<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>sf_fantasy</genre><author><first-name>Licia</first-name><last-name>Troisi</last-name><id>50098</id></author><book-title>Il talismano del potere</book-title><annotation><p>Mentre l�esercito delle Terre ancora libere dal potere del Tiranno crolla sotto l�avanzata delle truppe nemiche e degli agghiaccianti schieramenti dei fantasmi, Nihal, l�ultimo mezzelfo del Mondo Emerso, � in viaggio con il giovane mago Sennar per una missione disperata: recuperare le otto pietre di un talismano dai poteri infiniti, capace di porre fine alla guerra. Ciascuna delle otto Terre del Mondo Emerso nasconde all�interno di un santuario una delle pietre dedicate agli Spiriti della natura: Acqua, Luce, Mare, Tempo, Fuoco, Terra, Oscurit�, Aria. Se Nihal riuscir� a raggiungere tutti i santuari e a riunire le pietre del talismano, potr� chiamare a raccolta gli Spiriti e annullare ogni forma di magia, comprese le terribili armi del Tiranno. Nella Terra dell�Acqua, intanto, il maestro di Nihal, lo gnomo Ido, scopre di avere un nuovo e terribile nemico che rischia di trascinarlo verso un passato da cui sembra impossibile riscattarsi.</p></annotation><coverpage><image l:href="#cover"/></coverpage><lang>it</lang><sequence name="Cronache del mondo emerso" number="3"/></title-info><document-info><author><nickname>N/A</nickname></author><date>2014</date><id>B2E05528-6C6C-4A99-9929-1CDED0CCDE4A</id><version>1.0</version><program-used>fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used></document-info><publish-info><year>2005</year></publish-info><custom-info info-type="librusec-id">165486</custom-info></description><body><title><p>Licia Troisi</p><p>Il Talismano del Potere</p></title><epigraph><p>A Giuliano, per tutto</p></epigraph><section><p>Mi chiamo Sennar, e sono un mago. Nihal e io ci siamo conosciuti cinque anni fa, sulla terrazza di Salazar, citt�-torre della Terra del Vento, il giorno in cui le ho vinto un pugnale a duello. Lei aveva tredici anni, io quindici. Molte cose sono successe da allora. Il Tiranno, che gi� governava su quattro delle otto Terre del Mondo Emerso, ha attaccato e conquistato Salazar, e il padre di Nihal, Livon, � stato ucciso. Subito dopo, Nihal ha scoperto di essere l�ultima dei mezzelfi, il popolo sterminato anni prima dal Tiranno. Decisa a diventare guerriero per vendicare la morte del padre e la strage che aveva annientato i mezzelfi, � riuscita a superare le prove imposte dal Supremo Generale Raven e a essere ammessa all�Accademia, dove ha conosciuto Laio, il suo unico amico in quei mesi di solitudine. Durante la prova della prima battaglia, per�, � morto Fen, il Cavaliere di Drago di cui era innamorata, il compagno di Soana, la maga che l�aveva iniziata all�occulto. Per la fase dell�addestramento, Nihal � stata affidata allo gnomo Ido e ha finalmente incontrato il suo drago, Oarf.</p><empty-line/><p>In quel periodo il Consiglio dei Maghi, a cui appartengo, mi ha affidato un�importante missione. Cos�, circa un anno fa, sono partito per raggiungere il Mondo Sommerso, un continente di cui si favoleggiava l�esistenza, ma di cui nessuno conosceva l�esatta ubicazione. Lo scopo del mio viaggio era chiedere aiuti militari agli abitanti di quel mondo, perch� ci assistessero nella guerra contro il Tiranno.</p><p>Non � stato un viaggio facile. Sono partito con la nave pirata di Rool e di sua figlia Aires e abbiamo dovuto affrontare una tempesta senza fine, poi le fauci di un mostro messo di guardia al regno degli abissi. L�ultima prova l�ho affrontata da solo. Ho preso una barca e ho raggiunto l�unico ingresso noto per il Mondo Sommerso, un enorme gorgo che inghiottiva ogni cosa.</p><p>Ho creduto di morire. La potenza del gorgo, la barca che tremava e si infrangeva in mille schegge, l�acqua che mi riempiva i polmoni e mi soffocava...</p><empty-line/><p>Mi sono salvato e sono approdato nel Mondo Sommerso. Dopo essere stato curato da una famiglia del posto, mi sono messo sulle tracce del conte, l�unico che potesse ascoltare le mie richieste.</p><p>Zalenia, come la chiamano i suoi abitanti, � un luogo pericoloso per quelli che, come me, vengono dal Mondo Emerso. Chiunque dalla superficie si azzardi a scendere negli abissi rischia la pena di morte. Sono stato catturato e sbattuto in cella e proprio l� ho trovato un aiuto inaspettato. Ho conosciuto una bellissima ragazza, Ondine, il ricordo pi� dolce e pi� triste dei miei tre mesi trascorsi nel ventre del mare.</p><p>Ondine mi ha accudito mentre ero prigioniero e mi ha aiutato quando ogni speranza sembrava perduta, impetrando per mio conto presso il conte Varen. Dopo aver parlato con Varen e averlo convinto, sono stato ammesso al cospetto del re Nereo. Ho portato con me Ondine, perch� avevo bisogno di lei e perch� credevo di amarla.</p><p>A Zalenia ho ottenuto ci� che volevo, ma a un caro prezzo. Mentre di fronte a tutto il popolo imploravo Nereo di fornirci aiuto, un emissario del Tiranno ha tentato di uccidere il re e la guerra ha fatto il suo ingresso in un mondo fino allora pacifico.</p><p>Terminata la mia missione, mi � sembrato di tornare alla realt� e ho capito che i miei sentimenti per Ondine erano un inganno. Ho dovuto lasciarla, con una promessa che spero di mantenere, un giorno.</p><empty-line/><p>Mentre ero impegnato nella mia missione, molte cose sono successe anche in superficie. Nihal � diventata Cavaliere di Drago e si � scontrata con il pi� forte dei Cavalieri nemici, l�uomo che ha distrutto Salazar: lo gnomo Dola. � riuscita a sconfiggerlo, ma ha dovuto fare ricorso a un incantesimo proibito e questo ha rafforzato le legioni di spiriti che la assediano.</p><p>La parte pi� dura di quel duello � stata per Nihal, gi� vincitrice, scoprire che Dola era fratello di Ido e che in passato il suo maestro aveva militato nelle truppe del Tiranno, aiutandolo a sterminare i mezzelfi. Ma Ido e Nihal sono legati da qualcosa di speciale, un filo che non pu� essere spezzato tanto facilmente, e sono riusciti a superare quest�ennesima prova.</p><empty-line/><p>Nihal e io ci siamo ritrovati e anche Soana � tornata. Era andata alla ricerca di Reis, la sua maestra di un tempo, e ha riferito a Nihal che la maga voleva vederla.</p><p>Reis � una vecchia malvagia. Con occhi pieni di odio ci ha rivelato che Nihal � stata consacrata a un dio dallo strano nome, Shevrar, e che � l�unica a possedere la chiave per salvare il mondo dal Tiranno. Dovr� recuperare otto pietre, disperse in ciascuna delle Otto Terre, e una volta che le avr� raccolte, collocarle in un talismano e usarle per evocare un potente incantesimo che priver� della magia il Mondo Emerso. Abbiamo anche scoperto che � stata Reis a causare gli incubi che perseguitano Nihal, perch� lei trovasse il coraggio di compiere quest�impresa. Ho portato via Nihal da quel posto e l�ho convinta a non partire, a non fare niente di quanto Reis le aveva chiesto.</p><p>Purtroppo le cose sono precipitate. Il Tiranno ha escogitato una nuova arma. � riuscito a evocare gli spiriti dei morti e ci siamo trovati a combattere contro i nostri compagni caduti, invulnerabili ai colpi delle spade.</p><p>Soana e io abbiamo concepito un incantesimo che permette all�acciaio di avere ragione degli spiriti defunti, ma questo non ha impedito la disfatta. In un solo giorno abbiamo perso gran parte della Terra dell�Acqua e Nihal � stata ferita da Fen redivivo.</p><empty-line/><p>La situazione � disperata. Le truppe di Zalenia sono una fragile speranza. So perch� Nihal si � alzata in Consiglio, quella sera, e una parte di me capisce che ha fatto bene. Ma non potevo lasciare che andasse in territorio nemico sola con i suoi demoni. � per questo che ho preso la mia decisione e ho messo in gioco tutto, per lei.</p></section><section><title><p>Terre libere</p></title><epigraph><p>Fu cos� che gli d�i, irati per il comportamento stolto e superbo degli abitanti di Vemar, decisero la loro fine. Essi riversarono la loro ira su quella terra che anni prima avevano benedetto, e vi fu un grande sconvolgimento. Il mare si sollev� fino a toccare il cielo, la terra sprofond� negli abissi, fiumi di fuoco si disputarono Vemar con i loro flutti impazziti. Per tre giorni e tre notti il mare e la terra si mescolarono, mentre gli uomini pregavano gli d�i per placare la loro ira. Il quarto giorno, Vemar si sollev� in cielo e fu capovolta, sostituita da un ampio golfo, un cerchio perfetto. Vemar, Primizia degli D�i, non esisteva pi�. Al suo posto, il golfo di Lamar, Ira degli D�i. Al centro, le torri che annunciano che nessuno � cos� grande da innalzarsi fino agli d�i.</p><text-author>Antiche storie, paragrafo XXIV, dalla Biblioteca Reale</text-author><text-author>della citt� di Makrat</text-author></epigraph><section><title><p>1</p><p>Inizio di un lungo viaggio</p></title><p>Nihal si copr� fino al naso con il mantello. Nel bosco faceva freddo per quel periodo. I pini frusciavano sotto le sferzate di un vento gelido e il fuoco stava per spegnersi.</p><p>Ultima dei mezzelfi, come testimoniavano i suoi capelli blu e le sue orecchie a punta, Nihal era indebolita dalla febbre e tormentata dalle voci dei fantasmi che popolavano i suoi incubi. Guard� il medaglione che portava al collo, il talismano che avrebbe potuto rubarle la vita e decidere della salvezza del Mondo Emerso. Gli otto alvei vuoti sembravano risucchiarla con il loro carico di interrogativi.</p><p>I suoi compagni, Sennar e Laio, erano appoggiati a un tronco, assopiti. Anche Oarf, il suo drago, dormiva; poteva sentirne il respiro lento e regolare sulla schiena, posata sulle squame verde smeraldo.</p><p>Il viaggio era cominciato sei giorni prima, dopo l�ultimo incontro con Reis, la maga.</p><p>Davanti al fuoco, la mezzelfo chiuse gli occhi e si concentr� sul respiro rassicurante di Oarf, per scacciare quel ricordo. Rivedeva ancora gli occhi quasi bianchi della vecchia, le dita adunche, e le sembrava di udire la sua voce carica di odio.</p><p>Il vento era gelido, eppure la mezzelfo sudava. Guard� di nuovo il talismano. La pietra centrale brillava nel buio, fra i bagliori rossastri del fuoco, cos� come aveva rischiarato l�aria fetida della capanna della maga. Le parole che Reis aveva pronunciato le riecheggiarono nella mente.</p><p>"Il talismano riveler� la posizione dei santuari a te, Sheireen, e a te soltanto. Quando avrai raggiunto il luogo in cui la pietra � custodita, reciterai le parole dell�iniziato: <emphasis>Rahhavni sektar aleero</emphasis>, �Impetro per il potere�. Prenderai la pietra, la metterai nell�alveo che le spetta, nell�amuleto, e il potere scender� in te. Quando sarai nella Grande Terra chiamerai a raccolta gli Otto Spiriti, pronunciando il loro nome: <emphasis>Ael</emphasis>, Acqua; <emphasis>Glael</emphasis>, Luce; <emphasis>Sareph</emphasis>, Mare; <emphasis>Thoolan</emphasis>, Tempo; <emphasis>Tareph</emphasis>, Terra; <emphasis>Goriar</emphasis>, Oscurit�;<emphasis> Mawas</emphasis>, Aria; <emphasis>Flar</emphasis>, Fuoco. Ciascuna delle otto pietre si attiver� e gli spiriti saranno evocati. Il talismano ti succhier� la vita, se ne alimenter� per richiamare gli spiriti. L�energia che ti verr� strappata si accumuler� nel medaglione. Potr� essere usata per evocare un�altra magia, ma in quel caso andr� perduta e tu morirai, oppure potr� essere liberata, infrangendo il medaglione con una lama di cristallo nero. Ma ricorda, il talismano � destinato a te, se un altro dovesse indossarlo, perder� fulgore e potere, e assorbir� le energie vitali della persona che ha osato tanto."</p><p>Nihal rabbrivid�. Torn� a nascondere il medaglione sul petto e si strinse nel mantello.</p><p>Erano partiti in fretta, la loro missione era della massima urgenza. Lei stessa aveva insistito per mettersi in viaggio prima che la ferita alla spalla, infertale da un fantasma, fosse guarita.</p><p>Nihal avrebbe preferito che Laio, il suo scudiero, rimanesse alla base, ma era stato impossibile impedirgli di seguirla. Persino Ido, il suo maestro, aveva dovuto ammetterlo. �Probabilmente sarebbe meglio che non venisse� aveva bofonchiato lo gnomo, tra un tiro di pipa e l�altro. �Non � un guerriero e la battaglia non fa per lui. Ma Laio non accetter� mai di restare qui ad aspettarti. Anche se partissi di nascosto, ti seguirebbe e si farebbe ammazzare. L�unica � portarlo con te.�</p><p>Lo scudiero non si era fatto pregare, aveva subito raccolto le sue cose, con un sorriso che gli illuminava il viso incorniciato dai riccioli biondi, e aveva scalpitato fino al momento della partenza.</p><empty-line/><p>La prima volta che Nihal aveva interrogato il talismano, l�aveva fatto di malavoglia. Finch� non metteva alla prova i suoi poteri poteva illudersi di essere solo Nihal, Cavaliere di Drago. Sheireen, la Consacrata, il nome odioso con cui la chiamava Reis, non era che l�ombra di un incubo.</p><p>Ma non appena aveva preso in mano il medaglione la sua mente era stata invasa da una visione.</p><p>Un�immagine confusa. Nebbia. Una palude. Nel mezzo, una costruzione bluastra, evanescente. Una parola: <emphasis>"Aelon"</emphasis>. E una direzione: "A nord, costeggiare il Grande Fiume, fino a dove si getta nel mare". Poi pi� nulla.</p><p>Dunque era vero. Era la Consacrata.</p><p>Circondata dalle sagome cupe degli alberi, Nihal non riusciva a dormire. La febbre era salita e la spalla pulsava. La ferita doveva avere fatto infezione.</p><p>Nihal guard� il mago e lo scudiero che dormivano sereni. La mezzelfo si sofferm� sulla zazzera rossa del mago che spuntava da sopra il mantello e si chiese ancora una volta se sarebbero mai riusciti ad arrivare fino in fondo.</p><empty-line/><p>Il mattino dopo ripartirono che il sole era gi� alto, diretti a nord, mentre la neve ricominciava a scendere silenziosa e il vento scuoteva le cime degli alberi e contrastava le ali di Oarf.</p><p>Volarono sopra distese di foreste imbiancate e sugli affluenti del Saar. Fra i rami secchi e grigi intravidero i villaggi degli uomini e gli alberi dove vivevano le ninfe. Nihal sent� che erano vicini alla meta.</p><p>�Ci siamo� disse, e fece abbassare di quota Oarf.</p><p>Sotto di loro, il Grande Fiume si divideva in migliaia di rivoli che impregnavano la terra e gli alberi cedevano il passo a un terreno acquitrinoso. Doveva essere la palude che Nihal aveva visto quando aveva interrogato il talismano. Volarono verso quella zona, ma ben presto la visuale fu offuscata da una fitta nebbia. Qua e l� si intravedevano i rami rinsecchiti di qualche albero.</p><p>�Dobbiamo abbassarci o non vedremo nulla� sugger� Laio.</p><p>Non appena misero piede a terra, avvolti nella luce resa opaca dalla nebbia, furono aggrediti da un odore di acqua stagnante. Erano giunti all�imboccatura della palude.</p><p>Si sedettero su un tronco per valutare la situazione.</p><p>�Non si pu� procedere con Oarf, almeno finch� la nebbia non si alza� disse Sennar.</p><p>�Ma non sappiamo quanto � distante il santuario, n� quanto sia vasta la palude� obiett� Laio.</p><p>Nihal taceva. Sentiva brividi freddi lungo la schiena e il volto le avvampava per il calore. Cerc� di concentrarsi, senza ascoltare Laio e Sennar. Infine decise. �Dobbiamo procedere a piedi� disse.</p><p>�Va bene� rispose Laio e fece per alzarsi.</p><p>�Tu non vieni� lo ferm� Nihal.</p><p>Laio si blocc�. �Perch�?�</p><p>�Voglio che resti con Oarf� disse.</p><p>�No, tu vuoi che mi levi di torno� esclam� lo scudiero, per poi assumere un�espressione pentita.</p><p>Nihal guard� Laio severa. �Hai detto bene prima, non sappiamo quanta strada dovremo percorrere. Oarf � stanco, devi prenderti cura di lui.�</p><p>�S�, ma...�</p><p>�Niente ma, ho deciso. Sennar e io partiremo domani mattina. Tu resterai qui.�</p><empty-line/><p>Quella sera, Nihal non riusc� a prendere sonno. La febbre era salita e il pensiero che di l� a breve avrebbe visitato il primo santuario la emozionava e la terrorizzava al tempo stesso. Sennar sarebbe stato con lei, ma la decisione del mago di accompagnarla in quel viaggio, mettendo a repentaglio il suo posto nel Consiglio, era un fardello che si aggiungeva al carico gi� pesante di quella missione.</p><empty-line/><p><emphasis>Quando Nihal aveva comunicato al Consiglio dei Maghi la sua decisione di partire per la missione, Sennar si era alzato di scatto.</emphasis></p><p><emphasis>�Chiedo di poter partire con lei.�</emphasis></p><p><emphasis>Nihal si era voltata verso di lui. �Sennar!�</emphasis></p><p><emphasis>�� fuori discussione� aveva risposto Dagon. �� grazie alla tua magia che la nostra disfatta � stata pi� leggera. Ci servi qui.�</emphasis></p><p><emphasis>�Chiedo il permesso di accompagnarla� aveva insistito lui. �La magia pu� esserle d�aiuto.�</emphasis></p><p><emphasis>Dagon lo aveva guardato a lungo. �Vorr� dire che manderemo con lei un altro mago. Sei troppo prezioso per il Consiglio.�</emphasis></p><p><emphasis>�Anche Nihal � preziosa per l�esercito.�</emphasis></p><p><emphasis>�Resterai qui, Sennar. L�argomento � chiuso.�</emphasis></p><p><emphasis>Sennar a quel punto aveva fatto un gesto inaudito. Si era strappato dal collo il medaglione che attestava la sua appartenenza al Consiglio, il simbolo di tutto ci� in cui credeva e per cui aveva combattuto. �Allora lascer� il Consiglio.�</emphasis></p><p><emphasis>Un mormorio di stupore aveva percorso la sala.</emphasis></p><p><emphasis>�Vale cos� poco il Consiglio, per te?� aveva detto Sate, il rappresentante della Terra del Sole.</emphasis></p><p><emphasis>�Il Consiglio � la mia vita, ma ci sono molti modi per servire il Mondo Emerso. Accompagnare il Cavaliere Nihal nella sua impresa � uno di questi.�</emphasis></p><p><emphasis>�Chi prender� il tuo posto?� aveva chiesto la ninfa Theris.</emphasis></p><p><emphasis>Soana si era alzata dal suo scanno. �Finch� Sennar sar� lontano, mi offro come sua sostituta.�</emphasis></p><p><emphasis>Dagon era rimasto pensieroso a lungo. �Va bene� aveva detto infine. �Acconsento alla tua partenza. Ma sappi che, quando ritornerai, il Consiglio si riserva di non ammetterti pi� nel suo consesso.�</emphasis></p><p><emphasis>Sennar aveva assentito.</emphasis></p><empty-line/><p>Nihal fiss� le fiamme che rischiaravano con un bagliore rossastro l�aria gelida della notte. Intorno a lei, la nebbia sembrava inghiottire ogni cosa.</p></section><section><title><p>2</p><p>Aelon o dell�imperfezione</p></title><p>Quando il mattino dopo Nihal e Sennar si addentrarono nella palude, furono presi dallo sconforto. La nebbia era fittissima; dovevano stare attenti a non allontanarsi l�uno dall�altra, o avrebbero rischiato di non ritrovarsi.</p><p>Mettere piede in quel posto fu come uscire dalla realt�. L�odore era nauseabondo e il terreno cos� impregnato d�acqua che a ogni passo affondavano fino alle caviglie. Il silenzio era rotto solo dal gracidare delle rane e dagli urli striduli dei corvi.</p><p>Nihal avanzava sempre pi� a fatica e rimase indietro. Sennar and� da lei e le afferr� la mano.</p><p>�Cosa...�</p><p>�Cos� non ci perdiamo� rispose il mago. �Se sapessimo dov�� il posto, potremmo raggiungerlo con la magia.�</p><p>�Sai fare magie del genere?�</p><p>�S�, ma solo per viaggi brevi e per arrivare in luoghi di cui conosco l�ubicazione. Si chiama Incantesimo del Volare, anche se in realt� non si vola.�</p><p>�Non sembra male.�</p><p>Sennar sorrise. �Un giorno te lo insegner�.�</p><empty-line/><p>Presto persero il senso del tempo. Intorno a loro era tutto grigio e uniforme. Era come se non avessero fatto altro che girare in tondo, ogni albero era identico all�altro, ogni pietra si assomigliava.</p><p>All�improvviso, cal� il buio e fu notte. Erano in mezzo alla palude, senza la minima idea di quanta strada avessero ancora davanti. Non potevano fermarsi l�, dovevano trovare un rifugio, ma in quella pianura sarebbe stato difficile.</p><p>Nihal non sapeva dove fosse Sennar fino a quando non lo sent� avvicinarsi. Un globo luminoso si accese nella mano del mago e gli illumin� il volto; era provato e stanco, la cicatrice che Nihal aveva lasciato pi� di un anno prima sulla sua guancia in un attimo d�ira spiccava sul pallore del viso. Negli occhi azzurri, per�, c�era una luce rassicurante.</p><p>�Non ti abbattere, troveremo una soluzione� disse Sennar. �Non possiamo dormire nel fango.�</p><p>Il mago si incammin�, preceduto dal chiarore del globo luminoso.</p><p>Vagarono per un bel po�, poi Sennar indic� una pietra che spuntava dal fango, abbastanza larga da poterci approntare un giaciglio. Si rannicchiarono sotto i mantelli, al buio, e crollarono entrambi addormentati per la stanchezza.</p><empty-line/><p>Il mattino dopo, la fronte di Nihal era madida di sudore e le tempie scottavano. La ferita non accennava a rimarginarsi.</p><p>�Non � niente e poi siamo vicini� si scherm� Nihal.</p><p>�Non sei in condizioni di proseguire, ti sei gi� stancata troppo. Possiamo avvisare Laio e andare in qualche villaggio. Torneremo quando ti sarai riposata.�</p><p>Nihal scosse la testa. �Non sar� tranquilla fino a quando non avr� preso la prima pietra. Alla mia guarigione penseremo poi� disse. Fece per alzarsi, ma sent� le gambe tremare.</p><p>Sennar la costrinse a tornare a sedersi. �Fatti portare sulle spalle, almeno.�</p><p>Nihal scosse di nuovo la testa.</p><p>�Quando ti deciderai ad ammettere che non puoi cavartela sempre da sola?� sbott� Sennar. �Credi che avrei osato lasciare il Consiglio, se non fossi stato sicuro che avevi bisogno di me?�</p><p>Nihal si arrese e sal� sulla schiena del mago.</p><empty-line/><p>Procedettero cos� per tutta la mattina. Sennar avanzava immerso nel fango fino alle ginocchia. Poi, finalmente, la nebbia si dirad� e qualcosa apparve all�orizzonte. Dapprima Nihal credette che la febbre fosse salita al punto da provocarle un�allucinazione. Vedeva una costruzione emergere dalla nebbia, ma pareva sospesa nel nulla, come se fluttuasse. Pi� si avvicinavano, pi� sentiva che erano prossimi alla meta.</p><p>�Dev�essere quello� disse. �Forse ci siamo.�</p><p>La costruzione non sembrava distante, ma dovettero camminare a lungo prima di raggiungerla. A poco a poco, iniziarono a distinguerne la sagoma. Era un edificio squadrato, adornato da numerosi pinnacoli, del colore dell�acqua cristallina.</p><p>Arrivarono ai suoi piedi e si fermarono. Al centro della facciata si apriva una porta a sesto acuto; le mura parevano un enorme ricamo e la luce entrava e usciva da tutte quelle aperture. Ma ci� che stupiva del santuario era il materiale di cui era fatto: acqua. L�acqua dalla palude saliva a formare le mura, quindi vorticava e si avvolgeva intorno alle guglie, per poi scendere a cascata e plasmare la porta. Era acqua di ruscello, sospesa in aria a formare l�edificio.</p><p>Nihal allung� la mano verso la costruzione e le sue dita affondarono nella parete, investite dalla corrente dell�acqua. Ritrasse la mano e se la port� al volto: era bagnata.</p><p>�Che prodigio� mormor� Sennar.</p><p>La ragazza alz� gli occhi e not� che sulla porta troneggiava una scritta, in caratteri aggraziati e pieni di fregi: <emphasis>"Aelon"</emphasis>. �Entriamo� disse.</p><p>Sguain� la spada e varc� per prima la soglia. Sennar la segu�, guardingo.</p><empty-line/><p>Anche il pavimento era d�acqua, eppure sosteneva i loro passi. L�interno era completamente vuoto. Se visto da fuori l�edificio sembrava piccolo, una volta dentro dava tutt�altra impressione. Vi era un lungo corridoio, abitato soltanto dal rumore del ruscello che riecheggiava tra le pareti. Sembrava non avere fine e il fondo si perdeva nell�oscurit�.</p><p>Nihal percep� una vaga sensazione di pericolo e strinse l�elsa della spada nel pugno. Guard� il medaglione: la pietra centrale brillava nel suo alveo.</p><p>In fondo al corridoio, dove con ogni probabilit� si trovava la pietra, non si vedeva nulla. Nihal avanz� e Sennar la segu�. Camminavano cos�, quando la mezzelfo si ferm� di botto.</p><p>Sennar si guard� intorno. �Che cosa c��?� chiese.</p><p>Nihal non rispose. Le era parso di sentire una voce o, piuttosto, una risata.</p><p>La mano di Sennar si illumin�, pronta a lanciare un incantesimo.</p><p>�Mi era sembrato...� Nihal tese di nuovo l�orecchio, ma non sent� altro che lo scorrere dell�acqua. �Ma era solo un�impressione.�</p><p>Ripresero il cammino. Lo scroscio inizi� a scemare, finch� divenne impercettibile. Nihal non avrebbe saputo dire quanta strada avessero percorso nel santuario. Si ferm� e abbass� la spada.</p><p>Fu allora che, d�improvviso, mille facce emersero dalle pareti liquide e si protesero verso lei e Sennar, per poi trasformarsi in corpi eterei di fanciulle. Sembravano ninfe, se non fosse stato per la luce maligna che avevano negli occhi. Sennar e Nihal si strinsero l�uno all�altra. La mezzelfo prov� a colpire quegli esseri con la spada, ma erano fatti d�acqua e la lama vi affondava senza risultato.</p><p>Poi, d�un tratto, sentirono qualcosa alle loro spalle. Con la spada in pugno, Nihal si gir� e vide che dal pavimento d�acqua iniziava a emergere una donna, anch�essa d�acqua. Prima il volto, e due occhi gelidi e cattivi si appuntarono su di lei, poi le spalle e il seno, infine la parte inferiore del corpo.</p><p>La donna continu� a crescere, fino a diventare gigantesca e sovrastare Nihal e Sennar con la sua mole. Era maestosa e bellissima, e dai suoi lineamenti perfetti emanava un�energia spaventosa.</p><p>La spada trem� nelle mani di Nihal.</p><p>Di colpo, nel volto della donna si apr� un taglio e si deline� un sorriso enigmatico. Rapido come si era acceso, il sorriso si spense. �Chi sei?� chiese la donna.</p><p>La risposta sal� automatica alle labbra di Nihal. �Sheireen� disse con voce tremante.</p><p>�<emphasis>Sheireen tor anakte?</emphasis>�</p><p>Nihal era confusa. �Sono Sheireen, non vengo con cattive intenzioni� rispose.</p><p>La donne tacque un istante. �Consacrata a chi?� ripet�, in una lingua comprensibile a Nihal.</p><p>�Sono consacrata a Shevrar.�</p><p>La donna sembr� rasserenarsi. �Shevrar, il dio del Fuoco e della Fiamma da cui tutto � generato, ma anche il dio della Vampa che tutto estingue. Da Egli tutto viene, in Lui tutto muore. Nelle fucine dei vulcani a Lui cari, la lama che uccide viene forgiata per la guerra, ma la luce del Suo fuoco d� vita e calore a chi lo ama. Vita e morte sono in Lui, fine e principio.�</p><p>Nihal ascolt� senza capire.</p><p>�E lui?� chiese la donna. �Chi � l�essere impuro che conduci con te?�</p><p>�Sennar� rispose il ragazzo con voce sicura. �Sono un mago del Consiglio.�</p><p>La donna lo squadr�, poi due propaggini della sua veste si mossero verso di lui, si avvolsero attorno alle sue braccia e lo immobilizzarono. �Non saresti dovuto venire fin qui. I tuoi piedi impuri sono indegni di toccare il pavimento della mia dimora.�</p><p>Sennar prov� a divincolarsi, ma sebbene fosse solo acqua a trattenerlo, non vi riusc�.</p><p>�Lascialo andare! � a me che devi rivolgerti, lui mi ha soltanto accompagnata nella mia missione� url� Nihal.</p><p>La donna rimase per un po� in silenzio, i suoi occhi si posarono su Nihal e la scrutarono. �Sento in te qualcosa di oscuro, qualcosa che non dovrebbe esservi in un Consacrato.�</p><p>Nihal era consapevole di non essere pura e sapeva quanto fosse forte l�odio che provava per il Tiranno. �Io non sono perfetta, e forse non sono neppure degna di avere fra le mani il tuo potere� disse �ma il destino ha voluto che fossi l�unica a poter riunire le pietre. Non te la chiedo per me. Te la chiedo per tutti coloro che sono morti, per coloro che soffrono: � per loro che devo farlo. � la loro ultima speranza e io non posso negargliela. Spero che neppure tu vorrai farlo.�</p><p>Nihal sentiva lo sguardo indagatore di quella creatura penetrarle nell�animo e sper� che non arrivasse a vedere l�oscurit� che vi era celata.</p><p>Un sorriso conciliante apparve sulle labbra d�acqua della donna. �E sia, Sheireen, ho compreso quel che chiedi e ho visto nel tuo animo. So che ne farai buon uso.�</p><p>La donna richiam� a s� le propaggini della sua veste liquida e Sennar fu di nuovo libero; poi si port� una mano al volto, divelse dall�orbita uno degli occhi e lo porse a Nihal. La mezzelfo prese la pietra. Era liscia, di un azzurro pallido e brillante. Sembrava racchiudere le vorticose correnti del Saar.</p><p>�Sheireen, sei solo all�inizio, dovrai ancora percorrere molte leghe e altri dopo di me incontrerai. Non tutti saranno come me, bada, alcuni ti ostacoleranno nel tuo compito. Ora un immenso potere � nelle tue mani. Non abusarne, o verr� io stessa a cercarti per ucciderti. Che possa la strada correre lieve sotto i tuoi passi e il tuo cuore giungere ove anela� disse la donna. �Fa� quel che devi� concluse.</p><p>Nihal strinse la pietra fra le dita e la pose nell�alveo. �<emphasis>Rahhavni sektar aleero</emphasis>� mormor�.</p><p>Le acque che componevano il santuario iniziarono a vorticare. Le pareti si dissolsero, i fregi scomparvero, la donna stessa venne risucchiata nel vortice. Sembrava che tutta quell�acqua fosse sul punto di precipitare addosso a Nihal, invece conflu� nella pietra.</p><p>La mezzelfo chiuse gli occhi e quando li riapr� intorno a lei c�erano solo la nebbia e la palude.</p><p>Sent� un sospiro di sollievo alle sue spalle, si volt� e vide il volto sorridente di Sennar.</p><p>�In fin dei conti � stato facile� disse il mago.</p><p>Nihal annu�. �Forse aveva capito le nostre intenzioni. Ora non ci resta che ripartire.�</p><p>D�un tratto le forze la abbandonarono. Cadde in ginocchio nel fango.</p><p>�Che cosa c��?� chiese Sennar.</p><p>�Non � niente... solo un giramento di testa...�</p><p>Il mago le pos� subito una mano sulla fronte.</p><p>�Sei bollente. Fa� vedere la ferita� ordin�.</p><p>Prima che Nihal potesse schermirsi, le scost� le fasciature. Alcuni punti si erano riaperti e c�erano i segni evidenti di un�infezione. Sennar cercava di non darlo a vedere, ma lei cap� che era preoccupato.</p><p>�Dobbiamo chiamare Laio� disse il mago.</p><p>Nihal non riusciva a pensare. Gli occhi le bruciavano e sentiva i brividi ghiacciati della febbre in tutto il corpo. �Non ha senso... Non pu� venire con Oarf� protest�.</p><p>Sennar le gett� addosso il suo mantello, perch� si scaldasse. �Gli indicher� io la strada. Tu non sei in condizioni di camminare e io non posso aiutarti. La mia magia � in grado di curare le ferite, ma non pu� nulla contro le malattie, quelle sono appannaggio dei sacerdoti. Forse le erbe del tuo scudiero saranno pi� utili.�</p><p>�Ma io...�</p><p>�Tu stai tranquilla e riposati.�</p><p>La costrinse a coricarsi su un tronco l� vicino, poi fischi� e un corvo nero scese dal cielo. Il mago strapp� una parte della stoffa della tunica e su di essa verg� con la magia alcune parole per Laio. Avvolse il messaggio alla zampa dell�animale e gli sussurr� qualcosa all�orecchio. Il corvo si alz� in volo. Il mago torn� da Nihal, scopr� la ferita infetta e inizi� a recitare la formula di guarigione.</p><empty-line/><p>Laio giunse dopo un paio d�ore. Sennar aveva acceso un fuoco magico sopra il luogo dove si trovavano e il ragazzo li individu� senza difficolt�. Pi� problematico fu salire su Oarf, perch� il drago non poteva scendere sulla palude o avrebbe rischiato di rimanervi impantanato per sempre. Sennar dovette issare Nihal fino a un�altezza sufficiente perch� Laio potesse afferrarla, poi salt� e si arrampic� sulla groppa del drago, aiutato dallo scudiero.</p><p>Non appena Laio vide la mezzelfo, assunse un�espressione preoccupata. �Cosa � successo? Come stai?�</p><p>Nihal fece per rispondergli, ma la febbre e i brividi ebbero il sopravvento.</p><p>�La ferita si � riaperta, ed � infetta� intervenne Sennar.</p><p>�E ora cosa facciamo? Non ho con me le erbe e non so dove cercarle, e poi siamo cos� lontano e fa freddo...�</p><p>Prima di chiudere gli occhi, Nihal vide Sennar afferrare le spalle esili di Laio. �Sta� calmo, innanzitutto. Dobbiamo raggiungere un luogo riparato, meglio ancora un villaggio, al resto penseremo poi. Per ora posso usare la mia magia, almeno per la ferita. Muoviti, avanti!� sent� dire al mago.</p><p>Poi cadde assopita in preda alla febbre, mentre il drago spiegava le ali e partiva.</p></section><section><title><p>3</p><p>La decisione di Sennar</p></title><p>Oarf vol� pi� veloce che pot� e presto oltrepassarono la palude e tornarono a sorvolare i boschi. La neve aveva ripreso a cadere e Sennar stringeva a s� Nihal per proteggerla dal vento.</p><p>Di villaggi non c�era traccia, sotto le ali del drago scorrevano soltanto le fitte cime degli alberi. Era da parecchio che volavano, ma ancora non avevano incontrato un posto che facesse al caso loro.</p><p>A un tratto, Laio indic� un punto all�orizzonte. �Sennar, che cosa c�� laggi�?�</p><p>Sennar guard� in quella direzione. In lontananza c�era una linea nera che si distingueva appena. Presto i contorni si delinearono e la realt� apparve in tutta la sua crudezza: era il fronte.</p><p>�Non � possibile...� mormor� Laio.</p><p>�Lo �, invece. � da due settimane che siamo partiti e la situazione era disperata, te lo ricordi.�</p><p>�Ma non possono essere avanzati di tanto� esclam� Laio.</p><p>�Stiamo volando alti, sono meno vicini di quanto sembri. Ma � comunque una tragedia.�</p><p>Sennar fece rapidamente i suoi calcoli: il Tiranno doveva aver conquistato tutta la zona meridionale e parte di quella occidentale, avanzando lungo il corso del Saar. Dove potevano andare? Loos era distante e lui non conosceva altri villaggi. Restava solo il bosco.</p><p>�Credo che la cosa migliore sia spostarci verso nord-est, l� saremo abbastanza lontani� disse alla fine il mago.</p><p>�C�� un villaggio da quelle parti?� chiese Laio.</p><p>�No. Ci accontenteremo del bosco.�</p><p>�C�� un posto... nel bosco...� La voce di Nihal era affaticata.</p><p>�Come?� chiese Sennar.</p><p>�Nel bosco c�� qualcuno che pu� aiutarci. Vi dir� io dove andare, ma dobbiamo arrivarci di notte.�</p><empty-line/><p>Nihal indic� loro la strada a fatica. Volarono finch� cal� la sera e un�altra notte gelida avvolse la Terra dell�Acqua. Solo allora scesero in una piccola radura, dove Oarf aveva a stento lo spazio per posarsi. Al centro del cerchio d�erba innevata vi era soltanto una pietra.</p><p>�Nihal, qui non c�� niente...� disse Sennar.</p><p>�Aspetta e vedrai.�</p><p>Non dovettero attendere a lungo. La pietra prese vita lentamente sotto la coltre di neve che la ricopriva e Sennar vide comparire nel chiarore lunare un vecchio, con il viso incartapecorito dalle rughe e una lunghissima barba bianca.</p><p>Il vecchio li scrut� a uno a uno, con calma, e sorrise del loro stupore. Poi, i suoi occhi vivaci si appuntarono in quelli lucidi di Nihal. �Avevo ragione a credere che ci saremmo rivisti� disse.</p><p>�Non sei cambiato, Megisto.� Nihal sorrise. �Io e i miei amici abbiamo bisogno di un ricovero.�</p><p>�La mia caverna � fin troppo grande per me. Sar� lieto di ospitarvi.�</p><p>Li condusse nella sua grotta e, per prima cosa, Sennar distese Nihal sul giaciglio del vecchio. La mezzelfo aveva la febbre alta e dorm� un sonno agitato.</p><p>Megisto si diede da fare, scald� l�acqua sul fuoco e radun� la paglia per i nuovi giacigli. Ovunque si muovesse, era seguito dal sinistro cigolio delle catene che portava alle caviglie e ai polsi.</p><p>Sennar lo osservava con stupore. <emphasis>Come pu� un uomo tanto vecchio muoversi cos� agilmente con tutto quel peso addosso?</emphasis> Infine distolse gli occhi dal loro ospite e prov� a rendersi utile a Nihal in qualche modo, ma Laio lo scost� con gentilezza.</p><p>�Credo che sia un lavoro per me� disse con un sorriso.</p><p>Con occhio clinico, lo scudiero analizz� le condizioni di Nihal. Infine si rivolse a Megisto e gli chiese se aveva alcune erbe che Sennar non conosceva.</p><p>�No, ma so dove crescono. Ti ci accompagner�, se vuoi� rispose il vecchio.</p><p>Laio assent�. Sennar dovette ammettere a malincuore che lo scudiero sembrava essere diventato padrone della situazione, molto pi� di lui.</p><p>�Resti tu qui con lei, vero?� chiese Laio.</p><p>�Certo� borbott� il mago.</p><p>Lui e Nihal rimasero soli nel silenzio della grotta. Sennar prov� ad aiutarla con la sua magia, ma fu inutile.</p><p>D�un tratto, Nihal apr� gli occhi, gonfi e arrossati.</p><p>�Come ti senti?� chiese subito Sennar.</p><p>�Non permettere che diventi una di loro� mormor� lei.</p><p>�Cosa stai dicendo?� domand� il mago, bench� avesse capito; anche lui non aveva potuto fare a meno di pensarci. Se Nihal fosse morta, sarebbe entrata a far parte delle schiere di fantasmi che combattevano per il Tiranno.</p><p>�Piuttosto di permettere che io diventi un fantasma, disperdi per sempre il mio spirito.�</p><p>�Non dire sciocchezze� esclam� Sennar.</p><p>�La tua magia potr� farlo, no? Devi trovare il modo di farmi morire per sempre...�</p><p>�Tu non morirai� disse Sennar, per convincere prima di tutto se stesso.</p><p>Ma Nihal era gi� sprofondata nel sonno.</p><p>In quel momento arrivarono Laio e Megisto, carichi di erbe di ogni tipo.</p><p>Laio si diede da fare. Fece una poltiglia con le erbe e la spalm� sulla spalla ferita di Nihal. La cur� per buona parte della notte, fino a quando la fronte cess� di essere bollente e Nihal si assop� serena.</p><p>Megisto pos� una mano sulla spalla di Sennar. �Credo che sia tempo che tu e il tuo amico vi riposiate.� Poi prepar� una zuppa di castagne e diede loro del pane nero.</p><p>Mentre bevevano la zuppa, il mago non riusciva a smettere di osservare l�ospite. Appena arrivato, era troppo stanco e preoccupato per Nihal per pensare a quando aveva sentito quel nome, ma presto se n�era ricordato. Subito dopo il ritorno di Soana, Nihal gli aveva parlato di Megisto e della sua iniziazione alla magia proibita, a cui aveva fatto ricorso per sconfiggere Dola. Sennar squadr� il vecchio; era impossibile riconoscere in quel corpo martoriato dagli anni e dalle catene uno dei pi� crudeli luogotenenti del Tiranno.</p><p>La stanchezza li colse a tradimento non appena ebbero finito di cenare e si coricarono nei giacigli che Megisto aveva preparato per loro.</p><p>Sennar per� non poteva dormire, continuava a pensare alle parole che Nihal aveva sussurrato nel delirio.</p><p><emphasis>Cosa sono venuto a fare, se non posso aiutarla neppure in una situazione cos� semplice?</emphasis></p><p>Adesso Sennar doveva ammettere di essere stato ingiusto con Laio. Aveva creduto che sarebbe stato un peso, invece per tutto il viaggio fino alla palude lo scudiero non si era mai lamentato, bench� qualche volta, la sera, il mago lo avesse sorpreso a massaggiarsi la schiena dopo le lunghe ore sul dorso del drago. Lo aveva sempre guardato con scetticismo mentre trafficava con le sue erbe, eppure quegli impiastri dai colori improbabili si erano rivelati efficaci contro la febbre di Nihal.</p><p>Sennar tese l�orecchio per cogliere il respiro della mezzelfo. Era preoccupato per lei. Leggeva nei suoi occhi viola che avrebbe sacrificato tutto alla riuscita della missione e intuiva che dentro di lei si era riaperta una ferita che rischiava di risucchiarla verso il fondo. Gli sembrava che Nihal non fosse mai stata cos� distante da lui. Ripens� alle ultime parole che aveva detto a Ondine, in fondo al mare, e si maledisse perch� non riusciva a tenere fede a quella promessa.</p><empty-line/><p>Il giorno successivo trascorse lentamente, mentre la neve calava sul bosco. Quando si erano svegliati, Megisto non era pi� l�, gi� prigioniero della pietra.</p><p>Aveva lasciato tazze di ambrosia e un po� di pane. Dopo aver bevuto e mangiato, Sennar e Laio si alternarono accanto a Nihal.</p><p>Nel pomeriggio, mentre lo scudiero curava la mezzelfo, il mago riflett� sul seguito della missione.</p><p>La prossima pietra era quella della Terra del Mare, casa sua. Non poteva dire di conoscerla bene, da piccolo aveva visto solo i campi di battaglia, ma almeno si sarebbero mossi in una Terra che gli era familiare.</p><p>La sera Nihal era ancora assopita e sembrava che la febbre fosse diminuita. Megisto entr� nella grotta dopo il tramonto e port� formaggio e pane. Sennar accese il fuoco e i tre si sedettero a mangiare.</p><p>Il mago addent� il formaggio e lanci� un�occhiata a Nihal, che dormiva tranquilla, quindi si volt� verso Laio. �Le tue erbe hanno potuto dove la mia magia ha fallito� ammise.</p><p>Per poco a Laio non cadde il pane di mano. Il suo sguardo si ravviv� di una luce orgogliosa e Sennar non pot� fare a meno di sorridere.</p><empty-line/><p>La mattina del terzo giorno della permanenza da Megisto, Nihal apr� gli occhi. Accanto a lei c�era Sennar, mezzo assopito.</p><p>�Ci siamo svegliati, finalmente� disse il mago.</p><p>Nihal alz� a fatica la testa dal giaciglio. �Da quanto tempo siamo qui? Dobbiamo rimetterci in marcia, non c��...�</p><p>Sennar la interruppe. �Laio non ha permesso che tu morissi, a quanto pare. Non vorrai rendere inutili le sue fatiche.�</p><p>Nihal lasci� ricadere la testa. �Sono affamata� disse.</p><p>�Appena Laio sar� qui mangeremo.�</p><p>Lo scudiero arriv� presto, con qualche bacca e un po� di noci che aveva trovato nel bosco. Quando vide che Nihal era sveglia, le si gett� al collo, dimenticandosi della ferita. A Nihal sfugg� un gemito. �Oh, scusa, scusa� disse goffo Laio, mentre si staccava da lei, le guance rosse per l�imbarazzo.</p><p>Quel pomeriggio, quando rimase sola con Sennar, Nihal inizi� a scalpitare. Disse che stava bene, che avevano perso fin troppo tempo e che era giunta l�ora di ripartire.</p><p>�� presto, lo sai anche tu� prov� a dissuaderla il mago. �Se ti metti in viaggio adesso, fra pochi giorni starai di nuovo male.�</p><p>�La guerra non aspetta i miei comodi. Non posso permettermi di perdere altro tempo� rispose Nihal.</p><p>�Non ti sto dicendo questo.�</p><p>�� inevitabile, se resto qui.�</p><p>�Andr� io al posto tuo.�</p><p>Nihal tacque e lo guard�. �Non puoi farlo, e lo sai. Solo io posso indossare il talismano e toccare le pietre.�</p><p>�Sono un mago. Non ho pi� il mio medaglione, ma resto sempre un consigliere.�</p><p>�Non capisco come...�</p><p>Sennar si volt�. Non poteva guardarla, temeva che lei avrebbe letto la menzogna nei suoi occhi. �Conosco centinaia di incantesimi che sono in grado di sigillare enormi poteri, uno di questi riuscir� di certo a isolare il talismano, almeno per un po�, in modo che io possa portarlo con me.�</p><p>�Ma il guardiano...�</p><p>�Quando mi vedr� con il talismano, non avr� nulla da obiettare.�</p><p>�Non sai dov�� il santuario...� protest� Nihal.</p><p>�Me lo indicherai tu.�</p><p>Sennar tacque. Un silenzio carico di dubbi avvolse la caverna.</p><p>�� pericoloso. Non voglio.�</p><p>Sennar si inginocchi� accanto a Nihal e le prese le mani. �Non ti permetter� di andartene da qui prima che la tua spalla sia del tutto guarita.� Si sforz� di sorridere. �Cosa vuoi che sia entrare in un santuario, per uno che � sceso nel Mondo Sommerso?�</p><p>Lei non ricambi� il sorriso. �Sembra un ricatto...�</p><p>�Cerco solo di aiutarti.�</p><p>Nihal rimase in silenzio e Sennar le strinse le mani con pi� forza. �Giurami che non rischierai pi� del dovuto, giurami che se l�incantesimo non funziona tornerai da me� disse lei alla fine.</p><p>Sennar deglut�. �Te lo prometto.� Poi si alz�. �Forza, controlliamo questo amuleto e vediamo dove dovr� andare� disse, sforzandosi di sembrare allegro.</p><p>Nihal esit� qualche istante, poi prese il medaglione.</p><p>Sennar la vide chiudere gli occhi e concentrarsi. Quando la mezzelfo parl�, la sua voce era strana, come se provenisse da un abisso. �Nel mare, dove la roccia abbraccia le onde e le onde consumano la roccia. Ci sono alti spruzzi di schiuma e vento, un forte vento che ulula tra le feritoie. La costa. Due ombre nere che si stagliano a pochi passi. Due torri. No, due alte figure, due guglie.� Nihal riapr� gli occhi.</p><p>�� tutto?� chiese Sennar deluso.</p><p>�S�, non ho visto altro.�</p><p>Sennar sospir�. �Non sai indicarmi una direzione?�</p><p>Nihal chiuse di nuovo gli occhi, ma Sennar vide le sue guance arrossarsi per lo sforzo e la interruppe. �Lascia stare se sei stanca� disse.</p><p>Nihal apr� gli occhi. �Devi seguire il corso del sole, mentre sorge.�</p><p>�A est...�</p><p>�Quella parola, "guglie", ce l�ho stampata in mente. Credo che sia importante� aggiunse Nihal.</p><p>�Me ne ricorder�.� Sennar si alz�. �Vado a cercare delle erbe nel bosco� disse.</p><p>Usc� a passo deciso dalla grotta, come se volesse allontanarsi dalla menzogna che aveva raccontato a Nihal e dall�enormit� della decisione che aveva preso.</p><empty-line/><p>Sennar rimase a lungo davanti alla pietra, nel freddo pungente del tramonto. Aveva bisogno di parlare con Megisto, da solo.</p><p>Mentre aspettava che scendesse la notte, ripensava all�amuleto. Aveva mentito a Nihal, non conosceva un incantesimo che potesse sigillarlo.</p><p>A poco a poco, la pietra riprese vita. Megisto non parve stupito di vedere Sennar. �Devi parlarmi?� chiese, nel tono di chi conosceva gi� la risposta.</p><p>Sennar annu�, poi ripet� tutto d�un fiato quello che aveva detto a Nihal.</p><p>Megisto ascolt� con attenzione. Quando Sennar ebbe terminato, rest� in silenzio. �Non esiste alcuna magia, n� proibita n� del Consiglio, che possa intrappolare un tale potere� disse poi.</p><p>Sennar abbass� lo sguardo. Avrebbe dovuto immaginare che non poteva mentire a quel vecchio. �Ma posso rallentarne gli effetti, e se rinnovo la formula di continuo...�</p><p>�� molto rischioso� tagli� corto Megisto.</p><p>Il mago cominciava a innervosirsi. Non erano quelle le parole che aveva bisogno di sentire. �Vuoi ospitarla mentre non ci sar� o no?�</p><p>�Tu vuoi che la rassicuri, che copra il tuo inganno, che le dica che non ci sono rischi.�</p><p><emphasis>Mi guarda nell�animo, scruta cosa penso... </emphasis>�S� ammise Sennar.</p><p>�Lo far� finch� potr� disse Megisto. �Ma sappi che non approvo.�</p><p>�Mi interessa solo che tu lo faccia. Non ho altra scelta.�</p><p>Megisto si alz�. �Fa� attenzione, almeno.�</p><empty-line/><p>Sennar part� il giorno successivo, all�alba. Megisto era scomparso e loro tre erano rimasti soli.</p><p>Il mago aveva preparato tutto. Aveva infilato i suoi pochi effetti in una sacca e aveva disposto a terra una serie di striscioline ottenute da foglie lunghe e fibrose, di un verde stinto. Su ciascuna, in azzurro, era vergata una runa. L�incantesimo di confinamento pi� potente che conoscesse.</p><p>�Dammi l�amuleto� disse a Nihal.</p><p>La mezzelfo allung� la mano. Nell�istante in cui le dita di Sennar sfiorarono il medaglione, la pietra della Terra dell�Acqua cominci� a oscurarsi e il mago sent� le sue forze scemare. Nascose il talismano nel pugno e cerc� di non lasciar trapelare la sua debolezza. Poi si gir� e pose il medaglione sulle foglie. Non appena lasci� la presa, la pietra torn� del suo colore naturale.</p><p>Sennar avvolse l�amuleto nelle foglie e recit� una cantilena. Quindi lo prese in mano e con un sorriso lo mostr� a Nihal. �Come vedi, adesso � innocuo.�</p><p>Nihal non cambi� espressione. �Ripensaci. In due giorni credo di potermi rimettere in piedi.�</p><p>Sennar si gett� la sacca da viaggio sulle spalle. �Quando avr� recuperato la pietra, vi chiamer� e vi dir� dove mi trovo. Non temere, andr� tutto per il meglio� disse.</p><p>�Sta� attento� gli raccomand� Laio mentre si salutavano.</p><p>Nihal si sporse dal giaciglio e lo abbracci�. Lo baci� sulla guancia e prima di staccarsi gli sussurr� all�orecchio: �Non morire�.</p><p>Sennar si volt� e si incammin� per la sua strada.</p><empty-line/></section><section><title><p>4</p><p>Sennar nella Terra del Mare</p></title><empty-line/><p>Dopo aver camminato per quattro giorni sotto la neve, Sennar entr� nella sua Terra e si ritrov� nel Bosco Marino, dove l�odore acre del mare gli riport� alla mente i ricordi della sua infanzia.</p><p>Fu il quinto giorno di marcia che si rese conto di quanto fosse grande la menzogna raccontata a Nihal. Nel tirare fuori parte delle provviste, vide uno strano fumo alzarsi dalla tasca. Vi infil� una mano ed estrasse il talismano. Il medaglione aveva iniziato a corrodere le foglie e adesso parte della pietra della Terra dell�Acqua era visibile. Il mago sent� che le sue energie venivano risucchiate verso l�amuleto e di nuovo la pietra si fece torbida e minacciosa.</p><p>Sennar non perse tempo. Gett� a terra il medaglione e prepar� nuove foglie. Quando ebbe riavvolto il talismano si rimise in marcia.</p><empty-line/><p>Nel giro di un giorno e mezzo raggiunse Laia, il villaggio dov�era nata sua madre e che lui non aveva mai visto. Ai suoi occhi si present� un borgo che gli ricord� il paese in cui aveva trascorso i primi anni della sua vita: piccolo e raccolto, impregnato dell�odore pungente della salsedine. In giro non c�era un�anima e le finestre delle case erano sbarrate.</p><p>Il paese si affacciava su una delle affascinanti stranezze di quella Terra: il Piccolo Mare. In corrispondenza di uno dei due grandi golfi che costeggiavano la penisola centrale, il golfo di Barahar, per una rientranza della costa le acque si insinuavano nell�entroterra e si allargavano a formare un piccolo mare interno. Sembrava un vasto lago salato e profumato d�oceano.</p><p>Il mago vi giunse di pomeriggio, sotto un cielo grigio che si rispecchiava nelle acque argentate del Piccolo Mare. Minacciava tempesta e si era alzato un forte vento.</p><p>Per quella sera Sennar trov� rifugio in una piccola locanda, un edificio in legno e pietra che si protendeva nel mare. Il posto era misero e dimesso, nient�altro che un salone tondo con qualche rozza panca, ma la birra era buona e a buon mercato. Mentre si godeva la vista notturna del Piccolo Mare, con la neve che scendeva lenta sullo specchio d�acqua, Sennar riflett� sulla direzione da prendere. Nihal aveva detto a est, quindi forse il santuario si trovava dall�altra parte della penisola. Doveva raggiungere al pi� presto la costa e il modo pi� diretto era recarsi a Barahar, il porto pi� grande della Terra del Mare. Una volta l�, avrebbe costeggiato il litorale e iniziato a sperare.</p><p>Il giorno seguente si alz� di buon mattino e incontr� la locandiera, un donnone rubicondo, con la pelle lucida per il sudore e il seno che erompeva dalla camicia, intenta a lucidare bicchieri con una tale foga che Sennar si domand� come fosse possibile che non si infrangessero. Le chiese subito se conosceva un luogo chiamato "guglie".</p><p>�Mi pare di aver sentito parlare di qualcosa del genere, una specie di scoglio� disse lei pensierosa.</p><p>�Dove?�</p><p>La locandiera scosse la testa. �Non ne ho idea, mi spiace. Non credo che sia da queste parti.�</p><p>Sennar riprese il viaggio. Le ultime case di Laia sparirono alle spalle del mago e davanti a lui si dispieg� la vasta pianura innevata che univa il Piccolo Mare alla costa.</p><p>Per tre notti Sennar dorm� sotto le stelle. Il mattino del quarto giorno di marcia vide la citt� di Barahar stagliarsi in lontananza, sullo sfondo blu intenso del mare.</p><p>Dovette deviare per raggiungere il ponte che varcava lo stretto, poi finalmente arriv� sotto le porte di Barahar. Erano imponenti, scolpite in un unico enorme blocco di marmo. Quando Sennar vi pass� sotto, lacero e affamato, si sent� piccolo e smarrito come mai gli era capitato prima.</p><p>Della Terra del Mare il mago conosceva solo i piccoli villaggi, sospesi tra la terra e l�acqua, sferzati dalle onde d�inverno e sostentati dalla pesca nella bella stagione. Quella citt� invece era grande e impersonale, e il profumo dell�oceano era coperto da mille altri odori. Sennar riconobbe l�architettura tipica delle case, capanne in muratura con il tetto di paglia, accanto ad altri edifici in pietra, ma il resto gli era estraneo: vie larghe e ordinate al posto del consueto dedalo di vicoli; ampie piazze squadrate invece dei piccoli sagrati tondi dei villaggi. Soprattutto gli era estranea la gente, che non era cordiale e alla buona, ma fredda e indaffarata.</p><p>Ora che era sulla costa, Sennar non sapeva che fare. Il santuario poteva anche trovarsi l�, le fatidiche guglie forse si ergevano da qualche parte nei dintorni, ma come poteva saperlo?</p><p>Per buona parte della mattinata si aggir� per le vie della citt�, in cerca di qualcuno che sapesse indicargli la direzione giusta, ma nessuno gli fu d�aiuto. Soltanto un vecchio mercante gli disse che ne aveva sentito parlare e che dovevano trovarsi verso est, forse a Lome.</p><p>Quando entr� nell�ultima locanda, Sennar aveva bisogno di mangiare qualcosa, ma non aveva soldi.</p><p>Il locandiere, un uomo basso, stempiato, con la pancia prominente di chi alza il gomito, si impietos�. �Se passi pi� tardi ti far� trovare qualche avanzo� disse.</p><p>Sennar lo ringrazi�.</p><p>�Non ti prometto nulla, per� aggiunse subito l�uomo. �Sono giorni particolari, questi, con il viavai continuo dei soldati.�</p><p>�Come mai? C�� stato un attacco?�</p><p>�No, niente del genere� rispose il locandiere. �� che sono arrivati strani soldati, le loro navi hanno attraccato ieri sera tardi al porto. Dicono che vengono dal Mondo Sommerso, ma nessuno capisce chi siano.�</p><p>�Al porto, avete detto? Come faccio ad arrivarci?� chiese Sennar tutto d�un fiato.</p><p>L�uomo lo guard� con sospetto. �Quando esci, gira a destra, poi sempre diritto...� Non ebbe il tempo di finire il discorso che il ragazzo era gi� scomparso.</p><empty-line/><p>Erano arrivate le truppe, le truppe tanto attese. Mentre si dirigeva a passo spedito verso il porto, Sennar ripens� a tutte le persone che aveva conosciuto a Zalenia: il conte Varen, il re Nereo... e Ondine. Voleva vedere quei soldati che venivano ad aiutarli e che erano arrivati fin l� anche grazie a lui. Segu� le indicazioni del locandiere e presto inizi� a sentire lo sciabordio del mare.</p><p>Vide subito le navi. Erano una cinquantina, lunghe e maestose, dell�eleganza limpida e trasparente che era il segno distintivo di Zalenia. Erano disposte in fila nel porto, con le vele ammainate. I soldati avevano armature molto leggere, lunghe lance e spade sottili che pendevano al fianco. Gli ricordarono le guardie che lo avevano maltrattato a Zalenia, ma al vederli Sennar prov� comunque nostalgia del Mondo Sommerso.</p><p>Mentre il mago si godeva lo spettacolo della flotta all�ancora, qualcuno lo not� da una delle navi, scese a terra e si avvicin� a lui. �Sapevo che prima o poi ci saremmo incontrati.�</p><p>Sennar si volt� di scatto, conosceva quella voce. Quando vide il conte Varen accanto a s�, gli parve di aver ritrovato un vecchio amico. Il conte era ancora un uomo imponente e robusto, i pochi capelli raccolti in un codino come si usava fra la sua gente, ma la sua pelle candida s�era colorata d�ambra; doveva avere abbandonato i fondali di Zalenia gi� da un po�. Sennar dimentic� la riverenza e lo abbracci�, ricambiato da una stretta vigorosa.</p><p>Il conte lo invit� a seguirlo in una cabina della nave, avvolta in una penombra che ricordava l�azzurro che imperava a Zalenia. Varen si mosse a suo agio in quella luce fioca e prese una bottiglia dal contenuto violaceo. Squalo, si disse Sennar. Era un anno che non ne beveva.</p><p>Il conte pos� la bottiglia sul tavolo e, presi due bicchieri, li riemp�. �Me lo ha portato ieri sera un mio soldato, ha detto che � la bevanda di questa Terra.�</p><p>Sennar sorrise. �Vi ha detto bene.�</p><p>Il conte vuot� il suo bicchiere in un sorso solo. Sennar cerc� di imitarlo, ma dovette trattenersi dal tossire quando l�alcol gli aggred� la gola.</p><p>�Non credevo che fosse tutto cos� luminoso, quass�� disse il conte. �Non so se riuscir� ad abituarmi.�</p><p>�Non temete� lo tranquillizz� Sennar, mentre si riempiva nuovamente il bicchiere �alla fine io mi ero abituato alla luce azzurra della vostra Terra. Sar� solo questione di tempo.�</p><p>Lo sguardo paterno del conte si pos� su di lui. �Non sapevo che il Consiglio fosse riunito in questa Terra� disse Varen.</p><p>Sennar sospir�. �In effetti quest�anno doveva riunirsi nella Terra dell�Acqua, ma come avrete saputo � caduta quasi totalmente in mano nemica e il Consiglio � dovuto fuggire.�</p><p>�Mi hanno parlato dell�esercito dei morti� disse cupo Varen. �Molti dei miei uomini sono preoccupati.� Si vers� anch�egli un secondo bicchiere, poi lo guard�. �Come mai non sei con gli altri consiglieri?�</p><p>�Non sono pi� consigliere.�</p><p>�Ti hanno cacciato?�</p><p>Sennar sorrise. �No, sono andato via io.�</p><p>Varen lo fiss� con un�espressione interrogativa. Sennar si sottrasse al suo sguardo e volse gli occhi alla luce che filtrava attraverso le assi di legno che coprivano gli obl�. �Devo compiere una nuova missione� spieg�, e gli sembr� che l�amuleto pesasse di pi� nella sua tasca. �Per farlo, ho dovuto abbandonare momentaneamente il mio posto nella Terra del Vento.�</p><p>�Momentaneamente� ripet� il conte sollevato. �Dunque, al tuo ritorno sarai di nuovo consigliere.�</p><p>�S� ment� Sennar. �E voi, come mai siete qui?�</p><p>Il conte sorrise. �Dopo la tua partenza sono tornato a fare il mio dovere a Sakana, e per un po� tutto � andato tranquillo. Per� sentivo qualcosa in me, qualcosa che non sapevo definire... D�un tratto la mia vita mi sembrava squallida e vuota. Mi annoiavo. Guardavo al cielo, verso il pelo dell�acqua, e pensavo che lass�, fra le nuvole che non avevo mai visto, c�era qualcuno che combatteva. Alla fine ho capito che la vita e la lotta che cercavo erano l�. Cos� ho convinto Sua Altezza a scegliermi come capo delle truppe� concluse.</p><p>Sennar fissava il bicchiere e ne sfiorava il bordo con un dito. Non seppe trattenersi. �E Ondine?� domand�.</p><p>�Quando sei andato via, ho fatto come mi avevi chiesto: l�ho aggregata al mio seguito e l�ho condotta a Sakana.�</p><p>�E... come stava?�</p><p>�Era molto triste.�</p><p>Sennar abbass� lo sguardo.</p><p>�Le ho proposto di entrare al mio servizio a palazzo. Era meglio che prendersi cura dei carcerati. Da principio ha declinato l�offerta, non voleva lasciare soli i genitori, ma alla fine l�ho convinta.�</p><p>Sennar continu� a seguire il bordo del bicchiere con il dito. Alla fine bevve lo Squalo in un unico sorso.</p><p>�Non ho mai capito perch� l�hai lasciata a Zalenia� riprese il conte. �So che le volevi bene e che lei ricambiava i tuoi sentimenti.�</p><p>Il pensiero di Ondine riscald� il cuore di Sennar; avrebbe potuto rivedere il suo volto di bambina, i suoi morbidi capelli, le sue labbra rosa. Per� sapeva che sarebbe servito solo a ferirla ancora di pi�.</p><p>�Mi ha chiesto di farti una domanda, se ti avessi visto� aggiunse il conte. Sennar lev� gli occhi dal tavolo. �Voleva che ti domandassi se hai mantenuto la promessa e che ti riferissi che, se non l�hai fatto, trover� prima o poi il modo di vendicarsi.�</p><p>Il mago sorrise. �A essere sinceri, non l�ho davvero mantenuta, ma questo viaggio � parte di quella promessa. Voi, per�, quando la rivedrete, ditele che s�, l�ho mantenuta. Che adesso sono felice.�</p><p>Il conte sorrise, poi torn� serio. �Sei sporco e affamato. Dimmi la verit�, Sennar, che cosa ti � accaduto? Qual � la tua missione?�</p><p>Il mago non seppe che cosa rispondere. Il conte era un uomo degno di fiducia, ma la missione di Sennar era tanto delicata che non poteva rivelarla neppure a lui.</p><p>�Non posso dirvelo, mi spiace; il fine di questo viaggio deve restare segreto.�</p><p>�Non te lo chiedo per curiosit� spieg� il conte. �Sono preoccupato per te. Vorrei aiutarti, se posso.�</p><p>�S�, forse potete aiutarmi...�</p><p>�Dimmi come� lo incalz� Varen.</p><p>�Devo recarmi in un luogo lungo la costa. Finora mi sono mosso a piedi, attraverso la Terra dell�Acqua. Una cavalcatura mi sarebbe molto utile.�</p><p>Il conte si appoggi� allo schienale della sedia, pensieroso. �Oggi stesso devo incontrarmi con il generale delle truppe della Terra del Mare, Falere. Se verrai con me, gli chieder� se � possibile che un Cavaliere di Drago ti accompagni.�</p><p>Sbalordito, Sennar sbatt� il bicchiere sul tavolo. �Un Cavaliere di Drago? Ma i Cavalieri sono impegnati nella guerra! Insomma... io volevo soltanto un cavallo... non credo...�</p><p>Il conte si sporse verso di lui. �Quant�� importante la tua missione ai fini di questa guerra? Perch� riguarda questa guerra, vero?�</p><p>�� di vitale importanza� disse Sennar.</p><p>Il conte torn� ad accomodarsi sullo schienale. �Allora un Cavaliere che ti scorti � poca cosa� disse. Quindi ingoll� l�ultimo sorso di Squalo.</p><empty-line/><p>Sennar venne rifocillato e nel pomeriggio and� con il conte a incontrare Falere.</p><p>Il generale arriv� su uno splendido drago e, quando il mago vide calare dal cielo quell�animale, trattenne il fiato per la commozione.</p><p>Era un Drago Azzurro, e Sennar non ne vedeva dalla sua infanzia. Era pi� piccolo dei draghi usati di solito dall�Ordine e somigliava a un serpente. Aveva un lungo corpo affusolato, zampe piccole e agili ed enormi ali membranose ripiegate lungo i fianchi. Il corpo era d�un azzurro chiaro lucente, le ali d�un blu cupo. Sennar era cresciuto tra quei draghi, suo padre era scudiero di un Cavaliere di Drago Azzurro, e rest� incantato a guardarlo, perso in ricordi lontani.</p><p>Falere era un generale piuttosto giovane, un biondino dall�aria anonima e con il volto coperto di efelidi. Una lunga cicatrice gli attraversava la parte sinistra del volto. Fece una riverenza a entrambi, ma guard� Sennar con sospetto.</p><p>�Costui � il membro della Terra del Vento nel Consiglio dei Maghi, Sennar� si affrett� a spiegare il conte.</p><p>Sennar non fece in tempo a interromperlo. Forse quel generale sapeva gi� che ora la responsabile della Terra del Vento era Soana. Not� con preoccupazione che Falere aveva assunto un�espressione stupita.</p><p>�Ah, siete voi, perdonatemi� rispose invece il generale, poi gli fece una nuova riverenza. Evidentemente, lo conosceva di nome e non aveva saputo le ultime notizie.</p><p>Si diressero in una delle caserme di Barahar, una costruzione tozza e squadrata, come tutti gli edifici dell�Ordine dei Cavalieri di Drago. Entrarono in una vasta stanza disadorna, illuminata da una sola finestrella, e discussero di strategie, decisero quanti uomini mandare e dove, e altro ancora. Sennar diede informazioni utili, ma cerc� di tenersi sul vago e, non appena la conversazione glielo permise, parl� con chiarezza. �Nella Terra del Vento ora c�� una persona che fa le mie veci. Io sono in viaggio per... per...� Sul pi� bello, non gli veniva in mente una buona scusa.</p><p>�� in missione per conto del Consiglio� intervenne il conte.</p><p>�Capisco� si limit� a osservare Falere, poi riprese a discutere di uomini e armamenti.</p><p>Ci vollero altre due ore perch� il conte trovasse il momento giusto per avanzare la sua richiesta. �Il mio amico consigliere � sprovvisto di una cavalcatura. La questione � della massima urgenza, quindi mi domandavo se fosse possibile chiedere a un Cavaliere di accompagnarlo.�</p><p>Questa volta Falere non rimase impassibile e guard� Varen con un�espressione sconcertata. �Signore, non so come vadano le cose gi� da voi, ma qui la guerra sta volgendo al peggio e abbiamo bisogno di tutti gli uomini disponibili.�</p><p>�Baster� anche un semplice cavallo� intervenne Sennar, ma il conte lo zitt� con un cenno.</p><p>�Come vi ho detto, � in missione per il Consiglio. Per questo credevo che la richiesta fosse lecita.�</p><p>Sennar iniziava a sentirsi a disagio. Varen, invece, era calmo e con noncuranza infilava una bugia dopo l�altra.</p><p>�E perch� costui non ha con s� una pergamena o un documento che lo autorizzi?�</p><p>�La cosa � stata decisa in fretta� disse il conte.</p><p>Sennar desider� trovarsi altrove. Lo sguardo di Falere si pos� scettico su di lui e al mago parve di essere in trappola. Inoltre, l�amuleto doveva avere ricominciato a corrodere le foglie, perch� fu assalito da un lieve malore. �In effetti... � stata una decisione improvvisa. Il drago mi sarebbe utile, ma se proprio non � possibile...� disse allora, decidendo di reggere il gioco al conte.</p><p>Il volto di Falere si illumin�. �E sia. Ho sentito parlare molto bene di voi. Se non sbaglio, siete l�artefice di questa alleanza.�</p><p>�Proprio cos� conferm� Sennar. Un velo di sudore lo copriva e sentiva il fiato mancargli.</p><p>Falere prese una pergamena e inizi� a scriverci sopra. �Il Cavaliere di Drago Aymar sar� a vostra disposizione per tre giorni, di pi� non posso concedervene. Lo troverete domattina al porto.� Poi gli consegn� la pergamena.</p><p>Sennar cap� che doveva andare immediatamente a rinnovare l�incantesimo, perch� il malessere si faceva sempre pi� acuto; ora avvertiva un forte senso di oppressione al petto. �Vi ringrazio infinitamente� disse, mentre prendeva la pergamena �ma ora ho una faccenda urgente da sbrigare. Vogliate scusarmi� concluse, e si dilegu� in fretta e furia seguito dagli sguardi allibiti del conte e di Falere.</p><p>Corse fuori dalla sala e si ferm� nell�angolo di un vicolo. Quando tir� fuori l�amuleto nella penombra sent� che le forze lo abbandonavano, mentre un dolore acuto gli attanagliava il petto. Per fortuna aveva con s� altre foglie. Col fiato corto, verg� nuove rune e sigill� il talismano. Non appena anche l�ultimo spiraglio della pietra fu nascosto, Sennar sent� l�aria tornare a gonfiargli i polmoni e riprese fiato.</p><p>Quando alz� gli occhi, vide il conte innanzi a lui.</p><p>Varen si inginocchi� e lo fiss� preoccupato. �Sei pallido come un cencio... Vuoi dirmi che sta accadendo?�</p><p>�Nulla� disse Sennar, sforzandosi di sorridere. �Nulla.� Poi si fece serio. �Se davvero mi siete amico, vi prego, non indagate oltre. Dimenticate qualsiasi cosa abbiate visto in questo vicolo e, quando sar� partito, scordatevi di avermi incontrato.�</p><p>�Devi...�</p><p>�Ve ne prego� insistette Sennar.</p><p>�Se � per la buona riuscita della tua impresa...�</p><p>�� cos� concluse il mago. Appoggi� la testa al muro dietro di lui e guard� il conte con gratitudine.</p><empty-line/><p>Per quella notte Sennar dorm� in una cabina che Varen gli aveva messo a disposizione sulla sua nave e il giorno seguente part� molto presto. Si conged� in fretta dal conte, senza riuscire a sostenere il suo sguardo preoccupato.</p><p>�Abbi cura di te e non rischiare pi� del dovuto� gli disse Varen.</p><p>Sennar si sforz� di sorridere. �Quando questa storia sar� finita, ci ritroveremo e festeggeremo.�</p><p>Sulla banchina del porto trov� il Cavaliere ad attenderlo. Aveva un drago piuttosto piccolo, un Drago Azzurro, ed egli stesso pareva giovane e inesperto. Non appena vide arrivare Sennar, fece una confusa riverenza. �Il Cavaliere di Drago Aymar ai vostri ordini� si present�.</p><p>Se Falere gli era sembrato molto giovane, Aymar era proprio un ragazzino. Aveva capelli castani riccioluti che gli cadevano sulle spalle e un corpo da adolescente che dava l�impressione di essere cresciuto troppo in fretta e senza preavviso, tanto da rendere impacciato il suo proprietario. Un bambino nel fisico di un ragazzo. Il mago lo scrut� con sospetto.</p><p>�Dunque, abbiamo tre giorni per percorrere tutta la costa della Terra del Mare� esord� Sennar. Il giovane Cavaliere strabuzz� gli occhi. �Per questo dovremo viaggiare a ogni ora del giorno e della notte, senza sosta.�</p><p>�Ma... il mio drago non pu� sostenere un volo troppo lungo...� ribatt� Aymar.</p><p>Sennar lo interruppe con un gesto della mano. �Lo so, conosco i Draghi Azzurri. Il fatto � che ti avr� a disposizione per tre soli giorni, e il tempo � determinante in questa missione. Ti prego quindi di fare del tuo meglio.�</p><p>L�altro annu�, poco convinto.</p><p>Sennar stava per salire sul drago, quando Aymar lo ferm�. �Signore, il mio drago non vi terr� in groppa se non glielo chiedo io.�</p><p>Sennar sorrise. �Sono un mago, vedrai che mi terr� disse, e infatti, quando mont� su con un balzo, il drago non diede alcun segno di irritazione. Quindi si volt� verso il giovane, fermo a terra a guardarlo perplesso. �Prima partiamo, prima arriveremo� lo esort�.</p><p>Allora il Cavaliere si decise e mont� a sua volta sul drago. Fu un�operazione insolitamente complessa e Aymar la coron� con successo solo al secondo tentativo. Una volta in groppa, sembr� impacciato, teneva la schiena innaturalmente dritta. I dubbi di Sennar aumentarono.</p><p>�Tutto a posto?� prov� a chiedere.</p><p>�Certo� balbett� il ragazzo. Diede un deciso strattone alle briglie e l�unico risultato che ottenne fu un brontolio scocciato del drago. Aymar stratton� ancora le briglie, finch� il drago non rugg� inferocito. �Non mi era mai capitato... � che sono Cavaliere da poco...� prov� a giustificarsi.</p><p><emphasis>S�, come no? </emphasis>�Permetti?� fece Sennar.</p><p>Aymar arross� fino alla radice dei capelli. �Certo.�</p><p>Il mago si pieg� sul collo del drago e gli mormor� all�orecchio qualche parola. �Prova ora, ma con delicatezza� disse poi al ragazzo.</p><p>Aymar tir� le briglie e stavolta riuscirono finalmente a partire.</p><p>�Ci vogliono pazienza e polso, ma anche rispetto� spieg� Sennar.</p><p>Aymar incass�. �Vi ringrazio infinitamente� mormor�.</p><p>�Un�ultima cosa...� aggiunse Sennar. �Dammi pure del "tu".�</p><p>�Come volete� rispose il Cavaliere.</p><empty-line/><p>Sennar fu di parola. Esigette che volassero pi� veloci possibile e quando il sole and� a morire nel mare, e il giorno cedette il passo alla notte, volle proseguire. Fu un viaggio estenuante, una corsa contro il tempo. Solo a notte inoltrata si fermarono, quando erano ormai nel deserto centrale.</p><p>Dovettero accamparsi sotto le stelle e il freddo era pungente. Non appena fu sicuro di non essere visto, Sennar controll� l�amuleto e tir� un sospiro di sollievo. Le foglie erano ancora intatte.</p><p>Il mago si svegli� che il sole non si era ancora levato, ma si limitava a imbiancare pallidamente l�orizzonte. Aymar dormiva accanto a lui, la testa appoggiata al lungo collo del drago.</p><p>Sennar lo scosse, ma quel primo invito non ebbe effetto. Il drago apr� gli occhi, il Cavaliere invece rest� immobile, con un�espressione di sonno beato dipinta sul volto.</p><p><emphasis>Ma che razza di Cavaliere �, uno che non si sveglia al tocco di un estraneo?</emphasis></p><p>Sennar insistette e fu molto meno delicato. Il ragazzo si svegli� di soprassalto e la sua mano corse d�istinto alla spada, senza per altro trovarla.</p><p>�Calma, sono io� disse il mago spazientito.</p><p>Aymar si stropicci� gli occhi, poi si guard� attorno. �Non � ancora l�alba...�</p><p>Sennar lev� gli occhi al cielo. �Te l�ho gi� spiegato, puoi stare con me solo tre giorni e gradirei che sfruttassimo al meglio questo tempo.�</p><p>Il ragazzo avvamp�. �Avete ragione, perdonatemi.� Inizi� a prepararsi, ma era evidente che cascava dal sonno.</p><p><emphasis>Per Nihal hanno fatto mille storie; un incapace come questo, invece, � diventato Cavaliere di Drago senza problemi.</emphasis></p><p>Riuscirono infine a partire. Il mago calcol� che era in viaggio gi� da tredici giorni e ancora non era giunto alla meta. Pens� a Nihal; ormai doveva essersi ripresa e probabilmente era impaziente di rimettersi in marcia. Sennar non avrebbe voluto essere nei panni di Laio, in quei giorni.</p><p>Viaggiarono pi� rapidi che poterono, miracolosamente senza intoppi, e giunsero a Lome a met� mattina. La citt� si affacciava sulla mezzaluna del golfo di Lamar ed era uno dei porti principali della Terra del Mare. La caserma verso cui erano diretti si trovava fuori dal caos del centro, sul mare.</p><p>�� l� che ho studiato� disse Aymar mentre si avvicinavano.</p><p>�Non a Makrat?� obiett� Sennar.</p><p>Aymar sorrise. �Anche se facciamo parte dell�Ordine, noi Cavalieri di Drago Azzurro passiamo buona parte del nostro addestramento nella Terra del Mare, come vuole la tradizione.�</p><p>La caserma in effetti era diversa da quelle tipiche dell�Ordine, la sua forma slanciata ricordava gli antichi palazzi della Terra del Mare. Molti anni prima, i Cavalieri di Drago Azzurro si erano separati dai Cavalieri di Drago e avevano costituito un piccolo corpo a s� stante. Solo con la pace di Nammen si erano aggregati all�Ordine.</p><p>Atterrarono in un�arena che si apriva al centro della costruzione e il drago si accasci� al suolo non appena toccarono terra. Sennar salt� gi� e and� subito in giro per la citt�, in cerca di notizie.</p><p>Vag� di locanda in locanda e chiese informazioni a chiunque, ma la sera dovette ritirarsi abbacchiato, perch� nessuno gli aveva saputo dire nulla.</p><p>Rientr� alla caserma e consum� il suo pasto in silenzio, nella stessa sala in cui veniva servito il rancio ai Cavalieri. Ancora un giorno, un giorno soltanto e poi avrebbe dovuto arrangiarsi da solo. Forse, pens� scoraggiato, aveva gi� superato il luogo esatto senza accorgersene. Non aveva controllato tutta la costa settentrionale della penisola, e il santuario poteva essere l�. La verit� era che stava cercando un ago in un pagliaio.</p><p>�Sono alte e sembrano splendere alla luce della luna.�</p><p>Aveva puntato troppo in alto. E aveva fallito.</p><p>�Da Lamar si vedono in lontananza, stanno in mezzo al mare.�</p><p>Non era riuscito a essere utile a Nihal. Non aveva saputo guarirla e ora si era cacciato in quella situazione senza uscita.</p><p>�Il vento ulula tra le loro feritoie e il mare innalza spruzzi altissimi.�</p><p>Non gli restava che battere palmo a palmo tutta la costa, in attesa di Nihal.</p><p>�Da lontano, di notte, sembrano due ombre che si stagliano nell�oscurit�, come due torri.�</p><p>Sennar si volt� di scatto. Gli erano giunti solo frammenti della discussione dei due soldati al suo fianco, non sapeva nemmeno di cosa stessero conversando, ma quelle ultime parole catturarono la sua attenzione.</p><p>�Cosa si alza come una torre?� chiese. Quando Nihal gli aveva parlato del santuario, aveva usato quasi le stesse parole di quel soldato.</p><p>L�altro lo guard� un po� stupito. �I due grandi scogli al largo del golfo di Lamar, le Meridiane del Mare, le Arshet.�</p><p>Forse non c�entravano nulla con la sua ricerca... ma forse s�. �Sto cercando un posto simile a quello che mi hai descritto, o almeno credo... Insomma, queste Arshet possono avere qualcosa a che fare con delle "guglie"?� chiese Sennar.</p><p>Il soldato sorrise. �Mia nonna dice che arshet � un�antica parola elfica, che significa appunto "guglia". In effetti, le Arshet sono due immensi scogli, alti e appuntiti, e sembrano le guglie di qualche strana costruzione.�</p><p>�Grazie, grazie infinite!� url� Sennar al soldato, mentre gi� correva dal suo Cavaliere.</p><empty-line/></section><section><title><p>5</p><p>Sarephen o dell�odio degli uomini</p></title><empty-line/><p>Nihal recuperava le forze rapidamente. Non avrebbe mai voluto ammetterlo, ma aveva davvero bisogno di riposarsi. La mezzelfo sentiva il corpo rigenerarsi, i muscoli riacquistare vigore. Era da quando era stata ferita da Dola che non si prendeva una vera pausa e ora capiva quanto le fosse mancata.</p><p>Di giorno era Laio ad accudirla, con i suoi impiastri caldi e puzzolenti; di notte c�era anche Megisto, che le preparava ottime zuppe. Ma Nihal non poteva godere del tutto di quel riposo. Da quando Sennar era partito, sentiva un�impercettibile inquietudine in fondo allo stomaco. Le parole del mago, quando le aveva detto addio, erano state sicure e ottimiste, ma c�era qualcosa nel tono della sua voce che non la convinceva. Il talismano era un pericolo per lui.</p><p>Una sera, Nihal not� che Megisto era strano. Laio si era gi� coricato e lei era rimasta a fissare le fiamme che si spegnevano nella nicchia del focolare.</p><p>Il vecchio era taciturno e rimestava le braci con un bastoncino. Nihal si sent� inquieta. Sapeva che Megisto aveva il dono della preveggenza. Di tanto in tanto, senza preavviso, il futuro si schiudeva davanti a lui e il vecchio conosceva, per un istante e in maniera nebulosa, il corso delle cose. La prima volta che si erano incontrati, Megisto aveva previsto, a modo suo, il ritorno di Soana.</p><p>�Che cos�hai? Perch� sei cos� silenzioso?�</p><p>Il vecchio si riscosse. Gli occhi che volse verso Nihal erano cupi. La mezzelfo si spavent�.</p><p>�Perch� mi guardi cos�? Che cosa � successo?�</p><p>Il vecchio tacque ancora e continu� a rimestare le braci. Ne usciva un fumo indolente. Nel focolare, ormai, c�era solo cenere.</p><p>�Cosa � successo? Dimmelo!�</p><p>Nihal lo scosse, ma Megisto non si scompose. Con delicatezza si sciolse dalla sua stretta e si volt� verso di lei. �Prima di partire, Sennar mi ha chiesto di avere cura di te e di non farti preoccupare per lui.�</p><p>Lei inizi� a sentire qualcosa che le saliva alla gola, un oscuro presagio che lentamente prendeva consistenza.</p><p>�Credo di non poterlo pi� fare� aggiunse mesto il vecchio.</p><p>�Che cos�� che Sennar non mi ha detto?�</p><p>�Oggi, quando mi sono svegliato, le porte del tempo si sono schiuse e ho visto ci� che gli accadr�. Non esiste alcuna magia che possa limitare i poteri del talismano. La forza dell�unica pietra che vi � racchiusa sta gi� corrodendo Sennar. Quando arriver� nel santuario sar� stanco e provato. Allora morir�.�</p><p>Quella profezia cadde nel silenzio come un masso.</p><p>�Quando?� chiese Nihal con la voce strozzata.</p><p>�Non so dirlo. La visione � sempre confusa, lo sai... Presto, per�, a giorni.�</p><p>�Dov�� ora?�</p><p>�Non so dove si trovi, ma so che accadr� in un ampio golfo, il golfo di Lamar. Al centro si innalzano due grossi scogli. L�.�</p><p>Nihal prese la spada e inizi� a raccogliere le sue cose. Scosse Laio, che non dava segni di volersi svegliare, e si volt� di nuovo verso Megisto. �Perch� non mi hai detto che mi aveva mentito?� chiese con rabbia.</p><p>�Sai per quale ragione Sennar � venuto con te. Ho voluto assecondare il suo desiderio. L�ho fatto finch� ho potuto.�</p><p>Nihal e Laio balzarono su Oarf appena furono pronti, quando l�alba aveva iniziato da poco a rischiarare il cielo.</p><p>�Grazie� mormor� la mezzelfo al vecchio, prima di alzarsi in volo.</p><p>Ma Megisto era gi� tornato a essere roccia.</p><empty-line/><p>Aymar dovette usare tutta la sua capacit� di persuasione, che a dire il vero era assai limitata, e tutto il suo buon senso per convincere Sennar ad attendere l�alba per partire.</p><p>Appena il sole inizi� a colorare l�oriente, il mago si fiond� nella stanza del Cavaliere e lo butt� gi� dal letto. �� ora di andare� disse.</p><p>Lo trascin� ancora mezzo addormentato fino al drago e spiccarono il volo.</p><p>Sennar sperava che Aymar lo conducesse su una delle Arshet, ma il Cavaliere gli disse che non era possibile. Il drago l� non avrebbe potuto atterrare: non c�era uno spiazzo dove posarsi e gli scogli erano affilati e taglienti. Avrebbe dovuto accontentarsi di arrivare con il drago fino a Lamar; da l� avrebbe preso una barca. Per fortuna il conte gli aveva dato qualche soldo.</p><p>Giunsero a Lamar quando il sole era gi� calato da un paio d�ore. Sennar balz� gi� dal drago, si conged� da Aymar quasi senza ringraziarlo e scapp� via, diretto al porto.</p><p>La citt� era vasta, un dedalo di vicoli che sfociavano in piccole piazze, e Sennar per poco non si perse. Quando finalmente arriv� alla banchina del porto, lo accolse una selva di navi alla rada. La luna era alta, a quell�ora sarebbe stato difficile trovare una barca. Al quinto imbarcadero, per�, il mago incontr� un�anima pia che volle starlo a sentire.</p><p>�Una barca? A quest�ora?� chiese il vecchietto a cui si era rivolto. Era curvo, per il peso degli anni, e completamente calvo. �Per fare cosa?� aggiunse, mentre avvolgeva una gomena con le mani callose e scheletriche.</p><p>�Devo andare alle Arshet� spieg� Sennar frettoloso. �Di soldi ne ho� aggiunse, mostrando il denaro.</p><p>�Non � questo il problema� replic� il vecchio, che diede comunque una fugace occhiata al denaro. �Navigare di notte � complicato. La sai governare una barca?�</p><p>�Non sar� poi tanto difficile...� comment� Sennar e si sent� rispondere con una sonora risata.</p><p>Quando ebbe smesso di ridere, il vecchio lo guard� di nuovo. �Pi� tardi c�� un gruppo di pescatori che esce in mare. Meglio se ti unisci a loro.�</p><p>�Dove li trovo?�</p><p>�� ancora presto� disse il vecchio. �Non so di dove sei, ma dalle nostre parti a quest�ora si cena.�</p><p><emphasis>Come se avessi tempo per mangiare...</emphasis></p><p>I pensieri di Sennar furono smentiti dal suo stomaco, che si mise a brontolare. Il mago arross�.</p><p>Il vecchio lo guard� divertito. �Senti, ragazzino, mi sembri piuttosto male in arnese e cos� combinato non andrai lontano. Perch� non ceni con me? Dopo ti porter� da un mio amico pescatore.�</p><p>�Non so se i soldi basteranno per la barca e la cena...�</p><p>Il vecchio cambi� espressione. �Ma da dove vieni? Qui nella Terra del Mare siamo ospitali, quindi non uscirtene con discorsi idioti.� Poi spalanc� la porta e lo fece entrare nella sua capanna, affacciata sul molo.</p><p>Gli offr� una zuppa di pesce, la stessa che anche sua madre gli cucinava spesso. Il profumo e il sapore di quel piatto riportarono alla mente di Sennar molti ricordi e lo addolor� non avere il tempo per andare al suo villaggio, a trovare la madre.</p><p>Poi venne l�ora. Uscirono e mentre camminavano sulla banchina il vecchio fece la domanda che Sennar temeva. �Perch� vuoi andare alle Arshet?�</p><p>Sennar tacque un istante. Non gli veniva in mente nessuna bugia plausibile. �Cerco una cosa, l� bofonchi�.</p><p>�Ossia?� insistette il vecchio.</p><p>Sennar sospir�. �Mi spiace, ma � quasi un segreto... anzi, � un segreto... Non posso dirvelo.�</p><p>�Be�, ognuno ha i suoi scheletri nell�armadio� concluse il vecchio con filosofia, e Sennar benedisse fra s� la riservatezza della sua gente.</p><p>Raggiunsero una banchina gremita di pescatori. Vi erano ormeggiate alcune barche, ciascuna con una lanterna a poppa che diffondeva un tenue chiarore. Il vecchio si avvicin� a uno dei pescatori, un omone nerboruto e nero quanto la notte, e stettero per un po� a confabulare. Poi chiamarono Sennar e l�uomo, senza dire una parola, gli fece cenno di salire sulla barca. Il mago obbed� e di l� a breve salparono e presero il largo.</p><p>Il mare era calmo, perch� il golfo di Lamar era riparato e le onde si infrangevano prima che potessero raggiungere la costa. Sennar guardava l�acqua scorrere placida sotto di lui e la schiena curva dell�uomo che remava.</p><p>Fu l�altro a rompere il silenzio. �Conosci la storia di questo golfo? Del perch� � tondo, intendo.�</p><p>Sennar rispose di no.</p><p>L�uomo allora inizi� a spiegare. �Si racconta che in un tempo antico una popolazione felice abitasse su quella montagna e vi avesse costruito la sua bellissima citt�, tutta d�oro. Quel popolo era benvoluto dagli d�i, che gli avevano donato ricchezza e prosperit�. Ben presto, per�, la cupidigia s�impadron� dei cuori di quella gente. Non si accontentarono pi� della loro splendida citt� e della loro pace. Scesero nella valle e iniziarono a depredare e distruggere le citt� che incontravano sul loro cammino. Divennero potenti e temuti, mantenevano il loro dominio con il terrore e le armi, e fu questo a tradirli. Gli d�i, non potendo pi� tollerare quell�indegna condotta, decisero di sprofondare la loro citt� e di gettarli nella miseria. Fu cos� che, in una sola notte, abbatterono la loro montagna e la capovolsero. La citt� fu sommersa e al suo posto rest� questo cratere tondo. Gli d�i fecero poi emergere dal mare le Arshet, immense e imponenti, elevate dalla terra fino al cielo. Nessuno � mai riuscito a salirvi, perch� le pareti sono formate da gradini di roccia taglienti come lame. Ci� dimostra che non c�� uomo che possa innalzarsi fino agli d�i� concluse soddisfatto il pescatore, fissando Sennar.</p><p>�Io non voglio innalzarmi fino agli d�i. Ci vado per un altro motivo� disse il mago, poi torn� a guardare l�acqua nera che avvolgeva la carena della barca.</p><p>No, lui non andava alle Arshet per erigersi al di sopra degli d�i, ma sapeva di essere comunque un profanatore, perch� le sue mani erano impure e non potevano toccare le pietre. Scosse la testa e decise di non pensarci.</p><p>La barca scivolava lenta, mentre la luna splendeva minacciosa in cielo. Sennar vi lesse una specie di monito e sent� un brivido freddo percorrergli la schiena. L�amuleto nella sua tasca emanava un calore sempre pi� forte. Le foglie avevano iniziato di nuovo a corrodersi e Sennar dovette inspirare profondamente per combattere il senso di oppressione al petto.</p><empty-line/><p>Nihal non diede riposo a Oarf; lo costrinse a volare per tutto il giorno, e poi ancora per la notte seguente, senza sosta. I muscoli del drago tremavano per lo sforzo.</p><p>�Coraggio, coraggio!� lo supplicava Nihal.</p><p>All�alba del giorno successivo si fermarono, ma Nihal non tocc� cibo. Durante la notte, quando nonostante i suoi sforzi si era addormentata per qualche istante, aveva intravisto in sogno il volto di Sennar. Era fra quelli degli altri morti. Un viso spento, pallido, con lo stesso sguardo vacuo che aveva avuto Fen. Si era svegliata di soprassalto.</p><p>Laio, che mangiava accanto al drago ansimante, cerc� di tirarla su. �Non temere, ce la faremo. Il vecchio non ti avrebbe mai parlato in quel modo se non fosse stato sicuro che potevi salvare Sennar. Andr� tutto per il meglio, stai tranquilla.�</p><p>Quelle parole, per�, non le diedero alcun conforto. C�era una sola persona che potesse rassicurarla, ed era in pericolo di vita.</p><p>Si rimisero in viaggio e sorvolarono il Piccolo Mare e il deserto centrale. Quando giunse il tramonto, Nihal e Laio videro il sole immergersi nel mare. Erano in prossimit� del golfo di Lamar.</p><empty-line/><p>Dopo un�ora di navigazione silenziosa, Sennar pot� finalmente scorgere da lontano la sagoma delle Arshet. Erano davvero due enormi ombre nell�oscurit� della notte. Erano altissime e anche da quella distanza si distinguevano con chiarezza gli spuntoni aguzzi che ne costellavano le pareti. Il loro profilo risplendeva di strani bagliori argentei, come se le rocce riflettessero la luna. Sennar sent� crescere la paura.</p><p>�Sei ancora in tempo a cambiare idea� disse l�uomo.</p><p>Sennar rest� in silenzio, a contemplare quelle figure che si ingigantivano. �No� esclam� infine. �Quel che devo fare � troppo importante.�</p><p>L�uomo scosse la testa. �Io ti lascio a qualche braccio, per il resto te la vedi tu. Quelle non sono semplici rocce, sono idoli sacri agli d�i, nessun piede profano pu� toccarle. Io non voglio averci nulla a che fare.�</p><p>Giunsero in un paio d�ore e, come stabilito, l�uomo si ferm� a una certa distanza dalla roccia. Ora che erano pi� lontani dalla costa, il mare era pi� agitato e le onde si infrangevano sulla base delle Arshet per poi innalzarsi in muri di spuma. Il vento ululava. Era tutto come aveva detto Nihal.</p><p>�Siamo a destinazione. Scendi e fila� ordin� il pescatore.</p><p>Sennar si alz�, ma sent� le gambe cedere e la testa girare. Dovette appoggiarsi al fianco dell�imbarcazione per non cadere.</p><p>�Tutto bene?� chiese l�uomo.</p><p>Sennar annu�. Nella tasca sentiva il peso dell�amuleto e il suo calore. Si fece forza e guard� l�acqua.</p><p>Doveva essere gelida. �Grazie del passaggio� disse, ma l�altro non rispose. Gli fece soltanto cenno di andarsene e volt� le spalle al mago e a quelle rocce tenebrose.</p><p>Sennar recit� la formula e una tenue passerella luminosa si disegn� sull�acqua. Per fortuna soltanto poche braccia lo separavano dal muro di roccia e le percorse rapido. Vide l�uomo remare a tutta forza per allontanarsi, quindi si ritrov� solo dinanzi ai due colossi. Gi� il loro aspetto sembrava rifiutare la sua presenza.</p><p>Sennar vi gir� intorno, ma non riusc� a scorgere un�entrata. Erano due scogli, due blocchi di pietra. Che il santuario fosse sulla vetta?</p><p>D�un tratto la passerella cedette, senza preavviso, e Sennar cadde nell�acqua gelida. Evidentemente il potere dell�amuleto era cresciuto, la seconda pietra doveva essere l�.</p><p>Il mago pens� che fosse meglio risparmiare le forze per lo scontro con il guardiano e non fece altri incantesimi. Nuot� fino alla base di una delle due Arshet e per poco un�onda non lo sbatt� contro la roccia. Si aggrapp� con entrambe le braccia alla pietra e riprese fiato.</p><p>Quando alz� lo sguardo, not� una fenditura, a tre braccia di altezza. L�ingresso del santuario. Sopra c�era una scritta, che per� Sennar non riusc� a leggere.</p><p>Inizi� ad arrampicarsi sulla roccia viscida e tagliente. Gli ci vollero parecchi minuti, ma alla fine giunse alla meta. Si iss� con un ultimo sforzo e fu davanti all�ingresso. Minacciosa, sull�architrave, troneggiava una scritta: <emphasis>"Sarephen".</emphasis></p><p>Sennar fece mente locale. <emphasis>Sareph,</emphasis> "mare", aveva detto Nihal. Era arrivato. Esit� un istante davanti all�ingresso, mentre cercava di riprendere fiato. Guard� sotto di s� e rabbrivid�.</p><p>Tra il nero delle rocce appuntite baluginava qualcosa di bianco. Ossa. Ossa di naufraghi, forse, o ossa di chi, prima di lui, aveva tentato la sua stessa impresa blasfema. Per scacciare la paura, Sennar entr� senza indugiare e il buio lo avvolse.</p><empty-line/><p>La notte era scura e gelida. Oarf era sfinito. Fu allora che dall�oscurit� emerse la sagoma delle Arshet. Immense, sinistre, pi� nere della notte. Ricordavano in modo inquietante la Rocca.</p><p>�Eccoci!� url� Nihal. �Siamo arrivati!�</p><p><emphasis>Resisti, Sennar, ti prego, resisti!</emphasis></p><empty-line/><p>Spesso, in passato, Sennar si era soffermato a guardare la Rocca e a immaginarne l�interno. Ora che era dentro il santuario, scopr� meravigliato che coincideva con le sue fantasie sulla dimora del Tiranno.</p><p>C�era un foro, sulla sommit�, tanto in alto da sembrare minuscolo, bench� dovesse essere enorme; illuminava l�interno e lasciava intravedere uno spicchio di cielo e la luna. La base era larga e tondeggiante, e al centro si innalzava un pinnacolo di roccia, che si elevava fino a sfiorare il foro. Lungo il pinnacolo si avvolgeva una scala, dai gradini piccoli e malsicuri, scavata nella roccia. Sulle ripide pareti si aprivano strette feritoie, attraverso le quali di tanto in tanto il mare penetrava con spruzzi di candida schiuma.</p><p>Sennar rimase per un po� in contemplazione, senza avere il coraggio di avanzare. Quando si incammin� verso il pinnacolo, il rumore dei suoi passi produsse un�eco spettrale.</p><p>Sennar appoggi� il piede sul primo scalino, viscido e stretto, e inizi� a salire. Sembrava non ci fosse nessun guardiano. Si sentivano solo l�urlo del mare, che sbatteva contro gli scogli, e il sibilo straziante del vento. E i passi incerti del mago sulla roccia, il suo respiro sempre pi� affannoso.</p><p>Sennar aveva paura, ma non era quello a rendere malsicuri i suoi passi. Era l�amuleto che scalpitava nella tasca, che cercava di ricongiungersi alla seconda pietra. Pi� di una volta scivol� e fu sul punto di cadere, ma continu� quella salita che sembrava non avere fine. Quando guardava in basso, il punto da cui era partito pareva a miglia di distanza; quando guardava in alto, la vetta era altrettanto lontana.</p><p>La cosa peggiore era che il luogo sembrava deserto, ma non poteva esserlo, Sennar ne era sicuro. Nell�ombra doveva esserci un guardiano, che attendeva che lui fosse sfinito per colpirlo. Il mago sentiva una presenza, la avvertiva, ma non vedeva nulla.</p><empty-line/><p>Nihal fece fare a Oarf un giro attorno alle Arshet. Nessuno. Solo il baluginio bianco di ossa e teschi sul nero della roccia e l�urlo del mare agitato.</p><p>Cercarono un luogo dove Oarf potesse fermarsi, ma non lo trovarono. A quel punto, Nihal prese una decisione. �Laio, torna a riva con Oarf.�</p><p>Lo scudiero la guard�, stupito. �Ma...�</p><p>�Niente ma, qui non c�� un posto dove Oarf possa appoggiarsi. Andate a riva e aspettatemi l�.�</p><p>Nihal non aggiunse altro e sguain� la spada. Fece planare Oarf e con un balzo atterr� davanti a una fenditura che doveva essere l�ingresso. Col cuore in gola, entr� nell�oscurit�.</p><empty-line/><p>A un tratto Sennar si ferm�. �So che ci sei!� url�. �Vieni fuori!�</p><p>Gli rispose solo l�eco, che si riflett� sulle pareti della sala tessendo un coro di voci confuse. Poi, silenzio.</p><p>�Vengo per il potere! Per la pietra!� insistette Sennar, ma l�eco copr� le sue parole. In quella confusione di suoni, lui perse la testa. �Dannazione, vieni fuori! Non sono qui per combattere, sono qui per la pietra!�</p><p>Le voci continuarono a sovrapporsi e a riecheggiare intorno a lui.</p><p>�Esci!� url� il mago fuori di s�.</p><p>Non ebbe nemmeno il tempo di rendersi conto di quel che stava accadendo: un enorme tentacolo lo afferr� per il collo, lo sollev� fino alla luna, fino all�aria gelida, e poi lo gett� di nuovo gi� nell�abisso. Sennar avrebbe voluto urlare, era terrorizzato, ma non riusc� a emettere un suono perch� la stretta lo soffocava. Fu sbattuto di nuovo sulla scalinata e perse i sensi.</p><p>Quando rinvenne, uno strano mostro, con dieci teste e infiniti tentacoli ritorti, si avvolgeva lungo il pinnacolo.</p><p><emphasis>Da dove diavolo � uscito?</emphasis></p><p>Una delle facce si fece incontro a lui e ghign�, mostrando una chiostra di denti lucenti e affilati. Di nuovo, un tentacolo lo afferr� e lo sollev�, questa volta per un piede. Il mago url� con quanto fiato aveva in gola e sent� l�amuleto scivolare fuori dalla tasca e sprofondare nell�oscurit�.</p><p>Il mostro continu� a issarlo e Sennar cap� che voleva schiantarlo contro il pinnacolo. Prov� a recitare una formula, ma nessun potere flu� dalle sue mani. Era in balia del nemico.</p><p><emphasis>� la fine. Questa � davvero la fine.</emphasis></p><p>Poi ud� un urlo, e un liquido caldo e vischioso lo copr� da capo a piedi. La stretta si sciolse e Sennar si trov� a precipitare nel vuoto. Quando cadde sulla scala e sbatt� contro i gradini, la coscienza l�aveva gi� abbandonato.</p><empty-line/><p>Nihal si ergeva davanti al mostro con la spada in pugno, ansimante. Stette solo un istante a contemplare il nemico, poi si avvent� di nuovo su di lui.</p><p>Si mosse con agilit�, schivando le sferzate dei tentacoli che arrivavano da ogni direzione. Sgusci� come una serpe e si port� fin sotto il corpo della bestia, quindi inflisse il secondo colpo.</p><p>Uno dei tentacoli si contorse e cadde nel vuoto. Un liquido maleodorante e caldo sgorg� dal moncherino e l�urlo della bestia sovrast� il ruggito del mare.</p><p>Nihal non si ferm�. Schiv�, par�, approfitt� del momento di debolezza della bestia e gli balz� addosso. Un nuovo colpo, poi un altro ancora, e ancora, e a ogni affondo un nuovo grido del mostro, altro sangue.</p><p>Il mostro infine perse l�equilibrio e si abbandon� nel vuoto. Nihal lo segu�, cadde con lui. Quando furono a terra, la mezzelfo si rialz� in posizione di combattimento e si prepar� a un nuovo balzo. Qualcosa per� la ferm�.</p><p>Sent� un�enorme ondata infrangersi sullo scoglio. Una montagna di schiuma penetr� nel santuario attraverso le fenditure sulle pareti, si innalz� rapida verso il foro sulla sommit�, poi scese a precipizio, fragorosa come una cascata, e quando tocc� terra assunse la forma di una figura che pareva umana, armata di un tridente. La punta centrale del tridente brillava con intensit�.