<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>sf_fantasy</genre><author><first-name>Licia</first-name><last-name>Troisi</last-name><id>50098</id></author><book-title>Nihal della Terra del Vento</book-title><annotation><p>Nihal � davvero strana, nel Mondo Emerso sembra non esserci nessuno come lei: grandi occhi viola, orecchie appuntite, capelli blu. � stata cresciuta da un armaiolo e vive in una delle tante citt�-torri della Terra del Vento, giocando a combattere insieme a un gruppo di amici che l�ha eletta capo per la sua forza e agilit�. Ma tutto cambia all�improvviso quando la Terra del Vento viene attaccata dal Tiranno, il despota che gi� ha conquistato cinque delle otto Terre che compongono il Mondo Emerso. A nulla vale la resistenza dell�esercito dei popoli liberi, n� i maghi che cercano di proteggere le citt� con incantesimi. A Nihal rimane solo una scelta: diventare un vero guerriero e difendere gli innocenti che rischiano di cadere sotto il potere del Tiranno.</p></annotation><coverpage><image l:href="#cover"/></coverpage><lang>it</lang><sequence name="Cronache del Mondo Emerso" number="1"/></title-info><document-info><author><nickname>N/A</nickname></author><date>2014</date><id>8F999D8E-21E1-4800-88FC-535C134F58FB</id><version>1.0</version><program-used>fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used></document-info><publish-info><year>2004</year></publish-info><custom-info info-type="librusec-id">280831</custom-info></description><body><title><p>Licia Troisi</p><p>Nihal della Terra del Vento</p></title><section><title><p>UNA BAMBINA.</p></title><epigraph><p>[�] � il pi� piccolo e sperduto paese del Mondo Emerso. Posto a ovest, � chiuso da un lato dal Saar, il Grande Fiume, e dall�altro � minacciato dalla Grande Terra. Non vi � punto da cui non si veda l�altissima torre della Rocca, dimora del Tiranno. Essa incombe come un�oscura minaccia sulla vita di tutti gli abitanti della zona. Ricorda a ciascuno che non v�� luogo dove il Tiranno non possa giungere. Il regno tuttavia � ancora parzialmente libero.</p><text-author>Relazione annuale del Consiglio dei Maghi, frammento.</text-author></epigraph><epigraph><p>La Terra del Vento � caratterizzata dalla particolare architettura delle sue citt�, costruite come immense torri, altamente organizzate e per lo pi� autosufficienti. Ogni parte degli agglomerati urbani � deputata a una precisa attivit�. Il nucleo di ogni singola torre � costituito da una vasta zona centrale aperta e coltivata. La citt�-torre di Salazar � l�ultimo avamposto della Terra del Vento prima della Foresta, l�imponente bosco che segna il confine con la Terra delle Rocce. [�]</p><text-author>Anonimo, dalla Biblioteca perduta della citt� di Enawar, frammento.</text-author></epigraph><section><title><p>1</p><p>Salazar.</p></title><p>Il sole inondava la pianura. Era un autunno particolarmente clemente: l�erba era ancora d�un verde vivido e ondeggiava contro le mura della citt� come un mare in bonaccia.</p><p>Sul terrazzo in cima alla torre, Nihal si godeva il vento mattutino. Era il posto pi� elevato di tutta Salazar: da l� si godeva la vista migliore sulla piana, che si srotolava per leghe e leghe a perdita d�occhio. Su quella distesa sconfinata la citt� spiccava imponente con i suoi cinquanta piani di case, botteghe e stalle. Un�unica immensa torre che conteneva una piccola metropoli di quindicimila persone, stipate nelle sue milleduecento braccia d�altezza.</p><p>A Nihal piaceva starsene l� sopra da sola, con la brezza a scompigliarle i lunghissimi capelli. Si sedeva sulle pietre a gambe incrociate, con gli occhi chiusi e la spada di legno appoggiata al fianco, come fanno i veri guerrieri. Quando stava lass� era come pacificata. Poteva concentrarsi solo su se stessa, sui suoi pensieri pi� nascosti, su quella vaga malinconia che certe volte l�abbracciava, sul mormorio lento che ogni tanto sentiva levarsi dal fondo della sua anima.</p><p>Ma quello non era uno di quei giorni. Era un giorno di battaglia, e Nihal guardava la pianura come un condottiero desideroso di battersi.</p><empty-line/><p>Erano una decina, ragazzetti dai dieci anni in su. Tutti maschi, e lei femmina. Tutti seduti, e lei in piedi tra loro. Il capo: una ragazzina smilza e slanciata, con vividi occhi viola, fluenti capelli di un blu lucido e spropositate orecchie a punta. Non si sarebbe detta forte, a guardarla, ma gli altri pendevano dalle sue labbra.</p><p>�Oggi si lotta per le case abbandonate. I fammin stanno tutti l� a spadroneggiare. Non sanno di noi e non si aspettano il nostro arrivo: li coglieremo di sorpresa e li scacceremo con la forza delle nostre spade.�</p><p>I ragazzini ascoltavano con attenzione.</p><p>�Il piano?� chiese il pi� grassoccio.</p><p>�Scenderemo compatti fino al piano sopra le botteghe, poi taglieremo per i condotti di manutenzione dietro le mura; da l� sbucheremo direttamente nel loro nascondiglio. Li prenderemo alle spalle: se non ci facciamo sentire sar� un gioco da ragazzi. Io star� in testa al gruppo; dietro di me la squadra d�attacco.� Un paio di ragazzini annuirono sicuri. �Poi gli arcieri� e tre bimbetti con in mano le fionde fecero un cenno d�intesa �e per finire i fanti. Siete pronti?�</p><p>Un coro di s� risuon� entusiasta.</p><p>�Allora andiamo!�</p><p>Nihal lev� in alto la spada e si gett� gi� per la botola che conduceva dalla terrazza alla torre, seguita a ruota dal resto della banda.</p><p>I ragazzini marciarono compatti per i corridoi che percorrevano il cerchio interno di Salazar, fra gli sguardi divertiti - ma pi� spesso seccati - degli abitanti della citt�, che ben conoscevano le epiche battaglie di Nihal e dei suoi.</p><p>�Buongiorno, Generale.�</p><p>Nihal si volt�. A parlare era un essere alto pressappoco quanto lei, piuttosto tozzo, con il volto interamente coperto da una fitta barba. Uno gnomo. Si esib� in un buffo inchino.</p><p>Nihal fece fermare i suoi e si inchin� a sua volta. �Buongiorno a te.�</p><p>�Anche oggi a caccia di nemici?�</p><p>�Come sempre. Oggi dobbiamo scacciare i fammin dalla Torre.�</p><p>�Gi�, come sempre� Io per�, se fossi in te, con i tempi che corrono quel nome non lo pronuncerei con tanta disinvoltura. Nemmeno per gioco.�</p><p>�Noi non abbiamo paura!� url� un ragazzetto dal fondo.</p><p>Nihal sorrise spavalda. �Gi�, non abbiamo paura. E poi di che ti preoccupi? I fammin non stanno simpatici a nessuno, e comunque la Terra del Vento � ancora libera.�</p><p>Lo gnomo ridacchi� e le strizz� l�occhio. �Fa� come vuoi, Generale. Buona battaglia.�</p><p>Attraversarono a uno a uno i vari livelli della torre, a passo ritmato, composti come veri soldati. Passarono davanti a case e botteghe, tra il caos di razze e lingue della gente di Salazar, girando in tondo per i corridoi di ogni piano, con il sole che a intervalli regolari li baciava dalle finestre aperte sull�orto centrale. Le torri della Terra del Vento, infatti, erano tutte dotate di un profondo pozzo centrale che aveva una duplice funzione: illuminare meglio gli ambienti della citt� e ospitare una piccola zona coltivata, occupata da parecchi orti e da qualche frutteto.</p><p>Poi Nihal entr� sicura in un vicolo laterale e apr� una porta vecchia e ammuffita. Dietro, l�oscurit� pi� profonda.</p><p>�Eccoci.� La ragazzina assunse un�aria solenne. �Da qui in poi nessuna paura, come al solito. Il nostro alto compito non ci permette cedimenti.�</p><p>Gli altri annuirono seri, quindi entrarono strisciando nel cunicolo.</p><p>Non si vedeva nulla. Anche l�aria era spessa e densa, satura d�odore di chiuso. Dopo un po� per� gli occhi si abituarono all�oscurit� e riuscirono a distinguere la scala di gradini umidi e sconnessi che si inabissava nel buio.</p><p>�Non sar� mica che oggi qualcuno passa di qua? Ho sentito dire che le mura occidentali hanno delle crepe da riparare�� fece un ragazzino.</p><p>�Sono gi� passati� rispose Nihal. �Un buon comandante prevede anche questo. Basta con le ciance, diamoci da fare!�</p><p>I loro passi risuonarono nella cavit� ancora per un po�, mescolandosi alle voci al di l� del muro. Poi, dopo l�ennesima svolta, silenzio.</p><p>�Ci siamo� bisbigli� Nihal col fiato mozzo. Era sempre cos�, appena prima dell�attacco: il cuore le batteva forte nel petto, il sangue le pulsava alle tempie.</p><p>Le piaceva quel misto di paura e desiderio di battersi. Le sue dita corsero sul muro fino a trovare una porta di legno. Appoggi� l�orecchio alla parete. I pietroni squadrati erano spessi, ma riusciva ugualmente a cogliere le voci dei ragazzini dall�altra parte.</p><p>�Sempre noi. Io mi sono stufato di fare il fammin.�</p><p>�Non dirlo a me! L�altra volta Nihal m�ha fatto nero.�</p><p>�A me ha spaccato un dente��</p><p>�Quando il capo era Barod almeno si faceva a turno.�</p><p>�Sar�, ma io con Nihal mi diverto molto di pi�. Cavolo, quando combattiamo sembra vero! Mi sento come una cosa dentro� come essere soldati!�</p><p>�Comunque � lei la pi� forte, � giusto che comandi.�</p><p>Nihal stacc� l�orecchio dal muro e sguain� silenziosa la sua arma. Un istante ancora d�attesa, poi con un calcio butt� gi� la porta e lei e i suoi fecero irruzione urlando.</p><empty-line/><p>La stanza era ampia e piena di polvere, con grosse ragnatele a fare da tende alle finestre. Una casa di ricchi abbandonata, come tutte le abitazioni di quel piano. Seduti a terra c�erano sei ragazzini con in mano altrettante asce di legno. Nonostante fossero stati presi di sorpresa si alzarono di scatto e la battaglia ebbe inizio.</p><p>Nihal sembrava una furia: si gettava con violenza sui nemici, la spada che si muoveva di qua e di l� come impazzita. Nella foga del combattimento i contendenti passarono di stanza in stanza, percorrendo tutta l�abitazione, fino al corridoio esterno.</p><p>I ragazzini con le asce avevano palesemente la peggio. Si iniziarono a sentire gli �ahi!" di chi prendeva una botta troppo forte.</p><p>�Ritirata!� grid� il capo dei fammin. Quelli che erano ancora tutti interi si misero a correre verso le scale.</p><p>�Inseguiamoli!� url� Nihal, e fece per lanciarsi dietro i fuggitivi.</p><p>Uno dei suoi la prese per un braccio. �Gi� per le botteghe no, Nihal! Se mio padre mi pesca un�altra volta l� sotto a combinare guai mi ammazza di botte.�</p><p>Nihal si svincol�. �Non combineremo niente, li seguiamo e poi tagliamo per i campi centrali.�</p><p>�S�, dalla padella nella brace�� mormor� tra s� il ragazzino, ma non pot� far altro che seguire il suo capitano.</p><p>Tutti si precipitarono gi� per le scale, e poi via come scalmanati, armi in pugno, verso il piano delle botteghe. Molti negozi si affacciavano sulla strada con nient�altro che la porta d�ingresso e una piccola vetrina che mostrava la mercanzia, ma altri, specie quelli che vendevano ortaggi e frutta, occupavano parte del corridoio con bancarelle e ceste. Nella foga della corsa i ragazzetti urtarono proprio contro uno di quei banchi travolgendo una serie di ignari avventori.</p><p>�Dannati scavezzacollo!� url� il fruttivendolo fuori di s�. �Nihal! Stavolta tuo padre mi sente!�</p><p>Ma Nihal continuava a rincorrere i fuggitivi. Mentre scorrazzava con la spada in pugno si sentiva viva e forte. Alcuni dei suoi avevano gi� catturato i fammin. Restava da acchiappare il loro capo.</p><p>�A lui ci penso io!� url� al suo esercito, quindi chiese uno sforzo supplementare alle gambe. Acceler� e si mise alle calcagna del suo nemico. Il ragazzino poteva quasi sentire il suo fiato sul collo. Si gett� per le scale ma cadde rovinosamente due piani pi� in basso. Si rialz� dolorante, controll� di essere al piano giusto, quindi si butt� fuori dalla finestra.</p><p>Nihal si sporse: erano scesi cos� tanto che sotto di loro c�erano solo le stalle. Ai piedi della finestra, nel bel mezzo di uno degli orti del giardino centrale della torre, c�era la sua preda accovacciata. Salt� gi� senza paura, atterr� in piedi e si lanci� con la spada puntata verso l�avversario, che aveva gi� le mani alzate.</p><p>�Mi arrendo� disse con il fiatone.</p><p>Nihal lo raggiunse. �Complimenti, Barod. Sei diventato rapido!�</p><p>�S�, come no. Con te alle costole��</p><p>�Ti sei fatto male?�</p><p>Barod si guard� le ginocchia sbucciate. �Io non salto agile come te. Comunque la prossima volta lo fai fare a qualcun altro il capo dei fammin, io mi sono stufato: m�hai fatto pi� lividi tu��</p><p>La risata di Nihal venne bruscamente interrotta da una voce infuriata.</p><p>�Ancora tu! Sono arcistufo, dannazione!�</p><p>�Oh-oh! Baar!� fece Nihal preoccupata. Aiut� Barod a tirarsi su e iniziarono a correre tra i cespi d�insalata.</p><p>�� inutile che scappate, tanto so chi siete!� continuava a urlare la voce.</p><p>Raggiunto il confine dell�orto Nihal si rivolse all�amico: �Senti, vai a casa. A lui ci penso io�.</p><p>Barod non se lo fece ripetere due volte.</p><p>Nihal invece prepar� la sua migliore faccia di bronzo e aspett� l�arrivo del contadino, un vecchietto sdentato la cui ira era cos� straripante da schizzar fuori da ogni ruga.</p><p>�Avevo gi� detto a tuo padre che se ti ripescavo qua dentro mi avrebbe dovuto ripagare i danni! Oggi tre cespi d�insalata da buttare, ieri le zucchine� Per non parlare di tutte le mele che mi hai rubato!�</p><p>Nihal mise su un�aria contrita. �Stavolta sono innocente, Baar! � che il mio amico � caduto da quella finestra lass�, vedi? Io sono solo scesa per aiutarlo.�</p><p>�� una vita che i tuoi amici cascano nel mio orto e tu vieni ad aiutarli! Se avete i piedi di ricotta state lontani dalle finestre!�</p><p>Nihal annu� con aria dispiaciuta. �Hai ragione, scusami. Non succeder� mai pi�.�</p><p>Poi guard� Baar con espressione cos� angelica che il contadino ci casc� con tutte le scarpe. �E va bene, sparisci. Ma di� a Livon che gli coster� un�altra limatina ai miei falcetti.�</p><p>�Come no?�</p><p>La ragazzina schiocc� un bacio all�aria e se la diede a gambe pi� in fretta che poteva.</p><empty-line/><p>Livon viveva ai piani delle botteghe, subito sopra le stalle e l�ingresso di Salazar, una pesante porta di legno a due battenti con grosse borchie di ferro ai lati e ampi cardini, alta pi� di dieci braccia. Il legno consunto presentava ancora tracce di bassorilievi scolpiti in un lontano passato. Le figure per� erano assai confuse e, a parte qualche cavaliere e qualche drago, non si riusciva a distinguere altro.</p><p>Come per molti commercianti, anche per Livon casa e bottega coincidevano: cos� si risparmiavano tempo e denaro su eventuali pigioni. L�unico inconveniente era un po� di confusione, accentuata dall�assenza di una presenza femminile degna di quel nome. Inoltre faceva l�armaiolo: la casa era stracolma di attrezzi, armi, blocchi di metallo e pezzi di carbone.</p><p>Nihal spalanc� la porta. �Sono tornata!� grid� a gran voce. �E sono anche affamata!�</p><p>Le sue parole furono inghiottite dal frastuono. In un angolo Livon batteva una grosso martello su un pezzo di metallo arroventato, mentre migliaia di scintille sfuggivano all�acciaio e si gettavano a cascata sul pavimento. Era un omone, coperto di fuliggine, una zazzera di capelli corvini sulla testa. Solo gli occhi rilucevano su un volto che sembrava un pezzo di carbone.</p><p>�Vecchio!� url� Nihal con quanto fiato aveva nei polmoni.</p><p>�Ah, sei tu�� disse Livon tergendosi il sudore dalla fronte. �Visto che non arrivavi mi ero messo a finire un lavoro per domani.�</p><p>�Vuoi dire che non hai preparato niente?�</p><p>�Non s�era stabilito che una volta a settimana toccava a te cucinare?�</p><p>�S�, per� sono cos� stanca!�</p><p>�Aspetta, aspetta. Non mi dire niente. Scommetto che sei stata come al solito a giocare con quegli scalmanati.�</p><p>Silenzio.</p><p>�E come al solito al piano delle case abbandonate.�</p><p>Ancora silenzio.</p><p>�E magari siete finiti per l�ennesima volta nel campo di Baar��</p><p>Il silenzio si fece colpevole. Nihal apr� la dispensa e prese una mela.</p><p>�Comunque non ti preoccupare. Mangio questa� disse saltellando e mettendosi fuori dalla portata di Livon.</p><p>�Accidenti, Nihal! Quante volte ti ho detto di non giocare negli orti centrali?</p><p>Qui � tutto un via vai di gente che viene a lamentarsi e a chiedere riparazioni gratis!�</p><p>Nihal si sedette con aria compunta. �� che quando si combatte��</p><p>Livon sbuff� spazientito e si mise a tagliare un po� di verdure prese dalla dispensa. �Non venirmi a parlare di queste sciocchezze! Se vuoi giocare, gioca. Ma non dare fastidio a nessuno!�</p><p>Nihal alz� gli occhi al cielo: sempre le stesse storie� �Non farmi la lagna, Vecchio��</p><p>L�uomo le lanci� un�occhiataccia. �Ma chiamarmi pap�, di tanto in tanto?�</p><p>Nihal sfoder� un sorrisetto malizioso. �E dai, pap�! Tanto lo so che sei contento che io sia brava con la spada��</p><p>Livon le mise davanti con malagrazia un piatto di verdure crude.</p><p>�� il pranzo?�</p><p>�Questo � ci� che mangiano le signorine che si ostinano a fare i maschiacci. Se avessi rispettato i patti e avessi cucinato tu avremmo mangiato qualcosa di caldo.�</p><p>Si sedette e inizi� a mangiare anche lui. Per un po� rumin� pensieroso, poi riprese: �Comunque no che non sono contento!�.</p><p>Nihal ridacchi� fra s�. Livon resistette ancora per qualche istante, poi si mise a ridere.</p><p>�E va bene! Hai ragione. Io ti adoro cos� come sei, ma gli altri� hai gi� tredici anni� insomma, le donne devono sposarsi, prima o poi!�</p><p>�E chi l�ha detto? Io a chiudermi in casa a fare la calza non ci penso nemmeno. Io voglio essere un guerriero!�</p><p>�Non esistono guerrieri donne� disse Livon, ma la sua voce tradiva un malcelato orgoglio.</p><p>�Vorr� dire che sar� la prima.�</p><p>Livon sorrise e con una mano scompigli� i capelli della figlia.</p><p>�Sei proprio una maledetta! � solo che a volte penso che una madre ti ci sarebbe voluta��</p><p>�Non � colpa tua se la mamma � morta� fece Nihal con semplicit�.</p><p>�No� disse Livon arrossendo �no.�</p><p>Sulla moglie di Livon aleggiava il pi� oscuro mistero. Nihal s�era accorta presto che tutti a Salazar avevano un pap� e una mamma e lei invece solo il pap�.</p><p>Ancora molto piccola, aveva iniziato a fare domande a cui Livon aveva sempre dato risposte vaghe e confuse. La mamma era morta, non era dato di sapere come n� quando. Ma com�era? Bella. S�, ma come? Come te, occhi viola e capelli blu. Ogni volta che si tirava fuori l�argomento, Livon andava in crisi e Nihal aveva imparato, con il tempo, a evitare il discorso.</p><p>�Mi hai sempre detto che volevi che diventassi una persona forte, che seguissi i miei desideri� Io cerco di farlo.�</p><p>Con sua figlia Livon aveva il cuore tenero: a quelle parole gli vennero le lacrime agli occhi.</p><p>�Vieni qui� disse, e la abbracci� tanto stretta da farle male.</p><p>�Mi soffochi, Vecchio��</p><p>Nihal prov� a divincolarsi, ma in realt� godeva di quell�abbraccio pi� di quanto non volesse mostrare.</p><empty-line/><p>Nel pomeriggio si dettero alla solita occupazione: forgiare armi.</p><p>Livon non era solo il miglior armaiolo del mondo noto e probabilmente anche di quello ignoto: era un artista. Le sue spade erano armi incredibili, di una bellezza cos� fulgida da mozzare il fiato, armi che sapevano adattarsi al proprietario ed esaltarne le capacit�.</p><p>Realizzava lance appuntite come aculei e taglienti come rasoi, ornate di fregi sinuosi che non ne appesantivano la linea come inutili orpelli, bens� ne esaltavano il disegno. Livon era in grado di sposare il massimo della funzionalit� con lo splendore dell�eleganza. Trattava le armi come figli, le considerava sue creature e come tali le amava. Adorava quel lavoro perch� gli permetteva di esprimere il suo estro creativo, che sembrava inesauribile, e al contempo lo esaltava mettere alla prova le sue capacit� tecniche.</p><p>Ogni nuova arma era una sfida alla sua perizia di artigiano, e cos� di volta in volta tentava arditi esperimenti, utilizzava nuovi materiali, cercava forme sempre pi� complesse e le mescolava con soluzioni tecniche sempre pi� complicate.</p><p>La fama di Livon era cos� vasta che il lavoro non mancava mai, e da sempre, un po� per necessit� un po� per puro piacere, si faceva aiutare da Nihal. E mentre lei gli porgeva il maglio o azionava il mantice, lui le regalava perle della saggezza dei guerrieri.</p><p>�Un�arma non � solo un oggetto: per un guerriero la spada � come un arto, una compagna fedele e inseparabile. � la sua spada, e non la cambierebbe con nessun�altra al mondo. E per un armaiolo � come un figlio: come la natura d� vita alle creature di questo mondo, cos� l�armaiolo dal fuoco e dal ferro forgia la lama� diceva Livon e chiudeva la frase con una fragorosa risata.</p><p>Non c�era dunque da meravigliarsi che, con un padre che viveva per le spade e che aveva tra i suoi avventori soldati, cavalieri e avventurieri, Nihal fosse cresciuta cos� ribelle e poco femminile.</p><empty-line/><p>Erano impegnati con una spada quando Nihal tir� fuori una questione annosa. �Vecchio?�</p><p>�Mmm��</p><p>Livon abbatt� il maglio sulla lama.</p><p>�Volevo chiederti��</p><p>Un altro colpo.</p><p>Nihal assunse un�aria innocente e svagata. �Quand�� che mi dai una spada vera?�</p><p>Il maglio di Livon rest� fermo a mezz�aria. Un sospiro, poi l�omone riprese a battere l�acciaio. �Tieni ferma quella pinza.�</p><p>�Non cambiare argomento� insistette Nihal.</p><p>�Sei troppo piccola.�</p><p>�Ah, s�? Per� non sono troppo piccola per cercarmi marito!�</p><p>Livon pos� il maglio e si lasci� cadere su una sedia, rassegnato. �Nihal, ne abbiamo gi� parlato. Una spada non � un giocattolo.�</p><p>�Questo lo so benissimo, e so anche come si usa, molto meglio di tutti i ragazzi di questa citt�!�</p><p>Livon sospir�. Aveva pensato spesso di regalare a Nihal una delle sue spade, ma poi il timore che potesse farsi del male l�aveva sempre frenato. D�altro canto, si rendeva conto che con la sua spada di legno Nihal faceva prodigi e che pi� di una volta aveva preso in mano spade vere, dimostrando di conoscerne bene sia i rischi sia le potenzialit�.</p><p>Nihal s�accorse dell�indecisione del padre e ripart� alla carica. �Allora, Vecchio? Eh?�</p><p>Livon si guard� attorno. �Vediamo� disse sibillino. Si alz� e and� verso gli scaffali su cui teneva i suoi lavori meglio riusciti, quelli che realizzava senza alcuna commissione, solo per se stesso. Prese un pugnale e lo mostr� a Nihal. �Questo l�ho fatto un paio di mesi fa��</p><p>Era un�arma molto bella: l�impugnatura era forgiata a formare un tronco d�albero, con le radici a un estremo e due rami contorti che sporgevano da quello opposto allargandosi verso l�esterno. Le altre frasche si avvinghiavano ancora per un piccolo tratto, fino a fondersi nella lama.</p><p>Gli occhi di Nihal brillarono. �� mio?�</p><p>�� tuo se mi batti. Ma se vinco io cucini e rassetti tu per un mese.�</p><p>�Ci sto! Ma tu sei grande e grosso, mentre io sono ancora una bambina, no? Lo dici sempre anche tu! Quindi per pareggiare i conti dovrai restare nello spazio di tre assi del pavimento.�</p><p>Livon ridacchi�. �Mi sembra legittimo.�</p><p>�Dammi una spada, allora� disse Nihal, gi� eccitata di poter mettere le mani sull�acciaio.</p><p>�Non se ne parla neanche! User� il legno anch�io.�</p><p>Si misero entrambi al centro della sala, Nihal con la sua spada di legno in pugno e Livon con un bastone.</p><p>�Pronta?�</p><p>�Naturalmente!�</p><empty-line/><p>La sfida ebbe inizio.</p><p>Nihal non era dotata di grande resistenza, e la sua tecnica era tutt�altro che impeccabile, ma sopperiva alle lacune con l�intuito e la fantasia. Parava e scartava ogni assalto, sceglieva i tempi giusti per l�attacco e saltava a destra e a manca con grande agilit�. Il suo vantaggio era tutto l�, e lei lo sapeva.</p><p>Improvvisamente Livon si sent� fiero di quel maschiaccio con le trecce blu. L�asta di legno gli sfugg� di mano, andando a cozzare su un gruppo di lance appoggiate in un angolo.</p><p>Nihal gli punt� la sua arma alla gola. �Che fai, Vecchio, mi cadi sui fondamentali? Farsi disarmare cos� da una ragazzina��</p><p>Livon scost� la spada di legno, prese il pugnale e lo porse alla figlia. �Tieni, te lo sei meritato.�</p><p>Nihal si rigir� a lungo il pugnale tra le mani, soppesandolo e provandone il filo sul dito, dissimulando che era pazza di gioia. La sua prima arma!</p><p>�Per� ricordati: mai fare i gradassi con il nemico battuto. � di pessimo gusto.�</p><p>Nihal guard� il padre con occhi furbi. �Grazie, Vecchio.�</p><p>Era gi� abbastanza smaliziata da capire quando la lasciavano vincere.</p></section><section><title><p>2</p><p>Sennar.</p></title><p>Fin da piccola Nihal aveva bazzicato la banda di ragazzini con cui andava in giro per Salazar a combinare danni d�ogni sorta. E se all�inizio era stata accolta con una certa diffidenza, sia perch� era femmina sia per il suo strano aspetto, le era bastato poco per farsi accettare.</p><p>Un paio di duelli e aveva provato che quanto a esuberanza, sebbene fosse una ragazzina, non aveva nulla da invidiare agli altri membri della combriccola.</p><p>Da quando entr� nel gruppo fu via via pi� benvoluta. Poi batt� Barod, il capo, in uno scontro con la spada: da quel momento venne addirittura idolatrata e divent� lei il capo della banda.</p><p>Nonostante la compagnia non le mancasse, a volte, per�, Nihal si sentiva sola. Allora saliva sulla cima di Salazar e guardava il panorama dall�ampia terrazza che dava sulla steppa: l�occhio poteva spaziare senza limite per la pianura, e le uniche cose che si intravedevano erano l�onnipresente Rocca del Tiranno e le sagome sbiadite delle altre citt�.</p><p>Davanti a quello spettacolo Nihal si calmava e per un attimo la sua indole guerriera taceva. Era strano: quando il tramonto incendiava, in un unico rogo, cielo e steppa riusciva a non pensare a nulla. Sentiva solo un mormorio provenirle dal fondo dell�anima, come un bisbiglio in una lingua che non conosceva.</p><p>Da quando aveva conquistato il pugnale di Livon, Nihal era ancora pi� ammirata: se ne andava in giro con la lama che le pendeva al fianco, sentendosi forte come un cavaliere. Varie volte l�aveva messo in palio come premio in qualche zuffa e si vantava di non aver mai perso un incontro.</p><p>Una mattina del suo tredicesimo autunno Barod and� a chiamarla proprio per quel motivo: un ragazzo mai visto voleva sfidarla per il possesso del pugnale. Nihal non se lo fece ripetere due volte e si rec� baldanzosa sul tetto di Salazar, luogo deputato allo svolgimento di tutti i suoi duelli.</p><p>Quando vide il suo avversario quasi le venne da ridere: alto e magro, doveva avere un paio di anni pi� di lei e sfoggiava una spettinatissima zazzera rossa. Le bast� un�occhiata per capire che la carta vincente del suo avversario non era certo la forza. E tanto meno l�agilit�, visto che indossava una sorta di ingombrante casacca che gli cadeva gi� fino ai piedi, fregiata con un ricamo geometrico sul petto. Come si poteva combattere vestiti in quel modo?</p><p>L�unica arma segreta di quel tizio poteva essere una certa astuzia, che Nihal intravide nei suoi chiarissimi occhi azzurri, ma non se ne preoccup�: di nemici sleali ne aveva battuti non pochi.</p><p>�Sei tu che mi hai fatta chiamare?�</p><p>�In persona.�</p><p>�E mi vorresti sfidare.�</p><p>�Esattamente.�</p><p>�Sei di poche parole. Non ti ho mai visto qui: di dove sei?�</p><p>�Vengo dal margine della Foresta, ma la mia patria � la Terra del Mare. Mi chiamo Sennar, per rispondere alla tua prossima domanda.�</p><p>Nihal non capiva perch� quel tizio fosse cos� sicuro di s�: la conosceva di fama, altrimenti non l�avrebbe sfidata, quindi era da escludere che la sottovalutasse.</p><p>�Chi ti ha parlato di me, e perch� mi vuoi sfidare?�</p><p>�Qui tutti parlano del demone con le orecchie a punta e i capelli blu che picchia come un fabbro. Di� un po�, hai per caso scordato di essere una ragazza?�</p><p>Nihal strinse i pugni: sapeva che era controproducente perdere le staffe prima della battaglia e Sennar, con quel tono canzonatorio e quel sorrisetto sarcastico stampato sulle labbra, mirava proprio a quello.</p><p>�Quel che faccio sono affari miei, e poi non mi hai ancora risposto: perch� mi sfidi?�</p><p>�Guarda, non mi interessa un fico secco di tutte le sciocchezze di gloria e onore che frullano per la testa ai bambini che si azzuffano con te. Io voglio il tuo pugnale, perch� � bello e perch� l�ha fatto Livon, che � il miglior armaiolo del Mondo Emerso. Se per averlo devo giocare con te, ben venga.�</p><p>A Nihal prudevano le mani, ma non rispose alle provocazioni. Si accord� con Sennar per le modalit� dello scontro. Una volta iniziato il duello avrebbe potuto dargliene quante voleva.</p><p>Decisero di battersi coi bastoni: il primo a essere disarmato o a cadere a terra sarebbe stato sconfitto. Il pugnale, trofeo della contesa, fu solennemente consegnato al pi� giovane tra gli astanti.</p><p>�Ti toglierai la tunica, immagino.�</p><p>�Ci sono abituato. Per cui, se non ti senti umiliata a essere sconfitta da uno bardato cos셻</p><p>Nihal ingoi� l�ennesimo rospo. Poi la lotta ebbe inizio.</p><p>Come previsto, Sennar non era forte, non era agile e quanto a tecnica era inferiore a lei. E allora cosa accidenti lo rendeva cos� sicuro?</p><p>Nihal fu presto in vantaggio: approfittava della sua rapidit� per spostarsi di continuo, disorientando l�avversario. I ragazzini intorno la incitavano con urla e fischi. A poco a poco sent� che la battaglia la eccitava sempre di pi�, finch� la foga non la travolse: aument� la velocit� dei movimenti, par�, si gir�, colp� Sennar al fianco e si prepar� a spezzare il bastone che il ragazzo sconosciuto aveva levato in alto per proteggersi dal colpo imminente.</p><p><emphasis>� fatta!</emphasis> si disse trionfante.</p><p>Bast� quell�attimo di sicurezza per farle sfuggire la vittoria dalle mani.</p><p>Sennar la guard� negli occhi con uno sguardo gelido, abbozz� un sorriso e mormor� qualcosa che Nihal non comprese.</p><p>Proprio mentre si accingeva a calarlo su Sennar, la ragazzina sent� il bastone afflosciarsi tra le sue mani e farsi viscido e strisciante. Alz� gli occhi: al posto della sua arma c�era un grosso serpente che si contorceva soffiando.</p><p>Nihal cacci� un urlo e moll� la presa. Fu un istante, ma Sennar non se lo lasci� sfuggire: uno sgambetto e la ragazzina cadde a terra, sconfitta per la prima volta in vita sua.</p><p>�Mi pare che ci sia un vincitore.�</p><p>Sennar prese il pugnale dalle mani del bambino che lo custodiva.</p><p>Per un po� Nihal rimase come impietrita. Poi si riscosse e si guard� attorno. Di serpenti non c�era traccia.</p><p>�Stramaledettissimo baro, sei un mago! Non me lo avevi detto! Sei sleale! Rivoglio il mio pugnale!�</p><p>Si rialz� di scatto per saltargli addosso ma Sennar la ferm� con una mano. �Invece di urlare dovresti ringraziarmi per la lezione. Mi hai chiesto se ero un mago? No. Hai detto: �Io coi maghi non mi batto�? No. Hai posto come regola del combattimento di non usare la magia? No. E allora se hai perso � solo colpa tua. Oggi hai imparato che prima di battersi bisogna conoscere bene il proprio nemico. E che la forza non � niente senza l�intelligenza. E ora smettila di piagnucolare: Livon te ne far� di sicuro un altro.�</p><p>Mentre si allontanava aggiunse: �Comunque sei forte, non c�� che dire� e se ne and� con la stessa flemma con cui era arrivato.</p><p>Nihal rimase immobile. Poi dal silenzio imbarazzato del pubblico si lev� la voce di Barod: �Mi dispiace, Nihal, ma quel tizio ha proprio ragione�.</p><p>Per tutta risposta Nihal gli sferr� un sonoro pugno sul naso e scapp� via in lacrime.</p><p>Scese lungo la torre correndo a perdifiato. Urt� passanti, scavalc� bancarelle, abbatt� una giara d�olio fuori da una locanda. Tutto quello che voleva era rifugiarsi tra le braccia consolatrici di Livon: lui l�avrebbe capita e difesa, avrebbe concordato con lei che quel ragazzino era stato un vile e le avrebbe dato un pugnale mille volte pi� bello di quello che aveva perso.</p><empty-line/><p>Livon ascolt� in silenzio tutta la storia, che Nihal snocciol� tra lacrime e singhiozzi, e alla fine se ne usc� con un commento del tutto inatteso: �E allora?�.</p><p>Ci volle un po� perch� Nihal incassasse il colpo. �Come sarebbe �e allora�? Mi ha imbrogliata!�</p><p>�Non mi sembra proprio. Piuttosto, lui � stato furbo e tu ingenua.� Nihal sgran� gli occhi indignata.</p><p>�Oggi hai imparato due cose. Primo, se tieni davvero molto a una cosa, devi tenertela stretta.�</p><p>�Ma��</p><p>�Secondo, quando si duella bisogna mettere bene in chiaro le cose e conoscere il proprio nemico.�</p><p>Le stesse identiche parole che le aveva detto quella serpe.</p><p>�Perdere fa parte della vita, Nihal, � meglio che ti ci abitui. Bisogna saper accettare anche le sconfitte.�</p><p>Nihal si sedette in malo modo su una sedia, imbronciata. �Almeno mi darai una spada��</p><p>�Una spada? Non � colpa mia se hai perso il pugnale che ti avevo dato. La prossima volta farai pi� attenzione.�</p><p>�Ma l�avevo conquistato con tanta fatica! E poi tu hai tante di quelle spade che��</p><p>Livon la zitt� con un gesto. La sua faccia era seria. �Non voglio pi� sentir parlare di questa storia, chiaro?�</p><p>Nihal si chiuse in un silenzio astioso, mentre calde lacrime di rabbia le solcavano le guance.</p><empty-line/><p>Rimase pensierosa per tutta la notte. La sconfitta le bruciava terribilmente, ma soprattutto non si perdonava di essersi messa a piangere. Si girava e rigirava nel letto. Il desiderio di cancellare quell�onta non le dava tregua. Avrebbe quasi voluto saltare fuori dalle lenzuola e mettersi a cercare quel tizio ovunque fosse, dovesse pure arrivare in capo al mondo.</p><p>Fu proprio mentre si macerava tra un progetto di vendetta e l�altro che le venne l�idea: tutta quella storia in fin dei conti provava che un guerriero era tenuto a padroneggiare almeno un po� le arti magiche. Urgeva dunque apprendere la magia.</p><p>In realt� Nihal non aveva mai provato alcun interesse per la magia. Il fascino di una spada le sembrava infinitamente pi� grande di quello effimero di un incantesimo ben riuscito. Ora per� si rendeva conto che poteva tornarle utile. E poi, battere quella canaglia sul suo stesso terreno sarebbe stata una soddisfazione somma.</p><p>A Nihal sembrava gi� di vedere la scena: Sennar, avvinto nelle spire di chiss� quale potente sortilegio da lei evocato, che le chiedeva piet� e le porgeva supplicante il pugnale�</p><p>S�, avrebbe fatto cos�. Forse per imparare la magia le ci sarebbero voluti anni, ma che importava? Anche dopo un secolo avrebbe cercato quel ragazzino e l�avrebbe battuto.</p><p>Restava solo da trovare un mago disposto a insegnarle. Lei non ne conosceva ma, con tutta la gente che circolava per la bottega, Livon sicuramente ne conosceva qualcuno che fosse disposto a prendersi un allievo.</p><empty-line/><p>L�indomani mattina Nihal comunic� la sua decisione al padre, che la prese tutt�altro che bene.</p><p>�Perch� stai montando questa assurda baraonda per una ragazzata? Ti ho gi� detto che bisogna saper perdere, e prima lo imparerai meglio sar�.�</p><p>�Le mie non sono ragazzate� ribatt� Nihal piccata. �Io voglio davvero essere un guerriero, un grande guerriero, e per farlo ho bisogno della magia. Che ti costa dirmi il nome di qualcuno che mi insegni?�</p><p>�Non ne conosco� sbott� spazientito Livon, e sper� che il discorso finisse l�.</p><p>Nihal per� non si arrese. �Non � vero. Lo so benissimo che ogni tanto vendi armi con sopra un incantesimo. Da qualcuno te li farai fare questi incantesimi, no?�</p><p>Messo di fronte all�evidenza dei fatti Livon si irrit� ancora di pi�. Batt� un pugno sul tavolo da lavoro. �Dannazione! Non mi va che impari la magia!�</p><p>�Ma perch�?�</p><p>�Non sono tenuto a darti spiegazioni!� tagli� corto lui, e si chiuse in un ostinato silenzio.</p><p>�Se tu non mi aiuti, me lo cercher� da sola!�</p><p>�A Salazar non ce ne sono.�</p><p>�Me ne andr� in qualche altra torre. Non ho paura di viaggiare, io!�</p><p>�Allora fa� quel che ti pare e vattene!� url� Livon.</p><p>Nihal sent� le lacrime pungerle gli occhi. Non era solo per il fatto che dopo anni di pacifica e felice convivenza stavano litigando per la prima volta. Era che d�un tratto si era sentita incompresa proprio da Livon, che aveva creduto fosse l�unico in grado di capire sempre quel che lei pensava e provava. La stava trattando come una ragazzina capricciosa.</p><p>Ricacci� indietro le lacrime e guard� la grossa schiena del padre, irrimediabilmente girata.</p><p>�Benissimo!� disse con stizza.</p><p>Ma quando fece per andarsene la voce profonda di Livon la blocc�. �Aspetta�� bofonchi� l�armaiolo, voltandosi verso di lei. �Nihal, � solo che ho paura. Ecco, l�ho detto. Ho paura che tu te ne vada. Finch� vuoi fare il guerriero ci sono qui io. Ma apprendere la magia��</p><p>Un groppo in gola gli blocc� le parole.</p><p>�Ma sei impazzito? E dove dovrei andare? Io ho solo te al mondo!�</p><p>Nihal lo abbracci�. �Vecchio, tu sarai sempre la mia casa.�</p><p>Livon si commosse, ma quelle parole non riuscirono a rasserenare il suo animo. Strinse Nihal tra le braccia ancora per qualche istante, poi la scost� da s�. �Una maga ci sarebbe� disse esitante.</p><p>�Lo sapevo! Fantastico!� Nihal sprizzava gioia da tutti i pori. �E dove?�</p><p>�Al confine con la Foresta.�</p><p>�Ah��</p><p>La Foresta era l�unico bosco della Terra del Vento. In una terra di steppe e spazi aperti come quella, l�unico bosco faceva paura: non c�era abitante di Salazar che non temesse quel luogo. E Nihal non faceva eccezione.</p><p>�S�, insomma, l� c�� una casa. Ci abita tua zia.�</p><p>Nihal rimase di stucco. In tredici anni non aveva mai sentito parlare di parenti di sorta.</p><p>�Si chiama Soana, � mia sorella. Ed � una maga molto potente.�</p><p>�Avevamo parentele tanto interessanti e non me l�avevi mai detto? Perch� tutto questo mistero?�</p><p>Livon abbass� istintivamente la voce. �Al Tiranno non piace che si pratichi la magia nelle sue terre o in quelle a lui alleate. Tua zia ha dovuto andarsene da Salazar. Diciamo che� � molto amica dei nemici del Tiranno, ecco.�</p><p>Nihal si sent� fremere di eccitazione: una cospiratrice! �Accidenti, Vecchio!�</p><p>�Inutile dire che gradirei che tu non andassi a vantartene in giro. Con nessuno. Chiaro?�</p><p>�Io? Ma per chi mi hai presa?�</p></section><section><title><p>3</p><p>Soana.</p></title><p>Il giorno successivo Nihal era impaziente di partire. Aveva con s� un piccolo bagaglio e una scorta di pane, formaggio e frutta che Livon le aveva imposto di portarsi dietro nonostante il viaggio fosse breve.</p><p>In piedi in mezzo alla bottega ascoltava per l�ennesima volta le indicazioni e raccomandazioni di Livon. �La strada � quella che dalla citt� conduce fuori verso sud, non puoi sbagliare.�</p><p>�S�, me l�hai gi� detto.�</p><p>�E comportati a modo. Soana � una persona severa, non credere che te le lascerebbe passare lisce come me.�</p><p>�Non mi perder�, sar� brava e ti far� fare bella figura. Va bene?�</p><p>Livon le schiocc� un bacio in fronte. �Va bene. Ora vai, prima che cambi idea.�</p><p>�Ciao, Vecchio. Quando torno, con una magia metter� in ordine tutta la casa!�</p><p>Dirigendosi verso la porta, Nihal prese con noncuranza una spada a caso dal mucchio di quelle appena forgiate.</p><p>�Nihal?�</p><p>La ragazzina si volt� con aria innocente. �S�?�</p><p>�La spada. Non mi sembra di averti dato il permesso di prenderla.�</p><p>�E tu vorresti farmi andare in giro tutta sola senza nemmeno un�arma per difendermi?�</p><p>Livon sospir� e si arrese. �� solo un prestito.�</p><p>�Ovvio!� disse Nihal, e usc� dalla bottega saltellando.</p><p>La via si srotolava dritta e sicura, senza possibilit� d�errore. La sua nuova spada le difendeva il fianco e, a mano a mano che si addentrava nella steppa, Nihal iniziava a sentirsi in pace con se stessa; anche il pensiero della rivalsa, che fino a quel momento aveva dominato la sua mente, iniziava a sbiadire.</p><p>Avanzava tra l�erba, nella lieve foschia mattutina, e sentiva l�autunno penetrarle nelle ossa. Da sempre lo spettacolo della natura aveva il potere di calmarla. Al tempo stesso per�, quando era sola, la avvolgeva la consueta sottile malinconia e quello strano mormorio interiore reclamava ascolto. Anche quella mattina, mentre camminava nella bruma e l�unico suono che l�accompagnava era lo scricchiolio dei suoi passi sulle foglie secche, era come se voci lontane le rivolgessero deboli richiami. Ma quelle sensazioni erano diventate compagne abituali per Nihal. E lei non se ne preoccupava: aveva imparato ad amare quei sussurri come vecchi amici.</p><p>Le prime propaggini della Foresta si presentarono minacciose dopo qualche ora di cammino spedito, e proprio nei pressi dei primi alberi si intravide una casupola. Era fatta di semplici assi di legno ed era veramente piccola. Nihal rimase delusa: s�aspettava qualcosa di meglio per una grande maga.</p><p>Si avvicin� alla porta un po� intimorita. Rimase l� davanti per qualche secondo. Dall�interno non proveniva alcun rumore: forse non c�era nessuno, si trov� a sperare. Poi scroll� le spalle per dare un taglio agli indugi e buss�.</p><p>�Chi �?� chiese una voce dall�interno.</p><p>�Sono Nihal.�</p><p>Silenzio, quindi un rumore di passi leggeri verso l�uscio, infine il cigolio della porta che si apriva.</p><p>A Nihal si present� una donna davvero molto bella. Alta e femminile, capelli scuri a incorniciare un volto a cui un lieve pallore donava una nota di solennit�, occhi neri come carbone, labbra piene e rosate. Portava una lunga tunica di velluto rosso.</p><p>Dunque quella era sua zia? Possibile che fosse la sorella di Livon?</p><p>La donna la guard� con un sorriso enigmatico. �Sei cresciuta. Vieni, entra.�</p><p>All�interno regnava un ordine esemplare.</p><p>La porta d�ingresso si apriva su una saletta, sulla quale si affacciavano due piccole camere da letto. Chiss�, forse c�era anche uno zio� La stanza principale era quasi completamente tappezzata di scaffali: su una parete c�erano esclusivamente libri, sull�altra sia tomi voluminosi sia recipienti colmi di erbe e di strani intrugli. Poi un piccolo caminetto e al centro del locale un tavolo, anch�esso coperto di libri.</p><p>Nihal si sent� intimidita sia dall�aspetto della zia sia da quella casa cos� diversa dalla rassicurante bottega di Livon.</p><p>�Siediti.�</p><p>Nihal obbed�. Anche Soana si sedette.</p><p>�Immagino che ti abbia mandato Livon.�</p><p>La ragazzina annu�.</p><p>�Ti ricordi di me?�</p><p>Nihal era sempre pi� confusa. Si erano gi� conosciute, allora!</p><p>�Quando tua madre � morta, per un po� ho aiutato Livon a occuparsi di te. Ma � normale che non lo ricordi. Me ne sono andata che non avevi neppure due anni, e questi tempi bui non mi hanno permesso di starti accanto.�</p><p>Segu� qualche minuto di imbarazzato silenzio. Nihal avrebbe preferito avere a che fare con un perfetto estraneo, piuttosto che con una che l�aveva cresciuta quando era piccola; e poi quella donna era tanto bella da farla sentire a disagio. D�un tratto il motivo per cui era andata da lei le sembr� infinitamente stupido.</p><p>�Dimmi, Nihal. Che cosa ti ha portato da me?�</p><p>Nihal prese coraggio. �Ecco, io� sono venuta perch� vorrei che tu mi addestrassi.�</p><p>�Capisco.�</p><p>�In realt� io vorrei diventare un guerriero, in futuro� si sent� in dovere di chiarire.</p><p>�Lo so. Livon mi parla molto di te.�</p><p>La cosa innervos� Nihal: non sospettava neppure l�esistenza di quella donna e lei invece sapeva tutto.</p><p>�Per� vorrei apprendere anche la magia perch� credo che sia utile. Per un guerriero, intendo.�</p><p>Soana annu� impassibile. �E posso sapere come hai raggiunto questa consapevolezza?�</p><p>A Nihal la domanda parve sibillina, ma decise di rispondere con sincerit�. Le raccont� tutta la storia, cercando per� di colorare la verit� in modo da farla apparire pi� accettabile. Ebbe nondimeno la curiosa impressione che quel che stava dicendo non risultasse affatto nuovo a Soana. Alla fine del racconto, la maga fu lapidaria.</p><p>�E non ti pare che questo sia un motivo quanto mai sciocco per apprendere la magia?�</p><p>Il tono era cos� duro che Nihal cominci� a rimpiangere la sua decisione.</p><p>�� importante che la tua motivazione sia forte, Nihal, perch� lo studio della magia � arduo. Inoltre, il mago padroneggia grandi poteri ed � dunque indispensabile che sia saggio e usi le sue potenzialit� per alti fini. Il Tiranno � tale proprio perch� usa la magia per il male.�</p><p>Nihal tent� un�autodifesa: �Io non voglio conoscere la magia per il male o per un motivo stupido. Voglio solo essere un guerriero completo�. In fondo, non era quasi la verit�?</p><p>�Non sono del tutto convinta, ma voglio darti la possibilit� di dimostrarmi che dici il vero. Fra poco arriver� qui Sennar�.</p><p>Nihal sobbalz� sulla sedia. �Come Sennar?�</p><p>�� mio allievo. Voglio che tu gli stringa la mano e prometta di non esigere vendetta su di lui tramite la magia.�</p><p>Per Nihal fu come se nella stanza si fosse alzato un vento gelido: ecco perch� Soana sembrava conoscere tutta la storia! Che stupida era stata! E s� che Sennar l�aveva detto che veniva dal limitare del bosco. Cos� quella serpe era stata nutrita in seno alla sua stessa famiglia.</p><p>Un dubbio atroce le si profil� nella mente, e con un filo di voce chiese: �L�hai mandato tu a sfidarmi?�.</p><p>�E perch�? Ho saputo di questa storia solo poco fa, quando Sennar me l�ha confessata. E comunque non mi metterei mai in mezzo a questioni di ragazzini.�</p><p>Nihal temette che la maga si fosse offesa. Era cos� difficile riuscire a capire cosa pensasse�</p><p>�Dovrebbe essere qui a momenti� disse Soana gettando uno sguardo fuori dalla finestra.</p><p>Nihal rimase sola con i propri pensieri. Certo, stringere la mano a Sennar era come accettare la sconfitta, e l�onore andava decisamente a farsi benedire. D�altra parte rifiutarsi equivaleva ad ammettere di aver raccontato a Soana una frottola.</p><p>Alla fine decise di accettare: avrebbe promesso, per il momento.</p><p>La sua vendetta se la sarebbe presa con comodo.</p><empty-line/><p>Sennar fece il suo ingresso carico di erbe di ogni tipo.</p><p>�Ho raccolto tutto quello che ti serviva, Soana. Spero che adesso mi perdon��</p><p>La sorpresa gli fece morire la frase in gola, ma dopo un attimo di disorientamento esclam� con tono gaio: �Oh, ciao. Sei venuta a prendere la mia testa?�.</p><p>�Ti sbagli, Sennar. Nihal � qui per diventare mia allieva e per rappacificarsi con te. Non � vero, Nihal?�</p><p>La ragazzina represse il disgusto e si prepar� al supremo sacrificio. Si alz� in piedi riluttante, guard� Sennar dritto negli occhi e gli strinse con vigore la mano. �Nessun rancore, ho perso in un combattimento leale.�</p><p><emphasis>E con questo l�amaro calice � stato bevuto fino in fondo</emphasis>, si disse.</p><p>�Bene. Meglio cos�. Vado a smistare le erbe� disse Sennar, e si ritir� dalla stanza con tutto il suo raccolto.</p><p>Nihal fece un profondo respiro e Soana finalmente le sorrise.</p><p>�Hai fatto la cosa giusta. Adesso puoi affrontare la prova.�</p><p>Una prova? Non era gi� una prova quella che aveva appena sostenuto?</p><p>Nihal sent� la sua decisione vacillare.</p><p>�Ma ne parleremo a suo tempo.�</p><empty-line/><p>Fu la maga stessa a cucinare. Dietro la casa c�erano un piccolo orto e qualche gallina.</p><p>Soana raccolse un po� di verdura fresca e si mise a preparare una zuppa. Nihal stava a guardare: a vederla l�, intenta a tagliare zucchine, la zia sembrava una donna del tutto normale. L�unico momento di vera sorpresa fu quando Soana si avvicin� al focolare, stese una mano e mormor� qualche parola strana: la legna prese fuoco da sola.</p><p>�Accidenti! Sapr� farlo anch�io?�</p><p>�Forse, Nihal. Forse.�</p><p>Il pranzo trascorse in silenzio. Soana sembrava a suo agio, ma Sennar non faceva altro che spostare gli occhi dalla ragazzina alla maga e viceversa, e Nihal teneva la faccia quasi immersa nella scodella.</p><p>Solo dopo aver mangiato l�atmosfera sembr� sciogliersi un po�.</p><p>Soana doveva aver capito che la presenza di Sennar metteva a disagio la sua ospite e lo mand� fuori a provare un incantesimo. Rimasero sole, sedute ai due estremi della tavola. Nihal avrebbe voluto sprofondare tanto si sentiva in imbarazzo. Mentre il silenzio del primo pomeriggio riempiva la casa, la maga inizi� a farle domande. D�un tratto sembrava molto interessata alla nipote e la ascoltava con interesse.</p><p>Nihal si disse che se voleva sapere qualcosa di pi� su sua madre, forse quello era il momento giusto. �Cosa sai di mia madre?�</p><p>�Non molto. � stata con noi cos� poco��</p><p>�Pap� non me ne parla mai.�</p><p>Soana parve non raccogliere. Era sempre cos� quando si parlava di sua madre. Ma perch�, poi?</p><p>�A me basta anche solo sapere com�era, visto che a quanto pare ho preso tutto da lei.�</p><p>�Era molto giovane, pi� di tuo padre, e molto bella.� Soana parlava senza guardare la ragazzina, con lo sguardo perso verso la Foresta. �Mor� che tu eri nata da pochi giorni.�</p><p>�E questi capelli, questi occhi? Queste cavolo di orecchie a punta?�</p><p>�Di persone con queste caratteristiche, come te e tua madre, ne nascono pochissime. Una ogni mille anni, si dice. Devi ritenerti fortunata.�</p><p>Soana sorrise, e la ragazzina si sent� di contraccambiare.</p><empty-line/><p>Passarono il resto del pomeriggio a parlare dell�infanzia di Soana e Livon a Salazar. Nihal si divert� molto. La maga era schiva e riusciva a controllare le proprie emozioni, per� a tratti i sentimenti emergevano sul suo volto, che si colorava di tenerezza o di ilarit�. In quei momenti Nihal riusciva a vedere quanto in realt� essa assomigliasse al fratello.</p><p>Sennar torn� che era gi� buio. Nihal e Soana avevano preparato la cena insieme. Fu buffo: quando si trattava di maneggiare una spada non aveva rivali, ma in cucina Nihal era un disastro.</p><p>A cena l�atmosfera di complicit� che s�era instaurata fra zia e nipote parve spezzarsi: la maga non fece che parlare di arti magiche con Sennar e Nihal si annoi�. A quanto pareva Soana era disposta a lasciar trasparire qualcosa di s� solo in casi eccezionali.</p><p>Quando fu il momento di andare al letto, scoppi� il dramma.</p><p>�Dividerai la stanza con Sennar� disse Soana. �Gentilmente ti cede il suo letto. Lui star� sul pavimento.�</p><p>Nihal divenne rossa come un peperone. �Io dormo da sola.�</p><p>�Guarda che non mordo�� ribatt� il ragazzo mentre portava le coperte per il suo giaciglio.</p><p>�Buonanotte, Nihal. Buonanotte, Sennar.�</p><p>Soana si ritir� nella sua stanza. La questione era chiusa.</p><p>Nihal si sedette sul letto di Sennar con aria truce.</p><p>�Devi cambiarti? Vuoi che esca?� le chiese lui.</p><p>Nihal lo fulmin� con lo sguardo. �Dormo vestita.�</p><p>�Be�, io no. Ti spiacerebbe voltarti?�</p><p>La ragazzina non se lo fece ripetere due volte. Affond� la testa nel cuscino pi� che poteva.</p><p>�Fatto!�</p><p>Quando si gir�, Sennar era sdraiato sul pavimento sotto uno strato di coperte. Al centro della stanza brillava un fuocherello azzurro che la rischiarava piacevolmente. Nihal non pot� impedirsi di guardare con ammirazione l�incantesimo.</p><p>�Ti d� fastidio?�</p><p>Nessuna risposta.</p><p>�Be�, allora lo lascio acceso. Buonanotte.�</p><p>Per un po� Sennar stette zitto, poi non riusc� a trattenersi. �Guarda che lo so che mi detesti. Mi hai stretto la mano solo perch� te l�ha chiesto Soana. Comunque mi hai stupito: credevo che mi avresti picchiato pur di riavere il tuo pugnale. Non avrei mai immaginato che avresti deciso di imparare la magia.�</p><p>Nihal si ostinava a tacere; no, non avrebbe detto neppure una parola.</p><p>�Va bene, lo ammetto: ho approfittato di una tua debolezza, sono stato un po� vile. Va bene cos�? Per� il pugnale mi serviva: ci sono molte magie che hanno bisogno di lame appuntite. Magari te ne faccio vedere qualcuna.�</p><p>Nihal era muta come un pesce, ma Sennar non si fece scoraggiare. Scost� le coperte, si mise seduto e incroci� le gambe. �Senti, io non ho sonno. Se ti do noia, interrompimi.�</p><p>Da quel momento in poi non tacque un attimo.</p><p>Raccont� di quanto amasse il tempo uggioso dell�autunno; di come trovasse Soana straordinaria, come donna e come maga; del fatto che Soana ogni tanto parlasse di lei e di una quantit� di cose pi� o meno futili.</p><p>Nihal taceva e si sforzava di disinteressarsi a quel cicaleccio, ma non ci riusciva. Un po� voleva saperne di pi� di sua zia, un po� doveva ammettere che le piaceva ascoltare quel tizio che la subissava di aneddoti.</p><p>Dopo un tempo indefinito si decise a fermare il monologo di Sennar. �Senti un po�, si pu� sapere che cosa ti ho fatto? Perch� hai voluto umiliarmi di fronte a tutti?�</p><p>Sennar si fece serio. �Perch�? Perch� tu giochi alla guerra senza conoscerla, Nihal.�</p><p>�E tu che ne sai della guerra?�</p><p>�Io sono nato e cresciuto sui campi di battaglia tra la Terra del Mare e la Grande Terra. E, credimi, la guerra non � come la immagini. � tutt�altro che un gioco e non ha nulla di divertente.�</p><p>A quelle parole Nihal non seppe come controbattere.</p><p>�E comunque adesso � davvero tardi. Domani dovrai fare la tua prova, � bene che tu dorma. Buonanotte.� Il ragazzo con i capelli rossi si seppell� sotto le coperte.</p><p>Nihal rimase per un po� ad ascoltare il suo respiro nel buio.</p></section><section><title><p>4</p><p>La Grande Foresta.</p></title><p>Quando Nihal si svegli� il cielo era limpido e il sole splendente. Era una di quelle giornate in cui sembra che la natura voglia prendersi la sua rivalsa sull�autunno, ma invano, perch� il freddo dell�inverno incipiente la incalza e ne soffoca gli ardori.</p><p>Sennar non era in camera e Nihal tir� un sospiro di sollievo: le parole del ragazzo pungevano ancora.</p><p>Indugi� nel letto ancora qualche minuto, quindi si alz� e raggiunse Soana nella sala principale.</p><p>La maga era seduta al tavolo, immersa nella lettura. Accanto a lei c�era una tazza di coccio fumante e una fetta di pane nero.</p><p>�Buongiorno, Nihal. Siediti, fai colazione.�</p><p>L�infuso era ottimo e sapeva di miele, e il pane ancora caldo. A Nihal torn� il buonumore.</p><p>�Se sei pronta ti parlo della prova� le disse Soana, e Nihal si concentr� sulle sue parole.</p><p>�Per decidere se addestrarti ho bisogno di capire quali sono le tue potenzialit�. La magia � in parte una capacit� innata, e se in te manca questa predisposizione, io non potr� insegnarti nulla. Vedi, Nihal, il mago � colui che sa entrare in sintonia con gli spiriti primigeni della natura: da essi trae la sua forza e i suoi poteri. Egli prega la forza vitale che permea il mondo e, se sa farsi accettare, ne riceve in dono i suoi beni. La capacit� di comunicare con la natura pu� essere affinata ed educata, ed � questo il ruolo del maestro, ma deve essere innata. La prova serve proprio a misurare questa capacit�.�</p><p>Nihal aveva iniziato a interessarsi al discorso, e interruppe Soana: �Mi stai dicendo che il mago � tale solo perch� gli spiriti naturali lo vogliono?�.</p><p>�All�inizio � cos� rispose la maga, contenta della luce di curiosit� che intravedeva negli occhi della ragazzina. �Le formule per gli incantesimi pi� semplici non sono altro che preghiere agli spiriti naturali. A questa categoria appartengono gli incantesimi di guarigione pi� blandi e qualche semplice incantesimo di difesa. Quando le si riesce a padroneggiare con disinvoltura, si passa alla fase successiva.� Il tono di Soana si fece grave. �Lo scopo finale � quello di riuscire a dominare la natura e piegarla al proprio volere: allora non saranno pi� gli spiriti a guidare la mano del mago, bens� lui a dominare gli elementi con la sua volont�. A questa seconda categoria appartengono tutte le formule offensive, comprese quelle che vengono imposte sulle armi. Solo quando si � in grado di far ci� si pu� essere degni di essere chiamati maghi.�</p><p>�E ci vuole molto tempo?�</p><p>�Dipende. Sennar � mio allievo da quando aveva otto anni e non � ancora pronto. Eppure, tra i maghi che ho conosciuto, nessuno ha una cos� spiccata propensione per la magia. Io stessa studio ancora oggi, perch� la natura � un libro infinito, ricco di mistero e di potere.�</p><p>Quelle parole entusiasmarono Nihal, facendole dimenticare che Soana aveva parlato di anni di addestramento. Si sentiva pronta a tutto. �Va bene, dimmi qual � la prova.�</p><p>�Devi andare nella Foresta e l�, nel luogo pi� profondo e pi� folto, cercare dentro te stessa la comunione con la natura. Ti conceder� due giorni e due notti: se non riuscirai in questo tempo, vuol dire che la magia non ti appartiene e dovrai rinunciare. In caso contrario, inizieremo l�addestramento.�</p><p>Tutta la determinazione di Nihal si sciolse come neve al sole. Aveva immaginato che la prova sarebbe stata dura, ma quel che le proponeva Soana era spaventoso. Le ritornarono in mente tutte le storie che aveva sentito sul conto di quel bosco, sul fatto che nessuno ne fosse mai uscito vivo e sui terribili spiriti maligni che lo popolavano. Per non parlare dei criminali o della peggior feccia umana che ne aveva fatto il proprio regno.</p><p>Un�idea rassicurante dirad� la sua paura. �Be�, se siamo io e te��</p><p>�No, Nihal. Sarai sola.�</p><p>Il terrore la riagguant�. �Ma� ma perch� devo essere sola? Girano brutte voci sulla Foresta e io, ecco��</p><p>�Pensi che proprio io, la sorella di tuo padre, ti manderei sola in un luogo pericoloso? Credimi, la Foresta � forse uno dei luoghi pi� sicuri di tutta la regione: il timore tiene lontani sia i malintenzionati sia la gente onesta, e bestie feroci non ce ne sono. Quelle che hai sentito sono favole per spaventare i bambini. Io non posso rimanere con te: devi essere sola per poterti meglio concentrare.�</p><p>Nihal balbett� ancora qualcosa: �Io non� ti prego��.</p><p>Soana le sorrise. �Su, fatti coraggio e affronta questa prova da bravo guerriero.�</p><p>La discussione si estinse nei preparativi per la partenza: Soana predispose una bisaccia con lo stretto necessario e solo dopo le insistenze di Nihal le permise di portare con s� la spada.</p><empty-line/><p>Si incamminarono nel silenzio del bosco.</p><p>Il sole filtrava tra gli scarni rami giocando a proiettare macchie di luce sulle foglie secche del sottobosco. La paura avvolgeva ancora Nihal, ma a tratti scemava di fronte a quello spettacolo. Il bosco per� era anche pieno di ombre e fruscii, ciascuno dei quali le riportava subito alla mente timori e dicerie.</p><p>Nihal inizi� a sentirsi scrutata da mille occhi, quasi che le foglie stesse avessero sguardi maligni. Si voltava a ogni rumore e camminava con passo malcerto dietro a Soana, che invece procedeva spedita. Pi� di una volta le venne voglia di dire che rinunciava, alla magia e a tutto il resto: non c�era nulla che valesse un simile sacrificio. Ma alla fine l�orgoglio fu pi� forte del terrore.</p><p>Camminarono per un�ora buona, finch� giunsero in una piccola radura circolare, lambita da una polla di acqua limpida. Al centro della radura c�era una specie di rozzo sedile di pietra.</p><p>�� qui� disse Soana.</p><p>Nihal si guard� intorno col cuore in gola. �Ma cosa devo fare?�</p><p>�Siediti sulla roccia, libera la mente da ogni preoccupazione e pensa solo alla vita che ti cresce intorno. A un tratto la sentirai fluire attraverso il tuo corpo e quello sar� il segno che hai raggiunto la comunione.� La maga si incammin� sulla via del ritorno. �Ci vediamo tra due giorni.�</p><p>�Aspetta! E poi?� chiese Nihal nel disperato tentativo di trattenerla ancora.</p><p>�E poi io verr� e ti chieder� di mostrarmi il tuo potere. � tutto. A presto, Nihal.�</p><p>La ragazza cerc� ancora di chiamarla, con voce sempre pi� alta e disperata, ma il bosco aveva gi� inghiottito la maga. Allora cadde in ginocchio e lo sconforto l�attanagli� cos� forte che inizi� a piangere.</p><p>Era sola. E aveva paura. Quanta non ne aveva mai avuta in vita sua.</p><p>Gli alberi spogli le parvero scheletri pronti ad assalirla e la radura una prigione di legno. Se gli spiriti maligni l�avessero visitata, chi l�avrebbe sentita urlare in quella solitudine immensa? Pianse per quasi un�ora. Poi, pi� per stanchezza che per altro, si calm�.</p><p>Un uccellino ritardatario si era posato poco lontano da lei e beveva dalla pozza con rapidi guizzi del capo. La scena la distolse dalle sue paure; cercando di fare il minor rumore possibile afferr� la bisaccia e ne estrasse un pezzettino di pane. Lo sbriciol� e lo gett� nei pressi dell�uccellino � doveva essere un piccolo migrante della specie dettatestaquadra � che dapprima sembr� spaventarsi, poi si convinse che non c�era pericolo e si butt� con foga sulle molliche.</p><p>Nihal mise qualche briciola sulla palma e lo tese all�uccellino, che le guard� sospettoso per qualche minuto prima di saltarle in mano. Nihal pens� che se nel bosco vivevano creature come quella, forse gli spiriti maligni non erano poi cos� numerosi come si diceva. D�altronde, indietro non poteva tornare, visto che non conosceva la strada.</p><p>Tanto valeva cercare di superare la prova.</p><p>Quando l�uccellino vol� via Nihal fu di nuovo sola. Si accomod� sulla pietra e pose la spada al suo fianco, pronta per ogni evenienza.</p><p>Cerc� di concentrarsi, ma si accorse che non era facile: scattava a ogni minimo fruscio e la mano correva subito all�arma. Purtroppo la Foresta era piena di scricchiolii di ogni sorta: se Nihal chiudeva gli occhi le sembrava di udire passi furtivi e l�unico modo per tranquillizzarsi era riaprirli e guardarsi intorno. Era assolutamente impossibile cercare di entrare in contatto con la natura in quelle condizioni, perch� Nihal quella natura la sentiva nemica.</p><p>All�ora di pranzo era esausta.</p><p>Cerc� di mangiare, ma aveva lo stomaco chiuso.</p><p>Tent� di dormire, perch� si sentiva mortalmente stanca, ma non ci riusc�: la paura non le dava tregua.</p><p>Allora si gett� sull�erba e guard� il cielo al di sopra della radura: fantastic� di essere un uccello per poter volare via da l�, lontano, verso straordinarie avventure. Riprese a piangere sommessamente: sentiva il disperato bisogno di avere vicino qualcuno con cui parlare.</p><p><emphasis>I guerrieri non piangono, i guerrieri non hanno paura</emphasis>, si ripeteva, e a poco a poco quella litania ebbe il potere di calmarla.</p><p>Si disse che avrebbe affrontato la prova con coraggio.</p><p>Si accomod� di nuovo sulla pietra e prov� a concentrarsi. Le cose andarono meglio: si era abituata agli scricchiolii e non dava loro pi� peso. Inizi� persino a percepire la vita della natura, ma sentiva che quella vita scorreva accanto a lei senza neppure sfiorarla.</p><empty-line/><p>Quando inizi� a calare la notte si rese conto di non essere capace di accendere un fuoco. Il buio avanzava inesorabile e Nihal si sentiva sempre pi� sperduta: sgranava disperatamente gli occhi per cercare di vedere, ma l�oscurit� la avvolgeva sempre pi� velocemente.</p><p>D�un tratto, uno scricchiolio diverso dal solito. Nihal tese le orecchie. Passi. Prese la spada e si mise in posizione di attacco.</p><p>�Chi � l�?� domand� incerta.</p><p>Nessuna risposta. I passi continuarono a risuonare ritmici.</p><p>�Chi �?� chiese pi� forte.</p><p>Silenzio.</p><p>Allora si lasci� prendere dal panico. �Chi diavolo �? Rispondete! Rispondete!� url� a squarciagola, mentre i passi erano ormai a pochi metri da lei.</p><p>�Zitta, Nihal, sono io!�</p><p>Sennar. Era la sua voce.</p><p>Nihal gett� via la spada e gli si avvent� contro piangendo. Lo tempest� di pugni sul petto, ma quando sent� le sue braccia che la stringevano lo abbracci� con forza, singhiozzando senza ritegno e dimenticando che si trattava del suo pi� acerrimo nemico.</p><p>�Su, su, non piangere. Ora ci sono qui io. � tutto finito.�</p><empty-line/><p>Per prima cosa Sennar accese il fuoco. Cerc� qualche bastoncino secco, ne fece un mucchietto e vi pose sopra la mano. Essa divenne insolitamente luminosa e poco dopo il fuoco avvamp� allegro e scoppiettante. Nihal si era asciugata le lacrime ma singhiozzava ancora rannicchiata in disparte.</p><p>�Sono venuto di nascosto, non credo che Soana avrebbe approvato.� Sennar ridacchi�. �� che so quanta paura ha la gente della Terra del Vento della Foresta e immaginavo che fossi terrorizzata. Scusami se ti ho spaventata, non volevo.�</p><p>Nihal tir� su col naso. �Grazie.�</p><p>�E di che? I nemici bisogna tenerseli cari!�</p><p>La ragazzina sorrise. Era felice di non essere pi� sola. Il fuoco crepitante le dava sicurezza e improvvisamente la radura le sembrava una stanzetta accogliente.</p><p>Sennar si mise a preparare la cena. �Non devi aver paura, Nihal. Credimi, non c�� niente di malvagio nella natura; niente spiriti maligni n� mostri.</p><p>Sono gli uomini a essere malvagi. La natura ti sar� nemica finch� tu la sentirai tale: quando smetterai di temerla ti accoglier� tra le sue braccia. � questo il segreto della prova.�</p><p>Le porse un pezzetto di carne arrostita. Era deliziosa.</p><p>Il cibo e lo scampato pericolo ammorbidirono la ragazzina. �Anche tu hai sostenuto questa prova?�</p><p>�No� rispose Sennar a bocca piena �non ce n�� stato bisogno.�</p><p>Nihal si incurios�, e lasci� cadere anche l�ultima barriera. �Perch� non ce n�� stato bisogno? E perch� hai deciso di fare il mago? Sei misterioso!�</p><p>�Vuoi sentire la mia storia, insomma.�</p><p>Nihal annu�.</p><p>�Sei fortunata. Non si pu� dire che la mia vita sia stata noiosa. Niente di strabiliante, ma mi sono successe un po� di cose, e mi sono mosso parecchio.�</p><p>Sennar incroci� le gambe e inizi� a raccontare.</p><p>�Come gi� sai, sono nato nella Terra del Mare e sono vissuto a lungo su un campo di battaglia. Mio padre era scudiero di un Cavaliere di Drago e mia madre era l�unica donna della guarnigione.�</p><p>�Era una guerriera!� lo interruppe Nihal con gli occhi che brillavano.</p><p>Sennar rise. �No, era solo innamorata. Aveva conosciuto mio padre perch� abitavano nello stesso villaggio e quando lui volle fare lo scudiero lei lo segu�. Cos�, fin da piccolo sono stato in mezzo alle armi. Un po� come te.� Si stese sull�erba: il cielo era limpido e le stelle chiare. �Hai mai visto un Drago del Mare?�</p><p>Nihal scosse la testa.</p><p>�� la pi� incredibile creatura che tu possa immaginare: � una specie di serpente con le scaglie di un blu intensissimo che a seconda della luce cambia di sfumatura, fino a diventare quasi verde. E poi vola. ȅ � straordinario!� disse Sennar.</p><p>Guardava il cielo come se fosse solcato da draghi.</p><p>�Be�, per farla breve, io adoravo i draghi. E soprattutto sapevo comunicare con loro. Tutti sono convinti che solo un cavaliere possa parlare col suo drago, ma io ero in grado di comunicare con tutti i draghi, e giocavo coi loro piccoli.</p><p>Sapevo entrare in contatto con tutti gli animali. Un giorno, avevo otto anni, Soana pass� nel nostro accampamento. Non so se ne sei al corrente, ma lei fa parte del Consiglio dei Maghi, che guida la resistenza al Tiranno. Sono ormai quasi quarant�anni che il Tiranno � in guerra con le Terra del Mare, dell�Acqua e del Sole��</p><p>Nihal fece una faccia scandalizzata. �Lo so, cosa credi?�</p><p>�Oh, guarda che sei proprio permalosa!� la prese in giro Sennar. �Insomma, Soana mi not� e volle parlare con i miei: disse che in me vedeva un�enorme forza magica e che se mi avessero lasciato andare con lei avrebbe fatto di me un mago potentissimo. La decisione per i miei genitori non fu facile, ma alla fine permisero che io seguissi la maga. Del resto, un campo di battaglia non � il posto pi� adatto per un bambino. Per tutta la vita non avevo visto altro che armi, morti, feriti, miseria. All�inizio l�idea di stare con Soana non mi piacque neanche un po�. Poi per� quando iniziai ad assaporare il gusto della pace, qui nella Terra del Vento, le cose cambiarono. Certo, mi mancavano mio padre, mia madre, mia sorella Kala� ma allo stesso tempo ero contento di non dover pi� vedere gli uomini intorno a me morire come mosche. Quando compii dieci anni Soana mi lasci� libero di scegliere: restare con lei e continuare l�addestramento o tornare a casa e dimenticare la magia.�</p><p>�E tu?�</p><p>�Io, prima di decidere, le chiesi di tornare nella Terra del Mare per rivedere la mia famiglia.�</p><p>Sennar si interruppe e trasse un profondo respiro.</p><p>�Quello che trovai fu terribile: la guarnigione di mio padre era stata praticamente spazzata via, quasi tutti quelli che conoscevo erano morti. Mio padre, mi dissero, aveva protetto con il suo corpo Parel, il cavaliere di cui era scudiero, salvandogli la vita.�</p><p>Sennar si ferm� ancora. Nihal lo guard� senza parlare.</p><p>�Versai tutte le mie lacrime: cercarono di consolarmi dicendo che ero figlio di un eroe, ma a me cosa importava? Mio padre era morto, non l�avrei pi� rivisto.� La voce gli si incrin�. �Alla fine decisi: sarei tornato con Soana e avrei appreso la magia. Una volta diventato mago avrei messo il mio potere al servizio della pace e avrei combattuto contro il Tiranno, per mio padre e per tutti gli innocenti che questa guerra sta massacrando. Capisci ora perch� me la sono presa con te? La guerra non � un gioco, � morte, e solo la pace pu� riscattarla.�</p><p>Nihal guard� Sennar con ammirazione: quel ragazzino le parve all�improvviso forte, maturo e saggio come un vero guerriero.</p><p>�Stupita, eh?� disse Sennar facendole l�occhiolino. �Credevi che fossi uno stupido qualunque venuto ad attaccar briga e invece ti trovi davanti un uomo vissuto, con la sua triste storia alle spalle.�</p><p>Risero entrambi.</p><p>�E tu? Parlami un po� di te: perch� vuoi fare il guerriero?�</p><p>Anche Nihal si gett� sull�erba. Sopra di lei il cielo srotolava tutto intero l�ordito delle stelle.</p><p>�Voglio fare il guerriero per vivere tante avventure. Voglio girare il mondo e conoscere popoli e genti. E poi mi piace combattere: quando ho un�arma in pugno mi sento al sicuro da tutto, mi sento forte. Quando combatto mi sembra di essere leggera come l�aria. Di essere libera. Non so per chi combatter�, ma so che la pace � bella per tutti, e allora forse combatter� per la pace. E poi voglio essere un guerriero per Livon, lui per me � tutto. Padre, madre, fratello.�</p><p>Sennar si rimise a sedere e guard� la ragazzina con affetto. �Stanotte sto qui con te, cos� potrai dormire tranquilla. Ma domattina me ne vado: devi o non devi sostenere una prova? Per cui ora cerca di dormire, che domani sar� una giornata faticosa.�</p><p>Nihal segu� il consiglio di Sennar e si coric� sul mantello che lui stesso le aveva approntato a mo� di letto.</p><p>Si sentiva incredibilmente calma.</p><p>Prima di scivolare nel sonno ringrazi� ancora Sennar, ma gi� dormiva quando lui le rispose: �E di che cosa? Siamo soli in questa terra, e possiamo andare avanti solo aiutandoci. Dormi bene Nihal� e le tir� la coperta sulle spalle.</p></section><section><title><p>5</p><p>Sogni, visioni e spade.</p></title><p>Era in una terra mai vista, ne era sicura, eppure la sentiva come patria. Si trovava in una grande citt� e si muoveva con disinvoltura tra le sue mille strade. Un�enorme quantit� di gente, un continuo via vai, un caotico sottofondo di voci e rumori. Bench� fosse circondata da una moltitudine di persone, non riusciva a distinguere nessun volto. Forse era in compagnia di qualcuno.</p><p>In fondo a una strada piuttosto larga vedeva una torre di cristallo, accecante al sole del mattino. Alta, bianchissima, sembrava elevarsi fino a sfiorare il cielo.</p><p>All�improvviso la gente che la circondava inizi� a urlare.</p><p>Sul selciato si stese un�immensa macchia nera. Sembrava inchiostro. Guard� meglio. Era sangue. Vermiglio, denso, viscoso. Sangue che copriva ogni cosa, tingendo il paesaggio e la torre.</p><p>Un baratro senza fondo si spalanc� ai suoi piedi e lei inizi� a cadere. Url� con quanto fiato aveva in gola.</p><p>Precipitava con furia verso il fondo, ma sapeva che il fondo non c�era e che la caduta sarebbe stata eterna. Mentre cadeva, nella testa le rimbombavano lamenti, urla, pianti strazianti di bambini. <emphasis>Vendicaci! Riscatta il nostro popolo!</emphasis> Non voleva ascoltare, ma le voci la incalzavano, la tormentavano. <emphasis>Uccidilo! Distruggi quel mostro!</emphasis></p><p>Poi, rapidamente come era giunta, quella visione di morte si dissolse.</p><p>Nihal si trov� a volare sulle ali di un drago. Il vento le solleticava il volto e si sentiva libera. Indossava un�armatura nera e aveva i capelli molto corti. Dietro di lei c�era Sennar. Sentiva di averlo ritrovato dopo lungo tempo ed era felice, poich� in qualche modo era legata a lui.</p><empty-line/><p>L�immagine si dissolse in un bianco accecante.</p><p>Nihal sbatt� le palpebre. Era la mattina di un�altra splendida giornata di sole, e lei era ancora nella piccola radura. Aveva sognato, dunque. Ma chi era quella gente? Che cosa gli era successo? E perch� lei cavalcava un drago? Con Sennar, poi! Forse si stava facendo troppe domande: in fin dei conti, era solo un sogno.</p><p>Si stiracchi�, si lev� a sedere e il rumoroso sbadiglio che stava facendo si mozz� a met�, lasciandola senza fiato. La radura era gremita di creature grandi poco pi� di una mano. Avevano capigliature di mille colori e le svolazzavano intorno sbattendo le loro fragili ali iridescenti.</p><p>Nihal non poteva credere a quel che vedeva. <emphasis>Sto ancora sognando</emphasis>, si disse, e strizz� gli occhi un paio di volte.</p><p>Uno di quegli esserini le si par� davanti, la scrut� con i suoi occhi blu privi di pupilla, quindi si allontan� un po�. �Sei un�umana?� le chiese.</p><p>Nihal ci mise un attimo a rispondere: �S� che lo sono�.</p><p>�Strano, me li ricordavo diversi, gli umani. Mica con le orecchione come noi!�</p><p>�A me sembra identica a un�� ribatt� uno pi� lontano. �Hai capito chi intendo, no?�</p><p>�Impossibile! Non ce ne sono pi�� fece eco un altro.</p><p>Un terzo si un� alla discussione. �E gi�. Il Tiranno li��</p><p>�Silenzio!� url� quello davanti a Nihal, e tutti tacquero. �Pu� essere che sia un umano. Ci sono tanti di quegli umani strani nella Terra del Vento!�</p><p>Nihal si era parzialmente ripresa dallo stupore. �Chi sei tu? E tutti questi altri� cosi, come te? Che cosa ci fate qui?�</p><p>Quello fece una faccia stizzita. �Signorina, piano con le parole. Non siamo �cosi�. Siamo folletti. Io mi chiamo Phos e sono il capo della comunit� della Foresta. E qui ci abitiamo, se non ti dispiace. Tu, piuttosto? Voi umani non avevate paura della Foresta?�</p><p>�Io sono Nihal e vengo da Salazar. Sono qui perch� voglio diventare maga. Devo superare una prova.�</p><p>�Ah, ecco!� fece Phos, col tono di chi ha capito tutto. �Sei una di quelli di Soana.�</p><p>A quelle parole si lev� un mormorio generale di approvazione.</p><p>�Allora sei amica. Brava umana, Soana. Ti confesso che quando ti abbiamo vista ci siamo spaventati. E poi ieri sera hai fatto un tale baccano!�</p><p>Phos si avvicin� all�orecchio di Nihal con una piroetta. �Molti di noi sono scampati alle persecuzioni del Tiranno e non si fidano pi� di nessuno.�</p><p>A Nihal quell�esserino iniziava a piacere: era buffo e la trattava come se la conoscesse da sempre. �Senti, non so tu, ma io sono affamata. Ho qualcosa da mangiare. Se volete tu e tuoi amici potete fare colazione con me.�</p><p>Phos e i suoi non si fecero pregare. La radura si riemp� di vocine e risate; i folletti volavano ovunque e molti ringraziavano Nihal con mille moine. La ragazza fece accomodare Phos sul suo ginocchio.</p><p>�Cos� tu sei il capo di tutti i folletti.�</p><p>�Be�, non di tutti, ma di quelli della Foresta s�. Sai, la nostra � la comunit� pi� numerosa del Mondo Emerso. � che ormai le foreste diminuiscono a vista d�occhio, cos� i nostri simili muoiono o sono costretti a scappare.�</p><p>�Perch�, vivete solo nei boschi?�</p><p>�Scherzi? Noi siamo i boschi! Un folletto senza un bosco � come un pesce all�asciutto. Alcuni di noi hanno provato a vivere altrove, anche con gli umani, ma pian piano sono come� avvizziti, ecco. E alla fine sono morti, perch� senza boschi da vedere e profumo di alberi da respirare non possiamo sopravvivere. Cosa c�� di pi� bello di un bosco? D�inverno giochi a nascondino tra i rami secchi e canti la ninna nanna agli animali che vanno in letargo. Con la bella stagione ti godi l�ombra delle foglie e fai il bagno con gli acquazzoni estivi.�</p><p>�A me sembra che la Foresta goda di ottima salute!� disse Nihal.</p><p>Gli occhi di Phos si fecero tristi e le sue orecchie si abbassarono come quelle di un cane bastonato. �� il Tiranno. Distrugge le foreste delle terre che conquista per fare le armi. E i suoi servi, quei maledetti fammin, ci odiano. Tanti di noi sono stati catturati e costretti a diventare i loro giullari. � una fine triste, sai? Noi siamo liberi come l�aria, tutto quello che vogliamo � un po� di verde per vivere.�</p><p>�Come ti capisco! Anch�io voglio essere libera, volare di avventura in avventura��</p><p>Nihal si tir� su di scatto. �Sai che ti dico? Io sono un guerriero � o meglio, lo diventer� � e combatter� contro il Tiranno! Diventer� il difensore di tutti i folletti, mi unir� a qualche esercito, vi liberer� da questa schiavit� e voi tornerete a vivere nei boschi.�</p><p>Phos la guard� con disincanto. �Sarebbe bello, ma il mondo come lo conosciamo sta sparendo. Tutto quello che possiamo fare � rintanarci qui e difendere la nostra esistenza.�</p><p>A gambe incrociate sul ginocchio di Nihal, Phos guardava lontano, e nei suoi occhi si rispecchiava l�antica Foresta. La ragazza si sentiva stranamente vicina a quel popolo minacciato. Per un istante le sembr� che le sue voci interiori piangessero all�unisono con il cuore ferito del folletto.</p><p>�Forse hai ragione. Ma il male non pu� regnare per sempre. Nel futuro ci sar� di sicuro un posto per il tuo popolo.�</p><p>Phos le sorrise e un attimo dopo torn� a essere gioviale e allegro, come se quel discorso non fosse mai stato fatto. �Insomma, perch� sei qui? Una prova, dicevi��</p><p>�Soana ha detto che devo entrare in contatto con la natura e farmi accettare da lei.�</p><p>�In che senso entrare in contatto con la natura?�</p><p>�Be�, sentirla dentro, che ti scorre nel cuore� almeno, credo.�</p><p>�Tutto qui? Per noi folletti � naturale.�</p><p>�E come si fa?�</p><p>�Non � che si fa. La senti e basta.�</p><p>Nihal si butt� sull�erba, scoraggiata. �Accidenti. Soana dice che devo concentrarmi, ma io non ci riesco. Con tutti questi fruscii� insomma, ho paura.�</p><p>Phos inizi� a ridere a crepapelle. �Paura?�</p><p>�Ah, bene! Io ho un problema e tu ridi!�</p><p>Phos si ricompose. �E va bene. Mi sei simpatica e ci hai offerto la colazione: ti dar� una mano. Pregheremo gli alberi e i prati di aiutarti. Tu, di tuo, devi solo� come hai detto? Ah, s�, concentrarti.�</p><p>Nihal non smetteva pi� di ringraziarlo.</p><empty-line/><p>Phos chiam� a raccolta i suoi. Quando l�adunata si sciolse i folletti si dileguarono e Phos fece a Nihal un gesto d�incoraggiamento.</p><p>Sulla radura scese il silenzio.</p><p>Nihal si avvi� alla pietra e si sedette, pronta a concentrarsi: decise che stavolta niente e nessuno l�avrebbero distolta dal suo intento.</p><p>Fu meno facile del previsto. Nonostante l�aiuto dei folletti a Nihal sembrava di non sentire altro che i semplici rumori del bosco: il vento tra gli alberi, il frullio delle ali degli uccelli, l�acqua della polla che si increspava. Poi, lentamente, si accorse che in quei rumori c�era una musica nascosta. All�inizio pens� che fosse solo una sua impressione, una fantasia causata dalla fatica di stare ferma su quel masso. Poi per� la musica si fece pi� insistente: i suoni della natura sembravano seguire una loro melodia. Il vento tra i rami era il basso e il tamburo. La brina notturna, che sciogliendosi cadeva nella polla, l�arpa. Il cinguettio degli uccelli era il canto. Persino l�erba partecipava: Nihal la sentiva crescere, e quel sussurro faceva da controcanto a tutto il resto.