiume si rifletteva scintillando il crepuscolo: la funzione era durata esattamente il tempo necessario a che il sole si abbassasse dietro gli alberi. Mentre Edward mi guidava oltre le vetrate nel giardino posteriore, i raggi brillavano fra i rami e accendevano il bianco dei fiori. Qui all�esterno, in diecimila componevano il baldacchino profumato e arioso che sovrastava la pista da ballo allestita sull�erba fra due degli antichi cedri.</p><p>Tutto rallent� e si fece pi� rilassato, mentre la dolce sera d�agosto calava su di noi. La piccola folla si sparpagli� sotto il tenue chiarore delle lucine e gli amici appena abbracciati ci seguirono per festeggiarci. Questo era il momento di parlare, di divertirci.</p><p>�Congratulazioni, ragazzi�, disse Seth Clearwater, chinando la testa sotto una ghirlanda di fiori. La madre, stretta al suo fianco, sbirciava gli ospiti con intensit� e timore. Il viso di Sue era scarno e l�espressione fiera era accentuata dall�acconciatura austera dei capelli corti, come li portava la figlia Leah: chiss�, forse li aveva tagliati cos� per dimostrarle solidariet�. Billy Black, all�altro lato di Seth, non era altrettanto nervoso.</p><p>Quando guardavo il padre di Jacob mi sembrava sempre di vedere due persone anzich� una sola. C�era l�anziano sulla sedia a rotelle, con il volto rugoso e il sorriso splendente visibile a chiunque. E poi c�era il discendente diretto di una lunga stirpe di capi potenti e magici, avvolto nell�autorit� che lo accompagnava dalla nascita. La magia, in assenza di cause scatenanti, non aveva toccato la sua generazione, ma Billy condivideva quel potere e quella leggenda che scorrevano attraverso di lui fino a suo figlio, l�erede che aveva voltato le spalle alla magia. Ci� aveva fatto di Sam Uley il primo depositario delle leggende e dei poteri...</p><p>Considerati la compagnia e l�evento, Billy sembrava stranamente a proprio agio e le sue pupille nere brillavano come avesse appena ricevuto buone notizie. Restai colpita dalla sua pacatezza. Ai suoi occhi questo matrimonio doveva sembrare una cosa bruttissima, anzi la peggiore che potesse capitare alla figlia del suo migliore amico.</p><p>Ero consapevole che per lui non era facile moderare i sentimenti, dato che un evento del genere poteva mettere in crisi l�antico patto fra i Cullen e i Quileute, quello che proibiva ai Cullen di creare altri vampiri. I lupi sapevano che stava per essere infranto, ma gli altri non avevano idea di quale reazione aspettarsi. Prima dell�alleanza, si sarebbe scatenato un attacco fulmineo. Una guerra. Ma, adesso che si conoscevano meglio, c�era spazio per l�indulgenza?</p><p>Come per rispondere a questo pensiero, Seth si fece incontro a Edward a braccia aperte. Edward ricambi� senza staccarsi da me.</p><p>Notai un leggero brivido in Sue.</p><p>�� bello vedere che te la passi bene, amico�, disse Seth. �Sono contento per te�.</p><p>�Grazie, Seth. Te ne sono davvero grato�. Edward sciolse l�abbraccio e si rivolse a Sue e Billy. �Grazie anche a voi. Per aver lasciato venire Seth. Per essere accanto a Bella oggi�.</p><p>�Prego�, disse Billy con la sua voce profonda e rauca, e restai sorpresa dall�ottimismo che sprigionava. Forse all�orizzonte c�era una tregua pi� solida.</p><p>Iniziava a formarsi una piccola fila, perci� Seth salut� e spinse Billy verso il buffet. Sue li accompagn� tenendo le mani sulle loro spalle.</p><p>Dopo di loro, furono Angela e Ben a reclamarci, seguiti dai genitori di Angela e poi da Mike e Jessica, che, con mia gran sorpresa, si tenevano per mano. Non sapevo che fossero tornati insieme. Meno male.</p><p>Alle spalle degli amici umani c�erano le mie nuove cugine acquisite del clan di Denali. Mi resi conto che stavo trattenendo il respiro quando la prima delle vampire, Tanya a giudicare dalla sfumatura rossiccia dei riccioli biondi, si avvicin� ad abbracciare Edward. Accanto a lei, tre vampiri dagli occhi dorati mi guardavano con evidente curiosit�. Una delle donne aveva pallidi capelli biondi, dritti e lisci come granturco. L�altra e l�uomo che le stava a fianco avevano i capelli neri, con un�ombra olivastra sul colorito smunto della pelle.</p><p>E tutti e quattro erano tanto belli da farmi venire il mal di stomaco.</p><p>Tanya era ancora abbracciata a Edward.</p><p>�Ah, Edward�, disse, �mi sei mancato�.</p><p>Lui ridacchi� e con destrezza sciolse l�abbraccio, le pos� leggero una mano sulla spalla e fece un passo indietro, come per guardarla meglio. �Ne � passato di tempo, Tanya. Ti trovo bene�.</p><p>�Anch�io�.</p><p>�Lascia che ti presenti mia moglie�. Per la prima volta Edward aveva tutte le ragioni di chiamarmi cos� e sembrava esplodere di soddisfazione. Il clan di Denali rispose con un�allegra risata. �Tanya, questa � la mia Bella�.</p><p>Tanya era adorabile come l�avevo immaginata nei miei incubi peggiori. M�inchiod� con uno sguardo molto pi� riflessivo che rassegnato e mi offr� la mano.</p><p>�Benvenuta in famiglia, Bella�. Fece un sorriso mesto. �Noi ci consideriamo la famiglia allargata di Carlisle e mi dispiace davvero che di recente non abbiamo, ehm... onorato la parentela. Avremmo dovuto conoscerci prima. Saprai perdonarci?�.</p><p>�Ma certo�, risposi d�un fiato. �Sono felice di conoscervi�.</p><p>�Ora i Cullen sono tutti accoppiati. Magari fra un po� toccher� anche a noi, eh, Kate?�. Sorrise alla bionda.</p><p>�Continua a sognare�, disse Kate e alz� gli occhi dorati al cielo. Sfil� la mia mano da quella di Tanya e la strinse con delicatezza. �Benvenuta, Bella�.</p><p>La donna dai capelli scuri aggiunse la sua mano alle nostre. �Io sono Carmen, lui � Eleazar. Siamo tutti molto lieti di conoscerti, finalmente�.</p><p>�An-anch�io�, balbettai.</p><p>Tanya lanci� un�occhiata alle persone in attesa dietro di lei: Mark, il vice di Charlie, e sua moglie li osservavano attoniti.</p><p>�Ci conosceremo meglio pi� avanti. Abbiamo un�<emphasis>eternit�</emphasis> per farlo!�, rise Tanya mentre passava oltre assieme alla sua famiglia.</p><p>Rispettammo tutti i rituali tradizionali. Restai accecata dai flash mentre tagliavamo una torta spettacolare, troppo grande, pensai, per un gruppo di amici e parenti piuttosto ristretto. A turno ci imboccammo a vicenda ed Edward divor� con coraggio la sua porzione sotto il mio sguardo sbalordito. Lanciai il bouquet con destrezza inaspettata, proprio fra le mani di un�incredula Angela. Emmett e Jasper ruggirono divertiti quando arrossii dopo che Edward mi tolse la giarrettiera � che mi era scesa quasi fino alla caviglia � con i denti e con <emphasis>molta</emphasis> cautela. Mi fece l�occhiolino e la spar� dritta in faccia a Mike Newton.</p><p>E non appena inizi� la musica, Edward mi prese fra le braccia per il primo giro di ballo obbligatorio. Lo seguii di cuore, malgrado la mia paura di danzare, soprattutto in pubblico, felicissima di stringermi a lui. Edward guid� i miei passi e io piroettai senza sforzo sotto il bagliore di un baldacchino di luci e flash.</p><p>�Ti stai divertendo, signora Cullen?�, mi sussurr� all�orecchio.</p><p>Sorrisi. �Ci vorr� un po� per abituarmi�.</p><p>�Di tempo ne abbiamo�, mi ricord�, esultante, e si chin� a baciarmi mentre ballavamo, fra gli scatti febbrili delle macchine fotografiche.</p><p>La musica cambi� e Charlie tamburell� sulla spalla di Edward.</p><p>Non fu altrettanto facile ballare con lui. Non era affatto pi� bravo di me, perci� ci limitammo a dondolarci come nel ballo del mattone.</p><p>Edward ed Esme ci volteggiavano attorno come Fred Astaire e Ginger Rogers.</p><p>�A casa mi mancherai, Bella. Mi sento gi� solo�.</p><p>Risposi con il groppo in gola, cercando di scherzarci su. �� davvero una tragedia costringerti a cucinare, una colpa assolutamente criminale. Potresti arrestarmi�.</p><p>Sorrise. �Trover� un modo per sfamarmi. Basta che mi chiami appena puoi�.</p><p>�Promesso�.</p><p>Sembrava che tutti volessero ballare con me. Rivedere i miei vecchi amici era bello, ma sopra ogni altra cosa volevo stare accanto a Edward.</p><p>Per fortuna si fece largo fra gli ospiti appena mezzo minuto dopo l�inizio di una nuova canzone.</p><p>�Mike ancora non ti va gi�, eh?�, commentai mentre Edward mi sfilava dalle sue braccia.</p><p>�Non quando mi tocca ascoltare i suoi pensieri. Gli � andata bene che non l�ho cacciato via. O peggio�.</p><p>�Eh, s�.</p><p>�Non sei ancora riuscita a vedere come stai?�.</p><p>�Uhm, no, direi di no. Perch�?�.</p><p>�Perch� forse non ti sei ancora resa conto che stasera sei di una bellezza mozzafiato. Non mi sorprende che Mike fatichi a trattenere pensieri impuri su una donna sposata. E m�infastidisce <emphasis>molto</emphasis> che Alice non abbia fatto in modo da costringerti a passare davanti allo specchio�.</p><p>�La tua � un�opinione di parte, lo sai�.</p><p>In silenzio mi fece voltare verso le vetrate che riflettevano la festa come un lungo specchio e m�indic� la coppia riflessa esattamente davanti a noi.</p><p>�Di parte, dici?�.</p><p>Colsi soltanto con la coda dell�occhio l�immagine di Edward � il perfetto duplicato del suo viso perfetto � al fianco di una bellezza dai capelli scuri. La sua pelle era come panna e rose, gli occhi sgranati dall�entusiasmo e coronati da folte ciglia. La guaina stretta del vestito bianco scintillante si allargava nello strascico quasi fosse una calla capovolta e il taglio dell�abito era cos� perfetto da rendere il suo corpo elegante e aggraziato, almeno finch� restava immobile.</p><p>Prima che con un battito di ciglia la bellezza si trasformasse in me, Edward s�irrigid� e si volt� automaticamente nell�altra direzione, come se qualcuno lo avesse chiamato.</p><p>�Oh!�, esclam�. Per un brevissimo istante aggrott� le sopracciglia. Poi di colpo si apr� in un sorriso raggiante.</p><p>�Che c��?�, domandai.</p><p>�Un regalo di nozze a sorpresa�.</p><p>�Eh?�.</p><p>Non rispose, ma riprese a ballare trascinandomi nella direzione opposta, lontano dalle luci, l� dove cominciava la notte, che circondava la pista da ballo luminosa.</p><p>Si ferm� soltanto quando raggiungemmo il lato buio di un grande cedro. Guard� dritto verso l�ombra pi� nera.</p><p>�Grazie�, disse all�oscurit�. �Sei stato molto... gentile�.</p><p>�"Gentile" � il mio secondo nome�, rispose una voce roca e familiare, dal nero della notte. �Posso intromettermi?�.</p><p>La mia mano corse alla gola e, se Edward non mi avesse tenuta in piedi, sarei crollata.</p><p>�Jacob!�, ansimai non appena ripresi a respirare. �Jacob!�.</p><p>�Ciao, Bella�.</p><p>Arrancai verso il suono della sua voce. Edward non moll� il mio braccio finch� non avvertii un altro paio di mani forti afferrarmi nel buio. Mentre Jacob mi avvicinava a s�, sentivo il calore della sua pelle bruciare attraverso il vestito di raso sottile. Non si sforz� neanche di ballare: mi abbracci�, mentre il mio viso affondava nel suo petto. Si chin� per sfiorarmi la fronte con la guancia.</p><p>�Rosalie non mi perdoner� se non le concedo il giro di pista che le devo�, mormor� Edward e compresi che stava per lasciarci soli e farmi un regalo tutto suo: quel momento assieme a Jacob.</p><p>�Oh, Jacob�. Ero scoppiata a piangere, quasi non riuscivo a parlare. �Grazie�.</p><p>�Smettila di frignare, Bella. Ti rovini il vestito. Sono io, punto�.</p><p>�Punto? Oh, Jake! Ora � tutto perfetto�.</p><p>Sbuff�. �Gi�, la festa pu� iniziare. Finalmente il testimone � arrivato�.</p><p>�Ora <emphasis>tutti</emphasis> quelli a cui voglio bene sono qui�.</p><p>Sentii le sue labbra sfiorarmi i capelli. �Scusa il ritardo, dolcezza�.</p><p>�Sono strafelice che tu sia qui!�.</p><p>�L�idea era questa�.</p><p>Lanciai un�occhiata agli ospiti, ma i ballerini m�impedivano di scorgere il punto in cui poco prima avevo visto il padre di Jacob. Non sapevo se fosse rimasto. �Billy sa che sei qui?�. Non feci in tempo a chiederlo e gi� mi diedi la risposta: ecco la spiegazione a tanto buonumore.</p><p>�Di sicuro Sam gliel�ha detto. Andr� a trovarlo quando... quando finisce la festa�.</p><p>�Sar� contentissimo di riaverti a casa�.</p><p>Jacob si scost�, raddrizzandosi e cingendomi la vita. L�altra mano afferr� la mia, la destra, portandola al petto. Percepivo il battito del suo cuore sotto il mio palmo e intuii che non l�aveva fatto per caso.</p><p>�Non so se otterr� pi� di un ballo�, disse e inizi� a guidarmi lentamente in circolo, senza seguire il ritmo della musica alle nostre spalle. �Meglio approfittarne�.</p><p>Ci muovevamo al ritmo del suo cuore, che palpitava sotto la mia mano.</p><p>�Sono felice di essere venuto�, disse Jacob piano, dopo qualche istante. �Non credevo di poterlo essere. Ma � bello vederti... ancora. Non � triste come immaginavo�.</p><p>�Non voglio che tu sia triste�.</p><p>�Lo so. E non sono qui per farti sentire in colpa�.</p><p>�No... sono molto felice che tu ci sia. � il miglior regalo che potessi farmi�.</p><p>Rise. �Meglio cos�, perch� non ho fatto in tempo a passare a prenderne uno vero�.</p><p>I miei occhi si stavano abituando al buio e riuscivo a scorgere il suo volto, pi� in alto di quanto mi aspettassi. Possibile che fosse cresciuto ancora? Ormai era pi� vicino ai due metri che al metro e ottanta. Era un sollievo rivedere i suoi tratti familiari dopo tanto tempo: quegli occhi infossati nascosti sotto le sopracciglia nere arruffate, gli zigomi alti, le labbra piene distese sui denti lucidi nel sorriso sarcastico che faceva il paio con il tono di voce. Ma, ai bordi, gli occhi erano tesi, anzi attenti: capii che cercava di muoversi con la <emphasis>massima</emphasis> cautela. Faceva tutto il possibile per rendermi felice senza tradirsi n� mostrare quanto gli costasse.</p><p>Non avevo mai fatto niente di cos� buono da meritare un amico come Jacob.</p><p>�Quando hai deciso di tornare?�.</p><p>�Consciamente o inconsciamente?�. Respir� a fondo, prima di rispondere alla sua stessa domanda. �Non so, davvero. Credo di aver vagato un po� in questa direzione, forse perch� era proprio la mia meta. Per� soltanto stamattina ho iniziato a <emphasis>correre.</emphasis> Non ero sicuro di farcela�. Rise. �Non sai che sensazione assurda sia camminare di nuovo a due zampe. E i vestiti! La cosa pi� stramba sta proprio nel fatto che mi sembra un�assurdit�. Non me l�aspettavo. Sono fuori allenamento con le faccende umane�.</p><p>Volteggiavamo sicuri.</p><p>�Sarebbe stato un peccato non riuscire a vederti cos�, per�. Vale tutto il viaggio. Stasera sei incredibile, Bella. Meravigliosa�.</p><p>�Alice si � dedicata parecchio a me oggi. E il buio aiuta�.</p><p>�Per me non � cos� buio, lo sai�.</p><p>�Gi�. I sensi dei licantropi. Com�era facile dimenticare i suoi poteri, tanto appariva umano. Soprattutto in quel momento.</p><p>�Ti sei tagliato i capelli�.</p><p>�S�. Cos� � pi� facile. Valeva la pena di sfruttare il paio di mani che abbiamo�.</p><p>�Ti dona�, mentii.</p><p>Lui sbuff�. �Va bene, l�ho fatto da solo, con un trinciapollo arrugginito�. Per un istante affior� il suo sorriso ampio, che per� svan� in un�espressione seria. �Sei felice, Bella?�.</p><p>�S�.</p><p>�Okay�. Lo sentii scrollare le spalle. �Immagino sia la cosa pi� importante�.</p><p>�E tu come stai, Jacob? Sinceramente�.</p><p>�Sto bene, Bella, sinceramente. Non devi pi� preoccuparti per me. Puoi anche smettere di scocciare Seth�.</p><p>�Non � per te che lo scoccio. Seth mi piace�.</p><p>�� un bravo ragazzo. Meglio di certi altri. Te lo assicuro, vivere da lupo sarebbe quasi perfetto se riuscissi a liberarmi delle voci nella testa�.</p><p>Quella frase mi fece ridere. �Eh s�, nemmeno io riesco a mettere a tacere la mia�.</p><p>�Nel tuo caso, si tratterebbe di pazzia. D�altronde, ho sempre saputo che sei pazza�, mi punzecchi�.</p><p>�Grazie�.</p><p>�Probabilmente � pi� facile essere pazzi che condividere i pensieri del branco. Le voci dei matti non chiamano dei babysitter per sorvegliarli�.</p><p>�Eh?�.</p><p>�Sam � qui in giro. Accompagnato. Per precauzione, sai com��.</p><p>�Com�� come?�.</p><p>�Come nel caso in cui non riuscissi a trattenermi, o cose del genere. In caso decidessi di guastarvi la festa�. Un sorriso fulmineo balen� in risposta a quella che probabilmente per lui era una prospettiva piacevole. �Ma non sono qui per rovinarti il matrimonio, Bella. Sono qui...�. Non termin� la frase.</p><p>�Per renderlo perfetto�.</p><p>�Questo sarebbe troppo�.</p><p>�Ma alto come sei, hai le spalle larghe, no?�.</p><p>Grugn� alla mia brutta battuta e sospir�. �Sono qui per esserti amico. Il tuo migliore amico, un�ultima volta�.</p><p>�Sam dovrebbe darti pi� fiducia�.</p><p>�Be�, forse sono un ipersensibile. Magari sono venuti per tenere d�occhio Seth. Qui ci sono <emphasis>tanti</emphasis> vampiri. Seth non la prende sul serio come dovrebbe�.</p><p>�Seth sa di non essere in pericolo. Capisce i Cullen molto pi� di Sam�.</p><p>�Certo, certo�, si arrese Jacob per evitare un battibecco.</p><p>Era strano vederlo nel ruolo del diplomatico...</p><p>�Mi dispiace per le voci�, dissi. �Vorrei poter migliorare le cose�. In pi� di un senso.</p><p>�Non va poi cos� male. Sto solo frignando un po��.</p><p>�Sei... felice?�.</p><p>�Be�, quasi. Ma basta parlare di me. Oggi la stella sei tu�. Ridacchi�. �Scommetto che ne vai <emphasis>matta</emphasis>: essere al centro dell�attenzione�.</p><p>�Gi�. Non � mai abbastanza�.</p><p>Rise e lanci� un�occhiata alle mie spalle. A labbra contratte studi� il bagliore scintillante del ricevimento, la girandola aggraziata dei ballerini, i petali che cadevano fluttuando dalle ghirlande. Seguivo il suo sguardo e tutto appariva molto lontano dal nostro spazio nero e silenzioso. Quasi fosse il bianco vorticare della neve dentro una palla di vetro.</p><p>�Questo glielo concedo�, disse. �Quando si tratta di feste ci sanno fare�.</p><p>�Alice � una forza della natura, inarrestabile�.</p><p>�La canzone � finita. Me ne concedi un�altra? O � chiedere troppo?�.</p><p>Strinsi la mano alla sua. �Puoi averne quante ne vuoi�.</p><p>Rise. �Sarebbe interessante. Ma � meglio che mi fermi a due. Non voglio che la gente mormori�.</p><p>E riprendemmo a muoverci in circolo.</p><p>�Ormai dovrei essere abituato a dirti addio�, bisbigli�.</p><p>Cercai di ricacciare indietro il nodo che mi sentivo in gola, ma non ci riuscivo.</p><p>Jacob mi guard� accigliato. Mi pass� le dita sulla guancia per asciugare le lacrime.</p><p>�Non dovresti essere tu a piangere, Bella�.</p><p>�Tutti piangono ai matrimoni�, dissi con un filo di voce.</p><p>�Questo � ci� che vuoi, no?�.</p><p>�S�.</p><p>�Allora sorridi�.</p><p>Ci provai. Rise della mia smorfia.</p><p>�Ti ricorder� cos�. Far� finta...�.</p><p>�Cosa? Che io sia morta?�.</p><p>Digrign� i denti. Lottava contro se stesso, contro la decisione di rendere la sua presenza un regalo e non una punizione. Sapevo cosa avrebbe voluto dire.</p><p>�No�, rispose infine. �Ma nei miei pensieri ti vedr� come sei ora. Le guance rosa. Il cuore che batte. Pronta a inciampare ovunque. Cose cos�...�.</p><p>Con tutta la forza che avevo, gli pestai di proposito un piede.</p><p>Sorrise. �Ora ti riconosco�.</p><p>Fece per dire qualcos�altro, ma chiuse la bocca all�improvviso. Era ancora tormentato e serrava i denti sulle parole che non voleva pronunciare.</p><p>Un tempo frequentarci era stato facile. Spontaneo come respirare. Ma, dopo il ritorno di Edward nella mia vita, il nostro rapporto si era trasformato in una tensione continua. Perch�, secondo Jacob, scegliendo Edward avevo scelto un destino peggiore della morte, o perlomeno altrettanto grave.</p><p>�Che c��, Jake? Dimmelo. Puoi dirmi tutto�.</p><p>�Io... io... non ho niente da dirti�.</p><p>�E dai, per favore. Sputa il rospo�.</p><p>�Ma � vero. Non �... �, s�, � una domanda. Una cosa che <emphasis>devi</emphasis> dirmi�.</p><p>�Chiedi�.</p><p>Si trattenne ancora per qualche istante e infine cedette. �Non dovrei. Non importa. � solo curiosit� morbosa�.</p><p>Capii, perch� lo conoscevo troppo bene.</p><p>�Non � stasera, Jacob�, sussurrai.</p><p>La mia umanit� ossessionava Jacob ancor pi� di Edward. Sapendo che erano limitati, per lui ogni battito del mio cuore era prezioso.</p><p>�Ah�, abbozz� nel tentativo di nascondere il sollievo.</p><p>Inizi� un�altra canzone, ma non se ne accorse.</p><p>�Quando?�, sussurr�.</p><p>�Non so ancora. Fra un paio di settimane, forse�.</p><p>La sua voce, passata sulla difensiva, prese una sfumatura ironica. �Perch� questo ritardo?�.</p><p>�Non volevo trascorrere la luna di miele a contorcermi per il dolore�.</p><p>�E come preferiresti passarla? Giocando a dama? Ah ah�.</p><p>�Molto divertente�.</p><p>�Scherzo, Bells. Per�, sinceramente, non capisco che senso abbia. Non puoi avere una vera luna di miele con il tuo vampiro, allora, perch� far finta? Diciamo pane al pane. Non � la prima volta che rimandi. Certo, questo � <emphasis>positivo</emphasis>�, disse, con improvvisa franchezza. �Non esserne imbarazzata�.</p><p>�Non sto rimandando niente�, sbottai. �E se vuoi saperlo, <emphasis>s�</emphasis>, posso passare una vera luna di miele! Posso fare tutto ci� che voglio! Non sono affari tuoi!�.</p><p>Di punto in bianco interruppe il nostro moto circolare. Per un istante mi domandai se si fosse accorto che la musica era cambiata e mi affannai a cercare il modo di mettere riparo al nostro bisticcio, prima di dirci addio. Non dovevamo salutarci cos�.</p><p>Ma poi sgran� gli occhi, pieni di una strana luce confusa e spaventata.</p><p>�Cosa?�, ansim�. �Cos�hai detto?�.</p><p>�Di che parli...? Jake? Che c�� che non va?�.</p><p>�Cosa vuol dire? Una vera luna di miele? Mentre sei ancora <emphasis>umana</emphasis>? Stai scherzando? Non mi diverte per niente, Bella!�.</p><p>Lo guardai in cagnesco. �Ho detto che non sono affari tuoi, Jake. <emphasis>Altroch�</emphasis> se non lo sono. Non avrei... non avremmo dovuto neanche parlarne. Sono questioni private...�.</p><p>Le sue mani enormi afferrarono le mie e le strinsero avvolgendole.</p><p>�Oh, Jake, lasciami andare!�.</p><p>Mi diede uno strattone.</p><p>�Bella! Sei impazzita? Non puoi essere cos� stupida! Dimmi che stai scherzando!�.</p><p>Mi diede un altro strattone. Le sue mani, strette come lacci, tremavano e mi facevano vibrare fin nelle ossa.</p><p>�Jake, basta!�.</p><p>L�oscurit� divenne subito affollatissima.</p><p>�Levale le mani di dosso!�. La voce di Edward era fredda come il ghiaccio, affilata come un rasoio.</p><p>Alle spalle di Jacob, dalla notte nera si sent� un ringhio cupo, a cui se ne sovrappose un altro.</p><p>�Jake, fratello, allontanati�. Era la voce agitata di Seth Clearwater. �Stai perdendo la testa�.</p><p>Jacob s�impietr�, lo sguardo fisso e sconvolto.</p><p>�Cos� le fai male�, sussurr� Seth. �Lasciala�.</p><p>�Subito!�, ringhi� Edward.</p><p>Jacob si lasci� cadere le mani sui fianchi e l�impeto del sangue che riprese a scorrermi nelle vene fu quasi un dolore improvviso. Prima che potessi accorgermi di altro, mani fredde sostituirono quelle calde e percepii come un turbine nell�aria che mi circondava.</p><p>In un battito di ciglia mi ritrovai in piedi, a un paio di metri da dove stavo prima. Teso, Edward era di fronte a me. Due lupi enormi, rannicchiati fra lui e Jacob, non sembravano aggressivi. Pi� che altro, cercavano di impedire la rissa.</p><p>E Seth � il quindicenne e allampanato Seth � stringeva con le lunghe braccia il corpo tremante di Jacob e cercava di allontanarlo. Se Jacob si fosse trasformato, cos� vicino a lui...</p><p>�E dai, Jake. Andiamo�.</p><p>�Ti ammazzo�, disse Jacob, la voce tanto soffocata dalla rabbia da essere ridotta a un sussurro. I suoi occhi, puntati su Edward, ardevano dalla furia. �Io ti ammazzo con le mie mani! Ora!�. Tremava, in preda alle convulsioni.</p><p>Il lupo pi� grosso, quello nero, emise un ruggito improvviso.</p><p>�Seth, allontanati�, sibil� Edward.</p><p>Seth tent� di nuovo di strattonare Jacob, talmente in preda alla rabbia che l�amico riusc� a trascinarlo indietro solo di pochissimo. �Non farlo, Jake. Vieni via. Andiamo�.</p><p>Sam � il lupo pi� grande, quello nero � and� in aiuto di Seth. Appoggi� la testa imponente al petto di Jacob e spinse.</p><p>Seth tirava, Jake tremava, Sam spingeva: cos� sparirono veloci nell�oscurit�.</p><p>L�altro lupo li segu� con lo sguardo. La luce era troppo debole per illuminare chiaramente il colore del suo pelo. Marrone cioccolato, forse? Allora era Quil?</p><p>�Mi dispiace�, sussurrai al lupo.</p><p>�Ora va tutto bene, Bella�, mormor� Edward.</p><p>Il lupo guard� Edward. I suoi occhi non erano amichevoli. Edward gli fece un cenno distaccato. Il lupo sbuff� e spar� sulle orme degli altri.</p><p>�Va bene�, disse Edward fra s� prima di guardarmi. �Torniamo�.</p><p>�Ma Jake...�.</p><p>�� nelle mani di Sam. Se n�� andato�.</p><p>�Edward, mi dispiace tanto. Sono stata stupida...�.</p><p>�Non hai fatto niente di male...�.</p><p>�Non sono capace di star zitta! Perch� mai... Non avrei dovuto farmi trascinare cos�. Cosa mi � passato per la testa?�.</p><p>�Non preoccuparti�. Mi sfior� il viso. �Dobbiamo tornare al ricevimento prima che qualcuno si accorga della nostra assenza�.</p><p>Scossi il capo cercando di orientarmi. Prima che qualcuno si accorgesse? E chi <emphasis>non</emphasis> se n�era accorto?</p><p>Poi, mentre ci pensavo, capii che quel braccio di ferro, che nella mia mente era parso catastrofico, in realt� si era svolto in modo molto rapido e silenzioso, nella penombra.</p><p>�Lasciami due secondi ancora�.</p><p>Se internamente sentivo il caos del panico e del dolore, non importava: importava soltanto ci� che stava fuori. Del resto, dovevo imparare a recitare per bene la mia parte.</p><p>�L�abito?�.</p><p>�A posto. Non hai un capello in disordine�.</p><p>Feci due respiri profondi. �Okay, andiamo�.</p><p>Mi abbracci� e mi guid� verso la luce. Una volta passati sotto le lucine, mi fece girare con delicatezza sulla pista da ballo. Ci mescolammo agli altri ballerini come se non avessimo mai smesso di ballare.</p><p>Mi guardai attorno, ma nessuno sembrava stupito o spaventato. Soltanto i volti pi� pallidi mostravano qualche segno di tensione, ma lo nascondevano bene. Jasper ed Emmett erano l�uno di fianco all�altro, sul bordo della pista, ma probabilmente avevano seguito il faccia a faccia da vicino.</p><p>�Stai...�.</p><p>�Sto bene, sul serio. Non posso credere di aver fatto una cosa del genere. Cos�ho che non va?�.</p><p>�<emphasis>Tu</emphasis> proprio niente�.</p><p>Mi aveva fatto cos� piacere rivedere Jacob. Sapevo che per lui era stato un grande sacrificio. Invece avevo rovinato tutto e trasformato il suo regalo in un disastro. Dovevano mettermi in quarantena.</p><p>Eppure non era il caso di lasciare che la mia idiozia rovinasse anche il resto della serata. Dovevo nascondere tutto, ficcarlo in un cassetto e lasciarcelo chiuso per un po�. Avevo un sacco di tempo per flagellarmi ripensandoci e al momento non potevo farci pi� nulla.</p><p>�� finita�, dissi. �Non pensiamoci pi�, per stasera�.</p><p>Mi aspettavo che Edward annuisse, ma rest� in silenzio.</p><p>�Edward?�.</p><p>Chiuse gli occhi e tocc� la mia fronte con la sua. �Ha ragione Jacob�, sussurr�. �Che diavolo mi passa per la testa?�.</p><p>�Invece no�. Cercai di restare impassibile agli occhi dei tanti amici che ci guardavano. �Jacob ha troppi pregiudizi per essere imparziale�.</p><p>Edward mormor� qualcosa che somigliava a un �<emphasis>avrei dovuto</emphasis> farmi uccidere, per aver pensato...�.</p><p>�Smettila�, ribattei, secca. Presi il suo volto fra le mani e aspettai che aprisse gli occhi. �Tu e io. Questo � tutto ci� che importa. L�unica cosa a cui hai il permesso di pensare. Hai sentito?�.</p><p>�S�, sospir�.</p><p>�Dimentica l�apparizione di Jacob�. Io potevo farcela. <emphasis>Dovevo</emphasis> farcela. �Fallo per me. Prometti che lascerai perdere�.</p><p>Mi guard� negli occhi per un istante prima di rispondere. �Promesso�.</p><p>�Grazie. Edward, io non ho paura�.</p><p>�Io s�, sussurr�.</p><p>�No, per favore�. Allora sorrisi. �A proposito, ti amo�.</p><p>Rispose abbozzando un sorriso. �� il motivo per cui siamo qui�.</p><p>�Stai monopolizzando la sposa�, disse Emmett, che spunt� alle spalle di Edward. �Fammi ballare con la mia sorellina. Potrebbe essere l�ultima occasione per farla arrossire�. Scoppi� nella sua solita risata fragorosa, indifferente alle situazioni serie.</p><p>A quanto pareva, c�erano un sacco di persone con le quali non avevo ancora ballato e ci� mi diede l�occasione di ricompormi e ritrovare l�equilibrio. Quando Edward torn� a reclamarmi, il cassetto-Jacob era chiuso e inaccessibile. Appena fui fra le sue braccia, riuscii a ridar vita alla sensazione gioiosa di poco prima, alla certezza che quella sera ogni dettaglio della mia vita fosse a posto. Sorrisi e posai la testa contro il suo petto. Mi abbracci� pi� forte.</p><p>�Potrei anche abituarmici�, dissi.</p><p>�Non dirmi che hai superato i tuoi pregiudizi sul ballo�.</p><p>�Ballare non � cos� male... con te. Pi� che altro pensavo una cosa�, e mi strinsi a lui ancora di pi�, �che non ti dovr� mai abbandonare�.</p><p>�No, mai pi��, promise e si chin� a baciarmi.</p><p>Fu un bacio di quelli seri, intenso, lento, che cresceva pian piano...</p><p>Mi ero praticamente dimenticata dove fossi, quando udii Alice: �Bella! � ora!�.</p><p>Ebbi un breve moto di irritazione verso la mia nuova sorella che ci aveva interrotti.</p><p>Edward la ignor�; sentivo le sue labbra serrate alle mie, pi� impazienti di prima. Il mio cuore inizi� a correre e il palmo delle mie mani scivol� sul suo collo marmoreo.</p><p>�Non vorrai perdere l�aereo?�, domand� Alice, ormai al mio fianco. �Chiss� che bella luna di miele, accampati in aeroporto ad aspettare il prossimo volo�.</p><p>Edward si volt� appena per mormorare: �Vattene, Alice�. Poi torn� a premere le labbra sulle mie.</p><p>�Bella, non vorrai salire sull�aereo vestita cos�?�, insistette lei.</p><p>Non le badai granch�. Anzi, in quel momento non m�importava.</p><p>Alice soffoc� un ruggito. �Le dir� dove la porti, Edward. Perci� aiutami, faccio sul serio�.</p><p>Lui rest� impietrito. Poi alz� la testa e guard� in cagnesco la sua sorella preferita. �Per essere cos� piccola, sei un fastidio gigantesco�.</p><p>�Non ho scelto l�abito da viaggio pi� perfetto per sprecarlo�, ribatt� lei, prendendomi per mano. �Vieni con me, Bella�.</p><p>Cercai di resisterle, mentre mi alzavo in punta di piedi per baciarlo ancora una volta. Lei mi diede uno strattone impaziente, trascinandomi via da lui. Qualcuno degli ospiti ridacchi�. A quel punto gettai la spugna e mi lasciai guidare dentro la casa vuota.</p><p>Alice sembrava irritata.</p><p>�Scusa�, dissi.</p><p>�Non � colpa tua, Bella�. Sospir�. �A quanto pare non sei in grado di fare da sola�.</p><p>Sorrisi della sua espressione afflitta e lei mi guard� torva.</p><p>�Grazie, Alice. � stato il matrimonio pi� meraviglioso che ci sia mai stato�, le dissi sincera. �� andato tutto liscio. Sei la sorella pi� brava, pi� in gamba, pi� talentuosa del mondo�.</p><p>Questo serv� a placarla e si apr� in un grande sorriso. �Sono contenta che ti sia piaciuto�.</p><p>Ren�e ed Esme ci aspettavano al piano di sopra. In tre mi aiutarono a uscire dal vestito e a entrare nel completo blu scuro che Alice aveva scelto per il viaggio. Fu un sollievo quando qualcuno mi tolse le forcine dai capelli, lasciandoli liberi sulle spalle, ondulati per via delle trecce, e risparmiandomi un mal di testa da fermagli. Mia madre non smise un attimo di piangere.</p><p>�Ti chiamo quando avr� capito dove vado�, le promisi mentre la salutavo con un abbraccio. Il segreto della meta probabilmente la faceva impazzire: mia madre odiava i segreti... se non ne era a parte.</p><p>�Appena si allontana te lo dico�, si fece beffe di me Alice, ridendo della mia espressione ferita: non era giusto che fossi l�ultima a saperlo.</p><p>�Devi venire a trovare me e Phil presto, il pi� presto possibile. Tocca a te venire al sud, in pieno sole, una volta tanto�, disse Ren�e.</p><p>�Oggi non � piovuto�, le ricordai, sviando la risposta.</p><p>�Per miracolo�.</p><p>�� tutto pronto�, disse Alice. �Le valigie sono in macchina. Jasper � andato a prenderla�. Mi spinse verso le scale mentre Ren�e mi seguiva e tentava ancora di abbracciarmi.</p><p>�Ti voglio bene, mamma�, sussurrai mentre scendevamo. �Sono davvero contenta che tu abbia Phil. Abbiate cura di voi�.</p><p>�Anch�io ti voglio bene, tesoro mio�.</p><p>�Ci vediamo, mamma. Ti voglio bene�, ripetei con un nodo in gola.</p><p>Edward mi aspettava ai piedi dello scalone. Presi la mano che mi offriva ma rimasi a distanza, a osservare la piccola folla pronta a salutarci.</p><p>�Pap�?�, chiesi mentre lo cercavo con gli occhi.</p><p>�Da questa parte�, mormor� Edward. Mi trascin� fra gli ospiti e la folla si divise per lasciarci passare. Trovammo Charlie appoggiato alla parete, lontano da tutti, quasi volesse nascondersi. Gli occhi arrossati ne spiegavano il motivo.</p><p>�Oh, pap�!�.</p><p>Lo abbracciai mentre altre lacrime scorrevano. Mi diede un buffetto sulla schiena.</p><p>�Vai, vai. Non vorrai perdere l�aereo�.</p><p>Era difficile parlare di sentimenti con lui. Ci somigliavamo troppo: cercavamo sempre un appiglio nei dettagli pi� banali pur di evitare imbarazzanti dimostrazioni d�affetto. Ma non era il momento di essere impacciati.</p><p>�Ti vorr� bene per sempre, pap�, dissi. �Non dimenticarlo�.</p><p>�Nemmeno tu, Bells. Te ne ho sempre voluto e sempre te ne vorr�.</p><p>Ci scambiammo un bacio sulla guancia.</p><p>�Chiamami�, disse.</p><p>�Presto�, risposi, conscia che era tutto quello che potevo promettere. Soltanto una telefonata. A mio padre e mia madre non sarebbe pi� stato permesso vedermi: mi avrebbero trovata troppo diversa e molto, molto pi� pericolosa.</p><p>�Dai, muoviti�, disse burbero. �Non fare tardi�.</p><p>Passammo di nuovo fra due ali di ospiti. Edward mi strinse a s� mentre ci preparavamo a evadere.</p><p>�Sei pronta?�, domand�.</p><p>�S�, risposi e sapevo che era la verit�.</p><p>Tutti applaudirono quando Edward mi baci� sulla porta di casa. Poi corremmo verso l�auto mentre si scatenava la tempesta di riso. Per lo pi� riuscimmo a schivare i colpi, ma qualcuno, probabilmente Emmett, lanci� con precisione impeccabile e i chicchi che rimbalzavano sulla schiena di Edward finirono addosso a me.</p><p>L�auto era decorata con altri festoni floreali e al paraurti posteriore erano attaccate con lunghi nastri una dozzina di scarpe: tutte firmate e a prima vista nuove di zecca.</p><p>Edward mi ripar� dal riso mentre salivo in auto, poi si sedette accanto a me e partimmo, fra i saluti dal finestrino e i �Vi voglio bene� urlati verso la veranda, dalla quale le mie famiglie rispondevano sbracciandosi.</p><p>L�ultima immagine di cui volli conservare il ricordo fu quella dei miei genitori. Phil abbracciava teneramente Ren�e. Lei gli cingeva la vita con un braccio e l�altra mano era allacciata a quella di Charlie. Tanti tipi diversi d�amore, in armonia per un momento. Mi lasci� un�impressione di profonda speranza.</p><p>Edward mi strinse la mano.</p><p>�Ti amo�, disse.</p><p>Posai la testa sul suo braccio. �� il motivo per cui siamo qui�.</p><p>Mi baci� i capelli.</p><p>Mentre imboccavamo l�autostrada nera ed Edward procedeva a tutto gas, dalla foresta alle nostre spalle giunse un suono che copr� il ronzio del motore. Se l�avevo sentito io, senz�altro non era sfuggito a lui. Ma non disse niente, mentre l�eco si perdeva in lontananza. Neanch�io aprii bocca.</p><p>L�ululato straziante e doloroso si affievol� fino a svanire.</p></section><section><title><p>5</p><p>Isola Esme</p></title><p>�Houston?�, domandai inarcando le sopracciglia quando raggiungemmo l�imbarco a Seattle.</p><p>�� soltanto una tappa�, mi assicur� Edward con un sorrisetto.</p><p>Quando mi svegli� pensavo di essermi appena addormentata. Mi lasciavo trascinare da un terminal all�altro insonnolita, sforzandomi di ricordare come si riaprivano gli occhi. Capii cosa stava succedendo soltanto qualche minuto dopo, quando ci fermammo al banco dei voli internazionali, pronti al check-in.</p><p>�Rio de Janeiro?�, domandai un po� pi� trepidante.</p><p>�Un�altra tappa�, rispose Edward.</p><p>Il volo verso il Sudamerica fu lungo ma comodo negli ampi sedili della prima classe, con le braccia di Edward a cullarmi. Passai tutto il tempo a dormire e mi svegliai stranamente lucida mentre giravamo in cerchio sopra la pista d�atterraggio, con la luce obliqua del sole al tramonto che filtrava dai finestrini.</p><p>Mi aspettavo che restassimo in aeroporto per prendere la coincidenza con il volo successivo. Invece salimmo su un taxi che ci port� fra le strade buie, affollate e piene di vita di Rio. Incapace di distinguere una parola delle istruzioni al tassista che Edward diede in portoghese, immaginai che stessimo cercando un albergo per una sosta. A quel pensiero, fui presa dall�attacco violento di qualcosa che somigliava a panico da palcoscenico. La folla che il taxi fendeva si dirad� poco a poco mentre ci avvicinavamo a quello che sembrava il confine pi� occidentale della citt�, puntando dritto verso l�oceano.</p><p>Ci fermammo al porto.</p><p>Edward indic� al conducente la fila interminabile di yacht ormeggiati nell�acqua resa scura dalla notte. Lo fece fermare davanti a una barca pi� piccola della media, affusolata, costruita per essere pi� veloce che spaziosa. E tuttavia era lussuosa, pi� aggraziata delle altre. Vi balz� dentro con un salto agile, malgrado le valigie pesanti che portava. Le lasci� sul ponte e torn� indietro per aiutarmi a salire.</p><p>Lo guardai in silenzio, mentre si preparava a partire, sorpresa di vederlo cos� tranquillo e a proprio agio con la barca, perch� non mi aveva mai parlato di suoi trascorsi nautici. Del resto, era bravo quasi in tutto.</p><p>Mentre puntavamo verso oriente, verso l�oceano aperto, ripassai a mente qualche nozione di geografia. Per quanto ricordavo, non c�era granch� a est del Brasile... a parte l�Africa.</p><p>Ma Edward prosegu� a tutta velocit� in quella direzione, finch� le luci di Rio non s�affievolirono fino a svanire alle nostre spalle. Sul suo volto c�era il sorriso familiare ed entusiasta che solo la velocit� sapeva produrre. La barca si tuffava fra le onde spruzzandomi addosso la schiuma del mare.</p><p>Alla fine la curiosit� che avevo soffocato cos� a lungo ebbe la meglio.</p><p>�Manca ancora molto?�, domandai.</p><p>Non era da lui dimenticare che fossi umana, ma forse aveva stabilito di passare un po� di tempo su quella piccola imbarcazione.</p><p>�Solo un�altra mezz�ora�. Il suo sguardo cadde sulle mie mani, ben salde al sedile, e sorrise.</p><p><emphasis>Be�</emphasis>, pensai fra me, <emphasis>tutto sommato � un vampiro. Magari mi sta portando ad Atlantide.</emphasis></p><p>Venti minuti dopo, sopra al rombo del motore udii la sua voce che mi chiamava.</p><p>�Bella, guarda l�. Indic� un punto davanti a s�.</p><p>Sulle prime vidi soltanto la notte e la scia bianca della luna sull�acqua. Ma perlustrai con lo sguardo nella direzione che mi aveva indicato fino a individuare una sagoma bassa e nera che spezzava la luce lunare sulle onde. Pi� socchiudevo gli occhi nel buio, pi� la sagoma diventava dettagliata. Si trasform� in un triangolo rozzo, i cui lati irregolari affioravano dalle onde. Ci avvicinammo e notai che il profilo era morbido e dondolava mosso da una brezza leggera.</p><p>Poi i miei occhi misero bene a fuoco i particolari: dall�acqua di fronte a noi spuntava un isolotto coperto da palme ondeggianti, con una spiaggia che scintillava chiara alla luce della luna.</p><p>�Dove siamo?�, mormorai meravigliata mentre Edward cambiava direzione e girava attorno all�isola, verso nord.</p><p>Mi sent� malgrado il rombo del motore e si apri in un grande sorriso luminoso.</p><p>�Questa � l�Isola Esme�.</p><p>La barca rallent� di colpo e si avvicin� con precisione a un piccolo molo di legno quasi bianco nella luce lunare. Quando il motore tacque, cal� un silenzio profondo. Si sentivano soltanto le onde, che s�infrangevano leggere contro la barca, e il fruscio della brezza fra le palme. L�aria era afosa, umida e profumata, come la scia di vapore di una doccia calda.</p><p>�Isola <emphasis>Esme</emphasis>?�. Parlavo piano, ma la mia voce risultava fin troppo chiassosa nella tranquillit� della notte.</p><p>�Un regalo di Carlisle: Esme ha proposto di prestarcela�.</p><p>Un regalo. Chi pu� scegliere un�isola come regalo? Aggrottai le sopracciglia. Non avevo capito che la generosit� estrema di Edward era un tratto acquisito.</p><p>Pos� le valigie sul molo e risal� sfoggiando il suo sorriso perfetto. Anzich� offrirmi la mano, mi sollev� prendendomi in braccio.</p><p>�Non dovresti aspettare fino alla soglia di casa?�, domandai emozionata mentre saltava agile dalla barca.</p><p>�Lo sai che sono pignolo�.</p><p>Senza mollare la presa su di me, con una mano afferr� entrambe le maniglie delle grosse valigie e percorse il molo, incamminandosi lungo un sentiero di sabbia chiara che correva attraverso la scura vegetazione. Per un tratto fu buio pesto, ma a un certo punto intravidi una luce calda in lontananza. Pi� o meno quando capii che la luce era una casa � i due quadrati perfetti e luminosi erano ampie finestre ai lati della porta d�ingresso � ebbi un attacco di panico pi� impetuoso di prima, peggio di quando pensavo che la nostra meta fosse un albergo.</p><p>Il battito del mio cuore contro il torace era udibile, il mio respiro sembrava incastrato in gola. Sentivo gli occhi di Edward su di me, ma rifiutavo di incrociarli. Guardavo dritto, senza vedere nulla.</p><p>Da parte sua, era davvero strano che non mi chiedesse a cosa stessi pensando. Forse il nervosismo improvviso aveva colto anche lui.</p><p>Pos� le valigie sotto la grande veranda e apr� le porte, che non erano chiuse a chiave.</p><p>Edward mi fiss� e attese che lo guardassi prima di oltrepassare la soglia.</p><p>Mi trasport� in giro per casa, in silenzio come me, accendendo le luci una dopo l�altra. Avevo l�impressione che l�edificio fosse troppo grande per un�isola cos� piccola, e stranamente familiare. Mi ero abituata alle tonalit� chiare predilette dai Cullen; mi sentivo <emphasis>a casa.</emphasis> Ma non riuscivo a concentrarmi sui dettagli. Le pulsazioni violente che avvertivo nelle orecchie rendevano tutto un po� sfocato.</p><p>Poi Edward si ferm� e accese l�ultima luce.</p><p>La stanza era grande e bianca, chiusa da una vetrata: l�arredamento standard dei miei vampiri. All�esterno, la luna brillava sulla sabbia bianca e, a pochi metri dalla casa, scintillava sulle onde. Ma le notai a malapena. Ad attirare la mia attenzione era il letto bianco e assolutamente <emphasis>enorme</emphasis> al centro della camera, sul quale incombevano le nuvole gonfie di una zanzariera.</p><p>Edward mi lasci� scendere.</p><p>�Vado... a prendere le valigie�.</p><p>La stanza era troppo calda, l�aria pi� stagnante rispetto alla notte tropicale. Sentii un velo di sudore addensarsi dietro al collo. Lentamente avanzai fino a toccare quel soffice baldacchino. Chiss� perch�, avevo il bisogno di assicurarmi che fosse tutto vero.</p><p>Non udii tornare Edward. All�improvviso, il suo dito gelido mi sfior� la nuca e spazz� via il velo di sudore.</p><p>�Fa un po� caldo qui�, si scus�. �Pensavo... fosse meglio cos�.</p><p>�Pignolo�, mormorai sottovoce e lui ridacchi�. Fu un suono nervoso, raro in Edward.</p><p>�Mi sono sforzato di rendere tutto... pi� facile�, confess�.</p><p>Deglutii rumorosamente, ma non osavo guardarlo. C�era mai stata una luna di miele come la nostra?</p><p>Conoscevo la risposta. No. Certo che no.</p><p>�Mi chiedevo�, disse Edward piano, �se... prima... ti andasse un bagno di mezzanotte con me?�. Fece un sospiro e quando riprese a parlare sembrava pi� a suo agio. �L�acqua � molto calda. Questo � il genere di spiaggia che ti piace�.</p><p>�Bell�idea�. La mia voce si ruppe.</p><p>�Immagino che ti servano un paio di minuti da umana... il viaggio � stato lungo�.</p><p>Annuii rigida. Faticavo a sentirmi umana; forse qualche minuto di solitudine mi avrebbe fatto comodo.</p><p>Le sue labbra mi sfiorarono il collo, appena sotto l�orecchio. Ridacchi� e il suo respiro freddo scaten� un brivido sulla mia pelle surriscaldata. �Non metterci <emphasis>troppo</emphasis>, signora Cullen�.</p><p>Ebbi un fremito al suono del mio nuovo nome.</p><p>Le labbra scesero lungo il collo, fino alla punta della spalla. �Ti aspetto in acqua�.</p><p>Mi oltrepass� diretto alla portafinestra che dava sulla spiaggia, si scroll� di dosso la camicia che cadde sul pavimento e usc� nella notte illuminata dalla luna. Dietro di lui, l�aria salata e afosa turbin� nella stanza.</p><p>La mia pelle aveva preso fuoco? Guardai bene per controllare. No, non bruciava nulla. Nulla di visibile, se non altro.</p><p>Mi ricordai di respirare e arrancai verso la gigantesca valigia che Edward aveva posato e aperto su una cassettiera bianca. Doveva essere la mia, perch� sopra c�era una borsa di cosmetici, ma era piena di indumenti troppo rosa che non riconobbi. Mentre frugavo fra le pile ben ordinate in cerca di qualcosa di comodo e familiare, magari un paio di pantaloni da ginnastica, mi accorsi di avere fra le mani un�assurda quantit� di pizzi trasparenti e raso striminzito. Lingerie. Lingerie molto <emphasis>lingeri-osa</emphasis>, con etichette in francese.</p><p>Non sapevo n� come n� quando, ma un giorno Alice me l�avrebbe pagata.</p><p>Rassegnata, andai in bagno e sbirciai dai finestroni che si affacciavano sulla stessa spiaggia delle portefinestre. Non lo vidi: probabilmente era sott�acqua e non si preoccupava di tornare a riprendere aria. La luna era quasi piena e la sabbia brillava sotto la sua luce. Un piccolo movimento attir� la mia attenzione: appesi al tronco curvo di una delle palme che delimitavano la spiaggia, i vestiti di Edward ciondolavano alla brezza leggera.</p><p>Sulla pelle sentii un�altra ondata di calore.</p><p>Assaporai profondamente l�aria e mi avvicinai agli specchi, sopra il lungo mobile del bagno. Avevo proprio la faccia di una che aveva passato la giornata a dormire sull�aereo. Trovai la spazzola e l�affondai senza piet� nella mia chioma aggrovigliata fino a sciogliere tutti i nodi, a costo di riempire le setole di capelli. Mi lavai i denti con cura, due volte. Poi passai al viso e alla nuca, che spruzzai d�acqua perch� sembrava febbricitante. La sensazione piacevole mi convinse a rinfrescarmi anche le braccia e infine ad arrendermi alla doccia. Sapevo che era ridicolo farsene una prima di un tuffo, ma avevo bisogno di calmarmi e l�acqua calda faceva al caso mio.</p><p>Anche depilarmi un�altra volta le gambe pareva un�ottima idea.</p><p>Appena finito, presi un grosso asciugamano bianco dal piano e mi ci avvolsi.</p><p>A quel punto affrontai un dilemma che non avevo considerato. Cosa avrei indossato? Il costume da bagno ovviamente no. Per� mi sembrava sciocco infilarmi di nuovo i vestiti. Non volevo nemmeno pensare a ci� che Alice mi aveva messo in valigia.</p><p>Il mio respiro ricominci� ad accelerare e mi tremavano le mani; e tanti saluti all�effetto rilassante della doccia. Inizi� a girarmi la testa, come se stessi per subire un attacco di panico in piena regola. Mi sedetti sulle piastrelle fresche del pavimento, avvolta nel telo, la testa fra le mani. Pregai che Edward non decidesse di venire a cercarmi prima che mi riavessi. Sapevo come avrebbe reagito se mi avesse vista crollare in quel modo. Non ci avrebbe messo molto a convincersi che stavamo facendo un errore.</p><p>Per conto mio, non stavo impazzendo perch� pensavo che stessimo commettendo un errore. Niente affatto. Stavo impazzendo perch� non avevo la minima idea di cosa fare, avevo paura di uscire dalla stanza e di affrontare l�ignoto. Men che meno vestita di lingerie francese. Ero consapevole di non essere ancora pronta per una cosa del genere.</p><p>Mi sentivo esattamente come se avessi dovuto recitare davanti a una platea di diecimila persone senza sapere quali fossero le mie battute.</p><p>Come facevano le persone a cancellare i propri timori e fidarsi ciecamente di un altro, malgrado tutte le sue imperfezioni e paure, e senza una dedizione assoluta come quella che Edward mostrava per me? Se l� fuori non ci fosse stato Edward, se non avessi sentito la certezza, in ogni singola cellula, che mi amava quanto amavo lui � senza condizioni, senza ripensamenti, e, a dirla tutta, senza alcuna razionalit� � non sarei mai riuscita ad alzarmi dal pavimento.</p><p>Eppure, l� fuori c�era <emphasis>Edward</emphasis>, perci� mi dissi �Non essere codarda� e, a stento, mi rialzai. Stringendomi l�asciugamano addosso, marciai determinata fuori dal bagno. Passai davanti alla valigia piena di pizzi e al lettone senza degnarli di uno sguardo. Oltrepassai la porta a vetri aperta, dirigendomi verso la sabbia fine come cipria.</p><p>Tutto era in bianco e nero, perch� la luna dissolveva qualsiasi colore. Camminai lenta sulla sabbia morbida e calda, fermandomi accanto all�albero ricurvo sul quale Edward aveva appeso i vestiti. Appoggiai una mano alla corteccia ruvida e controllai che il respiro fosse regolare. Almeno quanto bastava.</p><p>Osservai le lievi increspature dell�acqua, nere nell�oscurit�, in cerca di Edward.</p><p>Non fu difficile trovarlo. Era fermo, di spalle, immerso fino alla vita nell�acqua notturna, scrutava la luna ovale. La fioca luce trasformava il colore della sua pelle nel bianco perfetto della sabbia e della stessa luna, e rendeva i suoi capelli bagnati neri come l�oceano. Era immobile, le mani a palmo in gi� sull�acqua; i flutti leggeri gli si frangevano contro come fosse una roccia. Osservai il contorno levigato della schiena, le spalle, le braccia, il collo, la sua figura perfetta...</p><p>Il fuoco non era pi� una vampata sulla mia pelle, ora lo sentivo lento e profondo; il suo calore sciolse la goffaggine, l�indecisione e la timidezza. Scivolai dall�asciugamano senza esitare, lo lasciai appeso all�albero assieme ai vestiti e camminai sotto la luce bianca; anch�io sembravo chiara come la sabbia simile a neve.</p><p>Mentre mi avvicinavo alla battigia non udii il rumore dei miei passi, che probabilmente non sfugg� a Edward. Ma non si volt�. Lasciai che l�andirivieni delicato delle onde s�infrangesse sulle caviglie e scoprii che la temperatura era davvero alta e l�acqua calda come quella di una vasca da bagno. Vi entrai camminando con cautela sul fondo invisibile dell�oceano, sebbene non fosse necessario: il fondale era perfettamente liscio e declinava con dolcezza verso Edward. Avanzai attraverso la corrente senza peso fino a raggiungerlo e con delicatezza misi la mia mano sulla sua, che sfiorava l�acqua.</p><p>�Bellissima�, dissi alzando lo sguardo verso la luna.</p><p>�Niente male�, rispose impassibile. Si volt� lentamente verso di me; il movimento produsse increspature che s�infransero sulla mia pelle. I suoi occhi sembravano d�argento, sul volto color del ghiaccio. Volt� la mano e intrecci� le sue dita alle mie, sotto la superficie dell�acqua. Era abbastanza calda perch� il contatto con la sua pelle fredda non mi provocasse la pelle d�oca.</p><p>�Per� io non userei la parola "bellissima"�, aggiunse. �Non se il confronto � con te�.</p><p>Abbozzai un sorriso, sollevai la mano libera � che non tremava pi� � e la posai sul suo cuore. Bianco su bianco: per una volta senza differenze. Il mio tocco caldo gli provoc� un sussulto impercettibile. Il suo respiro si fece pi� agitato.</p><p>�Ho promesso che ci avremmo <emphasis>provato</emphasis>�, sussurr�, improvvisamente nervoso. �Se... se faccio qualcosa che non va, se ti faccio male, dimmelo subito�.</p><p>Annuii con espressione seria, senza staccare gli occhi dai suoi. Mi avvicinai fra le onde fino a posare il capo sul suo petto.</p><p>�Non temere�, mormorai. �Noi ci apparteniamo�.</p><p>Fui immediatamente travolta dalla verit� delle mie stesse parole. Quel momento era cos� perfetto, cos� giusto, che per nulla al mondo potevo dubitarne.</p><p>Le sue braccia mi avvolsero stringendomi a lui, estate e inverno. Era come se ogni terminazione nervosa del mio corpo sprizzasse elettricit�.</p><p>�Per sempre�, aggiunse Edward e mi trascin� con dolcezza verso acque pi� profonde.</p><empty-line/><p>Il sole caldo sulla mia schiena nuda mi svegli� il mattino dopo. Era tarda mattinata, forse pomeriggio. Eppure tutto, esclusa l�ora, mi era chiaro, sapevo esattamente dove mi trovavo: nella stanza luminosa con il grande letto bianco, mentre il sole risplendeva dalle porte aperte. Le nuvole del baldacchino rendevano pi� tenue la luce.</p><p>Non aprii gli occhi. Ero troppo felice per cambiare anche il minimo dettaglio. Gli unici suoni erano le onde, il nostro respiro, il battito del mio cuore.</p><p>Mi sentivo a mio agio persino sotto il sole cocente. La pelle fredda di Edward era l�antidoto perfetto al calore. Distesa sul suo petto ghiacciato, avvolta nelle sue braccia, mi sentivo tranquilla e spontanea. Chiss� da dove era venuto il panico della sera prima. In quel momento, tutte le mie paure sembravano sciocche.</p><p>Le sue dita accarezzarono lievi il profilo della mia schiena e capii che si era accorto che ero sveglia. Restai a occhi chiusi e lo abbracciai forte.</p><p>Non parl�; le sue dita si muovevano su e gi� lungo la mia schiena, quasi senza toccarla, e tracciavano disegni leggeri sulla pelle.</p><p>Mi sarebbe piaciuto restare cos� per sempre, senza mai modificare quell�istante, ma il mio corpo non la pensava allo stesso modo. Risi del mio stomaco impaziente. Era quasi banale avere fame dopo tutto quello che era successo la notte precedente. Come atterrare dopo un volo a grandi altezze.</p><p>�Che c�� di buffo?�, mormor� Edward, senza smettere di accarezzarmi. Il suono della sua voce, seria e roca, riport� con s� un�ondata di ricordi notturni e mi sentii arrossire.</p><p>In risposta alla domanda, il mio stomaco rugg�. Non potei fare a meno di riderne. �Che pi� di tanto non si pu� fingere di non essere umani�.</p><p>Restai in attesa, ma lui non rise con me. Pian piano, penetrando fra i tanti strati di beatitudine che riempivano con dolcezza il mio cuore, giunse la consapevolezza di un�atmosfera diversa, al di fuori della mia sfera luccicante di felicit�.</p><p>Aprii gli occhi: la prima cosa che vidi fu la pelle chiara, quasi argentea della sua gola, l�arco del mento al di sopra del mio viso. La sua mascella era tesa. Cercai di appoggiarmi a un gomito per guardarlo in volto.</p><p>Fissava il baldacchino soffice sopra di noi senza ricambiare lo sguardo con cui indagavo i suoi lineamenti contratti. La sua espressione fu uno shock che mi fece sobbalzare.</p><p>�Edward�, dissi con una leggera esitazione nella voce, �che c��? Che c�� che non va?�.</p><p>�E te lo chiedi?�, rispose duro, cinico.</p><p>Il primo istinto, prodotto di una vita intera di insicurezze, fu di chiedermi in cosa avessi sbagliato. Ripensai a tutto ci� che era accaduto, ma non riuscii a trovare nemmeno una nota di amarezza fra i ricordi. Tutto era stato pi� semplice di quanto mi aspettassi: ci eravamo adattati l�uno all�altra come frammenti fatti apposta per combaciare e unirsi. Ci� mi aveva dato una soddisfazione segreta: eravamo compatibili anche fisicamente. Fuoco e ghiaccio, che chiss� come esistevano affiancati senza distruggersi a vicenda. L�ennesima prova di quanto gli appartenessi.</p><p>Non riuscivo a pensare al motivo di una reazione del genere, tanto severa e fredda. Mi ero persa qualcosa?</p><p>Con le dita lisci� i solchi di preoccupazione sulla mia fronte.</p><p>�A cosa pensi?�, sussurr�.</p><p>�Sei arrabbiato. Non capisco. Ho...?�. Non riuscii a finire.</p><p>Mi guard� torvo. �Senti molto dolore, Bella? Voglio la verit�, non fare finta che non sia nulla�.</p><p>�Dolore?�. La mia voce usc� pi� acuta del solito, perch� la parola mi colse di sorpresa.</p><p>Alz� un sopracciglio, le labbra tese.</p><p>Verificai subito stiracchiandomi per bene, tendendo e contraendo i muscoli. Mi sentivo indolenzita e parecchio dolorante, in effetti, ma soprattutto avevo la sensazione strana che tutte le articolazioni si fossero scardinate, trasformandomi in qualcosa a met� fra un essere umano e una medusa. Non era una sensazione spiacevole.</p><p>Poi sentii montare la rabbia, perch� Edward stava gettando delle ombre sopra la pi� perfetta delle mattine con le sue deduzioni pessimiste. �Perch� ti sembra che dovrei star male? Non mi sono mai sentita meglio�.</p><p>Chiuse gli occhi. �Piantala�.</p><p>�Piantala <emphasis>cosa</emphasis>?�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Piantala di fingere che io non sia stato un vero mostro�.</p><p>�Edward!�, sibilai ormai infuriata. Stava trascinando i miei ricordi vividi nell�oscurit�, per macchiarli. �Non dirlo mai pi��.</p><p>Non riapr� gli occhi, sembrava che non volesse vedermi.</p><p>�Guardati, Bella. E dimmi che non sono un mostro�.</p><p>Ferita, sorpresa, lo assecondai in modo automatico e rimasi sbigottita.</p><p>Cosa mi era successo? Non riuscivo a dare un senso alla neve bianca e morbida attaccata alla mia pelle. Scossi la testa e una cascata di bianco svolazz� dai capelli.</p><p>Afferrai un frammento bianco e morbido fra le dita. Era un brandello di imbottitura.</p><p>�Perch� sono coperta di piume?�, domandai, confusa.</p><p>Sbuff� impaziente. �Ho morso un cuscino. O forse pi� d�uno. Ma non � di questo che parlo�.</p><p>�Hai... morso un cuscino? E perch�?�.</p><p>�Guarda, Bella!�. Fu quasi un ruggito. Mi prese la mano, con grande circospezione, e mi tir� il braccio. �Guarda <emphasis>qui</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>E finalmente vidi a cosa si riferiva.</p><p>Sotto lo strato di piume, grossi lividi violacei iniziavano a fiorire sulla pelle chiara del mio braccio. Seguii il tracciato che disegnavano, fino alla spalla e poi gi� fra le costole. Liberai una mano per fare pressione su una macchia all�altezza dell�avambraccio sinistro: al mio tocco svan� e poi riapparve. La sentivo quasi pulsare.</p><p>Con leggerezza, come se nemmeno mi toccasse, Edward sfior� i lividi del mio braccio, uno alla volta, mostrandomi che combaciavano con la sagoma delle sue dita.</p><p>�Oh�, dissi.</p><p>Cercai inutilmente nella memoria, ma non ricordavo nessun dolore. Non riuscivo a evocare momenti in cui la sua stretta era stata troppo forte, le mani troppo violente su di me. Ricordavo soltanto il desiderio di farmi stringere pi� forte e il piacere quando mi aveva esaudito...</p><p>�Mi... dispiace, Bella, davvero�, sussurr� mentre fissavo i lividi. �Avrei dovuto saperlo. Non era il caso di...�. A bocca chiusa, brontol� qualcosa, disgustato. �Non trovo le parole per dirti quanto mi dispiaccia�.</p><p>Si copr� il volto con le mani e rest� perfettamente immobile.</p><p>Ne fui totalmente sbalordita e cercai di valutare, ora che ne capivo il motivo, quanto grande fosse la sua tristezza. Ma era troppo agli antipodi di come mi sentivo e non riuscivo a immaginarla.</p><p>La sorpresa svan� piano e niente occup� il suo posto. Vuoto. La mia mente era vuota. Non sapevo cosa dire. Come facevo a spiegarglielo nel modo migliore? Era possibile renderlo felice com�ero io, anzi com�ero <emphasis>stata</emphasis> io fino a un istante prima?</p><p>Gli toccai un braccio, ma lui non reag�. Gli strinsi il polso con le dita e cercai di strappargli una mano dal viso ma, con tutta la buona volont�, avrei avuto miglior successo se fosse stato una statua.</p><p>�Edward�.</p><p>Non si mosse.</p><p>�Edward?�.</p><p>Niente. D�accordo, era il momento del monologo.</p><p>�A me non dispiace, Edward. Io sono... non riesco neanche a dirtelo. Sono talmente <emphasis>felice.</emphasis> E questo non offusca la mia felicit�. Non prendertela. No. Sto davvero b...�.</p><p>�Non pronunciare la parola "bene"�. La sua voce era di ghiaccio. �Se ti sta a cuore la mia salute psichica, non dirmi che stai bene�.</p><p>�Ma � cos�, sussurrai.</p><p>�Bella�. Fu quasi un lamento. �Basta�.</p><p>�No. <emphasis>Tu</emphasis> basta, Edward�.</p><p>Spost� un braccio. I suoi occhi dorati mi guardavano con timore.</p><p>�Non rovinare tutto�, dissi. �Io. Sono. Felice�.</p><p>�Ho gi� rovinato tutto�, sussurr�.</p><p>�Piantala�, sbottai.</p><p>Lo sentii digrignare i denti.</p><p>�Uffa! Perch� non sei ancora capace di leggermi nel pensiero? � davvero fastidioso essere una muta mentale!�.</p><p>Rilass� un poco lo sguardo, distratto suo malgrado.</p><p>�Questa � nuova. Sei sempre stata felice che non ti leggessi nel pensiero�.</p><p>�Non oggi�.</p><p>Mi studi�. �Perch�?�.</p><p>Alzai le mani, frustrata e colta da un dolore alla spalla che ignorai. Lo colpii al petto con un violento schiocco. �Perch� capiresti quanto tutta questa angoscia sia completamente inutile se solo potessi vedere come sto adesso! O cinque minuti fa, ecco. <emphasis>Ero</emphasis> perfettamente felice. Totalmente e completamente beata. Adesso... ecco, pi� o meno mi hai fatto incazzare�.</p><p>�� giusto che tu ce l�abbia con me�.</p><p>�Be�, ora � cos�. Ti senti meglio?�.</p><p>Sospir�. �No. Non c�� niente che potrebbe farmi sentire meglio, adesso�.</p><p>�<emphasis>Ecco</emphasis>�, sbottai. �Ecco perch� sono cos� arrabbiata. Stai <emphasis>uccidendo la mia euforia</emphasis>, Edward�.</p><p>Alz� gli occhi al cielo e scosse la testa.</p><p>Sbuffai. Iniziavo a sentirmi indolenzita, ma non stavo poi cos� male. Pi� o meno come il giorno dopo aver sollevato dei pesi. Lo avevo fatto assieme a Ren�e durante un suo periodo di ossessione per il fitness. Sessantacinque allungamenti con quattro chili per mano. Non ero riuscita a camminare per un giorno intero. Il dolore che provavo in quel momento era niente al confronto.</p><p>Ingoiai la mia irritazione e cercai di addolcire il tono. �Sapevamo che stavamo rischiando. Lo davo per scontato. E invece, be�, � stato molto pi� facile di quanto pensassi. E questo non � niente, davvero�. Feci scorrere le dita lungo il suo braccio. �Secondo me, per essere la prima volta, senza sapere cosa ci aspettava, ce la siamo cavata alla grande. Con un po� di esercizio...�.</p><p>Di colpo lo vidi illividire e la parola mi si tronc� in gola.</p><p>�Scontato? Ti aspettavi tutto questo, Bella? Avevi messo in conto che ti facessi del male? Pensavi sarebbe andata peggio? Consideri l�esperimento un successo solo perch� sei sopravvissuta? Niente ossa rotte uguale vittoria?�.</p><p>Attesi che finisse di sfogarsi. Poi che il suo respiro tornasse normale. Quando i suoi occhi si calmarono risposi con lentezza e precisione.</p><p>�Non sapevo cosa aspettarmi, ma di sicuro non mi aspettavo che... che... fosse cos� meraviglioso e perfetto�. La mia voce si fece un sussurro, gli occhi corsero dal suo viso alle mie mani. �Cio�, non so com�� stato per te, ma per me � andata cos�.</p><p>Un dito freddo mi sollev� il mento.</p><p>�� di questo che sei preoccupata?�, disse a denti stretti. �Che io non mi sia <emphasis>divertito</emphasis>?�<emphasis>.</emphasis></p><p>Non sollevai lo sguardo. �So che non � la stessa cosa. Tu non sei umano. Stavo solo cercando di spiegare che, per un essere umano, be�, non riesco a immaginare che la vita vada meglio di cos�.</p><p>Il suo silenzio dur� a lungo e fui costretta a guardarlo. Aveva un�espressione pi� rilassata, un po� pensierosa.</p><p>�A quanto pare ho altro di cui scusarmi�. Si rabbui�. �Forse davo per scontato che, a causa della mia reazione, pensassi che stanotte non fosse stata... be�, la notte migliore della mia esistenza. Ma non voglio che la pensi cos�, non nel momento in cui...�.</p><p>Un sorriso cominci� a fiorire sulle mie labbra. �Davvero? La migliore in assoluto?�, domandai con un filo di voce.</p><p>Mi prese il viso fra le mani, assorto. �Dopo che io e te abbiamo stretto il nostro accordo ho parlato con Carlisle, sperando nel suo aiuto. Ovviamente mi ha avvertito che tutto questo poteva essere molto pericoloso per te�. Un�ombra attravers� il suo viso. �Per� ha aggiunto che si fidava di me, una fiducia che non ho onorato�.</p><p>Volli protestare ma mi zitt� all�istante posandomi due dita sulle labbra.</p><p>�Gli ho anche chiesto cos�avrei dovuto aspettarmi. Non sapevo come sarebbe stato per me... per la mia natura di vampiro�. Sorrise senza entusiasmo. �Carlisle mi ha detto che sarebbe stato qualcosa di molto potente, di unico. Mi ha detto di non prendere alla leggera l�amore fisico. La nostra indole � piuttosto stabile e le emozioni forti possono alterarla in modo permanente. Ma di questo, secondo lui, non dovevo preoccuparmi, perch� tu mi hai <emphasis>gi�</emphasis> alterato completamente�. Fece un altro sorriso che sembrava pi� sincero.</p><p>�Ho parlato anche con i miei fratelli. Mi hanno raccontato che � un piacere grandissimo. Secondo soltanto al sapore del sangue umano�. Una ruga gli incresp� la fronte. �Ma io ho assaggiato il tuo, e non esiste sangue pi� potente di <emphasis>quello...</emphasis> Secondo me si sbagliano, davvero. Per noi � qualcosa di diverso. Qualcosa di pi��.</p><p>�Certo che s�. Per noi � tutto�.</p><p>�Ma ci� non mette in discussione il fatto che sia sbagliato. Anche ammesso che tu ti sia davvero sentita cos�.</p><p>�Ma cosa dici? Pensi che finga? Perch�?�.</p><p>�Per farmi sentire meno in colpa. Non posso ignorare i fatti, Bella. O le volte in cui hai tentato di giustificarmi dopo che ho commesso degli errori�.</p><p>Lo presi per il mento e mi chinai verso di lui, finch� i nostri volti quasi non si sfiorarono. �Stammi a sentire, Edward Cullen. Non sto fingendo un bel niente per far piacere a te, okay? Non immaginavo neanche di doverti consolare, finch� non hai iniziato con i tuoi lamenti. Non sono <emphasis>mai</emphasis> stata cos� felice in vita mia, nemmeno quando mi hai detto che mi amavi pi� di quanto volessi uccidermi, nemmeno il primo mattino in cui ti ho trovato ad aspettarmi al mio risveglio... Nemmeno quando ho sentito la tua voce nella scuola di danza�, trasal� al ricordo lontano del mio incontro ravvicinato con un vampiro a caccia, ma io continuai decisa, �e nemmeno quando hai detto "s�" e ho capito che, in un modo o nell�altro, sarei riuscita ad averti per sempre. Questi sono i miei ricordi pi� belli, ma nessuno vale quanto stanotte. Fattene una ragione�.</p><p>Sfior� le mie sopracciglia corrugate. �Sei triste per colpa mia. Non voglio�.</p><p>�Allora non essere triste <emphasis>tu.</emphasis> � l�unico particolare sbagliato�.</p><p>Mi guard� torvo, poi si rilass� e annu�. �Hai ragione. Il passato � passato e io non posso fare nulla per cambiarlo. Non ha senso che il mio malumore contagi anche te. Far� tutto il possibile per renderti felice�.</p><p>Esaminai la sua espressione con sospetto e lui si apr� in un sorriso sereno.</p><p>�Proprio tutto?�.</p><p>In quell�esatto istante il mio stomaco rugg�.</p><p>�Hai fame�, rispose pronto Edward. Scatt� gi� dal letto, alzando una nuvola di piume. Il che mi fece ripensare...</p><p>�E perch� mai avresti deciso di rovinare i cuscini di Esme?�, domandai, mentre mi alzavo scrollando altre piume dai miei capelli.</p><p>Si era gi� infilato un paio di pantaloni larghi color kaki e accanto alla porta si scompigliava i capelli per togliersi di dosso altre piume.</p><p>�Non sono sicuro di aver "deciso" qualcosa, stanotte�, mormor�. �Per nostra fortuna, erano i cuscini e non te�. Scosse la testa, come per scrollare via un gran brutto pensiero. Il suo volto s�illumin� di un sorriso che sembrava davvero autentico, ma che probabilmente gli costava molto.</p><p>Con cautela scivolai gi� dall�alto letto e mi stiracchiai di nuovo, pi� sensibile ai dolori e ai lividi. Lo sentii trattenere il respiro. Mi diede le spalle e strinse i pugni, le nocche bianche.</p><p>�Ti sembro cos� repellente?�, domandai in tono volutamente leggero. Riprese a respirare, ma non si gir�, forse per celarmi la sua espressione. Andai in bagno a controllare.</p><p>Guardai il mio corpo nudo nello specchio verticale dietro la porta.</p><p>Ne avevo viste di peggio, altroch�. Su una guancia c�era un�ombra appena accennata, le labbra erano un po� gonfie, ma tutto sommato la faccia era a posto. Il resto era decorato da macchie blu e viola. Mi concentrai sui lividi pi� difficili da nascondere, quelli sulle spalle e sulle braccia. Non erano cos� tremendi. La mia pelle guariva in fretta. Quando appariva un livido, avevo gi� dimenticato cosa l�avesse provocato. Ovviamente, questi erano appena all�inizio. Un giorno di tempo e il mio aspetto sarebbe peggiorato. Il che non avrebbe affatto facilitato le cose.</p><p>A quel punto mi guardai la testa e mi sfugg� un lamento.</p><p>�Bella?�. Fu al mio fianco non appena aprii bocca.</p><p>�Non riuscir� mai a togliermele tutte dai capelli!�. Indicai l� dove sembrava essersi annidata una gallina. Iniziai a sfilarle una per una.</p><p>�Proprio dei capelli ti preoccupi�, brontol�, ma mi si avvicin� alle spalle e inizi� a estrarle molto pi� velocemente di me.</p><p>�Come fai a non ridere? Sono ridicola�.</p><p>Non rispose e continu� a togliere le piume. Del resto, conoscevo la risposta: era troppo di malumore per ridere.</p><p>�Cos� non va�, sospirai dopo un minuto. �Sono tutte appiccicate. Devo cercare di lavarle via�. Mi voltai, abbracciandolo alla vita. �Mi aiuti?�.</p><p>�Meglio che vada a prepararti da mangiare�, disse a bassa voce e con delicatezza sciolse l�abbraccio. Sospirai mentre lo guardavo allontanarsi troppo veloce.</p><p>Sembrava proprio che la luna di miele fosse finita. Avvertii un grosso nodo alla gola.</p><empty-line/><p>Libera dalle piume, m�infilai un abito di cotone, bianco e poco familiare, che nascondeva le macchie viola pi� evidenti. Mi diressi a piedi scalzi verso il profumo di uova, pancetta e formaggio.</p><p>Edward stava davanti al fornello d�acciaio, intento a servire un�omelette sul piatto celestino posato sul piano cucina. Il profumo del cibo m�invase. Avevo cos� fame che avrei mangiato il piatto e la padella.</p><p>�Ecco�, disse. Si volt�, con il sorriso sulle labbra, e spost� il piatto su un tavolino piastrellato.</p><p>Mi sedetti su una delle due sedie di ferro e iniziai a divorare le uova calde. Bruciavano in gola, ma non mi importava.</p><p>Lui si accomod� all�altro lato del tavolo. �Non ti do da mangiare abbastanza spesso�.</p><p>Deglutii e risposi: �Stavo dormendo. A proposito, sono molto buone. Niente male, per uno che non mangia�.</p><p>�<emphasis>La prova del cuoco</emphasis>�, precis� sfoderando il mio sorriso sghembo preferito.</p><p>Fui felice di vederlo, felice che stesse tornando pian piano in s�.</p><p>�Dove hai preso le uova?�.</p><p>�Ho chiesto ai domestici di riempire il frigo. Una novit�, in questa casa. Dovr� chiedere loro di occuparsi anche delle piume...�. S�interruppe, gli occhi fissi su un punto sopra la mia testa. Tacqui, non volevo dire nulla che potesse turbarlo di nuovo.</p><p>Mangiai tutto, malgrado avesse cucinato per due.</p><p>�Grazie�, dissi. Mi chinai sul tavolino per baciarlo. Lui restitu� il bacio automaticamente, ma poi s�irrigid� e si allontan�.</p><p>Strinsi le mascelle e la domanda che posi ebbe il tono di un�accusa. �Non mi toccherai pi� finch� staremo qui, vero?�.</p><p>Prima di rispondere abbozz� un sorriso e mi accarezz� una guancia. Le dita esitarono dolcemente sulla mia pelle e non potei fare a meno di appoggiarmi al palmo della sua mano.</p><p>�Lo sai che non � quello che vorrei�.</p><p>Sospir� e allontan� la mano. �Lo so. Ma � cos�. In silenzio, sollev� lievemente il capo. Poi riprese a parlare con fermezza e decisione. �Non far� l�amore con te finch� non ti sarai trasformata. Non voglio farti del male, mai pi��.</p></section><section><title><p>6</p><p>Distrazioni</p></title><p>Il mio svago divenne la priorit� numero uno sull�Isola Esme. Ci dedicavamo all�osservazione dei fondali (io nuotavo con il boccaglio mentre Edward si beava della capacit� di restare senza ossigeno a piacimento). Esploravamo la piccola giungla che circondava il basso picco roccioso. Andavamo a vedere i pappagalli che vivevano fra il fogliame del capo meridionale dell�isola. Guardavamo il tramonto dalle rocce della baia occidentale e nuotavamo assieme alle focene che giocavano nelle sue acque calde e basse. Io, perlomeno: quando Edward entrava in acqua, le focene si dileguavano come se fosse arrivato uno squalo.</p><p>Sapevo cosa stava succedendo. Edward cercava di tenermi occupata, di distrarmi, per impedirmi di assillarlo continuamente a proposito del sesso. Ogni volta che proponevo di prendercela pi� comoda e di approfittare dei milioni di DVD e del maxischermo al plasma, mi attirava fuori casa grazie a parole magiche come "barriera corallina", "grotte subacquee" oppure "tartarughe marine". Non ci fermavamo mai, mai, mai, e quando finalmente giungeva il tramonto mi ritrovavo affamata ed esausta.</p><p>Ogni sera, finito di cenare, avevo la testa che ciondolava sul piatto; una volta, persino mi addormentai a tavola ed Edward dovette portarmi a letto in braccio. Un po� era colpa sua, che cucinava sempre troppo per una sola persona, ma anch�io ero affamatissima dopo aver trascorso la giornata a nuotare o ad arrampicarmi, e spazzavo via tutto. Dopodich�, sazia e sfiancata, faticavo a tenere gli occhi aperti. Di sicuro faceva parte del suo piano.</p><p>Esausta com�ero, i miei tentativi di persuasione non funzionavano granch�. Ma non mi diedi per vinta. Ci provai con la razionalit�, con le suppliche e con il broncio ma fu tutto inutile. Di norma, per�, prima ancora che riuscissi a metterlo alle strette, il sonno aveva la meglio. E da quei miei sogni che sembravano cos� veri � erano perlopi� incubi, forse resi ancor pi� vividi dai colori troppo accesi dell�isola � mi risvegliavo stanca persino dopo lunghissime dormite.</p><p>Circa una settimana dopo il nostro sbarco sull�isola, decisi di cercare un compromesso. Aveva gi� funzionato, fra noi.</p><p>Mi ero trasferita nella camera blu. Mancava ancora un giorno all�arrivo dei domestici e la stanza bianca era sepolta sotto una nevicata di piume. Quella blu era pi� piccola, le proporzioni del letto pi� ragionevoli. Le pareti erano di tek scuro e la biancheria di sfarzosa seta blu.</p><p>Per dormire mi ero abituata a indossare alcuni capi della collezione di lingerie che non erano poi cos� striminziti, in confronto a certi bikini che Alice mi aveva infilato in valigia. Forse aveva visualizzato il motivo per cui avrei desiderato avere certi indumenti: a quel pensiero, imbarazzata, trasalii.</p><p>Preoccupata che il fatto di esibire troppo del mio corpo non mi aiutasse affatto, ma pronta ad affidarmi a qualsiasi rimedio, all�inizio mi ero mossa in modo prudente, con innocenti completi di raso bianco. Edward non sembrava accorgersi di niente, come se portassi i soliti pantaloni da ginnastica malconci che infilavo a casa.</p><p>I lividi stavano migliorando � alcuni erano divenuti giallastri, altri scomparsi � perci� una sera, mentre mi preparavo in bagno, scelsi uno dei completi che pi� mi spaventava: nero, di pizzo, m�imbarazzava gi� senza indossarlo. Badai a non guardarmi allo specchio prima di tornare nella camera da letto. Non volevo perdere la calma.</p><p>Ebbi la soddisfazione di vedere Edward sgranare gli occhi per un secondo, prima che riprendesse il controllo di s�.</p><p>�Che ne pensi?�, domandai con una giravolta per farmi ammirare da ogni angolazione.</p><p>Si schiar� la gola. �Sei bellissima. Come sempre�.</p><p>�Grazie�, risposi con una punta di acidit�.</p><p>Ero troppo stanca per rinunciare a sdraiarmi subito su quelle coltri morbide. Edward mi abbracci� e mi strinse a s�, come al solito: faceva troppo caldo per dormire lontana dal suo corpo fresco.</p><p>�Ti propongo un patto�, dissi assonnata.</p><p>�Non ho intenzione di stringere patti con te�, rispose.</p><p>�Non sai neppure cosa sto per offrirti�.</p><p>�Non importa�.</p><p>Sospirai. �Vai a quel paese. E dire che volevo... Non fa nulla�.</p><p>Alz� gli occhi al cielo.</p><p>Io chiusi i miei e lasciai il discorso in sospeso. Sbadigliai.</p><p>Gli ci volle soltanto un minuto, troppo poco per farmi perdere i sensi.</p><p>�Va bene. Cosa vuoi?�.</p><p>Contrassi la mascella per un secondo, trattenendo un sorriso. Se c�era una cosa a cui non sapeva resistere, questa era l�occasione di farmi un regalo.</p><p>�Ecco, pensavo... so che la faccenda di Dartmouth dovrebbe essere soltanto una copertura, ma, sinceramente, non credo che un semestre di college mi uccider�, dissi, con le stesse parole pronunciate da lui tanto tempo prima, quando aveva cercato di persuadermi a non diventare una vampira. �Scommetto che Charlie andr� matto per gli aneddoti su Dartmouth. Certo, sar� imbarazzante se non riesco a tenere il passo di quei secchioni. Per�... diciotto, diciannove anni. Non c�� una differenza enorme. Nel giro di dodici mesi non mi verranno le zampe di gallina�.</p><p>Per qualche istante rimase in silenzio. Poi, a voce bassa, disse: �Preferisci aspettare. Preferisci restare umana�.</p><p>Trattenni il fiato, in attesa che l�offerta giungesse a destinazione.</p><p>�Perch� mi fai <emphasis>questo</emphasis>?�, disse a denti stretti, improvvisamente rabbioso. �Non � gi� abbastanza difficile?�. Afferr� dal mio fianco un lembo del pizzo di guarnizione che sporgeva. Per un istante pensai che volesse strapparlo via. Poi la sua mano si rilass�. �Non importa. Non stringer� alcun patto con te�.</p><p>�Voglio andare al college�.</p><p>�No, invece no. E non c�� niente per cui valga la pena di rischiare ancora la tua vita. Di farti del male�.</p><p>�Ma io ci voglio andare. Be�, non � esattamente il college che m�interessa... Voglio restare umana ancora per un po��.</p><p>Chiuse gli occhi e sbuff� dal naso. �Mi stai facendo impazzire, Bella. Non ne abbiamo gi� discusso un milione di volte, quando m�imploravi di trasformarti in vampira il pi� in fretta possibile?�.</p><p>�S�, ma... ecco, ora ho un motivo in pi� per restare umana�.</p><p>�Quale?�.</p><p>�Indovina�, dissi e mi sollevai dai cuscini per baciarlo.</p><p>Contraccambi� il bacio, ma capii che non intendeva darmela vinta. Pi� che altro sembrava attento a non ferire i miei sentimenti, ma manteneva un totale e irritante controllo di s�. Con delicatezza, dopo un istante mi allontan� e mi cull� sul suo petto.</p><p>�Sei cos� <emphasis>umana</emphasis>, Bella. Schiava dei tuoi ormoni�. Ridacchi�.</p><p>�Questo � il punto, Edward. Questo aspetto dell�essere umana mi piace. Non sono ancora disposta a perderlo. Non voglio aspettare chiss� quanti anni da neonata assetata di sangue, prima che qualcosa di tutto questo riaffiori�.</p><p>Sbadigliai e lui sorrise.</p><p>�Sei stanca. Dormi, amore�. Inizi� a mormorare la ninna nanna che aveva composto per me quando ci eravamo conosciuti.</p><p>�Chiss� perch� sono cos� stanca�, brontolai sarcastica. �Impossibile che faccia parte del tuo piano, o quel che �.</p><p>Rispose con una risatina e riprese a canticchiare.</p><p>�Perch� pensi che pi� sar� stanca e meglio dormir�.</p><p>La canzone s�interruppe. �Mentre dormi sembri morta, Bella. Da quando siamo qui, non hai mai parlato nel sonno. Per fortuna russi, perch� potrei scambiarlo per coma profondo�.</p><p>Ignorai il suo sarcasmo: io non russavo. �Non mi sono mai agitata? Strano. Di solito quando ho gli incubi mi muovo per tutto il letto. E urlo�.</p><p>�Hai avuto incubi?�.</p><p>�Molto vividi. Mi stancano parecchio�. Sbadigliai. �Non posso credere di non aver blaterato tutte le notti�.</p><p>�Ma cosa sogni?�.</p><p>�Varie cose, per� si assomigliano tutti per via dei colori�.</p><p>�Colori?�.</p><p>�Sono luminosi, realistici. Di solito sono cosciente che sto sognando. Questi invece m�ingannano. E mi spaventano ancora di pi��.</p><p>Qualcosa sembrava averlo inquietato. �Cosa ti spaventa?�.</p><p>Ebbi un fremito. �Pi� che altro...�. M�interruppi.</p><p>�Pi� che altro?�.</p><p>Non sapevo perch�, ma non volevo raccontargli del bambino che vedevo nel mio incubo ricorrente; c�era qualcosa di intimo in quel dettaglio orribile. Perci�, anzich� la descrizione completa, gli fornii soltanto un elemento. Di sicuro bastava a spaventare me, o chiunque altro.</p><p>�I Volturi�, sussurrai.</p><p>Mi abbracci� pi� forte. �Non saranno pi� un problema per noi. Presto sarai immortale e non avranno scusanti�.</p><p>Lasciai che mi cullasse, mentre mi sentivo in colpa per averlo depistato. I miei incubi non erano esattamente cos�. Non avevo paura per me, ma per il bambino.</p><p>Non era quello del primo sogno, il vampiro bambino con gli occhi rossi seduto sulla pila di cadaveri delle persone a me care. Il piccolo che avevo sognato quattro volte in una settimana era senza dubbio umano: aveva le gote rosse e occhioni verde chiaro. Ma, come l�altro, tremava di paura e disperazione mentre venivamo circondati dai Volturi.</p><p>In questo sogno, che bench� nuovo aveva elementi del vecchio, <emphasis>dovevo</emphasis> proteggere il bambino sconosciuto. Non c�erano alternative. Allo stesso tempo, sapevo che non ce l�avrei fatta.</p><p>Edward vide la mia espressione desolata. �Come posso aiutarti?�.</p><p>Mi scrollai l�angoscia di dosso. �� solo un sogno, Edward�.</p><p>�Vuoi che ti canti qualcosa? Canter� per tutta la notte, se serve a tenere alla larga gli incubi�.</p><p>�Non tutti sono incubi. Faccio anche bei sogni. Molto... colorati. Sott�acqua, con i pesci e i coralli. Sembra tutto vero � non mi accorgo di sognare. Forse il problema � quest�isola. Qui � tutto cos� luminoso�.</p><p>�Vuoi tornare a casa?�.</p><p>�No. No, non ancora. Non possiamo restare ancora un po�?�.</p><p>�Possiamo restare quanto vuoi, Bella�, e suonava come una promessa.</p><p>�Quando inizia il semestre? Non me lo sono annotato�.</p><p>Sospir�. Forse ricominci� a canticchiare, ma prima di accorgermene ero gi� sprofondata nel sonno.</p><empty-line/><p>Pi� tardi mi svegliai al buio, sconvolta. Il sogno era stato talmente realistico... vividissimo e concreto... Farfugliai qualcosa ad alta voce, disorientata dalla stanza buia. Soltanto un secondo prima avevo avuto la sensazione di trovarmi sotto un sole splendente.</p><p>�Bella?�, sussurr� Edward, le sue braccia che mi stringevano e mi scrollavano con delicatezza. �Tutto bene, amore?�.</p><p>�Oh�, balbettai. Era solo un sogno. Non la realt�. E rimasi ancora pi� sorpresa dalle lacrime che erano sgorgate senza preavviso e mi inondavano le guance fino a colare dal mio volto.</p><p>�Bella!�, disse a voce alta, allarmato. �Che c�� che non va?�. Asciug� le lacrime dalle mie guance ardenti con gesti frenetici delle dita fredde, ma altre continuavano a traboccare.</p><p>�Era solo un sogno�. Non riuscii a soffocare il gemito cupo che mi spezzava la voce. Quelle lacrime insensate erano un fastidio, ma non riuscivo a controllare il dolore sconcertante che si era impossessato di me. Con tutta me stessa desideravo che il sogno fosse vero.</p><p>�Tutto okay, amore, stai bene. Sono qui�. Mi cull� avanti e indietro, un po� troppo veloce perch� mi tranquillizzassi. �� stato un altro incubo? Non c�� niente di vero, niente�.</p><p>�No, non era un incubo�. Scossi la testa, strofinandomi gli occhi con il dorso delle mani. �Era un <emphasis>bel</emphasis> sogno�. La mia voce si ruppe di nuovo.</p><p>�E allora perch� piangi?�, domand� stupefatto.</p><p>�Perch� mi sono svegliata�, strillai, mentre quasi lo strozzavo con un abbraccio e singhiozzavo sul suo collo.</p><p>Rise della mia logica, ma sembrava una reazione nervosa e preoccupata.</p><p>�Va tutto bene, Bella. Respira a fondo�.</p><p>�Era cos� vero�, singhiozzai. �Volevo che fosse vero�.</p><p>�Raccontamelo, magari ti aiuta�.</p><p>�Eravamo sulla spiaggia...�. M�interruppi e con gli occhi gonfi di pianto mi voltai a guardare l�espressione ansiosa sul suo viso d�angelo, appena visibile al buio. Lo fissavo rimuginando, mentre l�irragionevole marea di dolore iniziava a rifluire.</p><p>�E?�, disse lui impaziente.</p><p>Straziata, battei le palpebre per asciugare le lacrime. �Oh, Edward...�.</p><p>�Raccontami, Bella�, m�implor� con lo sguardo inquieto e preoccupato per il dolore che avvertiva nella mia voce.</p><p>Non ci riuscivo. Gli serrai di nuovo le braccia al collo e con un gesto febbrile incollai le labbra alle sue. Non era desiderio ma dolore, acuto fino a far male. La sua risposta fu immediata e altrettanto il rifiuto che ne segu�.</p><p>Lott� contro di me con tutta la delicatezza possibile, sorpreso, e mi tenne lontana afferrandomi le spalle.</p><p>�No, Bella�, insistette, guardandomi come temesse che fossi impazzita.</p><p>Lasciai cadere le braccia, sconfitta, mentre le lacrime inspiegabili scendevano come un torrente fresco sul mio volto e l�ennesimo gemito mi riempiva la gola. Aveva ragione, forse ero pazza.</p><p>Mi fiss� con occhi confusi, tormentati.</p><p>�S-s-scusa�, mormorai.</p><p>Ma lui mi strinse a s�, serrandomi contro il suo petto marmoreo.</p><p>�Non posso, Bella, non posso!�, ansim� pieno d�angoscia.</p><p>�Per favore�, dissi, la mia preghiera attutita dalla sua pelle. �Per favore, Edward�.</p><p>Non so se a commuoverlo fossero state le lacrime che mi facevano tremare la voce, se il mio attacco improvviso l�avesse colto alla sprovvista, o se il suo bisogno in quel momento fosse semplicemente insopportabile quanto il mio. Qualunque fosse la ragione, riavvicin� le mie labbra alle sue e si arrese con un gemito.</p><p>E ricominciammo da dov�era finito il mio sogno.</p><empty-line/><p>Il mattino dopo, al risveglio, restai totalmente immobile e cercai di mantenere il respiro regolare. Avevo paura di aprire gli occhi.</p><p>Ero sdraiata sul petto di Edward, che stava immobile senza abbracciarmi. Cattivo segno. Avevo paura di ammettere che ero sveglia e di affrontare la sua rabbia, con chiunque ce l�avesse.</p><p>Sbirciai con cautela dagli occhi socchiusi. Edward fissava il soffitto scuro, le mani dietro la testa. Mi appoggiai a un gomito per guardarlo meglio: il suo viso era rilassato, inespressivo.</p><p>�Quanto brutta me la sto passando?�, domandai a mezza voce.</p><p>�Tantissimo�, disse, ma volt� la testa con un sorriso ammiccante.</p><p>Sospirai di sollievo. �Mi dispiace, davvero�, dissi. �Non volevo... Be�, non so bene cosa sia successo stanotte�. Scossi la testa al ricordo delle lacrime irrazionali, del dolore straziante.</p><p>�Non mi hai ancora detto cosa stavi sognando�.</p><p>�� vero... per� mi sembra di avertelo dimostrato�. Feci una risata nervosa.</p><p>�Ah�, rispose Edward. Spalanc� gli occhi e batt� le ciglia. �Interessante�.</p><p>�� stato proprio un bel sogno�, mormorai. Lui non fece commenti, perci� qualche secondo dopo aggiunsi: �Sono perdonata?�.</p><p>�Ci sto pensando�.</p><p>Mi sedetti, pronta a esaminarmi. Se non altro, non mi pareva ci fossero altre piume. Ma non appena mi alzai fui colpita da una strana ondata di vertigini. Vacillai e ricaddi fra i cuscini.</p><p>�Ehi... che capogiro�.</p><p>Mi sentii abbracciare all�istante. �Hai dormito tanto. Dodici ore�.</p><p>�Dodici?�. Strano.</p><p>Mi diedi una controllata mentre parlavo, cercando di non farmi notare. Sembravo a posto. I lividi sulle braccia erano ancora quelli della settimana prima, ormai giallastri. Provai con una stiracchiata. Anche quella and� bene. Anzi, pi� che bene.</p><p>�Inventario completo?�.</p><p>Annuii imbarazzata. �A quanto pare i cuscini sono sopravvissuti�.</p><p>�Purtroppo non posso dire altrettanto della tua, ehm, camicia da notte�. Indic� i piedi del letto, dove mescolati alle lenzuola di seta giacevano brandelli di pizzo nero.</p><p>�Peccato�, dissi, �mi piaceva�.</p><p>�Anche a me�.</p><p>�Altre vittime?�, domandai timida.</p><p>�Dovr� comprare un telaio nuovo per il letto di Esme�, confess�, gettando uno sguardo alle proprie spalle. Lo seguii e restai sorpresa vedendo il lato sinistro della testiera ridotto a pezzi.</p><p>�Mmm�. Corrugai la fronte. �Secondo te, me ne sarei dovuta accorgere?�.</p><p>�A quanto pare diventi straordinariamente sbadata, quando la tua attenzione gravita altrove�.</p><p>�Ero un po� distratta�, confessai, rossa di vergogna.</p><p>Sfior� la mia guancia in fiamme e sospir�. �Questo mi mancher� sul serio�.</p><p>Osservai il suo viso, in cerca dei segni della rabbia o del rimorso che temevo. Mi restitu� uno sguardo pacato, l�espressione calma ma illeggibile.</p><p>�<emphasis>Tu</emphasis> come stai?�.</p><p>Rise.</p><p>�Che c��?�, domandai.</p><p>�Hai l�aria di una che si sente in colpa dopo aver commesso un crimine�.</p><p>�S�, mi sento in colpa�, mormorai.</p><p>�Be�, hai sedotto un marito consenziente. Non � un reato capitale�.</p><p>Sembrava volermi stuzzicare.</p><p>Le mie guance si scaldarono. �La parola <emphasis>sedotto</emphasis> implica un certo grado di premeditazione�.</p><p>�S�, forse � la parola sbagliata�.</p><p>�Non sei arrabbiato?�.</p><p>Abbozz� un sorriso. �Non sono arrabbiato�.</p><p>�Perch� no?�.</p><p>�Be�...�. Fece una pausa. �Per prima cosa non ti ho fatto del male. Stavolta � stato pi� semplice controllarmi, incanalare gli eccessi�, il suo sguardo balz� di nuovo ai danni sulla testiera, �forse perch� avevo un�idea pi� precisa di cosa aspettarmi�.</p><p>Un sorriso speranzoso inizi� ad aprirsi sul mio viso. �Te l�avevo detto che era tutta questione di esercizio�.</p><p>Alz� gli occhi al cielo.</p><p>Il mio stomaco brontol� e lui rise. �� ora di colazione per gli umani?�, domand�.</p><p>�Grazie�, dissi e saltai gi� dal letto. Troppo in fretta, per�, e traballai come un�ubriaca per ritrovare l�equilibrio. Edward mi ferm� prima che mi schiantassi contro l�armadio.</p><p>�Stai bene?�.</p><p>�Se nella prossima vita non avr� un senso dell�equilibrio migliore, voglio essere rimborsata�.</p><p>Cucinai io qualche uovo fritto, avevo troppa fame per pensare a ricette pi� elaborate. Impaziente, le rovesciai sul piatto dopo pochi minuti.</p><p>�Da quando ti piacciono le uova all�occhio di bue?�, domand� Edward.</p><p>�Da adesso�.</p><p>�Sai quante ne hai buttate gi� questa settimana?�. Sfil� il bidone della spazzatura da sotto il lavandino: era pieno di scatole da sei, vuote.</p><p>�Strano�, risposi dopo aver deglutito un boccone gigantesco. �Questo posto mi sta stravolgendo l�appetito�. E i sogni, oltre al mio gi� precario equilibrio. �Eppure mi piace. Per� dovremo andarcene presto se vogliamo iniziare puntuali a Dartmouth, vero? Ehi, mi sa che dovremo trovarci anche una casa in cui stare e quello che ci occorrer�.</p><p>Si sedette accanto a me. �Puoi anche smettere di fingere che il college ti interessi, ora che hai ottenuto ci� che volevi. Non abbiamo stretto nessun patto, � tutto alla luce del sole�.</p><p>Sbuffai. �Non ho fatto nessuna finta, Edward. Io non passo il tempo a tramare, come fa qualcun altro. <emphasis>Cosa possiamo fare oggi per stancare Bella?</emphasis>�, dissi imitando malamente la sua voce. Lui rise, sfacciato. �Davvero vorrei, passare ancora un po� di tempo da umana�. Mi sporsi ad accarezzare il suo petto nudo. �Non ne ho ancora abbastanza�.</p><p>Mi lanci� un�occhiata dubbiosa. �Di <emphasis>questo</emphasis>?�, domand�, afferrando la mano che scendeva lungo il suo ventre. �Il sesso � sempre stata la chiave di tutto?�. Alz� gli occhi al cielo. �Chiss� perch� non ci ho pensato prima�, mormor� sarcastico. �Mi sarei risparmiato un sacco di discussioni�.</p><p>Scoppiai a ridere. �Forse s�.</p><p>�Sei cos� <emphasis>umana</emphasis>�, ripet�.</p><p>�Lo so�.</p><p>L�ombra di un sorriso sfior� le sue labbra. �Andiamo a Dartmouth? Sul serio?�.</p><p>�Probabilmente non superer� il primo semestre�.</p><p>�Ti aiuter� io�. Il sorriso si apr�. �Il college ti piacer�.</p><p>�Pensi che riusciremo a trovare ancora un appartamento?�.</p><p>Fece una smorfia, con aria colpevole. �Be�, abbiamo gi� una specie di casa laggi�. Sai com��.</p><p>�Hai comprato casa?�.</p><p>�Gli immobili sono un buon investimento�.</p><p>Alzai un sopracciglio senza commentare. �Perci�, siamo pronti�.</p><p>�Devo capire se possiamo tenerci ancora un po� la tua macchina del "prima"...�.</p><p>�Eh s�, guai a me se non ci sar� nulla a proteggermi dai carri armati�.</p><p>Sorrise.</p><p>�Quanto possiamo restare ancora?�, domandai.</p><p>�Abbiamo tempo. Qualche altra settimana, se vuoi. E possiamo passare a trovare Charlie prima di trasferirci nel New Hampshire. A Natale potremmo andare da Ren�e...�.</p><p>Le sue parole descrissero un futuro immediato felicissimo, privo di dolore per tutti. Il cassetto-Jacob, tutt�altro che dimenticato, sussult� e corressi i miei pensieri: per <emphasis>quasi</emphasis> tutti.</p><p>La situazione non era per nulla facile. Ora che avevo scoperto le profonde gioie di un�esistenza umana, ero tentata di lasciar cadere i miei piani. Diciotto o diciannove anni, diciannove o venti... importava qualcosa? Non sarei cambiata granch� nel giro di un anno. E restare umana accanto a Edward... il dilemma si faceva ogni giorno pi� spinoso.</p><p>�S�, qualche settimana�, dissi. E poi, visto che il tempo non sembrava mai abbastanza, aggiunsi: �Ecco, pensavo... hai presente quel che dicevo poco fa a proposito dell�esercizio?�.</p><p>Rise. �Resta l� e non perdere il filo. Ho sentito una barca. Devono essere i domestici�.</p><p>Non voleva interrompere il discorso. Quindi la sua intenzione non era di proibirmi un po� di allenamento? Sorrisi.</p><p>�Aspetta che spieghi a Gustavo il casino nella stanza bianca, poi possiamo uscire. C�� un posto nella giungla, verso sud...�.</p><p>�Non voglio uscire. Oggi non mi va di scarpinare sull�isola. Voglio restare qui a guardare un film�.</p><p>Incresp� le labbra, cercando di non ridere del mio tono scontento. �Va bene, come vuoi. Perch� non ne scegli uno mentre vado ad aprire?�.</p><p>�Non ho sentito bussare�.</p><p>Reclin� la testa di lato, in ascolto. Mezzo secondo dopo udimmo un timido colpetto alla porta. Edward sorrise e si diresse verso il corridoio.</p><p>Mi avvicinai alle mensole sotto la grande TV e iniziai a scorrere i titoli. La scelta si presentava difficile. C�erano pi� DVD l� che in un videonoleggio.</p><p>Sentii la voce bassa e vellutata di Edward avvicinarsi dal corridoio, mentre parlava senza esitazioni in quello che sembrava perfetto portoghese. Un�altra voce pi� rauca, umana, rispondeva nella stessa lingua.</p><p>Edward li guid� nella stanza, indicando verso la cucina quando vi pass� davanti. Accanto a lui, i due brasiliani apparivano incredibilmente bassi e scuri: un uomo rotondetto e una donna magra, con i volti segnati dalle rughe. Edward mi present� con un sorriso orgoglioso e riconobbi il mio nome mescolato a un flusso di parole sconosciute. Arrossii appena ripensando al disastro di piume nella stanza bianca in cui stavano per imbattersi. L�ometto mi sorrise educato.</p><p>La donna minuta dalla carnagione color caff� invece no. Mi osservava a occhi spalancati, in un misto di sorpresa, preoccupazione e soprattutto <emphasis>paura.</emphasis> Prima che potessi reagire, Edward indic� loro di seguirlo nel pollaio e li accompagn� fuori.</p><p>Quando rientr�, era solo. Si avvicin� lesto al mio fianco e mi abbracci�.</p><p>�Cosa vuole quella?�, sussurrai impaziente, al ricordo dell�espressione di panico della donna.</p><p>Edward scroll� le spalle, impassibile. �Kaure � una mezzosangue Ticuna. L�antica cultura india le ha insegnato il rispetto per le superstizioni, o l�attenzione ai dettagli, se vuoi. Sospetta che io sia ci� che sono, o perlomeno � vicina a capirlo�. Tuttavia, non sembrava preoccupato. �Qui hanno alcune leggende, come quella del <emphasis>Lobishomen</emphasis>, un demone assetato di sangue che si nutre di belle donne�. Mi lanci� un�occhiata maliziosa.</p><p>Soltanto belle donne? Be�, piuttosto lusinghiero.</p><p>�Sembrava terrorizzata�, dissi.</p><p>�Lo �, ma soprattutto � preoccupata per te�.</p><p>�Per me?�.</p><p>�Ha paura perch� sei qui con me, tutta sola�. Soffoc� una risata e guard� la parete coperta dai DVD. �Be�, perch� non scegli qualcosa da vedere? � un ragionevole passatempo umano�.</p><p>�S�, sono sicura che un film baster� a convincerla che sei umano�. Sorrisi e cinsi le sue spalle con forza, alzandomi sulla punta dei piedi. Lui si chin� per lasciarsi baciare, poi strinse la presa su di me e mi sollev� da terra per non piegarsi.</p><p>�Un film, un filmetto�, mormorai, mentre le sue labbra mi scendevano sul collo e intrecciavo le mie dita ai suoi capelli color del bronzo.</p><p>Poi udii un singulto ed Edward mi lasci� andare di colpo. Kaure era immobile in anticamera, con le piume fra i capelli neri, un grosso sacco pieno di altre piume fra le braccia e l�espressione terrorizzata sul viso. Con gli occhi fuori dalle orbite mi vide arrossire e abbassare lo sguardo. Poi si ricompose e mormor� parole che, malgrado la lingua straniera, suonavano come delle scuse. Edward sorrise e le rispose benevolo. Lei punt� i suoi occhi scuri altrove e prosegu� lungo il corridoio.</p><p>�Stava pensando ci� che penso stesse pensando, vero?�, mormorai.</p><p>Edward rise della mia domanda ingarbugliata. �S�.</p><p>�Ecco�, dissi, allungando una mano e pescando un film a caso. �Metti su questo, cos� possiamo fingere di guardarlo�.</p><p>Era un vecchio musical, con la copertina piena di volti sorridenti e vestiti vaporosi.</p><p>�Degno di una luna di miele�, approv� Edward.</p><p>Mentre gli attori sullo schermo ballavano sulle note di un�allegra introduzione musicale, mi lasciai cadere sul divano, accoccolandomi fra le braccia di Edward.</p><p>�Adesso si pu� tornare nella stanza bianca?�, domandai pigra.</p><p>�Non so... la testiera dell�altra camera � gi� straziata in modo irreparabile. Forse, se limitiamo la distruzione a una sola zona della casa, Esme potrebbe concederci di tornare, un giorno�.</p><p>Feci un gran sorriso. �Perci� la distruzione non � finita?�.</p><p>Rise della mia frase. �Forse � meglio che sia premeditata, piuttosto che io stia ad aspettare il tuo prossimo assalto�.</p><p>�Sarebbe solo questione di tempo�, commentai placida, ma nelle vene il sangue inizi� a correre.</p><p>�C�� qualcosa che non va nel tuo cuore?�.</p><p>�No, no. � sano come un pesce�. Feci una pausa. �Volevi andare a controllare subito il sito da demolire?�.</p><p>�Forse � pi� educato se aspettiamo di restare soli. <emphasis>Tu</emphasis> potrai anche non accorgerti che faccio a pezzi i mobili, ma loro rischiano di spaventarsi�.</p><p>A dirla tutta, mi ero gi� dimenticata delle persone nell�altra stanza. �Giusto. Peccato�.</p><p>Gustavo e Kaure si muovevano per casa silenziosi, mentre attendevo impaziente che finissero e cercavo di seguire il "vissero felici e contenti" sullo schermo. Iniziavo a sentirmi assonnata, malgrado secondo Edward avessi gi� passato mezza giornata a dormire, quando una voce roca mi fece scattare. Edward si raddrizz� sul divano, con me accoccolata addosso, e rispose a Gustavo in perfetto portoghese. Il domestico annu� e si diresse tranquillo verso la porta.</p><p>�Hanno finito�, disse Edward.</p><p>�Il che significa che adesso siamo soli?�.</p><p>�Che ne dici di mangiare qualcosa prima?�.</p><p>Il dilemma mi lasci� senza parole. Ero davvero molto affamata.</p><p>Con un sorriso mi prese per mano e mi guid� in cucina. Conosceva le mie espressioni cos� a fondo che non gli era indispensabile leggermi nel pensiero.</p><p>�La situazione mi sta scappando di mano�, dissi quando finalmente mi sentii sazia.</p><p>�Ti va di nuotare con i delfini questo pomeriggio... per bruciare calorie?�, mi domand�.</p><p>�Magari dopo. Avevo un�altra idea per bruciare calorie�.</p><p>�Sarebbe?�.</p><p>�Be�, � rimasto un bel pezzo di testiera...�.</p><p>Ma non completai la frase. Mi aveva gi� presa fra le braccia e le sue labbra misero a tacere le mie, mentre mi portava a velocit� disumana nella stanza blu.</p></section><section><title><p>7</p><p>Inaspettato</p></title><p>La fila di sagome nere avanzava verso di me in una coltre di nebbia. Vedevo i loro occhi scuri color rubino scintillare di desiderio, bramosi di uccidere. Le labbra tese mostravano i denti affilati e umidi: alcuni ringhiavano, altri sorridevano.</p><p>Udii piagnucolare il bambino alle mie spalle, ma non riuscii a voltarmi per guardarlo. Avrei voluto disperatamente assicurarmi che fosse al riparo, ma in quel momento non potevo permettermi un calo di concentrazione.</p><p>Le sagome incombevano sempre pi� vicine, i neri mantelli si agitavano appena. Vidi quelle mani bianche e ossute stringersi come artigli. Iniziarono a sparpagliarsi per assalirci da ogni direzione. Eravamo circondati. Stavamo per morire.</p><p>E poi, come il lampo di luce di un flash, la scena cambi�. O meglio, tutto era uguale � i Volturi ci venivano incontro, pronti a uccidere � ma il mio atteggiamento era diverso. D�un tratto ero impaziente. <emphasis>Volevo</emphasis> che attaccassero. Il panico si trasform� in sete di sangue, mentre mi rannicchiavo in avanti, il sorriso sulle labbra e un ruggito fra i denti scoperti.</p><p>Di soprassalto, uscii stravolta dal sogno.</p><p>La stanza era nera. E calda in modo soffocante. Il sudore m�incollava i capelli alle tempie e m�inzuppava il collo.</p><p>Frugai fra le lenzuola calde e le trovai vuote.</p><p>�Edward?�.</p><p>In quel momento le mie dita incontrarono qualcosa di liscio, piatto e rigido. Un foglio di carta piegato a met�. Presi il biglietto e tastai la parete in cerca dell�interruttore.</p><p>Il destinatario del biglietto era la signora Cullen.</p><cite><p>Spero che non ti svegli e che non ti accorga della mia assenza, ma, se dovessi, sappi che torner� presto. Sono soltanto andato sul continente a cacciare. Torna a dormire e quando ti sveglierai ci sar�. Ti amo.</p></cite><p>Sospirai. Eravamo sull�isola da due settimane, logico che prima o poi dovesse andarsene, ma avevo smesso di pensare al tempo. Sembrava che vivessimo fuori dal tempo, alla deriva in una condizione perfetta.</p><p>Mi asciugai il sudore dalla fronte. Mi sentivo assolutamente sveglia, malgrado l�orologio sulla cassettiera dicesse che era l�una passata. Sapevo di non potermi riaddormentare, calda e appiccicosa com�ero. Senza dimenticare che, se avessi spento la luce e chiuso gli occhi, avrei di sicuro rivisto le sagome nere che incombevano nella mia mente.</p><p>Mi alzai e vagai senza meta nella casa buia, accendendo le luci. Senza Edward appariva troppo grande e vuota. Diversa.</p><p>Finii in cucina e decisi che forse il cibo era la consolazione migliore.</p><p>Frugai nel frigorifero in cerca degli ingredienti per preparare del pollo fritto. Lo sfrigolare e lo scoppiettare del pollo nel tegame fu un rumore piacevole, familiare; finch� riemp� il silenzio, mi sentii meno nervosa.</p><p>Aveva un profumo cos� buono che iniziai a mangiarlo direttamente dalla padella, bruciandomi la lingua. Al quinto o sesto boccone era abbastanza freddo perch� ne gustassi il sapore. Cominciavo a masticare in modo pi� normale. C�era qualcosa di strano nel gusto? Controllai la carne: era bianca, ma forse non l�avevo cotta abbastanza. Diedi un altro morso per provare; masticai due volte. Oh, decisamente cattivo. Saltai in piedi per sputarlo nel lavandino. All�improvviso, la puzza di pollo e olio divenne rivoltante. Presi la padella e la scrollai nella spazzatura, poi aprii le finestre per far uscire l�odore. Fuori si era alzata una brezza quasi fresca. Una sensazione piacevole sulla pelle.</p><p>All�istante mi sentii esausta, ma non volevo tornare nella stanza torrida. Perci� aprii le finestre nella stanza della TV e mi sdraiai sul divano sottostante. Feci partire lo stesso film che avevamo visto il giorno prima e mi addormentai in fretta sulle note allegre dei titoli di testa.</p><p>Quando riaprii gli occhi era quasi mezzogiorno, ma non fu la luce a risvegliarmi. Due braccia fredde mi circondavano stringendomi. Allo stesso tempo percepii una fitta di dolore allo stomaco, neanche avessi appena preso un pugno in pancia.</p><p>�Scusa�, mormor� Edward mentre sfregava la mano ghiacciata sulla mia fronte umida. �Altro che pignolo. Non pensavo che senza di me avresti sofferto il caldo. Prima di andarmene far� installare un condizionatore�.</p><p>Non riuscivo a concentrarmi sulle sue parole. �Ti prego!�, tossii, cercando di liberarmi dalla stretta.</p><p>Mi lasci� andare immediatamente. �Bella?�.</p><p>Corsi verso il bagno coprendomi la bocca con la mano. Mi sentivo talmente male che sulle prime non badai nemmeno alla sua presenza, mentre mi piegavo sul water in preda a un violento attacco di vomito.</p><p>�Bella? Che ti prende?�.</p><p>Ancora non riuscivo a rispondere. Mi sosteneva ansioso, levandomi i capelli dalla faccia, in attesa che riprendessi a respirare.</p><p>�Maledetto pollo avariato�, brontolai.</p><p>�Ti senti bene?�. La sua voce era piena di tensione.</p><p>�S�, boccheggiai. �� soltanto intossicazione alimentare. Non sei obbligato a guardarmi. Vattene�.</p><p>�Neanche per idea, Bella�.</p><p>�Vattene�, urlai con un gemito, mentre cercavo di alzarmi per sciacquarmi la bocca. Mi aiut� con delicatezza, ignorando i miei deboli strattoni.</p><p>Pulita la bocca, mi port� a letto e mi fece sedere con cautela, fra le sue braccia.</p><p>�Intossicazione alimentare?�.</p><p>�S�, gracchiai. �Stanotte ho cucinato del pollo. Sapeva di marcio e l�ho buttato via. Ma ne avevo gi� mangiato un po��.</p><p>Pos� una mano fredda sulla mia fronte. Una bella sensazione. �E adesso come stai?�.</p><p>Ci pensai su. La nausea se n�era andata alla stessa velocit� con cui era arrivata e mi sentivo come ogni mattina. �Tutto a posto. Un po� affamata, forse�.</p><p>Prima di friggere le uova mi fece aspettare un�ora e mandare gi� un bicchierone d�acqua. Ero tornata perfettamente normale, solo un po� stanca per l�alzataccia nel cuore della notte. Accese la TV sulla CNN � eravamo cos� lontani dal mondo che se anche fosse scoppiata la terza guerra mondiale non ce ne saremmo accorti � e io sonnecchiai fra le sue braccia.</p><p>Annoiata dalle notizie, mi voltai per baciarlo. Come era successo la mattina, al minimo movimento ebbi una fitta nello stomaco. Mi allontanai di scatto, la mano sulla bocca. Sapevo che il bagno era troppo lontano, perci� corsi al lavandino della cucina.</p><p>Mi segu� per tenermi i capelli.</p><p>�Forse dovremmo tornare a Rio da un medico�, sugger� ansioso mentre mi sciacquavo la bocca.</p><p>Scossi la testa e puntai verso il corridoio. Dottore uguale puntura. �Mi lavo i denti e vedrai che star� meglio�.</p><p>Appena il sapore in bocca miglior�, frugai in valigia alla ricerca del kit di pronto soccorso preparato da Alice, pieno di oggetti umani come cerotti, antidolorifici e, obiettivo della mia ricerca, una compressa di Pepto-Bismol. Cos� forse sarei riuscita a placare il mio stomaco e tranquillizzare Edward.</p><p>Ma prima ancora di scovare il medicinale m�imbattei in un�altra cosa che Alice mi aveva preparato. Afferrai la scatolina blu e la fissai, sul palmo della mano, per un istante interminabile, dimenticandomi di tutto il resto.</p><p>Poi iniziai a contare, a mente. Una volta. Una seconda. E poi daccapo.</p><p>Il colpo sulla porta mi spavent� e la scatoletta ricadde in valigia.</p><p>�Tutto bene?�, domand�. Edward da dietro la porta. �Ti viene ancora da vomitare?�.</p><p>�S� e no�, risposi, ma la mia voce usciva soffocata.</p><p>�Bella? Posso entrare, per favore?�. Era decisamente preoccupato.</p><p>�O...kay�.</p><p>Entr� scrutando la mia posizione, seduta a gambe incrociate sul pavimento accanto alla valigia, e la mia espressione, vuota e fissa. Si sedette accanto a me e mi sfior� subito la fronte.</p><p>�Cosa c�� che non va?�.</p><p>�Quanti giorni sono passati dal matrimonio?�, sussurrai.</p><p>�Diciassette�, rispose automatico. �Bella, che c��?�.</p><p>Ricominciai a contare. Alzai un dito per fargli segno di aspettare e bisbigliai i numeri fra me. Mi ero sbagliata. Era trascorso pi� tempo di quanto pensassi. Ricominciai.</p><p>�Bella!�, sussurr� impaziente. �Mi stai facendo saltare i nervi�.</p><p>Cercai di deglutire. Non funzion�. Perci� mi sporsi verso la valigia e vi frugai fino a ritrovare la scatolina blu degli assorbenti. La sollevai in silenzio.</p><p>Mi guard� confuso. �Che? Stai cercando di dirmi che � colpa della sindrome premestruale?�.</p><p>�No�, tentennai ansimando. �No, Edward. Sto cercando di dirti che ho un ritardo di cinque giorni�.</p><p>L�espressione del suo viso non cambi�. Come se non avessi parlato.</p><p>�Non credo sia stata un�intossicazione�, aggiunsi.</p><p>Non rispose. Si era trasformato in una statua.</p><p>�I sogni�, mormorai fra me, soprappensiero. �Il sonno. Il pianto. La fame. Oh. Oh. <emphasis>Oh</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Lo sguardo di Edward si fece vitreo, come se non riuscisse pi� a vedermi.</p><p>Di riflesso, quasi involontariamente, la mia mano si pos� sullo stomaco.</p><p>�Oh!�, strillai di nuovo.</p><p>Mi rialzai a fatica, sfilandomi dalle mani immobili di Edward. Non mi ero ancora cambiata la coulotte di seta e la camicetta che indossavo a letto. Sollevai il tessuto blu e guardai la mia pancia.</p><p>�Impossibile�, sussurrai.</p><p>Non avevo alcuna esperienza di gravidanze, figli, annessi e connessi, ma non ero idiota. Avevo visto abbastanza film e trasmissioni televisive per sapere che non funzionava cos�. Ero in ritardo di soli cinque giorni. Troppo poco perch� il mio corpo si fosse gi� accorto che <emphasis>potevo</emphasis> essere incinta. Troppo presto per avere la nausea al mattino o cambiare il ritmo dell�alimentazione e del sonno.</p><p>E, soprattutto, troppo presto per avere un piccolo ma ben visibile gonfiore che spuntava dal ventre.</p><p>Girai su me stessa per esaminarmi da ogni angolazione, come se alla luce giusta potesse scomparire. Tracciai con le dita il profilo della piccola sporgenza, sorpresa di sentirla, sotto la pelle, dura come la roccia.</p><p>�Impossibile�, ribadii, perch�, gonfiore o no, ciclo o non ciclo (e ciclo non ce n�era proprio, malgrado fossi sempre stata precisa come un orologio), era impossibile che fossi <emphasis>incinta.</emphasis> L�unica persona con cui avessi fatto del sesso era un vampiro, maledizione! Un vampiro che era ancora impietrito sul pavimento e non dava segno di riprendersi.</p><p>Perci�, doveva esserci un�altra spiegazione. Qualcosa di sbagliato in me. Una strana malattia sudamericana con gli stessi sintomi di una gravidanza accelerata...</p><p>Poi ricordai un particolare, un mattino di ricerche su Internet che sembrava appartenere a una vita precedente. Seduta alla vecchia scrivania della mia stanza, in casa di Charlie, mentre la luce grigia filtrava appena dalla finestra, gli occhi fissi sul mio computer antiquato e ronzante, leggevo avida i dati di un sito chiamato <emphasis>Vampiri A-Z.</emphasis> Erano passate meno di ventiquattr�ore da quando Jacob Black, convinto di raccontarmi qualche strana leggenda Quileute in cui ancora non credeva, mi aveva rivelato che Edward era un vampiro. Avevo letto con ansia le prime voci del sito, dedicato alla mitologia vampiresca di tutto il mondo. I <emphasis>Danag</emphasis> delle Filippine, gli <emphasis>Estrie</emphasis> ebrei, i <emphasis>Varacolaci</emphasis> rumeni, gli <emphasis>Stregoni benefici</emphasis> italiani (leggenda che in realt� derivava dai trascorsi del mio neo-suocero fra i Volturi, ma all�epoca non potevo saperlo)... Meno credibili diventavano le storie, meno le avevo degnate di attenzione. Delle ultime voci ricordavo solo qualche frammento. Sembravano pi� che altro scuse architettate per spiegare fenomeni come il tasso di mortalit� infantile, oppure l�infedelt�. <emphasis>No, cara, non ho un�amante! La donna sexy che hai visto sgattaiolare dalla porta di casa era un Succubo cattivo. Ho rischiato la vita, sai!</emphasis> (Ovviamente, dopo aver sentito la storia di Tanya e delle sue sorelle, sospettavo che qualcuna di quelle scuse fosse la semplice verit�). C�era anche la versione femminile. <emphasis>Come puoi accusarmi di averti tradito, soltanto perch� hai viaggiato sui mari per due anni e al ritorno mi hai trovata incinta? � stato l�Incubo. Mi ha ipnotizzata con i suoi poteri occulti di vampiro...</emphasis></p><p>Uno dei poteri dell�Incubo era proprio quello di mettere incinta la sua sventurata preda.</p><p>Scossi la testa, sbalordita. Ma...</p><p>Pensai a Esme e soprattutto a Rosalie. Le vampire non potevano avere figli. Se fosse stato possibile, Rosalie avrebbe trovato la maniera. Il mito dell�Incubo non era che una favola.</p><p>A parte... be�, una differenza c�era. Ovviamente Rosalie non poteva concepire, imprigionata com�era nel suo ultimo istante di vita umana. Senza possibilit� di cambiare. E il corpo di una donna <emphasis>deve</emphasis> mutare, per dare alla luce un figlio. Prima di tutto c�� il dato di fatto della sospensione del ciclo mensile, poi le trasformazioni maggiori, necessarie ad accogliere un bambino che cresce. Il corpo di Rosalie non poteva cambiare.</p><p>Il mio s�. Il mio stava cambiando. Toccai il gonfiore sul ventre, che fino al giorno prima non c�era.</p><p>E gli uomini, be�, loro restavano pi� o meno uguali dalla pubert� alla morte. Ricordai un particolare che avevo raccolto non so dove: Charlie Chaplin ebbe il suo ultimo figlio a pi� di settant�anni. I maschi non avevano una sola fase fertile nella vita, o cicli di fertilit�.</p><p>D�altronde, come si poteva sapere se i vampiri maschi fossero in grado di fecondare, dal momento che per le loro compagne era impossibile concepire? Quale vampiro al mondo poteva avere il coraggio o il desiderio di sperimentare la teoria con un�umana? O averne la disposizione?</p><p>Me ne veniva in mente solo uno.</p><p>Una parte della mia mente si affannava dietro a dettagli, ricordi e speculazioni, mentre l�altra, quella che controllava il movimento dei muscoli, dal primo all�ultimo, era talmente stupefatta da non riuscire a gestire le operazioni pi� semplici. Mi scoprii incapace di aprir bocca, malgrado volessi chiedere a Edward, anzi <emphasis>scongiurarlo</emphasis>, di spiegarmi cosa stesse succedendo. Avrei dovuto sedermi accanto a lui, toccarlo, ma il mio corpo non seguiva le istruzioni. Riuscivo soltanto a guardare i miei stessi occhi attoniti allo specchio, mentre le dita premevano con cautela il gonfiore sulla pancia.</p><p>E poi, come nell�incubo realistico della notte prima, lo scenario cambi� di colpo. Ci� che vedevo nello specchio mi apparve totalmente diverso, senza esserlo concretamente.</p><p>A cambiare tutto fu un movimento impercettibile del gonfiore: un colpetto, da dentro il mio corpo.</p><p>Nello stesso istante il cellulare di Edward squill�, acuto e pressante. N� io n� lui ci muovemmo. Gli squilli si susseguirono. Cercai di ignorarli, con le dita premute sul ventre, in attesa. La mia espressione allo specchio non era pi� sbalordita, ma pensierosa. Mi accorsi a malapena delle lacrime strane e silenziose che cominciarono a rigarmi le guance.</p><p>Il telefono continuava a squillare. Desideravo che Edward rispondesse e stavo per avere una crisi emotiva. Forse la pi� grande della mia vita.</p><p><emphasis>Drin! Drin! Drin!</emphasis></p><p>Alla fine l�irritazione ebbe la meglio. M�inginocchiai accanto a Edward con cautela inaspettata, mille volte pi� attenta a ogni mio singolo movimento, e tastai le sue tasche in cerca del cellulare. Mi aspettavo almeno che fosse lui ad aprirlo e rispondere, ma rimase perfettamente immobile.</p><p>Riconobbi il numero e compresi subito il motivo della chiamata.</p><p>�Ciao, Alice�, dissi. La mia voce non era migliorata pi� di tanto. Mi schiarii la gola.</p><p>�Bella? Bella, stai bene?�.</p><p>�S�. Ehm. C�� Carlisle?�.</p><p>�� qui. Qual � il problema?�.</p><p>�Non sono sicura... al cento per cento�.</p><p>�Edward sta bene?�, domand�, spaventata. Si allontan� per chiamare Carlisle e prima che potessi risponderle domand�: �Perch� non ha risposto lui?�.</p><p>�Non lo so�.</p><p>�Bella, che succede? Ho appena visto...�.</p><p>�Cosa?�.</p><p>Rest� in silenzio. �Ti passo Carlisle�, disse infine.</p><p>Fu come se qualcuno mi avesse iniettato acqua ghiacciata nelle vene. Se Alice mi avesse vista tenere in braccio un bambino dal viso angelico con gli occhi verdi me l�avrebbe detto, no?</p><p>Durante la frazione di secondo in cui aspettai che Carlisle parlasse, la visione che avevo evocato si libr� davanti ai miei occhi. Un neonato piccolo e bellissimo, persino pi� bello del bambino presente nei miei sogni, un minuscolo Edward fra le mie braccia. E nelle vene una vampata di calore scacci� il freddo.</p><p>�Bella, sono Carlisle. Che succede?�.</p><p>�Io...�. Non sapevo cosa rispondere. Avrebbe riso delle mie supposizioni, mi avrebbe presa per pazza? Era soltanto l�ennesimo sogno colorato? �Sono un po� preoccupata per Edward... � possibile che un vampiro cada in stato di shock?�.</p><p>�� ferito?�. La voce di Carlisle si fece subito impaziente.</p><p>�No, no�, lo rassicurai. �Soltanto... colto di sorpresa�.</p><p>�Non capisco, Bella�.</p><p>�Penso, be�, penso che forse... potrei essere...�, respirai a fondo, �incinta�.</p><p>E quasi a sottolineare la parola, sentii un altro movimento quasi impercettibile nell�addome. La mano scatt� in risposta.</p><p>Dopo una lunga pausa, l�esperienza medica di Carlisle ebbe la meglio.</p><p>�Quando � iniziato il tuo ultimo ciclo mestruale?�.</p><p>�Sedici giorni prima del matrimonio�. Avevo fatto il calcolo a mente cos� tante volte da non avere pi� dubbi.</p><p>�Come ti senti?�.</p><p>�Strana�, risposi, e la mia voce si spezz�. Un altro rivolo di lacrime mi bagn� le guance. �Ti sembrer� una follia, ma, ascolta, so che � troppo presto. Forse sono davvero pazza. Ma continuo a fare sogni strani, a mangiare, piangere e vomitare, e... e... giuro che qualcosa si � <emphasis>mosso</emphasis> dentro di me un attimo fa�.</p><p>La testa di Edward scatt� e finalmente ebbi un moto di sollievo.</p><p>Edward allung� una mano per farsi passare il telefono, il volto cereo e teso.</p><p>�Ehm, penso che Edward voglia parlare con te�.</p><p>�Passamelo�, disse Carlisle, nervoso.</p><p>Non ero del tutto sicura che Edward riuscisse a parlare, ma posai il telefono sul palmo della sua mano.</p><p>Lo avvicin� all�orecchio. �� possibile?�, sussurr�.</p><p>Rest� a lungo in silenzio, lo sguardo fisso nel vuoto.</p><p>�E Bella?�, domand�. Mentre parlava mi avvolse in un abbraccio stringendomi al suo fianco.</p><p>Rest� di nuovo in ascolto, a lungo, e alla fine disse: �S�. S�, certo che s�.</p><p>Allontan� il cellulare dall�orecchio e chiuse la comunicazione. Un istante dopo compose un altro numero.</p><p>�Che dice Carlisle?�, chiesi impaziente.</p><p>Rispose con un filo di voce. �Secondo lui sei incinta�.</p><p>A quelle parole sentii un brivido caldo lungo la schiena. Dentro di me, un sussulto.</p><p>�Chi stai chiamando adesso?�, domandai, mentre riavvicinava il telefono all�orecchio.</p><p>�L�aeroporto. Torniamo a casa�.</p><empty-line/><p>Edward pass� un�intera ora al telefono. Probabilmente stava organizzando il rientro, ma non potevo saperlo perch� parlava in un�altra lingua. Sembrava discutere: si esprimeva a denti stretti.</p><p>E nel mentre preparava le valigie. Sfrecciava per la stanza come un tornado infuriato che dietro di s� lascia ordine anzich� distruzione. Lanci� alcuni miei vestiti sul letto senza guardarli: forse voleva dire che dovevo indossarli. Continu� a discutere mentre mi cambiavo, gesticolava con movimenti improvvisi e agitati.</p><p>Uscii dalla stanza in silenzio quando non tollerai pi� l�energia violenta che irradiava. La concentrazione maniacale di Edward mi fece tornare la nausea, diversa da quella mattutina ma altrettanto fastidiosa. Preferivo aspettare altrove che il suo malumore si placasse. Mi era impossibile parlare con quell�Edward glaciale e assorto che, sinceramente, mi spaventava un po�.</p><p>Per l�ennesima volta finii in cucina. Nella credenza c�era un sacchetto di ciambelline. Iniziai a masticarle soprappensiero, mentre fuori dalla finestra la sabbia, le rocce, gli alberi e l�oceano scintillavano al sole.</p><p>Qualcuno dentro me sussult� come se brontolasse.</p><p>�Lo so�, dissi. �Neanch�io voglio andarmene�.</p><p>Mentre guardavo fuori dalla finestra per un attimo, il mio interlocutore non rispose.</p><p>�Non capisco�, sussurrai. �Cosa c�� di sbagliato?�.</p><p>Una sorpresa, assolutamente. Persino sbalorditiva. Ma anche <emphasis>sbagliata</emphasis>?</p><p>No.</p><p>Ma allora perch� Edward era tanto furioso? Non era stato lui ad augurarsi un matrimonio riparatore?</p><p>Cercai di ragionare.</p><p>Forse non era cos� assurdo che Edward volesse tornare subito a casa. Voleva che Carlisle mi visitasse ed essere certo che le mie deduzioni fossero corrette, anche se a quel punto qualsiasi dubbio era svanito. Probabilmente volevano capire perch� fossi gi� <emphasis>cos�</emphasis> incinta, con il gonfiore, i movimenti nella pancia e tutto il resto. Non era normale.</p><p>Forse il punto era proprio quello. Edward si stava preoccupando per il bambino. Io non avevo ancora perso la testa. Il mio cervello, pi� lento del suo, era ancora stupito al pensiero dell�immagine che aveva evocato: il neonato con gli occhi di Edward � verdi come i suoi, quando era stato umano, delicato e bellissimo fra le mie braccia. Sperai che fosse il ritratto di Edward, senza ingerenze da parte mia.</p><p>Strano pensare come quell�immagine fosse diventata improvvisamente una necessit� primaria. Quel primo impercettibile contatto aveva cambiato ogni prospettiva. Prima c�era soltanto una cosa della quale non potevo fare a meno, adesso erano due. Senza dovermi dividere, perch� il mio amore non doveva spaccarsi in due, niente affatto. Piuttosto, era come se le dimensioni del mio cuore fossero raddoppiate. E tutto lo spazio in pi� era gi� occupato. Un�espansione che mi dava quasi alla testa.</p><p>Non avevo mai capito fino in fondo il dolore e il risentimento di Rosalie. Non mi ero mai vista nei panni di una madre, mai avevo desiderato esserlo. Era stato facilissimo promettere a Edward che avrei rinunciato ai figli per lui, perch� davvero non m�interessava. I bambini, in astratto, non mi avevano mai affascinata. Per me erano creature rumorose che spesso sputavano roba appiccicaticcia. Non avevo mai avuto a che fare con loro. Quando avevo sognato che Ren�e mi desse un fratello, si trattava sempre di un fratello <emphasis>maggiore.</emphasis> Qualcuno che si prendesse cura di me, non il contrario.</p><p>Questo figlio, il figlio di Edward, era tutta un�altra storia.</p><p>Lo desideravo come l�aria nei polmoni. Non era una scelta, ma una necessit�.</p><p>Forse mi mancava l�immaginazione. Forse per lo stesso motivo, finch� non mi ero sposata, non ero mai riuscita a figurarmi quanto mi piacesse il matrimonio, quindi soltanto con un figlio in arrivo avrei desiderato diventare madre...</p><p>Posai la mano sulla pancia, in attesa di un nuovo movimento, e le lacrime ripresero a scorrere.</p><p>�Bella?�.</p><p>Mi voltai, spaventata dal suono della sua voce. Era troppo fredda, troppo circospetta. Rifletteva la sua espressione, vuota e dura.</p><p>Allora mi vide piangere.</p><p>�Bella!�. Attravers� la stanza in un lampo e mi prese il viso fra le mani. �Stai male?�.</p><p>�No, no...�.</p><p>Mi strinse a s�. �Non temere. Sedici ore e saremo a casa. Andr� tutto bene. Carlisle � pronto ad accoglierci. Ce ne occuperemo noi e tu guarirai, guarirai�.</p><p>�Ce ne occuperemo noi? In che senso?�.</p><p>Si scost� per guardarmi negli occhi. �Dobbiamo tirare fuori quella cosa prima che possa farti del male. Non temere. Non permetter� che ti faccia del male�.</p><p>�Quella <emphasis>cosa</emphasis>?�, esclamai.</p><p>Con uno scatto distolse lo sguardo, verso la porta d�ingresso. �Maledizione! Ho dimenticato che oggi doveva passare Gustavo. Mi sbarazzo di lui e torno subito�. Sfrecci� fuori dalla stanza.</p><p>Mi strinsi al bancone per non perdere l�equilibrio. Mi tremavano le ginocchia.</p><p>Edward aveva appena chiamato <emphasis>cosa</emphasis> il mio piccolo brontolone. Aveva detto che Carlisle l�avrebbe tirato fuori.</p><p>�No�, sussurrai.</p><p>Avevo capito male. Del bambino non gli interessava nulla. Voleva fargli del <emphasis>male.</emphasis> La splendida immagine nei miei pensieri si modific� bruscamente e si trasform� in qualcosa di cupo. Il bel bambino piangeva, le mie braccia erano troppo deboli per proteggerlo...</p><p>Che potevo fare? Sarei stata in grado di ragionare con loro? E se non ci riuscivo? Bastava a spiegare lo strano silenzio telefonico di Alice? Era ci� che aveva visto? Edward e Carlisle che uccidevano quel bambino perfetto prima che iniziasse a vivere?</p><p>�No�, sussurrai di nuovo, con voce pi� forte. Non poteva andare in quel modo. Non l�avrei permesso.</p><p>Udii Edward che di nuovo parlava in portoghese. Ancora discussioni. Mentre la sua voce si avvicinava, lo sentii ruggire esasperato. Poi si aggiunse un�altra voce, bassa e timida. Una voce femminile.</p><p>Edward la precedette in cucina e venne dritto verso di me. Mi asciug� le lacrime dalle guance e mi parl� all�orecchio, bisbigliando fra le labbra affilate.</p><p>�Insiste a dire che deve lasciare in cucina quello che ci ha preparato per cena�. Se fosse stato meno nervoso, meno arrabbiato, di sicuro avrebbe alzato gli occhi al cielo. �� una scusa: vuole assicurarsi che non ti abbia ancora uccisa�. Pronunci� le ultime parole con voce gelida.</p><p>Kaure restava dietro l�angolo, nervosa, tenendo fra le mani un piatto coperto. Mi sarebbe piaciuto conoscere il portoghese, o qualche parola in pi� di spagnolo, per provare a ringraziare la donna che aveva osato fare arrabbiare un vampiro solo per venire a controllare che stessi bene.</p><p>Il suo sguardo vagava fra me ed Edward. La vidi esaminare il mio colorito, l�umidit� dei miei occhi. Mormor� qualcosa di incomprensibile e pos� il piatto sul bancone.</p><p>Edward le ringhi� qualcosa contro; non lo avevo mai sentito parlare in maniera cos� scortese. Lei si volt� per andarsene e lo svolazzo della sua gonna lunga spinse l�odore della pietanza verso di me. Era forte, sapeva di cipolle e pesce. Ebbi un conato e corsi al lavandino. Le mani di Edward si posarono sulla mia fronte e sentii il suo mormorio rasserenante attraverso il ronzio che avevo nelle orecchie. Per un secondo le sue mani sparirono e la porta del frigo si chiuse sbattendo. Grazie al cielo, l�urto port� via anche la puzza e le sue mani tornarono a rinfrescarmi la fronte umida. Il supplizio fin� alla svelta.</p><p>Mi sciacquai la bocca al rubinetto, mentre lui mi accarezzava una guancia.</p><p>Avvertii l�accenno di un brontolio nella pancia.</p><p><emphasis>Tutto bene. Stiamo bene</emphasis>, risposi.</p><p>Edward mi volt� e mi strinse fra le braccia. Posai la testa sulla sua spalla. Le mani, istintivamente, coprirono il ventre.</p><p>Udii un piccolo singulto e alzai gli occhi.</p><p>La donna era ancora l�, indecisa sulla soglia, con le mani davanti a s�, quasi volesse correrci in aiuto. I suoi occhi erano fissi sulle mie mani, sbarrati e sorpresi. La bocca aperta.</p><p>Poi anche Edward fremette e all�istante si gir� verso la donna, allontanandomi appena. Mi cinse i fianchi come per trattenermi.</p><p>All�improvviso Kaure inizi� a urlare contro di lui a voce alta, rabbiosa, e le sue parole incomprensibili volavano per la stanza come coltelli. Alz� i piccoli pugni al cielo e fece due passi avanti mostrandoglieli. Malgrado fosse inferocita, le si leggeva facilmente il terrore negli occhi.</p><p>Anche Edward le si fece incontro, mentre io, spaventata, lo trattenevo per un braccio. Interruppe la tirata della donna, ma il suo tono mi colse di sorpresa, soprattutto dopo che l�aveva trattata con tanta freddezza prima che lei esplodesse. Era basso, implorante. E inoltre parlava con suoni diversi, pi� gutturali, in una cadenza strascicata. Probabilmente non usava pi� il portoghese.</p><p>Per un istante la donna lo guard� meravigliata e i suoi occhi divennero due fessure prima che abbaiasse una lunga domanda nella stessa lingua sconosciuta.</p><p>Vidi l�espressione di Edward farsi triste e seria e la sua testa annuire. Lei arretr� svelta e si fece il segno della croce.</p><p>Allung� una mano verso di lei, poi indic� me e la avvicin� alla mia guancia. Lei rispose rabbiosa, gesticolando impaziente, quasi mi stesse avvertendo di qualcosa. Poi Edward rispose con la stessa voce bassa e irrequieta di poco prima.</p><p>L�espressione di lei cambi�: ora palesemente dubbiosa, lanciava occhiate continue al mio volto perplesso. Edward tacque e la donna parve rimuginare qualcosa. Il suo sguardo vag� fra noi due, mentre lei, quasi spontaneamente, arretrava.</p><p>Con le mani disegn� una specie di cerchio che le spuntava dalla pancia. Trasalii: le sue leggende sui predatori che bevevano sangue includevano anche questo? Possibile che sapesse qualcosa di ci� che mi cresceva dentro?</p><p>Avanz� di qualche passo, stavolta senza timore, e pose alcune brevi domande, alle quali Edward rispose nervoso. Fu poi il suo turno di presentare una veloce richiesta. Lei, indecisa, scosse la testa lentamente. Quando Edward riprese la parola, lo fece in tono talmente tormentato che rimasi incredula a guardarlo: nella sua espressione c�era soltanto dolore.</p><p>Per tutta risposta Kaure si avvicin� cauta, finch� non le fu possibile posare la manina sopra quella con cui proteggevo il ventre. Pronunci� una sola parola.</p><p>�<emphasis>Morte</emphasis>�, sibil� piano.</p><p>Poi si gir�, a spalle curve come se la conversazione l�avesse invecchiata, e usc� dalla stanza.</p><p>Non serviva conoscere il portoghese per capire.</p><p>Di nuovo Edward s�impietr�, lo sguardo fisso verso la donna, un�espressione afflitta sul volto. Pochi istanti dopo sentii il motore di una barca che prendeva vita scoppiettando per svanire in lontananza.</p><p>Edward non si mosse finch� non vide che mi dirigevo verso il bagno. Mi afferr� per una spalla.</p><p>�Dove vai?�. La sua voce era un sussurro doloroso.</p><p>�A lavarmi i denti un�altra volta�.</p><p>�Non badare a ci� che ha detto. Sono soltanto leggende, vecchie bugie inventate per passare il tempo�.</p><p>�Non ho capito niente�, risposi, sebbene non fossi del tutto sincera. Come se sottovalutassi qualcosa soltanto perch� si trattava di una leggenda. La mia vita si era riempita di leggende. Tutte vere.</p><p>�Ti ho messo lo spazzolino in valigia. Vado a prenderlo�.</p><p>Mi precedette in camera da letto.</p><p>�Ce ne andiamo presto?�.</p><p>�Appena sei pronta�.</p><p>Aspett� che gli restituissi lo spazzolino muovendosi teso e silenzioso nella stanza. Lo riprese e lo infil� di nuovo in valigia.</p><p>�Porto i bagagli sulla barca�.</p><p>�Edward...�.</p><p>Si volt�. �S�?�.</p><p>Indecisa, cercai il modo di guadagnare qualche secondo di solitudine. �Ti va di... portare via anche qualcosa da mangiare? Sai com��, potrebbe tornarmi la fame�.</p><p>�Certo�, disse, lo sguardo d�un tratto tenero. �Non preoccuparti di nulla. Fra qualche ora saremo da Carlisle. Presto sar� tutto finito�.</p><p>Annuii, non mi fidavo della mia voce.</p><p>Si volt� e usc� dalla camera trasportando le due grosse valigie.</p><p>Corsi a recuperare il telefonino rimasto sul bancone della cucina. Non era da Edward dimenticare qualcosa: scordarsi di Gustavo, non prendere il telefono. Era troppo stressato, irriconoscibile.</p><p>Aprii il cellulare e scorsi l�agenda. Per fortuna i suoni erano spenti, perch� temevo che mi udisse. Era sulla barca? O di ritorno? Poteva sentirmi bisbigliare dalla cucina?</p><p>Trovai il numero che cercavo, un numero che mai avevo chiamato in vita mia. Premetti il tasto e incrociai le dita.</p><p>�Pronto?�, rispose una voce simile al suono di campane dorate.</p><p>�Rosalie?�, sussurrai. �Sono Bella. Ti prego. Devi aiutarmi�.</p></section></section><section><title><p>LIBRO SECONDO</p><p>Jacob</p></title><epigraph><poem><stanza><v>A ogni modo, per dire il vero,</v><v>la ragione e l�amore oggigiorno vanno di rado assieme.</v></stanza></poem><text-author>William Shakespeare,</text-author><text-author><emphasis>Sogno di una notte di mezza estate</emphasis>, atto III, scena i</text-author></epigraph><section><title><p>Prefazione</p></title><p><emphasis>Vivere � una fregatura, poi muori.</emphasis></p><p>Avercela, questa fortuna!</p></section><section><title><p>8</p><p>In attesa che iniziasse una volta per tutte la maledetta battaglia</p></title><p>�Cavolo, Paul, ma non ce l�hai una casa, <emphasis>tu</emphasis>?�.</p><p>Paul, spaparanzato sul <emphasis>mio</emphasis> divano, guardava una stupida partita di baseball alla <emphasis>mia</emphasis> schifosa TV. Si limit� a sfoderare un ghigno dei suoi e poi, con lentezza snervante, tir� fuori una patatina dal pacchetto che aveva in grembo per infilarsela in bocca tutta intera.</p><p>�Te le saresti dovute portare�.</p><p>Crock crock. �Nah�, rispose, senza smettere di sgranocchiare. �Tua sorella mi ha detto di fare come se fossi a casa mia e di servirmi pure�.</p><p>Cercai di modulare la voce in maniera tale che non fosse chiaro come il sole che stavo per prenderlo a cazzotti. �Ora Rachel � qui?�.</p><p>Niente di fatto. Cap� dove volevo andare a parare e nascose il pacchetto dietro la schiena. Ma, quando lo schiacci� contro il cuscino, si sent� lo scoppio e il contenuto si sminuzz� in mille pezzi.</p><p>Paul si port� i pugni vicino al volto, in guardia come un pugile. �Fatti sotto, ragazzino. Non ho bisogno dell�aiuto di Rachel�.</p><p>Sbuffai. �E come no... Tanto poi vai sempre a piagnucolare da lei�.</p><p>Rise e si riaccomod� sul divano, abbassando le mani. �Non sono il tipo che va a spifferare tutto a una ragazza. Se pure tu avessi una botta di fortuna, resterebbe fra noi. E viceversa. Giusto?�.</p><p>Davvero gentile da parte sua pungolarmi. Mi accasciai come se mi fossi arreso. �Giusto�.</p><p>Torn� a guardare la TV.</p><p>Affondai un colpo.</p><p>Lo scricchiolio del suo naso al contatto con il pugno fu musica per le mie orecchie. Cerc� di agguantarmi, ma prima che potesse trovare un appiglio riuscii a sgusciargli via con il pacchetto di patatine frantumate nella mano sinistra.</p><p>�Mi hai rotto il naso, idiota�.</p><p>�Rimane fra noi. Giusto, Paul?�.</p><p>Gli portai via la merenda e quando mi voltai vidi che si stava rimettendo a posto il naso per evitare che si deformasse. Il flusso del sangue si era gi� fermato, ma delle gocce continuavano a scendere dalle labbra fino al mento, come se provenissero da una fonte fantasma. Imprec� e fece una smorfia di dolore mentre si distendeva la cartilagine.</p><p>�Sei proprio un rompipalle, Jacob. Ti giuro che certe volte preferirei passare il tempo con Leah�.</p><p>�Wow, scommetto che Leah sprizzerebbe gioia da tutti i pori se sapesse che non vedi l�ora di stare un po� con lei. Anzi, mi sa che la notizia le scalderebbe il cuore�.</p><p>�Dimentica quello che ho detto�.</p><p>�Contaci. Non me lo lascer� scappare�.</p><p>�Bleah�, grugn� e si rimise comodo sul divano, strofinandosi il collo della maglietta per rimuovere i residui di sangue. �Sei veloce, moccioso, devo ammetterlo�. Torn� a concentrarsi sulle immagini sfocate della partita.</p><p>Rimasi l� un momento, poi me ne andai a grandi passi in camera mia, a rimuginare sui rapimenti alieni.</p><p>Un tempo, alla prospettiva di una bella rissa, Paul non si tirava mai indietro. Non c�era neanche bisogno di colpirlo, bastava il minimo insulto. Andava fuori di testa per un niente. Ma ovviamente ora che volevo una bella zuffa rabbiosa, epica, di quelle che ti sfondano, era diventato una pappamolla.</p><p>Non era uno smacco sufficiente che un altro dei nostri avesse subito l�imprinting? Insomma, ormai erano gi� quattro su dieci! Quando sarebbe finita? Quella stupida leggenda doveva essere un�eccezione, una cosa rara, accidenti! E com�erano stucchevoli, poi, tutti quei colpi di fulmine!</p><p>Perch� era toccato a <emphasis>mia sorella</emphasis>? Perch� era toccato a <emphasis>Paul</emphasis>?</p><p>Quando Rachel era tornata dallo Stato di Washington alla fine del secondo semestre, visto che la secchiona si era diplomata prima del tempo, la mia pi� grande preoccupazione era stata di tenerla all�oscuro del segreto. Difficile, perch� non ero abituato a fare tanti misteri in casa mia. Ero solidale con Embry e Collin, dato che i loro genitori non sapevano che fossero licantropi. La madre di Embry pensava che il figlio stesse attraversando una qualche fase di ribellione. Lo tenevano sempre in punizione perch� se la svignava di continuo, ma chiaramente il poveraccio non poteva farci niente. Ogni notte sua madre andava in camera a controllare che ci fosse e ogni notte trovava la camera vuota. Lei strillava, lui incassava in silenzio, e il giorno dopo era di nuovo tutto punto e a capo. Avevamo anche cercato di parlare con Sam chiedendogli di mettere la madre di Embry al corrente della faccenda, per dargli un po� di tregua. Ma Embry ci disse che non gli importava: il segreto era troppo importante.</p><p>Cos� avevo fatto tutti i preparativi del caso per mantenere il segreto. Poi, due giorni dopo il ritorno di Rachel, Paul l�aveva incontrata casualmente in spiaggia. Cos�, ridendo e scherzando... amore a prima vista! E quando ci si imbatte nell�anima gemella e arriva l�imprinting, quella robaccia da licantropi con annessi e connessi, i segreti non servono pi�.</p><p>Cos� Rachel venne a sapere tutto quanto. E io mi trovai ad avere Paul per futuro cognato. Nemmeno Billy ne era particolarmente entusiasta, ma gestiva la cosa molto meglio di me. Certo, in quel periodo si rifugiava dai Clearwater pi� spesso del solito e io non capivo cosa ci guadagnasse. Infatti, si liberava di Paul, ma doveva sorbirsi Leah.</p><p>Chiss� se un proiettile sparato dritto nella tempia mi avrebbe ucciso, o se invece avrebbe solo combinato un gran casino che poi, per giunta, mi sarebbe toccato pulire?</p><p>Mi buttai sul letto. Ero stanco, d�altronde non dormivo dall�ultima volta che ero stato di ronda, ma sapevo che non avrei preso sonno. In testa avevo l�inferno. I pensieri mi ronzavano nel cranio come uno sciame di api disorientate e chiassose. Di tanto in tanto pungevano pure. Dovevano essere calabroni, altro che api. Le api pungono e poi muoiono. Invece, a pungermi ripetutamente erano sempre gli stessi pensieri.