</p><p>�Placa la tua furia� tuon�.</p><p>Nihal con un urlo si avvent� sul guardiano. �Levati di mezzo!�</p><p>L�uomo di spuma piant� a terra il tridente, a poca distanza dalla faccia di Nihal. �Non credere di potermi battere� mormor�. La sua voce era cos� bassa e tonante che la spavent�. �Cosa siete venuti a cercare, tu e il tuo amico?�</p><p>Per la mezzelfo tutto era lontano e nebuloso, in quel momento: la missione, il talismano, ogni cosa. Erano rimaste soltanto una furia cieca e l�angoscia per la sorte di Sennar.</p><p>�Dunque?�</p><p>Nihal cerc� di ordinare i suoi pensieri. Poi vide un luccichio in un angolo della sala. Il talismano.</p><p>�Siamo... siamo qui per l�amuleto.�</p><p>L�essere sorrise beffardo. �Ancora brama di potere, altri due sciocchi...� Rise, una risata crudele. �Perch� siete cos� stolti?� chiese con voce stentorea. �Da secoli veglio su Sarephen, nella solitudine di queste torri che gli d�i innalzarono a monito per voi. Ho visto tanti giungere fino alla bocca di questo santuario: molti erano eletti, e ho concesso loro la pietra, ma molti altri erano impuri, e calcavano questo sacro suolo unicamente per ottenere il potere. I loro cuori ardevano della brama di soggiogare altri cuori, tutto ci� che li animava era il desiderio smodato di regnare, di possedere, di disporre a piacimento della vita altrui. Molti di loro sono morti prima ancora di giungere al mio cospetto, i rimanenti li ho uccisi io stesso. Eppure non temevano la morte; per il potere, per la brama di dominio, erano pronti a pagare ogni prezzo. Come il tuo amico, che pur sapendo di non essere degno di sfiorare Sarephen � giunto fin qui.�</p><p>�Non � per questo... non � per il potere.�</p><p>L�uomo la contempl� a lungo. �Una mezzelfo� mormor�.</p><p>�S� url� Nihal. �S�! Una mezzelfo! Io posso toccare la pietra! Lasciaci andare, dacci la pietra e permettimi di salvare il mio amico...�</p><p>�A cosa ti serve la pietra?�</p><p>�Per battere il Tiranno.�</p><p>L�uomo sorrise beffardo. �Il Tiranno... un altro omuncolo accecato dal potere.�</p><p>�Ho con me il talismano.� Nihal corse verso il brillio, prese in mano l�amuleto e dimostr� che poteva toccarlo. �Vedi? Ho gi� una pietra con me!� Indic� Ael.</p><p>Il guardiano fiss� la pietra. �Com�� possibile che Ael sia stata data a te, un essere cos� colmo d�odio e di furia?�</p><p>Nihal non seppe che cosa rispondere. Era vero. Ma la smania a poco a poco svaporava lasciando posto all�angoscia per il destino di Sennar.</p><p>�Perch� vuoi la pietra? Non per ci� che mi hai detto...�</p><p>�No...� mormor� Nihal. �Voglio solo uscire di qui, adesso. Desidero semplicemente abbracciare il mio compagno e sentire che � vivo. Prendere la pietra � l�unico modo per poter andare avanti.�</p><p>Il guardiano la osserv�, impassibile. Con un colpo del tridente, fece cadere l�amuleto dalle sue mani.</p><p>Nihal cadde a terra, come se fosse stata svuotata di ogni forza.</p><p>Il guardiano gir� il tridente e liber� una pietra dalla punta luccicante. Era di un blu cupo e sembrava racchiudere le profondit� dell�oceano. Lui la sollev� e la pietra dapprima brill� alla luce della luna, poi parve assorbirne il riflesso. Quindi il guardiano la depose sul pavimento, innanzi a Nihal.</p><p>�Sei appena all�inizio del tuo viaggio, il tuo cuore � confuso e spaventato. Guardiani meno indulgenti di me non ti avrebbero concesso la pietra. Ma non smettere di cercare, mai, o il potere non sar� mai tuo.�</p><p>Quindi, com�era venuto, il guardiano si dissolse in mille rivoli di acqua marina e torn� all�oceano dalle fessure dell�Arshet. Anche il mostro si dilegu� e Nihal rest� sola nell�immensit� del santuario, di nuovo silenzioso. Si gett� rapida sulla pietra, la lev� in alto e mentre la alloggiava nell�alveo pronunci� la formula rituale. �<emphasis>Rahhavni sektar aleero.</emphasis>� La voce le tremava.</p><p>La pietra si colloc� salda nel suo alveo. Nihal si alz� di scatto e corse verso Sennar.</p><p>Il mago giaceva riverso sugli scalini, la mano appoggiata sulla roccia viscida era fredda e bianca.</p><p>Nihal lo gir� e inizi� a chiamarlo, ma lui, pallido, non le rispondeva. Lei continu� a chiamarlo, a voce sempre pi� alta. Poi prese a singhiozzare. �Mi avevi promesso che non saresti morto...� disse tra le lacrime.</p><p>Vinta dalla disperazione, non si accorse che lentamente gli occhi di Sennar si aprivano. Quando volse il suo sguardo su di lui, il mago abbozz� un debole sorriso.</p><p>�Sei un po� in ritardo� disse con voce flebile.</p></section><section><title><p>6</p><p>Gelo</p></title><p>La sera, mentre mangiavano, Nihal fu insolitamente parca di parole. Sennar fu stupito da una simile freddezza nei suoi riguardi, tutto il contrario del calore che aveva dimostrato nel santuario. Non ci mise troppo a immaginare il motivo di quel malumore. Le aveva raccontato una menzogna e presto ne avrebbe pagato il prezzo.</p><p>Il giorno seguente si svegliarono all�alba. Il colore roseo del sole che illuminava pigro l�oriente mise Sennar di buonumore. Nihal, per�, ruppe subito l�idillio; butt� gi� dal letto Laio e intim� a tutti di sbrigarsi, perch� si ripartiva.</p><p>Il viaggio riprese. Si diressero a sud; sarebbero andati nella Terra del Sole passando per la Foresta Interna.</p><p>L�impressione che Sennar aveva avuto la sera dopo il suo ritrovamento fu confermata nei giorni seguenti. Nihal si mostr� fredda e scostante, e quasi non gli rivolse la parola per tutta la durata del tragitto. Di giorno volavano in assoluto silenzio, la sera si accampavano per mangiare e guardavano il fuoco muti come pesci.</p><p>Il quarto giorno, Sennar decise di parlare. Quella tensione era insopportabile.</p><p>Colse l�occasione del cambio di guardia. Era notte fonda e il turno di Nihal volgeva al termine.</p><p>Sennar si era svegliato un po� prima per prepararsi il discorso da fare. Quando fu l�ora, Nihal si limit� a toccarlo sulla spalla. Sennar si volt� subito verso di lei. �Cosa c�� che non va?� Non appena lo ebbe detto, si diede dello stupido. Era davvero valsa la pena di lambiccarsi il cervello, per poi iniziare la conversazione in quel modo idiota?</p><p>�Secondo te?�</p><p>Sennar abbass� lo sguardo. �L�ho fatto per te...� <emphasis>Perfetto... Un�altra frase da manuale...</emphasis></p><p>�Non te l�ho mai chiesto.�</p><p>�Ho rischiato il meno possibile, te lo giuro. Ho preso tutte le precauzioni... Non sono un incosciente, lo sai.�</p><p>�Smettila di mentirmi!� url� Nihal. �Tutta quella storia sul fatto che esisteva una formula in grado di sigillare il potere dell�amuleto... E hai coinvolto anche Megisto!�</p><p>�Che cosa avrei dovuto fare? Stavi male e non volevi fermarti. Non avevo altra scelta.� La pazienza di Sennar iniziava a venir meno.</p><p>�Possibile che tu non ti renda conto?� Nihal scatt� in piedi. �Hai idea di come mi sarei sentita se tu fossi morto? Ne hai almeno una vaga idea?�</p><p>Sennar rimase a bocca aperta; la rabbia che aveva provato poco prima gli era morta in gola.</p><p>Nihal si volt�. �Non voglio altri morti sulla coscienza!�</p><p>Fu la goccia che fece traboccare il vaso. Sennar non avrebbe saputo dire che cosa si aspettava da Nihal al suo ritorno. Forse un grazie, ma certo non quelle parole fredde e ostili. �Non temere, lungi da me volerti appesantire la coscienza inutilmente. Credevo di poterti essere utile, ma a quanto pare continui a considerarmi un peso. Puoi stare tranquilla: a differenza di qualcuno che conosco, non ho alcuna fretta di morire.�</p><p>Lo schiaffo che Nihal diede a Sennar risuon� nel silenzio del bosco.</p><p>Il mago rest� al suo posto, stupito, mentre davanti a lui Nihal cercava di trattenere il pianto. Solo allora cap� l�enormit� di quanto le aveva detto. Ma non ebbe il tempo di scusarsi, perch� lei si volt� e si distese nel suo giaciglio.</p><empty-line/><p>Il mattino seguente, mentre i suoi compagni di viaggio ancora dormivano, Nihal si apprest� a interrogare il talismano. Dopo la discussione con Sennar, la ragazza aveva trascorso una notte insonne.</p><p>Chiuse gli occhi e vide qualcosa di molto luminoso, che risplendeva come mille soli. Doveva essere il santuario. Poi scorse un�alba, il sole che si alzava fra i monti. Le sembrava di contemplare quel panorama da un tetto, un�immensa spianata circondata da alte vette. Un pianoro, dunque. Infine, una direzione: a est. Riapr� gli occhi.</p><p>Poco pi� tardi si rifocillarono in fretta e salirono in groppa a Oarf, diretti all�ultima meta del loro viaggio in territorio amico. Dopo quel santuario, sarebbe arrivata la parte pi� difficile.</p><empty-line/><p>In sei giorni di volo giunsero a Makrat. Laio aveva insistito per fermarsi nella capitale della Terra del Sole e rivedere l�Accademia, dove lui e Nihal si erano conosciuti. L�idea di un letto fresco e pulito nel quale riposarsi, del resto, allettava tutti. Cos� trovarono una locanda fuori mano e decisero di sostare l� per una notte.</p><p>Al calar del sole, Nihal usc� a fare un giro per la citt�. Si immerse nel caos di Makrat e vide che ben poco era cambiato dai tempi dell�Accademia. Ritrov� il caos, la gente indaffarata, la ressa dei profughi appena fuori dalle porte della citt�, in una selva di tende ammassate contro le mura. Era questo che Nihal odiava di quel posto, l�opulenza sposata alla miseria pi� nera, quell�allegria ostentata in modo sfacciato, lo splendore dei gioielli delle donne in giro per le strade. Era un luogo di ignoranza e spocchia, un posto che negava il dolore, quando lei, invece, era sempre stata triste fra quelle mura.</p><p>Si avvicin� all�Accademia, ma non and� fin sotto le sue porte; non voleva correre il rischio di incontrare Raven, il Supremo Generale che l�aveva sempre ostacolata. La vista di quella costruzione massiccia, per�, non fu insopportabile quanto aveva temuto. Sper� quasi di incrociare Parsel, il suo maestro, colui che per primo aveva creduto in lei, e Malerba, quell�essere deforme con cui aveva tanto in comune.</p><p>Alla fine, i piedi la condussero al parapetto dove spesso si rifugiava, quello dal quale la vista della Rocca era pi� minacciosa. Si sedette e si immerse nei suoi pensieri.</p><p>�Ti disturbo?�</p><p>Nihal sobbalz�. Quando vide che la persona alle sue spalle era Sennar, assunse subito un atteggiamento sostenuto.</p><p>Il mago si sedette e la guard� per un po�, prima di parlare. �Ero sicuro di trovarti qui� disse alla fine.</p><p>La mezzelfo non gli rispose e continu� a fissare la sagoma scura della Rocca.</p><p>�Scusami per l�altro giorno� aggiunse Sennar. �Ti ho detto una cosa stupida e cattiva. Non la pensavo davvero.�</p><p>�Non ti devi scusare, quello che hai detto � vero. Sono stata sciocca e insopportabile da quando � iniziato questo maledetto viaggio. Mi spiace.� Torn� a guardare dal parapetto. �Forse speravo davvero di non portare a termine questa missione, forse per questo non volevo fermarmi. Non � che abbia paura, capisci?� Sennar assent�. �� solo che mi sembra di non avere avuto scelta. E l�idea che questo sia il mio destino mi terrorizza.� Lo guard� negli occhi.</p><p>�Io credo che questo sia il tuo destino, in un certo senso� ribatt� lui. �Ma penso anche che il tuo destino non si esaurisca in questa missione. � vero, partire non � stata proprio una tua scelta. Per� non c�� solo questo viaggio nella tua vita. Quando tutto sar� finito, avrai davanti a te nuove strade. Nessuno potr� obbligarti a scegliere, solo tu saprai cosa fare. Questo viaggio non � che una tappa.�</p><p>�Forse hai ragione� disse Nihal. �Ma sento che da questa missione non dipendono soltanto le sorti del Mondo Emerso, c�� qualcos�altro che devo ancora scoprire, e non so neppure dove cercarlo.� Nihal sospir�. �In passato sono sempre venuta qui per ritrovare lo scopo della mia vita, l�odio per il Tiranno.� Indic� la sagoma scura e inquietante della Rocca. �Adesso invece � diverso. Continuo a odiare il Tiranno, certo, ma non so pi� che cosa devo fare, sento che non � in quell�odio che � racchiuso il fine ultimo. Ma allora, qual � il fine ultimo?� chiese scoraggiata, mentre si voltava a guardare Sennar.</p><p>Il mago non le rispose e restarono in silenzio, a osservare la dimora del Tiranno che incombeva su di loro.</p><p>�Una cosa per� la so� mormor� Nihal dopo qualche istante. �Quello che hai detto in Consiglio � vero. Senza di te non ce la posso fare.�</p><p>Sennar le sorrise, la cinse con le braccia e la strinse a s�. Dopo un po� Nihal si liber� e gli restitu� un sorriso. Al buio, presero insieme la via della locanda.</p><empty-line/><p>Il mattino seguente Sennar and� in giro per la citt� a chiedere informazioni circa la loro meta. Torn� per l�ora di pranzo e disse che il pianoro che cercavano era sui Monti della Sershet, al confine con la Terra dei Giorni, verso est. A quanto ne sapeva chi gliene aveva parlato, un vecchio mendicante appostato alle porte della citt�, non ci andava pi� nessuno da secoli, perch�, a parte la neve, il gelo e il ghiaccio perenne, non c�era nulla.</p><p>Nihal pens� che fosse un posto ben strano per collocarvi il santuario del sole. Ora, poi, erano nel pieno dell�inverno, chiss� che cos�avrebbero trovato lass�.</p><p>�Qual � il problema?� chiese tranquillo Laio. �Oarf si � riposato a sufficienza, ci porter� lui fin l�. Sar� un gioco da ragazzi.� Poi gli occhi dello scudiero si illuminarono. �Sar� la prima volta che metto piede in un santuario.�</p><p>�Fossi in te non sarei cos� contento� ribatt� Sennar.</p><empty-line/><p>Le cose non si prospettarono facili come sperava Laio e quando, dopo un giorno di viaggio, giunsero alle pendici dei Monti della Sershet, fu chiaro che l�impresa non sarebbe stata una passeggiata.</p><p>Innanzi a loro si ergeva una parete di nuda roccia. I monti si alzavano pigri dalla pianura, in dolci pendii erbosi, ma poi la salita si faceva ripida e infine vertiginosa. Le vette erano invisibili, avvolte nelle nubi. Persino Laio, che non era portato al pessimismo, assunse un�espressione scoraggiata di fronte a quella vista.</p><p>�A giudicare dalle nuvole sulla cima� comment� Sennar �lass� non dev�esserci bel tempo.�</p><p>Nihal guard� preoccupata la parete di roccia. �Oarf non ce la far�. Le sue ali si stancano quando il volo � verticale, e il maltempo non migliora le cose...�</p><p>�Non abbiamo scelta� tagli� corto il mago. �O andiamo con Oarf, o passeremo la vita su quei monti.�</p><p>Per quella sera si accamparono ai piedi delle montagne e il mattino dopo partirono che il sole si era appena levato.</p><p>�Ti devo chiedere di nuovo un grande sforzo, Oarf� disse Nihal al drago. �Ma ti giuro che far� in modo che sia l�ultimo.�</p><p>Oarf la guard� fiero con i suoi occhi rossi e si eresse in tutta la sua statura. Nihal sorrise. Quindi montarono in groppa e iniziarono l�ascesa.</p><p>Da principio non incontrarono troppe difficolt�. Il drago volava ad ali spiegate, mantenendo un�andatura sostenuta e senza sforzo. Ma il peggio doveva ancora venire.</p><p>Per tutta la mattina sorvolarono i pascoli erbosi che costeggiavano i piedi della montagna, ma d�un tratto la massa rocciosa si eresse minacciosa innanzi a loro, e la vera e propria scalata ebbe inizio. Oarf non poteva pi� volare orizzontalmente, doveva tendere le ali per procedere in diagonale. Dapprima la pendenza fu lieve, poi si fece sempre pi� ripida. Nihal sentiva i muscoli delle ali del drago tendersi sotto le sue gambe.</p><p>�Coraggio, coraggio� gli sussurrava in un orecchio, china sulla testa dell�animale, e Oarf si sforzava ancora di pi�.</p><p>La sera si accamparono ad alta quota e Laio si prese cura di Oarf. Di ora in ora il vento si faceva pi� gelido e il cielo pi� minaccioso. Prima ancora che potessero coricarsi, arriv� la neve.</p><p>�Perfetto!� comment� Sennar.</p><empty-line/><p>Per tre giorni non fecero che salire. Il terzo giorno si accamparono proprio sotto il limitare delle nuvole. Quando guardarono speranzosi verso l�alto, non riuscirono a distinguere nemmeno la parvenza di una cima.</p><p>La prima sera Sennar aveva provato ad accendere un fuoco magico perch� li riscaldasse, ma quel debole tepore durava poco e cessava appena il mago si addormentava. Cos� furono costretti a dormire avvolti nei mantelli e rannicchiati sotto le ali di Oarf, per non rischiare di morire assiderati.</p><p>Il giorno successivo si addentrarono nelle nuvole, e le cose si misero ancor peggio. Il vento era gelido e la neve impediva loro di vedere e di respirare. Oarf faceva del suo meglio, ma la salita era ardua e la strada che riuscivano a percorrere dall�alba al tramonto era sempre pi� breve.</p><p>�Forse saliremo cos� per sempre. Forse la cima di queste montagne non esiste e oltre le nuvole ci sono gli d�i� disse a un tratto Laio, e Nihal non cap� se il pensiero lo spaventasse o lo eccitasse.</p><p>I due giorni seguenti volarono fra le nuvole e quando ne riemersero e alzarono gli occhi quello che videro parve loro uno spettacolo straordinario. Fu allora che Nihal cap� perch� proprio quel luogo fosse stato scelto per il santuario.</p><p>Quelle montagne erano il trionfo della luce. Il sole era incredibilmente luminoso e perfino il blu cobalto del cielo sembrava rifulgere; il ghiaccio che li circondava, poi, rifletteva i raggi del sole e li rifrangeva in mille tonalit� accecanti. Tutto intorno vi erano centinaia di altre cime, a perdita d�occhio; solo roccia, ovunque. Quello sfoggio di bellezza li rincuor�; ora che la salita era finita, credettero che tutto sarebbe andato per il meglio.</p><p>Il tepore della luce abbagliante non riusciva a combattere il freddo e il vento, ma l�ultima parte del viaggio si prospettava pi� facile. Volarono fra centinaia di picchi marrone stagliati contro il cielo, che si innalzavano da un mare bianco e lanuginoso, e Laio si sporgeva in continuazione da Oarf per guardare in basso.</p><p>�C�� il nulla sotto di noi!� esclam� divertito lo scudiero, mentre indicava le nuvole che celavano la valle.</p><p>Nihal e Sennar invece iniziavano a preoccuparsi. Non riuscivano mai a volare abbastanza in alto da poter dominare tutte le montagne e individuare il pianoro. Non restava che interrogare di nuovo il talismano. Nihal si concentr� e tutto quel che vide fu ancora il fulgore abbacinante del santuario; percep� vagamente che dovevano proseguire verso est e che al centro esatto delle montagne avrebbero trovato quel che cercavano.</p><p>Il loro viaggio dur� altri due giorni. All�alba del terzo, l�oggetto delle loro ricerche si present� di fronte ai loro occhi stupiti. Restarono ammutoliti a fissarlo, chiedendosi come fosse possibile che in pieno inverno e a quelle altezze esistesse un luogo simile.</p></section><section><title><p>7</p><p>Glael o della solitudine</p></title><p>Nihal, Sennar e Laio guardavano allibiti la macchia di verde che si stagliava sul marrone delle montagne. Videro il sole rischiarare una piana ricolma di fiori colorati e talmente profumati che il loro aroma giungeva fino a loro. Meravigliati, scesero su quel pianoro e non appena vi posero piede furono stupiti dalla mitezza del clima. In quel lembo sperduto di terra era gi� primavera. Era l�alba e i raggi rosei del sole si posavano su migliaia di petali carnosi e sull�erba bagnata di rugiada. Sembrava un mondo a parte, isolato e lontano da tutto.</p><p>Laio gett� subito il mantello e inizi� a rotolarsi tra i fiori, con una risata cristallina. �Questa � davvero la dimora gli d�i!�</p><p>Il pianoro non era molto vasto e, quando si avvicin� al limite, Nihal scopr� che gran parte della Terra del Sole e qualche lembo di altre Terre erano visibili da lass�. Vide la macchiolina chiara di Makrat, distesa pigra a poca distanza dal Grande Affluente, e poi il Piccolo Affluente, suo fratello minore, e il lago Hantir, argenteo alle prime luci dell�alba. Vide la Foresta della base e le parve persino di intravedere la base stessa. Da lass� forse poteva scorgere anche la regione dove si trovava il villaggio di Eleusi e Jona. Poi, il suo sguardo si spinse oltre e il cuore rallent� i battiti.</p><p>In fondo, dove i lussureggianti boschi della Terra del Sole cedevano il passo a un deserto, c�era la sua Terra d�origine, la Terra dei Giorni, tutto ci� che restava del suo popolo.</p><p>�Guarda laggi�� esclam� Laio. �Vedi quella macchia nera a sud?�</p><p>�Cos��?� chiese Sennar, che era avanzato per ammirare anche lui il panorama.</p><p>�� la Terra della Notte� disse lo scudiero. �Io ci ho vissuto poco, non la conosco bene, ma � la mia Terra...�</p><p>�Dobbiamo cercare il santuario� disse Nihal.</p><p>�E c�� bisogno di cercarlo?� Laio si volt� e punt� il dito innanzi a s�.</p><p>Nihal segu� la sua indicazione e vide un�immensa costruzione sorgere in un angolo del pianoro. Era imponente, completamente d�oro. La mezzelfo si chiese come avesse potuto non notarla. Il corpo centrale era tondo e schiacciato, chiuso da una vasta cupola d�oro a cipolla che terminava con una sfera: un sole, anch�esso d�oro. Ai lati c�erano altre costruzioni pi� basse e tutte terminavano con cupole simili. L�intero edificio era un tripudio di pinnacoli e volte, e riluceva accecante.</p><p>Nihal si fece scudo con un braccio dalla luce che proveniva dal santuario, sguain� la spada e avanz�.</p><p>�Chiss� che meraviglie ci sono l� dentro!� url� Laio, e si lanci� di corsa verso la costruzione.</p><p>�Aspetta!� Nihal lo afferr� per un braccio. �Nei santuari ci sono i guardiani, e loro non vogliono che gli uomini varchino la soglia. � meglio che tu e Sennar restiate qui.�</p><p>�Neanche per idea!� protest� Laio divincolandosi. �Cosa saremmo venuti a fare, allora, io e il mago? Se c�� da combattere e aiutarti, dovremo essere al tuo fianco. O entriamo tutti, o non entra nessuno.�</p><p>Nihal guard� Sennar, interrogativa.</p><p>�Se le cose si mettono male, corriamo fuori. Tu va� avanti� disse il mago.</p><p>Procedettero in fila indiana e arrivarono sotto l�ingresso, dove in caratteri contorti e arzigogolati, tanto che era difficile leggerli, era scritto: <emphasis>"Glael".</emphasis> Luce. Nihal non si sofferm� a guardare ed entr� con la spada sguainata.</p><p>�Seguitemi a qualche passo� disse ai suoi compagni, ma Laio si era gi� gettato innanzi.</p><p>Sennar lo afferr� per la spalla. �Capisco la tua ansia di cacciarti nei guai� disse in tono acido �per� credo sia saggio seguire il consiglio del tuo Cavaliere.�</p><p>Laio lo guard� seccato, ma rallent� il passo.</p><p>L�interno del santuario era opprimente nel suo splendore: un tripudio di oro e fregi ovunque. C�era un�ampia navata centrale, delimitata da colonne che si innalzavano a sorreggere l�ampia volta interamente traforata, in modo tale che i raggi del sole, penetrando dalla cupola, disegnavano decori geometrici sul pavimento. C�erano poi due navate laterali, pi� piccole, e sulle pareti molte nicchie, stracolme di statue. Sotto ciascuna di esse, un nome in caratteri che Nihal non riconobbe. La sua attenzione fu attirata dalla rappresentazione di un uomo imponente. Era alto, aveva uno sguardo fiero e indomito. In una mano troneggiava una fiamma gagliarda, che lui sembrava dominare con la forza delle dita, e nell�altra c�era una lunghissima lancia.</p><p>Senza sapere perch�, Nihal fu affascinata da quella figura e rest� per un po� a guardarla. Le sembrava che gli occhi di quell�uomo fossero puntati su di lei, le pareva quasi che la chiamasse.</p><p>�Qualcosa non va?� sent� la voce di Sennar sussurrare dietro di lei.</p><p>Si riscosse. �Tutto bene.�</p><p>Nihal riprese il cammino e not� che la navata centrale si apriva su un altare, decorato con i rami dorati di una pianta rampicante. Sospesa su un alto piedistallo e investita da un sottile raggio di luce c�era la pietra, che brillava di una luce innaturale.</p><p>�� quella?� chiese Laio circospetto.</p><p>�Credo... credo di s� mormor� Nihal.</p><p>Era confusa. Possibile che fosse tutto cos� semplice? Niente guardiani? Rinfoder� la spada e si avvicin� all�altare. Fu allora che inizi� a sentire qualcosa di strano. Tese l�orecchio.</p><p>�Cosa...� fece per chiedere Laio, ma Sennar lo zitt�.</p><p>L�aria iniziava a riempirsi di una specie di canto, una nenia, forse, o una filastrocca. Non proveniva da un punto preciso della sala, era ovunque, e non c�era eco, non c�era profondit� in quel suono. Sembrava esistere soltanto nelle loro menti, al punto che si guardarono l�un l�altro per avere conferma che anche gli altri la udissero.</p><p>Dapprima le parole non furono chiare, poi si iniziarono a distinguere suoni articolati, frasi forse. Il senso era oscuro, ma all�orecchio di Nihal le parole suonarono simili a quelle che le aveva rivolto il guardiano del santuario dell�acqua, o alla formula rituale che lei stessa recitava quando si appropriava del potere racchiuso nella pietra. Era un canto elfico, dunque. La voce era di fanciulla, triste e inquietante.</p><p>�Chi sei? Chi � che canta?� chiese Nihal.</p><p>La voce tacque.</p><p>�Sono Sheireen, una mezzelfo, e sono qui per Glael� disse Nihal a voce alta.</p><p>Ancora silenzio.</p><p>�Voglio il potere per sconfiggere il Tiranno che sta distruggendo questo mondo. Sei il guardiano?�</p><p>La voce riprese a cantare, ma stavolta le parole erano chiare, non pi� nella lingua degli Elfi:</p><poem><stanza><v>Luce, mia luce,</v><v>Dov�� la mia luce?</v><v>L�ombra l�ha avvolta</v><v>Nel suo tenebroso seno l�ha accolta.</v><v>Sole, mio sole,</v><v>Dov�� andato il mio sole?</v><v>La notte l�ha rubato</v><v>Nel buio profondo l�ha agguantato.</v><v>Vita, mia vita,</v><v>Dov�� la mia vita?</v><v>Dalle mia dita � fuggita</v><v>Come un fiore tra i rovi � appassita.</v></stanza></poem><p>Una risata suggell� l�ultimo verso e una fredda inquietudine inizi� a farsi strada nel cuore di Nihal. Estrasse la spada e il rumore del cristallo nero che scivolava nella guaina risuon� nel silenzio.</p><p>Un grido segu� quel rumore. �Niente sangue, su questi pavimenti! Niente odio tra queste mura!</p><p>Abbassa la lama!�</p><p>Nihal rinfoder� subito l�arma. �Sono Sheireen, te l�ho gi� detto... ti prego, fatti vedere.�</p><p>�Oh, io conosco Sheireen, e conosco Shevrar. Del resto, la luce possiede il fuoco, no? Ma Shevrar distrugge e la luce crea, non � cos�?� fu la risposta della voce. �Per�, se la luce � vita, perch� qui tutto � morto? Fa tanto freddo... Io ho tanto freddo... Riscaldami fanciullo...�</p><p>A quel punto Laio strill�.</p><p>Sennar corse subito da lui. �Che c��?� chiese.</p><p>�Niente... � solo che mi � sembrato di sentire una mano che mi toccava, una mano gelida...� rispose il ragazzo.</p><p>�Dannazione!� Sennar si guard� intorno.</p><p>�Non c�� ragione di temere, fanciullo, io ho solo freddo...� disse la voce. �Il calore � celato nella carne e non nell�oro di queste pareti.� Quindi ricominci� a cantare.</p><p>Nihal non capiva che cosa dovesse fare. Aguzzava gli occhi, guardava in ogni direzione, ma non vedeva nulla. Eppure la pietra era l�, davanti a lei, incustodita. Che la voce continuasse pure a cantare, a lei serviva solo il potere. Avanz� in direzione dell�altare e tese le dita verso la pietra. Il buio cal� improvviso. Rimase un solo raggio di luce, al centro della sala.</p><p>�Ferma!� url� la voce. D�un tratto il tono era divenuto deciso e autorevole. �� mia, nessuno deve prenderla... Coloro che potevano stringerla nelle mani sono tutti morti.�</p><p>�No, ti sbagli! Non sono tutti morti! Io sono una mezzelfo, posso controllare il potere. Sono qui per questo.�</p><p>Il raggio di luce inizi� a danzare per la sala, da un angolo all�altro, ma soprattutto intorno a Laio.</p><p>�Tu menti, tu menti!� cantilenava la voce. �Non vedi che sono sola? Tanti anni fa mi misero qui a vegliare su quella pietra e io ho atteso, ho atteso a lungo... Il sole saliva nel cielo e tramontava, poi risaliva e ancora calava... Cos� per anni, per millenni. Io ero sempre sola, qui, in questo freddo. L�ultima volta che venne qualcuno fu forse mille anni fa, ma non gli diedi la pietra...�</p><p>�Cosa vuoi che faccia, perch� tu me la dia?� chiese Nihal.</p><p>Il raggio di luce si ferm�. �Voglio il calore.�</p><p>�Fatti vedere e spiegami cos�� questo calore.�</p><p>Il raggio di luce ricominci� a muoversi per la sala, mentre il buio si faceva a poco a poco meno fitto. �Sono qui, non mi vedi? Sono la luce. Molto tempo fa anch�io avevo un corpo, ma poi lentamente � sparito... E ora ho freddo, sono sola...�</p><p>�Io non ti capisco...� protest� Nihal.</p><p>�Tu dammi il calore, e poi potrai prenderti la pietra� disse la voce ridendo.</p><p>Il raggio di luce inizi� ad accarezzare Laio, pass� sui suoi riccioli biondi, sulle sue guance rosse. Lo scudiero sembrava divertito da quel gioco, le sue dita seguivano il raggio luminoso.</p><p>�S� continu� la voce �tu ce l�hai il calore... Io non voglio poi molto... solo andarmene da questa prigione d�oro, vedere il mondo e non essere pi� sola. Che senso ha stare qui dentro? Gli elfi se ne sono andati tanti anni fa, e io sono qui a far la guardia a una cosa senza valore... Portatela pure via, ma lasciami la carne...�</p><p>�Non mi sembra che questa specie di guardiano sia molto in s� comment� Sennar mentre si avvicinava.</p><p>�Cosa devo fare?� gli chiese Nihal in un sussurro, ma in tutta risposta ottenne uno sguardo confuso.</p><p>�Desideri la pietra?� chiese la voce.</p><p>�S� rispose Nihal.</p><p>�Allora dammi lui, e io te la dar�.�</p><p>�Lui chi?�</p><p>�Il fanciullo� rispose suadente la voce.</p><p>Laio lanci� uno sguardo preoccupato verso Nihal e inizi� a indietreggiare.</p><p>�Di chi... di chi parli?� balbett� la ragazza.</p><p>�Mi hai capita. Il bambino che porti con te, il fanciullo. � cos� caldo... Il suo tepore gi� ritempra il mio cuore solitario... Concedimi la sua carne e il suo calore, e la pietra sar� tua.�</p><p>Laio si lanci� rapido verso l�uscita, ma il raggio prese le sembianze di una donna, protese un braccio e chiuse l�ingresso. Non ci furono pi� porte, solo la gelida consistenza delle mura d�oro. Il braccio si allung� poi verso l�altare e prese la pietra.</p><p>�Carne in cambio del potere...� disse la voce e dalla luce emerse un volto di donna, un volto bellissimo, ma folle e triste. �Accetti questo scambio? In fondo, cosa ti chiedo? Non vedi il dolore che provo nella mia solitudine?� La voce si era fatta lamentosa. �Tu che puoi, aiutami a fuggire da questo luogo che odio...�</p><p>Nihal guardava quel volto terrorizzata e ammaliata, come se fosse avvinta da una magia. Gli occhi le si chiudevano.</p><p>�Nihal!� la chiam� Sennar.</p><p>Il mago corse verso di lei e la mezzelfo si riscosse. Si allontan� dalla luce e sguain� la spada.</p><p>�Forse preferisci concedermi l�uomo? Non � fresco e puro come il fanciullo, ma accetto anche lui...�</p><p>�Non dire idiozie! Non ho intenzione di separarmi dai miei amici per nessuna ragione al mondo!� esclam� Nihal.</p><p>�Allora dammi il tuo, di corpo� rispose la voce.</p><p>�No!� url� Nihal. �Lasciaci andare e dammi la pietra!�</p><p>Il volto divenne iroso, la guard� a lungo, poi d�improvviso la luce torn� a inondare la sala e il raggio scomparve.</p><p>Nihal rimase spaesata e anche Sennar si guard� intorno perplesso.</p><p>�Dove diamine...?� borbott� il mago. Poi si volt� verso Laio. �Nihal...� mormor� terrorizzato.</p><p>Anche lei guard� lo scudiero. Laio lentamente sollev� le palpebre e la paura invase Nihal. Gli occhi del ragazzo erano diventati d�oro, senza iride n� pupilla. Uno strano sorriso si disegn� sulle labbra di Laio e quando parl�, la sua voce era quella che avevano sentito risuonare nella sala fino a poco prima.</p><p>�Non hai voluto acconsentire? Non hai voluto aiutarmi? Ebbene, non solo ho preso da me quanto desideravo, ma ti punir� per la tua crudelt�.�</p><p>Nihal fece qualche passo indietro. �Lascia stare Laio...�</p><p>�Ti avevo chiesto solo aiuto, null�altro, e tu me l�hai negato...� disse Laio mentre avanzava verso di lei.</p><p>Nihal non riusciva a fare altro che indietreggiare impaurita.</p><p>Laio allung� una mano verso la mezzelfo e quando apr� la palma, un raggio di luce accecante la invest� e la precipit� nel buio.</p><empty-line/><p>Lo scudiero corse verso il fondo della sala e la porta che era scomparsa riapparve, pi� grande e imponente di prima.</p><p>�Che restiate voi qui, nella solitudine e nella disperazione, a soffrire il freddo che ho sofferto io!� url� dalle labbra di Laio la voce femminile.</p><p>Il guardiano era a un passo dalla porta, quando Sennar si piazz� davanti a Laio. Un secondo raggio di luce part� dalla mano dello scudiero, ma si infranse su una barriera circolare argentea evocata dal mago.</p><p>�Aspetta un istante, prima di andare� disse Sennar in tono ragionevole. Guard� dietro Laio e vide Nihal ancora a terra. Non poteva andare da lei, o sarebbero rimasti l� dentro in eterno.</p><p>�Io ti capisco, sai?� inizi�. �Tutti questi anni in solitudine... non dev�essere stato facile...�</p><p>Laio, guardingo, lo scrut� con sospetto.</p><p>�Conosco la solitudine e il freddo... s�, ti capisco.� Sennar vide Nihal muovere una mano.</p><p>�Chi sei? Un mago?� chiese Laio.</p><p>�Non c�� bisogno di prendere questo giovane� continu� Sennar. �Del resto, non sei stata messa qui per la pietra?�</p><p>Laio continu� a fissarlo, interdetto.</p><p>�� sempre stato il tuo compito vegliare sulla pietra, o sbaglio? � per questo che sei stata creata...�</p><p>�Tu hai ragione, ma io sono sola...� Un�ombra di tristezza pass� negli occhi d�oro di Laio, mentre lentamente Nihal si rialzava e tornava in s�.</p><p>�Stai facendo del male a un innocente. Io non credo che ti sia permessa una cosa del genere.�</p><p>�No, ma ho freddo, tanto freddo...�</p><p>�Tu devi solo stabilire chi sia degno di possedere la pietra, null�altro, o sbaglio? Il ragazzo che vuoi per te non ha nessuna colpa. Non puoi prenderlo, � grave quello che stai facendo, e lo sai.�</p><p>Laio abbandon� le mani lungo il corpo e guard� a terra sconsolato. Nihal sguain� la spada, ma Sennar le fece un cenno perch� capisse che non era il momento di agire.</p><p>�Conosci Ael?� chiese Sennar.</p><p>Laio alz� la testa. �La Somma Signora delle Acque, custode della pietra nella Terra dell�Acqua... Certo che la conosco.�</p><p>Sennar si volse verso Nihal. �Sheireen, mostrale dov�� ora Ael� disse, ma Nihal lo guard� senza capire.</p><p>�Il talismano� spieg� Sennar.</p><p>Nihal frug� sotto il mantello e lo trov�. Con calma e circospezione si avvicin� a Laio, che la fulmin� con uno sguardo gelido. Quando la mezzelfo mostr� il talismano, gli occhi del ragazzo si rabbuiarono.</p><p>�Conosci questo amuleto?� chiese Sennar.</p><p>Laio fece cenno di s� con la testa.</p><p>�Allora saprai anche cosa sono le pietre. Quella � Ael, la sua essenza � racchiusa l� dentro.�</p><p>Laio guard�, interessato.</p><p>�Ael non � pi� sola, ha lasciato il suo santuario e ora fa la guardia alla pietra che possediamo. � questa l�unica possibilit� che hai di lasciare il santuario, se tanto lo odi: vieni con noi. Non sarai pi� sola, viaggerai di Terra in Terra alla ricerca della pace, vedrai mille meraviglie. Solo cos� potrai andartene da qui.�</p><p>�No, non voglio! La carne di questo fanciullo � cos� calda...� protest� Laio.</p><p>�Lascialo� ordin� Sennar. �Egli non ti appartiene, non � tua la sua vita. Quella che stai commettendo � una grave colpa.� Prese il talismano dalle mani di Nihal e lo sollev� davanti al volto di Laio. �� qui la soluzione, � questo il tuo posto, e vi troverai altrettanto calore. Tu non vuoi fare altro male a questo ragazzo dal cuore puro, vero?�</p><p>Nihal, nel frattempo, si era spostata dietro la schiena di Laio e attendeva, la spada in pugno.</p><p>�Lascialo� insistette Sennar. �Liberalo e fa� il tuo dovere.�</p><p>Il talismano oscill� davanti allo sguardo di Laio, che lo seguiva come ipnotizzato. Destra, sinistra, destra, sinistra... Infine lo scudiero chiuse gli occhi e d�improvviso cal� il buio. Poi una luce accecante ruppe l�oscurit� e si gett� a capofitto nella pietra, che ora giaceva a terra. A quel punto si sent� il rumore di un corpo che cadeva al suolo.</p><empty-line/><p>�Laio!� url� Nihal. Cerc� a tentoni sul pavimento e alla fine lo trov�. �Stai bene?� chiese, mentre gli teneva il capo fra le mani.</p><p>�Andiamo via al pi� presto, forza� intervenne Sennar.</p><p>Al buio, Nihal cerc� la pietra, poi si caric� Laio sulle spalle e corsero verso la porta, che pareva lontanissima. Infine uscirono nella luce del pianoro.</p><p>Nihal depose a terra Laio e inizi� a chiamarlo. Dopo qualche istante, lo scudiero apr� gli occhi e si port� una mano al petto.</p><p>��... � tutto a posto?� chiese il ragazzo con una voce strana.</p><p>Nihal tir� un sospiro di sollievo. �S�, � tutto a posto� rispose con un sorriso. Quindi recit� la formula rituale e colloc� la pietra nel suo alveo.</p></section><section><title><p>8</p><p>L�ossessione di Ido</p></title><p>Quella sera Ido era solo. E non aveva sonno. Seduto fuori dalla sua tenda, in cima alla collina, guardava il panorama con sguardo vacuo. Si sentiva malinconico, e la vista che aveva davanti non lo aiutava a tirarsi su di morale. Osservava la piana inondata dalla luna, il nastro d�argento del fiume che la attraversava, e trovava quel panorama di struggente bellezza. Se non fosse stato per ci� che si vedeva all�orizzonte. Una linea scura e sfocata, l� dove il cielo si univa alla terra. L�accampamento nemico.</p><p>Lo gnomo non era tipo da scoraggiarsi, ma quella sera si sentiva vecchio e stanco.</p><p>Fece scorrere la mano sulla lunga barba, poi tir� una boccata dalla sua pipa.</p><p><emphasis>Vecchio stupido. Non � certo il momento di abbattersi. La verit� � che ti manca Nihal...</emphasis></p><p>Gi�, era quella la verit�. Nihal se n�era andata da quasi due mesi ormai.</p><p>Ido non era tipo da emozionarsi facilmente, ma quando aveva visto la sua allieva spiccare il volo su Oarf e partire per la missione, si era sentito stringere il cuore. Era rimasto di nuovo solo.</p><p>Si era detto che la tristezza sarebbe passata presto, che la guerra lo avrebbe ripreso nelle sue spire e si sarebbe sentito forte e spavaldo come sempre. Ma non era andata cos�. I giorni scorrevano lenti. Si era stabilito nell�accampamento della Terra dell�Acqua pi� prossimo al fronte e l� aveva prestato il suo aiuto. Aveva cercato di scacciare la malinconia gettandosi anima e corpo nella battaglia. Mentre l�inverno avanzava assieme all�esercito nemico, Ido non si risparmiava: pianificava attacchi, guidava manipoli, lottava con tutte le proprie forze, divorato dal bisogno di combattere.</p><p>Le sere per� erano solitarie, trascorse nella tenda a fumare nervosamente. Ido era divenuto taciturno, perch� in verit� non aveva voglia di parlare con nessuno. Si era accorto di non essere riuscito, in tutti quegli anni, a legare davvero con qualcuno.</p><p>Gli sembrava di essere tornato indietro di anni, ai primi tempi passati nell�esercito delle Terre libere. La sua vita era costretta nei ranghi della consuetudine: allenamenti, battaglie, riposo, ogni giorno uguale al precedente. Di tanto in tanto montava su Vesa, il suo drago scarlatto, e si allontanava anche per un�intera giornata. Ogni volta che si innalzava in volo, per�, constatava con tristezza che la linea del fronte era ulteriormente regredita. Non riuscivano a guadagnare terreno. Inanellavano una sconfitta dietro l�altra.</p><p><emphasis>Smettila di rimuginare!</emphasis></p><p>Distolse gli occhi dalla piana e svuot� la pipa dopo un�ultima tirata. L�indomani ci sarebbe stato un nuovo attacco, un�altra occasione di annegare quelle stupide malinconie nella battaglia. Quindi si ritir� nella sua tenda.</p><empty-line/><p>Il mattino seguente l�aria era gelida. L�alito si rapprendeva in nuvolette compatte.</p><p>Ido era in groppa a Vesa, pronto ad affrontare l�ennesima battaglia. Mavern era al suo fianco, anche lui sul suo drago.</p><p>�Ti vedo stanco, Ido� disse il generale.</p><p>�Sar� la vecchiaia� cerc� di scherzare Ido.</p><p>�Gli gnomi non invecchiano velocemente come gli uomini.�</p><p>�Per� accade anche a loro.�</p><p>Mavern sorrise. Ido sospir� e guard� innanzi a s�. Vedeva chiaramente le linee nemiche, immerse in un silenzio glaciale, il silenzio che pu� circondare solo un esercito di fantasmi. Era una scena che conosceva bene, ma ancora non si era abituato. Non si concentr� su quella prima linea grigiastra ma sui fammin schierati dietro, gli esseri mostruosi dalle lunghe zanne e dal pelo rossiccio, che almeno non gli riempivano le ossa di quel gelo mortale.</p><p>L�urlo della carica lo colse quasi di sorpresa, ma lui prontamente spron� Vesa con un grido e fu subito in cielo.</p><p>Si gett� nella battaglia imperversando dall�alto sulle truppe nemiche con il suo drago. Di tanto in tanto veniva attaccato dagli uccelli che sputavano fuoco, ma non era difficile vedersela con loro. Sembrava davvero una battaglia come le altre.</p><p>Finch� non arriv� lui. Ido sent� l�aria vibrare e cap� che era sopraggiunto un Cavaliere di Drago. Solo le ali di un drago producevano quel suono sordo e cupo. Qualcosa in lui si risvegli�.</p><p><emphasis>Un avversario degno di questo nome, finalmente.</emphasis></p><p>Prese quota e si volt� a vedere chi fosse il suo nemico. La prima cosa che lo colp� fu il rosso, e un�immagine gli torn� improvvisamente alla memoria.</p><p>C�era un Cavaliere vestito di rosso, il giorno in cui la barriera delle ninfe era stata abbattuta. Ido non poteva dimenticarlo. Era stato lui a costringere Nihal a combattere contro Fen. In un attimo, davanti alla figura di quel Cavaliere scarlatto in groppa a un drago nero, lo gnomo ricord� tutto.</p><empty-line/><p><emphasis>Nihal era immobile innanzi a Fen, mentre il fantasma la attaccava. Ido era corso da lei e aveva sentito un�odiosa risata di scherno.</emphasis></p><p><emphasis>�Uccidere o essere uccisi, Cavaliere!� Il guerriero scarlatto volteggiava sopra di lei, in groppa a un drago nero.</emphasis></p><p><emphasis>�Nihal! Combatti, maledizione!� aveva urlato Ido.</emphasis></p><p><emphasis>Quindi si era scagliato su di lui, il tempo di qualche stoccata, mosso da una rabbia inesprimibile. Non lo aveva visto neppure in faccia, non aveva badato alla sua armatura. Lo aveva colpito, poi la battaglia li aveva separati. Nelgar si era affiancato a Ido e lo gnomo aveva perso di vista il Cavaliere.</emphasis></p><empty-line/><p>Ido sent� montare dentro di s� la stessa rabbia di quel giorno. Stavolta non ci sarebbe stato nessuno a dividerli. Gli avrebbe fatto pagare il prezzo della sofferenza di Nihal. Lo gnomo sent� qualcosa in fondo allo stomaco, un vigore nuovo. Spron� Vesa, si lanci� sul Cavaliere di Drago Nero e colp� con forza la sua spada, poi si allontan�.</p><p>�Sono io il tuo nemico� mormor� fra i denti.</p><p>Il Cavaliere si volt� verso di lui. Era imponente, l�armatura rossa non lasciava un lembo della sua pelle scoperto e anche il volto era celato. Un demone rosso come il sangue. Aveva una spada, anch�essa rossa, dello stesso colore di Vesa. Ido non poteva vedere neppure i suoi occhi. Gli sembrava di affrontare un guerriero inanimato.</p><p>Il Cavaliere gli mostr� la spada a mo� di saluto, poi si gett� su di lui. Iniziarono a combattere accanitamente. Il guerriero in rosso aveva uno stile assai simile a quello di Ido: si muoveva poco, anche il suo era soprattutto un gioco di polso. Questo avrebbe reso la competizione pi� interessante, se Ido non fosse stato accecato dalla furia.</p><p>Lo gnomo sent� un colpo raggiungerlo alla mano e Vesa si ritir�.</p><p><emphasis>Calma, stai calmo, maledizione!</emphasis></p><p>Sent� una risatina di scherno provenire dalla celata dell�elmo del suo nemico.</p><p>�Vedo che ti stai scaldando...�</p><p>Ido si gett� di nuovo contro di lui e prese ad assaltare con pi� foga. In anni di battaglie non si era mai sentito cos�, non aveva mai odiato nessuno dei suoi nemici, e mai aveva perduto la calma.</p><p>Si avvicin� pi� che poteva con Vesa e costrinse il suo drago ad attaccare la bestia nera con le unghie e con i denti. Il ritmo del duello acceler�, ma il Cavaliere di Drago Nero non parve turbato e rispose a ogni stoccata.</p><p>Era un grande spadaccino, Ido doveva ammetterlo. Forte e vigoroso, ma anche agile e furbo. Un nemico fuori dal comune. Da quanto tempo non si misurava con un avversario simile?</p><p>Bast� un attimo di distrazione, un gesto pi� avventato degli altri, un piccolo errore di calcolo. La stoccata del nemico and� a segno e l�elmo di Ido prese il volo. Lo gnomo perse l�equilibrio e dovette aggrapparsi a Vesa per non cadere. Quando si riprese, la spada del Cavaliere puntava dritta alla sua gola. Ido ebbe appena il tempo di imprecare.</p><p><emphasis>� finita.</emphasis></p><p>�Sembra sia finita� chios� il Cavaliere e la sua spada fendette l�aria con un movimento rapido e preciso.</p><p>Ido d�istinto chiuse gli occhi e avvert� la lama strappargli la carne del petto.</p><p>Gli manc� il fiato e si sent� trascinare via. Quando riapr� gli occhi si accorse che Mavern lo portava con s� in groppa al suo drago. Vesa rimase a ostacolare il volo del drago del Cavaliere scarlatto.</p><p>�Non finisce qui, codardo!� url� il suo nemico.</p><empty-line/><p>Ido si fece curare di malavoglia. Era furioso, aveva gi� fatto una scenata a Mavern.</p><p>�Che diamine ti sei messo in testa di intervenire?� gli aveva detto tra un rantolo e l�altro, quando la battaglia era terminata.</p><p>�Se non ti fosse chiaro, ti ho salvato la vita� aveva risposto il generale.</p><p>�Me la stavo cavando egregiamente da solo!�</p><p>�A giudicare dallo squarcio che hai sul petto, non si direbbe.�</p><p>�Non dovevi intrometterti e basta!�</p><p>Mavern non aveva voluto continuare la discussione. �� ovvio che non sai neppure quello che dici.�</p><p>Ido quindi era rimasto solo con il mago che lo curava. Aveva un brutto taglio, ma la ferita non era profonda.</p><p>Lo gnomo era furioso con se stesso. Si era comportato come un idiota. Quarant�anni passati a combattere e mai, mai, aveva portato avanti un duello in modo tanto vergognoso. Si era fatto fregare come un pivello ed era scappato. Non aveva mai girato le spalle al nemico prima di allora.</p><p><emphasis>Proprio io che ho insegnato a Nihal la calma finisco con l�infervorarmi come un soldato semplice.</emphasis></p><p>Ben pi� della ferita, era la sconfitta che gli bruciava, e quell�ultima parola, lanciata con noncuranza dal suo nemico: "Codardo".</p><empty-line/><p>Per qualche giorno Ido dovette rimanere a letto. La ferita si era infettata e il mago a cui lo avevano affidato era stato categorico. Lo aveva confinato nella sua tenda e gli aveva vietato persino la sua unica consolazione, la pipa.</p><p>Allo gnomo non rimase altro che rimuginare sull�accaduto e sul suo nemico. Inizi� a esserne ossessionato.</p><p>Trovava indegne la gioia e l�eccitazione che aveva provato durante il combattimento, gli ricordavano i tempi oscuri nei quali aveva lottato per il Tiranno. Poi c�erano la vergogna per la sconfitta e il ricordo di quell�insulto urlatogli contro con disprezzo, che ancora gli rimbombava nelle orecchie. E infine il loro primo incontro sul campo di battaglia, la crudelt� con cui quell�uomo aveva trattato Nihal. Tutto si mescolava nella sua mente, si confondeva nel delirio della febbre. Solo nella tenda, Ido era tormentato dal suo passato. Ricordava bene la scelta che aveva fatto, i motivi per cui ora combatteva, ma non poteva smettere di pensare al guerriero scarlatto. Nel vuoto lasciato da Nihal, la battaglia aveva acquistato un nuovo significato.</p><empty-line/><p>Quando Ido fu guarito, molti dei fantasmi della convalescenza si dileguarono, ma non la voglia di incontrare di nuovo il Cavaliere di Drago Nero. Per prima cosa, lo gnomo decise che era ora di rendere pi� efficiente la sua spada. Era stufo di passare la met� del tempo sul campo a trafiggere ombre. Anche con l�incantesimo che i maghi evocavano sulle armi prima della battaglia, erano necessari almeno sei o sette colpi per aver ragione di uno solo dei morti resuscitati dal Tiranno.</p><p>Cos� Ido si prese un giorno di licenza e and� a trovare Soana.</p><p>La maga che aveva addestrato Nihal alle arti magiche in quel periodo si trovava nell�accampamento principale della Terra dell�Acqua, dove aiutava la ninfa Theris nel coordinamento delle truppe. Il luogo non era distante e in un�ora Ido lo raggiunse.</p><p>La trov� indaffarata e affascinante come sempre. Da quando Fen, l�uomo che amava, era morto, Soana indossava soltanto tuniche nere, che facevano risaltare il suo pallore. Era invecchiata, fra i capelli color ebano c�era qualche filo grigio e una rete di rughe sottili le circondava gli occhi scuri. Per� era ancora bellissima.</p><p>La maga lo accolse come un vecchio amico. Aveva modi un po� freddi e alteri, una sorta di alone che la faceva sembrare irraggiungibile, ma Ido apprezzava il distacco che c�era fra loro. Del resto, c�era qualcosa che li univa al di l� di ogni divergenza, e quel qualcosa era Nihal.</p><p>Parlarono della battaglia e del fronte e Ido le spieg� la situazione.</p><p>Quando lo gnomo ebbe terminato, Soana lo guard� pensierosa. �Devi dirmi con precisione a quali scopi ti serve la spada, in modo che possa usare il giusto incantesimo. Non ti bastano le formule che gi� utilizziamo prima della battaglia?�</p><p>Ido sospir�. �Non sono abbastanza efficaci. In ogni caso, i generali del Tiranno non sono guerrieri normali. Hanno armi potenziate da formule oscure ed � con loro che devo vedermela. Ho bisogno di una spada che possa combattere alla pari con le diavolerie del Tiranno.�</p><p>Soana si accigli�. �Mi stai chiedendo una magia proibita?�</p><p>�Sai bene che non ti domanderei mai una cosa simile.�</p><p>�Che cosa ti serve, allora?�</p><p>Ido esit�. �Mio fratello aveva una strana armatura, quasi viva; quando veniva colpita si riparava da sola. Cosa si pu� fare contro una corazza del genere?� Lo gnomo tacque e abbass� lo sguardo. Era la prima volta che parlava di suo fratello da quando era stato giustiziato, dopo che Nihal lo aveva sconfitto.</p><p>Soana ci pens� a lungo. �Non sono incantesimi facili da contrastare, soprattutto usando formule permesse.�</p><p>A quel punto Ido decise di confessarle come stavano le cose. �Mi serve per vendicarmi di un Cavaliere che mi ha battuto e che ha fatto del male a Nihal.�</p><p>�Il Cavaliere scarlatto... Deinoforo� disse cupa Soana.</p><p>Ido si limit� ad annuire. Dunque era quello il nome del suo nemico.</p><p>�Quanto ti tratterrai qui?� chiese la maga, alzandosi.</p><p>�Domani devo ripartire.�</p><p>�Lasciami la tua spada e stanotte per pensare.�</p><empty-line/><p>Ido trascorse la notte nell�accampamento. L�indomani si svegli� di buon�ora e and� subito da Soana.</p><p>La maga era gi� in piedi. Di fianco a una sedia c�era la spada di Ido. Mandava bagliori azzurri e aveva assunto una strana trasparenza. Lo gnomo si preoccup�, quella spada era la sua vita.</p><p>�Non � stato facile� disse Soana. Aveva la voce stanca e gli occhi cerchiati. �Ho dovuto esaurire quasi tutta la mia magia.�</p><p>Ido si sent� in colpa. �Non volevo che trascorressi la notte in bianco per colpa mia...�</p><p>Soana sorrise. �L�ho fatto con piacere. Mi ha ricordato i bei tempi, quando andavo nella fucina di Livon e passavo ore a consacrare le sue spade.�</p><p>Una nube oscur� i suoi occhi, ma Soana era come Ido, controllata e glaciale. Porse allo gnomo la spada e il suo volto affaticato torn� sereno. �Le ho imposto una versione potenziata dell�incantesimo di fuoco che evochiamo sulle armi prima della battaglia. Inoltre ne ho indurito la tempra con un incantesimo di luce, il pi� potente che conosca. Sono formule particolari, assai vicine a quelle proibite, ma ancora permesse. Ne ho fatto uso pochissime volte.�</p><p>Ido chin� il capo mentre prendeva la spada. �Grazie...�</p><p>�Questa nuova arma ti permetter� di sconfiggere con facilit� i morti e allo stesso tempo ti aiuter� nel caso te la dovessi vedere con armature rafforzate da qualche incantesimo che ha il suo fondamento nel buio. Purtroppo, per�, l�ombra si sconfigge solo con un�oscurit� ancora pi� fitta. L�unica cosa che pu� battere davvero una formula proibita � una magia proibita di potenza superiore.�</p><p>�Non temere, il tuo lavoro baster�. Non conta solo la spada, ma anche il braccio che la impugna.�</p><p>Soana sorrise, mentre Ido rinfoderava l�arma.</p><p>�� tempo che vada� concluse lo gnomo. �Grazie infinite.�</p><p>�Questo e altro per un caro amico� disse Soana. �In ogni caso, cerca di non perdere la lucidit�.�</p><p>Ido assunse un�espressione stupita, ma la commedia non funzion� con Soana.</p><p>�Ora sei solo, � facile cadere in balia dell�ossessione per la battaglia. Ma un Cavaliere di Drago, per quanto male possa aver fatto a te o a Nihal, non � che un nemico come tutti gli altri.�</p><p>Ido sorrise. �Cercher� di ricordarlo.�</p></section><section><title><p>9</p><p>Un addio</p></title><p>Nihal, Sennar e Laio si rimisero in viaggio il giorno seguente. Volarono al di sopra delle nubi, passando di cima in cima, per godere del tepore del sole invernale. Solo il terzo giorno scesero sotto le nuvole e dopo altri quattro arrivarono alla pianura.</p><p>La sera prima di giungere alla base dove Nihal aveva completato con Ido il suo addestramento a Cavaliere di Drago, la mezzelfo prese Sennar da parte.</p><p>�Resteremo alla base un giorno solo, giusto il tempo di informarci su come varcare il fronte, poi ripartiremo� gli disse.</p><p>�Perch� tanta fretta?� chiese Sennar.</p><p>�Perch� Laio sar� convinto che ci tratterremo tre giorni� rispose lei senza guardarlo.</p><p>�Non vorrai...�</p><p>Nihal si volt� di scatto. �Devo farlo.�</p><p>Sennar scosse la testa. �Non riuscirai a lasciarlo l�, lo sai.�</p><p>�Non pu� venire con noi. � troppo pericoloso.�</p><p>�Se vuoi un consiglio, ripensaci� le disse Sennar. �Non puoi fargli un affronto del genere.�</p><p>Nihal guard� a terra a lungo e il mago cap� che era combattuta. �Non ho scelta� disse alla fine. �Hai dimenticato cos�� successo nel santuario?�</p><p>�Non essere stupida, poteva capitare a me, o anche a te, se � per questo. Laio ti ha salvato la vita.�</p><p>�Laio non � un guerriero e non � un mago. � stato un errore fin dal principio portarlo con noi. Questa � l�ultima occasione che ho per salvargli la vita.�</p><p>�Ma...�</p><p>�Che ti prende?� lo interruppe brusca Nihal. �Tu e Laio non vi siete mai sopportati. Cosa credi, che non me ne fossi accorta? Perch� tutto d�un tratto insisti tanto per portarlo con noi?�</p><p>Sennar non trov� le parole per risponderle. La verit� era che sapeva che adesso toccava allo scudiero, ma che un giorno Nihal avrebbe potuto fare lo stesso con lui. Rest� in silenzio, gli occhi puntati a terra.</p><p>�Ormai ho deciso� tagli� corto Nihal.</p><p>Per tutto il giorno seguente Sennar evit� lo sguardo dello scudiero. Gli sembrava di avere di fronte un condannato a morte a sua insaputa. Laio, intanto, continuava a rievocare i mesi trascorsi alla base.</p><p>�Per quanto resteremo?� chiese dopo avere raccontato un aneddoto, che ruotava intorno a uno dei frequenti scoppi di malumore dello gnomo e agli sbuffi di fumo rivelatori della sua pipa.</p><p>�Tre giorni� rispose Nihal, e quelle parole sancirono il destino del giovane scudiero.</p><empty-line/><p>L�aria era pi� tiepida quando arrivarono. Erano partiti da pi� di due mesi e la primavera non era lontana.</p><p>Nihal e Laio ritrovarono la base come l�avevano lasciata, neppure un anno prima: la palizzata attorno all�accampamento, l�ordine spartano delle capanne in legno, la vasta arena.</p><p>Molti li riconobbero e li festeggiarono. Con somma sorpresa di Nihal, fra i tanti che accolsero festosamente il suo scudiero c�erano anche parecchie ragazze. Tutto si sarebbe immaginata, tranne che Laio potesse far strage di cuori.</p><p>Nihal lasci� il giovane alle sue ammiratrici e and� a fare un giro per la base da sola. Pass� innanzi all�alloggio che le era stato assegnato per il mese che aveva trascorso alla base e poi davanti alla casa di Ido. Aveva quasi sperato di incontrare il suo maestro, ma lo gnomo di certo ora si trovava al fronte, nella Terra dell�Acqua, dove la situazione era pi� critica. Rivide l�arena dove aveva conosciuto Oarf e si era allenata con lui. Era l� che per la prima volta aveva combattuto contro Ido, ed era stata sconfitta. Quindi raggiunse il punto nei pressi della scuderia dove, un pomeriggio di quasi un anno e mezzo prima, aveva ferito Sennar. La cicatrice sulla guancia del mago ora si distingueva solo in controluce, ma era comunque l�, a ricordarle il male che gli aveva fatto.</p><empty-line/><p>Il pomeriggio, Nihal and� dal sovrintendente della base e gli chiese come superare il fronte e varcare il confine.</p><p>Nelgar studi� a lungo la cartina. La sua faccia pacifica era seria e concentrata; nessuno avrebbe potuto sospettare che quell�uomo basso e dal fisico tozzo fosse uno dei generali pi� potenti dell�esercito delle Terre libere.</p><p>�L�unica � per i Monti della Sershet� disse infine. �La zona � troppo impervia perch� vi siano truppe e credo che nessuno vi noter�. Ma dovrete affrontare la scalata e sarete in territorio nemico� aggiunse. �Perch� ci vai?� chiese a bruciapelo.</p><p>�La segretezza della mia missione mi impedisce di dirlo. Vi prego di far finta che da qui non sia passato nessuno� rispose Nihal a disagio. �C�� un altro favore che devo chiedervi.�</p><p>�Dimmi.�</p><p>�Partir� stanotte, ma non voglio che Laio venga con me, sarebbe troppo pericoloso. Vi prego di impedirgli di seguirmi, quando scoprir� che me ne sono andata.�</p><p>�Se ricordo bene, Laio non si separava quasi mai da te. Non sar� facile trattenerlo qui.�</p><p>�Se � necessario, chiudetelo in cella� rispose lei. Nelgar la guard� stupito. �Non voglio che gli accada nulla di male.�</p><empty-line/><p>La sera, Laio si ritir� tardi, e Nihal e Sennar dovettero posticipare la partenza. La mezzelfo rimase sveglia nel suo giaciglio, in attesa che il respiro dello scudiero si facesse pesante. Quando cap� che si era assopito, decise che era giunta l�ora di andare. Si alz�, guard� un�ultima volta l�amico, gli pos� un lieve bacio sulla guancia e usc� in fretta, prima di potersi pentire.</p><p>Sennar la attendeva fuori. Nihal evit� il suo sguardo e corse verso le scuderie.</p><p>�Vado da Oarf� disse mentre si allontanava.</p><p>Quella sera erano molti i draghi nelle scuderie, ma solo uno era sveglio. Nihal si avvicin� a lui, sorrise e gli accarezz� la testa. Oarf le rivolse uno sguardo triste e supplichevole. Nihal odiava l�idea di doversi separare da lui, ma entrare in territorio nemico con un drago significava farsi ammazzare.</p><p>�Perdonami, Oarf. Sai che vorrei stare sempre con te, ma non posso. Dobbiamo entrare nei territori occupati senza che nessuno si accorga di noi. Mi spiace.�</p><p>Il drago scosse la testa per allontanare la mano di Nihal.</p><p>�Non fare il sostenuto con me, so che puoi capire.�</p><p>Lo sguardo fiero dell�animale per la prima volta la mise in soggezione.</p><p>�Torner� presto te lo prometto.�</p><p>Oarf la fiss� con i suoi occhi rossi.</p><p>�Addio� concluse Nihal e usc� dalle scuderie senza voltarsi indietro.</p></section></section><section><title><p>Fra i nemici</p></title><epigraph><p>Ogni notte il Cacciatore percorre l�intero arco del cielo, da est a ovest. � composto da venti stelle, di cui le prime due assai brillanti. Una di esse ha il colore dell�acqua del mare, l�altra delle braci fumanti. Sono gemelle nel cielo, e danzano l�una attorno all�altra in un moto perfetto e perpetuo.</p><p>Iresh, le ho chiamate, i Danzatori.</p><text-author>Appunti dell�Astronomo reale,</text-author><text-author>Osservatorio di Seferdi, frammento</text-author></epigraph><section><title><p>10</p><p>Cattivi presagi</p></title><p>Sennar e Nihal partirono dalla base a cavallo, decisi a mettere pi� leghe possibile fra loro e Laio. Mentre cavalcavano a briglia sciolta, alla luce della luna, Nihal tendeva l�orecchio a ogni rumore che provenisse alle loro spalle: fruscii, sussurri, suono di zoccoli. Ma a quanto pareva nessuno li seguiva.</p><p>In otto giorni furono alle pendici dei Monti della Sershet e dopo altri due giorni giunsero in prossimit� del primo valico. Abbandonarono i cavalli in un villaggio e iniziarono la scalata a piedi. Da quel lato il pendio era pi� dolce e solo nell�ultimo tratto la salita si fece impegnativa. Il mattino del terzo giorno giunsero al valico.</p><p>In passato, prima che il Tiranno allungasse la sua mano su quelle regioni, i commerci tra la Terra del Sole e quella dei Giorni erano fiorenti, e l�ingegno di uomini e mezzelfi aveva provveduto a costruire numerosi valichi sulle montagne. In tempo di pace, quei passi erano stati molto frequentati e i monti non erano cos� desolati, sebbene fossero impervi. Da l� si dipartivano le strade che congiungevano le due Terre, costellate di locande e mercati, dove i viandanti potevano rifocillarsi e vendere le loro merci.</p><p>Le cose ora erano cambiate, ormai pi� nessuno dei valichi era utilizzato. Molti erano stati cancellati dalle battaglie che avevano seguito la strage dei mezzelfi; altri erano stati distrutti in seguito, per evitare sconfinamenti; altri ancora, quelli pi� impervi, erano caduti semplicemente in disuso. Nessuno sapeva quali fossero tuttora agibili. Nihal e Sennar speravano che il primo fosse quello buono, ma la fortuna non arrise loro.</p><p>Il valico era in buone condizioni e vi giunsero con il bel tempo, la mattina del tredicesimo giorno dalla partenza dalla base. Non appena ebbero superato il passo e guardarono a valle, per�, videro qualcosa che avrebbe reso le cose molto pi� difficili.</p><p>�Avremmo dovuto immaginarlo...� disse Sennar.</p><p>Un�enorme muraglia si stendeva fin dove l�occhio poteva spingersi, si arrampicava su per le montagne e sbarrava loro la strada qualche centinaio di braccia pi� in basso. Il muro era tozzo e imponente, fatto di massi rozzamente squadrati. Ogni trecento braccia c�era una torre di vedetta e i fammin facevano la spola dall�una all�altra.</p><p>Prima di iniziare il loro lungo viaggio, Nihal e Sennar avevano discusso con Ido della situazione nelle Terre soggette al Tiranno e lo gnomo aveva parlato di un muro, ma aveva anche detto che non toccava la parte pi� interna dei monti; ora invece se lo trovavano davanti. Il Tiranno non era restato inoperoso in quei vent�anni.</p><p>�Di qui non si passa� comment� Sennar.</p><p>�E ora, che si fa?�</p><p>�C�� poco da fare: bisogna provare con un altro valico.�</p><empty-line/><p>Scesero pi� a valle e risalirono. Il tempo non era clemente e si ritrovarono sotto una violenta nevicata.</p><p>Nihal temeva il momento in cui avrebbe messo piede nella sua patria perduta, perch� pi� si avvicinava al luogo in cui era avvenuta la strage, pi� gli spiriti la tormentavano.</p><p>Dopo altri cinque giorni di marcia raggiunsero il secondo valico, dove trovarono un�altra brutta sorpresa: il passo non esisteva pi�. Al posto della strada che doveva insinuarsi fra i monti c�erano roccia e massi che occludevano il passaggio. Opera dei fammin, probabilmente.</p><p>Cos� ripresero il cammino, curvi sotto la neve, alla ricerca di un nuovo passo. Dopo altri quattro giorni arrivarono in vista di un terzo valico, ma la tormenta impediva di verificarne le condizioni.</p><p>�Tu resta qui, vado a vedere io� propose Sennar.</p><p>�Che ti salta in mente? Andiamo insieme.�</p><p>�Non sono venuto per fare una gita. Aspettami qui.�</p><empty-line/><p>Sennar avanz� nella bufera, facendosi scudo con un braccio. Procedeva cos� da qualche minuto, quando si arrest� di botto. Scost� il braccio per vedere meglio e fu preso dallo sconforto. Davanti a lui si apriva uno strapiombo.</p><p>Fece ancora qualche passo e si sporse appena dal bordo. Poco pi� in basso c�era una strada molto stretta che si insinuava fra due monti. Il passo era libero.</p><p>Torn� subito da Nihal. �Il valico � libero� annunci�.</p><p>�Traccia di fammin?� chiese Nihal.</p><p>Quelle parole ebbero l�effetto su Sennar di una doccia fredda. �A dire il vero non ci ho guardato... Per� il muro fortificato non si vede.�</p><p>�Tieniti pronto a lanciare un incantesimo� disse lei, e avanz�.</p><p>Quando giunsero ai margini dello strapiombo, cercarono di analizzare meglio la situazione. Non avevano corde per calarsi e la discesa era di una decina di braccia. Nihal rise.</p><p>�Potrei sapere che cosa c�� da ridere?� chiese Sennar.</p><p>�Ti immaginavo mentre ti cali gi�.�</p><p>�Non sar� io quello che avr� qualche problema� rispose Sennar. Raggiunse il precipizio e si gett� gi� con un salto.</p><p>�Sennar!� url� Nihal.</p><p>Il mago alz� gli occhi e la vide sporgersi e tirare un sospiro di sollievo. Quindi riprese a planare in aria.</p><p>La levitazione a volte era proprio utile.</p><p>�Sei un vero Cavaliere...� protest� Nihal. �Si lascia cos� una dama?�</p><p>�Io non vedo dame� rispose lui �solo audaci Cavalieri...�</p><p>Nihal rise e inizi� la discesa. Per il primo tratto se la cav� senza problemi. All�ultimo per� la mano sinistra la trad� e lei cadde rovinosamente al suolo. Si tir� su in fretta e furia.</p><p>Sennar non perse l�occasione. �La prossima volta mi toccher� portarti in braccio...�</p><p>�� colpa del freddo� si giustific� la mezzelfo, imbarazzata. �Non sento pi� le mani, sono congelate.� Si ricompose e sguain� la spada.</p><p>Anche Sennar torn� serio e si prepar� a recitare un incantesimo.</p><p>La strada si snodava per alcune braccia innanzi a loro. Era cos� stretta che avrebbero dovuto camminare in fila indiana. Da un lato c�era una ripida parete di roccia, dall�altro un profondo baratro; oltre, ancora roccia.</p><p>�Vado avanti io� propose Sennar.</p><p>Nihal non mosse obiezioni e si incammin� dietro di lui. Procedettero con cautela, perch� il terreno era ghiacciato e sarebbe bastato un passo falso per cadere di sotto. Una volta arrivati in fondo a un rettilineo, il sentiero continuava intorno al fianco della montagna. Nessuna traccia di fammin. Il paesaggio non era cambiato, tanto che avrebbero potuto credere di trovarsi ancora nella Terra del Sole. Ma adesso erano in territorio nemico.</p><empty-line/><p>Per completare la discesa dai Monti della Sershet impiegarono quattro giorni. Il versante delle montagne che dava sulla Terra dei Giorni era meno aspro di quello della Terra del Sole e il secondo giorno la tempesta era cessata.</p><p>Nihal sapeva che erano partiti dalla base i primi di marzo e dunque calcol� che doveva essere marzo inoltrato, ma a giudicare dal freddo si sarebbe detto che fosse ancora pieno inverno. Il panorama adesso era ben diverso dai pendii boscosi delle montagne della Terra del Sole; qui l�erba era rada, di un giallo malaticcio. Per il resto nient�altro che roccia. Roccia contorta, mangiata dal vento e dal gelo, aspra e scolpita. In quattro giorni di marcia, neppure una volta avevano visto il sole; non riuscivano neanche a intuire dove fosse, attraverso la cappa delle nubi.</p><p>�Sar� un bel guaio se il tempo non migliora� osserv� Sennar con il naso al cielo.</p><p>�Perch�? Possiamo usare la magia per orientarci.�</p><p>�Preferirei non farlo da queste parti; i maghi sentono gli altri maghi. Potrebbero riconoscerci.�</p><p>Mentre scendevano a valle, Nihal si copr� con il mantello e Sennar fece lo stesso.</p><p>Camminavano in fila indiana, al tramonto, quando, svoltata una curva, capirono di essere arrivati. Innanzi a loro apparve il panorama della Terra dei Giorni.</p></section><section><title><p>11</p><p>Il viaggio di Laio</p></title><p>La mattina della partenza di Sennar e Nihal, Laio si svegli� tardi e pens� che i suoi compagni di viaggio fossero in giro per la base, cos� si volt� nel letto e riprese a dormire. Si alz� che il sole era alto e usc� dalla tenda.</p><p>Dopo qualche tempo si stup� di non avere incontrato Nihal o Sennar e inizi� ad avere i primi dubbi. La base non era grande, se fossero stati in giro li avrebbe incrociati.</p><p>Quando neanche a pranzo li vide, non perse tempo a mangiare e corse da Nelgar.</p><p>Non appena lo vide entrare, il generale si fece cupo in volto. �Come mai qui?� chiese.</p><p>�Vorrei sapere dove posso trovare Nihal. Alla mensa non c�� ed � tutta la mattina che non la vedo.�</p><p>Nelgar abbass� lo sguardo. �Mander� a cercare lei e Sennar dopo pranzo� disse sbrigativo.</p><p>�Non sapete dove possano essere?� insistette Laio.</p><p>�Non lo so� rispose Nelgar, poco convinto.</p><p>�Cosa mi state nascondendo?� I sospetti di Laio aumentavano.</p><p>Nelgar cedette al primo assalto. Infil� una mano sotto la casacca e tir� fuori una pergamena. Gliela porse senza dire una parola.</p><p>Laio apr� il foglio e lesse.</p><cite><p>Mi spiace, mi spiace davvero. Ci ho pensato a lungo, ho riflettuto e ponderato; credimi, non � stato facile. Alla fine, questa mi � sembrata la decisione migliore. Sono partita. Se tutto va bene, quando leggerai questa lettera sar� gi� in marcia. Spero che tu mi possa perdonare.</p><p>Non lo faccio perch� penso che tu sia inutile, n� perch� non ti voglio con me. Mi hai salvato la vita e non lo dimenticher� mai. Io ho bisogno di te, proprio per questo non posso permetterti di venire. Non potrei sopportare che ti accadesse qualcosa di male. Non mi seguire, fallo per me. Resta alla base o vai da Ido, forse sarebbe la cosa migliore. L�esercito ha ancora bisogno di te e a Ido serve un bravo scudiero.</p><p>Per fare la tua parte non devi venire con me. Il tuo lavoro ti attende nelle Terre libere e io te le affido. Quando torner�, sar� per il giorno che tutti aspettiamo. Tu mi metterai addosso la mia armatura e mi passerai la spada, come sempre.</p><p>Abbi cura di te,</p><text-author>Nihal</text-author></cite><p>Laio pieg� la lettera senza lasciar trapelare alcuna emozione, anche se quella che aveva dipinta sul volto era un�espressione troppo seria per lui. �Vorrei una spada e un cavallo� disse in tono pacato.</p><p>�Hai letto bene?� chiese Nelgar.</p><p>�Certo� rispose Laio, sempre serissimo.</p><p>�A cosa ti servono un cavallo e una spada?�</p><p>�Mi conoscete, non c�� bisogno di chiederlo.�</p><p>Nelgar sospir�. �Mi � stato detto di impedirti in ogni modo di seguirla.�</p><p>�E io far� di tutto per seguirla. Per questo vi chiedo, in nome di tutto il tempo in cui ho vissuto qui, di evitare scenate inutili e lasciarmi andare.�</p><p>�Non posso.�</p><p>Laio sent� d�aver ritrovato la stessa determinazione che quasi un anno prima lo aveva spinto a mettersi contro suo padre, pur di poter scegliere da solo il proprio destino. Neppure questa volta si sarebbe fermato. �Datemi il cavallo e la spada.�</p><p>�Se non la pianti, ti faccio mettere ai ferri� intim� Nelgar.</p><p>�Non basteranno a fermarmi.�</p><p>�Questi sono capricci!� sbott� Nelgar. �Lo sai che � pericoloso andare in territorio nemico. Nihal ha solo voluto salvarti la pelle.�</p><p>�Nihal ha voluto decidere per me, ma io non sono un bambino, anche se tutti continuate a trattarmi come tale. Sono pi� utile con lei che qui. Non � un capriccio, � la mia decisione� disse con voce dura.</p><p>�Se questa � la tua decisione, non mi dai molta scelta.� Nelgar chiam� due guardie. �Chiudetelo in una stanza e sorvegliatelo.�</p><p>I due uomini si guardarono, poi uno di loro parl�: �Ma... � uno dei nostri...�.</p><p>�Non discutete e obbedite!� tagli� corto Nelgar.</p><p>I soldati si volsero verso Laio. Lo scudiero tent� una debole difesa, ma i due erano molto pi� forti di lui. In breve le guardie lo immobilizzarono.</p><p>�Se credete che mi arrender�, siete un illuso� url� lo scudiero mentre veniva portato via.</p><empty-line/><p>Laio trascorse la notte rinchiuso in una stanza umida e buia. All�inizio gli vennero le lacrime agli occhi. Provava una frustrante sensazione di impotenza, ma soprattutto si sentiva uno stupido. Gli sembrava di essere tornato ai tempi dell�Accademia, quando era il pi� debole degli allievi e tutti lo prendevano in giro.</p><p>Pass� la notte a pensare a un modo per fuggire dalla base. Con un po� di fortuna, forse non sarebbe stato troppo difficile. Non era un nemico e dunque non lo sorvegliavano con eccessivo rigore. Non gli avevano legato le mani e non lo avevano neppure perquisito prima di imprigionarlo.</p><p>Studi� le pareti della stanza; erano fatte di grosse pietre squadrate ammassate l�una sull�altra e una pareva leggermente smossa. In un giorno di lavoro sarebbe riuscito a spostarla abbastanza da ritagliarsi una via di fuga. Controll� nelle tasche e scopr� di avere ancora con s� il vecchio coltello che usava quando viveva da solo nella foresta, prima di diventare lo scudiero di Ido e poi di Nihal. La lama era poco affilata, ma per i suoi scopi sarebbe andata bene. Doveva solo grattare via la calce che ancora univa quella pietra alle altre.</p><p>Per tutto il giorno Laio pot� affaccendarsi intorno alla parete quasi senza interruzioni. Solo a met� mattina e a met� pomeriggio entr� una guardia, per portargli il cibo e controllare cosa faceva, e in quelle occasioni Laio si rese conto di quanto il lungo viaggio con Nihal e Sennar avesse affinato le sue percezioni. Entrambe le volte, infatti, sent� arrivare la guardia in tempo per accumulare la polvere di calce in un angolo e gettarvi sopra le coperte, poi si sedette innanzi alla pietra, in modo tale che chi entrava non si accorgesse di nulla.</p><p>La seconda notte di prigionia fu pronto a evadere. Quando fece buio, Laio sgattaiol� fuori. Ebbe la fortuna dalla sua: la sentinella sonnecchiava in un angolo. Laio si avvicin� in punta di piedi e gli sfil� la spada che gli pendeva al fianco. Quindi si avvolse in un mantello nero e si apprest� a uscire dal recinto che circondava la base.</p><p>A malincuore dovette rinunciare all�idea del cavallo: andarsene per la porta principale sarebbe stato troppo complicato, meglio scavalcare. Scelse un punto che gli sembrava pi� agevole e meno sorvegliato, si arrampic� e si cal� dall�altra parte.</p><p>Una volta fuori, inizi� a correre attraverso il bosco.</p><empty-line/><p>Procedette pi� spedito che pot�, dapprima di corsa, poi, quando inizi� a mancargli il fiato, a passi rapidi. Voleva allontanarsi il pi� possibile dalla base, prima che facesse giorno e che qualcuno si mettesse sulle sue tracce.</p><p>Vag� per tutta la notte, senza meta. Fu solo al sorgere del sole che si pose il problema di dove andare. Sapeva che doveva dirigersi verso il confine cercando di evitare di incappare nella linea del fronte, ma le sue informazioni in proposito risalivano a un anno prima, quando ancora viveva alla base, e non aveva idea di quanto fosse avanzato l�esercito nemico.</p><p>Si ferm� al limitare della foresta, a ponderare il da farsi. Non conosceva neppure la geografia della Terra del Sole, fatta eccezione per la strada per Makrat. Mentre si sforzava di ricordare almeno com�erano i confini, si sent� perduto. Non aveva la pi� pallida idea di cosa fare e gli sembr� che il suo viaggio fosse finito prima ancora di iniziare.</p><p>Lasciata la foresta inizi� a camminare nella piana. Attravers� una vasta zona dove non sembrava esserci traccia di eserciti e pens� che forse era quello il punto migliore per valicare il confine. Marci� per l�intera mattinata. Tutta la sua sicurezza era svanita e iniziava a pensare che era stato da stupidi disobbedire agli ordini di Nelgar e Nihal.</p><p>Quando fu a poca distanza dalla frontiera, intravide una linea nera all�orizzonte. Davanti a lui, in lontananza, c�era l�esercito schierato. Non poteva varcare il confine in quel punto. Come se non bastasse, si rese conto di non avere provviste e il viaggio si prospettava lungo. L�unica cosa che gli restava da fare era cercare un villaggio.</p><p>In mezza giornata di marcia riusc� a intravedere le prime case di un paesello. Non erano altro che poche abitazioni, una decina in tutto, raccolte attorno a una piazza centrale oblunga. Il fronte non era distante e la paura aveva svuotato le strade. C�era per� una locanda ancora aperta, con un locale dove rifocillarsi e una stalla adibita a ricovero per uomini e animali. Per fortuna, Laio aveva parecchi soldi con s�. Era lui a custodire il denaro quando viaggiava con Nihal e Sennar e non lo abbandonava neppure quando dormiva.</p><p>Mangi� e decise di chiedere consiglio a qualcuno della locanda. Il gestore, un omone con la pancia rotonda e l�espressione gioviale, gli ispirava fiducia. Si avvicin� e gli chiese quale fosse la situazione del fronte.</p><p>L�uomo lo squadr� insospettito e pos� gli occhi sulla sua spada. �Non sei un soldato?� domand�.</p><p>Laio arross�. �Sono uno scudiero, devo raggiungere il mio Cavaliere.� In un certo senso, era stato sincero.</p><p>�Si combatte a una decina di miglia da qui� rispose il locandiere, pi� rilassato. �Ci sono postazioni dell�esercito lungo quasi tutto il confine. L�unica zona sguarnita � quella dei Monti della Sershet. L�, solitamente, non si spingono nemmeno i fammin.�</p><p>Dunque, doveva valicare la montagna. Il tragitto, a quanto gli disse il locandiere, era piuttosto lungo e Laio aveva gi� un bello svantaggio su Nihal e Sennar. Lo scudiero fece un paio di conti e giunse alla conclusione che se spendeva tutto quello che aveva era in grado di comprare provviste sufficienti per il viaggio e anche un cavallo. Cos� fece e subito dopo avere finito di mangiare mont� sulla sua nuova cavalcatura e part�.</p><empty-line/><p>Galopp� pi� veloce che pot�. Ammesso che fosse riuscito a superare il confine, si poneva il problema di come trovare Nihal. Non sapeva dove fosse diretta, non aveva idea di dove si trovasse il santuario e non poteva neppure fermarsi a chiedere in giro, visto che sarebbe stato in territorio nemico.</p><p>Cerc� di ragionare con calma. Il santuario doveva trovarsi in un luogo poco accessibile, come i precedenti, e una volta ottenuta la pietra Nihal e Sennar avrebbero preso la via pi� breve per passare il confine della Terra della Notte. Avrebbe potuto raggiungerli in quella Terra. Suo padre era fuggito da l� quando lui era ancora un bambino e gliela descriveva spesso nei suoi racconti. Laio era abbastanza sicuro di potersi orientare. Consolato da quel pensiero, procedette verso i Monti della Sershet.</p><empty-line/><p>Inizi� la scalata quattro giorni dopo la partenza. Rammentava per sommi capi come funzionavano i valichi; Ido gliene aveva parlato molto tempo prima, mentre lui gli lucidava l�armatura. Il ricordo dei racconti dello gnomo, per�, erano vaghi e contraddittori, cos� alla fine Laio decise di gettarsi sul primo passo che incontr�. Fu proprio questo che lo trad�.</p><p>Galopp� rapido verso il valico, senza prendere precauzioni. Quando lo raggiunse imperversava una bufera e Laio non riusc� a distinguere il muro fortificato che gli si parava di fronte. Il passo gli sembr� in buone condizioni, cos� ringrazi� la sua buona sorte e spron� il cavallo.</p><p>Procedeva spedito, quando tutto d�un tratto si imbatt� in una pattuglia di fammin che ispezionava le pendici della montagna.</p><p>Laio ebbe appena il tempo di vedere i nemici che avanzavano verso di lui, quindi si diede alla fuga. Il primo a essere abbattuto fu il cavallo, ma lo scudiero non si perse d�animo. Cadde a terra, si rialz� e inizi� a correre a perdifiato su per la montagna, la spada in pugno. L�ultima volta che aveva combattuto era stato a casa del padre, quando Pewar l�aveva costretto a duellare contro uno dei suoi soldati per convincerlo a diventare Cavaliere. Cerc� di non scoraggiarsi e strinse con pi� forza la spada. Se fosse morto in quel luogo, tutto sarebbe stato inutile.</p><p>La sua corsa ebbe fine ai piedi di una parete rocciosa. Non c�era speranza di valicarla. Restava un�unica cosa da fare: Laio si volt� e si scagli� sui suoi inseguitori. Riusc� a ferirne uno, ma in breve fu sopraffatto; sent� la lama di una spada ferirgli una spalla e un dolore lancinante attraversarlo da capo a piedi. Svenne e fu in potere dei nemici.</p></section><section><title><p>12</p><p>Nel deserto</p></title><p>Nihal si era spesso chiesta come fosse la sua Terra e si era convinta che fosse un luogo meraviglioso, pieno di boschi e di fonti di acqua pura, dove il sole splendeva sempre e la primavera era eterna. A volte, in sogno, aveva visto panorami, citt�, maestosi palazzi. Quel che si presentava ai suoi occhi non poteva essere pi� lontano da ci� che aveva immaginato.</p><p>Ai suoi piedi si stendeva una sterminata pianura di un colore giallo spento, in mezzo alla quale spiccavano agglomerati informi di costruzioni, che volevano assomigliare a citt�, ma non erano altro che una grottesca caricatura. Erano collegati da strade bianche, larghe e dritte, a formare una ragnatela che feriva la terra. Da pi� punti si alzavano fitte colonne di fumo che appestavano l�aria. Qualche macchia di alberi si faceva largo in quella desolazione, ma erano di un verde smorto e agonizzante.</p><p>Nihal spazi� con lo sguardo su quel paesaggio. Non c�erano altro che desolazione e sconfortante monotonia. A est, si stendeva molle il deserto, che allungava le sue mani sabbiose verso la pianura. A ovest, si notava una vasta zona verdognola, segnata da larghe pozze nere. Una palude.</p><p>Fu l� che Nihal scorse qualcosa che attir� la sua attenzione. Strane costruzioni bianche si stagliavano su quel verde malato. Non seppe perch�, ma le fecero tornare alla mente qualcosa di noto. Chiuse gli occhi e sul nero delle palpebre si affollarono i ricordi. Vide la Terra dei Giorni, com�era stata cinquant�anni prima, quando ancora non conosceva la furia dei fammin e la crudelt� del Tiranno. Vide una terra rigogliosa, ricca di foreste, alternate a vaste pianure dove i fiori dipingevano un mosaico di colori. E c�erano molte citt�, bianche alte e splendenti, con pinnacoli. In fondo, a sud, si intravedeva un lago, nelle cui acque il cielo si specchiava tanto limpido che sembrava che un pezzo del firmamento fosse stato precipitato sulla Terra dagli d�i come dono a quel popolo operoso. E boschi ovunque, rigogliosi, in tutte le tonalit� del verde: cupo dove la vegetazione era pi� fitta, chiaro dove gli alberi avevano da poco messo le foglie, color smeraldo dove l�acqua fluiva dalle sorgenti. Quella era la Terra dei Giorni, la Terra in cui i suoi antenati avevano vissuto per secoli, la Terra che lei sentiva di amare e a cui sentiva di appartenere. Era il luogo dove non poteva sentirsi straniera.</p><p><emphasis>Sono a casa... finalmente sono a casa...</emphasis></p><p>Poi apr� gli occhi e la realt� ebbe il sopravvento. Nulla di quello che aveva visto esisteva pi�. I boschi erano stati divorati dal deserto, abbattuti dai fammin per costruire armi e far posto alle caserme. I prati e i fiori erano stati soffocati dal fumo. L�acqua pura e l�aria limpida erano state risucchiate dal Tiranno. Anni di dominio di quel mostro avevano spazzato via tutto quanto vi era di bello in quella regione, neppure il ricordo era rimasto. Gli unici brandelli di memoria erano affidati a Nihal, che poteva vedere quei luoghi con lo sguardo di chi un tempo vi aveva vissuto.</p><p>�Nihal, che hai?� chiese Sennar preoccupato.</p><p>Nihal si riscosse. Sent� le guance bagnate e si accorse di aver iniziato a piangere. Si asciug� gli occhi con il dorso della mano e indic� lontano, verso la palude. �L� sorgeva Seferdi, la capitale, la Bianca. Si diceva che il cristallo del palazzo reale fosse il pi� lucente di tutto il Mondo Emerso e che lo si vedesse brillare a leghe di distanza.� Indic� un altro punto. �Laggi� c�era la Foresta di Bersith, che Nammen amava.�</p><p>�Tu come lo sai?� chiese Sennar in un sussurro.</p><p>�L�ho visto, tramite gli spiriti. Che hanno fatto della mia Terra?�</p><p>Sennar and� da lei e la abbracci�.</p><empty-line/><p>Per scendere a valle presero ogni precauzione, cercarono i sentieri meno battuti e le vie pi� impervie. Avrebbero allungato il cammino, ma era il modo pi� sicuro. A quel che avevano visto, l�immensa pianura che ora era la Terra dei Giorni brulicava di fammin.</p><p>Impiegarono un giorno in pi� di marcia e quando cal� la sera si rifugiarono in una caverna buia e umida, che avevano individuato nel fianco della montagna. L� Nihal si apprest� a interpellare il talismano. Le fu difficile concentrarsi, perch� le voci che le riempivano la testa erano diventate incessanti. Alla fine riusc� a vedere la direzione da seguire.</p><p>�Nel deserto, un palazzo... ancora a est.�</p><p>�Fantastico, questa Terra � tutta un deserto...� comment� Sennar. �Soltanto per raggiungere questo maledetto posto ci abbiamo messo due settimane. E si gela, nonostante sia primavera.�</p><p>Decisero che avrebbero costeggiato le montagne fino a lasciarsi alle spalle le citt� e raggiungere le prime propaggini del deserto. Durante i primi giorni di cammino si sentirono sicuri, sembrava che a ridosso dei Monti della Sershet non vi fossero n� guardie n� villaggi, solo zone desolate.</p><p>Col passare del tempo, Nihal era sempre pi� scostante e distratta. Quando Sennar cercava di rivolgerle la parola, la mezzelfo rispondeva a monosillabi. Non riusciva pi� a scacciare le voci, le parlavano in continuazione. Era come un canto, un suono ritmato che scandiva i suoi passi e di cui spesso non capiva neppure il significato. Erano parole, voci, sospiri, urla a volte, frasi sconnesse che raccontavano storie di morte e stragi. Quando calava la notte e riusciva ad assopirsi, i sogni la tormentavano al punto che aspettava con ansia i suoi turni di guardia.</p><empty-line/><p>Quando Nihal immaginava il deserto, pensava a tramonti vermigli su mari di sabbia increspata dalle dune, a un luogo desolato, ma di una bellezza particolare e selvaggia.</p><p>Il luogo in cui giunsero all�alba del quinto giorno di marcia, per�, era ben diverso. Qua e l� si ergeva qualche duna, ma per lo pi� era un terreno duro e arido, ricoperto di ciottoli grigi. Anche la scarsa vegetazione aveva un che di minaccioso. Erano piante marroncine o verde acido, ricoperte di lunghe spine e di strani fiori. Si allungavano verso il cielo plumbeo in forme grottesche e proiettavano sul terreno ombre lugubri.</p><p>Faceva freddo. Il sole non riusciva a fendere la coltre delle nubi e le ore si susseguivano identiche: non vi erano cambiamenti nella luminosit� del cielo. L�alba si manifestava con un triste chiarore pallido a est, che tingeva appena di bianco le nubi grigie, poi la giornata si srotolava fra la perenne penombra delle nubi e lo stridore dei corvi; infine arrivava uno squallido tramonto giallino, che si portava via quel po� di luce che aveva illuminato le ore diurne. Le notti erano gelide e silenziose.</p><p>Di l� a tre giorni i vettovagliamenti finirono e dovettero iniziare a cibarsi delle radici che avevano raccolto al limitare del deserto. Avevano ancora acqua, ma non sarebbe durata pi� di una settimana e loro non avevano idea di quanta strada avessero ancora davanti. Ovunque guardassero c�erano solo deserto, ciottoli e quelle maledette piante contorte, che sembravano ridere di loro.</p><p>Lentamente, persero la cognizione del tempo. Non sapevano pi� da quanto stessero vagando per quel deserto. Le notti si susseguivano ai giorni, la luce diminuiva e aumentava, ma nessuno dei due avrebbe saputo dire dove fosse l�est, o l�ovest. Erano nel bel mezzo del nulla. Nihal era sul punto di impazzire e Sennar si sentiva impotente.</p><p>�Non un passo di pi�!� url� a un tratto Nihal. Cadde in ginocchio. �Portami via da questo posto! Portami via! Falli tacere! Tacete!�</p><p>Sennar si gett� su di lei e la abbracci�. In quel momento, un vento gelido si alz� e piomb� rapido sul deserto.</p><p>�Dobbiamo allontanarci da qui! � una specie di tempesta!� grid� Sennar. Nihal rest� a terra, come se non lo sentisse. �Ti prego, alzati!� insistette il mago, ma lei era immobile.</p><p>Sennar allora la prese tra le braccia e inizi� a camminare alla cieca nel vento. La polvere che si era alzata gli impediva di vedere dove andava e non poteva neppure recitare una formula per orientarsi, perch� non aveva la pi� pallida idea di che cosa cercare.</p><p>�Tieni duro! Vedrai che passer� presto� la esort�, senza ottenere risposta. �Parlami! Dimmi qualcosa!�</p><p>Sent� soltanto una mano fredda stringergli la casacca vicino al petto.</p></section><section><title><p>13</p><p>Thoolan o dell�oblio</p></title><p>Sennar e Nihal furono travolti dalla tempesta. In pochi minuti tutto si tinse del grigio della polvere.</p><p>Era impossibile proseguire. Sennar andava avanti alla cieca e trascinava con s� la ragazza, che sembrava aver perso conoscenza. Alla fine il mago cadde in ginocchio e pens� che non restava nulla da fare se non lasciarsi seppellire dalla sabbia. Poi, una flebile voce lo chiam�.</p><p>Sennar abbass� il capo e scopr� che era Nihal a parlare, in tono tranquillo. �Sento una gran pace... va� avanti, dritto davanti a te.�</p><p>Il mago cap� che dovevano proseguire. Cos� si fece forza e riprese ad avanzare.</p><p>�Avanti... ancora... sento che piano piano la testa si svuota...� continu� Nihal.</p><p>Alla fine anche a Sennar parve di intravedere qualcosa in fondo a quel grigio, una luce. Il vento a poco a poco si fece meno teso, poi cess� del tutto. D�un tratto, cal� una calma innaturale.</p><p>Innanzi a loro c�era uno strano palazzo, dal quale sembravano avere origine tutti i venti che li avevano sferzati fin l�. La costruzione aveva una struttura cubica, sulla quale si innestava una serie di parallelepipedi, piramidi e poliedri che lo rendevano una sorta di guazzabuglio. La cosa pi� insolita era una grande ruota di mulino, in legno, che troneggiava in un angolo. Un rivolo d�acqua scorreva in una condotta che seguiva il perimetro esterno del muro, poi colava sulla ruota e la metteva in movimento. Invece di formare un fiumiciattolo, per�, proseguiva il suo corso sfidando la legge di gravit� e scorreva nella direzione opposta, in un�altra condotta che costeggiava il basamento del palazzo, sollevato di qualche spanna da terra. Saliva infine per il muro e di nuovo si incanalava nella prima condotta. Era un ciclo infinito e inspiegabile.</p><p>Le mura erano quasi tutte decorate, ma non c�era un dipinto che fosse in stile con l�altro. Da una parte c�erano disegni geometrici, da un�altra un ampio affresco, altrove un mosaico, pi� in l� una vetrata. I colori erano tutti in stridente contrasto fra loro. Non sembrava un palazzo, ma un insieme raffazzonato di pezzi di edifici diversi assemblati da un cieco.</p><p>�Ora puoi mettermi gi�, sto bene� disse Nihal.</p><p>Sennar distolse lo sguardo dal palazzo e obbed�. �Sei sicura che sia tutto a posto?� le chiese.</p><p>Nihal gli sorrise. �Tutto d�un tratto, sento la testa sgombra� disse. Prese un respiro profondo e assapor� l�improvviso silenzio nella sua mente. Era stato davvero terribile. Lev� gli occhi sulla costruzione. �� il santuario.�</p><p>�Che ne pensi?� chiese Sennar.</p><p>�Mi sembra che voglia proteggermi e mi invita a entrare.�</p><p>Una scalinata conduceva all�ingresso, una porticina sulla facciata principale. Sopra vi era una specie di ballatoio da cui penzolavano alcune piante. Tra esse spiccava un albero maestoso, bench� non si capisse come potesse stare in quello spazio angusto.</p><p>�Pu� darsi che tu abbia ragione, ma a me questo posto mette i brividi� disse Sennar. La scost� da parte per passare avanti. �Almeno, se c�� qualche pericolo, ne far� io le spese.�</p><p>�Guarda che non c�� bisogno che tu faccia sempre questa manfrina� ribatt� Nihal, ma lui era gi� entrato.</p><p>Lei lo segu� e appena mise piede in quel luogo, perse tutta la sicurezza che aveva provato fino a poco prima. L�interno era a dir poco sconcertante, non si riusciva a decidere da che parte guardare quella costruzione. Era tutto un intrico di scale che salivano, scendevano, svoltavano a destra, a sinistra, ovunque. Non si capiva da dove provenissero e dove conducessero, basso e alto non sembravano avere alcun senso. C�erano porte su quello che avrebbe dovuto essere il soffitto e lampade che pendevano dal pavimento. Un labirinto. Eppure, Nihal sentiva che il silenzio nella sua testa e l�improvviso benessere che sperimentava provenivano da quel luogo.</p><p>�E ora?� chiese Sennar.</p><p>�Non ne ho idea.�</p><p>Il mago avanz� e Nihal cerc� di guardarsi meglio intorno. In alto c�erano due porte, altre tre pendevano a destra, cinque erano aperte sulla sinistra, una sbucava dal pavimento. Tutto intorno, scale a non finire.</p><p>�Forse potresti fare un incantesimo� propose la mezzelfo.</p><p>�Per cercare cosa? Qui non si capisce nemmeno qual � il sopra e qual � il sotto.�</p><p>�Allora non resta che tentare� disse Nihal, quindi prese la prima scala che vedeva innanzi a s�.</p><p>Sennar la segu�. La salita parve non finire mai. Una volta in cima, trovarono solo un muro che sbarrava loro la strada.</p><p>�Evidentemente mi sono sbagliata� disse Nihal.</p><p>Inizi� a scendere. La scala lungo la quale procedevano, per�, non aveva nulla a che fare con quella che avevano percorso per salire. Era la stessa identica scala, eppure era completamente diversa. La discesa infatti fu molto pi� breve e la stanza in cui arrivarono non quella da cui erano partiti.</p><p>�Ma non siamo saliti per questa scala?� chiese Sennar.</p><p>�Direi di s�. Io sono arrivata al muro, mi sono girata e sono scesa. Non ce n�erano altre.�</p><p>Eppure la stanza era diversa: innanzi a loro, ora, c�era una sola porta. La varcarono e giunsero in un�altra stanza. Anche l� c�era solo una porta, passarono oltre e trovarono una terza porta. La attraversarono, ma ce n�era ancora una, e poi un�altra, e poi un�altra ancora, e ancora. Superarono un�infinit� di porte, sempre pi� piccole, e alla fine giunsero in un�ennesima stanza, stavolta tappezzata solo di scale, senza porte.</p><p>Nihal si gett� sulla prima che le capit� e la sal� con rabbia fino in cima. Quando fu in alto, un baratro senza fondo si spalanc� innanzi ai suoi piedi.</p><p>Fu Sennar a prendere in mano la situazione. �Ho letto qualcosa sui labirinti. Mi sembra di ricordare che bisogna tenere una mano appoggiata a una parete e procedere senza mai staccarla. Forse possiamo venirne fuori.�</p><p>Sennar appoggi� la mano destra sulla parete pi� vicina e inizi� a camminare, Nihal lo segu�. Scesero una serie di scale, varcarono varie porte e giunsero infine in un grande salone privo di uscite. Si guardarono intorno e, quando si voltarono, anche l�ingresso da cui erano entrati era scomparso.</p><p>�Ma che diavolo...� mormor� Sennar.</p><p>Nihal si guard� intorno sperduta.</p><p><emphasis>E ora?</emphasis></p><p>Vide Sennar innanzi a lei, che le dava le spalle. Vide la sua schiena fremere, poi il mago alz� una mano. Un raggio part� e sfond� il muro.</p><p>Sennar si volt� verso di lei. �Ora c�� una porta� disse, poi si diresse spedito verso il varco.</p><p>Quella per� fu solo una soluzione momentanea. Una volta fuori dal salone si trovarono di nuovo a vagare in un labirinto di sale, scale e porte.</p><p>Camminarono per un tempo indefinibile, si arrabbiarono, cercarono la concentrazione, Sennar prov� con mille incantesimi, alla fine si arresero e si sedettero su un piccolo ballatoio.</p><p>�Io non so pi� che inventarmi� disse Sennar.