<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>sf_fantasy</genre><author><first-name>Licia</first-name><last-name>Troisi</last-name><id>50098</id></author><book-title>La missione di Sennar</book-title><annotation><p>Proseguono le avventure della giovane guerriera Nihal, l�ultimo mezzoelfo esistente nel Mondo Emerso, e dell�inseparabile amico mago Sennar. Insieme combattono contro le forze del Tiranno deciso a conquistare le Terre libere e ad assoggettarne tutti gli abitanti per mezzo della stregoneria. Adesso Nihal � alle prese con il mistero della Lacrima, una pietra che sembra dotata di enormi poteri, mentre Sennar � partito alla ricerca delle Terre Sommerse, un continente di cui i secoli hanno cancellato le tracce. Per ritrovarlo, Sennar � costretto a imbarcarsi su una nave pirata e combattere contro i mostri del mare.</p></annotation><coverpage><image l:href="#cover"/></coverpage><lang>it</lang><sequence name="Cronache del Mondo Emerso" number="2"/></title-info><document-info><author><nickname>N/A</nickname></author><date>2014</date><id>7A215D2B-ED48-4FE8-B737-D31F52611CB4</id><version>1.0</version><program-used>fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used></document-info><publish-info><year>2004</year></publish-info><custom-info info-type="librusec-id">280833</custom-info></description><body><title><p>Licia Troisi</p><p>La missione di Sennar</p></title><section><cite><p>Il mio nome � Nihal. Sono cresciuta a Salazar, una citt�-torre nella Terra del Vento. La mia famiglia era Livon, il miglior armaiolo delle otto Terre del Mondo Emerso. Il mio padre adottivo. � lui che mi ha insegnato a usare la spada, che mi ha spiegato cos�� la vita. Gli devo tutto. La mia infanzia � trascorsa al suo fianco, tra spade, scudi, corazze e il desiderio di diventare un guerriero.</p><p>Ho vissuto anni sereni, ignorando che cosa significassero i miei capelli blu e le mie orecchie a punta.</p><p>Eppure, da che io ricordi, sentivo delle voci, avevo incubi ricorrenti. Visi contorti dal dolore che mi sussurravano parole incomprensibili.</p><p>L�esercito del Tiranno � arrivato all�improvviso, una sera d�autunno. L�ho visto avanzare sulla piana di Salazar, come una marea nera che travolgeva e inghiottiva ogni cosa.</p><p>Della mia vita d�un tempo non � rimasto nulla.</p><p>La citt� � stata presa e incendiata, i miei amici uccisi, mio padre passato a fil di spada sotto i miei occhi. � morto per proteggermi da due fammin, i mostri combattenti creati dal Tiranno. Li ho uccisi entrambi. Avevo sedici anni.</p><p>Ero abile con la spada, ma non abbastanza. Sono stata ferita e quando sono emersa dal torpore della convalescenza, sono rinata al dolore e alla disperazione.</p><p>Ho scoperto di essere l�ultima del popolo dei mezzelfi, sterminato anni prima dal Tiranno. Ero solo una neonata quando la maga Soana, sorella di Livon, mi trov� in un villaggio della Terra del Mare. Il corpo senza vita di mia madre mi aveva protetto dalla furia dei fammin. Ero l�unica sopravvissuta alla strage.</p><p>Da allora ho iniziato a cambiare. Non ero pi� una bambina allegra, ma una ragazza cresciuta troppo in fretta. Gli incubi mi tormentavano ogni notte. Ho giurato che avrei lottato con tutta me stessa pur di abbattere il Tiranno. � stato allora che ho deciso di diventare un Cavaliere di Drago.</p><p>Entrare all�Accademia non � stato facile, ho dovuto conquistarmi un posto con la spada. � stato Raven, il Supremo Generale dell�Ordine dei Cavalieri di Drago, a scegliere i dieci guerrieri che avrei dovuto battere per diventare un�allieva. Li ho sconfitti a uno a uno.</p><p>All�Accademia ho vissuto un anno di solitudine: gli altri allievi mi evitavano, perch� ero una donna e perch� ero diversa. I loro sguardi carichi di diffidenza mi seguivano ovunque andassi.</p><p>All�inizio ne ho sofferto. Poi sono diventata impermeabile al loro odio, alla sofferenza, a tutto. L�unica cosa che mi importava era vendicare mio padre e il mio popolo.</p><p>Le notti erano affollate di spiriti che mi incitavano alla vendetta. Le giornate erano un susseguirsi di duri allenamenti. Volevo trasformarmi in un�arma, senza sentimenti n� dolore.</p><p>Volevo annullarmi.</p><p>Superata la fase iniziale dell�addestramento, mi attendeva la prova della prima battaglia. Quel giorno, sul campo, la mia mente si � svuotata, il dolore � svanito. C�erano solo la mia spada di cristallo nero, l�ultimo regalo di Livon, e il sangue dei fammin. Ho lottato, ho ucciso, ho infierito sul nemico. I generali si sono complimentati con me e io ho creduto di avercela fatta.</p><p>Ma non era cos�. Quel giorno � morto Fen. Era un Cavaliere di Drago, il compagno di Soana. Per me era un eroe. Ero innamorata di lui, l�unico sentimento che mi legasse ancora alla vita. Quando ho visto il suo cadavere, ho deciso di consacrarmi alla guerra.</p><p>Perch� il mio addestramento fosse completo, sono stata affidata a Ido, un Cavaliere di Drago appartenente al popolo degli gnomi. � stato lui a insinuare il dubbio nella mia mente: era giusto ci� che facevo? Si pu� combattere solo per la vendetta?</p><p>Finalmente mi � stato assegnato un drago. Conquistarlo non � stato facile: era un veterano, gi� appartenuto a un altro Cavaliere. Si rifiutava di farsi avvicinare, non voleva pi� volare. Il desiderio di battaglia si era spento con la morte del suo padrone, ma io sentivo che era come me, sperduto e solo. Era il mio drago. � il mio drago. Si chiama Oarf.</p><p>Sennar � sempre stato al mio fianco. Quando ci siamo conosciuti eravamo poco pi� che bambini. Siamo cresciuti insieme, abbiamo condiviso risate, sogni, sofferenze. Abbiamo lottato per la stessa causa.</p><p>Penso spesso a lui.</p><p>Sennar il mio migliore amico. Sennar il mago. Sennar il consigliere.</p><p>Non so se abbia gi� raggiunto il Mondo Sommerso, non so se lo rivedr� ancora.</p><p>Il nostro ultimo incontro si � chiuso con un addio che non posso dimenticare.</p><p>La sua assenza � un dolore che mi accompagna ogni giorno.</p></cite></section><section><title><p>TRA TERRA E MARE.</p></title><epigraph><p>Durante la guerra dei Duecento Anni, molti abitanti del Mondo Emerso, stanchi dei combattimenti, abbandonarono le loro Terre per andare a vivere in mare. L�ultimo contatto con loro risale a centocinquanta anni addietro, quando i regni congiunti della Terra dell�Acqua e del Vento tentarono di invadere il Mondo Sommerso grazie a una mappa, ottenuta da un abitante di quel regno tornato sulla terraferma. La spedizione fin� tragicamente: nessun superstite torn� a raccontare cosa accadde. Da allora, di quel continente non si sa pi� nulla e si � persa memoria di come raggiungerlo.</p><text-author>Annali del Consiglio dei Maghi, frammento</text-author></epigraph><epigraph><p>Si sancisce pertanto il diritto del re della Terra del Vento di custodire copia della carta nautica con cui (...) La mappa originale verr� impiegata (...) spedizione militare contro il Mondo Sommerso.</p><text-author>Pergamena recante il sigillo della Terra dell�Acqua,</text-author><text-author>dalla Biblioteca Reale della citt� di Makrat, frammento</text-author></epigraph><section><title><p>1</p><p>Prima di partire.</p></title><p>Una sacca con qualche libro e pochi abiti era tutto il suo bagaglio. Sennar se la caric� sulle spalle e usc� all�aria aperta.</p><p>Sotto il mantello indossava una tunica nera lunga fino ai piedi, ornata da intricati fregi rossi che culminavano in un grande occhio spalancato sul ventre. Non si era ancora abituato al clima di Makrat. Quando abitava nella Terra del Mare le primavere erano miti e nella Terra del Vento faceva sempre caldo. Nella Terra del Sole, invece, sede del Consiglio dei Maghi per quell�anno, la primavera era gelida quasi quanto l�inverno e il caldo torrido e soffocante dell�estate arrivava all�improvviso. Sennar rabbrivid� e si copr� i lunghi capelli rossi con il cappuccio del mantello.</p><p>Aveva diciannove anni ed era un mago. Un ottimo mago. Ma non un eroe. Era Nihal quella che si gettava incontro alla morte senza esitazione. Lui elaborava strategie dietro le linee. E ora che aveva la possibilit� di fare qualcosa per il popolo di quel loro mondo martoriato, aveva paura. Dopo mesi di assemblee con i maghi del Consiglio e riunioni con i vertici militari, il momento era arrivato. Sarebbe partito e avrebbe solcato i mari alla volta di un continente che, per quanto ne sapeva, poteva anche non esistere pi�.</p><p>Da solo, cos� aveva deliberato il Consiglio.</p><p><emphasis> Sono un codardo.</emphasis></p><p>Da centocinquanta anni non si avevano notizie del Mondo Sommerso. La sua missione era trovarlo e convincere il re ad aiutare il Mondo Emerso in una guerra di cui non si vedeva la fine: quella contro il Tiranno. Alla luce dell�alba, gli sembr� una missione senza speranza.</p><empty-line/><p>Il suo cavallo era gi� pronto. Sennar esit� prima di montare in sella. <emphasis> Sono ancora in tempo. Posso tornare al Consiglio. Dire che mi sono sbagliato, che ho cambiato idea.</emphasis></p><p>Si guard� intorno. Non c�era anima viva. Tutto addormentato. Doveva partire cos�, senza un saluto. D�istinto si port� la mano alla cicatrice sulla guancia. Poi spron� il cavallo e si mise in cammino.</p><p>La prima tappa sarebbe stata la Terra del Mare, dove avrebbe cercato qualcuno disposto ad affrontare l�oceano con lui.</p><p>Era la Terra in cui era nato. L�aveva lasciata a otto anni per seguire Soana, la sua maestra, nella Terra del Vento e ci era tornato di rado, perch� il viaggio era lungo e pericoloso.</p><p>Sennar mancava da casa da due anni.</p><p>Ora che si trovava a un nuovo bivio della sua vita, sentiva il bisogno di rivedere la madre.</p><empty-line/><p>Arriv� al suo villaggio, Phelta, che era mattina inoltrata. Il cielo era nero e gonfio di pioggia, un cielo da tempesta che incombeva come una cappa sulle poche case del suo paese natale. Non c�era in giro nessuno, dovevano essersi tutti rintanati in previsione della mareggiata. C�era umidit� nell�aria e Sennar inspir� il profumo del mare, forte, penetrante, che arrivava fin nell�entroterra.</p><p>Il villaggio era un agglomerato di casette in muratura con il tetto di paglia, le abitazioni tipiche di quelle terre, circondato da una robusta palizzata di legno. Era un paese piccolo, non pi� di duecento abitanti in tutto, e aveva un aspetto modesto. Le case erano ammassate le une sulle altre, come un gruppo di bimbi spauriti in territorio straniero. Sennar non aveva molti ricordi di quel posto. Era nato l�, ma lui e la sua famiglia avevano dovuto abbandonare presto il villaggio per i campi di battaglia. Vi tornava poche volte l�anno, in coincidenza con le licenze di suo padre, e solo in quelle occasioni poteva riallacciare i rapporti interrotti, ritrovare gli amici. Ma quella era casa sua. La sua patria, la sua Terra.</p><p>Prima di andare dalla madre, volle fare un giro; sentiva il bisogno di riappropriarsi di quei luoghi, calpestare la pietra del selciato, sentire i profumi, sfiorare l�intonaco delle case corroso dal mare. Si perse a vagabondare per i vicoli stretti e tortuosi, si attard� nella minuscola piazza centrale, dove nei giorni di festa si teneva il mercato, indugi� sul molo, un�esile lingua di legno sospesa sull�oceano.</p><p>D�un tratto vide tutto con gli occhi di quando era bambino e fu travolto da una moltitudine di ricordi sopiti: immagini fugaci di giochi tra le case, di amici perduti, di piccole gioie. Cose dimenticate, forse troppo in fretta.</p><empty-line/><p>L�idea di rincontrare sua madre lo emozionava. Quando fu davanti alla porta, Sennar sent� provenire dall�interno rumore di stoviglie. Esit� per qualche istante, poi buss�.