</p><p>L�attesa mi stava facendo impazzire. Ormai erano passate quasi quattro settimane. A quel punto, in un modo o nell�altro, mi aspettavo di ricevere notizie. Ero rimasto sveglio notti su notti cercando di immaginare sotto quale forma sarebbero arrivate.</p><p>Charlie che telefonava singhiozzando per dire che Bella e suo marito erano scomparsi in un incidente. Un disastro aereo? Non sarebbe stato semplice simularlo, a meno che le sanguisughe non si fossero fatte scrupolo di sacrificare un gruppo di passeggeri innocenti per renderlo verosimile. E perch� poi? Bastava un piccolo velivolo. Forse ne avevano uno da immolare alla causa.</p><p>E se l�assassino fosse tornato a casa da solo, dopo che il tentativo di trasformarla in una di loro era fallito? Forse non ci aveva nemmeno provato. Magari l�aveva maciullata come un pacchetto di patatine, in preda all�impulso di assaporarla? Tutto sommato, la vita di lei era meno importante del piacere di lui...</p><p>Oppure immaginavo una versione drammatica: Bella scomparsa in un incidente tremendo, vittima di un�aggressione finita in tragedia. Strozzata con il cibo, a cena. Un incidente d�auto, come mia madre. Era talmente frequente da essere persino banale.</p><p>L�avrebbe riportata a casa? L�avrebbe seppellita qui per Charlie? Cerimonia con la bara chiusa, ovviamente. Quella di mia madre l�avevano sigillata con i chiodi...</p><p>Speravo almeno che lui tornasse, in modo da averlo a tiro.</p><p>O magari non ci sarebbe stata nessuna versione particolare. Charlie avrebbe chiamato mio padre per sapere se aveva notizie del dottor Cullen, visto che un bel giorno non si era fatto vedere al lavoro. L�abitazione era abbandonata e al telefono non rispondeva nessuno. Poi un telegiornale di seconda categoria avrebbe ripreso la notizia, sospettando un crimine...</p><p>Forse l�enorme casa bianca sarebbe andata distrutta in un incendio, con tutti quanti intrappolati dentro. Certo, per quello avrebbero avuto bisogno di cadaveri. Otto esseri umani delle dimensioni adatte. Arsi al punto da non essere identificabili nemmeno dalle impronte dentali.</p><p>In ogni caso sarebbe stata una bella gatta da pelare, almeno per me. Se non volevano farsi trovare, rintracciarli non sarebbe stata un�impresa facile. Certo, avevo a mia disposizione l�eternit�. E quando hai l�eternit� puoi setacciare il fienile pagliuzza per pagliuzza finch� non sbuca l�ago.</p><p>Ora come ora, smantellare un fienile non sarebbe stato un problema. Perlomeno avrei avuto qualcosa da fare. All�idea che potessi lasciarmi sfuggire l�occasione, che le sanguisughe avessero tutto il tempo di scappare � se era quello il loro piano � mi saliva il sangue al cervello.</p><p>Potevamo agire gi� quella notte. Uccidere tutti quelli che trovavamo.</p><p>La prospettiva mi andava a genio perch�, conoscendo Edward, sapevo che, se avessi ucciso uno della sua congrega, avrei avuto la possibilit� di arrivare a lui. Sarebbe venuto a reclamare vendetta e non mi sarei di certo tirato indietro: non avrei lasciato al branco il privilegio di abbatterlo. Solo lui e io e che vinca il migliore.</p><p>Ma Sam non avrebbe voluto saperne. <emphasis>Non infrangeremo il patto. Saranno loro a violarlo.</emphasis> Solo perch� non avevamo le prove che i Cullen avessero fatto qualcosa di male. Non ancora. Un�aggiunta necessaria, quel "non ancora", perch� sapevamo tutti che era inevitabile, che era solo questione di tempo. Bella sarebbe tornata, ma trasformata in una di loro, oppure non sarebbe tornata affatto. In un caso o nell�altro si trattava di una vita umana andata perduta e allora la partita sarebbe iniziata.</p><p>Nell�altra stanza Paul ragliava come un asino. Forse aveva cambiato canale e stava guardando una sit-com, oppure una pubblicit� esilarante. Qualunque cosa fosse, mi urtava i nervi.</p><p>Considerai l�ipotesi di spaccargli il naso un�altra volta. Ma non era con Paul che volevo scontrarmi.</p><p>Tentai di concentrarmi su altri suoni, sul vento che soffiava fra gli alberi. Non c�era gusto ad ascoltarlo con orecchie umane, era una cosa completamente diversa. Nel vento c�erano milioni di voci che, ingabbiato in quel corpo, non potevo sentire.</p><p>Eppure avevo orecchie abbastanza sensibili. Riuscivo a udire i rumori fin dalla strada, al di l� degli alberi, i rumori delle auto che svoltavano all�ultima curva e finalmente arrivavano in prossimit� del mare... con le isole, le rocce e l�immenso oceano azzurro che si estendeva fino all�orizzonte. Ai poliziotti di La Push piaceva stare di servizio nei paraggi: i turisti non facevano mai caso al cartello del limite di velocit� piazzato dall�altro lato della strada.</p><p>Sentivo le voci della gente assembrata fuori dal negozietto di souvenir sulla spiaggia. Sentivo sbatacchiare il campanello tutte le volte che la porta si apriva e si chiudeva. Sentivo la mamma di Embry stampare scontrini alla cassa.</p><p>Sentivo le onde infrangersi contro gli scogli. Sentivo le urla dei bambini quando l�acqua gelida li investiva rapida e violenta senza che avessero il tempo di scansarla. Sentivo le mamme lamentarsi per i vestiti inzuppati. E poi sentii una voce familiare...</p><p>Ero cos� preso che l�ennesimo, improvviso raglio di Paul mi fece cascare dal letto.</p><p>�Fuori da casa mia�, brontolai. Sapendo che non mi avrebbe dato retta, fui io a seguire il mio consiglio. Aprii la finestra con uno strattone e mi calai gi� dal retro per non correre il rischio di imbattermi di nuovo in Paul. Sarebbe stata una tentazione troppo forte. Sapevo che l�avrei colpito ancora e, a quel punto, Rachel si sarebbe incazzata sul serio. Vedendo il sangue sulla maglietta avrebbe automaticamente dato la colpa a me. Non a torto, ma insomma...</p><p>Mi avviai verso la spiaggia con i pugni in tasca. Mentre attraversavo il parcheggio sterrato attiguo a First Beach nessuno si sofferm� a guardarmi. Era uno degli aspetti positivi dell�estate: potevi andartene tranquillamente in giro in pantaloncini senza attirare l�attenzione.</p><p>Seguii la voce familiare e trovai Quil senza troppe difficolt�. Stava in una zona appartata della mezzaluna, lontano dalla massa dei turisti. Non smetteva un attimo di blaterare raccomandazioni.</p><p>�Allontanati dall�acqua, Claire. Dai. No, no. Oh! Ma <emphasis>brava.</emphasis> E dai, vuoi che Emily mi sgridi? Guarda che non ti porto pi� in spiaggia se non... Ah s�? Non... bleah! Ti stai divertendo, eh? Ah ah! Chi � che ride ora, eh?�.</p><p>Quil aveva preso in spalla la piccola, che rideva con il secchiello in mano e i jeans fradici. Lui aveva un�enorme chiazza umida sulla maglietta.</p><p>�Io punto sulla ragazzina�, dissi.</p><p>�Ciao, Jake�.</p><p>Con uno strillo, Claire scaravent� il secchiello sulle ginocchia di Quil. �Gi�, gi�!�.</p><p>Quil l�aiut� a scendere e la bambina mi corse incontro e mi si aggrapp� alla gamba.</p><p>�Tio Jay!�.</p><p>�Come va, Claire?�.</p><p>Rise di gusto. �Quil t<emphasis>uuuu</emphasis>to bagnato�.</p><p>�L�ho visto. Dov�� la mamma?�.</p><p>�Non c��, non c��, non c��, gongol� Claire. �Claire gioca con Quil t<emphasis>uuuu</emphasis>to il gionno. Claire non tonna pi��. Si stacc� da me e corse verso Quil che la sollev� e se la rimise in spalla.</p><p>�Abbiamo raggiunto i fatidici due anni, eh?�.</p><p>�A dire il vero, sono tre�, mi corresse Quil. �Ti sei perso la festa a tema sulle principesse. Mi ha costretto a indossare una coroncina e poi Emily ha insistito perch� facessi da cavia per testare i nuovi trucchi giocattolo�.</p><p>�Cavolo! <emphasis>Mi dispiace</emphasis> un sacco essermela persa�.</p><p>�Tranquillo, Emily ha scattato un mucchio di foto. Sono venuto bene, molto sexy�.</p><p>�Sei un buffone�.</p><p>Quil fece spallucce. �Claire si � divertita un mondo. Era questo l�importante�.</p><p>Alzai gli occhi al cielo. Stare in mezzo a quelli che avevano avuto l�imprinting era tutt�altro che facile. Sia che fossero a un passo dal matrimonio come Sam, sia che stessero ancora nella fase "tata super-sfruttata" come Quil, la pace e la sicurezza che emanavano mi davano il voltastomaco.</p><p>Claire, sempre sulle spalle di Quil, squitt� e indic� per terra. �La pieta, Quil. A me, a me!�.</p><p>�Quale, ragazzina? Quella rossa?�.</p><p>�No lossa!�.</p><p>Quil si mise carponi, mentre Claire strillava e gli tirava i capelli come fossero redini.</p><p>�Quella blu?�.</p><p>�No, no, no...�, gongolava la bambina, elettrizzata per quel nuovo gioco.</p><p>La cosa assurda era che Quil si divertiva quanto lei. Non aveva dipinta in faccia l�espressione del "quando-arriva-l�ora-della-nanna?", diversamente da molti dei pap� e delle mamme in vacanza.</p><p>I veri genitori non erano mai cos� entusiasti di sperimentare tutti gli stupidi passatempi che s�inventavano i loro marmocchi. Invece, avevo visto Quil giocare a nascondino per un�ora intera senza annoiarsi.</p><p>E non riuscivo nemmeno a prenderlo in giro: lo invidiavo troppo.</p><p>Ovvio, era una fregatura che dovesse fare lo scemo ancora per una quindicina d�anni prima che Claire arrivasse alla sua stessa et�. Nel caso di Quil, il fatto che i licantropi non invecchiassero era una manna dal cielo. Ma neanche la prospettiva di aspettare tutto quel tempo sembrava scalfirlo.</p><p>�Quil, hai mai pensato di uscire con qualcuna?�, domandai.</p><p>�Eh?�.</p><p>�No, no gialla!�, s�intromise Claire.</p><p>�Cio�, un appuntamento con una vera ragazza. Insomma, solo per un po�, dico. Le sere in cui non sei di turno come babysitter�.</p><p>Quil mi fissava a bocca aperta.</p><p>�Bea pieta! Bea pieta!�, strill� Claire quando si accorse che non le proponeva una nuova alternativa. Gli diede un pugnetto in testa.</p><p>�Scusa, Clairuccia. Che ne dici di quella viola?�.</p><p>�No�, rise. �Vioa no�.</p><p>�Bimba, ti supplico, dammi un indizio�.</p><p>Claire ci pens� su. �Vedde�, disse infine.</p><p>Quil scrut� le pietre, le esamin� attentamente. Ne raccolse quattro, ognuna di una diversa tonalit� di verde, e gliele offr�.</p><p>�Ce l�ho fatta?�.</p><p>�Ti!�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Quale?�.</p><p>�T<emphasis>uuuu</emphasis>te!�.</p><p>Le fece scivolare le pietruzze nelle mani che aveva unito appositamente a formare una coppa. Lei rise e cominci� subito a scaraventargliele in testa. Quil reag� con una serie di smorfie di dolore esageratamente teatrali, poi si rialz� in piedi e si diresse verso il parcheggio.</p><p>Probabilmente temeva che con i vestiti bagnati lei prendesse troppo freddo. Era peggio di una madre paranoica e iperprotettiva.</p><p>�Scusa se sono stato indelicato prima, con la storia delle ragazze�, dissi.</p><p>�Nah, � tutto a posto�, rispose Quil. �Mi hai solo colto di sorpresa, tutto qui. Non ci avevo mai pensato�.</p><p>�Immagino che capirebbe. Cio�... quando sar� grande. Insomma, non dar� in escandescenze solo perch� hai avuto una vita quando lei portava ancora il pannolino�.</p><p>�No, lo so. Sono sicuro che capirebbe�.</p><p>Non aggiunse altro.</p><p>�Ma non lo farai, vero?�, tirai a indovinare.</p><p>�Non mi ci vedo�, disse sottovoce. �Non mi ci immagino. � che... non le considero neanche sotto quell�aspetto. Non noto pi� le ragazze. Non le guardo proprio�.</p><p>�Aggiungiamo pure questo alla corona e al trucco e mi sa tanto che Claire dovr� preoccuparsi di un altro genere di concorrenza�.</p><p>Quil rise e cominci� a lanciarmi dei baci. �Sei libero venerd�, Jacob?�.</p><p>�Ti piacerebbe�, risposi e poi gli feci una smorfia. �Comunque s�, credo di s�.</p><p>Esit� un attimo, poi disse: �E tu? Ci pensi mai a uscire con qualcuna?�.</p><p>Sospirai. Forse mi ero aperto troppo.</p><p>�Sai, Jake, forse dovresti prendere in considerazione l�idea di farti una vita�.</p><p>Non stava scherzando. Il tono della sua voce era affettuoso. Il che era ancora peggio.</p><p>�Non le noto neppure io, Quil. Non le guardo nemmeno�.</p><p>Sospir� anche lui.</p><p>Lontano, cos� debole che nessuno oltre noi due poteva sentirlo al di sopra dello sciabordio delle onde, dalla foresta si lev� un ululato.</p><p>�Cavolo, � Sam�, disse Quil. Sollev� le mani per toccare Claire, come per accertarsi che fosse ancora l�. �Non so dov�� sua madre!�.</p><p>�Vedo io di cosa si tratta. Se c�� bisogno di te ti faccio un fischio�. Parlai con troppa foga e biascicai tutte le parole assieme. �Ehi, perch� non la porti dai Clearwater? Se occorre, la terranno d�occhio Sue e Billy. Magari sanno pure cos�� successo�.</p><p>�Okay... Diamoci una mossa, Jake!�.</p><p>Partii a tutta birra. Non presi il sentiero sterrato fra le erbacce, ma quello pi� breve che conduceva alla foresta. Superai i cumuli di legname e poi mi feci largo fra i rovi senza interrompere la corsa. Ogni volta che le spine mi si conficcavano nella pelle sentivo delle piccole lacerazioni, ma le ignoravo. Si sarebbero cicatrizzate prima che fossi arrivato agli alberi.</p><p>Tagliai dietro il negozio e sfrecciai attraverso l�autostrada. Qualcuno suon� il clacson. Quando fui al sicuro, protetto dagli alberi, accelerai il ritmo, procedendo a falcate pi� lunghe. Se lo avessi fatto alla luce del sole avrei attirato l�attenzione. Le persone normali non correvano cos�. A volte pensavo che sarebbe stato divertente imbucarsi a una gara, ai trial olimpici o a una cosa del genere. Sarebbe stato fico osservare le espressioni sui volti degli atleti famosi mentre gli saettavo accanto. Solo che ero praticamente certo che i test per verificare che non prendevo steroidi avrebbero rivelato la presenza di chiss� quale porcheria nel mio sangue.</p><p>Non appena mi ritrovai nella foresta, a distanza di sicurezza da strade o case, mi fermai di botto e mi tolsi i pantaloncini. Con movimenti rapidi ed esperti li arrotolai e li legai alla cordicella di pelle che avevo alla caviglia. Mentre ancora li stavo stringendo bene iniziai a trasformarmi. Una scarica di fuoco mi fece vibrare la spina dorsale e diffuse spasmi acuti fino alle braccia e alle gambe. Dur� un attimo. Il calore m�invase e sentii il fremito silenzioso che mi mutava in qualcos�altro. Affondai le zampe per terra e distesi la schiena con un movimento ampio e dondolante.</p><p>Trasformarmi era un gioco da ragazzi quando ero cos� concentrato. L�umore non mi creava pi� alcun problema, esclusi i rari casi in cui mi ostacolava.</p><p>Per una frazione di secondo ripensai all�orribile momento di quello scherzo di pessimo gusto che era stato il matrimonio. Ero cos� offuscato dalla rabbia da non riuscire a dominare il mio corpo. Mi sentivo in trappola, tremavo e bruciavo, ma non ero in grado di trasformarmi per ammazzare il mostro che stava a pochi passi da me. Ero andato nel pallone. Morivo dalla voglia di ucciderlo e, insieme, dal timore di fare del male a lei. C�erano i miei amici di mezzo. E poi, quando finalmente ero riuscito ad assumere le sembianze che volevo, era arrivato l�ordine del capo: l�editto dell�alfa. Se quella sera ci fossero stati soltanto Embry e Quil, ma non Sam, sarei arrivato a uccidere l�assassino?</p><p>Non sopportavo che Sam dettasse legge a quel modo. Odiavo soprattutto la sensazione di impotenza, l�impossibilit� di scegliere, la necessit� di obbedire.</p><p>Poi mi accorsi che qualcuno ascoltava. Non ero solo, nei miei pensieri.</p><p><emphasis>Il solito egocentrico</emphasis>, pens� Leah.</p><p><emphasis>Gi�, almeno io non sono ipocrita, Leah</emphasis>, pensai a mia volta.</p><p><emphasis>Piantatela, ragazzi</emphasis>, ci ammon� Sam.</p><p>Restammo in silenzio e sentii Leah fare una smorfia alla parola <emphasis>ragazzi.</emphasis> Suscettibile come sempre.</p><p>Sam finse di non accorgersene. <emphasis>Dove sono Quil e Jared?</emphasis></p><p><emphasis>Quil � con Claire, ha sta portando dai Clearwater.</emphasis></p><p><emphasis>Bene, Sue si prender� cura di lei.</emphasis></p><p><emphasis>Jared invece stava andando da Kim</emphasis>, pens� Embry. <emphasis>Mi sa che non ti ha sentito.</emphasis></p><p>Si lev� un lamento. Mugolai anch�io assieme al resto del branco. Quando Jared fosse apparso, con tutta probabilit� avrebbe ancora avuto il pensiero fisso su Kim. E nessuno aveva voglia di sorbirsi il resoconto dettagliato di quello che stavano combinando in quel momento.</p><p>Sam si acquatt� e lanci� un altro ululato che squarci� il cielo. Era insieme un segnale e un ordine.</p><p>Il branco si era radunato poco lontano dal punto in cui mi trovavo. M�inoltrai nel folto della foresta a grandi falcate per avvicinarmi pi� veloce che potevo. Anche Leah, Embry e Paul si davano da fare per raggiungere gli altri. Leah era vicina: i suoi passi riecheggiavano nel bosco, poco distante. Proseguimmo in linea parallela, decisi a restare separati.</p><p><emphasis>Non rimarremo ad aspettarlo tutto il giorno. Si rimetter� in pari dopo.</emphasis></p><p><emphasis>Allora, capo?</emphasis> Paul era curioso.</p><p><emphasis>Dobbiamo parlare. � successa una cosa.</emphasis></p><p>Vidi i pensieri di Sam guizzare verso di me, insieme a quelli di Seth, Collin e Brady. Questi ultimi, i due nuovi, erano stati di ronda con lui quel giorno, perci� sapevano tutto quello che sapeva lui. Mi sfuggiva perch� Seth fosse gi� l� e per di pi� al corrente dei fatti. Non era di turno.</p><p><emphasis>Seth, di� cosa hai sentito.</emphasis></p><p>Accelerai, smanioso di raggiungerli. Sentii che anche Leah si muoveva pi� svelta. Detestava essere superata. Il solo primato che reclamava era quello di essere la pi� veloce.</p><p><emphasis>Reclama</emphasis> questo<emphasis>, pezzo di scemo</emphasis>, sibil�, e a quel punto ingran� la marcia. Affondai le unghie nella terra grassa e mi lanciai come un razzo.</p><p>Sam non era dell�umore giusto per tollerare le nostre solite smargiassate. <emphasis>Jake, Leah, dateci un taglio.</emphasis></p><p>Nessuno di noi rallent�.</p><p>Sam ringhi�, ma lasci� correre. <emphasis>Seth?</emphasis></p><p><emphasis>Charlie ha fatto un giro di telefonate finch� ha trovato Billy a casa mia.</emphasis></p><p><emphasis>S�, ci ho parlato</emphasis>, aggiunse Paul.</p><p>Sobbalzai quando Seth pens� il nome di Charlie. Eccoci. L�attesa era finita. Presi a correre pi� veloce, sforzandomi di respirare, anche se di colpo avvertii una specie di indolenzimento ai polmoni.</p><p>Quale versione avevano scelto?</p><p><emphasis>E insomma... � completamente fuori di testa. Edward e Bella sono tornati pi� o meno da una settimana...</emphasis></p><p>La stretta al torace si allent�.</p><p>Era viva. O perlomeno non era morta <emphasis>morta.</emphasis></p><p>Solo allora afferrai la differenza. Per tutto quel tempo l�avevo pensata morta e me ne rendevo conto solo adesso. Capii che non avevo mai preso in considerazione l�ipotesi che la riportasse indietro sana e salva. Che cosa cambiava, per�, in fin dei conti? Sapevo bene cosa sarebbe successo dopo.</p><p><emphasis>S�, fratello, e adesso arrivano le cattive notizie. Charlie le ha parlato e non gli � sembrata in forma. Dice di essere malata. Secondo Carlisle ha contratto un morbo raro in Sudamerica e adesso � in quarantena. Charlie sta impazzendo perch� non gliela fanno vedere. Dice che � disposto a correre il rischio del contagio, ma Carlisle non transige. Niente visite. Ha detto a Charlie che le sue condizioni sono gravi, ma sta facendo tutto il possibile. Prima di chiamare Billy, Charlie si � macerato per giorni. Ha detto che dalla voce gli era sembrato che oggi stesse ancora peggio.</emphasis></p><p>Quando Seth ebbe concluso, segu� un silenzio di tomba. Capimmo tutti.</p><p>Per quanto ne sapeva Charlie, quella malattia l�avrebbe uccisa. Sarebbe riuscito almeno a vedere il cadavere? Quel corpo pallido, completamente immobile, senza alcun soffio di vita? Non gli avrebbero permesso di toccare la sua pelle fredda, perch� si sarebbe accorto di quanto fosse granitica. Avrebbero dovuto aspettare che Bella fosse capace di controllarsi, di trattenersi e resistere alla tentazione di uccidere Charlie e chiunque andasse a piangerla. Quanto tempo ci sarebbe voluto?</p><p>L�avrebbero seppellita? Si sarebbe dissotterrata da s�, o ci avrebbero pensato i succhiasangue?</p><p>Gli altri ascoltavano le mie elucubrazioni in silenzio. Avevo elaborato i pensieri molto pi� meticolosamente di loro.</p><p>Leah e io giungemmo nella radura quasi contemporaneamente. Per�, era certa che il suo naso avesse tagliato per primo il traguardo. Si accovacci� accanto al fratello mentre io trottavo per prendere posto alla destra di Sam. Paul si scans� e mi fece spazio.</p><p><emphasis>Ho vinto io pure stavolta</emphasis>, pens� Leah, ma non ci badai.</p><p>Mi chiedevo perch� fossi l�unico ancora in piedi. Fremevo d�impazienza, mi si rizz� il pelo sulla schiena.</p><p><emphasis>Be�, che aspettiamo?</emphasis>, chiesi.</p><p>Non ricevetti risposta, ma percepii la loro esitazione.</p><p><emphasis>E dai, il patto � infranto!</emphasis></p><p><emphasis>Non abbiamo prove... Forse � davvero malata...</emphasis></p><p><emphasis>MA PER PIACERE!</emphasis></p><p><emphasis>Okay, diciamo che gli indizi sono piuttosto eloquenti. Per�... Jacob.</emphasis> I pensieri di Sam rallentarono, titubava. <emphasis>Sei sicuro che � quello che vuoi? Che sia la cosa giusta? Sappiamo tutti cosa voleva lei.</emphasis></p><p><emphasis>Sam, il patto non accenna alle preferenze della vittima!</emphasis></p><p><emphasis>� davvero una vittima? � cos� che la definiresti?</emphasis></p><p><emphasis>S�!</emphasis></p><p><emphasis>Jake</emphasis>, pens� Seth, <emphasis>non sono nostri nemici.</emphasis></p><p><emphasis>Chiudi il becco, moccioso! La tua adorazione malsana per quel succhiasangue non cambia la legge! Sono nostri nemici. Si trovano nel nostro territorio. Li elimineremo. Me ne frego se in passato ti sei divertito a combattere al fianco di Edward Cullen.</emphasis></p><p><emphasis>E cosa farai quando Bella lotter� assieme a loro, Jacob? Eh?</emphasis>, m�incalz� Seth.</p><p><emphasis>Non � pi� Bella.</emphasis></p><p><emphasis>Sarai tu ad abbatterla?</emphasis></p><p>Non potei fare a meno di trasalire al pensiero.</p><p><emphasis>No. E allora? Lascerai che sia uno di noi a farlo? Per poi portargli eternamente rancore?</emphasis></p><p><emphasis>Io non...</emphasis></p><p><emphasis>Certo che no. Non sei pronto per questa battaglia, Jacob.</emphasis></p><p>L�istinto ebbe la meglio e mi acquattai ringhiando verso il lupo allampanato dal pelo color sabbia che stava dall�altra parte del cerchio.</p><p><emphasis>Jacob!</emphasis>, mi ammon� Sam. <emphasis>Seth, stai zitto un attimo.</emphasis></p><p>Seth annu� con il testone.</p><p><emphasis>Cavolo, cosa mi sono perso?</emphasis>, pens� Quil. Correva verso il luogo della riunione a tutta birra. <emphasis>Ho sentito della telefonata di Charlie...</emphasis></p><p><emphasis>Stiamo per metterci in moto</emphasis>, gli dissi. <emphasis>Perch� non passi da Kim e trascini qui Jared con i denti? C�� bisogno di tutti.</emphasis></p><p><emphasis>Quil, raggiungici subito</emphasis>, ordin� Sam. <emphasis>Non abbiamo ancora deciso niente.</emphasis></p><p>Ringhiai.</p><p><emphasis>Jacob, io devo pensare al bene del branco. Devo scegliere la linea di condotta che tuteli al meglio tutti. I tempi sono cambiati da quando i nostri antenati sancirono il patto. Io, be�, onestamente non credo che i Cullen rappresentino un pericolo per noi. E sappiamo pure che non si fermeranno qui a lungo. Di certo, non appena avranno raccontato la loro versione dei fatti, spariranno. E le nostre vite torneranno alla normalit�.</emphasis></p><p><emphasis>Normalit�?</emphasis></p><p><emphasis>Se li sfidiamo, Jacob, si difenderanno bene.</emphasis></p><p><emphasis>Li temi?</emphasis></p><p><emphasis>Sei davvero cos� pronto a perdere un fratello?</emphasis> Fece una pausa. <emphasis>O una sorella?</emphasis>, aggiunse ripensandoci.</p><p><emphasis>Non ho paura di morire.</emphasis></p><p><emphasis>Lo so, Jacob. Per questo nutro seri dubbi sulla tua capacit� di giudizio.</emphasis></p><p>Fissai i suoi occhi neri. <emphasis>Intendi onorare il patto dei nostri padri oppure no?</emphasis></p><p><emphasis>Intendo onorare il mio branco. Faccio ci� che � meglio per il branco.</emphasis></p><p><emphasis>Codardo.</emphasis></p><p>Irrigid� il muso e scopr� i denti.</p><p><emphasis>Basta, Jacob. La tua proposta � respinta.</emphasis> La voce mentale di Sam cambi�, assumendo lo strano doppio timbro al quale era impossibile disobbedire: la voce dell�alfa. Incroci� lo sguardo dei lupi che componevano il cerchio. <emphasis>Il branco non attaccher� i Cullen a meno che non siano loro a provocarci. Non tradiremo lo spirito del patto. Non rappresentano un pericolo per la nostra gente e nemmeno per gli abitanti di Forks. Bella Swan ha preso la sua decisione sapendo a cosa andava</emphasis><emphasis>incontro e non puniremo quelli che un tempo sono stati nostri alleati per via della sua scelta.</emphasis></p><p><emphasis>Senti senti</emphasis>, si entusiasm� Seth.</p><p><emphasis>Pensavo di averti detto di chiudere quella boccaccia, Seth.</emphasis></p><p><emphasis>Ops. Scusami, Sam.</emphasis></p><p><emphasis>Jacob, dove credi di andare?</emphasis></p><p>Stavo uscendo dal cerchio per spostarmi di lato, in modo tale da voltargli le spalle. <emphasis>Vado a dire addio a mio padre. A quanto pare non ho motivo di trattenermi oltre.</emphasis></p><p><emphasis>Ah! Jake... non farlo un�altra volta!</emphasis></p><p><emphasis>Zitto, Seth</emphasis>, pensarono all�unisono diverse voci.</p><p><emphasis>Non vogliamo che te ne vada</emphasis>, mi disse Sam, ammorbidendo il tono del pensiero.</p><p><emphasis>Be�... obbligami a rimanere, Sam. Privami della volont�. Fai di me uno schiavo.</emphasis></p><p><emphasis>Sai che non arriver� a tanto.</emphasis></p><p><emphasis>Allora non abbiamo altro da dirci.</emphasis></p><p>Mi allontanai di corsa, cercando con tutto me stesso di non pensare a cosa stava per succedere. Mi concentrai invece sui ricordi dei lunghi mesi vissuti da lupo. In quel periodo il mio lato umano si era andato via via affievolendo, finch� non mi ero ritrovato a sentirmi pi� una bestia che un uomo. Vivevo il presente, momento per momento: mangiavo quando avevo fame, dormivo quando ero stanco, bevevo quando avevo sete, e correvo... correvo per il puro gusto di correre. Desideri semplici appagati da risposte altrettanto semplici. Qualsiasi dolore era facile da gestire, da placare, fosse quello della fame, del ghiaccio sotto le zampe, delle unghie che si spezzavano quando la cena bisognava guadagnarsela. Ogni dolore scatenava una risposta semplice, un�azione inequivocabile che vi poneva fine.</p><p>Per gli uomini era del tutto diverso.</p><p>Giunto a un tiro di schioppo da casa, ripresi le sembianze umane.</p><p>Avevo bisogno di pensare da solo.</p><p>Slegai i pantaloncini e li indossai senza interrompere la mia corsa.</p><p>Ce l�avevo fatta. Ero riuscito a tenere per me i miei pensieri ed era troppo tardi perch� Sam mi fermasse. Ormai non poteva pi� ascoltarmi.</p><p>Sam aveva emesso una sentenza molto chiara. Il branco non avrebbe attaccato i Cullen. Bene.</p><p>Non aveva fatto cenno all�iniziativa dei singoli.</p><p>No, il branco non avrebbe attaccato nessuno.</p><p>Io s�.</p></section><section><title><p>9</p><p>Questo non me lo sarei aspettato mai e poi mai</p></title><p>In realt�, non avevo in programma di dire addio a mio padre.</p><p>Dopotutto, gli sarebbe bastato chiamare Sam per smascherarmi. Mi avrebbero intercettato e costretto a tornare. Probabilmente avrebbero cercato di farmi arrabbiare o di ferirmi, qualsiasi cosa che mi portasse a trasformarmi, in modo che Sam potesse imporre una nuova legge.</p><p>Tuttavia Billy mi aspettava, consapevole che dovevo essere piuttosto agitato. Era in cortile sulla sedia a rotelle, gli occhi fissi proprio sul punto in mezzo agli alberi dal quale sbucai. Mi segu� con lo sguardo mentre passavo alla svelta davanti a casa, diretto verso il mio garage improvvisato.</p><p>�Hai un minuto, Jake?�.</p><p>Mi fermai di botto. Osservai prima lui, poi la rimessa.</p><p>�Forza, figliolo. Aiutami a entrare almeno�.</p><p>Strinsi i denti, ma sapevo che se non gli avessi mentito per qualche minuto avrebbe potuto crearmi noie con Sam.</p><p>�Da quand�� che hai bisogno di aiuto, vecchio?�.</p><p>Esplose nella sua risata fragorosa. �Ho le braccia stanche. Non ho fatto altro che spingere per tornare qui da casa di Sue�.</p><p>�Ma se � tutta in discesa�.</p><p>Spinsi la sedia a rotelle sulla rampa che gli avevo costruito e lo portai in soggiorno.</p><p>�Beccato! Credo di aver sfiorato i cinquanta all�ora. � stato grandioso�.</p><p>�Finirai per distruggerla, questa carrozzella. E poi te ne andrai in giro strisciando sui gomiti�.</p><p>�Non se ne parla. Toccher� a te portarmi in giro�.</p><p>�Allora non andrai lontano�.</p><p>Billy assunse il comando del mezzo e fece rotta verso il frigo. �� rimasto qualcosa da mangiare?�.</p><p>�Bella domanda. Paul � stato qui tutto il giorno, perci� immagino di no�.</p><p>Billy sospir�. �Dovremo cominciare a nascondere le provviste se non vogliamo morire di fame�.</p><p>�Di� a Rachel di trasferirsi da lui�.</p><p>Billy abbandon� il tono scherzoso e gli si addolcirono gli occhi. �Sta a casa con noi solo per qualche settimana. Da tanto non si tratteneva cos� a lungo. � dura: le ragazze erano pi� grandi di te quando la mamma ci ha lasciati. Per loro � pi� difficile stare qui�.</p><p>�Lo so�.</p><p>Rebecca non era tornata nemmeno una volta da quando si era sposata. Almeno lei aveva un buon alibi: il viaggio in aereo dalle Hawaii era un salasso. L�universit� di Washington State invece non era altrettanto lontana, perci� Rachel non poteva accampare la stessa scusa. Non perdeva mai una lezione, nemmeno nei semestri estivi, e durante le vacanze faceva i doppi turni in un bar del campus. Non fosse stato per Paul, se ne sarebbe andata via presto anche stavolta. Forse per questo Billy non lo buttava fuori a calci nel sedere.</p><p>�Bene, ho del lavoro da sbrigare...�. Mi avviai verso la porta sul retro.</p><p>�Aspetta, Jake. Non mi dici cos�� successo? Devo chiamare Sam per avere notizie?�.</p><p>Gli voltavo le spalle, per nascondere il viso.</p><p>�Niente. Sam gliel�ha data vinta a tavolino. Fra un po� finiremo a fare il tifo per le sanguisughe�.</p><p>�Jake...�.</p><p>�Non ne voglio parlare�.</p><p>�Vai via, figliolo?�.</p><p>La stanza sprofond� nel silenzio mentre studiavo il modo migliore per dirglielo.</p><p>�Rachel pu� riprendersi la sua stanza. So che odia quel materasso gonfiabile�.</p><p>�Piuttosto che perderti preferirebbe dormire sul pavimento. E pure io�.</p><p>Sbuffai.</p><p>�Jacob, per favore. Se hai bisogno di... staccare. S�, insomma, prenditi una pausa. Ma stavolta torna prima�.</p><p>�Vediamo. Magari mi specializzo in matrimoni. Far� una comparsata a quello di Sam e poi a quello di Rachel. Anche se Jared e Kim potrebbero anticipare tutti quanti. Forse dovrei procurarmi un completo o qualcosa del genere�.</p><p>�Jake, guardami�.</p><p>Mi voltai lentamente. �Che c��?�.</p><p>Mi fiss� dritto negli occhi, a lungo. �Dove vai?�.</p><p>�A dire il vero non ci ho ancora pensato nel dettaglio�.</p><p>Chin� la testa, socchiudendo gli occhi. �No?�.</p><p>Ci scambiammo un intenso sguardo di sfida. Il tempo passava.</p><p>�Jacob�, disse, con voce grave. �Jacob, non farlo. Non ne vale la pena�.</p><p>�Non so di cosa parli�.</p><p>�Lascia in pace Bella e i Cullen. Ha ragione Sam�.</p><p>Lo osservai per un istante, poi attraversai la stanza con due lunghe falcate. Afferrai il telefono e scollegai il cavo dall�apparecchio e dallo spinotto. Appallottolai il filo grigio nel palmo della mano. �Ciao, pap�.</p><p>�Jake, aspetta...�, mi grid�. Ma io ero gi� fuori dalla porta e correvo.</p><p>Di corsa avrei fatto pi� in fretta, ma la moto era pi� discreta. Chiss� quanto avrebbe impiegato Billy a raggiungere il negozio e a chiamare qualcuno che recapitasse il messaggio a Sam. Ero sicuro che Sam non aveva ancora ripreso l�aspetto umano. Il problema era l�eventuale rientro di Paul a casa nostra. Si sarebbe trasformato in un secondo e avrebbe messo Sam al corrente di quello che stavo per fare...</p><p>Non m�importava. Sarei andato a tutta birra e, se mi avessero preso, me ne sarei preoccupato al momento debito.</p><p>Misi in moto e partii sul viottolo fangoso. Non mi guardai alle spalle quando passai davanti a casa.</p><p>In autostrada c�era il traffico dei turisti: zigzagai fra le macchine beccandomi un mucchio di colpi di clacson e qualche gestaccio. Imboccai la curva che sbucava sulla 101 a centodieci, senza guardare. Dovetti restare in coda per un minuto buono per evitare di farmi spappolare da un furgoncino. Non mi avrebbe ucciso, ma mi avrebbe rallentato. Le ossa rotte ci mettevano giorni a guarire completamente, io lo sapevo bene.</p><p>Il traffico si dirad� leggermente e arrivai a toccare i centotrenta. Non sfiorai nemmeno il freno finch� non fui in prossimit� del vialetto; pensavo di essere fuori pericolo ormai. Sam non sarebbe arrivato fin l� per fermarmi. Era troppo tardi.</p><p>Fu solo allora, quando ebbi la certezza di avercela fatta, che iniziai a riflettere seriamente sulla mia decisione. Rallentai fino ai trenta, prendendo le curve fra gli alberi pi� piano del necessario.</p><p>Sapevo che, moto o non moto, mi avrebbero sentito arrivare, perci� niente effetto sorpresa. Impossibile camuffare le mie intenzioni. Non appena fossi stato abbastanza vicino, Edward avrebbe sentito il mio piano. Forse lo aveva gi� percepito. Ma pensavo che avrebbe funzionato comunque, perch� in qualche modo lo avevo dalla mia parte. Anche lui <emphasis>voleva</emphasis> affrontarmi da solo.</p><p>Allora sarei entrato in casa, avrei visto con i miei occhi la prova a cui Sam teneva tanto e avrei sfidato Edward a duello.</p><p>Sbuffai. Magari, vista la teatralit� della situazione, il parassita ci avrebbe preso ancora pi� gusto.</p><p>Finito con lui mi sarei occupato degli altri, ne avrei fatti fuori il pi� possibile prima che fossero loro a distruggere me. Chiss� se Sam avrebbe considerato la mia morte una <emphasis>provocazione.</emphasis> Forse avrebbe detto che me l�ero meritata. Di certo non avrebbe fatto un torto ai succhiasangue, i suoi nuovi amichetti del cuore.</p><p>La stradina terminava sul prato. Appena fui l�, il tanfo mi colp� in piena faccia come un pomodoro marcio. Puah. Vampiri puzzolenti. Mi si rivolt� lo stomaco. Difficile tollerare quel fetore, specie adesso che non era pi� stemperato dall�odore umano, come l�ultima volta che ero stato l�. Ma sarebbe stato anche peggio se l�avessi dovuto annusare con l�olfatto da lupo.</p><p>Non sapevo cosa aspettarmi esattamente, ma non c�erano segni di vita intorno alla grande cripta bianca. Di sicuro sapevano che ero l�.</p><p>Spensi il motore e ascoltai il silenzio. Spiccava soltanto un brusio teso e nervoso che proveniva dall�altro lato delle porte a due battenti. In casa c�era qualcuno. Udii il mio nome e sorrisi: faceva piacere sapere che davo qualche grattacapo.</p><p>Presi una grossa boccata d�aria, visto che dentro sarebbe stato anche peggio, e con un balzo fui in cima alle scale della veranda.</p><p>La porta si apr� prima ancora che bussassi. Sulla soglia c�era il dottore. Aveva un�espressione grave.</p><p>�Ciao, Jacob�, disse, molto pi� tranquillo di quanto mi sarei aspettato. �Come va?�.</p><p>Spalancai la bocca e inspirai a fondo. Il puzzo che fuoriusciva dalla porta era opprimente.</p><p>Ero deluso di trovarmi di fronte Carlisle. Avrei preferito che ad accogliermi ci fosse Edward, con le zanne in bella mostra. Carlisle era cos�... <emphasis>umano</emphasis>, o qualcosa del genere. Forse era perch� la primavera precedente, quando ero ridotto male, mi aveva curato a casa mia, ma mi sentivo a disagio mentre lo guardavo in faccia e allo stesso tempo progettavo di ucciderlo alla prima occasione.</p><p>�Ho sentito che Bella � sana e salva�, dissi.</p><p>�Ehm, Jacob, non � il momento�. Il dottore sembrava a disagio, ma non nel modo che mi aspettavo. �Possiamo occuparcene dopo?�.</p><p>Lo fissai. Ero stupefatto. Mi stava chiedendo di posticipare il duello mortale a un momento pi� consono?</p><p>Fu allora che sentii la voce di Bella, rotta e rauca, e non riuscii a pensare ad altro.</p><p>�Perch� no?�, chiese. �Abbiamo dei segreti anche per Jacob? Che motivo c��?�.</p><p>La sua voce era diversa da come me l�aspettavo. Tentai di ricordare le voci dei vampiri contro cui avevamo combattuto in primavera, ma non avevo registrato altro che ringhi. Forse i neonati non avevano sviluppato le voci acute e squillanti degli anziani. Forse i vampiri giovani erano tutti rauchi.</p><p>�Jacob, entra pure�, gracchi� Bella, un po� pi� forte.</p><p>Gli occhi di Carlisle diventarono una fessura.</p><p>Chiss� se Bella aveva sete. Anche i miei occhi s�affilarono.</p><p>�Mi scusi�, dissi al dottore aggirandolo. Era dura: dare le spalle a uno di loro andava contro il mio istinto. Ma non era impossibile. Se esisteva un vampiro innocuo, era proprio lui: quel loro capo cos� stranamente gentile.</p><p>Mi sarei tenuto alla larga da Carlisle durante lo scontro. Anche lasciando fuori lui, ne avrei avuti in abbondanza da uccidere.</p><p>Entrai in casa strisciando lungo le pareti. Scrutai la stanza: era strana. L�ultima volta l�avevo vista addobbata a festa. Ora tutto era svuotato e sbiadito, compresi i sei vampiri che facevano capannello vicino al divano bianco.</p><p>Erano tutti li, insieme, ma non fu quello che mi paralizz� e mi lasci� a bocca aperta.</p><p>Fu Edward, l�espressione del suo volto.</p><p>L�avevo visto infuriato, l�avevo visto arrogante, una volta l�avevo anche visto soffrire. Ma quello... quello superava di gran lunga anche i pi� atroci tormenti. Sembrava spiritato. Non mi guard� nemmeno. Teneva gli occhi bassi, fissi sul divano, con l�espressione di un uomo divorato dalle fiamme. Le mani gli pendevano lungo i fianchi come artigli rigidi.</p><p>Non riuscii neppure a rallegrarmi per la sua profonda angoscia. Pensai all�unica cosa che poteva averlo ridotto cos� e il mio sguardo segu� il suo.</p><p>La vidi nell�attimo esatto in cui percepii il suo odore.</p><p>Il suo odore caldo, pulito, umano.</p><p>Bella era quasi del tutto nascosta dal bracciolo del divano. Rannicchiata in posizione fetale, si stringeva le ginocchia fra le braccia. Per un istante interminabile non vidi niente, se non che era rimasta la Bella che amavo: la sua pelle era ancora morbida, vellutata come una pesca, e i suoi occhi color cioccolato. Il cuore mi prese a battere a un ritmo strano, come se fosse andato in tilt. Magari era solo un sogno ingannatore dal quale mi sarei risvegliato presto.</p><p>Poi la realt� si apr� ai miei occhi.</p><p>Aveva occhiaie profonde, cerchi scuri che risaltavano sul volto scheletrico. Era dimagrita? La pelle era tiratissima, sembrava che da un momento all�altro gli zigomi potessero squarciarla e le ossa sbucare fuori. I capelli scuri erano tirati indietro, acconciati in una crocchia arruffata, ma alcune ciocche le ricadevano inerti sulla fronte e sul collo, appiccicate al velo di sudore sulla pelle. Le dita e i polsi sembravano fragilissimi. Era uno spettacolo inquietante.</p><p>Era <emphasis>malata.</emphasis> Molto malata.</p><p>Non era una bugia. La storia che Charlie aveva raccontato a Billy non era una fandonia qualsiasi. Mentre la fissavo, con gli occhi fuori dalle orbite, vidi la sua pelle diventare verdastra.</p><p>Rosalie, la vampira bionda e appariscente, m�ostacolava la visuale: era china su di lei e le ronzava intorno in modo strano e protettivo.</p><p>C�era qualcosa che non andava. Conoscevo Bella troppo bene, sapevo cosa provava, i suoi pensieri erano fin troppo ovvi per me; a volte sembrava che li avesse stampati in fronte. Perci� poteva anche risparmiarmi i dettagli senza che ci� mi impedisse di capire la situazione. Mi ricordavo che Rosalie non piaceva a Bella. L�avevo intuito dalla maniera in cui contraeva le labbra quando ne parlava. Anzi, non � che non le piacesse e basta. Bella aveva, o perlomeno aveva avuto, <emphasis>paura</emphasis> di Rosalie.</p><p>Ma nel modo in cui la guardava adesso non c�era ombra di timore. Aveva un�espressione quasi contrita. Rosalie prese una bacinella da terra e la mise sotto il mento di Bella appena in tempo perch� potesse vomitarci dentro.</p><p>Edward s�inginocchi� di fianco a Bella, con quel suo sguardo tormentato, e Rosalie sollev� la mano come ad ammonirlo, quasi intimandogli di tenersi a distanza.</p><p>Non aveva senso.</p><p>Quando riusc� a sollevare la testa, Bella mi sorrise debolmente, come imbarazzata. �Scusami tanto�, mi sussurr�.</p><p>Edward gemeva piano, la testa affondata nelle ginocchia di Bella. Lei gli mise una mano sulla guancia, come se <emphasis>lui</emphasis> avesse bisogno di conforto.</p><p>Mi resi conto che le gambe mi avevano spinto tanto in l� solo quando Rosalie mi rivolse un sibilo, materializzandosi all�improvviso fra me e il divano. La sua presenza mi lasciava del tutto indifferente. Sembrava un�immagine trasmessa da uno schermo televisivo. Irreale.</p><p>�Rose, no�, bisbigli� Bella. �Va tutto bene�.</p><p>La bionda si fece da parte, ma la sua irritazione era pi� che evidente. Mi fulmin� con uno sguardo e si rannicchi� vicino alla testa di Bella, pronta a scattare se fosse stato necessario. Ignorarla mi riusciva pi� semplice di quanto avrei mai sognato.</p><p>�Bella, cosa ti � successo?�, bisbigliai. Senza nemmeno rendermene conto, mi ritrovai anch�io in ginocchio, chino sulla spalliera del divano di fronte a suo... marito. Sembrava non badasse a me e io lo guardai appena. Presi la mano di Bella fra le mie. Era gelida. �Stai bene?�.</p><p>Domanda stupida. Non rispose.</p><p>�Sono felice che tu sia venuto a trovarmi, Jacob�, disse.</p><p>Sebbene sapessi che lui non era in grado di ascoltare i suoi pensieri, Edward sembr� carpire nelle sue parole dei significati che a me sfuggivano. Riprese a gemere sulla coperta che l�avvolgeva e lei lo accarezz� di nuovo.</p><p>�Cosa c��, Bella?�, insistetti, stringendo le sue dita fredde fra le mani.</p><p>Anzich� rispondere, lasci� vagare uno sguardo per la stanza, come se cercasse qualcosa, con un�espressione insieme implorante e minacciosa. Sei paia di occhi gialli, frementi d�ansia, la osservavano perplessi. Poi si rivolse a Rosalie.</p><p>�Mi aiuti, Rose?�, le chiese.</p><p>Rosalie tese le labbra scoprendo i denti e mi guard� come volesse sgozzarmi. Ero certo che l�avrebbe fatto.</p><p>�Ti prego, Rose�.</p><p>La bionda storse il muso e si chin� di nuovo su di lei, accanto a Edward che non si mosse di un millimetro. Le cinse subito le spalle.</p><p>�No�, sussurrai. �Non alzarti�. Sembrava cos� debole.</p><p>�Sto rispondendo alla tua domanda�, disse seccata, con un tono che finalmente mi ricordava quello che usava di solito con me.</p><p>Rosalie aiut� Bella a sollevarsi dal divano. Edward rest� dov�era, si lasci� cadere in avanti fino ad affondare il volto fra i cuscini. La coperta casc� per terra, ai piedi di Bella.</p><p>Il suo corpo era gonfio, il busto era ingrossato in modo strano, malsano. Riempiva una scolorita felpa grigia, troppo grande per le sue spalle e le sue braccia. Per il resto sembrava dimagrita, come se quella escrescenza si fosse alimentata di ci� che aveva succhiato a lei. Ci misi un po� ad accorgermi qual era la parte deforme: lo compresi solo quando si port� le mani sulla pancia dilatata, una sopra e una sotto, con tenerezza, come a cullarla.</p><p>Lo capii ma non potevo crederci. L�avevo vista appena un mese prima. Era impossibile che fosse incinta. <emphasis>Cos�</emphasis> incinta.</p><p>Eppure lo era.</p><p>Non volevo accettarlo, non volevo pensarci. Non volevo immaginare lui dentro di lei. Non volevo sapere che qualcosa che odiavo tanto avesse messo radici nel corpo che amavo. Ebbi un conato di vomito e mi sforzai di ricacciarlo indietro.</p><p>Ma la situazione era peggiore, molto peggiore. Il suo corpo era sformato, le ossa parevano voler bucare la pelle del viso. Intuii che se sembrava cos� incinta, cos� malata, era perch� ci� che portava in grembo, che le cresceva dentro, si nutriva della vita che rubava a lei...</p><p>Perch� era un mostro. Proprio come il padre.</p><p>Sapevo da sempre che lui l�avrebbe uccisa.</p><p>Sollev� la testa di scatto non appena ascolt� i miei pensieri. Un attimo prima eravamo entrambi in ginocchio, ma all�istante mi vidi sovrastato da lui, in piedi. Aveva gli occhi scuri, opachi, cerchiati di viola.</p><p>�Usciamo, Jacob�, ringhi�.</p><p>Mi rialzai anch�io. Adesso lo guardavo con sfida. Ero l� apposta.</p><p>�D�accordo�, acconsentii.</p><p>Quello pi� grosso, Emmett, si fece avanti e affianc� Edward, mentre l�altro, Jasper, quello che sembrava sempre affamato, gli copr� le spalle. Me ne fregavo. Forse i miei sarebbero venuti a riprendersi i resti, forse no. Non importava.</p><p>Per un�infinitesima frazione di secondo, i miei occhi incrociarono quelli delle due che stavano in fondo alla stanza. Esme e Alice. Minute e troppo femminili per non notarle. Ero certo che gli altri mi avrebbero ucciso ancora prima che me le ritrovassi di fronte. Non volevo fare del male a delle ragazze, nemmeno se erano vampire.</p><p>Per� avrei fatto volentieri un�eccezione con la bionda.</p><p>�No�, rantol� Bella, poi perse l�equilibro e barcoll� nel tentativo di afferrare il braccio di Edward. Rosalie si muoveva con lei, come fossero incatenate l�una all�altra.</p><p>�Devo solo parlargli, Bella�, disse Edward sottovoce, rivolgendosi soltanto a lei. Fece per sfiorarle il viso, per accarezzarla. Allora la stanza divent� rossa, l�ira m�accecava: dopo tutto quello che le aveva fatto, non tolleravo che si permettesse di toccarla ancora a quel modo. �Non stancarti�, prosegu� con tono implorante. �Riposati, per favore. Fra qualche minuto saremo di ritorno�.</p><p>Lo fiss� in volto, leggendo con attenzione la sua espressione. Poi annu� e si accasci� sul divano. Rosalie l�aiut� ad adagiare la schiena sui cuscini. Bella mi fissava, cercando di intercettare il mio sguardo.</p><p>�Fate i bravi�, ordin�. �E poi tornate qui�.</p><p>Non risposi. Non era il giorno giusto per fare promesse. Distolsi lo sguardo e seguii Edward fuori dalla porta principale.</p><p>Una voce isolata, dissociata dal resto dei miei pensieri, rilev� che non era stato poi tanto difficile separarlo dalla congrega.</p><p>Camminava senza neanche voltarsi per verificare che non stessi per prenderlo di sorpresa alle spalle. Immagino non ne avesse bisogno. Se avessi deciso di attaccarlo lo avrebbe saputo, il che significava prendere la decisione e contemporaneamente agire.</p><p>�Non sono ancora pronto per farmi uccidere da te, Jacob Black�, sussurr� mentre si allontanava dalla casa. �Dovrai pazientare ancora un po��.</p><p>Come se m�importasse qualcosa della sua tabella di marcia. Grugnii fra i denti. �La pazienza non � la mia specialit�.</p><p>Prosegu� per un paio di centinaia di metri lungo il viottolo sterrato di casa Cullen, con me alle calcagna. Ribollivo, mi tremavano le mani. Stavo sul chi va l�, pronto e vigile.</p><p>Si ferm� senza preavviso e si gir�. Mi guard� dritto in faccia e la sua espressione mi paralizz� di nuovo.</p><p>Per un attimo mi sentii un bambino, un bambino che aveva trascorso tutta la vita nella stessa cittadina. Un bambino e nient�altro. Perch� sapevo che avrei dovuto vivere molto di pi�, soffrire molto di pi�, per capire il tormento lancinante che traspariva dagli occhi di Edward.</p><p>Sollev� una mano come per detergersi il sudore dalla fronte, ma le dita stridettero sulla sua faccia quasi stessero strappando la pelle granitica. Gli occhi neri ardevano nelle orbite, fuori fuoco o concentrati su cose che non c�erano. La bocca era spalancata come se stesse per urlare, ma non ne usc� alcun suono.</p><p>Era il volto di un uomo che bruciava sul rogo.</p><p>Per un attimo non riuscii a parlare. Era tutto vero: in casa ne avevo visto una parvenza riflessa negli occhi di lei e in quelli di lui, ma solo adesso diventava reale. L�ultimo chiodo che la chiudeva nella bara.</p><p>�La sta uccidendo, vero? Sta morendo�. E dicendolo ebbi la certezza che la mia faccia era una copia sbiadita della sua. Pi� incerta e diversa, perch� io ero ancora sotto shock. Ancora non me ne capacitavo, stava succedendo troppo in fretta. Lui aveva avuto tutto il tempo di rendersene conto. Ed era diversa perch� io l�avevo gi� persa tante volte, e in tante maniere differenti, nella mia mente. E perch� non era mai stata fino in fondo mia, perci� non potevo perderla davvero.</p><p>Era diversa anche perch� non era colpa mia.</p><p>�Colpa mia�, sussurr� Edward e gli cedettero le ginocchia. Mi croll� di fronte, vulnerabile, un bersaglio fin troppo facile.</p><p>Ma ero freddo come neve, dentro di me non ardeva alcun fuoco.</p><p>�S�, gemette, sprofondato nel terriccio, come se si stesse confessando. �S�, la sta uccidendo�.</p><p>La sua inettitudine, la sua arrendevolezza m�irritavano. Io volevo una battaglia, non un�esecuzione. Dov�era finita la superiorit� di cui si vantava tanto?</p><p>�Perch� Carlisle non ha fatto niente?�, sbottai. �� un dottore, no? Perch� non lo tira fuori?�.</p><p>Alz� lo sguardo e mi rispose con voce stanca, quasi fosse costretto a spiegare la situazione a un bambino dell�asilo per l�ennesima volta. �Non ce lo permette�.</p><p>Mi occorse un minuto per afferrare il senso delle sue parole.</p><p>Cavolo, c�era da aspettarselo. Voleva morire per dare un figlio al mostro. Era <emphasis>tipico</emphasis> di Bella.</p><p>�La conosci bene�, sussurr�. �Tu la capisci al volo... io no. Non abbastanza, almeno. Durante tutto il viaggio di ritorno verso casa non ne ha fatto parola. Pensavo fosse spaventata, com�era logico. Credevo ce l�avesse con me per averla cacciata in questa situazione, per aver messo a repentaglio la sua vita, ancora una volta. Non potevo immaginare cosa pensava davvero, cosa stesse <emphasis>decidendo.</emphasis> L�ho capito solo quando i miei ci sono venuti a prendere all�aeroporto e lei si � precipitata fra le braccia di Rosalie. Di Rosalie! E allora ho sentito cosa stava pensando Rosalie. In quel momento, tutto � diventato chiaro. Tu, invece, ci metti un secondo a capirla...�, concluse con un sospiro che era per met� un gemito.</p><p>�Facciamo un passo indietro. Non ve lo permette�. Sentii sulla lingua tutta l�acidit� del mio sarcasmo. �Ti sei accorto che ha la stessa forza di una qualsiasi ragazza di cinquanta chili? Quanto siete stupidi voi vampiri? Bloccatela e imbottitela di medicine, no?�.</p><p>�Volevo�, bisbigliai. �Carlisle avrebbe...�.</p><p>E allora perch�? Un eccessivo senso dell�onore?</p><p>�No, l�onore non c�entra. La sua guardia del corpo ha complicato le cose�.</p><p>Ah, ecco. Fino a quel momento non ero riuscito a cogliere il senso della storia, ma adesso s�incastrava tutto. Ecco a cosa serviva la bionda. Ma lei che ci guadagnava? La reginetta di bellezza voleva lasciar morire Bella in modo cos� atroce?</p><p>�Forse�, disse. �Ma Rosalie non la pensa esattamente in questo modo�.</p><p>�Allora per prima cosa liberati della bionda. Quelli della tua specie si possono ricomporre, no? Falla a pezzi e intanto prenditi cura di Bella�.</p><p>�Emmett ed Esme stanno dalla sua parte. Emmett non ce lo permetterebbe mai... e con Esme contro, neanche Carlisle mi aiuterebbe�.</p><p>Si affievol�, come se d�improvviso gli mancasse la voce.</p><p>�Avresti dovuto lasciare Bella a me�.</p><p>�S�.</p><p>Era un po� tardi, per�. Forse avrebbe dovuto pensarci prima di metterla incinta di quel mostro succhiavita.</p><p>Mi fiss� dal suo inferno personale e vidi che era d�accordo con me.</p><p>�Non lo sapevamo�, disse soffiando le parole. �Non potevamo immaginarlo. Non era mai successa prima una cosa come quella fra me e Bella. Non potevamo sapere che un�umana fosse in grado di concepire un figlio con uno di noi�.</p><p>�E che allo stesso tempo l�umana si sarebbe ridotta uno straccio?�.</p><p>�Gi�, concord� sospirando. �Esistono i sadici, gli Incubi, i Succubi. Ma per loro la seduzione non � che un preludio al banchetto. Nessuno sopravvive�. Scosse la testa, disgustato all�idea, come se neanche lui fosse diverso.</p><p>�Non sapevo ci fosse un nome speciale per definirvi�, sputai.</p><p>Mi fiss� con un�espressione millenaria.</p><p>�Nemmeno tu, Jacob Black, puoi odiarmi quanto odio me stesso�.</p><p><emphasis>Sbagliato</emphasis>, pensai, troppo adirato per parlare.</p><p>�Uccidendomi non la salverai�, aggiunse pacato.</p><p>�Quindi?�.</p><p>�Jacob, devi farmi un favore�.</p><p>�Neanche <emphasis>morto</emphasis>, parassita!�.</p><p>Continuava a fissarmi con quegli occhi stanchi e spiritati. �Per lei�.</p><p>Serrai i denti. �Ho fatto il possibile per tenerla lontana da te. Ho fatto di tutto. Ora � troppo tardi�.</p><p>�La conosci, Jacob. Comunichi con lei in un modo che io nemmeno capisco. Sei parte di lei e lei � parte di te. A me non dar� ascolto, perch� crede che io la sottovaluti. Pensa di essere abbastanza forte per...�. Un nodo in gola lo blocc�. Poi deglut�. �A te potrebbe dare retta�.</p><p>�Perch� mai?�.</p><p>Vacill�, i suoi occhi ardevano sempre di pi�, fuori controllo. Mi chiesi se stesse impazzendo sul serio. I vampiri potevano andare fuori di testa?</p><p>�Forse�, rispose al mio pensiero. �Non lo so. Sembrerebbe di s�. Scosse la testa. �Davanti a lei devo fingere e nasconderglielo, perch� lo stress la fa peggiorare. Non pu� sobbarcarsi anche questo. Devo tenere un certo contegno, non posso renderle la vita ancora pi� difficile. Ma ora non importa. A te deve dare ascolto!�.</p><p>�Non posso dirle niente di pi� di quello che ha gi� sentito da te. Cosa vuoi che faccia? Devo dirle che � una stupida? Probabilmente lo sa gi�. O che sta per morire? Penso sappia anche questo�.</p><p>�Puoi offrirle tutto ci� che vuole�.</p><p>Incomprensibile. Era davvero impazzito?</p><p>�L�unica cosa che conta � che sopravviva�, disse, improvvisamente determinato. �Se ci� che vuole � un figlio, lo avr�. Pu� averne mezza dozzina. Tutti quelli che desidera�. Fece una breve pausa. �Pu� anche avere dei cuccioli, se serve�.</p><p>Per un attimo incroci� il mio sguardo: sotto il velo del controllo, il suo viso era in preda al delirio. La mia occhiata severa si sgretol� appena metabolizzai le sue parole e mi ritrovai con la bocca spalancata per la sorpresa.</p><p>�Ma cos� non pu� sopravvivere!�, sibil� prima che potessi riprendermi. �Non con una <emphasis>cosa</emphasis> che le succhia la vita mentre io resto impotente e non posso fare altro che vederla peggiorare, deperire e soffrire!�. Inspir� veloce come se qualcuno gli avesse appena dato un pugno allo stomaco. �<emphasis>Devi</emphasis> farla ragionare, Jacob. A me non d� pi� ascolto. Rosalie non la lascia un attimo e non fa che alimentare questa follia, non fa che incoraggiarla. La protegge. Anzi no, protegge <emphasis>lui.</emphasis> A lei non importa niente della vita di Bella�.</p><p>La mia gola emise un rumore strano, come se mi stessi strozzando.</p><p>Cosa stava dicendo? Che Bella doveva... avere un figlio? Con <emphasis>me</emphasis>? Cosa? Come? Gettava la spugna? O pensava che a lei sarebbe andato bene che ce la spartissimo?</p><p>�Qualsiasi cosa, purch� viva�.</p><p>�� la cosa pi� assurda che tu abbia mai detto�, bofonchiai.</p><p>�Ti vuole bene�.</p><p>�Non abbastanza�.</p><p>�� pronta a morire pur di avere un figlio. Potrebbe accettare un compromesso meno estremo�.</p><p>�Allora non la conosci proprio!�.</p><p>�Lo so, lo so. Bisogner� fare opera di convincimento. Per questo ho bisogno di te. Tu sai come pensa. Puoi farla ragionare�.</p><p>Non riuscivo a crederci. Era troppo. Impossibile. Sbagliato. Malsano. Cosa voleva? Noleggiare Bella per il fine settimana e restituirla il luned� mattina, come un film? Che casino.</p><p>E che tentazione.</p><p>Non volevo prendere in considerazione l�idea, non volevo immaginarla, invece lo feci. Avevo fantasticato parecchio su Bella, al tempo in cui c�era ancora una possibilit� per noi, e anche dopo, quando era ormai chiaro che certe fantasie avrebbero lasciato solo piaghe incancrenite perch� non c�era nessuna, nessunissima possibilit�. All�epoca non ero riuscito a trattenermi. E neanche in quel momento. Bella fra le <emphasis>mie</emphasis> braccia, Bella che sussurrava il <emphasis>mio</emphasis> nome...</p><p>E ancora peggio, un�immagine nuova, che non avevo mai visto prima e che mai avevo avuto il diritto di considerare, non fino a quel momento. Un�immagine di cui avrei pagato lo scotto per anni e che non avrei mai evocato se non me l�avesse messa in testa lui. Ma ormai c�era e mi turbinava nella mente, attecchiva come un�erbaccia velenosa e inestirpabile. Bella, in salute e radiosa, diversa da come era adesso, ma in un certo senso identica: il suo corpo, non pi� deforme, ma modificato in maniera del tutto naturale. Arrotondato da <emphasis>mio</emphasis> figlio.</p><p>Cercai di sfuggire all�erba venefica che avevo in testa. �Io devo far ragionare Bella? In che universo vivi?�.</p><p>�Almeno provaci�.</p><p>Scossi la testa. Aspettava, ignorando la risposta negativa perch� aveva sentito i miei pensieri in conflitto fra loro.</p><p>�Come ti � venuta in mente questa idea da psicopatico? Ci pensi su o le inventi al momento?�.</p><p>�Da quando ho capito cosa stava architettando, che sarebbe stata disposta a morire, non penso ad altro se non al modo di salvarla. Ma non sapevo come contattarti. Ero certo che se ti avessi chiamato non mi avresti risposto. Sarei venuto presto a cercarti, se oggi tu non fossi arrivato. Non � facile lasciarla, anche solo per qualche minuto. Le sue condizioni... cambiano velocemente. La cosa cresce... in fretta. Non posso stare lontano da lei�.</p><p>�Che <emphasis>cosa</emphasis> �?�.</p><p>�Non ne abbiamo la pi� pallida idea. Qualunque cosa sia, � gi� pi� forte di lei�.</p><p>Di colpo me lo figurai, vidi il mostro che s�ingrossava, che la distruggeva.</p><p>�Aiutami a fermarla�, mormor�. �Aiutami a impedire che succeda�.</p><p>�<emphasis>Come?</emphasis> Offrendomi in qualit� di stallone?�. Non fu lui a fremere a quelle parole, ma io. �Tu non stai bene. Non accetter� mai�.</p><p>�Provaci. Non abbiamo niente da perdere. Che male pu� fare?�.</p><p>Avrebbe fatto male a me. Non avevo subito gi� abbastanza rifiuti da Bella?</p><p>�Un po� di dolore per salvarla � un prezzo tanto alto?�.</p><p>�Ma non funzioner�.</p><p>�Forse no. Ma magari la confonder�, la far� vacillare. Non ho bisogno di altro, mi basta un attimo di dubbio�.</p><p>�E poi? Le toglierai la terra da sotto i piedi? Le dirai: "Scherzavo, Bella"?�.</p><p>�Se vuole un bambino, lo avr�. Non mi tirer� indietro�.</p><p>Ci stavo pensando e non potevo crederci. Bella mi avrebbe dato un pugno. Non che la temessi, ma rischiava di rompersi la mano un�altra volta. Non avrei dovuto permettere a Edward di parlarmi, di incasinarmi. Avrei dovuto ucciderlo subito.</p><p>�No�, bisbigli�. �Non ancora. La distruggerebbe, lo sai. Non avere fretta. Se non ti dar� ascolto ne avrai l�occasione. Nel momento esatto in cui il cuore di Bella cesser� di battere, sar� io a implorarti di uccidermi�.</p><p>�Non dovrai implorare a lungo�.</p><p>All�angolo della sua bocca spunt� l�ombra di un sorriso logoro. �Non sai quanto ci conto�.</p><p>�Allora affare fatto�.</p><p>Annu� e mi offr� la mano fredda come pietra.</p><p>Ingoiando il disgusto, chiusi le dita intorno alla roccia e la strinsi.</p><p>�Affare fatto�, ribad�.</p></section><section><title><p>10</p><p>Perch� non me ne sono andato subito? Ah s�, certo, perch� sono un idiota</p></title><p>Mi sentivo come... non lo so come mi sentivo. Forse soltanto come se non fosse vero, come se mi trovassi nella versione dark di una pessima sit-com. Solo che, anzich� impersonare lo sfigato di turno che invita la cheerleader al ballo, ero il licantropo che si era piazzato secondo e stava per proporre alla moglie del vampiro di passare una notte assieme tanto per procreare. Niente male.</p><p>No, non ci stavo. Era sbagliato e perverso. Meglio dimenticare le parole di Edward, dalla prima all�ultima.</p><p>Ma con lei dovevo parlare. Dovevo fare in modo che mi desse ascolto.</p><p>E non ci sarei riuscito, come al solito.</p><p>Edward non rispose ai miei pensieri n� li comment�. Mi precedeva, diretto verso casa. Chiss� se aveva scelto di fermarsi laggi� per evitare che gli altri sentissero le macchinazioni che ordiva e di cui voleva rendermi complice. Che ci fossimo appartati per quella ragione?</p><p>Forse. Quando varcammo la soglia, gli altri Cullen ci guardarono con sospetto, perplessi. Nessun moto di ripugnanza o indignazione. Il che significava che non avevano sentito una parola, che ignoravano quale favore Edward mi avesse chiesto.</p><p>Sulla soglia esitai, incerto. Si stava decisamente meglio l�, visto che dall�esterno soffiava un filo d�aria respirabile.</p><p>Edward raggiunse il resto della cricca, al centro della stanza. Era rigido, teso. Bella lo guardava ansiosa. Per un attimo i suoi occhi guizzarono su di me, poi torn� a guardare lui.</p><p>Il suo volto aveva assunto tonalit� grigiastre. Fu solo allora che capii cosa intendeva Edward quando mi aveva detto che lo stress la faceva peggiorare.</p><p>�Lasciamo Jacob e Bella da soli, devono parlare in privato�, disse Edward con voce da automa, priva di intonazioni.</p><p>�Prima dovete passare sulle mie ceneri�, sibil� Rosalie. Ronzava sempre intorno a Bella e le aveva posato una mano fredda sulla guancia terrea come a marcarne il possesso.</p><p>Edward la ignor�. �Bella�, disse con lo stesso tono vacuo, �Jacob vuole parlarti. Hai paura di restare da sola con lui?�.</p><p>Bella era confusa. Guard� prima me, poi Rosalie.</p><p>�Rose, � tutto a posto. Jake non ci far� del male. Vai con Edward�.</p><p>�Potrebbe essere un trabocchetto�, la mise in guardia la bionda.</p><p>�Mi pare improbabile�, rispose Bella.</p><p>�Potrai tenere me e Carlisle sott�occhio, Rosalie�, disse Edward. La sua voce, che fino a quel momento non aveva tradito alcuna emozione, d�improvviso era rotta. Dalle crepe che si erano formate fluiva la rabbia. �Siamo noi che le facciamo paura�.</p><p>�No�, si oppose debolmente Bella. Aveva gli occhi lucidi, le ciglia umide. �No, Edward. Io non...�.</p><p>Edward scosse la testa, accenn� un sorriso. Vedendolo, sentii una fitta di dolore. �Mi sono espresso male, Bella. Tranquilla, io sto bene. Non preoccuparti per me�.</p><p>Che nausea. Edward aveva ragione: pur di non urtare i suoi sentimenti, Bella avrebbe sopportato qualsiasi cosa. Quella ragazza era una vera e propria martire. Nata nel secolo sbagliato, altroch�. Se fosse vissuta in un�altra epoca si sarebbe data in pasto ai leoni in nome di una buona causa.</p><p>�Tutti�, disse Edward, indicando con un gesto secco la porta. �Per favore�.</p><p>Per quanto si sforzasse di mantenere un certo contegno di fronte a Bella, ormai vacillava. Somigliava in maniera impressionante all�uomo divorato dalle fiamme che avevo intravisto fuori. Non fui l�unico a notarlo. In silenzio, gli altri si diressero alla porta. Mi scostai per lasciare libero il passaggio. Non persero tempo.</p><p>Il cuore mi batteva all�impazzata. Nella stanza erano rimasti soltanto Rosalie, che esitava, ed Edward, che l�aspettava sulla soglia.</p><p>�Rose�, disse piano Bella. �Voglio che tu vada�.</p><p>La bionda lanci� un�occhiataccia a Edward e gli fece cenno di precederla. Lui spar� oltre la porta. Lei mi guard� torvo, come a intimarmi di stare in campana, e poi scomparve.</p><p>Quando fummo finalmente da soli, attraversai la stanza e andai a sedermi sul pavimento accanto a Bella. Le presi le mani fra le mie e gliele accarezzai.</p><p>�Grazie, Jake. Cos� va meglio�.</p><p>�Non ti mentir�, Bells. Sei orrenda�.</p><p>�Lo so�, sospir�. �Faccio paura�.</p><p>�Gi�, sembri il mostro della palude�.</p><p>Riusc� a ridere. �Che bello che sei qui. Questa risata mi fa quasi sentire bene. Non so per quanto tempo ancora riuscir� a sopportare la tensione�.</p><p>Alzai gli occhi al cielo.</p><p>�Okay, okay�, si affrett�. �Sono io la causa del mio male�.</p><p>�S�, � cos�. Cosa ti passa per la testa, Bells? Seriamente!�.</p><p>�Ti ha chiesto lui di sgridarmi?�.</p><p>�In un certo senso. Anche se non capisco perch� crede che mi darai ascolto, visto che non l�hai mai fatto�.</p><p>Sospir�.</p><p>�Te l�avevo detto...�, cominciai.</p><p>�Lo sai che <emphasis>Te l�avevo detto</emphasis> ha un fratello, Jacob?�, m�interruppe. �Si chiama <emphasis>Chiudi il becco</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Buona questa�.</p><p>Mi sorrise. Attraverso la pelle tesissima si vedeva nitido il profilo delle ossa. �Non � farina del mio sacco... L�ho sentita in una vecchia puntata dei <emphasis>Simpson</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Me la sono persa�.</p><p>�Peccato, era molto divertente�.</p><p>Restammo in silenzio per un momento. Le sue mani cominciavano a riscaldarsi.</p><p>�Davvero ti ha chiesto di parlarmi?�.</p><p>Annuii. �Mi ha chiesto di farti ragionare. Una battaglia persa in partenza�.</p><p>�Allora perch� hai acconsentito?�.</p><p>Non risposi. Non lo sapevo con esattezza.</p><p>Sapevo solo una cosa, ossia che ogni secondo trascorso con lei non faceva altro che accrescere il dolore che avrei provato dopo. Come un tossico che dispone di una scorta limitata, vedevo approssimarsi il momento della resa dei conti, quello dell�astinenza. Pi� mi facevo, pi� sarebbe stata dura quando la roba avesse cominciato a scarseggiare.</p><p>�Andr� tutto bene�, disse dopo un istante di silenzio. �Ne sono sicura�.</p><p>Mi fece vedere di nuovo rosso. �La demenza � uno dei sintomi?�, la provocai.</p><p>Rise ancora, ma ero cos� arrabbiato che mi tremavano le mani.</p><p>�Forse�, rispose. �Non dico che sar� facile, Jake. Ma dopo tutto quello che ho passato, � naturale che io creda alla magia, no?�.</p><p>�<emphasis>Magia</emphasis>?�.</p><p>�Specialmente riguardo a te�, aggiunse. Sorrise. Sfil� una mano dalla mia presa e me la mise sulla guancia. Era pi� calda, ma al contatto con la mia pelle sembrava ancora fredda, come tutto, del resto. �Tu hai qualcosa di magico e vedrai che tutto andr� come deve anche per te�.</p><p>�Ma di che parli?�.</p><p>Continuava a sorridere. �Una volta Edward mi ha spiegato come funziona l�imprinting. Mi ha detto che somiglia al <emphasis>Sogno di una notte di mezza estate</emphasis>, a una magia. Troverai anche tu la persona giusta, Jacob, la persona che stai aspettando, e allora, forse, tutto quanto avr� un senso�.</p><p>Se non fosse stata tanto fragile, mi sarei messo a sbraitare.</p><p>Ma, visto che lo era, mi limitai a brontolare rabbioso.</p><p>�Se pensi che l�imprinting possa dare un senso a questa <emphasis>pazzia...</emphasis>�<emphasis>.</emphasis> Mi sforzai di trovare le parole. �Credi davvero che se incontrassi una sconosciuta e avessi l�imprinting, questo aggiusterebbe tutto?�. Puntai un dito verso il suo corpo gonfio. �Allora dimmi a cosa � servito, Bella! Che senso ha avuto amarti? Che senso ha avuto il <emphasis>tuo</emphasis> amore per <emphasis>lui</emphasis>?�. Avevo perso il controllo, ormai ringhiavo. �Pensi che quando morirai tutto torner� a posto? Che senso avr� avuto tanto dolore, mio, tuo, suo!? Non che me ne importi, ma finirai per uccidere anche lui�. Ebbe un fremito, ma proseguii spedito. �E a quel punto, la tua perversa storia d�amore a cosa sar� servita? Bella, se tu ci vedi un senso, per favore, mostralo anche a me, perch� da solo non ci arrivo proprio�.</p><p>Sospir�. �Non lo so, Jake. Ma sento... che tutto questo porter� a qualcosa di buono, anche se ora non riusciamo a vedere cosa. Penso che sia quella che chiamano <emphasis>fede</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Stai morendo per niente, Bella! Per niente!�.</p><p>Lasci� scivolare la mano dal mio viso verso il suo ventre rigonfio e se lo accarezz�. Stava morendo per <emphasis>quello.</emphasis></p><p>�Non morir�, sibil� fra i denti e mi resi conto che stava ripetendo ci� che aveva gi� detto tante volte. �Il mio cuore continuer� a battere. Sono forte abbastanza�.</p><p>�Stronzate, Bella. � troppo tempo che cerchi di tenere il passo del soprannaturale. Nessun umano pu� farcela. E tu non sei abbastanza forte�. Le presi il viso fra le mani. Non dovetti fare alcuno sforzo per essere delicato. Tutto, in lei, pareva urlare: <emphasis>fragile.</emphasis></p><p>�Posso farcela. Posso farcela�, farfugli�, e per un attimo mi sembr� di avere di fronte la locomotiva di quel libro per l�infanzia, quella che ce la poteva fare.</p><p>�A me non pare proprio. Allora dimmi, qual � il tuo piano? Spero che tu ne abbia uno�.</p><p>Annu�, evitando accuratamente di incrociare il mio sguardo. �Lo sapevi che Esme si � buttata da una scogliera quando era ancora umana?�.</p><p>�Quindi?�.</p><p>�Era pi� morta che viva, tanto che non si sono nemmeno presi la briga di portarla al pronto soccorso: � finita dritta all�obitorio. Per� il cuore le pulsava ancora quando Carlisle l�ha trovata...�.</p><p>Ecco cosa intendeva quando diceva che il suo cuore avrebbe continuato a battere.</p><p>�Quindi non � in forma umana che pensi di sopravvivere�, sentenziai senza convinzione.</p><p>�No, non sono stupida fino a quel punto�. Incroci� il mio sguardo. �Ma presumo che tu la veda in maniera diversa�.</p><p>�Pronta vampirizzazione�, brontolai.</p><p>�Con Esme ha funzionato. E anche con Emmett, con Rosalie, e pure con Edward. Nessuno di loro era in forma smagliante, sai? Carlisle li ha trasformati perch� se non lo avesse fatto sarebbero morti. Lui non mette fine alle vite, le salva�.</p><p>Come poco prima, sentii un improvviso senso di colpa nei confronti del dottore, il vampiro buono. Scacciai quel pensiero e ripresi a supplicarla.</p><p>�Dammi retta, Bells. Non farlo�. Di nuovo, afferrai la differenza, proprio come quando era arrivata la telefonata di Charlie. Mi resi conto che per me contava solo una cosa: che sopravvivesse. Non aveva importanza in quale forma. Respirai a fondo. �Non aspettare che sia troppo tardi, Bella. Non cos�. Vivi, okay? Vivi e basta. Non farmi questo. E non farlo a lui�. Alzai la voce, che si fece pi� aspra. �Sai cosa far� quando morirai. Lo hai gi� visto. Vuoi che torni da quegli assassini italiani?�. Si rannicchi� nel divano e io sorvolai sul fatto che stavolta non sarebbe stato necessario.</p><p>Sforzandomi di addolcire la voce, le chiesi: �Ricordi quando mi sono fatto massacrare da quei neonati? Ricordi cosa mi hai detto?�.</p><p>Aspettavo una risposta che non arriv�. Serr� le labbra.</p><p>�Mi hai detto di fare il bravo e dare ascolto a Carlisle�, le ricordai. �E io cos�ho fatto? Ho dato ascolto al vampiro. Per te�.</p><p>�Gli hai dato ascolto perch� era la cosa giusta�.</p><p>�Okay, una ragione vale l�altra, scegli quella che preferisci�.</p><p>Fece un respiro profondo. �Ma ora non � la cosa giusta�. Il suo sguardo si pos� sul ventre tumido e bisbigli� a mezza voce: �Non lo uccider�.</p><p>Mi tremarono le mani. �Oh, che bella notizia! Allora aspettiamo che nasca questo bel bambino che scoppia di salute. E sai che ti dico? I palloncini azzurri li porto io�.</p><p>Il suo volto prese un po� di colore. Vederla cos� rosea e bella fu come ricevere una pugnalata allo stomaco, con un coltello seghettato e affilatissimo.</p><p>Per l�ennesima volta, avrei dovuto fare i conti con la sconfitta.</p><p>�Non so se � un maschio�, ammise, un po� imbarazzata. �L�ecografia non pu� dirlo. La membrana che lo avvolge � troppo dura, come la loro pelle. Perci� sar� una sorpresa. Ma nella mia mente vedo sempre un maschietto�.</p><p>�Non c�� un bel bambino li dentro, Bella�.</p><p>�Vedremo�, disse quasi compiaciuta.</p><p>�Tu no di certo�, sbottai.</p><p>�Sei molto pessimista, Jacob. Secondo me, almeno una possibilit� di farcela c��.</p><p>Non riuscii a rispondere. Abbassai lo sguardo e respirai a fondo, lentamente, cercando di mettere un freno alla mia ira.</p><p>�Jake�, disse arruffandomi i capelli prima di accarezzarmi una guancia. �Andr� tutto bene. Sssh. Andr� tutto bene�.</p><p>Non alzai lo sguardo. �No. Invece no�.</p><p>Asciug� qualcosa di umido dalla mia guancia. �Sssh�.</p><p>�Cosa c�� sotto, Bella?�. Contemplai il tappeto immacolato: lo avevo riempito di macchie con i miei piedi nudi e sporchi. Molto bene. �Ero convinto che non desiderassi altro che il tuo vampiro. E ora che fai? Ci rinunci? Non ha senso. Da quand�� che sei cos� smaniosa di diventare mamma? Se ci tenevi tanto, perch� mai hai sposato un vampiro?�.</p><p>Mi ero avvicinato pericolosamente al punto di non ritorno. Ci manc� poco che le facessi la proposta che lui mi aveva chiesto di farle. Le parole mi avevano guidato fin l�, contro la mia volont�, e ormai era troppo tardi per cambiare rotta.</p><p>�Non � cos�. Non m�importava di avere un figlio. Non ci pensavo neanche. Non si tratta di avere un bambino. Si tratta di, be�, di <emphasis>questo</emphasis> bambino�.</p><p>�� un assassino, Bella. Guarda come ti ha ridotta�.</p><p>�No, non � un assassino. Dipende da me. Sono debole e umana. Ma tengo duro, Jake, posso...�.</p><p>�Oh, <emphasis>avanti</emphasis>! Sta� zitta, Bella. Puoi incantare il tuo succhiasangue, ma non puoi infinocchiare me. Sai benissimo che non ce la farai�.</p><p>Mi fiss�. �No che non lo so. Ovviamente sono preoccupata�.</p><p>�<emphasis>Preoccupata</emphasis>�, ripetei fra i denti.</p><p>Emise un rantolo e si afferr� il ventre. La mia ira svan� di colpo, come una luce che viene spenta all�improvviso.</p><p>�Sto bene�, ansim�. �Non � niente�.</p><p>Ma non l�ascoltai: si era tirata su la felpa e guardai inorridito la sua pelle nuda. Aveva la pancia coperta di chiazze simili a macchie d�inchiostro violaceo.</p><p>Si accorse che la fissavo e si ricopr� subito.</p><p>�� forte, tutto qui�, aggiunse, sulla difensiva.</p><p>Le macchie d�inchiostro erano lividi.</p><p>Fui sul punto di vomitare. Ecco cosa intendeva Edward quando aveva detto che non poteva far altro che guardarla soffrire impotente. D�un tratto, anche a me parve di impazzire.</p><p>�Bella�, balbettai.</p><p>Not� il cambiamento nella mia voce. Alz� lo sguardo, il respiro era ancora affannoso, gli occhi in preda alla confusione.</p><p>�Bella, non farlo�.</p><p>�Jake...�.</p><p>�Ascoltami. Non ti arrabbiare, okay? Sta� solo a sentirmi. E se...?�.</p><p>�E se cosa?�.</p><p>�E se ci fosse una possibilit�? Se ci fosse un�alternativa? Se dessi retta a Carlisle, da brava, e sopravvivessi?�.</p><p>�Io non...�.</p><p>�Non ho ancora finito. Intanto sopravvivi e poi si vedr�. Pensa che per questa volta non � andata. E magari, pi� in l�, ci riproverai�.</p><p>Corrug� la fronte. Sollev� una mano e mi sfior� nel punto in cui le sopracciglia si univano. Con le dita, mi accarezz� per un attimo la fronte mentre cercava di cogliere il senso nascosto nelle mie parole.</p><p>�Non capisco... Cosa vuol dire <emphasis>ci riproverai</emphasis>? Non penserai che Edward mi permetter�...? E che differenza farebbe? Sono sicura che qualsiasi bambino...�.</p><p>�S�, tagliai corto. �Sarebbe lo stesso con qualsiasi <emphasis>suo</emphasis> bambino�.</p><p>Sul suo volto stanco aument� la confusione. �Cosa?�.</p><p>Non riuscii ad aggiungere altro. Era fuori discussione. Non sarei mai stato in grado di salvarla da se stessa. Non c�ero mai riuscito.</p><p>Poi batt� le palpebre e mi resi conto che aveva capito.</p><p>�Oh. Bleah! <emphasis>Ti prego</emphasis>, Jacob. Pensi che dovrei uccidere il mio bambino e sostituirlo con un surrogato? Magari ricorrendo all�inseminazione artificiale?�. Si era proprio arrabbiata. �Perch� dovrei volere il figlio di uno sconosciuto, come fosse la stessa cosa? Pensi che un bambino valga l�altro?�.</p><p>�Non intendevo questo�, farfugliai. �Non il figlio di uno sconosciuto�.</p><p>Si sporse verso di me. �Allora cos�� che stai dicendo?�.</p><p>�Niente. Non sto dicendo niente. Tanto per cambiare�.</p><p>�Come ti � venuto in mente?�.</p><p>�Lascia perdere, Bella�.</p><p>Aggrott� le sopracciglia, sospettosa. �� stato lui a mettertelo in testa?�.</p><p>Esitavo, stupito che ci fosse arrivata cos� in fretta. �No�.</p><p>�� stato lui, vero?�.</p><p>�No, fidati. Non ha parlato di qualcosa di artificiale�.</p><p>Il suo volto si ammorbid� e sprofond� di nuovo fra i cuscini; sembrava sfinita. Ricominci� a parlare, guardando di lato. Le sue parole non erano rivolte a me. �Farebbe qualsiasi cosa per me. E io lo sto facendo soffrire cos�... Ma cosa crede? Che scambierei questo�, con la mano s�indic� il ventre, �con quello di uno sconosciuto...�. Biascic� l�ultima parte, e poi le venne meno la voce. Aveva gli occhi umidi.</p><p>�Non devi farlo soffrire�, mormorai. Implorarla a nome di Edward era come succhiare veleno urticante, ma se volevo convincerla a vivere non potevo puntare su nient�altro. La solita scommessa mille a uno. �Puoi tornare a farlo felice, Bella. Penso che stia veramente perdendo la testa. Sul serio�.</p><p>Pareva non mi ascoltasse; con la mano disegnava piccoli cerchi sulla pancia massacrata mentre si mordicchiava le labbra. Per qualche istante cal� il silenzio. Chiss� se i Cullen erano lontani o se invece stavano ascoltando i miei patetici tentativi di farla ragionare.</p><p>�Non con uno sconosciuto?�, mormor� fra s�. Rabbrividii. �Cosa ti ha detto Edward esattamente?�, mi chiese sottovoce.</p><p>�Niente. Pensava solo che magari mi avresti dato retta�.</p><p>�Sbagliato. Riprovaci�.</p><p>Punt� gli occhi nei miei e mi resi conto di aver gi� rivelato fin troppo.</p><p>�Niente�.</p><p>Schiuse un po� la bocca. �Wow�.</p><p>Tacqui e mi osservai di nuovo i piedi; non ero in grado di sostenere il suo sguardo.</p><p>�� veramente disposto a tutto, eh?�, mormor�.</p><p>�Te l�ho detto che sta letteralmente impazzendo, Bells�.</p><p>�Mi stupisce che tu ti sia lasciato sfuggire l�occasione di fare subito la spia, per metterlo nei guai�.</p><p>Quando sollevai lo sguardo, sul suo volto c�era un ghigno.</p><p>�Ci avevo pensato�. Tentai di imitarla, ma sentii che il mio sorriso forzato era uno scempio.</p><p>Aveva capito cosa le stavo proponendo e non intendeva affatto prendere in considerazione l�idea. Dal canto mio, sapevo fin dall�inizio che non avrebbe accettato. Eppure soffrivo.</p><p>�Anche tu saresti disposto a tutto per me, eh?�, sussurr�. �Non capisco proprio perch� ti dia tanta pena. Non vi merito, non merito n� lui n� te�.</p><p>�Tanto non cambia niente, no?�.</p><p>�Non stavolta�, sospir�. �Vorrei proprio spiegartelo in modo che tu capisca. Non posso fargli del male�, indic� la pancia, �cos� come non potrei impugnare una pistola e sparare a te. Gli voglio bene�.</p><p>�Perch� vuoi sempre bene alle cose sbagliate, Bella?�.</p><p>�Non � cos�.</p><p>Mi schiarii la gola in modo che la voce uscisse dura come volevo. �Invece s�, fidati�.</p><p>Feci per rialzarmi.</p><p>�Dove vai?�.</p><p>�� inutile che resti qui�.</p><p>Sollev� la mano gracile e implorante. �Non andartene�.</p><p>Mi sentii risucchiato dalla dipendenza che mi spingeva verso di lei.</p><p>�Questo non � il mio posto. Devo tornare a casa�.</p><p>�Perch� sei venuto oggi?�, mi chiese.</p><p>�Per vedere se eri viva davvero. Charlie ha detto che eri malata e non gli ho creduto�.</p><p>Dalla sua espressione non capii se l�avesse bevuta.</p><p>�Tornerai? Prima...�.</p><p>�Bella, non me ne star� qui a guardarti morire�.</p><p>Trasal�. �Hai ragione, hai ragione. � meglio che te ne vada�.</p><p>Mi diressi verso la porta.</p><p>�Addio�, mi sussurr�. �Ti voglio bene, Jake�.</p><p>Per poco non feci dietrofront. Fui sul punto di voltarmi indietro, di inginocchiarmi e ricominciare a supplicarla. Ma sapevo che dovevo allontanarmi da Bella e abituarmi all�astinenza, prima che mi uccidesse, come avrebbe ucciso Edward.</p><p>�Certo, certo�, biascicai mentre uscivo.</p><p>Non vidi nessuno dei vampiri. Ignorai la moto che se ne stava sola soletta al centro del prato. Non era abbastanza veloce, non pi�. Mio padre doveva essere fuori di testa, e anche Sam. Cosa avrebbero pensato i miei del fatto che non mi ero trasformato? Forse che i Cullen mi avessero acciuffato e finito prima che potessi anche solo fare un tentativo? Mi spogliai infischiandomene che qualcuno potesse vedermi e iniziai a correre. Mi trasformai in lupo mentre procedevo a grandi falcate.</p><p>Mi stavano aspettando. Altroch� se mi aspettavano.</p><p><emphasis>Jacob, Jake</emphasis>, esclamarono otto voci in coro, sollevate.</p><p><emphasis>Torna subito a casa</emphasis>, intim� la voce dell�alfa. Sam era furibondo.</p><p>Mi accorsi che Paul svaniva in dissolvenza: Billy e Rachel erano ansiosi di sapere cosa mi fosse successo e Paul era troppo impaziente di annunciare a mio padre e a mia sorella che non ero diventato pappa per vampiri, perci� non rimase ad aspettare di sentire tutta la storia.</p><p>Non ci fu bisogno di dire al branco che stavo tornando: vedevano la foresta sfrecciarmi accanto mentre saettavo verso casa. E non ci fu neppure bisogno di spiegare che stavo impazzendo: la nausea che m�invadeva la mente era pi� che eloquente.</p><p>Videro tutto l�orrore: la pancia chiazzata di Bella, la sua voce aspra: <emphasis>� forte, tutto qui</emphasis>; il volto di Edward divorato dalle fiamme: <emphasis>la vedo peggiorare e deperire... la vedo soffrire</emphasis>; Rosalie accovacciata sul corpo esanime di Bella: <emphasis>a lei non importa niente della sua vita...</emphasis> Per una volta, erano tutti a corto di parole.</p><p>Il loro shock fu un urlo silenzioso nella mia testa. Muto.</p><p>Prima che avessero il tempo di riprendersi, ero gi� a met� strada. Allora mi vennero incontro di corsa.</p><p>Era quasi buio: le nubi velavano il tramonto. Mi azzardai ad attraversare l�autostrada e riuscii a non farmi vedere da nessuno.</p><p>Ci incontrammo a una quindicina di chilometri da La Push, in una radura creata dal passaggio dei taglialegna. Era fuori mano, incastrata fra due contrafforti montuosi; impossibile che ci vedessero. Paul e io arrivammo contemporaneamente: il branco era al gran completo.</p><p>Il brusio che mi si agitava in testa era assordante. A un tratto, si misero a gridare tutti assieme.</p><p>Sam era furioso, gli si era rizzato il pelo e il suo ululato era un flusso ininterrotto, mentre continuava a muoversi su e gi� alla testa del cerchio. Paul e Jared lo seguivano come ombre, con le orecchie appiattite. Il cerchio era agitato e tutti emettevano ringhia rabbiose e cupe.</p><p>Sulle prime ebbi la sensazione che fossero furiosi nei miei confronti. Ero troppo sconvolto per preoccuparmene. Potevano punirmi come meglio credevano per aver trasgredito agli ordini.</p><p>Poi la massa indeterminata di pensieri inizi� a incanalarsi.</p><p><emphasis>Com�� possibile? Cosa significa? Cosa sar�?</emphasis></p><p><emphasis>Non � prudente. Non � giusto. � pericoloso.</emphasis></p><p><emphasis>Innaturale. Mostruoso. Un abominio.</emphasis></p><p><emphasis>Non possiamo permetterlo.</emphasis></p><p>A quel punto il branco si muoveva in sincrono, pensava in sincrono. Tutti, meno me e un altro. Mi accovacciai accanto a un fratello, senza sapere chi fosse: ero troppo inebetito per mettere in moto gli occhi o il cervello e vedere chi avevo a fianco. Il branco ci circond�.</p><p><emphasis>Di questo il patto non parla.</emphasis></p><p><emphasis>Siamo tutti in pericolo.</emphasis></p><p>Cercavo di decifrare le voci che si accavallavano vertiginosamente, tentavo di seguire il percorso arzigogolato dei pensieri per capire dove fossero diretti, senza afferrarne il senso. Nelle loro teste c�erano le mie immagini, le peggiori: i lividi di Bella, il volto agonizzante di Edward.</p><p><emphasis>Anche loro hanno paura.</emphasis></p><p><emphasis>Ma non faranno nulla.</emphasis></p><p><emphasis>Proteggere Bella Swan.</emphasis></p><p><emphasis>Non possiamo lasciarci influenzare.</emphasis></p><p><emphasis>La sicurezza delle nostre famiglie, di tutti noi, � pi� importante di una vita umana.</emphasis></p><p><emphasis>Se non lo uccidono loro, dovremo farlo noi.</emphasis></p><p><emphasis>Proteggere la trib�.</emphasis></p><p><emphasis>Proteggere le nostre famiglie.</emphasis></p><p><emphasis>Dobbiamo ucciderlo prima che sia troppo tardi.</emphasis></p><p>Ancora un ricordo. Le parole di Edward: <emphasis>La cosa cresce in fretta.</emphasis></p><p>Mi sforzai di concentrami, per afferrare le singole voci.</p><p><emphasis>Non c�� tempo da perdere</emphasis>, pens� Jared.</p><p><emphasis>Sar� guerra</emphasis>, avvert� Embry. <emphasis>Guerra aperta.</emphasis></p><p><emphasis>Siamo pronti</emphasis>, insistette Paul.</p><p><emphasis>Dovremo sfruttare l�effetto sorpresa</emphasis>, pens� Sam.</p><p><emphasis>Se riusciamo a beccarli divisi, possiamo attaccarli separatamente. In questo modo le nostre possibilit� di successo aumenterebbero</emphasis>, pens� Jared che cominciava a elaborare strategie.</p><p>Scossi il capo e mi rialzai lentamente. Mi sentivo instabile, come se il movimento circolare dei lupi mi desse le vertigini. Anche il lupo che mi stava accanto si alz�. Appoggi� la spalla alla mia, come per sorreggermi.</p><p><emphasis>Aspettate</emphasis>, pensai.</p><p>Si fermarono per un breve istante, poi ripresero a muoversi.</p><p><emphasis>C�� poco tempo</emphasis>, disse Sam.</p><p><emphasis>Ma... cosa avete in mente? Oggi pomeriggio non volevate attaccarli per non infrangere il patto e ora progettate un�imboscata?</emphasis></p><p><emphasis>C�� in ballo qualcosa che il patto non contempla</emphasis>, disse Sam. <emphasis>� un pericolo per tutti gli umani della zona. Non sappiamo che tipo di creatura hanno generato i Cullen, ma sappiamo che � forte e cresce in fretta, e tanto basta. Inoltre, sar� troppo piccolo per onorare il patto. Ricordi i vampiri neonati contro cui abbiamo combattuto? Selvatici, violenti, incapaci di ragionare o di moderarsi. Immagina che sia come loro e, per di pi�, protetto dai Cullen.</emphasis></p><p><emphasis>Non lo sappiamo...</emphasis>, tentai d�intromettermi.</p><p><emphasis>No, non lo sappiamo. Ma non possiamo correre il rischio dell�ignoto in questo caso. Possiamo permettere ai Cullen di esistere finch� avremo l�assoluta certezza che siano affidabili e innocui. Ma di questa... cosa non possiamo fidarci.</emphasis></p><p><emphasis>Non piace neppure a loro.</emphasis></p><p>Sam evoc� l�immagine di Rosalie, del suo volto, del suo modo di stare acquattata ostentando protezione, e la mise in bella mostra a beneficio degli altri.</p><p><emphasis>Qualcuno disposto a combattere per quella cosa c��.</emphasis></p><p><emphasis>Ma insomma, � solo</emphasis> un bambino<emphasis>!</emphasis></p><p><emphasis>Non lo sar� per molto</emphasis>, mormor� Leah.</p><p><emphasis>Jake, amico, � un problema grave</emphasis>, disse Quil. <emphasis>Non possiamo fare finta di niente.</emphasis></p><p><emphasis>State esagerando</emphasis>, sostenni. <emphasis>L�unica a essere in pericolo � Bella.</emphasis></p><p><emphasis>Anche in questo caso � una sua scelta</emphasis>, disse Sam. <emphasis>Ma stavolta la sua scelta ci coinvolge tutti.</emphasis></p><p><emphasis>Non credo.</emphasis></p><p><emphasis>Non possiamo correre il rischio. Non possiamo permettere che un bevitore di sangue venga a caccia nelle nostre terre.</emphasis></p><p><emphasis>Allora digli di andarsene</emphasis>, disse il lupo che continuava a sorreggermi. Era Seth. Ma certo.</p><p><emphasis>Mettendo a repentaglio altri? Quando i bevitori di sangue passeranno dalle nostre terre, li distruggeremo, ovunque abbiano in mente di andare a caccia. � nostro compito proteggere tutti.</emphasis></p><p><emphasis>� una follia</emphasis>, sbottai. <emphasis>Oggi pomeriggio avevi paura di mettere in pericolo il branco.</emphasis></p><p><emphasis>Oggi pomeriggio non sapevo che a essere in pericolo fossero le nostre famiglie.</emphasis></p><p><emphasis>Non ci posso credere! Come farete a uccidere la creatura senza uccidere anche Bella?</emphasis></p><p>Non ci fu risposta, ma segui un silenzio pi� che eloquente.</p><p>Gemetti. <emphasis>� un essere umano! La nostra protezione non si estende anche a lei?</emphasis></p><p><emphasis>Morir� in ogni caso</emphasis>, pens� Leah. <emphasis>Noi non faremo altro che abbreviarle il tormento.</emphasis></p><p>Quella fu la goccia. Sfuggii a Seth e mi avventai contro sua sorella, scoprendo i denti. Stavo per afferrare una zampa posteriore quando percepii che Sam mi aveva azzannato al fianco e mi stava trascinando via.</p><p>Mi lasciai andare a un guaito di dolore e rabbia e mi girai verso di lui.</p><p><emphasis>Basta!</emphasis>, ordin� con il doppio timbro dell�alfa.</p><p>Mi cedettero le gambe. Se non fosse stato per la forza di volont�, non sarei riuscito a reggermi in piedi.</p><p>Distolse lo sguardo da me. <emphasis>Non essere crudele con lei, Leah</emphasis>, la rimprover�. <emphasis>Il sacrificio di Bella ha un prezzo, e ne siamo tutti consapevoli. Sacrificare una vita umana va contro i nostri principi. Ed � triste dover fare un�eccezione. Stanotte compiremo un�azione per la quale</emphasis> tutti <emphasis>porteremo il lutto.</emphasis></p><p><emphasis>Stanotte?</emphasis>, ripet� Seth, turbato. <emphasis>Sam, credo che dovremmo parlarne ancora. Dobbiamo almeno consultare gli anziani. Non puoi davvero...</emphasis></p><p><emphasis>Ora come ora non possiamo permetterci di compiacere la tua tolleranza verso i Cullen. Non abbiamo tempo per discutere.</emphasis> Farai <emphasis>ci� che ti � stato detto, Seth.</emphasis></p><p>Seth pieg� le zampe anteriori e chin� il capo sotto il peso dell�ordine dell�alfa.</p><p>Sam continuava a muoversi, tracciando un cerchio attorno a noi due.</p><p><emphasis>Ci serve il branco al completo. Jacob, tu sei il pi� forte e</emphasis> lotterai <emphasis>con noi stanotte. Capisco quanto sia dura per te, perci� ti occuperai di Emmett e Jasper Cullen, i combattenti migliori... Non dovrai avere a che fare con... con gli altri. Al tuo fianco ci saranno Quil ed Embry.</emphasis></p><p>Mi tremarono le ginocchia. Mi sforzai di restare in piedi mentre la voce dell�alfa prendeva a frustate la mia volont�.</p><p><emphasis>Paul, Jared e io attaccheremo Edward e Rosalie. Stando alle informazioni che abbiamo avuto da Jacob, penso che saranno loro a proteggere Bella. Nei paraggi ci saranno anche Carlisle, Alice e probabilmente Esme. Brady, Collin, Seth e Leah si concentreranno su di loro. Chiunque avr� la possibilit� di attaccare</emphasis>, lo sentimmo tutti balbettare mentalmente il nome di Bella, <emphasis>la creatura, lo far�. La nostra priorit� assoluta � questa: distruggere la creatura.</emphasis></p><p>Il branco ringhi� all�unisono, in segno di consenso. La tensione aveva fatto rizzare il pelo a tutti. I movimenti si erano fatti pi� frenetici e il rumore delle zampe sul terreno salmastro era pi� acuto, le unghie raschiavano il suolo.</p><p>Solo io e Seth restavamo immobili, gli occhi fissi sul marasma di denti digrignati e orecchie appiattite. Il naso di Seth quasi toccava terra, chino di fronte agli ordini di Sam. Sentivo quanto soffriva per quell�imminente atto di slealt�. Per lui si trattava di vero tradimento. All�epoca dell�alleanza, quando aveva combattuto al fianco di Edward Cullen, Seth gli si era affezionato sinceramente, fino a considerarlo un amico.</p><p>Tuttavia non oppose resistenza. Per quanto gli facesse male, avrebbe obbedito. Non aveva scelta.</p><p>E io che scelta avevo? Quando l�alfa parlava, il branco obbediva.</p><p>Sam non aveva mai approfittato della sua autorit� fino a quel punto. Sapevo che non gli faceva affatto piacere vedere Seth inginocchiato al suo cospetto come uno schiavo ai piedi del padrone. Non lo avrebbe costretto se non fosse stato convinto che non c�erano alternative. Non poteva mentirci, considerato com�erano collegate le nostre menti. Pensava davvero che fosse nostro dovere distruggere Bella e il mostro che portava in grembo. E credeva davvero che non avessimo tempo da perdere. Ne era cos� convinto da mettere in gioco la sua stessa vita.</p><p>Capii che si sarebbe occupato lui di Edward: secondo Sam, la minaccia maggiore veniva dalla capacit� del vampiro di leggerci nel pensiero. Sam non avrebbe permesso che qualcun altro si accollasse il rischio.</p><p>Considerava Jasper il secondo avversario, in ordine di forza, perci� lo aveva affibbiato a me. Sapeva che fra i membri del branco ero quello con maggiori possibilit� di successo. Aveva lasciato i bersagli pi� semplici ai lupi pi� giovani come Leah. La piccola Alice non costituiva un pericolo, se privata del dono della preveggenza, e sapevamo dai tempi dell�alleanza che Esme non aveva l�istinto della lotta. Carlisle rappresentava un�incognita, ma la ripugnanza che provava nei confronti della violenza avrebbe agito da freno.</p><p>Mi venne la nausea, ancora pi� che a Seth, quando vidi dipanarsi il piano di Sam, che vagliava tutte le alternative possibili per concedere qualche possibilit� di sopravvivenza a ogni membro del branco.</p><p>Era tutto al rovescio. Quel pomeriggio avevo fatto ferro e fuoco pur di attaccarli. Ma Seth ci aveva visto giusto: non ero pronto per quella battaglia. Mi ero lasciato accecare dall�odio. Non avevo valutato la cosa con attenzione sufficiente perch� sapevo cosa avrei visto se lo avessi fatto.</p><p>Carlisle Cullen, ecco cosa avrei visto. Guardandolo senza l�odio che mi velava gli occhi, non potevo negare che ucciderlo sarebbe stato un crimine. Era buono. Buono come gli umani che proteggevamo. Forse anche di pi�. Probabilmente lo erano anche gli altri, ma sul loro conto non ero cos� certo. Non li conoscevo altrettanto bene. Carlisle non avrebbe risposto a un attacco, anche se la posta in palio era la sua vita. Per questo avremmo potuto ucciderlo senza troppe difficolt�: perch� non voleva che noi, i suoi <emphasis>nemici</emphasis>, morissimo.</p><p>Era sbagliato.</p><p>Non soltanto perch� il pensiero di uccidere Bella equivaleva al pensiero di uccidere me stesso, a un suicidio.</p><p><emphasis>Devi collaborare, Jacob</emphasis>, ordin� Sam. <emphasis>La trib� viene prima di tutto.</emphasis></p><p><emphasis>Mi sbagliavo, Sam.</emphasis></p><p><emphasis>Le tue motivazioni erano sbagliate. Ma ora abbiamo un dovere da compiere.</emphasis></p><p>Mi feci forza. <emphasis>No.</emphasis></p><p>Sam ringhi� e si ferm�. Mi guard� negli occhi e ulul� fra i denti.</p><p><emphasis>S�</emphasis>, decret� l�alfa e la doppia voce fu esaltata dal fervore dell�autorit�. <emphasis>Non ci sono scappatoie. Tu, Jacob, combatterai al nostro fianco contro i Cullen. Insieme a Quil ed Embry, ti occuperai di Jasper ed Emmett. Il tuo compito � proteggere la trib�. � per questo che esisti. E</emphasis> compirai <emphasis>il tuo dovere.</emphasis></p><p>Le mie spalle si curvarono sotto il peso dell�editto. Mi crollarono le gambe e mi ritrovai per terra, prono.</p><p>Nessun membro del branco poteva opporsi al volere dell�alfa.</p></section><section><title><p>11</p><p>Primo e secondo posto nella lista di "cose che non far� mai e poi mai"</p></title><p>Sam aveva cominciato a schierare gli altri mentre ero ancora piantato per terra. Embry e Quil mi stavano ai fianchi, in attesa che mi riprendessi e li guidassi.</p><p>Sentivo l�impulso, il bisogno di alzarmi e dirigere la mia squadra. Mi opposi invano alla spinta che intanto cresceva, sforzandomi di rimanere rannicchiato l� dove mi trovavo.</p><p>Embry gua� piano al mio orecchio. Non voleva pensare, per paura che Sam rivolgesse di nuovo l�attenzione su di me. La sua supplica muta mi spronava ad alzarmi, a darmi una mossa e farla finita.</p><p>Fra i membri del branco serpeggiava la paura, non tanto per se stessi, quanto per il gruppo. Era inimmaginabile che ne uscissimo tutti vivi. Quali fratelli avremmo perso? Chi ci avrebbe lasciati per sempre? Quali famiglie avremmo dovuto consolare l�indomani mattina per il loro lutto?</p><p>La mia mente si mise in moto, cominci� a lavorare all�unisono con le loro, a pensare alla maniera di affrontare quelle paure. Mi alzai meccanicamente da terra e agitai il manto.</p><p>Embry e Quil sospirarono di sollievo. Quil mi sfior� un fianco con il naso.</p><p>Nelle loro teste dominava l�idea della sfida, della missione. Ricordavamo tutti le notti in cui avevamo visto i Cullen esercitarsi per la battaglia contro i neonati. Emmett Cullen era il pi� forte, ma il problema maggiore sarebbe stato Jasper. Si muoveva rapido come un lampo: potenza, velocit� e morte in lui erano un tutt�uno. Quanti secoli di esperienza aveva accumulato? Abbastanza perch� gli altri Cullen avessero chiesto consiglio a lui.</p><p><emphasis>Prendo io il comando, se vuoi proteggere il fianco</emphasis>, si offr� Quil. Era il pi� elettrizzato di tutti. Osservando Jasper che impartiva gli ordini notte dopo notte, Quil aveva desiderato ardentemente di potersi misurare con il vampiro. Per lui era una gara. Sapeva che in gioco c�era la sua vita, ma la vedeva cos�. Lo stesso valeva per Paul e per quelli che non erano mai andati in battaglia, come Collin e Brady. Forse anche per Seth, se gli avversari non fossero stati suoi amici.</p><p><emphasis>Jake?</emphasis> Quil richiam� la mia attenzione. <emphasis>Come vuoi procedere?</emphasis></p><p>Scossi la testa. Non riuscivo a concentrarmi: mi sentivo una marionetta spronata dall�impulso di seguire gli ordini, con i muscoli mossi da fili invisibili. Prima una zampa, poi l�altra.</p><p>Seth si trascinava dietro Collin e Brady, Leah aveva assunto il comando della sua squadra. Mentre metteva a punto il piano assieme agli altri, ignorava Seth e mi resi conto che avrebbe preferito tenerlo lontano dallo scontro. Nutriva una sorta di senso materno nei confronti del fratello pi� piccolo. Avrebbe voluto che Sam lo rimandasse a casa. Seth ignor� i pensieri di Leah, anche lui cercava di adattarsi ai fili invisibili.</p><p><emphasis>Se magari la smettessi di opporre resistenza</emphasis>, bisbigli� Embry.</p><p><emphasis>Concentriamoci sul nostro compito, su quelli grossi. Possiamo abbatterli. Li abbiamo in pugno!</emphasis> Quil si pompava, le sue parole suonavano come un discorso di incitamento prima di una partita importante.</p><p>Sarebbe stato facile non pensare ad altro che al mio compito. Non era difficile immaginare di attaccare Jasper ed Emmett. Ci eravamo gi� andati vicini. Per molto tempo li avevo considerati miei nemici. Potevo farlo ancora.</p><p>Dovevo solo dimenticare che proteggevamo la stessa cosa. Dovevo solo dimenticare la ragione per cui avrei potuto desiderare che vincessero loro...</p><p><emphasis>Jake</emphasis>, mi mise in guardia Embry. <emphasis>Concentrati.</emphasis></p><p>Mi mossi con indolenza, ribellandomi ai fili invisibili.</p><p><emphasis>� inutile opporsi</emphasis>, mormor� Embry.</p><p>Aveva ragione. Avrei fatto quello che voleva Sam, se era disposto ad andare fino in fondo. E chiaramente lo era.</p><p>L�autorit� dell�alfa era pi� che motivata. Anche un branco forte come il nostro non costituiva una grande potenza senza un capo. Per risultare efficaci dovevamo muoverci assieme, pensare assieme. Perci� era necessario che ci fosse una testa a condurre il corpo.</p><p>Ma se Sam si fosse sbagliato? Nessuno poteva farci niente. Nessuno poteva contrastare la sua decisione.</p><p>Tranne...</p><p>Ed eccolo, un pensiero che mai e poi mai avrei voluto evocare. Ma in quel momento, con le zampe tenute da fili invisibili, considerai l�eccezione con sollievo, anzi, con una gioia intensa.</p><p>Nessuno poteva contrastare la decisione dell�alfa, tranne <emphasis>me.</emphasis></p><p>Senza aver mai dovuto lottare per conquistarlo, possedevo qualcosa di innato, un diritto che non avevo mai reclamato.</p><p>Non avevo mai voluto pormi a capo del branco. E non volevo starci neanche adesso. Non volevo prendermi carico della sorte di tutti. Sam se la cavava molto meglio di quanto me la sarei mai cavata io.</p><p>Ma quella notte aveva torto.</p><p>E io non ero nato per inginocchiarmi davanti a lui.</p><p>Nell�attimo esatto in cui accettai il mio diritto di nascita, mi sentii libero dalle catene.</p><p>Sentii addensarsi in me un senso di libert� e un potere strano e allo stesso tempo vuoto. Vuoto s�, perch� il potere dell�alfa veniva dal branco e io non ce l�avevo, un branco. Per un istante fui sopraffatto dall�isolamento.</p><p>Non avevo pi� un branco.</p><p>Ciononostante mi diressi di slancio verso Sam che parlamentava con Paul e Jared. Non appena mi sent� sopravanzare, si volt� e mi guard� torvo.</p><p><emphasis>No</emphasis>, ribadii.</p><p>Si accorse subito della mia scelta perch� anche i miei pensieri risuonarono con la voce dell�alfa.</p><p>Indietreggi� di mezzo passo e si lasci� sfuggire un guaito sconvolto.</p><p><emphasis>Jacob? Cos�hai fatto?</emphasis></p><p><emphasis>Non ti seguir�, Sam. Non per compiere un atto tanto sbagliato.</emphasis></p><p>Mi fiss� stupefatto. <emphasis>Preferisci... preferisci il nemico alla tua famiglia?</emphasis></p><p><emphasis>Non sono</emphasis>, scossi la testa, come per sgombrarla, <emphasis>non sono nostri nemici. Non lo sono mai stati. L�ho capito solo quando ho cominciato a pensare seriamente alla possibilit� di distruggerli.</emphasis></p><p><emphasis>Non si tratta di loro</emphasis>, ringhi�. <emphasis>Si tratta di Bella. Non � mai stata tua, non ha mai scelto te, ma per lei continui a mandare a rotoli la tua vita!</emphasis></p><p>Erano parole dure, ma vere. Inspirai una bella boccata d�aria per mandarle gi�.</p><p><emphasis>Forse hai ragione. Ma tu manderai a rotoli il branco, Sam. Non importa in quanti riusciranno a sopravvivere, le loro mani si macchieranno per sempre di un delitto atroce.</emphasis></p><p><emphasis>Dobbiamo proteggere le nostre famiglie!</emphasis></p><p><emphasis>Conosco la tua decisione, Sam. Ma non puoi pi� decidere per me.</emphasis></p><p><emphasis>Jacob... non puoi voltare le spalle alla trib�.</emphasis></p><p>Udii il doppio eco dell�alfa che impregnava il suo ordine, ma stavolta non ne subii il peso. Non mi riguardava pi�. Serr� la mascella, cercando di costringermi a reagire alle sue parole.</p><p>Lo fissai negli occhi che erano diventati furiosi. <emphasis>L�erede di Ephraim Black non � nato per seguire il volere dell�erede di Levi Uley.</emphasis></p><p><emphasis>� cos� allora, Jacob Black?</emphasis> Rizz� il pelo e ritrasse il muso scoprendo i denti. Anche Paul e Jared, ai suoi fianchi, avevano il pelo irto e ringhiavano. <emphasis>Se pure mi sconfiggessi, il branco non ti seguir� mai!</emphasis></p><p><emphasis>Sconfiggerti? Non voglio combattere con te, Sam.</emphasis></p><p><emphasis>E allora qual � il tuo piano? Non mi far� da parte in modo che tu possa proteggere la progenie del vampiro a spese della trib�.</emphasis></p><p><emphasis>Non ti ho chiesto di farti da parte.</emphasis></p><p><emphasis>Se ordini loro di seguirti...</emphasis></p><p><emphasis>Io non costringer�</emphasis> mai <emphasis>nessuno ad agire contro la propria volont�.</emphasis></p><p>La sua coda prese a scudisciare avanti e indietro quando colse il rimprovero implicito nelle mie parole. Poi avanz� di un passo e ci trovammo vicinissimi: i suoi denti scoperti erano a un niente dai miei. Fino a quel momento non mi ero accorto di averlo superato in altezza.</p><p><emphasis>Ci pu� essere un solo alfa. Il branco ha scelto me. Che intenzione hai? Di farci a brandelli stanotte? Di voltare le spalle ai tuoi fratelli? Oppure ci darai un taglio con questa follia e tornerai a unirti a noi?</emphasis> Ciascuna delle sue parole suonava come un ordine che si affastellava su altri ordini, ma la cosa non mi sfior�. Nelle mie vene scorreva puro sangue alfa.</p><p>Capivo perch� non c�era mai stato pi� di un alfa maschio in un branco. Il mio corpo rispondeva alla provocazione. Sentivo crescere dentro di me l�istinto che mi esortava a difendere ci� che reclamavo. La mia natura di lupo era pronta a lanciarsi nella battaglia per la supremazia.</p><p>Dispiegai tutte le mie energie nel tentativo di controllare la reazione. Non intendevo lanciarmi in un combattimento inutile e deleterio contro Sam. Era ancora un fratello, anche se lo avevo appena ripudiato.</p><p><emphasis>In questo branco c�� un solo alfa. Non lo contesto. Ho solo deciso di andarmene per conto mio.</emphasis></p><p><emphasis>Cos��, Jacob? Vuoi unirti alla congrega dei vampiri?</emphasis></p><p>Trasalii.</p><p><emphasis>Non lo so, Sam. Ma so che...</emphasis></p><p>Non appena avvert� il peso dell�alfa nella mia voce, fece un balzo indietro. Su di lui faceva molto pi� effetto di quanto avesse mai fatto su di me. Perch� io ero <emphasis>nato</emphasis> per comandare.</p><p><emphasis>Star�</emphasis> in mezzo<emphasis>, fra voi e i Cullen. Non rimarr� a guardare mentre il branco uccide degli...</emphasis>, era difficile attribuire quell�aggettivo a dei vampiri, ma era cos�, <emphasis>innocenti. Il branco pu� fare di meglio. Guidalo nella direzione giusta, Sam.</emphasis></p><p>Quando gli voltai le spalle, un coro di ululati squarci� l�aria.</p><p>Affondai le unghie nella terra e scappai di corsa dal putiferio che avevo scatenato. Non avevo molto tempo. Leah era l�unica che poteva sperare di raggiungermi, ma avevo un certo vantaggio su di lei.</p><p>L�ululato si affievol� mano a mano che mi allontanavo e nel sentire che quel suono continuava a squarciare la notte silenziosa, mi sentii confortato. Significava che non erano ancora partiti al mio inseguimento.</p><p>Dovevo avvertire i Cullen prima che il branco si ricomponesse e mi fermasse. Se i Cullen si fossero fatti trovare preparati, era possibile che Sam ci ripensasse, prima che fosse troppo tardi. Sfrecciai verso la casa bianca che tanto odiavo, lasciandomi alle spalle la mia, una casa che ormai non mi apparteneva pi�: le avevo voltato le spalle.</p><p>La giornata era cominciata come tutte le altre. Ero rientrato sotto la pioggia dell�alba dopo essere stato di ronda, avevo fatto colazione con Billy e Rachel, mi ero lasciato intontire dalla TV, mi ero azzuffato con Paul... Possibile che tutto fosse cambiato in maniera cos� surreale? Che dopo quel gran casino mi ritrovassi solo, un alfa ribelle emarginato e pronto a preferire i vampiri ai miei fratelli?</p><p>Il suono che temevo arrest� i miei pensieri confusi: era il contatto impercettibile fra il terreno e grosse zampe che m�inseguivano. Mi scagliai in avanti, lanciandomi come un missile dentro l�oscurit� della foresta. Dovevo avvicinarmi quel tanto che bastava perch� Edward riuscisse a sentire l�avvertimento che mi ronzava in testa. Da sola, Leah non ce l�avrebbe fatta a bloccarmi.</p><p>E fu allora che carpii i pensieri che mi stavano alle calcagna. Non erano rabbiosi, ma entusiastici. Quei passi non mi stavano dando la caccia: mi seguivano.</p><p>La mia falcata perse il ritmo. Barcollai un attimo prima di ritrovare l�equilibrio.</p><p><emphasis>Aspetta. Non ho le gambe lunghe come le tue.</emphasis></p><p><emphasis>SETH! Cosa credi di FARE? TORNA A CASA!</emphasis></p><p>Non rispose, ma percepii la sua eccitazione mentre cercava di tenere il mio passo. Vedevo attraverso i suoi occhi come lui vedeva attraverso i miei. Lo scenario notturno era fosco per me, pieno di desolazione. Per lui, invece, era una promessa di speranza.</p><p>Non mi ero reso conto di aver rallentato, ma all�improvviso me lo ritrovai di fianco, che correva con me.</p><p><emphasis>Non sto scherzando, Seth! Non � un posto per te. Sparisci.</emphasis></p><p>Il lupo allampanato sbuff�. <emphasis>Sto dalla tua parte, Jacob. Penso che tu abbia ragione. E non ho intenzione di seguire Sam se...</emphasis></p><p><emphasis>Invece seguirai Sam, eccome se lo seguirai! Riporta le tue chiappe pelose a La Push e fa� quello che Sam ti dice di fare.</emphasis></p><p><emphasis>No.</emphasis></p><p><emphasis>Seth, vai!</emphasis></p><p><emphasis>� un</emphasis> ordine<emphasis>, Jacob?</emphasis></p><p>La domanda mi colse alla sprovvista. Mi fermai di botto, le mie unghie scavarono solchi nel fango.</p><p><emphasis>Non do ordini a nessuno, io. Ti sto solo dicendo quello che sai gi�.</emphasis></p><p>Si accovacci� accanto a me. <emphasis>Ti dico quello che so io, allora. So che c�� un silenzio tremendo. Te ne sei accorto?</emphasis></p><p>Battei le palpebre. Quando compresi cosa sottintendevano le sue parole, la mia coda frusci� nervosamente. In un certo senso, era tutto meno che silenzioso. Lontano, a ovest, gli ululati continuavano a saturare l�aria.</p><p><emphasis>Non si sono ancora ritrasformati</emphasis>, disse Seth.</p><p>Lo sapevo. Il branco doveva essere in stato di allarme rosso. In quel momento stavano sicuramente usando il potere della mente per vederci chiaro. Ma io non riuscivo ad ascoltare i loro pensieri. Sentivo solo Seth, nessun altro.</p><p><emphasis>Mi sa che quando il branco si separa, la comunicazione s�interrompe. E questo i nostri padri non lo sapevano. Impossibile che lo sapessero, non c�erano motivi per cui il branco si separasse. E non c�erano abbastanza lupi per formare due branchi. Wow. Che silenzio. � quasi lugubre. Ma � pure bello, non credi? Doveva essere pi� facile per Ephraim, Quil e Levi. Poche chiacchiere in tre, o addirittura in due.</emphasis></p><p><emphasis>Zitto, Seth.</emphasis></p><p><emphasis>Sissignore.</emphasis></p><p><emphasis>Piantala! Non ci sono due branchi. C�� IL branco. E poi ci sono io. Fine della storia. Perci� puoi tornartene a casa.</emphasis></p><p><emphasis>Se non ci sono due branchi, allora com�� che fra noi ci sentiamo ma non riusciamo ad ascoltare gli altri? Penso che sia stato un gesto significativo quello che hai fatto voltando le spalle a Sam. Un cambiamento. E penso che sia stato significativo anche il mio gesto, il fatto che ti ho seguito.</emphasis></p><p><emphasis>Okay. Ammesso e non concesso che tu abbia ragione, se una cosa pu� cambiare, pu� anche tornare com�era.</emphasis></p><p>Si alz� e cominci� a trottare verso est. <emphasis>Adesso non c�� tempo per discuterne. Dobbiamo muoverci per anticipare Sam...</emphasis></p><p>Aveva ragione. Non era il momento delle chiacchiere. Ricominciai a correre senza forzare troppo l�andatura. Seth mi stava alle calcagna, occupava il posto che tradizionalmente spettava al secondo, alla mia destra.</p><p><emphasis>Posso correre anche all�altro lato</emphasis>, pens� abbassando appena il muso. <emphasis>Non ti ho seguito perch� ero in cerca di una promozione.</emphasis></p><p><emphasis>Corri dove ti pare. Per me non fa differenza.</emphasis></p><p>Non sembrava che ci inseguissero, ma accelerammo entrambi. Cominciavo a preoccuparmi. Le cose si sarebbero complicate se non riuscivo pi� a sintonizzarmi sui pensieri del branco. Non avrei saputo dell�attacco con pi� anticipo dei Cullen.</p><p><emphasis>Perlustreremo la zona</emphasis>, sugger� Seth.</p><p><emphasis>E che facciamo se il branco ci sfida?</emphasis> Lo guardai truce. <emphasis>Attacchiamo i nostri fratelli? Attacchiamo tua sorella?</emphasis></p><p><emphasis>No, lanciamo l�allarme e battiamo in ritirata.</emphasis></p><p><emphasis>Ottima risposta. S�, ma poi? Non penso...</emphasis></p><p><emphasis>Lo so</emphasis>, concord�, meno fiducioso. <emphasis>Neanch�io credo che potrei scontrarmi con loro. Ma l�idea di doverci attaccare non li rende pi� felici di quanto accade a noi. Potrebbe bastare a fermarli. E poi sono rimasti solo in otto.</emphasis></p><p><emphasis>Smettila di essere cos�.</emphasis>.., mi ci volle un momento per trovare la parola giusta, <emphasis>ottimista. Mi dai sui nervi.</emphasis></p><p><emphasis>Va bene. Mi vuoi tenebroso e catastrofico, oppure devo solo starmene zitto?</emphasis></p><p><emphasis>Devi solo stare zitto.</emphasis></p><p><emphasis>Ce la posso fare.</emphasis></p><p><emphasis>Sul serio? Non sembrerebbe proprio.</emphasis></p><p>Finalmente tacque.</p><p>E in quel momento attraversammo la strada e ci inoltrammo nella foresta che circondava casa Cullen. Edward riusciva gi� a sentirci?</p><p><emphasis>Forse dovremmo pensare qualcosa del tipo: �Veniamo in pace�.</emphasis></p><p><emphasis>Fallo.</emphasis></p><p><emphasis>Edward?</emphasis>, azzard� con prudenza. <emphasis>Edward, ci sei? Okay, ora mi sento proprio uno scemo.</emphasis></p><p><emphasis>� quello che sei.</emphasis></p><p><emphasis>Secondo te ci sente?</emphasis></p><p>Ormai eravamo piuttosto vicini. <emphasis>Credo di s�. Ehi, Edward. Se mi senti... stai in campana, succhiasangue. Hai un problema.</emphasis></p><p>Abbiamo <emphasis>un problema</emphasis>, mi corresse Seth.</p><p>Approdammo sul grande prato, sbucando dal fitto degli alberi. La casa era buia ma non vuota. Edward era sotto il portico, fra Emmett e Jasper. Alla luce fioca, erano bianchi come la neve.</p><p>�Jacob? Seth? Che succede?�.</p><p>Rallentai e poi arretrai di qualche passo. L�odore m�invest� con la violenza di una fiammata, colpa dell�olfatto da lupo. Seth gua� piano, titubante, e indietreggi�.</p><p>Per rispondere alla domanda di Edward ripercorsi mentalmente lo scontro con Sam. Seth pensava insieme a me, riempiva i vuoti che lasciavo e mostrava la scena da una diversa angolazione. Ci interrompemmo quando arrivammo alla parte che riguardava l�"abominio", perch� Edward emise un sibilo furioso e balz� gi�.</p><p>�Vogliono uccidere Bella?�, ringhi� con tono incolore.</p><p>Emmett e Jasper, che non avevano ascoltato la prima parte della conversazione, scambiarono la sua domanda priva di intonazione per un�affermazione. In un baleno gli furono accanto, mostrando i denti mentre si avvicinavano a noi, minacciosi.</p><p><emphasis>Ehi, calma</emphasis>, pens� Seth, indietreggiando.</p><p>�Emm, Jazz, non loro! Gli altri. Sta arrivando il branco�.</p><p>Emmett e Jasper fecero marcia indietro; Emmett si rivolse a Edward mentre Jasper non ci toglieva gli occhi di dosso.</p><p>�Che problema <emphasis>hanno</emphasis>?�, domand� Emmett.</p><p>�Lo stesso che ho io�, sibil� Edward. �Ma hanno un piano diverso. Raduna gli altri. Chiama Carlisle! Lui ed Esme devono tornare subito!�.</p><p>Guaii ansioso. Erano separati.</p><p>�Non sono lontani�, disse Edward con lo stesso tono tombale di prima.</p><p><emphasis>Vado a dare un�occhiata</emphasis>, disse Seth. <emphasis>Perlustro il perimetro occidentale.</emphasis></p><p>�Non ti metterai nei guai?�, chiese Edward.</p><p>Seth e io ci scambiammo un�occhiata.</p><p><emphasis>Non credo</emphasis>, pensammo assieme. E poi aggiunsi: <emphasis>Ma forse dovrei andare io, nel caso...</emphasis></p><p><emphasis>� pi� improbabile che attacchino me</emphasis>, precis� Seth. <emphasis>Per loro sono ancora un moccioso.</emphasis></p><p><emphasis>Perch� lo sei, un moccioso.</emphasis></p><p><emphasis>Vado. Tu devi rimanere qui con i Cullen per coordinare le manovre.</emphasis></p><p>Gir� sui tacchi e sfrecci� nell�oscurit�. Non avevo intenzione di dare ordini a Seth, perci� lo lasciai fare.</p><p>Edward e io ci fissavamo al buio, nel prato. Sentivo Emmett bisbigliare al telefono. Jasper osservava il punto in cui Seth era sparito per prendere la via del bosco. Nel portico comparve Alice e poi, dopo avermi guardato a lungo con espressione carica d�ansia, svolazz� al fianco di Jasper. Supponevo che Rosalie fosse dentro insieme a Bella. Continuava a proteggerla... dai pericoli sbagliati.</p><p>�Non � la prima volta che devo esserti riconoscente, Jacob�, sussurr� Edward. �Non ti avrei mai chiesto tanto�.</p><p>Pensai alla richiesta che mi aveva fatto soltanto poche ore prima. Quando si trattava di Bella, niente era troppo per lui. <emphasis>Invece s�.</emphasis></p><p>Ci pens� e poi annu�. �S�, forse hai ragione�.</p><p><emphasis>Be�, anche questa volta, non � per te che lo faccio.</emphasis></p><p>�Vero�, mormor�.</p><p><emphasis>Mi dispiace di non aver raggiunto lo scopo, oggi. Te lo avevo detto che non mi avrebbe dato ascolto.</emphasis></p><p>�Lo so. Non credevo che lo avrebbe fatto. Ma...�.</p><p><emphasis>Dovevo provarci. Capito. Sta un po� meglio?</emphasis></p><p>La sua voce e i suoi occhi erano vuoti. �Peggio�, gemette.</p><p>Non volevo che quella parola avesse il tempo di radicarsi nella mia mente. Grazie al cielo Alice parl�.</p><p>�Jacob, ti scoccia trasformarti?�, mi chiese. �Voglio sapere cosa succede�.</p><p>Feci cenno di no e contemporaneamente arriv� la risposta di Edward.</p><p>�Deve restare in contatto con Seth�.</p><p>�Bene, allora saresti cos� gentile da dirmi tu cosa sta succedendo?�.</p><p>Le spieg� la situazione con frasi smozzicate, senza lasciar trapelare alcuna emozione. �Il branco crede che Bella sia diventata un problema. Temono che ci� che... ci� che porta in grembo sia troppo pericoloso. Perci� si sentono in dovere di eliminarlo. Jacob e Seth hanno abbandonato il branco per avvertirci. Gli altri attaccheranno stanotte�.</p><p>Alice si allontan� da me con un sibilo. Emmett e Jasper si scambiarono un cenno d�intesa e poi spostarono gli occhi verso gli alberi.</p><p><emphasis>Non c�� nessuno in giro</emphasis>, comunic� Seth. <emphasis>Tutto tranquillo sul fronte occidentale.</emphasis></p><p><emphasis>Potrebbero aver cambiato direzione.</emphasis></p><p><emphasis>Vado a fare un giro completo.</emphasis></p><p>�Carlisle ed Esme stanno per arrivare�, annunci� Emmett, �fra venti minuti al massimo�.</p><p>�Dobbiamo prepararci alla difesa�, decret� Jasper.</p><p>Edward annu�. �Rientriamo�.</p><p><emphasis>Mi unisco a Seth. Se mi allontano troppo e non riesci a intercettare i miei pensieri, ascolta l�ululato.</emphasis></p><p>�Va bene�.</p><p>Rientrarono in casa, perlustrando con gli occhi ogni angolo. Ancora prima che fossero dentro, iniziai a correre verso ovest.</p><p><emphasis>Non ho trovato niente</emphasis>, disse Seth.</p><p><emphasis>Mi occupo io dell�altra met� del perimetro. Muoviti svelto... non devono avere l�opportunit� di sgusciarci via.</emphasis></p><p>Seth si precipit� a tutta velocit�.</p><p>Correvamo in silenzio, i minuti passavano. Udivo i rumori che lo circondavano, verificavo le sue osservazioni.</p><p><emphasis>Ehi, arriva qualcosa, ed � veloce!</emphasis>, mi mise in guardia, dopo un quarto d�ora di silenzio assoluto.</p><p><emphasis>Arrivo!</emphasis></p><p><emphasis>Resta l�, non credo sia il branco. Ha un suono diverso.</emphasis></p><p><emphasis>Seth...</emphasis></p><p>Afferr� l�odore che veniva trasportato dalla brezza e gli lessi nel pensiero.</p><p><emphasis>Vampiro. Penso sia Carlisle.</emphasis></p><p><emphasis>Seth, arretra. Potrebbe essere qualcun altro.</emphasis></p><p><emphasis>No, sono loro. Riconosco l�odore. Aspetta, mi trasformo per spiegargli la situazione.</emphasis></p><p><emphasis>Seth, non credo...</emphasis></p><p>Ma era sparito.</p><p>In preda all�ansia, mi portai verso il confine occidentale. Se non fossi riuscito a prendermi cura di Seth nemmeno per una sola, maledetta notte, sarebbe stato il colmo. E se gli succedeva qualcosa mentre era con me? Leah mi avrebbe fatto a brandelli.</p><p>Perlomeno il moccioso non perse tempo. Passarono soltanto un paio di minuti e lo percepii di nuovo.</p><p><emphasis>S�, sono Carlisle ed Esme. Cavolo, se erano sorpresi di vedermi! Ora dovrebbero essere in casa. Carlisle ringrazia.</emphasis></p><p><emphasis>� un brav�uomo.</emphasis></p><p><emphasis>Gi�. � una delle ragioni per cui sono sicuro che stiamo facendo la cosa giusta.</emphasis></p><p><emphasis>Speriamo.</emphasis></p><p><emphasis>Perch� sei cos� gi�, Jake? Sono convinto che Sam non porter� qui il branco stanotte. Figurati se lancer� una missione suicida.</emphasis></p><p>Sospirai. Comunque andasse, non m�importava.</p><p><emphasis>Oh. Il problema non � Sam, vero?</emphasis></p><p>Finita la perlustrazione, tornai indietro. Colsi l�odore di Seth, era passato da l� anche lui. Non c�era punto che non avessimo battuto.</p><p><emphasis>Pensi che Bella morir� in ogni caso</emphasis>, mormor� Seth.</p><p><emphasis>S�.</emphasis></p><p><emphasis>Povero Edward. Deve essere impazzito.</emphasis></p><p><emphasis>Letteralmente.</emphasis></p><p>Il nome di Edward fece affiorare altri ricordi. Seth li lesse in preda allo sbigottimento.</p><p>E poi si mise a ululare. <emphasis>Oh, no! Non ci credo.</emphasis> Non <emphasis>puoi averlo fatto. � una cosa da fuori di testa, Jacob! E lo sai anche tu! Non posso credere che hai promesso che lo avresti ucciso. Cos��? Devi dirgli di no.</emphasis></p><p><emphasis>Sta� zitto, sta zitto, idiota! O penseranno che stia arrivando il branco!</emphasis></p><p><emphasis>Ops!</emphasis> Interruppe l�ululato a met�.</p><p>Mi avviai a grandi passi verso la casa. <emphasis>Stanne fuori, Seth. E tieni d�occhio tutto il perimetro.</emphasis></p><p>Seth ribolliva di rabbia. Lo ignorai.</p><p><emphasis>Falso allarme, falso allarme</emphasis>, gridavo avvicinandomi. <emphasis>Scusate. Seth � giovane. Non riflette. Non arriva nessuno. Falso allarme.</emphasis></p><p>Quando giunsi sul prato, vidi Edward che sbirciava da una finestra. Mi precipitai, per accertarmi che avesse ricevuto il messaggio.</p><p><emphasis>Non c�� nessuno l� fuori... capito?</emphasis></p><p>Annu�.</p><p>Se la comunicazione non fosse stata a senso unico, sarebbe stato tutto molto pi� agevole. Ancora una volta, ero felice di non essere nella sua testa.</p><p>Si volt� verso l�interno e vidi che un brivido lo percorreva. Mi fece un cenno, come a scacciarmi, e senza nemmeno guardare nella mia direzione, spar� dalla visuale.</p><p><emphasis>Che succede?</emphasis></p><p>Come se mi aspettassi di ricevere una risposta.</p><p>Mi sedetti sull�erba e restai in ascolto. Con quelle orecchie riuscivo quasi a udire il rumore tenue dei passi di Seth, dentro la foresta.</p><p>Era facile sentire i suoni che provenivano dall�interno della casa buia.</p><p>�Era un falso allarme�, spiegava Edward con voce di tomba, limitandosi a riportare quello che gli avevo detto. �Seth pensava ad altro e si � dimenticato che aspettavamo un segnale. � molto giovane�.</p><p>�Che fortuna avere dei cucciolotti a presidiare la fortezza�, brontol� una voce pi� profonda, forse quella di Emmett.</p><p>�Ci hanno fatto un grosso favore stanotte, Emmett�, disse Carlisle. �E a costo di un sacrificio personale�.</p><p>�S�, lo so. Sono solo invidioso. Vorrei essere l� fuori anch�io�.</p><p>�Seth non pensa che Sam ci attaccher�, disse meccanicamente Edward. �Non ora che siamo stati avvertiti e che ha dovuto rinunciare a due membri del branco�.</p><p>�Jacob che ne pensa?�, chiese Carlisle.</p><p>�Non � altrettanto ottimista�.</p><p>Tacquero tutti. Segu� un rumore leggero che non riuscii a collocare. Sentivo il loro respiro lieve e riuscii a individuare quello di Bella. Era pi� forte, affaticato. Procedeva a balzi, a un ritmo strano. Percepii il battito del suo cuore. Mi sembr� troppo veloce. Cercai di confrontarlo con il mio, ma non ero certo che fosse un metro di misura valido. Neanch�io mi sentivo tanto normale.</p><p>�Non la toccare! La sveglierai�, mormor� Rosalie.</p><p>Qualcuno sospir�.</p><p>�Rosalie�, sussurr� Carlisle.</p><p>�Non cominciare, Carlisle. Finora ti abbiamo lasciato fare, ma adesso basta�.</p><p>Rosalie e Bella ormai parlavano entrambe al plurale, come se formassero un branco a s�.</p><p>Andavo su e gi� fuori dall�ingresso della casa. A ogni passaggio mi avvicinavo un po�. Le finestre buie sembravano una sfilza di monitor in una scialba sala d�attesa: impossibile distogliere a lungo lo sguardo.</p><p>Ancora qualche minuto, altri passaggi, e a forza di camminare sfiorai il confine del portico con il pelo.</p><p>Intravidi qualcosa dalle finestre: la parte superiore delle pareti, il soffitto, il candeliere spento. Considerata la mia altezza, mi bastava allungare un po� il collo e magari poggiare una zampa sul muro.</p><p>Sbirciai all�interno, aspettandomi di vedere pi� o meno la scena del pomeriggio. Invece era cambiato tutto, tanto che di primo acchito mi sentii confuso. Per un attimo, pensai di aver sbagliato stanza.</p><p>La grande vetrata era scomparsa: sembrava rivestita di metallo. E avevano tolto di mezzo i mobili. Bella era rannicchiata su un lettino al centro della stanza. Non era un letto normale: aveva le sbarre, come in ospedale. Anche i monitor collegati al suo corpo e i tubi conficcati nella pelle mi ricordavano una corsia. Le luci sugli schermi lampeggiavano senza emettere alcun suono. L�unico rumore proveniva dalla flebo: stillava un liquido denso e bianco, tutt�altro che trasparente.</p><p>Di tanto in tanto, nel sonno agitato rantolava, mentre Edward e Rosalie le ronzavano intorno. Ebbe un sussulto e gemette. Rosalie le accarezz� la fronte. Edward era rigido: mi dava le spalle, ma doveva avere un�espressione molto eloquente visto che Emmett si frappose fra loro in un lampo. Sollev� le mani per fermarlo.</p><p>�Non stanotte, Edward. Abbiamo gi� preoccupazioni a sufficienza�.</p><p>Edward si allontan�, era di nuovo l�uomo divorato dalle fiamme. Per un attimo i suoi occhi incrociarono i miei, poi mi allontanai a quattro zampe.</p><p>Mi avviai di corsa nel folto della foresta, per raggiungere Seth, per scappare da ci� che mi lasciavo alle spalle.</p><p>Peggio. S�, stava peggio.</p></section><section><title><p>12</p><p>Certa gente proprio non afferra il concetto di "sgradito"</p></title><p>Stavo finalmente per appisolarmi.</p><p>Il sole aveva fatto capolino fra le nuvole un�ora prima: la foresta era grigia anzich� nera. Verso l�una Seth era sprofondato nel sonno, rannicchiato in un angolo, e all�alba lo avevo svegliato per darmi il cambio. Nonostante avessi corso tutta la notte, era stata un�impresa far tacere il mio cervello: non sarei mai riuscito ad addormentarmi se non mi avesse concesso un po� di tregua. Per fortuna la corsa cadenzata di Seth mi aveva dato una mano. Uno, due-tre, quattro, uno, due-tre, quattro, <emphasis>ta, ta-ta, ta</emphasis>: lo scalpiccio sordo e ininterrotto delle sue zampe sulla terra umida mentre percorreva il circuito che delimitava la propriet� dei Cullen. A forza di andare su e gi�, avevamo gi� tracciato un nuovo sentiero. Seth aveva la testa sgombra: i suoi pensieri non erano altro che macchie indistinte di verde e grigio, le immagini della boscaglia che gli sfilava accanto. Infarcirmi la testa di ci� che vedeva lui mi aiut� e imped� alle mie visioni di guadagnare il centro della scena.</p><p>E a un tratto, l�ululato lancinante di Seth squarci� la quiete del mattino.</p><p>Mi alzai di scatto. Le mie zampe anteriori si lanciarono nella corsa ancora prima che quelle posteriori si fossero sollevate da terra. Mi affrettai a raggiungere il punto in cui Seth era rimasto pietrificato e restai ad ascoltare assieme a lui il rumore delle zampe che avanzavano, di corsa, verso di noi.</p><p><emphasis>Buongiorno, ragazzi.</emphasis></p><p>Seth si lasci� sfuggire un guaito sbigottito. E non appena entrambi riuscimmo a decifrare con maggiore chiarezza quei nuovi pensieri, ringhiammo.</p><p><emphasis>Oddio! Vattene, Leah!</emphasis>, rugg� Seth,</p><p>Mi fermai appena raggiunsi Seth che, il capo reclinato all�indietro, stava per lanciare un altro ululato, di fastidio anzich� di paura.</p><p><emphasis>Piantala di fare caciara, Seth.</emphasis></p><p><emphasis>Va bene. Uffa! Uffa! Uffa!</emphasis> Uggiol� e prese a dare zampate per terra, scavando solchi profondi.</p><p>Leah si avvicinava a passo sostenuto: nel sottobosco s�intravedeva gi� la sua sagoma.</p><p><emphasis>Smettila di guaire, Seth. Sei proprio un bamboccio!</emphasis></p><p>Emisi un grugnito, le orecchie appiattite sul cranio. Leah indietreggi� meccanicamente di un passo.</p><p><emphasis>Cosa credi di fare, Leah?</emphasis></p><p>Sbuff�. <emphasis>Mi pare abbastanza ovvio, no? Mi unisco al branco degli sporchi ribelli. Ai cani da guardia dei vampiri.</emphasis> Latr� piano, sarcastica.</p><p><emphasis>Invece no. Ora tu torni indietro, prima che ti strappi i tendini a morsi.</emphasis></p><p><emphasis>Pensi di potermi acchiappare?</emphasis> Con un ghigno si mise in posizione. <emphasis>Ti va di fare una gara, impavido capo?</emphasis></p><p>Feci un respiro profondo, riempiendomi i polmoni fino a che non mi si gonfiarono i fianchi. Poi, quando fui certo che non avrei urlato, sbuffai con foga.</p><p><emphasis>Seth, va� a dire ai Cullen che � solo quella stupida di tua sorella.</emphasis> Pensai questo nel tono pi� aspro che potevo. <emphasis>Me ne occupo io.</emphasis></p><p><emphasis>Subito!</emphasis> Seth fu felice di obbedire. Spar� in un lampo diretto verso la casa.</p><p>Leah uggiol�. Si tese verso di lui con il pelo ritto. <emphasis>Lo mandi dai vampiri da solo?</emphasis></p><p><emphasis>Sono quasi sicuro che preferisca che gli facciano la festa piuttosto che passare un altro minuto con te.</emphasis></p><p><emphasis>Sta� zitto, Jacob. Ops, scusa... Volevo dire, sta� zitto, eccelso alfa.</emphasis></p><p><emphasis>Che cavolo sei venuta a fare qui?</emphasis></p><p><emphasis>Pensi che possa starmene a casa come se niente fosse mentre mio fratello si immola volontario come osso per i vampiri?</emphasis></p><p><emphasis>Seth non vuole la tua protezione e non ne ha nemmeno bisogno. A dire il vero, qui non sei gradita.</emphasis></p><p><emphasis>Oh! Ahi ahi, questo s� che mi fa male, molto male!</emphasis>, latr�. <emphasis>Dimmi se c�� qualcuno che</emphasis> mi gradisce <emphasis>e me ne vado.</emphasis></p><p><emphasis>Quindi non ha niente a che vedere con Seth, giusto?</emphasis></p><p><emphasis>Certo che s�. Sto solo mettendo in chiaro che essere gradita non � la mia priorit�. Diciamo che non � esattamente il mio elemento motivante, non so se mi spiego.</emphasis></p><p>Digrignai i denti e cercai di raddrizzare la testa.</p><p><emphasis>Ti ha mandata Sam?</emphasis></p><p><emphasis>Se venissi in qualit� di sua messaggera, non mi sentiresti. Non sono pi� devota a lui.</emphasis></p><p>Ascoltai con attenzione i pensieri che si mischiavano alle parole. Se fosse stato un diversivo o un espediente, dovevo stare all�erta per rendermene conto. Ma no. Diceva la verit�. Pure se di malavoglia e quasi in preda alla disperazione.</p><p><emphasis>Adesso sei fedele a me?</emphasis>, chiesi con sarcasmo. <emphasis>Certo, certo. Bene.</emphasis></p><p><emphasis>Non ho molta scelta. Mi arrangio fra le alternative che ho. Fidati, la cosa non mi fa pi� piacere di quanto ne faccia a te.</emphasis></p><p>Non era vero. Sembrava tesa, ma anche elettrizzata. Non era contenta, ma in un certo senso si sentiva su di giri. Esplorai quello che le frullava in testa, cercando di capire.</p><p>Drizz� il pelo, offesa per l�intrusione. Solitamente la ignoravo e non avevo mai cercato di comprenderla prima d�allora.</p><p>I pensieri di Seth che spiegava la situazione a Edward ci interruppero. Leah gua� in preda all�ansia. Il volto di Edward, incorniciato nella stessa finestra di prima, non trad� alcuna emozione nell�apprendere la notizia. Era un volto vacuo, morto.</p><p><emphasis>Ehi, ha una pessima cera</emphasis>, mormor� Seth. Il vampiro non reag� neppure a quel pensiero. Spar� in casa. Seth fece dietrofront e si diresse di nuovo verso di noi. Leah si rilass�.</p><p><emphasis>Che succede?</emphasis>, chiese Leah. <emphasis>Mettimi al corrente.</emphasis></p><p><emphasis>Non se ne parla. Non puoi restare.</emphasis></p><p><emphasis>A dire il vero, signor alfa, resto eccome. Perch�, visto che a quanto pare devo appartenere a</emphasis> qualcuno � <emphasis>e non credere che non abbia cercato di andarmene per conto mio, ma sai meglio di me che non � possibile -, scelgo te.</emphasis></p><p><emphasis>Leah, io non ti piaccio. E tu non piaci a me.</emphasis></p><p><emphasis>Grazie mille, Capitan Ovvio. Non m�importa. Sto con Seth.</emphasis></p><p><emphasis>I vampiri non ti piacciono. Non pensi che ci sia un conflitto di interessi?</emphasis></p><p><emphasis>Nemmeno a te piacciono i vampiri.</emphasis></p><p><emphasis>Ma io mi sono esposto per questa alleanza. Tu no.</emphasis></p><p><emphasis>Terr� le distanze. Posso limitarmi a perlustrare la zona, proprio come Seth.</emphasis></p><p><emphasis>E io dovrei fidarmi di te?</emphasis></p><p>Allung� il collo e si mise sulle punte, cercando di raggiungere la mia altezza, e poi mi fiss� dritto negli occhi. <emphasis>Non tradir� il mio branco.</emphasis></p><p>Avrei voluto reclinare indietro il capo e ululare, come Seth. <emphasis>Non � il tuo branco! Non � nemmeno</emphasis> un <emphasis>branco. Sono io e basta: io che me ne sono andato per conto mio! Che cosa avete voi Clearwater? Perch� non mi lasciate in pace?</emphasis></p><p>Seth, che ci aveva appena raggiunti, mugol�. Lo avevo offeso. Fantastico.</p><p><emphasis>Non mi sono reso utile, Jake?</emphasis></p><p><emphasis>Diciamo che non sei stato troppo d�impiccio, moccioso, ma se Leah fa parte del pacchetto, se il solo modo che ho per sbarazzarmi di lei � mandare via anche te... Insomma, puoi biasimarmi se ti chiedo di andare via con lei?</emphasis></p><p><emphasis>Leah, rovini sempre tutto!</emphasis></p><p><emphasis>S�, lo so</emphasis>, rispose lei e in quel pensiero avvertii tutto il suo sconforto.</p><p>C�era dolore in quelle tre parole, pi� di quanto avrei mai immaginato. Non volevo provarlo. Non volevo sentirmi male per lei. Certo, per lei la vita nel branco doveva essere dura, ma ci metteva del suo, con l�acrimonia che infettava ogni suo pensiero e rendeva un vero incubo entrare nella sua mente.</p><p>Anche Seth si sentiva in colpa. <emphasis>Jake, non mi manderai via, vero? Leah non � poi cos� male. Sul serio. Insomma, se lei resta con noi, potremo ampliare il perimetro. E cos� il branco di Sam si riduce a sette. Non preparer� un attacco con una simile inferiorit� numerica. Forse � una buona cosa.</emphasis></p><p><emphasis>Lo sai che non voglio guidare un branco, Seth.</emphasis></p><p><emphasis>E allora non guidarci</emphasis>, sentenzi� Leah.</p><p>Grugnii. <emphasis>Per me � perfetto. E adesso filate a casa.</emphasis></p><p><emphasis>Jake</emphasis>, pens� Seth. <emphasis>Questo � il mio posto. A me i vampiri</emphasis> piacciono. <emphasis>I Cullen, almeno. Li considero persone e ho intenzione di proteggerli, perch� � per questo che siamo qui.</emphasis></p><p><emphasis>Forse questo � il tuo posto, moccioso, ma non quello di tua sorella. Che � pronta a seguirti dappertutto.</emphasis></p><p>M�interruppi di colpo, perch� pronunciando quelle parole intravidi qualcosa, una cosa che Leah si era sforzata di non pensare.</p><p>Leah non sarebbe andata da nessuna parte.</p><p><emphasis>Credevo riguardasse Seth</emphasis>, pensai stizzito.</p><p>Trasal�. <emphasis>Certo, sono qui per Seth.</emphasis></p><p><emphasis>Ma anche per liberarti di Sam.</emphasis></p><p>Contrasse la mascella. <emphasis>Non devo darti spiegazioni. Devo solo obbedire. Jacob, faccio parte del</emphasis> tuo <emphasis>branco. Fine della storia.</emphasis></p><p>Mi allontanai da lei, ringhiando.</p><p>Merda. Non potevo sbarazzarmene. Per quanto mi detestasse, per quanto disprezzasse i Cullen, per quanto sarebbe stata felice di far fuori tutti i vampiri, per quanto le desse noia l�idea di doverli proteggere, non era <emphasis>niente</emphasis> paragonato alla gioia che provava nell�essersi liberata di Sam.</p><p>A Leah non piacevo, perci� il mio desiderio che sparisse era pi� che lecito.</p><p>Ma voleva molto bene a Sam. Lo amava ancora. E sentirsi rifiutata da lui era un dolore troppo forte, insopportabile. Ora che poteva scegliere, avrebbe optato per qualsiasi alternativa. Anche se ci� significava diventare il cane da compagnia dei Cullen.</p><p><emphasis>Non so se arriver� a tanto</emphasis>, pens�. Cercava di essere dura, aggressiva, ma rivelava grosse crepe nella sua ostentazione. <emphasis>Piuttosto mi ammazzo.</emphasis></p><p><emphasis>Senti, Leah...</emphasis></p><p><emphasis>No, senti tu, Jacob. Smettila di discutere con me, perch� non ne caverai niente di buono. Ti star� lontana, okay? Far� tutto quello che mi dirai di fare, tranne tornare da Sam e recitare la parte della patetica ex che non riesce a levarsi di torno. Se vuoi che me ne vada</emphasis>, si accovacci� e mi guard� fisso negli occhi, <emphasis>dovrai fare in modo che me ne vada.</emphasis></p><p>Ringhiai per un lungo e rabbioso minuto. Cominciavo a provare quasi compassione per Sam, malgrado ci� che aveva fatto a me e a Seth. Non mi stupiva che opprimesse il branco con i suoi ordini. In che altro modo sarebbe riuscito a ottenere qualcosa?</p><p><emphasis>Seth, mi odierai se uccido tua sorella?</emphasis></p><p>Finse di pensarci per un attimo. <emphasis>Be�, probabilmente s�.</emphasis></p><p><emphasis>Okay, miss "far� tutto quello che mi dirai di fare". Perch� non ti rendi utile e ci racconti quello che sai? Cos�� successo dopo che ce ne siamo andati?</emphasis></p><p><emphasis>Parecchi ululati. Ma di quelli probabilmente vi siete accorti. Erano cos� forti che c�� voluto un po� prima di capire che non vi sentivamo pi�. Sam era...</emphasis> Le mancarono le parole, ma riuscimmo a vedere ci� che le passava per la testa. Io e Seth trasalimmo. <emphasis>Dopo, non ci abbiamo messo tanto a</emphasis><emphasis>capire che dovevamo riorganizzarci. Sam ha deciso di parlarne con gli anziani stamattina stessa. Ci saremmo dovuti incontrare per mettere a punto un nuovo piano. A occhio, direi che non era intenzionato a preparare subito un nuovo attacco. Considerato che tu e Seth avevate tagliato la corda e che i succhiasangue erano stati avvertiti, sarebbe stato un suicidio. Non so esattamente cosa faranno, ma di certo se fossi una sanguisuga non me ne andrei a zonzo per la foresta. La caccia ai vampiri � aperta.</emphasis></p><p><emphasis>Hai deciso tu di disertare la riunione stamattina?</emphasis>, chiesi.</p><p><emphasis>Quando ieri notte ci siamo separati per andare in perlustrazione, ho chiesto il permesso di tornare a casa, per dire a mia madre cos�era successo...