</p><p>Fu allora che Nihal sent� forte sotto di s� la sensazione della roccia, e poi della terra. Ne sentiva il pulsare ritmico, come di arterie invisibili che la irrorassero al ritmo dei battiti di un cuore che palpitava in ogni ramo.</p><p>La natura parlava con parole arcane che Nihal non capiva, eppure ne comprendeva il significato nascosto. Dicevano che tutto � uno e uno � tutto. Che ogni cosa inizia e finisce nella bellezza della natura. Che tutti gli esseri del mondo sono parte del grande corpo del creato.</p><p>Nihal si sent� pervasa da una luce immensa, da un tepore avvolgente. Sent� che il suo cuore non poteva contenere tutta quella bellezza sovrumana ed ebbe paura di perdersi. Ma fu come se braccia materne la stringessero, la confortassero, le insegnassero che nel fulgore della bellezza ognuno mantiene la propria identit� pur facendo parte di un tutto indivisibile. E allora inizi� a viaggiare sulle ali del vento, a cavallo di nuvole multiformi.</p><p>Vide terre dove i boschi non finivano mai e tutto era d�un verde accecante. Poi le sembr� di essere erba, fiore, di stendere i suoi petali delicati al tocco dei raggi del sole. E poi fu albero, e sent� le sue fronde penetrare il cielo e tendere le foglie al soffio dei venti. Fu frutto e fu uccello, fu pesce e animale. E infine nuda terra, da cui ogni seme riceve vita e da cui ogni essere proviene.</p><p>In un attimo le sembr� di aver compreso il senso dell�esistenza.</p><p>Si sent� vecchia di mille anni e saggia.</p><p>Sent� di essere nata, vissuta e morta miliardi di volte in ciascuno degli esseri che avevano calcato il Mondo Emerso.</p><p>Sent� che la vita non sarebbe mai finita.</p><empty-line/><p>Nihal riapr� gli occhi e fu come tornare a terra all�improvviso.</p><p>Era notte fonda. Seduta immobile su quella roccia aveva viaggiato nel cuore della natura per un giorno intero. Si appoggi� esausta allo schienale di pietra e solo allora si accorse che i folletti faceva cerchio ai suoi piedi. Ciascuno di loro irradiava una tenue luce colorata. In mezzo a tutti stava Phos: steso a pancia in gi�, il mento tra le mani, la guardava sorridente.</p><p>�Come � stato?�</p><p>�Meraviglioso� rispose Nihal con gli occhi e il cuore ancora pieni di stupore.</p><empty-line/><p>Alla cena aveva provveduto Phos.</p><p>�Tu stattene qui buona. Noi cerchiamo qualcosa da mettere sotto i denti� le aveva detto, e rapido era scomparso nel folto con un nutrito codazzo di suoi simili. Quando era riapparso portava con s�, avvolto in un panno tenuto per i quattro lembi da altrettanti folletti, un grosso mucchio delle migliori primizie dell�autunno.</p><p>Dopo che si furono abbuffati di frutta secca, Phos porse a Nihal una ciotola colma di un liquido denso e trasparente. �Assaggia.�</p><p>Nihal annus� perplessa.</p><p>�Assaggia, ti dico. � buonissimo, e poi aiuta a riprendersi dalle grandi fatiche.�</p><p>Nihal ne port� un po� alle labbra: effettivamente era squisito.</p><p>�� ambrosia, la resina del Padre della Foresta, l�albero pi� grande di questo bosco. Mica male, vero?�</p><p>Nihal ne bevve a saziet�, tra le chiacchiere di Phos e degli altri folletti. Quando alla fine si accoccol� sull�erba, con l�idea di guardare le stelle, si addorment� all�istante.</p><p>Quella notte il suo sonno fu del tutto privo di sogni.</p><p>Il mattino seguente si svegli� perfettamente riposata. Phos era accanto a lei, solo.</p><p>�Oggi vai via?�</p><p>Nihal si stropicci� gli occhi. �Credo di s�. Dovrebbe arrivare Soana a prendermi.�</p><p>�Ora siamo amici, vero?�</p><p>�Certo che lo siamo!�</p><p>�Ho una cosa per te. Un pegno d�amicizia.�</p><p>Il folletto le porse una gemma: era bianca, ma al suo interno brillavano migliaia di pagliuzze di tutti i colori dell�arcobaleno. Nihal se la gir� e rigir� tra le mani guardandola con ammirazione.</p><p>�� una Lacrima� spieg� Phos. �Si trova ai piedi del Padre della Foresta: quando l�ambrosia si secca forma queste pietre. � una specie di catalizzatore naturale, che potenzia e aumenta la durata delle magie. Ho pensato che fosse un bel regalo da farti, per quando sarai maga. E poi � un segno di riconoscimento: di alberi come il Padre della Foresta ce ne sono in ogni bosco, quindi le Lacrime sono il simbolo del nostro popolo. Dovunque andrai, i folletti ti riconosceranno come amica.�</p><p>�Grazie, Phos. ȅ � bellissima.�</p><p>Nihal era commossa. Avrebbe voluto ricambiare quel dono, ma non aveva nulla di altrettanto significativo. Poi vide la sua spada, ancora appoggiata al trono di roccia. �Io non ho oggetti cos� preziosi da darti� disse al folletto. �Per� la cosa che mi sta pi� a cuore � la mia spada. La far� fondere da mio padre e ti porter� uno spadino adatto alle tue dimensioni.�</p><p>Phos sbatt� le ali con entusiasmo. �Vedrai, imparer� a tirare di spada e diventer� il pi� forte folletto spadaccino del Mondo Emerso.�</p><p>Risero insieme, poi Phos drizz� le orecchie.</p><p>�Sta arrivando Soana. Meglio che non mi veda. Non sarebbe contenta di sapere che ti ho aiutata.�</p><p>Le sorrise un�ultima volta e si dilegu� veloce come un lampo.</p><p>Soana giunse poco dopo, accompagnata da Sennar. Era ancora pi� bella del solito. Per l�occasione indossava una sontuosa tunica viola con rune e simboli magici ricamati in nero e oro. �Come � andata?� le chiese.</p><p>Nihal pregustava gi� il trionfo. �Bene. Sono entrata in comunione con la natura. � stata un�esperienza fantastica.�</p><p>Soana sorrise misteriosa e fece un cenno a Sennar. �Vedremo.�</p><p>Il giovane mago estrasse dalla sua sacca sei pietre, le dispose a terra secondo un ordine preciso e si concentr�: all�improvviso si formarono sei scie luminose a congiungere le pietre a coppie, formando una stella. Quindi pose la sua mano al centro e il fuoco divamp� alto.</p><p>Solo allora Soana si fece avanti. Chiuse gli occhi e allarg� le braccia, tenendo le palme delle mani rivolte verso il cielo. �Per l�aria e l�acqua, per il mare e il sole, per i giorni e le notti, per il fuoco e la terra, invoco te, spirito supremo, perch� l�animo del mio discepolo sia temprato dalle lingue del tuo fuoco.�</p><p>La fiamma si fece pi� vivida.</p><p>Soana apr� gli occhi e guard� intensamente la sua aspirante allieva.</p><p>�Metti la mano nel fuoco, Nihal.�</p><p>Nihal credette di non aver capito. �Scusa?�</p><p>�Ho detto di mettere la mano nel fuoco� ripet� Soana, seria. Nihal si sent� morire. �Come, la mano nel��</p><p>�Nihal. Obbedisci.�</p><p>Lo sguardo di Soana non ammetteva repliche, ma a Nihal tremavano le gambe e il suo braccio si rifiutava di muoversi. Tocc� a lei chiudere gli occhi e pregare disperatamente che la natura l�avesse accettata davvero. <emphasis>Tutto � uno e uno � tutto, la fiamma non brucia perch� � parte di me e io sono parte di lei</emphasis>, si ripeteva mentre tendeva la mano. Quando sent� avvicinarsi il calore, il coraggio le venne meno. Aveva la bocca secca e il cuore le batteva all�impazzata. <emphasis>Tutto � uno e uno � tutto. Tutto � uno e uno � tutto� Adesso, o mai pi�!</emphasis> Nihal trattenne il fiato e le lacrime e immerse la mano nel fuoco.</p><p>Nessun dolore. Neppure il calore che aveva sentito poco prima.</p><p>Quando ebbe il coraggio di riaprire gli occhi rimase incantata: la sua mano era circondata da lingue di fiamma che la avvolgevano come un guanto.</p><p>Poi Soana batt� una volta le mani, il fuoco scomparve, la fiamma si dissolse e tutto torn� come prima.</p><p>Nihal si guard� stupefatta la mano: era rosea e fresca.</p><p>�� un miracolo�� sussurr�, come parlando a se stessa.</p><p>�No, Nihal. � un fuoco magico. Se tu mi avessi mentito, la tua mano ora sarebbe cenere.�</p><p>Soana le cinse le spalle con un braccio. �Sei stata davvero brava, mia allieva.�</p><p>E Nihal sent� d�aver vinto.</p><empty-line/><p>Inizi� il tempo dell�addestramento.</p><p>Per Nihal fu un periodo faticoso ma affascinante. Impar� ad apprezzare la magia a poco a poco. Ogni nuovo incantesimo la faceva sentire sempre pi� parte della vita che pulsa in ogni cosa e che aveva sentito nella radura.</p><p>Certo, la meditazione la annoiava e i mille esercizi preparatori, indispensabili all�apprendimento di un nuovo sortilegio, la snervavano. Ma al tempo stesso cominciava ad appassionarsi a quegli sforzi e sentiva scendere nel suo spirito una calma a cui non era abituata.</p><p>Non ci volle molto, tuttavia, perch� fosse chiaro che il suo destino non era quello. Nihal imparava con facilit�, ma le mancava la prepotenza della forza magica tipica dei grandi maghi, che in Sennar invece era ben evidente.</p><p>Dalla notte in cui le era venuto in soccorso nel bosco i loro rapporti erano migliorati. Per qualche tempo Nihal aveva continuato a fare la sostenuta e a lanciargli occhiate di fuoco, ma non era riuscita a mantenere quell�atteggiamento a lungo. Lentamente, quasi senza accorgersene, aveva finito per considerarlo il suo migliore amico.</p><p>Passavano tutto il tempo insieme, tanto che Nihal smise persino di frequentare la sua banda di Salazar: in quel ragazzo con i capelli rossi aveva trovato l�amico che le era sempre mancato.</p><p>Oltre all�addestramento di Soana, li univa il fatto di sentirsi diversi dagli altri: lui era un mago, e sotto il Tiranno i maghi godevano di una pessima reputazione, e lei una guerriera, ed era opinione comune che il destino delle femmine fosse chiudersi in casa a fare figli e compiacere il marito. Si sentivano ribelli, facevano quello che volevano e favoleggiavano delle loro eroiche imprese future. Perch� per Nihal era diventata una certezza: si sarebbe unita alle truppe che combattevano il Tiranno.</p><p>Soana e Sennar le parlavano spesso del Tiranno: di come usurpasse con la forza i troni dei regni del Mondo Emerso e vi istituisse governi retti sul terrore; di come sulle Terre che conquistava scendessero la decadenza e la miseria; di come odiasse tutte le razze e volesse raccoglierle sotto il suo oscuro dominio.</p><p>Nell�ultimo periodo, poi, sempre pi� spesso giungevano nella fucina di Livon uomini sconosciuti che, in nome di un certo accordo tra il Tiranno e re Darnel, facevano man bassa di armi senza pagare. Il fabbro pareva temerli e quando arrivavano faceva nascondere Nihal, che era costretta ad assistere impotente alla scena di quei figuri che mettevano sottosopra il negozio e maltrattavano suo padre. In quelle occasioni la rabbia le ribolliva in corpo. E la mano correva subito alla spada.</p><p>Ne aveva una nuova: come promesso, dalla vecchia aveva fatto forgiare uno spadino di cui Phos era stato entusiasta.</p><p>A suo padre, invece, aveva dato la Lacrima.</p><p>�Vecchio, mi faresti una spada con incastonata questa?�</p><p>Livon non se l�era fatto ripetere due volte. Aveva avuto modo, nei giorni di assenza di sua figlia, di pensare al loro rapporto. Era evidente che Nihal iniziava a crescere, e non era giusto tarparle le ali solo perch� lui desiderava tenerla con s�. Fino a quel momento aveva seguito il suo istinto, ma ricordava con chiarezza la smania di libert� che lo animava quando era giovane e che spesso lo portava ad opporsi a suo padre. Aveva capito che la cosa giusta da fare era lasciarla libera e limitarsi a osservare il suo volo da lontano, pronto a sostenerla in caso di difficolt� e a evitarle cadute rovinose.</p><p>Voleva dimostrare a Nihal che era deciso a lasciarla crescere: gli sembr� che forgiarle una spada fosse un buon modo per farlo.</p><empty-line/><p>Livon si diede tempo. Voleva creare una spada straordinaria, che non avrebbe mai abbandonato Nihal e che in ogni istante le avrebbe ricordato suo padre.</p><p>Il caso volle che un suo fornitore, uno gnomo scaltro e con uno spiccato senso degli affari, gli vendesse a un prezzo ragionevole un grosso blocco di cristallo nero, il materiale pi� duro esistente in tutto il Mondo Emerso. Se ne trovava solo nella Terra delle Rocce, ed era lo stesso con cui era stata costruita la Rocca. Livon non l�aveva mai lavorato, ma conosceva la tecnica. L�idea di una spada nera, poi, lo entusiasmava. Restava solo da scovare un�idea.</p><p>L�armaiolo pens� allora a Nihal, al suo modo di essere, a ci� che le piaceva, e decise che avrebbe realizzato qualcosa con l�effigie di un drago: gli sembrava di gran lunga l�animale pi� adatto a rappresentare l�indole di sua figlia. E poi Nihal amava i cavalieri, e i pi� potenti del Mondo Emerso erano proprio i Cavalieri di Drago.</p><p>La spada and� formandosi nella sua mente in tutti i particolari: alla fine non rest� che trarla fuori dal cristallo. Vi lavor� a lungo, soprattutto di notte, in modo che per Nihal fosse una sorpresa. Chino sul blocco nero, trascorreva ore sudando con lo scalpello in mano. Inizi� ad approfittare di tutti i momenti in cui Nihal non c�era, tanto che trascur� il solito lavoro e i suoi acquirenti presero a lamentarsi.</p><p>�Si batte la fiacca, eh?� lo canzonava Nihal. Poi per� diventava seria. �Hai bisogno di una mano, Vecchio?�</p><p>Livon scuoteva la testa e rispondeva che un certo lavoro molto importante richiedeva tutta la sua concentrazione. Non poteva dirle che era proprio per lei, e che non poteva dedicarsi ad altro.</p><p>Tutti gli armaioli, tutti gli artigiani, tutti gli artisti attendono un momento come quello che stava vivendo lui mentre vedeva nascere quell�arma.</p><p>La spada di cristallo sarebbe stata il suo capolavoro.</p><empty-line/><p>Poi, una mattina, Livon chiam� Nihal. Aveva il volto tirato di chi ha lavorato tutta la notte e il grembiule sudicio.</p><p>�Stai bene?� gli chiese Nihal preoccupata.</p><p>�Non sono mai stato meglio. � uno dei momenti pi� belli della mia vita� rispose Livon e le porse un involto di pelle.</p><p>Quando Nihal vide il contenuto rimase senza respiro. Alla chiara luce del mattino sfavillava una lunga spada nera, brillante come fosse di vetro, materiale del quale sembrava condividere la trasparenza. La lama piatta era affilata come un rasoio e si restringeva leggermente verso l�elsa. Intorno a quest�ultima, di sezione rettangolare, si avvolgeva sinuosamente un drago. Sul nero dell�arma si stagliava la sua testa bianca: la Lacrima. Le fauci dell�animale erano spalancate, e altrettanto le grandi ali che si dispiegavano verso i lati della lama, lavorate al punto che vi si potevano intravedere i rilievi delle vene e tanto sottili da essere trasparenti.</p><p>Era un�arma meravigliosa. Nihal non aveva neppure il coraggio di prenderla in mano. Livon aveva realizzato molti bei lavori, ma quella era una vera opera d�arte.</p><p>�Mi avevi chiesto una spada. Eccola. Questa non � un giocattolo: � la tua spada. L�ho fatta pensando a te. � un�arma che pu� difendere e attaccare: una vera arma per un vero guerriero.�</p><p>Livon sorrise, e Nihal lo guard� con gli occhi lucidi.</p><p>�Almeno prendila in mano, su!�</p><p>Quando finalmente Nihal la sollev�, si stup� di come si adattasse alla sua palma e di quanto fosse leggera e maneggevole.</p><p>Livon rise. �Guarda che non � mica di vetro! Quello � cristallo nero, il materiale pi� duro che si conosca. Sta� a vedere.�</p><p>Tolse la spada dalle mani di Nihal e la pos� sul tavolo da lavoro; quindi prese un mazzuolo e colp� con forza le ali del drago.</p><p>Nihal sussult�, ma vide che neppure una scalfittura l�aveva segnata.</p><p>�Con questa potrai andare in cerca di avventure quanto vorrai.�</p><p>Nihal salt� al collo di Livon abbracciandolo con foga. Poi si stacc� e prese in mano la sua nuova spada, levandola in alto. �Questa � la mia spada! E non me ne separer� mai!�</p><p>Livon rise ancora. �Be�, posso morire in pace.�</p><p>Nihal guard� sorridendo la lama scintillante.</p><empty-line/><p>La spada divenne la sua inseparabile compagna: non c�era giorno che non le pendesse al fianco. Spesso la usava per esercitarsi da sola, perch� non aveva nessuno con cui tirare di scherma. Sennar era troppo impegnato con i suoi studi, e quando acconsentiva a combattere non era decisamente all�altezza di Nihal. Qualche volta Nihal duellava con Livon, ma ormai lo batteva facilmente. E poi, dormiva quasi sempre a casa di Soana.</p><p>Nelle pause dall�addestramento, allora, Nihal andava nella Foresta e cercava di esercitarsi con l�aiuto di Phos: il folletto le lanciava semi che la ragazza cercava di colpire al volo, oppure menava fendenti ai rami secchi. Non era granch� come allenamento, e non era neppure divertente, ma almeno aveva modo di tenersi in esercizio e di aumentare agilit� e potenza dei colpi. Cercava di farsi bastare quel po� di pratica perch� sentiva uno spasmodico bisogno di usare la spada.</p><p>L�occasione si fece attendere a lungo, ma alla fine arriv�.</p></section><section><title><p>6</p><p>Il Cavaliere di Drago.</p></title><p>Erano passati due anni da quando Nihal si era recata ai margini della Foresta per conoscere Soana e chiederle di accettarla come allieva. Due anni di studio, di crescita, di legami che erano andati rinsaldandosi. Primo tra tutti quello con Sennar: amico, confidente, complice e, finalmente, mago a tutti gli effetti.</p><p>La cerimonia di investitura doveva aver luogo presso il Consiglio dei Maghi, e sarebbe stata ancora pi� solenne, poich� Sennar aveva deciso di continuare i suoi studi per diventare consigliere.</p><p>Il Consiglio dei Maghi spostava la propria sede ogni anno, in modo che a turno ogni Terra avesse l�onore di ospitarlo, ed era composto dagli otto maghi pi� potenti � sia per capacit� magiche sia per sapienza � di ciascuna delle otto Terre.</p><p>Era tutto quello che restava della democrazia del Mondo Emerso. In passato ne aveva indirizzato la vita culturale e scientifica, ma da quasi quarant�anni, coadiuvato dal consesso dei regnanti delle Terre libere, organizzava e guidava la guerra di resistenza al Tiranno.</p><p>Il Consiglio dirigeva anche la comunit� dei maghi del Mondo Emerso, e a esso ciascun mago doveva fare riferimento per la propria investitura. Da quando il Tiranno aveva fatto la sua comparsa, infatti, capitava sempre pi� di frequente che tra le file dell�esercito ci fosse almeno un mago che imponeva incantesimi sulle armi o addirittura, nei casi pi� disperati, scendeva a combattere con la forza della sua magia.</p><p>Per Nihal era il primo vero viaggio della sua vita. Non che fino ad allora fosse rimasta rinchiusa tra le mura di Salazar: accompagnando Livon dai suoi fornitori aveva avuto modo di visitare altre torri della Terra del Vento, ma non si era mai allontanata per pi� di mezza giornata di viaggio. E al tramonto era sempre a casa.</p><p>Quella volta era diverso: avrebbero dormito all�aperto, camminato per leghe e leghe e infine sarebbero arrivati in una Terra che non aveva mai visto e di cui aveva sentito favoleggiare.</p><p>A questa prospettiva Nihal si sentiva molto eccitata, e continu� a esserlo per tutto il viaggio. Mentre le miglia scorrevano sotto i suoi piedi, o quando riposavano la sera intorno al fuoco, con le gambe doloranti e la mente svuotata dalla fatica, pensava che le sarebbe piaciuta una vita cos�, trascorsa di viaggio in viaggio, di Terra in Terra, vivendo mille avventure con la sua spada.</p><p>Sennar era di ben altro umore. Tutto compreso nel suo nuovo ruolo, non faceva che pensare alla sua imminente iniziazione. Non sapeva se fosse pi� forte il desiderio di essere presto mago o la paura del rito: da una parte temeva di non essere all�altezza, dall�altra non vedeva l�ora di ricevere l�investitura.</p><p>Poi c�era Soana, che aveva un comportamento davvero strano. Lei, in genere cos� misurata e imperscrutabile, era improvvisamente solare, serena, addirittura ridanciana. Nihal aveva imparato a conoscerla e ad amarla, ma poche volte l�aveva vista mostrare cos� apertamente la propria gioia. Sembrava che l�attesa di qualcosa la illuminasse di luce nuova, una luce che faceva risplendere la sua bellezza.</p><empty-line/><p>Giunsero in vista del confine al decimo giorno di marcia.</p><p>La Terra del Vento, seppur con qualche riserva, era considerata dalle Terre libere un territorio amico: il confine non era ancora sorvegliato e il passaggio di uomini, e in una certa misura anche di merci, non era sottoposto a controlli.</p><p>Nihal camminava con gli altri, catturata come al solito dal suo mormorio interiore, quando la sua attenzione venne attirata da un�ombra enorme, troppo veloce per essere quella di una nuvola. Lev� d�istinto lo sguardo al cielo e quel che vide la inchiod� sul posto, con la testa per aria e gli occhi colmi di meraviglia.</p><p>Poco sopra di loro volteggiava un drago. L�animale descriveva pigri giri nell�aria ferma del mattino e i raggi di sole trafiggevano le sue ali sottili. Era proprio come il drago della sua spada: stessa possanza, stesso vigore, stessa bellezza. Aveva finimenti e sella dorati ed era cavalcato da un uomo completamente ricoperto da una fulgida armatura.</p><p>Dopo un giro pi� ampio degli altri il drago plan� con delicatezza sull�erba, poco discosto dalla comitiva. Nihal lo guardava con gli occhi spalancati, quasi volesse colmarsi la vista e il cuore di quello spettacolo. Non si accorse che, con slancio inconsueto, Soana era corsa incontro al cavaliere. L�uomo smont� agilmente dal drago, si tolse l�elmo, prese la mano di Soana tra le proprie e vi pos� un lungo bacio.</p><p>Soana sorrise. �Mio adorato.�</p><p>Il cavaliere rivolse alla maga uno sguardo complice. �Mi sembra un�eternit� che non ci vediamo.�</p><p>E Soana, che di solito sosteneva lo sguardo di chiunque, e anzi costringeva gli altri ad abbassare il proprio, chin� gli occhi.</p><p>�Un drago! Hai visto? Un drago!�</p><p>L�esclamazione di Sennar riport� Nihal tra i mortali. Il giovane mago era entusiasta e si muoveva deciso verso quell�immenso animale.</p><p>Dopo un attimo di esitazione Nihal si decise a seguirlo. A mano a mano che si avvicinava al drago ne coglieva i dettagli: aveva penetranti occhi rossi, che la scrutavano da ere dimenticate, e le sue ali erano ripiegate a coprire i fianchi maestosi, pulsanti di vita. Immobile come una scultura, di una scultura aveva la fierezza. Era verde chiaro, ma di un verde pieno di sfumature sorprendenti: ai lati della testa stemperava nel rosso, si scuriva sulla sporgenza della colonna vertebrale e nelle venature delle ali e si schiariva sul petto imponente.</p><p>Nihal si disse che non esisteva niente di altrettanto bello e forte, niente di cos� grandioso e possente: cosa doveva essere poterlo cavalcare, sentire il battito del suo cuore, solcare con lui il cielo�</p><p>Quando Sennar inizi� ad accarezzare il drago sul muso, il cavaliere si riscosse immediatamente. �Sta� attento, ragazzo!�</p><p>�Non ti preoccupare� rispose Sennar senza fermarsi.</p><p>Il cavaliere rimase a guardare con circospezione, pronto a scattare al minimo segno di pericolo, ma si rese conto, non senza una certa sorpresa, che il suo drago era tranquillo. Anzi, era decisamente a suo agio.</p><p>Nihal non resistette. Si avvicin� ancora un po� e allung� a sua volta la mano. La voce di Soana gliela blocc� a mezz�aria.</p><p>�Tu no, Nihal!� le ingiunse. �Un drago � devoto solo al suo cavaliere e non si lascia avvicinare da estranei. Sennar pu� farlo in virt� dei suoi poteri.�</p><p>Nihal abbass� la mano, delusa: desiderava enormemente sfiorare quella creatura. I Cavalieri di Drago rappresentavano tutto ci� che lei avrebbe voluto essere. Erano guerrieri, i pi� forti del Mondo Emerso, e lottavano con le Terre libere contro il Tiranno. E poi volavano nel cielo in contatto telepatico con i loro draghi, fusi in un�unica entit�.</p><p>�Ragazzi, questo � Fen, generale dei Cavalieri di Drago, della Terra del Sole. Fen, lascia che ti presenti Sennar, il mio allievo. E lei invece � Nihal� Nihal?�</p><p>Ora che aveva di fronte un vero drago, Nihal non riusciva a staccargli gli occhi di dosso. Era completamente imbambolata, tanto che si rese conto a malapena che Soana stava parlando.</p><p>Una gomitata di Sennar la costrinse a spostare l�attenzione dal drago al cavaliere. E fu una folgorazione.</p><p>Fen era un uomo giovane, sebbene non proprio un ragazzo. Alto, imponente, di una bellezza che Nihal credeva esistesse solo nelle statue. Sotto l�armatura si indovinava un fisico asciutto e forte come quello di un atleta. I capelli castani si avvolgevano in riccioli intorno al suo capo. Il volto era un ovale perfetto, le labbra ben disegnate e carnose, incurvate in un sorriso spavaldo, e gli occhi di un verde intenso. In quegli occhi c�era il colore della Foresta in primavera, il verde di tutti gli smeraldi del Mondo Emerso.</p><p>A Nihal quel cavaliere parve bello, forte e coraggioso come un eroe. Si sent� improvvisamente arrossire e balbett� qualcosa, ma le sembrava che le parole le fossero fuggite in massa dalle labbra.</p><p>Fen sorrise ai due ragazzi. �� un piacere conoscervi. Soana mi ha tanto parlato di voi� disse. �E devo proprio dirtelo, Sennar: non avevo mai visto nessuno accarezzare Gaart come fosse un gattino!�</p><p>Poi si rivolse di nuovo a Soana, e le strinse dolcemente un braccio. �� stato duro il viaggio?�</p><p>�Per nulla. Ci siamo divertiti. � una bella estate.�</p><p>�Non mi piace che tu vada in giro da sola in tempi come questi.�</p><p>�Sciocchezze!� disse lei con un cenno della mano. �Sai bene che so difendermi.�</p><p>�Comunque, ora sar� io a condurti fino al palazzo reale.�</p><p>Il cavaliere non aggiunse altro: nonostante la divertita protesta di Soana, Fen la prese in braccio e la depose galantemente sulla sella di Gaart in modo che cavalcasse all�amazzone.</p><p>�Per voi, ragazzi, mi sono procurato due cavalli: un mio scudiero vi aspetta al confine.�</p><p>Nihal ritrov� le parole tutto a un tratto: �Posso salire anch�io sul drago?�.</p><p>�Mi dispiace, Nihal, ma Gaart non sopporta pi� di due persone sul suo dorso.�</p><p>�� che� � cos� bello�� farfugli� Nihal, e subito dopo si maledisse per non essersi morsa la lingua.</p><p>Fen rise di gusto. �Hai sentito, Gaart? � il tuo giorno fortunato!� Poi guard� con attenzione il fianco di Nihal. �Piuttosto, la tua spada: quella s� che � bella.�</p><p>�Quale� quale spada?�</p><p>�Questa� disse il cavaliere e, accompagnando il gesto alle parole, tocc� l�elsa della spada.</p><p>Non appena la mano di Fen le sfior� il fianco, Nihal si sent� le orecchie in fiamme.</p><p>�Soana mi ha detto che vuoi diventare guerriero: come tiri di scherma?�</p><p>Nihal rivolse al cavaliere uno sguardo sperduto. �Chi, io?�</p><p>Sennar alz� gli occhi al cielo e moll� all�amica una seconda gomitata.</p><p>�Me la cavo� si decise a rispondere la ragazza �Ottimo. Allora quando saremo a Laodamea, nel palazzo reale, ci scambieremo qualche colpo. Cos� mi farai vedere di cosa sei capace.�</p><p>Quindi Fen mont� su Gaart, avvolse le braccia attorno al corpo di Soana e spicc� il volo.</p><p>A Nihal parve di ritrovare il respiro dopo una lunga apnea.</p><p>Sennar le mise una mano su una spalla. �I cavalli ce li dobbiamo andare a prendere: meglio avviarci.�</p><p>�Certo, certo�� disse Nihal riscuotendosi e cercando di ritrovare la calma.</p><empty-line/><p>Mentre cavalcavano nel cuore della Terra dell�Acqua, Nihal non fece che pensare a Fen. Persino Gaart si era eclissato al suo confronto.</p><p>Si chiedeva cosa le fosse preso: diamine, in fin dei conti nella sua vita aveva visto molti pi� uomini che donne. E Fen non era altro che un guerriero, punto. Eppure, se ripensava a quegli occhi�</p><p>�Non fa per te� disse Sennar con un sorriso furbo.</p><p>�Come, scusa?�</p><p>�Cosa credi, che non mi sia accorto di come guardavi Fen? Uno sguardo, te lo giuro, davvero impudico� aggiunse ironico.</p><p>Nihal arross�. �Ma� ma che cavolo dici? E come ti permetti, poi? Io stavo guardando il drago!�</p><p>�E dai, di� la verit� al tuo cordiale nemico��</p><p>�Io non guardavo Fen!� ribatt� Nihal risentita. �� che lui � un Cavaliere di Drago� e io voglio essere una guerriera� e poi il suo drago � bellissimo� e la sua armatura� le armi�� Quella patetica giustificazione mor� in un balbettio.</p><p>�Guarda che non � mica uno scandalo se ti piace: � alto, imponente, forte. Ed � cavaliere, come a dire un eroe, no? Certo che non ti si pu� neppure prendere un po� in giro!�</p><p>Nihal non si degn� di rispondere. Strinse le briglie del suo cavallo e cerc� di pensare ad altro. Ma se chiudeva gli occhi continuava a rivedere Fen, e il suo cuore accelerava i battiti.</p><p>Dopo qualche minuto di silenzio, Nihal tolse il broncio e chiese a Sennar: �Tuo padre era scudiero di un cavaliere: che cosa sai dell�Ordine?�.</p><p>�Il cavaliere che mio padre serviva cavalcava un Drago Azzurro: � un animale diverso, pi� piccolo, simile a un grosso serpente. Fen appartiene all�Ordine dei Cavalieri della Terra del Sole, un ordine antichissimo. I loro draghi vengono allevati solo nella Terra del Sole, ma un tempo non era cos�: i draghi venivano da diverse Terre e i cavalieri non erano soggetti ad alcun potentato. Erano legati solo al proprio drago e all�Ordine e vivevano per lo pi� come mercenari, mettendo le loro capacit� al servizio del miglior offerente. Durante la guerra dei Duecento Anni quasi ogni esercito contava tra le proprie file un Cavaliere di Drago.�</p><p>Nihal ascoltava con attenzione.</p><p>�Quando si stabil� la pace, l�Ordine sembr� disperdersi. Alcuni cavalieri rimasero nella Terra del Sole per fondarvi l�Accademia, mentre altri abbandonarono il Mondo Emerso, varcando le correnti del Saar o attraversando il Grande Deserto. Da quando poi � iniziata la guerra con il Tiranno e tutte le Terre libere hanno unito i loro eserciti in un�unica grande armata, i Cavalieri di Drago sono impegnati pi� che altro come generali e comandanti di quelle truppe. Oggi sono al servizio del Consiglio dei Maghi. Questo � tutto quel che so. Comunque, posso darti un consiglio? Se fossi in te non penserei troppo a Fen��</p><p>Ma quelle ultime parole di Sennar furono gettate al vento.</p><p>Nihal era di nuovo persa nello sguardo del Cavaliere di Drago.</p></section><section><title><p>7</p><p>Nella Terra dell�Acqua.</p></title><p>Lo stupore crebbe a poco a poco. Parecchie leghe all�interno della Terra dell�Acqua non sembrava esserci alcuna reale mutazione nel territorio: ancora steppe, forse pi� verdi di quelle che circondavano Salazar, ma pur sempre il solito, sconfinato, piatto oceano d�erba.</p><p>Poi, dal nulla, iniziarono a spuntare ruscelli. Sembravano emergere dalla terra come sangue che sgorghi lento da una ferita. Dapprima non furono altro che rigagnoli, larghi quanto un braccio e poco profondi, ma ben presto presero ad allargarsi in corsi d�acqua pi� copiosi fino a confluire in fiumi veri e propri.</p><p>L�acqua divenne padrona assoluta del paesaggio: c�erano fiumi ovunque, e polle limpide, e ancora piccoli ruscelli che rigavano la terra come lacrime. I corsi d�acqua sembravano di cristallo: pesci multicolori facevano la gimcana tra i giunchi e lunghe alghe si piegavano al soffio lieve delle correnti. Il colore dell�erba era di un�intensit� accecante. Quel luogo era il regno del verde e dell�acqua: una terra pura, lavata da mille fiumi e adorna di migliaia di alberi.</p><p>Nihal si guardava intorno a occhi sgranati. Le torn� alla mente la visione che aveva avuto nella radura: forse era quella la Terra dove gli spiriti della natura manifestavano tutto il loro potere, il luogo dove le foreste si estendevano all�infinito.</p><p>�Chiudi la bocca, Nihal� scherz� Sennar, ma anche lui era colpito da tutto quello splendore.</p><empty-line/><p>Lentamente comparvero anche i primi villaggi: sorgevano su isolette create dalle anse dei vari corsi d�acqua, e spesso si protendevano con palafitte fin sui fiumi. Sembrava che in quella Terra gli uomini avessero trovato il modo pi� simbiotico per convivere con una natura lussureggiante.</p><p>Sennar e Nihal passavano di meraviglia in meraviglia, ma il meglio doveva ancora arrivare. Dopo mezza mattinata di trotto i due viaggiatori giunsero infine dinanzi al palazzo pi� straordinario che avessero mai visto.</p><p>Era una sorta di castello piuttosto massiccio, fatto di pietroni squadrati, che si sviluppava interamente sul ciglio di un�immensa cascata. L�acqua scorreva sui suoi contrafforti, separandosi in migliaia di rivoli che si gettavano con furia verso l�abisso e precipitavano per una sessantina di braccia, per poi finire in un lago di un blu profondissimo. L�ingresso principale si apriva proprio sulla parte centrale della cascata. L�, davanti al castello, li attendevano Fen e Soana.</p><empty-line/><p>I visitatori vennero accolti da alcuni paggi, che dettero loro il benvenuto e li scortarono nelle loro stanze, tutte contigue e affacciate a strapiombo sulla cascata.</p><p>La vista che si godeva dalla finestra era da mozzare il fiato: affacciandosi Nihal non cap� se quello che vedeva fossero le acque del lago o piuttosto il cielo che, per un qualche capriccio degli d�i, avesse deciso di capovolgersi e scendere in terra.</p><p>Rimase l�, incantata, finch� Soana non buss� alla sua porta: era arrivato il momento di conoscere i regnanti della Terra dell�Acqua.</p><p>Soana condusse Sennar e Nihal nel cuore del palazzo reale: una sala perfettamente circolare, sormontata da un tetto semisferico di cristallo sul quale scorreva l�acqua della cascata.</p><p>Sembrava di stare in un altro mondo. Sennar e Nihal, naso all�ins�, non si stancavano di guardare il movimento dell�acqua che deformava e ridisegnava i contorni di quel che c�era fuori, tanto che quando Galla e Astrea fecero il loro ingresso furono quasi presi alla sprovvista.</p><p>Nihal non aveva mai visto una ninfa dell�acqua. Astrea camminava come trasportata da una brezza leggera e sembrava non toccare terra: era scalza e il suo corpo sottile era avvolto da una veste impalpabile. Aveva capelli trasparenti, simili ad acqua pura, che si dissolvevano lunghissimi nell�aria circostante dopo avervi descritto ampie volute. Era evidente che il suo mondo non era quello degli uomini. La regina della Terra dell�Acqua era una diretta emanazione della natura, una sua figlia prediletta.</p><p>Galla la teneva per mano. Il re era un semplice umano: una certa delicatezza nei tratti lo faceva sembrare molto giovane, ma al braccio della ninfa sembrava uno dei soliti, grevi abitanti della terraferma.</p><p>Da sempre nella Terra dell�Acqua vivevano entrambi i popoli. Per lungo tempo si erano sopportati a vicenda, cercando di avere meno contatti possibili: gli uomini abitavano in graziosi borghi nelle radure o su palafitte, le ninfe appartate nei loro boschi.</p><p>Il matrimonio di Astrea e di Galla, per�, fu il primo matrimonio misto della regione e inaugur� una nuova era.</p><p>Galla faceva parte della famiglia reale. Nonostante la coabitazione i due popoli non avevano un�organizzazione comune: la Terra dell�Acqua era governata dagli uomini, che sedevano nel Consiglio dei Re, mentre le ninfe avevano una loro regina, a malapena riconosciuta dagli umani. Finch� il giovane Galla non ebbe il cattivo gusto d�innamorarsi di Astrea.</p><p>L�unione fu osteggiata da ambo le parti. I genitori di Galla lamentavano che non si era mai visto un uomo sposare una di quelle creature diaboliche. Astrea, poi, non era n� regina n� principessa. Era una plebea qualunque, dedita a scorrazzare mezzo nuda per i boschi.</p><p>Le ninfe, dal canto loro, vietarono ad Astrea ulteriori contatti con quell�uomo: era un umano, ovvero un essere rozzo, incapace di vivere in armonia con gli spiriti primigeni.</p><p>Ma Galla e Astrea non si diedero per vinti: continuarono a vedersi nonostante i divieti, non smisero di sognare una vita insieme e infransero tutte le regole non scritte sulla convivenza tra ninfe e uomini.</p><p>Dal giorno del loro matrimonio cambiarono molte cose.</p><p>Il re e la regina stabilirono che non ci fossero pi� divisioni e che le due razze dovessero cooperare. A tal fine fecero costruire alcuni villaggi in cui uomini e ninfe vivessero gli uni accanto alle altre. Fu un esperimento riuscito: all�inizio i due popoli si guardarono con sospetto, ma la vita in comune li spinse lentamente ad accettarsi.</p><empty-line/><p>Astrea si rivolse a Soana: �Mia maga, sono lieta che tu torni a farci visita dopo una cos� lunga assenza. Il mio popolo e il Consiglio hanno bisogno della tua saggezza: circolano voci terribili e sento nel mio cuore che la potenza del Tiranno cresce sempre pi��.</p><p>A quelle parole il suo consorte le strinse la mano e la guard� con dolcezza.</p><p>�Ti ringrazio, regina� rispose Soana �ma sai bene che il mio contributo alle decisioni del Consiglio � poca cosa. Per questo ho condotto fin qui il mio miglior allievo, Sennar. Ho avuto modo di vedere e affinare le sue enormi capacit�. E sono certa che sar� di grande aiuto al nostro mondo oppresso dalla tirannide.�</p><p>Galla guard� Sennar con simpatia. �Credo che tu abbia ragione, Soana: forse questo giovane � ci� che il Consiglio attende da tempo, dal giorno in cui Reis lo ha abbandonato. Una guida forte e sicura che sappia mostrarci la via per la libert�.�</p><p>Il giovane mago si schiar� la voce. �Tutto quello che spero, per ora, � di poter dare il mio contributo alla lotta di tutte le Terre libere contro il Tiranno.</p><p>Non so quali piani il destino abbia in serbo per me, ma sono lusingato della fiducia che voi tutti mi dimostrate.�</p><p>Mentre quel discorso si svolgeva, per�, l�attenzione di Astrea era tutta per Nihal. La fissava con curiosit�, tanto che la ragazza inizi� a sentirsi a disagio.</p><p>�Ma questa fanciulla al tuo seguito, Soana�� La regina non ebbe modo di continuare: uno sguardo di Soana la preg� di fermarsi.</p><p>Nihal era confusa. Si domand� cosa stesse per dire la regina, e perch� la guardasse cos� intensamente. Fu tentata di chiedere spiegazioni a Soana, ma la compagnia si era gi� sciolta e ciascuno prendeva posto alla lunga tavola apparecchiata al centro del salone.</p><p>Nihal segu� gli altri, ancora pensierosa, finch� la vista della grande tavola imbandita non spazz� via ogni riflessione. Era rimasto un solo posto libero, e quel posto era accanto a Fen.</p><p>Nihal sent� un sussulto allo stomaco. Il cuore inizi� a batterle con forza e per un attimo temette che quel pulsare fosse percepibile anche dagli altri commensali. Si avvicin� al suo posto con artificiosa compostezza, ma non appena fece per spostare la sedia Fen le rivolse un sorriso luminoso.</p><p><emphasis>Maledette orecchie</emphasis>, pens� Nihal, sentendosele in fiamme. <emphasis>E maledette ginocchia. Perch� diavolo state tremando?</emphasis></p><p>Sennar, che era seduto proprio di fronte a lei, le strizz� l�occhio per prenderla affettuosamente in giro.</p><p>All�altro fianco di Fen c�era Soana. Per tutta la durata del pranzo parl� con Astrea e Galla della guerra e del Tiranno. Solo di rado si girava verso il cavaliere, ma lui non le risparmiava alcuna premura. Le versava da bere, le sorrideva e di tanto in tanto le sfiorava un ginocchio sotto la tovaglia.</p><p>Nihal cerc� di mantenere la calma. Piant� gli occhi nel piatto e si mise a mangiare in fretta e furia. Non gustava il sapore del cibo. Non partecipava alla conversazione. Percepiva solo la presenza del cavaliere al suo fianco. Le faceva lo stesso effetto di stare accanto al fuoco. E poi sentiva il suo profumo: non una fragranza particolare, il semplice odore della sua pelle. S�, accanto al fuoco, e a testa in gi�.</p><p>Nonostante i suoi sforzi, tuttavia, Nihal non riusc� a evitare Fen e il suo sguardo per tutto il pranzo.</p><p>�Ebbene, vuoi rivelarmi il tuo segreto?�</p><p>Nihal deglut� troppo in fretta il boccone che stava masticando, ci vers� sopra un�abbondante razione d�acqua e si volt� verso il cavaliere con l�aria dell�agnello che va incontro al lupo.</p><p>�Quale� quale segreto?�</p><p>�Quello della tua spada, intendo. Da dove arriva un�arma cos� bella?�</p><p>�Da dove arriva?�</p><p>Fen scoppi� a ridere. �Senti un po�, ma tu rispondi sempre alle domande con altre domande?�</p><p>�S�. Cio�, no. Non sempre. A volte.�</p><p>�Ho capito, non vuoi rivelarmi il nome del tuo armaiolo di fiducia. Ma � giusto cos�. A ogni guerriero il suo mistero.�</p><p>Nihal borbott� un �Certo, esatto�� finch� la voce provvidenziale di Soana non interruppe quella patetica conversazione.</p><p>�Nihal, Sennar ha bisogno di un assistente per questa notte. Rester� in meditazione per prepararsi alla prova di domani e ci vuole qualcuno non del tutto digiuno di magia che lo aiuti. Ho pensato a te. Che ne dici?�</p><p>Nihal non vedeva l�ora che quel supplizio di pranzo terminasse. �S�, s�. Certo. Lo far� con piacere.�</p><p>�Vorr� dire che dovremo sbrigarci nel pomeriggio a tirare di spada� concluse Fen. E le orecchie di Nihal ebbero un�ultima, definitiva vampata.</p><empty-line/><p>Terminato il pranzo Astrea e Galla si congedarono e gli ospiti si ritirarono. Percorrendo il lungo corridoio che li conduceva alle loro stanze, Sennar si mise a punzecchiare Nihal.</p><p>�Allora?�</p><p>�Allora cosa?�</p><p>�Sei pronta a un bel sonno ristoratore?�</p><p>�Certo. Perch�?�</p><p>�No, niente. � che stanotte ci aspetta una lunga veglia, per cui ci conviene riposarci un po� adesso. E non vorrei che tu, con tutti i pensieri che hai��</p><p>Nihal si indispett�. �Guarda che mi far� il sonno pi� placido della mia vita. Non ho proprio nessun pensiero.�</p><p>Sennar sorrise. �Meglio cos�. Se hai bisogno di me, sai dove trovarmi.�</p><p>Nihal apr� la porta della sua stanza e la richiuse sul naso dell�amico.</p><p>Se quel pomeriggio Nihal avesse bussato alla porta di Sennar non sarebbe stata una novit�. In pi� di un�occasione era capitato che, durante le lunghe notti passate nella casa sul limitare della Foresta, Nihal mettesse da parte il suo orgoglio e andasse a cercare l�amico.</p><p>Le era successo spesso di avere incubi simili a quello della prima notte nella Foresta e di sentire nel sonno mille voci cariche di disperazione.</p><p>Da quei sogni si svegliava terrorizzata. Le prime volte era rimasta a piangere nel buio, ma una notte si era fatta coraggio e si era risolta ad andare da Sennar. Da allora si era sempre appoggiata all�amico per superare quei momenti spaventosi, anche se non gli aveva mai svelato la natura dei suoi incubi.</p><p>Quel pomeriggio, per�, Nihal non ebbe bisogno di Sennar: semplicemente non riusc� a chiudere occhio.</p><p>Fen le aveva dato appuntamento per qualche ora pi� tardi e lei non riusciva a pensare ad altro. Stava per affrontare un Cavaliere di Drago, ovvero uno dei pi� forti combattenti al mondo: era giunto il momento di provare se aveva davvero la stoffa del guerriero. Ma non era solo quello che la tormentava. <emphasis>E se davvero Sennar avesse ragione e io mi fossi innamorata?</emphasis>, si chiedeva. L�eventualit� le sembrava assai poco dignitosa: i guerrieri combattono, non si perdono in romanticherie.</p><p>Ci� nonostante, continu� a pensare a Fen e al modo in cui le aveva sorriso quando si era seduta a tavola.</p><empty-line/><p>Sebbene non si fosse addormentata, l�ora del combattimento la colse di sorpresa:</p><p>lo scudiero di Fen, un ragazzetto pi� piccolo di lei, venne a bussare alla sua porta per condurla nella sala d�armi del palazzo.</p><p>Il cavaliere la attendeva gi� pronto per il duello. Fermo al centro della sala, coperto eccetto che per il capo dalla sua armatura dorata, aveva un�espressione del tutto diversa da quella di qualche ora prima. Il sorriso gli era scomparso dalle labbra e nei suoi occhi si leggeva una concentrazione assoluta.</p><p>Di fronte a quell�uomo Nihal si sent� piccola e spaesata. Ebbe la tentazione di scappare a gambe levate, ma si trattenne, ripetendosi che la prima dote di un guerriero � il coraggio.</p><p>�Non hai di che proteggerti il corpo?� le chiese Fen appena la vide.</p><p>�No. � che in realt� finora non ho mai combattuto. Sul serio, intendo� rispose Nihal.</p><p>�Poco male. Vorr� dire che avrai dalla tua l�agilit�.�</p><p>Nihal annu� con aria sicura, ma aveva un nodo alla gola che non andava n� su n� gi� e la mente ingombra di pensieri.</p><p>�In guardia� intim� Fen.</p><p>E Nihal non seppe pi� che fare.</p><p>Cerc� di calmarsi e di ripassare tutto quel che aveva imparato sull�arte delle armi nella sua breve vita, quindi si dispose all�attacco.</p><p>L�assalto di Fen fu travolgente e inatteso: combatteva di forza, mirando scopertamente a stancare e confondere l�avversario. Ebbe gioco facile: Nihal era terrorizzata, confusa e poco concentrata. Come se non bastasse, non riusciva a staccare gli occhi dal volto di Fen. Le sembrava che il mondo finisse e iniziasse in quell�uomo, che con movimenti precisi avanzava verso di lei con la spada in pugno.</p><p>Nihal inizi� a retrocedere da subito. Non riusc� a organizzare nemmeno un mezzo assalto: dopo un paio di battute la spada le vol� via di mano e lei cadde rovinosamente a terra.</p><p>Fen la guard� stupito. �Be�? Vuoi combattere o cosa? Non mi dirai che � tutto ci� che sai fare!�</p><p>Nihal sent� che stava per mettersi a piangere.</p><p>�Soana mi ha detto che sei brava. Non avere paura. Fammi vedere di cosa sei capace.�</p><p><emphasis>Non pensare a niente. Combatti. Combatti e basta! </emphasis>Nihal si alz�, decisa a fare sul serio. Chiuse gli occhi. Svuot� la mente. <emphasis>Chi ti sta davanti, Nihal? Un nemico. Nient�altro che un nemico. � bello, certo, e forse te ne stai innamorando. Ma questo non ha nulla a che fare con il combattimento. Del resto, vuoi far colpo su di lui? E allora dimostragli quanto sei brava con la spada. Perch� sei brava, lo sai. Tu sei brava. Devi solo farglielo vedere.</emphasis></p><p>Nihal rest� a occhi chiusi finch� non sent� il colpo di Fen che calava su di lei. Solo allora fu pronta per iniziare davvero. Lo schiv� all�ultimo momento con uno spostamento laterale e inizi� a prendere confidenza con lo spazio in cui si muoveva. Non parava, non assaltava. Si limitava a schivare con precisione ogni colpo di Fen.</p><p>Chiuse di nuovo gli occhi e ascolt� il ritmo dei passi del suo avversario. Ne indovin� la cadenza, cap� quali erano i suoi movimenti abituali. Poi inizi� ad attaccare.</p><empty-line/><p>Il punto debole di Fen era la prevedibilit�: aveva una tecnica impeccabile ma proprio per questo scontata. In breve tempo Nihal fu in grado di anticiparne le mosse. Allora inizi� a muoversi con velocit�. Par� ogni singolo colpo. Prese ad attaccare con ampi fendenti dall�alto, costringendo Fen a indietreggiare. Poi fece un paio di finte e si port� molto vicino all�avversario, costringendolo a levare in alto la spada. Era quello che lei aspettava: si pieg� sulle ginocchia e si accinse a colpire dal basso. Ma il cavaliere non era tanto sprovveduto. Nihal non aveva notato che da un po� teneva la spada con una mano sola. Fen aveva una mano libera e con quella, in un lampo, le afferr� il braccio torcendole il polso: era disarmata.</p><p>Rimasero in quella posizione per qualche istante, immobili e ansimanti. Tutto a un tratto Nihal fu consapevole di essere a un soffio dalle labbra di Fen. Arross�, si liber� e con un balzo riguadagn� la distanza di sicurezza.</p><p>Fen si deterse il sudore dalla fronte. �Allora Soana aveva ragione!�</p><p>Nihal trattenne un sorriso d�orgoglio. Combattere con quell�uomo le piaceva. Non era affatto prevedibile. Era preciso. Aveva la capacit� di restare lucido. Ed era pronto a tutto pur di vincere.</p><p>�Pronta a ricominciare?� le chiese Fen.</p><p>Nihal aveva superato la paura. �Non chiedo di meglio.�</p><p>I due contendenti passarono il pomeriggio in esercizio, combattendo ininterrottamente. Nihal si sentiva libera e felice: non pensava a nulla, il suo corpo scattava preciso e sembrava muoversi autonomamente. La grinta e la foga dello scontro la inebriavano, e pi� combatteva pi� si sentiva eccitata. Non si accorse nemmeno che Sennar li aveva raggiunti e li osservava da un angolo. Alla fine si sedettero sul pavimento, la schiena appoggiata alla parete, sudati e sfiniti.</p><p>�Con chi ti alleni di solito?� chiese Fen.</p><p>�Con nessuno.�</p><p>�Come sarebbe a dire �con nessuno�?�</p><p>�Be�, sai� Sennar con la spada � un disastro��</p><p>�Allora ascolta, Nihal. Ho una proposta da farti. Tu hai un talento naturale che non va sprecato. Soana spesso viene a trovarmi. Vorrei che venissi anche tu e ti facessi allenare da me.�</p><p>A Nihal parve che il cuore le si fermasse.</p><p>Si immagin� di trascorrere insieme a Fen migliaia di pomeriggi come quello, e magari altri ancora passati solo a parlare. Traboccante di gioia, cerc� di mascherare l�emozione assumendo un�aria navigata. �Per me� s�, credo che per me possa andare.�</p><p>Fen rise di gusto. Poi le tese la mano e l�aiut� a rialzarsi.</p><p>Fu cos� che Nihal inizi� la sua carriera di guerriero.</p><p>Non vedeva l�ora di raccontare tutto a Sennar, ma ebbe la sorpresa di vederselo davanti appena uscita dalla sala d�armi, nero in volto.</p><p>�Sennar, non sai cosa mi ha appena��</p><p>Sennar non la lasci� proseguire. �Lo so, invece. E permettimi di dire che ti stai mettendo nei guai.�</p><p>�Ma che diavolo dici?�</p><p>�Nihal, non farti venire strane idee su Fen.�</p><p>�Oh, insomma. Ancora? Ma allora � un chiodo fisso!�</p><p>�Guarda che qui se c�� qualcuno che ha un chiodo fisso sei tu.�</p><p>La ragazza sbuff�. �E se anche fosse?�</p><p>�Nihal��</p><p>�Ti lamenti sempre che sembro un ragazzo. Se mi sono presa una cotta significa che non ho scordato qual � il dovere di una brava signorina��</p><p>�Nihal, ascoltami��</p><p>�� Trovare qualcuno che la sposi!� concluse Nihal con un sorriso smagliante.</p><p>�Senti, Nihal. Voglio essere chiaro con te. Fen ama Soana. E Soana ama lui.�</p><p>Il sorriso scomparve lentamente dalle labbra della fanciulla.</p><p>�Mi dispiace. Non so come hai fatto a non accorgertene. Ma � cos�, credimi.�</p><p>Tutto a un tratto Nihal si sent� immensamente stupida. Gi�, come aveva fatto a non accorgersene? Era chiaro come il sole. La gioia di Soana durante il viaggio. Il loro incontro. La mano di Fen sul ginocchio di lei durante il pranzo.</p><p>Nihal non disse una parola. Strinse l�elsa della spada e si diresse verso la sua stanza a testa alta.</p><empty-line/><p>La notte prima dell�iniziazione di Sennar fu lunga e insonne.</p><p>Nihal assistette l�amico con premura. Cerc� di non pensare a niente e di stargli vicina, ma verso le prime luci dell�alba non resistette pi�. �Sennar, posso farti una domanda?�</p><p>�Dimmi.�</p><p>�Sei mai stato innamorato?�</p><p>�Be�� credo di s�.�</p><p>�E com��?�</p><p>�Non � uguale per tutti, ma in generale pensi di continuo alla persona che ti piace, appena la vedi ti si chiude lo stomaco, ti batte forte il cuore� roba del genere, insomma. Possibile che tu non lo sappia?�</p><p>�Sennar��</p><p>�Nihal, per favore! Lasciami concentrare!�</p><p>�Mi sa che avevi ragione tu.�</p><empty-line/><p>La cerimonia di iniziazione ebbe luogo a porte chiuse, con sommo dispiacere di Nihal, che era molto curiosa di vedere come si svolgeva. Invece dovette accontentarsi di una fugace sbirciatina alla sala del Consiglio mentre Sennar ne varcava la soglia: ebbe appena il tempo di vedere una grande stanza buia, e otto tra maghi e maghe di razze diverse seduti solennemente su altrettanti scanni di pietra.</p><p>Poi la porta fu chiusa, e Nihal rimase fuori a rodersi nei suoi pensieri.</p><p>Non sapeva cosa fare. Non aveva il coraggio di andare a cercare Fen. Non conosceva quella Terra, dunque non sapeva neppure dove recarsi per fare una passeggiata. Alla fine torn� nella sua stanza dove, inevitabilmente, si mise a rimuginare sulle sue pene d�amore.</p><p>Sapere che Fen aveva gi� una donna la faceva soffrire, e vers� anche qualche lacrima da amante disperata. Per� quel dolore era anche immensamente dolce e Nihal ci si crogiol� senza ritegno. Improvvisamente amava l�amore. E amava la sensazione di essere innamorata.</p><p>L�idea di dimenticare Fen perch� era il compagno di Soana non la sfior� neppure. Quel pomeriggio Nihal chiuse gelosamente quei sentimenti dentro di s� e li aliment� di speranze e di sogni, di lieve disperazione e di fugaci esaltazioni.</p><empty-line/><p>La cerimonia di iniziazione fu un successo. I membri del Consiglio dei Maghi rimasero profondamente colpiti da quel ragazzetto alto e magro e dalla sua prepotente forza magica.</p><p>Sennar usc� dalla sala esausto, pallido e sudato, e da quel momento fu mago. Ebbe in dono una veste nera che da allora non abbandon� mai: una tunica dal taglio simile a quella che indossava da novizio, ma ornata da intricati fregi rossi che culminavano in un enorme occhio spalancato sul ventre.</p><p>�Accidenti. � davvero inquietante� comment� Nihal.</p><p>Soana, Sennar e Nihal partirono quel pomeriggio stesso, dopo essersi congedati da Astrea e da Galla.</p><p>Davanti all�ingresso del palazzo, circondati dal fragore della cascata, Soana e Fen si abbracciarono brevemente.</p><p>Sennar e Nihal si erano gi� allontanati di qualche passo quando la voce del cavaliere sovrast� il rumore dell�acqua.</p><p>�Nihal!�</p><p>La ragazza si volt�.</p><p>�A presto! E tieniti in esercizio!�</p><p>Appena giunta a casa, Nihal inizi� a contare i giorni.</p></section><section><title><p>8</p><p>La fine di una favola.</p></title><p>Tornati nella Terra del Vento, le cose ripresero con il solito ritmo: Nihal si dedicava svogliatamente alla magia, Sennar studiava giorno e notte.</p><p>Gli otto maghi avevano deliberato che il ragazzo rimanesse ancora per un anno con Soana, per apprendere i doveri e i compiti di un membro del Consiglio. Terminato quel periodo, Soana avrebbe fatto rapporto sulle capacit� del suo allievo e Sennar avrebbe potuto aspirare a diventare consigliere.</p><p>Da quando era stato nominato mago, il ragazzo era totalmente assorbito dal suo nuovo ruolo. Passava ore chino sui libri, e dopo che ebbe letto tutti quelli della biblioteca di Soana inizi� a girovagare per la Terra del Vento alla ricerca di nuovi tomi.</p><p>Dopo il viaggio nella Terra dell�Acqua Nihal era diventata insofferente alla vita inattiva di Salazar e ansiosa di conoscere nuovi paesi. Cos�, con il pretesto che in quei brevi viaggi l�amico poteva aver bisogno di protezione, lo accompagnava sempre.</p><p>Nihal ammirava la perseveranza di Sennar. Anche lei avrebbe voluto essere cos�: determinata, forte, con lo sguardo sempre volto verso la meta. Era vero, non era portata per la magia, ma decise che doveva imparare almeno quegli incantesimi che potevano tornare utili a un guerriero. Fu cos� che prese a impegnarsi soprattutto sulle formule di guarigione, utili nel caso si venisse feriti, e su qualche semplicissima formula di offesa, che in caso disperato poteva servire a salvarle la pelle. Inaspettatamente Soana la lasci� fare, insistendo per� che imparasse a fondo a mettersi in contatto con gli spiriti naturali.</p><empty-line/><p>Fen allenava Nihal una volta al mese. In genere era lei a raggiungerlo insieme a Soana, ma qualche volta il cavaliere faceva loro un�improvvisata. Quando arrivava inaspettato per Nihal era una gioia.</p><p>Pi� il tempo passava, pi� sentiva di amarlo. Adorava ogni suo gesto, conosceva ogni sua espressione. Era convinta che l�avrebbe amato per sempre. Che importava se non avrebbe mai potuto essere suo? <emphasis>L�amore non si basa sul possesso</emphasis>, si diceva, <emphasis>l�amore non si ferma davanti a nulla. E io lo amo.</emphasis></p><p>Fen sembrava non essersi accorto della dedizione della sua giovane allieva. Era evidente che aveva iniziato quella sorta di addestramento per far piacere a Soana, ma in breve tempo aveva cominciato a divertirsi: combattere con quello scricciolo di ragazza era un vero piacere. E poi era un�occasione in pi� per vedere la maga.</p><p>Da quegli incontri Nihal apprendeva moltissimo. Il maestro non si risparmiava e l�allieva era come una spugna. Assimilava consigli, insegnamenti, tecniche e rielaborava tutto con inesauribile fantasia: inventava mosse, studiava nuovi colpi, adattava con efficacia l�arte delle armi alla sua corporatura.</p><p>Fen era colpito da quella fanciulla e non perdeva occasione di complimentarsi con lei: la sua era una danza mortale. Non aveva mai visto nessuno combattere cos�.</p><p>Nihal naturalmente era lusingata, ma in fondo al cuore sperava che un giorno lui si accorgesse di lei anche in un altro senso e capisse che, sebbene combattesse meglio di un uomo, rimaneva pur sempre una ragazza. A volte si sentiva come l�infelice protagonista di tante ballate, innamorata dell�uomo sbagliato ma eroica nel perseverare nel suo sentimento. Ormai sapeva perfettamente che Sennar aveva ragione: Soana e Fen erano come una persona sola. In presenza del cavaliere gli occhi della maga brillavano di una nuova luce, e lui aveva nei suoi riguardi una premura che Nihal sognava per s�. Vederli insieme era una sofferenza e qualche volta, in totale solitudine, Nihal scoppiava in lacrime, ma non avrebbe rinunciato a quell�amore per nulla al mondo.</p><p>Se c�era qualcuno in grado di contendere a Fen parte dei sogni di Nihal, questi era Gaart.</p><p>Con lui aveva forse ancor meno speranze che con il suo cavaliere. Un pomeriggio aveva provato ad avvicinarlo: dapprima il drago si era mostrato infastidito, poi aveva iniziato a dar segni di nervosismo e per finire aveva emesso una fiammata dalle narici.</p><p>Nihal aveva capito una volta per tutte che non era il caso di insistere, ma non aveva rinunciato all�idea di cavalcare un drago, magari tutto suo. Da quel giorno si era tenuta alla larga da Gaart, continuando per� ad ammirarlo da lontano e a fantasticare di interminabili voli sulla sua groppa.</p><empty-line/><p>�Perch� vai da quel tizio? Che cos�ha di tanto speciale? Io non ti basto?�</p><p>Livon non aveva preso bene le lezioni del cavaliere e a nulla gli serviva ricordarsi che era stato proprio lui a lasciarla libera di seguire la sua strada.</p><p>Quando Nihal restava a Salazar per qualche giorno, all�armaiolo sembrava che tutto fosse tornato come una volta: la sua Nihal era ancora la bimbetta che gli passava i ferri del mestiere, nera per la polvere che c�era nel negozio.</p><p>Poi per� la figlia tornava da Soana e lui ne soffriva immensamente. La bambina che aveva allevato gli mancava e avrebbe voluto che la donna che Nihal stava diventando restasse con lui per sempre.</p><empty-line/><p>A un anno dall�investitura di Sennar, nella Terra del Vento la vita quotidiana continuava a trascorrere tranquilla. I mercanti mercanteggiavano, gli osti mescevano vino e ragazzini di tutte le razze scorrazzavano su e gi� per le citt�-torre.</p><p>Alcuni segni premonitori, per�, avrebbero dovuto far riflettere la popolazione. Re Darnel blandiva il Tiranno in tutti i modi: i dazi che dovevano essergli versati erano aumentati a dismisura, gran parte dei raccolti finivano direttamente nei suoi granai e molte terre giacevano incolte, perch� il Tiranno richiedeva gente abile per combattere la sua eterna guerra con le Terre libere.</p><p>Durante i suoi viaggi con Sennar, Nihal si accorgeva che la miseria iniziava lentamente a diffondersi tra la popolazione. Gli abitanti della Terra del Vento, tuttavia, erano convinti che il servilismo di Darnel li avrebbe tenuti al sicuro ancora per un po� e continuavano le loro pacifiche esistenze.</p><p>Finch� un giorno accadde un episodio inquietante.</p><p>In citt� giunse un vecchio contadino dall�aria sconvolta. Girava coperto di cenci per le scale di Salazar urlando tra le lacrime che i fammin avevano saccheggiato il suo villaggio e molti altri vicini e che gli uomini al loro seguito avevano rapito tutte le ragazze, uccidendo chiunque osasse porsi sul loro cammino.</p><p>Quando qualcuno aveva provato a fargli delle domande, il vecchio aveva continuato a ripetere: �Lada, la mia povera Lada��, come se non comprendesse ci� che gli si stava chiedendo.</p><p>I pi� lo presero per pazzo e smisero di prestargli attenzione, ma Sennar e Nihal si affrettarono ad avvisare Soana.</p><p>In breve tempo la maga decise di mettersi in viaggio verso i confini, per scoprire se c�era davvero qualcosa da temere.</p><p>Per la prima volta da quando i loro destini si erano incrociati, sarebbe partita senza di loro.</p><p>�� bene che in citt� resti qualcuno in grado di combattere, all�evenienza. Mi raccomando, Nihal� disse sorridendo �Salazar � anche un po� nelle tue mani.�</p><p>Soana si fece accompagnare da Fen, e lasci� Nihal triste e contenta al tempo stesso: l�idea della maga e del cavaliere del suo cuore in viaggio insieme non le piaceva neanche un po�, ma essere stata promossa paladina della citt� la riempiva d�orgoglio.</p><p>Il giorno dopo la partenza di Soana, Nihal e Sennar si incontrarono come sempre sul tetto di Salazar.</p><p>Avevano preso l�abitudine di andarci a fine giornata, per rilassarsi e godersi il tramonto sulla steppa. Stavano l� a guardare il disco del sole che, da giallo che era, virava lentamente al rosso, tingendo di quel colore sanguigno anche il cielo, fino a scomparire nella vastit� verde cupo della pianura. Parlavano del pi� e del meno, scambiandosi opinioni e chiacchierando di tutto.</p><p>Quella sera, per�, Nihal sembrava diversa dal solito. Era seria e guardava Sennar di sottecchi. Quando il mago se ne accorse alz� gli occhi al cielo.</p><p>�E va bene, Nihal. � partito. Per� non mi sembra il caso di��</p><p>Nihal non lo lasci� terminare la frase. �Ti ho mai detto che venivo qui gi� prima che ci conoscessimo?�</p><p>�Be�, non direttamente. Perch�?�</p><p>�Sennar, c�� una cosa che non ti ho mai detto. Non ne ho mai parlato con nessuno.�</p><p>Sennar si fece curioso. �E sarebbe?�</p><p>�Ecco, io sento delle voci.�</p><p>Per un attimo Sennar rimase in silenzio, poi scoppi� a ridere.</p><p>La cosa fece infuriare Nihal. �Guarda che non c�� niente da ridere! Se mi vuoi ascoltare, bene, se no va bene lo stesso e chiudiamo il discorso.�</p><p>�No, no, perdonami! � che sentirsi dire �sento le voci�� Comunque dimmi, ti ascolto.�</p><p>Nihal gli raccont� tutta la storia: la strana malinconia che da sempre la assaliva quando era da sola, le voci lontane che sembravano chiamarla, le immagini di morte che durante tante notti avevano popolato i suoi sogni. Non sapeva perch� sentiva di doverne parlare proprio in quel momento, visto che avevano rappresentato un enigma per tutta la durata della sua breve vita, ma quella sera aveva sperato che forse Sennar avrebbe potuto darle una risposta.</p><p>Alla fine del racconto il mago rimase silenzioso per qualche istante, quindi si decise a parlare. �Sono confuso, Nihal. Non so davvero cosa dirti. Forse sei una veggente, e i tuoi sono sogni premonitori. Per� non mi sembra si sia avverato niente di quello che mi hai raccontato, quindi� Insomma, non lo so. Forse faresti bene a parlarne con Soana.�</p><p>�S�, ci avevo pensato, solo che��</p><p>Nihal lasci� la frase a met� e guard� un punto lontano della pianura. �Che cos��?� sussurr�.</p><empty-line/><p>Ai margini della steppa si vedeva una piccola linea scura, come un tratto di matita che segnasse il profilo dell�orizzonte. Si stendeva lunga e sinuosa, e lentamente si ispessiva, fino a prendere le proporzioni di una macchia: sembrava inchiostro che si spande su un foglio, un lenzuolo nero che calava a coprire la terra.</p><p>Nihal e Sennar continuarono a scrutare l�orizzonte, ma il bagliore del sole al tramonto li accecava. Piano piano crebbe in loro una paura oscura, un timore sordo. Poi capirono.</p><p>Un esercito. Un esercito immenso di guerrieri neri come la pece.</p><p>I due giovani rimasero attoniti: era l�immagine della fine del mondo, eppure aveva in s� un fascino inspiegabile. Era uno spettacolo bello e terribile insieme: migliaia di formiche si gettavano di corsa verso la citt�. La tetra distesa era punteggiata dal brillio di centinaia di migliaia di lance puntate contro il sole, e su quella moltitudine di esseri urlanti si levava una figura alata: un enorme drago nero, cavalcato da un uomo interamente coperto da un�armatura bruna. Nel silenzio assorto del tramonto iniziarono a risuonare come un�eco lontana migliaia di grida selvagge che parlavano di morte.</p><p>Nihal sent� in s� il riverbero di un ricordo. Fu come se avesse gi� visto quella scena non una, ma mille volte. Le voci le attraversarono la mente con un fragore di tuono. Si port� le mani alle orecchie con un gemito di dolore.</p><p>Quel lamento sembr� riscuotere Sennar. La afferr� per le spalle e la costrinse ad ascoltarlo. �� il Tiranno, Nihal! � il Tiranno che viene a prendersi Salazar! Dobbiamo avvisare la popolazione, dobbiamo dire a tutti di fuggire��</p><p>Nihal lo guardava con gli occhi vuoti. L�eco delle voci rimbombava ancora nella sua testa. Le urla dell�esercito erano sempre pi� incombenti e vicine.</p><p>�Mi hai capito, Nihal? Corri!�</p><p>E Nihal corse. Si butt� nella botola che conduceva al tetto e con un balzo si cal� gi�. Si precipit� per le scale cercando di scacciare dal cuore il gelido terrore che aveva provato poco prima. Url� con quanto fiato aveva in corpo: �� arrivato il Tiranno! Il suo esercito � alle porte!�.</p><p>Ma la notizia si era gi� diffusa perch� qualcun altro aveva visto.</p><p>Fu il panico. Salazar riecheggiava di voci sgomente, la gente si ammassava per i vicoli e le scalinate. Ovunque non si vedeva altro che disperati che cercavano di scappare. In pochi istanti i corridoi s�erano colmati di gente urlante che si accalcava verso impossibili vie di fuga. Nihal non aveva mai visto le strade della sua citt� cos� zeppe, neppure quella volta che il re in persona era giunto in visita. Ma quel caos non era colmo di vita. Sapeva gi� di morte. Le urla si sovrapponevano, voci di donne, uomini, bambini, un fiume impetuoso che s�infrangeva sulle pareti e travolgeva tutto ci� che incontrava.</p><p>Certo, alcuni intimavano la calma. Altri chiamavano a raccolta chi sapeva combattere, provavano a organizzare una resistenza. Ma la verit� era che non avevano via di scampo. Non c�era nulla che potessero tentare, n� difesa n� altro. Darnel aveva messo il suo esercito al servizio del Tiranno anni e anni addietro e gli abitanti di Salazar, rifugiati dalle guerre di altre Terre, uomini fuggiti alle crudezze del combattimento, che cosa potevano fare? Morire con onore, forse, cercando di difendersi? A che pro, se infine si doveva morire?</p><p>Per questo ciascuno cercava un�improbabile salvezza nella fuga impossibile: divorata a velocit� folle la pianura, l�esercito era gi� sotto le mura e circondava la citt�.</p><p>Il terrore ormai dominava la torre: donne che urlavano tenendo stretti i loro bambini, uomini che si gettavano dalle finestre nel vuoto, pochi coraggiosi che si facevano largo tra la massa impazzita con le armi in pugno.</p><empty-line/><p>Nihal cerc� di raggiungere Livon. Bisognava scappare insieme. Lei conosceva tutte le scorciatoie di Salazar, ci aveva giocato per anni da bambina. Avrebbero trovato una via di fuga. S�, si sarebbero salvati. Non doveva avere paura. Doveva essere fredda. E concentrata.</p><p>La bottega non era distante, ma Nihal era in balia della folla. Sentiva le urla dell�esercito sotto le mura, e poco dopo i colpi dell�ariete che cercava di sfondare la porta centrale di Salazar.</p><p><emphasis>Non c�� scampo</emphasis>, si disse, ma scacci� quel pensiero con tutta la forza del suo animo e continu� a procedere, schiacciata da decine di corpi.</p><p>Un colpo, un altro colpo.</p><p><emphasis>Ancora pochi metri. Vedo l�insegna. La vedo!</emphasis></p><p>Uno schianto: l�ingresso della citt� aveva ceduto.</p><p>I grossi cardini in ferro si piegarono come steli d�erba.</p><p>Il legno millenario della porta si frantum� in enormi schegge.</p><p>I soldati del Tiranno invasero Salazar con urla belluine.</p><p>Nihal si catapult� nella bottega. �Dobbiamo scappare, Vecchio! Andiamo via, presto!�</p><p>Livon aveva gi� preparato un fagotto di vestiti e stava radunando le sue spade. Guard� fugacemente Nihal e si diresse verso il retrobottega.</p><p>�Aspetta, devi coprirti. Ti prendo un mantello.�</p><p>�Ma cosa dici? Andiamo via, presto!�</p><p>�Non devono vederti, Nihal!�</p><p>La ragazza si mise a urlare: �Non c�� tempo, non capisci? Dobbiamo scappare, nasconderci!�.</p><p>�Sei tu che non capisci! Se ti vedono � finita! Ti uccideranno!�</p><p>All�esterno risuonavano grida, risate sguaiate e suoni gutturali, inumani. I soldati erano entrati in citt�.</p><p>Nihal non sapeva cosa fare. Livon le sembrava impazzito. Decise che era ora di finirla: si gett� su di lui cercando di trascinarlo. �Vieni via, dannazione! Vieni via!�</p><p>Troppo tardi. La porta della bottega si spalanc� con uno schianto.</p><p>Sulla soglia apparvero due esseri mostruosi: avevano lunghe zanne ricurve che dalla mascella salivano verso l�alto ed erano totalmente ricoperti di ispidi peli rossicci. Mani e piedi erano identici, con quattro dita armate di lunghi artigli. Il primo dei due stringeva un�ascia, il secondo una spada rozza ed enorme. Le loro voci sembrano venire direttamente dall�inferno.</p><p>�Guarda guarda che sorpresa. Un vecchio e un mezzelfo! Cosa ci fai ancora viva, bastardella?�</p><p>Nihal non ascoltava. Tutti i suoi sensi erano pronti all�attacco. Mise mano alla spada. Fece per lanciarsi contro i fammin, ma Livon la agguant� per un braccio e la sollev� di peso, gettandola lontano.</p><p>La ragazza cadde battendo la testa. Per un attimo credette di perdere i sensi. Era tutto buio. In sottofondo un clangore di lame. Quando riapr� gli occhi vide che Livon cercava di tenere testa a entrambi quegli esseri. Allora si alz� e corse verso di lui.</p><p>Livon la spinse con violenza. �Scappa, Nihal! Scappa!�</p><p>Fu un attimo. Un battito di ciglia. Uno dei due fammin trapass� Livon da parte a parte.</p><p>Nihal vide suo padre accasciarsi al suolo come un sacco vuoto.</p><p>Vide il sangue spandersi sul pavimento.</p><p>Vide quel demone strappare via la spada dal corpo di Livon.</p><p>Non sent� nulla. Semplicemente guard� la scena, con gli occhi sbarrati e le membra paralizzate.</p><p>Poi arriv� la disperazione, e subito dopo una rabbia animale, che non aveva mai provato prima. Con un urlo disumano si scagli� sull�assassino di suo padre. Bast� un solo fendente per staccargli di netto la testa.</p><p>Per un istante l�altro fammin rimase impietrito, ma si riprese in fretta, vibrando la sua ascia contro Nihal. La ragazza sent� la corrente d�aria causata dal colpo in arrivo. Scart� di lato e si mise al riparo dietro il tavolo da lavoro, ma il fammin avanz� verso di lei ringhiando e roteando l�arma. Il bancone di legno and� in pezzi in un�esplosione di schegge.</p><p>Il mostro ormai la sovrastava, ma Nihal ebbe la prontezza di agguantare il maglio che tante volte aveva visto usare da Livon. Si abbass� di scatto e lo vibr� contro le ginocchia del mostro. Cedettero di schianto. Solo allora lo colp� con violenza, trafiggendolo. La stoccata fu sufficiente a finirlo.</p><p>Poi Nihal sent� una strana sensazione al fianco sinistro. Un freddo metallico, e un calore umido gi� lungo la coscia. Si guard�. Aveva una ferita profonda. Sanguinava copiosamente. Osserv� Livon: giaceva a terra, gli occhi chiusi come se dormisse.</p><p>Sdraiarsi accanto a lui. Chiudere gli occhi. Riposarsi. L�idea si stava facendo strada nella sua mente confusa quando dalla strada un urlo acuto e straziante la riport� alla realt�: doveva andare via, doveva salvarsi.</p><empty-line/><p><emphasis>Pensa, Nihal. Respira. Pensa. Una via di fuga. Tutto quello che ti serve � una via di fuga.</emphasis></p><p>Il condotto! Era ancora una bambina quando, giocando, l�aveva scoperto. Passava esattamente dietro la bottega e anticamente veniva usato per la manutenzione delle mura: un cunicolo scuro e senz�aria costruito nell�intercapedine del muro di cinta.</p><p>Nihal prese dalla fucina un grosso mazzuolo. Sollevarlo le richiese uno sforzo immane, ma quando lo scagli� contro il muro, accompagnando il colpo con una spallata, la parete cedette facilmente: il condotto esisteva ancora. Ci si infil� a fatica e inizi� a scenderne i gradini.</p><p>Era buio. Nihal aveva lo sguardo appannato e il cuore lanciato al galoppo. Il sangue continuava a inzupparle la gamba, ogni passo le costava enorme fatica. Attraverso le mura udiva le grida dei soldati, le urla strazianti delle donne, il pianto dei bambini, il tonfo dei corpi che cadevano a terra, il sibilare delle asce.</p><p>Ben presto i gradini iniziarono a farsi sconnessi. Il dolore al fianco aument� fino a diventare quasi insopportabile. Nihal inizi� a piangere. Le lacrime le sgorgavano dagli occhi, senza che lei riuscisse a trattenerle. La scala prese direzioni sconosciute. A mano a mano che scendeva il caldo aumentava.</p><p>Nihal non capiva pi� dov�era: a volte la scala saliva, a volte diventava una specie di stradina, a volte scendeva. Si sentiva soffocare, non aveva quasi pi� coscienza di se stessa. La tentazione di abbandonarsi al suolo e lasciarsi trovare era forte. Le sembrava che se avesse fatto un altro passo sarebbe morta. Ma continu� ad avanzare nell�oscurit� trascinando la gamba sinistra.</p><p>Doveva andare avanti senza fermarsi e senza pensare. Livon era morto per salvarla. E lei doveva vivere.</p><p>Non sapeva per quanto aveva camminato. Ore? Pochi minuti? Quando sent� un refolo d�aria fresca sul viso acceler� il passo, istintivamente. Ancora minuti di marcia, o forse ore. Finch� non la trov�.</p><p>Sul muro c�era una fenditura che dava all�esterno. verso la salvezza. Verso la libert�. Nihal si avvicin� e si sporse: sotto di lei scorreva un fiume di liquami. La ragazza chiam� a raccolta le sue ultime forze. Rasp� con le mani tra un mattone e l�altro fino ad aprire un varco abbastanza grande. Poi prese una boccata d�aria fresca e, semplicemente, si lasci� cadere.</p><empty-line/><p>L�impatto con l�acqua fu sgradevole. Nihal aveva freddo e si sentiva debole. Non riusciva a coordinare i movimenti. Le sembr� di essere sul punto di affogare. Allora si abbandon� del tutto e fu la corrente a trascinarla per un tratto che le parve molto lungo. Di tanto in tanto si accorgeva di essere vicinissima alla riva, ma non aveva pi� risorse. Voleva solo galleggiare a occhi chiusi. Riposarsi. Dimenticare.</p><p>Improvvisamente si sent� afferrare per un braccio.</p><p><emphasis>Ecco. � finita</emphasis>, si disse. <emphasis>Finalmente � finita.</emphasis></p><p>Qualcuno la stava trasportando sull�argine, ma lei non riusciva a distinguerne il volto.</p><p>�Nihal!�</p><p>Una voce sembr� provenire da un luogo lontanissimo.</p><p>�Sono Sennar, Nihal!�</p><p>La ragazza socchiuse gli occhi. �Livon� Livon � morto� sussurr�.</p><p>Poi fu come nel suo sogno.</p><p>Scivol� all�indietro, e il buio l�avvolse.</p></section></section><section><title><p>COMBATTERE.</p></title><epigraph><p>Quando entr� a far parte del Consiglio dei Maghi era poco pi� che un ragazzino. Nato nella Terra della Notte e dotato di una straordinaria potenza magica, sembrava un giovane saggio, dedito al bene e alla giustizia. Fu accolto all�unanimit�. Solo quando fu nominato Capo del Consiglio per l�anno in corso rivel� la sua vera natura e inizi� a estromettere i Consiglieri dalle decisioni pi� importanti.</p><p>[�] venne cacciato con disonore, ma il giovane mago aveva progettato tutto alla perfezione. Guid� egli stesso un assalto alla sala del Consiglio, con gli uomini e le armi forniti dai re destituiti da Nammen, smaniosi di riappropriarsi [delle loro terre].</p><p>Solo alcuni maghi scamparono all�eccidio e si rifugiarono nella Terra del Sole, ma colui che sarebbe diventato il Tiranno non se ne cur�: nel volgere di poche ore era diventato padrone di met� del Mondo Emerso. A poco a poco spodest� anche i regnanti che lo avevano sostenuto, finch� non ebbe il controllo su quattro Terre: la Terra dei Giorni, quella del Fuoco, quella delle Rocce e quella della Notte. La guerra tra il Tiranno e le quattro Terre libere divenne permanente da quel momento.</p><text-author>Annali del Consiglio dei Maghi, frammento.</text-author></epigraph><section><title><p>9</p><p>La verit�.</p></title><p>Non riusciva a muovere nessun muscolo. Non capiva dov�era n� cosa stesse accadendo. Sentiva indistintamente una specie di litania. Un senso di calore al fianco. Poi vide solo luce. Nient�altro.</p><empty-line/><p>Era l�alba quando Nihal si risvegli�. Una luce fioca filtrava dalla finestra vicino al suo giaciglio. Non riusciva a ricordare quasi nulla. Un lungo viaggio attraverso un percorso buio e stretto, la fuga da qualcosa.</p><p>La memoria le torn� lenta e parziale. Ricord� di essere scappata da un esercito e di essere stata catturata, ma la stanza dove si trovava non le sembrava una prigione. Cerc� di voltare la testa. Vide qualcuno seduto al suo fianco. Si sforz� di guardare meglio per distinguerne il volto, perch� aveva la vista annebbiata. Infine lo riconobbe.</p><p>�Nihal, sei sveglia!�</p><p>Sennar era pallido e affaticato. Avrebbe voluto fargli delle domande, ma dalla gola non le usciva nessun suono.</p><p>�Shhh. Sei a casa di Soana, non c�� nulla da temere. Cerca di riposare,</p><p>parleremo quando starai meglio.�</p><p>Allora Nihal chiuse gli occhi e scivol� in un sonno senza sogni che dur� tutto il giorno e la notte.</p><p>Quando la mattina dopo apr� gli occhi il sole era gi� alto. Nihal ne guard� la luce e le sembr� stranamente pallida. Poi cap�. Nell�aria c�era un odore acre e il cielo era completamente offuscato da nubi di fumo denso: dopo il saccheggio l�esercito aveva dato Salazar alle fiamme.</p><p>Si sentiva ancora molto stanca, ma ricordava tutto.</p><p><emphasis>Livon � morto.</emphasis> Fu il suo primo pensiero. Rivide con precisione tutta la scena. Il corpo che cadeva sul pavimento, quel mostro che ritraeva la spada. Chiuse gli occhi mentre il petto le scoppiava: <emphasis>Livon � morto.</emphasis></p><p>Sennar era ancora accanto a lei. �Come va?�</p><p>�Non lo so� rispose Nihal, e si meravigli� di quanto fosse flebile la sua voce.</p><p>�La ferita era molto grave. � un miracolo che tu sia ancora viva.�</p><p>Nihal si volt� verso l�amico. �Come hai fatto a salvarti?�</p><p>�Con la magia, Nihal. Ma � stato difficile.�</p><empty-line/><p>Sennar raccont� a Nihal di aver lanciato un incantesimo di invisibilit� e di essersi inoltrato tra i vicoli della citt�. Salazar sembrava un termitaio impazzito, i soldati del Tiranno erano dappertutto: non c�era nulla che potesse fare. Sicuro che Nihal fosse andata da Livon aveva cercato di raggiungerla, ma l�incantesimo gli richiedeva troppe energie. Si era nascosto in una locanda. L� c�era un soldato. Morto. Lo aveva spogliato, aveva preso la sua armatura e l�aveva indossata.</p><p>�Sono arrivato alla fucina troppo tardi. Ho visto Livon, i due fammin� Poi ho visto la breccia nel muro e ho capito tutto. Sono corso sull�argine del fiume. Quando ti ho ripescata non mi sembrava possibile che tu respirassi ancora.� Sennar sorrise all�amica. �� una fortuna che tu sia cos� piccola, sai? Ti ho avvolta nel mio mantello, ti ho caricata in spalla come un sacco e mi sono diretto verso la casa di Soana. Lungo la strada non abbiamo incontrato nessuno. L�esercito proveniva da est, non aveva neppure sfiorato la zona della Foresta.� Sennar si sfreg� gli occhi arrossati dalla stanchezza. �Da quando siamo arrivati ho usato tutti gli incantesimi di guarigione che conosco. Ho trascorso cos� la notte, sperando che l�esercito bivaccasse a Salazar e non venisse fin qui. Poi � tornata Soana: lei e Fen erano ai confini della Terra del Vento quando hanno visto l�esercito che avanzava. Si sono precipitati indietro, Fen per radunare le sue truppe e venire a difendere la nostra terra, Soana per avvisare la popolazione. Non hanno fatto in tempo, ma questo lo sai anche tu��</p><p>�Quanto tempo sono rimasta incosciente?�</p><p>�Tre giorni, Nihal. Tre giorni senza dare segni di ripresa.� Sennar fece una pausa e guard� serio l�amica. �Ho avuto davvero paura che morissi.�</p><p>Soana arriv� nel pomeriggio. Sembrava non avere pi� nulla della bella maga che Nihal ricordava. Gli occhi gonfi tradivano il pianto, il viso e i capelli erano sporchi di fuliggine, l�abito in disordine. Il suo volto era tirato per lo sforzo di mantenere una barriera magica intorno alla casa. In quel modo l�esercito del Tiranno non poteva vederla: se anche dei soldati fossero passati nelle vicinanze, avrebbero scorto solo il folto degli alberi e una forza ignota li avrebbe spinti ad allontanarsi.