</p><p>Nihal teneva la testa fra le ginocchia e guardava il pavimento. Almeno non sentiva nessuna voce. Era gi� qualcosa. �Quanta strada avremo fatto finora?� chiese.</p><p>�Non so... saranno un paio d�ore che giriamo, ma se va avanti cos�, non so se usciremo mai da qui.�</p><p>�Che cosa stai dicendo?� sbott� lei, stupita. �Saranno almeno due giorni che vaghiamo.�</p><p>�Sei pazza? Non abbiamo mai mangiato... E poi non � possibile, se conti le sale che abbiamo visitato non saranno pi� di una trentina... Non � molto che siamo qui.�</p><p>�Altro che trentina... io ho perso il conto a cento� disse lei. Sent� un rivolo di sudore freddo colarle per la schiena.</p><p>�Hai contato le sale?� chiese Sennar in tono impaurito.</p><p>�Fino a un certo punto... ieri sera ho perso il conto.�</p><p>�Nihal, non c�� stata nessuna sera!�</p><p>�S� che c�� stata! Ci siamo fermati nella sala tonda, quella con le colonne, e abbiamo dormito un paio d�ore.�</p><p>�Io non ho dormito.�</p><p>�L�hai fatto, hai usato il mantello come cuscino.� Prese il suo mantello e glielo porse. �Non vedi che � stropicciato?�</p><p>Sennar lo afferr�. In effetti sembrava fosse stato arrotolato. �Abbiamo mangiato?� chiese.</p><p>�S�.�</p><p>�Cosa?�</p><p>�Due di quelle radici che abbiamo raccolto, e abbiamo finito il secondo orcio d�acqua.�</p><p>Sennar prese il sacco con le radici e lo apr�. Non ne mancava nessuna e l�orcio era pieno.</p><p>Nihal lo guard�. �Io sono sicura che abbiamo mangiato, sono sicura che abbiamo dormito...�</p><p>�E io sono altrettanto sicuro che non l�abbiamo fatto.�</p><p>La mezzelfo scatt� in piedi e sguain� la spada. �C�� qualcuno che sta giocando con noi...� Si guard� intorno, ma non vide nulla.</p><p>�Non pu� che essere il guardiano.�</p><p>Nihal si volt� di scatto.</p><p>�Che c��?� chiese Sennar.</p><p>�Un rumore. Seguimi.�</p><p>Nihal inizi� a salire la scala e Sennar la imit�. Corsero su e gi� per i gradini, alla ricerca di qualcosa o qualcuno che potesse tirarli fuori da quell�incubo. Presto per� Nihal si rese conto di aver perso la traccia che credeva di avere trovato.</p><p>�Niente da fare� disse sconsolata. �Devo essermi sbagliata.� Si volt� e non vide nessuno nella sala. Non riusciva nemmeno a capire da dove fosse entrata. �Sennar...� chiam� debolmente, ma le rispose solo la sua eco. �Sennar!� ripet� con pi� decisione. Nulla. �Sennar!� grid�, poi inizi� a correre a perdifiato.</p><p><emphasis>Dove sono? Che fine ha fatto Sennar?</emphasis></p><p>Era talmente fuori di s� che non bad� a dove andava e non si accorse che la luce si faceva sempre pi� fioca, fino a scomparire del tutto. Infine fu sola, nel buio pi� totale. Non sapeva quanto fosse grande la sala dove si trovava, n� che forma avesse. Non sapeva da dov�era entrata. Si ferm� e il cuore inizi� a batterle all�impazzata. Fu presa dal panico. Tese le braccia al buio per cercare una parete, ma le sue dita toccarono l�aria.</p><p>�Dove sono? Sennar! Sennar! Dove sei?� Avvert� una presenza e allung� la spada innanzi a s�. �Chi sei?� url�.</p><p>Una debole luce illumin� lo spazio intorno a lei e si ud� una voce.</p><p>�Benvenuta.�</p><p>�Dov�� Sennar?� chiese Nihal, prima ancora di domandarsi dove fosse e con chi stesse parlando.</p><p>�� al sicuro, sta visitando il mio palazzo� disse la voce.</p><p>Nihal si guard� intorno, ansiosa. Sulle pareti della stanza si aprivano ampie arcate sorrette da massicce colonne. Ce n�era perfino una sul tetto. Attraverso di esse Nihal poteva vedere il cielo notturno: aveva un aspetto strano, luminoso, ed era denso di enormi stelle e pianeti che lei non conosceva.</p><p>�Portami da Sennar, ti prego...� implor�.</p><p>Dall�arcata sul tetto emerse la figura di una vecchia, i lunghi capelli bianchi annodati in una candida coda. Aveva un volto sereno ma severo e portava una lunga veste bianca, stretta in vita da una corda argentata. Incedeva maestosa e la prima cosa che Nihal not� furono i suoi occhi, d�un blu profondo.</p><p>�Lui � al sicuro, non vedi?� disse.</p><p>Attraverso un�arcata, Nihal vide il mago che saliva una scala.</p><p>�Perch� non parliamo un po� io e te da sole, Sheireen?� aggiunse la vecchia.</p><p>Quando ud� quel nome, Nihal trasal�.</p><p>La vecchia ricomparve in un�altra arcata, al suo fianco. �Perdonami, non avrei dovuto chiamarti con il nome che odi. Tu sei Nihal, vero?�</p><p>�Chi sei?� chiese la ragazza.</p><p>�Thoolan� rispose la vecchia �la guardiana del Tempo, colei che custodisce la quarta pietra che tu brami, perch� � per questo che sei qui, giusto?� Indic� con il dito una gemma grigia che le brillava sulla fronte, fra gli occhi.</p><p>Nihal si sent� sollevata. �S�, � per questo che sono venuta� disse con pi� calma.</p><p>�Bene� continu� Thoolan �perch� io ho intenzione di dartela, non temere. Credo che tu molto pi� d�altri ne sia degna.� Tacque un istante, poi aggiunse, quasi a mezza voce: �Se la vuoi te la dar�.</p><p><emphasis>Finalmente un guardiano ragionevole</emphasis>, pens� Nihal. �Allora dammela e lasciami andare. Questo luogo mi rende nervosa.�</p><p>La vecchia sorrise. �Posso capirti... Io invece lo amo. Qui � tutto come io desidero: il tempo, lo spazio, la vita.�</p><p>�Come sai che cerco le pietre?� chiese Nihal. �Gli altri guardiani non ne erano informati.�</p><p>�Io governo il tempo� disse Thoolan. �So molte cose che altri ignorano.�</p><p>Nihal tacque e attese che le venisse data la pietra, ma la vecchia continu� a guardarla in silenzio. Nihal abbass� lo sguardo.</p><p>�Ti chiedi perch� non ti do la pietra? Perch� so che tu non la vuoi� disse Thoolan sorridendo.</p><p>�S� che la voglio... Mi serve per battere il Tiranno.�</p><p>�Non fingere con me, Nihal. Io vivo da mille e pi� anni, in tanti sono giunti qui ove ora sei tu, in cerca di quel che io posso darti. Riesco a vedere con chiarezza in te, conosco bene la tua stirpe. Tu non vuoi la pietra.� La vecchia si sedette a gambe incrociate e Nihal fece lo stesso. D�improvviso, si fidava di quella donna.</p><p>�Nihal, tu non vuoi fare quel che stai facendo. Tu non vuoi questa pietra, cos� come non volevi le altre. Per� devi prenderla, perch� se non lo fai il Mondo Emerso sparir� sotto gli artigli del Tiranno. Allora, pur odiando questa missione e il talismano che ti pende al collo, fai quello che devi, perch� non sai cos�altro fare. � questo quello che pensi.�</p><p>Era vero.</p><p>�Ebbene, Nihal, quel che fai non � necessario.�</p><p>Nihal sollev� di scatto la testa.</p><p>�Tu credi che dal Tiranno venga tutto il male e ti hanno detto che se sar� sconfitto la pace torner�. Ebbene, non � vero. La pace qui non c�� mai stata.�</p><p>�E i cinquant�anni di Nammen?� chiese Nihal stupita.</p><p>Thoolan sorrise. �Nammen regn� per un decennio, poi una febbre mortale lo uccise nel fiore degli anni. Dopo di lui ascese al trono un despota, regn� come se tutto, acqua, aria, terra e vita, gli appartenesse. Perch� nessuno fosse pi� potente di lui, uccise e costrinse all�esilio molti maghi, li boll� con il marchio dell�infamia. Condusse una guerra contro i suoi nemici interni e spacc� in due la Terra dei Giorni. Nella Terra del Fuoco, negli stessi anni, Marhen prese il potere versando il sangue del padre di Moli, Daeb, che era divenuto re uccidendo suo padre. Nella Terra dell�Acqua si combattevano invece uomini e ninfe, e i primi volevano scacciare le seconde. Era cos� ovunque: non c�era la guerra tra le varie Terre, ma in ciascuna di esse si combatteva o v�era ingiustizia.�</p><p>�Non pu� essere come dici� insorse Nihal. �Tutti mi hanno detto che prima del Tiranno regnava la pace!�</p><p>�Te lo disse Soana� ribatt� la vecchia �ma gi� Ido ti fece capire che non era cos�. Non c�era guerra tra Terra e Terra, ma questo non significa che regnasse la pace. Chi non ha vissuto quegli anni ne parla come tempi felici, poich� se gli esseri di questa terra sapessero che mai vi fu pace, perderebbero la speranza e morirebbero.�</p><p>�Non pu� essere come dici...� ripet� Nihal, meno convinta.</p><p>�La crudelt� e l�odio sono radicati nel cuore delle creature di questo mondo, e il Tiranno non � altro che il figlio di questo odio: da esso � stato generato e di esso si nutre. Se anche tu oggi lo battessi, domani un nuovo Tiranno sorgerebbe; la vita e la morte si inseguono da sempre, per sempre il bene e il male si combatteranno, � l�essenza di questo mondo. Non � stato il Tiranno a condurre il male in queste Terre.�</p><p>Nihal non sapeva pi� cosa pensare. �Mi stai dicendo che quel che faccio � inutile?�</p><p>�Ti sto dicendo che non devi farlo, se non vuoi.�</p><p>�Ma i miei simili sono stati sterminati e la gente continua a morire.�</p><p>Thoolan sorrise. �Per quelli che sono morti, sai bene di non poter fare nulla. Quanto a quelli che sono vivi, non li puoi salvare tutti, e io so che non � questo il tuo obiettivo. Hai iniziato questo viaggio perch� dovevi, ma non senti davvero tua la missione.�</p><p>Nihal non seppe che cosa rispondere. La vecchia aveva detto il vero: stava raccogliendo le pietre perch� credeva che quello fosse il suo destino, di non avere altro scopo, e perch� se non lo avesse seguito, forse non avrebbe saputo che farsene della sua vita.</p><p>La vecchia pos� su di lei uno sguardo carico di compassione. �Io so quanto tu abbia sofferto: la morte di Livon, lo sterminio del tuo popolo, lo smarrimento. Conosco il tuo cuore e le pene che vi si agitano.�</p><p>Nihal si rese conto che nei suoi occhi ora vi era una supplica, un profondo desiderio di essere compresa e consolata.</p><p>�So anche che molte volte, in battaglia, hai sperato che la morte ti prendesse.�</p><p>�No, ti sbagli� ribatt� Nihal. �Io non ho mai desiderato morire; come potrei, sapendo che con me sparirebbe la mia stirpe?�</p><p>�Perch� menti?� chiese Thoolan addolorata. �Quando combattesti contro il volere di Ido, mentre uccidevi, in cuor tuo sperasti di essere uccisa a tua volta. E quando ti scontrasti con Fen redivivo al confine della Terra dell�Acqua, guardasti con gioia alla sua spada che si abbatteva su di te. In quel momento, non volevi altro che annullarti ed eri contenta, perch� la morte veniva per mano dell�uomo che amavi.�</p><p>�Non � come dici, ti sbagli...� tent� di controbattere Nihal, ma la sua sicurezza gi� vacillava. Come faceva quella vecchia a sapere ci� che neppure lei aveva mai ammesso con se stessa?</p><p>�Non devi vergognarti del tuo desiderio di morte� disse la vecchia in tono pacato. �� comprensibile e giusto che chi come te ha sofferto molto desideri la cessazione di quel dolore. Del resto, ogni creatura ha diritto alla felicit� e sfuggire il male � un bene.�</p><p>�Perch� mi dici tutto questo e non mi dai la pietra?� chiese Nihal.</p><p>�Te lo dico perch� ho compassione di te e voglio offrirti la possibilit� di raggiungere anche tu la felicit� che ti spetta. Questo � il mio regno� prosegu� Thoolan �qui io sono padrona e sovrana. Non esistono passato o futuro, l�alto o il basso, tutto � nelle mie mani ed � come io desidero che sia. Ebbene, ti offro di restare per sempre in questo luogo.�</p><p>�Anche tu sei impazzita come Glael?� scatt� Nihal. �Anche tu non sopporti pi� la solitudine?�</p><p>�No, io amo questo luogo e il suo silenzio. La solitudine � un balsamo per il mio animo, perch� grazie a essa io trovo me stessa e comprendo il mondo. Io non ho bisogno d�altri. Quel che ti sto proponendo � molto differente da quel che ti ha chiesto Glael. Io ti offro di stare qui e io ti dar� la gioia. In questo luogo il tempo non esiste, pertanto nulla di quanto � accaduto nella tua vita ha importanza qui: tuo padre � ancora vivo, il tuo popolo non � mai stato sterminato, Fen vive e ricambia il tuo amore.�</p><p>Mentre Thoolan parlava, lentamente le arcate si popolarono di figure. Nihal vide Livon al lavoro nella sua officina, le strade e le piazze affollate delle citt� dei mezzelfi, e Fen, con indosso la sua armatura d�oro. Nihal guard� commossa tutte quelle immagini. Quando tese la mano per sfiorare suo padre, intento a forgiare una spada, Livon si volse verso di lei e le sorrise. �Perch� non torni a stare nella fucina con me? Ti ricordi quanto ti divertivi da piccola ad aiutarmi?�</p><p>Nihal ritrasse la mano spaventata, ma Livon continuava a guardarla. �Da quando in qua hai paura di me?�</p><p>�Tutto questo non pu� essere� disse Nihal. Si volt� verso Thoolan. �Ho visto con i miei occhi Livon morire, e Fen, i mezzelfi, nessuno di loro esiste pi�. Queste sono solo stupide illusioni!�</p><p>Il volto di Thoolan si illumin� in un enigmatico sorriso. �Perch� chiami stupide le illusioni? Quelle che vedi sono tutte le persone che hai amato. Le puoi toccare, parlano con te, ti aspettano.�</p><p>�Ma non sono reali!�</p><p>�Fuori di qui forse non lo sono, ma tra queste pareti sono vere� ribatt� la vecchia. �E se anche fossero illusioni, qual � in fin dei conti la differenza con la realt�? Se deciderai di rimanere, questa diventer� la tua realt� e quelle che ora chiami illusioni diventeranno cose reali. Chi pu� dire se la realt� sia il mondo di dolore che c�� fuori di qui o le consolanti presenze che abitano questo luogo? Solo tu puoi scegliere: sta a te decidere.�</p><p>Nihal guard� Livon negli occhi. Sembrava aspettare solo che lei varcasse l�arcata e andasse da lui.</p><p>�Qui io esaudir� ogni tuo desiderio. Potrai ricominciare la tua vita daccapo, come se nulla fosse successo. Non avrai pi� alcun ricordo del dolore patito e diventerai la ragazza normale che hai sempre voluto essere.�</p><p>Nell�arcata sul soffitto, apparve l�immagine di una ragazza dalle orecchie a punta e i capelli blu, intenta a riordinare una casa e a dare da mangiare a un�orda di ragazzini vocianti.</p><p>�Quella potresti essere tu� disse Thoolan.</p><p>S�, qualche volta l�aveva pensato. Nihal aveva sognato di avere una famiglia, di essere una ragazza come tante, di vivere una vita normale. Non era per realizzare quel sogno che aveva vissuto da Eleusi?</p><p>�Nihal, io ti offro quel che hai sempre desiderato: la morte senza la morte. Poco fa, nel deserto, mentre le voci dei fantasmi ti straziavano, hai sognato la pace, una pace che non vuole pi� farti visita da tempo. La tua pace ora � qui nella mia mano e te ne voglio fare dono. Devi solo allungare le dita e prenderla.�</p><p>La pace... Desiderava quella pace? S�, la voleva. Desiderava ricominciare tutto daccapo? S�, era l�unica cosa cui tenesse davvero.</p><p>�Qui finirebbe la tua ricerca, perch� in questo luogo non c�� nulla da cercare e la vita � semplice. Nihal, l� fuori ti attende altro dolore, se esci accadranno cose che ti faranno molto soffrire, lo so perch� l�ho visto. Ma qui non permetter� mai che ti succeda qualcosa di male.�</p><p>Nihal allung� le dita verso l�immagine di Fen. Erano passati pi� di due anni dalla sua morte, ma ora che lo vedeva, sentiva di amarlo come un tempo. Fen tese la sua mano verso di lei e le loro dita si sfiorarono. Poi la abbracci�, accost� il suo viso a quello di lei e infine la baci�, come tante volte aveva fatto nei suoi sogni. Solo che ora era tutto reale, la sensazione delle labbra sulle sue, il battito accelerato del suo cuore, le mani di lui sulla schiena. Quella era davvero la pace. Perch� avrebbe dovuto dire di no a quel sogno? Aveva gi� patito abbastanza e la sua ricerca non la stava conducendo da nessuna parte. La sua vita era tutta sbagliata e l�unico modo per essere felici era abbandonarla. Del resto, l�aveva detto anche Thoolan, no? Quando si soffre troppo, � giusto sfuggire al dolore.</p><p>Era vero, tutto quello che la circondava era reale e, se anche non lo fosse stato, era reale la gioia che provava davanti a quelle visioni. S�, avrebbe accettato, avrebbe infranto quel maledetto talismano, avrebbe dimenticato tutto e sarebbe rimasta l�. Era da folli rifiutare. Allontan� il volto da quello di Fen. Egli le sorrise benevolo e lei ricambi�, in pace con se stessa. Stava per voltarsi verso Thoolan e dirle che avrebbe accettato, quando sent� una voce rimbombarle nella testa.</p><p>�Cosa c��, Nihal?� chiese Fen preoccupato.</p><p>�Io...� inizi� lei, ma non sapeva cosa rispondere. La voce continuava a echeggiarle nella testa.</p><p>�Resta qui, Nihal, te ne prego, qui con me. Non badare a null�altro che non sia noi� la implor� Fen.</p><p>Nihal si volse verso di lui e gli sorrise distratta, ma sentiva un richiamo in quella voce, sempre pi� distinto. Si sciolse dall�abbraccio.</p><p>Qualcuno chiamava il suo nome, in tono allarmato. Individu� la direzione dalla quale proveniva la voce e vi si diresse. Innanzi a lei si stagli� una delle arcate della stanza e oltre l�arcata c�era Sennar, che vagava per il palazzo e la chiamava. Era sua la voce, suo il richiamo.</p><p>�Sono qui, Sennar!� url� Nihal.</p><p>Varc� l�arcata e lo raggiunse.</p><p>Sennar si volt� di scatto e la guard� stupito. �Da dove arrivi?�</p><p>�Ero con la guardiana� rispose Nihal. Mentre lo diceva, si ricord� dell�offerta, di Fen e di tutto il resto. Si volt� e vide che Thoolan era dietro di lei.</p><p>�Questa � la tua risposta?� le chiese grave.</p><p>Nihal chin� il capo. �S�.�</p><p>Un sorriso di comprensione illumin� il volto di Thoolan. �Ebbene, se questa � la tua scelta...� Si port� la mano alla fronte e prese la pietra. �Eccoti dunque la pietra. Ti ho messa alla prova, Sheireen, ma sappi che davvero desidero per te la gioia, e che se avessi accettato, tutti i miei poteri sarebbero stati al tuo servizio e ti avrei dato ci� che ti avevo promesso.�</p><p>Nihal prese la pietra, mentre Sennar la guardava sempre pi� confuso.</p><p>�Perch� ti preoccupi per me?� chiese alla vecchia.</p><p>�Perch� ho amato molto i mezzelfi e volevo proteggerli prendendomi cura di te.� Sospir�. �Del resto, � meglio che tu trovi da sola la tua strada. Ora, per�, hai fatto una scelta, hai deciso di prendere la via pi� ardua. Tieni fede a questa scelta e cerca la felicit�. Sar� difficile, perch� prima che il tuo viaggio giunga al termine dovrai patire molto, ma io ho fiducia in te. Sii forte. Per quanto mi riguarda, cercher� di proteggerti dai tuoi sogni. In verit� non c�� molto che io possa fare, perch� Reis ha impresso un sigillo sul suo incantesimo, ma almeno eviter� che ti tormentino giorno e notte. La mia pietra, dall�amuleto, far� il possibile.�</p><p>Nihal la guard� con profonda gratitudine. �Grazie� disse commossa.</p><p>�Che aspetti, ora?� rispose brusca la vecchia. �Compi il rito.�</p><p>Nihal estrasse il talismano, ma si ferm�. �Un�ultima cosa, prima di lasciarci. � vero quel che mi hai detto circa i cinquant�anni di pace o era solo un modo per tentarmi?�</p><p>�� tutto vero, purtroppo. � bene che tu ci rifletta, se vuoi comprendere a fondo la natura della tua missione.�</p><p>Nihal rest� per un istante con l�amuleto a mezz�aria.</p><p>�Non indugiare pi�, Nihal, il mondo che hai scelto ti aspetta� la incoraggi� la vecchia.</p><p>Nihal prese la pietra e recit� la formula rituale: �<emphasis>Rahhavni sektar aleero</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Sent� il potere fluire nelle sue mani e la pietra si incastr� nel suo alveo. Tutto d�un tratto, un vento improvviso spazz� le sale di quell�enigmatico palazzo e port� via con s� Thoolan e le sue magie.</p><p>Quando il vento si fu calmato, Nihal e Sennar si trovarono al centro di una sala disadorna e scura. Niente scale, niente porte, niente stanze. L�incanto che li aveva avvinti per due giorni era svanito.</p></section><section><title><p>14</p><p>Il brindisi del traditore</p></title><p>�Come ti senti?� chiese Sennar a Nihal, non appena ebbero lasciato il santuario e furono di nuovo nel deserto.</p><p>Nihal rimase un istante in silenzio. �Bene� rispose alla fine. In effetti, le voci erano diminuite, ora erano solo flebili eco.</p><p>Sennar tir� un sospiro di sollievo, poi la sommerse di domande. Chi era quella vecchia? Dov�era stata mentre lui la cercava dappertutto? Quale scelta aveva fatto?</p><p>Nihal non sapeva che cosa rispondere, era frastornata. Raccont� che Thoolan era la guardina della pietra della Terra dei Giorni, raccont� delle stanze e di ci� che vi aveva visto, raccont� perfino di Fen, ma non parl� del bacio.</p><p>�Perch� hai deciso di non restare?� chiese Sennar.</p><p>�Non lo so... forse tutto mi sembrava troppo falso� rispose, ma non era sicura di quel che diceva. �Forza, dobbiamo rimetterci in viaggio� aggiunse, per porre fine a quella conversazione.</p><p>Thoolan aveva lasciato loro un prezioso regalo: orci colmi d�acqua e un po� di cibo. Sarebbero riusciti a superare il deserto.</p><empty-line/><p>Camminarono per sei giorni in quel paesaggio desolato, mentre il vento spazzava la pianura e alzava turbini di polvere. Nihal fu taciturna per tutto il tragitto.</p><p>La sesta sera si fermarono per decidere il percorso da seguire.</p><p>�Se proseguiamo dritti per il deserto saremo sicuri di non trovare nessun nemico� disse Sennar.</p><p>Tir� fuori la mappa sgualcita che usavano nei loro spostamenti. Era molto vecchia, ma era tutto ci� che Sennar aveva trovato sui territori soggetti al Tiranno. Da cinquant�anni a quella parte non erano pi� state tracciate nuove carte dei territori occupati. D�altra parte, in cinquant�anni le montagne non scompaiono.</p><p>�Se andiamo verso sud finiremo su questi monti, i...� Si sforz� di leggere il nome.</p><p>�Rehvni� lo interruppe Nihal. �Vuol dire meridionali.�</p><p>Lui la guard�. �Certo. Insomma, con un po� di sacrifici e razionando i viveri, credo che possiamo farcela.�</p><p>Nihal era assente.</p><p>�Se mi concedessi un po� pi� d�attenzione te ne sarei grato� sbott� Sennar. �Da quando sei uscita da quel maledetto santuario mi guardi appena.�</p><p>Nihal si riscosse e lo fiss� negli occhi. �Se credi che sia la cosa migliore...�</p><p>�Certo che lo � tagli� corto Sennar, infastidito dal disinteresse della ragazza.</p><p>Chiuse la mappa e si rimisero in viaggio.</p><p>Pi� procedevano, meno Sennar era convinto della sua scelta. Non incontravano altro che pianura e sassi, e quel biancheggiare di ossa tra le rocce. Continuarono ad arrancare in silenzio.</p><p>�Voglio andare a Seferdi� disse Nihal all�improvviso, una sera.</p><p>A Sennar cadde a terra il pezzo di carne secca che stava per addentare. �Cosa?�</p><p>Nihal abbass� gli occhi. �Hai capito.�</p><p>Erano giorni che non faceva altro che pensarci. Sapeva che era un�idea folle e sciocca, che non doveva essere rimasto molto delle citt� dei mezzelfi e che sarebbe stata una visita straziante, ma era diventato un bisogno insopprimibile. Ci� che aveva visto da Thoolan e le voci dei fantasmi che l�avevano tormentata con il ricordo dello sterminio dei suoi simili avevano lasciato un segno che non poteva ignorare. A mano a mano che proseguivano nel viaggio e si avvicinava il momento di lasciare la sua Terra, Nihal era sopraffatta dalla nostalgia e dalla necessit� di vedere qualcosa che le parlasse del suo popolo.</p><p>�No, non ho capito� disse Sennar. �Spero di non aver capito.�</p><p>�Lo so che � una follia, ma... ne sento il bisogno.�</p><p>�Qualche sera fa ti ho chiesto se andava bene per te tagliare per il deserto e mi hai detto di s�. Nella Terra dell�Acqua sei quasi morta, pur di poter viaggiare in fretta, e adesso vuoi attardarti in un territorio nemico?� La voce del mago era tagliente.</p><p>�Va bene, hai ragione, ti ho dato poco retta in questi giorni� ammise lei, rispondendo all�accusa nascosta in quelle parole. �E so anche che pu� essere pericoloso, per�...�</p><p>�Io non ti capisco� disse Sennar, in un tono pi� comprensivo. �Perch� vuoi rischiare tanto?�</p><p>�Perch� voglio trovare le mie radici.�</p><p>Sennar scosse la testa. �Ti capisco ancor meno. Sei stata allevata da un umano, sei sempre vissuta in mezzo a umani, perch� non riesci a considerarti una di noi? Non troverai nulla a Seferdi che non hai gi�: solo dolore e morte.�</p><p>Nihal guard� a terra. �Forse hai ragione, ma non posso rinunciare. Non � facile da spiegare... Sento che qui ci sono le mie radici, a questa Terra � legato quel che sono, quel che avrei potuto essere, quel che sar�. Voglio vedere ci� che � rimasto del mio popolo.�</p><p>�Perch� vuoi farti del male?� chiese Sennar a bassa voce.</p><p>�Devo farlo. Non sar� mai umana, e non sar� mai neppure una mezzelfo, se non vedo Seferdi la Bianca innalzarsi candida tra i boschi. Cerca di capirmi.�</p><p>�Faremo come vuoi� si arrese Sennar.</p><empty-line/><p>Procedettero dunque verso ovest e in due giorni furono fuori dal deserto. Il panorama che li accolse quasi li costrinse a rimpiangerlo: una sterminata pianura costellata di bubboni neri. Erano torri che si innalzavano nella piana, collegate da vie bianche come cicatrici e circondate da una manciata di costruzioni addossate disordinatamente l�una all�altra. Non c�era nemmeno un albero, solo il grigio accecante della pianura. Inoltre, il deserto almeno era un luogo sicuro, nella sua desolazione, mentre in quella regione c�erano fammin ovunque.</p><p>�Pensaci bene� disse Sennar a Nihal, al limitare della piana. �Se vuoi, sei ancora in tempo per cambiare idea. Io andr� a prendere provviste in una di queste... citt�, e tu mi aspetterai nel deserto. Poi proseguiremo a sud.�</p><p>Nihal si cal� il cappuccio del mantello sul volto. �Prima ci entriamo, prima ne usciremo� dichiar� inoltrandosi nella piana.</p><p>L�ultimo giorno di permanenza nel deserto avevano dovuto digiunare. Era rimasta loro solo dell�acqua. Ora erano affamati e non avrebbero potuto evitare a lungo i centri abitati. Nella mattinata non avevano incontrato fammin, ma nel pomeriggio individuarono delle sagome in lontananza e si stupirono nel vedere che erano uomini.</p><p>Il primo era un tizio a cavallo, armato, che non li degn� neppure di uno sguardo e prosegu� tranquillo per la sua strada. Il secondo uomo era alla guida di un carro, sul quale era ammassata una decina di fammin in catene. A quella vista, Nihal strinse l�elsa della spada e attese che il carro e quelle bestie che odiava scomparissero dalla sua visuale. Quando infine furono lontani, tir� un sospiro di sollievo e si rilass�.</p><p>Verso sera, si avvicinarono a uno di quegli agglomerati di costruzioni che sembravano citt�. Si trattava di cittadelle fortificate. Erano costruzioni basse, case, locande e armerie, circondate da un alto muro. Nel mezzo dell�agglomerato si innalzava un torrione, il centro nevralgico della cittadella. Tutto era in pietra scura, basalto probabilmente, che conferiva a quelle citt� un aspetto tetro. Una pioggerellina fitta aveva iniziato a bagnare la pianura e riempiva l�aria di un vago sentore di marcio.</p><p>�Non abbiamo scelta, dobbiamo entrare� osserv� Sennar.</p><p>Fecero il giro delle alte mura che circondavano la citt�. Vi era una sola entrata, una porta controllata da due fammin. Di sgusciare dentro di nascosto non se ne parlava, dovevano passare dall�ingresso.</p><p>�Parlo io. Tu copriti e sta� zitta� le ordin� Sennar.</p><p>Si avvicinarono guardinghi alla porta. Non appena furono a pochi passi, la sentinella spian� la lancia.</p><p>�Chi � l�?� disse con voce gutturale.</p><p>�Mercanti d�armi� rispose Sennar.</p><p>�Da dove venite?�</p><p>A quanto pareva la scusa era plausibile.</p><p>�Dalla Terra del Fuoco.�</p><p>�Non sembrate gnomi.�</p><p>Nihal pose la mano sulla spada e inizi� a sudare freddo.</p><p>�Infatti non lo siamo; siamo uomini dalla Terra del Fuoco. Cerchiamo riparo per la notte.�</p><p>Il fammin lo guard� con sospetto. �Cosa porta sotto il mantello l�uomo che � con te?�</p><p>Prima che Nihal potesse fare qualcosa, Sennar le scost� il mantello e mostr� la spada. �Una mia opera. Bella, no? Il miglior cristallo nero della Terra delle Rocce, un saggio della mia bravura per eventuali compratori.�</p><p>Il fammin abbass� la lancia. �Potete entrare� disse e apr� la pesante porta.</p><p>Sennar si affrett� a passare e Nihal lo segu�.</p><p>Subito dopo la porta, c�era una bassa muraglia nera, tanto addossata alle mura della citt� da lasciare appena lo spazio perch� vi passasse un uomo, in cui si apriva una serie di vicoli angusti, stretti tra quelle basse pareti.</p><p>Sennar avanz� di qualche passo con prudenza, poi spinse Nihal in un vicolo.</p><p>�Che ti prende?� sbott� lei.</p><p>Odiava quel posto, le mura la soffocavano e la pioggia iniziava a esasperarla. Preferiva la desolazione del deserto a quel luogo inquietante che traboccava di fammin.</p><p>�Sta� zitta� le ordin� Sennar, portandosi un dito alla bocca. Quindi, inizi� a recitare una litania, chiuse gli occhi e quando li riapr� le mise una mano sulla fronte. Nihal sent� una strana sensazione, una specie di calore.</p><p>�Che cosa mi hai fatto?� chiese spaventata.</p><p>�� un incantesimo che mi insegn� Flogisto nella Terra del Sole; permette di camuffarsi come si vuole. Ora hai l�aspetto di un bel ragazzo� disse Sennar con un sorriso.</p><p>Nihal si port� le mani al volto e non si riconobbe. Al posto della sua pelle liscia, sentiva il ruvido di una barba mal fatta; il naso si era allargato, la fronte innalzata. Si port� subito le mani alle orecchie. Tonde. Le fece uno strano effetto.</p><p>�Durer� per tutta la sera, non di pi�. Quando saremo nella locanda non parlare, non ti scoprire il volto e limitati a mangiare. Quest�incantesimo � solo una precauzione; meno ci faremo notare, meglio sar�.�</p><p>Sennar si copr� di nuovo con il mantello e ripresero il cammino.</p><empty-line/><p>Girovagarono a lungo per i vicoli che tagliavano quelle costruzioni. Era un intrico inespugnabile di viottoli e stradine che si intersecavano nelle maniere pi� impreviste e con le angolature pi� strane. Non c�era modo di orientarsi in quel labirinto e presto si resero conto di essersi perduti.</p><p>�Non so pi� dove siamo� ammise Sennar.</p><p>Nihal taceva e si sforzava di reprimere il fastidio e il disgusto; camminava a capo chino cercando di non guardarsi intorno. Poi sent� un rumore sordo e si ferm�, la mano sulla spada.</p><p>�Che cosa c��?� chiese Sennar.</p><p>Nihal si guard� intorno, ma non vide nulla. Le ci volle un po� per capire che il rumore proveniva dalle costruzioni. Tese l�orecchio e percep� un suono che pareva quello di molti corpi che si agitavano in uno spazio angusto, respiri affannosi e grida gutturali. Una sensazione di dolore le attravers� la mente, si sent� soffocare e speriment� l�angoscia della prigionia.</p><p>Vagarono per circa un�ora e si inzupparono fino all�osso sotto quella pioggia lenta ma inesorabile.</p><p>Stavano per arrendersi, quando intravidero qualcuno. Nihal si ferm�.</p><p>�Chi � l�?� disse l�ombra, che si trovava a qualche passo da loro. La voce non sembrava minacciosa, era quasi gioviale.</p><p>Sennar prese in mano la situazione. �Mercanti. Siamo in cerca di una locanda.�</p><p>L�ombra si avvicin�. �Se cercate una locanda, come diavolo siete finiti da queste parti? Non ci sono locande nella Caserma.�</p><p>Ora che era pi� vicino, poterono distinguere il loro interlocutore: era un uomo, coperto da un ampio mantello rosso. Stringeva in mano una lancia, doveva essere una guardia.</p><p>�� la prima volta che veniamo da queste parti e non siamo pratici...� rispose Sennar in tono gi� meno sicuro.</p><p>L�uomo li squadr� per un po� e si attard� sulla figura di Nihal. Poi scroll� le spalle per togliersi di dosso la pioggia. �Si vede che siete stranieri... Qui ci sono solo le celle dei fammin, se volete trovare una locanda dovete salire alla citt�; se proseguite verso quella salita, lass� in alto, non potete sbagliare.�</p><p>Sennar lo ringrazi�, prese Nihal per un braccio e si dilegu� lungo la strada che l�uomo aveva indicato.</p><p>Nihal era turbata. Dunque i sentimenti che aveva percepito provenivano dai fammin. Le sembrava impossibile. Non si trattava semplicemente di rabbia, ma anche di prostrazione e sofferenza per qualcosa di ineluttabile.</p><p>Dovettero camminare a lungo, poi le celle lasciarono il passo a una cittadella abbarbicata su un cucuzzolo. Erano case povere e tutte identiche, dominate da una tozza fortezza che era probabilmente il centro di comando di quel posto.</p><p>Presto si imbatterono in quella che sembrava una taverna; si sentivano fischi e urla provenire dall�interno. Nihal e Sennar entrarono.</p><p>Un penetrante odore di birra li invest� non appena misero il naso dentro, insieme a urla e risa sguaiate. Il locale era piccolo, soffocato dal fumo di troppe pipe e stracolmo di soldati assiepati intorno ai tavoli.</p><p>Nihal sarebbe voluta uscire, ma si trattenne; del resto, se l�era davvero cercata. Sennar and� difilato da quello che doveva essere il locandiere. Il vociare era talmente alto che Nihal non sent� cosa si dicevano, si limit� a farsi guidare da Sennar.</p><p>Il mago la condusse a un tavolo appartato, sistemato in un angolo. Nihal si rifugi� sulla sedia che le sembr� pi� riparata, quella contro il muro, e Sennar prese posto accanto a lei.</p><p>�Le stanze sono di sopra� disse il mago. �Mangiamo, appena abbiamo finito saliamo e domani, alle prime luci dell�alba, togliamo le tende.�</p><p>Un servo port� loro una specie di brodaglia degna del rancio di una truppa di mercenari, dove galleggiavano strani filamenti su cui Nihal pens� fosse meglio non indagare; a condire il tutto, due boccali di birra, almeno quelli abbondanti, e un tozzo di pane nero.</p><p>L�atmosfera nella locanda era allegra e chiassosa. Un gruppo di soldati a un tavolo non faceva altro che brindare e ridere, levando i calici colmi di birra. Evidentemente festeggiavano qualcosa.</p><p>Nihal era disgustata da quella gente. Traditori, ecco cos�erano, un mucchio di luridi traditori rintanati in una locanda di infimo ordine. Rimpianse di non essere sul campo di battaglia. Era in territorio nemico e doveva fare buon viso a cattivo gioco. Chin� la testa sul piatto e bevve il pi� in fretta possibile la sua minestra.</p><p>A un tratto uno dei soldati si lev� in piedi, il calice in mano. �Ehi, statemi a sentire!� url� con la lingua impastata dall�alcol. �Maledetto chi stasera non festeggia con noi! Voi due, l�, nell�angolo, anche voi!� disse in direzione di Nihal e Sennar.</p><p>�Trattienimi� sussurr� Nihal a Sennar.</p><p>Il mago la prese in parola e senza farsi notare mise una mano sulla sua spada.</p><p>�Stasera tutti si devono dare alla pazza gioia. Le nostre truppe hanno conquistato altre due citt� della Terra dell�Acqua, fra breve tutta la Terra sar� nelle nostre mani! Brindiamo al Tiranno e a una sua rapida vittoria sul Mondo Emerso!�</p><p>Tutti gli astanti levarono in alto i calici urlando. Neppure Sennar pot� astenersi e sollev� il suo poco convinto. Nihal non si mosse e continu� a bere la sua minestra.</p><p>�Be�? Che cosa c�� da essere tanto cupi?� chiese una voce.</p><p>Quando Nihal alz� gli occhi, si trov� a un palmo dal volto rubicondo di un soldato. Puzzava d�alcol, aveva la pelle segnata dal sole come un contadino e un sorriso beffardo e spavaldo. La mezzelfo non desiderava altro che cancellargli quel ghigno idiota dalla faccia. Tir� la testa dentro il cappuccio e distolse lo sguardo.</p><p>�Il mio amico � poco socievole� si affrett� a dire Sennar.</p><p>�Lo vedo, diamine!� sbott� l�uomo, agitando la caraffa traboccante di birra e versandone una buona dose sul pavimento. Senza indugi, prese una sedia e si sedette accanto a loro. Poi, incurante dell�occhiataccia di Sennar, avvicin� di nuovo la faccia a quella di Nihal. �Allora, amico? Che ti � successo?�</p><p>�� muto� intervenne Sennar. �E sordo� aggiunse.</p><p>Nihal continu� a mangiare.</p><p>�Proprio un peccato� comment� quello. �Una cos� bella festa e non se la pu� godere.�</p><p>Segu� un attimo di silenzio imbarazzato. Invece di andarsene, l�uomo tese una mano a Sennar. �Avaler, comandante delle truppe di stanza a Tanner, al confine con la Terra del Sole.�</p><p>Nihal ebbe un sussulto. Aveva sentito nominare quel villaggio, era vicino a dove viveva Eleusi.</p><p>�Varen, dalla Terra del Fuoco� ribatt� Sennar, senza stringere la mano che l�uomo gli porgeva �mercante d�armi. Lui � Livon, il mio apprendista.�</p><p>�Per�! Sei giovane per avere gi� un apprendista...�</p><p>�A dire il vero � la prima volta che vengo qui a vendere la mia mercanzia. Fino all�anno scorso lavoravo per uno gnomo.�</p><p>Sotto il tavolo, Sennar tese una mano a Nihal. Lei la afferr� e sent� che era gelata. Alz� gli occhi sull�amico e vide che aveva la fronte sudata.</p><p>�Si dice che gli gnomi siano i migliori armaioli� comment� l�uomo.</p><p>�Gi�, ho avuto un ottimo maestro.� Sennar strinse la presa sulla mano di Nihal.</p><p>�Siete fortunati, � un periodo che la guerra fila liscia. Certo, la morte di Dola � stata un brutto colpo, ma in fin dei conti non era il nostro unico bravo condottiero e ora le cose vanno molto meglio.�</p><p>Sennar abbass� la testa e riprese a mangiare.</p><p>�Dove siete diretti?� chiese Avaler.</p><p>�Devo andare da un vecchio cliente del mio maestro, mi hanno detto che vive nei pressi delle rovine di Seferdi, ma non conosco la strada.�</p><p>�Non ci sono citt� verso Seferdi� rispose cupo il comandante.</p><p>Nihal trattenne il respiro. Sennar aveva osato troppo.</p><p>�Ah, ma certo! Forse intendi la base di Rothaur� esclam� alla fine Avaler.</p><p>�Proprio quella, mi hai tolto le parole di bocca� ribatt� Sennar.</p><p>�Non me la ricordavo perch� non � proprio vicino a Seferdi, Rothaur � l�ultima roccaforte prima delle paludi. Andarci � facile: da qui dovete proseguire sempre a ovest; una volta giunti a Messar, dirigetevi a sud per un paio di miglia. La strada � agevole e si incontrano parecchi villaggi. Se siete buoni camminatori, non ci metterete pi� di quattro giorni.�</p><p><emphasis>Parecchi villaggi... certo, � proprio la compagnia quella che ci manca.</emphasis></p><p>Il soldato riprese imperterrito: �Mio padre partecip� al sacco di Seferdi�.</p><p>Nihal fremette e Sennar le strinse la mano.</p><p>�Davvero?� disse il mago in tono incolore, mentre riprendeva a mangiare.</p><p>�Eccome! Mio padre fu tra i primi a mettersi sotto il potere del Tiranno. Aveva capito da subito che aria tirava, il mio vecchio.�</p><p>Nihal pos� rumorosamente il cucchiaio nella ciotola e Sennar fece per alzarsi.</p><p>�Dove vai?� chiese Avaler. �La notte � giovane e bisogna festeggiare.� Costrinse Sennar a tornare a sedersi e riemp� dalla caraffa il suo boccale di birra e quello di Nihal. �Questa ve la offro io, alla memoria del mio vecchio.� Si scol� il suo boccale e riprese a parlare. �Mio padre mi raccontava sempre della distruzione di Seferdi. Fu la prima volta che scesero in campo i fammin, quei maledetti. Allora per� non erano ancora tanti e poi quelle sono bestie, se non c�� qualcuno che comanda non sanno neppure dove andare. Mio padre era uno di quelli che comandavano. Quand�ero piccolo mi raccontava quanto fosse bianca e grande la citt�. Loro arrivarono di notte, si gettarono parte sui mezzelfi e parte sul palazzo reale. Trucidarono met� della gente della citt� in una notte sola. Per primo uccisero il re.�</p><p>Si vers� un nuovo boccale e bevve. �Brutta gente i mezzelfi, superbi. Mio padre li odiava e anch�io, ovvio. Prima che arrivasse quel maledetto di Nammen, noi della Terra della Notte eravamo a tanto cos� dal vincere la guerra dei Duecento Anni. E poi erano tutti dei malefici stregoni, leggevano nei pensieri della gente e facevano riti strani contro gli d�i, nei loro palazzi... Hanno avuto la fine che meritavano.�</p><p>Nihal si alz� di scatto e Sennar la segu�.</p><p>Avaler fece altrettanto e si par� innanzi a Nihal. �E diamine! Vi ho detto che � presto per andare!�</p><p>Sennar si frappose tra loro. �Lascialo stare, non ti pu� sentire. Per� ha ragione, � tardi e oggi abbiamo camminato tanto. Credimi, � stato davvero un piacere ascoltarti, ma ora dobbiamo andare, casco dal sonno.� Si slog� quasi una mascella per imitare uno sbadiglio credibile.</p><p>�Fa� un po� come credi...� borbott� Avaler.</p><p>Nihal scatt� verso la scala e la sal� in tutta fretta. Sennar la insegu� e la afferr� per un braccio.</p><p>�Stai calma!� le intim� a mezza voce.</p><p>Appena furono entrati nella loro stanza, Nihal gett� a terra il mantello. �Quel bastardo...� mormor�. �Io credevo che fossero stati solo i fammin a sterminare i mezzelfi... invece... Maledetti!�</p><p>Sguain� la spada e la abbatt� su un tavolinetto accanto a uno dei due letti. Il legno si schiant� in mille pezzi.</p><p/><p>Partirono prima del sorgere del sole. Quando uscirono dalla citt� pioveva ancora, una pioggia lenta e incessante, simile a un pianto rassegnato.</p><p>Dovettero fermarsi in una locanda solo un�altra volta. La citt� era identica a quella che avevano gi� visitato, forse solo un po� pi� piccola. Entrarono nella locanda dopo mezzanotte e non trovarono quindi molta animazione. Mangiarono in silenzio e sempre in silenzio si ritirarono, per poi svegliarsi all�alba e ripartire.</p><p>La sera del giorno seguente si accorsero che l�aria iniziava ad avere un odore fetido. Conoscevano bene quel puzzo, era lo stesso che avevano sentito nelle paludi della Terra dell�Acqua. Nihal ricordava che un tempo in quel luogo c�era una splendida foresta, la Foresta di Bersith. A quanto sembrava, era stata colpita da un male oscuro, forse provocato dai liquami delle citt� dei fammin, che avevano avvelenato i fiumi che la irrigavano; adesso al suo posto c�era una palude maleodorante.</p><p>�Siamo vicini� mormor� Nihal, mentre le ombre si allungavano e annunciavano la notte.</p><p>Il terreno su cui camminavano si faceva via via pi� molle e Nihal vide sparire all�orizzonte le citt� che odiava. Davanti a loro ora si stendeva solo la macchia scura del terreno intriso di acque putride.</p><p>A Nihal balenarono nella mente alcune immagini confuse, accompagnate dal mormorio degli spiriti: alberi secolari tra i cui rami il sole giocava festoso, lo splendore di una citt� mirabile e dei suoi marmi, sulla quale si stagliava maestoso e candido il palazzo reale, con la sua immensa torre di cristallo. Ora invece nessun chiarore accendeva il buio della notte. Eppure Seferdi era l�, Nihal ne era sicura.</p><p>A un tratto la mezzelfo si ferm�.</p><p>�Che c��?� chiese Sennar.</p><p>�� dietro quella collina� mormor� Nihal.</p><p>�Non sei obbligata a farlo� disse Sennar, dopo essersi avvicinato. �Possiamo passare oltre e procedere per la palude.�</p><p>Nihal non rispose e avanz� verso la collina. Non appena ebbe iniziato ad aggirarla, vide stagliarsi il profilo della citt�.</p><p>Al posto delle mura alte e immacolate che conosceva grazie alle visioni degli ultimi giorni, vi erano rovine ingiallite, un muro di mattoni sbrecciato in pi� punti, ai cui piedi giacevano grossi blocchi frastagliati. Sopra, dove un tempo spiccavano gli edifici pi� elevati e la mole della citt�, ora vi era un lugubre vuoto, avvolto nella pallida luce della luna.</p><p>Nihal avanz� piano in quel silenzio spettrale e si trov� infine a ridosso delle mura, sotto la porta. Era un�apertura ogivale stretta e altissima, e sull�architrave vi erano le statue di due leoni accucciati, che sembravano fare la guardia alla citt�. A terra, divelta, c�era una porta in legno con intarsi in metallo; le borchie erano divorate dalla ruggine e il legno era marcito fino all�osso. Nihal si chin� e vide i segni sbiaditi di un bassorilievo, ormai quasi indistinguibile. Nel mezzo, poi, si apriva uno squarcio, probabilmente il segno dell�ariete che aveva sfondato la porta in una notte come quella, quarant�anni prima. L�altro battente pendeva divelto a met� dai cardini. Era incredibile che avesse resistito in quella posizione per tutti quegli anni.</p><p>Nihal si alz� e, intimorita e in soggezione, oltrepass� i leoni, che sembravano indagarla con i loro sguardi privi d�occhi. Una volta entrata, le parve di aver messo piede in un altro mondo.</p></section><section><title><p>15</p><p>Laio e Vra�ta</p></title><p>Laio non ebbe subito la certezza di essersi svegliato. Quando apr� gli occhi vide solo buio. Fu il peso delle catene che gli cingevano i polsi e le caviglie, assieme al dolore alla spalla, a riportarlo alla realt�.</p><p>Cerc� di voltare la testa per vedere dove fosse, poi ricord� quel che era accaduto e cap� di essere prigioniero. Le lacrime gli vennero agli occhi, come qualche giorno prima, nella cella della base. Non solo non era riuscito a raggiungere Nihal, si era anche fatto catturare.</p><p>Cerc� di muoversi per capire quanto fosse grande la cella, ma le catene glielo impedivano e la spalla gli doleva. Sentiva rumori di catene provenire da altre celle, urla di uomini, voci gutturali, risa. Era un universo di suoni cupi che lo frastornavano e lo spaventavano.</p><p>Non avrebbe saputo dire quanto tempo fosse trascorso, ma a un tratto vide aprirsi una finestrella davanti a lui; doveva essere uno sportello nella porta. La luce, seppur fioca, lo accec�. Quando si fu abituato, vide che la cella era piccolissima, bastava appena a contenere il suo corpo minuto.</p><p>Dalla porta emerse il volto spaventoso e feroce di un fammin. Laio raggel� quando vide le zanne giallastre, i piccoli occhi porcini, gli arti innaturalmente lunghi e dotati di artigli.</p><p>�Cosa volete da me? Cosa mi vuoi fare?� url� terrorizzato.</p><p>Il fammin entr� e Laio vide che portava con s� un piatto, la sua cena probabilmente, o il suo pranzo. Non aveva idea di che ora del giorno fosse.</p><p>Il fammin imperterrito entr� e pos� il pasto a terra. Volse sul ragazzo uno sguardo strano, incuriosito, che a Laio sembr� non corrispondere affatto al suo volto feroce. Quegli occhi erano velati di tristezza, era uno sguardo quasi umano.</p><p>Il fammin and� via in silenzio e chiuse la porta dietro di s�; lasci� per� lo sportellino semiaperto, in modo che una luce fioca potesse illuminare la cella.</p><empty-line/><p>Il secondo incontro di Laio con un fammin non fu rassicurante come il primo. Due giorni dopo, vide la porta spalancarsi e una di quelle bestie entrare a passo deciso. Questo fammin era pi� alto di quello che di solito gli portava il pranzo e la lanugine ispida che gli copriva le braccia era di un colore pi� scuro; i suoi occhi, poi, erano malvagi. Laio non avrebbe mai creduto che i fammin potessero essere tanto diversi l�uno dall�altro.</p><p>La bestia gli sciolse le catene, lo trascin� a terra e lo condusse fino a un�altra stanza, dove c�erano un uomo e alcuni fammin. Laio intu� cosa stava per accadere e trem�. Si disse che doveva farsi coraggio, che quello era il momento di provare quanto valesse, ma sentiva gi� le gambe tremare.</p><p>L�uomo dapprima si limit� a rivolgergli qualche domanda, di fronte alle quali Laio tacque ostinato. La voce dell�uomo si fece minacciosa, sempre pi� alta, ma Laio continu� a tacere. Doveva prendere su di s� tutta la responsabilit� della sciocchezza che aveva fatto. Mai e poi mai avrebbe rivelato che anche Nihal e Sennar erano in quella Terra.</p><p>Lo misero a dorso nudo e per quel giorno non fecero altro che frustarlo, fino a rigare la sua schiena di sangue. Laio url�, pianse, si sent� perduto e disperato, ma si morse la lingua e non disse nulla di quel che sapeva. Il dolore era insopportabile, peggiore persino di quello della ferita alla spalla, ma resistette.</p><p>Il fammin si interrompeva solo perch� l�uomo potesse porre altre domande, poi ricominciava con pi� foga di prima, fino a quando Laio non fu inghiottito dal buio e credette di essere sul punto di morire.</p><empty-line/><p>Si risvegli� nella sua cella. La schiena gli bruciava come se fosse lambita da un tizzone ardente. Lo consol� soltanto il pensiero che almeno aveva tenuto la bocca chiusa. Ma per quanto ancora ci sarebbe riuscito?</p><p>Per due giorni Laio sub� quel trattamento, e per due giorni non parl�. Url� e si morse le labbra fino a farle sanguinare pur di non rivelare ci� che sapeva. Quando lo riportavano in cella era sempre svenuto, ma avevano la cura di medicargli le ferite. Non potevano permettere che morisse prima di aver rivelato il motivo della sua presenza oltre i confini.</p><p>Presto Laio non riusc� a pensare pi� a nulla. Non aveva consapevolezza nemmeno del proprio corpo e giaceva semincosciente in un canto della cella.</p><p>La terza sera accadde qualcosa. Quando il fammin che gli portava la cena apr� la cella, Laio da principio neppure se ne accorse. Attraverso le palpebre socchiuse percep� una pallida luce, poi sent� una presenza al suo fianco. Apr� gli occhi e vide che il fammin lo guardava.</p><p>�Perch� stai zitto?� chiese quell�essere con voce gutturale.</p><p>Laio non rispose.</p><p>�Ti stanno uccidendo, perch� non dici quello che sai?� continu� il fammin. �Non ha senso morire cos�. Solo per un ordine si muore, perch� non si pu� fare altro.� L�essere tacque pensieroso. �Qualcuno ti ha ordinato di stare zitto?�</p><p>Laio stavolta apr� gli occhi e sollev� il volto su quella creatura. Non capiva che cosa volesse.</p><p>�Qualcuno te l�ha ordinato?� ripet� il fammin.</p><p>Laio scosse la testa, poi la lasci� cadere sul petto.</p><p>�Allora perch� non parli?�</p><p>�Non ho niente... niente da dire...�</p><p>�O sei una spia o cerchi qualcosa: questo dice il capo� insistette il fammin.</p><p>�Sbaglia� rispose Laio stremato.</p><p>�Perch� stai zitto?� ripet� allora la bestia.</p><p>�Ci sono cose che si fanno... perch� si vuole farle. Io morir�... perch� ho deciso che � giusto cos�...�</p><p>�Non capisco� disse il fammin.</p><p>Lo guard� stupito, poi prese un�ampolla sudicia, volt� il suo prigioniero e inizi� a spalmargli il contenuto sulla schiena. Un subitaneo senso di freschezza invase Laio e lo fece sentire un po� meglio.</p><p>�E tu perch� fai questo?� chiese il ragazzo al fammin.</p><p>�Tu non puoi morire prima di aver detto la verit�: cos� ha detto il capo. Allora ti medico� rispose l�essere.</p><p>�Ci sono cose che si fanno solo perch� si sente che sono giuste.�</p><p>�Cosa vuol dire "giusto"?�</p><p>�Non lo so... qualcosa che porta il bene.�</p><p>L�essere lo guard� interrogativo. Laio ancora una volta si chiese come fosse possibile che un fammin avesse quegli occhi.</p><p>�Come ti chiami?� chiese Laio.</p><p>�Vra�ta.�</p><p>Quella parola gli ramment� qualcosa. �Grazie� mormor�.</p><empty-line/><p>Dal quarto giorno iniziarono a usare con lui dei ferri arroventati. L�uomo continuava a porre domande, poi ordinava al fammin di bruciare Laio. Il ragazzo urlava, implorava perfino perdono, ma non parlava.</p><p>�Non potrai continuare cos� per sempre, te ne rendi conto?� disse a un tratto l�uomo, avvicinando il suo volto a quello del ragazzo. �Io non mi stancher� mai di torturarti e non ti permetter� di morire prima di aver detto quello che voglio sentirti dire. Potremmo andare avanti per anni.�</p><p>Laio tacque, quelle parole non lo spaventavano pi�.</p><p>L�uomo sorrise. �Vi conosco bene, voi delle Terre libere. Se fai cos�, pu� essere solo per proteggere qualcuno. Be�, la tua protezione non servir� a nulla. Se qualcuno � entrato in questa Terra, io lo trover�. Forse l�ho gi� trovato. Stai soffrendo invano, ragazzino, non sei un eroe, sei solo un pezzo di carne sanguinolenta tra le mie mani.�</p><p>Laio non provava pi� nulla, non paura, non odio per il suo aguzzino, nulla. La vita era solo dolore, mangiare e bere. Nient�altro. Non aveva la forza per pensare e non aveva neppure pi� voglia di sopravvivere. L�unica cosa che gli importava era tacere.</p><p>Ogni sera Vra�ta andava da lui e lo curava. Laio inizi� ad amare la sensazione di freschezza delle medicazioni sulle ferite e ad affezionarsi a quell�essere mostruoso. Attraverso le mani irsute che percorrevano la sua schiena sentiva scorrere la piet� e cominci� a credere che il fammin non lo curasse pi� soltanto perch� gli veniva ordinato.</p><p>Quel mostro poi continuava a rivolgergli domande.</p><p>�Tutti gli uomini fanno quello che vogliono?�</p><p>�Chi � abbastanza forte s� rispose Laio e pens� a Nihal.</p><p>�Tutti gli uomini sono come te?�</p><p>�Per fortuna no.�</p><p>�Perch� tremi?�</p><p>�Ho paura.�</p><p>�Cos�� la paura?�</p><p>�� quella che ti assale in battaglia, mentre combatti.�</p><p>�Quando combatto, io non penso a nulla. Devo solo uccidere.�</p><p>�Non hai paura della morte?�</p><p>�Perch� dovrei? Non c�� differenza tra vivere e morire� rispose Vra�ta.</p><p>�Ti piace uccidere?� chiese Laio.</p><p>�Non lo so. Non c�� qualcosa che mi piace e qualcosa che non mi piace. Ci sono solo gli ordini.� Si sofferm� un attimo, pensieroso. �Alcuni di noi, gli Errati, non amano uccidere, non lo vogliono fare. Rispondono agli ordini come tutti gli altri, ma non sono altrettanto feroci. Se li scoprono vengono uccisi. Loro piangono quando muoiono, ma dicono che � meglio morire che vivere.�</p><p>�Tutti amano qualcosa pi� di qualcos�altro. Non ti piace spalmarmi la pomata? A me sembra di s�.�</p><p>�Non lo so. Forse.�</p><empty-line/><p>�Lo sto facendo per qualcuno� disse una sera Laio al fammin, nel delirio della febbre. �L�uomo che mi tortura ha ragione, questo si fa solo per proteggere qualcuno.�</p><p>�Per chi lo fai?� chiese Vra�ta.</p><p>�Per un�amica, la persona a cui tengo di pi� al mondo.�</p><p>�Cos�� un�amica?�</p><p>�Qualcuno di cui non puoi fare a meno, qualcuno a cui vuoi bene e con cui stai bene� disse Laio, fra i gemiti del delirio.</p><p>�Tu sei mio amico� concluse Vra�ta.</p><p>Per tutta la notte, il fammin gli stette accanto, sebbene non glielo avessero ordinato. Il ragazzo ripet� pi� volte il nome di Nihal e quello di Sennar, e la sua voce arriv� anche a chi mai avrebbe dovuto sentirla.</p><p>Vra�ta fu chiamato dal suo capo il mattino dopo. �Voglio che tu faccia fuggire il ragazzo.�</p><p>Vra�ta non si chiese il senso di quella richiesta: era un ordine, un fammin non pu� trasgredire a un ordine.</p><p>�Gli dirai che vuoi accompagnarlo dai suoi amici; ti farai guidare fin da loro e quando li avrai trovati li ucciderai.�</p><p>Il fammin rest� in silenzio, turbato dal suo primo dubbio. Sentiva di non volere uccidere Laio, era suo amico, per gli amici si fanno grandi cose e di sicuro non si uccide.</p><p>�Cosa diavolo ti prende?� chiese l�uomo, dopo averlo scrutato con attenzione. �Non ti metterai anche tu a dire che non vuoi pi� uccidere? Non sarai diventato anche tu un Errato?�</p><p>�Far� come dici� rispose Vra�ta. Era un ordine, non si discuteva.</p><p>L�uomo si rilass� sulla sedia. �Fagli credere di volerlo aiutare. � un allocco, ci cascher�. Non ucciderlo prima che ti abbia portato dai suoi amici. Allora li potrai massacrare come vorrai.�</p><p>Vra�ta sent� qualcosa di spiacevole in fondo allo stomaco, ma rispose ancora che avrebbe obbedito.</p><empty-line/><p>Quella sensazione sgradevole era ancora l�, quando poco dopo il fammin entr� nella cella di Laio. La apr� e vide il ragazzo appeso al muro per le braccia, il capo abbandonato sul petto. Lo avevano torturato ancora. Era notte fonda, il comandante gli aveva detto di andare da lui dopo il tramonto e di portarlo fuori con circospezione, perch� credesse davvero che stessero facendo tutto in segreto.</p><p>Vra�ta si avvicin� a Laio e lo scosse. Laio apr� gli occhi e il suo volto si illumin� al vedere il fammin.</p><p>�Sei venuto a curarmi?�</p><p>Il peso dallo stomaco era risalito e occludeva la gola di Vra�ta. Il fammin si chiese cosa fosse quella strana sensazione che non aveva mai provato, ma non esit�; parl� a Laio come il comandante gli aveva ordinato di fare.</p><p>�Ti faccio scappare.� Mentre lo diceva, sciolse le catene che vincolavano Laio alla parete. Il ragazzo lo guardava intontito.</p><p>�Ti hanno dato questo ordine?� chiese.</p><p>Vra�ta rest� interdetto. �No, lo faccio perch� lo voglio� disse alla fine. In un certo senso era vero. Voleva che Laio stesse bene, voleva che smettessero di torturarlo e fuori di l� avrebbe cessato di soffrire.</p><p>�Ti uccideranno se fai una cosa del genere� disse Laio. Scost� il braccio libero. �Lascia stare.�</p><p>Il fammin era sorpreso. Questa il comandante non l�aveva prevista. �Ma io vengo con te e ti porto dalla tua amica. Non mi faranno nulla.�</p><p>Laio a quel punto accett�. Vra�ta lo liber� dalle catene, lo avvolse in un sacco, se lo caric� sulle spalle e inizi� a cercare la via per uscire dalla prigione. Fece come gli aveva detto il comandante, si mosse furtivo, finse di essere guardingo, ma le sue premure furono inutili, perch� il ragazzo si era riassopito fiducioso sulle sue spalle.</p><empty-line/><p>Il mattino dopo, Laio si svegli� appoggiato a un albero e socchiuse gli occhi alla luce acida che rischiarava il luogo in cui si trovava. Si sentiva tutto indolenzito e la schiena gli bruciava. Sollev� le braccia e si accorse che per gran parte erano fasciate; evidentemente Vra�ta gliele aveva medicate. Si volt� e vide che il fammin era disteso di fianco a lui e lo guardava. Gli rivolse un sorriso riconoscente.</p><p>�Se vuoi, posso condurti dai tuoi amici� disse Vra�ta.</p><p>�Sono partiti due giorni prima di me e non ho idea di dove siano. Non vedo come potremmo raggiungerli� rispose Laio.</p><p>�Io ho un buon fiuto, se hai qualcosa di loro, qualcosa che abbiano maneggiato pi� di una volta...�</p><p>Laio era intontito e faticava a raccogliere le idee, cos� gli ci volle un po� per ricordarsi della borsa con i soldi. Nihal l�aveva toccata spesso durante il viaggio. Si mosse per prenderla, ma sent� un dolore acuto attraversargli il corpo.</p><p>Vra�ta si avvicin� premuroso. �Ti fa male?�</p><p>�Ho con me una borsa che usava la mia amica, ma non riesco a prenderla. Dovrebbe essere sotto la mia casacca.�</p><p>Vra�ta annu� per nulla stupito.</p><p>Laio allora si ricord� della lettera di Nihal e si diede dello stupido. Se Vra�ta sapeva della borsa, doveva sapere anche della pergamena. Era ovvio che l�uomo che lo torturava gliel�avesse trovata addosso. Probabilmente proprio grazie alla lettera aveva capito che potevano esserci altri nemici in quella Terra.</p><p>Vra�ta rovist� con delicatezza sul petto del ragazzo e prese la borsa. Era vuota e macchiata di sangue. Se la port� al naso, dopodich� annus� l�aria.</p><p>�Non sono passati di qui, bisogner� cercarli a lungo� disse.</p><p>Quella mattina restarono nella piana, perch� Laio era troppo stanco per proseguire. Vra�ta lo cur� ancora, cerc� per lui dell�acqua, gli port� del cibo, sempre sorridente e premuroso.</p><empty-line/><p>Per tutto il tempo della loro ricerca, Vra�ta tenne Laio sulle spalle. Il fammin aveva gambe veloci e un olfatto molto fino, ed entrambi gli furono utili per seguire le tracce di Nihal e Sennar. Attravers� di corsa l�immensa piana desolata e si ferm� solo per curare Laio, per farlo mangiare e bere.</p><p>Il ragazzo inizi� a chiacchierare sempre pi� spesso con il fammin, nel tono affettuoso di un fratello maggiore. Una sera gli raccont� di Nihal, dell�esercito, della sua vita. �Sono contento di non aver parlato� disse alla fine.</p><p>�Se avessi parlato non saresti ridotto cos� rispose Vra�ta.</p><p>�Per� avrei tradito i miei amici e non c�� nulla di peggio che tradire.�</p><p>�Cosa vuol dire "tradire"?�</p><p>�Vuol dire mentire, dire di fare una cosa e farne un�altra. I miei amici sanno che io li proteggerei a ogni costo e che non farei mai loro del male. Bisogna sempre essere sinceri con i propri amici.�</p><p>Vra�ta sent� una fitta al cuore, iniziava a capire: se lui era davvero amico di Laio, non avrebbe dovuto fare quel che stava facendo. In quei giorni, il fammin era travolto da sensazioni che non conosceva e non riusciva a identificare.</p><p>Prima di conoscere Laio, Vra�ta non sapeva nemmeno cosa significassero parole come "amicizia" o "stare bene". La sua vita era solo combattere. Aveva avuto a che fare con migliaia di prigionieri e qualcuno lo aveva anche torturato. Non ne ricavava n� piacere n� dolore; erano ordini e i fammin non possono trasgredire gli ordini.</p><p>Adesso, invece, iniziava a comprendere che al di fuori dei doveri cui non poteva sottrarsi c�era un mondo, una vita che lo attendeva, fatta di mille sensazioni che solo in quel momento iniziava a sfiorare e che lo incuriosivano, anche quando erano spiacevoli e dolorose. Si ricord� ci� che gli aveva detto un Errato, prima che lo uccidesse: �Non desideri mai vivere e basta? Fare quello che vuoi?�. Vra�ta non aveva capito, perch� non sapeva cosa fosse la vita. Ora invece lo intuiva, e sapeva anche che non voleva tradire Laio. Ecco cos�era quel peso allo stomaco, quel nodo alla gola: era non voler fare una cosa.</p><empty-line/><p>Un pomeriggio, infine, Vra�ta trov� la strada che gli amici di Laio avevano percorso e cap� che erano diretti a Seferdi.</p><p>La sera, Laio era assopito al suo fianco e respirava tranquillo. Vra�ta gli diede un paio di scossoni; il ragazzo apr� gli occhi e li stropicci�. �Ci sono nemici?� chiese, sforzandosi di mettersi all�erta.</p><p>�Io ti ho tradito.� Appena lo ebbe detto, Vra�ta si sent� meglio.</p><p>Laio non cap�. �Cosa?� chiese assonnato.</p><p>�Un uomo mi ha ordinato di liberarti, mi ha detto di trovare i tuoi amici e di ucciderti con loro.�</p><p>A quel punto Laio era del tutto sveglio, si alz� a sedere. �� solo per questo che mi hai liberato?�</p><p>�Mi era stato ordinato� disse Vra�ta.</p><p>�Tu vuoi uccidermi?�</p><p>�No� disse Vra�ta d�impulso.</p><p>Laio fiss� il fammin. �Io sono qui, se vuoi uccidermi fallo ora, avanti.�</p><p>Vra�ta abbass� lo sguardo. �Io ti ho tradito...� ripet�.</p><p>�Tu non mi hai liberato perch� te lo hanno ordinato, e non mi hai portato fin qui per tradire me e i miei amici. L�hai fatto perch� lo volevi.�</p><p>Vra�ta lo guard�. �Un fammin non pu� trasgredire un ordine. Gli Errati che ho conosciuto non volevano uccidere, eppure dovevano farlo, perch� sono stati creati cos� dal Tiranno.�</p><p>�Hai scelto tu di dirmi la verit�, e hai scelto tu di curarmi, non te lo ha ordinato nessuno. Anche tu puoi fare quello che vuoi, anche tu puoi scegliere.�</p><p>�Io non voglio essere costretto a ucciderti... Io non ti voglio tradire... Tu sei un mio amico� disse triste Vra�ta.</p><p>Laio allung� una mano verso di lui e gli accarezz� una guancia. Quel contatto fece un effetto strano a Vra�ta; si sent� d�un tratto consolato, rinfrancato.</p><p>�Io mi fido di te e so che non mi ucciderai. Ora che mi hai detto tutto, non ho pi� nulla da temere. Guidami da Nihal e Sennar.�</p></section><section><title><p>16</p><p>Orrore indicibile</p></title><p>Davanti a Nihal si apriva una lunga strada lastricata da pietroni squadrati. Era ampia quanto bastava perch� ci passassero comodamente due carri e si inoltrava nella citt�. Le pietre erano smosse e nelle fessure crescevano piante ritorte e piene di spine. Probabilmente era la via principale e un tempo doveva essere fiancheggiata dalle fronde di alberi imponenti. Di alcuni restava solo il ceppo carbonizzato; altri erano scheletri che si stagliavano contorti contro il cielo plumbeo. Su quei rami morti erano appollaiati numerosi corvi e il loro gracchiare era l�unico suono che riempisse la solitudine della notte.</p><p>La via era ingombra di calcinacci, vetri e qualche arma, forse caduta di mano a chi aveva cercato di salvare la citt�. Tutto intorno, i resti di case bruciate o distrutte. Nihal prese una strada secondaria. Trov� la stessa distruzione e le stesse macerie. C�erano addirittura pezzi di stoffa, salvatisi chiss� come in tutti quegli anni.</p><p>La mezzelfo entr� in una casa. Alcuni mobili erano intatti, ma per la maggior parte erano a terra, distrutti e marciti. C�era una tavola ancora imbandita, come se attendesse solo i padroni di casa. Nelle altre stanze lo scenario era simile: mobili gettati a terra, fogli di carta sparsi ovunque, lenzuola intrise di sangue.</p><p>Uscirono e continuarono a percorrere le vie della citt�. Videro altre case, altri segni di incendi e macchie di sangue sulla strada e sui muri.</p><p>�Non � normale che il sangue mantenga un colore cos� vivo dopo quasi quarant�anni� comment� Sennar. �Qualcuno ha preservato con un incantesimo questa desolazione.�</p><p>Nihal si aggirava tra le macerie intontita. Era incapace di provare alcunch�, tutto le sembrava estraneo. Non c�era nulla in quella citt� che le parlasse, il silenzio della morte copriva ogni rumore e le impediva di capire fino in fondo quel che osservava.</p><p>Sbucarono in un�ampia piazza. Nihal ricord� vagamente che era il luogo dove si teneva il mercato ogni settimana. Di solito era gremito di gente e al centro si alzavano gli spruzzi di una fontana, una candida vasca circolare con un�esile colonna di marmo nero che si alzava al centro. Ora la piazza era ingombra degli scheletri di ferro e contorti di quelle che dovevano essere state bancarelle. Tutto il selciato era annerito dalle tracce dell�incendio. Al centro, incredibilmente candida, si innalzava la fontana di cui Nihal aveva memoria. La vasca era piena di un�acqua torbida e palustre, dalla quale si levava il gracidare delle rane, come una litania funebre.</p><p>Continuarono a camminare e giunsero a ridosso del palazzo reale. Era ridotto in macerie e il terreno era costellato di frammenti del cristallo di cui era fatto. La torre crollando aveva sfondato il tetto dell�edificio principale e aveva scoperto cos� la sala del trono. Le colonne della sala si alzavano verso il cielo intatte, candide nello splendore del cristallo, ma l�unica volta che sorreggevano era la cappa delle nubi. In fondo a tutto, solitario in mezzo alle rovine, spiccava il trono, una poltrona di cristallo, con la seduta di un velluto ormai stinto, ma che si indovinava essere stato rosso scarlatto. Nihal immagin� Nammen seduto su quel trono al colmo della sua potenza, mentre comunicava ai regnanti l� riuniti che non avrebbe preso possesso delle terre vinte in guerra da suo padre, ma che avrebbe rimesso a ognuno il suo potere. Quel trono in mezzo alle rovine era uno spettacolo desolante e ridicolo: il simbolo del potere si ergeva sulle macerie. La memoria di quella civilt� era stata spazzata via e Nihal, che sapeva cos� poco di quel popolo e aveva sempre avuto solo visioni di morte e brandelli di sogni, ne era rimasta l�unica depositaria.</p><p>Si aggirarono per un po� per le stanze del palazzo, finch� giunsero in un�ampia sala, probabilmente usata per i banchetti. Una parete in fondo era miracolosamente intatta e occupata da un enorme bassorilievo. Nihal vi vide raffigurati i suoi simili, intenti nelle attivit� della vita quotidiana. In un angolo, qualcosa attir� la sua attenzione. Era un simbolo, uno stemma. Lo stemma del suo popolo. Nihal torn� a guardare il bassorilievo e not� che quello stemma era inciso sulle corazze di ogni guerriero dell�esercito. Lo osserv� a lungo e se lo impresse bene in mente.</p><p>In un�altra sala, si trovarono di fronte ai resti di quello che doveva essere stato un osservatorio, testimonianza dell�interesse dei mezzelfi per il cosmo e i suoi misteri. C�erano brandelli di una carta stellare su una parete e a terra, distrutto, un telescopio. Gli invasori avevano infranto le lenti e colpito in pi� punti il metallo. Il pavimento della sala era cosparso di fogli di carta, molti dei quali bruciati. Su alcuni si potevano ancora leggere frasi in lingue sconosciute o appunti sul moto delle stelle e dei pianeti, il lavoro di una vita, sparso come cenere ai quattro venti.</p><p>Continuarono a vagare per le sale e si imbatterono in una statua. Rappresentava una donna, una mezzelfo, catturata in un movimento che sembrava quello di un ballo. Il suo volto esprimeva una gioia e una serenit� profonde, ma il corpo giaceva a terra con le braccia spezzate. Fu allora che i sentimenti repressi fino a quel momento ebbero il sopravvento. Davanti a quella donna, Nihal si accasci� e inizi� a piangere.</p><p>�Vieni via, hai avuto quel che volevi, il nostro viaggio ci attende� disse Sennar. Si chin� su di lei e la aiut� ad alzarsi.</p><p>�Era giusto che venissi� disse Nihal tra i singhiozzi. �S�, ho fatto bene, per non dimenticare ci� che � stato e ricordare i morti.�</p><p>�Non potrai dimenticarli neppure se vorrai� rispose Sennar. �E nemmeno io potr�, dopo quel che ho visto� aggiunse cupo.</p><p>Uscirono dal palazzo e cercarono di allontanarsi da quel luogo funereo. Fu cos� che finirono in una strada che non avevano ancora percorso. D�un tratto, Nihal si sent� afferrare da Sennar, che la strinse a s� per impedirle di vedere.</p><p>�Cosa c��?�</p><p>�Non c�� bisogno che guardi� rispose il mago.</p><p>�Lasciami.�</p><p>�Non � necessario che tu veda anche questo� disse lui. La voce gli tremava. �Non guardare.�</p><p>Nihal si divincol� da Sennar e si volt�.</p><p>I lati di quella strada erano fitti di patiboli, una prospettiva infinita di cadaveri che pendevano da cappi, sospesi nel vuoto. Sulle forche erano appollaiati centinaia di corvi, come spiriti di demoni a guardia dei morti. Appesi c�erano uomini, donne, bambini, i volti irriconoscibili, le vesti a brandelli, le orbite vuote e colme d�orrore.</p><p>�Qualcuno ha voluto che i segni della strage restassero, qualcuno ha usato una formula proibita per impedire che il tempo cancellasse lo scempio� disse Sennar a bassa voce.</p><p>Un urlo d�orrore usc� dalla bocca di Nihal.</p><p>Sennar accorse da lei e la costrinse a distogliere lo sguardo. �Non saremmo mai dovuti venire. Avanti, andiamo� disse mentre la sosteneva, tenendole il volto premuto contro il suo petto.</p><p>Camminarono fra due ali di cadaveri, poi iniziarono a correre, fino a quando furono finalmente fuori dalla citt�. A quel punto Sennar lasci� Nihal e si sedette, a riprendere fiato.</p><p>Dopo qualche istante di silenzio, il mago si alz� e prese sottobraccio la mezzelfo, che ancora piangeva. �Allontaniamoci da qui� disse.</p><empty-line/><p>Nihal si lasci� guidare da Sennar e ripresero il cammino. Era notte fonda. Non sarebbe stato facile trovare un rifugio nella palude. Quando arrivarono in una zona dove il terreno era un po� pi� solido, Sennar decise che come ricovero notturno poteva andare. Appront� una specie di giaciglio con i loro mantelli e accese un piccolo fuoco.</p><p>�Stanotte pensa solo a riposarti� disse a Nihal. �Star� io di guardia.�</p><p>�Ma anche tu devi dormire...� protest� piano lei.</p><p>�Non ne ho bisogno e non ne ho neppure voglia� rispose secco Sennar, poi la copr� con il suo mantello. Era primavera; se i conti che aveva fatto erano giusti, doveva essere met� aprile, eppure si gelava.</p><p>Sennar si accoccol� accanto al fuoco e rimase solo con i suoi pensieri, fra il gracidare delle rane e il fetore asfissiante che saliva dal terreno putrido. Si sentiva svuotato. Davanti alle vittime che penzolavano nel vuoto, gli era parso che i morti avessero iniziato a gridare e che lo invitassero alla vendetta. Era stato invaso da una rabbia che non aveva mai provato. Per la prima volta, aveva compreso ci� che aveva spinto Nihal a gettarsi nella guerra. Per la prima volta in vita sua, aveva sperimentato il desiderio di uccidere.</p><empty-line/><p>Proseguirono il viaggio, mesti e silenziosi. Per due giorni camminarono attraverso la palude, poi cominci� a calare il buio. Era un buio differente da quello della notte. Inizi� una mattina e parve che tutto a un tratto il sole avesse deciso di tramontare. Le nubi si tinsero del giallino spento che caratterizzava i tramonti nella Terra dei Giorni; eppure non era neanche mezzogiorno.</p><p>�Ci avvinciamo alla Terra della Notte� disse Sennar.</p><p>Continuarono a camminare e nel pomeriggio la palude avvolta nella penombra cedette il passo a una cupa foresta. A un tratto, Nihal sent� un rumore.</p><p>Si ferm�, tese l�orecchio e port� la mano alla spada. Anche Sennar si immobilizz� e si mise in ascolto. Per un po� non si sent� nulla, poi di nuovo un fruscio. Stavolta Nihal cap� da dove proveniva e si avvi� in quella direzione con la spada sguainata. Con un salto si gett� fra i cespugli.</p><p>Piomb� su una creatura che nella foga non ebbe il tempo di vedere, sent� soltanto delle setole sotto le dita. La gett� a terra, la immobilizz� e le premette la spada sulla gola. A quel punto sent� un altro rumore al suo fianco, come se le creature fossero due.</p><p>�Fermati, � un amico!� disse una voce quasi infantile, ma con una nota di sofferenza.</p><p>Nihal si riscosse e guard� la creatura che giaceva sotto la lama della sua spada: era un fammin e la fissava. Lei si perdette in quello sguardo e sent� svanire l�ira e la voglia di uccidere. Aveva visto qualcosa in quegli occhi che non sapeva spiegare.</p><p>�E tu da dove diamine esci fuori?� chiese Sennar.</p><p>Nihal allent� la presa e si volt� verso il mago. Davanti a lui c�era Laio, pallido e con la casacca sporca di sangue, ma sorridente.</p></section><section><title><p>17</p><p>Ido in Accademia</p></title><p>Ido prov� la sua nuova spada in battaglia e il risultato fu pi� che soddisfacente. I fantasmi evaporavano sotto i colpi potenti della sua arma e le cose procedevano al meglio. Con un certo rammarico, per�, lo gnomo non pot� sperimentare l�arte di Soana sul suo bersaglio principale. A lungo infatti non vide traccia del Cavaliere vermiglio.</p><p>Ido si sforzava di tenere a mente le parole della maga � "per quanto male possa aver fatto a te o a Nihal, non � che un nemico come tutti gli altri" � ma non gli era facile. Quando scendeva in campo, per prima cosa si guardava intorno alla ricerca di un baluginio rosso, senza mai trovarlo. In breve riprese ad annoiarsi. Le battaglie si susseguivano tutte uguali e la situazione si faceva di giorno in giorno pi� deprimente.</p><empty-line/><p>Una primavera tardiva aveva iniziato a intiepidire le giornate, quando fu ordinata un�assemblea del Consiglio, nella Terra del Sole, a cui furono invitati anche i generali.</p><p>C�erano davvero tutti, una moltitudine di persone: i regnanti delle tre Terre libere, i generali pi� importanti e i maghi del Consiglio. I membri dell�assemblea erano quasi un centinaio, ma la riunione si svolse con ordine e rigore. Un�aria di morte e desolazione aleggiava sul consesso e rendeva gli animi pi� calmi del solito.</p><p>A quattro mesi dalla comparsa dei fantasmi sui campi di battaglia, le cose non andavano affatto bene. Pi� di met� della Terra dell�Acqua era in mano al Tiranno e l�altra met� era seriamente minacciata. Gran parte delle truppe disponibili era ammassata lungo quel labile confine, ma il numero dei soldati non era comunque sufficiente ad arrestare l�avanzata nemica. Distaccare altre truppe era impossibile, perch� anche la Terra del Sole era in pericolo e doveva essere protetta.</p><p>�Non possiamo andare avanti a lungo in questo modo. Finiremo con l�indebolirci lungo entrambi i confini, con il rischio che il Tiranno invada la nostra Terra� disse Sulana, la regina della Terra del Sole.</p><p>Il consesso tacque. I rapporti fatti dai generali non lasciavano prevedere nulla di buono e ormai un�unica idea circolava per l�assemblea: ben presto la Terra dell�Acqua avrebbe capitolato.</p><p>�Io non permetter� che il mio regno sia sconfitto.�</p><p>Le parole di Galla, regnante della Terra dell�Acqua, calarono improvvise sul consesso.</p><p>�Mia moglie � morta per questo regno, migliaia di ninfe hanno dato la vita per salvarlo, � in loro onore che devo continuare a combattere e a proteggerlo.�</p><p>�Vostra maest�, stiamo combattendo, ma le nostre forze non bastano, come abbiamo avuto modo di spiegare...� protest� Mavern.</p><p>�Occorre attaccare una volta per tutte� disse Galla, senza lasciare che il generale terminasse di parlare. �Organizzeremo una grande offensiva, che ci permetta di riprendere fiato per qualche tempo.�</p><p>Ido scosse la testa. Capiva quell�uomo, ma la sua era un�idea folle. Galla del resto non era un soldato, bens� il re di una Terra pacifica.</p><p>�Non servir� a nulla. Siamo allo stremo, sarebbe il canto del cigno� obiett� Soana.</p><p>�Preferite lasciare che la Terra dell�Acqua venga sacrificata? Preferite perderla del tutto? Gli uomini di questo regno combattono al vostro fianco, sebbene non siano mai stati uomini d�armi. Se la Terra dell�Acqua cadr� in mano al nemico, non potrete pi� contare sul nostro appoggio, e solo gli d�i sanno quanto bisogno abbiamo di uomini, proprio ora che il Tiranno ha trovato il modo per avere di continuo nuovi guerrieri.�</p><p>�Io credo che Sua Maest� abbia ragione� intervenne Theris, la ninfa che rappresentava la Terra dell�Acqua. �Nelle condizioni in cui ci troviamo, la perdita di un�altra Terra sarebbe rovinosa. Dobbiamo rischiare e tentare, almeno per avere il tempo di organizzare le difese.�</p><p>Alla fine si decise per l�attacco. Ido non vi riponeva molte speranze. La Terra dell�Acqua era ridotta a meno della met� e nel regno albergavano miseria e disperazione. Nonostante le parole di Galla, le truppe che quella Terra riusciva a fornire erano in realt� ben poca cosa, e per di pi� composte quasi esclusivamente da uomini che mai avevano calcato il campo di battaglia. Salvarla dal Tiranno sarebbe servito solo a innalzare il morale dei soldati. Lo gnomo per� non manifest� le sue perplessit� al consesso. Sarebbe stato crudele infierire su chi cercava disperatamente un briciolo di speranza, e un miglio guadagnato al nemico era pur sempre meglio di niente.</p><p>L�offensiva venne pianificata per il mese seguente.</p><empty-line/><p>Un giorno, un messo giunse all�accampamento e chiese di Ido. �Il Supremo Generale Raven vi convoca all�Accademia� disse, non appena lo ebbero condotto nella tenda dello gnomo.</p><p>Ido dapprima rimase perplesso, poi si spazient�. Se Raven lo chiamava, era di certo per qualche motivo antipatico. Non correva buon sangue fra i due. Raven non era mai riuscito a fidarsi di Ido e lo gnomo lo detestava perch� non aveva fatto altro che mettergli i bastoni fra le ruote, fin da quando era entrato nell�esercito delle Terre libere.</p><p>In ogni caso, se il Supremo Generale ordinava, non si poteva fare altro che obbedire. Cos� Ido mont� su Vesa e and� ancora una volta a Makrat, nell�odiata Accademia.</p><p>Dovette fare la solita trafila perch� Raven si degnasse finalmente di parlargli e solo dopo un�ora di inutile e irritante attesa fu ammesso nella sala delle udienze.</p><p>Come al solito, Ido si limit� a una rapida riverenza. Non si era mai inginocchiato davanti a quel pallone gonfiato e non aveva certo intenzione di iniziare adesso.</p><p>�Non credi che potresti smetterla con questi gesti infantili?� disse Raven seccato.</p><p>Con lui, stranamente, non c�era il suo amato cagnolino e anche l�armatura che indossava era insolitamente sobria, almeno per i suoi standard.</p><p>�Dovresti esserci abituato, ormai� rispose Ido.</p><p>�I gradi sono pur sempre gradi.�</p><p>Ido sbuff�. �� una conversazione sgradevole per entrambi, vediamo di concluderla al pi� presto.�</p><p>�La situazione militare non � rosea, lo sai meglio di me. Gli uomini scarseggiano, soprattutto in confronto al numero spropositato di guerrieri di cui dispone il Tiranno. La situazione � critica e richiede misure drastiche.�</p><p>�La cosa non mi � nuova, se non erro ne abbiamo gi� discusso al Consiglio.�</p><p>Era evidente che Raven tratteneva a stento l�ira e Ido quasi si pent� di averlo stuzzicato fino a quel punto.</p><p>�Perfetto, visto che vuoi che arriviamo rapidamente al sodo... Ho discusso con i maestri dell�Accademia e abbiamo preso una decisione. Faremo combattere anche gli allievi che hanno raggiunto un addestramento avanzato.�</p><p>Ido non pot� fare a meno di strabuzzare gli occhi. �Stai parlando dei ragazzi che ancora non hanno iniziato l�addestramento privato con un Cavaliere?�</p><p>�Esattamente.�</p><p>�Ma si tratta di bambini che non hanno mai messo piede sul campo di battaglia, non vedo che utilit�...�</p><p>�Saranno debitamente addestrati e mi sembra di averti gi� detto che la situazione � drammatica. Ci servono uomini, quanti pi� possiamo trovarne. Un soldato con un addestramento parziale � meglio di contadini e pastori che prendono in mano la spada per la prima volta, a cui tra l�altro abbiamo gi� fatto ricorso in altre battaglie. Comunque, saranno impegnati anche i giovani che si stanno addestrando con i Cavalieri.�</p><p>�D�accordo, ma tutto questo cosa c�entra con me?� chiese Ido spazientito. Gi� mentre formulava la domanda, un dubbio and� profilandosi nella sua mente.</p><p><emphasis>Non sar� mica che...</emphasis></p><p>�Sei stato scelto per la selezione e l�addestramento dei ragazzi� gli comunic� Raven.</p><p>Ido rest� imbambolato al suo posto.</p><p>�Ovviamente, avrai anche il compito di guidarli in battaglia. Saranno le tue truppe personali, un manipolo di un centinaio di ragazzi, ai quali avr� cura di aggiungere trecento soldati di una certa esperienza.�</p><p>Ido guard� fuori dalla finestra. Si attendeva come minimo di vedere qualche asino volare. Ma non c�erano altro che nuvole.</p><p>�In fin dei conti hai fatto un buon lavoro con quel demonio dai capelli blu, credo tu sia la persona pi� indicata per questo incarico� concluse Raven.</p><p>Nella sala regn� un silenzio assoluto, finch� Ido non sbott� in una sonora risata.</p><p>�La situazione � drammatica, tutt�altro che comica!� esclam� Raven. �O forse non ti senti all�altezza del compito?�</p><p>Ido si ricompose. Non era il caso di fare troppo a lungo il buffone davanti al Supremo Generale. Bench� lo ritenesse un imbecille tronfio e pieno di s�, era pur sempre un suo superiore.</p><p>�Il problema non � che io mi senta all�altezza� disse lo gnomo con un sorriso ironico �quanto che tu mi reputi degno...�</p><p>�Credi che sia diventato Supremo Generale per caso? Credi che sia uno sciocco?� si inalber� Raven. �Siamo in guerra, e in una situazione difficile, te l�ho gi� detto. Sai bene che non ho molta fiducia in te e puoi immaginare quanto detesti offrirti questo compito, ma sei un guerriero abile e astuto, di grande esperienza, e le circostanze richiedono uomini come te. Il bene delle Terre libere viene prima di qualsiasi sciocca ripicca o dei nostri odi personali.�</p><p>Ido rimase inchiodato al suo posto, a bocca aperta, incapace di controbattere. Raven non gli sembrava pi� lo stesso di un tempo.</p><p>�Sarai affiancato da Parsel nella scelta dei ragazzi� riprese il Generale �e ovviamente ti verr� assegnato un alloggio all�Accademia. Se non hai altre stupidaggini da dirmi, questo � tutto. Parsel ti attende qui fuori.�</p><p>Non diede a Ido neppure il tempo di rispondere. Si volt� e usc� con l�alterigia di sempre.</p><p>Ido lasci� scornato la sala delle udienze. Era orgoglioso per quel nuovo incarico, ma irritato con se stesso per aver fatto la figura dello sciocco. La fine del mondo doveva davvero essere prossima: lui era ossessionato da un nemico qualsiasi e si faceva battere in duello, e Raven era diventato tutto d�un tratto una persona ragionevole.</p><empty-line/><p>Ido aveva sentito gi� parlare di Parsel, Nihal lo aveva nominato pi� di una volta. A quanto sembrava, era stato l�unico insegnante che l�avesse trattata decentemente durante la sua permanenza all�Accademia.</p><p>Il maestro era un uomo alto e dinoccolato, bruno, con due baffoni e modi piuttosto rudi. Ido ebbe difficolt� a far combaciare il tizio sgarbato che aveva davanti con l�immagine che se n�era fatto dai racconti di Nihal, ma non si stup� pi� di tanto. L�Accademia era piena di gente che lo guardava storto e lo trattava con sufficienza. Per questo la detestava.</p><p>Innanzitutto coloro che la frequentavano erano quasi esclusivamente ragazzini viziati, figli di tronfi guerrieri. Nihal era una rarissima eccezione, Laio una regola. Se volevi essere ammesso, tuo padre doveva come minimo essere un Cavaliere, o magari un alto dignitario di corte. I morti di fame non erano ben accetti. Come se non bastasse, erano praticamente tutti uomini. Uomini e ricchi, dunque in pratica una genia di ragazzini spocchiosi che non facevano che giudicarsi a vicenda. Certo, c�era qualche eccezione, ma fra quelle mura la maggioranza degli allievi era costituita da manichini senza cervello. Fino a quando mettevano piede in battaglia e cambiavano per sempre.</p><p>Dopo la morte di Dola, la storia di Ido era trapelata nell�ambiente militare e dunque egli era doppiamente malvisto: era un ex nemico ed era uno gnomo. Il breve percorso per i corridoi dell�Accademia assieme a Parsel gli conferm� il ricordo negativo che aveva di quel luogo. Tutti coloro che incroci� lo guardarono con sospetto.</p><p>Parsel gli mostr� quello che sarebbe stato il suo alloggio per le settimane successive: una stanza piccola e spartana. La poca luce che c�era proveniva da un�unica finestrella, posta molto in alto. A Ido ricord� la cella in cui era stato rinchiuso quando si era consegnato spontaneamente al Consiglio, dopo aver ripudiato il Tiranno, e si sent� soffocare.</p><p>�Di meglio non abbiamo� fece secco Parsel.</p><p>Ido si riscosse. �� comunque pi� confortevole delle tende a cui sono abituato.�</p><p>Discussero brevemente dei compiti che li attendevano, poi Parsel gli diede appuntamento per il giorno successivo, quando avrebbero iniziato le selezioni, e usc�.</p><p>Non ci volle molto perch� Ido ricordasse il secondo motivo per cui detestava l�Accademia. Bussarono alla porta e Malerba fece il suo ingresso zoppicando.</p><p>Ido non riusciva neppure a guardarlo. La prima volta che l�aveva incontrato era inorridito. Non conosceva la storia di quell�essere, ma bastava vederlo per capire che era uno gnomo che era stato torturato. Sotto le sue parvenze deformi, Ido intuiva quanto gli somigliasse e la rabbia rischiava di soffocarlo. Pensava al suo popolo ridotto in quelle condizioni, a laboratori pieni di gnomi usati come cavie per gli esperimenti del Tiranno. Per vent�anni, invece di proteggere il suo popolo, aveva assecondato i piani di Aster, lo aveva aiutato a torturare i suoi simili nelle segrete della Rocca. Era un pensiero intollerabile e altrettanto intollerabile era, di conseguenza, la compagnia di quell�essere.</p><p>Quando vide Ido, Malerba sorrise con la sua bocca sdentata. Forse, nella sua mente malata, sentiva che qualcosa li accomunava. �Il grande guerriero...�</p><p>Ido si volt� dall�altra parte. �S�, s�, il grande guerriero... Fa� quel che devi e vattene.�</p><p>Sent� la risatina di Malerba, simile a quella di un bimbo felice, e alcune parole farfugliate e senza senso. Poi l�essere gli si avvicin� e inizi� ad accarezzargli il braccio.</p><p>�Ti aspettavo... bello... bello... contento. Il grande guerriero...�</p><p>Ido si sottrasse a quel contatto. Sapeva di essere crudele, ma la vicinanza di Malerba era troppo dolorosa per lui. �D�accordo, grazie. Ma va� via.�</p><p>Lo gnomo usc� camminando indietro come un gambero, gli occhi puntati su Ido, poi chiuse piano la porta.</p><p>Ido guard� le pareti spoglie della stanza, il letto spartano, e sent� il vociare confuso di Makrat che proveniva dalla stretta finestra. <emphasis>Cominciamo proprio bene...</emphasis></p><p>Inizi� il suo lavoro la mattina successiva. Parsel in persona venne a svegliarlo di buon�ora.</p><p>�Credevo di trovarti gi� in piedi. Prima finiremo questa storia, meglio sar� si lament� il maestro.</p><p><emphasis>� iniziata male e continua anche peggio...</emphasis></p><p>Ido si vest� e si prepar� in fretta. Non perse tempo neppure a mangiare, quell�acida osservazione mattutina gli aveva tolto la fame, e scese subito nell�arena.</p><p>Parsel era gi� l�. Da una nebbiolina acida emergevano le figure di circa trecento ragazzi, una buona met� degli studenti dell�Accademia. Erano di et� e aspetto piuttosto disparati e Ido ebbe il sospetto che non fossero giovani soldati prossimi alla fine dell�addestramento, ma allievi pescati a caso nel mucchio.</p><p>�Li hai selezionati tu?� chiese a Parsel.</p><p>Il maestro scosse la testa. �I miei non sono pi� di una decina, gli altri sono stati scelti dai loro insegnanti.�</p><p>Ido sbuff�. Si preannunciava un lavoro lungo e noioso.</p><p>Ido e Parsel si divisero i ragazzi e iniziarono le selezioni. Si trattava di farli combattere tra loro, in modo da operare una prima scrematura. L�esame di ciascun allievo durava almeno mezz�ora e i due dovettero quindi imporsi ritmi serrati, paralizzando per altro il normale svolgimento del lavoro all�Accademia.</p><p>Il malumore circol� presto in tutto l�edificio. I maestri erano spazientiti per l�interruzione delle attivit� e molti degli allievi non accettavano di buon grado il giudizio dei maestri. Quando non era impegnato nelle selezioni, Ido non usciva dalla sua stanza. Quel clima pesante lo esasperava.</p><p>Del resto, neppure i suoi compiti lo rendevano entusiasta. Altro che impegno di responsabilit�, altro che la prova di una rinnovata stima nei suoi confronti da parte di Raven. Era solo l�ennesima seccatura.</p><p>Quanto ai suoi futuri allievi, non facevano che guardarlo infastiditi. Era evidente che quei ragazzini incapaci non avevano alcun rispetto per lui.</p><p>Ido cerc� comunque di svolgere il lavoro con imparzialit�. Osservava gli allievi, cercava di ignorare i commenti e le occhiatacce, dispensava persino qualche consiglio, accolto di solito con borbottii poco convinti.</p><p>Quando scartava qualcuno, notava a volte sguardi carichi d�ira.</p><p><emphasis>Curioso come siano tutti ansiosi di rimetterci le penne quando non hanno mai combattuto, e come invece diventino pavidi non appena sentono l�odore della battaglia.</emphasis></p><p>Dei centocinquanta allievi che Ido aveva esaminato, in una settimana ne rimasero solo sessanta. Parsel invece ne aveva selezionati un centinaio, ma si trattava soltanto di una prima scrematura. Come ultimo passo, avrebbero combattuto con ciascuno dei ragazzi per testarne le capacit�.</p><empty-line/><p>Dopo la prima fase delle selezioni, il clima all�Accademia si fece ancora pi� teso. Quando Ido si muoveva fra i corridoi, ovunque si girasse c�erano capannelli di ragazzini che discutevano a mezza voce. Lo gnomo era stanco di tutti quei commenti e degli sguardi di supponenza che gli venivano rivolti.</p><p>Oltretutto, Parsel non riceveva il medesimo trattamento. C�era stato qualche allievo scontento del suo giudizio, ma tutto si era sempre risolto con un�amichevole chiacchierata, mentre le decisioni di Ido venivano messe ogni volta in discussione.</p><p>Lo gnomo per� non era tipo da tenersi per s� le sue angustie; se aveva un sassolino nella scarpa, se lo levava il pi� presto possibile.</p><p>Cos�, una sera, la situazione degener�.</p><p>Ido sorbiva la sua zuppa nella sala del refettorio e cercava di estraniarsi dal consueto borbottio che lo circondava. Intuiva che se si fosse messo ad ascoltare avrebbe colto discussioni poco piacevoli e non aveva intenzione di perdere tempo a litigare. Voleva solo concludere il suo incarico e andarsene da quel posto. Due allievi, per�, parlavano a voce troppo alta e troppo vicino a lui. Se li ricordava, li aveva esaminati la sera prima. Uno dei due, un ragazzo allampanato dai capelli cos� biondi da sembrare albino, non era stato ammesso all�ultima prova.</p><p>�Mi ha scartato...�</p><p>�Non ci pensare, avrai altre occasioni in futuro.�</p><p>�La guerra non aspetta certo me.�</p><p>�La guerra � ben lontana dal concludersi.�</p><p>�Dici cos� perch� tu sei stato scelto. Non ha capito niente di me, quel tizio, proprio niente. Sono sempre stato lo spadaccino migliore della mia classe.�</p><p>�Sst, non alzare la voce, che ti sente...�</p><p>�E che mi senta, quell�idiota. Sarebbe stato meglio se fossi capitato con il maestro Parsel.�</p><p>Ido pos� il cucchiaio e si volt� con calma verso l�allievo. �Ripeti quel che hai detto� disse in tono tranquillo.</p><p>I due ragazzi ripresero a mangiare.</p><p>Lo gnomo allora si alz�, and� da loro e tocc� su una spalla l�allievo che aveva scartato.</p><p>Un tremito percorse il corpo del ragazzo, che per� si volt� fingendo indifferenza. Aveva occhi chiarissimi, mani nervose e un�irritante espressione strafottente.</p><p>�Dico a te. Abbi il coraggio di ripetere anche a me quello che hai detto al tuo amico. Dimmelo in faccia.�</p><p>Il silenzio scese su tutto il refettorio.</p><p>Il ragazzo rimase dubbioso per qualche istante, poi assunse un�espressione decisa. �Ho detto che avete sbagliato a scartarmi alle selezioni� disse in tono supponente. Il suo amico gli diede una gomitata, ma lui lo ignor�.</p><p>Ido sorrise. �Non immaginavo che ne sapessi pi� di me, che combatto da quarant�anni, su quali siano le doti del bravo guerriero.�</p><p>�L�esperienza non pu� certo migliorare un mediocre combattente.�</p><p>A un tavolo poco distante, un maestro si alz�. �Dohor! Ti sembra il modo di rivolgerti a un tuo superiore?�</p><p>�No, lascia che il piccoletto si sfoghi� disse Ido, senza smettere di sorridere. Si rivolse di nuovo a Dohor. �Ti hanno mai detto che il coraggio lo devi conservare per la battaglia, piuttosto che usarlo per fare lo spaccone?�</p><p>Dohor si alz� in piedi. �Io non faccio lo spaccone! Sono perfettamente consapevole delle mie forze e di essere pronto per la battaglia. Tutti qui dentro possono confermare che sono il primo della mia classe, tutti conoscono la mia abilit� con la spada e tutti pensano quel che penso io: che � una cosa indegna essere giudicati da uno come voi.�</p><p>Il silenzio si fece imbarazzato.</p><p>�Questo linguaggio � intollerabile!� tuon� ancora il maestro.</p><p>�Me la vedo io� rispose calmo Ido. Torn� a guardare Dohor. �Mi sembrava di averti chiarito la situazione, il giorno in cui mi sono presentato. Non so che farmene di damerini come te, che combattono con il libro di tecnica in mano, gente con la testa piena di solenni idiozie sui duelli e sull�onore. Ma vedo che sei pi� stupido di quanto credessi. Perfetto, non ti fidi del mio giudizio? Non sia mai che io non sappia mettere in dubbio le mie valutazioni. Prendi la tua arma e seguimi fuori.�</p><p>Il ragazzo rimase al suo posto.</p><p>�Mi hai sentito? Andiamo nell�arena, l� mi mostrerai quel che sai fare.�</p><p>Dohor guard� il suo maestro, seduto al tavolo assieme agli altri insegnanti, ma ne ricevette solo un�occhiata perplessa.</p><p>Fu Parsel a intervenire. �Ido, il ragazzo ti ha evidentemente mancato di rispetto e sar� punito. Tu per� non metterti al suo livello...�</p><p>�Non mi sto mettendo al suo livello� replic� Ido in tono seccato. �Vuole una seconda possibilit�? D�accordo, gliela concedo. Se � il grande guerriero che dice di essere, me lo dimostri e venga fuori con me. Anzi, venite fuori tutti e giudicate voi stessi.� Guard� di nuovo Dohor. �Ti aspetto tra dieci minuti nell�arena.� Quindi usc� dal refettorio e and� nella sua stanza a prendere la spada.</p><p>Mentre percorreva i corridoi deserti, non si sentiva irato, n� offeso. Era calmo, forse solo un po� rattristato. Avrebbe potuto combattere una vita intera, ma non sarebbe bastata a conquistargli il rispetto altrui.</p><p>In meno di dieci minuti fu fuori. L�arena era gi� gremita, ma Dohor ancora non c�era.</p><p>Alla fine arriv�, pallido come un cencio. Indossava un giustacuore in cuoio e al fianco gli dondolava una spada che aveva tutta l�aria di essere il classico cimelio di famiglia. Ido aveva visto giusto. Un rampollo viziato di qualche borioso comandante.</p><p>Parsel tent� l�ultima mediazione. �Ido, non farai altro che renderti ridicolo... Insomma, � un ragazzino che � andato troppo oltre, tutto qui. Gli altri maestri non vedono di buon occhio questa tua alzata di ingegno.