</emphasis></p><p><emphasis>Merda! L�hai detto a mamma?</emphasis>, rugg� Seth.</p><p><emphasis>Seth, per ora lascia perdere le zuffe fra fratelli. Continua, Leah.</emphasis></p><p><emphasis>Tornata umana, ho riflettuto un po�. Cio�, ho riflettuto per tutta la notte. Volevo essere sicura che gli altri pensassero che dormivo. Ma la storia del "due branchi uguale due menti separate" mi ha dato davvero parecchio a cui pensare. Alla fine ho messo su un piatto della bilancia la sicurezza di Seth e tutti gli altri, ehm, benefici, e sull�altro l�idea di tradire il branco e respirare il fetore dei vampiri per chiss� quanto tempo. E sai cosa ho deciso. Ho lasciato un biglietto a mia madre. Mi sa che, quando Sam lo verr� a sapere, ce ne accorgeremo.</emphasis></p><p>Leah drizz� un orecchio.</p><p><emphasis>Gi�, mi sa proprio di s�</emphasis>, concordai.</p><p><emphasis>� tutto. Ora che si fa?</emphasis>, chiese.</p><p>Lei e Seth mi guardarono carichi di attesa. Era esattamente il genere di cosa che non volevo essere costretto a fare.</p><p><emphasis>Credo che per il momento dobbiamo solo tenere gli occhi aperti. Non possiamo fare altro. Forse tu dovresti schiacciare un pisolino, Leah.</emphasis></p><p><emphasis>Non avete dormito pi� di me.</emphasis></p><p><emphasis>Pensavo che facessi tutto quello che ti dico di fare.</emphasis></p><p><emphasis>Giusto. La battuta per� comincia a diventare vecchia e non fa pi� ridere</emphasis>, borbott�, e sbadigli�. <emphasis>Comunque sia, sai quanto me ne importa.</emphasis></p><p><emphasis>Faccio un giro del perimetro, Jake. Non sono per niente stanco.</emphasis> Seth non riusciva a stare fermo un attimo, contento com�era che gli avessi permesso di restare.</p><p><emphasis>Certo, certo. Io vado a fare il punto della situazione con i Cullen.</emphasis></p><p>Seth spicc� il volo per il nuovo sentiero che avevamo scavato sulla terra intrisa di pioggia. Leah lo guard� pensierosa.</p><p><emphasis>Forse un paio di ronde prima che crolli... Ehi, Seth, hai voglia di vedere quante volte riesco a doppiarti?</emphasis></p><p><emphasis>NO!</emphasis></p><p>Leah emise una risatina soffocata e si lanci� nel bosco dietro di lui.</p><p>Ringhiai invano. Perlomeno me ne sarei stato in santa pace per un pezzo.</p><p>Leah faceva del suo meglio... per essere Leah. Mentre correva intorno al circuito prov� a tenere un basso profilo, ma era impossibile non notare il suo compiacimento. Pensai a quel detto: �poca brigata, vita beata�. Non faceva esattamente al caso mio, perch� per me la brigata di <emphasis>uno</emphasis> era gi� abbastanza. Ma se dovevamo proprio essere in tre, avrei preferito barattare lei con chiunque altro.</p><p><emphasis>Anche Paul?</emphasis>, mi stuzzic�.</p><p><emphasis>Anche</emphasis>, ammisi.</p><p>Rise fra s�, troppo su di giri e agitata per offendersi. Mi chiedevo fin quando sarebbe durata l�euforia per essersi sottratta alla commiserazione di Sam.</p><p><emphasis>Sar� questo il mio obiettivo, allora... Far� di tutto per rendermi meno molesta di Paul.</emphasis></p><p><emphasis>S�, lavoraci.</emphasis></p><p>Quando fui poco lontano dal prato dei Cullen cambiai sembianze. Non era nei miei programmi passare molto tempo in forma umana, ma nei miei piani non c�era nemmeno quello di essere sintonizzato con la mente di Leah. Infilai i pantaloncini sbrindellati e attraversai il giardino.</p><p>Prima ancora che fossi sulle scale, la porta si apr�. Fui sorpreso che ad accogliermi fosse venuto Carlisle e non Edward. Il suo volto era esausto, frustrato. Per un attimo mi sentii raggelare. Mi arrestai di colpo, incapace di aprire bocca.</p><p>�Tutto bene, Jacob?�, domand� Carlisle.</p><p>�Bella?�, mi lasciai sfuggire con voce soffocata.</p><p>�Sta... pi� o meno come ieri notte. Ti ho spaventato? Mi dispiace. Edward ha detto che stavi per arrivare in forma umana e sono venuto ad accoglierti io, perch� non l�ha voluta lasciare. � sveglia�.</p><p>Ed Edward non voleva perdersi nemmeno un attimo di quel poco che gli rimaneva. Carlisle non lo disse ad alta voce, ma era come se lo avesse fatto.</p><p>Non dormivo da un pezzo, da prima dell�ultimo turno di ronda, e adesso cominciavo a sentire il peso della stanchezza. Feci un passo avanti, mi sedetti sugli scalini dell�ingresso e crollai pesantemente contro la ringhiera.</p><p>Muovendosi silenzioso come solo un vampiro � capace di fare, Carlisle si sedette all�altro capo del gradino su cui stavo io.</p><p>�Non ho avuto modo di ringraziarti ieri notte, Jacob. Non immagini quanto apprezzi la tua... compassione. So che il tuo scopo � proteggere Bella, ma se il resto della mia famiglia � al sicuro lo devo a te. Edward mi ha raccontato quello che hai dovuto fare�.</p><p>�Lascia stare�, bofonchiai.</p><p>�Come preferisci�.</p><p>Restammo seduti in silenzio. Sentivo gli altri, in casa. Emmett, Alice e Jasper erano di sopra e parlavano sottovoce, in tono grave. In un�altra stanza, Esme canticchiava fra s�. Rosalie ed Edward respiravano vicini, non riuscivo a distinguere l�uno dall�altra, ma riconobbi il respiro affannoso di Bella. Sentii anche il battito del suo cuore. Sembrava irregolare.</p><p>Nelle ultime ventiquattr�ore pareva che un destino diabolico avesse macchinato per costringermi a fare tutto ci� che avevo giurato che mai e poi mai avrei fatto. Me ne stavo l� a indugiare, aspettando che morisse.</p><p>Non volevo sentire altro. Parlare era meglio che ascoltare.</p><p>�La consideri una di famiglia?�, chiesi a Carlisle. Avevo aiutato anche il <emphasis>resto</emphasis> della famiglia, parole sue, e ci� non mi lasciava indifferente.</p><p>�Certo. Bella � una figlia per me. Una figlia a cui sono molto affezionato�.</p><p>�Ma la stai lasciando morire�.</p><p>Rimase in silenzio tanto a lungo che dovetti sollevare lo sguardo. Il suo volto era molto, molto stanco. Sapevo come si sentiva.</p><p>�Immagino cosa pensi di me�, disse infine. �Ma non posso ignorare la sua volont�. Non sarebbe giusto se scegliessi io per lei, se la costringessi�.</p><p>Avrei voluto arrabbiarmi con lui, ma Carlisle rendeva tutto difficile. Mi sentivo sbattere in faccia le mie stesse parole, prese e poi deformate. Mi erano sembrate giuste, ma ora non pi�. Perch� Bella stava morendo. Eppure... Ricordai quando mi ero accasciato a terra sotto il peso degli ordini di Sam, la sensazione di non avere scelta ed essere costretti a partecipare all�assassinio di qualcuno che amavo. Non era la stessa cosa, per�. Sam era nel torto. E Bella amava ci� che non avrebbe dovuto amare.</p><p>�Pensi che abbia qualche possibilit� di farcela? Cio�, come vampira e tutto quanto. Mi ha raccontato di... di Esme�.</p><p>�Direi che al punto in cui siamo c�� una possibilit� molto remota�, rispose pacato. �Ho visto il veleno compiere miracoli, ma in certe condizioni anche il veleno � impotente. Il suo cuore si sta sforzando troppo e se dovesse smettere di funzionare non potrei fare molto�.</p><p>Il battito di Bella che continuava a pulsare e perdere colpi diede un�enfasi tormentata alle sue parole.</p><p>Forse la Terra aveva cominciato a girare al contrario. Ecco perch� tutto era l�opposto rispetto al giorno prima... e mi trovavo a sperare ci� che fino ad allora avevo considerato la peggiore calamit� del mondo.</p><p>�Cosa le sta facendo?�, sussurrai. �Ieri notte � peggiorata parecchio. Ho visto i tubi e il resto, dalla finestra�.</p><p>�Il feto � incompatibile con il suo corpo. Prima di tutto � troppo forte, anche se probabilmente lei potrebbe resistere ancora per un po�. Il problema maggiore � che non le permette di sostentarsi come dovrebbe. Il suo corpo rifiuta qualsiasi forma di nutrimento. Sto tentando di alimentarla per endovena, ma non assorbe niente. La guardo... Guardo lei e il feto morire di fame. Non solo non posso fermare tutto questo, ma non posso nemmeno rallentarlo. Non riesco a capire cosa <emphasis>vuole</emphasis>�<emphasis>.</emphasis> Complet� la frase con voce rotta.</p><p>Mi sentivo come il giorno prima, quando avevo visto le macchie nere sul suo ventre: furioso e sull�orlo della pazzia.</p><p>Strinsi i pugni per tenere a bada il tremore. Odiavo la cosa che la faceva soffrire. Quel mostro non si accontentava di farle passare le pene dell�inferno, no. Doveva anche farla morire di fame. Probabilmente cercava solo qualcosa in cui affondare i denti: una gola da prosciugare. Finch� non fosse stato grosso abbastanza per uccidere qualcun altro, avrebbe succhiato la vita a Bella.</p><p>Sapevo perfettamente cosa voleva: morte e sangue, sangue e morte.</p><p>Ero accaldato, mi sentivo prudere ovunque. Inspiravo ed espiravo lentamente, nel tentativo di calmarmi.</p><p>�Vorrei tanto avere un�idea pi� precisa di cosa sia�, mormor� Carlisle. �Il feto � molto protetto. Non sono stato in grado di fare un�ecografia. Dubito che sia possibile introdurre un ago attraverso la sacca amniotica e in ogni caso Rosalie non mi lascerebbe neppure provare�.</p><p>�Un ago?�, farfugliai. �A che servirebbe?�.</p><p>�Pi� cose so sul feto, meglio posso prevedere di cosa sar� capace. Non sai che darei per un po� di liquido amniotico. Mi basterebbe conoscere il numero dei cromosomi...�.</p><p>�Non ti seguo pi�, dottore. Puoi parlare come mangi?�.</p><p>Ridacchi�, ma anche la sua risata suonava sfinita. �Okay. Hai studiato biologia? Hai mai sentito parlare di coppie di cromosomi?�.</p><p>�Credo di s�. Ne abbiamo ventitr�, giusto?�.</p><p>�Gli umani s�.</p><p>Battei le palpebre. �E voi quante ne avete?�.</p><p>�Venticinque�.</p><p>Corrugai la fronte. �Che vuol dire?�.</p><p>�Pensavo significasse che le nostre specie fossero quasi del tutto diverse. Che non avessero in comune niente di pi� di quello che hanno un leone e un gatto domestico. Ma questa nuova vita, be�, mi fa supporre che geneticamente siamo pi� compatibili di quanto immaginassi�. Sospir� triste. �Se lo avessi saputo prima, li avrei messi in guardia�.</p><p>Sospirai anch�io. Era stato facile odiare Edward in nome della sua ignoranza, e lo era ancora. Ma non lo era altrettanto avercela con Carlisle. Forse perch�, nel caso del dottore, non ero accecato dalla gelosia.</p><p>�Conoscere il numero delle coppie di cromosomi sarebbe utile per sapere se il feto somiglia pi� a noi o a lei. Per sapere cosa dobbiamo aspettarci�. Si strinse nelle spalle. �Oppure non servirebbe a niente. Forse ho solo voglia di avere qualcosa da studiare, qualcosa da fare�.</p><p>�Chiss� quante coppie di cromosomi ho io�, biascicai, senza neppure badarci. Ripensai ai controlli antidoping durante le competizioni olimpiche. Lo facevano, l�esame del DNA?</p><p>Carlisle toss�. �Ne hai ventiquattro, Jacob�.</p><p>Mi voltai e lo fissai, inarcando le sopracciglia.</p><p>Sembrava in imbarazzo. �Ero... curioso. Mi sono preso la libert� lo scorso giugno, mentre ti curavo�.</p><p>Ci pensai su un attimo. �Forse dovrei incazzarmi. Ma a dire il vero non m�importa�.</p><p>�Scusa. Avrei dovuto chiederti il permesso�.</p><p>�� tutto a posto, dottore. Non volevi farmi del male�.</p><p>�No, ti assicuro che non volevo farti del male. � solo che sono affascinato dalla tua specie. Nel corso dei secoli, gli elementi della natura vampiresca sono diventati banali per me. Trovo molto pi� interessanti le differenze fra la tua famiglia e il genere umano. C�� qualcosa di magico�.</p><p>�Bibidi bobidi bu�, bofonchiai. Mi tornarono in mente le stupidaggini che mi aveva detto Bella riguardo alla magia.</p><p>Carlisle rise, sempre pi� esausto.</p><p>Fu allora che sentimmo la voce di Edward provenire da dentro casa e tacemmo entrambi per ascoltare.</p><p>�Torno subito, Bella. Devo parlare con Carlisle. Ehm, Rosalie, vieni con me?�. La voce di Edward era diversa, con un briciolo di vita, una scintilla. Pi� che speranza, trapelava un <emphasis>desiderio</emphasis> di speranza</p><p>�Che c��, Edward?�, chiese Bella, rauca.</p><p>�Niente di cui tu debba preoccuparti, amore. Ci metto un attimo. Rose, ti prego!�.</p><p>�Esme?�, chiam� Rosalie. �Mi dai il cambio con Bella?�.</p><p>Sentii un fruscio: Esme si librava verso il piano di sotto.</p><p>�Certo�, rispose.</p><p>Carlisle si volt�. Guardava la porta carico di aspettativa. Apparve Edward, seguito da Rosalie. Il suo volto, come la voce, non era pi� morto. Sembrava concentratissimo. Rosalie era guardinga.</p><p>Edward chiuse la porta.</p><p>�Carlisle�, mormor�.</p><p>�Cosa c��, Edward?�.</p><p>�Forse abbiamo affrontato la cosa nel modo sbagliato. Stavo ascoltando la vostra conversazione e quando parlavi di ci� che vuole il... feto, Jacob ha avuto un�intuizione interessante�.</p><p><emphasis>Io?</emphasis> Quale intuizione? Non avevo pensato ad altro che all�odio che provavo per la cosa. Perlomeno i miei sentimenti erano condivisi da qualcun altro. Edward aveva avuto non poche difficolt� a usare un termine neutro come<emphasis> feto.</emphasis></p><p>�Non abbiamo ancora valutato il problema da <emphasis>quella</emphasis> angolazione�, prosegu�. �Finora abbiamo sempre pensato a ci� di cui ha bisogno Bella. Ma il suo corpo reagisce pi� o meno come reagirebbero i nostri. Forse dovremmo prendere in considerazione i bisogni del... feto. Forse, se riuscissimo a soddisfarlo, potremmo aiutare lei in maniera pi� efficace�.</p><p>�Non ti seguo, Edward�, disse Carlisle.</p><p>�Pensaci, Carlisle. Se la creatura � pi� un vampiro che un umano, cos�� che desidera ardentemente... cos�� che non gli diamo? Jacob ci � arrivato�.</p><p>Ah s�? Ripercorsi mentalmente la conversazione, tentando di ricordare quali pensieri mi fossi tenuto per me. Nell�attimo esatto in cui me ne resi conto, anche Carlisle cap�.</p><p>�Oh�, disse, sorpreso. �Pensi che abbia sete?�.</p><p>Rosalie sibil� fra i denti. Non era pi� sospettosa. Il suo volto disgustosamente perfetto s�illumin� e lei sgran� gli occhi per l�entusiasmo. �Certo�, mormor�. �Carlisle, abbiamo tutto lo 0 negativo che tenevamo da parte per Bella. � una buona idea�, aggiunse senza guardarmi.</p><p>�Uhm�. Carlisle si port� la mano al mento, perso nei pensieri. �Mi chiedo quale sarebbe il metodo di somministrazione migliore�.</p><p>Rosalie scosse la testa. �Non c�� tempo per la creativit�. Direi di cominciare in maniera tradizionale�.</p><p>�Aspetta un attimo�, sussurrai. �Un attimo solo. Stai dicendo. .. stai dicendo che Bella dovrebbe bere <emphasis>sangue</emphasis>?�.</p><p>�� stata una tua idea, cane�, disse Rosalie torva, senza degnarmi di uno sguardo.</p><p>La ignorai e mi rivolsi a Carlisle. Negli occhi del dottore c�era la stessa ombra di speranza che aveva ravvivato il volto di Edward. Incresp� le labbra, mentre meditava.</p><p>�� semplicemente...�, non riuscii a trovare la parola esatta per completare la frase.</p><p>�Mostruoso?�, sugger� Edward. �Ributtante?�.</p><p>�Abbastanza�.</p><p>�Ma se servisse ad aiutare lei?�, sussurr�.</p><p>Scossi la testa, con rabbia. �Che cosa vuoi fare? Ficcarle una cannula in gola?�.</p><p>�Le chieder� cosa ne pensa. Per� volevo accennarlo a Carlisle, prima�.</p><p>Rosalie annu�. �Se le dici che potrebbe fare del bene al bambino, sar� disposta a tutto. Pure se si rendesse necessario alimentarli con una sonda�.</p><p>Quando sentii che la sua voce si era addolcita pronunciando la parola <emphasis>bambino</emphasis>, capii che la bionda avrebbe appoggiato qualsiasi iniziativa che potesse aiutare il mostro succhiavita. Qual era il vincolo misterioso che legava quei due? Era Rosalie a volere il bambino?</p><p>Con l�angolo dell�occhio vidi che Edward annuiva, soprappensiero, senza guardarmi. Ma sapevo che stava rispondendo alle mie domande.</p><p>Non avrei mai pensato che la Barbie glaciale avesse un istinto materno. Altro che proteggere Bella. Rosalie sarebbe stata capace di cacciarle il tubo in gola con le sue stesse mani.</p><p>Edward incresp� le labbra e capii di averci azzeccato ancora una volta.</p><p>�Be�, il tempo fugge. Non possiamo restarcene qui seduti a discutere�, disse Rosalie impaziente. �Che ne pensi Carlisle? Possiamo provarci?�.</p><p>Carlisle fece un respiro profondo e si alz�. �Chiederemo a Bella�.</p><p>La bionda si lasci� sfuggire un sorriso compiaciuto, certa che, se fosse dipeso da Bella, avrebbe avuto via libera.</p><p>Mi trascinai su per le scale e li seguii in casa. Non sapevo bene nemmeno io perch�. Forse era solo curiosit� morbosa. Sembrava un film dell�orrore. C�erano mostri e sangue dappertutto.</p><p>Forse, semplicemente, non riuscivo a fare a meno di un�altra dose della mia droga, che ormai scarseggiava.</p><p>Bella era distesa sul letto d�ospedale, la pancia emergeva da sotto le lenzuola come una montagna. Sembrava una statua di cera: il colorito era cadaverico, lo sguardo del tutto assente. Non fosse stato per gli impercettibili movimenti del petto, per il respiro debole, avrei detto che era morta. Con occhi sospettosi ci guard� tutti e quattro.</p><p>Gli altri le erano gi� accanto, si posizionarono nella stanza con movimenti fulminei. Una scena raccapricciante. Mi avvicinai con passo tranquillo, come stessi passeggiando.</p><p>�Che succede?�, chiese Bella con voce stridula. Contrasse la mano cerea, come a proteggere il ventre a forma di pallone.</p><p>�Jacob ha avuto un�idea che potrebbe aiutarti�, disse Carlisle. Avrei preferito che non mi coinvolgesse. Non avevo suggerito niente, io. Che attribuisse i meriti al marito succhiasangue: l�idea era stata sua. �Non sar� piacevole, ma...�.</p><p>�Ma aiuter� il bambino�, s�intromise impaziente Rosalie. �Abbiamo scoperto una maniera migliore di nutrirlo. Forse�.</p><p>Bella batt� le palpebre. Poi toss� una risatina debole. �Non sar� piacevole?�, ripet� sottovoce. �Grande novit�!�. Osserv� il tubicino conficcato nel suo braccio e toss� di nuovo.</p><p>La bionda rise con lei.</p><p>Nonostante sembrasse una questione di ore, e chiss� quanto soffrisse, lei riusciva ancora a scherzare. Tipico di Bella. Forse era un tentativo per allentare la tensione, per rendere le cose pi� semplici a tutti.</p><p>Edward pass� accanto a Rosalie. La sua espressione era intensa, senza un�ombra di buonumore. Ne fui felice. Il fatto che soffrisse peggio di me un po� mi aiutava. Le prese la mano, quella che non era impegnata a proteggere il pancione tumefatto.</p><p>�Bella, amore, stiamo per farti una richiesta mostruosa�, disse ricorrendo agli stessi aggettivi che aveva usato con me. �Ributtante�.</p><p>Be�, perlomeno parlava chiaro, senza giri di parole.</p><p>Lei fece un respiro breve, tremulo. �� tanto brutto?�.</p><p>Rispose Carlisle. �Pensiamo che l�appetito del feto sia pi� simile al nostro che al tuo. Pu� darsi che abbia sete�.</p><p>Batt� le palpebre. �Oh. <emphasis>Oh</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Le tue condizioni... le vostre condizioni, ecco, peggiorano rapidamente. Non c�� tempo da perdere, non possiamo permetterci il lusso di affannarci alla ricerca di un metodo pi� invitante. Il modo pi� veloce per verificare che la nostra teoria...�.</p><p>�Devo berlo�, mormor� Bella. Annu� appena, non aveva energie sufficienti per andare oltre quel leggerissimo movimento del capo. �Posso farcela. E nel frattempo mi alleno per il futuro, no?�. Guard� Edward e le sue labbra esangui s�incresparono a formare un debole sorriso che lui non ricambi�.</p><p>Rosalie inizi� a battere il piede con impazienza. Quanto era irritante! Mi chiesi come avrebbe reagito se avessi ceduto all�impulso di scaraventarla contro il muro.</p><p>�Allora chi � che va a cacciarmi l�orso?�, sussurr� Bella.</p><p>Carlisle ed Edward si scambiarono un�occhiata fugace. Rosalie rimase impalata.</p><p>�Che c��?�, incalz� Bella.</p><p>�Perch� il test sia efficace, non dobbiamo prendere scorciatoie, Bella�, disse Carlisle.</p><p>�Se il feto brama il sangue�, le spieg� Edward, �non si accontenter� del sangue di un animale�.</p><p>�Bella, non ti accorgerai nemmeno della differenza. Non pensarci�, la incoraggi� Rosalie.</p><p>Bella spalanc� gli occhi. �Chi?�, ansim� e il suo sguardo si pos� su di me.</p><p>�Non sono venuto qui per immolarmi come donatore, Bells�, borbottai. �E poi quella cosa vuole sangue umano, perci� non credo proprio che il mio faccia al caso suo...�.</p><p>�Abbiamo del sangue a portata di mano�, s�intromise Rosalie senza aspettare che avessi finito, come se non esistessi nemmeno. �Per te. Non si pu� mai sapere. Non preoccuparti di niente. Andr� tutto bene. Me lo sento, Bella. Sono sicura che il bambino star� molto meglio�.</p><p>Bella si port� la mano alla pancia.</p><p>�Bene�, sussurr� con tono stridulo. �Io sto morendo di fame, per cui suppongo che anche lui non veda l�ora di mangiare�. Cerc� di fare un�altra battuta. �Forza. Sar� il mio primo gesto da vampira�.</p></section><section><title><p>13</p><p>Per fortuna non sono debole di stomaco</p></title><p>Carlisle e Rosalie sparirono in un baleno. Erano volati al piano di sopra a discutere: era il caso di scaldarlo oppure no? Puah. Chiss� che bel corredo da casa degli orrori possedevano! Un frigo stipato di sangue, d�accordo. E poi che altro? Una stanza per le torture? Una per le bare?</p><p>Edward rest� accanto a Bella, mano nella mano. Il suo volto era di nuovo il ritratto della morte. Pareva aver smarrito ogni energia, era svanito persino il barlume di speranza che l�aveva rianimato poco prima. Si guardavano negli occhi, senza essere sdolcinati: come impegnati in una conversazione. Mi ricordarono Sam ed Emily.</p><p>No, non erano affatto sdolcinati. Il che rendeva la scena ancora pi� intollerabile.</p><p>Fu allora che intuii cosa doveva provare Leah, costretta a vedere di continuo una scena come quella, a sentirla nella testa di Sam.</p><p>Certo, ci dispiaceva per lei. Non eravamo mostri, non in quel senso, almeno. Ci� che biasimavamo era il suo modo di gestire la situazione. Se la prendeva con chiunque, come se volesse farci sentire infelici quanto lei.</p><p>Non l�avrei pi� criticata. Com�era possibile tenersi dentro un supplizio come quello? Com�era possibile non provare ad alleggerire quel fardello affibbiandone una parte a qualcun altro?</p><p>Come potevo avercela con lei per essersi unita al mio branco, anche se mi aveva tolto la libert�? Io avrei fatto lo stesso. Se ci fosse stata una strada per sfuggire a quel dolore, l�avrei imboccata senza indugi.</p><p>Rosalie schizz� di sotto dopo un secondo. Attravers� la stanza al volo come una brusca folata di vento, sollevando l�odore urticante. Quando fu in cucina sentii cigolare l�anta di una credenza.</p><p>�Non <emphasis>trasparente</emphasis>, Rosalie�, mormor� Edward, alzando gli occhi al cielo.</p><p>Bella lo guard� curiosa, ma lui si limit� a scuotere la testa.</p><p>Rosalie si dilegu� un�altra volta, dopo aver attraversato la stanza in un lampo.</p><p>�� stata una tua idea?�, sussurr� Bella, con la voce ancora pi� arrochita per lo sforzo di farsi sentire da me. Dimenticava che il mio udito era pi� che perfetto. Per fortuna ogni tanto pareva scordarsi che non ero del tutto umano. Mi avvicinai in modo che non dovesse sforzarsi troppo.</p><p>�Non � con me che devi prendertela. � stato il tuo vampiro a rubarmi certi commenti maligni dalla testa�.</p><p>Sorrise appena. �Non mi aspettavo di rivederti�.</p><p>�Gi�, neanch�io�, ammisi.</p><p>Mi sembrava strano starmene l� in piedi, ma i vampiri avevano messo via il mobilio per piazzare le attrezzature mediche. Immaginai che il dettaglio non li toccasse: quando si � fatti di roccia, che importanza ha sedersi o stare in piedi? Se non fossi stato tanto esausto la cosa non avrebbe toccato neppure me, del resto.</p><p>�Edward mi ha detto cosa hai dovuto fare. Mi dispiace�.</p><p>�� tutto a posto. Probabilmente era solo questione di tempo. Prima o poi mi sarei ribellato a Sam�, mentii.</p><p>�Anche Seth�, biascic�.</p><p>�A dire il vero, lui � molto felice di aiutarci�.</p><p>�Detesto essere la causa dei tuoi guai�.</p><p>Risi ma, pi� che una risata, mi usc� un latrato.</p><p>Respir� a fatica. �Immagino che non sia una novit�, vero?�.</p><p>�No, in effetti non lo �.</p><p>�Non sei costretto a guardare�, disse, quasi mimando le parole.</p><p>Avrei potuto andarmene. Forse sarebbe stata una buona idea. Ma se l�avessi fatto, a giudicare da come stava, avrei rischiato di perdermi il suo ultimo quarto d�ora.</p><p>�Francamente non saprei nemmeno dove andare�, le dissi, cercando di mantenere un tono neutro. �Da quando Leah si � unita a noi, la faccenda dei lupi � molto meno allettante�.</p><p>�Leah?�, rantol�.</p><p>�Non gliel�hai detto?�, chiesi a Edward.</p><p>Fece spallucce senza distogliere gli occhi da lei. Evidentemente per lui non era una grande notizia, niente che meritasse di mescolarsi agli eventi molto pi� importanti che stavano precipitando.</p><p>Bella non la prese alla leggera. Sembrava una cattiva notizia per lei.</p><p>�Perch�?�, ansim�.</p><p>Mi risparmiai la versione romanzata. �Per tenere d�occhio Seth�.</p><p>�Ma Leah ci odia�, mormor�.</p><p><emphasis>Ci.</emphasis> Fantastico. Notai la sua paura.</p><p>�Leah non dar� fastidio a nessuno�. Escluso me. �Appartiene al mio branco�, feci una smorfia nel pronunciare quelle parole, �perci� fa quello che le dico di fare�. Puah!</p><p>Bella non pareva convinta.</p><p>�Hai paura di Leah ma sei diventata l�amichetta del cuore della bionda psicopatica?�.</p><p>Dal secondo piano giunse un sibilo. Fico: mi aveva sentito.</p><p>Bella corrug� la fronte. �No. Rose mi capisce�.</p><p>�Gi�, grugnii. �Capisce che stai per morire e non gliene importa un bel niente. Per lei conta solo che il mutante si salvi la pelle�.</p><p>�Smettila di fare lo scemo, Jacob�, sussurr�.</p><p>Era troppo debole perch� mi arrabbiassi con lei. Quindi cercai semplicemente di sorridere. �Lo dici come se fosse possibile�.</p><p>Per un secondo, Bella cerc� di non rispondere con un sorriso, ma non riusc� a trattenersi e le sue labbra ceree si sollevarono agli angoli.</p><p>Poi arrivarono Carlisle e la psicopatica. Carlisle aveva in mano un bicchiere di plastica di quelli con il coperchio e la cannuccia pieghevole. Oh... <emphasis>non trasparente.</emphasis> Ora capivo. Edward non voleva costringere Bella a pensare pi� di quanto non fosse necessario. Cos� non si vedeva il contenuto del bicchiere. Ma il suo odore era inconfondibile.</p><p>Carlisle le porse il bicchiere con una certa titubanza. Bella lo scrut� e sul suo volto torn� un�ombra di terrore.</p><p>�Possiamo provare con un altro metodo�, disse Carlisle conciliante.</p><p>�No�, sussurr� Bella. �No, prima prover� cos�. Non c�� tempo...�.</p><p>Per un attimo pensai che finalmente avesse avuto un�illuminazione e cominciasse a preoccuparsi per s�, ma poi la sua mano torn� lieve sulla pancia.</p><p>Prese il bicchiere offerto da Carlisle. Le mani le tremavano leggermente e sentivo il liquido che si agitava. Cerc� di appoggiarsi su un gomito, ma riusciva a malapena a sollevare la testa. Una vampata di calore mi attravers� la schiena quando vidi come si era indebolita in meno di un giorno.</p><p>Con una mano Rosalie le cinse le spalle e con l�altra le resse la testa, come se avesse a che fare con un neonato. La bionda ci sapeva fare con i bambini.</p><p>�Grazie�, sussurr� Bella. Fece vagare lo sguardo su di noi. Era ancora abbastanza cosciente. Di certo sarebbe arrossita, non fosse stata cos� prosciugata.</p><p>�Non fare caso a loro�, la incoraggi� Rosalie.</p><p>Mi sentivo a disagio. Me ne sarei dovuto andare dopo che Bella aveva accettato di bere. Non era il mio posto, non ero uno di loro. Meditai di uscire, ma poi mi resi conto che quella mossa le avrebbe solo reso tutto pi� difficile e per lei sarebbe stata ancora pi� dura andare fino in fondo. Avrebbe pensato che fossi troppo nauseato per restare. Il che, pi� o meno, era vero.</p><p>Tuttavia, anche se non ero disposto ad accollarmi la paternit� dell�idea, non volevo nemmeno recitare il ruolo del menagramo.</p><p>Bella sollev� il bicchiere. Se lo avvicin� e annus� dall�estremit� della cannuccia. Trasal� con una smorfia.</p><p>�Bella, tesoro, possiamo trovare un modo pi� semplice�, disse Edward, tendendo la mano per liberarla dal bicchiere.</p><p>�Tappati il naso�, sugger� Rosalie. Guard� la mano di Edward come se volesse staccargliela a morsi. Magari lo avesse fatto! Scommetto che lui avrebbe reagito e sarebbe stata una goduria vedere Rosalie privata di un arto.</p><p>�No, non � questo. � solo che...�, Bella fece un respiro profondo. �Ha un buon odore�, ammise con voce fioca.</p><p>Deglutii, cercando di nascondere il ribrezzo.</p><p>�Ottimo, allora�, disse Rosalie a Bella, con fervore. �Vuol dire che siamo sulla strada giusta. Forza, assaggia�. Considerata la nuova espressione della bionda, mi stupii che non si lanciasse in una danza di festeggiamento.</p><p>Bella si port� la cannuccia alle labbra, strizz� gli occhi e arricci� il naso. Le trem� la mano e io sentii che il sangue si agitava nel bicchiere. Lo sorseggi� e mugol�, con gli occhi ancora chiusi.</p><p>Edward e io ci avvicinammo a lei contemporaneamente. Lui le sfior� il volto. Io serrai i pugni dietro la schiena.</p><p>�Bella, amore...�.</p><p>�Va tutto bene�, sussurr�. Apr� gli occhi e li punt� su di lui. La sua espressione sembrava chiedere scusa. Era implorante. Terrorizzata. �Ha anche un buon sapore�.</p><p>L�acidit� mi riemp� lo stomaco, era sul punto di travolgermi. Serrai forte i denti.</p><p>�Bene, benissimo�, trill� la bionda. �Ottimo segno�.</p><p>Edward le premette la mano sulla guancia e avvolse le dita alla sagoma delle sue ossa fragili.</p><p>Bella sospir� e accost� di nuovo le labbra alla cannuccia. Quella s� che era una vera sorsata. Bevve quasi con vigore, come se chiss� quale istinto avesse avuto il sopravvento.</p><p>�Come va lo stomaco? Hai la nausea?�, chiese Carlisle.</p><p>Bella scosse il capo. �No, affatto�, sussurr�. �C�� sempre una prima volta, eh?�.</p><p>Rosalie era raggiante. �Magnifico�.</p><p>�Credo sia ancora presto per dirlo, Rosalie�, mormor� Carlisle.</p><p>Bella trangugi� un�altra sorsata. Poi lanci� un�occhiata a Edward. �Questo intacca il mio punteggio?�, sussurr�. �Oppure iniziamo a contare <emphasis>dopo</emphasis> che sar� diventata una vampira?�.</p><p>�Non c�� nessun punteggio, Bella. E comunque nessuno � morto per questo�. Fece un sorriso inerte. �La tua fedina penale � ancora immacolata�.</p><p>Mi ero perso.</p><p>�Te lo spiego dopo�, disse Edward cos� piano che le parole sembravano appena un soffio.</p><p>�Cosa?�, sussurr� Bella.</p><p>�Parlavo fra me�, ment� mellifluo.</p><p>Se Bella fosse riuscita a sopravvivere e a guadagnarsi dei sensi acuti come quelli dei vampiri, Edward non se la sarebbe cavata cos� a buon mercato. Avrebbe dovuto lavorare un po� sulla faccenda dell�onest�.</p><p>Lui contrasse le labbra per trattenere un sorriso.</p><p>Bella ingurgit� altre sorsate, guardando verso la finestra. Forse fingeva che non ci fossimo. O forse fingeva soltanto che non ci fossi io. Nessun altro, del resto, poteva provare orrore per ci� che stava facendo. Il contrario, semmai. Forse era un bello sforzo trattenersi dallo strapparle il bicchiere di mano.</p><p>Edward alz� gli occhi al cielo.</p><p>Oddio, come si poteva tollerare di vivergli accanto? Era un vero peccato che non potesse ascoltare anche i pensieri di Bella. In quel caso, lui ne avrebbe avuto presto le scatole piene e lei se ne sarebbe stufata.</p><p>Edward ridacchi�. Bella gli lanci� subito un�occhiata e abbozz� un sorriso quando scorse una traccia di ilarit� sul suo volto. Forse da un bel pezzo non ne scorgeva alcuna.</p><p>�Qualcosa di divertente?�, soffi�.</p><p>�Jacob�, rispose.</p><p>Mi rivolse un altro sorriso sfinito. �Jacob � una sagoma�, concord�.</p><p>Fantastico, ero diventato il buffone di corte. �Pa-parap�, brontolai, facendo la debole imitazione di una fanfara.</p><p>Sorrise di nuovo e mand� gi� un�altra sorsata. Quando vidi che la cannuccia tirava solo aria e sentii forte il rumore di un risucchio, trasalii.</p><p>�Fatto�, disse compiaciuta. La sua voce era pi� chiara: ancora roca, certo, ma per la prima volta non era un sussurro. �Se lo trattengo, Carlisle, mi togli tutti gli aghi?�.</p><p>�Al pi� presto�, promise. �Del resto, l� dove sono non servono a molto�.</p><p>Rosalie accarezz� la fronte di Bella e le due si scambiarono un�occhiata speranzosa.</p><p>Tutti notarono che il bicchiere di sangue umano aveva provocato un cambiamento repentino. Bella aveva ripreso colore: sulle guance ceree era spuntata una sfumatura rosa. Sembrava gi� non avere pi� bisogno del sostegno di Rosalie. Respirava meglio e avrei giurato che il battito del suo cuore fosse pi� forte, pi� regolare.</p><p>Tutto acceler�.</p><p>Il barlume di speranza negli occhi di Edward si trasform� in qualcosa di reale.</p><p>�Ne vuoi ancora?�, la sollecit� Rosalie.</p><p>Le spalle di Bella si afflosciarono.</p><p>Edward fulmin� Rosalie con lo sguardo, prima di rivolgersi a Bella. �Non devi berne subito dell�altro�.</p><p>�S�, lo so. Ma ne ho <emphasis>voglia</emphasis>�, ammise cupa. Rosalie pass� le dita sottili e affusolate fra i capelli sfibrati di Bella. �Non devi sentirti a disagio, Bella. Il tuo corpo ne ha una voglia matta. Lo capiamo tutti�. All�inizio aveva usato un tono vellutato, ma poi aggiunse aspra: �Chi non lo capisce non dovrebbe stare qui�.</p><p>La frecciatina, ovviamente, era diretta a me. Ma non l�avrei data vinta alla bionda tanto facilmente. Ero contento che Bella si sentisse meglio. Che importava che i modi mi nauseassero? E poi, non avevo detto nulla.</p><p>Carlisle prese il bicchiere dalle mani di Bella. �Torno subito�.</p><p>Bella mi fiss�, mentre lui spariva.</p><p>�Jake, hai un pessimo aspetto�, gracid�.</p><p>�Senti chi parla�.</p><p>�Sul serio... quando � stata l�ultima volta che hai dormito?�.</p><p>Ci pensai su un attimo. �Uhm. Non lo so di preciso�.</p><p>�Oh, Jake. Adesso t�incasino anche la salute. Non comportarti da stupido�.</p><p>Digrignai i denti. Lei poteva farsi ammazzare da un mostro e io non potevo rinunciare a qualche notte di sonno per vederla morire?</p><p>�Riposati un po�, per favore�, prosegu�. �Di sopra ci sono le stanze da letto... puoi scegliere quella che vuoi�.</p><p>L�espressione di Rosalie diceva in modo lampante che c�era un letto che non potevo scegliere. Il che mi port� a chiedermi cosa se ne facesse di un letto la Bella Insonne nel Bosco. Era cos� gelosa dei suoi oggetti di scena?</p><p>�Grazie, Bells. Ma preferisco dormire per terra. Lontano dalla puzza, sai�.</p><p>Fece una smorfia. �Giusto�.</p><p>Carlisle torn� e Bella allung� la mano per afferrare il sangue, distratta, come pensasse ad altro. Con la stessa espressione assente inizi� a succhiare.</p><p>Il suo aspetto era migliorato davvero. Si tese in avanti, facendo attenzione ai tubi, e si mise seduta. Rosalie accorse, le mani pronte ad afferrarla se avesse ceduto. Ma non fu necessario. Respirando profondamente fra una sorsata e l�altra, Bella trangugi� anche il secondo bicchiere.</p><p>�Come ti senti?�, le chiese Carlisle.</p><p>�Non ho la nausea. Anzi, ho un po� fame. Per�, non sono sicura se sia fame o <emphasis>sete</emphasis>, sai?�.</p><p>�Carlisle, guardala�, borbott� Rosalie in tono tronfio. �� ovvio che � quello che vuole il suo corpo. Dovrebbe berne dell�altro�.</p><p>�� ancora umana, Rosalie. Ha bisogno anche di cibo. Diamole un po� di tempo per vedere che effetto le fa e intanto possiamo provare a farle mangiare qualcosa. C�� niente che desideri, Bella?�.</p><p>�Uova�, rispose all�istante e scambi� uno sguardo e un sorriso con Edward. Il sorriso di lui era nervoso, ma il volto pi� vivace di prima.</p><p>Battei le palpebre e per poco non mi dimenticai di riaprire gli occhi.</p><p>�Jacob�, mormor� Edward. �Dovresti dormire. Come ha detto Bella, puoi sistemarti dove preferisci qui in casa, anche se probabilmente saresti pi� a tuo agio fuori. Non preoccuparti di nulla. Ti prometto che, se sar� necessario, verr� a cercarti�.</p><p>�Certo, certo�, borbottai. Ora che Bella sembrava resistere qualche ora, potevo svignarmela. Mi sarei rannicchiato sotto un albero, abbastanza lontano perch� l�odore non mi arrivasse. Il succhiasangue mi avrebbe svegliato se qualcosa fosse andato storto. Me lo doveva.</p><p>�Sicuro�, concord� Edward.</p><p>Annuii e poi misi la mano su quella di Bella. Era gelida.</p><p>�Sembra che vada meglio�.</p><p>�Grazie, Jacob�. Mi strinse la mano. La fede nuziale ballava sull�anulare scheletrico.</p><p>�Procuratele una coperta�, brontolai mentre mi dirigevo verso la porta.</p><p>Prima che uscissi, due ululati squarciarono la quiete del mattino. Non era possibile fraintendere l�urgenza. Niente malintesi stavolta.</p><p>�Dannazione�, ringhiai e mi scaraventai fuori dalla porta. Mi precipitai via dalla veranda mentre lasciavo che il fuoco mi trasformasse a mezz�aria. I pantaloncini esplosero. <emphasis>Merda.</emphasis> Erano i miei ultimi vestiti. Ora per� non aveva importanza. Mi rizzai sulle zampe, diretto a ovest.</p><p><emphasis>Cosa c��?</emphasis>, urlai mentalmente.</p><p><emphasis>Arrivano</emphasis>, rispose Seth. <emphasis>Sono almeno in tre.</emphasis></p><p><emphasis>Si sono divisi?</emphasis></p><p><emphasis>Sto tornando da Seth alla velocit� della luce</emphasis>, mi rassicur� Leah. Sentivo l�aria soffiare dai suoi polmoni mentre correva ultraveloce. La foresta le vorticava attorno. <emphasis>Per ora non sembra un attacco.</emphasis></p><p><emphasis>Seth,</emphasis> non <emphasis>sfidarli. Aspettami.</emphasis></p><p><emphasis>Rallentano. Uffa, che palle non poterli sentire. Credo...</emphasis></p><p><emphasis>Cosa?</emphasis></p><p><emphasis>Credo che si siano fermati.</emphasis></p><p><emphasis>Aspettano il resto del branco?</emphasis></p><p><emphasis>Sssh. Hai sentito?</emphasis></p><p>Assorbii le sue impressioni. Il debole, muto fremito nell�aria.</p><p><emphasis>Qualcuno si sta trasformando?</emphasis></p><p><emphasis>Pare di s�</emphasis>, conferm� Seth.</p><p>Leah lo raggiunse. Affond� gli artigli nel terriccio, tesa e pronta a scattare come una macchina da corsa.</p><p><emphasis>Ti guardo le spalle, fratello.</emphasis></p><p><emphasis>Arrivano</emphasis>, disse Seth, nervoso. <emphasis>Rallentano. Ora camminano.</emphasis></p><p><emphasis>Sono quasi l�</emphasis>, dissi. Tentavo di volare come Leah. Stavo malissimo al pensiero di non essere con i miei compagni, pi� vicini di me al potenziale pericolo. Era sbagliato. Avrei dovuto essere con loro, frappormi fra loro e ci� che incombeva, qualsiasi cosa fosse.</p><p><emphasis>Senti senti com�� paterno</emphasis>, pens� Leah sarcastica.</p><p><emphasis>Non distrarti, Leah.</emphasis></p><p><emphasis>Quattro</emphasis>, decise Seth. Il moccioso aveva un ottimo udito. <emphasis>Tre lupi, un uomo.</emphasis></p><p>Mi portai immediatamente nella piccola radura. Seth sospir� di sollievo e occup� istantaneamente il posto alla mia destra. Leah si mise alla mia sinistra, con minor entusiasmo.</p><p><emphasis>Quindi adesso Seth ha un grado pi� elevato del mio</emphasis>, borbott� fra s�.</p><p><emphasis>Chi prima arriva, meglio alloggia</emphasis>, pens� Seth, molto compiaciuto. <emphasis>E poi non sei mai stata terza prima d�ora, perci� � comunque un</emphasis><emphasis>avanzamento.</emphasis></p><p><emphasis>Sssh!</emphasis>, mi lamentai. <emphasis>Non mi frega niente di dove state. Fate silenzio e tenetevi pronti.</emphasis></p><p>Apparvero pochi istanti dopo. Camminavano, proprio come aveva pensato Seth. In testa c�era Jared in forma umana, con le mani in alto. Dietro di lui, Paul, Quil e Collin a quattro zampe. Le loro posture non tradivano intenzioni aggressive. Indugiavano alle spalle di Jared, con le orecchie tese, all�erta ma tranquilli.</p><p>Per�... era strano che Sam avesse mandato Collin e non Embry. Non era ci� che avrei fatto io se avessi spedito una delegazione in territorio nemico. Anzich� il moccioso avrei mandato un combattente esperto.</p><p><emphasis>Che sia un modo per sviarci?</emphasis>, pens� Leah.</p><p>Sam, Embry e Brady avrebbero agito da soli? Mi sembrava improbabile.</p><p><emphasis>Vuoi che controlli? Posso andare e tornare in due minuti.</emphasis></p><p><emphasis>Devo avvisare i Cullen?</emphasis>, domand� Seth.</p><p><emphasis>E se fosse un trucco per dividerci?</emphasis>, chiesi. <emphasis>I Cullen sanno che sta succedendo qualcosa. Sono pronti.</emphasis></p><p><emphasis>Sam non sarebbe tanto stupido</emphasis>, sussurr� Leah, terrorizzata. Immaginava Sam che attaccava i Cullen insieme agli altri due lupi mancanti.</p><p><emphasis>No, certo che no</emphasis>, la rassicurai, bench� l�immagine che aveva in testa facesse soffrire anche me.</p><p>Nel frattempo, Jared e i tre lupi ci fissavano, in attesa. Era inquietante non sentire cosa si dicevano Quil, Paul e Collin. Le loro espressioni erano vuote e illeggibili.</p><p>Jared si schiar� la gola e annu�. �Tregua, Jake. Siamo venuti qui per parlare�.</p><p><emphasis>Dici che � vero?</emphasis>, mi chiese Seth.</p><p><emphasis>Sarebbe logico, ma...</emphasis></p><p><emphasis>Gi�</emphasis>, concord� Leah. <emphasis>Ma...</emphasis></p><p>Non ci rilassammo.</p><p>Jared s�accigli�. �Parlare sarebbe pi� facile, se potessi sentirvi anch�io�.</p><p>Lo scrutai. Non avevo intenzione di ritrasformarmi finch� non fossi stato pi� a mio agio. Finch� non avessi colto il senso della situazione.</p><p>Perch� Collin? Era quella la parte che mi dava maggiori preoccupazioni.</p><p>�Okay. Mi sa che mi limiter� a parlare, allora�, disse Jared. �Jake, vogliamo che torniate con noi�.</p><p>Quil si lasci� sfuggire un guaito, come a confermare la sua affermazione.</p><p>�Avete fatto a pezzi la nostra famiglia. Non doveva andare cos�.</p><p>Non ero del tutto in disaccordo, ma non era quello il punto. Al momento, io e Sam avevamo opinioni troppo distanti e inconciliabili.</p><p>�Sappiamo che ti senti coinvolto nella faccenda dei Cullen. Sappiamo che � un problema. Ma la tua reazione � stata esagerata�.</p><p>Seth ringhi�. <emphasis>Esagerata? E non � altrettanto esagerato attaccare i nostri alleati senza nemmeno avvertirli?</emphasis></p><p><emphasis>Seth, hai mai sentito parlare di faccia da poker? Piantala.</emphasis></p><p><emphasis>Scusa.</emphasis></p><p>Gli occhi di Jared guizzarono su Seth e tornarono su di me. �Sam � intenzionato ad andarci piano, Jacob. Si � calmato, ha parlato con gli altri anziani. Hanno deciso che un�azione immediata non � nell�interesse di nessuno, ora come ora�.</p><p><emphasis>Traduzione: non possono pi� contare sull�effetto sorpresa</emphasis>, pens� Leah.</p><p>Era curioso come i nostri pensieri collettivi fossero nitidi. Il branco era gi� il branco di Sam: da una parte "loro", dall�altra noi. Ne eravamo fuori, divisi. In particolare era strano che fosse Leah a pensare a quel modo, che si considerasse parte del "noi".</p><p>�Billy e Sue sono d�accordo con te, Jacob. Secondo loro possiamo aspettare che Bella si... separi dal problema. Nessuno di noi � cos� tranquillo all�idea di ucciderla�.</p><p>Pure se avevo appena rotto le scatole a Seth per averlo fatto, non potei trattenermi dal ringhiare a mia volta. Quindi non si sentivano esattamente <emphasis>tranquilli</emphasis> all�idea di commettere un omicidio, eh?</p><p>Jared sollev� di nuovo le mani. �Calma, Jake. Sai cosa intendo. Il punto � questo: aspetteremo e valuteremo la situazione al momento giusto. Decideremo pi� in l�, se la... cosa sia un problema�.</p><p><emphasis>Ah</emphasis>, pens� Leah, <emphasis>ma per piacere!</emphasis></p><p><emphasis>Non te la bevi?</emphasis></p><p><emphasis>So cosa pensano, Jake. So cosa pensa</emphasis> Sam. <emphasis>Pensano che Bella morir� comunque. E immaginano che allora sarai cos� furioso...</emphasis></p><p><emphasis>Da guidare io stesso l�attacco.</emphasis> Appiattii le orecchie contro il cranio. Il sospetto di Leah mi parve sensato. E verosimile. Quando e <emphasis>se</emphasis> quella cosa avesse ucciso Bella, sarebbe stato semplicissimo dimenticare gli scrupoli che mi creavo nei confronti della famiglia di Carlisle. A quel punto li avrei considerati ancora una volta dei nemici, nient�altro che parassiti succhiasangue.</p><p><emphasis>Ti rinfrescher� io la memoria</emphasis>, mormor� Seth.</p><p><emphasis>Lo so, moccioso. La questione � se io star� a sentirti.</emphasis></p><p>�Jake?�, chiese Jared.</p><p>Sospirai.</p><p><emphasis>Leah, fai un giro, cos� per sicurezza. Mi faccio una chiacchierata con lui e voglio essere</emphasis> certo <emphasis>che non succeda nient�altro mentre sono in forma umana.</emphasis></p><p><emphasis>Piantala, Jacob. Puoi trasformarti davanti a me. Pi ho gi� visto nudo e non mi fa alcun effetto, perci� non preoccuparti.</emphasis></p><p><emphasis>Non m�interessa se copri o no i tuoi occhietti innocenti, voglio che tu ci copra le spalle. Sparisci.</emphasis></p><p>Leah sbuff� e si lanci� nella foresta. Sentivo i suoi artigli affondare nel suolo, mentre procedeva rapida.</p><p>La nudit� era un inconveniente inevitabile della vita di branco. Nessuno di noi se n�era mai preoccupato prima dell�arrivo di Leah. Poi era diventato imbarazzante. Come noi, Leah riusciva a controllare il proprio umore fino a un certo punto. E come noi, quando s�incazzava esplodeva facendo a brandelli i vestiti. Avevamo dato tutti una sbirciatina. Non che non ne fosse valsa la pena; non ne valeva pi� la pena da quando ci aveva beccato a pensarci.</p><p>Jared e gli altri fissavano con aria diffidente il punto fra i cespugli dov�era scomparsa.</p><p>�Dove va?�, chiese Jared.</p><p>Lo ignorai, chiusi gli occhi e tornai padrone di me stesso. Mi sembrava che tutt�intorno l�aria tremasse, scuotendomi a piccole ondate. Mi sedetti sulle zampe posteriori e scelsi il momento alla perfezione, cos� da ritrovarmi, riprese le sembianze umane, in posizione eretta.</p><p>�Oh�, fece Jared. �Ciao, Jake�.</p><p>�Ciao, Jared�.</p><p>�Grazie per esserti convinto a parlarmi�.</p><p>�Prego�.</p><p>�Vogliamo che torniate con noi, fratello�.</p><p>Quil gua� di nuovo.</p><p>�Non so se � cos� semplice, Jared�.</p><p>�Torna a casa�, disse, teso in avanti. Supplicandomi. �Possiamo sistemare tutto. Questo non � il tuo posto. E fa� che tornino a casa anche Seth e Leah�.</p><p>Risi. �Gi�. Come se non li avessi implorati di farlo sin dal primo momento�.</p><p>Seth, dietro di me, sbuff�.</p><p>Jared incass� il colpo, i suoi occhi tornarono circospetti. �E allora?�.</p><p>Ci pensai su per un minuto, mentre lui aspettava.</p><p>�Non lo so. Ma non sono certo che le cose potrebbero tornare come prima, Jared. Non so come funziona. Non penso di poter accendere e spegnere questa cosa dell�alfa come mi pare e piace. Ho l�impressione che sia permanente�.</p><p>�Sei ancora dei nostri�.</p><p>Inarcai le sopracciglia. �Jared, non possono esserci due alfa nello stesso branco. Ricordi che ci � mancato un pelo ieri sera? L�istinto � troppo competitivo�.</p><p>�Perci� ve la farete con i parassiti per il resto delle vostre vite?�, domand�. �Non avete una casa. Siete rimasti pure senza vestiti�, rilev�. �Avete intenzione di restare lupi per tutto il tempo? Lo sai che a Leah non piace mangiare quando � trasformata�.</p><p>�Leah pu� fare quel che le pare quando ha fame. Ha scelto lei di stare qui. Non dico a nessuno cosa fare, io�.</p><p>Jared sospir�. �Sam � dispiaciuto per com�� andata�.</p><p>Annuii. �Non sono pi� arrabbiato�.</p><p>�Ma?�.</p><p>�Ma non torno, non ora. Aspettiamo e vediamo gli sviluppi. Terremo d�occhio i Cullen finch� lo reputeremo necessario. Perch�, checch� tu ne pensi, non riguarda solo Bella. Stiamo proteggendo quelli che vanno protetti. E fra loro ci sono anche i Cullen�. Una buona parte di loro, perlomeno.</p><p>Seth uggiol� piano, come ad assentire.</p><p>Jared corrug� la fronte. �Immagino non ci sia altro da aggiungere�.</p><p>�Non adesso. Vedremo come si evolvono le cose�.</p><p>A quel punto, Jared si rivolse a Seth, senza pi� badare a me. �Sue mi ha chiesto di dirti, no, di <emphasis>implorarti</emphasis> di tornare a casa. Ha il cuore spezzato. � rimasta completamente sola. Non so come tu e Leah possiate farle una cosa del genere. Abbandonarla cos�, mentre � ancora in lutto per vostro padre...�.</p><p>Seth frign�.</p><p>�Lascialo stare, Jared�.</p><p>�Deve sapere come stanno le cose�.</p><p>Sbuffai. �Giusto�. Non conoscevo nessuno pi� tosto di Sue. Era pi� tosta di mio padre, pi� di me. Tanto tosta da non farsi scrupolo di usare la sensibilit� dei figli per riportarli a casa. Ma non era carino manipolare Seth a quel modo. �Da quante ore Sue � al corrente della situazione? E quante ne ha trascorse con Billy, con il vecchio Quil e con Sam? Gi�, sono certo che sta morendo di solitudine. Ovviamente sei libero di andare se vuoi, Seth. Lo sai�.</p><p>Seth tir� su con il naso.</p><p>Poi, dopo un secondo, drizz� un orecchio verso nord. Leah doveva essere vicina. Dio, se era veloce. Uno, due, e Leah si ferm� di botto nella boscaglia a pochi metri di distanza. Trotterellando, prese posto di fronte a Seth. Se ne stava con il naso all�ins�, per non guardare verso di me.</p><p>Apprezzai.</p><p>�Leah?�, chiese Jared.</p><p>Incroci� il suo sguardo, ritrasse un po� il muso scoprendo i denti.</p><p>Jared non parve sorpreso della sua ostilit�. �Leah, lo sai <emphasis>bene</emphasis> che non vuoi stare qui�.</p><p>Rispose con un ringhio. Le lanciai un�occhiata di ammonimento che non vide nemmeno. Seth gua� e la sfior� con la spalla.</p><p>�Scusa�, fece Jared. �Non dovevo darlo per scontato. Ma tu non hai legami con i succhiasangue�.</p><p>Leah guard� cauta il fratello e poi me.</p><p>�Quindi vuoi tenere d�occhio Seth, l�ho capito�, disse Jared. Osserv� di sfuggita il mio viso, poi torn� a Leah. Forse, come me, si chiedeva il senso della seconda occhiata di Leah. �Ma Jake non lascer� che gli succeda qualcosa, e lui non ha paura�. Jared fece una smorfia. �Comunque sia, Leah, per favore. Vogliamo che torni. Sam vuole che torni�.</p><p>La coda di Leah prese a muoversi a scatti.</p><p>�Sam mi ha detto di implorarti. Mi ha detto di inginocchiarmi, se fosse stato necessario. Vuole che torni, Lee-lee, quella � casa tua�.</p><p>Vidi Leah trasalire quando Jared us� il suo vecchio nomignolo. E poi, alle ultime tre parole, le si rizz� il pelo e inizi� a ringhiare. Non occorreva essere nella sua testa per sentire le imprecazioni che gli stava lanciando. Si potevano quasi riconoscere parola per parola.</p><p>Aspettai che avesse finito. �Azzardo e dico che la casa di Leah � dove lei vuole stare�.</p><p>Lei rugg� ma, dal modo in cui fissava Jared, lo interpretai come una conferma.</p><p>�Ascolta, Jared, siamo ancora una famiglia, okay? Supereremo questa faida, ma fino a quel momento � meglio che rimaniate nel vostro territorio. Tanto per evitare malintesi. Nessuno vuole una rissa in famiglia, no? Neanche Sam, giusto?�.</p><p>�Certo che no�, sbott� Jared. �Rimarremo nel nostro territorio. Ma il <emphasis>tuo</emphasis> qual �, Jacob? Quello dei vampiri?�.</p><p>�No, Jared. Al momento non ho una casa. Ma non preoccuparti, non durer� per sempre�. Dovetti fare un respiro. �Non resta molto tempo, okay? Poi probabilmente i Cullen se ne andranno, e Seth e Leah torneranno a casa�.</p><p>Leah e Seth guairono assieme, voltandosi in sincrono verso di me.</p><p>�E tu, Jacob?�.</p><p>�Torner� nella foresta, penso. Non posso stare a La Push. La presenza di due alfa creerebbe troppa tensione. E poi, era la mia idea gi� prima che scoppiasse questo casino�.</p><p>�E se avessimo bisogno di parlare?�, chiese Jared.</p><p>�Ululate, ma non superate i confini, okay? Verremo noi. E comunque non occorre che Sam mandi una delegazione cos� folta. Non vogliamo uno scontro�.</p><p>Jared, accigliato, annu�. Non gli andava che fossi io a stabilire le condizioni per Sam. �Ci vediamo, Jake. Oppure no�.</p><p>Sconsolato, accenn� un saluto.</p><p>�Aspetta, Jared. Embry sta bene?�.</p><p>Sul viso gli pass� un�espressione sorpresa. �Embry? Certo che sta bene. Perch�?�.</p><p>�Mi chiedevo solo come mai Sam abbia mandato Collin�.</p><p>Osservai la sua reazione, ancora sospettosa. Nei suoi occhi vidi un lampo di consapevolezza, ma non del tipo che mi sarei aspettato.</p><p>�Non sono pi� affari tuoi, Jake�.</p><p>�Suppongo di no. Ero solo curioso�.</p><p>Con la coda dell�occhio notai una contrazione, ma feci finta di niente, perch� non volevo tradire Quil. Avevo toccato il tasto giusto.</p><p>�Comunicher� a Sam le tue... istruzioni. Ciao, Jacob�.</p><p>Sospirai. �S�. Ciao, Jared. Ehi, di� a mio padre che sto bene, okay? Che mi dispiace e che gli voglio bene�.</p><p>�Riferir� anche questo�.</p><p>�Grazie�.</p><p>�Forza, ragazzi�, disse Jared. Si volt� e per trasformarsi si allontan�, perch� c�era Leah.</p><p>Paul e Collin lo seguirono, ma Quil esitava. Guaiva piano e mi avvicinai a lui.</p><p>�S�, anche tu mi manchi, fratello�.</p><p>Lui fece qualche passo verso di me a capo chino, come fosse imbronciato. Gli diedi un colpetto sulla spalla.</p><p>�Andr� tutto bene�.</p><p>Uggiol�.</p><p>�Di� a Embry che vi vorrei tanto al mio fianco�.</p><p>Annu� e poi mi premette il naso sulla fronte. Leah sbuff�. Quil alz� gli occhi ma, anzich� lei, guard� indietro, dove erano spariti gli altri.</p><p>�S�, vai a casa�, gli dissi.</p><p>Quil gua� ancora e poi part� dietro agli altri. La pazienza di Jared, ci avrei scommesso, non era infinita.</p><p>Non appena se ne fu andato, lasciai che il calore accumulato al centro del mio corpo si diffondesse fino agli arti. Una vampata e mi ritrovai a quattro zampe.</p><p><emphasis>Ancora un po� e rischiavate di sbaciucchiarvi</emphasis>, ridacchi� Leah sotto i baffi.</p><p>La ignorai.</p><p><emphasis>Tutto bene?</emphasis>, chiesi a entrambi. Mi scocciava parlare a nome loro senza sentire esattamente cosa pensavano. Non volevo dare niente per scontato. Non volevo essere come Jared. <emphasis>Ho detto qualcosa che non volevate?</emphasis> Non <emphasis>ho detto qualcosa che avrei dovuto dire?</emphasis></p><p><emphasis>Sei andato alla grande, Jake!</emphasis>, m�incit� Seth.</p><p><emphasis>Avresti potuto picchiare Jared</emphasis>, pens� Leah. <emphasis>Non avrei obiettato.</emphasis></p><p><emphasis>Ho l�impressione di sapere perch� Embry non ha avuto il permesso di venire</emphasis>, pens� Seth.</p><p>Non capivo. <emphasis>In che senso?</emphasis></p><p><emphasis>Jake, hai visto Quil? � straziato, no? Scommetto che Embry � ancora pi� sconvolto. E quel che � peggio, Embry non ha Claire. Non c�� alcun rischio che Quil prenda e se ne vada da La Push. Embry invece potrebbe. Perci� Sam non vuole rischiare che abbandoni la nave alla prima occasione. Non vuole che il nostro branco diventi pi� numeroso del suo.</emphasis></p><p><emphasis>Sul serio la pensi cos�? A Embry non dispiacerebbe fare a pezzi qualcuno dei Cullen.</emphasis></p><p><emphasis>Ma � tuo amico, Jake. Lui e Quil preferirebbero stare al tuo fianco in battaglia, non si metterebbero mai contro di te.</emphasis></p><p><emphasis>Be�, allora mi fa piacere che Sam lo abbia trattenuto a casa. Questo branco � gi� abbastanza numeroso.</emphasis> Sospirai. <emphasis>Okay. Allora, per il momento</emphasis><emphasis>� tutto a posto. Seth, ti scoccia tenere d�occhio la situazione per un po�? Io e Leah abbiamo bisogno di una bella dormita. Sembravano in buona fede, ma chiss�? Magari era solo un modo per sviarci.</emphasis></p><p>Non ero sempre cos� paranoico, per� ricordavo con quale seriet� Sam si fosse assunto quell�impegno. Il suo unico obiettivo era distruggere il pericolo che credeva imminente. Avrebbe approfittato del fatto che ora poteva mentirci?</p><p><emphasis>Nessun problema!</emphasis> Seth era sempre smanioso di rendersi utile. <emphasis>Vuoi che spieghi la situazione ai Cullen? Probabilmente sono ancora tesi.</emphasis></p><p><emphasis>Ci penso io. Devo andare a controllare.</emphasis></p><p>Afferrarono le immagini che mi frullavano nel cervello fuso.</p><p>Seth gua� per la sorpresa.</p><p>Leah cominci� a scuotere la testa da una parte e dall�altra come se cercasse di scacciare la visione. <emphasis>� la cosa pi� vomitevole che abbia sentito in vita mia. Che schifo. Se avessi qualcosa nello stomaco sarebbe gi� tornato su.</emphasis></p><p><emphasis>Sono vampiri</emphasis>, afferm� Seth dopo un minuto, come per bilanciare la reazione di Leah. <emphasis>Insomma, � logico. E se serve a Bella, � positivo, no?</emphasis></p><p>Sia io che Leah lo fissammo.</p><p><emphasis>Cosa?</emphasis></p><p><emphasis>Da piccolo, mamma lo ha fatto cadere tante volte</emphasis>, mi disse Leah.</p><p><emphasis>Ha picchiato la testa, a quanto pare.</emphasis></p><p><emphasis>Rosicchiava anche le sbarre del lettino.</emphasis></p><p><emphasis>E succhiava la vernice?</emphasis></p><p><emphasis>Cos� sembra</emphasis>, pens�.</p><p>Seth sbuff�. <emphasis>Spiritosi. Perch� voi due non chiudete il becco e non vi fate un bel sonno?</emphasis></p></section><section><title><p>14</p><p>Capisci che gira male quando ti senti in colpa per essere stato sgarbato con i vampiri</p></title><p>Quando tornai a casa Cullen non c�era nessuno ad aspettarmi sulla porta. Che fossero ancora in stato di allerta?</p><p><emphasis>Va tutto alla grande</emphasis>, pensai, sfiancato.</p><p>D�un tratto, in quello scenario che ormai mi era diventato familiare, notai un piccolo cambiamento. Sul primo gradino della scalinata, all�ingresso, c�era un cumulo di panni dai colori chiari. Mi avvicinai a grandi passi per indagare. Trattenendo il respiro, perch� si trattava di stoffa impregnata del fetore dei vampiri, avvicinai il naso al mucchio variopinto.</p><p>Erano vestiti! Quando avevo tagliato la corda, Edward doveva aver percepito la mia irritazione. Be�, era... gentile. E strano.</p><p>Con fare circospetto, li afferrai fra i denti e � bleah! � me li trascinai fra gli alberi. Metti caso che fosse uno scherzetto della psicopatica bionda e trovassi solo roba da femmine. Chiss� quanto si sarebbe divertita nel vedere la mia espressione mentre me ne stavo nudo, davanti a lei, con in mano un prendisole.</p><p>Al riparo della boscaglia lasciai cadere il mucchio puzzolente e ripresi le sembianze umane. Scrollai i vestiti e li sbattei sugli alberi, per cacciare via un po� di quel fetore. Erano abiti maschili: un paio di pantaloni marroni e una camicia bianca elegante. Forse un po� troppo corti, ma non era il caso di protestare. Dovevano essere di Emmett. Arrotolai le maniche della camicia, ma non potei fare molto con i pantaloni. Pazienza.</p><p>Ammetto che mi sentivo molto meglio con dei vestiti addosso, pure se puzzavano e non mi cadevano a pennello. Era dura non poter semplicemente fare un salto a casa per prendere un paio di vecchi pantaloni da ginnastica. Di nuovo senza dimora, di nuovo senza un posto dove tornare. E senza averi, cosa che al momento non mi creava chiss� quali problemi, ma presto, con ogni probabilit�, sarebbe stata una bella seccatura.</p><p>Esausto, salii i gradini della veranda dei Cullen, con indosso quegli stravaganti abiti usati, ma quando fui davanti alla porta esitai. Avevo bussato? Che scemo, sapevano che ero l�. Chiss� perch� nessuno mi dava un segno, dicendomi �Entra pure� o �Sparisci�. Bah. Feci spallucce e varcai la soglia.</p><p>Altri cambiamenti. In soli venti minuti la stanza era tornata alla normalit�, o quasi. L�enorme schermo piatto era acceso, pure se a volume basso: passava un film sentimentale che nessuno sembrava guardare. Carlisle ed Esme erano alla vetrata che dava sul retro, nuovamente aperta sul fiume. Alice, Jasper ed Emmett non c�erano, ma li sentivo bisbigliare al piano di sopra. Bella era distesa sul divano, come il giorno prima, ma attaccati a lei c�erano solo un tubo e una flebo che penzolava dietro la spalliera. Era avvolta in un paio di piumini, sembrava un burrito. A quanto pareva mi avevano dato retta. Rosalie era seduta per terra a gambe incrociate, vicino alla testa di Bella. Edward stava all�altro capo del divano, con i piedi di lei in grembo. Quando entrai, alz� lo sguardo e sorrise � insomma, mosse appena le labbra � quasi soddisfatto.</p><p>Bella non mi aveva sentito. Come lui alz� gli occhi e sorrise. Il suo volto s�illumin�. Da quanto tempo non era cos� contenta di vedermi?</p><p>Cosa le era successo? Maledizione! Si era <emphasis>sposata</emphasis>, felicemente per giunta, e amava il suo vampiro alla follia. Ciliegina sulla torta, era pure incinta.</p><p>E allora perch� diavolo tutto quell�entusiasmo nel vedermi? Come se valicando quella porta avessi dato un senso alla sua giornata.</p><p>Se solo se ne fosse fregata... O meglio, se non mi avesse voluto nei paraggi. Per me sarebbe stato molto pi� semplice starle lontano.</p><p>Edward sembrava d�accordo: ultimamente eravamo fin troppo spesso sulla stessa lunghezza d�onda. Pazzesco. Corrug� la fronte quando lei mi abbagli� con un sorriso.</p><p>�Volevano solo parlare�, mormorai a fatica, con voce esausta. �Niente attacchi in vista�.</p><p>�S�, rispose Edward. �Ho sentito quasi tutto�.</p><p>A quelle parole, mi rianimai. Ci eravamo allontanati di qualche chilometro. �Come?�.</p><p>�Ormai ti sento con pi� chiarezza: � una questione di familiarit� e concentrazione. E poi, quando hai sembianze umane mi � pi� facile carpire i tuoi pensieri. Perci� ho afferrato quasi tutto quello che � successo l� fuori�.</p><p>�Ah�. La cosa un po� mi scocciava, ma senza una buona ragione, perci� ci passai sopra. �Bene. Odio ripetermi�.</p><p>�Ti direi di andare a dormire un po��, fece Bella, �ma ho l�impressione che fra non pi� di sei secondi sverrai qui per terra, quindi non ne vale nemmeno la pena�.</p><p>Era impressionante come fosse cambiata la sua voce, quanto sembrasse pi� vigorosa. Avvertii un odore di sangue fresco e vidi che stringeva in mano il bicchiere. Quanto sangue occorreva? Esaurite le scorte, sarebbero andati a chiederne un po� in prestito ai vicini?</p><p>Mi diressi verso la porta, contando i secondi. �Un Mississippi... due Mississippi...�.</p><p>�Attento a non cadere nel fiume, cagnaccio�, borbott� Rosalie.</p><p>�Sai come si fa ad annegare una bionda, Rosalie?�, le chiesi senza fermarmi n� voltarmi a guardarla. �Basta incollare uno specchio sul fondo di una piscina�.</p><p>Udii Edward ridacchiare quando mi chiusi la porta alle spalle. Il suo umore sembrava migliorare in modo parallelo alla salute di Bella.</p><p>�Gi� sentita�, url� Rosalie.</p><p>Mi trascinai gi� per gli scalini: il mio unico obiettivo era quello di spingermi fra gli alberi, abbastanza lontano per respirare di nuovo aria pura. Avrei mollato i vestiti da qualche parte, non troppo distante da casa, per usarli al momento debito. Meglio che assicurarmeli alla gamba. E poi, cos�, non avrei dovuto trascinarmi dietro l�odore. Mentre armeggiavo con la chiusura della camicia, pensai che i bottoni non si addicevano allo stile di un licantropo. Arrancando per il prato, ascoltai le voci.</p><p>�Dove vai?�, chiese Bella.</p><p>�Mi sono dimenticato di dirgli una cosa�.</p><p>�Lascialo dormire. Quello che devi dirgli pu� aspettare�.</p><p>Ecco, <emphasis>per favore</emphasis>, lascia dormire Jacob.</p><p>�Ci vorr� un attimo�.</p><p>Mi voltai lentamente. Edward era gi� fuori dalla porta. Mi si avvicin� con un�espressione che sembrava chiedere scusa.</p><p>�Cavolo, e <emphasis>ora</emphasis> che c��?�.</p><p>�Mi dispiace�, disse e poi esit�, incerto su come plasmare i pensieri in parole.</p><p><emphasis>Cosa ti passa per la testa, leggipensieri?</emphasis></p><p>�Prima, mentre parlavi con i rappresentanti di Sam�, mormor�, �facevo la cronaca minuto per minuto a Carlisle, Esme e gli altri. Erano preoccupati...�.</p><p>�Ascolta, non abbasseremo la guardia. Noi crediamo a Sam, ma voi non siete costretti a fidarvi. Terremo comunque gli occhi aperti�.</p><p>�No, no, Jacob. Non � quello. Ci fidiamo del tuo giudizio. Esme � in pena per gli stenti che il tuo branco � costretto a subire. Mi ha chiesto di parlartene in privato�.</p><p>Mi colse in contropiede. �Stenti?�.</p><p>�In particolare la faccenda dell�essere <emphasis>senza casa.</emphasis> � turbata per le vostre... privazioni�.</p><p>Sbuffai. Mamma vampira era una chioccia bizzarra. �Siamo coriacei. Dille di non preoccuparsi�.</p><p>�Vorrebbe rendersi utile. Se ho ben capito, a Leah non piace mangiare quando assume le sembianze di lupo, vero?�.</p><p>�E?�, domandai.</p><p>�Be�, abbiamo cibo normale, per umani, insomma. Sai, � per salvare le apparenze e ovviamente anche per Bella. Leah pu� servirsene a piacimento. E anche voi�.</p><p>�Riferir�.</p><p>�Leah ci odia�.</p><p>�Quindi?�.</p><p>�Quindi, cerca di riferirglielo in modo che almeno prenda in considerazione la proposta, se non ti dispiace�.</p><p>�Far� il possibile�.</p><p>�E poi c�� la questione dei vestiti�.</p><p>Guardai quelli che indossavo. �Ah, s�. Grazie�. Non era cortese dirgli quanto puzzavano.</p><p>Accenn� un sorriso. �Be�, su quel fronte, possiamo provvedere a tutti i vostri bisogni. Alice ci permette raramente di indossare due volte la stessa cosa. Abbiamo pile di vestiti nuovi di zecca destinati alla beneficenza e immagino che Leah abbia pi� o meno la stessa taglia di Esme�.</p><p>�Non sono sicuro che le andrebbe a genio l�idea di indossare gli abiti smessi di una succhiasangue. Sai, lei non � pragmatica quanto me�.</p><p>�Confido che tu possa presentarle la proposta sotto la luce migliore. L�offerta comprende qualsiasi oggetto materiale di cui possiate avere bisogno, mezzi di trasporto, qualsiasi cosa. Incluse le docce, se preferite dormire all�aperto. Per favore, considera che potete beneficiare di tutti gli agi di una casa�.</p><p>Termin� la frase sommessamente, non perch� si sforzasse di mantenere un tono pacato, ma con una specie di sincera emozione nella voce.</p><p>Lo guardai per un secondo battendo le palpebre per il sonno. ��, ehm, gentile da parte vostra. Di� a Esme che le siamo grati per, uhm, il pensiero. Ma il fiume interseca il perimetro che controlliamo e tanto ci basta a mantenerci puliti. Grazie�.</p><p>�Se comunque avessi voglia di riferirglielo...�.</p><p>�Certo, certo�.</p><p>�Grazie�.</p><p>Non feci in tempo a voltarmi che rimasi impietrito allo scoccare di uno strillo flebile e straziante provenire dalla casa. Quando mi girai di nuovo, era gi� sparito.</p><p><emphasis>Che altro</emphasis> era successo?</p><p>Gli andai dietro, trascinandomi come uno zombie. E usando l�unico neurone rimasto sveglio. Non avevo scelta. C�era qualcosa che non andava. Dovevo controllare cosa. A costo di stare peggio.</p><p>Sembrava inevitabile.</p><p>Entrai per l�ennesima volta. Bella ansimava, rannicchiata sull�escrescenza che aveva al centro del corpo. Rosalie la teneva ferma mentre Edward, Carlisle ed Esme le stavano assiepati attorno. Un movimento guizzante cattur� il mio sguardo: Alice, in cima alle scale, guardava gi� premendosi le mani sulle tempie. Era strano, era come se qualcosa le sbarrasse la strada.</p><p>�Dammi un secondo, Carlisle�, rantol� Bella.</p><p>�Bella�, disse il dottore, ansioso, �ho sentito il rumore di qualcosa che s�incrinava. Devo dare un�occhiata�.</p><p>�Quasi sicuramente...�, ansim�, �una costola. Ahi. S�. Qui�. Indic� un punto sul suo lato sinistro, badando bene a non toccare.</p><p>La cosa le stava spezzando le <emphasis>ossa.</emphasis></p><p>�Devo farti una lastra. Potrebbero esserci dei frammenti. Non vogliamo che ti perfori qualcosa�.</p><p>Bella fece un respiro profondo. �Okay�.</p><p>Rosalie la sollev� con cautela. Edward sembrava sul punto di litigare, ma Rosalie digrign� i denti e ringhi�: �L�ho gi� presa�.</p><p>Quindi se Bella era pi� forte, lo era anche la cosa. Se moriva di fame uno, moriva di fame anche l�altra. La guarigione funzionava allo stesso modo. Non c�era modo di vincerla.</p><p>La bionda port� Bella in cima alle scale in un baleno. Carlisle ed Edward la seguirono. Nessuno si accorse che me ne stavo sulla soglia, esterrefatto.</p><p>E cos�, oltre a una banca del sangue, avevano pure un apparecchio per le radiografie? Mi sa che il dottore si portava il lavoro a casa.</p><p>Ero troppo stanco per seguirli, troppo stanco per muovermi. Mi appoggiai alla parete e scivolai sul pavimento. La porta era ancora aperta. Puntai il naso in quella direzione e resi grazie per l�aria pulita che entrava. Reclinai la testa contro lo stipite, in ascolto.</p><p>Sentivo il rumore dell�apparecchio per le radiografie al piano di sopra. O forse lo immaginai soltanto. Poi udii dei passi leggerissimi provenire dalle scale. Non mi voltai per vedere quale vampiro fosse.</p><p>�Vuoi un cuscino?�, domand� Alice.</p><p>�No�, bofonchiai. Perch� volevano essere ospitali a tutti i costi? Mi mettevano a disagio.</p><p>�Non sembri comodo�, osserv�.</p><p>�Infatti�.</p><p>�E allora perch� non ti sposti?�.</p><p>�Sono stanco. Perch� non sei di sopra assieme agli altri?�, rilanciai.</p><p>�Ho mal di testa�, rispose.</p><p>Mi voltai a guardarla.</p><p>Alice era una cosetta minuscola. Delle dimensioni di un mio braccio, pi� o meno. Cos� incurvata sembrava ancora pi� piccola. Aveva il viso contratto.</p><p>�I vampiri hanno mal di testa?�.</p><p>�Quelli normali no�.</p><p>Sbuffai. Vampiri normali.</p><p>�Com�� che non stai pi� sempre appiccicata a Bella?�, le chiesi. Pi� che una domanda, formulavo un�accusa. Non ci avevo ancora pensato perch� avevo ben altro per la testa, ma trovavo strano che Alice non fosse mai con Bella, almeno da quando bazzicavo nei paraggi. Forse, se al suo fianco ci fosse stata Alice, non ci sarebbe stata Rosalie. �Pensavo foste cos�, intrecciai due dita.</p><p>�Come ti ho gi� detto�, si rannicchi� per terra non lontano da me, prendendosi le ginocchia magrissime fra le braccia magrissime, �ho mal di testa�.</p><p>�� Bella che te lo fa venire?�.</p><p>�S�.</p><p>Corrugai la fronte. Ero troppo stanco per gli indovinelli. Mi girai di nuovo verso l�aria fresca e chiusi gli occhi.</p><p>�Non � Bella, in verit�, si corresse. ��... il feto�.</p><p>Ah, qualcun altro che la pensava come me. Fu piuttosto semplice stanarla. Aveva pronunciato la parola a denti stretti, proprio come Edward.</p><p>�Non riesco a vederlo�, si lasci� andare, come se stesse parlando fra s�. Per quanto ne sapeva, potevo gi� essere bello che andato. �Quando si tratta di lui non vedo niente. Proprio come quando si tratta di te�.</p><p>Con un fremito, serrai i denti. Non mi piaceva essere paragonato alla creatura.</p><p>�Ci va di mezzo anche Bella. � talmente presa da lui che la vedo... annebbiata. Come in una TV sintonizzata male, quando ti sforzi di mettere a fuoco le persone che sfarfallano sullo schermo. Guardarla mi distrugge la testa. E per di pi� riesco a vedere solo con pochi minuti d�anticipo. Il... feto � una parte troppo importante del suo futuro. Quando ha deciso, quando ha capito di volerlo, si � offuscata. Mi sono spaventata a morte�.</p><p>Tacque per un secondo e poi aggiunse: �Devo ammettere che � un sollievo averti vicino... anche se puzzi di cane. Non vedo niente. � come avere gli occhi chiusi. Tramortisce il mal di testa�.</p><p>�Lieto di esserle utile, signora�, mormorai.</p><p>�Mi domando cos�abbia in comune con te, perch� siate uguali, in quel senso�.</p><p>Un�improvvisa vampata di calore m�invase le ossa. Serrai i pugni per tenere a bada il tremito.</p><p>�Non ho niente in comune con quel succhiavita�, dissi fra i denti.</p><p>�<emphasis>Qualcosa</emphasis> s�.</p><p>Non risposi. Il calore stava gi� evaporando. Ero troppo sfinito per mantenere la rabbia.</p><p>�Non ti scoccia se resto seduta accanto a te, vero?�, chiese.</p><p>�Direi di no. Tanto c�� comunque puzza�.</p><p>�Grazie�, disse. �Credo sia il rimedio migliore, visto che non posso prendere l�aspirina�.</p><p>�Puoi stare zitta? Stavo cercando di dormire�.</p><p>Non rispose, di colpo cal� il silenzio. Crollai nel giro di pochi secondi.</p><empty-line/><p>Sognai che morivo di sete. Di fronte a me c�era un bel bicchiere d�acqua fredda, la condensa colava ai lati. Afferravo il bicchiere e buttavo gi� una gran sorsata, solo che immediatamente mi accorgevo che non era acqua, ma candeggina. Sputavo spruzzandola dappertutto, e un po� mi usciva dal naso. Bruciava. Avevo il naso in fiamme.</p><p>Il dolore mi svegli� e ricordai dove mi ero appisolato. La puzza era piuttosto intensa, considerato che non ero dentro casa. E poi quel rumore. Qualcuno rideva troppo forte. Una risata familiare, ma che non s�intonava all�odore.</p><p>Con un gemito, aprii gli occhi. Vidi il cielo grigio cupo: era giorno, ma non avevo indizi per intuire che ora fosse. Forse il tramonto: era piuttosto buio.</p><p>�Finalmente�, mormor� Rosalie, non lontana. �Cominciavo ad averne abbastanza della motosega�.</p><p>Mi girai su un fianco e mi sedetti.</p><p>Nel frattempo, capii da dove veniva l�odore. Qualcuno mi aveva messo un cuscino di piume sotto la faccia. Probabilmente era un tentativo di dimostrare gentilezza. A meno che non fosse stata Rosalie.</p><p>Quando mi liberai dalle piume puzzolenti, colsi altri profumi. Pancetta e cannella, mescolati all�odore dei vampiri.</p><p>Battei le palpebre entrando nella stanza.</p><p>Le cose non erano cambiate di molto, a parte che Bella era seduta al centro del divano e la flebo era sparita. La bionda sedeva ai suoi piedi, la testa poggiata alle sue ginocchia. La naturalezza con cui la toccavano mi dava ancora i brividi, bench�, considerato come stavano le cose, la mia fosse una reazione da decerebrato. Edward, accanto a lei, le teneva la mano. Anche Alice era per terra, come Rosalie. La sua espressione non era pi� contratta. Il perch� era semplice: aveva trovato un altro antidolorifico.</p><p>�Ehi, Jake � tornato fra noi!�, squitt� Seth.</p><p>Era seduto anche lui accanto a Bella, un braccio disinvolto attorno alla sua spalla e, in grembo, un piatto strabordante di cibo.</p><p>Ma che cavolo...?</p><p>�Era venuto a cercarti�, mi disse Edward mentre mi alzavo. �Ed Esme lo ha convinto a fermarsi per la colazione�.</p><p>Seth afferr� la mia espressione e si affrett� a spiegare. �S�, Jake. Volevo solo vedere se era tutto a posto, dato che non ti eri ritrasformato. Leah si stava preoccupando. Le ho detto che probabilmente eri crollato dal sonno mentre eri ancora umano, ma sai com�� fatta. Comunque, avevano tutto questo cibo e, cavolo�, si rivolse a Edward, �amico, tu s� che sai cucinare�.</p><p>�Grazie�, mormor� Edward.</p><p>Inspirai lentamente, cercando di ammorbidire la tensione della mascella. Non riuscivo a togliere gli occhi dal braccio di Seth.</p><p>�Bella aveva freddo�, disse piano Edward.</p><p>D�accordo. Non erano affari miei. Lei non era mia.</p><p>Seth sent� il commento di Edward, mi guard� e di colpo decise che per mangiare gli servivano entrambe le mani. Lev� il braccio dalla spalla di Bella e si tuff� sul cibo. Mi avvicinai al divano, cercando di orientarmi.</p><p>�Leah � di ronda?�, chiesi a Seth. Avevo ancora la voce impastata di sonno.</p><p>�S�, rispose masticando. Anche lui indossava vestiti nuovi. Gli stavano meglio che a me. �� tutto sotto controllo. Tranquillo. Se succede qualcosa, ci avverte ululando. Ci siamo dati il cambio verso mezzanotte. Ho corso per dodici ore�. Ne era orgoglioso e il suo tono di voce lo confermava.</p><p>�Mezzanotte? Aspetta un attimo... che ora �?�.</p><p>�L�alba, pi� o meno�. Guard� fuori dalla finestra, per verificare.</p><p><emphasis>Maledizione.</emphasis> Avevo dormito per quel che rimaneva del giorno e per tutta la notte... che pollo. �Merda. Scusami, Seth. Sul serio. Avresti dovuto svegliarmi a calci�.</p><p>�Nah, avevi bisogno di dormire. Da quand�� che non ti prendevi una pausa? Dall�ultima notte in cui sei stato di ronda per Sam? Tipo quaranta ore? Cinquanta? Non sei una macchina, Jake. E poi non ti sei perso proprio niente�.</p><p>Proprio niente? Lanciai una rapida occhiata a Bella. Aveva ripreso il suo colorito. Pallido, ma ravvivato da una sfumatura rosea. Anche le labbra erano di nuovo accese. E i capelli, pi� lucidi, avevano un aspetto migliore. Si accorse che la scrutavo nei minimi particolari e mi sorrise.</p><p>�Come va la costola?�, le chiesi.</p><p>�Fasciata per bene. Neanche la sento�.</p><p>Alzai gli occhi al cielo. Sentii che Edward digrignava i denti e intuii che il vizio di minimizzare qualsiasi cosa lo mandava in bestia quanto me.</p><p>�Cosa c�� per colazione?�, chiesi sarcastico. �0 negativo oppure AB positivo?�.</p><p>Mi fece una linguaccia. Era di nuovo lei. �Omelette�, rispose, ma i suoi occhi ebbero un guizzo e vidi il bicchiere di sangue incuneato fra la sua gamba e quella di Edward.</p><p>�Va� a fare colazione, Jake�, mi disse Seth. �In cucina c�� di tutto. Devi essere affamato�.</p><p>Esaminai il cibo che aveva in grembo. Mezza omelette al formaggio e un quarto di un gigantesco tortino alla cannella. Il mio stomaco rumoreggi�, ma lo ignorai.</p><p>�Cos�ha avuto Leah per colazione?�, chiesi critico a Seth.</p><p>�Ehi, le ho portato da mangiare prima di soddisfare la mia pancia�, si difese. �Ha detto che avrebbe preferito divorare una carcassa putrida, ma scommetto che ha ceduto. Questo tortino alla cannella...�. Sembrava avesse perso le parole.</p><p>�Allora vado a caccia con lei�.</p><p>Quando mi voltai per andarmene, Seth sospir�.</p><p>�Puoi aspettare un attimo, Jacob?�.</p><p>Era Carlisle perci�, quando mi girai di nuovo, la mia espressione non era irriverente come lo sarebbe stata se mi avesse bloccato qualcun altro.</p><p>�S�?�.</p><p>Carlisle si avvicin� mentre Esme si spostava nell�altra camera. Si ferm� a pochi passi da me: una distanza di poco superiore rispetto a quella fra due umani impegnati in una conversazione. Apprezzai che mi lasciasse il mio spazio.</p><p>�A proposito di caccia�, cominci� con tono cupo. �Per la mia famiglia comincia a diventare un problema. Mi rendo conto che al momento la tregua non � in vigore, perci� volevo il tuo parere. Sam ci dar� la caccia fuori dal perimetro che hai creato? Non vogliamo correre il rischio di fare del male a un tuo familiare n� di perdere qualcuno dei nostri. Se fossi nei miei panni, come procederesti?�.</p><p>Mi sorprese il modo in cui mi pose la questione. Che ne sapevo di com�era essere nei panni firmati di un succhiasangue? In effetti, per�, conoscevo Sam.</p><p>�� un rischio�, dissi, cercando di ignorare gli altri occhi puntati su di me e di rivolgermi solo a lui. �Sam ha calmato gli animi, ma sono certo che nella sua testa il patto non vale pi�. Finch� sar� convinto che la trib�, o qualsiasi altro essere umano, � in pericolo, non si far� tanti scrupoli, non so se mi spiego. Per�, tutto sommato, la sua priorit� resta La Push. E in realt� non sono abbastanza numerosi per vigilare come si deve sulla gente e contemporaneamente organizzare battute di caccia troppo pericolose. Credo che non si allontaner� molto�.</p><p>Carlisle annu� pensieroso.</p><p>�Perci�, se posso dire la mia, uscite tutti assieme, non si sa mai. E magari di giorno, perch� noi aspetteremmo il calare della notte. Classiche cose da vampiri. Siete veloci: vi basta superare le montagne e cacciare lontano. � improbabile che mandi qualcuno fin laggi��.</p><p>�E Bella rester� da sola? Indifesa?�.</p><p>Grugnii. �E noi che ci facciamo qui?�.</p><p>Carlisle rise, ma torn� subito serio. �Jacob, non puoi combattere contro i tuoi fratelli�.</p><p>Mi rabbuiai. �Non dico che non sar� dura, ma se venissero per ucciderla sarei in grado di fermarli�.</p><p>Carlisle scosse la testa, ansioso. �No, non intendevo dire che non saresti in grado. Ma sarebbe sbagliato. Non posso avere una cosa simile sulla coscienza�.</p><p>�Non ce l�avresti tu, dottore. Ce l�avrei io. E potrei sopportarlo�.</p><p>�No, Jacob. Agiremo in modo che non sia necessario�. Aggrott� la fronte, meditabondo. �Andremo tre alla volta�, decise dopo un secondo. �Probabilmente � la cosa migliore�.</p><p>�Non lo so, dottore. Separarsi non � esattamente una strategia vincente�.</p><p>�Useremo le nostre doti per bilanciare l�inferiorit� numerica. Se Edward sar� uno dei tre, potr� garantirci la sicurezza nel raggio di qualche chilometro�.</p><p>Fissammo entrambi Edward. La sua espressione costrinse Carlisle a rimangiarsi quanto detto.</p><p>�Sono certo che ci siano anche altri modi, naturalmente�, aggiunse Carlisle. Nessun bisogno fisico era tanto impellente da costringere Edward ad allontanarsi da Bella. �Alice, immagino che tu possa vedere quali percorsi dovremmo evitare�.</p><p>�Facile�, annu� Alice, �quelli che scompaiono�.</p><p>Edward, che si era irrigidito sentendo il primo piano fatto da Carlisle, si rilass�. Bella lanci� un�occhiata dimessa ad Alice, con la piccola ruga che le si formava fra gli occhi quando era ansiosa.</p><p>�Bene, allora�, dissi. �� tutto sistemato. Io mi rimetto in marcia. Seth, ti aspetto al crepuscolo, quindi schiaccia un pisolino, okay?�.</p><p>�Certo, Jake. Mi ritrasformo appena finisco. A meno che...�, esit�, guardando Bella. �Hai bisogno di me?�.</p><p>�Ha le coperte�, sbottai.</p><p>�Sto bene, Seth, grazie�, fu la pronta risposta di Bella.</p><p>In quel momento Esme torn� nella stanza con un piatto in mano. Si ferm� titubante dietro il gomito di Carlisle, puntandomi in faccia gli occhioni dorati. Mi porse il piatto, avvicinandosi cauta.</p><p>�Jacob�, disse piano. La sua voce non era penetrante come quella degli altri. �So che per te � poco appetitosa l�idea di mangiare qui, per via dell�odore. Ma mi sentirei meglio se portassi con te un po� di cibo. So che non puoi tornare a casa e la colpa � nostra. Per favore... allevia il mio rimorso, almeno in parte. Prendi qualcosa da mangiare�. Mi porse il cibo, il volto tenero e supplichevole. Pure se non dimostrava pi� dei suoi venti e rotti anni, e sebbene fosse chiarissima di pelle, di colpo qualcosa nella sua espressione mi ricord� mia madre.</p><p>Cavolo.</p><p>�Certo, certo�, farfugliai. �Mi sa... Forse Leah ha ancora fame�.</p><p>Allungai una mano per afferrare il cibo, tenendola a distanza. Lo avrei mollato sotto a un albero o chiss� che altro. Ma non volevo che ci rimanesse male.</p><p>Poi mi ricordai di Edward.</p><p><emphasis>Non dirle niente! Falle credere che l�ho mangiato.</emphasis></p><p>Non lo guardai per accertarmi che fosse d�accordo. Era meglio che lo <emphasis>fosse.</emphasis> Il succhiasangue era in debito con me.</p><p>�Grazie, Jacob�, disse Esme, sorridendomi. Come potevano esserci delle <emphasis>fossette</emphasis> su un volto di pietra, maledizione?</p><p>�Ehm, grazie a te�, dissi. Mi sentii avvampare in viso, pi� del solito.</p><p>Ecco cosa succedeva a frequentare i vampiri: ci si abituava a loro. Iniziavano a crearti confusione, a far vacillare la tua maniera di vedere il mondo. Cominciavano a comportarsi da amici.</p><p>�Torni pi� tardi, Jake?�, mi chiese Bella mentre cercavo di tagliare la corda.</p><p>�Uhm, non lo so�.</p><p>Strinse le labbra, come per trattenere un sorriso. �Dai... Potrei avere freddo�.</p><p>Inspirai dal naso e poi mi resi conto, troppo tardi, che non era stata una buona idea. Feci una smorfia. �Forse�.</p><p>�Jacob?�, chiam� Esme. Mentre mi avvicinavo all�uscita lei riprese a parlarmi, seguendomi a qualche passo di distanza. �Ho lasciato una cesta di vestiti in veranda. Sono per Leah. Sono appena lavati, ho cercato di toccarli il meno possibile�. Aggrott� le sopracciglia. �Ti dispiace portarglieli?�.</p><p>�Pure�, bofonchiai e poi me la squagliai, prima che qualcun altro chiedesse un favore facendo leva sul mio senso di colpa.</p></section><section><title><p>15</p><p>Tic tac tic tac tic tac</p></title><p><emphasis>Ehi, Jake, pensavo avessi detto che mi volevi al crepuscolo. Com�� che non mi hai fatto svegliare da Leah prima che crollasse?</emphasis></p><p><emphasis>Perch� non avevo bisogno di te. Sono ancora in forma.</emphasis></p><p>Stava gi� guadagnando la met� superiore del cerchio. <emphasis>Novit�?</emphasis></p><p><emphasis>No. Niente di niente.</emphasis></p><p><emphasis>Sei andato in ricognizione?</emphasis></p><p>Era giunto al margine di una delle mie perlustrazioni secondarie. Imbocc� il nuovo sentiero.</p><p><emphasis>S�, ho fatto la spola per alcuni raggi. Sai, tanto per controllare. Se i Cullen dovessero andare a caccia...</emphasis></p><p><emphasis>Buona idea.</emphasis></p><p>Seth torn� indietro, verso il perimetro principale.</p><p>Era pi� facile correre assieme a lui che con Leah. Per quanto lei si sforzasse, e ce la metteva tutta, c�era sempre una certa tensione nei suoi pensieri. Non voleva stare l�. Non voleva condividere quel mio ammorbidimento nei confronti dei vampiri. Non voleva accettare che Seth si sentisse loro amico intimo e che quel legame si rinsaldasse giorno dopo giorno.</p><p>Curioso, perch� avrei giurato di essere soltanto io il suo problema pi� grosso. Finch� avevamo fatto parte del branco di Sam, ci eravamo dati sui nervi a vicenda. Ora non mostrava nessuna rivalit� nei miei confronti, soltanto verso i Cullen e Bella. Chiss� perch�. Forse mi era semplicemente grata per il fatto che non l�avessi costretta ad andarsene. Forse perch� finalmente capivo le ragioni della sua ostilit�. A ogni modo, correre con Leah era meno peggio di quanto mi sarei aspettato.</p><p>Certo, non si era poi tanto addolcita. I vestiti che le aveva mandato Esme avevano preso la via del fiume. Il cibo lo aveva rifiutato anche dopo che avevo mangiato la mia razione � non perch� avesse un odore irresistibile lontano dai vampiri, ma solo per dare un esempio di sacrificio e tolleranza. La piccola alce che aveva catturato a mezzogiorno non aveva soddisfatto del tutto il suo appetito. Anzi, le aveva peggiorato l�umore. Leah detestava la carne cruda.</p><p><emphasis>E se ci spostassimo un po� pi� a est?</emphasis>, sugger� Seth. <emphasis>Inoltriamoci pi� in profondit�, per vedere se ci aspettano.</emphasis></p><p><emphasis>Ci stavo pensando anch�io. Ma � meglio se siamo tutti svegli. Non dobbiamo abbassare la guardia. Dovremmo agire prima dei Cullen, per�. Presto.</emphasis></p><p><emphasis>Giusto.</emphasis></p><p>Mi trovai a riflettere.</p><p>Se i Cullen riuscivano a superare incolumi il territorio che circondava la casa, forse era meglio che non si fermassero pi�. Anzi, avrebbero dovuto prendere il largo subito dopo il nostro primo avvertimento. I mezzi per trasferirsi altrove li avevano eccome. E su a nord c�erano i loro amici, no? Prendi Bella e scappa. Sembrava la risposta pi� ovvia ai loro problemi.</p><p>Probabilmente avrei dovuto suggerirglielo, ma temevo che mi dessero ascolto. Non volevo che Bella sparisse: non avrei mai saputo se fosse sopravvissuta o no.</p><p>No, che sciocchezza. Dovevo suggerire a tutti la fuga. Restare non aveva senso e se Bella se ne fosse andata sarebbe stato meglio per me: non meno doloroso, ma pi� salutare.</p><p>Facile a dirsi ora che Bella non era l� accanto a me, al settimo cielo per la mia presenza ma anche aggrappata alla vita con le unghie e con i denti.</p><p><emphasis>L�ho gi� chiesto a Edward</emphasis>, pens� Seth.</p><p><emphasis>Cosa?</emphasis></p><p><emphasis>Gli ho gi� chiesto perch� non avessero ancora tagliato la corda. Perch� non fossero andati da Tanya o qualcosa del genere. Un posto in cui Sam non potesse raggiungerli.</emphasis></p><p>Dovevo tener presente che avevo appena deciso di dare ai Cullen quello stesso consiglio. Era la cosa migliore. Perci� non potevo prendermela con Seth se mi aveva sgravato di quel peso. No, non potevo.</p><p><emphasis>E cosa ha risposto? Aspettano il momento giusto?</emphasis></p><p><emphasis>No. Non se ne andranno.</emphasis></p><p>Non potevo considerarla una buona notizia.</p><p><emphasis>Perch� no? � da stupidi.</emphasis></p><p><emphasis>Non proprio</emphasis>, disse Seth, sulla difensiva. <emphasis>Ci vuole del tempo per installare altrove la strumentazione medica di cui Carlisle dispone qui. Ha tutto quello che gli serve per prendersi cura di Bella e le credenziali per procurarsi altro materiale, se serve. � una delle ragioni per cui hanno deciso di andare a caccia. Secondo Carlisle presto avranno bisogno di altro sangue per Bella. Sta dando fondo a tutte le scorte di 0 negativo che le avevano messo da parte. Non vuole esaurire la riserva. Ne comprer� dell�altro. Lo sapevi che i dottori possono</emphasis> comprare <emphasis>il sangue?</emphasis></p><p>Non ero ancora pronto per essere razionale. <emphasis>Mi sembra comunque una stupidaggine. Potrebbero portarsene appresso un bel po�, no? E poi rubare quello di cui hanno bisogno, dovunque vadano. Chi se ne frega di cosa � legale quando si � non-morti?</emphasis></p><p><emphasis>Edward non vuole correre rischi facendola muovere.</emphasis></p><p><emphasis>Ma adesso sta meglio.</emphasis></p><p><emphasis>Decisamente</emphasis>, concord� Seth. Confront� i miei ricordi di Bella collegata alle sonde con ci� che aveva visto poco prima di uscire di casa. Lei che sorrideva e lo salutava con la mano. <emphasis>Ma non pu� andarsene in giro, lo sai. Quella cosa le sta facendo passare le pene dell�inferno.</emphasis></p><p>Deglutii per scacciare l�acido che dallo stomaco mi era salito in gola. <emphasis>S�, lo so.</emphasis></p><p><emphasis>Le ha rotto un�altra costola</emphasis>, disse triste.</p><p>La mia corsa vacill�, ma dopo aver barcollato per un momento ripresi il ritmo.</p><p><emphasis>Carlisle l�ha fasciata di nuovo. Un�altra incrinatura, ha detto. E poi Rosalie ha blaterato qualcosa sul fatto che anche i bambini umani rompono le costole. Stando all�espressione che ha usato Edward, le avrebbe staccato volentieri la testa.</emphasis></p><p><emphasis>Peccato che non l�abbia fatto.</emphasis></p><p>Seth ormai aveva inserito la modalit� "cronaca dettagliata", sapendo che, sebbene non avessi avuto cuore di chiedergliele, erano informazioni di importanza vitale per me. <emphasis>Bella ha avuto la febbre tutto il giorno. Andava e veniva. Niente di che: sudore e brividi. Carlisle non sa bene come gestirla: insomma, potrebbe semplicemente essere malata. Il suo sistema immunitario non pu� certamente essere al massimo, ora come ora.</emphasis></p><p><emphasis>Gi�, sono sicuro che � una coincidenza.</emphasis></p><p><emphasis>Per� � di buonumore. Chiacchierava con Charlie, rideva...</emphasis></p><p><emphasis>Charlie! Cosa? Che vuol dire che parlava con Charlie?!</emphasis></p><p>A vacillare adesso fu Seth. La mia ira lo sorprese. <emphasis>Credo chiami tutti i giorni per parlare con lei. A volte telefona anche sua madre. Bella sta meglio adesso, perci� lo ha rassicurato, gli ha detto che � sulla via della guarigione...</emphasis></p><p><emphasis>Sulla via della</emphasis> guarigione<emphasis>? Cosa diavolo hanno in testa? Vogliono dare qualche speranza a Charlie per annientarlo quando lei morir�? Pensavo che lo stessero preparando! Che ci stessero almeno provando! Perch� deve illuderlo cos�?</emphasis></p><p><emphasis>Non � detto che muoia</emphasis>, disse piano Seth.</p><p>Feci un respiro profondo, nel tentativo di calmarmi. <emphasis>Seth, pure se dovesse uscirne viva, non sar� pi� umana. Lei lo sa e lo sanno anche gli altri. Se non muore, dovr� calarsi nei panni del cadavere e dovr� anche essere convincente. O quello o sparire. Pensavo che stessero cercando di rendere le cose pi� semplici a Charlie. Perch�?</emphasis></p><p><emphasis>Credo sia un�idea di Bella. Nessuno commenta ma, dalla faccia di Edward, mi sa che � totalmente in sintonia con te.</emphasis></p><p>Ancora una volta sulla stessa lunghezza d�onda del succhiasangue.</p><p>Corremmo in silenzio per alcuni minuti. Cominciai a battere una nuova strada, esplorando verso sud.</p><p><emphasis>Non allontanarti troppo.</emphasis></p><p><emphasis>Perch�?</emphasis></p><p><emphasis>Bella mi ha detto di chiederti di fare un salto.</emphasis></p><p>Serrai i denti.</p><p><emphasis>Anche Alice. Dice che si � stufata di stare chiusa nell�attico come un pipistrello sul campanile.</emphasis> Seth grugn� una risata. <emphasis>Prima ho dato il cambio a Edward. Per fare in modo che la temperatura di Bella rimanesse stabile. Fredda o calda, a seconda. Se non vuoi farlo tu, torno indietro io...</emphasis></p><p><emphasis>No. Vado io</emphasis>, sbottai.</p><p><emphasis>Okay.</emphasis> Seth non disse altro. Si concentr� sulla foresta.</p><p>Continuai a fare rotta verso sud, alla ricerca di qualcosa di nuovo. Quando m�imbattei nelle prime abitazioni, feci dietrofront. Non ero ancora in prossimit� della citt�, ma non volevo che si diffondessero di nuovo le voci sulla nostra presenza. Da un bel pezzo, ci comportavamo da bravi lupi invisibili.</p><p>Attraversai il perimetro nella direzione opposta, verso la casa. Sapevo che era una stupidaggine, ma non riuscivo a fermarmi. Dovevo essere una specie di masochista.</p><p><emphasis>Non c�� niente di sbagliato in te, Jake. Ma questa non � una situazione normale.</emphasis></p><p><emphasis>Per favore, Seth, sta� zitto.</emphasis></p><p><emphasis>Muto.</emphasis></p><p>Stavolta non esitai ed entrai come fossi il padrone. Speravo di far incavolare Rosalie, ma fu fatica sprecata. N� lei n� Bella erano in vista. Mi guardai attorno in preda all�ansia, nella speranza di non averle notate. Sentivo il cuore premere contro la gabbia toracica in modo strano, sgradevole.</p><p>�Sta bene�, sussurr� Edward. �O meglio, sempre uguale�.</p><p>Edward era sul divano. Si teneva il volto fra le mani. Mi aveva parlato senza alzare lo sguardo. Esme gli era accanto con un braccio intorno alle sue spalle.</p><p>�Ciao, Jacob�, disse. �Sono contenta che tu sia tornato�.</p><p>�Anch�io�, aggiunse Alice precipitandosi dalle scale con una smorfia, come se fossi in ritardo per un appuntamento.</p><p>�Ah, ciao�, dissi. Era innaturale sforzarmi di essere educato.</p><p>�Dov�� Bella?�.</p><p>�In bagno�, mi rispose Alice. �Sai com��, dieta a base di liquidi. E poi � uno degli effetti collaterali della gravidanza, ho sentito dire�.</p><p>�Ah�.</p><p>Mi sentivo goffo, dondolavo sui talloni.</p><p>�Meraviglioso�, borbott� Rosalie. Mi voltai e la vidi sbucare da un corridoio mezzo nascosto dalla scala. Teneva Bella fra le braccia e mi rivolse un ghigno beffardo. �Mi pareva di aver sentito un cattivo odore�.</p><p>E com�era gi� successo prima, il viso di Bella s�illumin� come quello di un bambino la mattina di Natale. Come se le avessi portato il pi� bel regalo della sua vita.</p><p>Non era giusto.</p><p>�Jacob�, ansim�. �Sei venuto�.</p><p>�Ciao, Bells�.</p><p>Esme ed Edward si alzarono. Vidi con quanta delicatezza Rosalie aiutava Bella a stendersi sul divano. Vidi anche Bella impallidire e trattenere il respiro: quasi fosse intenzionata a non emettere alcun suono, malgrado la fatica e il dolore.</p><p>Edward le pass� la mano sulla fronte, poi sul collo. Finse di scostarle i capelli, ma aveva tutta l�aria di un controllo medico.</p><p>�Hai freddo?�, mormor�.</p><p>�Sto bene�.</p><p>�Bella, hai sentito cos�ha detto Carlisle�, disse Rosalie. �Non devi <emphasis>minimizzare.</emphasis> Non ci aiuta a prenderci cura di voi�.</p><p>�Okay. Ho un po� freddo. Edward, mi passeresti quella coperta?�.</p><p>Alzai gli occhi al cielo. �Sbaglio o � il motivo per cui sono qui?�.</p><p>�Sei appena arrivato�, disse Bella, �dopo aver corso per tutto il giorno, immagino. Perci� riposati un attimo. Probabilmente mi scalder� nel giro di niente�.</p><p>Mentre ignoravo le sue istruzioni, mi stesi per terra, accanto al divano. A quel punto, per�, mi chiedevo come avrei fatto. Sembrava piuttosto fragile e avevo paura di spostarla, anche solo di stringerla. Perci� mi avvicinai con cautela, stendendo il braccio accanto al suo e tenendole la mano. Poi le posai l�altra mano sul viso. Non era facile dire se fosse pi� fredda del solito.</p><p>�Grazie, Jake�, disse e la sentii rabbrividire.</p><p>�Gi�, risposi.</p><p>Edward era seduto sul bracciolo del divano accanto ai piedi di Bella. Non le toglieva gli occhi di dosso.</p><p>Sarebbe stato troppo sperare, considerato il superudito di quasi tutti i presenti, che nessuno si accorgesse del mio brontolio di stomaco.</p><p>�Rosalie, perch� non vai in cucina a prendere qualcosa per Jacob?�, sugger� Alice. Non la vedevo perch� era seduta dietro la spalliera del divano.</p><p>Rosalie lanci� un�occhiataccia verso il punto dal quale era giunta la voce di Alice, incredula.</p><p>�Grazie, Alice, ma non credo di voler mangiare qualcosa in cui ha sputato la bionda. Scommetto che il mio organismo non reagirebbe tanto bene al veleno�, risposi io.</p><p>�Rosalie non metterebbe mai Esme in imbarazzo, dando prova di una tale mancanza di ospitalit�.</p><p>�Certo che no�, disse la bionda, con una voce melensa di cui diffidai all�istante. Si alz� e si fiond� fuori dalla stanza.</p><p>Edward sospir�.</p><p>�Se lo avvelena me lo dici, vero?�, gli chiesi.</p><p>�S�, mi promise.</p><p>E per chiss� quale ragione gli credetti.</p><p>Dalla cucina giunse un gran fracasso, un rumore strano di metallo che protestava come se qualcuno lo maltrattasse. Edward sospir� di nuovo, ma abbozz� anche un sorriso. Poi, prima che potessi ripensarci, Rosalie fu di ritorno. Con un ghigno compiaciuto, mise una ciotola d�argento sul pavimento, proprio accanto a me.</p><p>�Buon appetito, bastardo�.</p><p>Un tempo doveva essere stata una grossa insalatiera, ma lei l�aveva lavorata in modo che somigliasse a una vera scodella per cani. Restai impressionato dal tanta rapidit� e maestria. E dalla cura per i dettagli. Aveva inciso di lato la parola �Fido�, in splendida calligrafia.</p><p>Visto che il cibo sembrava davvero buono � bistecca nientemeno e una grossa patata al cartoccio per contorno � le dissi: �Grazie, bionda�.</p><p>Sbuff�.</p><p>�Ehi, sai come si chiama una bionda con il cervello?�, le chiesi e poi continuai difilato: �Golden retriever�.</p><p>�Ho gi� sentito anche questa�, disse, ma non rideva pi�.</p><p>�Ci riprover�, promisi e mi avventai sul cibo.</p><p>Con un�espressione disgustata, alz� gli occhi al cielo. Poi si sedette in poltrona e inizi� a cambiare i canali della TV troppo alla svelta per essere davvero alla ricerca di qualcosa da guardare.</p><p>Il cibo non era male, nonostante il puzzo dei vampiri impregnasse l�aria. Cominciavo ad abituarmici. Non che fosse esattamente nei miei programmi.</p><p>Quando ebbi finito, bench� valutassi l�ipotesi di leccare la ciotola tanto per dare a Rosalie un pretesto per lamentarsi, sentii le dita fredde di Bella infilarsi fra i miei capelli e scendere in una carezza lungo la nuca.</p><p>�� ora di tagliarli?�.</p><p>�Ti sta crescendo il pelo�, disse. �Forse...�.</p><p>�Fammi indovinare. Qui c�� qualcuno che tagliava i capelli in un salone parigino?�.</p><p>Ridacchi�. �Probabile�.</p><p>�No, grazie�, dissi anticipandola. �Sono a posto ancora per qualche settimana�.</p><p>Il che mi port� a chiedermi per quanto tempo ancora sarebbe stata a posto <emphasis>lei.</emphasis> Cercai di trovare un modo cortese per chiederglielo.</p><p>�Allora... uhm... qual � la, ehm, data? Cio�, la data prevista per il mostriciattolo�.</p><p>Mi colp� alla nuca con la forza di una piuma, ma non rispose.</p><p>�Dico sul serio�, continuai. �Voglio sapere per quanto dovr� restare qui�. <emphasis>Per quanto</emphasis> tu <emphasis>resterai qui</emphasis>, aggiunsi mentalmente. Poi mi voltai a guardarla. Era pensierosa e fra le sue sopracciglia era comparsa di nuovo quella ruga causata dall�ansia.</p><p>�Non lo so�, farfugli�. �Non con precisione. Ovviamente, non segue il corso dei nove mesi e, senza ecografie, Carlisle deve calcolare a occhio, in base a quanto mi allargo. Le donne normali di solito raggiungono i quaranta centimetri�, e s�indic� il centro del pancione, �quando il bambino ha completato la crescita. Un centimetro a settimana. Stamattina ero a trenta, e prendo pi� o meno un paio di centimetri al giorno, a volte anche di pi�...�.</p><p>Due settimane al giorno, cos� volava il tempo. La sua vita procedeva in un "avanti" accelerato. Quanti giorni le restavano, prima dei quaranta centimetri? Quattro? Ci misi un po� a mandar gi� la pillola amara.</p><p>�Tutto bene?�, domand�.</p><p>Annuii, non sapevo come mi sarebbe uscita la voce.</p><p>Edward distolse il viso da noi perch� aveva ascoltato i miei pensieri, ma ne vedevo il riflesso sulla vetrata. Riecco l�uomo divorato dalle fiamme.</p><p>Avere una scadenza rendeva ancora pi� difficile pensare di andarmene o di convincere lei ad andarsene. Ero contento che Seth avesse sollevato la questione, almeno sapevo che sarebbero rimasti. L�idea che fossero sul punto di fuggire, che mi togliessero uno, due o addirittura tre di quei quattro giorni � i <emphasis>miei</emphasis> quattro giorni � sarebbe stata intollerabile.</p><p>Ed era curioso come, malgrado fossimo quasi agli sgoccioli, l�ascendente che aveva su di me fosse ancora pi� difficile da ignorare. Neanche fosse collegato alla sua pancia in espansione... e con l�ingrossarsi di quella, aumentasse la sua forza gravitazionale.</p><p>Per un attimo cercai di guardarla da lontano, per liberarmi dall�attrazione. Il mio bisogno di lei era pi� forte che mai, non me lo stavo inventando. Perch�? Perch� stava morendo? Oppure perch� sapevo che, anche se fosse sopravvissuta, persino nella migliore delle ipotesi, si sarebbe trasformata in qualcosa che non avrei mai potuto conoscere, che non avrei mai potuto capire?</p><p>Mi pass� un dito sullo zigomo, proprio dove la mia pelle era umida.</p><p>�Andr� tutto bene�, cantilen�. Poco importava che quelle parole non significassero niente. Le pronunci� come fa la gente quando canta filastrocche senza senso ai bambini. <emphasis>Fai la ninna, fai la nanna.</emphasis></p><p>�S�, mormorai.</p><p>Si rannicchi� contro il mio braccio e abbandon� la testa sulla mia spalla. �Non pensavo che saresti venuto. Seth diceva di s�, e pure Edward, ma io non ci credevo�.</p><p>�Perch� no?�, chiesi, arcigno.</p><p>�Qui non sei felice. Ma sei venuto ugualmente�.</p><p>�Mi volevi�.</p><p>�Lo so. Ma non eri obbligato. Non � giusto che io ti voglia qui. Avrei capito�.</p><p>Segu� un attimo di silenzio. Edward si ricompose. Guardava la TV mentre Rosalie continuava a fare zapping. Era al seicentesimo canale. Mi chiesi quanto ci avrebbe messo a ricominciare da capo.</p><p>�Grazie per essere venuto�, sussurr� Bella.</p><p>�Mi dici soltanto una cosa?�, le domandai.</p><p>�Certo�.</p><p>Edward sembrava ignorare la conversazione, ma era inutile che cercasse di fregarmi: sapeva benissimo cosa stavo per chiedere.</p><p>�Perch� mi vuoi qui? Seth potrebbe riscaldarti e forse sarebbe meno in imbarazzo, il mocciosetto. Ma quando da quella porta entro io, sorridi come se io fossi la persona a cui vuoi pi� bene al mondo�.</p><p>�Sei una di quelle persone�.</p><p>�� una grande fregatura, lo sai�.</p><p>�S�, sospir�. �Mi dispiace�.</p><p>�Ma perch�? Non hai risposto alla domanda�.</p><p>Edward finse di nuovo di guardare fuori dalla finestra. Riflessa nel vetro vidi la sua espressione vacua.</p><p>�Mi sento <emphasis>completa</emphasis> quando ci sei, Jacob. Come se tutta la mia famiglia fosse riunita. Cio�, credo. Non ho mai avuto una famiglia numerosa prima d�ora. � bello�. Sorrise per mezzo secondo. �Ma se tu non ci sei, manca qualcosa�.</p><p>�Non far� mai parte della tua famiglia, Bella�.</p><p>Avrei potuto. E me la sarei cavata alla grande. Ma quel futuro tanto remoto era morto molto prima di avere anche una sola possibilit� di esistere.</p><p>�Hai sempre fatto parte della mia famiglia�.</p><p>I miei denti stridettero. �Che cazzo di risposta�.</p><p>�E qual � la risposta giusta?�.</p><p>�Per esempio: "Jacob, adoro vederti soffrire"�.</p><p>La sentii trasalire.</p><p>�L�avresti preferita?�, biascic�.</p><p>�Sarebbe pi� facile. Mi sforzerei di farmene una ragione. Potrei provare ad accettarlo�.</p><p>Guardai di nuovo il suo viso cos� vicino al mio. Aveva gli occhi chiusi, le sopracciglia aggrottate. �Abbiamo perso la direzione, Jake. E l�equilibrio. Tu fai parte della mia famiglia: io lo so, e lo sai anche tu�. Fece una breve pausa senza aprire gli occhi, come se aspettasse una mia reazione. Io non risposi e lei continu�: �Ma non cos�. Abbiamo commesso un errore. No, sono stata io. L�ho commesso io l�errore, e abbiamo perso la direzione...�.</p><p>Le manc� la voce e il cipiglio si affievol� fino a diventare una piccola increspatura all�angolo delle labbra. Aspettavo che gettasse altro succo di limone sulle mie ferite, ma di colpo la sentii russare.</p><p>�� sfinita�, mormor� Edward. �� stata una giornata lunga. E faticosa. Pensavo che si sarebbe addormentata prima, ma ti aspettava�.</p><p>Non lo guardai.</p><p>�Seth ha detto che ha un�altra costola rotta�.</p><p>�S�. Fatica a respirare�.</p><p>�Grandioso�.</p><p>�Appena diventa di nuovo calda, dimmelo�.</p><p>�S�.</p><p>Sul braccio che non era a contatto con il mio aveva gi� la pelle d�oca. Non feci in tempo ad alzare la testa per cercare una coperta che Edward ne afferr� una che penzolava dal bracciolo del divano e gliela mise addosso.</p><p>Di tanto in tanto, la sua capacit� di leggere nel pensiero faceva risparmiare tempo. Per esempio, potevo risparmiarmi di fare troppe scene accusandolo di come stavano trattando Charlie. Che casino. Edward <emphasis>ascoltava</emphasis> la mia rabbia, tutta...</p><p>�S�, concord�. �Non � una buona idea�.</p><p>�Allora perch�?�. Perch� Bella raccontava a suo padre di essere <emphasis>in via di guarigione</emphasis> con l�unico risultato di renderlo ancora pi� infelice?</p><p>�Non sopporta che sia cos� ansioso�.</p><p>�Quindi � meglio...�.</p><p>�No. Non � meglio. Ma non la costringer� a fare niente che non voglia fare, ora come ora. Comportandosi cos�, si sente meglio. Di tutto il resto mi occuper� dopo�.</p><p>Non mi quadrava. Bella non avrebbe mai lasciato che qualcun altro si occupasse della sofferenza di Charlie, ignorandola fino a chiss� quando. Anche se stava morendo. Non era da lei. Se la conoscevo, doveva avere altri piani.</p><p>�� sicura di poter sopravvivere�, disse Edward.</p><p>�Non da umana�, protestai.</p><p>�No, non da umana. Comunque spera di rivedere Charlie�.</p><p>Ah, di bene in meglio.</p><p>�Vedere. Charlie�. Lo guardai con gli occhi fuori dalle orbite. �Dopo. Vedr� Charlie quando sar� bianchissima e avr� gli occhi rossi? Non sono un succhiasangue, quindi forse mi sfugge qualcosa, ma mi pare che scegliere Charlie come primo pasto sia piuttosto strano�.</p><p>Edward sospir�. �Sa che non gli si potr� avvicinare per almeno un anno. Pensa di riuscire a temporeggiare. Dir� a Charlie che deve andare in un ospedale speciale all�altro capo del mondo. Si terranno in contatto telefonico...�.</p><p>�� assurdo�.</p><p>�Gi�.</p><p>�Charlie non � stupido. Anche se non lo uccide, lui si accorger� della differenza�.</p><p>�In un certo senso Bella ci conta�.</p><p>Continuavo a fissarlo, in attesa che mi spiegasse.</p><p>�Ovviamente lei non invecchierebbe, perci�, qualunque giustificazione si beva Charlie, dovremo darci un limite temporale�. Abbozz� un sorriso. �Ricordi quando hai cercato di dirle della tua trasformazione? Come l�hai aiutata a indovinare?�.</p><p>Strinsi la mano libera in un pugno. �Te l�ha raccontato lei?�.</p><p>�S�. Mi ha spiegato la sua... idea. Vedi, non pu� dire a Charlie la verit�, lo metterebbe in pericolo. Ma lui � un uomo sveglio, pragmatico. Bella � convinta che si fabbricher� una spiegazione a suo uso e consumo. E presume anche che sar� la spiegazione sbagliata�. Edward ridacchi�. �Dopotutto, come vampiri siamo tutt�altro che ortodossi. Far� delle supposizioni sbagliate su di noi, proprio come ha fatto Bella all�inizio, e noi ci adegueremo. Crede che potr� anche andare a trovarlo... di tanto in tanto�.</p><p>�Assurdo�, ripetei.</p><p>�S�, concord� ancora una volta.</p><p>Il fatto che Edward le concedesse di fare di testa propria soltanto per non turbarla era un segno di debolezza. Non poteva finire bene.</p><p>Tutto sommato, forse non si aspettava che Bella vivesse tanto a lungo da mettere in atto quel piano folle. La teneva buona soltanto perch� fosse felice ancora per un po�.</p><p>Per altri quattro giorni, magari.</p><p>�La prender� come viene�, sussurr� e si gir� per non mostrare neanche il riflesso del suo volto. �Per ora non voglio caricarla di altra sofferenza�.</p><p>�Quattro giorni?�, chiesi.</p><p>Non sollev� lo sguardo. �Pi� o meno�.</p><p>�E poi?�.</p><p>�In che senso?�.</p><p>Pensai alle parole di Bella. Pensai a quella cosa avviluppata da una membrana forte come la pelle dei vampiri. Come sarebbe andata? Come l�avrebbero tirato fuori?</p><p>�Stando alle poche ricerche che siamo riusciti a fare, pare che le creature usino i denti per uscire dall�utero�, mormor�.</p><p>Mi concessi un attimo di silenzio per ingoiare la bile.</p><p>�Ricerche?�, abbozzai.</p><p>�� per questo che non vedi in giro Jasper ed Emmett. � ci� di cui si sta occupando anche Carlisle. Tenta di decifrare vecchie storie e antichi miti, per quanto sia possibile con il poco che abbiamo a disposizione, in cerca di qualsiasi informazione possa aiutarci a prevedere il comportamento della creatura�.</p><p>Storie? Se esistevano dei miti, allora...</p><p>�Allora non � la prima volta che succede una cosa del genere?�, chiese Edward, anticipando la mia domanda. �Forse. � tutto molto approssimativo. I miti potrebbero essere semplicemente frutto della paura e dell�immaginazione. Anche se�, esit�, �i vostri miti sono veri, no? Forse lo sono anche questi. Sembra siano circoscritti, collegati...�.</p><p>�Come avete scoperto...?�.</p><p>�Abbiamo incontrato una donna in Sudamerica. Era stata allevata secondo le tradizioni del suo popolo. Aveva sentito qualcosa riguardo a queste creature: avvertimenti, vecchie storie tramandate di generazione in generazione�.</p><p>�Che genere di avvertimenti?�.</p><p>�Che le creature devono essere uccise immediatamente. Prima che possano diventare troppo forti�.</p><p>Proprio come pensava Sam. Che avesse ragione?</p><p>�Ovviamente quelle stesse leggende dicono altrettanto di noi. Che dobbiamo essere distrutti. Che siamo assassini senz�anima�.</p><p>Due su due.</p><p>Edward si lasci� sfuggire una risata secca.</p><p>�E cosa dicevano quelle storie sulle madri?�.</p><p>Il tormento gli strazi� il volto e, nell�attimo stesso in cui mi ritrassi per sfuggire al suo dolore, capii che non ci sarebbe stata risposta. Forse non aveva pi� neanche la forza di parlare.</p><p>Fu Rosalie, rimasta talmente tranquilla e silenziosa che quasi mi ero dimenticato di lei, a fornirmela. La sua gola emise un suono beffardo. �Niente superstiti, ovviamente�, disse. <emphasis>Niente superstiti</emphasis>: brusca e insensibile. �Partorire nel bel mezzo di una palude malsana con uno stregone che ti unge il viso di saliva di bradipo per scacciare gli spiriti maligni non � mai stato il metodo migliore. La met� delle volte non andavano a buon fine neanche i parti normali. Nessuno di loro aveva ci� che ha questo bambino. Qualcuno che lo assiste sapendo di cosa ha bisogno e fa di tutto per soddisfare quel bisogno. Un medico con una conoscenza assoluta della natura dei vampiri. Un piano per far nascere il bambino nel modo pi� sicuro possibile. E il veleno che, se qualcosa andasse storto, sistemerebbe tutto. Il piccolo star� bene. Anche quelle madri sarebbero sopravvissute se avessero avuto tutto questo. E se fossero esistite, prima di tutto. Cosa di cui non sono convinta�. Sbuff�, sprezzante.</p><p>Il bambino, il piccolo. Come se non importasse altro. Per lei, la vita di Bella era un dettaglio minimo, robetta che si poteva trascurare.</p><p>Il volto di Edward divenne bianco come la neve. Incurv� le mani a mo� di artigli. Assolutamente egoista e indifferente, Rosalie si rannicchi� in poltrona voltandogli le spalle. Lui si chin� in avanti, acquattato e pronto a scattare.</p><p><emphasis>Lascia fare a me</emphasis>, suggerii.</p><p>Si ferm�, inarcando un sopracciglio.</p><p>In silenzio, sollevai da terra la mia ciotola. Poi, con un rapido movimento del polso, la scagliai contro la nuca della bionda cos� forte che, con un rumore assordante, si accartocci� prima di rimbalzare per la stanza e far saltare il pomello della colonnina ai piedi della scala.</p><p>Bella si contorse, ma non si svegli�.</p><p>�Stupida bionda�, brontolai.</p><p>Rosalie gir� piano la testa, i suoi occhi fiammeggiavano.</p><p>�Mi. Hai. Gettato. Cibo. Nei. Capelli�.</p><p>Eh gi�.</p><p>Scattai in piedi. Mi allontanai da Bella per non scuoterla e mi sbellicai tanto da lacrimare. Da dietro il divano arriv� la risata squillante di Alice.</p><p>Mi chiesi come mai Rosalie non reagisse. In un certo senso era ci� che mi aspettavo. Ma poi mi resi conto che la mia risata aveva svegliato Bella, che aveva continuato a dormire in mezzo al frastuono vero.</p><p>�Che c�� di tanto divertente?�, farfugli�.</p><p>�Le ho gettato del cibo nei capelli�, risposi e ricominciai a sghignazzare.</p><p>�Non me ne dimenticher�, cane�, sibil� Rosalie.</p><p>�Non ci vuole tanto a cancellare la memoria di una bionda�, ribattei. �Basta soffiarle in un orecchio�.</p><p>�Aggiorna il repertorio�, sbott�.</p><p>�Dai, Jake. Lascia in pace Ro...�. Bella interruppe la frase a met� e si sforz� di prendere aria. Nel medesimo istante, Edward si era chinato per togliere di mezzo la coperta. Bella sembrava in preda alle convulsioni, la schiena arcuata.</p><p>�� lui. Si sta solo... distendendo�, ansim�.</p><p>Aveva le labbra bianche e i denti serrati come se tentasse di trattenere un urlo.</p><p>Edward le prese il volto fra le mani.</p><p>�Carlisle?�, chiam� con voce bassa, tesa.</p><p>�Sono qui�, disse il dottore. Non lo avevo sentito entrare.</p><p>�Okay�, fece Bella, il respiro ancora agitato. �Credo sia finita. Povero piccolo, non ha abbastanza spazio, tutto qui. Sta diventando cos� grande�.</p><p>Quel tono adorante che usava per descrivere la cosa che la stava facendo a pezzi era intollerabile. Specie dopo il cinismo di Rosalie. Mi venne voglia di tirare qualcosa anche a Bella.</p><p>Non fece caso al mio umore. �Sai, Jacob, mi ricorda te�, disse in tono affettuoso, mentre ancora boccheggiava.</p><p>�Non paragonarmi a quella cosa�, sputai fra i denti.</p><p>�Mi riferivo al tuo sviluppo velocissimo�, disse, e l�espressione che le si dipinse sul volto mi fece capire che avevo ferito i suoi sentimenti. Bene. �Sei cresciuto a vista d�occhio. Ti vedevo diventare pi� alto un minuto dopo l�altro. Anche lui � cos�. Cresce in fretta�.</p><p>Per non dire ci� che avrei voluto, mi morsi la lingua tanto forte che sentii in bocca il sapore del sangue. Certo, si sarebbe rimarginata ancora prima che potessi deglutire. Ecco ci� di cui aveva bisogno Bella. Di essere forte come me, di guarire...</p><p>Respir� con meno fatica e si rilass� sul divano.</p><p>�Mmm�, mormor� Carlisle. Alzai lo sguardo, mi puntava gli occhi addosso.</p><p>�Cosa?�, chiesi.</p><p>Edward chin� la testa, riflettendo su ci� che aveva in mente Carlisle.</p><p>�Sai che ero curioso di conoscere la composizione genetica del feto, Jacob. Il numero delle coppie di cromosomi�.</p><p>�Quindi?�.</p><p>�Be�, tenendo in considerazione le vostre analogie...�.</p><p>�Analogie?�, ringhiai, non avendo apprezzato il plurale.</p><p>�La crescita rapida e il fatto che Alice non riesce a vedere nessuno dei due�.</p><p>Sbiancai. Avevo dimenticato quel tratto in comune.</p><p>�Insomma, mi chiedo se non significhi che abbiamo trovato una risposta. Magari le analogie hanno radici genetiche�.</p><p>�Ventiquattro coppie�, biascic� Edward a mezza voce.</p><p>�Non puoi saperlo�.</p><p>�No, ma fare congetture � interessante�, disse Carlisle con voce vellutata.</p><p>�S�, proprio <emphasis>affascinante</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Bella riprese a russare piano, degno sottofondo al mio sarcasmo.</p><p>Si lanciarono in una discussione sulla genetica di un livello tale che afferravo solo gli articoli, le congiunzioni e ovviamente il mio nome. A loro si un� anche Alice, che aggiunse qualche commento con la sua voce argentina.</p><p>Parlavano di me ma non capivo che conclusioni stavano traendo. Avevo altro per la testa, una serie di fatti che cercavo di mettere assieme.</p><p>Primo: Bella aveva detto che la creatura era protetta da qualcosa di forte quanto la pelle dei vampiri, che le ecografie e gli aghi non potevano penetrare. Secondo: Rosalie affermava che avevano un piano per far nascere la creatura in maniera sicura. Terzo: secondo Edward, e secondo le leggende, quei neonati uscivano dall�utero aprendosi un varco a forza di morsi.</p><p>Rabbrividii.</p><p>E mi venne la nausea quando valutai il quarto fatto: non erano molte le cose capaci di penetrare la pelle dura dei vampiri. Secondo il mito, soltanto i denti delle creature miste erano abbastanza forti. Come i miei.</p><p>Come quelli dei vampiri.</p><p>Non era semplice sfuggire all�ovvio, ma in quel momento non avrei desiderato altro. Perch� mi ero fatto un�idea abbastanza precisa del piano di Rosalie per estrarre quella cosa in maniera "sicura".</p></section><section><title><p>16</p><p>Allarme: sovraccarico di informazioni</p></title><p>Mi scrollai dal sonno presto, molto prima dell�alba. Avevo dormito poco e male, sdraiato sul fianco del divano. Edward mi svegli� non appena vide che il volto di Bella si arrossava e prese il mio posto perch� la temperatura si abbassasse. Mi stiracchiai e decisi che avevo riposato quanto bastava per rimettermi all�opera.</p><p>�Grazie�, disse Edward a bassa voce quando ascolt� i miei piani. �Se c�� via libera, partiranno oggi�.</p><p>�Ti far� sapere�.</p><p>Ero contento di tornare alla mia natura animale. Mi sentivo indolenzito per essere rimasto seduto e fermo troppo a lungo. Allungai il passo per togliermi il torpore di dosso.</p><p><emphasis>Buongiorno, Jacob</emphasis>, mi salut� Leah.</p><p><emphasis>Bene, sei sveglia. Da quanto dorme Seth?</emphasis></p><p><emphasis>Ancora non dormo</emphasis>, pens� Seth insonnolito, <emphasis>ma ci manca poco. Che ti serve?</emphasis></p><p><emphasis>Pensi di farcela per un�altra ora?</emphasis></p><p><emphasis>Sicuro. Nessun problema.</emphasis> Seth si rialz� in piedi, scrollando il pelo.</p><p><emphasis>Andiamo in perlustrazione</emphasis>, dissi a Leah. <emphasis>Seth, tu tieni d�occhio il perimetro.</emphasis></p><p><emphasis>Agli ordini.</emphasis> Seth prese a trotterellare.</p><p><emphasis>E via, verso un altro incarico per conto dei vampiri</emphasis>, grugn� Leah.</p><p><emphasis>� un problema?</emphasis></p><p><emphasis>Ovviamente no. Mi piace</emphasis> tanto <emphasis>coccolare quelle care sanguisughe.</emphasis></p><p><emphasis>Bene. Vediamo chi � pi� veloce.</emphasis></p><p><emphasis>Okay, per questo altroch� se sono pronta!</emphasis></p><p>Leah si trovava all�estremit� pi� occidentale del perimetro. Invece di tagliare passando vicino alla casa dei Cullen, rest� incollata al cerchio, percorrendo un arco per raggiungermi. Io partii a razzo verso est, conscio che, nonostante il vantaggio, mi avrebbe sorpassato subito se me la fossi presa comoda anche un solo secondo.</p><p><emphasis>Naso a terra, Leah. Non � una gara: � una missione esplorativa.</emphasis></p><p><emphasis>Posso fare tutte e due le cose e contemporaneamente farti nero.</emphasis></p><p>Glielo concessi. <emphasis>Lo so.</emphasis></p><p>Rise.</p><p>Imboccammo un sentiero tortuoso fra le montagne a est. Era una strada familiare. Avevamo battuto quei monti quando i vampiri se n�erano andati, l�anno precedente, includendoli nell�area delle ronde per proteggere meglio la popolazione. Poi, al ritorno dei Cullen, avevamo di nuovo arretrato il confine. Quella era la loro terra, secondo il patto.</p><p>Ma probabilmente per Sam tutto ci� non significava pi� niente. Il patto era lettera morta. Ormai la questione si riduceva a chiarirsi su quanta forza dispiegare. Avrebbe atteso che i Cullen sconfinassero per cacciarli nel loro territorio o no? Jared aveva detto la verit� o approfittava del silenzio fra branchi?</p><p>Ci addentrammo sempre pi� fra le montagne, senza trovare traccia del branco. Dappertutto c�erano tracce evanescenti di vampiro, che ormai mi erano note. Ne avevo respirato l�odore per giorni.</p><p>Ne individuai una concentrazione densa e piuttosto recente lungo un sentiero in particolare; l�avevano percorso tutti, eccetto Edward. Si erano riuniti per chiss� quale ragione, ma dovevano essersene dimenticati quando Edward aveva riportato a casa la moglie incinta e in fin di vita. Digrignai i denti. Di qualunque cosa si trattasse, non aveva niente a che fare con me.</p><p>Leah non si sforz� di superarmi, anche se avrebbe potuto. Prestavo pi� attenzione agli odori che non alla gara di velocit�. Rest� alla mia destra e correva con me, pi� che contro di me.</p><p><emphasis>Ci stiamo spingendo un bel po� in l�</emphasis>, comment�.</p><p><emphasis>S�. A questo punto, se Sam fosse stato a caccia di vampiri isolati avremmo gi� trovato la sua scia.</emphasis></p><p><emphasis>Per lui ora ha molto pi� senso rifugiarsi a La Push</emphasis>, pens� Leah. <emphasis>Sa che stiamo fornendo ai succhiasangue tre paia di occhi e sei di zampe in pi�. Non pu� coglierli di sorpresa.</emphasis></p><p><emphasis>� solo una precauzione, davvero.</emphasis></p><p><emphasis>Non vogliamo che i nostri cari parassiti corrano rischi inutili.</emphasis></p><p><emphasis>Nah</emphasis>, commentai ignorando il suo sarcasmo.</p><p><emphasis>Sei cambiato tanto, Jacob. Una vera inversione di rotta.</emphasis></p><p><emphasis>Anche tu non sei proprio la Leah che conosco e a cui voglio bene da sempre.</emphasis></p><p><emphasis>� vero. Ora sono meno irritante di Paul, vero?</emphasis></p><p><emphasis>Non l�avrei mai detto, ma... s�.</emphasis></p><p><emphasis>Che soddisfazione.</emphasis></p><p><emphasis>Complimenti.</emphasis></p><p>Proseguimmo la corsa in silenzio. Forse era gi� ora di tornare indietro, ma nessuno dei due lo voleva. Era bello correre cos�. Avevamo percorso fin troppo a lungo lo stesso cerchio ristretto. Fu piacevole sgranchirsi i muscoli su terre pi� selvagge. Non avevamo fretta, perci� pensai che forse avremmo potuto cacciare sulla via del ritorno. Leah aveva fame.</p><p><emphasis>Chiss� che buono</emphasis>, pens� acida.</p><p><emphasis>� una questione di testa</emphasis>, le dissi. <emphasis>Noi lupi mangiamo cos�. � naturale. E ha un buon sapore. Se non lo vedi dal punto di vista di un umano...</emphasis></p><p><emphasis>Lascia perdere i discorsetti, Jacob. Caccer�. Ma non mi deve piacere per forza.</emphasis></p><p><emphasis>Certo, certo</emphasis>, commentai. Se proprio ci teneva a complicarsi la vita, non era affar mio.</p><p>Per qualche minuto non apr� bocca. Io iniziai a pensare al ritorno.</p><p><emphasis>Grazie</emphasis>, disse Leah all�improvviso, in un tono del tutto diverso da prima.</p><p><emphasis>Per cosa?</emphasis></p><p><emphasis>Per avermi permesso di esserci. Di rimanere. Sei stato pi� carino di quanto avessi diritto di aspettarmi, Jacob.</emphasis></p><p><emphasis>Ehm... figurati. Dico sul serio. Averti qui mi dispiace meno di quanto avrei pensato.</emphasis></p><p>Sbuff�, ma fu un suono scherzoso. <emphasis>Che sviolinata!</emphasis></p><p><emphasis>Non montarti la testa.</emphasis></p><p><emphasis>Okay, ma neanche tu.</emphasis> Fece una breve pausa. <emphasis>Penso che tu sia un buon alfa. In maniera diversa da Sam, con un modo tutto tuo. Vale la pena seguirti, Jacob.</emphasis></p><p>La sorpresa mi annebbi� la mente. Mi ci volle un secondo per riprendermi quel tanto da replicare.</p><p><emphasis>Ehm... grazie. Non sono proprio sicuro che riuscir� a non montarmi la testa. Come ti � venuto?</emphasis></p><p>Non rispose subito; seguii la direzione muta delle sue riflessioni. Stava pensando al futuro, alla mia conversazione con Jared il mattino precedente. Al fatto che presto il tempo sarebbe scaduto e io avrei ripreso la via della foresta. Alla mia promessa che lei e Seth sarebbero tornati nel branco una volta che i Cullen se ne fossero andati...</p><p><emphasis>Voglio restare con te</emphasis>, mi disse.</p><p>La sorpresa mi gel� le zampe e mi blocc� le giunture. Leah mi sorpass� e fren�. Lentamente, torn� dov�ero io, impietrito.</p><p><emphasis>Non ti romper� le scatole, lo giuro. Non ti seguir� dappertutto. Tu puoi andare dove vuoi, e io dove voglio. Dovrai soltanto sopportarmi quando saremo entrambi lupi.</emphasis> Si muoveva su e gi� davanti a me, scuotendo nervosa la lunga coda grigia. <emphasis>E siccome sto pensando di smetterla non appena ci riesco... non credo che accadr� troppo spesso.</emphasis></p><p>Restai senza parole.</p><p><emphasis>Erano secoli che non mi sentivo cos� felice come ora che faccio parte del tuo branco.</emphasis></p><p><emphasis>Anch�io voglio restare</emphasis>, pens� Seth piano. Non mi ero accorto che mentre percorreva il perimetro ci stava ascoltando attentamente. <emphasis>Questo branco mi piace.</emphasis></p><p><emphasis>Ehi, un momento! Seth, questo non rimarr� un branco molto a lungo.</emphasis> Provai a riordinare i pensieri per convincerlo. <emphasis>Ora abbiamo uno scopo, ma quando... quando sar� finita, torner� a essere un semplice lupo. Seth, tu hai bisogno di uno scopo. Sei un bravo ragazzo. Sei il genere di persona che ha sempre una crociata da combattere. E non esiste che te ne vada da La Push. Ti diplomerai e farai qualcosa per te. Ti prenderai cura di Sue. Non posso permettere che i miei problemi incasinino il tuo futuro.</emphasis></p><p><emphasis>Ma...</emphasis></p><p><emphasis>Jacob ha ragione</emphasis>, conferm� Leah.</p><p><emphasis>Sei d�accordo con me?</emphasis></p><p><emphasis>Certo. Per� il discorso non ha niente a che vedere con</emphasis> me. <emphasis>Avevo gi� deciso di andarmene. Mi trover� un lavoro da qualche parte, lontano da La Push. Magari m�iscriver� a qualche corso al college del posto. Far� yoga e meditazione per ammorbidire il mio carattere... e rester� in questo branco, per il mio benessere mentale. Jacob, capisci anche tu che � logico cos�, vero? Io non dar� fastidio a te, tu non ne darai a me... e saremo felici.</emphasis></p><p>Mi voltai e iniziai a correre lentamente, a lunghi passi, verso ovest.</p><p><emphasis>Non � cos� semplice, Leah. Fammici pensare, okay?</emphasis></p><p><emphasis>Certo. Prenditi tutto il tempo che ti serve.</emphasis></p><p>Il ritorno fu pi� lungo dell�andata. Non m�importava della velocit�. M�importava concentrarmi per non andare a sbattere contro qualche albero. Seth brontolava in un angolo della mia mente, ma riuscivo a non badargli. Sapeva che avevo ragione. Non poteva abbandonare sua madre. Sarebbe tornato a La Push a proteggere la trib�, com�era suo dovere.</p><p>Ma Leah, non ce la vedevo a fare la stessa cosa. E questo mi terrorizzava.</p><p>Un branco di noi due soli? Non era la distanza fisica il problema, non riuscivo a immaginare... l�<emphasis>intimit�</emphasis> di quella situazione. Chiss� se ci aveva pensato davvero, o se tutto dipendeva dal suo desiderio disperato di essere libera.</p><p>Leah non disse niente mentre ci rimuginavo su. Come a dimostrarmi quanto sarebbe stato semplice per noi rimanere insieme.</p><p>Ci imbattemmo in un branco di cervi dalla coda nera proprio mentre spuntava il sole, che illumin� appena le nuvole dietro di noi. Leah sospir� fra s�, ma non ebbe esitazioni. Il suo affondo fu pulito ed efficace; elegante, anche. Abbatt� il pi� grande, il maschio, prima che l�animale, sorpreso, potesse rendersi conto del pericolo.</p><p>Per non essere da meno piombai sul secondo cervo pi� grande, spezzandogli subito il collo con un morso, per risparmiargli un dolore inutile. Percepivo il disgusto di Leah, che combatteva contro la sua stessa fame, e provai a semplificarle le cose lasciandomi dominare dalla mia natura animale. Avevo vissuto da lupo abbastanza a lungo da sapermi immedesimare in quel comportamento e in quel modo di pensare e vedere. Lasciai che gli istinti pi� urgenti prendessero il sopravvento e feci in modo che anche lei lo sentisse. Esit� per un secondo, ma poi tent� di avvicinare la sua mente alla mia e di vedere con i miei occhi. Fu molto strano: le nostre menti erano pi� legate che mai, perch� stavamo <emphasis>provando</emphasis> a pensare insieme.</p><p>Strano, ma le fu d�aiuto. I suoi denti affondarono oltre il pelo e la pelle della spalla della vittima e strapparono un grosso pezzo di carne sanguinante. Invece di ritrarsi, come i suoi pensieri umani la inducevano a fare, lasci� che il lupo che era in lei reagisse d�istinto. Fu avvolta da una sorta di annebbiamento senza pensieri che le permise di mangiare in pace.</p><p>Per me fu semplice fare la stessa cosa. Ed ero contento di non essermene dimenticato. Presto la mia vita sarebbe stata di nuovo quella.</p><p>Leah ne avrebbe fatto parte? Una settimana prima l�idea mi sarebbe sembrata orripilante. Davvero insopportabile. Ma adesso la conoscevo meglio. Sollevata dalla sua sofferenza perenne, non era la lupa che conoscevo. Non era la ragazza che conoscevo.</p><p>Mangiammo insieme fino a saziarci.</p><p><emphasis>Grazie</emphasis>, mi disse dopo, mentre si puliva il muso e le zampe nella sabbia bagnata. A me non importava: aveva appena iniziato a piovigginare e dovevamo riattraversare il fiume a nuoto per tornare indietro. Pi� che sufficiente per pulirsi. <emphasis>Non � stato male, pensare come te.</emphasis></p><p><emphasis>Mi fa piacere.</emphasis></p><p>Quando toccammo il perimetro, Seth stava ciondolando. Gli dissi di riposarsi un po�: io e Leah avremmo pensato al pattugliamento. La mente di Seth scivol� nell�incoscienza pochi secondi dopo.</p><p><emphasis>Stai puntando verso i succhiasangue?</emphasis>, chiese Leah.</p><p><emphasis>Forse.</emphasis></p><p><emphasis>� difficile per te restare l�, ed � difficile starle lontano. So come ci si sente.</emphasis></p><p><emphasis>Ascolta, Leah, � meglio se pensi un po� al tuo futuro, a ci� che vuoi fare davvero. La mia mente non sar� il luogo pi� felice della Terra. Ti toccher� soffrire con me.</emphasis></p><p>Riflett� un po� prima di rispondermi. <emphasis>Be�, detto cos� suona male, ma, in tutta onest�, sar� pi� semplice affrontare i tuoi dolori che i miei.</emphasis></p><p><emphasis>Anche questo � vero.</emphasis></p><p><emphasis>So che non sar� facile per te, Jacob. Lo capisco pi� di quanto tu non creda. Lei non mi piace, ma... � la tua Sam. � tutto ci� che vuoi, tutto ci� che non puoi avere.</emphasis></p><p>Restai senza parole.</p><p><emphasis>So che per te � peggio. Almeno Sam � felice. Almeno � vivo, sta bene. Lo amo quanto basta per volere che sia cos�. Voglio che abbia ci� che � meglio per lui.</emphasis> Sospir�. <emphasis>Solo non voglio ronzargli attorno tenendolo d�occhio.</emphasis></p><p><emphasis>Dobbiamo parlarne per forza?</emphasis></p><p><emphasis>Secondo me s�. Voglio che tu sappia che non ti render� la vita difficile. E che cavolo, potrei persino esserti d�aiuto. Non sono sempre stata una brontolona senza piet�. Una volta ero anche abbastanza simpatica, sai.</emphasis></p><p><emphasis>I miei ricordi non arrivano cos� lontano.</emphasis></p><p>Ridemmo entrambi, all�unisono.</p><p><emphasis>Mi dispiace, Jacob. Mi dispiace che tu stia soffrendo. Mi dispiace che le cose per te stiano andando peggio e non meglio.</emphasis></p><p><emphasis>Grazie, Leah.</emphasis></p><p>Pens� alle cose che andavano peggio, alle immagini nere nella mia mente, mentre cercavo di escluderla dai miei pensieri senza troppo successo. Era capace di distaccarsene, di metterli in prospettiva, e mio malgrado era un aiuto. Potevo immaginare che anch�io, forse, sarei stato capace di vedere le cose in quel modo nel giro di qualche anno.</p><p>Vedeva il lato divertente dei fastidi quotidiani dovuti al fatto che passavo il tempo con i vampiri. Le piaceva come sbeffeggiavo Rosalie, tanto che rise fra s� e pass� in rassegna qualche battuta sulle bionde che potevo riciclare. Ma poi i suoi pensieri si fecero seri e si attard� sul viso di Rosalie tanto da confondermi.</p><p><emphasis>Sai cos�� assurdo?</emphasis>, mi chiese.</p><p><emphasis>Ora come ora, quasi tutto. In che senso?</emphasis></p><p><emphasis>La vampira bionda che odi cos� tanto... riesco a mettermi perfettamente nei suoi panni.</emphasis></p><p>Per un secondo pensai che mi stesse facendo uno scherzo di pessimo gusto. Poi, quando mi accorsi che diceva sul serio, una furia difficile da controllare s�impadron� di me. Fortunatamente ci eravamo distanziati per la ricognizione. Se fosse stata a portata <emphasis>di morso...</emphasis></p><p><emphasis>Calmati! Fammi spiegare!</emphasis></p><p><emphasis>Non ti voglio ascoltare. Mi hai stufato.</emphasis></p><p><emphasis>Aspetta! Aspetta!</emphasis>, mi preg� mentre provavo a calmarmi e a ritrasformarmi. <emphasis>Dai, Jake!</emphasis></p><p><emphasis>Leah, questo non � il modo migliore per convincermi a trascorrere pi� tempo con te in futuro.</emphasis></p><p><emphasis>Dai! Esagerato! Non sai nemmeno di cosa stavo parlando.</emphasis></p><p><emphasis>Allora, dimmi tu di cosa stavi parlando.</emphasis></p><p>E all�improvviso riapparve la vecchia Leah indurita dalla sofferenza. <emphasis>Mi riferivo all�essere un vicolo cieco genetico, Jacob.</emphasis></p><p>Il tono violento delle sue parole mi confuse. Non mi aspettavo che sopraffacesse la mia rabbia.</p><p><emphasis>Non capisco.</emphasis></p><p><emphasis>Invece capiresti, se non fossi esattamente come tutti gli altri. Se di fronte a certe mie "faccende da femmine"</emphasis>, pronunci� queste parole con sarcasmo pesante, <emphasis>non fossi andato a nasconderti come un qualsiasi maschietto stupido, avresti prestato un po� di attenzione al loro significato.</emphasis></p><p><emphasis>Oh.</emphasis></p><p>S�, a nessuno di noi piaceva pensare a certe cose insieme a lei. Chi l�avrebbe fatto? Ovviamente ricordavo il panico di Leah, il primo mese che si era unita al branco, e ricordavo di essermene disinteressato come chiunque altro. Non poteva essere <emphasis>incinta</emphasis>, a meno che non si verificasse qualche assurda cazzata religiosa del genere "immacolato". Non era stata con nessun altro dopo Sam. Ma a un certo punto, mentre le settimane si trascinavano e non succedeva niente di niente, si era resa conto che il suo corpo non seguiva pi� gli schemi normali. Che orrore: cosa era <emphasis>diventata</emphasis>? Il suo corpo era cambiato perch� si era trasformata in licantropo? O si era trasformata in licantropo perch� nel suo corpo c�era qualcosa di <emphasis>sbagliato</emphasis>? L�unico licantropo donna nella storia del mondo. Era accaduto perch� lei non era abbastanza donna?</p><p>Nessuno di noi aveva voluto avere a che fare con quel dramma. Ovviamente era difficile provare empatia per una situazione del genere.</p><p><emphasis>Sai perch�, secondo Sam, abbiamo l�imprinting</emphasis>, pens� lei, pi� tranquilla.</p><p><emphasis>S�. Per portare avanti la discendenza.</emphasis></p><p><emphasis>Giusto. Per fare tanti piccoli e nuovi licantropi. Sopravvivenza della specie, dominanza genetica. Sei attratto dalla persona che ti d� le maggiori possibilit� di trasmettere il gene dei lupi.</emphasis></p><p>Aspettai per capire dove voleva arrivare.</p><p><emphasis>Se io fossi adatta allo scopo, Sam sarebbe stato attratto da me.</emphasis></p><p>Il suo dolore era tanto forte da indurmi a rallentare.</p><p><emphasis>Invece non lo sono. In me c�� qualcosa di sbagliato. Non ho le doti per poter trasmettere il gene, a quanto pare, nonostante la mia discendenza nobile. E sono diventata un mostro � la ragazza-lupo � che non serve a nient�altro. Sono un vicolo cieco genetico e lo sappiamo tutti e due.</emphasis></p><p><emphasis>Invece no</emphasis>, replicai. <emphasis>Questa � la teoria di Sam. L�imprinting � una cosa che succede, ma non sappiamo perch�. Secondo Billy, il motivo � un altro.</emphasis></p><p><emphasis>Lo so, lo so. Secondo lui l�imprinting serve per dare la vita a lupi</emphasis> pi� forti. <emphasis>Tu e Sam siete due colossi, pi� grossi dei vostri padri. Ma se anche fosse, continuo a non essere una candidata. Io... sono in menopausa. Ho vent�anni e sono in menopausa.</emphasis></p><p>Oh. Proprio il tipo di discorso che <emphasis>non volevo</emphasis> fare. <emphasis>Non puoi saperlo, Leah. Magari � solo quella storia del tempo congelato. Quando ti sarai liberata del tuo lupo e ricomincerai a invecchiare, sono sicuro che le cose, ehm, torneranno a posto.</emphasis></p><p><emphasis>Vorrei poterci credere. Ma non c�� nessuno che avr� l�imprinting con me, nonostante il mio pedigree impressionante. Sai</emphasis>, aggiunse pensierosa, <emphasis>se non ci fossi tu, probabilmente il candidato pi� serio al ruolo di alfa sarebbe Seth, quanto meno per ragioni di sangue. Ovviamente, nessuno prenderebbe mai in considerazione me...</emphasis></p><p><emphasis>Tu sei sicura di volere davvero l�imprinting, o che qualcuno lo abbia nei</emphasis><emphasis>tuoi confronti, o cosa?</emphasis>, le domandai. <emphasis>Che c�� di male a frequentarsi e innamorarsi come persone normali, Leah? L�imprinting � solo un modo fra i tanti che ti impedisce di scegliere.</emphasis></p><p><emphasis>Sam, Jared, Paul, Quil... non mi pare che per loro sia una tragedia.</emphasis></p><p><emphasis>Non hanno la testa per capirlo.</emphasis></p><p><emphasis>Tu non vorresti avere l�imprinting?</emphasis></p><p><emphasis>Diavolo, no!</emphasis></p><p><emphasis>� solo perch� sei gi� innamorato di lei. Dimenticheresti tutto, con l�imprinting. Non soffriresti pi� a causa sua.</emphasis></p><p><emphasis>A te piacerebbe dimenticare ci� che provi per Sam?</emphasis></p><p>Ci pens� per un attimo. <emphasis>Credo di s�.</emphasis></p><p>Sospirai. Era molto pi� sana di me.</p><p><emphasis>Ma, per tornare all�inizio del discorso, Jacob, capisco perch� la tua vampira bionda sia cos� fredda... in senso figurato. � concentrata sul suo obiettivo. Ha gli occhi puntati sulla preda, giusto? Perch� tutti vogliamo sempre ci� che non potremo mai e poi mai avere.</emphasis></p><p><emphasis>Tu agiresti come Rosalie? Ammazzeresti qualcuno � perch� � questo che sta facendo: si sta assicurando che nessuno interferisca con la morte di Bella � pur di avere un bambino? Da quando ti interessano i figli?