</p><p>Soana si sedette accanto al letto e prov� a sorridere. �Come ti senti?�</p><p>�Chi sono i mezzelfi?� chiese Nihal con freddezza.</p><p>�Se ti riposi forse ti riprenderai presto e��</p><p>Nihal alz� la voce. �Perch� quei due mostri mi hanno chiamata mezzelfo?�</p><p>Soana fece un respiro profondo. Una lacrima le rig� la guancia sporca di cenere. �Va bene. Hai il diritto di sapere� le disse e inizi� a raccontare: �Sedici anni fa non facevo ancora parte del Consiglio, ero solo l�assistente di uno dei suoi membri pi� saggi: la maga Reis, del popolo degli gnomi. Eravamo in missione diplomatica nella Terra del Mare e decidemmo di visitare ci� che rimaneva della comunit� dei mezzelfi. Quel che trovammo fu orribile��.</p><empty-line/><p><emphasis>C�era sangue ovunque.</emphasis></p><p><emphasis>Nell�aria il suo odore metallico e un silenzio pesante, assoluto.</emphasis></p><p><emphasis>Non un filo di vento, non una voce n� lo stormire delle foglie degli alberi o il canto lontano di un uccello. Solo l�immobilit� della morte.</emphasis></p><p><emphasis>Soana si era portata una mano alla bocca. �� arrivato fin qui��</emphasis></p><p><emphasis>I piccoli pugni di Reis si stringevano attorno alle pieghe della sua lunga veste. Nei suoi occhi lampeggiava l�odio. �Non finir� mai.�</emphasis></p><p><emphasis>Le due maghe avevano iniziato ad aggirarsi tra i cadaveri sparsi a terra, tra le case di quel villaggio spopolato a colpi di spada. Camminavano intontite, come in un sogno, sforzandosi di vedere cose che i loro occhi volevano sfuggire: ovunque guardassero non c�erano che volti contratti dal dolore, occhi spalancati sul buio, corpi abbandonati pesantemente al suolo.</emphasis></p><p><emphasis>Poi un suono, tanto debole da sembrare frutto dell�immaginazione.</emphasis></p><p><emphasis>Soana si era voltata di scatto, quasi fiutando l�aria. Per qualche secondo aveva sentito solo un assordante silenzio. Poi di nuovo quel lieve lamento. Si era messa a frugare tra i cadaveri, voltandoli, cercando.</emphasis></p><p><emphasis>�Che cosa c��?� aveva chiesto fredda Reis.</emphasis></p><p><emphasis>�Una voce! Ci dev�essere qualcuno ancora vivo!�</emphasis></p><p><emphasis>A mano a mano che si avvicinava alla fonte di quel gemito, il suono si faceva sempre pi� chiaro. Non era un lamento di dolore. Non era il pianto sommesso e disperato dei sopravvissuti. Era forte e pieno di vita. Il vagito di un bambino.</emphasis></p><p><emphasis>Sotto il cadavere di una donna Soana aveva visto spuntare un panno che si muoveva debolmente. Aveva voltato il corpo senza vita con delicatezza. Era una giovane, poco pi� di una ragazzina, colpita alle spalle da un fendente d�ascia.</emphasis></p><p><emphasis>Tra le sue braccia c�era una bambina molto piccola, una neonata. Strillava con tono veemente, come fanno i bambini quando hanno fame o vogliono essere cambiati. Soana l�aveva sollevata e aveva scostato il panno sporco di sangue che la copriva. La tunica di cui era vestita era immacolata: la bambina era illesa.</emphasis></p><p><emphasis>Reis si era avvicinata. �� ferita?� Era sempre cos� diretta, cos� gelida. Solo quando parlava del Tiranno i suoi occhi prendevano quella luce cupa, terribile.</emphasis></p><p><emphasis>Soana guardava incredula la bambina: come poteva la vita sorgere cos�, pura e imperturbabile, dalla morte? �Sembra che stia bene��</emphasis></p><p><emphasis>Reis aveva afferrato il braccio di Soana costringendola a chinarsi alla sua altezza e aveva osservato a lungo la bambina. L�espressione dello gnomo era cambiata all�improvviso.</emphasis></p><p><emphasis>�Vedi qualcosa?� aveva chiesto Soana, titubante.</emphasis></p><p><emphasis>�Una bambina viva e illesa fra i cadaveri � un segno. Devo consultare le mie carte, solo allora sapr� dirti.�</emphasis></p><p><emphasis>Soana si era rialzata e aveva iniziato a cullare la piccola, sussurrandole parole dolci per calmarla.</emphasis></p><p><emphasis>Reis si era guardata intorno. �Non abbiamo altro da fare qui. Non � il caso di attardarci: i fammin potrebbero calare da un momento all�altro. Copri la bambina in modo che non si veda. Torniamo al Consiglio.�</emphasis></p><p><emphasis>Soana aveva obbedito e le due maghe avevano lasciato il villaggio.</emphasis></p><empty-line/><p>Soana fece una pausa e guard� Nihal, che aveva ascoltato senza dire una parola. �Quella bambina era l�unica sopravvissuta di un intero popolo: l�ultimo mezzelfo del Mondo Emerso. Decidemmo di portarla nella Terra del Vento. L� nessuno avrebbe dato importanza ai suoi tratti��</p><p>Il cuore di Nihal acceler�.</p><p>�Aveva grandi occhi viola, orecchie appuntite e capelli blu. Quella bambina eri tu, Nihal.�</p><p>Nella stanza cal� un silenzio che sembr� infinito.</p><p>Soana attese paziente la domanda che prima o poi sarebbe arrivata. La voce della ragazza fu come un soffio.</p><p>�Ma allora� Livon��</p><p>�Livon era un uomo eccezionale. Quando ti portai da lui ti accolse senza esitazione e mi giur� che ti avrebbe protetta a costo della vita. Per i primi tempi ti abbiamo cresciuta insieme, ma poi le cose si sono complicate. Reis ha abbandonato il Consiglio. A Salazar la gente ha iniziato a mormorare, ad additarmi come strega. Io sono stata costretta a ritirarmi in questa casa. E Livon ti ha cresciuta da solo. Ti ha amata come una figlia, Nihal. Lo sai.�</p><p>Soana allung� la mano a sfiorare la guancia della fanciulla, ma lei spost� la testa con uno scatto rabbioso.</p><p>�Perch� non mi avete mai detto niente? Perch� mi avete tenuta all�oscuro di tutto?�</p><p>�Perch� volevamo che tu vivessi libera e spensierata il pi� a lungo possibile. Per sedici anni mi sono illusa che avresti potuto vivere una vita normale. Reis aveva visto qualcosa in te, qualcosa di fondamentale per il futuro di tutto il Mondo Emerso che non ha mai voluto rivelarmi. Ho sperato che si fosse sbagliata, che tu non fossi predestinata a nulla. Ma Reis non si sbagliava mai� Non avrei voluto che tu lo scoprissi in questo modo. Mi dispiace, Nihal.�</p><p>Ma Nihal non ascoltava pi�.</p><p>Pensava a Livon, che senza essere suo padre le aveva dedicato la vita fino a sacrificarsi per lei.</p><p>Pensava a tutte le volte che aveva fantasticato su sua madre.</p><p>Pensava alla sua gente, che non esisteva pi�.</p><p>Pensava allo sterminio di una stirpe intera.</p><p>Ecco che cos�erano quelle voci, quei sogni. Erano l�urlo della vendetta che esigeva sangue. E lo esigeva da lei: l�ultima, la sopravvissuta di un popolo, di tutta Salazar e forse anche di se stessa, perch� avrebbe preferito mille volte morire insieme a Livon piuttosto che trovarsi l�, in quel letto, annientata dal dolore.</p><p>Soana le scost� una ciocca di capelli dalla fronte.</p><p>Poi si alz� e si allontan� senza dire nulla.</p></section><section><title><p>10</p><p>In fuga.</p></title><p>Nihal trascorse i quattro giorni seguenti in completo silenzio. Rest� nel suo letto, il dolore al fianco come compagno, a guardare fuori dalla finestra senza dire una parola.</p><p>Aveva bisogno di riflettere. Le sembrava di essere stata gettata all�improvviso nell�esistenza di qualcun altro. Fino a quel momento la sua vita era stata svegliarsi, sentire il martello di Livon battere sull�acciaio, vedere la sua schiena curva al lavoro. Andare a conoscere Soana per apprendere la magia e parlare del futuro con Sennar. Impugnare la spada, giocare a fare il guerriero e guardare fiduciosa al domani. In un attimo era cambiato tutto. Aveva ucciso: la spada non era pi� un gioco. Non avrebbe mai pi� rivisto Livon, se non nei suoi ricordi come un corpo morto a terra. Ed era colpa sua.</p><p>Chi l�aveva distratto per la smania di combattere? Lei. Chi si era comportata come una bambina e aveva considerato un gioco anche la morte? Lei. E non era forse lei un pericolo, ultima rimasta di una razza che il Tiranno aveva cancellato dalla faccia della terra? Non era lei che i fammin volevano uccidere quando erano entrati nella fucina?</p><p>Nihal si sentiva portatrice di sventura.</p><p>Aveva sempre considerato le stranezze del proprio aspetto scherzi della natura. Invece avevano un significato terribile. I sogni le avevano mostrato quello che era avvenuto con crudezza, come se fosse stata l�, spettatrice dello sterminio di un popolo. Il racconto di Soana lo aveva confermato. Quella strage dimenticata la riguardava da vicino.</p><empty-line/><p>Ogni notte di quei quattro giorni le voci del suo popolo trucidato la tormentarono invocando vendetta.</p><p>L�ultima notte sogn� i volti dei suoi simili: ogni viso le veniva incontro con la sua disperazione, la sua storia, e in quegli sguardi muti Nihal vide l�irreparabilit� di ci� che era accaduto. Tra di essi scorse anche quello di Livon. Aveva negli occhi una tristezza profonda e le sussurrava: �Sei tu che mi hai fatto morire, � colpa tua, Nihal��.</p><p>Si svegli� in un bagno di sudore, urlando. Sennar le fu subito vicino.</p><p>�Un altro incubo?�</p><p>Nihal annu�, affannata. �Sono sola, Sennar. Il mio posto non � qui, tra i vivi, ma con la mia stirpe.� Guard� fuori dalla finestra. �Perch� sono viva? Perch� Livon � morto per me?�</p><p>Fino a quel momento Sennar aveva preferito non dirle nulla. Era convinto che Nihal dovesse trovare da sola una via d�uscita. Ricordava ancora i discorsi vuoti che gli avevano fatto i soldati per cercare di consolarlo. Meglio il silenzio. Vedendola in lacrime, per�, non pot� pi� tacere.</p><p>�Non lo so, Nihal. E non so neppure perch� il Tiranno abbia ucciso tutti i mezzelfi. Ma ora sei qui. E devi andare avanti. Per te stessa e per Livon, perch� lui ti amava e voleva che tu fossi felice e forte.�</p><p>Nihal scosse la testa. �� cos� difficile� Penso a lui di continuo, a quello che ha fatto per me, e soprattutto a quello che io non ho fatto per lui. E in ogni istante mi dico che � colpa mia. Era bravo con la spada, poteva battere i fammin, poteva farcela. Ma io l�ho distratto, e l�ho ucciso. Sono una stupida� io��</p><p>Nihal cominci� a piangere. Dal giorno della battaglia non aveva versato una sola lacrima. Sennar la strinse a s�, come aveva fatto nella Foresta quella sera, che ormai sembrava lontana secoli.</p><empty-line/><p>Il giorno seguente Nihal vide spuntare dall�intelaiatura di legno della finestra un volto piccolo e spaurito. Era Phos. Sennar lo fece entrare, e lui si accomod� sulle lenzuola di Nihal. Ci volle un po� perch� il folletto si decidesse a parlare.</p><p>L�esercito del Tiranno, dopo alcuni giorni di scorrerie per la Terra del Vento, era penetrato nella Foresta per fare incetta di legname, aveva scoperto i folletti e si era lanciato alla loro caccia. Era stato terribile. Tanti erano stati catturati, molti altri uccisi.</p><p>Phos aveva radunato quanti pi� folletti poteva e li aveva portati verso l�unico rifugio sicuro: il Padre della Foresta. Non appena i fammin si erano mossi verso il grande albero, il Padre della Foresta li aveva difesi. Con i suoi rami aveva agguantato per la gola quattro o cinque di quegli orrendi mostri e li aveva strangolati. Gli altri si erano dati alla fuga. Phos e i suoi compagni erano rimasti nascosti per giorni, finch� non avevano pi� sentito le grida dei fammin e dei soldati. Quando erano usciti allo scoperto, la Foresta era semidistrutta. Della loro numerosa comunit� non era rimasta nemmeno la met�.</p><p>�Poi ho incontrato Sennar. Mi ha raccontato tutto. Allora ho deciso di venire da te. Ho pensato che magari, se avessimo pianto insieme, saremmo stati meglio.�</p><p>Il folletto cominci� a singhiozzare. Nihal lo prese tra le mani e lo port� a contatto della sua guancia.</p><p>�Coraggio. Migrerete e troverete una nuova terra dove vivere.�</p><p>�Non capisci. Non possiamo muoverci. Se ci vedono ci cattureranno, sar� la fine.�</p><p>Sennar, che aveva ascoltato tutto, intervenne: �Ascolta, Phos. Noi tra poco dovremo partire: Soana � sfinita, non pu� mantenere la barriera ancora a lungo, e anche io sono esausto. Andremo nella Terra dell�Acqua, dove Nihal sar� al sicuro. Verrete con noi, vi nasconderemo. L� ci sono tanti folletti: vi rifarete una vita�.</p><p>Phos si alz� in volo dal letto e cinse il collo di Sennar con le sue braccine. �Grazie, grazie� Cosa posso fare per sdebitarmi con voi?�</p><p>�Ci servono dei cavalli. E dell�ambrosia per il viaggio� rispose Nihal. �Altrimenti ho paura che sarete costretti a lasciarmi per strada.� La ragazza cominciava a ritrovare la sua presenza di spirito.</p><p>Iniziarono a organizzare la partenza. Fu deciso che Sennar indossasse l�armatura che aveva rubato il giorno dell�invasione, cos� da non destare sospetti, e che il gruppo avrebbe seguito un sentiero nascosto indicato da Phos. Restava solo da stabilire la data.</p><p>Nihal non si era ancora alzata: prima di affrontare il cammino doveva almeno rimettersi i piedi. All�inizio fu difficile. Le girava la testa e le sembrava che le gambe non la reggessero, ma si sforzava senza mai lamentarsi. Sennar aveva ragione: bisognava andarsene. Se fossero morti l� niente avrebbe avuto pi� senso. I sopravvissuti hanno pi� responsabilit� degli altri.</p><empty-line/><p>Partirono di notte sotto una piccola falce di luna.</p><p>Il buio era quasi totale. Sennar indossava l�armatura, Nihal era avvolta in un mantello nero, Soana portava una cappa di iuta.</p><p>A un tratto il buio si illumin� di luci fioche: erano i folletti. Nihal si stup� di quanto pochi fossero: qualche decina, tutti male in arnese, con gli occhi cerchiati e lo sguardo da profughi.</p><p>�Ho trovato solo questo, gli altri se li sono presi i fammin� fece Phos indicando un ronzino magro e spaventato. Sennar si gir� faticosamente a guardare. Era davvero buffo sotto quella corazza e Nihal si chiedeva come facesse a sopportarne il peso.</p><p>�Andr� pi� che bene. Grazie, Phos.�</p><p>I folletti si nascosero dentro due sacchi fissati alla soma del cavallo, dopodich� Nihal mont� in sella. La ferita, sebbene quasi rimarginata, era ancora dolorante. <emphasis>Al diavolo! Non siamo nemmeno partiti e gi� sto male. </emphasis> Bevve un sorso d�ambrosia.</p><p>La carovana si mise in movimento.</p><p>Iniziarono a costeggiare la Foresta: nascosto sotto il mantello di Nihal, Phos faceva da guida. La notte era fonda, il silenzio assoluto. Neppure gli alberi frusciavano. Tacevano in segno di lutto, e Nihal sent� che il dolore pervadeva la natura.</p><p>Camminarono tutta la notte. Sennar apriva la colonna, Soana e Nihal lo seguivano affiancate. Di tanto in tanto dai sacchi uscivano mormorii ed emergeva una testolina colorata. Nei sacchi non si respirava: a turno i folletti si affacciavano per prendere aria.</p><p>Soana camminava a fatica, perch� in quei giorni non aveva fatto altro che recitare incantesimi, e per Nihal il trotto del cavallo era un supplizio.</p><p>Alle prime luci dell�alba si inoltrarono nel folto: avevano deciso che era pi� sicuro viaggiare di notte e riposare di giorno. Fecero dei turni di guardia, per evitare di essere sorpresi nel sonno. Si svegliarono che era il tramonto e si rimisero in marcia.</p><p>Giunsero in vista del Saar solo la notte seguente. Il Grande Fiume era un�immensa distesa d�acqua di cui non si vedeva l�altra sponda. La corrente scorreva con un fragore di tuono. Pochi ardimentosi avevano osato attraversarlo e quasi nessuno ne era uscito incolume: sembrava un essere oscuro e maligno pronto a divorare tra i suoi flutti chiunque avesse tentato di affrontarlo.</p><p>Le rive erano totalmente prive di vegetazione: nessun�altra forma di vita osava arrischiarsi l� dove il Signore delle Acque aveva il suo regno. Era lo stesso fiume da cui nascevano gli splendidi canali della Terra dell�Acqua, ma in quel luogo mostrava il suo volto pi� arcigno.</p><p>Phos fu perentorio: �Qui siamo allo scoperto, dobbiamo procedere pi� velocemente. Se andiamo rapidi, possiamo superare la zona brulla della Terra del Vento in una notte�.</p><empty-line/><p>Il gruppo si predispose a una marcia serrata.</p><p>Dopo un lungo tratto di cammino comparve un bagliore: era stata incendiata una torre. Tra le fiamme s�intravedeva la sua sagoma nera. Era una torre come Salazar, e come questa era vittima della follia del Tiranno.</p><p>Affrettarono il passo con la morte nel cuore. Una citt� in fiamme significava nemici vicini, ma la zona brulla sembrava non finire mai: le prime luci dell�alba gi� coloravano debolmente la pianura.</p><p>Erano stremati. Bisognava trovare un riparo, ma sembrava che non ci fosse nulla per miglia e miglia. Poi, quando il sole si era gi� levato sopra l�orizzonte, scorsero un casale.</p><p>Sennar and� in avanscoperta. Quando torn� era scuro in volto.</p><p>�Non � il caso di fermarsi. Procediamo.�</p><p>Nihal spron� il cavallo all�improvviso.</p><p>�No, Nihal. Torna indietro!�</p><p>Ma la ragazza galoppava verso la casa, ignorando le urla di Sennar.</p><p>Il panorama era desolante: attrezzi abbandonati, un orto incolto, una stalla vuota. Nihal smont� a fatica e si avvicin� alla porta d�ingresso. Era socchiusa e quando la spinse cigol� sui cardini.</p><p>Dentro era buio. C�era odore di morte. Un uomo penzolava dal soffitto, mentre una ragazzina e una donna giacevano a terra nel proprio sangue.</p><p>Nihal rimase pietrificata: le sembr� che la penombra si popolasse dei volti dei suoi sogni e ricominci� a sentire urla e lamenti. Era la storia che si ripeteva, erano le stragi che si susseguivano. Grid�, cadde in ginocchio.</p><p>�Vieni via. Non guardare.�</p><p>Soana l�aveva raggiunta.</p><p>�E invece bisogna guardare! Bisogna scolpirsi nella mente quello che il Tiranno sta facendo al nostro mondo!� url� Nihal con rabbia.</p><p>La maga la prese per un braccio e la trascin� fuori.</p><empty-line/><p>Seppellirono i cadaveri avendo cura che le tracce delle fosse non fossero visibili, poi si apprestarono a dormire nel granaio della casa. Prendere sonno non fu facile per nessuno: le immagini di morte li perseguitavano.</p><p>Nonostante le proteste di Sennar, Nihal decise di fare anche lei un turno di guardia. Prese la sua spada e si mise a sedere sulla soglia. Guardando la desolazione dei campi su cui quella famiglia aveva speso giorni di fatica si sent� soffocare.</p><p>La giornata trascorse tranquilla.</p><p>Verso il tramonto Nihal riusc� a prendere sonno, abbracciata alla sua spada, e per la prima volta da quando aveva scoperto di essere un mezzelfo non ebbe incubi. Sogn� invece che Fen arrivava per portarla via. Poi, davanti alla cascata della reggia di Astrea e Galla, le dava un lunghissimo bacio.</p><p><emphasis>� tutto finito, Nihal, ora ci sono io</emphasis>, le diceva.</p><p>Al risveglio si domand� come avesse potuto fare un sogno tanto bello in un momento cos� drammatico. Non aveva pi� pensato al cavaliere, ma si accorse che quell�amore non era svanito. Chiss� dov�era, per chi combatteva, se stava bene�</p><empty-line/><p>Il viaggio riprese. Avevano raggiunto una macchia e la copertura degli alberi dava sicurezza alla compagnia. Alcuni folletti uscirono a sgranchirsi le ali stropicciate.</p><p>Phos gio� nel vedere che quel piccolo bosco non presentava segni del passaggio dei fammin. �Forse si pu� sperare! Non tutto � distrutto!�</p><p>Sennar si tolse l�elmo e respir� a pieni polmoni l�aria fresca.</p><p>�Nihal, qui nessuno ti pu� vedere. Togliti il mantello.�</p><p>La ragazza scosse la testa. �No. Non voglio farvi correre rischi.�</p><p>Pallida, magra, vestita di nero, Nihal sembrava una figura diabolica. Per un istante Sennar ne ebbe paura. Non era pi� la ragazzina che aveva conosciuto a Salazar. Era cambiata, ma ancora non sapeva dire come.</p><p>Anche quella notte pass� senza problemi. Si fermarono a riposarsi poco prima dell�alba. Dopo l�esperienza del giorno precedente, poter dormire sull�erba fu stupendo.</p><p>Nihal decise di fare il primo turno di guardia. Ne approfitt� per camminare un po�: voleva rimettersi il pi� in fretta possibile. Guard� il paesaggio intorno a s�, stupita di quell�angolo di paradiso in mezzo alla desolazione della guerra. Ricord� i giorni della prova nella Foresta: le parvero appartenere a un�altra vita.</p><p>Uno scricchiolio la distolse dai suoi pensieri. Si volt� di scatto: Soana. Dal giorno della rivelazione non le aveva pi� parlato.</p><p>�Ti senti meglio?� La maga era tornata quella di sempre, bella e potente.</p><p>�S�, va meglio.�</p><p>�Non riesci a perdonarmi, vero?� Soana andava dritta al punto.</p><p>Nihal rispose secca e sincera. �No.�</p><p>Non voleva ferirla, ma doveva liberarsi di quel groppo di risentimento che le stringeva la gola.</p><p>�� giusto cos�. So come ti senti, so che la morte di Livon � qualcosa che non si potr� mai riparare, ma vorrei che tu sapessi che in questo dolore ti sono compagna. Livon era mio fratello, Nihal.�</p><p>�Tu non c�eri quando � morto.�</p><p>�Nei tuoi occhi vedo tutto quello che � accaduto.�</p><p>La ragazza tacque per un lungo istante, lottando contro le lacrime. �Vorrei non essere in collera con te, Soana, ma non ci riesco. Sono in collera con tutto il mondo. Sono in collera con me. Mi odio perch� sono quel che sono.�</p><p>Soana chin� il capo. �Lo so, Nihal. Anch�io mi odio: non sono stata capace di salvare la Terra del Vento, ho lasciato morire mio fratello, non ho saputo risparmiarti questo dolore� Ho preso una decisione, sai? Quando saremo nelle Terre libere me ne andr� dal Consiglio. Sennar prender� il mio posto. Nessuno sentir� la mia mancanza.�</p><p>Nihal si riscosse. �Ma perch�? Tu sei preziosa per il Consiglio!�</p><p>�Il mio compito era vigilare sulla Terra del Vento, scoprire in anticipo le mosse del Tiranno e informarne il Consiglio. Ho fallito, Nihal, semplicemente. Ho sopravvalutato le mie capacit� di maga. O forse ho sottovalutato la potenza oscura della magia del Tiranno, non fa differenza: � stato un errore imperdonabile.�</p><p>�E cosa farai?�</p><p>�Cercher� Reis. Devo sapere, Nihal. Per il Mondo Emerso, ma soprattutto per te.�</p><p>Nihal guard� la maga negli occhi. �Tu per me sei sempre stata una guida. Ma ora � come se mi si fosse spezzato qualcosa dentro. Forse non riuscir� pi� a essere con te come ero prima, ma sappi che ti voglio ancora bene.�</p><p>Soana le accarezz� il capo. �Sei diventata una donna, Nihal�</p><empty-line/><p>La notte del quattordicesimo giorno di marcia erano ancora lontani dal confine, ma il loro viaggio stava per finire. In lontananza si intravedevano le luci di un accampamento nemico: pi� di una ventina di tende da campo erano sparse in modo disordinato in una piccola piana. Al centro, una tenda un po� pi� grande delle altre: quella del capo di quella guarnigione, probabilmente.</p><p>�Pare che il nostro cammino termini qui� disse Sennar togliendosi l�elmo. Nessuno di loro aveva la minima idea di come superare la linea del fronte.</p><p>Solo Soana non si lasci� scoraggiare. �Se c�� un accampamento nemico c�� anche un esercito nostro alleato. Non ci resta che cercare di comunicare con loro.�</p><p>La maga si accomod� a terra. �Sennar, le pietre del cerchio magico.�</p><p>Sennar fu costretto a togliersi la corazza. �Sar� anche utile, ma questa roba � micidiale.�</p><p>Dopo essersi liberato dell�armatura si mise a frugare nella sua bisaccia e ne estrasse sei pietre con incise delle rune. Soana le dispose ai vertici di una stella immaginaria, come quella con cui aveva sottoposto Nihal alla prova del fuoco. Dopo un attimo al suo centro risplendette una fiamma azzurra. La maga recit� una litania e dalla stella si innalz� un denso fumo blu, che si disperse rapidamente nell�aria.</p><p>�Quando siamo lontani io e Fen comunichiamo cos�. Non so dove sia, ma � probabile che sia impegnato su questo fronte. Gli ho detto dove ci troviamo. Quando avremo superato l�accampamento, sapr� dove venirci a recuperare.�</p><p>Sennar sgran� gli occhi. �Quando avremo superato l�accampamento? E come? Sar� pieno di sentinelle!�</p><p>�Le sentinelle possono cadere vittime del sonno, Sennar, e tu sai bene in che modo. Ci muoveremo non appena riceveremo notizie da Fen. Ti introdurrai nel campo con la scusa di consegnare un messaggio, dopodich� li addormenterai. I folletti potranno superare la zona in volo, io e Nihal passeremo a piedi.�</p><p>Sennar non amava la parte dell�eroe, ma dovette convincersi che era l�unico modo per andarsene.</p><empty-line/><p>Dopo due giorni di attesa tutti iniziavano a disperare che il messaggio fosse arrivato a Fen. Solo Soana non aveva dubbi.</p><p>�Risponder�.�</p><p>La mattina del terzo giorno giunse una colomba. Portava legato a una zampa un foglio: vi erano stati vergati con calligrafia precisa pochi ordini e alcune rune sconosciute. Nihal non pot� fare a meno di pensare che probabilmente Fen aveva voluto mandare alla maga un messaggio confidenziale. <emphasis>I sogni sono proprio menzogneri</emphasis>, si disse.</p><p>�Agiremo stanotte. Conviene che tu ti incammini, Sennar.�</p><p>Per tutta la vita il mago aveva fantasticato sul momento in cui avrebbe compiuto imprese eroiche per liberare il Mondo Emerso dal giogo del Tiranno, ma ora si sentiva ben pi� pavido di quel che credeva.</p><p>Dopo qualche esitazione, si fece coraggio, mont� a cavallo e si apprest� ad andare.</p><p>�Sennar!� Nihal era in piedi poco lontano da lui. Per la prima volta da giorni sorrideva. �Buona fortuna. Torna tutto intero.�</p><p>Sennar le strizz� l�occhio. �Sar� una passeggiata�, e si allontan�.</p><empty-line/><p>L�attesa non fu affatto serena. L�idea che il suo amico potesse morire sconvolgeva Nihal. Non poteva sopportare il pensiero di un�altra persona cara che se ne andava. Rimase tutto il giorno a rimuginare, tesa e preoccupata.</p><p>Phos cercava di distrarla. �Dai! Pensa che fra un po� ce ne andiamo! Non vedo l�ora di essere nella Terra dell�Acqua! Fiumi, boschi senza fine, altri folletti, pace��</p><p>Nihal non lo ascoltava neppure. Continuava a rosicchiarsi le unghie o a giocherellare nervosamente con la spada.</p><p>Dall�accampamento non si sentiva nessun suono, e quello era un buon segno. Se Sennar fosse stato scoperto ci sarebbe sicuramente stata confusione.</p><p>Poi cal� la notte.</p><p>Avevano convenuto con Fen di trovarsi all�alba oltre l�accampamento, lungo il Grande Fiume. I folletti volarono via, librandosi in alto in modo che le piccole luci che emettevano fossero poco visibili. Anche Soana e Nihal si incamminarono.</p><p>Quando superarono l�entrata del campo, Nihal evoc� con la sua magia un piccolo lampo: era il segnale stabilito con Sennar. Attese la risposta con il cuore in gola. Le sembr� che passasse un�eternit�, finch� il mago, salvo e tutto intero, sbuc� da una tenda. Avrebbe voluto corrergli incontro e abbracciarlo, ma si limit� a bisbigliare: �Dormono tutti?�.</p><p>�Credo di s�. C�� voluto un sacco di tempo: questo posto � enorme. In compenso, ho preso un paio di cosette��</p><p>Sennar tir� fuori dalla sua veste due lunghe spade, una per s� e una per Soana.</p><p>Bench� tutti dormissero, strisciarono tra l�erba cercando di fare meno rumore possibile. Nihal rivide i fammin: giacevano intorno ai resti di un fal�, profondamente addormentati. Tra loro c�erano anche molti uomini e qualche gnomo. Tutti dormivano beatamente, le mani ancora strette intorno ai boccali colmi di sidro, le bocche aperte a russare sonoramente. Prima di scivolare nel sonno avevano fatto baldoria: quei maledetti avevano festeggiato la morte degli innocenti abitanti della Terra del Vento.</p><p>Nihal ebbe fortissimo il desiderio di bruciare quel luogo e di farli morire tutti tra le fiamme, ma un pensiero la trattenne: <emphasis>Non ora. Non c�� fretta. Tutto a tempo debito.</emphasis></p><p>L�accampamento sembrava sterminato. Procedettero lentamente finch� non giunsero in vista dell�ultimo avamposto. Ancora quell�ostacolo: poi Fen, e la salvezza. Nihal ebbe perfino il tempo di pensare che era emozionata all�idea di rivedere il cavaliere dopo cos� tanto tempo.</p><p>�Mago malefico! Traditore!�</p><p>Un urlo squarci� il silenzio della notte.</p><p>Dal buio spuntarono due fammin. Erano lontani, ma guadagnavano rapidamente terreno.</p><p>�Ma non li avevi addormentati tutti?� grid� Nihal.</p><p>In una frazione di secondo la ragazza fece i suoi calcoli: non aveva senso nascondersi, bisognava disorientarli. Sguain� la spada e si gett� correndo contro i due nemici.</p><p>Anche i fammin si lanciarono verso di lei, ma Nihal non si fece intimorire: continu� ad avanzare e solo all�ultimo istante, quando il primo stava caricando il colpo, si abbass� di scatto e lo trafisse dal basso.</p><p>Il secondo non si fece cogliere impreparato. Dopo un paio di parate Nihal inizi� a indietreggiare. Le poche forze che aveva recuperato la stavano gi� abbandonando. <emphasis>Non ce la faccio.</emphasis> Il dolore al fianco era lancinante e la spada le sembrava pesantissima. <emphasis>Non posso farcela.</emphasis></p><p>Un lampo verdognolo le pass� sul capo e incener� il fammin. Nihal si volt�.</p><p>Sennar la guardava con ironia. �Conviene che trovi un modo per sdebitarti: � la seconda volta che ti salvo la vita!�</p><p>�Poche chiacchiere, mago da strapazzo! Non vorrei che ci fossero altre sorprese� rispose Nihal sorridendo.</p><empty-line/><p>Soana e i due ragazzi uscirono correndo dal campo nemico.</p><p>Corsero senza mai fermarsi finch� non raggiunsero le sponde del Saar, dove i folletti li attendevano da un pezzo. Nihal quasi non riusciva a respirare per il dolore al fianco.</p><p>�Fa� vedere.�</p><p>Sennar le sollev� la casacca. La fasciatura era macchiata di sangue.</p><p>Nonostante le proteste di Nihal, l�amico la fece stendere e inizi� a recitare formule incomprensibili. Lei si rilass�, il respiro si fece pi� regolare e in breve fu pervasa da un piacevole senso di benessere.</p><p>�Grazie, Sennar. Di tutto.�</p><p>Guard� il cielo tra le palpebre socchiuse: si stava colorando di rosa. Nel chiarore dell�alba, vide tre puntini verdi farsi sempre pi� grandi. Draghi.</p><p>Fen e i suoi li avevano trovati.</p><p>Erano salvi.</p><empty-line/><p>Pi� tardi il cavaliere sussurr� qualcosa a Nihal. C�entrava Gaart, ma lei era troppo stanca per capire. Il suo primo volo su un drago lo fece dormendo.</p></section><section><title><p>11</p><p>La decisione di Nihal.</p></title><p>Nihal e gli altri furono portati in un villaggio della Terra dell�Acqua assai prossimo al confine. Era stata Soana a insistere per quella sistemazione modesta: non si sentiva gi� pi� membro del Consiglio e non voleva essere ospite di Astrea e Galla a Laodamea.</p><p>Il nome del villaggio era Loos ed era uno dei pochi in cui ninfe e uomini convivessero. Era un luogo assai piacevole, progettato per favorire la convivenza di due stirpi cos� diverse.</p><p>Gli uomini avevano bisogno di case, mentre alle ninfe servivano alberi in cui trovare ricovero di notte. Alcune zone del villaggio, quindi, erano affollate di piccole palafitte che si protendevano sull�acqua, altre pullulavano di alberi.</p><p>Inizialmente Nihal fu frastornata dal verdeggiante caos di Loos.</p><p>Lei e Soana erano alloggiate a casa di un pescatore. L�uomo era prodigo di attenzioni nei confronti della ragazzina: quando la vide arrivare, stanca e malconcia com�era, la costrinse a letto per due giorni di fila senza permetterle di alzare un dito. Ma la notte i sogni le facevano visita puntualmente e al mattino il dolore si rinnovava. Cos� fece di tutto per rimettersi in fretta e appena le gambe la ressero inizi� a sgattaiolare fuori, andandosene in giro per quella terra stupenda.</p><p>Poi c�era Fen.</p><p>Il suo accampamento non era lontano dal villaggio e capitava spesso che lui arrivasse a Loos per fare visita a Soana. Nihal attendeva con ansia quelle occasioni. Poco importava che non venisse per lei, ma per la donna che amava. Le fantasticherie erano tutto quello che le rimaneva e la aiutavano a tenere lontani i ricordi.</p><p>Il cavaliere la trattava con tenerezza, le parlava, ma soprattutto si prestava a combattere con lei. In duello la mente di Nihal si svuotava. Era meglio di qualsiasi fantasticheria. Prendeva in mano la spada nera, nella quale le sembrava di sentire ancora pulsare la vita di Livon, e il suo corpo iniziava a muoversi da solo, trascinando nell�oblio anche la mente.</p><p>Sennar studiava come un forsennato. Si era opposto strenuamente alla decisione di Soana. Certo, sarebbe stato contento di poter accedere immediatamente al Consiglio, ma non in quel modo: era affezionato alla sua maestra e per nulla al mondo avrebbe voluto che rinunciasse al suo ruolo. La maga, per�, era stata irremovibile e Sennar dovette farsene una ragione. Decise allora che, se era destino che lui diventasse consigliere, almeno lo facesse al meglio delle proprie possibilit�.</p><p>Passava le sue giornate immerso nei libri della biblioteca reale e tornava a Loos solo a sera, stanco e affamato. Spesso era talmente sfinito che non andava nemmeno da Nihal. Le loro tradizionali chiacchierate al tramonto si erano fatte sempre pi� rade, ma il ragazzo non si era scordato di lei.</p><p>Un pomeriggio Nihal era andata ad allenarsi nel solito boschetto, dove si erano provvisoriamente sistemati Phos e i suoi. Per i folletti le cose non andavano molto bene.</p><p>�Le ninfe ci trattano da servetti: tu le vedi belle e leggiadre, ma ti assicuro che sono insopportabili! �E portami questo, e fammi quest�altro�� Non siamo mica venuti qui per fare i paggi!� si lamentava Phos. Insomma, si capiva che presto sarebbero migrati in qualche nuova terra.</p><p>Quel giorno per� nel bosco non c�era nessuno: solo Nihal che, concentrata, menava gran fendenti al vuoto. Sennar arriv� silenzioso come al solito, ma la ragazza aveva imparato a percepirne la presenza.</p><p>�Niente studio oggi?�</p><p>�Niente studio.�</p><p>Il mago porse all�amica la pergamena che aveva sotto il braccio.</p><p>�Ti ho trovato questa. Era un po� che la cercavo��</p><p>Era una pagina sgualcita e bruciacchiata. C�era un grande disegno: una citt� di costruzioni altissime, sulle quali troneggiava una torre bianca. Tra un palazzo e l�altro risaltavano i capelli blu di molti mezzelfi, impegnati nelle pi� comuni attivit� quotidiane. Sotto il disegno una scritta vergata con caratteri elaborati recitava: �Citt� di Seferdi, Terra dei Giorni�.</p><p>�Bella, vero? � l�unica testimonianza del tuo popolo che ho trovato nella biblioteca. Ho pensato che ti facesse piacere averla��</p><p>Nihal non rispose. Guardava e riguardava quel foglio consumato dagli anni. Gli occhi le si riempirono di lacrime.</p><p>Quando Sennar se ne accorse, si sent� morire. �Sono proprio uno stupido! Scusami, non credevo che ti avrebbe fatto soffrire��</p><p>Ma Nihal si strinse al petto la pergamena e gli sorrise tra le lacrime.</p><empty-line/><p>Parlarono del pi� e del meno, quel pomeriggio: della decisione di Soana, dell�imminente investitura di Sennar a membro del Consiglio, di quella terra verde. Chiacchierarono come se fosse tutto come prima, quando Nihal era ancora una ragazzetta fissata con l�idea di diventare guerriero e Sennar un promettente allievo mago.</p><p>Sennar, per�, conosceva bene l�amica. �E allora?�</p><p>�Allora cosa?�</p><p>�Nihal, puoi farla a tutti ma non a me: che cosa stai rimuginando?�</p><p>�Niente.�</p><p>�Senti: ti sei sforzata di guarire in fretta, non ti sei persa un�occasione per duellare con Fen e passi i pomeriggi a tagliare l�aria con la spada. Si pu� sapere che cosa ti frulla in testa?�</p><p>Una volta di pi� Nihal si stup� di quanto Sennar la capisse. �Voglio combattere�.</p><p>Sennar scosse il capo. �Lo sapevo��</p><p>�No, aspetta. Non voglio semplicemente gettarmi nella mischia e morire: se devo morire, dev�essere dopo aver vendicato Livon e il mio popolo.�</p><p>�E come pensi di farlo, di grazia?�</p><p>�Ho deciso di diventare Cavaliere di Drago.�</p><p>�Stai scherzando, vero?�</p><p>�Sono serissima.�</p><p>�Nihal, l�Ordine dei Cavalieri di Drago della Terra del Sole � l�esercito pi� potente del Mondo Emerso.�</p><p>�Lo so. Per questo ho deciso di farne parte.�</p><p>�Intendo dire che non faranno mai entrare una donna in un ordine cos� importante.�</p><p>Nihal sapeva che Sennar aveva ragione: non sarebbe stato facile. L�Ordine dei Cavalieri di Drago era antico e prestigioso.</p><p>Anche per un uomo volenteroso e capace era difficile avervi accesso, figurarsi per una ragazzina come lei. Quando anche poi fosse riuscita ad accedere all�Accademia, terminare l�addestramento era comunque difficile: i Cavalieri di Drago erano un paio di centinaia in tutta la Terra del Sole, e ogni anno non pi� di quattro o cinque aspiranti coronavano il loro sogno. Ma aveva preso la sua decisione e non si sarebbe arresa fino a quando non avesse calcato il campo di battaglia in groppa al suo drago.</p><p>�Io non sono una donna, Sennar. E non sono pi� una bambina. Sono un guerriero. Devo dare un senso alla mia sopravvivenza, e quel senso � nella battaglia. Non � un capriccio, � un�esigenza: devo combattere, per chi � morto e per chi morir�.�</p><p>Sennar guard� l�amica. La ragazza che gli stava davanti era davvero un guerriero e la luce che le brillava negli occhi era il fuoco che arde in chi sa ci� che deve fare. Il mago sospir�, poi le prese una mano e gliela strinse.</p><p>Nella sua decisione Nihal non era pi� sola.</p><p>Dieci giorni dopo l�arrivo a Loos Nihal si era ripresa completamente. Avevano passato giorni sereni, ma per Sennar, Soana e Nihal era arrivato il momento di lasciare quella Terra. La loro meta era la Terra del Sole, dove quell�anno aveva sede il Consiglio dei Maghi.</p><p>Ciascuno dei viaggiatori si avviava verso un futuro incerto.</p><p>Soana andava a rinunciare alla sua carica per intraprendere un viaggio senza meta � e probabilmente senza esito � alla ricerca di Reis. Sennar si accingeva a diventare consigliere e si domandava se, con i suoi diciott�anni da poco compiuti, era davvero all�altezza del compito. E Nihal pensava soltanto alla guerra: a quella che avrebbe combattuto sul campo di battaglia, e a quella che gi� stava combattendo dentro di s� contro la disperazione.</p><p>Si misero in viaggio una mattina all�alba.</p><p>Approfittando di alcuni giorni di licenza, Fen si era offerto di scortarli. Soana stava per imbarcarsi in chiss� quale viaggio e lui voleva approfittare del tempo che rimaneva per starle accanto.</p><p>Nihal ne fu felice. Voleva comunicargli di persona la sua decisione.</p><empty-line/><p>Erano gi� lontani dalla Terra dell�Acqua quando la ragazza affront� il discorso. Si erano fermati nei pressi di un bosco per riposarsi e mangiare qualcosa, e l�atmosfera era rilassata.</p><p>Nihal prese coraggio. �Io� ecco, ho una cosa da dirvi. Ci ho pensato molto e� insomma, ho deciso di diventare Cavaliere di Drago. Quando saremo arrivati, mi piacerebbe che Fen mi accompagnasse all�Accademia.�</p><p>Le sue parole ebbero l�effetto di un fulmine a ciel sereno.</p><p>Dopo qualche secondo di gelo fu Fen, il cavaliere, il suo maestro e mentore, a parlare per primo. �Ma ti rendi conto di quello che dici? Finch� si tratta di allenarti non c�� problema, ma qui stiamo parlando di guerra. Guerra vera.�</p><p>Nihal sent� la terra franarle sotto i piedi. Si era immaginata che il cavaliere avrebbe accolto con gioia la sua decisione, che l�avrebbe spalleggiata e ammirata. �Io non mi sono mai allenata per giocare��</p><p>Uno sguardo di Soana, e Fen cambi� tono. Il suo volto si addolc� in uno dei soliti sorrisi, ma Nihal vi scorse una nota di condiscendenza che la irrit�.</p><p>�Non intendevo dire questo.�</p><p>Gli occhi di Nihal iniziarono a colmarsi di lacrime. �Non ti sto chiedendo di aiutarmi. Non sto nemmeno chiedendo la tua approvazione.�</p><p>�Nihal, ascolta, cerca di ragionare��</p><p>Ma lei scatt� in piedi. �Far� da sola. Non ho bisogno di nessuno, io.�</p><p>Poi prese la spada e si inoltr� nel folto. Non voleva farsi vedere in lacrime. Mentre scappava, sperando con tutta se stessa che nessuno tentasse di seguirla, si chiedeva perch� Fen l�aveva trattata cos�, perch� proprio lui. Era un vero e proprio tradimento, un tentativo di infrangere i suoi sogni.</p><p>Si sedette ai piedi di un albero e mise la testa fra le ginocchia. Immagin� allora che Fen la raggiungesse e le dicesse che aveva parlato cos� perch� era preoccupato, perch� l�amava, perch� voleva stare con lei. <emphasis>Ma chi voglio ingannare?</emphasis> Le lacrime iniziarono a scorrerle sulle guance. <emphasis>Fen ama Soana, e io sono solo una ragazzina.</emphasis></p><p>Quando Fen arriv�, Nihal aveva gi� versato tutte le sue lacrime.</p><p>�Non volevo farti piangere.�</p><p>Lei continu� a fissare l�erba.</p><p>�Io sono il tuo maestro, e so bene che hai grandi capacit�. Il fatto � che l�addestramento � durissimo. E tu sei una ragazza. Ecco tutto.�</p><p>�Lo so che sono una ragazza. Non c�� bisogno che continuiate tutti a ricordarmelo� disse Nihal senza sollevare il viso.</p><p>�Intendo dire che andrai incontro a mille difficolt�.�</p><p>�So anche questo.�</p><p>Fen sospir�. �Sei davvero sicura che � quello che vuoi?�</p><p>Nihal annu� con decisione.</p><p>�E va bene. Ti presenter� a Raven, il Supremo Generale. Gli chieder� di ammetterti. Sei contenta?�</p><p>Il cavaliere si pieg� per sbirciare il suo volto stretto tra le ginocchia. �Su, non mi piace vedere le donne piangere.�</p><p>Nihal sollev� il viso arrossato e lo guard�: nel suo sorriso non c�era pi� quella nota di compassione. �Grazie� disse sottovoce.</p><p>Lui le porse la mano per farla rialzare e Nihal non resistette: appena fu in piedi lo abbracci� stringendosi a lui.</p><empty-line/><p>Il resto del viaggio fu breve: avevano buoni cavalli e in cinque giorni giunsero nella Terra del Sole. Il nome evocava nella mente di Nihal l�idea di una terra magnifica e ricca di splendori, ma quella che si trov� davanti fu una regione caotica e intensamente popolata.</p><p>Il territorio pullulava di citt� affollatissime, in cui le case si ammassavano una sull�altra in un dedalo inestricabile. La regione, tuttavia, era anche ricca di boschi rigogliosi, tanto che Nihal pens� che sarebbe stato il posto ideale per Phos e i suoi.</p><p>Era una terra opulenta e mostrava tutta la sua ricchezza: gli abitanti sfoggiavano abiti sontuosi e le case erano impreziosite da decori arzigogolati.</p><p>Ogni citt�, grande o piccola che fosse, era organizzata intorno a un imponente palazzo squadrato, sede del governo cittadino. L� si riunivano i delegati e il governatore. Davanti al palazzo si stendeva una vasta piazza, che tutti i giorni accoglieva un mercato straripante di merci. Era l�unico spazio aperto che le citt� della Terra del Sole conoscessero: per il resto, era un fiorire di viuzze che si dipanavano senza alcun ordine apparente, intercalate da tortuosi viali appena pi� ampi e piazzette che si aprivano a sorpresa tra il labirinto delle case. Ovunque stucchi dorati, statue, fontane traboccanti d�acqua e un viavai frenetico di gente.</p><p>Tutto quello sfoggio di abbondanza infastidiva Nihal, che in tempo di guerra trovava quello sfarzo fuori luogo. La povert� faceva capolino solo nei vicoli pi� bui, dove in misere baracche vivevano i profughi delle Terre soggette al Tiranno. Nel vederli Nihal non poteva fare a meno di pensare al suo popolo: probabilmente anche i mezzelfi erano stati costretti a vivere cos� prima di essere definitivamente distrutti, chiedendo l�elemosina a gente che dilapidava le proprie ricchezze incurante della tragedia che la incalzava.</p><p>Attraversarono una miriade di citt�, o almeno a Nihal sembr� che non finissero mai, finch� giunsero a Makrat, la capitale, dove avevano sede sia il Consiglio dei Maghi sia l�Accademia dell�Ordine dei Cavalieri di Drago.</p><p>L�impressione che Nihal aveva ricevuto da quella Terra non pot� che rafforzarsi: case principesche costruite senza ordine, gente che andava e veniva, profughi che assillavano i viandanti a ogni passo. Il tutto dava un senso di caos e di soffocamento.</p><p>Fen le indic� una costruzione stranamente sobria per gli standard architettonici della Terra del Sole: la sede dell�Accademia. Nihal se la fiss� bene in mente. L�indomani stesso, decise, si sarebbe presentata a Raven.</p><empty-line/><p>Quella notte dormirono in una locanda. Le camere erano poche e per un istante Nihal sper� di poter passare la notte con Fen.</p><p>Naturalmente le tocc� dividere una stanza con Sennar. Il letto era uno solo e il mago fu cos� costretto a passare la notte sul pavimento.</p><p>Nessuno dei due riusciva a prendere sonno.</p><p>Fu il mago a rompere il silenzio. �Dormi?�</p><p>�No.�</p><p>�Mi stavo chiedendo se da domani cambier� tutto. Se io e te finiremo per prendere strade diverse.�</p><p>Nihal sorrise. �Io non ho nessuna intenzione di perdere il mio nemico preferito. Piuttosto tu, consigliere: non sarai troppo impegnato per venire a farmi visita?�</p><p>�Tra un incantesimo e l�altro� vedr� di trovare il tempo��</p><p>Nihal gli tir� una cuscinata.</p><empty-line/><p>Nihal e Fen si diressero al palazzo dell�Accademia di buon�ora, percorrendo le strade di Makrat ancora deserte.</p><p>Il cavaliere non era del solito umore. Sembrava teso e la ragazza percep� che, se fosse stato per lui, avrebbe lasciato perdere tutta quella storia assurda. Di tanto in tanto la guardava di sottecchi, ma lei continuava a camminare con decisione, concentrata su quello che stava per fare.</p><p>Nihal portava un lungo mantello nero da cui spuntava solo la spada. Un cappuccio le copriva interamente il volto. Non meno cupo era l�abbigliamento che il mantello nascondeva: corsetto e pantaloni in pelle, anch�essi rigorosamente neri. Si sentiva un�anima vendicatrice. Aveva promesso a se stessa che fino a quando l�orrore del Tiranno non fosse cessato non avrebbe smesso quella sorta di lutto.</p><p>Il palazzo dell�Accademia era una costruzione squadrata che si allungava su un ampio piazzale. L�ingresso era costituito da un enorme portone a doppio battente.</p><p>A guardia, due giovani armati di alabarda.</p><p>�Siamo qui per conferire con il Supremo Generale dell�Ordine, il sommo Raven� fece Fen.</p><p>Nihal pens� che l�impresa cominciava davvero: quanto avrebbe dovuto mettere in gioco per ottenere quel che voleva?</p><p>Una delle due guardie and� a riferire. Torn� poco dopo. �Il Supremo Generale pu� ricevervi. Potete attendere nel salone dell�udienza.�</p><p>Il salone mise soggezione a Nihal: abituata ai piccoli spazi di Salazar, in quell�immensa sala si sentiva piccola come un insetto. Era diviso in tre navate da due ordini di colonne: se lei avesse provato ad abbracciarne una probabilmente non sarebbe riuscita a cingerne neppure la met�. Tutto l�ambiente mirava a far sentire un nulla chi aspettava di essere ricevuto in udienza.</p><p>Dovettero attendere quasi un�ora. Nihal iniziava a innervosirsi. �Che tipo � il Supremo Generale?�</p><p>�Collerico, altezzoso, poco incline alla comprensione� tagli� corto Fen.</p><p>�Un buon inizio�� tent� di scherzare Nihal. Ma non ebbe modo di chiedere altro, perch� il fantomatico Raven fece finalmente il suo ingresso.</p><p>Indossava un�armatura d�oro tempestata di brillanti. <emphasis>Come si fa a combattere dentro un aggeggio del genere?</emphasis> si chiese Nihal. Come se non fosse bastato, portava in braccio un cagnetto peloso, che vezzeggiava e carezzava di continuo.</p><p>Il Supremo Generale and� a sedersi su uno scanno in fondo al salone. �Mio buon Fen� esord� con voce affettata �� per me motivo d�orgoglio che un eroe, quale tu sei, venga a trovarmi. Ho saputo che sul fronte della Terra del Vento le cose vanno migliorando. Me ne compiaccio. La notizia della sua caduta ci aveva dato grosse preoccupazioni. � una fortuna che il nostro Ordine possa contare su</p><p>un cavaliere come te.�</p><p>Fen fece un rapido inchino. Era meglio arrivare subito al dunque. �Vi ringrazio, Generale. Mi sopravvalutate. Mi sono permesso di disturbarvi perch� un mio giovane allievo mi ha chiesto di entrare a far parte dell�Ordine. Io trovo che sia molto promettente. Ecco perch� ho avuto l�ardire di��</p><p>Raven era evidentemente compiaciuto da tutta quella ossequiosit�. �E hai fatto bene, mio caro Fen. Sai bene che nessuno pu� sperare di entrare nell�Accademia senza la mia autorizzazione. Ma se il giovane � cos� dotato come dici� Immagino che l�aspirante sia il ragazzo mascherato che ti sta accanto.�</p><p>Era giunto il momento di rivelarsi. Nihal fece un profondo respiro. Poi scopr� il capo. E apr� il mantello.</p><p>Espressioni contrastanti attraversarono in pochi istanti il volto del Supremo Generale: lo stupore di trovarsi davanti una ragazzetta pelle e ossa con i capelli blu e le orecchie a punta, il dubbio che quello che vedeva potesse essere illusione e infine una rabbia traboccante. Strinse convulsamente le mani sul cagnolino, che gua� preoccupato, quindi si rivolse a Fen. �� uno scherzo o cosa?� sibil�.</p><p>Il cavaliere si sforz� di apparire rispettoso ma risoluto. �Non � uno scherzo, Supremo Generale. Questa ragazza � una dei pi� abili spadaccini che io abbia mai incontrato.�</p><p>Raven si alz� in piedi, imbestialito. �Da te non mi sarei mai aspettato una simile sciocchezza, Fen! Condurmi qui una bambina spacciandomela per un guerriero! Hai dimenticato l�onore dell�Ordine?�</p><p>Fen ebbe la tentazione di scusarsi, prendere Nihal per un braccio e portarla via. Tutta quella situazione gli sembrava una follia, ma al tempo stesso voleva bene a quella ragazza ed era convinto del suo valore.</p><p>Fu Nihal a toglierlo d�imbarazzo. �� con me che dovete parlare.�</p><p>�E tu, chi ti ha dato il permesso di aprire bocca?�</p><p>�Sono io l�aspirante, � di me che si parla. Quindi � a me che dovete rivolgervi.�</p><p>Raven aveva il volto congestionato. Si gir� verso il cavaliere. �Di� qualcosa a questa intrigante! Non tollero la sua maleducazione!�</p><p>�Dovete credere a Fen quando dice che sono un abile spadaccino. Mettetemi alla prova.�</p><p>�Bambina, qui addestriamo i guerrieri che difendono le Terre libere. I tuoi passatempi valli a fare da un�altra parte.�</p><p>Nihal non si fece intimorire. Quello a cui mirava era troppo importante perch� un generale borioso le impedisse di ottenerlo. Lo guard� negli occhi e rispose con voce sicura. �Non sono una bambina. Sono un guerriero e chiedo di essere messa alla prova. Siete solito impedire agli aspiranti di fare mostra della loro abilit�?�</p><p>Raven si alz� e fece per andarsene.</p><p>Nihal alz� la voce. �Sono un mezzelfo, l�ultimo. Sono qui per combattere e vendicare il mio popolo. Non potete rifiutarmi una prova!�</p><p>Raven si volt� e la fulmin� con lo sguardo. �Non mi interessa chi sei e da dove vieni. Non ci sono donne tra i Cavalieri di Drago. La discussione � conclusa.�</p><p>Il Supremo Generale si stava ancora allontanando quando nella sala risuonarono le ultime parole di Nihal. �Non me ne andr� fino a quando non mi metterete alla prova. Ve lo giuro!�</p></section><section><title><p>12</p><p>Dieci guerrieri.</p></title><p>Nihal fu inamovibile. A nulla valsero i tentativi di Fen di dissuaderla, di farla ragionare, di portarla via con s�.</p><p>�Ho preso una decisione� disse lei semplicemente.</p><p>Poi si sedette a gambe incrociate sul pavimento della sala, la spada sguainata davanti a s�, in attesa.</p><p>All�inizio la lasciarono fare: evidentemente Raven non la prendeva sul serio. Dopo dieci ore, per�, arrivarono due guardie. Tentarono di portarla via di peso, ma Nihal non si fece spostare di un millimetro: un breve combattimento, ed ebbe ragione di entrambe.</p><p>Di tanto in tanto qualcuno provava ad allontanarla, ma la fine della storia era sempre la stessa: un colpo di spada e via, guardie disarmate.</p><p>Al quarto attacc� Nihal si spazient�. Con un balzo salt� sulla gamba di un�imponente statua che raffigurava un guerriero e si arrampic� agilmente fino alla grande testa: lass� nessuno poteva disturbarla.</p><p>Poco prima di mezzanotte comparve Raven. �Ancora l�, ragazzina? Vedremo che cosa farai quando avrai fame.�</p><p>�Vedrete voi di cosa sono capace quando ho preso una decisione!�</p><p>In effetti, per�, quello dei viveri era un bel problema: lo stomaco aveva iniziato a brontolare gi� da un po�. Nihal si appoggi� con la schiena alla parete, raccolse le gambe stringendosele al petto e si assop�.</p><p>La svegli� uno strano rumore. Ritmico, insistente.</p><p>Si mise a scrutare nell�oscurit� del salone, guardinga. Poi lo vide: un falchetto, comparso dal nulla, volteggiava tra le colonne delle navate.</p><p>Nihal si stropicci� gli occhi, ma il falchetto rest� l�. Anzi, si diresse deciso verso di lei e quando le fu vicino le lasci� cadere in grembo un fagotto, sparendo subito dopo cos� come era comparso.</p><p>La ragazza apr� il pacchetto: pane, formaggio, frutta, una piccola fiasca d�acqua. E una pergamena.</p><empty-line/><p>Ciao, guerriera!</p><p>Quando mi hanno detto del tuo discorsetto al Supremo Generale non la smettevo pi� di ridere. Mi immaginavo la sua faccia. Comunque sappi che io sono con te: insisti e conquista!</p><p>Quel bietolone del tuo adorato Fen � rimasto molto impressionato dal tuo gesto: te lo dico perch� so che sei cos� invaghita che ne sarai contenta. Soana non ha detto niente, ma si capiva che la cosa non le piaceva molto. Che ci vuoi fare, solo io ti capisco�</p><p>Dato che cercheranno di prenderti per fame, eccoti qualche vettovaglia per sopportare l�assedio.</p><p>Buon appetito e buonanotte dal tuo mago.</p><empty-line/><p>Seguiva, a mo� di firma, il buffo disegnino di un mago. Nihal non pot� fare a meno di sorridere e di essere grata al suo amico. E lo sarebbe stata ancora di pi� se avesse saputo che in quel momento Sennar aveva ben altro a cui pensare.</p><empty-line/><p>Il giorno stesso in cui Nihal si era recata all�Accademia, Soana si era presentata al Consiglio. La maggioranza dei membri aveva cercato di dissuaderla. Soana non si aspettava che la sua decisione venisse osteggiata, ma era stata irremovibile: aveva ripetuto che non si sentiva pi� in grado di sedere al suo posto e che la ricerca di Reis era molto importante. Poi aveva proposto come suo successore il suo allievo. Il consesso dei maghi aveva reagito con perplessit� e Dagon, il Membro Anziano, aveva deciso di parlarne con lei in privato.</p><p>�Sennar � troppo giovane, Soana. La sua forza magica � notevole, non lo nego, ma deve maturare. Avr� tutto il tempo di diventare un mago straordinario e di servire il Consiglio al meglio. Sai bene come la fretta nell�accogliere un nuovo componente possa essere fatale.�</p><p>Ma Soana aveva insistito: �Lui pu� anche avere tempo, ma � il Mondo Emerso a non averne. � necessario mettere in campo tutte le forze di cui disponiamo, e Sennar � una carta vincente. L�altra � la giovane mezzelfo: per questo ti chiedo di accettare Sennar tra voi e di lasciarmi andare da Reis. Solo lei pu� sciogliere l�enigma legato alla vita di Nihal�.</p><p>Dagon aveva riflettuto a lungo sulle parole della maga. �E sia. Far� esaminare il tuo allievo da tutti i membri del Consiglio, me compreso, e solo se tutti saranno d�accordo sulla sua idoneit� verr� accettato. Per quel che ti riguarda, anche se a malincuore non posso che rimettermi alla tua volont�: ritieniti sollevata dai tuoi doveri.�</p><p>Sennar aveva iniziato i colloqui quel pomeriggio stesso. Era stato esaminato solo da due Consiglieri, ma a sera era ugualmente sfinito. Gli avevano posto domande sulla sua provenienza, sulle sue aspettative e motivazioni. La sua sapienza, accumulata in ore di studio solitario, era stata analizzata nei minimi particolari. Aveva dovuto provare la sua abilit� di mago con incantesimi di ogni genere, al termine dei quali si era ritrovato stremato.</p><p>Era stato in quelle condizioni che Sennar aveva pensato alla sua amica e con le ultime forze, prima di crollare addormentato, aveva scritto la lettera e lanciato l�incantesimo sul falchetto.</p><empty-line/><p>I tre giorni successivi erano stati difficili sia per il mago sia per Nihal.</p><p>Sennar era stato interrogato senza sosta, mentre Nihal era rimasta appollaiata sulla testa della statua, provvedendo di tanto in tanto a difendersi dalle frecce che le guardie le lanciavano. Era indolenzita, ma continuava a resistere: era determinata a ottenere ci� che voleva. Non le interessava il prezzo da pagare.</p><p>A Makrat la voce si era sparsa in fretta: una ragazzina con i capelli blu e un paio di orecchie spropositate si era piazzata in cima a una statua nell�Accademia per ripicca contro Raven e nessuno riusciva a tirarla gi�. Altrettanto in fretta una folla di curiosi aveva iniziato a radunarsi sul piazzale dell�Accademia chiedendo di poter vedere con i propri occhi quella bizzarria.</p><p>Il quarto giorno la situazione sembr� smuoversi. Verso mezzogiorno Raven in persona, in pompa magna e con il solito cagnolino in braccio, fece il suo ingresso nel salone facendosi largo tra la folla.</p><p>�Vista la tua perseveranza, ho deciso di accontentarti: domani mattina, nella piazza d�armi dell�Accademia, sosterrai la tua prova. Ora scendi. � un ordine.�</p><p>Nihal non fece una piega. �Quali sono le condizioni?�</p><p>�Dovrai battere dieci dei nostri pi� valenti allievi. Tutti e dieci, non uno di meno.�</p><p>Un mormorio percorse gli astanti: era un�impresa impossibile.</p><p>La reazione del mezzelfo fu inaspettata: scese agilmente dalla statua, si mise proprio di fronte a Raven e lo guard� fisso negli occhi. �Accetto. Ma voglio che voi giuriate davanti a tutti che se li batter� potr� diventare allieva dell�Accademia.�</p><p>Raven sorrise beffardo. �Hai la mia parola.�</p><p>Nihal trascorse il pomeriggio in solitudine, chiusa nella sua stanza della locanda. Stesa sul letto, la spada al fianco, guardava il soffitto. Di vagare per Makrat non aveva voglia. Sarebbe stata volentieri un po� con Sennar, ma il mago era impegnato nei colloqui.</p><p>Pens� a lungo al giorno seguente. Pens� a Fen: avrebbe assistito alla prova e avrebbe finalmente smesso di considerarla una ragazzina.</p><p>Poi tir� fuori la pergamena. La guard� con tanta intensit� che le sembr� di essere dentro la scena che vi era raffigurata. Avrebbe voluto con tutto il cuore trovare da qualche parte un altro mezzelfo per condividere con lui il peso dell�eredit� lasciatale dal suo popolo. Avrebbe voluto sapere come vivevano i suoi simili, se amavano e soffrivano come lei.</p><p>Mai come in quel momento si era sentita sola. Era terribile sapere che del suo popolo non erano rimaste che quella pergamena sgualcita e lei, una ragazzina sperduta in una terra straniera.</p><p>I sogni la incitavano alla vendetta, alla guerra, ma soprattutto all�odio. E Nihal odiava: odiava il Tiranno che aveva sterminato la sua stirpe, odiava i fammin che le avevano strappato la sua famiglia, e odiava se stessa perch� era sopravvissuta.</p><empty-line/><p>Sennar e Soana tornarono a sera. Nihal seppe da loro che Fen se ne era andato: la licenza era finita ed era dovuto tornare sui campi di battaglia. Si sent� abbattuta.</p><p>Sennar aveva un�aria stravolta, ma si consolava pensando che l�indomani, dopo l�esame di Dagon, quella tortura sarebbe finita.</p><p>�Combattere sar� duro, per carit�. Ma anche la vita del mago � uno strazio� disse per scherzare, ma vide che la sua amica non era in vena.</p><p>Sennar intuiva quel che si agitava nel cuore di Nihal, e temeva per lei, ma sentiva che nessuno poteva aiutarla: tirarsi fuori dall�abisso era un compito che non poteva delegare a nessuno. Quando si salutarono la abbracci�.</p><p>�In bocca al lupo per domani.�</p><p>�Grazie. E grazie per tutto quello che hai fatto per me. Quante volte ancora mi vuoi salvare?� Nihal sorrise. �E comunque, in bocca al lupo anche a te.�</p><p>Gli era infinitamente riconoscente: perch� la capiva, perch� l�aiutava, perch� c�era. Era il suo amico, ed era anche una delle poche cose che le fossero rimaste.</p><empty-line/><p>Quella notte Nihal dorm� senza problemi. Si svegli� di buon�ora, riposata e sicura di s�. Prese il mantello e la spada e da sola and� all�Accademia.</p><p>Si meravigli� che parecchia gente cercasse di entrare. Le guardie lasciarono passare solo lei, ma un�ora dopo la folla che premeva sul portone d�ingresso era tale che Raven diede l�ordine di farla entrare.</p><p>Il Supremo Generale aveva scelto personalmente i dieci allievi guerrieri che si sarebbero battuti. Avevano concluso l�addestramento e sarebbero diventati cavalieri a tutti gli effetti entro breve: non aveva dubbi che avrebbero fatto un solo boccone di quella creaturina presuntuosa.</p><p>Nihal entr� nell�arena adibita alla gara. Era un enorme spiazzo circolare in terra battuta. Sul fondo giaceva una rastrelliera su cui erano disposte armi di vario tipo, mentre tutto intorno iniziavano ad ammassarsi gli spettatori: in prima fila c�erano i cavalieri nelle loro sfolgoranti armature, circondati da una turba di ragazzetti tutti vestiti con una sorta di saio marrone. Seguiva la folla di gente comune, spinta dalla curiosit� e dall�ammirazione per quella strana ragazza. Poi vide entrare gli sfidanti. Erano alti e robusti, pi� grandi dei ragazzi in tunica: Raven li aveva scelti tutti superiori a lei fisicamente.</p><empty-line/><p>Il Supremo Generale si fece attendere. Quando si present� sul piccolo palco adibito per l�occasione, rispose alle acclamazioni della folla con un sorriso accondiscendente. Pregustava gi� il proprio trionfo. Si rivolse a Nihal, che aveva guadagnato il centro del campo.</p><p>�Come promesso, ragazza, ho deciso di darti la possibilit� di dimostrare ci� che sai fare, perch� non si possa dire che ho negato a qualcuno l�opportunit� di entrare all�Accademia. Spero che tu ti renda conto della concessione che ti sto facendo.�</p><p>Lei si limit� a sorridergli ironica e a fargli un inchino.</p><p>�Le regole sono queste: ciascuno combatter� con le armi di cui � in possesso. Gli scontri avverranno uno di seguito all�altro, senza pausa. Dovrai battere tutti e dieci i tuoi avversari. Vince l�incontro chi riesce a far cadere, a ferire o a disarmare l�avversario. Non ti � permesso uccidere i tuoi avversari.�</p><p>Era evidente che Raven mirava a spaventarla. Combattere senza sosta contro dieci abili guerrieri, armata della sola spada e priva di corazza, sembrava un�impresa impossibile.</p><p>Nihal si tolse il mantello e rispose con voce ferma. �Io, Nihal della torre di Salazar, ultimo mezzelfo di questo mondo, accetto le vostre condizioni, Supremo Generale.�</p><p>Tra il pubblico cal� il silenzio.</p><p>Il primo avversario era una specie di gigante: alto e possente, avanzava con piglio deciso. Era armato di spada, e gran parte del corpo era difeso da una leggera armatura.</p><p>Raven alz� il braccio, lo cal� e il combattimento ebbe inizio.</p><empty-line/><p>Il gigante men� subito su Nihal un fendente dall�alto con l�intento di spezzarle la spada, ma and� a vuoto. Nihal schiv� guizzando di lato e sferr� subito il suo attacco. L�avversario non si fece cogliere alla sprovvista e senza fermarsi cerc� di colpirla dal lato. Nihal si limit� ad abbassarsi. Il ragazzo si ferm� un istante per ricaricare il braccio per il successivo fendente e Nihal, rapida, lo colp� al fianco con la spada. La corazza che gli copriva il petto scivol� dolcemente a terra. Il colpo aveva tranciato i lacci in cuoio. Al gigante sfugg� di mano la spada. Rest� perplesso per un istante, guardando stupito il sottile segno rosso che gli segnava il petto.</p><p>Nihal piant� a terra la spada dell�avversario. �Questo � il primo!�</p><p>Un brusio d�ammirazione serpeggi� tra la folla: il combattimento era durato meno di un minuto.</p><p>Raven mascher� il proprio sconcerto. Non immaginava che quella ragazzina potesse essere tanto abile, ma volle credere che la vittoria fosse frutto di un colpo di fortuna.</p><empty-line/><p>Anche il secondo avversario era armato di spada e corazza. Vista la misera fine del suo predecessore, pens� di puntare non sulla forza bens� sulla tecnica e sulla velocit�. Inizi� a combattere come se stesse leggendo le mosse su un manuale. Dapprima sembr� una scelta vincente. Nihal era cos� impegnata a rispondere colpo su colpo, che apparentemente non aveva spazio per andare all�assalto. In realt� studiava la tattica dell�avversario. Dopo alcuni minuti poteva prevederne le mosse. Lo lasci� libero di attaccarla per un po�, tanto per dargli l�impressione di avere la meglio. Quando il rivale sent� la vittoria in pugno e si lanci� in un ultimo fendente dall�alto, la mezzelfo si limit� a saltare. Con un unico gesto blocc� la spada nemica al suolo con un piede, puntando la sua al collo del ragazzo. Con un movimento della gamba fece volare in alto l�arma dell�avversario, la raccolse al volo con la mano libera e la piant� in terra come secondo trofeo.</p><p>Dalla folla si lev� un timido applauso.</p><p>Raven inizi� a innervosirsi. C�era poco da dire: Nihal era brava e aveva gi� sconfitto due abili guerrieri, quando le previsioni erano che non ne battesse nemmeno uno.</p><p>Le cose non andarono diversamente per il terzo scontro, n� per i tre successivi. Nihal sconfisse gli avversari senza difficolt�. Sei spade erano allineate sull�arena, infisse nella terra. L�entusiasmo del pubblico era via via aumentato: grida d�incitamento, applausi, urla di approvazione. Ma lei non sentiva niente: pensava solo a combattere, il corpo che si muoveva preciso schivando assalti e fendenti.</p><empty-line/><p>Si accorse di non avere fatto i conti con la stanchezza solo con il settimo avversario. Era quasi un adulto e la sua tecnica sembrava priva di brecce. Certo, non era veloce, ma ormai neppure Nihal era pi� in grado di tenere un ritmo serrato. La gara procedette a furia di parate e attacchi in una situazione di apparente equilibrio. A un tratto Nihal fece un passo falso. Un piede messo in fallo rischi� di farle perdere l�equilibrio. Fu allora che vide un lampo baluginare e un pugnale dirigersi rapido verso il suo ventre. Ebbe appena il tempo di spostarsi. Il pugnale le disegn� un ampio strappo sul corpetto di pelle. L�avversario non si diede per vinto e ricominci� ad attaccarla sia con il pugnale sia con la spada. Nihal cap� che non poteva farcela. Raggiunse la zona in cui aveva conficcato le spade nel terreno. Non aveva mai combattuto con due spade contemporaneamente, ma pi� di una volta si era esercitata con la sinistra.</p><p>Non se la cav� affatto male. Il pubblico osservava in silenzio quella ragazza che sembrava danzare, ipnotizzato dal moto vorticoso delle spade. Anche Sennar, che aveva raggiunto l�arena dello scontro, non aveva mai visto la sua amica combattere cos�. Le parve forte e bella come non mai. Parata e attacco, parata e attacco, il corpo teso nello sforzo. Era incantato.</p><p>L�avversario di Nihal aveva riposto troppa fiducia nel pugnale, e ora che era stato reso inoffensivo non sapeva pi� che fare. Inizi� a indietreggiare, poi il pugnale gli sfugg� di mano. Nihal gett� via la seconda spada e prese a incalzarlo finch� non lo disarm� del tutto.</p><p>Quando Nihal raccolse le due spade e le infisse al suolo, dal pubblico si alz� un boato.</p><p>La voce di Raven risuon� all�improvviso. �Dichiaro conclusa la prova. Sei stata ferita, ragazza. Puoi andare.�</p><p>Seguirono fischi e grida di disapprovazione.</p><p>Nihal non si scompose. Con la spada in pugno si avvi� verso lo scanno di Raven e gli mostr� lo squarcio sul corpetto. �Come vedete, Supremo Generale, non mi sono fatta niente.�</p><p>Raven era furente. Quella strana creatura stava ridicolizzando i suoi allievi: sembrava non ci fossero trucchi, abilit� e colpi segreti che non conoscesse.</p><empty-line/><p>L�ottavo avversario era armato d�ascia.</p><p>Nihal lo guard� negli occhi con aria di sfida. �L�ultimo che mi ha sfidato con l�ascia era un fammin. Gli ho staccato la testa di netto.�</p><p>Il ragazzo non si fece intimorire. �Vorr� dire che dovr� essere veloce a farti fuori.�</p><p>Inizi� il combattimento. Il guerriero colpiva per uccidere. Era dotato di una forza poderosa, ma non mancava di agilit� n� di tecnica. Nihal sapeva di non poter controbattere troppi colpi di ascia, cos� si limitava a schivare. Ma il suo avversario non demordeva: roteava l�arma in ogni direzione e la costringeva a spostarsi di continuo. La mezzelfo si rendeva conto che non avrebbe potuto sostenere quello scontro a lungo. La lama le fischiava a pochissima distanza dal corpo e alla prima goccia di sangue che fosse caduta a terra la sua speranza di entrare nell�Accademia sarebbe stata perduta per sempre. Fu allora che le venne un�idea.</p><p>Nihal inizi� a valutare con attenzione le mosse del rivale. Al momento giusto impugn� la spada con quanta forza aveva e men� un colpo sul manico dell�ascia. Il contraccolpo sui polsi fu forte, ma strinse i denti e aument� la stretta sull�impugnatura. Quindi si abbass� di scatto.</p><p>La lama dell�ascia rote� via come impazzita, abbattendosi al suolo alcuni metri pi� in l�. Il polso sinistro le faceva male, ma il pubblico continuava a osannarla, scandendo ritmicamente il suo nome.</p><empty-line/><p>L�ennesimo ragazzone alto e possente, avvolto in una robusta corazza e dotato di scudo, le si avvent� contro senza neppure darle il tempo di prepararsi. I suoi assalti si susseguivano impetuosi, senza un attimo di tregua.</p><p>Il pubblico era ammutolito. Nihal indietreggiava inesorabilmente, incapace di contrattaccare. Era ormai prossima a toccare con le spalle la rastrelliera delle armi. Decise per un gesto disperato: si avvicin� alla rastrelliera e rest� ferma per un istante. Convinto di avere la vittoria in pugno, il suo nemico mise tutta la forza nell�ultimo colpo. Nihal fu veloce come il lampo a piegarsi in basso, mirando con la spada al basso ventre del nemico, che per un breve tratto era scoperto dalla corazza.</p><p>Il trucco non funzion� del tutto: la spada del ragazzo si incastr� nella rastrelliera, ma quella di Nihal fin� per conficcarsi nello scudo prontamente abbassato. Si trovavano in una posizione di stallo. Quando il suo avversario si accinse a estrarre l�arma, Nihal lo colp� con violenza con un calcio. Il ragazzo cadde rovinosamente a terra mentre lo scudo gli sfuggiva di mano, liberandosi dalla morsa del cristallo nero di Nihal. Anche la penultima spada venne conficcata nel terreno tra gli applausi entusiasti degli astanti.</p><empty-line/><p>Nihal si sentiva sfinita: non aveva pi� risorse fisiche, e anche quelle mentali iniziavano a vacillare. Non avrebbe mai immaginato che combattere potesse prostrarla tanto. Poi si rese conto del boato della folla: presa dalla foga del combattimento, non aveva fatto caso a ci� che la circondava. Ora, per�, cap� che quello che fino a quel momento le era sembrato un confuso vociare era un incitamento ritmato. Tutti i presenti scandivano il suo nome.</p><p>Lei era forte, imbattibile, nulla poteva ostacolare la sua volont�: questo le urlava la folla, e lei ci credette. Alz� in alto la spada e il pubblico si lasci� andare a un grido d�entusiasmo.</p><p>Mentre Nihal riguadagnava il centro dell�arena vide di sfuggita Sennar. Il suo amico era l�, non l�avrebbe mai abbandonata, tutto sarebbe andato bene. Gli sorrise e per un attimo le sembr� che il mago le rispondesse.</p><p>L�ultimo contendente avanz� con piglio deciso e Nihal sent� una fitta di paura. Non era certo il pi� impressionante dei nemici che aveva combattuto, ma lo sguardo di quel ragazzo era inquietante. I suoi occhi erano talmente chiari che l�iride sembrava inesistente, e il suo colore sfumava nel bianco della cornea.</p><p>Nonostante il dolore al polso Nihal strinse la presa sulla spada. L�avversario si ferm� davanti a lei. Sembrava non avere armi. Poi mosse con rapidit� un braccio e una lunga frusta nera si adagi� al suolo come un serpente. Nihal non aveva mai visto un�arma del genere. Si prepar� allo scontro ma, quando la frusta le guizz� a un niente dal volto per poi ricadere inerte al suolo, impallid�.</p><p>�Posso farti a fette quando voglio, ragazzina.�</p><p>La frusta guizz� di nuovo a pochissima distanza. Nihal non riusciva a vederla arrivare. Giocava intorno al suo corpo, divertendosi a sfiorarla senza mai colpirla.</p><p>�Ricordati il mio nome: Thoren, della Terra del Fuoco. Perch� sar� io a ridurti in brandelli.�</p><p>Il cerchio disegnato dalla frusta le si stringeva attorno, sempre pi� preciso e stretto.</p><p>Allora Nihal chiuse gli occhi.</p><p>Per un attimo fu il buio assoluto, ma presto il nulla si popol� dei sibili della frusta e il suo udito, non pi� ostacolato dalla vista, pot� correrle in aiuto. Ora sentiva i colpi. Capiva da dove provenivano. Inizi� a pararli con precisione meccanica.</p><p>Il ragazzo mirava alle gambe, cercando di farle perdere l�equilibrio, ma lei parava e saltava, schivava e volteggiava evitando ogni colpo. La distanza per� era troppa. Nihal era bloccata sulla difensiva, non aveva speranza di attaccare.</p><p>Poi la frusta inizi� a guizzare pi� vicino al corpo del suo nemico. A Nihal sembr� un miracolo. Si avvicin� sempre di pi�, tanto da sentirne l�odore. Odore di lotta, odore di guerra.</p><p>Le bast� un colpo per tagliare di netto la frusta del suo avversario. Ma il sorriso di trionfo le mor� sulle labbra: attorno alla sua spada era avvolta una catena di ferro. Il ragazzo gett� a terra il moncherino di frusta. Poi le rivolse un ghigno gelido.</p><p>�Manchi di esperienza, ragazzina. E per questo morirai.�</p><p>Nihal si sent� perduta, ma non volle dare la soddisfazione della vittoria al suo rivale. �Parli troppo: in battaglia solo chi ha vinto pu� permettersi di perdere tempo in discorsi.�</p><p>�Io ho vinto.� Thoren estrasse una spada da un fodero che gli pendeva al fianco. �Vengo io a prenderti o vieni a morire da sola?�</p><p>Nihal inizi� a tirare la spada, ma la morsa della catena era forte.</p><p>�Ho capito: il pesciolino che ha abboccato non vuole collaborare��</p><p>Thoren era pi� possente del previsto. Nihal punt� i piedi per non essere trascinata. Il polso le doleva da impazzire, non c�era nulla che potesse fare.</p><p>Dall�alto del suo scanno Raven si godeva ogni istante di quel drammatico tiro alla fune che portava Nihal alla morte.</p><p>�Risparmiala!�, �Ha combattuto lealmente!�, �Che sia ammessa all�Accademia!� urlava il pubblico.</p><p>Ma Thoren voleva il suo sangue. �Finiamola con questo stupido gioco.�</p><p>Nihal vide se stessa stesa a terra, morta. Gli occhi le si riempirono di lacrime e l�assal� una rabbia incontrollabile. Morire l� non aveva senso. Tutta la sua vita fino a quel giorno non avrebbe avuto senso, e con essa la vita di un intero popolo.</p><p>Il ragazzo impresse un tremendo strattone alla catena.</p><p>Fu allora che Nihal ag�: sfrutt� la potenza di quello strappo e si lanci� in avanti con la forza della disperazione. Thoren non fece in tempo a capire: il mezzelfo gli piomb� addosso e la spada nera gli trapass� il braccio da parte a parte.</p><p>Entrambi caddero rovinosamente al suolo e una macchia di sangue si allarg� sotto i loro corpi. Poi, lentamente, Nihal tent� di alzarsi. Doveva rimettersi in piedi o non avrebbe vinto.</p><p>Malsicura sulle gambe raggiunse il centro dell�arena, lev� il volto imbrattato di polvere verso Raven e lo guard� con orgoglio.</p><p>Quella ragazza era assolutamente fuori dall�ordinario. Il sommo Raven, Supremo Generale, fu costretto a capitolare. �Hai accesso all�Accademia, ragazza.�</p><p>Il pubblico esplose in grida di giubilo.</p><p>�Ma aspetta a cantare vittoria. La vera sfida comincia ora.�</p><p>La gente circond� Nihal. Centinaia di mani iniziarono a toccarla, ad accarezzarla, a darle pacche amichevoli sulla schiena. Ma la ragazza non si reggeva pi� in piedi. Si accasci� al suolo come un sacco vuoto.</p><p>Quando Sennar la raggiunse, facendosi largo tra la selva di persone, Nihal gli si strinse contro e un sorriso illumin� il suo viso stanco.</p></section><section><title><p>13</p><p>L�Accademia dei Cavalieri.</p></title><p>Sennar port� Nihal in braccio fino alla locanda. La vegli� per tutto il tempo: il ricordo dei giorni in cui aveva rischiato di morire era ancora vivo e lui era preoccupatissimo.</p><p>Ma Nihal dormiva beatamente, sognando a tratti di essere un Cavaliere di Drago, a tratti il suo Fen.</p><p>Si svegli� il mattino seguente, quando un sole gagliardo and� a dirle buongiorno direttamente sul cuscino. Si stiracchi�, si mise a sedere e, dopo lungo tempo, si sent� quasi serena.</p><p>�Certo che essere tuoi amici � faticoso: tu rischi la vita un giorno s� e l�altro pure!�</p><p>Nihal sorrise all�amico. Poi una fitta all�addome la riport� alla realt�.</p><p>�Ce l�ho fatta?�</p><p>�S�.�</p><p>�Sono nell�Accademia?�</p><p>�Ti ho detto di s�!�</p><p>�Sono stata ferita?�</p><p>�Niente di che. Hai un polso mezzo rotto e per poco non ti facevi bucare la pancia. Bazzecole. E ora a cuccia, guerriero. Devo continuare con la formula.�</p><p>Nihal lasci� che Sennar le alzasse la veste e le posasse le mani sull�addome e sul polso.</p><p>Non era la prima volta che il mago le praticava incantesimi di guarigione, ma il contatto con la pelle di lei aveva qualcosa di nuovo.</p><p>�Sennar! Ma cosa fai, diventi rosso?�</p><p>Il mago cambi� discorso. �Ho saputo in giro che il nostro Supremo Generale ha giocato sporco. Il tuo ultimo avversario non era un allievo ma un mercenario pagato da Raven. Comunque, per la cronaca, gli hai quasi staccato un braccio.�</p><p>Nihal rest� impassibile. D�un tratto non desiderava altro che iniziare l�addestramento: ogni minuto le sembrava sprecato.</p><p>�Quando potr� entrare in Accademia?�</p><p>�Quando vorrai. Anche se non credo che Raven sia impaziente di vederti.�</p><p>Nihal sbuff�. �� un problema suo.�</p><p>Sennar termin� di medicarla, poi la guard� serio. �Senti, devo dirti una cosa��</p><p>�Che c��?�</p><p>�Be�, io� sono membro del Consiglio. Ecco.�</p><p>Alla notizia Nihal quasi salt� sul letto. Era entusiasta. �Grande Sennar! Fantastico! Siamo una coppia di vincenti! Non siamo ancora adulti e abbiamo gi� realizzato i nostri sogni!�</p><p>�Aspetta, aspetta. Non � cos� fantastico��</p><empty-line/><p>Sennar le raccont� che dopo le infinite prove a cui era stato sottoposto, dopo i colloqui, gli incantesimi e un�interminabile seduta segreta tra Dagon e Soana, il Membro Anziano aveva finalmente deciso di parlargli.</p><p>Lo aveva invitato nel suo studio, uno stanzone circolare completamente in pietra, traboccante di libri di ogni tipo, e l�aveva fatto sedere su un seggio di marmo al centro della stanza.</p><p>Sennar si era improvvisamente sentito un ragazzino. Aveva pensato che probabilmente era quello lo scopo di Dagon: farlo sentire piccolo e umile. Si sbagliava.</p><p>�Dopo aver vagliato con attenzione le tue capacit� e le tue intenzioni siamo giunti a una decisione.�</p><p>Il mago aveva le mani che gli tremavano.</p><p>�Ti reputiamo degno di entrare nel Consiglio, Sennar. Prenderai il posto di Soana.�</p><p>Sennar aveva gi� aperto la bocca per ringraziare e dire che per lui era un onore, che avrebbe servito al meglio gli interessi del Mondo Emerso e ogni altro genere di stupidaggine formale che potesse venirgli in mente in un momento come quello, ma Dagon lo aveva zittito con un cenno.</p><p>�Attenzione, per�. Un consigliere non � semplicemente un mago, e non � neppure soltanto un mago potente. Egli � un saggio, un politico, un governante: dalle sue decisioni dipende il futuro di molta gente. Tu per ora sei un promettente mago privo di esperienza. Prima di te solo il Tiranno aveva avuto accesso al Consiglio in et� cos� giovane, dunque capirai perch� io abbia tentennato tanto prima di darti questa possibilit�. Per un anno seguirai gli insegnamenti di un membro del Consiglio: ti insegner� i compiti di un consigliere e valuter� il tuo operato. Per i primi sei mesi sar� io il tuo maestro: andremo sul fronte della Terra del Vento, in modo che tu impari cosa deve fare un consigliere in guerra. Gli altri sei mesi li passerai in pace, qui nella Terra del Sole, poich� un consigliere deve imparare ad agire anche in tempi tranquilli. Su questa Terra ha giurisdizione Flogisto: sar� lui a guidarti. Infine, ogni mese parteciperai alle riunioni. � tutto. Benvenuto nel Consiglio dei Maghi.