�</p><p>�Se l�avesse fatto uno qualunque di voi, sareste tutti qui ad applaudire i suoi metodi educativi. Risparmiami la predica, sai bene che sto facendo la cosa giusta e sai altrettanto bene che non si tratta semplicemente di un ragazzino che si � spinto oltre.�</p><p>Parsel tacque e rinunci� ai suoi propositi.</p><p>L�allievo si ferm� al centro dell�arena e rimase perplesso al suo posto.</p><p>�Be�? Hai intenzione di combattere o cosa?� lo provoc� Ido.</p><p>�Non siete in posizione d�attacco...�</p><p>�Tra i fammin non si usa... Un gran guerriero come te dovrebbe saperlo. Forza, fatti sotto.�</p><p>Dohor part� con un potente affondo e a Ido bast� semplicemente scostarsi. Il ragazzo dovette intuire mentre vibrava il colpo che la strategia non era vincente, cos� tent� subito dopo un colpo laterale. Ido si limit� a saltare e Dohor perse l�equilibrio. Lo gnomo quindi gli punt� la spada alla gola.</p><p>�To�, sembra che io abbia vinto. Ma forse eri distratto, non hai avuto il tempo di mostrarmi le tue grandi doti. Mettiamola cos�, la faremo al meglio di tre assalti, va bene?�</p><p>Il ragazzo doveva iniziare a rendersi conto del pasticcio in cui si era cacciato, perch� annu� poco convinto.</p><p>I due si separarono. Anche questa volta, Ido rimase fermo al suo posto e Dohor tent� di attaccarlo. Prov� con un colpo dall�alto, ma lo gnomo si spost� lateralmente e lo schiv�. Da quando quella farsa era iniziata, non aveva usato la spada neppure una volta. Dohor tent� ancora, e ancora, ma Ido era sfuggente come un furetto. Poi, lo gnomo inferse un rapido colpo alla spada del suo avversario e quella vol� via lontano. Ancora una volta, punt� l�arma alla gola del ragazzo.</p><p>�A quanto pare la tua presa non � poi troppo salda...�</p><p>Dohor ansimava spaventato a un braccio da lui.</p><p>�Due a tre, ragazzo. Sembra che abbia vinto. Ma non importa. Sono magnanimo oggi, quindi direi che possiamo anche fare cos�: se vinci la prossima, entrerai a far parte delle mie truppe. Sei d�accordo?�</p><p>�Io...� prov� a obiettare il ragazzo con uno sguardo supplice, ma Ido non gli diede il tempo di finire la frase.</p><p>�Perfetto, vedo che sei d�accordo. Sono magnanimo, per� non sono stupido, quindi stavolta sar� io ad attaccare.�</p><p>Ido e Dohor si separarono ancora. Non appena Ido vide che il ragazzo era pronto al suo posto, part� alla carica. Come al suo solito, gioc� di polso. Le sue gambette, che tanta ilarit� suscitavano in quel branco di ragazzini viziati, erano ben salde a terra e anche la parte superiore del corpo era pressoch� immobile. Solo il braccio si muoveva.</p><p>Dohor non sapeva come reagire, tentava di parare, ma la spada di Ido era rapidissima e colpiva da pi� direzioni. Il ragazzo ce la mise tutta, ma non fece altro che indietreggiare, finch� non si ritrov� a pochi passi dalla rastrelliera posta sul fondo dell�arena. Fu preso dal panico, inciamp� e cadde a terra. Di nuovo la spada di Ido punt� al suo collo.</p><p>�Serata no? Come mai uno bravo come te non ha saputo rispondere a neppure uno dei miei colpi? Che ne dici?�</p><p>Dohor, al limite delle lacrime, tacque affannato, ancora disteso a terra.</p><p>�Non c�� bisogno che sprechi altre parole, ti spiego io com�� andata. � andata che sei un soldato immaturo, � andata che ti sopravvaluti come un idiota. � andata che forse potresti anche avere talento, se non fossi cos� borioso e sicuro di te. Hai ancora molto da imparare sulla tecnica della spada, figurarsi sulla guerra. Invece di frignare perch� non ti ho preso con me, ringraziami, perch� ti ho salvato la vita. In battaglia non saresti durato il tempo di questo duello.�</p><p>Ido rinfoder� la spada e torn� nel refettorio, nel silenzio generale, rotto soltanto dai singhiozzi di rabbia e vergogna di Dohor.</p><empty-line/><p>Dopo l�episodio nell�arena, il clima all�Accademia cambi� radicalmente. I ragazzi guardavano Ido con timore, i maestri lo evitavano. Non era esattamente quel che lo gnomo aveva sperato, ma il timore era comunque meglio dello scherno, cos� si accontent� del risultato ottenuto.</p><p>La sua impresa di quella sera ebbe per� anche alcuni sgradevoli effetti collaterali. Ido se ne accorse il giorno in cui inizi� la seconda fase delle selezioni, durante la quale ciascuno degli allievi scelti era chiamato a combattere con il maestro.</p><p>Lo gnomo fece il suo ingresso nell�arena in tenuta da battaglia, con la lunga spada che gli pendeva al fianco. Gli allievi erano gi� schierati, un�ottantina in tutto. Regnava un silenzio assoluto e Ido se ne meravigli�. Scorse rapidamente i volti l� assiepati e vide solo sguardi impauriti.</p><p>Cominci� col presentare la prova e si dilung� in qualche chiacchiera inutile, ma continuava a sentirsi a disagio, fra tutti quegli occhi che lo scrutavano allarmati. Alla fine decise che era tempo di tagliare corto.</p><p>�Tu, in prima fila, cominciamo con te.�</p><p>�Io?� rispose il giovane perplesso.</p><p>�Non mi sembra di essere strabico, quindi s�, tu.�</p><p>Ido aveva scelto un allievo piuttosto esperto. Era un ragazzo grandicello, bruno e scuro di carnagione, che gli era sembrato promettente. Si era detto che fosse il caso di cominciare con uno bravo, per rompere il ghiaccio.</p><p>Il ragazzo avanz� verso di lui con passo insicuro. Sotto il colore brunastro della sua pelle, si notava un evidente pallore.</p><p>Ido era indeciso sul da farsi. �In guardia� disse secco.</p><p>Il ragazzo obbed� poco convinto.</p><p>Lo gnomo inizi� ad attaccare e l�allievo sembr� essere finito nel pallone. Movimenti scoordinati, colpi imprecisi e fuori tempo, un campionario dell�incapacit� nella scherma, finch� la sua spada vol� via dopo pochi assalti.</p><p>�Be�?� esclam� Ido, spiazzato.</p><p>Il ragazzo rimase al centro dell�arena con le braccia lungo i fianchi. Aveva lo sguardo terrorizzato. �Perdonatemi... io...�</p><p>Ido poteva fiutare la sua paura anche a quella distanza. Sentiva perfino il battito esasperato del suo cuore. Inizi� a capire. �Va bene, come se nulla fosse successo. Sei agitato. Mi rendo conto...� In verit�, non se ne capacitava, ma insistere nel ruolo del maestro intransigente non l�avrebbe portato da nessuna parte. �Prima che mi veniate davanti a uno a uno bianchi come cenci, mettiamo in chiaro un paio di cose. Io non sono qui per mangiare nessuno, n� per umiliarvi. Dimenticate gli episodi a cui avete assistito in questi giorni. � ovvio che non mi attendo che mi battiate. Ed � altrettanto ovvio che non sono qui per battervi. State calmi e fate del vostro meglio. Va bene?�</p><p>Il "s�" di quell�ottantina di ragazzi fu quasi impercettibile.</p><p>Ido sbuff�. <emphasis>Che razza di compito mi hanno assegnato... </emphasis>�Forza, riprendi la tua spada e attaccami. Io sono qui.�</p><p>Il ragazzo si fece coraggio, riafferr� la spada e prov� ad attaccare. Ido per parte sua non fece praticamente nulla. Si limit� a parare, senza neppure troppa convinzione, colpo su colpo. Dopo una decina di minuti di un duello inutile e noioso, abbass� l�arma.</p><p>�� stato cos� terribile?� chiese con un sorriso forzato.</p><p>Il ragazzo sembr� apprezzare il tentativo e con un timido sorriso di comprensione disse un "no" che sapeva tanto di sospiro di sollievo.</p><p>�Perfetto. Il prossimo.�</p><p>Nessuno si mosse.</p><p>�Il prossimo, ho detto� ripet� in tono pi� autoritario.</p><p>Subito si fece avanti un biondino magrolino ma molto tenace; Ido lo aveva gi� notato durante la prima fase delle selezioni. Non era un grande spadaccino, ma un ottimo guerriero, infiammato dall�ardore e dalla determinazione.</p><p>Il ragazzo assunse un�aria concentrata e si mise in posizione di attacco. Ido sorrise; finalmente aveva davanti qualcuno consapevole di quello che faceva. Inizi� a duellare con piacere, orgoglioso del suo ruolo di insegnante.</p><empty-line/><p>Le selezioni richiesero all�incirca tre giorni e alla fine Ido si ritrov� con il suo manipolo di giovani reclute, centoventi ragazzi in tutto, meno della met� del gruppo iniziale.</p><p>Quando per la prima volta li vide schierati, si sent� prendere dallo sconforto. Aveva due settimane per fare di quei ragazzi dei guerrieri e il compito gli sembrava improbo. Con Nihal ci aveva impiegato mesi. Era vero che in quel caso si trattava di addestrare un Cavaliere, ma era anche vero che la mezzelfo era assai dotata. Qui invece aveva un gruppo di ragazzini con una propensione alle armi appena passabile.</p><p>Parsel parve leggergli nel pensiero. �Non devono diventare il corpo pi� forte dell�esercito. Solo buoni guerrieri che aiutino le truppe d�assalto� gli disse.</p><p>Ido sospir�.</p><empty-line/><p>Per l�addestramento, lo gnomo esigette che i ragazzi abbandonassero l�Accademia e si sistemassero in un accampamento nella Terra dell�Acqua. La cosa fu fonte di una lunga e sfibrante discussione con Raven.</p><p>Il Supremo Generale piant� parecchie grane, brontol� e disse che i ragazzi erano comunque allievi e dunque il loro posto era l�, in Accademia.</p><p>�Devono diventare guerrieri, devono imparare ad avere familiarit� con certi spettacoli. Sul fronte avranno modo di assaporare l�aria che si respira in guerra, cos� non si troveranno impreparati il giorno dell�attacco� replic� Ido.</p><p>�Tu vuoi semplicemente andartene� rispose Raven. �Non sopporti questo posto, lo so, e non vedi l�ora di levare le tende. � questo l�unico motivo.�</p><p>�E l�unico motivo per cui tu fai tutte queste storie � che vuoi mettermi i bastoni fra le ruote.�</p><p>Dovette intervenire Parsel, che inaspettatamente appoggi� l�idea di Ido. Solo cos� lo gnomo ebbe il via libera e pot� finalmente lasciare l�Accademia.</p><p>Non appena mise il naso fuori dal portone, gli parve di tornare a respirare, e si sent� ancora meglio una volta che ebbe lasciato Makrat. Vol� piano con Vesa, mentre la carovana degli allievi scorreva lenta sotto di lui. A mano a mano che si allontanava dalla capitale, gli sembrava di rifiorire; persino il compito dell�addestramento si prospettava meno noioso.</p><p>Si fermavano spesso e Ido ne approfittava per qualche breve lezione di strategia, per rinfrescare le nozioni che i ragazzi avevano appreso in Accademia. Lo gnomo sapeva per esperienza che la strategia era la materia meno seguita dagli studenti, che erano sempre ansiosi di menare le mani.</p><p>Raccont� quindi alle sue reclute delle numerose battaglie che aveva combattuto, illustr� loro gli schieramenti degli eserciti e le strategie adottate. Lo trov� quasi divertente, era come far rivivere il passato e provava un curioso piacere a rievocare le sue imprese. I ragazzi poi pendevano dalle sue labbra e lo ascoltavano assorti. Ogni tanto qualcuno si lasciava andare a esclamazioni di stupore, oppure qualcun altro gli rivolgeva una domanda. Ido iniziava ad affezionarsi a quei ragazzi.</p><p>Lo gnomo si dilungava anche nella descrizione del nemico, delle sue armi, dei suoi guerrieri. I ragazzi avevano sentito parlare dei fammin e degli uccelli di fuoco, ma erano argomenti su cui all�Accademia si sorvolava, perch� sarebbero stati affrontati alla vigilia della prima battaglia, quella che concludeva la fase iniziale dell�addestramento.</p><p>Ma i giorni di viaggio non erano occupati solo dalle lezioni alle reclute. Finalmente Ido poteva iniziare il proprio addestramento. Pensava con ansia alla battaglia che di l� a breve l�avrebbe impegnato e rievocava sempre pi� di frequente l�immagine del Cavaliere vermiglio, che aveva quasi dimenticato nei giorni trascorsi all�Accademia. Spesso se ne andava nel bosco, con Vesa, a esercitarsi per aumentare la propria agilit�, bench� non ne avesse davvero bisogno. Era ossessionato dall�idea di battere quel Cavaliere e l�epiteto che lui gli aveva lanciato nel bel mezzo della battaglia � "codardo" � gli fischiava di continuo nelle orecchie.</p></section><section><title><p>18</p><p>L�errato</p></title><p>La felicit� di Nihal alla vista di Laio si trasform� presto in preoccupazione. Il ragazzo aveva un colorito terreo, le braccia fasciate e la sua casacca era insanguinata.</p><p>�Che cosa ti � successo?� chiese mentre gli si avvicinava.</p><p>Laio sorrise. �� una storia lunga.�</p><p>Per prima cosa, Nihal volle legare il fammin. Sentiva provenire da lui sentimenti strani, simili a quelli che aveva percepito fuori dalle celle dove erano rinchiusi quegli esseri, ma pi� intensi. La mezzelfo non riusciva a capire da dove scaturissero, non si capacitava che un fammin potesse essere cos� sconsolatamente triste e mansueto.</p><p>Poi mangiarono e durante il pasto Nihal e Sennar si fecero raccontare tutta la storia da Laio. Lo scudiero descrisse con fierezza la sua fuga dalla cella, l�arrivo al valico, la tortura, senza risparmiare neppure un particolare. Dalla sua espressione, Nihal cap� quanto fosse orgoglioso di meritarsi finalmente la loro ammirazione e not� che spesso si rivolgeva a Sennar, come in attesa di un riconoscimento. Infine Laio parl� di Vra�ta.</p><p>�Sar� meglio che ti curi quelle ferite� disse Sennar alla fine del suo racconto.</p><p>Laio lo fiss� e distolse lo sguardo solo quando il mago gli concesse un sorriso. Quindi si volt� verso Nihal. �Sei arrabbiata?�</p><p>Nihal esit� prima di rispondere. �Non lo so.�</p><p>�Non l�ho fatto per capriccio� disse Laio e Nihal not� che la sua voce non era pi� cristallina come prima, era la voce di un uomo. �Voglio essere padrone del mio destino, per questo l�ho fatto. Credo di essere pi� utile qui con te che alla base o in qualsiasi altro posto.�</p><p>�Per�... come ti sei ridotto...� mormor� Nihal.</p><p>�Ho pagato per la mia scelta. Nella vita � cos� disse. Poi sorrise e si allontan� con Sennar.</p><empty-line/><p>Le ferite non erano gravi, fatta eccezione per quella alla spalla, che rischiava di infettarsi, ma erano numerose e Sennar dovette faticare un bel po� per curarle. Quando il mago ebbe terminato, Laio si assop� tranquillo.</p><p>Sennar quindi torn� da Nihal, assorta vicino al fuoco. �Cos�hai intenzione di fare con il fammin?� le chiese.</p><p>�Non si pu� far altro che ucciderlo� rispose in tono freddo Nihal.</p><p>�Non credi a quel che ci ha detto Laio?�</p><p>�I fammin sono macchine di morte, nient�altro.�</p><p>Nihal sentiva il bisogno di uccidere dal momento in cui aveva abbandonato Seferdi, e ora le si presentava l�occasione di soddisfarlo. Aveva visto il corpo di Laio, mentre Sennar lo curava; non c�era un brandello di pelle che non fosse stato lacerato dalla frusta o bruciato dai ferri roventi. Di tutte le abiezioni, la tortura era quella che faticava di pi� a tollerare.</p><p>�Laio � affezionato a quell�essere� disse Sennar. �Se il fammin avesse voluto ucciderci, non avrebbe confessato tutto. So che sei ancora furiosa per quello che abbiamo visto a Seferdi, ma credo che tu debba riflettere...�</p><p>Nihal lo zitt� con un gesto di stizza. �Sai benissimo anche tu che i fammin sono nemici.�</p><p>�Questo per� ha salvato la vita di Laio� ribatt� Sennar.</p><p>�S�, per venire fin qui a ucciderci.�</p><p>�Parlagli� disse Sennar calmo. �Interrogalo e cerca di capire cosa vuole, poi decideremo che fare di lui.�</p><empty-line/><p>Nihal non riusciva a dormire al pensiero di avere quell�essere al suo fianco, cos� volle parlare con lui quella notte stessa. Lo svegli� con un calcio e gli si par� davanti. La sua mano strinse automaticamente l�elsa della spada, ma si trattene dall�ucciderlo. C�erano quegli occhi che la frenavano, la tristezza che sentiva provenire dal fammin le impediva di sguainare la spada e tagliargli la testa. �Dobbiamo parlare� gli disse.</p><p>Il fammin si limit� a guardarla con tranquillit�.</p><p>Nihal si sedette. �Hai un nome?�</p><p>�Vra�ta.�</p><p>La mezzelfo sussult�. Era una parola della formula proibita. Solo udirla la fece rabbrividire.</p><p>�� una parola che il Tiranno usa per le sue magie� spieg� infatti l�essere. �Tutti i fammin hanno nomi del genere, in modo che quando li si chiama siano avvinti da un incantesimo e non possano disobbedire.�</p><p>�� cos� che i comandanti vi danno gli ordini?�</p><p>�S� disse Vra�ta. �Se si tratta di un ordine normale, un fammin pu� anche non obbedire, ma quando siamo chiamati per nome perdiamo quella possibilit�.�</p><p>�Sei qui per ucciderci, vero?� chiese Nihal.</p><p>�Non voglio fare del male a Laio� rispose Vra�ta.</p><p>�Io vi conosco bene� inizi� Nihal. �Quasi tre anni fa, due tuoi degni compari vennero in casa mia e uccisero mio padre sotto i miei occhi. Si divertirono a farlo. So riconoscere la gioia dell�uccidere e vidi quella gioia nei loro occhi. Voi siete tutti cos�: amate il sangue.�</p><p>�Io non amo nulla. Mi piace solo che Laio stia bene.�</p><p>�Ti sei approfittato di Laio perch� � ingenuo per� me non mi freghi. Io sono un Cavaliere di Drago, ho gi� avuto a che fare con voi.�</p><p>�Allora perch� non mi hai ucciso?�</p><p>La domanda spiazz� Nihal. Non riusciva a confrontarsi con quell�essere. Sentiva di odiarlo, ma per certi versi lo percepiva simile a s�. Non assomigliava ai fammin contro i quali era solita combattere.</p><p>�Io non sono come voi� rispose alla fine. �Io non uccido per il gusto di farlo.�</p><p>�Tu sei una mezzelfo.� Quelle parole fecero trasalire Nihal. �Lo so perch� molti uomini si vantano di averli sterminati� spieg� Vra�ta.</p><p>�Foste voi a ucciderli.�</p><p>�No, ti sbagli� rispose Vra�ta. �Sono passati molti anni, ma alcuni di quelli che assistettero alla strage vivono ancora e adesso sono grandi comandanti. Spesso li ho sentiti raccontare di Seferdi. Numerose citt� della Terra dei Giorni furono distrutte dai fammin, ma Seferdi la vollero radere al suolo gli uomini.�</p><p>�Menti� disse Nihal.</p><p>�Portarono una truppa di fammin per gettare scompiglio, ma erano quasi tutti uomini, e tra loro c�erano molti maghi. L�ultimo re dei mezzelfi aveva bandito i maghi dalla Terra dei Giorni e volevano vendicarsi. Entrarono con i guerrieri pi� forti e iniziarono la strage; poi, uno dei maghi pi� potenti gett� un incantesimo su Seferdi, perch� i cadaveri impiccati non si decomponessero e restassero per sempre appesi dov�erano.�</p><p>Nihal sguain� la spada e gliela punt� contro. �Rimangiati tutte queste menzogne!� grid�.</p><p>�� la verit� disse calmo Vra�ta. Nihal sent� che non aveva alcuna paura della morte. �Noi uccidiamo, ma sono gli uomini che ci comandano, da soli non sappiamo fare niente. Loro ci dicono di sterminare e noi lo facciamo; loro ci hanno creati perch� amassimo uccidere e noi lo amiamo; loro ordinano e noi non possiamo dire di no.�</p><p>Nihal fremeva di rabbia, ma sapeva che era la verit�. Si era gi� imbattuta nei traditori quando combatteva e li aveva visti nella locanda in cui si erano fermati giorni addietro. Accost� la spada alla gola del fammin.</p><p>�Tu non conosci davvero i fammin, altrimenti non avresti questi dubbi� rispose Vra�ta. �Ci sono alcuni fammin che chiamiamo gli Errati. Gli uomini non sanno bene perch�, per� gli Errati non amano uccidere. Parlano di sentimenti, dicono che massacrare non � giusto e cose del genere.�</p><p>�Non esistono fammin cos� sbott� Nihal, ma gi� mentre lo diceva il dubbio si era insinuato in lei. Questo spiegava i sentimenti dei fammin in cella, le emozioni che percepiva in Vra�ta.</p><p>�Gli Errati dicono di soffrire mentre uccidono. Non vogliono farlo, ma devono, perch� gli uomini glielo ordinano. Quando un uomo ci chiama per nome, non ha pi� senso quel che vogliamo o quel che sentiamo.� Il fammin fece una pausa, pensieroso. �Io so che non voglio uccidere Laio, � tutto quello che so.�</p><p>�Sono molti gli Errati?� chiese Nihal.</p><p>�Ancora no, ma stanno aumentando. Gli uomini li odiano. Li fanno combattere e si divertono a dare loro ordini crudeli chiamandoli per nome, per vederli soffrire. Alcuni, alla fine, si fanno uccidere.�</p><p>�Tu non sei uno di loro� disse Nihal.</p><p>�No� rispose Vra�ta, ma Nihal cap� che era titubante.</p><p>Era un Errato, Nihal lo sentiva, ma non voleva crederci, come non voleva prestare fede alle sue parole. I fammin erano mostri e lei ne aveva sterminati a migliaia in battaglia. Eppure sapeva che Vra�ta aveva detto la verit�. Ma allora, dov�era il bene e dove il male? Erano gli uomini i veri mostri? Non era peggiore chi, come lei, uccideva per scelta, piuttosto che quelli che lo facevano perch� vi erano costretti?</p><p>Vra�ta la fiss�. �Uccidimi� disse.</p><p>Nihal rest� in silenzio, stupita.</p><p>�Io non voglio ammazzare Laio. Lui mi ha fatto conoscere la vita. Lui � mio amico, mi ha spiegato cos�� l�amicizia. Ma se qualcuno mi chiamer� per nome, dovr� ucciderlo, e anche te. E non voglio.</p><p>Uccidimi.�</p><p>Nihal strinse i denti e cerc� una decisione che in quel momento non aveva. �Certo che lo faccio, non hai bisogno di pregarmi.�</p><p>Prepar� il colpo. Impugn� la spada con due mani e la lev� verso l�alto, guardando la gola del fammin. L�avrebbe abbattuta in quel punto e tutto sarebbe finito. Quell�essere era un pericolo, doveva toglierlo di mezzo. La spada le trem� tra le mani.</p><p>�Uccidimi� disse ancora Vra�ta. La sua adesso era una voce umana, non aveva pi� quei toni gutturali che ogni volta ricordavano a Nihal la morte di Livon. Non era un assassino a chiederle la morte, era un prigioniero. Nihal abbass� la spada.</p><p>�Ora no, non voglio� disse.</p><p>�Ma io sono una minaccia...� protest� Vra�ta.</p><p>�Non ti permetter� di uccidere n� me, n� i miei compagni� disse Nihal. �Finch� ci sar� io, tu sarai inoffensivo.� Poi se ne and�, accompagnata dal dolore del fammin.</p><empty-line/><p>Il mattino seguente, quando tutti furono svegli, Nihal comunic� la sua decisione: �Vra�ta verr� con noi, sar� una specie di prigioniero. Indietro non possiamo mandarlo, perch� parlerebbe di noi, e se lo uccidessimo...�. Esit�. Non le andava di ammettere che non aveva avuto il coraggio di ammazzarlo. Vide lo sguardo speranzoso di Laio e si rincuor�. �Se lo uccidessimo manderebbero a cercarci altri suoi compari e rischieremmo di essere scoperti.�</p><p>La spiegazione non stava in piedi, ma nessuno glielo fece notare.</p><p>�All�occorrenza potremo fingere che ci tenga prigionieri, sar� un modo per passare attraverso il territorio nemico� concluse Nihal. Non attese repliche, sfugg� gli occhi di Vra�ta, che era l�unico per niente contento della decisione, e si alz�. Quindi ripresero la marcia.</p><empty-line/><p>Entrarono nella Terra della Notte il giorno dopo l�incontro con Laio. La luce nelle paludi era crepuscolare, ma d�un tratto il buio cal� su di loro. Era un buio strano. Non c�erano stelle in cielo, e neppure la luna, solo un�insolita luce diffusa, come in una notte di plenilunio.</p><p>�Ci siamo� disse Laio. Nihal lo guard�. �Questa � la mia Terra, la Terra della Notte.�</p><p>Laio era stato portato via da quei luoghi quando aveva all�incirca due anni e non ne conservava praticamente ricordo. I suoi vi si erano trattenuti finch� erano riusciti a tenere nascosto il loro dissenso al regime del Tiranno e a dare man forte alla resistenza locale. Quando erano sorti i primi sospetti nei loro confronti avevano preferito proteggere il figlio e partire. Si erano rifugiati nella Terra dell�Acqua, dove suo padre aveva costruito la dimora tenebrosa in cui Nihal era stata ospite. La madre di Laio era morta durante la seconda gravidanza e Laio e suo padre erano rimasti soli. Pewar parlava spesso al figlio di quella Terra che amava, avvolta nel buio perenne. Laio aveva custodito insieme ai racconti anche la nostalgia che li circondava e aveva sempre desiderato vedere la sua Terra natia.</p><empty-line/><p>La prima sera, accampati nella palude e protetti dall�oscurit�, Nihal interrog� il talismano. Si accorse che il suo potere era aumentato. Del resto, met� delle pietre erano alloggiate nei loro alvei. In effetti, le indicazioni furono molto pi� precise del solito: Nihal vide il sud e alberi contorti, con i rami protesi verso il cielo. Una foresta morente.</p><p>�Mio padre me ne parlava spesso� disse Laio, quando Nihal ebbe riferito le sue visioni. �C�� una grande foresta a sud, chiamata Foresta di Mool. Era uno dei boschi pi� belli di tutto il Mondo Emerso, ma da quando c�� il Tiranno sta morendo lentamente.�</p><p>Si avviarono verso sud. Dopo i primi due giorni di marcia, compresero cosa significasse vivere in una notte perenne. Era quasi impossibile dormire con regolarit� e finirono con l�addormentarsi quando capitava. Inoltre, se i terreni paludosi erano ostici da attraversare in piena luce, figurarsi al buio, senza vedere dove posavano i piedi. Come se non bastasse, era difficile orientarsi, cos� Sennar fu costretto a usare la magia, con il rischio che altri maghi li scoprissero. Pi� di una volta smarrirono la strada e si ritrovarono a girare in tondo. Poi le scorte di cibo terminarono e dovettero accontentarsi di quel che trovavano lungo la strada: radici ed erbe varie. Di tanto in tanto, Vra�ta riusciva a catturare qualche animaletto.</p><p>Quando superarono il fiume Looh, si trovarono di fronte una pianura stepposa, ricoperta da una lanugine che si faticava a chiamare erba. Abbattuti, si prepararono a guadarlo.</p><p>Fu in quei giorni che per la prima volta Vra�ta diede segni di inquietudine. Fino a quel momento era stato tranquillo e servizievole; solo Nihal ne conosceva il tormento interiore. Il fammin portava Laio sulle spalle, metteva il suo fiuto al servizio dei compagni di viaggio, marciava senza mai stancarsi. Di sera, vegliava di guardia anche se non gli era richiesto. Con il passare dei giorni, la voce del fammin si era fatta meno gutturale e sembrava quasi umana, e i suoi occhi erano pi� limpidi.</p><p>�Perch� stai male?� gli chiese una sera Nihal, mentre condividevano il turno di guardia davanti al fuoco.</p><p>Il fammin la guard� stupito. �Cosa vuol dire?�</p><p>�Sento che sei triste, che provi dolore.�</p><p>Vra�ta sospir�. �Penso al mio destino. Stando con Laio mi accorgo di tante cose che non capivo e non so se sono contento di averle capite. Forse preferirei non aver mai scoperto il mondo.�</p><p>Nihal rimase in silenzio.</p><p>�Forse sono come gli Errati� continu� Vra�ta. �Se ripenso a quel che mi dicevano, credo di capirli adesso. Vorrei non essere quello che sono, vorrei non dover pi� uccidere, ma so che un giorno sar� costretto a farlo. Preferisco morire. Mi ucciderai se te lo chieder�?�</p><p>Nihal ci pens� a lungo prima di rispondere. �Non ti permetter� mai di farci del male� rispose infine.</p><empty-line/><p>Un giorno, mentre camminavano nella steppa, Sennar si accorse che Vra�ta annusava l�aria di continuo.</p><p>�C�� qualcosa che non va?� chiese il mago, ma il fammin scosse la testa.</p><p>Arrivarono alla Foresta di Mool durante la terza settimana di viaggio. La pallida luce che aleggiava su quella Terra d�ombra si posava su un intrico di rami spogli, che intrecciavano orditi contro il cielo e si estendevano a perdita d�occhio. Anche cos�, asfissiata dagli artigli del Tiranno, la foresta conservava parte dell�antica magnificenza.</p><p>Non tutto per� era morto. A mano a mano che si inoltravano nel folto, iniziarono a incontrare qualche alberello con i rami ricoperti di foglie. Avevano un aspetto malaticcio, eppure resistevano. Un giorno trovarono una piccola radura circondata da alberi frondosi e decisero di fermarsi per riposare.</p><p>Vra�ta part� per la caccia e Nihal ne approfitt� per interrogare di nuovo il talismano. Preferiva farlo quando il fammin non era nei pressi. La mezzelfo chiuse gli occhi e cap� dalle visioni che erano vicini al santuario. Forse, per una volta, non avrebbero incontrato ostacoli.</p><p>Quando Vra�ta torn�, Nihal e Sennar si accorsero subito che qualcosa non andava.</p><p>�Va tutto bene?� chiese Nihal. D�istinto, port� la mano alla spada.</p><p>�S� rispose Vra�ta, ma non la guard� negli occhi.</p><p>�Sicuro?� Sguain� la spada e gliela piazz� sotto la gola.</p><p>�Lascialo stare, possibile che ancora non ti fidi di lui?� esclam� Laio facendosi avanti.</p><p>Nihal abbass� la spada. Sapeva che Vra�ta non temeva la morte, ma la desiderava. In quel modo non avrebbe cavato niente da lui.</p><p>�Meglio andare� disse. Cos� rinunciarono al riposo e si avviarono.</p><empty-line/><p>Camminarono a lungo, finch� non furono esausti e si fermarono in una radura, pi� ampia e pi� spoglia della precedente. Laio non era ancora in forma e avevano marciato per diciotto ore filate. Vra�ta continuava a essere inquieto.</p><p>Un paio d�ore dopo, solo Nihal vegliava. Sennar aveva ceduto alla stanchezza e si era assopito; quanto a Laio, dormiva della grossa. Sembrava che anche Vra�ta riposasse. D�un tratto, il fammin spalanc� un occhio rosso nel buio e si alz� di scatto. Il suo respiro era affannoso, gli occhi non erano pi� limpidi e tristi, bens� accesi di furore.</p><p>Non appena lo vide, Nihal port� la mano alla spada.</p><p>�Mi stanno chiamando� mormor� Vra�ta. La sua voce era roca, quasi un grugnito.</p><p>Nihal svegli� Sennar e Laio, poi sguain� la spada. �Chi ti chiama?� chiese a Vra�ta.</p><p>�Sono vicini� rispose lui. La sua voce era sempre pi� feroce.</p><p>�Qualunque cosa sia, va� al santuario� disse Sennar.</p><p>Nihal si volt� e lo vide prepararsi al combattimento. Laio era accanto a lui, assonnato e con la spada in pugno.</p><p>�Cosa?� chiese Nihal.</p><p>�Non puoi morire. Se verremo attaccati, scappa verso il santuario� ripet� il mago.</p><p>�E vi lascio qui?�</p><p>�Noi abbiamo il compito di proteggerti� rispose Laio.</p><p>Nihal esit�.</p><p>�Non fare storie� insistette Sennar in tono pi� deciso, poi tese l�orecchio.</p><p>Nihal sent� il respiro affannoso di Vra�ta alle sue spalle, un respiro da bestia braccata. Si volt� e vide i suoi occhi rossi di furore.</p><p>�Vattene!� grid� Sennar. Ora si sentivano distintamente dei passi avvicinarsi attraverso gli alberi.</p><p>Vra�ta afferr� Nihal per un braccio e la trascin� lontano dai suoi amici, dove non potessero vederla. Lei si divincol� e rimedi� un livido. �Che cosa ti prende?� url�.</p><p>�Mi hanno seguito� disse Vra�ta, con una voce cos� feroce che era difficile distinguere le parole. �Li ho visti ieri, da lontano. Sono i miei compagni della prigione. Mi stanno chiamando. Sanno che li ho traditi e ora mi dicono di ammazzarvi, di ammazzare Laio.� Sorrise feroce.</p><p>Nihal impugn� la spada, ma non la cal�. Non aveva paura di Vra�ta come di un nemico, temeva il suo mutamento. Il fammin scosse la testa e per un istante i suoi occhi tornarono quelli di prima, ma vi era un tale terrore che Nihal ne ebbe ancora pi� paura.</p><p>�Ti ho portata qui perch� tu mi uccida� disse con una voce che a tratti tornava ad assomigliare a quella umana e a tratti era un grugnito minaccioso. �Non volevo che mi ammazzassi davanti a Laio.�</p><p>�Non posso...�</p><p>�Uccidimi!� url� Vra�ta.</p><p>�Tu hai salvato Laio, hai viaggiato con noi, hai cacciato per noi... Non posso...� Aveva ucciso migliaia di fammin, ma quello che aveva davanti non era un nemico. Sarebbe stato un omicidio.</p><p>�Non voglio uccidere Laio, non voglio uccidere... Ammazzami!� grid� Vra�ta e la sua voce riemp� la foresta.</p><p>Nihal ud� rumore di spade e alcuni scoppi. I suoi amici avevano iniziato la battaglia. Sent� passi confusi fra gli alberi, grida gutturali, e vide Vra�ta mutare sotto i suoi occhi. La strinse con forza e il suo volto si trasform� in un ghigno feroce.</p><p>�Uccidimi. Perch� non vuoi farlo, dannata mezzelfo? Mi odi cos� tanto? Tra poco non sar� pi� me stesso!�</p><p>Ora anche Nihal sentiva il nome di Vra�ta riecheggiare nella foresta. Il fammin si prese la testa fra le mani ed esercit� una pressione cos� forte sulle tempie che il sangue inizi� a scorrergli tra le dita. Si alz�, la guard� con occhi da folle e la implor� di ucciderlo.</p><p>Nihal scatt� in piedi, chiuse gli occhi e affond� la spada fino all�elsa nel ventre di Vra�ta. Quando li riapr�, il fammin era in ginocchio in un lago di sangue, e la guardava felice. I suoi occhi erano di nuovo limpidi, il suo volto era disteso e sorrideva.</p><p>�Grazie...� mormor�, poi cadde al suolo.</p><p>Nihal rimase immobile. Per la prima volta aveva compreso cosa significasse uccidere. La spada le tremava fra le mani e si sent� lorda di sangue innocente. Non ud� i passi dei nemici che avanzavano verso di lei e quando quattro fammin sbucarono tra i rami spogli, la presero di sorpresa. Allung� innanzi a s� la spada.</p><p>Mai aveva esitato di fronte al nemico; aveva avuto paura della battaglia, una volta, ma mai di uccidere. Stavolta era diverso. Era sazia di sangue, provava disgusto all�idea di spargerne ancora.</p><p>I fammin si lanciarono su di lei e un�ascia la fer� a una spalla. Nihal balz� indietro, la spada tesa verso di loro. �Non voglio combattere contro di voi! Andatevene!� url�.</p><p>In ciascuno dei volti feroci che le si paravano innanzi vedeva riflesso il sorriso di Vra�ta; ognuno dei suoi avversari poteva essere un Errato, che obbediva agli ordini perch� non poteva fare diversamente. Come poteva combattere con loro?</p><p>Si diede alla fuga, cerc� di correre pi� veloce che poteva, si graffi� tra i rami, cadde, si rialz� e continu� a correre. Sentiva i passi dei nemici dietro di lei.</p><p>Un secondo colpo le squarci� il corpetto sulla schiena. No, non poteva fuggire, doveva lottare. Si ferm� e si volt�. Quando la videro pronta al combattimento, i fammin esitarono.</p><p>�Non voglio uccidervi. Andatevene e non vi far� nulla� disse Nihal.</p><p>In tutta risposta ottenne ghigni sprezzanti. Nihal chiuse gli occhi e inizi� a combattere. Non voleva vedere i loro volti, aveva il terrore di scorgervi una traccia di umanit�. Le ci volle un po� per abbattere il primo, quindi si gett� sul secondo, fu ferita ancora, ma continu� a lottare, fino a quando a terra rimasero solo i corpi dei fammin uccisi. Ricominci� a correre, inseguita dal disgusto che provava per se stessa.</p><p>A un tratto si ferm�. Sentiva di essere arrivata.</p><p>Davanti a lei c�era una sorta di caverna, le pareti erano fusti d�alberi morti e i rami intrecciati formavano la volta. Nihal entr� e continu� a correre; pi� correva, pi� il buio intorno a lei si infittiva.</p><p>Le sembr� di correre per un�eternit�. L�aria aveva assunto una strana consistenza, la avvolgeva come una coperta, come fosse acqua. Inciamp� in qualcosa e cadde a terra. Fu allora che sent� il nodo che aveva in gola sciogliersi e si abbandon� a un pianto senza freni. Mille pensieri le affollavano la mente: l�immagine di Vra�ta che moriva sorridendo, la strage appena compiuta nel bosco, i suoi amici che combattevano da soli, Laio ferito e torturato, Sennar.</p><p>Pianse cos� a lungo che credette che non avrebbe mai smesso, che sarebbe rimasta per sempre sola nel buio a versare le sue lacrime.</p><p>Fino a quando non sent� una voce: �Chi sei?�.</p></section><section><title><p>19</p><p>Goriar o della colpa</p></title><p>Laio si sforz� di riaversi dal sonno e si mise in posizione d�attacco, con la spada in mano. Sentiva i passi farsi sempre pi� rapidi e distinti.</p><p>�Sei sicuro di poter combattere?� chiese Sennar. �Le tue ferite non sono ancora guarite del tutto.�</p><p>Laio sorrise, ma non abbandon� la posizione. �Sono stanco di fare il peso morto. Non sono venuto fin qui per farmi difendere.�</p><p>Sennar ricambi� il sorriso, si volt� e prepar� la formula che avrebbe recitato all�arrivo dei fammin.</p><p>I passi si fecero pi� vicini, accompagnati da una voce che urlava a squarciagola il nome di Vra�ta. La voce di un uomo. Laio strinse la spada. L�ultima volta che aveva combattuto non aveva dato gran prova del suo valore, ma ora sarebbe stato diverso.</p><p>Dagli alberi innanzi a loro sette fammin fecero irruzione nella radura. Sennar lanci� su di loro un incantesimo e riusc� a metterne uno fuori combattimento. Gli altri restarono disorientati e questo permise al mago di organizzare la difesa. Attir� quattro dei sei fammin verso di s�, eresse una debole barriera difensiva e inizi� la battaglia.</p><p>Laio approfitt� della confusione e colp� a tradimento uno dei nemici. Quindi inizi� a battersi. Fu come se in un istante gli fosse tornato alla mente tutto ci� che aveva imparato all�Accademia. Parava e assaltava con precisione, concentrato. Sapeva che fra i suoi nemici potevano esserci degli Errati, ma non volle pensarci.</p><p>Il primo fammin era ancora a terra e lo scudiero pot� dedicarsi al secondo. Era forte e molto pi� abile di lui nel combattimento, ma Laio aveva dalla sua l�ardore e l�agilit�. Fu ferito a un braccio, approfitt� di una distrazione del fammin e lo colp�.</p><p>Quando vide il nemico cadere, Laio esult�. Ce l�aveva fatta. Aveva difeso Nihal.</p><p>All�improvviso, un colpo di spada lo raggiunse alla gamba e lo scudiero cap� che i conti con il secondo fammin non erano chiusi. Riprese a combattere. Erano entrambi feriti, ma lo scudiero usciva da una lunga convalescenza. Presto i dolori dei vecchi tagli tornarono a farsi sentire, la vista si annebbi� e ogni colpo gli parve pi� duro del precedente.</p><p>Con la forza della disperazione men� un deciso fendente e il fammin croll� a terra. Laio cadde in ginocchio, senza fiato. Sollev� lo sguardo e vide Sennar ancora alle prese con due fammin; altri due erano ai suoi piedi.</p><p>�Vengo da te!� url� Laio al mago e fece per alzarsi. In quell�istante sent� un dolore improvviso alla schiena e il suo corpo non gli obbed� pi�.</p><p>�Credo proprio che tu abbia finito di fare l�eroe� disse una voce dietro di lui.</p><p>Laio si abbatt� al suolo senza un lamento. L�uomo a capo della truppa di fammin l�aveva preso alle spalle e ora era in piedi accanto a lui, con un sorriso stampato sul viso.</p><empty-line/><p>Sennar aveva sentito il grido di Laio e si era voltato appena in tempo per vederlo cadere a terra. Fu invaso dalla stessa ira che aveva provato a Seferdi, non vide pi� altro che il corpo del ragazzo a terra e il sorriso sul volto di quell�uomo, di quel traditore.</p><p>Con un balzo schiv� un colpo del nemico e corse dallo scudiero. Aveva gli occhi chiusi e una larga macchia di sangue sulla schiena.</p><p>I fammin si fermarono e l�uomo avanz� verso Sennar. �� inutile che provi a difenderti� disse, quindi alz� la spada per colpirlo.</p><p>D�un tratto si blocc�, il braccio a mezz�aria. Una strana salmodia usciva dalle labbra del mago; un raggio verde part� dalla sua mano e l�uomo cadde al suolo, senza pi� vita.</p><p>Sulla piana scese un silenzio mortale. I fammin restarono al loro posto. Ora che non c�era pi� nessuno a dare ordini, non sapevano che fare. Sennar cominci� a recitare una formula, dapprima a bassa voce, poi in un tono sempre pi� alto, e fra le sue mani comparve un piccolo globo d�argento luminoso. Il globo crebbe e quando fu abbastanza grande, con un urlo Sennar lo lasci� andare.</p><p>Quella che aveva appena recitato per la prima volta in vita sua, spinto dalla forza dell�odio che aveva scoperto dentro di s�, era una formula proibita.</p><p>La luce inond� lo spazio intorno a lui, nel raggio di dieci braccia, e quando scem� vi erano solo cenere e corpi carbonizzati. Non pi� alberi, non pi� nemici.</p><p>In quel silenzio irreale Sennar sentiva soltanto il proprio respiro affannoso. Gli parve di aver sconfinato nella follia, di essere sprofondato negli abissi dell�inferno. Ritorn� in s� quando ebbe la consapevolezza di aver ucciso per la prima volta in vita sua, e prov� orrore quando si rese conto che la cosa non solo non gli dispiaceva, ma gli dava una gioia selvaggia. Guard� Laio.</p><p>Una lunga ferita di spada attraversava da parte a parte la schiena del ragazzo e il suo volto era terreo. Sennar gli appoggi� una mano sul collo. Era ancora vivo, non tutto era perduto.</p><p>Il mago si guard� intorno, cercando di non indugiare su quel che restava dell�uomo e dei fammin. Si sforz� di riflettere. L�incantesimo che aveva usato era visibile a molte leghe di distanza, a maggior ragione in una Terra dove l�oscurit� era perenne. Qualcuno doveva averlo scorto, non era prudente rimanere l�. Non poteva cercare di curare Laio, perch� non aveva abbastanza energie. Il combattimento contro i fammin prima e la formula proibita poi gli avevano sottratto tutte le forze magiche. Non restava che andarsene. Sarebbe stato meglio nascondere i cadaveri, ma non c�era tempo e al solo guardarli Sennar inorridiva. Quindi prese Laio in braccio e inizi� a correre alla ricerca di un luogo sicuro.</p><empty-line/><p>Corse come un disperato, a lungo, e pi� di una volta ebbe l�impressione di passare per un luogo dov�era gi� stato. Infine intravide una tana, un buco nel terreno. Non aveva un aspetto molto rassicurante, per� era grande abbastanza per loro due. Prima vi introdusse Laio, poi entr� e depose il suo amico a terra.</p><p>Un tempo quella doveva essere stata la tana di qualche animale, perch� sul suolo erano sparse delle ossa e in un canto c�era un giaciglio di foglie. L� Sennar stese Laio, prono, poi si appoggi� alla parete e cerc� di recuperare le forze.</p><p>Non appena ebbe chiuso gli occhi, gli tornarono alla mente le immagini della battaglia: Laio che cadeva a terra, il ghigno dell�uomo che aveva ammazzato, la strage che egli stesso aveva compiuto. Non aveva mai ucciso nessuno prima di allora, nemmeno il mago che aveva attentato alla vita di Nereo, e si sent� perduto, sconvolto dal pensiero della facilit� con cui l�aveva fatto in quell�occasione. Nella mente gli vorticavano parole sentite tempo prima da Soana e dagli altri suoi maestri: <emphasis>uccidere un uomo � il massimo sovvertimento della natura, la magia del Tiranno � basata sull�omicidio.</emphasis> Aveva usato una formula proibita, una delle peggiori, aveva ceduto la sua anima all�inferno. E in fondo al cuore, ancora gioiva della strage. L�orrore lo sopraffece.</p><p>Dopo circa un�ora si sent� pronto per un incantesimo. Prima mand� un messaggio a Nihal, quindi si chin� su Laio e pronunci� la formula pi� potente che le sue forze gli consentivano. Fu in quel momento che si accorse della gravit� della ferita: attraversava tutta la schiena ed era piuttosto profonda; inoltre Laio aveva perso molto sangue. Sennar inizi� a curarlo, ma scopr� che la ferita era refrattaria alla magia. Non si diede per vinto e continu� a recitare l�incantesimo, richiamando verso le sue mani, ora calde e luminose, tutte le forze che gli erano rimaste.</p><empty-line/><p>�Chi sei?�</p><p>Era la voce di un uomo, eppure aveva qualcosa di inumano. Era tenebrosa, profonda, come se provenisse dai recessi pi� bui della notte, la voce dei morti che si levava dal fondo delle cripte. Nihal non rispose.</p><p>�Perch� sei giunta fin qui, in questo luogo santo?�</p><p>Nihal continu� a piangere in silenzio.</p><p>�Frena il tuo dolore e parlami� disse la voce.</p><p>Nihal ebbe l�impressione che un braccio le cingesse le spalle. Si calm� e si sforz� di aprire gli occhi, ma l�oscurit� era completa. Le sembrava di essere immersa nel nulla.</p><p>�Sono in un santuario?� chiese alla fine.</p><p>�Questo � Goriar, il santuario dell�Oscurit�: l�oscurit� dell�Oblio, l�oscurit� della grande consolatrice, la Morte che seda ogni dolore, l�oscurit� di un Sonno senza sogni, in cui l�anima riposa� rispose la voce.</p><p>�Allora ho bisogno di te, perch� il mio cuore anela al nulla, ora� disse Nihal.</p><p>�Qual � il tuo nome?�</p><p>�Sheireen� rispose, usando il nome che odiava. �Dammi l�oblio, sono un�assassina.�</p><p>Nihal ebbe la sensazione che qualcuno si fosse seduto innanzi a lei. Il braccio si spost� dalle spalle al volto e una mano calda e rassicurante le sfior� la guancia.</p><p>�Ti conosco� disse la voce. Nihal prese in mano l�amuleto, che ora brillava in quella oscurit�. �Hai condotto con te mia sorella Glael, strappandola alla sua solitudine.�</p><p>�Sei il fratello di Glael?� chiese la ragazza.</p><p>�Luce e Ombra sono la stessa cosa, Sheireen. Ella � la mia met� e me stesso, ella mi nega ma al contempo mi afferma. Senza Ombra la Luce non brillerebbe tanto fulgida, ma senza Luce l�Ombra non potrebbe essere cos� netta.�</p><p>Nihal abbass� lo sguardo. �Ero giunta fin qui per la pietra, dovevo implorarti di darmela, ma ora non so pi� che cosa devo fare. Le mie mani grondano del sangue di innocenti. Non sono pi� degna di ricevere l�amuleto.�</p><p>Le sembr� che l�oscurit� l�avvolgesse pi� stretta.</p><p>�Sento che il tuo cuore � colmo di dolore e sento anche che le tue parole sono vere. La tua spada ha visto mille morti e tra queste anche quelle di chi era innocente. Eppure nel profondo il tuo animo conserva la purezza.�</p><p>�Io non volevo uccidere Vra�ta!� url� Nihal. �Lo consideravo un amico, stava diventando un compagno, ha salvato Laio. Io non volevo!�</p><p>�Questo lo so� disse Goriar.</p><p>�Non volevo uccidere i fammin nella foresta, non volevo uccidere degli innocenti!� Le lacrime ripresero a rigarle le guance. �Desidero da te l�oblio. Dammelo.�</p><p>Il senso di protezione che aveva provato fino a quel momento cess�. Si sent� sola e abbandonata.</p><p>�Ti fu gi� offerto, presso Thoolan, ma lo rifiutasti� disse la voce.</p><p>�Ora quel che voglio � l�incoscienza, e so che puoi darmela� ribatt� Nihal.</p><p>�Non � questo ci� di cui hai bisogno� disse Goriar.</p><p>�Non voglio pi� sentirmi tanto sporca! Non voglio pi� sentirmi cos� crudele, cos� colpevole!�</p><p>La mano le prese il mento e la costrinse ad alzare il capo. Nihal sent� sul volto il soffio di un caldo respiro. Quando Goriar parl�, la sua voce era vicinissima. �Il dolore che senti ora, il senso di colpa, sono indispensabili. Non puoi sfuggirvi. Quando lasciasti Thoolan, ti fu detto che avresti sofferto, ma tu scegliesti di andare avanti. Quel che provi ora � nulla; altro ancora dovr� accadere che dilanier� il tuo cuore, e avverr� presto. Sar� attraverso questo dolore che imparerai la vita.�</p><p>�Ora so che sbagliavo, quando credevo di essere nel giusto uccidendo i fammin, ma ormai � troppo tardi� disse Nihal.</p><p>�� vero, ma dalle rovine di questa consapevolezza puoi innalzare nuove certezze. Hai compreso che il male permea ogni cosa, che non � stato condotto fin qui dal Tiranno, ma che � una forza da sempre presente nel mondo.�</p><p>�Cosa devo fare?� chiese Nihal.</p><p>�Questa � la tua ricerca, io non posso dirti nulla.�</p><p>�Sono come gli assassini di mio padre...�</p><p>�A nulla ti varr� crogiolarti in questo dolore. Devi trovare la via per uscirne, la via che ti condurr� fuori da questa oscurit�, verso la luce.�</p><p>Nihal iniziava a calmarsi. �� tutta la vita che non so dove andare...� mormor�.</p><p>�Questa � l�essenza della ricerca che ti sei proposta di fare. Se non ci si sente sperduti, non si pu� trovare la via.�</p><p>�E ora?�</p><p>�Ora devi riflettere, su di te, sul mondo e sulla tua missione. Io posso solo dirti che la tua anima non � perduta ed � per questo che sento di poterti dare la mia pietra.�</p><p>Nihal si asciug� gli occhi e le guance. D�un tratto, vide delinearsi innanzi a s� la pallida figura di un uomo. Spiccava come un bagliore grigiastro sul fondo oscuro della caverna e sorrideva maestoso e composto. Al centro del petto aveva una macchia scura.</p><p>�Se oggi tu non avessi compreso quel che ti � costato tanto dolore, io non avrei potuto darti questa.� La macchia scura si stacc� dal petto e si sollev� in aria verso Nihal.</p><p>�Questa � la pietra che cercavi, la quinta pietra, e l�hai pagata a prezzo della sofferenza che nasce dalla consapevolezza. Essa � come la fiammella che ti condurr� fuori da queste tenebre. Fanne buon uso e falla crescere dentro di te.�</p><p>Nihal allung� la mano verso la pietra.</p><p>�Non dimenticare mai il dolore di oggi. Non ti resta che compiere il rito� disse Goriar. Il suo sorriso era diventato benevolo.</p><p>Nihal prese in mano la pietra e mentre la deponeva nell�alveo recit� la formula. La tenebra si dissolse e il talismano brill� di una luce nuova. La mezzelfo si trov� d�un tratto sola, in mezzo a una galleria di alberi morti.</p><empty-line/><p>Nihal rest� nella galleria per un po�. Era esausta, come se in quelle poche ore avesse vissuto lunghi anni. Aveva bisogno di quiete. D�improvviso, fu cosciente del tempo che era passato e si ricord� di Sennar e Laio. Erano in pericolo. Sennar non era un guerriero e Laio era solo uno scudiero ferito.</p><p>Balz� in piedi e inizi� a correre con la spada in pugno.</p><p>La foresta era immersa nel silenzio. Quando Nihal arriv� nella radura dove tutto era cominciato, si ferm� e guard� attonita davanti a s�.</p><p>Non aveva mai visto una distruzione tale. Nel raggio di dieci braccia gli alberi erano scomparsi, come se fossero stati carbonizzati da una fiammata. A terra giacevano otto corpi irriconoscibili, anneriti dalle fiamme. Il buio non permetteva di distinguere le loro fattezze, ma Nihal era sicura che sette fossero fammin, mentre l�ultimo sembrava un uomo.</p><p>Si gett� su di lui, con il dubbio che potesse essere uno dei suoi amici, ma intravide subito una corazza che non era n� di Laio n� di Sennar. Nel mezzo c�era uno squarcio. Nihal cap� che quella strage era opera di Sennar. Lui e Laio dovevano essere in salvo. Una furia simile, per�, sembrava estranea al Sennar che conosceva. Il mago non si era solo difeso dal nemico, aveva sterminato i fammin. Nihal ebbe un brutto presentimento.</p><p>Fu allora che si accorse del fumo bluastro che la avvolgeva. Un messaggio. Tir� fuori dalla bisaccia le pietre per l�incantesimo e lo lesse. Era breve e lapidario: "Alla tana nel bosco. Presto".</p><p>Nihal si alz� di scatto e cerc� le orme dei suoi amici. Trov� un solo paio di impronte, profonde e scomposte, come di chi ha trascinato i piedi. Inizi� a correre.</p><empty-line/><p>Non le ci volle molto per trovare la tana. Una volta l�, sporse il capo all�interno. �Siete qui?�</p><p>Nessuna voce le rispose, ma Nihal scorse in un bagliore funereo l�immagine di Sennar accovacciato su Laio. Tutti gli indizi si composero nella sua mente e divennero terribilmente chiari. Si gett� dentro la tana.</p><p>�Che cosa � successo?� url�. Ma la domanda fu superflua, perch� vide la ferita sulla schiena di Laio e il suo volto livido.</p><p>�Non c�� tempo per le spiegazioni, aiutami!� esclam� Sennar.</p><p>Nihal era come imbambolata, non riusciva a staccare gli occhi dalla macchia di sangue sulla casacca del suo scudiero.</p><p><emphasis>Nihal, l� fuori ti attende altro dolore, se esci accadranno cose che ti faranno molto soffrire, lo so perch� l�ho visto... Altro ancora dovr� accadere che dilanier� il tuo cuore, e avverr� presto...</emphasis> Le parole di Thoolan e Goriar le turbinavano nella mente.</p><p>Sennar la afferr� per le spalle. �Vuoi aiutarmi o no?�</p><p>Nihal annu�, ricacci� indietro le lacrime, si concentr� e inizi� anche lei a prodigarsi per Laio.</p><empty-line/><p>Nihal e Sennar recitarono formule di guarigione per ore. Sennar sembrava infaticabile; il sudore gli scorreva a rivoli sulla fronte, ma il volto restava concentrato, le mani ferme.</p><p>Nihal non pot� fare a meno di chiedersi che cosa sarebbe successo se non si fosse attardata nella galleria d�alberi. In quelle ore le tornarono alla mente tutti i ricordi che aveva condiviso con il suo scudiero: il giorno in cui si erano conosciuti, i tempi dell�Accademia, il viaggio per raggiungere Pewar e il modo in cui Laio aveva saputo tenere testa al padre. Ricord� ogni battaglia, il momento prima di scendere in campo, quando Laio le porgeva la spada che aveva affilato, o quando le stringeva i lacci dell�armatura e le raccomandava di stare attenta. L�immagine che conservava di lui non aveva nulla a che fare con il ragazzo che giaceva sotto le sue mani. Quello non era Laio, non poteva essere lui.</p><p>Nel cuore di quella che doveva essere la notte, se non si fossero trovati in una Terra dove l�oscurit� era permanente, Nihal vide che Sennar era stremato. Il suo capo oscillava e le sue mani tremavano. Solo allora si accorse che anche lui era ferito: aveva un braccio insanguinato.</p><p>�� meglio che ti riposi� gli disse.</p><p>Il mago non rispose e non si ferm�. La luce che promanava dalle sue palme si faceva sempre pi� fioca.</p><p>Nihal gli prese una mano. �Non puoi essere utile, se sei cos� stanco. Riposati.�</p><p>�Io...�</p><p>�Ci penso io, non preoccuparti.�</p><p>Riusc� a convincerlo a scostarsi da Laio. Non appena Sennar pos� la testa sul pavimento della tana sprofond� nel sonno.</p><empty-line/><p>Il nuovo giorno arriv� senza luce, nell�oscurit� che avvolgeva quella Terra. Sennar fu il primo a destarsi e per un attimo gli parve di aver sognato tutto. Poi vide Nihal assopita al fianco di Laio e comprese quanto ineluttabile fosse la realt�. Si sentiva riposato nel fisico, ma vecchio e stanco nell�animo. Scost� Nihal e consider� le condizioni di Laio. Il sangue si era fermato, ma la ferita non era migliorata. Il respiro del ragazzo era irregolare.</p><p>In quel momento Sennar comprese quel che sarebbe accaduto ed ebbe il coraggio di accettarlo. Non poteva fare nulla per Laio. Se i suoi incantesimi non avevano effetto, significava che presto il fantasma dello scudiero avrebbe combattuto fra le truppe del Tiranno. Ricominci� a curarlo, perch� aveva giurato a se stesso che non avrebbe lasciato nulla di intentato, ma sapeva che era inutile.</p><p>Quando Nihal si svegli�, Sennar non ebbe il coraggio di guardarla.</p><p>�Come sta Laio?�</p><p>�� presto per dirlo� tagli� corto. �Perch� non vai a prendere qualche erba medicinale?�</p><empty-line/><p>�Quando credi che si sveglier�?� chiese Nihal la sera.</p><p>Sennar la osserv�. Sembrava che avesse scelto di ignorare la verit� e si fosse convinta che Laio era fuori pericolo. Non trov� parole per risponderle.</p><p>�Non mi hai ancora detto che cosa � successo nella radura� insistette lei.</p><p>�Laio ha ucciso due fammin, poi l�uomo che era con loro lo ha colpito alle spalle� rispose il mago con voce stanca.</p><p>�Quando si sveglier� mi toccher� complimentarmi con lui. Ormai � proprio un guerriero provetto� comment� Nihal con un sorriso.</p><p>Sennar appoggi� il capo alla parete di terra; quanto sarebbe potuta andare avanti quella finzione?</p><p>�Non credi che sarebbe il caso di provare con qualche altro incantesimo?� chiese lei.</p><p>�Ho provato di tutto.�</p><p>La mezzelfo cambi� espressione. �Che cosa intendi?�</p><p>�Non conosco altri incantesimi che possano guarirlo. Ho fatto tutto il possibile. Non c�� nient�altro che possa escogitare.�</p><p>�Ma lui ancora non si � svegliato...� protest� Nihal.</p><p>In tutta risposta, Sennar le rivolse uno sguardo impotente.</p><p>�Non devi abbatterti. Sono sicura che andr� tutto bene� disse lei, ma la sua voce non aveva pi� la sicurezza di prima.</p><p>�Nihal, non ha senso sperare in qualcosa che non pu� avvenire� mormor� Sennar.</p><p>�Come puoi dirlo? Non ricordi tutte le volte che mi hai salvato la vita? La mia ferita, a Salazar, era ben pi� grave di quella di Laio.�</p><p>�La tua ferita non era come questa e poi ti sbagli, Laio sta molto peggio di quanto stavi tu.�</p><p>Nihal afferr� Sennar per la casacca e lo scosse. �Tu sei un consigliere, uno dei maghi pi� potenti di questa terra. Ci deve pur essere qualcosa che puoi fare! Conosci migliaia di incantesimi!�</p><p>Sennar non cambi� espressione. �La sua ferita non pu� essere guarita� disse piano.</p><p>Nihal lo colp� con uno schiaffo. �Lui � il mio scudiero, mi ha salvato la vita! � mio amico! Non posso permettere che muoia!�</p><p>Sennar non rispose e guard� altrove.</p><p>Nihal riprese, con pi� furia: �Tu devi fare qualcosa! Finch� avr� respiro devi curarlo. Non puoi lasciarlo morire!�.</p><p>�Lo vorrei con tutto me stesso, ma pi� recito formule pi� sento che la sua vita fugge. � come cercare di arginare un fiume in piena con le mani.�</p><p>Nihal inizi� a piangere. �No... non voglio...� mormor� con una voce che non sembrava pi� la sua.</p><empty-line/><p>La speranza rifior� il terzo giorno. Non appena si svegli�, Nihal vide due punti luminosi nel buio della tana. La mano corse rapida alla spada, nel timore che qualche nemico li avesse scoperti, poi cap� che le luci erano il riflesso negli occhi di qualcuno, il riflesso del chiarore che penetrava nel nascondiglio attraverso l�apertura della tana.</p><p>�Laio!� url�. Si fiond� su di lui e gli accarezz� la testa. Un debole sorriso anim� le labbra del ragazzo.</p><p>�Nihal...�</p><p>Anche Sennar si svegli� e anche lui credette che non tutto fosse perduto, non appena vide il ragazzo vivo e cosciente. Per qualche istante tutti e tre si confortarono in quella speranza.</p><p>Laio era molto debole e parlava a fatica. Spesso lo coglievano attacchi di tosse che gli mozzavano il fiato in gola. Per prima cosa chiese di Vra�ta.</p><p>Nihal non seppe cosa rispondere. Anche Sennar la guardava interrogativo, cos� lei disse che l�aveva mandato a controllare che non vi fossero nemici nei dintorni e che presto sarebbe tornato. Laio sembr� crederci, ma Sennar assunse un�espressione sospettosa. Per fortuna di Nihal, non vollero perdere tempo in chiacchiere.</p><p>Nihal e Sennar ripresero a formulare incantesimi di guarigione, convinti che il peggio fosse passato e che presto il loro amico si sarebbe ripreso. La ferita per� non diede alcun segno di miglioramento, anzi, cominci� a infettarsi.</p><p>�Ricordi quali erbe hai usato quando Nihal era ferita?� chiese il mago a Laio.</p><p>Lo scudiero sussurr� un paio di nomi e chiuse gli occhi, come per ritrovare le forze.</p><p>�Valle a cercare e portane quante pi� puoi, insieme a dell�acqua. Sta� attenta, potrebbero esserci nemici in giro� disse il mago a Nihal.</p><p>La ragazza usc� furtiva dalla tana.</p><empty-line/><p>Sennar riprese il suo lavoro, ma vide che Laio si era fatto pensieroso.</p><p>�Come sto?� chiese a un tratto.</p><p>Il mago temeva quella domanda. Tacque.</p><p>Dopo un breve silenzio, la flebile voce di Laio si fece sentire di nuovo. �Sono gi� stato ferito, nella prigione in cui mi hanno torturato. Ora per� � diverso...� Fece una pausa per riprendere fiato. �� come se non avessi pi� il mio corpo, non mi fa nemmeno male la ferita... Mi sembra di essere sul punto di addormentarmi.�</p><p>Sennar continuava a tacere.</p><p>�Dimmi come sto� insistette Laio, cercando di alzare un po� la voce. �Voglio sapere la verit�.�</p><p>Sennar non smise di curarlo. �La tua ferita � lunga e profonda, non riesco a farla guarire. Si sta infettando e non ho pi� incantesimi da recitare.�</p><p>Laio tacque per qualche istante. Il suo volto era ancora pi� serio di prima. �Mi salver�?� chiese alla fine.</p><p>�Non lo so, credo di s� disse Sennar con un sorriso forzato.</p><p>�Se sto per morire, me lo devi dire� mormor� Laio.</p><p>Sennar pens� alla battaglia nella radura, alla sicurezza che aveva notato negli occhi dello scudiero, a come tutto d�un tratto avesse visto in lui un uomo. �Io non posso pi� fare niente� disse infine.</p><p>Il mago vide Laio chiudere le palpebre per scacciare le lacrime, ma una gli sfugg� dalle ciglia e gli scivol� sulla guancia.</p><p>�Se fossi davvero un uomo non avrei paura...� disse infine lo scudiero.</p><p>�Solo gli stupidi non hanno paura di morire� controbatt� Sennar.</p><p>�Nihal non ha mai paura di morire.�</p><p>�Lei non � certo contenta di questo.�</p><p>Laio sorrise debolmente.</p><p>�Hai combattuto bene nella radura, per non parlare di tutto quello che hai fatto per noi quando sei stato catturato. La tua paura non pu� cancellare quello che sei stato capace di fare.�</p><p>�Vorrei crederci...� disse Laio. Un nuovo attacco di tosse lo soffoc�.</p><p>�Nessuno ora pu� dire che non sei un uomo� concluse Sennar, e stavolta fu lui a ricacciare le lacrime.</p><p>Laio sorrise, sembrava quasi calmo. �Non dire a Nihal che ho pianto.�</p><p>�Non lo far�.�</p><empty-line/><p>Nihal non sapeva pi� che ora fosse. Doveva essere trascorso poco pi� di un giorno da quando Laio aveva aperto gli occhi, ma non ne era sicura. Le sembrava di essere rintanata in un quel buco e in quell�oscurit� da secoli. Sennar aveva coperto l�apertura della tana con alcune frasche e aveva acceso un fuocherello magico che spandeva una luce azzurrina. Le foglie e i rami ammassati all�ingresso, per�, non lasciavano filtrare l�aria e dentro la tana ora faceva un caldo esasperante. Un paio di volte, inoltre, Nihal aveva sentito alcuni passi far tremare la terra sopra di lei. Probabilmente si era trattato solo di qualche animale, ma la mezzelfo non era tranquilla. Non appena qualcuno avesse scoperto la strage nella radura, i nemici si sarebbero messi sulle loro tracce.</p><p>Sennar dormiva accoccolato in un angolo; era caduto a terra mentre curava Laio, pallido ed esausto come Nihal non l�aveva mai visto. Avevano applicato un impacco di erbe sulla ferita dello scudiero e continuavano anche con gli incantesimi. Intorno alla ferita era comparso un alone giallognolo che aveva iniziato a diffondersi velocemente su tutta la schiena. Nihal recitava le formule magiche con poca convinzione.</p><p>Laio aveva gli occhi chiusi. �Smetti di curarmi� disse a un tratto.</p><p>�Cosa...?�</p><p>�Basta con gli incantesimi, ti prego� insistette Laio.</p><p>�Come fai a guarire se non ti curo?� disse lei, sforzandosi di sorridere.</p><p>�Non sento niente dal collo in gi�, riesco a malapena a muovere le dita... Ti prego, non mi curare pi�.�</p><p>Nihal obbed�. Tolse le mani dalla ferita e rimase in silenzio.</p><p>�Che viaggio inutile � stato il mio...� mormor� Laio.</p><p>Nihal era sul punto di piangere. �Non dire sciocchezze.�</p><p>�Avrei voluto aiutarti, invece nelle Terre libere sono stato solo un impiccio, poi mi sono fatto catturare e ho rischiato di farvi scoprire dal nemico. Ora vi sto tenendo fermi qui.� Le sue parole finirono in un accesso di tosse e le foglie sotto il suo volto si macchiarono di sangue. Quando riprese a parlare, la sua voce si era affievolita. �Vi ho raggiunti solo per farti assistere alla mia morte.�</p><p>�Tu non morirai!�</p><p>�Sarei voluto arrivare con te fino alla fine e aiutarti a indossare l�armatura il giorno dell�ultima battaglia, come mi hai scritto nella lettera.� Prese fiato. �Avrei voluto vederti vincere ed essere finalmente felice. Non sono riuscito nemmeno a proteggerti.�</p><p>�Tu mi hai salvato la vita, mi hai sostenuta quando ero sola, sei stato un vero amico. Hai fatto tanto... Sennar mi ha detto dei fammin nella radura. Sei un guerriero, un eroe.� Nihal ora piangeva.</p><p>Laio sorrise, poi si fece serio. �Dimmi la verit�: Vra�ta � morto?�</p><p>Nihal annu�.</p><p>�Lo immaginavo...� disse Laio con tristezza, quindi rimase in silenzio per qualche istante. �Mi abbracci?� chiese infine a Nihal.</p><p>Lo scudiero si sforzava di sorridere, ma Nihal vide la paura nei suoi occhi. Lo sollev� piano dal giaciglio e gli pass� le braccia intorno ai fianchi. Laio appoggi� la testa sulla sua spalla.</p><p>�Non mi fa male... Ora sto bene� disse lui. Il suo respiro era diventato calmo e regolare.</p><p>Nihal lo tenne stretto a s� a lungo, fino a quando sent� il suo corpo immobile tra le braccia.</p></section><section><title><p>20</p><p>Un motivo per continuare</p></title><p>Nihal avrebbe voluto tributare a Laio gli onori che spettavano ai Cavalieri e bruciare il suo corpo su una pira, com�era stato fatto per Fen. Ma la Terra in cui si trovavano era sede di una oscurit� perenne e non era possibile accendere nemmeno un focherello senza essere scoperti, figurarsi un rogo. Cos� Nihal avrebbe potuto dare a Laio solo una semplice tomba che lo proteggesse dai nemici, in quella che era la sua Terra natale e che lo scudiero aveva fatto appena in tempo a visitare.</p><p>Attesero un giorno prima di lasciare il nascondiglio, un po� perch� il dolore toglieva loro le forze e la voglia di rimettersi in marcia, un po� perch� sentivano la terra sopra la tana tremare sotto i passi dei nemici. Erano braccati, gruppi di fammin battevano la foresta alla loro ricerca.</p><p>Il giorno seguente Nihal compose il corpo di Laio e strinse fra le mani la spada con cui aveva combattuto da eroe pochi giorni prima. Si recise una ciocca di capelli e gliela depose sul petto, perch� una parte di lei restasse con lui.</p><p>Quando uscirono circospetti dalla tana, tutto taceva intorno a loro. Evidentemente la caccia si era spostata altrove. Nihal inizi� a smuovere la terra davanti all�ingresso a mani nude. Si graffi� le dita, si ruppe le unghie, ma continu� a scavare e a spostare terra e sassi fino a quando l�apertura non fu celata, a custodire per sempre la tomba di Laio.</p><p>�Basta cos� disse a un tratto Sennar, prendendola per le spalle. Si sedette innanzi al tumulo, concentrato. �Ci ho pensato a lungo, per tutto il tempo che abbiamo trascorso accanto a lui. Se non faccio qualcosa, diventer� un fantasma.� Abbass� gli occhi. �Non conosco formule per salvare i vivi, ma forse ne conosco una per dare pace allo spirito dei morti. Qualche tempo fa, lessi di una formula proibita che permette di imprigionare con un sigillo l�anima dei defunti. Ne parlai a Flogisto ed egli mi disse di dimenticarla, perch� era frutto del male. Ma non posso permettere che Laio diventi un fantasma e combatta per il Tiranno. Prover� a sigillare il suo spirito.�</p><p>Alz� lo sguardo su Nihal, come a cercare il suo assenso per quel che si accingeva a fare, ma il volto della ragazza era impenetrabile. �Ci vorr� parecchio tempo e dopo credo che non potr� usare la magia per un po�. Ti chiedo solo di controllare che non arrivi qualcuno.�</p><p>Nihal annu�. Sennar si volt� verso la tomba e cerc� di riportare alla memoria la formula, che aveva letto una volta soltanto. Dopo aver fatto ricorso alla magia proibita nella radura, era disposto a ripetere quell�errore per salvare lo spirito di Laio.</p><p>Quando inizi� a pronunciare la formula, una cantilena che gelava il sangue nelle vene, Nihal abbass� il capo e si copr� le orecchie con le mani. Il mago continu� a recitare, con l�animo colmo di odio e di disperazione. Fu per questo che la formula si pieg� al suo volere e la barriera inizi� a tessersi sotto le sue dita. Avrebbe imposto alla tomba un sigillo che si sarebbe rotto solo nel momento in cui il potere del Tiranno fosse stato annientato; allora lo spirito di Laio sarebbe tornato libero. L�incantesimo gli cost� un�ora e tutte le sue forze magiche, prosciugando la speranza che l�aveva sostenuto fino a quel punto. D�un tratto Sennar sent� che la magia fuggiva da lui, si ritrov� sperduto e senza meta, le sue mani si fecero fredde e la formula lo abbandon�. Laio era salvo.</p><p>�Ho finito� disse mesto.</p><p>Nihal non gli rispose.</p><p>Rimasero per un po� innanzi alla tomba. Fu Sennar a riscuotersi per primo. �Ci� che � puro non pu� resistere a questo mondo� disse, senza sapere se parlava a se stesso, a Nihal o all�amico che stavano per lasciare. �Forse tu eri l�unico a poter salvare il Mondo Emerso, le tue mani erano monde e il tuo spirito innocente.�</p><p>Si alz� e costrinse Nihal a fare lo stesso. �Dobbiamo andare, mi sembra di sentire dei passi.�</p><p>Ripresero la loro strada.</p><empty-line/><p>Marciarono nel buio in silenzio, uno dietro l�altra, con i sensi vigili. Pi� di una volta dovettero nascondersi nel bosco, dietro qualche cespuglio, perch� avevano udito dei passi o un rumore sospetto. Erano stanchi di uccidere e non erano in vena di combattere. A Nihal ora la spada, che le sbatteva sulla coscia durante il cammino, sembrava un peso. Sennar era ferito, ma avendo esaurito le forze magiche non poteva curarsi e si limitava a medicarsi con alcune erbe che aveva visto usare a Laio.</p><p>In tre giorni di marcia giunsero presso il Ludanio, il grande fiume che tagliava in due la Terra della Notte. Si preannunci� con un largo greto asciutto, irto di pietre aguzze. Un tempo doveva essere stato un fiume imponente, ma ora era quasi del tutto prosciugato e al suo posto c�era quel letto pietroso, che si estendeva per un paio di miglia. Lo attraversarono pi� rapidi che poterono: allo scoperto erano una facile preda.</p><p>Poi il fiume si present� ai loro occhi. Le sue acque torbide e maleodoranti scorrevano pigre, fra l�erba rinsecchita della riva. A Nihal ricord� il fiumiciattolo di liquami che circondava Salazar, nel quale si era gettata il giorno della morte di suo padre. Non si fermarono a riposare, ripresero subito il cammino e attraversarono l�altro lato del greto asciutto. Questa volta la marcia allo scoperto dur� un giorno intero e quando si trovarono di nuovo fra gli alberi moribondi di quella che era stata la Foresta di Mool, tirarono un sospiro di sollievo.</p><p>Continuarono ad avanzare nel bosco. Riposavano solo quando erano sfiniti e pi� di una volta, mentre uno dei due dormiva, furono costretti a riprendere la marcia perch� avevano udito voci o passi. Compirono quel viaggio desolante in silenzio, ma non era il silenzio di chi non ha nulla da dirsi. Tacevano perch� sapevano che condividevano il medesimo dolore e che nessuna parola avrebbe potuto recare loro conforto.</p><empty-line/><p>Il viaggio continu� cos� per dieci giorni. Avanzavano in una boscaglia sempre pi� fitta di alberi morti e rovi secchi irti di spine, ma non furono pi� sorpresi da passi e voci improvvise. Evidentemente i loro nemici avevano deciso di cercarli altrove.</p><p>Erano esasperati dall�oscurit�, da quell�ombra perpetua insopportabile. Pareva di sentire nell�aria odore di stantio e di chiuso, come se il buio avesse fatto ammuffire ogni cosa. Cos�, quando riguadagnarono la luce, sembr� loro di tornare finalmente a respirare. Il decimo giorno, infatti, intravidero un lieve chiarore illuminare l�ovest, come una pallida alba paradossale, che spuntava a occidente invece che a oriente.</p><p>�Siamo quasi al confine� disse Sennar. �� meglio che interroghi il talismano.�</p><p>A mano a mano che procedevano, il chiarore si faceva pi� intenso, conferendo contorni pi� netti a ci� che li circondava: il profilo degli alberi si stagliava preciso contro il cielo, si iniziavano a intravedere tenui colori. Era come nascere di nuovo e il mondo sembrava diverso da come lo conoscevano; persino la desolazione in cui erano immersi alla luce appariva pi� rassicurante. La foresta inizi� ad animarsi, come se si risvegliasse da un lungo sonno: chiazze di verde si aprivano all�improvviso tra felci ingiallite, rami coperti di foglie si levavano tra le fronde secche.</p><p>Il giorno seguente la luce era abbastanza intensa e la vegetazione sempre pi� rigogliosa. Camminavano in silenzio, Sennar innanzi e Nihal dietro, quando il mago d�un tratto si ferm�.</p><p>�C�� qualcosa che non va?� chiese Nihal, la mano gi� sull�elsa della spada.</p><p>Sennar si volt�, sul suo volto era stampato il primo sorriso da molto tempo. �Aspetta qui� disse e si gett� tra i cespugli.</p><p>�� successo qualcosa?� chiese di nuovo Nihal, mentre sguainava la spada.</p><p>�Non ti preoccupare!� le rispose una voce lontana.</p><p>Nihal rest� sola nel bosco con la spada in pugno, senza sapere cosa fare. Guardava preoccupata nella direzione in cui il mago era scomparso e quando non sent� pi� alcun rumore lo chiam�, ma non ricevette risposta.</p><p>�Sennar!� grid� ancora. �Sennar!�</p><p>In quel momento lo vide uscire dagli arbusti. Aveva alcuni graffi sulle guance e le mani arrossate dai tagli; le teneva unite a coppa e si stringeva qualcosa al petto.</p><p>Nihal gli corse incontro. �Si pu� sapere cosa sta succedendo?� chiese irritata.</p><p>Sennar sorrise ancora e dischiuse le palme. Nihal intravide qualcosa di rosso.</p><p>�Cosa...?�</p><p>�� passato tanto tempo che non ricordi pi� quando andavamo nella foresta a coglierli?� chiese Sennar. �Sono lamponi.�</p><p>Quei frutti le riportarono alla mente molti ricordi. Guard� Sennar e le parve di rivederlo com�era quando l�aveva conosciuto, prima che tutta quella storia avesse inizio. Gli appoggi� una mano sulla guancia. �Non voglio pi� che ti faccia del male per me...� disse, mentre sfiorava un graffio, poi lo abbracci�.</p><empty-line/><p>Si sedettero a mangiare i lamponi. Mentre quel sapore intenso, dolce e al contempo un po� asprigno, gli riempiva la bocca, Sennar torn� a essere sereno dopo molto tempo. Aveva perduto la speranza e aveva voluto immergersi nel dolore fino in fondo, ma ora sentiva che era tempo di risalire, di ricordare le ragioni di quel viaggio. Il mondo dove aveva la ventura di vivere non era perfetto, e neppure lui lo era, soprattutto ora. Eppure c�era sempre qualcosa o qualcuno che aveva bisogno di essere salvato, che non meritava di scomparire. Non doveva permettere all�odio di sopraffarlo ancora, doveva serbare la fiducia e non arrendersi. Se ci avesse creduto, alla fine forse dalle macerie sarebbero riusciti a creare una nuova epoca.</p><p>Guard� Nihal, che mangiava i lamponi in silenzio.</p><p>�Non ti devi abbattere� le disse a un tratto. �� un momento disperato, ma se anche noi ci facciamo prendere dallo sconforto � finita.�</p><p>Nihal smise di mangiare. �Non riesco a non pensare a Laio, a tutto quello che abbiamo fatto insieme. Mi manca tanto...�</p><p>Sennar guard� a terra. �Laio � morto dopo aver raggiunto il suo scopo. Ti ha protetta, ha sconfitto la sua paura ed � diventato un guerriero.� Alz� lo sguardo su di lei. �Dobbiamo andare avanti e accettare il dolore, per lui prima di tutto. Quando hai lasciato Thoolan hai fatto una scelta, hai scelto la vita. Non rendere inutile quella decisione.�</p><p>A quel punto Nihal raccont� al mago di quando aveva ucciso Vra�ta e della battaglia prima di giungere al santuario. �Sono stanca del sangue, della morte, della guerra. Sono stanca di uccidere� concluse e il suo tono era pi� sereno.</p><p>Sennar distolse gli occhi da lei e guard� a terra. Nihal lo osserv� preoccupata, poi anche lei abbass� lo sguardo. �Se non fosse drammatico, sarebbe quasi buffo...� mormor� il mago.</p><p>�Che cosa?�</p><p>Sennar lev� gli occhi. �Nella radura in cui abbiamo combattuto io e Laio, ho ucciso un uomo e i fammin che erano con lui.� Esit�. �Ho usato una magia proibita.� Nihal alz� di scatto la testa. �Non l�ho fatto per difendere me o Laio, l�ho fatto solo per la smania di uccidere, perch� desideravo che non rimanesse nulla di loro.� Pronunci� quelle parole con rabbia, ma anche con una sorta di tragica calma. Sapeva che Nihal poteva capirlo, che condivideva il suo stesso dolore. �Come vedi, mentre tu scoprivi l�orrore dell�uccidere, io ne sperimentavo la volutt� concluse il mago con un triste sorriso.</p><p>Nihal lo guardava in silenzio.</p><p>�Ora anch�io sono un assassino, ma non lascer� che questo mi impedisca di andare avanti, non finch� ci sar� qualcuno che ha bisogno di me.�</p><p>Le sue parole si spensero sulla spalla di Nihal, che gli si era buttata al collo e lo stringeva con forza.</p><p>Anche lui la abbracci�, le accarezz� la schiena, segu� la morbida curva della spina dorsale, risal� verso le spalle, quindi si sofferm� con dolcezza sul collo, sotto l�attaccatura dei capelli. In quel momento sent� di avere bisogno di lei, prov� il desiderio di esserle il pi� vicino possibile. Stava per baciarla, quando Nihal d�improvviso si allontan� e si sciolse dall�abbraccio. Era rossa in volto e non ebbe il coraggio di guardarlo. Anche Sennar abbass� lo sguardo e chiuse gli occhi. Ritrov� la calma, si diede dello stupido e si mise in bocca un paio di lamponi, sempre con lo sguardo basso.</p><p>�Riposiamoci qui, per oggi...� disse Nihal piano, con una voce turbata, quasi spaventata.</p><p>Finirono di mangiare in silenzio. Per la prima volta da quasi un mese videro un tramonto e l�oscurit� cal� sul loro imbarazzo.</p><empty-line/><p>La sera, dopo una cena parca e silenziosa, fecero il punto della situazione, la mappa spiegata davanti a loro. Si trovavano in prossimit� del confine con la Terra del Fuoco; grazie ai racconti di Ido, sapevano che in quella Terra c�era un centinaio di vulcani e che tutti erano fucine. Il popolo del maestro di Nihal aveva costruito le citt� nelle valli, tra un vulcano e l�altro, e le aveva collegate con ponti e gallerie.</p><p>�Tutte le vie di comunicazione saranno sorvegliate e pulluleranno di nemici� osserv� Sennar.</p><p>Nihal sospir�. �E allora? Cosa possiamo fare?�</p><p>Sennar fiss� un punto nell�oscurit� davanti a lui. �Non ne ho idea.�</p><p>Dopo qualche istante di silenzio, Nihal raddrizz� di scatto le spalle. �Il sistema di approvvigionamento dell�acqua!� esclam�.</p><p>Sennar la guard� senza capire.</p><p>�Me ne ha parlato Ido� continu� lei. �Fu costruito dagli gnomi della Terra delle Rocce, per gli abitanti della Terra del Fuoco. � un sistema di canali sotterraneo che attraversa tutta la regione e la collega alla Terra delle Rocce.�</p><p>�Ma non sappiamo dove si trovi l�ingresso� obiett� il mago.</p><p>�Invece s� rispose Nihal con un sorriso. Indic� un punto sulla mappa. �Ido me lo mostr�. � poco distante dal confine con la Terra della Notte.�</p><p>Sennar alz� lo sguardo su di lei. �Dobbiamo andare sotto terra, dunque� disse poco entusiasta.</p><p>�� l�unico modo� rispose Nihal. �O almeno il pi� sicuro.�</p><empty-line/><p>Fino a quel giorno avevano sempre stabilito turni di guardia, ma quella sera Sennar non resistette. Tra la fatica del viaggio e le emozioni del pomeriggio, era rimasto senza energie. Nel bel mezzo del suo turno, il sonno lo colse e lui si addorment� sereno, con la testa appoggiata a un tronco. Ma era la notte meno indicata per assopirsi.</p><p>Furono i sensi acuti di Nihal a salvarli. Fu svegliata all�improvviso da una sensazione di pericolo che non riusciva a identificare. Impugn� subito la spada e svegli� Sennar.</p><p>�Che c��?� chiese lui sbadigliando.</p><p>�Non lo so...� rispose la mezzelfo. Si mise in ascolto. �Hai ripreso i tuoi poteri?�</p><p>�Non del tutto, ma forse un paio di formule offensive degne di questo nome sono in grado di lanciarle� disse il mago.</p><p>Nihal balz� in piedi. �Scappa!� url� e si diedero entrambi alla fuga.</p><p>I nemici uscirono allo scoperto e le loro grida e i loro passi concitati risuonavano con chiarezza nella foresta. Nihal non aveva fatto in tempo a vedere quanti fossero, ma distingueva almeno tre voci e rumori di passi da quattro direzioni.</p><p>La mezzelfo raggiunse Sennar e gli prese una mano. Non voleva perderlo, sarebbero fuggiti insieme. Corsero a perdifiato, alla cieca. Ovunque andassero, sembrava che il sentiero fosse sbarrato da grovigli di arbusti. Erano fammin i loro inseguitori, Nihal lo sentiva, per questo aveva terrore di combattere. Non voleva uccidere ancora.</p><p>I passi e le grida si fecero sempre pi� vicini. Nihal si sent� abbrancare per una caviglia, perse il contatto con la mano di Sennar e cadde a terra. Il mago si ferm� e in quell�istante un fammin cal� l�ascia sulla ragazza. Nihal per� fu pi� rapida. Si volt�, estrasse la spada e colp� in tempo l�avversario. Il fammin si abbatt� al suolo e Nihal scatt� di nuovo in piedi. La corsa riprese.</p><p>�Quanto credi sia lontano l�ingresso alle cisterne della Terra del Fuoco?� chiese Sennar mentre correva.</p><p>Una freccia fischi� sopra le loro teste. Nihal evoc� una labile barriera che li proteggeva a stento. �Un paio di miglia, forse� rispose affannata.</p><p>�Non ce la faremo mai...�</p><p>Una scarpata interruppe la loro corsa e caddero rovinosamente per qualche braccio. Nihal riusc� ad aggrapparsi al volo a una radice sporgente e afferr� Sennar. Sentirono i passi avvicinarsi sopra di loro.</p><p>�Posso tentare...� mormor� Sennar.</p><p>�Cosa?� ansim� Nihal.</p><p>�L�Incantesimo del Volare� rispose il mago.</p><p>�Ce la fai?�</p><p>�Non abbiamo molta scelta. Devo riuscire a concentrarmi sul confine e ricordare il punto che mi hai indicato sulla mappa.�</p><p>Sennar chiuse gli occhi. I passi erano sempre pi� vicini e le grida incalzavano. Il mago recit� la formula e in un attimo i due giovani scomparvero.</p><p>Si ritrovarono in un luogo inondato di luce, una piana desertica senza traccia di vegetazione. Dopo giorni e giorni di buio completo, il sole li accec�.</p><p>Fu Nihal la prima ad aprire gli occhi. Si volse indietro e vide la foresta. Era a un centinaio di braccia alle loro spalle. Sent� Sennar respirare faticosamente al suo fianco.</p><p>�Stai bene?� gli chiese.</p><p>Il mago riprese fiato. �Abbastanza, ma per oggi ho chiuso con gli incantesimi.�</p><p>�Non siamo ancora abbastanza lontani, dobbiamo scappare.� La mezzelfo si rialz� e costrinse Sennar a fare lo stesso.</p><p>Ricominciarono a correre. Il luogo dove si trovavano era anche pi� pericoloso di quello dal quale erano fuggiti; non c�erano ripari, niente dietro cui nascondersi, il terreno era piatto e riarso e loro erano un facile obiettivo.</p><p>�Avrei voluto fare di meglio, ma non ricordavo il punto esatto e non conosco la zona� si scus� Sennar, senza fiato.</p><p>�Almeno ci siamo allontanati da l� replic� Nihal.</p><p>I pozzi che consentivano l�accesso ai canali sotterranei della Terra del Fuoco non dovevano essere molto distanti, ma quando si guardava intorno Nihal vedeva i contorni delle cose stemperarsi in quella luce insopportabile e scomparire in un�unica vampata di calore. A un tratto, not� qualcosa che si stagliava all�orizzonte, nubi nere e dense, e monti altissimi. Sennar arrancava dietro di lei, sfinito.</p><p>�Quanto credi che manchi?� chiese il mago.</p><p>�Non ne ho la pi� pallida idea...� rispose Nihal in un soffio.</p><p>All�improvviso, la mezzelfo sent� aprirsi la terra sotto i suoi piedi. Lei e Sennar caddero e sprofondarono nell�oscurit�. L�ultima cosa che Nihal sent� fu una forte fitta alla nuca, poi pi� nulla.</p></section></section><section><title><p>Verso il fondo</p></title><epigraph><p>Nella citt� di roccia ogni cosa � del colore della montagna. Qui, pi� che altrove, si dimostra l�ingegnosit� e la grandezza dell�arte degli gnomi. Le vie sono piene del cicaleccio dei bambini, colme di gente festante, e a mezzod� il re fa rintoccare una campana, il cui suono si diffonde rapido per ogni angolo della citt�.</p><text-author>Geografia del Mondo Emerso, paragrafo XXXVII,</text-author><text-author>dalla Biblioteca Reale della citt� di Makrat</text-author></epigraph><section><title><p>21</p><p>I guerrieri di Ido</p></title><p>Ido e i suoi allievi arrivarono al campo in una settimana e scoprirono che il fronte era arretrato ancora. Come previsto, i ragazzi rimasero sconvolti. Il sangue, i feriti, le cataste di morti, le spade spuntate dal troppo uso, la paura... erano tutte cose che nell�ambiente ovattato dell�Accademia non avevano mai avuto modo di immaginare.</p><p>�Questa � la guerra, � quella cosa sporca che all�Accademia vi passano per un lindo balletto di spade. Non ci sono regole, quando combatti, n� lealt�. Ci sono la vita o la morte. Dimenticatevi l�onore, scordatevi i manuali di scherma e tenete bene a mente per che cosa combattiamo� disse agli allievi che lo guardavano spauriti.</p><p>Port� in giro il suo plotone anche per i villaggi, tra le macerie fumanti e i cadaveri lasciati a marcire lungo le vie. Mostr� ai ragazzi la disperazione dei sopravvissuti, gli orfani, le vedove, gli occhi spalancati sul nulla di chi ha perso tutto.</p><p>Qualcuno distoglieva la sguardo, qualcuno, la sera, singhiozzava nella sua tenda. Era giusto. Cos� doveva essere. Un guerriero che non � sorretto dall�orrore per la guerra e per l�ingiustizia non pu� combattere al meglio di s�.</p><p>Davanti alle lacrime di uno dei pi� giovani dei suoi allievi, Ido fu crudo e lapidario. �Piuttosto che piangere, rifletti. Fai entrare nel tuo cuore ci� che vedi e domandati perch� c��. Una volta che hai riflettuto, chiediti cosa puoi fare tu perch� non accada pi�. Allora capirai che non impugni la spada perch� tuo padre te l�ha messa in mano quando ancora neppure camminavi, perch� vuoi essere pi� forte degli altri o perch� le ragazze si girino quando passi, ma per uno scopo molto pi� alto.�</p><p>Ido cercava di trasmettere ai suoi allievi tutto ci� che aveva appreso nei lunghi anni di guerra, e quel lavoro lo esaltava, perch� non significava solo addestrare guerrieri, ma formare uomini che un giorno avrebbero potuto reggere le sorti della pace, se mai fosse arrivata.</p><p><emphasis>Forse dovrei farlo pi� spesso, forse dovrei prendermi altri allievi</emphasis>, si sorprese a pensare un giorno. In fin dei conti, non sarebbe stato anche quello un modo per riscattare il proprio passato?</p><empty-line/><p>Poi fu la volta delle ore di addestramento alla battaglia, dei duelli condotti tutti contro tutti, per apprendere a muoversi quando i nemici piombano da ogni direzione. Ido era un maestro severo. Richiedeva ai suoi allievi lo stesso rigore e lo stesso impegno che richiedeva a se stesso. Cos� li sfiniva a furia di combattimenti e di lezioni teoriche. �Non � un lavoro di tutto riposo, quello del guerriero� diceva quando qualcuno si lamentava.</p><p>Contemporaneamente all�addestramento, Ido seguiva anche le ultime fasi di preparazione della battaglia. La primavera volgeva al termine e la data stabilita per l�attacco si avvicinava. Vi furono molte riunioni di pianificazione e Ido e i suoi, un gruppo di circa quattrocento uomini, tra cui i giovani dell�Accademia, vennero assegnati alla prima linea. Gli aspiranti Cavalieri, invece, che erano gi� in grado cavalcare draghi, avrebbero fornito aiuto contro gli uccelli di fuoco. Il campo in quei giorni era un caos, fra i preparativi concitati e le strida delle decine di draghi ammassati nelle stalle.</p><p>Quando Ido comunic� ai suoi la data dell�attacco e la loro posizione, sent� la paura percorrere le file dei ragazzi.</p><p>�Noi non siamo veri e propri guerrieri� protest� uno.</p><p>�Lo siete, invece. L�addestramento che vi ho dato � pi� che sufficiente e avete alle spalle anche le nozioni dell�Accademia� replic� Ido.</p><p>�S�, ma la prima linea � sempre la prima linea...� prov� a dire un altro.</p><p>�Per questo vi abbiamo selezionati e addestrati. Non siete soldati comuni, ricordatevelo.� Ido fece scorrere lo sguardo sui volti intimoriti dei ragazzi. �Non dovete lasciarvi dominare dalla paura. Avete fatto una scelta, quando siete entrati in Accademia. Avete deciso di mettere in gioco la vostra vita per un ideale e ora � arrivato il momento di pagare il prezzo di quella scelta. La paura � una reazione normale e giusta. D� la misura dell�amore per la vita, e ci vuole amore per la vita per fare questo mestiere. Ma dovete dominarla. Siete parte di un unico corpo. Come nella vita, la morte di uno permette agli altri di continuare. Questo dovete pensare. Non combattete invano. In ogni caso, avete tutti gli strumenti per evitare di farvi ammazzare.�</p><empty-line/><p>Il tempo trascorse rapido, la fredda primavera di quell�anno si stemper� lentamente nei primi caldi dell�estate incipiente e venne infine il giorno della battaglia.</p><p>Il campo traboccava di uomini e mezzi. Fin da prima dell�alba, fra le tende presero a rincorrersi gli ordini e le disposizioni, mentre i draghi venivano spostati da una parte all�altra dell�accampamento.</p><p>Ido si svegli� prestissimo, con il cuore in gola. Non gli era mai capitato, se non quando era un ragazzino e ancora combatteva per il Tiranno. Si diede dello sciocco e si alz�.</p><p>L�aria era carica di elettricit�. Era una grande battaglia, lo percepivano tutti.</p><p>Ido and� dai suoi e li trov� tutti gi� svegli e agitati.</p><p>�Capisco la vostra ansia, ma dovete cercare di stare calmi. Scacciate i pensieri di morte e qualunque altra cosa che possa distrarvi dalla battaglia. Ora esistono solo la vostra spada e il nemico, nient�altro. Concentratevi sul vostro corpo, siate lucidi, non fatevi dominare n� dalla paura n� dall�ebbrezza dell�omicidio. Non � per questo che scenderete in campo.�</p><p>Li vide annuire, centoventi volti che pendevano dalle sue labbra.</p><empty-line/><p>Ido si trovava a corto di scudieri, da quando Laio se n�era andato, cos� si fece aiutare da uno dei suoi allievi, Caver, il ragazzo biondo che si era fatto avanti per duellare con lui. Poi rimase solo, a lucidare la sua spada. Lo faceva sempre prima della battaglia. Lo aiutava a rilassarsi e gli permetteva di trovare la concentrazione.</p><p>Dopo l�incantesimo di Soana, l�arma aveva assunto una trasparenza opaca, sembrava pi� leggera e riluceva nella penombra della tenda. Passare il panno sulla lama, per�, non gli serv� a calmarsi. In fondo al cuore sentiva un�ansia sorda, che somigliava in modo inquietante alla smania di combattere che provava quando militava fra le truppe del Tiranno.</p><p>Quando raggiunse Vesa, il suo stato d�animo non miglior�. Il drago era inquieto quanto il suo Cavaliere.</p><p>�Forse stiamo diventando vecchi� gli disse Ido, mentre gli accarezzava le squame rosse. �Un tempo ci bastava guardarci negli occhi per calmarci.�</p><p>Il drago sbuff� e lo gnomo rest� ancora qualche istante con lui, il tempo di trovare la concentrazione indispensabile per la battaglia.</p><empty-line/><p>Ci volle pi� di un�ora perch� tutti si schierassero e Ido ne approfitt� per arringare le sue truppe e dispiegarle nel modo migliore per la battaglia. Intravide molti che conosceva, tra le file. Soana era in un canto, intenta ad apporre incantesimi sulle spade, seguita da un plotone di maghi. Pi� lontano c�era Mavern, che era stato messo a capo delle truppe dei giovani Cavalieri di Drago. Poco distante Nelgar, il generale in capo, quel giorno. Infine, gli occhi di Ido incontrarono qualcosa di insolito.</p><p>C�era un guerriero che non conosceva, a cavallo di un baio. Aveva un�armatura azzurrina finemente lavorata e impugnava una lunga spada piena di fregi. Quando il guerriero sollev� la celata dell�elmo, Ido lo riconobbe e ne fu addolorato. Capelli ricci castani, un volto ingenuo da ragazzino. Galla.</p><p>Lo gnomo credeva che la cosa fosse stata risolta. Durante una delle ultime assemblee, Galla si era alzato e aveva chiesto di poter partecipare alla battaglia.</p><p>�Mia moglie � morta per questo regno e io finora non ho fatto nulla, se non pianificare dalle stanze sicure della mia reggia. La mia gente intanto muore. Non posso pi� restare con le mani in mano� aveva detto.</p><p>Tutti sapevano che dalla morte della moglie Galla non era pi� lo stesso. L�aveva molto amata e vederla sparire cos�, dissolta nell�aria dalla lancia scagliata da Deinoforo il giorno della battaglia contro i morti, lo aveva annientato.</p><p>�Vostra Maest�, voi non siete un guerriero e il vostro regno ha bisogno della vostra guida. Non potete permettervi di rischiare di morire� aveva provato a farlo ragionare Mavern.</p><p>�E se la mia Terra cadesse? Cosa resterebbe di me? Io devo stare accanto al mio popolo.�</p><p>Quel giorno non erano riusciti a convincerlo, ma Ido credeva che alla fine Theris, la ninfa che rappresentava la Terra dell�Acqua nel Consiglio dei Maghi, lo avesse dissuaso.</p><p>�Ci abbiamo provato, credimi.�</p><p>Ido si volt�. Al suo fianco c�era Nelgar.</p><p>�� stato irremovibile� aggiunse il sovrintendente.</p><p>Ido sospir�. �Per certi versi lo capisco. � nobile voler condividere le sorti del proprio popolo, ma � anche immensamente stupido. Quell�uomo in realt� desidera soltanto morire.�</p><p>�Non possiamo far altro che lasciare che segua il suo destino. Oggi combatter�. Speriamo solo che sopravviva. Cercheremo di difenderlo quanto meglio possiamo.�</p><empty-line/><p>L�alba trov� l�esercito schierato a battaglia. Il cielo era plumbeo e scendeva una pioggerellina sottile. Il campo risuonava del rumore sordo dell�acqua che cadeva sulle tende e sulle armature.</p><p>Ido respir� a fondo. Innanzi a loro, il nemico era una marea grigia punteggiata dal nero dei Cavalieri di Drago. Uno, due... tre. Tre Cavalieri. Almeno da quel punto di vista erano pari. Anche da quella distanza lo gnomo distingueva Deinoforo, rosso come il fuoco. Era davanti a tutti, dunque avrebbe comandato lui le truppe.</p><p>Lo gnomo guard� oltre. Centinaia di fammin irrequieti e dietro di loro le bestie alate, che levavano i loro stridii. Infine, i fantasmi. Molti, come al solito. Ido non li guard� a lungo, ancora non era riuscito ad abituarsi a quella vista. La sua mente non sapeva confrontarsi con quell�orrore.</p><p>Diedero l�ordine di prepararsi. Ido sguain� la spada e ritrov� una calma improvvisa.</p><p><emphasis>Finalmente.</emphasis></p><p>I fammin levarono il loro urlo di guerra. Qualche ragazzo dietro Ido diede segni di insofferenza.</p><p>�� tutta scena, non preoccupatevi� cerc� di tranquillizzarli.</p><p>Un attimo di silenzio precedette l�inizio. Era sempre cos�. Un silenzio lungo un�eternit�, durante il quale ciascuno era investito da migliaia di pensieri. La vita, la morte, gli amici, gli amori... Nella mente di Ido c�era posto solo per una chiazza rosso fuoco.</p><p>Poi l�ordine di attacco, e la battaglia ebbe inizio.</p></section><section><title><p>22</p><p>Duelli</p></title><p>Lo scontro tra i due eserciti fu violento e la battaglia infuri� sanguinosa fin dall�inizio. Come previsto, Ido dovette vedersela con gli uccelli di fuoco e contemporaneamente dare ordini ai suoi. Da principio l�assalto delle nuove truppe di Ido fu indeciso; i ragazzi restarono titubanti di fronte alla marea di fammin che avanzava, cos� lo gnomo fu costretto a difenderli dai primi attacchi.</p><p>�Non posso farvi da balia in eterno! Forza!� li spron�.</p><p>Apr� loro la strada con una fiammata di Vesa, quindi riprese a occuparsi della situazione in cielo.</p><p>Combattere con la pioggia non gli piaceva. A Vesa costava fatica volare e l�acqua diminuiva la visibilit�. In un attimo, per�, Ido si concentr� solo sulla battaglia. Ora era presente a se stesso, sentiva il peso rassicurante dell�elsa della spada nella sua mano e, sotto la palma, la superficie ruvida dove era stato inciso e poi grattato via il giuramento al Tiranno.</p><p>Lott� con la solita foga e gett� scompiglio fra i numerosi uccelli di fuoco. Accanto a lui, Mavern non si risparmiava. A terra, la mischia procedeva furibonda. Ogni tanto, per�, lo gnomo non poteva fare a meno di gettare lo sguardo oltre le linee, in cerca di un baluginio rosso. Alla fine lo vide, lontano e indistinto. Deinoforo non era ancora sceso in battaglia. Guidava i suoi dalle retrovie, impartiva ordini e osservava la scena.</p><p>Ido avrebbe voluto gettarsi subito su di lui, ma rimand� quel piacere. Non avrebbe pregiudicato l�andamento della battaglia per la sua personale smania di duellare. Combatt� a lungo in cielo, poi decise che poteva lasciare Vesa a vedersela con gli uccelli. Con un balzo fu a terra, si guard� attorno e controll� la posizione dei suoi uomini. Quindi li guid� alla carica, spada in resta, e si gett� con furia sulla marea di fantasmi che invadeva la piana, grigia nel grigio della pioggia.</p><empty-line/><p>I soldati combatterono corpo a corpo per ore, mentre i Cavalieri in cielo contrastavano gli uccelli di fuoco e i fanti a terra guadagnavano terreno palmo a palmo. Il tramonto non era lontano.</p><p>Le cose andavano pi� che bene e Ido era esaltato. A quanto poteva vedere, i suoi uomini non avevano subito molte perdite. Deinoforo adesso era pi� vicino, immobile sul suo drago nero sotto la pioggia. A intervalli regolari, uno sbuffo di fumo rossastro fuoriusciva dalle narici dilatate dell�animale, ma il Cavaliere guardava impassibile davanti a s�, senza muovere un muscolo.</p><p><emphasis>Non vuoi venire? Allora ti verr� a prendere io.