</emphasis></p><p><emphasis>Voglio solo la possibilit� che non ho, Jacob. Forse, se non fossi cos� sbagliata, non ci avrei mai pensato.</emphasis></p><p><emphasis>E saresti disposta a uccidere?</emphasis>, domandai, impedendole di cambiare discorso.</p><p><emphasis>Non � questo che sta facendo. A me sembra che stia vivendo la gravidanza per delega. E se Bella chiedesse a me di aiutarla...</emphasis> Riflett� in silenzio. <emphasis>Anche se non ho una grande opinione di lei, probabilmente agirei come la succhiasangue.</emphasis></p><p>Dai miei denti irruppe un ringhio rumoroso.</p><p><emphasis>Perch�, se la situazione fosse ribaltata, vorrei che Bella lo facesse per me. E cos� vorrebbe Rosalie. Agiremmo entrambe come lei.</emphasis></p><p><emphasis>Puah! Sei crudele come loro!</emphasis></p><p><emphasis>Questo � l�assurdo nel non poter avere una cosa. La disperazione.</emphasis></p><p><emphasis>E questo � il mio limite. Punto. Fine della conversazione.</emphasis></p><p><emphasis>Va bene.</emphasis></p><p>Il suo assenso non mi bastava. Avrei voluto chiudere in modo pi� brutale.</p><p>Ero soltanto a un paio di chilometri da dove avevo lasciato i vestiti, perci� tornai umano e li percorsi a piedi. Non ripensai alla conversazione. Non perch� non ci fosse niente su cui soffermarsi, ma perch� non ce la facevo. Mi rifiutavo di vederla cos�, ma era difficile evitarlo dopo che Leah mi aveva messo in testa quei pensieri e quelle emozioni.</p><p>No, non avrei corso con lei, dopo. Poteva tornarsene a La Push, triste quanto voleva. Un piccolo ordine alfa, prima di andarmene per sempre, non avrebbe ucciso nessuno.</p><p>Raggiunsi la casa che era ancora molto presto. Probabilmente Bella stava dormendo. Pensavo di fare capolino, vedere la situazione, dare il via libera per la caccia e cercarmi un pezzetto d�erba soffice su cui dormire da umano. Fintanto che Leah era sveglia, non intendevo trasformarmi.</p><p>Ma c�era un mormorio intenso dentro casa: forse Bella non stava dormendo. Poi, di nuovo, udii il suono dell�apparecchiatura al piano di sopra. Radiografie? Fantastico. Sembrava proprio che il quarto giorno del conto alla rovescia fosse iniziato col botto.</p><p>Alice mi apr� la porta prima che entrassi.</p><p>Salut� con un cenno. �Ehi, lupo�.</p><p>�Ehi, nana. Che succede su?�.</p><p>Il salone era vuoto, tutti i rumori provenivano dal secondo piano.</p><p>Scroll� le spalle strette e aguzze. �Altra rottura, temo�. Prov� a dirlo con disinvoltura, ma vedevo le fiamme sul fondo dei suoi occhi. Io ed Edward non eravamo gli unici sulla graticola per questa storia. Anche Alice voleva bene a Bella.</p><p>�Un�altra costola?�, chiesi rauco.</p><p>�No. Stavolta il bacino�.</p><p>Strano quanto la cosa continuasse a colpirmi, come se ogni novit� fosse una sorpresa. Avrei mai smesso di stupirmi? Col senno di poi, ogni nuovo disastro sembrava quasi ovvio.</p><p>Alice fissava le mie mani, che vedeva tremare.</p><p>Poi sentimmo la voce di Rosalie dal piano di sopra.</p><p>�Ehi, ti ho detto che non ho sentito nessuno schiocco. Meglio che tu ti faccia controllare le orecchie, Edward�.</p><p>Non segu� nessuna risposta.</p><p>Alice cambi� espressione. �Edward finir� per ridurre Rose in briciole, credo. Mi fa specie che lei non se ne accorga. Forse � convinta che Emmett riuscir� a dissuaderlo�.</p><p>�Di Emmett posso occuparmi io�, mi offrii. �Tu puoi aiutare Edward a sbriciolarla�.</p><p>Alice abbozz� un sorriso.</p><p>Lungo le scale comparve la processione e stavolta era Edward a portare Bella. Lei stringeva fra le mani il bicchiere di sangue, pallida in volto. Nonostante l�attenzione che lui poneva in ogni suo minimo movimento per evitare di scuoterla, vedevo chiaramente che lei soffriva.</p><p>�Jake�, sussurr�, e sorrise nonostante il dolore.</p><p>La fissai senza dire niente.</p><p>Con delicatezza Edward la fece distendere sul divano e si sedette sul pavimento, vicino alla sua testa. Per un istante mi domandai perch� non l�avessero lasciata di sopra, ma capii subito che doveva essere stata un�idea di Bella. Voleva fingere che tutto fosse normale, evitare i macchinari da ospedale. E lui la stava accontentando. Ovviamente.</p><p>Carlisle scese con calma, per ultimo, il volto preoccupato. Una volta tanto, sembrava abbastanza vecchio da passare davvero per dottore.</p><p>�Carlisle�, dissi, �siamo arrivati a met� strada per Seattle. Non c�� traccia del branco. Potete andare�.</p><p>�Grazie, Jacob. � il momento buono. Ne abbiamo davvero bisogno�. I suoi occhi neri guizzarono sulla tazza che Bella teneva stretta.</p><p>�Secondo me, potete partire tranquilli e andare in pi� di tre alla volta. Sam si sta concentrando su La Push, ci scommetto�.</p><p>Carlisle annu�. Mi sorprese la prontezza con cui accett� il mio consiglio. �Se ne sei convinto tu, va bene. Alice, Esme, Jasper e io andremo ora. Poi Alice torner� a prendere Emmett e Rose...�.</p><p>�Neanche per sogno�, sibil� Rosalie. �Emmett viene con voi adesso�.</p><p>�Dovresti andare a caccia�, le disse Carlisle con gentilezza.</p><p>Il suo tono non addolc� quello di lei. �Andr� a caccia quando ci andr� <emphasis>lui</emphasis>�, ringhi�, voltandosi di scatto verso Edward e scrollando i capelli con un gesto secco.</p><p>Carlisle sospir�.</p><p>Jasper ed Emmett furono in un lampo ai piedi delle scale e nello stesso istante Alice si un� a loro dalla porta a vetri sul retro. Esme corse accanto ad Alice.</p><p>Carlisle pos� la mano sul mio braccio. Il suo tocco ghiacciato non era piacevole, ma non mi tirai indietro. Restai immobile, un po� per la sorpresa, un po� perch� non volevo offenderlo.</p><p>�Grazie�, disse ancora e poi balz� fuori dalla porta con gli altri quattro. Li seguii con lo sguardo mentre volavano sul prato e in un baleno erano gi� spariti. Dovevano averne pi� bisogno di quanto immaginassi.</p><p>Per un minuto scese il silenzio. Avvertii uno sguardo truce alle mie spalle e sapevo di chi fosse. Avevo progettato di andarmene e farmi un pisolino, ma l�occasione di rovinare la giornata a Rosalie era troppo ghiotta per lasciarmela scappare.</p><p>Cos� m�incamminai verso la poltrona accanto alla sua e mi ci accomodai, allungandomi in modo da tenere il viso inclinato verso Bella e il piede sinistro vicino al volto di Rosalie.</p><p>�Bleah. Qualcuno porti fuori il cane�, mormor� lei, arricciando il naso.</p><p>�La sai questa, Psycho? Sai come muoiono i neuroni delle bionde?�.</p><p>Non rispose.</p><p>�Allora?�, chiesi. �L�hai gi� sentita o no?�.</p><p>Lei guard� fissa verso la TV e mi ignor�.</p><p>�L�ha gi� sentita?�, chiesi a Edward.</p><p>Non c�era un�ombra di allegria sul suo volto teso; non distolse gli occhi da Bella. Ma disse: �No�.</p><p>�Magnifico. Allora ti piacer�, succhiasangue. I neuroni delle bionde muoiono <emphasis>soli</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Rosalie continuava a non guardarmi. �Ho ucciso centinaia di volte pi� di te, bestia schifosa. Non te lo scordare�.</p><p>�Un giorno, Miss Universo, ti stancherai di minacciarmi a vuoto. Non vedo l�ora che arrivi, quel giorno�.</p><p>�Basta, Jacob�, disse Bella.</p><p>Guardai verso di lei, che mi osservava cupa. Il buonumore del giorno precedente sembrava gi� svanito da un pezzo.</p><p>Be�, non era certo lei che volevo infastidire. �Vuoi che me ne vada?�.</p><p>Prima che potessi sperare, o temere, che si fosse finalmente stancata di me, batt� le ciglia e distese la fronte. Sembrava totalmente sorpresa che fossi giunto a quella conclusione. �No! Certo che no�.</p><p>Sospirai e udii anche Edward sospirare pianissimo. Chiss� quanto desiderava che Bella mi dicesse di andare. Purtroppo non le avrebbe mai chiesto di fare qualcosa che la rendesse infelice.</p><p>�Sembri stanco�, comment� lei.</p><p>�Morto�, ammisi.</p><p>�Se vuoi morire davvero fammi un fischio�, bofonchi� Rosalie, troppo piano perch� Bella la udisse.</p><p>Mi ero appena lasciato sprofondare nella sedia, per stare pi� comodo. Il mio piede nudo penzol� pi� vicino a Rosalie, che s�irrigid�. Dopo qualche minuto Bella le chiese di riempirle il bicchiere. Sentii il vento sollevato dalla vampira mentre saliva in tutta fretta a prendere un altro po� di sangue. Era tutto molto tranquillo. Forse potevo anche concedermi un riposino.</p><p>A quel punto Edward, perplesso, chiese: �Hai detto qualcosa?�. Strano. Nessuno aveva aperto bocca e l�udito di Edward era fine quanto il mio, lo sapeva bene.</p><p>Fissava Bella, e lei lo ricambiava. Sembravano confusi.</p><p>�Io?�, chiese lei dopo un secondo. �Io non ho detto niente�.</p><p>Lui si mise sulle ginocchia, chino su di lei, con l�espressione carica di un�intensit� cos� nuova e diversa. I suoi occhi neri erano concentrati sul viso di Bella.</p><p>�Che stai pensando ora?�.</p><p>Lei lo guard� inespressiva. �A niente. Che succede?�.</p><p>�A cos�hai pensato un minuto fa?�, le chiese.</p><p>�Solo... all�Isola Esme. E alle piume�.</p><p>Risposta incomprensibile, ma quando vidi Bella arrossire capii che era meglio per me non sapere.</p><p>�Di� qualcos�altro�, mormor�.</p><p>�Ma cosa? Edward, che succede?�.</p><p>La sua espressione cambi� di nuovo e fece una cosa che mi lasci� a bocca aperta. Udii un rantolo alle mie spalle e capii che Rosalie era tornata ed era rimasta interdetta quanto me.</p><p>Edward, con gran delicatezza, pos� entrambe le mani sul pancione rotondo di Bella.</p><p>�Il fe...�. Deglut�. �Al... al bambino piace il suono della tua voce�.</p><p>Ci fu un breve attimo di silenzio assoluto. Non riuscivo a muovere mezzo muscolo, neanche per battere le palpebre. Poi...</p><p>�<emphasis>Santo cielo, riesci a sentirlo!</emphasis>�, grid� Bella. Un secondo dopo, trasal�.</p><p>La mano di Edward si spost� in cima alla pancia e la accarezz� delicatamente nel punto in cui il bambino aveva scalciato.</p><p>�Sssh�, mormor�. �Hai spaventato il... lui�.</p><p>Gli occhi di lei si spalancarono inondandosi di meraviglia. Tamburell� di lato sulla pancia. �Scusa, piccolo�.</p><p>Edward ascoltava concentrato, la testa inclinata verso il gonfiore.</p><p>�Cosa pensa ora?�, domand� lei impaziente.</p><p>�La cosa... lui, o lei �...�. S�interruppe e la fiss� negli occhi. Traboccavano del suo stesso stupore, solo un po� meno attenti e circospetti. �Felice�, disse Edward con voce incredula.</p><p>Il respiro di lei si ferm�, era impossibile non notare il luccichio fanatico nei suoi occhi. L�adorazione e la devozione. Lacrime grosse e pesanti le gonfiarono gli occhi e le scesero silenziose lungo il viso, sulle labbra sorridenti.</p><p>Mentre la guardava, il viso di Edward non era spaventato, incollerito, arso, n� aveva alcuna delle espressioni che gli avevo visto da quando erano tornati. Era incantato assieme a lei.</p><p>�Certo che sei felice, bel bambino, certo che lo sei�, canticchi� Bella, massaggiandosi la pancia mentre le lacrime le rigavano le guance. �Come potresti non esserlo, cos� al sicuro, cos� al caldo, cos� amato? Ti amo tanto, piccolo EJ, certo che sei felice�.</p><p>�Come lo hai chiamato?�, chiese Edward curioso.</p><p>Lei arross� di nuovo. �Gli ho dato una specie di nome. Non pensavo che volessi... be�, ecco�.</p><p>�EJ?�.</p><p>�Anche tuo padre si chiamava Edward, no?�.</p><p>�S�. Ma cosa...?�, fece una pausa, poi abbozz� una risata.</p><p>�Che c��?�.</p><p>�Gli piace anche la mia voce�.</p><p>�Certo che gli piace�. Il tono di lei era quasi gongolante. �Hai la voce pi� bella dell�universo. A chi non piacerebbe?�.</p><p>�Avete un piano di riserva?�, chiese poi Rosalie, appoggiandosi alla spalliera del divano con la stessa aria meravigliata ed esultante di Bella. �Che si fa se � una lei?�.</p><p>Bella si asciug� gli occhi con il dorso della mano. �Qualche idea mi � venuta. Pensavo a un misto fra i nomi di Ren�e ed Esme...�.</p><p>�Resm�?�.</p><p>�Ma no: Renesmee. Troppo strano?�.</p><p>�No, mi piace�, le assicur� Rosalie. Le loro teste erano vicine, oro e mogano insieme. �� bellissimo. E unico, quindi perfetto�.</p><p>�Comunque, sono convinta che sia un Edward�.</p><p>Edward fissava il vuoto, pallido in volto, mentre ascoltava.</p><p>�Che c��?�, chiese Bella trasognata. �Cosa pensa?�.</p><p>All�inizio non rispose, poi � lasciandoci tutti di stucco, in tre sussulti distinti e separati � pose l�orecchio delicatamente sulla pancia di lei.</p><p>�Ti vuole bene�, mormor� Edward, sbalordito. �Ti <emphasis>adora</emphasis> indiscutibilmente�.</p><p>In quel momento capii che ero solo. Completamente solo.</p><p>Avrei voluto prendermi a calci, quando mi resi conto di aver confidato troppo in quel vampiro schifoso. Che stupido. Come se ci si potesse mai fidare di una sanguisuga! Era scritto che alla fine mi avrebbe tradito.</p><p>Avevo sperato che fosse dalla mia parte. Avevo sperato che soffrisse pi� di quanto avevo sofferto io. E, soprattutto, avevo confidato che odiasse quella cosa rivoltante che stava ammazzando Bella pi� di quanto non la odiassi io.</p><p>Gli avevo dato la mia fiducia.</p><p>Eppure ora erano insieme, loro due, chini su quell�invisibile mostro in erba, gli occhi luccicanti come una famiglia felice.</p><p>Mentre io me ne rimanevo da solo con il mio astio e un dolore talmente forte da somigliare a una tortura. Come se mi trascinassero lentamente sopra un letto di lamette. Un dolore tanto forte che accoglieresti la morte con un sorriso, pur di liberartene.</p><p>Il calore sciolse i miei muscoli bloccati e mi alzai in piedi.</p><p>Di colpo le loro tre teste si sollevarono e vidi il mio dolore propagarsi attraverso il volto di Edward mentre ancora una volta s�insinuava nella mia mente.</p><p>�Ah�, ansim�.</p><p>Non sapevo che fare; restai l�, tremante, pronto a prendere la prima via di fuga a disposizione.</p><p>Come un serpente all�attacco, Edward balz� fino a un tavolino e strapp� qualcosa dal cassetto. Me lo lanci�; lo presi al volo.</p><p>�Vai, Jacob. Vai via da qui�. Non lo disse con durezza, anzi, mi gett� le parole quasi come un salvagente. Mi stava aiutando a trovare la via di fuga che cercavo disperatamente.</p><p>L�oggetto nella mia mano erano le chiavi di un�auto.</p></section><section><title><p>17</p><p>A chi somiglio? Al Mago di Oz? Serve un cervello? Serve un cuore? Fai pure. Prendi il mio. Prendi tutto ci� che ho</p></title><p>Corsi al garage dei Cullen mentre nella testa mi ronzava una specie di piano. La seconda parte consisteva nel ridurre in un rottame la macchina dei succhiasangue, al ritorno.</p><p>Rimasi un po� perplesso quando schiacciai il pulsante del telecomando e non vidi lampeggiare la Volvo, ma un�altra auto: uno schianto persino in confronto alla lunga serie di veicoli di famiglia, tutti da bava alla bocca. Voleva davvero darmi le chiavi di una Aston Martin Vanquish, o si era sbagliato?</p><p>Decisi che era meglio non ragionarci troppo, altrimenti rischiavo di cambiare la seconda parte del piano. Mi buttai sul sedile di pelle liscia come seta e misi in moto, le ginocchia schiacciate sotto il volante. Normalmente mi sarei messo a piangere sentendo le fusa di quel motore, ma al momento cercavo solo di concentrarmi per inserire la marcia.</p><p>Trovai la sicura del sedile e lo spinsi tutto indietro mentre il piede affondava sull�acceleratore. L�auto si lanci� in avanti neanche fosse un aereo.</p><p>Ci vollero pochi secondi per sfrecciare lungo il vialetto tortuoso. L�auto rispondeva come se la guidassi con il pensiero e non manualmente. Quando sbucai dal tunnel verde e imboccai l�autostrada, ebbi una fugace visione del muso grigio di Leah, che scrutava inquieta fra le felci.</p><p>Per mezzo secondo mi chiesi a cosa pensasse, poi mi resi conto che non m�interessava.</p><p>Svoltai verso sud; non ero disposto a sopportare traghetti, traffico o una qualsiasi cosa che mi costringesse a togliere il piede dall�acceleratore.</p><p>Visto da una prospettiva malata, era il mio giorno fortunato. Se "fortuna" significa prendere a trecento all�ora un�autostrada trafficata senza vedere neanche uno sbirro, nemmeno nelle citt� con il limite a cinquanta. Che delusione. Un bell�inseguimento ci sarebbe stato bene, senza contare che la targa avrebbe fatto passare qualche guaio alla sanguisuga. Certo, alla fine l�avrebbe trovato, il modo per cavarsela, ma almeno sarebbe stato un <emphasis>piccolo</emphasis> inconveniente.</p><p>L�unico segnale di controllo in cui m�imbattei fu una chiazza di pelo marrone scuro che baluginava nel bosco e correva parallela a me per qualche chilometro lungo il confine meridionale di Forks. Sembrava Quil. Doveva avermi visto, perch� scomparve dopo un minuto senza dare allarmi. Di nuovo, mi chiesi cosa pensasse di me, prima di ricordarmi che non m�importava.</p><p>Corsi per la lunga autostrada a forma di U, diretto verso la citt� pi� grande che potevo trovare. Questa era la prima parte del piano.</p><p>Il viaggio sembr� durare una vita, forse perch� strisciavo ancora sulle lamette, ma in realt� dopo meno di due ore ero gi� pi� a nord, nel cuore della zona urbana indefinita che era un po� Tacoma e un po� Seattle. A quel punto rallentai: non avevo intenzione di uccidere un passante innocente.</p><p>Era un piano stupido. Non avrebbe funzionato. Ma, mentre mi spremevo la testa in tutti i modi per cercare di scacciare il dolore, erano rispuntate le parole di Leah.</p><p><emphasis>Dimenticheresti tutto, con l�imprinting. Non soffriresti pi� a causa sua.</emphasis></p><p>Forse privarsi della possibilit� di scelta non era la cosa peggiore del mondo. Forse la vera cosa peggiore del mondo era sentirsi <emphasis>cos�</emphasis> come mi sentivo io.</p><p>Ma avevo gi� visto tutte le ragazze da La Push alla riserva di Makah e pure a Forks. Avevo bisogno di allargare il raggio d�azione.</p><p>Come si individua un�anima gemella a caso nella folla? Be�, prima di tutto avevo bisogno di una folla. Perci� mi guardai attorno in cerca di un posto adatto. Intravidi un paio di centri commerciali, forse i luoghi pi� appropriati per imbattermi nelle mie coetanee, ma non riuscii a fermarmi. <emphasis>Davvero</emphasis> volevo l�imprinting con una ragazza che passa tutto il giorno in un centro commerciale?</p><p>Proseguii verso nord e la popolazione aumentava sempre pi�. Alla fine trovai un grande parco popolato di bambini e famiglie, skateboard e biciclette, aquiloni e picnic e tutto il resto. Fino a quel momento non l�avevo notato, ma era una bella giornata. Con il sole eccetera. La gente era uscita a godersi il cielo azzurro.</p><p>Parcheggiai in mezzo a due posti per disabili � non chiedevo altro che una multa � e mi unii alla folla.</p><p>Camminai per ore, o almeno cos� mi sembr�. Abbastanza perch� il sole si spostasse da un lato all�altro del cielo. Guardai fisso ogni ragazza che mi passava accanto, concentrato, notando chi era carina, chi aveva gli occhi blu, chi stava bene con l�apparecchio e chi si era truccata troppo. M�impegnai a trovare qualcosa d�interessante in ciascun volto, per essere davvero certo di averci provato. Cose del tipo: questa ha il naso bello dritto; quest�altra dovrebbe togliersi i capelli dagli occhi; questa potrebbe fare la pubblicit� dei rossetti, se solo avesse il viso bello come le labbra...</p><p>A volte anche loro mi guardavano. Altre sembravano spaventate come se pensassero: <emphasis>Chi � questo enorme pazzoide che mi fissa?</emphasis> Talvolta parevano attratte da me, ma forse era solo il mio ego che andava a briglia sciolta.</p><p>In ogni caso, niente. Neanche quando incrociai gli occhi della ragazza pi� sexy � non c�era proprio storia � di tutto il parco, e forse della citt�, e lei contraccambi� con uno sguardo curioso che sembrava interessato, non sentii niente. A parte l�impulso disperato di trovare un modo per non soffrire pi�.</p><p>Pi� passava il tempo, pi� iniziai a notare tutto ci� che non dovevo. E che aveva a che fare con Bella. Questa ha i capelli del suo stesso colore. Gli occhi di questa hanno la stessa forma. Gli zigomi di quest�altra le tagliano il viso nello stesso modo. Questa ha la stessa piccola increspatura fra gli occhi, dettaglio che mi fece pensare al motivo della sua preoccupazione.</p><p>In quel momento lasciai perdere. Era molto peggio che stupido pensare di aver scelto esattamente il posto e il momento giusto per imbattermi nell�anima gemella soltanto perch� ne avevo un bisogno disperato.</p><p>E poi non era logico che la trovassi l�. Se la teoria di Sam era giusta, il luogo migliore per incappare nella mia met� genetica era La Push. Ma ovviamente nessuna, laggi�, rispondeva ai requisiti. Chiss�, forse aveva ragione Billy. Cosa occorreva per creare un lupo pi� forte?</p><p>Mi trascinai verso l�auto e mi appoggiai al cofano giochicchiando con le chiavi.</p><p>Forse ero ci� che anche Leah pensava di essere. Una specie di vicolo cieco che non poteva e non doveva procreare. O forse la mia vita era semplicemente una lunga e crudele barzelletta, di cui qualcuno, prima o poi, avrebbe pronunciato la battuta conclusiva.</p><p>�Ehi, tu, tutto bene? Ehi? Tu, con la macchina rubata�.</p><p>Mi ci volle qualche secondo per rendermi conto che quella voce era rivolta a me e un altro secondo per decidermi ad alzare la testa.</p><p>Una ragazza dall�aspetto familiare mi guardava con un�espressione un po� ansiosa. Capii subito perch� mi sembrava di riconoscerla: l�avevo gi� catalogata. Capelli lisci biondo rossiccio, pelle chiara con qualche lentiggine dorata sparsa fra le guance e il naso e occhi color cannella.</p><p>�Se ti senti cos� in colpa per aver rubato la macchina�, disse, e assieme al sorriso le spunt� una fossetta sul mento, �puoi sempre confessare�.</p><p>�� in prestito, non l�ho rubata�, scattai. La mia voce suon� orribile, come se avessi pianto o qualcosa del genere. Imbarazzante.</p><p>�Come no! Ti crederanno tutti in tribunale�.</p><p>La guardai torvo. �Ti serve qualcosa, scusa?�.</p><p>�Veramente no. Dai, scherzavo sulla macchina. � solo che... hai un�aria davvero sconvolta. A proposito, ciao, mi chiamo Lizzie�. Mi porse la mano.</p><p>La guardai finch� non l�abbass�.</p><p>�Comunque...�, disse lei a disagio, �mi chiedevo se posso aiutarti. Prima sembrava che stessi cercando qualcuno�. Indic� il parco con un gesto e scroll� le spalle.</p><p>�Gi�.</p><p>Lei attese.</p><p>Sospirai. �Non mi serve aiuto. Lei non c��.</p><p>�Ah. Mi dispiace�.</p><p>�Anche a me�, borbottai.</p><p>La guardai di nuovo. Lizzie. Era bella. Tanto gentile da offrire aiuto a uno scorbutico forestiero che doveva sembrarle fuori di testa. Perch� non poteva essere lei? Perch� tutto doveva essere cos� follemente complicato? Una ragazza simpatica, carina, e anche divertente. Perch� no?</p><p>�Gran bella macchina�, disse. �� davvero un peccato che non ne facciano pi�. Voglio dire, anche la linea della Vantage � meravigliosa, ma la Vanquish ha un non so che...�.</p><p>Una bella ragazza <emphasis>che conosceva le auto.</emphasis> Wow. La fissai pi� intensamente, nella speranza di far scattare il meccanismo. <emphasis>Dai, Jake, fatti venire quest�imprinting, adesso.</emphasis></p><p>�Com�� guidarla?�, chiese.</p><p>�Non lo immagini neanche�, risposi.</p><p>Fece di nuovo quel sorriso a una fossetta. Si vedeva che era contenta di avermi strappato l�ombra di una risposta civile e io ricambiai, riluttante. Ma la fossetta non pot� niente contro le lame affilate che strisciavano sul mio corpo. Per quanto lo desiderassi, la mia vita non era destinata a risolversi cos�.</p><p>Il riparo verso cui correva Leah non faceva per me. Non ero in grado di innamorarmi come una persona normale. Non mentre il mio cuore sanguinava ancora per un�altra. Forse se fossero gi� passati dieci anni, con il cuore di Bella fermo da un pezzo, e io avessi attraversato il lutto uscendone tutto intero, forse in quel caso avrei potuto offrire a Lizzie un giro sulla mia auto veloce, parlare di marche e modelli, scoprire qualcosa di lei e capire se magari mi piaceva come persona. Ma niente di tutto ci� poteva accadere in quel momento.</p><p>Nessuna magia mi avrebbe salvato. Dovevo sopportare la tortura da uomo. Zitto e soffri.</p><p>Lizzie se ne restava l�, in attesa che le offrissi un giro, forse. O forse no.</p><p>�Meglio che la riporti al tizio che me l�ha prestata�, mugugnai.</p><p>Sorrise di nuovo. �Bravo, hai deciso di comportarti bene�.</p><p>�S�, mi hai convinto�.</p><p>Mi guard� entrare in macchina, ancora un po� preoccupata. Probabilmente le sembravo pronto a buttarmi da una scogliera. Cosa che avrei anche fatto, se solo avesse funzionato per un licantropo. Accenn� un saluto con la mano mentre seguiva con gli occhi la scia che lasciavo.</p><p>All�inizio guidai in modo pi� tranquillo che all�andata. Non avevo fretta. Non volevo andare dove stavo andando. Tornare in quella casa, in quella foresta. Tornare alla sofferenza da cui ero scappato. Tornare a sentirmi assolutamente solo con quel dolore.</p><p>Okay, cos� era un po� melodrammatico. Non sarei stato del tutto solo, ma la situazione era comunque negativa. A Leah e Seth toccava soffrire con me. Per fortuna Seth non avrebbe dovuto soffrire a lungo. Il moccioso non meritava di vedersi rovinare la tranquillit�. Leah nemmeno, ma almeno lei avrebbe capito. Il dolore non era una novit�, per Leah.</p><p>Feci un grosso sospiro pensando a ci� che Leah voleva da me, perch� ora sapevo che l�avrebbe ottenuto. Ero ancora incazzato con lei, ma anche cosciente che potevo semplificarle la vita. E adesso che ci conoscevamo meglio, ero certo che lei avrebbe fatto altrettanto per me, a parti invertite.</p><p>A conti fatti sarebbe stato interessante e decisamente strano ritrovarsi Leah come compagna, nel senso di amica. Avremmo dovuto imparare a metterci nei panni l�uno dell�altra, poco ma sicuro. Non mi avrebbe permesso di crogiolarmi nel dolore, il che mi andava pi� che bene. Mi serviva qualcuno che mi desse un bel calcio nel sedere di tanto in tanto. E in fondo, lei era davvero l�unica amica che avesse la possibilit� di capire cosa stavo passando.</p><p>Pensai alla caccia della mattina e a quanto le nostre menti si fossero per un attimo avvicinate. Non era stato male. Diverso, s�. Un po� spinoso e imbarazzante. Ma anche carino in un modo assurdo.</p><p>Non ero costretto a rimanere solo.</p><p>E sapevo che Leah era abbastanza forte da affrontare con me i mesi che ci aspettavano. Mesi e anni. Il solo pensiero mi stancava. Mi sentivo come di fronte a un oceano che dovevo percorrere a nuoto da costa a costa, prima di potermi riposare.</p><p>Cos� tanto tempo e cos� <emphasis>poco</emphasis>, prima che tutto ci� avesse inizio. Prima di scaraventarmi in quell�oceano. Ancora tre giorni e mezzo e io l�, a sprecare il poco tempo che avevo.</p><p>Tornai a pestare sull�acceleratore.</p><p>Mentre correvo verso Forks vidi Sam e Jared, ciascuno su un lato della strada, a mo� di sentinelle. Erano ben nascosti dietro ai rami robusti, ma me li aspettavo e sapevo cosa cercare. Li salutai con un cenno quando passai davanti ai due, fregandomene di chiedermi che ne pensassero della mia gita.</p><p>Salutai anche Leah e Seth mentre imboccavo lo sterrato di casa Cullen. Iniziava a farsi buio e, nonostante le dense nuvole su quel lato dello stretto, vidi i loro occhi scintillare al bagliore dei fanali. Avrei spiegato tutto dopo. Tempo ce n�era, altroch�.</p><p>Mi sorprese trovare Edward che mi aspettava in garage. Da giorni non lo vedevo lontano da Bella. La sua espressione mi disse che non le era accaduto niente di brutto. In effetti sembrava pi� tranquillo. Quando mi ricordai da dove veniva quella pace mi si chiuse lo stomaco.</p><p>Purtroppo, in tutto il mio rimuginare mi ero dimenticato di fracassargli la macchina. Amen. Tutto sommato non so se avrei sopportato di danneggiare <emphasis>quell�</emphasis>auto. Forse ci contava anche lui, ecco perch� me l�aveva prestata.</p><p>�Una cosa, Jacob�, disse non appena spensi il motore.</p><p>Feci un respiro profondo e trattenuto. Poi, lentamente, scesi dall�auto e gli lanciai le chiavi.</p><p>�Grazie per avermela prestata�, dissi acido. A quanto pareva, dovevo restituirgli il favore. �Adesso cosa vuoi?�.</p><p>�Prima di tutto... so quanto ti pesa imporre la tua autorit� al branco, ma...�.</p><p>Strabuzzai gli occhi, sorpreso che azzardasse un discorso del genere. �Che?�.</p><p>�Se tu non puoi o non vuoi controllare Leah, io...�.</p><p>�Leah?�, lo interruppi, a denti stretti. �Cos�� successo?�.</p><p>L�espressione di Edward era dura. �� venuta a controllare perch� te ne fossi andato cos� di punto in bianco. Ho provato a spiegarglielo. Credo di non esserci riuscito molto bene�.</p><p>�Cosa ha fatto?�.</p><p>�� tornata umana e...�.</p><p>�Sul serio?�, lo interruppi di nuovo, questa volta scioccato. Non riuscivo a spiegarmelo. Leah che abbassava la guardia nella tana del nemico?</p><p>�Voleva... <emphasis>parlare</emphasis> con Bella�.</p><p>�Con Bella?�.</p><p>Edward ora sibilava. �Non permetter� che qualcuno la disturbi ancora in questo modo. Non m�interessa se Leah si sente in diritto di farlo! Non l�ho toccata, ovviamente, ma se succede di nuovo la butto fuori. La lancio dall�altra parte del fiume�.</p><p>�Datti una calmata. Cos�ha detto?�. Non ci stavo capendo niente.</p><p>Edward respir� a fondo e si plac�. �Leah � stata brutale, senza motivo. Non finger� di aver capito perch� Bella non sia capace di lasciarti andare, ma sono certo che non si comporta cos� per farti del male. Sapere quanto dolore infligge a te e a me, chiedendoti di starle accanto � per lei una sofferenza enorme. E non c�era bisogno che Leah si esprimesse in quel modo. Bella ha pianto a lungo�.</p><p>�Alt. Leah stava sgridando Bella per <emphasis>me</emphasis>?�<emphasis>.</emphasis></p><p>Annu� bruscamente. �Sei stato chiamato in causa con una certa veemenza�.</p><p>Oddio. �Non le ho chiesto io di farlo�.</p><p>�Lo so�.</p><p>Alzai gli occhi al cielo. Certo che lo sapeva. Sapeva tutto, lui.</p><p>Ma Leah era stata davvero sorprendente. Chi lo avrebbe mai creduto? Leah che entra, in forma <emphasis>umana</emphasis>, in casa dei succhiasangue per lamentarsi di come vengo trattato <emphasis>io.</emphasis></p><p>�Non posso garantirti che terr� Leah sotto controllo�, gli dissi, �perch� non lo far�. Ma le parler�, okay? E non credo che la cosa si ripeter�. Leah non � una che si trattiene: probabilmente si � tolta il peso ed � finita l�.</p><p>�Lo spero proprio�.</p><p>�A ogni modo, voglio parlarne anche con Bella. Non deve starci male. Questa cosa riguarda solo me�.</p><p>�Gliel�ho gi� detto io�.</p><p>�Era ovvio. Sta bene?�.</p><p>�Dorme. C�� Rose con lei�.</p><p>Cos� la psicopatica adesso era diventata "Rose". Ecco, si era definitivamente consegnato al lato oscuro.</p><p>Ignor� il mio pensiero e rispose per quanto possibile alla mia domanda: �Bella sta meglio, in un certo senso. A parte la scenata di Leah e il senso di colpa che ha scatenato�.</p><p>Stava meglio. Perch� Edward aveva sentito il mostro e ora l� era tutto un cuore-amore. Che meraviglia.</p><p>�Non � solo questo�, mormor� lui. �Ora che posso sentire i pensieri del bambino, mi � chiaro che anche lui, o lei, ha sviluppato capacit� mentali straordinarie. Riesce a capirci, in qualche modo�.</p><p>Restai a bocca aperta. �Dici sul serio?�.</p><p>�S�. Ora sembra avere una vaga percezione di che cosa fa del male a Bella. Sta cercando di evitarlo, per quanto possibile. Lui... le vuole gi� <emphasis>bene</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Fissai Edward con gli occhi pronti a schizzare fuori dalle orbite. Incredulit� a parte, riconoscevo il fattore decisivo che aveva cambiato Edward: il mostro l�aveva convinto del suo <emphasis>amore.</emphasis> E lui non poteva odiare una cosa che provava amore per Bella. Per lo stesso motivo, probabilmente, non riusciva a odiare neanche me. Ma c�era una grossa differenza. Io non la stavo uccidendo.</p><p>Edward prosegu�, fingendo di non avermi sentito. �Temo che stia crescendo ancora pi� in fretta di ogni nostra previsione. Non appena Carlisle rientra...�.</p><p>�Non sono ancora tornati?�, lo interruppi. Pensai a Sam e Jared che sorvegliavano la strada. Si sarebbero incuriositi di tutto quel viavai?</p><p>�Alice e Jasper s�. Carlisle ci ha mandato tutto il sangue che ha potuto trovare, ma non era tanto quanto sperava. A Bella baster� per un giorno solo, visto come le aumenta l�appetito. Carlisle � rimasto fuori a cercare un altro fornitore. Forse non sar� necessario, ma vuole essere coperto per ogni evenienza�.</p><p>�In che senso non sar� necessario? Hai detto che gliene serve di pi��.</p><p>Rispose cauto, i sensi concentrati sulla mia reazione. �Sto cercando di convincere Carlisle a far nascere il bambino appena torna�.</p><p>�<emphasis>Cosa?</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Sembra che il bambino stia cercando di evitare i movimenti bruschi, ma � difficile, grosso com��. Aspettare sarebbe una follia, � evidentemente cresciuto pi� di quanto Carlisle si aspettasse e Bella � troppo debole perch� si possa rimandare�.</p><p>Ricevevo un colpo basso dopo l�altro. All�inizio avevo contato sull�odio che anche Edward nutriva per quella cosa. Poi avevo sperato di poter far tesoro di quei quattro giorni.</p><p>L�oceano infinito di dolore che mi aspettava s�allarg� davanti a me.</p><p>Provai a respirare di nuovo.</p><p>Edward aspett�. Fissai il suo viso mentre mi riprendevo e vi riconobbi un altro cambiamento.</p><p>�Sei sicuro che ce la far�, mormorai.</p><p>�S�. Questa era l�altra cosa di cui volevo parlarti�.</p><p>Non riuscii pi� a dire niente. Dopo un minuto, prosegu�.</p><p>�S�, ripet�. �Aspettare, come abbiamo fatto, che il bambino fosse pronto � stato folle e pericoloso. Ogni momento avrebbe potuto esserle fatale. Ma se prendiamo l�iniziativa, se agiamo in fretta, non vedo perch� non dovrebbe andare tutto bene. Poter leggere nella mente del bambino ci � di grande aiuto. Per fortuna Bella e Rose sono d�accordo con me. Ora che le ho convinte che procedere � la scelta pi� sicura per il piccolo, non c�� niente che non possa funzionare�.</p><p>�Quando rientra Carlisle?�, chiesi con un filo di voce. Il mio respiro non era ancora normale.</p><p>�Domani a mezzogiorno�.</p><p>Le ginocchia mi cedettero. Per reggermi in piedi dovetti aggrapparmi all�auto. Edward si sporse come per aiutarmi, poi ci ripens� e abbass� le mani.</p><p>�Mi dispiace�, sussurr�. �Mi dispiace davvero per il dolore che tutto questo ti causa, Jacob. Anche se mi odi, devo ammettere che io non provo la stessa cosa per te. Ormai sei quasi... un fratello, sotto molti aspetti. Come minimo, un compagno d�armi. Non puoi capire quanto mi rincresce che tu soffra. Ma Bella <emphasis>sopravviver�</emphasis>�, la sua voce si fece intensa, persino violenta, �e so che � questo che t�interessa pi� di ogni altra cosa�.</p><p>Probabilmente aveva ragione. Difficile capirlo. Mi girava la testa.</p><p>�Detesto chiedertelo proprio ora che hai gi� tante cose a cui pensare, ma ormai siamo agli sgoccioli. Devo chiederti una cosa, in ginocchio se necessario�.</p><p>�Non mi � rimasto pi� niente�, dissi con voce strozzata.</p><p>Tese di nuovo la mano, quasi a posarla sulla mia spalla, poi come prima la mise gi� e sospir�.</p><p>�So quanto hai gi� dato�, disse con calma, �ma c�� una cosa che tu, e soltanto tu, puoi fare. Te lo chiedo in qualit� di vero alfa, Jacob. Te lo chiedo in qualit� di erede di Ephraim�.</p><p>Cos� come stavo, era impossibile rispondere.</p><p>�Voglio che tu conceda una deroga al patto che avevamo stretto con Ephraim. Ti chiedo di tollerare un�eccezione: dammi il permesso di salvarle la vita. Sai che lo farei comunque, ma non vorrei infrangere il patto finch� esiste un modo per evitarlo. Non ci era mai passato per la mente di tornare sui nostri passi e non lo faremo a cuor leggero. Chiedo la tua comprensione, Jacob, perch� tu conosci le nostre ragioni alla perfezione. Voglio che l�alleanza fra le nostre famiglie sopravviva anche quando tutto questo sar� finito�.</p><p>Provai a deglutire. <emphasis>Sam</emphasis>, pensai. <emphasis>� di Sam che hai bisogno.</emphasis></p><p>�No. L�autorit� di Sam � fittizia. Appartiene a te. Non gliela porterai mai via, ma nessuno ha pi� diritto di te a esprimere il consenso a ci� che sto chiedendo�.</p><p><emphasis>La decisione non spetta a me.</emphasis></p><p>�Invece s�, Jacob, lo sai. La tua parola e la tua volont� possono condannarci o assolverci. Solo tu puoi concedermelo�.</p><p><emphasis>Non riesco a pensarci. Non lo so.</emphasis></p><p>�Non abbiamo molto tempo�. Guard� verso la casa.</p><p>No, non c�era tempo. I miei pochi giorni erano diventati poche ore.</p><p><emphasis>Non so. Fammici pensare. Dammi un minuto, okay?</emphasis></p><p>�S�.</p><p>Mi avvicinai alla casa e lui mi segu�. Incredibile quanto fosse facile camminare nel buio con un vampiro accanto. In realt�, non mi sentivo n� in pericolo n� a disagio. Era come camminare accanto a chiunque altro. Be�, a parte la puzza.</p><p>Ci fu un movimento fra la vegetazione al limitare del grande prato e poi un basso mugolio. Seth spunt� dalle felci e corse a lunghi passi verso di noi.</p><p>�Ehi, moccioso�, mugugnai.</p><p>Abbass� la testa e gli diedi un colpetto sulla spalla.</p><p>�Tutto tranquillo�, mentii, �ti dir� dopo. Scusa per essermene andato cos�.</p><p>Sorrise.</p><p>�Ehi, di� a tua sorella di non impicciarsi pi�, okay? Ha gi� dato�.</p><p>Seth annu�.</p><p>Gli diedi una spintarella. �Torna al lavoro. Un minuto e ti spiego�.</p><p>Seth restitu� la spinta e part� al galoppo fra gli alberi.</p><p>�Ha una delle menti pi� pure, sincere, <emphasis>gentili</emphasis> che abbia mai percepito�, mormor� Edward quando fu scomparso. �Sei fortunato a poter condividere i suoi pensieri�.</p><p>�Lo so�, grugnii.</p><p>Tornammo verso casa e le nostre teste scattarono entrambe appena sentimmo il rumore di qualcuno che beveva da una cannuccia. Edward acceler� il passo. Guizz� sui gradini del portico e spar�.</p><p>�Bella, amore, pensavo che stessi dormendo�, gli sentii dire. �Scusa, non avrei dovuto lasciarti�.</p><p>�Non preoccuparti. Mi era solo venuta una gran sete... che mi ha svegliata. Meno male che Carlisle ne sta portando altro. Questo bambino ne avr� bisogno quando uscir� da qui�.</p><p>�S�, � vero�.</p><p>�Mi chiedo se non vorr� nient�altro�, riflett�.</p><p>�Immagino che lo scopriremo�.</p><p>Entrai anch�io.</p><p>Alice disse: �Finalmente�, e gli occhi di Bella s�illuminarono nel vedermi. Quel sorriso esasperante, irresistibile, irruppe per un secondo sul suo viso. Poi svan� e il suo volto si spense. Incresp� le labbra come se cercasse di non piangere.</p><p>Avrei voluto prendere a pugni Leah e la sua stupida bocca.</p><p>�Ehi, Bells�, dissi svelto. �Come va?�.</p><p>�Bene�, disse.</p><p>�Gran giorno oggi, eh? Un sacco di novit�.</p><p>�Non sei costretto, Jacob�.</p><p>�Non so di cosa stai parlando�, dissi e andai a sedermi sul divano accanto alla sua testa. Edward era gi� l� seduto per terra.</p><p>Mi lanci� uno sguardo di rimprovero. �Mi dis...�.</p><p>Le chiusi le labbra fra il pollice e l�indice.</p><p>�Jake�, mormor� cercando di allontanare la mia mano. Il tentativo fu debolissimo, difficile credere che ci stesse provando davvero.</p><p>Scossi la testa. �Potrai parlare quando non dirai pi� stupidaggini�.</p><p>�Va bene, non lo dico�, mugol�.</p><p>Tolsi la mano.</p><p>�Mi dispiace!�, fin� d�un fiato e poi sorrise.</p><p>Alzai gli occhi al cielo e ricambiai il sorriso. E quando incrociai il suo sguardo, vidi tutto ci� che avevo cercato nel parco.</p><p>Mancava un giorno, prima che diventasse un�altra. Ma, se tutto andava bene, sarebbe rimasta viva, ed era questo ci� che contava, giusto? Mi avrebbe guardato con quegli stessi occhi, pi� o meno. E sorriso con quelle stesse labbra, o quasi. Avrebbe continuato a conoscermi meglio di chiunque altro non avesse pieno accesso ai miei pensieri.</p><p>Leah avrebbe potuto essere una compagna interessante, forse anche una vera amica, qualcuno che mi avrebbe difeso. Ma non la mia migliore amica come lo era Bella. Oltre all�amore impossibile che provavo per lei, c�era anche un vincolo che nasceva dal profondo.</p><p>Un solo giorno e sarebbe diventata mia nemica. Oppure mia alleata. E, a quanto pareva, la decisione spettava a me.</p><p>Sospirai.</p><p><emphasis>Va bene!</emphasis>, pensai, dando l�ultima cosa che avevo da dare. Mi sentii svuotato. <emphasis>Fate pure. Salvatela. Come erede di Ephraim ti do il mio permesso, la mia parola, che questo non violer� il nostro patto. Gli altri dovranno prendersela con me. Hai ragione: non possono negare che ho</emphasis><emphasis>tutto il diritto di acconsentire.</emphasis></p><p>�Ti ringrazio�. Il sussurro di Edward fu cos� basso che Bella non pot� sentirlo. Ma le parole erano talmente ardenti che, con la coda dell�occhio, vidi gli altri vampiri girarsi meravigliati.</p><p>�Allora?�, chiese Bella ostentando disinvoltura. �Com�� stata la giornata?�.</p><p>�Piacevole. Ho fatto un giro in macchina. Ho passato un po� di tempo al parco�.</p><p>�Ah, bello�.</p><p>�Certo, certo�.</p><p>Improvvisamente cambi� espressione. �Rose�.</p><p>Sentii la bionda soffocare una risata. �Ancora?�.</p><p>�Credo di aver bevuto sette litri in un�ora�, spieg� Bella.</p><p>Edward e io ci spostammo mentre Rosalie venne a sollevare Bella dal divano per portarla in bagno.</p><p>�Posso camminare?�, disse Bella. �Sento le gambe indolenzite�.</p><p>�Sei sicura?�, chiese Edward.</p><p>�Rose mi prender� se inciampo. Cosa molto probabile, dato che neanche riesco a vedermi i piedi�.</p><p>Rosalie mise Bella in piedi con grande attenzione, sorreggendola dalle spalle. Bella stir� le braccia di fronte a s�, facendo una piccola smorfia.</p><p>�Ah, ora sto meglio�, sospir�. �Mamma mia, sono enorme�.</p><p>Davvero. La sua pancia era un continente.</p><p>�Ancora un giorno�, disse tamburellando sul pancione.</p><p>Non riuscii a trattenere l�ondata di dolore che mi colp� in un attimo, come una coltellata, ma cercai di non darlo a vedere. Potevo nasconderlo per un altro giorno ancora, giusto?</p><p>�Tutto bene, allora. Ops... oh, no!�.</p><p>Il bicchiere che Bella aveva lasciato sul divano cadde e il sangue rosso scuro si rivers� sul tessuto chiaro.</p><p>Automaticamente, nonostante altre tre mani l�avessero preceduta, Bella si chin� cercando di prenderlo.</p><p>Dal centro del suo corpo venne un rumore inaudito, come uno strappo smorzato.</p><p>�Ah!�, sussult�.</p><p>Poi perse del tutto le forze e croll�, ma in quel momento Rosalie l�afferr�. Anche Edward le fu subito accanto, a mani tese, senza neanche badare al caos sul divano.</p><p>�Bella?�, chiese, poi sgran� gli occhi e sul suo viso spunt� il panico.</p><p>Mezzo secondo dopo, Bella url�.</p><p>Non fu soltanto un urlo, ma un grido di agonia da gelare il sangue. L�orribile suono termin� con un gorgoglio e le si rivoltarono gli occhi. Il suo corpo si contrasse, inarcato fra le braccia di Rosalie; poi Bella vomit� una fontana di sangue.</p></section><section><title><p>18</p><p>Non ci sono parole</p></title><p>Il corpo di Bella, grondante di sangue, cominci� a contorcersi e sussultare fra le braccia di Rosalie come se stesse subendo un elettroshock. Il suo volto era livido e inanimato. Si muoveva perch� qualcosa al centro del suo corpo si dimenava in modo sfrenato. E, in quelle convulsioni, schianti e schiocchi nitidi tenevano il tempo degli spasmi.</p><p>Rosalie ed Edward rimasero impietriti per pochi istanti, poi scattarono. Rosalie sollev� il corpo di Bella fra le braccia e, con un grido cos� veloce da non poterne distinguere le parole, balz� assieme a Edward sulle scale, diretta al piano superiore.</p><p>Io schizzai dietro di loro.</p><p>�La morfina!�, grid� Edward a Rosalie.</p><p>�Alice! Chiama Carlisle!�, strill� lei.</p><p>La camera in cui li seguii sembrava un pronto soccorso piazzato nel mezzo di una biblioteca. La luce era forte e bianca. Bella era su un tavolo, pallida come un fantasma in quel fulgore. Il suo corpo si dibatteva come un pesce sulla sabbia. Rosalie la immobilizz� strappandole i vestiti di dosso, mentre Edward le affondava una siringa nel braccio.</p><p>Quante volte me l�ero immaginata nuda? Adesso non riuscivo a guardarla. Avevo paura che quei ricordi mi si stampassero nella mente.</p><p>�Che succede, Edward?�.</p><p>�Il bambino sta soffocando!�.</p><p>�La placenta deve essersi staccata!�.</p><p>A un certo punto, in tutto questo, Bella si rianim�. Rispose alle loro parole con un grido che mi dilani� i timpani.</p><p>�Fatelo uscire!�, url�. �NON RESPIRA! Fatelo uscire SUBITO!�.</p><p>Le vidi negli occhi le macchie rosse dei capillari esplosi per l�urlo.</p><p>�La morfina...�, grugn� Edward.</p><p>�NO, ADESSO!�, un altro fiotto di sangue smorz� il suo grido. Lui le tenne la testa alzata, cercando disperatamente di pulirle la bocca per farla respirare.</p><p>Alice si lanci� nella stanza e attacc� un piccolo auricolare blu sotto i capelli di Rosalie. Poi torn� indietro, con gli occhi dorati spalancati e ardenti, mentre Rosalie sibilava frenetica al telefono.</p><p>In quella luce chiara, la carnagione di Bella appariva pi� violacea e nera che bianca. Un�ombra rosso scuro era comparsa sotto la pelle dell�enorme, sussultante protuberanza della pancia. Rosalie afferr� un bisturi.</p><p>�Aspetta che entri in circolo la morfina!�, le grid� Edward.</p><p>�Non c�� tempo�, sibil� Rosalie. �Il bambino sta morendo!�.</p><p>Pos� una mano sulla pancia di Bella e un rosso vivido sgorg� da dove aveva perforato la pelle. Era un secchio rovesciato, un rubinetto completamente aperto. Bella sobbalz�, senza gridare. Stava ancora rantolando.</p><p>Poi Rosalie perse la concentrazione. Vidi l�espressione del suo viso cambiare, le labbra scoprire i denti e gli occhi neri scintillare di sete.</p><p>�No, Rose!�, rugg� Edward, ma le sue mani erano intrappolate nel tentativo di tenere Bella dritta per farla respirare.</p><p>Senza neanche trasformarmi mi lanciai verso Rosalie, superando il tavolo con un salto. Quando colpii il suo corpo di pietra, scaraventandolo verso la porta, sentii il bisturi conficcarsi a fondo nel mio braccio sinistro. Il mio palmo destro si abbatt� contro il suo viso, chiudendole la mascella e bloccandole le vie respiratorie.</p><p>Sfruttai la presa per girarla e assestarle un calcione sul ventre: fu come prendere a calci il cemento. Vol� oltre la porta e ne pieg� uno stipite. L�auricolare che portava sull�orecchio and� in pezzi. Poi arriv� Alice, la stratton� per il collo e la trascin� gi� in salone. Dovevo ammetterlo, la bionda non aveva nemmeno provato a combattere. <emphasis>Voleva</emphasis> che vincessimo noi. Si era lasciata pestare, pur di salvare Bella. Cio�, la creatura.</p><p>Mi strappai la lama dal braccio.</p><p>�Alice, portala fuori di qui!�, grid� Edward. �Portala da Jasper e <emphasis>tienila</emphasis> l�! Jacob, ho bisogno di te!�.</p><p>Non guardai Alice che finiva il lavoro. Tornai di scatto al tavolo operatorio, dove Bella stava per perdere conoscenza, gli occhi fissi e spalancati.</p><p>�Respirazione artificiale?�, grugn� Edward, rapido ed esigente.</p><p>�S�!�.</p><p>Diedi una rapida occhiata al suo viso, nel timore che potesse reagire come Rosalie. Non vidi altro che una feroce determinazione.</p><p>�Falla respirare! Devo tirarlo fuori prima che...�.</p><p>Un altro schianto tremendo dentro il suo corpo, il pi� rumoroso, tanto che rimanemmo entrambi impietriti, aspettandoci da Bella un urlo di reazione. Niente. Le gambe, che nell�agonia si erano piegate, ora si erano afflosciate, aperte in modo innaturale.</p><p>�La spina dorsale�, ansim� Edward in preda all�orrore.</p><p>�Tiralo fuori!�, ringhiai, scaraventandogli il bisturi addosso. �Ormai non sente niente!�.</p><p>Poi mi chinai sulla testa di Bella. Posai le labbra sulle sue, e soffiai una boccata d�aria. Sentii il suo busto contratto espandersi; non c�era niente che le bloccava la gola.</p><p>Le labbra sapevano di sangue.</p><p>Il battito del suo cuore era irregolare. <emphasis>Avanti</emphasis>, le dissi furibondo col pensiero, mentre le soffiavo altra aria in corpo. <emphasis>L�hai promesso. Continua a far battere il tuo cuore.</emphasis></p><p>Sentivo il rumore umido e leggero del bisturi lungo la sua pancia. Altro sangue col� sul pavimento.</p><p>Allora un altro suono mi fece sobbalzare, inaspettato, terrificante. Come metallo ridotto a pezzi. Un suono che mi riport� alla mente lo scontro nella radura di tanti mesi prima, lo stridere dei neonati squarciati. Lanciai un�occhiata al viso di Edward premuto contro il rigonfiamento. Denti di vampiro: lo strumento infallibile per tagliare la pelle di vampiro.</p><p>Tremai, mentre soffiavo altra aria dentro Bella.</p><p>Lei toss� e strizz� gli occhi che roteavano alla cieca.</p><p>�Resta con me, Bella!�, le gridai. �Mi senti? Resta qui! Non voglio che mi lasci. Fai battere il tuo cuore!�.</p><p>I suoi occhi rotearono, cercando me, o lui, senza vedere niente.</p><p>Continuai a fissarli comunque, senza distogliere lo sguardo.</p><p>Poi, all�improvviso, sentii il suo corpo divenire immobile sotto le mie mani, nonostante continuasse a respirare convulsamente e il suo cuore battesse. Mi resi conto che quell�immobilit� significava che era finita. La lotta interna era finita. Doveva essere uscito.</p><p>Infatti.</p><p>Edward sussurr�: �Renesmee�.</p><p>Dunque Bella si era sbagliata. Non era il bambino che aveva immaginato. Nessuna sorpresa. C�era forse qualcosa su cui <emphasis>non</emphasis> si fosse mai sbagliata?</p><p>Non staccai lo sguardo dai suoi occhi iniettati di sangue, ma sentii le sue mani scivolare deboli.</p><p>�Fammi...�, gracid� in un sussurro spezzato. �Dammela�.</p><p>Ero abituato a vederlo obbedire a ogni sua richiesta, non importa quanto stupida. Ma non immaginavo che l�avrebbe esaudita anche adesso. Perci� non pensai a fermarlo.</p><p>Qualcosa di caldo mi tocc� il braccio. Avrei dovuto farci caso, in quel momento. Non c�era mai niente che mi sembrasse caldo.</p><p>Ma non riuscivo a distogliere gli occhi da Bella. Batt� le ciglia e alla fine riusc� a vedere. Mugol� un gemito strano, debole.</p><p>�Renes...mee. Sei... bellissima�.</p><p>E poi singhiozz�. Singhiozz� di dolore.</p><p>Quando mi voltai era gi� troppo tardi. Edward aveva strappato quella cosa calda e sanguinante dalle sue braccia esanimi. I miei occhi guizzarono sulla sua pelle. Era rossa di sangue; quello che le era sgorgato dalla bocca, quello che aveva impiastricciato la creatura e altro sangue che zampillava da un piccolo morso a forma di mezzaluna, proprio sopra il seno sinistro.</p><p>�No, Renesmee�, mormor� Edward, come se volesse insegnare le buone maniere al mostro.</p><p>Non guardai n� lui n� la cosa. Fissavo solo Bella, i suoi occhi rovesciati.</p><p>Con un ultimo tonfo sordo il suo cuore vacill� e tacque.</p><p>Perse circa mezzo battito, poi le mie mani scattarono subito a comprimere il petto. Contai a mente, cercando di tenere un ritmo costante. Uno. Due. Tre. Quattro.</p><p>Mi staccai per un secondo e soffiai un�altra boccata d�aria dentro di lei.</p><p>Non ci vedevo pi�. I miei occhi erano umidi e sfocati. Ma ero estremamente consapevole dei rumori nella stanza. Il gorgoglio forzato del suo cuore sotto le mie mani impazienti, il rimbombo del mio e di un altro. Un palpitare troppo veloce, troppo leggero che non riuscivo a localizzare.</p><p>Le spinsi altra aria in gola.</p><p>�Cosa aspetti?�, gridai senza fiato, senza smettere di pompare. Uno. Due. Tre. Quattro.</p><p>�Prendi la bambina�, disse Edward impaziente.</p><p>�Buttala dalla finestra�. Uno. Due. Tre. Quattro.</p><p>�Datela a me�, una voce bassa risuon� dalla porta. Edward e io ringhiammo all�unisono.</p><p>Uno. Due. Tre. Quattro.</p><p>�� tutto sotto controllo�, promise Rosalie. �Dammi la bambina, Edward. Me ne prendo cura io finch� Bella...�.</p><p>Feci un�altra respirazione a Bella, mentre avveniva lo scambio. La pulsazione accelerata si dissolse in lontananza.</p><p>�Togli le mani, Jacob�.</p><p>Alzai lo sguardo dagli occhi bianchi di Bella, mentre continuavo a pompare sul suo cuore. Edward stringeva in mano una siringa argentata, forse d�acciaio.</p><p>�Cos��?�.</p><p>La sua mano rocciosa spinse via le mie. Ci fu un leggero scrocchio: con un colpo mi aveva rotto il mignolo. Nello stesso istante, conficc� l�ago dritto nel cuore di Bella.</p><p>�Il mio veleno�, rispose mentre abbassava lo stantuffo.</p><p>Udii il sussulto del cuore di lei, come avesse usato un defibrillatore.</p><p>�Non lasciare che si fermi�, ordin�. La sua voce glaciale era di un morto, ostile e meccanica come quella di un automa.</p><p>Ignorai il dolore al dito, che gi� stava passando, e ricominciai a premere sul cuore di Bella. Era pi� duro, come se le si stesse congelando il sangue; scorreva pi� denso, lento. Mentre le spingevo il sangue viscoso lungo le arterie, diedi un�occhiata a Edward.</p><p>Sembrava che la stesse baciando: strofin� le labbra contro la sua gola, i polsi, la piega all�interno del gomito. Ma sentivo la pelle strapparsi mentre i denti di lui la mordevano senza sosta e inoculavano veleno nel suo organismo in quanti pi� punti possibile. Vidi la sua lingua esangue muoversi rapidamente lungo le ferite vive ma, prima che ci� potesse farmi infuriare o star male, capii la sua intenzione. Dove la sua lingua aveva lavato il veleno, le ferite si erano chiuse. Trattenendo il siero e il sangue dentro il corpo.</p><p>Le soffiai altra aria in bocca, ma non c�era pi� niente. Unica reazione, il gonfiarsi inerte del suo petto. Continuai a premere sul cuore, contando, mentre Edward, come un forsennato, si dava da fare per rimetterla in sesto. Ma era peggio di Humpty Dumpty caduto dal muro...</p><p>Non c�era pi� niente; solo io, solo lui.</p><p>Ad accanirci su un cadavere.</p><p>Tutto ci� che rimaneva della ragazza che avevamo amato. Quel cadavere spezzato, dissanguato, martoriato. Non potevamo ricomporre Bella.</p><p>Sapevo che era troppo tardi. Sapevo che era morta. Ne ero sicuro perch� la sua attrazione era sparita. Non sentivo pi� alcuna ragione per rimanere l� accanto a lei. <emphasis>Lei</emphasis> non c�era pi�. Per me quel corpo non esercitava alcuna attrazione. Il bisogno irragionevole di esserle accanto era svanito.</p><p>O meglio, si era <emphasis>spostato.</emphasis> Come se l�attrazione venisse dalla parte opposta. Dalla porta, oltre le scale. La brama di scappare e non tornare pi�, mai pi�, in quel posto.</p><p>�E allora vattene�, sbott� Edward spingendo di nuovo via la mia mano, questa volta per prendere il mio posto.</p><p>Tre dita rotte, almeno. Me le raddrizzai inebetito, senza pensare al sussulto provocato dal dolore.</p><p>Premette sul suo cuore morto ancora pi� veloce di me.</p><p>�Non � morta�, ringhi�. �Si riprender�.</p><p>Non ero sicuro che stesse parlando a me, ormai.</p><p>Voltai le spalle, lo lasciai con la sua morta e mi diressi lentamente verso l�uscita. Pi� che lentamente. Quasi non riuscivo a muovere i piedi.</p><p>Eccolo arrivato, l�oceano di dolore. L�altra riva cos� lontana, oltre quella massa d�acqua ribollente, che non potevo neanche immaginarla, ancor meno vederla.</p><p>Ancora una volta, smarrito il mio obiettivo mi sentivo vuoto. Salvare Bella era stata la mia battaglia per tanto tempo. E avevo fallito. Aveva deciso di sacrificarsi e di lasciarsi fare a pezzi dalla figlia del mostro. La battaglia era persa. Era tutto finito.</p><p>Rabbrividii al suono che mi lasciavo alle spalle, mentre arrancavo lungo le scale. Il suono di un cuore morto costretto a pulsare.</p><p>Magari avessi potuto riempirmi la testa di candeggina e friggermi il cervello. Bruciare le immagini degli ultimi minuti di Bella. Mi sarei tenuto un danno cerebrale pur di liberarmene: le urla, il sangue, lo schiocco insopportabile mentre il mostro neonato la faceva a pezzi dall�interno...</p><p>Volevo correre via, scendere gli scalini dieci alla volta e volare fuori dalla porta, ma i miei piedi erano pesanti come il ferro e il mio corpo pi� stanco che mai. Mi trascinai lungo le scale come un vecchio storpio.</p><p>Mi fermai sull�ultimo gradino, cercando di raccogliere le forze per uscire di l�.</p><p>Rosalie era seduta sulla parte pulita del divano, di spalle, e mormorava smancerie alla cosa fra le sue braccia, avvolta in una copertina. Doveva avermi sentito, ma m�ignor�, presa da quel momento di maternit� rubata. Forse era finalmente felice. Aveva ci� che voleva e Bella non sarebbe mai tornata a riprendersi la creatura. Chiss� se per tutto quel tempo la perfida bionda non ci aveva sperato.</p><p>Teneva qualcosa di scuro fra le mani e udii un succhiare ghiotto provenire dalla minuscola assassina fra le sue braccia.</p><p>Il profumo del sangue era nell�aria. Sangue umano. Rosalie le stava dando da mangiare. Ovviamente la creatura aveva bisogno di sangue. Di cos�altro poteva nutrirsi una specie di mostro che aveva brutalmente mutilato la sua stessa madre? Avrebbe bevuto persino il sangue di Bella. Forse lo stava gi� bevendo.</p><p>Le forze mi tornarono mentre ascoltavo il suono del piccolo boia che mangiava.</p><p>La forza, l�odio e il calore... calore rosso che divampava nella mia testa, infiammava tutto senza cancellare niente. Le immagini nella mia mente erano come combustibile: scatenavano l�inferno ma non volevano consumarsi. Sentii un tremore scuotermi dalla testa ai piedi e non provai a bloccarlo.</p><p>Totalmente assorbita dalla creatura, Rosalie non mi prestava la minima attenzione. Distratta com�era, non poteva fare in tempo a fermarmi.</p><p>Sam aveva ragione. La creatura era un�aberrazione, un�esistenza contronatura. Un demone nero, senz�anima. Qualcosa che non aveva il diritto di vivere.</p><p>Qualcosa che andava distrutto.</p><p>A quanto pareva, l�attrazione non veniva dall�esterno. La sentivo ancora e m�incoraggiava a farmi avanti. Mi spingeva a farla finita, a purificare il mondo da quell�abominio.</p><p>Rosalie avrebbe provato a uccidermi se la creatura fosse morta, ma mi sarei difeso. Non ero sicuro di finirla prima che arrivassero gli altri. Forse s�, forse no. Ma non m�importava.</p><p>Non m�importava se i lupi, l�uno o l�altro branco, avrebbero preso posizione, vendicando me o approvando la giustizia dei Cullen. Non m�interessava niente di tutto ci�. L�unica cosa che m�interessava era la mia giustizia. La <emphasis>mia</emphasis> vendetta. La creatura che aveva ucciso Bella non sarebbe vissuta un minuto di pi�.</p><p>Se Bella fosse sopravvissuta, mi avrebbe odiato a morte. Avrebbe desiderato uccidermi con le sue mani.</p><p>Ma non m�importava. Come a lei non importava ci� che aveva fatto a me, lasciandosi trucidare come un animale. Perch� mai avrei dovuto prendere in considerazione i suoi sentimenti?</p><p>E poi c�era Edward. In quel momento doveva essere troppo occupato, troppo rapito dal suo insano proposito, cercare di rianimare un cadavere, per ascoltare i miei piani.</p><p>Perci� non potevo mantenere la promessa che gli avevo fatto, a meno che, ma non ci avrei scommesso, non avessi vinto contro Rosalie, Jasper e Alice, in uno scontro tre a uno. Per�, se anche avessi vinto, non so se me la sarei sentita di uccidere Edward.</p><p>Non provavo abbastanza compassione per farlo. Perch� mai permettergli di liberarsi la coscienza da ci� che aveva fatto? Non sarebbe stato pi� giusto, pi� appagante, lasciarlo vivere senza niente, senza pi� niente?</p><p>Immaginarlo mi fece persino sorridere, pieno d�odio com�ero. Senza Bella. Senza la figlia assassina. E senza i membri della famiglia che sarei riuscito a far fuori. Non avrei perso tempo a bruciarli, perci� poteva rimetterli assieme. A differenza di Bella, che non sarebbe mai pi� tornata intera.</p><p>Chiss� se anche la creatura era capace di ricomporsi. Ne dubitavo. In parte era come Bella e doveva aver ereditato qualcosa della sua vulnerabilit�. Lo capivo dal piccolo, martellante battito del suo cuore.</p><p>Il cuore della cosa batteva. Quello di Bella non pi�.</p><p>Avevo impiegato un solo secondo per prendere queste semplici decisioni.</p><p>Il tremore si faceva pi� intenso e veloce. Mi rannicchiai, pronto a lanciarmi sulla vampira bionda e a strapparle di mano con i denti l�assassina.</p><p>Rosalie fece un risolino alla creatura, mise da parte quella specie di bottiglia metallica vuota e sollev� il mostro in aria per accarezzarle la guancia con il viso.</p><p>Perfetta. Quella posizione era perfetta per il mio attacco. Mi sporsi in avanti e sentii il calore che iniziava a trasformarmi mentre il richiamo verso l�assassina cresceva. Era pi� forte di quanto avessi mai sentito, cos� forte che mi ricord� un ordine alfa, qualcosa che mi avrebbe annullato se non avessi obbedito.</p><p>Ma stavolta <emphasis>volevo</emphasis> obbedire.</p><p>L�assassina mi osserv� da dietro la spalla di Rosalie, con lo sguardo pi� concentrato che una creatura appena nata avesse mai avuto.</p><p>Occhi caldi e marroni, il colore del cioccolato al latte. Esattamente lo stesso degli occhi di Bella.</p><p>Il mio tremore si ferm� all�improvviso e fui invaso da un calore pi� intenso, nuovo. Che non bruciava.</p><p>Splendeva.</p><p>Tutto si sciolse dentro di me e rimasi immobile davanti al visetto di porcellana della bambina, met� vampira, met� umana. Tutti i lacci che mi stringevano alla vita si spezzarono in un attimo, come lo spago di un grappolo di palloncini. Tutto ci� che mi rendeva ci� che ero � l�amore per la ragazza morta al piano di sopra, l�amore per mio padre, la fedelt� al mio nuovo branco, l�affetto per gli altri miei fratelli, l�odio per i miei nemici, per la mia casa, per il mio nome, per me stesso � si stacc� da me in quell�istante � zac, zac, zac � e fluttu� nello spazio.</p><p>Ma non andai alla deriva. Un nuovo laccio mi tratteneva dov�ero.</p><p>Non uno: un milione. Non di corda, ma d�acciaio. Un milione di cavi d�acciaio che mi legavano a una cosa sola; al centro esatto dell�universo.</p><p>Finalmente capii che l�universo ruotava attorno a quel punto. Non avevo mai colto la simmetria dell�universo, che adesso mi era chiara.</p><p>Ora non era pi� la forza di gravit� a imbrigliarmi.</p><p>Era la bambina fra le braccia della vampira bionda.</p><p>Renesmee.</p><empty-line/><p>Dal piano di sopra, un rumore nuovo. L�unico che potesse toccarmi in quell�istante infinito.</p><p>Un palpitare frenetico, un battito accelerato... Un cuore in trasformazione.</p></section></section><section><title><p>LIBRO TERZO</p><p>Bella</p></title><epigraph><p>L�affetto per le persone � un lusso che ci si pu� permettere soltanto dopo aver eliminato tutti i nemici. Fino ad allora, chiunque tu ami sar� un ostacolo che ti priver� del coraggio e corromper� il tuo giudizio.</p><text-author>Orson Scott Card, <emphasis>Empire</emphasis></text-author></epigraph><section><title><p>Prefazione</p></title><p>Non era pi� solo un incubo: la fila di sagome nere avanzava verso di noi in una coltre di nebbia ghiacciata, sollevata dai loro piedi.</p><p><emphasis>Moriremo</emphasis>, pensai nel panico. Ero disperata per la preziosa creatura che proteggevo, ma pensarci era una distrazione che non potevo permettermi.</p><p>Le sagome incombevano sempre pi� vicine, i neri mantelli si agitavano appena. Vidi quelle mani bianche e ossute stringersi come artigli. Iniziarono a sparpagliarsi per assalirci da ogni direzione. Erano pi� di noi. Era la fine.</p><p>E poi, come il lampo di luce di un flash, la scena cambi�. O meglio, tutto era uguale � i Volturi ci venivano incontro, pronti a uccidere � ma il mio atteggiamento era diverso. D�un tratto ero impaziente. <emphasis>Volevo</emphasis> che attaccassero. Il panico si trasform� in sete di sangue, mentre mi rannicchiavo in avanti, il sorriso sulle labbra e un ruggito fra i denti scoperti.</p></section><section><title><p>19</p><p>Bruciare</p></title><p>Il dolore era sconvolgente.</p><p>Proprio cos�. Ero sconvolta. Non capivo, non trovavo un senso a ci� che stava accadendo.</p><p>Quando il mio corpo cercava di rimuovere il dolore, venivo ripetutamente risucchiata da tenebre che avvolgevano secondi interi, persino minuti di quell�agonia, e rendevano ancora pi� difficile mantenere il senso della realt�.</p><p>Provai a separarle.</p><p>La non realt� era nera e non faceva cos� male.</p><p>La realt� era rossa e mi sentivo come fossi stata segata in due, investita da un autobus, messa KO da un peso massimo, calpestata dai tori e immersa nell�acido, tutto contemporaneamente.</p><p>La realt� era percepire il mio corpo contorcersi e divincolarsi mentre non potevo neanche muovermi per via del dolore.</p><p>La realt� era sapere che c�era qualcosa di molto pi� importante di tutta quella tortura e non riuscire a ricordare cosa.</p><p>La realt� era sopraggiunta troppo in fretta.</p><p>Un istante prima, tutto era come avrebbe dovuto essere. Ero circondata da persone che amavo. Sorrisi. In qualche modo, per improbabile che fosse, sembrava che stessi per ottenere tutto ci� per cui avevo lottato.</p><p>Poi una cosa piccola, irrilevante, era andata storta.</p><p>Avevo visto il bicchiere capovolgersi, il sangue scuro rovesciarsi e macchiare il bianco immacolato, e con un gesto automatico mi ero chinata a raccoglierlo. Avevo visto le altre mani, rapidissime, eppure il mio corpo continuava ad allungarsi, a tendersi...</p><p>Dentro di me, qualcosa aveva strattonato nella direzione opposta.</p><p>Lacerandomi. Spezzandomi. Torturandomi.</p><p>L�oscurit� aveva preso il sopravvento, poi si era trasformata in un�onda di tortura. Non riuscivo a respirare... Gi� una volta avevo rischiato di annegare, ma era stato diverso: sentivo troppo caldo nella gola.</p><p>Parti di me si frantumavano, si spaccavano, si sbriciolavano ...</p><p>Altre tenebre.</p><p>Poi urla e il dolore che tornava.</p><p>�La placenta deve essersi staccata!�.</p><p>Qualcosa pi� affilato di un coltello mi trapass�: le parole, sensate a dispetto di quella tortura. <emphasis>Placenta staccata</emphasis>: sapevo cosa significava. Il mio bambino stava morendo dentro di me.</p><p>�Fatelo uscire!�, urlai a Edward. Perch� non l�avevano ancora fatto? �NON RESPIRA! Fatelo uscire SUBITO!�.</p><p>�La morfina...�.</p><p>Voleva aspettare e anestetizzarmi mentre nostro figlio stava morendo?!</p><p>�NO, ADESSO...!�, dissi con un rantolo, incapace di finire.</p><p>La luce nella stanza si macchi� di nero mentre da una sorgente fredda un altro dolore infieriva con una gelida pugnalata nella pancia. Qualcosa non andava; lottavo automaticamente per proteggere il mio grembo, il mio bambino, il mio piccolo Edward Jacob, ma ero debole. I polmoni mi facevano male, mi mancava l�ossigeno.</p><p>Il dolore scomparve di nuovo, nonostante mi ci stessi aggrappando. Il mio bambino, il mio bambino sta morendo...</p><p>Quanto tempo era passato? Secondi, minuti? Il dolore se n�era andato lasciandomi intorpidita, con i sensi azzerati. Ma riuscivo ancora a sentire. E c�era di nuovo aria nei miei polmoni, bolle di dolore che raschiavano su e gi� per la gola.</p><p>�Resta con me, Bella! Mi senti? Resta qui! Non voglio che mi lasci. Fai battere il tuo cuore!�.</p><p>Jacob? Jacob, sempre lui, sempre deciso a salvarmi.</p><p><emphasis>S�</emphasis>, volevo dirgli. S� che volevo far battere ancora il mio cuore. Non l�avevo promesso a entrambi?</p><p>Provai a sentire il cuore, per trovarlo, ma ero persa nel mio stesso corpo. Non sentivo ci� che dovevo, niente era al posto giusto. Battei gli occhi e li trovai. Vidi un po� di luce. Non era ci� che stavo cercando, ma meglio di niente.</p><p>Mentre i miei occhi cercavano di adattarsi, Edward sussurr�: �Renesmee�.</p><p>Renesmee?</p><p>Non era il bambino chiaro e perfetto della mia fantasia? Un attimo di smarrimento. E poi, un fiotto di calore.</p><p>Renesmee.</p><p>Costrinsi le labbra a muoversi, le bolle d�aria a trasformarsi in sussurri sulla mia lingua. Costrinsi le mani addormentate a tendersi. �Fammi... Dammela�.</p><p>La luce ondeggi� accecante dalle mani cristalline di Edward. Lo scintillio aveva la sfumatura rossa del sangue che gli macchiava la pelle. E c�era ancora pi� rosso nelle sue mani. Qualcosa di piccolo si divincolava, grondante di sangue. Edward avvicin� il corpicino caldo alle mie braccia deboli e per me fu quasi un abbraccio. La sua pelle bagnata era calda. Calda come quella di Jacob.</p><p>La mia vista si affil�. All�improvviso, tutto fu assolutamente chiaro.</p><p>Renesmee non piangeva, ma faceva dei respiri veloci, spaventati. Aveva gli occhi aperti, l�espressione cos� sconcertata che era quasi divertente. La testa piccola, perfettamente rotonda, era coperta da uno spesso strato di riccioli arruffati e insanguinati. Le iridi erano di un colore familiare ma sorprendente: marrone cioccolato. Sotto il sangue, la pelle era chiara, avorio e crema. Tranne che sulle guance, infiammate di colore.</p><p>Il suo viso minuto era cos� perfetto da lasciarmi senza fiato. Era ancora pi� bella di suo padre. Incredibile. Impossibile.</p><p>�Renes...mee�, sussurrai. �Sei... bellissima�.</p><p>Quel visetto incredibile sorrise all�improvviso: un sorriso ampio, consapevole. Dietro le sue labbra color rosa perla c�era un intero corredo di denti da latte bianchissimi.</p><p>Appoggi� la testa in gi�, contro il mio petto, rannicchiandosi al tepore. La sua pelle era calda e setosa, ma non aveva la stessa consistenza della mia.</p><p>Poi torn� il dolore. Una calda sferzata di dolore. Rantolai.</p><p>E lei non c�era pi�. La mia bambina dal viso d�angelo era sparita. Non potevo vederla n� sentirla.</p><p><emphasis>No!</emphasis> Avrei voluto gridare. <emphasis>Ridatemela!</emphasis></p><p>Ma ero troppo debole. Le braccia per un attimo mi sembrarono tubi di gomma vuoti, poi fu come se non ci fossero. Non le sentivo pi�. Non <emphasis>mi</emphasis> sentivo pi�.</p><p>L�oscurit� irruppe nei miei occhi pi� profonda di prima. Come una benda spessa, salda e stretta. Non mi copriva solo gli occhi ma tutta <emphasis>me stessa</emphasis>, con un peso insostenibile. Spingerla via era estenuante. Sapevo che sarebbe stato molto pi� semplice lasciar perdere. Permettere alle tenebre di risucchiarmi gi�, gi�, gi� fino a un luogo in cui non c�erano pi� dolore n� stanchezza, n� pena n� paura.</p><p>Fosse stato per me, non sarei riuscita a lottare molto a lungo. Ero solo umana, e umana era la mia forza. Da troppo tempo, come aveva detto Jacob, cercavo di tenere il passo del soprannaturale.</p><p>Ma non si trattava solo di me.</p><p>Se avessi scelto la via pi� semplice, se avessi permesso a quel nulla nero di cancellarmi, li avrei distrutti tutti.</p><p>Edward. Edward. La mia vita e la sua erano due fili intrecciati. Tagliane uno e li recidi entrambi. Se lui fosse scomparso, non sarei stata capace di sopravvivergli. E se fossi scomparsa io, neanche lui sarebbe sopravvissuto. Un mondo senza Edward mi sembrava completamente privo di senso. Edward <emphasis>doveva</emphasis> esserci.</p><p>Jacob che mi aveva detto addio mille volte, ma tornava sempre quando avevo bisogno di lui. Jacob che avevo ferito spesso, quasi con accanimento. Potevo ferirlo di nuovo, nel peggiore dei modi? Mi era rimasto accanto nonostante tutto. L�unica cosa che chiedeva, ora, era che restassi io accanto a lui.</p><p>Ma era cos� buio, non potevo vedere i loro volti. Niente sembrava reale. Era difficile non mollare.</p><p>Continuai a spingere contro quel nero, una reazione quasi automatica. Non tentavo di sollevarlo. Stavo solo resistendo per non permettergli di schiacciarmi completamente. Non ero Atlante e quell�oscurit� pesava come un pianeta: non potevo reggerla sulle spalle. L�unica possibilit� che avevo era di non lasciarmi annullare del tutto.</p><p>Era quasi una costante della mia vita. Non ero mai stata abbastanza forte da affrontare le cose fuori dal mio controllo, come attaccare i nemici o sovrastarli. Oppure evitare il dolore. Sempre umana e debole, l�unica cosa alla mia portata era la capacit� di andare avanti. Resistere. Sopravvivere.</p><p>Fino a quel momento era servita e me la sarei fatta bastare ancora. Avrei resistito finch� non fosse arrivato un aiuto.</p><p>Sapevo che Edward avrebbe fatto tutto ci� che poteva. Non avrebbe mai gettato la spugna. E neanche io.</p><p>Per un pelo, tenevo a bada l�oscurit� della non-esistenza.</p><p>Ma la determinazione non era sufficiente. Mentre il tempo passava e le tenebre guadagnavano spazio, un millimetro alla volta, avevo bisogno di qualcos�altro da cui trarre forza.</p><p>Non riuscivo neanche a visualizzare il volto di Edward. N� quello di Jacob, di Alice, Rosalie, Charlie, Ren�e, Carlisle, o Esme... niente.</p><p>Ne fui terrorizzata e mi chiesi se non fosse troppo tardi.</p><p>Mi sentii scivolare. Non c�era pi� niente a cui aggrapparsi.</p><p><emphasis>No!</emphasis> Dovevo sopravvivere. Edward contava su di me. Jacob. Charlie Alice Rosalie Carlisle Ren�e Esme...</p><p>Renesmee.</p><p>E all�improvviso, sebbene non vedessi niente, <emphasis>riuscii</emphasis> a sentire qualcosa. Come fossero arti fantasma, immaginai di sentire di nuovo le mie braccia. E fra loro, qualcosa di piccolo e duro, e molto, molto caldo.</p><p>La mia bambina. La mia piccola brontolona.</p><p>Ce l�avevo fatta. Contro ogni pronostico ero stata abbastanza forte da sopravvivere a Renesmee, ad aggrapparmi a lei fintanto che non era stata abbastanza forte da sopravvivere senza di me.</p><p>Quel punto caldo fra le mie braccia fantasma era cos� reale. Lo strinsi pi� forte, esattamente sul mio cuore. Stretta al caldo ricordo di mia figlia, sapevo che sarei stata in grado di combattere le tenebre per il tempo necessario.</p><p>Il calore accanto al mio cuore si fece sempre pi� reale, sempre pi� forte. Rovente. Cos� reale che era difficile credere che fosse tutta immaginazione.</p><p>Ancora pi� caldo.</p><p>E sempre meno piacevole. Troppo caldo. Troppo, troppo caldo.</p><p>Come se avessi afferrato un arricciacapelli dalla parte sbagliata, la mia reazione automatica fu di lanciare via ci� che mi ardeva fra le braccia. Ma fra le mie braccia non c�era niente. Le mie braccia non erano piegate sul petto. Le mie braccia erano oggetti morti che giacevano da qualche parte accanto a me. Il calore veniva da dentro.</p><p>Il fuoco crebbe, aument�, raggiunse un apice e crebbe ancora, fino a superare qualsiasi altra sensazione avessi mai provato.</p><p>Nel mio petto, dietro le fiamme, sentii pulsare qualcosa e capii di aver ritrovato il mio cuore, appena in tempo per desiderare di non averlo mai fatto, di restare avvinta all�oscurit� finch� ne avevo ancora la possibilit�. Avrei voluto alzare le braccia e squarciarmi il petto per strapparmi via il cuore. Qualunque cosa pur di sfuggire a quella tortura. Ma non sentivo le braccia, non riuscivo a muovere neanche un dito fantasma.</p><p>James che mi spezzava la gamba con il piede: quello era niente. Era un letto di piume, al confronto. Avrei fatto cambio, cento volte. Cento gambe spezzate. Le avrei accettate e avrei pure detto grazie.</p><p>La bambina che mi spezzava le costole a calci, che si faceva spazio sbriciolandomi, non era niente. Era galleggiare in una piscina d�acqua fresca. L�avrei preferito mille volte. L�avrei accettato ringraziandola.</p><p>Il fuoco avvamp� con maggiore intensit� e desiderai urlare, pregare qualcuno di uccidermi subito, di non impormi neanche un secondo in pi� di quel dolore. Ma non riuscivo a muovere le labbra. Il peso era ancora l�, a schiacciarmi.</p><p>Mi resi conto che non era l�oscurit� a spingermi in basso, ma il mio stesso corpo. Pesante. Mi seppelliva fra le fiamme che nascevano dal cuore e lo rimasticavano per farsi strada e dispiegarsi con un dolore insopportabile attraverso le spalle e lo stomaco, ustionandomi la gola, fino a lambire il viso.</p><p>Perch� non riuscivo a muovermi? Perch� non riuscivo a urlare? Non era questo ci� che mi avevano raccontato.</p><p>La mia mente, insostenibilmente sveglia e lucida per via del dolore violento, colse la risposta appena formulai la domanda.</p><p>La morfina.</p><p>Ne avevamo discusso circa un milione di morti prima, io, Edward e Carlisle. Loro speravano che la giusta dose di sedativo bastasse a controllare il dolore del veleno. Carlisle ci aveva gi� provato con Emmett, ma il veleno aveva iniziato la sua opera prima del farmaco e gli aveva sigillato le vene. L�analgesico non aveva avuto tempo di diffondersi nel corpo.</p><p>Sforzandomi di mantenere un�espressione tranquilla, avevo annuito e ringraziato la mia piccola buona stella per il fatto che Edward non potesse leggermi nel pensiero.</p><p>Perch� mi era gi� successo di assumere morfina e veleno insieme, e sapevo la verit�. Sapevo che l�insensibilit� causata dal farmaco era completamente irrilevante fintanto che il veleno mi scorreva nelle vene. Ma non mi ero mai azzardata a parlarne. Non volevo rafforzare la sua ritrosia a trasformarmi.</p><p>Non avevo immaginato che la morfina avrebbe avuto quell�effetto, che mi avrebbe immobilizzata e imbavagliata. Paralizzata, mentre bruciavo.</p><p>Conoscevo tutte le storie. Sapevo che Carlisle era rimasto abbastanza silenzioso da evitare che lo scoprissero mentre bruciava. Sapevo che, secondo Rosalie, urlare non era utile. E avevo sperato di comportarmi come Carlisle. Dovevo credere a Rosalie e tenere la bocca chiusa, perch� sapevo che ogni urlo che mi fosse sfuggito dalle labbra sarebbe stato un tormento per Edward.</p><p>Ora che il mio desiderio si stava avverando, sembrava uno scherzo spaventoso.</p><p>Se non potevo urlare, <emphasis>come potevo implorarli di uccidermi</emphasis>?</p><p>Non desideravo altro che morire. Non essere mai nata. La mia intera esistenza svaniva di fronte a quel dolore. Non valeva la pena di sopravvivere a un altro battito del cuore.</p><p>Fatemi morire, fatemi morire, fatemi morire.</p><p>E, per un intervallo infinito, non ci fu nient�altro. Solo la tortura incandescente e le mie grida mute che imploravano l�arrivo della morte. Nient�altro, neanche il tempo. Al suo posto l�infinito, senza inizio e senza fine. Un infinito momento di dolore.</p><p>L�unico cambiamento giunse quando all�improvviso, incredibilmente, il dolore raddoppi�. La parte bassa del mio corpo, insensibile gi� prima della morfina, di colpo s�incendi�. Qualche giuntura rotta si era saldata grazie alle lingue di fuoco.</p><p>L�incendio infuriava, interminabile.</p><empty-line/><p>Passarono secondi o giorni, forse settimane o anni, ma a un certo punto il tempo torn� ad avere senso.</p><p>Successero tre cose insieme, sovrapposte, tanto che non capii quale fosse la prima. Il tempo ricominci� a scorrere, l�effetto della morfina scomparve e riguadagnai le forze.</p><p>Sentivo di riprendere il controllo sul mio corpo un passo alla volta, e ogni passo era il segno che il tempo si riattivava. Mi accorsi che ero in grado di contrarre le dita dei piedi e di stringere i pugni. Ne ero consapevole ma non volli farlo.</p><p>L�intensit� del fuoco non diminu� di un solo grado. Tuttavia, iniziai a percepirlo diversamente, con una sensibilit� nuova che analizzava una per una le fiamme urticanti che mi riempivano le vene. E malgrado tutto, capii che potevo ricominciare a pensare.</p><p>Ricordavo <emphasis>perch�</emphasis> non potevo urlare. Ricordavo la ragione per cui mi ero impegnata a sopportare quell�agonia insopportabile. Ricordavo che, per quanto mi sembrasse impossibile, c�era qualcosa che valeva quella tortura.</p><p>Questo accadde appena in tempo perch� mi ci potessi aggrappare quando i pesi abbandonarono il mio corpo. Nessuno, dall�esterno, si sarebbe accorto del cambiamento. Ma per me che lottavo per trattenere le grida e i colpi chiusi nel mio corpo, dove non potevano far male a nessuno, era come passare dall�essere <emphasis>legata</emphasis> al rogo mentre bruciavo, ad <emphasis>afferrare</emphasis> il rogo per reggermi nel fuoco.</p><p>Ero forte quel tanto che bastava per restare immobile a incenerirmi viva.</p><p>Il mio udito si fece sempre pi� acuto: riuscivo a contare i battiti frenetici e accelerati del mio cuore che segnavano il tempo.</p><p>I respiri corti che tossivo fra i denti.</p><p>E quelli bassi, regolari, che venivano da qualcun altro al mio fianco. Erano pi� lenti e mi concentrai su di essi. Tramite loro, scandivo una quantit� maggiore di tempo. Meglio di un pendolo, quei respiri mi spinsero, un secondo infuocato dopo l�altro, verso la fine.</p><p>Divenni sempre pi� forte, con i pensieri pi� chiari. Riuscivo a udire ogni nuovo rumore.</p><p>Ci furono passi leggeri, il mormorio e lo spostamento d�aria di una porta che si apriva. I passi si fecero pi� vicini e sentii una pressione nell�incavo del polso. Non avvertii il gelo delle mani. Il fuoco aveva cancellato ogni mia memoria del freddo.</p><p>�Nessun cambiamento?�.</p><p>�No�.</p><p>Una pressione pi� leggera, un respiro contro la pelle urticata.</p><p>�L�odore della morfina non c�� pi��.</p><p>�Infatti�.</p><p>�Bella? Mi senti?�.</p><p>Sapevo, fuori di ogni dubbio, che se avessi aperto la bocca avrei perso completamente il controllo. Avrei urlato, gridato, mi sarei agitata e contorta. Se avessi aperto gli occhi, se avessi piegato anche solo un dito... qualunque movimento avrebbe significato perdere il controllo.</p><p>�Bella? Bella, amore? Riesci ad aprire gli occhi? A stringermi la mano?�.</p><p>Una pressione sulle mie dita. Fu terribile non rispondere a quella voce, ma rimasi paralizzata. Sapevo che il dolore nella sua voce non era niente rispetto a quello che <emphasis>poteva</emphasis> essere. In questo momento aveva solo paura che stessi soffrendo.</p><p>�Forse... Carlisle, forse ho agito troppo tardi�. La sua voce era smorzata; si ruppe sulla parola <emphasis>tardi.</emphasis></p><p>Il mio proposito vacill� per un secondo.</p><p>�Ascolta il suo cuore, Edward. � pi� forte persino di quello di Emmett. Non ho mai sentito niente di cos� vitale. Star� benissimo�.</p><p>S�, meglio rimanere in silenzio. C�era Carlisle a rassicurarlo. Non aveva bisogno di soffrire con me.</p><p>�E... la schiena?�.</p><p>�Le lesioni non erano tanto peggiori di quelle di Esme. Il veleno la guarir� come ha fatto con lei�.</p><p>�Ma � cos� rigida. Devo aver fatto qualcosa di sbagliato�.</p><p>�O qualcosa di giusto, Edward. Figlio mio, hai fatto tutto ci� che avrei fatto io, e anche di pi�. Non sono sicuro che avrei avuto altrettanta determinazione, n� la fede che c�� voluta per salvarla. Smettila di rimproverarti. Bella ce la far�.</p><p>Un respiro strozzato. �Dev�essere in agonia�.</p><p>�Non lo sappiamo. Nel suo organismo � circolata tanta morfina. Non sappiamo l�effetto che pu� aver avuto in questa circostanza�.</p><p>Una debole pressione all�interno del mio gomito. Un altro sussurro. �Bella, ti amo. Bella, perdonami�.</p><p>Avrei voluto rispondergli, ma non era giusto rendere il suo dolore ancora pi� profondo. Non finch� avessi avuto la forza di rimanere ferma.</p><p>Il fuoco torturatore continuava a bruciarmi. Ma ora nella mia testa c�era molto spazio. Spazio per misurare le loro parole, per ricordare cos�era successo, per guardare al futuro, e ancora altro spazio infinito per soffrire.</p><p>E preoccuparmi.</p><p>Dov�era la mia bambina? Perch� non era l�? Perch� non parlavano di lei?</p><p>�No, rimango qui�, sussurr� Edward, rispondendo a un pensiero silenzioso. �Troveranno un compromesso�.</p><p>�Situazione interessante�, rispose Carlisle. �E io che pensavo di aver gi� visto tutto�.</p><p>�Ci penser� poi. Ci penseremo <emphasis>insieme</emphasis>�<emphasis>.</emphasis> Qualcosa premette delicato sulla mia mano bollente.</p><p>�Siamo in cinque, sono sicuro che eviteremo che si trasformi in uno spargimento di sangue�.</p><p>Edward sospir�. �Non so da che parte schierarmi. Mi piacerebbe prendere a calci entrambi. Be�, per ora lasciamo perdere�.</p><p>�Chiss� cosa ne penser� Bella�, disse Carlisle fra s�.</p><p>Una risatina bassa, sforzata. �Sono sicuro che mi sorprender�. Come sempre�.</p><p>I passi di Carlisle si allontanarono e rimasi l� frustrata, senza altre spiegazioni. Di che cosa stavano parlando in modo cos� misterioso da infastidirmi?</p><p>Ricominciai a contare i respiri di Edward per segnare il tempo.</p><p>Diecimilanovecentoquarantatr� respiri dopo, ecco il fruscio di altri passi, diversi. Pi� leggeri. Pi�... ritmici.</p><p>Strano, fra un passo e l�altro riuscivo a cogliere una lieve differenza che non ero mai stata in grado di avvertire prima.</p><p>�Quanto manca?�, chiese Edward.</p><p>�Non molto�, gli rispose Alice. �Vedi com�� tutto pi� chiaro? Ora la visualizzo molto meglio�. Sospir�.</p><p>�Ti senti ancora un po� amareggiata?�.</p><p>�Ehi, grazie mille per avermelo ricordato�, brontol�. �Anche tu rimarresti mortificato se ti rendessi conto di essere prigioniero della tua stessa natura. Vedo bene i vampiri, perch� sono una di loro; vedo gli umani cos� cos�, perch� lo ero anch�io. Ma non posso vedere questi strani mezzosangue, perch� non sono niente che mi riguarda direttamente. Mah!�.</p><p>�Alice, concentrati�.</p><p>�Giusto. Ora � fin troppo facile vedere Bella�.</p><p>Dopo qualche istante di silenzio, Edward sospir�. Era un suono diverso, pi� felice.</p><p>�Sta migliorando sul serio�, sussurr�.</p><p>�Certo�.</p><p>�Non eri cos� ottimista, due giorni fa�.</p><p>�Due giorni fa non riuscivo a vederla bene. Ma ora che non ci sono pi� tutti quei buchi neri, � una pacchia�.</p><p>�Puoi concentrarti un attimo per me? Dammi una previsione... dettagliata�.</p><p>Alice sospir�. �Quanto sei impaziente. Lasciami un secon...�.</p><p>Un respiro silenzioso.</p><p>�Grazie, Alice�. Ora la voce era pi� chiara.</p><p><emphasis>Quanto mancava?</emphasis> Non potevano dirlo ad alta voce per me? Era troppo chiederlo? Quanti secondi ancora avrei dovuto bruciare? Dieci, ventimila? Un altro giorno, ottantaseimilaquattrocento? Di pi�?</p><p>�Diventer� splendida�.</p><p>Edward bofonchi� tranquillo. �Lo � sempre stata�.</p><p>Alice sbuff�. �Sai cosa intendo. <emphasis>Guardala</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Edward non rispose, ma le parole di Alice mi diedero la speranza di non somigliare alla carbonella da barbecue che immaginavo. A quel punto mi sentivo soltanto una pila di ossa bruciacchiate. Ogni cellula del mio corpo era stata ridotta in cenere.</p><p>Udii Alice uscire leggera dalla camera. Ascoltai il fruscio del tessuto dei suoi vestiti. Sentii il ronzio tranquillo della luce appesa al soffitto. Il vento soffiare debole contro l�esterno della casa. Riuscivo a udire <emphasis>tutto.</emphasis></p><p>Al piano di sotto, qualcuno guardava una partita di baseball. I Mariners erano in vantaggio di due punti.</p><p>�Tocca a <emphasis>me</emphasis>�, sentii sbottare Rosalie, e in risposta ci fu un ringhio a bassa voce.</p><p>�Ehi, calma�, ammon� Emmett.</p><p>Qualcuno sibil�.</p><p>Restai in ascolto, ma c�era solo la partita. Il baseball non era abbastanza interessante per distrarmi dal dolore, perci� tornai ad ascoltare il respiro di Edward e a contare i secondi.</p><p>Ventunomilanovecentodiciassette secondi e mezzo dopo, il dolore cambi�.</p><p>La buona notizia era che iniziava a sparire dai polpastrelli e dalle dita dei piedi. A sparire <emphasis>lentamente</emphasis>, ma almeno era un cambiamento. Eccoci, infine. Il dolore stava per andarsene...</p><p>Poi la cattiva notizia. Il fuoco in gola era diverso da prima. Non soltanto bruciava, ma era anche secca. Rarsa. Avevo sete. Fuoco e sete bruciavano assieme...</p><p>Altra cattiva notizia: il fuoco nel cuore si era fatto pi� caldo.</p><p>Com�era <emphasis>possibile</emphasis>?</p><p>Le pulsazioni, gi� troppo veloci, accelerarono. Il fuoco ne guidava il ritmo a un�andatura nuova e frenetica.</p><p>�Carlisle�, chiam� Edward. La sua voce era bassa, ma nitida. Se Carlisle era in casa o nei dintorni, l�avrebbe sentita.</p><p>L�incendio si ritir� dal palmo delle mie mani e le lasci� felicemente fresche e libere dal dolore. Ma si concentr� nel mio cuore che avvampava caldo come il sole e batteva a velocit� furiosa.</p><p>Carlisle entr� in camera assieme ad Alice. I loro passi erano cos� diversi, addirittura avrei detto che Carlisle si trovava sulla destra, davanti ad Alice.</p><p>�Ascolta�, disse Edward.</p><p>Il suono pi� forte nella stanza era il mio cuore delirante, che batteva al ritmo del fuoco.</p><p>�Ah�, disse Carlisle. �� quasi finita�.</p><p>Il mio sollievo, a quelle parole, fu offuscato da una fitta straziante nel cuore.</p><p>Ma ora anche i miei polsi erano liberi, e le caviglie. L� l�incendio era totalmente domato.</p><p>�Manca poco�, concord� Alice impaziente. �Chiamo gli altri. Devo dire a Rosalie...?�.</p><p>�S�, tenete lontana la bambina�.</p><p>Che cosa? No! <emphasis>No!</emphasis> Che significava: "tenetela lontana"? Cosa gli passava per la testa?</p><p>Le mie dita si contrassero. L�irritazione ruppe la facciata perfetta. La camera si fece silenziosa, a parte il martellare del mio cuore: tutti smisero di respirare per un secondo.</p><p>Una mano strinse le mie dita contratte. �Bella? Bella, amore?�.</p><p>Potevo rispondere senza gridare? Ci pensai per un attimo, poi il fuoco divamp� ancora pi� incandescente nel mio petto e deflu� dai gomiti e dalle ginocchia. Meglio non rischiare.</p><p>�Li porto su�, disse Alice con un tono d�urgenza nella voce e sentii il fruscio dell�aria non appena si libr� allontanandosi.</p><p>E poi... <emphasis>ah!</emphasis></p><p>Il mio cuore prese il volo e batteva come le pale di un elicottero, quasi con la stessa vibrazione di una nota lunga; sembrava pronto a sbriciolarmi le costole. L�incendio divamp� al centro del mio petto e succhi� gli ultimi residui delle fiamme dal resto del corpo, prima di innescare il rogo definitivo. Il dolore intenso riusc� a tramortirmi, a sciogliere la presa ferrea con cui mi controllavo. La mia schiena s�inarc� come sollevata dal fuoco che mi trascinava afferrandomi al cuore.</p><p>Non permisi a nessun�altra parte del mio corpo di uscire dai ranghi, mentre il mio busto crollava di nuovo sul tavolo.</p><p>Divenne una battaglia interiore: il cuore che correva sempre pi� svelto incontro al fuoco minaccioso. Stavano perdendo entrambi. Il fuoco era destinato a morire, dopo aver consumato tutto ci� che era combustibile; il cuore galoppava verso il suo ultimo battito.</p><p>Il fuoco si fece pi� circoscritto e si concentr� nell�unico organo ancora umano, con uno slancio finale insopportabile. Uno slancio cui rispose un battito profondo, un suono cavo. Il mio cuore balbett� due volte, poi emise un ultimo battito sordo.</p><p>Non c�era pi� alcun suono. Alcun respiro. Neanche il mio.</p><p>Per un attimo, l�unica cosa che riuscii a comprendere fu l�assenza di dolore.</p><p>Poi aprii gli occhi e guardai in alto, sorpresa.</p></section><section><title><p>20</p><p>Nuova</p></title><p>Tutto era cos� <emphasis>limpido.</emphasis></p><p>Nitido. Definito.</p><p>Nonostante la luce sul soffitto fosse accecante, riuscivo a distinguere le scie luminose dei filamenti all�interno della lampadina. Vedevo i colori dell�arcobaleno nel bianco della luce, ma all�estremit� dello spettro percepivo un ottavo colore a cui non sapevo dare un nome.</p><p>Dietro la luce, mi era chiara ogni singola venatura del legno scuro del soffitto. Nell�aria, vedevo distinti e separati i granelli di polvere sia nella zona illuminata che in quella in ombra. Giravano come piccoli pianeti, vorticando uno attorno all�altro in una danza celestiale.</p><p>La polvere era cos� bella che la inspirai meravigliata; l�aria mi fischi� in gola e trasport� i granelli in un vortice. Mi parve un gesto innaturale, perch� non ne traevo alcun sollievo. Non avevo bisogno d�aria. I miei polmoni non l�aspettavano. Rimasero indifferenti all�afflusso.</p><p>Non avevo bisogno dell�aria, ma mi <emphasis>piaceva.</emphasis> Grazie a essa sentivo gli odori della stanza: i deliziosi granelli di polvere, la miscela di aria stagnante mescolata al flusso leggermente pi� fresco che veniva dalla porta aperta. Un�intensa folata di seta. La sfumatura di qualcosa di caldo e desiderabile, qualcosa che doveva essere umido ma non lo era... Quell�odore fece bruciare la mia gola secca, un�eco debole delle ustioni da veleno, nonostante il profumo fosse guastato dal sapore di cloro e ammoniaca. E, soprattutto, percepivo un profumo come di miele, lill� e sole, pi� intenso e vicino a me.</p><p>Ascoltai il suono degli altri che avevano iniziato a respirare con me. Il loro respiro, mischiato a quella fragranza che era miele, lill� e sole, portava nuovi aromi. Cannella, giacinto, pera, acqua di mare, pane caldo, pino, vaniglia, pelle, mela, muschio, lavanda, cioccolato... Provai una dozzina di diversi raffronti nella mia mente, ma nessuno di loro corrispondeva esattamente a quel profumo. Cos� dolce e piacevole.</p><p>La TV al piano di sotto era silenziosa e sentii che qualcuno � Rosalie? � era salito al piano di sopra.</p><p>Udii anche un ritmo smorzato, martellante, con una voce che strillava arrabbiata a ritmo. Musica rap? Per un attimo rimasi sconcertata, poi il suono scomparve, come provenisse da un�auto che passava con i finestrini aperti.</p><p>In un baleno mi resi conto che forse era proprio cos�. Riuscivo a sentire fino alla superstrada?</p><p>Capii che qualcuno mi stava tenendo la mano soltanto quando, chiunque fosse, la strinse leggermente. Come era successo prima, mentre trattenevo la sofferenza, il mio corpo si blocc�, meravigliato. Non era il contatto che mi aspettavo. La pelle era perfettamente liscia, ma la temperatura sbagliata. Non era fredda.</p><p>Dopo quel primo secondo di sorpresa che mi immobilizz�, il mio corpo rispose al contatto imprevisto in un modo ancora pi� stupefacente.</p><p>L�aria mi sibil� dalla gola e usc� fra i denti serrati con il suono basso e minaccioso di uno sciame d�api. Prima ancora che lo emettessi, i miei muscoli si raccolsero e s�inarcarono, ritraendosi dallo sconosciuto. Lo scatto con cui raddrizzai la schiena avrebbe dovuto trasformare la stanza in una macchia sfocata... ma non lo fece. Vidi ogni granello di polvere, ogni scheggia del legno nelle pareti, ogni filo scucito con precisione microscopica, mentre il mio sguardo turbinava oltre.</p><p>Cos�, quando mi trovai rannicchiata contro il muro, sulla difensiva � dopo circa un sedicesimo di secondo -, avevo gi� capito cosa mi avesse fatto trasalire e che la mia reazione era stata esagerata.</p><p>Oh. Certo. Era ovvio che Edward non mi sembrasse pi� freddo. La nostra temperatura ormai era identica.</p><p>Restai in quella posizione per un altro ottavo di secondo e osservai la scena davanti a me.</p><p>Edward era chino sul tavolo operatorio che era stato la mia pira, con la mano tesa verso di me, l�espressione ansiosa.</p><p>Il suo viso era la cosa pi� importante, ma il mio sguardo periferico catalog� anche il resto, a scanso di equivoci. Si era innescato un certo istinto difensivo, la decisione automatica di cercare ogni possibile segno di pericolo.</p><p>La mia famiglia di vampiri aspettava circospetta, addossata alla porta, Emmett e Jasper davanti a tutti. Come se qualcuno fosse <emphasis>davvero</emphasis> in pericolo. Dilatai le narici in cerca della minaccia. Non c�erano odori fuori posto. Quel profumo debole e delizioso, ma guastato dagli aspri prodotti chimici, solletic� di nuovo la mia gola, la fece bruciare e dolere.</p><p>Alice sbirciava da dietro il gomito di Jasper con un enorme sorriso sul volto; i denti le scintillavano di una luce brillante, un altro arcobaleno a otto colori.</p><p>Quel sorriso mi rassicur� e mi aiut� a ricomporre i pezzi. Jasper ed Emmett erano l� davanti per proteggere gli altri, come avevo immaginato. Quello che non avevo afferrato subito era che dovevano proteggersi da <emphasis>me.</emphasis></p><p>Ma tutto questo era secondario. La parte pi� importante dei miei sensi e della mia mente era concentrata sul volto di Edward.</p><p>Non l�avevo mai visto prima.</p><p>Quante volte avevo fissato Edward meravigliandomi della sua bellezza? Quante ore, giorni, settimane della mia vita avevo trascorso a sognare ci� che avevo sempre considerato la perfezione? Pensavo di conoscere il suo volto meglio del mio. Pensavo che fosse l�unico elemento concreto sicuro in tutto il mio mondo: la perfezione del viso di Edward.</p><p>Ma evidentemente ero cieca.</p><p>Per la prima volta, finalmente libera dai buchi neri e dalla debolezza limitante dell�occhio umano, vidi il suo volto reale. Ansimai e poi lottai con il mio vocabolario, incapace di trovare le parole giuste. Ne servivano di migliori.</p><p>A quel punto, l�altra parte della mia attenzione aveva accertato che l�unico pericolo era costituito da me stessa, perci� con un gesto automatico emersi dalla posizione accovacciata; era passato quasi un secondo intero da quando mi ero alzata dal tavolo.</p><p>Per un istante mi preoccupai della maniera in cui si muoveva il mio corpo. Non appena decisi di alzarmi, mi ritrovai in piedi. Non pass� il minimo frammento di tempo fra il pensiero e l�azione: il cambiamento fu istantaneo, quasi in assenza di movimento.</p><p>Continuai a fissare il volto di Edward, di nuovo immobile.</p><p>Con le mani ancora tese verso di me, si muoveva lentamente attorno al tavolo: ciascun passo gli richiedeva almeno mezzo secondo e fluiva sinuoso come l�acqua del mare che s�insinua su pietre lisce.</p><p>Lo guardai avvicinarsi e assorbii tutta la grazia del suo incedere con i miei occhi nuovi.</p><p>�Bella?�, chiese in tono basso, tranquillizzante, ma la preoccupazione nella sua voce riemp� il mio nome di tensione.</p><p>Non seppi rispondergli subito, persa com�ero nelle pieghe vellutate della sua voce. Era la sinfonia perfetta, una sinfonia per strumento solo, uno strumento pi� profondo di ogni altro creato da mani umane...</p><p>�Bella, amore? Mi dispiace, so che sei frastornata. Ma � tutto a posto. Stai bene, va tutto bene�.</p><p>Tutto? La mente si avvit� ai ricordi della mia ultima ora da umana. La memoria sembrava gi� offuscata, come se la vedessi attraverso un velo spesso e scuro... perch� i miei occhi umani erano miopi. Era tutto sfocato.</p><p>Andava tutto bene, dunque... si riferiva anche a Renesmee? E dov�era? Con Rosalie? Cercai di ricordare il suo viso � sapevo che era bellissima � ma provare a frugare tra i miei ricordi umani era irritante. Il suo viso era avvolto nel buio, male illuminato...</p><p>E Jacob? Stava bene? Il mio migliore amico, che mi sopportava da una vita, adesso mi odiava? Era tornato nel branco di Sam? Assieme a Seth e Leah, magari?</p><p>I Cullen erano al sicuro, o la mia trasformazione aveva scatenato la guerra con il branco? Le rassicurazioni di facciata di Edward si riferivano a questo? O stava semplicemente cercando di calmarmi?</p><p>E Charlie? Che cosa gli avrei detto? Di sicuro aveva chiamato mentre bruciavo. Cosa gli avevano raccontato? Cosa credeva mi fosse successo?</p><p>Nella frazione di secondo che impiegai per decidere quale domanda porre per prima, Edward si avvicin� esitante e mi accarezz� una guancia con le dita. Lisce come la seta, morbide come piume e ora esattamente accordate alla temperatura della mia pelle.</p><p>Fu come sentirmi toccare al di l� della superficie della pelle, direttamente sulle ossa del viso. In un formicolio elettrizzante, un brivido fra le mie ossa scese lungo la spina dorsale, e avvertii un tremolio nello stomaco.</p><p><emphasis>Aspetta</emphasis>, pensai mentre il tremore maturava in calore e desiderio. Non era forse scritto che dovevo rinunciare a sensazioni come quella?</p><p>Ero una vampira neonata. Il dolore secco, bruciante in gola ne era una prova. E sapevo che cosa comportava essere una neonata. Le emozioni e i desideri umani sarebbero ritornati pi� tardi, in qualche modo, e davo per scontato di non poterli provare, all�inizio. Esclusa la sete. Questo era l�accordo, il prezzo, e io avevo accettato di pagarlo.</p><p>Ma mentre la mano di Edward si chiudeva sulla mia guancia, come acciaio ricoperto di seta, il desiderio percorse le mie vene asciutte e riecheggi� dalla punta dei capelli a quella dei piedi.</p><p>Lui inarc� un sopracciglio perfetto, aspettando che parlassi.</p><p>Gli gettai le braccia al collo.</p><p>Di nuovo, il movimento fu impercettibile. Un attimo prima ero l�, ferma e dritta come una statua; nello stesso istante, lui era fra le mie braccia.</p><p>Caldo. O almeno, cos� lo percepivo. E sentivo il profumo dolce, delizioso, che non ero mai stata in grado di avvertire con i miei ottusi sensi umani, ma che era al cento per cento di Edward. Premetti il viso sul suo petto liscio.</p><p>Lui si spost�, nervoso. Si scost� dal mio abbraccio. Rimasi a fissarlo, confusa e spaventata dal rifiuto.</p><p>�Uhm... attenzione, Bella. Ahi�.</p><p>Allontanai le braccia, incrociandole dietro la schiena non appena compresi.</p><p>Ero troppo forte.</p><p>�Ops�, farfugliai.</p><p>Sfoder� il sorriso che mi avrebbe fermato il cuore, se non avesse gi� smesso di battere.</p><p>�Non spaventarti, amore�, disse, tendendo la mano per toccare le mie labbra, schiuse dall�orrore. �Sei soltanto un po� pi� forte di me, per il momento�.</p><p>Aggrottai le sopracciglia. Era un altro dettaglio che conoscevo, probabilmente il pi� surreale di tutti, in un momento gi� decisamente surreale. Ero pi� forte di Edward. Gli avevo fatto dire <emphasis>Ahi.</emphasis></p><p>La sua mano mi accarezz� di nuovo la guancia e dimenticai subito l�angoscia, mentre un�altra ondata di desiderio si propagava nel mio corpo immobile.</p><p>Queste emozioni erano molto pi� forti di quelle a cui ero abituata, tanto che era difficile soffermarsi su un solo pensiero alla volta, malgrado una mente molto pi� spaziosa. Ogni nuova sensazione mi sopraffaceva. Ricordavo che Edward una volta aveva detto � con una voce che era soltanto l�ombra della limpidezza musicale e cristallina con cui risuonava adesso � che la sua specie, la <emphasis>nostra</emphasis> specie, si distraeva facilmente. Ora capivo perch�.</p><p>Feci uno sforzo deciso per concentrarmi. C�era una cosa che dovevo dire. La pi� importante.</p><p>Attentamente, cos� attenta da rendere il movimento per una volta riconoscibile, levai il braccio destro da dietro la schiena e alzai la mano per toccargli la guancia. Rifiutai di lasciarmi distrarre dal colore perlaceo della mia mano, dalla pelle liscia e setosa di lui, o dalla carica che elettrizzava i miei polpastrelli.</p><p>Lo fissai negli occhi e per la prima volta udii la mia voce.</p><p>�Ti amo�, dissi, ma sembrava che stessi cantando. La mia voce risuon� e tintinn� come una campana.</p><p>Il suo sorriso di risposta mi stord� pi� di quanto non avesse mai fatto quando ero umana; finalmente lo vedevo davvero.</p><p>�Ti amo anch�io�, mi disse.</p><p>Mi prese il viso fra le mani e avvicin� i nostri volti abbastanza lentamente da ricordarmi di stare attenta. Mi baci�, un bacio all�inizio leggero come un sussurro e all�improvviso pi� forte, pi� intenso. Cercai di tenere bene in mente che dovevo essere delicata, ma era un lavoraccio ricordarsene nel mezzo di quella carica di sensazioni, dov�era difficile conservare un pensiero coerente.</p><p>Fu come se non mi avesse mai baciata prima. Come se questo fosse il nostro primo bacio. In effetti, non mi aveva mai baciato in <emphasis>quel</emphasis> modo.</p><p>Mi sentivo quasi in colpa. Di sicuro avevo rotto il contratto. Non avrei dovuto avere il permesso per certe cose.</p><p>Sebbene l�ossigeno non mi servisse pi�, il mio respiro acceler�, divenne affannoso come quando bruciavo. Ma era un fuoco diverso.</p><p>Qualcuno si schiar� la gola. Emmett: ne riconobbi il suono profondo, scherzoso e infastidito al tempo stesso.</p><p>Avevo dimenticato che non eravamo soli. E mi resi conto che il modo in cui ero avvinghiata a Edward non era esattamente educato verso il resto della compagnia. Imbarazzata, mi allontanai di mezzo passo con un altro movimento istantaneo.</p><p>Edward ridacchi� e fece lo stesso, tenendo il braccio stretto alla mia vita. Il suo viso splendeva come una fiamma bianca, che ardeva sotto la pelle adamantina.</p><p>Feci un inutile respiro e mi ricomposi.</p><p>Com�era stato diverso quel bacio! Lessi la sua espressione mentre confrontavo gli indistinti ricordi umani con quelle sensazioni chiare, intense. Lui sembrava... un po� compiaciuto.</p><p>�Questo me l�avevi tenuto nascosto�, lo accusai con la mia voce melodiosa, gli occhi appena socchiusi.</p><p>Rise, raggiante, sollevato che fosse tutto finito: la paura, il dolore, le incertezze, l�attesa erano alle nostre spalle. �Prima era necessario, in un certo senso�, mi ricord�. �Ora tocca a te <emphasis>non</emphasis> farmi a pezzi�. Rise di nuovo.</p><p>Aggrottai le sopracciglia mentre ci pensavo e a quel punto Edward non fu il solo a ridere.</p><p>Carlisle oltrepass� Emmett e si diresse rapido verso di me; i suoi occhi erano solo leggermente cauti, ma Jasper seguiva i suoi passi come un�ombra. Non avevo mai visto prima il viso di Carlisle, non sul serio. Ebbi uno strano bisogno di strizzare gli occhi, come di fronte al sole.</p><p>�Come stai, Bella?�, mi chiese.</p><p>Ci pensai per un sessantaquattresimo di secondo.</p><p>�Confusa. C�� cos� <emphasis>tanto...</emphasis>�, m�interruppi, ascoltando di nuovo il tono squillante della mia voce.</p><p>�S�, all�inizio pu� essere un fastidio�.</p><p>Annuii con un gesto frenetico. �Ma mi sento me stessa. Pi� o meno. Non me l�aspettavo�.</p><p>Le braccia di Edward mi strinsero piano i fianchi. �Te l�avevo detto�, sussurr�.</p><p>�Sei abbastanza controllata�, riflett� Carlisle. �Pi� di quanto mi aspettassi nonostante il tempo che hai avuto a disposizione per prepararti mentalmente�.</p><p>Pensai alle selvagge oscillazioni d�umore, alla difficolt� di concentrazione, e sussurrai: �Non ne sono molto sicura�.</p><p>Lui annu� serio, poi i suoi occhi, come gioielli, scintillarono d�interesse. �Sembra che stavolta sia andata meglio con la morfina. Dimmi, cosa ricordi del processo di trasformazione?�.</p><p>In silenzio, sentii l�intensit� del respiro di Edward sfiorarmi la guancia e soffiare sussurri di elettricit� sulla mia pelle.</p><p>�Era tutto... offuscato. Ricordo che la bambina non riusciva a respirare...�.</p><p>Guardai Edward, momentaneamente spaventata da quel ricordo.</p><p>�Renesmee � sana e forte�, mi assicur�, negli occhi un bagliore che non gli avevo mai colto. Pronunci� quel nome con fervore controllato. Con venerazione. Nel modo in cui i devoti parlano dei propri d�i. �Cosa ricordi oltre a questo?�.</p><p>Sfoderai una faccia da poker, ma non ero mai stata molto brava a mentire. �Non ricordo bene. Prima era buio. E poi... ho aperto gli occhi e ho visto <emphasis>tutto</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Sorprendente�, sospir� Carlisle, gli occhi accesi.</p><p>Un�ondata di imbarazzo mi travolse e attesi che le mie guance avvampassero e mi tradissero. Ma poi ricordai che non potevo pi� arrossire. Forse questo avrebbe protetto Edward dalla verit�.</p><p>Dovevo trovare un modo per raccontarla a Carlisle, prima o poi... se avesse mai avuto bisogno di creare un altro vampiro: una possibilit� molto remota, cosa che mi permetteva di mentire pi� serenamente.</p><p>�Voglio che ripensi... che mi racconti tutto ci� che ricordi�, insistette Carlisle eccitato e non riuscii a evitare la smorfia che mi balen� sul viso. Non volevo continuare a dire bugie, perch� avrei potuto tradirmi. Ma non volevo neanche ripensare a quando bruciavo. A differenza dei ricordi umani, quella parte era perfettamente chiara e la ricordavo con fin troppa precisione.</p><p>�Oh, scusa tanto, Bella�, disse subito Carlisle. �Immagino che la tua sete sia insopportabile. Questa conversazione pu� aspettare�.</p><p>In realt�, finch� non l�aveva nominata, la sete non era stata insopportabile. C�era tanto spazio nella mia testa. Una parte separata del mio cervello registrava l�arsura, quasi come un riflesso. Allo stesso modo in cui il mio vecchio cervello si ricordava di respirare e chiudere gli occhi.</p><p>Ma le parole di Carlisle riportarono alla ribalta la gola riarsa. All�improvviso, quel pensiero mi riemp� la mente e, pi� ci pensavo, pi� faceva male. La mia mano si sollev� a coppa sulla gola, come a spegnere le fiamme dall�esterno. La pelle del collo era strana sotto le dita. Cos� liscia da sembrare morbida, malgrado fosse dura come la pietra.</p><p>Edward abbass� le braccia e mi prese l�altra mano, tirandola gentilmente. �Andiamo a caccia, Bella�.</p><p>I miei occhi si spalancarono e il dolore della sete diminu�, sostituito dallo stupore.</p><p>Io? A caccia? Con Edward? E in che modo? Non sapevo cosa fare.</p><p>Lui lesse l�allarme nella mia espressione e mi fece un sorriso d�incoraggiamento. �� abbastanza semplice, amore. Istintivo. Non preoccuparti, ti faccio vedere io�. Vedendo che non mi muovevo, sfoder� il suo sorriso sghembo e alz� le sopracciglia. �Credevo che tu avessi sempre voluto vedermi cacciare�.</p><p>Risi, in un breve scoppio di buonumore (una parte di me ascolt� meravigliata il suono di quella melodia), perch� le sue parole mi ricordarono certe annebbiate conversazioni umane. E impiegai un intero secondo per passare in rassegna i primissimi giorni con Edward � il vero inizio della mia vita � in modo da non dimenticarmene mai. Non mi aspettavo che ricordare sarebbe stato cos� complicato. Come provare a sbirciare nel fango. Sapevo dall�esperienza di Rosalie che se avessi pensato abbastanza ai miei ricordi umani non li avrei perduti nel corso del tempo. Non volevo dimenticare neanche un minuto trascorso con Edward, neppure ora che di fronte a noi si dispiegava l�eternit�. Dovevo assicurarmi che i ricordi umani si cementassero nella mia infallibile mente di vampira.</p><p>�Andiamo?�, chiese Edward. Riusc� a prendere la mano che avevo lasciato sul collo. Le sue dita mi accarezzarono la gola. �Non voglio che tu stia male�, aggiunse con un mormorio basso che da umana non sarei mai stata in grado di sentire.</p><p>�Sto bene�, dissi rispettando la mia vecchia abitudine umana. �Aspetta. Prima...�.</p><p>C�erano molte cose. Non avevo avuto risposta alle mie domande. C�erano cose pi� importanti della sete.</p><p>Fu Carlisle a parlare. �S�?�.</p><p>�Voglio vederla. Renesmee�.</p><p>Fu stranamente difficile pronunciare il suo nome. <emphasis>Mia figlia</emphasis>, parole difficili persino da pensare. Sembrava tutto cos� distante. Provai a ricordare come mi ero sentita tre giorni prima e automaticamente le mie mani si liberarono da quelle di Edward e scesero sulla pancia.</p><p>Piatta. Vuota. Mi aggrappai alla seta chiara che ricopriva la mia pelle e il panico m�invase di nuovo, mentre una percentuale insignificante della mia mente si accorse che Alice doveva avermi vestita.</p><p>Sapevo che dentro di me non c�era pi� nulla e avevo un debole ricordo della scena insanguinata del parto. Tutto ci� che sentivo era l�amore per la piccola brontolona <emphasis>dentro</emphasis> di me. Fuori di me, lei appariva come un mero frutto della mia immaginazione. Un sogno evanescente... un sogno che era un mezzo incubo.</p><p>Mentre lottavo con la mia confusione, vidi Edward e Carlisle scambiarsi uno sguardo prudente.</p><p>�Che c��?�, domandai.</p><p>�Bella�, disse Edward in tono tranquillizzante. �Non � una buona idea. Lei � mezza umana, amore. Il suo cuore batte e nelle sue vene scorre sangue. Finch� la tua sete non sar� effettivamente sotto controllo... non vorrai metterla in pericolo, vero?�.</p><p>M�incupii. Certo che no.</p><p>Ero fuori controllo? Confusa, s�. Facile alle distrazioni, anche. Ma pericolosa? Per lei? Mia figlia?</p><p>Non potevo essere certa che la risposta fosse no. Dovevo essere paziente. La cosa suonava difficile. Finch� non l�avessi vista di nuovo, non l�avrei creduta reale. Solo il sogno evanescente... di una sconosciuta...</p><p>�Dov��?�, tesi l�orecchio e sentii il cuore che batteva al piano di sotto. Sentii respirare pi� di una persona: erano silenziose, come in ascolto. C�era anche un suono palpitante, continuo, che non riuscivo a identificare...</p><p>E il cuore che batteva emetteva un suono cos� umido e invitante che mi venne l�acquolina in bocca.</p><p>S�, dovevo imparare a cacciare prima di poterla vedere. La mia bimba sconosciuta.</p><p>�Rosalie � con lei?�.</p><p>�S�, abbozz� Edward e mi resi conto di aver toccato un tasto irritante per lui. Pensavo che finalmente si fosse pacificato con Rose. Avevano ricominciato a litigare? Prima che potessi chiederglielo, tolse le mie mani dalla pancia piatta e mi diede un altro piccolo strattone.</p><p>�Aspetta�, protestai ancora, provando a concentrarmi. �E Jacob? E Charlie? Raccontatemi cosa mi sono persa. Per quanto tempo sono rimasta... priva di coscienza?�.</p><p>Edward non sembr� notare la mia esitazione sulle ultime parole. Anzi, si stava scambiando un altro sguardo accorto con Carlisle.</p><p>�Qualcosa di storto?�, sussurrai.</p><p>�Non c�� niente di <emphasis>storto</emphasis>�, disse Carlisle, enfatizzando l�ultima parola in modo strano. �In realt� non � cambiato niente in particolare, sei rimasta in stato d�incoscienza per circa due giorni. � stato tutto molto veloce, per come vanno queste cose. Edward ha fatto un ottimo lavoro, davvero innovativo. Iniettare il veleno direttamente nel cuore � stata una sua idea�. S�interruppe per sorridere orgoglioso al figlio, poi sospir�. �Jacob � ancora qui, e Charlie ti crede ancora malata. Pensa che tu stia facendo dei test al centro epidemiologico di Atlanta. Gli abbiamo dato un numero sbagliato, ed � un po� frustrato. Ha parlato con Esme�.</p><p>�Dovrei chiamarlo�, mormorai fra me, ma ascoltando la mia voce compresi che c�era una nuova difficolt�. Non l�avrebbe riconosciuta. Non l�avrebbe di certo rassicurato. E poi, s�intromise la prima sorpresa. �Aspetta... Jacob � <emphasis>ancora qui</emphasis>?�<emphasis>.</emphasis></p><p>Un altro scambio di sguardi.</p><p>�Bella�, disse subito Edward. �C�� molto di cui parlare, ma prima di tutto dobbiamo pensare a te. Sicuramente starai soffrendo per la sete...�.</p><p>Quando sottoline� questo, ricordai l�arsura e deglutii di colpo. �Ma Jacob...�.</p><p>�Avremo tutto il tempo del mondo per le spiegazioni, amore�, mi ricord� con dolcezza.</p><p>Certo. Avrei aspettato un altro po� per la risposta; sarebbe stato pi� facile ascoltare senza il dolore intenso della sete incandescente che sconvolgeva la mia concentrazione. �Okay�.</p><p>�Alt, alt, alt�, fremette Alice sulla porta. Entr� danzando nella stanza, con grazia da sogno. Come con Edward e Carlisle, rimasi scioccata quando la vidi davvero. Era adorabile. �Avevate promesso che ci sarei stata anch�io la prima volta! Che ne dite di portare qui una bella superficie riflettente?�.</p><p>�Alice...�, protest� Edward.</p><p>�Ci vorr� solo un secondo!�, e schizz� via.</p><p>Edward sospir�.</p><p>�Di cosa sta parlando?�.</p><p>Ma Alice era gi� di ritorno, assieme all�enorme specchio con la cornice dorata che stava in camera di Rosalie, alto quasi due volte lei e largo molto di pi�.</p><p>Fino a quel momento Jasper era rimasto talmente immobile che non avevo pi� pensato alla sua presenza. Si spost� da dietro Carlisle per avvicinarsi ad Alice, gli occhi inchiodati alla mia espressione. Perch� il pericolo ero io.</p><p>Sapevo che stava studiando anche il mio stato d�animo e dovette avvertire la mia sensazione di sbalordimento mentre osservavo il suo viso, guardandolo da vicino per la prima volta.</p><p>Ai miei miopi occhi umani, le cicatrici lasciate dalla sua vita precedente con l�esercito dei neonati nel Sud erano quasi invisibili. Avrei potuto notarle soltanto sotto una luce forte, che ne mettesse a fuoco le sagome leggermente sporgenti.</p><p>Ora che ci vedevo bene, le cicatrici erano la sua caratteristica dominante. Era difficile non fissarsi sul collo e sulla mascella, devastati; difficile credere, persino per un vampiro, che fosse sopravvissuto a tutti quei denti conficcati nella gola.</p><p>Istintivamente m�irrigidii per difendermi. Qualsiasi vampiro avesse incontrato Jasper avrebbe avuto la stessa reazione. Le cicatrici erano come un�insegna luminosa. <emphasis>Pericolo</emphasis>, urlavano. Quanti vampiri avevano provato a uccidere Jasper? Centinaia? Migliaia? Lo stesso numero che era morto nel tentativo.</p><p>Jasper vide e percep� al tempo stesso il mio giudizio, la mia cautela, e sorrise sardonico.</p><p>�Edward non mi ha dato la soddisfazione di metterti davanti a uno specchio prima del matrimonio�, disse Alice, distraendo la mia attenzione dal suo spaventoso compagno. �E non ho pi� intenzione di farmi mettere i piedi in testa�.</p><p>�In testa?�, chiese Edward scettico, inarcando un sopracciglio.</p><p>�Forse sto esagerando�, mormor� lei soprappensiero e gir� lo specchio verso di me.</p><p>�E forse tutto questo ha a che fare soltanto con la tua gratificazione voyeuristica�, consider� lui.</p><p>Alice gli fece l�occhiolino.</p><p>Prestai pochissima attenzione a questo scambio. La maggior parte della mia concentrazione era convogliata sulla persona nello specchio.</p><p>La prima reazione fu un piacere inconsapevole. La creatura aliena riflessa era indiscutibilmente bellissima, almeno quanto Alice o Esme. Era flessuosa persino se immobile e il suo viso perfetto, pallido come la luna, era incorniciato da una folta chioma di capelli neri. Gli arti erano sinuosi e forti, la pelle brillava leggermente, luminosa come perla.</p><p>La seconda reazione fu di orrore.</p><p>Chi <emphasis>era</emphasis> quella? A un primo sguardo non ritrovai il mio viso nella superficie liscia e perfetta dei suoi tratti.</p><p>E gli occhi! Dovevo aspettarmeli, ma gli occhi mi crearono lo stesso un brivido di terrore.</p><p>Mentre studiavo e reagivo a quella figura, il volto rimase perfettamente composto, la scultura di una dea, e non mostrava niente del tumulto che mi si agitava dentro. Poi le sue labbra piene si mossero.</p><p>�Gli occhi?�, sussurrai, incapace di dire <emphasis>i miei occhi.</emphasis> �Per quanto tempo?�.</p><p>�Fra qualche mese saranno pi� scuri�, disse Edward con voce tenera, confortante. �Il sangue animale diluisce il colore pi� velocemente del sangue umano. Prima diventeranno d�ambra, poi dorati�.</p><p>I miei occhi sarebbero divampati come crudeli fiamme rosse per <emphasis>mesi</emphasis>?</p><p>�Mesi?�, dissi con voce pi� alta, enfatica. Allo specchio, le sopracciglia perfette s�inarcarono incredule su quegli occhi cremisi ardente, pi� luminosi di quanto avessi mai visto.</p><p>Jasper fece un passo avanti, allarmato dalla repentina intensit� della mia ansia. Conosceva troppo bene i giovani vampiri: queste emozioni erano il preludio a un passo falso?</p><p>Nessuno rispose alla mia domanda. Osservai Edward e Alice. I loro occhi erano leggermente distratti: una reazione all�inquietudine di Jasper. Ascoltavano ci� che l�aveva procurata e guardavano all�immediato futuro.</p><p>Feci un altro respiro profondo e inutile.</p><p>�No, sto bene�, li rassicurai. I miei occhi guizzarono verso l�estranea allo specchio, poi verso di loro. �� solo che... non � facile accettare tutto�.</p><p>Jasper corrug� la fronte, evidenziando le due cicatrici sull�occhio sinistro.</p><p>�Non lo so�, mormor� Edward.</p><p>La donna allo specchio aggrott� la fronte. �Che domanda mi sono persa?�.</p><p>Edward sorrise. �Jasper si chiedeva come fai�.</p><p>�A fare che?�.</p><p>�A controllare le tue emozioni, Bella�, rispose Jasper. �Non ho mai visto un neonato in grado di frenare cos� le emozioni che sta provando. Eri turbata, ma quando hai notato la nostra preoccupazione ti sei dominata e hai ripreso il controllo di te stessa. Ero pronto a darti una mano, ma non ne hai avuto bisogno�.</p><p>�C�� qualcosa che non va?�, chiesi. Il mio corpo rest� automaticamente impietrito, in attesa del verdetto.</p><p>�No�, disse, ma la voce era insicura.</p><p>Edward mi accarezz� il braccio, un incoraggiamento a rilassarmi. �� impressionante, Bella, ma non lo capiamo. Non sappiamo quanto durer�.</p><p>Ci pensai un attimo. Avrei potuto esplodere in qualunque momento? Trasformarmi in un mostro?</p><p>Eppure non avvertivo nulla del genere. Forse non c�era modo di anticipare una cosa del genere.</p><p>�Piuttosto, che ne pensi?�, chiese Alice, un po� impaziente, guardando lo specchio.</p><p>�Non lo so�, tergiversai, senza voler ammettere quanto ero spaventata.</p><p>Fissai la donna stupenda dagli occhi terrificanti, cercandovi qualche parte di me. C�<emphasis>era</emphasis> qualcosa nella forma delle labbra: al di l� della bellezza frastornante, il labbro superiore era leggermente sbilanciato, un po� troppo pieno rispetto a quello inferiore. Ritrovare quel piccolo difetto familiare mi fece sentire un po� meglio. Forse da qualche parte c�era anche il resto di me.</p><p>Alzai la mano per fare una prova e la donna nello specchio mi imit�, toccandosi il viso. I suoi occhi cremisi mi guardavano circospetti.</p><p>Edward sospir�.</p><p>Mi voltai verso di lui alzando un sopracciglio.</p><p>�Deluso?�, chiesi con voce melodiosa e impassibile.</p><p>Rise. �A dire la verit�, un po� s�, disse.</p><p>Sentii la sorpresa sbriciolare la mia maschera composta e il dolore che segu� all�istante.</p><p>Alice ringhi�. Jasper si sporse di nuovo avanti, aspettando che scattassi.</p><p>Ma Edward li ignor�, mi abbracci� stretta malgrado fossi immobile e premette le labbra contro la mia guancia. �Sai, speravo di poter finalmente ascoltare la tua mente, ora che � pi� simile alla mia�, mormor�. �Invece eccomi qua, frustrato come sempre, a chiedermi che cosa diavolo ti passa per la testa�.</p><p>Mi sentii subito meglio. �Ah, be��, dissi leggera, lieta che i miei pensieri fossero ancora miei. �Mi sa che il mio cervello non funzioner� mai bene. Se non altro sono carina�.</p><p>Era gi� pi� facile scherzare con lui, pensare in modo chiaro. Essere me stessa.</p><p>Edward rugg� al mio orecchio. �Bella, tu non sei <emphasis>mai</emphasis> stata solo carina�.</p><p>Poi allontan� il viso e sospir�. �Va bene, s�, disse a qualcuno.</p><p>�Cosa?�, chiesi.</p><p>�Stai facendo innervosire Jasper ogni secondo che passa. Si rilasser� soltanto dopo che sarai andata a caccia�.</p><p>Guardai l�espressione preoccupata di Jasper e annuii. Se proprio doveva succedere, non volevo perdere le staffe in casa. Meglio essere circondata da alberi che da familiari.</p><p>�Okay. Andiamo a caccia�, concordai, e un brivido di nervosismo e aspettativa sussult� nel mio stomaco. Mi sciolsi dall�abbraccio di Edward, lo presi per mano e voltai le spalle alla donna strana e bellissima nello specchio.</p></section><section><title><p>21</p><p>Prima caccia</p></title><p>�Dalla finestra?�, chiesi fissando un piano pi� gi�.</p><p>L�altezza di per s� non mi aveva mai spaventata, ma vedere con chiarezza tutti i dettagli faceva apparire meno allettante la prospettiva. Gli spigoli delle pietre erano pi� affilati di quanto avessi mai immaginato.</p><p>Edward sorrise. �� l�uscita pi� veloce. Se hai paura, ti porto io�.</p><p>�Abbiamo l�eternit� davanti, e ti preoccupi del tempo che ci metteremmo a uscire dal retro?�.</p><p>Si accigli� leggermente. �Gi� ci sono Renesmee e Jacob...�.</p><p>�Ah�.</p><p>Giusto. Adesso il mostro ero io. Dovevo tenermi lontana dagli odori che potevano innescare il mio lato selvaggio, in particolare dalle persone che amavo. Ma anche da quelle che non conoscevo ancora.</p><p>�Renesmee sta bene... con Jacob l�?�, sussurrai. Finalmente mi resi conto che il cuore che avevo sentito battere gi� doveva essere quello di Jacob. Tesi di nuovo l�orecchio, ma udivo soltanto le pulsazioni accelerate. �Non gli � mai andata a genio�.</p><p>Le labbra di Edward si tesero in modo strano. �Fidati, � perfettamente al sicuro. Conosco i pensieri di Jacob dal primo all�ultimo�.</p><p>�Ovvio�, mormorai e guardai di nuovo gi�.</p><p>�Stai forse prendendo tempo?�, mi provoc�.</p><p>�Un po�. Non so come...�.</p><p>Ero consapevole che dietro di me i miei familiari mi guardavano in silenzio. Pi� o meno: Emmett aveva gi� ridacchiato sotto i baffi una volta. Un errore e si sarebbe sganasciato. E sarebbero iniziate le barzellette sull�unica vampira imbranata al mondo!</p><p>E poi, il vestito, che Alice probabilmente mi aveva infilato mentre ero troppo persa nel fuoco per accorgermene, non era certo quello che avrei scelto per mettermi a saltare per cacciare. Aderente seta azzurra? A cosa pensava che mi sarebbe servito? O forse era in programma un cocktail party dopo?</p><p>�Guardami�, disse Edward. Poi, con grande disinvoltura, usci dalla finestra aperta e cadde.</p><p>Lo osservai con attenzione, analizzando l�angolo con cui aveva piegato le ginocchia per assorbire l�impatto. Il suono dell�atterraggio era stato sordo, come una porta chiusa con dolcezza o un libro posato con delicatezza sopra un tavolo.</p><p>Non sembrava difficile.</p><p>Mi concentrai serrando i denti e provai a copiare il suo passo disinvolto nel vuoto.</p><p>Ah! Il terreno parve muoversi verso di me cos� lentamente che fu cosa da niente poggiare il piede � che scarpe mi aveva messo addosso Alice? Tacchi a spillo? Pazza! � e posare le mie stupide scarpe a terra come se stessi banalmente camminando.</p><p>Assorbii l�impatto sulla punta dei piedi, perch� non volevo spezzare i tacchi sottili. L�atterraggio era stato tranquillo come quello di Edward. Gli sorrisi.</p><p>�� vero. � facile�.</p><p>Ricambi� il sorriso. �Bella?�.</p><p>�S�?�.</p><p>�Sei stata molto aggraziata... anche per un vampiro�.</p><p>Ci pensai su un attimo e poi m�illuminai. Se l�aveva detto tanto per dire, perch� Emmett non si era messo a ridere? Nessuno trov� il suo commento divertente, perci� forse era vero. Nessuno aveva mai usato la parola "aggraziata" per descrivermi, in una vita, anzi, in un�esistenza intera.</p><p>�<emphasis>Grazie</emphasis>�, risposi.</p><p>Poi, mi sfilai le scarpe d�argento satinato e le lanciai verso la finestra aperta. Con troppa energia, forse, ma per fortuna qualcuno le colse al volo prima che potessero rovinare le pareti di legno.</p><p>Alice brontol�: �Il suo senso estetico non � migliorato quanto il suo equilibrio�.</p><p>Edward mi prese la mano � non smettevo di meravigliarmi di come fosse liscia la sua pelle e la sua temperatura gradevole � e guizz� per il prato fino alla riva del fiume. Lo seguii senza sforzi.</p><p>Ogni attivit� fisica sembrava molto semplice.</p><p>�Dobbiamo nuotare?�, gli chiesi quando ci fermammo di fronte all�acqua.</p><p>�E rovinare il tuo bel vestito? No. Dobbiamo saltare�.</p><p>Contrassi le labbra mentre ci pensavo. Il fiume in quel punto era largo una quarantina di metri.</p><p>�Prima tu�, dissi.</p><p>Mi tocc� la guancia, prese due lunghi passi di rincorsa e scatt�, lanciandosi da una pietra liscia saldamente ancorata alla sponda. Studiai il suo movimento fulmineo mentre tracciava un arco sopra l�acqua e faceva una capriola prima di scomparire fra il fitto degli alberi dall�altra parte del fiume.</p><p>�Esibizionista�, mugugnai e udii la sua risata invisibile.</p><p>Feci cinque passi indietro, per sicurezza, e respirai a fondo.</p><p>All�improvviso ero di nuovo ansiosa. Non di cadere n� di farmi male. Ero preoccupata di procurare danni alla foresta.</p><p>Era affiorata lentamente, ma ora la sentivo: la forza grezza e massiccia che vibrava nei miei arti. D�un tratto fui sicura che se avessi voluto scavare un tunnel <emphasis>sotto</emphasis> il fiume, farmi strada a unghiate o a pugni sul fondo, non ci avrei messo molto. Tutto attorno a me, gli alberi, gli arbusti, le rocce... la casa, iniziava ad apparirmi molto fragile.</p><p>Sperando che Esme non fosse particolarmente affezionata a nessun albero dall�altra parte del fiume, feci la prima falcata. Poi mi fermai, quando la seta attillata si strapp� di quindici centimetri lungo la coscia.</p><p>Be�, Alice in fondo trattava i vestiti come fossero tutti usa e getta e non si sarebbe dispiaciuta troppo. Mi chinai per afferrare i lembi della cucitura danneggiata e, esercitando la minor pressione possibile, strappai il vestito per tutta la lunghezza della coscia. Poi sistemai in quel modo anche l�altro lato.</p><p>Molto meglio.</p><p>Sentii le risate smorzate dentro casa, e il suono di qualcuno che digrignava i denti. La risata veniva dal piano di sopra, mentre riconobbi molto facilmente quel ridacchiare rauco, brusco, cos� diverso, dal piano terra.</p><p>Anche Jacob mi stava osservando? Non riuscivo a immaginare cosa stesse pensando o cosa facesse ancora l�. Avevo sperato di poterlo ritrovare, se mai mi avesse perdonata, in un futuro lontano, quando io fossi stata pi� stabile e il tempo avesse guarito le ferite che avevo inflitto al suo cuore.</p><p>Non mi voltai a guardarlo, consapevole dei miei sbalzi d�umore. Non era il caso di lasciare che le emozioni mi condizionassero il pensiero. I timori di Jasper si erano trasmessi anche a me. Prima di cimentarmi con qualsiasi altra cosa, dovevo cacciare. Provai a dimenticare tutto il resto, in modo da <emphasis>concentrarmi.</emphasis></p><p>�Bella?�, mi chiam� la voce di Edward che si avvicinava dal bosco. �Vuoi che ti mostri di nuovo come si fa?�.</p><p>Ma ricordavo ogni dettaglio, ovviamente, e non volevo dare a Emmett un�ulteriore ragione per ridere di quelle mie prime lezioni. Si trattava di una questione fisica, doveva essere istintiva. Respirai a fondo e corsi verso il fiume.</p><p>Eliminato l�ostacolo della gonna, mi bast� un unico lungo balzo per raggiungere l�altra riva. Solo un ottantaquattresimo di secondo, che mi parve lunghissimo; i miei occhi e la mia mente si muovevano cos� veloci che un passo fu sufficiente. Fu semplice poggiare il piede destro sulla pietra piatta ed esercitare la pressione utile a far schizzare il mio corpo per aria. Prestai pi� attenzione alla mira che alla forza, cos� mi sbagliai sulla quantit� di potenza necessaria; se non altro, non corsi il rischio di bagnarmi. Saltare pi� in l� di quarantacinque metri era fin troppo <emphasis>facile...</emphasis></p><p>Fu una cosa strana, vertiginosa, elettrizzante, ma breve. Non era passato neanche un secondo e gi� ero dall�altra parte.</p><p>Mi aspettavo che la vegetazione fitta costituisse un problema, invece fu sorprendentemente utile. Mentre ricadevo fra gli alberi, fu semplice allungare una mano per aggrapparmi a un ramo provvidenziale; mi lasciai penzolare e atterrai sulla punta dei piedi, a meno di cinque metri da terra, sull�ampia fronda di un abete Sitka.</p><p>Fantastico.</p><p>Oltre allo scampanio delle mie risate deliziose, sentii Edward corrermi incontro. Il mio salto era stato due volte pi� lungo del suo. Quando mi raggiunse, era incredulo. Saltai agile dal ramo fino al suo fianco e atterrai silenziosa, di nuovo sulla punta dei piedi.</p><p>�Andava bene?�, chiesi stupita, con il respiro accelerato dall�eccitazione.</p><p>�Ottimo�. Sorrise d�approvazione, ma il suo tono disinvolto non si accordava all�espressione sorpresa degli occhi.</p><p>�Possiamo farlo di nuovo?�.</p><p>�Concentrati, Bella. Questa � una battuta di caccia�.</p><p>�Oh, � vero�. Annuii. �Caccia�.</p><p>�Seguimi... se ci riesci�. Sogghign�, improvvisamente sarcastico, e scatt� di corsa.</p><p>Era pi� veloce di me. Non capivo come potesse muovere le gambe a una velocit� cos� impressionante, ma non era il caso di sforzarmi. Comunque fosse, ero pi� forte di lui e ogni mia falcata valeva tre delle sue. Perci� volai con lui attraverso la ragnatela verde e vitale, al suo fianco, senza mai cedere terreno. Correndo non potevo evitare di ridacchiare per l�eccitazione e quel riso non mi rallent� n� compromise la mia concentrazione.</p><p>Finalmente capivo come facesse Edward a non sbattere mai contro gli alberi durante la corsa; per me era sempre stato un mistero. Era una sensazione singolare: equilibrio fra velocit� e nitidezza. Mentre correvo a razzo sopra, sotto e attraverso lo spesso labirinto color giada a una velocit� che avrebbe dovuto ridurre tutto a una macchia striata di verde, distinguevo chiaramente ogni piccola foglia di ogni microscopico ramo di ogni insignificante arbusto che sorpassavo.</p><p>Per la velocit�, sentivo l�aria scompigliarmi i capelli e schiacciare il mio povero vestito. Sapevo che era strano, ma sulla pelle la percepivo calda, cos� come il terreno duro della foresta non sarebbe dovuto sembrare velluto sotto i miei piedi nudi e i rami che mi sferzavano non sarebbero dovuti sembrare piume che mi accarezzavano.</p><p>La foresta era molto pi� viva di quanto avessi mai pensato: le foglie brulicavano di piccole creature, di cui non avrei mai indovinato l�esistenza. Tutte restavano in silenzio al nostro passaggio, il respiro accelerato dalla paura. Gli animali sembravano reagire al nostro odore con molta pi� saggezza rispetto agli umani. Be�, su di me aveva avuto l�effetto opposto.</p><p>Mi aspettavo che prima o poi sopraggiungesse la stanchezza, invece il respiro procedeva senza sforzo. Aspettavo che i muscoli iniziassero a bruciare, ma mentre mi abituavo alla corsa la mia forza non faceva che aumentare. Accelerai e presto fu Edward a doversi sforzare per tenere il passo. Risi di nuovo, esultante, quando sentii che restava indietro. Il mio piede nudo ora toccava terra cos� di rado che mi sembrava pi� di volare che di correre.</p><p>�Bella�, mi chiam� ironico, con voce calma, quasi pigra. Non sentivo nient�altro. Si era fermato.</p><p>Per un istante presi in considerazione l�idea di ammutinarmi.</p><p>Ma, con un sospiro, turbinai e balzai leggera al suo fianco, qualche centinaio di metri pi� indietro. Lo guardai con grande aspettativa. Sorrideva, con un sopracciglio inarcato. Era cos� bello che non potevo non fissarlo.</p><p>�Che ne dici di restare entro i confini nazionali?�, mi chiese, divertito. �O stavi pensando di proseguire verso il Canada oggi pomeriggio?�.</p><p>�Qui va bene�, acconsentii, pi� concentrata sul delizioso movimento delle labbra che sulle sue parole. Era difficile non distrarsi mentre tutto era una sorpresa per la mia nuova vista acuta. �Cosa cacciamo?�.</p><p>�Alci. Ho pensato a qualcosa di semplice, visto che � la tua prima volta�. S�interruppe quando i miei occhi si socchiusero alla parola <emphasis>semplice.</emphasis></p><p>Ma non era il caso di fare storie. Avevo troppa sete. Nel momento stesso in cui iniziai a pensarci, l�arsura s�impadron� <emphasis>completamente</emphasis> di me. Stava proprio peggiorando. La mia bocca era come la Valle della Morte alle quattro di un pomeriggio di giugno.</p><p>�Dove?�, chiesi scrutando gli alberi impaziente. Ora che le prestavo attenzione, la sete sembrava contaminare tutto il resto, filtrando fra il pensiero della corsa, delle labbra di Edward, dei baci e... che sete ardente. Non riuscivo a liberarmene.</p><p>�Fermati un minuto�, mi disse posandomi con delicatezza le mani sulle spalle. L�urgenza della sete cedette momentaneamente al suo tocco.</p><p>�Ora chiudi gli occhi�, mormor�. Obbedii e lui alz� le mani sul mio viso, accarezzandomi gli zigomi. Sentii il respiro accelerare e aspettai invano un rossore che non poteva arrivare.</p><p>�Ascolta�, consigli� Edward. �Cosa senti?�.</p><p><emphasis>Tutto</emphasis>, avrei potuto rispondere; la sua voce perfetta, il suo respiro, le sue labbra sfiorarsi mentre parlava, il sussurro degli uccelli che si lisciavano le piume sulla cima degli alberi, il battito sfarfallante dei loro cuori, il fruscio delle foglie d�acero, gli scatti impercettibili delle formiche che procedevano in fila fino alla corteccia dell�albero pi� vicino. Ma sapevo che si riferiva a qualcosa di pi� specifico, dunque allargai il raggio dell�udito, in cerca di qualcosa di diverso dal piccolo brusio vitale che mi circondava. Accanto a noi c�erano uno spazio aperto � il vento aveva un suono diverso sull�erba � e un piccolo ruscello, con un letto sassoso. L�, vicino al rumore dell�acqua, ecco gli schizzi di lingue che lappavano, il tonfo rumoroso di cuori pesanti che pompavano un flusso denso di sangue...</p><p>Sentivo la gola chiudersi in un risucchio.</p><p>�Verso nord-est, al ruscello?�, chiesi, gli occhi sempre chiusi.</p><p>�S�. Il tono era di approvazione. �Ora... aspetta di nuovo la brezza... che odore senti?�.</p><p>Pi� che altro il suo profumo, quello strano misto di miele, lill� e sole. Ma anche il ricco odore di muffa e muschio del terreno, la resina dei sempreverdi, l�aroma caldo, quasi di nocciola, dei piccoli roditori acquattati sotto le radici degli alberi. E poi, pi� in l�, la scia pulita dell�acqua, che a sorpresa, malgrado la sete, non mi allettava affatto. Mi concentrai sull�acqua e trovai l�odore abbinato al rumore delle lingue e ai cuori pulsanti. Un�altra fragranza calda, ricca e penetrante, pi� forte delle altre. Eppure poco attraente, come quella del ruscello. Arricciai il naso.</p><p>Lui ridacchi�. �Lo so... ci vuole un po� per abituarsi�.</p><p>�Sono tre?�, provai a indovinare.</p><p>�Cinque. Ce ne sono due fra gli alberi, dietro di loro�.</p><p>�Cosa faccio ora?�.</p><p>La sua voce suon� come se stesse sorridendo. �Cosa ti senti di fare?�.</p><p>Ci pensai, senza riaprire gli occhi, mentre ascoltavo e respiravo l�odore. Un altro attacco di sete cocente s�intromise nei miei pensieri e all�improvviso la fragranza calda e penetrante non era pi� cos� detestabile. Se non altro era qualcosa di caloroso e umido nella mia bocca riarsa. Sgranai gli occhi.</p><p>�Non pensarci�, mi sugger� mentre sollevava le mani dal mio viso e faceva un passo indietro. �Segui l�istinto�.</p><p>Mi lasciai trasportare dalla scia, appena consapevole dei miei movimenti mentre mi nascondevo lungo il declivio dello stretto prato presso cui scorreva il fiume. Il mio corpo si tese automaticamente in avanti e mi accovacciai immobile fra le felci che delimitavano la boscaglia. Accanto al ruscello vidi un grosso alce, con corna a grandi palchi sulla testa, e le sagome confuse nell�ombra degli altri quattro che a passo tranquillo si dirigevano verso est nel bosco.