�</p><empty-line/><p>�Ma allora� te ne vai�� mormor� Nihal.</p><p>Sennar abbass� gli occhi. Avrebbe voluto dirle che quella separazione pesava anche a lui, che tutto quello che voleva era stare con lei, sempre, e liberarla dai fantasmi che la tormentavano, ma non una di quelle parole gli usc� dalle labbra. �� mio dovere.�</p><p>�E Soana?�</p><p>�Voleva aspettare che tu ti svegliassi per salutarti. Penso che partir� questo pomeriggio.�</p><p>Nihal si alz� di scatto e agguant� la sua spada.</p><p>�Ehi, dove credi di��</p><p>�Vado a esercitarmi.�</p><empty-line/><p>Un attimo dopo era gi� fuori. Non sapeva neppure lei dove andare e la confusione della citt� la fece sentire ancora pi� isolata. Corse finch� non si trov� di fronte a un ampio belvedere che dava su un bosco. Oltre la linea dell�orizzonte si stagliava netto il profilo terribile della Rocca del Tiranno.</p><p>Si sedette sul parapetto, il vuoto sotto ai piedi. Si disse mille volte sciocca per come si sentiva, per la sensazione di solitudine che iniziava a invaderla: Sennar lontano in mezzo al fragore delle battaglie, Soana persa dietro all�immagine di Reis e lei in quella terra chiassosa e pacchiana, sola con la sua spada.</p><p>Guard� la Rocca: quell�edificio nero era un mostro che divorava lentamente la sua vita.</p><p><emphasis>Non devi aver paura. Che importa se sei sola? Sei un guerriero, ora. Devi solo pensare a combattere e a distruggere il Tiranno.</emphasis></p><p>Rimase per un pezzo a contemplare l�orizzonte dall�alto.</p><p>Decise che sarebbe entrata in Accademia quel giorno stesso.</p><empty-line/><p>Quando torn� alla locanda, Soana era pronta alla partenza. La stava aspettando e a Nihal sembr� bella e ieratica come sempre.</p><p>La maga la strinse a s�. �� anche per te che faccio questo viaggio. So che sei forte, e andrai avanti per la tua strada nonostante tutto.�</p><p>Anche se non era lei a partire, Nihal si sent� come una figlia che lascia la sua casa per andare via. Capiva che quello era un addio pi� che un arrivederci.</p><p>�Grazie, Soana� fu tutto quel che riusc� a dire.</p><p>Poi Soana abbracci� il suo allievo. �Spero che svolgerai il tuo compito meglio di me, Sennar.�</p><p>�E io spero che ci rivedremo presto. E che per allora sar� diventato degno delle tue aspettative.�</p><p>La maga rivolse ai ragazzi un ultimo sorriso, poi si incammin� senza voltarsi. Una parte della vita di Nihal e Sennar si allontan� con lei su quella strada.</p><empty-line/><p>Quando Soana fu un puntino all�orizzonte, Nihal si rivolse all�amico. �Accompagnami all�Accademia, Sennar.�</p><p>�Di gi�? Aspetta almeno che io parta, cos� stasera staremo insieme��</p><p>Ma Nihal aveva deciso. �No. Scusami. Non ce la faccio a vedere che te ne vai anche tu. E poi non ha senso rimandare.�</p><p>Attraversarono Makrat, caotica pi� che mai. Bench� camminassero affiancati, si sentivano gi� lontani mille miglia. Non si scambiarono una parola finch� non giunsero al portone. Nihal aveva con s� solo una bisaccia, un vestito e la pergamena del suo popolo. Al fianco le brillava la spada nera.</p><p>�Non � un addio, Nihal. La Terra del Vento non � cos� lontana. Verr� da te ogni mese, te lo giuro.�</p><p>Nihal non rispose.</p><p>Cal� un silenzio imbarazzato. Per un po� i due amici rimasero con lo sguardo fisso a terra, poi Sennar prese a parlare precipitosamente.</p><p>�Devi tenere duro, non devi mollare. So cosa stai passando, ma devi avere coraggio. Io sar� lontano, ma sono sempre con te. Sempre.�</p><p>�Anch�io sar� sempre con te.� La voce le si ruppe. �Non mi dimenticare.�</p><p>�Non lo far�.�</p><p>Nihal diede a Sennar un rapido bacio su una guancia e si accinse a entrare.</p><p>La sentinella la riconobbe subito. �Non ti attendevamo tanto presto. Entra.�</p><p>Poi la porta si spalanc� e Nihal venne inghiottita dal buio.</p><empty-line/><p>Cammin� fino al salone delle udienze. Non si aspettava di essere accolta dal Supremo Generale in persona. La sentinella che era con lei le diede una botta sulla schiena e la costrinse a inginocchiarsi. Nihal fece una smorfia.</p><p>�Abituati, ragazza. D�ora in avanti dovrai sempre dimostrarmi obbedienza� le disse la guardia.</p><p>Raven lasci� il suo scanno e inizi� a passeggiare per il salone, il solito cagnolino fra le braccia. �Insomma ce l�hai fatta. Immagino quanto questo ti inorgoglisca, ti faccia sentire grande e importante� Ebbene, il tuo sar� un breve trionfo. Qui la tua vita non sar� affatto semplice. Io non dimentico chi mi ha messo in imbarazzo, e tu l�hai fatto. Purtroppo devo ammettere che sei un guerriero fuori dell�ordinario. Ma questo non ti faciliter� le cose. Dovrai provare chi sei e quanto vali in ogni momento della tua permanenza qui dentro. E se cadrai a terra, sappi che io sar� sempre pronto a calpestarti.�</p><p>Raven tacque per un momento.</p><p>�Lahar ti condurr� per la scuola, e ti dir� ci� che devi sapere� concluse sbrigativo. Quindi volt� la schiena a Nihal e se ne and�.</p><p>Lei si rimise in piedi. <emphasis>Non credere di avermi spaventata</emphasis>, pens�.</p><p>Alle sue spalle era comparso dal nulla un tizio allampanato.</p><p>�Seguimi, ragazzina.�</p><empty-line/><p>Percorsero un lungo corridoio, la cui altissima volta terminava in un vertiginoso sesto acuto. Sembrava interminabile e buio come la morte. Sbucarono in un enorme salone vuoto.</p><p>Lahar trattava Nihal con sufficienza.</p><p>L�ostilit� nella sua voce era palese.</p><p>�Questa � l�arena dei principianti: chi arriva all�Accademia deve prima imparare a maneggiare la spada, poi pu� passare alla pratica delle altre armi. Ci sono molti saloni come questo, ognuno dedicato a tecniche diverse di combattimento: un Cavaliere di Drago deve saper maneggiare ogni tipo di arma. Oggi non c�� nessuno perch� gli allievi hanno un giorno di riposo a settimana. Ma questo non ti riguarda: tu non ne hai diritto.�</p><p>Attraverso un altro dedalo di corridoi giunsero in un�arena scoperta.</p><p>�Qui gli allievi pi� anziani prendono confidenza con i loro draghi. Forse questo posto non lo vedrai mai.� Lahar fece una risatina sarcastica.</p><p>Nihal non riusc� a trattenersi. �E come mai, di grazia?�</p><p>�Non rivolgerti a me con quel tono! Dopo il primo addestramento gli allievi devono provare di aver ben appreso combattendo la loro prima battaglia da fanti. E ti assicuro che i fammin non fanno alcuna distinzione tra ragazzine e uomini.�</p><p>�Conosco i fammin. Ne ho ucc��</p><p>�Silenzio! Abituati a parlare solo quando sei interrogata!�</p><p>Visitarono poi il refettorio, dove erano disposte in ordine perfetto decine di banchi, quindi raggiunsero una lunga infilata di stanzoni, ciascuno con una ventina di letti. Il dormitorio era spartano: ogni branda aveva accanto un rozzo tavolino dove l�allievo poteva appoggiare i propri effetti personali. Quello era tutto l�arredamento.</p><p>Lahar accompagn� Nihal fino a uno stanzino buio e puzzolente di muffa. Per terra c�era un po� di paglia a mo� di giaciglio. Una feritoia faceva filtrare una lama di luce.</p><p>�Tu dormirai qui, visto che sei una donna.�</p><p>Nihal guard� l�insieme con un misto di disgusto e scoramento. �Non c�� aria��</p><p>�Ti aspettavi una reggia? All�Accademia si viene per imparare a combattere, non in villeggiatura. Ora ascolta bene, perch� non ho intenzione di ripetere. Ogni mattina ci si leva al sorgere del sole e si fanno le esercitazioni con le armi. Dopo il pranzo, che avviene a mezzogiorno in punto, si studiano teoria e strategia. La cena � al tramonto. Terminata la cena ci si ritira. Dopo il calare del sole non � permesso circolare per l�Accademia. Ti � concesso un giorno di riposo al mese. Finch� non avrai finito il tuo primo addestramento devi indossare l�abito degli allievi. Poi sarai affidata a un Cavaliere di Drago. Le regole che dovrai seguire allora saranno quelle dettate dal tuo maestro. Questo � quanto. Fino a domani mattina non hai impegni, ma ti consiglio di startene buona qui. Buon soggiorno.�</p><p>Lahar fece per andarsene.</p><p>�Ah, dimenticavo. Agli allievi non � permesso possedere armi. Dammi la spada.�</p><p>La ragazza strinse la presa sull�elsa. �Sono sicura che per me farai uno strappo alla regola.�</p><p>�Per una sgualdrinella mezzosangue? E perch� mai?�</p><p>Un attimo dopo Nihal puntava la punta di cristallo nero alla gola di Lahar. �Forse non ti hanno informato: mi sono guadagnata l�ingresso in Accademia battendo i dieci migliori allievi� e il mio diritto a vivere uccidendo due fammin nella Terra del Vento.�</p><p>L�uomo inizi� a sudare. Conosceva bene tutta la storia. La guard� con odio, sput� per terra e se ne and� sbattendo la porta.</p><p>Nihal rinfoder� la spada. Le mancava l�aria.</p><p>Prov� ad affacciarsi, ma dalla feritoia non si intravedeva che uno spicchio caotico di Makrat.</p><p>Si gett� sul mucchio di paglia e guard� il soffitto.</p><p>Cerc� di fantasticare sulle sue future avventure di guerriero, ma il tentativo fu misero.</p><p>Allora pens� a Livon, e tocc� il fondo della disperazione.</p><empty-line/><p>Si svegli� all�improvviso, destata da un clamore inatteso. Non pensava di essersi addormentata. I rumori venivano dalle camerate.</p><p>Nihal si stava alzando quando vide l�uscio dello stanzino socchiudersi lentamente.</p><p>Era molto buio, perch� nel frattempo era giunto il tramonto. Quando la porta fu aperta, Nihal distinse una sagoma tozza che avanzava zoppicando.</p><p>�Chi �?� domand� allarmata.</p><p>La figura si arrest�. �Niente di male, niente di male. Qui buio, vuoi luce magari. Io entra, porta luce. Lahar mi ha detto. Non temere, non temere.�</p><p>L�essere aveva una voce stridula e lamentosa. Si fece avanti e inizi� ad accarezzarle un braccio.</p><p>Nihal scatt� in piedi. �Cosa vuoi da me?�</p><p>�Niente di male, porta luce per te, cos� vedi. Chiama per cena, anche.�</p><p>Finalmente Nihal lo vide.</p><p>Non aveva nulla di umano: era basso e grasso, la testa completamente calva, una gamba di legno. Nel suo corpo non c�era niente di simmetrico. Faceva l�impressione di una bambola di pezza vecchia e rotta. Sul volto si alternavano malizia e servilismo. Aveva in mano una torcia.</p><p>�Niente di male, niente di male��</p><p>�Ho capito, piantala! Chi sei?�</p><p>�Malerba, servo qui. Niente di male, non temere�� e gi� allungava di nuovo la mano.</p><p>Nihal si ritrasse inorridita: il contatto con quell�essere la disgustava. �Grazie per la luce. Non mi serve pi� niente. Vattene.�</p><p>Malerba fece una faccia contrita e si ritir� camminando all�indietro come un gambero, senza smettere di guardarla.</p><p>Nihal appese la torcia al muro. La luce la calm�. Quell�apparizione l�aveva inquietata: le sembrava di avere ancora gli occhietti di quell�essere deforme appiccicati addosso. Decise di andare in refettorio per scrollarsi di dosso quella spiacevole sensazione.</p><empty-line/><p>La sala della mensa era piena di ragazzi vocianti seduti ai tavoli.</p><p>La vista di suoi coetanei rallegr� un poco Nihal e le fece pensare che in fondo non era davvero sola. Si avvi� verso i tavoli, alla ricerca di un posto vuoto.</p><p>Alla sua vista la sala ammutol�.</p><p>Nihal rallent� il passo. Non capiva.</p><p>Molti occhi erano puntati su di lei: occhi stupiti, spaventati, minacciosi, diffidenti. Non le era mai capitato di sentirsi scrutata in quel modo.</p><p>Si avvicin� a un posto vuoto. Il ragazzo che sedeva accanto vi pose subito la mano sopra. �� occupato.�</p><p>Nihal cerc� altrove, ma ovunque andasse la risposta era la stessa: �occupato�.</p><p>Poi, nel silenzio del refettorio, tuon� una voce: �Perch� sei vestita cos�, mezzelfo?�.</p><p>Nihal si guard� intorno. Su una pedana, appartati rispetto ai ragazzi, sedevano i maestri.</p><p>�Come dovrei essere vestita?�</p><p>�Sei un allievo, o almeno cos� dicono� disse con un sorriso acido l�uomo che parlava �dunque devi portare i vestiti degli allievi.�</p><p>In quell�immensa sala, circondata dall�ostilit�, Nihal sent� di aver perso tutta la sua forza. �Nessuno me li ha dati�� si scus�.</p><p>�Allora non dovevi scendere. Lahar non ti ha spiegato le regole?�</p><p>�S�, ma io��</p><p>�Rimedierai alla tua mancanza con un turno di guardia fino all�alba. Per quel che riguarda i vestiti, te li porter� pi� tardi Malerba.�</p><p>Qualcuno tra i ragazzi rise.</p><p>�Ora siediti e mangia.�</p><p>Anche i ragazzi ripresero a mangiare.</p><p>Nihal si avvi� verso l�ultimo posto che le sembrava disponibile. Non ebbe neppure il tempo di chiedere.</p><p>�Niente mostri n� femminucce� le disse truce un ragazzetto.</p><p>Nihal si allontan�. Che cosa significava quell�uscita? Il Mondo Emerso era pieno di razze: ninfe, folletti, gnomi, uomini. Che cosa voleva dire che non c�era posto per i mostri?</p><p>Cresciuta in una terra meticcia, a Nihal non era mai pesato il fatto di essere diversa. Ma l�, tra l�elite degli uomini, sembrava uno scherzo di natura.</p><p>Si sedette in un posto isolato, lontano da tutti, e mangi� in silenzio, il cuore pieno di amarezza.</p><empty-line/><p>Dopo cena torn� nel suo bugigattolo in fretta, cercando di non farsi notare troppo. Sulla soglia l�attendeva Malerba, un fagotto informe in mano, il suo sorriso ebete in faccia.</p><p>Nihal prese i vestiti senza guardarlo, ma quello gi� stava per varcare la soglia.</p><p>�Puoi andare� scatt� Nihal.</p><p>Il servo fece di nuovo una faccia mortificata e si allontan�.</p><p>Nihal si chiuse dentro. Sapere che fuori c�era quell�essere ad attenderla la faceva impazzire. Incastr� con furia la spada di traverso nella chiusura della porta in modo che nessuno potesse entrare, che fosse Malerba o uno di quei boriosi allievi che l�avevano umiliata.</p><p>Fu sola. La luce della fiaccola tremolava pallida, e stagliava pi� netti i contorni di quello stanzino, che ora sembrava davvero una cella.</p><p>Prese i vestiti: erano composti da un paio di brache e da una larga casacca di tela. Li butt� in un angolo e si distese sulla paglia con i suoi abiti. Oltre la porta sentiva il vociare degli altri allievi inframmezzato da risate. Lei ne era esclusa.</p><p>Per la prima volta ebbe la profonda consapevolezza di non essere umana. Era una straniera l�, nessun altro era come lei. Era l�Ultima, una cosa vecchia che apparteneva a un�epoca passata.</p><p>Che ci faceva l�? I mezzelfi erano tutti morti, il suo posto non era fra i vivi. Non erano pensieri nuovi, ma ora erano legati a una sensazione che quella sera aveva provato sulla sua pelle: era una diversa.</p><p>Pianse a lungo, cercando di soffocare i singhiozzi e asciugandosi con rabbia le lacrime, che si strappava dal volto con il dorso della mano. Si assop� piangendo.</p><p>Prima dell�alba qualcuno cerc� di forzare la porta. Nihal si svegli� di soprassalto, impaurita. �Chi � l�?�</p><p>Dall�esterno giungeva la voce indistinta di Malerba: parlava di guardia, di turni. Nihal si ricord� della punizione e si accorse che il senso di umiliazione non era passato.</p><p>Si vest� in tutta fretta. La casacca era larga e la infagottava, facendola sembrare ancora pi� piccola. Prese la spada e il mantello e usc�.</p><p>Al vederla Malerba si illumin� e le mise una mano sul braccio. �Portone, l� aspettano��</p><p>�Non toccarmi!� ringhi� la ragazza.</p><p>Al portone d�ingresso dell�Accademia Nihal trov� ad attenderla una guardia insonnolita.</p><p>�Ti � andata bene, mancano solo due ore all�alba� le disse, quindi sbadigli�.</p><p>Era quasi cortese, ma non appena la riconobbe alla luce della torcia non manc� di guardarla con astio.</p><p>Nihal prese in consegna la lancia del suo predecessore. Il freddo era pungente. Quei panni assurdi che le avevano dato non riscaldavano nemmeno un po�; se non fosse stato per il suo mantello sarebbe morta congelata. Rabbrivid�. Gli occhi le si chiudevano. Non c�era che dire: un ottimo inizio.</p><empty-line/><p>Il resto della giornata non fu migliore.</p><p>Mangi� da sola come la sera precedente, quindi and� nella sala in cui si svolgeva l�addestramento. Molti ragazzi avevano gi� iniziato e not� che erano organizzati per gruppi. Si stava guardando intorno, cercando quale potesse essere il suo, quando un uomo le fece cenno di avvicinarsi.</p><p>�Tu devi essere la nuova allieva. Sono Parsel, il tuo maestro. Vieni.�</p><p>Nihal lo segu� fino a uno spiazzo dove erano radunati alcuni ragazzini, tutti approssimativamente della sua et�.</p><p>�Questa � la nostra squadra pi� giovane. Qui si imparano i primi rudimenti della spada e le tecniche fondamentali.�</p><p>Nihal rimase incredula �Come i primi rudimenti? Io sono stata accettata all�Accademia perch� ho sconfitto dieci dei migliori spadaccini di questo posto!�</p><p>�Davvero? Be�, a me � stato ordinato di insegnarti, perci� starai qui con noi.�</p><p>Nihal non voleva arrendersi. �Va bene, allora combattiamo! Cos� capirai qual � il mio livello e saprai dove mandarmi.�</p><p>Stava gi� per sguainare la spada, ma Parsel la blocc�. Iniziava a irritarsi. �Senti, ragazzina. Per me � gi� abbastanza esotico che una donna impari a maneggiare la spada, quindi ti consiglio di abbassare la cresta e di fare quel che ti dico.�</p><p>Nihal si arrese.</p><p>Dovette ascoltare per tutta la mattina cose che gi� sapeva ed esercitarsi come una novellina, disarmando puntualmente il ragazzetto di turno che si allenava con lei.</p><p>Pens� a come aveva immaginato la sua vita all�Accademia.</p><p>Paragon� i suoi sogni a quella realt�.</p><p>L�assal� la tristezza.</p></section><section><title><p>14</p><p>La recluta Nihal.</p></title><p>Quel giorno non fu che il primo di una lunga serie di giorni tristi, segnati dal grigio dell�inverno che calava sulla Terra del Sole e dalla solitudine.</p><p>La consuetudine non cambi� l�atteggiamento degli altri allievi nei confronti di Nihal. Era una donna, aveva un aspetto bizzarro e a poco a poco tutti cominciarono anche a temerla.</p><p>Pi� il tempo passava pi� Nihal mostrava le sue capacit�, e la storia del modo in cui si era conquistata l�accesso all�Accademia si diffuse anche tra coloro che mai l�avevano sentita.</p><p>Inizi� a girare voce che fosse una specie di strega, discendente di una razza malvagia dedita alle stragi e alla guerra. Qualcuno insinu� addirittura che fosse una spia inviata dal Tiranno in persona per distruggere l�Accademia dalle fondamenta. Il risultato di quelle dicerie fu che tutti si tenevano alla larga da Nihal: quando attraversava i corridoi i ragazzi si aprivano in due ali e accompagnavano il suo passaggio con mormorii ostili e sguardi di riprovazione.</p><p>Il timore nei suoi confronti fu acuito da un episodio.</p><p>Capitava spesso che, nottetempo, i ragazzi arrivassero fino alla sua porta, fuggendo non appena la sentivano muoversi.</p><p>Una sera, immersa nel consueto sonno agitato, Nihal non si accorse che qualcuno era riuscito a entrare. Mentre dormiva i volti supplichevoli che popolavano il suo incubo le si fecero tanto vicini che le sembr� di soffocare.</p><p>Poi si sent� toccare.</p><p>Chino su di lei c�era Malerba, con un orrido sorriso sul volto, intento a carezzarla biascicando un�incomprensibile litania.</p><p>Nihal strill�, agguant� la spada e gliela punt� alla gola.</p><p>Il servo scoppi� in lacrime implorando perdono, ma Nihal era furente. Lo afferr� e lo trascin� fuori, dove si era radunata una piccola folla di ragazzi assonnati. Alla vista di quella furia con la spada in mano, indietreggiarono tutti.</p><p>�Guardate bene, bastardi! Questo � quello che succede a chi cerca di farmi del male!�</p><p>Poi pass� la lama sulla gola di Malerba, che strillava come un maiale. Gli fece solo un graffio, ma da quella sera il viavai davanti alla sua stanza cess� per sempre.</p><empty-line/><p>Le notti di Nihal non erano comunque tranquille.</p><p>La solitudine e l�astio da cui era circondata la fecero sprofondare sempre di pi� nei suoi incubi. Non passava notte in cui i volti dei mezzelfi non la perseguitassero. Si svegliava terrorizzata e la visione di quella stanza, anzich� calmarla, l�agitava. Si sentiva chiusa in una bara. Allora si metteva seduta, le braccia intorno alle ginocchia, e guardava lo spicchio di cielo che si intravedeva dalla feritoia sforzandosi di scacciare l�angoscia.</p><p>Ma la notte successiva ricominciava tutto daccapo.</p><p>Il pensiero di vendicare suo padre e il suo popolo si fece sempre pi� ossessivo. Il dolore la indur�. All�inizio aveva sofferto per l�odio dei suoi compagni, ma fin� per abituarcisi e, con il passare del tempo, ad amarlo. La paura degli altri allievi le piaceva.</p><p>Sennar non and� a trovarla il primo mese, n� il secondo, n� il terzo.</p><p>Nihal aveva un bisogno disperato di parlare con lui, di sentirsi dire ancora una volta che tutto andava bene, che la notte sarebbe passata. Ma ricevette solo un messaggio laconico, arrivatole con il falchetto che ormai aveva imparato a riconoscere: �Sono morto di stanchezza, non ho un attimo di pausa, ma sto bene. Non ti ho dimenticata�.</p><p>Nihal divent� un essere cupo e taciturno.</p><p>Si gett� anima e corpo nello studio.</p><p>Il suo modo di battersi si fece sempre pi� rabbioso e violento.</p><p>E lei sempre pi� abile, veloce, spietata.</p><empty-line/><p>Parsel, il maestro di spada, aveva capito le potenzialit� di Nihal e soffriva a vederla sacrificata in mezzo a quei ragazzini che non sapevano neppure maneggiare un�arma.</p><p>Un giorno la prese in disparte. �Ho visto come ti muovi, come combatti. Sei brava, Nihal.�</p><p>Lei lo guard� sospettosa: non sapeva se fidarsi. Quel discorso poteva significare tutto e niente.</p><p>�Hai gi� avuto esperienze di guerra?�</p><p>Nihal gli raccont� delle lezioni di Livon e di Fen, dell�uccisione dei tre fammin, due a Salazar e uno ai confini della Terra del Vento.</p><p>�L�avevo immaginato. Allora non raccontavi frottole, il primo giorno!�</p><p>Il maestro le sorrise e Nihal, che manteneva sempre un atteggiamento fiero e composto, abbass� gli occhi.</p><p>Parsel era convinto che sarebbe stato pi� proficuo che si addestrasse nell�uso delle armi di cui era totalmente digiuna.</p><p>�Ho proposto a Raven di lasciarti iniziare con le altre tecniche di combattimento, ma per il momento la mia richiesta non ha dato risultati.�</p><p>Nihal sospir�. In pochi istanti aveva visto la porta della sua prigione aprirsi di uno spiraglio e poi subito richiudersi.</p><p>�Quell�uomo mi odia��</p><p>�Non devi parlare cos� del Supremo Generale. Tu non l�hai conosciuto quando combatteva. Era un guerriero straordinario. Ora si � infiacchito nel comando ma, credimi, nel profondo � ancora un valoroso. Sa riconoscere un guerriero. Non appena gli proverai quanto vali in battaglia, cambier� idea. Perch� la guerra � tutt�altra cosa da quel che si fa qui dentro.�</p><empty-line/><p>Quando Parsel le propose di addestrarla all�uso della lancia fuori dall�orario delle lezioni, Nihal si sent� come liberata da una lunga prigionia. Combattevano quasi ogni sera, e lei poteva finalmente utilizzare al massimo la sua abilit�. L�uso della lancia, poi, la entusiasm�: impar� a combattere corpo a corpo e a portare assalti da cavallo. Tutte quelle novit� la facevano sentire di nuovo viva.</p><p>Parsel, da parte sua, aveva preso a cuore il destino di quella ragazza: la apprezzava per la sua incrollabile dedizione e per la tenacia, ed era sempre pi� stupito del suo talento.</p><p>Intuiva per� in lei una profonda tristezza, insolita in una persona tanto giovane. Proprio lui, che non aveva mai avuto affetti o famiglia perch� si era sempre dedicato solo alla guerra, sentiva per quella ragazzina un senso di protezione quasi paterno.</p><p>I due giunsero a una strana intimit�.</p><p>L�unica forma di comunicazione che li legava era il combattimento.</p><p>Parlavano con le armi: Nihal era chiusa, schiva, e l�unico modo in cui permetteva ai suoi sentimenti di emergere era lo scontro.</p><p>Il maestro aveva imparato a leggere nei movimenti dell�allieva i suoi stati d�animo e le rispondeva, cercando di incrinare la barriera di risentimento che Nihal aveva eretto intorno a s�.</p><p>Non furono mai propriamente amici. Solo una volta Nihal gli fece una confidenza: una sera gli raccont� di Malerba, del timore che provava per lui, dell�episodio avvenuto nella sua stanza.</p><p>Parsel la ascolt�, poi scosse il capo. �Non dovresti odiarlo, sai? Ha alle spalle una storia terribile.�</p><p>Nihal si fece attenta.</p><p>�� uno gnomo, non sappiamo da quale Terra provenga. Lo trovammo alcuni anni fa a languire in prigione: all�epoca eravamo riusciti a conquistare un importante avamposto del Tiranno nella Terra dei Giorni. Era ferito ovunque, e portava sulla pelle i segni della tortura. Nella stessa segreta giacevano altri suoi simili, maschi e femmine, tutti in fin di vita. Li portammo via con la speranza di poterli salvare, ma non ci fu nulla da fare. Lui fu l�unico sopravvissuto. La dedizione con cui accudiva i suoi compagni di cella e il dolore che gli provoc� la loro morte ci fecero pensare che fossero i suoi familiari. Per qualche tempo Malerba fu un mistero: che cosa faceva l� sotto, e perch� era stato torturato in modo cos� atroce? Non conoscevamo ancora gli abissi di orrore in cui il Tiranno trascina i popoli che sottomette. In seguito, quando ci trovammo di fronte a molti casi analoghi, capimmo. I fammin non sono una razza, come dire, naturale. Sono creature del Tiranno: li ha plasmati con la sua magia, e ora vuole perfezionare altri esseri che lo servano a occhi chiusi. Per questo fa esperimenti sui prigionieri. Malerba ne � la prova vivente: il suo corpo martoriato � frutto dei tentativi del Tiranno di trasformare gli gnomi in guerrieri perfetti. Non sappiamo quanti siano gli esseri coinvolti, n� quanti siano gi� morti. Potrebbero essere popoli interi.�</p><p>Nihal ebbe un brivido.</p><p>�� probabile che Malerba ti abbia preso, come dire, in simpatia, o che tu gli ricordi qualcuno. Nella cella c�era anche una giovane. Chiss�, forse era sua figlia� Non vuole farti del male, cerca di trattarlo con tolleranza. Ha gi� dovuto subire molto dalla vita.�</p><p>Nihal non riusc� ad avere meno paura di Malerba, ma lo guard� con altri occhi. Si sforz� di reprimere il suo ribrezzo e cerc� di trattarlo con gentilezza, ringraziandolo per i suoi servigi e rispondendo ai suoi sorrisi ripugnanti, in cui riusciva a intravedere il fioco lume della riconoscenza. In un certo senso erano simili: due diversi odiati, temuti e profondamente soli.</p><empty-line/><p>Cinque mesi dopo il suo arrivo nell�Accademia, Nihal fu convocata da Raven. Si rec� nel salone delle udienze pronta alla solita snervante attesa, ma il Supremo Generale era gi� sul suo scanno.</p><p>�Mi hanno riferito che sei brava e che progredisci alla svelta, ragazza.�</p><p>Nihal non credeva alle proprie orecchie.</p><p>�Il tuo maestro mi ha chiesto ripetutamente di lasciarti iniziare la fase pi� avanzata dell�addestramento. Ebbene, credo che il momento sia giunto: potrai apprendere l�uso delle altre armi. Puoi andare.�</p><p>Poi Raven abbandon� la sala, trascinandosi dietro il lungo strascico del mantello e lasciando Nihal incredula. E felice.</p><empty-line/><p>Nel nuovo gruppo si sent� subito a suo agio.</p><p>I compagni erano arroganti come i precedenti, ma finalmente non era pi� costretta a combattere con met� delle sue capacit�. E poi, da quando si era allenata con Parsel all�uso della lancia, era incuriosita dalle altre armi. Le ore di addestramento volavano e Nihal era stimolata da tutte quelle novit�.</p><p>Impar� i modi in cui un pugnale pu� tornare utile in un corpo a corpo, cap� fino in fondo le potenzialit� della lancia e, sebbene fosse minuta, si misur� anche con la mazza ferrata e l�ascia.</p><p>Con la prima non si trov� particolarmente bene. L�attrezzo pesava molto: le riusciva difficile gi� solo alzarlo, figurarsi sferrare colpi mirati. L�ascia invece le piaceva molto, per certi versi le ricordava la spada: era un�arma potente e semplice, adatta a sfogare la sua rabbia.</p><p>Le misero in mano anche la frusta, con la quale il famigerato Thoren l�aveva quasi uccisa, e si accorse di quanto fosse difficile da maneggiare.</p><p>Infine prese dimestichezza con l�arco.</p><p>L�approccio non fu dei migliori: della battaglia Nihal amava la furia, il corpo a corpo, il sudore e la fatica. L�arco richiedeva invece concentrazione e sangue freddo, due doti che non le appartenevano.</p><p>�Proprio per questo devi imparare a usarlo� le diceva il maestro quando la ragazza si spazientiva.</p><p>Dopo le iniziali difficolt�, per�, Nihal prese confidenza con quell�arma insolita. La forza non era fondamentale per usarla e, superata la frustrazione per i bersagli mancati, prese a darle grandi soddisfazioni. Scopr� di avere ottima mira, un dono che pochi altri condividevano nel suo gruppo, e si impratich� nel tirare anche in movimento.</p><p>La sua arma prediletta, comunque, restava la spada. Non c�era nulla in cui eccellesse come nella scherma, e solo quando impugnava la sua lama nera si sentiva davvero a suo agio.</p><p>Nihal imparava con facilit�. Non ci volle molto perch� superasse gran parte dei suoi commilitoni: la sua bravura le procur� molta ammirazione e la diffidenza di cui era oggetto inizi� a venarsi di rispetto.</p><p>Gli allievi erano tutti pi� grandi di lei, che in Accademia aveva compiuto diciassette anni, a eccezione di un ragazzetto minuto, con una testa di ricci biondi, gli occhi grigi e le guance paffute.</p><p>Nihal l�aveva a malapena notato, perch� aveva smesso da tempo di tentare di socializzare. Finch� una mattina, in refettorio, lui non la and� a cercare.</p><p>Nihal stava consumando il suo pasto sola, come al solito, quando ud� una vocina sottile: �Scusa, � libero?�.</p><p>La cosa era talmente insolita che prima di rispondere Nihal si volt� verso lo sconosciuto interlocutore per essere sicura di aver sentito bene. <emphasis>E questo chi diavolo �? L�ho gi� visto� Ma dove?</emphasis></p><p>�Be�, se non c�� nessuno mi siedo.�</p><p>Nihal continu� a guardarlo incredula, il cucchiaio a mezz�aria.</p><p>Il biondino si accomod�, prese una cucchiaiata di minestra, ne prese un�altra, cincischi� un po� con il pane, poi si schiar� la voce e inizi� a parlare come un torrente in piena. �Tu sei Nihal, il mezzelfo, vero? � da quando sei qui che ti osservo. Cio�, veramente da quando ti hanno messo con noi in squadra.</p><p>Be�, se proprio vogliamo dirla tutta, ti avevo gi� vista nell�arena con quei dieci tizi. Oh, sei stata straordinaria! Hai combattuto in un modo� Nessuno combatte come te! Ti giuro, io ero come� ipnotizzato, ecco. E poi che spada! Ma di che cosa � fatta? Sembra impossibile che non si rompa! Ah, che sbadato, non mi sono neppure presentato: io sono Laio, della Terra della Notte.�</p><p>Il ragazzino tese la mano e Nihal gliela strinse senza avere il tempo di aprire bocca.</p><p>Laio continu� a parlare per tutto il pranzo, riempiendola di complimenti, raccontandole della sua vita e facendo di tanto in tanto qualche domanda a cui Nihal riusciva giusto a rispondere con un s� o con un no. Il suo entusiasmo era quello di un bambino e Nihal ne rimase travolta.</p><p>Le disse di avere quindici anni e di essere nell�Accademia da un anno e mezzo. Poi le raccont� della sua terra d�origine. Lui non l�aveva praticamente mai vista, dato che la sua famiglia l�aveva lasciata quando aveva un paio di anni, ma conosceva la sua strana storia.</p><p>Durante la guerra dei Duecento Anni un mago aveva avuto un�idea che sulle prime era sembrata geniale: con un incantesimo aveva evocato la notte eterna sulla sua terra, in modo tale da mettere in difficolt� gli eserciti nemici, dando al contempo agli abitanti della regione la capacit� di vedere al buio. Poi per� il mago era morto prematuramente, e alla fine della guerra nessuno era stato in grado di sciogliere l�incantesimo.</p><p>�Perch� non era un incantesimo normale, capisci? Era un sigillo! Sai cos�� un sigillo? Be�, � un sortilegio irrevocabile, una roba eterna. No, scusa, non proprio eterna. Cio�, eterna se il mago muore. Perch� solo il mago che aveva evocato il sigillo pu� spezzarlo. Ecco, adesso si capisce.�</p><p>Il ragazzino concluse quel profluvio di parole con un sospiro soddisfatto. Fu allora che Nihal inizi� a ridere. Prima timidamente, poi sempre pi� forte. La sua risata contagi� anche Laio e in breve avevano entrambi le lacrime agli occhi.</p><p>La loro amicizia inizi� cos�.</p><p>Laio non la abbandonava un attimo. Nihal non sapeva se essere contenta di tanta venerazione e non faceva niente per incoraggiarla, ma non poteva negare che le faceva piacere. Era il primo allievo che non la temeva, non la odiava e neppure la disprezzava. Il loro legame non aveva niente a che vedere con l�amicizia profonda che la legava a Sennar. Per�, pur con tutta la sua ingenuit� e la sua esagerata ammirazione, Laio le scaldava il cuore.</p><p>Sempre pi� spesso, di sera, la raggiungeva nel suo bugigattolo per chiacchierare. Nihal venne cos� a sapere che Laio era entrato in Accademia per volere del padre, un grande generale che sperava di farne un valoroso guerriero.</p><p>Lui per� aveva tutt�altre aspirazioni. �Viaggiare, capisci? Girare il Mondo Emerso in lungo e in largo, scoprire territori inesplorati, nuove terre. Ecco cosa mi piacerebbe. Se fosse per me� ti giuro, lascerei le armi anche domani!�</p><p>Nihal non capiva come si potesse essere costretti a fare qualcosa contro il proprio volere.</p><p>�Se non ti piace combattere, smetti. Quella del guerriero non � una bella vita, Laio. Non ha senso farla senza esserne convinti.�</p><p>Lui scrollava le spalle. �E cos�altro posso fare? Mio padre non riuscirebbe mai ad accettare un figlio viaggiatore. Anzi �vagabondo�, come direbbe lui.</p><p>Ha sempre voluto che diventassi un guerriero. Quindi io far� il guerriero.�</p><p>Era una realt� nuova per Nihal: aveva sempre preso da sola le sue decisioni, aveva scelto da s� la strada da intraprendere, ed era convinta che fosse cos� per tutti. Ora scopriva invece che c�erano persone la cui strada era gi� stata tracciata da altri, che non potevano scegliere cosa fare della propria vita.</p><p>Quando protestava, Laio rispondeva semplicemente: �Abbiamo tutti un destino. Per qualcuno coincide con quello che ha sempre sognato, per altri no. � cos�. Che ci vuoi fare?�.</p><p>Dopo quei discorsi, quando Laio se ne tornava a dormire in camerata, Nihal finiva spesso per chiedersi quale fosse il suo, di destino.</p><p>Anche il suo giovane amico, naturalmente, voleva sapere qualcosa di lei. La prima volta che le fece qualche domanda sul suo passato, Nihal lo mise di peso fuori dalla stanza e si trincer� dietro un silenzio che dur� alcuni giorni.</p><p>Ci volle tempo prima che Nihal raccontasse a Laio delle suo origini e di Livon. Lo fece con indicibile fatica: il dolore per la morte del padre e per lo sterminio del suo popolo erano ancora vivi e lei si sentiva colpevole come il primo giorno.</p><p>Nihal gli parl� anche di Sennar, di quanto fosse legata a quel giovane mago, di quanto le mancasse. E in un momento di confidenza gli rivel� anche che era innamorata da tempo di un uomo straordinario, che per� non la considerava nemmeno lontanamente.</p><p>Laio accolse la notizia con perplessit�. �Contenta tu� A me l�amore non interessa. Le femmine frignano, fanno le ritrose� Non ci trovo niente di interessante, insomma.�</p><p>�Io sono una femmina, nel caso tu non te ne fossi accorto.�</p><p>�S�, ma sei un guerriero. � un�altra cosa.�</p><p>A quell�uscita, Nihal non seppe se sentirsi lusingata nel suo animo guerriero o offesa nella sua femminilit�.</p><empty-line/><p>Erano passati sette mesi dall�ingresso di Nihal in Accademia quando Sennar cerc� di andare a trovare l�amica.</p><p>Nihal era totalmente ignara degli sforzi che il mago stava facendo per riuscire a vederla. Il Supremo Generale si ostinava a negargli il permesso e Sennar, dopo una serie di attese infinite e udienze infruttuose, si era deciso a chiedere aiuto al suo maestro.</p><p>Dagon aveva sempre preferito tenere ben distinti il potere politico e quello militare, ma era affezionato a Sennar e sapeva quanto fosse importante per lui rivedere Nihal.</p><p>Il Membro Anziano del Consiglio dei Maghi si present� a Raven una mattina, accompagnato dal suo allievo. �Mi hanno detto che da quando � entrata in Accademia non � mai uscita: non credi sia ora di farle vedere la luce?�</p><p>Il Supremo Generale rest� sulle sue, sdegnato per quell�intrusione nella sua giurisdizione.</p><p>�Raven, quella ragazza � molto importante: � l�unica sopravvissuta del popolo dei mezzelfi, e Reis vide qualcosa di grande nel suo destino. � come un�arma. E tu hai cura delle tue armi. O no?�</p><p>L�udienza fu lunga, ma Dagon era paziente.</p><p>Dopo qualche ora di contrattazione, Raven si arrese e apr� le porte dell�Accademia, maledicendo per l�ennesima volta quella ragazzina che l�aveva sempre vinta.</p><empty-line/><p>Quando Sennar la vide andargli incontro quasi non la riconobbe: dimagrita, infagottata nella divisa degli allievi, Nihal avanzava decisa nel piazzale dell�Accademia, nel suo passo la cadenza militaresca.</p><p><emphasis>Non pu� essere lei</emphasis> si disse. Voleva a tutti i costi che la sua amica fosse tornata quella di un tempo, che avesse finalmente superato il suo dolore. Quando gli fu abbastanza vicina le sorrise commosso e fece per abbracciarla. Nihal si tir� indietro, sottraendosi alla stretta.</p><p>�Che cosa vuoi?�</p><p>Sennar rimase spiazzato. �Come, che cosa voglio? Sono venuto a trovarti��</p><p>�Avevi detto che saresti venuto ogni mese. Me lo avevi promesso.�</p><p>�Lo so, ma � stato pi� difficile del previsto, non ho��</p><p>�Anche per me � stata dura, e questo � quanto. Non c�� altro da dirsi.�</p><p>Nihal si gir� per andarsene ma Sennar l�afferr� per un braccio e la costrinse a fermarsi. Lei si liber� dalla stretta, poi esplose in un pianto rabbioso.</p><p>�Hai una vaga idea di che cosa siano stati per me questi mesi? Di quanto sia stata sola, di quanto mi sia sentita abbandonata? Ho pensato di tutto! Che fossi morto, che fossi partito per qualche posto irraggiungibile, che ti fossi dimenticato di me!�</p><p>Sennar la strinse al petto. �Perdonami.�</p><p>Lei si divincol�, ma le braccia del mago non la lasciarono.</p><p>�Perdonami. Ora sono qui.�</p><p>Solo allora Nihal si abbandon� all�abbraccio dell�amico. �Ti odio� gli disse sottovoce. �Mi sei mancato.�</p><empty-line/><p>Arrivati nello stanzino Sennar si sent� un verme per aver lasciato Nihal, la sua Nihal, in un posto tanto orribile.</p><p>Si sedettero. Avevano molte cose da dirsi.</p><p>�Avrei voluto venire da te subito, il primo mese, ma non ho avuto un attimo di requie. Venivo a Makrat solo il tempo necessario alle riunioni del Consiglio e poi dovevo scappare, perch� nella Terra del Vento la situazione � insostenibile.�</p><p>Nihal quasi desiderava non sapere altro. Preferiva non sapere com�era ridotta la terra vivace in cui aveva vissuto.</p><p>Sennar invece le raccont� tutto. �Il primo giorno non volevo crederci: non riuscivo a capire come quel posto desolato potesse essere la Terra del Vento.</p><p>� stato molto brutto: volevo andare via, ma Dagon mi ha fatto coraggio. � stato come diventare di nuovo bambino: guerra, desolazione, la morte sempre al fianco, disperazione. Mi sembrava di essere tornato indietro di anni, e mi sentivo indifeso e sperduto come allora. Ma la cosa peggiore era ricordare com�era quel posto. L�aria fresca del mattino, la vita che brulicava nelle torri� Quei tramonti, ti ricordi?�</p><p>A Nihal sembr� di essere trascinata indietro nel tempo. �Erano magici. Si alzava il vento, il sole si tuffava nell�erba, la pianura si tingeva di rosso e�� La voce le mor� in gola.</p><p>Sennar riprese con tono grave. �Non c�� pi� niente, Nihal. Tutto � avvolto dal fumo e dalla caligine. Ovunque avvampano incendi. Il sole quasi non si vede.</p><p>C�� un�atmosfera irreale. Spesso, dopo gli scontri, si vedono spuntare esseri delle razze pi� disparate. Si aggirano tra le macerie come fantasmi. Hanno perso tutto e vagano in cerca di salvezza. O forse della morte, chiss�. E poi, il silenzio� Quando non si combatte tutto � avvolto dal silenzio. Ti ricordi che a Salazar non si riusciva mai a stare in pace? Il chiasso delle botteghe, il vocio della gente che parlava dei fatti suoi, la musica che usciva dalle taverne� Ora non si sente nessun suono che ricordi la vita.�</p><p>Il mago prese fiato.</p><p>�Il paese � spaccato a met�: da un lato c�� il nostro esercito, dall�altro la zona sotto il controllo del Tiranno. Di preciso non sappiamo cosa succeda l�, ma alcuni fortunati sono riusciti a superare il fronte senza essere uccisi. I loro racconti sono stati terribili. Pare che tutta la popolazione sia ridotta in schiavit� e lavori per sfamare l�esercito del Tiranno. Quel maledetto sta abbattendo la Foresta: con il legname costruisce armi e fa coltivare la terra diboscata dagli schiavi. Lavorano giorno e notte: quando non ce la fanno pi� spariscono e non se ne sa pi� niente. La zona � governata da un certo Dola, un despota che gode nel vedere la sofferenza della gente. Comanda anche l�esercito: � un guerriero imbattibile. Spesso combatte in prima linea, in groppa a un drago nero. Si dice che il Tiranno gli abbia dato il dono dell�immortalit�: niente riesce a colpirlo, eppure � sempre in prima fila a decimare le nostre legioni. Il suo esercito � potente. Ci sono fammin, uomini, gnomi: combattono senza remore� sembrano avere in spregio anche la propria vita. Se finora abbiamo resistito � stato grazie all�abnegazione dei Cavalieri di Drago. Purtroppo, per�, in questi sei mesi non siamo riusciti a riconquistare un solo brandello di terra.�</p><p>Quando Nihal parl� le tremava la voce: �Dimmi di Salazar��.</p><p>�Salazar non esiste pi�, semplicemente. Dopo il primo attacc� Dola ci ha rinchiuso i nemici che aveva catturato e l�ha fatta incendiare. Ha lasciato che bruciasse per giorni. Raccontano che prima dell�incendio abbia fatto mettere in fila i prigionieri. Ha chiesto loro di prostrarsi ai suoi piedi e di implorare piet�, perch� avrebbe salvato la vita solo a chi si fosse sottomesso. Chi non ha obbedito subito � stato spedito nella torre. Degli altri una decina sono stati giustiziati comunque. A caso, pescati nel mucchio. Questo � Dola.�</p><p>Sennar guard� lo spicchio di cielo dalla feritoia.</p><p>�Ho creduto a lungo che il Tiranno volesse il potere. Pensavo che volesse regnare su tutto il Mondo Emerso. Ma dopo quello che ho visto ho capito che il potere non c�entra niente. Lui vuole la distruzione fine a se stessa.�</p><p>Le mani di Nihal erano serrate al punto che le nocche erano bianche. Il mago le prese tra le sue e le strinse con tenerezza.</p><p>�So cosa provi.�</p><p>Sennar le raccont� anche di s� e del suo ruolo nella Terra del Vento.</p><p>�Lavoravo a stretto contatto con l�esercito. Pensa che il mio diretto interlocutore era Fen! Con lui e con Dagon abbiamo pianificato molti attacchi per conquistare terreno, per indebolire il nemico. Tutto inutile, purtroppo. Ho dovuto usare spesso la magia: incantesimi collettivi sulle truppe, soprattutto, o sulle armi. � stato molto faticoso. Ci si svegliava all�alba e si finiva a notte fonda. E a volte di notte dovevamo spostarci o organizzare una difesa improvvisa. Non credere che non ti abbia pensato, Nihal. Ogni volta che arrivavo a Makrat speravo di riuscire a trovare il tempo di venire da te, ma poi il Consiglio, le riunioni, i maghi� e la guerra, che mi trascinava di nuovo nel suo turbine� e i miei occhi erano pieni solo di morte��</p><p>Nihal lo ascoltava in silenzio. In compagnia di Sennar si sentiva come quattro anni prima, nel bosco. Non era pi� sola. I fantasmi che l�avevano ossessionata per tutto quel tempo sembravano essersi dileguati. Gli parl� dei giorni tutti uguali, dell�odio di Raven, dell�amicizia di Parsel, delle nuove armi che aveva imparato a usare.</p><p>Ma soprattutto dei sogni che continuavano a perseguitarla.</p><p>�Capisci, Sennar? � gente che � morta, che � vissuta, che � esistita davvero! Come posso ignorare il loro lamento?�</p><p>Sennar aveva sperato che il tempo l�avrebbe liberata dalle sue ossessioni, ma vedeva che Nihal non aveva ancora trovato il suo posto nel mondo.</p><empty-line/><p>A un certo punto sentirono bussare.</p><p>Dalla porta fece capolino un viso sorridente. Quando Laio vide che nella stanza di Nihal c�era un ragazzo rest� di sasso. �Ah, hai visite, me ne vado.�</p><p>Sennar non fu meno stupito: aveva messo in conto che Nihal si facesse delle amicizie, ma l�arrivo di quel tipo lo incup� ugualmente. Che voleva?</p><p>�No, no, vieni. Lui � il famoso Sennar.�</p><p>Nihal si alz� e lo fece entrare. �E lui � Laio, mio compagno d�armi!�</p><p>Laio e Sennar si strinsero la mano con circospezione.</p><p>La mente del mago galoppava a briglia sciolta. Come si permetteva quel ragazzino di entrare nella stanza di Nihal senza preavviso? Erano in rapporti cos� stretti? Lei aveva detto che erano amici: amici quanto? Pi� lo guardava e meno gli piaceva.</p><p>Nella stanza ci fu un attimo di gelo. Improvvisamente Nihal prov� qualcosa di strano: un senso di disagio, che per� sembrava non appartenere a lei, ma a qualcun altro. Era come quando si ascolta il suono della propria voce: sappiamo che ci appartiene, eppure ci sembra estranea. Rimase interdetta.</p><p>�Sentite, perch� non usciamo un po�? � o non � il mio giorno di riposo mensile?�</p><empty-line/><p>Andarono in giro per tutto il pomeriggio, nel frastuono di Makrat.</p><p>Nihal detestava tutta quella confusione e si sent� forestiera come il primo giorno. Sennar continu� a fare il sostenuto e a Laio parve d�essere di troppo.</p><p>Fu uno spiacevole pomeriggio.</p><empty-line/><p>Per Sennar giunse l�ora di andarsene. Lui e Nihal rimasero soli di fronte al grosso portone dell�Accademia.</p><p>�Cos� per un po� resterai qui�� esord� Nihal.</p><p>�S�. D�ora in poi cercher� di capire come si muove un consigliere in zona di pace. Ti potr� venire a trovare pi� spesso��</p><p>�Be�, allora ci vediamo.�</p><p>Nihal detestava i saluti lunghi. Gli diede un bacio sulla guancia e fece per entrare, ma Sennar, in un impeto di coraggio, la ferm�.</p><p>�Senti ma� in fin dei conti� chi sarebbe questo Laio?�</p><p>Nihal lo guard� stupita, poi scoppi� a ridere. �Cos��, hai paura di essere sostituito? Laio � un ragazzino. E mi adora. Mi ha fatto sentire meno sola, e non gli interessa niente se io sia umana o mezzelfo. � una gran cosa, sai?�</p><p>�S�, no, certo� Insomma, ero solo curioso. Tutto qui.�</p><p>Nihal rise ancora scuotendo la testa. Si salutarono contenti.</p><empty-line/><p>Nei mesi che seguirono la vita di Nihal miglior� decisamente.</p><p>Dopo quell�approccio burrascoso si era affezionata a Malerba. Lui era gentile: le teneva in serbo dalla mensa qualche boccone speciale, le riordinava la stanza e ogni tanto le portava qualche fiore di campo che Nihal accettava col sorriso sulle labbra, perch� da tempo nessuno era cos� premuroso nei suoi confronti.</p><p>Talvolta parlavano. Lo gnomo, tra lacrime e frasi sconnesse, le raccontava gli stessi orrori che Nihal vedeva nei suoi sogni. E lei si lasciava andare, confessandogli le sue paure e il suo desiderio di vendetta. Le sembrava che Malerba, a dispetto dell�apparente demenza, con la ragione del cuore capisse il dolore e il senso di spaesamento che lei provava. E poi non riusciva pi� a tenersi tutto dentro.</p><p>Anche la presenza di Laio era diventata importante. Sapere che c�era qualcuno pronto ad ascoltarla e a consolarla nei momenti bui rassicurava Nihal.</p><p>I mesi di addestramento e la rigida disciplina dell�Accademia non lo avevano cambiato. Laio era rimasto un bambino, con gli occhi spalancati su un futuro che vedeva tutto rose e fiori. La sua vicinanza ricordava a Nihal i giorni felici in cui viveva ancora a Salazar con Livon.</p><p>Formavano una strana coppia: lei era il pi� promettente allievo della scuola, lui il pi� debole e il meno dotato. Ma erano sempre insieme.</p><p>Ogni mese, puntualissimo, Sennar si presentava in Accademia.</p><p>Qualche volta si univa anche Fen, e allora Nihal si lasciava andare alla sua parte pi� femminile e si crogiolava nel suo eterno e infelice amore.</p><p>Il cavaliere era fiero di lei: pi� il tempo passava, pi� si rendeva conto che era destinata a grandi cose.</p><p>Tiravano di spada nell�arena centrale, quella dei draghi, quando gli altri allievi non c�erano. Erano capaci di combattere per ore. Lei non si stancava mai di stargli vicino e lui provava un insolito piacere a combattere con quella ragazzina.</p><empty-line/><p>Era passato un anno dal giorno in cui Nihal aveva varcato la porta dell�Accademia dell�Ordine dei Cavalieri di Drago della Terra del Sole.</p><p>Ormai padroneggiava perfettamente tutte le armi con le quali si era cimentata e con la spada superava di gran lunga i suoi compagni.</p><p>Persino Raven dovette capitolare di fronte alla testimonianza dei vari maestri che giuravano che un combattente cos� non capitava tutti i giorni e che conveniva farla scendere in campo il prima possibile.</p><p>In anticipo sui tempi dell�addestramento, Nihal era ormai pronta per la prova pi� importante: la battaglia.</p></section><section><title><p>15</p><p>Finalmente in battaglia.</p></title><p>Erano una trentina in tutto. Sarebbero stati divisi in piccoli gruppi e assegnati a plotoni dislocati sui diversi fronti.</p><p>Ogni gruppetto sarebbe stato alle dirette dipendenze di un veterano, che aveva il compito di giudicarne il comportamento sul campo, oltre a quello di salvare la pelle a chi si fosse messo nei guai.</p><p>A ciascuno di loro sarebbe stato dato un corpetto a colori sgargianti, che permettesse di identificarli come allievi dell�Accademia. In quel modo per il supervisore sarebbe stato pi� facile controllare il comportamento dei ragazzi in battaglia.</p><empty-line/><p>Prima della prova gli addestramenti si susseguirono a ritmo serrato.</p><p>A partire dall�alba gli aspiranti cavalieri combattevano nell�arena, approfondivano le tecniche di ogni singola arma, correggevano gli errori, affinavano il comportamento da tenere in battaglia.</p><p>Quando il sole calava erano distrutti. Tutti, tranne Nihal.</p><p>Sola nella sua stanza, si rigirava sotto le coperte senza riuscire a prendere sonno. Con la mente era gi� proiettata verso la guerra. Il suo sogno stava per realizzarsi: finalmente avrebbe potuto contribuire alla distruzione del Tiranno. Non riusciva a credere di essere riuscita ad arrivare fino a quel punto. E non vedeva l�ora di combattere: le sembrava che in quella battaglia avrebbe finalmente trovato il senso della sua esistenza. Combattendo avrebbe riscattato la colpa di essere sopravvissuta ai suoi simili, la colpa di non aver amato abbastanza Livon e di averlo lasciato morire. Contava i giorni.</p><empty-line/><p>Non tutti erano altrettanto contenti.</p><p>Laio era stato ammesso alla prova grazie alle pressioni di suo padre, ma era terrorizzato. Fino ad allora aveva accettato con noncuranza il destino che la sua famiglia aveva scelto per lui: vedeva il giorno in cui sarebbe sceso sul campo di battaglia cos� lontano che non se ne preoccupava. Ma ora di notte gli sembrava di sentire il clangore delle armi risuonargli in testa. Forse non sarebbe morto in combattimento, ma di spavento di sicuro.</p><p>Nihal cercava di tirarlo su, con scarsi risultati.</p><p>Alla fine lo costrinse a fare un patto. �Ascoltami bene, Laio. Io ti giuro che se le cose si mettono male ci penser� io a salvarti. Ma tu devi promettermi che parlerai a tuo padre e lo convincerai a lasciarti fare quello che vuoi.�</p><p>Lui aveva annuito, sperando con tutto se stesso che Nihal mantenesse il suo giuramento.</p><empty-line/><p>Sennar era in ansia per Nihal, ma la prova non lo colse impreparato: sapeva da sempre che non si sarebbe fermata fino a quando non avesse assaggiato la polvere del campo di battaglia.</p><p>I mesi trascorsi nella Terra del Sole gli avevano fatto bene. Dopo gli orrori della guerra, poter finalmente vivere in pace era stato meraviglioso. Quella terra disordinata cominciava quasi a piacergli. Flogisto, poi, il mago sotto la cui guida aveva continuato a perfezionarsi, era un personaggio straordinario: un vecchietto dall�et� indefinita, piegato in due dagli acciacchi e afflitto da una tendenza a dimenticare tutto. Gli anni erano passati su di lui lasciandogli in dono saggezza e capacit� di capire gli altri.</p><p>Sennar impar� da lui pazienza, diplomazia, comprensione, empatia.</p><p>Poi fu pronto per entrare ufficialmente a far parte del Consiglio dei Maghi.</p><empty-line/><p>Per l�occasione venne organizzata una solenne cerimonia nel palazzo reale della Terra del Sole, con tanto di investitura, presentazione ufficiale all�alta societ� e faraonico banchetto finale. Tutti i cuochi del Palazzo furono impegnati per giorni nella preparazione del simposio e la grande sala centrale venne addobbata con cornucopie d�oro da cui fuoriuscivano frutti proveniente dai pi� remoti anfratti del Mondo Emerso, arazzi antichi e stoffe pregiate.</p><p>La nomina di un consigliere era un�occasione importante: a Makrat convennero non solo i maggiorenti della Terra del Sole, ma anche svariati rappresentanti dei regnanti di altre Terre. Senza contare i generali in alta uniforme e i curiosi, tutti vestiti in pompa magna, che non si lasciavano sfuggire nessuna occasione mondana.</p><p>Dopo infinite insistenze, Nihal riusc� a strappare a Raven il permesso di partecipare. Il giorno dell�investitura indoss� i suoi abiti: le erano cos� mancati! Senza quell�orribile saio informe si sentiva bella come non mai.</p><p>Lucid� la spada fino a farla scintillare, si intrecci� i capelli con cura e si rec� al palazzo reale con il sorriso sulle labbra.</p><p>Quando fece il suo ingresso nella sala centrale, sfavillante di luci e ridondante di stucchi e di affreschi, furono in molti ad ammutolire.</p><p>Tra dame eleganti, maghi in alta uniforme e ospiti di ogni grado di nobilt�, una ragazza in abiti da guerriero, con i capelli blu e l�incedere militaresco non passava inosservata.</p><p>Con tutti quegli occhi puntati addosso, Nihal si sent� improvvisamente fuori posto. Per la prima volta in vita sua desider� un vestito da donna, una gonna lunga, una bella scollatura, dei gioielli. <emphasis>Accidenti. Ma che ci faccio qui?</emphasis></p><p>Poi per� vide Sennar.</p><p>Aveva i capelli lunghi e arruffati e non si era fatto la barba. Per di pi�, portava la sua vecchia tunica nera, quella della sua prima investitura, con l�occhio rosso ricamato sul petto. Avevano cercato in tutti i modi di convincerlo a togliersela.</p><p>�E perch� mai? Questo non � un vestito, � la mia seconda pelle. E non � mia abitudine cambiarla come i serpenti!� aveva risposto.</p><p>Allora lo avevano scongiurato di legarsi i capelli, di farsi la barba, perch� aveva l�aspetto di un naufrago, ma lui aveva riso: gli piaceva sovvertire certe stupide regole, e si divertiva un mondo a farlo ogni volta che poteva.</p><p>Salut� Nihal con una strizzatina d�occhio, poi si sottopose a una cerimonia assurdamente pomposa.</p><p>Apr� le danze uno dei cortigiani, insignito per quell�occasione del ruolo di ciambellano, con un lungo e inutile discorso sull�importanza di quell�evento.</p><p>Poi fu la volta dei Consiglieri: a uno a uno si alzarono e fecero la loro orazione, elencando le motivazioni che li avevano spinti a reputare Sennar degno della loro carica.</p><p>Al terzo consigliere gli astanti boccheggiavano gi� per la noia. Sembrava non finire mai: discorsi, salamelecchi, altri discorsi, attestazioni di stima, ancora discorsi.</p><p>Nihal, annoiata, si guardava intorno scrutando gli invitati.</p><p>La sua attenzione fu attirata da una ragazzina.</p><p>Doveva avere qualche anno meno di lei. Sembrava una bambina capitata per errore nei panni di una donna: bellissima, seria, piena di dignit�. Sedeva su una specie di trono e Nihal pens� che fosse la figlia del re, che per� non riusciva a scorgere da nessuna parte.</p><p>Lo stupore fu massimo quando, nel momento cruciale della cerimonia, la vide alzarsi, andare verso Sennar e fermarsi davanti a lui con un medaglione in mano.</p><p>�Io, Sulana, regnante della Terra del Sole, ti fregio del contrassegno dei servitori della libert� e della pace nel Mondo Emerso perch� mai, da oggi, tu dimentichi per cosa operi.�</p><p>Cos� disse la ragazzina.</p><p>Poi ci fu un applauso. Sennar si inchin�, baci� la mano della regina e lei torn� al suo scanno con incedere lento e grazioso.</p><p>Sicch� la regnante di quella terra era una bambina.</p><p>Nihal era sconcertata.</p><p>Un suo vicino, una sorta di damerino incipriato, not� il dubbio che le si era dipinto sul viso. �Stupita della giovane et� della regina?�</p><p>�In effetti� credevo che ci fosse un re, o qualcosa del genere��</p><p>Il cortigiano sospir� e assunse un�espressione patetica. �Un re ce l�avevamo, ma � morto in battaglia. Ah, che re! Combattivo ma attento alla pace, forte ma diplomatico� Ah, che perdita!�</p><p>Quel tipo era smorfioso in maniera irritante, ma Nihal era troppo curiosa. �E non c�era nessuno che potesse prendere la reggenza?�</p><p>�Oh, certo! Per un po� fu il fratello del re a gestire il potere, ma il giorno del suo quattordicesimo compleanno, davanti a tutti i dignitari di corte riuniti in udienza davanti al reggente, Sulana dichiar� di voler salire al trono. Lo zio cerc� di dissuaderla, ma lei non desistette: lo accus� di affamare il popolo e di speculare sulla guerra.�</p><p>�Ed era vero?�</p><p>Il cortigiano si chin� e le parl� in un sussurro, come se le stesse rivelando un segreto: �A dire il vero, s�.</p><p>Poi riprese il suo contegno affettato. �La regina disse che si sentiva pronta. Suo padre le era apparso in sogno e le aveva detto di prendere il potere per il bene della Terra del Sole. E in effetti, va detto, la regina governa in modo esemplare.�</p><p>Nihal era ammirata: una ragazza tanto saggia e matura da regnare su una terra intera!</p><p>�E voi? Sembrereste un guerriero. E di qualche razza sconosciuta, per di pi�!�</p><p>�S�, s�, � una lunga storia. Vi prego di scusarmi, ma devo andare incontro a una persona��</p><p>Nihal sgattaiol� via rapida come la folgore. Si avvicin� a Sennar, finalmente consigliere, e lo abbracci� sorridendo.</p><p>�Complimenti, mago da strapazzo! Il tuo sogno si � realizzato, alla fine!�</p><p>�Be�, s�. Anche se purtroppo niente � come nei sogni.�</p><p>�In che senso?�</p><p>�Il Consiglio non � proprio come l�avevo immaginato, sai? Anche l� c�� chi pensa solo al potere, o ai propri interessi. Non tutti, certo. Ma a volte la ristrettezza di vedute di alcuni Consiglieri mi avvilisce� Comunque per il momento non ci voglio pensare. Ora mi aspetta il fronte della Terra del Vento. L� c�� da rimboccarsi le maniche. Le beghe diplomatiche le affronter� a tempo debito.�</p><p>Nihal non cap� esattamente cosa intendesse il suo amico. Per lei i Consiglieri erano tutti eroi dediti alla salvezza del Mondo Emerso, ma le parole di Sennar le lasciarono un vago senso di inquietudine.</p><empty-line/><p>La settimana seguente Nihal seppe che lei e Laio sarebbero partiti a giorni per la Terra del Vento. Sospett� quasi che Sennar ci avesse masso lo zampino e avesse fatto pressione perch� lei fosse spedita nel suo territorio. La cosa non le dispiacque: c�era la probabilit� di combattere sotto il comando di Fen, e questo la esaltava.</p><p>Si misero in cammino una mattina di fine estate.</p><p>Li caricarono tutti su un grosso carro in legno, coperto da un ampio telone sorretto da sostegni in ferro, in modo che non dovessero soffrire le avversit� del tempo.</p><p>Il carro si accod� a una carovana di vettovagliamenti e soldati diretti al fronte e il viaggio ebbe inizio.</p><p>Attraversarono terre e paesi. Al loro passaggio la gente usciva incuriosita dalle case e i bambini li salutavano. I loro sguardi erano ignari, come se quel carro non fosse un segnale della guerra imminente ma una semplice bizzarria.</p><p>Ai villaggi si sostituirono i boschi della Terra del Mare, poi i verdissimi campi della Terra dell�Acqua. Nihal stringeva la spada e pensava a Livon.</p><p>Lo ricordava nella fucina, quando ancora le sembrava un gigante, nero di fuliggine e circondato dalle scintille del metallo battuto. Ripensava alle sue sere di bambina, quando le raccontava storie di guerra. E ricordava i loro combattimenti, grazie ai quali aveva iniziato ad amare la spada. Infine rivide la scena della sua morte e, in viaggio verso le incognite e i rischi della battaglia, si aggrapp� alla sua rabbia.</p><empty-line/><p>Dai dolci panorami della Terra dell�Acqua si pass� alla steppa.</p><p>Per un istante Nihal credette che la sua Terra fosse l� ad attenderla, esattamente com�era quando lei l�aveva lasciata pi� di un anno prima, ma le parole di Sennar le ronzavano nel cervello: <emphasis>Il primo giorno non volevo crederci: non riuscivo a capire come quel posto desolato potesse essere la Terra del Vento. Ma la cosa peggiore era ricordare com�era�</emphasis></p><p>Ben presto ne cap� davvero il senso.</p><p>Prima fu il vuoto e il silenzio. Leghe e leghe di pianura deserta, coperta di erba gialla, come bruciata dal sole. La luce era poca anche a mezzogiorno e filtrava a stento attraverso coltri spesse di fumo.</p><p>Poi iniziarono a comparire le prime rovine. Moncherini di torri annerite dalle fiamme, pezzi di muri abbattuti e, tra le rovine, occhi sperduti che scrutavano terrorizzati la carovana. Campi abbandonati in balia dei corvi, appezzamenti bruciati da cui si levavano tronchi carbonizzati.</p><p>Infine, i cadaveri. Contadini, per lo pi�, e bambini, e donne. A volte soldati. Attorno a quei corpi morti, i vivi frugavano saccheggiando tutto ci� che trovavano.</p><p>La piana che Nihal aveva ammirato tante volte dal tetto di Salazar ora era gravata da una cappa di morte.</p><p>Non appena la carovana aveva iniziato a inoltrarsi in territorio di guerra, gli aspiranti cavalieri a bordo del carro erano ammutoliti.</p><p>Anche Laio guardava fuori sempre pi� spaventato. Tutta quella distruzione gli era quasi incomprensibile.</p><p>�Era qui che abitavi?�</p><p>Nihal aveva annuito in silenzio.</p><empty-line/><p>Dopo molte leghe di viaggio giunsero in vista delle prime fortificazioni e degli accampamenti dell�esercito. Attorno a ciascuna di esse erano sorte piccole comunit� di sopravvissuti. Bambini cenciosi smettevano di aggirarsi stanchi intorno alle tende per lanciarsi al seguito della carovana, chiedendo qualcosa da mangiare.</p><p>La prima volta i ragazzi nel carro avevano gettato loro parte delle scorte, ma un comandante li aveva ripresi duramente.</p><p>�Piantatela! Ce ne sono a migliaia da qui all�accampamento. E questa non � roba vostra. Se avete il cuore tenero, avete sbagliato mestiere.�</p><p>Fino a quel momento avevano dormito nel carro, fermandosi lungo la strada. Ma ora che si trovavano in territorio di guerra viaggiavano finch� non incontravano un accampamento dove trascorrere la notte, per poi ripartire alle prime luci dell�alba.</p><p>Fu un viaggio snervante e terribile.</p><p>All�inizio gli aspiranti cavalieri l�avevano preso come un gita: parlavano tra di loro allegramente, discutendo della prova come se non si trattasse di una questione di vita o di morte, ma di un gioco.</p><p>Ora che avevano visto la crudezza della guerra, nessuno aveva pi� il coraggio di scherzare.</p><p>Alcuni smisero di guardare fuori.</p><p>Altri cercarono di distrarsi chiacchierando.</p><p>Solo Nihal non distolse mai lo sguardo da quel panorama di desolazione. <emphasis>Riempiti gli occhi di questo orrore</emphasis>, si diceva, <emphasis>e ricordatene quando sarai in battaglia.</emphasis></p><empty-line/><p>Il tramonto del ventesimo giorno di viaggio giunsero alla piana di Therorn. L�aspetto del luogo non era incoraggiante: le tende malmesse sorgevano nei pressi delle macerie di una torre e c�erano parecchi feriti.</p><p>Era la prima volta che Nihal vedeva un accampamento, ma si stup� di quanto quello spettacolo le sembrasse familiare.</p><p>Sennar non si trovava l�: aveva chiesto di lui, scoprendo che risiedeva nel campo principale, che era piuttosto distante. Le truppe sotto il comando di Fen, in compenso, non erano lontane, e l�azione del giorno seguente sarebbe stata condotta unitamente a esse. A quella notizia Nihal sent� il classico tuffo al cuore, ma non ebbe tempo di pensarci: lei e gli altri cinque ragazzi del suo gruppo vennero immediatamente condotti nella tenda del generale preposto a quell�area di combattimento.</p><p>Il generale era un uomo ruvido. Cominci� subito con l�impaurirli. �Questo non � un gioco. Quello che vi insegnano in Accademia sono scemenze da damerini. La guerra � un�altra cosa: non c�� posto per i convenevoli, n� per i manuali di spada. Quando siete nella mischia valgono solo l�ordine del vostro superiore e quanti nemici fate fuori. Quindi non pensiate che siamo qui a farvi da balia. Il vostro primo dovere � obbedire. Se non rispettate gli ordini e finite nei guai, sta a voi tirarvi fuori. Ed evitate di contare troppo sul vostro supervisore: in combattimento la sopravvivenza � affar vostro. Per quel che riguarda la battaglia di domani, si tratta di un assalto a una fortezza che teniamo sotto assedio da tempo: le loro scorte di cibo e acqua sono quasi terminate, dunque � il momento giusto per attaccare. Inizieremo un�ora prima dell�alba. Gli arcieri creeranno un po� di scompiglio all�interno, poi i Cavalieri di Drago attaccheranno dal cielo, mentre la prima linea di fanti dar� l�assalto alle mura e al portone. Voi sarete in seconda linea: dopo lo sfondamento entrerete con gli altri e a quel punto non dovrete far altro che penetrare nel castello. I particolari vi saranno dati prima dell�attacco. La sveglia � per la terza ora dalla mezzanotte, quindi vi consiglio di farvi un buon sonno. Il rancio � tra due ore. Nel frattempo incontrerete il vostro supervisore, poi potrete fare quel che vorrete. Vi sconsiglio vivamente di uscire dall�accampamento. E non voglio vedervi ficcare il naso dappertutto.�</p><p>Il generale alz� i tacchi e se ne and�. I sei aspiranti rimasero interdetti e scoraggiati al centro della tenda. Laio era a un passo dalle lacrime.</p><p>�Coraggio� gli sussurr� Nihal.</p><empty-line/><p>Il supervisore era abbastanza giovane da non aver dimenticato le emozioni di un allievo dell�Accademia alla sua prima battaglia.</p><p>Spieg� nuovamente la missione, disse loro che era a lui che dovevano far riferimento, che lui era responsabile delle loro vite. Gli mostr� le armi e le armature con cui avrebbero combattuto, quindi li conged� tutti tranne Nihal.</p><p>�Tu sei il mezzelfo.�</p><p>Nihal annu�.</p><p>�� di fondamentale importanza che il nemico non sappia della tua esistenza. Sar� il caso che in battaglia tu sia ben camuffata.�</p><p>�Perch�? Non penso che al Tiranno importi molto di sapermi qui.�</p><p>�Il Tiranno ha fatto sterminare la tua gente. Non sappiamo il perch�, ma sappiamo che tu sei l�ultima. Se sapesse della tua esistenza tutto l�accampamento potrebbe essere in pericolo. Aver sbandierato il tuo nome ai quattro venti come mi hanno detto che hai fatto a Makrat � stato un errore. In guerra si pu� perdere un uomo, non un�intera divisione.�</p><p>Nihal si sent� di nuovo una minaccia. Quello che aveva pensato dopo la morte di Livon era vero, allora: la sua esistenza era un pericolo per chi le stava a fianco.</p><p>Il supervisore le diede un elmo che le coprisse interamente la testa: era fondamentale che non fossero visibili n� i capelli n� le orecchie.</p><p>Fu il primo problema: l�elmo le stringeva dolorosamente.</p><p>Il secondo fu l�armatura: le corazze in dotazione erano inadatte al fisico minuto di Nihal. Non ce n�era una che andasse bene.</p><p>Il supervisore si spazient�. �Donne! Ci sar� un motivo per cui devono stare a casa a badare ai figli!�</p><p>Nihal gett� la corazza a terra.</p><p>�Non ho bisogno di tutta questa roba.�</p><p>�Ah, s�? Ma bene! Allora appartieni alla categoria degli eroi, che vengono qui pieni d�orgoglio, convinti di compiere imprese straordinarie, giusto? In ogni gruppo di allievi c�� qualcuno cos�. E sai cosa ti dico? Sono quelli che durano di meno: o muoiono in battaglia o al primo assalto si rintanano in un cantuccio morti di paura.�</p><p>�Io non sono qui per giocare, signore, ma per combattere.�</p><p>Il supervisore tagli� corto. �Fa� come vuoi. Bada solo a non mettere in pericolo la vita degli altri.�</p><empty-line/><p>Nihal gironzol� per il campo, osservando come anche in quel luogo di guerra scorresse lenta la vita di tutti i giorni. Chi scriveva lettere, chi dormiva, chi lavava le sue cose. C�era una strana assenza di rumori, come una sospensione: sembrava di trovarsi in un luogo fuori dal mondo, in attesa di non si sapeva che cosa.</p><p>Il rancio fu parco e consumato in silenzio. Nihal si chiese se fosse sempre cos�, prima di una battaglia. Pensavano tutti all�indomani? O forse anche a rischiare la vita si fa l�abitudine e alla fine non fa pi� paura? Per quel che la riguardava, non vedeva l�ora di combattere.</p><p>Dopo cena si rinchiusero tutti nelle loro tende. Nihal aspett� che Laio si addormentasse. Quando sent� che il suo respiro si era fatto regolare, si coric� anche lei. Ma dormire non era facile: appena chiudeva gli occhi le vorticavano nel cervello immagini di battaglia, stralci dei suoi incubi, ricordi di quando era bambina. Si sentiva scoppiare la testa. Si tir� su sconfitta e usc� dall�alloggiamento.</p><p>Fuori fu assalita dal freddo. Si avvolse nel mantello e si incammin� per il campo addormentato, avvolto nella foschia. C�era una calma perfetta, irreale. Un�atmosfera di pace che stonava con la distruzione che aveva visto durante il viaggio.</p><p>Nihal cammin� a lungo, finch� dalla notte non emerse la sagoma della torre diroccata. I mattoni di quella citt� sconosciuta e ormai morta le rivolgevano una specie di richiamo. La raggiunse e si arrampic� su quel che restava di una scala. Si era miracolosamente salvata dalla distruzione, ma era sconnessa e mancavano alcuni gradini: si avvolgeva incerta di piano in piano, conducendo fin quasi alla sommit� della torre. Poco prima della cima, dove un tempo doveva essere la terrazza, si arrestava: i piani alti erano crollati del tutto.</p><p>Le pietre della torre sembravano parlare a Nihal della sua vita nella Terra del Vento. In quei muri sfigurati dal fuoco e dalla violenza degli uomini riconobbe i negozi, le case, le sale delle assemblee.</p><p>C�era anche una fucina come quella di Livon. Alcuni ambienti erano ancora intatti, molti altri erano sventrati e davano sul vuoto. Giunse in una stanza pi� grande, spaccata in due da un crollo. Si affacci� e vide i resti del giardino interno della torre, quello in cui un tempo gli abitanti coltivavano i loro orti e all�ombra dei cui alberi amavano prendere il fresco d�estate. Per gran parte era distrutto, ma nel mezzo c�era ancora un ulivo. Il suo tronco ritorto narrava la storia di una vita lunga, travagliata, ma che resisteva. A Nihal sembr� bello come una scultura.</p><p>Quell�immagine apr� il passo ai ricordi. Le torn� in mente l�iniziazione nel bosco, quando aveva sentito battere il cuore della terra. E quel battito segreto Nihal ora lo risentiva, a dimostrazione che, nonostante lei avesse scelto la via della guerra, il patto con la natura non era rotto.</p><p>Allora fu travolta da un oceano di sensazioni: nostalgia, assenza, rimpianto. Rivoleva indietro l�infanzia, i giochi, l�innocenza, la pace. D�un tratto la sua vita le parve meravigliosa. Ebbe paura di morire, di perdere tutto quel che aveva avuto fino allora.</p><p>Prima di quella notte aveva guardato alla sua vita con tristezza: il dolore dell�ultimo anno, gli incubi, la condanna a essere l�ultima di un popolo intero.</p><p>Ma ora non voleva morire.</p><p>Ora guardava la luna piena, brillante quasi da ferire gli occhi, e pensava a come sarebbe stato bello rinunciare alla guerra e tornare a essere la ragazza che in realt� non era mai stata. Che c�era di male? Basta con le armi, la morte, i doveri. Sarebbe potuta andare a vivere nella Terra del Sole, e magari pensare all�amore, trovare un ragazzo con cui vivere, fare figli e morire di vecchiaia, felici di aver vissuto una vita piena.</p><p>Che cosa c�era di sbagliato? Nulla.</p><p>Eppure non poteva. Non poteva vivere in pace quando tutta la sua gente, uomini, donne, bambini, era stata spazzata via da un odio feroce e immotivato. Non poteva guardare la vita scorrerle sotto gli occhi quando nel Mondo Emerso continuavano a compiersi le peggiori crudelt�.</p><p>Poi tutto ridivenne reale: la torre riebbe il suo aspetto di rudere, l�ulivo torn� a essere un albero in mezzo alle erbacce.</p><p>Il sogno di una vita normale era finito.</p><p>Nihal seppe che quella notte sarebbe diventata un guerriero.</p><p>Si sciolse la lunga treccia blu, che per anni non aveva visto le forbici. Guard� quel fiume di capelli che le scendeva oltre i fianchi. Erano capelli da regina, quelli di cui cantano i menestrelli, in cui gli amanti annegano dolcemente.</p><p>Prese la spada.</p><p>Le ciocche caddero a terra una per volta, lentamente.</p><p>Quando ebbe finito, in testa aveva una zazzera corta e arruffata.</p><p>Gett� i capelli in fondo al giardino.</p><empty-line/><p>Laio si svegli� al secondo suono del corno e la vide in piedi di fronte alla sua branda. Rimase a bocca aperta.</p><p>�Nihal! Che cosa hai fatto?�</p><p>�I capelli lunghi sono scomodi in battaglia. Ora alzati, o non sarai pronto per la rivista.�</p><p>Poi Nihal si sedette in un angolo. Si sentiva stranamente serena: aveva preso la sua decisione, nulla poteva pi� smuoverla. Prese un lungo drappo di stoffa nera e si mise davanti lo scudo che avrebbe usato in battaglia. Anche se un po� deformata, riusciva a scorgere la sua immagine riflessa: quando si guard� le venne un groppo in gola. <emphasis>Sciocchezze. Finiscila di fare la stupida.</emphasis></p><p>Inizi� a fasciarsi strettamente la testa fino a quando non se ne riuscirono pi� a intravedere i dettagli. Di sicuro l�avrebbero notata, perch� era mascherata e perch� era una donna, ma nessuno avrebbe potuto riconoscere in lei un mezzelfo.</p><p>Il ragazzino era ancora seduto sulla branda e la osservava con gli occhi sgranati.</p><p>Nihal si guard� per un�ultima volta: i suoi occhi spiccavano sul nero della stoffa. Non si era mai accorta di quanto fossero belli. <emphasis>Insomma, Nihal! Basta con la vanit�.</emphasis></p><empty-line/><p>Quando le truppe si misero in marcia era ancora notte fonda.</p><p>Dovevano raggiungere l�accampamento stanziato sotto le mura della fortezza da espugnare. Per Nihal significava solo una cosa: andare da Fen.</p><p>Marciarono nel pi� assoluto silenzio e nel giro di un�ora furono in vista del campo: era ben pi� grande e organizzato di quello in cui avevano passato la notte. Al suo interno si respirava un�aria di efficienza mista a tensione. Fra i molti che giravano per l�accampamento preparandosi all�attacco, Nihal cerc� Fen scrutando chiunque incrociasse.</p><p>Infine lo vide uscire da una tenda, l�armatura dorata e un�espressione seria sul volto. Sgattaiol� dalla fila cercando di non farsi vedere dal suo supervisore e gli si avvicin�. �Fen?�</p><p>Il cavaliere guard� sospettoso la figura mascherata che gli si parava davanti. Per un attimo Nihal aveva sperato che lui la riconoscesse anche cos� bardata. Apr� il mantello e gli mostr� il corpetto che la qualificava come recluta.</p><p>�Sono io��</p><p>�Nihal!�</p><p>Il cavaliere le porse la mano e gliela tenne stretta a lungo. �� la tua prima battaglia, vero?�</p><p>La ragazza annu�. Si sentiva le ginocchia molli.</p><p>�Cerca di non rischiare pi� del dovuto, Nihal. Avrai mille occasioni per metterti in luce in futuro. Ti penser�, quando sar� in volo.�</p><p>A Nihal sembrava di sognare, ma l�urlo del suo supervisore la richiam� alla realt�. �Devo andare��</p><p>Fen le lasci� la mano. �Buona fortuna.�</p><empty-line/><p>Le reclute si accodarono agli altri fanti di seconda linea.</p><p>Era un gruppo piuttosto eterogeneo: c�erano uomini, gnomi, perfino folletti che prestavano servizio come spie. Poi c�erano guerrieri di tutte le et�: giovani di primo pelo, ma anche adulti e addirittura qualcuno che si avviava verso la vecchiaia.</p><p>Venne loro ripetuta la strategia: avrebbero atteso l�inizio dell�attacco e sarebbero entrati solo dopo l�azione della prima linea, introducendosi nel castello.</p><p>Nihal era concentrata. La sua testa andava lentamente svuotandosi. Aveva un unico pensiero: la battaglia. Non aveva pi� paura, non era emozionata n� impaziente: pensava solo a quello che avrebbe dovuto fare.</p><p>Si appostarono.</p><p>Sotto la linea dell�orizzonte un debolissimo chiarore segnal� che l�alba stava per sorgere. Subito dopo gli arcieri Nihal intravide i cavalieri sui propri draghi, immobili in attesa del segnale.</p><p>La roccaforte non era che una torre meno malmessa delle altre; era stata fortificata con vari contrafforti che ne rendevano la sagoma tozza e minacciosa. Al suo interno tutto sembrava tacere: lo stesso silenzio teso accomunava i due schieramenti nemici.</p><p>Poi, all�unisono, gli arcieri scoccarono le loro frecce e i cavalieri si alzarono rapidi in volo.</p><p>Gli istanti che separarono l�inizio dell�attacco dal momento in cui le frecce e i cavalieri raggiunsero la fortezza sembrarono interminabili.</p><p>All�improvviso dalla roccaforte iniziarono a partire enormi proiettili di fuoco lanciati dalle catapulte e si abbatterono a pochi metri dalla prima linea. Poi uno stormo di esseri volanti si alz� dalle mura della torre.</p><p>�Maledetti uccellacci!� imprec� il vicino di Nihal.</p><p>�Che cosa sono?�</p><p>�Non lo sappiamo neanche noi. Li chiamiamo �uccelli di fuoco�. Non sono particolarmente pericolosi, ma sputano fiamme e impegnano gli arcieri. E quando i fanti entrano in azione sono meno coperti.�</p><p>La strategia d�attacco venne rivista immediatamente: il generale che li aveva accolti la sera precedente ordin� alla prima fila di fanti di attaccare subito. La seconda fila rimase in attesa, pronta a scattare.</p><p>Il fragore aument� a dismisura. Poi, all�improvviso, numerose zolle di terreno parvero deformarsi e infine sollevarsi: dalla terra emersero come scarafaggi centinaia di fammin urlanti. Le bestie invasero in un attimo tutto lo spazio antistante la torre, prendendo i soldati alle spalle.</p><p>Incalzata dal rumore della battaglia, il cuore che le scoppiava in petto, Nihal sent� fortissimo l�impulso a combattere. L�attesa era snervante, ma senza un ordine non potevano partire all�attacco. Era la prima cosa che le avevano insegnato: rispettare gli ordini. Vide i cavalieri impegnati sulle loro creature alate e le sembr� quasi di distinguere Fen. Poi guard� Laio, che le era accanto: tremava e stringeva i denti sulle labbra fino a farle sanguinare.</p><p>�Stai calmo, non temere� gli disse, ma anche lei non riusciva a tenere a bada quel misto di paura, voglia di combattere ed esaltazione.</p><p>Poi, improvviso, giunse l�ordine.</p><p>Un grido e la loro truppa part� all�attacco.</p><p>Nihal inizi� una folle corsa lungo tutto il campo.</p><p>Vide confusamente centinaia di persone davanti alla torre.</p><p>Vide i fammin avvicinarsi sempre pi�.</p><p>Ritrov� in s� tutto il furore, l�odio, la rabbia. E inizi� a combattere.</p><p>Nihal sapeva bene che in duello si dimentica tutto, ma l�, sul campo di battaglia, era una cosa completamente diversa.</p><p>Non aveva fisicamente il tempo per pensare: si muoveva come una macchina, dominata dalla furia. Tutta la sua esistenza si riduceva al suo solo essere fisico, al trovarsi l� e all�uccidere. I fammin le venivano incontro da ogni lato. La spada nera roteava in tutte le direzioni, colpendo con precisione: Nihal sapeva in ogni istante chi aveva vicino, chi doveva colpire e in che modo.