</emphasis> Quasi non ebbe il tempo di pensarlo, che una fiammata lo manc� di un pelo. Guard� in alto. Un Cavaliere metteva a dura prova le capacit� degli allievi dell�Accademia sui draghi.</p><p>�Vesa!� chiam�. Salt� sull�animale e si gett� al fianco di Mavern contro il Cavaliere nemico.</p><empty-line/><p>Forse fu perch� erano tutti impegnati, forse perch� nel mezzo di una battaglia cos� impetuosa era impossibile fare da balia a un piccolo re reso folle dal dolore, ma Galla fino a quel momento era stato straordinario. All�inizio i generali avevano cercato di proteggerlo, lui, per�, era una furia.</p><p>Non aveva ricevuto un vero addestramento militare e non poteva certo essere definito un guerriero provetto, ma era sostenuto dalla forza della disperazione. Si era gettato sul nemico senza esitare e se l�era cavata. Aveva ucciso molti avversari, era arrivato fino alle prime linee e anche l�, in groppa al suo cavallo, aveva continuato la strage. Sembrava cos� forte e invincibile che presto i generali avevano smesso di seguire le sue mosse. In fin dei conti, quell�uomo aveva scelto il proprio destino nel momento stesso in cui aveva messo piede sul campo di battaglia. Dunque, che al suo destino andasse incontro.</p><p>Ma nessuno sapeva cosa cercasse Galla, che cosa cercasse davvero. Era facile da immaginare, eppure nessuno ci aveva pensato, eccetto il nemico.</p><p>Galla guardava di continuo verso Deinoforo. Quando lo vide abbastanza vicino, galopp� contro di lui.</p><p>�Ti sfido, maledetto, ti sfido!� url�.</p><p>Gli scagli� contro una lancia che aveva afferrato al volo. Lo manc� di parecchio e rallent�.</p><p>�Come desideri� rispose pacato il Cavaliere. Con un balzo fu a terra e lasci� che il suo drago volasse a dar man forte alle truppe in cielo. �� per tua moglie...� infier�, mentre estraeva la spada scarlatta.</p><p>Galla non rispose. Era colmo di rabbia e si sentiva forte abbastanza da vendicare Astrea.</p><p>�� giusto� aggiunse Deinoforo. �In fin dei conti � la vendetta che ci spinge tutti ad agire.�</p><p>Lev� la spada in segno di saluto e Galla fece altrettanto. L�arma tremava fra le sue mani. Poi il re lanci� un grido e si avvent� contro Deinoforo.</p><p>Si scambiarono le prime stoccate e con ogni probabilit� Galla credette anche di cavarsela egregiamente. In realt� Deinoforo giocava con la sua spada, lo trattava come fa il gatto col topo. Lo teneva a bada con movimenti eleganti, parando colpo su colpo, senza mai attaccare. Galla, invece, attaccava senza sosta, mentre lacrime di rabbia scorrevano lungo le sue guance di bambino. Il viso di Astrea, il giorno della sua morte e i mille momenti felici vissuti assieme, la Terra dell�Acqua ancora rigogliosa, immagini di gioia e di dolore si mescolavano nella sua mente e lo spronavano a combattere finch� il nemico non fosse morto. Forse allora sarebbe potuto giacere in pace anche lui e raggiungere la donna che aveva amato.</p><p>Il suo ultimo colpo non and� a segno e il duello si interruppe. Galla respirava con affanno, mentre Deinoforo era perfettamente padrone di s�.</p><p>�Ebbene, ti ho dato modo di sfogarti. Ora sta a me. Abbiamo finito di giocare� disse il Cavaliere.</p><p>Poi, tutto accadde rapidamente. La spada di Deinoforo volteggi� tracciando lampi sanguigni nella penombra del tramonto e Galla cerc� inutilmente di parare. L�ultima stoccata gli squarci� il ventre. Non ebbe neppure il tempo di urlare. Cadde in ginocchio ai piedi del suo nemico.</p><p>�Sei degno d�onore, perch� sei stato sconfitto per mano del pi� forte del campo� disse Deinoforo, poi lasci� Galla a terra in una pozza di sangue.</p><p>Il drago nero atterr� a pochi passi da Deinoforo. L�uomo lo cavalc� e raggiunse Nelgar. �Il tramonto � prossimo, non ha senso continuare� disse con la spada nel fodero.</p><p>Nelgar rest� al suo posto, in aria, incapace di proferire verbo.</p><p>�Il vostro re � in fin di vita e fra poco sar� notte. Vi concedo di portare via il corpo. Potremo riprendere la battaglia domani.�</p><p>Poi, cos� com�era venuto, si dilegu� e le sue truppe silenziosamente si ritirarono, tornando ad attestarsi sulla stessa linea della mattina. Un silenzio di tomba scese sul campo, mentre gli ultimi raggi di sole abbandonavano la terra.</p><empty-line/><p>Trasportarono Galla nella sua tenda. Era ancora vivo, quando l�avevano trovato sul campo. Chiamarono un paio di sacerdoti e la stessa Soana, ma tutti assunsero un�espressione addolorata non appena videro lo squarcio che Deinoforo gli aveva aperto sul ventre.</p><p>Il re per buona parte della notte si agit� nel delirio e url� per il dolore.</p><p>�Uccidetelo! Che qualcuno lo uccida e vendichi Astrea!� gridava nei pochi momenti di lucidit�.</p><p>Poi venne l�immobilit� delle ultime fasi dell�agonia, il respiro si fece un rantolo e infine ci furono solo freddo e silenzio.</p><p>Ido era rimasto fuori dalla tenda. Aveva smesso di piovere e il campo era coperto di fango.</p><p>�La Terra dell�Acqua non ha pi� un re� disse laconico Nelgar, quando usc� dall�ultima dimora di Galla.</p><p>Ido si copr� il volto con la mano. Dopo Astrea, Galla. Non c�era pi� nessuno a governare quel piccolo regno, ormai schiacciato contro i Monti del Sole. Si erano ripromessi di aiutare il re, di proteggerlo, e invece l�avevano lasciato solo, in balia della propria follia.</p><p><emphasis>Non puoi fermare un uomo disperato.</emphasis></p><p>Gi�, forse era vero, ma loro non ci avevano nemmeno provato. Ido non sospettava che Galla in quella battaglia avesse il suo identico obiettivo. Erano stati alle calcagna dello stesso uomo. Eppure era cos� semplice da capire.</p><p>Lo gnomo strinse i pugni e ripens� alle ultime parole di Galla.</p><p><emphasis>Lo uccider� io per te, domani, e tu e tua moglie avrete finalmente pace.</emphasis></p><p>Prima di ritirarsi, Ido pass� in rassegna le sue truppe. Non avevano avuto pi� di una ventina di perdite, per la maggior parte ragazzi.</p><p>Non ebbe molto da dire loro. Li elogi� per come si erano comportati, ma era abbattuto e ancor meno incline alla parlantina del solito. Quindi raggiunse la sua tenda e si coric�. L�indomani la battaglia sarebbe ripresa presto e aveva bisogno di riposo.</p><p>Ma non riusc� ad addormentarsi. Pensava a Deinoforo, al suo assurdo codice d�onore. Il Cavaliere era andato da Nelgar con la spada nel fodero e gli aveva chiesto una tregua per un nemico caduto.</p><p>Un gesto di piet� inaspettato. Gli tornarono alla mente le urla del re morente. In fondo al cuore si sentiva vicino a quel re bambino, erano accomunati dal medesimo odio. Avevano cercato lo stesso nemico nel mezzo della battaglia. Galla l�aveva trovato, e per questo era morto. Era l�ennesimo innocente trucidato.</p><p>"Uccidetelo! Che qualcuno lo uccida e vendichi Astrea!"</p><p>Quelle parole di Galla erano rivolte a lui. Aveva sbagliato a non attaccare Deinoforo, a perdere tempo dietro ai fantasmi e ai fammin. Avrebbe dovuto gettarsi subito sul Cavaliere di Drago Nero, senza esitare. L�indomani non avrebbe commesso lo stesso errore. Solo con quel pensiero riusc� ad assopirsi, mentre fuori la pioggia ricominciava a bagnare il campo.</p><empty-line/><p>Quando Ido si svegli� pioveva ancora. Era molto presto e lo gnomo si dedic� alla sua spada. Quella mattina era calmo, come sempre alla vigilia di decisioni importanti.</p><p>Lucid� con cura l�armatura, inzaccherata dal fango del giorno prima, e fece una rapida visita ai suoi allievi.</p><p>Quando raggiunse le truppe, tutto era esattamente come il giorno precedente. Sembrava non fosse accaduto niente in quelle ventiquattro ore: stesse le linee su cui erano attestati gli eserciti, identica la pioggia fine che scorreva sulle armature e rendeva fangoso il terreno. Soltanto, nell�esercito delle Terre libere c�era pi� tristezza. La morte del re aveva abbattuto il morale di tutti.</p><p>Ido aveva gli occhi puntati su Deinoforo, fermo nella medesima posizione del giorno prima.</p><p>Fu dato l�ordine di attacco e Ido e i suoi partirono. Stavolta anche Deinoforo spron� il suo drago e inizi� a combattere. Lo scontro prese da subito tutta un�altra piega. Le truppe delle Terre libere faticavano a rispondere ai colpi nemici e i primi soldati caddero sotto le lame dei fammin e dei fantasmi.</p><p>Deinoforo era ovunque, imperversava dall�alto con il suo drago tenendosi fuori dalla mischia.</p><p>Quel giorno Ido non tentenn�. Aveva chiaro quale fosse il suo obiettivo e l�avrebbe raggiunto a ogni costo. Tra lui e il suo uomo si frapponevano centinaia di uccelli di fuoco, ma per lo gnomo non erano un problema e non era solo a fronteggiarli. Cos� guadagn� un palmo dopo l�altro, lo sguardo sempre rivolto al nemico, al movimento circolare del drago nero sulla piana.</p><p>Ido aveva quasi dimenticato i suoi soldati a terra. Di tanto in tanto li spronava e dava loro indicazioni, ma Deinoforo occupava tutti i suoi pensieri e ben presto lo gnomo si sent� solo sul campo di battaglia, come molti anni prima.</p><p>�I tuoi uomini, dannazione, Ido!� gli url� qualcuno da molto lontano, ma lui non lo ascolt�.</p><p>Era stanco di attendere, stanco di perdere tempo con quei dannati uccellacci. Fece impennare Vesa e si diresse senza altri indugi verso il suo nemico. Gli diede un primo colpo d�avvertimento, come aveva fatto la prima volta che le loro strade si erano incrociate.</p><p>Deinoforo par� il colpo, poi si volse verso di lui. �Vedo che ci tieni molto a batterti con me.�</p><p>Ido non rispose. Uno strano mugolio giunse da sotto la celata dell�elmo di Deinoforo. Rideva.</p><p>�In fondo, sei un valido nemico, nonostante la tua codardia� aggiunse il Cavaliere.</p><p>Ido attacc� senza pi� por tempo in mezzo. Deinoforo era pronto e par� senza difficolt�. Inizi� il fraseggio delle spade, mentre i draghi cercavano di ferirsi a vicenda.</p><p>Stavolta Ido era furioso, ma presente a se stesso, e non sbagli� un colpo. Era come se osservasse il duello dall�esterno e gli era facile prevedere ogni mossa del nemico. Erano uguali. Stesso modo di battersi, stessa calma glaciale nell�azione.</p><p>Si separarono con un nulla di fatto, i draghi che ansimavano per lo sforzo.</p><p>�A ben pensarci, anch�io ho un conto in sospeso con te� disse Deinoforo. La sua voce era lievemente affannata. �Tu hai tradito il mio Signore, ti sei votato alla causa di questi vermi della terra.�</p><p>Ido rise. �Quel che ho fatto non si chiama tradimento, ma ravvedimento, guarigione dalla follia.�</p><p>Ripresero a combattere, precisi e impeccabili come prima. Il ritmo acceler�, le spade si incrociavano rapide sotto la pioggia. Nessuno dei due per� riusc� ad andare a segno: ogni colpo, dall�una e dall�altra parte, veniva parato.</p><p>Si separarono ancora, ma stavolta Ido tent� una nuova mossa. Lanci� Vesa contro il drago nero e lo incit� ad azzannare una zampa della bestia nemica. Ora che era pi� vicino al suo avversario, lo gnomo ricominci� ad attaccare a sorpresa, sempre pi� veloce.</p><p>Le cavalcature per� erano diventate malsicure e Ido faticava a rimanere in equilibrio.</p><p><emphasis>Dannazione! Come diavolo fa Nihal in queste situazioni?</emphasis></p><p>Alla fine Vesa dovette mollare la presa, ma strapp� un brandello della pelle del drago nero.</p><p>�Che cosa credi di avere ottenuto, Ido!� gli url� Deinoforo.</p><p>La ferita del drago si rimargin� sotto gli occhi dello gnomo.</p><p>I due si studiarono per qualche istante, con il respiro affannoso. Erano stanchi e non erano ancora riusciti ad andare a segno neppure una volta. Ido sent� la spada tremargli fra le mani.</p><p><emphasis>Devo concludere!</emphasis></p><p>Con un urlo si lanci� sul nemico e ripresero a duellare, con una monotonia snervante. Sotto di loro la battaglia infuriava, ma i due non la sentivano.</p><p>I gesti si fecero pi� imprecisi, qualche colpo and� a segno dall�una e dell�altra parte, ma ancora non riuscirono a ferirsi. I draghi si allontanavano e si riavvicinavano in un balletto infinito. Poi un colpo di Deinoforo seg� uno dei legacci della corazza di Ido e lo gnomo si allontan�.</p><p>�Si comincia� ghign� il cavaliere.</p><p><emphasis>Devo concludere... sono stanco.</emphasis></p><p>Ido pass� in rassegna l�armatura del nemico, che non lasciava scoperto neppure un lembo di pelle: doveva trattarsi di una corazza magica, come quella di Dola. Contrariamente alle sue abitudini, lo gnomo decise di giocare la sua ultima carta: la forza. Impugn� la spada a due mani.</p><p>Il nemico si lanci� su di lui e Ido lo affront� con tutte le energie che gli erano rimaste. Laddove lo gnomo riusciva a colpirla, l�armatura del nemico mandava strani bagliori.</p><p>Ormai per� erano entrambi affaticati, i colpi si facevano via via pi� imprecisi. Deinoforo azzard� un affondo. Ido prov� a scartare, ma la spada del Cavaliere cambi� subito direzione.</p><p>Lo gnomo vide l�arma venirgli incontro, verso la sua testa, verso i suoi occhi. D�istinto, mosse lateralmente la spada contro la mano nemica.</p><p>Vide un lampo e ud� un urlo disumano, poi avvert� la sensazione di muscoli, ossa e tendini recisi sotto la sua spada. Al tempo stesso, sent� un dolore lancinante alla testa, una sofferenza indescrivibile, che gli tolse il fiato. Vide rosso, come se l�intero mondo si fosse tinto di sangue, e poi nero, un nulla denso e oscuro. Cerc� di aprire gli occhi, mentre si sentiva afferrare e trascinare verso quel nulla. Scorse una mano rossa, la spada ancora in pugno, volare in aria e roteare verso terra. Poi il dolore ebbe il sopravvento e lui scivol� nell�incoscienza.</p></section><section><title><p>23</p><p>Nell�acqua e al buio</p></title><p>Prima ancora di aprire gli occhi, Nihal sent� il buio che la incalzava, le penetrava in bocca e in gola. Percep� un peso sull�addome e solo allora si chiese che cosa fosse accaduto.</p><p>Quando sollev� le palpebre e si guard� intorno ebbe la conferma: buio. Proprio ora che avevano riguadagnato la luce dopo un mese di oscurit�. Si tocc� il ventre e sent� una mano; tast� intorno fino a quando non incontr� una zazzera arruffata. Sennar.</p><p>�Sennar...� chiam� con dolcezza. Lo scosse. �Sennar...�</p><p>Lo sent� muoversi.</p><p>�Tutto bene?� chiese la voce stanca del mago.</p><p>�Io s� e tu?�</p><p>Sennar spost� la mano e Nihal ud� le sue vesti frusciare nell�oscurit�. �Credo che sia tutto a posto� disse il mago. �Hai idea di dove possiamo essere?� chiese dopo qualche istante.</p><p>�Fai un po� di luce e lo sapremo.�</p><p>Sennar si appoggi� alla parete rocciosa. �Ma un tempo non sapevi fare anche tu qualche magia? La corsa e l�incantesimo mi hanno stancato... Fai tu un po� di luce.�</p><p>Nihal evoc� un timido fuocherello azzurrino. Le avvamp� nella mano e un tenue chiarore si sparse per qualche braccio attorno a loro. Erano in una specie di galleria, dovevano aver ruzzolato per un po� una volta caduti, perch� c�era della terra smossa al loro fianco. Il tunnel era basso e stretto, tanto che per percorrerlo sarebbero dovuti avanzare carponi, e non era opera della natura; le pareti erano segnate da colpi di scalpello e di vanga.</p><p>�Non pu� che essere una delle gallerie per l�approvvigionamento dell�acqua� disse Sennar.</p><p>�Ma l�acqua non si sente...�</p><p>�Ido ha lasciato questa Terra vent�anni fa, da allora possono essere cambiate parecchie cose, magari dei canali si sono prosciugati.�</p><p>Nihal si volt� verso Sennar. Il mago era pallido e affaticato. �Forse � meglio che per oggi ci riposiamo qui. Quando ci saremo ripresi un po� proseguiremo� propose e il mago accett�.</p><p>Nihal per� riusc� a stare ferma solo per qualche ora, poi decise di andare in avanscoperta. Lasci� Sennar abbandonato in un sonno ristoratore e si diede all�esplorazione della parte di galleria dalla quale erano entrati. Non dovette camminare molto, perch� avevano rotolato per non pi� di una decina di braccia; a quel punto il corridoio sembrava impennarsi e diventava piuttosto ripido. In alto, lei vide il buco nel quale erano caduti e la luce che filtrava le fer� gli occhi.</p><p>Nihal fiss� per qualche istante la luce, poi torn� nel punto da cui era partita ed esplor� il condotto nell�altra direzione. Avanz� per un lungo tratto e non fu semplice, perch� il passaggio si faceva sempre pi� stretto. Si ferm� al primo bivio per timore di perdere la strada e tese l�orecchio. Si udiva un rumore lontano, ritmico, come il chiocciare dell�acqua attraverso il cannello di una fontana. Si sent� rincuorata: dunque, erano davvero arrivati ai canali.</p><empty-line/><p>Quando Sennar si svegli� stava meglio e nonostante le proteste di Nihal volle riprendere il cammino. Prima partivano, prima avrebbero rivisto il sole.</p><p>All�inizio dovettero avanzare accovacciati a quattro zampe. Una volta giunti al primo bivio, scelsero di dirigersi verso il rumore dell�acqua. Continuarono a proseguire carponi a lungo e alla fatica si aggiunse la preoccupazione, perch� non incontravano l�acqua. La sentivano scorrere vicina a loro e cercavano di seguirne il rumore, eppure, nonostante camminassero gi� da un paio di ore, non ne vedevano traccia. Le pareti erano asciutte e sembrava che la strada si prendesse gioco di loro, conducendoli a un passo dalla meta e divertendosi poi a deviare e ad allontanarli. Procedettero a lungo, in salita e in discesa; in alcuni punti furono costretti a calarsi, in altri invece dovettero arrampicarsi, ma nessuno dei loro sforzi fu premiato, perch� per tutto il giorno l�acqua rest� un miraggio lontano.</p><p>�Non possiamo continuare ad avanzare a caso. Se almeno trovassimo questa dannata acqua potremmo seguirne il corso� disse Nihal, quando si fermarono per riposarsi.</p><p>Avevano di nuovo perso il senso del tempo. Come nella Terra della Notte, non avevano idea di che ora fosse, n� da quanto fossero in marcia.</p><p>Dovettero cercare ancora il giorno seguente e quello successivo, sempre strisciando carponi sulla roccia. Il debole fuocherello magico di Nihal non bastava a illuminare la strada e pi� di una volta credettero di essersi persi, perch� ogni tunnel era uguale a quello precedente.</p><p>All�improvviso, Nihal mise una mano in fallo e il mago la sent� gridare mentre precipitava. Raggiunse subito il punto dov�era scomparsa, si sporse e non pot� fare a meno di gioire quando sent� che la caduta terminava con un tuffo. L�acqua, finalmente. Sennar si gett� di sotto senza indugi e quando riemerse Nihal era accanto a lui e rideva.</p><p>Si trovavano in un ampio salone circolare completamente pieno d�acqua, fatta eccezione per una piccola piattaforma su un lato, alla quale si accedeva da un paio di scalini. L�acqua entrava da un�apertura a una trentina di braccia sopra di loro e si gettava in quella specie di cisterna con una cascata, per poi uscire attraverso cinque larghi canali disposti a stella lungo le pareti. Nihal e Sennar salirono sulla piattaforma per riposarsi.</p><p>I viveri scarseggiavano e le radici che avevano raccolto nella Terra della Notte erano bagnate. Le mangiarono ugualmente, cercando di fare economia. L� sotto l�acqua non mancava di certo, ma il cibo sarebbe stato un problema.</p><p>Decisero di seguire uno dei cinque canali. Erano identici e non c�era modo di indovinare dove conducessero. Nihal aveva interrogato il talismano, ma aveva visto solo molta acqua e una specie di isolotto; la direzione non era precisa, forse ovest.</p><p>Sennar recit� un incantesimo per orientarsi. Estrasse il pugnale che aveva vinto a Nihal il giorno che si erano conosciuti e recit� poche parole. Dalla punta della lama part� un raggio luminoso che and� a indicare l�ovest. La luce per� cadde esattamente a met� fra due canali, cos� furono costretti a scegliere a caso uno dei due.</p><empty-line/><p>Decisero di alternarsi al fuoco magico. Dopo tre giorni di riposo dalle magie, Sennar aveva ripreso le forze e quando il fuoco era tenuto vivo da lui potevano vedere con pi� chiarezza il luogo dove si trovavano.</p><p>Non c�era dubbio che l�opera di fronte a loro fosse notevole: miglia e miglia di canali, grandi e piccoli, nei quali l�acqua scorreva limpida e chiara, tutti con una piccola passerella. Evidentemente un tempo quell�acquedotto veniva curato con un�assidua manutenzione e i corridoi dovevano servire allo scopo. A intervalli regolari c�erano le grandi cisterne; alcune erano maestose, alte e decorate da fregi e bassorilievi. Le pi� ampie avevano anche dei pozzi che davano verso l�esterno e attraverso i quali filtravano l�aria e la luce, dando un po� di sollievo a Sennar e Nihal.</p><p>In una di quelle costruzioni, dove una lama di luce fendeva il buio e regalava invitanti trasparenze alle acque limpide, decisero di fermarsi e riposare. Si distesero sulla piattaforma e si godettero il tepore dei raggi del sole.</p><p>D�un tratto, Nihal si alz�. �Ho voglia di fare un bagno vero� disse. �Chiudi gli occhi.�</p><p>Il mago rest� immobile a guardare il volto di Nihal controluce.</p><p>�Non mi hai sentito? Avanti� disse lei, e Sennar not� che un lieve rossore le copriva le guance.</p><p>Il mago sorrise imbarazzato e si port� le mani agli occhi. Sent� il fruscio delle vesti di Nihal: il rumore secco della pelle del corpetto, i laccioli che si scioglievano e i pantaloni che cadevano al suolo, il mantello che le scivolava sulle spalle. A ogni rumore premeva con pi� forze le mani sugli occhi. Gli torn� in mente la sera di pochi giorni prima, quando avevano mangiato i lamponi e lui aveva cercato di baciarla. Si stup� quando sent� i suoi passi sulla roccia, perch� quel suono lieve, cos� diverso dalla marcia, sembrava non appartenerle. Era il passo di una donna.</p><p>Lentamente e involontariamente le sue dita si schiusero, ma Sennar non volle guardare. Sent� il rumore dell�acqua che si apriva al passaggio del corpo di lei, per poi richiudersi alle sue spalle. Alla fine il mago si alz� in piedi e lasci� cadere le mani. Nihal nuotava agile e leggera. Sembrava magra, pi� di quanto credesse. Era la prima volta che la vedeva cos�.</p><p>Nihal nuot� fino alla cascata in fondo alla cisterna, si arrampic� sulla pedana e rimase sotto il getto a lungo. Fu allora che Sennar le vide la schiena: era nera per una buona met�.</p><p>�Cos�hai fatto?� le chiese, ma si pent� subito, perch� Nihal volt� il capo di scatto e Sennar fece in tempo a vedere un lampo d�ira attraversarle gli occhi, prima che lei si immergesse di nuovo in acqua.</p><p>�Ti avevo chiesto di non guardare!�</p><p>Sennar si port� di nuovo le mani agli occhi.</p><p>�Ora non serve a niente.�</p><p>Sennar sent� che continuava a muoversi nell�acqua, ma meno tranquilla di prima. �Pensavo che ti fossi immersa... che ne sapevo...� Era sicuro di essere arrossito e sper� che le mani fossero sufficienti a nascondergli il volto.</p><p>�Adesso non c�� pi� niente da guardare� disse Nihal.</p><p>Sennar scost� le dita. �Che cos�hai sulla schiena?� le chiese.</p><p>Stavolta fu lei a distogliere lo sguardo. �Sono due ali di drago, � un tatuaggio.�</p><p>�Quando l�hai fatto?�</p><p>�Quando sono diventata Cavaliere. � una tradizione. Ogni Cavaliere ha un tatuaggio� spieg�, mentre continuava a nuotare. �Non ti piace?�</p><p>�Non so� disse lui. �Sono troppo grandi, occupano praticamente tutta la schiena.�</p><p>�Voltati adesso� ingiunse Nihal. Leggera com�era entrata, usc� dall�acqua. �Quando ho compiuto diciotto anni mi sono fatta due regali: un vestito da donna e questo tatuaggio. Guarda pure ora.�</p><p>Sennar apr� gli occhi e vide che si era avvolta nel mantello. Dalla stoffa nera emergevano solo il viso, le orecchie appuntite e i capelli blu.</p><p>Cos� imbacuccata, Nihal si sdrai� al fianco di Sennar, sotto il raggio di sole. �Ti ho mai detto che ho sempre voluto volare via?� gli chiese.</p><p>�No, ma l�ho sempre saputo� rispose lui.</p><p>Nihal si volt� a guardarlo e sorrise. �� per questo che mi sono fatta tatuare due ali: sono di drago perch� Oarf � il mio compagno e i nostri destini saranno sempre uniti; sono chiuse perch� non ho ancora preso il volo. Un giorno trover� la mia strada e le mie ali sulla schiena si apriranno. Allora potr� volare via.�</p><p>Per qualche strano motivo, quelle parole riempirono Sennar di tristezza.</p><p>�A Laio piaceva, diceva che era un tatuaggio adatto a me� aggiunse Nihal.</p><p>Il ricordo dell�amico perduto li avvolse e restarono sdraiati in silenzio.</p><empty-line/><p>La gioia della scoperta dell�acqua non dur� a lungo. Avevano creduto che una volta trovati i canali sarebbe stato facile seguire la strada, ma non fu cos�. Le condotte erano centinaia, si intersecavano in un reticolo fittissimo formando gli angoli pi� strani e si assomigliavano tutte.</p><p>Sennar e Nihal percorrevano qualche miglio e si ritrovavano in una cisterna; camminavano ancora e finivano in un�altra cisterna. Presto non riuscirono pi� a capire se giravano in tondo o se arrivavano in luoghi nuovi; sembrava che l�acqua non facesse altro che descrivere ampi giri e alla fine non sfociasse da nessuna parte.</p><p>Nihal cercava di affidarsi al talismano, ma l�immagine era sempre quella del primo giorno: molta acqua e un�isola, altro non riusciva a vedere. A tutto ci� si aggiunse il caldo. All�inizio i canali sembravano freschi e ben aerati, ma presto il calore si fece soffocante e l�umidit� insopportabile; l�aria pareva densa, si faticava a respirare ed erano entrambi sudati fradici, in quella oscurit� asfissiante.</p><p>Pi� avanzavano, poi, pi� lo stato delle passerelle peggiorava, tanto che in alcuni tratti Sennar e Nihal furono costretti a camminare con l�acqua alle ginocchia. A volte erano fortunati e l�acqua era calma, ma altrove la corrente era forte e dovevano cercare appigli sulla parete viscida per non essere trascinati via.</p><p>Nelle gallerie pi� profonde, che iniziarono a esplorare il quarto giorno, i segni della decadenza erano visibili. Molte passerelle erano distrutte, in alcuni punti la volta era franata e i detriti ingombravano il tunnel, i bassorilievi delle cisterne pi� ampie erano divorati dalla muffa.</p><p>Nihal fu la prima a mostrarsi insofferente. La penombra la esasperava, l�umidit� e il caldo le mozzavano il fiato e soprattutto iniziava a scoraggiarsi, perch� ormai era chiaro che si erano persi. Vagavano senza una meta e la mezzelfo aveva la sensazione che tutta la strada che avevano percorso fosse stata inutile.</p><p>�Non possiamo continuare cos� disse una sera. Erano chiusi in quel posto da una decina di giorni e avevano finito le scorte di cibo. Si erano divisi l�ultima radice. �� evidente che non si pu� cercare il santuario sotto terra. Dobbiamo trovare una via d�uscita, ci portasse anche in bocca al nemico.�</p><p>Sennar assent� poco convinto.</p><p>�Lo so� aggiunse Nihal, dopo aver letto la sua espressione. �Sembra un�impresa disperata. Ma questo � un acquedotto, no? L�acqua dovr� pur finire da qualche parte. Con un po� di fortuna troveremo la strada che ci porter� fuori di qui.�</p><p>Continuarono a camminare, digiuni e in quel caldo soffocante, per un tempo che parve loro interminabile. Di tanto in tanto il suolo tremava e si sentivano boati e brontolii, come se la terra si lamentasse.</p><p>�Questa � una Terra di vulcani, Ido ha detto che ce ne sono pi� di cento. Credo che questi rumori siano normali� comment� Sennar all�ennesima scossa di terremoto. �Cos� si spiega anche il caldo, � il fuoco che cova sotto la superficie della terra.�</p><p>Nihal annu� distrattamente, poco confortata dalla spiegazione.</p><empty-line/><p>Un giorno, mentre avanzavano carponi in un corridoio particolarmente stretto, Nihal vide qualcosa che la insospett�. �Tu resta qui� disse a Sennar.</p><p>Non gli diede il tempo di protestare e strisci� lentamente nell�acqua verso l�oggetto che aveva attirato la sua attenzione. Sembrava un fagotto, ma emanava un odore insopportabile, di carogna.</p><p>�Non sar�...� Sennar si port� una mano alla bocca.</p><p>In acqua c�era il cadavere di un uomo. Doveva essere morto da parecchi giorni, a giudicare dalla puzza e dal suo stato. Era stato spogliato di tutto quel che aveva e indossava solo un grezzo vestito di lino.</p><p>Nihal indietreggi� di qualche passo e fece per sguainare la spada, ma il luogo in cui si trovavano era troppo angusto per permetterle libert� di movimento. Restarono immobili, in silenzio, in ascolto di eventuali rumori, ma non sentirono nulla oltre al chiocciare dell�acqua.</p><p>�Era un nemico o un amico?� chiese Sennar.</p><p>�Non ne ho la pi� pallida idea... Gli hanno tolto tutte le armi.�</p><p>Ripresero la marcia in assoluto silenzio, ma sapevano che non sarebbe bastato a salvarli dal nemico che covava nell�ombra. Chi aveva ucciso l�uomo nel canale doveva conoscere bene l�acquedotto e forse in quello stesso momento li stava osservando, in attesa del momento pi� propizio per attaccarli.</p><p>Il cadavere nel canale non fu l�unico che trovarono. Quello stesso giorno, poco pi� avanti, ne rinvennero altri e quando giunsero all�imboccatura di una cisterna videro galleggiare sotto di loro una ventina di corpi, mollemente trasportati dalla corrente. Molti erano stati privati delle armi come l�uomo nel canale, altri avevano ancora in pugno le spade o indossavano corazze leggere. Sembrava che ci fosse stata una battaglia.</p><p>Nihal e Sennar stettero ammutoliti a guardare la scena, poi la ragazza ruppe il silenzio. Sguain� di colpo la spada e la sbatt� contro la roccia. �Chi c�� nell�ombra? Fatevi avanti! Se ci dovete ammazzare, ammazzateci!� url� con quanto fiato aveva in corpo. Nello sforzo perse l�equilibrio, cadde in acqua e venne trascinata dalla corrente.</p><p>Sennar si gett� dietro di lei e riusc� ad agguantarla per un braccio prima che imboccasse la cascata che conduceva alla cisterna. La iss� di nuovo sulla passerella, la spinse contro il muro e la guard� severo.</p><p>�Ti vuoi calmare? Gridare non serve a niente!�</p><p>Il respiro di Nihal si fece meno affannoso e lei si abbandon� fra le braccia di Sennar. �Non possiamo continuare cos�...�</p><p>�Siamo solo stanchi� disse il mago �andr� tutto bene.�</p><p>Ma Nihal cap� che era una bugia pietosa e inutile.</p><p>Raggiunsero un�altra cisterna e si riposarono sulla piattaforma. Era stretta e ci stavano a malapena.</p><p>�� meglio che stanotte tu ti faccia una bella dormita. Penser� io a fare la guardia� si offr� Sennar.</p><p>�Come se fosse facile... Dormire in un posto che sembra avere mille occhi che ci scrutano e aspettano un nostro attimo di distrazione per assalirci... Per non parlare della fame, del caldo e di questo buio insopportabile� ribatt� Nihal.</p><p>�Anch�io non ne posso pi�, credimi. Per� perdere la calma non serve a niente. Ti prego, prova almeno a dormire un po�� rispose Sennar. Il suo tono risoluto convinse infine la mezzelfo.</p><empty-line/><p>Nihal si accoccol� al fianco del mago e appoggi� la testa sulla sua spalla. Sennar cos� rimase solo a vegliare. La fiamma illuminava un raggio di poche braccia e al di fuori del suo circolo luminoso le forme si perdevano nell�oscurit�. L�acqua innanzi a lui era nera come la pece. I sensi del mago erano tesi, attenti; cercava di scrutare quella notte artificiale per cogliervi un segno della presenza del nemico, ma tutto sembrava tranquillo e silente. Il suono ritmico e costante dell�acqua presto gli diede sui nervi; sembrava volerlo ipnotizzare, mentre lui doveva rimanere sveglio e presente a se stesso.</p><p>Poi, lentamente, gli parve che il rumore non fosse poi cos� ritmico e sempre uguale: sul basso continuo del fluire della corrente si innestavano altri suoni, come le voci in un coro. Erano rumori diversi, improvvisi. Alla fine, Sennar si convinse che fossero una creazione della sua mente, non c�era altra spiegazione. Cerc� di distrarsi e di pensare ad altro per restare sveglio. Ma non c�era nulla da fare: i rumori continuavano.</p><p>Poi gli sembr� di udire delle voci; non erano parole, ma suoni indistinti. Quindi risate, sommesse, cattive. Ridevano di lui, di quel giovane mago solo nella notte, bagnato fino alle ossa e impaurito.</p><p>Le voci si fecero pi� distinte e si aggiunse un rumore di passi. Scalpiccio sulla roccia umida. Uno, due, tre, cento passi, mille uomini. No, non c�era nessuno.</p><p><emphasis>� la tua immaginazione. Stai calmo.</emphasis></p><p>Ci fu un lieve chiarore e Sennar strabuzz� gli occhi. L�aveva visto davvero? Ora di nuovo tutto era buio. Appoggi� la testa alla roccia e chiuse gli occhi. Ancora rumore di passi. Li riapr� e infine la vide: una luce intensa, un punto luminoso nel buio. Balz� in piedi.</p><p>�Che cosa c��?� chiese Nihal mezzo assopita.</p><p>�C�� qualcuno� rispose Sennar in un soffio. La sua mano si rischiar�, pronta a lanciare un incantesimo.</p><p>Nihal si alz� e cerc� la spada, ma non ebbe nemmeno il tempo di sguainarla. Sent� una mano agguantarle il braccio e torcerglielo. Prima di cadere a terra, vide Sennar innanzi a lei, preso alle spalle da un uomo che gli puntava un lungo coltello alla gola. La luce esplose intorno a loro con violenza. Nihal aveva il volto schiacciato a terra, ma pot� cogliere i bagliori di mille fiaccole.</p><p>�Ma guarda un po�, abbiamo ospiti qui sotto� disse una voce.</p><p>Nihal cerc� di divincolarsi. Poi fu colpita alla testa e non vide pi� nulla.</p><empty-line/><p>Sennar tent� una resistenza pi� agguerrita. Lanci� un primo incantesimo e riusc� a mettere fuori combattimento l�uomo alle sue spalle. Si diede alla fuga, ma fu circondato e colpito alle gambe. Cadde a terra, incapace di respirare per il dolore. La fame e la fatica gli avevano tolto ogni capacit� di offesa. L�incantesimo che aveva lanciato era stato il suo canto del cigno.</p><empty-line/></section><section><title><p>24</p><p>L�OCCHIO</p></title><empty-line/><p>Quando Ido rinvenne era avvolto dall�oscurit�. Si sentiva debole e gli pareva che un chiodo gli trapanasse la testa. Prov� a muoversi, ma le braccia erano pesanti e riusc� solo ad alzare le dita. Ud� un fruscio, come di qualcuno che si avvicinasse.</p><p>�Dove sono?� chiese in un sussurro.</p><p>�A Dama, nella Terra del Mare.�</p><p>Era una voce nota, ma che non riusciva a riconoscere.</p><p>�Chi sei? Non ti vedo...�</p><p>�Sono Soana� rispose la voce.</p><p>Ido era confuso. L�ultima cosa che ricordava era la battaglia nella Terra dell�Acqua, non capiva come fosse arrivato nella Terra del Mare. Soana dovette intuire il suo sconcerto, perch� riprese a parlare.</p><p>�Sei stato ferito il secondo giorno di battaglia e da allora sei incosciente. La Terra dell�Acqua � quasi tutta perduta, l�esercito ha riparato qui.�</p><p>�Perduta?�</p><p>Soana non rispose.</p><p>Non c�era da stupirsi. Avevano sempre saputo che sarebbe stata un�impresa disperata. Senza pi� Galla, poi...</p><p>�Da quant�� che dormo?�</p><p>�Da quattro giorni.�</p><p>Ido fu colto da un vago senso di vertigine. Doveva essere conciato male, non gli era mai capitato di restare incosciente per quattro giorni. �Che tipo di ferita...?� Si interruppe, parlare gli costava fatica.</p><p>�Alla testa. Per questo non ci vedi. Hai un bendaggio che ti copre gli occhi. Ora, per�, l�ultima cosa di cui hai bisogno � parlare. Riposa piuttosto.�</p><p>Ido avrebbe voluto rispondere che si era riposato abbastanza, che adesso aveva bisogno di capire, e che in ogni caso non sarebbe riuscito a dormire con tutte quelle domande che gli ronzavano in testa, ma prima di poter formulare quel pensiero scivol� in un sonno senza sogni.</p><empty-line/><p>Quando si svegli�, la mattina seguente, si sentiva decisamente meglio. Prov� ad aprire gli occhi, ma gli risult� stranamente difficile. Alla fine riusc� a sollevare le palpebre e vide che tutto era incredibilmente luminoso. Soana era ancora l�, di fronte a lui.</p><p>La maga gli sorrise. �Come va oggi?�</p><p>�Meglio, direi.�</p><p>Ido prov� a tirarsi su e con qualche sforzo ce la fece. Soana gli sistem� subito il cuscino dietro la schiena.</p><p>Lo gnomo si tast� con cautela la testa. Aveva un largo bendaggio che gli copriva l�occhio sinistro.</p><p>Stava per toccarlo, ma Soana gli prese la mano e gliela scost�.</p><p>�Non ancora.�</p><p>Ido obbed�, nonostante ci fossero mille interrogativi che lo tormentavano. Quel giorno ricordava qualche particolare in pi�, il duello contro Deinoforo, soprattutto, per� non riusciva a rammentare come fosse finito. �Ho molte cose da chiederti� esord�.</p><p>Lei cambi� espressione, poi torn� sorridente. �Chiedi.�</p><p>�Tanto per iniziare, che cosa diavolo mi � successo?�</p><p>�Sei stato ferito mentre combattevi con Deinoforo.�</p><p><emphasis>Di nuovo, maledizione...</emphasis></p><p>�Mi avete portato via dal duello...� disse cupo.</p><p>Soana scosse la testa. �Gli hai tranciato di netto la mano destra. � fuggito anche lui, tu sei stato condotto a terra in stato d�incoscienza da Vesa.�</p><p>Lo gnomo sorrise. Almeno si era portato via un pezzo di quel bastardo. La mano destra poi... quella con cui combatteva.</p><p>�E i miei uomini?� chiese.</p><p>Soana si rattrist�. �Ido, � una storia complicata, e non sta a me raccontartela... Ora sei stanco, quando starai meglio avrai tutte le risposte.�</p><p>�Che ne � dei miei uomini?� insistette Ido. Quella reticenza iniziava a preoccuparlo. Ancora non sapeva neppure che tipo di ferita aveva riportato.</p><p>�Te ne parler� Nelgar, quando ti verr� a trovare� aggiunse la maga, poi usc� dalla stanza, lasciandolo solo con i suoi dubbi.</p><empty-line/><p>Nelgar venne, la sera. Si mostr� molto premuroso, chiese a Ido come stava, se aveva mangiato e una sfilza di altre cose inutili.</p><p>�C�� molto che voglio sapere� tagli� corto Ido.</p><p>Come Soana, anche Nelgar davanti a quella domanda assunse un�espressione che non prometteva niente di buono.</p><p>�Non fare quella faccia e parla. Mi pare di essere adulto a sufficienza. Dimmi prima di tutto dei miei uomini.�</p><p>�I ragazzi dell�Accademia sono rimasti in trenta.�</p><p>Ido sent� il cuore fermarsi. �E i veterani che erano con me?�</p><p>�Se n�� salvata una cinquantina.�</p><p>�Non � possibile...�</p><p>Nelgar sospir�. �Tu non hai idea di che razza di battaglia sia stata... Prima sei stato impegnato con Deinoforo, poi sei stato ferito...�</p><p>�Raccontami� disse Ido con un filo di voce.</p><p>�Mentre tu e Deinoforo eravate impegnati in duello, sono arrivati altri due Cavalieri di Drago Nero, due esseri identici, che combattevano in coppia. L� � iniziata la disfatta. Certo, avevi tolto di mezzo Deinoforo, non si � pi� fatto vedere dopo che gli hai tranciato una mano, ma anche tu eri fuori combattimento e i tuoi uomini erano allo sbando. Non ci hanno concesso tregua. La battaglia ha infuriato per tutta la notte e si � protratta fino al giorno seguente.�</p><p>Nelgar esit�, prima di riprendere trasse un profondo sospiro che gli si spezz� in gola. �Mavern � morto per mano di quei due all�alba del terzo giorno e a quel punto � stato chiaro che non ce l�avremmo fatta; era lui che aveva preso il comando dei tuoi uomini dopo che tu eri stato ferito. � stato allora che tanti dei tuoi ragazzi sono caduti. Alla fine non � rimasto altro da fare che ritirarsi... pi� che una ritirata � stata una fuga. Solo l�aiuto delle truppe della Terra del Mare ha impedito all�esercito del Tiranno di arrivare fino al confine. Una parte della regione a nordest � ancora libera, ma per il resto la Terra dell�Acqua � perduta.�</p><p>Ido guard� le lenzuola candide. Avrebbe dovuto aspettarselo. In fondo, aveva sempre saputo che sarebbe finita cos�, ma non bastava a consolarlo. Pens� a tutti i morti di quei tre giorni, a Galla che si contorceva nell�agonia, al viso triste di Mavern; poi gli tornarono alla mente i volti giovani dei ragazzi dell�Accademia, il modo adorante in cui l�avevano guardato il primo giorno di battaglia. Morti. Quasi tutti morti. Cerc� di riscuotersi.</p><p>�E ora?� chiese.</p><p>�Ora ci stiamo leccando le ferite. Probabilmente rafforzeremo le truppe nella zona ancora libera della Terra dell�Acqua, usando anche gli uomini di Zalenia, ma la situazione � disperata. Possiamo solo resistere e attendere. La nostra ultima speranza � riposta nel viaggio di Nihal, ma non so se sapremo tenere duro fino al suo ritorno.�</p><p>Ido si sentiva triste e stanco, come un vecchio al quale pesassero nell�animo molti anni di dolore. Cambi� argomento. �Nessuno vuole dirmi che ferita ho riportato.�</p><p>Nelgar sospir� ancora. �Deinoforo ti ha strappato un occhio� disse tutto d�un fiato. �Sei stato fortunato, la lama per poco non ti ha trapassato la testa da parte a parte. Per due giorni sei stato fra la vita e la morte, Soana ti ha ripreso per i capelli.�</p><p>Ido ricord�. Il dolore, poi tutto rosso. �In che senso, strappato?�</p><p>�Nel senso che non era rimasto molto del tuo occhio sinistro quando ti abbiamo trovato. Abbiamo dovuto toglierlo. Ora hai solo il destro.�</p><p>Un silenzio pesante scese sulla stanza. Ido non riusciva a parlare n� a pensare. Si port� la mano all�occhio sinistro e non sent� alcun gonfiore sotto le bende. Il suo occhio non c�era pi�.</p><p>�Mi dispiace� disse Nelgar a testa bassa.</p><p>Trascorsero alcuni giorni. Soana stette al capezzale di Ido finch� lo gnomo non si stanc� di rimanere steso in un letto. Era debole, ma fare il malato non gli era mai piaciuto. Volle accelerare la guarigione, nonostante la maga cercasse di dissuaderlo.</p><p>�Se forzi i tempi otterrai l�effetto contrario.�</p><p>�Mi sento bene, non ho bisogno di starmene a letto come un invalido.�</p><p>Alla fine la testardaggine dello gnomo ebbe la meglio, cos� si alz� e usc�.</p><p>Scopr� che quello in cui si trovava non era un vero e proprio accampamento militare. Dama era un paese come tanti, trasformato in base logistica. C�era un viavai di uomini e vettovagliamenti, ma era evidente che la guerra era lontana. Anche Nelgar se n�era andato e il paese era popolato quasi esclusivamente da feriti, come lui. A Ido pareva di trovarsi in un lazzaretto. Vedeva uomini senza gambe o senza braccia, feriti al petto o alla testa, e tutti gli rivolgevano pietosi sguardi di compatimento.</p><p><emphasis>A me non manca un braccio o una gamba. La perdita di un occhio non � niente, si diceva, rifuggendo quegli sguardi compassionevoli.</emphasis></p><p>Ma in cuor suo iniziava a capire che quella era una bugia. Il mondo visto con un occhio solo era completamente differente. Il sole, i boschi, le tende e i feriti, tutto pareva irreale. Ido non riusciva ad accettare quella nuova realt�. Gli oggetti sembravano sfuggirgli dalle mani, troppo vicini o troppo lontani, ed era in grado di afferrarli solo dopo qualche tentativo.</p><p><emphasis>Passer�. Non � niente. Si tratta soltanto di farci l�abitudine.</emphasis></p><p>Era anche un mondo pi� piccolo, come se si fosse improvvisamente ristretto intorno a lui. C�era sempre qualcosa che accadeva al di fuori del suo campo visivo e lui finiva spesso per urtare gli oggetti mentre camminava. Bench� cercasse di non badarvi, quella goffaggine lo irritava.</p><p>Gli ci volle del tempo prima di trovare il coraggio di guardarsi allo specchio. Gli cambiavano spesso la benda, ma Ido ancora non aveva mai avuto modo di vedere la sua nuova faccia.</p><p>Una sera decise che era giunto il momento.</p><p>Sciolse la benda con cautela, perch� la ferita era dolorosa. Era come se sentisse ancora l�occhio sinistro, lo percepiva come un chiodo conficcato nella testa. Glielo avevano detto in molti: i feriti continuano a sentire la gamba, dopo che � stata amputata. Ido non credeva che potesse succedere anche con gli occhi; in un certo senso, ci si accorge di possederli solo dopo averli perduti.</p><p>Quando ebbe tolto la benda, prese lo specchio che si era fatto portare da Soana. Vide la cicatrice rossastra che gli segnava una buona met� del viso, i punti neri lungo il profilo della palpebra, il sangue raggrumato sotto le ciglia.</p><p>Non seppe rapportarsi a quel nuovo se stesso. Non seppe cosa provare. Pensieri oscuri, tenuti fino allora al margine della coscienza, iniziarono ad affollargli la mente.</p><p><emphasis>Sar� diverso. Non potrai pi� maneggiare la spada come un tempo. Vedi la met� di prima e dalla met� in ombra potrebbe giungere il nemico. Non sarai mai pi� il guerriero di una volta.</emphasis></p><p/><p>Mentre passeggiava per il paese, un giorno Ido intravide un volto noto, un ragazzo che si trascinava con una stampella. Lo gnomo se lo ricordava bene. Era Caver, l�allievo che si era fatto avanti per duellare con lui durante l�ultima fase delle selezioni. Lo gnomo aveva visto giusto sul suo conto, il ragazzo aveva dato gran prova di s� il primo giorno di battaglia.</p><p>Ido lo chiam� e lo raggiunse.</p><p>�Signore!� esclam� Caver con un sorriso.</p><p>Cercarono un posto isolato dove poter parlare in tranquillit� e per qualche minuto stettero in silenzio, come se non avessero poi molto da dirsi.</p><p>�Come ti sei ferito?� esord� Ido.</p><p>�� stato il secondo giorno, signore, mentre voi eravate impegnato con Deinoforo. Le truppe hanno avuto un attimo di sbandamento, in vostra assenza; � stato allora che un fammin mi ha colpito.� Sorrise triste.</p><p>Ido ripens� a quel giorno. Si era gettato su Deinoforo e aveva dimenticato tutto il resto, come se fosse solo sul campo di battaglia. Un comportamento che aveva avuto spesso in passato, ma che ora gli appariva ripugnante. Si vergogn�. �Mi sono fatto prendere dalla foga...� ammise a testa bassa.</p><p>�Siete stato straordinario!� ribatt� il ragazzo. �Mi spiace non aver potuto vedere quando gli avete tagliato la mano, mi hanno detto che � stato incredibile. Avete tolto di mezzo il pi� forte dei nostri nemici. Dopo essere stato ferito, non � pi� tornato.�</p><p>Poi chiese a Ido di raccontargli il duello. Lo gnomo lo fece e ritrov� il piacere di vedersi guardare con occhi ammirati. Ma non poteva evitare di sentirsi a disagio. I suoi uomini erano morti e lui non era stato l� con loro, li aveva abbandonati a se stessi per condurre la sua battaglia personale. Un comportamento inqualificabile.</p><p>�E ora, che farai?� chiese alla fine Ido.</p><p>Caver alz� le spalle. �Non credo di voler tornare in guerra. Ho visto cose che non avrei mai immaginato. Non trovo nessun ideale per cui valga la pena di assistere a spettacoli del genere. In ogni caso, mi hanno detto che la mia gamba non sar� mai pi� come prima. Credo che torner� a casa, ma non sar� facile riprendere la vita di una volta. Ho visto morire tutti i miei compagni.�</p><p>Gi�, era un dolore che Ido conosceva bene. In quarant�anni aveva visto scomparire sotto terra buona parte dei suoi affetti. Gli restava solo Nihal, ormai.</p><p>Si salutarono mentre il sole tramontava pallido all�orizzonte. Tornando al suo alloggio, Ido si sent� un reduce. Qualcosa era cambiato, dopo il combattimento con Deinoforo. Forse una storia volgeva alla fine, o forse lui doveva trovare un nuovo inizio.</p><empty-line/></section><section><title><p>25</p><p>CHI NON HA MAI SMESSO DI LOTTARE</p></title><empty-line/><p>Dannazione!� Nihal aveva ripreso coscienza. Aveva un mal di testa insopportabile e le mani serrate da luride corde. Lei e Sennar erano rinchiusi in quel buco puzzolente, legati e sdraiati sulla roccia umida. A un tratto, la mezzelfo aveva sentito che qualcosa non andava, come se nel quadro d�insieme ci fosse una nota stonata. Aveva voltato la testa verso il suo fianco. La spada. Le avevano portato via la spada.</p><p>Da quando l�aveva ricevuta in dono da Livon, mai la sua spada le era stata tolta contro la sua volont�. Ora le mani di qualche estraneo la stavano toccando, forse qualcuno dei nemici se l�era assicurata al fianco. Il pensiero le era intollerabile. Quella non era semplicemente la sua spada, era tutto ci� che le restava di Livon, era suo padre.</p><p>�Dannazione!�</p><p>�Tu almeno dormivi quando sono arrivati i nemici� disse Sennar. �Io ho passato mezz�ora a dirmi che i passi che sentivo erano frutto della mia immaginazione. Se avessi fatto bene la guardia, ora non saremmo qui.�</p><p>Il mea culpa di Sennar non bast� a consolare Nihal. Almeno non le avevano portato via il medaglione; sentiva il freddo del metallo a contatto col suo seno, sotto il corpetto. �Chi ci tiene prigionieri?� chiese.</p><p>�Non ne ho idea. Siamo ancora nell�acquedotto. Non vedo perch� la gente del Tiranno dovrebbe avere basi qui sotto.�</p><p>Non aveva molta importanza. Chiunque fosse stato a catturarli, ora erano prigionieri. Fine della missione. Nihal ogni tanto cercava di liberarsi dai nodi che le stringevano mani e piedi, ma senza esito; erano legati con perizia e lei era esausta. La vista iniziava ad annebbiarsi per la fame e il caldo insopportabile le tagliava il respiro in gola.</p><empty-line/><p>Dopo qualche ora, la porta della loro cella si apr� e la luce li accec�. Non riuscirono a distinguere nulla, ma udirono delle voci.</p><p>�Li abbiamo messi qui.�</p><p>�Vedo.�</p><p>Una voce di donna, che a Sennar suon� familiare.</p><p>�Lui � un mago, ma � conciato male, e lei una specie di guerriero, credo.�</p><p>�Tirali fuori, non ho intenzione di ficcarmi in quel buco.�</p><p>Due braccia forti afferrarono Sennar e lo gettarono oltre la soglia. Quindi fecero lo stesso con Nihal.</p><p>�Vediamo un po� chi abbiamo qui� disse la voce di donna. Poi ammutol�. �Non � possibile...�</p><p>Sennar sollev� lo sguardo e riusc� a distinguere la persona che gli stava parlando. �Sei tu...�</p><p>Aires gli salt� al collo. �Sennar!�</p><p>Nihal non capiva, ma era indispettita nel vedere quella donna sconosciuta stringere a s� Sennar con tanta foga.</p><p>Restarono abbracciati a lungo e quando si separarono ridevano fino alle lacrime. Lei non smetteva di guardarlo e di ripetere: �Non � possibile... Sei tu, Sennar!�.</p><p>Gli occhi di Nihal alla fine si abituarono alla luce e lei riusc� a distinguere meglio la donna. Era bellissima. Aveva lunghi capelli neri lucidi come legno smaltato e occhi neri profondi e penetranti. Era vestita come un uomo, ma era di una femminilit� prorompente. Una donna, una vera donna. Dove l�aveva conosciuta Sennar? E perch� erano cos� in confidenza? Le sembrava che se lo mangiasse con gli occhi e che lui rispondesse con altrettanta volutt�. L�irritazione crebbe.</p><p>Dopo quelle manifestazioni di affetto, Aires ingiunse ai suoi di liberarli. Quando vide che Sennar faticava a reggersi in piedi, chiese cosa gli fosse successo. Non gli diede neanche il tempo di rispondere. Gli alz� la tunica e not� sui pantaloni, all�altezza del ginocchio, una macchia di sangue.</p><p>�I miei non ci vanno leggeri...� disse. �Ti far� curare.� Lo guard� con occhio clinico e gli prese la faccia tra le mani. �Hai l�aspetto di uno che non mangia da parecchio.�</p><p>�In effetti...� Sennar annu�.</p><p>�Prima di tutto, allora, si mangia� disse la donna, e li condusse con s�.</p><empty-line/><p>Nihal ebbe modo di guardarsi intorno. Erano ancora nell�acquedotto, in una delle cisterne pi� grandi. Nelle pareti erano stati ricavati nicchie e parapetti che ospitavano almeno una trentina di capanne, popolate da una fauna eterogenea. C�erano alcuni uomini, ma la maggioranza erano gnomi e guardavano i prigionieri con curiosit�. Nihal si chiese in che razza di posto fossero finiti.</p><p>Per tutto il tragitto la donna e Sennar non smisero di confabulare. Aires li condusse in una capanna pi� grande delle altre e li fece sedere intorno a un tavolo, alla luce di una fiaccola che proiettava ombre guizzanti sulle pareti e sui barili sistemati in un angolo. Poi impart� degli ordini a due gnomi, che poco dopo tornarono con due piatti di riso bollito. Nihal e Sennar vi si gettarono con una voracit� che lasci� la loro ospite senza parole.</p><p>�Ma da quant�� che non mangiate?�</p><p>Sennar alz� la testa dal piatto il tempo indispensabile per rispondere. �A occhio e croce sei giorni, e non abbiamo fatto altro che marciare in questo stramaledetto acquedotto.�</p><p>�Mi ricordavo che eri un osso duro, ma fino a questo punto...� comment� Aires.</p><p>Dopo che si furono saziati, Aires tir� fuori una lunga pipa, l�accese e inizi� a fumare. La cosa stup� Nihal. Non aveva mai visto donne che fumavano.</p><p>�Ora sei tutto mio� disse Aires, con una voce suadente che rese Nihal ancora pi� nervosa. �Sei l�ultima persona che mi sarei aspettata di vedere quaggi�.�</p><p>�Ti credevo ancora per mare� rispose Sennar.</p><p>�Bugiardo� disse lei maliziosa. �Non mi avrai pensata neppure una volta da quando ci siamo lasciati.� Gett� uno sguardo furtivo a Nihal, che era arrossita fino all�attaccatura dei capelli. Aires sorrise. �Immagino che tu sia Nihal.�</p><p>La mezzelfo si sent� punta sul vivo. Quella donna sapeva di lei, mentre lei non aveva la pi� pallida idea di chi fosse. �Mi conosci?�</p><p>Aires la guard� divertita. �Sennar mi ha parlato di te� rispose aspirando dalla sua pipa. �Invece sono sicura che non ti ha mai detto niente di me� aggiunse indirizzandole uno sguardo obliquo.</p><p>Nihal not� che anche Sennar era arrossito. �Perch� dici cos�?� chiese il mago.</p><p>�Conosco i miei polli� ribatt� Aires. �Comunque, Nihal, io sono Aires. Facevo il timoniere sulla nave che ha portato Sennar fino al Gorgo.� Si volt� di nuovo verso Sennar. �Basta con le presentazioni, dimmi piuttosto come hai fatto a sopravvivere. Quando ti ho visto prendere il largo con la tua barchetta, ero certa che saresti andato a morire.�</p><p>Sennar inizi� a raccontare la sua impresa, con abbondanza di particolari. Nihal lo conosceva troppo bene per non accorgersi che il mago cercava l�approvazione negli occhi di pantera della donna.</p><p>�Il buco nella barca lo fece Benares� disse Aires alla fine.</p><p>Sennar strabuzz� gli occhi. �Non � possibile.�</p><p>�Ma � cos� esclam� lei, svuotando la pipa. �Me lo confess� quando arrivammo alle Vanerie. Fu la fine della sua permanenza sulla mia nave. Lo cacciai a pedate.�</p><p>Sennar si stup� della calma con cui Aires aveva parlato. Ricordava il bacio appassionato che lei aveva dato a Benares il giorno che l�aveva tirato fuori dalla nave prima che fosse venduto ai militari e tutto il tempo che avevano trascorso chiusi in cabina, all�inizio del viaggio.</p><p>�Per quel che ne so� continu� Aires �� ancora alle Vanerie, dove l�abbiamo lasciato. Era un idiota� aggiunse, ma la sua voce iniziava a incrinarsi. �Prima che lo catturassero non era cos�, un tempo non avrebbe mai tradito un compagno.�</p><p>�Come mai non sei pi� per mare?� chiese Sennar.</p><p>�� colpa tua� rispose lei guardandolo. �Mi hai rovinato la vita.� Poi si alz� e prese da uno scaffale sulla parete una bottiglia piena di un liquido violaceo. �Te lo ricordi?� chiese a Sennar.</p><p>Il mago sorrise. �Certo.�</p><p>La donna prese tre bicchieri e li colm�. Bevve il suo tutto d�un sorso, mentre Sennar lo centellinava.</p><p>Nihal guard� il liquido con sospetto, lo assaggi� e si sent� avvampare. Era forte... Niente a che vedere con la birra a cui era abituata.</p><p>Aires si sedette con il bicchiere in mano. �Dopo averti lasciato, facemmo come ci avevi consigliato.</p><p>Aggirammo il mostro e tornammo alle isole Vanerie, per aggiustare la nave e fare rifornimenti. Ti pensavo spesso� disse guardandolo maliziosa. �Ero certa che fossi morto. Pensavo a tutto quello che ci eravamo detti, alle Vanerie e sulla nave.�</p><p>Nihal bevve un lungo sorso del liquore violaceo.</p><p>�Iniziai a pensare che forse non avevi tutti i torti, quando parlavi di una vita dedicata a qualcosa di pi� della ricerca di avventure� continu� Aires. �Comunque, ci facemmo consigliare da Moni. La veggente ci disse che potevamo passare per altre isole, dove la tempesta non c�era. Fu cos� che cominciammo a esplorare quei mari. Furono tempi gloriosi, a loro modo: terre sconosciute, lidi nuovi, popoli lontani...</p><p>�Per quattro mesi non facemmo altro che esplorare, vedemmo tutto ci� che pu� essere visto da occhio umano. Quando fummo stanchi di vagabondare visitammo le terre al di l� del Saar. Riprendemmo la vita di sempre, ma io ero insoddisfatta. Dopo tutti i luoghi che avevo visitato, le avventure che avevo vissuto, avevo l�impressione che non mi fosse rimasto pi� nulla da fare. Tutto mi sembrava banale, noioso. Navi da assaltare, nemici da abbattere, sempre con la spada in pugno. Ci furono molti uomini, ma finivano con l�annoiarmi anche loro. Ripensavo a te, alla tua morte, e mi domandavo che cosa stesse accadendo di tanto orribile sulla terraferma da convincere un tipo come te a sacrificare la sua vita per la gente del Mondo Emerso.</p><p>�Sul mare mi sentivo in gabbia, cos� decisi di sbarcare. All�inizio lo feci per curiosit�: volevo vedere il posto da cui venivi, conoscere la gente a cui avevi sacrificato la tua vita. Mio padre ne fu dispiaciuto, ma non si oppose. Andai prima nelle Terre libere. La Terra del Sole mi fece orrore: tutta quella gente che non faceva altro che gozzovigliare, le donne cariche di gioielli neanche fossero delle divinit�... Poi visitai la Terra dell�Acqua, ma anche l� rimasi delusa: uomini e ninfe che si guardavano in cagnesco, generali boriosi... Non capivo per chi tu avessi deciso di sacrificare la tua vita.</p><p>�A quel punto presi la decisione di andare in territorio nemico. Nottetempo varcai la frontiera con la Terra del Vento. Fu l� che iniziai a capire. Il sangue e i morti non mi spaventano, lo sai. Ma in quel luogo c�era una crudelt� che sul mare non avevo mai conosciuto. Gente in schiavit�, quelle bestie immonde, i fammin, soldati che uccidevano per diletto, esecuzioni di massa... Era il trionfo della crudelt� fine a se stessa, del sadismo. E poi quella schifosa torre, la Rocca, che troneggiava su tutto. Era visibile da qualunque luogo.</p><p>�Vagai a lungo. Visitai la Terra delle Rocce e infine approdai in questa Terra di vulcani, dove l�aria � irrespirabile. Qui per la prima volta conobbi la gente sottoposta al giogo del Tiranno. Erano uomini asserviti, calpestati nella loro dignit�, non avevano il coraggio di ribellarsi e facevano tutto ci� che veniva loro ordinato, anche quando si trattava di ammazzare un amico. All�inizio li disprezzai, ero convinta che si meritassero la schiavit�. Poi, per�, pensai alle parole che mi avevi detto alle Vanerie, il giorno che avevi parlato con Moni: "Perch� i deboli devono soccombere?".� Aires fiss� Sennar a lungo e il mago, intimidito, abbass� lo sguardo. Lei riprese a parlare. �Mi sforzai di guardare dentro quelle persone e quel che vi trovai mi condusse fin qui: vidi il seme della libert�. Erano costretti a vivere da servi, erano piagati nel corpo e abbattuti nello spirito, eppure in fondo al loro cuore erano ancora liberi, lo sentivo. Ho sempre creduto che la libert� � tutto nella vita. Far morire il seme della libert� che ogni uomo ha nascosto nel cuore � un delitto. Cos� decisi di restare qui, conobbi altri che la pensavano come me e insieme a loro organizzai la resistenza al Tiranno, per proteggere quel seme, per farlo crescere.</p><p>�Non dovetti far molto. Vi erano gi� alcuni gruppi di ribelli, gnomi per la gran parte, ma anche uomini; quello che mancava era una struttura in grado di riunirli e coordinarli. Quando mi dissero dell�acquedotto, compresi che era la nostra carta vincente. Ci rintanammo qui sotto e ci mettemmo all�opera. Alcuni degli gnomi avevano lavorato qui e conoscevano ogni canale e ogni cisterna. Scavammo altre gallerie, costruimmo le capanne, organizzammo la difesa. Qualcuno si spost� altrove e cre� nuovi gruppi. Cos� ebbe inizio la resistenza. Viviamo qui sotto e usciamo solo quando dobbiamo compiere qualche scorreria. Colpiamo di nascosto e ci dileguiamo sotto terra. A volte la gente ci aiuta, a volte ci tradisce. Ma noi andiamo avanti.�</p><p>Aires si interruppe e butt� gi� un altro sorso di squalo. �Buffo, no? Chi l�avrebbe mai detto che sarei finita cos�? Poco pi� di un anno fa ero con te sulla mia nave a tessere l�apologia della vita egoista, e ora sono qui sotto terra a parlare di libert�, a capo di quattro poveracci impegnati in una lotta senza speranza...�</p><p>Nihal aveva ascoltato quel lungo discorso in silenzio e ora guardava Aires con ammirazione. Persino quella donna, che aveva fatto il pirata e che a quanto diceva aveva trascorsi da gaudente, aveva un ideale che la guidava, sapeva ci� che faceva e perch�. Al suo confronto si sent� piccola e inutile, con la sua spada insanguinata, i suoi mille dubbi e la sua incapacit� di vivere, di trovare la propria strada.</p><p>�In fin dei conti sei sempre la stessa� disse Sennar. �Anche quando mi parlavi della tua vita sul mare, sapevo che era questo che avevi nel cuore. Lo vedevo nell�amore per la tua nave e nella fedelt� ai tuoi uomini.�</p><p>Aires lo fiss� con uno sguardo indagatore. �Tu invece non sei pi� lo stesso. Ora sembri triste, abbattuto, te lo leggo negli occhi. Non sei pi� il ragazzo che avevo conosciuto. Ti � successo qualcosa.�</p><p>Sennar abbass� gli occhi e Aires cambi� argomento. �Come mai siete qui? Il posto di un consigliere � a Makrat, o sbaglio?�</p><p>�Non sono pi� un consigliere� disse Sennar, poi accenn� al fatto che per quel viaggio aveva dovuto abbandonare il Consiglio.</p><p>�Allora la cosa deve essere seria. Perch� vi siete messi in viaggio?� chiese Aires.</p><p>Nihal cap� che era arrivato il momento di intervenire. �Non possiamo dirtelo.�</p><p>Aires si volt� verso di lei e le rivolse un�occhiata indecifrabile. �E perch�?�</p><p>�Perch� dalla nostra missione dipendono molte vite e la segretezza � un�arma.�</p><p>La donna guard� Sennar.</p><p>�Ha a che fare con la guerra e con il Tiranno� si limit� ad aggiungere il mago.</p><p>Aires scroll� le spalle. �Se la cosa � tanto grave, sono io stessa a non voler sapere nulla.�</p><p>Continuarono a parlare per ore, ma Nihal era tagliata fuori dai loro discorsi e dai loro ricordi comuni. Sennar sembrava contento di aver ritrovato quella donna e la guardava con affetto, mentre Aires muoveva rapida i suoi occhi da gatto su di lui, come a cercare di penetrare nelle zone pi� recondite del suo animo. Nihal si sent� triste e indispettita per tutto il pomeriggio.</p><empty-line/><p>Una volta uscita dalla capanna di Aires, Nihal sent� il bisogno di restare da sola, cos� scese sulla piattaforma e immerse le gambe nude nell�acqua. Nella cisterna non c�erano aperture verso l�esterno, perch� era meglio che il rifugio non fosse in comunicazione con il mondo di sopra. Bench� il tempo trascorso con quella donna le fosse sembrato interminabile, Nihal calcol� che doveva essere calata da poco la sera.</p><p>Era l� gi� da un po� e muoveva lentamente le gambe, concentrata solo sul rumore dell�acqua e sui circoli che descriveva con i piedi, quando sent� qualcuno dietro di lei.</p><p>�Cosa fai?�</p><p>Nihal non si volt�. �Niente, mi riposo.�</p><p>Sennar si sedette al suo fianco.</p><p>�Tu cosa facevi?�</p><p><emphasis>Eri da Aires, ecco cosa facevi...</emphasis></p><p>�Ho dormito un po�, ero esausto� rispose il mago.</p><p>Nihal continu� a muovere i piedi. Sentiva che anche Sennar era triste e si chiese il perch�, proprio ora che aveva ritrovato quella donna alla quale, a quanto pareva, teneva tanto. �Perch� non mi hai mai parlato di Aires?� gli chiese.</p><p>Sennar arross� e non rispose.</p><p>�Era il timoniere... E poi siete in confidenza, mi pare� insistette Nihal.</p><p>�Non lo so... Mi sar� sfuggito...� borbott� Sennar, poi si distese a terra e fiss� la volta della cisterna.</p><p>Nihal pens� che l�amico non le era mai sembrato tanto lontano eppure tanto vicino come in quel momento. Si coric� anche lei e rimasero a guardare la roccia sopra di loro in silenzio.</p><empty-line/><p>Restarono ospiti di Aires per quattro giorni e lei mostr� loro la comunit� sopra la quale regnava. I suoi ordini venivano eseguiti anche dagli abitanti di due cisterne contigue. I ribelli erano organizzati in piccoli gruppi e ciascuno aveva un capo. I membri di gruppi diversi non si conoscevano, solo i capi erano in contatto. In questo modo, se qualcuno fosse caduto in mani nemiche, non avrebbe potuto rivelare troppi segreti. L�organizzazione era come una belva dalle molte teste. Per ogni comunit� che si estingueva, ce n�erano numerose altre celate nelle viscere della terra che continuavano la loro missione.</p><p>La loro era una continua opera di disturbo al Tiranno. Il pi� delle volte l�obiettivo erano le fucine che costellavano quella Terra. Esistevano gi� quando la Terra del Fuoco era libera e si trovavano nei pressi dei vulcani che disegnavano il profilo tormentato di quella Terra. Le armi che vi venivano forgiate erano da sempre le migliori e le pi� resistenti. Da quando Moli era stato trucidato dal figlio Dola, per�, la quasi totalit� della popolazione era stata ridotta in schiavit� e costretta a lavorare nelle fucine. Da l� uscivano le migliaia di spade con cui l�esercito del Tiranno seminava morte sul campo di battaglia.</p><p>I ribelli attaccavano le fucine, liberavano i prigionieri, uccidevano le guardie, facevano razzia di spade.</p><p>�Non � molto� spieg� Aires �per� diamo fastidio. Siamo ovunque e attacchiamo di continuo, in modo che la produzione sia rallentata.�</p><p>Ma quell�oblio non poteva durare in eterno e fu Nihal la prima a pensare alla missione incombente. La sera del quarto giorno disse a Sennar che aveva intenzione di partire l�indomani. Scrut� con attenzione il volto dell�amico, per catturare anche il minimo segno di rimpianto all�idea di dover abbandonare quel luogo, come prova del suo affetto per Aires, ma non ne trov� traccia.</p><p>�Volevo parlartene anch�io� rispose Sennar. �Prima finiamo questo dannato viaggio, meglio sar�.�</p><p/><p>Sennar lo comunic� ad Aires, da solo.</p><p>�Non potete andare via cos� disse Aires con calma, tirando dalla sua pipa.</p><p>�Ti prego� insistette Sennar �non cercare di trattenermi. � fondamentale partire il prima possibile.�</p><p>Lei lo guard� tranquilla. �Non ho intenzione di trattenerti. Dico che non potete andare via da soli. Vi perdereste nel giro di un paio d�ore, finireste col vagare tra i canali per giorni e alla fine morireste di fame. Proprio come quando vi abbiamo trovati.�</p><p>�In effetti una guida ci farebbe comodo� ammise Sennar.</p><p>�Mi devi dire dove siete diretti� controbatt� lei.</p><p>Sennar sospir�. �Non posso.�</p><p>�Non mi interessa il perch� spieg� Aires �e non mi interessa che cosa dovete fare. Voglio solo sapere dove, altrimenti non vi ci posso accompagnare.�</p><p>Sennar la guard� stupito. �Vuoi farci tu da guida?�</p><p>Aires tir� una lunga boccata, poi con tutta calma soffi� fuori il fumo. �Conosco bene questi posti e lo faccio con piacere.�</p><p>�Non so se i tuoi saranno contenti... Sei il capo qui, avrai delle responsabilit�.�</p><p>�Non ho mai smesso di fare quel che mi pare.� Sorrise. �Proprio perch� sono il capo, sono libera di accompagnare un vecchio amico. Comunque, c�� chi pu� sostituirmi.�</p><p>�A dire il vero non sappiamo bene dove dobbiamo andare� disse il mago. �Cerchiamo una specie di lago, credo, con un�isola al centro.�</p><p>Aires appoggi� i piedi sul tavolo e rovesci� il capo all�indietro. Sembrava che scrutasse un�immaginaria cartina sul soffitto della capanna, per individuare il luogo richiesto. Poi abbass� lo sguardo. �C�� un unico lago in questa Terra, parecchie miglia a ovest da qui. Si chiama Lago di Jol e non � proprio un bel posto. Secoli fa in quel punto c�era un enorme vulcano. L�ultima eruzione gli fu fatale; salt� letteralmente in aria e oscur� per anni tutta la Terra del Fuoco con i suoi detriti. Al suo posto si form� il lago, ma le braci di quell�inferno covano ancora sotto la superficie. Al centro si innalza un�isoletta, � un piccolo vulcano. Erutta in continuazione e la sua lava finisce in acqua, sollevando una perenne nube di vapore che nasconde il lago. Le sue acque sono tossiche e talmente salate che potresti farci galleggiare un pezzo di piombo.�</p><p>Sennar ricord� i santuari che avevano visitato e pens� che quel luogo infernale fosse adatto a custodire la pietra del fuoco. �Perfetto, temo proprio che dovrai portarci fin l�.�</p><p>�Come vuoi� disse lei.</p><p>Sennar stava gi� per imboccare la porta, quando Aires lo ferm�. �Che cos�hai Sennar?� gli chiese a bruciapelo.</p><p>Lui si ferm� sulla soglia, ma non si volt�. �Nulla.�</p><p>�Non fare l�idiota con me. Siamo stati insieme solo per tre mesi, ma ti conosco bene. Non sei pi� il ragazzo che ho accompagnato fino al Gorgo, c�� qualcosa di diverso in te, qualcosa che ti fa soffrire. � per Nihal? Siete fatti l�uno per l�altra, basta guardarvi per capirlo.�</p><p>Sennar sorrise e le si avvicin�. �Durante questo viaggio sono successe cose che non sarebbero mai dovute accadere, ho visto verit� che non immaginavo, che avrei preferito ignorare. Sono queste che mi hanno cambiato� disse in tono stanco. Aires fece per parlare, ma lui la interruppe. �Ho superato io stesso un confine che non avrei mai creduto di poter oltrepassare. Sono arrivato a chiedermi se davvero esiste qualcuno su questa terra degno di essere salvato, se non siamo tutti avviati sulla via della perdizione.�</p><p>L�espressione di Aires cambi�, fu come se d�un tratto avesse rinunciato a tutte le sue difese. �Io raggiungo la redenzione e tu ti perdi� comment�.</p><p>Sennar sorrise, un sorriso triste.</p><p>Aires prese un�altra lunga boccata dalla sua pipa. �Se non fosse stato per te, forse io non sarei qui ora. Qualunque cosa tu abbia fatto, devi perdonarti. Macerarsi nel senso di colpa non serve a nulla.�</p><p>Sennar le sorrise con gratitudine e volle lasciarle credere che lo aveva convinto. Ma non era cos�. Avrebbe proseguito nella sua lotta, perch� ci sarebbe sempre stato qualcuno degno di essere salvato. Ma il ricordo della radura e dei corpi carbonizzati lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Insieme alla certezza che niente sarebbe pi� stato come prima.</p><empty-line/></section><section><title><p>26</p><p>UN INSEGNAMENTO PREZIOSO E INASPETTATO</p></title><empty-line/><p>Partirono il mattino seguente e Aires mise subito in chiaro che il percorso non sarebbe stato facile e che la strada era lunga. Il viaggio inizi� nel modo peggiore, perch� si dovettero infilare in un tunnel lungo e stretto, dove furono costretti ad avanzare carponi.</p><p>�Alcuni condotti sono a rischio, sono conosciuti dal Tiranno e dai suoi. Questi pi� scomodi sono molto pi� sicuri� spieg� Aires.</p><p>Camminavano spediti, Aires era una guida abilissima e si muoveva con agilit� fra tunnel e gallerie.</p><p>Sembrava conoscere a menadito ogni passaggio e ogni scorciatoia, e non solo nel suo territorio, ma nell�intero acquedotto. Anche dove arrivavano a intersecarsi fino a dieci canali, la donna non esitava un solo istante e procedeva sicura.</p><p>Non incontrarono mai nemici, ma pi� di una volta furono costretti a deviare all�improvviso. Aires si fermava di botto e restava immobile, quasi fiutasse l�aria, oppure si accovacciava a terra e ascoltava la roccia. Poi faceva imboccare loro un�altra strada.</p><p>�Di tanto in tanto il nemico manda qualcuno in avanscoperta; abbiamo dovuto distruggere dei canali per questo� spieg� un pomeriggio a Nihal e Sennar.</p><p>La mezzelfo scopr� che sopportare Aires era meno difficile del previsto. A parte le volte in cui parlava con Sennar e gli scoccava sguardi infuocati che sembravano fatti apposta per provocarlo, era una compagna di viaggio piacevole. Se nei quattro giorni di permanenza nella cisterna aveva degnato s� e no di uno sguardo Nihal, durante il tragitto inizi� a rivolgersi a lei pi� di frequente.</p><p>Un giorno insistette per battersi con lei con la spada. Nihal accett� con entusiasmo, perch� ardeva dalla voglia di sconfiggerla e metterla a posto una volta per tutte.</p><p>Il duello ebbe luogo sulla piattaforma di una cisterna. La prima delle due che fosse caduta in acqua o fosse stata ferita avrebbe perso. Fu una lotta accanita e Nihal si scagli� contro la donna con tutta la forza che aveva, cercando di sfruttare ogni trucchetto che aveva imparato sui campi di battaglia. Aires per� non era da meno; era dotata di grande agilit�, era piena di risorse e soprattutto non esitava a giocare sporco. Nihal cap� presto che i duelli a cui era abituata si decidevano grazie alla sorpresa e ai tranelli.</p><p>Alla fine, dopo un combattimento lungo e appassionante, Nihal ebbe la meglio. Gett� in acqua Aires, dopo averla messa spalle al muro con una serie di attacchi serrati. La vittoria per� non le diede la gioia che aveva sperato. Il duello l�aveva divertita, aveva ammirato la sua avversaria e ora si sentiva quasi rappacificata con quella tizia che le suscitava tanta antipatia.</p><empty-line/><p>Il passo decisivo nella trasformazione del loro rapporto fu compiuto una notte. Nihal era di guardia, seduta accanto al fuoco. Era persa nei suoi pensieri, quando sent� Aires avanzare alle sue spalle con il consueto passo felpato.</p><p>Spesso, mentre la guardava camminare innanzi a lei, Nihal ripensava a ci� che le aveva spiegato Eleusi sul modo in cui deve incedere una donna. Allora non aveva capito cosa intendesse, ma quando aveva visto per la prima volta Aires ancheggiare, aveva compreso come si muoveva una vera donna e aveva trovato che quel movimento fosse quasi ipnotico.</p><p>Nihal non si mosse.</p><p>�Il tuo turno � finito, tocca a me� disse Aires stiracchiandosi.</p><p>�Se vuoi, dormi pure. Io posso restare ancora un po�� rispose Nihal.</p><p>Quella sera non aveva voglia di dormire. Temeva che se avesse chiuso gli occhi i fantasmi sarebbero tornati. Da quando Laio era morto, poi, aveva il terrore di vedere anche lui tra le presenze che turbavano le sue notti.</p><p>�Fa� come vuoi� disse Aires con una scrollata di spalle. �Io ho dormito abbastanza, veglier� con te.�</p><p>Estrasse la pipa dalla bisaccia che portava sempre con s�, la accese e inizi� a fumare. Persino quell�atto, che a Nihal era sempre sembrato virile, compiuto da lei aveva un che di sensuale.</p><p>�Ti immaginavo diversa� esord� Aires. �Dalla descrizione di Sennar mi ero fatta un�altra idea di te.�</p><p>�E come mi immaginavi?�</p><p>�Molto pi�... decisa. Mi aspettavo di vedere una furia, e invece ho trovato una ragazzina spaurita.�</p><p>Nihal mise il broncio. Quella descrizione la infastidiva: lei era un guerriero, non una ragazzina.</p><p>�Non � una critica� continu� Aires. �Una donna � sempre una donna, � bene che mantenga la sua femminilit�. Ma io mi aspettavo che fossi una specie di gigantessa tutta muscoli.�</p><p>Tra loro scese di nuovo il silenzio. Nihal era a disagio, Aires invece continuava a fumare tranquilla e disinvolta.</p><p>�Perch� non me lo chiedi?� disse d�un tratto la donna.</p><p>Nihal volt� la testa. �Che cosa?�</p><p>�Lo sai. Di chiarirti il dubbio che ti rode.�</p><p>�Non c�� nessun dubbio� rispose la mezzelfo, ma si accorse di essere arrossita.</p><p>Aires sospir�. �Per tutto il tempo che abbiamo vissuto insieme sulla nave io avevo un amante, l�uomo di cui ho parlato con Sennar il giorno che i miei uomini vi hanno trovati. Ero cos� stupida da non avere occhi che per lui, quindi non avevo tempo per pensare al tuo ragazzo.�</p><p>�Scusa?� sbott� Nihal, rossa come un peperone.</p><p>�Sennar� disse Aires con calma. �Il tuo ragazzo.�</p><p>�Sennar � il mio migliore amico, nient�altro.�</p><p>�Un tuo amico?� ripet� Aires scettica.</p><p>�Il mio unico amico� precis� Nihal, con una nota di tenerezza nella voce.</p><p>�A vedervi insieme non si direbbe...�</p><p>�Non ho tempo per cose del genere, devo pensare solo alla mia missione� rispose Nihal guardando il fuoco.</p><p>�Non sono d�accordo� ribatt� Aires. Tir� una lunga boccata dalla pipa. �Per gli uomini c�� sempre tempo.�</p><p>�Non per me� disse Nihal. �Questa non � solo la mia missione. � la mia vita.�</p><p>�Sennar mi aveva detto che la tua vita era combattere.�</p><p>�Forse non pi�...� mormor� Nihal. �Ci dev�essere qualcosa d�altro, qualcosa che dia forma a tutto il resto, che gli dia un senso.�</p><p>�Un motivo che spinge a vivere...� comment� Aires.</p><p>Nihal annu�.</p><p>�� questo che cerchi, un motivo?�</p><p>�Quando hai parlato della libert�, il primo giorno� cerc� di spiegare Nihal �mi � piaciuto quello che hai detto. Ne eri davvero convinta. Anch�io vorrei credere tanto in qualcosa, avere un punto fermo a cui appigliarmi.�</p><p>�Non capisco� disse Aires. �Tu sei un guerriero, combatti contro il Tiranno. Un motivo ce l�hai eccome, no?�</p><p>�No� rispose Nihal sconsolata. �Sto facendo questo viaggio perch� devo, non perch� lo voglia. Combatto perch� non so fare altro. Vado avanti nella speranza di trovare qualcosa, ma non trovo mai nulla. Tutti i punti fermi che credevo di aver individuato erano malsicuri e sono crollati sotto i miei piedi. Forse non c�� nulla a cui appigliarsi, o almeno non per me.� Alz� gli occhi, imbarazzata da quella confessione involontaria, e vide che Aires la guardava con un�espressione sconcertata.</p><p>�Forse hai cercato male� disse.</p><p>�Tu come hai trovato quello in cui credi?�</p><p>�Non so spiegarlo. A un tratto la sua verit� mi si � imposta, con tanta forza che non potevo rifiutarla. Probabilmente era gi� dentro di me da tempo e a un certo punto � venuta alla luce. Hai sempre combattuto, se non sbaglio� continu� Aires. �Ti sei mai chiesta se il senso della tua vita sia davvero nella lotta? E se fosse altrove? Se ti fosse accanto e non te ne fossi mai accorta?�</p><p>Nihal rimase interdetta e fiss� il fuoco, senza rispondere.</p><p>�Non devi credere che ci� che spinge gli uomini a vivere siano solo gli ideali alti e magniloquenti. A volte � dalle piccole certezze che si deve partire per costruire grandi convinzioni, e i piccoli desideri spingono verso grandi imprese. Hai mai pensato a questo?�</p><p>Nihal continu� a osservare il fuoco in silenzio.</p><p>�E Sennar?� chiese Aires all�improvviso.</p><p>Nihal arross� di nuovo. �Cosa c�entra Sennar?�</p><p>�Pensi di poterti fidare di lui? Credi in lui?�</p><p>�Certo che ci credo! � l�unica persona in cui possa riporre completa fiducia.�</p><p>�Allora non � vero che non hai certezze, perch� una sta dormendo l� al tuo fianco� concluse Aires. Quindi si mise la pipa in bocca e riprese a fumare tranquilla.</p><empty-line/><p>Furono necessari tredici giorni di viaggio per giungere alla meta, il Lago di Jol. D�improvviso il canale che seguivano si impenn� verso l�alto e attraverso un�apertura che sembrava lontanissima videro penetrare una luce fioca.</p><p>�Qui le cose si fanno pi� complicate� disse Aires. Tir� fuori dalla sacca che portava con s� una corda e una specie di piccozza. �Vado avanti io e fisso la corda; voi mi seguirete. Cercate di abituarvi a poco a poco alla luce, o vi accecher�.� Quindi prese a scalare rapida la roccia, mentre l�acqua scorreva impetuosa sotto di lei.</p><p>Quando la vide salire veloce come un furetto, Sennar sorrise. Era la stessa Aires che si arrampicava sugli alberi e le sartie della nave, qualsiasi fossero le condizioni del mare.</p><p>Il sorriso del mago per� si spense presto. Dopo mezz�ora, infatti, Aires torn� indietro e disse loro che potevano procedere; dovevano afferrarsi alla corda e issarsi con la forza delle braccia. Non appena sent� quelle istruzioni, Sennar guard� preoccupato l�acqua sotto di loro.</p><p>Per Nihal la scalata non fu un problema. Sennar invece non se la cav� altrettanto facilmente. La sua lunga veste si impigliava di continuo e il mago pi� di una volta rischi� di cadere e si chiese come accidente gli fosse venuto in mente di cacciarsi in una situazione del genere. Alla fine, per�, riusc� a salire e in meno di un�ora riguadagnarono la luce.</p><p>Quando emersero, parve loro di aver raggiunto l�inferno. Dapprima tutto ci� che notarono furono fumo, nubi dense e un odore acre di zolfo; sembrava di non poter respirare, per il fetore e per il caldo. Poi la visuale si fece pi� nitida e in lontananza scorsero una serie di punti luminosi rossi che si stagliavano contro il cielo giallo. Quando si furono abituati alla luce, a poco a poco si accorsero che quei punti rossi erano bocche di vulcani. Ciascuna eruttava lapilli e ceneri, e sbuffi di fumo si alzavano verso il cielo in pennacchi neri.</p><p>Tutto intorno non vi era vegetazione, solo nuda roccia dilavata dalle piogge di colori sgargianti, giallo e arancione. Anche da terra si sollevavano vapori mefitici, ma candidi come le nuvole in un cielo estivo.</p><p>�Non � tutta cos� la Terra del Fuoco� disse Aires, mentre li precedeva. �Questa � una delle zone peggiori, insieme ai Campi Morti. Verso nord, per�, il paesaggio migliora. Si dice addirittura che dalle parti di Assa ci fosse un bosco, molti anni fa. Io per� amo questa desolazione.� Lasci� vagare lo sguardo intorno. �Non so perch�, ma sento che questa terra selvaggia � la mia patria, come lo era il mare.�</p><p>Iniziarono a camminare seguendo il corso impetuoso del fiume che li aveva condotti fin l�; si buttava nelle viscere della terra nel punto in cui erano emersi alla luce. Era l�emissario del Lago di Jol ed era anche l�unico fiume che scorresse per un breve tratto allo scoperto; per il resto, nella Terra del Fuoco l�acqua era tutta sotterranea e riemergeva solo in prossimit� delle citt�. Celebre era l�acquedotto di Assa, un�enorme costruzione che circondava la capitale e portava l�acqua ai suoi abitanti.</p><p>Il fiume in realt� era poco pi� di un rivo, nonostante la violenza delle sue correnti. Scorreva fra rocce colorate nelle sfumature del rosso e del giallo, tormentate nella forma e rimodellate di continuo dall�erosione. Al contatto con la pietra calda, l�acqua evaporava e formava quella cortina impenetrabile di fumo che all�inizio aveva impedito loro la vista.</p><p>Non dovettero camminare a lungo, prima di giungere al lago. Anch�esso era ricoperto di una fitta coltre di fumo, tanto denso e candido da sembrare la nebbia di un mattino d�inverno. Il caldo era soffocante e l�aria impregnata di odori pungenti. A fare da sottofondo a quel panorama c�era il cupo e costante brontolio dei vulcani, che con quel suono maestoso sembravano rivendicare il possesso del luogo. Si udiva poi un rumore chiocciante, che a Sennar ricord� il gocciolio della fontanella nel giardino in cui aveva detto addio a Ondine, ma che era il lento sobbollire del lago. Grosse bolle di gas emergevano dal fondo e scoppiavano pigre sulla superficie verde smeraldo, che diventava di un blu cupo dove la profondit� era maggiore. Proprio l� si innalzava dalle acque il vulcano di cui Aires aveva parlato.</p><p>Non doveva essere alto pi� di una cinquantina di braccia e aveva una bocca piccola e tondeggiante, dalla quale fuoriusciva una lava densa, che poi colava lenta nel lago.</p><p>�Come vi ho gi� spiegato, le acque sono velenose e impregnate di sale� disse Aires, quando si fermarono sulla sponda. Raccolse una pietra da terra e la lanci� nel lago. Dopo un primo tonfo, la pietra risal� lentamente a galla e rimase a fluttuare sul pelo dell�acqua.</p><p>Sennar e Nihal rimasero per un po� a guardare stupiti.</p><p>�� questo il posto?� chiese infine il mago.</p><p>Nihal chiuse gli occhi, poi li riapr�. �S�, � questo.�</p><p>�Bene� disse Aires. �Vi ho portati dove volevate arrivare. Ora non mi interessa cosa dovete fare e, a quanto ho capito, � meglio che non lo sappia. Io me ne vado, vi aspetto nell�ultima delle cisterne dove siamo passati.�</p><p>Detto questo, volt� le spalle e si avvi� nella direzione da dove erano venuti, lasciando Sennar e Nihal indecisi sulla riva.</p><p>�E ora?� chiese Sennar.</p><p>�Il santuario � nel vulcano� disse Nihal con calma.</p><p>�Perfetto!� osserv� Sennar. �Come ci arriviamo?�</p><p>�Con la magia� rispose Nihal.</p><p>Il mago not� che la sua voce aveva un tono strano, privo di qualsiasi sfumatura. �Va tutto bene?�</p><p>�Evoca una passerella� continu� Nihal con la stessa voce atona.</p><p>Sennar la guard� per qualche istante, poi obbed�. Una labile passerella si disegn� sul pelo dell�acqua e la mezzelfo vi sal�. Sennar stava per seguirla a ruota.</p><p>�Tu resti qui� lo ferm� Nihal.</p><p>�Perch�? Sono venuto con te praticamente in tutti i santuari.�</p><p>�Stavolta non puoi seguirmi. Mi attende qualcuno cui sono consacrata.�</p><p>�Per�...� prov� a protestare Sennar, ma Nihal si era gi� allontanata e i fumi che sovrastavano il lago l�avevano avvolta.</p><p>Il mago si sedette sulla riva e rest� immobile, in attesa. Dunque era Shevrar che la chiamava.</p><empty-line/><p>Nihal camminava con la sensazione di obbedire a un comando, a un richiamo stranamente familiare al quale non sapeva resistere. Il talismano, celato sotto il corpetto, le indicava con chiarezza l�ubicazione del santuario; Nihal poteva quasi sentire sulla pelle lo splendore delle pietre.</p><p>Al centro del lago, sull�isola, avrebbe trovato il servo prediletto di Shevrar, il dio oscuro e misterioso a cui sua madre l�aveva consacrata.</p><p>Nihal giunse presto nei pressi del vulcano. Fece un giro intorno all�isola e all�inizio scorse solo lava, ovunque; nessun passaggio che conducesse all�interno. Poi, aguzzando la vista, intravide una piccola piattaforma, lambita dalla lava ma formata di terra solida. La raggiunse.</p><p>Innanzi a lei, avvolta da un muro di fiamme, c�era una porta sulla quale, vergata col fuoco, si leggeva una scritta: <emphasis>"Flaren".</emphasis> Il luogo ove Flar era custodita, il santuario di Shevrar.</p><p>Nihal d�un tratto perse tutta la sua sicurezza. Sentiva che il fuoco la chiamava e aveva paura. Che cosa poteva volere da lei? Non conosceva quel dio, non amava il suo nome, che sapeva di battaglia e distruzione. Non avrebbe voluto varcare quella soglia di fuoco, per� doveva farlo. Avanz� verso la porta di fiamme e vi pass� attraverso. A met� strada si ferm�, perplessa. Il fuoco le lambiva la carne ma non la bruciava. Dunque era ben accolta in quel luogo.</p><p>Entr� e innanzi a lei si present� un�immensa sala circolare, le cui pareti erano del colore del sangue e incredibilmente luminose. Lingue di fuoco si innalzavano come colonne verso il soffitto e in fondo, levata a mezz�aria su una pira, rosseggiava Flar. Nihal immaginava che il caldo dovesse essere insopportabile, eppure lei non lo sentiva, anzi, si trovava a suo agio in quel luogo, come se fosse quello il posto cui era da lungo tempo destinata. Aveva fatto bene a non portare Sennar, lui non avrebbe sopportato quel calore e forse non sarebbe neppure passato indenne attraverso la soglia.</p><p>Nihal avanz� e l�eco dei suoi passi sul pavimento riemp� il silenzio.</p><p>�<emphasis>Rassen, Sheireen tor Shevrar</emphasis>�<emphasis/>disse una voce.</p><p>Un uomo avvolto dalle fiamme si inginocchi� innanzi a lei.</p><p>Gi� una volta le avevano parlato in quell�idioma, ma non lo aveva compreso. Ora invece intendeva il saluto del guardiano e gli rispose: �<emphasis>Rassen tor sel, Flaren terphen</emphasis>� per poi meravigliarsi lei stessa delle parole che aveva pronunciato.</p><p>Il guardiano alz� la testa e la guard�, poi le sorrise. Era un bellissimo giovane; i suoi occhi rosseggiavano di brace e persino i capelli erano di fuoco. Quando parl� di nuovo, lo fece nella lingua del Mondo Emerso: �Dunque giungesti, infine, Consacrata�.</p><empty-line/></section><section><title><p>27</p><p>FLAREN O DEL DESTINO</p></title><empty-line/><p>Sei un servo di Shevrar, vero?� chiese Nihal. �Anch�io sono a lui consacrato, ma non come te, che resti pur sempre una creatura di questo mondo. Io sono un essere da lui creato per presiedere a questo luogo� rispose il giovane.</p><p>Nihal d�un tratto si sent� sciolta dall�incantesimo che l�aveva avvinta mentre avanzava verso il santuario. D�istinto, volle mettere distanza tra s� e quell�essere.</p><p>�Sono qui solo per la pietra, non come Consacrata� disse.</p><p>�Proprio perch� sei Consacrata, Sheireen, sei qui per la pietra� rispose il giovane con un nuovo sorriso.</p><p>Nihal lo guard� interrogativa.</p><p>�Quando tua madre, al colmo della disperazione, preg� il mio dio perch� la salvasse, Shevrar fece di te la predestinata, com�era stato predetto.�</p><p>�Io non so chi sia Shevrar� ribatt� Nihal. �Reis mi parl� di lui e mi disse che era il dio della Guerra. So solo che � poich� gli sono consacrata che sono abile a combattere.�</p><p>Il giovane scosse la testa. �Egli non � solo il dio della Guerra, Reis ti disse male. Nella cecit� del suo odio, Reis nel mio dio non vede altro che distruzione, ma egli non � solo fuoco e guerra. Anche Ael te ne parl�, ricordi? Lo fece con altre parole. Ti disse che egli � il principio e la fine, la morte e la vita. Questa � la sua essenza, e in tale essenza vive la tua missione.�</p><p>�Mi ha consacrata per la mia missione? Io credevo che volesse che combattessi...�</p><p>�Tu, come altri, vedi solo l�odio; � per questo che il mondo sta viaggiando verso la perdizione. In realt� ogni dolore nasconde una gioia, e ogni fine un principio. Quando anni fa il Tiranno prese il potere, un saggio del tempo svel� una profezia, che lanci� su di lui come una maledizione. Egli era l�ultimo dei sacerdoti di Shevrar, perch� gi� allora i mezzelfi stavano dimenticando i loro d�i, gli d�i dei loro padri elfi. Egli disse che il fine che il Tiranno voleva raggiungere non si sarebbe mai avverato, perch� il termine ultimo � lungi dal sopraggiungere e non � nella natura di Shevrar. Per questo la Consacrata, una mezzelfo, avrebbe fermato la sua mano sacrilega. La Consacrata sei tu, Sheireen.� Il guardiano tacque.</p><p>�Qual � il fine ultimo del Tiranno?� chiese Nihal dopo qualche istante.</p><p>Flar scosse il capo. �Non � ora il tempo che tu lo conosca. Sappi solo che egli si � ribellato agli d�i, e a Shevrar per primo, dimenticando l�eterno fluire delle cose.�</p><p>Nihal rimase interdetta. �Cosa devo fare, dunque? Perch� Shevrar ha salvato me sola fra tutti i mezzelfi?�</p><p>�Perch� infine giungessi qui e ricevessi dalle mie mani Flar, e con essa abbattessi il Tiranno.�</p><p>�Ma perch� proprio io?� ribatt� Nihal, inquieta. Sentiva l�ombra del destino stagliarsi su di lei, l�ombra della morte e della vendetta che a lungo aveva cercato di sfuggire.</p><p>�Perch� tua madre impetr� per te.�</p><p>�Dunque la mia vita � tutta qui? � questa la risposta che cercavo?�</p><p>Il giovane si alz� e la fiss� negli occhi. Il suo era uno sguardo di infinita saggezza e condiscendenza. �Quando fosti salvata, nel sangue di tua madre e di tuo padre, gli d�i, e Shevrar per primo, vollero donare con te una speranza a questo mondo ferito. La tua missione � la speranza in una nuova era, la speranza nella pace.�</p><p>�Alla fine, tutto � come mi disse Reis nella sua capanna nemmeno un anno fa: io sono l�arma con cui questi d�i che nessuno venera pi� prenderanno la loro rivincita sul Tiranno� disse Nihal con amarezza, lo sguardo rivolto a terra.</p><p>�Sar� vendetta solo se tu vorrai che lo sia. Gli d�i non posseggono il cuore degli uomini, e neppure il destino ha pieno potere su di loro. Tu sei l�unica, Sheireen, a poter ridare la luce a questo mondo, ma la decisione finale spetta a te. Quando sarai di fronte al Tiranno, nessuno potr� dire quel che farai. Il tuo destino non � una gabbia, solo il sentiero che ti � indicato.�</p><p>�Ma essere rimasta l�ultima mi ha tolto la possibilit� di scegliere� ribatt� Nihal.</p><p>Flar sorrise. �Thoolan vide bene in te: tu non senti la tua missione, tu non vuoi fare quel che stai facendo.�</p><p>�Io devo farlo, l�hai detto anche tu. Sono Sheireen, a questo consacrata.�</p><p>�In parte � vero, ma fosti tu ad alzarti in Consiglio e a prendere su di te tale fardello� ribatt� il giovane continuando a sorridere. �Il senso della tua esistenza non si esaurisce nel tuo destino, e non credere che il mio dio non voglia la gioia anche per te. In quanto Consacrata, quel che stai facendo � giusto, ma lo scopo del tuo agire, quello non posso dirtelo io, n� il mio dio. Esso � in te e in ci� che ti circonda, ed � l�essenza della tua ricerca.�</p><p>Nihal era scoraggiata. Dunque non era finito il suo girovagare, la sua ricerca non era giunta al termine. Neppure la certezza appena enunciata da Flar doveva bastarle? Il guardiano aveva detto che da anni era scritto che avrebbe intrapreso quel viaggio, che avrebbe preso le pietre e infine sarebbe andata a sconfiggere il Tiranno. Era questa la risposta. Eppure l�aveva sempre saputo, lo sentiva nel cuore, e dunque non poteva essere quel che cercava.</p><p>�Pensi bene� disse Flar. �Ci� che altri hanno deciso per te non pu� essere lo scopo del tuo agire. La tua missione era stabilita prima ancora che tu nascessi, prima che tua madre e tuo padre vedessero la luce di questo mondo. Perci� l�essenza della tua vita non � in questo viaggio.�</p><p>Nihal sospir�. �� scritto anche che batter� il Tiranno?� chiese.</p><p>Stavolta il guardiano rise e la sua bellezza splendette ancora pi� fulgida. �Sheireen, il cuore e la mente delle creature di questo mondo sono tanto profondi che neppure il mio Dio pu� saggiarli fin nell�intimo. Io non so cosa accadr� il giorno in cui ti leverai innanzi al Tiranno. So solo questo.� Tacque un istante, quindi si volse verso la pira e chiam� a s� Flar. La pietra galleggi� a mezz�aria nella sua mano, brillando rossa e sanguigna.</p><p>�Questa pietra era destinata a te da tempo. Altri prima di te l�hanno presa fra le loro dita, altri consacrati. Ora � tua, insieme alla vita della gente di questa terra.�</p><p>Nihal era insoddisfatta, non riusciva a comprendere appieno il significato delle parole del giovane.</p><p>�Prendila� la incoraggi� lui.</p><p>Nihal tese la mano e afferr� la pietra. Era rossa come il sangue e migliaia di fiamme animavano il suo interno; le sembrava di stringere fra le dita l�essenza stessa del fuoco. Trasse il medaglione fuori dal corpetto; anch�esso brillava.</p><p>Era sul punto di compiere il rito, quando Flar si inginocchi� davanti a lei. �Il giorno dell�ultima battaglia ci rivedremo� disse.</p><p>Nihal recit� le parole del rito e, come le altre volte, sembr� che l�intero santuario venisse risucchiato nel medaglione. D�un tratto il luogo dov�era divenne buio e oscuro, e il caldo si fece insopportabile. La mezzelfo cap� che non poteva restare troppo a lungo in quel posto, l�aria era pregna di vapori velenosi, e usc� di corsa.</p><p>La passerella era ancora l�, ma pi� flebile di prima. Nihal vi sal� e la percorse velocemente. Non appena si fu alzata dalla piattaforma, la lava ricopr� l�ingresso di Flaren, cancellando la porta e le scritte fiammeggianti.</p><empty-line/><p>�Com�� andata?� Sennar scatt� in piedi visibilmente sollevato non appena scorse la figura di Nihal stagliarsi confusa fra i vapori del lago. Era affaticato, la magia l�aveva provato.</p><p>Nihal si ferm� davanti a lui e gli mostr� il medaglione. Brillava in quel grigiore e le pietre sembravano animate da vita interiore.</p><p>Sennar trasse un sospiro di sollievo. �Chi hai trovato?� chiese.</p><p>�Un servo del dio cui sono consacrata� rispose lei.</p><p>Mentre tornavano indietro, Nihal gli rifer� ci� che il guardiano le aveva detto e gli parl� della profezia.</p><p>Raggiunsero Aires, che non volle sapere nulla di ci� che era successo. �Fatto tutto?� si limit� a chiedere e Nihal annu�. Quindi la donna si alz� e si rimisero in marcia.</p><p>Quando si calarono di nuovo nelle viscere della terra, la sera stava scendendo sulla Terra del Fuoco, un�oscurit� punteggiata dai mille fuochi delle eruzioni.