</p><p>Gli apr� una donna minuta e lentigginosa, invecchiata dall�ultima volta che Sennar l�aveva vista. Portava un semplice vestito nero, da povera gente che rammenda all�infinito l�unico abito che possiede, ma ingentilito da un colletto di pizzo. Un tempo anche lei aveva gli stessi capelli rosso fuoco del figlio, ma ora la sua chioma, raccolta in una morbida crocchia, era striata da ciocche bianche. Per� gli occhi erano ancora quelli di quando era ragazza, di un verde allegro e vivo, e si accesero appena videro Sennar. �Sei tornato.� Lo abbracci� forte.</p><empty-line/><p>I fiori freschi sul tavolo, i centrini ricamati sui mobili, la pulizia impeccabile: Sennar riconobbe la cura e le piccole attenzioni della madre.</p><p>La donna si precipit� subito ai fornelli e caric� la stufa a legna. �Perch� non mi hai avvertita che saresti venuto? Non ho niente da darti, solo quel poco che ho in dispensa. � un�occasione speciale, bisognerebbe festeggiare.� Intanto andava avanti e indietro per la cucina, apriva credenze e prendeva pentole.</p><p>�Non ti preoccupare, mamma� cerc� di rassicurarla Sennar.</p><p>Era un piacere vederla affaccendata ai fornelli e lui finse di essere tornato bambino, quando suo padre era ancora vivo e la loro famiglia unita.</p><p>Mentre cucinava, la donna non smise di parlare, gli chiese della sua vita e gli raccont� la propria, ma chiacchierarono anche di cose futili di tutti i giorni, esattamente quello di cui Sennar sentiva la mancanza.</p><p>Quando il pranzo fu pronto, si sedettero a tavola. Sua madre era sempre stata un�ottima cuoca, anche con pochi ingredienti sapeva imbastire pietanze da re. Aveva preparato una zuppa di pesce e verdure in cui intingere pane alle noci.</p><p>Davanti ai piatti fumanti, nella quiete raccolta della casa, la donna pot� finalmente guardare il figlio con calma. �Come sei cresciuto...�</p><p>Sennar arross�.</p><p>�Sei proprio un uomo... un consigliere...� Gli occhi della donna si colmarono d�orgoglio. �Non mi sono ancora abituata all�idea, sai? Raccontami. Dimmi come vivi, come te la cavi.�</p><p>Sennar la accontent�, sebbene il rimorso gli stringesse la gola come un cappio. Nonostante fossero passati anni, nonostante mai la madre gli avesse fatto pesare la sua scelta, Sennar era ancora convinto fin nel profondo di averla abbandonata, lei e sua sorella. Del resto, non aveva lasciato quella casa per seguire i suoi sogni, permettendo che Soana lo conducesse lontano, in una terra non toccata dalla guerra? La sua era sempre somigliata troppo a una fuga. Quando ebbe terminato, le strinse una mano. �E tu, mamma? Come va?�</p><p>�Tutto come al solito. I ricami si vendono bene, anche se non tanto quanto una volta. La guerra si fa sentire fino a qui. Per� non mi lamento, guadagno abbastanza da sopravvivere e me la cavo meglio di molta altra gente. Ho una vita piena, sai? La casa � sempre affollata di amiche che mi vengono a trovare.�</p><p>Sennar abbass� gli occhi. �E Kala?�</p><p>�Kala sta bene. Certo, mi manca, ma la vedo spesso.� La donna prese il volto del figlio tra le mani. �Sennar, guardami. Checch� ne dica tua sorella, hai fatto la scelta giusta. Io sono contenta dell�uomo che sei diventato.�</p><p>�Devo vederla� disse Sennar.</p><p>La madre lo guard� seria. �Che cosa c��, figlio mio? Mi sembri... non so... strano, inquieto.�</p><p>�Non ho niente, � solo che... devo fare un viaggio, in una terra lontana da qui. � per questo che sono venuto. Star� via per un po�.�</p><p>Non voleva dirle la verit�. L�importante era averla vista un�ultima volta, il resto non contava.</p><p>Sua madre lo scrut� a lungo e cerc� di leggergli in viso che cosa lo tormentasse. Poi abbass� gli occhi. �Ora abita in una casa dall�altro lato del paese, in riva al mare� mormor�.</p><empty-line/><p>Sennar si avvi� a piedi. Il cielo era livido di nuvole e non ci volle molto perch� iniziasse a piovere. Il mare si stagli� immenso davanti a lui.</p><p>Le onde si infrangevano sulla banchina con violenza e sommergevano tutto ci� che incontravano. Era il mare possente della sua infanzia, lo stesso mare dal cui ventre lui e il padre strappavano i pesci nei giorni di festa. Lo stesso mare in cui si tuffava felice. Ora sembrava adirato con lui.</p><p>Sennar si incammin� sul pontile. I cavalloni gli parvero montagne, ma non aveva paura. Si lasci� sommergere da un�onda e ne usc� indenne, avvolto da un campo azzurrino: una barriera magica, un semplice incantesimo difensivo. �Ti ho battuto� disse ridacchiando. Poi vide in lontananza la casa. Rabbrivid�, completamente fradicio, e sent� il coraggio venirgli meno.</p><p>Si ferm� e si guard� intorno. Forse poteva prima fare un salto alla locanda. Era poco distante da l� e doveva andarci comunque, prima o poi. Rimand� l�incontro con la sorella e devi� dalla strada.</p><p>Un uomo anziano, con la barba bianca e il viso scurito dal sole, spingeva a fatica una botte verso l�ingresso della locanda e imprecava contro la pioggia.</p><p>Sennar lo riconobbe subito: solo Faraq conosceva tanti modi per maledire qualcosa. Quando gli fu vicino, esclam�: �Hai bisogno di una mano?�. L�uomo sussult� e si volt� di scatto. �Sei impazzito? Vuoi farmi prendere un accidente? Chi diavolo sei?�</p><p>Sennar represse un sorriso. Il locandiere era rimasto il solito vecchio burbero. �Non ti ricordi di me?�</p><p>Faraq lo squadr� con occhio critico, quindi si colp� la fronte con la mano. �Ma certo! Sei Sennar, il mago. Accidenti, sto proprio invecchiando. L�ultima volta che ti ho visto eri un ragazzino e ora sei pi� alto di me.� Rise e gli assest� un paio di forti pacche sulle spalle. �Perch� stiamo qui fuori a bagnarci come pesci? Vieni dentro.�</p><p>La locanda era completamente diversa da come la ricordava Sennar, sembrava rimpicciolita. Il mago si sedette a uno dei tavoli in legno massiccio mentre Faraq spariva dietro al bancone.</p><p>�Bisogna festeggiare. Con questo tempaccio ci vuole qualcosa di forte� disse il vecchio, poi port� al tavolo una bottiglia piena di liquido violaceo e due bicchieri. �Bentornato, ragazzo.�</p><p>Faraq alz� il bicchiere e lo svuot� in un colpo solo. Sennar lo guard�. L�ultima volta che era passato alla locanda aveva i capelli appena ingrigiti e, quando rideva, il reticolo di rughe intorno agli occhi era solo accennato. <emphasis> Per gli d�i, quanto tempo � passato?</emphasis> Il ragazzo butt� gi� un sorso. Fu sufficiente a farlo tossire, la gola in fiamme.</p><p>�Ma come, un uomo come te non regge lo Squalo?� rise Faraq.</p><p>�� la prima volta che lo bevo. Dove vivo ora non esiste.�</p><p>Era un liquore forte, lo Squalo. La tradizione voleva che quando un ragazzo compiva sedici anni, per festeggiare il suo passaggio all�et� adulta gli uomini del villaggio lo portassero alla locanda e lo facessero ubriacare.</p><p>�Ne hai perse di cose andandotene� scherz� Faraq. �Per� ho sentito che hai fatto carriera. Consigliere, giusto?�</p><p>Sennar annu�.</p><p>�E bravo il nostro mago!� Faraq gli diede una violenta pacca sulla schiena.</p><p>Sennar era contento di ritrovare la schiettezza della sua gente, la sua rudezza, il suo spirito. Amava la Terra che l�aveva fatto nascere.</p><p>Dopo un numero di bicchieri che il ragazzo non fu in grado di calcolare, Faraq gli chiese il motivo del suo ritorno. Sennar, il viso rosso per l�alcol, gli raccont� tutto.</p><p>Faraq rest� di stucco. �� una follia, Sennar. Ci hanno provato in tanti a raggiungerlo, il Mondo Sommerso. E sai cosa ti dico? Non sono mai tornati.�</p><p>�Lo so. Ma � la mia missione, non posso tirarmi indietro. Mi serve qualcuno abbastanza folle da portarmici. Vorrei che tu mi aiutassi a trovarlo.�</p><p>�Non ci sar� nessuno disposto a farlo.�</p><p>�Vorr� dire che ci andr� da solo.�</p><p>Faraq lo guard� con attenzione. �Non riesco a capire se sei un pazzo o un eroe.�</p><p>Sennar rise. �Sono pazzo. L�eroismo non so cosa sia. Non ho avuto nemmeno la forza di confessare a mia madre quello che sto per fare. Anzi, ti prego, non dirle nulla. Non voglio che si preoccupi.�</p><p>Faraq scosse la testa. �Come vuoi.�</p><p>Sennar si alz�. �Mi aiuterai?�</p><p>Il vecchio trangugi� l�ultimo sorso e lo accompagn� alla porta. �Non ti garantisco niente, per�. Torna domani.�</p><empty-line/><p>La pioggia cadeva incessante. Sennar si avvi� verso la casa di Kala senza pi� esitare. Buss�. Nessuna risposta. Buss� ancora. La porta si apr� di scatto.</p><p>�Chi diavolo �?�</p><p>Era Kala, senza dubbio. Sennar ricordava una ventenne ancora acerba, ma ora sulla soglia si stagliava una donna formosa, con un viso tondo incorniciato da una cascata di riccioli color rame. Per una frazione di secondo restarono a guardarsi, immobili. Sennar vide l�ira montare a poco a poco negli occhi chiarissimi della sorella, azzurri come i suoi. Poi la porta gli sbatt� in faccia.</p><p>�Kala. Kala, aprimi.� Sennar inizi� a tempestare di pugni l�uscio, mentre i suoi vestiti grondavano acqua. �Ho bisogno di parlarti, in nome degli d�i! Potrebbe essere l�ultima volta che ci vediamo!�</p><p>�Volesse il cielo che non ti vedessi mai pi�!� url� Kala dall�interno.</p><p>�Va bene. Vorr� dire che rester� qui finch� non mi aprirai.�</p><p>La porta si spalanc� all�improvviso.</p><p>�Se non te ne vai, giuro che chiamo le guardie.�</p><p>�Fallo, non ho niente da perdere.�</p><p>Kala fece per sbattere nuovamente la porta, ma Sennar la blocc� con un braccio.</p><p>�Leva questo dannato braccio o te lo taglio.�</p><p>�Voglio solo parlare.�</p><p>Da dietro la gonna di Kala spunt� la testa riccia di una bimba. �Chi �, mamma?�</p><p>�Tu va� dentro� ordin� Kala. �Vattene, qui non c�� posto per te� sibil� al fratello.</p><p>Sennar era rimasto a bocca aperta. �Ho una nipote. Ho una nipote e non me lo avete detto!�</p><p>�Dannazione� sbott� Kala esasperata. �Entra, avanti.�</p><p>Sennar entr� in casa, sgocciolando sul pavimento di legno dell�ampia stanza centrale. Si guard� intorno. Un camino acceso scaldava l�ambiente e sul tavolo c�era un mazzo di fiori bianchi. La bambina, ferma di fronte a lui, lo fissava con gli occhi sgranati.</p><p>�Man, ti ho detto di andare via! Sei sorda?� la rimprover� la madre.</p><p>La piccola spar� trotterellando.</p><p>�Quanti anni ha?� mormor� Sennar.</p><p>�Che te ne importa?� rispose Kala con rabbia.</p><p>Ora che aveva di fronte la sorella e poteva parlarle, si sentiva sfiancato.</p><p>�Allora? Cosa vuoi, Sennar?�</p><p>�Non lo so.� Dopo tanti anni di silenzio, che cosa poteva dirle? Fece un profondo respiro.</p><p>�Ero un bambino quando me ne sono andato, Kala. Poi pap� � morto e Soana mi ripeteva che se volevo combattere contro il Tiranno dovevo continuare sulla mia strada, diventare un mago.�</p><p>Kala lo guard� con disprezzo. �Sei tale e quale pap�.�</p><p>Quelle parole lo ferirono. �Pap� voleva dare il suo contributo alla lotta per la libert�. Era solo da ammirare.�</p><p>�Il suo contributo, eh? Ha costretto la mamma a vivere su un campo di battaglia e a crescere dei bambini in guerra. Ha sacrificato la felicit� di tre persone pur di continuare a fare lo scudiero del suo amato cavaliere. Tu sei come lui, te ne sei andato per fare l�eroe, per salvare chiss� chi. Ma non sei un eroe, Sennar. Saresti dovuto rimanere con noi, avevamo bisogno di te. Mamma ha sgobbato tutta la vita come un mulo perch� i soldi non bastavano mai. E io mi sono sposata senza neppure una dote.� Kala abbass� la voce. �Ti volevo bene, Sennar. Quando sei partito con quella strega eri piccolo, non sapevi quello che facevi. Ma sono undici anni che te ne stai rintanato chiss� dove a studiare. Cosa credevi, che una visita ogni tanto potesse ripagarci della tua assenza?