</p><p>Abbatt� il primo nemico di slancio, spinta dall�impeto della corsa. Quindi ne vennero infiniti altri, senza interruzione.</p><p>Non aveva coscienza che di s�. Avanzava sul campo passo dopo passo, abbatteva nemico dopo nemico. Era una mischia infernale. Uomini si gettavano su altri uomini, fammin saltavano al collo dei soldati. Quelle bestie non si limitavano a colpire con le spade e le asce: dilaniavano con i denti, laceravano con gli artigli, infierivano persino su chi era gi� stato abbattuto.</p><p>A terra centinaia di corpi: uomini, fammin, gnomi. L�erba era rossa e viscida. Fiotti vermigli cadevano sul campo come pioggia. Ma Nihal pensava solo a combattere, a uccidere, a guadagnare la pianura metro dopo metro insieme agli altri soldati, calpestando i caduti e sporcandosi del loro sangue.</p><p>Non aveva paura, non era inorridita da ci� che vedeva, dalla morte che la circondava, dalla sofferenza dei feriti. Avanzava menando fendenti e abbattendo nemici: nient�altro aveva importanza.</p><p>Poi inizi� a percepire anche quello che le accadeva intorno.</p><p>Dalle ombre proiettate sul suolo riusc� a capire la posizione dei Cavalieri di Drago e delle creature alate che provenivano dalla torre.</p><p>Nel clamore della battaglia cominci� a distinguere sempre pi� chiaramente gli ordini che venivano urlati dal generale.</p><empty-line/><p>Dopo un tempo indefinito si ritrov� sotto le mura. Una colata di olio bollente le sfior� un braccio.</p><p>Aveva le spalle momentaneamente coperte, cos� ebbe il tempo di guardare in alto: a intervalli regolari i fammin svuotavano enormi pentoloni di olio sui combattenti. Si sentivano al sicuro: la pioggia di frecce si era diradata, gli arcieri iniziavano a non avere pi� munizioni.</p><p>Nihal corse intorno alla torre fino a trovare una sorta di nicchia in cui si nascose. Riprese fiato, quindi si sporse fuori dal suo rifugio.</p><p>Riusciva a vedere un fammin, ma colpirne uno non bastava: per avere accesso alle mura bisognava sguarnire almeno un lato della torre.</p><p>Si guard� febbrilmente intorno.</p><p>Non lontano da lei c�era un soldato caduto dalla torre. Accanto a lui, un arco. Nihal corse fuori dal nascondiglio, evitando con agilit� l�olio bollente che pioveva a intervalli regolari, quindi torn� a ripararsi.</p><p>Parecchie frecce giacevano al suolo o infisse negli interstizi tra le pietre delle mura. Nihal prese le pi� vicine e se le assicur� alla cintura. Poi incocc� la prima e scatt� fuori. Quando uno dei fammin entr� nel suo campo visivo, la freccia lo colp� in pieno. La bestia cadde verso l�interno.</p><p>Incocc� immediatamente un�altra freccia.</p><p>Anche il secondo colpo and� a segno, ma Nihal non ebbe il tempo di esultare. Alle sue spalle un fammin ringhiava e brandiva un�ascia insanguinata. La ragazza si mise l�arco a tracolla cercando freneticamente l�elsa della spada con la mano libera.</p><p>Il mostro le fu subito addosso. La incalzava senza darle il tempo di attaccare. Nihal cominci� a retrocedere. Parava un colpo dopo l�altro incespicando all�indietro.</p><p>Poi il generale plan� rapido con il suo drago.</p><p>Trafisse il mostro con una lancia, agguant� Nihal per un braccio e la caric� sulla sella.</p><p>L�animale batt� le ali potenti. Si innalzarono.</p><empty-line/><p>Stretta al pomolo dell�arcione la ragazza riprese fiato e osserv� il campo di battaglia dall�alto: i fammin impedivano di avvicinarsi alle mura e la pioggia di frecce scemava sempre di pi�.</p><p>�Far� un giro largo intorno alla torre e tu li colpirai� le disse il generale.</p><p>�Sono pronta.�</p><p>Nihal incocc� la freccia e prese la mira. Il colpo and� a segno.</p><p>Tir� ancora, e ancora, e altri due nemici caddero dalla torre.</p><p>Poi sent� un senso di bruciore a una gamba. Una freccia l�aveva ferita di striscio.</p><p>�Hanno capito cosa vogliamo fare, dannazione! Tienili impegnati. Io mi occupo dell�olio bollente.�</p><p>Nihal prese dal cinturone le ultime due frecce che le restavano e le scocc� una dopo l�altra.</p><p>Il cavaliere non perse tempo. Scagli� con violenza la sua lancia contro uno dei pentoloni, che cadde verso l�interno del pozzo centrale della torre. Si udirono urla disperate di dolore.</p><p>Il drago torn� subito verso i fammin.</p><p>�Generale�� url� Nihal.</p><p>�Ancora un fammin!�</p><p>�Non ho pi� frecce, generale��</p><p>Il militare si lasci� sfuggire un�imprecazione. �D�accordo, ti riporto a terra.�</p><empty-line/><p>Nihal si ritrov� di nuovo sotto le mura, nel mezzo della battaglia. Sfoder� la spada e riprese a combattere.</p><p>Si un� al gruppo che stava dando l�assalto all�ingresso. Alcuni tentavano di sfondare il portone di legno con l�ariete, ma erano continuamente intralciati dai fammin.</p><p>Nihal si stava battendo con uno di loro quando sent� un suono inaspettato su un campo di battaglia: sembrava l�urlo di un bambino.</p><p>�Laio!�</p><p>Anche il ragazzino si trovava sotto le mura.</p><p>Iniziata la battaglia era partito all�attacco come tutti, ma poi si era ritirato dietro un cespuglio, tremante. Il supervisore l�aveva visto e l�aveva costretto ad andare all�attacco del portone insieme agli altri fanti. Ora era l�, come inebetito. La spada gli era sfuggita dalle mani.</p><p>�Scappa!�</p><p>Nihal lo raggiunse.</p><p>�Vuoi scappare s� o no?� gli url� furiosa.</p><p>Laio si riscosse e prese a fuggire verso l�accampamento. Non sarebbe mai riuscito a raggiungerlo se il supervisore non avesse avuto piet� di quel ragazzino, sbattuto in guerra contro il suo volere. Lo raccolse al volo e lo caric� sul suo drago.</p><p>�� tutto finito. Sei salvo. � tutto finito.�</p><p>Laio si strinse a lui e inizi� a piangere disperato.</p><empty-line/><p>Nihal aveva raccolto la spada dell�amico e stava combattendo con due lame. Era stanca e piena di ferite.</p><p>Sent� uno schianto. Il portone iniziava a cedere. Presto avrebbero preso la fortezza. Il campo di battaglia era pieno di fammin abbattuti, e l�esercito si avviava a conquistare l�avamposto.</p><p>Si fece forza, ma le bruciavano gli occhi. Improvvisamente sembrava essere calata una fitta nebbia. Faceva un caldo infernale. L�aria era impregnata di un forte odore di fumo. Inizi� a tossire. Non si respirava pi�.</p><p>�Che diavolo��</p><p>Un ultimo colpo d�ariete e il portone si spalanc�.</p><p>Dall�apertura si sprigion� un�immensa fiammata.</p><p>I fanti di prima linea furono arsi vivi, come pure i soldati che reggevano l�ariete.</p><p>Gli occupanti della fortezza avevano preferito incendiarla piuttosto che lasciarla in mano nemica.</p><p>L�esercito batt� in ritirata.</p><p>I Cavalieri di Drago si allontanarono a uno a uno incalzati dalla catapulta.</p><p>Mentre correva con gli altri verso l�accampamento, Nihal non vide che alcuni di loro, colpiti dalle palle di fuoco, precipitavano rovinosamente oltre la torre.</p></section><section><title><p>16</p><p>Un nuovo dolore.</p></title><p>Il fuoco abbracci� la torre come una creatura vivente. La strinse sempre di pi� avvolgendosi intorno al suo profilo e infine la fece sua del tutto. Le fiamme levarono i loro tentacoli al cielo. I mattoni cedettero e la costruzione si ripieg� su se stessa dissolvendosi in una nube di fumo e polvere.</p><empty-line/><p>L�esercito osserv� la scena dall�accampamento e quando l�edificio croll� lev� un grido di vittoria. Anche Nihal alz� la sua spada al cielo. Di fronte a quello spettacolo di distruzione le si dipinse un sorriso sul volto.</p><p>Il generale la affianc�. �Hai svolto bene il tuo compito� le disse rudemente, e Nihal seppe di avercela fatta. Ora avrebbe avuto il suo drago, avrebbe imparato a governarlo e si sarebbe consacrata totalmente alla battaglia. In quel momento pensava solo ai nemici che aveva ucciso e al suo trionfo: non pensava a Sennar lontano, n� a Laio che era scampato alla morte, n� a Fen. Pensava alla vendetta: quel giorno i mezzelfi si erano presi la loro prima rivincita.</p><p>Anche il supervisore le si avvicin�. �Sarai contenta, hai superato la prova. Devo ammettere che ti sei comportata bene sul campo. Il tuo amico, per� non � molto in s�, ecco. Vai a dargli un�occhiata.�</p><p>�S�, signore. Grazie, signore� rispose in fretta Nihal. Poi si mise a correre.</p><p>Trov� Laio rannicchiato in un angolo della tenda. Singhiozzava e tirava su col naso. Si avvicin� cauta, ma egli sussult� ugualmente. Gli si accoccol� a fianco e prese ad accarezzargli la testa.</p><p>�� tutto finito, piccolo. Non devi avere paura. Ora potrai parlare con tuo padre. Gli spiegherai quello che provi. Andr� tutto bene.�</p><p>Lui la guard�: aveva gli occhi gonfi e arrossati dal pianto. �� stato terribile. Non credevo che potesse essere cos�: tutta quella gente che moriva� i fammin che correvano dappertutto� e i ragazzi che venivano uccisi, e cadevano a terra uno dopo l�altro� � orribile, Nihal! Orribile!�</p><p>Nihal non sapeva cosa dirgli. Era tutto vero. Era davvero orribile: la morte, il sangue, i fammin. Ma era la guerra.</p><p>�Perch� deve accadere tutto questo? Perch� il Tiranno ci odia? Perch� odia anche chi non gli ha fatto nulla?�</p><p>�Non c�� un perch�, Laio. Ci odia e basta. Per questo si combatte.�</p><p>�Gi�, si combatte� Di� piuttosto che voi combattete, perch� io non ho il coraggio di farlo! Ho avuto paura, ho messo in pericolo la tua vita� Mi odio! So che bisogna combattere, ma so anche che non ce la faccio. Mi sento un codardo. Come posso vivere in pace dopo quello che ho visto oggi?�</p><p>�Non tutti sono tenuti a combattere, Laio. Si pu� aiutare il nostro mondo in tanti modi: pensa ai Consiglieri, o ai regnanti delle Terre libere. Loro non usano le armi, ma lo stesso fanno tanto per la libert� del Mondo Emerso. Anche tu troverai il modo di essere utile.�</p><p>Laio riprese a piangere sommessamente.</p><empty-line/><p>All�improvviso il campo sembr� in preda all�agitazione.</p><p>Nihal la percep� dallo scalpiccio frenetico di passi appena fuori dalla tenda. Si affacci�. I soldati erano tutti fuori dai loro alloggiamenti.</p><p>�Ehi, tu! Cosa succede?�</p><p>Il giovane scudiero non si ferm� neppure.</p><p>�Abbiamo perso dei cavalieri� rispose affannosamente, e riprese il suo cammino.</p><p>Un pensiero attravers� la mente di Nihal come un lampo: Fen. Non l�aveva visto dopo la battaglia. <emphasis>Non essere ridicola. Non gli � successo niente</emphasis>. Ma una strana irrequietezza si impadron� di lei. Usc� dalla tenda e vag� per il campo, tra il viavai di soldati e scudieri sempre pi� agitati, finch� non vide una piccola folla che si accalcava davanti alla tenda del comando generale.</p><p>Si avvicin� anche lei pregando di sentire, tra le altre che provenivano dall�interno, la voce di Fen. Ud� parole indistinte, voci concitate che si sovrapponevano, ma nessuna che avesse il timbro di quella di Fen.</p><p>Si rivolse a una delle reclute. �Sai cosa � successo?�</p><p>�Credo che parlino della battaglia. Non � andata bene come sembrava. Sono morti un sacco di fanti, un Cavaliere di Drago � ferito gravemente e altri quattro sono dispersi.�</p><p>Nihal si sent� il cuore in gola.</p><p>�Sai il nome dei cavalieri?�</p><p>�Uno � un certo Dhuval� un altro mi pare si chiami Pen, Ben, qualcosa del genere� e mancano anche��</p><p>Nihal agguant� il ragazzo per il collo senza dargli neppure il tempo di finire la frase. �� Fen?�</p><p>�Ehi! Che accidenti ti piglia!�</p><p>�� Fen il nome?� ripet� alzando la voce.</p><p>�Pu� essere, non lo so!�</p><p>Nihal lasci� la presa e corse come un�invasata verso l�infermeria.</p><p>Non sapeva di preciso dove si trovasse, ma continuava a correre perch� sentiva che se si fosse fermata sarebbe uscita di senno.</p><p>Pass� in rassegna tutte le tende finch� non giunse a un grande padiglione. Entr�. Un mago recitava incantesimi di guarigione accanto a un moribondo. Nihal lo afferr� per una spalla, interrompendolo.</p><p>�Chi � il cavaliere ferito?�</p><p>�Sei per caso impazzita?�</p><p>�Chi �? Ti prego, dimmi il suo nome!�</p><p>Il mago la guard�: quella ragazzina era fuori di s�. �� Dhuval, un veterano. Ma ferito lo sar� ancora per poco: gli incantesimi non stanno sortendo alcun effetto.�</p><empty-line/><p>Nihal usc� di corsa. Non sapeva se gioire o disperarsi. <emphasis>Finch� non si trova c�� speranza. Pu� darsi che si sia attardato nella battaglia� o che Gaart sia ferito e non possa riportarlo indietro� Non gli � successo niente.</emphasis><emphasis>� sano e salvo.</emphasis><emphasis>Non gli � successo niente</emphasis>. Continu� a correre a perdifiato. Correva e pregava che Fen non fosse morto. Quando raggiunse la tenda del comando, il generale stava interrogando un giovane.</p><p>�E quando l�avresti visto?�</p><p>�Quando il portone � stato abbattuto e l�esercito ha iniziato a ritirarsi. C�erano dei cavalieri che sorvolavano la torre.�</p><p>�Sei sicuro di quel che dici?�</p><p>�L�abbiamo visto in tanti, signore: la catapulta lo ha colpito ed � caduto sulla torre in fiamme.�</p><p>�Sei sicuro che fosse lui?�</p><p>�S�, signore. Ho riconosciuto chiaramente il suo drago. Era Fen.�</p><p>Fu allora che Nihal inizi� a gridare facendosi largo tra i soldati. �No! Non � possibile! Fen ha combattuto migliaia di battaglie e ne � sempre uscito illeso.</p><p>Non � morto! Non pu� essere morto! Lo hanno fatto prigioniero! S�, lo hanno preso, dobbiamo cercarlo! Lui � il mio maestro! Non � morto! Non � morto!�</p><p>Continu� a urlare, la voce rotta dai singhiozzi, le guance solcate dalle lacrime.</p><p>Il generale l�afferr� con forza per le spalle e la scosse. �Sta� buona!</p><p>Calmati!�</p><p>Allora Nihal croll� in ginocchio, lasciandosi andare a un pianto disperato. Il generale la guard� con piet�, poi la fece accompagnare alla sua tenda da un giovane soldato, perch� vegliasse su di lei.</p><empty-line/><p>Nihal pianse senza ritegno. Quando si fu calmata si rannicchi� in un angolo, la testa fra le ginocchia, in silenzio. Voleva rinchiudersi in se stessa, non pensare a niente. Ma le immagini di Fen la tormentavano: rivedeva il suo sorriso, risentiva la sua voce. Le tornavano in mente i momenti che avevano passato insieme negli ultimi mesi, il modo in cui l�aveva salutata prima di iniziare la sua ultima battaglia, la prima volta che si erano incontrati, i loro duelli e una miriade di altri momenti insignificanti.</p><p>Il soldato che stava con lei la guardava impietosito.</p><p>Aveva sentito parlare di lei: una specie di strega che apparteneva a una razza estinta e combatteva come un uomo, leggiadra come una ninfa e letale come uno scorpione. Quando l�aveva vista per la prima volta era rimasto colpito da quanto fosse esile. Era una strana creatura, ma era bella come dicevano. Poi l�aveva vista sul campo e aveva quasi creduto che fosse davvero una strega: non gli pareva possibile che una ragazza sapesse tirare di spada in quel modo.</p><p>Ma ora che la vedeva l�, disperata, gli sembrava semplicemente una ragazzina indifesa.</p><p>Per un po� di tempo si limit� a guardarla, poi crebbe in lui la voglia di confortarla, di parlarle. �Era il tuo maestro, vero?�</p><p>Non ebbe risposta.</p><p>�Ho sentito dire cos�. Mi dispiace per lui. E anche per te. Dev�essere davvero triste.�</p><p>Nihal non alz� neppure la testa.</p><p>�Io non ho avuto maestri, per� credo di capirti. Ho ventidue anni e combatto da quando ne avevo sedici. Ho visto morire tanti amici. Le prime volte stavo come te ora. Poi ci ho fatto l�abitudine. La guerra � cos�: si muore di continuo e purtroppo le lacrime non servono a niente.�</p><p>Nihal non apr� bocca, non si mosse. Non c�erano parole per consolarla, n� voleva essere consolata. Desiderava solo fondersi con la terra sotto i suoi piedi e perdere coscienza di s�.</p><p>�Io ci credo a quello che dicono i sacerdoti: sono sicuro che dopo questa vita ci attende un mondo senza guerre e senza dolore. I miei amici sono tutti l�, me lo sento. E l� ci sar� anche il tuo maestro, orgoglioso di te. Ti ho vista combattere, sai? Diventerai un Cavaliere di Drago fortissimo. Ma ora devi cercare di farti forza: sono certo che il tuo maestro��</p><p>Nihal non pot� pi� tollerare quel fiume di banalit�. Sollev� la testa dalle ginocchia e piant� i suoi occhi viola in quelli del ragazzo. �Lasciami in pace!�</p><p>Il soldato rimase interdetto. Abbass� lo sguardo. �Fatti coraggio� le mormor�. Non riusc� ad aggiungere altro.</p><empty-line/><p>A sera Laio si propose per dare il cambio al soldato.</p><p>Un ragazzo che aveva assistito alla disperazione di Nihal gli aveva riferito quanto era accaduto. Laio aveva capito subito che il misterioso cavaliere di cui lei gli parlava sempre era Fen e aveva deciso che quella notte le sarebbe stato vicino, come lei era stata vicino a lui la notte prima.</p><p>Quando entr� nella tenda rimase turbato nel vedere la ragazza forte che conosceva raggomitolata sulla branda.</p><p>Era pallida. Aveva gli occhi vuoti. Sembrava morta.</p><p>Laio non le disse una parola. Si stese accanto a lei, la abbracci� e scivol� lentamente nel sonno.</p><empty-line/><p>Nihal non si era arresa. Superata la disperazione, un�idea aveva iniziato di nuovo a farsi strada nella sua mente: Fen era disperso. Non era morto. Certo, c�era la testimonianza di quel soldato, ma da lontano non poteva aver riconosciuto Fen. Si era sbagliato. Fen era vivo. Fen doveva essere vivo, prigioniero del nemico o ferito nella torre, e ogni ora che passava rischiava sempre pi� la vita.</p><p>Fu presa da una smania incontrollabile. Doveva andare a cercarlo. Lo avrebbe trovato, lo avrebbe riportato sano e salvo all�accampamento e il giorno seguente avrebbero riso insieme di quell�avventura e dell�assurda paura che le aveva fatto prendere.</p><p>Un sorriso disperato le si disegn� sulle labbra.</p><p><emphasis>Fen � vivo, e io lo salver�.</emphasis></p><p>La notte era buia. Dall�oscurit� emergeva la sagoma della torre, illuminata dalle braci del fuoco che l�aveva distrutta.</p><p>A Nihal non importava che l�incendio non fosse del tutto spento. Non le interessava che qualche nemico potesse vederla mentre cavalcava sulla piana. Fen era tutto ci� che le restava, era la sua stessa vita, e non avrebbe permesso a niente e a nessuno di fermarla. Sgattaiol� per l�accampamento addormentato finch� raggiunse il recinto dei cavalli. Un attimo dopo galoppava selvaggiamente nella pianura.</p><empty-line/><p>La porta giaceva a terra carbonizzata e il fuoco divampava ancora in molti punti della fortezza. Nihal guard� il rosso delle fiamme. Non aveva paura. Entr� decisa. L�odore acre del fumo la prese alla gola. Toss�. L�interno era disseminato di corpi, molti schiacciati dai crolli causati dall�incendio, altri inceneriti.</p><p>Nihal si muoveva a stento tra grossi pezzi di mura rovinati al suolo. Faceva caldo, l�aria era irrespirabile, ma la ragazza avanzava decisa scrutando il terreno.</p><p>Un fragore la fece trasalire: un nuovo crollo, non distante da lei.</p><p>Continu� ad avanzare.</p><p>Inizi� a chiamare il nome di Fen. Le rispose solo l�eco lugubre della sua stessa voce.</p><p>Si mise a urlare pi� forte. Nulla. Solo l�eco e il crepitio del fuoco.</p><p>Allora si ferm� e inizi� a smuovere le macerie. Sollev� mattoni, calcinacci, grosse pietre ancora calde.</p><p>�Fen!�</p><p>Si fer� le palme.</p><p>�Fen, dove sei?�</p><p>Si ruppe le unghie fino a farle sanguinare ma non smise di scavare.</p><p>Improvvisamente lacrime calde iniziarono a rigarle le guance.</p><p>�Rispondi, Fen! Sono io! Sono Nihal!�</p><p>La sua voce si fece lamento, la vista le si appann� di pianto.</p><p>Si rimise in marcia. <emphasis>Non � morto, non � morto.</emphasis></p><p>Poi la vide. Un�enorme carcassa nera in lontananza.</p><p>Un drago bruciato.</p><p>Url�, corse verso la creatura.</p><p>Poteva essere un animale qualunque, ma Nihal seppe nel suo cuore che era Gaart. Qualcosa in lei si ruppe. Inizi� a singhiozzare.</p><p>Gaart giaceva con le grandi ali stese.</p><p>Nihal si infil� d�istinto sotto una di esse.</p><p>Fen era l�, sdraiato a terra, supino, intatto. Un�ampia macchia di sangue si allargava nera sotto la sua testa, infradiciando i capelli.</p><p>Nihal rimase senza fiato, incredula. Lo guardava ipnotizzata. <emphasis>Com�� pallido. </emphasis>Persino le lacrime avevano smesso di scendere.</p><p>Si chin�, allung� una mano e gli tocc� delicatamente un braccio, scuotendolo come per svegliarlo. La sua pelle, in quell�inferno di fuoco, era fredda.</p><p>Allora si inginocchi� accanto a lui e prov� a scrollarlo ancora, e ancora, sempre pi� forte, gridando il suo nome. L�indomani, quando il supervisore entr� nella tenda, trov� Laio in lacrime. �Mi sono addormentato� Mi sono addormentato e lei se n�� andata�� ripeteva tra i singhiozzi.</p><p>La cercarono per tutto l�accampamento, e poi nelle zone limitrofe, ma senza risultato. La squadra di ricognizione che doveva occuparsi di Fen e degli altri dispersi fu incaricata anche di trovare Nihal.</p><p>Gli allievi dell�Accademia furono comunque tutti radunati e venne loro comunicato l�esito della prova. Erano stati fortunati: nessun morto, un solo ferito. Tre su sei avevano passato la prova: per il coraggio dimostrato in battaglia, la perizia in combattimento e la capacit� di cavarsela da soli senza ricorrere all�aiuto del supervisore. Tra essi c�era anche Nihal.</p><p>Il gruppo di ricognizione non tard� a trovare il corpo di Fen.</p><p>Due dei tre dispersi vennero trovati gravemente feriti nella boscaglia intorno alla torre. Il quarto cavaliere invece era sparito nel nulla. Probabilmente era stato fatto prigioniero, un destino peggiore della morte: i pochi prigionieri che erano riusciti a sfuggire a Dola avevano raccontato di torture terribili.</p><p>Di Nihal non venne trovata alcuna traccia.</p><p>All�accampamento conclusero che era semplicemente scappata.</p><empty-line/><p>Avvisato della morte di Fen, Sennar aveva preso un cavallo ed era partito immediatamente. Per tutto il viaggio non aveva fatto che pensare a cosa quella morte significasse per Nihal. Quando giunse all�accampamento scopr� che i suoi timori erano fondati.</p><p>�Che diamine vuol dire che � andata via?�</p><p>�Che la sera dopo la morte di quel cavaliere ha preso la sua roba, ha rubato un cavallo e se ne � andata. Tutto qui� gli rispose un soldato.</p><p>Sennar corse dal generale. Era furibondo. �Mi hanno detto che l�allieva dell�Accademia � scappata.�</p><p>Il militare annu�. �Vi hanno riferito bene.�</p><p>�Bene un corno, dannazione! Non eravate stato informato che � l�ultimo mezzelfo del Mondo Emerso e che la sua esistenza � importante?�</p><p>Il generale non si scompose. �Per quel che mi riguarda, era una recluta. Dopo che ha affrontato la prova quel che le succede non � pi� affar mio.�</p><p>�La vita delle reclute � sotto la vostra responsabilit�, generale!�</p><p>�Avete detto bene: la vita. Quella ragazzina � uscita dalla prova sana e salva.</p><p>Poi se ne � andata. E di questo non ho alcuna responsabilit�, consigliere.�</p><p>�S�, ma era da considerarsi un membro dell�esercito. Non li cercate i soldati dispersi?�</p><p>Il generale si spazient�.</p><p>�Sentite, voi siete giovane e siete qui da poco, quindi non venite a dirmi come compiere il mio mestiere: l�ho fatta cercare per un giorno intero, cos�altro dovevo fare? Se proprio la volete sapere tutta, ho chiuso un occhio perch� ho capito la situazione. Se mi fossi attenuto alle regole, la vostra amica adesso sarebbe gi� stata espulsa dall�Accademia.�</p><p>Sennar non si diede per vinto. �Voglio che organizziate subito una squadra di ricerca! Magari � ancora nei dintorni, la possiamo trovare. Sar� confusa, per questo � scappata, e��</p><p>�Sar� chiaro con voi: non ho nessuna intenzione di tenere occupati i miei uomini a cercare la vostra amica. Lasciate fare il soldato a chi lo sa fare. E ora, scusatemi� tagli� corto il generale e usc� dalla tenda.</p><p>Sennar batt� con violenza i pugni sul tavolo che gli stava davanti.</p><p>Il generale aveva ragione.</p><empty-line/><p>Sennar si ritir� nella tenda che gli era stata allestita. Pos� a terra una bacinella colma d�acqua e vi si sedette accanto.</p><p>Un incantesimo di localizzazione richiedeva la massima concentrazione. Il giovane mago inizi� a escludere tutti i rumori: le voci dei soldati, i fabbri al lavoro sulle armature devastate dalla battaglia, le urla e i comandi che si rincorrevano per il campo. Respir� profondamente, cercando di calmarsi.  <emphasis>Dove sei, Nihal?</emphasis> Mosse lentamente le mani sopra la bacinella. <emphasis>Lascia che io ti veda.</emphasis></p><p>Dopo qualche istante la superficie dell�acqua cominci� a incresparsi. Una figura ammantata di nero cavalcava su una piana. <emphasis>Dammi un segno. Dove sei?</emphasis> L�immagine svan� per un attimo. <emphasis>Nihal!</emphasis> Il volto della giovane mezzelfo rigato dalle lacrime apparve sullo specchio dell�acqua per sparire subito dopo. <emphasis>Nihal!</emphasis></p><p>Sennar imprec�. Non riusciva a controllare le proprie emozioni. La preoccupazione per l�amica gli impediva di svuotare la mente e lasciar fluire liberamente la magia. La bacinella non gli avrebbe mostrato altro.</p><empty-line/><p>Quella sera stessa, ancora sconvolto, dovette avere un incontro con i vertici dell�accampamento e i Cavalieri di Drago per stabilire la linea da seguire nei futuri attacchi all�esercito del Tiranno.</p><p>Per lui fu particolarmente penoso: fin dal primo giorno aveva capito che i militari, vista la sua giovane et�, non gli davano credito. Gli sguardi che gli indirizzavano lo irritavano: lo fissavano come fosse un pivello, e non appena interveniva scorgeva sempre sul volto di qualcuno degli astanti un�espressione di scherno.</p><p>Fu cos� anche in quell�occasione: una serata di interminabili discussioni in cui le sue parole cadevano nel vuoto.</p><p>Sennar part� dagli errori commessi sul campo di battaglia per proporre una serie di innovazioni tattiche. Non aveva ancora finito di parlare che gi� uno dei colonnelli lo interrompeva scuotendo la testa, con un sorriso di sufficienza stampato in faccia.</p><p>�Permettete, consigliere, ma voi non eravate presente, pertanto non potete conoscere l�esatto svolgersi dei fatti. D�altronde questa � la vostra prima esperienza di guerra. E non siete uno stratega. Ritengo che sarebbe pi� opportuno lasciar parlare noi, prima di lanciarvi con le vostre proposte.�</p><p>Fu solo l�inizio di un�infinita controversia che cominci� su toni cauti ma che fin� per snervare Sennar e fargli perdere la pazienza.</p><p>Non serv� a nulla dire che il confronto con gli strateghi l�aveva gi� avuto, che si era fatto una sua idea della situazione del fronte, che le sue proposte erano frutto di studio: i suoi consigli vennero sistematicamente scartati. Poi ci fu la classica goccia che fece traboccare il vaso della sopportazione di Sennar.</p><p>�Forse al momento non siete in grado di giudicare correttamente la situazione. Del resto, la fuga della vostra amica deve avervi colpito molto� insinu� con malizia uno dei presenti.</p><p>Sennar si alz� di scatto. �Per quanto mi riguarda, la riunione � chiusa.�</p><empty-line/><p>And� via senza salutare nessuno.</p><p>Detestava quella situazione. Tra militari e Consiglieri c�era una continua lotta. Sennar aveva l�impressione sempre pi� netta che la posta in gioco fosse il potere: i soldati rivendicavano la loro fetta sostenendo che senza di loro l�intero Mondo Emerso sarebbe stato conquistato dal Tiranno, mentre i Consiglieri facevano leva sul fatto che le loro risoluzioni strategiche, e spesso anche la magia, erano state decisive in tante battaglie fondamentali.</p><p>Lui desiderava semplicemente liberare gli oppressi, riportare la pace in quel mondo, e vivere lui stesso in pace, ma la grettezza di alcuni membri del Consiglio e di molti militari lo disgustava.</p><p>Rientr� nella sua tenda e si sedette al tavolo.</p><p>Gli avevano portato del cibo, ma aveva lo stomaco serrato. Non riusciva a non pensare a Nihal. Se la immaginava a passare la notte all�addiaccio. Aveva voglia di vederla, cos� com�era solo un anno prima: contenta, vivace, piena di vita. Si domand� perch� il destino si accanisse contro di lei. Si incup� ancora di pi� pensando che probabilmente non l�avrebbe mai pi� ritrovata.</p><p>Poi dall�ingresso della tenda fece capolino un viso. Sennar lo riconobbe immediatamente. <emphasis>E questo qui ora che vuole?</emphasis></p><p>�Posso?� chiese Laio timidamente.</p><p>Il mago cerc� di combattere l�antipatia che provava nei confronti di quel ragazzino. �Entra. Come ti � andata la prova?�</p><p>Laio si avvicin� al tavolo, intimidito. �Male, non l�ho superata. Se sono vivo lo devo a Nihal.�</p><p>Sennar non capiva cosa volesse da lui quel ragazzino. Una raccomandazione, forse? �Insomma, non sei diventato un guerriero. Mi dispiace, ma io non posso farci niente.�</p><p>Laio fece un profondo respiro. �� colpa mia se Nihal � scappata.�</p><p>Sennar si alz� facendo cadere la sedia su cui era seduto. �Che cosa significa?�</p><p>�La notte dopo la morte di Fen sono stato con lei. Era tanto triste, non parlava, non si muoveva. Non ho avuto la forza di dirle niente, quando lei invece aveva bisogno di qualcuno che la consolasse. Non sono stato neppure capace di restare sveglio. La mattina dopo non c�era pi�.�</p><p>Sennar tacque per un lungo istante, poi sospir�. �Non � colpa tua, Laio. Nihal � fatta cos�, quando sta male si chiude in se stessa. Se tu le avessi parlato, non ti avrebbe ascoltato. E sarebbe scappata anche se tu non ti fossi addormentato, credimi.�</p><p>�Ma io ero suo amico, e gli amici devono almeno essere capaci di consolare!�</p><p>�Ti ripeto che tu non hai nessuna colpa. Torna nella tua tenda, Laio, vai a dormire.�</p><p>Quando Laio si diresse a capo chino verso l�uscita, Sennar si rese conto che il ragazzino aveva passato tanto tempo con Nihal. Sent� una fitta di nostalgia per i giorni in cui lui e la sua amica erano una cosa sola, inseparabili. Non poteva lasciarlo andare via cos�.</p><p>�No, aspetta!� lo ferm�. �Dimmi ancora di Nihal prima che partisse��</p><p>Laio gli raccont� tutto: della battaglia, del coraggio che aveva dimostrato, di come lo aveva salvato e poi consolato a fine battaglia, quando si era sentito un incapace.</p><p>�Lei� lei � eccezionale, Sennar. Per questo sento che torner�. Perch� � forte, e non scappa cos�. Ha sempre voluto combattere. Torner�, ne sono sicuro.�</p><p>Ascoltando quelle parole al mago sembr� quasi che Nihal fosse l�. �Che cosa farai ora?� chiese alla fine.</p><p>�Ci ho pensato molto, in questi giorni. Se non posso essere utile in battaglia, voglio almeno esserlo a chi combatte: ho deciso di fare lo scudiero.�</p><p>Sennar sorrise. �Sarai un ottimo scudiero. Ne sono certo.�</p><p>I due giovani si strinsero la mano, poi Laio usc� dalla tenda.</p><p>S�, si disse il mago, Nihal sarebbe tornata: non per lui, n� per altri, ma perch� il dolore le dava una ragione di pi� per combattere.</p><empty-line/><p>Sennar e gli allievi partirono il giorno seguente portando con s� i corpi di Dhuval e Fen.</p><p>Il mago si ferm� per un po� davanti all�accampamento, nella speranza che Nihal li vedesse: voleva credere che fosse rimasta in zona e che, accorgendosi che portavano via il corpo di Fen, si sarebbe fatta viva.</p><p>Ma Nihal non comparve.</p><p>Per tutta la durata del viaggio Sennar scrut� la pianura, poi i boschi della Terra dell�Acqua e infine le periferie disordinate della Terra del Sole. Non poteva credere che Nihal si fosse arresa. Quella era una fuga, e Nihal non fuggiva.</p><p>Giunsero fino all�Accademia senza incontrarla.</p><p>Il mago sperava solo che la notizia della sparizione di Nihal non fosse ancora giunta. Il sommo Raven non sarebbe stato comprensivo come il generale dell�accampamento.</p><empty-line/><p>Sennar chiese udienza al Supremo Generale prima che fosse lui a convocarlo.</p><p>�Sono lieto che vi presentiate al mio cospetto, consigliere. � indispensabile iniziare a concertare da subito le azioni future��</p><p>�Veramente non sono qui per questo.�</p><p>Raven lo guard� sorpreso: era gi� sul punto di inalberarsi.</p><p>�Cio�, intendo dire che non sono qui per questo ora. Naturalmente avevo pensato di consultarvi nei prossimi giorni. Il vostro parere mi � prezioso.�</p><p>Il generale si rasseren�. Sennar cap� come mai quel borioso signore odiasse tanto la poco diplomatica Nihal.</p><p>�Il fatto � che nella Terra di mia giurisdizione, durante la prova degli allievi, � successo un increscioso incidente. Ve ne hanno gi� parlato?� domand� il giovane mago, poi trattenne il fiato.</p><p>�Non so di cosa parliate.�</p><p>�Immagino che vi ricordiate della giovane mezzelfo��</p><p>Raven sbuff� annoiato e fece segno al consigliere di proseguire.</p><p>�Ecco, quando sono arrivato all�accampamento mi � stato riferito che era scomparsa. Fuggita, per la precisione.�</p><p>�Dannata ragazzina! Io lo sapevo che��</p><p>�Aspettate, Generale. Ho le prove che Nihal non � scappata. Mi ha lasciato un messaggio. Dice che torner� all�Accademia da sola. Fen era il suo maestro, lo sapete. E lei � rimasta profondamente addolorata dalla sua morte. � comprensibile che volesse��</p><p>Il Supremo Generale si alz� in piedi. �Quella femmina non fa altro che darmi noie! Maledico il giorno che � entrata all�Accademia! Sar� anche un bravo guerriero, ma non pu� fare tutto quello che vuole. La sua � insubordinazione. � gi� arrivata?�</p><p>�Non ancora. Temo che possa essersi persa, o avere incontrato dei nemici. Sarebbe un gesto magnanimo da parte vostra mandare una squadra a��</p><p>Il Supremo Generale alz� gli occhi al cielo. Sennar cap� che stava chiedendo troppo.</p><p>�Provveder� a punirla quando torner� in Accademia. Ora non ho tempo per queste sciocchezze. Due dei miei uomini migliori sono morti. Vi prego di lasciarmi solo, consigliere.�</p><p>Sennar usc�, incerto tra l�ansia e la soddisfazione. Non era riuscito a convincere Raven a farla cercare, ma almeno Nihal era ancora allieva dell�Accademia.</p><empty-line/><p>La cerimonia funebre per Dhuval e Fen si tenne quel pomeriggio.</p><p>Vi assistettero i maggiorenti della Terra del Sole, tutti gli allievi dell�Accademia e l�intero ordine dei Cavalieri di Drago.</p><p>I corpi dei cavalieri, in tenuta da battaglia, furono deposti su due grandi pire. Su quella di Fen c�erano anche i resti di Gaart: il drago avrebbe accompagnato il padrone nel suo ultimo volo.</p><p>Il discorso di Raven fu insolitamente pacato.</p><p>Parl� di Fen con particolare affetto, ricordando come egli fosse stimato da tutti, dentro e fuori dall�esercito, per le sue doti di guerriero, la sua integrit� morale, la sua calma.</p><p>Sennar assistette alla cerimonia con tristezza.</p><p>Il cavaliere non aveva mai riscosso le sue simpatie: era troppo rigoroso e dedito alla guerra per i suoi gusti, ma non poteva negare che nei mesi di apprendistato si era trovato bene con lui. Fen aveva sempre tenuto in considerazione le sue idee, senza farsi condizionare dalla sua giovane et� o dal fatto che fosse l�allievo della donna che amava. E poi era stato vicino a Nihal nei momenti pi� difficili. Il mago pens� anche a Soana, che viaggiava ignara del fatto che il suo uomo era morto in battaglia.</p><p>Poi le pire vennero accese e le fiamme consumarono ci� che restava dei due cavalieri, consegnandolo al vento e alle nuvole.</p><p>Era usanza che chi aveva amato il defunto accendesse una torcia al fal�. Sennar sent� di dover compiere quel gesto: per Soana, per Nihal, ma in fondo anche per s�. Si avvicin� al fuoco insieme a tantissimi altri: soldati, cavalieri, civili.</p><p>Fu allora che intravide una figura ammantata di nero. Aveva in mano un ramoscello sulla cui cima brillava una piccola fiamma.</p><p>Nel suo cuore si accese la speranza. Si fece largo tra la folla, ma un istante dopo quell�apparizione era scomparsa.</p><p>Era impossibile trovarla in quella calca.</p><p>Quando la pira fu in gran parte bruciata e la gente inizi� ad allontanarsi, Sennar si rimise alla ricerca. Il mantello nero continuava ad apparirgli per poi sparire subito dopo. Eppure era l�, a pochi passi da lui.</p><p>Acceler� il passo. Schiv� allievi e militari. Raggiunse la figura. Le sfior� una spalla. �Nihal!�</p><p>Era davvero lei, pallida e sporca come se fosse reduce da un lungo viaggio. Si guardarono per un istante.</p><p>�Non qui, seguimi� gli disse.</p><empty-line/><p>Dal belvedere rimasero a osservare la Rocca del Tiranno, fianco a fianco, in silenzio. Sennar le accarezz� con dolcezza i capelli corti. <emphasis>Sembra un pulcino</emphasis>, pens�.</p><p>�Vuoi parlare?�</p><p>Nihal scosse la testa.</p><p>�Vuoi dirmi almeno dove sei stata?�</p><p>�Avevo bisogno di pensare.�</p><p>�Lo capisco, ma dove sei stata, cosa hai fatto?�</p><p>Nihal non rispose.</p><p>�Cosa pensi di fare, adesso?�</p><p>�Devo tornare all�Accademia. Ho superato la prova e ho diritto al mio drago. Cosa ha detto Raven?�</p><p>�Ha detto che ti punir�. Nient�altro.�</p><p>Nihal si alz� e si avvi� verso l�Accademia senza una parola.</p><p>Sennar la segu�, esasperato. Si sentiva totalmente impotente. �Perch� non vuoi parlare? Perch� non ti sfoghi, non piangi, non fai una cosa qualunque per farmi capire cosa ti passa per la testa?�</p><p>Nihal continu� a camminare.</p><p>�Reagisci, Nihal. Non lasciarti divorare dall�odio. Di� qualcosa. Ti prego.�</p><p>La ragazza si ferm� e guard� l�amico negli occhi. �Non c�� niente da dire, Sennar. Fen � morto, questo � tutto. Ora devo andare all�Accademia.�</p><empty-line/><p>Raven si era preparato il discorso.</p><p>Fu feroce e aggressivo, sarcastico e minaccioso, ma la reazione di Nihal lo prese alla sprovvista.</p><p>�So di aver sbagliato e vi imploro di perdonarmi. Accetter� qualunque punizione vorrete infliggermi. Vi giuro che non accadr� mai pi�. Tutto quello che desidero � continuare il mio addestramento.�</p><p>La ragazza si inginocchi� davanti al suo scanno e chin� la testa. �Ve ne prego,</p><p>Supremo Generale.�</p><p>Raven rimase colpito dal comportamento di Nihal, ma ancora di pi� dal suo sguardo. Vi lesse tutta la determinazione di cui quella creatura era capace. Aveva scelto la sua strada e avrebbe fatto qualunque cosa pur di raggiungere la meta: anche umiliarsi di fronte a lui.</p><p>Ma vi lesse anche la disperazione di chi ha smarrito se stesso, di chi non riesce a rassegnarsi a una perdita. Per un istante l�uomo che era stato ebbe il sopravvento. Scese dal suo scanno e, per la prima volta, le si avvicin�. Le mise una mano sulla spalla. �Mi dispiace per Fen. � stato un mio compagno d�armi, anni fa. Anche per me � un�immensa perdita.�</p><p>Poi ritrasse la mano e assunse il suo solito tono.</p><p>�Puoi continuare il tuo addestramento, ma dovrai passare una settimana in cella. Un guerriero deve essere capace di controllare i propri sentimenti.�</p><p>Nihal strinse i pugni. �Vi ringrazio, Generale.� Quindi si alz�, fece un inchino e and� a scontare la sua punizione.</p></section></section><section><title><p>SALVARSI L�ANIMA.</p></title><epigraph><p>Trecento anni fa il Mondo Emerso � stato travolto da un conflitto interminabile che le otto Terre hanno condotto l�una contro l�altra per il predominio assoluto: la guerra dei Duecento Anni.</p><p>All�epoca la Terra dei Giorni era popolata dai mezzelfi, discendenti dalla fusione tra gli elfi, antichi abitatori del Mondo Emerso, e gli umani. Erano un popolo pacifico, dedito alla scienza e alla sapienza, e per molto tempo non intervennero nelle ostilit�. Ci� nonostante, grazie alla loro agilit� erano particolarmente dotati per le arti del combattimento. Leven, il loro re pi� ambizioso, determinato ad allargare il proprio dominio, decise di mettere a frutto quella attitudine.</p><p>I mezzelfi non combattevano da secoli, ma il sovrano era uno straordinario stratega: in pochi anni il suo divenne l�esercito pi� potente del Mondo Emerso e vinse su tutte le altre Terre. Leven non riusc� per� a godere del suo potere: mor� infatti poco dopo la vittoria finale lasciando il nuovo regno al figlio Nammen.</p><p>Incoronato, Nammen convoc� i regnanti del Mondo Emerso. I re sconfitti si presentarono al suo cospetto rassegnati a obbedire, ma il giovane re li stup�. �Non voglio il potere che mio padre ha costruito sul sangue� disse. �Le otto Terre torneranno libere.� Poi dett� le sue condizioni.</p><p>Ciascuna Terra doveva rinunciare a un territorio, l�unione dei quali avrebbe dato vita alla Grande Terra. L� avrebbero avuto sede il Consiglio dei Re, che avrebbe deciso della politica comune del Mondo Emerso, e il Consiglio dei Maghi, che si sarebbe occupato della vita scientifica e culturale. Nei due Consigli avrebbero trovato posto i rappresentanti di ogni Terra, ognuna delle quali avrebbe poi contribuito all�esercito del Mondo Emerso. Nammen dichiar� infine decaduti tutti i re allora in carica, affinch� ciascun popolo scegliesse i propri regnanti.</p><p>Tutte le sue volont� vennero realizzate.</p><text-author>Anonimo, dalla Biblioteca perduta della citt� di Enawar, frammento.</text-author></epigraph><epigraph><p>Delle tante atrocit� del Tiranno, la pi� terribile fu lo sterminio del popolo dei mezzelfi. Ci volle un mese perch� la Terra dei Giorni fosse ridotta a un deserto. I sopravvissuti alla strage cercarono asilo [�]</p><p>Alla fine dell�anno erano ancora vivi solo un centinaio di mezzelfi. Avevano costituito una colonia nella Terra del Mare, ma quando l�esercito delle Terre libere perse il controllo sul territorio [�] i fammin provvidero alla soluzione finale.</p><text-author>Annali del Consiglio dei Maghi, frammento.</text-author></epigraph><section><title><p>17</p><p>Ido.</p></title><p>Nihal pass� una settimana in cella. Non pens� a niente, non prov� niente. Dorm�, recuper� le forze. Il giorno in cui venne scarcerata era pronta per ricominciare.</p><p>Quando fu condotta fuori dall�Accademia si stup�. �Non mi dovrebbe essere assegnato un drago?� chiese alla sua guida, un ragazzo poco pi� grande di lei.</p><p>�Prima dovrai conoscere il tuo maestro. � il Cavaliere di Drago con il quale vivrai d�ora in poi. Sar� lui a insegnarti tutto, compreso come domare il tuo drago.�</p><p>�Ma i cavalieri che non combattono non stanno all�Accademia?�</p><p>�Infatti, quelli che non combattono. Per� non tutti gli allievi vengono assegnati a un cavaliere che non combatte. La battaglia di Therorn, poi, ha cambiato un po� le cose. In Accademia non ci sono abbastanza maestri. Molti sono partiti per il fronte.�</p><p>Nihal e la guida raggiunsero le stalle, presero due cavalli e si misero in viaggio.</p><empty-line/><p>Percorsero la Terra del Sole verso sud, dove erano i fronti aperti.</p><p>La guida di Nihal amava correre. Galopparono a lungo attraverso una zona boscosa, a briglia sciolta. Per quel che riguardava lei, n� il panorama n� la corsa la interessavano davvero: di regioni boschive ne aveva viste a sufficienza, e le uniche corse che potevano esaltarla ora erano quelle in groppa a un drago. Pens� che in fin dei conti era un bene che il suo nuovo maestro combattesse: avrebbe avuto pi� possibilit� di scendere di nuovo in battaglia. Non desiderava altro.</p><p>Dopo mezza giornata di viaggio fecero una sosta: gli animali erano stanchi e la meta ancora lontana. Si fermarono a mangiare nei pressi di un ruscello. Il cibo rese la guida loquace.</p><p>�Sei tu il mezzelfo che nell�ultima battaglia ha fatto fuori un sacco di fammin, giusto?�.</p><p>Nihal non aveva affatto voglia di parlare. Non stacc� gli occhi dalla sua razione.</p><p>�Hai perso la lingua?�</p><p>La ragazza si alz�. �Scusami. Ho bisogno di sgranchirmi le gambe.�</p><p>�Fa� un po� come ti pare� disse tra s� e s� la guida.</p><empty-line/><p>Nihal si mise a girovagare per il bosco.</p><p>Era da quando aveva lasciato la Terra del Vento che non si ritrovava in una foresta: nonostante l�autunno stesse gi� cambiando i colori degli alberi, tutto le parve splendido. Camminava calpestando un tappeto di foglie cadute, sentendone la morbidezza sotto i piedi. Come sarebbe stato bello dissolversi in quel mare di foglie, ritornare a essere solo natura�</p><p>Un rumore la fece voltare di scatto. Qualcosa si agitava tra i rami. Sguain� silenziosa la spada, si diresse verso un cespuglio e colp� le fronde con un fendente deciso.</p><p>Un folletto schizz� fuori spaventato.</p><p>�Ehi! Accidenti a te! Mi vuoi ammazzare? Io a voi spadaccini vi manderei tutti�� Il folletto fece una pausa. �Nihal?�</p><p>�Phos!�</p><p>Phos inizi� a volteggiarle intorno contento, cantando il suo nome e facendole le feste. Nihal gli sorrise, ma dopo un paio di capriole il folletto si ferm� e la guard� negli occhi. �Che cosa c�� che non va?�</p><p>�Niente.�</p><p>�Senti, si vede lontano un miglio che stai male.�</p><p>Nihal si sedette su un tronco.</p><p>�Che cosa ci fai nella Terra del Sole, Phos?�</p><p>Il folletto le svolazz� in grembo. �Non ne potevamo pi� della Terra dell�Acqua. Quelle stupide ninfe stavano sempre a comandarci! Cos� abbiamo fatto fagotto e siamo partiti.�</p><p>�� un bel posto, qui.�</p><p>�Lo pensavamo anche noi. La natura � fresca e vitale, c�� persino un albero come il Padre della Foresta, e non ci sono ninfe aguzzine� ma poi��</p><p>�Poi?�</p><p>�Poi sono arrivati gli uomini. Ci catturano e ci usano come spie. All�inizio alcuni di noi si sono uniti spontaneamente all�esercito. Sai, volevamo dare una mano. Ma quando gli uomini hanno visto quanto eravamo utili hanno iniziato a rapirci. Per questo sto andando a Makrat. Voglio far sentire la nostra voce al Consiglio dei Maghi. Non � giusto che i folletti non siano rappresentati.�</p><p>Nihal ascoltava, ma non riusciva a sentirsi partecipe. Le parve di essere insensibile, come se tutte le sue emozioni avessero preso il volo.</p><p>�Sennar � consigliere, va� da lui. � in partenza per la Terra del Vento, ma credo che per qualche giorno lo troverai ancora a Makrat.�</p><p>Phos batt� le manine con entusiasmo. �Sei davvero un�amica!� Poi si lev� in volo e le si avvicin� al viso. �Perch� non vuoi dirmi che cos�hai?�</p><p>Nihal si alz�. �Devo andare, Phos. Alla prossima.�</p><p>�Aspetta! Forse ti posso aiutare!�</p><p>Ma Nihal si era gi� allontanata.</p><empty-line/><p>Viaggiarono ancora per tutto il pomeriggio e al tramonto videro il sole adagiarsi sulla coltre degli alberi. Era gi� buio pesto quando giunsero all�ingresso di un accampamento. Scesero da cavallo e si avvicinarono a un soldato di guardia.</p><p>�Sono qui per Ido, questo � il suo allievo� fece la guida.</p><p>�In fondo al campo� rispose la sentinella.</p><p>La guida si rivolse a Nihal. �Il mio compito finisce qui. Puoi andare da lui anche da sola. Buona fortuna, mezzelfo.�</p><p>Nihal porse le redini del suo cavallo al ragazzo ed entr� senza una parola.</p><p>Il campo era immenso. Si trattava dell�accampamento principale della Terra del Sole, dove risiedevano i generali e gli strateghi. Non era una base provvisoria, ma una vera cittadella fortificata. Una palizzata rozza ma robusta circondava il suo perimetro, di cui non si riusciva a vedere la fine. La maggioranza delle case erano capanne in legno e c�era addirittura un�arena come quella dell�Accademia.</p><p>Nihal dovette chiedere pi� volte per trovare l�alloggio di Ido, finch� non le venne indicata una casetta malmessa e trasandata. Vi si diresse con decisione, ma quando arriv� davanti alla porta la sua spavalderia venne meno. Era agitata: stava per conoscere il suo maestro, colui che le avrebbe insegnato davvero a combattere.</p><p>Esit� un istante, deglut� e buss�.</p><p>Non rispose nessuno, ma appena Nihal appoggi� la mano la porta si apr� con un cigolio.</p><p>L�interno era ancora peggio dell�esterno: vestiti accumulati in ogni angolo, armi gettate alla rinfusa, avanzi di cibo ed erbe di ogni sorta abbandonati sul tavolo e sul pavimento.</p><p>Dalla penombra arriv� una voce indolente: �Chi �?�.</p><p>�Sono� sono l�allievo��</p><p>�Il che?�</p><p>Nihal avanz�, titubante. �L�allievo che vi � stato assegnato��</p><p>Vederlo e ammutolire furono una sola cosa.</p><p>Buttato su un letto sfatto, in mezzo alle coltri appallottolate, c�era uno gnomo intento a fumare una pipa.</p><p>Sfoggiava una lunga barba, baffi che finivano in due spesse trecce e una selva di capelli arruffati, anch�essi ingentiliti, se cos� si pu� dire, da una serie di treccine sparse. Nihal valut� che in piedi doveva arrivarle pi� o meno al seno. Era esterrefatta.</p><p>Lo gnomo sbadigli� e prese a stiracchiarsi cos� platealmente che la pipa gli cadde di mano sparpagliando a terra il suo contenuto. Allora si alz� di scatto e inizi� a battere col piede sulla brace, mormorando una salva di improperi.</p><p>Ci volle un po� perch� Nihal ritrovasse la voce per parlare. �Stavo cercando Ido� il Cavaliere di Drago��</p><p>�E l�hai trovato. Chi hai detto che sei?�</p><p><emphasis>Un Cavaliere di Drago? Quello l�?</emphasis></p><p>�L�allievo, signore.�</p><p>Lo gnomo si mise a guardarla. Sembrava perplesso. �L�allievo? Veramente mi avevano detto che sarebbe arrivato uno scudiero oggi, non un allievo. E poi, scusa, non sei una ragazza?�</p><p>Nihal alz� il mento con orgoglio. �S�, sono una ragazza, e allora?�</p><p>�Allora, dannazione, ai miei tempi le ragazze non combattevano. Non facevano neppure gli scudieri, se � per questo. E non sono poi tanto vecchio!�</p><p>Si sedette sul letto e riaccese la pipa.</p><p>�Tu poi, a occhio e croce, non sei un�umana. Di che razza sei? Sembreresti un� mezzelfo?�</p><p>�Sono l�ultimo mezzelfo del Mondo Emerso, signore. Devo dedurre che voi invece siete uno� gnomo?�</p><p>�Oh, accidenti, piantala con tutte queste formalit�! Mi fai sentire decrepito. Dammi del tu e spiegami bene questa faccenda dell�allievo. Ah, cercati da sedere. Da qualche parte ci sono delle sedie. Sono ben camuffate, ma ci sono.�</p><p>Nihal si guard� intorno e scorse uno sgabello sotto una montagna di panni. Ci si sedette sopra senza spostarli.</p><p>�Be�? Allora? Parla� la esort� lo gnomo.</p><p>Nihal si decise. �Arrivo dall�Accademia. Una settimana fa ho superato la prova della battaglia e devo finire il mio addestramento. Mi hanno spedita qui perch� nella battaglia a cui ho partecipato sono morti due cavalieri e altri sono rimasti feriti. E allora� insomma� sono stata affidata a te. Credo.�</p><p>Ido la ascolt� emettendo dalla sua pipa una raffica di nuvolette bianche. Poi si diede una gran botta sulla fronte. �Ma certo, la battaglia di Therorn! Quella in cui � morto Fen, dico bene?�</p><p>Nihal annu�.</p><p>�Sicch� vieni dall�Accademia. Qualcuno mi aveva parlato di una ragazzina che era diventata allieva. E pensare che io non ci credevo!� Ido ridacchi�. �Ma tu guarda! Quel pallone gonfiato di Raven che permette una simile sconcezza! Evidentemente le cose sono cambiate. Be�, che dire? Sinceramente non ricordo se qualcuno mi ha detto che avrei avuto un allievo. Forse s�. Comunque, a quanto pare mi tocca. Come ti chiami?�</p><p>�Nihal.�</p><p>�Non � un nome da mezzelfo.�</p><p>�Perch�, hai conosciuto dei mezzelfi?�</p><p>�No, non direttamente� tagli� corto Ido. �Come mai questo nome assurdo?�</p><p>�Me l�ha dato mio padre.�</p><p>�Da quanto tempo ti addestri?�</p><p>�Da sempre: mio padre era un armaiolo. Poi fino a sedici anni mi sono allenata con Fen e un anno fa sono entrata all�Accademia.�</p><p>Ido la scrut� con attenzione. �Mi dispiace per Fen: abbiamo combattuto insieme un paio di volte. Gran guerriero.�</p><p>Nihal non disse nulla.</p><p>La conversazione prese la forma di un interrogatorio: Nihal rispondeva lo stretto necessario e Ido ribatteva per cercare di capire qualcosa di pi� di quella strana ragazza.</p><p>�E cos� hai superato la battaglia tutta intera.�</p><p>�Alcuni dicono che mi sono comportata bene.�</p><p>�Fortuna, nient�altro. Ho visto molti giovani valorosi morire alla prima battaglia, ragazzi sul cui luminoso avvenire si scommetteva. Gente in gamba, insomma.�</p><p>Ido vuot� la pipa battendola rumorosamente contro la testiera del letto.</p><p>�Del resto anche dopo ci si salva sostanzialmente grazie alla fortuna. Sul campo di battaglia la morte gioca a dadi con il destino di ognuno.�</p><p>Nihal si sent� offesa da quel discorso, ma non disse nulla.</p><p>Tutta la situazione le sembrava assurda. Quell�omino che le stava davanti, quella stanza disordinata� Niente era come si aspettava.</p><p>�Senti, per stasera fai un po� quello che vuoi. Fatti un giro per il campo, se ti va. Io intanto sento il comando e ti trovo un posto per dormire. Va�, ora.�</p><p>La ragazza usc� dalla capanna con un senso di liberazione.</p><empty-line/><p>Mentre Nihal gironzolava per l�accampamento, Ido si diresse a grandi falcate verso il comando.</p><p>�Cos��, siete ammattiti?�</p><p>Nelgar, il responsabile della cittadella, era serissimo. �No, Ido. � la tua allieva.�</p><p>�Sentimi bene. Io non posso avere allievi, n� tanto meno allievi come quella� ragazzina! Di� pure a Raven che se crede che io me la accolli� be�, gli ha dato di volta il cervello!�</p><p>�Non so che dirti, Ido. La mezzelfo sar� il tuo primo allievo. Non te l�ho comunicato prima perch� sapevo come avresti reagito. E comunque lo sai: non puoi tirarti indietro.�</p><p>�Supremo Generale dei miei stivali! Ha voluto prendere due piccioni con una fava! Mi ha affibbiato quella zavorra con le orecchie a punta e cos� si � tolto dai piedi due personaggi scomodi. Mi ha incastrato davvero bene��</p><empty-line/><p>Ido torn� nel suo alloggio. Era furente: l�idea di avere un allievo non gli piaceva neanche un po�. Era l�unico Cavaliere di Drago appartenente alla razza degli gnomi, dopo tanto tempo aveva finalmente trovato il suo posto in quell�esercito� e ora tutto cambiava! E poi, dannazione, un mezzelfo! Non sarebbe mai finita quella storia?</p><p>Si chiese cosa fare. Rispedirla al mittente era fuori discussione. Con Raven non era il caso di scherzare.</p><p>E poi, a dirla tutta, quella ragazza l�aveva colpito. Stare con lei era rischioso, poco ma sicuro.</p><p>Per�, in fondo, perch� non allenarla? Poteva essere divertente.</p><p>La ragazza gli era parsa decisa. Aveva negli occhi una strana luce. Dolore, forse? Comunque lo interessava. Forse la cosa migliore era valutare che tipo fosse e decidere se fosse il caso di addestrarla o no. Alla peggio poteva sempre dire che non l�aveva trovata abbastanza brava per continuare.</p><p>Quando and� a cercarla dovette faticare per trovarla. Alla fine la vide seduta su una pietra ai margini del bosco che circondava la cittadella.</p><p>�Ti piace la solitudine.�</p><p>Non era una domanda.</p><p>Nihal si volt�.</p><p>�Andiamo a mangiare, forza.�</p><p>Nihal lo segu� senza dire nulla.</p><p>Cenarono in silenzio nella grande tenda che fungeva da mensa per tutto il campo.</p><p>Sulla strada verso l�alloggio dello gnomo incontrarono l�arena. Era un grande spiazzo circolare in terra battuta. Tutto intorno si levavano degli spalti in legno. La fontanella di un abbeveratoio gorgogliava nel buio.</p><p>Nihal si ferm� a guardarla mentre Ido procedeva imperterrito.</p><p>�Quando arriva il mio drago?� chiese. Erano le prime parole che pronunciava da ore.</p><p>Ido si ferm� e si lisci� la barba. �Il tuo drago? Non ne ho la pi� pallida idea.�</p><empty-line/><p>Quando Ido le mostr� il letto, Nihal lo guard� sorpresa.</p><p>�Tu dove dormirai?�</p><p>�Non ti preoccupare. Mi sono preparato una branda nell�ingresso.�</p><p>Nihal scosse la testa. �No, questa � la tua capanna, e quello � il tuo letto. Il cavaliere sei tu, io sono l�allievo. Dormir� io nell�ingresso.�</p><p>�Non se ne parla. Per uno gnomo l�ospitalit� � la prima cosa.�</p><p>�Ma��</p><p>�Niente ma, allieva. � un ordine.�</p><p>Ido se ne and� chiudendosi la porta alle spalle.</p><p>Nihal rimase sola. Si tolse i vestiti, pensando che l�indomani avrebbe dovuto trovare il modo di lavarli. Poi si sedette sul letto. Si dondol� su e gi� un paio di volte. Era una vita che non dormiva su un letto vero: si distese con la spada al fianco e chiuse gli occhi, godendosi la sensazione della lana morbida del materasso.</p><p>Scivol� lentamente in un sonno dominato dal viso sereno di Fen.</p><empty-line/><p>Il giorno seguente la cittadella sembrava un immenso pantano.</p><p>Quando si svegli�, Nihal pens� che fosse ancora notte, poi si accorse del rumore di pioggia battente sul tetto. Guard� fuori dalla finestra: il cielo era nero di nuvole. Le toccava passare l�intera giornata l� dentro con un tizio che le ispirava poca fiducia e di cui non aveva affatto stima.</p><p>Pens� di barricarsi in camera e dare una lavata al mantello, ma i suoi programmi furono stravolti dalla voce di Ido che tuonava da dietro la porta.</p><p>�Si pu�?�</p><p>�No!�</p><p>�Preparati che si esce!�</p><p><emphasis>Si esce? </emphasis>Nihal si vest� in fretta e furia e balz� fuori dalla stanza. �E dove andiamo? Piove!�</p><p>�Non mi risulta che una guerra si sia mai fermata per la pioggia. Gli esseri di questo mondo si ammazzano con il bello e con il cattivo tempo, mia cara� disse Ido, quindi si volt� e si diresse verso il tavolo, dove era pronta la colazione.</p><p>�Mangia. � bene mandare gi� qualcosa prima di una giornata intensa� disse intingendo in una scodella del pane nero. �Quando avrai finito, mi farai vedere come te la cavi in combattimento.�</p><p>Nihal era allibita: la mandavano ad addestrarsi con un mezzo uomo che si voleva allenare sotto la pioggia e non sapeva nulla del suo drago.</p><p>�Io non credo che sia opportuno combattere, oggi� disse in tono irritato.</p><p>Ido guard� Nihal da sopra la scodella. Poi, con tutta calma, pos� la fetta di pane, diede un ultimo sorso rumoroso e si pul� i baffi. �Lo so cosa stai pensando, ragazzina: cosa pu� insegnarmi uno gnomo? Be�, ti sbagli, e te ne accorgerai. E comunque questo � quel che passa il convento. Se non ti piace, vattene. Ma se resti, ricordati che esigo rispetto: io sono un cavaliere, tu non sei nessuno. Ora fa� pure la tua scelta.�</p><p>Ido riprese a mangiare. Nihal rest� immobile per qualche istante, quindi si sedette: se voleva combattere doveva fare buon viso a cattivo gioco. Prese la sua scodella. Non sapeva cosa contenesse, ma era cos� buono che lo spazzol� tutto.</p><p>Terminata la colazione uscirono. La pioggia si era fatta fitta e sottile.</p><p>Nihal si avvolse nel mantello, si copr� la testa e segu� Ido, che non si curava delle gocce d�acqua che gli scivolavano sul volto e sulla barba.</p><p>L�arena era vuota.</p><p>�Con che cosa combatti?� le chiese lo gnomo.</p><p>Nihal si tolse a malincuore il mantello e mostr� la sua spada.</p><p>�Cristallo nero. Un�arma notevole.�</p><p>�Me l�ha fabbricata mio padre.�</p><p>�Armaiolo decisamente abile�� comment� Ido, e sguain� la sua lama. Era un�arma lunga e sottile, o forse sembrava cos� perch� Ido era basso, e aveva l�elsa ricoperta di fregi e simboli, alcuni dei quali grattati via a forza dal legno.</p><p>Ido la rote� in aria per qualche istante. Nihal pens� che stesse saggiando la presa, e invece all�improvviso si vide arrivare dall�alto un fendente. Lo schiv�, ma perse l�equilibrio e cadde.</p><p>�Be�, � tutto qui?�</p><p>Nihal si rialz� furibonda. �Credevo che mi lasciassi il tempo di prepararmi!�</p><p>�Ah, s�? Questo non � uno di quei balletti a cui vi abituano all�Accademia. Io voglio vedere come combatti in battaglia, quindi dimenticati i manuali di galateo.�</p><p>Lo gnomo non aveva ancora finito la frase che gi� aveva ripreso ad attaccare.</p><p>Nihal inizi� a controbattere, ma era stata presa alla sprovvista: si sentiva impacciata, era infastidita dalla pioggia e duellava con scarsa convinzione. All�improvviso le arriv� uno schizzo di fango negli occhi. Istintivamente port� le mani al viso. Ido ne approfitt� per farle uno sgambetto. Quando Nihal riapr� gli occhi era sdraiata a terra e aveva la spada di Ido puntata alla gola. �Questo non � leale!� sbott�.</p><p>�Vedo che non mi sono spiegato: io faccio sul serio, tu no. Qui non ci sono regole da rispettare: questa � guerra. Vedi di batterti come si deve o alla prossima stoccata, quanto � vera la terra su cui poggio i piedi, ti passo da parte a parte. Alzati!�</p><p>Ido non scherzava, Nihal lo cap� dal suo sguardo. <emphasis>Ma cosa crede, questa specie di ometto?</emphasis> Si rimise in piedi con un salto e inizi� a combattere con foga.</p><p>Ido non si scompose. Il suo modo di battersi era stupefacente: stava quasi fermo e schivava raramente con lievi spostamenti laterali, muovendo solo la mano che stringeva l�elsa. La sua arte era tutta l�: tirava con precisione, giocando con la lama avversaria, stuzzicandola, colpendola. Poi al momento giusto partiva l�affondo, totalmente inaspettato.</p><p>Nihal inizi� a irritarsi. Era come se quel tizio conoscesse in anticipo le sue mosse. La forza non c�entrava: la sua sembrava solo abilit� di polso. Se Nihal cercava di avvicinarglisi, lui la teneva a bada. Se tentava un attacco dall�alto, Ido lo parava senza difficolt�.</p><p>Dopo che ebbe dato fondo alla sua riserva di tattiche, Nihal gli si avvent� addosso con un urlo di rabbia, cercando nuove traiettorie per aggirare la lama dello gnomo.</p><p>Allora anche Ido si mosse: si abbass�, le pass� fra le gambe e la ribalt�.</p><p>Nihal era di nuovo seduta nel fango.</p><p>�Va meglio, ma non mi basta. Devi mirare a ferirmi. Ricominciamo.�</p><p>Nihal si rialz�. La pioggia le impediva di vedere bene e scivolava sulla melma. Decise di chiudere gli occhi. Riusc� a concentrarsi meglio sul rumore regolare che la sua spada faceva quando incontrava quella di Ido. Cerc� di rompere il ritmo colpendo in controtempo, ma lo gnomo si adeguava immediatamente ai cambiamenti di velocit� che lei imponeva. Allora tent� di farlo cadere, ma Ido era abile nel mantenere l�avversario a distanza. Alla fine colse l�attimo: fece girare la spada dello gnomo e prov� a strappargliela di mano. Ottenne solo che la lama avversaria si sollevasse in alto. Esasperata, gli si gett� contro, ma si accorse di avere un coltello puntato contro il ventre.</p><p>�Scommetto che ti hanno gi� fregato in questo modo� disse Ido con un sorrisetto, mentre riponeva le armi. �Non sei male. Con i fammin e con i guerrieri normali la tua tecnica � pi� che sufficiente. Un cavaliere per� spesso combatte con altri cavalieri, e da questo punto di vista sei scarsina. Poco male, farai esperienza.�</p><p>Nihal strinse i pugni.</p><p>�Hai un�altra grossa pecca� continu� Ido. �Combatti come una belva ferita. Mai perdere la lucidit� in battaglia. Tu invece ti lasci trasportare dall�ira. Ricorda: l�ira acceca il guerriero e gli fa fare errori stupidi. L�ira porta alla tomba.�</p><p>Era tutto vero, tutto stramaledettamente vero.</p><p>Ido si strizz� la barba fradicia. �Questa pioggia � fastidiosa, rientriamo. Pi� tardi baderai al mio Vesa, cos� familiarizzi con i draghi.�</p><p>Nihal, grondante e ricoperta di fango, rimase in piedi nell�arena. Guard� lo gnomo allontanarsi.</p><p>Forse aveva fatto un errore di valutazione.</p><empty-line/><p>Pass� gran parte del pomeriggio a osservare la pioggia.</p><p>Quando stava all�Accademia, dalla feritoia della sua stanza vedeva solo uno spicchio di cielo, ma ora dalla porta della capanna poteva abbracciarlo tutto con lo sguardo.</p><p>Le piaceva la pioggia. Sotto le gocce d�acqua sembrava tutto pi� calmo, ordinato, pulito. Si sorprese a pensare che Fen fosse parte delle nuvole che vedeva correre lass�, in alto. In quella pioggia c�era un po� di lui che ritornava sulla terra. Allora sogn� di volare via e scomparire anche lei come fumo nel vento.</p><p>Ido invece se ne stette sul letto a fumare e a riflettere sulla prima impressione che gli aveva fatto Nihal. S�, c�era materia per farne un ottimo guerriero, per� aveva qualcosa che gli sfuggiva.</p><p>Ido si chiese quale segreto si portasse dentro.</p><empty-line/><p>La scuderia dei draghi era un edificio largo e imponente che si ergeva al centro della cittadella, poco lontano dall�arena.</p><p>Non appena giunse sulla soglia, Nihal sent� il respiro di tutti gli immensi animali che vivevano l� dentro. Era emozionata.</p><p>Quando entr�, lo spettacolo che le si par� davanti fu straordinario.</p><p>L�ambiente era diviso in decine di vaste cavit� scavate nelle pareti, in ciascuna delle quali stava un drago. Ce n�erano di tutte le possibili sfumature di verde e di tutte le dimensioni. Alcuni animali erano giganteschi e arrivavano a misurare pi� di quattro braccia al garrese, altri erano pi� piccoli e compatti.</p><p>Alla ragazza manc� il fiato: quanto desiderava un drago!</p><p>Ido si muoveva sicuro, mentre lei lo seguiva avanzando lentamente, quasi stesse profanando un luogo sacro.</p><p>Percorsero il lungo corridoio fino alla fine della costruzione, poi lo gnomo si ferm� davanti all�ultima nicchia.</p><p>Era occupata da un grande drago dal colore insolito: era completamente rosso e le sue iridi gialle bordate di verde spiccavano sul manto scarlatto. Era bellissimo.</p><p>Nel vedere la sconosciuta, l�animale si mise subito in guardia, ma Ido gli si avvicin� e gli accarezz� il muso. �Buono, Vesa, non c�� niente da temere. � il mio allievo. Devi fare l�abitudine alla sua presenza.�</p><p>Il drago parve calmarsi, ma continu� a guardare in direzione di Nihal sbuffando con le narici. Lei rest� lontana.</p><p>�� solo preoccupato. Avvicinati.�</p><p>Nihal fece qualche passo. Vesa non reag�. Allora si avvicin� di pi�, si fece coraggio e tese addirittura la mano. Il drago si scost� con aria sdegnata.</p><p>Ido scoppi� a ridere. �Non esagerare. Guarda che non � un cagnolino. � un guerriero, e come tale vuole essere trattato.�</p><p>A Nihal per un attimo Ido e il suo drago sembrarono molto simili.</p><p>Poi le parve di percepire chiaramente quello che il drago stava provando: diffidenza, ma anche curiosit�. Quei sentimenti non le appartenevano, eppure li sentiva come se li stesse provando lei. Era la stessa sensazione che aveva avuto all�incontro tra Laio e Sennar.</p><p>�Perch� ha questo nome?� chiese a Ido.</p><p>�Perch� � il mio drago, il drago dell�unico gnomo cavaliere. �Vesa� � una parola del dialetto della Terra del Fuoco, da dove vengo. Significa veloce.�</p><p>Ido gli mont� in groppa con un balzo e Vesa parve volerselo scrollare di dosso per gioco. L�animale cerc� di disarcionarlo, ma lo gnomo si resse ritto sul suo dorso. Alla fine capitol�.</p><p>�Lo so, lo so: sei sempre tu che comandi� disse schioccandogli una sonora pacca sul fianco. Poi si rivolse a Nihal: �Voglio che oggi sia tu a dargli da mangiare. Il cibo lo trovi l� in fondo�.</p><p>Nihal era intimorita. Ricordava ancora la volta che Gaart aveva cercato di arrostirla con il suo alito di fuoco. Rimase impalata, spostando gli occhi da Vesa a Ido e viceversa.</p><p>�Guarda che se hai paura non ti lascer� neppure avvicinare. Devi farti accettare da lui. E un drago ti accetta solo se ti reputa degna. Stampatelo bene in mente per quando arriver� il tuo.�</p><empty-line/><p>In un angolo della scuderia c�era una fila di carriole colme di pezzi di carne sanguinolenta.</p><p>Nihal ne prese una e la spinse faticosamente fino alla nicchia di Vesa, ma il drago non sembrava interessato al cibo. Continuava a scrutarla con sospetto, soffiando dalle narici dilatate.</p><p>Nihal non aveva avuto paura in battaglia e neppure la prima volta che si era trovata faccia a faccia con un fammin. Ma ora era intimorita.</p><p>Ido la guardava con le braccia conserte. �Devi stare calma. � come una battaglia. Fagli sentire che sei sicura.�</p><p>Nihal deglut� e avanz� di qualche passo.</p><p>Vesa emise un brontolio sordo, che divent� una sorta di ruggito quando la ragazza diede segno di volersi avvicinare ancora.</p><p>Nihal si ferm�. Aveva una fifa blu.</p><p>Vesa si rizz� sulle zampe posteriori, in posizione d�attacco. Sembrava che volesse saltarle addosso da un momento all�altro.</p><p>�Non mollare la carriola: gliela devi portare sotto il naso.�</p><p>Allora Nihal mosse un passo, poi un altro, poi un altro ancora, mentre Vesa protendeva una zampa verso di lei e soffiava a pi� non posso. Quando si sent� abbastanza vicina, pos� la carriola e schizz� via con il cuore in tumulto.</p><p>�Come primo giorno pu� andare.�</p><p>Ido si avvicin� a Vesa.</p><p>�Povero, povero il mio drago� gli disse in tono canzonatorio mentre gli dava dei buffetti sul muso.</p><empty-line/><p>Smise di piovere verso sera, in tempo perch� Nihal potesse godersi un tramonto fulgido e bellissimo. Seduta fuori dalla capanna, con la schiena appoggiata alle assi di legno, guardava tra le ciglia socchiuse il sole che bruciava sugli alberi del bosco e si sentiva serena.</p><p>Quell�Ido non era poi tanto male. E Vesa era un animale meraviglioso. Forse la sua permanenza nel campo non sarebbe stata infruttuosa.</p><p>Le voci arrivarono all�improvviso.</p><p>Nihal si strinse istintivamente le tempie con le mani.</p><p>L�incendio del tramonto si trasform� nel rogo di Salazar.</p><p>Rivide il corpo senza vita di Livon. La pira di Fen che bruciava.</p><p>Si sent� scoppiare la testa.</p><p><emphasis>No, no, per favore.</emphasis></p><p>Fu Ido a strapparla al suo incubo. �Coraggio, oggi hai fatto il tuo dovere. � l�ora del rancio.�</p><p>Nihal si riscosse, le voci cessarono.</p><p>Segu� il suo maestro con la testa leggera.</p><empty-line/><p>Per qualche giorno le cose proseguirono tranquille: di mattina Nihal si allenava con la spada insieme a Ido, di pomeriggio prendeva confidenza con Vesa e di sera lucidava le armi del suo maestro.</p><p>Ido, per parte sua, non sembrava fare molto. Stava quasi sempre nella sua capanna e solo di tanto in tanto volava via con Vesa. A volte partecipava con gli altri cavalieri alle sedute del comando, durante le quali si decidevano le strategie future.</p><p>In realt�, per tutto il tempo studiava la sua allieva.</p><p>Quando combattevano percepiva la rabbia di Nihal e in quella rabbia riconosceva qualcosa che gli era appartenuto, in passato.</p><p>L�idea di addestrarla, di trasmetterle tutto ci� che anni di combattimento gli avevano insegnato, lo stimolava.</p><p>Per di pi� si trattava di insegnare a un mezzelfo.</p><p>Si raccomandava prudenza, ma quell�incarico iniziava a piacergli.</p><empty-line/><p>Nihal aveva cercato di farsi un�idea del posto in cui si trovava.</p><p>Aveva capito che la cittadella, che tutti chiamavano semplicemente �la base�, era una specie di avamposto da cui partivano missioni di guerra contro i nemici nella Terra dei Giorni.</p><p>La scoperta di essere a un passo dalla sua terra natale la colp�.</p><p>Ido l�aveva portata su un promontorio. Da lass� si spandeva a perdita d�occhio un panorama di desolazione.</p><p>�Ecco. Quella � la terra dei tuoi avi e dei tuoi simili. Anche se forse sarebbe meglio dire �era�.�</p><p>La ragazza aveva guardato in silenzio, ma dentro di s� si era detta che, s�, un giorno il suo odio sarebbe traboccato.</p><p>E allora tutti i morti avrebbero avuto vendetta.</p><empty-line/><p>Erano passati pi� di venti giorni da quando era arrivata alla base e del suo drago non si aveva ancora nessuna notizia.</p><p>Nihal quasi non aveva tempo per pensarci. Trascorreva la maggior parte della giornata in combattimento con Ido. Aveva imparato ad apprezzare il suo maestro: per la sua abilit� con la spada, certo, ma anche per il suo carattere. Quasi senza accorgersene era passata dalla diffidenza all�ammirazione.</p><p>Una sera, stanca per l�addestramento, Nihal sent� il bisogno di stare all�aria aperta. Usc� dalla capanna e si sdrai� sull�erba a guardare le stelle. Erano migliaia. Pens� a Sennar: a lui piaceva la notte. Quando erano ragazzini avevano passato decine di serate come quella sulla terrazza di Salazar, oppure sul prato dietro la casa di Soana. Sembravano passati mille anni. Poi la mente inizi� a vagare. Fen, Livon, i mezzelfi� Le voci echeggiarono flebili nella sua testa. <emphasis>Ecco le vecchie amiche che tornano.</emphasis></p><p>�Bello il cielo, vero?� Ido sedette a terra, l�immancabile pipa tra i denti.</p><p>�� bello davvero�� rispose Nihal. La presenza dello gnomo non la disturbava.</p><p>�Toglimi una curiosit�.�</p><p>Nihal volt� il viso verso di lui.</p><p>�Sei una ragazza graziosa, di sicuro non avresti penato a trovare marito�� Ido aspir� una lunga boccata dalla pipa. �La guerra � brutta, Nihal. Perch� hai deciso di combattere?�</p><p>Nihal inarc� un sopracciglio. �E tu, perch� hai deciso di combattere?�</p><p>Ido sorrise e sbuff� una nuvola di fumo bianco.</p><p>�Io? Io un giorno ho capito la differenza tra quello che � giusto e quello che � sbagliato. Ho capito che la gente del Mondo Emerso aveva diritto alla pace. Allora ho preso la mia spada e l�ho messa al servizio dell�esercito. Tutto qui.�</p><p>Nihal non sapeva perch�, ma quella sera aveva voglia di parlare. �Io ho sempre saputo dove stavano il bene e il male, fin da piccola. Non ho mai pensato di fare altro che il guerriero.�</p><p>�Se c�� una cosa che ho imparato in anni di battaglie, Nihal, � che il bene e il male non stanno mai da una parte sola.�</p><p>Nihal scatt� a sedere. �Ah, no? Io so solo che il Tiranno vuole distruggere il nostro mondo. E so cosa ha fatto. Ecco dov�� il male. Il sangue versato deve essere riscattato!�</p><p>Lo gnomo sbuff� e si coric� sull�erba. �Parli come certi soldatini boriosi��</p><p>�Parlo come mi ha insegnato mio padre. � per lui che combatto, prima di tutto.�</p><p>�� lui che ti vuole guerriero?�</p><p>�� la sua morte che mi vuole guerriero.�</p><p>Ido non disse nulla, ma Nihal non si interruppe. L�argine era stato rotto e lei voleva solo parlare, parlare di tutto quello che non gli aveva mai raccontato: la fine della sua infanzia quel giorno a Salazar, la scoperta delle sue origini, il desiderio di vendetta�</p><p>Lo gnomo continuava a fumare in silenzio.</p><p>Nihal era certa che capisse: era un guerriero, non poteva non provare le stesse sensazioni.</p><p>Le parole le uscivano di bocca una dopo l�altra, la sua storia fluiva nel buio come un ruscello in piena.</p><p>�Il Tiranno ha sterminato il mio popolo, Ido. Sono stata trovata tra i corpi ancora caldi dei miei simili quando ero una neonata. Il sangue dei morti ha imbevuto la mia anima, e ora quel sangue lo rivoglio.�</p><p>Quando Nihal tacque, Ido si tolse la pipa dalla bocca e si lev� a sedere. �Non c�� modo per riscattare chi � morto, Nihal. Non esiste al mondo un tesoro tanto prezioso da riscattare una singola vita. Ora rientriamo, si avvicina l�inverno e comincia a fare freddo.�</p></section><section><title><p>18</p><p>Il drago.</p></title><p>Il drago arriv� in un�enorme gabbia di ferro tra lo stupore generale della base. In genere i draghi per i novizi erano giovani e venivano trasportati da un cavaliere che fosse in grado di farsi accettare.</p><p>Quello invece viaggiava su un carro accompagnato da tre soldati.</p><p>Mentre Nihal si avvicinava ammirata alla gabbia, Ido lo osserv� attentamente. Era una bestia splendida: forte e robusto, gli occhi rossi fiammeggianti e il manto di un verde smeraldo vivido come quello delle foglie novelle a primavera. Per�</p><p>�Come mai � rinchiuso?� chiese.</p><p>Uno dei soldati rispose con un�imprecazione. �Questa bestia � una maledizione!</p><p>Non si lascia avvicinare da nessuno. Ha quasi ucciso un cavaliere che aveva provato a montarlo, il bastardo.�</p><p>�Ha delle cicatrici.�</p><p>�Certo che le ha. Ha gi� combattuto� rispose un altro soldato. �Il suo padrone � morto in battaglia qualche tempo fa: � quel Dhuval, vi ricordate?�</p><p>Ido si sfreg� la faccia e scosse la testa. �Nihal��</p><p>La ragazza non stacc� gli occhi dal carro. �S�?�</p><p>�Si pu� sapere che accidenti hai fatto a Raven?�</p><p>Nihal si gir� con aria interrogativa. �In che senso?�</p><p>�Questo drago ha gi� avuto un cavaliere, che � morto in battaglia: sai che cosa significa?�</p><p>Ma Nihal si era di nuovo persa a guardare il suo drago. �Come si chiama?� chiese a uno dei soldati.</p><p>�Il suo vecchio padrone lo chiamava Oarf.�</p><p>Ido alz� la voce. �Allora, mi ascolti o no?�</p><p>Nihal alz� gli occhi al cielo. �S�, s� ti ascolto��</p><p>�Un drago a cui � morto il cavaliere non accetta la presenza di nessun altro umano. Solo un cavaliere esperto pu� riuscire a cavalcarlo e a combattere con lui.�</p><p>Nihal rivolse al suo maestro uno sguardo determinato. �E allora? Sono sopravvissuta alla distruzione di Salazar e ai fammin. Non sar� certo questo drago a fermarmi.�</p><p>Ido perse definitivamente la pazienza. �Bene. Vorr� dire che inizieremo oggi stesso� disse allontanandosi.</p><p>Se fosse stato per lei, Nihal avrebbe iniziato anche subito.</p><empty-line/><p>Andarono nell�arena quel pomeriggio.</p><p>Oarf stava al centro, immobile e assorto come se attendesse un attacco da un momento all�altro. Quando vide arrivare Nihal e Ido si mise in allerta e spalanc� le ali con fare minaccioso. Erano enormi e nervose, le membrane sottili come carta, fragili e possenti al tempo stesso. Nihal rimase senza fiato: sembravano proprio quelle scolpite da Livon sulla sua spada.</p><p>Ido la fece sedere sugli spalti, al suo fianco. �Ora ascoltami bene, Nihal. Questo drago � diverso dagli altri. Ricordatelo sempre quando ti avvicini. Il suo cavaliere � morto, non ha pi� fiducia negli uomini.�</p><p>Nihal annu� concentrata.</p><p>�Tenter� di attaccarti. Tu non lo devi temere, sta� dritta di fronte a lui come un guerriero davanti al nemico e non abbassare mai lo sguardo. Adesso vai.�</p><p>Nihal si alz� e prese ad avanzare.</p><p>Pensava che con Oarf sarebbe stato come con Vesa: l�avrebbe guardata storto per un po� ma alla fine l�avrebbe lasciata avvicinare. Si sbagliava. Non appena inizi� ad accostarsi, Oarf agit� minacciosamente le zampe anteriori verso di lei.</p><p>Nihal arretr�.</p><p>Oarf continuava a ringhiarle contro.</p><p>Nihal riprov� una, due, decine di volte, ma il drago si faceva via via pi� aggressivo: la coda spazzava nervosa la terra battuta dell�arena e le narici fremevano.</p><p>All�ultimo tentativo si sollev� ruggendo, pronto a scagliarlesi contro.</p><p>Nihal si allontan� piena di rabbia. <emphasis>Ora ti faccio vedere io.</emphasis> Raggiunse il fondo dell�arena, si volt� verso Oarf, fece un profondo respiro e gli corse incontro urlando.</p><p>�Ferma! Cos� non otterrai niente: non ti puoi imporre a un drago!�</p><p>Nihal si ferm� incespicando. Era esasperata.</p><p>�Ma che cosa devo fare? Io ho bisogno di lui, lo capisci?�</p><p>�Tu non hai bisogno di lui. Tu vuoi che lui sia il tuo compagno, il tuo alleato. Devi cercare di entrare in contatto con lui, sentire cosa prova. Concentrati.�</p><p>Allora Nihal fece appello alle sue arrugginite capacit� di maga. In fin dei conti anche quel drago era figlio della natura con cui lei aveva stretto il patto anni prima.</p><p>Respir� profondamente. <emphasis>Tutto � uno e uno � tutto.</emphasis> Chiuse gli occhi. <emphasis>Tutto � uno e uno � tutto. </emphasis>Si concentr�. <emphasis>Tutto � uno e uno �</emphasis></p><p>I sentimenti del drago la travolsero come un�onda. Paura, odio, sofferenza, disprezzo. Un flusso di sensazioni che la colp� con la forza del pugno. Barcoll�.</p><p>Ido la agguant� per un braccio un attimo prima che cadesse a terra. �Lo senti gi�?�</p><p>�Io� s�, mi sembra di s�. Sono stata educata un po� alla magia��</p><p>�Bene. Ti sar� di grande aiuto. Continua, ora. Cerca di rassicurarlo.�</p><p>Nihal riacquist� l�equilibrio e si apr� di nuovo alle emozioni di Oarf.</p><p>Sent� che la rabbia dell�animale era la sua stessa rabbia.</p><p>Il dolore di Oarf il suo stesso dolore.</p><p>Cerc� di comunicare con lui, ma Oarf rispondeva con ostilit�, timore, diffidenza.</p><p>Tent� ancora di avvicinarsi. Il ruggito della bestia risuonava per tutta la base, ma Nihal continu� ad avanzare tendendo le mani aperte. <emphasis>Sono con te. Sono come te.</emphasis></p><p>Lo gnomo si alz� di scatto e si mise a correre. �Nihal!�</p><p>Ma Nihal non ascoltava. <emphasis>Anch�io ho perso tutto. Sono come te.</emphasis></p><p>Oarf spalanc� le fauci.</p><p>Ido si gett� su Nihal buttandola di lato.</p><p>La fiammata sfrigol� poco sopra le loro teste.