</p><empty-line/><p>Il viaggio verso i confini della Terra fu pi� complicato. Aires non conosceva altrettanto bene la zona in cui si inoltravano e un paio di volte si trov� in difficolt�. A un certo punto rischiarono addirittura di perdersi. Vagarono per un giorno intero, con la donna innanzi a loro che voltava la testa di continuo da una parte e dall�altra, per cercare di orientarsi. Si salvarono solo perch� raggiunsero una cisterna dove incontrarono dei ribelli. Fu cos� che, dopo quasi tre settimane di viaggio, ebbero modo di riposarsi.</p><p>La cisterna era pi� piccola di quella dove comandava Aires, ma non priva di comodit�. Il capo della comunit� era Lefe, uno gnomo arguto e vivace, che a Nihal ricord� il suo maestro. Lo gnomo non aveva mai incontrato Aires di persona, per� ne aveva sentito parlare.</p><p>�Chi non conosce Aires, la donna venuta dal mare, che ci ha ridato la vita e la speranza!� esclam� non appena lei si present�.</p><p>Quella notte dormirono in un�ampia camera e su tre comodi giacigli. Persino Nihal ripos� serena, senza che nessuno dei suoi incubi venisse a farle visita.</p><p>L�indomani mattina, quando Nihal e Sennar si svegliarono, Aires non era nella stanza. Rientr� poco dopo, portando del pane e del latte con cui fecero colazione.</p><p>�Io non posso pi� aiutarvi� disse la donna senza giri di parole. �Non conosco questa zona dell�acquedotto; ho gi� rischiato di farvi perdere.�</p><p>Scese il silenzio.</p><p>�Non vi lascio soli� continu�. �Uno degli uomini di Lefe si � offerto di accompagnarvi fino all�uscita dei canali. Purtroppo terminano prima del confine e vi toccher� attraversare a piedi i Campi Morti.�</p><p>Fu un addio triste. Persino per Nihal, che aveva iniziato a provare simpatia per Aires, bench� non sopportasse gli sguardi languidi che la donna lanciava a Sennar di tanto in tanto.</p><p>Fu proprio la mezzelfo a parlare. �Non posso dirti della nostra missione, per� ho un favore da chiederti� inizi�.</p><p>Aires piant� i suoi occhi neri come la notte in quelli di Nihal e si fece attenta.</p><p>�Voglio che raduni un esercito.�</p><p>Aires smise di masticare e la guard� incredula. �L�esercito siete voi, se non sbaglio. Ora avete anche i rinforzi del Mondo Sommerso.�</p><p>�Ascoltami.� Nihal le si avvicin� e parl� sottovoce. �Tra breve, forse tra un mese o due, tre al massimo, spero, sferreremo un attacco al Tiranno.�</p><p>Stavolta Aires scoppi� a ridere, ma la risata le mor� in gola non appena vide le facce serie di Nihal e Sennar. �� una follia� disse senza mezzi termini. �Non puoi parlare sul serio. Siamo in guerra da quarant�anni e in tutto questo tempo non abbiamo fatto altro che perdere terreno. Siamo inferiori in numero e in forze. Loro hanno i fammin, per non parlare dei morti... Attaccare in massa vuol dire suicidarsi.�</p><p>Nihal si guard� intorno. Non sembrava ci fossero orecchie o occhi indiscreti nei dintorni, ma la prudenza non era mai troppa. �Non posso dirti il perch� del nostro viaggio, n� a che cosa condurr�, ma il giorno che lo porteremo a termine, se mai ci riusciremo, sferreremo l�attacco decisivo al Tiranno, e ti giuro che sar� tutt�altro che un suicidio. Devi fidarti di me.�</p><p>Aires sospir�. �Dimmi cosa vuoi.�</p><p>Nihal si rilass�. �In questi due mesi o tre, quanti saranno, devi preparare uno schieramento che sia in grado di combattere come un vero esercito. Saccheggiate le fucine, fate incetta di spade e armature, elmi, scudi, ogni arma che troverete. Addestratevi alla guerra, reclutate uomini. Se possibile, estendete la rivolta.�</p><p>Aires scosse la testa. �Ci ho gi� provato, e altri prima di me hanno fatto lo stesso. La gente � stanca e afflitta, non c�� margine per una resistenza altrove.�</p><p>�Riprova� intervenne Sennar. �Sarebbe bene che in ogni Terra vi fosse un nucleo pronto alla battaglia.�</p><p>Aires era dubbiosa. �Quanti uomini servono?�</p><p>�Dovrete combattere contro tutti gli uomini e gli gnomi che si trovano tra le file del Tiranno. Non ci saranno fammin, n� fantasmi� rispose Nihal.</p><p>Stavolta Aires si fece attenta. �Cosa intendi dire?�</p><p>Nihal scosse la testa. �Non ci pensare, tu raduna uomini a sufficienza per una battaglia del genere. Al momento giusto, quando sar� tempo, ti avviseremo.�</p><p>Aires si rivolse a Sennar. �Con una diavoleria magica delle tue, suppongo.� Il mago si limit� a sorridere.</p><p>�Attaccheremo da tutti i fronti� prosegu� Nihal. �Dovr� essere un�azione fulminea, perch� avremo solo un giorno a disposizione. Ci� che ti ho detto, per�, deve rimanere segreto. Ti prego di condurre l�operazione nel modo pi� discreto possibile, affinch� nessun nemico ne possa venire a conoscenza. Tieni segreta la notizia dell�attacco, addestra i tuoi uomini, ma non dire loro nulla di ci� che accadr�.�</p><p>�Due mesi sono pochi, e non posso fare tutto da sola. Qualcuno dovr� pur sapere.�</p><p>�Solo se e quando sar� strettamente indispensabile� intervenne Sennar. �La segretezza � la chiave della nostra missione. Ora che sai quel che ti abbiamo detto, sebbene non sia molto, hai le nostre vite fra le tue mani, e con esse il futuro di tutto il Mondo Emerso.�</p><p>Aires non sembr� spaventata da quelle parole. Un sorriso complice le illumin� il volto. �D�accordo� disse. �Lo sai, Sennar, che le sfide mi sono sempre piaciute. Far� il possibile e quando mi chiamerete, state pur certi che ci sar�.�</p><empty-line/></section><section><title><p>28</p><p>LANDE DESOLATE</p></title><empty-line/><p>Nihal e Sennar partirono dopo pranzo. La loro guida era un ragazzo magro, rosso di capelli e lentigginoso, uno dei pochi uomini che militassero nelle file dei ribelli. Il seguito del viaggio nell�acquedotto fu esasperante e monotono. I canali erano tutti identici, il buio sempre pi� fitto, l�umidit� e il caldo insopportabili. La loro guida era taciturna e agile come un furetto; pi� di una volta la videro arrampicarsi e scomparire in qualche condotto, e dovettero chiamarla perch� non li lasciasse indietro. Neppure loro parlarono molto, perch� la presenza di quel ragazzino lentigginoso li metteva a disagio. Trascorsero quasi tutto il viaggio in silenzio, ciascuno immerso nei propri pensieri.</p><p>�Siamo arrivati� disse all�improvviso il ragazzo, interrompendo il lungo silenzio. Indic� un punto di luce lontano. �Qui finisce l�acquedotto. Lass� c�� Hora, la Bocca Meridionale. Andate sempre verso ovest e passerete il confine� aggiunse.</p><p>Poi, furtivo come sempre, sgattaiol� via, senza dar loro nemmeno il tempo di ringraziarlo o di chiedergli qualche informazione riguardo alla strada che dovevano percorrere.</p><p>D�un tratto, Nihal e Sennar furono di nuovo soli.</p><p>Uscirono a fatica verso la luce e si ritrovarono alle pendici di un enorme vulcano, il cui boato riempiva l�aria per miglia. Era completamente diverso da quello che avevano visto vicino al Lago di Jol. Era una montagna spaventosamente elevata, nera di fuliggine e di lava, imponente come una possente divinit�. A vederlo, sembrava davvero un dio che giaceva disteso. Una propaggine poco scoscesa si allungava verso sud, ma per il resto erano tutti pendii ripidissimi. La bocca era rossa come il sangue e spruzzi di lava si innalzavano alti verso il cielo.</p><p>Aguzzando la vista, Nihal e Sennar poterono vedere a nord una seconda montagna, che anche da quella distanza sembrava pi� imponente di quella sotto la quale si trovavano. Un altro vulcano, con ogni probabilit� il pi� grande della regione.</p><p>�Aires mi ha detto che Assa, la capitale, sorge ai piedi di un vulcano enorme, che si vede da qualsiasi luogo di questa Terra. Si chiama Thal. Dev�essere quello� spieg� Sennar.</p><p>Nihal guard� quel punto lontano e ripens� al suo maestro. Assa era il luogo dove aveva vissuto a lungo, la citt� cui aveva anelato negli anni di esilio nella Terra delle Rocce, dov�era tornato per uccidere il re usurpatore, diventando un assassino. Chiss� come stava Ido, quali battaglie combatteva assieme a Vesa. Nihal preg� che stesse bene e di poterlo rivedere sano e salvo, quando sarebbe tornata a calcare il suolo delle Terre libere.</p><p>Ci volle un intero giorno solo per girare intorno a Hora, poi presero la strada che portava a ovest, com�era stato loro indicato, diretti verso un luogo che non doveva essere molto rassicurante, almeno a giudicare dal nome che gli avevano dato: Campi Morti. Era difficile immaginare un posto pi� morto di quello che stavano attraversando. Non c�era un solo filo d�erba, l�aria era impregnata di mille odori nauseabondi e il sole era perennemente coperto da una coltre di nubi fitte e scure. C�era per� qualcosa di rassicurante in quel panorama, che lo rendeva meno triste di quello che avevano visto nella Terra dei Giorni. La desolazione davanti a loro almeno non era frutto della follia distruttiva del Tiranno. Quel territorio, a suo modo, era ancora intatto, selvaggio: il suo suolo era sempre stato morto e la sua aria appestata, e proprio in ci� risiedeva la sua bellezza. Era il regno della natura allo stato primordiale, il luogo ove gli spiriti naturali erano puri e possenti. Vi regnavano il fuoco e l�acqua, e il loro era un dominio incontrastato, che neppure il Tiranno era riuscito a usurpare.</p><p>�A vedere questo posto viene da pensare che gli uomini, gli gnomi e tutti gli esseri che popolano questo mondo in realt� siano solo degli intrusi� disse Sennar, mentre avanzava a fatica.</p><p>Nihal fu d�accordo con lui. Di fronte alla potenza assoluta che la natura manifestava in quel luogo, tutte le loro guerre e il sangue versato sembravano una cosa da nulla. Le parve di comprendere che cosa avesse voluto dire Flar, quando le aveva parlato dell�infinito fluire delle cose. Tutto era un circolo destinato a non chiudersi mai, e un domani del Tiranno non si sarebbe neppure pi� sentito parlare. Le vicende degli uomini si sarebbero consumate in una lenta agonia, per poi essere dimenticate. Alla fine di tutti i tempi, di quel luogo sarebbero rimasti soltanto il fuoco, la roccia dei monti, l�acqua dei fiumi, le onde dell�oceano, il vento che spazzava la terra.</p><p>Dopo quattro giorni di viaggio giunsero ai Campi Morti e capirono subito che il nome rendeva giustizia a quella vasta piana, che si stendeva fin dove lo sguardo poteva spingersi, piatta e gialla. La punteggiavano miriadi di crateri fumanti; alcuni eruttavano sbuffi di fumo, altri lasciavano colare lenti rivoli di lava che si diramavano sul terreno disegnando strane geometrie. Altri ancora lanciavano verso il cielo a intervalli regolari ampi spruzzi di acqua. Non c�era nulla di vivo, solo la potenza della terra.</p><p>Attraversare i Campi Morti si dimostr� molto pi� complicato del previsto. Spesso la terra era piagata da ampie fenditure e la lava che ne fuoriusciva sbarrava loro la strada. Inoltre non era raro incontrare qualche crepaccio e dovevano aggirare anche i vulcani e i getti d�acqua. Infine faceva caldo e l�aria era irrespirabile. Non ci volle molto perch� il loro morale crollasse: si trascinavano lungo la strada con una lentezza che sembrava loro esasperante, madidi di sudore e con i polmoni in fiamme per il caldo. Li consolava solo l�idea che almeno l� non avrebbero incontrato nemici. A che pro il Tiranno avrebbe dovuto far sorvegliare un posto in cui nemmeno le mosche osavano avventurarsi?</p><empty-line/><p>�Forse sarebbe il caso di avvisare Ido che presto arriveremo� disse una sera Nihal.</p><p>Erano distesi a terra e contemplavano uno scorcio della volta stellata attraverso una fessura fra le nuvole. �Mancano solo due pietre.�</p><p>�Non so, il nostro viaggio non � ancora terminato...� rispose Sennar. Gli sembrava di cattivo auspicio parlare della fine della missione.</p><p>�L�attacco non sar� facile da preparare, dovremo avvisare prima del nostro arrivo, in modo che tutto possa essere organizzato a dovere� insistette Nihal.</p><p>Sennar continu� a guardare il cielo. �Potrebbe accadere qualcosa che ci ritardi...� esit�. �Potremmo non arrivare affatto...�</p><p>Nihal sorrise e si sollev� per guardarlo. �Hai paura che porti sfortuna?�</p><p>Sennar ricambi� il sorriso. �Forse.�</p><p>Era inquieto da quando aveva lasciato Aires. Aveva provato una strana sensazione mentre la salutava, quasi che quel saluto potesse essere l�ultimo, e da allora gli pareva di essere circondato da un alone di morte. Scosse la testa per scacciare quei pensieri e si volt� verso Nihal. �Poniamo di giungere alla fine di tutta questa storia� disse �e di battere il Tiranno. Ti sei mai chiesta che cosa faremo dopo?�</p><p>Nihal torn� a stendersi e a guardare il cielo. �Non lo so� rispose. �La verit� � che sono stanca di combattere. Forse, se tutto finisse, metterei via la spada per un po�.�</p><p>Stavolta fu Sennar a tirarsi su e a fissarla, sorpreso. �Non ci credo... � da quando ti conosco che non desideri altro che combattere e ora vorresti fermarti?�</p><p>�Ho parlato con Aires qualche sera fa� rispose lei. �Mi ha detto delle cose che mi hanno fatto riflettere. Ho gi� cercato a lungo me stessa nel combattimento. Forse � ora che cerchi altrove, nel riposo e nella solitudine magari, non lo so... So solo che di sangue ne ho visto abbastanza, almeno per ora.�</p><p>Sennar cerc� di mascherare la sua delusione.</p><p><emphasis>Nella solitudine... Perch� non puoi cercare con me, Nihal? Perch� non vuoi che ti aiuti?</emphasis></p><p>�E tu?� chiese Nihal.</p><p>�Non lo so bene nemmeno io, ma di sicuro continuer� a fare il mago� disse. �Per prima cosa, se mi vorranno torner� al Consiglio. L� c�� sempre da lavorare, con o senza la guerra. Riprender� le attivit� di sempre e mi godr� la pace, vedr� come si sta. Dev�essere bello� concluse in un tono pi� malinconico di quello che avrebbe voluto. Poi torn� a distendersi e a fissare le poche stelle che facevano capolino sopra di loro.</p><empty-line/><p>Il terzo giorno di cammino giunsero nel centro dei Campi Morti. Erano stanchi di marciare in quella desolazione, dove non cresceva neppure un filo d�erba. Desideravano incontrare qualcosa di vivo e le loro preghiere furono esaudite, ma non nel modo in cui avrebbero voluto.</p><p>D�improvviso, mentre camminavano affaticati sotto la coltre di nubi, sentirono delle voci. Fino allora l�unico suono che avevano udito era stato il rombo dell�acqua che fuoriusciva dal terreno o il rumore dei getti di lava e degli sbuffi di fumo che salivano in superficie.</p><p>Si nascosero dietro uno strano spuntone di roccia e rimasero in attesa, col cuore in gola. Dopo interminabili minuti, videro avanzare due gnomi vestiti da guerrieri e con insegne che non lasciavano dubbi sull�esercito al quale appartenevano. Nihal e Sennar si appiattirono quanto pi� poterono contro la roccia e trattennero quasi il respiro per non farsi sentire. Che cosa ci facevano dei nemici in quel posto dimenticato dagli d�i?</p><p>�Secondo me sono morti.�</p><p>�Lo credo anch�io.�</p><p>�E allora che senso ha questa ricerca?�</p><p>�Senti, non conviene farsi troppe domande. Sai bene che gli ordini sono ordini e questo in particolare, a quanto pare, viene da molto in alto.�</p><p>�Lui...?�</p><p>�Credo di s�.�</p><p>�Questi intrusi devono essere davvero micidiali se persino Lui si � scomodato...�</p><p>Sennar sent� il cuore sobbalzargli nel petto e preg� che smettesse di battere con tanta violenza, perch� gli pareva che i palpiti fossero cos� forti che gli gnomi avrebbero potuto udirli.</p><p>�Le nostre spie ci hanno riferito che � scomparso un consigliere da Makrat. � successo parecchio tempo fa, tre mesi prima che trovassero quel ragazzo nella Terra dei Giorni. Sembra che sia quello di cui si � parlato parecchio, quello che and� nel mondo sotto il mare.�</p><p>�Mi hanno detto che il Tiranno non si aspettava una mossa simile da quel ragazzino.�</p><p>�� quello che ho sentito anch�io. Comunque, si sospetta che uno dei fuggitivi sia proprio lui.�</p><p>Era braccato. Sennar cerc� di ripetersi che andava tutto bene, che l�importante era che non sapessero di Nihal. Cerc� la mano della mezzelfo e la trov� stretta sulla spada. La strinse.</p><p>�I morti trovati nella foresta erano stati inceneriti da una magia. Chi pensi che possa fare fuori sette fammin e un uomo se non un consigliere?�</p><p>�Sar�, ma perch� in un mese non siamo riusciti a trovarli?�</p><p>�Gli uomini della squadra che li cercava hanno detto di averli visti scomparire sotto i loro occhi nel bel mezzo della foresta. Dev�essere un tipo in gamba, quel mago.�</p><p>Si fermarono poco distanti da loro.</p><p>�Chi c�era con lui?�</p><p>Sennar preg� che non avessero visto Nihal.</p><p>�Un tipo strano, un guerriero. Ha fatto fuori quattro fammin.�</p><p>�Hanno idea di chi sia?�</p><p>�No, nessuna. Non credi che sia ora di rientrare? Il sole sta calando e la base � lontana.�</p><p>�Ma s�, in fin dei conti il nostro dovere l�abbiamo fatto.�</p><p>Si volsero e tornarono sui loro passi.</p><p>Nihal si rilass� e appoggi� la testa a terra. Sennar invece rimase teso come una corda di violino.</p><p>�Sanno di noi� disse lei guardandolo.</p><p>�Ma non sanno di te.�</p><p>Nihal imprec�. �Siamo stati degli stupidi. Ci siamo illusi che avessero smesso di cercarci... E ora? Dobbiamo ancora attraversare la Terra delle Rocce e la Terra del Vento.�</p><p>�L�unica cosa sensata da fare � restare calmi. Evidentemente in questa zona c�� una base nemica. Viaggeremo di notte d�ora in poi, e possibilmente camuffati. Dobbiamo uscire di qui il prima possibile.�</p><empty-line/><p>Per quel giorno non si fermarono e proseguirono la loro marcia per tutta la notte. La base nemica non era molto distante. Non doveva essere l�unica, poich� da essa si dipartivano varie strade. Perch� i nemici fossero stanziati in un territorio tanto desolato restava un mistero.</p><p>Quando l�alba inizi� a illuminare l�est cercarono un luogo dove nascondersi e riposare, ma vagarono a lungo senza trovarlo. Solo quando il sole fu alto nel cielo riuscirono a individuare una buca nel terreno che poteva servire da rifugio.</p><p>Marciarono per giorni. Sennar impose a Nihal lo stesso incantesimo con il quale aveva cambiato il suo aspetto nella Terra dei Giorni. �A questo punto � di fondamentale importanza che nessuno sappia che sei una mezzelfo� disse.</p><p>Pi� avanzavano, per�, pi� nemici incontravano sulla loro strada. I Campi Morti pullulavano di accampamenti e costruzioni di ogni genere: torrioni che dominavano la piana, citt� molto simili a quelle che avevano visto nella Terra dei Giorni, cittadelle fortificate, ma soprattutto strani campi recintati, circondati da alti muri di cristallo nero oltre i quali non si riusciva a scorgere nulla. Mentre li oltrepassavano, attenti a tenersi il pi� lontani possibile, pi� di una volta Sennar e Nihal udirono ruggiti riempire l�aria e sentirono il terreno tremare sotto i loro piedi, come scosso da passi pesanti.</p><p>�Mi sembrano suoni familiari� disse una volta Nihal. �Potrebbero essere draghi.�</p><p>Una notte, sentirono un insolito trambusto provenire da uno di quei recinti, voci concitate e ruggiti selvaggi. Videro un enorme animale stagliarsi sul buio della notte e levarsi maestoso sulla recinzione del campo. Lanci� una fiammata verso il cielo e spalanc� le sue ampie e diafane ali nella densa aria di quel luogo. Un drago nero. Ecco spiegata la presenza di tutti quegli accampamenti: quello era il luogo dove i draghi neri venivano creati.</p><p>�Ci sono molti maghi da queste parti, li sento distintamente� disse Sennar, e trem�, perch� se era in grado di percepire la presenza dei maghi, allora anche loro avrebbero potuto percepire la sua.</p><p>Da quel momento, il loro viaggio si trasform� in una fuga. Sentivano di continuo l�alito del nemico sul collo e non trovarono pi� pace, n� di giorno n� di notte.</p><empty-line/><p>Una sera, mentre avanzavano guardinghi nella piana illuminata soltanto dal rosso incandescente della lava, Nihal ud� un rumore. Si blocc� e port� la mano alla spada. Anche Sennar si ferm�, in ascolto. L�aria era piena di suoni, su tutti il rombo dei vulcani, ma Nihal aveva sentito qualcosa di diverso. Un rumore metallico... Chiuse gli occhi e le sembr� di percepire un ritmico tremore della terra sotto i suoi piedi. Passi probabilmente. O forse no. Era comunque un segnale di pericolo.</p><p>Nihal sguain� la spada. �Credo che stia arrivando qualcuno� disse.</p><p>Sennar si guard� intorno. �Non ci sono ripari.�</p><p>�Non ci resta che la magia� disse Nihal.</p><p>�Sarebbe meglio evitarla. Proprio ora che potremmo essere sotto lo sguardo del nemico.�</p><p>�Non abbiamo altra scelta� tagli� corto Nihal.</p><p>Sennar si concentr� e recit� la formula. Subito dopo, Nihal assunse l�aspetto di un fammin e Sennar quello di un semplice soldato. La mezzelfo rinfoder� la spada. I suoi sensi non si erano sbagliati, i passi ora erano pi� distinti; Nihal percepiva addirittura il rumore metallico dell�armatura indossata dai nemici.</p><p>Ripresero a marciare, col cuore in gola. I passi si facevano a mano a mano pi� vicini. Alla luce della lava incandescente apparvero alcune figure, quattro forse. Tre erano chine a terra e non potevano che essere fammin. Nihal sussult�. Stavano fiutando il terreno. Vra�ta lo faceva spesso mentre era con loro, quando andava a caccia.</p><p>Le figure si avvicinarono. Il quarto era uno gnomo, forse pi� di un semplice soldato, almeno a giudicare dall�armatura elaborata e dal mantello.</p><p>Lo gnomo rallent� non appena li vide. Quando li ebbe raggiunti, Nihal not� che aveva un�espressione stupita. Sennar si tir� il cappuccio sul volto.</p><p>�Fatevi riconoscere� intim� lo gnomo.</p><p>Brividi freddi iniziarono a scendere per la schiena di Nihal. Preg� che l�amico riuscisse ancora una volta a inventarsi una buona scusa.</p><p>�Veniamo dall�accampamento, siamo in ricognizione per trovare i due fuggiaschi� disse Sennar.</p><p>Nihal si accorse che la sua voce tremava. Nel frattempo, uno dei fammin si era levato in piedi e aveva iniziato ad annusare l�aria rivolgendo al mago uno sguardo truce.</p><p>�Stasera sono io di pattuglia e, a quel che mi risulta, non sono stati mandati altri in avanscoperta� disse lo gnomo.</p><p>�� stata una decisione dell�ultimo minuto, per questo non ne siete stato informato� replic� Sennar.</p><p>Il fammin inizi� a ringhiare, gli altri sollevarono le asce.</p><p>�Come vi chiamate?� chiese lo gnomo. La sua mano era gi� sulla spada.</p><p>Fu allora che Nihal afferr� Sennar e lo trascin� via di corsa. I fammin scattarono dietro di loro.</p><p>�Cosa diavolo...?� chiese Sennar, mentre fuggivano attraverso la pianura.</p><p>�Non ti ha creduto, non ci restava che scappare� rispose Nihal.</p><p>I loro inseguitori guadagnavano rapidamente terreno. I respiri affannosi e le grida gutturali erano sempre pi� vicini.</p><p>�Non ha senso scappare!� url� Sennar. �Sanno chi siamo, ci saranno addosso!�</p><p>Nihal continu� a correre stringendogli la mano.</p><p>�Dobbiamo combattere� disse Sennar.</p><p>�Tu non vuoi farlo, so cosa significherebbe per te.�</p><p>Sennar lasci� la mano di Nihal e si ferm� nella piana, quindi si volt� verso i nemici.</p><p>A Nihal non rest� altro da fare che fermarsi a sua volta e predisporsi alla battaglia. Affront� lo gnomo, mentre Sennar se la vedeva con i fammin. Di nuovo, com�era accaduto nella radura, fu una strage. Per qualche tempo avevano creduto di poter dimenticare la guerra, ma la morte li aveva seguiti e, mentre guardavano i corpi dei nemici riversi a terra, sentivano che niente era cambiato. Erano di nuovo soli e perduti.</p><empty-line/><p>Varcarono la frontiera il giorno seguente e abbandonarono per sempre la Terra del Fuoco. Sembrava passato un secolo dalla sera in cui avevano parlato della fine della missione. Mancavano due pietre, ma erano braccati e la battaglia nella piana avrebbe attirato contro di loro nuovi nemici.</p><p>�Non combatteremo pi�� disse Nihal, mentre camminavano. �Se continueremo a muoverci di notte, nessuno ci trover�. Faremo attenzione.�</p><p>Sennar taceva. Quando si decise a rompere il silenzio, fece qualcosa d�inatteso. Rise. �Non devi preoccuparti per me� disse. �Ho smesso di fare la mammoletta e di sconvolgermi per ogni goccia di sangue che scorre sotto i miei occhi. Combatter� ancora, non temere. Ogni volta che sar� necessario.�</p><p>Nihal non disse nulla, confidando che il silenzio potesse pi� di mille parole.</p><empty-line/></section><section><title><p>29</p><p>UN GRIDO DI RABBIA</p></title><empty-line/><p>Ido si stuf� presto di restare a Dama. L�estate era inoltrata e lo gnomo immaginava che a breve si sarebbe tenuta una nuova assemblea per discutere le mosse successive contro il Tiranno. Sentiva che era tempo di tornare alla vita militare.</p><p>Lo gnomo era stupito che nessuno dell�esercito si fosse fatto vivo. La sua licenza non poteva protrarsi in eterno e lui si aspettava che da un momento all�altro gli giungessero ordini. Ma i giorni passavano senza che arrivasse alcuna notizia.</p><p>Cos�, un mattino di sole in cui si sentiva meglio del solito, lo gnomo decise di partire per Makrat. Sapeva che i vertici militari erano tutti l�, compresa Soana.</p><p>Si vest� da guerriero e chiese all�attendente che si prendeva cura di lui dove fossero le sue armi. Ebbe una brutta sorpresa. Accanto all�armatura mancava qualcosa.</p><p>�Dov�� la mia spada?� chiese irritato.</p><p>�Deinoforo l�ha spezzata� rispose il ragazzo intimorito.</p><p>Ido ebbe un tuffo al cuore. Quel duello aveva minato tutti i punti fermi della sua esistenza. La spada era la sua vita, non poteva combattere senza.</p><p>�Ma ve ne ho procurata una nuova� aggiunse subito l�attendente e indic� un�arma appoggiata al muro. Non vi erano fregi sull�elsa, doveva essere appartenuta a un soldato semplice caduto in battaglia.</p><p>�Dov�� quel che resta della mia spada?� chiese Ido, a voce pi� alta.</p><p>Il ragazzo sussult�. �La maga me l�ha consegnata prima di partire. L�ho messa in magazzino, con le altre armi.�</p><p>Ido vi si fiond�. L�idea della sua spada mescolata ai rottami lo faceva imbestialire. Il ragazzo lo segu� affannato.</p><p>La vide subito, gettata in un angolo. La lama era troncata a qualche pollice dalla guardia. Ido sent� il cuore stringersi. La prese in mano. L�elsa era incrostata di sangue. Il suo, o forse quello di Deinoforo. Anche ci� che restava della lama era vermiglio. Lo gnomo pens� a tutti gli anni durante i quali la sua spada l�aveva servito e sent� salirgli le lacrime agli occhi. �La porto con me� disse.</p><p>�Ma, signore, � rotta...� protest� il ragazzo.</p><p>Ido lo ignor� e usc� dal magazzino a passo deciso.</p><p>Almeno Vesa era al suo posto, fiero come sempre. Il drago era uscito praticamente illeso dal duello e salut� Ido con uno sbuffo dalle narici. Appena gli mont� in groppa, lo gnomo ritrov� le sensazioni che pi� gli erano mancate in quei giorni di convalescenza e riusc� quasi a convincersi che in fondo non fosse accaduto nulla di grave.</p><p>�Forza, ci tocca tornare all�Accademia a ricevere ordini� disse con un sorriso, poi spron� Vesa al volo.</p><empty-line/><p>Al suo arrivo, Ido trov� Makrat molto cambiata. L�eco della sconfitta nella Terra dell�Acqua era giunta fin l� e la gente era spaventata. Per le vie della citt� giravano numerosi soldati e gli abitanti avevano abbandonato il loro consueto fare sfacciato e ciarliero: il viavai per le strade era diminuito, c�erano meno mercanzie nei mercati e persino i bambini erano pi� misurati nei loro giochi. La situazione era seria, ormai lo capivano tutti.</p><p>Ido and� dritto all�Accademia e chiese udienza a Raven. Prima si toglieva di torno quell�incombenza, meglio sarebbe stato. Dovette fare la consueta anticamera, quindi Raven lo accolse. Il Supremo Generale era seduto sul suo scanno, gelido, e neppure lo salut�. Ido non era in vena di beghe, cos� si inginocchi� rapidamente.</p><p>Lo sguardo di Raven corse alla benda che copriva l�occhio. �Come va la tua ferita?�</p><p>�Rimarginata. Non era nulla di grave.�</p><p>Il silenzio scese sulla sala per qualche minuto.</p><p>�Ebbene? Cosa sei venuto a chiedermi?�</p><p>�Mi sembra evidente. Voglio sapere che cosa devo fare. Mi avete lasciato marcire a Dama senza uno straccio di ordine.�</p><p>�Sei in licenza.�</p><p>�Sono guarito.�</p><p>�Vedo che ti rifiuti di capire...�</p><p>�No� disse Ido spazientito. �In effetti non capisco.�</p><p>�Sei in licenza a tempo indeterminato.�</p><p>Quelle parole gli piombarono addosso come un masso. Questa non se l�era davvero aspettata. �Ti ho detto che sto bene� protest�.</p><p>Raven si alz� e and� verso di lui. �Non avevo intenzione di essere cos� duro con te, ma mi hai costretto� disse in tono brusco. �Ci sono due motivi per cui sei stato dispensato dai tuoi compiti di Cavaliere.�</p><p>�Cos��, un altro patetico tentativo di farmi fuori? Credevo che avessimo appianato una volta per tutte le nostre divergenze� sbott� Ido.</p><p>Raven sembr� non badare neppure a quelle parole. �Il tuo comportamento in battaglia � stato inqualificabile. Hai lasciato allo sbando le tue truppe per dedicarti a un insignificante duello personale, hai condotto alla morte pi� di trecento uomini.�</p><p>Ido si sent� avvampare. �Ero ferito, che cosa pretendevi, che li seguissi dall�infermeria?�</p><p>�Non sto parlando di questo, e lo sai. Ti sei gettato su Deinoforo all�inizio della battaglia, incurante delle strategie. Hai abbandonato al loro destino i tuoi uomini. Sono morti quasi tutti quel giorno, o non lo sai?�</p><p>In un lampo, Ido vide i volti di coloro che aveva addestrato e gli parvero terribilmente giovani, dei bambini. Poi ricord� una voce lontana che lo chiamava sul campo di battaglia, la voce di Nelgar: "I tuoi uomini, dannazione, Ido!".</p><p>�Io...� prov� a schermirsi, ma non trov� le parole. Lo sapeva, fin dal giorno in cui aveva parlato con il suo allievo.</p><p>�Mi hai dato la prova che non sbagliavo a non fidarmi di te� continu� Raven. �Non sei cambiato dai tempi in cui combattevi per il Tiranno, una bestia assetata di sangue, e la tua sete ha fatto molte vittime.�</p><p>�Non � cos�, e lo sai. S�, ho sbagliato, ma...�</p><p>�Nessun ma. Non tollero errori cos� grossolani neppure da uno sbarbatello, figuriamoci da chi ha calcato centinaia di volte il campo di battaglia.�</p><p>Ido rest� al suo posto, i pugni serrati. Quasi non riusciva a respirare, gli sembrava di soffocare.</p><p>�In ogni caso, non � solo questa la ragione della tua licenza� disse Raven. Si volt� e si allontan� di qualche passo. �Sei stato gravemente ferito e ti manca un occhio. Non potrai mai pi� essere il guerriero di un tempo.�</p><p>Ido sent� la rabbia ribollire. �Non dire idiozie� sibil�.</p><p>�Dico semplicemente la verit�. Un occhio in meno non � un problema da nulla per un guerriero.�</p><p>�Io sono esattamente come prima, vuoi che te lo dimostri?�</p><p>�Non fare il ragazzino. Tutto per te si riduce a sfoderare la spada, sempre e comunque. Credi che non mi sia giunta voce della tua bravata in Accademia? Ido, non puoi negarlo, hai difficolt� a percepire le distanze e il tuo campo visivo � assai ridotto. Non potrai tornare a combattere come prima.�</p><p>Ido cerc� di controllarsi, ma la rabbia che aveva in corpo era troppa. �Prendi quella maledetta spada e provami che non sono pi� quello di un tempo. Provamelo! Io e te avremmo dovuto chiudere i conti anni fa.�</p><p>Raven rimase impassibile. �Ido, non costringermi...�</p><p>�Te lo sto chiedendo, dannazione!� L�urlo di Ido fece trasalire le guardie all�ingresso.</p><p>�Sei fuori di te� rispose calmo Raven. �Non ha senso continuare questa conversazione. Va� via, ne discuteremo quando sarai disposto a ragionare.�</p><p>Raven si volse e fece per raggiungere lo scranno. Ido non ci vide pi�, con un grido sguain� la spada che gli aveva procurato l�attendente e attacc� il Supremo Generale.</p><p>Raven par� il colpo con facilit�. �Ricorda che sono un tuo superiore. Non provocarmi, Ido.�</p><p>Come se non lo avesse sentito, lo gnomo attacc� di nuovo, e ancora Raven par� quasi senza scomporsi. Poi il Supremo Generale gli inferse un colpo laterale. Ido non lo vide arrivare, ebbe appena il tempo di sentire un vago fruscio alle sue spalle. Si scost� e si rese conto che una delle due guardie era accorsa.</p><p>�Sei convinto ora? Non hai visto il mio colpo, non hai visto arrivare la guardia.�</p><p>Ido url� ancora e riprese ad attaccare, ma non riusciva a vedere molti dei colpi che Raven e la guardia gli indirizzavano. Non capiva dov�era, non percepiva lo spazio intorno a s� e presto inizi� a muoversi in modo scoordinato. D�improvviso fu colpito alla schiena e Raven ne approfitt� per disarmarlo. La spada tintinn� lontano, sul pavimento lucido. Ido cadde in ginocchio, senza fiato.</p><p>�Non sei in grado di combattere� sentenzi� il Supremo Generale. �Mi spiace Ido, ma non abbiamo bisogno dei servigi di un Cavaliere a met�.�</p><p>Raven lasci� la sala. Il rumore dei suoi stivali sul marmo suon� odioso alle orecchie di Ido.</p><p>Lo gnomo rimase a terra, ansante. La spada giaceva qualche braccio pi� in l�.</p><p><emphasis>Non sar� pi� come prima. Non sar� mai pi� come prima. Ha ragione lui. Sono un Cavaliere a met�.</emphasis></p><p>Lanci� un grido di rabbia verso l�alta volta della sala.</p><empty-line/><p>Ido entr� nella stanza di Soana come una furia. Era pallido e sconvolto, e la maga si spavent�.</p><p>�Cosa ci fai qui?�</p><p>Non sapeva neanche che fosse a Makrat, lo credeva ancora convalescente a Dama.</p><p>�Ridammi il mio occhio.�</p><p>Soana non capiva.</p><p>�Cosa...?�</p><p>Ido prese a rovistare fra i suoi libri, fra le sue cose, come un folle. �Tu sei una maga, giusto? Ebbene, ridammi il mio occhio, dannazione! Ci sar� un maledetto incantesimo in grado di farmelo ricrescere, di farmi tornare quello di prima!�</p><p>Soana and� verso di lui e cerc� di fermarlo, ma lo gnomo continuava a gettare libri a terra. �Ido, non esiste alcuna magia che possa fare una cosa del genere, ci sono dei limiti che nessuno...�</p><p>�Non � possibile! Non � possibile che finisca cos�!� Si gett� ancora sugli scaffali, ma quando fece per prendere un altro libro, alla sua sinistra, ne manc� il dorso. �Dannazione!� Con un urlo di rabbia e disperazione cadde a terra, in lacrime.</p><p>Mai Soana l�aveva visto piangere. Rimase ferma al suo posto, in attesa che Ido si calmasse.</p><p>�Deinoforo mi ha tolto anche la possibilit� di combattere, l�ultima cosa che mi fosse rimasta. Senza l�occhio non potr� tornare sui campi di battaglia e che cosa sono io, senza la battaglia? Che cosa sono se non un traditore?�</p><p>Rimase a terra a singhiozzare. Soana si chin� e lo abbracci� in silenzio.</p><empty-line/><p>A poco a poco Ido si calm�. La ferita all�occhio si era riaperta e Soana lo medic�.</p><p>Lo gnomo non avrebbe tollerato di farsi vedere in quello stato da nessun altro. �Scusami� le disse.</p><p>�Non ti preoccupare� rispose la maga. �Mi sembra vada bene, ora.�</p><p>Ido port� la mano all�occhio. Non si sarebbe mai abituato a trovare l�incavo sotto le dita. Fuori dalla finestra, il sole calava lento sulla citt� e la sera arrivava a mitigare il caldo soffocante dell�estate. Soana accese le candele.</p><p>�Ora dimmi che cosa � successo.�</p><p>Ido le raccont� il colloquio con Raven.</p><p>�Non l�ho vista, la guardia. Mi � apparsa di fronte all�improvviso. E non vedevo neanche molti dei colpi di Raven. � come se oggi, per la prima volta, la perdita dell�occhio fosse diventata vera. Non potr� pi� combattere.� La guard�. �La battaglia era l�unico modo per rimediare ai miei errori.�</p><p>Soana sorrise malinconica. �Ido, a te non serve un nuovo occhio. Ti servono coraggio e forza di volont�. Imparerai a muoverti, a combattere con un occhio solo, affinerai il tuo udito e tornerai sul campo di battaglia.�</p><p>Rimasero in silenzio, mentre il buio si infittiva intorno all�alone di luce delle candele.</p><p>�Grazie� mormor� Ido.</p><p>�Resta qui, stasera� disse Soana. �Hai bisogno di riposo.�</p><p>Lo gnomo annu�.</p><empty-line/><p>Ido rest� da Soana per qualche tempo. Aveva bisogno di riflettere e la compagnia della maga gli infondeva serenit�.</p><p>�Chieder� aiuto a Parsel� disse lo gnomo una sera, mentre con Soana si godeva la brezza che entrava dalla finestra. Il cielo stellato era tanto luminoso da rischiarare con la sua luce argentata le vie quiete di Makrat.</p><p>La maga sorrise. �Dunque sei pronto.�</p><p>�C�� un�altra cosa che devo fare� aggiunse Ido, dopo qualche minuto di silenzio.</p><p>Soana lo guard� interrogativa.</p><p>�Ho bisogno di sapere chi � Deinoforo.�</p><p>La maga sospir�.</p><p>�Non � come credi� ribatt� lo gnomo. �Ho smesso i panni del vendicatore solitario, non mi si addicono e mi rendono ridicolo. Ma devo sconfiggerlo.�</p><p>�Stai attento. La via che vuoi percorrere � pericolosa.�</p><p>Ido sentiva che Soana era combattuta, come se fosse sul punto di dirgli qualcosa, ma non fosse convinta dell�opportunit� di farlo.</p><p>�� strano come certe persone tornino sempre, in alcune storie� disse infine la maga. �E in genere sono le persone sbagliate.�</p><p>Ido la guard� senza capire.</p><p>�Quando dopo molti anni riuscii finalmente a ritrovare la mia maestra, Reis, lei mi chiese di vedere Nihal. Io cercai di oppormi e lei allora pronunci� una frase che quel giorno non capii. Mi disse che i fantasmi al seguito di una corazza scarlatta avrebbero infine condotto Sheireen al suo destino, cos� come lei era andata incontro al suo al seguito di quella stessa corazza.�</p><p>Ido abbass� gli occhi. �La battaglia contro i morti...� mormor�.</p><p>Soana annu� e un�ombra le pass� sul volto. �Non so cosa intendesse con la seconda parte di quella frase... e non voglio saperlo� concluse mesta.</p><p>Lo gnomo tacque per qualche istante. �Devo andare da lei.�</p><p>�� ammattita, Ido, non assomiglia neanche pi� alla mia maestra di un tempo. � colma di odio, un odio cos� profondo che ha deformato persino il suo aspetto.�</p><p>�Non ha importanza. Ho avuto a che fare con molte persone piene di rancore.� Il pensiero vol� subito a suo fratello, ma Ido lo scacci�. �Voglio sapere chi � Deinoforo, voglio guardare dentro la mia ossessione.�</p><p>�Sai come la penso in proposito. Fai attenzione, almeno.�</p><p>Ido annu�.</p><empty-line/><p>Lo gnomo part� il giorno seguente e si diresse all�Accademia.</p><p>Per prima cosa and� a salutare Vesa e ottenne il permesso di lasciare il drago nelle scuderie dell�Accademia per qualche tempo. La sua permanenza in quel luogo almeno era servita a qualcosa.</p><p>Poi cerc� Parsel. Gli dissero che era impegnato con i suoi allievi, cos� Ido gli lasci� un messaggio e sper� che il maestro non si facesse attendere troppo.</p><p>Si incontrarono fuori dall�Accademia, in una locanda di Makrat. Quando Parsel arriv�, aveva un�espressione imbarazzata.</p><p>�Non fare quella faccia� esord� Ido. �Non sono un invalido.�</p><p>Parsel ne prese atto e torn� ai modi bruschi che lo contraddistinguevano.</p><p>Parlarono della battaglia, del duello contro Deinoforo, delle perdite subite. Poi il discorso cadde sull�incontro con Raven.</p><p>�Non so vivere senza combattere, immagino che tu lo capisca� disse Ido.</p><p>Parsel annu� poco convinto.</p><p>�Io non voglio credere che la perdita di quest�occhio sia la fine. Mi addestrer�, ci prover� almeno, e imparer� a combattere come prima, meglio di prima, con l�unico occhio che mi resta.�</p><p>Parsel rimase in silenzio.</p><p>�Non lo credi possibile?�</p><p>�Resta il fatto che hai un punto cieco pi� ampio di un uomo normale. � un problema che non puoi risolvere� rispose il maestro.</p><p>�Da quando in qua si combatte solo con gli occhi? Ci sono l�udito, l�olfatto, il tatto... imparer� a usarli e sar� come avere occhi dappertutto, sulla schiena, sulla punta delle dita... Ma non posso farlo da solo. Ho bisogno del tuo aiuto. Credi di poter trovare il tempo per aiutarmi nell�addestramento?�</p><p>�Io...� inizi� Parsel titubante.</p><p>�Noi non siamo amici, lo so. E so anche che in passato hai disapprovato il mio comportamento. Ma ci uniscono tutti quei giovani che sono morti per causa mia.� Ido si interruppe e lo fiss�. �Ti chiedo di farlo per loro. Aiutami a rimediare al mio errore.�</p><p>Parsel non rispose, tenne lo sguardo basso e fece scorrere il dito sul bordo del calice, a lungo. Ido pendeva dalle sue labbra.</p><p>�Allora?� sbott� alla fine.</p><p>�E sia� capitol� Parsel. �Sei un grande guerriero, lo so, e la tua perdita sarebbe grave per l�esercito. Potr� aiutarti solo di notte, di giorno sono occupato in Accademia.�</p><p>Ido butt� gi� in un solo sorso la sua birra. �Devo imparare a vedere con tutto il corpo, il buio mi sar� d�aiuto.�</p><p/></section><section><title><p>30</p><p>IL RITORNO</p></title><empty-line/><p>Ido trov� una piccola casa dentro le mura di Makrat. Non era confortevole come quella dove viveva Soana, ma per le sue abitudini spartane andava pi� che bene. Il tempo della consolazione era finito, ora iniziava una nuova fase della sua vita nella quale avrebbe dovuto contare solo sulle proprie forze.</p><p>Scopr� presto che vivere da civile gli pesava pi� di quanto avesse creduto. Le giornate, trascorse in giro per la citt� o a fissare il soffitto della sua stanza, erano tutte identiche e mortalmente noiose. Poi scendeva la sera e Ido tornava a respirare. Si incontrava con Parsel in un bosco poco discosto da Makrat, dove si allenavano per tutta la notte.</p><p>All�inizio fu dura. Era come se il mondo si muovesse troppo in fretta per lui, come se lo spazio che lo circondava fosse pieno di esseri invisibili. Era incredibile quanto la forza dell�abitudine avesse ottenebrato i suoi sensi.</p><p>Nella prima fase dell�allenamento si bend� anche l�occhio sano. Era il modo migliore per sviluppare udito e tatto. Le prime settimane gli esiti non furono incoraggianti e spesso tornava a casa con qualche ferita superficiale, ma presto la lunga frequentazione dei campi di battaglia diede i suoi frutti. Ido si abitu� a distinguere i rumori e la loro provenienza, a percepire lo spazio che lo circondava affidandosi al suono del vento fra i rami, a intuire la direzione dei colpi dal fruscio della spada nell�aria e dallo scricchiolio dei passi sulle foglie secche. Gli pareva di essere tornato ragazzo, di avere ritrovato un entusiasmo che gli era sconosciuto da tempo. Migliorava notte dopo notte e, bench� non fosse ancora in grado di battere Parsel, sentiva di essere prossimo alla meta.</p><empty-line/><p>All�inizio dell�autunno, quando gli parve di essere a buon punto con l�addestramento, decise che poteva permettersi qualche giorno di riposo. Era giunto il momento di recarsi da Reis.</p><p>Aveva saputo da Soana che la maga viveva nella Terra dell�Acqua, alle cascate di Na�l, nella zona che aveva resistito alle armate del Tiranno, e si era fatto spiegare con dovizia di particolari dove si trovasse la casupola.</p><p>Arriv� da Reis in una giornata grigia e cupa. Nonostante le indicazioni di Soana, lo gnomo dovette passare e ripassare sotto la cascata e bagnarsi fino al midollo, prima di capire dove fosse la capanna, ma alla fine riusc� a individuarla.</p><p>Era una squallida catapecchia e Ido fu stupito che una maga cos� potente, la donna che aveva svelato a Nihal la chiave per salvare il Mondo Emerso, vivesse in un tugurio simile. Titubante, buss� alla porta, ma nessuno gli rispose. Appoggi� la mano alla maniglia e si accorse che l�uscio era socchiuso.</p><p>Quando entr�, il tanfo di muffa e di erbe stantie lo prese alla gola. L�interno della casupola gli parve ancora pi� squallido dell�esterno. A una prima occhiata, sembrava l�antro di una strega, pi� che di una maga; i libri che giacevano aperti a terra, fitti di rune che avevano un che di malvagio, dovevano essere zeppi di formule proibite.</p><p><emphasis>Belle amicizie che ha Soana...</emphasis></p><p>�Chi �?� chiese allarmata una voce gracchiante.</p><p>Ido sussult�. �Il Cavaliere di Drago Ido, un amico di Soana.�</p><p>Si fece avanti una figura avvizzita, una vecchia che pareva ripiegata su se stessa. Era uno gnomo, indubbiamente, ma era molto pi� bassa di Ido, di una statura quasi innaturale. Sembrava che la terra la stesse divorando a poco a poco. Il suo volto era deturpato dalle rughe, gli occhi colorati soltanto da un cerchio biancastro. Aveva capelli lunghissimi, che strisciavano a terra come un tappeto.</p><p>La vecchia appunt� i suoi occhi sullo gnomo e lo scrut� a lungo. �Il Cavaliere gnomo...� disse alla fine. �Il maestro di Sheireen... Non avevo percepito che saresti venuto. Che cosa vuoi?�</p><p>Ido sent� di detestare quel luogo marcescente e quella vecchia dai modi sgarbati. �Sono qui per chiederti informazioni.�</p><p>�Una maga non sa nulla che possa interessare un guerriero.�</p><p>Ido la guard� meglio; in passato doveva essere stata molto bella, ma sembrava che quella bellezza fosse avvizzita, come i mazzi di erbe che pendevano nell�aria irrespirabile della capanna.</p><p>�Sono qui per chiederti di Deinoforo, il Cavaliere dall�armatura rossa.�</p><p>Reis ebbe un fremito. La maga Soana aveva detto il vero, dunque.</p><p>�Non conosco nessuno con quel nome.�</p><p>�Invece s�. E non me ne andr� da qui finch� non mi avrai detto quello che sai. Ho combattuto contro di lui qualche mese fa� aggiunse Ido. �Questo� si tocc� l�occhio sinistro �� opera sua.</p><p>Voglio sapere chi �.�</p><p>Reis piant� gli occhi biancastri sul viso di Ido e lo gnomo cap� che anche lei, come lui, in quel momento pensava a Nihal. Si fissarono per qualche istante e Ido ebbe l�inquietante sensazione che la maga cercasse di rivendicare un oscuro privilegio sull�anima della sua allieva.</p><p>Poi Reis sorrise, un sorriso maligno. �Siediti� disse secca.</p><p>Ido si accomod� su una sedia polverosa. La vecchia prese posto su uno scanno, dietro un tavolo ingombro di pergamene ed erbe curative. Al centro, c�era un piccolo braciere colmo di cenere.</p><p>�Il nome Debar ti dice niente?� chiese Reis.</p><p>All�udire quel nome, lo gnomo sent� montare una rabbia antica. Quando l�aveva conosciuto, Debar era un ragazzo simpatico e promettente; bruno, con gli occhi chiari, aveva militato nelle truppe di Ido e per un po� lui l�aveva preso sotto la sua ala protettiva, fino a quando Debar non era salito di grado e aveva fatto una rapida carriera nell�esercito. Poi per� la sua famiglia era stata accusata di tradimento, sulla base di una manciata di prove. I suoi genitori erano stati linciati, sua sorella violentata; Debar era sfuggito ai suoi accusatori, ma era gravemente ferito e in fin di vita. Quando Ido l�aveva saputo, aveva cercato di rimediare a quella che gli sembrava un�imperdonabile ingiustizia, ma era stato troppo tardi.</p><p>�Mi ricordo perfettamente di lui� disse in tono cupo. �La sua morte pesa sulla coscienza degli uomini delle Terre libere.�</p><p>�Debar non � morto� spieg� Reis con voce aspra e risentita. �Debar � Deinoforo.�</p><p>Ido raggel�. Non gli sembrava possibile. Non riusciva a conciliare l�immagine pacifica di quel ragazzino con il guerriero spietato contro il quale aveva combattuto. �Stai mentendo� disse con un filo di voce. �Come puoi sostenere un�idiozia simile?�</p><p>La vecchia ebbe un nuovo tremito e tacque per un po�. �Molti anni fa� prosegu� poi �prima di scoprire la verit� su Sheireen e trovare il medaglione, fui catturata da un Cavaliere di Drago Nero e condotta alla Rocca. Viaggiavamo da soli, una sera lo vidi senza elmo e riconobbi il volto di Debar. Quel Cavaliere, come ormai avrai capito, era Deinoforo.�</p><p>Reis tremava, era inquieta. Nella sua ansia di ferire Ido, si era evidentemente spinta troppo in l�.</p><p>Lo gnomo ancora non riusciva a credere a ci� che aveva appena sentito. Erano troppe le cose che non gli tornavano nel racconto di quella vecchia. �Qual era il destino di cui hai parlato a Soana?� chiese. �Cosa voleva da te il Tiranno?�</p><p>�Nulla� tagli� corto Reis.</p><p>�Eppure ti fece condurre alla Rocca scortata da un suo Cavaliere...�</p><p>�Non ha niente a che fare con la tua ricerca, non ti riguarda.�</p><p>�Sei stata sua prigioniera?� insistette Ido.</p><p>�Per poco. Fuggii.�</p><p>�Non si scappa dalle segrete della Rocca. Quello � un luogo di morte.�</p><p>Reis rote� i suoi occhi biancastri, come a cercare una via di fuga.</p><p>�Cos�hai visto alla Rocca? Perch� non ne vuoi parlare?� quasi url� Ido. D�istinto, port� la mano all�elsa della spada. Se quella megera sapeva qualcosa del Tiranno, lui non sarebbe uscito da l� senza averlo sentito.</p><p>�Non osare minacciarmi!� strill� la vecchia.</p><p>Ido sguain� l�arma. �Che cosa sai del Tiranno?� chiese scandendo le parole e in un tono pi� calmo, questa volta. Reis non gli rispose. Lui allora rinfoder� l�arma e si diresse a passi tranquilli verso l�uscita. Era quasi giunto alla porta, quando si volt�. �Far� convocare il Consiglio domani stesso. Non lascer� il destino del Mondo Emerso nelle mani di una traditrice.�</p><p>Con sommo stupore di Ido, la vecchia inizi� a piangere. �Perch� vuoi costringermi a rivangare ci� che ho sepolto a fondo nel mio cuore? Perch� vuoi conoscere la mia colpa?�</p><p>Reis singhiozzava, ma Ido non aveva piet� di lei. Sentiva qualcosa di oscuro promanare da quella vecchia, qualcosa di sordido, l�odio di cui Soana gli aveva raccontato.</p><p>�Parla� intim�, mentre tornava verso il tavolo.</p><p>Reis lo fiss� con gli occhi arrossati dal pianto. �Nel mio passato si distende una lunga ombra, che come un male assassino ha succhiato via la mia gioia.�</p><p>Si alz� e prese alcune erbe da un barattolo. Torn� a sedersi, con un gesto della mano accese un fuocherello azzurro nel braciere e vi gett� le erbe. Si lev� un fumo denso e bluastro, che Reis governava con gesti calmi delle mani.</p><p>Il volto di una giovane venne disegnandosi nel fumo. I contorni erano confusi, ma appariva di una bellezza accecante. Era uno gnomo. Solo dopo qualche istante Ido cap� che doveva trattarsi di Reis e fiss� sconcertato la vecchia distrutta dagli anni che aveva di fronte.</p><p>�Non sono sempre stata come mi vedi ora� disse infatti la maga. �Un tempo il mio aspetto era ben diverso. Fu allora che conobbi Aster. Era un giovane bellissimo e sembrava dedito a tutto ci� che � bene. Era consigliere, come mio padre, e io mi innamorai perdutamente della sua fulgida bellezza. Nella mia ingenuit�, credetti che anche lui mi amasse e gli donai il mio cuore. Tutto quello che volevo era compiacerlo, vederlo realizzare i suoi sogni. Impetrai quindi per lui presso mio padre, lo aiutai nella sua ascesa. Ci misi molto a capire. Troppo. E quando accadde era gi� tardi.�</p><p>Ido sent� lo stomaco contrarsi. Non voleva credere a ci� che la ragione gli suggeriva. �Troppo tardi per cosa? Chi � Aster?�</p><p>�Aster non esiste pi�� rispose la vecchia con un sussurro. �Ora esiste solo il Tiranno.�</p><p>Ido rest� immobile al suo posto, muto.</p><p>�Fu mio padre, infine, ad aprirmi gli occhi� prosegu� Reis. �Vidi quanto orrore fosse celato sotto il velo della sua pelle diafana, vidi che il suo aspetto angelico celava le sembianze di un mostro. Mio padre pieg� il mio cuore restio con le sue parole e mi sottrasse a quel giogo. Quando seppi la verit�, quando capii che ero stata ingannata, usata al servizio del male, rinnegai Aster e gli gettai in faccia il mio odio, perch� nulla di sincero c�era nel suo amore, perch� si era servito di me per costruire il suo potere. Ero stata cos� stolta e ingenua da cadere nella sua trappola, da credere alle sue lusinghe e ai suoi abbracci. Essergli sfuggita, aver rifiutato quell�amore impuro, non bast� a scacciare dalla mia anima il rimorso che mi lacerava giorno dopo giorno, che mi faceva odiare la mia bellezza, la stessa bellezza che mi aveva esaltata agli occhi di quell�uomo.�</p><p>Il fumo si dissolse, mentre le lacrime scendevano lungo le gote avvizzite della vecchia. Stordito da quelle rivelazioni, Ido attese che la storia giungesse al termine.</p><p>�Il mostro non mi dimentic�. Mi fece catturare e mi condusse alla Rocca.�</p><p>La sagoma imponente della Rocca si stagli� nel fumo e sembr� inghiottire ogni altra immagine.</p><p>�Mi trascinarono in catene da lui. Ora che non aveva pi� bisogno di me per stendere le sue avide mani sul mondo, reclamava per s� la mia bellezza, il mio corpo. Allora iniziai l�opera che ora vedi davanti ai tuoi occhi. La mia bellezza scomparve, perch� quello fu il mio desiderio pi� profondo. Lentamente iniziai a invecchiare: le rughe deturparono il mio volto, la pelle si fece grinzosa e mi si afflosci� addosso come un abito vecchio, i capelli ingrigirono. Pi� invecchiavo, pi� ero brutta, pi� gioivo.� Reis si port� una mano al volto e scoppi� in un�aspra risata, gli occhi accesi da una sorta di furore. �Egli mi odi� per quel che feci e tent� con la sua magia di farmi tornare quella di un tempo, ma non pot� nulla contro il mio desiderio. Sapeva bene, il Mostro, che non poteva lasciarmi andare, e mi trattenne con la forza presso di lui. Marcii a lungo nelle segrete del suo palazzo, ma riuscii a fuggire, perch� anche il Tiranno non pu� nulla contro la negligenza di una sentinella. Fu allora che mi misi sulle tracce del passato di Sheireen e trovai il talismano.� Reis alz� i suoi occhi vecchi e folli su Ido. �Quando il Tiranno cadr�, sar� per mano mia. Io sola sar� la responsabile della sua rovina� concluse.</p><p>Lo gnomo la guard� a lungo, con disprezzo, e sent� un brivido. Aver conosciuto la storia di quella vecchia gettava un�ombra inquietante sulla missione di Nihal. Inoltre, c�era qualcosa che non quadrava, Reis non gli aveva raccontato tutta la verit�. Non si sfugge alla Rocca, e se quell�essere debole e avvizzito c�era riuscito, era perch� il Tiranno l�aveva permesso. Ma per quale ragione?</p><p>�Terrai tutto questo per te� disse la vecchia in tono cupo. �Ci� che ti ho raccontato non uscir� da queste mura.�</p><p>�Ovviamente� ribatt� lo gnomo, ma le sue intenzioni erano assai diverse.</p><empty-line/><p>Quella notte, a Makrat, Ido fu meno concentrato del solito durante l�addestramento. Continuava a rimuginare sulle parole di Reis, sulla storia del giovane consigliere traviato dal male, e non riusciva a smettere di pensare a Debar. Era una sua creatura, per certi versi; Ido aveva insegnato molto a quel giovane abile e dall�aria simpatica. Ora finalmente si spiegava perch� il modo di combattere del Cavaliere fosse tanto simile al suo e pi� ci pensava, pi� si sentiva soffocare dalla rabbia.</p><p>Deinoforo aveva compiuto esattamente il percorso contrario al suo e questo li rendeva stranamente affini. C�era qualcosa che li legava, che li riconduceva di continuo l�uno all�altro. Aver combattuto insieme, aver compiuto scelte diametralmente opposte, essere entrambi mutilati. Forse era questa la spiegazione della sua ossessione per quell�uomo.</p><p>Arriv� un colpo inatteso. Lo gnomo perse l�equilibrio e cadde.</p><p>�Non sei il solito� disse Parsel mentre lo aiutava a rialzarsi. �Cosa diavolo hai in testa oggi?�</p><p>Lo gnomo scosse il capo. �Niente, pensieri.�</p><empty-line/><p>Ido si confid� con Soana e le raccont� la storia di Reis. La maga lo ascolt� con attenzione, ma senza tradire alcuna sorpresa. �Lo sapevi?� chiese lo gnomo.</p><p>�No, ma lo immaginavo. Mi sembrava strano quell�odio cos� feroce verso il Tiranno. Tutti noi lo detestiamo, ma non con la sua pervicacia. E non riuscivo neppure a spiegarmi l�aspetto decrepito di Reis: deve avere al massimo dieci o vent�anni pi� di te.�</p><p>Ido prov� un brivido di repulsione. �Non so se possiamo fidarci di lei... � stata pur sempre la sua amante� disse. �E questa storia che � fuggita dalle segrete... non si scappa dalla Rocca, � impossibile. Il Tiranno deve averla lasciata andare. Ma perch�?�</p><p>Soana scosse la testa. �Il suo odio � genuino. Reis non finge e non ci venderebbe mai al nemico. Il problema � un altro. � accecata dal suo rancore, � disposta a tutto pur di abbattere il Tiranno.�</p><p>A quel punto, a mezza voce, Soana rivel� a Ido ci� che la maga aveva fatto a Nihal, gli incubi che le aveva inviato. Lo gnomo strinse i pugni con rabbia.</p><p>�� questo ci� che intendo. Ero contraria a che Nihal la incontrasse ed ero contraria al viaggio, ma Reis aveva architettato tutto nei minimi dettagli. Non possiamo fare altro che assecondare ci� che ha deciso per noi.�</p><p>�Maledetta...� sibil� Ido.</p><p>�In ogni caso� riprese Soana �la nostra ultima speranza � legata a lei. Forse anche dal suo odio pu� nascere qualcosa di buono.�</p><empty-line/><p>Le settimane passarono rapide e presto inizi� a fare freddo. Ido si allenava ogni giorno, sotto la pioggia e sotto il sole, e le cose andavano sempre meglio. Era tornato quello di un tempo. L�aveva capito quando, per la prima volta, aveva sconfitto Parsel. Ormai erano rare le occasioni in cui il maestro riusciva a superarlo. Ido si sentiva pronto. Decise allora che era tempo di riforgiare anche la sua spada.</p><p>La port� da un armaiolo di Makrat, un tizio che pareva avere pi� muscoli che cervello. �Secondo me non vale la pena di aggiustarla� disse l�uomo, dopo avere guardato la lama con occhio clinico. �Ti verrebbe a costare pi� che ricomprarla.�</p><p>�Non mi interessa quanto ci vorr� e sono disposto a pagarti quello che mi chiederai. Falla tornare come nuova� rispose Ido.</p><p>L�armaiolo non doveva essere molto intelligente, ma il suo lavoro lo sapeva fare egregiamente. In capo a una settimana, la spada di Ido era davvero tornata come nuova.</p><p>Quando lo gnomo la prese in mano, si sent� quello di un tempo. And� subito da Soana, che impose all�arma lo stesso incantesimo che aveva usato sulla vecchia spada.</p><p>Ora Ido avrebbe potuto affrontare Raven e riprendersi il posto che gli spettava.</p><empty-line/><p>Lo gnomo entr� in Accademia vestito di tutto punto, con l�armatura e la spada, e chiese di essere ricevuto. Nella sala, le guardie lo guardarono con stupore.</p><p>Stranamente, Raven non si fece attendere e si present� a Ido in una veste ancora pi� sobria di quella che aveva indossato nelle ultime occasioni. Per la prima volta in vita sua, Ido si prostr� a terra e rimase inginocchiato innanzi a lui, facendogli atto d�obbedienza.</p><p>Raven dovette esserne stupito, perch� Ido sent� i suoi passi fermarsi all�improvviso.</p><p>�Alzati pure� disse infine il Supremo Generale, e Ido obbed�.</p><p>Quando lo gnomo sollev� lo sguardo, Raven era seduto nel suo scanno, imperturbabile come al suo solito.</p><p>�Ebbene?�</p><p>Ido chin� il capo. �Chiedo di essere riammesso in servizio.�</p><p>�Mi pare di averti dimostrato che non ci sono le condizioni perch� ci� possa avvenire.�</p><p>�Dimenticati di quello smidollato che si � messo a piagnucolare nel bel mezzo della tua sala� disse Ido, sempre a capo chino. �� morto e sepolto. Mi sono allenato, ho faticato in questi mesi e sento di essere tornato quello di un tempo. L�errore che ho commesso nei confronti dei miei uomini � stato imperdonabile, e il minimo che potessi fare era congedarmi. Apprezzo che tu mi abbia lasciato una porta aperta.�</p><p>�Credi che questa falsa deferenza baster� a farmi tornare sui miei passi?�</p><p>Finalmente Ido alz� il capo e lo guard� dritto negli occhi. �La mia non � falsa deferenza. Dovresti conoscermi abbastanza per averlo capito. Io non mi sono mai umiliato, per nessuna ragione, e non lo faccio certo adesso.�</p><p>Raven e Ido si fissarono per qualche secondo.</p><p>�Non posso affidarti un manipolo di uomini� disse infine il Supremo Generale.</p><p>�Lo capisco perfettamente.�</p><p>�Non � crudelt�, ma il tuo errore � stato grave.�</p><p>�Ti chiedo solo di lasciare che torni a combattere. Sai che sono un ottimo guerriero e sai altrettanto bene che la perdita di un occhio non pu� avere pregiudicato le mie capacit�.�</p><p>�Sei stato sconfitto in questa sala, da me.�</p><p>�Mi sono allenato, puoi chiedere a Parsel, che mi ha aiutato. Dammi un�altra possibilit� e non ti deluder�.�</p><p>Raven rimase in silenzio per qualche istante. �Andrai nella Terra del Sole, sotto il generale Londal. � una prova, Ido, soltanto una prova. Se non la supererai, non avrai altre opportunit�.�</p><p>Ido si prostr� ancora. �Ti ringrazio� mormor�.</p><p>Raven avanz� verso di lui. �Sono costretto ad ammettere che conosco il tuo valore. Oggi me ne hai dato prova� sussurr�.</p><p>Poi gir� i tacchi e usc� dalla sala.</p><empty-line/><p>Il fronte innanzi a s�. Vesa che fremeva sotto le sue gambe. In mano, la spada. Al posto della pioggia dell�ultima volta che era sceso in battaglia, c�era una nebbiolina insidiosa. Ido non cerc� Deinoforo. L�avrebbe incontrato, lo sapeva, e quel giorno avrebbero chiuso i conti in sospeso una volta per tutte. Era nelle retrovie, ma non aveva importanza. Ci� che contava era essere l� per ricominciare, per poter dire di essere nato una seconda volta.</p><p>Chiuse gli occhi e vide i volti dei suoi uomini. C�erano anche loro, ora, a chiedere riscatto, e non li avrebbe delusi. Il cuore batteva calmo, la mente era concentrata.</p><p>L�urlo dell�attacco non lo colse di sorpresa. Vesa spalanc� le sue immense ali e Ido sent� l�aria fredda investirgli il viso. Il primo nemico gli arriv� di fronte e lo gnomo non ebbe alcuna difficolt� ad abbatterlo. Poi, un lieve fruscio, un impercettibile spostamento d�aria. Si gir� e colp� l�avversario che stava per attaccarlo alle spalle.</p><p>S�, era tutto come prima.</p><empty-line/></section><section><title><p>31</p><p>LA CANZONE DELLA CITT� MORTA</p></title><empty-line/><p>Nihal e Sennar si fermarono per una breve sosta e la mezzelfo interrog� il talismano sulla direzione da prendere. Ogni volta che lo traeva fuori dal corpetto, le sembrava che luccicasse pi� vivido. I colori delle pietre erano pi� accesi e illuminavano il buio della notte. Il potere dell�amuleto era aumentato, Nihal lo sentiva.</p><p>Chiuse gli occhi e la visione fu nitida come non lo era mai stata. Ci� che vide la lasci� senza parole. Era un bosco, o almeno a prima vista cos� sembrava, ma la vegetazione era di un colore strano, della terra o delle rocce. Nihal si concentr� di pi�: era una foresta pietrificata. C�erano cespugli, alberi, foglie, perfino qualche fiore, tutto di pietra.</p><p>Quando apr� gli occhi, parte della visione doveva essere rimasta nelle sue pupille, perch� Sennar la guardava stupito.</p><p>�Cos�hai visto?� chiese.</p><p>�Qualcosa di straordinario� rispose, quindi gli disse della foresta pietrificata. Anche la direzione da prendere era chiara: verso nord.</p><empty-line/><p>Si spostavano solo di notte, ma pi� di una volta rischiarono di imbattersi in gruppi di fammin sulle loro tracce. Dunque la voce del loro ingresso nei territori occupati era giunta fin l�.</p><p>Per i primi due giorni il panorama non fu molto diverso da quello che avevano abbandonato. Non c�erano pi� vulcani imponenti, ma la terra era martoriata da centinaia di crateri inattivi. Il fuoco che si erano lasciati alle spalle alitava il suo soffio distruttore verso quella regione.</p><p>Il terzo giorno videro in lontananza una linea scura segnare l�orizzonte, che ricord� a entrambi il giorno della distruzione di Salazar, l�esercito che marciava contro la torre. Temettero che potesse trattarsi di insediamenti o valli fortificati. Quando furono pi� vicini scoprirono che era qualcosa di ben pi� imponente.</p><p>Erano montagne, nere e aguzze, che si elevavano maestose verso il cielo. A Nihal tornarono alla memoria alcune parole dette da Livon, molto tempo addietro. Ricord� suo padre intento a lavorare un blocco nero e lei al suo fianco, che come al solito ne spiava i gesti.</p><empty-line/><p><emphasis>�Questo � cristallo nero, il materiale pi� resistente che esista al mondo. La Rocca stessa � fatta di questa sostanza� aveva detto Livon, mentre batteva con il maglio sul blocco nero posato sull�incudine. �Me l�ha dato di contrabbando uno gnomo che conosco. Il cristallo nero si trova solo nella Terra delle Rocce.�</emphasis></p><p><emphasis>A ogni nuovo colpo, dall�incudine si sollevavano migliaia di scintille. �Ci sono montagne immense, laggi�. Sono nere e splendono al sole come brillanti. Tra la roccia semplice infatti si insinua il cristallo nero, che d� loro quel colore.�</emphasis></p><p><emphasis>�Tu le hai mai viste?�</emphasis></p><p><emphasis>�Da giovane. All�epoca la Terra delle Rocce non era tutta in mano al Tiranno e andai fin laggi� proprio per cercare il cristallo nero, per il mio maestro. Le montagne sono immense, una muraglia nera contro il cielo. Quando le vedi rimani senza fiato. Chiss� che un giorno anche tu non possa arrivare fin l�.�</emphasis></p><empty-line/><p>C�era arrivata infine, e le aveva viste. Si stagliavano lucenti contro il grigio del cielo all�alba. Rischiarate da un tenue chiarore, brillavano debolmente.</p><p>Quando iniziarono a costeggiarle, scoprirono che nemmeno quel luogo era stato risparmiato. Erano stati scavati numerosi tunnel, dai quali uscivano gnomi incatenati che trascinavano carrelli colmi di cristallo nero. Anche la popolazione di quel luogo era stata ridotta in schiavit�, come quella della Terra del Fuoco, ed estraeva il prezioso cristallo con cui venivano forgiate le armi del nemico.</p><p>Nihal e Sennar costeggiarono le montagne tenendosi il pi� possibile lontani dalle miniere. I nemici continuavano a braccarli. Pi� di una volta dovettero cambiare strada o restare nascosti a lungo per non essere scovati da pattuglie di fammin e gnomi.</p><p>A mano a mano che procedevano, avevano modo di vedere con quanta crudelt� fosse stata perpetrata l�opera di distruzione di quei monti: completamente scavati nell�interno, non erano ormai che pareti rocciose in bilico sul vuoto.</p><p>Quando si inoltrarono in una zona ingombra di detriti dovuti agli scavi, notarono qualcosa di curioso. Fra la polvere e i blocchi di pietra c�erano macerie che sembravano resti di abitazioni: frammenti di pavimenti, porte, qua e l� qualche pezzo di muro ancora in piedi. Tutto era fatto interamente di roccia.</p><p>Alla fine decisero che era pi� conveniente salire sulle montagne. I pendii che davano verso valle erano sfruttati per l�estrazione del cristallo nero e dunque la zona era piena di nemici. Superati i primi contrafforti, la solitudine divenne la loro compagna di viaggio e le voci, il tramestio, le urla e i lamenti provenienti dalle miniere si stemperarono nella quiete delle montagne. Cos� poterono camminare anche di giorno.</p><p>Procedettero sui monti a lungo, mantenendosi a bassa quota, ma lontani dalle pendici pi� sfruttate per l�estrazione. Fu cos� che si imbatterono nel fiore segreto di quella Terra.</p><p>Stavano percorrendo una lunga gola incassata fra due montagne, larga non pi� di un paio di braccia e disagevole perch� ingombra di massi franati dalla parete di roccia che li sovrastava minacciosa. D�improvviso, sbucarono in una valle, nella quale sgorgava una piccola cascata di acqua limpida. La valle era circondata da monti elevati che la chiudevano in un circolo. Nihal e Sennar alzarono gli occhi e compresero infine l�origine delle macerie che avevano incontrato durante il viaggio.</p><p>Le cime dei monti ospitavano delle citt�, ma gli edifici non erano stati costruiti sulla roccia. Erano le cime stesse dei monti a essere state scolpite a foggia di abitazioni.</p><p>Nei tempi d�oro, dunque, gli gnomi vivevano sui monti, in quelle citt� dure ed eterne come la roccia. Ora invece il silenzio era palpabile e parlava con la sua lingua muta dell�abbandono di quelle costruzioni. Molte infatti mostravano i segni del tempo e dell�incuria. Le case pi� alte erano diroccate o erose dal vento, sgretolate. Le guglie che le adornavano non erano pi� aguzze, i contorni apparivano smussati, le sagome deformate dall�opera incessante del vento.</p><p>Sennar ricord� di aver gi� visto costruzioni del genere alle Vanerie, ma allora non aveva capito che cosa fossero. Ora invece comprendeva che erano la copia di un modello grandioso, dell�opera eretta nei secoli dalle mani di un popolo operoso.</p><p>Nihal e Sennar non seppero trattenersi. Muti per lo stupore, ascesero una delle vette e visitarono la citt� di roccia. Era un intrico di case addossate le une alle altre, di vicoli stretti e tortuosi, di porte che si aprivano ovunque. Tutto era fermo, immobile. Pi� che abbandonata, la citt� sembrava fossilizzata, come se qualche mago vi avesse scagliato un�oscura maledizione. Inizi� a scendere una pioggerellina triste, fitta e incessante, e subito la polvere sulle strade si fece fango e parve che tutte le costruzioni, gi� corrose dal vento, si sciogliessero nell�acqua. Ma Nihal e Sennar non si fermarono e continuarono la loro visita.</p><p>Non c�erano segni di devastazione come a Seferdi. Tutto era in ordine, perfetto, n� sangue n� cadaveri. Non era stata la furia degli uomini a rendere deserto quel luogo, ma l�opera silente e incessante del tempo. In ogni angolo si indovinava l�ingegnosit� dei costruttori della citt�. Nelle case c�erano tubi che portavano l�acqua fin dentro le mura. C�erano terme e strani sistemi di riscaldamento, con intercapedini che correvano lungo i muri e in cui passava il calore. Gli gnomi, che ora erano schiavi, un tempo dovevano essere stati ricchi e felici.</p><p>Nihal e Sennar girarono per le strade della citt�, mentre la pioggia, preludio di un autunno precoce, lavava la pietra sotto i loro occhi. Salirono sulla rocca, fino al palazzo reale, desolatamente vuoto. Solo il rumore delle gocce sulla pietra rompeva un silenzio irreale. E altrettanto irreale parve loro quel che scorsero d�un tratto all�angolo di una strada.</p><p>Sotto la pioggia, seduta su una sedia, c�era una vecchia. Si dondolava avanti e indietro e canticchiava, incurante di tutto. Era minuta e portava una veste di lino verde, piena di strappi e di macchie. Nihal le si avvicin�, ma la donna non sembr� prestarle attenzione e continu� a cantare, mentre i suoi lunghi capelli ingialliti si inzuppavano. Sembrava una vecchia bambola malridotta.</p><p>Nihal la tocc� sulla spalla con delicatezza e lei trasal�; la guard� con uno sguardo vuoto.</p><p>�� gi� ora di mangiare?� chiese con un sorriso. �� finito presto oggi il mercato.� Riprese a cantare.</p><p>�Sei sola qui?� chiese Sennar.</p><p>�Oh, no. Non sono sola. C�� la mia gente dentro, la mia famiglia...�</p><p>Nihal gett� uno sguardo all�interno e vide un tugurio ingombro di ogni genere di rifiuti, maleodorante e buio. Non c�era anima viva.</p><p>�Le stagioni non sono pi� quelle di un tempo...� sospir� la vecchia. �Sar� per questo che il mercato � finito presto.�</p><p>�Non c�� nessuno...� sussurr� Nihal a Sennar.</p><p>�� da molto che sei qui sola?� chiese Sennar guardandola con dolcezza.</p><p>La vecchia continu� a dondolarsi. �Io non sono sola, dentro ci sono i miei... � gi� ora di mangiare?� ripet�, mentre rivolgeva al mago uno sguardo infantile.</p><p>Sennar guard� a terra, poi si volt� verso Nihal. �Abbiamo provviste a sufficienza?�</p><p>Nihal controll� nella sua sacca.</p><p>�I bambini oggi non fanno confusione� continu� la vecchia. �Di solito fanno tanto rumore e io non posso riposare... Che ci vuoi fare? Sono piccoli, devono godersi la vita. Siete stranieri?� chiese a Sennar.</p><p>�S� rispose lui.</p><p>Nihal aveva tirato fuori dalla sacca un tozzo di pane. �Questo glielo possiamo dare.�</p><p>�Andate a vedere il palazzo reale, sulla vetta. � stupendo� continu� la vecchia. �A mezzogiorno il re fa suonare la campana. La citt� si ferma e tutti vanno a mangiare. � gi� ora di mangiare?�</p><p>Sennar le allung� il pane. �S�, � ora di mangiare� disse piano.</p><p>�Gran re, il nostro re, buono e magnanimo. Ha fatto costruire nuovi canali, nuovi bacini per l�acqua, e tutti hanno di che mangiare e di che vivere. Sia onore a Ler della Terra delle Rocce e che lungo possa essere il suo regno.� La vecchia addent� il pane con avidit�, strappandone grossi pezzi.</p><p>Nihal e Sennar si allontanarono, mentre la donna ricominciava a cantare.</p><p>�Come credi abbia fatto a sopravvivere l� da sola?� chiese Nihal.</p><p>Sennar scroll� le spalle. �Forse ci sono ancora delle provviste stivate da qualche parte, magari ci sono degli orti, non ne ho idea... Qualunque sia la ragione, per�, non durer� ancora per molto.�</p><p>La cantilena riempiva i vicoli della citt� ed echeggiava da un muro all�altro, sovrastando perfino il rumore della pioggia, e lentamente parve che vi fossero mille voci a cantare, mille anime perdute a vagare per quella citt� morta. Mentre Nihal e Sennar abbandonavano la citt�, la pioggia seguitava a cadere incessante e, goccia dopo goccia, corrodeva la pietra.</p><empty-line/></section><section><title><p>32</p><p>TAREPHEN O DELLA LOTTA</p></title><empty-line/><p>Per due giorni Nihal e Sennar dormirono al coperto, rifugiandosi fra le mura di quelle citt�. Ce n�erano parecchie nei dintorni, tutte disabitate e in rovina. La vecchia probabilmente era l�unico essere vivente nel raggio di miglia.</p><p>�A volte mi pare che questo mondo sia gi� morto� disse Sennar una sera �e che non possiamo fare nulla per salvarlo. Le nostre sofferenze non potranno essere cancellate, nemmeno se alla fine sconfiggeremo il Tiranno.�</p><p>Nihal guard� in alto, fra le crepe del tetto di roccia.</p><p>�Chiss� se sapremo ricostruire dalle macerie...� aggiunse Sennar.</p><p>Nihal abbass� lo sguardo. �Non so, a volte credo che tutto questo non avr� mai fine, che si soffrir� in eterno. Sono quarant�anni che il Tiranno regna incontrastato... forse non c�� modo di batterlo.�</p><p>�Non � quello che ti ha detto il guardiano di Flaren� comment� Sennar. �Lui sostiene che ogni cosa fluisce, che il bene si alterna al male in una spirale eterna. Se � cos�, battere il Tiranno forse servir� a qualcosa.� Le parole si spensero nel buio.</p><empty-line/><p>A quel punto del viaggio dovettero scendere dai monti. Nihal sentiva che il luogo dove erano diretti si trovava a ovest e dunque non potevano pi� godere della protezione delle montagne nere. Scelsero il versante che parve loro pi� accessibile e iniziarono la discesa. La piana si present� ai loro occhi immensa e desolata. In fondo, vi era un macchia marrone cupo.</p><p>�Quella � la foresta� disse Nihal. �� l� che dobbiamo andare.�</p><p>Ricominciarono a viaggiare di notte, con la sensazione di essere incalzati di continuo. All�alba dell�undicesimo giorno di marcia, giunsero in vista della loro meta.</p><p>La foresta si stagliava innanzi a loro. Era una lunga linea marrone che segnava tutto l�orizzonte, non se ne vedevano i confini. Nihal e Sennar vi si inoltrarono il pi� rapidamente possibile. L� si sarebbero sentiti pi� protetti.</p><p>Dapprima incontrarono solo ceppi di alberi pietrificati. Anche parte della foresta era stata distrutta, per il cristallo nero di cui erano fatti alcuni dei tronchi. Poi la vegetazione si infitt� e iniziarono a vedere i primi alberi. Presentavano tutte le fogge e variet� degli alberi di legno, ma erano interamente di pietra: tronco, rami e foglie. Ciononostante, sembravano vivi. Era una foresta immobile, come congelata in un istante della sua esistenza. Non c�era stormire di fronde, non c�erano animali; nemmeno l�acqua.</p><p>Nihal cap� che quel luogo era sacro: percepiva le forze naturali che si celavano nei tronchi, che la chiamavano. Intitolata agli antichi d�i, la foresta era un posto dove le creature del Mondo Emerso potevano entrare in contatto con la natura, con gli spiriti nella loro incarnazione. Nihal e Sennar la attraversarono con l�attitudine del devoto pellegrino, a testa bassa e in religioso silenzio.</p><empty-line/><p>Una sera, Nihal si ferm�. �Siamo vicini� disse. �Non manca pi� di un giorno di viaggio.�</p><p>La mezzelfo chiuse gli occhi, quindi si volt� e indic� la strada che dovevano seguire. Iniziarono a camminare pi� spediti, come se nel bosco pietrificato fosse tracciato solo per loro un invisibile sentiero che conduceva alla meta. Erano stanchi e affamati, emozionati dalla prossimit� del traguardo. Per questo non si accorsero di alcuni suoni lontani, dell�eco confusa di passi sulla roccia, del tintinnare appena percettibile di spade lontane.</p><p>A un tratto, Nihal si blocc�.</p><p>�Siamo arrivati?� chiese Sennar.</p><p>Prima che lei potesse rispondere, un rumore metallico rimbomb� da un tronco all�altro. Nihal sguain� la spada.</p><p>�Non possiamo permetterci di combattere adesso, dobbiamo andare al santuario� esclam� il mago.</p><p>Nihal guard� innanzi a s�. �Per di l� disse, e iniziarono a correre veloci fra gli alberi.</p><p>Per qualche istante non udirono altro e stavano gi� per tirare il fiato, quando sentirono dei passi pesanti calcare la roccia sempre pi� rapidi. Nemici in corsa. Poi iniziarono le urla alle loro spalle. Li avevano scoperti.</p><p>�Non devono sapere del santuario� disse Sennar ansimando. �� vicino?�</p><p>�S�, manca poco, lo sento.�</p><p>A quel punto, Sennar seppe cosa doveva fare. �Io li tengo occupati, tu corri al santuario e prendi la pietra.�</p><p>�Sono troppi� rispose Nihal. �Non ce la puoi fare. Proviamo a seminarli.�</p><p>Sennar si ferm�. �Non sottovalutarmi. Hai gi� dimenticato com�� andata nella radura?� Subito dopo averlo detto, le volt� le spalle.</p><p>�Sennar...�</p><p>�Vai!� url� lui. Si gir� a guardarla e sorrise. �Non ti preoccupare, so badare a me stesso. Ci vediamo dopo.�</p><p>La mezzelfo rest� immobile per qualche istante. Poi si volt� e fugg�.</p><empty-line/><p>Nihal cercava di correre pi� veloce che poteva e non smetteva di ripetersi che non avrebbe dovuto abbandonare Sennar. Le torn� in mente il giorno in cui lo aveva lasciato da solo con Laio a combattere, ma cerc� di scacciare quel pensiero.</p><p><emphasis>Ho bisogno di lui. Non pu� accadergli nulla di male.</emphasis></p><p>Nessuno la seguiva, dunque Sennar stava facendo il suo lavoro. Si impose di correre ancora pi� in fretta, mentre iniziava a mancarle il fiato. Sentiva con chiarezza dove doveva andare e vi si diresse a rotta di collo.</p><p>A un tratto cap� di essere arrivata. Si ferm�, cerc� di calmarsi e si guard� intorno. Innanzi a lei c�era una collinetta e su uno dei fianchi si intravedeva una cavit� nera. Era l� che doveva andare. Quando vi fu davanti non esit�, non aveva tempo per le incertezze; con la spada in pugno, tesa nel buio, entr�.</p><p>Si trov� in un luogo stretto e umido, una lunga galleria buia che digradava verso il basso. Proprio mentre pensava che forse era il caso di ricorrere alla magia per fare un po� di luce, si accorse del luccichio sotto il corpetto. Estrasse il talismano e le pietre emanarono un forte bagliore, che rischiar� la strada per un paio di braccia innanzi a lei. Doveva trovarsi in una specie di miniera; il tetto era puntellato da travi in legno ammuffito e le pareti della galleria mostravano i segni di colpi di piccozza e di vanga. Si mise carponi e inizi� a scendere.</p><p>Al primo bivio, fu presa dallo sconforto. Guard� i due tunnel e solo dopo mille indecisioni intu� qual era la strada da prendere. Ricominci� a scendere sempre pi� veloce.</p><p>La miniera era un labirinto, un dedalo di corridoi strettissimi. Presto Nihal perse l�orientamento e le parve di non aver fatto altro che girare intorno allo stesso punto da quando era entrata. Ormai procedeva a caso e le lacrime le rigavano il viso.</p><p>D�improvviso, il terreno sotto le sue mani si apr� e lei cadde nel vuoto. Quando si rialz�, scopr� di essere in un ampio salone. Sotto di lei troneggiava un�enorme scritta, tanto grande che riusc� a leggerla a fatica: <emphasis>"Tarephen".</emphasis> Al centro della sala c�erano due imponenti colonne e tra di esse l�altare su cui era posata la pietra. Brillava fulgida.</p><p>�Dammi la pietra, sono Sheireen, la Consacrata!� url� Nihal. Non c�era tempo per i convenevoli.</p><p>Nessuno le rispose.</p><p>�Ne ho gi� sei� disse alzando il talismano, che brillava pi� che mai. �Se me lo permetti, prendo la pietra e vado via!� url� ancora, ma di nuovo fu il silenzio a risponderle.</p><p>Benissimo, lei non aveva tempo per discussioni o giochetti, doveva prendere quella dannata pietra. And� verso l�altare a passi decisi. Quando vi fu arrivata, non pot� neppure porre il piede sul primo gradino che l�intera sala fu scossa da un forte tremito. Nihal si ferm� e tutto sembr� tornare normale. Si accinse a salire di nuovo e allung� le mani verso la pietra. Di nuovo sembr� che un terremoto scuotesse la sala e stavolta il contraccolpo fu tanto forte che la mezzelfo cadde a terra.</p><p>Mentre si rialzava, vide che le due colonne a poco a poco si trasformavano in due uomini giganteschi, le cui teste sfioravano il soffitto. La loro forma era rozza, appena sbozzata, e le loro proporzioni mostruose, le gambe corte e tozze, le braccia innaturalmente lunghe, le mani gigantesche. Sulla fronte di entrambi vi era qualcosa, un�incisione o una scritta. Nihal indietreggi� e la spada le trem� fra le mani.</p><p><emphasis>Non ora... non ora...</emphasis></p><p>�Siete voi i guardiani?�</p><p>In tutta risposta uno dei giganti cerc� di colpirla e Nihal fece appena in tempo a schivarlo. Quando l�essere alz� il suo pugno smisurato, al suo posto c�era un cratere. Nihal sent� una risata e una figura che ricordava un satiro apparve sopra l�altare.</p><p>�Sono io il guardiano.�</p><p>Era impossibile stabilirne l�et� o il sesso; era alto poco pi� di un braccio, indossava una corta tunica marrone e aveva gli occhi di un blu crudele.</p><p>�Io sono qui per la pietra� disse Nihal, mentre cercava di ricomporsi.</p><p>�So perch� sei qui� ribatt� quello in tono annoiato. �Per questo ho chiamato i miei amici.�</p><p>Nihal non capiva, percepiva soltanto una vaga minaccia provenire da quell�essere. �Ho preso le altre pietre, vedi?� insistette mostrando l�amuleto. �Mi servono per battere il Tiranno.�</p><p>�Non mi interessa quante pietre hai preso, n� chi te le ha date� replic� il guardiano. �Per avere questa devi batterti con i miei amici.� Uno dei giganti si fece avanti.</p><p>Nihal indietreggi�. �Che significa?�</p><p>Il satiro balz� dall�altare e si piazz� innanzi a lei, gli occhi blu puntati in quelli viola della mezzelfo. Aveva fra le mani un lungo bastone nodoso che terminava con una sfera luminosa. Sorrise, il sorriso di un bambino dispettoso. �Da secoli... che dico, da millenni, la pietra che cerchi � custodita in questo luogo, e da millenni � stata concessa solo a chi ne � stato degno ed � riuscito a battere i giganti. Se davvero la vuoi, non ti resta che combattere.� Sorrise ancora e fece una mezza capriola.</p><p>Quell�essere non assomigliava affatto ai guardiani precedenti. Nihal non riusciva a decifrarlo. La stava prendendo in giro?</p><p>Pi� i minuti passavano, pi� lei temeva per la sorte di Sennar. �Saprai di certo che altri guardiani mi hanno concesso la pietra. Questo non basta a convincerti che sono la persona giusta?� chiese.</p><p>Tareph scroll� le spalle. �A me non interessa, la mia pietra non � come le altre. Te la devi guadagnare.� Fece una risatina, spicc� un balzo e fu di nuovo in piedi sull�altare. Quindi mosse il suo bastone e uno dei giganti si fece sotto a Nihal.</p><p>�Non ho tempo, non posso stare qui a lungo!� url� lei. �Un mio amico sta rischiando la vita per me!� Schiv� un pugno.</p><p>�Oh, a me non interessa� disse il satiro con un mugolio annoiato. �� da tanto tempo che me ne sto rinchiuso qui, la noia � mortale. Divertimi, avanti!�</p><p>Il gigante avanz� a grandi passi, ma Nihal cercava solo di evitarlo. Alla fine cap� che non avrebbe mai convinto il guardiano a esimerla da quello scontro. Tutto ci� che voleva era prendersi gioco di lei, farsi quattro risate e trattarla come una marionetta. Non aveva alcuna intenzione di valutare le sue capacit�, quella non era una vera prova, il satiro voleva solo divertirsi.</p><p>Nihal allung� un primo colpo di spada sulla creatura che la stava attaccando, ma forse non fu abbastanza forte o fu male assestato, perch� non ebbe alcun effetto.</p><p>�Uno a zero per me!� url� il guardiano. Fece un cenno all�altro gigante, che subentr� al primo.</p><p>Nihal si volt� e cerc� di parare i colpi con la spada, ma era inutile. Quei giganti erano incommensurabilmente pi� forti di lei e la sua arma non poteva nulla contro di loro. Inoltre non riusciva a concentrarsi, pensava al tempo che stava sprecando l� dentro, a Sennar solo contro i nemici.</p><p>D�improvviso, un braccio del gigante la colp� in pieno e la mand� a sbattere con violenza contro il muro. Per un istante Nihal non vide altro che buio. Quando rinvenne, Tareph era a cavallo del colosso, e avanzava impettito verso di lei.</p><p>�Ma cos� non posso saggiare la tua forza� disse con un risata stridula. �Cos� � troppo facile. Impegnati!�</p><p>La raggiunse un nuovo colpo, che la mezzelfo per� evit� rotolando di lato.</p><p>�Ti dico un segreto� ghign� allora il guardiano, mentre il gigante si preparava a colpire. �Questi sono due golem, li ho creati io. La scritta sulla loro fronte significa "vita" e finch� sar� l� vergata loro resteranno in vita, appunto. Sono pi� forti di te, e indistruttibili. Non li puoi battere con la spada n� in altro modo. Per�, se cancelli la prima lettera della scritta sulle loro fronti, otterrai la parola "morte" ed essi si dissolveranno nella polvere da cui provengono. Questo � il solo modo che hai di batterli� concluse con una risata furba.</p><p>Arriv� un nuovo colpo, violento, ma Nihal lo evit�. Per quanto ci provasse, la mezzelfo non riusciva a concentrarsi e sapeva che era questo che stava segnando la sua sconfitta.</p><p>Sentiva di odiare quel satiro posto a guardia della pietra, desiderava soltanto buttarlo gi� dal golem e fargliela pagare.</p><p>Tareph la guard� obliquo. �� la prova, Sheireen, o credevi che tutti i guardiani sarebbero stati come Flar, pronti a prostrarsi davanti a te?�</p><p>La battaglia continuava e Nihal si limitava a schivare, senza che le venisse in mente una sola idea.</p><p><emphasis>Sennar, dove sei? Tu avresti gi� escogitato il modo per tirarmi fuori da questa assurda situazione...</emphasis></p><p>�C�� chi guarda nel cuore per giudicare il Consacrato, e chi come me guarda alla sua forza, alla sua capacit� di battersi, di trovare la concentrazione quando la mente e il corpo vorrebbero essere altrove.�</p><p>Nihal volt� lo sguardo verso quell�essere e colse una luce di verit� e sapienza nei suoi occhi gelidi. Dunque sapeva... Non era ingenuo e infantile come voleva sembrare. Sapeva, eppure la tratteneva l�.</p><p>�Non vuoi battere il Tiranno? Credi che sar� tanto facile? Anche quel giorno penserai ad altro, anche quel giorno, quando avrai tutto l�esercito nemico contro, non riuscirai a dimenticare quel che ti sta pi� a cuore. Questa battaglia non � inutile come credi...�</p><p>Nihal chiuse gli occhi. Se continuava cos� non avrebbe salvato Sennar. Doveva concentrarsi e battere quel mostro, era l�unico modo per uscire da l� e poter tornare da lui. Doveva stare calma.</p><p>Sent� arrivare un nuovo colpo. Apr� gli occhi, salt� e lo schiv�. Ne approfitt� per aggrapparsi al braccio del mostro. Il golem lo agit�, per cercare di farla cadere, ma non riusc� nell�intento. Quelle scosse erano una bazzecola per un Cavaliere abituato a stare in piedi su un drago lanciato in volo.</p><p>Nihal si iss� fino alla spalla, allung� la mano e finalmente riusc� a cancellare la lettera. La parola <emphasis>emeth </emphasis>divenne <emphasis>meth</emphasis>, e il golem si sbriciol� sotto le sue gambe.</p><p>Ebbe appena il tempo per guardare negli occhi maliziosi il guardiano, che questi era gi� in groppa al secondo golem.</p><p>�Non crederai che sia finita qui?� disse beffardo, e il golem si abbatt� sulla mezzelfo.</p><p>Ma ora Nihal era presente a se stessa, era tornata l�abile guerriero freddo e determinato, e non si scompose. Schiv� un paio di colpi, quindi estrasse il pugnale dallo stivale. Con un lancio preciso colp� la e della parola <emphasis>emeth </emphasis>e il secondo gigante fu anch�esso polvere. Stavolta Tareph fu preso alla sprovvista, non si attendeva una vittoria cos� fulminante, e cadde. Non appena si ricompose, si ritrov� la spada di Nihal puntata alla gola.</p><p>�Dammi la pietra, ora� sibil� la mezzelfo.</p><p>Il guardiano scoppi� a ridere, alz� un dito e la scagli� via lontano. �Credevi di essere in grado di competere con un guardiano?� disse, mentre si alzava in tutta tranquillit�. �Comunque hai vinto. Il mio gioco � finito. Peccato, mi stavo divertendo.� Alz� la mano e la pietra si sollev� dall�altare per poi ricadere sulla sua palma.</p><p>Con un cenno chiam� Nihal e la mezzelfo avanz� verso di lui.</p><p>�Te la sei meritata� disse Tareph. �Ricorda questa battaglia, quando sarai davanti al Tiranno, perch� egli allora avr� in pugno qualcosa in grado di soggiogarti. Ma tu, per la salvezza tua, di chi ami e della gente di questo mondo, dovrai essere fredda e compiere il tuo dovere.� Le mise in mano la pietra e Nihal la guard�.</p><p>�Be�?� chiese il guardiano. �Non avevi fretta? Il tuo amico ti aspetta, circondato dai nemici e allo stremo delle forze, a due miglia da qui. La mia pietra ti ci condurr�.�</p><p>Nihal lo guard� con riconoscenza.</p><p>�Fai quel che devi� disse lui con un sorriso, il primo senza malizia.</p><p>Nihal recit� le parole rituali e pose la settima pietra nel suo alveo. Tutto quel che c�era intorno a lei vortic� e del santuario non rest� che la nuda roccia. Avrebbe potuto credere di aver sognato, se non fosse stato per la pietra, che brillava al suo posto insieme alle altre.</p><p>Inizi� a correre pi� rapida che pot�, mentre l�amuleto le indicava con chiarezza la via da seguire.</p><empty-line/><p>Sennar stava svolgendo bene il suo compito. Non appena Nihal era corsa via, aveva iniziato a lanciare lampi colorati, blande magie offensive per attirare i nemici sviandoli dalla mezzelfo.</p><p>D�un tratto, gli alberi intorno al mago si erano spaccati con uno schianto e ne erano emersi altri fammin, almeno una decina.</p><p>Troppi per lui.</p><p>Ne pietrific� quanti pi� poteva con un incantesimo ed evoc� una barriera per imprigionarne altri, infine si dedic� ai nemici rimasti. Tre fammin, troppi comunque, ma forse poteva farcela.</p><p>Combatt� con la spada, difendendosi al contempo con una barriera magica e cercando di lanciare qualche incantesimo offensivo. Non era facile recitare pi� formule contemporaneamente e presto sent� che le forze lo abbandonavano.</p><p>Cancell� dalla sua mente ogni pensiero estraneo alla battaglia e non vi furono pi� n� rimorso n� dolore, nemmeno la furia delle prime battute del combattimento. Riusc� ad abbattere un avversario. Ne restavano due. La barriera intorno ai fammin inizi� a dare cenni di cedimento. Fu allora che un lampo verdognolo rischiar� il buio e abbatt� uno dei nemici davanti a lui.</p><empty-line/><p>�Sennar!�</p><p>Il mago si volt� ed ebbe appena il tempo di vedere Nihal che avanzava con la spada in pugno, prima di cadere a terra, esausto. Sent� il rumore di spade che cozzavano, il suono della lama che penetrava la carne, infine un tonfo.</p><p>�Dobbiamo scappare. Ce la fai a correre?�</p><p>Sennar si limit� ad annuire. Nihal gli pass� un braccio intorno alla schiena e lo aiut� ad alzarsi.</p><p>�Ti hanno vista, non possiamo lasciarli in vita� disse Sennar, mentre si sollevava da terra.</p><p>In quel momento la barriera si infranse e i fammin che fino a quel momento vi erano confinati si sparsero intorno a loro urlando.</p><p>Nihal sollev� il mago di peso e i due cominciarono a correre a capofitto tra gli alberi.</p><p>Sentivano i nemici alle calcagna e iniziarono a piovere frecce. Sennar prov� ad alzare una barriera, ma le sue forze magiche erano quasi del tutto esaurite.</p><empty-line/><p>Procedevano a zigzag, inciampando e rialzandosi. Si imposero di continuare anche se le gambe non riuscivano pi� a sostenerli, ma il vantaggio che avevano sui nemici diminuiva a ogni passo. A un tratto, Nihal sent� il corpo di Sennar contrarsi e accasciarsi con un mugolio di dolore.</p><p>Si volt� di scatto e inorrid�. Nella gamba del mago era conficcata una lancia che l�aveva trapassata da parte a parte. Il sangue che usciva dalla ferita si sparse sulla roccia in mille rivoli, mentre Sennar si ripiegava su se stesso.</p><p>Nihal lo sollev� da terra e lo costrinse a camminare. �Coraggio! Dobbiamo andare!� url�, mentre le lacrime iniziavano a rigarle il volto.</p><p>Una smorfia di dolore si disegn� sul volto di Sennar e il mago cadde di nuovo a terra. �Lasciami qui...� mormor�.</p><p>Nihal si volt� e vide le figure dei nemici stagliarsi a poca distanza da loro. C�era un�ultima speranza: l�Incantesimo del Volare. Non l�aveva mai provato, ma ora non aveva altra scelta.</p><p>Chiuse gli occhi e recit� la formula che aveva sentito pronunciare da Sennar, mentre cercava di pensare a un posto nelle vicinanze dove potessero rifugiarsi. Le venne in mente solo il santuario. Non era lontano e forse era un luogo sicuro. Si concentr� intensamente e chiese aiuto al potere del talismano. Un istante dopo, scomparvero dalla vista dei loro nemici.</p><empty-line/></section><section><title><p>33</p><p>LA VERIT�</p></title><empty-line/><p>Nihal non sentiva altro che il respiro affannoso di Sennar. Il resto era silenzio. Rimase per un po� a occhi chiusi, perch� aveva il terrore che se li avesse aperti avrebbe visto la loro fine: i fammin che li circondavano, gli gnomi con le spade puntate.</p><p>Quando alla fine li apr� si accorse che erano innanzi al tunnel che conduceva al santuario. Non ebbe il tempo di gioire, perch� vide Sennar a terra, con una mano sulla lancia conficcata nella gamba, e cap� che non c�era un minuto da perdere.</p><p>�Avanti! Qui saremo al sicuro, � il santuario� disse mentre lo sollevava.</p><p>Il mago trattenne un urlo di dolore e si sforz� di sorridere. �Sei diventata una maga provetta� mormor�.</p><p>Nihal non rispose e lo aiut� a entrare. Prima di seguirlo, spezz� alcuni rami dagli alberi e camuff� l�ingresso, nella malaugurata ipotesi che i nemici passassero da quelle parti. Quindi estrasse l�amuleto dal corpetto e lo us� per fare luce mentre avanzavano.</p><p>Sennar soffriva molto pi� di quanto desse a vedere. Nihal lo sosteneva e lo incoraggiava, ma il mago aveva il terribile sospetto che la sua ferita non potesse essere curata. Come quella di Laio. Forse era giunto al termine del suo viaggio.</p><p>�Hai preso la pietra?� le chiese con voce affannata.</p><p>La mezzelfo annu�.</p><p>�� stato difficile?�</p><p>�Smettila di parlare, sei ferito.�</p><p>Sennar sentiva che l�aria iniziava a mancargli. �� una sciocchezza...� ment�.</p><p>I contorni delle cose si facevano sempre pi� sfumati e gli pareva che tutto intorno a lui scomparisse nell�oscurit�. Stava morendo, ma non aveva paura. L�unico dolore era lasciare Nihal da sola, proprio ora che aveva pi� bisogno di lui. E senza aver mantenuto la promessa fatta a Ondine.</p><p>�Cerca di resistere, Sennar, la sala dove ho preso la pietra non � lontana� continuava a ripetere Nihal, ma anche la sua voce gli giungeva alle orecchie come un�eco distante.</p><p>Prima di morire, Laio aveva detto che gli sembrava di essere sul punto di addormentarsi. Era vero, era come assopirsi, persino il dolore taceva. Le percezioni sfumavano nel nulla, la consapevolezza di s� si allontanava.