</p><p>Mi concentrai sul profumo del maschio, sul punto del suo collo peloso in cui il calore pulsava pi� forte. Solo trenta metri � due o tre salti � ci dividevano. Tesa, mi preparai al primo balzo.</p><p>Ma, mentre i miei muscoli si contraevano, il vento cambi� direzione e una forte folata venne da sud. Non mi fermai a pensarci e sfrecciai dagli alberi lungo una rotta perpendicolare al mio piano originario, spaventando l�alce e rincorrendo un�altra scia, cos� attraente da non concedermi possibilit� di scelta. Era un obbligo.</p><p>L�odore mi dominava senza scampo. Non riuscivo a pensare ad altro mentre ne seguivo le tracce, consapevole solo della sete e della scia che prometteva di placarla. La sete peggior� e divenne cos� dolorosa da confondere tutti gli altri pensieri e ricordarmi il veleno che mi era bruciato nelle vene.</p><p>Soltanto una cosa aveva la possibilit� di fare breccia nella mia concentrazione: un istinto pi� potente, pi� essenziale della necessit� di spegnere il fuoco. Quello di proteggermi dal pericolo. L�autodifesa.</p><p>Di colpo fui consapevole che qualcuno mi stava seguendo. L�attrazione dell�odore irresistibile lottava con l�impulso di girarmi e difendere la mia caccia. Una bolla di suono si gonfi� nel mio petto e le mie labbra si tesero spontaneamente per mostrare i denti. I piedi rallentarono, mentre ero in dubbio fra la necessit� di guardarmi alle spalle e il desiderio di placare la sete.</p><p>Poi udii l�inseguitore avvicinarsi e il senso d�autodifesa vinse. Mi girai, e il suono mi usc� dalla gola, straziante.</p><p>Il ringhio feroce che nasceva dalla mia stessa bocca fu cos� inaspettato da farmi riprendere lucidit�. Mi scosse e chiar� i pensieri per un secondo. L�annebbiamento della sete svan�, malgrado l�arsura.</p><p>Il vento cambi� e mi soffi� in faccia l�odore di terra bagnata e di pioggia in arrivo, liberandomi ancora un poco dalla morsa incandescente dell�altro odore: un profumo cos� delizioso che poteva essere solo umano.</p><p>Edward era fermo a qualche metro di distanza, con le braccia tese come per abbracciarmi. O contenermi. Il viso era concentrato e cauto mentre mi guardava, impietrita e terrorizzata.</p><p>Capii che ero stata sul punto di attaccarlo. Di soprassalto, mi raddrizzai e abbandonai la posizione difensiva. Trattenni il respiro mentre mi concentravo, nel timore che il potere di quella fragranza rispuntasse da sud.</p><p>Lui vide la ragione tornare sul mio viso e avanz� verso di me, abbassando le braccia.</p><p>�Devo andarmene da qui�, sputai fra i denti, con il fiato corto che avevo.</p><p>La sorpresa gli attravers� il volto. �Ci <emphasis>riesci</emphasis>?�<emphasis>.</emphasis></p><p>Non ebbi il tempo di chiedergli cosa intendesse. Sapevo che la capacit� di ragionare con chiarezza sarebbe durata solo finch� avessi potuto impedirmi di pensare a...</p><p>Ripartii di corsa, una volata a tutta velocit� verso nord, concentrandomi soltanto sulla sgradevole sensazione di privazione sensoriale, unica risposta del mio corpo all�assenza d�aria. Il mio unico obiettivo era correre abbastanza lontano da lasciarmi quella scia alle spalle. Da non poterla ritrovare nemmeno se avessi cambiato idea.</p><p>Di nuovo, fui consapevole di essere seguita, ma stavolta ero lucida. Combattei l�istinto di respirare e di sfruttare gli odori nell�aria per assicurarmi che fosse Edward. Non dovetti sforzarmi troppo a lungo; correvo pi� veloce di prima, schizzando come una cometa fra i sentieri pi� dritti che fui capace di trovare in mezzo agli alberi, ma Edward mi raggiunse dopo neanche un minuto.</p><p>Un nuovo pensiero mi balz� alla mente e mi fermai inerte, i piedi piantati a terra. Ero certa di essere al riparo, ma trattenni ugualmente il respiro.</p><p>Edward sfil� via, sorpreso di trovarmi immobile. Torn� indietro e mi fu accanto in un secondo. Pos� le mani sulle mie spalle e mi fiss� negli occhi. Il suo volto era dominato dalla sorpresa.</p><p>�Come hai fatto?�, domand�.</p><p>�Mi hai lasciato vincere prima, vero?�, replicai, ignorando la domanda. E io che pensavo di essere stata cos� brava!</p><p>Quando aprii la bocca sentii il profumo dell�aria. Era pulita, senza tracce dell�odore irresistibile che stuzzicava la mia sete. Feci un respiro cauto.</p><p>Lui si strinse nelle spalle e scosse la testa, rifiutando di cambiare argomento. �Bella, come hai fatto?�.</p><p>�A correre via? Ho trattenuto il respiro�.</p><p>�Ma come hai fatto a interrompere la caccia?�.</p><p>�Quando mi sei spuntato dietro... Mi dispiace tanto�.</p><p>�Perch� chiedi scusa a me? � stata una <emphasis>mia</emphasis> tremenda negligenza. Pensavo che non ci sarebbe stato nessuno cos� lontano dai sentieri, ma avrei dovuto controllare. Che errore da stupido! Non hai niente di cui scusarti, tu�.</p><p>�Ma ti ho ringhiato contro!�. Ero ancora terrorizzata di essere stata fisicamente capace di una tale blasfemia.</p><p>�Ovvio. � del tutto naturale. Ma non riesco a capire come hai fatto a scappare�.</p><p>�Che altro dovevo fare?�, chiesi. Il suo atteggiamento mi creava confusione. Cosa <emphasis>voleva</emphasis> che facessi? �Poteva essere qualcuno che conosco!�.</p><p>Mi spavent� il suo accesso di risate che gli fece chinare la testa all�indietro, per poi echeggiare fra gli alberi.</p><p>�<emphasis>Perch� ridi di me?</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Si ferm� subito e vidi che era tornato circospetto.</p><p><emphasis>Controllati</emphasis>, mi dissi. Dovevo tenere a bada il mio temperamento. Come fossi un giovane licantropo, anzich� una vampira.</p><p>�Non rido di te, Bella. Rido perch� sono senza parole. E sono senza parole perch� sono completamente strabiliato�.</p><p>�Ma perch�?�.</p><p>�Tu non dovresti essere in grado di fare queste cose. Di essere cos�... razionale. Non dovresti essere in grado di stare qui a discutere con calma e freddezza. E soprattutto, non dovresti essere in grado di scappare, nel bel mezzo di una caccia, dalla scia del sangue umano nell�aria. Persino i vampiri maturi hanno difficolt� a farlo. Siamo sempre molto attenti a dove cacciamo, in modo da non trovarci sulla via della tentazione. Bella, tu ti comporti come se fossi una vampira da decenni invece che da pochi giorni�.</p><p>�Oh�. Sapevo che sarebbe stato difficile, ecco perch� stavo cos� in guardia: mi aspettavo che fosse cos�.</p><p>Di nuovo mi prese il viso fra le mani, con occhi accesi di meraviglia. �Non sai cosa darei per poter leggere nella tua mente anche solo per questo istante�.</p><p>Che emozioni potenti. Alla sete ero pronta, ma non a questo. Ero certa che la sensazione del suo contatto non sarebbe stata pi� la stessa. Be�, a dirla tutta, non lo era.</p><p>Era molto pi� amplificata.</p><p>Mi allungai per seguire il profilo del suo viso; mi attardai con le dita sulle sue labbra.</p><p>�Credevo che per un bel po� avrei dovuto rinunciare a queste sensazioni...�, la mia incertezza fece somigliare la frase a una domanda. �E invece ti desidero lo stesso�.</p><p>Batt� le palpebre, stupefatto. �Come puoi concentrarti su un�idea del genere? Non muori di sete?�.</p><p>Certo che ne morivo <emphasis>ora</emphasis> che me l�aveva ricordato! Provai a deglutire e sospirai, chiudendo gli occhi come avevo fatto prima per concentrarmi. Lasciai che i sensi si estendessero attorno a me, tesi, nel timore di un�ulteriore ondata di delizioso profumo tab�.</p><p>Edward abbass� le mani senza neanche respirare mentre ascoltavo sempre pi� a fondo i rumori della ragnatela verde e passavo al vaglio i profumi, i suoni, in cerca di qualcosa che non fosse del tutto repellente alla mia sete. Ed ecco la traccia di qualcosa di diverso, debole, verso est...</p><p>I miei occhi si aprirono di scatto, ma la mia concentrazione era dedicata a sensi pi� raffinati, mentre mi lanciavo e sfrecciavo silenziosa verso est. Il terreno sal� ripido e scosceso quasi di colpo e io corsi in posizione di caccia, accovacciata, arrampicandomi sugli alberi quando potevo. Pi� che sentirne il rumore, avvertivo la presenza di Edward accanto a me: rimontava silenzioso attraverso il bosco, lasciando che fossi io a guidare.</p><p>La vegetazione si fece pi� rada mano a mano che salivamo; il profumo di pino e resina diventava sempre pi� potente, cos� come la traccia che stavo seguendo; un odore caldo, pi� nitido e invitante di quello dell�alce. Dopo qualche secondo sentii il passo sordo di zampe immense, molto meno evidente dello scalpiccio degli zoccoli. Veniva dall�alto, dalla vegetazione anzich� dal terreno. Automaticamente anch�io mi lanciai sui rami, guadagnando una posizione strategica pi� alta, a met� di un torreggiante abete argentato.</p><p>Il rumore morbido delle zampe continuava circospetto sotto di me; quella fragranza cos� ricca era vicinissima. I miei occhi ne localizzarono il movimento e vidi il mantello fulvo dell�enorme felino muoversi di soppiatto lungo l�ampia chioma di un abete rosso, appena al di sotto e a sinistra del mio trespolo. Era grosso, almeno quattro volte pi� di me. Lo sguardo era fisso sul terreno sottostante: anche lui era a caccia. Intercettai l�odore di qualcosa di pi� piccolo, pi� delicato, vicino all�aroma della mia preda, acquattato sotto gli alberi. La coda del puma oscillava spasmodica mentre si preparava a scattare.</p><p>Con un balzo leggero, volai in aria e atterrai sul suo ramo. Quando sent� tremare il legno si volt� di scatto e rugg� di sorpresa e in segno di sfida. Graffi� con una zampata lo spazio fra noi, gli occhi accesi di furia. Mezza accecata dalla sete, ignorai le fauci spalancate e gli artigli uncinati e mi lanciai su di lui, trascinando entrambi sul terreno della foresta.</p><p>Lo scontro non fu granch�.</p><p>L�impatto delle unghie taglienti sulla pelle somigliava a quello di dita carezzevoli. I suoi denti non riuscirono a far presa n� sulla mia spalla n� sul collo. Il suo peso non era niente per me. I miei denti trovarono senza errori la sua gola e la sua resistenza istintiva fu tristemente fragile contro la mia forza. Le mie mascelle si chiusero morbide nel punto preciso in cui si concentrava il flusso di calore.</p><p>Fu semplice come mordere il burro. I miei denti erano rasoi d�acciaio: tagliarono la pelliccia, il grasso e i tendini come se non ci fossero.</p><p>L�odore non era quello giusto, ma il sangue caldo e umido plac� la mia smania, mentre bevevo con bramosia ardente. La resistenza del felino si fece sempre pi� debole e i suoi strepiti si affievolirono in un gorgoglio. Il calore del sangue s�irradi� lungo tutto il mio corpo e mi riscald� fino alla punta delle dita.</p><p>Il puma perse le forze prima che io potessi riprenderle. Dopo averlo dissanguato, la sete divamp� di nuovo e spinsi via la sua carcassa con disgusto. Come potevo essere ancora assetata?</p><p>Mi alzai con un movimento fulmineo. Mi resi conto di essere un mezzo disastro. Mi pulii il viso con il dorso della mano e provai a sistemare il vestito. Gli artigli, inefficaci sulla mia pelle, avevano avuto un certo successo con la seta.</p><p>�Mmm�, disse Edward. Alzai lo sguardo e lo vidi, appoggiato comodamente contro il tronco di un albero, mentre mi osservava pensieroso.</p><p>�Immagino che avrei potuto fare di meglio�. Ero tutta sporca, con i capelli arruffati, il vestito macchiato di sangue e ridotto a brandelli. Edward non tornava dalle battute di caccia ridotto cos�.</p><p>�Te la sei cavata alla grande�, mi rassicur�. �� solo che... stare a guardarti � stato molto pi� difficile di quanto immaginassi�.</p><p>Alzai le sopracciglia, confusa.</p><p>�Non � da me lasciarti lottare contro un puma. Ho rischiato un attacco d�ansia per tutto il tempo�.</p><p>�Che scemo�.</p><p>�Lo so. Le abitudini sono dure a morire. Ma apprezzo le migliorie al tuo vestito�.</p><p>Se avessi potuto arrossire, l�avrei fatto. Cambiai argomento. �Perch� ho ancora sete?�.</p><p>�Perch� sei giovane�.</p><p>Sospirai. �E non credo che ci siano altri puma nelle vicinanze�.</p><p>�Per� � pieno di cervi�.</p><p>Feci una smorfia. �Non hanno un profumo cos� buono�.</p><p>�Sono erbivori. L�odore dei carnivori � pi� simile a quello umano�, spieg�.</p><p>�Be�, non proprio�, ribattei provando a non ricordarmene.</p><p>�Se vuoi possiamo tornare indietro�, disse serio, ma c�era una luce ironica nei suoi occhi. �Chiunque fosse, se erano dei maschi forse non avrebbero avuto paura della morte vedendola arrivare per mano tua�. Il suo sguardo si sofferm� di nuovo sul mio vestito sbrindellato. �Nel momento in cui fossi apparsa, avrebbero pensato di essere gi� morti e assunti in paradiso�.</p><p>Alzai gli occhi al cielo e sbuffai. �Andiamo a cacciare qualche erbivoro puzzolente�.</p><p>Sulla strada verso casa trovammo un grosso branco di cervi muli. Edward cacci� insieme a me, ora che ci avevo preso la mano. Io abbattei un grosso maschio, combinando pi� o meno lo stesso disastro che avevo fatto con il puma. Prima che terminassi con il primo, lui ne aveva gi� finiti due, senza neanche un capello fuori posto, n� una macchia sulla camicia immacolata. Inseguimmo il branco sparpagliato e terrorizzato ma, invece di mangiare ancora, osservai attentamente Edward per vedere come riuscisse a cacciare in modo cos� pulito.</p><p>Mi ero sempre lamentata che lui non mi portasse con s� quando andava a caccia, ma in cuor mio ne provavo sollievo. Perch� ero sicura che vederlo sarebbe stato spaventoso. Anzi, orribile. Che vederlo cacciare avrebbe finalmente smascherato la sua natura mostruosa.</p><p>Ovviamente, dalla mia nuova prospettiva di vampira, le cose erano molto diverse. Ma tutto sommato pensai che anche i miei occhi umani sarebbero stati in grado di coglierne la bellezza.</p><p>Era un�esperienza sorprendentemente sensuale osservare Edward a caccia. Il suo scatto fluido era come lo strisciare sinuoso di un serpente; la sua presa cos� sicura, forte, inevitabile; le sue labbra piene erano perfette mentre scoprivano con grazia i denti luccicanti. Era magnifico. Sentii un sussulto improvviso di orgoglio e desiderio. Era <emphasis>mio.</emphasis> Nessuno ci avrebbe separati d�ora in poi. Ero troppo forte perch� mi strappassero dal suo fianco.</p><p>Fu molto veloce. Si volt� verso di me e fiss� curioso la mia espressione gongolante.</p><p>�Passata la sete?�, chiese.</p><p>Scrollai le spalle. �Sei tu che mi hai distratto. Sei molto pi� bravo di me�.</p><p>�Secoli di pratica�. Sorrise. Nei suoi occhi, una deliziosa e sconcertante ombra d�oro color miele.</p><p>�Non pi� di uno�, lo corressi.</p><p>Rise. �Sei soddisfatta per oggi? O vuoi continuare?�.</p><p>�Soddisfatta, credo�. Mi sentivo molto sazia, quasi ubriaca. Non ero sicura di quanto fluido potesse contenere il mio corpo. Il bruciore in gola si era momentaneamente spento. Del resto, sapevo che la sete era una condizione inevitabile della mia nuova vita.</p><p>Ma ne valeva la pena.</p><p>Mi sentivo padrona di me stessa. Forse esageravo, per� il fatto di non aver ucciso nessuno, quel giorno, era una sensazione decisamente positiva. Se ero stata in grado di resistere a un umano estraneo, perch� non potevo cavarmela di fronte al licantropo e alla figlia mezza-vampira che amavo?</p><p>�Voglio vedere Renesmee�, dissi. Ora che la sete era sedata, anche se non cancellata, certe vecchie preoccupazioni tornarono a galla. Volevo riconciliare la sconosciuta che era mia figlia con la creatura che avevo amato fino a tre giorni prima. Era una sensazione strana, sbagliata, non averla pi� dentro di me. A un tratto mi sentii vuota e irrequieta.</p><p>Edward mi tese la mano. La presi e la sua pelle mi sembr� pi� calda di prima. La sua guancia aveva ripreso un filo di colore, le ombre sotto gli occhi erano scomparse.</p><p>Non riuscii a resistere alla tentazione di accarezzare ancora il suo viso. E non una volta sola.</p><p>Dimenticai che stavo aspettando una risposta, mentre fissavo l�oro scintillante dei suoi occhi.</p><p>Era difficile quasi come lo era stato fuggire dall�odore di sangue umano, ma in qualche modo badai a stare attenta, mentre mi allungavo in punta di piedi e lo abbracciavo. Con delicatezza.</p><p>Lui non fu cos� esitante nei movimenti: le sue braccia cinsero i miei fianchi e mi strinsero a lui. Le labbra morbide premettero sulle mie, che non si modellavano pi� attorno alle sue e mantenevano la propria forma.</p><p>Come prima, fu come se il tocco della sua pelle, delle labbra, delle mani, affondasse nella mia pelle, dura e liscia, nelle mie nuove ossa. Fino al centro del mio corpo. Non avevo immaginato che lo avrei potuto amare pi� di prima.</p><p>La mia vecchia mente non sarebbe mai riuscita a contenere tutto quell�amore. Il mio vecchio cuore non avrebbe mai avuto la forza necessaria a sopportarlo.</p><p>Forse quella era la parte di me che avrei amplificato nella mia nuova vita. Come la compassione per Carlisle e la devozione per Esme. Forse non sarei mai stata capace di fare niente di interessante o speciale, come Edward, Alice e Jasper. Forse avrei soltanto amato Edward come nessuno nella storia del mondo aveva mai amato nessun altro.</p><p>Mi andava bene anche cos�.</p><p>Qualche gesto lo ricordavo ancora � passare le dita sui suoi capelli, tracciare il contorno del suo petto � ma altri erano nuovi. Lui era nuovo. Era un�esperienza completamente diversa sentire Edward che mi baciava con forza, senza alcuna paura. Risposi a quella intensit� e all�improvviso cademmo.</p><p>�Ops�, dissi e lui rise sotto di me. �Non volevo assalirti cos�. Tutto okay?�.</p><p>Mi accarezz� il viso. �Direi <emphasis>pi�</emphasis> che okay�. Poi un�espressione perplessa lo sfior�. �Renesmee?�, chiese incerto, cercando di capire che cosa volessi in quel momento. Risposta difficile, perch� volevo tante cose tutte insieme.</p><p>Neanche lui era esattamente contrario a posticipare il viaggio di ritorno e fu difficile pensare a qualcos�altro che non fosse la sua pelle sulla mia... visto che dei vestiti non era rimasto granch�. Ma il ricordo di Renesmee, prima e dopo la nascita, stava diventando sempre pi� simile a un sogno. Sempre pi� improbabile. I miei ricordi di lei erano umani e li avvolgeva un�aura di finzione. Niente che non avessi visto con i miei nuovi occhi, toccato con le mie nuove mani, mi appariva reale.</p><p>Con il passare dei minuti, la certezza che la piccola sconosciuta fosse vera scivolava via.</p><p>�Renesmee�, acconsentii malinconica, e mi rialzai in piedi trascinando Edward con me.</p></section><section><title><p>22</p><p>Promessa</p></title><p>Pensare a Renesmee la riport� al centro della mia mente strana, nuova, spaziosa ma facile alle distrazioni. Troppe domande da fare.</p><p>�Parlami di lei�, insistetti, mentre Edward mi prendeva per mano. La stretta rallent� appena la nostra corsa.</p><p>�� qualcosa di unico al mondo�, rispose e nella sua voce risuon� di nuovo una devozione quasi religiosa.</p><p>Sentii un�acuta fitta di gelosia per quell�estranea. Lui la conosceva e io no. Non era giusto.</p><p>�Quanto somiglia a te? E a me? Be�, a me com�ero prima�.</p><p>�Sembra avere un�equa proporzione di entrambi�.</p><p>�Aveva il sangue caldo�, ricordai.</p><p>�S�. Il suo cuore batte, anche se un po� pi� veloce di quello umano. Anche la sua temperatura � un po� pi� calda. E dorme�.</p><p>�Davvero?�.</p><p>�Abbastanza, per una neonata. Siamo gli unici genitori al mondo che non hanno bisogno di dormire e nostra figlia dorme gi� tutta la notte�, ridacchi�.</p><p>Mi piacque il modo in cui disse <emphasis>nostra figlia.</emphasis> Le parole me la fecero sembrare pi� vera.</p><p>�Ha esattamente lo stesso colore dei tuoi occhi... non sono andati persi, quindi�. Mi sorrise. �Sono cos� belli�.</p><p>�E dai vampiri cos�ha preso?�, chiesi.</p><p>�La sua pelle sembra impenetrabile, pi� o meno come la nostra. Non che qualcuno voglia azzardarsi a verificarlo�.</p><p>Sgranai gli occhi per la sorpresa.</p><p>�� ovvio che nessuno lo far�, mi rassicur�. �Pi� che mangiare, be�, preferisce bere sangue. Carlisle insiste, vuole convincerla a prendere anche qualche pappa per bambini, ma lei non ne vuole sapere. Non posso certo biasimarla, quella roba ha un cattivo odore anche rispetto al cibo umano�.</p><p>Restai a bocca aperta. A sentirlo, sembrava quasi che la bambina parlasse gi�. �Convincerla?�.</p><p>�� intelligente, da non crederci, e progredisce a passi da gigante. Anche se non parla, almeno non ancora, comunica in modo abbastanza efficace�.</p><p>�Come, "non ancora"?�.</p><p>Rallent� l�andatura, lasciandomi il tempo per digerire le sue parole.</p><p>�In che senso comunica in modo efficace?�, domandai.</p><p>�Credo che sar� pi� semplice se lo vedi con i tuoi occhi. � abbastanza complicato da spiegare�.</p><p>Ci pensai su. C�erano tante cose che avevo bisogno di vedere con i miei occhi perch� divenissero reali. Non ero sicura di essere pronta, perci� cambiai argomento.</p><p>�Perch� Jacob � rimasto?�, chiesi. �Come fa a sopportarlo? Perch� mai?�. La mia voce melodiosa trem�. �Perch� deve soffrire ancora?�.</p><p>�Jacob non sta soffrendo�, rispose in un tono diverso e strano. �Anche se non mi dispiacerebbe fargli cambiare umore�, aggiunse a denti stretti.</p><p>�Edward!�, sibilai strattonandolo per fermarlo � con un piccolo brivido di compiacimento alla certezza di esserne capace. �Come puoi dire una cosa del genere? Jacob ha dato <emphasis>tutto</emphasis> per proteggerci! Con quello che gli ho fatto passare!�.</p><p>Il vago ricordo mi fece trasalire di vergogna e senso di colpa. Mi sembrava tanto strano che avessi avuto cos� bisogno di lui. Il senso di vuoto quando lui non c�era era svanito: doveva essere una debolezza umana.</p><p>�Vedrai con i tuoi occhi perch� la penso cos�, mugugn� Edward. �Gli ho dato la mia parola che avr� modo di spiegarsi, ma dubito che la vedrai diversamente da me. Per�, spesso mi sbaglio sui tuoi pensieri, o no?�, strinse le labbra e mi guard�.</p><p>�Spiegare cosa?�.</p><p>Edward scosse la testa. �Ho fatto una promessa. Anche se non sono sicuro di dovergli ancora qualcosa�. Serr� i denti.</p><p>�Edward, non capisco�. La mia testa si riemp� di frustrazione e indignazione.</p><p>Mi sfior� una guancia e sorrise dolcemente quando il mio viso si distese e il desiderio ebbe la meglio sul fastidio. �� pi� difficile di come la fai sembrare, lo so. Me lo ricordo�.</p><p>�Non mi piace sentirmi confusa�.</p><p>�Lo so. Andiamo a casa, cos� potrai vederlo da te�. Ma i suoi occhi percorsero ci� che rimaneva dei miei vestiti e aggrott� le sopracciglia. �Mmm�. Dopo aver pensato mezzo secondo, si sbotton� la camicia bianca e me la offr�.</p><p>�Sono cos� indecente?�.</p><p>Un sorrisetto fu la sua risposta.</p><p>Feci scivolare le braccia nelle maniche e poi l�abbottonai rapida sul corpetto a brandelli. Ovviamente, lui era rimasto a torso nudo... impossibile non distrarsi.</p><p>�Vediamo chi arriva primo�, dissi e poi lo misi in guardia: �Stavolta senza favoritismi!�.</p><p>Mi lasci� la mano con un sorriso. �Dai il via...�.</p><p>Ritrovare la direzione della mia nuova casa fu pi� facile che camminare lungo la vecchia strada di Charlie: il nostro profumo aveva lasciato una scia chiara e facile da seguire, anche alla massima velocit�. Edward mi fu davanti finch� non arrivammo al fiume. Mi arrischiai e spiccai il salto precedendolo, provando a usare la mia forza per batterlo.</p><p>�Ah!�, esultai, quando sentii il mio piede sfiorare l�erba per primo.</p><p>Mentre aspettavo che atterrasse, udii qualcosa di inatteso. Qualcosa di rumoroso e troppo vicino. Un cuore che batteva.</p><p>Edward mi fu accanto nello stesso istante, le mani ben ferme sulle mie spalle.</p><p>�Non respirare�, mi raccomand� inquieto.</p><p>Provai a non andare nel panico, impietrita a met� respiro. I miei occhi erano le uniche cose che si muovevano, giravano d�istinto verso la fonte del rumore.</p><p>Sul confine fra la foresta e il prato dei Cullen, c�era Jacob a braccia conserte, la mascella tesa. Invisibili, nella boscaglia dietro di lui, sentii due cuori pi� grandi e il debole spezzarsi dei rami sotto zampate enormi.</p><p>�Piano, Jacob�, disse Edward. Un ringhio dalla foresta riecheggi� la preoccupazione della sua voce. �Forse non � questo il modo migliore per...�.</p><p>�Pensi che sarebbe meglio lasciarla prima avvicinare alla bambina?�, lo interruppe Jacob. �� pi� sicuro vedere come si comporta con me. Io guarisco in fretta�.</p><p>Era un test per vedere se riuscivo a non uccidere Jacob, prima di provare a non uccidere Renesmee? Ero preda di un genere totalmente assurdo di nausea. Non aveva niente a che fare con lo stomaco, ma solo con la testa. Era un�idea di Edward?</p><p>Lo guardai in faccia, ansiosa; per un momento parve meditare, poi la sua espressione pass� dalla preoccupazione a qualcos�altro. Alz� le spalle e con una decisa sfumatura ostile disse: �Come credi, la gola � tua�.</p><p>Il ringhio che si alz� dalla foresta era furioso, stavolta: Leah, senza dubbio.</p><p>Che gli prendeva? Dopo tutto ci� che avevamo passato, Edward non riusciva a dimostrare un minimo di gentilezza per il mio migliore amico? Avevo pensato, forse stupidamente, che fra lui e Jacob fosse nata una specie di amicizia. Dovevo aver frainteso.</p><p>Ma cosa stava facendo Jacob? Perch� si offriva come test per proteggere Renesmee?</p><p>Tutto ci� non aveva alcun senso per me. Nemmeno se la nostra amicizia fosse sopravvissuta...</p><p>E nel momento in cui i miei occhi incontrarono quelli di Jacob, pensai che forse s�, era cos�. Vedevo ancora il mio migliore amico. Ma non era lui ad aver subito un cambiamento. Come gli apparivo adesso?</p><p>Poi sfoder� quel suo sorriso familiare, il sorriso di uno spirito affine, e capii che la nostra amicizia era intatta. Era proprio come prima, quando passavamo i pomeriggi nel suo garage improvvisato, due amici che ammazzano il tempo insieme. Una cosa semplice e <emphasis>normale.</emphasis> Di nuovo notai che lo strano bisogno di lui che sentivo prima della trasformazione era del tutto sparito. Davanti a me c�era solo un amico, proprio come avrebbe dovuto essere.</p><p>Ma il suo comportamento non aveva senso. Davvero era cos� altruista da volermi proteggere con la sua stessa vita da qualsiasi gesto incontrollato di cui avrei potuto pentirmi, in un�agonia eterna? Questo andava ben oltre il limitarsi a tollerare ci� che ero diventata, o provare miracolosamente a restarmi amico. Jacob era una delle persone migliori che conoscessi, ma accettare tutto questo sarebbe stato troppo per chiunque.</p><p>Il suo sorriso si allarg� ed ebbe un leggero fremito. �Devo dirtelo, Bells. Sei un fenomeno da baraccone�.</p><p>Contraccambiai il sorriso, ritrovando facilmente i vecchi modi di fare. Era una parte di lui che capivo.</p><p>Edward grugn�. �Guardati allo specchio, bastardo�.</p><p>Il vento si alz� alle mie spalle e l�aria sana di cui mi riemp� i polmoni mi permise di parlare. �No, ha ragione. Gli occhi sono proprio strani, vero?�.</p><p>�Super-spaventosi. Ma non brutti come pensavo�.</p><p>�Ehi... grazie per il bel complimento�.</p><p>Alz� gli occhi al cielo. �Sai cosa intendo. Sei ancora tu, be�, pi� o meno. Forse non � tanto una questione d�aspetto... tu <emphasis>sei</emphasis> Bella. Non pensavo di poter sentire ancora la tua presenza�. Sorrise di nuovo, senza alcuna traccia di amarezza o risentimento. Poi ridacchi� e disse: �A ogni modo, penso che mi abituer� presto a quegli occhi�.</p><p>�Davvero?�, chiesi, confusa. Era meraviglioso che fossimo ancora amici, ma non pensavo che avremmo trascorso pi� molto tempo insieme.</p><p>Uno strano sguardo gli attravers� il volto e cancell� il sorriso. Era... colpevole? Poi si rivolse a Edward.</p><p>�Grazie�, gli disse. �Promessa o no, non ero sicuro che riuscissi a non dirglielo. Di solito esaudisci ogni suo desiderio�.</p><p>�Forse spero che si arrabbi e ti strappi la testa�, insinu� Edward.</p><p>Jacob sbuff�.</p><p>�Che succede? Mi state nascondendo un segreto?�, domandai incredula.</p><p>�Ti spiego dopo�, disse Jacob soprappensiero, come se non ne avesse davvero intenzione. Cambi� argomento. �Prima di tutto, diamo inizio allo spettacolo�. Il suo sorriso era un enigma, ora che mi si avvicinava lentamente.</p><p>Ci fu un guaito di protesta dietro di lui, poi il corpo grigio di Leah sbuc� dagli alberi. Seth, pi� alto, color sabbia, era proprio dietro di lei.</p><p>�Tranquilli, ragazzi�, disse Jacob. �Statene fuori�.</p><p>Con mia gioia non lo ascoltarono, lo seguirono e basta, un po� pi� piano.</p><p>Il vento, ora assente, non poteva soffiarmi via il suo odore.</p><p>Si avvicin� abbastanza da permettermi di percepire il calore del suo corpo nell�aria. La mia gola bruci� in risposta.</p><p>�Su, Bells. Fai del tuo peggio�.</p><p>Leah sibil�.</p><p>Non volevo respirare. Non era giusto prendermi un vantaggio cos� pericoloso su Jacob, anche se era lui stesso che me lo offriva. Ma non potevo sottrarmi. C�era un altro modo di avere la certezza che non avrei fatto del male a Renesmee?</p><p>�Il tempo passa, Bella�, scherz� Jacob. �Okay, non tecnicamente, ma � per darti l�idea. Dai, fatti una zaffata�.</p><p>�Tienimi stretta�, dissi a Edward, rannicchiandomi sul suo petto.</p><p>Con le mani mi strinse le braccia.</p><p>Bloccai tutti i muscoli, sperando di poterli mantenere immobili. Decisi di comportarmi, alla peggio, come durante la caccia. In caso di emergenza avrei smesso di respirare e sarei corsa via. Nervosa ma pronta a tutto, abbozzai un breve respiro dal naso.</p><p>Faceva un po� male, ma del resto la mia gola gi� bruciava sorda. L�odore di Jacob non era pi� umano di quello del puma. Nel suo sangue c�era un che di animale che mi disgust� subito. Nonostante il rombo forte e umido del suo cuore fosse invitante, il profumo che lo accompagnava mi fece arricciare il naso. In realt� l�odore rendeva pi� <emphasis>semplice</emphasis> controllare la mia reazione al suono e al calore del suo sangue pulsante.</p><p>Feci un altro respiro e mi rilassai. �Uhm. Ora so quello che intendevano tutti. Tu puzzi, Jacob�.</p><p>Edward scoppi� a ridere e le sue mani scivolarono dalle mie spalle per cingermi la vita. Seth latr� una risatina a bassa voce, in sintonia con Edward; si avvicin� un po�, mentre Leah arretr� di vari passi. Mi accorsi che c�era altro pubblico quando udii lo sghignazzare basso e inconfondibile di Emmett, attutito dalla vetrata che ci divideva.</p><p>�Senti chi parla�, rispose Jacob, tappandosi il naso con un gesto teatrale. Il suo viso non fece una grinza mentre Edward mi abbracciava e nemmeno quando si ricompose e mi sussurr� all�orecchio: �Ti amo�. Jacob continuava a sorridere e basta. Questo mi fece sperare che le cose fra noi potessero andare per il meglio, come non accadeva da troppo tempo. Forse, finalmente potevo essere davvero sua amica perch� lo disgustavo quanto bastava a non amarmi pi� come prima. Forse era proprio quello che ci voleva.</p><p>�Okay, ho superato l�esame, vero?�, dissi. �Ora mi dite qual � questo grande segreto?�.</p><p>L�espressione di Jacob si fece molto nervosa. �Niente di cui tu debba preoccuparti proprio ora�.</p><p>Sentii Emmett che ridacchiava di nuovo... impaziente.</p><p>Avrei insistito, ma oltre a Emmett udii altri suoni: il respiro di sette persone. Un paio di polmoni si muoveva pi� rapidamente degli altri. E un unico cuore sbatteva come le ali di un uccellino, leggero e veloce.</p><p>Cattur� la mia attenzione. Mia figlia era dall�altra parte di quella sottile parete di vetro. Non la vedevo: la luce si rifletteva sulla superficie e rimbalzava come da uno specchio. Potevo solo vedere me stessa e il mio aspetto stranissimo, cos� bianca e immobile, rispetto a Jacob. O rispetto a Edward, impeccabile.</p><p>�Renesmee�, sussurrai. Lo stress mi trasform� di nuovo in una statua. Di certo Renesmee non aveva l�odore di un animale. Rischiavo di metterla in pericolo?</p><p>�Vieni a vedere�, mormor� Edward. �So che sarai bravissima�.</p><p>�Mi aiuterai?�, gli sussurrai fra le labbra immobili.</p><p>�Certo�.</p><p>�Anche Emmett e Jasper, nel caso che...?�.</p><p>�Faremo attenzione, Bella. Non preoccuparti, saremo pronti. Nessuno di noi metterebbe mai in pericolo Renesmee. Rimarrai sorpresa di vedere come ci abbia gi� stregati tutti quanti. Sar� perfettamente al sicuro, non preoccuparti�.</p><p>Il desiderio di vederla, di capire la venerazione con cui ne parlava, sciolse la mia rigidit�. Feci un passo avanti.</p><p>Jacob mi sbarr� la strada, sul volto una maschera di paura.</p><p>�Sei <emphasis>sicuro</emphasis>, succhiasangue?�, domand�, quasi implorandolo. Non l�avevo mai sentito parlare in quel modo a Edward. �La cosa non mi piace. Forse � meglio se aspetta...�.</p><p>�Hai gi� avuto il tuo test, Jacob�.</p><p>Il test era per Jacob?</p><p>�Ma�, inizi� Jacob.</p><p>�Ma niente�, disse Edward, improvvisamente esasperato. �Bella ha bisogno di vedere <emphasis>nostra</emphasis> figlia. Lasciala passare�.</p><p>Jacob mi lanci� uno sguardo strano, turbato, poi si volt� e scatt� per precederci.</p><p>Edward grugn�.</p><p>Non riuscivo a dare un senso a quel battibecco e non riuscivo nemmeno a concentrarmici. Pensavo soltanto alla bambina sfocata dei miei ricordi e lottavo contro la loro nebbia, provando a ricordare come fosse esattamente il suo viso.</p><p>�Pronta?�, disse Edward, con voce di nuovo dolce.</p><p>Annuii nervosa.</p><p>Mi strinse forte la mano nella sua e mi guid� verso casa.</p><p>Mi aspettavano tutti, una fila di sorrisi al tempo stesso accogliente e sulla difensiva.</p><p>Rosalie era vari passi dietro di loro, accanto alla porta. Stava da sola, finch� Jacob non la raggiunse e le si par� davanti, pi� vicino del normale. Non c�era alcun senso di agio in quella vicinanza, anzi, apparivano entrambi turbati da tanta prossimit�.</p><p>Una cosa minuscola sporgeva dalle braccia di Rosalie e sbirciava da dietro Jacob. Immediatamente cattur� la mia attenzione e ogni mio pensiero come nient�altro da quando avevo riaperto gli occhi.</p><p>�� nata solo da due giorni?�, ansimai incredula.</p><p>La bimba-sconosciuta fra le braccia di Rosalie sembrava avere varie settimane, se non mesi. Era grande almeno il doppio rispetto alla piccolina dei miei vaghi ricordi e gi� capace di stare a schiena dritta mentre si allungava verso di me. I suoi capelli luminosi, color del bronzo, ricadevano in boccoli dietro le spalle. I suoi occhi color cioccolato mi esaminarono con un interesse per nulla infantile: era adulto, consapevole e intelligente. Per un attimo alz� una mano verso di me, poi la ritir� per toccare il collo di Rosalie.</p><p>Se il suo viso non fosse stato cos� strabiliante, bello e perfetto, non avrei creduto che fosse la stessa bambina. Mia figlia.</p><p>Ma nei suoi tratti c�era Edward e, nel colore degli occhi e delle guance, me stessa. Anche Charlie era presente, nei riccioli fitti, sebbene il colore fosse quello di Edward. Era nostra. Impossibile, ma vero.</p><p>Eppure, vedere quell�imprevedibile, piccolo essere umano non la rendeva pi� reale. La rendeva ancora pi� fantastica.</p><p>Rosalie le diede un buffetto sul collo e mormor�: �S�, � lei�.</p><p>Gli occhi di Renesmee erano fissi su di me. Poi, come aveva fatto solo qualche secondo dopo la sua nascita violenta, mi sorrise. Un lampo luminoso di denti bianchi piccoli e perfetti.</p><p>Dentro di me indugiavo e feci un passo incerto verso di lei.</p><p>Tutti si mossero velocissimi.</p><p>Emmett e Jasper mi si pararono davanti, spalla a spalla con le mani pronte. Edward mi afferr� da dietro, stringendo di nuovo le dita all�altezza delle mie spalle. Anche Carlisle ed Esme affiancarono Emmett e Jasper, mentre Rosalie indietreggi� verso la porta con Renesmee fra le braccia. Pure Jacob si mosse, mantenendo la sua posizione protettiva di fronte a loro.</p><p>Soltanto Alice rest� al proprio posto.</p><p>�Oh, datele un po� di fiducia�, li rimbrott�. �Non stava per farle niente. Anche voi vorreste guardarla pi� da vicino�.</p><p>Alice aveva ragione. Ero perfettamente padrona di me stessa. E pronta a tutto, a un profumo incredibile e irresistibile, come la scia umana nei boschi. Ma quest�altra tentazione era incomparabile, davvero. La fragranza di Renesmee era un perfetto equilibrio fra il profumo pi� buono e il cibo pi� delizioso. Il dolce aroma vampiresco bastava a evitare che la parte umana straripasse.</p><p>Potevo tenere tutto sotto controllo. Ne ero sicura.</p><p>�Sto bene�, promisi, dando un colpetto alla mano di Edward sul mio braccio. Esitando, aggiunsi: �Ma restate vicini, non si sa mai�.</p><p>Lo sguardo di Jasper era torvo, concentrato. Sapevo che stava misurando il mio livello emotivo e cercai di stabilizzare la calma. Sentii Edward sciogliere la presa mentre leggeva il giudizio di Jasper. Nonostante lo apprendesse di prima mano, Jasper non appariva troppo convinto.</p><p>Quando ud� la mia voce, la bambina fin troppo consapevole si dimen� fra le braccia di Rosalie e si tese verso di me. Riusc� a mostrare un�espressione impaziente.</p><p>�Jazz, Em, state tranquilli. Bella ha tutto sotto controllo�.</p><p>�Edward, il rischio...�, disse Jasper.</p><p>�Minimo. Ascolta, Jasper: durante la caccia ha sentito il profumo di alcuni escursionisti che si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato...�.</p><p>Sentii Carlisle soffocare un respiro scioccato. Il viso di Esme si riemp� all�improvviso di preoccupazione mescolata a compassione. Jasper spalanc� gli occhi, ma annu� appena, come se le parole di Edward rispondessero a qualche domanda nella sua testa. La bocca di Jacob si pieg� in una smorfia di disgusto. Emmett scroll� le spalle. Rosalie sembrava persino meno preoccupata di Emmett, mentre provava a tenere ferma la bambina che si dimenava.</p><p>L�espressione di Alice mi diceva che non si era fatta trarre in inganno. I suoi occhi affilati, concentrati con intensit� bruciante sulla mia camicia in prestito, sembravano pi� preoccupati di cosa avessi combinato al vestito che di tutto il resto.</p><p>�Edward!�, lo riprese Carlisle. �Come hai potuto essere tanto irresponsabile?�.</p><p>�Lo so, Carlisle, lo so. Sono stato uno stupido. Prima di lasciarla andare sola avrei dovuto assicurarmi che fossimo in una zona sicura�.</p><p>�Edward�, mugugnai a disagio per il modo in cui mi fissavano. Sembravano curiosi di vedere quanto brillasse il rosso nei miei occhi.</p><p>�Bella, i rimproveri di Carlisle li merito tutti�, disse Edward con un sorriso. �Ho commesso un grosso errore. Il fatto che non abbia mai conosciuto nessuno forte come te non cambia le cose�.</p><p>Alice alz� gli occhi al cielo. �Bella battuta, Edward�.</p><p>�Non stavo scherzando. Stavo spiegando a Jasper perch� so che Bella pu� mantenere il controllo. Non � colpa mia se avete tirato troppo presto le conclusioni�.</p><p>�Aspetta�, Jasper rest� a bocca aperta. �Non ha attaccato gli umani?�.</p><p>�Stava per farlo�, disse Edward, palesemente felice di poterlo raccontare. Io serrai i denti. �Era completamente concentrata sulla caccia�.</p><p>�E che cosa � successo?�, s�intromise Carlisle. I suoi occhi si erano fatti improvvisamente luminosi e un sorriso affascinato gli si stava formando sul viso. Come prima, quando aveva voluto i dettagli sulla trasformazione. Il brivido di avere nuove informazioni.</p><p>Edward si sporse verso di lui, animato. �Mi ha sentito dietro di s� e ha reagito per difendersi. Appena si � accorta che la stavo inseguendo, ha distolto l�attenzione dal sangue. Non avevo mai visto niente di simile. In un istante ha capito cosa stava accadendo e allora... <emphasis>ha trattenuto il respiro ed � scappata</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Accidenti�, mormor� Emmett. �Davvero?�.</p><p>�Ha tralasciato qualcosa�, mugugnai, pi� imbarazzata di prima. �Per esempio che gli ho ringhiato contro�.</p><p>�Vi siete dati un paio di fendenti come si deve?�, chiese Emmett eccitato.</p><p>�No! Ovviamente no�.</p><p>�No, davvero? Non l�hai attaccato?�.</p><p>�Emmett!�, protestai.</p><p>�Ah, che occasione sprecata�, si lament� Emmett. �Probabilmente sei l�unica che potrebbe batterlo, perch� non pu� entrarti nella testa per imbrogliare, e avevi anche la scusa perfetta�. Sghignazz�. �Muoio dalla voglia di vedere come farebbe senza il suo vantaggio�.</p><p>Lo fissai gelida. �Non potrei mai�.</p><p>Lo sguardo accigliato di Jasper cattur� la mia attenzione; sembrava ancora pi� turbato di prima.</p><p>Edward sfior� leggermente la spalla di Jasper con un pugno scherzoso. �Capisci che voglio dire?�.</p><p>�Non � naturale�, brontol� Jasper.</p><p>�Avrebbe potuto attaccarti... Ha solo poche ore!�, lo rimprover� Esme, con la mano sul cuore. �Avremmo dovuto accompagnarvi�.</p><p>Non stavo pi� prestando molta attenzione, adesso che Edward era andato oltre lo scherzo iniziale. Fissavo la bambina meravigliosa che, sulla porta, mi guardava. Le manine piene di fossette si tendevano verso di me come se sapesse esattamente chi fossi. Anche le mie mani, automaticamente, le andarono incontro imitandola.</p><p>�Edward�, dissi piegandomi verso Jasper per vederla meglio. �Posso?�.</p><p>Jasper, che serrava i denti, non si mosse.</p><p>�Jazz, questo non ha niente a che fare con ci� che hai visto finora�, disse Alice tranquilla. �Fidati di me�.</p><p>I loro sguardi s�incrociarono per un breve istante, poi Jasper annu�. Mi fece strada, ma mi pos� una mano sulla spalla e mi segu� mentre pian piano mi avvicinavo.</p><p>Muovevo i passi concentrata al massimo, analizzando il mio umore, l�arsura, la posizione degli altri attorno a me. Quanto mi sentivo forte e se sarebbero stati in grado di frenarmi. Fu una lenta processione.</p><p>Poi la bambina, che non aveva smesso un attimo di agitarsi e sporgersi dalle braccia di Rosalie, con un�espressione sempre pi� irritata, emise un lamento forte e squillante. Tutti reagirono come se anche loro sentissero per la prima volta la sua voce.</p><p>Sciamarono attorno a lei in un secondo e mi lasciarono da sola, impietrita sul posto. Il suono del pianto di Renesmee penetr� dritto dentro me, arpionandomi a terra. I miei occhi pungevano in modo stranissimo, come volessero sciogliersi in lacrime.</p><p>Sembrava che tutti la toccassero per accarezzarla e rassicurarla. Tutti tranne me.</p><p>�Che problema c��? Si � fatta male? Che cosa � successo?�.</p><p>La voce di Jacob era quella pi� alta e spiccava ansiosa fra le altre. Lo guardai scioccata mentre si avvicinava a Renesmee e poi terrorizzata quando Rosalie gliela cedette senza resistenze.</p><p>�No, sta bene�, lo rassicur� Rosalie.</p><p>Rosalie rassicurava Jacob?</p><p>Renesmee and� fra le braccia di Jacob piuttosto di buon grado, premendo la manina contro la sua guancia, poi si dimen� per tornare da me.</p><p>�Lo vedi?�, gli disse Rosalie. �Vuole andare da Bella�.</p><p>�Vuole me?�, mormorai.</p><p>Gli occhi di Renesmee � i miei occhi � mi fissavano smaniosi.</p><p>Edward torn� al mio fianco con un balzo. Pos� le mani delicatamente sulle mie braccia e mi spinse in avanti.</p><p>�Ti sta aspettando da quasi tre giorni�, disse.</p><p>Eravamo a pochi passi da lei. Sembrava emettere ondate improvvise di calore, nell�impazienza di toccarmi.</p><p>O forse era Jacob che stava tremando. Notai le sue mani agitarsi mentre mi avvicinavo. Tuttavia, da tantissimo tempo non lo vedevo con un�espressione cos� serena.</p><p>�Jake... sto bene�, gli dissi. Mi dava il panico vedere Renesmee fra le sue mani tremanti, ma cercai di mantenere il controllo.</p><p>Mi guard� torvo, di sottecchi, come se il pensiero di Renesmee fra le mie braccia lo riempisse di panico.</p><p>Renesmee frign� irrequieta e si avvicin�, le manine strette a pugno.</p><p>All�improvviso dentro di me scatt� qualcosa. Il suono del suo pianto, la familiarit� dei suoi occhi, il modo in cui sembrava ancora pi� impaziente di me di quel ricongiungimento, tutto s�intesseva nel pi� naturale dei ricami, mentre lei tentava di afferrare l�aria fra noi. All�improvviso Renesmee divenne assolutamente reale e <emphasis>ovviamente</emphasis> la riconobbi. Fu perfettamente naturale fare l�ultimo passo e raggiungerla, mettendo le mani al posto giusto mentre l�attiravo con dolcezza a me.</p><p>Jacob tese le lunghe braccia per lasciarmela cullare, senza per� mollare la presa. Ebbe un piccolo brivido quando ci sfiorammo. La sua pelle, che era sempre stata cos� calda, ora mi sembrava una fiamma viva. Aveva quasi la stessa temperatura di Renesmee. Forse un paio di gradi di differenza.</p><p>Renesmee appariva indifferente, o quantomeno abituata, al freddo della mia pelle.</p><p>Mi guard� e sorrise di nuovo, mostrando i dentini squadrati e le due fossette. Poi, con un gesto deciso, allung� le mani verso il mio viso.</p><p>Nello stesso istante, tutte le mani che mi toccavano strinsero la presa, anticipando la mia reazione. Me ne accorsi appena.</p><p>Ero senza fiato, sbalordita e spaventata dall�immagine strana e allarmante che mi aveva occupato la mente. <emphasis>Sembrava</emphasis> un ricordo potentissimo e lo percepivo mentalmente senza che mi oscurasse la vista, ma mi era totalmente ignoto. Lo contemplai mentre Renesmee mi guardava trepidante e cercai di capire cosa stesse accadendo, lottando disperatamente per mantenere la calma.</p><p>Oltre a essere sconvolgente e sconosciuta, l�immagine era anche sbagliata, in qualche modo. Riconobbi chiss� come il mio viso, il mio vecchio viso, ma era strano, capovolto. Capii all�istante che lo stavo guardando come lo vedevano gli altri, anzich� riflesso.</p><p>Il volto del ricordo era deforme, distrutto, coperto di sudore e sangue. Tuttavia, la mia espressione si apr� in un sorriso adorante; gli occhi marroni brillavano cerchiati da occhiaie profonde. L�immagine si allarg�, il mio viso si fece pi� vicino allo sguardo dell�osservatore nascosto e svan� di colpo.</p><p>La mano di Renesmee scivol� dalla mia guancia. Mi fece un grande sorriso e mostr� di nuovo le fossette.</p><p>L�unico rumore nella stanza era il battito dei cuori. Nessuno, a parte Jacob e Renesmee, respirava. Il silenzio si amplific�, come fossero tutti in attesa che dicessi qualcosa.</p><p>�Cosa �... <emphasis>stato</emphasis>?�, riuscii a farfugliare.</p><p>�Cosa hai visto?�, domand� curiosa Rosalie, appoggiandosi a Jacob, che sembrava al tempo stesso molto concentrato e molto fuori luogo. �Cosa ti ha mostrato?�.</p><p>�� stata <emphasis>lei</emphasis> a mostrarmelo?�, sussurrai.</p><p>�Te l�ho detto che era difficile da spiegare�, mi mormor� Edward all�orecchio. �Ma come mezzo di comunicazione � efficacissimo�.</p><p>�Cos�era?�, chiese Jacob.</p><p>Battei varie volte le palpebre. �Uhm. Ero io. Credo. Ma avevo un aspetto orribile�.</p><p>�� l�unico ricordo che ha di te�, spieg� Edward. Ovviamente anche lui aveva visto ci� che mi aveva mostrato Renesmee nei suoi pensieri. Era ancora turbato, la voce roca per aver rivissuto quel ricordo. �Voleva dirti che ha capito, che ti riconosce�.</p><p>�Ma come ha fatto?�.</p><p>Renesmee non sembrava preoccupata dei miei occhi trasecolati. Abbozzava un sorriso tirandomi una ciocca di capelli.</p><p>�Come faccio io a sentire i pensieri? Come fa Alice a vedere il futuro?�, rispose retorico Edward, che scroll� le spalle. �Ha un dono�.</p><p>�� un interessante capovolgimento�, disse Carlisle a Edward. �Sembra che faccia esattamente l�opposto di ci� che sai fare tu�.</p><p>�Interessante�, concord� Edward. �Chiss� se...�.</p><p>Sapevo che si stavano perdendo in speculazioni, ma non me ne preoccupai. Rimasi a fissare il volto pi� bello del mondo. Era calda fra le mie braccia e mi ricordava il momento in cui le tenebre avevano quasi vinto, quando non era rimasto niente al mondo a cui aggrapparsi. Niente che fosse abbastanza solido da tirarmi fuori dall�oscurit� schiacciante. Il momento in cui avevo pensato a Renesmee e avevo trovato qualcosa che mai mi sarei lasciata rubare.</p><p>�Anch�io mi ricordo di te�, le dissi tranquilla.</p><p>Mi sembr� molto naturale sporgermi verso di lei e premere le labbra sulla sua fronte. Aveva un profumo meraviglioso. Un profumo che mi faceva bruciare la gola, ma ignorarlo era semplice. Non sminu� la gioia del momento. Renesmee era reale, la riconoscevo. Era la stessa per cui avevo lottato fin dall�inizio. La mia piccola brontolona, quella che aveva iniziato a volermi bene gi� dentro di me. Mezza Edward, perfetta e adorabile. Mezza me... il che, a sorpresa, la migliorava anzich� penalizzarla.</p><p>Avevo fatto bene. Valeva la pena di aver combattuto.</p><p>�Sta bene�, mormor� Alice, probabilmente a Jasper. Li sentivo incombere; non si fidavano di me.</p><p>�Non abbiamo sperimentato abbastanza per oggi?�, domand� Jacob, la voce arrochita dallo stress. �Okay, Bella sta andando alla grande, ma non esageriamo�.</p><p>Lo guardai con profonda irritazione. Jasper si spost� irrequieto accanto a me. Eravamo tutti cos� vicini che ogni piccolo movimento appariva enorme.</p><p>�Che problema c��, Jacob?�, gli chiesi. Mi tirai leggermente indietro per non rimettergli Renesmee fra le braccia e lui mi si avvicin� quasi a toccarmi. Solo Renesmee ci divideva.</p><p>Edward gli sibil� contro. �Solo perch� capisco la situazione, non significa che non possa cacciarti, Jacob. Bella si sta comportando in modo straordinario. Non rovinarle questo momento�.</p><p>�E io lo aiuter� a sbatterti fuori, cane�, promise Rosalie, con la voce che ribolliva d�ira. �Ti devo un bel calcio nella pancia�. Ovviamente la relazione fra <emphasis>loro</emphasis> non era affatto cambiata, a meno che non fosse peggiorata.</p><p>Rivolsi a Jacob un�espressione ansiosa e un po� adirata. I suoi occhi erano fissi sul viso di Renesmee. Eravamo tutti talmente pressati che stava toccando almeno sei vampiri diversi contemporaneamente, ma ci� non sembrava neanche infastidirlo.</p><p>Lo stava davvero facendo solo per proteggermi da me stessa? Durante la mia trasformazione, l�alterazione che lui odiava, cosa poteva essere successo per costringerlo ad ammorbidirsi cos� tanto?</p><p>Perplessa, osservavo il suo sguardo su mia figlia. La fissava come... come un cieco che vede il sole per la prima volta.</p><p>�<emphasis>No!</emphasis>�, rantolai.</p><p>I denti di Jasper si strinsero e le braccia di Edward si avvolsero attorno al mio petto come un boa. Nello stesso istante Jacob mi sfil� Renesmee dalle braccia e non provai neanche a tenerla. Perch� la sentivo arrivare: l�esplosione che tutti stavano aspettando.</p><p>�Rose�, dissi fra i denti, con lentezza e precisione. �Prendi Renesmee�.</p><p>Rosalie tese le mani e Jacob le diede subito mia figlia. Entrambi indietreggiarono.</p><p>�Edward, non voglio farti male, quindi, per favore, lasciami andare�.</p><p>Esit�.</p><p>�Mettiti davanti a Renesmee�, gli suggerii.</p><p>Ci pens� un attimo, poi mi liber�.</p><p>Mi chinai in posizione di caccia e feci due passi lenti verso Jacob. �Dimmi che non � vero�, gli ringhiai contro.</p><p>Lui indietreggi� a mani alzate, cercando di farmi ragionare. �Sai che � una cosa che non si pu� controllare�.</p><p>�Stupido <emphasis>imbecille</emphasis>! Come <emphasis>hai potuto</emphasis>? La mia <emphasis>bambina</emphasis>!�<emphasis>.</emphasis></p><p>Mentre lo prendevo di mira, si rifugi� fuori dalla porta d�ingresso, indietreggiando di corsa sui gradini. �Mica l�ho deciso io, Bella!�.</p><p>�L�ho tenuta in braccio <emphasis>una</emphasis> sola volta, e gi� pensi di avere qualche pretesa idiota da lupo su di lei? Lei � <emphasis>mia</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Me ne basta un po��, disse implorante mentre si ritirava attraverso il prato.</p><p>�Pagare prego�, disse Emmett dietro di me. Una piccola parte della mia mente si chiese chi avesse scommesso contro questo risultato. Ma non ci prestai molta attenzione. Ero troppo furiosa.</p><p>�Come hai osato avere l�<emphasis>imprinting</emphasis> con <emphasis>mia</emphasis> figlia? Sei fuori di testa?!�.</p><p>�Non � una cosa volontaria!�, insistette lui, arretrando fra gli alberi.</p><p>Non era pi� solo. I due enormi lupi riapparvero ad affiancarlo. Leah mi abbai� contro.</p><p>In risposta, fra i miei denti vibr� un ringhio terrificante. Il suono mi disturb�, ma non abbastanza da fermarmi.</p><p>�Bella, puoi provare ad ascoltarmi solo per un secondo? Per favore?�, mi preg� Jacob. �Leah, torna indietro!�, aggiunse.</p><p>Leah scopr� i denti, senza muoversi.</p><p>�Perch� dovrei ascoltarti?�, sibilai. La furia si era impadronita di me. Cancellava ogni altra cosa.</p><p>�Perch� eri stata tu a dirmelo. Ti ricordi? Tu mi hai detto che le nostre vite si appartenevano, giusto? Che eravamo una famiglia. Hai detto che era cos� che doveva andare, fra noi. E ora... eccoci. � ci� che volevi�.</p><p>Lo guardai con ferocia. Ricordavo a malapena quelle parole. Ma il mio nuovo e velocissimo cervello era due passi avanti rispetto a una simile assurdit�.</p><p>�Pensi di poter fare parte della mia famiglia come <emphasis>genero</emphasis>!�, strillai. La mia voce fuoriusc� due ottave pi� alta, eppure continuava a sembrare musica.</p><p>Emmett rise.</p><p>�Fermala, Edward�, mormor� Esme. �Non penso che sar� felice di fargli del male�.</p><p>Ma nessuno mi si avvicin�.</p><p>Contemporaneamente, Jacob insistette: �No! Come puoi vederla cos�? � poco pi� che una neonata, maledizione!�.</p><p>�� <emphasis>questo</emphasis> il punto!�, urlai.</p><p>�Ma lo sai anche tu come funziona! Pensi che Edward mi avrebbe lasciato vivo, se fosse stato cos�? Desidero soltanto che lei sia al sicuro e felice. � sbagliato? � cos� diverso da ci� che vuoi tu?�, mi grid�.</p><p>Senza parole, gli risposi con un ringhio acuto.</p><p>�Fantastica, non � vero?�, sentii mormorare Edward.</p><p>�Non l�ha puntato alla gola neanche una minima volta�, annu� Carlisle, meravigliato.</p><p>�Bene, questa l�avete vinta voi�, disse Emmett riluttante.</p><p>�Le starai lontano�, sibilai a Jacob.</p><p>�Non posso!�.</p><p>Fra i denti: �<emphasis>Provaci.</emphasis> A partire da <emphasis>ora</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Non � possibile. Ricordi quanto desideravi che ti fossi vicino, tre giorni fa? E quant�era difficile separarci? � tutto finito per te, vero?�.</p><p>Lo fissai, senza afferrare cosa intendesse.</p><p>�Era lei�, mi disse. �Sin dall�inizio. Dovevamo stare insieme, persino allora�.</p><p>Ricordai e compresi; una piccola parte di me fu sollevata dalla spiegazione di quella follia. Per� il sollievo, chiss� perch�, non fece che aumentare la rabbia. Pensava di cavarsela cos�? Che quell�unico breve chiarimento mi avrebbe tranquillizzata?</p><p>�Scappa finch� puoi�, lo minacciai.</p><p>�Dai, Bells! Anch�io piaccio a Nessie!�, insistette.</p><p>Mi raggelai. Smisi di respirare. Alle mie spalle, avvertii il silenzio innaturale della reazione ansiosa degli altri.</p><p>�Come l�hai... <emphasis>chiamata</emphasis>?�<emphasis>.</emphasis></p><p>Jacob fece un passo indietro e riusc� a sembrare impacciato. �Be��, mugugn�, �il nome che le hai dato � un po� difficile da pronunciare e...�.</p><p>�Hai dato a mia figlia il soprannome del <emphasis>Mostro di Loch Ness</emphasis>?�, strillai.</p><p>E mi avventai sulla sua gola.</p></section><section><title><p>23</p><p>Ricordi</p></title><p>�Mi dispiace, Seth. Sarei dovuto intervenire prima�.</p><p>Edward si stava di nuovo scusando e non pensavo che fosse n� giusto n� opportuno. Dopo tutto, non era stato Edward ad aver perso le staffe, senza alcun motivo. Non era stato Edward ad aver provato a staccare la testa a Jacob � il quale non si era neanche trasformato per proteggersi � e accidentalmente ad aver rotto spalla e clavicola a Seth, corso a dividerci. Non era stato Edward ad aver quasi ucciso il suo migliore amico.</p><p>Non che il migliore amico non avesse un paio di cose di cui giustificarsi, ma, ovviamente, in nessun modo Jacob avrebbe potuto mitigare la mia reazione.</p><p>Forse ero <emphasis>io</emphasis> quella che doveva chiedere scusa, no? Ci riprovai.</p><p>�Seth, io...�.</p><p>�Non ti preoccupare, Bella. Sto benissimo�, rispose Seth nello stesso momento in cui Edward diceva: �Bella, amore, nessuno ti sta giudicando. Ti stai comportando tanto bene�.</p><p>Non mi avevano ancora lasciato finire una frase.</p><p>A peggiorare ulteriormente le cose, Edward non riusciva a smettere di sorridere. Sapevo che Jacob non meritava la mia reazione esagerata, ma era chiaro che Edward ci trovava una qualche soddisfazione. Forse anche lui avrebbe voluto essere un neonato, per poter dare sfogo fisico alla sua irritazione verso Jacob.</p><p>Provai a cancellare del tutto la rabbia dal mio organismo, ma fu difficile, sapendo che Jacob era fuori con Renesmee proprio in quel momento. Per proteggerla da me, la neonata pazza.</p><p>Carlisle assicur� la steccatura al braccio di Seth, che fece una smorfia.</p><p>�Scusa, scusa�, farfugliai, certa che non sarei mai riuscita a chiedere perdono come avrei dovuto.</p><p>�Niente paranoie, Bella�, disse Seth e mi diede un buffetto sul ginocchio con la mano buona, mentre Edward dall�altra parte mi accarezzava il braccio.</p><p>Seth non sembrava infastidito dalla mia presenza accanto a lui, sul divano, mentre Carlisle lo curava. �Torner� normale in mezz�ora�, continu�, dandomi altri colpetti sul ginocchio, ignorandone la consistenza dura e fredda. �Chiunque avrebbe fatto la stessa cosa, con Jake e Ness...�. S�interruppe a met� parola e cambi� subito argomento. �Voglio dire, almeno non mi hai morso o niente del genere. Quella s� che sarebbe stata una schifezza�.</p><p>Sprofondai il viso fra le mani e tremai all�idea della possibilit� concreta che ci� fosse successo. Sarebbe potuto accadere molto facilmente. I licantropi non reagivano al veleno dei vampiri nello stesso modo degli umani, l�avevo appena scoperto. Per loro era veleno vero e proprio.</p><p>�Sono crudele�.</p><p>�E invece no. Io avrei...�, cominci� Edward.</p><p>�Smettila�, sospirai. Non volevo che si assumesse la colpa anche di questo, come aveva sempre fatto.</p><p>�Per fortuna Ness... Renesmee non � velenosa�, disse Seth dopo un attimo di silenzio imbarazzato. �Perch� mordicchia Jake in continuazione�.</p><p>Lasciai andare le mani. �Davvero?�.</p><p>�S�. Ogni volta che lui e Rosalie sono un po� lenti a darle da mangiare. Rose lo trova molto divertente�.</p><p>Lo guardai, scioccata e con un certo senso di colpa, perch� dovevo ammettere che questo mi faceva piacere in un modo leggermente capriccioso.</p><p>Ovviamente, sapevo gi� che Renesmee non era velenosa. Ero stata la prima a essere morsa. Non feci per� questa osservazione ad alta voce, visto che fingevo di non ricordare gli eventi pi� recenti.</p><p>�Bene, Seth�, disse Carlisle, alzandosi e indietreggiando. �Penso sia tutto ci� che posso fare. Prova a non muoverti per... be�, qualche ora, credo�. Ridacchi�. �Mi piacerebbe che curare gli umani desse gratificazioni altrettanto istantanee�. Pass� la mano sui capelli neri di Seth. �Non ti muovere�, gli ordin�, poi scomparve al piano di sopra. Sentii chiudersi la porta del suo studio e mi chiesi se avessero gi� rimosso le tracce del mio passaggio l� dentro.</p><p>�Magari ce la faccio a rimanere fermo per un po��, acconsent� Seth dopo che Carlisle se n�era gi� andato, poi sbadigli�. Con cautela, attento a non torcere la spalla, poggi� la testa sul divano e chiuse gli occhi; un secondo dopo, la sua bocca si rilass� completamente.</p><p>Guardai accigliata il suo volto pacifico per un altro minuto. Come Jacob, Seth sembrava avere il dono di addormentarsi quando voleva. Certa che per un po� non sarei stata in grado di scusarmi, mi alzai. Il movimento non urt� minimamente il divano. Tutto ci� che era fisico era semplicissimo. Ma il resto...</p><p>Edward mi segu� verso la vetrata e mi prese la mano.</p><p>Leah camminava avanti e indietro lungo il fiume, fermandosi in continuazione per guardare la casa. Era facile capire quando cercava il fratello e quando me: alternava sguardi ansiosi a occhiate assassine.</p><p>Udivo Jacob e Rosalie che, sui gradini della veranda, battibeccavano sottovoce sui turni per dare da mangiare a Renesmee. Il loro antagonismo non si era placato e l�unica cosa su cui si trovavano d�accordo era che dovevo restare lontana dalla bambina finch� non mi fossi ripresa al cento per cento dagli sbalzi d�umore. Edward si era opposto, ma li avevo lasciati fare. Anch�io volevo esserne sicura. Ero preoccupata, per�, che la stima che facevo io di questo cento per cento e quella loro divergessero di parecchio.</p><p>A parte il loro bisticcio, il respiro lento di Seth e lo sbuffare infastidito di Leah, era tutto molto silenzioso. Emmett, Alice ed Esme erano a caccia. Jasper era rimasto a casa per sorvegliarmi. Se ne stava discreto dietro il montante della scala, cercando di non infastidirmi.</p><p>Approfittai di quella calma per pensare a tutte le cose che Edward e Seth mi avevano spiegato mentre Carlisle steccava il braccio di quest�ultimo. Mi ero persa un sacco di novit� mentre bruciavo e quella era la prima vera occasione di capirci qualcosa.</p><p>La notizia pi� importante era la fine della faida con il branco di Sam, il motivo per cui gli altri si sentivano di nuovo liberi di andare e venire come volevano. L�armistizio si dimostrava pi� solido che mai. O pi� fastidioso, secondo i punti di vista.</p><p>Fastidioso perch� la pi� sacra di tutte le leggi del branco era che nessun lupo poteva uccidere per nessun motivo l�oggetto dell�imprinting di un altro lupo. L�infrazione di questa legge, consapevole o accidentale che fosse, non ammetteva il perdono e i lupi coinvolti avrebbero combattuto fino alla morte; non c�era alternativa. Era accaduto tanto tempo prima, mi raccont� Seth, ma si era trattato di un incidente. Nessun lupo avrebbe mai distrutto intenzionalmente un fratello in quel modo.</p><p>Perci� Renesmee era intoccabile, per via di quello che Jacob provava per lei. Provai a concentrarmi sul sollievo che ci� avrebbe dovuto comportare, piuttosto che sul disappunto, ma non fu facile. La mia mente era abbastanza spaziosa da provare intensamente entrambe le emozioni.</p><p>E Sam doveva accettare la mia trasformazione senza arrabbiarsi, perch� Jacob, in qualit� di vero alfa, l�aveva permessa. Che amarezza, rendermi conto ancora una volta di quanto dovevo a Jacob, mentre il mio unico desiderio era di arrabbiarmi con lui.</p><p>Con uno sforzo di volont� diedi un nuovo indirizzo ai miei pensieri, per tenere a bada le emozioni. Riflettei su un altro fenomeno interessante: bench� il silenzio fra i due branchi proseguisse, Jacob e Sam avevano scoperto che gli alfa potevano parlarsi quando erano entrambi in forma di lupo. Non potevano sentire uno i pensieri dell�altro come prima della scissione, per�. Secondo Seth, somigliava pi� a una conversazione ad alta voce. Sam poteva sentire solo i pensieri che Jacob voleva condividere, e viceversa. E, ora che avevano ripreso i rapporti, avevano scoperto di poter comunicare anche a distanza.</p><p>Se n�erano accorti soltanto quando Jacob era andato da solo � malgrado le obiezioni di Seth e Leah � a spiegare a Sam di Renesmee. Era stata l�unica occasione in cui aveva lasciato da sola la bimba, dal primo sguardo che aveva posato su di lei.</p><p>Appreso che la situazione era cambiata, Sam era tornato con Jacob per parlare a Carlisle. Si erano incontrati in forma umana (Edward si era rifiutato di lasciarmi per fare da traduttore) e avevano rinnovato il patto. Non credo, per�, che lo spirito fosse amichevole come un tempo.</p><p>Una grossa preoccupazione in meno.</p><p>Ma ce n�era un�altra che, per quanto non fosse pericolosa come un branco di lupi arrabbiati, mi sembrava molto pi� urgente.</p><p>Charlie.</p><p>Aveva parlato con Esme, quel mattino, ma ci� non lo aveva dissuaso dal chiamare di nuovo, due volte, appena qualche minuto prima, mentre Carlisle medicava Seth. Carlisle ed Edward avevano lasciato squillare il telefono a vuoto.</p><p>Qual era la mossa pi� giusta da fare? Avevano ragione i Cullen? Il modo migliore, il meno crudele, era dirgli che ero morta? Sarei stata in grado di fingere, immobile in una bara, mentre lui e mia madre piangevano per me?</p><p>Non mi sembrava giusto. Ma rischiare che Charlie o Ren�e restassero vittime dei Volturi e della loro ossessione per la segretezza era del tutto fuori discussione.</p><p>Un�idea ce l�avevo: permettere a Charlie di vedermi, quando fossi stata pronta, e lasciare che si creasse le sue spiegazioni di comodo. Tecnicamente, le regole dei vampiri sarebbero state rispettate. Non era meglio per Charlie sapere che ero viva � pi� o meno � e felice? Per quanto mi trovasse strana, diversa e probabilmente spaventosa?</p><p>I miei occhi, in particolare, ora come ora erano troppo terrificanti. Quanto avrei dovuto aspettare, prima che i miei occhi e il mio autocontrollo fossero pronti per Charlie?</p><p>�Che c��, Bella?�, chiese Jasper tranquillo, leggendo la mia tensione crescente. �Nessuno � arrabbiato con te�, un ringhio basso dal fiume lo contraddisse, ma lui lo ignor�, �n� sorpreso, in verit�. Be�, no, in effetti ci hai sorpresi eccome. Non pensavamo che fossi capace di uscirne tanto velocemente. Sei stata brava. Molto pi� di quanto ci si aspettasse�.</p><p>Mentre parlava, la stanza si fece molto tranquilla. Il respiro di Seth era diventato un basso ronfare. Mi sentii pi� in pace, ma non dimenticai le mie ansie.</p><p>�Stavo pensando a Charlie, in realt�.</p><p>Il battibecco di fronte a casa cess�. �Ah�, mormor� Jasper.</p><p>�Dobbiamo partire sul serio, vero?�, domandai. �Per un po�, come minimo. Fingere che siamo ad Atlanta, o qualcosa del genere�.</p><p>Sentivo lo sguardo di Edward fisso sul mio viso, ma osservai Jasper, che mi aveva risposto con quel tono grave.</p><p>�S�. � l�unico modo per proteggere tuo padre�.</p><p>Rimuginai per un attimo. �Mi mancher� moltissimo. Mi mancheranno tutti quelli di qui�.</p><p><emphasis>Jacob</emphasis>, pensai, mio malgrado. Anche se, con mio grande sollievo, il desiderio che ci univa era sia svanito che chiarito, era ancora mio amico. Uno che aveva conosciuto la vera me stessa e l�aveva accettata. Persino in forma di mostro.</p><p>Ripensai alle parole imploranti di Jacob, prima che lo attaccassi. <emphasis>Tu mi hai detto che le nostre vite si appartenevano, giusto? Che eravamo una famiglia. Hai detto che era cos� che doveva andare, fra noi. E ora... eccoci. � ci� che volevi.</emphasis></p><p>Ma non era ci� che volevo. Almeno, non esattamente. Tornai con la memoria ai ricordi deboli e incompleti della mia vita umana. Ai momenti pi� difficili da ricordare: i mesi senza Edward, un periodo talmente cupo che avevo provato a seppellirlo in un angolo della mia mente. Non riuscivo ad articolare le parole giuste; ricordavo solo di aver desiderato che Jacob fosse mio fratello, in modo da poterci voler bene l�un l�altro senza confusione n� dolore. Come una famiglia. Ma non avevo mai inserito una figlia in quel quadretto. Ricordai un altro momento, uno dei miei tanti addii a Jacob, in cui mi ero chiesta ad alta voce con chi sarebbe finito, chi avrebbe dato un senso alla sua vita dopo il male che gli avevo fatto. Chiunque fosse, avevo detto, non sarebbe mai stata degna di lui.</p><p>Sbuffai ed Edward alz� un sopracciglio, incuriosito. Risposi scuotendo la testa.</p><p>Ma per quanto potessi sentire la mancanza del mio amico, sapevo che c�era un problema pi� grande. Sam, Jared e Quil erano mai stati un giorno intero senza vedere Emily, Kim e Claire, gli oggetti delle loro fissazioni? Potevano farlo? Che cosa avrebbe scatenato in Jacob la separazione da Renesmee? Ulteriore sofferenza?</p><p>Ero ancora abbastanza infuriata da sorridere all�idea, non del suo dolore quanto della possibilit� di allontanare Renesmee da lui. Come potevo sopportare che appartenesse a Jacob quando a malapena sentivo che apparteneva a me?</p><p>Il rumore di un movimento nel portico interruppe i miei pensieri. Li sentii alzarsi ed entrare. In quel preciso istante Carlisle scese le scale con le mani piene di cose strane: un metro a nastro, una bilancia. Jasper balz� accanto a me. Come avesse ricevuto un segnale che mi era sfuggito, Leah si sedette fuori con l�espressione di chi attende qualcosa di familiare e noioso al tempo stesso.</p><p>�Devono essere le sei�, disse Edward.</p><p>�Quindi?�, chiesi con gli occhi fissi su Rosalie, Jacob e Renesmee. Erano in piedi nell�ingresso, Renesmee in braccio a Rosalie. Rose sembrava pensierosa. Jacob preoccupato. Renesmee bellissima e impaziente.</p><p>�Ora di misurare Ness... ehm, Renesmee�, spieg� Carlisle.</p><p>�Ah. Lo fai tutti i giorni?�.</p><p>�Quattro volte al giorno�, corresse Carlisle soprappensiero, mentre spingeva gli altri verso il divano. Mi parve di sentir sospirare Renesmee.</p><p>�Quattro volte? Tutti i giorni? Perch�?�.</p><p>�Continua a crescere in fretta�, mi mormor� Edward, la voce forzatamente tranquilla. Mi strinse la mano e con l�altro braccio mi avvolse saldamente la vita, come avesse bisogno di sostegno.</p><p>Non riuscii a distogliere lo sguardo da Renesmee per controllare la sua espressione.</p><p>Lei era perfetta, assolutamente in salute. La pelle splendeva come rilucente alabastro e il colore delle guance era quello dei petali di una rosa. Una bellezza cos� radiosa non poteva avere difetti. Sicuramente l�elemento pi� pericoloso della sua vita era sua madre. O no?</p><p>La differenza fra la neonata a cui avevo dato la vita e la bimba che avevo ritrovato solo un�ora prima sarebbe stata evidente a chiunque. La differenza fra Renesmee un�ora prima e Renesmee in quel momento era sottile. Gli occhi umani non l�avrebbero mai percepita. Ma c�era. Il suo corpo si era leggermente allungato. Appena un po� pi� magro. Il viso non era rotondo, ma lievemente pi� ovale. I boccoli ricadevano un decimo di millimetro pi� gi� lungo le spalle. Si distese di buon grado fra le braccia di Rosalie mentre Carlisle srotolava il metro, che us� prima per misurare la sua lunghezza, poi la circonferenza della testa. Non prese nota: memoria perfetta.</p><p>Notai che Jacob teneva le braccia conserte, strette al petto come quelle di Edward chiuse su di me. Le sue sopracciglia disegnavano una linea netta sopra gli occhi infossati.</p><p>Nel corso di poche settimane, da una singola cellula era maturata una neonata di grandezza normale. Sembrava in procinto di diventare una bambina a pochi giorni dalla nascita. Se quel tasso di crescita si fosse mantenuto... La mia mente di vampira non ebbe problemi con i calcoli.</p><p>�Cosa facciamo?�, sussurrai terrorizzata.</p><p>Le braccia di Edward mi strinsero. Aveva capito perfettamente il senso della domanda. �Non lo so�.</p><p>�Sta rallentando�, farfugli� Jacob fra i denti.</p><p>�Ci vorranno vari giorni di misurazione per tenere d�occhio l�andamento, Jacob. Non posso fare previsioni�.</p><p>�Ieri � cresciuta di cinque centimetri. Oggi meno�.</p><p>�Cinque centimetri meno un decimo, se le misurazioni sono accurate�, disse Carlisle pacato.</p><p>�<emphasis>Devono</emphasis> esserlo, dottore�, disse Jacob e le sue parole furono quasi minacciose. Rosalie s�irrigid�.</p><p>�Tu sai che far� del mio meglio�, lo rassicur� Carlisle.</p><p>Jacob sospir�. �Mi sa che di pi� non posso chiedere�.</p><p>Sentii tornare l�irritazione, come se Jacob mi stesse rubando le battute... e le ripetesse tutte sbagliate.</p><p>Anche Renesmee appariva irritata. Inizi� a divincolarsi e tese imperiosamente la mano verso Rosalie, che si sporse in avanti per lasciarsi sfiorare il viso. Dopo un secondo, sospir�.</p><p>�Cosa vuole?�, domand� Jacob, rubandomi l�ennesima battuta.</p><p>�Bella, ovviamente�, rispose Rosalie e le sue parole mi riscaldarono. Poi mi guard�. �Come ti senti?�.</p><p>�Preoccupata�, confessai ed Edward mi strinse di pi�.</p><p>�Lo siamo tutti. Ma non intendevo questo�.</p><p>�Tutto sotto controllo�, promisi. La sete era scesa in fondo alla classifica delle priorit�. Inoltre, il buon profumo di Renesmee non somigliava a quello del cibo.</p><p>Jacob si morse il labbro ma non fece una mossa per fermare Rosalie mentre mi offriva Renesmee. Jasper ed Edward, pur con qualche esitazione, non si opposero. Vedevo tutta la tensione di Rose e mi chiesi come potesse apparire la stanza a Jasper in quel momento. O forse si stava concentrando cos� tanto su di me da non vedere gli altri?</p><p>Mentre ci sporgevamo l�una verso l�altra, Renesmee si apr� in un sorriso accecante che le illumin� il viso. Prese posto fra le mie braccia senza difficolt�, come fossero fatte apposta per lei. Immediatamente, pos� la manina calda sulla mia guancia.</p><p>Ero preparata, ma trasalii ugualmente al ricordo che proiett� nella mia mente come una visione. Luminoso e colorato, ma al tempo stesso del tutto trasparente.</p><p>Si stava ricordando di me che assalivo Jacob di fronte al prato e di Seth che ci divideva. Aveva visto e sentito tutto con estrema chiarezza. L�elegante predatore che si avventava sulla sua preda come una freccia scagliata dall�arco non mi somigliava. Doveva essere qualcun altro. Mi fece sentire un po� meno colpevole vedere Jacob fermo e indifeso, con le mani alzate. Non gli tremavano.</p><p>Edward ridacchiava, guardando i pensieri di Renesmee insieme a me. Poi, entrambi facemmo una smorfia sentendo lo schianto delle ossa di Seth.</p><p>Renesmee sfoder� il suo sorriso luminoso e la sua memoria visiva segu� Jacob per tutto il caos succeduto allo scontro. Percepii un gusto nuovo in quel ricordo � non esattamente protettivo, pi� possessivo � mentre guardava Jacob. Ebbi la netta impressione che lei fosse <emphasis>contenta</emphasis> che Seth si fosse opposto al mio attacco. Non voleva che Jacob si ferisse. Lui era <emphasis>suo.</emphasis></p><p>�Ah, splendido�, grugnii. �Perfetto�.</p><p>�� solo perch� ha un gusto migliore rispetto a noi�, mi assicur� Edward, la voce indurita dal fastidio.</p><p>�Te l�ho detto che anch�io le piaccio�, mi stuzzic� Jacob dall�altra parte della stanza, gli occhi fissi su Renesmee. Cercava di essere ironico, ma senza convinzione; l�angolo teso del suo sopracciglio non si era rilassato.</p><p>Renesmee mi tocc� il viso impaziente, pretendeva la mia attenzione. Un altro ricordo: Rosalie che le spazzolava dolcemente i riccioli. Una bella sensazione.</p><p>Carlisle e le sue misurazioni: sapeva che doveva stare buona e distesa. Non lo trovava interessante.</p><p>�� come se ti volesse fare un resoconto di tutto ci� che ti sei persa�, mi comment� Edward all�orecchio.</p><p>Il mio naso si arricci� quando mi apparve il ricordo successivo. L�odore che proveniva da una strana tazza di metallo, abbastanza dura da non poterla mordere facilmente, mi riemp� la gola di un bruciore istantaneo. Ahi.</p><p>Renesmee venne subito allontanata dalle mie braccia, immobilizzate dietro la schiena. Non lottai contro Jasper; mi limitai a guardare Edward, spaventata. �Che ho fatto?�.</p><p>Edward guard� Jasper dietro di me, poi ancora me. �Ma stava ricordando di avere sete�, mugugn� corrugando la fronte. �Stava ricordando il sapore del sangue umano�.</p><p>Le braccia di Jasper mi strinsero pi� forte. Parte della mia mente not� che non era cos� sgradevole e men che meno doloroso come sarebbe stato per un umano. Era semplicemente fastidioso. Ero certa di potermi liberare dalla presa, ma preferii non contrastarlo.</p><p>�S�, confermai. �E allora?�.</p><p>Edward mi guard� accigliato per un attimo, poi il suo viso si rilass�. Rise. �E allora niente, a quanto pare. Stavolta sono io ad aver avuto una reazione spropositata. Jazz, lasciala andare�.</p><p>Le mani che mi tenevano si dileguarono. Mi avvicinai a Renesmee appena fui libera. Edward me la restitu� senza esitazioni.</p><p>�Non capisco�, disse Jasper. �� davvero insopportabile�.</p><p>Lo guardai sorpresa mentre usciva a lunghi passi dalla porta posteriore. Leah si mosse per lasciarlo libero di avvicinarsi al fiume, che super� con un balzo.</p><p>Renesmee mi tocc� il collo, ripetendo quella scena come un replay istantaneo. Sentivo le domande nei suoi pensieri, eco delle mie.</p><p>Avevo gi� superato lo shock di questo suo strano, piccolo dono. Lo vedevo come una parte del tutto naturale di lei, quasi prevedibile. Forse, ora che anch�io facevo parte del soprannaturale, avevo abbandonato lo scetticismo.</p><p>Ma cos�aveva di strano Jasper?</p><p>�Torner�, disse Edward, per� non capii se si rivolgeva a me o a Renesmee. �Ha bisogno di stare un po� da solo per riorganizzare il suo punto di vista sulla vita�. C�era un sorriso minaccioso, agli angoli della sua bocca.</p><p>Un altro ricordo umano: Edward che mi diceva che Jasper si sarebbe sentito meglio con se stesso se io "avessi avuto difficolt� ad adattarmi" alla vita da vampira. Argomento della discussione: quante persone avrei ucciso nel mio primo anno da neonata.</p><p>�� arrabbiato con me?�, chiesi tranquilla. Edward sgran� gli occhi. �No. Perch� dovrebbe?�.</p><p>�Allora che problema ha?�.</p><p>�Ce l�ha con se stesso, non con te, Bella. Si preoccupa di... una profezia che si autoavvera, potremmo dire�.</p><p>�In che senso?�, chiese Carlisle precedendomi.</p><p>�Si sta chiedendo se la follia dei neonati sia davvero cos� difficile da controllare come abbiamo sempre pensato, o se invece con il carattere e la concentrazione giusta tutti potrebbero reagire bene come Bella. Persino ora... alcune sue difficolt� permangono perch� crede che certi difetti siano naturali e inevitabili. Forse, chiedendo di pi� a se stesso, potrebbe dimostrarsi anche lui all�altezza. Lo hai costretto a rimettere in discussione parecchi luoghi comuni sulla sua indole, Bella�.</p><p>�Ma non � corretto�, disse Carlisle. �Siamo tutti diversi e a ciascuno toccano prove personali. Forse ci� che sta facendo Bella va oltre il naturale. Forse � il suo dono, per cos� dire�.</p><p>Restai impietrita per la sorpresa. Renesmee avvert� il cambiamento e mi tocc�. Si ricord� l�ultimo secondo e me ne chiese il perch�.</p><p>�Questa � una teoria interessante e piuttosto plausibile�, disse Edward.</p><p>Provai una momentanea delusione. Cosa? Niente vista magica, niente abilit� offensive formidabili come, che so, sparare fulmini e saette dagli occhi o cose del genere? Proprio niente di utile o fico?</p><p>Poi pensai che, se davvero il mio "superpotere" non era altro che un�eccezionale capacit� di autocontrollo, qualcosa voleva pur dire.</p><p>Tanto per cominciare, avevo un dono speciale. Sempre meglio di niente.</p><p>Ma soprattutto, se Edward aveva ragione, potevo lasciarmi alle spalle fin da subito la parte che mi faceva pi� paura.</p><p>E se davvero non fossi stata costretta a comportarmi da neonata, quantomeno a non trasformarmi in una folle macchina assassina? E se avessi potuto stare tranquillamente con i Cullen fin dal primo giorno? Se non avessi dovuto nascondermi da qualche parte per un anno, in attesa di "crescere"? E se, come Carlisle, non avessi mai ucciso neanche una persona? Se avessi potuto essere dal primo istante una buona vampira?</p><p>Avrei potuto vedere Charlie.</p><p>Sospirai non appena la realt� filtr� dalla speranza. In quel momento non potevo vederlo. Gli occhi, la voce, il viso perfetto: che cosa gli avrei raccontato, da che cosa mai avrei potuto cominciare? In cuor mio ero lieta di avere delle scuse per allontanare quel momento perch�, se era vero che desideravo trovare il modo per tenere Charlie nella mia vita, ero altrettanto terrorizzata all�idea del primo incontro con lui. Sapevo che si sarebbe spaventato. Mi chiedevo quale oscura spiegazione si sarebbe dato.</p><p>Ero abbastanza codarda da poter aspettare un anno, finch� i miei occhi non si fossero raffreddati. Una volta diventata indistruttibile, pensavo, non avrei avuto pi� paura.</p><p>�Hai mai visto un talento simile nell�autocontrollo?�, domand� Edward a Carlisle. �Pensi davvero che sia un dono, o magari � solo il frutto di tutta la sua preparazione?�.</p><p>Carlisle scroll� le spalle. �Somiglia un po� a ci� che � sempre stata capace di fare Siobhan, anche se lei non lo giudica un talento�.</p><p>�Siobhan, la tua amica di quel clan irlandese?�, chiese Rosalie. �Non sapevo che avesse una capacit� speciale. Pensavo fosse Maggie la pi� talentuosa della congrega�.</p><p>�S�, anche Siobhan ne � convinta. Ma lei ha il dono di realizzare come un semplice atto di <emphasis>volont�</emphasis> gli obiettivi che si pone. A detta sua, � soltanto buona capacit� organizzativa, ma mi sono sempre chiesto se non fosse qualcosa di pi�. Quando ha incluso Maggie, ad esempio. Liam non era contento del nuovo arrivo, ma Siobhan voleva in tutti i modi che funzionasse, e ha funzionato�.</p><p>Edward, Carlisle e Rosalie si sedettero e continuarono la discussione. Jacob si sistem� vicino a Seth con aria protettiva e un po� annoiata. Da come gli pesavano le palpebre, capii che si sarebbe addormentato in un attimo.</p><p>Ascoltai, ma la mia attenzione si divise. Renesmee continuava a raccontarmi la sua giornata. La tenevo in braccio vicino alla finestra e la cullavo con gesti automatici mentre ci fissavamo negli occhi.</p><p>Mi resi conto che gli altri non avevano alcuna ragione per sedersi. Io ero perfettamente a mio agio in piedi. Era riposante proprio come lo sarebbe stato stiracchiarsi su un letto. Avrei potuto restare in quella posizione per sette giorni senza muovermi, costantemente rilassata.</p><p>Di sicuro si sedevano per abitudine. Gli umani avrebbero notato qualcuno che rimane in piedi per ore senza neanche spostare il peso da un piede all�altro. Proprio in quel momento vidi Rosalie passarsi le dita fra i capelli e Carlisle incrociare le gambe. Movimenti minimi per evitare di rimanere troppo fermi, troppo vampiri.</p><p>Dovevo prestare attenzione ai loro piccoli gesti e iniziare ad allenarmi. Spostai il mio peso sulla gamba sinistra. Mi sentii un po� sciocca.</p><p>Forse volevano soltanto concedermi un po� di tempo sola con la mia bambina, purch� non la mettessi in pericolo.</p><p>Renesmee mi raccont� ogni minuto della giornata e dal tenore delle sue piccole storie sembrava che il suo desiderio di farsi conoscere fosse forte quanto il mio. Era preoccupata che mi fossi persa certe cose: i passeri che avevano zampettato sempre pi� vicini quando Jacob l�aveva tenuta in braccio, immobile, accanto a uno dei grandi abeti; gli uccelli non si sarebbero mai avvicinati cos� tanto a Rosalie. O quella roba bianca disgustosa e insopportabile � pappa per bambini � che Carlisle le aveva messo nella tazza; odorava di fango acido. O la canzone che Edward le aveva canticchiato per cullarla, cos� incantevole che Renesmee me la ripet� due volte; fui sorpresa di ritrovarmi sempre sullo sfondo dei suoi ricordi, perfettamente immobile e piuttosto malconcia. Rabbrividii, ricordando quei giorni dal mio punto di vista. Quel fuoco spaventoso...</p><p>Dopo quasi un�ora, mentre gli altri erano ancora assorti nella loro discussione e Seth e Jacob ronfavano in armonia sul divano, il racconto dei ricordi di Renesmee inizi� a farsi pi� lento. I loro contorni si facevano sempre pi� confusi, le immagini sfocate prima ancora di giungere alla fine. Ero sul punto di chiamare Edward, nel panico � aveva forse qualche problema? � quando le sue palpebre tremolarono e si chiusero. Sbadigli�, le labbra rosa e paffute disegnarono una O e i suoi occhi non si riaprirono.</p><p>La sua mano cadde dal mio viso non appena scivol� nel sonno. Le palpebre erano di color lavanda pallido come le nuvole sottili prima dell�alba. Attenta a non disturbarla, riportai la manina sulla mia pelle e la tenni cos�, per curiosit�. All�inizio non c�era niente ma, dopo qualche minuto, un guizzo di colori simile a uno sciame di farfalle si sparpagli� dai suoi pensieri.</p><p>Ipnotizzata, osservai i suoi sogni. Non seguivano un senso. Erano soltanto colori, forme e visi. Fui lieta di scoprire quante volte il mio volto � entrambi i miei volti, l�umana spaventosa e la magnifica immortale � affiorasse nei suoi pensieri inconsci. Pi� di Edward e Rosalie. Era un testa a testa con Jacob; cercai di non prendermela.</p><p>Per la prima volta capii come aveva fatto Edward a guardarmi dormire, una notte noiosa dopo l�altra, soltanto per sentirmi parlare nel sonno. Avrei potuto osservare i sogni di Renesmee per sempre.</p><p>Il cambiamento di tono di Edward cattur� la mia attenzione quando disse �Finalmente� e si volt� per guardare dalla finestra. Fuori era una notte profonda, violacea, ma ci vedevo bene quanto prima. Niente mi veniva nascosto dall�oscurit�; le cose avevano solo cambiato colore.</p><p>Leah, ancora truce, si alz� e sgattaiol� fra i cespugli quando Alice apparve sull�altra sponda del fiume. Ondeggi� su un ramo come una trapezista, con le punte dei piedi che toccavano le mani, prima di oltrepassare il fiume con un balzo aggraziato. Esme fece un salto pi� tradizionale, mentre Emmett punt� dritto attraverso l�acqua, spruzzandola cos� lontano che gli schizzi colpirono la vetrata. Con mia sorpresa, anche Jasper li seguiva e al confronto i suoi salti, per quanto vigorosi, sembravano deboli, persino delicati.</p><p>L�enorme sorriso che si apr� sul viso di Alice mi era familiare, in maniera bizzarra e opaca. Tutti improvvisamente mi sorrisero: Esme in modo dolce, Emmett emozionato, Rosalie un po� altezzosa, Carlisle bonario, Edward impaziente.</p><p>Alice schizz� nel salone anticipando gli altri, la mano tesa, circondata da una visibile aura di impazienza. Nel palmo della mano teneva una normalissima chiave d�ottone, a cui era stretto un gigantesco fiocco di seta rosa.</p><p>Mi offr� la chiave e automaticamente strinsi la presa su Renesmee con il braccio destro, per aprire la mano sinistra. Alice vi lanci� la chiave.</p><p>�Buon compleanno!�, squitt�.</p><p>Alzai gli occhi al cielo. �Nessuno inizia a contare dal primo giorno di nascita�, le ricordai. �Il primo compleanno � dopo un anno, Alice�.</p><p>Il suo sorriso si fece compiaciuto. �Non stiamo festeggiando il tuo compleanno da vampira. Non ancora. � il 13 settembre, Bella. Buon diciannovesimo compleanno!�.</p></section><section><title><p>24</p><p>Sorpresa</p></title><p>�Non esiste proprio!�. Scossi decisa la testa e lanciai un�occhiata al sorriso furbo sul viso da diciassettenne di mio marito. �No, questo non conta. Ho smesso d�invecchiare tre giorni fa. Avr� per sempre diciotto anni�.</p><p>�Pazienza�, disse Alice liquidando le mie proteste con un�alzata di spalle. �Noi ti festeggiamo comunque, quindi fai la brava�.</p><p>Sospirai. Discutere con Alice era quasi sempre tempo perso.</p><p>Quando mi lesse negli occhi la resa, il ghigno che le aleggiava sulle labbra si dilat� a dismisura.</p><p>�Pronta ad aprire il regalo?�, cantilen�.</p><p>�<emphasis>I regali</emphasis>�, la corresse Edward e sfil� dalla tasca un�altra chiave: pi� lunga, argentata e con un fiocco blu meno vistoso.</p><p>Mi sforzai di non alzare gli occhi al cielo. Avevo capito subito che chiave fosse: quella dell�"auto del dopo". Mi chiesi se dovessi sentirmi emozionata. Non mi pareva che la trasformazione in vampira avesse scatenato in me un�improvvisa passione per le auto sportive.</p><p>�Prima il mio�, disse Alice e fece una linguaccia a Edward immaginandone la risposta.</p><p>�Il mio � pi� vicino�.</p><p>�S�, ma guarda com�� <emphasis>vestita</emphasis>�<emphasis>.</emphasis> Il tono di Alice era quasi lamentoso. �� tutto il giorno che me la sorbisco in questo stato. L�estetica ha la precedenza assoluta�.</p><p>Inarcai le sopracciglia e mi chiesi come intendesse cambiarmi d�abito con una chiave. Aveva riempito il bagagliaio di vestiti?</p><p>�Ce la giochiamo, va bene?�, propose Alice. �Morra cinese�.</p><p>Jasper ridacchi� ed Edward sospir�.</p><p>�Perch� non mi dici subito chi vince? Cos� facciamo prima�, replic� Edward impassibile.</p><p>Alice s�illumin�. �Vinco io. Perfetto�.</p><p>�Tanto mi sa che � meglio se aspetto fino a domani mattina�. Edward mi lanci� un sorriso sghembo e indic� con un cenno Jacob e Seth, pi� collassati che addormentati. Chiss� quante ore insonni avevano trascorso, stavolta. �Credo sarebbe pi� divertente se anche Jacob fosse sveglio per la grande rivelazione, non vi pare? Almeno ci sar� qualcuno in grado di entusiasmarsi come si deve�.</p><p>Gli restituii il ghigno. Mi conosceva bene.</p><p>�Evviva!�, cantilen� Alice. �Bella, affida Ness... Renesmee a Rosalie�.</p><p>�Dove dorme di solito?�.</p><p>Alice si strinse nelle spalle. �In braccio a Rose. O a Jacob. O a Esme. Non la mettono gi� nemmeno un istante, figurati. Diventer� la vampirastra pi� viziata della galassia�.</p><p>Edward rise mentre Rosalie prendeva in braccio Renesmee con gesto esperto. �Allora � anche la vampirastra <emphasis>meno</emphasis> viziata della galassia�, osserv�. �� il bello di essere unici�.</p><p>Rosalie mi rivolse un sorriso in cui ritrovai con piacere il nostro nuovo cameratismo. Non ero sicura di quanto sarebbe durato dopo che la vita di Renesmee non fosse stata pi� legata a doppio filo alla mia, ma forse avevamo lottato fianco a fianco abbastanza a lungo da restare amiche per sempre. Mi ero decisa a fare il passo che avrebbe compiuto lei al posto mio e ci� sembrava aver cancellato tutto il suo risentimento per le altre decisioni che avevo preso.</p><p>Alice mi porse la chiave infiocchettata, poi mi afferr� per il gomito e mi guid� verso la porta posteriore. �Dai, andiamo�, trill�.</p><p>�� qui fuori?�.</p><p>�Pi� o meno�, rispose Alice spingendomi avanti.</p><p>�Spero che il regalo ti piaccia�, disse Rosalie. �� da parte di tutti noi. Soprattutto di Esme�.</p><p>�Ma voi non venite?�, chiesi, notando che nessuno si era mosso.</p><p>�Te lo lasciamo godere in privato�, rispose Rosalie. �Poi ci racconterai...�.</p><p>Emmett esplose in una risata sguaiata che per qualche motivo mi fece venir voglia di arrossire, anche se non capivo bene il perch�.</p><p>In quel momento mi resi conto che in tante cose, l�allergia alle sorprese e una certa idiosincrasia per i regali, per esempio, non ero affatto cambiata. Era un sollievo e allo stesso tempo una rivelazione scoprire quanto della mia natura pi� vera e profonda mi avesse seguito nel mio nuovo corpo.</p><p>Non mi aspettavo di essere ancora me stessa, e nel constatarlo un ampio sorriso mi si dipinse sul volto.</p><p>Sorridevo ancora mentre Alice mi trascinava per il gomito nella notte violetta. Soltanto Edward ci accompagnava.</p><p>�Ecco l�entusiasmo, cos� mi piace�, mormor� Alice in tono d�approvazione. Poi mi lasci� andare il braccio e con due agili balzi salt� dall�altra parte del fiume.</p><p>�Vieni, Bella!�, mi esort� dalla sponda opposta.</p><p>Edward salt� nel momento in cui anch�io mi staccavo da terra. Era divertente proprio come lo era stato nel pomeriggio, forse anche di pi�, perch� la notte rendeva i colori diversi e pi� intensi.</p><p>Alice si diresse verso nord con noi due al seguito. Era pi� facile seguire il frusciare dei suoi piedi sul terreno e la scia fresca del suo odore che cercare di distinguerne l�ombra nel fitto della vegetazione.</p><p>A un tratto, come in risposta a un segnale invisibile, fece dietrofront e schizz� fino al punto dove mi ero fermata.</p><p>�Non attaccarmi�, si raccomand� e balz� verso di me.</p><p>�Che fai?�, chiesi e rabbrividii nel sentire che mi era salita in spalla e mi bendava gli occhi. Resistetti all�impulso di scrollarmela di dosso.</p><p>�Ti copro gli occhi�.</p><p>�Potevo occuparmene io senza bisogno di fare tutto questo teatro�, disse Edward.</p><p>�Non mi fido di te, scommetto che la lasceresti sbirciare. Prendila per mano e guidala�.</p><p>�Alice, io...�.</p><p>�Non preoccuparti, Bella. Fidati�.</p><p>Sentii le dita di Edward intrecciarsi alle mie. �Ancora un briciolo di pazienza, Bella. Fra poco ci lascer� in pace e andr� a scocciare qualcun altro�. Mi spinse avanti. Tenevo il suo passo senza difficolt�, non avevo paura di andare a sbattere contro un albero: tanto, nel caso, sarebbe stato l�albero a farsi male.</p><p>�Per� potresti mostrare un po� d�entusiasmo anche tu, Edward�, lo rimprover� Alice. �Il regalo lo facciamo anche a te�.</p><p>�Hai ragione. Grazie ancora, Alice�.</p><p>�Prego, prego�. D�un tratto la voce prese a vibrarle d�emozione. �Stop. Girala un pochino verso destra. Ecco, cos�. Perfetto. Pronta?�.</p><p>�Pronta�, risposi. C�erano nuovi odori che catturavano la mia attenzione e accrescevano la mia curiosit�, profumi che non appartenevano alla foresta. Caprifoglio. Legna bruciata. Rose. Segatura? Anche qualcosa di metallico. L�odore intenso di terra rivoltata di fresco. Mi tesi verso il mistero.</p><p>Alice scese dalle mie spalle e mi liber� gli occhi.</p><p>Fissai il buio violetto. Al centro di una piccola radura in mezzo alla foresta sorgeva una casetta di pietra, color grigio lavanda alla luce delle stelle.</p><p>Era incastonata cos� perfettamente nel paesaggio da sembrare scaturita direttamente dalla roccia, quasi fosse un�incrostazione naturale. Un muro era coperto da una pianta di caprifoglio che si avvitava oltre il tetto, ricoperto di massicce scandole in legno. In un fazzoletto di giardino, proprio sotto le finestre buie e incassate, fiorivano cespugli di rose tardive. Un piccolo sentiero di pietre piatte, ametista nella luce notturna, conduceva a un pittoresco ingresso ad arco con la porta in legno.</p><p>Strinsi la chiave che tenevo in mano, praticamente sotto shock.</p><p>�Che te ne pare?�, chiese Alice, la voce di nuovo morbida, in perfetta sintonia con l�idillio di quella scena che pareva tolta di peso da un libro di fiabe.</p><p>Aprii la bocca ma non mi usc� alcun suono.</p><p>�Esme ha pensato che ci avrebbe fatto piacere avere un posticino tutto nostro per un po�, ma voleva che restassimo a portata di voce�, mormor� Edward. �E poi per lei ogni scusa � buona per ristrutturare vecchi ruderi. Questa casetta cadeva letteralmente a pezzi, era abbandonata da almeno un secolo�.</p><p>Come imbambolata, non avevo ancora ritrovato l�uso della parola.</p><p>�Non ti piace?�, chiese Alice profondamente delusa. �Cio�, sono sicura che possiamo rifarla, se vuoi. Emmett voleva gi� ampliarla di qualche migliaio di metri quadrati, alzarla di un piano, aggiungere un colonnato e anche una torre, ma Esme ha pensato che vi sarebbe piaciuta di pi� cos�, com�era nel progetto originale�. Parlava veloce adesso, in un tono acuto che sfiorava lo stridulo. �Per� se si � sbagliata non ci mettiamo niente a...�.</p><p>Riuscii a sibilare un �Sssh!�.</p><p>Alice strinse le labbra e rimase in attesa. Mi ci volle qualche secondo per riavermi.</p><p>�Mi regalate una casa per il mio compleanno?�, chiesi in un sussurro.</p><p>�<emphasis>Ci</emphasis> regalano�, corresse Edward. �E poi non � che sia un palazzo da mille e una notte. Insomma, <emphasis>casa</emphasis> � una parola grossa�.</p><p>�Attento a come parli�, mormorai fra i denti.</p><p>Alice s�illumin�. �Allora ti piace�.</p><p>Feci segno di no con la testa.</p><p>�Di pi�?�.</p><p>Annuii.</p><p>�Non vedo l�ora di dirlo a Esme!�.</p><p>�Perch� non � venuta anche lei?�.</p><p>Il sorriso di Alice svan� per un istante, come se le avessi fatto una domanda imbarazzante. �Oh, be�, lo sanno tutti come la pensi sui regali. Non volevano metterti a disagio�.</p><p>�Ma era ovvio che mi sarebbe piaciuta. Voglio dire, come potrei non apprezzare una cosa del genere?�.</p><p>�Saranno felici di saperlo�, comment�, dandomi un paio di buffetti sul braccio. �Bene, la cabina armadio trabocca di roba, fanne buon uso. E... direi che � tutto�.</p><p>�Non vuoi entrare?�.</p><p>Arretr� di qualche passo, con aria casuale. �Edward sa gi� tutto. Io... faccio un salto pi� tardi. Ma chiamami pure, se hai dubbi riguardo all�abbinamento dei vestiti�. Mi scocc� prima uno sguardo indeciso e poi un sorriso. �Jazz vuole andare a caccia. Ci vediamo�.</p><p>E spar� in mezzo agli alberi come un proiettile di velluto.</p><p>�Non capisco�, commentai dopo che l�eco del suo volo si fu spenta del tutto. �Sono talmente <emphasis>difficile</emphasis> che non hanno avuto il coraggio di accompagnarci? Adesso mi sento in colpa. Non ho nemmeno ringraziato Alice come si deve. Forse dovremmo tornare indietro e dire a Esme...�.</p><p>�Bella, ti prego. Nessuno pensa che tu sia difficile�.</p><p>�Allora perch�...�.</p><p>�Volevano lasciarci soli. Fa parte del regalo. Alice ha cercato di dirtelo fra le righe�.</p><p>�Ah�.</p><p>Tanto bast� a far scomparire la casa e tutto il resto. Avremmo potuto essere ovunque. Non vedevo pi� alberi n� pietre, nemmeno le stelle. Solo Edward.�</p><p>�Vieni, ti mostro cos�hanno fatto�, disse, tirandomi per la mano. Non si era accorto della scarica elettrica che si era irradiata nel mio corpo, neanche fosse sangue?</p><p>Di nuovo mi sentii stranamente presa in contropiede da me stessa, in attesa di una reazione che il mio corpo non era pi� in grado di avere. Il mio cuore avrebbe dovuto battere come un maglio sull�incudine, assordante. Avrei dovuto avere il viso in fiamme.</p><p>Avrei anche dovuto essere esausta. Era stato il giorno pi� lungo della mia vita.</p><p>Appena mi resi conto che quel giorno sarebbe durato in eterno, mi venne da ridere. Una risatina sommessa, a denti stretti, traumatizzata.</p><p>�Ti � venuta in mente una barzelletta divertente? Fai ridere anche me�.</p><p>�Non proprio�, risposi, mentre mi lasciavo condurre verso la porticina ad arco. �Pensavo solo che questo � il primo e l�ultimo giorno di... sempre. Non � un concetto che mi entra in testa tanto facilmente, nonostante tutto lo spazio extra che ho a disposizione adesso�. Risi di nuovo.</p><p>Edward ridacchi� con me e mi indic� con un gesto ampio la porta, invitandomi a fare gli onori di casa. Infilai la chiave nella serratura e aprii.</p><p>�Sei un talento naturale, Bella. Al punto che mi dimentico quanto debba apparirti strano tutto questo. Mi piacerebbe riuscire ad ascoltarti�. Allora si pieg� sulle ginocchia e mi prese in braccio, cos� velocemente che non lo vidi nemmeno muoversi... il che era tutto dire.</p><p>�Ehi!�.</p><p>�Portare in braccio la sposa oltre la soglia fa parte dei miei doveri coniugali�, mi ricord�. �Ma dimmi a cosa pensi, sono curioso�. Spinse la porta, che si apr� con un cigolio quasi impercettibile, ed entr� nel piccolo soggiorno in pietra.</p><p>�A tutto�, risposi. �E tutto in una volta, non so se hai presente. Alle cose belle, a quelle nuove e a quelle preoccupanti. A un uragano di superlativi nel cervello. In questo preciso momento sto pensando che Esme � un�artista fatta e finita, � tutto cos� perfetto!�.</p><p>L�interno della casetta sembrava uscito proprio da un libro illustrato. Il pavimento era un patchwork di pietre levigate dal tempo, il soffitto basso era attraversato da lunghe travi a vista (uno alto come Jacob ci avrebbe sicuramente sbattuto la testa), le pareti erano a sezioni di legno e pietra. Nel caminetto all�angolo ardevano ancora i resti di un lento fuoco tremolante: era legna spiaggiata quella che stava finendo di bruciare e le lingue basse di fuoco erano verdi e azzurre di sale.</p><p>L�arredamento era eterogeneo, non un solo pezzo che facesse il paio con un altro, eppure armonioso. Una sedia aveva l�aria vagamente medievale, l�ottomana bassa vicino al camino era in stile moderno, la libreria piena zeppa di fronte alla finestra pi� lontana mi ricordava i set di certi film italiani. Eppure, per qualche motivo, tutti gli elementi s�incastravano alla perfezione, come pezzi di un gigantesco puzzle tridimensionale. Riconobbi anche alcuni dei quadri appesi alle pareti: i miei preferiti fra quelli della grande casa. Tutti originali di valore incalcolabile, senza dubbio, eppure s�intonavano perfettamente all�ambiente, proprio come il resto.</p><p>Era uno di quei posti che ti fanno credere nella magia, dove ti aspetteresti di veder apparire da un momento all�altro Biancaneve con la mela in mano, o un unicorno intento a brucare le rose.</p><p>Edward si era sempre considerato una creatura da racconto dell�orrore, ma sapevo che si sbagliava, e di grosso. Era ovvio che il suo posto fosse <emphasis>l�.</emphasis> Dentro una fiaba.</p><p>E adesso c�ero anch�io, con lui.</p><p>Stavo pensando di approfittare del fatto che si era dimenticato di rimettermi gi� e che l�incanto del suo viso si trovava a pochi centimetri dal mio, quando lo sentii dire: �Meno male che a Esme � venuto in mente di aggiungere una stanza. Nessuno aveva messo in conto Ness... Renesmee�.</p><p>Brutalmente strappata alle mie fantasticherie, mi rabbuiai.</p><p>�Non mettertici anche tu, con quel soprannome�, borbottai.</p><p>�Scusa, tesoro, ma lo leggo in continuazione nella mente altrui. � snervante�.</p><p>Sospirai. Mia figlia, il serpente marino. Forse era inevitabile, ma non intendevo arrendermi.</p><p>�Scommetto che non vedi l�ora di dare un�occhiata alla cabina armadio. Perlomeno � ci� che dir� ad Alice, per farla contenta�.</p><p>�Devo aver paura?�.</p><p>�Al posto tuo io sarei terrorizzato�.</p><p>Mi condusse lungo uno stretto corridoio di pietra con il soffitto ad archetti, come in un castello in miniatura.</p><p>�Questa � la stanza di Renesmee�, disse indicando con un cenno del mento una camera vuota dal pavimento di legno chiaro. �Con il casino dei licantropi, non hanno avuto il tempo di sistemarla un granch�...�.</p><p>Ridacchiai fra me, sorpresa dalla velocit� con cui le cose erano tornate a posto dopo l�incubo di una settimana prima.</p><p>E che cavolo! Jacob doveva proprio trovare <emphasis>quel</emphasis> modo per rendere tutto perfetto?</p><p>�E questa � la nostra camera. Esme ha cercato di ricreare l�atmosfera della sua isola. Ha pensato che ci fossimo affezionati�.</p><p>Il letto era grande e bianco, avvolto da nuvole di tulle che scendevano in morbide ondulazioni fino a terra. Il pavimento era uguale a quello dell�altra stanza, color sabbia tropicale, ormai l�avevo capito. Le pareti erano di quell�azzurro quasi bianco che hanno certe giornate di sole, e su quella di fondo si apriva una grande portafinestra che dava su un giardinetto segreto, con rose rampicanti e un piccolo stagno rotondo con la superficie a specchio e il bordo di sassi lucidi. Un piccolo oceano calmo tutto per noi.</p><p>�Oh�, fu tutto ci� che riuscii a dire.</p><p>�Gi�, bisbigli� Edward.</p><p>Restammo l� per qualche istante, ognuno perso nei propri ricordi. I miei erano umani e confusi, ma avevano assunto il controllo totale della mia mente.</p><p>Edward s�illumin� di un ampio sorriso e scoppi� a ridere. �La cabina armadio � dietro quella doppia porta. Ti avverto: � pi� grande della camera�.</p><p>Non mi girai nemmeno. Di nuovo, al mondo non esisteva altro che Edward, le sue braccia piegate sotto di me, il suo alito dolce sul mio viso, le sue labbra a sfiorare le mie: nulla poteva distrarmi da lui, e poco importava che fossi una neonata.</p><p>�Diremo ad Alice che sono corsa dritta alla cabina armadio�, sussurrai, infilandogli le dita fra i capelli e avvicinando il mio volto al suo. �Le diremo che ho passato ore a provare i vestiti. <emphasis>Mentiremo</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Si sintonizz� sulla mia lunghezza d�onda in un attimo, o forse lo era gi� da prima e stava solo cercando di farmi apprezzare al meglio il mio regalo di compleanno, da vero gentiluomo. Attir� a s� il mio viso con improvviso ardore e un rantolo basso gli sal� dal fondo della gola. Nell�udirlo il mio corpo fu attraversato da una scarica elettrica che mi port� sull�orlo della frenesia, come se non potessi avvicinarmi abbastanza o abbastanza rapidamente a lui.</p><p>Nel sentire la stoffa che si lacerava sotto le nostre dita sorrisi fra me al pensiero che i miei vestiti, se non altro, erano gi� a brandelli. Per i suoi era ormai troppo tardi. Pensai che era quasi un insulto ignorare quel bel letto bianco, ma sapevo che non ci saremmo mai arrivati.</p><p>Quella seconda luna di miele non fu come la prima.</p><p>Il tempo trascorso con Edward sull�isola aveva rappresentato il culmine della mia vita da umana. Il meglio del meglio. Tanto che mi ero sentita pronta a protrarre il tempo da umana, pur di prolungare quei momenti con lui. Perch� dal punto di vista fisico, lo sapevo, non sarebbe mai pi� stata la stessa cosa.</p><p>Avrei dovuto immaginarlo, dopo una giornata cos�, che sarebbe stato meglio.</p><p>Ora potevo davvero apprezzare Edward nei dettagli pi� intimi: grazie ai miei nuovi e acutissimi occhi riuscivo a vedere ogni singolo tratto del suo viso meraviglioso e ogni minimo particolare del suo corpo snello e assurdamente perfetto. Lo percepivo da ogni angolazione e su tutti i piani, potevo sentire il suo sapore intenso sulla lingua e l�incredibile morbidezza della sua pelle marmorea sotto le dita.</p><p>La mia pelle era altrettanto sensibile al suo tocco.</p><p>Era tutto nuovo, un�altra persona quella che avvinceva dolcemente il proprio corpo al mio sul pavimento color sabbia. Nessuna cautela, nessun riserbo. Soprattutto, nessuna paura. Potevamo amarci <emphasis>insieme.</emphasis> Entrambi partecipanti attivi, ora finalmente alla pari.</p><p>Come prima con i baci, ogni contatto, ogni sfioramento era pi� di quanto fossi abituata a ricevere. Capii fino a che punto si fosse trattenuto, prima. Era stato necessario, certo, ma rimasi sconvolta nel rendermi conto di ci� che mi ero persa fino a quel momento.</p><p>Mi sforzavo di tenere a mente che ero pi� forte di lui, ma non era facile concentrarmi, mentre le sensazioni intense attiravano la mia attenzione verso un milione di punti diversi del mio corpo nello spazio di un secondo. Non so se gli feci male, ma non lo sentii mai lamentarsi.</p><p>Una piccolissima parte della mia mente era intenta a studiare quella situazione cos� affascinante e astrusa. Non mi sarei mai stancata e lui nemmeno. Non avevamo bisogno di riprendere fiato, riposare, mangiare o andare in bagno; non avevamo pi� alcuna esigenza umana. Edward possedeva il corpo pi� perfetto che si fosse mai visto ed era tutto mio; sentivo che non sarei mai arrivata al punto di dire: �Per oggi ne ho avuto abbastanza�. Anzi, ne avrei voluto sempre di pi�. Inoltre, quell�oggi sarebbe durato in eterno. Come <emphasis>smettere</emphasis>, in una situazione del genere?</p><p>Non seppi darmi una risposta, ma non me ne preoccupai affatto.</p><p>A un certo punto mi accorsi � percepii, pi� che altro � che cominciava a far chiaro. Il piccolo oceano fuori dalla finestra scolor� dal nero al grigio e un�allodola inizi� a cantare, vicinissima. Forse aveva fatto il nido fra le rose.</p><p>�Ti manca?�, chiesi a Edward quando l�uccello tacque.</p><p>Non erano le prime parole che pronunciavamo, ma non si poteva nemmeno dire che avessimo conversato.</p><p>�Cosa?�, mormor�.</p><p>�Tutto. Il calore, la morbidezza della pelle, il profumo... Io non ho perso nessuna di queste sensazioni ma mi chiedevo se per te, invece, non fosse un po� triste...�.</p><p>Edward rise piano. �Credo che sarebbe dura trovare qualcuno meno triste di me in questo momento. Impossibile, direi. Non sono in molti a ottenere ci� che desiderano, addirittura, pi� cose di quante si sognavano di chiedere, e tutte in un solo giorno�.</p><p>�Stai eludendo la domanda?�.</p><p>Mi premette una mano sul viso. �Ma sei <emphasis>calda</emphasis>�, disse.</p><p>In un certo senso era vero. Anche per me la sua mano era calda, anche se non era come toccare la pelle incandescente di Jacob. Ma il contatto era pi� gradevole. Pi� naturale.</p><p>Quindi fece scivolare piano le dita lungo il mio viso, percorrendo delicatamente il profilo della mascella fino al collo e, da l�, scese fino alla vita. Sentii i miei occhi rovesciarsi all�indietro.</p><p>�E sei <emphasis>morbida</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Le sue dita erano come seta sulla mia pelle, capivo perfettamente cosa volesse dire.</p><p>�Quanto al profumo, be�, non posso dire di sentirne davvero la mancanza. Ti ricordi l�odore degli escursionisti, quando siamo andati a caccia?�.</p><p>�Ho fatto di tutto per dimenticarlo�.</p><p>�Ecco, immagina di baciare qualcuno con quell�odore�.</p><p>La gola mi and� a fuoco come se vi fosse esploso un aerostato.</p><p>�<emphasis>Oh</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Appunto. Quindi la risposta � no. Sono la gioia fatta persona, perch� non sento la mancanza di <emphasis>niente.</emphasis> Nessuno � pi� ricco di me in questo istante�.</p><p>Stavo per obiettare a quell�ultimo commento, ma d�un tratto mi ritrovai con le labbra molto impegnate.</p><p>Quando il sole che sorgeva color� lo stagno di grigio perla, mi venne in mente un�altra domanda.</p><p>�Quanto dura? Voglio dire, Carlisle ed Esme, Em e Rose, Alice e Jasper non passano tutto il tempo chiusi in camera da letto. Sono sempre in giro, fanno cose <emphasis>con i vestiti addosso...</emphasis> Questa... <emphasis>bramosia</emphasis> passa, dopo un po�?�. Mi avvinghiai ancora pi� stretta al suo corpo � sorprendendo me stessa, non credevo fosse possibile � per chiarire meglio il concetto.</p><p>�Difficile a dirsi. Ognuno � fatto a modo proprio e tu sei di gran lunga la pi� diversa di tutti. In genere i vampiri giovani hanno troppa sete per pensare ad altro, ma non mi sembra il tuo caso. Dopo il primo anno, di solito, vengono fuori altre esigenze, ma n� la sete n� gli altri desideri svaniscono mai del tutto. Si tratta solo di trovare un equilibrio, stabilire le priorit�. Imparare a gestire la situazione, insomma...�.</p><p>�Quanto dura?�.</p><p>Edward sorrise, arricciando un po� il naso. �Il massimo sono stati Emmett e Rosalie. Sono dovuti passare la bellezza di dieci anni prima che riuscissi a sopportarne la vicinanza entro il raggio dei dieci chilometri. Anche Esme e Carlisle non digerivano troppo la faccenda e alla fine hanno buttato fuori i piccioncini. Esme ha costruito una casa anche a loro. Pi� lussuosa di questa, ma lei conosce i gusti di Rose, cos� come conosce i tuoi�.</p><p>�Quindi, dopo dieci anni�, non che fossimo in gara con Emmett e Rosalie, ma se avessimo superato il decennio avrei potuto anche vantarmene, �si torna normali, come loro adesso?�.</p><p>Edward sorrise di nuovo. �Non sono sicuro di sapere cosa intendi per normale. Hai sempre visto la mia famiglia condurre una vita piuttosto... umana. Per� tu la notte dormivi�. Mi fece l�occhiolino. �Se non hai bisogno di dormire hai un mucchio di tempo in pi� da dedicare alle tue... inclinazioni. Non � un caso che io sia il miglior musicista della famiglia, quello che ha letto pi� libri � insieme a Carlisle -, studiato di pi�, imparato il maggior numero di lingue... Emmett vorrebbe farti credere che so tante cose perch� leggo nel pensiero, ma la verit� � che ho avuto <emphasis>un mucchio</emphasis> di tempo libero a disposizione�.</p><p>Scoppiammo a ridere insieme e i sussulti si trasmisero in maniera molto interessante ai nostri corpi allacciati, mettendo fine alla conversazione.</p></section><section><title><p>25</p><p>Favore</p></title><p>Pass� un po� di tempo prima che Edward mi riportasse coi piedi per terra.</p><p>Gli bast� una sola parola.</p><p>�Renesmee...�.</p><p>Sospirai. Di l� a poco si sarebbe svegliata, dovevano essere quasi le sette del mattino. Mi avrebbe cercata? Di colpo mi prese il panico. Che aspetto avrebbe avuto?</p><p>Edward percep� la mia ansia. �Va tutto bene, tesoro. Vestiti, saremo a casa in due secondi�.</p><p>Dovevo sembrargli un cartone animato per il modo in cui saltai su, mi voltai a guardarlo � il suo corpo adamantino riluceva nell�atmosfera soffusa -, puntai verso ovest, dove mi aspettava Renesmee, poi di nuovo verso di lui e poi ancora nella direzione opposta, alternando destra e sinistra a sei battute al secondo. Edward abbozz� un sorriso ma trattenne le risate: sapeva sopportare.</p><p>�Te l�ho detto, � tutta questione di equilibrio, amore. E tu sei talmente in gamba che non ci metterai niente a inquadrare ogni cosa nella giusta prospettiva�.</p><p>�E poi abbiamo tutta la notte, no?�.</p><p>Il suo sorriso si fece pi� ampio. �Credi che ti lascerei rivestire se non fosse cos�?�.</p><p>Doveva bastarmi per reggere fino a sera. Dovevo tenere a bada il mio desiderio devastante, travolgente, in modo da essere una buona... mi faceva strano anche solo pensarla, la parola. Per quanto Renesmee fosse una presenza assolutamente reale nella mia vita, non riuscivo a considerarmi una <emphasis>madre.</emphasis> D�altronde credevo che qualunque donna si sarebbe sentita cos�, se non avesse avuto nove mesi di tempo per abituarsi all�idea. E per di pi� con una figlia che mutava aspetto ogni ora.</p><p>Al pensiero della vita accelerata di Renesmee fui travolta da una nuova ondata di angoscia, tanto che non mi concessi nemmeno un minuto di raccoglimento prima di aprire le ante intagliate della cabina armadio e scoprire di cosa l�avesse riempita Alice. Le spalancai, decisa a infilarmi la prima cosa che avessi trovato, ma avrei dovuto sapere che non sarebbe stato cos� semplice.</p><p>�Quali sono i miei?�, sibilai. Come mi era stato anticipato, il guardaroba era pi� grande della camera da letto. Forse pi� grande dell�intera casa, ma avrei dovuto misurarlo a passi per esserne sicura. Ebbi un flash di Alice intenta a persuadere Esme a ignorare le proporzioni classiche e accettare quella mostruosit�. Mi chiesi in che modo fosse riuscita a convincerla.</p><p>Ogni singolo capo era infilato dentro un copriabito bianco. Le file di vestiti appesi si succedevano immacolate l�una all�altra, sembravano infinite.</p><p>�A quanto mi risulta, � tutta roba tua tranne questa�, disse Edward appoggiando la mano su una barra che correva lungo la mezza parete a sinistra della porta.</p><p>�Tutto?�.</p><p>Si strinse nelle spalle.</p><p>�Alice�, ci usc� di bocca all�unisono. Con la differenza che lui pronunci� il nome a mo� di spiegazione, io come un�imprecazione.</p><p>�Bello�, mormorai tirando gi� la cerniera della sacca pi� vicina. Quando vidi il colore del lungo abito di seta che conteneva mi lasciai sfuggire un ringhio soffocato: rosa confetto.</p><p>Mi ci sarebbe voluta l�intera giornata per trovare qualcosa di normale da mettermi addosso!</p><p>�Ti aiuto io�, si offr� Edward e, dopo aver annusato attentamente l�aria, segu� una traccia verso il fondo della stanza, fino a un cassettone a muro. Inspir� di nuovo e apr� un cassetto. Con un ghigno di trionfo tir� fuori un paio di jeans sbiaditi ad arte.</p><p>Gli volai accanto. �Come hai fatto?�.</p><p>�Il denim ha un odore particolare, come qualunque altra cosa. E per il sopra... cotone elasticizzato?�.</p><p>Segu� il proprio naso fino a una mezza rastrelliera da dove dissotterr� una maglietta bianca a maniche lunghe. Me la lanci�.</p><p>Lo ringraziai di cuore e annusai il tessuto, memorizzandone l�odore in vista di future ricerche in quel delirio di cabina armadio. Rievocai le note olfattive di seta e raso: cos� avrei saputo evitarli.</p><p>A Edward bastarono un paio di secondi per trovare i propri vestiti, e se non l�avessi visto nudo avrei giurato che non ci fosse niente di pi� bello di lui in pantaloni kaki e pullover beige chiaro. Mi prese la mano e sfrecciammo attraverso il giardino segreto. Balzammo agilmente oltre il muro di pietra e scattammo nella foresta. Liberai la mano per fare a gara a chi correva pi� veloce. Questa volta vinse lui.</p><p>Renesmee era sveglia. Seduta per terra e marcata stretta da Emmett e Rose, giocava con un mucchio contorto di posate d�argento. Nella mano destra teneva un cucchiaio martoriato. Appena mi vide attraverso il vetro, lo gett� sul pavimento, dove lasci� una tacca nel legno, e indic� imperiosa nella mia direzione. Alice, Jasper, Esme e Carlisle, l� presenti, risero osservando la scena seduti sul divano, come se fosse il pi� emozionante dei film.</p><p>Prima ancora che la risata scoppiasse ero gi� entrata, avevo attraversato a lunghe falcate la stanza e avevo sollevato Renesmee da terra, tutto nello stesso istante. Ci scambiammo un grande sorriso.</p><p>Era diversa, ma non tanto. Si era allungata ancora, le proporzioni da neonata stavano gi� cedendo il posto ai primi tratti infantili. I capelli le erano cresciuti di almeno mezzo centimetro e a ogni movimento i riccioli le rimbalzavano in testa come molle. Lungo la strada avevo scatenato la fantasia e mi ero immaginata ben di peggio. Grazie ai miei timori esagerati, quei cambiamenti minimi furono quasi un sollievo. Anche senza i calcoli di Carlisle, ero certa che fossero pi� lenti del giorno prima.</p><p>Renesmee tamburell� sulla mia guancia. Feci una smorfia. Aveva di nuovo fame.</p><p>�Da quanto tempo � alzata?�, chiesi, mentre Edward spariva oltre la porta della cucina. Ero certa che fosse andato a preparare la colazione, dato che aveva letto il pensiero di Renesmee chiaramente quanto me. Chiss� se si sarebbe accorto del suo talento particolare, se fosse stato l�unico a conoscerla. Per lui, probabilmente, era come ascoltare chiunque altro,</p><p>�Da qualche minuto�, rispose Rose. �Ti avremmo chiamato fra poco. Ti voleva, anzi, ti <emphasis>pretendeva.</emphasis> Esme ha sacrificato uno dei suoi servizi di posate per tenere impegnato il piccolo mostro�, disse e sorrise a Renesmee con un affetto cos� raggiante che la critica perse qualunque significato. �Non volevamo... disturbarvi, ecco�.</p><p>Rosalie si morse il labbro e si volt� dall�altra parte, sforzandosi di non ridere. Alle mie spalle il ghigno silenzioso di Emmett faceva vibrare le fondamenta della casa.</p><p>A testa alta dissi a Renesmee: �Ti prepariamo subito la camera. La casetta ti piacer�, vedrai. � magica�. Guardai Esme. �Grazie, Esme. Grazie infinite. � assolutamente perfetta�.</p><p>Prima che Esme potesse rispondere, Emmett era scoppiato a ridere di nuovo, fragorosamente.</p><p>�Quindi � ancora in piedi?�, riusc� a dire fra un singhiozzo e l�altro. �Ero convinto che l�avreste demolita. Cos�avete fatto stanotte, avete discusso del debito pubblico?�. Ormai ululava dalle risate.</p><p>Strinsi le mascelle e ripensai a cos�era successo il giorno prima, quando avevo dato libero sfogo al mio malumore. Anche se, ovviamente, Emmett non era fragile come Seth...</p><p>Il pensiero di Seth mi fece tornare in mente i licantropi. Dov�erano? Guardai fuori dalla vetrata, arrivando non avevo visto tracce di Leah.</p><p>�Jacob � partito stamattina presto�, mi comunic� Rosalie, la fronte corrugata. �Seth � andato con lui�.</p><p>�Di cos�era preoccupato?�, chiese Edward rientrando nella stanza con la tazza di Renesmee. Evidentemente nella testa di Rosalie c�era pi� di quanto la sua espressione mi aveva trasmesso.</p><p>Senza respirare passai Renesmee a Rosalie. Superautocontrollo o no, proprio non ce la facevo a darle da mangiare. Non ancora.</p><p>�Non lo so e non m�importa�, borbott� Rosalie. Ma poi aggiunse: �Guardava Nessie dormire, imbambolato, con quella sua aria da imbecille, quando d�un tratto, senza motivo � nessuno che io abbia notato, almeno � � balzato in piedi e si � fiondato fuori. A me non � dispiaciuto che si levasse di torno. Pi� tempo passa qui, pi� sar� difficile liberare la casa dall�odore�.</p><p>�Rose�, la riprese bonaria Esme.</p><p>Rosalie butt� indietro la testa di scatto. �Ma non � un grosso problema. Immagino che non resteremo qui ancora a lungo�.</p><p>�Io insisto che dovremmo andare dritti nel New Hampshire a organizzare le cose�, intervenne Emmett, riprendendo chiaramente una conversazione gi� iniziata. �Bella � gi� iscritta a Dartmouth. Non credo le ci vorr� tanto per ambientarsi a scuola�. Poi, voltandosi a guardarmi con un ghigno scherzoso, aggiunse: �Sono sicuro che diventerai la prima della classe... A quanto pare la notte non hai di meglio da fare che studiare�.</p><p>Rosalie ridacchi�.</p><p><emphasis>Non perdere le staffe, non perdere le staffe</emphasis>, mi ripetevo come un mantra. E, con mia grande soddisfazione, ci riuscii.</p><p>Edward invece no, il che mi sorprese doppiamente.</p><p>Ringhi� � un suono aspro e penetrante che mi lasci� agghiacciata � e la furia pi� nera gli oscur� il viso come una nuvola temporalesca.</p><p>Prima che qualcuno potesse rispondere, Alice balz� in piedi.</p><p>�Cosa sta facendo? Com�� riuscito quel <emphasis>cane</emphasis> a cancellare il mio programma di tutta la giornata? Non riesco a vedere <emphasis>niente</emphasis>! No!�. Mi lanci� uno sguardo tormentato. �E tu guardati! Hai bisogno di <emphasis>me</emphasis> per capire come usare la cabina armadio�.</p><p>Per un istante fui grata a Jacob, qualunque cosa stesse facendo.</p><p>Poi Edward strinse i pugni e disse in tono rabbioso: �Ha parlato con Charlie. Pensa che lui lo stia seguendo. Verr� qui. Oggi�.</p><p>Alice us� un�espressione che fece un effetto molto strano con il suo tono di voce acuto e signorile, poi si lanci� attraverso la porta sul retro con uno scatto cos� repentino che i contorni della sua figura persero definizione.</p><p>�L�ha detto a Charlie?�, rantolai. �Ma... non si rende conto? Come ha potuto?�. Charlie non <emphasis>doveva</emphasis> sapere di me, n� dei vampiri! Altrimenti sarebbe finito sulla lista di quelli da eliminare e nemmeno i Cullen avrebbero potuto salvarlo. �No!�.</p><p>�Jacob � gi� qui�, mormor� Edward fra i denti.</p><p>Verso est doveva aver cominciato a piovere, perch� Jacob entr� scrollandosi come un cane, sventagliando acqua dai capelli sul tappeto e sul divano bianco, che macchi� di gocce grigie. I denti gli brillavano fra le labbra scure; aveva gli occhi accesi e lo sguardo allucinato. Si muoveva a scatti, come se l�idea di distruggere la vita di mio padre lo eccitasse.</p><p>�Salve, ragazzi�, ci salut� ghignando.</p><p>Silenzio totale.</p><p>Leah e Seth gli scivolarono alle spalle. Erano in forma umana per il momento. A entrambi tremavano le mani dalla tensione.</p><p>�Rose�, chiamai, tendendo le braccia. Senza dire una parola mi diede Renesmee. La strinsi al mio cuore immobile, come un talismano contro gli atti inconsulti. L�avrei tenuta fra le braccia finch� non fossi stata sicura che la mia decisione di uccidere Jacob era frutto di una scelta razionale e non dell�ira.</p><p>Renesmee era calmissima, osservava e ascoltava. Quanto riusciva a capire?</p><p>�Fra poco arriver� Charlie�, butt� l� Jacob, rivolto a me. �Te lo dico a titolo informativo. Immagino che Alice sia andata a prenderti un paio d�occhiali...�.</p><p>�Tu hai troppa immaginazione�, sputai fra i denti. �Che. Cavolo. Hai. <emphasis>Combinato?</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Il suo sorriso vacill�, ma era ancora troppo su di giri per rispondere seriamente. �Stamattina Emmett e la bionda mi hanno svegliato con la storia che vi trasferite tutti quanti dall�altra parte del paese. Come se potessi lasciarvi andare. Il grosso problema era Charlie, no? Be�, problema risolto�.</p><p>�Ti <emphasis>rendi conto</emphasis> anche solo vagamente di ci� che hai fatto? Del rischio a cui l�hai esposto?�.</p><p>Sbuff�. �Non l�ho messo in pericolo. L�unico pericolo potresti essere tu, ma tu possiedi una specie di autocontrollo soprannaturale, dico bene? Anche se per me non vale quanto la capacit� di leggere nel pensiero. Molto meno eccitante�.</p><p>A quel punto Edward si mosse. Sfrecci� attraverso la stanza fino a trovarsi con la faccia a un millimetro da quella di Jacob. Sebbene fosse pi� basso di lui di mezza testa, l�ondata di rabbia al calor bianco che gli rovesci� addosso costrinse Jacob a tirarsi indietro, come se Edward lo sovrastasse.</p><p>�� solo una <emphasis>teoria</emphasis>, bastardo�, sput�. �Pensi che dovremmo usare Charlie come banco di prova? Hai pensato al dolore fisico che patirebbe Bella, ammesso e non concesso che riuscisse a resistere? E alla sofferenza nel caso non ci riuscisse? Ma immagino che ci� che prova Bella non sia pi� affar tuo!�. L�ultima parola gli usc� di bocca come uno sputo.</p><p>Renesmee mi premeva ansiosamente le dita sulla guancia, il replay nella sua testa era tinto di tensione.</p><p>Le parole di Edward smorzarono la bizzarra eccitazione di Jacob. La bocca gli si pieg� in una smorfia. �Bella sentir� dolore?�.</p><p>�Come se le avessi infilato in gola un ferro incandescente!�.</p><p>Trasalii al pensiero del sangue umano puro e del suo profumo.</p><p>�Non lo sapevo�, sussurr� Jacob.</p><p>�Potevi chiedere, <emphasis>prima</emphasis>�, ringhi� Edward fra i denti.</p><p>�Potevi fermarmi�.</p><p>�<emphasis>Dovevi</emphasis> essere fermato�.</p><p>�Non si tratta di me�, m�intromisi. Ero immobile, aggrappata a Renesmee come all�ancora della sanit� mentale. �Si tratta di Charlie, Jacob. Come hai potuto esporlo a un simile rischio? Ti rendi conto che adesso o muore, o diventa anche lui un vampiro?�. La voce mi tremava di lacrime che i miei occhi non sapevano pi� versare.</p><p>Jacob era ancora disorientato dalle accuse di Edward, ma le mie non sembrarono impressionarlo. �Rilassati, Bella. Non gli ho detto nulla che non avessi gi� intenzione di dirgli tu�.</p><p>�Ma sta venendo qui!�.</p><p>�L�idea era quella, infatti. Mi pareva di aver capito che il tuo piano fosse "facciamogli supporre cose sbagliate", cos� ci ho pensato io a depistarlo�.</p><p>Le mie dita si staccarono da Renesmee e le strinsi a pugno, per sicurezza. �Spiegati, Jacob. Non ho tempo da perdere con gli indovinelli�.</p><p>�Non gli ho detto niente di te. Non proprio. Gli ho detto di <emphasis>me.</emphasis> Be�, forse sarebbe pi� corretto dire che gli ho fatto <emphasis>vedere me</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Si � trasformato davanti a Charlie�, sibil� Edward.</p><p>�Hai fatto <emphasis>cosa</emphasis>?�, sussurrai.</p><p>�Ha del fegato. Come te. Non � svenuto, non ha vomitato, niente. Devo dire che ne sono rimasto colpito. Per� avresti dovuto vedere la sua faccia quando ho cominciato a spogliarmi. Impagabile�, sghignazz�.</p><p>�Ma allora sei completamente deficiente! Poteva venirgli un infarto!�.</p><p>�Sta bene. � uno tosto. Se ci pensassi sopra un minuto, ti renderesti conto che ho fatto un favore a tutti�.</p><p>�Di minuto te ne concedo mezzo, Jacob�. La mia voce era piana e gelida come il ghiaccio. �Hai trenta secondi per riferirmi ogni cosa che vi siete detti, parola per parola, prima che affidi Renesmee a Rosalie e ti stacchi quella testa vuota che ti ritrovi. Questa volta non ci sar� Seth a fermarmi�.</p><p>�Ges�, Bella! Non eri cos� melodrammatica, prima. � una cosa da vampiri?�.</p><p>�Ventisei secondi�.</p><p>Jacob alz� gli occhi al cielo e si lasci� sprofondare nella poltrona pi� vicina. Il suo piccolo branco si dispose ai lati, con aria nient�affatto rilassata. Leah mi teneva lo sguardo puntato addosso, i denti appena scoperti.</p><p>�Allora: ho bussato da Charlie, questa mattina, e gli ho chiesto di venire a fare una passeggiata. Sul momento � rimasto un po� interdetto, ma quando gli ho detto che si trattava di te e che eri tornata in citt� mi ha seguito nel bosco senza esitare. Gli ho detto che non eri pi� malata, ma anche che non eri... del tutto a posto. Stava gi� partendo per venire da te, ma gli ho detto che prima volevo fargli vedere una cosa. E mi sono trasformato�, concluse con un�alzata di spalle.</p><p>Avevo i denti talmente serrati che mi sentivo come se qualcuno mi avesse chiuso la faccia in una morsa. �Voglio le parole esatte, mostro�.</p><p>�Scusa, hai detto che mi rimanevano solo trenta secondi. Okay, okay�. La mia espressione doveva averlo convinto che non ero dell�umore per apprezzare le battute di spirito. �Dunque: mi sono ritrasformato e rivestito e, dopo che lui ha ripreso a respirare, ho detto qualcosa tipo: "Sai, Charlie, il mondo � diverso da quello che credevi. La buona notizia � che non � cambiato niente... a parte che adesso lo sai. La vita continua come sempre. E tu puoi tornare a far finta di non credere a niente di tutto questo".</p><p>Ci ha messo un minuto buono per riprendersi. Poi ha voluto sapere cos�avevi veramente, la storia della malattia rara eccetera. Gli ho detto che eri stata <emphasis>davvero</emphasis> malata, ma che adesso stavi bene, solo che per guarire avevi dovuto cambiare qualcosina. Lui mi ha chiesto cosa intendessi per "cambiare qualcosina" e io ho risposto che somigliavi molto pi� a Esme che a Ren�e�.</p><p>Edward sibil�, io rimasi a fissare Jacob inorridita. Ci stavamo lanciando in una direzione pericolosa.</p><p>�Dopo un paio di minuti mi ha chiesto, con molta calma, se anche tu fossi diventata un animale. E io ho replicato: "Le piacerebbe!"�. Jacob ridacchiava.</p><p>Rosalie fece un verso di ripulsa.</p><p>�Volevo spiegargli qualcosa in pi� sui licantropi, ma prima ancora che pronunciassi la parola per intero mi ha bloccato e ha detto che preferiva "non scendere nei dettagli". Poi mi ha chiesto se sapevi a cosa andavi incontro quando hai sposato Edward e io ho detto: "Sicuro, sapeva tutto da anni, da quando � arrivata a Forks". Questo non gli ha fatto molto piacere. L�ho lasciato sfogare e quando si � calmato voleva due cose: primo, vederti, e io gli ho detto che era meglio se mi lasciava il tempo di spiegarti...�.</p><p>Respirai a fondo. �E secondo?�.</p><p>Jacob sorrise. �Ti piacer�. La sua richiesta � stata di sapere il meno possibile di <emphasis>tutta</emphasis> la storia. Quindi, se non si tratta di un dettaglio essenziale, tientelo per te�.</p><p>Per la prima volta da quando Jacob aveva messo piede in casa, mi sentii sollevata. �Ce la posso fare�.</p><p>�Per il resto, gli piacerebbe far finta che non � successo niente�. Il sorriso di Jacob si fece compiaciuto. Forse aveva intuito l�ombra di qualcosa di simile alla gratitudine nei suoi confronti da parte mia.</p><p>�E di Renesmee cosa gli hai detto?�. Mi sforzavo di mantenere un tono glaciale, di non lasciar trapelare il sollievo che, mio malgrado, cominciavo a provare. Era prematuro. La situazione era ancora troppo confusa. Anche se l�iniziativa di Jacob aveva suscitato in Charlie una reazione pi� positiva di quanto osassi sperare.</p><p>�Ah, s�. Gli ho detto che tu ed Edward avevate ereditato una boccuccia da sfamare�. Lanci� un�occhiata a Edward. �� la vostra orfanella. Tipo Bruce Wayne e Dick Grayson�, ridacchi� Jacob. �Non vi dispiace che abbia mentito, vero? In fondo fa parte del gioco...�. Dato che Edward non apr� bocca, prosegu�. �Charlie ormai era oltre lo shock, eppure � riuscito a chiedermi se avevate intenzione di adottarla. Le sue parole esatte sono state: "Come una figlia? Per cui io diventerei una specie di nonno?". Gli ho detto di s�: "Congratulazioni, nonnino", e gli ho strappato persino un sorriso�.</p><p>Gli occhi ripresero a bruciarmi, ma questa volta non era n� paura, n� angoscia. Charlie sorrideva all�idea di diventare nonno? Quindi era disposto a vedere Renesmee...</p><p>�Ma muta cos� rapidamente�, sussurrai.</p><p>�Gli ho spiegato che era pi� speciale di tutti noi messi assieme�, disse dolcemente Jacob. Dopodich� si alz� e venne dritto verso di me, allontanando con un gesto della mano Leah e Seth che stavano per seguirlo. Renesmee fece per allungarsi verso di lui, ma la strinsi pi� forte a me. �Gli ho detto: "Fidati, � meglio che tu non sappia. Ma se riesci a ignorare gli aspetti bizzarri, ne resterai affascinato. Non c�� essere pi� meraviglioso al mondo". E poi gli ho detto che se riusciva a farsene una ragione, sareste rimasti in zona per un po� e avrebbe avuto l�occasione di vederla. Se, invece, fosse stato troppo per lui, sareste andati via. E lui ha risposto che, purch� gli venissero risparmiati i dettagli, ce l�avrebbe fatta�.</p><p>Jacob rimase a fissarmi con un mezzo sorriso, in attesa.</p><p>�Non aspettarti un grazie�, dissi. �Hai comunque esposto Charlie a un rischio enorme�.</p><p>�Mi dispiace <emphasis>davvero</emphasis> di averti ferito. Non immaginavo che ci stessi male. Le cose sono diverse fra noi adesso, ma tu sarai sempre la mia migliore amica, e ti vorr� sempre bene, nel modo giusto, per�. Finalmente ho trovato un equilibrio. Abbiamo entrambi qualcuno senza cui non possiamo vivere�.</p><p>E detto questo sfoder� il pi� jacobico dei suoi sorrisi. �Amici?�.</p><p>Per quanto mi sforzassi di trattenerlo, lasciai affiorare anch�io un sorriso.</p><p>Jacob mi tese la mano: un�offerta.</p><p>Feci un respiro profondo e, spostata Renesmee sull�altro braccio, posai la mano sinistra sulla sua e lui non fece una piega al contatto con il freddo della mia pelle. �Se stasera non uccido Charlie, prender� in considerazione l�eventualit� di perdonarti�.</p><p>�Siccome stasera non ucciderai Charlie, mi sei debitrice. Altroch�.</p><p>Alzai gli occhi al cielo.</p><p>Jacob tese l�altra mano verso Renesmee: una richiesta, questa volta. �Posso?�.</p><p>�La sto tenendo in braccio per avere le mani occupate e impedirmi di ucciderti. Pi� tardi, magari�.</p><p>Sospir� ma non insistette. Saggia decisione.</p><p>Alice rientr� come un fulmine, le braccia cariche e l�espressione foriera di violenza.</p><p>�Tu, tu e tu�, intim� fulminando con lo sguardo, a turno, i licantropi. �Se proprio dovete restare, mettetevi nell�angolo e vedete di rimanerci per un po�. Devo <emphasis>vedere.</emphasis> Bella, ti consiglio di mollargli la piccola. E poi � meglio se tieni le braccia libere�.</p><p>Jacob fece un ghigno di trionfo.</p><p>Era paura allo stato puro quella che mi dilag� nello stomaco quando mi resi conto dell�enormit� di ci� che stavo per fare. Stavo puntando tutto sul mio presunto autocontrollo e la cavia era il mio ignaro padre umano. Le parole di Edward tornarono a rimbombarmi nelle orecchie.</p><p><emphasis>Hai pensato al dolore fisico che patirebbe Bella, ammesso e non concesso che riuscisse a resistere? E alla sofferenza nel caso non ci riuscisse?</emphasis></p><p>Non osavo immaginare il livello di dolore, se avessi fallito. Il respiro mi si spezz� in un singhiozzo.</p><p>�Prendila�, sussurrai e feci scivolare Renesmee fra le braccia di Jacob.</p><p>Lui annu�, la fronte aggrottata dalla preoccupazione. Fece un cenno agli altri e si ritirarono tutti nell�angolo pi� lontano della stanza. Seth e Jake si acquattarono subito a terra, ma Leah scosse la testa e contrasse le labbra.</p><p>�Posso andare?�, borbott�. Aveva l�aria di essere a disagio nel suo corpo umano, portava la stessa maglietta e gli stessi pantaloncini di cotone sporchi di qualche giorno prima, quando mi aveva fatto quella scenata, e i corti capelli scompigliati in ciuffi disordinati. Le tremavano ancora le mani.</p><p>�Certo�, rispose Jake.</p><p>�Mantieniti a est, cos� non rischi di incontrare Charlie�, aggiunse Alice.</p><p>Leah non la guard�. Si chin� per uscire dalla porta posteriore e s�inoltr� con passo pesante fra i cespugli, pronta a trasformarsi.</p><p>Edward era di nuovo accanto a me e mi accarezzava il viso. �Ce la puoi fare. Sai di potercela fare. Ti aiuter�. Ti aiuteremo tutti�.</p><p>Con il panico stampato in faccia a caratteri cubitali, incrociai lo sguardo di Edward. Era forte a sufficienza da fermarmi, se avessi fatto una mossa sbagliata?</p><p>�Se non fossi convinto che puoi farcela, ci eclisseremmo oggi stesso. In questo preciso istante. Ma ce la farai. E sarai pi� felice se Charlie far� ancora parte della tua vita�.</p><p>Mi sforzai di calmare il respiro.</p><p>Alice tese una mano. Nel palmo teneva una scatolina bianca. �Queste ti irriteranno gli occhi: non fanno male, ma annebbiano un po� la vista. Danno fastidio. Non � il tuo vecchio colore, ma sempre meglio che rosso acceso, ti pare?�.</p><p>Lanci� la scatola in aria e io l�afferrai al volo.</p><p>�Ma quando hai...�.</p><p>�Prima che partiste per la luna di miele. Ho preso in considerazione vari, possibili scenari futuri�.</p><p>Annuii e aprii la scatolina. Non avevo mai portato lenti a contatto, ma non doveva essere poi tanto complicato. Afferrai la prima delle due lunette marroni e me la posai sull�occhio dal lato concavo.</p><p>Quando battei le palpebre, una specie di velo mi scese sulla pupilla. Era trasparente, naturalmente, ma vedevo anche la sua trama. Il mio occhio continuava a concentrarsi sui graffi microscopici e sulle deformazioni della lente.</p><p>�Ho capito cosa intendevi�, mormorai mentre m�infilavo la seconda lente. Questa volta mi sforzai di non battere le palpebre. Il mio occhio tentava istintivamente di espellere il corpo estraneo.</p><p>�Come sto?�.</p><p>Edward sorrise. �Una favola, naturalmente...�.</p><p>�S�, s�, certo, lei � sempre una favola�, termin� impaziente Alice al posto suo. �Meglio che rossi, ma � l�unico commento positivo che mi sento di fare. Marrone fango. Il tuo colore naturale era molto pi� bello. Ricorda che non durano in eterno: il veleno nei tuoi occhi le scioglie nel giro di poche ore. Quindi se Charlie si trattiene pi� a lungo, dovrai scusarti e correre a infilartene un paio nuove. Che � comunque una buona idea, visto che gli umani devono andare in bagno�. Scosse la testa. �Esme, dalle un paio di dritte sul comportamento da umano mentre io rifornisco il bagno di lenti�.</p><p>�Quanto tempo ho?�.</p><p>�Charlie sar� qui fra cinque minuti. Sii sintetica�.</p><p>Esme annu� e mi prese la mano. �Per prima cosa, non devi star seduta troppo immobile, n� muoverti troppo velocemente�, disse.</p><p>�Se lui si siede, siediti anche tu�, s�intromise Emmett. �Agli umani non piace stare in piedi�.</p><p>�Ogni trenta secondi o gi� di l� sposta lo sguardo�, aggiunse Jasper. �Gli umani non fissano le cose troppo a lungo�.</p><p>�Accavalla le gambe, poi, dopo cinque minuti, incrocia le caviglie�, disse Rosalie.</p><p>Annuivo a ogni suggerimento. Li avevo visti fare quei gesti il giorno prima e ritenevo di riuscire a imitarli.</p><p>�E batti le palpebre almeno tre volte al minuto�, si raccomand� Emmett. D�un tratto si accigli�, schizz� verso il tavolino, afferr� il telecomando e sintonizz� il televisore su un canale che trasmetteva una partita del campionato universitario di football. Annu� fra s�.</p><p>�Muovi anche le mani. Tirati indietro i capelli, fai finta di grattare qualcosa...�, disse Jasper.</p><p>�Avevo detto <emphasis>Esme</emphasis>�, si lament� Alice al suo ritorno. �Cos� la confondete�.</p><p>�No, credo di aver capito�, dissi. �Star seduta, guardare in giro, battere le palpebre, muovere le mani�.</p><p>�Esatto�, approv� Esme cingendomi le spalle.