</p><p>�Dove hai il cervello, ragazza? Entrare in contatto con lui non significa isolarti dal resto! Devi tenere sotto controllo la situazione!�</p><p>Ido si alz� scrollandosi la polvere di dosso e porse una mano a Nihal. �Riprova.�</p><p>Nihal tent� di nuovo, e poi ancora, e ancora, ma l�animale rispondeva solo con la violenza, senza aprire nessun tipo di contatto con la ragazza. Ido le dava consigli, la spronava a non desistere. E Nihal non desisteva.</p><p>Il pomeriggio pass� cos�, mentre nell�arena si radunavano cavalieri, scudieri e soldati incuriositi dall�incontro tra la ragazza guerriero e il drago senza padrone.</p><p>All�ennesima fiammata di Oarf un giovane cavaliere si rivolse allo gnomo: �Ido, stai esagerando. Non ti pare il caso di fermarla?�.</p><p>Ido lo guard� impassibile. �E perch� mai? Abbiamo penato tutti, all�inizio.�</p><p>�Oarf apparteneva a Dhuval. Quella bambina non pu� farcela� si intromise un altro cavaliere.</p><p>�Mi stupisci. Dovresti sapere meglio di me che un drago non appartiene a nessuno. E credimi: quella � tutt�altro che una bambina.�</p><p>Stanca, sporca e livida, Nihal si decise a lasciare l�arena solo al tramonto.</p><p>Un attimo prima di uscire si volt� verso Oarf. �Vedremo chi l�avr� vinta, alla fine!� gli url�.</p><p>Ido sorrise sotto i baffi e le diede uno scappellotto. �Vieni via, spaccona!�</p><empty-line/><p>La mattina seguente Nihal si svegli� che era ancora buio. Non aspett� nemmeno che Ido si destasse e and� da sola nella scuderia.</p><p>L�alba era appena sorta e i draghi riposavano ancora, acciambellati nelle loro nicchie.</p><p>Oarf non faceva eccezione. A vederlo addormentato non pareva feroce come il giorno prima. Nihal si sedette a guardarlo in silenzio, incantata. La sua grande testa giaceva abbandonata sulle zampe anteriori incrociate. I fianchi si alzavano e abbassavano al ritmo pulsante del respiro, mentre la coda di tanto in tanto faceva un movimento lieve. <emphasis>Chiss� se anche i draghi sognano</emphasis>, si chiese Nihal. Vedere quell�enorme bestia rilassata nel sonno era uno spettacolo affascinante. Non si era sbagliata: quello era proprio il drago che faceva per lei.</p><p>Per un po� l�animale non si accorse della sua presenza. Poi, lentamente, apr� gli occhi. Le palpebre verdi sbatterono un paio di volte, mostrando, nascondendo e mostrando nuovamente le iridi fiammeggianti. La pupilla verticale si contrasse alla debole luce della scuderia. Oarf si svegli�.</p><p>Non appena vide la ragazza il drago scatt�, sollevandosi sulle zampe posteriori e ruggendo con rabbia.</p><p>Con il cuore che batteva all�impazzata, Nihal strinse i pugni. Si costrinse a restare ferma. <emphasis>Non ho paura di te. Siamo uguali. Non ho paura di te.</emphasis> Oarf rugg� pi� forte e cerc� di avvicinarsi, ma una grossa catena lo tratteneva per una zampa.</p><p>Il soldato che faceva il turno di notte alla scuderia sbuc� dalla penombra, sbraitando. �Sei impazzita? Che cosa ti viene in mente di introdurti qui senza permesso? Lascia in pace questa bestia, non � per te!�</p><p>La prese per un braccio, ma Nihal fu rapida a divincolarsi.</p><p>�Tieni gi� le mani, tu! Questo � il mio drago e vengo da lui quando mi pare e piace. Chi ti ha detto di legarlo?�</p><p>�Se � il tuo drago fatti obbedire, ragazzina! L�ho legato perch� vuole scappare!�</p><p>Il clamore aveva attirato gente.</p><p>Ido si fece largo tra soldati e cavalieri. �Che accidenti succede qui?�</p><p>Nihal era indignata. �Sono venuta a vedere il mio drago e l�ho trovato incatenato: voglio che sia liberato!�</p><p>�Non � il tuo drago, non � di nessuno, quante volte devo dirtelo? E comunque se � legato c�� un motivo. Ora vieni via.�</p><p>Lo gnomo la trascin� in malo modo. �Non ti azzardare mai pi� a fare di testa tua, hai capito? Tu non sei un guerriero, non sei un cavaliere, non sei nessuno! Devi obbedirmi, o non andrai da nessuna parte.�</p><p>�Io� io ero andata l� per allenarmi! Non � questo che vuoi? Non ho trasgredito nessun ordine!�</p><p>Ido si ferm� e fiss� Nihal. Il suo sguardo non ammetteva repliche. �Non giocare con me, ragazza! Io sono il tuo maestro. Decido io quando devi o non devi andare da Oarf, chiaro?�</p><p>Nihal fu costretta ad abbassare la cresta.</p><empty-line/><p>Quando Ido la accompagn� all�arena, dal cielo plumbeo cadeva una pioggia ghiacciata.</p><p>Oarf era legato con una catena a un grosso palo conficcato nel terreno. Nihal si strinse nel mantello con un moto di rabbia. Non sopportava di vederlo cos�: il suo drago doveva essere libero. Acceler� il passo verso l�animale, ma Ido la riacciuff� agguantandola per un lembo del mantello e la costrinse a sedersi sugli spalti. Le si piant� davanti e la guard� fisso negli occhi.</p><p>�Ricorda che Oarf non ti appartiene, Nihal. Se ti va bene � il tuo compagno,</p><p>niente di pi�. Fagli sentire che ti fidi, e lui si fider� di te. Devi trovare il tuo modo per conquistarlo. Ti senti pronta?�</p><p>Nihal annu�.</p><p>�Bene. Cominciamo.�</p><p>Nihal si alz� e si mise a camminare decisa verso il drago. Giunta a met� strada, per�, gir� sui tacchi e si diresse verso l�abbeveratoio.</p><p>�Ehi! Dove stai andando?� url� Ido.</p><p>Nihal non si volt� neppure. �Fidati di me!�</p><p>Quando fu davanti alla fontanella si tolse il mantello.</p><p>Il freddo pungeva, ma la ragazza sembrava non accorgersene.</p><p>Lo mise sotto il getto dell�acqua finch� non fu grondante, poi ci si riavvolse e si copr� la testa con il cappuccio.</p><p>Nihal si avvi� rabbrividendo verso Oarf.</p><p>Il ringhio del drago riecheggi� nell�arena.</p><p>Nihal continu� a camminare.</p><p>Oarf rugg� con tutta la potenza dei suoi polmoni, indispettito che quella creaturina potesse osare tanto.</p><p>Nihal si fece sempre pi� vicina.</p><p>La bestia prese a strattonare la catena.</p><p>Nihal si ferm� a una ventina di passi dal drago.</p><p>Lo guard� fisso negli occhi rossi.</p><p>Sent� quello che provava.</p><p>Odio. Paura. Solitudine.</p><empty-line/><p>La fiammata fu improvvisa e possente. Le arriv� vicinissima. Nihal non arretr� di un solo passo. Stretta nel mantello fradicio rest� dov�era, dritta come un fuso.</p><p>�Che mi venga un colpo�� mormor� Ido.</p><p>Oarf esit�, dubbioso. La fiamma perse di potenza, quindi si spense del tutto.</p><p>Nihal continu� a guardarlo negli occhi.</p><p>Era come se il drago le parlasse.</p><p>Non voleva pi� avere niente a che fare con quegli esseri infimi che si uccidevano l�un l�altro. Li odiava tutti. Avevano trasformato quella terra magnifica in un luogo di morte.</p><p>Gli avevano portato via il suo compagno.</p><p>Odiava anche lei, s�. La odiava e l�avrebbe uccisa.</p><p>Una seconda fiammata sgorg� dalla sua gola.</p><p>Nihal sent� il calore asciugare rapidamente il mantello. Non si mosse: senza Oarf tutto quello che aveva fatto fino a quel momento non avrebbe avuto senso.</p><p>Il calore si fece via via pi� intenso. Intorno a loro la pioggia evaporava, dissolvendosi prima di toccare terra.</p><p>Nihal si mise a gridare. �Io non mi arrendo, hai capito? Non vedi che io e te siamo uguali? Anch�io ho perso il mio padrone, anch�io odio questo mondo!�</p><p>Il drago continu� a soffiare.</p><p>Nihal si sent� bruciare le ciglia. Piccole lingue di fuoco le lambirono l�orlo del mantello. �Accettami!�</p><p>Il calore era intollerabile.</p><p>�Accetta di combattere insieme a me!� strill� un�ultima volta.</p><p>La testa le gir�. Le manc� il fiato. <emphasis>Ecco. � finita.</emphasis> Cadde in ginocchio.</p><p>Fu allora che Oarf smise di sputare fuoco.</p><p>La sovrast� per un istante, poi si ritir� verso il fondo dell�arena.</p><empty-line/><p>Ido la port� nell�infermeria della base, un bell�edificio in muratura.</p><p>A parte qualche lieve scottatura, non si era fatta niente: era solo mortalmente stanca.</p><p>Una guaritrice piuttosto anziana le spalm� sulle bruciature una pomata fresca e profumata di erbe. Poi Nihal si addorment�.</p><p>Si svegli� che era pomeriggio inoltrato. Fece appena in tempo a ripercorrere nella memoria quanto era successo, quando vide Ido avvicinarsi alla sua branda.</p><p>Nihal cerc� di indovinare dal suo sguardo se fosse arrabbiato, ma lo gnomo era imperscrutabile.</p><p>�Ce l�hai con me?�</p><p>�No. � stata una bella sfida. Il problema � un altro.�</p><p>Nihal lo fiss� stupita. �Cio�?�</p><p>Ido si sedette su uno sgabello accanto al letto. �� un problema di strategia e di opportunit�, Nihal. L�idea che hai sfruttato con Oarf era buona, ma l�esito � stato pessimo.�</p><p>�Io non��</p><p>�Silenzio. Ascoltami. In guerra ogni volta che intraprendi un�azione devi valutare bene come ti muovi: un esercito � fatto di uomini, ciascuno dei quali � un tassello importante per la vittoria. La vita di un cavaliere, poi, � ancora pi� preziosa per l�esercito. Un cavaliere � un condottiero, dalle sue azioni dipende la sorte di molti soldati. Se muore lui, il pi� delle volte trascina con s� anche quelli che comanda. Per questo ognuno deve tenere in conto la propria vita, perch� non appartiene solo a lui ma a tutti quelli che combattono.�</p><p>Ido accese la pipa e tir� una lunga boccata.</p><p>�Non ha senso sprecare la propria vita in un�azione suicida: non serve a nessuno e meno che mai a chi muore. Il bravo guerriero fa solo quello che gli � stato ordinato, e se prende l�iniziativa deve conoscere i propri limiti e agire di conseguenza. Ora, tu hai intrapreso un�azione inutile e pericolosa, senza conoscere i tuoi limiti e rischiando la vita per un�idiozia.�</p><p>Nihal si offese a morte. Si mise a sedere, agitata. �Sapevo quello che facevo!�</p><p>�No che non lo sapevi. Cosa credevi, di cavartela con un mantello bagnato? Eri consapevole che il tuo trucco non sarebbe durato, ma ti sei buttata lo stesso.�</p><p>Ido, serafico, tir� un�altra boccata.</p><p>�Forse qualche esaltato ti ha detto che un guerriero non ha paura della morte. Non c�� niente di pi� falso. Un guerriero � una creatura come le altre: ama la vita e non vuole morire. Per� non si lascia dominare dalla paura, e per questo capisce quando � necessario morire e quando � inutile. Questo � un guerriero.</p><p>Tu invece hai rischiato di morire per cosa? Per farti apprezzare da me e fare la spavalda con un drago che non ti vuole. Non mi sembrano motivi utili n� intelligenti. Solo stupidi.�</p><p>Nihal si sent� punta nel vivo: da quando aveva preso coscienza di chi era aveva giurato che non sarebbe morta invano. E ora il suo maestro la accusava di cercare vanamente la morte. �Ti sbagli� disse con foga. �Ero sicura che Oarf non mi avrebbe ucciso!�</p><p>�Nihal, non ci conosciamo da molto, ma credo di averti capito. Tu invece non hai ancora compreso con chi hai a che fare. Non ci riesci a prendermi in giro. Non eri sicura proprio di un bel niente. Hai voluto solo provarmi che sei coraggiosa. Be�, il tuo non � coraggio. � incoscienza. E fa pi� morti quella di tutte le truppe del Tiranno messe insieme.�</p><p>Nihal tacque.</p><p>Un pensiero maligno si insinu� nella sua testa: e se davvero avesse agito cos� perch� non le interessava pi� vivere o morire? <emphasis>No, non � vero! Sapevo quello che facevo! Io voglio vivere. Io devo vivere perch� ho una missione da compiere!</emphasis></p><p>�Ricorda bene quello che ti ho detto oggi. Per questa volta non mi arrabbio, perch� spesso anch�io sono stato impulsivo. Ma d�ora in avanti devi imparare a ragionare su quello che fai e sulle motivazioni che ti spingono a farlo.�</p><p>�So che quel drago � il mio drago� disse Nihal con impeto.</p><p>Ido si sporse sulla branda. �� di qualcuno l�acqua? Il vento? La furia di un uragano? Un drago � una forza della natura e di tanto in tanto si sceglie un compagno. Se non riesci a capirlo non cavalcherai mai Oarf. Stamattina hai detto che il tuo padrone � morto. Mi dispiace dirtelo, ma chiunque fosse non era il tuo padrone, Nihal.�</p><p>La ragazza abbass� lo sguardo sulle coperte. Non voleva che lo gnomo si accorgesse che gli occhi le si stavano riempiendo di lacrime.</p><p>�Nessun uomo, nessun mezzelfo, nessuno gnomo che voglia chiamarsi tale appartiene a qualcuno. Ognuno deve trovare la forza di tracciare il proprio destino. Il padrone ce l�hanno gli schiavi, e tu non lo sei. Se vuoi essere un cavaliere devi liberarti del dolore e prendere in mano la tua vita. Sta a te farne un buon uso o gettarla via.�</p><p>Ido si ritrasse e si riaccese con calma la pipa.</p><p>Nihal lo guard� per un po�: quanta forza, quanto coraggio spiravano da quell�ometto. Per un istante le parve un gigante.</p><p>�Te la senti di fare un viaggio?� le chiese lo gnomo quando la pipa ebbe preso.</p><p>�Credo di s�. Dove andiamo?�</p><p>�In guerra, ragazza mia. Dobbiamo dare man forte a un gruppo di ribelli che hanno liberato una citt� non lontano dal fronte. Sono stretti d�assedio da alcune truppe scelte del Tiranno. Li andiamo a liberare.�</p><p>Nihal sent� il cuore che accelerava.</p><p>�Potr� combattere anch�io?�</p><p>�Dovrai combattere anche tu: ho bisogno di vedere come te la cavi in battaglia.�</p><empty-line/><p>La marcia fino alla citt� fu breve.</p><p>La strategia era gi� stata concordata prima di partire, poich� una volta arrivati non avrebbero avuto il tempo n� il luogo per fare piani, visto che non c�erano accampamenti nei dintorni. L�attacco si basava esclusivamente sulla sorpresa: avrebbero cercato di prendere gli assedianti alle spalle. Ido era l�unico Cavaliere di Drago della truppa e pertanto sarebbe stato il comandante dell�attacco.</p><p>Ido e Nihal cavalcavano affiancati. Lo gnomo fumava tranquillamente, ma la ragazza fremeva.</p><p>�Hai paura?� le chiese.</p><p>�No.�</p><p>�Male. Tutti hanno paura prima di combattere, � giusto che sia cos�. Anch�io ho paura.�</p><p>�Non mi sembra proprio che tu abbia paura� comment� Nihal.</p><p>�Ho paura, non terrore. La paura mi d� la dimensione di quello che mi appresto a fare. La paura � mia amica, perch� mi fa capire che cosa fare in battaglia, mi evita rischi inutili e mi mantiene lucido.�</p><p>Nihal alz� un sopracciglio. �Dici? Non � la paura che fa scappare i soldati davanti al nemico?�</p><p>�Anche, Nihal, anche. La paura � un�amica pericolosa: devi imparare a controllarla, ad ascoltare quello che ti dice. Se ci riesci, ti aiuter� a fare bene il tuo dovere. Se lasci che sia lei a dominarti, ti porter� alla fossa.�</p><p>Nihal guard� Ido: quel tipo le piaceva, anche se non sempre riusciva a capire cosa intendeva dire.</p><p>�Siamo vicini. Ora si procede a piedi� disse Ido.</p><p>Abbandonarono i cavalli. Nihal estrasse da una bisaccia il drappo nero e prese a fasciarsi il capo.</p><p>�Combatti senza corazza?�</p><p>�Preferisco cos�.�</p><p>�Fa� come credi��</p><p>Lo gnomo si allontan� per raggiungere il suo drago nelle retrovie e andare a osservare la situazione dall�alto.</p><p>I fanti affrettarono il passo.</p><p>Nihal avanzava rapida e silenziosa come un gatto, i sensi tesi e attenti a ci� che la circondava.</p><p>Poi giunsero in vista del luogo dell�assedio.</p><p>La marea nera circondava le mura sbrecciate di una cittadina in rovina.</p><p>Un urlo di Ido fu il segnale che la battaglia aveva inizio.</p><empty-line/><p>Nihal si lanci� fra i primi con un furore e una rabbia anche maggiori della prima volta che aveva combattuto. Si scagliava sui nemici senza alcun timore di esporsi ai fendenti delle asce dei fammin, la mente dominata dal pensiero di distruggere tutto ci� che le capitava a tiro.</p><p>Ido ebbe il tempo, dall�alto, di vedere di tanto in tanto la sua allieva che infieriva sul nemico senza piet�.</p><p>Anche Nihal, nei pochi attimi in cui la battaglia le dava respiro, osservava il suo maestro volteggiare insieme a Vesa.</p><p>L�esercito guidato da Ido sembrava una infallibile macchina da guerra. Lo gnomo comandava le sue truppe con fermezza, senza scomporsi ma senza risparmiarsi. Schivava le frecce e al contempo attaccava senza timore. Le lingue di fuoco del suo drago spargevano il panico sui nemici a terra, presi alla sprovvista dall�attacco improvviso.</p><p>Quando la situazione fu ben delineata, Ido lasci� Vesa libero di continuare l�attacco dall�alto e scese a terra a combattere con la spada. Nihal lo segu� sicura, continuando la sua strage.</p><p>Fu una vittoria facile: poche perdite, molti prigionieri. La citt� era libera. Non era un risultato da poco: in quarant�anni di guerra erano state poche le volte in cui l�esercito delle Terre libere era riuscito a strappare territori al Tiranno.</p><p>Il successo fu festeggiato con esultanza all�interno della citt� affrancata e i guerrieri vennero accolti come eroi. Tutti offrirono ospitalit� ai soldati per la notte e Ido accett� l�invito di buon grado.</p><p>La sera ci fu baldoria in piazza, con danze e un banchetto improvvisato, con i pochi viveri disponibili, dalle battagliere donne del luogo, che avevano infuso nel cibo tutta la loro riconoscenza per i soldati.</p><p>Nihal non partecip� all�euforia. Tutto quello che voleva in quel momento era combattere ancora, uccidere altri nemici. Anche nel bel mezzo della festa non riusciva a pensare ad altro.</p><p>�Vuoi ballare?�</p><p>Il filo dei suoi pensieri fu interrotto da uno scudiero piuttosto giovane, che le tendeva amichevole la mano. Arross�. <emphasis>Ballare? Io?</emphasis> Era la prima volta che qualcuno la trattava come una donna.</p><p>�No, grazie. Non fa per me� si scherm�.</p><p>�E dai! Coraggio! Siamo scampati alla morte, divertiamoci!� insistette il ragazzo con un sorriso incoraggiante stampato sul volto.</p><p>�Davvero, non so ballare.�</p><p>Lo scudiero alz� le spalle, le fece un inchino e un attimo dopo si era gi� lanciato nelle danze con una ragazza della citt�.</p><p>A Nihal venne in mente Fen.</p><p>Quante volte aveva sognato di ballare con lui! Volteggiare tra le sue braccia con un abito lungo in una sala scintillante di luci. Fantasie. Quella scena non poteva pi� esistere neppure nei suoi sogni.</p><p>Si strofin� gli occhi. Non doveva pi� fantasticare in quel modo: era un guerriero, non aveva pi� importanza se fosse uomo o donna. Era soltanto un�arma.</p><p>Tra la folla festante intravide Ido. Sorseggiava qualcosa da un boccale, scherzava con i soldati, guardava la confusione allegra che aveva invaso la piazza della citt�. Quel successo era merito suo.</p><p>Poi lo gnomo la not� e le and� incontro. �Ti devo parlare� le disse in un orecchio e la tir� in disparte sotto un porticato.</p><p>Per prima cosa le porse il boccale.</p><p>�Bevi, porta male non festeggiare la vittoria.�</p><p>Nihal assaggi� il contenuto del bicchiere: pungeva la lingua, ma aveva un ottimo sapore. Le vennero le lacrime agli occhi.</p><p>Ido rise. �Vedo che non hai mai bevuto birra! � la bevanda preferita degli gnomi, sai?�</p><p>Nihal gli restitu� il boccale. �� buona��</p><p>Ido diede un sorso, poi si pul� i baffi con il dorso della mano. �Perch� non partecipi alla festa?�</p><p>�Non ne ho voglia.�</p><p>�Vedo.�</p><p>Ido diede un altro sorso. �Ti ho guardata con attenzione mentre combattevi.�</p><p>Nihal non riusc� a trattenere un sorriso e si prepar� a ricevere lodi sperticate.</p><p>�Non mi sei piaciuta, Nihal.�</p><p>Il sorriso le mor� sulle labbra. �Ho sbagliato qualcosa?�</p><p>�No. � il tuo modo di comportarti in battaglia che non mi piace.�</p><p>�Non capisco��</p><p>�Ti butti nella mischia senza ragionare, con l�unico pensiero di distruggere tutto quello che ti capita a tiro. Per un fante qualunque pu� anche essere una tecnica efficace. Ma non � cos� che combatte un cavaliere.�</p><p>�In guerra conta quanti nemici abbatti, no? Io cerco solo di darmi da fare!�</p><p>Ido le offr� nuovamente la birra. Nihal ingoll�, cercando di controllare la rabbia e la delusione per le parole del suo maestro.</p><p>�In battaglia dai l�impressione di un animale in gabbia che lotta per liberarsi.</p><p>Ti fai trascinare dal tuo corpo, combatti d�istinto. E poi ti batti come se sul campo di battaglia ci fossi solo tu. Non � cos�. Devi sempre sapere dove sono gli altri e che cosa fanno. Questo � importante per quando sarai cavaliere, perch� allora guiderai altri uomini e dovrai avere sempre una visione globale dello scontro. Infine, Nihal, combattere � una necessit�, non un piacere.�</p><p>�A me piace combattere, che c�� di male?� sbott� la ragazza.</p><p>�No, a <emphasis>me</emphasis> piace combattere. E ho scelto questa strada per mia volont�. A <emphasis>te</emphasis> piace uccidere. Ascoltami bene: in queste truppe non c�� spazio per chi � assetato di sangue. Se credi di scendere sul campo per dare sfogo al tuo odio, puoi scordarti di combattere ancora. Chiaro?�</p><p>Lo gnomo chiuse il discorso accendendosi tranquillamente la pipa, come se avesse parlato del pi� e del meno.</p><p>Nihal sent� il sangue salirle al viso. �I fammin hanno ucciso mio padre, Ido!� url�. �E Fen! E sterminato la mia gente! Come faccio a non odiarli?�</p><p>Ido non si scompose. �I fammin e il Tiranno hanno ucciso mio padre, mi hanno portato via un fratello e hanno ridotto in schiavit� il mio popolo. Tutti qui hanno da raccontare una storia come la tua o come la mia, ma ci sforziamo di tenere bene a mente perch� combattiamo. Tu sai perch� combatti?�</p><p>Ido la fiss� con tanta intensit� che Nihal fu costretta ad abbassare lo sguardo.</p><p>�Se non lo sai, � ora che ti interroghi se sia il caso di continuare a fare il guerriero.�</p><p>�Io ho sempre voluto��</p><p>�Basta. Ora vieni a ballare.�</p><p>�Non so ballare��</p><p>�� un ordine.�</p><p>Senza neanche accorgersene Nihal si ritrov� in mezzo alla piazza, trascinata dal ritmo.</p><p>Che cosa c�era di sbagliato nell�odiare il Tiranno? Non era forse l�odio che dava la forza per combattere? Non era forse giusto odiare i fammin e vivere per sterminarli? Che cosa non andava in quella logica?</p><p>Il suo corpo continu� a ballare, ma la sua mente era altrove.</p><empty-line/><p>La festa termin� a tarda notte e Nihal e Ido si ritirarono presso un mercante che aveva messo loro a disposizione la sua casa.</p><p>�Non ti � piaciuto stasera?� disse Ido congedandosi. �Non hai sentito com�� bello divertirsi? Apprezza la vita, Nihal, e allora capirai perch� combatti.�</p><p>Nihal si coric� pi� confusa che mai.</p></section><section><title><p>19</p><p>Lezioni di volo.</p></title><p>Per Nihal l�addestramento vero e proprio inizi� dopo la prima battaglia. Le mattine erano totalmente dedicate alle tecniche di combattimento. Ido non le dava tregua. Iniziavano al sorgere del sole e non si interrompevano se non quando era ora di pranzo e l�arena era gremita.</p><p>Non fu facile. Nihal era abituata a combattere d�istinto: sapeva di avere un dono e cercava di sfruttarlo al massimo. Ido invece la voleva sempre pronta, attenta e lucida. In allenamento come in battaglia lo gnomo non sbagliava un colpo, quali che fossero le armi che adoperava.</p><p>Nihal riprese in mano la lancia, la mazza chiodata, l�ascia e la frusta, con le quali si era gi� cimentata all�Accademia.</p><p>Impar� a concentrarsi in combattimento, a restare presente a se stessa in ogni momento dell�attacco, ma Ido non era mai contento.</p><p>Non gli bastava che Nihal padroneggiasse la tecnica. Voleva che fosse forte e sicura, che avesse sempre bene a mente i motivi per cui combatteva, che non si affidasse alla furia cieca dell�odio. Voleva farne una vera donna, utile a s� e al Mondo Emerso.</p><p>Ido voleva bene a Nihal, conosceva le sue potenzialit� e ne ammirava la tenacia. Ma aveva capito cosa la muoveva: rabbia, voglia di vendetta, disprezzo per se stessa. E non poteva permettere che distruggesse la propria vita. Era troppo forte, troppo bella e decisa per buttarsi via.</p><p>Cos� non le dava tregua.</p><p>Non la lodava quasi mai, la sfiniva, la gettava a terra pi� e pi� volte per poi costringerla a rialzarsi dalla polvere per ritentare. E Nihal si rialzava sempre, senza lamentarsi, senza curarsi delle ferite. Aveva un obiettivo e voleva perseguirlo a ogni costo.</p><p>Con il trascorrere delle settimane, per�, le sue certezze venivano meno. Era sempre stata sicura del suo destino di vendetta, non si era mai chiesta se fosse giusto o no, ma le parole di Ido dopo la battaglia avevano incrinato la sua convinzione.</p><p>Continuava a ripetersi che non capiva cosa ci fosse di sbagliato nel suo odio. Perch� sarebbe sopravvissuta al suo popolo, se non per vendicarlo? Quando di notte si svegliava dagli incubi, si convinceva che la sua unica meta era abbattere il Tiranno. E morire. Perch� non sapeva immaginare cosa avrebbe potuto essere di lei dopo che il Tiranno fosse stato vinto. Dove sarebbe andata? Che cosa avrebbe fatto? Senza quello scopo sarebbe stata come un sacco vuoto. Eppure�</p><p>Eppure la vicinanza di Ido le suscitava mille dubbi. Come faceva il suo maestro a combattere senza odiare? Da dove traeva la sua forza?</p><p>La bellezza della vita, diceva�</p><p>S�, c�era stato un tempo in cui a Nihal la vita era parsa bella. Ma quel tempo era passato. Ora la sua esistenza era scandita da duri giorni di allenamento e notti dense di incubi.</p><p>A volte ripensava a quello che aveva sentito la notte della sua prima battaglia, alle possibilit� che aveva intravisto. Era quella la vita che tutti amavano? Forse s�, ma a lei sembrava solo un sogno lontano.</p><empty-line/><p>Alla base molti avevano notato Nihal e lentamente una piccola folla di scudieri e soldati inizi� a seguire il suo addestramento.</p><p>Vederla battersi con Ido, la cui abilit� era nota a tutti, divenne uno spettacolo imperdibile. Perch� Nihal era agile, era brava, ma soprattutto era bella.</p><p>Non si poteva dire che rispondesse ai canoni tipici della bellezza, ma tutta la sua figura emanava fascino. Sotto le lunghe ciglia i suoi occhi viola avevano uno sguardo fiero. Era sottile come un giunco, ma aveva anche curve sinuose. Il modo in cui si muoveva in combattimento incantava chi la guardava. E poi, eccezion fatta per il suo maestro, che era l�unico con cui parlasse, era fredda come il ghiaccio.</p><p>Inizi� a essere considerata da tutti la preda ideale. Giravano addirittura scommesse su chi l�avrebbe irretita per primo. Ma Nihal continuava a camminare per l�accampamento con passo marziale ignorando gli sguardi che le venivano indirizzati. Le dava fastidio quando la osservavano con occhi troppo lascivi. Aveva smesso di considerarsi donna il giorno in cui Fen era morto. Ora era un guerriero e basta.</p><p>Ogni tanto qualcuno tentava di avvicinarla senza secondi fini, ma anche in quelle occasioni la ragazza manteneva un contegno distaccato.</p><p>Con le donne della base non andava meglio: la invidiavano per il successo che riscuoteva tra gli uomini, perch� era forte, perch� combatteva come un maschio. Certo, non mancavano le eccezioni. Un paio di ragazze avevano cercato di fare amicizia con lei, ma Nihal sentiva di avere poco in comune con quelle signorine che stavano in casa ad aiutare le madri e che aspettavano la maggiore et� per convolare a nozze.</p><p>Era sola. E l�unico essere a cui rivolgeva le sue attenzioni non era un umano, bens� un drago.</p><empty-line/><p>Nihal era letteralmente innamorata di lui.</p><p>Sentiva che non avrebbe mai potuto cavalcare un drago che non fosse quella bestia imbizzarrita.</p><p>Dopo i primi approcci disastrosi, Ido l�aveva lasciata libera.</p><p>�Ti ho spiegato com�� fatto un drago e come ci si pone nei suoi confronti. Ora sta a te trovare il modo di farti accettare da lui. Quando salirai in groppa, inizieremo a lavorare sul serio.�</p><p>Cos� fu Nihal a scegliere i tempi e i modi di avvicinamento: si mise d�accordo con il guardiano della scuderia perch� il drago fosse pronto per l�allenamento ogni giorno subito dopo pranzo.</p><p>La prima volta Oarf le apparve in fondo all�arena, sempre alla catena, e non appena la vide inizi� a brontolare.</p><p>Nihal rimase dalla parte opposta, ferma, a pugni stretti. Sentiva l�odio del drago, ma rest� al suo posto. Era una sfida: doveva provare che era pi� forte di lui, che non avrebbe ceduto. Rest� a fissarlo a lungo, cercando di sostenere quello sguardo rosso carico di disprezzo.</p><p>Per qualche giorno il guardiano si ferm� ad assistere, ma il rituale si ripeteva sempre uguale: Nihal e Oarf si guardavano in cagnesco per tutto il pomeriggio. Una noia mortale.</p><p>A chi gli chiedeva notizie rispondeva invariabilmente: �Per me quella � matta. Sta l� impalata e lo guarda. Certo che questi mezzelfi dovevano essere degli strani tipi!�.</p><p>Dopo i primi tempi Nihal inizi� a parlare con Oarf.</p><p>Si sedeva in fondo all�arena, gli occhi sempre incollati su di lui, e si sforzava di trasmettergli i suoi pensieri. Non era facile, e quando il tentativo falliva se la cavava con le parole. Pensava che pi� di tante moine potesse la forza della sua storia: era fermamente convinta che lei e quell�animale fossero legati dallo stesso destino.</p><p>Gli raccont� degli incubi che la tormentavano, della morte di Livon, della distruzione della sua citt�. Gli parl� di Fen, di quanto l�avesse amato, del modo crudele in cui l�aveva perduto e di quando aveva acceso la fiaccola alla sua pira nella speranza di catturare un po� del suo spirito.</p><p>Oarf restava impassibile. Nessuna reazione, a parte un ringhiare sordo. Ma Nihal continuava. E al contempo cercava di penetrare la mente dell�animale.</p><p>Spesso Ido la osservava da lontano. Nihal stava agendo bene: Oarf la guardava ancora con sospetto, ma nei suoi fieri occhi rossi si cominciava a intravedere una luce di interesse.</p><p>Contemporaneamente Nihal combatteva.</p><p>Lei e Ido erano spesso impegnati in battaglia. Lo gnomo aveva deciso che Oarf li seguisse nelle retrovie.</p><p>Prima di ogni scontro, Nihal gli faceva visita. �La senti questa tensione? Questo silenzio? Ti chiamano, Oarf. Ti chiedono di tornare a combattere.�</p><p>Poi scendeva in campo con tutta la foga di cui era capace, sempre prima tra quelli del suo gruppo, incurante del pericolo. Molte battaglie le vinse, molte le perse, e dovette abituarsi a vedere il suolo coperto di cadaveri di commilitoni.</p><p>Ido continuava a redarguirla duramente. E ogni volta Nihal giurava che avrebbe cercato di cambiare, che avrebbe cercato di battersi con un altro spirito. Ma era inutile. Il rombo delle armi le dava alla testa.</p><p>Quando era in campo diventava un puro strumento di morte.</p><empty-line/><p>La marcia d�avvicinamento a Oarf continu�.</p><p>Nihal cercava di andargli ogni giorno pi� vicino, avanzando di un passo alla volta. Oarf non temeva pi� quell�accorciarsi delle distanze e si limitava a guardarla con sospetto. La ragazza sentiva che il drago non era pi� ostile, non la temeva. Ora voleva tentare di stabilire una comunicazione pi� profonda con lui.</p><p>Per due settimane pass� i pomeriggi accovacciata di fronte a lui.</p><p>Era come quando aveva dovuto superare la prova nel bosco: si concentrava e tentava di captare il suo pensiero. Ido le aveva spiegato che tra un cavaliere e il proprio drago c�� comunicazione solo se entrambi lo vogliono. E Oarf al momento ancora non voleva.</p><p>Ma Nihal era sicura che ce l�avrebbe fatta.</p><p>Un giorno, per caso, arriv� un po� prima del solito e vide l�entrata di Oarf nell�arena.</p><p>Il guardiano lo trascinava con l�aiuto di due nuovi inservienti. Era una scena penosa. Il drago recalcitrava, si impuntava sui posteriori cercando di resistere, ma subito dopo cedeva perch� la zampa a cui era legata la catena era ferita. Avanzava a strattoni, tra le imprecazioni dei tre uomini e i suoi mugolii di dolore.</p><p>Nihal non si era mai accorta della ferita. Si maledisse per non essersi informata prima su come veniva trattato il suo drago. Quando Oarf si trov� al suo posto, lei raggiunse a grandi falcate gli inservienti, che stavano lasciando l�arena.</p><p>�Ehi, voi!� li apostrof�. �D�ora in poi non voglio pi� vedere quella catena!�</p><p>I due si guardarono ridacchiando.</p><p>�E tu che ne sai, signorina?� fece uno di loro. �Guarda che senza catena quello prima ti mangia in un boccone e poi se ne vola via!�</p><p>Nihal lo afferr� per il bavero. �Sono un futuro Cavaliere di Drago: ti consiglio di usare pi� prudenza quando parli con me.�</p><p>L�altro compare soffoc� a malapena una risata. Nihal estrasse la spada e gliela punt� contro. �Sto parlando per tutti e due. Da domani niente catena. Se mi uccide, sono fatti miei. Se scappa, vi sollevo da ogni responsabilit�: mi assumer� io la colpa di qualsiasi danno.�</p><p>I due inservienti si allontanarono in fretta.</p><p>Nihal si volt� verso Oarf: si stava leccando la zampa ferita, cercando con scarsi risultati di raggiungere anche la parte coperta dalla catena. Nihal prese ad accostarsi, la spada ancora in mano.</p><p>Oarf si mise in posizione d�attacco, ma Nihal era gi� molto vicina.</p><p>Il drago emise un ruggito di avvertimento.</p><p>Era pronto a lanciare una fiammata, quando Nihal vibr� un violento fendente con la spada. Tranci� di netto la cinghia di ferro della catena e sotto di essa scopr� una grossa ferita purulenta.</p><p>Oarf rimase stupito da quel gesto e ancora di pi� dal fatto che quella ragazzina si era inginocchiata e tendeva le mani verso la zampa.</p><p>Il drago avvert� un improvviso calore nella zona della ferita, un tepore piacevole, che sembrava spegnere il dolore che lo assillava.</p><p>Nihal percep� il sollievo dell�animale.</p><p>Oarf abbass� la grande testa smeraldo e vide che dalle mani di Nihal proveniva una lieve luce rosata. Cerc� di ritrarsi, perch� non voleva l�aiuto di nessuno, ma lo fece con poca convinzione. Nihal gli si avvicin� di nuovo e riprese a curarlo.</p><p>Oarf continu� a guardarla. Da tempo nessuno lo trattava con tanto amore. Fu allora che il drago si apr� ai sentimenti di Nihal. Ne comprese la tristezza, lo smarrimento, il dolore. Sent� i suoi ricordi, percep� l�affetto che stava infondendo in quel gesto.</p><p>Nihal non era abbastanza esperta per mantenere un incantesimo di guarigione a lungo, ma quando smise la ferita non era pi� infetta. Si sedette a terra tutta sudata: quella piccola magia le era costata uno sforzo notevole.</p><p>Oarf la annus� incuriosito: come erano fragili le razze di quella terra�</p><p>Nihal abbozz� un sorriso e si alz� in piedi. �Mi devi la libert�, Oarf. Da oggi vedi di fare il buono.�</p><p>Per la prima volta Oarf ritorn� spontaneamente al suo giaciglio.</p><p>Il giorno seguente entr� nell�arena di sua volont�.</p><p>Nihal gli si avvicin� e tese la mano verso di lui. Non aveva mai accarezzato un drago. Neppure Vesa si era mai lasciato toccare, sebbene ormai fosse abituato alla sua presenza.</p><p>Oarf si ritir� sdegnato.</p><p>�Ehi, come sarebbe? Ti ho liberato, ti ho curato� una carezza me la devi, Oarf!�</p><p>Il drago grugn� e scosse con vigore la testa.</p><p>�Su, vedrai che ti piacer�.�</p><p>Nihal allung� nuovamente la mano. Le tremava, perch� era emozionata. Le dita sfiorarono la pelle di Oarf: era coriacea, umida, ma era piacevole al tocco.</p><p>Nihal appoggi� tutta la mano sul petto dell�animale e percep� immediatamente un pulsare ritmico, poderoso. La vita, era quella la vita. Inizi� a passare la palma sul fianco squamoso, con gesti sempre pi� ampi.</p><p>Oarf non si muoveva.</p><p>Sembrava in ascolto: nessuno lo aveva mai accarezzato.</p><p>Era dolce, era piacevole. Quella mano era piccola e fresca. E quella creatura era cos� gentile con lui. Eppure ne conosceva l�odio. L�aveva intuito fin dalla prima volta che l�aveva vista. Era un essere tenace, pieno di rancore e di tristezza. Come lui.</p><p>Forse si poteva davvero ritornare ad avere fiducia negli uomini. Aveva voglia di spiegare le ali e volare sfiorato dal vento, come aveva fatto tante volte da cucciolo�</p><p>�Anch�io ho sempre desiderato volare, sai?� disse Nihal mentre lo accarezzava.</p><p>Le piaceva il contatto con le squame.</p><p>Ora era davvero il suo drago.</p><p>Le sembrava incredibile avercela fatta: stava coccolando un drago. Il suo drago. E un giorno lo avrebbe cavalcato.</p><p>Per un istante Nihal ritrov� la parte di s� che aveva perduto nel rogo della sua citt�. Si sent� di nuovo libera e con tutta la vita davanti, una vita il cui sentiero non era ancora tracciato. <emphasis>Come ho fatto ad allontanarmi tanto da quel che ero?</emphasis></p><p>Poi Oarf si sottrasse alle carezze, ma Nihal riusc� ugualmente a intravedere nei suoi occhi il barlume di un sentimento molto simile alla serenit�.</p><empty-line/><p>Pi� tardi Nihal raccont� al suo maestro come era andata la giornata.</p><p>�Bene, Nihal. Sono contento di te.�</p><p>�Ora mi insegnerai a cavalcarlo, vero?�</p><p>Lo gnomo sbuff� una nuvola di fumo. Sembrava esitare.</p><p>Nihal era sulle spine. �Allora? Eh?�</p><p>Un�altra nuvola di fumo. Ido si tir� la barba, pensieroso, poi annu�. �S�, penso che sia ora. Sono tre mesi che sei qui: abbiamo aspettato abbastanza.�</p><p>Nihal sent� un tuffo al cuore. Avrebbe cavalcato il suo drago. Avrebbe imparato a combattere come un cavaliere. Era quello che aveva sempre desiderato. E stava per realizzarsi.</p><p>Ido non condivideva lo stesso entusiasmo.</p><p>Si era affezionato a Nihal e pi� di tutto voleva aiutarla a liberarsi del dolore che aveva provato. Per� sapeva anche che se non ci fosse riuscito avrebbe dovuto impedire che Nihal diventasse un Cavaliere di Drago. Era troppo concentrata sulla vendetta, troppo chiusa in se stessa per poter essere davvero utile all�esercito delle Terre libere.</p><p>Nella tecnica di combattimento Nihal aveva fatto grandi progressi, ma in battaglia continuava a essere accecata dalla furia. Finch� non avesse imparato a battersi per qualcun altro e non solo per se stessa, sarebbe stata sempre un pericolo.</p><p>Ido sperava che prima o poi Nihal avrebbe iniziato a seguire davvero i suoi insegnamenti. Ma al tempo stesso sentiva di dover prendere una decisione.</p><empty-line/><p>Nelle due settimane successive Nihal pass� tutti i suoi pomeriggi nell�arena. Parlava con Oarf, lo accarezzava, poi lo riportava nella scuderia e si occupava personalmente di dargli da mangiare.</p><p>Il drago si era abituato alle sue attenzioni e le accettava con un malcelato piacere: quella pulce di ragazza iniziava a piacergli, anche se non voleva darlo troppo a vedere.</p><p>Col passare dei giorni, per�, Nihal si faceva sempre pi� impaziente e ogni volta che aveva modo di incrociare lo gnomo lo assillava.</p><p>�Domani cosa fai?�</p><p>�Vado al comando, Nihal.�</p><p>�Ah. Ancora?�</p><p>�S�, Nihal.�</p><p>�Dopodomani?�</p><p>�Sono in un altro accampamento.�</p><p>�E quand�� che mi insegni a cavalcare?�</p><p>�Non lo so, Nihal.�</p><p>Ido era molto impegnato. A breve sarebbe scattata una grossa offensiva e lo gnomo ne era uno dei principali strateghi. Tra i consigli di guerra alla base e gli incontri con i generali e i cavalieri degli altri accampamenti, non aveva un attimo per lei.</p><p>�Se non hai tempo potrei provare da sola� azzard� una sera Nihal mentre mangiavano alla mensa.</p><p>Ido lasci� cadere il cucchiaio nella ciotola e la guard� dritto negli occhi. �Vedi di non metterti in testa strane idee: cavalcare un drago non � uno scherzo.�</p><p>�Lo so, per�</p><p>�Chiuso l�argomento!�</p><p>Ma ormai l�idea era stata partorita.</p><p>La ragazza prov� a resistere alla tentazione. Si fidava di Ido e ammirava la sua tranquillit�, la sua sicurezza. Ma sempre pi� spesso si chiedeva perch� aspettare. Lei aveva una missione da compiere. Stare l� ferma era una perdita di tempo.</p><empty-line/><p>Una mattina Nihal si svegli� e si rec� nell�arena in anticipo rispetto al solito. Non sapeva perch� era arrivata cos� di buon�ora, ma aveva sentito il bisogno di correre subito da Oarf. Era un inverno rigido, il freddo penetrava nelle ossa. Nihal si strinse nel mantello e si sedette sugli spalti ad aspettare.</p><p>Lo vide apparire a poco a poco dalla bruma, accompagnato dallo scudiero: la grande figura di Oarf avanzava con maest�.</p><p>Si prefigur� la mattinata: le solite chiacchiere, i soliti gesti, il solito tragitto fino alla scuderia e, per finire, la solita carrettata di carne fresca.</p><p><emphasis>E se oggi�</emphasis></p><p>Oarf continuava ad avanzare.</p><p><emphasis>No, Nihal, lascia perdere. Ido si infurierebbe.</emphasis></p><p>Oarf era sempre pi� vicino.</p><p><emphasis>D�altra parte�</emphasis></p><p>Nihal sentiva che tutto il suo corpo le chiedeva di innalzarsi sopra quella nebbia umida e volare lontano.</p><p><emphasis>No, non posso. Non so neppure da che parte cominciare.</emphasis></p><p>Poi una vocina le sugger� che non doveva essere poi tanto complicato: era montata su un drago gi� altre volte. Non da sola, certo, per� in fin dei conti che differenza faceva?</p><p>Oarf le fu davanti e abbass� la testa imponente.</p><p>�Come va?� chiese Nihal mentre gli grattava il muso. Il respiro del drago le riscaldava le mani gelate.</p><p>Nihal inizi� ad accarezzarlo. Dopo due mesi di lotte, di passi falsi e tentativi, lei e Oarf avevano trovato finalmente l�intesa. Erano tutti e due pronti per quel passo.</p><p>�Che ne diresti di volare, oggi?�</p><p>Il drago la fiss� con i suoi occhi rossi. Allontan� il muso dalla mano di Nihal.</p><p><emphasis>Ora magari non vuole, ma � normale. Quando sar� in groppa sar� contento.</emphasis></p><p>�Fammi salire, Oarf.�</p><p>Per tutta risposta Oarf inizi� a brontolare e a scostarsi da lei.</p><p>Ma ormai Nihal aveva deciso: quel giorno l�avrebbe cavalcato a qualsiasi costo. Alz� la voce: �Fermati!� ma Oarf affrett� il passo.</p><p>Nihal ag� d�impulso: lo raggiunse di corsa, spicc� un balzo e gli si aggrapp� a un fianco, arrampicandosi agilmente sulla sua schiena.</p><p>La cosa incredibile fu che lei, che mai era montata da sola su un drago, riusc� immediatamente a metterglisi in groppa. Oarf si infuri� davvero e inizi� a sgroppare violentemente.</p><p>Nihal, per tutta risposta, si abbarbic� alla pelle abbondante del collo dell�animale. Oarf rincar� la dose e inizi� a ruggire per spaventarla, ma la ragazza non demordeva.</p><p>Il drago non si capacitava che quello scricciolo osasse tanto: era infuriato e stupito al tempo stesso. Volt� il muso verso Nihal ringhiando a pi� non posso, ma lei era galvanizzata. �Mi dispiace, amico mio, devi rassegnarti.�</p><p>Fu allora che Oarf spicc� il volo.</p><p>Inizi� a salire verso il cielo, sfruttando la spinta possente delle ali.</p><p>Nihal sentiva il vento che la investiva, le sembrava quasi di non riuscire a respirare. Chiuse gli occhi. Ebbe paura, molta. Poi per� si rese conto che volava. Volava! In groppa a un drago! Al suo drago!</p><p>Apr� gli occhi e inizi� a urlare di gioia. Ora che attraversava le nuvole come una saetta e saliva sempre pi� in alto, sempre di pi�, si sentiva potente come una divinit�.</p><p>Si aggrapp� con tutte le sue forze e guard� gi�.</p><p>Era a un�altezza vertiginosa: gli alberi dei boschi intorno alla base erano lontanissimi e svettavano dalla bruma come isole in un mare lattiginoso.</p><p>Fu bellissimo e spaventoso.</p><p>Dur� un istante.</p><p>Oarf sembr� fermarsi in aria. Le sue ali si tesero, immobili. Poi si gett� a peso morto verso il basso.</p><p>All�inizio caddero lentamente, ma la velocit� aument� sempre di pi� mentre alberi, costruzioni, prati, terra si avvicinavano minacciosi.</p><p>Nihal si strinse al collo di Oarf cercando di resistere al vento che voleva trascinarla via. Fu presa dal terrore. �Io mi fido di te! Mi fido di te!� inizi� a strillare al drago.</p><p>In realt� non si fidava affatto.</p><p>La terra era vicinissima, l�impatto imminente e inevitabile.</p><p>Nihal url� con quanto fiato aveva in corpo.</p><p>Proprio quando sembrava che il suolo non attendesse altro che il loro schianto, Oarf si risollev� e plan� a volo radente sulla base, sfiorando i tetti delle costruzioni, mentre gli abitanti della cittadella fuggivano in ogni direzione.</p><p>Sotto le sue gambe, convulsamente strette ai fianchi del drago, Nihal poteva sentire i muscoli che si contraevano nello sforzo di battere le ali smisurate, lunghe quanto tutto il corpo dell�animale.</p><p>Era atterrita, aveva lo stomaco sottosopra e il cuore a mille: non vide Ido che usciva del comando e guardava in su a occhi spalancati, n� sent� le maledizioni che lo gnomo url� a lei e a quella dannata bestia.</p><empty-line/><p>Oarf, dal canto suo, si divertiva un mondo.</p><p>Era da molto tempo che non volava e si beava della sensazione del vento sulla pelle, del piacere del volo radente, della gioia di lasciarsi portare dalle correnti. Aveva dimenticato la sua insolente passeggera e si abbandonava con la temerariet� di un cucciolo a tutti i giochi di cui era capace in aria. Continuava a salire, a scendere a precipizio, a rallentare per poi accelerare di scatto.</p><p>Al culmine dell�entusiasmo inizi� a rotolarsi allegramente in cielo, capovolgendosi in capriole continue.</p><p>Per Nihal fu troppo: inizi� a veder terra e cielo che si scambiavano di posto in continuazione. Sotto e sopra non avevano pi� significato.</p><p>Le gir� la testa. Le mani lasciarono la presa. Precipit� nel vuoto.</p><p>Fu investita da un vento furioso. Url� senza neppure udire la propria voce.</p><p>Chiuse gli occhi. <emphasis>Che morte stupida</emphasis>, ebbe il tempo di pensare.</p><p>Poi sbatt� violentemente contro qualcosa di duro e squamoso.</p><p>Sotto di lei il drago volava lento, planando dolcemente in direzione della base.</p><empty-line/><p>Nell�arena si era radunata una folla.</p><p>L�animale atterr� con delicatezza, quindi si accucci� in modo che potessero recuperare la ragazza. Ci fu un applauso per il mezzelfo reduce dal suo primo volo e molti complimenti per il drago che l�aveva salvata. Mentre la facevano scendere, dolorante e scombussolata, Nihal sussurr�: �Mi hai salvato la vita: ora s� che sei il mio drago� ma Oarf si allontan� sdegnato.</p><p>Aveva appena toccato terra, che ricevette un sonoro schiaffone. �Sei capace di fare qualcosa senza rischiare le penne? Dannazione, quand�� che ti darai una calmata?�</p><p>Ido la strapp� dalle mani di chi la sorreggeva e Nihal cadde in ginocchio: le gambe non smettevano di tremarle.</p><p>�Non avevi mai tempo� io credevo che��</p><p>Ido imprec�. �Dovevi aspettare, maledizione! Ma no, tu devi sempre fare di testa tua!�</p><p>Lo gnomo la costrinse ad alzarsi.</p><p>Nihal sentiva un dolore sordo in tutto il corpo e camminava a fatica.</p><p>Ido la trascin� per un braccio attraverso tutta la base finch� non raggiunsero un edificio basso, isolato dalle abitazioni.</p><p>Poche finestre, e tutte fornite di sbarre.</p><p>Mentre un soldato chiudeva il chiavistello della sua cella, Nihal cerc� di protestare: �Ti prego, Ido� Non volevo fare niente di male��.</p><p>�Schiarisciti le idee, Nihal� concluse lo gnomo, e and� via.</p><p>Nihal si appoggi� al muro.</p><p>La schiena le faceva malissimo.</p><p>Allung� la mano per tastarsi e sent� un forte bruciore: quando la ritir� vide che era sporca di sangue.</p><p>Era troppo stanca per recitare una formula di guarigione.</p><p>Si sdrai� prona sul pavimento e si addorment�.</p><empty-line/><p>Si svegli� qualche ora pi� tardi con una sensazione di fresco sulla schiena. Gir� lentamente la testa e socchiuse un occhio: Ido le stava spalmando una pomata sulla ferita. Non si mosse. Non voleva che lo gnomo si accorgesse che era cosciente. Pi� della ferita, le bruciava sapere che quella volta il suo maestro aveva ragione.</p><p>�Ben svegliata� disse Ido.</p><p>Nihal tacque.</p><p>Ido si mise a spalmare l�unguento sulla ferita con maggiore energia. Nihal emise un mugolio di dolore.</p><p>�Hai spaventato tutto l�accampamento, contravvenuto ai miei ordini e fatto l�ennesima sciocchezza. Non so pi� come dirtelo, Nihal: il tuo non � coraggio, � idiozia. Resterai qui fino a domani.�</p><p>Quando ebbe finito di medicarla lo gnomo se ne and� sbattendo la porta.</p><p>Nihal rest� sdraiata a terra.</p><p>Era profondamente arrabbiata.</p><p>Con se stessa, perch� sapeva di essere nel torto.</p><p>E con Ido, perch� glielo aveva fatto notare.</p><empty-line/><p>L�indomani Ido and� personalmente a tirarla fuori dalla prigione.</p><p>Nihal aveva passato una notte orribile.</p><p>Quando era ancora nel dormiveglia, nel momento in cui il corpo non risponde alla mente ma si � ancora lucidi, la cella si era popolata di presenze eteree.</p><p>Nihal era rimasta paralizzata, senza riuscire a distogliere gli occhi da quelle figure insanguinate, sfregiate, mutilate che le sussurravano di vendicarle. Avrebbe voluto urlare ma aveva la gola serrata. Avrebbe voluto chiudere gli occhi ma erano spalancati nel buio.</p><p>Ed era tutta colpa di Ido.</p><p>Era lui che l�aveva sbattuta l� dentro, dove nessun oggetto familiare poteva rassicurarla con la sua normalit�.</p><p>Era lui che la ostacolava nel suo proposito di vendetta facendole tutti quei discorsi sull�amore per la vita, sulla paura, sul perch� si combatte.</p><p>Lei non era come gli altri.</p><p>Non era una ragazza.</p><p>Non era neppure un semplice guerriero.</p><p>Era un�arma nelle mani dei morti.</p><p>Ido sostenne il suo sguardo carico di rancore. �Te lo sei meritato, Nihal. E lo sai.�</p><p>Per quel giorno non si dissero altro.</p><p>Nihal dovette occuparsi di Vesa e della manutenzione delle armi dello gnomo.</p><p>Non si allenarono e non le fu permesso di vedere Oarf.</p></section><section><title><p>20.</p><p>Un colpo di testa.</p></title><p>All�interno della sala del Consiglio l�atmosfera era pesante. I nove maghi, seduti sui loro scanni di pietra, ascoltavano seri le parole di Dagon.</p><p>�Le cose non vanno affatto bene, Sennar. Quanto territorio abbiamo perso negli ultimi tempi? Troppo, e tu lo sai: il nostro anello debole � la Terra del Vento. Non te ne faccio una colpa, tu ti stai comportando egregiamente, ti stai dimostrando degno dei miei insegnamenti�� Sennar sapeva che il Consigliere Anziano era l�unico a pensarlo. Si sentiva circondato da sguardi ostili. �Ma le forze del Tiranno hanno il controllo di cinque Terre, e in ciascuna di esse si producono incessantemente nuove armi e risorse per la guerra. Le nostre truppe sono numericamente inferiori e i Cavalieri di Drago troppo pochi. Occorre trovare una soluzione.�</p><p>Dagon aveva concluso e torn� a sedersi.</p><p>Nella sala del Consiglio cal� il silenzio.</p><p>Toccava a Sennar. Si alz�. Quello che doveva dire non gli piaceva. Quando inizi� a parlare gli tremava la voce. �Dagon, Consiglieri� S�, la situazione � drammatica. I laboratori del Tiranno sfornano nuovi guerrieri a getto continuo. Nella Terra del Vento abbiamo potuto osservare nuove bestie, una nuova sorta di uccelli di fuoco, spesso cavalcati da fammin in miniatura. Noi non abbiamo da opporre che uomini e gnomi. Ultimamente abbiamo avuto molte perdite, il morale delle truppe � basso. Devo ammetterlo: anch�io spesso sono preda dello sconforto.� Qualche sorriso maligno accompagn� quell�ultima affermazione, ma Sennar prosegu�. �I soldati continuano a morire sui campi di battaglia e le nostre forze si assottigliano sempre di pi�, in un circolo vizioso. Potrei chiedervi pi� truppe, ma non basterebbe. Abbiamo a che fare con un nemico molto potente: Dola � un grande stratega, oltre che un guerriero apparentemente imbattibile.� Sennar si strofin� gli occhi. Quella notte, in attesa della riunione, la tensione lo aveva lasciato dormire ben poco. �Ci attaccano perch� vogliono la Terra dell�Acqua, che � la pi� sguarnita delle Terre libere. Non ha un proprio esercito e pu� fare affidamento solo sulle guarnigioni della Terra del Sole. Al confine gli attacchi si susseguono. A tutt�oggi siamo riusciti a preservare il territorio, tuttavia il prezzo che stiamo pagando � caro: il numero di vittime � altissimo. Ho avuto molti colloqui con Galla e Astrea. Tutte le ninfe si impegneranno a erigere una barriera magica a difesa dei confini. � la loro unica arma, ma quanto potr� durare?�</p><p>Il consigliere Sate, uno gnomo della Terra del Sole, lo interruppe: �E tu cosa proponi?�.</p><p>Aveva sempre guardato Sennar con disprezzo, fin da quando era diventato consigliere. Purtroppo non era l�unico.</p><p>Il giovane mago fece una lunga pausa. Guard� i Consiglieri a uno a uno, poi si fece coraggio. �Non ci resta che chiedere aiuto ai popoli del Mondo Sommerso.�</p><p>Il mormorio di stupore che Sennar si era aspettato fu un vero e proprio boato di sdegno.</p><p>Sate parl� per tutti. �Il Mondo Sommerso?� Si rivolse all�assemblea con tono sarcastico. �Forse il consigliere Sennar non sa che il Mondo Sommerso ha deciso di disinteressarsi di noi durante la guerra dei Duecento Anni. Del resto � molto giovane, il consigliere Sennar. Questo dettaglio storico gli sar� sfuggito!�</p><p>Nella sala del Consiglio risuon� qualche risata.</p><p>Sate guard� Sennar con freddezza. �Non sappiamo pi� nulla di quel continente, consigliere. Si � persa perfino memoria di come raggiungerlo.�</p><p>Un mormorio di approvazione si lev� dall�assemblea.</p><p>Sennar scosse la testa. <emphasis>Fatti forza, continua.</emphasis> �Il Tiranno � un pericolo per tutti, anche per il Mondo Sommerso. E da soli non ce la possiamo fare.�</p><p>Prese la parola la ninfa che rappresentava la Terra dell�Acqua: �Hanno deciso di abbandonarci, Sennar. Non torneranno sui loro passi. Non possono dimenticare che ci fu un tentativo di invasione da parte del Mondo Emerso. E poi, come faremmo ad arrivarci?�.</p><p>Sennar estrasse dalla sua bisaccia una pergamena arrotolata. �L�ho trovata nella biblioteca del palazzo reale: � una carta che mostra approssimativamente la posizione del continente perduto.�</p><p>La mappa pass� di mano in mano tra tutti i Consiglieri. Era imprecisa, vecchia e smangiata dal tempo.</p><p>�Se crede di trovare il Mondo Sommerso con questa�� comment� qualcuno.</p><p>Sennar strinse i pugni e alz� la voce. �Io non posso stare a guardare la distruzione del nostro mondo! � per questo che sono entrato nel Consiglio! Il Tiranno sta per distruggerci. Da soli non possiamo farcela. So bene che molti generali non vogliono ingerenze da altri eserciti. E so anche che molti di voi e molti regnanti non vogliono abbassarsi a chiedere aiuto al Mondo Sommerso��</p><p>Si lev� una voce indignata: �Come ti permetti, giovanotto, di insinuare simili malignit�!� ma Dagon la zitt� con un gesto.</p><p>Sennar si calm�. Riprese. �La verit� � che non vogliamo umiliarci con chi ci ha rinnegato e che il Consiglio teme di perdere prestigio a vantaggio dell�esercito. A tutto questo io rispondo: non mi interessa. I giochi di potere ora sono fuori luogo. So anch�io che � un�impresa disperata, ma non voglio lasciare nulla d�intentato. Se questo � l�unico modo per dare una speranza di sopravvivenza alla gente del Mondo Emerso, be�, io sono pronto a provare. E voi?�</p><p>Aveva finito. Il cuore gli scoppiava in petto. Si sedette.</p><p>La sala si chiuse in un lungo silenzio.</p><p>Poi si alz� il consigliere della Terra del Mare. �E chi dovrebbe compiere quest�impresa?�</p><p>�Una delegazione di politici e militari. Un consigliere e un generale, per esempio. Cos� sarebbe perfetto� rispose Sennar.</p><p>Il silenzio si fece ancora pi� assorto.</p><p>Fu Dagon a romperlo. �Consiglieri, io credo che Sennar abbia ragione. La guerra si trascina da troppi anni. � un miracolo che vi siano ancora Terre libere. Non possiamo attendere oltre. Porremo la sua proposta ai voti.�</p><p>Sate si alz� in piedi. �E sia, votiamo. Ma a una condizione: che sia lui a partire per il Mondo Sommerso, visto che � tanto convinto di quello che dice.�</p><p>�Se approverete la mia proposta, partir� rispose Sennar di slancio.</p><p>�Non ho finito, consigliere� continu� Sate. �I generali servono pi� che mai in questo periodo. Suggerisco che Sennar ascolti le loro richieste e le presenti da solo agli abitanti del Mondo Sommerso. Se li trova, naturalmente��</p><p>Poi il Consiglio dei Maghi vot�.</p><p>Sennar sarebbe andato alla ricerca del Mondo Sommerso. Da solo.</p><empty-line/><p><emphasis>Sono un codardo</emphasis> si ripeteva Sennar attraversando la Terra del Sole. Da l� avrebbe raggiunto la Terra del Mare. Poi avrebbe solcato l�oceano alla volta di un continente che, per quanto ne sapeva, poteva anche non esistere pi�. Aveva paura. Erano centocinquanta anni che non si avevano notizie del Mondo Sommerso. Un�eternit�.</p><p>Per il momento era diretto all�accampamento di Nihal.</p><p>Da quando aveva lasciato l�Accademia per raggiungere il suo nuovo maestro si erano scritti, di tanto in tanto, ma erano mesi che non si vedevano. Ora stava andando a dirle addio, forse per sempre.</p><p>Sennar sapeva che la partenza gli era tanto penosa anche per quello.</p><p>La stava lasciando per l�ennesima volta. Questo avrebbe pensato Nihal. E l�avrebbe odiato.</p><p>Ma anche se aveva paura, anche se soffriva all�idea di separarsi dalla persona a cui teneva di pi� al mondo, anche se le probabilit� che quella lacera mappa non lo portasse da nessuna parte erano alte, Sennar sapeva che doveva provare.</p><empty-line/><p>Arrivato alla base il mago si fece indicare direttamente l�arena. Era certo di trovarla l�. Ma il grande spiazzo circolare era gremito di soldati che si allenavano. Della mezzelfo non c�era traccia.</p><p>�Dove posso trovare Nihal?� chiese a uno scudiero.</p><p>�Quella furia scatenata? Sar� di sicuro dal suo drago. Bella coppia di svitati, quei due!�</p><p>Sennar raggiunse la scuderia. Percorse tutto il lungo corridoio guardandosi intorno. Poi la vide.</p><p>Nihal era china accanto a Oarf, gli stava dando da mangiare.</p><p>Il mago si ferm� a guardarla in silenzio, emozionato. Le sembrava che in quei pochi mesi fosse diventata ancora pi� bella. Si avvicin�. �Nihal?�</p><p>La ragazza alz� gli occhi e si scost� un ciuffo di capelli dalla fronte. Non si alz� neppure. �Ciao, Sennar. Come mai da queste parti?�</p><p>Sennar rimase l�, deluso. �Che accoglienza��</p><p>Aveva sperato che gli balzasse al collo, che gli dicesse che era contenta di vederlo. Ma Nihal non era pi� abituata a simili dimostrazioni d�affetto. Continu� a porgere pezzi di carne al drago, che scrutava sospettoso il mago con due enormi occhi scarlatti.</p><empty-line/><p>Passeggiarono per il campo. Nihal raccont� a Sennar dei progressi che aveva fatto con Oarf e del fatto che era riuscita a cavalcarlo, tacendogli per� la reazione del suo maestro. Era ancora arrabbiata con Ido. Non si parlavano da giorni e l�allenamento era ancora sospeso.</p><p>Sennar ascoltava ma era stranamente taciturno. Continuarono a camminare, ma tutti i tentativi di conversazione di Nihal caddero nel vuoto.</p><p>�Oh, insomma, Sennar. Che cosa c��?� gli chiese infine.</p><p>�Ti fa davvero piacere che sia venuto?�</p><p>�Che domande fai? Certo che mi fa piacere.�</p><p>�Era tanto tempo che non ci vedevamo e� Non so, Nihal. Sento che non hai pi� bisogno di me.�</p><p>La voce del mago era amara. La ragazza si ferm�. �Non capisco che cosa intendi.�</p><p>�Voglio dire che tu non hai pi� bisogno di nessuno. Hai trovato il modo di vivere senza dipendere dagli altri, e non so se questo atteggiamento mi piace. Anzi, non mi piace per niente.�</p><p>Nihal lo guard� con freddezza. �La mia vita � affar mio, se non ti dispiace.�</p><p>�No, la tua vita non � solo affar tuo. � anche affar mio, e di Soana, e di tutti quelli che ti vogliono bene. Io non ti riconosco pi�, Nihal.�</p><p>Nihal fu colpita da quelle parole come da uno schiaffo. Sent� la rabbia montare. �Si pu� sapere che ti prende? Che accidenti stai dicendo? Che cosa avete tutti quanti contro di me? �Non devi odiare�, �cos� non va�, �non sei pi� la stessa�! Solo questo sapete dirmi. Ma tu sei forse nella mia testa? Sai quello che penso, quello che provo? Allora sta� zitto e non parlare di cose che non conosci!�</p><p>Tra i due ragazzi cal� un lungo silenzio. Poi Sennar abbass� gli occhi. �Devo partire. Non so quando torner�.�</p><p>Nihal rimase interdetta. �E dove vai, stavolta?� chiese sottovoce.</p><p>�Nel Mondo Sommerso, a chiedere rinforzi.�</p><p>A Nihal ci volle un po� per capire quello che il mago le stava dicendo. �Stai parlando del continente perduto?�</p><p>�S�.�</p><p>�Perch� tu?�</p><p>�� stata una mia proposta.�</p><p>�Capisco.� Nihal tir� un calcio a una pietra. �Bene. Fa� come ti pare� concluse, poi si volt� e torn� a grandi falcate in direzione della scuderia.</p><p>Quante volte aveva gi� vissuto quella scena? Mille, le sembrava. Forse il suo destino era di vedere allontanarsi tutti coloro che amava.</p><p>Sennar la raggiunse, la agguant� per un braccio, la costrinse a voltarsi. Si mise a urlare. �Perch� per una volta non dici quello che pensi? Perch� non urli, non ti arrabbi? Fai qualcosa, maledizione! Dimmi che non vuoi che vada! Dimostrami che sei ancora una persona, e non una spada!�</p><p>Nihal si liber� dalla presa. Il sangue le pulsava alle tempie. Non si diede neppure il tempo di pensare. Ag� d�impulso, come in battaglia. La mano corse all�elsa. Sguain� la spada.</p><p>Sulla guancia di Sennar comparve un lungo segno rosso.</p><p>Per un istante fu come se il tempo si arrestasse. Anche il sangue non flu� subito dal taglio, ma pass� qualche attimo prima che colasse dal viso del mago fino a terra, in un�unica goccia.</p><p>Per la prima volta da quando aveva iniziato a combattere, a Nihal cadde la spada di mano. Aveva ferito Sennar, che innumerevoli volte l�aveva aiutata, protetta, curata. Sennar, che era l�ultima persona che le rimaneva, l�unico che la capiva, il suo amico. �Sennar� io��</p><p>Il mago sorrise con amarezza. �Va bene. Parto con un ricordo di te che non mi abbandoner�.� Si sfior� il taglio con le dita. �Torna a vivere, Nihal. Fallo per te. O magari per Fen, che ora non c�� pi� e che tu ami tanto.�</p><p>Sennar se ne and� senza voltarsi. Per la prima volta dopo la morte di suo padre, pianse.</p><empty-line/><p>Nihal non sapeva per quanto tempo era rimasta l�, sul viottolo di ghiaia, impietrita, a guardare il sangue di Sennar che lambiva il filo della sua spada. Le sembrava di non avere la forza di muoversi.</p><p>Fu Ido a riscuoterla da quel torpore. �Si pu� sapere dove ti eri cacciata? Forza, si sta facendo buio.�</p><p>Nihal lo segu�, consum� la cena e and� a letto.</p><p>Guard� a lungo il soffitto, non riusciva a dormire.</p><p>Poi sent� uno strano silenzio e si affacci� alla finestra. Nevicava.</p><empty-line/><p>L�allenamento non riprese per altre due settimane. Per i primi giorni a Nihal and� bene cos�. Da quando Sennar era partito non aveva voglia di fare niente. Passava le ore con Oarf, semplicemente guardandolo, mentre lui la studiava con aria interrogativa.</p><p>Alla fine della seconda settimana la ragazza pens� di aver scontato a sufficienza la sua colpa. Era ora che Ido ricominciasse a farla lavorare. Aveva bisogno di cancellarsi dalla testa l�immagine di Sennar con la guancia sfregiata, che le dava le spalle e si allontanava. Aveva bisogno di combattere. Decise di parlare al suo maestro.</p><p>Lo trov� che si lucidava l�armatura.</p><p>�Non toccherebbe a me?� gli chiese.</p><p>Ido non rispose.</p><p>Nihal and� subito al dunque. �Volevo chiederti scusa, Ido. Ammetto di essermi comportata da stupida. Ti prometto che d�ora in poi mi impegner� a obbedirti. Ti prego solo di ricominciare ad allenarmi.�</p><p>Lo gnomo continu� imperterrito a far splendere la corazza dell�armatura.</p><p>�Ido?�</p><p>�Cosa, Nihal?�</p><p>�Ti prego. Dammi un�altra possibilit�.�</p><p>Ido non la guard� neppure. �No, Nihal.�</p><p>La ragazza incass� il colpo ma non si arrese. �Perch� no?�</p><p>�Tu pensi che basti venire qui con l�aria da agnellino?�</p><p>�Io non penso niente, Ido. Io voglio diventare un cavaliere e, ti giuro, ho fiducia solo in te. Io voglio obbedirti! � solo che non ce la facevo pi� ad aspettare. Sono stata una sciocca, lo so. Ma��</p><p>Ido era passato ai gambali. �Domani parto per la battaglia. Ne riparleremo quando torno.�</p><p>�Cosa vuol dire �parto�?�</p><p>Ido si decise ad alzare gli occhi e li punt� in quelli di Nihal. �Che io e altri andremo a combattere.�</p><p>Nihal non credeva alle sue orecchie. �E mi lasci qui?�</p><p>�Io non porto con me guerrieri di cui non posso fidarmi. Ho fatto un errore di valutazione con te: sei ancora una bambina, che non sa trattenersi e fa solo quello che le pare.�</p><p>Nihal abbandon� ogni ritegno. �Non puoi farmi questo! Io devo combattere! Lo sai quanto � importante per me!�</p><p>�� proprio perch� lo so che penso tu te ne debba staccare per un po�. C�� altro oltre alla guerra, lo capisci? Anche per te c�� un posto in questo mondo, un posto in cui tu possa sentirti a casa.�</p><p>Ma Nihal non capiva, non voleva capire. �Sei ingiusto, sei ingiusto!� url�.</p><p>Ido non si lasci� commuovere.</p><p>Nihal corse a chiudersi nella sua camera.</p><empty-line/><p>Prepar� tutto in segreto: lucid� la spada, mise i vestiti per la battaglia sul letto, pronti per essere indossati. La notte non dorm�, l�orecchio teso a cogliere i preparativi di Ido alla partenza.</p><p>Non le importava che cosa avrebbe detto il suo maestro, n� sapere contro chi combattevano e in che modo. Sentiva che il limite era stato passato. Combattere, ora e subito: questo bisognava fare.</p><p>Lo sent� uscire dalla capanna prima dell�alba. La neve cadeva a larghe falde. Le truppe iniziavano a muoversi. Nihal si avvolse nel mantello e usc� dalla finestra.</p><empty-line/><p>Scavalc� la recinzione della base e le cammin� tutto intorno, in modo che nessuno la vedesse.</p><p>Per evitare di essere riconosciuta aveva deciso di indossare un�armatura. Avrebbe avuto problemi a muoversi in battaglia, ma confidava di farcela ugualmente.</p><p>Nella sua vita di guerriero aveva superato difficolt� anche maggiori.</p><p>Attese l�esercito sul limitare del bosco. Sul bianco della neve il suo mantello era troppo visibile, perci� decise di camminare nel folto, affidandosi all�udito per riconoscere il tragitto dei soldati dal loro passo ritmato. Attese a lungo, ma fu ripagata della sua pazienza: le truppe iniziarono a sfilare.</p><p>Lo schieramento era ampio e la colonna di soldati assai lunga.</p><p>Nihal si posizion� in corrispondenza della coda e inizi� la sua marcia tra gli alberi. La neve amplificava lo scricchiolio dei suoi passi, ma era comunque impercettibile rispetto al fragore che producevano i soldati che marciavano. Continu� a sgusciare al fianco della colonna, furtiva come una donnola che fa la posta alla sua preda.</p><p>Sentiva indistintamente il mormorio dei soldati. Cerc� di cogliere le loro parole, per capire qualcosa della strategia che avrebbero adottato in combattimento, ma la colonna era troppo lontana. <emphasis>Poco male. Sapr� tutto all�arrivo.</emphasis></p><p>Marciarono a lungo. Nihal non era abituata al peso della corazza. L�aveva rubata dall�armeria quella mattina stessa, dopo che l�accampamento si era svuotato. Aveva giudicato a occhio che le potesse andare bene, ma dentro ci stava davvero scomoda: le stringeva sul seno, era larga sui fianchi e le graffiava le spalle.</p><p>Vide lentamente il cielo imbiancarsi per l�aurora: la neve continuava a scendere imperterrita. Non si era ancora abituata a quello spettacolo: nella Terra del Vento non nevicava quasi mai. Si ricordava ancora lo stupore e la gioia della prima nevicata che aveva visto: Livon l�aveva portata sul tetto di Salazar e lei si era messa con il naso per aria a guardare i fiocchi che volteggiavano come petali nell�aria fredda. Poi, tra le risate del padre, aveva aperto la bocca e aveva cercato di mangiarli al volo.</p><p>Pens� per un istante alla sua prima battaglia. Risaliva solo a qualche mese prima, eppure era cambiato tutto.</p><p>Quella volta era stata emozionata, tesa. Impaurita, anche.</p><p>Ora camminava e basta. Non provava nulla se non impazienza. Era una marcia come un�altra, una nuova battaglia. Nient�altro.</p><empty-line/><p>Quando giunsero sul luogo dello scontro, Nihal si confuse con le truppe e riusc� a entrare nell�accampamento approfittando della calca.</p><p>L�elmo era una tortura proprio come se lo ricordava: le stringeva sulle orecchie e le faceva mancare l�aria. Cos� paludata muoversi era pi� complicato del previsto, ma fu contenta quando si accorse che poteva scegliere in che ruolo combattere: di solito era Ido che stabiliva la sua posizione, e invariabilmente la metteva tra le file centrali, dove l�impegno e il rischio erano minori. Ora non c�era nessuno che decidesse per lei.</p><p>Si diresse senza esitazioni verso la prima linea. Quel giorno avrebbe dato il meglio di s�.</p><empty-line/><p>Si mossero verso il campo di battaglia a met� mattina.</p><p>Fino a quel giorno Nihal aveva partecipato solo a incursioni a sorpresa o ad azioni volte a liberare piccole zone strategiche.</p><p>Quella era tutta un�altra impresa.</p><p>Per la prima volta si trov� di fronte la linea nemica. Tra lei e le truppe d�assalto del Tiranno c�erano solo poche braccia di distanza e uno spesso muro di neve, che le confondeva la vista e le entrava in bocca a ogni folata.</p><p>Una lunga linea nera, irta di lance e chiusa da scudi, le sbarrava la vista.</p><p>Era una linea viva. Ondeggiava come un serpente che coglie pigramente i raggi del sole e del serpente aveva la compattezza. Era un corpo unico di tanti fammin che si muovevano all�unisono, arti di un unico organismo mosso solo dalla volont� del Tiranno.</p><p>Lo spettacolo la turb�. Sent� il cuore accelerare.</p><p>Un generale che non aveva mai visto li pass� in rivista, rinfrescando loro la memoria sul piano tattico: sarebbero partiti all�attacco per sfondare d�impeto il fronte nemico, penetrando fino alle seconde file. Quindi si sarebbero aperti in due ali per facilitare l�accerchiamento dei reparti pi� esterni.</p><p>�Al mio ordine, disperdetevi e iniziate la ritirata� concluse il generale allontanandosi.</p><p>All�improvviso Nihal vide un individuo magro raggiungere il generale e camminargli a fianco, la lunga veste sbattuta dal vento.</p><p><emphasis>Sennar!</emphasis></p><p>Si mosse, ma l�armatura la impacciava, la massa di soldati la ostacolava. <emphasis>Sennar!</emphasis> Voleva raggiungerlo, abbracciarlo stretto e pregarlo di perdonarla, di non partire, di restare con lei. Spinse bruscamente un guerriero, guadagn� terreno.</p><p>Poi quello si volt�.</p><p>Non era Sennar.</p><p>Era un mago, forse un rappresentante del Consiglio, ma non era Sennar. Sennar era partito.</p><p>Nihal prov� una stretta al petto.</p><empty-line/><p>I Cavalieri di Drago sarebbero partiti dalla seconda linea. Tra loro Nihal intravide anche Ido, ma neppure per un istante prov� rimorso per quello che stava facendo.</p><p>Si predispose a scattare al segnale d�attacco. Alla vista di tutti quei nemici il cuore le batteva all�impazzata, mentre la neve cadeva sempre pi� fitta. Nonostante il freddo, sudava sotto l�armatura.</p><p>Poi ud� il grido che dava il via alla carica.</p><p>La prima linea inizi� una corsa precipitosa che per molti termin� sulle lance che i fammin avevano abbassato all�ultimo istante.</p><p>L�impatto con la prima linea nemica fu incredibilmente violento e nella confusione Nihal cadde a terra. L�armatura la salv� da un colpo d�ascia. Si rialz� a fatica. Inizi� a combattere.</p><p>I fammin sembravano spuntare dal nulla, moltiplicandosi. Il campo era gi� ricoperto di cadaveri.</p><p>Nihal cercava di non pensare a nulla, si gettava sul nemico con odio, ma lo scontro era diverso dal solito. Non c�erano davanti altre file di guerrieri ad attutire l�impatto. Le sembrava che tutti i nemici fossero su di lei. Faceva fatica ad avanzare. Non vedeva altro che una selva di lance, lame e spade che oscuravano il cielo.</p><p>Continu� a colpire, a menare fendenti in ogni direzione mentre il sangue arrossava la sua armatura.</p><p>Poi inizi� a cadere una fitta pioggia di frecce. Ma Nihal aveva smesso di prestare attenzione a ci� che le accadeva intorno.</p><p>Finalmente la sua mente si svuot�. Sennar, la solitudine, la morte, la sua missione: tutto si dissolse nell�aritmico cozzare delle spade e nei movimenti precisi del suo corpo. Persino il dolore fisico scomparve. Nihal non sent� il ferro delle lame nemiche che violava la sua carne.</p><empty-line/><p>L�urlo che ordinava la ritirata si lev� inatteso. Il momento era ben scelto, perch� sembrava davvero che l�esercito delle Terre libere fosse in svantaggio.</p><p>Nihal lo sent�, ma per lei non aveva senso ritirarsi. Quella era la sua guerra, era la sua vendetta contro il nemico, seguiva logiche diverse da quelle che muovevano il resto dei combattenti.</p><p>Ignor� il segnale. Gli altri guerrieri arretrarono rapidamente e lei rimase isolata tra gli avversari. Se ne accorse quando ormai il fronte amico era gi� due file oltre la sua posizione. Per un attimo rimase smarrita.</p><p>Dovunque si girasse c�erano esseri ripugnanti che si avventavano su di lei con asce grondanti sangue.</p><p>Un colpo alla testa le fece volare via l�elmo.</p><p>Un grido solo emerse dalle bocche dei fammin: �Un mezzelfo!�.</p><p>Nihal fece appello a tutte le sue forze. Avanz� verso il primo nemico, ma molti la assalirono da ogni lato. Quelle bestie ridevano, le bocche spalancate a mostrare le zanne, ridevano di lei.</p><p>Si fece prendere dallo sconforto. Inizi� ad agitarsi a caso, perdendo coordinazione nei movimenti. La colpirono ovunque, e ogni colpo andava a segno. Nihal sent� una gamba cedere. Si accorse di avere una ferita alla coscia. Cadde in ginocchio. In un attimo i nemici la sovrastarono. Ovunque si girasse c�erano solo fammin, che sghignazzavano divertiti da quella facile preda.</p><p><emphasis>Ho paura?</emphasis></p><p>La domanda le attravers� la mente come una folgorazione.</p><p>Le risuonavano nella testa le parole di Ido: <emphasis>La paura � un�amica pericolosa: devi imparare a controllarla, ad ascoltare quello che ti dice. Se ci riesci, ti aiuter� a fare bene il tuo dovere. Se lasci che sia lei a dominarti, ti porter� alla fossa.</emphasis></p><p>No, non aveva paura.</p><p>Si muoveva automaticamente, schivando i colpi.</p><p><emphasis>Sto per morire</emphasis>, pens�.</p><p>Non prov� nulla. Solo un leggero fastidio alla gamba ferita.</p><empty-line/><p>Di colpo una fiammata invest� alcuni dei fammin che le stavano intorno. Nihal si sent� afferrare saldamente per i capelli. Con le ultime forze si aggrapp� alla mano che la teneva e un attimo dopo era in groppa a Vesa.</p><p>I fammin superstiti si gettarono addosso al drago ululando di rabbia.</p><p>Una scure colp� Ido a un braccio, ma lo gnomo non se ne cur�. Mentre Vesa sputava fuoco e fiamme, il cavaliere sguain� la spada e inizi� a infierire sui fammin. Il sangue scendeva copioso dalla ferita, ma lui continu� a combattere, e intanto con la mano libera stringeva a s� la ragazza per proteggerla dalle frecce.</p><p>Nihal guard� il suo maestro. Nonostante non gli avesse obbedito, era venuto a salvarla e ora stava rischiando la vita per lei.</p><p><emphasis>Che cosa mi � successo? Perch� non ho avuto paura? Perch� non ho obbedito agli ordini?</emphasis></p><p>Di colpo sent� l�enormit� di quello che aveva fatto. Lacrime calde iniziarono a rigarle il viso sporco di polvere e di sangue.</p><empty-line/><p>Infine si levarono in volo. Dall�alto Nihal si accorse che l�accerchiamento non era andato a buon fine. Un gruppo avanzato rischiava di restare isolato in mezzo al nemico.</p><p>Chiuse gli occhi e riprese a piangere in silenzio.</p><p>Atterrarono alle spalle del campo di battaglia. Ido spinse bruscamente Nihal gi� dall�arcione. La ragazza cadde ai piedi di un soldato.</p><p>�Mettila in cella con i prigionieri� ordin� Ido.</p><p>�Ma� non � uno dei nostri?�</p><p>�Fai quello che ti dico!� sbrait� lo gnomo riprendendo il volo verso il campo.</p><p>Nihal non protest� quando il ragazzo la prese per un braccio e la trascin� verso un gabbione.</p><p>Continu� a piangere, e non smise neppure quando si accorse che i suoi compagni di prigionia erano cinque fammin. I mostri non la guardarono, non la schernirono. Rimasero accucciati, sofferenti.</p><p>Nihal si ritir� in un angolo della gabbia e si rannicchi� con la testa tra le gambe per non vederli.</p><p>Fu allora che accadde qualcosa di strano: da quel gruppetto sparuto di prigionieri sent� provenire un flusso di dolore senza speranza, un�afflizione che non avrebbe mai sospettato in quelle creature.</p><p>Nihal rimase frastornata da quella sensazione.</p><p>La gamba le pulsava, aveva perso molto sangue.</p><p>Non ebbe neppure la forza di recitare una formula di guarigione.</p><p>Si sent� sola e perduta. <emphasis>Sennar�</emphasis></p><p>Scivol� lentamente nell�incoscienza.</p><p>Dopo qualche ora in gabbia fu portata in infermeria, dove le medicarono la ferita, che si rivel� superficiale. Quando si sent� meglio volle andare a seguire l�esito della battaglia dal colle che sovrastava il campo. Pass� lass� l�intera giornata, assistendo alla disfatta con le lacrime agli occhi.</p><empty-line/><p>Furono due giorni di combattimenti ininterrotti, di sangue e morte.</p><p>La battaglia si concluse con una disfatta: l�esercito delle Terre libere non guadagn� neppure un braccio di terreno. Sul campo rimasero centinaia di caduti.</p><p>Le truppe tornarono alla base con il loro carico di feriti. Nihal camminava a fatica, ma non volle l�aiuto di nessuno. Percorse lentamente, con la mente svuotata, lo stesso tragitto che due giorni prima aveva affrontato con tanta impazienza.</p><p>Ido la attendeva nella capanna, fumando come di consueto la pipa. Era seduto su un robusto seggio di legno con alcuni cuscini a sorreggergli la schiena. Le larghe fasciature che gli coprivano il busto e il braccio erano qua e l� intrise di sangue.</p><p>Nihal entr� a testa bassa, incapace di guardarlo negli occhi.</p><p>Lo gnomo fumava con rabbia, emettendo piccole nuvole di fumo compatto che si dissolveva nell�aria fredda della stanza. La guard� a lungo con sguardo torvo. Dopo un tempo che a Nihal parve interminabile, si tolse la pipa dalla bocca.</p><p>�Si pu� sapere cosa ti � saltato in mente?�</p><p>Nihal alz� gli occhi su di lui. �Io� volevo combattere.�</p><p>Lo gnomo si mise a urlare. �Hai disobbedito a me, non hai rispettato l�ordine di ritirata, hai rischiato di mandare a monte la strategia! Hai fatto il gioco del nemico, Nihal!�</p><p>Nihal rispose con un filo di voce. �Perdonami, Ido. Non sapevo quello che stavo��</p><p>�Non raccontarmi balle, ragazza! Sapevi perfettamente quello che facevi! Oh, se lo sapevi! E vuoi che ti dica perch� l�hai fatto? Perch� a te non importa niente n� della tua vita n� di quella degli altri. Tu vuoi solo uccidere! Tu non sei un guerriero. Sei un�assassina.�</p><p>Nihal strinse i pugni. �Ti sbagli.�</p><p>�Mi sbaglio? Cosa distingue l�esercito delle Terre libere da quello del Tiranno? Dimmelo, avanti.�</p><p>Nihal ci pens�, ma ora che le parole di Ido la ferivano cos� profondamente le sembrava di non trovare risposta. �Che combattiamo per la libert��� balbett�.</p><p>�Non te lo sei mai chiesto, vero?� ghign� Ido. �Eh, gi�, per te conta solo la tua vendetta!�</p><p>�Non � vero!� disse Nihal alzando la voce.</p><p>Ido balz� in piedi e le punt� un dito contro. �Zitta! La differenza tra noi e loro � che noi combattiamo per la vita. La vita, Nihal! Quella che tu non conosci, che neghi con tutte le tue forze. Combattiamo perch� tutti abbiano diritto a vivere la loro vita su questa terra, perch� ognuno possa decidere che cosa fare della propria esistenza, perch� nessuno sia schiavo, perch� ci sia la pace. Combattiamo per la gente che ha ballato con noi in piazza, per il mercante che ci ha ospitato, per le ragazze che amoreggiavano con i nostri soldati. E combattiamo con la consapevolezza che la guerra � orribile, ma che se non lo facessimo il mondo che amiamo andrebbe distrutto! Non � l�odio che ci muove! � la speranza che un giorno tutto questo finisca. L�odio � quello del Tiranno!�</p><p>Ido si risedette di schianto e abbass� la voce. �Non hai ragione di stare qui. Non sai nemmeno perch� combatti. L�unica cosa che sai � che vuoi morire.�</p><p>�No! Io non sono cos�!� url� Nihal.</p><p>�Tu hai paura di vivere. Ogni volta che scendi in campo speri che arrivi un colpo di spada che ti sollevi dalla responsabilit� di affrontare la tua vita.