�</p><p>�Anche voi mi siete mancate, molto.�</p><p>�Sta� zitto! Ogni volta che venivi, mamma era felice come una bambina davanti a un regalo. Poi, quando andavi via, la sentivo piangere. Mi faceva una rabbia. Perch� non ti costringeva a tornare? Perch� non ti diceva in faccia che eri un egoista? Ma no, lei ti ha sempre ammirato, ti ha sempre sostenuto.� Gli occhi di Kala si riempirono di lacrime. �Io non sono come lei. Ora vattene, per favore, e non tornare mai pi�.�</p><p>Sennar aveva la gola stretta da un groppo. �Io ti voglio bene quanto te ne volevo da piccolo, Kala. E tua figlia � bellissima, davvero.�</p><p>Si avvicin� alla sorella per baciarle la guancia, ma lei si scans�.</p><p>�Perch� sei venuto?� chiese.</p><p>�Sto per partire. Non so se e quando torner�. Volevo solo salutarti.�</p><p>Kala guard� il fratello in silenzio.</p><p>�Ho paura di questo viaggio� disse Sennar, quasi parlando a se stesso. �Se dessi retta alle mie gambe, scapperei. Ma allo stesso tempo sento che devo partire. � buffo, vero? Sembra che tutta la mia vita funzioni cos�.�</p><p>Due lacrime scivolarono lungo le guance di Kala.</p><p>�Posso salutare mia nipote?� chiese Sennar.</p><p>Kala annu� e si asciug� rapidamente il viso. �Man!�</p><p>La bambina arriv� di corsa e si ferm� intimidita al centro della stanza.</p><p>�Ha quattro anni� sussurr� Kala.</p><p>Sennar le accarezz� la testa, quindi apr� la porta e se la richiuse alle spalle.</p><empty-line/><p>Il pomeriggio del giorno dopo, la taverna era gremita di gente. Sennar pass� tra i tavoli e si diresse spedito verso Faraq.</p><p>�Hai trovato?� chiese sottovoce.</p><p>Faraq si guard� in giro e lo attir� a s�. �La cosa non � semplice...�</p><p>�Se non c�� nessuno, mi basta un peschereccio, una barca, qualunque cosa galleggi e ci vado da solo� lo interruppe Sennar.</p><p>�Calma, calma! Non hai neanche vent�anni e sei gi� cos� ansioso di morire? Mio figlio ha un contatto, ma ci vogliono parecchi soldi.�</p><p>�Quelli non mi mancano.�</p><p>�Stanotte, al molo occidentale.�</p><p>�Ci sar�.�</p><empty-line/><p>Sennar usc� furtivo dalla casa della madre, imbacuccato in una palandrana nera che lo copriva dalla testa ai piedi. La notte era limpida e il mare liscio come l�olio. Sul molo non c�era nessuno. Si sedette con i piedi che penzolavano nel vuoto. La falce sottile della luna proiettava sullo specchio dell�acqua sotto di lui una luce spettrale.</p><p>�Sei tu?� chiese una voce femminile. Aveva un timbro basso, quasi roco.</p><p>Sennar si gir�. Alle sue spalle c�era una figura affusolata, avvolta in un lungo mantello. Non si era accorto del suo arrivo. �In che senso?�</p><p>�Cos��, sei tonto?� chiese lei infastidita. �Sei quello che vuole andare nel Mondo Sommerso?�</p><p>�S�, sono io.�</p><p>La donna si sedette senza togliersi il cappuccio. �Un milione di dinar� disse con flemma.</p><p>Sennar ebbe un attimo di esitazione. �Come?�</p><p>�Hai capito benissimo. Ce li hai?�</p><p>Sennar fece un rapido calcolo; se ci metteva anche del suo, ce l�avrebbe fatta. �Mi sembra un po� alto, come prezzo.�</p><p>La donna rise. �Ti sembra male. L�ultimo che ha tentato l�impresa � scomparso in mare senza lasciare traccia. Della sua nave � tornato solo l�albero. Due anni dopo.�</p><p>�Quando si potr� partire?� chiese Sennar.</p><p>�Dipende. Mi hanno detto che hai una mappa.�</p><p>Sennar si diede dello stupido. �Non l�ho con me� rispose imbarazzato. Come cospiratore era un disastro.</p><p>La donna si alz� e fece per andarsene. �Domani, qui, alla stessa ora.�</p><p>�Non ci potremmo vedere di giorno? Vorrei conoscere il resto dell�equipaggio, vedere la nave.�</p><p>Lei si sporse finch� il suo viso non fu vicinissimo a quello del ragazzo. Alla luce della luna, Sennar intravide due occhi neri come la pece. Quando la donna parl�, sent� sul volto il suo respiro.</p><p>�Quante pretese. Cerca di non farmi cambiare idea. A domani, angioletto.�</p><p>Lo fiss� ancora per un istante, poi si volt� e scomparve nella notte.</p><empty-line/><p>Quando, la sera seguente, Sennar arriv� sul molo, trov� la donna ad aspettarlo. Indossava di nuovo il lungo mantello.</p><p>�Vieni, non � prudente stare all�aperto.�</p><p>Lui la segu� piuttosto inquieto. Sentiva che stava per ficcarsi in un guaio. Percorsero tutta la spiaggia mantenendo una certa distanza l�uno dall�altra. Lei gli ordin� di camminare nell�acqua e lui obbed�, nonostante il gelido mare invernale. Camminarono a lungo, finch� non raggiunsero una piccola insenatura nascosta tra gli scogli.</p><p>Sennar ricord� che da piccolo gli proibivano di andarci. Era pericoloso, dicevano. Si infilarono a fatica in una fenditura nella roccia, che presto si allarg� in una grotta illuminata da candele.</p><p>�Qui staremo tranquilli� disse lei.</p><p>Sennar si guard� in giro. La grotta sembrava un luogo abitato. Al centro c�era un grosso tavolaccio ingombro di bicchieri e bottiglie di Squalo, mentre tutto intorno si apriva una serie di corridoi che presumibilmente conducevano ad altre stanze.</p><p>�Siediti.�</p><p>Sennar esegu� senza fiatare, gli occhi fissi su di lei.</p><p>Poi finalmente la donna si slacci� il mantello e lo lasci� cadere alle sue spalle con un gesto teatrale.</p><p>Era pi� vicina ai trent�anni che ai venti. Aveva lunghi capelli neri e lisci che le arrivavano fino alla vita, fianchi sinuosi e un seno morbido, stretto in una sorta di corpetto in velluto. Tranne che per la generosa scollatura, era vestita come un uomo: pantaloni di cuoio, stivali e un pugnale fissato alla cintura. Sennar rimase a bocca aperta.</p><p>�Che c��? Non hai mai visto una donna in vita tua?� chiese lei.</p><p>Poi, senza togliergli gli occhi di dosso, scost� una sedia dal tavolo e si sedette accavallando le gambe. Quindi prese una bottiglia e riemp� due bicchieri. Uno lo porse a Sennar, l�altro lo vuot� come fosse acqua. �Allora? Come ti chiami?�</p><p>Sennar rispose con un filo di voce. �E tu?�</p><p>�Te lo dir� alla fine di questa chiacchierata. Se mi andr�, naturalmente. Tira fuori la mappa.�</p><p>Sennar si frug� nelle tasche. Quella donna lo confondeva. Rovist� nervoso fra le sue cose, finch� la mano di lei non gli sfior� un fianco.</p><p>�Pu� essere che sia questo fogliaccio?� disse con voce suadente.</p><p>Lui abbass� lo sguardo. �Scusami, sono un po� confuso. S�, � questa.�</p><p>La donna gli sfil� la pergamena dalla tunica e le diede solo un�occhiata. Poi la ributt� sul tavolo. �Ne ho viste decine di mappe cos�. Non serve a niente.�</p><p>�Perch�?� chiese Sennar, sulla difensiva.</p><p>�Cosa credi, ragazzo, di essere il primo che cerca di raggiungere il Mondo Sommerso?� lo canzon� lei. �Hai idea di quanti ci hanno provato prima di te? Di mappe ne circolano tante: vaghi scarabocchi, rotte tracciate con la mannaia. E tutti giurano che la loro � quella giusta. Chiss� come mai, per�, alla fine nessuno se la sente di partire. Quei pochi che l�hanno fatto ormai sono stati belli che digeriti dai pesci.�</p><p>Sennar trangugi� il suo Squalo, riprese la pergamena e si fece coraggio. �Invece ti dico che questa � la mappa che indica la rotta per raggiungere il Mondo Sommerso� disse. Si sforz� di guardarla in viso. Era bella da mozzare il fiato.</p><empty-line/><p>La donna gli scocc� un�occhiata sarcastica. �Ma certo! Lasciami indovinare: te l�ha venduta un mercante che ti ha assicurato di esserci andato almeno una volta all�anno per un paio di lustri.�</p><p>Sennar bevve un altro sorso di Squalo. �No, nessun mercante. Non so come ci sia arrivata, ma l�ho trovata sepolta nella Biblioteca Reale di Makrat. C�era una pergamena allegata, con il sigillo della Terra dell�Acqua. Un documento, insomma, che certificava che questa mappa � la copia di quella utilizzata per il tentativo di invasione da parte del Mondo Emerso.�</p><p>�E con questo? Per quel che ne sappiamo, quel tentativo potrebbe anche non esserci mai stato� ribatt� lei con aria di sfida.</p><p>Sennar scosse la testa. �S� che c�� stato. Ne sono sicuro. Subito dopo, un ambasciatore del Mondo Sommerso si present� al Consiglio dei Re e intim� di non osare pi� avvicinarsi al loro regno, se non volevano attirare su di s� terribili catastrofi. � riportato in tutti gli annali storici che ho consultato, e sempre nello stesso modo. Se gli invasori sono arrivati fin l�, significa che la mappa originale era giusta. Quindi questa, che ne � la copia, indica con esattezza l�ubicazione del Mondo Sommerso.� Aveva parlato tutto d�un fiato. Si riappoggi� allo schienale della sedia con aria soddisfatta.</p><p>La donna alz� gli occhi al cielo. �Ma cosa vuoi che indichi?� sbuff�. �� illeggibile.�</p><p>Sennar non si diede per vinto. �L�ho studiata a lungo. Dimmi che cosa non capisci.�</p><p>Lei accost� la sedia a quella di Sennar e si avvicin� tanto che le loro spalle si sfiorarono. Indic� alcuni punti sulla mappa. �Questi confini non assomigliano a nessuna costa che io conosca. Qui c�� una macchia indefinita. Queste isole non esistono. E poi, che cos�� questo sgorbio?�</p><p>Sennar era confuso. La vicinanza di quella donna lo distraeva e al solo contatto della sua spalla sentiva un brivido corrergli lungo la schiena. Allontan� un po� la sedia. �La costa � quella occidentale della Terra del Mare, l�ho riconosciuta confrontandola con altre cartine. La macchia � un�isola sconosciuta, mentre l�arcipelago che vedi � quello di Ooren, le Isole Invernali. Quello che tu chiami �sgorbio� � l�ingresso del Mondo Sommerso.� Esit�. �� un gorgo, per la precisione.�</p><p>La donna scoppi� a ridere. �Tu sei pazzo! E io dovrei buttarmi in un gorgo con la mia nave?�</p><p>�No, tu devi solo portarmi nei dintorni e darmi una barca. Io andr� nel gorgo e tu te ne potrai tornare a casa con un milione di dinar in tasca� disse Sennar, poi inghiott� un ultimo sorso di Squalo.</p><p>La donna lo guard�. Negli occhi neri brillava un lampo di ironia. �Mi pagherai un milione di dinar per suicidarti, insomma. Originale. Impiccarti a un albero ti sembrava troppo facile?�</p><p>Sennar ripieg� la mappa e se la mise in tasca senza una parola. <emphasis> Ha ragione. � un suicidio.</emphasis></p><p>�Toglimi una curiosit�: perch� lo fai?� chiese lei.</p><p>Sennar pens� che non fosse prudente dirle la verit�. Si tenne sul vago. �Sono un mago. Ho una missione da compiere laggi�.�</p><p>La donna tacque per qualche istante. Poi si alz� dalla sedia e si appoggi� al tavolo. �Partiamo domani notte. La nave sar� ormeggiata nell�insenatura oltre questo promontorio.�</p><p>Anche Sennar si alz�, incredulo. � fatta! Le porse la mano. �Io mi chiamo Sennar. Ora mi puoi dire il tuo nome, non credi?�</p><p>Lei sorrise e lo guard� fisso negli occhi. �Il mio nome costa un milione di dinar.�</p></section><section><title><p>2</p><p>Pirati.</p></title><p>Non c�era luna quella sera. Era una notte perfetta per salpare in segreto. Mentre i suoi passi affondavano nella sabbia della spiaggia buia, Sennar sent� che all�ansia per la partenza si sommava un�altra sensazione: il desiderio di rivedere quegli straordinari occhi neri.</p><p>Per tutto il giorno non era riuscito a togliersi dalla mente la donna misteriosa. Quando la vide in lontananza, il suo cuore ebbe un sussulto. <emphasis> Dannazione, Sennar! Vuoi darti una calmata?</emphasis></p><p>Lei lo aspettava davanti all�imboccatura della grotta. Lo illumin� in pieno volto con una lanterna, accecandolo. �Possiamo andare.