</p><p>Jasper si accigli�. �Tratterrai il fiato il pi� possibile, ma devi sollevare ritmicamente le spalle, appena appena, per <emphasis>dare l�impressione</emphasis> che respiri�.</p><p>Feci un respiro e annuii di nuovo.</p><p>Edward mi abbracci� dal fianco libero. �Ce la farai�, mi mormor� incoraggiante all�orecchio.</p><p>�Due minuti�, annunci� Alice. �Forse dovresti farti trovare gi� seduta sul divano. In fin dei conti sei stata malata. Cos� non noter� subito il tuo modo di muoverti�.</p><p>Alice mi spinse verso il divano. Cercavo di camminare piano e rendere pi� goffi i miei movimenti, ma forse non me la cavai molto bene, perch� la vidi alzare gli occhi al cielo.</p><p>�Jacob, ho bisogno di Renesmee�, dissi.</p><p>Jacob s�incup� e non si mosse.</p><p>Alice scosse la testa. �Bella, lei non mi aiuta a vedere�.</p><p>�Ma mi serve. Mi tranquillizza�. Impossibile non notare la nota acuta di panico nella mia voce.</p><p>�D�accordo�, borbott� Alice. �Tienila pi� ferma che puoi, <emphasis>cercher�</emphasis> di vederle attorno�, e sbuff� seccata, come una cui hanno chiesto di fare gli straordinari in un giorno festivo. Anche Jacob sbuff� ma mi consegn� Renesmee, per poi sottrarsi rapido allo sguardo di Alice.</p><p>Edward mi si sedette accanto e mise un braccio attorno a me e Renesmee. Poi si pieg� in avanti e guard� la piccola negli occhi, con aria molto seria.</p><p>�Renesmee, sta per arrivare una persona molto speciale che viene apposta per vedere te e la mamma�, disse in tono grave, come se si aspettasse che lei capisse ogni singola parola. Capiva? Lo fissava con sguardo intento e limpido. �Ma non � come noi, nemmeno come Jacob. Dobbiamo essere molto cauti con lui. Non devi dirgli le cose come le dici a noi�.</p><p>Renesmee gli tocc� il viso.</p><p>�Esatto�, disse Edward. �Inoltre ti far� venire sete. Ma non devi morderlo. Non pu� guarire come Jacob�.</p><p>�Riesce a capirti?�, sussurrai.</p><p>�Capisce. Farai attenzione, vero, Renesmee? Ci aiuterai?�.</p><p>Renesmee lo tocc� di nuovo.</p><p>�No, non m�importa se mordi Jacob, va bene�.</p><p>Jacob ridacchi�.</p><p>�Forse � meglio se te ne vai, Jacob�, disse Edward secco, freddandolo con lo sguardo. Non lo aveva perdonato perch� sapeva che, comunque fosse finita con Charlie, io avrei sofferto. Ma, se sentirmi ardere la gola fosse stata la cosa peggiore da dover patire quella sera, ne sarei stata felice.</p><p>�Ho detto a Charlie che ci sarei stato anch�io�, replic� Jacob. �Ha bisogno di sostegno morale�.</p><p>�Sostegno morale�, ripet� Edward sprezzante. �Fra noi mostri tu sei il pi� ributtante, per Charlie�.</p><p>�Ributtante?�, protest� Jake, poi ridacchi� fra s�.</p><p>Udii le ruote dell�auto svoltare dalla strada principale e irrompere nel silenzio dello sterrato umido del vialetto che portava a casa Cullen e il respiro mi s�inchiod� nuovamente. Il cuore avrebbe dovuto battermi all�impazzata. L�assenza delle reazioni pi� ovvie mi causava un po� di ansia.</p><p>Per calmarmi mi concentrai sul battito regolare del cuore di Renesmee. L�effetto fu quasi immediato.</p><p>�Ottimo, Bella�, approv� Jasper in un sussurro.</p><p>Edward mi cinse le spalle con pi� forza.</p><p>�Sei sicuro?�, gli chiesi.</p><p>�Sicurissimo. Puoi fare <emphasis>qualunque cosa</emphasis>�<emphasis>.</emphasis> Sorrise e mi baci�.</p><p>Non fu esattamente un bacio casto e per un attimo la mia reazione inconsulta da vampira mi fece abbassare la guardia. Il contatto con le sue labbra era come un�iniezione di una qualche droga chimica ad altissimo potere d�assuefazione dritta nel mio sistema nervoso. Ne desiderai subito ancora. Mi occorse tutta la mia capacit� di concentrazione per non dimenticare che tenevo Renesmee fra le braccia.</p><p>Jasper percep� il mio cambiamento d�umore. �Ehm, Edward, non la distrarre cos� proprio adesso. Deve essere in grado di concentrarsi�.</p><p>Edward si tir� indietro. �Ops�, disse.</p><p>Risi. Quella era sempre stata la mia battuta, sin dal primo bacio.</p><p>�Pi� tardi�, dissi, e solo all�idea lo stomaco mi si contrasse.</p><p>�Concentrazione, Bella�, incalz� Jasper.</p><p>�Vero�. Scacciai i languori e mi concentrai su Charlie, la cosa pi� importante in quel momento. Tenere Charlie al sicuro. Avremmo avuto tutta la notte per...</p><p>�Bella�.</p><p>�Scusa, Jasper�.</p><p>Emmett rise.</p><p>Il rumore dell�auto della polizia guidata da Charlie si faceva sempre pi� vicino. Il momento di leggerezza pass� e cal� il silenzio. Accavallai le gambe e mi esercitai a battere le palpebre.</p><p>La macchina si ferm� davanti alla casa e rest� con il motore acceso per alcuni secondi. Mi chiesi se anche Charlie fosse nervoso quanto me. Poi il ronzio del motore cess� e si ud� sbattere una portiera. Tre passi sull�erba, poi otto rimbombi sui gradini di legno. Altri quattro passi sotto il portico. Silenzio. Charlie fece due respiri profondi.</p><p>Toc, toc, toc.</p><p>Inspirai per quella che avrebbe potuto essere l�ultima volta. Renesmee era sprofondata fra le mie braccia, il viso nascosto fra i miei capelli.</p><p>Carlisle and� ad aprire, la tensione sul suo viso di colpo mutata in un�espressione di cordiale benvenuto, come se avesse cambiato canale alla TV.</p><p>�Ciao, Charlie�, disse con la giusta dose di sconcerto dipinta in faccia. In fin dei conti avremmo dovuto essere al centro epidemiologico di Atlanta. Charlie sapeva che gli avevamo mentito.</p><p>�Carlisle�, rispose Charlie impassibile. �Dov�� Bella?�.</p><p>�Sono qui, pap�.</p><p>Oddio, che voce strana mi era uscita. Per di pi� avevo usato parte della mia riserva d�aria. Rifeci rapidamente il pieno, ringraziando che l�odore di Charlie non avesse ancora saturato la stanza.</p><p>La sua espressione vuota mi conferm� che avevo parlato con una voce non mia. Mi mise a fuoco e sgran� gli occhi.</p><p>Lessi le emozioni che provava una per una, mentre si succedevano sul suo viso.</p><p>Sorpresa. Incredulit�. Dolore. Perdita. Paura. Rabbia. Sospetto. Di nuovo dolore.</p><p>Mi morsi il labbro. Che buffo. I miei nuovi denti erano pi� affilati, contro la pelle di granito, di quanto fossero quelli vecchi sulle mie soffici labbra umane.</p><p>�Bella, sei tu?�, sussurr� Charlie.</p><p>�S�. Trasalii a quella mia voce scampanellante. �Ciao, pap�.</p><p>Respir� a fondo per farsi coraggio.</p><p>�Ciao, Charlie�, lo salut� Jacob dall�angolo. �Come va?�.</p><p>Charlie gli lanci� uno sguardo torvo, rabbrivid� al ricordo e si volt� di nuovo verso di me.</p><p>Attravers� lentamente la stanza e si ferm� a pochi passi da me. Saett� uno sguardo accusatore a Edward, poi torn� a fissarmi battendo le palpebre.</p><p>Il calore del suo corpo mi s�infrangeva addosso a ogni battito del suo cuore.</p><p>�Bella?�, chiese di nuovo.</p><p>Tenni la voce bassa, nel tentativo di renderla meno trillante. �Sono proprio io�.</p><p>Serr� le mascelle.</p><p>�Mi dispiace, pap�, dissi.</p><p>�Stai bene?�, chiese.</p><p>�Alla grande�, assicurai. �Sana come un pesce�.</p><p>E con quello finii la riserva d�ossigeno.</p><p>�Jake mi ha detto che era... necessario. Che stavi morendo�. Lo disse come se non credesse a una sola parola.</p><p>Svuotai la mente, mi concentrai sul peso caldo di Renesmee, mi appoggiai a Edward per farmi forza e respirai profondamente.</p><p>L�odore di Charlie era un pugno di fuoco affondato nella mia gola. Ma c�era molto di pi� del dolore. C�era anche un desiderio pulsante, penetrante come una lama. Charlie aveva l�odore pi� delizioso che avessi mai sentito. Gli escursionisti sconosciuti che avevo rischiato di cacciare erano appetitosi, ma Charlie mi tentava il doppio. Ed era l�, a pochi passi da me, a intridere di calore e umidit� l�aria asciutta della stanza. Inutile, mi faceva venire l�acquolina in bocca.</p><p>Per� non ero a caccia. E lui era mio padre.</p><p>Edward mi strinse la spalla comprensivo e Jacob mi lanci� un�occhiata di scuse.</p><p>Mi sforzai di riprendere il controllo di me stessa e ignorare il dolore e la sete. Charlie aspettava una risposta.</p><p>�Jacob ti ha detto la verit�.</p><p>�Quindi sei una di loro�, gorgogli�.</p><p>Speravo che riuscisse a leggermi in faccia il rimorso, a dispetto dei cambiamenti avvenuti nel mio viso.</p><p>Da sotto i capelli sentii Renesmee annusare. L�odore di Charlie era arrivato anche a lei. La strinsi pi� forte.</p><p>Charlie capt� il mio sguardo ansioso e lo segu� verso il basso. �Oh�, disse, mentre la rabbia lasciava il posto alla sorpresa. �� lei. L�orfanella che volete adottare�.</p><p>�Mia nipote�, ment� Edward con nonchalance. Doveva aver pensato che la somiglianza fra lui e Renesmee fosse troppo marcata per passare inosservata. Meglio dichiarare da subito un certo grado di parentela.</p><p>�Credevo non avessi famiglia�, disse Charlie in tono accusatorio.</p><p>�Ho perso i genitori. Mio fratello maggiore � stato adottato, come me. Non l�ho mai pi� rivisto. Per� il tribunale mi ha rintracciato quando � morto insieme alla moglie in un incidente d�auto, lasciando orfana la figlia, che non aveva nessun altro al mondo�.</p><p>Edward era un maestro in certe cose. Voce pacata, innocente al punto giusto. Io avevo ancora parecchia strada da fare in quel senso.</p><p>Renesmee emerse dai miei capelli, sempre annusando. Lanci� a Charlie uno sguardo timido da sotto le lunghe ciglia e torn� a nascondersi.</p><p>��... be�, s�, � bellissima�.</p><p>�S�, concord� Edward.</p><p>�Certo che vi siete presi una bella responsabilit�. Avete appena messo su casa�.</p><p>�Cos�altro potevamo fare?�, disse Edward sfiorando la guancia di Renesmee. Lo vidi poggiarle le dita sulle labbra per un istante: un memento. �Tu ti saresti rifiutato?�.</p><p>�Be�, ovvio che...�. Charlie scosse la testa come a voler scacciare il pensiero. �Jake mi ha detto che si chiama Nessie�.</p><p>�No�, dissi, in un tono troppo acuto e tagliente. �Il suo nome � Renesmee�.</p><p>Lo sguardo di Charlie torn� ad appuntarsi su di me. �Ma tu te la senti? Forse Carlisle ed Esme potrebbero...�.</p><p>�� mia�, lo interruppi. �La <emphasis>voglio</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Charlie s�accigli�. �Devo diventare nonno cos� presto?�.</p><p>Edward sorrise. �Anche Carlisle � nonno�.</p><p>Charlie lanci� uno sguardo incredulo a Carlisle, che era rimasto in piedi accanto all�ingresso e sembrava il fratello minore, e pi� bello, di Zeus.</p><p>Charlie grugn� mettendosi a ridere. �Immagino che questo dovrebbe farmi sentire meglio�. Il suo sguardo torn� su Renesmee. �Certo che di bambini cos� non se ne vedono tutti i giorni�. Il suo alito caldo riemp� lo spazio che ci divideva.</p><p>Renesmee quasi si appoggi� contro l�odore, scuotendosi di dosso i miei capelli e guardando Charlie dritto in faccia per la prima volta. Charlie boccheggi�.</p><p>Sapevo cosa vedeva. I miei occhi � i suoi � replicati nel viso perfetto di Renesmee.</p><p>Charlie and� in iperventilazione. Riuscivo a leggere sulle sue labbra tremanti i numeri che pronunciava in silenzio. Contava alla rovescia, cercando di condensare nove mesi in uno. Si sforzava di far quadrare i conti, ma il suo cervello si rifiutava di accettare l�evidenza che gli si parava davanti.</p><p>Jacob si alz� e gli diede un paio di pacche sulla schiena. Poi si chin� a sussurrargli qualcosa all�orecchio; solo Charlie non sapeva che noi potevamo sentire le sue parole.</p><p>�<emphasis>Top secret</emphasis>, Charlie. Andr� tutto bene. Te lo prometto�.</p><p>Charlie deglut� e poi annu�. Con lo sguardo acceso e i pugni serrati, si avvicin� di un passo a Edward. �Non voglio sapere tutto, ma sono stufo di sentirmi raccontare balle!�.</p><p>�Mi dispiace�, disse Edward calmo, �ma, pi� che la verit�, ti serve conoscere la versione ufficiale. Se devi far parte del segreto, la versione ufficiale � ci� che conta. Per proteggere Bella e Renesmee, nonch� tutti noi. Riesci a reggere qualche bugia per amore di loro due, almeno?�.</p><p>La stanza era piena di statue. Incrociai le caviglie.</p><p>Charlie sbuff� e si volt� a guardarmi. �Avresti potuto avvertirmi in qualche modo, piccola�.</p><p>�Avrebbe reso le cose pi� facili?�.</p><p>Aggrott� le sopracciglia e s�inginocchi� sul pavimento davanti a me. Vedevo il suo sangue pulsare sotto la pelle del collo. Ne percepivo la vibrazione calda.</p><p>Anche Renesmee la sentiva. Sorrise e gli tese una manina rosea, il palmo in avanti. La trattenni. Lei appoggi� l�altra mano sul mio collo, nei suoi pensieri vi erano sete, curiosit� e il viso di Charlie. La sensazione che avesse perfettamente compreso le parole di Edward era sottile e inquietante: provava sete e resisteva all�impulso in un unico pensiero.</p><p>�Wow�, biascic� Charlie, lo sguardo fisso sulla dentatura perfetta di Renesmee. �Quanto tempo ha?�.</p><p>�Ehm...�.</p><p>�Tre mesi�, rispose Edward, poi aggiunse piano, �cio�, ha le dimensioni di una bambina di circa tre mesi. Ma sotto certi aspetti � pi� piccola, sotto altri, invece, pi� matura�.</p><p>Renesmee agit� il braccio con un gesto deciso.</p><p>Charlie batt� violentemente le palpebre.</p><p>Jacob gli diede di gomito. �Te l�avevo detto che era speciale�.</p><p>Charlie si ritrasse al contatto.</p><p>�E dai, Charlie�, borbott� Jacob. �Sono sempre io, il solito vecchio Jake. Fai finta che questo pomeriggio non sia mai esistito�.</p><p>Le labbra di Charlie sbiancarono al ricordo, ma annu�. �Tu che ruolo hai in tutto questo, Jake?�, chiese. �Quanto ne sa Billy? Perch� sei qui?�. Guard� in faccia Jacob, che fissava raggiante Renesmee.</p><p>�Potrei spiegarti � fra l�altro, Billy � al corrente di tutto -, ma dovrei includere un mucchio di particolari riguardo ai lican...�.</p><p>�Aaah!�, esclam� Charlie tappandosi le orecchie con le mani. �Lascia stare�.</p><p>Jacob sogghign�. �Andr� tutto bene, Charlie. Basta che ti sforzi di non credere a ci� che vedi�.</p><p>Pap� mormor� qualcosa di inintelligibile.</p><p>�Cos�!�, rimbomb� all�improvviso la voce baritonale di Emmett. �Forza, Gators!�.</p><p>Jacob e Charlie sobbalzarono. Il resto di noi divenne, se possibile, ancora pi� immobile.</p><p>Appena si fu riavuto, Charlie si volt� a guardare Emmett, che gli dava le spalle. �Il Florida sta vincendo?�.</p><p>�Hanno appena segnato il primo touchdown�, rispose Emmett e si gir� a guardarmi, sciabolando un paio di volte le sopracciglia come un cattivo da avanspettacolo. �Finalmente qualcuno che non fa cilecca�.</p><p>Trattenni a stento un sibilo. Davanti a Charlie? Superava ogni limite.</p><p>Ma Charlie non era in condizione di cogliere i doppi sensi. Fece un altro respiro profondo, risucchiando l�aria come cercasse di farla arrivare alla punta dei piedi. Lo invidiai. Si mosse con passo vacillante, aggir� Jacob e si lasci� cadere su una poltroncina. �Mah�, sospir�, �vediamo se riescono a conservare il vantaggio�.</p></section><section><title><p>26</p><p>Brillante</p></title><p>�Non so quanto ci convenga raccontare questa storia a Ren�e�, disse Charlie indugiando, con un piede gi� fuori della porta. Si stiracchi� e gli brontol� lo stomaco.</p><p>Annuii. �Non lo so nemmeno io. Non voglio farla uscire di testa. Meglio proteggerla. Per certe rivelazioni ci vogliono nervi saldi�.</p><p>La bocca gli si incresp� in una smorfia mesta. �Anche a me sarebbe piaciuto proteggerti, se avessi saputo come. Ma se c�� una cosa che non ti manca, sono proprio i nervi saldi, dico bene?�.</p><p>Sorrisi, aspirando una boccata d�aria incandescente fra i denti.</p><p>Charlie si batt� distrattamente una mano sullo stomaco. �Cercher� di farmi venire in mente qualcosa. Abbiamo tempo per parlarne, vero?�.</p><p>�Certo�, lo rassicurai.</p><p>Per certi versi era stata una giornata lunga, per altri era passata in un lampo. Charlie era in ritardo per la cena da Sue Clearwater, che si era offerta di cucinare per lui e Billy. La serata si prospettava poco rilassante ma, se non altro, avrebbe mangiato qualcosa di decente. Date le sue scarse doti culinarie, ero felice che qualcuno gli impedisse di morire di fame.</p><p>Per tutto il giorno la tensione aveva fatto s� che i minuti trascorressero al rallentatore. Charlie non aveva rilassato le spalle un solo istante, per� non aveva avuto fretta di andarsene. Aveva guardato due partite intere � cos� assorbito dal gioco, grazie al cielo, da non cogliere le battute allusive di Emmett, la cui sfacciataggine cresceva di minuto in minuto -, i commenti del dopopartita e il telegiornale. Si era mosso soltanto quando Seth gli aveva fatto presente l�ora.</p><p>�Non vorrai bidonare Billy e mamma, vero, Charlie? Dai, Bella e Nessie sono qui anche domani. Datti una mossa, forza�.</p><p>Glielo si leggeva in faccia che non credeva alle parole di Seth, ciononostante si lasci� condurre verso la porta. Si ferm� sulla soglia con espressione dubbiosa. Le nuvole si stavano sfilacciando, la pioggia era passata. Non era escluso che il sole si mostrasse in una rapida apparizione solo per poter tramontare.</p><p>�Jake ha detto che volevate sparire senza dirmi niente�, mormor�.</p><p>�L�avrei fatto soltanto se fosse stato strettamente necessario. Infatti, come vedi, siamo ancora qui�.</p><p>�Ha detto che sareste rimasti per un po�, ma unicamente se io fossi stato forte e avessi tenuto la bocca chiusa�.</p><p>�S�... ma non posso prometterti che non ce ne andremo, pap�. � piuttosto complicato...�.</p><p>�<emphasis>Top secret</emphasis>�, mi ramment�.</p><p>�Appunto�.</p><p>�Ma se anche te ne vai, tornerai a trovarmi ogni tanto, no?�.</p><p>�Te lo prometto, pap�. Adesso che sai quel che basta, credo che si possa fare. Ti rester� vicina quanto desideri�.</p><p>Si mordicchi� il labbro per mezzo secondo, poi si chin� piano su di me tendendo cauto le braccia. Spostai Renesmee, che si era appisolata, sul braccio sinistro, serrai le mascelle, trattenni il fiato e cinsi i suoi fianchi caldi e morbidi con il braccio destro, senza stringere.</p><p>�Restami vicino, Bells�, mormor�. �Molto vicino�.</p><p>�Ti voglio bene, pap�, sussurrai a denti stretti.</p><p>Rabbrivid� e si stacc� da me. Sciolsi l�abbraccio.</p><p>�Anch�io ti voglio bene, piccola. Se c�� una cosa che non � cambiata, � proprio quella�. Sfior� con un dito la guancia rosea di Renesmee. �Incredibile quanto ti somiglia�.</p><p>Nonostante il tumulto interiore, mantenni un�espressione neutra. �Io trovo che somigli di pi� a Edward�. Esitai, poi aggiunsi: �Per� ha i tuoi ricci�.</p><p>Charlie apr� bocca per dire qualcosa, ma gli usc� un verso. �Gi�. Uhm... Sono il nonno�. Scosse la testa dubbioso. �Me la farai tenere in braccio, una volta o l�altra?�.</p><p>Battei le palpebre scioccata, poi mi ricomposi. Riflettei per un istante e, considerato che Renesmee mi sembrava profondamente addormentata e che le cose parevano aver preso una piega positiva, decisi che tanto valeva sfidare la sorte fino all�ultimo.</p><p>�Tieni�, dissi tendendo le braccia. Lui pieg� di riflesso le sue a formare una sorta di goffa culla e io vi deposi Renesmee. La pelle di Charlie non era calda come quella di lei, ma al contatto con il calore che fluiva sotto quella sottile epidermide mi sentii pizzicare ugualmente la gola. Nel punto in cui il mio braccio freddo tocc� il suo, gli venne la pelle d�oca. Non riuscii a stabilire se si trattasse di una reazione puramente fisiologica alla mia nuova temperatura corporea, o di un riflesso emotivo.</p><p>Charlie emise un piccolo grugnito nel sentire il peso di Renesmee. ��... bella tosta�.</p><p>Aggrottai le sopracciglia. A me pareva leggera come una piuma. Forse avevo perso anche la percezione del peso.</p><p>�� un bene�, aggiunse Charlie notando la mia espressione. Poi aggiunse, mormorando fra s�: �Dovr� essere tosta, in mezzo a questo delirio...�. Dondol� piano le braccia. �� la bimba pi� bella che abbia mai visto. Batte persino te, piccola mia. Scusa, ma � la verit�.</p><p>�Lo so�.</p><p>�Questa bella bambina...�, ripet�, ma tubava, ormai, pi� che parlare.</p><p>Gli leggevo in faccia che ne era stregato, vedevo crescere l�estasi di secondo in secondo. La teneva in braccio da mezzo minuto e gi� la sua magia gli aveva fatto perdere la testa, proprio come a tutti noi.</p><p>�Posso tornare domani?�.</p><p>�Certo, pap�. Ci trovi qui�.</p><p>�Sar� meglio�, disse in tono severo, ma l�espressione era tutta zucchero e miele, mentre continuava a fissare Renesmee. �Ci vediamo domani, Nessie�.</p><p>�Anche tu?!�.</p><p>�Eh?�.</p><p>�Si chiama <emphasis>Renesmee.</emphasis> Come Ren�e ed Esme assieme. Niente diminutivi n� abbreviazioni�. Mi sforzai di calmarmi, ma senza inspirare a fondo. �Vuoi sapere il suo secondo nome?�.</p><p>�Certo�.</p><p>�Carlie. Senz�acca. Come Carlisle e Charlie messi assieme�.</p><p>Strizz� gli occhi nel suo sorriso caratteristico e s�illumin� tutto, prendendomi in contropiede. �Grazie, Bells�.</p><p>�Sono io che devo ringraziare te, pap�. Sono cambiate cos� tante cose in cos� poco tempo. Ho il cervello che mi bolle. Se non avessi te, avrei gi� mollato la presa... sulla realt�. Stavo per dire <emphasis>su quella che ero.</emphasis> Ma sarebbe stato davvero troppo per lui.</p><p>Gli brontol� di nuovo lo stomaco.</p><p>�Vai a mangiare, pap�. Ci ritroverai qui�. Ricordai la mia prima, scomoda immersione in quella fantasia e la sensazione che tutto avesse potuto sparire con il sorgere del sole.</p><p>Charlie annu� e con riluttanza mi restitu� Renesmee. Diede un�occhiata alla stanza, dietro di me. Un lampo confuso gli attravers� gli occhi mentre si guardava attorno nell�ambiente inondato di luce. Erano ancora tutti l�; anche Jacob, che sentivo rovistare nel frigorifero in cucina. Alice era seduta sul primo gradino della scala e Jasper le posava il capo in grembo; Carlisle stava tutto curvo, con il naso infilato dentro un grosso libro che teneva sulle gambe; Esme disegnava canticchiando fra s�, mentre Emmett e Rosalie erano tutti presi a costruire un enorme castello di carte sotto le scale; Edward strimpellava dolcemente al pianoforte. Niente lasciava presagire che il giorno stesse per finire, che fosse ora di cenare o di passare a qualche attivit� tipicamente serale. L�atmosfera era impercettibilmente mutata. I Cullen si stavano impegnando meno del solito a fingersi umani. Di quel minimo che bastava perch� Charlie notasse la differenza.</p><p>Rabbrivid�, scosse la testa e sospir�. �A domani, Bella�. Poi aggrott� la fronte e aggiunse: �Senti, non � che non sei pi�... carina. Mi ci abituer�.</p><p>�Grazie, pap�.</p><p>Charlie annu� e si avvi� pensieroso all�auto. Lo guardai allontanarsi; soltanto quando sentii lo stridere degli pneumatici sulla strada asfaltata mi resi conto di avercela fatta. Non gli avevo fatto del male. C�ero riuscita, per un giorno intero. Ma allora possedevo <emphasis>veramente</emphasis> dei superpoteri!</p><p>Mi sembrava troppo bello per essere vero. Sul serio potevo avere la mia nuova famiglia senza dover rinunciare alla vecchia? E io che credevo che il giorno prima fosse stato perfetto...</p><p>�Wow�, sussurrai. Battei le palpebre e sentii disintegrarsi il terzo paio di lenti a contatto.</p><p>La musica del piano cess� e le braccia di Edward mi cingevano la vita, il suo mento sulla spalla.</p><p>�Mi hai rubato la parola di bocca�.</p><p>�Edward, ce l�ho fatta!�.</p><p>�S�. Sei stata incredibile. Quelle paure da neonata... le hai saltate tutte a pi� pari�. Rise sommessamente.</p><p>�Secondo me non � neanche una vampira, figuriamoci una neonata�, esclam� Emmett da sotto le scale. �� troppo <emphasis>mansueta</emphasis>!�<emphasis>.</emphasis></p><p>Tutti i commenti imbarazzanti che aveva fatto di fronte a mio padre mi risuonarono nelle orecchie e fu probabilmente un bene che avessi in braccio Renesmee. Non riuscii a impedirmi di ringhiare fra i denti.</p><p>�Uh, che paura�, rise Emmett.</p><p>Sibilai e Renesmee si mosse. Batt� un paio di volte le palpebre e si guard� attorno confusa. Annus� l�aria, poi allung� una mano verso il mio viso.</p><p>�Charlie torna domani�, la rassicurai.</p><p>�Ottimo�, comment� Emmett. Questa volta Rosalie si un� alla sua risata.</p><p>�Non � stata una gran bell�idea, Emmett�, disse Edward sprezzante tendendo le braccia per prendere Renesmee. Nel vedermi esitare ammicc�, al che io, un po� sconcertata, gliela cedetti.</p><p>�Cosa intendi dire?�, chiese Emmett.</p><p>�Non ti pare un po� azzardato sfidare il vampiro pi� forte di casa?�.</p><p>Emmett butt� indietro la testa e sbuff� con tracotanza. �Ma <emphasis>per piacere</emphasis>!�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Bella�, mi sussurr� Edward, mentre Emmett aguzzava le orecchie, �ti ricordi, qualche mese fa, quel favore che ti ho chiesto di farmi non appena fossi diventata immortale?�.</p><p>Un campanello lontano trill� nella mia mente. Mi sforzai di ricostruire certe fumose conversazioni da umana. Dopo qualche istante il ricordo mi mozz� il fiato ed esalai un �Oh!�.</p><p>Alice esplose in una lunga risata squillante. Jacob fece capolino dall�angolo, masticando a bocca piena.</p><p>�Cosa?�, gorgogli� Emmett.</p><p>�Dici sul serio?�, chiesi a Edward.</p><p>�Fidati�, rispose.</p><p>Respirai a fondo. �Emmett, ti andrebbe una piccola scommessa?�.</p><p>Balz� in piedi. �Come no. Spara�.</p><p>Esitai un istante. Era proprio <emphasis>grosso.</emphasis></p><p>�O hai paura?�, mi provoc�.</p><p>Raddrizzai le spalle. �Tu. Io. A braccio di ferro. Sul tavolo della sala da pranzo. Adesso�.</p><p>La bocca di Emmett si spalanc� in un ghigno.</p><p>�Ehm, Bella�, intervenne Alice. �Esme ci tiene parecchio a quel tavolo. � un pezzo antico�.</p><p>Le labbra di Esme mimarono un �grazie� silenzioso.</p><p>�<emphasis>No problem</emphasis>�, ghign� Emmett raggiante. �Accomodati, prego�.</p><p>Lo seguii fuori, verso il garage sul retro; sentii gli altri che ci venivano dietro. C�era un masso di granito in cima a un mucchio di pietre, vicino al fiume. Avevo capito che era a quello che pensava Emmett. Era un po� arrotondato e aveva la superficie irregolare, ma sarebbe andato bene.</p><p>Emmett punt� il gomito sul masso e m�invit� a farmi sotto.</p><p>Nel vedere i suoi muscoli gonfiarsi fui invasa da una nuova ondata di nervosismo, ma restai impassibile. Edward mi aveva assicurato che per un certo periodo sarei stata pi� forte di chiunque altro. Ne sembrava convinto e io mi sentivo forte. S�, ma, <emphasis>cos� forte?</emphasis>, mi domandai, guardando nuovamente i bicipiti di Emmett. Non avevo nemmeno due giorni, come vampira, e ci� avrebbe dovuto giocare a mio vantaggio. A meno che fossi anomala in tutto. Magari non ero forte come tutti i neonati. Forse era questo il motivo per cui riuscivo a controllarmi cos� bene...</p><p>Sforzandomi di mantenere un�aria disinvolta, appoggiai il gomito sulla pietra.</p><p>�Okay, Emmett. Se vinco, non farai pi� un solo commento sulla mia vita intima, e questo vale anche per Rose. Basta allusioni, basta doppi sensi, basta... tutto�.</p><p>Socchiuse gli occhi. �Ci sto. Se perdi, invece, non ti dar� tregua�.</p><p>Nel sentirmi trattenere il respiro ghign� maligno. Non c�era traccia di bluff nei suoi occhi.</p><p>�Cos��, sorellina, ci stai ripensando?�, mi schern�. �Allora non sei veramente <emphasis>selvaggia...</emphasis> Scommetto che la vostra casetta non ha nemmeno un graffio�. Scoppi� a ridere. �Edward te l�ha detto quante case abbiamo sfasciato io e Rose?�.</p><p>Strinsi la mascella e gli afferrai la grossa mano. �Uno, due...�.</p><p>�Tre�, disse roco e cominci� a spingere.</p><p>Non accadde nulla.</p><p>Non che non percepissi la pressione che stava esercitando. La mia nuova mente sembrava piuttosto brava a far calcoli, per cui deducevo che se non avesse incontrato resistenza avrebbe sfondato la roccia senza problemi. La spinta crebbe e mi chiesi distrattamente se fosse paragonabile a quella di un autocarro carico di cemento lanciato in discesa a sessanta all�ora. A ottanta? A cento? Probabilmente di pi�.</p><p>Ma non bastava a spostarmi. La sua mano spingeva contro la mia con forza schiacciante, ma non mi procurava una sensazione sgradevole. Anzi, mi dava una sorta di strano piacere. Da quando mi ero risvegliata, ero stata attentissima a non rompere niente ed era quasi un sollievo poter usare i muscoli senza risparmio. Lasciar fluire la forza invece di trattenerla.</p><p>Emmett emise un grugnito; aggrott� la fronte e spinse con tutto il corpo contro la linea della mia mano inamovibile. Lo lasciai sudare � in senso figurato � per un momento mentre mi godevo appieno quella folle energia che mi fluiva nel braccio.</p><p>Dopo qualche secondo, per�, cominciai ad annoiarmi. Flessi il braccio ed Emmett perse un paio di centimetri.</p><p>Risi. Emmett ringhi� roco fra i denti.</p><p>�Chiudi quella boccaccia�, suggerii, dopodich� abbattei il suo braccio contro la pietra. Uno schianto assordante echeggi� fra gli alberi. Il masso trem� e un frammento, all�incirca un ottavo, si stacc� da una faglia prima invisibile, precipit� fragorosamente a terra e colp� il piede di Emmett. Ridacchiai. Udivo il riso soffocato di Edward e Jacob.</p><p>Emmett calci� il lastrone oltre il fiume. Il frammento tranci� a met� un giovane acero prima di fermarsi con un tonfo ai piedi di un grosso abete, che ondeggi� e si abbatt� su un albero vicino.</p><p>�Rivincita. Domani�.</p><p>�Non perder� le forze tanto presto�, gli dissi. �Fra un mesetto, magari�.</p><p>Emmett ringhi�, scoprendo i denti. �Domani�.</p><p>�Tutto pur di farti felice, fratellone�.</p><p>Voltandosi per andarsene diede un pugno al granito, da cui stacc� una valanga di polvere e schegge. A modo suo, con quel comportamento infantile, mi faceva tenerezza.</p><p>Affascinata dalla prova inconfutabile di essere pi� forte del pi� forte vampiro che avessi mai conosciuto, appoggiai la mano aperta sulla roccia e premetti lentamente le dita nella pietra, sbriciolandola pi� che scavandola; la consistenza mi ricord� quella del formaggio duro. Mi ritrovai con una manciata di ghiaia in mano.</p><p>�Fico�, mormorai.</p><p>Con un ghigno stampato in faccia ruotai su me stessa e diedi un colpo di taglio al masso. La pietra stridette, emise un gemito e si spezz� a met� sollevando una nuvola di polvere.</p><p>Iniziai a ridacchiare fra me.</p><p>Non prestai molta attenzione alle risatine alle mie spalle mentre prendevo a pugni e calci il resto del masso riducendolo in frammenti. Mi stavo divertendo troppo, sghignazzando ebbra di gioia. Fu solo quando udii una risata nuova, un ridacchiare acuto e argentino come di campanelli, che interruppi il mio stupido gioco.</p><p>�Sbaglio, o ha riso?�.</p><p>Tutti fissavano Renesmee con la stessa espressione sbalordita che dovevo avere io.</p><p>�S�, rispose Edward.</p><p>�E chi <emphasis>non</emphasis> stava ridendo?�, borbott� Jake alzando gli occhi al cielo.</p><p>�Dimmi che, la tua prima volta, non ti sei lasciato andare un pochino anche tu, cane�, lo prese in giro Edward senza la bench� minima nota di rivalit� nella voce.</p><p>�� diverso�, disse Jacob sferrando, con mia sorpresa, un pugno amichevole alla spalla di Edward. �Bella � una donna adulta, moglie e madre. Dovrebbe avere un po� pi� di seriet�.</p><p>Renesmee si accigli� e tocc� il viso di Edward.</p><p>�Cosa vuole?�, domandai.</p><p>�Meno seriet�, rispose Edward ghignando. �Si stava divertendo a vedere come te la godevi, quasi quanto me�.</p><p>�Sono buffa?�, chiesi a Renesmee fiondandomi verso di lei e allungando le braccia per prenderla nel momento stesso in cui si tendeva verso di me. La presi da Edward e le offrii la scheggia che avevo in mano. �Vuoi provare?�.</p><p>Renesmee sfoder� il suo sorriso scintillante, afferr� la pietra e la strinse fra le mani. La concentrazione le scav� una fossetta fra le sopracciglia.</p><p>Si ud� il suono leggero di qualcosa che si sbriciolava e si intravide un po� di polvere. Renesmee aggrott� la fronte e mi tese il sasso.</p><p>�Ci penso io�, dissi riducendolo in sabbia fra pollice e indice.</p><p>Renesmee batt� le mani e rise, e nell�udire quel suono delizioso ci unimmo tutti a lei.</p><p>Il sole comparve all�improvviso fra le nuvole, proiettando lunghi raggi oro e rosso rubino su noi dieci, e di colpo mi persi nella bellezza della mia pelle alla luce del tramonto. Ne ero abbagliata.</p><p>Renesmee ne accarezz� le sfaccettature lisce, che brillavano come un diamante, poi pos� il braccio accanto al mio. La sua pelle possedeva una luminosit� vaga, sottile e misteriosa, lontana dallo scintillio che mi avrebbe costretta a chiudermi in casa nelle giornate di sole. Mi tocc� il viso, contrariata dalla differenza fra noi.</p><p>�Sei pi� bella tu�, la rassicurai.</p><p>�Non sono sicuro di potermi dichiarare d�accordo�, disse Edward ma, quando mi voltai per rispondergli, il sole sul suo viso mi lasci� senza parole.</p><p>Jacob teneva una mano davanti alla faccia, fingendo di ripararsi gli occhi dal riverbero. �L�assurda Bella�, disse.</p><p>�Che creatura affascinante�, mormor� Edward in tono di conferma, come se il commento di Jacob fosse stato un complimento. Era abbagliato e abbagliante.</p><p>Era una sensazione strana � eppure non mi sorprendeva, perch� ormai tutto era strano -, quella di possedere un talento naturale per qualcosa. Da umana non ero mai stata la migliore in niente. Con Ren�e me l�ero cavata abbastanza bene ma, probabilmente, un mucchio di gente se la sarebbe cavata meglio; Phil mi sembrava in gamba. A scuola andavo bene, ma non ero mai stata la prima della classe. Doti sportive, nemmeno a parlarne. Nessuna inclinazione artistica n� musicale, nessun talento particolare da vantare. Premi a chi leggeva troppi libri non ne davano mai. Dopo diciotto anni di mediocrit� ero abbastanza abituata a rientrare nella media. D�un tratto mi resi conto che avevo rinunciato da tempo a qualunque aspirazione di emergere, di brillare. Sfruttavo al meglio ci� che avevo, senza mai sentirmi a posto veramente nel mio mondo.</p><p>Adesso, invece, era diverso. Ero stupefacente per loro e per me stessa. Era come se fossi nata per essere una vampira. Al pensiero mi venne voglia di ridere, persino di mettermi a cantare. Avevo trovato il mio posto nel mondo, un posto su misura per me, il posto in cui brillare.</p></section><section><title><p>27</p><p>Progetti di viaggio</p></title><p>Da quando ero diventata una vampira, prendevo la mitologia molto pi� sul serio.</p><p>Spesso, ripensando ai miei primi tre mesi da immortale, cercavo d�immaginare che aspetto dovesse avere il filo della mia vita nelle mani delle Parche (a questo punto, chi poteva dire che non esistessero davvero?) ed ero certa che avesse cambiato colore. Credo che in origine fosse di un beige delicato, qualcosa di conciliante e non polemico, adatto a uno sfondo. Adesso doveva essere rosso acceso, o magari oro lucente.</p><p>L�arazzo di amici e familiari che mi si era tessuto attorno era bellissimo e splendente, sgargiante dei loro vivaci colori complementari.</p><p>Alcuni dei fili che avevo finito per includere nella mia vita mi sorprendevano. I licantropi, con le loro intense tonalit� boschive, non li avevo calcolati; Jacob s�, naturalmente, e anche Seth. Ma pure i miei vecchi amici Embry e Quil erano entrati a far parte dell�arazzo nel momento in cui si erano uniti al branco di Jacob, e persino Emily e Sam si dimostravano cordiali. Le tensioni fra le nostre famiglie si stemperarono soprattutto grazie a Renesmee. Era facile volerle bene.</p><p>Non avevo previsto nemmeno che Sue e Leah Clearwater si intrecciassero al tessuto della nostra vita.</p><p>Sue sembrava essersi assunta il compito di spianare a Charlie la strada della transizione verso il mondo della fantasia. Lo accompagnava dai Cullen quasi tutti i giorni, sebbene desse l�impressione di non trovarsi mai veramente a proprio agio, a differenza di suo figlio e della maggior parte del branco di Jacob. Non parlava molto e si limitava a vegliare protettiva su Charlie. Era sempre suo il primo sguardo che Charlie cercava quando Renesmee lo inquietava con la sua precocit�, il che accadeva spesso. Per tutta risposta Sue lanciava un�occhiata eloquente a Seth, come a significare: �A chi lo dici�.</p><p>Leah era ancora pi� a disagio di Sue ed era la sola, fra i membri pi� recenti della famiglia, apertamente ostile alla fusione. Per� il nuovo cameratismo che si era venuto a instaurare fra lei e Jacob la teneva vicina a tutti noi. Una volta, non senza una certa esitazione, chiesi spiegazioni a Jacob. Non volevo impicciarmi dei fatti loro, ma m�incuriosiva la nuova piega presa dal suo rapporto con lei. Jacob si strinse nelle spalle e disse che era una questione di branco. Leah era il capo in seconda, adesso, la sua "beta", come l�avevo chiamata una volta, tanto tempo prima.</p><p>�Ho pensato che se volevo fare sul serio con questa storia dell�alfa�, spieg� Jacob, �certe formalit� andavano messe in chiaro�.</p><p>Nel suo nuovo ruolo Leah sentiva il bisogno di fare spesso rapporto a Jacob e dato che lui era sempre con Renesmee...</p><p>Leah non era contenta di frequentarci, ma costituiva l�eccezione. Ormai l�ingrediente principale della mia vita, il tratto dominante dell�arazzo, era la felicit�. Al punto che il mio rapporto con Jasper divenne molto pi� intimo di quanto mi fossi mai sognata.</p><p>Sulle prime, per�, mi aveva davvero infastidita.</p><p>�Ges��, mi lamentai con Edward una sera, dopo aver deposto Renesmee nel suo lettino di ferro battuto. �Se non ho ammazzato Sue o Charlie finora, probabilmente non lo far� mai. Vorrei che Jasper la smettesse di girarmi intorno a quel modo!�.</p><p>�Nessuno lo mette in dubbio, Bella, neppure per un momento�, mi assicur� Edward, �ma sai com�� fatto Jasper, non sa resistere a un buon clima emotivo. E tu sei sempre cos� felice, amore, che ti gravita attorno senza nemmeno accorgersene�.</p><p>Poi mi abbracci� forte, perch� nulla gli faceva pi� piacere dello stato d�estasi permanente che mi dava la mia nuova vita.</p><p>In effetti ero quasi sempre di umore euforico. Le giornate non erano mai abbastanza lunghe da consentirmi di fare il pieno d�adorazione per mia figlia e le notti erano sempre troppo corte perch� potessi appagare il mio bisogno di Edward.</p><p>C�era anche una zona d�ombra, per�. Immaginavo che, vista dal rovescio, la trama delle nostre vite avrebbe mostrato i lugubri intrecci grigi del dubbio e della paura.</p><p>Renesmee disse la sua prima parola a una settimana esatta di vita. La parola era <emphasis>mamma</emphasis> e mi avrebbe resa immensamente felice se non fossi stata cos� preoccupata per la rapidit� dei suoi progressi da contraccambiarla a malapena con un sorriso sul mio volto impietrito. Il fatto che alla prima parola seguisse la prima frase, nello spazio dello stesso respiro, non contribu�, ovviamente, a confortarmi. �Mamma, dov�� il nonno?�, chiese con voce squillante da soprano. Parl� a voce alta solo perch� mi trovavo dall�altra parte della stanza. L�aveva gi� chiesto a Rosalie facendo ricorso ai suoi soliti (o del tutto insoliti, a seconda del punto di vista) mezzi di comunicazione e, dato che Rosalie non lo sapeva, si era rivolta a me.</p><p>Una situazione analoga si verific� nemmeno tre settimane pi� tardi, quando mosse i primi passi: dopo aver fissato per un lungo istante Alice, che volteggiava qua e l� con le braccia cariche di fiori da distribuire fra i vasi disseminati per la stanza, si alz� in piedi senza nemmeno vacillare e attravers� il locale con grazia di poco inferiore a quella della zia.</p><p>Jacob scoppi� in un applauso, ovviamente per assecondare le aspettative di Renesmee. Il legame che lo univa a lei lo induceva a mettere in secondo piano i propri impulsi personali: il suo primo istinto era sempre di dare a Renesmee ci� di cui aveva bisogno. Per� i nostri sguardi s�incrociarono e io vidi riflesso nei suoi occhi lo stesso panico che sapevo presente nei miei. Mi obbligai a battere le mani anch�io, cercando di non mostrare a Renesmee la mia paura. Edward applaudiva piano accanto a me. Non avevamo bisogno di dar voce ai nostri pensieri per sapere che si equivalevano.</p><p>Edward e Carlisle cominciarono a fare ricerche a tappeto, nella speranza di trovare una risposta, un qualunque dato che consentisse di fare una previsione. In giro c�era poco e niente di verificabile.</p><p>In genere Alice e Rosalie aprivano la nostra giornata con una sfilata di moda. Renesmee non indossava mai due volte lo stesso vestito, in parte perch� le andavano subito tutti troppo piccoli e in parte perch� Alice e Rosalie stavano cercando di creare un album fotografico che sembrava coprire anni invece che settimane. Le scattavano migliaia di foto, per documentare ogni fase della sua infanzia accelerata.</p><p>A tre mesi Renesmee poteva passare per una bambina di un anno molto cresciuta, o per una di due un po� piccola. Non aveva la struttura fisica tipica della prima infanzia, perch� era pi� sottile e aggraziata, con proporzioni simili a quelle di un adulto. I riccioli color del bronzo le arrivavano alla vita; non avrei avuto la forza di tagliarglieli, nemmeno se Alice l�avesse consentito. Articolava alla perfezione ogni parola e parlava con assoluta propriet� di linguaggio, ma si dava raramente la pena di aprir bocca: preferiva <emphasis>mostrare</emphasis> ci� che voleva. Oltre che camminare, sapeva correre e ballare. Ed era persino in grado di leggere.</p><p>Una sera le stavo leggendo Tennyson, perch� mi pareva che il ritmo e l�andamento della sua poesia avessero un effetto rilassante su di lei. (Dovevo cercare continuamente nuovo materiale: a differenza di qualsiasi altro bambino, Renesmee non amava sentirsi raccontare sempre le stesse storie e non aveva pazienza per i libri illustrati). Allung� una mano per toccarmi la guancia, nella mente un�immagine di noi due, solo che nella sua testa era <emphasis>lei</emphasis> a tenere il libro. Glielo cedetti con un sorriso.</p><p>�<emphasis>Musica dolce qui pi� lene cade</emphasis>�, cominci� a leggere senza esitazione, �<emphasis>che non sull�erba petali di rose o, in uno stretto, su silenziose acque, fra rocce, a notte, le rugiade.</emphasis>..�.</p><p>Le tolsi il libro di mano con un gesto automatico.</p><p>�Come fai ad addormentarti, se leggi?�, chiesi trattenendo a stento il tremito nella voce.</p><p>Secondo i calcoli di Carlisle, il ritmo di crescita del suo corpo stava rallentando gradualmente, ma la sua intelligenza, a quanto pareva, continuava la corsa. E se anche il rallentamento fosse proseguito a quel ritmo, nel giro di quattro anni al massimo sarebbe stata adulta.</p><p>Quattro anni. E a quindici sarebbe stata una donna anziana.</p><p>Soltanto quindici anni di vita.</p><p>Eppure <emphasis>scoppiava di salute.</emphasis> Era sveglia, vivace, radiosa e felice. Di fronte al suo evidente benessere, mi era facile godermi il momento e lasciare il domani dov�era, cio� ancora di l� da venire.</p><p>Edward e Carlisle discutevano le possibili alternative future in uno scambio di sussurri che mi sforzavo di non ascoltare, ma non lo facevano mai in presenza di Jacob, perch� dell�unico modo <emphasis>sicuro</emphasis> che conoscessero per arrestare l�invecchiamento Jacob non sarebbe stato entusiasta. Nemmeno io, se era per quello. <emphasis>Troppo pericoloso!</emphasis>, urlava il mio istinto. Jacob e Renesmee avevano troppe cose in comune, erano entrambi esseri ibridi, a met� fra due mondi. E, stando alle storie sui licantropi, il veleno di vampiro era una condanna a morte, pi� che un passaporto per l�immortalit�...</p><p>Esaurite le possibilit� di ricerca da casa, Edward e Carlisle si stavano preparando a risalire direttamente alla fonte delle antiche leggende. Dovevamo tornare in Brasile e ricominciare da l�. Nei miti degli indios Ticuna si parlava di bambini come Renesmee... Se erano gi� esistiti altri piccoli semi-immortali come lei, forse era possibile sapere qualcosa di pi� sul loro arco di vita.</p><p>Restava solo da stabilire quando saremmo partiti.</p><p>L�incognita ero io. In parte perch� volevo rimanere a Forks fino a dopo le feste, per Charlie, ma soprattutto perch� ero ben conscia di avere un altro viaggio da compiere, come priorit� assoluta. E dovevo compierlo da sola.</p><p>Era stato l�unico motivo di attrito fra Edward e me da quando ero diventata una vampira. E il contenzioso riguardava principalmente il "da sola". Ma la realt� era quella e il mio piano era l�unico che avesse un senso. Dovevo presentarmi ai Volturi e non potevo andarci accompagnata.</p><p>Anche ora che mi ero liberata dei vecchi incubi, anzi, dei sogni tout court, mi era impossibile dimenticare i Volturi. N� loro mancavano di rinfrescarci la memoria, peraltro.</p><p>Fino al giorno in cui arriv� il regalo di Aro, non sapevo che Alice avesse mandato una partecipazione di matrimonio ai capi dei Volturi; Edward e io eravamo lontani, sull�Isola Esme, quando Alice aveva avuto una visione di alcuni soldati Volturi, fra i quali Jane e Alec, i gemelli dalla forza devastante. Caius era deciso a inviare un manipolo di cacciatori per scoprire se ero ancora umana, perch� ci� sarebbe stato contrario all�editto (dato che conoscevo il segreto dei vampiri, dovevo diventare una di loro, oppure dovevo essere messa a tacere. Per sempre). Perci� Alice aveva spedito la partecipazione, conscia che avrebbero perso tempo a interpretarne il significato. Prima o poi, per�, sarebbero venuti. Poco ma sicuro.</p><p>Il regalo di per s� non era un�aperta minaccia. In un certo senso, era spaventoso per la sua stravaganza, ma la parte pi� minacciosa era nell�ultima frase del biglietto di auguri che Aro aveva vergato di proprio pugno, in inchiostro nero, su un biglietto di cartoncino bianco:</p><cite><p>Sono ansioso d�incontrare di persona la nuova signora Cullen.</p></cite><p>Il regalo era contenuto in un�antica scatola di legno riccamente intagliata, con intarsi in oro e madreperla, un arcobaleno di pietre preziose. Alice osserv� che gi� la scatola da sola era un tesoro di valore incommensurabile e avrebbe fatto impallidire, al confronto, qualunque gioiello � a eccezione di quello che vi era contenuto.</p><p>�Mi ero sempre chiesto che fine avessero fatto i gioielli della corona dopo che Giovanni d�Inghilterra li impegn�, nel tredicesimo secolo�, disse Carlisle. �Chiss� perch� non mi sorprende che i Volturi si siano aggiudicati la propria quota del bottino�.</p><p>La collana era semplice: un cordone a scaglie d�oro spesso come una fune, una specie di liscio serpente da arrotolarsi stretto intorno al collo. Al centro pendeva un diamante bianco grosso quanto una pallina da golf.</p><p>Pi� della collana, per�, a me interessava la velata minaccia che chiudeva il messaggio. I Volturi avevano bisogno di accertarsi che fossi diventata immortale, che i Cullen avessero obbedito agli ordini, e <emphasis>avevano fretta.</emphasis> Non potevamo permettere che si avvicinassero a Forks ed esisteva un unico modo per tutelare la nostra sicurezza.</p><p>�Da sola non ci vai�, aveva insistito Edward a denti stretti, i pugni serrati.</p><p>�Non mi faranno del male�, gli avevo detto nel tono pi� suadente che fossi riuscita a di tirare fuori, sforzandomi di apparire convinta. �Non ne hanno motivo. Sono una vampira ormai. Il caso � chiuso�.</p><p>�No. Neanche per idea�.</p><p>�Edward, � l�unico modo per proteggerla�.</p><p>A quello non aveva saputo cosa ribattere. La mia logica era a prova di bomba.</p><p>Anche per quel poco che lo conoscevo, avevo capito che Aro era un collezionista e i pezzi pi� ambiti erano quelli <emphasis>vivi.</emphasis> La bellezza, il talento e l�unicit� dei suoi seguaci immortali lo esaltavano pi� di qualunque gioiello custodito nei suoi forzieri. Era gi� abbastanza increscioso che avesse messo gli occhi sulle capacit� di Edward e Alice; non intendevo offrirgli altri motivi d�invidia nei confronti della famiglia di Carlisle, Renesmee era bella, dotata e speciale: un pezzo unico. Non potevo permettere che Aro la vedesse, nemmeno attraverso i pensieri di qualcun altro.</p><p>E io ero l�unica di cui non poteva ascoltare i pensieri. Ovvio che dovevo andare sola.</p><p>Alice non intravedeva alcun problema nel mio viaggio, ma era preoccupata dalla mancanza di chiarezza delle sue visioni. Disse che a volte si facevano indistinte se si riferivano a decisioni esterne <emphasis>potenzialmente</emphasis> conflittuali e non ancora risolte in maniera definitiva. Questa incertezza faceva s� che Edward, gi� poco convinto, si opponesse con fermezza alla mia iniziativa. Era deciso a venire con me fino a Londra, dove avrei fatto scalo, ma non volevo lasciare Renesmee senza <emphasis>entrambi</emphasis> i genitori. Mi avrebbe accompagnata Carlisle. Saperlo a sole poche ore di distanza da me ci avrebbe fatti sentire un po� pi� tranquilli.</p><p>Alice continuava a scrutare il futuro, ma ci� che trovava non aveva nulla a che vedere con quello che stava cercando. Un nuovo trend sul mercato azionario; la possibilit� di una visita di riconciliazione da parte di Irina (ma era ancora indecisa); una bufera di neve, per� non prima di altre sei settimane; una telefonata di Ren�e (mi stavo esercitando a rendere pi� roca la mia voce e facevo progressi di giorno in giorno. Per lei ero ancora malata, ma mi stavo riprendendo).</p><p>Comprammo i biglietti per l�Italia il giorno dopo che Renesmee ebbe compiuto tre mesi. Dato che avevo intenzione di star via molto poco, non dissi nulla a Charlie. Jacob lo sapeva e la pensava come Edward. Quel giorno, tuttavia, l�oggetto di discussione era il Brasile. Jacob era deciso a venire con noi.</p><p>Stavo cacciando con Jacob e Renesmee. Lei non andava pazza per la dieta a base di sangue animale ed era quello il motivo per cui a Jacob era permesso accompagnarci: la buttava in competizione e non c�era modo migliore per convincere la piccola a cacciare.</p><p>Renesmee aveva le idee chiare sulla differenza fra buono e cattivo in materia di caccia agli umani e considerava il sangue dei donatori come un buon compromesso. Il sangue umano la saziava e sembrava compatibile con il suo organismo, ma la sua reazione ai cibi solidi era la stessa che avevo io, da piccola, nei confronti del cavolo o dei fagioli. Se non altro il sangue animale era meglio di <emphasis>quelli.</emphasis> Renesmee era un tipo competitivo e la sfida con Jacob la stimolava a cacciare.</p><p>�Jacob�, dissi, decisa a dissuaderlo mentre Renesmee saltellava verso la lunga radura di fronte a noi in cerca di tracce olfattive interessanti. �Hai delle responsabilit� qui. Seth, Leah...�.</p><p>Sbuff�. �Non sono la balia del branco. E anche loro hanno delle responsabilit� a La Push�.</p><p>�Quanto te? Allora abbandoni ufficialmente la scuola? Se vuoi tener testa a Renesmee, dovrai darci dentro molto di pi� con lo studio, sappilo�.</p><p>�Consideralo un anno sabbatico. Riprender� il liceo quando il ritmo... rallenter�.</p><p>A quelle parole persi di vista l�obiezione che volevo muovere ed entrambi guardammo automaticamente Renesmee. Osservava i fiocchi di neve che le vorticavano alti sopra la testa e si scioglievano prima di imbiancare l�erba ingiallita della lunga radura, a forma di punta di freccia, in cui ci trovavamo. Il suo vestito avorio con le arricciature era di un tono appena pi� scuro della neve e i suoi riccioli ramati riuscivano a emettere bagliori nonostante il sole fosse sepolto sotto una spessa coltre di nubi.</p><p>La vedemmo piegarsi sulle ginocchia per un istante e poi spiccare un balzo di quattro metri buoni per aria. Chiuse la manina attorno a un fiocco e torn� a posarsi dolcemente a terra.</p><p>Si volt� a guardarci con quel suo sorriso sconvolgente � non era proprio possibile farci l�abitudine � e apr� la mano per mostrarci la stella di ghiaccio a otto punte, minuscola e perfetta, prima che si sciogliesse.</p><p>�Carino�, apprezz� Jacob, �ma ho come l�impressione che ti si sia ingolfato il motore, Nessie�.</p><p>Renesmee lo raggiunse con un balzo; Jacob tese le braccia nel momento esatto in cui lei gli si tuffava sopra, con una manovra perfettamente sincronizzata. Renesmee faceva cos� quando aveva qualcosa da dire, perch� parlare a voce alta continuava a non andarle a genio.</p><p>Gli tocc� la faccia, corrucciando deliziosamente il visino mentre tendevamo tutti e tre l�orecchio al rumore di un piccolo branco di alci che s�inoltravano nel bosco.</p><p>�<emphasis>Nooo</emphasis> che non hai sete, Nessie, come no�, rispose Jacob in tono vagamente sarcastico ma pieno di indulgenza. �Hai solo paura che il pi� grosso me lo becchi ancora io!�.</p><p>Renesmee si catapult� via dalle sue braccia, tocc� elegantemente terra e alz� gli occhi al cielo � somigliava moltissimo a Edward quando faceva cos�. Poi si lanci� fra gli alberi.</p><p>�Ci penso io�, disse Jacob quando mi vide inclinare il busto come per inseguirla. Si strapp� di dosso la maglietta e, gi� tremante, guizz� anche lui nella foresta. �Non vale barare�, grid�.</p><p>Scuotendo la testa, sorrisi al turbine di foglie che avevano sollevato. A volte, dei due il vero bambino era Jacob.</p><p>Concessi ai miei compagni di caccia qualche minuto di vantaggio. Sarebbe stato pi� che facile seguirne le tracce, e Renesmee voleva di certo sorprendermi con le dimensioni della sua preda. Sorrisi di nuovo.</p><p>Il prato era tranquillo e molto vuoto. I fiocchi di neve si stavano diradando e svanendo. Alice aveva visto giusto, la vera nevicata sarebbe giunta di l� a qualche settimana.</p><p>Di solito Edward si univa alla nostra caccia, ma quel giorno era con Carlisle, a programmare il viaggio a Rio all�insaputa di Jacob... Mi accigliai. Mi sarei schierata dalla parte di Jacob, <emphasis>doveva</emphasis> venire con noi. La posta in gioco era grossa per lui quanto per noi: c�era di mezzo la sua vita, n� pi� n� meno della mia.</p><p>Mentre il mio pensiero si perdeva nel futuro prossimo, perlustrai in automatico il fianco della montagna in cerca di prede e di pericoli. Non era una decisione cosciente, quanto un riflesso innato.</p><p>O forse <emphasis>avevo</emphasis> una ragione per scandagliare i dintorni, un minuscolo qualcosa che i miei sensi affilati come lame avevano registrato prima ancora che il cervello elaborasse il pensiero.</p><p>Mentre i miei occhi saettavano lungo il crinale di uno strapiombo lontano, che si stagliava netto, con il suo grigio azzurrino, sul verde scuro della foresta, una scintilla argentata � o dorata? � attir� la mia attenzione.</p><p>Misi a fuoco quel colore fuori posto, cos� remoto nella foschia che nemmeno un�aquila l�avrebbe notato. Aguzzai lo sguardo.</p><p>Lei mi fiss� di rimando.</p><p>Che fosse una vampira era fuor di dubbio. Aveva la pelle color bianco marmo, la sua consistenza un milione di volte pi� liscia e compatta di quella umana, e splendeva nonostante il cielo coperto. Se non fosse stato per la pelle, sarebbe stata l�immobilit� a tradirla. Soltanto una statua o un vampiro potevano restare cos� perfettamente immobili.</p><p>Aveva i capelli biondi, chiarissimi, quasi platino. Ecco cos�era il riverbero che mi aveva catturato l�occhio. Le scendevano dritti come un regolo, divisi da una riga in mezzo, fino all�altezza del mento.</p><p>Per me era una perfetta sconosciuta. Ero pi� che sicura di non averla mai vista prima, nemmeno quand�ero umana. Nessuna delle facce che fluttuavano nella mia memoria melmosa corrispondeva alla sua. Eppure la riconobbi immediatamente dagli occhi color oro cupo.</p><p>Alla fine Irina si era decisa a venire.</p><p>Rimasi a fissarla per un momento e lei ricambi� il mio sguardo. Chiss� se anche lei aveva capito subito chi ero. Alzai un braccio a met�, per accennare un saluto, ma le sue labbra si contrassero impercettibilmente e le diedero un�espressione di colpo ostile.</p><p>Dalla foresta giunsero il grido di vittoria di Renesmee e l�ululato rimbombante di Jacob, e vidi Irina corrugare il viso pensosa quando, qualche istante dopo, il suono echeggi� fino a lei. Il suo sguardo vir� leggermente a destra e sapevo cosa avrebbe visto: un enorme licantropo fulvo, forse proprio quello che aveva ucciso il suo Laurent. Da quanto ci stava osservando? Abbastanza a lungo da aver assistito al nostro scambio di effusioni, ne ero certa.</p><p>La sua espressione si pieg� in una smorfia di dolore.</p><p>D�istinto allargai le braccia in un gesto di scuse. Lei torn� a fissarmi e arricci� il labbro superiore scoprendo i denti. Un ringhio le fece scattare la mascella.</p><p>Quando la sua debole eco giunse fino a me, Irina era gi� scomparsa nella foresta.</p><p>�Merda!�, mugolai.</p><p>Mi lanciai fra gli alberi nella direzione presa da Renesmee e Jacob, perch� non mi andava di non averli sott�occhio. Non sapevo da che parte si fosse diretta Irina, n� fino a che punto fosse furiosa. La vendetta era una vera fissa per i vampiri, un impulso difficile da eliminare.</p><p>Correndo a tutta velocit� mi bastarono due secondi per raggiungerli.</p><p>�Il mio � pi� grosso�, stava insistendo Renesmee quando irruppi dai fitti rovi nella piccola radura in cui si trovavano lei e Jacob.</p><p>Nel notare la mia espressione Jacob appiatt� le orecchie; si acquatt�, teso in avanti, scoprendo i denti, il muso striato del sangue della preda. Con gli occhi scrutava la foresta. Potevo udire il brontolio che gli stava montando dalla gola.</p><p>Renesmee era all�erta quanto lui. Lasciato cadere un cervo morto, balz� fra le mie braccia tese, premendomi sul viso le manine indagatrici.</p><p>�Forse � stata una reazione esagerata�, rassicurai entrambi. �Credo che vada tutto bene. Aspettate�.</p><p>Tirai fuori il cellulare e premetti un tasto di chiamata rapida. Edward rispose al primo squillo. Jacob e Renesmee ascoltavano attenti mentre lo aggiornavo.</p><p>�Vieni qui e porta anche Carlisle�, trillai cos� rapidamente da dubitare che Edward riuscisse a seguirmi. �Ho visto Irina, e lei mi ha visto, ma poi ha notato Jacob, si � arrabbiata e se ne � andata, credo. Qui non si � vista � non ancora, perlomeno � ma mi � sembrata parecchio sconvolta, per cui magari si avviciner�. In caso contrario, tu e Carlisle dovrete inseguirla e parlare con lei. Non sono tranquilla�.</p><p>Jacob borbott�.</p><p>�Trenta secondi e siamo l�, mi assicur� Edward e riuscivo a udire il fruscio del vento prodotto dal suo slancio.</p><p>Ci fiondammo di nuovo verso la radura e aspettammo in silenzio, io e Jacob con le orecchie tese nello sforzo di percepire l�eventuale arrivo della sconosciuta.</p><p>Il suono che udimmo, per�, era pi� che familiare. Un istante dopo Edward era al mio fianco, seguito a breve distanza da Carlisle. Fui sorpresa di sentire un tonfo pesante di grossi artigli alle spalle di Carlisle, ma immagino che non avrei dovuto stupirmi. Con Renesmee in pericolo, era ovvio che Jacob chiamasse rinforzi.</p><p>�Era su quel crinale�, dissi tutto d�un fiato, indicando il punto. Se Irina stava scappando, aveva gi� un bel vantaggio. Avrebbe dato ascolto a Carlisle? Ripensando alla sua espressione, ne dubitavo. �Forse dovreste portarvi dietro anche Emmett e Jasper. Aveva un�aria molto... sconvolta. Mi ha ringhiato contro�.</p><p>�Cosa?�, disse Edward irritato.</p><p>Carlisle gli pos� una mano sul braccio. �� in lutto. Vado io�.</p><p>�Vengo con te�, si offr� Edward.</p><p>Si scambiarono una lunga occhiata. Forse Carlisle si chiedeva se fosse il caso di sfruttare le qualit� telepatiche di Edward, malgrado fossero viziate dalla rabbia nei confronti di Irina. Alla fine annu� e partirono sulle tracce della vampira senza chiamare n� Jasper n� Emmett.</p><p>Jacob sbuff� impaziente e spinse il naso contro la mia schiena. Probabilmente voleva portare Renesmee al sicuro, per non correre rischi inutili. Fui d�accordo con lui, e ci precipitammo a casa con Seth e Leah che correvano al nostro fianco.</p><p>Renesmee giaceva sorniona fra le mie braccia, una mano ancora appoggiata sul mio viso. Dato che la battuta di caccia era finita in un nulla di fatto, avrebbe dovuto accontentarsi di sangue donato. Leggevo un vago compiacimento nei suoi pensieri.</p></section><section><title><p>28</p><p>Il futuro</p></title><p>Edward e Carlisle non erano riusciti a raggiungere Irina prima che le sue tracce svanissero nello stretto. Lo avevano attraversato a nuoto nella speranza di ritrovarle sulla sponda orientale, ma per un raggio di chilometri non scoprirono alcun segno del suo passaggio.</p><p>Era tutta colpa mia. Come aveva previsto Alice, era venuta a fare pace con i Cullen e la mia amicizia con Jacob l�aveva fatta infuriare. Quanto avrei voluto accorgermi prima della sua presenza, per impedire a Jacob di trasformarsi. Quanto avrei voluto che fossimo andati a caccia da un�altra parte.</p><p>Ormai c�era poco da rimediare. Carlisle aveva dato a Tanya la scoraggiante notizia. Tanya e Kate non vedevano Irina da quando avevano deciso di venire al mio matrimonio ed erano turbate all�idea che, pur essendo cos� vicina, non fosse tornata a casa; per quanto temporanea, la separazione da una sorella era dolorosa. Mi chiesi se in qualche modo rivivessero la perdita della madre, avvenuta tanti secoli prima.</p><p>Alice riusc� a gettare un paio d�occhiate sull�immediato futuro di Irina, ma non risult� niente di concreto. Da quanto poteva capire, non stava tornando a Denali, per� l�immagine era sfocata. L�unica cosa che riusciva a vedere chiaramente era la sua aria sconvolta; avanzava attraverso una distesa di neve deserta con un�espressione di immenso dolore dipinta sul viso. Quanto alla direzione, si lasciava portare alla deriva dal lutto.</p><p>I giorni passavano e, sebbene non avessi dimenticato nulla, Irina e il suo dolore finirono per scivolare gradualmente fra i pensieri meno urgenti. C�erano cose pi� importanti a cui pensare. Entro pochi giorni sarei partita per l�Italia. Al mio ritorno saremmo andati tutti in Sudamerica.</p><p>Ogni dettaglio era gi� stato ponderato e soppesato almeno cento volte. Avremmo cominciato con i Ticuna risalendo, per quanto possibile, all�origine delle loro leggende. Jacob, la cui partecipazione era ormai un dato di fatto, avrebbe avuto un ruolo di primo piano nel progetto: era improbabile che chi credeva ai vampiri raccontasse a <emphasis>noi</emphasis> ci� che sapeva. Se con i Ticuna fossimo finiti in un vicolo cieco, nella zona c�erano molte altre comunit� strettamente imparentate con cui proseguire. In Amazzonia vivevano certe vecchie amiche di Carlisle: se le avessimo trovate, forse avrebbero potuto fornirci qualche indicazione utile. O perlomeno indirizzarci sulla strada giusta. Era improbabile che le tre vampire amazzoniche avessero qualcosa a che vedere con le leggende sugli ibridi, dato che erano tutte e tre femmine. Era impossibile prevedere la durata della nostra ricerca.</p><p>A Charlie non avevo ancora detto niente del pi� lungo fra i due viaggi, e mentre Edward e Carlisle continuavano a discutere del progetto pensavo e ripensavo a cosa raccontargli. Come dargli la notizia nel modo giusto?</p><p>Mentre mi dibattevo fra i dubbi interiori, osservavo Renesmee. Era acciambellata sul divano, il respiro lento del sonno profondo, il viso incorniciato da un groviglio di riccioli. Di solito Edward e io la riportavamo a casa nostra quand�era ora di dormire, ma quella sera ci eravamo fermati con il resto della famiglia � Edward e Carlisle erano ancora assorti nei preparativi del viaggio.</p><p>Emmett e Jasper, invece, erano pi� interessati alle opportunit� di caccia. L�Amazzonia sarebbe stata una bella novit� rispetto alle nostre normali fonti d�approvvigionamento. Giaguari e pantere, per esempio. Emmett si era fissato con l�anaconda. Esme e Rosalie stavano decidendo cosa mettere in valigia. Jacob era fuori con il branco di Sam a sistemare un paio di cose in previsione della sua assenza.</p><p>Alice si aggirava piano, per i suoi standard, qua e l�, mettendo inutilmente ordine nel salone gi� immacolato, raddrizzando le ghirlande gi� appese da Esme in modo perfetto. In quel momento stava centrando i vasi sulla mensola. Da come vedevo cambiare la sua espressione � prima attenta, poi persa, poi di nuovo attenta � intuivo che stava esplorando il futuro. Immaginai che cercasse di vedere, al di l� dei buchi neri che Jacob e Renesmee producevano nelle sue visioni, cosa ci aspettava in Sudamerica. Poi Jasper disse: �Lascia stare, Alice, <emphasis>lei</emphasis> non � un problema nostro�, e una nuvola di serenit�, silenziosa e invisibile, riemp� la stanza. Quindi stava pensando a Irina.</p><p>Alice fece una linguaccia a Jasper, sollev� un vaso di cristallo pieno di rose bianche e rosse e si diresse in cucina. A parte uno dei fiori bianchi, che accennava appena ad appassire, il bouquet era impeccabile, ma quella sera, evidentemente, Alice inseguiva la perfezione per distrarsi dall�assenza di visioni.</p><p>Ero tornata a fissare Renesmee, perci� non mi accorsi di quando il vaso le sfugg� di mano. Udii solo il fruscio dell�aria sul cristallo e alzai gli occhi appena in tempo per vedere il vaso esplodere in diecimila schegge di diamante sul pavimento di marmo della cucina.</p><p>Restammo perfettamente immobili mentre i frammenti di cristallo volavano e rimbalzavano in tutte le direzioni con un tintinnio discordante, gli occhi di tutti puntati sulla schiena di Alice.</p><p>Il mio primo, irragionevole pensiero fu che ci avesse fatto uno scherzo. Impossibile che avesse lasciato cadere il vaso <emphasis>per sbaglio.</emphasis> Io stessa avrei avuto tutto il tempo di saettare attraverso la stanza e afferrarlo prima che toccasse terra, se non avessi dato per scontato che l�avrebbe fatto lei. E poi, come aveva potuto scivolarle di mano? Con le sue dita infallibili...</p><p>Non avevo mai visto un vampiro lasciar cadere qualcosa per sbaglio. Mai.</p><p>Alice ci stava fissando. Si era voltata con un movimento cos� fulmineo che nemmeno era esistito.</p><p>I suoi occhi erano a met� strada fra noi e il futuro che li teneva inchiodati, spalancati, fissi e dilatati in modo abnorme. Guardarli era come guardar fuori da una tomba; ero sepolta nel terrore, nell�angoscia e nella disperazione del suo sguardo.</p><p>Udii Edward ansimare con un suono spezzato, quasi di soffocamento.</p><p>�<emphasis>Cosa c��?</emphasis>�, ringhi� Jasper, balzando al fianco di Alice in un lampo nebuloso e calpestando le schegge di cristallo. L�afferr� per le spalle e la scosse brutalmente. Alice si lasciava sbatacchiare silenziosa fra le sue mani. �<emphasis>Cosa c��, Alice?</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Con la coda dell�occhio vidi comparire Emmett, i denti scoperti e gli occhi che sciabolavano verso la finestra, come anticipando un attacco.</p><p>Solo silenzio da Esme, Carlisle e Rose, impietriti quanto me.</p><p>Jasper scosse di nuovo Alice. �Che cos��?�.</p><p>�Stanno venendo a prenderci�, sussurrarono Edward e Alice in perfetto sincrono. �Ci sono tutti�.</p><p>Silenzio.</p><p>Per una volta fui io la prima a capire: qualcosa nelle loro parole aveva attivato la mia visione. Era solo il lontano ricordo di un sogno, vago, trasparente, indistinto come se stessi guardando attraverso un fitto velo di garza... Nella mia mente vidi una linea nera avanzare verso di me, il fantasma del mio quasi dimenticato incubo umano. Nell�immagine sbiadita non riuscivo a vedere il luccichio dei loro occhi rossi, n� il balenare dei loro denti acuminati e velenosi, ma sapevo dove scorgere il riverbero...</p><p>Ancora pi� intensa del ricordo visivo fu la memoria della <emphasis>sensazione</emphasis>, il bisogno lacerante di proteggere la creatura preziosa dietro di me.</p><p>Volevo afferrare Renesmee e stringerla fra le braccia, nasconderla dietro la mia pelle e i miei capelli, renderla invisibile. Ma non riuscivo nemmeno a girarmi per guardarla. Non mi sentivo di pietra, ma di ghiaccio. Per la prima volta dopo la mia rinascita come vampira, provai una sensazione di freddo.</p><p>Quasi non udii la conferma dei miei timori, ma non ne avevo bisogno. Sapevo.</p><p>�I Volturi�, gemette Alice.</p><p>�Tutti�, precis� Edward nello stesso momento e con lo stesso tono di voce.</p><p>�Perch�?�, sussurr� Alice fra s�. �Come mai?�.</p><p>�Quando?�, bisbigli� Edward.</p><p>�Perch�?�, fece eco Rosalie.</p><p>�<emphasis>Quando?</emphasis>�, ripet� Jasper in una voce di ghiaccio che si spezza.</p><p>Alice non batt� nemmeno le palpebre, ma fu come se sugli occhi le calasse un velo; il suo sguardo divenne completamente vitreo. Solo la bocca conserv� un�espressione d�orrore.</p><p>�Fra non molto�, rispose all�unisono con Edward. Poi aggiunse: �C�� neve nella foresta, neve in citt�. Poco pi� di un mese�.</p><p>�Ma perch�?�. Questa volta era Carlisle.</p><p>Fu Esme a rispondere. �Deve esserci un motivo. Forse per vedere...�.</p><p>�Non � per Bella�, disse Alice cupa. �Stanno venendo tutti, Aro, Caius, Marcus, la guardia al completo, persino le mogli�.</p><p>�Le mogli non lasciano mai la citt�, obiett� Jasper con voce incolore. �Mai. Non l�hanno lasciata durante la guerra del Sud, n� quando i rumeni hanno cercato di conquistare il potere, nemmeno quando davano la caccia ai bambini immortali...�.</p><p>�Stavolta invece s�, sussurr� Edward.</p><p>�Ma <emphasis>perch�</emphasis>?�, chiese di nuovo Carlisle. �Non abbiamo fatto niente! E se anche avessimo fatto qualcosa, cosa potrebbe essere tanto grave da farci meritare <emphasis>questo</emphasis>?�.</p><p>�Siamo in tanti�, rispose Edward atono. �Vorranno assicurarsi che...�. Non termin� la frase.</p><p>�La domanda cruciale � un�altra! Perch�?�.</p><p>Sentivo di conoscere la risposta e allo stesso tempo temevo che non fosse quella giusta. Il motivo era Renesmee, ne ero certa. Tutto sommato ero sin dall�inizio consapevole che sarebbero venuti per lei. Il mio inconscio mi aveva avvertita ancor prima che scoprissi di averla dentro di me. Adesso mi sembrava strano ma scontato. Come se avessi sempre saputo che i Volturi sarebbero venuti a strapparmi di mano la felicit�.</p><p>Ma la domanda restava senza risposta.</p><p>�Torna indietro, Alice�, preg� Jasper. �Cerca il fattore scatenante. Fruga�.</p><p>Alice scosse lentamente la testa, le spalle basse. �� uscita dal nulla, Jazz. Non stavo cercando n� loro n� noi. Cercavo Irina e non era dove mi aspettavo che fosse�. La sua voce si affievol�, gli occhi tornarono a perdersi nel vuoto. Per un istante interminabile mise a fuoco il nulla di fronte a s�.</p><p>Poi sollev� la testa di scatto, lo sguardo duro come selce. Sentii Edward trattenere il fiato.</p><p>�Ha deciso di andare da loro�, disse Alice. �Irina ha deciso di andare dai Volturi. Poi prenderanno una decisione... � come se la stessero aspettando. Come se avessero gi� deciso e stessero aspettando che lei...�.</p><p>Cal� nuovamente il silenzio mentre digerivamo la notizia. Cosa avrebbe detto Irina ai Volturi di tanto grave da scatenare la terribile visione di Alice?</p><p>�Possiamo fermarla?�, chiese Jasper.</p><p>�Impossibile. � quasi arrivata�.</p><p>�Cosa sta facendo?�, sentii chiedere Carlisle, ma non stavo pi� seguendo la conversazione. Tutta la mia attenzione era concentrata sull�immagine che la mia mente stava tratteggiando con dolorosa precisione.</p><p>Vedevo Irina in cima al pendio, intenta a osservare qualcosa. Cosa aveva visto? Un vampiro e un licantropo uniti da un evidente rapporto di amicizia. Mi ero fissata su quell�immagine, perch� avrebbe spiegato la sua reazione. Ma Irina aveva visto anche dell�altro.</p><p>Una bambina. Una bambina splendida che mostra la propria bravura nella neve, indubbiamente pi� che umana...</p><p>Irina... le sorelle orfane... Carlisle aveva detto che la perdita della madre a causa delle leggi dei Volturi aveva fatto di Tanya, Kate e Irina delle puriste in materia di giustizia.</p><p>Solo mezzo minuto prima Jasper l�aveva detto: <emphasis>Nemmeno quando davano la caccia ai bambini immortali...</emphasis> I bambini immortali, il flagello innominabile, l�orrendo tab�.</p><p>Con il suo passato, quale altra interpretazione avrebbe potuto dare Irina a ci� che vedeva? Non era abbastanza vicina da sentire il cuore di Renesmee e percepire il calore emanato dal suo corpo. A quanto ne sapeva, le sue guance rosate avrebbero potuto benissimo essere un trucco.</p><p>In fin dei conti i Cullen facevano comunella con i licantropi. Dal punto di vista di Irina, poteva significare che niente era troppo per noi.</p><p>Irina che si torce le mani nella neve: non al ricordo della morte di Laurent, ma nella certezza che � suo dovere denunciare i Cullen, sapendo a quale destino andranno incontro se lo far�. A quanto pareva, la sua coscienza aveva avuto la meglio su secoli d�amicizia.</p><p>E la reazione dei Volturi a quel genere d�infrazione era cos� automatica che la decisione era gi� presa.</p><p>Mi girai e mi stesi accanto al corpo addormentato di Renesmee, coprendola con i miei capelli, seppellendo il viso nei suoi riccioli.</p><p>�Pensate a cosa ha visto questo pomeriggio�, dissi sottovoce, interrompendo Emmett che stava per parlare. �Come reagirebbe qualcuno che ha perso la madre a causa dei bambini immortali, vedendo Renesmee?�.</p><p>Scese di nuovo il silenzio mentre gli altri arrivavano alla conclusione che io avevo gi� raggiunto.</p><p>�Una bambina immortale�, sussurr� Carlisle.</p><p>Sentii Edward inginocchiarsi accanto a me e abbracciare entrambe.</p><p>�Ma si sbaglia�, proseguii. �Renesmee non � come quei piccoli. Loro erano congelati in un momento preciso, lei cresce a vista d�occhio ogni giorno. Loro erano incontrollabili, lei non ha mai fatto del male a Sue o Charlie, e nemmeno mostra loro cose che potrebbero ferirli. Lei <emphasis>sa controllarsi.</emphasis> � gi� pi� in gamba della maggior parte degli adulti. Non ci sarebbe motivo di...�.</p><p>Continuai a sproloquiare, in attesa che qualcuno sospirasse di sollievo, che il gelo nella stanza si sciogliesse perch� si erano resi conto che avevo ragione. Invece la tensione sembr� aumentare. Finch� la mia voce, sempre pi� fievole, svan� nel mezzo di una frase.</p><p>Per un pezzo nessuno apri bocca.</p><p>Poi Edward mi sussurr� fra i capelli: �Per crimini come questo non � previsto alcun processo, amore. Per Aro i pensieri di Irina sono una <emphasis>prova.</emphasis> Vengono per distruggere, non per discutere�.</p><p>�Ma si sbagliano�, mi ostinai.</p><p>�Non ci lasceranno il tempo di spiegare�.</p><p>Il suo tono di voce era ancora gentile, dolce, vellutato... tuttavia era impossibile non coglierne la nota dolente e disperata. La sua voce era come gli occhi di Alice poco prima, sembrava provenire da una tomba.</p><p>�Cosa possiamo fare?�, domandai.</p><p>Renesmee era calda e perfetta fra le mie braccia, e sognava beata. Mi ero preoccupata cos� tanto per la sua crescita ultrarapida, per il fatto che fosse destinata a vivere solo poco pi� di un decennio... Quelle paure sembravano una vera ironia adesso.</p><p>Poco pi� di un mese...</p><p>Era quello il limite, dunque? Ero stata pi� felice di quanto la maggior parte della gente avrebbe mai potuto essere. C�era chiss� quale legge di natura per cui gioia e dolore dovevano essere distribuiti equamente? La mia bilancia pendeva troppo dalla parte della felicit�? Quattro mesi erano il massimo che mi si poteva concedere?</p><p>Fu Emmett a rispondere alla mia domanda retorica.</p><p>�Combatteremo�, disse calmo.</p><p>�Non possiamo vincere�, brontol� Jasper. Gi� immaginavo che espressione avrebbe avuto, in che modo si sarebbe curvato, protettivo, su Alice.</p><p>�Non possiamo nemmeno scappare. Non con Demetri in giro�. Emmett fece una smorfia schifata e d�istinto compresi che non era il segugio dei Volturi a disgustarlo, bens� l�idea della fuga. �Io non so se <emphasis>non possiamo</emphasis> vincere�, disse. �Ci sono un paio di possibilit� da considerare. Non dobbiamo affrontarli da soli�.</p><p>A quelle parole sollevai di colpo la testa. �Non dobbiamo nemmeno condannare a morte i Quileute, Emmett!�.</p><p>�Rilassati, Bella�. La sua espressione non era molto diversa da quella che aveva quando fantasticava sul corpo a corpo con l�anaconda. Nemmeno la minaccia della distruzione totale riusciva ad alterare il suo modo di far fronte alla realt�, la sua capacit� di esaltarsi all�idea di una sfida. �Non alludevo al branco. Ma siamo realistici: pensi che Jacob o Sam si lasceranno invadere senza reagire? Anche se non ci fosse Nessie di mezzo... Per non parlare del fatto che, grazie a Irina, adesso Aro sa della nostra alleanza con il branco. Tuttavia pensavo ad altri amici�.</p><p>Carlisle mi fece eco in un sussurro. �Non dobbiamo condannare nemmeno loro�.</p><p>�Ehi, li lasceremo decidere�, disse Emmett conciliante. �Non ho detto che li obbligheremo a schierarsi al nostro fianco�. Mentre parlava riuscivo a vedere come il piano prendesse corpo nella sua mente. �Devono solo spalleggiarci quel tanto che basta a far esitare i Volturi. Bella ha ragione, dopotutto. Se solo riuscissimo a tenerli buoni il tempo necessario perch� ascoltino le nostre spiegazioni, a quel punto non ci sarebbe pi� motivo di scontrarsi, purtroppo...�.</p><p>L�ombra di un sorriso aleggiava sul suo volto. Mi stupiva che nessuno gli avesse ancora dato un cazzotto. Io ne avevo voglia.</p><p>�S�, si entusiasm� Esme. �Pu� funzionare, Emmett. Tutto ci� di cui abbiamo bisogno � che i Volturi ci diano retta per un istante. Che si fermino ad <emphasis>ascoltare</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Ci serviranno un bel po� di testimoni�, disse Rosalie con una voce che sembrava fragile come vetro.</p><p>Esme annu�, come se non avesse colto il sarcasmo. �Chiedere a un amico di testimoniare non � pretendere troppo�.</p><p>�Noi lo faremmo, per loro�, disse Emmett.</p><p>�Dobbiamo chiederglielo subito�, mormor� Alice. I suoi occhi erano di nuovo un buco nero. �Dovremo mostrargliela con molta cautela�.</p><p>�Mostrare cosa?�, chiese Jasper.</p><p>Edward e Alice si voltarono a guardare Renesmee. Poi gli occhi di Alice tornarono a velarsi.</p><p>�La famiglia di Tanya�, disse. �I clan di Siobhan e di Amun. Qualche nomade: Garrett e Mary di sicuro. Magari Alistair�.</p><p>�Peter e Charlotte?�, chiese Jasper esitante, come se sperasse che la risposta fosse no e al suo antico compagno venisse risparmiata l�imminente carneficina.</p><p>�Magari�.</p><p>�Le amazzoni?�, propose Carlisle. �Kachiri, Zafrina e Senna?�.</p><p>Sulle prime Alice sembrava troppo immersa nella visione per rispondere, poi si scosse e i suoi occhi tornarono sfarfallando al presente. Incroci� lo sguardo di Carlisle per un�infinitesima frazione di secondo e chin� la testa.</p><p>�Non vedo niente�.</p><p>�Cos�era?�, chiese Edward in un sussurro ansioso. �Quella parte nella giungla... Andremo a cercarli?�.</p><p>�Non ci vedo�, ribad� Alice evitando il suo sguardo. Un lampo di confusione saett� attraverso il viso di Edward. �Dovremo dividerci e fare alla svelta... prima che la neve attecchisca al suolo. Dobbiamo radunare tutti quelli che possiamo e farli venire qui a testimoniare�. Si perse di nuovo in una visione. �Chiedete a Eleazar. Non ne va soltanto della bambina immortale�.</p><p>Per un altro momento interminabile, mentre Alice precipitava ancora in trance, regn� un silenzio carico di presagi. Alla fine sbatt� piano le palpebre, gli occhi stranamente opachi nonostante fosse del tutto nel presente.</p><p>�� una faccenda complicata. Dobbiamo sbrigarci�, sussurr�.</p><p>�Alice?�, intervenne Edward. �� stato troppo veloce, non ho capito. Cos�era...�.</p><p>�Non ci vedo!�, esplose lei. �Sta arrivando Jacob!�.</p><p>Rosalie fece un passo verso l�ingresso. �Mi occuper� io di...�.</p><p>�No, lascialo entrare�, la blocc� rapida Alice, la voce che saliva di tono a ogni parola. Poi afferr� la mano di Jasper e lo trascin� verso la porta posteriore. �E poi vedr� meglio, lontana da Nessie. Devo andare. Ho bisogno di concentrarmi sul serio. Di vedere tutto ci� che riesco a vedere. Devo andare. Vieni, Jasper, non c�� tempo da perdere!�.</p><p>Tutti sentivamo i passi di Jacob sui gradini. Alice stratton� impaziente Jasper. Lui si affrett� a seguirla, negli occhi la stessa confusione che si leggeva in quelli di Edward. Si lanciarono verso la notte argentata.</p><p>�Sbrigatevi�, ci url� Alice. �Dovete trovarli tutti!�.</p><p>�Trovare cosa?�, chiese Jacob chiudendosi la porta alle spalle. �Dove andava Alice?�.</p><p>Nessuno rispose. Restammo tutti a fissarlo.</p><p>Jacob si scosse l�umidit� dai capelli e s�infil� la maglietta, lo sguardo su Renesmee. �Ehi, Bells! Credevo foste gi� andati a casa a quest�ora�.</p><p>Alla fine si volt� verso di me, batt� le palpebre e rimase a fissarmi. Osservai il mutare della sua espressione mano a mano che percepiva l�atmosfera della stanza. Abbass� lo sguardo, gli occhi spalancati verso la pozza d�acqua sul pavimento, le rose sparse, le schegge di cristallo. Gli vibravano le dita.</p><p>�Cosa?�, domand� con voce incolore. �Cos�� successo?�.</p><p>Io non sapevo da dove cominciare, ma nemmeno gli altri trovavano le parole adatte.</p><p>In tre falcate Jacob attravers� la stanza e si lasci� cadere in ginocchio accanto a Renesmee e me. Percepivo il calore che il suo corpo emanava al ritmo dei fremiti che gli correvano lungo le braccia fino alle mani tremanti.</p><p>�Sta bene?�, chiese toccando la fronte di Renesmee e inclinando la testa per auscultarle il cuore. �Non farmi incavolare, Bella, per favore!�.</p><p>�Renesmee sta bene�, dissi con voce strozzata, le parole che si spezzavano in punti strani.</p><p>�E allora chi?�.</p><p>�Noi tutti, Jacob�, sussurrai. Ed eccola, anche nella mia voce, l�eco di tomba. �� finita. Siamo tutti condannati a morte�.</p></section><section><title><p>29</p><p>Defezione</p></title><p>Restammo l� seduti l�intera notte, come statue d�orrore e di dolore, ma Alice non torn�.</p><p>Eravamo tutti al limite, in preda a un�ansia talmente convulsa da impedirci ogni movimento. Carlisle si sforz� di parlare per mettere Jacob al corrente dei fatti. A sentirla raccontare di nuovo, la situazione appariva addirittura pi� tragica e da quel momento persino Emmett se ne rimase buono e zitto.</p><p>Soltanto quando vidi sorgere il sole e mi resi conto che di l� a poco Renesmee si sarebbe stiracchiata fra le mie braccia mi chiesi per la prima volta come mai Alice ci mettesse cos� tanto. Avevo sperato in qualche notizia fresca prima di dover affrontare la curiosit� di mia figlia. In una qualche risposta. In un piccolo, minuscolo barlume di speranza che mi permettesse di sorridere e fare in modo che almeno lei non fosse invasa dal terrore.</p><p>Mi sentivo il volto impietrito nella maschera che avevo indossato tutta la notte. Dubitavo di essere ancora capace di sorridere.</p><p>Jacob russava in un angolo, una montagna di pelo abbandonata sul pavimento, il corpo scosso, a intervalli, da contrazioni nervose. Sam sapeva tutto e i lupi si stavano preparando all�attacco. Anche se non sarebbe servito ad altro che a farsi ammazzare insieme al resto della mia famiglia.</p><p>Il sole penetr� dalla vetrata sul retro, accendendo scintille sulla pelle di Edward. Non avevo staccato gli occhi dai suoi da quando Alice se n�era andata. Eravamo rimasti a fissarci tutta la notte, a fissare ci� che nessuno dei due avrebbe sopportato di perdere: l�altro. Vidi il mio riflesso brillare nel suo sguardo angosciato mentre il sole arrivava a sfiorare anche la mia pelle.</p><p>Fece un movimento infinitesimale con le sopracciglia, poi con le labbra.</p><p>�Alice�, disse.</p><p>Il suono della sua voce era quello di una lastra di ghiaccio che si spezza durante il disgelo. L�immobilit� generale s�incrin�, la rigidit� si allent�. Riprendemmo a muoverci.</p><p>�� via da parecchio�, mormor� Rosalie, sorpresa.</p><p>�Dove potrebbe essere?�, si chiese Emmett e fece un passo verso la porta.</p><p>Esme pos� una mano sul suo braccio. �Meglio non disturbare...�.</p><p>�Non ci ha mai messo cos� tanto�, disse Edward. Un nuovo timore scheggi� la maschera del suo viso. I suoi lineamenti ripresero vita, gli occhi improvvisamente sbarrati su una nuova paura, una nuova ondata di panico. �Carlisle, secondo te pu� essere... una misura preventiva? Ha forse visto in tempo qualcuno che la stava venendo a prendere?�.</p><p>Il viso di Aro, con la sua pelle trasparente, mi riempi la testa. Aro, che aveva letto in tutti i recessi della mente di Alice, sapeva perfettamente ci� che lei era in grado di fare.</p><p>Emmett imprec� a voce cos� alta che Jacob balz� sulle zampe con un ringhio. Il branco gli fece eco dal cortile. La mia famiglia era gi� una macchia indistinta di attivit�.</p><p>�Rimani con Renesmee!�, gridai con voce stridula a Jacob mentre mi lanciavo fuori di casa.</p><p>Ero ancora la pi� forte di tutti e ne approfittai per passare in testa. In pochi balzi superai Esme e con un altro paio di falcate Rosalie. Poi schizzai nel fitto della foresta fino ad arrivare alle spalle di Edward e Carlisle.</p><p>�Potrebbero averla colta di sorpresa?�, chiese Carlisle, il respiro calmo come se fosse immobile invece che lanciato a folle corsa.</p><p>�Non vedo come�, rispose Edward. �Per� Aro la conosce meglio di chiunque altro. Meglio di me�.</p><p>�� una trappola?�, grid� Emmett alle nostre spalle.</p><p>�Forse�, disse Edward. �Le uniche tracce olfattive sono quelle di Alice e Jasper. Dove stavano andando?�.</p><p>Le scie si aprivano in un ampio ventaglio: dalla casa puntavano a est, poi a nord dall�altra parte del fiume e infine, dopo qualche chilometro, viravano in direzione ovest. Riattraversammo il fiume, balzando tutti e sei a distanza di un secondo l�uno dall�altro. Conduceva Edward, nella concentrazione pi� totale.</p><p>�Lo sentite questo odore?�, ci grid� Esme alle spalle qualche istante dopo che avevamo attraversato il fiume per la seconda volta. Era l�ultima e chiudeva il gruppo all�estrema sinistra. Indicava il sud-est.</p><p>�Seguite la pista principale, siamo quasi al confine con il territorio Quileute�, ordin� Edward secco. �Restate uniti. Vediamo se hanno puntato a nord o a sud�.</p><p>Non conoscevo i confini del trattato bene quanto gli altri, ma sentivo odore di lupo nella brezza che spirava da est. Edward e Carlisle rallentarono appena, per abitudine; vedevo le loro teste descrivere ampi archi fra destra e sinistra, in attesa di una svolta nella scia.</p><p>D�un tratto l�odore di lupo divenne pi� intenso ed Edward alz� di scatto la testa, arrestandosi di colpo. Il resto di noi lo imit�.</p><p>�Sam?�, chiese Edward con voce incolore. �Cos�� successo?�.</p><p>Sam usc� dagli alberi a qualche centinaio di metri di distanza, nella sua forma umana, e punt� rapidamente su di noi affiancato da due grossi lupi, Paul e Jared. Gli ci volle un po� per raggiungerci; il suo passo umano mi rendeva impaziente. Non volevo avere tempo per pensare a ci� che stava accadendo. Volevo muovermi, fare qualcosa. Volevo abbracciare Alice, avere la certezza che stesse bene.</p><p>Vidi Edward sbiancare nel leggere i pensieri di Sam. Sam lo ignor�: lo sguardo fisso su Carlisle, si ferm� e cominci� a raccontare.</p><p>�Appena dopo la mezzanotte, Alice e Jasper sono venuti qui e hanno chiesto il permesso di attraversare le nostre terre fino all�oceano. Gliel�ho concesso e li ho scortati io stesso fino alla costa. Si sono tuffati subito in acqua e non sono pi� tornati. Lungo la strada Alice mi ha raccomandato di non dire a Jacob che l�avevo vista prima di aver parlato con voi, ha detto che era una cosa della massima importanza. Avrei dovuto attendervi qui, quando sareste venuti a cercarla, per darvi questo biglietto. Ha detto che ne va della vita di tutti noi�.</p><p>Scuro in volto, estrasse un foglio di carta ripiegato, stampato fitto a piccoli caratteri neri. Era la pagina di un libro; i miei occhi acutissimi lessero il testo mentre Carlisle lo apriva per guardare il retro. Il lato del foglio rivolto verso di me riportava il copyright dell�edizione del <emphasis>Mercante di Venezia.</emphasis> Quando Carlisle scosse il foglio per distenderlo, un lieve sentore di me stessa mi giunse alle narici. Capii che la pagina era stata strappata da uno dei miei libri. Avevo portato con me nella foresta qualche oggetto prelevato da casa di Charlie: vecchi vestiti, le lettere di mia madre e i miei libri preferiti. Il mattino precedente, la mia sbrindellata raccolta delle opere di Shakespeare in edizione tascabile si trovava sullo scaffale del nostro piccolo soggiorno.</p><p>�Alice ha deciso di lasciarci�, sussurr� Carlisle.</p><p>�Cosa?�, esclam� Rosalie.</p><p>Carlisle gir� il foglio in modo che tutti potessimo leggere.</p><cite><p>Non cercateci. Non c�� tempo da perdere. Ricordate: Tanya, Siobhan, Amun, Alistair, tutti i nomadi che riuscite a trovare. Peter e Charlotte li cercheremo noi lungo la strada. Siamo desolati di dovervi lasciare cos�, senza nemmeno un saluto o una spiegazione, ma era l�unico modo. Con affetto infinito.</p></cite><p>Restammo nuovamente pietrificati, il silenzio assoluto rotto solamente dal battito cardiaco dei lupi e dal loro respiro. Anche i loro pensieri dovevano essere rumorosi. Edward fu il primo a riprendere vita e rispose a ci� che aveva udito nella mente di Sam.</p><p>�S�, � una situazione pericolosa�.</p><p>�Al punto da abbandonare una famiglia?�, chiese Sam a voce alta con tono di riprovazione. Era chiaro che non aveva letto il biglietto prima di consegnarlo a Carlisle. Appariva profondamente turbato, come se fosse pentito di aver prestato ascolto alle richieste di Alice.</p><p>Edward aveva un�espressione dura che Sam doveva aver scambiato per rabbia o arroganza, ma io riconoscevo la forma del dolore nei tratti irrigiditi del suo viso.</p><p>�Non sappiamo cos�ha visto�, disse Edward. �Alice non � insensibile, o vigliacca. Dispone solo di pi� informazioni rispetto a noi�.</p><p>�<emphasis>Noi</emphasis> non...�, cominci� a dire Sam.</p><p>�I vostri legami sono diversi dai nostri�, tagli� corto Edward. �Ognuno di <emphasis>noi</emphasis> � libero di agire secondo la propria volont�.</p><p>Sam sollev� di scatto il mento e i suoi occhi divennero improvvisamente nero opaco.</p><p>�Per� dovresti dar retta all�avvertimento�, riprese Edward. �Credimi, non � cosa in cui lasciarsi coinvolgere. Siete ancora in tempo a evitare ci� che Alice ha visto�.</p><p>Sam fece un sorriso risoluto. �<emphasis>Noi</emphasis> non scappiamo�. Alle sue spalle Paul soffi� sprezzante.</p><p>�Non lasciar massacrare la tua famiglia per orgoglio�, s�intromise tranquillo Carlisle.</p><p>Sam lo guard� rabbonito. �Come faceva notare Edward, noi non abbiamo lo stesso grado di libert� che avete voi. Ormai Renesmee fa parte della nostra famiglia quanto della vostra. Jacob non pu� abbandonarla e noi non possiamo abbandonare lui�. Il suo sguardo saett� sul biglietto di Alice e le sue labbra si tesero in una linea sottile.</p><p>�Non la conosci�, disse Edward.</p><p>�E tu?�, replic� Sam secco.</p><p>Carlisle pos� una mano sulla spalla di Edward. �Abbiamo molto da fare, figliolo. Qualunque cosa Alice abbia deciso, saremmo pazzi a non darle retta. Torniamo a casa e mettiamoci al lavoro�.</p><p>Edward annu�, il viso ancora irrigidito dal dolore. Alle mie spalle udivo i singhiozzi sommessi di Esme.</p><p>Non ero capace di piangere, nel mio nuovo corpo; non potevo far altro che restarmene l�, con lo sguardo fisso. Non c�erano ancora sensazioni. Mi sembrava tutto irreale, come se dopo mesi avessi ricominciato a sognare. Ad avere degli incubi.</p><p>�Grazie, Sam�, disse Carlisle.</p><p>�Mi dispiace�, gli rispose. �Non avremmo dovuto lasciarla passare�.</p><p>�Hai fatto la cosa giusta�, disse Carlisle. �Alice � libera di fare ci� che vuole. Non le negherei mai questa libert�.</p><p>Avevo sempre pensato ai Cullen come a un tutt�uno, un�entit� unica e indivisibile. A un tratto ricordai che non era sempre stato cos�. Carlisle aveva creato Edward, Esme, Rosalie ed Emmett; Edward aveva creato me. Eravamo fisicamente uniti da un legame di sangue e veleno. Non avevo mai pensato ad Alice e Jasper come a qualcosa di separato, il risultato di un�adozione, ma, in effetti, era stata Alice ad adottare i Cullen. Si era presentata con il suo passato senza legami, insieme a Jasper, e si era ritagliata un posto in una famiglia gi� costituita. Sia lei che Jasper avevano conosciuto una vita al di fuori dei Cullen. Aveva davvero scelto una nuova vita perch� aveva visto che quella con la sua vecchia famiglia si era conclusa?</p><p>Dunque, eravamo tutti condannati, giusto? Non c�era alcuna speranza. Nemmeno un piccolo raggio, un barlume per cui Alice credesse di avere una chance con noi.</p><p>L�aria luminosa del mattino sembr� di colpo pi� densa, pi� nera, come se la mia disperazione l�avesse colorata.</p><p>�Io non mi arrender� senza combattere�, ringhi� Emmett sottovoce, a denti stretti. �Alice ci ha detto cosa fare. Facciamolo�.</p><p>Gli altri annuirono con determinazione e mi resi conto che contavano sull�opportunit� che Alice ci aveva offerto, qualunque fosse. Non avevano intenzione di abbandonare la speranza e attendere passivamente la morte.</p><p>S�, avremmo lottato. Che altro potevamo fare? E a quanto pareva avremmo coinvolto anche altri, perch� cos� aveva detto Alice prima di lasciarci. Come ignorare il suo ultimo avvertimento? Anche i lupi avrebbero combattuto al nostro fianco per Renesmee.</p><p>Noi avremmo combattuto, loro avrebbero combattuto e saremmo morti tutti.</p><p>Non sentivo dentro la stessa determinazione che intuivo negli altri. Alice conosceva le probabilit�. Ci stava dando l�unica chance che riusciva a vedere, ma era troppo debole perch� lei stessa si sentisse di scommetterci.</p><p>Mentre voltavo le spalle a Sam, che ci guardava con aria critica, e seguivo Carlisle verso casa, mi sentivo gi� sconfitta.</p><p>Correvamo in modo automatico ora, non pi� con il furore e il panico dell�andata. Quando fummo vicini al fiume, Esme sollev� la testa.</p><p>�C�era quell�altra traccia. Fresca�.</p><p>Con un cenno della testa indic� il punto, davanti a s�, su cui aveva richiamato l�attenzione di Edward all�andata. Mentre correvamo a <emphasis>salvare</emphasis> Alice...</p><p>�Doveva essere dello stesso giorno, ma precedente a quella che seguivamo. Lei da sola, senza Jasper�.</p><p>Esme si accigli� e annu�.</p><p>Restai un po� indietro, allargandomi sulla destra. Ero certa che Edward avesse ragione ma allo stesso tempo... In fin dei conti, come c�era finita la pagina di un mio libro in mano ad Alice?</p><p>�Bella?�, chiese Edward con voce piatta nel vedermi indugiare.</p><p>�Voglio seguire la traccia�, risposi, annusando il lieve sentore di Alice che si allontanava dalla scia principale. Non ero molto pratica ma per me l�odore era lo stesso, senza quello di Jasper.</p><p>Gli occhi d�oro di Edward erano privi di espressione. �Forse riporta semplicemente a casa�.</p><p>�Allora ci vediamo l�.</p><p>Sulle prime pensai che mi lasciasse andare da sola, ma appena mi fui allontanata di qualche passo il suo sguardo spento si riaccese.</p><p>�Vengo con te�, disse a bassa voce. �Ci vediamo dopo a casa, Carlisle�.</p><p>Carlisle annu� e se ne and� con gli altri. Appena furono scomparsi alla vista, rivolsi a Edward uno sguardo interrogativo.</p><p>�Non potevo lasciarti andar via�, disse a voce bassa. �Mi fa male solo a pensarci�.</p><p>Capii senza bisogno di ulteriori spiegazioni. Immaginai di essere separata da lui, anche solo per un tempo brevissimo, e mi resi conto che avrei provato lo stesso dolore.</p><p>Ci restava cos� poco tempo insieme.</p><p>Gli tesi la mano e lui l�afferr�.</p><p>�Sbrighiamoci�, disse. �Renesmee si sar� svegliata�.</p><p>Annuii e riprendemmo a correre.</p><p>Probabilmente era un�idiozia sprecare del tempo prezioso, che avremmo potuto trascorrere accanto a Renesmee, soltanto per soddisfare una curiosit�. Il biglietto di Alice, per�, mi dava da pensare. Avrebbe potuto scrivere il messaggio su un masso o sul tronco di un albero, se non aveva carta e penna a disposizione. Avrebbe potuto rubare un blocchetto di post-it da una qualunque delle case lungo la strada. Perch� proprio un mio libro? Quando l�aveva strappata, quella pagina?</p><p>Come avevo intuito, la traccia portava a casa nostra, anche se faceva un giro vizioso per evitare casa Cullen e i lupi dei boschi vicini. Appena se ne rese conto, Edward aggrott� le sopracciglia, confuso.</p><p>Cerc� di ricostruire i movimenti di Alice. �Ha lasciato Jasper ad aspettarla laggi� ed � venuta qui?�.</p><p>Eravamo quasi arrivati ormai e mi sentivo a disagio. Ero felice di stringere la mano di Edward nella mia ma, nello stesso tempo, avevo la sensazione che avrei dovuto essere sola. Strappare una pagina da uno dei miei libri e tornare da Jasper era un gesto strano, non da Alice. Sentivo che voleva dire qualcosa, ma non capivo cosa. E dato che il libro era mio, il messaggio doveva essere indirizzato a me. Se avesse voluto mandarlo a Edward avrebbe preso uno dei suoi libri, no?</p><p>�Dammi solo un minuto�, dissi lasciandogli la mano mentre ci avvicinavamo alla porta.</p><p>Corrug� la fronte. �Bella?�.</p><p>�Per favore. Trenta secondi�.</p><p>Non attesi la risposta. Mi fiondai attraverso la porta chiudendomela alle spalle e andai dritta alla libreria. La traccia di Alice era fresca, nemmeno un giorno. Nel camino ardeva, basso ma caldo, un fuoco che non avevo acceso io. Sfilai <emphasis>Il mercante di Venezia</emphasis> e lo aprii al frontespizio.</p><p>Accanto allo strappo della pagina mancante, sotto la dicitura �<emphasis>Il mercante di Venezia</emphasis> di William Shakespeare�, trovai un appunto:</p><cite><p>Poi distruggilo.</p></cite><p>Seguivano un nome e un indirizzo di Seattle. Quando Edward entr�, dopo soli tredici secondi invece dei trenta che gli avevo chiesto, stavo guardando il libro bruciare. �Cosa sta succedendo, Bella?�.</p><p>�� stata qui. Ha strappato una pagina del mio libro per scriverci sopra�.</p><p>�Perch�?�.</p><p>�Non lo so�.</p><p>�Perch� lo stai bruciando?�.</p><p>�Perch�... Io...�, mi accigliai, lasciando che mi si leggessero in faccia tutto il dolore e la frustrazione che provavo. Non capivo cosa stesse cercando di dirmi Alice, sapevo solo che si era data un gran daffare affinch� nessuno lo venisse a sapere oltre me. L�unica persona della quale Edward non riusciva a leggere i pensieri. Quindi voleva tenerlo all�oscuro, e probabilmente aveva un ottimo motivo. �Mi � sembrato giusto, ecco�.</p><p>�Non conosciamo le sue intenzioni�, osserv� Edward calmo.</p><p>Continuavo a fissare le fiamme. Ero l�unica persona al mondo che potesse mentire a Edward. Che cosa voleva da me Alice? Un�ultima richiesta?</p><p>�Sull�aereo che ci portava in Italia�, sussurrai � questa non era una bugia, a parte forse il contesto -, �quando stavamo venendo a salvarti, ha mentito a Jasper per impedire che venisse con noi. Sapeva che se avesse affrontato i Volturi sarebbe morto. Preferiva rimetterci la vita lei, piuttosto che esporlo al pericolo. Era pronta a morire anche per me. E per te�.</p><p>Edward non disse nulla.</p><p>�Sa cos�� meglio fare�, conclusi. Sentii una fitta al cuore, il mio cuore immobile, nel momento in cui mi resi conto che quella spiegazione non mi suonava affatto come una bugia.</p><p>�Non ci credo�, disse Edward. Lo disse come se stesse discutendo non con me, ma con se stesso. �Forse solo Jasper era in pericolo. Il suo piano avrebbe funzionato per tutti noi, ma non per lui, e se fosse rimasto... Forse�.</p><p>�Avrebbe potuto dircelo. Mandarlo via�.</p><p>�Ma lui se ne sarebbe andato? Magari gli sta mentendo di nuovo�.</p><p>�Forse�, finsi di assecondarlo. �Dovremmo tornare a casa. Non c�� pi� tempo�.</p><p>Edward mi prese per mano e partimmo.</p><p>L�appunto di Alice non mi lasciava ben sperare. Se ci fosse stato un modo per evitare l�imminente carneficina, sarebbe rimasta con noi. Non vedevo altra possibilit�. Quindi mi stava suggerendo qualcos�altro. Non era una via di fuga. Ma cos�altro pensava potessi volere? Forse un modo per salvare <emphasis>qualcosa</emphasis>? C�era qualcosa che potevo ancora salvare?</p><p>Carlisle e gli altri si erano dati da fare in nostra assenza. Li avevamo lasciati solo cinque minuti e gi� erano pronti a partire. Jacob, di nuovo umano, era seduto in un angolo e teneva Renesmee in grembo. Entrambi ci fissavano con occhi sgranati.</p><p>Rosalie aveva rinunciato al suo aderente abito di seta a favore di un robusto paio di jeans, scarpe da corsa e una camicia pesante da boscaiolo. Esme era vestita pi� o meno allo stesso modo. Sul tavolino del divano era posato un mappamondo, ma avevano gi� finito di studiarlo. Aspettavano solo noi.</p><p>L�atmosfera era pi� positiva di prima; l�idea di entrare in azione li faceva sentire meglio. Tutte le speranze erano riposte nelle istruzioni di Alice.</p><p>Guardai il mappamondo e mi chiesi quale fosse la nostra prima meta.</p><p>�Noi dobbiamo restare?�, domand� Edward a Carlisle. Non ne sembrava contento.</p><p>�Alice ha detto che avremmo dovuto mostrare Renesmee agli altri, e con cautela�, disse Carlisle. �Vi manderemo tutti quelli che riusciremo a trovare. Edward, � un campo minato che solo tu puoi attraversare incolume�.</p><p>Edward annu� secco, ancora scontento. �Sar� un campo sterminato�.</p><p>�Noi ci divideremo�, intervenne Emmett. �Io e Rose scoveremo i nomadi�.</p><p>�Qui non starete con le mani in mano�, precis� Carlisle. �La famiglia di Tanya sar� qui in mattinata e non hanno la pi� pallida idea del motivo. Quindi, primo: dovrete convincerli a non reagire come Irina. Secondo: dovrete scoprire cosa intendeva Alice a proposito di Eleazar. A quel punto si vedr� se saranno disposti a testimoniare a nostro favore. Per ciascuno che si presenta, dovrete ricominciare tutto da capo, ammesso e non concesso che si lascino convincere a venire�. Carlisle sospir�. �Temo che il vostro sia il compito pi� difficile. Torneremo a sostenervi appena possibile�.</p><p>Carlisle pos� per un istante la mano sulla spalla di Edward e mi baci� sulla fronte. Esme ci abbracci� ed Emmett diede a entrambi una pacca sul braccio. Rosalie si sforz� di sorriderci, mand� un bacio in punta di dita a Renesmee e salut� Jacob con una smorfia.</p><p>�Buona fortuna�, augur� Edward.</p><p>�Anche a voi�, disse Carlisle. �Ne avremo tutti bisogno�.</p><p>Li guardai allontanarsi, desiderando di riuscire a provare la speranza che li animava... e di poter restare sola con il computer per qualche secondo. Dovevo scoprire chi fosse il tale "J. Jenks" e perch� Alice fosse arrivata a tanto pur di impedire che chiunque altro, al di fuori di me, ne scoprisse il nome.</p><p>Renesmee si contorse fra le braccia di Jacob per toccargli la guancia.</p><p>�Non so se gli amici di Carlisle verranno. Lo spero. Per il momento mi pare che siamo decisamente inferiori numericamente�, mormor� Jacob a Renesmee.</p><p>Quindi sapeva. Renesmee aveva capito sin troppo bene cosa stava succedendo. Il meccanismo per cui un licantropo che ha ricevuto l�imprinting � pronto a concedere qualunque cosa all�oggetto della propria dedizione iniziava a seccarmi. Non avrebbe dovuto essere pi� importante proteggere Renesmee, piuttosto che rispondere alle sue domande?</p><p>Studiai l�espressione della piccola. Non sembrava spaventata, solo ansiosa e molto seria mentre intratteneva la sua conversazione silenziosa con Jacob.</p><p>�No, non possiamo fare niente. Noi dobbiamo restare qui�, prosegu� Jacob. �C�� gente che viene per vedere <emphasis>te</emphasis>, altro che il paesaggio�.</p><p>Renesmee lo fiss� aggrottando la fronte.</p><p>�No, non devo andare da nessuna parte�, le disse. Poi guard� Edward, sul volto la sorpresa di chi si rende improvvisamente conto che forse si sta sbagliando. �O s�?�.</p><p>Edward esit�.</p><p>�Sputa�, lo esort� Jacob, la voce roca per la tensione. Era al punto di rottura, come tutti noi d�altronde.</p><p>�I vampiri che stanno venendo qui per aiutarci non sono come noi�, disse Edward. �La famiglia di Tanya � l�unica, oltre alla nostra, a rispettare la vita umana, ma nemmeno loro hanno un�alta opinione dei licantropi. Quindi sarebbe pi� sicuro per...�.</p><p>�So badare a me stesso�, lo interruppe Jacob.</p><p>�Sarebbe pi� sicuro per <emphasis>Renesmee</emphasis>�, riprese Edward, �se la loro scelta di credere o no a quello che racconteremo su di lei non fosse influenzata dall�associazione con un licantropo�.</p><p>�Begli amici. Ti volterebbero le spalle solo per la gente che frequenti?�.</p><p>�Credo che in circostanze normali sarebbero parecchio tolleranti, ma, cerca di capire, accettare Nessie non sar� facile per nessuno di loro. Perch� rendere tutto ancora pi� complicato di quello che gi� �?�.</p><p>La notte precedente Carlisle aveva parlato a Jacob delle leggi sui bambini immortali. �Erano davvero cos� tremendi, questi bambini?�, domand�.</p><p>�Non hai idea della ferita che hanno inferto alla psiche collettiva dei vampiri�.</p><p>�Edward...�. Mi pareva ancora strano udire Jacob pronunciare quel nome senza astio.</p><p>�Lo so, Jake. So quanto � difficile starle lontano. Andremo a istinto, a seconda della loro reazione quando la vedranno. In ogni caso, nelle prossime settimane, Nessie dovr� tenere, come dire, un basso profilo a fasi alterne. Fra una presentazione e l�altra rester� al sicuro nella nostra casetta. Quindi, fintanto che ti tieni a distanza di sicurezza da questa casa...�.</p><p>�Ce la posso fare. Domattina arriva gente, eh?�.</p><p>�S�. La nostra amica pi� cara. Nel suo caso particolare, � probabilmente meglio mettere le carte in tavola al pi� presto. Puoi restare qui, tanto Tanya sa di te. Ha persino conosciuto Seth�.</p><p>�Vero�.</p><p>�� meglio che tu avverta Sam di cosa sta succedendo. Nei boschi potrebbero comparire presto degli stranieri�.</p><p>�Giusto. Anche se gli devo un po� di silenzio dopo la scorsa notte�.</p><p>�Di solito, dare retta ad Alice � la cosa migliore�.</p><p>Jacob serr� i denti e capii che la pensava come Edward, riguardo alla scelta di Alice e Jasper.</p><p>Mentre parlavano mi diressi verso la vetrata, cercando senza troppa fatica di assumere un�aria ansiosa e inquieta, e appoggiai la testa contro la parete che s�incurvava dal soggiorno alla sala da pranzo, proprio vicino a uno dei computer. Fissando la foresta feci scorrere le dita sulla tastiera, come soprappensiero. Chiss� se i vampiri agivano soprappensiero, qualche volta? Non pensavo che qualcuno mi prestasse particolare attenzione, ma non mi voltai per sincerarmene. Il monitor s�illumin�. Feci scivolare nuovamente le dita sui tasti. Poi le tamburellai silenziosamente sul piano di legno della scrivania, sempre fingendo un gesto casuale. Poi ripassai sui tasti.</p><p>Lessi sullo schermo con la coda dell�occhio.</p><p>Nessun J. Jenks, per� c�era un Jason Jenks. Avvocato. Sfiorai la tastiera cercando di tenere un ritmo, come accarezzassi assorta un gatto che mi ero quasi dimenticata di avere in braccio. Il sito dello studio di Jason Jenks era ben fatto, ma l�indirizzo sulla homepage era sbagliato. A Seattle, s�, ma con un codice postale diverso da quanto mi risultava. Presi nota del numero di telefono e ricominciai a battere il tempo con le dita sulla tastiera. Cercai a cosa corrispondesse l�indirizzo, ma non trovai nulla, come se non esistesse. Avrei voluto guardare su una mappa, ma decisi che sarebbe stato troppo rischioso. Un�ultima passata sui tasti, a cancellare tutto...</p><p>Continuai a guardare fuori della finestra e sfiorai il legno un paio di volte. Udii avvicinarsi passi leggeri e mi voltai con quella che speravo fosse la stessa espressione di prima.</p><p>Renesmee mi tese le braccia e io allargai le mie. Ci si tuff� dentro, emanando un odore intenso di licantropo, e mi appoggi� la testa alla base del collo.</p><p>Non ero sicura di riuscire a sopportare. Il timore per la mia vita, per quella di Edward e del resto della mia famiglia non era niente paragonato al terrore che mi chiudeva lo stomaco al pensiero che accadesse qualcosa a mia figlia.</p><p>Doveva esserci un modo per salvarla, fosse l�unica cosa che potessi fare.</p><p>D�un tratto mi resi conto che era tutto quello che volevo. Se proprio avessi dovuto, avrei sopportato tutto il resto, ma non che lei perdesse la vita. Quello no.</p><p>Era l�unica cosa che <emphasis>dovevo</emphasis> salvare.</p><p>Alice aveva visto ci� che provavo?</p><p>La mano di Renesmee mi tocc� piano la guancia.</p><p>Mi mostr� il mio viso e quelli di Edward, Jacob, Rosalie, Esme, Carlisle, Alice e Jasper, in successione sempre pi� rapida. Seth e Leah. Charlie, Sue e Billy. E poi di nuovo, da capo. Preoccupata, come tutti noi. Ma solo preoccupata. A quanto capivo, Jake le aveva risparmiato il peggio: che non avevamo speranza e che di l� a un mese saremmo morti.</p><p>Renesmee si ferm� sul volto di Alice, piena di desiderio e confusione. Dov�era Alice?</p><p>�Non lo so�, sussurrai. �Ma � Alice. Sta facendo la cosa giusta, come sempre�. La pi� giusta per lei, tuttavia. Mi detestavo a dare un simile giudizio su Alice, ma in quale altro modo avrei dovuto interpretare la situazione?</p><p>Renesmee sospir� e la nostalgia crebbe.</p><p>�Manca anche a me�.</p><p>Sentivo la mia faccia che si sforzava di trovare l�espressione adeguata al dolore che m�invadeva. Mi sentivo gli occhi strani e asciutti e battevo le palpebre per eliminare quel fastidio. Mi morsi il labbro. Al respiro successivo l�aria mi rimase impigliata in gola, come se stessi soffocando.</p><p>Renesmee si tir� indietro per guardarmi e vidi il mio volto specchiato nei suoi pensieri e dentro i suoi occhi. Avevo la faccia di Esme quella mattina.</p><p>Quindi era questo ci� che si provava a piangere.</p><p>Gli occhi di Renesmee si accesero di un luccichio umido mentre mi osservava. Mi pass� la mano sul viso senza farmi vedere niente, soltanto per consolarmi.</p><p>Non avrei mai pensato di vedere il rapporto fra me e mia figlia ribaltarsi, come era sempre stato tra Ren�e e me. Ma non avevo mai avuto una visione chiara del futuro.</p><p>Sull�orlo dell�occhio di Renesmee si raccolse una lacrima. L�asciugai con un bacio. Lei si tocc� stupita e poi guard� l�umido sui polpastrelli.</p><p>�Non piangere�, le dissi. �Andr� tutto bene. Non ti succeder� niente. Trover� il modo perch� tu ne esca sana e salva�.</p><p>Se per me non c�erano pi� alternative, dovevo salvare almeno la mia piccola Renesmee. Ero pi� che certa che grazie ad Alice ci sarei riuscita. Lei sapeva. E mi avrebbe mostrato come fare.</p></section><section><title><p>30</p><p>Irresistibile</p></title><p>C�erano cos� tante cose a cui pensare.</p><p>Dove avrei trovato il tempo per mettermi, da sola, sulle tracce di J. Jenks, e perch� Alice me ne aveva parlato?</p><p>Se, invece, la dritta non aveva niente a che vedere con Renesmee, come potevo salvare mia figlia?</p><p>In quale modo, l�indomani, avremmo spiegato le cose alla famiglia di Tanya? E se avessero reagito come Irina? Se la situazione fosse sfociata in uno scontro?</p><p>Io non sapevo combattere. Potevo imparare in un mese? C�era la possibilit� che m�insegnassero in cos� poco tempo a trasformarmi in un pericolo per uno qualsiasi dei Volturi? O ero condannata alla totale inutilit�? Come una normalissima neonata da togliere di mezzo senza sforzo?</p><p>Tante domande mi frullavano in testa, ma sembrava che non avessi alcuna opportunit� di trovare una risposta.</p><p>Spinta dal desiderio di conservare un minimo di normalit� per Renesmee, avevo insistito per portarla a dormire a casa nostra. Jacob si sentiva meglio in forma di lupo, al momento; controllava pi� facilmente la tensione quando era pronto a lottare. Mi sarebbe piaciuto provare la medesima sensazione, sentirmi pronta. Jacob corse nei boschi, di nuovo sul chi va l�.</p><p>Quando fui certa che si fosse profondamente addormentata, deposi Renesmee nel suo letto e raggiunsi Edward in soggiorno per fargli qualche domanda, perlomeno quelle che mi era consentito fare. Uno dei problemi maggiori era cercare di tenergli nascosto qualcosa, nonostante il vantaggio del silenzio dei miei pensieri.</p><p>Mi dava le spalle e guardava il fuoco nel camino.</p><p>�Edward, io...�.</p><p>Si volt� e attravers� la stanza in quello che parve un istante immaginario. Ebbi solo il tempo di registrare la sua espressione feroce prima che le sue labbra s�infrangessero contro le mie e le sue braccia mi stritolassero in una morsa d�acciaio.</p><p>Per il resto della notte smisi di pensare. Non mi ci volle molto a comprendere la ragione del suo umore, e ancora meno a condividerlo in pieno.</p><p>Avevo messo in conto di trascorrere anni ad apprendere il controllo del desiderio fisico travolgente che provavo per lui, e poi avrei avuto secoli per goderne. Invece ci restava soltanto un mese... Non riuscivo a sopportare l�idea che finisse. Per il momento a prevalere era l�egoismo. Non volevo altro che amarlo il pi� possibile nel poco tempo che ci rimaneva.</p><p>Fu dura staccarmi da lui al sorgere del sole, ma ci attendeva un compito importante, forse pi� complicato di qualunque ricerca in cui era impegnato nel frattempo il resto della famiglia. Non appena mi concessi di pensare a ci� che stava per accadere, la tensione m�inond� nuovamente. Sembrava che i miei nervi fossero tirati su un cavalletto da tortura e avevo la sensazione che diventassero pi� tesi e sottili a ogni istante che passava.</p><p>�Vorrei ci fosse un modo per ottenere da Eleazar le informazioni che ci servono prima di parlargli di Nessie�, mormor� Edward mentre ci vestivamo in fretta nella cabina armadio che mi ricordava Alice pi� di quanto in quel momento desiderassi. �Tanto per andare sul sicuro�.</p><p>�Gi�, ma non capirebbe la domanda�, ribadii. �Pensi che ci lasceranno spiegare?�.</p><p>�Non lo so�.</p><p>Sollevai Renesmee, ancora addormentata, dal letto e la strinsi forte, i suoi riccioli contro la mia faccia. Il suo profumo dolce, cos� vicino, sovrastava ogni altro odore.</p><p>Era una giornata in cui non potevo perdere un solo secondo. Mi servivano risposte e non sapevo bene quanto ancora Edward e io saremmo rimasti da soli. Se tutto andava bene con la famiglia di Tanya, avremmo avuto compagnia per parecchio tempo.</p><p>�Edward, m�insegneresti a combattere?�, gli chiesi tesa per paura della sua reazione, mentre mi teneva aperta la porta.</p><p>Reag� come mi aspettavo. Si raggel� e mi percorse con uno sguardo carico di significato, come se mi vedesse per la prima o l�ultima volta. Poi rimase a fissare nostra figlia che dormiva fra le mie braccia.</p><p>�Se si arriva a uno scontro, nessuno di noi potr� fare granch�, tergivers�.</p><p>Cercai di mantenere un tono di voce regolare. �Non vorrai lasciarmi completamente inerme�.</p><p>Edward deglut� irrequieto e la porta vibr�, i cardini cigolavano mentre la sua mano aumentava la presa. Poi annu�. �Se la metti cos�... Allora conviene che ci mettiamo al lavoro al pi� presto�.</p><p>Annuii anch�io e ci avviammo verso la grande casa, stavolta senza fretta.</p><p>Mi chiedevo in che maniera potessi fare la differenza. A modo mio ero un po� speciale, ammesso di considerare speciale o soprannaturale un cranio insondabile. Poteva tornare utile in qualche modo?</p><p>�Qual � il loro maggior vantaggio, secondo te? Ce l�hanno qualche punto debole?�.</p><p>Non ebbe bisogno di chiedermi se stessi parlando dei Volturi.</p><p>�Sono Alec e Jane la loro arma principale�, rispose impassibile, come se stessimo parlando di una squadra di pallacanestro. �I difensori non vedono palla quasi mai�.</p><p>�Perch� Jane ti pu� incenerire sui due piedi, almeno a livello mentale. E Alec cosa fa? Una volta, se non sbaglio, mi hai detto che � persino pi� pericoloso di lei�.</p><p>�S�. In un certo senso � l�antidoto a Jane. Lei ti infligge il dolore pi� terribile che si possa immaginare, Alec non ti fa sentire nulla. Assolutamente niente. A volte, quando sono in buona, i Volturi lo usano per anestetizzare qualcuno prima di giustiziarlo. Se si � arreso o li ha compiaciuti in altro modo�.</p><p>�Anestetico? E allora come fa a essere pi� pericoloso di Jane?�.</p><p>�Perch� ti annulla i sensi. Non provi dolore, ma resti senza vista, udito e olfatto. Completa deprivazione sensoriale. Ti ritrovi completamente smarrito nell�oscurit�. Non senti nulla nemmeno mentre ardi�.</p><p>Rabbrividii. Era quello il meglio che potessimo augurarci? Morire senza vedere n� provare nulla?</p><p>�Il che lo rende pericoloso quanto Jane�, prosegu� Edward con lo stesso tono distaccato, �perch� entrambi ti mettono fuori gioco, ti trasformano in un bersaglio inerme. La differenza fra loro � come quella fra Aro e me: lui riesce ad ascoltare i pensieri di una sola persona per volta, cos� come Jane pu� ferire solo il bersaglio che sta puntando. Io riesco a udire tutti contemporaneamente�.</p><p>Mi sentii gelare quando compresi dove stava andando a parare. �Alec pu� metterci fuori gioco tutti quanti in un colpo solo?�, sussurrai.</p><p>�S�, rispose Edward. �Se usa il suo talento contro di noi, resteremo tutti ciechi e sordi finch� non ci uccideranno. Magari si limiteranno a metterci al rogo senza prima farci a pezzi. Be�, potremmo tentare di reagire, ma molto probabilmente otterremmo solo di ferirci fra noi�.</p><p>Camminammo in silenzio per alcuni secondi.</p><p>Nella mia mente stava prendendo forma un�idea. Non lasciava sperare granch�, ma era sempre meglio di niente.</p><p>�Secondo te Alec � bravo a combattere?�, domandai. �Escluso il suo potere, intendo. Se dovesse scontrarsi senza ricorrere al suo talento. Mi chiedo se ci abbia mai provato...�.</p><p>Edward mi diede un�occhiata intensa. �A cosa stai pensando?�.</p><p>Io guardavo fisso davanti a me. �Probabilmente con me il suo trucchetto non funziona, se � come te, Aro e Jane. Forse, se non ha mai avuto bisogno di difendersi e io conoscessi un paio di mosse...�.</p><p>�Sta con i Volturi da secoli�, m�interruppe Edward con voce improvvisamente presa dal panico. Probabilmente le nostre menti vedevano la stessa immagine: tutti i Cullen fermi impalati sul campo di battaglia a mo� di statue, inermi e insensibili, eccetto me. Io sarei stata la sola <emphasis>in grado di combattere.</emphasis> �Tu sei sicuramente immune al suo potere, Bella, ma sei comunque una neonata. Non posso trasformarti in una macchina da guerra nel giro di poche settimane. Sono certo che Alec non � digiuno di scontri�.</p><p>�Forse no, forse si. � l�unica cosa che nessuno di noi pu� fare, tranne me. Se riuscissi anche solo a <emphasis>distrarlo</emphasis> per un po�...�. Avrei potuto resistere abbastanza a lungo da dare una possibilit� agli altri?</p><p>�Fammi il favore, Bella�, disse Edward fra i denti, �non voglio nemmeno parlarne�.</p><p>�Sii ragionevole�.</p><p>�Cercher� di insegnarti tutto ci� che posso ma, ti scongiuro, non riesco neanche a pensare che ti sacrifichi per fare da diversivo a...�, ma non pot� continuare perch� gli si era strozzata la voce in gola.</p><p>Annuii e decisi che mi sarei tenuta per me i miei piani. Prima Alec, poi, se per miracolo avessi vinto, Jane. Se solo avessi potuto riequilibrare un po� la situazione, ridimensionare anche di poco lo schiacciante vantaggio offensivo dei Volturi, <emphasis>forse</emphasis> avremmo avuto una possibilit� di farcela. La mia mente ormai era lanciata nel futuro. E se davvero fossi riuscita a distrarli, o addirittura a fermarli? In effetti, perch� mai Jane o Alec avrebbero dovuto imparare a combattere? Non riuscivo nemmeno a immaginarla, quella petulante di Jane che <emphasis>ammetteva</emphasis> di avere qualcosa da imparare...</p><p>Avrebbe fatto una bella differenza, se fossi riuscita a ucciderli.</p><p>�Devo imparare il pi� possibile. Tutto quello che riesci a farmi entrare in testa nell�arco del prossimo mese�, mormorai.</p><p>Edward ignor� le mie parole.</p><p>E dopo, chi? Tanto valeva buttar gi� un piano completo, cos� se fossi sopravvissuta ad Alec non avrei esitato a sferrare l�attacco successivo. Cercai di pensare a un�altra situazione in cui il mio cranio insondabile rappresentasse un vantaggio. Non sapevo abbastanza di ci� che facevano gli altri. Ovviamente, guerrieri come il grosso Felix erano fuori dalla mia portata: da quel punto di vista potevo solo tentare di offrire a Emmett la possibilit� di scontrarsi in un leale corpo a corpo. Per il resto la guardia dei Volturi mi era praticamente sconosciuta, a parte Demetri.</p><p>La mia espressione si mantenne impassibile mentre pensavo a lui. Era in gamba, per forza. Altrimenti non sarebbe sopravvissuto tanto a lungo, sempre in prima linea. E doveva essere uno di quelli che guidavano l�attacco, visto che era un segugio: il numero uno al mondo, senza dubbio. Se ce ne fosse stato uno migliore, i Volturi l�avrebbero sostituito. Aro non amava le seconde scelte.</p><p>Se non fosse stato per Demetri, ci saremmo dati alla fuga. I superstiti, almeno. Mia figlia, calda fra le mie braccia... Qualcuno avrebbe potuto portarla in salvo. Jacob, Rosalie, chiunque fosse rimasto vivo.</p><p>E se Demetri non fosse esistito, Alice e Jasper avrebbero potuto salvarsi una volta per tutte. Era quello che aveva visto Alice? Quale parte della nostra famiglia sarebbe sopravvissuta? Loro due, perlomeno.</p><p>Potevo biasimarla?</p><p>�Demetri...�, esordii.</p><p>�Demetri � mio�, replic� Edward secco, con voce tesa. Lo guardai di sottecchi e intravidi un�espressione crudele.</p><p>�Perch�?�, sussurrai.</p><p>Sulle prime non rispose. Eravamo arrivati al fiume quando, infine, mi mormor�: �Per Alice. � il solo modo che ho di ringraziarla per gli ultimi cinquant�anni�.</p><p>I suoi pensieri erano in linea con i miei, quindi.</p><p>Udii i passi pesanti di Jacob sul terreno gelato. Pochi secondi dopo mi camminava accanto, gli occhi scuri puntati su Renesmee.</p><p>Sollevai il mento a mo� di saluto e tornai ai miei interrogativi. Avevo cos� poco tempo.</p><p>�Edward, secondo te, perch� Alice ci ha detto di chiedere a Eleazar riguardo ai Volturi? � stato in Italia di recente, o cosa? Che cosa potrebbe sapere?�.</p><p>�Eleazar sa tutto dei Volturi. Avevo scordato che tu non potevi saperlo. Era uno di loro�.</p><p>Mi lasciai sfuggire un sibilo. Jacob, al mio fianco, ringhi�.</p><p>�Cosa?�, esclamai, nella mente l�immagine del bell�uomo con i capelli scuri e il lungo mantello color cenere che avevo conosciuto al nostro matrimonio.</p><p>Edward aveva assunto un�espressione pi� dolce, ora, e accennava un sorriso. �Eleazar � una persona molto gentile. Non si trovava granch� bene con i Volturi, ma rispettava la legge e capiva la necessit� di farla rispettare. Sentiva di contribuire a un bene comune. Non ha rimorsi per il tempo trascorso con loro. Tuttavia, l�incontro con Carmen gli ha fatto capire quale fosse il suo posto nel mondo. Si somigliano molto, entrambi sono vampiri compassionevoli�. Sorrise di nuovo. �Hanno conosciuto Tanya e le sue sorelle, e non hanno mai provato un rimpianto. Sono soddisfatti di questo stile di vita. Anche se non avessero incontrato Tanya, credo che avrebbero trovato da soli un modo per vivere senza sangue umano�.</p><p>Ero confusa, le immagini nella mia testa facevano a pugni fra loro. Un soldato dei Volturi che conosce la compassione?</p><p>Edward lanci� un�occhiata a Jacob e rispose a una sua domanda silenziosa. �No, non era un loro guerriero in senso stretto. Possedeva un dono che i Volturi trovavano conveniente�.</p><p>Immaginai che Jacob avesse posto l�ovvia domanda successiva.</p><p>�Ha la capacit� di riconoscere immediatamente le doti particolari degli altri, i doni esclusivi di alcuni vampiri�, spieg� Edward. �Gli basta trovarsi a una certa distanza da loro. Un requisito molto utile, in battaglia. Aro scopriva subito se fra gli avversari c�era qualcuno che potesse riservare qualche sorpresa, ma capitava di rado: bisogna avere qualit� davvero eccezionali per mettere in difficolt� i Volturi, anche solo per pochi istanti. Pi� che altro serviva a risparmiare la vita a qualcuno che poteva tornargli utile. Il dono di Eleazar funziona, entro certi limiti, anche con gli umani, ma con loro deve concentrarsi molto perch� il talento latente � nebuloso. Perci� Aro lo usava per esaminare quelli che volevano unirsi a lui, per vedere se possedessero potenzialit� interessanti. Ad Aro � dispiaciuto che Eleazar se ne sia andato�.</p><p>�L�hanno lasciato andare cos�, come niente fosse?�, chiesi.</p><p>Il sorriso di Edward si fece pi� cupo, un po� obliquo. �I Volturi non sono sempre i cattivi della situazione, come ti appaiono. Sono il fondamento stesso della nostra civilt� e della pace. Chi si arruola nel corpo di guardia sceglie di votarsi a essi. � un grande onore farne parte; tutti ne sono orgogliosi, nessuno viene costretto contro la propria volont�.</p><p>Guardai a terra, accigliata.</p><p>�Passano per crudeli e spietati solo fra i criminali, Bella�.</p><p>�Noi per� non siamo criminali�.</p><p>Jacob espresse il proprio consenso sbuffando.</p><p>�Questo non lo sanno�.</p><p>�Pensi che riusciremo a fermarli per farci ascoltare?�.</p><p>Edward esit� per un istante e si strinse nelle spalle. �Se troviamo abbastanza amici pronti a schierarsi al nostro fianco, s�. Forse�.</p><p>Forse. D�un tratto percepii l�urgenza del compito che ci aspettava quel giorno. Edward e io accelerammo il passo e cominciammo a correre. Jacob ci raggiunse poco dopo.</p><p>�Tanya non dovrebbe tardare ancora molto�, disse Edward. �Dobbiamo essere pronti�.</p><p>S�, ma cosa voleva dire "pronti"? Organizzavamo e riorganizzavamo, pensavamo e ripensavamo. Meglio lasciare Renesmee bene in vista, o aspettare? Meglio Jacob nella stanza, oppure fuori? Aveva detto al branco di mantenersi vicino, ma invisibile. Forse era meglio se si eclissava anche lui?</p><p>Alla fine stabilimmo che io, Renesmee e Jacob in forma umana avremmo atteso seduti al grande tavolo lucido della sala da pranzo, dietro l�angolo rispetto all�entrata. Jacob mi lasci� tenere Renesmee perch� voleva essere libero nei movimenti, nel caso si rendesse necessaria una trasformazione subitanea.</p><p>Nonostante mi colmasse di gioia, tenere mia figlia fra le braccia mi faceva sentire inutile. Mi ricordava che, in uno scontro con vampiri maturi, non sarei stata altro che un facile bersaglio, quindi non serviva che avessi le mani libere.</p><p>Cercai di riportare alla memoria i volti di Tanya, Kate, Carmen ed Eleazar dalle immagini del matrimonio, ma li distinguevo appena dentro la nebbia scura dei miei ricordi fumosi. Sapevo solo che erano belli: due bruni, le altre due bionde. E non riuscivo a ricordare se avessero uno sguardo gentile.</p><p>Edward si appoggi� immobile contro la vetrata sul retro, lo sguardo fisso sulla porta d�ingresso. Non sembrava vedere la stanza che aveva davanti.</p><p>Ascoltammo le auto che sfrecciavano sulla superstrada. Nessuna rallentava.</p><p>Renesmee era rannicchiata contro il mio collo, una mano sulla mia guancia, ma non irradiava alcuna immagine. Ancora non ne aveva per descrivere ci� che stava provando.</p><p>�E se non gli piaccio?�, sussurr� a un tratto, e tutti i nostri occhi si fissarono di colpo su di lei.</p><p>�Figurati se non...�, aveva cominciato a dire Jacob, ma lo zittii con un�occhiata.</p><p>�Non ti capiscono, Renesmee, perch� non hanno mai conosciuto nessuna come te�, dissi, evitando promesse che non ero certa di poter mantenere. �Il problema consiste proprio nel fare in modo che capiscano�.</p><p>Renesmee fece un sospiro e nella mia mente vidi passare, come in una folata di vento, le immagini di tutti noi. Vampiro, umano, licantropo. Lei non rientrava in nessuna categoria.</p><p>�Sei speciale, non � una brutta cosa�.</p><p>Scosse la testa in disaccordo. Pens� ai nostri volti tesi e disse: �� colpa mia�.</p><p>�No�, esclamammo io, Edward e Jacob all�unisono ma, prima che potessimo aggiungere qualcosa, udimmo il rumore tanto atteso di un motore che scendeva di giri e di pneumatici che imboccavano lo sterrato.</p><p>Edward sfrecci� verso la porta, dove rimase in piedi, in attesa. Renesmee si nascose fra i miei capelli. Jacob e io ci scambiammo uno sguardo disperato da un capo all�altro del tavolo.</p><p>L�auto procedeva rapida attraverso il bosco, pi� veloce di come avrebbero guidato Charlie o Sue. La udimmo attraversare il prato e fermarsi davanti al porticato. Quattro portiere si aprirono e si richiusero. I nuovi arrivati si avvicinavano alla porta senza parlare. Edward apr� prima che avessero il tempo di bussare.</p><p>�Edward!�, grid� entusiasta una voce femminile.</p><p>�Ciao, Tanya. Kate, Eleazar, Carmen�.</p><p>Seguirono tre �Ehi, ciao� appena mormorati.</p><p>�Carlisle ha detto che doveva parlarci con urgenza�, disse la prima voce: Tanya. Sentivo che erano ancora tutti fuori. Immaginai Edward sulla porta, a bloccare loro l�ingresso. �Che problema c��? Problemi con i licantropi?�.</p><p>Jacob alz� gli occhi al cielo.</p><p>�No�, disse Edward. �La nostra tregua con i licantropi funziona alla grande�.</p><p>Una donna ridacchi�.</p><p>�Non ci inviti a entrare?�, chiese Tanya. Poi, senza attendere risposta, aggiunse: �Dov�� Carlisle?�.</p><p>�� dovuto andar via�. E ne segu� un breve silenzio.</p><p>�Che succede, Edward?�, chiese Tanya.</p><p>�Vi chiedo di concedermi il beneficio del dubbio per pochi minuti�, rispose Edward. �Devo spiegarvi una cosa piuttosto complicata e ho bisogno che mi ascoltiate fino in fondo senza preconcetti�.</p><p>�Ma Carlisle sta bene?�, s�inform� una voce maschile in tono ansioso. Eleazar.</p><p>�Nessuno di noi sta bene, Eleazar�, rispose Edward, che pos� una mano sulla spalla di qualcuno, forse proprio di Eleazar. �Cio�, fisicamente s�, sta bene�.</p><p>�Fisicamente?�, chiese Tanya brusca. �Che intendi dire?�.</p><p>�Che la mia famiglia corre un grave pericolo. Prima di spiegare, per�, vi chiedo una promessa: di ascoltare tutto il racconto. Vi prego solo di starmi a sentire fino alla fine�.</p><p>Un silenzio pi� lungo segu� le sue parole. Jacob e io ci guardammo muti attraverso il silenzio teso. Le sue labbra color ruggine impallidirono.</p><p>�Ti ascoltiamo�, disse infine Tanya. �Ti ascolteremo fino in fondo prima di giudicare�.</p><p>�Grazie, Tanya�, disse Edward con fervore. �Non vi avremmo coinvolti se avessimo avuto un�alternativa�.</p><p>Edward si mosse. Udimmo quattro paia di piedi varcare la soglia.</p><p>Qualcuno annus� l�aria. �Lo sapevo che c�erano di mezzo i licantropi�, borbott� Tanya.</p><p>�S�, e sono dalla nostra parte. Ancora una volta�.</p><p>Nessuno replic� al commento.</p><p>�Dov�� la tua Bella?�, chiese un�altra voce femminile. �Come sta?�.</p><p>�Ci raggiunger� fra poco. Sta bene, grazie. Ha varcato le soglie dell�immortalit� con singolare eleganza�.</p><p>�Dicci di questo pericolo, Edward�, lo esort� Tanya dolcemente. �Ascolteremo e ci schiereremo al tuo fianco, dov�� giusto che stiamo�.</p><p>Edward respir� a fondo. �Prima vi chiedo di vedere con i vostri occhi. Ascoltate, nella stanza accanto. Cosa sentite?�.</p><p>All�inizio era tutto tranquillo, poi si ud� del movimento.</p><p>�Prima ascoltate, per favore�, insistette Edward.</p><p>�Un licantropo, presumo. Sento il suo cuore che batte�, disse Tanya.</p><p>�Cos�altro?�, chiese Edward.</p><p>Ci fu una pausa.</p><p>�Cos�� quella pulsazione?�, chiese Kate, o forse era Carmen. �Un... uccello, forse?�.</p><p>�No, ma tenete a mente il suono. E che odore sentite, a parte quello di licantropo?�.</p><p>�C�� un umano?�, bisbigli� Eleazar.</p><p>�No�, lo contraddisse Tanya. �Non � umano, anche se... vi si avvicina molto. Pi� di qualunque altro odore presente qui dentro. Che cos��, Edward? Non credo di averne mai sentito uno simile, prima d�ora�.</p><p>�Sicuramente no, Tanya. Per favore, <emphasis>vi prego</emphasis>, tenete presente che per voi � una cosa del tutto nuova. Mettete da parte qualunque preconcetto�.</p><p>�Ti ho promesso di ascoltare, Edward�.</p><p>�D�accordo. Bella, porta qui Renesmee, per favore�.</p><p>Mi sentivo le gambe stranamente addormentate, ma sapevo che era solo una questione mentale. Mi costrinsi a non esitare, a non strascicare i piedi mentre mi alzavo e percorrevo i pochi passi fino all�angolo. Mi sentivo alle spalle il ventaglio di calore emanato dal corpo di Jacob, che mi seguiva come un�ombra.</p><p>Feci un passo nel salone e restai impietrita, incapace di proseguire oltre. Renesmee respir� a fondo e spunt� da sotto i miei capelli, le piccole spalle rigide, quasi si aspettasse gi� di essere respinta.</p><p>Pensavo di essere pronta a qualunque reazione. Accuse, urla, l�immobilit� raggelata della sorpresa.</p><p>Tanya arretr� di quattro passi, con un fremito dei riccioli biondo ramato, come un umano che si trova all�improvviso davanti a un serpente velenoso. Kate balz� all�indietro fino alla porta e si schiacci� contro la parete, emettendo un sibilo sconvolto fra i denti. Eleazar si rannicchi� protettivo davanti a Carmen.</p><p>�<emphasis>Ma per favore..</emphasis>.�, sentii Jacob borbottare fra s�.</p><p>Edward mise un braccio attorno a Renesmee e me. �Avete promesso di ascoltare�, disse.</p><p>�Ci sono cose che non si possono stare a sentire!�, esclam� Tanya. �Come hai potuto, Edward? Non ti rendi conto di cosa significa?�.</p><p>�Dobbiamo andarcene di qui�, disse Kate ansiosa, la mano gi� sulla maniglia della porta.</p><p>�Edward...�. Eleazar sembrava persino incapace di trovare le parole.</p><p>�Aspettate�, disse Edward, la voce indurita. �Ricordatevi di quello che udite e dell�odore che sentite. Renesmee non � ci� che credete�.</p><p>�Non sono ammesse eccezioni alla regola, Edward�, ribatt� Tanya asciutta.</p><p>�Tanya�, riprese Edward in tono altrettanto tagliente, �lo senti il cuore che batte, no? Rifletti per un istante su ci� che significa�.</p><p>�Il suo cuore?�, bisbigli� Carmen sbirciando da sopra la spalla di Eleazar.</p><p>�Non � una bambina vampira a tutti gli effetti�, spieg� Edward, concentrandosi su Carmen, che aveva l�espressione meno ostile di tutti. �Per met� � umana�.</p><p>I quattro vampiri lo guardarono come se parlasse una lingua sconosciuta.</p><p>�Ascoltate�. La voce di Edward aveva assunto un tono vellutato e persuasivo. �Renesmee � unica. Io sono suo padre, non il suo creatore. Sono il suo padre biologico�.</p><p>Tanya scuoteva la testa con un movimento appena percettibile di cui non sembrava rendersi nemmeno conto.</p><p>�Edward, non puoi aspettarti che noi...�, esord� Eleazar.</p><p>�Allora dammela tu, una spiegazione. Percepisci il calore del suo corpo nell�aria. Nelle sue vene scorre sangue, Eleazar. Puoi sentirlo, no?�.</p><p>�Ma come?�, esal� Kate.</p><p>�Bella � la madre biologica�, disse Edward. �Ha concepito e partorito Renesmee mentre era ancora umana. Le � quasi costata la vita. Tanto che, dopo lunghe esitazioni, sono stato costretto a iniettarle una dose di veleno nel cuore per salvarla�.</p><p>�Mai sentita una cosa simile�, comment� Eleazar. Aveva ancora le spalle contratte e l�espressione dura.</p><p>�I rapporti fra vampiri e umani non sono certo all�ordine del giorno�, concesse Edward, con un vago accenno di humour nero. �E i frutti di simili accoppiamenti sono ancora pi� rari. Non siete d�accordo, cugine?�.</p><p>Kate e Tanya gli lanciarono entrambe un�occhiata torva.</p><p>�Dai, Eleazar. Non dirmi che non noti la somiglianza�. Fu Carmen a rispondere, mentre girava intorno a Eleazar, incurante di un suo avvertimento a mezza voce, e avanzava cauta fino a me. Mi si mise di fronte, inclin� appena il busto ed esamin� attenta il volto di Renesmee.</p><p>�Gli occhi sono della mamma�, disse a voce bassa e calma, �ma la faccia � del pap�. Poi, come se non potesse farne a meno, le sorrise.</p><p>Renesmee ricambi� con un sorriso abbagliante. Mi tocc� una guancia senza distogliere lo sguardo da Carmen: immaginava di toccarle il viso, si chiedeva se poteva farlo.</p><p>�Ti spiace lasciare che sia Renesmee stessa a raccontarti di s�?�, chiesi a Carmen. La voce mi usc� in un sussurro. Ero ancora troppo sconvolta per tirare fuori qualcosa di pi�. �� una vera maestra nello spiegare le cose�.</p><p>Carmen stava ancora sorridendo a Renesmee. �Parli gi�, piccolina?�.</p><p>�S�, rispose Renesmee nel suo soprano trillante. Nell�udirne la voce, tutta la famiglia di Tanya ebbe un sussulto, a eccezione di Carmen. �Per� sono pi� brava a mostrare che a dire�.</p><p>E pos� la manina paffuta sulla sua guancia.</p><p>Carmen s�irrigid� come se avesse preso una scossa. Eleazar le fu accanto in un istante, le mani sulle spalle, pronto a tirarla via.</p><p>�Aspetta�, disse Carmen d�un fiato, lo sguardo immobile inchiodato in quello di Renesmee.</p><p>La "spiegazione" di Renesmee and� avanti per un bel pezzo. Edward osservava Carmen tutto concentrato e avrei dato qualunque cosa per poterli ascoltare. Alle mie spalle Jacob si dondolava impaziente sulle gambe e sapevo che desiderava la stessa cosa.</p><p>�Cosa le sta mostrando?�, brontol� Jacob fra i denti.</p><p>�Tutto�, mormor� Edward.</p><p>Trascorse un altro minuto, e Renesmee ritrasse la mano dal viso stupito di Carmen, scoccandole un sorriso irresistibile.</p><p>�� proprio figlia tua�, sospir� Carmen, ruotando i grandi occhi color topazio su Edward. �Un dono come il suo pu� venire solo da un padre particolarmente dotato�.</p><p>�Credi a ci� che ti ha mostrato?�, chiese Edward con espressione intensa.</p><p>�Senza il minimo dubbio�, disse Carmen semplicemente.</p><p>Il volto di Eleazar era pietrificato dalla tensione. �Carmen!�.</p><p>Carmen gli prese una mano e la strinse. �Per impossibile che appaia, quello che Edward ci ha raccontato � la verit�. Lascia che la bambina te lo mostri�.</p><p>Carmen sospinse Eleazar verso di me e fece un cenno a Renesmee. �Faglielo vedere, <emphasis>mi querida</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Renesmee sfoder� un sorrisetto, evidentemente deliziata dall�accoglienza di Carmen, e tocc� piano Eleazar sulla fronte.</p><p>�<emphasis>Ay caray</emphasis>�, sput� lui, ritraendosi di scatto.</p><p>�Che cosa ti ha fatto?�, chiese Tanya, avvicinandosi cauta. Anche Kate avanz� lentamente.</p><p>�Cerca solo di raccontare la propria versione della storia�, disse Carmen in tono conciliante.