</p><p>Cosa credi, che ci voglia coraggio per morire? Morire � facile. � vivere che richiede coraggio. Sei una codarda, Nihal.�</p><p>�Io non morir� prima di aver dato una mano a salvare questo mondo!�</p><p>�Ti credi un�eroina? � questo che pensi? Ebbene, non lo sei!�</p><p>Nihal cadde in ginocchio, le mani serrate sulle orecchie e gli occhi pieni di lacrime. �Sta� zitto, sta� zitto!�</p><p>Ido si alz� e le and� incontro. Per un istante Nihal credette che volesse consolarla, ma lo gnomo le prese le mani e gliele allontan� con forza dalle orecchie.</p><p>�No, ora mi ascolti! Ho creduto che ci fosse del buono in te. L�ho visto sepolto sotto una montagna di rancore e ho sperato di poterlo tirare fuori. Ma tu non hai mai voluto darmi retta, hai sempre fatto finta che andasse tutto bene��</p><p>�No! No!�</p><p>�Te lo ripeto. Qui per te non c�� pi� posto. Se cerchi un posto dove combattere, quello � l�esercito del Tiranno. Hai scelto tu di diventare una macchina di morte: va� insieme ai tuoi simili.�</p><p>Nihal url�. Le lacrime sgorgavano inarrestabili dai suoi occhi. In piedi di fronte a lei, Ido la guardava senza piet�. Si rannicchi� per terra e continu� a piangere, squassata dai singhiozzi. Le sembrava che non avrebbe mai pi� smesso, che avrebbe pianto per sempre.</p><p>�Che cosa avrei dovuto fare, cosa?� chiese al suo maestro sollevando il viso arrossato. �Ero solo una bambina, capisci? Una bambina! Che ne sai di quello che ho visto nei miei sogni, delle stragi cui ho assistito?�</p><p>Ido si chin� e la guard� negli occhi. �Di che cosa stai parlando? Che storia � questa?�</p><p>Nihal continu� a singhiozzare. �Io ho visto il massacro del mio popolo! Bambini, donne, uomini! Notte dopo notte, per una vita intera! Mi sussurrano parole incomprensibili, mi perseguitano, mi dicono di vendicarli! Che cosa avrei dovuto fare?�</p><p>Ido rimase un istante pensieroso, poi si sedette di fronte alla sua allieva. Le parl� con dolcezza. �Tu sei libera, lo capisci? Libera! Il posto degli spiriti non � su questa terra. Quell�odio � loro, non tuo.�</p><p>Nihal si riscosse di nuovo. �E tutti quelli che sono morti? Per cosa sono morti? Qualcuno deve vendicare quella strage! Sono l�unica sopravvissuta di un popolo intero! Perch� io?�</p><p>�I morti sono morti, Nihal. Chi � stato ucciso non ha altre possibilit� in questo mondo. Non puoi fare niente per loro. Ma puoi fare qualcosa per chi � vivo, per chi subisce ogni giorno le atrocit� del Tiranno.�</p><p>Lo gnomo scost� i capelli dal viso bagnato di Nihal. �Ascoltami. Anch�io ho visto cose terribili. Anch�io ho dovuto lottare contro l�odio che mi cresceva dentro. Poi ho capito che c�era gente che aveva bisogno di me. Per questo ho deciso di combattere. Io non so perch� tu sia sopravvissuta. Ma sei qui, sei viva. Non puoi permetterti di sprecare la tua vita, perch� non � solo tua, ma di tutta la tua gente.�</p><p>Nihal riprese a piangere, disperata, il corpo minuto scosso dai singulti.</p><p>Ido le cinse le spalle. �Piangi, piangi finch� vuoi. Da quanto non lo facevi?�</p><p>Nihal non riusciva a fermarsi. �Ho visto morire mio padre. E poi Fen. Io lo amavo, Ido. Era lui che mi legava ancora a questo mondo, che mi dava una ragione per vivere. Dopo, mi � rimasto solo l�odio. Nient�altro.�</p><p>Ido guard� quella creatura sperduta e ne ebbe piet�. �Non � nell�odio che troverai una risposta, Nihal. Solo un ideale d� senso al combattere: non � facile trovarlo, non � facile essere coerenti con esso e perseguirlo, ma una vita, una lotta senza ideali non hanno significato.�</p><p>Le carezz� la testa.</p><empty-line/><p>Nihal continu� a piangere per tutta la giornata. I singhiozzi violenti si placarono, ma le lacrime non si arrestarono.</p><p>Ido non le disse altro. Era convinto che ora spettasse a lei trovare la strada. La lasci� seduta sul pavimento di legno della capanna, a singhiozzare con gli occhi premuti sulle ginocchia.</p><p>Mangi� solo, e durante tutta quella mesta cena ricord� tante cose che credeva di aver dimenticato, ma che non era mai davvero riuscito a rimuovere. I ricordi tornarono a graffiarlo.</p><p>Quando ebbe finito di cenare si accorse che dalla stanza di Nihal non proveniva pi� alcun rumore.</p><p>Socchiuse la porta.</p><p>Nihal era stesa sul letto, vestita, con la sua spada al fianco. Dormiva, e finalmente sembrava tranquilla.</p><empty-line/><p>Quando la mattina seguente Nihal si svegli�, le parve un giorno come un altro. Poi, con la consapevolezza che il risveglio porta con s�, inizi� a ricordare con dolore crescente quello che era accaduto. Affond� la testa nel cuscino.</p><p>Ido fece capolino dalla porta. �Buongiorno! Abbiamo dormito parecchio! Come ti senti?�</p><p>�La gamba mi fa un po� male� rispose ricacciando indietro le lacrime.</p><p>�Mangia. Dopo ti porto in infermeria� disse Ido, e le mise sotto il naso una ciotola colma di latte.</p><p>Nihal aveva lo stomaco chiuso ma bevve lo stesso.</p><p>In infermeria le praticarono un incantesimo di guarigione: la ferita aveva iniziato a infettarsi.</p><p>A Nihal torn� in mente quando era stata sul punto di morire e per tre giorni consecutivi Sennar aveva evocato l�incantesimo pi� potente che conosceva, disputandola alla morte. Le sarebbe piaciuto che le mani che ora la sfioravano fossero le sue. Se ci fosse stato il suo amico quelle ore non le sarebbero sembrate tanto buie.</p><empty-line/><p>Ido rientr� all�infermeria nel tardo pomeriggio.</p><p>La trov� che guardava dalla finestra. Era tutto cos� calmo l� fuori� Le sembrava che quel paesaggio bianco e addormentato assomigliasse alla sua anima. Il pianto l�aveva svuotata. Ora era calma.</p><p>�Nihal��</p><p>La ragazza si gir� verso il suo maestro.</p><p>�Devo parlarti.�</p><p>Ido si sedette sulla branda, accanto a lei. Nihal attese in silenzio.</p><p>�Credo sia meglio che tu ti allontani dal campo per un po�.�</p><p>Nihal sorrise amara, mentre le lacrime riprendevano a farsi strada lungo l�ovale del suo viso.</p><p>�Non ti sto cacciando, ragazza. Ma non ha senso che tu rimanga qui, ora. Voglio semplicemente che ti prenda una licenza. Certo, se vuoi rimanere non posso e non voglio obbligarti a partire. Ma se davvero vuoi trovare le ragioni di quello che fai, credo che tu debba andartene.�</p><p>Nihal lo guard�. �Io ho bisogno di qualcuno, Ido. Da sola non ce la faccio.�</p><p>�� una bugia, e lo sai: sei forte e ce la farai. Io non posso aiutarti pi� di cos�. Sei tu che devi scegliere: la vuoi questa licenza?�</p><p>Nihal fiss� la coperta, indecisa. Forse Ido aveva ragione. Aveva bisogno di pensare. Doveva rimanere da sola. �Potr� stare via quanto voglio?�</p><p>�Tutto il tempo che vorrai. Io ti aspetter�.�</p><p>Nihal annu�.</p><empty-line/><p>Decise di andarsene quella notte stessa. Aveva capito di voler bene a Ido, non voleva lasciarlo: aveva vissuto troppi addii per sopportarne un altro.</p><p>Si alz� all�alba e sgusci� fuori dall�infermeria avvolta nel mantello. Faceva molto freddo. Entr� nella capanna del suo maestro dalla finestra, attenta a non fare il minimo rumore.</p><p>Non aveva molta roba da portare via: pochi vestiti, la sua spada.</p><p>E la pergamena con l�immagine di Seferdi. Quel foglio sgualcito assumeva ora un duplice significato: era tutto ci� che le restava delle sue origini e al contempo l�unico ricordo tangibile di Sennar.</p><p>Lo guard� a lungo, chiedendosi dove aveva sbagliato.</p><p>Che fosse davvero tutto in quel foglio il significato della sua esistenza? Lo aveva pensato spesso, ma ora non era pi� sicura di nulla. Arrotol� con cura la pergamena e la mise insieme ai panni nel fagotto che era tutto il suo bagaglio.</p><p>Pass� dalla scuderia: non poteva andare via senza salutare Oarf.</p><p>Trov� il suo drago che dormiva. Sprofondato nel sonno sembrava meno feroce che mai. Nihal sent� una fitta di tenerezza per quell�animale. Lo accarezz�.</p><p>Il drago si svegli�. Con il tempo aveva imparato a capire quella ragazza, sapeva quando soffriva. La guard� e seppe che lo stava lasciando.</p><p>Nihal lo carezz� con pi� vigore. �Io devo andare, Oarf. Devo capire cosa desidero veramente. Solo allora potremo volare insieme.�</p><p>Oarf spost� il muso, sottraendosi alle carezze. Allora Nihal gli cinse il collo e appoggi� la testa sul suo petto. �Perdonami. Torner�.</p><p>Oarf abbass� il muso sul capo di Nihal e restarono cos� per un po�: un drago e una ragazza, vicini.</p><empty-line/><p>Il sole iniziava a illuminare il cielo livido di neve: presto il campo si sarebbe svegliato.</p><p>Nihal prese un cavallo e vi mont� in groppa con qualche difficolt�, perch� la gamba aveva ricominciato a farle male.</p><p>Non appena ebbe varcato la soglia della base, lanci� l�animale al galoppo verso la foresta.</p><empty-line/><p>Ido si svegli� con un presentimento.</p><p>And� in infermeria senza neppure vestirsi, correndo scalzo sulla neve soffice.</p><p>Il letto di Nihal era vuoto.</p><p>Si maledisse mille volte, perch� non avrebbe dovuto parlare a Nihal della possibilit� di andarsene prima che fosse guarita.</p><p>Torn� nella capanna imprecando contro tutti gli d�i, fece irruzione nella stanza di Nihal. Sul letto c�era una lettera.</p><cite><p>Caro Ido,</p><p>perdonami se me ne vado cos�.</p><p>Non ti ho salutato perch� sapevo che non mi avresti permesso di partire subito, e forse anche perch� ero certa che se ti avessi visto ancora avrei cambiato idea.</p><p>Me ne vado e mi lascio alle spalle le mie lacrime e il mio dolore, che ho deciso di gettare via.</p><p>Non so se torner�.</p><p>Non so se sapr� vivere lontana dal campo di battaglia.</p><p>L�unica cosa di cui sono sicura � che, per la prima volta, voglio provare a capire chi sono.</p><p>Grazie per tutto quello che hai fatto per me.</p><p>Averti per maestro � stato importante. Sei il miglior guerriero che io abbia mai conosciuto, e l�unica persona che mi abbia aperto gli occhi. Addio.</p><p>La tua unica allieva.</p></cite></section><section><title><p>21</p><p>Una nuova famiglia.</p></title><p>Nihal scese il fianco della montagna seguendo il corso di un ruscello che gorgogliava allegro tra le rocce imbiancate.</p><p>Dovette procedere a lungo su sentieri sconnessi e giunse in piano solo quando il sole era gi� alto. Il bosco iniziava a sfoltirsi. Il cielo si mostrava a tratti spezzando la trama marrone dei rami spogli.</p><p>Il cavallo era stanco, lei esausta: aveva sempre pi� caldo e la gamba le bruciava. Si ferm�; con quella mezza giornata di marcia aveva messo tra s� e la base abbastanza leghe per non cedere alla tentazione di tornare indietro.</p><p>Appena smont� da cavallo ebbe un capogiro. Si sedette su un masso e respir� profondamente. Prov� a recitare un incantesimo di guarigione, ma si sent� di nuovo svenire. Se andava avanti cos� non ce l�avrebbe fatta. Doveva trovare del cibo e un posto dove riposarsi un po�. Dopo una dormita sarebbe stato tutto pi� facile e forse sarebbe anche riuscita a curarsi.</p><p>Si chin� e bevve avidamente dal ruscello: l�acqua gelida parve un nettare per la sua bocca riarsa. <emphasis>Scotto. Devo avere la febbre.</emphasis> Era stanca, e non solo fisicamente. Dopo solo mezza giornata di vagabondaggi, gi� le sembrava di non aver mai avuto una casa.</p><p>Guard� in alto: il cielo era ora di un blu profondo, senza neppure una nuvola. <emphasis>Volare via, andare lontano, non tornare pi��</emphasis></p><empty-line/><p>La riscosse uno strillo, una voce sottile e piena di paura. Nihal si alz� a fatica e inizi� a correre verso il luogo da cui proveniva quel grido.</p><p>Altre urla, un pianto disperato. Era la voce di un bambino.</p><p>Acceler� il passo per quanto le era possibile e sguain� la spada.</p><p>Giunse in una piccola radura, simile in tutto a quella in cui aveva superato la prova d�iniziazione alla magia.</p><p>Vide un bambino terrorizzato. Davanti a lui due enormi lupi grigi ringhiavano pronti ad attaccare.</p><p>Uno dei due animali balz� in avanti. Nihal scatt� e si par� davanti al bambino, colpendo il lupo con un fendente. Lo fer� di striscio. L�animale si scagli� di nuovo e il suo compagno lo segu� a ruota. Questa volta la lama and� a segno: la testa del primo lupo schizz� via lasciando sulla neve una scia vermiglia, ma il secondo fu rapido ad addentare il braccio della ragazza.</p><p>Il bambino continuava a piangere coprendosi gli occhi.</p><p>Nihal url� di dolore e si butt� a terra, cercando di staccarsi di dosso quella bestia famelica. Rotolarono come un solo corpo. I canini del lupo le laceravano la carne. Poi, con uno sforzo immane, lei punt� i piedi sul ventre dal lupo e lo spinse lontano.</p><p>Nel breve attimo in cui l�animale cerc� di rialzarsi, Nihal gli fu sopra. Un fendente ben assestato gli tagli� la gola. Il mugolio strozzato del lupo morente si spense a poco a poco, lasciando spazio al silenzio ovattato della radura.</p><p>Nihal si accasci� sulla sua spada, il petto che si alzava e si abbassava alla ricerca d�aria. Si guard� intorno. Il bambino era rannicchiato ai piedi di un albero e singhiozzava piano.</p><p>Gli si avvicin� zoppicando, usando la spada come bastone. �� tutto finito. Non piangere. � tutto finito.�</p><p>Il bimbo si alz� e le abbracci� con forza le gambe. Nihal rivide se stessa bambina, sola nella foresta, terrorizzata. Gli accarezz� la testa.</p><p>�Dai, che sei un ometto coraggioso.�</p><p>Il bambino alz� il viso e la guard� con gli occhi pieni di lacrime. Era davvero molto piccolo. �Grazie, signore, grazie!�</p><p><emphasis>Signore?</emphasis><emphasis>Mi ha preso per un uomo! </emphasis>�Ti sei perso?�</p><p>Il bimbo scosse la testa. �No. Stavo giocando con i miei amici e siamo entrati nel bosco. Giocavamo a nascondino, gli altri si erano nascosti� e poi sono arrivati i lupi!� Tir� su con il naso.</p><p>Nihal si sforz� di sorridergli, ma le faceva male dappertutto. Era scossa dai tremiti e il sudore le si stava ghiacciando addosso. �Vuoi che ti accompagni a casa?�</p><p>Il bambino annu�.</p><p>�Come ti chiami?�</p><p>�Jona, signore.�</p><p>�Sei mai stato a cavallo, Jona?�</p><p>Lui scosse con decisione la testa.</p><p>�Bene. Vorr� dire che questa sar� la prima volta.� Lo prese per mano e si incamminarono nel bosco.</p><empty-line/><p>Il cavallo accorse subito al richiamo della ragazza.</p><p>�Metti un piede l� e tirati su� disse Nihal a Jona, e lo aiut� a salire con il braccio sano. Poi, con grande fatica, mont� in sella anche lei.</p><p>Cinse Jona con un braccio e spron� il cavallo. Il bambino le si appoggi� al petto. �Ma tu sei una donna! Sei morbida come la mamma!� fece stupito.</p><p>Nihal sorrise debolmente. �Eh, gi��� Tremava e iniziava ad annebbiarlesi la vista. <emphasis>Coraggio, Nihal. Puoi farcela.</emphasis></p><p>�� lontana casa tua?�</p><p>�No, � dopo il paese, ti ci porto io.�</p><p>�Quanti anni hai?�</p><p>�Sette� disse lui con voce squillante. La paura era passata.</p><p>�Non devi andare nel bosco: la mamma non te l�ha detto?�</p><p>�S�, ma se non ci vado gli altri mi dicono che sono fifone��</p><p>�E tu rispondi che loro sono stupidi. Sei stato fortunato perch� passavo io, ma se fossi stato da solo?� Nihal pens� che a quell�et� aveva fatto cose ben pi� pericolose insieme a quegli scalmanati dei suoi amici. �Manca molto?� <emphasis>� tutto sotto controllo. Non sto cos� male.</emphasis></p><p>�No, gira a destra, cos� facciamo prima.�</p><p>�Sei un�ottima guida, Jona.�</p><p>Nihal si ostinava a parlare nella speranza che il torpore non avesse la meglio, ma si sentiva esausta. <emphasis>Quella volta a Salazar stavo molto peggio. Non sto cos� male�</emphasis></p><p>Sent� solo Jona che strillava: �Mamma! Mamma!�.</p><p>Una donna corse incontro al bambino e lo strapp� dal debole abbraccio di Nihal. �Jona! Che cosa � successo? Cos�� tutto questo sangue?� Lo strinse forte a s�, esaminandolo per vedere se fosse ferito.</p><p>�Ero nel bosco� c�erano i lupi� la signorina mi ha salvato�� Finalmente al sicuro tra le braccia della mamma, Jona ricominci� a piangere.</p><p>�Quante volte ti ho detto di non andare nel bosco, quante?� disse la donna accarezzando il viso del figlio.</p><p>Poi sent� un tonfo.</p><p>Il cavaliere che le aveva riportato il suo bambino era un fantoccio nero a terra.</p><empty-line/><p>Quando Nihal si riprese, la prima cosa che percep�, prima ancora di essere del tutto cosciente, fu la morbidezza della coltri nelle quali era avvolta. Spalanc� gli occhi: su di lei era chino un volto infantile, vicinissimo.</p><p>�Mamma! Mamma! Si � svegliata!�</p><p>L�urlo del bambino le rimbalz� nella testa dolorante. Jona si rimise a guardarla con curiosit�. Nihal sbatt� le palpebre, infastidita dalla luce.</p><p>�Jona, togliti da l�! Lasciala respirare!�</p><p>Nel campo visivo di Nihal apparve una figura di donna: era giovane e formosa, con un bel viso cordiale. <emphasis>Ma dove sono finita?</emphasis></p><p>�Come ti senti?�</p><p>Aveva una voce melodiosa e c�era una nota di sincera preoccupazione in quella frase.</p><p>�Male� sussurr� Nihal.</p><p>La donna sorrise. �� normale: le ferite erano gravi, avevi la febbre alta�� La donna fece un attimo di pausa. �Non so come ringraziarti per aver salvato mio figlio: ti sono immensamente riconoscente��</p><p>Con un certo sforzo Nihal riport� a galla il ricordo di quello che era successo: il bambino, i lupi, il tragitto nel bosco. La memoria veniva meno dal momento in cui Jona le diceva che la casa era vicina.</p><p>�Non c�� bisogno di ringraziarmi� mormor� Nihal, e preg� perch� la lasciassero in pace.</p><p>La donna dovette accorgersi della sua sofferenza, perch� riprese a parlare a voce bassissima. �Hai avuto la febbre tutto ieri, poi stanotte � calata. Ti ho curato la ferita al braccio con qualche erba. Hai perso molto sangue, ma adesso va tutto bene. Ora dormi, ne hai bisogno.�</p><p>Cos� dicendo abbandon� la stanza e richiuse la porta dietro di s�.</p><p>Nihal assapor� il silenzio. Gett� un�occhiata fuori dalla finestra: la neve cadeva lenta e placida. Si tir� le coperte fino agli occhi e si sent� protetta.</p><empty-line/><p>Si accorse che l�ora di pranzo era vicina perch� la casa si riemp� di un piacevole aroma speziato: da dietro la porta provenivano rumori attutiti e, di tanto in tanto, la vocetta acuta di Jona.</p><p>La donna entr� nella stanza portando un vassoio di legno. Sopra c�erano una scodella e un tozzo di pane nero. Nihal cerc� di sollevarsi, ma si sentiva troppo debole.</p><p>�Aspetta, ti aiuto� fece la donna. Pos� il vassoio a terra e la sollev�, mettendole il cuscino dietro la schiena.</p><p>Nihal si guard� intorno: la camera era piuttosto piccola e tutto l�arredamento consisteva nel letto, in un grande specchio e in una cassapanca sotto la finestra, dalla quale pendeva una tenda azzurra di cotone sottile. Alla ragazza sembr� una reggia. Abbass� gli occhi e si accorse di indossare una camicia da notte di lana, con un nastrino a chiuderle il colletto.</p><p>�Dov�� la mia spada?� chiese allarmata.</p><p>La donna indic� un angolo della stanza.</p><p>�Non temere, � l�.� La spada era ancora protetta dal fodero, e giaceva appoggiata al muro. �I vestiti li ho lavati, erano tutti intrisi di sangue. Spero che la camicia da notte ti tenga abbastanza caldo��</p><p>Nihal arross�: non era stata molto educata. �S�, certo. Grazie� mormor�.</p><p>La donna le mise il vassoio sulle ginocchia e Nihal si gett� sulla scodella, sorseggiandone rumorosamente il contenuto, e poi addentando il pane.</p><p>Jona, fermo sulla soglia della camera, la guardava stupito.</p><p>La donna sorrise. �Deve essere parecchio che non mangi��</p><p>Nihal si ferm� un istante e guard� la scodella. �Be�� s�.� La gentilezza di quella donna la metteva in imbarazzo.</p><p>�Sbaglio o per te � l�ora del sonnellino?� disse la donna al bambino.</p><p>�Dai, mamma� Fammi restare con la signorina��</p><p>�A nanna senza discutere!�</p><p>Jona se ne and� sbuffando.</p><p>�Cos� non ti dar� fastidio: quando ci si mette � un chiacchierone insopportabile��</p><p>Nihal ricominci� a mangiare in silenzio. Era un bel guaio quello che le era capitato: se voleva rifarsi una vita doveva andare il pi� lontano possibile dalla guerra. Stare l� era pericoloso. Doveva andarsene in fretta.</p><p>La donna la osserv� per un po�. �Io sono Eleusi. E tu?�</p><p>Nihal la guard� con sospetto.</p><p>Ci fu un attimo di silenzio imbarazzato, che Eleusi si affrett� a colmare: �Non fa niente, se non vuoi dirmelo��.</p><p>La zuppa era quasi finita. La ragazza pos� la scodella e diede una breve stretta alla mano che Eleusi le porgeva. �Nihal.�</p><p>�Che strano nome. Non � di queste parti. Da dove�?�</p><p><emphasis>Ecco. Comincia a diventare curiosa.</emphasis> Nihal fece per alzarsi. �Ti ringrazio molto per tutto quello che hai fatto per me��</p><p>Eleusi la ferm�. �No, aspetta. Scusa se sono stata invadente. Volevo solo parlare un po�.�</p><p>Nihal si sent� a disagio. �Non � per questo, � che davvero non posso��</p><p>Eleusi la costrinse dolcemente a coricarsi. �Ascolta, non sei in grado di metterti in cammino. Sei reduce dalla febbre, sei debole. E poi, ho dovuto darti dei punti sulla gamba��</p><p>Nihal sgran� gli occhi. �Come?�</p><p>Aveva sentito parlare di quella pratica. Quando non c�era un mago che potesse recitare incantesimi di guarigione, toccava ai sacerdoti rimediare alle ferite, e talvolta prendevano ago e filo e ricucivano. Alla base, una volta, passando vicino all�infermeria aveva sentito gli strilli di un soldato a cui stavano somministrando quella cura: si era detta che avrebbe preferito morire piuttosto che farsi fare una cosa del genere.</p><p>�Sai, la ferita si era riaperta�� le spieg� Eleusi. �Devi riposare. Una settimana come minimo. Credimi, lo dico per te.�</p><p><emphasis>Dannazione.</emphasis> Nihal si adagi� sul cuscino. �Sei una sacerdotessa?�</p><p>�No. Ma mio padre era sacerdote. � lui che mi ha insegnato. Ti � andata bene, sono molto ricercata come guaritrice!� scherz� la donna.</p><p>Nihal aveva finito di mangiare.</p><p>Eleusi vide il vassoio vuoto. �Hai ancora fame? Vuoi un po� di formaggio? Ho qualche mela��</p><p>Nihal annu� debolmente e la donna scapp� via dalla stanza.</p><p>Torn� poco dopo con un piatto: qualche castagna, delle noci, un paio di mele e un minuscolo pezzetto di formaggio. �Non � granch�, mi dispiace. L�annata � molto magra.�</p><p>Nihal addent� la mela: era dolcissima.</p><p>Eleusi si sedette sulla cassapanca. �Quando ero piccola andavo sempre a giocare nel bosco: i lupi non attaccavano mai gli uomini. Solo qualche pecora, ma raramente. Ora invece la guerra li scaccia dai loro territori e hanno cominciato a diventare aggressivi. � la quarta volta dall�inizio dell�inverno che attaccano i bambini. Maledetta guerra��</p><p>Nihal aveva finito la mela. Si schiar� la voce. �Senti, Eleusi��</p><p>�Dimmi.�</p><p>�Io� ecco� insomma, non voglio occupare il tuo letto. Mi basta un po� di paglia.�</p><p>La donna scosse il capo. �Non se ne parla nemmeno! Hai salvato Jona. Darti il mio letto � il minimo� poi prese il vassoio e fece per andarsene.</p><p>Nihal la ferm�. �Aspetta! Tu sei stata anche troppo gentile. Mi hai curato, mi hai offerto il tuo cibo. Non sai neanche chi sono��</p><p>Prima di uscire dalla stanza Eleusi le sorrise. �Io giudico dalle azioni. E tu non puoi che essere una brava ragazza.�</p><empty-line/><p>Per alcuni giorni Nihal fu costretta a letto. Jona andava spesso a trovarla: era un bambino divertente, pieno di curiosit� e chiacchierone, proprio come aveva detto la madre. La mattina presto entrava in camera come un ciclone per augurarle il buongiorno.</p><p>La cosa che pi� lo interessava era la spada. Tempestava Nihal di domande: se era pesante, di cosa era fatta, se tagliava molto�</p><p>Nihal provava una simpatia istintiva per quel bambino. �Se ti piace cos� tanto, prendila in mano� gli disse un giorno.</p><p>�Dici davvero? Posso?� domand� lui tutto emozionato.</p><p>Nihal si chiese se anche lei, da piccola, faceva la stessa faccia di fronte alle armi di Livon. �Certo che puoi. Ma non devi toccare la lama. E non ti devi allontanare da me.�</p><p>Non senza fatica, Jona prese la spada con tutto il fodero: era alta pi� o meno quanto lui. La porse a Nihal, che lo aiut� a sguainarla.</p><p>Gli occhi gli brillavano. �Come luccica��</p><p>�� fatta di un materiale che si chiama cristallo nero.�</p><p>Jona la guardava da tutte le angolazioni. �E questo coso bianco?�</p><p>�Si chiama Lacrima: me l�ha data un folletto.�</p><p>Il faccino di Jona si illumin�. �Conosci i folletti?�</p><p>Nihal sorrise. �Certo.�</p><p>�E come sono fatti? Qui non ce ne sono!�</p><p>�Sono grandi poco pi� della tua faccia e hanno i capelli di tutti i colori. E poi hanno le ali e svolazzano di qua e di l�. Quella pietra bianca � un segno di riconoscimento. Vuol dire che sono amica del popolo dei folletti. E poi serve anche a rendere pi� forti gli incantesimi.�</p><p>Jona rest� a bocca aperta. �Incantesimi? Sai fare gli incantesimi?�</p><p>�No. Cio�, s�, ma solo qualcosina�� si scherm� Nihal</p><p>�Dai! Ti prego! Me ne fai vedere uno?�</p><p>�Ora no, Jona. Magari quando sto meglio��</p><p>Jona batt� le mani eccitato.</p><empty-line/><p>I giorni di convalescenza furono piacevoli. Eleusi era un�ospite deliziosa: circondava Nihal di mille attenzioni e non le faceva mancare niente. Non le aveva pi� fatto domande, ma di tanto in tanto la intratteneva chiacchierando: era prodiga di racconti sulla sua vita.</p><p>Nihal seppe cos� che era molto giovane e che suo marito era un soldato: combatteva nella Terra del Vento e tornava a casa una volta all�anno, per un mese.</p><p>�Di solito gli danno la licenza in autunno, e viene in tempo per arare il campo. Per� qualche volta ci fa una sorpresa e ce lo vediamo arrivare durante l�inverno, o d�estate. Certo, ultimamente non capita spesso� sai, la guerra va male.�</p><p>Nihal si stup�. �E non ti manca? Insomma, non ti dispiace che non ci sia mai?�</p><p>�Certo che mi manca. Quando decise di partire, due anni fa, ne discutemmo a lungo. Ma non poteva pi� sopportare le ingiustizie a cui assisteva di continuo, ed era stanco di vedere i suoi amici partire e non tornare pi�� Quando sono triste, mi consolo pensando che combatte perch� un giorno Jona possa vivere libero. Che futuro potrebbe avere nostro figlio con il Tiranno?� Eleusi fece una lunga pausa. �Io sono orgogliosa di mio marito.�</p><p>Quelle parole colpirono Nihal: il compagno di Eleusi sapeva quello che faceva, e per chi lo faceva. Aveva qualcuno da proteggere, combatteva per uno scopo. Rispetto a quello sconosciuto, che per suo figlio e sua moglie aveva rinunciato a una vita tranquilla, si sent� meschina.</p><empty-line/><p>Nihal aveva molto tempo per pensare: l�ambiente caldo e raccolto di quella piccola casa la faceva sentire fuori dal mondo, le permetteva di riordinare le idee.</p><p>Come prima cosa si era riproposta di non rimuginare sui suoi incubi. Le costava fatica, ma la vita quotidiana con Eleusi e Jona la aiutava. Non aveva mai visto come viveva una vera famiglia: la semplicit� dei loro gesti, la genuinit� dell�affetto che li legava erano totalmente nuove per lei. Neppure quando abitava con Livon aveva mai respirato quell�atmosfera.</p><p>Lo scorrere del tempo era scandito dalle occupazioni a cui Eleusi si dedicava: riassettare, preparare il pane, andare al mercato, tessere le stoffe che poi avrebbe venduto. La sera la donna si sedeva con suo figlio vicino al camino e gli parlava, gli raccontava storie, a modo suo lo istruiva, cos� che il giorno seguente, quando sarebbe andato dal saggio del villaggio con gli altri bambini per imparare, sapesse gi� qualcosa.</p><p><emphasis>Dunque � cos� una brava madre?</emphasis> Nihal guardava Eleusi: non aveva mai conosciuto una donna come lei.</p><empty-line/><p>Erano passati circa tre giorni dall�arrivo di Nihal quando Eleusi torn� dal mercato con un paio di stampelle.</p><p>Entr� trionfante nella stanza di Nihal. �Visto cos�ho trovato? Con queste, se vuoi, potrai alzarti!�</p><p>Nihal volle subito sperimentare il nuovo acquisto. Si mise a sedere sul letto e prese le stampelle ma, quando fece per alzarsi, le gir� immediatamente la testa, mentre il cuore le batteva impazzito.</p><p>Eleusi si preoccup�. �Forse sei ancora troppo debole.�</p><p>Nihal scosse la testa. �No, no, va tutto bene�� Punt� nuovamente le stampelle, ritent� e, dopo un paio di ondeggiamenti, riusc� a restare in piedi.</p><p>Fece qualche passo incerto. La luce della tarda mattinata la illuminava. Era la prima volta da anni che vestiva con qualcosa che non fosse la sua tenuta di battaglia. Si guard�: la camicia da notte le scendeva fino alle caviglie. Rimase a osservarsi a lungo, stupita.</p><p>�Cosa c��, Nihal?�</p><p>�Niente, niente, � che�� Nihal arross� alla confessione: �� la prima volta che mi vedo in gonna��.</p><p>Eleusi sgran� gli occhi. �Ma quanti anni hai?�</p><p>�Quasi diciotto� mormor� Nihal.</p><p>�E non ti sei mai vestita da donna?�</p><p>�Be�� no!�</p><p>Nihal ed Eleusi si guardarono per un istante, poi scoppiarono a ridere.</p><empty-line/><p>La ragazza insistette per prendere una boccata d�aria.</p><p>La neve ricopriva ancora la terra, abbondante. Formava una coltre sottile e soffice. Si fece aiutare a mettere gli stivali, si avvolse nel suo mantello e usc�, mentre Eleusi e Jona la osservavano dalla soglia.</p><p>Cammin� avanti e indietro affondando le stampelle nel bianco, allegra, ma le sue gambe erano ancora malferme: ci volle poco perch� cadesse a faccia in gi� nella neve. Il freddo le punse la pelle, svegliandola dal torpore della convalescenza. Nihal si tir� su a sedere e scoppi� a ridere, contagiando con la sua allegria anche Jona, che le si butt� immediatamente addosso coprendola di neve.</p><p>Eleusi sorrise. �Ora basta, voi due! Jona, fila in casa! E tu, vuoi prenderti un raffreddore?�</p><p>Nihal guard� il cielo terso. �Dove sono nata non c�era mai la neve. � bellissimo.�</p><empty-line/><p>Nihal continu� ad allenarsi con le stampelle per tutta la giornata.</p><p>Eleusi la pregava di calmarsi un po�, ma lei non ci pensava nemmeno. Dopo tanta immobilit� non le sembrava vero di poter camminare. Si sentiva viva.</p><p>Riusc� a farsi spostare nella stanza principale della casetta, in modo che Eleusi potesse riprendere possesso del suo letto. La donna riemp� di paglia un grosso sacco di iuta, quindi lo ricopr� con lenzuola fresche di bucato e due spesse coperte di lana e lo mise di fronte al camino. Per essere un giaciglio improvvisato era straordinariamente comodo: Nihal ci si sent� subito a suo agio.</p><p>La sera mangi� a tavola con i suoi ospiti e dopo cena assistette allo spettacolo di Eleusi che tesseva al telaio.</p><p>Nihal non aveva mai visto una macchina come quella. Era enorme, tutta di legno: le sembr� un attrezzo sorprendente. Guard� affascinata i movimenti rapidi e precisi con cui Eleusi faceva correre la spoletta da un estremo all�altro dell�ordito.</p><p>Pi� tardi Eleusi la aiut� a coricarsi. �Sei una ragazza davvero singolare: non hai mai messo una gonna, non sei capace di tessere, hai i capelli corti, sai usare la spada. Sai, mi piacerebbe sapere da dove vieni� cos�, per curiosit��� La donna le indirizz� un sorriso sincero. �Ma se non ti va di parlarne va bene lo stesso. Davvero.�</p><p>Nihal, seduta sul giaciglio, guard� le braci del camino che si spegnevano lentamente. Le sarebbe piaciuto continuare a crogiolarsi in quella pace. D�altra parte la donna era stata tanto gentile con lei: era giusto che sapesse chi aveva accolto nella propria casa. Fece un respiro profondo. �Sono un guerriero, Eleusi. Vengo dal campo al di l� delle montagne. La base, cos� la chiamano. Forse ne hai sentito parlare.�</p><p>�Hai disertato?� chiese Eleusi in un sussurro.</p><p>Nihal si lasci� scappare una risata. �Disertato? Come ti � venuto in mente?�</p><p>�Be�, sai com�� Mi sono detta che � strano che lascino andare via un guerriero ferito senza averlo curato�� Improvvisamente Eleusi sembrava leggermente intimorita da quella strana ragazza.</p><p>�Non ho disertato� rispose Nihal. �Il mio maestro mi ha dato una licenza e io ho deciso di partire anche se non ero ancora guarita. Ecco tutto.�</p><p>Eleusi si sent� rassicurata. �Allora quando hai trovato Jona stavi raggiungendo la tua famiglia!�</p><p>�No� replic� Nihal tranquilla. �Io non ho una famiglia.�</p><p>Segu� un attimo di silenzio. Nihal guard� Eleusi negli occhi. <emphasis>Devo dirglielo. Devo.</emphasis></p><p>�C�� un�altra cosa che devi sapere.� Nihal prese coraggio. �Sono� sono un mezzelfo.�</p><p>La donna rimase a fissarla per un lungo istante, incredula. �Io pensavo� Insomma, ero convinta che i mezzelfi non esistessero. Non pi�, almeno. Si dice che siano tutti�� Eleusi si ferm�, a disagio.</p><p>�Morti?� fece fredda Nihal. �Lo sono. Tutti, tranne uno: io. Il mio popolo � stato sterminato dal Tiranno. Sono l�ultimo mezzelfo del Mondo Emerso. � per questo che voglio andarmene prima possibile, perch� il mio destino sia solo mio e non coinvolga altri.�</p><p>Eleusi sent� tutta la tristezza di Nihal, tutta la sua solitudine. Una parte di lei le diceva di lasciarla andare, e presto anche. Ma una voce le suggeriva che non poteva abbandonare quella ragazza sperduta. �Perch� non resti qui per un po�? Ti rimetti come si deve, fai compagnia a Jona� Ti � molto affezionato, sai? E poi siamo lontani dal villaggio. Se vuoi, puoi nasconderti� non farti vedere��</p><p>Nihal la interruppe. �No, Eleusi. Credo che la prossima settimana riprender� il mio viaggio.�</p><p>La donna annu�, delusa: si era abituata alla presenza di Nihal e si accorse che le dispiaceva che partisse. �Dove andrai?� le chiese.</p><p>�Non lo so.�</p><p>�Be�, ce l�avrai un amico, un fidanzato� qualcuno che ti aspetta��</p><p>�Non c�� nessuno che mi aspetta. Viagger� e basta.�</p><p>A quelle parole Eleusi insorse. �Oh, insomma Nihal! Vedi che ho ragione? Resta! Io e Jona siamo contenti che tu rimanga con noi. E poi potresti darmi una mano a tessere, a fare la legna� Staremo bene!�</p><p>Nihal abbozz� un sorriso. �Grazie, Eleusi, ma��</p><p>La donna le prese una mano e gliela strinse. �Promettimi che ci penserai.�</p><p>Nihal ricambi� la stretta. �Ci penser�.�</p><empty-line/><p>Il giorno dopo, rientrando in casa, Eleusi trov� Nihal seduta vicino al camino, con la gamba sbendata e una mano appoggiata sulla ferita. Dalla palma aperta della ragazza proveniva una debole luce rosata.</p><p>�Che cosa stai facendo?� Nella sua voce c�era una nota di allarme.</p><p>Nihal sobbalz� e stacc� la mano dalla gamba. �Niente� stavo solo guardando la ferita�� e si ricopr�.</p><p>Ma a Eleusi non era sfuggito che la ferita era notevolmente migliorata. �Sei una maga�� mormor�.</p><p>�No, davvero. So solo qualche formula semplice. Sai, per un guerriero pu� essere utile, e allora��</p><p>Nihal si accorse dell�improvvisa freddezza della donna. Da quando il Tiranno era salito al potere c�erano molti pregiudizi sui maghi.</p><p>Eleusi insistette per controllare la ferita: non necessitava pi� dei punti. Mentre tagliava con mano sicura il filo e lo sfilava dalla gamba di Nihal la guardava di sottecchi, indecisa se preoccuparsi di quell�ultima novit�. Al termine dell�operazione sembr� essersi rasserenata. Guard� Nihal e le sorrise. �Sai cosa ti ci vuole adesso? Un bel bagno caldo! Anzi, vado a preparartelo subito.�</p><p><emphasis>Un bagno caldo?</emphasis> Nihal si era sempre lavata nel modo pi� semplice: una secchiata di acqua gelida.</p><empty-line/><p>Eleusi si mise a trafficare. Usc� di casa e ne rientr� poco dopo con un enorme catino ramato, che spinse in camera sua. Poi si affaccend� intorno al focolare con una serie di pentoloni colmi d�acqua.</p><p>Quando tutto fu pronto, trascin� Nihal in camera. �Forza, cos�� quella faccia? Vedrai che dopo ti sentirai una regina!�</p><p>Nihal si spogli� davanti allo specchio. Da piccola aveva avuto un momento di grande curiosit� per gli specchi: ci si rimirava e cercava di capire se quella bimba che vedeva al di l� della lamina argentea fosse davvero lei e non un qualche folletto che la ingannava.</p><p>Si guard� con la curiosit� di chi si vede per la prima volta. Osserv� i muscoli compatti delle gambe, la pancia piatta, le braccia forti, frutto degli allenamenti con la spada e delle battaglie. Si stup� che il suo corpo fosse cresciuto tanto in fretta, quasi a sua insaputa, trasformandola in una donna: aveva belle forme e un seno forse un po� abbondante, ma ben disegnato. Si avvicin� al riflesso del suo volto. <emphasis>Ho gli occhi troppo grandi.</emphasis> Per� il colore le piaceva: era intenso e profondo. Prov� a sorridere, ma in fondo al suo sguardo rimaneva una nota di tristezza.</p><p>Allung� una gamba per saggiare l�acqua: era piacevolmente calda. Entr� nella tinozza e si abbandon� alla sensazione del tepore che l�avvolgeva lentamente. Poi immerse anche la testa. I capelli blu le ondeggiarono intorno al volto. Forse era quella la vita.</p><empty-line/><p>Eleusi si stup� della richiesta di Nihal. �Prestarti un vestito? Certo. Comunque se vuoi i tuoi, sono puliti��</p><p>Nihal arross� fino alla punta delle orecchie. �� che� mi piacerebbe un vestito da donna��</p><p>Eleusi le scocc� un sorriso entusiasta. �Ma certo! Un vestito da donna!�</p><p>Prese dalla cassapanca uno dei suoi abiti migliori, quello che metteva per andare con suo marito alle feste del villaggio. Poi aiut� Nihal a indossarlo: lei da sola non capiva neppure come si legassero i lacci del corsetto. La divisa che aveva portato fino allora era infinitamente pi� semplice: fissava il corpetto di pelle sul davanti, stringeva i lacci laterali del pantalone ed era fatta. Quel vestito invece aveva corsetto, sottogonna, gonna, grembiule� sembrava che la roba da mettere addosso non finisse pi�.</p><p>Quando Nihal si guard� allo specchio, si vide stranissima. Non sapeva se si piaceva o no.</p><p>�Allora?� le chiese Eleusi soddisfatta.</p><p>�Ho un po� freddo alle gambe. E poi questa gonna pesa! Non riesco quasi a muovermi.�</p><p>Eleusi scoppi� a ridere. �� solo questione di abitudine, Nihal! Solo questione di abitudine!�</p><empty-line/><p>Quel giorno Nihal volle far divertire Jona.</p><p>Si sedettero sulla panca fuori dalla casa, la schiena appoggiata al muro, a godersi il pallido sole invernale, e Nihal gli mostr� qualche piccola magia che aveva imparato da piccola. Emise qualche innocuo lampo colorato, accese un ramoscello secco con uno schiocco di dita e per finire cre� un piccolo globo luminoso. Lo tenne per un po� sulla palma della mano, poi lo pass� al bambino.</p><p>�� bellissimo! � bellissimissimo!� continuava a ripetere, fuori di s� dalla gioia.</p><p>Giocando con Jona, Nihal sent� una struggente nostalgia per Sennar: se l�avesse potuta vedere in quel momento, vestita da ragazza, a giocare con un bambino, forse l�avrebbe presa in giro. Ma sarebbe stato contento. Preg� con tutto il cuore che tornasse sano e salvo. Ora che non c�era, si rendeva conto di quanto avesse bisogno di lui. Di quanto gli volesse bene.</p><p>La sera, dopo che Jona fu andato a dormire, Nihal ed Eleusi restarono vicino al fuoco: la ragazza seduta per terra a guardare le fiamme, la donna su una sedia a dondolo a ricamare.</p><p>Fu Eleusi a rompere il silenzio. �Hai deciso cosa fare?�</p><p>�S� rispose Nihal, lisciandosi le pieghe della gonna e carezzandone la stoffa morbida, cos� leggera rispetto alla pelle della sua divisa.</p><p>�E�?� chiese Eleusi titubante.</p><p>�Resto per un po�.�</p><p>Eleusi depose il ricamo, le si avvicin� e la strinse a s� sorridendo.</p></section><section><title><p>22</p><p>Addio.</p></title><p>Tra le cure di Eleusi e gli incantesimi, Nihal si rimise in fretta. Volle subito rendersi utile: l�inverno si preannunciava duro e lei non voleva essere un peso. Insistette perch� la donna le trovasse qualche compito, ma si rese presto conto di non saper fare quasi nulla.</p><p>Eleusi decise di insegnarle a impastare il pane.</p><p>�Farai tutto da sola, io ti do solo le indicazioni� disse, e le mise davanti gli ingredienti.</p><p>Fu un vero disastro: Nihal si infarin� da capo a piedi, rovesci� una brocca d�acqua per terra e la pagnotta rimase grumosa e mal lievitata.</p><p>Eleusi la convinse a infornarla lo stesso. Il risultato fu una focaccia bassa, dura e con un disgustoso sapore di lievito, ma le due donne si erano divertite un mondo. Stavano bene insieme: Nihal assaporava la normalit� che le era sempre mancata, Eleusi non era pi� sola.</p><empty-line/><p>Una mattina decisero di uscire tutti insieme, Nihal, Eleusi e Jona, per andare al mercato. Nihal insistette per coprirsi: si fece prestare uno scialle, ci si avvolse la testa in modo che non fuoriuscisse neppure una ciocca di capelli e lo strinse per cercare di camuffare le orecchie. Poi si guard� allo specchio. <emphasis>Non male, Nihal. Non male.</emphasis> Da quel primo giorno in cui si era specchiata ci aveva preso gusto, e spesso si sorprendeva a sbirciarsi: non si capacitava ancora di quanto potesse essere femminile vestita in quel modo.</p><p>La piccola comitiva si incammin� nella neve. Jona era eccitatissimo: per lui il giorno di mercato era una festa, anche se da quando c�era la guerra gli scambi si erano molto ridotti.</p><p>�Quando ero una bambina� raccont� Eleusi �il fronte era ancora lontano e il mercato era davvero bellissimo: venivano venditori da altre Terre, l�aria del villaggio si riempiva del profumo delle spezie e anche d�inverno c�era un�infinit� di merci diverse: stoffe, frutta, verdura, piccoli animali in gabbia� Mi dispiace che tu debba vederlo adesso�� La donna sospir�.</p><p>Nihal non rispose. Era tesa e avanzava a capo chino.</p><p>�Ehi, che ti succede?� le chiese l�amica.</p><p>�Niente, niente. Forse era meglio se restavo a casa��</p><p>Eleusi la rassicur�: �Stai tranquilla e pensa a divertirti. Nessuno bader� a te�.</p><p>Marciarono per un po� in silenzio, e solo dopo un bel pezzo Nihal ud� una risata soffocata alle sue spalle. Si volt� ed Eleusi torn� subito seria, ma sulle sue labbra rosse rimase un�ombra di divertimento. Nihal la guard� con aria interrogativa.</p><p>�Scusami. � che� cammini proprio come un uomo!�</p><p>Nihal si ferm�. �In che senso?�</p><p>�S�, insomma, vai a passo di marcia��</p><p>Nihal si imbronci�. �Nell�esercito tutti camminano cos�.�</p><p>�S�, certo. Non era una critica. Solo che � buffo.�</p><p>Poco dopo, Nihal si lasci� superare e fin� in coda alla piccola carovana. Si mise a osservare con attenzione l�incedere di Eleusi. Non notava niente di diverso dal suo modo di camminare. Era cos� che camminava una donna?</p><p>�Eleusi! Aspetta, spiegami. Perch� � buffo?�</p><p>�Be�, � che tu avanzi decisa, a passi larghi. E poi non ancheggi nemmeno un po�! Non te l�ha detto tua madre che ai ragazzi piace?� scherz� Eleusi.</p><p>Nihal si rabbui�. �Non ho mai conosciuto mia madre. Mi ha cresciuta un armaiolo.�</p><p>Eleusi si diede della stupida e riprese a camminare.</p><empty-line/><p>Quando giunsero al villaggio Nihal entr� in crisi.</p><p>Era pieno di gente, le girava la testa. Le parve di essere tornata ai tempi di Salazar, quando nella torre regnava la confusione e ovunque risuonavano voci, grida, risate. La nostalgia la prese a tradimento. In quella folla anonima le sembrava di rivedere i volti noti della sua citt�: i vicini, i ragazzini con cui giocava da bambina, i proprietari delle botteghe. Le sembr� quasi di scorgere Sennar, con la tunica svolazzante e senza lo sfregio sulla guancia. Chiuse gli occhi, frastornata.</p><p>�Perch� non fate un giro mentre io vendo la stoffa? Ci incontriamo fra un�ora al mio banchetto: � in fondo alla strada� disse Eleusi, e le diede alcune monete, nel caso volesse comprare qualcosa. �Ah, Nihal� Tieniti Jona vicino!�</p><p>Nihal obbed�, stringendogli convulsamente la mano.</p><p>Il bambino prese a tirarla per un braccio con sguardo speranzoso. �Dai, andiamo a comprare qualche dolce? Eh? Ci andiamo?�</p><p>Nihal era indecisa. �Non so� Che cosa ne pensa tua madre?�</p><p>�In genere un dolcetto me lo compra sempre� fece lui con aria furba.</p><p>Che c�era di male, anche se mentiva? Nihal decise di accontentarlo.</p><empty-line/><p>Andarono da una vecchia che vendeva pochi biscotti e qualche mela candita. Fu contenta di avere clienti, e porse loro il pacchettino di dolci con riconoscenza.</p><p>Nihal si guard� intorno: anche le altre bancarelle avevano poca merce. Quella gente si sforzava di vivere normalmente, si vestiva bene per andare al mercato, passeggiava, si fermava a tirare sul prezzo. Ma la povert� aveva iniziato a insinuarsi anche in quel villaggio ai piedi della montagna. La guerra stava arrivando anche l�.</p><p>Improvvisamente un�ondata di voci le risuon� nelle orecchie. <emphasis>Il tuo posto non � qui. Impugna di nuovo la spada! Vendicaci!</emphasis></p><p>Nihal si ferm�, scosse la testa, chiuse gli occhi per scacciare quei pensieri. Quando li riapr�, Jona la guardava preoccupato. �Ti senti male?� Aveva in mano una mela candita e lo zucchero iniziava a impiastricciargli le dita.</p><p>�No, va tutto bene. Un capogiro, nient�altro.�</p><p>Jona le porse il pacchetto. �Magari hai fame. Prendi un biscotto, dai.�</p><p>Erano dolci semplici, ma a Nihal piacque il loro sapore casereccio.</p><p>Lei e Jona si aggirarono tra le bancarelle, soffermandosi a guardare i pesci di fiume che guizzavano ancora nei secchi, certe grosse mele che occhieggiavano da una cesta di vimini, i colori dei tessuti che pendevano da un tendone.</p><p>Nihal scopr� quanto fosse bello il mondo filtrato dagli occhi di quel bambino: era tutto nuovo, era tutto una scoperta. Jona era vivace, guardava ogni cosa con entusiasmo e chiacchierava senza fermarsi mai.</p><p>Dopo aver attraversato il mercato in lungo e in largo si fermarono presso un muretto. Era la prima volta che Nihal affrontava una lunga passeggiata senza stampelle: aveva bisogno di una pausa. Spazzarono via la neve che lo copriva, si sedettero e divisero l�ultimo biscotto rimasto.</p><p>�� vero che sei un soldato?� chiese a tradimento Jona.</p><p>Per Nihal fu come ricevere uno schiaffo: si era abituata all�idea che nessuno sapesse chi era. �S� rispose con noncuranza.</p><p>Jona la guard� ammirato. �Anche il mio pap� � un soldato: lo sapevi? La mamma mi ha detto che non ti dovevo fare domande, se no diventavi triste, ma io ho visto la spada e allora ho capito!�</p><p>Nihal continu� a masticare facendo finta di niente.</p><p>Jona prosegu�, imperterrito. �Hai ucciso molti nemici?�</p><p>�Qualcuno.�</p><p>�E i fammin? Sono davvero cos� brutti come dicono?�</p><p>�Anche peggio� tagli� corto Nihal.</p><p>Jona fece una pausa prima di tornare alla carica. �Senti, Nihal��</p><p>�Dimmi, Jona.�</p><p>�Ma un giorno, quando stai meglio, mi insegni a spadaccinare?�</p><p>Nihal non pot� impedirsi di sorridere. ��Spadaccinare�? Non credo che sarebbe una buona idea, sai? La guerra � una brutta cosa. Molto meglio la pace.�</p><p>�� che a me piacerebbe tanto essere come il mio pap�. Se io imparo a fare il guerriero posso andare da lui, cos� facciamo finire in fretta la guerra e lui pu� tornare a casa da mamma.�</p><p>Il discorso non faceva una piega.</p><p>�Vedrai che la guerra finir� presto. Nel frattempo tu farai il bravo ometto e consolerai la tua mamma quando � triste.�</p><p>Jona non era convinto. �S�, per� Dai, una volta giochiamo che facciamo un combattimento? Una volta sola!� chiese supplichevole.</p><p>�E cos� tu vorresti combattere con me?� disse Nihal, preparando di nascosto una palla di neve.</p><p>�S�!�</p><p>�Sei proprio sicuro?�</p><p>�S� url� Jona sempre pi� eccitato.</p><p>�In guardia, allora!�</p><p>Nihal salt� gi� dal muretto e gett� la palla di neve addosso al bambino, che si butt� nella lotta con entusiasmo.</p><p>Si rincorsero attraverso i vicoli ridendo e lanciandosi neve finch� non furono esausti. Nihal aveva recuperato il buonumore. Si sent� spensierata come quando era bambina. Avrebbe voluto vivere cos� per sempre.</p><empty-line/><p>Il banchetto di Eleusi esponeva le stoffe che la donna tesseva in casa, le uova delle sue galline e poche verdure dell�orto. D�inverno, e senza il marito ad aiutarla, non riusciva a produrre pi� di cos�. Lei e Jona vivevano di quello e dei proventi della sua attivit� di guaritrice.</p><p>Nihal si sedette accanto a lei e si mise a guardare la gente che passava. Erano solo uomini, delle altre razze non c�era traccia. I profughi vivevano tutti nei grandi centri, dove la possibilit� di trovare un lavoro o qualcosa da mettere sotto i denti era maggiore.</p><p>�Le citt� s� che sono ricche!� spieg� Eleusi. �La gente che ha molti soldi vive l�: nobili, guerrieri che hanno acquisito grandi appezzamenti di terra grazie alla guerra. Gli altri stanno nelle campagne. Molti dei contadini che vedi non possiedono neppure la terra che lavorano, la coltivano per altri. Non c�� molta giustizia in questa Terra.�</p><p>D�un tratto un cavaliere si ferm� proprio al loro banchetto.</p><p>Nihal si copr� il pi� possibile con il cappuccio: era uno della base, che combatteva nelle prime file. A quanto pareva Eleusi lo conosceva bene, perch� si misero a chiacchierare.</p><p>Il cavaliere, per�, guardava Nihal con una certa insistenza. Le sorrise. �Salve. Sbaglio o ci siamo gi� visti da qualche parte?�</p><p>Nihal abbass� gli occhi e scosse la testa. Il cuore le batteva nel petto. Si accorse che aveva paura di quel soldato. Aveva paura che la sua sola presenza potesse rompere l�incantesimo di quei giorni.</p><p>�Non credo. � una mia parente� ment� Eleusi. �� venuta a trovarmi da Makrat.�</p><p>Il soldato non staccava gli occhi da Nihal. �Una parente molto graziosa� Come ti chiami?�</p><p>�Lada� mormor� la ragazza dicendo il primo nome che le era venuto in mente, e mentre lo pronunciava si ricord� che l�aveva udito da un vecchio che si aggirava per Salazar pochi giorni prima dell�invasione.</p><p>�Lada. Bellissimo nome! E come ti trovi qui in��</p><p>Fu Eleusi a interrompere quel tentativo di conversazione. �Lada, per favore, mi vai a cercare Jona?�</p><p>Nihal annu� e si alz� veloce. Un attimo dopo era gi� lontana.</p><empty-line/><p>Quella sera tornarono a casa con qualche soldo in pi� nelle tasche.</p><p>Di fronte a quei pochi spiccioli Nihal si sent� un�intrusa. Poco prima di coricarsi guard� Eleusi, seria. �Sei sicura che posso rimanere?�</p><p>La donna la fiss�, stupita. �Certo! Perch�?�</p><p>�Be�, sono una bocca in pi� da sfamare, voi non avete tanti soldi��</p><p>Eleusi sorrise. �Non temere: trover� il modo per metterti al lavoro! Ora dormi, e finiscila con questi pensieri sciocchi.�</p><p>Nihal si coric� serena.</p><p>Quella notte, sola nel letto, pens� a tutto quello che era successo in quei pochi giorni. Iniziava a piacerle indossare abiti femminili, muoversi tra la gente senza che la spada accompagnasse i suoi passi. Si sentiva rinata: forse era davvero una Lada rediviva, una ragazza normale che conduceva una vita normale.</p><p>Nihal non aveva mai vissuto in un ambiente tanto sereno. Cap� che cosa fosse una vera famiglia e arriv� a pensare che era molto meglio di quello che aveva provato con Livon. Lei e il Vecchio non erano una famiglia: erano due sbandati che la vita aveva messo insieme per supportarsi a vicenda. Si volevano bene, ma lui non le aveva saputo dare quello che Eleusi donava al figlio. Nella sua vita non c�era mai stata la tranquillit�, il senso di protezione che percepiva fra quelle quattro mura. Si meravigliava di come non se ne fosse mai accorta prima. Ma ora poteva rimediare, poteva riprendersi ci� che le era stato tolto: stare l� significava avere una seconda possibilit�.</p><p>Prima di addormentarsi fantastic� di rimanere nella piccola casa gialla per sempre.</p><p>Appoggiata al muro, la sua spada iniziava a impolverarsi.</p><empty-line/><p>La mattina dava una mano in casa: con i lavori domestici era una frana, ma era animata da una straripante voglia di imparare. Seguiva passo passo Eleusi mentre sbrigava le faccende e cercava di esserle utile.</p><p>Impar� a cucinare. Nonostante il primo fallimentare tentativo con il pane, scopr� che le piaceva. Non solo, aveva talento: si lasciava guidare dall�istinto e i suoi piatti erano saporiti.</p><p>Ma soprattutto si occupava dell�orto. Gli anni di addestramento con la spada l�avevano resa forte e le piaceva mettere la sua resistenza al servizio di quel fazzoletto di terra che dava loro da vivere.</p><p>La sera Jona raccontava le storie che aveva appreso dal saggio e le scorribande che aveva fatto con i suoi amici. Nihal ascoltava, senza pensare a nulla.</p><p>Non rimpiangeva pi� Livon, aveva archiviato Soana in un angolo recondito della sua mente, persino il viso di Fen era ormai un�immagine confusa. Ma non poteva dimenticare tutti. Sennar continuava a essere un ricordo vivo, presente, che le stringeva il cuore. Cercava di scacciare anche lui dai suoi pensieri, ma in fondo all�anima sentiva che prima o poi avrebbe dovuto fare i conti con se stessa.</p><empty-line/><p>L�inverno era rigido e la legna iniziava a scarseggiare. Occorreva andare a farne della nuova, ed Eleusi pens� di chiedere a Nihal di occuparsene.</p><p>�Non sono per niente brava con l�ascia� si scus�. �Di solito ci pensa mio marito��</p><p>La ragazza accett� di buon grado: �Non ti preoccupare, lo faccio volentieri. Anzi, porto con me anche Jona, cos� ci facciamo una passeggiata nel bosco�.</p><p>Nihal e Jona andavano spesso nel bosco a giocare, a raccontarsi storie o semplicemente a passeggiare. Jona la guardava con occhi sognanti. Per lui una donna che faceva il soldato era il massimo: le femmine lo mettevano in agitazione, con tutte le loro moine e il loro modo di fare le preziose, ma lei era diversa. Lei si divertiva a buttarsi nella neve, non si stancava mai di starlo ad ascoltare ed era forte come un uomo. Jona la esibiva ai suoi amici con orgoglio, presentandola come un soldato.</p><p>In Jona Nihal rivedeva se stessa da bambina. La sua compagnia la rasserenava: amava il modo ingenuo con cui guardava alle cose, le piaceva giocare con lui o farlo divertire con qualche piccola magia. Un paio di volte accett� persino di combattere con una spada di legno, ma quando lui le chiedeva di raccontargli qualche storia di guerra, tergiversava dicendo di non ricordare.</p><empty-line/><p>Quella mattina si imbacuccarono per bene e si diressero verso la foresta. Camminavano canticchiando un motivo che Jona aveva insegnato a Nihal, mentre la scure pendeva dalle mani della mezzelfo tracciando nella neve una lunga linea sinuosa.</p><p>Quando giunsero alla piccola radura dove si erano incontrati la prima volta, Nihal vide un bell�alberello secco, perfetto per il camino.</p><p>�Allontanati, Jona. Credo che la nostra ricerca sia finita.�</p><p>Impugn� l�ascia, sentendo quasi una scossa. Ne guard� la lama come se non ne avesse mai vista una.</p><p>�Che cos�hai?� chiese Jona. Non gli era sfuggita l�aria pensierosa di Nihal.</p><p>La ragazza si riscosse. �Mi sono solo ricordata di quando combattevo con questa.�</p><p>Jona non si fece scappare l�occasione e inizi� a salterellarle intorno. �Fammi vedere che cosa facevi, dai! Fammi vedere!�</p><p>La scure era l�, sembrava la chiamasse. <emphasis>Ma s�, perch� non accontentarlo?</emphasis> La impugn� saldamente. Poi fu la memoria del corpo a farla muovere.</p><p>Nihal inizi� a far volteggiare l�ascia sempre pi� veloce, quindi prese a tagliare l�aria con movimenti rapidi e precisi. La lama roteava e lei ricordava ogni esercizio, ogni singolo giorno dell�Accademia, ogni ora di allenamento. Si stup� di averne nostalgia: era stata male in quell�edificio, era stata sola, fatta eccezione per la compagnia di Malerba e di Laio, eppure rimpiangeva le lezioni, la spada, il sudore. Rimpiangeva la battaglia, il suo corpo che si muoveva agile, la lama nera che brillava al sole� la sensazione di essere finalmente se stessa� la riscoperta delle sue radici nella lotta e�No!</p><p>Lasci� cadere la scure di colpo.</p><p><emphasis>Non � la guerra che vuoi, non � il combattimento! Le sere davanti al fuoco, la vita con Eleusi e Jona, il vestito grazioso che indossi� Questo deve essere il tuo futuro!</emphasis></p><p>Jona vide Nihal incupirsi e il sorriso gli mor� sulle labbra. �Sei arrabbiata?� le chiese titubante.</p><p>�Non � niente� rispose Nihal ancora turbata �brutti ricordi. Sbrighiamoci o si fa tardi� e senza aggiungere altro inizi� ad abbattere l�albero con colpi secchi e decisi.</p><p>Il cammino verso casa lo fece in silenzio.</p><p>Jona la guardava di sottecchi. �� colpa mia, vero?�</p><p>�Che cosa, Jona?� rispose fredda Nihal. Non aveva voglia di parlare. Poi per� si accorse che il bambino aveva gli occhi pieni di lacrime.</p><p>�Che sei diventata triste��</p><p>Nihal si ferm�, gli sorrise. Poi si chin� verso di lui e gli schiocc� un bacio sulla guancia. �No, piccolo. Non sono triste. Davvero. E ora forza, andiamo a casa a fare una bella merenda!� rispose dandogli un affettuoso sculaccione.</p><p>Jona riprese a trotterellare sul sentiero, rasserenato, ma Nihal sapeva di aver detto una bugia.</p><empty-line/><p>Eleusi le fece la proposta un pomeriggio: erano sedute al tavolo e Jona era fuori a giocare. La donna depose il grembiule che stava rammendando e guard� Nihal. �Senti, tu sei una maga, giusto?�</p><p>�Perch� me lo chiedi?� rispose Nihal dubbiosa.</p><p>�Ho pensato che potresti venire con me a fare la guaritrice. Darmi una mano con i tuoi incantesimi, insomma��</p><p>Nihal era scettica. La sola idea di mostrarsi in giro la metteva in agitazione. �Non so��</p><p>�Diremo che vieni da un�altra Terra, da qualche posto lontano, e che sei fuggita per la guerra. Potremmo dire che sei figlia di una ninfa! Le ninfe qui nessuno sa nemmeno come sono fatte. E poi non puoi nasconderti per sempre, Nihal.�</p><p>Eleusi desiderava che la ragazza mettesse radici. E, se iniziava a sentirsi utile, forse non sarebbe andata via.</p><empty-line/><p>Il loro primo incarico in coppia lo ricevettero una sera che nevicava fitto. Un bambino del villaggio era caduto da una scala battendo la testa e non aveva pi� ripreso conoscenza. Eleusi e Nihal affrontarono il sentiero nel buio della notte: il freddo penetrava nelle ossa.</p><p>Raggiunta la casa, entrarono in punta di piedi. Su un letto giaceva un ragazzino pallido come un cencio, con una larga macchia rossa sulla fronte dalla quale, attraverso un bendaggio di fortuna, colava ancora sangue. A Nihal quell�immagine riport� alla memoria la guerra, ma si sforz� di scacciare i ricordi.</p><p>�Sono io, Mira. Non piangere, sono qui per tuo figlio� disse Eleusi sottovoce. Dovette prendere delicatamente la donna per le spalle per allontanarla dal giaciglio. Nella stanza c�era anche un uomo, dietro al quale si nascondeva timorosa una bimba bionda. Fu a lui che Eleusi si rivolse. �Dimmi con precisione che cosa � accaduto.�</p><p>Mentre l�uomo raccontava con voce concitata quello che era successo, Nihal si guardava intorno. Si sentiva fuori posto: non era una sacerdotessa, non era capace di dire che cosa avesse quel bambino. Fino ad allora aveva curato solo se stessa, e con incantesimi molto blandi. La bambina, poi, non le staccava gli occhi di dosso.</p><p>�Non temete, non credo sia grave� fece Eleusi rassicurante, quindi si avvicin� al ragazzo facendo segno a Nihal di avanzare.</p><p>La donna gli sbend� la testa e inizi� a esaminare la ferita. I suoi erano occhi esperti, attenti, e percorrevano il corpo del ragazzino soffermandosi su ogni particolare.</p><p>�Per ora vorrei solo che tu facessi qualcosa per il taglio� disse a Nihal. �A farlo rinvenire ci penso io. Ha un po� di febbre, ma non dovrebbe essere un problema.�</p><p>Nihal annu�. Si rimbocc� le maniche del vestito, si sedette sul letto e congiunse le mani. Sentiva gli sguardi dei presenti puntati su di lei come spilli. Cerc� di concentrarsi ugualmente, quindi impose le mani sulla ferita. Non era profonda, non ci sarebbe voluto molto a farla rimarginare.</p><p>La madre si mise in agitazione. �Chi � la donna che hai portato con te?�</p><p>�Una mia amica. Mi � venuta a trovare dalla Terra dell�Acqua e sta da me per un po�.�</p><p>�Che cosa sta facendo al mio Doran?�</p><p>�Non ti preoccupare, sa quel che fa. � la mia aiutante.�</p><p>Ma non appena Nihal inizi� a pronunciare l�incantesimo e le sue mani furono circondate da un alone azzurrino, la donna si mise a urlare: �Una strega! Mi hai portato in casa una strega!� e la spinse via con violenza dal letto.</p><p>Nihal cadde a terra. Una ciocca di capelli scivol� fuori dallo scialle che le faceva da turbante.</p><p>La bambina punt� il dito su di lei. �Guarda, mamma! Ha i capelli blu!�</p><p>La donna fiss� Nihal con odio. �Portatela via da mio figlio!� strill�.</p><p>Eleusi le si avvicin�. �Non devi avere paura� disse in tono pacato. �� un�amica, la conosco da tempo. � molto brava.�</p><p>Ma Mira continuava a ripetere �� una strega! � una strega!�.</p><p>Nihal si era ritirata in un angolo: era come all�Accademia. Ricordava quegli sguardi ostili, quella diffidenza malcelata.</p><p>Eleusi non si diede per vinta. Alz� la voce. �Per salvare tuo figlio c�� bisogno anche di lei. Sono anni che curo la gente del villaggio. Ho curato tutti voi. Perch� ora non vuoi fidarti?�</p><p>�Non voglio streghe in questa casa!�</p><p>�Come desideri, Mira. Andiamo, Nihal�� disse Eleusi dirigendosi verso la porta.</p><p>�Aspetta!� La donna si alz� riluttante dal letto del figlio e fiss� Nihal negli occhi. �Prega che non gli succeda niente di male. O hai finito di vivere.�</p><p>Quando il ragazzino si riprese, Mira lo abbracci� piangendo.</p><p>Eleusi venne pagata con qualche moneta e un piccolo sacco di farina.</p><p>A Nihal non fu rivolta una sola parola.</p><empty-line/><p>Nel villaggio si sparse la voce. Mira ne parl� con le sue amiche e la notizia pass� di bocca in bocca.</p><p>�� arrivata una strega��</p><p>�Ha i capelli blu��</p><p>�Ha fatto un incantesimo alla povera Eleusi!�</p><p>�Ma cosa dici!�</p><p>�S�, non vedi che se la porta sempre dietro?�</p><p>�Forse � una spia del Tiranno��</p><p>�Io ho detto a mio figlio che se lo vedo con Jona lo riempio di schiaffoni!�</p><p>Nihal aveva capito subito come sarebbe finita. L�anno all�Accademia le aveva insegnato che la paura pu� scavare a fondo nell�animo degli uomini.</p><p>�� meglio che non venga pi� con te. La gente ha paura di me, Eleusi� aveva detto appena fuori dalla casa di Mira.</p><p>�Ma no, � perch� non ti avevano mai vista! Non farti scoraggiare, ci faranno l�abitudine��</p><p>Ma la diffidenza riaffior� anche la seconda volta, quando cur� una donna che si era tagliata con un coltello, e pure la terza e ultima, quando salvarono una neonata dalla febbre. Da allora Eleusi non fu pi� chiamata a fare la guaritrice nel suo villaggio. Per trovare lavoro dovette spingersi nei paesi vicini, da sola.</p><p>Nihal all�inizio si impose di fare finta di niente: accompagnava Eleusi al mercato, si faceva vedere insieme a Jona, ma ovunque andasse percepiva gli sguardi ostili degli abitanti del villaggio.</p><p>Ben presto agli sguardi seguirono le parole. Frasi amichevoli, consigli che venivano dati a Eleusi da chi la conosceva. Quando Nihal non c�era la avvicinavano, le chiedevano chi fosse la straniera.</p><p>Eleusi si sperticava in lodi per la mezzelfo, raccontando con quanto coraggio avesse salvato suo figlio dai lupi, quanto fosse brava con la magia, che persona adorabile fosse.</p><p>Ma le altre donne non demordevano: �Ragiona, Eleusi. Ti sei messa in casa una che neppure conosci! Che sai di lei? Ha i capelli blu, � una strega, traffica con la magia� e ognuna diceva la sua, raccontando episodi sentiti da altri o inventati di sana pianta su streghe malefiche che si introducevano con l�inganno nelle case della brava gente per rapirne i figli.</p><p>Eleusi ascoltava piena di rabbia e qualche volta, anche se non l�avrebbe mai ammesso, il dubbio faceva breccia. Non sapeva davvero nulla di quella ragazza, ed era stata avventata ad accoglierla cos�, senza una domanda. Ma il ricordo di Nihal ferita, ai piedi del suo cavallo, cancellava ogni esitazione. Avrebbe difeso la sua nuova amica a tutti i costi, perch� aveva un disperato bisogno di lei.</p><empty-line/><p>Nihal cerc� di continuare la sua vita, ma l�incantesimo aveva iniziato a rompersi.</p><p>Avvertiva una specie di inquietudine, come un dolore sottile che cercava di venire alla luce dalle zone pi� profonde del suo animo. Si chiedeva quando fosse cominciato: forse nel momento in cui aveva impugnato l�ascia, forse quando aveva sentito gli sguardi d�odio della gente che era andata ad aiutare. Non lo sapeva. Per� sentiva un richiamo lontano, che la ammaliava e la spaventava al tempo stesso.</p><p>Un giorno le cadde l�occhio sulla spada appoggiata al muro. Il fodero era ricoperto da uno spesso strato di polvere. Un istante dopo l�aveva sguainata: se la rigir� tra le mani, ne osserv� l�elsa lavorata. Poteva ancora distinguere i colpi del martello di Livon, le scalfitture che i suoi arnesi vi avevano tracciato. La osserv� a lungo. Poi usc� di casa e raggiunse il granaio. La ripose in un cantuccio, in modo da non doverla vedere tutti i giorni.</p><empty-line/><p>Una mattina di fine inverno and� al mercato da sola. Non era la prima volta: Nihal aveva capito che Eleusi voleva che diventasse un po� pi� indipendente. Quel giorno era di buonumore. C�era un bel sole e l�aria fredda era corroborante. Decise di spingersi fino a un villaggio vicino, dove non la conoscevano: l� poteva perdersi tra la folla anonima ed essere una tra tante.</p><p>Si divert� a curiosare tra le bancarelle, compr� dei dolciumi per Jona e persino un fazzoletto per s�. Ormai ne aveva una collezione. I capelli avevano iniziato a ricrescerle, morbidi e lucenti come erano prima che li tagliasse.</p><p>Si divert� a vagare per la piazza, ad ascoltare le chiacchiere delle comari. La gente spettegolava, parlava della guerra, di chi era lontano, di chi era morto, di come avanzava l�inverno, del raccolto, dei bambini. Ma l�argomento del giorno erano i mercenari sfuggiti alle truppe regolari dell�esercito delle Terre libere, che dopo aver disertato si stavano dando ai saccheggi. A quella notizia Nihal si sent� fremere, ma si impose la calma. <emphasis>Non ti riguarda, Nihal. Torna a casa.</emphasis></p><empty-line/><p>Sulla via del ritorno volle passare attraverso il bosco. Quel tragitto allungava un po� la strada, ma camminare tra gli alberi era un piacere a cui non poteva rinunciare.</p><p>Poi vide le tracce. Provenivano dal folto del bosco e si perdevano lungo la via del villaggio. Tracce di cavalli.</p><p>Nihal si chin� e le guard� con attenzione: erano passati da poco.</p><p>Sent� un tuffo al cuore. Affrett� il passo, veloce, sempre pi� veloce, fino a correre. Inciamp� e cadde nella neve: la gonna la impacciava. Si rialz� di scatto e ricominci� la corsa. <emphasis>Per prima cosa prendere la spada. La spada � nel granaio. Anche se non c�� nessuno, e di sicuro non c�� nessuno, per prima cosa prendere la spada.</emphasis> Aveva paura, tanta, eppure era perfettamente lucida.</p><p>Quando giunse in vista della casa il cuore le si ferm� per un istante: due cavalli sostavano sull�aia, annusando il terreno.</p><p>Tese l�orecchio, ma sent� solo il sangue batterle alle tempie.</p><p>Gir� silenziosa intorno alla casa, acquattandosi per non farsi vedere, e si arrampic� nel granaio.</p><p>Sguain� la lama e le sembr� che la sua mano si fondesse con l�elsa� che lei e la sua arma formassero un�unica entit�.</p><p>Poi un urlo, seguito da alcune risate, le fece accapponare la pelle.</p><empty-line/><p>Quando irruppe dentro casa un uomo sovrastava Eleusi, che cercava disperatamente di divincolarsi, mentre Jona era tenuto fermo da un altro individuo.</p><p>Quello che tratteneva Eleusi si volt�. �Oh, vedo che ci sono ospiti. Be�, molta brigata vita beata!� disse ridendo, e liber� Eleusi gettandola in un angolo. �Ma che bella ragazzina! Vedo che ti piacciono le spade� Vieni a giocare con noi, vieni!�</p><p>Nihal scatt� con un balzo e lo abbatt� con un solo colpo.</p><p>L�uomo cadde a terra senza un lamento. Dalla sua gola schizz� un fiotto di sangue scuro. Eleusi url� con quanto fiato aveva in corpo.</p><p>L�altro part� come una furia brandendo la spada e lo scontro ebbe inizio.</p><p>Il corpo di Nihal ritrov� in un istante tutta la sua agilit� e la sua prontezza: si muoveva veloce, schivava e parava con precisione. Il cuore della ragazza cantava di gioia. Dopo tanto smarrimento, a Nihal sembr� di ritrovarsi: era di nuovo se stessa.</p><p>Dopo un primo attacco l�uomo si allontan�, schiumando di rabbia.</p><p>Nihal si deterse il sudore e ghign�: �� tutto quello che sai fare, bastardo?�. Poi si slanci� ancora all�attacco, ferendo profondamente l�uomo a un braccio. Un attimo dopo lo aveva disarmato.</p><p>Il mercenario cadde in ginocchio, l�arma di Nihal puntata alla gola. �Non farmi del male, ti supplico, perdonami��</p><p>Nihal lo guard� con disprezzo. �Raccogli quella bestia del tuo compare e vattene: non spreco il filo della mia spada per una carogna.�</p><p>L�uomo obbed� in tutta fretta: sollev� il suo compagno e si avvi� verso la porta, ma Nihal lo ferm� dicendo: �E ricordati: se osi rimettere piede in questo villaggio, giuro che ti faccio a pezzi�.</p><p>�No, no, grazie, grazie�� rispose l�uomo in lacrime prima di dileguarsi.</p><p>Nihal rimase immobile al centro della stanza.</p><p>Aveva combattuto di nuovo. Aveva impugnato di nuovo la spada. E le era piaciuto. Sentiva la sua arma palpitarle nella mano, invitarla a riprendere insieme il cammino interrotto, a combattere di nuovo. Era felice, assurdamente felice.</p><p>Eleusi, rannicchiata contro un muro, stringeva a s� Jona.</p><p>�� tutto finito� disse Nihal avvicinandosi, ma la donna si ritrasse con un grido.</p><p><emphasis>Ha paura di me.</emphasis> Quella consapevolezza fulmin� Nihal. Eleusi, a cui si era attaccata come a un�ancora di salvezza, aveva paura di lei. La spada le scivol� di mano.</p><p>Eleusi si alz�, le and� incontro, fece per abbracciarla. �Perdonami, non volevo�� ma stavolta fu Nihal a ritrarsi. Si scost� d�un passo, vide la spada a terra, la lama rossa di sangue.</p><p>Corse via.</p><empty-line/><p>Nella penombra del granaio risuonava uno sgocciolio ritmico, preciso. Forse era la neve che si scioglieva lentamente. Del resto c�era il sole.</p><p>Nihal aveva chiuso la testa fra le ginocchia: quante volte aveva fatto cos� nella sua vita? Le venne quasi voglia di contarle.</p><p>Eleusi spunt� dalla scala a pioli. �Sei qui, meno male!�</p><p>Silenzio.</p><p>�Scusami, Nihal. ȅ � stato pi� forte di me. Ti sono infinitamente grata per avermi salvata, infinitamente� � che tutto quel sangue, quell�uomo a terra,</p><p>e tu che sembravi un�altra� Di� qualcosa, ti prego.�</p><p>Nihal sollev� la testa e la guard� senza parlare.</p><p>�Ti fa male tenerti tutto dentro. Dimmi cosa pensi.�</p><p>�Non lo so che cosa penso.�</p><p>�Vuoi che vada via?�</p><p>Nihal si pass� una mano sul viso. �S�.�</p><p>Gli occhi di Eleusi si riempirono di lacrime. �Va bene. Come vuoi tu.�</p><empty-line/><p>Nihal apr� gli occhi e vide la luce filtrare attraverso la fessura tra le sue ginocchia. Era bastato riprendere in mano la spada per stravolgere tutto.</p><p>All�improvviso i colori splendidi di quei mesi con Jona ed Eleusi si erano dileguati. S�, era stato bello, ma quella ragazza timida che aveva scorto nello specchio non era lei.</p><p>Non era stata sua la vita di quei mesi. Lei era la mezzelfo con la spada, quella che combatte sempre in prima fila, quella che si getta nella battaglia.</p><p><emphasis>Che cosa devo fare? </emphasis>Nihal inizi� a battere ritmicamente la testa sulle ginocchia. <emphasis>Che cosa devo fare?</emphasis></p><empty-line/><p>Rientr� in casa per l�ora di cena. Si sedette a tavola senza una parola e inizi� a mangiare.</p><p>Eleusi la guard� per un po� senza sapere come comportarsi.</p><p>Jona taceva, cercando con lo sguardo gli occhi di sua madre.</p><p>Quando Nihal ebbe finito, pos� il cucchiaio e fece per alzarsi.</p><p>Fu allora che Eleusi si mise a urlare.</p><p>�Dannazione, la vuoi piantare con questo silenzio? Fammi almeno capire cosa ti passa per la testa!� Jona trasal�.</p><p>Nihal la guard� con astio. �Non hai mai avuto bisogno di un attimo di pausa, Eleusi? Non hai mai sentito che le parole non servivano? Non ti ha mai sfiorato l�ombra di un dubbio, eh? Dimmelo! Hai mai avuto bisogno di pensare, tu?�</p><p>La donna divent� tutta rossa e si alz� di scatto dalla sedia. �Io� Qualsiasi cosa abbia fatto, non merito questo trattamento!�</p><p>�Perch� non puoi fare uno sforzo e capire?� Anche Nihal aveva alzato la voce. �Pensi che il mondo giri intorno a te? Non hai fatto niente, e io non ce l�ho con te. Sono altri i miei problemi, e parlarne non serve. Te ne stai in questa casa, avvolta nella bambagia! Che ne vuoi sapere di quello che mi passa per la testa, di quello che accade nel mondo, di quello che succede in guerra?�</p><p>�Ma certo!� grid� Eleusi. �Che ne so io, stupida contadina a cui non vale la pena di raccontare niente? Quanto alla bambagia della mia casa, non mi sembra che ti sia mai dispiaciuta, visto come ti ci sei accomodata!�</p><p>Nihal prese il mantello e usc�. Quella notte dorm� nel granaio.</p><p>Per qualche giorno fu come se il tempo fosse sospeso. La piccola casa gialla sembrava rinchiusa in una palla di vetro e le ore scorrevano in una calma innaturale. Tutti erano in attesa di qualcosa.</p><p>Jona di capire perch� tutto sembrasse diverso.</p><p>Eleusi di scoprire che effetto avrebbero avuto le sue parole sull�amica.</p><p>Nihal, di una risposta. Non aveva sempre fatto quello, nella vita? Chi era? Perch� era sopravvissuta? Qual era il suo compito in quel mondo? Se lo chiedeva da sempre. Chiss� se esisteva davvero una risposta.</p><empty-line/><p>La cena era finita da un po�: Jona era a letto e il suo respiro regolare scandiva il silenzio della casa.</p><p>Nihal era fuori. Eleusi ne intravedeva la schiena china dalla finestra.</p><p>La donna usc� nel gelo della sera. La ragazza aveva indossato di nuovo i suoi abiti da battaglia. Aveva in mano la spada. Sulla neve risaltavano delle ciocche blu.</p><p>�Non avevi deciso di farli crescere?� chiese Eleusi.</p><p>Nihal abbass� la spada e guard� la donna. �Una volta avevo dei capelli lunghissimi, sai? Li ho tagliati la notte della mia prima battaglia.�</p><p>Eleusi non volle capire. �Che cosa vuoi dire? Che cosa c�entra questa storia?�</p><p>Nihal le sorrise dolcemente. �Lo sai, Eleusi. Non posso pi� restare qui. Devo tornare alla mia vita.�</p><p>La donna cerc� di reprimere le lacrime con la rabbia. Alz� la voce. �Perch�? Non stai bene qui? Forse � per la gente del villaggio? Si abitueranno a te, ci vuole solo tempo. Tu sei fatta per questa vita, e lo sai! Non puoi andartene!�</p><p>Nihal non aveva smesso di sorridere. Alz� la spada e la guard� brillare ai raggi della luna. �Ascoltami. L�altro giorno, quando l�ho impugnata, la spada mi ha parlato. Mi ha detto che devo seguirla, che devo fidarmi di lei, perch� il mio destino � in lei. Combattere � l�unica cosa che so fare.� Nihal fece una pausa. �� l�unica cosa che mi piace fare.�</p><p>La donna tacque: era proprio finita. Nihal era gi� lontana da lei, non le apparteneva pi�.</p><p>�Mi mancherai molto. Ti devo tanto. Se non fosse stato per te non so che fine avrei fatto� disse Nihal voltandosi verso di lei.</p><p>Eleusi continu� a guardare a terra. Le sue lacrime bucavano il tappeto di neve. �Mi hai fatto credere che la mia solitudine fosse finita, che saresti rimasta qui. L�hai fatto credere a me e a Jona. Ora che non ti serviamo pi� te ne vai.�</p><p>�Io non ti ho mai promesso che sarei restata� disse Nihal sottovoce.</p><p>�Ma me l�hai fatto credere in mille modi. Fa� quel che vuoi, va� via, va� a uccidere e a morire, se � solo questo desideri!� Eleusi si alz� e rientr� precipitosamente in casa.</p><p>Nihal ud� a lungo i suoi singhiozzi attraverso le pareti della casa.</p><empty-line/><p>Poco prima dell�alba fu pronta a partire. Prepar� il cavallo, raccolse le sue cose, si mise il mantello. Poi sal� nella stanzetta dove dormiva Jona. Il bambino respirava piano, a bocca aperta. Nihal lo scosse debolmente e lui apr� a fatica gli occhi assonnati.</p><p>�Che cosa c��?�</p><p>�Sono venuta a salutarti.�</p><p>Il bambino si tir� su di scatto. �Perch�?�</p><p>�Me ne vado, Jona.�</p><p>�No� piagnucol� lui. Due grosse lacrime gli scivolarono sulle guance.</p><p>�Non piangere, piccolo. Ci rivedremo. Io vado a �spadaccinare�, ma torner�. E allora ci sar� il tuo pap�, e io e lui insieme ti insegneremo a usare la spada. Devi solo avere un po� di pazienza.�</p><p>�Non andare via� disse Jona singhiozzando, e l�abbracci� forte.</p><p>Nihal lo aiut� a distendersi e lo copr�. �Devo andare. Tu bada alla mamma. Sei l�uomo di casa, giusto?� disse sforzandosi di sorridere.</p><p>Lo baci� sulla fronte. Poi corse via fino al suo cavallo, con il pianto di Jona ancora nelle orecchie, e lo spron� al galoppo.</p><empty-line/><p>La pietra correva avanti e indietro lungo la lama sprigionando piccole scintille. Gli piaceva affilarsi la spada da solo e ci si dedicava con tutto se stesso. Nonostante il rumore coprisse ogni altro suono, Ido sent� che era arrivato qualcuno. Alz� gli occhi.</p><p>Sul limitare della capanna c�era una figura minuta, vestita di nero, in attesa. Il cuore gli balz� in petto. Era contento, ma non volle darlo a vedere. Torn� al suo lavoro. �Allora?� chiese.</p><p>�Ho vissuto, come mi avevi chiesto.�</p><p>�Hai capito perch� combatti?�</p><p>�Non ne sono certa. Ora so cos�� la vita, so cos�� la pace, ma sento che devo combattere, che � l�unica cosa che posso fare. Non � la vendetta che mi spinge, ma qualcosa che ancora non capisco bene. Forse non ho ancora le idee abbastanza chiare per riprendere l�addestramento. Se non mi accetterai lo capir�, ma��</p><p>�Basta cos� la interruppe lo gnomo.</p><p>Nihal rest� sulla soglia a testa china. Aveva paura. In quegli istanti si giocava la sua vita.</p><p>Poi si accorse che Ido le si era avvicinato. �Oarf ti aspetta. Inizieremo l�addestramento domattina.�</p><p>La ragazza abbracci� il suo maestro. Rise. Era tornata.