�</p><p>Si incamminarono verso la caletta dove era ormeggiata la nave. Sennar al buio non riusc� a scorgere molto. Doveva essere un�imbarcazione veloce, perch� la chiglia era lunga e affusolata, e fendeva appuntita l�acqua. La prua era decorata con qualcosa che non era facile distinguere, una figura umanoide dalla cui bocca sporgeva una chiostra di denti appuntiti.</p><p>�Sai nuotare, vero?� chiese la donna.</p><p>Sennar la guard� perplesso. �Nuotare?� Ma lei si era gi� tuffata in mare e avanzava a grandi bracciate verso l�imbarcazione.</p><p>Sennar rimase sulla riva, attonito. E va bene, se la metti cos�... Un istante dopo, sul mare si disegn� una via luminosa che congiungeva la spiaggia alla fiancata della nave.</p><p>Sennar ci cammin� sopra con aria trionfante, fino a raggiungere la donna. �Fa freschino, stasera. Vuoi unirti a me?�</p><p>Lei gli indirizz� un sorriso sprezzante. �Ci vediamo a bordo.�</p><empty-line/><p>Sennar arriv� sulla nave a fatica. A un paio di braccia dalla fiancata, la passerella luminosa aveva iniziato a dare segni di cedimento e c�era voluta una notevole concentrazione per giungere a destinazione senza fare il bagno. A un profano forse non sarebbe sembrato, ma era una magia difficile e piuttosto impegnativa.</p><p>La donna era ferma sul ponte, avvolta in un mantello. Quando vide che Sennar aveva il fiatone, gli rivolse un sorriso sprezzante. <emphasis> Ma � mai possibile che l�abbia sempre vinta lei?</emphasis> Si chiese il mago con stizza.</p><p>Al suo fianco c�era un vecchio imponente, dall�aria fiera, i capelli grigi raccolti in una treccia e due occhi fiammeggianti.</p><p>�E cos� sei tu il matto� lo apostrof�.</p><p>Nel silenzio della notte risuonarono le risate di scherno dei componenti della ciurma. Sennar si guard� intorno. Era circondato da un colorito campionario di pendagli da forca. Si chiese se non sarebbe stato pi� al sicuro da solo, piuttosto che nelle mani di quella gente.</p><p>�Mia figlia Aires non mi aveva detto che eri un ragazzino.�</p><p>Sennar si schiar� la voce e tese la mano. �Piacere, capitano. Mi chiamo Sennar e...�</p><p>�Prima i soldi� tagli� corto il vecchio in tono minaccioso �poi i convenevoli.�</p><p>Sennar estrasse dalla bisaccia un voluminoso sacchetto. �Ci sono tutti, controllate pure.�</p><p>�Ci puoi giurare� sghignazz� il comandante, poi si diresse verso la cabina. �Ragazzi, tenetelo d�occhio.�</p><p>Sennar ne approfitt� per esaminare la <emphasis> Demone Nero</emphasis> . Sembrava tenuta bene e dall�odore acre si capiva che era stata impeciata di recente. Il ponte era lungo e spazioso e il castello di poppa si armonizzava bene con la linea leggera dello scafo. Le tre vele erano rosse, un colore insolito. Sennar non riusc� a distinguere altro. I membri dell�equipaggio non erano molti e non avevano l�aspetto della gente della Terra del Mare. C�erano anche uno gnomo e un folletto. E un ragazzo biondo abbronzatissimo che, dopo averlo guardato con insistenza, gli si avvicin�. Sennar per un istante temette che volesse fargli male.</p><p>�Senti un po�, come l�hai fatto quel giochino sull�acqua, prima?�</p><p>Sennar tir� un sospiro di sollievo. �� un incantesimo. Sono un mago.�</p><p>�E cosa ci va a fare un mago nel Mondo Sommerso?� chiese un altro della ciurma, ma non ebbe il tempo di rispondere. Il capitano era tornato sul ponte.</p><p>�A quanto pare, i soldi di questo furfante ci sono tutti e sono buoni. Benvenuto sulla mia nave, ragazzino. Io sono Rool, il capitano, e per ora ti basti questo. Gli altri li conoscerai durante la traversata.�</p><p>Sennar inizi� a rilassarsi. �Dove posso mettere la mia roba?�</p><p>�C�� bisogno di chiederlo? Nella stiva, ovvio. Forza, ragazzi, si parte!� url� Rool.</p><p>Aveva gi� dimenticato il suo passeggero, che rest� imbambolato in mezzo al ponte, mentre i marinai si animavano e prendevano i propri posti.</p><p>Sennar ferm� Aires agguantandola per un braccio. �Un milione di dinar e mi sbattete nella stiva?�</p><p>Aires afferr� la mano che la stringeva, torse il braccio di Sennar e glielo inchiod� dietro la schiena. �Questo non � un viaggio di piacere� gli sussurr� in un orecchio, poi lo lasci� andare. �I tuoi soldi pagano il nostro rischio, non il posto a bordo. Pensavi di dormire nella mia cabina?�</p><p>Sennar si massaggi� il polso dolorante.</p><p>Aires lo guard� beffarda. �Comunque non abbiamo cabine libere. L�unico posto � nella stiva. Se vuoi partire, ti conviene fare buon viso a cattivo gioco.�</p><p>Sennar le lanci� un�occhiata furente. Quel demonio di donna aveva ragione.</p><empty-line/><p>Non appena ebbe sceso le scale, Sennar sent� un fuggi fuggi di zampette sulle assi del pavimento. A quanto pareva, la classe economica era gi� abitata. Vide che in un angolo c�era un cassone con un giaciglio. Si sdrai� mesto su quel letto di fortuna, si copr� fino agli occhi con il lenzuolo e cerc� di dormire.</p><p>Finalmente la nave si mosse. Sennar sentiva le onde che sbattevano ritmicamente sulle fiancate del veliero. Sperava che quel suono lo avrebbe aiutato a addormentarsi, ma si sbagliava. La nausea mont� lentamente, finch� non si sent� davvero male. Chiudere gli occhi non fece che peggiorare la situazione. C�erano momenti in cui gli sembrava di cadere all�indietro, altri in cui era certo di essere a testa in gi�. Tra i topi e il mal di mare, fu una delle notti pi� brutte della sua vita.</p><p>Sennar non ci mise molto a capire che c�era ben altro da temere. Era chiaro che si trovava su una nave di pirati. Ora che avevano i suoi soldi, cosa impediva a quella gentaglia di tagliargli la gola e gettarlo a mare?</p><p>Prese a guardarsi alle spalle. Vedeva ovunque occhiate assassine e gli sembrava che ogni membro dell�equipaggio fosse sul punto di aggredirlo.</p><p>Fin� per starsene chiuso nella stiva per la maggior parte del tempo, seppellito nei libri che aveva portato con s� e che credeva potessero essergli utili una volta arrivato nel Mondo Sommerso. Tra una lettura e l�altra, si concedeva il tempo di riflettere su ci� che aveva lasciato a terra. Pensava anche a Nihal. Fantasticava di tornare dalla missione, di rincontrarla, di trovarla cambiata. Rivedeva i suoi occhi, il suo sorriso. Poi scuoteva il capo e si sfiorava la cicatrice sulla guancia. Era stata Nihal a lasciargliela, in uno scatto d�ira, il giorno del loro ultimo incontro. Il suo regalo d�addio.</p><empty-line/><p>I timori di Sennar presero corpo una sera, nel peggiore dei modi.</p><p>Si era coricato presto, come sempre. Cenava insieme all�equipaggio, ma si defilava subito dopo e andava a letto che gli ultimi raggi di sole s�erano spenti da poco sul mare. Non si fidava dei suoi compagni di viaggio, perci� si costringeva a lunghi dormiveglia, finch� dal ponte non giungevano pi� rumori. Quella sera per� la nave scivolava placida su un mare liscio come l�olio e Sennar si era assopito prima del solito.</p><p>I passi furtivi lungo le scale si confusero con lo sciabordio dell�acqua. Gli scricchiolii del legno si persero tra lo zampettio dei topi.</p><p>Non vi fu alcun rumore quando il pugnale venne estratto.</p><p>La lama scintill� alla luce della lampada a olio.</p><p>Fu allora che Sennar si svegli� di soprassalto. Era abituato a dormire sui campi di battaglia e i suoi sensi erano diventati vigili. Vide solo un bagliore e un ghigno beffardo a un soffio dal suo volto. Scart� di lato e si butt� gi� dal cassone. La lama fendette il cuscino.</p><p>Il pirata non riusc� a tentare un secondo assalto. All�improvviso il pugnale si fece incandescente tra le sue mani e lui fu costretto a lasciarlo cadere con un urlo.</p><p>Sennar era in piedi accanto alle scale. Aveva gli occhi chiusi e recitava una lenta litania.</p><p>�Che cosa diavolo...� Mormor� l�uomo tra i denti, ma non ebbe il tempo di finire la frase. Cadde a terra, muto e rigido come un�aringa affumicata e inizi� a roteare gli occhi terrorizzati.</p><p>Il mago dischiuse le palpebre, prese fiato, cerc� di controllare il tremito alle mani. Aveva avuto paura, inutile negarlo, ma era anche furibondo. �Tutti qua!� url� a pieni polmoni. �Tutti qua!�</p><p>Dal boccaporto spuntarono facce insonnolite. Aires scese le scale, a piedi nudi e fasciata in una lunga camicia bianca che lasciava poco all�immaginazione. Gett� un�occhiata al pirata steso a terra e quello ricambi� con uno sguardo supplice.</p><p>�Che cosa succede qui?� chiese minacciosa.</p><p>Sennar non si lasci� intimidire. �Nulla, a parte il fatto che mi avete sottovalutato.�</p><p>�Qualsiasi cosa tu gli abbia fatto, liberalo subito� sibil� la donna tra i denti.</p><p>�Con calma, Aires. Prima ci tengo a chiarire un paio di cose. Punto numero uno: se credevate di aver trovato un pollo da spennare, avete sbagliato i conti. Punto numero due� Sennar indic� il pirata immobilizzato �questo � ci� che capita a chi si mette in testa di farmi del male. E stasera sono stato clemente.�</p><p>Nella stiva scese il silenzio. Aires rimase al suo posto, con un�espressione indecifrabile. Poi le sue labbra si piegarono in un sorriso sardonico. �E bravo il nostro mago. Allora c�� dell�altro, sotto quel bel faccino.� Si avvicin� a Sennar e gli accost� la bocca all�orecchio. �Facciamo un patto. Io tengo a freno le intemperanze dei miei, ma tu toccane ancora uno e ti giuro che mi occuper� personalmente di fartene pentire.�</p><p>�Affare fatto� sussurr� il mago, sudando freddo.</p><p>Aires si volt� verso gli uomini affacciati al boccaporto. �Lo spettacolino � finito, gente. Torniamocene a dormire.� Quindi risal� con tutta calma in coperta e scomparve.</p><p>Rimasto solo nella stiva, Sennar tir� un sospiro di sollievo. Poi gli cadde l�occhio sul pirata a terra. Sbuff�, pronunci� una breve formula e sciolse l�incantesimo.</p><p>L�uomo imbocc� le scale di corsa, senza voltarsi indietro.</p><empty-line/><p>Il giorno seguente, Sennar venne accolto sul ponte con sguardi a met� tra l�ammirazione e il timore. Lo �spettacolino�, come l�aveva chiamato Aires, aveva fatto effetto. Nessuno prov� pi� a intrufolarsi nella stiva e il mago, seppur tenendosi in disparte, inizi� a godersi il viaggio.</p><p>La nave era bellissima, di un legno scuro che Sennar non conosceva e che la rendeva minacciosa e maestosa al tempo stesso. Il suo colore metteva in risalto le vele sanguigne che garrivano al vento. La chiglia affusolata non misurava pi� di una trentina di braccia da poppa a prua e la murata non era molto alta. Era un�imbarcazione fatta per volare sui flutti e ghermire le prede, rapida e imprendibile. Esclusi il capitano e la bella Aires, i marinai erano circa una ventina.</p><p>La figura che aveva scorto sulla prua la notte della partenza era un demone: il busto partiva dal legno della nave e vi si fondeva come se emergesse dalla chiglia stessa. Sul petto scolpito si innestava un collo taurino, che sosteneva una testa mostruosa; al posto dei capelli aveva lunghi serpenti ritorti e le fauci spalancate mostravano denti simili ad aculei. Quando il veliero filava sulle onde, sembrava che la polena si facesse beffe dell�oceano, irridendolo con il suo sorriso mostruoso. Sennar non capiva molto di imbarcazioni, ma trovava che quella nave fosse magnifica.</p><p>Ogni mattina, il mago vedeva il capitano ritto a prua, a godere della brezza e a contemplare la sua creatura che scivolava sull�acqua come una piuma. Era affascinato da quell�uomo. Tutta la ciurma aveva qualcosa che lo attirava.</p><empty-line/><p>Il primo con cui fece amicizia fu il ragazzo biondo. Si chiamava Dodi, era il mozzo di bordo. Aveva quindici anni e si era imbarcato quando ne aveva dieci. Era figlio illegittimo di uno della ciurma; il padre non aveva voluto saperne di lui, ma alla morte della madre aveva deciso di portarlo con s�.