</p><p>�Ecco, manca davvero poco, manca pochissimo. Ti curer� subito, vedrai che presto ti sentirai meglio� lo incoraggi� Nihal.</p><p>Sennar non riusciva pi� a risponderle. La sent� singhiozzare e si accorse che lo stringeva con pi� forza. �Non piangere...� mormor� dall�abisso in cui stava scivolando.</p><p>�Ci siamo!� url� lei quando sbucarono nella sala. Era illuminata solo dall�amuleto e quella tenue luce non bastava. Nihal accese un piccolo fuoco magico, poi depose Sennar sull�altare e vide lo squarcio sulla sua gamba. Per prima cosa doveva svellere la lancia.</p><p>Gli appoggi� la mano sul collo e tir� un sospiro di sollievo quando percep� il battito del cuore. Non era troppo tardi. Sennar respirava a fatica e la sua fronte era imperlata di un sudore gelido.</p><p>�Non sono granch� come maga, ma questa ferita posso curarla facilmente� gli mormor� all�orecchio, mentre pregava le potenze che abitavano quel luogo di darle la forza di guarirla.</p><p>Sennar apr� gli occhi. Non si appuntarono su di lei, sembravano inseguire un sogno lontano, figure fuggevoli. �Ho fatto una promessa...� inizi�.</p><p>�Sta� zitto, non parlare, penso a tutto io� lo interruppe Nihal, premendogli un dito sulle labbra.</p><p>�... mentre ero nel ventre del mare ho fatto una promessa...�</p><p>Nihal studi� la lancia, per cercare il modo di estrarla dalla gamba senza far troppo male a Sennar.</p><p>Non appena la sfior�, il mago lanci� un urlo di dolore.</p><p>�... ho promesso che ti avrei amata...�</p><p>Nihal si blocc� e avvicin� il capo al volto di Sennar.</p><p>�... perch� ti ho amata sempre e tu non lo sai...�</p><p>�Non dirlo...�</p><p>�... ti ho amata da quando ti ho vinto il pugnale sulla terrazza di Salazar, e ora muoio...�</p><p>�Non morirai, non dirlo nemmeno per scherzo!� esclam� lei, ma Sennar aveva chiuso gli occhi.</p><p>Nihal si fece coraggio, afferr� saldamente la lancia e la estrasse dalla ferita. L�urlo di Sennar fendette il vuoto della sala.</p><p>La mezzelfo inizi� a recitare la formula di guarigione pi� potente che conoscesse. Sennar ora respirava appena. Quando gli pose di nuovo la mano sul collo, sent� che il battito era lento e debole. Prosegu� imperterrita.</p><empty-line/><p>Nihal non si arrese e continu� a recitare incantesimi per tutta la notte, uno di seguito all�altro, tentando persino magie che non aveva mai provato ma che aveva sentito formulare da Sennar. Non si concesse un attimo di tregua e non si lasci� scoraggiare dal fatto che la ferita non dava segni di miglioramento. Per la prima volta in vita sua, lott� con tutta l�anima e con tutto il coraggio di cui era capace.</p><p>A poco a poco, il sangue si ferm� e si rapprese sullo squarcio, e il respiro di Sennar si fece pi� lento e regolare. La mattina, il mago aveva ripreso un po� di colore e sembrava che il dolore fosse diminuito. Nihal si ferm� e si asciug� il sudore dalla fronte. Era sfinita, ma Sennar stava meglio, forse la sua battaglia non era stata inutile.</p><p>La mezzelfo si avventur� fuori dal santuario per cercare qualche pianta medicinale. Ricordava l�aspetto di alcune di quelle che Laio aveva usato per lei, quando era stata ferita alla spalla, e le cerc� ovunque. Si mosse furtiva e ne trov� un paio; erano un po� avvizzite, ma meglio che niente. Incontr� persino un rivoletto d�acqua. Era fangosa, ma Nihal non ci fece caso e riemp� la fiasca che aveva con s�.</p><p>Quando fece ritorno e vide che le frasche all�ingresso del santuario erano ancora come le aveva lasciate, trasse un sospiro di sollievo. Nessuno aveva scoperto Sennar.</p><p>Il mago giaceva sull�altare. Il suo respiro era tornato normale e il battito del cuore era forte e regolare. Nihal guard� la gamba. La lancia aveva rotto l�osso e Sennar aveva perso molto sangue, ma la ferita non sembrava mortale.</p><p>Nihal accese un piccolo fuoco e lo us� per riscaldare l�acqua. Quindi fece un impacco con le erbe che aveva trovato e lo applic� sulla ferita. Sennar sospir� di sollievo.</p><p>Continu� a curarlo finch� si accorse che il mago si era addormentato. Solo allora si concesse anche lei un po� di riposo e sogn� di lui e della loro infanzia a Salazar.</p><p>Fu svegliata da un rumore di passi sopra la sua testa. Trasal� e sguain� la spada. I passi per� proseguirono oltre e lei si tranquillizz�. Fu allora che alz� lo sguardo verso l�altare e vide che Sennar aveva gli occhi aperti. Balz� in piedi. �Sennar!� url�.</p><p>Il mago si volt� verso di lei e le sorrise debolmente.</p><p>Nihal corse da lui e lo abbracci�. �Ho avuto paura che morissi...�</p><p>�Anch�io� ammise Sennar.</p><empty-line/><p>Nihal lo cur� senza sosta per il resto della giornata. Sennar si sentiva molto debole, per� la gamba non gli faceva male, era come addormentata. Quando guard� la ferita, scopr� che era un brutto taglio, ma convenne con Nihal che non era mortale.</p><p>�Sei stata davvero brava� le disse con un sorriso. �La tua strada � quella della magia, altro che spade.�</p><p>Lei rise, senza smettere di recitare l�incantesimo di guarigione.</p><p>Dunque, pens� il mago, la sua ora non era ancora arrivata. Non ricordava cosa fosse avvenuto da quando Nihal lo aveva trascinato nel santuario; rammentava solo di essersi sentito male e di avere creduto di essere sul punto di morire.</p><p>La serata trascorse tranquilla. Mangiarono, parlarono e risero, inebriati dallo scampato pericolo.</p><empty-line/><p>Fu la mattina del terzo giorno di permanenza al santuario che Sennar, all�improvviso, ricord�. Dopo anni di dedizione e amore silenziosi, durante i quali aveva rinunciato a ogni speranza di poter essere ricambiato, aveva trovato il coraggio di fare quella confessione. Aveva mantenuto la promessa con la quale si era congedato da Ondine, ma l�aveva fatto solo perch� pensava che sarebbe morto. Si sent� un idiota, avrebbe voluto che esistesse un incantesimo per tornare indietro nel tempo, in modo da poter cancellare quella patetica confessione.</p><p>Per tutto il giorno quel pensiero lo torment�, mentre Nihal lo curava, mentre mangiavano, mentre chiacchieravano. La sera infine, davanti al fuoco che illuminava la sala con i suoi bagliori, Sennar decise di parlare. Stava meglio e credeva di essere pronto per sostenere qualsiasi tipo di emozione, per sentirsi dire che era un grande amico, ma che nessuno nel cuore di Nihal avrebbe potuto sostituire Fen.</p><p>�Riguardo a quel che � accaduto il giorno che sono stato ferito...� inizi� Sennar sfruttando un momento di silenzio, ma gli manc� subito il coraggio, perch� vide Nihal avvampare. �Ecco... io volevo solo... chiarire...� Tacque di nuovo.</p><p>Nihal non lo guardava.</p><p>�Quando ti ho detto che... insomma, quando ti ho detto... quella cosa... io deliravo� disse infine. �S�, non sapevo quello che dicevo... ero intontito... scusami. Dimentica quelle parole� concluse, e guard� il fuoco.</p><p>Quando alz� gli occhi, Nihal era davanti a lui, vicinissima.</p><p>�Mi premevano dentro da tanto tempo� confess� allora lui, mentre vedeva una lacrima scendere sulla guancia di Nihal. �Da quando ci siamo conosciuti, credo. Ma non avrei mai dovuto dirtelo, e meno che mai in quel momento. Scusami. Fai come se nulla fosse.�</p><p>Il volto di Nihal sfiorava il suo, i capelli blu lambivano la sua fronte. Sennar abbass� gli occhi.</p><p>�Guardami� mormor� lei.</p><p>Sennar lo fece. Nihal si avvicin� ancora di pi� e appoggi� le labbra sulle sue. Rimase cos� per qualche secondo, poi si scost�.</p><p>�Anch�io ti voglio bene, e ti voglio per me� disse lei.</p><p>Sennar le prese la testa fra le mani e la baci�. Gli parve di fondersi con lei, dopo averlo desiderato per tanto tempo.</p><empty-line/><p>Quando aveva accostato le labbra a quelle di Sennar, Nihal era tornata con il pensiero all�unico bacio che aveva dato in vita sua, a Fen, nel santuario di Thoolan. Ma con Sennar era diverso, era reale.</p><p>Ci� che le stava accadendo era nuovo e sconosciuto, eppure antico e noto allo stesso tempo. Nihal sapeva esattamente cosa fare, come se il tocco delle labbra di Sennar avesse risvegliato qualcosa che covava in lei da molto tempo. Poteva essere solo Sennar, ora ne aveva la certezza. Non seppe come, ma si ritrov� anche lei sull�altare, stesa al fianco del mago, mentre continuavano a baciarsi. Lo sent� lamentarsi debolmente e si ricord� della sua gamba ferita.</p><p>�Perdonami, io...� inizi�.</p><p>�Va tutto bene� la interruppe lui, poi riprese a baciarla.</p><p>Fu allora che Nihal ricord� ci� che le aveva detto Aires a proposito della verit�, quando le aveva chiesto come si fa a sapere di aver trovato la propria strada: <emphasis>A un tratto la sua verit� mi si � imposta, con tanta forza che non potevo rifiutarla.</emphasis> Ora anche Nihal si sentiva cos�: la verit� le si presentava in tutta la sua sorprendente chiarezza, e lei non poteva fare altro che accettarla. Adesso tutto le era chiaro, tutto aveva acquistato un senso: il viaggio, l�angoscia, la ricerca.</p><p>Sentiva le braccia di Sennar stringersi intorno ai suoi fianchi e capiva che poteva finalmente riposare in quell�abbraccio pieno di desiderio. Era come se il suo corpo non le appartenesse pi�; si sentiva diversa, quasi che una parte nascosta di lei d�un tratto fosse stata liberata. Sotto il tocco delle mani di Sennar la sua pelle rinasceva, il suo fisico si rimodellava. Sennar la stava richiamando alla vita; pi� le sue mani indugiavano su di lei, pi� Nihal sentiva che il ponte gettato con il suo intimo diveniva solido. E quando infine si vide nuda, cap� che quella nudit� era un dono, e che aveva valore perch� a farglielo era lui.</p><p>Nei gesti che seguirono, si dissero ci� che avevano taciuto per tutti quegli anni: che erano sempre stati l�uno dell�altra, che non potevano essere separati, che non sarebbero mai stati soli, perch� si appartenevano. E alla fine Nihal, per la prima volta, si sent� unica, completa, vera. Era giunta alla fine della sua ricerca.</p><empty-line/><p>Per un paio di giorni Nihal dimentic� tutto. Passava il tempo a curare Sennar, senza preoccuparsi del fatto che le sue scarse capacit� magiche non potevano nulla contro quella ferita. Non c�erano pi� nemici fuori, non c�era alcuna missione da compiere. Per lei il mondo iniziava e finiva nella grotta dove si trovavano.</p><p>Per questo non sentiva i passi che rimbombavano sempre pi� frequenti sul tetto della grotta e non udiva le voci che si rincorrevano sopra le loro teste.</p><p>�Passer� parecchio tempo prima che io possa camminare di nuovo� disse Sennar, la mattina del sesto giorno di permanenza.</p><p>�Ci vuole solo un po� di pazienza� rispose lei tranquilla. �Lo sai che come maga sono una frana, ma mi sto impegnando.�</p><p>�Nihal, l�osso � rotto e la tua magia non pu� nulla, lo sai. Non sar� in grado di uscire da qui prima di un mese� insistette Sennar.</p><p>�Vorr� dire che aspetteremo.�</p><p>�Oggi le voci dei fammin erano pi� vicine� continu� lui.</p><p>�Qui non ci troveranno mai.�</p><p>Sennar la strinse fra le braccia. Nihal lo baci�, poi si scost� sorridente. Quando vide il volto di lui, per�, il sorriso le si spense sulle labbra. �Che cos�hai?�</p><p>�Non possiamo pi� permetterci di restare fermi qui.�</p><p>�Non sei in grado di camminare, con te conciato cos� non andremmo da nessuna parte.�</p><p>�Lo so.�</p><p>�Sennar...� disse lei a bassa voce. Iniziava a capire.</p><p>�Sai bene perch� siamo qui.�</p><p>Nihal si port� le mani alle orecchie. �Sta� zitto!�</p><p>�Molte vite dipendono da noi, e molti sono morti per questo. Non possiamo ignorarlo.� Le scost� le mani dalla testa. Nihal aveva gi� gli occhi lucidi. �Tu devi andare� disse.</p><p>La mezzelfo si accorse che la voce gli tremava, bench� cercasse di non darlo a vedere. �Non puoi chiedermi questo� ribatt� scuotendo la testa. �Non mi chiedere di lasciarti proprio ora che ti ho trovato! Non posso.�</p><p>�Nemmeno io lo vorrei, ma non si pu� fare altrimenti.�</p><p>Le lacrime iniziarono a scendere sulle guance di Nihal. �Non mi interessa il motivo per cui siamo qui! Non mi importa della gente l� fuori! Noi siamo qui, ora, tutto il resto non conta. Non ti posso lasciare in territorio nemico, ferito per di pi�. Non posso! Non posso e non voglio!�</p><p>�Se davvero io sono ci� che hai cercato in tutto questo tempo, allora proprio per questo devi andare� le spieg� Sennar.</p><p>�Non dire idiozie da oracolo!�</p><p>�Non sono idiozie� esclam� Sennar. Adesso la sua voce era dura. �Cercavi uno scopo che desse un senso alla tua vita, un motivo per agire e la forza per farlo. Se resti qui, la tua scoperta sar� inutile.�</p><p>�Cosa c�� di male a voler stare con te? Io ti amo. Non hai visto che razza di posto � questo mondo? La gente si odia, si uccide... Far fuori il Tiranno non servir� a nulla. Finch� noi due siamo qui non saremo mai soli, potremo crearci il mondo che vogliamo. Questa terra non merita il tuo sangue o il mio sacrificio.�</p><p>�Non � vero, e lo sai� ribatt� Sennar. �Laio ha dato la vita perch� tu potessi andare avanti e adesso, mentre noi siamo qui, Soana e Ido continuano a combattere per salvare questo mondo. � per loro che devi andare, altrimenti il sangue sparso finora sar� stato inutile.�</p><p>Nihal inizi� a singhiozzare, lo abbracci� e lo strinse pi� forte che pot�. �Ti prego, non chiedermi di lasciarti. Senza di te non posso farcela. Ho avuto il coraggio di arrivare fin qui solo perch� c�eri tu. Io ho bisogno di te...�</p><p>Sennar la strinse al petto. Aveva il respiro affannato e Nihal percep� tutto il dolore che provava, quanto gli fosse costata quella decisione. �Non mi succeder� nulla. Sono un mago potente, lo sai. Nell�ultima battaglia sar� al tuo fianco e quando tutto sar� finito potremo godere della felicit� che ci spetta. Anch�io voglio stare con te, ma se ora rimani qui, non ci sar� pi� un mondo dove vivere...� La strinse con pi� forza.</p><p>Nihal si allontan� da lui e si asciug� le lacrime con il dorso della mano. �Se non � pericoloso stare qui, perch� non posso aspettare che tu guarisca?�</p><p>�Perch� il Mondo Emerso non ha tempo. Le Terre libere stanno cadendo a una a una e presto saranno tutte soggiogate al Tiranno. Ho dedicato la mia vita a cercare di salvare questo posto, non rendere vano ci� che ho fatto...�</p><p>�Tu mi lasceresti qui?� chiese lei.</p><p>Sennar tacque.</p><p>�Rispondi.�</p><p>�S� mormor�, ma Nihal non gli credette. Sapeva che sarebbe morto, piuttosto. Sennar la afferr� per le spalle. �Ti prego, va�. Ce la puoi fare anche senza di me. Non abbiamo bisogno di essere vicini per appartenere l�uno all�altra, e lo sai. Quanto a me, appena star� bene uscir� da qui e ti raggiunger� alla base. Nihal, ti prego...�</p><p>La mezzelfo si volt� e pianse in silenzio.</p><empty-line/><p>Nihal batt� la foresta per l�intera mattinata e radun� pi� provviste possibile. Le stip� nella grotta e fece anche riserva d�acqua. Calcol� quanti vettovagliamenti servissero per un mese di permanenza e abbond�. In fondo, sapeva che Sennar aveva ragione, ma in quel momento odiava la sua missione e il talismano che le pesava al collo. Se a Sennar fosse accaduto qualcosa in sua assenza, non se lo sarebbe mai perdonato.</p><p>Per tutto il pomeriggio fecero entrambi finta di niente, bench� la tristezza dell�addio imminente fosse nell�aria, palpabile. Sennar si sforzava di essere allegro, ma Nihal sapeva che aveva paura e che non avrebbe voluto lasciarla andare. Poi giunse la notte.</p><p>�Tieni� disse Sennar, quando lei fu pronta a partire. In mano aveva il pugnale di Livon, quello che li aveva fatti conoscere.</p><p>Non appena lo vide, Nihal cap� quanto fosse reale quella separazione e scoppi� a piangere. �Perch� vuoi darmelo?� chiese fra i singhiozzi.</p><p>Sennar sorrise. �Sciocca... Di che hai paura? Non piangere...� Le asciug� una lacrima. Poi estrasse il pugnale dalla custodia e Nihal vide che la lama risplendeva di una luce bianca. �Ho fatto un incantesimo: la lama briller� finch� star� bene e la luce ti indicher� dove sono.�</p><p>Nihal lo prese e lo mise al posto di quello che teneva nello stivale con cui aveva quasi ucciso Dola. �Questo tienilo tu, e usalo se necessario� disse allungandogli l�altro pugnale. Lo abbracci� e lo riemp� di baci. �Non morire, Sennar, ti prego, non morire!�</p><p>�Nemmeno tu...� disse il mago, e le diede un ultimo lungo bacio sulle labbra.</p><p>Quando allontan� il volto da quello di lei, Nihal vide che anche lui piangeva.</p><p>�Nihal, se... se non dovessi arrivare per l�ultima battaglia... se non mi troverai alla base... non cercarmi, non prima di aver abbattuto il Tiranno. Ma non mi succeder� niente, vedrai... Ti aspetter� alla base� disse con un sorriso.</p><p>Nihal si alz� e si incammin� per la via che portava in superficie. Non si volt� indietro, perch� sapeva che se l�avesse fatto non sarebbe mai pi� partita. Dopo pochi passi, la solitudine la strinse in una morsa dolorosa.</p></section></section><section><title><p>L�ultima battaglia</p></title><section><title><p>34</p><p>Mawas o del sacrificio</p></title><p>Nihal camminava rapida, nella notte cupa e senza stelle. Le pareva che il silenzio non fosse mai stato cos� opprimente. I primi giorni era stata tentata di estrarre il pugnale per vedere se era illuminato, se il suo viaggio aveva ancora un senso. Lo aveva stretto fra le mani tante volte, aveva esitato, e alla fine l�aveva rimesso a posto. A che valeva guardare? Se avesse scoperto che la lama era spenta, che Sennar era morto o che gli era successo qualcosa, che cosa avrebbe fatto? Era inutile sapere. Doveva continuare, andare avanti, pensare solo a ci� che la aspettava se alla fine fossero riusciti a battere il Tiranno.</p><p>Dopo otto giorni di viaggio, in una notte di novilunio arriv� al confine con la Terra del Vento. Il buio era pesto e per farsi luce dovette ricorrere a una piccola magia, con la speranza che nessuno la vedesse. L�aria le portava il profumo della steppa della sua infanzia e Nihal esit�. Stava per tornare nella Terra che custodiva i suoi ricordi pi� cari e pi� dolorosi, nella Terra dove era cresciuta, dove aveva conosciuto Sennar, dove Livon era stato ucciso e Salazar era stata rasa al suolo, pi� di tre anni prima. Tremava al pensiero di come potesse essere stata ridotta; avrebbe preferito non doverla attraversare, ricordarla splendida come le era sempre sembrata.</p><p>A occhio e croce doveva trovarsi nella parte meridionale della Foresta. Alla luce livida dell�alba, scopr� quello che ne restava. Gli alberi erano quasi tutti secchi e molti erano stati abbattuti, tanto che si poteva spaziare con la vista per un miglio buono. Quando Nihal ci andava da bambina, intimorita, la vegetazione era cos� fitta che non si vedeva a un palmo e tutto si stemperava in un verde accecante. A chi avrebbe potuto far paura ora quel bosco?</p><p>Nihal si accucci� con il mento contro le ginocchia e sent� piombarle addosso tutto il peso della solitudine, mentre il sole si alzava e la luce a poco a poco colorava quel panorama desolante. Le tornarono in mente le parole che Sennar aveva detto durante il loro viaggio: A volte mi pare che questo mondo sia gi� morto e che noi non possiamo fare nulla per salvarlo. Chi avrebbe restituito alla foresta il suo splendore? I mezzelfi non sarebbero tornati e con lei la loro stirpe si sarebbe estinta per sempre; le Terre saccheggiate, distrutte, avrebbero impiegato anni per tornare ai fasti di un tempo, se mai fosse stato possibile. Il mondo che conoscevano era in agonia.</p><p>Dopo qualche minuto si alz� e interrog� il talismano, ma stavolta non ebbe alcuna visione: l�amuleto le indic� solo una direzione. Si incammin� quindi verso nord e vag� per contrade desolate, tra alberi abbattuti e resti di incendi, su terreni diventati sterili. Riconobbe il luogo dove lei e Sennar erano andati per la prima volta a cogliere i lamponi, quello dove si erano allenati insieme, quello dove un giorno Soana l�aveva mandata a cercare erbe medicamentose, quello dove aveva giocato con Phos. A est, sopra quei resti sparuti, la Rocca sembrava pi� imponente che mai.</p><p>L�amuleto brillava attraverso il corpetto e le indicava la strada. Nihal sentiva il suo potere e percepiva la vicinanza degli spiriti. Era la prima volta che non aveva una visione del luogo dov�era diretta e la preoccupava non avere idea di ci� che la attendeva al santuario.</p><p>L�attesa non fu lunga. Dopo tre notti di marcia, Nihal cap� che la meta era prossima. Intorno a lei c�erano solo i tronchi semicarbonizzati della Foresta, alla sua destra troneggiava minacciosa la Rocca e, pi� lontano, poteva scorgere i resti di alcune torri. La mezzelfo temette di riconoscere Salazar. A quanto ricordava, quattro giorni di viaggio erano sufficienti per attraversare la Foresta e Salazar era proprio ai margini della prateria.</p><p>Presto infatti incontr� il punto in cui aveva ricevuto la consacrazione a maga. Nihal ricordava una piccola radura circolare, delimitata dagli alberi, con una pietra al centro e una polla di acqua limpida in un canto. Gli alberi ai lati ora erano bruciati, non c�era pi� erba, solo terra grigia, e la polla era secca.</p><p>Nihal si sedette sulla pietra e la luna fece capolino tra le nubi, pallida e stanca, una falce sottile che non rischiarava l�oscurit�. La mezzelfo guard� innanzi a s� e ricord� il momento in cui Sennar era venuto a consolarla. Si sentiva come allora: sola, impaurita e sperduta. Stavolta per� non c�era nessuno che potesse farle coraggio.</p><empty-line/><p>I primi giorni and� tutto bene, nella grotta della Terra delle Rocce. Sennar iniziava a credere di potercela davvero fare. Quando aveva lasciato andare Nihal, era convinto che non l�avrebbe pi� rivista. Solo e ferito in territorio nemico, pensava di non avere alcuna possibilit� di sopravvivere.</p><p>Contro ogni aspettativa, invece, era una settimana che se ne stava rintanato in quel buco. Non una volta aveva sentito rumore di passi, solo il silenzio assorto della foresta di pietra. Cos� decise che era tempo di accelerare la propria guarigione. Voleva raggiungere Nihal il prima possibile.</p><p>L�ottavo giorno di permanenza nella grotta tutto era tranquillo, forse fuori era addirittura una bella giornata, perch� in quella spelonca filtrava pi� luce del solito. Sennar scost� la tunica e guard� la ferita. Dovette trattenere il disgusto. La sua coscia era massacrata da un taglio profondo, slabbrato e incrostato di sangue. Qualsiasi movimento cercasse di fare, fitte dolorose gli percorrevano la gamba. S�, aveva visto giusto, l�osso era rotto.</p><p>Un osso rotto e un taglio profondo. Non era un�impresa facile per un mago malato. Non poteva fare molto, se non cercare di abbreviare la convalescenza. Cos� si mise all�opera e constat� che le sue forze bastavano a evocare un semplice incantesimo di guarigione. Per tutta la mattina non fece altro.</p><p>Fu quell�incantesimo a segnare la sua sorte. Sennar si era assopito. Era stanco, la magia gli aveva sottratto pi� energie del previsto. Era scivolato nel sonno quasi senza accorgersene.</p><p>Da principio credette di stare sognando. La terra che vibrava ritmicamente sopra di lui era un�eco lontana e confusa. Quando il rumore si fece pi� forte, il mago era ancora sospeso fra il sonno e la veglia.</p><p>Fu il suono stridulo delle spade sguainate che lo svegli�, e percep� una viva sensazione di pericolo. Si riscosse di soprassalto.</p><p><emphasis>Nemici. E un mago.</emphasis></p><p>In un attimo si accorse di quanto fosse stata vana e stupida la sua speranza. L�incantesimo era servito solo a rivelare la sua posizione. Si alz� in fretta, ignorando il dolore lancinante alla gamba, e tent� un�impossibile fuga verso la parte pi� profonda della tana.</p><p>Fu allora che entrarono. Quattro fammin e due uomini. Uno dei due era un mago.</p><p>Sennar ormai era schiacciato contro la parete di roccia.</p><p><emphasis>� finita.</emphasis></p><p>Si lasci� cadere a terra. Il mago nemico non ebbe neppure bisogno di evocare un incantesimo offensivo. Si avvicin� a Sennar a passi lenti e gli pos� un piede sulla gamba ferita. Il dolore fu lancinante e l�urlo del ragazzo sovrast� la risata di scherno dell�uomo.</p><p>Poi un raggio violetto part� dalla mano del mago e il buio avvolse Sennar.</p><empty-line/><p>La strada piegava verso ovest e Nihal si ritrov� in una zona della Foresta dove non si era mai spinta. La mezzelfo ricord� le parole che Soana le aveva detto molto tempo prima.</p><p><emphasis>Il cuore della Foresta non appartiene agli uomini, ma agli spiriti. � un luogo sacro, che i piedi sudici delle razze che popolano questo mondo non debbono violare. L� riposa la vita nascosta del bosco ed essa � un segreto, anche per i maghi pi� influenti. Ci sono potenze a questo mondo che superano ogni immaginazione e che nessuno potr� mai dominare.</emphasis></p><p>Quella parte della Foresta era meno devastata delle altre. Gli alberi erano ancora in piedi e timide foglioline gialle coloravano i rami. Nihal sentiva che la fine del suo viaggio era vicina, che il santuario doveva essere nei pressi.</p><p>A un tratto, davanti ai suoi occhi si present� uno spettacolo inatteso: un albero enorme, che a una prima occhiata le parve una quercia. Dal tronco si alzavano rami robusti, che si stagliavano maestosi sul nero della notte. Aveva migliaia di foglie, di un giallo acceso, che stingeva nell�oro e luccicava nell�oscurit�. Quell�albero era vivo, in quel mare di morte, sano e possente.</p><p>Non era un albero normale: non sembrava trarre vita dalla terra, bens� darle vita. Nel punto in cui le radici si incuneavano nel terreno era cresciuta un�erba fitta e bassa, di un verde vivace. Nihal rest� per un istante ammirata a guardare quello spettacolo e sent� che la speranza in fondo non era morta, se un simile splendore era potuto sopravvivere in quel luogo. Le ci volle un po� per realizzare che doveva trattarsi di un Padre della Foresta, non poteva essere altrimenti. Ricord� quello che l�aveva aiutata nella lotta contro Dola e riconobbe la stessa forza, la stessa potenza spaventosa, la stessa vitalit�. Se il Padre della Foresta era vivo, allora la Foresta stessa non era perduta. Finch� quel cuore gigantesco avesse continuato a pulsare, vi sarebbe stata ancora speranza per la Terra del Vento.</p><p>Incredula, Nihal si avvicin� al tronco e scopr� qualcosa che prima non aveva notato. Su uno dei rami pi� bassi era appollaiato un piccolo essere luminoso. La mezzelfo aguzz� lo sguardo per cercare di capire di cosa si trattasse e quando lo riconobbe esult�. Finalmente un volto amico!</p><p>�Phos!� url� e corse verso di lui.</p><p>Phos non si mosse dal suo posto, ma le rivolse un dolce sorriso. �Ben ritrovata Nihal� disse il folletto.</p><p>�Be�, non vieni a salutarmi?� protest� Nihal.</p><p>Era Phos, eppure non sembrava lui; era troppo serio per essere il suo amico folletto, troppo triste, troppo malinconico. Era sempre stato buffo, con le orecchie di lunghezza spropositata, i capelli verdi arruffati, le irrequiete ali iridescenti. In quel momento, invece, appariva maestoso e composto. Era Phos e al tempo stesso non lo era.</p><p>Il folletto rest� al suo posto. �Ti attendevo, Sheireen� disse.</p><p>Nihal raggel�. Il talismano le brillava sul petto pi� che mai. �Come fai a...�</p><p>�Perch� ti aspettavo, ovvio� rispose lui.</p><p>Nihal cominciava a capire. �Vuoi dire che...�</p><p>�Il tuo viaggio � finito, questa � l�ultima tappa, poi ti attende solo la battaglia definitiva.�</p><p>�Sei tu il guardiano?�</p><p>Phos annu� grave.</p><p>�Com�� possibile? Tu non sapevi neppure chi fossero i mezzelfi, non mi hai mai parlato dei santuari e...� Nihal si interruppe e lo guard�. �Perch� non mi hai mai detto dei santuari?�</p><p>Phos incroci� le gambe e in quella posizione parve per un attimo il suo vecchio amico buffo e scanzonato; le sue parole per� erano meste. �Per lungo tempo ho ignorato chi io fossi e quale fosse la mia missione. Mio padre � stato il guardiano della pietra di Mawas per lunghi secoli. Non sembra, ma noi folletti siamo molto longevi; io ero gi� nato quando l�ultimo dei pretendenti al potere venne qui a richiedere i servigi della pietra, pi� di mille anni fa. Ma egli non era puro e mio padre gliela neg�. Difese la pietra strenuamente, fino alla morte, che gli fu inflitta da quell�elfo malvagio. Fu allora che mio padre mi parl� e mi disse parole che io non compresi: "Ti lascio in eredit� qualcosa di grande e terribile, che ora dorme nel profondo di questa foresta. Tu veglierai su di esso e al momento giusto star� a te giudicare".</p><p>�Io gli chiesi come avrei fatto a vegliare su qualcosa che non sapevo neppure cosa fosse, e lui mi rispose che a tempo debito tutto mi sarebbe stato svelato. Fu cos� che divenni guardiano e capo dei folletti che qui avevano dimora. Vissi a lungo ignaro; neppure quando ti incontrai mi fu rivelata la verit�. Quando per� tu iniziasti la ricerca della pietre, qualcosa si svegli� in me e sentii le voci degli altri guardiani chiamarmi al mio dovere. Fu allora che conobbi Mawas. Tornai in questa Terra che avevo abbandonato per trovarla distrutta, ma non mi fermai e giunsi al santuario, dove ti ho attesa per tutto questo tempo.�</p><p>�Dove sono gli altri folletti di questa Terra, tutti i tuoi amici?� chiese Nihal.</p><p>Le orecchie di Phos si abbassarono e il suo volto si fece pi� triste. �Sono morti tutti.�</p><p>Nihal ripens� alle piccole creature svolazzanti che aveva condotto fuori dalla Terra del Vento, pi� di tre anni prima. Non poteva credere che non esistessero pi�.</p><p>�Per un po� ci stabilimmo nella Terra del Sole� riprese a spiegare il folletto �all�epoca in cui noi due ci rivedemmo. Per�, come ti dissi allora, i soldati ci decimavano, ci catturavano per usarci come spie. Per questo mi presentai al Consiglio. Nessuno mi ascolt�, fui deriso e allontanato. Tornai al mio villaggio, dalla mia gente, ma la strage continuava, senza che noi potessimo fare nulla. Li ho visti morire tutti, a uno a uno. I boschi dove vivevamo vennero distrutti, noi fummo braccati e scacciati. Alla fine rimasi soltanto io, nella solitudine della foresta dove ci eravamo stabiliti. Soltanto io.� Guard� lontano con un�espressione triste. �Non sapevo cosa fare, dopo che tutto era stato distrutto. Avrei potuto unirmi ad altri gruppi di folletti, ma immaginavo che anche a loro sarebbe toccata la stessa sorte. Fu allora che mi risvegliai e seppi chi ero, e viaggiai per giungere fin qui.�</p><p>�Mi dispiace...�</p><p>Phos sorrise ancora, un sorriso rassegnato. �� il destino di questo mondo: la distruzione.�</p><p>Nihal lo guard�. �No, non � cos�. Io sto viaggiando proprio perch� tutto torni come prima. Insomma, la mia missione non serve a salvare questo mondo?�</p><p>�Quel che � andato distrutto non potr� tornare mai pi�� rispose Phos.</p><p>S�, pens� Nihal, l�aveva sempre saputo. �Ma allora, perch� sto facendo tutto questo?� chiese.</p><p>�Ci� che fai non serve a salvare qualcosa, o non l�avevi capito?� prosegu� Phos imperturbabile. �Il nostro mondo si avvia al disfacimento. I mezzelfi non usciranno dalle loro tombe, i miei compagni non torneranno, la Foresta � stata distrutta e non basteranno magliaia di Padri della Foresta a restituirle il suo splendore. Occorre morire per rinascere.�</p><p>Nihal non capiva, si limitava a fissare Phos con uno sguardo interrogativo.</p><p>�� dalla morte del seme che nasce l�albero� spieg� il folletto �ed � dalle foglie morte che si innalza la nuova pianta. In natura tutto muore di continuo perch� altro possa nascere. Questo mondo deve morire, perch� dalle sue ceneri possa nascere qualcosa di diverso. Io faccio parte del vecchio mondo e con me questa foresta; non possiamo pi� vivere qui, perch� tutto ci� a cui appartenevamo � scomparso.�</p><p>�Anch�io faccio parte del vecchio mondo, non ci sono pi� mezzelfi e molti di coloro che amavo sono scomparsi� ribatt� Nihal.</p><p>Phos scosse la testa. �No, Nihal, tu sei un ponte gettato tra questo mondo morente e quello che nascer�. Tu porti con te, fra le tue mani, la chiave che pu� condurci alla rinascita. Nessuno � in grado di sapere se avrai la forza di schiudere le porte che ci separano dal futuro, per� tu sola puoi farlo. Dalle macerie di cui � stato costellato il tuo cammino si lever� la fenice e una seconda opportunit� sar� concessa agli esseri di questo mondo; star� a loro creare un�epoca di pace o una di guerra. Tu rechi con te questa possibilit�, stai per dare a questa gente un nuovo inizio. Ecco qual � la tua missione. � un compito difficile, per il quale hai sofferto molto e ancora dovrai soffrire.�</p><p>Nihal non volle soffermarsi su quelle parole e le dimentic� in fretta, per non dover cogliere fino in fondo il loro significato. �Dov�� il santuario?� chiese.</p><p>�Innanzi ai tuoi occhi� disse Phos. Si sollev� in volo.</p><p>Nihal guard� l�albero e cap� che era quello il santuario. Aveva percepito la sua potenza dal momento in cui aveva messo piede in quel luogo.</p><p>Phos si avvicin� al tronco e a un suo gesto il legno antico si dischiuse, per svelare una brillantissima pietra bianca celata all�interno.</p><p>�Nihal, quello che sto per chiederti di fare non ti piacer�, lo so, ma se tieni a mente ci� che ti ho appena detto capirai che non puoi evitarlo.�</p><p>Nihal lo guard� preoccupata.</p><p>�L�ultima pietra, Mawas, � davanti a te, nel Padre della Foresta. Essa � la sorgente delle Lacrime, come quella che ti diedi anni fa. � il cuore del Padre della Foresta, ci� che lo tiene in vita. Devi prenderla.�</p><p>�Ma se � il suo cuore e io glielo strappo, che ne sar� del Padre della Foresta?�</p><p>�Sottrarre la pietra per breve tempo non lo uccider�, ma perch� tu possa vivere, dopo avere recitato l�incantesimo contro il Tiranno dovrai infrangere il talismano. In quel momento tutte le pietre verranno distrutte, compresa Mawas. In quel momento il Padre della Foresta morir�.�</p><p>�E la Foresta?� chiese Nihal. �Assieme al Padre della Foresta, anche il bosco morir� e non potr� mai pi� riprendersi.�</p><p>�La Foresta � gi� morta, non l�hai visto?�</p><p>Nihal scosse la testa. �Non voglio farlo, mi rifiuto� disse. �Per tutta la vita non ho fatto altro che lasciare dietro di me una scia di cadaveri, per rimanere l�unica sopravvissuta. Mi hanno detto che cos� doveva essere, perch� infine liberassi questa Terra. Ma a che prezzo? Il Padre della Foresta mi ha dato la Lacrima, che tante volte mi ha salvata, e proteggeva questo luogo che amavo. Non voglio ucciderlo.�</p><p>Phos le si par� innanzi, all�altezza del viso. �Non hai ancora capito? Niente a questo mondo si acquista senza sofferenza. Perch� giunga la salvezza, qualcuno deve sacrificarsi.�</p><p>�Perch� devono sacrificarsi gli altri?� url� Nihal. Cadde in ginocchio. �Laio � morto per permettermi di prendere la pietra nella Terra della Notte, Sennar ha rischiato la vita nella Terra del Mare e ora � in pericolo! Io non voglio altri sacrifici! Sono stanca di vedere sangue, morte, spade...�</p><p>La piet� illumin� il volto di Phos e il folletto sfior� con la sua minuscola mano la guancia di Nihal. �Ma anche tu hai sofferto, non sono stati solo gli altri a sacrificarsi� disse. �Per anni non hai avuto pace e quando infine l�hai trovata, ti sei sentita dire che ancora dovevi attendere. Hai impugnato di nuovo la spada e contro il tuo volere ti sei messa in cammino per arrivare fin qui. Tu pi� di tutti hai sofferto. Il dolore non � fine a se stesso, ricordalo. Adesso alzati e ferisci a morte il Padre della Foresta. Prendi la pietra.�</p><p>Nihal sollev� gli occhi e guard� l�albero che pulsava di vita. Allung� lentamente la mano e mentre lo faceva vide Phos chiudere gli occhi e cap� che nonostante tutto ci� che le aveva detto, o forse proprio per quello, il guardiano non poteva evitare di soffrire. Insieme al Padre della Foresta scompariva tutto il suo mondo.</p><p>Nihal prese la pietra fra le mani e la sent� pulsare, resistere alla forza che la strappava al legno. La mezzelfo dovette tirare con energia, contro la sua stessa volont�, e alla fine riusc� a toglierla dal suo posto. All�improvviso il legno si secc�, le foglie caddero a terra, la luce che aveva illuminato l�albero si spense e l�erba che ne incorniciava le radici appass�. Il buio cal� sulla radura e la quercia divenne un alberello avvizzito.</p><p>Phos guard� a terra e si sedette su una delle radici. Nihal aveva la pietra nella palma della mano. Sembrava pi� opaca: era bianca, quasi come la pietra centrale, attraversata da venature grigiastre. Nihal recit� la formula e il talismano fu completo. Lo vide rifulgere di una luce sfavillante e sent� che era immensamente potente, tanto da sfuggire a ogni controllo. Era giunta al termine del viaggio.</p><p>�Cosa farai ora?� chiese a Phos.</p><p>Il folletto scroll� le spalle e la guard�. �Rester� qui, ad aspettare la fine. La storia delle pietre e dei santuari del Mondo Emerso si concluder� il giorno in cui tu evocherai l�incantesimo, nel bene o nel male. Attender� quel giorno, che sia di gloria o di dolore. Tutto ci� che mi lega a questo mondo � qui.�</p><p>�Puoi venire con me, se vuoi. Siamo entrambi soli e tristi, potremmo condividere il nostro dolore.�</p><p>Phos scosse la testa. �Te l�ho detto, voglio restare qui, � questa la mia casa. Io non ho pi� nulla da fare, tu invece hai ancora molto da compiere. Il tuo sogno, il tuo ideale ti attende. I nostri destini sono diversi.�</p><p>Nihal estrasse il pugnale dallo stivale e lo guard� a lungo, tentata di sfoderarne la lama. �Tu sai dov��?� chiese.</p><p>Phos abbass� lo sguardo. �Il futuro � diventato incerto anche per noi guardiani. Non so dove sia, n� se sia libero. Adesso di certo c�� solo la tua speranza.�</p><p>Nihal ripose il pugnale nello stivale.</p><p>�Sii fiduciosa� aggiunse Phos con il sorriso gioioso di una volta, e le disse addio.</p></section><section><title><p>35</p><p>Il tiranno</p></title><p>Una goccia. Una goccia che cadeva a poca distanza da lui. Un suono ritmico, snervante, che gli penetrava le tempie come un cuneo. Non poteva vederla, perch� il buio era totale, ma la sentiva e quel suono lo faceva impazzire. Non che in quel luogo non ci fossero altri rumori pi� terribili: urla soprattutto, urla disumane, tramestio di passi, di spade. All�inizio lo avevano terrorizzato, ma ora tutte le sue percezioni erano concentrate su quella goccia monotona, che sembrava condurlo alla pazzia.</p><p>D�un tratto sent� un rumore diverso, che si avvicinava. Passi. Sorrise. Riconosceva quei passi. Non potevano che essere suoi. Sapeva che prima o poi l�avrebbe rivisto, ma non si aspettava che venisse laggi�. La prima volta che l�aveva incontrato, era rimasto sconvolto. Possibile che fosse quello il Tiranno? In quell�istante aveva capito che non sarebbe uscito dalla Rocca, non dopo che il Tiranno gli aveva mostrato il suo volto, e aveva tremato all�idea del momento in cui Nihal si sarebbe trovata faccia a faccia con lui.</p><p>La porta della cella si apr� e nella luce si stagli� la sua inconfondibile figura. Era venuto solo. Nessuno dei suoi, fatta eccezione per alcuni generali fedelissimi, l�aveva mai visto in volto. Avanz� a passi lenti.</p><p>�Quale onore! Non avrei mai creduto che venissi a trovarmi. Perdonami se non mi inchino e non ti invito a sederti, ma come vedi la mia dimora non � un granch�.� Sennar rise, ma la risata gli si spezz� in gola. Sent� qualcosa colargli dalla bocca, sangue, con ogni probabilit�. �Credevo che un sovrano come te non si abbassasse a venire in un postaccio come questo, che preferisse restare nel suo magnifico salone, sul suo trono, a riflettere sul suo sconfinato potere.�</p><p>�Dovresti sapere che il potere e il suo apparato non mi interessano.�</p><p>Sennar odiava quella voce, la sua freddezza. Sembrava che il suo interlocutore non avesse sentimenti, era imperscrutabile.</p><p>Il Tiranno si avvicin�, accese un tenue fuoco magico e lo piazz� innanzi al volto del mago. Accecato, lui chiuse subito gli occhi. La fiamma si estinse e il buio piomb� di nuovo nella cella. �Sono stati spietati con te.�</p><p>�Gi� rispose Sennar. �Mi stai facendo uccidere pezzo a pezzo. Mi domando quanto ancora ti vuoi divertire, prima di ammazzarmi.�</p><p>�Non io� disse calmo il Tiranno �il boia che ti tortura.�</p><p>Sennar rise ancora, e ancora il dolore gli mozz� il fiato in gola. �Certo� riprese quando torn� a respirare �tu non c�entri nulla, non sei tu a ordinare che mi torturino perch� ti dica ci� che vuoi sapere.�</p><p>�Io ho ordinato che ti interrogassero, non di torturarti. Non ho detto io al tuo carceriere di bruciarti con i ferri arroventati la carne.� La voce del Tiranno rimbombava nel buio della cella.</p><p>�Per� il boia mi ha fatto questo perch� sa che godi della mia sofferenza. Senza che tu glielo ordini, mi tortura per il tuo piacere.�</p><p>Il Tiranno parl� ancora, con quella voce accorata che Sennar odiava. Perch� non gli ordinava di portargli rispetto e non lo picchiava? Lo avrebbe preferito a quella calma esasperante.</p><p>�Io non provo nessuna gioia nel vederti soffrire, e il boia lo sa. Egli lo fa solo per il suo diletto; se anche gli ordinassi di non torturarti pi�, non smetterebbe. Credevo che sapessi che la natura degli uomini, degli gnomi, delle ninfe e dei folletti � perversa e crudele.�</p><p>�Che cosa vorresti dimostrare? Che sono gli altri i malvagi?�</p><p>�No� disse il Tiranno pacato. �Solo quanto l�odio possa essere potente. Tu dovresti saperlo, meglio di chiunque altro.�</p><p>Sennar raggel�.</p><p>�Ti ammiro, sai?� prosegu� il Tiranno. �Sei un uomo con il quale posso confrontarmi, per questo ti ho mostrato il mio volto, perch� volevo affrontarti da pari a pari. Sono pochi quelli con cui posso farlo.�</p><p>�Perch� strisci in basso. Solo i vermi stanno alla tua altezza� rispose Sennar.</p><p>Neppure stavolta il Tiranno si infuri�. �Gli uomini sono belve assetate di sangue, non attendono altro che il momento opportuno per colpire alla gola il proprio fratello.�</p><p>Sennar rabbrivid� e pens� alla radura. Scosse la testa. Non doveva lasciarsi incantare. Avrebbe voluto almeno vedere il volto del suo interlocutore, ma l�oscurit� glielo impediva. �Che cosa sei venuto a fare?� gli chiese. Era sempre pi� a disagio e iniziava ad avere paura.</p><p>�Quant�� che sei qui?� domand� il Tiranno.</p><p>Sennar non ne aveva idea. Per quel che ne sapeva, poteva essere chiuso l� dentro da un anno, o forse solo da un�ora.</p><p>�Te lo dico io: � quasi un mese. In tutto questo tempo non hai detto nulla. Non posso pi� attendere.�</p><p>Nella cella cal� un silenzio minaccioso.</p><p>�Non so cosa ti spinga a ostinarti nel tuo silenzio� riprese il Tiranno. �Sinceramente � un atteggiamento che non capisco.�</p><p>�Non puoi capire cosa siano la lealt� e il sacrificio� disse Sennar.</p><p>�Non sottovalutarmi� ribatt� il Tiranno. �Io ti conosco bene, ti ho capito, sai? Noi siamo molto simili.� Sennar sent� i suoi passi echeggiare nella cella. �Tu invece non mi conosci e credi che io voglia solo il potere, che sia questa la ragione che mi ha spinto ad agire. O magari per vendetta, per i torti che ho subito. Ma sbagli. Anch�io, prima di arrivare qui, ho vagato a lungo, ho cercato una risposta alle stesse domande che ora ti stai ponendo tu. Perch� credi che fossi entrato nel Consiglio? Volevo cambiare il mondo, non desideravo altro. La risposta in realt� era davanti a me, chiara come si � presentata a te, ma non volevo accettarla. C�� molto di buono a questo mondo, c�� ancora qualcosa che si pu� salvare... Basta crederci, non mi devo arrendere... Ecco cosa mi ripetevo.�</p><p>Sennar si accorse che aveva iniziato a tremare. Provava la netta sensazione che qualcosa si stesse insinuando nella sua testa e ne aveva paura. Perch� il Tiranno gli parlava in quel modo?</p><p>�Ma alla fine mi sono dovuto arrendere, cos� come spero farai tu, perch� la verit� non si pu� negare in eterno. Non c�� nulla da salvare. Ti dir� di pi�, nessuno vuole essere salvato. La natura delle razze di questa terra � assassina, quello che vogliono � poter odiare e uccidere. Perci� la guerra non ha mai abbandonato queste lande e mai le abbandoner�: perch� tutte le razze cedono alla volutt� della morte e quando si assaggia il sangue una volta, non se ne pu� pi� fare a meno. Mi capisci, vero?�</p><p>Sennar cerc� di scuotere la testa, ma una fitta di dolore glielo imped�. Gli sembrava di intuire che cosa sarebbe accaduto di l� a poco, che cosa stava gi� accadendo, ed era invaso dal terrore. Cerc� fra i suoi ricordi un incantesimo che gli permettesse di resistere a quella tortura, ma non lo trov�.</p><p>�So che ami qualcuno, lo sento. L�amore � quanto di pi� effimero esista. Non � per noi. Forse la donna a cui pensi adesso avr� creduto per un istante, nell�estasi del piacere, di amarti, ma � un�illusione. L�amore inizia e finisce nel godimento carnale, il resto � nulla. Te lo dico perch� anch�io ho amato molto, e invano. Abbandona quest�amore, se non vuoi soffrire, e unisciti a me.�</p><p>�Lasciami in pace!� url� Sennar. Intu� che il Tiranno adesso era accanto a lui, vicinissimo.</p><p>�Tutta questa sofferenza non ha senso, lo sai anche tu. Io posso penetrare nella tua mente, e lo far� se non parli. Non per infliggerti dolore, bens� perch� quel che ho intrapreso � troppo importante e nessuno potr� fermarmi. Ma soffrirai, e non voglio. Ti ammiro, te l�ho gi� detto, e ti stimo. Dimmi perch� eri nella mia Terra, dimmi cosa tramavi. Il tuo silenzio non ha senso. Questo mondo non merita neppure una tua lacrima e colei che ami non merita il tuo sangue.�</p><p>�Mi hanno gi� fatto questo discorso, e non ci ho mai creduto� disse Sennar.</p><p>Si sforzava di sorridere, ma era terrorizzato. Era un mago e per un po� avrebbe potuto opporsi, ma per quanto? La sua magia non era neanche comparabile con quella del Tiranno. Avrebbe violato i suoi pensieri, li avrebbe svelati a uno a uno, la sua anima, tutti i suoi segreti...</p><p>Il Tiranno prese tra le mani il volto di Sennar, coperto di sudore. �Tenti di resistermi?� disse.</p><p>�Forse per un po� ci riuscirai, ma io sono pi� potente di quanto immagini e sono pronto a tutto. Non ti lascer� in pace finch� non avr� saputo quello che voglio; ogni tuo pensiero sar� mio, ogni tuo desiderio. Io diventer� te, Sennar, e non avrai segreti per me, non ci sar� angolo della tua anima dove le mie dita non arriveranno.�</p><p>D�un tratto gli occhi del Tiranno emanarono un bagliore e si puntarono in quelli di Sennar. Il mago cadde in preda a un terrore folle. Quegli occhi non erano umani, nel loro verde sconvolgente covava una crudelt� senza pari. Infine, il Tiranno mostrava il suo volto spietato, quello che Sennar aveva invocato per tutta la durata di quella conversazione e che ora non avrebbe mai voluto scoprire. Sentiva che la sua mente veniva forzata, che il Tiranno tentava di penetrarvi, ma resisteva. Url� con tutto il fiato dei suoi polmoni.</p><empty-line/></section><section><title><p>36</p><p>Prima della battaglia</p></title><empty-line/><p>L�ultima parte del viaggio di Nihal fu amara. La mezzelfo scopr� che la Terra dell�Acqua era quasi tutta in mano nemica, fatta eccezione per un brandello di terra a nordest, a ridosso del confine con la Terra del Mare, che opponeva un�ultima e fragile resistenza.</p><p>Per il resto, la regione era caduta in rovina ed era gi� una landa in agonia. Erano molti i rivi prosciugati, forse ancor pi� quelli infetti; i boschi mostravano gi� i primi segni di distruzione, i villaggi rasi al suolo. Quante ninfe potevano essere sopravvissute?</p><p>Nihal inizi� a temere che non vi fossero pi� Terre libere. Ricord� l�ultima battaglia che aveva combattuto, i fantasmi che seminavano morte e terrore tra i soldati. Era un esercito a cui non si poteva resistere a lungo. Forse la sua missione era gi� finita.</p><p>Procedette comunque pi� velocemente che pot�, marci� fino a sfinirsi e le ci vollero poco pi� di due settimane per entrare nei territori liberi. Anche l� le cose non andavano bene. La gente pativa la fame, i raccolti erano scarsi, ma almeno vigeva ancora la libert�.</p><p>Appena giunta nella Terra del Mare, Nihal si rec� in un accampamento, dove mand� a Soana un messaggio, per avvisarla del suo arrivo, e si procur� una cavalcatura.</p><p>Il giorno in cui Nihal arriv� alla base, circa una settimana dopo, nevicava fitto. Del resto, era ormai quasi dicembre. Era un anno che era partita.</p><p>Nihal scese da cavallo, buss� e si apr� una porticina dalla quale si affacciarono due occhi indagatori.</p><p>�Chi va l�?�</p><p>�Nihal della Torre di Salazar, Cavaliere di Drago. Torno dal mio viaggio. Dovreste essere stati avvisati.�</p><p>La porticina si chiuse di botto e si ud� il rumore di catenacci e chiavistelli che venivano aperti, quindi i pesanti battenti si schiusero. �Bentornata tra noi� disse la guardia con un sorriso, e l�abbracci�.</p><empty-line/><p>Nihal lasci� il cavallo e si addentr� nella base. Un�aria cupa sovrastava il campo e i volti che la guardavano erano stanchi. Molti le si fecero incontro e la salutarono con una stretta di mano o un abbraccio.</p><p>Nihal cerc� Sennar con lo sguardo, nonostante il cuore le dicesse che non era l�. Dopo aver camminato fra due ali di soldati, vide qualcuno in piedi in fondo all�accampamento, che l�attendeva.</p><p>Nihal mormor� piano il suo nome, poi cammin� verso di lui sempre pi� velocemente, fino a correre e buttargli le braccia al collo.</p><p>�Sennar?� chiese subito.</p><p>�Credevamo che fosse con te� ripose Ido.</p><p>Il cuore le si strinse e Nihal cerc� rifugio fra le braccia del suo maestro.</p><empty-line/><p>La casa di Ido era come la ricordava, solo molto pi� disordinata di un tempo. Fino a quando avevano vissuto insieme, Nihal l�aveva tenuta un po� in ordine; ora evidentemente Ido aveva rinunciato del tutto alle apparenze.</p><p>Era lo gnomo, invece, a non essere pi� lo stesso. Nihal non se n�era accorta subito, perch� era troppo felice di incontrarlo e scoprire che era ancora vivo, ma Ido aveva un occhio chiuso e attraversato da una lunga cicatrice.</p><p>Da principio rimasero seduti l�uno di fronte all�altra, davanti a due bicchieri colmi di birra, in silenzio. Fu Ido il primo a cedere al peso dei dubbi che aleggiavano fra loro.</p><p>�Cos�� successo a Laio?� chiese lo gnomo.</p><p>�� stato ucciso ai margini della Terra della Notte, durante uno scontro. � morto da eroe� rispose in tono secco Nihal.</p><p>Ido abbass� il capo sul bicchiere e tacque a lungo. Quando torn� a guardarla, fu per rivolgerle un�altra domanda. �E Sennar?�</p><p>�� stato ferito pi� di un mese fa nella Terra delle Rocce e mi ha costretta a lasciarlo indietro.� Nihal guard� lo gnomo e cap� che non c�era bisogno di spiegargli altro, che sapeva quanto dolore le fosse costata quella scelta.</p><p>�Mi ha detto che non appena si fosse rimesso mi avrebbe raggiunta qui� prosegu�. �Aveva una gamba rotta, credo che gli ci sia voluto un po� per guarire, per�... ho paura che sia successo qualcosa... Non mi ha mandato neppure un messaggio.� Le lacrime che aveva trattenuto fino a quel momento iniziarono a scendere lente sulle sue guance. Quando Nihal alz� lo sguardo, le parve che Ido fosse invecchiato di colpo.</p><p>�Sennar � uno dei maghi migliori di questa terra� disse lo gnomo. Le pos� una mano sul capo e le accarezz� i capelli. �Non gli sar� successo niente di male. Arriver� presto.�</p><p>Nihal si asciug� le guance. �Che cosa hai fatto all�occhio?� chiese.</p><p>Ido sorrise. �Uno scambio di cortesie con Deinoforo, il Cavaliere di Drago Nero che ti costrinse a combattere contro il fantasma di Fen. Io gli ho staccato una mano e lui si � preso il mio occhio.�</p><p>�Vuoi dire che...� inizi� Nihal.</p><p>�Gi� rispose Ido con noncuranza �ho un occhio solo.� Le diede un buffetto sulla guancia. �Non starai piangendo per me? Guarda che non � stata una gran perdita, mi resta sempre l�altro. Ci vedo bene come prima.� Sorrise, ma fu un sorriso amaro.</p><p>�Com�� successo?�</p><p>Ido si appoggi� allo schienale della sedia e bevve un lungo sorso di birra. �� accaduto il giorno che siamo stati sconfitti� inizi�, quindi raccont� a Nihal gli avvenimenti dei mesi che erano seguiti alla sua partenza: il primo duello con Deinoforo, l�addestramento con Parsel, il modo in cui Soana lo aveva aiutato. La mezzelfo ascolt� in silenzio, cercando di mascherare l�emozione. Trasal� soltanto quando Ido le rivel� il segreto nascosto nel passato di Reis.</p><empty-line/><p>Quando Ido ebbe terminato la sua storia, prese la pipa da una tasca e l�accese. Dietro i primi sbuffi di fumo, si accorse che Nihal aveva gli occhi lucidi.</p><p>�Ora sei agli ordini di Londal, dunque� comment� lei.</p><p>Ido scosse la testa. �Non mi importa dare o ricevere ordini. Ci� che conta � poter combattere ancora contro il Tiranno. Londal inoltre � un uomo intelligente e un abile generale; ha capito la situazione e non mi ha mai trattato con meno rispetto di quello che avrebbe riservato a un suo pari.�</p><p>Di nuovo cal� il silenzio fra loro. Mentre Nihal beveva la sua birra tutta d�un fiato, Ido si concesse qualche istante per guardarla. Era felice di averla finalmente l� di fronte a lui, dopo avere sentito la sua mancanza per mesi; l�affetto che Nihal gli dimostrava era una delle poche cose che riuscivano ancora a farlo sentire orgoglioso e a smuovere sentimenti sopiti da tempo. Lei per� non era pi� la ragazza di un tempo, in viaggio doveva esserle accaduto qualcosa che non gli aveva detto.</p><p>Quando aveva saputo della morte di Laio e della scomparsa di Sennar, lo gnomo aveva scoperto che le tante avventure alle sue spalle non erano bastate a temprarlo contro il dolore, ma aveva cercato di dissimulare la propria sofferenza per non gravare ancora di pi� il fardello di Nihal. Ora per� cap� che era giunto il momento di parlarne e le chiese di raccontargli come fosse andata.</p><p>Apprese cos� del comportamento eroico del giovane scudiero, della sua morte fra le braccia di Nihal, della fuga durante la quale Sennar era stato ferito, della permanenza nella grotta e del momento in cui si erano dovuti lasciare. Ido not� il rossore sulle guance della mezzelfo a un certo punto del racconto, ma quando scese il silenzio cap� che la sua allieva aveva finalmente trovato se stessa.</p><p>Nihal gett� il suo pugnale ancora nel fodero sul tavolo. �Quando me ne sono andata, mi ha dato questo. C�� un incantesimo sopra, la sua lama briller� fino a quando lui sar� vivo, e mi indicher� dove si trova. Sennar mi ha detto che se non l�avessi trovato qui non avrei dovuto cercarlo prima di aver portato a termine la missione.� Ido guard� il pugnale e ne sent� tutto il potere. �Da quando ce l�ho, non ho avuto il coraggio di guardarlo neppure una volta� aggiunse Nihal.</p><p>�Sono sicuro che sta bene� disse Ido, bench� si rendesse conto che quelle parole erano una menzogna inutile.</p><p>�Deve stare bene� replic� Nihal con una veemenza che lo sorprese. Poi la mezzelfo abbass� lo sguardo. �Io lo amo� mormor� guardando il bicchiere.</p><p>Ido aspir� nervosamente dalla pipa e fu attraversato da una rapida successione di sentimenti: prima una sorta di indignazione, poi una gelosia paterna, infine una gran tenerezza. In fondo, Sennar era l�unico che potesse farla felice.</p><p>�L�ho sempre saputo, dalla prima volta che l�ho visto arrivare trafelato alla base� comment� alla fine lo gnomo.</p><p>�A me invece ci � voluto tanto per capirlo, ma ora � l�unica certezza che ho� disse Nihal. �Ho cercato a lungo e dappertutto un motivo per vivere e ce l�avevo al mio fianco� continu�. �Ora � per lui che lotto, � per lui che batter� il Tiranno. Non mi interessa pi� la vendetta, tutto quello che voglio � un mondo in pace, dove poter vivere con Sennar. Mi rendo conto che rispetto agli ideali che muovono te e molti altri in questo esercito il mio � uno scopo piccolo ed egoistico, ma...�</p><p>�L�amore non � n� piccolo n� egoistico� la interruppe Ido. �Qualsiasi cosa ci spinga a vivere, per il solo fatto che ci d� uno scopo, non pu� essere insignificante.�</p><p>�Ho capito di non poter salvare il mondo intero, ma una vita sono in grado di salvarla. � per questo che non posso guardare il pugnale.�</p><p>�Non smettere mai di sperare� disse lo gnomo. �Quanto tutto questo sar� finito, voglio vederti assieme a Sennar, per tutta la vita.�</p><p>Nihal sorrise e lo abbracci�.</p><empty-line/><p>Subito dopo fu la volta di Oarf. Nihal si fiond� da lui e appena lo vide sano e salvo, forte come quando l�aveva lasciato, sent� di non poter trattenere le lacrime dalla gioia. Lo abbracci� a lungo, commossa, e le sembr� che perfino i severi occhi del drago fossero umidi.</p><p>Il giorno seguente sal� sulla sua groppa dopo tanto tempo. Vol� a lungo, si gett� nelle acrobazie pi� spericolate e fu felice di scoprire che, nonostante i mesi di assenza, lei e il suo drago si intendevano ancora alla perfezione.</p><p>�Tra noi due c�� un legame indissolubile. D�ora in poi non ti abbandoner� mai pi�, tutto quel che mi accadr� sar� insieme a te. Se dovr� fallire in questa battaglia, cadr� con te, ma se vincer�, sar� sulla tua groppa� disse a Oarf quando furono a terra.</p><p>Il drago alz� fiero la testa.</p><empty-line/><p>I giorni successivi furono dedicati ai preparativi della battaglia, mentre l�inverno investiva il paesaggio con i suoi rigori.</p><p>Tutti sapevano che il loro destino e quello della loro Terra si sarebbero giocati a breve e infine sarebbe stato chiaro se per il Mondo Emerso e per quello Sommerso c�era ancora speranza.</p><p>Nihal rivide Soana tre giorni dopo il suo arrivo. La maga si trovava presso il Consiglio, a deliberare circa la disposizione delle truppe lungo il fronte occidentale. Non appena aveva ricevuto il messaggio di Nihal, aveva avvisato Nelgar e aveva iniziato i preparativi per rientrare alla base.</p><p>Quando Nihal la vide, le sembr� che per Soana fosse passato pi� di un anno. La sua altera bellezza era intatta e lei era ancora nobile e maestosa come un tempo, il suo viso per� era solcato da molte rughe e il colorito era pallido, come se sul suo volto fosse impresso il segno di nuovi dolori, grandi fatiche e schiaccianti responsabilit�. Portava la stessa lunga tunica nera che indossava quando era tornata dal suo viaggio alla ricerca di Reis. Appena vide Nihal la abbracci� con trasporto.</p><p>Parlarono a lungo. Soana raccont� della sconfitta subita nella Terra dell�Acqua e di tutte le volte che lei stessa era scesa in campo per usare la magia contro il nemico; accenn� rapidamente alla ferita e alla convalescenza di Ido, ma Nihal cap� dal mutare della luce nei suoi occhi che la maga doveva avere sofferto per lo gnomo pi� di quanto desse a vedere. Nihal le raccont� del suo viaggio e dei santuari, e di come avesse perso i suoi compagni.</p><p>Quando seppe della scomparsa di Sennar, lo sguardo di Soana si incup�, ma disse anche che era sicura che stesse bene. �� il mago pi� potente che conosco, dopo il Tiranno, e sento che � ancora vivo, per te, se non altro.� Sorrise. �Devi credere in lui, credere che sopravvivr� e che potrete infine raggiungere la felicit� cui agognate.�</p><p>Nihal arross� a quelle parole. �Come...?� balbett�.</p><p>Soana sorrise. �Come ho capito che vi amate?� La fiss� per qualche istante. �Perch� sono una donna e ti conosco fin da quando eri piccola. Ci sono segreti che non si possono celare agli occhi di una donna e tutto in te parla dell�amore.� Sospir� e Nihal cap� che pensava a Fen. �Credi in questa fiammella, Nihal, e alla fine raggiungerai quel che cerchi� disse infine la maga.</p><empty-line/><p>La data della battaglia venne fissata per la fine di dicembre. Avevano due settimane per i preparativi. Le Terre libere erano in fermento, mentre migliaia di messaggi venivano mandati ovunque.</p><p>Tutti i Cavalieri di Drago furono allertati e per la prima volta da tanti anni si vide sul campo anche Raven, il Supremo Generale.</p><p>Giunse alla base una mattina, tra lo stupore di tutti. Quando Nihal lo vide, rest� senza parole. Non portava pi� l�armatura piena di orpelli che indossava di solito e perfino l�impertinente cagnolino che lo seguiva dappertutto era scomparso. Il Supremo Generale indossava una sobria armatura di ferro.</p><p>�Non potevo continuare a restare inattivo all�Accademia. Il posto di un guerriero � in battaglia e io sono ancora un soldato� disse. Poi si rivolse a Nihal, nel suo tono brusco di sempre. �Sbagliai, anni fa, quando ti misi i bastoni fra le ruote. Sei riuscita dove molti, e io per primo, hanno fallito: hai dato una nuova speranza a un popolo allo stremo.�</p><empty-line/><p>In quelle due settimane Nihal si dedic� anima e corpo all�allenamento. Temeva che i mesi di viaggio avessero infiacchito le sue capacit� di guerriero e trascorreva gran parte della giornata nell�arena, assieme a Ido, combattendo a terra e in aria, con la spada e con ogni tipo di arma.</p><p>La mezzelfo si rese conto che il suo maestro non le aveva mentito; le doti di combattente di Ido non erano state intaccate dalla perdita dell�occhio. D�altra parte, nemmeno lei aveva perso il suo smalto e le bastarono pochi incontri per ritrovare l�agilit� e l�entusiasmo di un tempo. Un paio di volte Nihal si misur� anche con altri Cavalieri, ma ormai solo Ido era in grado di starle alla pari.</p><p>Pi� combatteva con il suo maestro, pi� Nihal capiva che non poteva fare a meno di considerarlo un padre. Livon l�aveva cresciuta, le aveva insegnato a tirare di spada e le aveva indicato quale sarebbe stata la sua strada per il resto della vita. Per� era da Ido che aveva imparato cosa significasse combattere, era stato lui a spiegarle chi � il vero guerriero e a fare di lei una persona completa.</p><p>Nihal sapeva che questo non significava tradire la memoria di suo padre, al contrario, ne era il coronamento.</p><p>Alla base, Nihal ritrov� anche la sua armatura. Ido l�aveva custodita per lei e non aveva permesso che neppure un granello di polvere la sporcasse. Brillava in una cassapanca, con lo stesso fulgore del giorno in cui lo gnomo gliel�aveva regalata.</p><p>Quando la vide, a Nihal si strinse il cuore. Ricord� le parole che le aveva detto Laio, poco prima di morire: <emphasis>Avrei voluto arrivare con te fino alla fine e aiutarti a indossare l�armatura il giorno dell�ultima battaglia.</emphasis> Le tornarono alla mente tutte le volte in cui lo scudiero le aveva stretto le cinghie e i lacci prima di un combattimento.</p><p>Nel momento in cui prese in mano l�armatura di cristallo nero, Nihal cap� come doveva mettere in pratica la decisione maturata a Seferdi.</p><p>Il simbolo della casata di Nammen, lo stemma che aveva visto nel palazzo reale, le era ancora impresso nella mente. Era diviso in due parti: in quella superiore c�era un albero, per met� ricco di foglie e per met� spogliato dall�inverno, mentre nella parte inferiore c�era un astro che per met� aveva l�aspetto della luna e per met� il volto del sole. Lo stemma rappresentava lo scorrere inesorabile del tempo, poich� la Terra dei Giorni venerava sopra ogni cosa Thoolan, il Tempo, e la duplice natura dei mezzelfi, nati dalla fusione della stirpe degli uomini e di quella degli elfi.</p><p>Nihal port� il pettorale dell�armatura e il disegno dello stemma a Makrat, dallo stesso armaiolo che aveva aggiustato la spada di Ido. Gli spieg� che voleva l�incisione sopra il fregio del drago e che doveva essere di un bianco tanto lucente da stagliarsi nitida sul cristallo nero.</p><p>L�armaiolo le consegn� il pettorale due giorni prima della battaglia decisiva; lo stemma era stato riprodotto in modo mirabile, ma soprattutto era di un bianco abbacinante e Nihal non ebbe dubbi che fosse visibile anche a grande distanza. Era questo che voleva.</p><p>Il giorno in cui fosse andata nella Grande Terra per compiere il rito con il talismano, il Tiranno avrebbe visto lo stemma sul suo petto e avrebbe capito che nessuna delle malvagit� che aveva compiuto in quarant�anni di dominio era stata dimenticata, che il male causato infine sarebbe stato punito. Nihal voleva che sapesse che i mezzelfi non erano scomparsi, che non era riuscito ad annientarli, e che proprio una di loro, uscita dall�inferno, avrebbe posto fine al suo regno di terrore.</p><p>Quando vide lo stemma rilucere sul pettorale, Nihal sent� di essere pronta e cap� che la battaglia finale era cominciata.</p><empty-line/></section><section><title><p>37</p><p>L�urlo dell�ultima battaglia</p></title><empty-line/><p>Giunse infine la vigilia dell�ultima battaglia. Nel giro di una settimana le truppe si erano lentamente spostate verso i confini e quella sera, la sera prima del 21 dicembre, la frontiera delle Terre soggette al Tiranno era un�unica linea ininterrotta di accampamenti. Il mattino, l�intero esercito si sarebbe schierato e allora non un solo braccio del confine sarebbe stato sguarnito, ovunque ci sarebbero stati soldati scalpitanti e pronti alla battaglia.</p><p>Era stato deciso che Nihal sarebbe andata con Oarf al di l� della linea del fronte e che sarebbe stata scortata da Ido e Soana.</p><p>�Non voglio andare nella Grande Terra in incognito, come una ladra. Voglio arrivarci con onore, e che tutti mi notino� aveva detto Nihal durante l�ultima riunione. �Voglio che il Tiranno mi veda arrivare da lontano, che si chieda con ansia chi sia e che cosa voglia, e pensi con terrore a ci� che sta per accadergli.�</p><p>I generali avevano protestato e l�avevano pregata di adottare una condotta pi� prudente.</p><p>�Il talismano � la nostra unica possibilit� di salvezza; se verrai uccisa prima di recitare l�incantesimo, sar� la fine� aveva detto Nelgar, nella speranza di farla ragionare.</p><p>Nihal aveva scosso la testa con decisione. �Quando la mia citt� venne distrutta, scorsi dal tetto della torre l�esercito nemico avanzare. Non dimenticher� mai il terrore che provai, e con me tutti gli abitanti della citt�, al vedere la morte venirci incontro assieme all�esercito. Voglio che il Tiranno provi quel che ho provato io.�</p><p>�� una follia, significa cercare la morte� aveva replicato Raven.</p><p>�Non andr� da sola� aveva spiegato Nihal. �Sar� scortata da Soana e da Ido. Ido mi protegger� con la sua spada e Soana eriger� intorno a me una barriera magica, almeno fino a quando non avr� portato a termine il rito; a quel punto la barriera sar� sciolta e io potr� combattere e trovarmi finalmente faccia a faccia con il Tiranno.�</p><p>L�assemblea aveva capito che la decisione di Nihal era irremovibile e alla fine, seppure a malincuore, l�aveva accettata.</p><empty-line/><p>La sera fu salutata da una neve fitta e gelida; scendeva lenta, una cortina di fiocchi sottili, ma inarrestabili. Nihal era nella sua stanza, nella casa di Ido, e non riusciva a dormire. Quando era arrivata alla base le avevano proposto di tornare nella sua vecchia casa, quella che aveva occupato per pochi mesi dopo essere diventata Cavaliere. Nel momento in cui vi aveva messo piede, per�, Nihal aveva capito che non avrebbe potuto vivere l�. C�erano troppi ricordi, era tutto identico a come lo aveva lasciato, compreso il letto di Laio, dove le sembrava quasi di poter vedere l�impronta del corpo minuto dello scudiero. Aveva preferito la casupola di Ido, dove poteva contare anche sul conforto del suo maestro.</p><p>Adesso era sola nella stanza, con l�armatura davanti a s�. Se Laio fosse stato ancora vivo, in quel momento sarebbe stato l� con lei, a lucidarle le armi. Ora quell�incombenza toccava a Nihal. Prese la spada e inizi� a pulirla. La lama non era pi� liscia e affilata come un tempo, portava i segni di numerose battaglie. Vi erano graffi e intaccature che non era possibile cancellare, ma era tagliente come la prima volta che Nihal l�aveva presa in mano, appena uscita dalla fucina di Livon. Anche la sua spada era stanca, come lei; aveva combattuto troppo, aveva assaggiato abbastanza sangue, era ora che riposasse nel fodero. Se gli d�i l�avessero aiutata, il giorno successivo quella quiete infine sarebbe arrivata, insieme ai baci di Sennar.</p><p>Pass� poi a lucidare l�armatura, bench� non ve ne fosse bisogno, perch� l�armaiolo gliel�aveva consegnata linda e brillante. Toccarla le serviva a immergersi nell�atmosfera della battaglia. Per la prima volta in vita sua, Nihal non era impaziente di combattere, lo viveva piuttosto come un doloroso dovere. Certo, una parte di lei desiderava misurarsi con il Tiranno, trovarsi faccia a faccia con lui, capire cosa l�aveva spinto per tutti quegli anni a dispensare terrore e morte. E forse, si rese conto con un brivido, in un angolo del cuore desiderava ancora la vendetta, voleva che il sangue di quell�uomo lavasse il sangue che era stato versato per causa sua. Se per� pensava a Sennar, la vendetta e la voglia di sangue scolorivano, restavano solo l�amore e il bisogno di lui, di una vita tranquilla al suo fianco.</p><p>Ci� che pi� la stup� fu scoprire che aveva paura di morire. Non le era mai successo prima, al contrario, lo aveva sperato migliaia di volte. Quando Ido le aveva svelato che trasformarsi in un�arma non era il modo giusto di essere Cavaliere di Drago, Nihal aveva iniziato a desiderare la paura della morte, ma quell�amica non le aveva mai fatto visita. L�unica volta che aveva avuto paura di morire era stato alla vigilia della sua prima battaglia, quando aveva sostenuto la prova per passare alla seconda fase dell�addestramento a Cavaliere di Drago. La battaglia in cui era morto Fen. Con un sorriso amaro, Nihal si disse che il cerchio si chiudeva: aveva avuto paura la prima volta che era scesa in battaglia e aveva paura ora, forse l�ultima volta che combatteva.</p><p>Pos� a terra l�armatura e guard� la neve che scendeva lenta fuori dalla finestra. Sapeva che avrebbe avuto bisogno di dormire, ma non poteva. Per pi� di tre anni non aveva fatto altro che aspettare quel momento e l�ultima battaglia era arrivata. Come poteva riposare?</p><p>Mentre si spogliava le capit� fra le mani il pugnale. Il fodero non lasciava intravedere la lama e nessuna luce filtrava attraverso la pelle della custodia. Su quel pugnale era scritto lo scopo per cui avrebbe combattuto il giorno seguente. Se avesse scoperto che Sennar era morto, allora non le sarebbe restato altro che odio. Ma questa volta Nihal voleva presentarsi al cospetto del suo nemico guidata soltanto dal desiderio di pace.</p><p>Strinse il pugnale, senza trovare il coraggio di sguainarlo.</p><p><emphasis>Dove sei, Sennar? Ho bisogno di te, delle tue parole, della tua voce. Ho bisogno di sapere che ci sei ancora, per poter combattere domani.</emphasis></p><p>Il terrore la invase, insieme alle voci degli spiriti che non l�avevano mai abbandonata, tanto che Nihal non si accorse che la porta si apriva e non sent� i passi che si avvicinavano.</p><p>Si riscosse solo quando Ido arriv� al suo fianco e le pos� una mano sulla testa arruffata. Nihal lo abbracci� e si strinse al petto del suo maestro.</p><p>�Hai paura?� chiese lo gnomo.</p><p>�Ho paura che Sennar sia morto. Se lui non c�� pi�, che senso ha tutto quello che sto facendo?�</p><p>Ido continu� ad accarezzarle la testa. �Lo so che � difficile, ma non devi pensarci. Non serve a niente. Non ti aiuta a prepararti alla battaglia. Se vuoi davvero conoscere la verit� aggiunse guardandola �il pugnale � al tuo fianco, non hai che da scoprirlo.�</p><p>�E se scoprissi che � morto? Non avrei pi� la forza per combattere domani� rispose lei.</p><p>�Allora non ti resta che credere e sperare. Sennar ti ama, non si far� ammazzare tanto facilmente� concluse lo gnomo con un sorriso.</p><p>Ido rest� al suo fianco e Nihal a poco a poco si calm�.</p><p>�Anch�io ho paura� disse lui in un soffio. �Ti ho sempre detto che la paura � amica del soldato, ma � un�amica pericolosa, difficile da tenere a bada. Stasera anch�io, per la prima volta, sento la morte al mio fianco e ho scoperto che in fin dei conti questa maledetta vita mi piace, mi piace proprio.�</p><p>Nihal alz� gli occhi su di lui. Ido raramente le aveva parlato cos�, rinunciando al tono burbero e insofferente che ostentava di solito.</p><p>�Non sono sicuro di uscire vivo dalla battaglia� prosegu� lo gnomo. �Domani regoler� i conti una volta per tutte con Deinoforo, e non � detto che vinca io. Per questo voglio confidarti quello che per tanto tempo ho negato persino con me stesso.� Deglut� e Nihal cap� che era imbarazzato. Sapeva quanto gli costasse parlare dei propri sentimenti. �Il riscatto che ho cercato per vent�anni sui campi di battaglia non � mai arrivato. Quel che sono stato, tutto ci� che ho fatto al servizio del Tiranno non pu� essere cancellato. Ho combattuto inseguendo quello scopo per anni, senza mai raggiungerlo. Poi sei arrivata tu.� Lo gnomo si schiar� la voce. �All�inizio mi sei sembrata una bella scocciatura, l�ultima cosa che volevo era un allievo, e una mezzelfo, per di pi�.� Ido la fiss�. �Invece sei stata la cosa migliore che mi sia mai capitata, Nihal.� Tacque di nuovo e distolse lo sguardo da lei. �Tu mi hai dato molto. Mi hai offerto la possibilit� di riscattarmi, pi� di tante battaglie e di tanti fammin uccisi. Una volta, quando litigammo, ti dissi che non eri mia figlia e che non ero tenuto e raccontarti tutto di me. Sbagliavo. Sei come una figlia per me e sono fiero di quello che sei diventata.� Lo gnomo tacque e sospir�.</p><p>Nihal lo abbracci� con forza. Aveva ritrovato un padre. �Ti sar� sempre immensamente grata per tutto ci� che hai fatto per me.�</p><p>Ido tossicchi� e sembr� voler recuperare un po� di contegno. �Abbi fede per domani� le disse �e pensa solo al tuo obiettivo finale. Devi crederci, fino in fondo, perch� ci� che desideri possa avverarsi.�</p><p>Con queste parole, Ido torn� nella sua stanza e lasci� Nihal sola.</p><p>Poco dopo la mezzelfo si assop�, il pugnale fra le mani, e il suo ultimo pensiero fu per Sennar.</p><empty-line/><p>Il campo si svegli� con lentezza e solennit�, prima che l�alba si levasse acida sul confine, a incorniciare la sagoma nera della Rocca che si stagliava in lontananza. Quando il sole fece capolino fra i rami secchi dei boschi che circondavano la base, le truppe erano gi� pronte a schierarsi.</p><p>Ido raggiunse Nihal nella sua stanza.</p><p>�Ti aiuto a indossare l�armatura� si offr� lo gnomo.</p><p>Nihal fece cenno di no con la testa. �Quest�armatura apparteneva a Laio, solo lui aveva il diritto di mettermela. Far� da sola, in onore alla sua memoria.�</p><p>Ido annu�, ma rest� nella stanza, per aiutarla a stringere i lacci dove lei non poteva arrivare. Fuori, tutto taceva. Quando Nihal fu pronta, assistette Ido nella sua preparazione. Poi presero entrambi le proprie spade e uscirono.</p><empty-line/><p>Il sole si levava su un cielo plumbeo. L�aria era gelida e a terra una spessa coltre bianca copriva ogni cosa e scricchiolava sotto gli stivali. Oarf attendeva il suo Cavaliere al centro dell�arena, imponente come sempre. Nihal lo vide spiegare fiero le ali e cap� che non era sola. Chiuse gli occhi e la calma le scese nel cuore.</p><p>La marcia ebbe inizio e le truppe giunsero in vista del confine che il sole era ancora basso all�orizzonte. I soldati si fermarono. Lungo la linea del fronte erano gi� schierati gli eserciti arrivati fin l� da ogni dove. A circa un miglio di distanza, i nemici, un insieme eterogeneo di fammin, uomini, gnomi e la moltitudine dei morti, osservavano la lunga linea scura dei loro avversari, probabilmente chiedendosi che cosa avessero intenzione di fare.</p><p>Per l�intero tragitto, Nihal aveva sentito aumentare il potere dell�amuleto a mano a mano che si avvicinavano alla Grande Terra. Ora brillava in tutto il suo fulgore sotto l�armatura e lo stemma di Nammen.</p><p>Raven si accost� a lei. Era la prima volta che Nihal lo vedeva sul suo drago, un possente animale color verde spento, vecchio forse, segnato da mille cicatrici e che doveva conoscere alla perfezione il campo di battaglia.</p><p>�Sarebbe compito mio fare il discorso prima dello scontro, ma ti cedo quest�incombenza. Se non fosse stato per te, non saremmo qui ora� disse il Supremo Generale, e con un gesto la invit� a rivolgersi all�esercito schierato davanti a lei.</p><p>Nihal arross� e si volt� a guardare Ido, alle sue spalle. Lo gnomo le sorrise. La mezzelfo si fece avanti, titubante, mentre cercava le parole da dire. Era confusa ed emozionata; l�unica cosa chiara nella sua mente era il volto di Sennar. Lev� gli occhi e vide che i soldati la guardavano, in attesa.</p><p>Nihal prese fiato. �Oggi � un giorno importante. Il pi� importante nella nostra storia. Oggi abbiamo la possibilit� di conquistare la pace. Molti di noi hanno conosciuto solo la barbarie della guerra e per tanti anni non hanno fatto altro che combattere. Oggi possiamo spezzare il cerchio dell�odio, possiamo finalmente raggiungere la pace cui agogniamo. In questi anni molti hanno sofferto. Io sono una mezzelfo. Il mio popolo ha pagato il prezzo pi� alto in questa guerra: � stato cancellato dalla faccia della terra. � per questo che combattiamo, contro l�odio, contro la crudelt�, contro chi uccide per il gusto di farlo. Se lo vogliamo, questa sar� l�ultima battaglia, il sangue che verseremo sar� l�ultimo che bagner� la nostra terra. Da domani tutto potr� essere diverso. Ognuno di noi ha un motivo che lo spinge a combattere, ognuno di noi ha una fiammella che illumina la sua vita e le d� un senso. Vorrei che oggi tutte queste fiammelle confluissero nell�unico grande desiderio di pace, che ogni colpo che ciascuno di noi vibrer� sul nemico non sia guidato dalla vendetta, ma solo dall�aspirazione alla pace.�</p><p>Nihal tacque. Ido, dal suo posto, le sorrise e annu�, e lei seppe che il suo maestro aveva capito. In quelle parole era racchiuso tutto il percorso che Nihal aveva compiuto in quegli anni.</p><p>Il silenzi� cal� sull�uditorio, poi un unico grido si lev� da un capo all�altro delle truppe e si propag� agli altri reparti, dove generali e Cavalieri avevano tenuto i loro discorsi. Poco distante, Nihal intravide anche le truppe di Zalenia, comandate da un uomo protetto da una leggera armatura e fiero sul suo cavallo. Il grido infiamm� in una sola voce tutto lo schieramento, dall�ultima propaggine della Terra del Mare, sul delta del Saar, fino al confine estremo della Terra del Sole, ai margini del deserto, e a quell�urlo il cuore dei nemici, per la prima volta, trem�.</p><empty-line/><p>Nihal si cal� l�elmo sul volto e invit� Soana a salire su Oarf. Mentre si apprestavano a partire, insieme a Ido in groppa a Vesa, la mezzelfo ebbe un presentimento e volt� il capo alla sua sinistra.</p><p>Su una rupe, vide una figura solitaria che aveva qualcosa di demoniaco. Era vecchia e curva, le vesti lacere volavano nella brezza di quell�alba lugubre, assieme ai lunghissimi capelli gialli.</p><p>Era Reis. La maga lev� un pugno verso il cielo, in direzione della Rocca.</p><p>�� giunta la tua ora, mostro!� url� con una voce intrisa d�odio. �Voglio vederti giacere nel tuo stesso sangue sgozzato come un vitello! Oggi il tuo regno di terrore � arrivato alla fine!� Si volt� verso Nihal. �Uccidilo Sheireen! Fallo a pezzi, mia creatura! Colei che ti ha creato e che ti ha donato la forza ti ordina di massacrare quel mostro!� Le sue parole terminarono in una risata selvaggia.</p><p>Nihal distolse lo sguardo. Non doveva pensare a quella vecchia, solo a ci� che si apprestava a fare. Guard� Ido e lo gnomo annu�.</p><p>Si alzarono in volo e sorvolarono il fronte, sotto gli occhi allibiti dei nemici. Soana eresse una barriera magica intorno a Nihal e a Oarf, mentre Ido si preparava a colpire.</p><p>Nulla si mosse nelle file avversarie. Erano tutti fermi a guardare verso l�alto, increduli. Nihal vol� pi� veloce che poteva, finch� nel campo nemico non ci fossero stati Cavalieri non ci sarebbe stato niente da temere. Per il momento, le truppe del Tiranno erano state prese alla sprovvista. La mezzelfo sent� che i fammin, gli uomini e gli gnomi sotto di lei percepivano l�immenso potere del talismano e capivano che il simbolo bianco sulla sua armatura era presagio di morte. Sorrise. Gli spiriti erano gi� con lei, la stavano aiutando.</p><p>La Rocca apparve innanzi a loro e Oarf si pos� a terra, seguito da Vesa. Dense nubi nere vorticavano intorno alla mole della fortezza, oscurando l�alba che cercava di rischiarare quel fatidico mattino. Persino la terra era nera, contaminata dal male che regnava in quel luogo. Non c�era uno stelo d�erba, nulla; solo terra riarsa e screpolata.</p><p>Nihal scese dal drago perplessa. Non riusciva a percepire Aster. La Rocca sembrava addormentata, indifferente.</p><empty-line/><p>Aster e Sennar erano soli nelle segrete. Era da lungo tempo che si fronteggiavano, nel silenzio pi� assoluto. Sennar cercava di nascondere il proprio segreto, Aster tentava di carpirglielo, di profanare la sua mente. Ma la lotta era impari. Il giovane mago era stremato, ferito, e il Tiranno era infinitamente potente e determinato.</p><p>Fu cos� che alla fine Sennar sent� la mente esplodergli in un delirio di dolore e colori, e tutta la sofferenza del mondo premergli con violenza alle tempie e nel cuore. Il suo amore, la sua vita, i suoi ricordi, tutto fu messo a nudo, e in fondo a quel turbine di emozioni senza pi� nome n� senso il suo segreto fu svelato.</p><p>Fu cos� che Aster seppe.</p><empty-line/><p>Nihal non aveva avuto il tempo di chiedersi la ragione per cui la Rocca era silente. Non appena era scesa sulla Grande Terra, aveva sentito il potere crescere all�improvviso sul petto. Poi, fu come se la Rocca si risvegliasse. Le nubi iniziarono a vorticare pi� rapide e violente, mentre l�immenso potere del Tiranno si destava. Nihal comprese che Aster sapeva, sent� il suo furore, la sua paura, ma soprattutto la sua determinazione. Non avrebbero potuto nulla contro di lui, se avesse scatenato il suo immenso potere su di loro.</p><p>�Recita l�incantesimo di difesa pi� forte che conosci� mormor� a Soana.</p><p>Quindi, senza perdere altro tempo, estrasse il talismano; brillava fulgido e squarci� l�oscurit� perpetua e senza luna che copriva da decenni la Grande Terra.</p><p>Nihal sent� crescere l�ira e il timore di Aster e cap� che presto la barriera eretta da Soana sarebbe stata inutile. �Ael!� La voce della mezzelfo si lev� chiara; dal cielo una lama di luce azzurrina illumin� la prima pietra.</p><p>�Glael!� continu� Nihal, e stavolta fu un raggio dorato a scendere su di lei. La Rocca inizi� a brillare sempre pi� intensamente; il Tiranno stava per evocare qualche incantesimo, che avrebbe spazzato via lei, Soana e Ido.</p><p>�Sareph! Thoolan! Flar!� grid� ancora Nihal in rapida successione, e scesero dal cielo uno di seguito all�altro un raggio blu, uno azzurro e uno vermiglio.</p><p>La Rocca era un profluvio di luce, l�incantesimo evocato da Aster era quasi giunto a compimento. Nihal si impose la calma e continu� imperterrita.</p><p>�Tareph! Goriar! Mawas!� url�, e gli ultimi raggi scesero su di lei, uno marrone, uno nero e uno bianco.</p><p>Sul mondo cal� una calma assoluta. La Rocca smise di brillare, le nubi si fermarono, il vento si plac� e ogni suono cess�.</p><p>Per un attimo nemici e amici furono attraversati dallo stesso timore, dallo stesso senso di riverenza: gli otto Poteri manifestavano il loro influsso e gli antichi d�i tornavano sulla terra. Tutti in quel momento si sentirono miseri, insignificanti, e percepirono l�imperscrutabilit� del creato. Un istante dopo ci fu un�esplosione di colori, una luce accecante.</p><p>Una sfera luminosa scese dal cielo, piccola all�inizio, poi infinitamente grande, tanto da avvolgere l�intera Rocca e tutto ci� che la circondava, fino ad abbracciare i confini ultimi della terra, oltre il Grande Deserto e oltre le acque tumultuose del Saar.</p><p>Al centro c�era Nihal. La mezzelfo percepiva l�energia che fluiva in lei e per un attimo si sent� immensamente potente, come se ogni cosa, alberi, piante e animali, fosse prostrata ai suoi piedi, come se il mondo intero le appartenesse. D�un tratto, tutto le parve chiaro.</p><p>�La tua preghiera � stata esaudita� le disse allora una voce solenne. �Ma il potere non � per te, Consacrata, � per tutti coloro che anelano alla pace. Fai buon uso di quanto ti abbiamo dato.�</p><p>Nihal non si sent� pi� padrona, ma serva; torn� in s� e si accorse che i fantasmi che fino a un momento prima affollavano il fronte erano scomparsi, dissolti nel vento, e i fammin si guardavano intorno spaesati, senza sapere cosa fare. Perfino le voci, che da tempo immemore non le davano requie, tacevano. Ce l�aveva fatta.</p><p>Non ebbe il tempo di esultare. Cadde in ginocchio. Il suo respiro si era fatto pesante e sentiva un senso d�oppressione al petto. Il talismano aveva iniziato a succhiarle la vita.</p><p>�Tutto bene?� chiese Ido, che si era piegato subito su di lei.</p><p>Nihal annu�. �Tutto a posto, � solo l�amuleto che esige il suo prezzo.�</p><p>Si alz� e sal� su Oarf, sola. Vol� alta nel cielo, in modo che tutti i soldati la vedessero. Lev� la spada e url�. Le truppe le risposero ed ebbe inizio l�ultima battaglia.</p><empty-line/></section><section><title><p>38</p><p>L�alba della riscossa</p></title><empty-line/><p>Quando il sole si liber� dalla schiavit� della terra e si affacci� sul mondo, i suoi raggi salutarono una selva di spade e lance, un groviglio di corpi che si scontravano da un confine all�altro del Mondo Emerso.</p><p>Molte battaglie si erano susseguite su quella Terra, ma questa non era come le altre e tutti, nemici e uomini liberi, lo sentivano. Ciascuno dei soldati era consapevole che quello scontro avrebbe deciso il destino del mondo, sapeva che sul filo della sua spada era scritto il futuro.</p><p>Da quando i fantasmi si erano dissolti alla luce dell�incantesimo di quella ragazza dall�armatura nera, i fammin non rispondevano pi� agli ordini e vagavano con gli occhi perduti nel vuoto.</p><p>Per chi era abituato a dare battaglia in condizioni di schiacciante superiorit� numerica, al fianco di guerrieri per i quali la vita e la morte avevano lo stesso significato, trovarsi a combattere ad armi pari era spiazzante. Ma non era solo questo a spaventarli. Percepivano un senso di ineluttabilit�, intuivano che l�ora di saldare i conti era giunta e che dopo quel giorno nulla sarebbe stato uguale a prima. Anche l�aria era diversa, vi aleggiava un presagio di morte e sconfitta. Era come se la natura rivolgesse verso i soldati del Tiranno uno sguardo maligno.</p><p>Quale fu poi l�orrore dei maghi tra le file nemiche, quando si accorsero che nessuno dei loro incantesimi aveva effetto. Provarono e riprovarono pi� volte, atterriti dalla propria impotenza, ma presto si resero conto di essere tornati semplici uomini, deboli e incapaci di difendersi.</p><p>Molti si diedero alla fuga, altri presero in mano spade che non avevano mai usato. Quel giorno gli spiriti li avevano abbandonati ed erano tutti nella palma della mano della guerriera in nero, che si batteva come una furia e si faceva largo verso la Rocca.</p><empty-line/><p>Il Tiranno era chiuso nella sua fortezza, seduto sul suo enorme trono, in una sala che ora gli sembrava immensa. Aveva avuto paura, non appena aveva sentito gli spiriti abbandonarlo e la magia rifluire dalle sue mani lontano da lui. Ma ora era calmo; sapeva che quel giorno doveva venire, e infine era arrivato. Non c�era da temere. Il Consacrato era giunto, come aveva profetizzato quel vecchio quarant�anni prima, ma il destino era ancora nelle sue mani e lo scopo finale troppo grande perch� una semplice ragazzina, una mezzelfo sfuggita alle fauci della morte, potesse spazzarlo via. Per portare a termine il suo piano, Aster era pronto a tutto. Era destino che dovesse scontrarsi con quella guerriera, ma non era detto che avrebbe perduto. Anche senza la sua magia, sapeva di essere immensamente potente, perch� conosceva le creature di quel mondo e ne leggeva con chiarezza ogni pensiero e ogni sentimento. Avrebbe combattuto con quella ragazza e l�avrebbe sconfitta, per realizzare il suo ambizioso progetto.</p><empty-line/><p>Al primo grido di battaglia, le truppe delle Terre libere si erano gettate su un nemico spaesato e confuso, e all�inizio tutto era sembrato fin troppo facile. L�esercito avversario, per�, non era composto solo da soldati semplici e traditori, ma anche da abili guerrieri e valorosi Cavalieri.</p><p>Furono proprio questi ultimi a uscire numerosi dalla Rocca, poco dopo il primo squillo del corno di guerra.</p><p>Simili a una nube nera avanzarono verso il campo di battaglia, si sparpagliarono sul fronte e si abbatterono sulle truppe delle Terre libere. Fu allora che caddero i primi soldati, bruciati dal fuoco dei draghi o feriti dalle armi dei Cavalieri di Drago Nero. Dalle retrovie si fecero avanti i Cavalieri di Drago della Terra del Sole e della Terra del Mare, e la lotta fu di nuovo ad armi pari.</p><p>Tra loro, in prima fila, c�era Raven. Da molti anni non scendeva sul campo di battaglia, ma non poteva mancare all�ultimo atto, non poteva perdere la possibilit� che il destino gli offriva di recuperare la dignit� che aveva smarrito fra i velluti dell�Accademia e di tornare a essere il guerriero di un tempo. Quella mattina era montato in groppa a Tharser, il suo drago, e ora erano l� entrambi, a godere della ritrovata eccitazione della battaglia.</p><p>Al Supremo Generale il cozzo delle spade e il clangore delle lance suonarono come un canto che gli parlava di cose perdute e lontane. Sent� la polvere in bocca e con un grido si lanci� nella mischia, imperversando dall�alto con il suo drago. Raven guid� i suoi uomini come faceva un tempo, lev� la spada insanguinata e li incit� alla carica, e ciascuno dei soldati lo segu� abbagliato: tutti si convinsero che la vittoria era possibile, finch� c�era quell�uomo con loro. Mentre calava i suoi fendenti sul nemico, a Raven parve che non fosse passato neppure un giorno dall�ultima volta che aveva combattuto, che bastava una scintilla per tornare quello di prima, e sent� che quella scintilla era scoccata. A lungo, quel giorno, Raven fu il terrore del nemico.</p><empty-line/><p>Al di l� del fronte, nelle Terre soggette al Tiranno, quell�alba non sembrava diversa dalle altre. Un sole pallido levava raggi agonizzanti sulla terra e annunciava un nuovo giorno di schiavit�. Eppure c�era chi guardava a quel sole con occhi diversi e attendeva con ansia il momento in cui un unico grido si fosse levato da lontano, oltre la Rocca, dai luoghi dove la speranza ancora non era morta.</p><p>Aires non si era risparmiata e aveva fatto un ottimo lavoro. Poco dopo la partenza di Nihal e Sennar, si era messa in viaggio con pochi compagni fidati. Dapprima aveva battuto la Terra del Fuoco, alla ricerca di uomini che potessero unirsi alla resistenza. Poi aveva varcato il confine e si era spostata nelle altre Terre. I suoi sforzi non erano destinati solo a reclutare nuove forze, le bastava veder rifiorire la speranza nel cuore di chi si era rassegnato. Voleva che il giorno della battaglia decisiva in tutte le Terre schiave vi fossero uomini pronti a sollevarsi al grido che avrebbe risuonato da un confine all�altro. Uomini disarmati, ma decisi a tutto per la libert� e dunque inarrestabili.</p><p>Aires era riuscita a mettere insieme una sorta di esercito, composto per la maggior parte di disperati. I ribelli avevano costruito e rubato armi, e avevano ideato insolite macchine da guerra volanti. Poi, il messaggio tanto atteso era arrivato. Aires si era stupita che fosse stata Nihal e non Sennar a mandarlo, e aveva capito che doveva essere avvenuto qualcosa di grave.</p><p>La mattina della battaglia, dunque, non fu una mattina qualunque per molti degli abitanti della Terra del Fuoco. Si levarono presto e si disposero ai loro posti, pronti ad attaccare i punti nevralgici del potere del Tiranno.</p><p>Quando il grido percorse come un lampo il fronte, da un capo all�altro, nessuno degli abitanti delle Terre occupate pot� rimanere indifferente. Sembr� che il tempo si fosse fermato. Gli schiavi smisero il loro lavoro e guardarono al cielo, gli aguzzini, i generali e i soldati dislocati nelle Terre occupate ebbero paura. A tutti fu chiaro che qualcosa stava per avvenire, che enormi poteri erano sul punto di scatenarsi.</p><p>Fu allora che Aires fece partire l�offensiva. Aveva organizzato gruppi armati ovunque, pronti a incanalare la rabbia degli schiavi, e in ciascuna Terra c�erano suoi uomini preparati a sobillare la rivolta. Quando l�urlo si fu estinto e la battaglia ebbe inizio, molti di quegli uomini furono martiri; riuscirono a suscitare un fuoco di paglia, violento ma breve, e vennero massacrati come agnelli. Ciascuno di loro, per�, combatt� fino alla fine, perch� sapeva che il sacrificio di alcuni avrebbe potuto determinare la vittoria di tutti. Altrove, invece, l�incendio divamp� e si diffuse rapido. Gli schiavi si ribellarono, coloro che per lunghi anni avevano sopportato il giogo di Aster impugnarono qualsiasi attrezzo assomigliasse a un�arma e combatterono.</p><p>Sembr� che il mondo fosse sul punto di capovolgersi. La rivoluzione divamp� nei campi, nelle miniere di cristallo nero della Terra delle Rocce, nel buio perenne della Terra della Notte, persino nella Terra dei Giorni ci fu chi lott�. Nessuna battaglia, per�, fu pi� grandiosa e pi� sanguinosa di quella che si combatt� nella Terra del Fuoco. Al confronto le altre furono solo scaramucce, volte pi� che altro a intontire il nemico e a sottrarre forze dal fronte, in modo che l�esercito delle Terre libere incontrasse meno ostacoli.</p><empty-line/><p>Aires e i ribelli non diedero ai soldati neppure il tempo di riprendersi dallo spavento e piombarono su di loro come un fulmine a ciel sereno. Migliaia di uomini e gnomi uscirono dal nulla armati fino ai denti e si gettarono per prima cosa sulle fucine. Travolsero i soldati di guardia e infransero le catene che gravavano i polsi e le caviglie dei loro simili; fecero razzia di armi e urlarono che il regno del Tiranno era finito, che bisognava combattere per riconquistare la libert�. Alcuni di quelli che furono liberati scapparono impauriti, ma molti impugnarono a loro volta le armi.</p><p>Poi dal cielo spuntarono le macchine volanti e iniziarono a rovesciare fuoco sulle truppe nemiche terrorizzate e disorientate. Prima innanzi a tutti, la spada sguainata e gi� rossa di sangue, stava Aires. Era l�anima della rivolta, gridava ordini e sembrava trasfigurata; non era pi� la donna bellissima e sensuale che tutti ammiravano, era una furia vendicatrice.</p><p>L�obiettivo finale era la Rocca. I ribelli non ne sapevano molto, si diceva che neppure i grandi generali del Tiranno conoscessero la pianta di quell�immensa costruzione. Ma non bast� a fermarli, erano decisi a forzare il blocco, entrare nella Rocca e distruggere tutto ci� che incontravano.</p><empty-line/><p>Per tutta la mattina la Terra del Fuoco fu un unico, enorme, campo di battaglia. I soldati cercarono di tener testa ai ribelli come meglio poterono, ma la situazione era di stallo. Da ambo le parti i morti erano numerosi e non c�era modo di sedare la ribellione.</p><p>Poi giunse l�ordine, perentorio e inaspettato: �Andate e ponete fine a questa follia. Lasciate le pendici del mio palazzo e dirigetevi verso i ribelli. Annientateli. � il vostro signore che ve lo ordina�.