</p><p>Renesmee aggrott� la fronte, impaziente. �Guarda, per favore�, chiese a Eleazar. La bambina tese una mano verso di lui e la lasci� sospesa a pochi centimetri dal suo viso, in attesa.</p><p>Eleazar le lanci� un�occhiata sospettosa e si volt� verso Carmen, in cerca d�aiuto. Lei annu� con fare incoraggiante. Eleazar fece un respiro profondo e inclin� il busto in avanti fino a che la sua fronte non tocc� nuovamente la mano di Renesmee.</p><p>All�inizio fu percorso da un brivido ma non si mosse, gli occhi chiusi per favorire la concentrazione.</p><p>�Ah�, mormor� riaprendoli, alcuni minuti dopo. �Ora capisco�.</p><p>Renesmee gli sorrise. Lui esit�, poi le restitu� un sorriso appena riluttante.</p><p>�Eleazar?�, chiese Tanya.</p><p>�� tutto vero, Tanya. Non � un�immortale. Per met� � umana. Vieni a vedere tu stessa�.</p><p>Prima Tanya e poi Kate, in silenzio e con circospezione, mi si pararono davanti. Assunsero entrambe un�espressione scioccata quando il tocco di Renesmee evoc� la prima immagine, ma alla fine, proprio come Carmen ed Eleazar, apparvero del tutto conquistate.</p><p>Lanciai un�occhiata al viso tranquillo di Edward, chiedendomi se davvero fosse cos� facile. I suoi occhi dorati erano limpidi, senza ombre. Senza trucco n� inganno, quindi.</p><p>�Grazie per aver ascoltato�, disse piano.</p><p>�Ma c�� il <emphasis>grave pericolo</emphasis> di cui ci hai avvertito�, disse Tanya. �Dato che non viene dalla bambina ma � connesso a lei, deduco che si tratti dei Volturi. Come hanno fatto a scoprire la sua esistenza? Quando verranno?�.</p><p>Non mi sorprese che capisse tutto cos� rapidamente. D�altronde, cosa poteva minacciare una famiglia potente come la mia se non i Volturi?</p><p>�Quando Bella ha visto Irina, quel giorno in montagna�, spieg� Edward, �Renesmee era con lei�.</p><p>Kate sibil�, gli occhi ridotti a fessure. �� stata <emphasis>Irina</emphasis>? Ha fatto questo a te? A Carlisle? <emphasis>Irina</emphasis>?�.</p><p>�No�, sussurr� Tanya. �Qualcun altro...�.</p><p>�Alice l�ha vista andare dai Volturi�, disse Edward. Mi chiesi se gli altri notassero come trasaliva appena nel nominare Alice.</p><p>�Come ha potuto fare una cosa simile?�, chiese Eleazar, ma a nessuno in particolare.</p><p>�Immaginate di aver visto Renesmee da lontano. Senza attendere la nostra spiegazione...�.</p><p>Tanya ebbe uno sguardo torvo. �Non importa cosa pu� aver pensato. Facciamo parte della stessa famiglia�.</p><p>�Ormai non possiamo fare pi� niente per rimediare alla decisione di Irina, � troppo tardi. Alice ci ha dato un mese di tempo�.</p><p>Tanya ed Eleazar inclinarono la testa di lato. Kate aggrott� le sopracciglia.</p><p>�Cos� tanto?�, chiese Eleazar.</p><p>�Verranno tutti. Servono dei preparativi�.</p><p>Eleazar rimase senza fiato. �L�intera guardia?�.</p><p>�Non solo la guardia�, rispose Edward, la mascella tesa. �Aro, Caius, Marcus. Persino le mogli�.</p><p>La sorpresa appann� lo sguardo dei quattro.</p><p>�Impossibile�, disse Eleazar incredulo.</p><p>�L�avrei detto anch�io, due giorni fa�, ribatt� Edward.</p><p>Eleazar s�accigli� e quando riprese a parlare la sua voce usc� simile a un ringhio. �Ma non ha senso. Perch� mettere in pericolo anche le mogli, oltre a se stessi?�.</p><p>�Da quel punto di vista non ha senso, infatti. Secondo Alice, non c�� di mezzo soltanto la punizione per ci� di cui ci accusano. Pensava che tu potessi aiutarci�.</p><p>�E cosa pu� esserci, oltre alla punizione?�. Eleazar cominci� a misurare la stanza a lunghe falcate, verso la porta e ritorno, avanti e indietro, come fosse solo, lo sguardo corrucciato fisso sul pavimento.</p><p>�Dove sono tutti, Edward? Carlisle, Alice e gli altri?�, s�inform� Tanya.</p><p>L�esitazione di Edward fu quasi impercettibile. Rispose alla domanda solo in parte. �In cerca di amici che possano darci una mano�.</p><p>Tanya si chin� verso di lui, tendendo le braccia. �Edward, per quanti amici riusciate a trovare, non possiamo aiutarvi a <emphasis>vincere.</emphasis> Riusciremo solo a morire con voi. Questo lo sai. D�altro canto, forse meritiamo la morte, dopo ci� che ha combinato Irina e dopo che gi� una volta vi abbiamo voltato le spalle�.</p><p>Edward scosse la testa con decisione. �Non vi stiamo chiedendo di combattere e morire con noi, Tanya. Sai che Carlisle non pretenderebbe mai una cosa simile�.</p><p>�E allora cosa, Edward?�.</p><p>�Siamo in cerca di testimoni. Se riusciamo a fermare i Volturi per il tempo necessario a spiegare...�. Sfior� la guancia di Renesmee. Lei gli afferr� la mano e se la premette contro la pelle. �� difficile dubitare della nostra storia quando la vedi con i tuoi occhi�.</p><p>Tanya annu� piano. �Credi che saranno tanto interessati al passato di Renesmee?�.</p><p>�Solo in quanto presagio per il futuro. Lo scopo della restrizione era di proteggerci dal contatto con i bambini immortali, dagli eccessi di creature giovani e indomabili�.</p><p>�Io non sono pericolosa�, s�intromise Renesmee. Ascoltai la sua voce acuta e cristallina in modo nuovo e immaginai come suonasse agli altri. �Non ho mai fatto del male al nonno, a Sue, o a Billy. Io amo gli umani. E i licantropi come il mio Jacob�. Lasci� andare la mano di Edward e si sporse all�indietro per dare un paio di colpetti affettuosi al braccio di Jacob.</p><p>Tanya e Kate si scambiarono un�occhiata fugace.</p><p>�Se Irina non fosse arrivata cos� presto�, disse Edward come stesse meditando ad alta voce, �avremmo potuto evitare tutto questo. Renesmee cresce a un ritmo vertiginoso. In un mese cresce come se ne fossero trascorsi sei�.</p><p>�Be�, questa � una cosa che possiamo testimoniare di sicuro�, disse Carmen in tono risoluto. �Potremo assicurare che l�abbiamo vista crescere sotto ai nostri occhi. I Volturi non potranno ignorare una simile evidenza�.</p><p>�Gi�, come potrebbero?�, borbott� Eleazar senza alzare lo sguardo. Stava ancora camminando avanti e indietro, come se non prestasse la minima attenzione.</p><p>�Possiamo testimoniare a vostro favore, s�, disse Tanya, �poco ma sicuro. E penseremo a cos�altro potremmo fare�.</p><p>�Tanya�, protest� Edward, dopo che ud� nei suoi pensieri pi� di quanto avesse espresso a parole, �non ci aspettiamo che lottiate per noi�.</p><p>�Se i Volturi non si fermeranno ad ascoltarvi, non potremo restare a guardare�, insistette Tanya. �Anche se, ovviamente, dovrei parlare per me stessa�.</p><p>Kate sbuff�. �Dubiti a tal punto di me, sorella?�.</p><p>Tanya le rivolse un ampio sorriso. �� una missione suicida, dopotutto�.</p><p>Kate le scocc� un ghigno e fece spallucce, disinvolta. �Io ci sto�.</p><p>�Anch�io. Far� tutto ci� che � in mio potere per proteggere la bambina�, disse Carmen. Poi, come se non potesse resistere, tese le braccia verso Renesmee. �Posso tenerti un pochino, <emphasis>beb� linda</emphasis>?�<emphasis>.</emphasis></p><p>Renesmee si sporse con impaziente entusiasmo verso la sua nuova amica. Carmen la strinse forte e le mormor� paroline in spagnolo.</p><p>Era stato come con Charlie e, prima ancora, con i Cullen al completo. Renesmee era irresistibile. Com�era che restavano tutti conquistati, al punto da essere disposti a mettere in gioco la propria vita per lei?</p><p>Per un momento pensai che forse il nostro tentativo non era cos� disperato. Forse Renesmee sarebbe riuscita a compiere il miracolo, soggiogando i nostri nemici come aveva fatto con i nostri amici.</p><p>Poi ricordai che Alice ci aveva lasciati e la mia speranza mor� rapida com�era nata.</p></section><section><title><p>31</p><p>Talenti</p></title><p>�Che ruolo hanno i licantropi in tutto questo?�, chiese Tanya lanciando un�occhiata a Jacob.</p><p>Prima che Edward potesse aprire bocca fu Jacob stesso a rispondere. �Se i Volturi non sono disposti a dar retta a Nessie, a Renesmee, cio�, si corresse, rendendosi conto che a Tanya il suo stupido soprannome non avrebbe detto niente, �li fermeremo <emphasis>noi</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>�Molto coraggioso, ragazzino, ma sarebbe un�impresa disperata anche per gente molto pi� esperta di voi�.</p><p>�Non sai ci� che siamo in grado di fare�.</p><p>Tanya si strinse nelle spalle. �La vita � vostra, potete farci quel che vi pare�.</p><p>Jacob lanci� a Renesmee � ancora in braccio a Carmen, con Kate china sopra di lei � uno sguardo evidentemente carico di profondo affetto.</p><p>�� una piccola molto speciale�, concesse Tanya come pensando ad alta voce. �Difficile resisterle�.</p><p>�Una famiglia piena di talenti�, mormor� Eleazar mentre, nel frattempo, il ritmo del suo andirivieni era aumentato e schizzava dalla porta a Carmen e viceversa a intervalli di un secondo. �Il padre legge nel pensiero, la madre � uno scudo e questa bimba eccezionale possiede un qualche potere magico con cui ti incanta. Mi chiedo se ci sia un termine per definire quello che fa, o se sia normale per una mezza vampira. Anche se "normale", insomma, � una parola grossa per una creatura che � un vampiro ibrido!�.</p><p>�Scusa�, disse Edward come stordito, posando una mano sulla spalla di Eleazar per bloccarlo prima che schizzasse di nuovo verso la porta. �Cos�hai detto che � mia moglie?�.</p><p>Eleazar lo guard� incuriosito e per un attimo cess� il suo passeggiare nervoso. �Uno scudo, <emphasis>credo.</emphasis> In questo momento mi sta bloccando, quindi non ne sono sicuro�.</p><p>Fissai Eleazar, le sopracciglia aggrottate per la confusione. Scudo? In che senso lo stavo bloccando? Non ero sulla difensiva; me ne stavo l� e basta.</p><p>�Uno scudo?�, ripet� Edward, stupefatto.</p><p>�Dai, Edward! Se io non riesco a leggerle la mente, dubito che ci riesca tu. Riesci a sentire i suoi pensieri in questo momento?�, chiese Eleazar.</p><p>�No�, mormor� Edward, �ma non ci sono mai riuscito. Nemmeno quand�era umana�.</p><p>�Mai?�. Eleazar batt� le palpebre. �Interessante. Lascerebbe supporre un notevole talento invisibile, se si manifestava cos� chiaramente gi� prima della trasformazione. Non riesco a trovare un varco nello scudo per farmi un�idea pi� precisa. Eppure dev�essere ancora grezza, ha appena pochi mesi di vita come vampira�. Lo sguardo che lanci� a Edward era quasi esasperato. �E a quanto pare non se ne rende affatto conto, � una cosa del tutto inconscia. Che ironia. Aro mi ha spedito ai quattro angoli del pianeta in cerca di gente che possedesse simili particolarit�, mentre tu ti ci imbatti per caso e nemmeno te ne accorgi�. Eleazar scosse la testa incredulo.</p><p>Mi rabbuiai. �Di cosa stai parlando? In che senso, sono uno scudo? Cosa significa?�. Tutto quello che riuscivo a immaginare sentendo quel termine era un�assurda armatura medievale.</p><p>Eleazar inclin� la testa di lato e mi studi�. �Immagino che nella guardia fossimo un po� troppo formali al proposito. In effetti, classificare talenti � una faccenda soggettiva e, tutto sommato, casuale. Ogni talento � unico e irripetibile, nel senso che non si presenta mai identico. Tu invece, Bella, sei facile da classificare: i talenti puramente difensivi, che tutelano alcuni aspetti di colui che li possiede, sono sempre definiti <emphasis>scudi.</emphasis> Hai messo alla prova le tue capacit�? Hai mai provato a bloccare qualcun altro oltre a me e al tuo compagno?�.</p><p>Nonostante la velocit� d�elaborazione del mio nuovo cervello, mi occorsero alcuni secondi per mettere insieme una risposta.</p><p>�Funziona solo per certe cose�, dissi. �La mia mente �, come dire... privata. Per� non impedisce a Jasper di influenzare il mio umore o ad Alice di vedere il mio futuro�.</p><p>�Una difesa prettamente psichica�. Eleazar annu� fra s�. �Limitata, ma efficace�.</p><p>�Aro non riusciva a sentirla�, intervenne Edward. �Sebbene fosse umana, quando si sono conosciuti�.</p><p>Eleazar sgran� gli occhi.</p><p>�Jane ha cercato di colpirmi, ma non c�� riuscita�, aggiunsi. �Secondo Edward, Demetri non pu� trovarmi, e nemmeno Alec pu� farmi alcunch�. � un bene?�.</p><p>Eleazar, ancora a bocca aperta, annu�. �Direi!�.</p><p>�Uno scudo!�, esclam� Edward, trasudando soddisfazione. �Non avevo mai considerato la cosa sotto questo punto di vista. L�unica che avevo conosciuto prima era Renata, ma lei era cos� diversa�.</p><p>Eleazar intanto si era ripreso. �Appunto. Nessun talento si manifesta esattamente allo stesso modo, perch� nessuno <emphasis>pensa</emphasis> mai esattamente allo stesso modo�.</p><p>�Chi � Renata? Cosa fa?�, chiesi. Anche Renesmee, interessata, si era scostata da Carmen per guardare oltre Kate.</p><p>�Renata � la guardia del corpo di Aro�, spieg� Eleazar. �Uno scudo molto pratico e anche molto forte�.</p><p>Ricordavo vagamente un manipolo di vampiri, maschi e femmine, che non perdevano mai di vista Aro nella sua macabra torre, ma non riuscivo a far riemergere alcun viso femminile dall�inquietante nebbia della memoria. Fra loro, comunque, doveva esserci Renata.</p><p>�Chiss�...�, esord� Eleazar come se stesse riflettendo ad alta voce. �Renata � uno scudo potente contro gli attacchi fisici. Chiunque si avvicini a lei o ad Aro � ed � la stessa cosa, dato che lei � sempre al suo fianco nelle situazioni critiche � si trova improvvisamente... deviato. Il campo di forza che l�avvolge � quasi impercettibile: ci si accorge di colpo di muoversi in un�altra direzione, con la vaga consapevolezza che non � quella giusta, ma senza ricordarsi bene perch�. Renata pu� proiettare lo scudo a diversi metri di distanza da s�: infatti, in caso di necessit�, protegge anche Caius e Marcus. Per� la sua priorit� � Aro. Tuttavia, ci� che fa non � prettamente fisico. Come per la stragrande maggioranza dei doni, avviene tutto nella mente. Se cercasse di deviare te, per esempio, mi chiedo chi avrebbe la meglio...�. Scosse la testa. �Non ho mai sentito di qualcuno che riuscisse a mettere fuori gioco Aro o Jane�.</p><p>�Mamma, tu sei speciale�, mi disse Renesmee, per nulla sorpresa, come se stesse commentando il colore del mio vestito.</p><p>Ero disorientata. Non conoscevo forse gi� il mio dono, il super-autocontrollo che mi aveva permesso di saltare a pi� pari l�orribile primo anno da vampira? E i vampiri possedevano non pi� di una qualit� extra, no?</p><p>A meno che Edward non avesse ragione sin dall�inizio: quando Carlisle aveva avanzato l�ipotesi che il mio autocontrollo potesse avere del soprannaturale, Edward aveva suggerito che la mia capacit� di contenermi era solo frutto di una buona preparazione � <emphasis>carattere e concentrazione</emphasis>, aveva detto.</p><p>Chi dei due aveva ragione? Potevo fare <emphasis>di pi�</emphasis>? C�erano una definizione e una categoria per indicare ci� che ero?</p><p>�Puoi proiettarlo?�, chiese Kate interessata.</p><p>�Cio�?�, chiesi.</p><p>�Estenderlo da te a qualcun altro�.</p><p>�Non lo so. Non ho mai provato. Non immaginavo di averne bisogno�.</p><p>�Oh, forse non ne sei capace�, tagli� corto Kate. �Io ci provo da secoli e tutto quello che sono riuscita a ottenere � una specie di corrente a fior di pelle�.</p><p>La fissai, sconcertata.</p><p>�Kate possiede un�abilit� offensiva�, spieg� Edward. �Un po� come Jane�.</p><p>Distolsi automaticamente lo sguardo da Kate, battendo le palpebre, e lei rise.</p><p>�Per� non sono cos� sadica�, mi rassicur�. �� solo una cosa che torna utile in battaglia�.</p><p>Stavo cominciando a digerire le parole di Kate, a creare collegamenti. <emphasis>Fare scudo a qualcun altro oltre a te.</emphasis> Come se esistesse un modo per portare un�altra persona al riparo della bizzarra barriera mentale che rendeva muti i miei pensieri.</p><p>Rividi Edward accasciarsi sulle pietre antiche della torre dei Volturi. Era un ricordo umano, ma pi� vivido e intenso degli altri, come fosse impresso a fuoco nel tessuto cerebrale.</p><p>E se fossi stata in grado di impedire che accadesse di nuovo? Se avessi potuto proteggere Edward? E Renesmee? Ci fosse stata anche solo una vaghissima possibilit�...</p><p>�Devi insegnarmi come fare!�, esclamai, afferrando il braccio di Kate senza rendermene conto. �Devi farmi vedere!�.</p><p>Kate trasal�. �Forse, se eviti di maciullarmi il radio...�.</p><p>�Oh, scusami!�, esclamai.</p><p>�Lo scudo � attivo, a quanto vedo�, disse Kate. �La mia reazione avrebbe dovuto farti saltar via il braccio, ma non hai sentito niente, vero?�.</p><p>�Non ce n�era bisogno, Kate. Non voleva farti male�, mormor� Edward, ma noi due non gli prestavamo attenzione.</p><p>�No, niente. Hai scatenato la tua... corrente elettrica?�.</p><p>�S�. Mmm. Non ho mai incontrato nessuno che non la percepisse, mortale o immortale�.</p><p>�Hai detto che la proietti? Sulla pelle?�.</p><p>Kate annu�. �Prima l�avevo solo nel palmo delle mani. Come Aro�.</p><p>�O Renesmee�, puntualizz� Edward.</p><p>�Adesso, dopo una lunga pratica, riesco a irradiarla in tutto il corpo. � una buona difesa. Chiunque tenti di toccarmi cade a terra fulminato. Solo per pochi secondi, ma sono pi� che sufficienti�.</p><p>L�ascoltavo solo con un orecchio, la mia mente stava gi� lavorando all�idea che, forse, se solo avessi imparato abbastanza alla svelta, sarei stata in grado di proteggere la mia piccola famiglia. Dentro di me speravo ardentemente di essere in grado di proiettare il mio scudo con la stessa abilit� con cui riuscivo, per qualche misterioso motivo, a cavarmela alla grande come vampira. La mia vita da umana non mi aveva abituata a doti spontanee particolari e mi era difficile credere che questa mia abilit� durasse.</p><p>Mi sembrava di non aver mai desiderato niente con tanta intensit�, prima di allora: proteggere ci� che amavo.</p><p>Ero cos� immersa nei miei pensieri che mi accorsi della silenziosa comunicazione fra Edward ed Eleazar solo quando divenne aperta conversazione.</p><p>�Ricordi almeno un�eccezione?�, chiese Edward.</p><p>Lo guardai per cercare di contestualizzare la sua domanda e mi resi conto che tutti gli altri li stavano gi� fissando. Chini l�uno sull�altro, erano concentratissimi, il volto di Edward un grumo di sospetto, quello di Eleazar una maschera d�infelicit� e riluttanza.</p><p>�Non mi va di considerarle tali�, disse Eleazar fra i denti. L�improvviso cambiamento d�atmosfera mi stup�.</p><p>�Se hai ragione...�, riprese Eleazar.</p><p>Edward lo interruppe. �Era un pensiero tuo, non mio�.</p><p>�Se <emphasis>ho</emphasis> ragione... non riesco nemmeno a concepirne la portata. Cambierebbe completamente il mondo che abbiamo creato. Il significato della mia vita. Ci� di cui finora ho fatto parte�.</p><p>�Hai sempre agito con le migliori intenzioni, Eleazar�.</p><p>�Avrebbe una qualche importanza ci� che ho fatto? Tutte le vite che...�.</p><p>Tanya gli pos� una mano sulla spalla in un gesto di conforto. �Cosa ci siamo persi, amico mio? Voglio saperlo per partecipare alla discussione. Non hai mai fatto nulla per cui tu debba punirti a questo modo�.</p><p>�Davvero?�, mormor� Eleazar. Poi sfil� la spalla da sotto la mano di Tanya e riprese a camminare avanti e indietro, ancora pi� furioso di prima.</p><p>Dopo averlo osservato per mezzo secondo, Tanya si rivolse a Edward. �Spiegaci�.</p><p>Edward annu�, lo sguardo teso e fisso su Eleazar. �Cercava di capire perch� i Volturi dovrebbero venire a punirci cos� numerosi. Non � nel loro stile. Certo, il nostro � il clan maturo pi� nutrito con cui abbiano avuto a che fare, ma in passato gi� altre congreghe si sono coalizzate a scopo difensivo e nonostante il numero non hanno mai rappresentato un problema. Noi siamo pi� uniti, questo s�, ma non tanto numerosi.</p><p>Per questo Eleazar si � messo a passare in rassegna le altre occasioni in cui qualche clan � stato punito, per un motivo o per l�altro, e ha scoperto un certo modus operandi, una costante che il resto della guardia non avrebbe mai notato, perch� soltanto Eleazar riferiva personalmente ad Aro. La costante si ripete una volta ogni cent�anni, o gi� di l�.</p><p>�E in cosa consisterebbe?�, chiese Carmen, anche lei con lo sguardo fisso su Eleazar.</p><p>�Non capita spesso che Aro prenda parte a una spedizione punitiva�, disse Edward. �In passato, per�, quando voleva qualcosa in particolare, chiss� come saltava sempre fuori che questo o quel clan aveva commesso un crimine imperdonabile. In quel caso gli anziani si aggregavano alla guardia per presenziare all�amministrazione della giustizia. Poi, una volta distrutto il clan, Aro concedeva il perdono a un superstite che, a suo dire, si mostrava particolarmente pentito. Guarda caso, si trattava sempre del vampiro in possesso del dono che interessava ad Aro. Al nuovo arrivato veniva assegnato un posto nel corpo di guardia, il che ovviamente lo colmava d�orgoglio; infatti, l�offerta veniva sempre accettata con somma gratitudine, senza eccezioni�.</p><p>�Immagino che sia esaltante essere scelti per entrare a far parte della guardia�, osserv� Kate.</p><p>�Ah!�, ringhi� Eleazar senza fermarsi.</p><p>�C�� una tale Chelsea, nella guardia�, riprese Edward per spiegare la reazione rabbiosa di Eleazar, �che riesce a influire sui legami emotivi fra le persone. Pu� rafforzarli o indebolirli. Pu� fare in modo che qualcuno si senta legato ai Volturi, che desideri appartenere a loro e <emphasis>compiacerli...</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Eleazar si arrest� di colpo. �Era a tutti evidente l�importanza di Chelsea. Riuscire a spezzare le alleanze, in caso di scontro, significava avere la meglio con maggior facilit�. E separare emotivamente i membri innocenti di un clan dai colpevoli significava fare giustizia senza inutili violenze: i colpevoli potevano essere puniti senza interferenze e gli innocenti risparmiati. Se Chelsea non avesse spezzato i legami che tenevano unito il clan, sarebbe stato impossibile impedire loro di combattere come un sol uomo. All�epoca mi sembrava un atto di grande magnanimit� da parte di Aro. Sospettavo che Chelsea contribuisse a tenerci pi� uniti di quanto non saremmo stati altrimenti, ma anche quella mi pareva una buona cosa. Aumentava la nostra efficacia. Rendeva la coesistenza pi� facile�.</p><p>Le sue parole mi chiarirono vecchi ricordi. Non avevo mai capito, infatti, come mai il corpo di guardia obbedisse con tanta solerzia, quasi con devozione, ai propri comandanti.</p><p>�Quant�� forte il suo dono?�, chiese Tanya con voce tagliente. Pass� velocemente lo sguardo sui membri della sua famiglia.</p><p>Eleazar si strinse nelle spalle. �Io sono riuscito ad andarmene insieme a Carmen�, disse e poi scosse la testa. �Ma qualunque legame meno intenso di quello fra partner � a rischio. In un clan normale, perlomeno, perch� nella nostra famiglia i legami sono pi� forti. L�astensione dal sangue umano ci ha reso pi� civili, ci ha consentito di formare autentici legami d�amore. Dubito che Chelsea riuscirebbe a spezzarli, Tanya�.</p><p>Tanya annu�, apparentemente rassicurata, mentre Eleazar procedeva nell�analisi.</p><p>�Perci�, ai miei occhi, l�unico motivo per cui Aro ha deciso di venire di persona � che non si tratta di una punizione, bens� di un�acquisizione�. Poi continu�: �Deve essere presente per tenere sotto controllo gli eventi, ma ha bisogno della guardia al completo per proteggersi da un clan cos� grande e dotato. In tal modo, per�, gli altri anziani resterebbero a Volterra indifesi, alla merc� di qualcuno che potrebbe approfittarne. Quindi si spostano tutti. In quale altra maniera Aro si assicurerebbe i doni su cui ha messo gli occhi? Deve desiderarli parecchio�, concluse Eleazar come se riflettesse fra s�.</p><p>La voce di Edward fu lieve come un sospiro. �Da quel che ho potuto vedere dei suoi pensieri, la primavera passata, Aro non desidera altro che Alice�.</p><p>Avvertii la mia bocca spalancarsi al ricordo delle immagini da incubo che mi avevano assalito tanto tempo prima: Edward e Alice con addosso una tunica nera, gli occhi rosso sangue e il volto freddo e lontano, vicini come ombre, la mano di Aro sulle loro... Possibile che Alice avesse visto quelle immagini pi� di recente? Che avesse visto Chelsea mentre tentava di distruggere il suo amore per noi e legarla ad Aro, Caius e Marcus?</p><p>�Per questo Alice se n�� andata?�, domandai. La mia voce s�incrin� nel pronunciare il suo nome.</p><p>Edward mi accarezz� la guancia. �Credo di s�. Per impedire ad Aro di ottenere la cosa che desidera di pi� al mondo. Per impedire che metta le mani sul suo potere�.</p><p>Udii Tanya e Kate mormorare qualcosa con voce alterata e ricordai che loro non sapevano di Alice.</p><p>�Aro vuole anche te�, sussurrai.</p><p>Edward fece spallucce, l�espressione improvvisamente troppo composta. �Ma non con la stessa intensit�. Non ho nulla di pi� da dargli di quanto gi� non abbia. E naturalmente, deve prima trovare un modo per piegarmi al suo volere. Mi conosce e sa quanto sia improbabile�, concluse sardonico, inarcando un sopracciglio.</p><p>Eleazar s�incup� di fronte al fare disinvolto di Edward. �Conosce anche i tuoi punti deboli�, disse guardandomi.</p><p>�Non � una cosa di cui valga la pena discutere ora�, si affrett� a replicare Edward.</p><p>Eleazar ignor� il tentativo di sviare il discorso e prosegu�. �Probabile che Aro voglia anche la tua compagna. Deve essere rimasto affascinato da un talento in grado di tenergli testa nientemeno che in forma umana�.</p><p>L�argomento metteva a disagio sia me che Edward. Se Aro voleva che facessi qualcosa � qualunque cosa -, gli bastava minacciarlo, e avrei ceduto. E viceversa.</p><p>Forse la morte era il minore dei mali? Era la cattura ci� che dovevamo temere di pi�?</p><p>Edward cambi� tema. �Credo che i Volturi stessero aspettando solo di avere un pretesto. Non sapevano che scusa avrebbero trovato, ma il piano era gi� predisposto. Ecco perch� Alice ha visto la loro decisione prima che trovassero un appiglio in Irina. Era gi� tutto stabilito, mancava soltanto una giustificazione valida�.</p><p>�Se i Volturi stanno abusando della fiducia che tutti gli immortali ripongono in loro...�, mormor� Carmen.</p><p>�Ha qualche importanza?�, chiese Eleazar. �Chi ci crederebbe? Se anche qualcuno si convincesse che i Volturi approfittano del proprio potere, che differenza farebbe? Nessuno � in grado di tenergli testa�.</p><p>�Eppure alcuni di noi, a quanto pare, sono cos� pazzi da volerci provare�, sussurr� Kate.</p><p>Edward scosse la testa. �Siete qui soltanto come testimoni, Kate. Qualunque cosa voglia Aro, non credo che, per ottenerla, sia disposto a macchiare la reputazione dei Volturi. Se riusciamo a smontare le sue accuse, dovr� lasciarci in pace�.</p><p>�Naturalmente�, mormor� Tanya.</p><p>Nessuno sembrava convinto. Per pochi interminabili minuti ci fu solo il silenzio.</p><p>Poi sentii il rumore di pneumatici che svoltavano dalla strada principale sullo sterrato che portava a casa Cullen.</p><p>�Oh merda, Charlie!�, borbottai. �Forse il clan di Denali potrebbe attendere al piano di sopra finch�...�.</p><p>�No�, m�interruppe Edward con una voce che sembrava provenire da molto lontano. Aveva lo sguardo vuoto e lo teneva fisso sulla porta. �Non � tuo padre�. Mi mise a fuoco. �Sono Peter e Charlotte. A quanto pare Alice � riuscita a convincerli. Prepariamoci al secondo turno�.</p></section><section><title><p>32</p><p>La compagnia</p></title><p>Ormai l�enorme casa dei Cullen conteneva pi� ospiti di quanti sembrava poter alloggiare. La situazione era gestibile soltanto perch� nessuno dei nuovi arrivati aveva bisogno di dormire. I pasti erano rischiosi, per�. La nostra compagnia collaborava al meglio. Gli ospiti stavano alla larga da Forks e da La Push e cacciavano solo al di l� dei confini dello Stato; Edward era un padrone di casa impeccabile e, senza battere ciglio, prestava le sue automobili a chi ne aveva bisogno. Quel compromesso mi metteva molto a disagio, anche se cercavo di ripetermi che, tanto, sarebbero comunque andati a caccia, da qualche parte nel mondo.</p><p>Jacob ne era ancora pi� sconvolto. I licantropi esistevano proprio allo scopo di evitare perdite di vite umane, ed ecco che si doveva passar sopra al dilagare degli assassinii appena fuori dai confini territoriali del loro branco. Ma date le circostanze, con Renesmee in grave pericolo, tenne la bocca chiusa e guard� in cagnesco il pavimento invece dei vampiri.</p><p>Ero stupita della facilit� con cui i vampiri in visita tolleravano Jacob: i problemi che Edward aveva previsto non si erano mai concretizzati. Jacob sembrava pi� o meno invisibile ai loro occhi: non proprio una persona vera, ma nemmeno una potenziale fonte di cibo. Lo trattavano come la gente che non ama le bestie tratta gli animali domestici dei propri amici.</p><p>Leah, Seth, Quil ed Embry si erano temporaneamente ricongiunti al branco di Sam e Jacob sarebbe stato felice di unirsi a loro, se fosse riuscito a sopportare la lontananza da Renesmee, impegnata nella conquista dello strano gruppo di amici di Carlisle.</p><p>Avevamo ripetuto la scena della presentazione di Renesmee al clan di Denali almeno cinque volte. Prima per Peter e Charlotte, che Alice e Jasper ci avevano mandato senza fornire loro alcun chiarimento: come la maggior parte delle persone che conoscevano Alice, si erano fidati delle sue istruzioni nonostante la mancanza di ragguagli. Alice non aveva raccontato nulla sulla direzione verso cui lei e Jasper avrebbero proseguito il loro viaggio. E non aveva fatto alcuna promessa di rivederli in futuro.</p><p>N� Peter n� Charlotte avevano mai visto un bambino immortale. Anche se conoscevano la regola, la loro prima reazione negativa non fu decisa come quella del clan di Denali. La curiosit� li aveva portati ad accettare la "spiegazione" di Renesmee. Punto. E si erano impegnati a fare da testimoni n� pi� n� meno della famiglia di Tanya.</p><p>Carlisle aveva convocato amici anche dall�Irlanda, i primi ad arrivare, e dall�Egitto.</p><p>Il clan irlandese fu incredibilmente facile da convincere. Il loro capo era Siobhan, una donna imponente con un corpo enorme, bello e affascinante nelle sue movenze sinuose, ma lei e Liam, il suo compagno dal volto severo, erano abituati da parecchio a fidarsi del giudizio dell�ultimo acquisto del loro clan. La piccola Maggie, dagli esuberanti riccioli rossi, non possedeva un fisico massiccio come loro, ma aveva il dono di capire quando qualcuno le mentiva, perci� i suoi verdetti non venivano mai messi in discussione. Maggie decret� che Edward aveva detto la verit�, quindi Siobhan e Liam accettarono completamente la nostra versione prima ancora di toccare Renesmee.</p><p>Amun e gli altri vampiri egizi furono un altro paio di maniche. Persino dopo che due membri del suo clan, Benjamin e Tia, erano stati convinti dalla spiegazione di Renesmee, Amun si rifiut� di toccarla e ordin� ai suoi di levare le tende. Benjamin, un vampiro stranamente cordiale che sembrava poco pi� che un ragazzo e aveva un�aria sicura e maldestra al tempo stesso, convinse Amun a restare con l�astuzia, minacciandolo di sciogliere il loro sodalizio. Amun rimase, ma continu� a rifiutarsi di toccare Renesmee e non permise neanche a Kebi, la sua compagna, di sfiorarla. Sembrava una combriccola davvero male assortita, anche se gli egizi si assomigliavano a tal punto, con quei capelli corvini dai riflessi blu e il pallore della loro pelle olivastra, da sembrare una vera famiglia. Amun era il membro pi� anziano e il capo dichiarato. Kebi non si allontanava mai da lui pi� della lunghezza della sua ombra, e non la udii mai profferire parola. Tia, la compagna di Benjamin, era a sua volta una donna silenziosa, per�, quando parlava, faceva sempre discorsi profondissimi e risolutivi. Eppure sembrava che tutti ruotassero intorno a Benjamin, come se possedesse un magnetismo invisibile da cui dipendeva l�equilibrio degli altri. Vidi Eleazar fissare il ragazzo a occhi spalancati e concludere che il potere di Benjamin doveva essere quello di attrarre a s� le altre persone.</p><p>�Non esattamente�, mi disse Edward quella sera quando restammo soli. �� dotato di un dono cos� unico che Amun vive nel terrore di perderlo. Un po� come noi, che avevamo progettato di non far sapere ad Aro dell�esistenza di Renesmee�, disse con un sospiro, �Amun ha cercato di nascondere Benjamin ai suoi occhi. Amun ha creato Benjamin sapendo gi� che sarebbe stato speciale�.</p><p>�Cosa sa fare?�.</p><p>�Qualcosa che Eleazar non ha mai visto. Qualcosa di cui non avevo mai sentito parlare. Qualcosa davanti alla quale persino il tuo scudo sarebbe impotente�. Sfoder� il suo sorriso sghembo. �� in grado di influenzare gli elementi atmosferici: la terra, l�aria, l�acqua e il fuoco. Si tratta di vera manipolazione in senso fisico, non di illusioni mentali. Benjamin sta ancora collaudando la sua facolt� e Amun cerca di trasformarlo in un�arma. Ma vedrai con i tuoi occhi quanto Benjamin sia indipendente. Non permetter� di farsi usare�.</p><p>�Ti � simpatico�, dedussi dal tono della sua voce.</p><p>�Ha un forte senso di ci� che � giusto e ci� che � sbagliato. Mi piace il suo modo di vedere�.</p><p>Il modo di vedere di Amun divergeva di parecchio e lui e Kebi se ne restavano per conto proprio, anche se Benjamin e Tia si avviavano a diventare grandi amici sia del clan di Denali che di quello irlandese. Noi speravamo che il ritorno di Carlisle contribuisse a stemperare le tensioni con Amun.</p><p>Emmett e Rose ci avevano mandato persone isolate: tutti gli amici nomadi di Carlisle che erano riusciti a rintracciare.</p><p>Fra i primi arriv� Garrett, un vampiro alto, slanciato, con occhi bramosi color rubino e lunghi capelli biondi che teneva raccolti in un laccetto di pelle, e si cap� subito che era un avventuriero. Supposi che, solo per il gusto di mettersi alla prova, avrebbe accettato qualsiasi sfida gli avremmo proposto. Cominci� presto a frequentare le sorelle di Denali e a fare domande infinite sul loro insolito stile di vita. Mi chiesi se intendesse adottare il credo vegetariano come sua prossima sfida, tanto per vedere se era in grado di mantenervi fede.</p><p>Arrivarono anche Mary e Randall, che erano gi� amici, anche se non viaggiavano insieme. Ascoltarono la storia di Renesmee e, proprio come gli altri, rimasero a fare da testimoni. Come il clan di Denali, si chiesero in che modo avrebbero reagito se i Volturi non si fossero fermati ad ascoltare le spiegazioni. Tutti e tre i nomadi si trastullavano con l�idea di prendere le nostre parti.</p><p>Naturalmente, man mano che arrivavano i vampiri Jacob diventava sempre pi� scontroso. Si teneva a distanza se poteva ma, quando non ci riusciva, si lamentava con Renesmee che avrebbero dovuto fornirgli un elenco, se credevano che sarebbe riuscito a ricordarsi i nomi di tutti i nuovi succhiasangue.</p><p>Carlisle ed Esme rientrarono una settimana dopo la loro partenza, seguiti a distanza di pochi giorni da Emmett e Rosalie, e quando furono a casa ci sentimmo tutti meglio. Carlisle port� con s� un altro amico, anche se forse <emphasis>amico</emphasis> non era la parola giusta. Alistair era un vampiro inglese misantropo, che riteneva Carlisle il suo conoscente pi� intimo, anche se sopportava a malapena una visita pi� di una volta ogni cent�anni. Alistair preferiva di gran lunga vagabondare per proprio conto e Carlisle gli aveva promesso ogni sorta di favori pur di trascinarlo fin da noi. Respingeva ogni compagnia ed era chiaro che non aveva alcun ammiratore in questa congrega.</p><p>Il cupo vampiro bruno prese in parola Carlisle sulle origini di Renesmee, rifiutandosi, come Amun, di toccarla. Edward disse a Carlisle, a Esme e a me che Alistair aveva paura di trovarsi fra noi, e ancora pi� paura di non sapere come sarebbe andata a finire. Nutriva profondi sospetti verso qualsiasi autorit�, e quindi anche nei confronti dei Volturi. Ci� che stava accadendo sembrava confermare tutti i suoi timori.</p><p>�Ovvio, ora sapranno che sono stato qui�, lo sentimmo mugugnare fra s� in soffitta, il suo posto preferito per andare a tenere il broncio. �A questo punto non ha nessun senso nasconderlo ad Aro. Per colpa di questa faccenda mi toccher� darmi alla macchia per secoli e secoli. Metteranno sulla lista nera chiunque abbia parlato con Carlisle nell�ultimo decennio. Come diavolo ho fatto a farmi trascinare in questo pasticcio? Bel modo di trattare gli amici!�.</p><p>Ma se aveva ragione sul fatto di dover scappare dai Volturi, quantomeno aveva pi� speranze di riuscirci rispetto a noi. Alistair era un segugio, sebbene non preciso ed efficiente quanto Demetri. A lui capitava di sentire soltanto un�attrazione fuggevole verso l�oggetto delle sue ricerche, per� sufficiente a dirgli in quale direzione correre: quella opposta rispetto a Demetri.</p><p>Poi arriv� un�altra coppia di amiche: inattese, perch� n� Carlisle n� Rosalie erano riusciti a mettersi in contatto con le amazzoni.</p><p>�Carlisle�, lo salut� la pi� alta delle due donne altissime e ferine, al loro arrivo. Sembrava che qualcuno avesse stirato le membra a entrambe: avevano braccia e gambe lunghe, dita lunghe, lunghe trecce nere e lunghi visi con lunghi nasi. Indossavano solo abiti in pelle: gilet di cuoio e pantaloni aderenti allacciati sui fianchi con legacci di pelle. Non erano solo i loro vestiti eccentrici a farle sembrare selvagge, ma tutto ci� che le riguardava, dagli occhi cremisi e inquieti ai movimenti subitanei e guizzanti. Non avevo mai conosciuto vampiri meno civilizzati.</p><p>Ma era stata Alice a mandarle da noi, notizia a dir poco interessante. Perch� Alice si trovava in Sudamerica? Solo perch� aveva gi� visto che nessuno sarebbe riuscito a entrare in contatto con le amazzoni?</p><p>�Zafrina e Senna! Ma dov�� Kachiri?�, chiese Carlisle. �Non vi ho mai visto separate�.</p><p>�Alice ci ha detto che dovevamo separarci�, rispose Zafrina con una voce profonda e roca che ben s�intonava al suo aspetto selvaggio. �� un fastidio stare lontane, ma Alice ci ha garantito che voi avevate bisogno di noi, mentre lei aveva bisogno che Kachiri andasse da un�altra parte. Non ci ha detto altro, se non che era davvero... urgente?�. La frase di Zafrina termin� in tono interrogativo e io, i nervi scossi come accadeva a ogni nuova presentazione sebbene ormai avessi gi� compiuto quell�azione numerose volte, portai Renesmee a incontrarle.</p><p>Nonostante il loro aspetto feroce, ascoltarono con molta calma il nostro racconto, poi permisero a Renesmee di dargliene dimostrazione. Restarono molto colpite dalla piccola, proprio come gli altri vampiri, ma vedendo i loro movimenti rapidi e convulsi vicino a lei non riuscivo a fare a meno di preoccuparmi. Senna stava sempre vicina a Zafrina, senza mai parlare, ma non aveva lo stesso rapporto di Kebi con Amun. Kebi sembrava mantenere un atteggiamento di obbedienza, mentre Senna e Zafrina erano pi� simili a due arti di uno stesso organismo, di cui solo per caso Zafrina fungeva da portavoce.</p><p>Quelle informazioni su Alice furono stranamente confortanti. Era evidente che si trovava impegnata in qualche misteriosa missione tutta sua, che l�avrebbe tenuta lontana da qualsiasi cosa Aro avesse in serbo per lei.</p><p>Edward era entusiasta della presenza delle amazzoni, perch� Zafrina era dotata di un talento enorme, un dono che poteva costituire un�arma molto pericolosa. Non che Edward intendesse chiederle di prendere le nostre parti nello scontro, ma se i Volturi non si fossero fermati vedendo i nostri testimoni, forse un paesaggio diverso sarebbe riuscito a trattenerli.</p><p>�� un�illusione molto semplice�, mi spieg� Edward quando fu chiaro che, come al solito, non vedevo niente. Zafrina era affascinata e divertita dalla mia immunit�, che non le era mai capitato di incontrare prima, e ronzava inquieta intorno a noi mentre Edward mi descriveva quello che mi stavo perdendo. Lo sguardo gli si fece vacuo per un attimo mentre continuava. �Riesce a mostrare ci� che vuole alla maggior parte delle persone: quello e nient�altro. Per esempio, in questo momento mi sembra di trovarmi da solo nel bel mezzo della foresta pluviale. � una visione cos� nitida che potrei persino crederci, se non fosse che ti sento ancora fra le mie braccia�.</p><p>Zafrina storse le labbra nella sua versione grossolana di un sorriso. Un secondo dopo, lo sguardo di Edward torn� saldo e lui ricambi� il sorriso.</p><p>�Davvero notevole�, disse.</p><p>Renesmee era affascinata da quel dialogo e si avvicin� impavida a Zafrina.</p><p>�Posso vedere?�.</p><p>�Cosa vuoi vedere?�, chiese Zafrina.</p><p>�Quello che hai mostrato a pap�.</p><p>Zafrina annu� e io fissai ansiosa lo sguardo di Renesmee che si perdeva nel vuoto. Ma, un attimo dopo, il viso le si illumin� del suo sorriso smagliante.</p><p>�Ancora�, ordin�.</p><p>Dopo quell�episodio, fu difficilissimo tenere lontana Renesmee da Zafrina e dalle sue <emphasis>belle foto.</emphasis> Io mi preoccupavo, perch� ero abbastanza sicura che Zafrina fosse capace di creare pure immagini tutt�altro che piacevoli. Ma attraverso i pensieri di Renesmee riuscivo a vedere anch�io le visioni di Zafrina nitide come nel ricordo di mia figlia, proprio come se fossero vere, e quindi a valutare se fossero appropriate o meno.</p><p>Anche se non me ne separavo volentieri, dovevo ammettere che era un bene che Zafrina tenesse impegnata Renesmee. Avevo bisogno di avere le mani libere. Avevo cos� tanto da apprendere, sia con il corpo che con la mente, e in cos� poco tempo.</p><p>Il mio primo tentativo di imparare a combattere non and� a buon fine.</p><p>Edward m�immobilizz� nel giro di due secondi. Ma invece di lasciare che mi liberassi lottando, cosa che ero perfettamente in grado di fare, si allontan� con un fremito. Capii subito che c�era qualcosa di storto: era immobile come una roccia e fissava dall�altra parte del prato su cui ci stavamo allenando.</p><p>�Scusami, Bella�, disse.</p><p>�No, tutto bene�, risposi. �Riproviamoci�.</p><p>�Non posso�.</p><p>�Come, non puoi? Abbiamo appena cominciato�.</p><p>Non rispose.</p><p>�Senti, lo so che sono una frana, ma non posso migliorare senza il tuo aiuto�.</p><p>Continu� a tacere. Gli saltai addosso, scherzando. Lui non oppose resistenza e cademmo entrambi a terra. Rest� immobile mentre gli premevo le labbra sulla giugulare.</p><p>�Ho vinto�, annunciai.</p><p>Lui socchiuse gli occhi, ma non disse nulla.</p><p>�Edward? Cosa c�� che non va? Perch� non mi puoi insegnare?�.</p><p>Pass� un minuto prima che lui riaprisse bocca.</p><p>�Non riesco proprio a... sopportarlo. Emmett e Rosalie sono bravi quanto me. E Tanya ed Eleazar probabilmente ancora di pi�. Chiedilo a qualcun altro�.</p><p>�Non � giusto! Tu sei bravo. Hai gi� aiutato Jasper, hai combattuto con lui e anche con tutti gli altri. Perch� non con me? Cos�ho fatto di male?�.</p><p>Sospir�, esasperato. Aveva gli occhi scuri, il nero era schiarito solo da qualche rara pagliuzza dorata.</p><p>�Guardarti in quel modo, analizzarti come un bersaglio. Vedere tutti i modi in cui potrei ucciderti...�. Fece una smorfia. �Rende tutto troppo reale, ai miei occhi. Non abbiamo poi tanto tempo a disposizione, non fa differenza chi sia il tuo insegnante. Chiunque ti pu� insegnare i fondamenti�.</p><p>M�imbronciai.</p><p>Mi tocc� il labbro increspato e sorrise. �E poi non serve. I Volturi si fermeranno. Riusciremo a fargli capire come stanno le cose�.</p><p>�E se non si fermano? Devo <emphasis>assolutamente</emphasis> imparare�.</p><p>�Trovati un altro maestro�.</p><p>Quella non fu la nostra ultima conversazione sull�argomento, ma non riuscii a spostarlo di un centimetro dalla sua decisione.</p><p>Emmett fu pi� che felice di aiutarmi, anche se i suoi insegnamenti mi sembravano molto simili a una vendetta per tutti gli incontri di braccio di ferro persi. Se avessi potuto ancora avere dei lividi, sarei stata viola dalla testa ai piedi. Rose, Tanya ed Eleazar furono tutti molto pazienti e utili. Le loro lezioni mi ricordavano le istruzioni per la lotta impartite agli altri da Jasper il giugno precedente, sebbene quei ricordi fossero confusi e indistinti. Certi ospiti trovavano la mia istruzione molto divertente e alcuni di loro si offrirono persino di dare una mano. Il nomade Garrett si accoll� qualche turno, sorprendendomi con la sua bravura di insegnante: interagiva cos� facilmente con gli altri in generale che mi chiesi perch� non avesse mai trovato un clan. Combattei persino con Zafrina una volta, mentre Renesmee assisteva, in braccio a Jacob. Imparai diversi trucchi, ma non le chiesi mai pi� di aiutarmi. In realt�, anche se Zafrina mi era molto simpatica e sapevo che non mi avrebbe mai fatto del male, quella donna selvaggia mi spaventava a morte.</p><p>Imparai molto dai miei insegnanti, ma avevo la sensazione che le mie conoscenze fossero ancora disperatamente inadeguate. Non sapevo quanti secondi sarei durata contro Alec e Jane. Pregavo solo che fosse per il tempo necessario.</p><p>Era cos� difficile. Non c�era niente a cui aggrapparsi, niente di solido su cui lavorare. Sentivo solo il desiderio prepotente di rendermi utile, di riuscire a tenere al sicuro insieme a me Edward, Renesmee e il maggior numero possibile dei miei familiari. Cercavo di spingere al di fuori di me quel mio scudo nebuloso, con successi limitati e sporadici. Era come se stessi lottando per tendere un elastico invisibile, che in un qualsiasi momento poteva trasformarsi, da concreto e tangibile, in fumo impalpabile.</p><p>Soltanto Edward era disposto a prestarsi come cavia e riceveva un trauma dopo l�altro da Kate mentre io mi cimentavo inetta con quello che avevo dentro la testa. Lavoravamo per ore e mi sentivo come se avessi dovuto essere ricoperta di sudore per lo sforzo, ma naturalmente il mio corpo perfetto non mi tradiva in quel senso. La stanchezza era solo mentale.</p><p>Mi distruggeva il fatto che fosse Edward a dover soffrire, con le mie braccia che lo avvolgevano inutili mentre pativa continuamente per gli attacchi "a bassa intensit�" di Kate. Cercavo con tutte le mie forze di spingere il mio scudo intorno a entrambi: a volte ci riuscivo, poi mi scivolava via di nuovo.</p><p>Odiavo esercitarmi e avrei tanto voluto che ad aiutarmi ci fosse Zafrina al posto di Kate. In quel caso Edward avrebbe dovuto solo guardare le illusioni indotte da Zafrina finch� io non fossi riuscita a impedirgli di vederle. Ma Kate insisteva sul fatto che avevo bisogno di motivazioni pi� intense, e si riferiva a quanto detestassi l�idea che Edward soffrisse. Stavo cominciando a dubitare dell�affermazione che aveva fatto quando ci eravamo conosciute: che non usava il suo dono in modo sadico. A me sembrava proprio che si divertisse.</p><p>�Ehi�, disse allegro Edward, cercando di nascondere ogni traccia di tensione dalla voce. Qualsiasi cosa, pur di evitarmi gli allenamenti di lotta. �Sei riuscita a pararlo quasi del tutto, questo. Brava, Bella�.</p><p>Feci un respiro profondo e cercai di capire cosa fossi riuscita a fare precisamente. Misi alla prova l�elastico, sforzandomi di costringerlo a rimanere solido mentre lo allontanavo da me.</p><p>�Di nuovo, Kate�, grugnii a denti stretti.</p><p>Kate premette il palmo sulla spalla di Edward.</p><p>Lui sospir� di sollievo. �Stavolta non ho sentito niente�.</p><p>Lei alz� un sopracciglio. �Eppure era abbastanza forte�.</p><p>�Meglio�, dissi piccata.</p><p>�Tieniti pronta�, mi disse lei e si sporse di nuovo verso Edward.</p><p>Stavolta lui ebbe un fremito e dai denti gli usc� un sibilo basso.</p><p>�Scusa! Scusa! Scusa!�, ripetei mordendomi il labbro. Perch� non riuscivo a farlo bene?</p><p>�Te la stai cavando alla grande, Bella�, disse Edward, stringendomi a s�. �� solo da qualche giorno che ci provi e riesci gi� a proiettare lo scudo ogni tanto. Kate, dille quanto � brava�.</p><p>Kate storse le labbra. �Non saprei. � ovvio che ha un talento enorme a cui stiamo cominciando appena ad avvicinarci. Pu� fare di meglio, ne sono sicura. Le mancano solo un po� di stimoli�.</p><p>La fissai incredula e le labbra mi scoprirono i denti in un riflesso automatico. Come si permetteva di pensare che mi mancassero stimoli, con lei che lanciava scosse elettriche a Edward l� sotto i miei occhi?</p><p>Sentivo i mormorii del pubblico sempre pi� numeroso che si era raccolto intorno a noi mentre mi allenavo: all�inizio erano solo Eleazar, Carmen e Tanya, ma poi si era avvicinato Garrett, seguito da Benjamin e Tia, Siobhan e Maggie, e ora persino Alistair sbirciava da una finestra del secondo piano. Gli spettatori erano d�accordo con Edward: pensavano che me la stessi gi� cavando egregiamente.</p><p>�Kate...�, disse Edward in tono ammonitore mentre lei escogitava un�altra sequenza di azioni che ormai aveva gi� messo in moto. Sfrecci� lungo la curva del fiume fino al punto in cui Zafrina, Senna e Renesmee passeggiavano lentamente, quest�ultima mano nella mano con Zafrina, mentre si scambiavano immagini a vicenda. Jacob le teneva d�occhio da pochi metri di distanza.</p><p>�Nessie�, disse Kate � i nuovi arrivati avevano imparato subito a usare quel soprannome fastidioso -, �ti piacerebbe venire ad aiutare tua madre?�.</p><p>�No�, quasi ringhiai.</p><p>Edward mi rassicur� con un abbraccio. Me lo scrollai di dosso appena in tempo, perch� Renesmee stava attraversando il giardino con balzi leggeri per venire da me, seguita a ruota da Kate, Zafrina e Senna.</p><p>�Non se ne parla, Kate�, sibilai.</p><p>Renesmee si sporse verso di me e io allargai le braccia in un gesto automatico. Mi si rannicchi� addosso, premendo la testolina nell�incavo sotto la mia spalla.</p><p>�Ma, mamma, io voglio davvero aiutarti�, disse con tono deciso. Mi cingeva il collo con la mano, sottolineava il suo desiderio con immagini di noi due insieme, come una squadra.</p><p>�No�, dissi, arretrando rapida. Kate aveva gi� fatto un passo nella mia direzione, la mano tesa verso di noi.</p><p>�Non ti avvicinare, Kate�, la misi in guardia.</p><p>�No�. Cominci� ad avvicinarsi a grandi passi. Sorrideva come un cacciatore che ha intrappolato la sua preda.</p><p>Spostai Renesmee in modo che si tenesse aggrappata alla mia schiena, continuando ad arretrare seguendo il ritmo di Kate. Adesso avevo le mani libere e, se lei voleva continuare ad avere due mani attaccate ai polsi, era meglio che girasse al largo.</p><p>Probabilmente Kate non capi, perch� di suo non aveva mai provato l�affetto profondissimo di una madre per un figlio. Probabilmente non si era accorta di essere andata gi� ben <emphasis>oltre</emphasis> il consentito. Ero cos� infuriata che la mia vista assunse una strana sfumatura rossastra e sulla lingua sentivo sapore di metallo bruciato. La potenza che di solito mi sforzavo di frenare scorreva libera nei muscoli ed ero consapevole che avrei potuto annientare Kate e ridurla in pietrisco duro come diamante, se solo mi avesse costretta a farlo.</p><p>La rabbia mi aiut� a concentrarmi pi� intensamente su ogni aspetto del mio essere. Percepivo anche l�elasticit� dello scudo con maggior precisione: capii che non era un elastico, ma piuttosto uno strato, una pellicola sottile che mi copriva dalla testa ai piedi. Con la rabbia che mi ribolliva in corpo lo sentivo meglio, ne avevo un controllo pi� saldo. Me lo stesi attorno, poi lo allungai fino ad avvolgere completamente anche Renesmee, nell�eventualit� che Kate fosse riuscita a superare la mia vigilanza.</p><p>Kate fece un altro passo avanti ben calcolato e dalla gola mi sal� un ringhio feroce che sfil� fra i miei denti serrati.</p><p>�Stai attenta, Kate�, la mise in guardia Edward.</p><p>Kate avanz� ancora, poi sembr� che facesse un errore che anche un�inesperta come me era in grado di riconoscere. Ormai a un passo di distanza, distolse lo sguardo, spostando l�attenzione da me a Edward.</p><p>Renesmee era al sicuro sulla mia schiena e io mi raggomitolai, pronta a balzare.</p><p>�Senti niente che arriva da Nessie?�, gli chiese Kate, con voce calma e rilassata.</p><p>Edward sfrecci� nello spazio fra noi, bloccando il mio accesso a Kate.</p><p>�No, proprio niente�, rispose lui. �Ora allontanati e lascia un po� d�aria a Bella per calmarsi, Kate. Non devi stuzzicarla cos�. Lo so che sembra pi� grande, ma � un vampiro solo da qualche mese�.</p><p>�Non abbiamo tempo per fare le cose con delicatezza, Edward. Dobbiamo costringerla. Restano solo poche settimane e lei ha tutte le potenzialit� per...�.</p><p>�Arretra un attimo, Kate�.</p><p>Kate fece una smorfia, ma prese l�avvertimento di Edward molto pi� sul serio del mio.</p><p>Renesmee mi teneva la mano sul collo: stava ricordando l�attacco di Kate, mostrandomi che non aveva intenzione di farmi alcun male e che pap� ne era al corrente...</p><p>Questo non bast� a placarmi. Continuavo a vedere uno spettro di luce macchiato di rosso cremisi. Ma avevo quasi riacquistato il controllo di me stessa e capivo la saggezza delle parole di Kate. La rabbia mi stava aiutando. Avrei imparato molto pi� in fretta sotto pressione.</p><p>Ci� non significava che mi piacesse.</p><p>�Kate�, ruggii. Posai una mano sul fianco di Edward. Sentivo ancora il mio scudo come un telo forte e flessibile che avvolgeva me e Renesmee. Lo spinsi oltre, costringendolo intorno a Edward. Il tessuto elastico non mostrava difetti n� rischi di cedimento. Ansimavo per lo sforzo e le parole mi uscivano deboli anzich� rabbiose. �Rifacciamolo�, dissi a Kate. �Per� tocca solo Edward�.</p><p>Lei alz� gli occhi al cielo, ma avanz� rapida e premette il palmo della mano sulla spalla di Edward.</p><p>�Non sento niente�, disse lui. Nella voce gli udivo la sfumatura di un sorriso.</p><p>�E ora?�, chiese Kate.</p><p>�Ancora niente�.</p><p>�E ora?�. Stavolta nella voce di Kate si avvertiva una forte tensione.</p><p>�Ancora niente�.</p><p>Kate grugn� e si allontan�.</p><p>�Vedi questo?�, chiese Zafrina con la sua voce profonda e selvaggia, fissandoci intensamente tutti e tre. Parlava inglese con uno strano accento, le parole salivano di tono in punti insoliti.</p><p>�Non vedo niente di strano�, disse Edward.</p><p>�E tu, Renesmee?�, chiese Zafrina.</p><p>Renesmee le sorrise e scosse il capo.</p><p>La mia rabbia si era quasi dissolta e serravo i denti, ansimando pi� forte mentre spingevo lo scudo verso l�esterno: pi� a lungo lo reggevo, pi� mi sembrava pesante. Si ritir�, trascinandosi verso l�interno.</p><p>�Niente paura�, disse Zafrina avvertendo il gruppetto che mi guardava. �Voglio capire quanto riesce a estenderlo�.</p><p>Tutti emisero un�esclamazione terrorizzata: Eleazar, Carmen, Tanya, Garrett, Benjamin, Tia, Siobhan, Maggie; tutti tranne Senna, che sembrava preparata all�azione successiva di Zafrina, quale che fosse. Gli altri avevano lo sguardo vacuo e l�espressione ansiosa.</p><p>�Alzate la mano quando vi ritorna la vista�, li istru� Zafrina. �Ora, Bella, vedi un po� quante persone riesci a riparare con lo scudo�.</p><p>Il fiato mi usc� con uno sbuffo. A parte Edward e Renesmee, Kate era la persona pi� vicina, per� si trovava ad almeno tre metri di distanza. Serrai la mascella e spinsi, cercando di estendere quella difesa resistente ed elastica. Centimetro per centimetro la spinsi verso Kate, lottando contro la reazione che scattava a ogni minimo avanzamento. Mentre ero all�opera cercai di guardare solo l�espressione ansiosa di Kate ed emisi un lieve suono di sollievo quando batt� le palpebre e mise a fuoco lo sguardo. Alz� la mano.</p><p>�Affascinante!�, sussurr� Edward. �Come uno specchio unidirezionale. Posso leggere tutto quello che pensano, ma qui dietro sono irraggiungibile. E sento Renesmee, mentre da fuori non ci riuscivo. Immagino che Kate potrebbe mandarmi una scarica elettrica adesso, perch� anche lei � sotto l�ombrello. Per� continuo a non sentire te... mmm. Come funziona? Chiss� se...�.</p><p>Continu� a borbottare fra s�, ma non ce la facevo a prestare attenzione alle parole. Digrignai i denti cercando di estendere lo scudo fino a Garrett, che era il pi� vicino a Kate. Lui alz� la mano.</p><p>�Ottimo�, si congratul� Zafrina. �Ora...�.</p><p>Aveva parlato troppo presto: un secco rantolo e sentii il mio scudo schizzare all�indietro come un elastico troppo tirato, che torna di scatto alla sua forma originale. Renesmee, che speriment� per la prima volta la cecit� che Zafrina aveva scagliato sugli altri, tremava sulla mia schiena. Lottai stancamente contro la forza elastica, spingendo lo scudo in modo che tornasse ad avvolgerla.</p><p>�Mi date un minuto di pausa?�, chiesi ansante. Da quando ero diventata una vampira, non mi era mai capitato che avessi bisogno di riposare. Era snervante sentirsi al tempo stesso cos� svuotata e cos� forte.</p><p>�Certo�, disse Zafrina e gli spettatori si rilassarono appena restitu� loro la vista.</p><p>�Kate�, grid� Garrett mentre gli altri si allontanavano un poco mormorando, infastiditi da quel momento di cecit�: i vampiri non erano abituati a sentirsi vulnerabili. Garrett, alto e con i capelli biondo rossicci, era l�unico immortale privo di doni che sembrava attratto dalle mie sedute di allenamento. Mi chiedevo cosa potesse affascinare quell�avventuriero.</p><p>�Fossi in te non lo farei, Garrett�, lo ammon� Edward.</p><p>Garrett prosegu� in direzione di Kate nonostante l�avvertimento, con le labbra corrucciate dai pensieri. �Dicono che sei in grado di stendere un vampiro�.</p><p>�S�, conferm� lei. Poi, con un sorrisino astuto, gli fece un cenno scherzoso con le dita. �Sei curioso?�.</p><p>Garrett alz� le spalle. �� una cosa che non ho mai visto. Mi sembra un po� un�esagerazione...�.</p><p>�Forse�, rispose Kate, facendosi improvvisamente seria. �Forse funziona solo con i deboli o i giovani. Non sono sicura. Per� tu mi sembri forte. Forse riusciresti a resistere al mio potere�. Stese la mano aperta verso di lui a palmo in su: un chiaro invito. Ebbe un fremito delle labbra, e fui abbastanza sicura che la sua gestualit� solenne fosse un tentativo di fregarlo.</p><p>Garrett rispose alla sfida con un sorriso. Molto fiducioso, le tocc� il palmo con l�indice.</p><p>Poi, con un rantolo sonoro, le ginocchia gli cedettero e stramazz� all�indietro. Con la testa colp� un pezzo di granito e si sent� un crepitio secco. Era uno spettacolo sconvolgente. I miei istinti inorridivano all�idea di vedere un immortale ridotto in quel modo: era una cosa profondamente incoerente.</p><p>�Te l�avevo detto�, borbott� Edward fra i denti.</p><p>A Garrett tremarono le palpebre per qualche secondo, poi spalanc� gli occhi. Alz� lo sguardo verso Kate, che sogghignava compiaciuta, e un sorriso di stupore gli illumin� il volto.</p><p>�Perbacco!�, esclam�.</p><p>�Ti � piaciuto?�, chiese lei scettica.</p><p>�No, non sono mica pazzo�, rispose ridendo, e scosse il capo mentre si rialzava piano fino a mettersi in ginocchio. �Ma di sicuro era qualcosa di speciale!�.</p><p>�Cos� si dice in giro�.</p><p>Edward alz� gli occhi al cielo.</p><p>Poi dal giardino anteriore arriv� del trambusto. Sentii Carlisle parlare sopra un brusio di voci sorprese.</p><p>�Vi ha mandati Alice?�, chiese lui a qualcuno, con voce malferma, vagamente turbato.</p><p>Un altro ospite inatteso?</p><p>Edward si precipit� in casa e la maggior parte degli altri lo imit�. Io lo seguii pi� lentamente, con Renesmee ancora appollaiata sulla schiena. Dovevo lasciare a Carlisle il tempo di accogliere il nuovo ospite e preparare anche lui, lei o loro all�idea di ci� che li attendeva.</p><p>Presi Renesmee fra le braccia mentre giravo cauta intorno alla casa per entrare dalla porta della cucina, ascoltando ci� che non potevo vedere.</p><p>�Non ci ha mandati nessuno�, rispose in un sussurro una voce profonda. Mi ricordai subito delle voci antiche di Aro e di Caius e mi bloccai nel bel mezzo della cucina.</p><p>Sapevo che il soggiorno era affollato: quasi tutti erano rientrati per vedere i nuovi ospiti, eppure non si sentiva alcun rumore. Solo respiri leggeri, nient�altro.</p><p>Carlisle rispose con voce guardinga: �Allora cosa vi porta qui proprio adesso?�.</p><p>�La gente mormora�, rispose una voce diversa, impalpabile quanto la prima. �Abbiamo sentito dire che i Volturi stavano per attaccarvi. Girano voci segretissime sul fatto che non siete soli. Ovviamente le voci sono vere. Avete radunato una brigata notevole�.</p><p>�Non stiamo sfidando i Volturi�, rispose Carlisle con voce tesa. �C�� stato un equivoco, tutto qui. Un equivoco molto grave, certo, ma speriamo di riuscire a chiarirlo. Quelli che vedete sono testimoni. Vogliamo solo che i Volturi ci ascoltino. Non abbiamo...�.</p><p>�Non ci importa di cosa vi accusano�, lo interruppe la prima voce. �Non ci importa se avete infranto la legge�.</p><p>�E quanto sia madornale la vostra infrazione�, s�intromise il secondo.</p><p>�Da millecinquecento anni aspettiamo che qualcuno sfidi quella feccia di italiani�, disse il primo. �Se c�� la minima possibilit� che vengano sconfitti, staremo qui ad assistere�.</p><p>�Oppure, persino ad aiutarvi a stroncarli�, aggiunse il secondo. Parlavano l�uno dopo l�altro in tono sommesso e le voci si assomigliavano talmente tanto che qualcuno con un udito meno sensibile li avrebbe scambiati per un�unica persona. �Se riteniamo che abbiate qualche possibilit� di riuscita�.</p><p>�Bella?�, mi chiam� Edward con voce brusca. �Porta qui Renesmee, per favore. Forse dovremo mettere alla prova le affermazioni dei nostri visitatori rumeni�.</p><p>Mi rincuorava sapere che probabilmente met� dei vampiri nell�altra stanza si sarebbe precipitata a difendere Renesmee se i rumeni avessero avuto una reazione violenta. Non mi piacevano il suono della loro voce e il tono di oscura minaccia delle loro parole. Mentre entravo nella stanza, vidi che non ero l�unica a pensarla cos�. La maggior parte dei vampiri immobili li fissava con occhi ostili e alcune, cio� Carmen, Tanya, Zafrina e Senna, senza averne l�aria, si erano piazzate in atteggiamento difensivo fra i nuovi arrivati e Renesmee.</p><p>I vampiri sulla soglia erano smilzi e bassi al tempo stesso; uno aveva i capelli scuri e l�altro, invece, talmente biondi da sembrare grigio chiaro. La pelle aveva lo stesso aspetto polveroso di quella dei Volturi, anche se, secondo me, un po� meno pronunciato. Non ne ero sicura: dato che avevo visto i Volturi solo con occhi umani, non ero in grado di fare un paragone. Gli occhi penetranti erano di un bordeaux scuro, senza pellicola lattiginosa. Indossavano vestiti neri molto semplici che potevano passare per moderni, ma riprendevano motivi antichi.</p><p>Quello scuro di capelli sorrise quando mi vide. �Bene, bene, Carlisle. Hai fatto proprio il briccone, vero?�.</p><p>�Lei non � affatto quello che credi, Stefan�.</p><p>�In ogni caso non ce ne importa niente�, rispose il biondo. �Proprio come abbiamo detto prima�.</p><p>�Quindi restate pure a osservare, Vladimir, ma sta� sicuro che non abbiamo in programma di sfidare i Volturi, <emphasis>come abbiamo detto prima</emphasis>�.</p><p>�Allora ce ne staremo qui con le dita incrociate�, inizi� la frase Stefan.</p><p>�E speriamo di avere fortuna�, fin� Vladimir.</p><empty-line/><p>Alla fine avevamo radunato diciassette testimoni: gli irlandesi Siobhan, Liam e Maggie; gli egizi Amun, Kebi, Benjamin e Tia; le amazzoni Zafrina e Senna; i rumeni Vladimir e Stefan; e i nomadi Charlotte e Peter, Garrett, Alistair, Mary e Randall, oltre agli undici membri della nostra famiglia. Tanya, Kate, Eleazar e Carmen insistevano perch� le considerassimo tali.</p><p>A parte i Volturi, si trattava probabilmente della pi� grande adunata amichevole di vampiri adulti nella storia degli immortali.</p><p>Stavamo cominciando a nutrire un po� di speranza. Contagiava persino me. Renesmee aveva attirato dalla propria parte cos� tanta gente in un tempo cos� breve. Sarebbe bastato che i Volturi la ascoltassero anche solo per un millisecondo...</p><p>Gli ultimi due rumeni superstiti, tutti concentrati sull�acre risentimento per coloro che avevano rovesciato il loro impero millecinquecento anni prima, se la presero con molta calma. Non toccavano Renesmee, ma non le dimostravano alcuna avversione. Sembravano misteriosamente deliziati della nostra alleanza con i licantropi. Mi guardavano esercitare il mio scudo con Zafrina e Kate, osservavano Edward rispondere a domande silenziose, vedevano Benjamin scatenare geyser nel fiume e folate di vento dall�aria immobile con la sola forza del pensiero, e a entrambi brillavano gli occhi per la violenta speranza che i Volturi avessero finalmente trovato pane per i loro denti.</p><p>Non speravamo tutti le stesse cose, ma speravamo tutti.</p></section><section><title><p>33</p><p>Il falsario</p></title><p>�Charlie, tutte le informazioni sulla compagnia sono ancora top secret, per motivi di riservatezza. So che � passata pi� di una settimana da quando hai visto Renesmee, ma in questo momento non � una buona idea venirla a trovare. Che ne dici se porto lei da te?�.</p><p>Charlie tacque talmente a lungo da farmi temere che avesse percepito la tensione che si nascondeva dietro l�apparenza.</p><p>Ma poi borbott�: �<emphasis>Top secret</emphasis>, puah!�, e io capii che era solo la sua diffidenza nei riguardi del soprannaturale a rallentarne le reazioni.</p><p>�Va bene, piccola�, disse Charlie. �La puoi portare stamattina? Sue mi prepara il pranzo. La mia cucina le fa orrore, proprio come a te quando eri appena arrivata�.</p><p>Charlie rise, poi sospir� ricordando i vecchi tempi.</p><p>�Stamattina � perfetto�. Prima era, meglio era. Rimandavo gi� da troppo tempo.</p><p>�Jake viene con voi?�.</p><p>Anche se Charlie non sapeva niente dell�imprinting dei licantropi, era difficile ignorare l�affetto esistente fra Jacob e Renesmee.</p><p>�Probabile�. Jacob non si sarebbe perso di sua volont� un pomeriggio con Renesmee senza succhiasangue intorno.</p><p>�Forse allora dovrei invitare anche Billy�, ponder� Charlie. �Ma... mmm. Un�altra volta, magari�.</p><p>Prestavo solo un orecchio a quanto diceva Charlie: abbastanza da notare la strana esitazione nella sua voce quando nomin� Billy, ma non sufficiente perch� me ne preoccupassi. Charlie e Billy erano adulti: se avevano dei problemi fra loro, li potevano benissimo risolvere da soli. Io ero gi� assillata da molte altre incombenze ben pi� importanti.</p><p>�A fra poco�, gli dissi e riagganciai.</p><p>Il fatto che fossi io a muovermi non serviva soltanto a proteggere mio padre dai ventisette vampiri male assortiti, che avevano tutti giurato di non uccidere nessuno nel raggio di cinquecento chilometri, anche se... non si poteva mai sapere. Ovvio, era meglio che nessun essere umano si avvicinasse al gruppo. Era quella la scusa che avevo fornito a Edward: portavo Renesmee da Charlie in modo che lui non si risolvesse a venire da noi. Era un buon motivo per allontanarmi da casa, ma non era affatto quello vero.</p><p>�Perch� non possiamo prendere la tua Ferrari?�, si lament� Jacob quando ci trovammo in garage. Ero gi� salita sulla Volvo di Edward con Renesmee.</p><p>Finalmente Edward si era deciso a svelarmi quale sarebbe stata la mia automobile per il "dopo": come aveva sospettato, non ero stata capace di dimostrare l�entusiasmo che meritava. Certo, era bella e veloce, ma a me piaceva correre con le mie gambe.</p><p>�D� troppo nell�occhio�, risposi. �Potremmo andare a piedi, per� Charlie uscirebbe di testa�.</p><p>Jacob brontol� ma si sedette davanti. Renesmee si spost� dalle mie ginocchia alle sue.</p><p>�Come stai?�, gli chiesi mentre uscivo dal garage.</p><p>�Come credi che stia?�, chiese Jacob sarcastico. �Sono stufo di tutti quei succhiasangue puzzolenti�. Vide la mia espressione e parl� prima ancora che potessi rispondergli. �S�, lo so, lo so. Loro sono i buoni, sono venuti in nostro soccorso, ci salveranno eccetera eccetera. Per�, di� pure quello che vuoi, ma io continuo a pensare che Dracula Uno e Dracula Due facciano proprio senso�.</p><p>Sorrisi mio malgrado. Neanch�io andavo matta per i due ospiti rumeni. �Non posso darti torto�.</p><p>Renesmee scosse la testa ma non disse nulla: al contrario di noi, trovava che i due rumeni avessero uno strano fascino. Si era sforzata di parlare con loro ad alta voce, dato che non le permettevano di toccarli. Aveva fatto una domanda sulla loro pelle insolita e, anche se avevo temuto che si potessero offendere, ero stata quasi felice che gliel�avesse chiesto. Ne ero curiosa anch�io.</p><p>Non erano sembrati particolarmente turbati dal suo interesse. Tutt�al pi�, un po� addolorati.</p><p>�Siamo rimasti seduti immobili per molto tempo, piccolina�, le aveva risposto Vladimir, mentre Stefan annuiva senza proseguire le frasi dell�amico come faceva spesso. �A contemplare la nostra divinit�. Il fatto che tutto arrivasse fino a noi era un segno del nostro potere. Le prede, i diplomatici, quelli che cercavano di conquistarsi i nostri favori. Stavamo seduti sui nostri troni e ci credevamo d�i. Per molto tempo non ci siamo accorti che stavamo cambiando, ci stavamo quasi pietrificando. Tutto sommato i Volturi ci hanno fatto un grosso favore quando hanno bruciato i nostri castelli. Almeno io e Stefan non abbiamo continuato a pietrificarci. Ora i Volturi hanno gli occhi rivestiti di porcherie polverose, mentre i nostri non ne hanno traccia. Immagino che questo rappresenter� un vantaggio quando glieli caveremo dalle orbite�.</p><p>Da quel momento cercai di tenerli alla larga da Renesmee.</p><p>�Quanto possiamo restare da Charlie?�, chiese Jacob, interrompendo il flusso dei miei pensieri. Era evidente che si stava rilassando mano a mano che ci allontanavamo dalla casa e da tutti i suoi nuovi inquilini. Mi rendeva felice capire che per lui non ero davvero una vampira. Continuavo a essere Bella e basta.</p><p>�Per un bel po�, a dire la verit�.</p><p>Il tono della mia voce attir� la sua attenzione.</p><p>�Devi combinare qualcos�altro oltre alla visita a tuo padre?�.</p><p>�Jake, hai presente quanto sei bravo a controllare i pensieri in presenza di Edward?�.</p><p>Alz� un folto sopracciglio scuro: �Ah s�?�.</p><p>Annuii, spostando lo sguardo verso Renesmee. Guardava fuori del finestrino e non capivo se le interessasse la nostra conversazione, ma decisi di non arrischiarmi a proseguire.</p><p>Jacob aspett� che aggiungessi qualcos�altro, e poi sporse il labbro inferiore mentre rifletteva sul poco che gli avevo detto.</p><p>Mentre guidavo in silenzio, strizzavo gli occhi per le fastidiose lenti a contatto, per vedere meglio nella pioggia gelida, anche se non faceva ancora abbastanza freddo perch� nevicasse. I miei occhi non erano pi� mostruosi come all�inizio: erano sicuramente pi� simili a un arancio rossastro sbiadito che a un cremisi vivace. Presto avrebbero assunto un colore ambrato sufficiente per smettere le lenti a contatto. Speravo che il cambiamento non turbasse troppo Charlie.</p><p>Quando arrivammo, Jacob ruminava ancora sulla nostra conversazione interrotta. Procedemmo in silenzio, a velocit� da umani, sotto la pioggia.</p><p>Mio padre ci aspettava: aveva aperto la porta ancor prima che potessi bussare.</p><p>�Ciao, ragazzi! � una vita che non ci vediamo! Ehi, guarda, Nessie! Vieni dal nonno! Mi sa che sei cresciuta pi� di dieci centimetri. E sei magra, Ness�. Mi lanci� un�occhiataccia. �Non ti danno da mangiare l� dentro?�.</p><p>�� solo la crescita�, borbottai. �Ciao, Sue�, gridai rivolta verso la cucina, da cui usciva odore di pollo, pomodori, aglio e formaggio; probabilmente per tutti gli altri aveva un profumo ottimo. Percepivo anche tracce di pino fresco e di polvere di imballaggi.</p><p>Renesmee fece un sorrisone e apparvero le sue fossette. Non parlava mai davanti a Charlie.</p><p>�Cosa ci fate l� fuori al freddo, ragazzi? Entrate! Dov�� mio genero?�.</p><p>�� a casa a ricevere i suoi amici�, disse Jacob, poi sbuff�. �Sei troppo fortunato a essere fuori dal giro, Charlie. E non dico altro�.</p><p>Diedi un pugno a Jacob, piano, sulle reni, mentre Charlie fremeva di disgusto.</p><p>�Ahi!�, si lament� Jacob sottovoce; be�, se non altro ero convinta di averglielo dato piano, il pugno.</p><p>�A dire la verit�, Charlie, devo fare alcune commissioni�.</p><p>Jacob mi scocc� un�occhiataccia, ma non disse nulla.</p><p>�Sei indietro con i regali di Natale, Bells? Mancano solo pochi giorni, lo sai�.</p><p>�Eh gi�, i regali di Natale�, dissi poco convinta. Ecco perch� c�era odore di polvere: Charlie doveva aver tirato fuori le vecchie decorazioni.</p><p>�Non preoccuparti, Nessie�, le sussurr� in un orecchio. �Ci penso io a te, se non ci riesce tua madre�.</p><p>Lo guardai alzando gli occhi al cielo, ma a dire il vero non avevo pensato per nulla alle festivit� imminenti.</p><p>�� pronto in tavola�, chiam� Sue dalla cucina. �Su, venite�.</p><p>�A dopo, pap�, dissi, con una rapida occhiata in direzione di Jacob. Se per caso non fosse riuscito a fare a meno di pensarci quando era vicino a Edward, perlomeno non avrebbe avuto molte informazioni da condividere: non aveva la minima idea di dove mi stessi dirigendo.</p><p>Ovviamente, riflettei mentre salivo in macchina, non � che io ne sapessi pi� di lui.</p><p>Le strade erano viscide e buie, ma ormai guidare non mi faceva pi� paura. I miei riflessi si occupavano piuttosto bene di quel compito e prestavo s� e no attenzione alla strada. Il problema era evitare che la mia velocit� attirasse l�attenzione quando c�era gente. Volevo portare a termine la missione, risolvere il mistero in modo da potermi di nuovo dedicare al compito cruciale di apprendere. Apprendere a proteggerne alcuni e a ucciderne altri.</p><p>Stavo perfezionando sempre di pi� lo scudo. Kate non sentiva pi� il bisogno di motivarmi: non mi era difficile trovare motivi per arrabbiarmi, ora che conoscevo il trucco, perci� mi esercitavo soprattutto con Zafrina. Era contenta della mia estensione: riuscivo a coprire una zona di quasi tre metri per pi� di un minuto, anche se farlo mi sfiancava. Quella mattina aveva cercato di scoprire se riuscivo a separare lo scudo dalla mia mente. Non capivo l�utilit� di quella prova, ma Zafrina pensava che mi avrebbe resa pi� forte, un po� come allenare anche i muscoli della pancia e della schiena invece delle sole braccia. Alla fine si � capaci di sollevare pesi maggiori quando tutti i muscoli sono pi� forti.</p><p>Non ero bravissima. Avevo visto solo di sfuggita il fiume amazzonico che stava cercando di mostrarmi.</p><p>Ma c�erano altri modi di prepararsi a ci� che sarebbe accaduto e con due sole settimane davanti mi preoccupai di aver trascurato il pi� importante. Quel giorno, per�, avrei corretto la svista.</p><p>Avevo memorizzato le mappe giuste e non ebbi alcuna difficolt� a localizzare l�indirizzo che in rete non esisteva, quello di J. Jenks. Il passo successivo sarebbe stato cercare Jason Jenks all�altro indirizzo, quello che non mi aveva dato Alice.</p><p>Dire che non era un bel quartiere sarebbe stato un eufemismo. L�automobile pi� anonima fra tutte quelle possedute dai Cullen dava comunque nell�occhio in quella via. Ci sarebbe stato bene il mio vecchio Chevy. Fossi stata ancora umana, avrei chiuso le sicure e sarei fuggita sgommando il pi� veloce possibile. Adesso, invece, ne ero un po� affascinata. Cercai di immaginarmi Alice in quel posto, per un qualche motivo, ma non ci riuscii.</p><p>I palazzi � tutti di tre piani, tutti stretti, tutti leggermente inclinati come se la pioggia battente li avesse piegati � erano soprattutto vecchie case divise in appartamenti multipli. Difficile stabilire di quale colore fosse in origine la vernice scrostata. Tutto si era sbiadito in sfumature di grigio. Alcuni edifici erano occupati da negozi al piano terra: un bar lercio con le vetrine dipinte di nero, un negozio di forniture per sensitivi con mani fosforescenti e carte dei tarocchi che brillavano intermittenti sulla porta, un tatuatore e un asilo con la vetrina tenuta insieme dal nastro isolante. Nei locali non c�erano lampadine, anche se fuori il tempo era brutto a sufficienza da far s� che gli umani avessero bisogno di luce. Sentivo borbottare piano qualche voce distante: sembrava un televisore.</p><p>In giro c�era un po� di gente, due persone che arrancavano sotto la pioggia in direzioni opposte e un�altra seduta sulla bassa veranda di uno studio legale da due soldi, tutto sbarrato con assi: leggeva un giornale bagnato e fischiettava. Quel suono era troppo allegro per l�ambiente.</p><p>Ero talmente sconcertata dal tizio che fischiava spensierato, da non accorgermi sulle prime che l�edificio abbandonato era il punto preciso in cui avrebbe dovuto trovarsi l�indirizzo che stavo cercando. Sul palazzo in rovina non c�erano numeri civici, ma il tatuatore l� di fianco era a soli due numeri di differenza.</p><p>Mi accostai al marciapiede e rimasi l� col motore al minimo per un po�. Sarei entrata in quel buco in un modo o nell�altro, ma come ci potevo riuscire senza farmi notare dal tipo che fischiettava? Magari parcheggiando nella strada parallela ed entrando dal retro... Ma forse da quel lato avrei trovato ancora pi� testimoni. Forse dai tetti? Era abbastanza buio per fare una cosa del genere?</p><p>�Ehi, signora�, mi chiam� il tizio che fischiettava.</p><p>Abbassai il finestrino dal lato del passeggero, come se non l�avessi sentito.</p><p>Il tizio mise da parte il giornale e restai sorpresa, ora che vedevo i suoi abiti. Sotto lo spolverino lungo e stracciato, era vestito un po� troppo bene. Non c�era vento che mi portasse l�odore ma, a giudicare dalla lucentezza, la camicia rosso scuro sembrava di seta. I capelli neri e ricci erano arruffati e in disordine, ma la pelle scura era liscia e perfetta, e i denti bianchi e dritti. Una contraddizione.</p><p>�Mi sa che non � il massimo lasciare l� la macchina, signora�, disse. �Potrebbe non ritrovarla quando torna�.</p><p>�Grazie dell�informazione�, risposi.</p><p>Spensi il motore e scesi dall�auto. Forse il mio amico che fischiettava poteva darmi le risposte di cui avevo bisogno in modo molto pi� pratico che non scassinando quella casa. Aprii il mio grande ombrello grigio, anche se non m�importava pi� di tanto di proteggere il vestito di cachemire. Feci quello che avrebbe fatto un essere umano.</p><p>Il tipo socchiuse gli occhi per vedermi in faccia dietro la pioggia, poi li sgran�. Deglut�, e sentii il battito del suo cuore accelerare mentre mi avvicinavo.</p><p>�Sto cercando una persona�, cominciai.</p><p>�Io sono una persona�, disse sorridendo. �Cosa posso fare per te, bellezza?�.</p><p>�Per caso sei J. Jenks?�, chiesi.</p><p>�Oh�, disse e la sua espressione pass� dall�attesa alla comprensione. Si alz� in piedi e mi studi� con gli occhi socchiusi. �Perch� cerchi J.?�.</p><p>�Questi sono affari miei�. E poi non ne avevo la minima idea. �Ma sei tu J.?�.</p><p>�No�.</p><p>Restammo cos� a lungo, mentre lui percorreva con lo sguardo vivace l�abito aderente color grigio perla che indossavo. Finalmente arriv� con gli occhi all�altezza del mio viso. �Non sembri una dei suoi soliti clienti�.</p><p>�S�, probabilmente sono insolita�, confessai, �ma devo davvero vederlo al pi� presto�.</p><p>�Non so cosa posso fare�, ammise lui a sua volta.</p><p>�Perch� non mi dici come ti chiami?�.</p><p>Sorrise, sarcastico. �Max�.</p><p>�Piacere, Max. E adesso perch� non mi spieghi cosa intendi con quel <emphasis>soliti</emphasis>?�.</p><p>Il sorriso si trasform� in una smorfia. �Be�, i clienti soliti di J. non ti assomigliano per niente. La gente come te non viene nell�ufficio qui in centro. Normalmente andate dritti nel suo ufficio di lusso nel grattacielo�.</p><p>Ripetei l�altro indirizzo che avevo, recitando l�elenco di numeri in tono interrogativo.</p><p>�S�, � l�, rispose, di nuovo sospettoso. �Perch� non ci sei andata direttamente?�.</p><p>�Mi hanno dato questo indirizzo. Era una fonte molto affidabile�.</p><p>�Se tu non stessi combinando qualche guaio, non saresti qui�.</p><p>Increspai le labbra. Non ero mai stata troppo brava a bluffare, ma Alice non mi aveva lasciato molte alternative. �Forse sto combinando qualche guaio�.</p><p>Max fece un�espressione contrita. �Senti, signora...�.</p><p>�Bella�.</p><p>�Va bene, Bella. Senti, questo lavoro mi serve. J. mi paga piuttosto bene per starmene qua a fare poco o niente tutto il giorno. Voglio aiutarti, davvero, per�... E naturalmente parlo da un punto di vista del tutto ipotetico, giusto? O in via ufficiosa, o come preferisci, ma se lo metto in contatto con qualcuno che pu� farlo finire nei pasticci, io ho chiuso. Capisci il mio problema, vero?�.</p><p>Ci riflettei per un attimo, mordendomi il labbro. �Mai visto qualcuno che mi somiglia, da queste parti? Be�, che m�assomiglia solo un pochino. Mia sorella � molto pi� bassa di me, e ha i capelli neri arruffati�.</p><p>�J. conosce tua sorella?�.</p><p>�Credo di s�.</p><p>Max rimugin� su quell�informazione per un attimo. Gli sorrisi e rimase senza fiato. �Senti un po� cosa ho pensato di fare: adesso chiamo J. e gli faccio la tua descrizione. E poi decide lui�.</p><p>Ma cosa sapeva J. Jenks? La mia descrizione gli avrebbe fatto venire in mente qualcosa? Era un pensiero inquietante.</p><p>�Di cognome faccio Cullen�, dissi a Max, e mi chiesi se per caso non gli stessi dando troppe informazioni. Cominciavo ad arrabbiarmi con Alice. Dovevo proprio andare cos� alla cieca? Avrebbe potuto dirmi qualcosa in pi�...</p><p>�Cullen, ho capito�.</p><p>Lo osservai mentre componeva il numero, che riuscii a leggere facilmente. Almeno, se non funzionava cos�, potevo telefonare direttamente io a J. Jenks.</p><p>�Ehi J., sono Max. So che devo chiamarti a questo numero solo in caso di emergenza...�.</p><p><emphasis>C�� un�emergenza?</emphasis>, sentii pronunciare debolmente all�altro capo della cornetta.</p><p>�Be�, non proprio. C�� una ragazza che vuole vederti...�.</p><p><emphasis>Non capisco che emergenza c��. Perch� non hai seguito la procedura normale?</emphasis></p><p>�Non l�ho seguita perch� lei non mi sembra affatto normale...�.</p><p><emphasis>Non sar� mica uno sbirro?!</emphasis></p><p>�No...�.</p><p><emphasis>Non si sa mai. Sembra uno degli uomini di Kubarev...?</emphasis></p><p>�No... fammi parlare, va bene? Dice che conosci sua sorella, o qualcosa del genere�.</p><p><emphasis>Improbabile. Lei com��?</emphasis></p><p>��...�. Mi squadr� dalla testa ai piedi con uno sguardo elogiativo. �Be�, sembra una top model, che cavolo, ecco com��. Sorrisi e lui mi fece l�occhiolino, poi prosegu�. �Corpo da urlo, pallida come un lenzuolo, capelli castano scuro lunghi fino alla vita, ha l�aria di aver bisogno di una bella dormita... ti ricorda qualcuno?�.</p><p><emphasis>Niente affatto. Non mi fa piacere che, a causa del tuo debole per le belle donne, tu abbia interrotto...</emphasis></p><p>�S�, va bene, mi piacciono le ragazze carine, e allora? Che male c��? Mi spiace di averti disturbato, bello. Lasciamo perdere�.</p><p>�Il nome�, bisbigliai.</p><p>�Ah, giusto. Aspetta�, disse Max. �Dice che si chiama Bella Cullen. Ti ricorda qualcosa?�.</p><p>Per un attimo cal� un silenzio tombale, poi la voce all�altro capo della cornetta di botto si mise a gridare, usando una serie di vocaboli degni di un�area di servizio per camionisti. Max cambi� completamente espressione: l�aria scherzosa spar� del tutto e le labbra impallidirono.</p><p>�Non te l�ho detto perch� non me l�hai chiesto!�, gli rispose Max urlando, in preda al panico.</p><p>Ci fu un�altra pausa, durante la quale J. si ricompose.</p><p><emphasis>Carina e pallida?</emphasis>, chiese J., ora un po� pi� calmo.</p><p>�Te l�avevo detto, no?�.</p><p>Carina e pallida? Che ne sapeva quell�uomo dei vampiri? Era uno dei nostri? Non ero pronta a un confronto di quel tipo. In quale guaio mi aveva cacciata Alice?</p><p>Max aspett� un minuto mentre subiva un�altra scarica di insulti e istruzioni gridati a gran voce, poi mi guard� con un�espressione quasi spaventata. �Ma il gioved� incontri solo i clienti del centro... Va bene, va bene! Mi ci metto subito�. Chiuse il cellulare.</p><p>�Vuole vedermi?�, chiesi allegra.</p><p>Max mi guard� in cagnesco. �Potevi dirmi che eri una cliente con la precedenza�.</p><p>�Non sapevo di esserlo�.</p><p>�Credevo fossi uno sbirro�, mi confess�. �Cio�, non � che lo sembri. Ma ti comporti in modo strano, seducente�.</p><p>Feci spallucce.</p><p>�Sei del cartello dei narcos?�, tir� a indovinare.</p><p>�Chi, io?�, chiesi.</p><p>�S�. O il tuo ragazzo, o chi ti pare�.</p><p>�No, mi dispiace. La droga non esalta me e nemmeno mio marito. <emphasis>Se la conosci la eviti</emphasis>, eccetera eccetera, hai presente?�.</p><p>Max imprec� sottovoce. �Sposata. Mi sa che non ho proprio nessuna chance�.</p><p>Sorrisi.</p><p>�Sei della mafia?�.</p><p>�Nooo!�.</p><p>�Traffico di diamanti?�.</p><p>�Smettila! � questa la gente con cui hai a che fare di solito, Max? Forse � il caso che ti trovi un altro lavoro�.</p><p>Dovevo ammettere che un po� mi stavo divertendo. Non avevo ancora interagito con molti umani, a parte Charlie e Sue. Era divertente vederlo in difficolt�. Ero anche soddisfatta di quanto mi riuscisse facile non ucciderlo.</p><p>�Devi essere dentro a qualcosa di grosso. E di pericoloso�, disse fra s�.</p><p>�Non proprio�.</p><p>�Dicono tutti cos�. Ma a chi servono i documenti, se no? Chi pu� permettersi di pagare i prezzi a cui li vende J.? Forse questa � la domanda giusta, ma comunque non sono affari miei�, disse, poi borbott� di nuovo: �Sposata�.</p><p>Mi diede un ulteriore indirizzo, del tutto nuovo, con indicazioni sommarie, poi, con uno sguardo sospettoso e amareggiato, mi osserv� mentre mi allontanavo.</p><p>A quel punto ero pronta ad aspettarmi qualsiasi cosa: gi� immaginavo un covo ad alta tecnologia come quello dei cattivi di James Bond. E quindi pensai che Max doveva avermi dato l�indirizzo sbagliato per mettermi alla prova. O forse il covo era sotterraneo, sotto un banalissimo centro commerciale, annidato sul fianco della collina boscosa in un bel quartiere residenziale.</p><p>Parcheggiai nella prima piazzola libera e alzai lo sguardo verso un cartello molto elegante con la scritta �JASON SCOTT, PROCURATORE LEGALE�.</p><p>All�interno l�ufficio era beige con tonalit� verde sedano, inoffensivo e irrilevante. Non si sentiva odore di vampiro e questo mi aiut� a rilassarmi. Solo aromi di umani sconosciuti. Nel muro era installato un acquario e dietro alla scrivania sedeva una segretaria bionda, bella quanto insipida.</p><p>�Salve�, mi salut�. �Cosa posso fare per lei?�.</p><p>�Devo vedere il signor Scott�.</p><p>�Ha un appuntamento?�.</p><p>�Non proprio�.</p><p>Sfoder� un sorrisetto affettato. �Allora potrebbe volerci un bel po�. Perch� non si siede, intanto che...�.</p><p><emphasis>April!</emphasis>, strill� perentoria una voce maschile dal telefono sulla sua scrivania. <emphasis>Fra poco deve arrivare una certa signora Cullen.</emphasis></p><p>Sorrisi e indicai la mia persona.</p><p><emphasis>La faccia entrare subito da me. Ha capito? Non importa se m�interrompe.</emphasis></p><p>Nella sua voce sentivo altre sfumature oltre all�impazienza. Stress. Nervosismo.</p><p>�� proprio qui�, disse April, appena lui la lasci� parlare.</p><p><emphasis>Come? La faccia entrare! Cosa sta aspettando?</emphasis></p><p>�Subito, signor Scott!�. Si alz� in piedi, agitando le mani mentre mi faceva strada lungo un breve corridoio e mi offriva caff�, t� o qualsiasi altra cosa desiderassi.</p><p>�Prego�, disse, e mi fece entrare in un ufficio da dirigente, con tanto di scrivania in legno massiccio e diplomi alle pareti.</p><p>�Si chiuda la porta alle spalle�, ordin� la stridula voce tenorile.</p><p>Studiai l�uomo dietro la scrivania, mentre April si ritirava in fretta. Era basso e stempiato, sui cinquantacinque anni e panciuto. Portava una cravatta di seta rossa con una camicia a righe bianche e azzurre, e il blazer blu era appeso allo schienale della poltrona. E poi tremava, era cos� pallido da aver assunto un malsano colorito giallastro, con la fronte imperlata di sudore: m�immaginai la sua ulcera che ribolliva sotto il salvagente di lardo.</p><p>J. si ricompose e si alz� malfermo dalla sedia. Mi porse la mano sopra la scrivania.</p><p>�Signora Cullen. � davvero un piacere�.</p><p>Gli andai incontro e gli strinsi la mano rapidamente, una volta sola. Rabbrivid� leggermente al contatto della mia pelle fredda, ma non parve particolarmente sorpreso.</p><p>�Signor Jenks. O preferisce che la chiami Scott?�.</p><p>Fece un�altra smorfia. �Come desidera, naturalmente�.</p><p>�Che ne dice se lei mi chiama Bella e io la chiamo J.?�.</p><p>�Come vecchi amici�, accett� lui, tamponandosi la fronte con un fazzoletto di seta. Mi fece cenno di sedermi e fece altrettanto. �Devo proprio chiederglielo: sto facendo conoscenza, finalmente, con l�adorabile moglie del signor Jasper?�.</p><p>Soppesai l�informazione per un secondo. E cos� quell�uomo conosceva Jasper, non Alice. Lo conosceva, e aveva anche l�aria di temerlo. �Con la cognata, a dire il vero�.</p><p>Incresp� le labbra, come se cercasse disperatamente un senso a tutta la faccenda, proprio come lo cercavo io.</p><p>�Il signor Jasper sta bene, immagino?�, chiese, cauto.</p><p>�Gode di ottima salute. Al momento si � preso una lunga vacanza�.</p><p>L�affermazione sembr� chiarire un po� la confusione di J., che annu� fra s� e giunse le mani. �Per l�appunto. Avrebbe dovuto venire nel mio ufficio principale. Le segretarie l�avrebbero condotta direttamente da me, facendole evitare canali meno ospitali�.</p><p>Annuii e basta. Chiss� perch� Alice mi aveva dato quell�indirizzo nel ghetto.</p><p>�Be�, comunque, ora � qui. Cosa posso fare per lei?�.</p><p>�Documenti�, dissi, cercando di avere la voce di una che sapeva il fatto suo.</p><p>�Ma certo�, accett� subito J. �Parliamo di certificati di nascita, di morte, patenti, passaporti, tessere sanitarie...?�.</p><p>Inspirai profondamente e sorrisi. Avevo un grosso debito con Max.</p><p>Poi il sorriso svan�. Alice mi aveva mandata qui per un motivo ed ero sicura che fosse per proteggere Renesmee. L�ultimo dono che mi faceva. L�unica cosa di cui era certa che avrei avuto bisogno.</p><p>La sola eventualit� per cui Renesmee poteva avere bisogno di un falsario era quella di una fuga. E l�unica eventualit� che l�avrebbe costretta alla fuga era la nostra sconfitta.</p><p>Se insieme a lei fossimo fuggiti anche io ed Edward, i documenti non le sarebbero occorsi subito. Ero certa che Edward sapesse come procurarsi una carta di identit�, o che addirittura fosse capace di fabbricarla, ed ero certa che conoscesse qualche modo per fuggire anche senza. Potevamo scappare con lei per migliaia di chilometri. Potevamo attraversare l�oceano a nuoto con lei.</p><p>A patto di essere nei paraggi per salvarla.</p><p>E la segretezza serviva a tenere la cosa al di fuori della memoria di Edward, perch� c�erano buone possibilit� che Aro venisse a conoscenza di ci� che lui sapeva. Se avessimo perso, prima di distruggere Edward, avrebbe sicuramente ottenuto le informazioni che tanto bramava.</p><p>Proprio come avevo sospettato. Non avremmo mai potuto vincere. Ma dovevamo tentare con ogni mezzo di uccidere Demetri prima di perdere, lasciando a Renesmee la possibilit� di fuggire.</p><p>Mi sentivo il cuore immobile e pesante come una pietra nel petto: un peso che mi annientava. Tutte le mie speranze erano svanite come nebbia al sole. Gli occhi mi bruciavano.</p><p>A chi avrei potuto accollare una situazione del genere? A Charlie? Troppo umano e indifeso. E come avrei fatto a portargli Renesmee? Non si sarebbe certo trovato nelle vicinanze dello scontro. Restava solo una persona. In realt� era sempre stata l�unica.</p><p>Avevo fatto quelle riflessioni cos� in fretta che J. non si era accorto della mia pausa.</p><p>�Due certificati di nascita, due passaporti, una patente�, dissi con voce bassa e nervosa.</p><p>Se si era accorto che avevo cambiato espressione, non lo diede a vedere.</p><p>�A nome di chi?�.</p><p>�Jacob... Wolfe. E... Vanessa Wolfe�. Nessie sembrava un soprannome accettabile per una che si chiamava Vanessa. E Jacob si sarebbe divertito un sacco con la storia di Wolfe.</p><p>Scrisse rapido su un bloc notes giallo. �E i secondi nomi?�.</p><p>�Si inventi lei qualcosa di generico�.</p><p>�Come preferisce. Le et�?�.</p><p>�L�uomo ha ventisette anni, la bambina cinque�. Jacob poteva benissimo passare per un venticinquenne: era un bestione. E, a giudicare dalla velocit� con cui cresceva Renesmee, era meglio fare una stima per eccesso. Avrebbero potuto scambiare Jacob per il suo patrigno...</p><p>�Se preferisce dei documenti completi, mi servono le foto�, disse J., interrompendo le mie riflessioni. �Di solito il signor Jasper li finiva personalmente�.</p><p>Ecco perch� J. non sapeva che faccia avesse Alice.</p><p>�Aspetti un attimo�, dissi.</p><p>Era un colpo di fortuna. Nel portafoglio tenevo varie foto di famiglia, e quella perfetta � Jacob che abbracciava Renesmee sotto il portico davanti a casa � aveva solo un mese. Alice me l�aveva data appena qualche giorno prima... O forse, dopotutto, non era questione di fortuna. Alice sapeva che avevo quella foto. Forse aveva anche ricevuto qualche vaga premonizione del fatto che ne avrei avuto bisogno, prima di darmela.</p><p>�Ecco�.</p><p>J. studi� la foto per un attimo. �Sua figlia le somiglia molto�.</p><p>M�irrigidii. �Somiglia di pi� a suo padre�.</p><p>�Che non � quest�uomo�. Tocc� il viso di Jacob.</p><p>Strinsi gli occhi e sulla fronte di J. spuntarono nuove perle di sudore.</p><p>�No. � un carissimo amico di famiglia�.</p><p>�Scusi�, borbott� e ricominci� a scrivere. �Quando le servono i documenti?�.</p><p>�Ce la fa in una settimana?�.</p><p>�� un ordine urgente. Coster� il doppio... anzi no, scusi. Mi sono dimenticato che stavo parlando con lei�.</p><p>Conosceva Jasper, ovviamente.</p><p>�Mi dica la cifra�.</p><p>Sembrava avere qualche esitazione a pronunciarla a voce alta e tuttavia ero sicura che, avendo gi� avuto a che fare con Jasper, sapesse che il prezzo non era un problema. Senza neanche considerare i conti strapieni di soldi intestati in vario modo ai Cullen in tutto il mondo, in casa c�era abbastanza denaro da mantenere a galla una piccola nazione per dieci anni: era un po� come Charlie, che in fondo a ogni cassetto teneva centinaia di ami da pesca. Secondo me, nessuno si sarebbe accorto delle mazzette che avevo prelevato quel giorno per sbrigare la commissione.</p><p>J. scrisse il prezzo in fondo al bloc notes.</p><p>Annuii, calmissima. Avevo portato con me ben pi� di quanto servisse. Aprii di nuovo la borsetta e contai il denaro; lo avevo diviso in mazzette da cinquemila dollari con alcuni fermagli, quindi ci impiegai poco.</p><p>�Ecco�.</p><p>�Ah, Bella, non occorre che mi dia subito tutta la somma. Di solito il cliente ne conserva la met� per garantirsi la consegna�.</p><p>Sorrisi languidamente a quell�uomo nervoso. �Ma io mi fido di lei, J. E poi, le dar� un bonus: la stessa cifra appena ricevo i documenti�.</p><p>�Le assicuro che non � necessario�.</p><p>�Non si preoccupi�. Non potevo tenere tutti quei soldi con me. �Ci vediamo qui la settimana prossima alla stessa ora?�.</p><p>Mi guard� con aria sofferente. �A dire il vero, preferisco svolgere certe transazioni in luoghi che non abbiano a che fare con il mio impiego abituale�.</p><p>�Capisco. So gi� che non mi sto comportando come lei si aspettava�.</p><p>�Sono abituato a non avere aspettative quando si tratta della famiglia Cullen�. Fece una smorfia e si ricompose rapidamente. �Vediamoci alle otto fra una settimana al Pacifico, va bene? Si trova sul lago Union e si mangia divinamente�.</p><p>�Perfetto�. Ma non avrei certo cenato con lui. Non credo avrebbe gradito molto se l�avessi fatto.</p><p>Mi alzai e gli strinsi di nuovo la mano. Stavolta non batt� ciglio. Ma sembrava avere una nuova preoccupazione in testa. Aveva la bocca serrata e la schiena tesa.</p><p>�Avr� grossi problemi a rispettare la scadenza?�, gli chiesi.</p><p>�Come?�. Alz� lo sguardo, preso alla sprovvista dalla mia domanda. �La scadenza? Oh, no. Non si preoccupi. Le far� avere i documenti in tempo, di sicuro�.</p><p>Sarebbe stato bello che ci fosse Edward, per conoscere le vere preoccupazioni di J. Sospirai. Era gi� abbastanza brutto dover tenere segreto qualcosa a Edward, ma stargli lontana era quasi insopportabile.</p><p>�Ci vediamo fra una settimana, allora�.</p></section><section><title><p>34</p><p>Dichiarazioni</p></title><p>Mi accorsi della musica prima di uscire dall�auto. Edward non toccava il pianoforte dalla sera della partenza di Alice. Mentre chiudevo la portiera, sentii la canzone passare a un inciso e trasformarsi nella mia ninna nanna. Edward mi stava dando il bentornato.</p><p>Lentamente presi Renesmee, che dormiva come un sasso dopo che eravamo stati via tutto il giorno, per portarla fuori dell�auto. Avevamo lasciato Jacob da Charlie: diceva che si sarebbe fatto dare un passaggio da Sue. Mi chiedevo se stesse cercando di riempirsi la testa di pettegolezzi sufficienti a scacciare l�immagine dell�espressione che avevo sul viso entrando in casa di Charlie.</p><p>Mentre avanzavo piano verso casa Cullen, capii che la speranza e l�incoraggiamento morale che formavano un�aura quasi tangibile intorno alla grande villa bianca quella mattina erano appartenute anche a me, eppure adesso me ne sentivo estraniata.</p><p>Mi venne di nuovo voglia di piangere ascoltando Edward che suonava per me. Ma cercai di tirarmi su. Non volevo insospettirlo. Non volevo lasciare alcuna traccia per Aro nella sua mente, se possibile.</p><p>Quando entrai Edward si gir� e sorrise, senza smettere di suonare.</p><p>�Bentornata a casa�, disse, come se si trattasse di una giornata qualsiasi e nella stanza non si trovasse un�altra decina di vampiri impegnati in varie attivit�, oltre a un�altra decina sparpagliata in giro. �Ti sei divertita oggi con Charlie?�.</p><p>�Si. Scusa se sono stata via cos� tanto. Sono uscita a comprare un po� di regali di Natale per Renesmee. So che non festeggeremo in grande stile, per�...�. Mi strinsi nelle spalle.</p><p>Edward curv� le labbra verso il basso. Smise di suonare e si gir� sullo sgabello, in modo che si trovasse con tutto il corpo di fronte a me. Mi pos� una mano sulla vita e mi attir� a s�. �Non ci avevo pensato granch�. Se vuoi proprio festeggiarlo in grande stile...�.</p><p>�No�, lo interruppi. Trasalii dentro di me all�idea di dover fingere pi� entusiasmo dello stretto necessario. �Semplicemente, non volevo lasciarlo passare senza farle un regalino�.</p><p>�Posso vedere?�.</p><p>�Se vuoi. � una sciocchezza�.</p><p>Renesmee era profondamente addormentata e sentivo il suo respiro lieve sul mio collo. La invidiavo. Sarebbe stato bello sfuggire alla realt�, anche solo per poche ore.</p><p>Pescai attentamente il sacchettino di velluto del gioielliere dalla mia pochette, solo socchiudendola, perch� Edward non vedesse i soldi che mi erano rimasti.</p><p>�L�ho visto nella vetrina di un antiquario passandoci davanti in macchina�.</p><p>Gli scrollai il piccolo medaglione d�oro nel palmo della mano. Era rotondo, con incisa una bordura sottile di piante rampicanti.</p><p>Edward apri quel meccanismo minuscolo e vi guard� dentro. C�era lo spazio per una piccola foto e, dalla parte opposta, un�iscrizione in francese.</p><p>�Sai cosa vuol dire?�, mi chiese con un tono diverso, pi� pacato di prima.</p><p>�Il negoziante mi ha detto che significa qualcosa del tipo: "pi� della mia stessa vita". � cos�?�.</p><p>�S�, � vero�.</p><p>Alz� verso di me uno sguardo indagatore con gli occhi color topazio. Lo incrociai per un attimo, poi finsi di lasciarmi distrarre dalla televisione.</p><p>�Spero che le piaccia�, mormorai.</p><p>�Certo che le piacer�, disse leggero, con naturalezza, e in quel secondo fui sicura che sapesse che gli stavo nascondendo qualcosa. Ero sicura anche che non avesse la minima idea di che cosa si trattasse.</p><p>�Portiamola a casa�, sugger�, alzandosi e circondandomi le spalle con un braccio.</p><p>Esitai.</p><p>�Che c��?�, chiese.</p><p>�Volevo allenarmi un po� con Emmett...�. Avevo perso tutta la giornata per quella commissione importantissima e mi sentivo in arretrato.</p><p>Emmett, che era sul divano con Rose e come sempre teneva il telecomando, alz� lo sguardo e sorrise pregustando quel momento. �Fantastico. Il bosco ha bisogno di una spuntatina�.</p><p>Edward lanci� un�occhiataccia prima a Emmett, poi a me.</p><p>�Avete tutto il tempo di farlo domani�, disse.</p><p>�Non essere ridicolo�, mi lamentai. �Lo sai benissimo che non esiste pi� il concetto di "tutto il tempo". Non esiste pi�. Ho molte cose da imparare e...�.</p><p>M�interruppe. �Domani�.</p><p>Aveva un�espressione tale che nemmeno Emmett os� discutere.</p><empty-line/><p>Mi sorpresi di quanto fosse difficile tornare a una routine che, dopotutto, era nuova di zecca. Ma la perdita dell�ultimo briciolo di speranza che avevo nutrito faceva sembrare tutto impossibile.</p><p>Cercai di concentrarmi sugli aspetti positivi. C�erano buone probabilit� che mia figlia sopravvivesse a ci� che stava per succedere, e anche Jacob. La certezza che loro due avessero un futuro era gi� una specie di vittoria, no? Il nostro gruppetto doveva tenere duro, se volevamo dare a Jacob e Renesmee la possibilit� di fuggire. S�, la strategia di Alice aveva senso solo se avessimo tenuto molto impegnato il nemico nello scontro. Anche quella sarebbe stata una piccola vittoria, se si pensava al fatto che da millenni i Volturi non venivano sfidati sul serio.</p><p>Non era la fine del mondo, ma solo dei Cullen. La fine di Edward, la mia fine.</p><p>Preferivo che fosse cos�, almeno per quanto riguardava l�ultima parte. Non avrei mai voluto vivere senza Edward: se lui abbandonava questo mondo, l�avrei seguito a ruota.</p><p>Ogni tanto mi chiedevo con scarsa convinzione se avremmo trovato qualcosa dall�altra parte. Sapevo che Edward non ci credeva pi� di tanto, ma Carlisle s�. Io non riuscivo a immaginarlo. D�altro canto, non riuscivo a immaginare che Edward non esistesse da qualche parte, in un modo o nell�altro. Ovunque fosse, se fossimo riusciti a restare insieme, sarebbe stato comunque un lieto fine.</p><p>E cos� continuava la sequenza delle mie giornate, con quel pensiero che le rendeva pi� difficili di prima.</p><p>Il giorno di Natale io, Edward, Renesmee e Jacob andammo a trovare Charlie. C�era tutto il branco di Jacob, oltre a Sam, Emily e Sue. Rincuorava vederli tutti radunati nella stanza, con quei loro corpaccioni tiepidi incuneati negli angoli intorno all�albero di Natale dalle scarse decorazioni � si vedevano i punti precisi in cui Charlie si era annoiato e aveva lasciato perdere � e pi� alti del mobilio. Si poteva sempre contare sull�esaltazione dei licantropi per una battaglia imminente, anche se era un�impresa suicida. L�elettricit� della loro eccitazione trasmetteva una corrente piacevole, che mascherava il mio pessimo umore. Come sempre, Edward era un attore migliore di me.</p><p>Renesmee portava il medaglione che le avevo dato all�alba e nella tasca del giubbotto aveva il lettore MP3 che le aveva regalato Edward: un oggettino minuscolo che poteva contenere cinquemila canzoni, gi� riempito con le preferite di Edward. Al polso sfoggiava un bracciale intrecciato della trib� Quileute, l�equivalente di un anello di fidanzamento. Edward aveva stretto i denti vedendolo, ma la cosa non mi turbava.</p><p>Presto, prestissimo l�avrei affidata a Jacob perch� la tenesse al sicuro. Come poteva infastidirmi il simbolo dell�impegno su cui facevo tanto affidamento?</p><p>Edward aveva salvato la situazione ordinando un regalo anche per Charlie. Era comparso il giorno prima � spedizione prioritaria notturna � e Charlie aveva passato tutta la mattina a leggere il voluminoso manuale di istruzioni per il suo nuovo sistema di pesca con il sonar.</p><p>Il pranzo imbandito da Sue doveva essere buono, a giudicare da come i licantropi lo spazzolarono. Mi chiesi come sarebbe sembrato quel nostro raduno agli occhi di un estraneo. Recitavamo abbastanza bene la nostra parte? Uno sconosciuto ci avrebbe creduti un gruppo di amici spensierati, che si godevano la festivit� in allegria?</p><p>Credo che Edward e Jacob fossero sollevati quanto me al momento di andarsene. Sembrava strano sprecare energie per mantenere la nostra apparenza umana quando c�erano altre incombenze molto pi� importanti di cui occuparsi. Facevo molta fatica a concentrarmi. Ma, al tempo stesso, forse quella era l�ultima volta che avrei visto Charlie. Poteva essere un bene che fossi talmente stordita da non rendermene davvero conto.</p><p>Era dal mio matrimonio che non vedevo mia madre, ma pian piano scoprii che dovevo apprezzare la distanza che gradualmente si era creata nei due anni precedenti. Lei era troppo fragile per il mio mondo. Non volevo che ne facesse parte per forza. Charlie era pi� forte.</p><p>Forse ora era persino abbastanza forte per un addio, ma non lo ero io.</p><p>In macchina regnava il silenzio; fuori la pioggia era ridotta a una nebbiolina semighiacciata. Renesmee stava in braccio a me e giocava con il medaglione, aprendolo e richiudendolo. La guardavo e immaginavo cosa avrei detto a Jacob in quel momento, se non avessi temuto che le mie parole rimanessero presenti nella memoria di Edward.</p><p><emphasis>Se la situazione ritorna sicura, portala da Charlie. E a lui racconta tutta la storia, un giorno. Digli quanto bene gli volevo, digli che non ho sopportato l�idea di lasciarlo nemmeno dopo che la mia vita da umana era finita. Digli che � stato il padre migliore del mondo. Digli di far sapere a Ren�e quanto le volessi bene, e che le mando tutti i miei auguri di felicit� e fortuna...</emphasis></p><p>Avrei dovuto dare i documenti a Jacob prima che fosse troppo tardi. E gli avrei lasciato anche un biglietto per Charlie. E una lettera per Renesmee. Qualcosa che potesse leggere quando mi sarebbe stato impossibile ripeterle che l�amavo.</p><p>Mentre sbucavamo nel prato non notai niente di strano all�esterno di casa Cullen, ma percepii un vago brusio all�interno. Molte voci basse che mormoravano e ringhiavano. Era un suono forte e sembrava un litigio. Distinsi la voce di Carlisle e quella di Amun pi� frequenti delle altre.</p><p>Edward parcheggi� davanti alla casa, invece di fare il giro fino al garage. Ci scambiammo uno sguardo circospetto prima di scendere dall�auto.</p><p>Jacob cambi� atteggiamento: sul viso gli si dipinse un�espressione seria e attenta. Evidentemente era entrato nella modalit� alfa. Di sicuro era successo qualcosa e intendeva procurarsi le informazioni di cui lui e Sam avevano bisogno.</p><p>�Alistair � sparito�, mormor� Edward mentre ci precipitavamo su per i gradini.</p><p>Dentro il salone, i segni del dissidio in corso erano evidenti. Addossata alle pareti stava una folla di spettatori: tutti i vampiri che si erano uniti a noi, tranne Alistair e i tre coinvolti nel litigio. Esme, Kebi e Tia si mantenevano vicine ai tre vampiri al centro della stanza: Amun sibilava rivolto a Carlisle e Benjamin.</p><p>Edward serr� le mascelle e si precipit� a fianco di Esme, trascinandomi per mano. Strinsi forte Renesmee al petto.</p><p>�Amun, se vuoi andartene nessuno ti costringe a restare�, disse calmo Carlisle.</p><p>�Mi stai rubando met� del mio clan, Carlisle!�, grid� Amun, tormentando Benjamin con un dito. �Mi avete chiamato qui per questo? Per derubarmi?�.</p><p>Carlisle sospir� e Benjamin alz� gli occhi al cielo.</p><p>�S�, Carlisle ha litigato con i Volturi e ha messo in pericolo tutta la sua famiglia solo per attirarmi fin qui e uccidermi�, disse sarcastico Benjamin. �Cerca di essere ragionevole, Amun. Mi sto solo impegnando a fare la cosa giusta, non sto entrando in un altro clan. Ma tu puoi fare quel che vuoi, naturalmente, come ti ha appena detto Carlisle�.</p><p>�Non andr� a finire bene�, rugg� Amun. �Alistair era l�unico che avesse un minimo di buonsenso qui. Dovremmo fuggire tutti quanti�.</p><p>�Guarda un po� a chi attribuisci del buonsenso�, comment� Tia mormorando fra s�.</p><p>�Ci massacreranno tutti!�.</p><p>�Non ci sar� nessuno scontro�, disse Carlisle con voce ferma.</p><p>�Questo lo dici tu!�.</p><p>�Ma, anche in quel caso, puoi sempre cambiare parte, Amun. Sono sicuro che i Volturi gradiranno moltissimo il tuo aiuto�.</p><p>�Forse � questa la risposta giusta�, lo schern� Amun.</p><p>La risposta di Carlisle fu dolce e sincera. �Non te ne farei una colpa, Amun. Siamo amici da tanto tempo, ma non ti chiederei mai di morire per me�.</p><p>Ora anche Amun aveva una voce pi� controllata. �Per� porti il mio Benjamin a morire con te�.</p><p>Carlisle pos� la mano sulla spalla ad Amun, che la scroll� via.</p><p>�Rester�, Carlisle, ma la cosa potrebbe volgersi a tuo sfavore. Se si tratter� di sopravvivere, non esiter� a unirmi a loro. Siete pazzi a credere di poter sfidare i Volturi�. Si accigli�, poi sospir�, fiss� me e Renesmee e aggiunse, in tono esasperato: �Testimonier� che la bambina � cresciuta. � la pura verit�. Chiunque pu� confermarlo�.</p><p>�Non abbiamo mai chiesto altro�.</p><p>Amun storse la bocca: �Per� rischiate di ottenere anche altro�. Si gir� verso Benjamin. �Io ti ho dato la vita e tu la stai sprecando�.</p><p>Il viso di Benjamin era pi� freddo che mai, un�espressione in forte contrasto con i suoi tratti di adolescente. �Peccato che tu non sia riuscito a sostituire la mia volont� con la tua nel farlo: forse in quel caso saresti stato contento di me�, rispose.</p><p>Amun socchiuse gli occhi. Fece un gesto brusco a Kebi, poi ci super� a grandi passi e usci dalla porta principale.</p><p>�Non se ne va�, mi disse piano Edward, �per� ora terr� ancor pi� le distanze. Non stava bluffando quando ha parlato di passare dalla parte dei Volturi�.</p><p>�Perch� Alistair se n�� andato?�, domandai in un sussurro.</p><p>�Nessuno lo sa con certezza: non ha lasciato messaggi. A giudicare da quello che borbottava di solito, � chiaro che secondo lui lo scontro � inevitabile. Nonostante il suo comportamento, in realt� tiene troppo a Carlisle per schierarsi con i Volturi. Immagino abbia deciso che il pericolo � troppo grande�, disse Edward stringendosi nelle spalle.</p><p>Anche se la nostra conversazione, chiaramente, si teneva solo fra noi due, era ovvio che tutti la potevano sentire. Eleazar rispose all�osservazione di Edward come fosse destinata a tutti i presenti.</p><p>�Dal suono dei suoi mugugni, c�era qualcosa di pi�. Non abbiamo parlato molto delle intenzioni dei Volturi, ma Alistair temeva che, per quanto possiate dimostrare in modo decisivo la vostra innocenza, non vi ascolteranno. � convinto che cercheranno una scusa per realizzare qui i loro progetti�.</p><p>I vampiri si scambiarono occhiate inquiete. L�idea che i Volturi manipolassero la loro legge sacrosanta per motivi di opportunismo non era molto amata. Solo i rumeni restavano composti, con i loro sorrisini ironici. Sembravano divertiti del fatto che gli altri insistessero nel pensare tutto il meglio possibile dei loro vecchi nemici.</p><p>Cominciarono molte discussioni a bassa voce contemporaneamente, ma io mi concentrai soltanto su quella dei rumeni. Forse perch� il biondo Vladimir continuava a lanciare occhiate nella mia direzione.</p><p>�Spero tantissimo che Alistair abbia ragione�, mormor� Stefan a Vladimir. �Comunque vada a finire, si sparger� la voce. � ora che il nostro mondo veda i Volturi per ci� che sono diventati. Non cadranno mai se tutti credono a quell�assurdit� secondo cui proteggono il nostro stile di vita�.</p><p>�Almeno, quando comandavamo noi, siamo stati onesti su quello che eravamo�, rispose Vladimir.</p><p>Stefan annu�. �Non ci siamo mai dati una patina di correttezza e non ci siamo mai definiti dei santi�.</p><p>�Credo sia giunta l�ora di combattere�, disse Vladimir. �Non pensi che non troveremo mai una forza migliore con cui allearci? Un�altra occasione cos� buona?�.</p><p>�Niente � impossibile. Forse un giorno...�.</p><p>�Sono ben millecinquecento anni che aspettiamo, Stefan. E in tutto questo tempo loro non hanno fatto altro che rafforzarsi�. Vladimir fece una pausa e mi guard� di nuovo. Non mostr� alcuna sorpresa nel vedere che anch�io lo stavo osservando. �Se i Volturi vincono questa contesa, ne usciranno ancora pi� potenti di prima. Ogni conquista aumenta la loro forza. Pensa a cosa potrebbero semplicemente ricavare da quella neonata�, fece un cenno verso di me con il mento, �e sta scoprendo i suoi talenti solo adesso. E poi c�� quello che sposta la terra�. Vladimir fece un cenno in direzione di Benjamin, che s�irrigid�. Ormai quasi tutti, come me, stavano origliando i discorsi dei rumeni. �Con i loro gemelli stregati, non hanno nessun bisogno dell�illusionista o del tocco infuocato�. Il suo sguardo sfrecci� da Zafrina a Kate.</p><p>Stefan guard� Edward. �E non gli serve nemmeno quello che legge nel pensiero. Ma ho capito cosa vuoi dire. In effetti, se vincono guadagneranno davvero molto�.</p><p>�Pi� di quanto possiamo concedere loro, non trovi?�.</p><p>Stefan sospir�. �Temo di dover concordare con te. E ci� significa che...�.</p><p>�Che dobbiamo schierarci contro di loro finch� c�� ancora speranza�.</p><p>�Se potessimo anche solo neutralizzarli, o smascherarli...�.</p><p>�Cos�, un giorno, saranno altri a completare l�opera�.</p><p>�E l�affronto che abbiamo subito per tutti questi secoli finalmente sar� vendicato�.</p><p>Si guardarono negli occhi per un attimo e poi mormorarono all�unisono: �Sembra l�unico modo�.</p><p>�Quindi ci batteremo�, disse Stefan.</p><p>Malgrado si leggessero in loro il dubbio e il conflitto interiore fra istinto di conservazione e brama di vendetta, il sorriso che si scambiarono fu pieno di attesa.</p><p>�Ci batteremo�, concord� Vladimir.</p><p>Immagino che fosse un bene: come Alistair, ero sicura che fosse impossibile evitare lo scontro. In quel caso, altri due vampiri che si battessero al nostro fianco ci sarebbero stati solo d�aiuto. Tuttavia la decisione dei rumeni mi dava i brividi.</p><p>�Ci batteremo anche noi�, disse Tia, con la voce grave ancora pi� solenne del solito. �Secondo noi, i Volturi eccederanno nell�uso della loro autorit�. Non abbiamo alcuna intenzione di appartenergli�. E con gli occhi indugi� sul suo compagno.</p><p>Benjamin sorrise e lanci� uno sguardo ammiccante ai rumeni. �A quanto pare sono una merce molto ricercata. Sembra proprio che mi debba guadagnare il diritto di essere libero�.</p><p>�Non sar� certo la prima volta che combatto per difendermi dal dominio di un re�, disse Garrett in tono canzonatorio. Si avvicin� e diede una pacca sulla schiena a Benjamin. �Evviva la libert� dagli oppressori�.</p><p>�Noi stiamo con Carlisle�, disse Tanya. �E ci battiamo insieme a lui�.</p><p>La dichiarazione dei rumeni, a quanto pareva, aveva creato negli altri il bisogno di schierarsi a loro volta.</p><p>�Noi non abbiamo ancora deciso�, disse Peter. Abbass� lo sguardo verso la sua minuscola compagna: Charlotte aveva un�espressione insoddisfatta sulle labbra.</p><p>A quanto pareva, una decisione l�aveva gi� presa. Chiss� quale.</p><p>�Vale anche per me�, disse Randall.</p><p>�E per me�, aggiunse Mary.</p><p>�I nostri branchi si batteranno insieme ai Cullen�, disse repentino Jacob. �Non abbiamo paura dei vampiri�, aggiunse con un sorrisino.</p><p>�Bambini�, borbott� Peter.</p><p>�Infanti�, lo corresse Randall.</p><p>Jacob sorrise sarcastico.</p><p>�Anch�io ci sto�, disse Maggie, scrollandosi di dosso la mano di Siobhan che la tratteneva. �So che la verit� � dalla parte di Carlisle. E non posso ignorarlo�.</p><p>Siobhan fiss� il membro pi� giovane del suo clan con sguardo preoccupato. �Carlisle�, disse come se fossero da soli, negando che l�atmosfera di quella riunione fosse stata resa improvvisamente formale dalla serie di dichiarazioni inattese, �non voglio che si arrivi a uno scontro�.</p><p>�Neanch�io, Siobhan. Sai che � l�ultima cosa che vorrei�. Abbozz� un sorriso. �Forse dovresti concentrarti sul mantenimento della pace�.</p><p>�Sai che non servir� a niente�, disse.</p><p>Mi ricordai la discussione fra Rose e Carlisle sul capo dei vampiri irlandesi: Carlisle era convinto che Siobhan avesse il dono nascosto, ma potente, di far andare le cose come desiderava, eppure la stessa Siobhan non ci credeva.</p><p>�Male non far�, disse Carlisle.</p><p>Siobhan alz� gli occhi al cielo. �Devo immaginare il risultato che desidero?�, chiese sarcastica.</p><p>Ora Carlisle rideva apertamente. �Se non ti dispiace�.</p><p>�Allora, visto che non ci sar� alcuno scontro, non c�� nessun bisogno che il mio clan si schieri apertamente, no?�, ribatt�. Appoggi� di nuovo la mano sulla spalla di Maggie, attirandola pi� vicino a s�. Liam, il compagno di Siobhan, rest� in silenzio, impassibile.</p><p>Quasi tutti nella sala sembravano spiazzati dallo scambio di battute chiaramente giocoso fra Carlisle e Siobhan, ma i due non si persero in spiegazioni.</p><p>E fu cos� che si conclusero i discorsi impegnativi per quella sera. Il gruppo si sparpagli� gradualmente, alcuni uscendo a caccia, altri per ammazzare il tempo con i libri di Carlisle, la televisione o i computer.</p><p>Io, Edward e Renesmee andammo a caccia. Jacob si aggreg�.</p><p>�Stupide sanguisughe�, borbott� fra s� quando uscimmo. �Si credono tanto superiori�, sbuff�.</p><p>�Ci rimarranno di sasso quando gli <emphasis>infanti</emphasis> salveranno le loro esistenze di esseri superiori, no?�, disse Edward.</p><p>Jake sorrise e gli diede un pugno sulla spalla. �Ci puoi scommettere!�.</p><p>Quella non sarebbe stata la nostra ultima battuta di caccia. Ne avremmo fatta un�altra a ridosso del momento in cui ci aspettavamo l�arrivo dei Volturi. Poich� la data dell�ultimatum non era precisa, avevamo in programma di trattenerci per qualche notte all�aperto nella radura grande come un campo da baseball che Alice aveva visto, per precauzione. Sapevamo solo che sarebbero arrivati il giorno in cui la neve avrebbe attecchito al suolo. Non volevamo che i Volturi si avvicinassero troppo alla citt� e Demetri li avrebbe condotti dovunque ci trovassimo.</p><p>Mi chiesi chi avrebbe scelto come obiettivo della propria ricerca e ipotizzai che si trattasse di Edward, dato che non poteva rintracciare me.</p><p>Mentre cacciavo, riflettei su Demetri, prestando scarsa attenzione alla mia preda o ai fiocchi di neve vaganti che alla fine erano apparsi, ma che si scioglievano ancor prima di toccare il suolo roccioso. Demetri si sarebbe accorto che non era in grado di individuarmi? Che conclusioni ne avrebbe tratto? E Aro? E se Edward si sbagliava? Magari c�era qualche piccola eccezione a quanto ero in grado di reggere, piccoli modi di aggirare il mio scudo. Tutto ci� che si trovava al di fuori della mia mente era vulnerabile, preda potenziale dei poteri di Jasper, Alice o Benjamin. Forse anche il talento di Demetri funzionava in modo un po� diverso dagli altri.</p><p>Poi pensai a una cosa che mi fece bloccare di colpo. L�alce che avevo quasi dissanguato mi sfugg� di mano e cadde sul suolo roccioso. I fiocchi di neve si scioglievano a pochi centimetri dal suo corpo tiepido con minuscoli sfrigolii. Mi fissai le mani insanguinate, con sguardo vacuo.</p><p>Edward not� la mia reazione e si affrett� a raggiungermi, senza finire di dissanguare la sua preda.</p><p>�Cosa c��?�, chiese sottovoce, passando in rassegna il bosco intorno a noi in cerca di quella che poteva essere la causa del mio scatto.</p><p>�Renesmee�, dissi con voce soffocata.</p><p>�� appena al di l� di quegli alberi�, mi rassicur�. �Sento i suoi pensieri e quelli di Jacob. Sta benone�.</p><p>�Non intendevo questo�, dissi. �Pensavo al mio scudo: tu credi che valga veramente qualcosa, che ci possa aiutare in qualche modo? So che gli altri sperano che io riesca a riparare sotto lo scudo Zafrina e Benjamin, anche se ce la faccio a mantenerlo attivo solo per qualche secondo alla volta. E se invece ci sbagliassimo? Se la tua fiducia in me fosse la causa della nostra sconfitta?�.</p><p>La mia voce rasentava l�isteria, anche se avevo mantenuto il controllo sufficiente a parlare piano. Non volevo turbare Renesmee.</p><p>�Bella, cosa ti ha scatenato questi pensieri? Naturalmente � meraviglioso che tu possa proteggere te stessa, ma non sei responsabile della salvezza di nessuno. Non ti angosciare inutilmente�.</p><p>�E se non riuscissi a proteggere nulla?�, sussurrai singhiozzando. �Questa cosa che faccio � approssimativa, � incostante! � priva di logica. Forse sar� del tutto inutile contro Alec�.</p><p>�Sssh�, mi zitt�. �Non farti prendere dal panico. E non preoccuparti di Alec. Quello che fa non ha niente di diverso da quello che sanno fare Jane o Zafrina. � pura illusione: non riesce a entrare nella tua testa pi� di quanto ne sia capace io�.</p><p>�Ma Renesmee ci riesce!�, sibilai fra i denti, sconvolta. �Sembrava una cosa talmente naturale che non me lo ero mai chiesto prima. � sempre stata una parte di lei e basta. Ma lei m�infila i suoi pensieri nel cervello proprio come fa con tutti gli altri. Il mio scudo ha delle falle, Edward!�.</p><p>Lo fissai disperata, aspettando che comprendesse la gravit� della mia rivelazione. Aveva le labbra increspate, come se stesse studiando il modo di dire qualcosa. L�espressione era perfettamente rilassata.</p><p>�Ci stavi gi� pensando da un pezzo, vero?�, chiesi perentoria, mentre mi sentivo una sciocca per tutti i mesi in cui avevo sottovalutato ci� che era ovvio.</p><p>Annu� e all�angolo della bocca gli spunt� un sorriso vago. �Dalla prima volta che ti ha toccata�.</p><p>Sospirai pensando alla mia stupidit�, ma la sua calma mi aveva un po� acquietata. �E la cosa non ti turba? Non la vedi come un problema?�.</p><p>�Ho due teorie, una pi� probabile dell�altra�.</p><p>�Dimmi prima la meno probabile�.</p><p>�Be�, � tua figlia�, mi fece notare. �Dal punto di vista genetico, per met� � come te. Ti ho sempre presa in giro per il fatto che la tua mente viaggia su una frequenza diversa dalla nostra. Forse � la stessa che usa lei�.</p><p>Per me quella tesi non funzionava. �Ma anche tu senti benissimo la sua mente. La sentono tutti. E se per caso anche Alec viaggia su una frequenza diversa? Cosa succederebbe se...?�.</p><p>Mi chiuse le labbra con un dito. �Ci ho pensato. Per questo penso sia pi� probabile la seconda teoria�.</p><p>Strinsi i denti e aspettai.</p><p>�Ti ricordi cosa mi ha detto di lei Carlisle, subito dopo che Renesmee ti ha mostrato quel primo ricordo?�.</p><p>Certo che me lo ricordavo. �Ha detto: "� un interessante capovolgimento. Sembra che faccia esattamente l�opposto di ci� che sai fare tu"�.</p><p>�S�. E quindi mi sono chiesto se, per caso, non abbia preso anche il tuo talento e l�abbia ribaltato�.</p><p>Riflettei un attimo.</p><p>�Tu sai bloccare tutti all�esterno�, m�imbecc� lui.</p><p>�Mentre nessuno � in grado di impedire a lei di entrare?�, completai la frase, esitante.</p><p>�Questa � la mia teoria�, disse. �E se lei sa entrare nella tua mente, dubito che al mondo esista uno scudo in grado di tenerle testa. Questo ci sar� d�aiuto. Da quello che ho visto, nessuno mette in dubbio la verit� dei suoi pensieri una volta che le ha permesso di mostrarglieli. E credo che nessuno possa impedirle di mostrarglieli, se si avvicina a sufficienza. Se Aro la lascia spiegare...�.</p><p>Al pensiero di Renesmee che si avvicinava agli occhi avidi e appannati di Aro, mi vennero i brividi.</p><p>�Be��, mi disse, massaggiandomi le spalle contratte, �quantomeno niente pu� impedirgli di vedere la verit�.</p><p>�Ma la verit� pu� bastare a fermarlo?�, mormorai.</p><p>A quello Edward non seppe rispondere.</p></section><section><title><p>35</p><p>L�ultimatum</p></title><p>�Esci?�, mi chiese Edward, con tono noncurante. La sua espressione sembrava forzatamente neutra. Si strinse Renesmee appena un po� pi� forte al petto.</p><p>�S�, un paio di commissioni dell�ultimo momento...�, risposi, altrettanto indifferente.</p><p>Sfoder� il mio sorriso preferito. �Torna presto da me�.</p><p>�Come sempre�.</p><p>Presi di nuovo la sua Volvo, chiedendomi se avesse letto il contachilometri dopo la mia ultima commissione. Quante tessere del puzzle era riuscito a mettere insieme? Di sicuro sapeva che gli stavo nascondendo un segreto. Aveva dedotto il motivo per cui non glielo potevo confidare? Intuiva che presto Aro avrebbe saputo tutto ci� che lui sapeva? Forse Edward era gi� arrivato a quella conclusione, il che avrebbe spiegato perch� non mi avesse mai chiesto conto di niente. Immaginai che stesse cercando di non rifletterci troppo e di escludere il mio comportamento dai suoi pensieri. Aveva fatto dei collegamenti con il mio strano gesto, la mattina dopo la partenza di Alice, quando avevo bruciato il libro nel camino? Forse non aveva compiuto cos� tanti progressi.</p><p>Era un pomeriggio uggioso, faceva gi� buio come al crepuscolo. Attraversai veloce quella tetraggine, osservando i nuvoloni carichi. Quella notte avrebbe nevicato abbastanza da attecchire al suolo e creare la scena della visione di Alice? Secondo Edward mancavano altri due giorni. Allora ci saremmo installati nella radura, attirando i Volturi nel posto che avevamo scelto.</p><p>Mentre attraversavo la foresta che si rabbuiava, riflettei sul mio ultimo viaggio a Seattle. Forse avevo capito qual era lo scopo di Alice nel mandarmi alla centrale dello spaccio in quel posto decrepito, sede degli appuntamenti di J. Jenks con i suoi clienti pi� loschi. Se fossi andata in uno degli altri uffici pi� formali, avrei mai capito cosa dovevo chiedergli? Se l�avessi conosciuto come Jason Jenks o Jason Scott, avvocato con tutti i crismi, avrei mai stanato J. Jenks, fornitore di documenti falsi? Dovevo percorrere la strada per cui fosse evidente che stavo combinando qualcosa di grosso. Era quello il mio indizio.</p><p>Faceva gi� buio pesto quando entrai nel parcheggio del ristorante con qualche minuto di anticipo, ignorando le attenzioni degli inservienti all�ingresso. Indossai le lenti a contatto e andai ad aspettare J. dentro il ristorante. Anche se avevo fretta di risolvere al pi� presto quell�incombenza deprimente e tornare dalla mia famiglia, J. sembrava molto attento a non contaminarsi con le sue attivit� pi� meschine: avevo la sensazione che uno scambio nel parcheggio buio avrebbe urtato la sua sensibilit�.</p><p>Entrando diedi il cognome Jenks e l�ossequioso maitre mi guid� di sopra, in una saletta privata con un fuoco che crepitava in un caminetto di pietra. Prese lo spolverino a mezza gamba color avorio che portavo per nascondere il fatto che indossavo una tenuta che Alice avrebbe trovato adatta all�occasione e rest� a bocca aperta davanti al mio abito da cocktail color �cru. Non riuscii a evitare di sentirmi un po� lusingata: non ero ancora abituata a essere ritenuta bella da tutti, oltre che da Edward. Il maitre aveva balbettato mezzi complimenti mentre usciva goffo dalla stanza.</p><p>Restai in attesa vicino al fuoco, accostando le dita alla fiamma per scaldarle un po� prima dell�inevitabile stretta di mano. Per quanto J. sospettasse sicuramente che i Cullen avessero qualcosa da nascondere, era comunque una buona abitudine da mantenere.</p><p>Per mezzo secondo mi chiesi cosa avrei provato mettendo la mano nel fuoco. Cosa avrei sentito mentre bruciavo...</p><p>L�ingresso di J. mi distolse da quei pensieri morbosi. Il maitre prese anche il suo cappotto e risult� evidente che non ero l�unica a essermi vestita elegante per quell�incontro.</p><p>�Mi scusi tanto per il ritardo�, disse J. appena ci trovammo soli.</p><p>�No, � in perfetto orario�.</p><p>Mi porse la mano e mentre ce la stringevamo sentivo che comunque le sue dita erano molto pi� calde delle mie. Ma non ne sembrava turbato.</p><p>�Se posso permettermi, la trovo splendida, signora Cullen�.</p><p>�Grazie, J. Per favore, mi chiami Bella�.</p><p>�Devo dire che trattare con lei � un�esperienza diversa che con il signor Jasper. � molto meno... inquietante�. Fece un sorrisino vago.</p><p>�Davvero? Ho sempre trovato che la presenza di Jasper abbia un effetto calmante�.</p><p>Avvicin� le sopracciglia. �Veramente?�, mormor� per educazione, anche se era palese che dissentiva. Che strano. Cosa aveva mai fatto Jasper a quell�uomo?</p><p>�Conosce Jasper da molto?�.</p><p>Sospir� e parve a disagio. �Lavoro con il signor Jasper da pi� di vent�anni, e il mio vecchio socio lo conosceva gi� da quindici anni... Non cambia mai�. J. rabbrivid� appena.</p><p>�S�, Jasper � un po� strano da quel punto di vista�.</p><p>J. scosse il capo come se potesse scrollarsi di dosso quei pensieri fastidiosi. �Vuole sedersi, Bella?�.</p><p>�A dire il vero ho un po� fretta. La strada fino a casa � lunga�. Mentre parlavo estrassi dalla borsa la spessa busta bianca con i soldi in pi� destinati a lui e gliela porsi.</p><p>�Oh�, disse con una lieve sfumatura di delusione. S�infil� la busta in una tasca interna della giacca senza fermarsi a controllare l�importo. �Speravo che potessimo dirci due parole�.</p><p>�A proposito di cosa?�, domandai incuriosita.</p><p>�Be�, si faccia consegnare prima gli oggetti che mi ha chiesto. Voglio essere certo che sia soddisfatta�.</p><p>Si gir�, mise sul tavolo la ventiquattrore e apr� le chiusure a scatto. Ne tir� fuori una busta imbottita in formato protocollo.</p><p>Anche se non avevo idea di quello che avrei dovuto ricevere, aprii la busta e diedi un�occhiata sommaria al contenuto. J. aveva girato la foto di Jacob e ne aveva modificato i colori in modo che passaporto e patente non riportassero un�identica immagine. Che a me apparissero perfetti non importava. Per una frazione di secondo osservai la foto sul passaporto di Vanessa Wolfe e poi distolsi rapida lo sguardo, con un groppo che mi saliva in gola.</p><p>�Grazie�, gli dissi.</p><p>Socchiuse un poco gli occhi e capii che il mio esame poco accurato lo aveva deluso. �Le posso assicurare che i pezzi sono perfetti. Supererebbero gli esami pi� rigorosi degli esperti�.</p><p>�Ne sono certa. Apprezzo molto quello che ha fatto per me, J.�.</p><p>�� stato un piacere, Bella. In futuro, mi contatti pure per qualsiasi cosa di cui i Cullen abbiano bisogno�. Non lo diceva sul serio, ma la frase sembrava un invito esplicito a prendere il posto di Jasper come contatto.</p><p>�Voleva parlarmi di qualcosa?�.</p><p>�Ehm, s�. � una questione un po� delicata...�. M�indic� il focolare con aria interrogativa. Mi sedetti sul bordo in pietra e lui si mise al mio fianco. Aveva di nuovo la fronte ricoperta di sudore; tir� fuori di tasca un fazzoletto di seta azzurra e cominci� a tamponarsela.</p><p>�Lei � la sorella della moglie del signor Jasper? O � la moglie di suo fratello?�, chiese.</p><p>�Sono la moglie di suo fratello�, chiarii, chiedendomi dove volesse andare a parare.</p><p>�Quindi � sposata con il signor Edward?�.</p><p>�S�.</p><p>Sorrise imbarazzato. �Vede, ho visto i nomi di tutti parecchie volte. Congratulazioni in ritardo. Mi fa piacere che il signor Edward, dopo tutto questo tempo, abbia trovato una compagna cos� adorabile�.</p><p>�La ringrazio molto�.</p><p>Fece una pausa, tamponandosi il sudore. �Come pu� immaginare, nel corso degli anni ho sviluppato un discreto livello di rispetto per il signor Jasper e tutta la sua famiglia�.</p><p>Annuii, cauta.</p><p>Lui inspir� profondamente, poi espir� senza parlare.</p><p>�J., per favore, vada al sodo�.</p><p>Prese fiato un�altra volta e poi borbott� in fretta, farfugliando. �Se potesse assicurarmi che non ha intenzione di rapire quella bambina a suo padre, stanotte dormirei molto meglio�.</p><p>�Oh�, dissi sbalordita. Mi bast� un attimo per capire qual era la conclusione sbagliata che aveva tratto. �No, no. Non si tratta affatto di questo�. Abbozzai un sorriso, cercando di rassicurarlo. �Sto solo cercando di garantirle un rifugio sicuro nel caso in cui a me e mio marito succeda qualcosa�.</p><p>Affil� lo sguardo. �E cosa dovrebbe succedere?�. Arross�, poi si scus�. �Ovviamente non sono affari miei�.</p><p>Osservai il rossore che si diffondeva dietro la superficie delicata della sua pelle e fui felice, come mi capitava spesso, di non essere una normale vampira neonata. J. sembrava un tipo a posto, a parte i reati che perpetrava, e sarebbe stato un peccato ucciderlo.</p><p>�Non si pu� mai sapere�. Sospirai.</p><p>Si accigli�. �Allora le faccio tanti auguri. E, scusi se la scoccio ancora, ma... se il signor Jasper dovesse venire a chiedermi che nomi ho messo su quei documenti...�.</p><p>�Naturalmente glieli deve dire subito. Mi farebbe molto piacere che il signor Jasper fosse a conoscenza di tutta la nostra transazione�.</p><p>Sembrava che il mio sincero desiderio di trasparenza avesse allentato un po� la sua tensione.</p><p>�Molto bene�, disse. �Non riesco proprio a convincerla a fermarsi per cena?�.</p><p>�Mi dispiace, J. Al momento ho pochissimo tempo�.</p><p>�Allora le rinnovo tanti auguri di salute e felicit�. E, per favore, si faccia pure viva per qualsiasi necessit� della famiglia Cullen, Bella�.</p><p>�Grazie, J.�.</p><p>Me ne andai con la mia merce illecita e guardandomi indietro vidi che J. mi seguiva con gli occhi e aveva un�espressione a met� fra l�ansia e il rimpianto.</p><p>Il viaggio di ritorno dur� molto meno. La notte era nera, cos� spensi i fari e andai a tavoletta. Quando arrivai a casa, mancava la maggior parte delle auto, comprese la Porsche di Alice e la mia Ferrari. I vampiri tradizionali si erano allontanati il pi� possibile per saziare la propria sete. Cercai di non pensare a quella caccia notturna e rabbrividii immaginandomi le loro vittime.</p><p>Nel salone c�erano solo Kate e Garrett, che discutevano scherzosi sul valore nutritivo del sangue animale. Ne dedussi che Garrett aveva tentato una caccia vegetariana e l�aveva trovata difficile.</p><p>Edward doveva aver portato Renesmee a casa, a dormire. Jacob, senza dubbio, era nei boschi vicino alla nostra casetta. Il resto della mia famiglia probabilmente era a caccia. Forse erano fuori insieme agli altri di Denali.</p><p>Il che, sostanzialmente, mi lasciava la casa tutta per me e, svelta, ne approfittai.</p><p>Dall�odore capii che ero la prima a entrare nella stanza di Alice e Jasper da un bel po�, forse dalla notte in cui ci avevano lasciati. Frugai in silenzio nella loro enorme cassapanca finch� non trovai la borsa giusta. Doveva essere appartenuta ad Alice: era uno zainetto di cuoio nero, del tipo che di solito si usa come borsetta, abbastanza piccolo da poterlo mettere in spalla a Renesmee senza che desse troppo nell�occhio. Poi depredai il loro fondo cassa, prendendo una cifra equivalente al doppio del reddito annuale di una famiglia americana media. Pensai che l� sarebbe stato pi� difficile accorgersi del mio furto, dato che quella stanza rattristava tutti. Infilai la busta con i passaporti e le carte d�identit� false nella borsa, sopra i soldi. Poi mi sedetti sul bordo del letto di Alice e Jasper e guardai quel pacchetto misero e insignificante, tutto ci� che potevo dare a mia figlia e al mio migliore amico per contribuire a salvare le loro vite. Crollai affranta sulla colonna del baldacchino, sentendomi impotente.</p><p>Ma che altro potevo fare?</p><p>Restai l� seduta diversi minuti a testa china, prima che mi arrivasse il barlume di una buona idea.</p><p>E se...</p><p>Se la supposizione della fuga di Jacob e Renesmee si fosse rivelata giusta, ci� avrebbe anche implicato la morte di Demetri. Questo lasciava ai superstiti, compresi Alice e Jasper, un po� di spazio per respirare.</p><p>Allora, perch� non potevano essere Alice e Jasper ad aiutare Jacob e Renesmee? Se si fossero incontrati, Renesmee avrebbe goduto della migliore protezione possibile. E non c�erano motivi perch� questo non succedesse, tranne il fatto che Jake e Renesmee erano entrambi punti ciechi per Alice. Come sarebbe riuscita a trovarli?</p><p>Riflettei un attimo, poi uscii dalla stanza, attraversai il corridoio ed entrai nella suite di Carlisle ed Esme. Come al solito la scrivania di Esme era ricoperta di planimetrie e progetti, tutti impilati in alti mucchi ordinati. Sopra il piano di lavoro c�era un casellario; in una delle caselle c�era una scatola di carta da lettere. Presi un foglio bianco e una penna.</p><p>Poi fissai la pagina bianca color avorio per cinque minuti buoni, concentrandomi sulla mia decisione. Forse Alice non era in grado di vedere Jacob o Renesmee, ma poteva vedere me. Me la immaginai mentre aveva la visione di quel momento, con la disperata speranza che non fosse troppo impegnata in altro per prestarmi attenzione.</p><p>Lentamente, apposta, scrissi le parole �RIO DE JANEIRO� in maiuscolo a tutta pagina.</p><p>Rio sembrava il posto migliore dove mandarla. Era lontano da qui e, a quanto risultava dagli ultimi avvistamenti, Alice e Jasper si trovavano gi� in Sudamerica, d�altronde, non � che i nostri vecchi problemi avessero smesso di esistere solo perch� ora avevamo problemi peggiori. Aleggiava ancora il mistero del futuro di Renesmee, il terrore per la sua crescita cos� veloce. Per cui, comunque, ci saremmo diretti a sud. Ora il compito di cercare l�origine delle leggende sarebbe passato a Jacob, e magari anche ad Alice.</p><p>Chinai di nuovo il capo per combattere il repentino bisogno di scoppiare in lacrime e strinsi i denti. Era meglio che Renesmee proseguisse senza di me. Ma sentivo gi� la sua mancanza in modo insopportabile.</p><p>Feci un lungo respiro e infilai il biglietto in fondo allo zaino, dove Jacob l�avrebbe trovato facilmente.</p><p>Incrociai le dita e sperai che Jacob avesse almeno studiato spagnolo, dato che ritenevo improbabile la presenza di un insegnante di portoghese nella sua scuola.</p><empty-line/><p>Ormai non restava altro che aspettare.</p><p>Per due giorni Edward e Carlisle si fermarono nella radura dove Alice aveva visto arrivare i Volturi. Era lo stesso campo di battaglia in cui i neonati di Victoria ci avevano attaccato l�estate precedente. Mi chiesi se per Carlisle fosse un�esperienza ripetitiva, come un d�j� vu. Per me sarebbe stato tutto nuovo. Stavolta io ed Edward saremmo stati l� insieme alla nostra famiglia.</p><p>Tutto ci induceva a pensare che il segugio dei Volturi avrebbe preso di mira Edward o Carlisle. Chiss� se trovarsi di fronte a una preda che non fuggiva li avrebbe colti di sorpresa. Li avrebbe resi prudenti? Non riuscivo a immaginare che i Volturi potessero pensare di agire con cautela.