</p><p>Visto che Sennar non riusciva ad abituarsi al movimento della nave e continuava a soffrire di mal di mare, Dodi si era eletto a suo guaritore. �Anch�io stavo cos�, all�inizio. Ma non ti preoccupare: una bella aringa sotto sale e ti passa tutto.�</p><p>Il mago per� si dimostr� refrattario a ogni tipo di rimedio. Gallette del marinaio, pane raffermo, acciughe, carne essiccata: niente sembrava placare la nausea.</p><p>Una sera Dodi gett� la spugna. �Per gli d�i dell�oceano! Con te � proprio tutto inutile. Insomma, se sei un mago, perch� non ti curi da solo?�</p><p>Sennar spost� la testa giusto quel tanto da guardarlo di sbieco. Di pi� il mal di mare non gli permetteva. �Credi che se potessi non lo farei?�</p><p>Dodi strabuzz� gli occhi. �Fammi capire, un mago non sa risolvere un problema cos� semplice?�</p><p>Suo malgrado, Sennar fu costretto a proseguire la conversazione. �Non � che non ne sia capace. � un po� pi� complicato. Compiere magie fa perdere parecchie energie.� Sennar trattene un conato e maledisse tra s� tutte le onde dell�oceano, a una a una. �Se fai un incantesimo quando stai bene e sei riposato, il peggio che pu� succederti � di stancarti. Un po� come dopo una corsa, hai presente?�</p><p>�O dopo aver lavato da cima a fondo il ponte� ridacchi� il mozzo.</p><p>�Esatto.� Sennar sorrise e fece un�altra pausa, per cercare di calmare i sussulti dello stomaco. �Ma se stai male, una magia ti fa solo stare peggio. Al massimo puoi cercare di accelerare la guarigione di una ferita mezzo rimarginata, ma di pi� non � possibile. Insomma, come mago al momento sono fuori combattimento.�</p><p>�Me li immaginavo pi� robusti, i maghi.�</p><p>Sennar scosse la testa. �Ma scusa, i guerrieri non si stancano forse a combattere? E i maghi si stancano a fare magie. E poi dipende dagli incantesimi. La levitazione � molto faticosa, ma potrei tenere acceso un fuocherello tutta la notte e al mattino avere solo un po� di affanno. Ovviamente, pi� il mago � bravo e potente, meno le sue energie si esauriscono, ma tutti abbiamo dei limiti. Le magie impegnative richiedono enormi sforzi anche ai maghi pi�...� Sennar si interruppe di colpo e chiuse gli occhi. Un�altra parola e avrebbe vomitato quel poco che aveva mangiato.</p><p>�Mago... ci sei?� chiese Dodi.</p><p>�S�, s�. Va tutto bene.�</p><p>�Ma per il resto� insistette il ragazzino �a parte la stanchezza, fate quel che vi pare, no?�</p><p>�Non proprio. Conosci la differenza tra la magia del Consiglio e quella del Tiranno?�</p><p>Dodi fece cenno di no.</p><p>�La magia del Consiglio, che � l�unica permessa, si basa sulla capacit� di piegare la natura al proprio volere. Per questo i maghi sono sapienti: devono conoscere le leggi del mondo per poterle assecondare e guidarle con i propri incantesimi. Un mago non sovverte la natura, la indirizza verso i propri fini. � un�arte complessa.�</p><p>�Cos�� che non puoi fare, per esempio?� domand� Dodi, interessato.</p><p>Sennar riflett�. Il mal di mare gli annebbiava anche il cervello. �Non posso creare le cose dal nulla, n� modificare l�essenza di una creatura, tipo trasformare un maiale in un uccello. Al massimo posso trasfigurarlo, fargli assumere solo l�aspetto di un uccello. Non posso forzare gli elementi: niente pioggia quando c�� siccit� o sole estivo in pieno inverno. Per� posso prolungare la pioggia per un certo periodo di tempo, rafforzare l�intensit� del vento e cos� via.�</p><p>�E quello che hai paralizzato l�altro giorno? Non mi sembra tanto una cosa naturale...�</p><p>�Ha cercato di aggredirmi e ho rivolto contro di lui la sua violenza. Niente di pi�.�</p><p>Dodi aveva un�espressione assorta. �� complicato.�</p><p>�Infatti non tutti sono maghi� chios� Sennar. �E poi, la cosa pi� importante:</p><p>Non posso uccidere con la magia. Togliere la vita � il sovvertimento massimo della natura. Tanto � vero che molte Formule Oscure del Tiranno si basano su quello. Ecco perch� sono proibite.�</p><p>�Spiegati meglio. Questo s� che mi interessa� disse Dodi.</p><p>Sennar gli rivolse uno sguardo serio. �Non dovrebbe, invece. La magia del Tiranno ha come unico scopo lo stravolgimento delle leggi naturali. Prendi i fammin. Sono creature nate dall�unione di pi� specie diverse, forzate insieme da un incantesimo proibito: esseri sanguinari dediti solo alla morte. Le formule proibite portano sempre con s� morte e distruzione, non si viola impunemente l�ordine delle cose. Inoltre, il mago che le pronuncia, incantesimo dopo incantesimo, corrompe il proprio spirito e porta il male nel mondo.�</p><p>Dodi sembrava colpito. �Ma tu come fai a sapere tutte queste cose?� chiese dopo un po�. �S�, insomma, il Consiglio, il Tiranno... cosa c�entrano con te?�</p><p>�Niente, non c�entrano niente. Ho studiato, tutto qui� tagli� corto Sennar.</p><p>Il mozzo rimase in silenzio per qualche istante. �Comunque, mi devi cinque dinar, mago.�</p><p>�Cinque dinar? E perch�?�</p><p>Dodi sfoggi� un sorriso smagliante. �Perch� a furia di farti parlare, ti � passato il mal di mare!�</p><p>Sennar scoppi� a ridere e gli moll� uno scappellotto.</p><empty-line/><p>Dodi era un gran chiacchierone e a Sennar piaceva ascoltare; in breve tempo conobbe la storia di ogni pirata dell�equipaggio. Alcuni si erano imbarcati per sfuggire a una condanna a morte, altri per spirito di avventura, altri ancora perch� avevano perso tutti i soldi al gioco. Su quella nave c�era un mondo di storie e di aneddoti.</p><p>A Sennar interessava soprattutto il capitano. Intorno a lui e al suo passato c�era un alone di mistero. Dodi riport� versioni contraddittorie e tinte di leggenda: c�era chi sosteneva che fosse nato in mare e che solcasse l�oceano da sempre, chi raccontava che si era imbarcato per una delusione d�amore, chi giurava che aveva abbandonato la terraferma perch� nauseato dai suoi simili.</p><p>L�unica che avrebbe potuto dirgli la verit� era Aires, ma quella donna era ancor meno avvicinabile del padre. La mattina si aggirava sul ponte coperta solo da una vestaglia leggera, da cui a ogni passo scivolavano fuori le lunghe gambe. Quando si imbatteva nel mago, gli rivolgeva uno dei suoi sorrisi, maliziosi e ironici al tempo stesso, e lui non capiva pi� nulla. Non aveva mai conosciuto una donna come lei: era l�incarnazione della sensualit�, eppure era forte come un uomo. Per certi versi gli ricordava Nihal. Ma se Nihal era ancora un frutto acerbo, Aires era matura e sicura di s�.</p><empty-line/><p>Per molti giorni navigarono in vista della costa. Sennar non ne capiva il motivo, ma evit� di fare domande.</p><p>Una mattina, per�, mentre usciva dalla stiva, not� una certa agitazione a bordo. Non fece in tempo a chiedersi che cosa significasse quel trambusto, che vide Aires avanzare in una sorta di alta uniforme: giubba di velluto amaranto, stivali calzati su pantaloni attillati e cinturone borchiato da cui pendeva una spada.</p><p>Quando gli fu vicina, gli diede un buffetto sul viso. �Pronto per il rifornimento?� chiese con il solito sorriso.</p><p>Il mago arross�, ma tent� di darsi un contegno. �Certo. Anzi, ti dir�, sentivo la mancanza della terraferma.�</p><p>Aires scoppi� a ridere. �Terraferma! Questa s� che � buona� disse, poi si allontan�.</p><empty-line/><p>Il vascello da assalire era stato individuato all�alba, ma era probabile che la navigazione sottocosta degli ultimi giorni fosse servita proprio a intercettarlo. Dopo l�avvistamento, la nave pirata aveva virato bruscamente verso il mare aperto, in modo da poter prendere la preda alle spalle, confidando nella velocit� dell�attacco e nella sorpresa.</p><p>A Sennar tutta quella storia non piaceva neanche un po�. Era reduce dai campi di battaglia e di guerre ne aveva fin sopra i capelli, ma soprattutto era preoccupato: che cosa sarebbe successo se qualcuno dell�equipaggio del vascello lo avesse riconosciuto come membro del Consiglio dei Maghi? Scese nella stiva e si immerse nei libri, cercando di non pensare a quel che stava per accadere.</p><p>La sua pace non dur� molto. La nave invert� rotta all�improvviso e Sennar fu sbalzato gi� dal sacco sul quale si era sistemato. L�attacco era iniziato. Sent� i passi dei pirati tempestare il ponte, poi grida d�eccitazione e clangore d�armi. Si tapp� le orecchie. <emphasis> Non mi riguarda</emphasis> , si ripet�, <emphasis> non devo entrarci,</emphasis> ma non riusc� a resistere a lungo. Non poteva permettere che i pirati assaltassero una nave sotto i suoi occhi. Era un consigliere, dopotutto.</p><empty-line/><p>La nave pirata scivolava sui flutti, le vele rosse spiegate, e divorava un miglio marino dopo l�altro. Rool dominava la scena dalla prua.</p><p>Quando vide Sennar precipitarsi sul ponte, lo accolse con una violenta pacca sulla spalla. �Bene, sono arrivati i rinforzi� sghignazz�.</p><p>�Devo parlarvi, capitano� disse Sennar con decisione.</p><p>�Magari in un altro momento, eh?�</p><p>Sennar mantenne la calma. �Vi chiedo di invertire la rotta. Immediatamente.�</p><p>�� fuori discussione� disse Rool senza scomporsi.</p><p>Il mago insistette. �Non voglio spargimenti di sangue finch� sono a bordo.�</p><p>�Avete sentito? Non vuole spargimenti di sangue!� url� Rool alla ciurma. Poi fiss� Sennar con occhi gelidi. �Se sei debole di stomaco, tornatene in cabina.�</p><p>�Capitano, ve lo chiedo per l�ultima...�</p><p>Non fece in tempo a finire la frase. Aires lo agguant� per la tunica e lo costrinse a sporgersi oltre la murata. Sennar vide il mare scorrere rapido sotto la chiglia, mentre il legno si librava sulle onde come un gabbiano.</p><p>�Ascoltami bene, ragazzino. Abbiamo bisogno di provviste. Con la cambusa vuota non si va da nessuna parte. Ti � pi� chiara la situazione, adesso?�</p><p>Cielo e acqua si confusero nella corsa. All�improvviso il vascello fu vicinissimo.</p><p>�Ognuno ai propri posti!� ordin� Rool. �Pronti all�arrembaggio!�</p><empty-line/><p>Quando i rostri trafissero la preda, Sennar cadde in avanti. Il contraccolpo lo spinse indietro e lo fece crollare di schiena sul ponte. Si rialz� in tempo per vedere Aires che avanzava rapida con la spada sguainata e incitava gli altri ad andarle dietro.</p><p>Il mago segu� la sua corsa con lo sguardo e rimase abbagliato dal luccicare delle spade levate al sole. Poi gli apparve la ciurma dell�altro vascello: tutti uomini, tutti armati.</p><p>Per un istante fu come se il tempo si fosse fermato. Ghigni truci da un lato e dall�altro, spade strette in pugno, muscoli pronti allo scatto. Infine, all�improvviso, un fracasso assordante; urla, clangore di armi e lo scintillio di decine di lame che si incrociavano.</p><p>Sennar rest� inchiodato al suo posto. Quello non era un semplice arrembaggio, era un regolamento di conti tra pirati. Avevano attaccato un�altra nave di bucanieri.</p><p>Nel giro di pochi minuti, il ponte fu viscido per il sangue, molti corpi caddero a terra e altri furono scaraventati fuori dalla murata.</p><p>Sennar ebbe un moto di disgusto e decise che aveva visto fin troppo. Riprese con rabbia la via della stiva e si and� a rincantucciare in un angolo, al riparo dalla battaglia. <emphasis> Sono tagliagole che regolano i loro conti, non ti riguarda</emphasis> , si ripeteva. Ma dall�alto continuavano ad arrivare urla, gemiti e i lugubri tonfi dei corpi che cadevano a terra. Sennar si premette le mani sulle orecchie.</p><p>Lo scontro non dur� pi� di mezz�ora.</p><p>Quando i passi sul ponte si fecero meno frenetici e le grida si spensero del tutto, Sennar, ancora adirato, si azzard� a risalire.