</p><p>Fu cos� che Semeion e Dameion, Cavalieri di Drago Nero, abbandonarono il fronte e, cosa inaudita, accorsero nella Terra del Fuoco per sedare la ribellione di quattro schiavi. Aires e i suoi videro le due figure nere avanzare quando il sole aveva da poco superato lo zenit. I due Cavalieri emersero dal fumo nero del Thal; procedevano lenti e i loro movimenti nel cielo erano perfettamente sincronizzati.</p><p>Sia i ribelli sia i nemici ci misero un po� per prendere coscienza di ci� che accadeva, poi una voce si lev�: �Siete gi� morti! I nostri signori giungono a salvarci e per voi non ci sar� pi� speranza!� url� uno dei soldati.</p><p>Le due figure ora erano abbastanza vicine da essere distinguibili. Erano identici. Aires non li aveva mai visti, ma cap� subito chi erano. Sapeva che quella Terra era governata da due gemelli, due generali del Tiranno, due spietati Cavalieri di Drago Nero. Molti dei suoi iniziarono ad avere paura. Lei strinse con pi� forza l�elsa della spada e si dispose all�attacco.</p><p>I Cavalieri si separarono e due immense lingue di fuoco, uscite dalla bocca dei draghi, avvolsero quella Terra di vulcani e incenerirono tutto ci� che trovarono sulla loro strada, amici e nemici.</p><p>Il coraggio che fino allora aveva animato i ribelli svan� e inizi� la fuga. Non bastavano il loro entusiasmo, le loro armi e quelle strane macchine volanti; neppure migliaia di loro sarebbero riusciti a sconfiggere uno di quei due Cavalieri.</p><p>Aires rest� in piedi in mezzo al campo di battaglia, incerta sul da farsi. Nel frattempo Semeion e Dameion intrecciavano complicati balletti in aria e ogni volta, alla fine di quelle evoluzioni, scendevano a terra e la morte veniva con loro. Alcuni furono trafitti dalle spade dei due Cavalieri, altri morirono consumati dalle fiamme dei loro draghi, ardenti come le lave del Thal, altri ancora furono sbranati dai draghi e sparsi a brandelli sul campo. Non c�era nulla che i ribelli potessero fare. Di fronte a quell�avanzata inarrestabile, anche i soldati semplici ritrovarono il coraggio e si gettarono su coloro che erano sfuggiti alla furia dei Cavalieri.</p><p>Aires guardava attonita, circondata dalle fiamme. Vedeva uomini che ardevano come torce aggirarsi nel fumo, il sangue che bagnava la terra. Possibile che dovesse finire tutto cos�? Possibile che il loro sogno si dovesse infrangere sulle lame di quei due Cavalieri?</p><p>Lev� la spada e con un urlo si lanci� su uno dei due, approfittando di un istante in cui era pi� vicino alla terra. Punt� al drago e vibr� il colpo con tutta la forza che aveva; affond� la spada fino all�elsa nel fianco dell�animale, con tale impeto che l�arma si ruppe e rimase conficcata nella carne. Il drago si contorse e cadde a terra, ringhiando di dolore. Il Cavaliere si volt� verso Aires e molti sguardi, amici e nemici, si appuntarono su di lei.</p><p>�Solo la paura pu� sconfiggerci!� url� Aires. La sua voce era irriconoscibile. �Gli uomini veri non fuggono, gli uomini veri combattono!� url� ancora. �Tornate indietro e battetevi, niente � perduto finch� c�� vita!�</p><p>Il volto fino allora impassibile del Cavaliere si atteggi� a un sorriso di compassione. �Hai deciso di morire dunque� disse con calma, poi sfoder� una spada spaventosa, irta di aculei e ricoperta di rune malefiche.</p><p>Aires gli rispose con una risata. �Ho deciso di combattere fino alla fine, piuttosto� url�. Gett� la spada, ormai inutilizzabile.</p><p>�Vuoi batterti a mani nude?�</p><p>�Mi batter� con te a ogni costo, anche a mani nude, perch� c�� un�arma che non puoi togliermi ed � la mia determinazione� rispose Aires.</p><p>Il Cavaliere non le diede il tempo di finire di parlare. Costrinse il drago ferito a lanciare su di lei una fiammata, ma fu debole, poich� l�animale era sofferente.</p><p>Aires riusc� a schivarla e in quell�istante vide ai suoi piedi il cadavere di un soldato, e al suo fianco una spada. La afferr�.</p><p>Il Cavaliere balz� a terra e si avvent� su di lei, costringendola a indietreggiare. Molte ferite segnavano gi� il corpo della donna e infine una stoccata and� a segno. Aires cadde, colpita a un braccio.</p><p>Rimase a terra, ma trov� il fiato per urlare ai suoi, fermi in mezzo al campo a guardarla: �Combattete, idioti! Siamo qui per vincere e riprenderci la libert� che ci spetta!�.</p><p>Un nuovo colpo la raggiunse a una mano. Aires si alz� e con un urlo riprese ad attaccare. Fu allora che i suoi uomini si riebbero e si gettarono sul nemico. Assalirono in massa l�altro Cavaliere di Drago, incuranti del fatto che molti di loro morivano prima di aver potuto indirizzare verso di lui un solo colpo. Per quanti cadevano, altrettanti erano pronti a combattere. Presto furono sul Cavaliere e lo circondarono, costringendolo a terra.</p><p>Aires continuava a battersi. Dal clamore cap� che la battaglia era ricominciata e sorrise, mentre il suo nemico la faceva a pezzi a furia di piccole ferite e stoccate andate a segno. Con ogni probabilit� sarebbero tutti morti, per mano di quei due maledetti. Ma che scelta avevano? Non potevano fare altro che sacrificarsi per ci� in cui avevano sempre creduto. In ogni caso, non sarebbe stata una morte inutile, perch� ora i due Cavalieri erano impegnati con loro e dunque non erano al fronte, a ostacolare le truppe. Nihal sarebbe potuta entrare nelle viscere della Rocca e avrebbe sgozzato il Tiranno. La loro morte avrebbe significato la salvezza di molti.</p><empty-line/></section><section><title><p>39</p><p>La guerra di Ido e Deinoforo</p></title><empty-line/><p>Ido doveva condurre Soana al sicuro; ora che l�incantesimo era stato evocato, la maga era una donna qualunque, indifesa. Lo gnomo per� era restio ad andarsene e lasciare Nihal sola al di l� del fronte, innanzi alla Rocca e alla desolazione della Grande Terra, dove presto sarebbero accorse schiere di nemici decisi a impedirle l�accesso alla dimora del loro sovrano.</p><p>�Non temere per me, so quel che faccio. Soana non pu� rimanere qui e tu hai una battaglia da portare a termine� disse Nihal al suo maestro.</p><p>Ido fece salire Soana sulla groppa di Vesa e vol� via. Sapeva che il destino della sua allieva era legato a quello del Tiranno, che Nihal era da tempo destinata a varcare le soglie di quel palazzo e scontrarsi con lui.</p><p>Lasci� la maga molto al di l� del fronte, dov�era certo che fosse al sicuro. Quando la salut�, cap� quanto doveva essere difficile per lei attendere impotente la fine di quella giornata.</p><p>�� anche grazie a tutto ci� che hai fatto in questi anni che ora siamo qui� le disse prima di salutarla.</p><p>La maga abbass� il capo per qualche istante, poi torn� a guardarlo. �Cercherai Deinoforo?� chiese.</p><p>�S�. E concluder� per sempre questa storia.�</p><p>Soana gli sfior� una mano. �Stai attento.�</p><p>Ido abbass� la celata dell�elmo e alz� la spada in segno di saluto. �Ci vedremo stasera� disse e si lev� in volo.</p><empty-line/><p>Lo gnomo si mise subito alla ricerca del suo nemico, ma Deinoforo non si fece vedere a lungo. Ido si diede da fare con i soldati semplici e con i Cavalieri minori. Non si risparmi� e lott� con tutte le sue forze. Memore del suo ultimo tragico errore, non si distrasse mai e pi� di una volta giunse in soccorso di un compagno in difficolt�, ma l�ansia cresceva.</p><p>Quella era l�ultima opportunit� che aveva di chiudere i conti con Deinoforo. Seguit� a combattere e, a mano a mano che le ore passavano e il sangue si accumulava sulla spada, era sempre pi� impaziente di vedere la figura vermiglia del suo avversario stagliarsi all�orizzonte, sul grigio opaco delle nuvole di quel mattino.</p><p>Ido fu tra i migliori in campo e riusc� a guadagnare terreno, tanto che si ricongiunse a Nihal. La vide da lontano, mentre sorvolava il campo e si batteva insieme a Oarf. Era assorta nella sua missione, lo sguardo rivolto alla Rocca.</p><p>Lo gnomo riusc� ad avvicinarsi in volo alla mezzelfo. Il sole era alto, quasi allo zenit, e Ido vide che le loro truppe erano penetrate per un buon tratto nella Grande Terra. La Rocca si stagliava innanzi a loro pi� imponente che mai. �Vedo che hai fatto un buon lavoro� disse a Nihal, approfittando di una pausa.</p><p>La sent� respirare affannosamente sotto l�elmo e si preoccup�. Non poteva essere solo la stanchezza, quando lottava Nihal aveva una grande resistenza.</p><p>�Come vedi, me la cavo meglio se non ci sei� disse lei con una risata, poi riprese ad ansimare. �Hai sconfitto Deinoforo?�</p><p>�Non l�ho nemmeno visto� rispose Ido.</p><p>�Hai rinunciato?�</p><p>Lo gnomo si deterse il sangue e il sudore dalla fronte. �Non dire idiozie, sto solo aspettando che si faccia vivo.�</p><empty-line/><p>Non appena il sole super� lo zenit, annunciando l�inizio del pomeriggio, Deinoforo fece la sua comparsa sul campo. D�un tratto Ido vide alzarsi del fumo davanti a s� e numerosi soldati fuggire colti dal panico. Due ali di uomini si aprirono e lo gnomo si trov� di fronte l�imponente drago che gli sbarrava la strada. In groppa all�animale, spiccava la fiammeggiante armatura rossa del suo nemico. L�ora era giunta.</p><p>�A quanto pare siamo all�ultimo atto� disse Deinoforo.</p><p>Ido tacque. Il sangue gli sal� alle tempie e lo sguardo vol� al braccio del Cavaliere. Al posto della mano perduta c�era un arto meccanico, il cui metallo baluginava alla luce del pallido sole.</p><p>�Stavolta non mi accontenter� di nulla di meno della tua vita� aggiunse il Cavaliere di Drago Nero.</p><p>�Non credere che per me sia diverso� rispose Ido. Lev� la spada in segno di saluto e Deinoforo fece altrettanto.</p><p>Si scagliarono l�uno contro l�altro e si alzarono in cielo facendo cantare le spade.</p><p>Dapprima si studiarono, e lo stesso fecero i draghi che, al pari dei loro Cavalieri, avvertivano la fatalit� dello scontro. Ido e Deinoforo fraseggiarono con le spade, intrecciarono complessi arabeschi di parate e attacchi fra le scintille che scaturivano dall�urto delle armi. I draghi contraevano i fianchi e scartavano di lato per schivare i colpi e i Cavalieri si contorcevano in sella per dar forza ai fendenti ed efficacia alle mosse di difesa.</p><p>Ido not� subito che gli strani bagliori che illuminavano l�armatura di Deinoforo erano spenti e la sua spada brillava solo per il riverbero della luce del pomeriggio. Dunque era stato un incantesimo a rendere invincibili quella spada e quell�armatura, ma Nihal con il suo rito lo aveva spazzato via.</p><p>Combatterono a lungo, senza che nessuno dei loro colpi andasse a segno: sembravano divertirsi, a rincorrersi e sfuggirsi con le spade, quasi stessero giocando. Poi Ido fint� e una stoccata raggiunse l�armatura di Deinoforo; il colpo era stato abbastanza vigoroso e la corazza venne scalfita. I due si separarono.</p><p>Ido scoppi� in una risata, mentre cercava di riprendere fiato. �Oggi non hai nessuna diavoleria magica dalla tua� disse. Indic� il metallo danneggiato.</p><p>Deinoforo riprese fiato. �Non sar� certo questo a impedirmi di prendere la tua testa.�</p><p>Si gett� su Ido con violenza e lo scontro riprese. Sotto di loro la battaglia infuriava, migliaia di uomini cadevano per forzare i pesanti battenti della Rocca o per proteggerli, ma per i due Cavalieri c�erano soltanto il cielo e il nemico.</p><p>A ogni scontro con Deinoforo, Ido vedeva venirgli incontro tutto il suo passato, con il suo seguito di fantasmi e di rimorsi. Ripensava a suo fratello Dola, ai molti nemici che aveva sconfitto e al Tiranno, all�orribile eredit� che gli aveva piantato nel cuore e a tutto ci� che gli aveva sottratto, suo padre e suo fratello per primi. Intensific� gli attacchi, ma sapeva che il duello vero ancora non era iniziato.</p><p>Poi, quando Ido non se l�aspettava, la mano meccanica di Deinoforo lo agguant� con una presa decisa, mentre cercava l�unico occhio rimasto.</p><p>Ido si difese con un fendente. La mano metallica moll� la presa, ma si port� via un brandello di pelle. Lo gnomo vide di nuovo tutto rosso, come il giorno in cui era diventato orbo. Spaventato, si rannicchi� su Vesa e fugg�.</p><p>Stavolta fu Deinoforo a ridere. �Vedo che ricordi quel giorno, Ido. Anch�io non posso dimenticarlo, perch� prima di allora nessuno era riuscito a farmi neppure un graffio, sul campo di battaglia. Tu fosti il primo e per questo non potr� mai perdonarti, fino a quando non ti avr� fatto a brandelli e avr� ripagato la mano che mi rubasti. Per questo ti odio, e perch� tradisti.�</p><p>Ido cerc� di riprendersi dal dolore e si asciug� il sangue che gli colava sul viso e gli annebbiava la vista. Deinoforo alz� la spada innanzi a s� e si lanci� su di lui.</p><p>Iniziarono a combattere con pi� foga. Molti colpi andavano a segno da ambo le parti e le armature si riempirono di ammaccature. Ido riusc� a ferire Deinoforo a un fianco, in profondit�, nel punto in cui la corazza si innestava sulla parte inferiore dell�armatura. L�avversario rispose colpendolo con violenza al braccio.</p><p>Sfiancati, si separarono un�altra volta. Rimasero per un po� a studiarsi, con odio e ammirazione, e in cuor loro gioivano, perch� l�avversario che avevano davanti era fuori dal comune.</p><p>�I veri guerrieri si affrontano a terra� disse Deinoforo, e ripose la spada nel fodero. �Ti propongo di continuare lo scontro senza i draghi.�</p><p>Ido annu� e ripose a sua volta la spada nel fodero; aveva troppa stima del suo avversario per sospettare che si trattasse di un trucco e che Deinoforo intendesse approfittare di quella pausa per colpirlo.</p><empty-line/><p>Scelsero un luogo isolato, lontano dal clamore della battaglia. Mentre si preparavano a continuare il duello, Ido dovette ammettere con rabbia che quell�uomo era un vero Cavaliere. Sapeva come stare su un campo di battaglia e, sebbene militasse nell�esercito del Tiranno e fosse spietato, aveva un suo codice d�onore.</p><p>�Non credo che il tuo capo sarebbe contento di te. Avevi l�occasione di ammazzarmi a tradimento e non l�hai fatto� disse Ido, mentre puliva dal sangue la spada.</p><p>�Il mio Signore sa com�� fatto questo suo servo, mai mi chiederebbe di venir meno a ci� in cui credo. Mi conosce meglio di chiunque altro.�</p><p>Ido rise. �Come puoi stare in quell�esercito di bestie? Proprio tu che hai militato nelle nostre file. Mi ricordo di te, Debar.�</p><p>Deinoforo sussult�. �Anch�io mi ricordo di te e dei tuoi patetici insegnamenti.�</p><p>�Insegnamenti che usi tuttora, a quanto ho avuto modo di vedere� replic� Ido.</p><p>Deinoforo si volt� di scatto. �Credi che il tuo esercito sia migliore? Non hai visto i tuoi leali uomini gettarsi sui fammin indifesi e spaesati, e ridere mentre li facevano a pezzi? Ti sembra un comportamento da guerrieri?�</p><p>Era vero. Non appena i soldati delle Terre libere si erano accorti che i fammin non erano pi� una minaccia, in molti si erano lanciati su di loro per massacrarli. Ido aveva cercato di impedirlo, uccidere i fammin ora che erano senza difese era da codardi, inutile e crudele, ma la strage era continuata.</p><p>�A questo non sai rispondere, eh, Ido?� continu� Deinoforo. �Hai abbandonato il nostro Signore per unirti a questa gente che striscia nel fango.�</p><p>�Io fuggii dalla spietatezza del Tiranno, da un mostro che mi costringeva a massacrare degli innocenti� ribatt� Ido. �Tu combatti per chi ci toglie ogni speranza.�</p><p>�Combatto per l�unico che pu� dare speranza a questo mondo� rispose Deinoforo. �E lo dico perch� mi parl� e mi tolse dall�errore in cui navigavo. Mi indic� la strada della salvezza. Perch� questa terra non ha mai raggiunto la pace, Ido? Te lo sei chiesto?�</p><p>�Finch� ci sar� gente come il mostro per il quale combatti, non ci potr� mai essere pace.�</p><p>Deinoforo non fece neppure caso a quelle parole. �Perch� la gente di questo mondo � incapace di governarsi, perch� lasciata a se stessa non fa altro che uccidersi. Furono l�odio e la meschinit� della gente per cui ora combatti a togliermi tutto. Furono i miei stessi compagni d�armi, le persone che mi avevano visto crescere, a violentare mia sorella e a linciare la mia famiglia. Io mi salvai per miracolo. Vagai per mille contrade, fuggii da me stesso e da ci� che ero stato, senza avere pi� nulla in cui credere, e quando giunsi al fondo della disperazione fui fatto prigioniero dal Tiranno. Egli mi svel� tutto. Mi raccont� della guerra dei Duecento Anni, della falsa pace di Nammen, dell�odio che da sempre percorre queste lande. Mi disse che tutto sarebbe finito, con Lui. Quando le Otto Terre saranno soggette solo al Suo comando, ci saranno pace e giustizia ovunque. Per questo ho abbandonato il vostro esercito, per entrare nella Sua Luce. E per questo ti batter�, Ido, tu che hai tradito.�</p><p>Si tolse l�elmo e Ido riconobbe il giovane che aveva militato con lui, i capelli ricci, gli occhi grigi e pensosi. Non era cambiato molto, aveva il volto pi� adulto e tormentato, ma era lo stesso di allora. Anche Ido si tolse l�elmo ed esib� la cicatrice che gli solcava mezza faccia.</p><p>Deinoforo sguain� la spada e lo gnomo non fu abbastanza pronto. La lama nemica lo fer� a una gamba. Cadde in ginocchio e Deinoforo sollev� la sua arma, pronto a dargli il colpo di grazia. Ma Ido non era sconfitto e il combattimento riprese. Mand� a segno altri due colpi e Deinoforo inizi� a perdere molto sangue. Entrambi caddero a terra e lo scontro riprese con furia, ma ormai erano allo stremo, feriti e stanchi.</p><p>�Puoi ingannare tutti gli altri con questo tuo edificante raccontino� inizi� Ido �ma non me. Io ho combattuto con il Tiranno e so quali sono i motivi che spingono a diventare suoi gregari. Pace? Armonia? Vendetta, piuttosto. Anch�io rimasi al suo servizio per saziare la mia voglia di uccidere, perch� c�erano sempre nuove battaglie da combattere, nuovi nemici da sconfiggere e sangue a volont�. Tu non lo fai per altro che per questo.�</p><p>Deinoforo si scagli� di nuovo su di lui. I loro colpi ormai erano imprecisi, ma la battaglia era giunta al culmine. D�improvviso, ciascuno dei due rappresentava per l�altro tutto ci� che aveva cercato di seppellire in fondo a se stesso, e lottavano per sopravvivere.</p><p>�Tu non sei degno di giudicare n� me n� il mio Signore� disse Deinoforo nella foga del duello colpendo Ido al petto.</p><p>Lo gnomo cadde a terra, ma la corazza aveva attutito il colpo. Deinoforo fu su di lui con un balzo e cerc� di infliggergli la stoccata finale. Ido la schiv� spostandosi di lato.</p><p>�Smettila di raccontarti menzogne� ribatt� lo gnomo, e di nuovo vide gli occhi del suo avversario brillare.</p><p>�Taci!� gli intim� Deinoforo.</p><p>Ido si alz� in piedi; il dolore al petto era terribile e dovette sorreggersi alla spada. �Tu stai con il Tiranno soltanto per vendicarti� prosegu� �il resto sono fandonie, e lo sai. Quanti innocenti hai ucciso? Credi di essere diverso da coloro che hanno assassinato la tua famiglia?�</p><p>Ido vide il dubbio farsi strada negli occhi del suo rivale e cap� di aver toccato i tasti giusti, ma presto quel barlume di incertezza venne sommerso dall�ira. Deinoforo riprese in mano la spada e si lanci� sullo gnomo.</p><p>Ormai non era pi� un duello, era quasi una rissa, una lotta senza quartiere. I movimenti dei due erano scoordinati e quasi nessun colpo andava a segno. Ido si costrinse a combattere con pi� convinzione e quando vide l�elsa della sua spada, stretta nella mano insanguinata, d�un tratto ricord� tutto ci� che lo aveva portato su quel campo di battaglia, gli anni di guerra e la sensazione di non poter riscattare il male compiuto. Ritrov� le ragioni che l�avevano spinto ad affrontare Deinoforo. Doveva affermare la sua scelta, l�imperativo morale che lo aveva salvato quando aveva abbandonato le truppe del Tiranno.</p><p>Strinse la mano sull�elsa della spada e riprese a combattere, aggrappato alle ultime energie che gli erano rimaste. Il suo scatto stup� Deinoforo, che indietreggi� preso alla sprovvista.</p><p>Ido vide l�atteggiamento del suo avversario mutare davanti ai suoi occhi. Sembrava che le sue forze si fossero esaurite, che si sentisse gi� sconfitto e avesse perso la voglia di combattere, nonostante fosse in vantaggio. Un colpo raggiunse Deinoforo a tradimento al ventre, sotto l�armatura, dove gi� una volta la spada di Ido aveva trovato la via facile, ma stavolta la lama si immerse in profondit� e il Cavaliere cadde al suolo.</p><p>Ido guard� il sangue del suo nemico bagnare la terra e allargarsi lento in una chiazza rossastra, e cap� d�averlo sconfitto. Sent�, amaro, il sapore della vittoria.</p><p>�Hai smesso di combattere...� mormor� Ido, mentre riprendeva fiato. Si era accorto che Deinoforo aveva abbassato la guardia. �Perch� ti sei fatto ammazzare?�</p><p>Deinoforo respirava a fatica e accenn� un sorriso. �Non c�� nulla da dire, mi hai battuto. Ma sono felice che sia stato tu, morir� per mano del Cavaliere pi� forte del campo.�</p><p>Lo gnomo vide Deinoforo chiudere gli occhi e cadde a terra sfinito. Quando sent� che il suo nemico aveva smesso di respirare, senza sapere perch�, inizi� a piangere. Piangeva per Deinoforo, per suo fratello, per la guerra e il sangue versato. Poi, il buio cal� su di lui e sulle sue lacrime.</p><empty-line/></section><section><title><p>40</p><p>La guerra di Nihal e Aster</p></title><empty-line/><p>Quando Ido l�aveva lasciata, Nihal aveva indietreggiato per portarsi pi� vicino al confine e aveva iniziato a combattere, dapprima sola, poi circondata dalle truppe delle Terre libere, che nel frattempo avevano sfondato la linea del fronte.</p><p>Si avvicinava sempre pi� alla Rocca. A un tratto alz� lo sguardo e si accorse che la fortezza del Tiranno la sovrastava. Nihal non l�aveva mai vista tanto da vicino: era nera, un groviglio di pinnacoli, statue e mostruosi ornamenti. Le truppe stavano combattendo tra i suoi enormi tentacoli, ciascuno dei quali si allungava minaccioso verso una Terra del Mondo Emerso. Come tutte le cose terribili, la costruzione era di una bellezza inquietante: il tetto era acuminato e lambiva il cielo in un sogno di dominio senza fine, mentre la sua base era larga e massiccia. I nemici uscivano a migliaia dai tentacoli e dai passaggi segreti, ma molti di loro erano fammin che vagano spaesati per il campo, per poi essere trucidati.</p><p>Per qualche secondo Nihal rest� con gli occhi al cielo, soggiogata dalla grandezza di quella costruzione, dal senso di oscuro mistero che emanava, insieme a un�attesa gravida di minaccia. Poi si riscosse e riprese a combattere. La potenza dell�amuleto le mozzava il fiato in gola. Nihal sentiva le energie fluire dalle otto pietre del talismano, che a poco a poco si intorbidavano sempre pi�.</p><p>Si batteva con coraggio e con foga, in groppa a Oarf, mentre vedeva la Rocca ingigantirsi e i portoni che la chiudevano farsi sempre pi� vicini.</p><p>Infine, quando il pomeriggio aveva steso le sue dita sulla piana, Nihal giunse con un drappello a ridosso dei battenti neri.</p><p>I soldati approntarono un ariete e iniziarono ad abbattere le porte; forse un tempo c�era stato un incantesimo a vincolarne la serratura, ma ora erano solo due pesanti pezzi di legno che cedevano sotto i colpi dell�ariete. Non ci volle molto per vincerne la resistenza e si abbatterono al suolo con un tonfo.</p><p>Nihal lev� la spada. �Avanti!� url� con quanto fiato aveva in corpo.</p><p>In quell�istante pens� a Seferdi, al suo portone divelto, e gio� all�idea che stava restituendo al Tiranno parte del male inflitto alla citt�.</p><p>Quell�attimo di distrazione rischi� di esserle fatale.</p><p>Un nemico, alle sue spalle, stava prendendo la mira con l�arco, forse inconsapevole che con quel gesto era sul punto di decidere le sorti della guerra.</p><p>Raven, occupato a ristabilire la calma in mezzo alla mischia esultante, vide l�arco lontano puntato contro la loro unica speranza e non esit�. Si lanci� nella direzione della freccia e si frappose sul suo cammino.</p><p>Nihal ebbe solo il tempo di voltarsi e vedere la freccia destinata a lei penetrare con facilit� la corazza del Supremo Generale e conficcarsi nel suo petto. La mezzelfo cap� che cos�era accaduto e rimase ferma a guardare la morte di un vecchio nemico che le aveva salvato la vita.</p><p>Per ironia della sorte, ad aprirle la strada era stato proprio chi in passato aveva fatto di tutto per chiudergliela.</p><p>�Vai!� disse Raven, prima di cadere dal drago e rotolare a terra.</p><p>Fu l�ultimo ordine del Supremo Generale e Nihal obbed�. Si volt� verso le porte sfondate e con un urlo si precipit� dentro, in groppa a Oarf, seguita da molti uomini.</p><empty-line/><p>L�interno della Rocca era invaso dall�oscurit�. Nihal si trov� in un corridoio dalla volta a sesto acuto, tanto ampio che Oarf poteva passarci comodamente. Lo percorsero in un silenzio assoluto, quasi quell�immenso palazzo fosse disabitato.</p><p>Nihal non riusciva a percepire nulla, nonostante l�incantesimo avesse acuito le sue capacit�. Eppure il Tiranno doveva essere l�: vie di fuga non ce n�erano, la piana era invasa dagli eserciti. A lungo, Nihal e gli uomini entrati con lei non sentirono altro che i propri passi sul pavimento. Poi, da lontano, giunse un rapido scalpiccio. Guardie in avvicinamento.</p><p>Nihal brand� la spada innanzi a s�. In breve la sala si riemp� di innumerevoli creature mostruose, di una razza indefinibile. Somigliavano ai fammin, ma erano pi� piccoli, glabri e magrissimi; la pelle rossiccia si tendeva sulle loro ossa innaturalmente lunghe. Erano armati e si gettarono sul nemico senza esitare. Il Tiranno doveva aver dato vita a quei servi senza ricorrere alla magia, tramite l�incrocio di razze o per mezzo di qualche alchimia.</p><p>Lo scontro nel corridoio fu lungo e sanguinoso. Nihal combatt� con la spada, mentre Oarf si abbatteva con la forza delle sue mascelle su quegli esseri sciancati, eppure incredibilmente forti e agguerriti. Sembravano non finire mai; non appena una fila veniva abbattuta, subito ce n�era un�altra pronta a immolarsi.</p><p>Nihal a un tratto cap� che era giunto il momento di andare avanti con Oarf. Cos� avanz� di quel tanto che bastava per lasciarsi alle spalle i soldati, quindi ordin� al drago di sputare fuoco. Una strada lastricata di corpi bruciati si apr� innanzi a lei. �Chi pu� mi segua!� url�, e riusc� a forzare il blocco con alcuni dei suoi.</p><p>Si allontanarono e sbucarono in una vasta sala. Era completamente vuota e pi� buia del corridoio. Le pareti per� brillavano di una luce sinistra: cristallo nero. Nihal e i suoi ripresero ad avanzare. Furono attaccati da una moltitudine di quegli esseri disgustosi, ma Oarf li spazz� via con le fiamme.</p><p>Superarono molti corridoi e stanze tutte identiche e vuote, e si ritrovarono in uno spazio aperto. Doveva trattarsi di un�arena. In un angolo, infatti, c�erano enormi rastrelliere per le armi, ora vuote, e numerosi ceppi, le cui catene erano tanto massicce da poter trattenere dei draghi.</p><p>Nihal si alz� in volo con Oarf, nella speranza di individuare il luogo dove Aster si nascondeva, ma non c�era nulla che la aiutasse a orientarsi. Su un lato dell�arena si innalzava il corpo della torre centrale della Rocca, trapunta da un�infinit� di finestre, di cui molte illuminate. Erano disposte in modo irregolare, quasi casuale. Quella costruzione aveva l�aria di essere una sorta di labirinto.</p><p>Nihal inizi� a scendere. Fu allora che il suo sguardo cadde su un dente lontano della Rocca. Era basso e tozzo, e in parte sembrava sprofondare nelle viscere della terra. Sui lati si aprivano anguste finestre, chiuse da pesanti sbarre. Prigioni. Nihal sent� un tuffo al cuore. Sennar poteva essere l�. Sennar era l�!</p><p>Ebbe l�impulso di correre in quella direzione e cercarlo, ma si trattenne. Aveva promesso di portare a termine la missione. Salvarlo e non abbattere il Tiranno sarebbe stato inutile, nel mondo di Aster non c�era posto per loro due. Doveva trovare quel maledetto il prima possibile.</p><p>Non appena Oarf si fu posato a terra, Nihal si guard� intorno e si rese conto che il drago non sarebbe potuto entrare nelle stanze che le si paravano di fronte; intravedeva solo aperture piccole, a misura d�uomo o poco pi�.</p><p>�Devo abbandonarti qui, non puoi pi� seguirmi� disse dopo essersi voltata verso Oarf. Il drago rispose con un grugnito di diniego, ma Nihal gli accarezz� il muso. �Combatti qui, trattieni le guardie, anche cos� mi sarai utile. Ci vedremo quando torner� vittoriosa� disse, e per la prima volta da quando lei e il suo drago si conoscevano, gli diede un timido bacio sul muso. Poi si lanci� verso una delle porte.</p><p>C�era ancora qualche uomo con lei, ma erano pochi. Attraversarono molti saloni, stanze zeppe di libri, sale d�armi; sembrava di girare in tondo, senza riuscire a individuare la meta. Di tanto in tanto qualche sentinella cercava di sbarrare loro la strada, ma Nihal le spazzava via senza difficolt�. Alcuni dei suoi soldati rimasero indietro a combattere, altri caddero negli scontri.</p><p>Il tempo trascorreva inesorabile e quando la mezzelfo guard� fuori da una delle finestre, si accorse che era pomeriggio inoltrato. Doveva agire in fretta. Quando il sole fosse calato, avrebbe trascinato con s� ogni speranza.</p><p>Il dolore che le attanagliava il petto aveva iniziato a diffondersi a tutto il corpo e una stanchezza profonda si impadroniva di lei; le pietre del talismano erano sempre pi� scure.</p><p><emphasis>Non prima di aver compiuto quel che devo. Non prima di averlo rivisto e salvato.</emphasis></p><p>Giunse infine in una sala immensa, alta decine di braccia e infinitamente lunga, tanto che la parete opposta non era visibile. Era zeppa di libri; molti Nihal li aveva gi� visti, ma molti altri le erano sconosciuti. Alcuni erano in idiomi ormai caduti in disuso, scritti in simboli arcani e vergati in rune di morte, foriere di sventura.</p><p>La biblioteca. Era l� che il Tiranno aveva costruito la sua magia e la sua forza.</p><p>Nihal inizi� a vagare tra gli scaffali, alla ricerca dell�uscita, ma non la trov� e fin� col girare in tondo. Quando per l�ennesima volta si ritrov� al punto di partenza, lev� un grido e si gett� con la spada sul primo scaffale che aveva davanti. Una nuvola di fogli e schegge di legno l�avvolse, mentre lei continuava la sua opera di distruzione, finch� non ud� un grido e si ferm�.</p><p>Ai suoi piedi, tremante, c�era un uomo magro ed emaciato, che stringeva le ginocchia tra le braccia. �Non mi uccidere, non mi uccidere!� ripeteva con una vocina stridula e servile. �Non ho fatto niente!�</p><p>Quell�assurda cantilena e il tono lamentoso della voce dell�uomo le fecero salire il sangue alla testa. Nihal sollev� la spada su di lui, ma quello le si aggrapp� alle ginocchia.</p><p>�Risparmiami!� url�.</p><p>Nihal lo allontan� con un calcio. �Dov�� il tuo padrone?�</p><p>Quello scosse la testa terrorizzato. �Io... io non lo so...�</p><p>�Dov�� il Tiranno?� grid� Nihal, mentre gli puntava la spada alla gola. �Dimmelo o ti ammazzo.�</p><p>�Nella sala del trono!� rispose subito l�omuncolo.</p><p>�Idiota! Non so dove si trovi la sala del trono. Indicami la strada!� url� ancora Nihal.</p><p>L�uomo alz� una mano e indic� una direzione, in fondo alla sala; tremava convulsamente. �L-l-l-l� in f-f-f-fondo ci sono i laboratori... s-s-s-se li a-a-attraversi trovi delle scale.� Deglut�. �Salile per v-v-venti rampe e troverai quello che c-c-c-cerchi.�</p><p>Nihal corse verso la direzione indicatale. Le ci volle qualche minuto per attraversare la biblioteca, ma infine sbuc� in un nuovo ambiente, pi� angusto. Il buio era fitto e regnava un odore insopportabile di stantio e di muffa, assieme a quello dolciastro della putrefazione. Laboratori. Quelli erano i laboratori.</p><p>Nihal inizi� a tremare, perch� immaginava cosa potesse essere celato in quel luogo. Non appena i suoi occhi si furono abituati all�oscurit�, pot� vedere con chiarezza. Quel posto le ricord� l�antro di Reis. Dal soffitto pendevano erbe di ogni tipo e gli scaffali erano pieni di strani barattoli e albarelli. Nihal avanz� cercando di non guardare, perch� era gi� sazia di orrori, ma presto fu investita dall�odore del sangue. Fu allora che li vide.</p><p>C�erano corpi sezionati, barattoli colmi di organi e carne sanguinolenta. C�erano strane creature in catene, alcune delle quali cercarono di avventarsi contro di lei non appena la videro, e incroci tra razze, membra straziate, esperimenti mostruosi. Nihal non pot� fare a meno di pensare a Malerba. Era da l� che proveniva, dunque.</p><p>L�ira la travolse e i suoi passi si fecero sempre pi� rapidi, fino a diventare una fuga precipitosa. Corse pi� veloce che pot�, con il petto in fiamme, e quando vide le scale le parvero la salvezza. Vi si gett� e inizi� a salirle a grandi falcate.</p><p><emphasis>Dove sei, maledetto, dove sei?</emphasis></p><p>La salita le parve interminabile e dopo un po� dovette fermarsi perch� le mancava l�aria. Il dolore era aumentato e Nihal si accasci� sulle scale. Guard� il talismano e vide che due pietre erano ormai nere. Il tempo passava inesorabile e lei non poteva permettersi il lusso di indugiare.</p><p>Non c�era solo il Tiranno ad attenderla, ma anche Sennar. Per un istante l�immagine del mago si sovrappose agli orrori che aveva visto nel laboratorio, ma Nihal scacci� subito quel pensiero. Doveva alzarsi e andare avanti. Si sollev�, ma le mancava il fiato.</p><p>Infine, giunse alla sala. Si ripos� un istante, mentre il cuore iniziava a batterle pi� forte. Sentiva una presenza in quel luogo. C�era qualcuno. Aster.</p><p>Nihal si guard� intorno. Era un immenso salone dalla volta acuta, diviso in cinque navate da colonne tanto grandi che tre uomini non sarebbero bastati a circondarne la base con le braccia. Non c�erano decori, non c�erano statue n� bassorilievi, solo ampie pareti nude e l�imponenza delle enormi vele sul soffitto.</p><p>Nihal si sent� minuscola. Ora per� percepiva distintamente l�emozione che pervadeva l�ambiente: era la disperazione, una disperazione tanto profonda da non avere parole per descriverla, e poi c�era la solitudine, schiacciante.</p><p>�Perch� indugi, ora che sei arrivata?�</p><p>Nihal sent� il cuore scoppiarle in petto. Era lui. La voce per� non era quella che si aspettava. Aster doveva essere anziano, ma quella non era la voce di un vecchio; sembrava una voce di donna, o di bambino. Nihal si alz� in piedi e punt� la spada innanzi a s�. Inizi� ad avanzare nella sala, il rumore dei suoi passi riecheggiava fra le pareti nude.</p><p>Attravers� due navate e giunse in quella centrale, larga almeno trenta braccia. Il fondo era buio, ma Nihal sapeva che lui era l�. Avanz� ancora e a poco a poco l�oscurit� fu rischiarata da una tenue luce. Nihal intravide la sagoma di un trono altissimo.</p><p>�Non ha pi� senso avere paura, ora che sei qui� disse ancora la voce.</p><p>�Sei Aster?� Nihal si ferm�. Ora era calma, non provava pi� odio, solo paura, un terrore sottile e gelido.</p><p>�S� disse la voce.</p><p>Era lui. Infine.</p><p>�Dopo avermi odiato per tutto questo tempo, non vuoi vedermi?� chiese il Tiranno.</p><p>Nihal avanz� e inizi� a distinguere la figura seduta sul trono. Era incredibilmente minuta, un uomo a met�. Uno gnomo, forse? La figura si alz� e fece qualche passo avanti, finch� non si trov� sotto il cono di luce proiettato da una vetrata dietro il trono. Nihal raggel� e la spada le trem� fra le mani.</p><p>Dinanzi a lei c�era un bambino di una bellezza inquietante. Poteva avere al massimo dodici anni. Indossava una lunga casacca nera, con un largo colletto e un occhio blu dipinto sul petto; una casacca da mago. Gli occhi brillavano di un verde smeraldo e i capelli erano d�un blu profondo, ricci, con qualche boccolo capriccioso che scendeva sulla fronte. Sotto quella coltre del colore della notte spuntavano due orecchie appuntite.</p><p>�Aster dove sei?� chiese Nihal con la voce rotta dalla paura, non osando guardare oltre il bambino.</p><p>�Sono qui, sono io� rispose tranquillo il piccolo mago.</p><p>�Che cos�hai fatto a questo bambino, mostro!� url� Nihal.</p><p>Il bambino si rattrist�. �Ma come, Nihal, non ti sei sempre sentita sola? Non ti � sempre pesato essere l�ultima della tua razza? Dovresti essere contenta di vedermi...� Sorrise. �Non sei pi� sola, Nihal, anch�io sono un mezzelfo.�</p><p>Nihal indietreggi� terrorizzata. Non poteva essere. �Aster � un vecchio, sono quarant�anni che regna.�</p><p>�Sono pi� vecchio di quel che sembro, Nihal, sono molto vecchio e molto stanco, a dire il vero.�</p><p>�Non � possibile!�</p><p>�Fu il padre della donna che amavo a darmi questo aspetto. Era un mago potente e quando scopr� il nostro amore mi impose un sigillo. Fino al giorno della mia morte, io rester� bambino.�</p><p>Nihal continuava a indietreggiare, inorridita. Le sembrava un incubo. Aster la guardava con occhi innocenti e stupiti.</p><p>�Ti capisco, sai? Mi hai odiato per tutti questi anni, e adesso devi far coincidere l�immagine che ti eri fatta di me con il bambino che hai davanti. Eppure � cos�.�</p><p>Nihal si arrest� e alz� la spada, come se da un momento all�altro Aster potesse ucciderla. Era confusa, disorientata.</p><p>Aster continu� ad avanzare verso di lei. Pi� si avvicinava, pi� Nihal sentiva crescere il terrore dentro di s�. Si costrinse a guardare il suo nemico negli occhi. Ci� che vide furono i suoi stessi occhi. Non c�era odio, n� la malvagit� che Nihal era sicura di trovarci. Aster continuava a guardarla tranquillo, quasi accorato. Era proprio un mezzelfo.</p><p>La ragazza non aveva mai visto un suo simile, ma percepiva con chiarezza che quel bambino era come lei, come le figure sulla pergamena che Sennar le aveva dato tanto tempo prima, come le creature dei bassorilievi di Seferdi. Inizi� a tremare.</p><p>�Cos�� che ti terrorizza tanto di me? Che sono un bambino? O che sono un mezzelfo?� chiese Aster.</p><p>�Come hai potuto... tu sei uno di noi...� mormor� Nihal. �Erano i tuoi fratelli quelli che hai fatto sterminare...�</p><p>Aster sorrise. �Ho dovuto farlo� disse calmo. �Quando cominciai a costruire tutto ci� che vedi, quando iniziai la mia missione, un vecchio profetizz� che tu ti saresti messa sulla mia strada. Non mi disse di te, mi disse solo che un mezzelfo, come me, mi avrebbe ostacolato. Ci� che dovevo fare era troppo grande e troppo importante perch� potessi permettere a qualcuno, chiunque fosse, di intralciarmi il cammino. Allora mandai le mie creature, i fammin che da poco avevo creato, nella Terra dei Giorni, e feci sterminare la mia stirpe.� La voce di Aster era gelida e indifferente.</p><p>�Non pu� essere come dici...�</p><p>�Invece s�, Nihal, l�ho fatto per causa tua. Se tu non ti fossi messa in testa di venire fin qui, dentro la mia dimora, a vendicarti, i mezzelfi sarebbero ancora nella loro Terra. Forse si troverebbero sotto il mio giogo, ma sarebbero vivi.�</p><p>Nihal riprese a indietreggiare, mentre le ultime parole del Tiranno le rimbombavano nella mente.</p><p>L�aveva sempre saputo, aveva sempre sentito di essere la causa di mille sventure, di portare la morte sul suo mantello. Molte vite si erano consumate per lei: il suo popolo, Livon, Fen, Laio, Raven... erano morti per causa sua.</p><p>�Non ti rammaricare� riprese Aster. �Alla fine sarebbero morti comunque. I mezzelfi, i tuoi amici, i popoli liberi, i popoli schiavi. Tutti.�</p><p>�Sei un mostro!� esclam� Nihal, giunta con le spalle al muro.</p><p>�Certo� disse Aster. �Non pi� di altri, per�. Non pi� di te, o dei tuoi soldati, o di una qualsiasi delle creature senzienti che popolano questo mondo sciagurato. Non sono tutti l� fuori a scannarsi a vicenda? Non sono davanti al mio palazzo a uccidersi senza piet�, provando gioia nel farlo?�</p><p>�Noi combattiamo per la libert� ribatt� Nihal.</p><p>�Voi vi illudete di combattere per la libert� la corresse il Tiranno. �Eppure ormai dovresti avere capito. Sai che la pace non ha mai abitato queste lande, sai che i cinquant�anni di Nammen di cui voi ribelli vi riempite tanto la bocca furono solo cinquant�anni di guerre, silenti ma non meno sanguinose, sai che furono gli uomini ad abbattere Seferdi. Sai tutto, ma ti ostini a non voler vedere.�</p><p>�Ti sbagli. Vedo eccome. Ho visto i mostri nei tuoi laboratori, ho visto Malerba, ho visto i corpi appesi a Seferdi, ho visto i fammin costretti a combattere contro il loro volere. E sei tu l�artefice di tutto questo. Tu sei il Male, sei l�Odio� rispose Nihal tutto d�un fiato.</p><p>�Gi�, tu sei un�esperta in fatto di odio� ribatt� Aster. Il suo sguardo si fece tanto penetrante che Nihal dovette abbassare gli occhi. �Hai massacrato centinaia di fammin senza chiederti se fosse giusto, per il piacere di uccidere. Hai amato la sensazione del sangue dei morti che ti scorreva sulle braccia, ti sei sentita potente ogni volta che hai trapassato a fil di spada uomini e gnomi. Vite spazzate via dalla tua lama nera. E non venirmi a raccontare che non eri crudele, perch� non credo che sia stata una gran consolazione per tutti coloro che hai ammazzato.�</p><p>Nihal sentiva quelle parole scenderle fin nel profondo dell�anima e, una volta l�, scavare un solco dal quale uscivano a frotte tutti i fantasmi del passato, tutto ci� che credeva di aver seppellito in fondo al cuore. Era vero. Aveva amato il sangue e aveva ucciso per il piacere di farlo. �Tu non sei meglio di me!� url� esasperata.</p><p>�Certo, ma allora che cosa ci fai qui? Ti senti in diritto di giudicarmi e punirmi? Nihal, viviamo in un mondo di imperdonabili peccatori, tutti siamo mostri� disse Aster calmo.</p><p>Nihal era colma d�ira. Quell�essere non si scomponeva, non si adirava, non la odiava. Come era possibile che la malvagit� non fosse frutto dell�odio? Che sorgesse dal raziocinio? Erano la spietata freddezza di quel bambino, i suoi occhi pur sempre puri che Nihal non riusciva a comprendere e a odiare.</p><p>Aster inizi� a camminare avanti e indietro per la sala e Nihal segu� i suoi movimenti, come incantata. Il sole, dietro la vetrata, aveva iniziato la sua parabola discendente.</p><p>�Ne ho visti molti dei cosiddetti eroi delle Terre libere, e tutti dicevano le stesse cose: "Lottiamo per liberare questo mondo, per dargli una speranza". Non metto in dubbio che ci crediate, ma il vostro non � altro che un patetico tentativo di cercare una consolazione.�</p><p>�L�aspirazione a una vita pacifica e alla libert� � l�anelito pi� alto che un essere vivente possa avere� disse Nihal.</p><p>Aster scoppi� a ridere. �Oh, che parole poetiche! Non me le sarei mai aspettate da chi come te sa fraseggiare solo con la spada.� Riprese a camminare, poi si volt� di scatto. �Consolazione, null�altro. Vane illusioni destinate a spegnersi al soffio della brezza pi� lieve. Vi ci aggrappate come se fossero verit� eterne, come se non ci fosse altra certezza che l�intrinseca bont� delle creature del Mondo Emerso. Ebbene, l�unica certezza � l�Odio. In questo mondo spira un vento malefico, che avvelena gli animi e corrompe i cuori; la malvagit� permea ogni cosa, infetta la terra. Tutto � impregnato di odio, di desiderio di distruzione. Questa � l�unica verit� che non possa essere confutata.�</p><p>�Io ho conosciuto persone pure� ribatt� Nihal in tono disperato. �Persone che mi hanno aiutata quando ero rimasta sola, persone dedite al bene.�</p><p>�Lo erano solo perch� non avevano ancora avuto l�occasione di comportarsi diversamente. Tutte le creature senzienti di questo mondo sono buone e gentili, finch� l�odio che � in loro non trova una via per manifestarsi.� Si ferm� e la fiss�. �Anche il tuo caro Laio, il buon scudiero incapace di combattere, ha trovato infine la forza di uccidere.�</p><p>�Non osare infangare la sua memoria!� url� Nihal.</p><p>�Non � mia intenzione� ribatt� Aster con calma. �Ti sto solo provando che il bene � effimero e il male eterno. Ho sofferto molto per giungere a questa consapevolezza, ma l�ho accettata.� Aster tacque per un istante, e quando riprese sembrava che parlare gli costasse fatica. �Nihal, io ho creduto a lungo in ci� in cui credi tu. Io non sono un mezzelfo puro: mia madre era una mezzelfo, ma mio padre era un uomo. A quel tempo i matrimoni misti erano considerati una vergogna e le donne che se ne macchiavano erano destinate a una vita miserabile. Mia madre cerc� a lungo di tenere nascosto il suo amore per mio padre, ma quando io nacqui, la verit� non pot� pi� essere celata. Non esistono mezzelfi con gli occhi verdi, Nihal. Per ordine del capo del mio villaggio, mio padre fu ucciso e mia madre marchiata a fuoco con il simbolo delle sgualdrine. Non avevo neppure tre anni quando divenne chiara la mia predisposizione alla magia. Forse fu l�effetto dell�incrocio tra le due razze, in ogni caso recitavo formule, parlavo con gli animali, e senza che nessuno me lo avesse insegnato.</p><p>�All�epoca, i maghi erano odiati nella Terra dei Giorni; il re aveva ordinato che fossero mandati in esilio, perch� aveva paura del loro potere. Ebbene, fui condannato subito e senza appello; era l�occasione per togliersi di torno due scarti della societ�, un bastardo e una puttana. Ci costrinsero a vivere nel buio eterno della Terra della Notte.</p><p>�Eravamo poveri e non eravamo benvoluti da nessuna parte. Io per il mio aspetto e i miei inquietanti poteri, lei per il marchio che aveva sulla fronte. Fu una fanciullezza solitaria, la mia, e in quella solitudine l�Ideale fece il suo ingresso nella mia vita e infiamm� il mio animo. Credevo con tutto me stesso che questo mondo potesse diventare perfetto, che tutti potessero avere pace e benessere, smettere di soffrire, e volevo contribuire a tale trasformazione. Mia madre ottenne di farmi studiare presso un mago e cos� iniziai il mio addestramento. In realt� non c�era molto che quel mago potesse insegnarmi e che io gi� non sapessi, ma quel maestro fu comunque una buona guida. Due anni dopo mia madre mor�, in una delle tante guerre tra signorotti del luogo.</p><p>�Divenni mago a quattordici anni; nessuno era mai stato consacrato a un�et� tanto giovane. Ricordo ancora la paura e lo stupore sui volti di coloro che mi esaminarono quel giorno. Mi ammiravano e mi temevano al tempo stesso. Poi chiesi al mio maestro di mettermi sotto la guida di un consigliere. Mia madre mi aveva parlato spesso di loro e io favoleggiavo di severi signori dalle lunghe barbe, chiusi in una sala a discutere dei destini del mondo. Volevo essere come loro. Furono due anni di studio durissimi. Ero chino sui libri giorno e notte, viaggiavo fino a biblioteche lontane, per impadronirmi di tutto lo scibile umano. Dormivo poco e mi sfinivo a furia di incantesimi. Fu cos� che trovai oscuri frammenti che parlavano della vita e del governo degli elfi, che scoprii che avevano unificato il Mondo Emerso sotto un unico grande principato e che avevano un solo sovrano.</p><p>�Mi parve di aver ricevuto l�illuminazione. Otto regni erano troppi e otto regnanti inutili. Il mondo aveva bisogno di un unico sovrano, un unico saggio che avrebbe guidato e plasmato al bene le anime degli uomini. A costo del proprio sacrificio, avrebbe controllato il mondo intero e l�avrebbe retto con giustizia. Non credere che volessi essere io quell�uomo, non mi reputavo abbastanza saggio, ma pi� ci pensavo, pi� mi convincevo che sarebbe stata quella la soluzione che avrebbe restituito la pace al nostro mondo.</p><p>�Entrai nel Consiglio all�et� di sedici anni, e anche questo fu un primato. Non appena iniziai il mio lavoro di consigliere, mi resi conto che le cose erano molto diverse da come le avevo immaginate, ma credo che tu gi� lo sappia, perch� il Consiglio non � cambiato da allora. C�era chi pensava al bene comune, ma la maggioranza dei consiglieri erano uomini meschini, attaccati con le unghie e con i denti al potere che si erano guadagnati con anni di intrighi e sotterfugi. Fui molto deluso, ma non mi arresi. Esposi la mia idea del sovrano unico e mi attirai l�odio di buona parte del Consiglio. Mi dissero che ero uno stolto, che quel che volevo era un despota che piegasse al suo volere gli animi, ma ci� che temevano in realt� era di perdere il loro potere.</p><p>�In quel periodo conobbi Reis. Era la figlia di uno dei pi� potenti membri del Consiglio, Oren, della Terra delle Rocce. Non appena la vidi, seppi che l�avrei amata per sempre. Era bellissima e altera, al suo confronto ogni altra bellezza sbiadiva. Reis fu per me il risveglio alla vita. Dapprima ci avvicin� la passione comune per la magia, poi ci amammo. Solo dopo qualche tempo lei parl� con suo padre. Oren disse che mai e poi mai avrebbe ceduto sua figlia a un bastardo arrivista come me, con la testa piena di fantasticherie pericolose, un mezzosangue dagli inquietanti poteri. Proib� a Reis di continuare a frequentarmi, ma il suo divieto non bast� a fermarci. Continuammo a vederci a sua insaputa, ci incontravamo di nascosto, nei luoghi pi� impensati e nei momenti pi� strani. Poi, tutto questo fin�.</p><p>�Oren ci colse in flagrante e la sua ira fu furibonda. Trascin� via Reis per segregarla in un luogo a me ignoto e mi fece allontanare dal Consiglio e sbattere in una lurida prigione. Un giorno venne, mi condusse fuori dal cubicolo in cui mi aveva tenuto e mi trascin� fino al suo palazzo. L� mi gett� ai piedi di una scala; sulla sommit� stava Reis, splendida come sempre. Per un attimo, credetti che Oren ci avesse ripensato, che lei lo avesse convinto a lasciare che ci amassimo. La chiamai, ma non appena si volt� a guardarmi il suo volto fu trasfigurato dal disprezzo. "Come osi presentarti di nuovo alla mia vista, verme? Mi hai ingannata. Ti sei approfittato di me per i tuoi immondi scopi. Mio padre mi ha aperto gli occhi sulla tua malvagit�. Non ti perdoner� mai, finch� sar� in vita. Sparisci!" mi disse.</p><p>�Sentivo provenire da lei un odio profondo e inestinguibile, che mi raggel� il sangue. "Tuo padre ti ha mentito!" gridai, ma lei mi aveva gi� dato le spalle e si era allontanata.</p><p>�Rimasi da solo ai piedi di quella scala, le urlai la mia innocenza, ma Reis non torn� indietro. Sentii tutto l�odio che avevo percepito in lei rotolarmi addosso e soffocarmi con il suo peso. Fu allora che capii. Reis era stata plagiata da suo padre, Oren l�aveva convinta che il mio amore non fosse altro che un mezzo per arrivare al potere. Ma aveva potuto convincerla solo perch� Reis odiava se stessa. Si odiava per la sua debolezza, per aver ceduto ai suoi sentimenti per me. Oren per� non voleva solo vedermi morto, voleva umiliarmi, annientarmi. Mi impose un sigillo e mi ridusse nello stato in cui mi vedi. Dapprima non compresi perch� lo avesse fatto; ero un mago potente e tale sarei rimasto anche sotto le spoglie di un bambino. Poi, nella solitudine della cella, capii che in quel modo aveva impedito per sempre che qualunque altra donna mi desiderasse, mi aveva privato della possibilit� di essere amato. Quindi mi fece giudicare dal Consiglio e fui condannato a morte. Non pot� sopprimermi, per�, perch� fuggii.� Dopo quelle parole, Aster tacque.</p><p>�Tu menti� disse Nihal. �Tu hai ingannato Reis, per questo ti odia. L�hai ingannata e l�hai tenuta prigioniera alla Rocca, per approfittarti di nuovo di lei.�</p><p>Aster si volt� verso Nihal e la guard� con tristezza; i suoi occhi erano lucidi. �Non dire cose in cui nemmeno tu credi. Anni fa, nonostante il mio aspetto, volli rivederla. Quando il Cavaliere a cui avevo affidato quella missione la trov�, la port� qui alla Rocca. Dapprima Reis reag� come hai fatto tu, cerc� il Tiranno intorno a me. Quando cap�, fu anche peggio. Il suo volto fu trasfigurato dal disgusto. Provai a ricordarle il nostro amore, a supplicarla di non fermarsi a ci� che vedevano i suoi occhi, ma fu inutile. La tenni con me per qualche tempo, nella speranza di convincerla della purezza dei miei sentimenti, ma Reis credeva che la sua bellezza fosse tutto ci� che desideravo di lei, e il suo odio per me e per se stessa cresceva. Cos� deturp� il proprio viso e il proprio corpo, giorno dopo giorno. Allora capii che non avrei pi� ritrovato la persona che avevo amato, che il suo odio era troppo potente, e la lasciai andare. Prima per� volli entrare nella sua mente per cercare un�ultima traccia del suo amore per me.� A quell�ultima frase, Nihal rabbrivid�. �Fu terribile, perch� la sua mente era offuscata dall�odio. Riuscii per� almeno a cancellare il ricordo del mio aspetto, perch� non potesse rivelarlo a nessuno.�</p><p>�Tu menti!� ripet� Nihal.</p><p>�Non mento e lo sai, perch� lo senti nel cuore.�</p><p>Era vero. Nihal sentiva che Aster era sincero, che mai aveva cessato d�amare Reis. Era stata lei a trasformare con il suo odio ci� che c�era stato fra loro.</p><p>Aster si avvicin� a una finestra e riprese il suo racconto, mentre l�ultima luce del giorno incorniciava la sua piccola figura. �Quel secondo rifiuto non fu che una conferma di ci� che gi� avevo capito. Era stato quando Reis mi aveva voltato le spalle, sulla sommit� di quella scala, che avevo compreso la verit� nella sua spietatezza e avevo avuto il coraggio di accettarla. Tutte le creature di questo mondo sono fatte per odiare. Gli d�i ci hanno creato perch� ci odiassimo e ci uccidessimo l�un l�altro, e ora ci guardano, ridono della nostra lotta. Non siamo che un trastullo per gli d�i, burattini nelle loro mani. Pensaci bene, Sheireen, e capirai che ci sono molti pi� uomini disposti a morire per odio che per amore. E questo perch� l�odio � eterno e l�amore � effimero.�</p><p>�Quel che dici non ha senso� rispose Nihal. �Se l�odio ti angoscia tanto, perch� lo alimenti? Perch� hai gettato nella barbarie questo mondo per quarant�anni?�</p><p>�Perch� questa sar� l�ultima strage� disse Aster, e i suoi occhi verdi si illuminarono di una luce nuova. �Basta col sangue, con le vendette che si protraggono per anni e per secoli, avvelenando generazione dopo generazione. La pace non potr� mai esserci, perch� le creature di questo mondo non sono fatte per averla. Siamo esseri malvagi, siamo un cancro della terra. L�unica cosa ragionevole da fare � annullarci e dare al Mondo Emerso una nuova possibilit�.� Aster tacque per qualche istante e in quel silenzio Nihal inizi� a tremare.</p><p>�Quando avr� unificato tutte le Terre sotto il mio dominio, evocher� un incantesimo sul quale lavoro da quando fui scacciato dal Consiglio. Esso mi permetter� di distruggere tutte le creature che popolano questo mondo, nessuna esclusa. In questo incantesimo consumer� il mio spirito, che scomparir� per sempre dalla faccia della terra senza lasciare traccia di s�, cos� tutti i conti saranno pareggiati.�</p><p>Il terrore che aveva posseduto Nihal non appena era entrata nella sala la agguant� di nuovo con le sue mani gelide. �Non pu� esistere nessuno che voglia una cosa del genere... neppure tu....� disse con un filo di voce.</p><p>�Se ci pensassi bene, se ci riflettessi come ho fatto io, capiresti che la mia non � follia, � un atto di piet�. La mia � una ribellione contro gli d�i e contro il cielo. Per questo tu sei stata mandata qui, perch� gli d�i non tollerano che un essere misero come me si rivolti. Eppure io lo faccio in nome della giustizia. Perch� continuare a vivere, quando generazione dopo generazione i bambini vengono massacrati e le donne come mia madre passate a fil di spada? Perch� sopravvivere e continuare la strage che ebbe inizio con la nostra creazione? Ebbene, che tutto il sangue venga infine versato e che impregni la terra. Forse da esso nascer� una nuova generazione che sapr� reggere giustamente questo mondo.�</p><p>Nihal guard� Aster con terrore e cap� che era dominato da una disperazione senza scampo.</p><p>�Sheireen, tu che conosci tanto bene gli abissi dell�odio, sai dirmi una sola ragione per cui questo mondo dovrebbe salvarsi?� chiese Aster serio.</p><p>Nihal non trovava le parole per rispondere. Tremava, e non solo perch� aveva paura di ci� che il Tiranno voleva fare, ma perch� comprendeva le sue ragioni, perch� forse, in qualche modo, poteva essere nel giusto. Aster guard� fuori dalla finestra e al di l� delle sue spalle di bambino Nihal vide che il sole calava sempre pi� rapido verso la linea dell�orizzonte. Non mancava pi� di mezz�ora al tramonto.</p><p>�I giusti esistono, loro devono essere salvati� disse infine lei. �Io non posso permettere che tu uccida i giusti che abitano questo mondo, ci sono persone che devono sopravvivere, persone che lottano per la pace.� Sentiva di essere prossima alla meta. Il discorso di Aster si sorreggeva soltanto sulla logica, ma Nihal sapeva che spesso il cuore vince sulla ragione e in lei c�era ancora speranza, c�era la convinzione che la salvezza fosse possibile.</p><p>Fu allora che il Tiranno le rivolse un sorriso ambiguo che la raggel�. �Eppure tu sai bene che l�odio � pi� forte dell�amore� disse.</p><p>�Questo non � vero� esclam� Nihal.</p><p>�Allora perch� lasciasti Sennar ferito in territorio nemico?�</p><p>�Tu come fai a saperlo?� chiese lei con voce tremante.</p><p>�Quando lo abbandonasti potevi scegliere. Potevi vivere una vita d�amore con lui, in quella grotta, lontano da tutti, oppure venire fin sotto il mio trono e compiere la tua vendetta.�</p><p>�Dov�� Sennar?� chiese Nihal angosciata.</p><p>�E tu scegliesti. L�odio era pi� forte.�</p><p>�Dov�� Sennar?� ripet� urlando.</p><p>�Eppure lui ti amava, ti aveva sempre amata. Anni trascorsi al tuo fianco come amico, senza poterti sfiorare. E tu che cosa facevi? Ti perdevi in mille battaglie, presa dalla smania del sangue, ansiosa di infliggere altre morti.�</p><p>�Ti prego, portami da lui...�</p><p>�Infine ti sei concessa a lui e gli hai regalato la gioia pi� grande della sua vita, credimi. Lo so, perch� l�ho visto nel suo cuore.�</p><p>Nihal lo guardava con gli occhi sbarrati.</p><p>�Ma l�hai fatto perch� ti sentivi sola, perch� avevi bisogno di appoggio e sapevi che lui poteva dartelo. Questo non � amore, Sheireen. Tu ti sei servita di lui.�</p><p>�Dimmi che sta bene...�</p><p>�Ti ha difeso fino all�ultimo. � stato torturato a lungo, ma non ha parlato. Ha urlato, certo, ma non ha detto niente su di te.�</p><p>Le lacrime iniziarono a scendere lungo le gote di Nihal.</p><p>�Infine sono dovuto intervenire io. Sono andato da lui e ho iniziato a scavare nella sua mente. Non volevo fargli del male, lo ammiravo. Per tanti aspetti era simile a me, anche lui amava una donna che non gli dava nulla. Ha resistito incredibilmente a lungo alla mia mente. Ma alla fine ho vinto, ho abbattuto le sue difese e ho violato la sua anima. Ho fatto mio ogni suo sentimento, ho vagliato il suo cuore e l�ho sezionato. � stato cos� che ho saputo di te e della tua missione.�</p><p>Nihal piangeva, per quanto odiasse mostrarsi debole davanti a quel mostro. �Dimmi che sta bene...�</p><p>�Ho avuto piet� di lui. Era destinato a soffrire come me, a smarrire ogni certezza, a perdere te e i suoi sogni. Io ho patito molto, Sheireen, non auguro a nessun altro la mia stessa sofferenza. � stato solo per piet� che l�ho ucciso.�</p><p>Nihal cadde in ginocchio e per la prima volta in vita sua la spada le scivol� di mano innanzi a un nemico.</p><p>Aster sorrise trionfante e avanz� verso di lei. Il sole calava rapidamente sulla pianura. �Anche la tua ultima speranza � morta, Nihal. Tu non hai pi� uno scopo. Ti restano due scelte: unirti a me e aiutarmi a portare a termine il mio compito, o perire subito. Per quelli come te e me non esiste pace in terra, solo la quiete della morte.�</p><p>I raggi del sole erano ora rossi. Il tramonto era iniziato e Aster aveva vinto.</p><p>Avrebbe portato a termine il suo piano, avrebbe sterminato le razze che popolavano quel mondo e infine sarebbe sprofondato nel non essere.</p><p>Nihal era a terra, incapace di muoversi, la spada poco distante dalle sue dita.</p><p>Aster la raggiunse e fece per chinarsi su di lei, ma si pieg� in due, il volto contratto in una smorfia di dolore.</p><p>�Forse hai ragione, ora solo la morte pu� darmi pace. Ma almeno tu mi precederai nella tomba� disse Nihal fra i denti.</p><p>Aveva preso in mano la spada con la forza della disperazione e aveva trafitto il suo eterno nemico al ventre. Vide gli occhi del bambino ingigantirsi nel dolore e la sua bocca aprirsi muta. In fondo a quello sguardo, per�, trov� la gioia. Tutto quello che Aster in fondo aveva sempre voluto era la morte.</p><p>Nihal estrasse la spada e il Tiranno si accasci� al suolo. In un attimo il corpo di bambino riacquist� i suoi anni e divent� quello di un vecchio. Poi, anche quell�immagine svan� e Aster si dissolse in polvere.</p><empty-line/><p>La vendetta era compiuta. Nihal aveva atteso quel momento per tanto tempo, lo aveva immaginato fin nei minimi particolari e aveva creduto che la gioia sarebbe stata infinita, traboccante. Ora, invece, scopriva che il suo sapore era amaro.</p><p>Aveva ucciso Aster, ma non aveva cambiato il passato. I morti giacevano sotto terra e con loro anche Sennar. Tutto ci� che Nihal aveva fatto era stato per lui o grazie a lui; ora la sua battaglia aveva perso significato e la sua stessa vita assumeva contorni sfocati.</p><p>Sola nella sala, mentre le mura attorno a lei iniziavano a tremare e a sbriciolarsi, Nihal non riusciva neppure a immaginare Sennar morto, steso a terra, in una delle celle fredde e scure che sprofondavano nelle viscere del palazzo. La morte e Sennar erano due concetti impossibili da conciliare, cos� come la vita e Sennar erano due pensieri impossibili da scindere. Che cosa avrebbe fatto, ora?</p><p>Nihal rimase ferma dov�era, non le importava se la Rocca crollava, non desiderava altro che restare l�, a terra, per sempre. In una cosa Aster aveva avuto ragione, per lei non c�era pace, n� riscatto. Le dispiaceva per Ido, per Soana, per coloro che le avevano voluto bene, ma non trovava pi� il coraggio di vivere, se mai ne aveva avuto.</p><p>Le mancava il fiato e le pietre erano quasi tutte nere. Il Mondo Emerso era salvo e lei perduta.</p><p>Il pugnale che Sennar le aveva dato era ancora all�interno dello stivale. Con le lacrime agli occhi, Nihal lo prese e lo strinse tra le mani. Vedere la lama spenta l�avrebbe aiutata ad accettare la realt�, cos� lo sguain�.</p><p>Non appena pos� gli occhi sull�arma, il suo cuore sussult�. Era illuminato. La luce era debole, morente, ma rischiarava la lama. Il Tiranno le aveva mentito, per giocare la sua ultima carta. Sennar era vivo!</p><p>Nihal non si concesse il tempo di esultare, non poteva perdere un istante. La Rocca stava crollando, se voleva salvare Sennar doveva sbrigarsi. Scatt� in piedi e il movimento le mozz� il fiato in gola per la fatica. Non sentiva pi� nemmeno le gambe. Guard� fuori dalla vetrata, dietro il trono, e vide che il sole calava inesorabile. Si fece forza e segu� la fioca luce del pugnale.</p><p>Inizi� a correre. La terra le cedeva sotto i piedi, le scale si accartocciavano. La Rocca, priva della sua anima, si afflosciava inerte su se stessa. Nihal correva in quel palazzo morente e le pareti si sfaldavano sotto il suo tocco, lasciandole le mani coperte di polvere nera. Le colonne crollavano, brandelli di muro si abbattevano al suolo.</p><p><emphasis>Lo trover�, lo trover� e saremo felici, come meritiamo.</emphasis></p><p>L�aria le mancava, ma continu� a correre, nonostante le gambe fossero sempre pi� deboli e il dolore al petto sempre pi� insopportabile. Attravers� i laboratori, poi la biblioteca. I pavimenti erano gi� ingombri di macerie quando percorse il labirinto di sale in cui aveva rischiato di perdersi all�andata. Insieme ai detriti c�erano corpi a terra, di amici e di nemici, e sangue che rendeva il suolo scivoloso e i suoi passi insicuri.</p><p><emphasis>Sono vicina, sono vicina!</emphasis></p><p>Sbuc� nell�arena e quando alz� gli occhi vide che la torre centrale ondeggiava paurosamente. Nihal si gett� verso le prigioni che aveva intravisto dall�alto. Scese una scala ripida e inizi� a percorrere corridoi bui e umidi, che si disfacevano al suo passaggio, poi strette gallerie che risuonavano di gemiti e lamenti. Nihal avrebbe voluto liberare tutti i prigionieri, ma le forze non le bastavano. La strada le parve infinita, le urla selvagge, i lamenti inumani; il buio era sempre pi� fitto e la cella di Sennar non arrivava mai.</p><p>Infine giunse a una porta e seppe che era quella giusta. Chiam� a raccolta tutto ci� che rimaneva delle sue energie, la sfond� e cadde dentro la cella.</p><p>In un angolo era appeso per le braccia un uomo, le vesti a brandelli e sporche di sangue. Aveva il corpo segnato da piaghe e ferite. Nihal si trascin� fino a lui e trem� al vederlo cos� ridotto.</p><p>�Sennar, Sennar...� lo chiam� fra le lacrime, ma il mago non rispose. �Ti prego, Sennar... dobbiamo andare via...�</p><p>Sollev� la mano e gli sfior� una guancia. Lui alz� piano la testa e Nihal vide che anche il volto era coperto di lividi e ferite; gli occhi per� erano gli stessi di sempre, due occhi chiarissimi, gli occhi che lei amava.</p><p>Sennar abbozz� un sorriso e mosse le labbra per pronunciare il suo nome. Nihal si aggrapp� al muro e riusc� ad alzarsi, mentre tutto intorno a lei tremava e si sgretolava. Cerc� la spada per infrangere le catene che legavano Sennar al muro, ma trov� soltanto la guaina vuota, che le pendeva al fianco. L�arma era rimasta nella sala in cui aveva ucciso il Tiranno. Nella foga di cercare Sennar, l�aveva dimenticata.</p><p>Si guard� intorno e trov� solo una pietra, che forse veniva usata come sedile. La agguant� e la scagli� con tutte le sue forze sulle catene, che si ruppero. Sennar si abbatt� al suolo e in quello stesso istante le pareti della cella iniziarono a tremare e a sgretolarsi. Nihal sollev� il mago di peso, si mise il suo braccio attorno al collo e inizi� la risalita.</p><p>Nihal fece appello alle sue ultime energie e si iss� su per la scala, mentre i muri tremavano sotto le sue dita. Un passo dopo l�altro cercava di guadagnare l�uscita. Non avrebbe rinunciato al suo sogno, non avrebbe rinunciato a ci� che le spettava.</p><p>Cadde, ma si rialz� e prosegu�, sempre pi� debole. Infine, alla sommit� della scala, nell�arena, croll� al suolo e seppe che non sarebbe pi� riuscita a rialzarsi. Il sole doveva sfiorare l�orizzonte, perch� tutto intorno a lei era rosso fuoco. La terra tremava per i massi che cadevano a terra. Nihal era sfinita, la spada con cui avrebbe potuto infrangere il talismano e ritrovare le forze era perduta. Era destino che perissero in quell�arena, senza poter raccogliere i frutti della loro impresa.</p><p><emphasis>Se almeno Sennar si potesse salvare e vivere per entrambi...</emphasis></p><p>Fu allora che Nihal si ricord� delle parole di Reis e dei poteri del talismano: poteva evocare ancora un incantesimo, che l�avrebbe condannata a morte, ma che avrebbe salvato Sennar. Per lei non c�erano speranze. Non appena il sole fosse tramontato, sarebbe morta.</p><p><emphasis>Non posso salvare il mondo, ma una sola vita posso salvarla.</emphasis></p><p>Nihal aveva paura di morire, proprio ora che aveva imparato a vivere, ma quello era il suo destino.</p><p>Recit� l�Incantesimo del Volare e mentre si lasciava trasportare dalla forza della magia, mentre sentiva la vita fuggire, le ali nere che aveva sulla schiena si spiegarono al vento.</p></section></section><section><title><p>Epilogo</p></title><p>Quando il Tiranno entr� nella mia mente conobbi la vera disperazione. Altre volte avevo creduto di essere disperato: quando raccolsi Nihal mezzo morta in mezzo al fango di Salazar, quando giacevo nella cella a Zalenia, quando riflettevo sul massacro che avevo compiuto nella Terra della Notte. Solo nel momento in cui il Tiranno abbatt� tutte le mie resistenze e viol� la mia anima, per�, solo allora seppi cosa vuol dire non avere alcuna speranza. Perch� mentre lui cercava nella mia mente la verit� che non era riuscito a estorcermi con la tortura, per qualche istante riuscii a vedere nel suo animo e provai quel che provava lui. Scoprii cos� che era un uomo irrimediabilmente disperato.</p><p>Tempo addietro aveva smesso di credere, ogni certezza si era sgretolata sotto le sue mani e alla fine erano rimasti solo il dolore e il vuoto. Fu in quel momento che lo capii. Fino allora non riuscivo a spiegarmi come un essere vivente potesse aspirare alla distruzione. Avevo sempre creduto che anche il desiderio di morte del suicida non fosse che un eccessivo attaccamento alla vita. Il Tiranno voleva l�annientamento, di s� e del mondo, perch� provava una pena infinita per se stesso e per tutte le creature del Mondo Emerso. La sua non era crudelt�, ma amore per il mondo. Era convinto che l�annullamento fosse l�unica speranza per queste Terre misere e perdute.</p><p>Quando seppi che era stato ucciso, bench� fossi consapevole che non c�era altro modo per fermarlo, in fondo al cuore mi rattristai, perch� in fin dei conti anche lui era una vittima, come tutti noi del resto.</p><empty-line/><p>Mi hanno raccontato che quando Nihal uccise Aster, d�improvviso la terra inizi� a tremare e la Rocca a sgretolarsi. In quel momento io non potevo accorgermi di nulla, perch� languivo nella mia cella a un soffio dalla morte, ma tutti coloro che erano sopravvissuti capirono allora che quei quarant�anni di morte e terrore erano finiti; sollevarono le spade e alzarono un urlo di vittoria. Il grido di gioia si trasmise ovunque, dal Saar al deserto, e riemp� la bocca di chi fino a poco prima conosceva soltanto le pene della schiavit�. Era finita, una nuova epoca si spalancava davanti al mondo.</p><empty-line/><p>La battaglia impervers� sotto i bastioni distrutti della Rocca fino al calare della notte e cos� anche la nuova era ebbe inizio nel sangue. Molti degli uomini del Tiranno si arresero, alcuni continuarono a combattere, ma a nessuno fu risparmiata la lotta, n� a chi fuggiva, n� a chi restava. Gli uomini che "lottavano per la pace", come Nihal aveva detto al Tiranno, si accanirono sui vinti con la boria e la crudelt� di cui solo i vincitori sono capaci, finch� non scese la notte. Allora la pace cal� il suo manto sulla terra.</p><p>L�indomani un sole pallido illumin� la piana della Rocca, ingombra di macerie e intrisa di sangue. Del regno che il Tiranno aveva creato non restavano che schegge di cristallo nero e i cadaveri di chi l�aveva seguito. Ma non era solo il sangue dei suoi seguaci a colorare la terra; anche migliaia dei nostri erano morti. Raven fu trovato innanzi ai portoni divelti della Rocca; nonostante la sua boria, era stato un grande soldato e molti piansero la sua morte.</p><p>La sorte invece fu clemente con Ido, anche se pi� della sorte pot� Vesa. Fu il drago a salvarlo. Quando lo gnomo cadde a terra privo di sensi, la battaglia imperversava intorno a lui e pi� d�uno stava per scagliarsi sul suo corpo per vendicare Deinoforo steso l� a fianco. Vesa si gett� sul suo padrone, lo copr� con le sue immense ali e lo protesse dai nemici; li divor�, li incendi�, fece di tutto per tenerli lontani. Fu cos� che Ido si salv�. Certo non era ridotto bene e gli ci volle molto tempo per ristabilirsi dalle ferite. Dopo un mese e mezzo per� impugnava di nuovo la spada, con qualche cicatrice in pi�, ma pronto a costruire la nuova era cui tutti aspiravamo.</p><p>Le truppe del Mondo Sommerso diedero un contributo prezioso e lo stesso Varen si distinse egregiamente sul campo. Vide cadere molti dei suoi, ma combatt� fino alla fine, quando la sua leggera armatura fu trafitta da una lancia nemica. Il conte per� ebbe fortuna e usc� vivo da quella giornata memorabile, nonostante avesse riportato una grave ferita alla spalla.</p><p>Il prezzo pi� alto in vite fu pagato dai territori soggetti al Tiranno. La gran parte dei ribelli fu massacrata. Dei tremila uomini che Aires era riuscita a raccogliere non ne rimasero che trecento. Lei venne trovata ancora viva sotto un cumulo di cadaveri. Pianse a lungo la morte dei suoi, ma sapeva che quella vittoria non poteva che essere guadagnata con il sangue e il sacrificio, e che quelle vite non erano state spese invano.</p><empty-line/><p>Per quel che mi riguarda, mi raccolsero pi� morto che vivo innanzi alla Rocca. Non furono tanto le ferite del corpo a mettere a repentaglio la mia vita, quanto quelle dello spirito. Ci� che il Tiranno mi aveva fatto mi aveva devastato; la mia mente era sconvolta, la volont� di combattere per la salvezza era fuggita. Coloro che mi curarono mi sottrassero alla morte e non le permisero di portarmi via. Fu cos� che lentamente tornai alla vita. Quando mi svegliai da quel lunghissimo sonno ero ignaro come un bambino e molti credettero che fossi impazzito. Dovetti imparare di nuovo a vivere, rieducare la mia mente al mondo. Lentamente i ricordi di quel che ero stato tornarono e io rinacqui.</p><p>Non riuscirono per� a salvare la mia gamba. � ancora al suo posto, ma non posso pi� usarla e me la trascino dietro inerte. Comunque, ormai ci ho fatto l�abitudine e trovo che il bastone mi dia un�aria da reduce e mi faccia sembrare pi� saggio. Ora che la barba si � allungata, mi sembra di somigliare davvero ai savi del Consiglio che io e Aster immaginavamo da bambini. Certo, in tutto questo mi ha aiutato ci� che Aster non ha mai avuto e sempre ha desiderato: l�amore.</p><p>Quando mi trovarono ai piedi della Rocca, accanto a me c�era Nihal. Al suo collo il talismano era diventato nero e lei non respirava.</p><p>Per molti giorni fu creduta morta. La portarono nella sala d�armi dell�Accademia, dove la composero con indosso la sua armatura, il simbolo bianco che spiccava luminoso sul petto, e la spada, che avevano ritrovato accanto alle rovine del trono di Aster. Le tributarono tutti gli onori, perch� era stata lei a uccidere il Tiranno e a lei si doveva la salvezza del Mondo Emerso. Oarf si accovacci� al suo fianco. L�aveva attesa per tutta la durata della battaglia nell�arena, aveva lottato valorosamente contro i nemici. Ricordava la promessa di Nihal, che si sarebbero rivisti alla fine di tutto e che sarebbero stati insieme per sempre, ed era venuto per prestare fede a quella promessa che Nihal non aveva saputo mantenere. Sembrava intenzionato a restare l� e vegliare la sua padrona per l�eternit�.</p><p>Il rogo, l�onore al quale tutti i Cavalieri avevano diritto, era previsto di l� a pochi giorni, ma la data venne rimandata, perch� nel frattempo stava accadendo qualcosa di inaspettato e straordinario. Il corpo di Nihal non mostrava alcun segno di corruzione, era roseo e pieno, come se lei fosse ancora viva.</p><p>�Vi prego di attendere� disse Soana tra le lacrime a Nelgar, che premeva perch� i riti funebri fossero compiuti al pi� presto. �Non so spiegarvi perch�, ma sento che la storia di questo Cavaliere sulla terra non � ancora finita.�</p><p>I presenti la guardarono con piet�, ma accolsero la sua richiesta.</p><empty-line/><p>Avvenne mentre il tramonto calava su Makrat. La sala era deserta, fatta eccezione per due sentinelle che vegliavano il corpo, e vi fece il suo ingresso una creatura minuta, un esserino esile e svolazzante. Le sentinelle che lo videro avvicinarsi a Nihal credettero che fosse venuto anche lui a rendere omaggio all�eroina.</p><p>La piccola creatura si avvicin� al volto di Nihal e si pos� sul suo mento, poi la guard� con occhi tristi. �Ebbene, Nihal� disse piano �ti sei arresa? Hai rinunciato al tuo sogno? Sennar giace qualche stanza pi� in l�. Lui lotta ancora e ti attende. Non credi di dover andare da lui?� Sorrise. �Hai sofferto fino in fondo, hai fatto dono di tutto ci� che avevi all�unica persona che potevi salvare. Alla fine, hai trovato lo Scopo Ultimo. Il nuovo mondo di cui ti parlavo � alle porte e tu devi esserci.�</p><p>Phos accarezz� una guancia di Nihal, come aveva fatto l�ultima volta che si erano visti.</p><p>�Il Padre della Foresta attende il suo cuore. Se io prendessi la pietra che giace sul tuo petto e la portassi da lui, egli tornerebbe alla vita. Ma avrebbe senso la sua vita, ora? A chi gioverebbe la sua esistenza? Tu servi a molti, a Sennar per primo, e hai tanto da fare, mentre il mio caro Padre della Foresta, la mia casa e il mio rifugio, il mio unico amico, ha gi� fatto quel che doveva. Intorno a lui c�� solo terra bruciata, alberi morti e desolazione; la sua Foresta, quella che teneva in vita, � morta. Te l�ho detto, io e il Padre della Foresta siamo un residuo del vecchio mondo, e il destino di chi ha vissuto tanto ed � molto vecchio � di farsi da parte.� Tacque ancora, come se cercasse le parole giuste. �Il Padre della Foresta ha deciso: vuole essere tuo padre, vuole donare a te la sua linfa vitale, perch� tu possa vivere ancora e fare quel che devi. Non sar� facile. Il dono della vita � uno dei pi� belli e terribili che si possa ricevere, perch� � un onore e un onere al tempo stesso. Ma io e il Padre della Foresta sappiamo che tu sei degna di questo dono.� Phos allung� le piccole mani verso Mawas, la pietra della Terra del Vento, e recit� un�incomprensibile litania. La pietra si illumin� di una vivida luce e trasmise la sua energia a tutte le altre nel medaglione. Cos�, anch�esse risplendettero di nuovo, non del fulgore che avevano il giorno dell�incantesimo, ma di una luce calma e rassicurante. Assieme a quella luce, il colore ritorn� sulle guance di Nihal e la vita la anim� di nuovo.</p><p>�Ecco, il Padre muore e la Figlia nasce. Finch� avrai al collo questo talismano, tu vivrai. Non perderlo mai, perch� significherebbe la morte.� Phos si appoggi� sulle braccia, come se fosse esausto. �Ora non ti resta che andare incontro al tuo sogno e al premio che ti spetta. Fai buon uso di quel che io e il mio Vecchio Albero ti abbiamo dato.�</p><p>Silenzioso com�era arrivato, Phos and� via. Da allora nessuno l�ha pi� visto.</p><empty-line/><p>Nihal si � ripresa del tutto. Non ricorda nulla della sua presunta morte o dell�incontro con Phos, ma le parole che il folletto le disse quel giorno le sono rimaste impresse nella mente e porta sempre con s� l�amuleto. � stata lei ad aiutarmi a tornare in me, a ridarmi la vita e a farmi guarire. A volte, quando ci pensiamo, ci viene da ridere: io sono zoppo e la sua vita � legata a un talismano fino alla fine dei suoi giorni. Forse siamo noi i ruderi del vecchio mondo.</p><p>La sua mente per� � libera dai fantasmi; si sono dileguati come neve al sole, finalmente ridotti al silenzio. �Mi sento quasi sola, ora che le voci non ci sono pi�. Per� � bello questo silenzio, mi d� una calma che non conoscevo...� mi ha detto una sera. Non c�� pi� traccia dell�incantesimo che l�ha tormentata per tanto tempo, perch� anche Reis � morta, vittima del suo stesso odio. Il giorno della battaglia volle stare nella mischia, per vedere con i suoi occhi la distruzione del suo nemico. Nell�istante in cui Nihal lo trapass� da parte a parte, Reis url� con gli occhi biancastri che sporgevano fuori dalle orbite: �� morto finalmente! Il mostro � distrutto!�.</p><p>Dalla rupe dove si trovava, a ridosso della Rocca, volle scendere nella piana. Si gett� verso l�immensa costruzione, come se d�un tratto i suoi anni fossero fuggiti via, ebbra di una gioia inumana. Corse fin sotto la Rocca e fu seppellita dalle sue stesse macerie. La trovarono il giorno seguente, schiacciata da un masso. Nei suoi occhi spalancati c�era ancora tutto l�odio che aveva animato la sua vita. Di tutti i protagonisti di questa storia, Reis � l�unica per la quale non riesco a provare pena, solo un profondo disprezzo.</p><p>�In fin dei conti, anche lei � una vittima� mi ha detto invece Nihal. �Tutti siamo vittime dell�odio che ci cova dentro e aspetta un nostro momento di debolezza per soffocarci.� Per qualche tempo, dopo esserci rimessi, vivemmo un periodo di felicit�. Il mondo ci sembrava giovane e pronto ad accoglierci, e per un po� credemmo che con la morte del Tiranno tutto fosse finito, il male sconfitto, la pace tornata. Eravamo sopravvissuti ed eravamo di nuovo insieme, che cos�altro potevamo desiderare? Ma quel periodo non dur� a lungo.</p><p>Presto ci accorgemmo che se abbattere il Tiranno era stato difficile, ricostruire dalle macerie non sarebbe stata un�impresa meno dura. Aster e i suoi servi non erano i creatori del Male, ma solo le sue ignare creature. Potevamo anche averli sconfitti, ma l�odio e la malvagit� restavano fra noi.</p><p>La prima volta che lo capii fu quando andammo dai fammin. Da subito si era posto il problema di cosa fare di quelle creature. Erano diventati indifesi e inconsapevoli come bambini e si erano rifugiati nella Terra dei Giorni, lontano dagli occhi colmi di risentimento e dai propositi di vendetta dei vincitori. In Consiglio parlammo a lungo della loro sorte. Ci fu chi propose di sterminarli, chi di renderli schiavi; solo dopo lunghe ed estenuanti discussioni prevalse la linea mia e di Dagon: i fammin sarebbero rimasti nella Terra dei Giorni, liberi di trovare da soli la propria strada.</p><p>Cos�, un giorno, Nihal, Ido e io partimmo e ci recammo presso di loro per informarli della decisione. Quando ci videro arrivare, molti ci guardarono con orrore e timore, memori di quanto era stato fatto dai nostri simili, delle stragi che tempo addietro Nihal aveva perpetrato sulla loro razza.</p><p>Nihal sal� su una collina. La piana che sovrastava era la stessa che avevamo percorso colmi d�ira e senza speranza durante il nostro viaggio. Non era cambiata, vi regnava la medesima desolazione di quando Aster era al potere, lo stesso senso di morte. Ora per� era gremita di esseri tremanti e spauriti, gettati in un mondo di cui non capivano il senso.</p><p>�So che molti si rammentano di me, e di sicuro non conservano un buon ricordo� inizi� Nihal, mentre giocherellava nervosamente con l�amuleto che aveva al collo. �So di essere un�assassina e non vi chiedo di dimenticarlo. Il male compiuto non pu� e non deve essere scordato, permane nei cuori e scava un solco nell�anima che non pu� essere colmato. Quello che vi chiedo � di non cercare vendetta. La vendetta non d� riposo ai defunti e non pacifica i vivi.�</p><p>Tacque un istante e lasci� scorrere lo sguardo sul suo insolito uditorio. �Per questo vi domando perdono, per quel che ho fatto io e per quel che hanno fatto e continuano a fare i miei simili. Al contempo, vi prometto che anche voi sarete perdonati per ci� che avete fatto, a maggior ragione poich� non lo faceste per vostra volont�. Ora � tempo di pace. � tempo che ciascuno abbandoni la guerra e si dedichi a costruire un nuovo mondo, con la speranza che sia migliore del precedente.� Fece un�altra pausa, poi riprese, a voce pi� alta: �La mia gente ha deciso che questa d�ora innanzi sar� la vostra Terra. Qui sarete sovrani e padroni, liberi di cercare la vostra realizzazione nella pace. D�ora innanzi ci sar� concordia tra il vostro popolo e tutti gli altri, e vi giuro che non permetter� ad alcuno di alzare la mano su di voi. So bene che ora siete smarriti, che non sapete cosa fare; noi vi aiuteremo a trovare la vostra strada�. Volse lo sguardo sulla moltitudine di occhi spauriti ai suoi piedi. �Questo � tutto. Siete liberi di andare, liberi per sempre.�</p><p>Quel giorno ci sembr� di costruire davvero la pace, ma ora so che in quel momento in realt� ebbe inizio un problema che a tutt�oggi non � stato risolto. Perch� la pace tra i fammin e le altre razze � un miraggio lontano, e una guerra silente e strisciante ancora serpeggia fra le stirpi.</p><empty-line/><p>A Nihal fu offerta la carica di Supremo Generale dell�Accademia, ma lei la rifiut�.</p><p>�Sono troppo giovane e poco valorosa per una posizione simile� disse, cos� il posto fu proposto a Ido. Anche lui fece un mucchio di storie, ripetendo che non si sentiva degno e che non aveva voglia di vedersela con tutti i grattacapi che la nomina avrebbe portato con s�. Alla fine per� Nihal lo convinse ad accettare e ora Ido siede sullo scanno che un tempo fu di Raven, con Vesa ai suoi piedi.</p><p>Io e Nihal ci stabilimmo nella Terra del Vento. Fui lei a insistere, perch� sentiva che quella era la sua Terra.</p><p>Spesso Ido ci viene a trovare e combatte a lungo con Nihal; sono le uniche volte che lei prende in mano la spada. Ha deciso di abbandonare le armi per un po� e la sua spada ora � appesa al muro della nostra stanza, ma non la ricopre neppure un granello di polvere e credo che lei torner� presto a utilizzarla.</p><empty-line/><p>Andammo anche nella Terra della Notte, sulla tomba di Laio. Ci manca molto, la sua purezza soprattutto. Fra noi, � stato l�unico che ha attraversato questa guerra senza macchiarsi le mani. Nihal ha lasciato l� la sua armatura. Io ho lasciato in quel luogo gran parte delle mie antiche speranze.</p><p>Sono ancora consigliere. Godo di maggior credito di prima fra gli altri membri, ma resto sempre un personaggio scomodo, contro corrente. Il mio compito mi sembra pi� gravoso ora che in tempo di guerra e la pace � molto pi� fragile di quanto credessi.</p><p>La Terra del Vento � un cumulo di macerie. Quando, dopo tanto tempo, rivedemmo i resti di Salazar, fu un momento doloroso per entrambi. Entrammo nelle mura pericolanti e mangiate dal fuoco e Nihal riconobbe la fucina di Livon, dove suo padre era stato ucciso e dove tutto era cominciato.</p><p>�A volte mi sento come questa stanza� mi disse �bruciata e devastata. La mia missione � finita, ma quel che � stato non si pu� cancellare.�</p><p>Si avvicin� a ci� che restava dell�angolo in cui Livon forgiava le sue magnifiche armi; alla parete c�erano moncherini di spada mangiati dalla ruggine. Scoppi� a piangere.</p><p>�Non � detto che nel nostro futuro non possa esserci la gioia� le dissi. �Certo, dimenticare non � possibile. Non riuscir� mai a scordare il dolore della tortura o la disperazione nella mente del Tiranno. Per� forse da tutto questo dolore nascer� qualcosa di buono. E noi due siamo insieme, non � gi� molto?�</p><p>Lei sorrise e mi abbracci�.</p><empty-line/><p>Ora siamo in questa Terra distrutta, a cercare di distillare la felicit� dal dolore. Ma so bene che non resteremo qui a lungo.</p><p>�Un giorno andremo via� mi ha detto Nihal. �Voglio tornare alle origini, al mio sogno di bambina, quando desideravo essere libera e viaggiare. Saliremo in groppa a Oarf e varcheremo le correnti vorticose del Saar. Non saremo pi� il valoroso consigliere e il grande Cavaliere che salvarono questo mondo dal Tiranno e che non sanno salvarlo da se stesso, bens� Nihal della Torre di Salazar e Sennar il mago, e vedremo Terre che nessuno ha mai visto, mostri terribili, ma anche distese di boschi di magnificente bellezza. Ecco quel che faremo.�</p><p>Ha ragione, anch�io lo desidero e so che quel giorno � vicino. Cos� ho sentito il bisogno di scrivere questa storia, forse perch� qualcuno si ricordi di noi dopo che avremo lasciato queste Terre, o perch� Nihal non scordi mai la sua vittoria su se stessa, o forse per cercare di capire il senso nascosto di tutto ci� che � accaduto in questi anni.</p><p>C�� una domanda che il Tiranno mi rivolse e a cui non sono stato ancora in grado di rispondere: esiste la salvezza per questa terra? A volte mi sembra che avesse ragione lui, che ci� che accomuna tutte le creature � l�odio, che per certi versi siamo tutti vittime e colpevoli allo stesso tempo. Poi per� penso a Nihal e allora so che vale la pena di vivere, che vale la pena di combattere, anche se la lotta � vana. Credo che la differenza tra me e Aster stia tutta qui: io ho incontrato sulla mia strada Nihal, lui no.</p><p>Tra breve andr� via e mi lascer� alle spalle un mondo che si regge su un fragile equilibrio; so che presto o tardi si spezzer� e che ceder� di nuovo il posto alla guerra. So anche, per�, che poi torneranno la pace e la speranza, e poi ancora il buio e la disperazione.</p><p>Non � in questo eterno circolo che risiede il senso della nostra vita?</p><cite><text-author>Senna</text-author><text-author>Consigliere della Terra del Vento</text-author></cite></section><section><title><p>Personaggi</p></title><p><strong>Ael:</strong> spirito naturale che presiede al controllo delle acque.</p><p><strong>Aires:</strong> pirata, figlia di Rool.</p><p><strong>Assa:</strong> capitale della Terra del Fuoco.</p><p><strong>Aster:</strong> giovane consigliere. Amante di Reis, diventer� il Tiranno.</p><p><strong>Astrea:</strong> ninfa, regina della Terra dell�Acqua.</p><p><strong>Avaler:</strong> comandante delle truppe del Tiranno.</p><p><strong>Aymar:</strong> Cavaliere di Drago.</p><p><strong>Barahar:</strong> capitale della Terra del Mare.</p><p><strong>Benares:</strong> pirata, amante di Aires.</p><p><strong>Caver:</strong> allievo dell�Accademia.</p><p><strong>Dagon:</strong> Membro Anziano del Consiglio dei Maghi.</p><p><strong>Dameion:</strong> Cavaliere di Drago Nero, gemello di Semeion.</p><p><strong>Debar:</strong> nome di Deinoforo prima di diventare Cavaliere di Drago Nero.</p><p><strong>Deinoforo:</strong> Cavaliere di Drago Nero.</p><p><strong>Dohor:</strong> allievo dell�Accademia.</p><p><strong>Dola:</strong> gnomo, guerriero dell�esercito del Tiranno, fratello di Ido.</p><p><strong>Eleusi:</strong> ragazza della Terra del Sole, madre di Jona.</p><p><strong>Falere:</strong> generale delle truppe della Terra del Mare.</p><p><strong>Fen:</strong> Cavaliere di Drago, compagno di Soana, morto in battaglia e divenuto fantasma.</p><p><strong>Flar:</strong> spirito naturale che presiede al controllo del fuoco.</p><p><strong>Flogisto:</strong> mago e maestro di Sennar durante il suo apprendistato per diventare consigliere.</p><p><strong>Galla:</strong> re della Terra dell�Acqua.</p><p><strong>Glael:</strong> spirito naturale che presiede al controllo della luce.</p><p><strong>Goriar:</strong> spirito naturale che presiede al controllo dell�oscurit�.</p><p><strong>Ido:</strong> gnomo, Cavaliere di Drago e maestro di Nihal.</p><p><strong>Jona:</strong> figlio di Eleusi.</p><p><strong>Laio:</strong> scudiero. Ex compagno di Accademia di Nihal e suo amico, morto nella Terra della Notte.</p><p><strong>Laodamea:</strong> capitale della Terra dell�Acqua.</p><p><strong>Lefe:</strong> gnomo, capo di una comunit� di ribelli.</p><p><strong>Ler:</strong> un tempo re della Terra delle Rocce.</p><p><strong>Livon:</strong> padre adottivo di Nihal e valente armaiolo, ucciso dai fammin. Fratello di Soana.</p><p><strong>Londal:</strong> generale della Terra del Sole.</p><p><strong>Makrat:</strong> capitale della Terra del Sole.</p><p><strong>Malerba:</strong> gnomo, vittima degli esperimenti del Tiranno. Sguattero dell�Accademia.</p><p><strong>Marhen:</strong> antico re della Terra del Fuoco.</p><p><strong>Mavern:</strong> generale del campo del bosco di Herzli.</p><p><strong>Mawas:</strong> spirito naturale che presiede al controllo dell�aria.</p><p><strong>Megisto:</strong> storico e mago, per anni braccio destro del Tiranno.</p><p><strong>Moli:</strong> padre di Ido.</p><p><strong>Moni:</strong> anziana veggente delle isole Vanerie.</p><p><strong>Nammen:</strong> antico re che inaugur� un periodo di pace al termine della guerra dei Duecento Anni.</p><p><strong>Nelgar:</strong> sovrintendente della base della Terra del Sole.</p><p><strong>Nereo:</strong> re di Zalenia.</p><p><strong>Nihal:</strong> ragazza guerriero. Ultima dei mezzelfi del Mondo Emerso.</p><p><strong>Oarf:</strong> drago di Nihal.</p><p><strong>Ondine:</strong> ragazza di Zalenia, innamorata di Sennar.</p><p><strong>Oren:</strong> consigliere, padre di Reis.</p><p><strong>Parsel:</strong> Cavaliere di Drago e maestro all�Accademia.</p><p><strong>Pewar:</strong> generale dei Cavalieri di Drago, padre di Laio.</p><p><strong>Phos:</strong> capo dei folletti.</p><p><strong>Raven:</strong> Supremo Generale dell�Ordine dei Cavalieri di Drago della Terra del Sole.</p><p><strong>Reis:</strong> gnoma, ex membro del Consiglio dei Maghi.</p><p><strong>Salazar:</strong> citt�-torre della Terra del Vento.</p><p><strong>Sareph:</strong> spirito naturale che presiede al controllo del mare.</p><p><strong>Sate:</strong> gnomo, membro del Consiglio dei Maghi, rappresentante della Terra del Sole.</p><p><strong>Seferdi:</strong> capitale della Terra dei Giorni.</p><p><strong>Semeion:</strong> Cavaliere di Drago Nero, gemello di Dameion.</p><p><strong>Sennar:</strong> membro del Consiglio dei Maghi e rappresentante della Terra del Vento. Migliore amico di Nihal.</p><p><strong>Sheireen:</strong> nome di Nihal tra i mezzelfi, significa "la Consacrata".</p><p><strong>Shevrar:</strong> dio del Fuoco e della Guerra.</p><p><strong>Soana:</strong> maga, ex membro del Consiglio dei Maghi, prima maestra di magia di Sennar e sorella di Livon.</p><p><strong>Sulana:</strong> regina della Terra del Sole.</p><p><strong>Tareph:</strong> spirito naturale che presiede al controllo della terra.</p><p><strong>Tharser:</strong> drago di Raven.</p><p><strong>Theris:</strong> ninfa, membro del Consiglio dei Maghi, rappresentante della Terra dell�Acqua.</p><p><strong>Thoolan:</strong> spirito naturale che presiede al controllo del tempo.</p><p><strong>Vanerie:</strong> isole sulla rotta del Mondo Sommerso.</p><p><strong>Varen:</strong> conte di Zalenia.</p><p><strong>Vesa:</strong> drago di Ido.</p><p><strong>Vra�ta:</strong> fammin, amico di Laio.</p><p><strong>Zalenia:</strong> il Mondo Sommerso.</p></section><section><title><p>Ringraziamenti</p></title><p>Scrivere questo libro � stata un�avventura, un viaggio durato quasi tre anni. Sono partita da sola, scrivendo la sera nella mia stanza, senza avere la minima idea di dove questo gesto mi avrebbe condotta, e sono infine arrivata alla pubblicazione dell�ultimo volume della trilogia. Se sono giunta fin qui, non � certo solo merito della mia forza di volont�, o dell�aver creduto nella storia che stavo narrando. Sento quindi il desiderio di ringraziare tutti coloro che mi hanno accompagnato in questa avventura, permettendomi di arrivare alla fine. Un primo ringraziamento va sicuramente a Sandrone Dazieri, senza il quale l�avventura neppure sarebbe iniziata; lui per primo ha creduto nel mio lavoro e mi ha aiutata a migliorarmi con i suoi consigli.</p><p>I libri della trilogia sarebbero poi stati indubbiamente meno leggibili e piacevoli senza l�aiuto delle mie due editor, Francesca Mazzantini e Roberta Marasco. Grazie a loro per avermi aiutato ad affinare la mia scrittura e per tutto quello che mi hanno insegnato nel periodo in cui abbiamo lavorato assieme.</p><p>Grazie ancora ai miei amici, che mi hanno sostenuta durante il mio lavoro; pi� di una volta sono stati loro la mia forza di volont�, e hanno sempre creduto in me. Se non mi fossi sentita cos� amata non credo che sarei riuscita ad arrivare fino in fondo.</p><p>Grazie ai miei genitori e alla loro sterminata libreria. Se non mi avessero trasmesso l�amore per la lettura non credo che avrei mai preso in mano la penna. Grazie a loro perch� mi hanno sempre permesso di esprimere i miei talenti, senza impormi nulla e assecondandomi nelle mie scelte, giuste o sbagliate che fossero.</p><p>Infine, grazie mille a Giuliano. L�ho costretto a leggere il libro a puntate di venti pagine per volta, sulle quali poi lo costringevo a darmi giudizi. � stato il mio primo lettore e il mio primo critico, e mi ha ispirato il finale della storia. Lo ringrazio di tutto, perch� mi � sempre vicino, mi sopporta e mi sostiene.</p></section></body><binary id="cover" 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