</p><p>Avevo buone speranze di essere invisibile per Demetri, tuttavia restai con Edward. Ovvio. Ci restavano solo poche ore da passare insieme.</p><p>Io ed Edward non ci eravamo scambiati un�ultima scena tragica di addio, e non era nei miei programmi. Pronunciare quella parola equivaleva a renderla definitiva. Sarebbe stato come scrivere la parola FINE sull�ultima pagina di un manoscritto. Quindi non ci dicemmo addio e restammo vicini, sempre a contatto. Quale che fosse la fine che ci aspettava, non ci avrebbe trovati separati.</p><p>Montammo una tenda per Renesmee qualche metro pi� indietro, al riparo nel bosco, e provammo un altro d�j� vu nel vederci di nuovo accampati al freddo con Jacob. Era quasi impossibile credere quanto la situazione fosse cambiata dal giugno precedente. Sette mesi prima sembrava che il triangolo dei rapporti che ci legavano avesse un destino segnato, fatto soltanto di cuori spezzati. Ora tutto era in perfetto equilibrio. Per un�orribile ironia della sorte, le tessere del puzzle si incastravano alla perfezione poco prima di venire distrutte.</p><p>Ricominci� a nevicare la sera prima di Capodanno. Stavolta i fiocchi minuscoli non si sciolsero sul terreno petroso della radura. Mentre Renesmee e Jacob dormivano � e lui russava cos� forte che non so come facesse Renesmee a non svegliarsi � la neve form� un primo strato sottile ghiacciato sul terreno, poi si accumul� in mucchi pi� spessi. All�alba la scena della visione di Alice era completa. Io ed Edward ci tenevamo per mano mentre guardavamo il campo bianco che riluceva, e nessuno dei due parl�.</p><p>Per tutta la mattina gli altri si radunarono, le tracce silenziose dei loro preparativi ben visibili negli occhi: alcuni di color oro chiaro, altri di un cremisi intenso. Poco dopo esserci ritrovati tutti insieme, sentimmo i lupi muoversi nei boschi. Jacob usc� dalla tenda, lasciando Renesmee ancora addormentata, per unirsi a loro.</p><p>Edward e Carlisle stavano schierando gli altri in una specie di formazione, con i testimoni ai lati, come spettatori.</p><p>Li osservavo da lontano mentre aspettavo vicino alla tenda il risveglio di Renesmee. Poi l�aiutai a indossare i vestiti che avevo scelto attentamente due giorni prima. Vestiti femminili e vaporosi all�apparenza, ma in realt� abbastanza resistenti da non mostrare tracce di usura, nemmeno dopo un viaggio oltre i confini di un paio di Stati in groppa a un gigantesco licantropo. Sopra il giubbotto le infilai lo zainetto di pelle nera con i documenti, i soldi, l�indizio e i miei biglietti d�addio per lei e Jacob, Charlie e Ren�e. Era abbastanza forte da portarlo senza fatica.</p><p>Osservava la sofferenza sul mio viso a occhi sgranati. Ma aveva intuito quel che bastava e non mi chiese cosa stessi facendo.</p><p>�Ti voglio bene�, le dissi. �Pi� di ogni altra cosa�.</p><p>�Anch�io ti voglio tanto bene, mamma�, rispose. Tocc� la medaglietta che portava al collo, che adesso conteneva una piccola foto di lei, me ed Edward. �Staremo sempre insieme�.</p><p>�Nel nostro cuore staremo sempre insieme�, la corressi con un sussurro tenue come un respiro. �Ma oggi, quando verr� il momento, mi devi lasciare�.</p><p>Spalanc� gli occhi e accost� la mano alla mia guancia. Quel suo <emphasis>No</emphasis> muto fu pi� forte che se lo avesse gridato.</p><p>Mi sforzai di deglutire: sentivo la gola gonfia. �Lo farai per me? Per favore?�.</p><p>Mi premette ancora pi� forte le dita sul viso. <emphasis>Perch�?</emphasis></p><p>�Non te lo posso dire�, sussurrai. �Ma presto capirai. Te lo prometto�.</p><p>Nella mente vedevo il viso di Jacob.</p><p>Annuii, poi allontanai le sue dita. �Non ci pensare�, le sussurrai nell�orecchio. �Non dire niente a Jacob finch� non ti dico di fuggire, va bene?�.</p><p>Questo lo cap�. Annu� anche lei.</p><p>Dalla tasca tirai fuori un�ultima cosa.</p><p>Mentre facevo i bagagli per Renesmee, un�inattesa scintilla di colore aveva attirato la mia attenzione. Un raggio di sole ramingo dal lucernario aveva colpito i gioielli sopra l�antica e preziosa scatola riposta su un alto scaffale, in un angolo nascosto. L�avevo guardato per un attimo e poi avevo fatto spallucce. Dopo aver messo insieme gli indizi di Alice, non potevo sperare che lo scontro imminente si sarebbe risolto in modo pacifico. Ma perch� non provare a iniziare tutto nel modo pi� amichevole possibile? Che male poteva fare? Forse dopotutto mi restava un po� di speranza, sebbene cieca e insensata, visto che mi arrampicai sugli scaffali per prendere il regalo di nozze di Aro.</p><p>Mi legai intorno al collo lo spesso cordone d�oro e sentii il peso di quel diamante enorme che si posava nell�incavo della gola.</p><p>�Bello�, sussurr� Renesmee. Poi mi serr� le braccia intorno al collo come in una morsa. Io la strinsi al petto. Stando cos� allacciate, la portai fuori dalla tenda, nella radura.</p><p>Edward inarc� un sopracciglio quando mi avvicinai, ma non fece altri commenti sui miei accessori o quelli di Renesmee. Si limit� a stringerci forte per un attimo eterno e poi, con un sospiro, ci lasci� andare. Nei suoi occhi non c�era un addio. Forse sperava in qualcosa dopo la morte, pi� di quanto avesse lasciato intendere.</p><p>Prendemmo posto e Renesmee si arrampic� agile sulla mia schiena per lasciarmi libere le mani. Io rimasi qualche metro dietro la prima linea formata da Carlisle, Edward, Emmett, Rosalie, Tanya, Kate ed Eleazar. Pi� vicini a me c�erano Benjamin e Zafrina: il mio compito era proteggerli fino a quando ci fossi riuscita. Erano le nostre migliori armi offensive. Se erano i Volturi quelli impossibilitati a vedere, anche solo per pochi attimi, sarebbe cambiato tutto.</p><p>Zafrina era severa e spietata, e Senna al suo fianco ne era quasi il riflesso speculare. Benjamin era seduto per terra, con i palmi premuti al suolo, e borbottava qualcosa a proposito delle linee di faglia. La sera prima aveva sparpagliato mucchi di sassi in tutta la parte posteriore del campo, disponendoli a formare un paesaggio dall�apparenza naturale, e ora erano ricoperti di neve. Non bastavano a fare del male a un vampiro, ma forse a distrarlo, almeno lo speravamo.</p><p>I testimoni si disposero a grappolo alla nostra destra e alla nostra sinistra, alcuni pi� vicini degli altri: quelli che si erano dichiarati erano i pi� vicini. Vidi che Siobhan si strofinava le tempie, con gli occhi chiusi per concentrarsi meglio. Stava compiacendo Carlisle, cercando di visualizzare una conclusione diplomatica della vicenda?</p><p>Nel bosco dietro di noi, i lupi invisibili erano silenziosi e pronti: sentivamo solo il loro forte ansimare e il battito dei cuori.</p><p>Il cielo si copr� di nuvole che smorzarono la luce, avrebbe potuto essere sia mattina che pomeriggio. Edward forz� lo sguardo per esaminare il panorama ed ero sicura che avesse gi� visto una volta questa stessa scena: nella visione di Alice. L�arrivo dei Volturi sarebbe stato esattamente identico. Ora ci mancavano solo pochi minuti o secondi.</p><p>Tutta la nostra famiglia e gli alleati si prepararono agli eventi.</p><p>Dalla foresta emerse l�enorme alfa rossiccio, che si mise al mio fianco: probabilmente era troppo difficile per lui mantenere le distanze da Renesmee quando si trovava in un pericolo cos� imminente.</p><p>Renesmee si sporse ad affondare le dita nella pelliccia sopra la sua schiena robusta e rilass� un poco il corpo. Era pi� calma, con Jacob vicino. Anch�io mi sentivo un po� meglio. Finch� Jacob era con Renesmee, non le sarebbe successo niente.</p><p>Senza arrischiarsi a guardare indietro, Edward si gir� verso di me. Stesi il braccio in modo da potergli afferrare la mano. Mi strinse le dita.</p><p>Pass� un altro minuto, mentre mi sforzavo di sentire i rumori che tradissero il loro avvicinamento.</p><p>Poi Edward s�irrigid� e sibil� piano fra i denti serrati. Con gli occhi si concentr� sulla foresta a nord del punto in cui ci trovavamo.</p><p>Fissammo anche noi lo sguardo in quella direzione, aspettando che trascorressero gli ultimi secondi.</p></section><section><title><p>36</p><p>Sete di sangue</p></title><p>Arrivarono con grande sfarzo, non senza una certa bellezza.</p><p>Arrivarono in formazione rigida, solenne. Si muovevano all�unisono, ma non era una marcia: affluirono con perfetta sincronia dagli alberi. Una sagoma scura e ininterrotta che sembrava sospesa di qualche centimetro sopra la neve bianca, tanto fluida era la sua avanzata.</p><p>Le ali esterne erano grigie: il colore si scuriva a ogni fila di corpi, fino ad arrivare al cuore della formazione, che era del nero pi� intenso. Tutti i visi erano ricoperti da cappucci e in ombra. Il vago fruscio dei piedi era cos� regolare da sembrare musica, un ritmo complicato che non mostrava mai esitazione.</p><p>A un segnale che non notai � o forse non vi fu alcun segnale, ma solo millenni di esercizio � la struttura si allarg� verso l�esterno. Il movimento era troppo rigido, troppo geometrico per ricordare lo schiudersi di un fiore, anche se il colore poteva suggerirlo: fu come un ventaglio che si apriva, aggraziato ma molto spigoloso. Le figure con il mantello grigio si disposero sui fianchi, mentre quelle pi� scure avanzarono con precisione fino al centro, misurando al millimetro ogni movimento.</p><p>La loro avanzata era lenta ma decisa, senza fretta, senza tensione, senza ansia. Era l�andatura degli invincibili.</p><p>Coincideva quasi alla perfezione con il mio vecchio incubo. L�unica cosa che mancava era il desiderio perverso che avevo visto sui volti del mio sogno, i sorrisi di vendetta compiaciuta. Fino ad allora, i Volturi erano stati troppo disciplinati per tradire alcuna emozione. Non diedero il minimo segno di sorpresa o di sgomento nel vedere il gruppo di vampiri che li aspettava: sembrava disorganizzato e impreparato, in confronto a loro. Non batterono ciglio nemmeno di fronte al lupo gigante che stava fra noi.</p><p>Non riuscii a trattenermi dal contarli. Erano in trentadue. Anche escludendo le due figure incerte e derelitte che stavano in fondo a tutto il gruppo, che pensai fossero le mogli, e la cui posizione protetta suggeriva che non sarebbero state coinvolte nell�attacco, eravamo comunque in svantaggio numerico. Solo diciannove di noi avrebbero combattuto, di fronte ad altri sette che avrebbero assistito alla nostra distruzione. Anche contando i dieci lupi, eravamo spacciati.</p><p>�Arrivano le giubbe rosse, arrivano le giubbe rosse�, borbott� Garrett misteriosamente fra s� e poi ridacchi�. Fece un passo per avvicinarsi a Kate.</p><p>�Sono venuti, alla fine�, sussurr� Vladimir a Stefan.</p><p>�Le mogli�, gli rispose Stefan con un sibilo. �Tutto il corpo di guardia. Tutti insieme. Meno male che ci siamo tenuti lontano da Volterra�.</p><p>Poi, come se non bastasse la loro schiera, mentre i Volturi avanzavano lenti e maestosi, altri vampiri cominciarono a entrare nella radura al loro seguito.</p><p>I volti di quell�affluire apparentemente infinito di vampiri erano l�antitesi della disciplina asettica dei Volturi: vi si leggeva un caleidoscopio di emozioni. Inizialmente ci fu lo shock, e persino un po� di ansia, nel vedere quella forza inattesa che li aspettava. La preoccupazione pass� presto: si sentivano sicuri del loro numero soverchiante, sicuri nella loro posizione dietro alla forza inarrestabile dei Volturi. I loro tratti tornarono all�espressione iniziale.</p><p>Da quei visi eloquenti era piuttosto facile capire la loro disposizione d�animo. Era una banda di gente infuriata, esaltata fino al parossismo e assetata di giustizia. Prima di leggere quei volti non avevo mai capito in pieno l�atteggiamento del mondo dei vampiri verso i bambini immortali.</p><p>Era chiaro che quell�orda eterogenea e disorganizzata, composta da pi� di quaranta vampiri, fosse considerata dai Volturi l�equivalente dei nostri testimoni. Dopo la nostra morte, avrebbero sparso la voce che i criminali erano stati estirpati, che i Volturi si erano comportati nel modo pi� imparziale possibile. La maggior parte dei vampiri, per�, sembrava sperare in qualcosa di pi�: volevano partecipare a distruzioni e roghi.</p><p>Non avevamo scampo. Anche se in qualche modo fossimo riusciti a neutralizzare i pi� pericolosi, i Volturi ci erano comunque superiori in numero. Anche se avessimo ucciso Demetri, Jacob non sarebbe stato in grado di fuggire.</p><p>Percepii che la stessa riflessione si faceva strada nelle persone intorno a me. L�aria, appesantita dalla disperazione, mi spingeva gi� con ancora pi� forza di prima.</p><p>Tra le forze avversarie, c�era un vampiro che sembrava non appartenere a nessuna delle due parti: riconobbi Irina, che esitava fra le due compagnie, con un�espressione unica fra le altre. Il suo sguardo atterrito era fisso su Tanya schierata in prima linea. Edward ringhi�, con un suono basso ma deciso.</p><p>�Alistair aveva ragione�, mormor� a Carlisle.</p><p>Guardai Carlisle che fissava Edward con aria interrogativa.</p><p>�Alistair aveva ragione?�, sussurr� Tanya.</p><p>�Loro � Aro e Caius � sono venuti per distruggerci e assimilarci�, rispose Edward, quasi in un sospiro perch� solo quelli della nostra parte lo udissero. �Hanno gi� studiato buona parte delle strategie possibili. Si erano gi� impegnati a cercare un altro motivo per offendersi, se l�accusa di Irina si fosse dimostrata in qualche modo falsa. Ma ora vedono Renesmee, quindi sono ottimisti sull�andamento della situazione. Potremmo comunque tentare di difenderci dalle altre accuse premeditate che ci rivolgeranno, ma devono prima fermarsi e ascoltare la verit� su Renesmee�. Concluse a voce ancora pi� bassa: �E non hanno la minima intenzione di farlo�.</p><p>Jacob fece uno strano sbuffo.</p><p>Poi, inaspettatamente, due secondi dopo, la processione si ferm�. La musica bassa dei movimenti sincronizzati alla perfezione si trasform� in silenzio. La disciplina impeccabile non venne meno: i Volturi si bloccarono nell�immobilit� assoluta come un sol uomo. Si trovavano a un centinaio di metri da noi.</p><p>Ai lati, dietro di me, sentii avvicinarsi il battito di grossi cuori. Mi arrischiai a guardare a sinistra e a destra con la coda dell�occhio e vidi cosa aveva fermato l�avanzata dei Volturi.</p><p>I lupi si erano uniti a noi.</p><p>I lupi formavano lunghi bracci che delimitavano ciascun lato della nostra linea irregolare. Dedicai solo una frazione di secondo a notare il fatto che erano pi� di dieci e a distinguere i lupi che conoscevo da quelli che non avevo mai visto. Ce n�erano sedici distribuiti regolarmente intorno a noi; un totale di diciassette, contando Jacob. Dall�altezza e dalle zampe troppo grandi dei nuovi arrivi, traspariva con evidenza la loro et� giovanissima. Immaginai che avrei dovuto prevederlo. Con tanti vampiri accampati nei paraggi, un�impennata della popolazione di licantropi era inevitabile.</p><p>Altri ragazzini che sarebbero morti. Mi chiesi perch� Sam lo avesse permesso, ma poi capii che non aveva avuto altra scelta. Se uno qualunque dei lupi si fosse schierato con noi, era certo che i Volturi sarebbero andati a cercare anche gli altri. Avevano messo a rischio tutta la loro specie prendendo posizione.</p><p>E avremmo perso.</p><p>Improvvisamente, mi ritrovai infuriata. Anzi, ben pi� che infuriata: ero in preda a una rabbia omicida. La mia disperazione sconsolata era del tutto scomparsa. Un vago bagliore rossastro evidenziava le figure scure che mi erano di fronte e in quel momento non desideravo altro che affondargli i denti nel corpo, strappargli le membra e ammucchiarle per poi appiccarvi il fuoco. Ero talmente infuriata che avrei potuto danzare intorno alla pira mentre bruciavano vivi: avrei riso davanti alle loro ceneri ardenti. Le labbra mi si tesero automaticamente all�indietro e un ringhio basso e feroce mi si fece strada nella gola, dalla bocca dello stomaco. Mi accorsi che avevo gli angoli della bocca curvati in un sorriso.</p><p>Al mio fianco, Zafrina e Senna imitarono il mio ruggito soffocato. Edward mi strinse la mano che ancora teneva, mettendomi in guardia.</p><p>I visi celati dei Volturi erano in gran parte privi di espressione. Solo due paia di occhi tradivano una qualche emozione. Al centro, con le mani in contatto, Aro e Caius si erano fermati per studiare la situazione e tutto il corpo di guardia sostava insieme a loro, in attesa dell�ordine di uccidere. I due non si guardavano, ma era evidente che stavano comunicando. Marcus, anche se toccava l�altra mano di Aro, non sembrava assorto nella conversazione. L�espressione non era vacua come quella del corpo di guardia, ma quasi altrettanto vuota. Come l�ultima volta che l�avevo visto, sembrava incredibilmente annoiato.</p><p>I corpi dei testimoni dei Volturi erano inclinati nella nostra direzione, con gli sguardi furiosi fissi su me e Renesmee, ma si erano fermati vicino al limitare della foresta, tenendosi alla larga dai soldati della guardia. Solo Irina si aggirava dietro i Volturi, a pochi passi dalle donne anziane � entrambe dai capelli chiari, la pelle fragile e gli occhi velati � e dalle loro massicce guardie del corpo.</p><p>Nascosta da uno dei mantelli di un grigio pi� scuro, subito dietro ad Aro, c�era una donna. Non ero sicura, ma sembrava gli stesse toccando la schiena. Era lei Renata, l�altro scudo? Come Eleazar, mi chiesi se sarebbe riuscita a respingermi.</p><p>Ma non avrei sprecato la mia vita per arrivare a Caius e Aro. Avevo bersagli molto pi� importanti.</p><p>Esaminai le loro file per cercarli e scorsi con facilit� i due minuscoli mantelli grigio scuro vicino al centro dello schieramento. Alec e Jane, che probabilmente erano i membri pi� minuti del corpo di guardia, erano al fianco di Marcus e dall�altro lato avevano Demetri. I visi adorabili erano dolci e non rivelavano nulla; portavano i mantelli della gradazione pi� scura prima di quella nerissima degli anziani. �Gemelli stregati�, li aveva chiamati Vladimir. Sui loro poteri si basava tutta l�offensiva dei Volturi. Erano i gioielli della collezione di Aro.</p><p>Flettei i muscoli e nella bocca mi sgorg� il veleno.</p><p>Gli occhi rossi screziati di Aro e Caius guizzarono fra le nostre file. Lessi la delusione sul volto di Aro mentre con lo sguardo ci perlustrava i volti pi� e pi� volte, in cerca di quello assente. Aveva le labbra strette per il disappunto.</p><p>In quel momento ero solo grata del fatto che Alice fosse fuggita.</p><p>Mentre la pausa si allungava, sentii il respiro di Edward che accelerava.</p><p>�Edward?�, chiese Carlisle, ansioso, a bassa voce.</p><p>�Non sanno bene come procedere. Stanno soppesando le possibilit�, scegliendo gli obiettivi pi� importanti: me, naturalmente, te, Eleazar, Tanya. Marcus decifra la forza dei legami che ci uniscono, in cerca di punti deboli. La presenza dei rumeni li irrita. Sono preoccupati per i visi che non riconoscono, Zafrina e Senna in particolare, e naturalmente i lupi. � la prima volta che vengono messi in minoranza. � stato questo a fermarli�.</p><p>�In minoranza?�, sussurr� Tanya incredula.</p><p>�Per loro i testimoni non contano�, bisbigli� Edward. �Sono nullit�, cos� come il corpo di guardia. � solo che ad Aro piace avere pubblico�.</p><p>�Devo parlare?�, chiese Carlisle.</p><p>Edward esit�, poi annu�. �Non credo avrai altre occasioni�.</p><p>Carlisle drizz� le spalle e a passi lenti avanz� oltre la nostra linea di difesa. Era terribile vederlo solo, inerme.</p><p>Allarg� le braccia, con i palmi rivolti verso l�alto in segno di saluto. �Aro, amico mio. Sono secoli che non ci vediamo�.</p><p>Per un lungo attimo, nella radura imbiancata scese un silenzio di tomba. Sentii l�agitazione di Edward tendersi mentre ascoltava Aro che valutava le parole di Carlisle. La tensione saliva con il passare dei secondi.</p><p>Allora Aro usc� dal centro della formazione dei Volturi. Renata, lo scudo, si mosse con lui come se avesse la punta delle dita cucita al suo mantello. Per la prima volta le schiere dei Volturi reagirono. Le loro file furono percorse da un brontolio sommesso, le sopracciglia si aggrottarono, le labbra si arricciarono a scoprire i denti. Alcuni del corpo di guardia si sporsero in avanti, accucciati.</p><p>Aro alz� una mano nella loro direzione. �Veniamo in pace�.</p><p>Fece qualche altro passo, poi inclin� la testa da un lato. Gli occhi velati brillavano di curiosit�.</p><p>�Parole giuste, Carlisle�, disse con quella voce esile e sottile. �Sembrano fuori posto, visto l�esercito che hai radunato per uccidere me e i miei cari�.</p><p>Carlisle scosse la testa e gli offr� la mano, come se non ci fossero ancora un centinaio di metri a dividerli. �Basta che mi tocchi la mano per capire che non ho mai avuto quell�intenzione�.</p><p>Gli occhi scaltri di Aro si strinsero in una fessura. �Ma come pu� avere qualche importanza la tua intenzione, caro Carlisle, di fronte a ci� che hai fatto?�. Fece una smorfia e un�ombra di tristezza gli attravers� il viso: non avrei saputo dire se era sincera.</p><p>�Non ho commesso il crimine per il quale sei venuto a punirmi�.</p><p>�Allora fatti da parte e lasciami punire chi ne � responsabile. Sul serio, Carlisle, nulla mi farebbe pi� piacere che risparmiarti la vita, oggi�.</p><p>�Nessuno ha infranto la legge, Aro. Lasciami spiegare�. E Carlisle gli porse di nuovo la mano.</p><p>Prima che Aro riuscisse a rispondere, Caius arriv� veloce al suo fianco.</p><p>�Quante regole inutili, quante leggi superflue ti crei, Carlisle�, sibil� l�anziano canuto. �Come � possibile che difendi la violazione dell�unica che conti davvero?�.</p><p>�La legge non � stata violata. Se solo mi ascoltassi...�.</p><p>�Vediamo la bambina, Carlisle�, rispose Caius con un ringhio. �Non prenderci per stupidi�.</p><p>�Lei non � affatto un�immortale. Non � una vampira. Te lo posso dimostrare facilmente in pochi attimi di...�.</p><p>Caius lo interruppe. �Se non � una dei proibiti, allora perch� avete raggruppato un battaglione per proteggerla?�.</p><p>�Sono testimoni, Caius, proprio come quelli che avete portato voi�. Carlisle accenn� all�orda furiosa appostata al limitare del bosco. Alcuni di loro ringhiarono in tutta risposta. �Uno qualsiasi di questi amici ti pu� dire la verit� sulla bambina. Oppure puoi guardarla con i tuoi occhi, Caius. Guarda la vampata di sangue umano che ha sulle guance�.</p><p>�� un espediente!�, grid� Caius in tono aspro. �Dov�� l�informatrice? Portatela qui!�. Scrut� con impazienza attorno a s� finch� non vide Irina che indugiava dietro le mogli. �Tu! Vieni!�.</p><p>Irina lo fiss� sconcertata, con l�aria di chi non si � ancora svegliata da un incubo funesto. Caius schiocc� le dita con impazienza. Una delle enormi guardie del corpo delle mogli al fianco di Irina la spinse rozzamente sulla schiena. Irina batt� le palpebre un paio di volte, poi, stordita, si avvi� lenta verso Caius. Si ferm� a vari metri da lui, fissando ancora le proprie sorelle.</p><p>Caius le si avvicin� e con uno schiaffo la colp� in pieno viso.</p><p>Era impossibile che le avesse fatto male, ma in quell�azione c�era qualcosa di davvero umiliante. Era come guardare qualcuno che prendeva a calci un cane. Tanya e Kate sibilarono all�unisono.</p><p>Il corpo di Irina s�irrigid� e infine fiss� lo sguardo su Caius, il cui dito rapace indic� Renesmee, che si abbarbic� alla mia schiena, stringendo ancora convulsamente con una mano un ciuffo del pelo di Jacob. Dentro il mio sguardo furioso Caius divent� tutto rosso. Nel petto di Jacob tuon� un ruggito.</p><p>�� quella la bambina che hai visto?�, chiese perentorio Caius. �Quella che, evidentemente, era pi� che umana?�.</p><p>Irina ci guard� con attenzione, esaminando Renesmee per la prima volta da quando era entrata nella radura. Inclin� il capo da un lato e sul viso le si dipinse una certa confusione.</p><p>�Ebbene?�, chiese Caius con acredine.</p><p>�Io... non ne sono sicura�, disse con tono perplesso.</p><p>Caius ebbe uno spasmo a una mano, come se volesse schiaffeggiarla di nuovo. �Cosa vuoi dire?�, le chiese in un sussurro inflessibile.</p><p>�Non � uguale, ma credo sia la stessa bambina. Cio�, � cambiata. Questa bambina � pi� grande di quella che ho visto, ma...�.</p><p>Il rantolo furioso di Caius crepit� fra i suoi denti improvvisamente scoperti e Irina s�interruppe senza finire. Aro svolazz� al fianco di Caius e gli pos� una mano sulla spalla per bloccarlo.</p><p>�Stai calmo, fratello. Abbiamo tutto il tempo di risolvere la questione. Non c�� fretta�.</p><p>Con un�espressione astiosa, Caius volt� le spalle a Irina.</p><p>�Dunque, tesoruccio�, disse Aro con un mormorio caldo e insinuante. �Mostrami quello che stai provando a dirci�. Porse la mano alla vampira sconcertata.</p><p>Irina gliela prese, esitante. Lui la tenne per soli cinque secondi.</p><p>�Vedi, Caius?�, chiese. �� un modo semplice per ottenere quello di cui abbiamo bisogno�.</p><p>Caius non gli rispose. Con la coda dell�occhio, Aro lanci� un�occhiata fugace al suo pubblico, la sua orda, poi torn� a rivolgersi a Carlisle.</p><p>�E cos�, a quanto pare, dovremo farci carico di un mistero. Si direbbe che la bambina � cresciuta. Eppure il primo ricordo di Irina era chiaramente quello di un bambino immortale. Curioso�.</p><p>�� proprio quello che sto cercando di spiegare�, disse Carlisle e dal tono mutato della sua voce intuii quanto si sentisse sollevato. Questa era l�esitazione su cui avevamo riposto tutte le nostre deboli speranze.</p><p>Io non provai alcun sollievo. Aspettai, resa quasi insensibile dalla rabbia, di vedere all�opera le strategie di cui aveva parlato Edward.</p><p>Carlisle porse di nuovo la mano.</p><p>Aro esit� per un attimo: �Preferirei avere una spiegazione da una persona pi� coinvolta nella storia, amico mio. Mi sbaglio a pensare che questa infrazione non � stata opera tua?�.</p><p>�Non c�� stata alcuna infrazione�.</p><p>�Sia come sia, io <emphasis>voglio</emphasis> conoscere ogni sfaccettatura della verit�. La voce morbida di Aro s�indur�. �E il modo migliore per ottenerla � chiedere le prove al tuo abile figliolo�. Inclin� il capo in direzione di Edward. �Dato che la bambina sta aggrappata alla compagna neonata di Edward, immagino proprio che lui sia coinvolto�.</p><p>Era ovvio che volesse Edward. Una volta che fosse riuscito a leggergli nella mente, avrebbe conosciuto tutti i nostri pensieri. Tranne i miei.</p><p>Edward si gir� per dare un rapido bacio sulla fronte a me e Renesmee, senza guardarmi negli occhi. Poi attravers� a grandi passi il prato innevato, dando una pacca sulla spalla a Carlisle quando gli arriv� di fianco. Sentii un debole lamento dietro di me: era il terrore di Esme che faceva breccia.</p><p>L�alone rosso che vedevo attorno all�esercito dei Volturi era pi� acceso di prima. Non sopportavo la vista di Edward che attraversava da solo quello spazio bianco e vuoto, ma al tempo stesso non avrei tollerato che Renesmee si avvicinasse anche di un solo passo ai nostri avversari. Ero divisa in due fra quei bisogni opposti: bloccata in modo talmente rigido che le mie ossa avrebbero potuto frantumarsi sotto quella pressione.</p><p>Vidi Jane sorridere, mentre Edward oltrepassava la met� della distanza che ci divideva, trovandosi cos� pi� vicino a loro che a noi.</p><p>Fu quel sorrisetto insolente la goccia che fece traboccare il vaso. La mia ira raggiunse l�apice, super� la furiosa sete di sangue che avevo provato nel momento in cui i lupi si erano impegnati in questo scontro dall�esito tragico. Sulla lingua sentivo il sapore della furia: lo sentivo fluire in me come un�ondata. I muscoli contratti, agivo per automatismi. Scagliai il mio scudo con tutta la forza che avevo nella mente, lo gettai come un giavellotto al di l� della distesa immensa del campo, una lunghezza impossibile, dieci volte la distanza migliore che avessi mai raggiunto. Il respiro mi usc� rapido, sbuffando, per lo sforzo.</p><p>Lo scudo fuoriusc� da me in una bolla di energia pura, un fungo atomico di acciaio liquido. Pulsava come una creatura vivente: lo sentivo alla perfezione, dalla sommit� fino ai bordi.</p><p>Il tessuto elastico non sub� alcun contraccolpo: in quell�istante di forza cruda, capii che il rinculo che vi era stato in altre occasioni era opera mia: mi ero aggrappata a quella parte invisibile di me per autodifesa, rifiutando di lasciarla libera nel mio inconscio. In quel momento la sprigionai tutta e lo scudo esplose a una cinquantina di metri da me senza alcuno sforzo, prendendosi solo una minima parte della mia capacit� di concentrazione. Lo sentivo flettersi, un muscolo come tanti che obbediva alla mia volont�. Lo spinsi e gli diedi la forma di un lungo ovale appuntito. Improvvisamente tutto quello che si trovava sotto lo scudo di ferro flessibile era diventato parte di me: sentivo la forza vitale di tutto ci� che copriva sotto forma di punti di calore luminoso, scintille di luce abbagliante che mi circondavano. Scagliai lo scudo per tutta la lunghezza della radura e sospirai di sollievo quando avvertii la luce brillante di Edward all�interno della mia protezione. Restai l�, a contrarre quel nuovo muscolo in modo che circondasse Edward da vicino, formando un velo sottile ma infrangibile fra il suo corpo e i nostri nemici.</p><p>Era passato s� e no un secondo. Edward stava ancora camminando in direzione di Aro. Tutto era cambiato, ma nessuno si era accorto dell�esplosione, a parte me. Dalle labbra mi usc� una risatina sorpresa. Vidi gli altri che mi fissavano e un occhio nero di Jacob che mi guardava dall�alto come se fossi impazzita.</p><p>Edward si ferm� a qualche passo di distanza da Aro e con un certo disappunto capii che, anche se sicuramente ne ero in grado, non dovevo assolutamente impedire lo svolgimento di quello scambio. Era il punto cruciale di tutti i nostri preparativi: far s� che Aro ascoltasse la nostra versione della storia. Fu un dolore quasi fisico, ma con riluttanza ritirai lo scudo e lasciai Edward di nuovo scoperto. L�umore ilare era svanito. Mi concentrai totalmente su di lui, pronta a riavvolgerlo con lo scudo all�istante, se qualcosa fosse andato storto.</p><p>Edward alz� il mento con arroganza e porse la mano ad Aro come se gli stesse concedendo un grande onore. Aro inizialmente parve divertito dalla sua grinta, ma ci� non valeva per tutti. Renata svolazzava nervosa all�ombra di Aro. E il cipiglio di Caius era talmente profondo da far sembrare la piega una ruga definitiva sulla pelle traslucida come pergamena. La piccola Jane mostrava i denti e al suo fianco Alec stringeva gli occhi per la concentrazione. Immagino che fosse preparato, come me, ad agire in capo a un secondo.</p><p>Aro copr� la distanza senza pause: dopo tutto, cosa aveva da temere? Le sagome massicce con i mantelli di un grigio pi� chiaro � i combattenti muscolosi, come Felix � erano a pochi metri di distanza. Jane e il suo dono incandescente avrebbero potuto scagliare a terra Edward, lasciandolo in preda a spasmi di sofferenza. Alec poteva accecarlo e assordarlo prima ancora che facesse un passo in direzione di Aro. Nessuno sapeva che avevo la forza di fermarli, nemmeno Edward.</p><p>Aro, con un sorriso imperturbabile, prese la mano di Edward. Chiuse gli occhi immediatamente, poi curv� le spalle sotto il peso di tante informazioni.</p><p>Tutti i pensieri segreti, tutte le strategie, tutte le intuizioni, tutto ci� che Edward aveva sentito nelle menti che aveva avuto intorno durante l�ultimo mese, ora appartenevano ad Aro. E persino fatti pi� vecchi: tutte le visioni di Alice, tutti i momenti di armonia con la nostra famiglia, tutte le immagini nella testa di Renesmee, tutti i baci e tutti i contatti fra Edward e me... anche tutto questo ormai apparteneva ad Aro.</p><p>Sibilai per l�irritazione e lo scudo ne fu infastidito, cambi� forma e si contrasse intorno alle nostre linee.</p><p>�Tranquilla, Bella�, mi sussurr� Zafrina.</p><p>Strinsi forte i denti.</p><p>Aro continu� a concentrarsi sui ricordi di Edward. Anche Edward chin� il capo, i muscoli del collo contratti mentre rileggeva tutto quello che Aro gli aveva sottratto e la reazione che provocava in lui.</p><p>Questa conversazione bidirezionale ma non reciproca continu� abbastanza a lungo da far spazientire il corpo di guardia. Fra le file serpeggiarono mormorii a bassa voce, finch� Caius non abbai� l�ordine di stare in silenzio. Jane si sporgeva in avanti come se non riuscisse a trattenersi e Renata aveva il viso rigido per la preoccupazione. Per un attimo, esaminai il suo scudo potente, che sembrava debole e spaventato: anche se era utile ad Aro, capivo che non era una guerriera. Il suo compito non era combattere, ma proteggere. Non aveva sete di sangue. Io, grezza com�ero, capii che se lo scontro fosse stato solo fra me e lei l�avrei annientata.</p><p>Ripresi la concentrazione quando Aro si raddrizz� e riapr� gli occhi in preda a un�espressione sbigottita e sospettosa. Non lasci� la mano di Edward.</p><p>Edward allent� i muscoli in modo impercettibile.</p><p>�Vedi?�, disse con un tono calmo nella voce vellutata.</p><p>�Certo che vedo�, concord� Aro e, sorprendentemente, il suo tono era quasi divertito. �Mi chiedo se un�altra coppia di divinit� o di mortali abbia mai visto con tanta chiarezza�.</p><p>I volti disciplinati del corpo di guardia mostravano la stessa incredulit� che provavo io.</p><p>�Mi hai dato molti elementi su cui riflettere, giovane amico�, Aro continu�. �Molti pi� di quanti me ne aspettassi�. Non lasciava ancora andare la mano di Edward, che aveva l�atteggiamento di una persona tesa in ascolto.</p><p>Edward non gli rispose.</p><p>�Posso conoscerla?�, chiese Aro, improvvisamente interessato e quasi supplice. �Per tutti i secoli in cui ho vissuto, non ho mai nemmeno immaginato che potesse esistere una cosa del genere. Che splendida aggiunta ai nostri annali!�.</p><p>�Che storia � mai questa, Aro?�, chiese aspro Caius, prima che Edward potesse rispondere. Bast� quella domanda a farmi prendere Renesmee fra le braccia, stringendomela al petto con delicatezza per proteggerla.</p><p>�Qualcosa che non ti sognavi nemmeno, mio pratico amico. Prenditi un attimo per valutarla, perch� la giustizia che intendevamo ristabilire non � mai stata infranta�.</p><p>A quelle parole, Caius sibil� sorpreso.</p><p>�Pace, fratello�, lo mise in guardia Aro con tono conciliante.</p><p>Doveva essere una buona notizia: quelle erano le parole in cui tutti speravamo, la tregua che non avremmo mai immaginato possibile. Aro aveva ascoltato la verit�. Aro aveva ammesso che la legge non era stata infranta.</p><p>Ma io avevo gli occhi fissi su Edward e vidi che contraeva i muscoli della schiena. Mi ricordai dell�indicazione che Aro aveva dato a Caius, <emphasis>valutare</emphasis>, e capii il doppio senso.</p><p>�Mi presenti tua figlia?�, chiese di nuovo Aro a Edward.</p><p>Caius non fu l�unico a sibilare sentendo questa nuova rivelazione.</p><p>Edward annu�, riluttante. Eppure Renesmee aveva conquistato cos� tanti estranei. Aro era sempre sembrato il capo degli anziani. Se lui stava dalla sua parte, come avrebbero potuto gli altri attaccarci?</p><p>Aro teneva ancora stretta la mano di Edward e rispose a una domanda che nessuno di noi aveva sentito.</p><p>�Credo che sia accettabile un compromesso su questo punto, viste le circostanze. Incontriamoci a met� strada�.</p><p>Gli lasci� andare la mano. Edward si volt� verso di noi e Aro lo segu� cingendogli con naturalezza una spalla, come fossero due amiconi, ma in modo da non perdere il contatto. Si diressero verso di noi.</p><p>Tutto il corpo di guardia si mise in marcia dietro di loro. Aro alz� una mano con aria noncurante, senza guardarli.</p><p>�Fermi, miei cari. Davvero, non ci faranno del male se siamo pacifici�.</p><p>Il corpo di guardia ebbe una reazione molto pi� schietta di prima, con ringhi e fischi di protesta, ma rest� al suo posto. Renata, aggrappata sempre pi� vicina ad Aro, gemette per l�ansia.</p><p>�Signore�, sussurr�.</p><p>�Non agitarti, tesoro�, rispose lui. �Va tutto bene�.</p><p>�Forse � meglio che porti con te alcuni membri della guardia�, sugger� Edward. �Li far� sentire pi� a loro agio�.</p><p>Aro annu�, come se fosse una saggia osservazione cui avrebbe dovuto pensare lui per primo. Schiocc� due volte le dita. �Felix, Demetri�.</p><p>I due vampiri lo affiancarono subito, precisamente uguali all�ultima volta che li avevo visti. Erano entrambi alti, con i capelli scuri, Demetri spigoloso e sottile come la lama di una spada, Felix imponente e minaccioso come una mazza ferrata.</p><p>I cinque si fermarono al centro della radura innevata.</p><p>�Bella�, esclam� Edward. �Porta Renesmee... e qualche amico�.</p><p>Respirai a fondo. Il mio corpo si era irrigidito in una posizione di rifiuto. L�idea di mettere Renesmee al centro del conflitto... Per� mi fidavo di Edward. Se Aro a quel punto avesse avuto in programma di comportarsi in modo sleale, lui lo avrebbe saputo.</p><p>Aro aveva tre protettori dalla sua parte in quell�incontro, quindi io ne avrei portati due con me. Mi bast� un secondo per decidere.</p><p>�Jacob? Emmett?�, chiesi piano. Emmett, perch� moriva dalla voglia. Jacob, perch� non avrebbe sopportato di restare al suo posto, lontano da noi.</p><p>Entrambi annuirono. Emmett ghign�.</p><p>Attraversai il campo con loro al mio fianco. Udii un altro borbottio del corpo di guardia quando videro chi avevo scelto: chiaramente, non si fidavano del licantropo. Aro sollev� una mano, liquidando di nuovo la protesta con un gesto.</p><p>�Hai proprio delle compagnie interessanti�, mormor� Demetri a Edward.</p><p>Edward non rispose, ma dai denti di Jacob sfugg� un basso ringhio.</p><p>Ci fermammo a qualche metro di distanza da Aro. Edward si sottrasse all�abbraccio di quest�ultimo e si un� rapido a noi, prendendomi per mano.</p><p>Per un attimo ci guardammo in silenzio. Poi Felix mi salut� a bassa voce.</p><p>�Ci si rivede, Bella�. Rise impudente, senza smettere di controllare ogni movimento di Jacob con la coda dell�occhio.</p><p>Feci un sorriso sardonico all�enorme vampiro. �Ciao, Felix�.</p><p>Ridacchi�. �Stai benissimo. L�immortalit� ti sta d�incanto�.</p><p>�Grazie mille�.</p><p>�Prego. Peccato che...�.</p><p>Interruppe il commento a met�, ma non mi serviva il dono di Edward per immaginarmi la fine. <emphasis>Peccato che fra un secondo ti uccideremo.</emphasis></p><p>�Eh s�, � proprio un gran peccato�, mormorai.</p><p>Felix mi fece l�occhiolino.</p><p>Aro non prest� alcuna attenzione al nostro scambio. Teneva la testa inclinata da una parte, affascinato. �Sento battere il suo strano cuoricino�, disse con accento quasi musicale. �Mi arriva il suo strano profumo�. Poi gli occhi annebbiati si spostarono su di me. �In verit�, giovane Bella, l�immortalit� ti dona in modo straordinario�, disse. �� come se fossi nata apposta per questa vita�.</p><p>Feci un cenno di riconoscenza per la sua lusinga.</p><p>�Ti � piaciuto il mio regalo?�, mi chiese, guardando il ciondolo che avevo al collo.</p><p>�� bello ed � stato molto, molto generoso da parte tua. Grazie. Avrei dovuto mandare un bigliettino di ringraziamento�.</p><p>Aro rise divertito. �� solo una sciocchezzuola che avevo da parte. Ho pensato che avrebbe potuto fare pendant col tuo nuovo viso, e cos� � stato�.</p><p>Sentii un vago sibilo dal centro delle file dei Volturi. Guardai alle spalle di Aro.</p><p>Mmm. A quanto pareva, Jane non era troppo contenta del fatto che Aro mi avesse fatto un regalo.</p><p>Aro si schiar� la gola per richiamare la mia attenzione. �Posso salutare tua figlia, adorabile Bella?�, mi chiese dolcemente.</p><p>Cercai di ricordare a me stessa che questo era proprio ci� che avevo sperato. Lottando contro l�istinto di prendere Renesmee e darmela a gambe, avanzai lentamente di due passi. Il mio scudo ondeggiava dietro di me come una cappa, proteggendo il resto della mia famiglia mentre Renesmee restava esposta. Sembrava una cosa sbagliata, orrenda.</p><p>Aro ci venne incontro raggiante.</p><p>�Ma � incantevole�, mormor�. �Assomiglia cos� tanto a te e a Edward�. E poi, pi� forte: �Ciao, Renesmee�.</p><p>Renesmee mi diede un�occhiata rapida. Le feci un cenno affermativo.</p><p>�Ciao, Aro�, rispose formale con la sua voce acuta e squillante.</p><p>Aro aveva l�aria perplessa.</p><p>�Cos��?�, gli chiese Caius sibilando da dietro. Sembrava scoppiasse dal bisogno di chiederglielo.</p><p>�Mezza mortale, mezza immortale�, annunci� Aro a lui e al resto del corpo di guardia, senza distogliere lo sguardo ammaliato da Renesmee. �Concepita nello stesso modo e partorita da questa vampira neonata quando era ancora umana�.</p><p>�Impossibile�, lo schern� Caius.</p><p>�Allora pensi che mi abbiano preso in giro, fratello?�. Aro aveva un�espressione molto divertita ma Caius trasal�. �E il cuore che senti battere � un trucco, secondo te?�.</p><p>Caius fece una smorfia, con l�aria mortificata, come se le domande gentili di Aro fossero state colpi in piena faccia.</p><p>�Calma e pazienza, fratello�, lo mise in guardia Aro, che sorrideva ancora a Renesmee. �So bene quanto tieni alla giustizia, ma non c�� nessuna giustizia nell�agire contro l�origine di questa piccolina unica al mondo. E poi abbiamo cos� tanto da imparare, cos� tanto! So che non hai il mio stesso entusiasmo per raccogliere storie, ma sii tollerante con me, fratello, mentre vi aggiungo un capitolo tanto improbabile che ne sono sbalordito. Siamo venuti con l�unica aspettativa di far rispettare la giustizia e di assistere alla triste fine della falsa amicizia, e guarda invece cosa abbiamo guadagnato! Una nuova e fulgida conoscenza di noi stessi e delle nostre potenzialit�.</p><p>Porse la mano a Renesmee in segno d�invito. Ma non era questo che lei voleva. Si allontan� da me, tendendosi verso l�alto per posare le dita sul volto di Aro.</p><p>Lui non reag� con lo sconvolgimento tipico di chiunque altro a quel gesto da Renesmee: era abituato tanto quanto Edward a ricevere il flusso di pensieri e ricordi da altre menti.</p><p>Il suo sorriso si allarg� e sospir� di soddisfazione. �Fantastico�, sussurr�.</p><p>Renesmee torn� a rilassarsi fra le mie braccia, con un�espressione molto seria sul visino.</p><p>�Lo farai, per piacere?�, gli chiese.</p><p>Il sorriso di Aro divent� gentile. �Ma certo che non ho la minima intenzione di fare del male ai tuoi cari, carissima Renesmee�.</p><p>Aro aveva una voce cos� consolante e affettuosa che per un attimo riusc� quasi a ingannarmi. Poi sentii Edward che digrignava i denti e, molto pi� indietro di noi, il sibilo indignato di Maggie davanti a quella menzogna.</p><p>�Mi chiedo se...�, disse cauto Aro, apparentemente ignaro della reazione causata dalle sue parole. In modo inaspettato, spost� lo sguardo verso Jacob e, invece del disgusto con cui l�avevano guardato gli altri Volturi, osserv� il lupo gigantesco con occhi pieni di una brama che non capivo.</p><p>�Non funziona cos�, disse Edward, con un tono aspro e improvvisamente privo di tutta l�attenta neutralit� di prima.</p><p>�Era solo un pensiero come un altro�, disse Aro, soppesando apertamente Jacob, poi con lo sguardo si spost� piano lungo le due file di licantropi dietro di noi. Qualsiasi cosa gli avesse mostrato Renesmee, aveva d�un tratto reso i lupi pi� interessanti.</p><p>�Non appartengono a noi, Aro. Non eseguono i nostri ordini in quel modo. Si trovano qui unicamente per volont� loro�.</p><p>Jacob rugg� minaccioso.</p><p>�Per� sembrano piuttosto affezionati a te�, disse Aro, �alla tua giovane compagna e alla tua... famiglia. Sembrano <emphasis>fedeli</emphasis>�<emphasis>.</emphasis> Con la voce accarezz� piano quella parola.</p><p>�La loro missione � proteggere vite umane, Aro. Questo ne facilita la coesistenza con noi, ma non con voi. A meno che non mettiate in discussione il vostro stile di vita�.</p><p>Aro rise, allegro. �Era solo un pensiero come un altro�, ripet�. �Sai bene come vanno le cose. Nessuno di noi � in grado di controllare del tutto i desideri inconsci�.</p><p>Edward fece una smorfia. �So bene come funziona. Conosco anche la differenza fra quel tipo di pensiero e quello che nasconde un secondo fine. Non potrebbe mai funzionare, Aro�.</p><p>Jacob gir� l�enorme testa verso Edward e dai denti gli sfugg� un debole lamento.</p><p>�� molto affascinato dall�idea dei... cani da guardia�, spieg� Edward mormorando.</p><p>Ci fu un attimo di calma tombale e poi l�enorme radura si riemp� del suono dei ringhi furiosi che salivano dal branco.</p><p>Ci fu un latrato secco di comando � forse veniva da Sam, ma non mi girai a controllare � e quelle rimostranze vennero tacitate, facendo calare un silenzio inquietante.</p><p>�Immagino che ci� risponda alla mia domanda�, disse Aro, ridendo di nuovo. �Questo gruppo ha scelto da che parte stare�.</p><p>Edward emise un sibilo e si sporse in avanti. Gli afferrai il braccio, chiedendomi cosa, nei pensieri di Aro, potesse causargli una reazione cos� violenta, mentre Felix e Demetri si rannicchiarono all�unisono, in guardia. Con un nuovo cenno Aro li tranquillizz�. Si rilassarono, come pure Edward.</p><p>�Ci sono cos� tante cose di cui parlare�, disse Aro, assumendo improvvisamente il tono di un uomo d�affari oberato di lavoro, �cos� tante cose da decidere. Se voi e il vostro protettore peloso mi volete scusare, cari Cullen, devo conferire con i miei fratelli�.</p></section><section><title><p>37</p><p>Stratagemmi</p></title><p>Aro non raggiunse le guardie che, ansiose, lo attendevano sul lato nord della radura. Fece loro cenno di avvicinarsi.</p><p>Edward cominci� immediatamente a retrocedere, tirando per il braccio me ed Emmett. Arretrammo spediti, senza distogliere lo sguardo dalla minaccia che avanzava. Jacob fu pi� lento: aveva il pelo ritto sulle spalle e mostrava le zanne ad Aro. Mentre ci ritiravamo, Renesmee gli afferr� la coda; la teneva come un guinzaglio, costringendolo a restare con noi. Raggiungemmo la nostra famiglia nello stesso momento in cui i mantelli scuri tornarono a circondare Aro.</p><p>Restavano solo cinquanta metri a dividerci: la distanza che chiunque di noi poteva superare con un salto in una sola frazione di secondo.</p><p>Caius cominci� subito a litigare con Aro.</p><p>�Come fai ad accettare questa ignominia? Perch� restiamo impotenti davanti a un crimine cos� scandaloso, coperto da un inganno tanto ridicolo?�. Teneva le braccia rigide sui fianchi, le dita chiuse come artigli. Mi chiesi perch� non si limitava a toccare Aro per comunicare la sua opinione. C�era gi� una divisione nei loro ranghi? Eravamo cos� fortunati?</p><p>�Perch� � tutto vero�, gli disse Aro calmo. �Ogni singola parola. Hai visto quanti testimoni sono pronti a confermare di aver visto crescere e maturare questa bambina miracolosa nel breve tempo in cui l�hanno conosciuta. Di aver percepito il calore del sangue che le pulsa nelle vene�. Con un ampio gesto Aro indic� tutta la nostra schiera, da Amun a Siobhan.</p><p>Caius reag� in modo strano alle parole rasserenanti di Aro, sussultando lievemente nel sentire la parola "testimoni". La rabbia svan� dai suoi lineamenti, sostituita da una freddezza calcolatrice. Fiss� i testimoni dei Volturi con espressione che sembrava vagamente... nervosa.</p><p>Anch�io fissai la marmaglia inferocita e vidi subito che non si poteva pi� descrivere come tale: la frenesia di agire si era trasformata in confusione. Fra la folla ribollivano conversazioni sussurrate che cercavano di dare un significato a quanto era accaduto.</p><p>Caius era accigliato, assorto nei suoi pensieri. La sua espressione meditativa attizzava le fiamme della mia rabbia che covava sotto la cenere e al tempo stesso mi preoccupava. E se il corpo di guardia avesse agito di nuovo secondo qualche segnale invisibile, com�era successo quando marciava? Angosciata, ispezionai il mio scudo: mi sembrava impenetrabile quanto prima. Lo flettei a formare una cupola bassa e ampia che modellava un arco sopra la nostra compagnia.</p><p>Sentivo i pennacchi di luce acuminati nei punti in cui si trovavano la mia famiglia e i miei amici: ognuno aveva un suo carattere individuale, che immaginavo sarei riuscita a riconoscere successivamente, con un po� di pratica. Riconoscevo gi� quello di Edward: era il pi� brillante di tutti. A preoccuparmi era lo spazio vuoto fra un punto e l�altro: non c�erano barriere fisiche davanti allo scudo e, se uno qualsiasi dei Volturi dotato di poteri fosse riuscito a infilarvisi, avrebbe protetto soltanto me. La fronte mi s�incresp� mentre tiravo con attenzione l�armatura elastica per avvicinarla. Carlisle era il pi� lontano: feci arretrare lo scudo centimetro per centimetro, cercando di avvolgerlo nel modo pi� aderente possibile intorno al suo corpo.</p><p>Il mio scudo aveva l�aria di voler collaborare. Abbracci� la sua figura; quando Carlisle si spost� di lato per stare pi� vicino a Tanya, l�elastico si estese insieme a lui, guidato dalla sua luce.</p><p>Affascinata, attirai verso di me altri fili della struttura, avvolgendola stretta intorno a ogni sagoma luminosa amica o alleata. Lo scudo aderiva di sua spontanea volont�, muovendosi insieme con loro.</p><p>Era passato solo un secondo; Caius stava ancora riflettendo.</p><p>�I licantropi�, mormor� infine.</p><p>Con improvviso panico, mi accorsi che la maggior parte dei licantropi non erano protetti. Stavo per estendere lo scudo fino a loro quando capii che, stranamente, percepivo comunque le loro scintille. Incuriosita, provai a ritrarre lo scudo, finch� Amun e Kebi, all�estremit� pi� lontana del nostro gruppo, ne furono estromessi, insieme ai lupi. Usciti i due dalla barriera protettiva, le loro luci sparirono. Non esistevano pi� per quel nuovo senso. I lupi avevano ancora la loro fiamma luminosa; o meglio, met� di loro l�avevano. Mmm... Estesi di nuovo lo scudo e, non appena Sam fu sotto la sua copertura, le scintille dei lupi tornarono a brillare.</p><p>A quanto pareva, la loro mente era molto pi� interconnessa di quanto immaginavo. Se l�alfa era all�interno del mio scudo, la mente di tutti gli altri era altrettanto protetta.</p><p>�Ah, fratello...�, Aro rispose alla frase di Caius con uno sguardo addolorato.</p><p>�Difenderai anche quell�alleanza, Aro?�, chiese perentorio Caius. �I Figli della Luna sono nostri nemici giurati dai tempi dei tempi. Li abbiamo cacciati fin quasi a farli estinguere in Europa e in Asia. Eppure Carlisle incoraggia un rapporto familiare con questi parassiti, senza dubbio nel tentativo di spodestarci. Per meglio proteggere il suo guasto stile di vita�.</p><p>Edward si schiar� la voce rumorosamente e Caius lo guard� torvo. Aro si mise una mano sottile e delicata sul viso, come fosse imbarazzato per l�altro anziano.</p><p>�Caius, � pieno giorno�, fece notare Edward indicando Jacob. �Questi non sono Figli della Luna, � chiaro. Non hanno alcun rapporto con i tuoi nemici dell�altra parte del mondo�.</p><p>�Allevate dei mutanti qui in zona�, gli ribatt� Caius.</p><p>Edward contrasse la mascella e poi la rilass�, infine rispose pacato: �Non sono nemmeno licantropi. Aro ti pu� raccontare tutto, se non mi credi�.</p><p>Non erano licantropi? Lanciai un�occhiata disorientata a Jacob. Sollev� le spalle enormi, poi le lasci� cadere: il suo modo di fare spallucce. Neanche lui sapeva di cosa parlava Edward.</p><p>�Caro Caius, ti avrei chiesto di non insistere su questo argomento se mi avessi messo a parte dei tuoi pensieri�, mormor� Aro. �Anche se quelle creature si ritengono dei licantropi, non lo sono. Il termine pi� appropriato per definirli sarebbe "mutaforma". La scelta della forma di lupo � stata un puro caso. Poteva benissimo essere un orso, un�aquila, o una pantera, quando accadde la prima mutazione. Queste creature non hanno proprio nulla a che vedere con i Figli della Luna. Hanno ereditato dai loro padri solo la capacit� di mutare. � genetica: non continuano la loro specie infettando altri, come i veri licantropi�.</p><p>Caius guard� Aro torvo, con rabbia e anche qualcosa di pi�: un�accusa di tradimento, forse.</p><p>�Conoscono il nostro segreto�, disse con voce incolore.</p><p>Edward sembrava sul punto di rispondere a quell�accusa, ma Aro lo anticip�. �Sono creature del nostro mondo soprannaturale, fratello. Forse sono ancora pi� legati di noi alla segretezza: � altamente improbabile che ci denuncino. Stai attento, Caius. Le accuse pretestuose non ci portano da nessuna parte�.</p><p>Caius respir� a fondo e annu�. Si scambiarono uno sguardo lungo ed espressivo.</p><p>Credevo di avere capito ci� che stava dietro le parole formulate con tanta attenzione da Aro. Le false accuse non avrebbero contribuito a convincere i testimoni presenti, da nessuna delle due parti: Aro stava esortando Caius a passare alla strategia successiva. Mi chiesi se il motivo che stava dietro alla tensione tangibile fra i due anziani � il rifiuto di Caius di condividere i suoi pensieri tramite il tatto � fosse che a Caius non importava molto di dare spettacolo, non quanto ad Aro. Se Caius considerasse il massacro imminente molto pi� essenziale di una reputazione immacolata.</p><p>�Voglio parlare con l�informatrice�, annunci� Caius all�improvviso, rivolgendo lo sguardo verso Irina.</p><p>Irina non prestava attenzione alla conversazione fra Caius e Aro: aveva il viso contorto per la sofferenza, gli occhi fissi sulle sorelle, allineate e pronte a morire. Le si leggeva in faccia che ormai era consapevole della falsit� totale della sua accusa.</p><p>�Irina�, abbai� Caius, infastidito dal fatto di doverne richiamare l�attenzione.</p><p>Lei alz� lo sguardo, scossa e istantaneamente impaurita.</p><p>Caius schiocc� le dita.</p><p>Esitante, lei si spost� dalle frange esterne della formazione dei Volturi per trovarsi di nuovo in piedi davanti a Caius.</p><p>�E cos�, a quanto pare, le tue accuse erano alquanto infondate�, esord� Caius.</p><p>Tanya e Kate si sporsero in avanti, ansiose.</p><p>�Mi dispiace�, sussurr� Irina. �Avrei dovuto verificare ci� che vedevo. Ma non avevo la minima idea che...�. Fece un gesto debole nella nostra direzione.</p><p>�Caro Caius, come credi che potesse indovinare in un attimo qualcosa di cos� strano e impossibile?�, chiese Aro. �Chiunque di noi avrebbe tratto le stesse conclusioni�.</p><p>Caius schiocc� le dita in direzione di Aro per zittirlo.</p><p>�Sappiamo tutti che hai fatto un errore�, disse lui brusco. �Intendevo parlare delle tue motivazioni�.</p><p>Irina aspett� nervosa che continuasse, poi ripet�: �Le mie motivazioni?�.</p><p>�S�, anzitutto cosa ti ha spinto a spiarli�.</p><p>Irina sussult� sentendo la parola "spiare".</p><p>�Eri in contrasto con i Cullen, vero?�.</p><p>Lei guard� Carlisle con occhi disperati. �S�, � cos�, confess�.</p><p>�Perch�?�, la incalz� Caius.</p><p>�Perch� i licantropi avevano ucciso il mio amico�, sussurr�. �E i Cullen non si sono fatti da parte per lasciarmelo vendicare�.</p><p>�I mutaforma, si chiamano�, la corresse Aro con gentilezza.</p><p>�Quindi i Cullen si sono alleati con i mutaforma contro quelli della nostra razza, persino contro l�amico di un�amica�, sintetizz� Caius.</p><p>Sentii Edward che emetteva un suono nauseato sottovoce. Caius stava spuntando una voce della sua lunga lista, cercando un�accusa che resistesse.</p><p>Irina irrigid� le spalle. �Io la vedo cos�.</p><p>Caius aspett� di nuovo, poi la imbecc�: �Se volessi fare un reclamo formale contro i mutaforma, e contro i Cullen per averli sostenuti, questo sarebbe il momento opportuno�. Fece un sorrisino crudele, in attesa che Irina gli fornisse la sua prossima scusa.</p><p>Forse Caius non capiva le vere famiglie, i rapporti basati sull�amore e non sull�amore per il potere. Forse aveva sopravvalutato la forza trascinante della vendetta.</p><p>Irina alz� di scatto la mascella e raddrizz� le spalle.</p><p>�No, non ho reclami da fare contro i lupi n� contro i Cullen. Oggi voi siete venuti per distruggere una bambina immortale. Ma non esiste nessuna bambina immortale. � stato un mio errore e me ne assumo completamente la responsabilit�. Ma i Cullen sono innocenti e non avete pi� motivo di trovarvi qui. Mi scuso infinitamente�, disse rivolta a noi, poi si gir� in direzione dei testimoni dei Volturi. �Non c�� stato alcun crimine. Non ci sono pi� motivi validi per la vostra presenza qui�.</p><p>Mentre lei parlava Caius alz� la mano, in cui reggeva uno strano oggetto di metallo inciso e decorato.</p><p>Era un segnale. La reazione fu talmente veloce che assistemmo tutti increduli e sconvolti a ci� che accadde. Fin� prima ancora che ci fosse il tempo di reagire.</p><p>Tre soldati dei Volturi fecero un balzo in avanti e Irina fu completamente oscurata dai loro mantelli grigi. Nello stesso istante, dalla radura si lev� un orribile stridore metallico. Caius entr� strisciando al centro della mischia grigia, e quel grido stridulo e sconvolgente esplose subito in un sorprendente geyser di scintille e lingue di fuoco. I soldati arretrarono con un balzo da quell�inferno improvviso, riprendendo subito i propri posti nella linea perfettamente retta del corpo di guardia.</p><p>Caius rest� solo a fianco dei resti ardenti di Irina e l�oggetto di metallo che teneva in mano emanava ancora una densa fiammata in direzione della pira.</p><p>Con un lieve scatto, il getto di fuoco che usciva dalla mano di Caius spar�. Dalla massa di testimoni dietro ai Volturi si lev� un rantolo.</p><p>Noi eravamo troppo sbigottiti per fare alcun rumore. Un conto era sapere che la morte arrivava a velocit� incredibile e inarrestabile; un altro vederla in diretta.</p><p>Caius sorrise, freddo. �<emphasis>Finalmente</emphasis> si � assunta tutta la responsabilit� delle sue azioni�.</p><p>Il suo sguardo balen� sulla nostra prima linea, soffermandosi rapidamente sulle sagome immobili di Tanya e Kate.</p><p>In quell�attimo capii che Caius non aveva mai sottovalutato il legame di una vera famiglia. Era <emphasis>questo</emphasis> lo stratagemma, non altri. Non voleva il reclamo di Irina: voleva la sua sfida. Una scusa per distruggerla, per scatenare la violenza che riempiva l�aria come una foschia spessa e combustibile. Lui aveva gettato il fiammifero.</p><p>La pace innaturale di quell�incontro traballava gi� peggio di un elefante su una fune. Se lo scontro fosse iniziato, non ci sarebbe stato modo di fermarlo. Sarebbe cresciuto fino a che uno dei due contendenti fosse stato annientato del tutto. Nella fattispecie, noi. Caius lo sapeva.</p><p>E anche Edward.</p><p>�Fermatele!�, grid� Edward, precipitandosi ad afferrare per un braccio Tanya, mentre lei saltava verso il sorridente Caius con un folle grido di rabbia cruda. Non riusc� a scrollarsi di dosso Edward solo perch� Carlisle le aveva stretto le braccia intorno alla vita.</p><p>�� troppo tardi per aiutarla�, riflett� pressante mentre lei si dibatteva. �Non dargli quello che vuole!�.</p><p>Trattenere Kate fu pi� difficile. Gridando senza parole come Tanya, si lanci� nel primo passo dell�attacco che sarebbe finito con la morte di tutti. Rosalie era la pi� vicina a lei ma, prima che potesse bloccarla, Kate se la scroll� di dosso con tanta violenza da scaraventarla a terra. Emmett prese Kate per il braccio e la scagli� gi�, poi arretr� barcollando, con le ginocchia che cedevano. Kate si rialz� in piedi, sembrava inarrestabile.</p><p>Garrett le si avvent� addosso, atterrandola di nuovo. La strinse con le braccia, serrando le mani intorno ai propri polsi. Vidi gli spasmi che gli percorrevano il corpo mentre lei gli dava la scossa. Lui alz� gli occhi al cielo, ma non moll� la presa.</p><p>�Zafrina�, grid� Edward.</p><p>Lo sguardo di Kate si fece vacuo e le sue grida si trasformarono in gemiti. Tanya smise di fare resistenza.</p><p>�Ridammi la mia vista�, sibil� Tanya.</p><p>Disperatamente, ma con tutta la delicatezza di cui ero capace, resi lo scudo ancora pi� attillato intorno alle scintille dei miei amici, togliendolo piano a Kate e cercando, nello stesso tempo, di mantenerlo intorno a Garrett, creando una pellicola sottile fra loro.</p><p>Allora Garrett riprese il controllo, tenendo ferma Kate sulla neve.</p><p>�Se ti lascio alzare, mi atterri di nuovo, Katie?�, le sussurr�.</p><p>Per tutta risposta lei ringhi�, dibattendosi ancora come una forsennata.</p><p>�Ascoltatemi, Tanya, Kate�, disse Carlisle in un sussurro lieve ma partecipe. �Al momento, vendicarla non serve a niente. Irina non vorrebbe vedervi sprecare cos� la vostra vita. Pensate a quello che state facendo. Se li assalite, moriremo tutti�.</p><p>Tanya, le spalle incurvate per il dolore, si appoggi� a Carlisle. Kate finalmente rest� immobile. Carlisle e Garrett continuarono a consolare le due sorelle con parole troppo pressanti per sembrare di conforto.</p><p>Tornai a rivolgere l�attenzione agli sguardi fissi che calavano pesanti sul nostro momento di confusione. Con la coda dell�occhio vedevo che Edward e tutti gli altri, esclusi Carlisle e Garrett, avevano di nuovo assunto la posizione di guardia.</p><p>Lo sguardo pi� truce di tutti arrivava da Caius, che fissava incredulo Kate e Garrett a terra sulla neve. Anche Aro li guardava e sul viso gli si leggeva un�espressione incredula. Sapeva di cosa era capace Kate. Aveva sentito la sua potenza nei ricordi di Edward.</p><p>Capiva cosa stava succedendo ora? Capiva che il mio scudo era cresciuto in forza e capacit� di penetrazione ben pi� di quanto Edward mi sapeva capace? O pensava che Garrett avesse sviluppato una propria forma d�immunit�?</p><p>Il corpo di guardia dei Volturi non era pi� sull�attenti: erano accucciati, pronti a lanciare il contrattacco appena avessimo agito.</p><p>Dietro di loro, quarantatr� testimoni assistevano con espressioni molto diverse da quelle che avevano quando erano entrati nella radura. La confusione si era trasformata in sospetto. L�uccisione di Irina, veloce come la luce, li aveva scossi. Che male aveva fatto?</p><p>Senza la reazione immediata su cui Caius aveva contato per distogliere l�attenzione dal suo gesto sconsiderato, i testimoni dei Volturi si ritrovavano a chiedersi cosa stesse succedendo. Aro guard� di sfuggita alle sue spalle mentre lo osservavo e il volto trad� un barlume di contrariet�. Il suo bisogno di pubblico si era ritorto contro di lui.</p><p>Sentii Stefan e Vladimir mormorare esultanti per il disagio di Aro.</p><p>Lui ovviamente era preoccupato di mantenere la sua patina di correttezza, come avevano detto i rumeni. Ma non credevo che i Volturi ci avrebbero lasciati in pace solo per salvarsi la reputazione. Dopo aver finito con noi, sicuramente erano pronti a massacrare i loro testimoni. Provai una piet� strana e repentina per la massa di sconosciuti che i Volturi si erano portati dietro perch� ci vedessero morire. Demetri avrebbe dato la caccia a tutti finch� anche loro non si fossero estinti.</p><p>Per Jacob e Renesmee, per Alice e Jasper, per Alistair e per tutti gli sconosciuti che non avevano saputo quanto avrebbero pagato quella giornata, Demetri doveva morire.</p><p>Aro tocc� piano la spalla di Caius. �Irina � stata punita per aver fornito falsa testimonianza contro questa bambina�. Quindi sarebbe stata quella la loro scusa. Continu�. �Non trovi che dovremmo tornare a occuparci delle questioni pi� imminenti?�.</p><p>Caius si raddrizz� e la sua espressione s�irrigid� fino a diventare inintelligibile. Guardava davanti a s� senza dire nulla. Il suo viso, stranamente, mi ricordava quello di una persona che aveva appena scoperto di essere stata declassata.</p><p>Aro fluttu� verso le prime file e Renata, Felix e Demetri si mossero automaticamente con lui.</p><p>�Tanto per essere precisi�, disse, �vorrei parlare con alcuni dei tuoi testimoni. Le formalit� le conosci, vero?�. Liquid� il discorso con un gesto della mano.</p><p>Due fatti successero contemporaneamente. Caius punt� lo sguardo su Aro e sfoder� di nuovo quel suo sorrisino crudele. Ed Edward sibil�, stringendo i pugni cos� forte da dare l�impressione che le ossa delle nocche potessero spuntare da quella pelle dura come il diamante.</p><p>Morivo dal bisogno di chiedergli cosa stesse succedendo, ma Aro era abbastanza vicino da udire anche il sussurro pi� tenue. Vidi Carlisle che fissava ansioso il viso di Edward, poi anche la sua espressione s�indur�.</p><p>Mentre Caius era andato a tentoni usando accuse inutili e tentativi scriteriati per scatenare lo scontro, Aro doveva aver escogitato una strategia pi� efficace.</p><p>Aro si mosse come un fantasma attraversando la neve fino all�estremit� occidentale del nostro schieramento, fermandosi a una decina di metri da Amun e Kebi. I lupi vicini rizzarono il pelo, rabbiosi, ma mantennero la posizione.</p><p>�Ah, Amun, mio vicino delle terre del Sud!�, disse cordiale. �� passato tanto tempo da quando sei venuto a trovarmi�.</p><p>Amun era immobile per l�ansia, Kebi una statua al suo fianco. �Il tempo non significa molto: non mi accorgo mai del suo trascorrere�, disse Amun senza muovere le labbra.</p><p>�� verissimo�, convenne Aro. �Ma forse c�era un altro motivo per cui vi siete tenuti alla larga?�.</p><p>Amun non parl�.</p><p>�Organizzare i nuovi arrivati per formare un clan richiede davvero molto tempo. Io lo so benissimo! Sono felice di avere altre persone che si occupino di quella seccatura. E sono felice che quelli che si sono aggregati di recente si siano ambientate cos� bene. Mi sarebbe piaciuto che me li presentassi. Sono sicuro che stavi per venirmi a trovare molto presto�.</p><p>�Ma certo�, disse Amun con un tono talmente privo di emozioni che era impossibile stabilire se il suo assenso contenesse sarcasmo o paura.</p><p>�Be�, ora siamo qui tutti insieme! Non � una circostanza squisita?�.</p><p>Amun annu� inespressivo.</p><p>�Ma purtroppo il motivo della tua presenza qui non � altrettanto piacevole. Carlisle ti ha chiamato per fare da testimone?�.</p><p>�S�.</p><p>�E di cosa sei stato testimone per lui?�.</p><p>Amun parl� con la stessa gelida mancanza di emozioni. �Ho osservato la bambina in questione. Quasi immediatamente � stato palese che non fosse una bambina immortale...�.</p><p>�Forse dovremmo definire la nostra terminologia�, disse Aro, �ora che, a quanto pare, ci sono nuove classificazioni. Parlando di bambina immortale, naturalmente, intendi una bambina umana che � stata morsa e quindi trasformata in vampiro�.</p><p>�Intendo proprio questo�.</p><p>�Che altro hai osservato sulla bambina?�.</p><p>�Le stesse immagini che di sicuro hai visto nella mente di Edward. Che la bambina � la sua figlia naturale. Che cresce. Che apprende�.</p><p>�S�, s�, disse Aro, con una traccia d�impazienza in quel tono altrimenti affabile. �Ma nello specifico, durante le prime settimane passate qui, cosa hai visto?�.</p><p>Amun incresp� la fronte. �Che cresce... in fretta�.</p><p>Aro sorrise. �E ritieni che dovremmo permetterle di vivere?�.</p><p>Mi sfugg� un sibilo dalle labbra, e non fui l�unica. Met� dei vampiri fra le nostre file fece eco alla mia protesta. Fu un sordo ribollire di rabbia sospeso nell�aria. Dall�altra parte del prato, alcuni testimoni dei Volturi emisero lo stesso suono. Edward fece un passo indietro e mi strinse il polso con la mano, per trattenermi.</p><p>Il rumore non indusse Aro a voltarsi, ma Amun si guard� intorno, a disagio.</p><p>�Non sono venuto qui per emettere sentenze�, rispose ambiguo.</p><p>Aro ridacchi�. �Mi basta la tua opinione�.</p><p>Amun sollev� il mento. �Secondo me, la bambina non rappresenta un pericolo. Impara ancor pi� rapidamente di quanto impieghi a crescere�.</p><p>Aro annu�, meditabondo. Dopo un attimo si gir� e se ne and�.</p><p>�Aro?�, lo chiam� Amun.</p><p>Aro torn� indietro con una giravolta. �S�, amico mio?�.</p><p>�Ho fornito la mia testimonianza. Il mio compito qui � finito. Io e la mia compagna ora vorremmo congedarci�.</p><p>Aro sorrise cordiale. �Ma certo. Sono felice che abbiamo avuto l�occasione di conversare. E sono certo che ci rivedremo presto�.</p><p>Le labbra di Amun erano un�unica riga contratta mentre chinava il capo, prendendo atto di quella malcelata minaccia. Sfior� il braccio a Kebi, poi i due corsero rapidi verso l�estremit� meridionale del prato e sparirono fra gli alberi. Sapevo che non avrebbero smesso di correre tanto presto.</p><p>Aro stava ripercorrendo il nostro schieramento con movimenti lievi, diretto a est, mentre le sue guardie incombevano piene di tensione. Si ferm� quando si trov� davanti alla figura massiccia di Siobhan.</p><p>�Salve, cara Siobhan. Sei carina come sempre�.</p><p>Siobhan inclin� il capo, in attesa.</p><p>�E tu?�, le chiese. �Risponderesti alle mie domande come ha fatto Amun?�.</p><p>�Certo�, rispose Siobhan. �Ma forse aggiungerei dell�altro. Renesmee ha una comprensione chiara dei limiti. Non rappresenta un pericolo per gli umani, anzi, s�integra con loro molto meglio di noi. Non rischia di tradire il nostro anonimato in nessun modo�.</p><p>�Non te ne viene in mente proprio nessuno?�, chiese serio Aro.</p><p>Edward ringhi�, un suono basso e lacerante che veniva dal fondo della gola.</p><p>Gli occhi cremisi e velati di Caius si accesero.</p><p>Renata si avvicin� protettiva al suo signore.</p><p>Garrett lasci� libera Kate di fare un passo avanti, ignorando la sua mano mentre cercava di trattenerlo.</p><p>Siobhan rispose piano: �Non capisco cosa intendi�.</p><p>Aro arretr� silenzioso e leggero, con noncuranza ma diretto verso il suo corpo di guardia. Renata, Felix e Demetri lo seguivano come un�ombra.</p><p>�Non � stata infranta alcuna legge�, disse Aro con voce conciliante, ma capivamo tutti che stava per arrivare una precisazione.</p><p>Soffocai la rabbia che cercava di risalirmi a unghiate lungo la gola per sfogare in un ringhio la volont� di sfida. Scagliai tutta la furia nel mio scudo, ispessendolo e assicurandomi che tutti fossero protetti.</p><p>�Non � stata infranta alcuna legge�, ripete Aro. �Ne consegue tuttavia che non c�� pericolo? No�. Scosse piano la testa. �Questo � un problema distinto�.</p><p>L�unica reazione fu il tendersi di nervi gi� al lumicino e Maggie, al limite della nostra banda di combattenti, scosse il capo con una rabbia lenta.</p><p>Aro camminava a grandi passi, riflettendo, e sembrava che fluttuasse invece di toccare la terra con i piedi. Notai che a ogni passaggio si avvicinava sempre pi� alla protezione del suo corpo di guardia.</p><p>�La bambina � unica... Totalmente e assurdamente unica. Sarebbe un tale spreco distruggere una cosa cos� adorabile. Soprattutto quando ci sarebbe cos� tanto da imparare...�. Sospir�, come se non volesse continuare. �Per� un pericolo esiste e non si pu� semplicemente ignorare�.</p><p>Nessuno rispose alla sua affermazione. Cal� un silenzio di tomba mentre proseguiva in un monologo che sembrava recitare solo per s�.</p><p>�Quale ironia della sorte che, al progredire degli umani, mano a mano che la loro fede nella scienza cresce e controlla il loro mondo, su di noi incomba sempre meno il pericolo di farci scoprire. Eppure, mentre diventiamo sempre pi� disinibiti grazie alla loro incredulit� nei confronti del soprannaturale, essi divengono cos� forti con la loro tecnologia che, se lo volessero, potrebbero davvero costituire una minaccia per noi, e persino distruggere alcuni di noi. Per migliaia e migliaia di anni la nostra segretezza � stata soprattutto una questione di convenienza, di praticit�, e non di vera e propria sicurezza. Quest�ultimo secolo rozzo e rabbioso ha dato alla luce armi cos� potenti da mettere in pericolo persino gli immortali. Oggi la fama di esseri mitologici di cui godiamo, in verit�, ci protegge dalle creature deboli cui diamo la caccia. Questa bambina portentosa...�, e sollev� il palmo della mano come se avesse dovuto appoggiarlo su Renesmee, anche se si trovava a quaranta metri di distanza da lei ed era quasi rientrato nella formazione dei Volturi. �Ah, se potessimo conoscere le sue potenzialit�, sapere con certezza <emphasis>assoluta</emphasis> che resteranno sempre avvolte dall�oscurit� che ci protegge. Ma non sappiamo niente di ci� che diventer�! I suoi stessi genitori sono angustiati dalla paura per il suo futuro. Non possiamo sapere con certezza cosa diventer� da grande�. Fece una pausa, guardando prima i nostri testimoni, e poi, in modo eloquente, i suoi. La voce imitava molto bene qualcuno che era lacerato dalle proprie parole.</p><p>Senza staccare gli occhi dai suoi testimoni, prosegu�. �Solo ci� che si conosce � sicuro. Solo ci� che si conosce � tollerabile. Ci� che � sconosciuto �... un punto debole�.</p><p>Il sorriso di Caius si allarg�, malvagio.</p><p>�Stai traendo conclusioni affrettate, Aro�, disse Carlisle, con voce cupa.</p><p>�Pace, amico mio�, disse Aro sorridente, il volto gentile e la voce cortese come sempre. �Non precipitiamo le cose. Guardiamole da tutti i punti di vista�.</p><p>�Posso offrire un mio punto di vista?�, supplic� Garrett in tono pacato, facendo un altro passo avanti.</p><p>�Prego, nomade�, disse Aro, con un cenno di assenso.</p><p>Garrett alz� il mento. Gett� lo sguardo sulla massa accalcata in fondo al prato e si rivolse direttamente ai testimoni dei Volturi.</p><p>�Sono venuto qui su richiesta di Carlisle, come gli altri, per fare da testimone�, disse. �Il che di sicuro non si rende pi� necessario, per quanto riguarda la bambina. Vediamo tutti che cos��. Ma sono rimasto a fare da testimone a qualcos�altro. A voi�. Punt� il dito verso i vampiri diffidenti. �Conosco almeno due di voi � Makenna e Charles � e vedo che molti altri sono girovaghi, vagabondi come me. Che non rispondono a nessun padrone. Riflettete attentamente su quel che vi dico ora.</p><p>Questi anziani non sono venuti qui in cerca di giustizia come vi hanno detto. Noi l�avevamo gi� sospettato, e ora ce ne danno la prova. Sono arrivati qui fuorviati, eppure con una scusa valida per l�azione che avevano in programma. Ora siate testimoni del fatto che cercano scuse deboli per proseguire con la loro vera missione. Siate testimoni del fatto che si sforzano di trovare una giustificazione per il loro vero scopo: distruggere questa famiglia�. Con un cenno indic� Carlisle e Tanya.</p><p>�I Volturi sono venuti a eliminare quelli che percepiscono come rivali. Forse anche voi, come me, guardate gli occhi dorati dei membri di questo clan e ne restate stupiti. � vero, � difficile capirli. Ma gli anziani guardano e vedono qualcosa al di l� della loro strana scelta. Vedono il vero <emphasis>potere.</emphasis></p><p>Con i miei occhi sono stato testimone dei legami che corrono fra i membri di questa famiglia: e dico<emphasis> famiglia</emphasis>, non congrega. Questi strani vampiri dagli occhi dorati rinnegano la propria stessa natura. Ma in cambio hanno forse trovato qualcosa che vale ancora di pi� della semplice gratificazione del desiderio? Nel tempo passato qui, li ho studiati un pochino e mi sembra che la qualit� intrinseca di questi intensi legami di famiglia, anzi, ci� che li rende possibili, sia il carattere pacifico di una vita fatta di sacrifici. Qui non ci sono aggressioni come abbiamo osservato tutti nei grandi clan meridionali, cresciuti e diminuiti rapidamente a furia di faide selvagge. Non c�� sete di dominio. E Aro lo sa meglio di me�.</p><p>Osservai il viso di Aro mentre le parole di Garrett lo accusavano, in preoccupata attesa di una reazione di qualche tipo. Ma Aro aveva un�espressione di gentilezza divertita, come se esercitasse la pazienza perch� il bambino capriccioso si accorgesse che nessuno prestava attenzione alla sua scenata.</p><p>�Carlisle ha garantito a noi tutti, quando ci ha detto cosa ci aspettava, che non ci aveva chiamati qui per combattere. Questi testimoni�, Garrett indic� Siobhan e Liam, �hanno accettato di fornire le prove, di rallentare l�avanzata dei Volturi con la loro presenza, cos� che Carlisle potesse avere modo di perorare la sua causa. Ma alcuni di noi si sono chiesti�, e qui scocc� un�occhiata al viso di Eleazar, �se il fatto che Carlisle avesse la verit� dalla sua potesse bastare a fermare la cosiddetta giustizia. I Volturi sono qui per proteggere la sicurezza del nostro segreto, o per proteggere il loro potere? Sono venuti a distruggere una creazione illecita, o uno stile di vita? Non potrebbero accontentarsi del fatto che il pericolo si � rivelato un semplice malinteso? Oppure procederanno anche senza la scusa di fare giustizia?</p><p>Abbiamo gi� la risposta a tutte queste domande. L�abbiamo sentita nelle parole mendaci di Aro � una dei nostri ha il dono di sapere per certo chi mente � e ormai la vediamo nel sorriso impaziente di Caius. Il loro corpo di guardia � soltanto un�arma priva d�intelligenza, uno strumento della sete di dominio dei loro padroni.</p><p>Ora dunque ci sono altre domande cui voi dovete assolutamente rispondere. Chi vi comanda, nomadi? Rispondete alla volont� di qualcun altro, oltre alla vostra? Siete liberi di scegliere la vostra strada, o saranno i Volturi a decidere delle vostre vite? Io sono venuto per testimoniare. Ora rimango per combattere. Ai Volturi non importa niente che muoia una bambina. Vogliono che muoia il nostro libero arbitrio�.</p><p>Poi si gir� verso gli anziani. �Venite, dunque, vi dico! Finiamola con le false razionalizzazioni. Siate sinceri nelle vostre intenzioni e noi lo saremo nelle nostre. Noi difenderemo la nostra libert�. Voi deciderete se attaccarla o meno. Scegliete ora, e mostrate a questi testimoni qual � il vero problema in discussione qui�.</p><p>Guard� di nuovo i testimoni dei Volturi, scrutando ogni viso a fondo. Il potere delle sue parole era evidente nelle loro espressioni. �Potreste pensare di unirvi a noi. Se credete che i Volturi vi lasceranno restare vivi a raccontare ci� che � successo qui, vi sbagliate. Potremmo essere tutti annientati�, disse alzando le spalle, �oppure no. Forse le nostre forze sono meno impari di quanto credono. Forse i Volturi finalmente hanno trovato qualcuno in grado di tener loro testa. In ogni caso, vi prometto questo: se noi cadremo, sar� lo stesso per voi�.</p><p>Termin� il suo discorso accalorato facendo un passo indietro per tornare al fianco di Kate e poi salt� in avanti e si rannicchi� in guardia, pronto al massacro.</p><p>Aro sorrise. �Proprio un bel discorso, mio rivoluzionario amico�.</p><p>Garrett rimase in posizione di attacco. �Rivoluzionario?�, rugg�. �Contro chi mi starei ribellando, se � lecito chiederlo? Sei forse il mio re? Vuoi che ti chiami Signore anch�io, come quei leccapiedi delle tue guardie?�.</p><p>�Pace, Garrett�, disse Aro tollerante. �Mi riferivo solo ai tempi in cui sei nato. Sei ancora un patriota, vedo�.</p><p>Garrett gli rispose con un�occhiata feroce.</p><p>�Chiediamolo ai nostri testimoni�, propose Aro. �Ascoltiamo i loro pensieri prima di prendere una decisione. Dite, amici�, ci diede le spalle con naturalezza, avanzando di qualche metro in direzione della sua massa di osservatori nervosi, che ora ondeggiava sempre pi� vicina al limitare della foresta, �cosa ne pensate di tutto ci�? Posso garantire che la bambina non � quello che temevamo. Ci assumiamo il rischio di lasciarla sopravvivere? Mettiamo in pericolo il nostro mondo per conservare intatta la loro famiglia? Oppure ha ragione lo schietto Garrett? Vi unirete a loro per contrastare la nostra improvvisa sete di dominio?�.</p><p>I testimoni incrociarono il suo sguardo con espressioni caute. Una donna minuta dai capelli neri diede un�occhiata fugace all�uomo biondo scuro che le stava a fianco.</p><p>�Queste sono le uniche scelte che abbiamo?�, chiese d�un tratto, tornando con lo sguardo ad Aro. �Dichiararci d�accordo con te, o combattere contro di te?�.</p><p>�Certo che no, affascinante Makenna�, disse Aro, apparentemente scandalizzato al pensiero che qualcuno avesse tratto quella conclusione. �Potete andarvene in pace, naturalmente, come ha fatto Amun, anche se non siete d�accordo con la decisione del consiglio�.</p><p>Makenna guard� di nuovo il suo compagno in viso e lui ebbe un cenno d�assenso.</p><p>�Non siamo venuti qui per combattere�. Fece una pausa, espir�, poi aggiunse: �Siamo venuti qui a fare da testimoni. E la nostra testimonianza � che la famiglia sotto processo � innocente. Tutto ci� che Garrett ha affermato � vero�.</p><p>�Ah�, disse Aro triste. �Mi spiace che tu ci veda cos�. Ma � questa la natura del nostro compito�.</p><p>�Non � ci� che vedo, ma ci� che sento�, disse il biondo compagno di Makenna con voce acuta e nervosa. Guard� Garrett. �Garrett dice che hanno i mezzi per scoprire le bugie. Anch�io so quando sento una verit� e quando invece non � cos�. Con gli occhi spaventati si avvicin� alla sua compagna, in attesa della reazione di Aro.</p><p>�Non temerci, amico Charles. Senza dubbio il patriota crede davvero in quello che dice�, ridacchi� Aro spensierato, e Charles affil� lo sguardo.</p><p>�Questa � la nostra testimonianza�, disse Makenna. �Ora ce ne andiamo�.</p><p>Lei e Charles arretrarono lenti, senza girarsi prima di sparire alla vista fra gli alberi. Un altro sconosciuto cominci� a ritirarsi per quella stessa via, poi altri tre gli corsero dietro.</p><p>Studiai i trentasette vampiri rimasti. Alcuni sembravano troppo confusi per prendere una decisione. Ma la maggioranza appariva fin troppo consapevole della direzione presa da questa sfida. Immaginai che stessero rinunciando al vantaggio iniziale per capire con precisione chi li avrebbe poi inseguiti.</p><p>Ero sicura che anche Aro lo avesse compreso. Distolse lo sguardo e torn� dal suo corpo di guardia a passi lunghi e misurati. Si ferm� davanti a loro e li arring� con voce limpida.</p><p>�Siamo in minoranza, carissimi�, disse. �Non possiamo aspettarci alcun aiuto dall�esterno. Dobbiamo lasciare la questione irrisolta per salvarci la vita?�.</p><p>�No, Signore�, sussurrarono all�unisono.</p><p>�La protezione del nostro mondo pu� valere la probabile perdita di alcuni di noi?�.</p><p>�S�, mormorarono. �Non abbiamo paura�.</p><p>Aro sorrise e si gir� verso i suoi compagni nerovestiti.</p><p>�Fratelli�, disse cupo, �ci sono molti fattori da valutare�.</p><p>�Consultiamoci�, disse ansioso Caius.</p><p>�Consultiamoci�, ripet� Marcus, in tono indifferente.</p><p>Aro ci volt� di nuovo le spalle, rivolgendosi verso gli altri anziani. Si presero per mano e formarono un triangolo avvolto di nero.</p><p>Non appena l�attenzione di Aro fu catturata da quel muto consulto, altri due loro testimoni si dileguarono in silenzio nella foresta. Per il loro bene sperai che fossero molto veloci.</p><p>Quindi il momento era giunto. Con cura, mi sciolsi dall�abbraccio di Renesmee.</p><p>�Ti ricordi quello che ti ho detto?�, le chiesi.</p><p>Gli occhi le si riempirono di lacrime, ma annui. �Ti voglio tanto bene�, sussurr�.</p><p>Ora Edward ci guardava, gli occhi color topazio spalancati. Jacob ci fissava con la coda dell�occhio grande e scuro.</p><p>�Anch�io ti voglio tanto bene�, dissi, poi toccai il suo medaglione. �Pi� della mia stessa vita�. La baciai sulla fronte.</p><p>Jacob gemette, a disagio.</p><p>Mi alzai in punta di piedi e gli sussurrai all�orecchio: �Aspetta che siano completamente distratti, poi scappa con lei. Allontanati da questo posto pi� che puoi. Quando ti sei allontanato il pi� possibile a piedi, lei ha il necessario per farvi salire su un aereo�.</p><p>I volti di Edward e Jacob erano maschere d�orrore pressoch� identiche, tranne il fatto che una apparteneva a un animale.</p><p>Renesmee si sporse verso Edward e lui la strinse fra le braccia. Si abbracciarono forte.</p><p>�� questo che mi tenevi nascosto?�, mi sussurr� sopra la testa di nostra figlia.</p><p>�Non a te, ad Aro�, mormorai.</p><p>�Per via di Alice?�.</p><p>Annuii.</p><p>Sul suo viso si dipinse una dolorosa smorfia di comprensione. Forse la stessa che era apparsa sul mio volto quando finalmente avevo collegato tutti gli indizi forniti da Alice?</p><p>Jacob ringhiava piano, un suono stridulo e basso, ma regolare e ininterrotto come se stesse facendo le fusa. Aveva il pelo del collo ritto e i denti scoperti.</p><p>Edward baci� Renesmee sulla fronte e sulle guance, poi la sollev� per issarla sulla schiena di Jacob. Lei sal� con agilit�, tenendosi alla sua pelliccia, e trov� posto facilmente nell�incavo fra quelle enormi scapole.</p><p>Jacob si gir� verso di me, gli occhi espressivi pieni di tormento, con quel ruggito tonante che gli straziava ancora il petto.</p><p>�Sei l�unico cui potremmo affidarla�, gli mormorai. �Se tu non l�amassi tanto, non potrei mai sopportare questo momento. So che sei in grado di proteggerla, Jacob�.</p><p>Gemette di nuovo e chin� la testa per darmi dei colpetti sulla spalla.</p><p>�Lo so�, sussurrai. �Anch�io ti voglio tanto bene, Jake. Sarai sempre il mio testimone di nozze�.</p><p>Sulla pelliccia rossastra sotto l�occhio gli scorreva una lacrima grande quanto una palla da baseball.</p><p>Edward pos� il capo sulla stessa spalla dove aveva collocato Renesmee. �Addio, Jacob, fratello mio... figlio mio�.</p><p>Agli altri non sfugg� quella scena d�addio. Avevano gli occhi fissi sul triangolo nero silenzioso, ma capivo che ci stavano ascoltando.</p><p>�Allora non c�� speranza?�, chiese Carlisle in un sussurro. Nella sua voce non c�erano tracce di paura. Solo risolutezza e rassegnazione.</p><p>�Certo che c��, gli risposi. <emphasis>E potrebbe essere vero</emphasis>, mi dissi. �Io conosco solo il destino che spetta a me�.</p><p>Edward mi prese la mano. Sapeva che anche lui era compreso in quel destino. Parlando del <emphasis>mio destino</emphasis>, era ovvio che intendessi entrambi. Eravamo le due met� di un intero.</p><p>Esme, dietro di me, respirava a fatica. Ci pass� davanti, sfiorandoci il viso in una carezza, per andare a mettersi a fianco di Carlisle e stringergli la mano.</p><p>Di colpo fummo circondati di mormorii di addio e dichiarazioni di affetto.</p><p>�Se sopravviviamo a tutto questo�, sussurr� Garrett a Kate, �ti seguir� ovunque, donna�.</p><p>�Adesso si � deciso a dirmelo�, borbott� lei.</p><p>Rosalie ed Emmett si diedero un bacio rapido ma appassionato.</p><p>Tia accarezz� Benjamin sul viso. Lui ricambi� il sorriso, sereno, trattenendo la sua mano contro la guancia.</p><p>Non vidi tutte le espressioni d�amore e di dolore. Mi distrasse un�improvvisa pressione che picchiettava contro l�esterno del mio scudo. Non capivo da dove venisse, ma sembrava diretta verso gli estremi del nostro gruppo, in particolare Siobhan e Liam. La pressione non cre� danni e poi spar�.</p><p>Non ci fu alcun mutamento nelle forme silenziose e immobili degli anziani a consiglio. Ma forse qualche segnale mi era sfuggito.</p><p>�State pronti�, sussurrai agli altri. �Si comincia�.</p></section><section><title><p>38</p><p>Il potere</p></title><p>�Chelsea sta cercando di rompere i nostri legami�, sussurr� Edward. �Ma non riesce a trovarli. Non ci sente...�. Spost� lo sguardo su di me. �Sei tu con il tuo scudo?�.</p><p>Gli sorrisi risoluta. �Sto dominando tutta la situazione�.</p><p>Improvvisamente Edward si stacc� da me e con la mano si sporse verso Carlisle. Al tempo stesso, accusai una stoccata pi� forte contro lo scudo, nel punto in cui avvolgeva protettivo la luce di Carlisle. Non fu dolorosa, ma nemmeno piacevole.</p><p>�Carlisle? Tutto bene?�, gli chiese Edward angosciato.</p><p>�S�. Perch�?�.</p><p>�Jane�, rispose Edward.</p><p>Nel momento stesso in cui pronunci� il suo nome, lei lanci� una dozzina di attacchi acuminati nel giro di un secondo, che martellarono tutto lo scudo elastico, diretti verso dodici punti luminosi diversi. Poi allentai la presa per verificare che lo scudo non avesse subito danni. A quanto pareva, Jane non era stata in grado di perforarlo. Mi guardai intorno rapida; stavano tutti bene.</p><p>�Incredibile�, disse Edward.</p><p>�Ma perch� non aspettano che decidano?�, sibil� Tanya.</p><p>�� la loro procedura normale�, rispose brusco Edward. �Di solito rendono inoffensive le persone sotto processo, in modo che non possano fuggire�.</p><p>Guardai dalla parte di Jane, che fissava il nostro gruppo furiosa e incredula. Ero piuttosto sicura che, a parte me, non avesse mai visto nessuno restare in piedi dopo un suo attacco feroce.</p><p>Probabilmente non fu un gesto molto maturo. Ma immaginai che Aro ci avrebbe messo un secondo a intuire, se gi� non l�aveva fatto, che il mio scudo era molto pi� potente di quanto sapesse Edward: avevo gi� un bersaglio gigantesco disegnato sulla fronte e non c�era pi� motivo per cercare di mantenere segreto quello che ero capace di fare. Quindi scoccai un sorriso compiaciuto in direzione di Jane.</p><p>Lei strinse gli occhi e sentii un�altra fitta di pressione, questa volta diretta in particolare a me.</p><p>Schiusi di pi� le labbra, mostrandole i denti.</p><p>Jane si fece sfuggire un grido acuto misto a un ringhio. Tutti sussultarono, persino il disciplinato corpo di guardia. Ma non gli anziani, che non si distolsero minimamente dal loro conciliabolo. Il suo gemello la trattenne per il braccio mentre si accucciava, pronta a balzare.</p><p>I rumeni cominciarono a sghignazzare maligni, pregustando quello che sarebbe successo.</p><p>�Te l�ho detto che questo era il nostro momento�, disse Vladimir a Stefan.</p><p>�Guarda un po� che faccia fa quella strega�, ridacchi� Stefan.</p><p>Alec confort� la sorella con una pacca sulla spalla, poi la prese sottobraccio. Si gir� verso di noi, imperturbato, con aria angelica.</p><p>Mi aspettavo una pressione, un qualche segno del suo attacco, ma non avvertii nulla. Continuava a fissare nella nostra direzione, con il bel viso inalterato. Ci stava attaccando? Stava perforando il mio scudo? Ero l�unica che riusciva ancora a vederlo? Strinsi la mano a Edward.</p><p>�Tutto bene?�, gli chiesi con voce strozzata.</p><p>�S�, sussurr�.</p><p>�Alec ci sta provando?�.</p><p>Edward annu�. �Il suo dono � pi� lento di quello di Jane. Avanza strisciando. Ci raggiunger� fra qualche secondo�.</p><p>Fu allora che lo vidi, quando seppi cosa dovevo cercare.</p><p>Sopra la neve fluiva lentamente una strana foschia limpida, quasi invisibile sullo sfondo bianco. Mi ricordava un miraggio: una lieve distorsione della vista, un barlume. Allargai lo scudo oltre Carlisle e il resto della nostra prima linea, perch� temevo la vicinanza di quella foschia furtiva nel momento in cui ci avrebbe colpiti. E se fosse riuscita a incunearsi attraverso la mia protezione intangibile? Dovevamo forse fuggire?</p><p>Un brontolio basso attravers� il terreno sotto i nostri piedi e una folata di vento soffi� via la neve in turbini improvvisi nello spazio fra la nostra postazione e quella dei Volturi. Benjamin aveva visto la minaccia strisciante e stava cercando di dirottare la foschia lontano da noi. La neve rendeva facile vedere in che direzione lui scagliava il vento, ma la nebbia non reagiva in nessun modo. Era come l�aria che soffia senza lasciare traccia attraverso un�ombra: l�ombra era immune.</p><p>La formazione triangolare degli anziani finalmente si separ� quando, con un atroce cigolio, in mezzo alla radura si apr� una faglia profonda e stretta, una lunga linea a zigzag. Per un attimo la terra mi trem� sotto i piedi. Le folate di neve precipitarono nel buco, ma la foschia riusc� a passarci sopra, immune alla gravit� come lo era al vento.</p><p>Aro e Caius spalancarono gli occhi a vedere la terra che si apriva. Marcus, invece, non tradiva alcuna emozione.</p><p>Tacquero, in evidente attesa che la foschia ci raggiungesse. Il vento sibilava pi� forte, ma non cambiava il percorso della foschia. Ora Jane sorrideva.</p><p>Poi la foschia si scontr� contro un muro.</p><p>Ne sentii il sapore appena tocc� il mio scudo: aveva un gusto denso, dolce, stucchevole. Mi ricordava vagamente la novocaina quando mi desensibilizzava la lingua.</p><p>La foschia si arricci� verso l�alto, cercando una falla, un punto debole. Non ne trov�. Le dita della nebbia perlustrarono in alto e intorno a s�, cercando un modo per entrare, e nel farlo evidenziavano le proporzioni incredibili dello schermo protettivo.</p><p>Da entrambi i lati dello squarcio creato da Benjamin la gente rimase a bocca aperta.</p><p>�Bel colpo, Bella!�, esult� Benjamin a voce bassa.</p><p>Mi ritorn� il sorriso.</p><p>Vedevo gli occhi socchiusi di Alec, il dubbio dipinto per la prima volta su quei lineamenti, mentre la sua foschia mulinava innocua intorno ai bordi del mio scudo.</p><p>E fu allora che capii che ce la potevo fare. Ovvio, sarei diventata l�obiettivo numero uno, la prima a dover morire, ma finch� resistevo eravamo ben pi� che superiori rispetto ai Volturi. Noi avevamo ancora Benjamin e Zafrina, loro neppure un aiuto soprannaturale, finch� reggevo.</p><p>�Dovr� assolutamente concentrarmi�, sussurrai a Edward. �Quando arriveremo al corpo a corpo, sar� pi� difficile mantenere lo scudo intorno alle persone giuste�.</p><p>�Te li terr� lontani�.</p><p>�No. Tu devi assolutamente occuparti di Demetri. Sar� Zafrina a tenermeli lontani�.</p><p>Zafrina annu� seria. �Nessuno toccher� questa ragazza�, promise a Edward.</p><p>�Mi occuperei io di Jane e Alec, ma sono pi� utile qui�.</p><p>�Jane � mia�, sibil� Kate. �Ha bisogno di essere ripagata con la sua stessa moneta�.</p><p>�E Alec � in debito di varie vite con me, ma posso accontentarmi della sua�, rugg� Vladimir dall�altra parte. �� tutto mio�.</p><p>�Io voglio solo Caius�, disse pacata Tanya.</p><p>Gli altri cominciarono a spartirsi gli avversari a loro volta, ma in breve vennero interrotti.</p><p>Aro, fissando calmo la foschia inutile di Alec, finalmente parl�.</p><p>�Prima che votiamo...�, esord�.</p><p>Scossi la testa rabbiosa. Ero stufa di quel balletto. In me si stava riaccendendo la sete di sangue e mi dispiaceva di dover restare ferma, perch� cos� sarei stata molto pi� utile agli altri. Desideravo disperatamente di combattere.</p><p>�...lasciate che vi ricordi�, continu� Aro, �che, qualunque sia la decisione del consiglio, non occorre che ne consegua alcuna violenza qui�.</p><p>Edward proruppe in una risata tetra.</p><p>Aro lo fiss� triste. �Sarebbe uno spreco deplorevole per la nostra specie perdere qualcuno di voi. Specialmente tu, giovane Edward, e la tua compagna neonata. I Volturi sarebbero felici di accogliere molti di voi fra le loro schiere. Bella, Benjamin, Zafrina, Kate. Avete molte possibilit� di scelta davanti a voi. Prendetele in considerazione�.</p><p>I tentativi di Chelsea per separarci svolazzavano impotenti contro il mio scudo.</p><p>Aro pass� in rassegna con lo sguardo i nostri occhi inflessibili, in cerca di qualsiasi segnale di esitazione. A giudicare dalla sua espressione, non ne trov�.</p><p>Intuivo il suo desiderio ardente di tenersi me ed Edward, di imprigionarci proprio come aveva sperato di ridurre in schiavit� Alice. Ma questa battaglia era troppo importante. Se sopravvivevo, lui non avrebbe vinto. Ero felicissima di essere cos� potente da obbligarlo a scegliere di uccidermi.</p><p>�Votiamo, dunque�, disse, con evidente riluttanza.</p><p>Caius parl� in fretta, impaziente. �La bambina � una variabile impazzita. Non ci sono motivi per permettere che esista un rischio del genere. Deve essere distrutta insieme a tutti quelli che la proteggono�. Sorrise speranzoso.</p><p>Repressi un grido di sfida in risposta al suo ghigno crudele.</p><p>Marcus alz� gli occhi indifferenti, con l�aria di guardare qualcosa al di l� di noi mentre votava.</p><p>�Non vedo rischi nell�immediato. La bambina per ora non rappresenta un pericolo. Possiamo sempre giudicarla in seguito. Viviamo in pace�. La sua voce era ancora pi� debole dei sospiri leggeri dei suoi fratelli.</p><p>Alle sue parole, discordanti da quelle del fratello, nessuno nel corpo di guardia abbandon� la posizione di allerta. Caius non smise il suo ghigno: era come se Marcus non avesse nemmeno parlato.</p><p>�A quanto pare il voto decisivo spetta a me�, disse Aro fra s�.</p><p>Improvvisamente, Edward s�irrigid� al mio fianco. �S�!�, sibil�.</p><p>Mi arrischiai a guardarlo. Il viso gli brillava di un�espressione trionfante che non capivo: quella che potrebbe avere un angelo sterminatore mentre osserva il mondo bruciare. Bello e terrificante.</p><p>Ci fu una tenue reazione da parte del corpo di guardia, un mormorio di disagio.</p><p>�Aro?�, lo chiam� Edward, quasi gridando, con una sfumatura malcelata di vittoria nella voce.</p><p>Aro esit� per un secondo, valutando con cautela questo nuovo umore prima di rispondere. �S�, Edward? Hai qualcos�altro da...?�.</p><p>�Forse�, disse Edward a mezza voce, controllando la sua esaltazione inspiegabile. �Prima di tutto, posso chiarire un punto?�.</p><p>�Ma certo�, disse Aro, inarcando le sopracciglia, e ora il suo tono non tradiva altro che un gentile interessamento. Digrignai i denti: Aro era al massimo della pericolosit� quando si dimostrava gentile.</p><p>�Il pericolo che vedi rappresentato da mia figlia nasce soltanto dalla nostra incapacit� di prevedere la sua crescita? � questo il nodo della questione?�.</p><p>�S�, amico Edward�, convenne Aro. �Se potessimo solo essere certi... essere davvero sicuri che, quando cresce, sar� capace di restare celata al mondo umano, senza mettere in pericolo la sicurezza del nostro mondo segreto...�. La voce gli si affievol� e lui si strinse nelle spalle.</p><p>�Quindi se potessimo sapere con certezza cosa diventer�...�, insinu� Edward, �non ci sarebbe alcun bisogno di un ulteriore consiglio?�.</p><p>�Se ci fosse un qualche modo di essere certi al cento per cento�, convenne Aro, la voce morbida un poco pi� stridula. Non capiva dove volesse arrivare Edward. E nemmeno io. �In quel caso, s�: non ci sarebbero pi� problemi su cui discutere�.</p><p>�E noi ci saluteremo in pace e saremo di nuovo buoni amici?�, chiese Edward con una punta d�ironia.</p><p>La voce era ancora pi� acuta. �Ma certo, mio giovane amico. Niente potrebbe farmi pi� piacere�.</p><p>Edward ridacchi� esultante. �Allora ho davvero qualcos�altro da offrirti�.</p><p>Aro affil� lo sguardo. �Lei � assolutamente unica. Il suo futuro si pu� solo indovinare�.</p><p>�Non � assolutamente unica�, dissent� Edward. �� rara, di sicuro, ma non proprio unica�.</p><p>Cercai di combattere lo shock, come se la speranza improvvisa che nasceva costituisse per me una distrazione inutile. La foschia nauseabonda mulinava ancora lungo i bordi del mio scudo. E mentre mi sforzavo di concentrarmi, sentii di nuovo la pressione acuminata e martellante contro il mio involucro protettivo.</p><p>�Aro, puoi chiedere a Jane di smettere di attaccare mia moglie?�, chiese gentilmente Edward. �Stiamo ancora discutendo delle prove�.</p><p>Aro alz� una mano. �Pace, miei cari. Ascoltiamolo�.</p><p>La pressione spar�. Jane mi mostr� i denti e io non riuscii a fare a meno di digrignare i miei per tutta risposta.</p><p>�Perch� non ci raggiungi, Alice?�, chiam� forte Edward.</p><p>�Alice�, sussurr� Esme, sconvolta.</p><p>Alice!</p><p>Alice, Alice, Alice!</p><p>�Alice!�, �Alice!�, mormoravano altre voci intorno a me.</p><p>�Alice�, bisbigli� Aro.</p><p>Fui pervasa dal sollievo e da una gioia violenta. Mi ci volle tutta la mia forza di volont� per mantenere lo scudo dove si trovava. La nebbia di Alec lo metteva ancora alla prova, cercando un punto debole; se avessi lasciato qualche buco, Jane lo avrebbe visto.</p><p>Poi li sentii correre nella foresta, volando, coprendo la distanza nel modo pi� rapido possibile, senza badare a rallentare per non creare rumore.</p><p>Le fazioni erano immobili in attesa. I testimoni dei Volturi aspettavano torvi, confusi e perplessi.</p><p>Poi Alice entr� danzando nella radura da sud-ovest e, se fosse stato possibile, il sollievo di rivedere il suo viso mi avrebbe fatto quasi venire un colpo. Jasper la seguiva a pochi centimetri di distanza, lo sguardo fiero e penetrante. Dietro di loro, tre sconosciuti: la prima era una femmina alta e muscolosa con scuri capelli ingovernabili. Ovviamente si trattava di Kachiri. Aveva le stesse membra e i tratti allungati delle altre amazzoni, nel suo caso ancora pi� pronunciati.</p><p>La successiva era una piccola vampira dalla pelle olivastra con una lunga treccia di capelli neri che le ondeggiava sulla schiena. Aveva occhi di un color bordeaux scuro che si muovevano nervosi osservando la folla coinvolta nella disputa.</p><p>L�ultimo era un giovane, che non correva con altrettanta velocit� e fluidit�. Aveva la pelle di un marrone scuro intensissimo, quasi impossibile. Con uno sguardo cauto degli occhi di un caldo color tek perlustr� l�adunata. Anche lui aveva i capelli neri e intrecciati, come la donna, ma non altrettanto lunghi. Era bellissimo.</p><p>Mentre ci si avvicinava, un suono imprevisto diffuse ondate di sconvolgimento nella folla degli astanti: il battito di un cuore, accelerato dallo sforzo.</p><p>Alice spicc� un salto leggero per superare i confini della foschia sparsa che lambiva il mio scudo e si ferm� sinuosa a fianco di Edward. Mi sporsi a toccarle il braccio; Edward, Esme e Carlisle fecero altrettanto. Non c�era tempo per altri tipi di benvenuto. Jasper e gli altri la seguirono attraverso lo scudo.</p><p>Tutto il corpo di guardia osserv� con occhi pieni di congetture i nuovi arrivati, che attraversavano senza alcuna difficolt� il confine invisibile. I pi� robusti, Felix e gli altri come lui, concentrarono lo sguardo improvvisamente speranzoso su di me. Non erano sicuri di cosa il mio scudo sapesse respingere, ma ora era chiaro che non avrebbe fermato un assalto fisico. Non appena Aro avesse dato il segnale, si sarebbe scatenato l�attacco, con me per unico obiettivo. Mi chiesi quanti ne sarebbe riusciti ad accecare Zafrina e se questo li avrebbe rallentati. Abbastanza perch� Kate e Vladimir togliessero di mezzo Jane e Alec? Non chiedevo di meglio.</p><p>Edward, nonostante la concentrazione nell�assalto che stava per sferrare, s�irrigid� furioso in reazione ai loro pensieri. Si controll� e rivolse di nuovo la parola ad Aro.</p><p>�Nelle ultime settimane Alice ha cercato per conto suo dei testimoni�, disse all�anziano. �E non � tornata a mani vuote. Alice, perch� non ci presenti i testimoni che hai portato con te?�.</p><p>Caius ringhi�. �� finito il tempo concesso alle testimonianze! Aro, deciditi a votare!�.</p><p>Aro alz� un dito per tacitare il fratello e incoll� gli occhi al viso di Alice.</p><p>Alice fece un passo avanti con grazia e present� gli sconosciuti. �Lei si chiama Huilen e lui � suo nipote Nahuel�.</p><p>Ah, sentire la sua voce... Era come se non fosse mai partita.</p><p>Caius strinse forte gli occhi mentre Alice menzionava il rapporto che intercorreva fra i due nuovi arrivati. I testimoni dei Volturi sibilarono fra s�. Il mondo dei vampiri stava cambiando e tutti lo sentivano.</p><p>�Parla, Huilen�, le ordin� Aro. �Dacci la testimonianza per la quale sei stata condotta fin qui�.</p><p>La donna minuta guard� Alice, nervosa. Alice le fece un cenno d�incoraggiamento e Kachiri pos� la lunga mano sulla spalla della piccola vampira.</p><p>�Mi chiamo Huilen�, annunci� la donna in un inglese chiaro, ma con un accento strano. Mentre continuava, era evidente che si era preparata a raccontare questa storia, che si era esercitata. Scorreva alla perfezione, come una favola per bambini. �Un secolo e mezzo fa abitavo con il mio popolo, i Mapuche. Mia sorella si chiamava Pire. I nostri genitori le avevano dato il nome della neve sulle montagne, perch� aveva la pelle chiara. Ed era bellissima, fin troppo bella. Un giorno venne da me a confidarmi il segreto dell�angelo che l�aveva scoperta nei boschi e l�andava a trovare di notte. Io la misi in guardia�. Huilen scosse la testa, addolorata. �Come se non fossero bastati i lividi che aveva sulla pelle, per metterla in guardia. Sapevo che si trattava del Lobishomen delle nostre leggende, ma lei non voleva ascoltarmi. Era sotto l�effetto di un incantesimo.</p><p>Quando fu sicura che il figlio del suo angelo scuro le stava crescendo dentro, me lo disse. Non cercai di scoraggiarla dal suo progetto di fuga: sapevo che persino nostro padre e nostra madre avrebbero convenuto che quel bambino doveva essere ucciso e Pire insieme a lui. L�accompagnai nelle zone pi� remote della foresta. Lei cerc� il suo angelo demonio, ma non trov� nulla. Mi presi cura di lei e cacciai per lei quando le forze le vennero meno. Si cibava di animali crudi, beveva il loro sangue. Non avevo pi� bisogno di conferme su quello che lei portava nel ventre. Speravo di salvarle la vita prima di uccidere il mostro. Ma lei amava il bambino che le cresceva dentro. Lo chiam� Nahuel, come il giaguaro, quando divent� forte e le spezz� le ossa; e nonostante questo continuava ad amarlo.</p><p>Non riuscii a salvarla. Il bambino usc� dal grembo facendo a pezzi il corpo della madre e lei mor� presto, mentre mi supplicava senza sosta di prendermi cura del suo Nahuel. Fu il suo ultimo desiderio, e accettai di esaudirlo. Per� lui mi morse quando cercai di sollevarlo dal corpo di sua madre. Andai a nascondermi nella giungla a morire. Non mi allontanai di molto perch� il dolore era troppo. Ma lui mi trov�: il neonato si era fatto strada a fatica nel sottobosco fino ad arrivare da me e mi aspett�. Quando il dolore fin�, trovai il piccolo accoccolato vicino a me che dormiva.</p><p>Mi sono presa cura di lui finch� non � stato in grado di cacciare da solo. Cacciavamo nei villaggi della nostra foresta, restando in disparte. Non ci siamo mai allontanati tanto dalla nostra casa, ma Nahuel voleva vedere la bambina che c�� qui�.</p><p>Chin� il capo quando fin� di parlare e arretr� in modo da nascondersi in parte dietro Kachiri.</p><p>Aro aveva le labbra increspate. Fiss� il giovanotto dalla pelle scura.</p><p>�Nahuel, hai centocinquanta anni?�, gli chiese.</p><p>�S�, decennio pi�, decennio meno�, rispose con una voce calda, limpida e bella. L�accento si notava a malapena. �Noi non li contiamo�.</p><p>�E a quanti anni hai raggiunto la maturit�?�.</p><p>�Circa sette anni dopo la mia nascita avevo completato la crescita�.</p><p>�E da allora non sei cambiato?�.</p><p>Nahuel alz� le spalle: �Non che io sappia�.</p><p>Sentii il brivido che fece tremare il corpo di Jacob. Io invece preferivo non pormi ancora quel problema. Avrei aspettato che il pericolo fosse passato, in modo da potermi concentrare.</p><p>�E di cosa ti nutri?�, lo incalz� Aro, interessato suo malgrado.</p><p>�Di sangue, soprattutto, ma anche di cibo umano. Posso sopravvivere con entrambi�.</p><p>�Sei stato capace di creare un�immortale?�. Mentre Aro indicava Huilen, improvvisamente la sua voce si fece molto partecipe. Tornai a concentrarmi sullo scudo: forse stava cercando un nuovo pretesto.</p><p>�S�, ma nessuna delle altre sa farlo�.</p><p>Un mormorio scioccato percorse tutti e tre i gruppi.</p><p>Aro alz� bruscamente le sopracciglia: �Le altre?�.</p><p>�Le mie sorelle�, rispose di nuovo Nahuel stringendosi nelle spalle.</p><p>Aro lo fiss� per un attimo con occhi di brace prima di ricomporsi.</p><p>�Immagino che tu ci voglia raccontare il resto della tua storia, visto che a quanto pare non � finita�.</p><p>Nahuel si accigli�.</p><p>�Qualche anno dopo la morte di mia madre, mio padre � venuto a cercarmi�. Il suo bel viso si alter� leggermente. �� stato felice di trovarmi�. Il tono di Nahuel suggeriva che la simpatia non fosse reciproca. �Aveva due figlie, ma nessun altro figlio maschio. Si aspettava che mi unissi a lui, come avevano fatto le mie sorelle. Si sorprese di non trovarmi solo. Le mie sorelle non sono velenose, ma non so se dipenda dal sesso o dal caso, chi pu� dirlo? Comunque io avevo gi� formato una famiglia con Huilen e cambiare non m�<emphasis>interessava</emphasis>�, distorse quest�ultima parola. �Ogni tanto lo vedo. Ho una sorella nuova: ha raggiunto la maturit� circa dieci anni fa�.</p><p>�Tuo padre come si chiama?�, chiese Caius a denti stretti.</p><p>�Joham�, rispose Nahuel. �Si considera uno scienziato. � convinto di poter creare una nuova razza eletta�. Non si sforz� di nascondere il disgusto.</p><p>Caius mi guard�. �Tua figlia � velenosa?�, chiese bruscamente.</p><p>�No�, risposi. Udita la domanda di Caius, Nahuel alz� di scatto la testa e gli occhi color tek sondarono il mio viso.</p><p>Caius guard� Aro in attesa di una conferma, ma quest�ultimo era troppo assorto nei propri pensieri. Incresp� le labbra e fiss� Carlisle, poi Edward, e infine il suo sguardo si ferm� su di me.</p><p>Caius ringhi�. �Prendiamoci cura dell�anomalia che c�� qui e poi proseguiamo verso sud�, incalz� suo fratello Aro.</p><p>Aro mi guard� negli occhi per un momento lungo e gravido di tensione. Non avevo la minima idea di cosa stesse cercando, o di cosa avesse trovato, ma, dopo avermi valutata per quell�attimo, qualcosa nella sua espressione cambi�, l�atteggiamento della bocca e dello sguardo variarono leggermente, e capii che aveva preso una decisione.</p><p>�Fratello�, disse piano a Caius. �Pare proprio che non ci sia pericolo. Questo sviluppo � davvero insolito, ma non vedo alcuna minaccia. Sembra che questi mezzi vampiri siano quasi uguali a noi�.</p><p>�Questo � il tuo voto?�, chiese perentorio Caius.</p><p>�S�.</p><p>Caius si accigli�. �E quel Joham? Quell�immortale cos� appassionato di sperimentazioni?�.</p><p>�Forse � il caso che andiamo a parlare con lui�, convenne Aro.</p><p>�Fermate pure Joham se volete�, disse Nahuel con tono neutro. �Ma lasciate stare le mie sorelle. Loro sono innocenti�.</p><p>Aro annu�, con espressione solenne. Poi si gir� verso il suo corpo di guardia, con un sorriso cordiale.</p><p>�Miei cari�, grid�. �Oggi non si combatte�.</p><p>Il corpo di guardia annu� all�unisono e abbandon� la posizione di difesa. La foschia si disperse rapidamente, ma io continuai a mantenere attivo il mio scudo. Poteva darsi che fosse soltanto l�ennesimo trucco.</p><p>Analizzai le loro espressioni mentre Aro torn� a rivolgersi a noi. Aveva il solito viso benevolo, ma, al contrario di prima, avvertivo uno strano vuoto dietro la facciata, come se avesse smesso di tramare. Caius, chiaramente, era furioso, ma ora la sua era una rabbia interiore: si era rassegnato. Marcus aveva l�aria... annoiata: non avrei saputo come descriverla altrimenti. Il corpo di guardia era tornato a essere impassibile e disciplinato: al suo interno non c�erano individui, solo un intero. Si misero in formazione, pronti a partire. I testimoni dei Volturi restavano cauti: uno dopo l�altro se ne andarono, sparpagliandosi nei boschi. Mano a mano che diminuivano di numero, quelli che restavano si affrettavano. Presto non ne rimase pi� nessuno.</p><p>Aro tese le mani verso di noi, quasi per scusarsi. Dietro di lui la maggior parte del corpo di guardia, insieme a Caius, Marcus e alle mogli mute e misteriose, stava gi� allontanandosi rapidamente, sempre in formazione precisa. Solo i tre che sembravano costituire la sua guardia personale si erano trattenuti con lui.</p><p>�Sono cos� felice che tutto si sia potuto risolvere senza violenza�, disse dolcemente. �Carlisle, amico mio, quanto mi fa piacere poterti chiamare di nuovo amico! Spero non ci sia rancore. So che capisci il rigido fardello che il nostro dovere ci pone sulle spalle�.</p><p>�Vai in pace, Aro�, disse secco Carlisle. �Ricorda che qui dobbiamo ancora proteggere il nostro anonimato, quindi fa� in modo che le tue guardie non si mettano a cacciare in questa regione�.</p><p>�Ma certo, Carlisle�, lo rassicur� Aro. �Mi dispiace che tu disapprovi, caro amico. Forse, col tempo, mi perdonerai�.</p><p>�Forse, col tempo, se ci dimostrerai di nuovo la tua amicizia�.</p><p>Aro chin� il capo, il rimorso fatto persona, e arretr� un poco prima di girarsi e andare via. Senza parlare, guardammo gli ultimi quattro Volturi che sparivano fra gli alberi.</p><p>Cal� il silenzio, ma non mollai la presa sullo scudo.</p><p>�� davvero finita?�, sussurrai a Edward.</p><p>Aveva un sorriso smagliante. �S�. Si sono arresi. Come tutti i prepotenti, dietro la spavalderia sono dei vigliacchi�. Ridacchi�.</p><p>Alice si un� alla risata. �Sul serio, gente. Non ritorneranno. Potete rilassarvi tutti, ora�.</p><p>Ci fu un�altra pausa di silenzio.</p><p>�Fortuna sfacciata�, borbott� Stefan.</p><p>E poi la gente cap�.</p><p>Eruppero grida di giubilo. Ululati assordanti riempirono la radura. Maggie diede un pugno a Siobhan sulla schiena. Rosalie ed Emmett si baciarono di nuovo, stavolta pi� a lungo e con maggior passione. Benjamin e Tia erano serrati in un abbraccio, come Carmen ed Eleazar. Esme abbracciava forte Alice e Jasper. Carlisle stava ringraziando con affetto i nuovi arrivati dal Sudamerica che ci avevano salvati tutti. Kachiri era molto vicina a Zafrina e Senna, le dita intrecciate alle loro. Garrett sollev� da terra Kate e la fece girare in cerchio.</p><p>Stefan sput� sulla neve. Vladimir digrign� i denti con un�espressione stizzita.</p><p>Io quasi mi arrampicai sull�enorme lupo rossastro per strappargli mia figlia dalla schiena e poi stritolarla contro il mio petto. In quello stesso secondo Edward ci strinse in un abbraccio.</p><p>�Nessie, Nessie, Nessie�, cantilenai.</p><p>Jacob rise nel suo modo fragoroso, simile a un latrato, e mi colp� la nuca con il naso.</p><p>�Sta� zitto�, gli borbottai.</p><p>�Posso restare con voi?�, domand� Nessie.</p><p>�Per sempre�, le promisi.</p><p>L�eternit� era nostra. E Nessie sarebbe stata bene, sarebbe cresciuta sana e forte. Come il semi-umano Nahuel, a centocinquant�anni sarebbe stata ancora giovane. E noi saremmo rimasti tutti insieme.</p><p>Dentro di me la felicit� si espandeva come un�esplosione: cos� estrema, cos� violenta che non ero sicura di riuscire a sopravvivere.</p><p>�Per sempre�, mi ripet� Edward nell�orecchio.</p><p>Non riuscivo pi� a parlare. Alzai la testa e lo baciai con una passione che avrebbe potuto incendiare la foresta.</p><p>Ma io non me ne sarei accorta.</p></section><section><title><p>39</p><p>Felici e contenti</p></title><p>�E quindi alla fine ha agito una combinazione di fattori, ma se bisogna sintetizzare � stata... Bella�, stava spiegando Edward. La nostra famiglia e gli unici due ospiti rimasti erano seduti nel salone dei Cullen, mentre la foresta imbruniva fuori dalla vetrata.</p><p>Vladimir e Stefan erano svaniti prima ancora che avessimo finito di festeggiare. Erano parecchio delusi dal modo in cui si erano risolte le cose, ma Edward disse che si erano goduti la vigliaccheria dei Volturi quasi quanto bastava a compensare la loro frustrazione.</p><p>Benjamin e Tia avevano seguito rapidamente le orme di Amun e Kebi, impazienti di metterli a parte dell�esito della contesa; ero sicura che avremmo rivisto gli egizi, quantomeno Benjamin e Tia. Nessuno dei nomadi si trattenne. Peter e Charlotte conversarono brevemente con Jasper, poi partirono anche loro.</p><p>Persino le amazzoni, finalmente riunite, non vedevano l�ora di tornare a casa: facevano molta fatica a stare lontane dalla loro adorata foresta pluviale, per quanto fossero pi� riluttanti a lasciarci di molti altri.</p><p>�Devi portare la bambina a trovarmi�, aveva insistito Zafrina. �Promettimelo, piccola�.</p><p>Nessie mi aveva poggiato la mano sul collo, supplicandomi a sua volta.</p><p>�Ma certo, Zafrina�, avevo confermato.</p><p>�Saremo grandi amiche, mia piccola Nessie�, aveva dichiarato la donna selvaggia prima di partire con le sorelle.</p><p>Il clan degli irlandesi partecipava alla partenza in massa.</p><p>�Brava, Siobhan�, si congratul� Carlisle mentre si congedavano.</p><p>�Ah, il potere delle illusioni�, rispose lei sarcastica, alzando gli occhi al cielo. Poi di botto torn� seria. �Naturalmente non � finita. I Volturi non perdoneranno ci� che � successo qui�.</p><p>Fu Edward a risponderle. �Sono rimasti gravemente scossi: la loro fiducia in se stessi � a pezzi. Per� sono sicuro che prima o poi si riprenderanno dal colpo. E allora...�. Socchiuse gli occhi. �Immagino che cercheranno di colpirci uno alla volta�.</p><p>�Alice ci avvertir� quando decideranno di attaccare�, disse Siobhan con voce ferma. �E noi ci raduneremo ancora. Forse verr� un momento in cui il nostro mondo sar� pronto a essere del tutto libero dai Volturi�.</p><p>�Quel momento potrebbe arrivare�, rispose Carlisle. �E se arriva, ci trover� uniti�.</p><p>�S�, amico mio�, assent� Siobhan. �E com�� possibile fallire, quando io desiderer� che accada l�opposto?�. Scoppi� a ridere forte.</p><p>�Proprio cos�, disse Carlisle. Scambi� un abbraccio con Siobhan, poi strinse la mano a Liam. �Prova a rintracciare Alistair e a raccontargli cos�� successo. Non vorrei proprio che se ne stesse nascosto sotto una roccia per il prossimo decennio�.</p><p>Siobhan rise di nuovo. Maggie abbracci� sia Nessie che me, infine il clan irlandese se ne and�.</p><p>I vampiri di Denali furono gli ultimi a lasciarci e Garrett part� con loro � ero piuttosto sicura che si trattasse di una scelta permanente. L�atmosfera di festeggiamento era eccessiva per Tanya e Kate. Avevano bisogno di tempo per piangere la sorella perduta.</p><p>Huilen e Nahuel invece erano rimasti, malgrado mi aspettassi di vederli partire con le amazzoni. Carlisle era immerso in un�intensa conversazione con Huilen; Nahuel le sedeva vicino e ascoltava mentre Edward raccontava a noi la storia della contesa come solo lui poteva saperla.</p><p>�Alice ha fornito ad Aro la scusa che gli serviva per uscire dallo scontro. Se non fosse stato tanto terrorizzato da Bella, probabilmente avrebbe portato avanti il piano originale�.</p><p>�Terrorizzato?�, chiesi scettica. �Da me?�.</p><p>Mi sorrise con uno sguardo che non riconoscevo del tutto: era tenero, ma anche ammirato e persino spazientito. �Quando ti deciderai a vederti in modo chiaro?�, disse, dolcemente. Poi parl� ad alta voce, rivolto agli altri oltre che a me. �In duemilacinquecento anni i Volturi non hanno mai combattuto ad armi pari. Men che meno in condizione di svantaggio. Specialmente da quando hanno acquisito Jane e Alec, si sono dedicati solo a massacri nei quali la resistenza del nemico era nulla.</p><p>Avresti dovuto vedere che impressione gli abbiamo fatto! Di solito Alec annienta i sensi e le emozioni delle vittime mentre loro fingono di riunirsi a consiglio. In quel modo, nessuno pu� scappare quando pronunciano il verdetto. Ma noi eravamo l�, pronti, in attesa, in numero superiore al loro, con doni speciali tutti nostri, mentre i loro talenti venivano neutralizzati da Bella. Aro sapeva che, con Zafrina dalla nostra parte, all�inizio sarebbero stati accecati. Sono sicuro che le nostre schiere sarebbero state decimate abbastanza gravemente, ma loro erano certi di subire almeno altrettante perdite. C�era persino una discreta possibilit� che perdessero. Non gli � mai capitato di misurarsi con una possibilit� simile. E oggi non vi si sono misurati con onore�.</p><p>�Difficile sentirsi sicuri quando si � circondati da lupi grossi come cavalli�, rise Emmett e diede un pizzicotto sul braccio a Jacob.</p><p>Jacob gli scocc� un gran sorriso.</p><p>�Sono stati i lupi a fermarli, prima di tutto�, dissi.</p><p>�Di sicuro�, convenne Jacob.</p><p>�Proprio cos�, annu� Edward. �Altra visione senza precedenti, per loro. I veri Figli della Luna si muovono raramente in branco, non riescono a controllarsi molto. Non erano preparati alla sorpresa di sedici enormi lupi irreggimentati. Caius ha davvero il terrore dei licantropi. Ha quasi perso uno scontro con uno di loro, qualche migliaio di anni fa, e non l�ha mai dimenticato�.</p><p>�Quindi esistono dei veri licantropi?�, chiesi. �Con la luna piena e le pallottole d�argento e tutte quelle storie?�.</p><p>Jacob sbuff�. �"Veri". E io cosa sono, immaginario?�.</p><p>�Hai capito benissimo�.</p><p>�S�, la luna piena � una storia vera�, disse Edward. �Quella delle pallottole d�argento, no: � solo una leggenda nata perch� gli umani si sentissero in grado di fronteggiarli. Non ne rimangono molti. Caius li ha fatti cacciare fin quasi all�estinzione�.</p><p>�Non ne hai mai parlato perch�...?�.</p><p>�Non ce n�� mai stata occasione�.</p><p>Alzai gli occhi al cielo e Alice rise, sporgendosi in avanti � era infilata sotto l�altro braccio di Edward � per farmi l�occhiolino.</p><p>La ricambiai con un�occhiataccia.</p><p>A nessuno volevo bene come a lei, naturalmente. Ma ora che mi rendevo davvero conto che era tornata a casa, e che la sua diserzione era stato un semplice stratagemma per far credere a Edward che ci avesse abbandonati, cominciava a montarmi una certa rabbia. Alice mi doveva delle spiegazioni.</p><p>Lei sospir�. �Sputa il rospo, Bella�.</p><p>�Come hai potuto farmi questo, Alice?�.</p><p>�Era necessario�.</p><p>�Necessario!�, sbottai. �Eri riuscita a convincermi che saremmo morti! Sono stata uno straccio per settimane�.</p><p>�Poteva finire cos�, rispose calma. �Nel qual caso dovevi essere preparata a salvare Nessie�.</p><p>Per istinto, strinsi pi� forte la piccola, che ora mi dormiva in braccio.</p><p>�Ma sapevi che c�erano anche altre possibilit�, l�accusai. �Sapevi che qualche speranza esisteva. Ti � mai venuto in mente che avresti potuto dirmi tutto? Ho capito che Edward, per via di Aro, doveva credere che fossimo spacciati, ma almeno a me avresti potuto dirlo�.</p><p>Mi guard� per un attimo, meditativa. �Non credo proprio�, disse. �Non sei una brava attrice, punto e basta�.</p><p>�Cio� il problema era il mio talento nella recitazione?�.</p><p>�Non esagerare, Bella. Hai idea di quanto sia stato complicato organizzare tutto? Non ero nemmeno sicura che esistesse qualcuno come Nahuel: sapevo solo che stavo cercando qualcosa che non avrei potuto vedere! Prova a immaginare di individuare un punto cieco: non � certo la cosa pi� facile che mi sia capitato di fare. In pi� dovevamo inviare qui i testimoni principali, come se non avessimo gi� avuto abbastanza fretta. E poi ho dovuto tenere gli occhi aperti in continuazione, nel caso tu decidessi di mandarmi altre istruzioni. Un giorno o l�altro mi dirai cosa c�� a Rio. Ma, ancora prima, dovevo prevedere tutti i trucchi che avrebbero potuto utilizzare i Volturi e trasmetterti ogni indizio in mio possesso per prepararti alla loro strategia... tutto nelle poche ore che mi rimanevano per abbozzare ogni possibilit�. Ma principalmente, dovevo garantirmi che foste tutti convinti che vi avessi mollati: Aro doveva essere certo che non aveste assi nella manica, altrimenti non si sarebbe mai lasciato una scappatoia del genere. E se credi che non mi sia sentita un�idiota...�.</p><p>�Okay, okay!�, la interruppi. �Scusa tanto! Lo so che � stato terribile anche per te. � solo che... be�, mi sei mancata da morire, Alice. Non farmi mai pi� una cosa del genere�.</p><p>La sua risata squillante risuon� per la stanza e sorridemmo nel risentire quella musica. �Anche tu mi sei mancata, Bella. Quindi perdonami e cerca di accontentarti di essere la supereroina della giornata�.</p><p>Adesso ridevano tutti, mentre nascondevo imbarazzata il viso fra i capelli di Nessie.</p><p>Edward riprese ad analizzare ogni cambiamento d�intenzioni e di controllo che si era verificato quel giorno nel prato, insistendo col dire che era stato il mio scudo a far fuggire i Volturi con la coda fra le gambe. Il modo in cui tutti mi guardavano mi metteva a disagio. Persino Edward. Era come se nel corso della mattina fossi cresciuta di tre metri. Cercai di ignorare gli sguardi ammirati e di concentrarmi sul visetto di Nessie che dormiva e sull�espressione immutata di Jacob. Per lui sarei sempre stata solo Bella e questa consapevolezza mi dava un grande sollievo.</p><p>Lo sguardo che era pi� difficile ignorare era anche quello che mi confondeva di pi�.</p><p>Nahuel, mezzo umano e mezzo vampiro, non mi aveva mai conosciuto prima. Per lui, me ne andavo in giro a sgominare attacchi di vampiri tutti i giorni e la scena nel prato non era stata niente d�insolito. Eppure quel ragazzo non mi toglieva gli occhi di dosso. O forse guardava Nessie. Anche quella possibilit� mi metteva a disagio.</p><p>Lui non poteva certo ignorare che Nessie era la sola femmina della sua specie che non fosse sua sorellastra.</p><p>Probabilmente Jacob non aveva ancora pensato a quell�aspetto della situazione e speravo che non lo facesse tanto presto. Dopo un giorno come quello, ne avevo pi� che abbastanza di antagonismi e tensioni.</p><p>Alla fine gli altri esaurirono le domande da fare a Edward e la discussione si spezzett� in gruppetti pi� ridotti.</p><p>Mi sentivo stranamente stanca. Non avevo sonno, naturalmente, ma era come se la giornata fosse durata fin troppo. Volevo un po� di pace, un po� di normalit�. Volevo mettere Nessie a dormire nel suo letto; volevo vedere le pareti della nostra casetta intorno a me. Guardai Edward e per un attimo mi sentii quasi capace di leggere nel pensiero. Capivo che si sentiva proprio nello stesso modo. Pronto per godersi un po� di pace.</p><p>�Portiamo Nessie...�.</p><p>�Buona idea�, convenne rapido. �Sono sicuro che non ha dormito bene la notte scorsa, con tutto quel russare�.</p><p>Sorrise a Jacob.</p><p>Jacob alz� gli occhi al cielo e poi sbadigli�. �� da un po� che non dormo in un letto. Credo che mio padre si emozioner� tantissimo ad avermi di nuovo sotto il suo tetto�.</p><p>Gli sfiorai una guancia. �Grazie, Jacob�.</p><p>�Sai che puoi contare su di me, Bella. L�hai sempre saputo�.</p><p>Si alz�, si stiracchi�, diede un bacio sulla testa a Nessie e poi a me. Infine, diede un pugno sulla spalla a Edward. �Ci vediamo domani. Mi sa che adesso sar� tutto un po� noioso, no?�.</p><p>�Lo spero ardentemente�, rispose Edward.</p><p>Non appena fu uscito, ci alzammo; mi mossi con attenzione in modo da non sballottare Nessie. Ero profondamente grata di vederla dormire bene. Quelle piccole spalle avevano sopportato un peso immenso. Era ora che potesse essere di nuovo bambina: protetta e al sicuro. Che si godesse ancora qualche anno d�infanzia.</p><p>L�idea di pace e di sicurezza mi ricord� qualcuno che non provava sempre quelle sensazioni.</p><p>�Ah, Jasper?�, gli chiesi mentre ci dirigevamo verso la porta.</p><p>Era schiacciato fra Alice ed Esme, e in un certo senso sembrava pi� essenziale del solito nel quadro familiare. �S�, Bella?�.</p><p>�Sono curiosa: perch� J. Jenks si spaventa a morte solo sentendo il tuo nome?�.</p><p>Jasper ridacchi�. �Per la mia esperienza, certi rapporti di lavoro funzionano meglio se sono motivati pi� dalla paura che dal guadagno�.</p><p>Feci una smorfia, ripromettendomi che da quel momento in poi certi incarichi sarebbero spettati a me, per risparmiare a J. l�attacco di cuore che era sicuramente in arrivo.</p><p>Ci baciarono, ci abbracciarono e noi augurammo la buona notte alla nostra famiglia. L�unica nota stonata era di nuovo Nahuel, che ci guardava intensamente, come volesse seguirci.</p><p>Attraversato il fiume, ci incamminammo con un passo appena pi� veloce di quello umano, senza fretta, tenendoci per mano. Ero stufa di essere ostaggio delle scadenze, volevo prendermela con calma. Edward probabilmente era d�accordo.</p><p>�Devo dire che sono davvero colpito da Jacob al momento�, disse Edward.</p><p>�I lupi fanno la loro figura, vero?�.</p><p>�Volevo dire un�altra cosa. Oggi non ha mai pensato al fatto che, secondo quello che dice Nahuel, Nessie avr� raggiunto la maturit� completa solo fra sei anni e mezzo�.</p><p>Ci riflettei per un attimo. �Lui non la vede cos�. Non ha nessuna fretta che cresca. Vuole solo che lei sia felice�.</p><p>�Lo so. E la cosa mi colpisce, come ti dicevo. Sar� anche una cosa da non dirsi, ma poteva andarle molto peggio�.</p><p>Mi accigliai. �Non intendo pensarci per i prossimi sei anni e mezzo�.</p><p>Edward rise, poi sospir�. �Certo, a quanto pare avr� un concorrente di cui preoccuparsi, quando arriver� il momento�.</p><p>Aggrottai ancora un poco le sopracciglia. �Me ne sono accorta. Sono grata a Nahuel per oggi ma tutto quel fissare era un po� strano. Non m�importa niente che lei sia l�unica mezza vampira che non � sua parente�.</p><p>�Ma non stava fissando lei: fissava te�.</p><p>Era sembrato anche a me, per� non aveva alcun senso. �E perch� dovrebbe?�.</p><p>�Perch� tu sei viva�, disse piano.</p><p>�Non ti seguo�.</p><p>�Per tutta la vita � e ha cinquant�anni pi� di me...�, cominci� a spiegare Edward.</p><p>�� decrepito, allora�, lo interruppi.</p><p>Mi ignor�. �...si � sempre sentito una creatura del male, assassino per natura. Anche le sue sorellastre hanno ucciso le proprie madri, ma non ci avevano mai dato peso. Joham le ha educate nella certezza che gli umani fossero animali, mentre loro erano divinit�. Nahuel invece � stato cresciuto da Huilen, che amava sua sorella pi� di ogni altra cosa. � stata lei a plasmare tutto il modo di pensare del ragazzo. E per certi versi lui si � detestato davvero�.</p><p>�Che cosa triste�, mormorai.</p><p>�Poi ha visto noi tre e ha capito per la prima volta che, se anche � mezzo immortale, non vuol dire che sia una creatura malvagia per natura. Mi guarda e vede... ci� che avrebbe dovuto essere suo padre�.</p><p>�Ma tu <emphasis>sei</emphasis> una figura piuttosto ideale, da tutti i punti di vista�, concordai.</p><p>Sbuff�, poi torn� serio. �Guarda te e vede la vita che avrebbe dovuto avere sua madre�.</p><p>�Povero Nahuel�, mormorai e poi mi sfugg� un sospiro, perch� ero consapevole che non sarei pi� riuscita a pensar male di lui, per quanto mi mettesse a disagio avere il suo sguardo addosso.</p><p>�Non essere triste per lui. Ora � felice. Oggi ha cominciato finalmente a perdonarsi�.</p><p>Sorrisi per la felicit� di Nahuel e poi pensai che quella giornata doveva essere consacrata alla felicit�. Anche se il sacrificio di Irina gettava un�ombra buia sopra la luce bianca e impediva a quel momento di essere perfetto, era impossibile negare la gioia. La vita per cui avevo combattuto era di nuovo al sicuro. La mia famiglia era riunita. Mia figlia aveva un bel futuro che si stendeva infinito davanti a lei. L�indomani sarei andata a trovare mio padre: avrebbe visto che la paura del mio sguardo si era trasformata in gioia, e sarebbe stato felice anche lui. Improvvisamente ebbi la certezza che non lo avrei trovato solo. Nelle ultime settimane non ero stata una buona osservatrice come di consueto, ma in quel momento era come se l�avessi sempre saputo. Da Charlie avrei incontrato Sue � la mamma dei licantropi con il pap� della vampira � e lui non sarebbe pi� stato solo. Sorrisi felice di quella nuova intuizione.</p><p>Ma il fatto pi� significativo in quell�ondata di felicit� era il pi� certo di tutti: ero insieme a Edward. Per sempre.</p><p>Non che avessi voglia di rivivere le ultime settimane, per� dovevo ammettere che erano servite pi� che mai a farmi apprezzare ci� che avevo.</p><p>La nostra casetta era un luogo di pace e perfezione nel blu argentato della notte. Portammo Nessie nel suo lettino e le rimboccammo piano le coperte. Sorrideva nel sonno.</p><p>Presi il regalo di Aro che avevo al collo e lo gettai piano neh l�angolo della sua camera. Ci poteva giocare, se voleva: le piacevano gli oggetti luccicanti.</p><p>Io ed Edward ci dirigemmo lentamente nella nostra stanza, dondolando le braccia.</p><p>�� una notte da festeggiamenti�, mormor� e mi pos� la mano sotto il mento per sollevarmi le labbra alla sua altezza.</p><p>�Aspetta�, esitai, ritraendomi.</p><p>Mi guard� confuso. Non era da me reagire in quel modo. Anzi, quella era la prima volta che facevo un�eccezione.</p><p>�Voglio provare una cosa�, lo informai, sorridendo un po� della sua espressione perplessa.</p><p>Gli posai le mani su entrambi i lati del viso e chiusi gli occhi per concentrarmi.</p><p>Non ero stata bravissima in passato, quando Zafrina aveva cercato di insegnarmelo, ma ormai conoscevo meglio il mio scudo. Avevo riconosciuto la parte che lottava per non separarsi da me, l�istinto automatico di proteggere me stessa sopra ogni altra cosa.</p><p>Era ancora molto pi� difficile che non riparare sotto lo scudo altre persone insieme a me. Sentii l�elastico rimbalzare di nuovo mentre lo scudo lottava per proteggermi. Dovetti sforzarmi per togliermelo di dosso: ci volle tutta la mia capacit� di concentrazione.</p><p>�Bella!�, esclam� Edward, sconvolto.</p><p>In quel momento capii che stava funzionando e mi concentrai ancora di pi�, ripescando i ricordi specifici che avevo conservato per questo momento, lasciando che m�inondassero la mente, nella speranza che entrassero anche nella sua.</p><p>Alcuni ricordi non erano chiari, dei ricordi umani indistinti, visti con occhi deboli e sentiti con deboli orecchie: la prima volta che avevo visto il suo volto... come mi ero sentita quando mi aveva abbracciata nella radura... il suono della sua voce attraverso il buio dell�incoscienza quando mi aveva salvata da James... il suo viso mentre mi aspettava sotto un baldacchino fiorito per sposarmi... tutti i bei momenti passati sull�isola... le sue mani fredde che toccavano nostra figlia attraverso la mia pelle...</p><p>E i ricordi pi� nitidi, perfetti: il suo viso quando avevo aperto gli occhi nella mia nuova vita, davanti all�alba infinita dell�immortalit�... quel primo bacio... quella prima notte...</p><p>Le sue labbra, improvvisamente bramose contro le mie, interruppero la concentrazione.</p><p>Annaspai e il peso ribelle che stavo allontanando da me mi sfuggi. Torn� al suo posto con uno schiocco, come un elastico, a proteggere i miei pensieri.</p><p>�Ops, l�ho perso!�, sospirai.</p><p>�Ma io ti ho <emphasis>sentita</emphasis>�, sussurr�. �Come ci sei riuscita?�.</p><p>�� stata un�idea di Zafrina. Ci siamo allenate qualche volta�.</p><p>Era sbalordito. Batt� due volte le palpebre e scosse il capo.</p><p>�Ora lo sai�, dissi spensierata, alzando le spalle. �Nessuno ha mai amato tanto qualcuno quanto io amo te�.</p><p>�Hai quasi fatto centro�. Sorrise e aveva ancora gli occhi un po� pi� dilatati del solito. �Conosco solo un�eccezione�.</p><p>�Bugiardo�.</p><p>Ricominci� a baciarmi, ma si ferm� all�improvviso.</p><p>�Puoi rifarlo?�, mi chiese.</p><p>Feci una smorfia. �� molto difficile�.</p><p>Aspett�, con espressione impaziente.</p><p>�Non posso reggerlo se mi distrai anche solo un pochino�, lo avvertii.</p><p>�Faccio il bravo�, promise.</p><p>Increspai le labbra, socchiudendo gli occhi. Poi sorrisi.</p><p>Premetti di nuovo le mani sul suo viso, sollevai lo scudo dalla mente e ricominciai dove avevo smesso: con il ricordo nitidissimo della prima notte dentro la mia nuova vita... indugiando sui particolari.</p><p>Senza fiato, una risatina mi sfugg� quando il suo bacio insistente interruppe di nuovo i miei sforzi.</p><p>�Accidenti�, rugg�, baciandomi famelico lungo il profilo del mento.</p><p>�Abbiamo un sacco di tempo per allenarci�, gli ricordai.</p><p>�Tutta l�eternit�, mormor�.</p><p>�Mi sembra convincente�.</p><p>E poi continuammo a occuparci beati di quella parte piccola, ma perfetta, della nostra eternit�.</p></section></section><section><title><p>Elenco dei vampiri</p></title><subtitle>In ordine alfabetico per clan</subtitle><p>* il vampiro possiede un talento soprannaturale identificabile</p><p>� legame di coppia (il primo elencato � il pi� anziano)</p><p>cancellato defunto prima dell�inizio di questo romanzo</p><subtitle>Clan delle Amazzoni</subtitle><p>Kachiri</p><p>Senna</p><p>Zafrina*</p><subtitle>Clan di Denali</subtitle><p>Eleazar* � Carmen</p><p>Irina � Laurent</p><p>Kate*</p><p>Sasha</p><p>Tanya</p><p>Vasilii</p><subtitle>Clan Egizio</subtitle><p>Amun � Kebi</p><p>Benjamin* � Tia</p><subtitle>Clan Irlandese</subtitle><p>Maggie*</p><p>Siobhan* � Liam</p><subtitle>Clan di Olympia</subtitle><p>Carlisle � Esme</p><p>Edward* � Bella*</p><p>Jasper* � Alice*</p><p>Renesmee*</p><p>Rosalie � Emmett</p><subtitle>Clan dei Rumeni</subtitle><p>Stefan</p><p>Vladimir</p><subtitle>Clan dei Volturi</subtitle><p>Aro* � Sulpicia</p><p>Caius � Athenodora</p><p>Marcus* � Didyme*</p><subtitle>Il corpo di Guardia dei Volturi (parziale)</subtitle><p>Alec*</p><p>Chelsea* � Afton*</p><p>Corin*</p><p>Demetri*</p><p>Felix</p><p>Heidi*</p><p>Jane*</p><p>Renata*</p><p>Santiago</p><subtitle>I Nomadi Americani (parziale)</subtitle><p>Garrett</p><p>James* � Victoria*</p><p>Mary</p><p>Peter � Charlotte</p><p>Randall</p><subtitle>I Nomadi Europei (parziale)</subtitle><p>Alistair*</p><p>Charles* � Makenna</p></section><section><title><p>Ringraziamenti</p></title><p>Come sempre, un oceano di grazie a...</p><p>La mia famiglia meravigliosa, per il suo amore e il suo appoggio impareggiabile.</p><p>La mia abile e splendida addetta stampa, Elizabeth Eulberg, per aver creato STEPHENIE MEYER dalla creta grezza che una volta era solo la timida Steph.</p><p>Tutta la squadra della Little, Brown Books for Young Readers per cinque anni di entusiasmo, fiducia, appoggio e duro lavoro.</p><p>Tutti gli incredibili creatori e amministratori di siti Internet dei fan della saga di <emphasis>Twilight</emphasis>: ragazzi, siete troppo grandi!</p><p>I miei fan, fantastici e meravigliosi, con il loro buon gusto ineguagliabile in fatto di libri, musica e film, perch� continuano ad amarmi pi� di quanto meriti.</p><p>Le librerie che hanno fatto di questa serie un successo con i loro consigli: tutti gli scrittori sono in debito con voi, per l�amore e la passione che portate alla letteratura.</p><p>I molti musicisti e gruppi che mi danno stimoli: forse vi ho gi� detto dei Muse? Ah, davvero? Be�, peccato. I Muse, i Muse e poi ancora i Muse...</p><p>Nuovi ringraziamenti a:</p><p>Il miglior gruppo immaginario: Nic and the Jens, ospite speciale Shelly C. (Nicole Driggs, Jennifer Hancock, Jennifer Longman e Shelly Colvin). Grazie per avermi preso sotto la vostra ala, ragazzi. Senza di voi vivrei segregata in casa.</p><p>I miei amici e fonti di saggezza a distanza, Cool Meghan Hibbett e Kimberly "Shazzer" Suchy.</p><p>Il mio gruppo di autoaiuto vivente, Shannon Hale, perch� capisce assolutamente tutto, e perch� alimenta il mio amore per le barzellette sugli zombi.</p><p>Makenna Jewell Lewis per avermi concesso di usare il suo nome, e sua madre Heather per aver sostenuto l�Arizona Ballet.</p><p>I nuovi arrivati nella <emphasis>playlist</emphasis> dei miei ispiratori: Interpol, Motion City Soundtrack e Spoon.</p></section></body><binary id="cover" 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