</p><p>Solo un paio di uomini della ciurma erano feriti gravemente e, se non fosse stato per le macchie di sangue sull�impiantito, non si sarebbe detto che si era appena concluso un duro combattimento. Evidentemente i corpi dei caduti giacevano gi� tutti sul fondo dell�oceano.</p><p>Sotto gli occhi soddisfatti di Aires, alcuni pirati portavano a spalla pesanti bauli, orci e barili, che scaricavano sul ponte.</p><p>Quando anche l�ultima cassa fu caricata e furono pronti a partire, la donna si avvicin� a Sennar. �Impressionato?�</p><p>Il mago non rispose.</p><p>Lei ridacchi�. �Come immaginavo. Non avevi mai visto ammazzare nessuno, vero, bel bimbo?�</p><p>Sennar sent� il sangue corrergli al viso. �Di morti ne ho visti fin troppi, credimi� rispose con voce dura.</p><p>Aires alz� le spalle, poi si volt� verso i suoi. �� a bordo il pezzo forte?�</p><p>Si fecero avanti due uomini, che ne portavano a braccia un terzo; non si reggeva in piedi e la barba e i capelli lunghi gli coprivano il volto.</p><p>Aires gli si avvicin� e sorrise. �Ben ritrovato, amore mio.�</p><p>Quando lo baci�, l�intera ciurma lev� un grido di trionfo.</p></section><section><title><p>3</p><p>Un prodigio.</p></title><p>Nihal e Ido erano nell�arena, come quasi sempre di mattina presto. Costituivano uno spettacolo quanto meno insolito per la base in cui vivevano: lei, aspirante Cavaliere di Drago, era l�unica donna dell�accampamento, anzi, di tutto l�esercito delle Terre Libere, lui, il suo maestro, l�unico gnomo che fosse mai riuscito a diventare Cavaliere di Drago. Per questo parecchia gente assisteva ai loro scontri mattutini. Del resto, guardarli era un piacere. Fraseggiavano con le lame, intrecciavano duelli che sembravano danze, si battevano ritmi forsennati. Bisognava poi ammettere che Nihal era un bel guardare, nonostante fosse un guerriero decisamente truce e nascondesse le sue forme sotto panni militari: lunghe gambe affusolate, un addome scolpito da anni di addestramento, un seno florido e ben disegnato. Per non parlare dei suoi esotici capelli blu o dei profondi occhi viola, tipici della sua stirpe. In molti ne erano attratti, ma era una preda del tutto fuori portata: Nihal era assai poco socievole e per nulla interessata alle questioni sentimentali.</p><p>Quella mattina il pubblico era piuttosto scarso, forse perch� l�aria era davvero gelida, forse perch� minacciava pioggia. Nihal e Ido non si facevano scoraggiare da cos� poco; come al solito si battevano senza sosta, e il soldato dovette chiamarli pi� volte prima che si decidessero finalmente a calare le spade.</p><p>�Siete attesi entrambi da Nelgar, ora.�</p><p>Nihal si rec� nel suo alloggio stupita. Non le capitava spesso di avere a che fare con il responsabile della base in persona. Non che fosse il tipo che incutesse timori reverenziali. Bassetto e piuttosto robusto, aveva pi� l�aria di un pacifico oste che del comandante di una delle pi� grandi basi delle Terre libere. Non era neppure uno di quelli fissati coi gradi e la disciplina a tutti i costi, eppure sapeva come farsi obbedire, e dai suoi era ammirato e rispettato.</p><p>Nihal entr� nella tenda di Nelgar timidamente, Ido si and� subito a stravaccare senza problemi sulla sedia pi� vicina.</p><p>�Siediti pure� le disse Nelgar in tono cortese. �Ti ho chiamata perch� ho una missione da affidarti.�</p><p>Il cuore di Nihal ebbe un sobbalzo. Non le era mai stato assegnato un compito. Fino a quel giorno aveva sempre agito insieme a Ido.</p><p>�Si tratta di portare un messaggio al di l� del confine, in un campo nella Terra del Mare. Ci servono rinforzi per un attacco. Porterai la nostra richiesta e tornerai con la loro risposta.�</p><p><emphasis> Tutto qua?</emphasis> Nihal fu delusa.</p><p>Nelgar le spieg� i particolari e le diede una mappa per orientarsi nella foresta. �Partirai domani. Puoi andare.�</p><p>Nihal si conged� con un inchino, seguita da Ido.</p><p>�Cos��, sono stata retrocessa? Da aspirante Cavaliere a semplice attendente?� chiese imbronciata al suo maestro. �Mi pare che per un lavoro del genere gli scudieri non manchino.�</p><p>�Ti ho proposta io� rispose calmo Ido.</p><p>�Grazie tante. Non vedevo l�ora di farmi quattro passi nei boschi.�</p><p>�Non prenderla alla leggera. � ora che inizi a muoverti da sola. L�addestramento procede bene, entro l�anno potresti essere Cavaliere.�</p><p>Nihal si volt� di scatto. Le brillavano gli occhi.</p><p>Ido non si scompose. �Finora sei stata appiccicata a me come un pulcino alla chioccia, stavolta invece dovrai contare solo sulle tue forze. La missione in s� non � complicata, ma ti muoverai lungo confini che non sono affatto sicuri. Sar� un buon allenamento.�</p><p>Nihal aveva sempre combattuto sul campo, non aveva mai avuto a che fare con la guerriglia. Alla peggio, si disse, sarebbe stata un�esperienza nuova.</p><p>�E poi sono mesi che te ne stai rintanata nella Terra del Sole. Un po� d�aria di mare ti far� bene� concluse lo gnomo.</p><p>�Aria di mare? Ma l�accampamento � all�interno.�</p><p>�Vedrai...� Ido sorrise. �Vedrai.�</p><empty-line/><p>Nihal lasci� la base alle prime luci dell�alba. Niente Oarf per quel viaggio, la missione richiedeva un certo grado di segretezza e un drago non passava certo inosservato. Cos� mont� a cavallo e part� con scarso entusiasmo.</p><p>C�era stato un tempo, prima che Salazar venisse distrutta, in cui viaggiare le piaceva. Ricordava con quanta eccitazione, da bambina, accompagnava Livon dai fornitori. E come le era piaciuto galoppare con Soana e Sennar verso la Terra dell�Acqua, dove il suo amico aveva ricevuto l�investitura a mago. Era stata la prima volta che Nihal aveva lasciato la Terra del Vento e il tragitto le era sembrato pieno di meraviglie. Le pareva che fossero trascorsi secoli, da allora.</p><p>Se almeno ci fosse stato Sennar. Era bello bivaccare con lui accanto al fuoco, guardare le stelle e parlare di tutto e di niente. <emphasis> Chiss� dov��, ora.</emphasis></p><p>Forse anche con Ido sarebbe stato piacevole viaggiare. Cos� invece si sentiva indifesa contro i fantasmi del passato. Si allontan� dalla base di pessimo umore.</p><empty-line/><p>La Terra del Sole e la Terra del Mare condividevano un unico grande bosco, il pi� esteso di tutto il Mondo Emerso: la Foresta Interna.</p><p>Quando Nihal pass� il confine, dopo due giorni di viaggio, il paesaggio rest� identico. La foresta continuava a essere fitta e intricata, ma l�odore di salsedine arrivava fin l�.</p><p>Nihal non aveva mai visto il mare. Quel profumo le fece venire voglia di spingersi fino alla costa. Le tornarono in mente i racconti di Sennar sulla sua Terra. Il Piccolo Mare poco distante dal confine con la Terra dell�Acqua. Il Faro di Dessa, ultima propaggine del Mondo Emerso. La vastit� dell�oceano. <emphasis> E forse, ancora pi� lontano, il Mondo Sommerso.</emphasis> Prov� una fitta di nostalgia.</p><empty-line/><p>Durante il tragitto, soprattutto di notte, non era tranquilla. Il confine con la Grande Terra, regno incontrastato del Tiranno, era vicino e i boschi pullulavano di spie. Si trattava pi� che altro di uomini, perch� i fammin non erano certo adatti a lavori tanto delicati. Quelli erano piuttosto inclini a massacrare: lunghi arti potenti ottimi per stritolare, mani e piedi corazzati di artigli affilati per ghermire la vittima, grugni truci con bocche fitte di denti buoni solo a straziare le carni. Massicci e del tutto ricoperti da un disgustoso vello rossiccio e riccioluto, sapevano solo incutere orrore.</p><p>Il Tiranno mandava piuttosto uomini e gnomi a controllare i confini con la Grande Terra, a cercare di carpire eventuali strategie di avvicinamento da parte dell�esercito delle Terre libere e a uccidere chiunque si inoltrasse nei suoi territori. Nihal non li vide, ma pi� di una volta ebbe la sensazione dei loro occhi vigili incollati addosso. Il viaggio, tuttavia, fu breve e solitario. In quattro giorni Nihal giunse a destinazione.</p><p>Le guardie si meravigliarono di veder arrivare una donna con i capelli blu e le orecchie a punta, vestita da soldato.</p><p>�Sono un apprendista Cavaliere� si present� Nihal. Arross�. �Devo consegnare un messaggio al sovrintendente.�</p><p>L�accampamento assomigliava alla sua base: un�ampia cittadella fortificata che ospitava non solo guerrieri, ma anche donne e bambini. L� per� le cose sembravano andare meglio che alla Terra del Sole. La Terra del Mare aveva confini sicuri ed era esposta a possibili attacchi solo verso sud, dove incombeva la Grande Terra. La figura oscura della Rocca del Tiranno si ergeva ostile al di sopra degli alberi, grande come Nihal non l�aveva mai vista.</p><p>A parte quella tenebrosa minaccia, nell�accampamento si respirava un�atmosfera serena e i vettovagliamenti non mancavano. Il pranzo fu lauto e gustoso. Nihal mangi� nella mensa comune, dove i bambini scorrazzavano allegri e gli uomini scherzavano con le proprie donne. Sembrava quasi di essere in pace. Nihal sorrise tra s�, mentre tagliava un pezzo di carne. Quando alz� lo sguardo dal piatto, la forchetta le si ferm� a mezz�aria.</p><empty-line/><p>Parsel era stato il suo primo maestro di spada all�Accademia e, in un certo senso, il suo unico amico per mesi. Il loro era stato un legame particolare, fatto di poche parole e lunghi combattimenti.</p><p>Nihal era contenta di rivederlo e lui la abbracci� come avrebbe fatto con un vecchio commilitone. Era un uomo alto e massiccio, dalla carnagione scura, con gli occhi di una strana sfumatura grigioverde. I capelli neri e cortissimi iniziavano a imbiancarsi sulle tempie.</p><p>�Che cosa ci fai qua?� chiese Nihal.</p><p>�Una licenza. Prima di diventare maestro dell�Accademia, quando ancora combattevo, vivevo qui. Faccio un salto da queste parti appena posso.� Parsel le strizz� l�occhio. �Tanto per non dimenticare l�odore del campo di battaglia. E tu? Ti vedo in forma.�</p><p>�Me la cavo� si scherm� lei.</p><p>�Bisogna festeggiare questo incontro. Che ne dici di un duello, come ai vecchi tempi?�</p><p>La ragazza non se lo fece ripetere due volte.</p><empty-line/><p>Per Nihal, quel tuffo nel passato fu inaspettatamente piacevole. Non aveva dimenticato la tristezza e la solitudine dell�anno trascorso all�Accademia, ma anche l� le era capitato qualcosa di buono. Parsel glielo ricordava a ogni affondo. Fu tutto come un tempo, tranne l�abilit� del mezzelfo. In pochi assalti, Nihal riusc� a imporsi senza fatica.</p><p>�Sei diventata brava� disse Parsel, mentre si tergeva la fronte.</p><p>�� anche merito tuo.�</p><p>Trascorsero insieme il resto della giornata. Parsel le raccont� dei suoi nuovi allievi e Nihal sent� una punta di nostalgia. <emphasis>Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.</emphasis></p><p>�Indovina chi ho visto di recente?� disse all�improvviso Parsel. �Quel tuo compagno d�Accademia, il biondino... Laio, ecco come si chiama.�</p><p>Una ridda di ricordi assal� Nihal a sorpresa. Laio, il ragazzo gracilino con la faccia da bambino, l�allievo pi� debole dell�Accademia. Erano stati molto insieme, e lui, che l�adorava come si fa con gli eroi, era stato il suo unico vero amico in quei giorni di solitudine. Laio...</p><p>Nihal si fece pi� attenta. �Davvero?�</p><p>�S�. Vive qui, nella foresta. Mi ha detto che ha abbandonato l�idea di diventare guerriero. Non mi � sembrato che stesse molto bene.�</p><p>Nihal cerc� di farsi raccontare tutto il possibile. Parsel non sapeva granch�, ma le spieg� dove l�aveva incontrato.</p><p>Quella sera, nella tenda che le avevano assegnato, Nihal non riusc� a prendere sonno. Non aveva notizie di Laio dalla notte della sua prima battaglia. Dalla morte di Fen. Da un�eternit�. All�improvviso, ebbe una gran voglia di rivederlo.