</p></section></section></body><binary id="cover" content-type="image/jpeg">/9j/2wBDAAUDBAQEAwUEBAQFBQUGBwwIBwcHBw8LCwkMEQ8SEhEPERETFhwXExQaFRERGCEYGh0dHx8fExciJCIeJBweHx7/2wBDAQUFBQcGBw4ICA4eFBEUHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh7/wAARCAMgAgQDASIAAhEBAxEB/8QAHAAAAAcBAQAAAAAAAAAAAAAAAAECAwQFBgcI/8QAYxAAAAUCAgQJBQwHAwgFCwQDAAECAwQFEQYSEyEiMQcUMkFCUVJhYiNxcoKSFSQzgZGhorGywtLwCBY0Q1PB0WNz4iU1RFSTlOHyF1Vkg/EmJzZWdISFo7PD0zdFRmUYZpX/xAAaAQACAwEBAAAAAAAAAAAAAAAAAgEDBAUG/8QAOBEAAgICAQMDAQYEBAYDAAAAAAIBAxESIQQiMRMyQVEFIzNCUmEUYnGCJDSxshVygZGS8MHR0v/aAAwDAQACEQMRAD8A4HMZXFmKjOGlRllUlaDulaVblEfOG7axp6nSkmRwWVE55NUqlufxmt6mvS6SfjT2RlkGdzuWsZlk2hqIwbThoMAJ5xIExtxLh2CraxAQpSFCa2olFmIxOcgJtYKjPNsmtpz9nc5XhV2gpwrBo0ZgMEF/W2Cn0wqon/OEIkol+NrouDO9/RULzCtRyPJaeRpDjo0akfxmFctPqiJiGm+5lRciIXpIy06SK5/FbVyS+IULxyDFc1yg+0GkbSTtqMOERlawIGA7yTEdR7xId5ZdVtYaSklkZluuLFEkjL3iZBfNvM2epK7bXZVzGIT2rcEZzy2DEmhmoTMaOQnYeQrI+XZc7foqFZyDDkKUaWUv/CZU5JRdtvteZIkS45W0re23ykK7QRlwUMpFAzJSerWAaTQWZxRJSGFSEXyNJ+MW1VsxWzRA6ty2vcYYekmm2UNOqXl37wzo82+591xrTp1UplgPS1mdrHm5hGcmSFbFzTl3h9bS3DJDSDUo+fqElmnJRZbt1OF0BctcC7Fa0UhwtJmWZ9Z84M2HHFbRGYuTZyldST8xc4jPIdtaxJL6g2omxXrYNBWWtBEGDWncSMqe0oSZBoTrUZKDSWXXjzWI08ylckhZ4ANLqdRWuYeQpwtWtF+YucSIsMlHZlJGnndUBKdjxCyIu6s+kK4JCadWyea5JP5xIaqkn93dPiMQG0m4edw9QdUpCLEjWIA0sCTTiZtIdQTqt4V7kRXzNxK06M9y95jIup27Gqx9wnQajLjamnTLLzGV7iwC3l0aQhOaO2amy6RkI6YkxBa0kki5xJp1akrdI5UnRoPpEX8heRojUstK1PQs+wXKP4hDIRkzzLkjWRkVuu1hPZccJKSUhZl1kYlyKVMsbjjKyLokrUIBRZqXNg1ERcpJDO3TLIyWYJid4dIRGXNH+0ux9joJd2hKLRmWdtez4hjamV8l6sOIMKDCFB0lCoBwg4gMEoOtmIkBwtZhxOoNpCyPWCQHDPUBe4LeQBBQFkBcIIwsgECiBkARAwAAwVgYAACBGYUYSAAucEoGRAlAASADIJMABmeoIMKMJAACAMAwAAAAJAABWYblk/E9x1WaeJzSUuSfLYd7Hx/aETFEUvJVqIzom5C1NyWUclh9PKLzK5afS8IpkqNKkqI7GWsbdD3ulR3au7bQO5I1Ya6ZL/dvpT1/4k84Y1KxhwfMFVOG7TKi9EeubhHctd0mnoqT4VJsoJI7CYLBJgmHDbcsfJCtVw24XMLIAsisotQZURkqwRT3rllVyhJcTziAI7LjseS2+z8I2q5DYGyVcofE4plpmsz8A+322RksvOJ+GppxpqIxuaNuQslx3v4L2vKfrayL1RU0DlW04ZKNZlYyOxkroh++q41FYwtVatMRWMPUmVJ4wtSJcZpu+geTbNfuO/zC7pXA7jeYXlYsOEk9/GZCS+zmDrTY/iChrVr8nN3l7JeIJePRoIh2FngGrxH74rdNZ9EnFfhCn+AKrHuxJBP02FJGpOhv/SZ/+I9LP5jiSyPnDSj2rEOt1DgHxk22a4j1NlkXMl80mfxKK3zjEYg4P8Z0M1Kn4dnJQX7xhs3kn7FxDdPavwXJ1FU/JRIe0OVSQZS1IZ0F8yEqzNp6hCW6ZlksZn3lYOMNqMrmQKl2C59R4jdkKu4fxByxJLKgtrqDiE5U5Elc+0HG27ndQ2ImpiyRiby7S7X+Yg9HhuPqyoRlb3mvrEmHHS+edZ+ST8/nFqlmzZJ1IItZJ7hYqiM2CGxEbQRJaSRHuUowo2GkKUSCuZb1nzCehs3DzJSSUlqMusSEQjM0m4gituR/UPpgr2KQ2VrLYuTfMo95iG9CU4qyUqM/m+MamRGJotu2vq5gyxAU4edeZpnq53PMJ1DYy5U22v8AaOj4fMkSCiMpLyu32OyNHIgNMMaZ3U32E9IZ471MzOxsxCP20/g+0CV1DYhVCWeVRmuzRlYlFylF1F3CFCirWnjMhJMoPU2nmIu8To8JUuatxOywR61nuQXZIOzmjyF1biIVlpXPub0IRsl84CUmTZLXqO27qExqKpks7h3We+/7tIZcsm6rZivYgagRmmNWZ01IRzFzqDji0kkktFltvMwFkoizrPOv5kiPmzKvuLqMTJMBk6RHaxmYkRZchh0nWjNtZclST1hhTRFtWO/N1ECNJEVtaj7gm5Opu6DihLrqY9VQRJPkrzC/chU6oHZl5aWj5Sm1Dkitky2viEyDUXmVGlpSyV2c9g0tBXqbmtYbjw2iU1GN3Sc+b/EM+5EksOkmNdJl0cw2GFcYMmkmJjJNudteXMr4xa1dlM0tMnRN+AkZlK9kN6cMRsy/JzYn5TB3yKy86VHcTGJyV2vv7IuJdNlpJRoQlCC51J1mKeYypBkt1CD79xjG1Klq2E5p5CtZbxJQrVcr/IKBia2g1IyrJHWoWkSSl22V0jLs3GWyllLNixSFFuDTarh0hQMKIKCEmHEFcABEQUQFgZEABRBRAJIKsFICBWCj3AgAEZBNgsAgANlqCTCzIJMgAJ3AjMBQQZgAMzBBNwdwAGCuDvqCTMAAAAAASYUjPWLKg1RymztKaTcYdTopDN7Jca6Se7zivA5wSWmixDT2lMtxmvfBoRxmnvZPhY/Tb9JOv5FdlIzJHfuGiocl15BU1t3RySXpKe8fQe7HmV9okiursY0q90mmtG3I+FY/1Z/pNfhDQaFbYhEYBlcNkYcQoWYAZM9E4kxYNL0iA1HiSJ8luLDYcfkuHZtpCbmpQ7dg3g+oGBKSWJeEGQy7LIrtQeUlCuzl/eH9EWpTNk/sU3XLWv8AMYzA3BniXFNpLTB0+BzyZCLZvRT0hu10rgo4P0kqtvlXqk1y46vKln/uuSXrDLY74V6vWiVDpKypFM3E22vbWXiP7qRzNRkajUozIz3mfOLIsoSMIuxRNF90976r+k71E4ZePpNNIpcanMtuG25pCzrbSr4N1PNlHOcQY2x6qqPUyqV2ZpEay4v5JNu0m2UY+mTnqVUSevpGjzIfR221b0/npZBtUxF4mo5tRUKeqlNb0sUyLblw+k16SRE3MxYnT1L5gzEybVpZZ3qhKc8S31KEMnZbJ6TjbpeIlqIWNTJ+ObsKdHehy9nybjeVSLpvu9AUUx7SbKNSEckGuvyPgtI2McWU5ZLiYnqaEluQchRp+Qaii8PWOKSZHLdhVRktWV9rKftJsOYvrudiK59wbjMqfVmMjJKesWLbZPhip6a1jMqehG8dcF3CARJxjQCpUt3/AEhJZtr+9Tte0kV2JuBF04vuvgmrJrFPXrbbW4nOou5SdlX0RyKOzpOUVklvV1jU4RxZW8LSiOjS1Mtmd3Gj1tuechtV4n3QYWrlfaxUSoD1PlORJcdbLzasqkLKxkoNsx+NO5OZHKHfItWwVwrQ+I1ZhNLrzZeTd3Ea/CrpeioYHFWCJ+G5ZszknxP93Jb5D3/HwhvT+fgRbuMY7jOMRjUi6CI0FrTm5w/xfSLSlu5rVqUo9yRKSwbrhKLZSnUhPULaBFS20ZfCKPWoN4HIbMEkkSeineXOYkPMkhKcpHnPkJPefpC14shCUna6t6iPmP8AoJFOglLdJR2JJnY1A1K9inpdFN3ysrb+yoTJEZmKWkdcLV8gvKhoYTFnf2bkN9pavwjD1Z1+sVHQpvo0Htr6KfD+fS6Ib2kL3FfJ0tbnnfVAa2zziFNTH0TaSK0Va7IR0nuz+fRGjqMJlJFTU+SaLXM9Xog6HTimSDrL5eRa1Q2/F2vMkGpMMU/ufxeOhq3vhRfJ3iE1T1vS1WTyCsNoqCs7umnM+8WVruLnDE+OmkwchJzPup2S57B/TF2MfNiZjOMkrny3V9Ypn4xKeNBa09BI1siG60xo7eUc23hWz2WqexpHNbrm7tf8wqZS1WMzKSSF5CIzO9j7jC4sM8inVpuktxi8g0dZGTj/AMI4V3L9HuEmYy0zFJ005GDPK01zrV/QLqPsZV5CjvYrECWhLDN1cpW4usXDcW7apDxkRt7y7IrXmluJU6vUkj2Qug2xXKSozLNbMrckLKOpJlcz2vmFlAimaTdU0aj6J9YS/quygyUvetX8gupJGOQd0EjkI5IuML192k1Bp5T7htXyGzr2kipNGo1tqMkHuVbeGSZzXSlKrnvLmMVM2o2ux3uFAo+JUcbdlm6yRbLSVZjIU9awrCjrN5uy08yEp2hgMEVyfRqg2UZtJpUe3pFah2WBiZqTT1uPNMNpItajb1H8YvR4sMzK6nL5jZqeNniRtsl4Tv8AKKOcw4y8eiJwy5iPXYdOr1TjyWUojvEypXmymMNV3qkh1ZLKK4wnmItfyhbIiB1ZivgVRaTJEgzM+sxoI7iXGszaiUk94w0qRde0nIfUJ9AqpxntC6q6Fbhz76/oaVg16UhxNy5ghpSVIStJZkn1GHE2PcMnjyMKIgoiAIgoiAACIHYKIgLBQEmQKwWZBICAjIFYGBcACAlQWYSYAG1BBhaggwAIMFcAwkxJIozCbgGYK4kAsxgArkADIGNIKIEDCloq9ua41kh1iq0sqwsi28rFXT0s3QkJ+94s/aGUE+gVL3LnpeWjSx3PJSWu20fKL6hMEQ2pWTWlxpq2l8pO7L0iCoceTMmMxIjC333l5EIQVzMxf12lkeibZLSkaFOQJH8Zj+H6Sez6fhHT+CyhU7A2D38fYlT75ea95smXISrk5fEv7Pxi+iveRrrvTXOCwpcCg8DeFyq1cIpmJZTeVppHN4S6kdpQ4rjLEtYxXWF1OqyjWszshpOpttPZIuYIxdiepYsrr9UqTxmtZ7DJcllPMkhUELbrotjC+COnpmqdn9w7nK5gEd0mY2fBzwZ13Gelmwiah07/AFiRmyrV4S5wxj3AdWwXJaZn6J1qT+zyG+R6PcYr/h2xt8Fn8Qm3p57iRwRs0mqY6psKuwWZUSTmbRpM2XS5dn7Pzj0DijEVC4P48RmNRNGictTbaIzSW2yUnoqV4h5eoUt2m1SHPbOy4kht1HpIVmHrrE1dg0zCasSyYhT4sdopjZIJJrt2k5vSHW6PhZ+pyftHO8Z9h5v4bnptVqkXFZ096EzOj6AycJXw6e/nzFlyq7hzN1eqw7VwhY1lY9w4T7GF5EWAxn0jhkpXK5Ks2W2/KOO0Kk1Wv1T3LosF2bMUvIhtBbvEo+Yu8YbMS3B0OnhpqjPB6I4CcF4apGA2sY1intTpclp2Xncbz6FpObZSntZEhye9wS49oE6oJQVGeiNmtb+iS06lPRPKn4VFxQcEmOKngSW9wfYvb8hGdW01IMvg8yvpNnmvfxCR+kBgaBTIpYko7PFCU+luZHb5G1yVJSOms4TiPHk4z99nLefacXI0rWZNnsEdkl1p7QmxY2k2Ee0I7Lec8mjRnVyh12l8Fr07AbVXgziemSC06Gm+SprpJzdr/lFVay3g12WIuNjn1NQolk42eRlg9jrWfV5h2fBmLo+JYZYYxbZzSF5KT2uylSuvxDk0RkyUbDpGhTGpZdnu84tEoMm1GnIRo3LULK3KHXJfYzwrMw5Ukxzb0kRxJLakdpPMXpCOx5JskmpKU8+bkmOgYKrEfF1Adw1XLHMaLyLjnKXl6XnSMTOpsyJVZMGWjITKsqS6+8WTAqMNNZpLyW0lc1nqF/GZbjsrM1EltJWcPv6i7xDhM8WSokkROGXlF86C6hBqk4pREw0eWK1yj51n/UKOVeIZjkqUlaCPOo7NN7zISaPDaixzdtyMy8/aV0zCafD0z+bf0VmjkoT1IFj5F09E18EWVHpqAoMVfFilq4v37afD4vDm+ykaJin6QkJSVmmizJEakxG3Jq78hbu2tH0S9VP0lKGqRFIoq0t8lWykXqIzYKFqEe3NWVk5fJF1JFIuKuTLVKdTnWrUyjvGtrajSg4qNnMVk25kdYpqoaqdFQaS99qTZouogwqmTrvkZOhL/vM/d+faEGNSc3v2R/7v4PF51DT02hGs80jeev1S6Su4P8QJ+R5HktZsnRzqy7Svs+j6ShTqWbGfZgtqbcfdOzDZ6z7R9wo32HJ89x002Q0Vr8yE/iGwnsuzHUU+Igktp1kfMXiV/IQajETEQmDFI1GrWvrUfWGlB9jH1JpClE02mzadaS7R9ahATCOS/ol6kEV3PN4fENNLiIi7Dhkt9zcXMn89QiOoOM3qRmWo7tke81do+oJKjKVVY8iWia7HIR+6SKyBDOUdzL3v2+0oW0WC/W6lomfKW+E8av6CfJTxd51lllqVKb1aBtfkmU9p1QzsWQVTsNJIJbhJbb5i6xHOOt9wktWQyXKVbWJx+UyOvO8cc6P8NHopEhol8u2ZfRHNut28G6qmY8golKb42glpsyWvWNDJWejS0zstEfJPcYZpMR5Z3WdjLmGlgwGsiTWglH3jLHVRV4L/AOFmz3GInSUGbiVllO1iSrcYpH5ak2SV0Fuse4dDxDhtiYhS2zyOcx8w5/WIEumyNDLazILWS+YaK+siwqs6NqyqqKEu2cbIr85CtXnSrMjeQsphEhWlbLyZ85CufUV8xGdhdPJRjBqcKVLS2ZUrb6jMahBX5tY5hFeWw8h9k7KIxvqNUUzIyXMxaQtSiGa1QLVIcJICE31h0kiiQEJSFZQqwFhBA2ognKHrAGQAGFJCLB5YbCkjZkCsFKBX1CYAaUQQoOqINqEkDJ7wkwtRBNhICDBBSghRiSQgAVwAEmSIgogLAwpIDBWBhRAGg6PwG0r9ZK8VLnMm7ToGWXfsOZtlPrfyCf0gcUvVzEaIsZ4yplMWprRFu0/SV7PJ9cbGlEng84DHZx2arFZ22+2hTqdn2W9r0hySQ97oU7TK+GP9pQjpp5nC7/z0hub7qpK/1eTN0/3lnqTzr7TK8+cbDgpw1FxVixilzqg1GjGedaDXlcct+7R3/wBRlZTBsPqaNRKsd0qLkqT0TDaH3oshuQw4pt1s8yVJOxkYzV4ieToWRLeD1Xwov4swxSadEwBTT4tpSbPRtJXxfopTl7J9oW+MKTQq5DosHGchkpGUskbjGRLzuXat0zGJ4HeFtNcQzQsWSNDUC/ZpPIQ94VdR/aF9ing2OscIMPE0isuuwiyuuMOcolJ5KUeEegWxroys7fsecZfRmUs7YX839TnXDNwdx8JJiVWkvO8SecyONubSmVb+V1coa3AfCnhOlcHdPg1+ZnltNrY4vojWrKXJ+jl5QzX6QWNY9UfZw3T39MxFczyHOjpeTlT6P8xxR1fKzDK1q12SqTk6FVLXUq1p2rH3DpTapSZtFpeHpDsWSwponJLiUZb8+VN/tjk3BliyqYSxQzXYPXkkR+i80rlJGfItM5l5i5Qnw0ZVZurcKvUmycjtTWkSi+ZPTRY+4J8S6Go1ZLLM2NkNHHIytKjw5k7Khh+GXhFg4s0VPoRPe5rK8/GD2NO50bJ7KbjkHwr/AJPd0f6i0jFpJDTR6m76/RGn1toxgypRq0NkucJ4em12oNU6nMm7JfPMZ9Ek9/hHpnCdJg4EwuspM8ia5ch9w+n4UipworCGFMBlV4M5Jx3E+UfvtvO9nL2/CORYxxvUMXVIyeM4kNv9nj9nxK6zyC5eyM/Jmn71oX8p0rhboFOfiliaK+wzfLpLcl/NyVJ7xyx53SvaIuhtKyBp2ozPcyNEfkOPoaz6FpStSCDEE7Ea7ZnVariuWyXIupfUyRLZqURdOPi7kc0rX4fCOsYqjliHDrNfppEh5vU74U9L2Ry6C1xRlJXzOnrMb3gqqhMvnSpD2dqbtIv2v8SfqF1ZXb8GKrE1qJ/k5o7uubzFe+y6eip0TYcPbcX/AAk85/nxCViKkv0nFMxl/wAqekVovR5SVewJdMZJiM9IP4Vz8/4gpYo572i0vi0LY6Jn1iRFbQiKhZoyr0alJT4fyr7Qrtcx9iO2Wwo8y/ChX5zeskW0jZjlbXp1pRk8Kc4aIAm0RBMnr5CUmpfeav8AhqF8hpZsNm5q0ZaRRH3f4dQqaVHU/kZ3Z1JccPwlrt/L4hY1WRp2HUMnY5DmjQXhLlGLCMEFpJO6Sov3JDpmrvyFuFFNSuo1AtnWlRoTbr3/AJ+MWmIpiI0BCUnZKEE0kvqDFKPi1PVLUjyzhJbaT1q6R/OXymDMCckuzDEUi+KQ59lIztSfNlTjKfXQXi5Lfn6ShenYy7m/ZW/2vMkRaDAak1O564kHM4451r5xOcje0fjwipFF0rpXlSV5lr8X+H8IqlQ+LMOzXdg0I2/Dl6I1VUIlEyl3W6e2vwdn8+sKSv6BRs0ljXk+E73dWz6uyLFgQy8eImQS50pBoZbI1OqLmtvbIZ+dGlVCUTMYiKTKOyD5mGusbPEy2qbTlQVrJLUcickLPq6KPOoY2K+9PUtxglR4yyvJe7Lf8MvOM11sKaa1n4JHvKhRm6ZC8s858K70l+EhTy335hnEJhqJFPbNhvn8SlCelh6dKIks8Wir3I/er8PoDZ4cwWbxkbzJ6PsdH/EOJ1fVK66qdbpel/MxhKdRnndzJuZ+3sp/xC9gUB0uWnP6Q6YVAbikXktwacgdabeccxmljowyr4MfFpq20EVhZtRzTbUL9MNBp3BtUci5hmhBvUKs29W4VVYpMeeybT7WZI1CmAytgNESRssnDsT4fk0pw7JM46uT3DLPt5VWLcPQtcpjc6Gpp1JGVtY4zimiOU6SpGUzbM9kx0KepzxJgvp+YMoZmhdi3GYuKDOXFlpK+oxVPJ1H3AMOGRpVfWQ2+YyZPB1WjytK1o+dP2BYjFYbmN6dlJnr3Zuq42jZrzGhZ7W4ldZDDK6hIuwFgqwSYggRYEe4LsEmEkkaUQbUH1bgyotYkBswQWYQYIAQsNK3B1QaWGIGzCQowkxMAJUEGHDCFCckiAAABIGTIGCIGEJgMWuEaQddxVTqSX+lyG21+jm2voipHSf0cYPGuElmSe6HHce+WyPvCypPUeFIubVGYtf0nqqTmI6Zh6OfkKdGJ31j/wCCU/KOUQn3I0hLqT1dIutI0HCpNOp8I9dmGd/fSkeq3sI+oZgPe+7zJHTrqkQWVYiE8xeL2FLh/fa+97Qz/KLXvF5TZFo5xnVZSNV2ldhXRWIVTjmSeMoTkM12eT2Hef2hUv1NatsVpatQ6dE4XcUlgleHtP5dWxx6/lSb7Pn7xzBwrB2Oqw6CWSkcFNlefJLec36733mK6Ss1GaUh51eodY4BuCxrEp/rHXSMqa1+zx+Tp1J3qPwhlWbH1gWy1aV2Y5pRKJVqpaPSaXOnL3noGVL+oW8/CGKadF0kjDtVYbLebkVwh33hTqNVjO07g/wPEQxPkNqcPQZGTYZT2T5r7Xsiuq3u/wAHeL4lZbYNGFVNMM1BpUtTmRxWyp3KrXm7+kNXpRBzp6ppPP8AFIm0Go0mlauY9QnwiNewXKUPSvCfwZ0jFsFyXBSzDq9syZCdRP8AhX+IecZcd6jLehS2tHKbNRPI6ScnKIS1egJdv5gEmUsyRT2zM0JO5lfVm7Qlx1JI82axpKxH3c6hVxTV8MZa1aiEwibuSVHZPKP4tyAiljE5N30ktWzfcXZR/wARcUtpJLS4RbJfB9yuv49wo0uEpRMkdsx5nO7wi8jqWhpKUlrtl83/AIbw6kQXGl5ZnyOT6QjMVNxFeYqbR2bguE4QiT5Wias2ezlskvrDMNlbmgQSsqSVdw1fn87ItEOr8LUNp92nVsvg3miT98hjr2jXdP0/55fsjcVH/KvBZAeI78Ty+pkUbY53UT4wZQi/d7C/Grer6H1iyzzkz0cLgscPpd4vLmvfCbSy9L8/ZFpObQp5pCP3aeT+e1+IMxWtKTUQvg86c/ooFhHtKn6mdy/J+Pt/zApaWsEyYefy6jPYLuK218grnjJDq3Mx5GWiJPeatavm1CUlZJdWZ7iIy+M9/wDIVNVdJqCrOrW4syzd29XyavlBMkFVUlrqNajRCPZz6Q+r86rizbmJXNShKfJxk5UF4vydvWIUEWTo0rm28svU2Xeeov6CyWXubEJ13W4jWf1n8+r5AnI2B2rSyjQyajJzPkrRIR2lHyfaVtC/pqGYkWNCSedqOWlkq7aj/wAYx9CM5FTOcettv9nLx7s3qoGkakcXb61mra71/wCH8ItQRixPXJ8rrd+Ef/vdyW0+iQpTe0NSeml5UoObSZOVpVdEvjUJip+hRMn3LRQS5HW7l+6gYlyrOs4RkTlP2cecPQdHTPq3fEnaV8ge2zRcjVrkrMQulV60puZKtT4is8oy/fvHuQXWRbhMbZelNIjtMEwyRkeiItfcg/rFRhOmLmKZeXdSCPyJHuUrnWfnHceD3CiFuFLktaVJckz51do+4h5/q+omTr00wvkjYBwHoyKZNL3yvcRjf+5jcYtw0LMYmyKxcwjzGrjBqXMxlJMYjSZWFTLiatw1rjCdoVktlJIUIZRdjMKjmRbhHcaO+4XL5ElIrZCyIzFOpdDEJTdhFkFYSnnBXyXdYWSxSO+6VjI9xjLYqgMzI60mgjXYXkl08plziqmOGpJ33hJ45g0wmYxJxeuwTiSlNmnUKdOypRGOiY1g6ZhUhCdtO/zDASk5XUkRby1jq9NbsuDl31ayWtFeyONme5RZfj5h0ilrU/CTpD8onWXmHK4CzJhXWR6h0DCknSETnVy/W/xCbo5wZzRAWB2BWGcgTYIUQcMJUQWSRkw2og6ZBtYgBswlQWe4IUJgBsw04HVBtZBiBowQUZBPOAAjDag6YbWJJGrABVgAwGSIGCIGEJgIyHZf0WW74irL1vg4aEe0v/CONjtX6KZkdWrl96mGT+RSv6jX0M/4hTP1/wCAxx6oOcYnyZHadNz2lCOFSk5JDiOpavrCRkwaYFNaHjKdNfRXTpO1lGwx09g9+spLCrMsqfxZCJKHc2ZZ9pN9rOnUMbYKbcUhZLQZkoj1GRhlbCwoT7skepwFQ5SmjVnRykOEWpaeshEvlSL8z47G4oo+ZRsH2Fc6PWGddva26w0VsX+4TZa1JQk9pSrEPdmG6czSKDBpUX4OLGJtPqpHhWKRrkZ+yRD3FgmtR8QYXp9WjmRk+wk1eFVrKL2rjqdDzscb7TnlThuJ69Ob/SfaeZvsSGIdi5kKbJKvtKULDh+iuYewnTqGzNqE1mdPfluvTJBLWnKlJJR6O0M7wwRnqJw3pqbdtt6PObv4cqftJMaD9KOSpdao8T9y00tz41Kt90P4yVV86L9cnXODqSuZgChSndpxyCg1+yOD/pG05MXhGJ1orccitvL8+tJ/OkegcCwFU/B1Jpy9TjUFpB+ll1jz1w/1xmoY/f0JktMJlMW/eWZRn8qhdfOV5Kujn73sMGTmj1b8nI9IHptGW+7mf6XY9URcy0eU0nrfWYXTkcYl3vqQkYjol1TtI02WUttw9n+o22J5GFcsL9XGXsjbXldJm5fx/ncMIy6bslJNma1lspV/MTag6mPEQwkiJataldwvWStoDkSjfesi+bNZJC7jeRLQ+u591PtihpvkSdqb37v4P7v4hOjm97nX/eyeX2vzyhCgdcwU4b/BFVrb2zd+6oc9jPkxI/jaP6b7qvulmHQeD9vR8ENWMztpNLr9lI56kryYZMl5FvSPGvtq5Ob7Sha/LRBRV8mtobSm4zsg9Rk3cu89RH9wS4Pkmor57kMKcMu9V0p+r5xGWSmYpNkeya0tt9+ozP7oW47liPJI9aFttl6JFm+svnDwPJMU5kURb1KNS7/UX1DM4vkoYYQy2epsya8+vX8yT+UWr8om3SK99GSreqRf8RjK5L4xLjJPWWnNZ+axfgV8oRmBVJ9KeI6iRfCk2v6Rf483sheMZ+jNphnypI5HjV/z7XxBGGSJpRvPaiQjV8Sbn+e8V76lvVNxR7ZIdyo8/J/xesoVFheUYzaj6Y96NhHq84kyJt9EXPy1/n5PkEBi7mj5my/P2S+cVZzbyJkt07NRtReNXR+8L9tSrXIMcVc/c9miRz8rKcyZOltKu6r2E5fjFXWj91azCokf9jpjeRzs6Xpfh+JYq1PvLxaZvHpOJR02PtKy3P2tlI12CKVmRmtn0i7rV2hzusv1WJwdfpen88mwwTRLvtFocnRR4UjuNFjNwobbfYGSwRDJnythsW1jiQ7N5NUlglYYlrIgwp+3OI8l+/OGyUuR5TtriknPbxMmSLGesUkx+9wSLC5Icp4rbxVyXt4XJd1bxVyXjMxWxpWA33yLnEJ5eYG4dwyvUKi5SBJXvFe+LJ9vMRiA+VjIgjmhSjqabkgjHNcQQjhTXGrai1o7yHTquVviGPxtGzRI063JPRr8w0dM+szBn6qrZdzLRdZW7hvMFHpWVEfNdJ/IMG1qI1F5iG2wMuyH0FvNVh0rPYcc17Z5klm5gFXuAgrhfcMuCRBkEKIOBKtwgBlRBpRB1QbUFkkbCFEHAkwQA0og0sPqIMuFqDEDRmEGFBKgAEZkG1mAq4QZhsEgADecABJlyBgAyEYCAh1f9GCWTeN5UfmlQFF6yVo/4jlA1nBFUjpHCJRZijs0p7QOeZzZ/mLembS1WE6hN0lCrxzD9z8XViJ/CnvJ+kKgdG/SFpBU/hDefLkz47cgvS3K+z84xuFqHMxHXY9HgG2Ul/Nk0irFspzHr9UTZXrYyAj7LDFWLXC9BnYjrjFIpzZqedO5qMtltPSUo+oHAwzWajWl0mnQX5UhLmSyEak96+z61x0SpyI3BlhZ6hwX0v4qnlabIb18Va7KVdf/ADdkFde3dPgLLOMR5G2cD4EkvP4Yh4tlOV5lpZ6TInimdPRzf4hyGpJySDU7rcI7L9LtCVz5r6ww+w+8Z6NpbhknMrIV8qe8Nun5VwNWrx5Yiwra+0Y6PwR8JUjBUooL7Jy6O6eeQ2jlIV2k/hGBiN5SNQcjo0rxkNVbTHgrdVsnDQejMfQsMcJ9Liz6LXY6Z7BkeiM0k/k6SMqrbXZ6IKu4dg4kxbTsQ4hel0uDAZInWqoppGk0W0nLlUfSVtDzsSkIVpUqMkdCx/OFxkOkhS1qWZHyrqMxs9fb4Mf8Pj5PQHCTwwQGKU7Ewo8bsu1uOfukF4esx54dlqlPrecMzJB51GfOYS+/pWzRexJPUE25HtZRVa7WRjBZXStfgcJbjp6Mm/V+shuU4Yhw+Cn9ZUuvvTHKhxSzReSJHPm6v+QYpKijldClKIkZ12K41XB/jGu4fJ1qE43IiyT8pDfRnZV6oFGch0dGgaOS4dkW1dxfnX8Yhk8uXJU8pJqSpVsvV3DolS4U9CWgLCGGu2572D0TGeC6wWTEeEmaYStRTadykK9H2u0L9VjzJXtP0MMR6Z9mGV3CbXpH+zpPzsizkP6VTLNrZ9hHx8pX56xOxBhT9VKnxUpvHKdLb0saR1sKFZDcOTLcqKWfJIRomkdvu+yIgnbY61UXjpHARLc55Wpv1nMv1JGOocLZabe6mEL9nN9sa7hXQUHCuGcOkWkdNaFOF2lE3k+tSlfEMvT3LPNpP+0dFzecFNXt2+pcOPpOLGNR6zWlResdjDSDUtK0X+EkHr9H/wAAw8klIiWPUlRfKRmZfZBwXknEQ4e8ycd9ozsGzwSRajKI3H3CPkoNNvSPUfyEoZAnFPyW9X7tReZRqL+RqFhV5C0Nzde04TRF3GSP63ESE0fH4fZU3pFeaxmKG8lqltJfyN8WSetSPtqy/YEeEaVIeeTuUvY+yX2fnFa9KUa33b682z5iTlL6zMWFMTlpzPVl+e9/u/OIUkmqcylob7JtLUrzWyp+YhQync8aK0XKlO6RZeEj1H84lz3VnxxTZ605W0/Fe/2hWSFp4y64jksMGhvzGR/zDMxC8EOIk3qlKd/1iRb1U7f8kJ+IdkwLAytoSZcgcvwezpVN3Lln+fujtuF2dG0ai5x5v7Qt+D0FC4Q29ISSGEkLTNZIqISjShJCbptVhmV8CSOOvHYRn3jsESHbCFIfFkMJIzNdIzMUsx21xKlumZnrFVJVe4JYiCE8u4gviS9chHUnMEmC5SKsC2rWHVtmQQZahIxBf2SMVsneLSQWoxVyt4qbk01FJVT1iixa1pMHS1/wXG1/SSn7wuqqYhKjcbotQiEnOo46lEnry7f3RKeck2eDnLKciU5t28bLASTtIVzm5chjjVmc7h0HAkfR0vTHvcVch2LeEOD8mjSmyUhfOBzeYFzjIQJUEqPUFGEK3AAaPeELDhhtYWSRtQTcKUEHuBACVGG17gpR6whR6gxAwveEhag2rUABKww4dg4pWsMuBiRvMABYAOBnQAAdghMBBbalIWlaTsaTIyCbAyK4WYyGTuXCugsZ8E1GxjGK8uGRJk+vsu/TSkcZpc6XTJrM2A8piSyrO24nek+sdU/R/r7KkVLBVUVeHUW1LaQfXls4n1kfZHPca0F/DOI5NHfSZkyd2nf4jZ8kxs6juVbYM1XbLJJoKrwtY2nQjjFOYime9yOySFn8f4RhFurWo3HFKW4Z3UszuZhYVFivy5LUSIy4/IdXkbbQVzUYzzZL+TQqQgqk06ZVp7ECCwqRKfVZttPOO0Gw1wY4NlO0Vil1mpsSGm66t1wjNlpX7tKewrk/nVSSji8FVA4lCs/i+e175c6MFpXRT4vz2Ryp5x15xS3HVKUpWZRme8a6/uf+b/QzT97OY8DtYfak1GSqJDbhNyXFGhhC8yWk9kBTRsMkki19L8IvuC+h/rDjmHDPUypzM73NJ2lfnvCOEiqsVvHtTmwktNRCcNtgmyypyp2c3rZc3rC5V+R9ucGbbazvZlfF3BL7qlqJtvVcbDg8oFOr3u81M0vvKlPTG9AvL5ROTf4dYxa1llUsitlE6kJO0iWi0hGVtx6j6w9ILQNmoy2rakjrnAbHTKwJWY9LpNMexG2tJtuSW0rztK2VFtcnpfKQ5bimlv0vEr9MffiPOtmk/ezmdGZSb5c3hDyuq7EK+zMp37gukU1/CNMmYecpdMpMfMWI48lrO8asvKzdn89HKOZ8ImGzwtiWWtLOjpstxTkI29tBsZtlKVeyKfg9xNLwdVmp0YtM25sSo6z2HW+yOu1eTh9NJZYqHvnBFU/ZZe9dJfPoeFOb2doaJbeDNC+m+TgSlKdkOW5SlaxMQekkpbtdtsyO3R8QtcY4OmYPqLrcvy7buuNJa1oeLtCvgd/pH90U8miXVvBqsdYsfrpMEbLUVpmMhqPHb5KE/n6he8B9HOr16Jcrw4Hvtz0uj86vmHOJjhqNZEVzcWloh3mhkng14JFTnztWKilOjR/aK5KfV3i5G2KbYxgyvC3XfdLHpIjqM001Cmi8Kk3NX0g0hWRxbe/I3kv18n+gymEzORKZkPu+VNLhmvt7W2YvzcQvLn/e7QlW2nJGuC3kOZImcv3bbii9kvxCPBWXEWkFuJhpIRU3SbpqlGeoo+Y/ohijLzU5sz3mlBfIkwxHyZ6sqzuvo51qIi9rKJOYmmM38JhJfMQiyzJyTm7Djij8xFm+sgJZmpmxH8In8R/yFM+S74K19z323FLfa/xmrX9Qu4sm0BnL+8NSi9q38xmDeL3bN0z1E0a/pEf8zFtDXY4DN7k0eVXykYhZGYU4/mdcSe5LyVfOkxCM7Uw186kOH7Jmn7wU8rK46R6rruXyqL7oJBEuDHSXJ0S0n8bif6CGBTU4IjeTj+ikdkoCD0ZDk2C95eDZ9nZHY8PoLREPK2dz5O7P4ReR9weMjMEwgSUthijYrn7GQrpCVHewvlxL8wjPQzvuEgZmQ2sV77ar7hpprBI3kKqWptKdxBoUJYz8lOqwRGaNR2D8hSbmQdgJIkmswROBxLzBJauYqX0mSjT1jRTMhskKOWac+oMSpWyC2TM+YU888t1ELSSds2vnFNU3PJKFbGqsoqkvNv5gijSENSkrUercYjT3datYjRlGhzXuEFxl6xTuLYocp7XwaTuhfhHTabDREiMMI5DaBTzIDUmpx5/7xaEt/n1RoklZuw3eptg4dq6tgMAAAKUhKDagpW8JUABtQaUHVGG1BSRpYQYWYbUYIAbUEGFLMIVuDECFGGVmFqMNOCYJG1GG1ncGoJEgJsABcANgDOBRbgkwpITJIfMDTv3AFuC0l3CAJEGXIgzWJ0NxTMmO4lxpxO9JkO5YpgxuFXg6i16ltF7vU8rLYLn7SPvJHByGo4O8XTMG11Exs9JEdMkyY/8AET+Ihp6e1U4s8SVW1y/t90GWWlSFGlRGRkdjSY2XBHiemYZrzjlTjbEls2ky0ozORr9JKfzuG14T8GRsS0n9dcF2lFJ8pJjN8pXaUlPX2kjiy+YxDq3T2THkEdeoWJiSRVZByKnLe070rSOKWT7/ACndreoQl/4lB8twQ2k5DiUJb0jrp2JPa7CAUL3bFrRwdJwO6WGuDCvYyUXvuWXuZTu3tcpX56hzVryTJqVvMtY6LwwP+5LVFwQw4aypMZDkwrbC33OV+L4xzV9zMej8Q6Vka8GOuNu76nQOBI71LFDZf+rkv7v4jHOmE5zNS9Scw6HwF66zihX/APrkv7Sf+A50tec0IRqSawr+2Bl/Fk23BHiBuh48hPvnaLIzRJP925sn85pFVjKgHhrGdUpJ3Ntpy7Jnztq2kfMZDOGZq1J1GRjrWPIz2MsGYXxXT4z0uWlPuZN0e2tbjfJVlT8fykGXkie05ga9s+7ZT3DY8GGK2aMbtArrOnw5UNUts/3av4ifEMKtSkvGk7kaTusuoSUpUrJ1KyqMLDajsux0vFFaLD9OqOA3uJ1+mnlOmyTc1xc3odkuj90YV1WjNCLXzqurvEeHk8o6fIRyBquDDBVVxlVCM06KC2d5Eg9yS7KfGG2mZwLMLWm0yX/Apgsq5UW6/UdVLpa9IZnyFuJ3J8yeUoVvC5i08S4vNLD1qRAb0cYu32letl9ka/hLxdAp1LcwLhM9DDitqRJU3z+DN9pQ4tJd0rrui+DzJDO0RGsFdcNY3qTJrcIW4ih/+xUnJ2fKZRaG5tNrPkJjqV9L/CK7DPksPs/3X+IS76SLfl+9FJ+iLVCSbX1GdKfSR7mEJ+yG6G5emMHfej7gYrL/APklS/4jKfnyhqhuGUZLX8NklfQIgwsQVxqPTSS/snPlyqCNIriTTh8zZEXn2i+8G5TuWS54y+7f+YQ26SoTbfZM/nFcl0KU7xWnOnfnSgvMpH9RYUeUTiVOGd9nN8xf0FXOM0rzdlSb+pf+gTQ39GakHuIr/EWr+YoVuS3Xgtak77xcklvS6kviPMf8w7GUlMFCb60vKR/MQ5CiXT3WOs7fHZVvqDMR1Zt6z/eJP49ZGHYRfJ0bCBWmqR/bK+sdxw415NHn/mOEYOezVG/9uPQGFEaSO2oebZPvGOzt91Besx+chKYiKJWZWsSIqCbQal5TFRWMSsRlKbjtKdcLop3BoXBQsfUs5Btx0KU6tDZW3mYyldxNTYuZGm0p+AUuI6nW6iRkZHFaPmLWYw1WglpD0r5rO2vMdhDTKl1awxb4gxolu5pM9H4c1/sjISsbw8pqS+rfyTSq4zuJotPI1GRr0vMolnYYiU0+lRmTyj85mK9pNi9Mp1aNjGLLUaVEScusu8XdNxCxKbu2oi1/OOGNJd0hKS6ZGnf3i+pNR4m482tZ5TTdPnF0iNQdk45pNgQ3VFrVcZqkVB03idQ75DJlaQL1xSDLLmFZXrggzHTtuFHUnroUQtqktKLlm1WGXnyEpbUZmFg0KU85zyiiuGFvoa8o4uxEQrJ89ZSFZSuRmIimpUhKlLvkMNqBscP1eO7K4v2OSNMkYHClFnE+26fIX2VjfJ1FYX1+DmdYvdkWAEEYUQcxiVGEqClkEGABCiDStQdWeoR3FBSRKjDSjBmYbWeoMQEowhR6gSj1hBmABKwyow6ow0oSSNqDagtRhtRhgE3ACQBOAKEKTuBAyCkik7wsglAWQiQDBWBgyIGANZwd46qOEJ5E2fGae4vy8Q+SsusuyodExNgmgcINL/WTAjzLE213Yq9hK1d6eif0VfSHE1JLUJ1ArlWw9UCn0qa4w4R2PXdKy6lJ6QvrvmE0ecwZ7KI9T1EjuIVVgTKXOchT4r0aS2dlNupymQrilvQ5JS4rujdbPOhaOUhXQMd3h47wLj2L7k45gM02ajU3KIsqUr7l8pv1tkZ3GHAVWmk+6OF6gxWoTuvRqNKXcvcrkn9Ea16Zojt5E/iF/NwYLFGLq9iiPEbrklmUuKSiQ9oUpcVm7aitm5BCgz/CK6xIrdJqlFfU3V6dKgu9l1Bl84gkfR6xOzfJcqQbfgjxLRsM1qpyK9xniUumOxD4ujMrMtSf5koZ3ELVDarhtYcelu040XbXIypd5O1mt4xR3Nx/88kSGvhDWvtZg2ezUjTnIuPqTnP8kNNhvHWI8OUSTT6NN4rGkPaVZILaLXayT5hlT/Z0o7QNaHHPItoUvsZSuoLtC+QZcjjanJGmlyF53n3DNS9yhJNS05SLXm2SG0wbwUYzrzEf/JvufFPe/LPJ828dFTQ+DXg2TxiqyU1qsNchskJNV/C1yS9JQuWhm8FbdQqTiOTK8HPBdVK3Gal1kyplGLyhmrU68nu7JeJQtse8I8CkUw8MYFLQxI+p2S3z+Fr7yhi+E7hSruK1OR0HxGkFqKM1qz+mfP8AZGKJzkI8QGsVPZAi0tZ+KWaXSTBlLUrbcXcUrDpqPLzrcEhxxSmVovrI1CJT7Lmso58xGKYfJs1OlUZFqIwk+yZBUIyOOsr7ycL6wKMeenNlzJJR/P8A8AzBL3uhV+UpR/MNiyYmCnKvSmU85N5fohFKXeTM/u7/AHfvBN9LGYRzKXb7P9RFojl3HFdtn76f6Agkjz12NHWZ/MSTL+YjsKTZKL8pSrBdUSaZbR8xpXb5UiBGWeVpfUsVOxaijNR2iPziBFWROEQsJmv2hUH5KTl5tZfGM7NyX6l0bhE25c+YlH+fjDKVaMnC7rn5vzYISekbSZ9NFjDaVmrJfeq5H5vyQszwV/Jt8HSiKpme4jWSh6Mw7PQ3GbVm1ZCMh5Qo81Uacy5mskysY7ZgzECXWGiWq5Wyjg3LrYdWtd0wdeVNeltmk7tNdV9YgPvxoiVE2giPtHvFK7XGm05kqsM5XcRoTmVnPzhWaRUrmSxxFV2yJRpWRn3jAV6sKUZmlVlecVOJMVttms0uEXiWqw59VcXsurUSHNIrrQVwkKznQqrVYNBUJGdVzMU0twlaiGccxCpZ7lF5xKptSJ9dlLSXnE6YLldS2iayFpDYbU6kzTqsK5nK2ZW5xa07Mux94WZwOxdwFZCLKVkpFrGmGksxkdjDNLjE6SStbrEuVENpvPbUQmTLHBVVeYZt2Jesxl6i6patGS9XWLKpKWRKzarjHVWqojpUglWc6xKB+8k9iLHJ3O4rMrvE5JtbkkgvMY57JrUhy5E4Zn3BhuqymVXNS036zF/pTEEeop3HC6M6TWo9SRYHvGZ4Op65tHUdyuhWVWUaQTUusHN6tssGDBGoFmFhjAtQaUYWoNqEAJUdw0srhazDajEEjag0oOKDShJAhQQYWoIAA2oNLMPLDCw0EiFEGzDphpZhsANgAACQKIgpO4JC07hWSGneFBJbwst4MgGQWkISHEgAMErUFkEO7gRIFXPXrX41C2w7jLE2FjL3Dq78ZBfuTPO37J7Io3y8qSeorCPKVpFKT2jJI2K2BWXPk7ZTeHxb7HE8U4XjVRpe9TJZf/lqzJMTPd7gFr56afSTo5u/2DjX/wBHMkcHc1F41K2QbvQJI1fxP1Mv8LHxwdzLBvATKO7GMXo1+bjqP/uNgzwPwJM/CY3fMv8A25n7iBwppJqcO5J8mEuLzGeotoN/ER+kb+GmfljvJs/o/wBHs4p96pmXWt937OVINfDJgrDurB2D0o6nFE2x9nMoxwZwyKNYjtlC2eb0hHr/AEgP4VZ8vsdKxlwr4vrzbqePe58ZaMuhiFkt8e8YZLimmlqWozWq11Gd84jPG468212PrCpisxIa6KbWPqFTTkvSvHAUCFMqM5qFT4ciXMePybbKMylKvm3CXMpFWpTht1KnTIa+qSypq3tDpv6MUA/dCu4gtc4DaWGj7Bu/4E/SHTzxUck+J1SMxMK9lokFmHK6rrvSf0zt9J9mN1NXqL4PKspdjMJpG1VUDvWM+DzBNTjvTIWlo8voEjaYzeYcWZpr9LxEqK8Vjb3OdExsqv3+DDd0zUziTbUZVqSs+pCi+dQbpas1MaMz1kay+YKpGqlrLrv+fnEKlKUcAyI+S44OqpyWG6coyiJT0mH/APEX0rhk1lGXsnsrXf61fyDkLVMlEW5RpWXxH/xEKWRlCK+9KyL5Lp/kYWZGgerOpDLhHuOxfGV/5CrYVklqZtqJOZIs5Zk/RlGXKRrL4iFO4vy7DyekkyFVpdWJmr5Pn1ivlFtn8omTi1up6izEIUlV8qutFxSXkhlfkrdRBBHbOXdcgxEXfVfeQWpVlEDYVlJLqiSlBkZ2SrWNthmrKjoSSVbO8hhuWyu/REqPKWxG2VaiLUOb1S950uibg6bNxHo2Nb3zjC1LEkqovONQSN3R8t01WaL1hmJ9SVL+FePRl0OksT6DAqtV1F5GIf7vRp1jMtePk1TZqVVYfhE974mKnSObLyBRvTHku2JCUlzEjcNXXsIzqHI0U6O80y78E4bakoXuvlV0suZIzXuPM4xYmXTLrHQSiPqVzLN4EtR3JDjRNOXWsxOeiyoT2ZTd1pGho+GS0SdTulM0e1mGl4R6NFhzEuFyDJKFr7IOspanGfkaFxOTPxnyeabUWrUNThxsnVEneMxApz7aijuFZSR0bB9Hc8maU3M945cQXs+FyaOhwSVlsQuZVGU+0TaEncX2G6MhCEna6ucbil0Fs2icWkiIxalZge7uweWeE6CugQX5LjZkR7JekocOmSHpLp6Re/a+Me4+GLApVvC1QgtJu4ptRoX2XE60fSHjCBFhIbfRJ0zT6TSSOz4sw0dOuhM2ep5IEFK3nktkVzVqF1WaetzDsd61sruQTaExCiGTzO09uLtZhpMUMEzhhmEXwuk43MPsZtSUjf1HZVn5+pay8YEcExtMwcpny8ykfzG8uOS0KUcF9tSD3Hcx1KM+UiO28jcpNxkZcQcq33D+YHcNZgojCFQaghRhxYZWYggQowhW4GoNqMACTO4bUFhCgAICVagajsG1GABC1BozClhszDQSJUYaUHFBtQcBq4AFgAAU6QZbwSQohXIBgyICwUW4BIZBaAggtAggWQS4VyCiIEoEElHIL3wruMRDvpi9YSpd0ynC7w06m1j5xrWSBstSkdwWatlKuzcNGesLRraMg4BoVaIpztGIybqXlD0nYZQ11bxHSqz1w4El9Wz8QehkSkZz8wiuqLInvDyTNEMiLeZgGHs2eU47zBt1WkWowTarM37QJO8LLDqncehuBGMdJ4ETmFy6tVXFedpOUv5KGkxLS2KZh9vjf7UZZ1udhW8JwTEaZwHgOmH/AASeP17ufzD/AAqm7KPQ/u+QPN3xvcz/AF4PV9O3p0In9xzM8WcUPLUdbR6ie7Pp/iGZxWbKqyw8yZGRi9Xh12el110vezHLGJqBtNTm4LR/BnsDT0v4sGXrO6mYNKweSA5fmM/uisiP6JclsuZ8j9q4mtKzQnyPmMj+yKNbmWRIV1rT82YendjyRKjuk1VjaVyTPZDUg/IONn0Hvr3CPUF7bDxHY0kHHHSWtw+ZZJX8aRD+CFCiuZ4LjXSNs0n50ioSrZZQfXlT8YnwlaOU+2Z682cvMotYgTS0RJ623NQpeeDRULlFyTPs2MQHbaJvuzkJ8pV27/EK53UhCe9QqyX44IzKzS4fhEt1J5yv1CCnlqMXE1rIllfabIV7DMvIiLc0rv0i/mJtKQ06lTa95nb8+0IsOxpMuohMoKSVOSi29f8AQZup4U09NGsmpo+C4DzTan21ldRmrKqw21HoMCChtxha06NJ5SWjN9kP0aOZobSW8XqYj7Z3WRZRgV5k0WNEGU4RYE6uxobLDzTxwV+Tbcf8kjtbJ7hjToOJmT/zQXY5aco6dPzZzM2/MoUc6zrljSfiUNtHWWUrqhbVjUoaLR6vDnNzKvxVrR/AWlJ+Uwxiy9X3utudvY2cotXyj88fSeHMK2W29JImiMkEo7ETYru6hrm2YbMbZgjwENyX2GGG8+iQlF+vvHZsI0jisdrV6axk+D3D2je0plyOmOnU9vR6gix8mLqXz2ltSo+4iGxprGVCfMM9Qm8zo1sVNk2GhODIQK1E0rBpIeLP0jcF/q5iwqmyg+LVVRrWdtSXy5Xtcr2h7lkIuQ5dw3YNjYtwhLgoQRyCRpIx21k6XJ/D6wrs4gupbWTxbTGltqQtp00rSdyUXMYu61pW8PuG67czy5/aFRBS8wtTD7WjdaOy0dJKkC9cUUtji3g+cJnEnRsWZTgzMNVzJY6DhCYblOSyre2di8wwDrKoktxkysW5A02FpBJfIiOyXE/IY6LTspwX84NvcGe8R2Xc6bHqUnlB01XPzjPjAo6o9QZWFcwbWI8AJUYbMwpRhszEAJCFGFhtYkBtW8IUoLUYaWYAEK3htQWZhBhoASEqMKMw2YkBGUgAWsAAFOkgpIBEDIVEiiB2BEFgICC0hJBRAAcIwSgRGFcwmAKGpFllOH1mG3uSR+ESasjUlXWYiOnfKnuF9ckjJ83eFM3yEXeFLTZCVdQDO9J94tWCBuYrO6ZiOrUu3cHX7mpduiYZXvuGAMzMyDzy7aNPUQjpPaSXeFPq2zBksUkJP3vbshTatQjkvySu8wpCtdu4I08lq+49aYd/zJg/+zpTC/8A5Y0eJqSiSyy44okpdO5GfMMZgWbx3C2F3v8A+uyf7PY/kLjhOqsiLGhR0KNJKRv6hwIiO7P1O+27TXr+k5/wn4kRBhOUCkWOx+VUXOOPttKVPJxd83MobXESUqcU4W0tWs1dYzjrRRY5uOctzkJDI2rwRbX90xbRVGpmSnraL6kiiknlKT13JXzmLWnO5oy1lztpP+QqHdqS8g+dtz5tY9M55OBcvykRsy7KrBtlzMlJ+EMG+Zw2O5ak/MG23MriU81g0twEKPOrNuah3tNGk/5BuqFmUgy3LQZ/GCePM4kj51WIHKVmgtH0k3L5DFLcwaa4wMvquyr0kmXyCDIM9/UJcg/e6DLrTf2REe5BeYV+ILojmBlos6jLw3+caOcyaqTFctuQkZ+IViLvT/Mbg4xO4fcMi+DZbWQytbrMF/p7Qxm2W8raz60KMWeFWzVU0GRXsr8/UIhJyx1EfMSiF7gFrPKWu17KL7P+IR1c6JMyP0kbsdToO1Ib9EbJtslMpIY2iHlfbLuG0hkZtJHPrga73ECXDSszuQp5VGSZGZGNK/qPLe4hvEZ6hdqVozL5M4ukR0t7abmEQ6U2t4koaF8thSxYU2ARbZqsYFUZrSTSIhR2spC+gtiCym1iFpETrLWLDMxoKIyaTuQ0kU9QoqMeVJEY0ENOq9hYgsceB/Q3ayimqsUzIyIhoE7hFlNkrWBx1PF36ReEDomKDrzDBlFqfLsWyT3P7XK9oc4pj9nNY9scJWGWK/h+ZSpSSs+nUq18quiY8bV6kT8PV2TSp7Jk+wepfRWnorSMli5jB063zGCHiWOStHIQWu1xFpEjQSW78k/rGgejcZoiu2jaGYWk0baebWOj0zb1xJxbl1smDoUJy7RObzTqV3idzCloLpLQRHuU2SiFshWu3cFaOSqPEDpq1BBmBcIUYiQAoNhSjDZmIAJWoIUFqDagANqDKzDijDKzAAgz1gj3BKgWYOAZhKgdwhRgAQZgBJmAACsIKIEDIVEhkFXCSBgIFEYUW8IIKIwAKIHzBNwZGJySQqmnNGy9abGKbXpNYvpic0dQpX05XEF1i2olhb2qIyXUuxhKdVj6zEiQj3sora06w0lGkYPL0SzELNxSM9c3194jK3GJpkRvF3hh1qzikh9sgRr2IjBKVa/eFLTa6eoIVvSCBlFJVYgtpesMXsFtHYwFuTt/AriHSUIqdfytOfz5O22veX1je4zX+slJ4zT1ktTfN0h52wLWnKHiBqV+7V5Nz0R3hKSQgqpSlmhLmsy6I4vUfdzn6ne6KfVTX9Jzmc6vKZGWshlKqtZrO5js8gsNV5LhVOG7T5WfbcY6fxDnnCLhlqmsNzKZLOfA5GdbeVWYU1tg0WeCip0i8NJdQZUdqoae0Yh0x68Z0uyQeeX/AJRZX1qSPRVttCnlLF1aSM0u8VxrsGSgSV5siuyYaNWVS/ElX1htLljyl1kGzkUmr2lEXUrMHHv2Qi683zhtrWtPmDiizNtp77BCxSM9rbNHxiE/yPOJRru56piOsrpb9IhU7cGlVyw/SWtI82R8nMOkR4lqLo/4inGvz8gxGF4ukkN26R/8w6YZWo6C/wC0ZvpDn3zlsm+pe05uorJMu8arg4jGTJun0nFJSMvUCyyXvApRDoGBW8lDjHbeSj+kLetnKYKukXWDT0u/HUl3jfwyLQp8wwtHQZzCOw2sRZ5LDDXHBN/uHHUXO4j6LMu9hNymYU22VxfBRMjDMYs1xLQnKDS3Y7hDy7GLMFYttdj1iZGkFpC1ilU+adZmHaW4cialJHziIYaV+DfUZ3PYhqoJmSdwpaHAShlKuewvo9kpsLFnIsrpzJIUGXz1Bp+UlBmRLKwpqhX4kYjNxxs/TMSzQoKrMPVJtt1tdhxHhqwmxXYBrZtx+NmNlzt9aR0SqYqYyL0Zjn1drulkFr5zzjKzbGla5XycOozRnCeQreR2MviGTqLJtPKT0c5jZ0hRKU4vtq3DN15vyqrc7ihu6We0xdTH3jZJeF5PkW/ArL7X/KNPfmGKw05Y5JeskbJLhZSV3B3gzDhmG1GCNVwgzCAGpQQZ6wSlAiMACzMIUAoyCVHqEQA04YjLPWHlmGV2ExACFnqDRq1hSwgyDAHmCFKBHqCVGAAgAWYAAEIGW4EDLcKiQA7ggAAKBkEkDIACwZBJBRAAQ6RGk09YpKgk0JSfOgrfOL4yufmFbU2TNWbmWLK3yOONZH2Uq7af5CFBu26ppfMJNJKzZIPoFYKqLGV7So59Zic8ikCW2bSyUfXvAcQbiCWfPuMSXk6Vi5Fe28Mw1kRm0vWR7u4PsQQ5DZG3ct5CIpJ/GLd+PkPM3tJ5+4QpDW1q3HuMOjgQFlYwM1iDjzZkGSAWD7bg7DwLYnQaCos1wlGvU3c9xDjjSBf0VL0Z9uUwZocQd0mQyXrEwa+maYY9EYxpLS+LtR0kk1bjLrFCTJlTpVHqTOkjP7JH0iEegYpOqQmUvLvIb1GNFGSUiMo1jhPHeegh8pg4bUKN7jznSblIkMvnsH0/WFe+d1tK7CxsuEOHxdSXEdsYhZmaVF8Y9F0dmynnOvTWzBHfMk5j6nDINI1KMKlEZoLvUag0o9tHekazGWMdWsg6lVsl+0YitK2k94dWqyzLsq+sIXIpHPeu3NcIWez5gSjtmEqlR+NSWkHuUM1jc4N9SGrwbF1k74fu/wCIbWYm1IfLwijojWiirc5COSkXVYXo6asutA50PsbddYOaTCNTqllylLM/pDp9Bb4tBbjdhCU/eHN4bemnR0nuUsk29YdQglZohZ1b+Cnpy+oKbvXGuhp2RmcPN7OYaiHusKEjEFV/uJSEncSEoIiEdtWsPkeq4v8ABmCcURJFZOdMi1GJjyt4pKi6olGHiSVXJHlyybQrVczF5wdtcZqjek71DJ5HpUpLTRXuN9QIh0km3uxlzrFaxMzkubVF0OmMrJCbmK+pVlpg7X1jKV7EjUVnU90BwHhQ4QsYzqu5TaDpYLSOW+hHlF+bsifVgFpaycSdyxfjWPBaNpc6OyZ7yW8khzyRXvdJ/JEqcV1SuZt4lGOO0vClTkylTalJN6SvlKWrSKV8Y3FAoNIpTyJ8hpTslPJNRa0jI7MdCutYNM9JdbT5Q9sZLEFTdbpslSllnWnIgvGreCxbidmL5NrykhfIR0U+NQwzs1+atCnFnkSozt4wVwN4LWkFZNuqwp6wX7QXOlwW0IzJojLnMVdVPXLI+dZfUOtRxBwOpnexiro7hImKQfS1DZQ13jIIYNSjalIWXOoiG1inZJl1JJQusgzEu4QtQBqDS1CmADNQTmDalGEkZmJJgcNYJS9QZNVglSrkJAJbmsNqVcJUesIMwZIDUYTmBKMEJAJSg2owat4QowAJzGAE5gADDZgAXAMVEBc4MAgDMBAZbwYSFAANIXYISF3EkhhqQ3pU5Q4QCTASQ4qchmg+YSDK+8FIRZRLTzhZbyEjRJEUzonblyV7xDlsJZd0jesj3i1Wq5JJRbxHeazJMi1kDbImRhtWdHh5wh5lJo1EEozR3siuSe4Si1l5wxJVrj2KxJECQwZHciGgIjzHqEabGNaboLXYNsMvgrorVzI7ayGpo7SFNJUpOsxU0FnSKyKLaIxsqdA0aCOwy3MdDpl4IZtuRZCHIyjbWk7koj5xssJ4satxWoG3HkdDPyXRTyomZq+QUcyNfoayGGa9vk6lbGi4QFJlRFmRlsdQ5yZeRMWEhDtshun6OYQTLyQ6XQ9q6nK+0vdkhPllNpPZbuGjLkH1h+SV5DnUlvKG8upvzDcYFFtnZxsu8PKVd9RdrWI6fhC8JhxZ2cNXhFbQWqRlqutR33DQYcj2VpTLVYZ1tGZxKd+Yxt6Izo2CO176hjuY6VS8mrphXbbaLruYaxpI0MFxKT5er4xJoyTMzUe5OoZ/GkolvNsX3K1jJWveaLI7SDheOb1diJ6rqMdGiFZki8Rn84xmAWDcqb0q2y0k0kNrG6Ke4xHUT3C0QarD6fepC+jFkIUtGLLHSRC7a3CE8GSz3EhBBzNZNghGogq4sjkqI8lRkkxTPoU4oyFu/dRmQKLENa9ZCzTJMPqOYXpGRwn3CuY2ZMtra0biNRkIFNYSgiQRi1JNiLWG4wUS2zGUreFHZaj4u5YjGee4PrXW6WZQ6ijUZCQTRrKyk6hXNasaVvZJOSHhtLZWQ0Q5pih04tbdgNdBG2PTkilIUR5GjHEKnh6+Op5PM70JWj6f9As16wXUXbMcNqTbvGz0l/WD8ZsiQN1wu4Ydp3Fqg0z72c2c/iGJaIyQIkv2yWkbUynzCsqxbDpF0iSLJrUyk/CIE5GbOnrsNtPtOHb+Kxm5x2eX3GVhrYrhm2yvwkQyFQK0hxPUNNCc8g18Qtn2FZbkog04oNkswSlXFZAFqBZ9QZUesAlAAcUog2swlSgkz1AgmQGEGDCVbwxASggyClbgi4kAlBtQUowlQCYGwAAAEjdwYQDIxUKKIGE3AuJJFAyCbhRCADIKCQZiQDBcwHOCMGQFK1psYSVwLmYIwEgVr3gEmxXuB1gagEEaW1pGjMuUQYhuKzJJW8hMUVzERxvRvKUkTBI8tWsrAHqymEq1HcucGdwDwXOG6aTjpPEViUY2ZRkoskuoRMGwFOUdpy2uxmLomuc9+4Y7mydOjhSOpnM1YUlTg6lK8Q1Bt7NhBnskaDIZobBpRjBzWcuY7c4rGGDW2o+oxpqqwSWlGIUOKXE3V9Rjp9BG2xg+0W9pm32TLSuW3mGHUGlpo7dMiGgeikdPJVtazSK2ayRNtF1LMdHU5qvyVhanT8SjBua1Nl1nYKdTlkKT1JzBs1e+I/pChjSoqmIvJa1X1jew2TbjtJLfe4yNCZzyknb95YbU7JJKS5hzL27jrVlxBXo4jjl9ww1af4zVVHvLmGlmSiYpme+/UM5TI6pU5CTK+kVb5wVecljm7whC4nRTWZbTx3FwyXlEmQcJom2Uxy1E0VvmCYRXXr6xmdt2FU1tJ+ASLlvkihp6rNpF3HVshkkyOSCUYWRhklaw6gXqUtI421c7iwhtpSe4MskWUP6QkJF6FDST2XEoPUJ7L2ctRDJu1JKD5Qs6NN03S1AYsRTTxGVKVrFsyyhCbq1DOzcQUylQ9JKlNto9Mcv4QeGDSk7Dph2Lr7YJaF8ltVL3e06NjPHlHojamW3iff7CRx6Tj5L1SObMhlv2NAjkjmdfxM684S5Lus+8VEastmhxandQzNbLSdOvoqq1N9wk43mYkZRTWYrEaEhWZOzc1f0GCLbQhSOcQ3qxpXdR5MgnU9HvZpZ+kI4iYwRakVrMwSSUI8lJZiPvDxKLcGXSuWbvG6Dzhl6t+3OF3i+p53jt9xChq3+cDPvF1BV73Iha/gCxJZAjVqEclGDUrUKiBZrCcx3DdwCUABZqB31BsjB31AAVcIUesAzCTMNkAKPUEXBmYSJJgBhCwswhRiCRAAAAkBm4ARcHcVEYFXAIwVwC3gAWQUQQFJAAot4MJCiASGYIHYEABIMwDBAIFWIFcgQITABKMrhp0LWGXBOQEkZ2t1BWs7eYIvY1d+sOp1qJJbz1AnwWR7jtuC6aaMJxHLb2gqTEyKMjLnGsw7B0OFoLRlujoP5hVVRneZEMFp0KihU3rIQpzW8WbhWMQppbJjL+c1KZWttoKOayEJKFHRnUmdsytYsq2k1JaatvUIMsrU08p2znqHb+zpyjMc3r/dBHlpJMRjwlmP2RR1BPvRJ9oki6qqssRR9SD+uwpa0om46S9EiHQeTn1RmCkqGyp1XaSRCOq+kaPsh+raiQntGA23mylbmGayDdSuC+oTeUityjWNQtNy1bxnKGm2VRazSsXk6TokKJO+9z7vEOTdy+DsUr2wxWYgev5Jn4JGx/3nP7IuMDRfL6V31PVGbLy8nRFuQf/wAw946BR4aI5Ejspyhm7YwHyXEhZKM7BVPKzgjoLVmMSYp2WRjKJpwaGGvKkhbR13LeM9Ec12uLSM7zXF0RwZX8lugyuJTZX1irac7xPZcsRaxapS3knIVlTcQqtOQy1c1EQORJShFrkMhiOS5IVomzMOzZgRa9pM/ifG8anv6NxxJmR7ucxSyeGYoTRMQY2s95rWZGNZS+CLD1cfKbXEyn1dBCHVIL48uobCk8GmCcNLKVDpTGk6S3UaXKCupvJpmyr2HAJuJMXYiM3VU+qSdJ00R3FJDtJwDwhVo4y0UvibMjkOS3Ut339G+bm6h3rFGIm4896ShCUrtbOorZ+SafppT7IycrExtswW25ukOAjKjw7RitsRPJuq9Royhi/wDosgxpWgqdWdlOrbU4zo/JIeVvJPSUWrN6wYruAqGUV0qYe7y7HlFZlp7KtvekXVbqj0yRcz9DtdtIrHJT2lzGeWxm5l+YVy3JeixjJzubSTp8/wAnyNl1PSSoahZqOGh0zJGk+sJns6WSSeW64RkSQKqlMeQiJc1E2WT1hZXyxj61ta5I5nrCXD1ArhC1DScHBRVdOaQhR9NwxY01zyOU+YQ6unUhRcy8wcgK5upVjFjcwBZZtYCj1Bsz1gzPUEyGAwRgiMBR6gZAIlA8wb5wdwBgWagVwm4I1BoAUYK4SagWYSAozCFAjUEmoBIMwAIAADO4GCAuKxpDAI9YK4ISKOXCkhog4gQQLCkmE3AAAu4SZgXBGAAArgGCuAAXBGC1gjMABKCFFcLBGQYBreoTKUzp6pEYIrm44kvnEQuXYaHg4jFLxlT0KK5JcuBp4HX3HpdprR01loi5KMnzDPVZoiNRdVhqnEloEkM3ViO6u8YrDoVyZd1O8QZidQs30HmMV00hkY1qZis6nkH4/uqFROeshpHeLStHtEfU590Z+c5c0H1Ds9C3BzeuXuG609ePlI95JL6Qqq8eZxpv+0MPz1Gp9lu+7KK6puGuWnw6/nG1mM1akKqLI5TSeZKdYkwjJWc+dKRXPHpJaj84nRlElLquuyRmubg3UIX1BWSWVLPfmC6pINttJGd1OK/KRBpayQwevpXAcUqTJvzGdiHObusk6df4alzhOP5Q3FFckfWNk2vZtcZmiloGCbLeYuG37GWsUu20jqnaXBObJBxh2yhXtvXIg4h7aC4IL+K9ZW8WcZ+3OM7Hd1lrFgy4ZmRXDw2DM68mgbfuZaxI42aU6jFK07bXcKU/bnFisZGr5JkmWpV9YYgsk7IzL1iIS8x7xMiu6Mrc4bOQ11k0zE0mW9giIQ59UcyqK+o+cVS31EVzMxAnvqyGRc4s2wVpVyRKzUULzJeLMXWMrMdpyrnlMj6xaVGPIk7Le/qFcvCk+TtGvKXUKWeWOhVCqVbtTpyTMk6f5RFXKir5Jv3PvDlQw+9GJZqLd3irZQaJKEKt8ojwXF7F0cZpco29yL/GM884tx03FuZ1uqzKFlXHnG224yVbk5l+YUi16xfWuIOP1dmzYHTUG1KCTUEKULTNgamIzsqTzmYixF7bZ8yiP5RMM76xAQnRuGjsqM0hlAsyMKuGmzuQMj1hQkXzgGYK4SAUUZgjMECPeJIDuEmYBghIAuCMEAZicgAEZgXBCQCAAABgkZIGEJMLIxWNIYMFcGAXAYWkIIwogEDhGAEkFCQAAYTmANQggBhJmAagkzASGYK4SAAAzBGCBGAAXG64Co3GMYkv+E2tQwZjrv6PUG8ifOIuSlLeYK0cFtXvO0rLYGdqydpY0S+SKKqlrMZbDYnkykhNrkK2SkW00rOWFZJ32GdjYvgx1f2SX/eq+oZWoHmWr+7/AKjWYr1syPAtp37v3RiZJ+UdMdLo/ODH1XjI3NdLjil33HYhUy13kKDs1wzUkyPpCFLUZO5u7WNjzwUr8SJv5W4nFsR0H3iuSd3CLrE1xd0Gnsim2OIL6p7ZJUVR6LKQsINmzIz3iDBbUlq584k3O5DE3ZxB06vaXzckjIjuJrMm5FY9wzSHVJ2TMSY8lSecUa85Lo8GqYkmZbxIQ6Rne4zbEu3SE5iUSucTrgRpNJGftvFjGlJLeMyzI1ic1ITYJgrZS/4zr3hxDuYVDbtzExlzcGiSplLNpRdYnR05ucV8dJqsYtIaMpCxeCloHHG1ZdwZRCW6vWnULFpHaMS2EIIysLcQZtpWAqdS20ERmkri0Uw0lFjSQaS4lKd4ZfklbeGnBXy8mdxHBTtOt2Iy3l3Dm1XioKoIWkrXPUOmViSk2zIz121jndXMlzG+oj1DNPB0KY4M1XHb1WUjoNK0fsitUYU+5necX2lrUGFGNixwclu5gzPmCVGEmrWCMxECh5rBmQnyyVdoObwFWUV+yHAW2oLMNpKwMzARIslAGoIuAAQXcEYIAwAGCMAgRhiAAAgRgJAYFwRgEQYAAAACSSMkLINpMLIxUOL1AyCLgyMBGBRBRGEXB3AKLzAGowi4O4CA7gXCfjAuAgMwRgGYSYkkAABhBmAAwAVwAAAejeBKk+5+A471vKS1qd+6POjLS3ZLTLacylqsRD2BSITdNodOp7Za48ZDZ+wEaC6odVuFPVE6xblrEGpIFNntNamNqZWcuKeYesXtXTY1CinFqIxijiDUpmsQbTd+0k21fn5RzqoXStJdarDpFd/ZHBziq8pfnG7opzkz9X7VKh9VlpvziPK1O5D5yuHphbZEXOVyEeYu+ie7spjoN4yZk84G2Du6nu3CchOZ1KS5z1iFbI5m7hY0pOkkkfxim1u001LzqW6kZUkSS3A8hag8hB21hRN6xzN8+TsKpHy31hTabCTorcwPQGH2BkG0llElp/LzBxuNfeQmRaYp49RAj9yhhpiT1CY1LNG4yuKuutM01k3nVmm3MQyreKnm3TMmM6CPn3h4r2jtKvU18nTok2x7e8xbRpKDMtY5pTsWQXS8vdlXeL+n1dl/WxJSvzGKtbFnkfaGOhxpKLWuLFia2grXIYFmoqSZbQnR6kSjsZidhWq2N0moJPnDzc8usYtuU6fSEhMp3tCyHKmok2fHkmnlCNJnJItahmTluW5ZhtyQpSdaguxHoSPVmfmbWlJ676hlKs8Udlx9Z2VbYITanPajkanT3DE1ypOTpJkVybLkkJVdpyRZZ6a6kVR6zMJNYbJV9W9YdU04j4Rs0ekQ07QcvVhASq/MLGgU9dVq8enN6lOr2ldSC3jrMbDtKbp3FI8NhCS/erRZXrBGbBbXXucVIwojGvxNRYrRmRN+wnKMlJZVGc0R+cLXbEzgazp2rXYSQWHaZAnVN3RwIy3z8JCZPw/WoTekfgPEnu2hZtBTqzeCrBhOsjsZAB4KZFBRBABCQFgjA5gRiSAAgAAEgAAAMgEiQAAA2AIZKMGSgRWA1CkcdIwoj1hsj1BSD1hoIkcBkCBXAKKACbggBgUDCTBXEhgUYSCuCO4AwGZhJgGAIkIAQBgXCFKAObzgNo3u7wkQGnCuxGSuS6n0eT9JSR6jlNFpdw4z+iPR80is1twuSgoyFfSV90d0lsc4TA9fkoTTl1huYzpGdKXMJb6bJMg1EcSq7KgjGgwtbb8odtxDP1EjJkj7xssQxiadUVtQx9T+BV3axhfybK/Bm6sRmws+ew5xWk6KQ4RbkqHR6irM2su4c9xJYpiz5j3jT0k5Yr6jiDOuJM0qTzpVlEdGRRqSW5Osy6xKlEaDSrmtY/OIaj0cglp3K5h1Z5MScCjI3FWIW2HSJMhTZ9QrG0mh0zI9kyuQsaXduW06e4z194yX8xg10e7JfkkPtN6ghos2shNbRqTqHLiTsCUM3D7bOsOsI3iQ2i6i1B1cWRyHCI1XPcLhllLbRkQjxkWIiE1wySyXWYYyMxy/hbeJtTLJHrdUR/Gn8kMM2RmNNwmunJxLob6mEpP1lfkhRR2xur4UzN7hrRarhSG12uRmR8wsY8YjM0q5KtwecjWMk21pBM4G1ILc6rMHdqS9q6z/AKiY1Xq+ktcg9XXlBoi3UebZQrUfcoLXBMrFvC7RILmCZDxvXmC5LKyLtIFoxwj1fLZUGIZ9yVF94UJU5ay1GtJ94S9TXSRtpQsvHqFU6D8mtTwiSjLXS4/+0UIp43qMx/Q6JuN2MlxlVtLQdm1LM+kR7gGNvm5a8ufsqDREisxoJMh9887zq3T8RhnnCqepxZLJaEZ0bKg5Mj2K5coO1kROIM9fTMy7MW1Jgk0WlcMtIrUfcHJMRx3WhJmZGGaVLJ5pK1HvKyu4x0LCdPZkU5EtZEo72HPmJduTqLrTXlTKcHzfFceU/S9NC0o9LRqHW6lGbcZz8hfKHM8UNFSqgUqLy2HNKkdHp0pM6C282vM261mSLM7RgxxXCvtBicQIJa1ptcYbEbeRCV23DqVejIQ0pzLvGHxHD01OUsi3CuI0aJNsL6lbKafASWmcIw9EVjXmcd8SswfqZ6Rk9IfJFDwdT9JhpgnOgahqfcxibhyfMd0vHo8pvbz5U6Pn9bNlFrtmTLWuqqYCs0snGHJLTW3ys/aGVPeOhR0kbUqO5vIjUkc/kpNL7ifEYu6ZuMSZ/tGqFbZRJA7ggVhrOXgXcFcJ+MAgAGYMtwSYMEAGDMJBGYYAXACbgCQIZGDuCsDFA4ogpJhsjCiMTAD2bUBmDdwLgyQOZgRqCLgBZ5JF5gLhBgEoMRgWYLNYHfUGlnrEhgcuEqMJzAjUIySHmCTuCsLPDlNcq+IIVKbLbkvJbCgesf0dKKVM4L4Rul5WSanl+v8AkhuZCNVg9QafHp1HjQGNTLDCWk+qEyA2CxShmo32FFIWph/OQ0s5NlGM/UkEajFLl0EDEhIfjlIRrSWoxz2rKM9KguYhtDkZTchOayXrSMfWmzRIX3jGxuo8GXmXyr6rDn2KNUxRcxjoc5NjWnmsOfYhsqSoj7WoX9DOWKur4Uq3WeMU9WT4VJZi7+sUyzspJHz7hcxFmg1EXKQrV3kIlYYQSzca5J609w6kmJfAwWtBH1CxIyQhpRcwrm9adXOJCXPJkR9EUtGTSk6xk1dP22SV1i2aTsJFVQizQUGLppGwQ4ts4OxV4HmUajDzSbLSAwnUHEo8okKgMTmEXUHJlktJDaVZFEQaq75MxHHD5iGmJwYjjGKXeM4nnPJ1lpiL5A5TGDW4RmQhxbyHXX1b3HFLF/SkEb6UkXMNs9pVAtpCNI4t3ZbZTr9L/l+6Gre+NM77Hh/P4Q+otKaCNrR5z0p+LsX/AD0Q9b18nR7QRVwKzCCZTaxlcz3GAkjIzz8pOo1dfeH78/g8n/NP3gNA8ZNO/Bu509PLnurk/nqFipBW1kyRzUfWGTTmXqIzMXDUKS04olwGniXtJWayJKS6tyh03CfAviytGTxqapMUyvxiS3kb9Xaur1Uh4rgra2TjK46lFtoUZc5FvFlQ8F4pxMlbdIwvVags9STZYNSFedV8qfjHqvC/A9gfDPvmpabE9WZLSaJzyLHK5SW1HmV9MdAgYkiw4eaIiOUJrITMWGwphDfK+Ey58onOpTtLHk6q8DWK8NRL1WZTyqBRuMORtpOfN0UL5Lqk9Lk5fEMM4ecencT4yeqmJiOpcXaYZdS25yU6kqzJay5jy7XK0hoUfRy7xzvh7h0c40WtxKJKhzJUi2kZYZaiLQeY+Snn8WbmGRsNyb6HmMLJxqlPkzKcjHqudx1bABvrgvsleyiujuMchnJWl1D6Csbarn3kO6cHqWTobclHKWVxTPk1PiI1KTGERXFl6v5CVwUVHTQnae6flIythPhF3iOIl2Ku5Fr+MYHB7/uZjeOe7T5o6/u/SCLHOQhdowdJrTOdm3aMYqfGz055u3JJQ3THvyQ8w095UmFPelbo/MYxs19bE1BJXmaVe/cCV4yNW3fqc2wlVDgqk0pR2cbdUaE9pKtodPjVxJU3QcU0hSMq3PL5fuqHGMZRDZxS62Vy7yBw5tca1NzXNH2VJQf8hc1Eu8tElc2IvDHRq5VadFU48w062hJXUbz6VEXspSMLpFyWjmFzr2vCIMh43f8AOMvSdjpfZF3R0RJNPklFcvkRmUjLZabDTVX6fBk6hvUjBAPzgBJgGLjmirkAGyPWF8wj5FADBABwDMECPcEXAAu4ATcASBHCQABQOGQMgkASAu4Fwi4O4WQFZgLhNwLiMgLIwdw2ZgyMSAu+oNqBmYIwAGAE3AAAY61+i1RFVThEVOcTdqmxlLv/AGiisn7/ALI5MPVP6KVEKnYGcqzibPVKSo79baNSfnzAyTB2VZ2asIDhaxJfXrEYzudg/ksggTiuQpZSNZi/lo1GKWWmxilx1MRidlbZk8jl77jLVSST7BOH8IWpRDoNbZJ1lSbEY5lXyOG8pw9bV7GYx3QdChtyqqGtpSi6hzjFJZH1OFvc8p8f5+sdIe20qT1jBYpZJKkuK5KfJn5/zl+UW9F+KL1f4ZQ5zym6jenV5yCEZJCFp3FuPzg2U5XNHzcwZTeNIO/wa9R93UOx8HNUQyjRu5Fbr2C5CMt7ayTrP0Q9JazGRlyk7ldYVIT5BKy594zt2zk0r3Gkw5+wpIuYaBtOzqFLhhF4Da7dGwvY3IynzDh2/iMden8NR+OnWJBltpMMsnuDzh2TcV/EEz8gccLTXFHjedo6JK/usvtbInuubdxisf6eWUZpn4PTa19nsfWN1fdJms7VyZ6M3YhbQU+Rc1ayaV9LZ+8K6O2ojNK9laTsouoxZR1mgjNKlpvlSsyO2wpaUn9oaCj4Jr69M45Ky20rlrdnKV//ALgJkyJVw3IMiuy0d2yeUtPrEn+gmx2GmmdI70EZsnaUvkEHwUsNx2GTktMm+ZNHto5OpRfi/GOscGnBpIlpZqdTkpjxndbbjzfllo7TbfZy9JVkeIc1h0SQ+T0njGl8/s5U/ns9IdBwvjqt/qg7RIuETnswcjdQqHGta2XFKSnZUXMlOVJZsvrB9imTvWF8P4OoJMT48QpD7zvkp8skcvwqVs6u0RH6Y1y5UKs1Io9PqSZstn9q0WlW236TiVklP51DgLmO4tRqMKmHHqrEdKUR2ilHk5Kfg1KTrSlBJ5kfSD2G6i3S6C3Rk1tqOzNNx1qMmSvI2tX8RxWbMna9LZyp6hXFv7FfpnRK3UafHW+/KwwUORDPRE4daUhbqFdJvQrWZZi5j2syvWGeRJxHimrsYIof+SkqzyZbzexoGE7Kkpy8lV1Ja7ez2eXANM+PxioSqmVVdai8Yba0eh0Xksrezt7TmjUpKc2VKU5QzwZ44h4QxjUlVBJy25cNjJI5ybLb/wDup+YIk7tC/Bbr6cfzFviLB0GikcJiFEWhpGU3Ftm44o+vMr+g5PjXCqpNDe0K1NuRTU/ZB7C9nXs/hHSMf8IXu2o+Js2Z6HaUMZFqZqamOq1RjSe/w/8AgGtfgfpomH5OVw6Oc1hzUvIN5weTeJ0B2G7vh5kL9HlEKHCJvSES4jFtGw0bzy+ll2UgMG9Cr2idOzUjYX6QyNB1F7joFRtMw/GmJec8pmz9HIoc3r5OstlUWtUmG4lZ+LJtDcQHv8jusluJaVl9hYz9ZImlm678E4WiWEIXg1WGZrSqo1LPkOpStC+0lX/iKvE0HbcRbbQeXOMLgbFzDC24Ug/2U1ob6OdrNs5Rpq9jCntJN9Jkdy/fuZ/o7IsaJSMRIvO20HOOEJSfd/TIsSlFrIxntM86e/yfY5KRIqstysVA30Ep1KdxJLWFJpM8+TT5B+mnL9odClZiOTFc0S3BGF7gVpbteVHTuchyEH/slK+6GY9AqLheVKOz6a7/AGcw2OEqHCpSFP6d2XMcaWjstIT2U94sZsFJjj6gR7wZ7/jCbhTJIZAwkATBWKIwDMJIGZiQCMwAAAEiQAAAYAjgAgYoLAAXBAAIDuBcJuBcACgCMJuASgYAcAIwgjBkesQAo94HMBe4IzAAYASFEJAW2hTjqW0kZmasqSIe6eD6lIomBqNTC1LZipz+ceSeBehHiDhFpkUyuy0vTv8AoJ2vtZR7Nc2SIi3EWUOnnJKhPr2glvWYjrXcOw1ZlAktDqCcqDGXnvZXDGhrjySYWZmREjlmOU4uxP8ACNUvymTev8Iq1GgvalKaSwrSOEnvMxznE0mC48tkpLJXLlG4MhiGtVh59275tteDaV+IY+fMeTtLceXm6JhWQ0qbmE+y0fFjeI+wtHZFHjFn97+7c5f5/PJGMkS3k+UbcNNuYWJYk43A0MvynYX0kiuE1GsbYgvsquay1G185BD6EuNEot9tZCYg9IgnEa1p1kXWQgyD0DxGnWhzn6h01k5wmOsybNs9rLuMOHY2jb69fmERRGh65HsHrMPqO6cyNwqsLFY2WE7cRaTzWsLtpBpXYZzB7maGyXUsa40EZkscS5cvJ3K2xWNMJuRBcvUjUDY1KMFL+CMVrHEEtJVvrypUd9YiaBLkU2nSuTm8LePMpKeczDl7GXUOn00YnMnL6+z8pnZMCx6F62lyestv8aRGsTBPX6tjsry6y+ykaOZH4wixKyuEeZs7bjFVIbWskkpCEO5suXsq7Poq+16QtsjAU2bTgr45GtrSc7qSUnzdL60iwS8XEIZfvbuL9W1k/fFbGcNDejMtbCzbP0V8n6kCQtGSTH9BH/1HRCjMp0KlPwShO2LXm3L2t/KUMuWJKzhOc9PgGeSpR9HLgFmTpGUrzJ0nZVfL7WUJp7qEszG1yTjZ0ISl7V5PM8hCj1+BSg5WHyn6CNqfN2Vo3Hm/4LLaV5fjU8nN/dpDLBQx0I6vhubJS/SYLlRh1On8WlOqhKdejHmS4lSUlmNKiUnL0+UMxVqxWKItMdicU1gz4u1dL3k2c2ZSUuZOmpW/aV0Rg8ZRX31xSitGpxKVmVivbcL2rcK79XlRXMTUwydZZJr3svIhHRz6NOU/UzJ9ILNZKnaKDUSXhuW40bLzkh0nzlnmyaVO1kTm15SbZba9VXaDeO8N8aQlvDxaae2TqoOk5EhDalZk+ulSf9mkc3TW8PUSIVSp+I+OQTzcWiuu517XKVxdKlE2rler0jULyJwt4fOqacp+gap8VCWnNC4rSmaszmVNu5Ja8oq0wWbC6ZxybHznhxedeo1+6rOiL6Wf2hiuEqtSojDEU5DKTv8AAxsykZE9HN0vi2fEY003hYgUijGULBUF+UdzW660wks19WZSUaRXyjjuJa/U8SVlyr1Z4n5bh21FZDaeyguikXrBXEm0w/U0xpyZDZ+TfRo1fzFxiBXuhSlvtatGjOS+zkHNqXLXHbMlmZozXL+Ys6liK0WyeNyshdNzYQMzVz8G9bFaO401NxzxInGXemW3sZkqFVijFb1Qj2Zed18jyeiaR/xGdPXB43bymTOv0r5RXoelErMl9RH1GQ0LR+5U9/7FjCpjbhoQZ5zXvE42qLE+Gejn2OkK1dRkSGshpbaTlyrUhO0YaNCUpIiLUQs0KfUNAVfhFuXIcb7CCypDR19tv4Knmf8AeOZfsikLcDby31htID1WLssUOFugR/8AaqGkw1XGJ1MmvKZ4vIjqIlJzZkrSolFfu3DnruRKRpqOz7m4acv8LM21+FPJQXzgZRSBcJMFcGAxAAAABBWAEZg7gjMNAAuCMC4IBIYAIASBEIzCs2oNkYO4zwWCjMFcJAuJwQKuCuE3BiQFGYSACuABRmFEYbMGR6goDhKCiDRBaDAA5vAIJ3BxpJrUSSLWZ6geAPRX6JdF0NKqtfUW065xVsz50p2l/SUj2R26QvYtcZXgroxYewFSYCSs4bWlc71LLMr7QupL+0ZBixVA64HFS2YUZciQokNITZSj5hEgsTJzuSJEcfy615eiXWOd4+q8+TiA6VLhP06E2WdtmQWU3T7QQZmwFi3Eb9YUbRK0UDoIvyxj26hBlk6mISloYVkX5PZzdx9IPGc33QeZehNMw28ujc0mZTyufVzEIr9QSR5SWsuggiLaWruFhWrbGcOhvZjbemuuFe7kh/Kn5RElUJl1l11n9m/jyPJJP1f+UaSRrktMvM+W/dw+j6Sz/PhGsoGCJE5JzZxaRPQW59xHQFTNg1rycKqUWmlqbnU+/gJSU/LmFGiPo3jZWg0rI7WMeo52EqM4xoZTal5+5I5pjXgvOGycmhq41HRrOH00/wB32QquX6nLox6E9HzdEKfLPq5+iCWgzcUky18nN0vW8QaNRqI0Hs5dXnGutjDYuBKisaSPnCklkJRAnTJSNXK3AmjzmRHyi1GGYVTT4NcutpvxmNqWorDnuEnTRUmUeIdAMcbqlw52OmbasVaykqLrDdTVliLPzgyVrsGayrLTnFClOZLPkpdJmWarauYLzd4Z0S22089gLncdevEKcLqNmsyxIzCLOYKQkzWWZJpyuF2iDmYBR2FhWrayUbBWqBsvFn0jeRf9qnoufWlXiMN6jZsXwsZCkLL5DT95QmVuMchrIW8uR+AVflno7sthn4L9o7eb839XOKMm9W2jJYxnibSvLqunLlPk20if5A475lUItnmvh30ehmQz+ExBjqN81mrVsWzFuvb+oSl50jJ7Q6PwL6Civsn8phlghiwrhm6bVlW2Ns8mb5uV7ImYvjTZ9HpUZ6NAlk01+0lJadX7SU6XL6SlCsq+ilMRndE443yvJ8pIdxDxA4sF1JyDPRbijJR7StnN64aSF5jJiZEJ1h9wsxJ2uQQUSMzTyTK2yOh+59Pg4evxiEpUrWZcWSb5eHMrUkvRSr0hht09xovEj0Uh9iDVIQmRESS0ktDqNZGMxIhcTmmwojyK1pV3C1pVVS0yTMhNnSO6O9IgVGSt5/Osyymq1uoLtBC1v8i4jKFIcYsSUJLyZdaecvVCuKkpSmjI1klO4+wCZzm0k207batpX57QmSH9aX0kROlqylzn2Q0DT9JHTKExTdK89ZrZ8Sl36Irkoojj2dT8ki6rCfKYKbTT0Wrpo9IvyoZw069Z6w0BBfvRaW8Vo8hhk/TV/MR/ceWZ3YkR3i9MVBkoJPOW4zL4xOALdyk1JP8Aoi1eitIS3Takr/Q3PXWJWEWaqcpl+I8bbTeXjC3PgjT6I1lSqrJyNAwyR+AuV/wCNOCVXYztPoTLL5PVB7SOI2yY6KfSWJ9ZJ04aFXKylXD0OnvOum67fZ6HRSDr7WjiIRfkpuM0W5mDQ1OK2M/YAEANOcnHDCQAR7xMEAuCMwLgriYJDuCMwVwVwAHmACQAARrgjMEZhN9YqwWi7gXCbgXAKKuBcIBkABQAIt4MAACkhIWgKAqwNBA+ewOwgBSRqeCmle7WOKVBtdvTpNfopGWSOz/owUn3/Ua06XwCNEj0lf4RJK8noVxxJ3ycgy1CufzLcIiPWrUQXpPJjO4tqxQYTjLbnvl1Fm7dHxCIL47TH8KNarFUWVCw/Vn6bT4up9yMdjlL6SlK/hp5Ce0LGdiZMajYbwFwj1KPOqstlbhvt/DRiVsxsqv4na5KVcnlcqlpy2qcbch2KUo2P3Pb6hhMdw/dRVWq9TM3JkjbU4vktp7KfAnk+INMixGxoMZlIw0ZM1R43oh/szjf79PR+Pwivpnki91JjWlqMn9mY6LafzylCViV9+RwQ4TKsk8/P42zodLtryZXvuqjesoaDBWGHps9l6ZfSbKMnRQnqCTYWrWXXBhhI5Ekp1SI5Jb3l/xVfhHUJLSUt5SIituF1RaVFgUttlouQkVs9syWZAxwIzbNkyNSbzKuYpHlaN077hqaq1e5kM1UW7DHYptrOfcIeB2K4l2ZRyaaqRa1kWyl30vGOKVFlyMtbbrRtyGzs4hZa0H1K7h6YdcyKMyIYThKwuzXkFPhNk1VEFtKvYni6ld/eLKLteJCynY4uaiPWjcXKCTWd9IjeW4ByO62+tRZ0uI+EQveSgjx9IdNWyYmXBZ0l80z23i5ZbSR0iNIS9FadSdyUm45LGeUhaFJ5bS7/EOg4elEuOSEnsKLMj0RzuuTHJv6Ri6vlXbnUIuLF2w5KP8Asg/fM3bppEKv++KFLR1tKsMimliuwzOck01vto2VC0XGJSOr0RkMLStFMJo/33I9JI2jSjyiXykxgVdbF5Kp5hxpWbekN57FYxdKSgyNJ6xUzo+jM1cw1UdRnhjB1PRa91ZGcyiIZcVf48RFozTo5Se7oufnxB5Sr6gkjylc9x9HtDYZK2xwV8mHxKoaMj8i5rbP60/hDLtnNIpvaWrpeP8AEJjzZKTxF0zKMr9nVzknrP0efw5k9EQm0LNziyyJK2z2y5iLokn7SflFZoEFNP8AZ/g/KZ0eUy5Fc6biwmSX1NsMG+824X92lXK7SSTm9pQo6kw9dy/wrfY6fUoWdNfvFKIpnSnn5KHE5fF5M/uiB1Nacd86Px8qNAhk618K5Kzr+lmPN3DneU/dA7llc6+z4hsqc/h+NTDJ1l85cfc2uQpKPZGYcRmmmT5ZEbyPt+ESINPp4zqL4VXlfa2hDcJV1NOpPtX6xdR4z6Ts8kydWjOvV4TP6jSE1CIpbaXCTqykV+sC8jbFXGXcyZ6SdZn1iwWpaMrpl5FXTPo9lX58IqJylsSzNBbCVEm4sr6aPvs19vrSLoELCmp1Sufkr9Dat95Iq6vD0T+lLXpOX4VCbTXv2kt3JR6e1f7qRYPs6djd0Mnz/wDP7QAMulBuGllps1rUdiIheQKNHjGUitGalFrSwg7EXpq5wNPCpfkWWNE99JfnUYgrekyXCW6q1+SnokEZixa4nyXi5siYXF4pEzFLURpKxl6PWNLg6gaL34pr0L9NQpKATa9HpOR2R0CnrztIsOfY0zyb61VRmTDI8iSLcYyOMyJKXC7huFq15hgMaO3WouswtXugLm+7YzRAAgB1IPOhmCAMIO4YAGYIwVwAEgABXAuAA8wASAACGRgBIFwg4oAJuBcQAoGRhNwCMACgogkgZCAFBaAgKSFAWHEmGi3hZGABfmHqjgjoa8P4JiMPFZ99Olf9JQ4BwXUA8R4xgwnP2cl53vRSPVk9DzcNyo8Xl8UQR7aGFKSrL2e0ILa4IVcqbNMgG8s9rclPWY5vKkOzJDr769pZau4N1WsnWahxtxeVlOptBnsmQrI8TRVSbPKS+vjJISTJr2EElNtRd4ZRZbYFMinCp7MEnHnspqNS1ntLUa8wz8lheKqyxSI5f5LJ27rp/vMvKUnwoLk9pQuKnIJ5PuYz+1OftDn8Frs+dQgUJ2c/VHWKIWip7begR82bL7IGbBbWuTZQ0lXK0wvQXhU8lNxr8nNzq+ilKfCgh1DCsXix6Uy5HJGTw7TOJQ22/CNzSfJkM6wWWNxg15upNlJX5hVTE8swhMk9WsEp0l5iuNfBQU09Bms9QoJ7FyMaeaRGVxUTWrpGS1S+ttTHTmDSQp30axrJzFyPUKGWxYxjhdToKxzvHWEyq5e6NNIiqRcxbKZCfH4hyqTFeYeUlxCkrQrK4yorGkx6HdbJCjMhQYtwjExCyqUyomKggthdtTncoa6rcfBRZXk4ho3Nhy3rCyoNSOFISlxRk2Z29EKqVPl0ucqJNaNh5B3U2fN3l4Ql2GT7GkbMiMhrePUgpXtk3zMhDyEOIVcjLmCZGTMZK5B7iGSw/U1sLKMtd0l19EaklIkNXI9vojmWJrJvRswYudG4hPyN9A87KxraVUETGSXyDA4TsJS8Pe5eneadcm01mpI8KXOj8wzVDl6J7f5Nf0VBmjPBWrazk2SnStr5Qivu9YjuL58wODElVR/RRyRZKbuPLXZDKe0oULGxpZtRiPDdqU5EWJ8IvbvnypJPTMao8GU96itPs4mhsv8AI0UlGRvSeFQq5ciFAtTKbbRF8LJv5SSrz8yfCOc4mkHUao6a3lKaaUbTKCPZIk85Dq0rOPJxrq1acyb2q4XqUNKo85sm1oLyDhLzFmGcMvI8ba+GjfCN+H87Q2GCK/ocJU+FVz0zXlNG47vQ2SrZvQ2VJ+IUde4gdS906U+TzJ/tBdLL6IcFKCtsm/onyPSNaDkdtOa/8xEi6vJE9pNH4M3ydIWEr3nIaNnXEdzZOyi9jy/MKqSpMSU2+lF2lcrWJGLGlzXY0xxhBRk5uQpzyeX5c1wdTce4ymUqU07JvnLqDbkdmc0hbEwjMugrlCfQ4Lsg9Aeha9lPz5hBJrY70SYmpG68UuRGpUhyXItl9/SMraW09ySJKU+gYrKxT8uHKe+r4Jal29UzIIKGcW9Op3ldIvOfi7xLrL7zVIjU934KGhSUeuazX9JwwstsRrqYGpsHxM5J7lq2fVIhHo6uNE5FM87i9tlC+tHN62tPsizqL1obDXYdW57RJ/oM8x5FTb3fsLFqgXTcjLIadNFsqrmi+0afMLh4l7aG3VNn0TLnFKWge1Gfj9BKtf2swvIxsnTYh7zbzMufErV9FSBGQwVcinOy9I80bjrsdGdfo8n+YiQns28XhmWmN1o9GtHz9sFGKFxlrTs+9ZPIPpIV2RUw6gpkxaFkRL1DdUuoIRGIyXrsMt+rhPaT3Ie8oxy21/jEZyRVKY7o5rRoJfVyVesM7Jnwalthfcb5cn3mtRdQ53iN/SPpv5xfKqzK6Qo0Oa+SMfMfN51RmfmEdNVmcidbZrXqNhN9YF9QSOgcUczagnMCsCASHcEZgrgjMAB5gVwgzBkYAF37wAi4AAImsAGCCDgMJ5wq4ISQGQMEQO4gkUW8KIJIKIKAogZGEX1hQAHCMKSG0hxGvV1hQO3fo5U1KY1UrT9iIi0SD8PLV/IXULhmrkfGbDbFNfnUN5SIrZG6pekRmypys8nL2dnMrlZhDpbR0LgzptETvlNqckdFe1ry+t90IoD0CkpeqrxE7UYxe8m0F+/Um2buy9HsqsroiMlxquEnClCxLiOcqgM5Z1NWh16IR+RkO5c2RKv4hfTHPKpVFQVZzYsr4NtvkrU72VeiKWBXKrhfE6cQPyj0Uh7380g/hDNXR8SOj7PWNfw2MpTiCjV6Kwbk+Q04y+30dI3lLSet+ACtxkNe/Uy2ieM/c0nvfcnbqDnV4fW+yN5hClIjttWTuFLg3D7yGtNKLO4+vSurX0jHRKZENhvklq3Clo2NPtgnxSsdxexHiIkkKNs7CY24acolYwUNyXSXte8KS/Y94qUvncOJeMzFvJUTH3LkIa9Zhwl3uH4dLqU3VEgvveIk7HyhHnI6sUUxkU8xnWOgO4PrBJvM4lBLrfkpIVE3Cs5KjKPLp0s+piaghU1ZoqtgwD7Cc1iEU2lNuXIaKowJUJ9TEuM6w6norRYVbyLbyMj7yFJpnuKTEmHqfiSCbckibkoLyMlPKbHGMQUyfhmpcXlsZVb0L6Lhdaf6DvC0qQechFrdMgVymHAqTGdO9Dh8ps+tP9BdXZqVspyrCGA8RY3J2dh+lktlv4eS86lmOz53FGkvVHUcDYarPB4rS48wpArGE5up6oMGiUcbo50uN7Sfz0hiuGFmp0qkYWw/Bzt0Jin3QadSH5KlK0yj/tOT6uUN8AeLpWHcfwIaZKn6XVXUwJ0BZ3Q8hy6cyvEnMfyjTKwxRs0+TuOJ6dRKShmBS6ezjzEs6IlqitSWkvtwaeXwalJ3cnpn/wA3FKpwJ8IcVTy26bT5TqCN1cOLPjnJT3aIlER+qOwcItO/6E8BT2qfJ0VQxBVVxoku/lI0JO0lCVfnlDz03EUuoM1Jx2XEWyaHG3WlGmS4fRyc/wAYHjWcE1xuuRVGakVFk0OJOE2z+0Pu6jQpPKTl5z8IsJNUZYp506ntaONnzmfSWrrMxc8LNYcn4kJ1+yJJRmeOI6JSNGnSZvFff4sw5dWKymQeginZPTV1ipa+eDRL8TLDNSqT0x4zbXaNzJ6xLoEJtcVctbectJomkHuJXSzfR9oU6UKPZSW1zJLnGjeT7lUdhhBOrcMlOHa5+VVlzF6uVI0tODP58kPEMt15pDazPaNKbFySSXRt2RCopmVQbZavZxeT5RqaJgDFtbitz105FPgu/BTahJREYWXUlT5ozermGww9wLz3k8Zj4wwTMm/umm62hW3+IPKlTMc7ZUl0nID/ACHNbPhMVakLJS4j/wAIR2LxEOiV7gd4VKNpHp+E5smMraJ2CaZVldfkjUoY2aw+alIqDDjchB5VEtBkaTCspYrZKeG6mM6tl9ozIumXKF/T2mXT0rczyfbRtf8AKKR+Jz30ngX0hGIzae0jVyILHcB1mlVONTIuaITZOGjKpS05rivqDxTITvlmuyhHSdUvoWGKp7s2e8tqHHefyFdRoSZ2F7FoVUieWmvNQC7b/K+YLjIbFNWEET+U9zTdlecU9QbswwzzmV1eYdHl8GtWYonutJm6Gnu5XG7sctKtyk7W4VsXg9VUNMcGbMmaJvSOcXj7Tae0rskHDYycfRaazrXZ2xbU2x049CerjCsiOTnVlbIWisKQkNLcXUnkoTskakZbq6tZkJ8vBk6kk0zJKXD1JcRpYakZ+chG2AKL3p8Dpjv29WVfm2eQGTMnf7pex6Dif/FInKoTxKacVOIkOZloI2+Wnu2g61heQTSlnKPKvklof8QMgQqHVjj1F4njP9n+9b+YuqJW82HGY80tMcmY5Zu3RNdhHbwhJdebcVJ2k7vIf4heQaPEpL0eWbpOusZdDt5suXuFcjqxn8T0F6ms8aZ/ZnOWXYUM6OiSZp1IpUSWXw6FHn6Q528hTTymlFY0qsJpbgo6j3BAjBGYBi8yBXB3CDOwSagAKuCMwnMCuAA7gXBXAAAoAJABgBgEYK4BmIGDBGYK4K4gBZABNwCMQSOEYURhrMDJQjAC+cLQYbCkmCQHkiyw1Gbm1yFCtsOvJNfoisSNzwV0/SzJdUtqZysI86uV9EEAdErEqW6iRJZa0rjTZkwjtZU6i+6KXSynoMbSs6Kc4hOdHYV0xevqSw3e+oZ6qTiZjG83+1SV6CJ5u1+eoTA8FHOiHiHFFMoTH7ImSUe/i/eq9VOb6Y6rPifrDixDZa2IZKTf01Z/qyfIOZ4OnNM4w4pEY0qI7GRDnRupJ5lH8dvpjs+CI2gjqNXwi1ZlDOxfrguI1FabtZG4SFRtGViQLuDF0peSdbWvsLWlJ/SFkVDkn8LGa0fTNb6UhlUq2MclGXUEq2TG3Yw3SdP77xDG0fYZWjMr4+SJmhp9PO1Iw0mY9zSZ0lv+ofQXYxtJotWquqDDdX4z2E+0Lz9XafTbKr1aZbV/AjFpHD+MP1aTW55ZqpiCnQWf4cZy/wAyMx/OK1v9UqfZazn1p7fY1aJv8QbVV8C8ljHq9JZcKPQMOHKkczsktIs/VIWsiPiqaWmq1XTSmOonMn0U/iGbdxhPbbNimRotLYta0dvb+NR6xSS5UqY8p6TIcecPncO4Mkqpp3F4Np9zWubWn+e55UCulYr0eqkUemwLdPQpW57ShRKVqEZw9e4ZnsL1Q0lP4QMRIk++JSHWuybSU/Jsg6lienPyeIYlo0KoMH/prTeR4kq5KhlTQIs7Xk8CMqfz6wra+YL/AOHQtK5hJh6A5UsKTSqkFHLa/fs+dPOMUZGXX8Ys4z8mDITIiyHWXUclbarGQsJFeg1ZzNXqVpH1cqZCd0bivOVjSr5EirbYs5UyNZZKqUp6muvPtMu6zJpZJsrrGJ4J+D+sP8NNEhKj6SLBlInvzD+AJhlWbNm6OfKkvWHYtFgg/hfd8/AhDKfn/wCAl1KvRPcVyh0OktUynSG8kos2d5/uUsubuF9c4K2XYqOFvEjHCrwXVer0winOYTxCteUt7kPaSl/L2ef1VDzg3W5cOQ7MamOtOucpaFmlX0R1yl0Cp4Lrh17AcwosjKZLgvJNcd9vnbUnsjGYzrnBlW5l65giu4UqH746LKbWwZ9rQO8n4jGvfcq09M5vVKhInqNs1GbZ9C/2hc4DwViLGtWKn4fhafJrffNWVmOntLXuIvjE0pHBjBPNGpeKKz1ImSGoSPW0ekUfqqSBWMc1+vwWsPR1xqHQkLuilUxrQxiLrVrzOL8TilCxO0RmydUo/wD0PcGCCfaQXCDiVG+QZWp7J/2fMvz7XxBdb/SGxtAw6fEPcylv1DVFiwYSEohRs2y7tXUpxdtnokk82VeZOXiFWlaGDoW9/JT5hXSH3nyu8dzJCEeqhKUp+oTEhKnUU8PXCW8tKarPpFejluaqdJYWX2UqFyWPOCmtmxAxrwXs05T2+Zh542NH/wBzyfnHFYbWmnMo78ygusum9VyQXVlSJ2DU9C4VwdSJUo3OBjh0kQXr6qVPfXFX5rlyv9mLSv4p4VsNxuLcLfB1T8XUlvOTkt6Gi6S7SX29hPxpzbI80NU9SF531KUrspOxDo2C+FXH+EUoapOIpRxS1cVlHxllKerKrNl9URvEeRGU06I/ANi5DZR59WwDU1asktvjMUj6jP8AFlEn/wDxmxAcZysMVaJWqaoszCqQ5n0yesy6Hq5hOo9YwFwg4drFexzweMUuVGdZYXNw86pl19xzNYksmZpMtneq+8bssY0+t4Pp9DwLwg+4Hua2iPaoRXYr+RtKUpTptbXR2rAAy/BA3RKPJr7MnDL6X6bEaXEgsMqU8a1JVmdUSk6lFlSW2OeYurz1WkGdMpPE2dtC78pfWO8U/E+MjvGxHQ8L44YMrHMYqEUnLe1/JIpsSYL4NK1HOTKrErBK95x58xl5q/hSlzMF1GWyF8nFTr1VrtFiRq3PqNosdLDUZvJkUSeTrzfRE7CFdquHqVXafHklSU1Em0m6SdM46lJq2SU3my8oxpJ/B062nT4XxBhrETn/AGSpMoUyn0Fmk832RjqjhevwzV7pJjwLb9NOZb+TXteqEwPsVcar1Ki1yJNpjU9440jTm44hJpzFuUlDicudObMLfEuIJ1fUUh6u1B8163OPsK0pK86dkxlpVQprB2ZkHLPtoRs/FnDLVXjnyHDQEwMa/CteVAnTHF0KkVKU4SS45WI6m1KTuVoM+xfxcpQQqLUHjmTzUunJJh0462JHIcy7Ke8lK+sZs6xmLXJu32DdEfjrB87DhZMmTLmT7AAN1gyslW8IPz61W4LUgnVNNNFS3dPyf4jZpa5WrWnMKOoLOEw7LUlSoilE226Rm2tKlcm6TzXSKKFUTp5WpbnE+5peVKviD0mqPVSPoZpaX11bHq5sollyCl2TMxomrQ5Tekbzt50bS09rlbhkaxHfZmr0ra0mra2hoqBNqdO/ZjMyXq1obVkT6yVDP4ikrkVVxbjjq186lqvcV0rrIt/sIVw2owWYJUNRiAtQTcEswg1AAPMDIwi4LMJAduDuGiUFEoAC7gBNwBADQSYK4SZhRhQASRg7gAO4IJMwVwAOXBkYaMwMwAH7haDDFwtBiCSRmHaODqJxXCMA7fDoXIP28qfsji7CDdfbaTrUtViHZqFVYbENmE/NahuxmtHkc2ULTmzEoQSqlhOWb7iWCO2bleEYmvVTW7Umi8l+yU8vtOfnqD1exAzKcVSqJLXIekWJ+W30Uke0RCpeZOq1ooUMzNmDsIR0c352QrcmhKzW8FlMuROLSeY1XHcaWylhol21jG8GdJJbbTiUWK2sdOKESG725hQpZYxD0ttYsKfFqEpo3I8OU+gt6m0GaRVuosNJg1Rlh/Em0eqInn9IWrJncqXV6jI7CtcMzM9Z/KEk+ZnYzAz84M5JJCqXU2o+ndgyCZ/iGyeX2hDyDX1JRlwdUTXy5Ln21CvwzSSqtWRGPW0W2/4UkB175CGKyDTJ80lcWjOOEjlKSWyXxiSmhVUyumPp/AytLi/ZSJ1aqZyZRsRz0MFrUwwXJy9r0xBI1pWS0OKQoizEZGEYCA6ybZqJbZpUXMYfao9RcY403ClLb7aWlZfaFhWam7UtE86ROOtsaH09o9r5xa09Si4O6sVz/aW+f0AYyTkxC0FcNON35riUpB3BNocdeQy0g1LWrKRF2hleTasFZVqTPik2qTFkRyf5BrRlzeiKR9paR2aU1HqdJmYUZ1zKU0k4znbdT8J86hyiSjWZHvI9YR00FrbYp1rWg94CZJpUViuZ6rBUtGsV7jhtOlILIRoVmLMFVi41v6u4m3/q7VP92UMtj3gmrWKY1/cKqszGyu25xQyv4TDc2t1aS6t+TU5rrqzuo1PqG44UalIjwMGm3IebzUGOZ5Vb9XONSwUPOJweU8V4BxZhdk369h6pUyMcjRFJlRlNtKV1Ern3BeFMNYgrC3U0OkzasaNayhR1PmXsjsmKVHirDB0GqSnzjtvcYYzLvonMplcvlDH6KtLqFB4dm4DilETlOleUbPYeTlJX3RprbYrldDlFYwBwht6WXKwTiVuM1rzqpjpJJPsjLEo0maVEZGWoyPmGgwvinGGGsRRKpSa9LRKjOGvMb6zIy7Ck9JJ9kdH/AEs8N0WjcKzUqLHKCqqUxufLiF+7fWaiV8uX7Q1FfyckoO92UfZypGopuEcTVKC1PiUWQqKvdJdLQMq9d3KSvmGp4EMM0ubSq/jzFEPjNCwu0laYnJRNlK+DbV4b5c3nQMNjHEtaxZVnqnWZq3XXLklCdlDKC5LbaeiguyM7MW1rnJaVzCGKaFHTMrVGlxobhWKU2WZpXorLZ+kKJSyvvsQ0XBfjuq4KqaENrObRXjyTqa+q7MlHiSezm77DZ8NuBaNhTFtFqlLK+Eq+TUmORcpDajTpEfElSVesImNih11H/wBUajJKlO4T49VoLMRBvLp8ZS87zjWZWZSekWbn2uUkNKg+4kY2ZHk3j3xz6Hh846D+jwpmNPxjUaes2mF0SQ+03fYRldPL8djHK63L0sxBSHsjSn0aRfZSpW0YC1ZyON0+v1OIpdJok2SwlZocebZXkQoubPyb9wy+J4VZokdDtZotSgk8s0MKkxzbS96Clcr4huf0r2KjTMfppJsOR6BFYYRR0IuTBtZE5jT0c2bNmHJ36g61SW4kiU+5FYeU+y0py7bS1cpSUhp4FWdi0pGFcVYoZedo1MqM5tr4TirCnj9bKK1ylNwH1xahpmpLSjQ41axkrqV1jqX6H9XnO8INeQwtTKf1amLsR9MjbymOIORFqVnUo3njtrM+/pAhRlYu0lSW9yLh1LlOVuikftCh4ifOZ/d9rnCNFAZ1Omel8+yKYrwW5NRDYhL1pNv0VLNIvYMRBp8k0n1VJ+sc5YgVaW5miqcba7a1mfzGL6DSK22glKqmyXWyRgar9wWz+U2JUA5B3JrMrzXP5hJjYWUg7uMtsl23SMi+QY03K4zqRMM0F2UCBKl1F07OylGXVYJNQ0WGurs6BB95QpxS5f8AZ/BIFRAw5Mq5uOxiytoTrU50ldSQ7gbDbdSPjr1+Lx+Qj+Kr8I6KyRNLIlFYhDWSg0VxbPJyqp4fq8HMp2Itbaek3tCoPVvIdyeSVs6dY5bwiRWotYQ41ulIzKR4swuru2bWTN1HSTWu0GaWoNqUEqVrDa1DSc/OReYDMGswGYBI8RhRGGCUFkoKA/cANXAAAkJUYMzCFGAYFwdwi4K5iAFmYK4QZmCzAAcuDIw1mBkoADxHrCkqDOYKQYANLgeLxqtEfMj6x0KvNRllo5DRLSgt6hncDQyiQo0s9Zv5jPw9kWFdm5TeTe5nqFRepUUqMmFDmVTcpS8rRdZkNLwbUfIvMZb9a1immMmuXEpSeRERpHe9Sh0DDDfFnWBXP0NC88nTuC4ibemRf+/R9lX3RtHyIkDF4P8AJVjjLXTaNK/ojYrXnQGiCu2O4qZSRcYS/wDR3E/dFT94VUoxb4W9z2qFW2pVRjRnZbORCFr9LlB04nJSYvMHEKE4qK3/ANfUf/bq/CIVX4o1OcZgO8YbRlQh5H7xVts/aC6jGsqp/wDm4of9+99pQlcE6i91Jkcz8o5FMkCuqL9N/UGn01mqRXZcdxS3GPSzjOUuoyadOamx1WcbVcv6BttZE1yTTJSHlpWkyNK7GR8wkt5BOqL1MxAZVKFIagTV7T0V88qTV1pVyfaENuA5pbSJ8CMjrVKbcL5EqUoVtA4Db5JkNBCIv1Eqhf8AaUfdFbOmU1EpuPBWp1lqOhKnVJtnXdWY/qF5SOKO4ZlRHpcYnH1pWhGfqCR7pJMS6hIn4URHZeerM102mYWpsyLNd5XJ2ell5XxA6jCJo7Nnm7zC8SEyxhynwoUyK7tqel5F7WkP68qRSs/Je3nBGokqhUqssVGPXKhnQ5daTgctPOXLEXhEpTEWr8ajfsM68hm3JsrlW+YZySfK1jYR5tMncHTVNqlYgNz4y1LiEa9rJ2VfnsgTviYD2yc6lotdIp5re4hdylEvMdxVTCvYxmmNDVBSPbJGNtw0mZUnAxl/6uR/sjIPMk6dkGRLNXTVYhsOF52kTKPhdFMrMGc5Ap6YUhDKjzEokp29fKSNVc9jQUv7lk5npl25Y6T+jmonOEpi+8ocj7A5dIG//R9qNIoeM11avVmNAjMxltlp17TqlFl1EkTRP3qwPd+ExV4BwpgnQ1WrYVwo/NxrRkqnQKXVp6n2JrST+FbSlLeZSewfh6xwrE+Jqri6vya/XXTeqUs87yj2cvUgk9FJcw67HmTMN4mjzKTOaOVTXjcjvtHmacK+7zKTsqR4hB4eMHQKpGLhWwhHJdGqX+doaN9LmfvEqLopUrn/AKpGut/USGM0x6bSpfcFjB1f9EHhCo8E802NUUT3G+fRFoF3/wDkL+QcAMzG34I8fVHg/wATIqMdrjdPkFoKhBVyZLR70l4+r4xbYqwjhatSFVfg+xHSOKPq0qqTVJjcKVFP+Hd5SUrT3pUFfksXtk5jnOw9D8NMhiJwM8ENPqjXvgoZynW+cmD0VvaT9Q5tQcNYeossqjjiq012Mz5VNKpcxuW/KX/DztqU20ntKUrN2Uis4QsbVDHOKXazOQmO3kSzGitn5OO0nchPcGXtK7F2k7NwAnoXsemw9pIf6tyNH2uUn7Q5XiN2ze+2YdB/RoqFJp1LxY3XcSU6nHU6Y7AhNuLUpRmrpWSnUSfvDmFcQk5Kcy23E6iM0LzJtffmEPOMBV3bG0wpw84moFLaoNXp9MxRR0bKWKozpTSnqSf4swY4ZabgrE/BvB4SMEU33CkNVTiNWpPQbWpKlJW37PR+awhYs4NKeqvyGsHYsolbgIMjRpZHF3Wy8WckpV6or8T/AORcHMYIp0jT6WVx6qT2yVkfeSnK2w3m15UpzbWxmUoXbFXpmr/Q7pxMYxrin5JHM/VyX726WS5bWbojkjrprNLDqGzQSjNDCOSgr7y7Q61+ivIo1AxFWqjiLEUGixHKQ7BTpnLma3LbWVPo845XiClu0Zpw5L7akZzNDidz3ejwiG5glPcVsx/SGUZpJqXe1i5ha0CgHIkkRJN57t8r5CFVRy16U9ZvHs+YbWkVcqHH0sV1yPJ2uRykpFclhfyKVT6FELjpk9Kt5TwK7N+2MpPq5y39FDZ9BAjLknOM5FQkG1FPWi/OIj+MYtPSaKNSyUr+K5zeqExsPkuYdArNSsROmlB70NN6givYep1Jjp44+lTqtWTSkZ39FIxdQxNiCWZrdqZkk/3beoi+IWvBTSlVjHFPOQpSmY3l3L6+T/xyg9D9w3iPJ3DDVFKmUONCIttpF1eflKDM5G2NK5tFq1DPzuWMTGutuSsWs05k8w5/wlrJRwVdM9Kn7I3k1ZElRc45nj941vxmy1qRnV9f9BZTPfAnV/gMZlSg2pQccjvkjSqZWTfasIprHTg48i8wGYNZgMwBR5KgtKhGSoLSoAErMQAYzd4AjAC7hJmE5gk1AzkBZqCTUEmYSowoZFGsJNQQZgiUDAZHMwMlBu4BKANkeuFpPWSQxmDkS7klCS1mZkAk6zRvJ05psyO0dhPo+uKipqPjLT++LpE7fYTm5/xC4dfqVLaqFLNlLLjyUFIYc1kjIWyr0tpQzMo1Ip7TN7Gblj7yTr/oKsGlTSYULjc+bLd16dauX2eSQ6HFZJkiyKFNwV01k4F3mW+Xt3Gxr9PaiG27Fb0bb6NtCeSlQoaPEl0t5Uv8Cy0rlpjrO2bZGvJ+ybGOSUmcuHNbkJO2U7jpbr17GXVcTAtg5Jc1aritfUZme8PKfzf+IYdluo5Lqy8yjFuCjJDcPWGVKUW64kuVCcXImyE+Z0w2VWqadXunML/vlCCRonTLWRB1LilcwaVWKondU53+2UElXqwk9VVnl/36gf1JJGdR7rhaFOHzKDCcQ1lP/wC81Av/AHpX9Q6nEVd3prdR/wB7V/UJ2T5AlNOu31pUJKJLxclKvkEBOJ68ZX93Kn/vTn4g4jFNd3FW6n/vLn4guFH/AKFgUx49SiVYRZxurK6UK+QM/rVXb665U/8AeXPxAfrTXf8Arup/7y5+IVOqDruV0pp8/wBy78grJTL/APBc9kXruJ8Rc2IKt/vrn4hEfxRiQt2Iqt/vrn4guFJ7zPrKSk/gXfZCVpfcL4Fz2TFjLxdicuTiSrl/76v8QhqxnixJasT1f/fV/wBREQo/eVcph6+phz2TFTMjyDPUw57A0asb4tMv/Ses/wC/OfiEV3GuL1HqxRWy/wDf3f6icIEM5l5EaQZfAueyILsWR/Bd9kaiRjXGZHqxZXS/+Iu/iEN3HONS/wD5dXy/+JPfiDxCDZczpNSU/wCjP+yIVYnYlw837tYenzqa495KWhq+jdTzaQuSr4xpXMe44L/+Z4j/AP8ApvfiCm8f44UkyPGWIz/+JO/iFlUworq8nHTfqE+U6/IZTpv7OMlpPsklKQo2HjO5x3DP0Boa3wgcKFNqa2nOEHFRsmd0F7rP60+0A3wi4/WglfrzifX/AP2r34hcy5EVjPGw8mxk2vzaMw0tp3Mewu/oGNQfCDjwyv8ArtiQ/PVHvxCM7jrGq9+McQn13qT34hHGCzumSrjadrKptK8xb9kWCHnHm1Z8xK6sgDeNcY3/APSquqt11B38Qc/XDFilZv1mreb/ANuc/EGiIaDPLvW5ssCVunzXmqVVUrYqBfByMho0yfF3i4xFREOR1ZGlW7eYcxcxXiYzzfrBVCMufjbn9RuuDDhArFVke5NWrU913/R3NOe34VCmxMYNddm3BgaxClRJCiitKvfl3GfqzMx9w5El515xXKNwzMz+UdtxmdTIz9/S9H/eqHPKqw44R8YWa/EoxC2ypM0w3kpKbaOhnP0EhZPFJkoN7kltOCMf7OjziPKdNMSUZcrkn7Q0e4ztwMSn5FalEWbIwR+RbM7au4+cWrFLhcSNbO5Op11WoyPqbLpGKulG0pkrFcz1q7hNlOvvuNx2zIytZlpPR7yPm84d5yVlbUCZv5LybY65wB0bQ0idWHv9MXoWPRRv+l9gczj0RydX41EafbcluryrJB5koty9fPax/IPTGHqSxTaVHgRUZWWWySnvMVWTgsrUEhZNt5SGYqMhKZGoxpKm2balJPqGCqLqkzlXPVcYmzMnUorWFBVHrZucjGHhaJ7EMh09f7pHhGkrMkyjkTWtRkM3huDNzXk7C7qUoWpBUaBZEgrGkjIYrGtK0T3H4rWjbXy0I6KhtpadQgSWG5UR1hzkqSISdJyU2xNi6wcvzA8wKW2qPJdZWW0hVg3fUOkcMeSoLSoRkqC0qASScwAazAAAWSgRqBX1BKjAAo1BJqCcwSpQjACjUCzBo1AEoGAHcwMlBo1AEoQA9cSaY6hioNPLOyUmIWYLjJzyWEdp1KRAynUozdSqdXJtqRxqTNW2yg+0rcQrKolpFUagNvaRCXbGvk5s9jDUTTsGyzp9D02HOkhWa4BM6bEjLWn0rukUfp/naFXiDYvnJ2/ATJES2uYkIX9oaOvaOVS5BFvi5VL8Oxm+yoZHg9qGd9xn+x++kXTMpDteq0ZW5xtH0U2+8KCIKTOZNmZ8w6JTpRORGT62yHNb3aMjPXuGvpEs0wGk85JC5xJa3Kl+4sGbXvfjb3wefKhCOU6oQNPqE+vHeh0o2vg8ivaGmlcqzfQw2N3rH6iHxpr/AFVv21ZgzONjOhUYzWSizGkz2iPqFe46GydEbFsQXs9NOj0+I+qO68b5Go/K5cogVaI21EizY+kJiRmslfKQorXL5yFo+1CkwaMzKkqjpcQrKZIzEdusUuJH3fJU3RaJmHmRkz5lGrtDXaqqm30wZqZmXif6gpUfjZOvOuJYjMJu86rcn/ECOZCv5KHdr+0WrN9HZD8XKeBJ2j+FRLTpPR6IzpPjM/ZEQX1d8yaiQw0dP90oeuLyHG+kyr8ATh9pmdU0MPnZBoVtdWowjDD3+Sq9f4Lif0uiI2EXf8qn/cPf/TULNcyk/Uq24sX5geq7DtPf0bm7lFk5K09sSICoyqVLkPINa2ctvWDNNqDE6M3SZ712v9HkfwVfhBoakxKVW2JCCSprRa+uylEFmpdYdY4nP+2R4tnbSfd2/wCpCW9cWFFprNSS8b3k9WRjvc5k/MKFD2YyLnF5IZjscTZKrsxXYvlHPhMyXVeYujsjL06xDbSab3bXWDNy0qbUpK0mSkqsZGGaXTXKjMW0pxDDDKVOPvqPZbb7Q0GM2m3XY9WYc0jcpG2ZcnSFyrfKQbohXwbiQmfhfIrX6ObWHXppW6UYSeomKYZTKyZlNYM2YdOJ5r+JKWrMfsqTlDdQdo71H0zOlizyWnyGfM2pK8+0XS5vnEGYVhXunYU5ya4rk01ChU6Xhasz5bDjkiAhtSDJdiVmVlsf1jIu20uY9ouyNbhKQwWEMVlIYedZyRvg3Mil7fasoUBysN5v81VHd/r5f/jFzJE1LP1/+yqp59R4+n/5gkcIsOkUx+ns0mI61xiA3JPSLzKzOcwVhyBRVYQq9VnQX336e6xYm5GjStLh26u4OcK+i90KUbJeSOjxdH0lJTlCsJuRm+DjE/HmpL0c34mdDK8ij2l8+VVvmFuv+Jmfpn/Qp2z06z9df9xlMY/q5VKHL0FCeZqLTfvdzjmlTmzbSVJydjMOYRXzQtKf3avmMdYlzaF7mGUKBMZlm4nI45MS6nLtZk7k+EcvxPD4lUFE3qacPSN9wFbYs115NfwX0ymVrHlNpFVaccjTFGyrRryqTfpF5gmY7hVusvRjw7L4ol1bd26ht5Uq8bakgcBb3/nRw7f/AF4hT4g/zzUbf6y79oN4X/qLHNv9pdYwwj7nUdjElEqBT6FLc0ZuFsvRl/wnE9rxCXwTUmiVysTYVVgvPNMwnZbejkaJeZtObL5hY4B//R/H3GT96ZIuiv8AxdJ0fmETgKNP62TtORm2VImXIjspRaMXUpmyqf1cGe9/u3/YrmKpg11ZImYTmpZUZldFUzZe8/JjPYRaaTimnE5pCacmtNno39Gqxq5j6xcKqGEjjyEooVUae0CyZcXUkrLPbZM06NPP4hUYWP8A8pKZf/XGf/qJCM2JLKJ8nfcRKo79VqVNZPXAeOMsnDzLzJ6QwNfpJGTvQ7CBV46qqqVw5V+WZqJk6grSkXSSNrINmdFcms/sxlkQvtd4y9VH3rQbejn7qJOLz0m28tB6iIVyZClqyKQZmZ5SIivcX+ImSbmLbTsn3hij1CVSZjM2C5opjJ3S8nUr1cwmucC2RyIboz0OOlycrQm5rS0jWtXers/GIM59abpaImiLVq3n8YvZbxusKWt01OyDu46fKWfn6XxDNVdxDSiaM7r5084dO8Ro1Oi/o/0k5NVl1gyvxdGhbPxq5X0frHeFKJBEkc54DKa5TMJN6ZrRuvrU8u+/a5P0SIbSoyTRtEYqfyWr7R6qNcYlGRc7Y5tU28lScbPrG8h1BK3iNR68ppGJxFZNWdV4biuINNbFItRJcMlFcSWWjUnyadXOI6yupSt+sW9EUk38qrEkyAq4gmF2bJSzkOpOxIPKK03ySSraso1UtsjlrRqynuGFqjSlSJUZDljPcYiVzIz18FJJoa6o47MZXlWpR2I9xjP1CmS6d+1NaP7I3tEIo1PVGUu5pMTZEaLOjLjSEXzFqF0Xyvkwv08T7TlRGFkYVU2OKT3YxH8GeUMZhrObMD+YAM5gBIpLNQbUoAzCFGAAzUEmoJMwkzAAo7As1gk1BBmDADhqAJQbuBcTqQO3EmlbU9gupeYQriVSF2qDZ94JHg3VYXamNdeZJh3B2vEch13yjjBcv1xEq2uCwnryibgj/Pk1Yz2Txk01m/wdJJFVeynrJpSfpJFlBqDiMWPGrcteX5U/8Rm6Eo0V98m+dLp/SSJbzqk4hvfWTjZ/KlIy4Li6U4lTj6SOxpWLylvr4q3r5hiZslbVUkkR6tKNNRnjVBZV1kBpxJL8qaBMkWMCqttxFQpqDcjGrORke2hfWQzqXRIh++ZbEYtg3nSbzekLa2lZzBmdVn3E9/3Pv/nDyfgZ2vw/SDE6XFN5virTjbaEZNte0rvECa2uHLdjSCyKbVYxFN4OzAq85NLWKnCkUqmR4/GCdiJUSjNKSI7/ABh09BX6a35ZpNUjdvZ4w3+MZLTBSFmayJN1mZ2ykJ9WfkWKuOC2p812kPvE61pWnEZH2F7OlSIkg6aZ6ZqY601/DeY2i9nlhNUjuU6pPQnb528t795EoV68piJllnRiVVWbdS0k1NoqeVNptyjHtvOK5byvF2U+ELwtU4kOebszSE3o3EeQRmVrTbtCkIrnciM7i2hYcqr0fjbjTcKMfJdlOE2R/KBWd57Y8EulaLz8kU3SzXI8xXF9+sJPYedpj5eVPLoH+llI+SYjM4cNwvJ12irc7HGP8IjVOi1alFeZGyt9stpPtA1uqWWrCWptaFcXQ34LVTZenm6pptWbIhN8walPEp5xwlrWS1mrMtNlHcQb33BJryimW7dTQqyaKn1Om/q7Kps3jV3FpWxkQSsiuvlCoo9WfpEo3GyJ1tadG42rkrR1GF+5sxVE912288ZL+hUouY9nle18wqXVhndomJ+YFVEnMT8kupNUd8zVEmORW+dh9GbJ5jTyhW1B6lNURUKAmVIluPpcckKbJJKSlKrJSna7W8IkLEVLJy3yZTkufIzvElPtKCbzHwNqsfJMoNSpMHC9egTjmaafotFo46VJRolZtrbGRunNtKyovrPqGyq2BMSwYrsqVCbYYa+EcckNpSX0hi5BWNRGLbFujHqqPQ1bRPptsX+PqzR6y9AdpPHvecBuMaH0En4PpbKlAUCsUNjB9ZpM1+otP1BbCiU1HS6lOjVm53Eg6bwfYpqsJqbTITEqO5yXGpTZl9oFK4N8YRzs9TWWv7yayn74bS6Xl5TyU79Prr6hU5cNMR3XinVGY9kVo23IaWmsyukpWkVyRk8YM8bpJPF8I2v6I3Urg8xi0xpU0B99vnXHUl37KhmJcZaCdhvoNo7KQsnCyqSEZXT3RiRldW9rbFBwXVqmYcxxTK/VuNqjQHdIaIyEqWs+iREpSRZzncEyqlJksVmv6GQ8t1DR0tu55lWtfTDDvIU264jsqygkOKbcJPMQ07FSrzk21dxAc2jRaBAjcTpEZzS6El5lvu/xHFWLMoufVqErgnr9Cw9iGbOriqglDsF6I2mNHS6ZGtOXNrWkYxDylmSUpPMe4i5xsYfBziddPbqNUTT6BEc5Eiqy0xyV6KVbR+yIrac5gaxUiMN8jMaNgNExtcmsV95glXcaKmtpNZdWbTahT0eVFTiWFMm3ajMykPOcWaudkqzZUpunqGpgcHDtQI0QMZ4RlSD5DKJ6kKX6OdCbiixhgrFWEizVmkvR2eRpS1o/2idkWvW0cyZqXXbElrjaoYKxFiuoVv3Wr0bjjpuaL3JaVl7r8YK421BfpD2GYzVCOS7BYRoUcaQSXFq51LJKlZdq/SHDXFc5DoHBHUNIzMp9+QrSp9YZnnY3VpKCcY083GeMtfCMLzDIseV0kp7yTZL21+IdVqjCTM09oY6dREuylGW4hSrYL2TYyy6260TqabZsjR8OfwmXw/w/VGk4MsGqnyiq1QZPipfB3/fK7XmDuDcEnV8QXlM+8Y/L8auodlaabiMkyygkZU5UpIrERCxrceCj0pjyFCdTENNtRBNXlocMte8QZz2VF+oVb0vPz7hT5HJTcs25CSvvUKutK0kta+srBt2R5cu4IlGalGYVYmB9tSA65lIw/S3jJ1KjMVkl6xWCoLtnNZ7hY3Barl1UXyStK+sZCeRrqilpTqVvMW1RfUoiIzESOnPmM+YLjMljP2AgxVOlslm1BpOlhy8jhZSvvFlS16MzUGaytDqjSktfWCUyCKYioUN+pVSVIZcQV160q6QzMhl2O+tl5CkLSdjSZayHQmtl3Vy+SoVWJ4hSy0zX7Q3yfH3DVXb8Sc+/ppxmJMhmADZmZHY9RgDTg5mSUZhClAjMIMwgwZmCMwkzBGYbBAZmEmYFwRicEB3AuEgXDAHfWJVNVaUQh31h6Gqz5GBhlNzNWamY5l2ki1wAjSz5zpl07fX/AFFBpTW3H16sxDoXA5TmZEOa+5bXIMvokMNk9hrr8j1KSacXSEFuJnN9QXUlmjESi8bf2Ui1g0s0YuqL5a0E0lJfMKqop02LVkWtJvJL5CSKsFnwCqpV7qSjLtfyGjo7pFTY392KKa4k6nKSeu7hi2pRZYLKOpNglnCj54LQnhcYRLS4rphf9oJXs7Qz9rENFwceUxrB7iUr6Cg/STvaqlHUxrWzGh4VqYSCbrTBauRI9LoKHPdJqHTcHz49ej1ugztflF6L0TV90xzSrw36fUZEF9JpcZVlMb+uWLH9ev2sZOgZ609Cz3KMaTvGv4KaWVSr/HH9TMPb19Nzm/EMUkjUoklrMz1DpENRUKp4aw4k/LHIRImn4lclP57hX0aRL7T4gbrWaE1X3MUvCik28aSl8y2kGXs5f5DMk7qsNdwzJyYlZWXTjJ+0oUOCoKKliunxV60KdJSk9ZJ2j+oT1Fe3USv7jdPbp0kN/Kayj0qFhnDv6yVlonZTv7IwfQVzDI1epy6tLXKnOG44rnLkl6I03DTOUdbiwv3bLGf41K/wjCMvWMR1z+m/oJ7VF6FMr67e5ic0iw1OFMTPUlXEp3l6W70HNvJ5vwjJtOiUlZDNVZNc5g2WVrYuJNVj3DLVPIqpS9cB3WvwZvujHqRcdWwKZVjCT9Oe16MlM+qvkjlzzRtOqT0kHl+QaetrWHW1fDGTorHwyP7lOjcHTsNrBsjjv7LxtSHOztJQW2Mnwi4XdoUnjsfytLdXcrdDwmLSnq/81VVsdryf/wAQGA8TMSof6s1/yrLuw265zeFX3Rrdara66njjHEmaJtqstuSfnlTmrlhHeMavH2GH8N1A7EbsBxXkHu7sq8Qx7h3uOPbVNTaydiu9bVzB0DhEmSneC3DZOvGvSZdJ4sqNkcmeLUOo8If/AOluFvz0Ry15WobOt5u/tUo+z4+6/ub/AHHX/wBHZ9/3FrzN/JNG0tvuUtKv6EOGSXXVuG486t1wzM1KUq99Y7d+jl/mnE3oN/ZcHCXT5PmDdR/lqo/qL08f4q7+0tKJXKrRJJS6TOfiPF2FbKvSLnHX8K1TD/CvE9ycRsJhV9tvyclsrKcT2i+8n8lwpDomUWpSaTWYtThHZ+M6lxKvjFXTdRNfE8qN1HTJZO0R3FNwt4VqGEcXvwJyTMllmacIrJcTzKIZQkmZlvuPU36VtIZq/BbAxO0Xl4T6FoP+we/45RxP9HyiN1/hYpEWSnPGYNcp1Jlv0aTNP0so3X9PrZopko6prK4djolHoVK4H8AsYrxHHTNxVOL/ACfEdLVGUevd1kR7R+qON4krtVxHUnKlWpr0yU6e0parkR9RFzJHRv0tqu9N4SWqTazFLhtWLrU7tKP7PyDjSXTJwL1fD6R4gt6PvTefMktDppPKR2MuodY4HeFGRSVfq1i8vdHDc09F5fynF/8AD3eyOPoVlCjVm5xRTZNfge2hbGwx1vh74NCwdJKvUM81AnFcm/8AV1crLm7J9ExiOC17Q4uba3FIQpH3v5D0VwWLLhB/R2kUGoEb8lhp2ERn2kbTB+rseyPLFLqRUqqxZyTzG07dSOZSbjX1PTouGr8SVdHezbVv5U7rObFK6xy0I5atQsmp7E+IzNiu6Rl1NyMBpvOdxxzq5LnAsbidMdcUVjcXcWUt26TPvCIdmoCEFqIk6xGkuFYLAMVlWfuZkKF1089hZT15lkK1xvM6VhIg3c3HiM9xCQ+dkCJIdS0rKW8KdcM2rgAqppWWernCIy7KD8hSXEX6XUIiSNF1W1iyZ4Jr7R2QotoBpVmTIxH0ma+u5gOOWRa4WILGYlMLNKgqQnORq5xFQ5uMSGlaReW+oHwXq2sDPFVE2az5xDkRjN5tFt4tZLliJsjDZESnm1c5CG7YBe85tXYRt1JyxcraAF3i5H+Ukav3f31ADTF3Bz2pmJwZI1BJqBGCGnBzAXABXBGYnAB3BGYK4INgkO4AK4K4AwGFtnlcIw2DvtXATBqo61KaYseolEOj8EE4mIMtlSre+DP6Jf0HKozx6BlJdtI1+ApKmpEtu/SI/rGG6Ow11eTr9IfQc2a8Z3LPlP4hSQI6X60T5a7qUsMUKZljTTUetTjhiVQJDZylqT0EDPE4ks+Cuntq92JGXWRrP6xp4LJpht3L92kVKEIerBFzKe1/KNUlDaUkgiKySsIZszglvaV2rnGp4LU/+VSnj3MRXHPmP/gKF1lJ7ho+D4tC5Wny1GxTl/n6JjV0kfewYerb7hjPUSpO0qttVBnWaHLqTfUtN9ojGw4Vac1KiRMSQizIfSSXDLnTa6VfJq+Qc9MyNRl1jpHBpParNFm4YnFpNG2ZtEfO2f4VfyF3Rv6qT08/P+sCdTEVuvUfp/0kzeAae37oPViYfvWmNaY+paj3IEKnzXZuLI1Sl/COTG1q9oXOMTRh6iRsLsKzPrcORMWXSV0U/Jr+UZuEvRymV78riVBbfutaf0+f6j1T6std+o2nDPHNU+nrLcbSk/P/AMRn+DxXFMZ05XbNTftIUkbHhcSSmKa5bXmcL7I54ha230PNLNC0KuRlvzC3rm062W/oV9DHqdHCmg4cIjjVeiS/3b0TL6yFq/GkYJCx2OtMsY9wYTsQ/wDKEUs+j7KukXrDjElpxh3ROJMlkqyi6gnX1/fepHhi/wCz7Pu/Tn3KTEO94fS+fWKlLh9YlU9D0qSiLGaU4+6dm0F0lDBnBsxk6/wRX9xp8py5N6RG16Kf8Q50/IS7Iec5zNShtMTzmcH4Naw0w8XuhJbvItzX5X4RzbTjf1k6pXV8qYOiXayy79R0OmLI+CWqq/7Z/wDjGBeO2sjsfMNpS1mfA9VVf9s//GOfvPGKOs8J/Qt6T3Wf8x0vA+I4Vep6sLYlTpNIWVh8z5+ZPpdQwmPsNysL1BbTpk7GcI1MvW1Gnq9IU6nTSu6TsreVh1DB1fp2NKP+qeJDScu1mXT5TniT/aJ+kNCSvUrhvd8T/wDBRYjdLPqVx2/mM/wiH/5qsIH4D+yOVyDvcdd4aKa5RcA4fpbjiXFRnlIzlz6hxx9e8Vdcut2s/pU0/ZrS1O0fqY7F+jkd6Tif0W/suDhbytRDuP6NdzpGKPRb+y4OEKMzD3znpaf7v9Q6b/MXf2/7QZgojvqEfNzjccEmDH8TVwqlPPi9Bp/lZkl3UheXa0eb87Iy11NY0LBputWtcydS4Z1FD/R3hUyZqeejQ4xF4kpJR/ZHEv0V5yYHDDT2H9XGWH2C9LLcvsjUcOGOixjWmWqfqo8DMlou2rnc/COMtz5VDxO3PgrySIzyH2V86VJO5GQ6tvUw184jiDmUdO0UNDe6Tpv6WdOeh8LS5ai8lMgsrR6t0fdHHVGPVfCTT4vDdwUwcS4dMlVemJUa4t9tKst3Gfo5k9r4x5VeQptRoWRpUR2MjIT1SavtHiRujeJTSfdASQ7cRyOwnUCk1Cu1iNSKVGclTZKyQ00gtpRnzF4Rj1yatpnyeof0VpJUvgertZmlZpE16SR9aW2U5vqHlF5RbNt2/wCcei+Guv07AHBZT+CeiPk7UFNf5ScL92lW0ovSUr6I85OaxtvbEKv0MnSLl7LPmTYcGVe4jUSpb5+9JO6/QcHWo1idyjzkkzSojTqMtZDuWCaoVUw9HkLP3wjYd86Rzb1wux0a55wbJD3kst95Culv2uVwDePKQgylmpVhmLSM+rMu4S7Zts1nvsAotoRqi9skkBHyV8k8ysxh1SjOOQiSVayEhtZGz5g2cjzBXLcIlH5w40tDrSkq+URJZ2X3BcVV0fGIjkXXAl1k2lHzkfOI0hwrpIjFsSkqaWlRbiFC4ouMGnmIxbAvuJxK7wonza133hgtxmYhynjNeUuYVxHGSx3x2k/SrW8Sr3Ehp6xmajFbEWdyMwp561yCtGTRV2qVuJZCfdBJatTZfWYApMTSD91VFfchIA0L0/Bz3s7pKYJMHcJMxuOaC4IwLggEgAuACuGAMAFcC4ADABXBiYAsYK/JEm+sjuNdhBVqlK8TaT+sYiKvKo+/UNrgkyXVXU9uOZl8SjGPqI7TZQbhKskV3uQv5yCcJyM1ScIz1aMwUsybgvKPsiDhpRtFNkdhm/1jKvEFhNpVVcXUm77lOXHQONJWpSr77DlVDX7/AI5H2rDeNvbO8Vv2sS3cpdlII+caTDdbolNgTmZTU2Q7LRkXkQWwXtDCtun1i6oVJn1p/Q084zjnKyLWSVfSF/TsytlfcY71TTuIk3Jc9C4tbfQUtOVQdok96lVeNUmC22V3tfUpPSSYv1YFxKR2VCaI+95IBYExEZ/sjP8At0i1emvhtoRiuOqqldWYoapMeqVUkT5HKeXm/wAIXRzpbM9p+ocZcjtnfIyhG19ITa3hmsUaMUieySGjVlSZLJWsU6NwqbZG+88l6aNHb7TdYpxpQ63TeKKh1BtaVZm1m2k7H7QxaVke4w09SZb1Mk1xu+iiGhpxPpZtf2faFexJM+cN1NtlzbWDdPXXSutZoaVVZ9Kkplwn9G4XKO2pXpC0rVTwxiROkrMOTT55/wClRNpJ+dIyiXiIt4StWbcErulV1+BrKVadp8khVJwq09c8VuuF2EU1zN9oTGMTUaglbDUJ05XI4/Oy5k+iXJQK2NRnaszUXmfJtwYynVn9wZ49hQsm11mW11F9JW4lskyTMfkyHJElxbzzisylrO5mCZcK9nd3Sy6xHiNnIdQ0TjTa1HynF5U+0NcfBpi5aCWintEk9x8Zbsf0hUtNr81rsNZfXXOLG1Lmn4uwtEwa7hoodTcbczGtzyWZSu1yhgJbrWYyacWtvoqcRZQ0/wD0aYu/1Br/AHlv+oZe4N8WNtLWqEwZITmPLJb/ABDVdXfbERNfj+WTNTb09TNMWef5jKG5ZVxHcfW26h5pSm3UKzoWk9aVdYQ4syuR6jI7DQ0rAeJq3FRLpLUeUwpWTMiU1sn1Htahhqq9Scam6ydB/HWOf1pwdT4czVVIbyiWeTZWi3K9Ic8XvK46G/wSY2cP9gh/743/AFGdxRgrFWHWVSatSXURC/fNrS4hPpZeT8409Qlz9zwUdNZRHYkmt4PeEfCuC6M9CRTaxMekLNb7yibTn7klm3bxlarP4KZMw32qfiuIbp30TD7Km0e0MS+5mEczIhP8S7QsT4Hjpa1Znj3Sbb3T4MYCs0fDdeq6v4dQmIbb/wDllcxX4rx5Wq7DbpSExaZRmuRT4beRs/S6xVYaoFbxJOOJRaW5KXzqLUlHpKPZIWcnA06M5kfxDhdDn8H3VQa/w/SDR67xP0/7CTFa+5uTNoFBilBk806Xojf13A2KaLQyrE+GyimmtLaZKZSHErUe8k5VK6hi8RN6SBn5y2hCpKTyWbrMdonAeNcQYKrJVKhzDaNRZXmVFdt5PUoucb/EeLODDHzfuhiKmTsM11SbOy6eSXWHV9pTe/8An4hxtV0qJKrmZ6iIhuKTwX4ml09uqVBESg0xzkTatITGbX6JHtn7I3IzTGI5gyPFcTlu1h46FwcsqufCM+811N0NzP8AOvKLOLwk0TCUJ+Lwc0R5mc95N2t1TKuVk7LSU6m/nEBjg5pcl/isThMwYuT2VyHkJ9pTeUR8Z8FWNsKwlVGfSyk04tZS4K9OySeszTyfjsBcxGYgWdZ90mMmypM2a9LmPuPvvKzrdWd1qV13Dd7kGzv3ghT5NcSKsNlwX1n3Oq3ue8fkpf0VDGAIUtDiXEKNKkqzEZBZXMDS2D0RpkLDLiyMZvCNbRVKalRn5ZuyVi40lxgaNS/bYccWQr56iMyMSHDuoQagdiER5JghvndRGJSDsyRiuWvWJaHLxxZPglitmq8sYTGM8xBMtV3AlpdjFc8j/BZLVlQo+4ULCjOYvzi2W4ZsH5hVxrJeUowNOVwVQPTHSQ2aT3qEJtBqMFKdNbhc4fiEeRS+YTIwtsrKMuoJK5rO4kMoug1W1mGnUGSviC+Z5LV9piK4rPVX1eIAR5ijXKcV1qMAdaPByJGQR7wLgAKgAAACQCsBYGAJICsBYGAAArAtwUCMAC0qsfxDYcHTxLxCwgz3sKT84xpFz9QucHSziV+I7exaTKfx6hVauVLaW7jrdaaNUDInes0/yEaCwbNNn+JJp+RIl1x4mCjX3GS/myhClkVFzW1u/wAxz48Gz4KajtOFUmLlz5hsWl21CporKVTkqMuS0Lo0p3kEsjuBeB9rUL7BTxpxhSTbuXvxpPtKyigLULjBf/phSP8A2xv7QKfxFKbvw2NbwxLzYsbIrkRRU7j8ShjM1htOF+DNfxW29ChS3WuKpR5NtSk8pYyZUqs2/wAzVD/d1DV1izF0mXpHiaYkeVVnzovucp43Y+cnEoV+7Vtcn2hBI7B6swJFKfYjy0Gh9xtLi2zPWk1CBpLnvFTbTwxoWV/KdV4KYLE3CVUZmES25LymVoPpFlR/UchrsJ6gV+VR3SMtA5qX209E/ZG9j1N2jcGcCpNanCrN0+IiSr+gXwy09nEGF6fjSlFmNttOnIv4avwn9odSxIbp1hfcq4/6SYaGZL3zHDHOUPncSmnjPVzmKGNKGy4NoCKhXDlS9dOgI4zLvySQXMY5NVTO0LB1LbIqXZjp2G6Amm8G1QbdscqZEcW/2keS2UjhstN9w7lwZ1Z3EbWIn3eTIlHbzGnKlP0RxNwrlr6z+sbuvhZrSU8GD7P33dbPcVzh5R13FUlbnAPS1OKNRnoU39EzSOSykdXWOt1lh6bwD0tlhh113yew23mVyjC9FP4mP0jdZErNef1HHjUJ1Crc+jT0yob608zjeY8rqeklRA/cGu/9T1D/AHRz8IKVhurxKG/V5sGVEjtupaSbzKk6RR8xZvRGSFdZypraa2jDlO85cda/RnkGcuvNeFg/tjjrp6h1r9GFRHUa6r+zY+0oaPs3jq1KftLnpWOPVBZFJdso+Wf1jo/ATi6aWJGsNVIzkU2oZm0Nu60oVl5vArk5RzGf+1ulfpn9Y3/6PuGZtUxqzV1kaIFLWpxxw9ynMuyn7wjopf1olSzrdPQbYoOG7DUfCmOn4cNrRwpDSX2EfwiVqMvaIxg1K2spnqMdC4fsRxsTcIDjkJZLiQmExW1l+8NOc1K9pQ5yojvfqC9RiLm08D9M0+gvqe47bw0KfwLgHD+C6P5BuYk3ai63sG8pGW+ZXpK+ocNO17nrHp12Ph/hxwFGbKcmHX4hWUW/ROZdrMnnbUOVV3gTx9S9IpqmN1NpHSiPJMj9VeVQ3dX09jtvXGVMPS9TXTX6dk4kwjNTnN0t6lFLd4i8tDimDVs507jEeUWlimQTMiy4MtyJOiuxn2zstpxJkoj8xjQcHVHRX8c0ejubSH5CTdR1tp2l/MRjnouzQpvZsRk2mBcIUPg4wErhPxrTym1Q8vuRTnd2dXwa1F1nyvCnxDi+NMVVrF9ddrNdlnIkr1ERakIT2UlzEO2/psVR5GIqDh5J2jsxVSiLxLPKn7HzjznvHVvjWdY8Qc7pZ3TefMkpkibZNyxHfmHQuB7hUrOBpmR5fGqOrU9T1ncrdpu/JV9Y5sty5ZAbKTNREKFaV5g0yi2+6D0Fw98GVFl4aY4SsAotS32ikS4retKUq/eJT0efMnojz4Y9Z/orVw8TYRxJhmp6J1qO8kko6OgfSpKk26tR/KPL2LaYuiYnqdGc1qgynI5qLnyKMv5DTauyLZHyZums0ZqZ8qVRqAzGCuBcZTbsWmHqs9SaimQ1yDOzhdaR1KFUGpbKJDSrtuFcjHGU3M7GNNgqrrjyTgvqPRL5F+iYqur27xq31OlaQusQ5x3QYSlZ7J3CX1ZkqGGDUVq1WOwkMOeQMhDe5QcZXsmQeIAjSFHpDCGlXCpJ67iOS8pBM84HRiwzloT8wrXFZUqMSkLzMiLIsWoE8SVt5IretR3FkyRE3kLnFe3/ADE9tRZO8TnMDEtrZIiMRai6lptbl9xB7SWQZmM1imoWQUdB6zLWBF9RsQDPopmFndZn3gBNwB1jkBgAAAIAAAAAAAAAAAAAAAABYAFrBgABGFtLyuJV1GRhAAkg63iOotPIiJL+Al32/wDkFlUz0dMhtl0cqVeyOZUqe8+thk9ZklLJejzDf4gkWQ0XeOY66zEHS22XYtcOukanl35iSLvOk9QyOHXD4qtV7XcFqmUoucZmnuHSrCl2hZC8wWov1xo//tjf2hlYslK940eClf8AljR7f6439oW0/iQZrl7ZNvwt4gq9MxG2zEqUmM3xVK9heVObMsYn9dMUF/8Avk3/AGgtuH13R42Z/wDYm/tKHO+Naxs6694vbMlHRUK1UNEGkr2IZVbfalSjvJ0KUOryZc2XMK1UjUIcFl+QUp9u5NxmjcWrqurKn6SiEVcjfrGKzLtsaUSFjWDoWMnNDwS4YbM9br7r3yKV+IT+AjErMl2bgqoHpWZbalxkH0tnyrfsbXtik4UFm1gzBcTcXucp/wBrKOdRalJpFTiVOGvJIiupW2rvIdNrfRvhsZ4X/aYq6vVplc493+4tMV0iThbFc+iPkdornkVdttXIP5LDd10ywlweQ6IR/wCUqySZc3toa6Cfz4xsMSUXDmO2sNcIMiSTMOESpNR72kpUpTSvRcT7KjHDsSYsdxPiObWnVbMhd2U9hvol7Im9E6fLL8+B63fqoiH8x7v6nZv0eJWkKssH1Mq+0Q57VE6GoS459B9Sfpf8Rq/0bXzcrdVaLcqMk/ZUX9RlcZnoMY1hjszni+kQpv7ukT+4iiNets/tK9xOsyHV6nUZlJ4B6W/TpTsaQg0I0jarK5RjkxKzGOpYjIj4BoOrXnb+0oL9ntrFk/yj/aEZ9P8A5jm544xZ/wCslS/24bqOMq7U6M5S6nNdnM50vIW5tKQpHf8AGKWQgRdE466hltJqcWrKlJc6hT67/Ml3oV/MDcg7lcdb/ReO0+uHYjshg7H6ShyOrMqp9RkwlmS1sOqaUot2Yh1v9FnamV3V+7Y+0oXfZv8Am1KPtD/KMVeFMd4WnYmTAxFgvDkWK4s2yktw9aF35Sr5tgTP0hn8V0O0GHJRGw3ILIyiI0lsvE2pSfyocdlqJMx0iPXpDHbOCuuROEHBsnAOI7HObSfE3lcvInkqT4k/Z+MXU3esj1/P/vBXfR6Ni2xHb/73f1PP7xnvEVSxfYxok7DlekUaooyyGD39FxPMtPcYoHN5EW8xhaNfJ0c7eByBPmU6UiVAlPRX0HdLrSzJRfGkb/DHDjjijvt8ZnN1eOR62pLab+0naHO58STEkKYlMrZcTvSohEIiIxbXfZX7ZKbKKn9ynpjHXuFws8Fs7FtPjIj1ajtKcX20ZU5lNqV0k22k/wDiOQ8DM1uDwo4ekunZCpiUGfpbP3hoeC+UeH+B/HNWkmZNVQmqdDI/3jikuEq3okscsQtTbiVpVZSTuRp5jIar7cMjx5M3T04h659p2H9NykH7vUOulfK7DUx7Kr/fHnDcPYapELh04HXqXpyaxJBSha0nryup1ZvRc+jm7h5KrNPmUiov0+oRnI8lhZocbcTY0mQ1dROz7/Uo6WdK/TnzBCDhOn1BoS6fFkT5bUSIwt591RIbbbTmUtR7iIucZjcejf0I2XUv4plGXkFJjINXeWkMcO4SqlGq+Oa7UI2tuRUpDqFdaVOGZDu1Xq0TgV4EWsKR5JHi2sktx/JvjE4jKpR+inUnxbQ8yKMzUZmZmZnrMX3dsQpioXZmu/UEeo7gk7wrWYJWoxQbQXuDQpSFEst5GElvAO5AIydToctc2E0/Y7qLaFmbaVpvcc5hVLRISTDrrSba0kLNitvmWUphl3GkYWrNEWF9UGsqzNIiNrNN9fyiAusu7lklfeG01NolWdI0l1hJiSyLIJz6jsfOIa1ne4d4yw635JZKEVaiPVcV845HieeCTFeUarHuCZiyzW3iOhZo3AzVmO5kGmOBONuQrmSTsHUPHdKQlSbNmotYhvqy2XmyiIjjA+cTksZspLUczNVrDFy3lPPrWfOYmVOap89GR6iMVyrjf09escmK9szwJAAAGjBmyAAAABAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACwAAAJ1Ekoi1Fh92+RCyUY6FVJKXzQ3pCMkoNResOXjRYdlKfkMturMzJSU7+YUXV/mNFLflN3TiUxCQlWq+sSNJquE3SpNuYgDRs2IcycHUHW5FjGxwJiGi0Wqt1SoRZkmQxtMoRkSlKu2MCZGkwtt9SQ1cwviCmxFsjEnXcaY3wPiaQ3MqmHKlpm9hC2JZJ2Rm/dfg0/6grn++pGJN41EIzxmZjQ/VO3LQv8A2My9IqRhdv8AyOg4jxdht3CHuDhujOQEOPpW+++vMteTvGOjqjE+k5TjiWr7WjTczFVpLBtbpmEexrW2YsWla4wp0nhExhh7ElOpzEWnToT1OZ0DClLSaDb1bJ/IOfyLLEFbx85hBPKLcGssmycyRXSqcKXEjF9XgcHtXwaRnxSdIS54kJ6SfWyp9nxDG4em8Tf0Lx6haPPk4R5hQVdgkq0qTDw0z5IhVX2nfOCzHuHMJRnj4hUZkyTl0jl0pTl7KSEbHuIaNiOr+7FMhyYElzLp212Ulau0ORUSoE6yRXu4XKGhjP2RvENe8U+lHAqdNX6nq/JqID0VySXG9IhrnyJSpQ6i7wgYTlYdKgSKFO4gTaUoQTicxGnk6xxhmRmMhMad1BK+oerbULOnru12/KbR6dwe8+H6z/vaRIomJ8BUOYU+n4VnOy0JPQrkSiUlCuuwxFyMMOmW4QvVuvhV/wCws9IreGb/AMirlma3Frc2lqUZqUOi8G3CJhvA1LfYapFRmS5WXSyNIlrPbclKeoYJ8isK99OvWJos9N9oLbKouXVybjSXRapXX51Ejy4jL6zdVHey2bUe/KpIraPU51Hq0aqU6QpiTHc0iFJ6ww6nqEd25bgm2ZyWenxg9CYng0fhnwcxVqKbMXE0Fqzsfcf92fd2VDzrVoM2mVF2FUYj8SSw5lcbdTlUkyD9OnTqdLTLgyX4r6NaXGXTSovjIWWIsbYmrrOgrNQZnoLkuPw2VOJ87mXMNVly2cz5MlNNlPavg1mJse4GxFSqbT6tgyWt+DGaYRUI8xKHrpTbdbKpPpDLX4M2D4xoMUS7H+zOONNIX6S0ZlfRGRM+8JvrCtaz+4IpVfaaLGOLJuI0xI5MtU2mwdiHT4/wTKfvKV0lqGbzBxesgwpVjFbtDcl9SysawWGGq5VsO1lqrUWYqHMbPZWjn7ldZdw6BiLH2C8bwyPhEw0/HqDZZCq1GcSThn4m1c3tfEOWmZEe8E8WdIvqtlIwJZ062TtPkvjoXBVY3i4QKyaeZn9XvK+a+nyi0pOPsM4KTbANEecqv/XVYNBuI/u2U6k+0Y5i+3lUGnOYrjWrGRkwTaxU59YqTtQqUlyVLeVmcdcVdSj6zMPwokNTclMuVoHkIu1s3urqPqFY3uCm+VcVyWKLUSkKymEX3kYmuNmuLp9QgqLnERORwgRmdwZgjLWGEku6fHYJgl5jPP18wk6BoztZB+e4awxEVNS6yRq2eSRC6cw/ISWvSJuXbGO1oWS9FaSiU2STMjNJ25kqDDh9Zi4cpDbThZzVfrzCK7ARflKMRuo3puVRvG3uUZH3BxqoPI1meYhKfpyS3XERdPUR89hZujERDfBPYqDTpFmPKoT2VZkcwzioziDuk7hTMmSwrUZl5wrVZjtG2iPJpULOxpIVVeulktfOHItSbdKzmwYj1tSDjlZWY7hESVeMjs/aUpnc94URZtQIi1Ay3EW4bjFH1kbsAHcoANiPSGgAAAxUAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABMpMnis5p4+Y9fmEMt4O4GXaBkbWTqUaSlSEqI7pUVyE5p1KitcZDC0zjEHQqPyjWr4hcoeUk945Fi6tqdhG3TJcKbQrnG+ZwnR63gKhtU1XE8USGn3GEGexUCS+otD4Xez2uT2BzViSXWNRWK7AlYboMCGiW1LppOZ3lpJKVGpzOZpsrNsmIWI+Cts/Jp8A06CteA6fU6JCdXPxHIhS9K3traQhnKlXm0ihVVKjlVeDOnVCnU2m8bOsS47zqVoaNaEk0psts0n01cm/N1C5Y4SIsutYVqlZplplCmuTJTrOX34tSGySpXi8mnMfS5QxuK6vRncFU2gU4p+njVKVLNxzLk8ulssu/lFo0+0oWFRIx3AKl8H2DydgQ2Zz5yifkRzStTxk4RIzKSak8kxY4iwc1G4OjXEgvJrVENmTVtRmTrUnLYklfcyWjJXiWrs66+PiXDBwMHRajAnvN0Fx5ctPk7SDWpLiSSV+SWXKrtdwr8J44fp+Ol1mrSJ1Rp7+manM/60y4lSVIUlR2TmzeqAkM2YH/AEL+6XubG90fd7ifGsu1odFpMvyh7gwwpUH65hiuT6OT+HahXY9JcddNK0OGo9prLmzcnNrDSq9hI8Dqwu+mupT7rHObdS0ydk6PIRGnS77c4q8P4kpGH8f0SqsLq3uDSZzUzil051rbynmy8lKlqT6qRYQWmFZWH8QY1RhCs0enQG6jOOBDnxGzbchuKUaELtmyuJzWzJV0ekLWt4bnwMNYTh0+gYcmTluTY896QbZad1iW62i2dRbkp5usZOn4lw5QsSuYlo0SfNqrDypEQp5NoZjrNWYnFJLNpFJ3p5O117g7W8Q4VrWFMP0mqvV5MqlofN11pplROreeU6e9fNmt8QZeIF1IuKOIReDvBtWg0eDBk1F+pFLcaRZTiW3Uk2n4iUNDWW4Z8F2C5rMCMzMlnNOQ+hNlO6JxKU5viMUFWxFgeqYSodCfYrsT3GemuJNttlWZDy0qSk8y+ikiK/P8QtEYnwFUcN0fDqjxJDOmOyzb8m2u6HnMyU8ropSkNYmwRJb8FtOgyqm7U6rDlzqZScqpjLaFZnVKVlShP1+ikxdOYIrSeEmZhulwSrDkYuNNNmdkSIvwiVbWXlJUkZmVXKcnDTFMw4qqwT4+9Ilm7l8ohWy2nMk+ZOb2lCzqeKGZ2GaEyUipFXqY27HOaR7L8dSlGlvNnzbOZXqqyjNgtNC1Nhq4OJNeKg0gpiKu1FSo2bFo1Nury2JV7XSn5BMjFx3ALVXp+H6AmeusyWFqcJKUJaJplRJIlq7RqP4xk41bpZcHz+H1pmccVUW5qXCSjRGSWloNO+97r+YSolaw69gRigT0VQn2qk7Nzstt5CJbbaMtlKufwd/jC4yJKmmZp0yVhBb8HBkCbU0YhdjPNtRlLQ22lpKlJzZtlN821m9YRYVEor+IMdQML06PWmocRDtMI80mzmnZSpCe2nyjifFlSoVicY06mUZiLh7j7MuJVeOx3JJpWSi0SW1E5r6WXa6O0pIhNYgwxDXitdNgT4CaxA0cVsjSpENzSpe5V7qTmbsnpZVBxSu4VKdTYMqjFEgtU+pyIKV1KCzyWX86k/EpSUpUaea5CwxLgmKxwf3jU2Y3XaNo3qqvas6zIy2yl/Yq0aVf3igzIxHQKlXqNiKuQZjktgknWGWSStEx1PJd37ClbGbfmsrrIQMJ4wep2L1VKsSZ1Rp75PtzWb65TbiVJUg0qOyc2b1RMDkvg/wjUKdPZn4iw9HfpdYoFQm0/jJpWhehjKcSrZVmTZSU7+0KzBtPpmNUz8PSqbBg1soj0uBPi5kEtTDSnFNON7sppSraLIpKusDCOIaPRMSSZMlVVl046fKgxEmpOlaJ9pTdtpWVNtIo9XKUKuJiCk4bZmqw8ia5UZsZUPjkjKWhac2XMiCzWUaTNObNqIz1awykSarG9NOFKZTTsK4bKEWH401y5t57qipccUlOfSZsylKSMtwrRoEeVhtNOp8KJxjD0KTI4ujLnecbutR/MJmMq7gWu1VmoSGsSJVFp0aKccm2UIWbLCW0nmvckryhuvV3AdelUSU6WI0HTqVHhONaNhGnNlOXNmvs5vXE4ILZvClQh4NquFKvh6PDxKiA3XKc8SEG9Ig7WmazF4dvteTUkZE9FR+Dlh1ynQXqjVJyX4rj0dKltx2TyqPX0XHLp/7lXWK6gYmq9CxNS8QxJK1yae6laCeO6cpb0ejl2cvZUHca1mHiPFa5DccqXRiWTUKIXKYiJO5JT2jtr8SlKE4JVTf8LVIk0nEeJo8PC+GWaJHtk0amCkMIVlJKk2Vpb5llvDHCzgmiLmVWp4J8kukZfdmlWubGpPvhrnUyrNtfw1eGwqMd13A2I8WVXEZ+7yVzrmiPo2T0SspER5s2u1t1iuIFfxoSeFJ3G2Fn50NeYlJS9lzKLJlUhSeSpKuz2VCYjISO8JlVj0qoQ0QsO4fbXIpVNecXxBKrKVDbWo0kq6SupxXNzJ6hf1mk0mp8ONZ4PvcSlQ6K066s5EaEnjLLUdvjDmjc61JbUnbvyhjOEbEUDFWLEVFmnFTIa2IrJxY23oEtMtoVo/Ds7Ier3CESOGpzhEw7HUyvjBSUMTrayUnI40rLykqLOn0VC9JM1ilPHxXTvdmz2FaI5QFOW9ztBZxLV72KT8Nm58xrPXqtl2QnhbwxGwdwg1OgQpHGYbKkOxXT5Rsutpcbzd+VabhyW/wfHWvdNiDWyi5tJ7jXbyW/h8ZzZsvfo81vlFNjCvzcV4mqGIKmaEypjudSGyshBERJShJcyUpJKSLqIg5JVabypKtuByiIyJwi5QaLzBxbxqbyGXJAAwAAAYYQ0nB2vLWDT1pHQpJaiHNcCryV1vvIdKmcgjGPqPcaaPaUlSaueYVGjM1WMX8tOdAqybInDuM8xkviRo2iy2MR3WStqEpzqINKvbWACqca2jBLjEtNhIc+EMKb3kGiZEmCmlQspXSIb5LRsnew0TySMVFWsSrEQ0V2TM4K3TEZK9CTUYWSbKBNnYLLWszGiShYBkACswAgsIgAAAtMYAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA5wD5gAEFhQphxJ6F32ValDaqUS0EtJ3JQ52Woa7Dkw5ETRq1m3qGLq0xG5v6S3nQtiUpJiUy+ZFrEmmUc5jaXZU+n09g97slw9fooSlTivVSL6DgmkzDJuJwj4SJ0+g+cxi/wAbkdJDJjJqZjPIdClKJY6GngH4SXVZ48CmvQ0Fdcxqch1s/VRmcV7BCmlYFiU+ScOo46w7T5ZctmWxUGjT7UcNCyVbR9DDyWtYhupsOkI4LcQ1FJfq9UcPYhX/AA6dV2VOn/3alJV9EZPEuE8R4eK9foVSpZF05LBpSfrFsiYQlWmDNOX5wwpVhNUkjEZ1nqC+BiG4GHA+6hSd4Yd3B1AjOnc7hph1TMgnC5jC17zINK1jUpU5tIchLhEZHsqFlHWMnh2TvZV6SRoGVmZ6iM/MMzrqWqW7a9YezhhmJOJnSnBlaPt6NWUS6TBmVSYmHT4MqbIc+Dajtm4pXnJJimIJI7p6hGUY09fwXjGhx+N1bDFUhRed95hSUo+MZxuO++oksMOvr7LaDUYeCsjHziO7zibNjyIyrPsOsH2XEZRBdMEjqR3SsIjwmObhEeETHI2eCMpNw0abB1V8wMy1Cz4KfkYWQbUm4kKSG1FYE8kkc02CTOxiVHjypb6I8OM5IdWdiQ2m5n8Q21M4GeEmfG46vDL9NiJ5T1UebgpSXdplJDYJZjBEYhVFn96OjSODpiEokVPhGwTEUXKS1MdlGX+xZWLikcBOMcQxjkYTkQsQsl+8YjyoyFei5JZbQftB1ypU2Dh2sArjq9a4Faxh5KFYtxZg/DylH8BJqemeL1GErMZWpYVpTV00vHmG6s6fJbbTKj5vWkMtpL4zIbTNkydwA9JjOR3VNOkaVpOyiPmMMiBgAAzBAAssMuE1WGFXHSTf0jO++scrphmmc0ZHuUNxAm5dlfWMvURyX0T2lhIc1GQgGd1mYemuEpGZJiK0q9xnksDcMuYMLIzDjphtVwuMjkF0zJ0KQesG6W2VwhJ7Qs+ADeOwp6trsYtpB7Iq6mnyObvDUz3C2+CuRrMg8R7QjoPWH2zI1ENjGRQHdJ2MAGd1HcwBA5EAAAFpjAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAALChzeJz0LUZ5D1KFeAImMjK2DosgzvpDM1EevMHIMsopaVvXJPkLP913+kKugSeMU1BHykbJiVkHKdNZOorbFpTK3WqPUSqNLrlQhSz5b7L5ocV8aSHTqV+kHiN6KVLxxQ6NjOl87dQjpS58qU5fojkBHcEpNwK0x4FZVb3HaltcA+NUkuNNncHtUUewUhvTRb+l0fjNPmF/GofDng6mFIwlXWMaYdts8TeKczbvZPWfq/KPOB6tR6xLoGIq/huWUugVmbS3y3HEcNsl+mRalB4Yiav3OvuY04KsQyfc/hF4NF4YqhH5SbQSUwRd6o6t30gp3gQo2J08Z4MeEWi4gI7mVOlHoJae634kpFPG4fatUGW4WP8LYdxnGT0pUXRSC9FxOovZDrLv6PmIlG42rE+AKietBpPjsRtXhMvKn9EW5iSrGpgscYBxng5Tn6zYemU9tC8ulUjM0vvS4m6T9oYp1Gsx6tw7NxnSGzLCv6Q+CsQU7miV6TlWfhyvZ1p9oQawWCpO1wg0LghN0/hZVExG7FX6WjjpczK+IR6Y0WfseWHUdeoWFeoiolYj0dlJu1BtpCZTaCuemUV9HbtJJSUq8SVDtsfFv6P+FMQKm4fwfiOsOtlaNJeqFiQvtNpVruXRUevzKED/p8omGyNvgx4NKThqpLQaXKpLc47KPvJSkl89xaoM7fMFLQ+CP9WaQzirhXqZYUpbmuNT756lN8KGf3fpOcnsh9fCCmE2cTA1Ki4ci5rlIQRPT3E9apKizJ9FGUhyrFFerGJqw9WK9U5VRnvndx6Q5mM+4uou4g9QJN2VJPlJ3eYRaoqnUYnCXj6PJJ5OM8R6Xqcmuuo9ZK1ZR7M/RzWutcHlNxZUY9PVWKglxEmUxCbZW4lLikpJRoIr8nnHhx+mw4FGp0qqTH2Jk5vTtxmmM/kjzZVOHct+XNa3JPN3Dvv6JvC7DpDDOA64l3JIm2p0hsrkRuK+DUku/pd4WmdZyF6zK5g9B4Glya7ExGxXHUVBhFamQG2nGUZCYQrKSFERWVqM73vceXeHTGOLcOY+q2EqDWDolHgrQUWPSmiikklNJVdSkbSlbXzD0NiHEGGuCrC1Uq0udLnceqsh9tttG0qUvaU3mLUktnpfOPGGIK6jFOKqlX6/JksLmyFOJ0DBOEXgK6k2yll694a+fBXQvkeY4Q8ZNoJMnEVQqSD5bFTdKWyv0m3CUQtqYxgbHvvfyOCq+fwbm0qmS1+K+1HP2kjH4lpT1FqpQ3FtvNuMtPsPIO5ONuJzJV8h3FI4dj32GeGNWpoMd4HxVgqUbOIKS7HQfwchO0y56K+SYpsQw9FHps1n9lmMpyf3iNlxPpZtr0TT2hueD/AIY8U4Vp3uJJTExBQlI0a6dVW9M3l8PZ83J7hfHwl8EkuBLh1XgrfiNS8q3EQapnQ26X7xtKiTo1ebogmBdjhxlYPU+JKqE1mHCivSHnjshtps1KM/MQ7xh4uAadHJ6kUiKc4/8AR8TVx2KlJ+E0NqbUXpKSNhGq2MWoxRsK4h4FsCwrfDQKm0bnrHtZg2mBGc5Rhf8AR+4Qauwc6qsQsLUtvW7JrDuhNBdeTle1lFnIoPAFgdBprNfqfCDU0/6PSve8VJ97l9fqrV5hOxPTcEPvpm8JHDnUMUOo18SpcdckvUcM9Gn2U+cU58JXBjhgzLAvBjGnyE8idiN1T6/PoS2S9VRCyIwKXuGMY8J2JP8AJnA5wcwMMQHdXHKfDTpCL+0kupyfeEWv8GdHp1Q90+HHhiNVR3nTYL6p0w+5Sl5ib9nKMDjThj4RsVkbE/EkiLBPVxOD5Bok9myeUn0sw53/ACC7E6HdVcL3BtgxJt8GPBlDXLTyKrXl6Z7N2iTtZfVUkYPG/DJwlYz0rVdxVMKI5q4nDUUdhKerKjUr18wwig0oxPqSNpAt6StMdTSzzsLVc0q12V1l3ijPeLsk5mzSKiSnK6aRdU2SmxQjWZtEgwg99gQFxcVh7gQLmAMADsM/Lo841DavJpGWiank+cadjW2kZOq8wX0eCQ25qtcSGFXMRCD7J6xliC4ccCFnqC3T1BhwxZAEV7lBCd4U7rUYSXKITI6iny2TFbUP2cxZO8kVtQLyChNXkSzmCo6gtJ2CAdxvMUEgllbcAGy3ABC0YAAAFpkAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAADQYNdJMl5rtJGhWk0jHUB049TZUe5SrDcKSShh6mMTBtobghqMiCNMaQp5BpEYzLnGfGC8f0qDDLuUwyow2pR9YMDBq1HqDajANQTe4kBKlWINqUVr2IKWRBtW4WQAhZhh2wdO4ZX5xaog0e4OQJGhfJe5Jbw0oNnvF2MlbHoCjlhPHWHKVGk4jg4axNTYqYWkqGbiU2Mn4NWkT8G4SVZdfK2RrcFwsCcFMhWLKpiml4nxBGQfuXTqSpSmScPctxzLqy+bn1GoebaNMv5A/UF82sZW7BlXacHb8B8IdNr1Kr2EuEiQ9xCsyznM1BvXxKSrpZez+ecV73BthmE/xyo8KWFVUculEW4/KUXcySdau/MOVoXcLNRdQr2+pZrnwX/CJWINcxGcmkxnItKYYbiwGlLzOJZbSSUmrxq1rP0iGUdEg1Bh0LJK+SOoyCDMrAOag0ahHkYBcoAi17gCBgwVhBKtwWQJQticikRwtYbUJDpCMreFJCUEkFKCRICS3iPUmszedIkAWunKfOLVnVhWXYpCBGFvINDpo6gjuGwyB84IzBgucADkb4ZPnGnYto0jMxU3dT5xpGLklIy9QX1eB0PMKK4YPcHGiO5DMXEhw9QYdPZDyz1GIzp7ImAgYVvBc4JR6wRGJH+BTh6hBma2lEJjm4QpJ7CvMJT3CT4Kc95gEAreYIdAwjlwAi4ANRthIAAAYoAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAiuR3IbOkVE3YzWlvpPtDG2FxT5bug+GL0BTcuYLqJwxqSeJW+wjyENqMV+kcttIQvzJsEmtPSbcR5l2GTBs2HJCbGI61WBG5/ef7RIvuLRqfgVms6DTzpkpbbel/dob0fJ8Rm59ETpkjYobgjUQjHMdM9ZfdCM59lHyCfTJ2JCnA2p0gwSr84Se8NCBsG47c7BlRmZ7wlzlgcwuhcC7BKMjPzBs9ZhS02MIMWRwUO3wPQ3jZfS4W8jGsivE80lSTvctYxnPcXNAlmhRsqPlbhVfVtGSyiz8pp23A8R3IQUq1iS2rUOfjBpHFKDDig6agw6JgmBl0MK3h5e4MqERGSRSdwVYBrcHSIrCRRkJPeHbBtZBs4FG3NwjOEJKgw4WoTnIwyYSe8GogQYUM9wb5wowkSQRKki6s5CCZaxbupJxsyFWsrKMuoaam4wU2INgz1gGWsAuoXYwVEqnNmp0lW3C/b5JCup7eRkj5zFi3uGK1syXqvAsLbOwQe4KI9wpLB5e4R3eSHjVqDDu4MHyRlbwEmCVvBXBMhApw9khDf3KElR7IjO6yV5gyeSJ8FMo9owCAXyz84K46Hwc+Z5FZgAVgAEhAAACRAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAPnEiArK8I3MDbUaVXENGRlbU0jDi08rWQU66o+SovMKyNUVnYjQXxCZp23S2kZO/f9QxzXqaV7hL+jMXEV6I7QoZVHjnFEyH83FsufNs5N/isKc8hhxqQ2hhyK78G7v+r7wmCZI0r3Lueg45/wB5lDFztv8AnCDLX8M0Eau19EWYCBxK1c6bAjLOdyudt9iDsSKuQh1ZHZLScyjHfcEMUv8AUXgz/VNmmvPHWnv1rNVr20qdGmRm/caLNytnldIBOTzy4hRrzElRpLedtQIjukyJJmRbzsPV1KPgtqNZjYepkWVCg+7ctyn1WAbUmE82p5WUqgy5taNOj2VK/d9LeMljCOinYQ4PnuDqBTazS2o1q4bbaFJfnpWek41m/dr6Gk2cvJFmBNjz05cIT3jvGEsIUeucHmIMHymokXFcVCaxT5S1GRZ08qKpxWzlWhScpZvhMw3OMqThR/CE6nRqVh4q2WAIEhttyO0guOJV74UlxO3xnw8/SEwVnky4UhSsxEkjM+YiHbuCt3DCeDPEdExrSIl5UFypUuWcZPGSfZW3ljoc32c2tQ6Piim4RXVMT1mkwKJHrVRwPEm0CMyhpCI0laPfLTSU8mQSSSpCS2izKy84kXJ51pkk5LF1EedPKE0j7jHYkV+jYTThesycPUat1pvDeXFUByMjbzPoSyperZkaJSlKVyu0NLhODghvhTpTdDnRanhSZQ35LRS0IM2HFG7lQ5m3OEZZS6WyMbVYNS2HnwlWCVKv3jrlRpNHd4OsKS5rFOPEUPTu1MknvipPyHGEt9Iz2e1lurmG5o+HsPIxnVsV0+FTDoddw5JmtRHUNe86hZPkkpVrSrNmU3so5QrivI/qSeZHC5ucMmSr2sPSGC2sDvqwYdej0RvGKqJUFLaeQ1ouMZ/ePGCLZz5M1s21yc3MJHBtHpDyeD08Yw4CK2qpzSlJmobz+5+ReTjBK1cvk5u/LziYrCbJPNbZH1B09R2Mek8OwcOv4m4NJKIVFegE9Oj105MdpC8915UyG+Tly5cqjHn/ABZn/WqqZsuTjS7W2SyZtnL3WCSuo6tsVh7gyreHTDSgkjDa9wYWH1hlYmOCRlRBtQdUG1ByAjCbBRgraxIsiU7hAnIyO35jFgQYmozN36hZXOGEcrDOwdiI0j6S5gyoWNIQXLGqycKZl9xYtJtYuoS207IYSVjISm91xgg1fAhWowTZ7wHN4SneFnySLJQS4dyBr1BtR6xPwHyMK3mEkYUsNGdhOAjyKUewGHNxh0z2QyrcYdI5D4Kdzln5wQU98IfnCRvjwc5vcAAAASJgAAAACQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAABAAAAW0siWRmQsW3STZRHqMVYlsLbyZVHrFbxkurYmGoyPVawC1korKLUGT0d9ThgHe2+5CnU0hqbQZXbDWXKeyraDm3bYDZ5iPk7QYDQ0VTisMVKIXLdlMKNzuJLhfWYpn6fJjPmS0oSSN9nSVf2RPw+t02psQz8q62haUeZRK+oxTqaU0o9JcTAgC13JK1p69dglJKMjJLhpLnK4MEYnIYCdve5HrCO8zC1ayDdw0EA1W1hKt97gwDIwwkxkTm16zvcXlDnZve6zJPZMUmUOILKZKSdjIQ6Q0BXLLJrD2TPXvAzGZcoy+MV9Pm8YTkXYlp+cTM2vWOeyaSa4eZgcNff8YbcM9+Yz77glbtQTfmCE4HWzse8yv3iQhVi12ERJ6yuH72IKMOLDSwszDazEkjaw2oOK3BtQkkZVvCTDiiCOcPAsyJUCMKMgVgCBWuRhpSbpMg7YwSiD5D5KV9BpcMusW1ORlYIR5bN3EmRCwjIsghZY+UK1XDZHm06xJTyQ2hNiDqS1DPHI42vcEI3hww3uUJACg2YcPeG1CCRlfOGlB1QaUJgAg2fOFmEHuMPHkJ8FTI+FPzhAck/DGGxvXwc5vcAAAASKAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAFxRWUSbpVvSLVymtmRGbdxUYXWSZxpUdsw1xHbUe4YL5lWN9TbKUblNR0UmIj0HKezchpTJKj1GGnGEqO5kFVpLDKKjrSdyUZGCzvpLLnUZDQyIibcwrno/cYdbsi6lUtJmd9dwWVXXYTHGsvWG9HfeLYcNSPlMiCTQYkKTrBZBOwupHNBg8phxRBNjDbZDQSRdYFtViB2MFrBkmYFNKW2olIUZKIXsKSmSzfXnLeQoC6w9FdWw5pU7uoK6Q0ELkvDVshN9YJtaHUEtP1gFvuQwSXiiPWQkpvYRtW8Ptq1EIAWW4IUHLag2sBIgzDagZnrCVhiQjCDIHfWDPcDIogAiBgrh4KmC5glQUYFrkGDIhRXD8QyURkGu4BhWR3zgAnkH0FsBhs7iQnkhM58EjCy1mGyLWHXN4RYMAhW8MrPWHFHrDKz1hSRJhpe8Ohp3eJgBJhPMYNRgi3GLIgPgqpfwphoPTPhTDJDavg51nuAAAAGFP/2Q==</binary>
</FictionBook>