</p><p>L�indomani mattina le diedero la risposta che aspettavano alla base. Avrebbero partecipato all�attacco con un contributo di trecento uomini. Quando Nihal si apprest� a ripartire, il sovrintendente la mise in guardia. �Sappiamo di movimenti di truppe lungo il confine. Stai attenta.�</p><p>Nihal non diede peso a quelle parole. Fino a quel momento era stato un viaggio anche troppo tranquillo per i suoi gusti.</p><empty-line/><p>Lungo la via del ritorno segu� le indicazioni di Parsel e devi� verso nord. Il cambiamento di tragitto la port� a inoltrarsi per un buon tratto nella Foresta Interna. Nihal aveva sempre amato i boschi. Il ricordo della sua iniziazione alla magia era ancora vivo e da allora le piaceva stare a contatto con la natura.</p><p>Con il calare della sera, il tempo peggior�. Nihal ud� il brontolio cupo dei tuoni in avvicinamento e il cielo fu squarciato dalla luce improvvisa di un lampo. Fu allora che vide in lontananza la sagoma di una casupola. Corrispondeva perfettamente alla descrizione che le aveva fatto Parsel: una casa semidiroccata, con il tetto di paglia e i muri anneriti dal fumo. Nihal per� non immaginava che il posto dove viveva Laio fosse cos� malmesso. Il tetto era sfondato in pi� punti e parte della paglia era caduta a terra, dove si imputridiva; le finestre erano orbite vuote, illuminate in modo sinistro da un vago chiarore. Dentro doveva esserci qualcuno.</p><p>Nihal scese da cavallo e si avvicin� alla costruzione con prudenza. Era pur sempre vicina al confine e non aveva la certezza che quella fosse davvero la casa di Laio.</p><p>Si accost� furtiva alla parete e sguain� piano la spada. In alcuni punti le pietre del muro erano sconnesse e Nihal gett� un rapido sguardo all�interno. Scorse il bagliore di un fuoco e qualcuno seduto di spalle. Riusc� a intravederne solo la testa, bionda e ricciuta. Ebbe un tuffo al cuore. Si avvicin� alla porta e buss�.</p><p>�Chi � l�?� url� una voce acuta dall�interno.</p><p>�Sono io, Nihal� rispose lei, mentre socchiudeva l�uscio.</p><p>Rannicchiato contro una parete c�era un ragazzo dall�aria stanca e malata, con una spada mezzo arrugginita tra le mani tremanti. Nihal riconobbe gli innocenti occhi grigi e i riccioli biondi, ma le guance, che ricordava paffute e rosee, erano smagrite e sporche di fuliggine. Indossava una casacca marrone che doveva aver visto giorni migliori e brache stinte e coperte di polvere. Laio la guard� per un istante, incredulo, poi lasci� cadere la spada e le corse incontro.</p><empty-line/><p>Fuori si era scatenata la tempesta.</p><p>Si trovavano nell�unica stanza dove il tetto era ancora intero, ma goccioloni di pioggia cadevano qua e l� sul pavimento. Il fuoco scoppiettava gagliardo. Nihal tir� fuori un po� di provviste e, tra le sue e quelle di Laio, prepararono una cena abbondante.</p><p>Nihal raccont� al ragazzo tutto ci� che le era accaduto in quei mesi. Parl� senza troppe remore del comportamento avventato che aveva tenuto fin da quando era arrivata da Ido per essere addestrata, di come aveva messo a repentaglio la sua vita pur di fare di testa sua. Si dilung� con una certa nostalgia a rievocare i giorni passati con la contadina Eleusi e con suo figlio Jona, i giorni in cui si era illusa di poter fare una vita normale, lontana dai campi di battaglia.</p><p>�Accipicchia� comment� il ragazzo.</p><p>Nihal sorrise. �Gi�. La vita a volte ti stupisce.� Addent� un pezzo di carne arrostita. �E tu, che cosa ci fai qui?�</p><p>Laio abbass� gli occhi. Nella stanza scese un silenzio imbarazzato. Si sentivano solo il rombo dei tuoni e lo scoppiettio della legna.</p><p>�Che c��? Hai perso la lingua?� insistette Nihal.</p><p>Il ragazzo tacque a lungo, poi prese un respiro profondo e si decise a parlare.</p><p>Subito dopo avere fallito la prova di iniziazione all�addestramento a Cavaliere di Drago, durante la battaglia di Therorn, aveva lasciato l�Accademia con l�intenzione di tornare da suo padre, determinato a dirgli che non ne voleva sapere di combattere e che aveva deciso di diventare uno scudiero. Era partito baldanzoso, pieno di coraggio, ma nel corso del viaggio tutta la sua sicurezza era venuta meno.</p><p>�Nella mia famiglia gli uomini sono sempre stati Cavalieri. Tutti, capisci? E tutti valorosi. Mio padre aveva progettato per me un futuro da eroe prima ancora che nascessi. Come potevo dirgli che avevo fallito la prova pi� semplice, quella della prima battaglia? Che la spada non faceva per me, che non volevo sentir parlare di soldati e di morte? Mi sembrava gi� di vederlo, di sentire le sue urla. Non avrebbe mai accettato la mia scelta.� Laio guard� Nihal di sottecchi. �Ho avuto paura di lui. Ho avuto paura che, con il potere che ha nell�Ordine, avrebbe costretto Raven a riprendermi all�Accademia.�</p><p>Raccont� che, a met� strada, aveva deciso di deviare il cammino. Non sapeva dove andare, n� cosa fare per vivere. Quando i soldi per tornare a casa erano finiti, si era improvvisato menestrello.</p><p>�Canto bene, sai? Conosco un sacco di storie e di canzoni. E poi, non so, forse ispiro tenerezza alla gente. Comunque, guadagnavo abbastanza.�</p><p>Nihal lo squadr�. No, non era vero che guadagnava abbastanza. Era magro e lacero come un mendicante.</p><p>E, in effetti, Laio confess� che alla fine aveva scelto di rifugiarsi nei boschi. Aveva intenzione di fare la vita del ramingo e di vivere a contatto con la natura, lontano dalla guerra e dagli uomini. Se la cavava raccogliendo i frutti dagli alberi e scavando radici commestibili. Ogni tanto andava a pescare, con scarsi risultati.</p><p>�Qualche volta ce l�ho fatta, per�. Erano pesci piccoli, ma gustosi� disse con un sorriso imbarazzato.</p><p>I primi tempi aveva dormito all�aperto, sotto gli alberi, ma presto si era reso conto di non poter continuare in quel modo. Si era messo alla ricerca di un capanno da caccia, di una grotta o una tana abbandonata. Invece aveva trovato quella bella casupola.</p><p>�Qui sono al sicuro, nessuno mi verr� a cercare. E poi ho con me la spada� aggiunse. �Quando mi sar� stufato di mangiare radici, metter� a frutto i due anni all�Accademia e mi dar� alla caccia.�</p><p>�Non si caccia con la spada� osserv� Nihal.</p><p>Laio arross�. �Magari uno di questi giorni trover� un arco. La guerra non � lontana.�</p><p>Nihal scosse la testa. �E ora che farai?�</p><p>�Star� qui per un po�, credo.� Laio non aveva il coraggio di guardarla. �Sono cresciuto in questi mesi, sai? Ho visto tante cose. So che posso cavarmela� concluse poco convinto.</p><p>�E sarebbe questa la tua massima aspirazione?� chiese Nihal seria. �Startene rintanato nel bosco a vita?�</p><p>�Non lo so� sussurr� lui.</p><p>�Ma ti sei guardato?� sbott� Nihal. �Sei magro, stanco e sporco. � questa la vita che volevi?�</p><p>Gli occhi di Laio si riempirono di lacrime. �No che non � questa.�</p><p>�Scappare non serve a niente, Laio� mormor� Nihal. �I tuoi problemi ti seguiranno anche in capo al mondo.�</p><p>Nella stanza scese il silenzio. La tempesta sembrava essersi calmata. Non si sentivano pi� i tuoni, solo la pioggia battente che risuonava sui muri e sul tetto.</p><p>Nihal guard� il fuoco. �Perch� non vieni con me?� disse.</p><p>Laio la fiss�, incredulo. �Con te?�</p><p>�S�. La base � un bel posto. E poi, non dicevi di voler fare lo scudiero? L� potresti imparare il mestiere, renderti utile.�</p><p>Laio scosse la testa.</p><p>�Non sar� per sempre� continu� Nihal. �Il tempo di rimetterti in sesto, di capire cosa vuoi. Insomma, non ti va di stare un po� con me? Come ai vecchi tempi?�</p><p>Laio sorrise. �Fammici pensare.�</p><empty-line/><p>Stesa su un po� di paglia ammassata alla buona, Nihal si svegli� di colpo. Scost� rapida il mantello che la copriva e la sua mano corse alla spada. Pioveva ancora. Insieme al rumore delle gocce sulle pareti ud� il suono di passi nel fango. Sembrava che qualcuno si stesse appostando intorno alla casa. Nihal rimase immobile, i sensi tesi, per cercare di capire quanti fossero. Si alz� in silenzio, si avvicin� all�amico e gli scosse una spalla.</p><p>�Che ora �?� borbott� Laio, con la voce impastata dal sonno.</p><p>Nihal gli fece segno di parlare pi� piano. �Prendi la spada e mettiti alle mie spalle� sussurr�.</p><p>Il ragazzo si svegli� di colpo. �Che cosa succede?�</p><p>�Ci attaccano. Siamo circondati� sussurr� Nihal. Si accost� alla porta e si mise in ascolto. �Appena abbiamo via libera, scappiamo. Chiaro?�</p><p>Laio annu�.</p><p>Ora i passi erano pi� vicini. Due persone, subito fuori dalla casa. Gli altri dovevano essere almeno una quindicina, ma Nihal non riusciva a capire dove si trovassero. <emphasis> Sono tanti, maledizione. Troppi.</emphasis></p><p>La porta venne sfondata all�improvviso.</p><p>Laio url�, ma Nihal non si lasci� prendere alla sprovvista. Sbatt� a terra il primo nemico, un grassone grosso quanto una montagna e armato di una corta daga, non appena ebbe varcato la soglia e lo trafisse senza dargli il tempo di fiatare. Un istante dopo, un tizio truce e nerboruto, del tutto calvo, brand� una scure davanti a lei. Gli altri erano sul retro. Sentiva i loro grugniti concitati. Fammin.</p><p>�Fatti sotto, bambina� ringhi� l�uomo con la scure.</p><p>Nihal si gett� avanti e lo spinse con violenza. �Scappa!� url� a Laio.</p><p>L�uomo cadde a terra ma si rialz� subito imprecando. Nihal, per�, fu pi� veloce. Con un fendente gli mozz� la mano e lo lasci� a urlare sulla soglia della casa diroccata.</p><p>Laio aveva raggiunto il cavallo di Nihal ed era montato in sella. Raccolse al volo l�amica e partirono al galoppo. La corsa non era facile. La pioggia aveva reso viscido il terreno e al buio era quasi impossibile orientarsi.</p><p>Un sibilo acuto fendette la cortina d�acqua.</p><p>�Hanno gli archi!� url� Nihal.</p><p>Laio incit� il cavallo, ma l�animale incespicava di continuo. Quando una freccia lo raggiunse a una zampa, Laio e Nihal caddero sul terreno fangoso.</p><p>Nihal si rialz� subito, Laio rest� a terra e inizi� a gemere. I passi degli inseguitori si fecero pi� rapidi e incalzanti.</p><p>�Alzati!� grid� Nihal.</p><p>�Non ce la faccio. Il piede...�</p><p>Nihal lo sollev� a forza e lo trascin� nel bosco, senza seguire una direzione precisa. Scivolava e la pioggia fitta la accecava. I sibili alle loro spalle ricominciarono, poi li raggiunse una pioggia di frecce. Nihal sent� un forte bruciore alla spalla sinistra e fu costretta a fermarsi.</p><p>Laio ansimava, il viso contratto dal dolore. �Ti hanno colpita.�</p><p>Una ferita di striscio aveva lacerato il corpetto di pelle. La spalla sanguinava. Nihal riprese ad avanzare, tirando Laio per un braccio. �Non � niente, avanti.�</p><p>La foresta sembrava impenetrabile. I fammin erano sempre pi� vicini.</p><p>Nihal procedette tra i rami che le frustavano il corpo, mentre cercava di pensare a una soluzione. <emphasis> Che cosa devo fare? Cosa?</emphasis> Il dolore al braccio era terribile e Laio non era in condizioni di combattere, ma se continuavano a fuggire in quel modo, senza meta e dando le spalle al nemico, non avrebbero avuto scampo. Ormai sentiva i respiri affannati dei loro inseguitori. <emphasis> Che cosa devo fare?</emphasis></p><p>�Eccoli!� url� una voce disumana.</p><p>Una torma di fammin emerse di corsa dalla boscaglia e si abbatt� su di loro come una frana.</p><p>Nihal cadde in avanti e trascin� con s� anche Laio. Si gir� sulla schiena, strinse l�elsa della spada e punt� un gomito a terra per rialzarsi. <emphasis> Non voglio morire!</emphasis> Scivol�, annasp�, ricadde nel fango. <emphasis> Non voglio morire!</emphasis> Mentre la pioggia le sferzava il viso, ebbe il tempo di vedere i grugni deformi dei fammin chini su di loro, le braccia innaturalmente lunghe piegate nell�attacco, le scuri sollevate pronte a massacrarli. I fulmini riverberavano sulle loro lunghe zanne.</p><p>Nihal chiuse gli occhi. <emphasis> Non voglio morire! Non ancora!</emphasis></p><p>�No!� url� Laio tra i singhiozzi.</p><p>Dietro le palpebre serrate, Nihal percep� un forte bagliore. L�elsa della spada divenne bollente. Apr� gli occhi. Una barriera argentata circondava lei e Laio.</p><p>Le armi dei fammin vi si abbatterono ripetutamente e la barriera prese a vibrare e a emettere un rombo sordo.</p><p>�Nihal� gemette Laio.</p><p>I fammin continuarono a colpire, ringhiando di rabbia, ma quello scudo trasparente era impenetrabile.</p><p>La vibrazione si fece sempre pi� forte. Il suolo sembr� scosso da un terremoto e il rombo aument� di volume fino a diventare intollerabile. Nihal e Laio si portarono le mani alle orecchie. Poi la barriera esplose.</p><p>L�onda d�urto si propag� verso l�esterno e invest� i fammin con la violenza di un uragano. I mostri furono sbalzati all�indietro per parecchie braccia. Alcuni vennero sbattuti contro i tronchi degli alberi e crollarono a terra in modo scomposto, gli arti piegati in posizioni innaturali, i crani sfondati. Altri sparirono nel buio, travolti dallo spostamento d�aria.</p><p>Nel bosco torn� il silenzio. La pioggia ora scendeva pi� fine e imperlava di minuscole gocce le fronde degli alberi e i cespugli. Laio era pallido e respirava a fatica. �Cos�� successo, Nihal?�</p><p>La ragazza si pass� una mano sul viso. �Non ne ho idea.�</p></section><section><title><p>4</p><p>Tempesta.</p></title><p>La nave prese il largo. La costa scomparve all�orizzonte e il mare inghiott� il panorama. Sennar sent� che ormai il passo era fatto. Non poteva pi� tornare indietro.</p><p>Nessuno dei libri che aveva portato con s� dava notizie certe sul gorgo. Il testo pi� attendibile era un resoconto dell�avventura dei conquistatori che un centinaio di anni prima avevano tentato di raggiungere il Mondo Sommerso, ma si trattava di un racconto pieno di imprecisioni, scritto alcuni anni dopo l�impresa, e non era chiaro quanto corrispondesse alla realt� e quanto fosse frutto della fantasia. Sennar non sapeva con esattezza dove si trovasse il gorgo, n� quante miglia avrebbero dovuto percorrere per trovarlo. Bisognava procedere dritto verso occidente, questo era tutto.</p><p>Pi� la nave scivolava rapida sul mare, pi� Sennar sentiva l�ansia stringerlo alla gola.</p><empty-line/><p>Il capitano sembrava nutrire per lui una certa stima e accadeva sempre pi� di frequente che Aires gli rivolgesse la parola in modo quasi affabile. All�improvviso, Sennar riscuoteva le simpatie di tutti, tranne che dell�ospite misterioso.</p><p>I primi giorni non lo si vide granch�. Stava sempre rintanato nella cabina di Aires, dove lei lo raggiungeva ogni volta che poteva. Quando inizi� a passeggiare sul ponte, sembrava un�altra persona rispetto al prigioniero malmesso che era stato caricato a bordo. Aveva l�aspetto di un damerino, con lunghi capelli castani che portava annodati in una corposa coda, occhi blu assai vivaci e una barba molto curata. Indubbiamente i suoi tratti regolari, ma allo stesso tempo pieni di virilit�, erano fatti apposta per piacere alle donne, e in pi� il nuovo passeggero era sempre assai curato nell�abbigliamento. Portava camicie di raso candide con ampie maniche e preziosi corpetti di broccato pieni di fregi. Gironzolava da un capo all�altro della nave e faceva svolazzare al vento un lungo mantello di broccato nero, la mano sempre appoggiata all�elsa cesellata della spada; di tanto in tanto si fermava a scrutare il mare con sguardo pensoso, tutto preso dal proprio fascino piratesco. Se incontrava Sennar sul ponte, lo guardava di sbieco. Al mago pareva un perfetto idiota, ma sulla nave tutti lo trattavano con deferenza e nessuno si lamentava del fatto che non combinasse niente dalla mattina alla sera. La sera, Rool lo invitava nel castello di poppa a bere e a parlare fino a notte fonda.</p><p>Sennar volle saperne di pi� e Dodi non si fece pregare.</p><p>Una sera di burrasca, mentre il mago era squassato dal mal di mare, il ragazzo gli raccont� ogni particolare della vita del nuovo passeggero.</p><cite><p> Benares, l�amante di Aires, aveva militato a lungo nelle truppe della Terra del Mare. Il regnante, infatti, stanco delle scorrerie dei pirati, aveva ordinato che venisse creato un reparto scelto che contrastasse i predoni. </p><p> Prima di arruolarsi, Benares aveva fatto un po� di tutto: l�artista, il ladro, il commerciante, il contrabbandiere. Fare il soldato era un modo come un altro per mettersi nei guai e lui non desiderava altro. Grazie alla sua abilit� di spadaccino, l�esercito lo aveva accolto a braccia aperte e aveva chiuso tutti e due gli occhi sul suo discutibile passato. Il suo compito era scortare via mare i carichi di gemme dai monti del Promontorio Ultimo, ricchi di giacimenti, alle terre a oriente, dove le pietre venivano raffinate. L�oceano gli piacque subito. Adorava quella vita fatta di traversate e scontri con i pirati. Senza contare il fascino che esercitava sulle donne. Anche se non era un marinaio, aveva un�amante in ogni porto. Vag� sul mare per un anno senza mai perdere una battaglia. Poi incontr� la sua nemesi. </p><p> Un giorno il brigantino su cui viaggiava fu attaccato da Rool e dai suoi. Benares si batt� con parecchi membri dell�equipaggio e li conci� per le feste, finch� non si trov� davanti Aires. Affascinato dalla sua bellezza, commise un errore fatale: pecc� di galanteria. </p><p> �Io non combatto con le donne� disse con voce impostata. �Io le donne le amo.� </p><p> Aires, per tutta risposta, gli squarci� la divisa a colpi di spada e inizi� ad attaccarlo senza sosta. Benares si vide costretto a sguainare l�arma, ma quando, dopo un duello accanito, la donna gli punt� la lama alla gola, l�uomo si vide morto. </p><p> Aires lo guard� a lungo, ansimante per la fatica, poi rinfoder� la spada. �Sei troppo carino per farti fuori� disse con naturalezza, quindi gli volt� le spalle e con due balzi risal� sulla nave. Benares guard� le vele rosse allontanarsi e seppe di aver trovato l�unica donna che faceva per lui. </p><empty-line/><p> Abbandon� l�esercito e si un� a un gruppo di pirati. Audace e incosciente com�era, si fece conoscere in fretta. Nelle taverne dove si riunivano i bucanieri inizi� a ricorrere il suo nome e la sua fama di spadaccino si diffuse rapidamente. </p><p> Aires aveva sempre amato le sfide. Pi� di una volta aveva convinto il padre ad attaccare navi gi� adocchiate da altri velieri, solo per la smania di misurarsi con altri pirati. Cos� accadde anche con Benares. Dopo mesi in cui si erano inseguiti e sfuggiti, si trovarono di nuovo uno di fronte all�altra, sul ponte di un galeone che avevano assaltato entrambi. </p><p> Fu un duello bizzarro. Lui us� le tattiche di conquista che aveva messo a punto nella sua vita di seduttore e, tra una parata e una stoccata, le diceva quanto la desiderasse. Lei sfoder� tutto il suo sarcasmo, tagliente pi� della sua spada, e si fece beffe di quelle romanticherie. Quando Aires fin� con le spalle al muro, per�, le parole non le vennero in soccorso. Era la prima volta che un uomo riusciva a batterla. </p><p> �Dimmi che mi ami e io ti lascio vivere� le sussurr� Benares a un soffio dal viso. </p><p> �Piuttosto sgozzami� rispose lei in tono beffardo. </p><p> �Come desideri� disse Benares sorridendo. �Ma solo dopo questo.� </p><p> La agguant� per la nuca e la baci� con passione. Aires, inaspettatamente, ricambi� il bacio con altrettanto trasporto. </p><p> Da allora furono l�uno dell�altra. Se si fossero trovati a disputarsi la stessa preda, non avrebbero esitato a sgozzarsi a vicenda, eppure si amavano. Una passione fatta di incontri fugaci e casuali, in mare o nei porti dove attraccavano. </p><p> A Rool quella storia non andava a genio. Il capitano era un pirata feroce e spietato, ma per la sua �bambina�, come si ostinava a chiamarla, voleva il meglio e ripeteva che solo un uomo pi� forte di lui poteva essere degno della figlia. Benares gli sembrava uno sciocco e quella passione un capriccio infantile. </p><p> Dopo qualche tempo, tuttavia, dovette ricredersi, e con lui tutto l�equipaggio. </p><empty-line/><p> Da quando il re della Terra del Mare aveva dato inizio alla sua personale lotta alla pirateria, Rool era in cima alla lista nera. Sulla sua testa pendeva una taglia che faceva gola a molti. </p><p> Il capitano non se n�era mai preoccupato. Lui era fatto cos�: sicuro di s�, incurante del pericolo e dimentico di tutto ci� che non fosse il mare, la sua adorata nave e Aires. </p><p> Lo catturarono fuori dal suo elemento: a terra, mentre beveva allegro in una taverna. Il suo compagno di baldoria ci rimise le penne e lui fu portato via a fatica, ma in catene. Lo trascinarono in una segreta situata nell�entroterra, dove lo avrebbero tenuto finch� non si fossero calmate le acque. Poi il capitano sarebbe stato consegnato direttamente alla milizia del re. Non era difficile immaginare quale sarebbe stata la sua sorte: penzolare con un cappio al collo nella piazza centrale della capitale, come monito per tutta la filibusta. </p><p> Quando la notizia arriv� sulla nave, l�imperturbabile Aires ebbe un istante di smarrimento. L�autore della cattura era un famoso cacciatore di taglie, tale Mauthar. Aveva cominciato la carriera come assassino al soldo di chiunque potesse pagarlo. Era stato preso durante una missione e in cambio della salvezza gli avevano proposto di cambiare attivit�. Non ci aveva pensato due volte. Le pi� eclatanti catture degli ultimi anni portavano tutte la sua firma. Non si fermava davanti a niente e agiva ovunque, per mare e per terra. Ma era sulla terraferma che aveva la tana ed era l� che bisognava cercarlo. Fu allora che, come nelle migliori storie d�avventura, entr� in gioco l�eroe. Quella notte Benares attracc� nella caletta dove era ormeggiata la nave di Aires. Pregustando una notte di piacere, si precipit� dalla sua amata, ma la trov� in lacrime. </p><p> Naturalmente si offr� di guidare il gruppo che avrebbe liberato Rool e scelse gli elementi migliori della sua ciurma e di quella di Aires per organizzare una squadra di salvataggio. Partirono poche ore dopo, a notte inoltrata. Dopo avere raccolto informazioni nei vicoli del porto, assaltarono la segreta dove era rinchiuso il pirata e sgozzarono il cacciatore di taglie e i suoi scagnozzi. Rool era di nuovo libero. </p><p> L�impresa frutt� a Benares la stima di Rool e della sua ciurma, nonch� l�eterna gratitudine di Aires. </p></cite><p>Dodi era davvero un gran narratore. Sennar aveva ascoltato senza fiatare, si era dimenticato persino del mal di mare.</p><p>�Come era finito sulla nave dove l�abbiamo trovato?� chiese alla fine.</p><p>�Semplice� rispose Dodi, soddisfatto per il successo della sua storia. �Il cacciatore di taglie che Benares ha fatto fuori aveva molti amici, tra la feccia dei porti della Terra del Mare. Dalla liberazione di Rool, non hanno dato tregua a Benares. Lo hanno assalito di notte, mentre era alla fonda in una baia nascosta, uno dei nostri ritrovi. Uno schieramento di forze mai visto, si dice. Quando lo abbiamo ripescato, lo stavano portando a terra per venderlo ai militari.�</p><p>�Venderlo?�</p><p>�Funziona cos�, non lo sapevi? Qualcuno fa il lavoro sporco, qualcun altro paga e si prende l�onore della cattura.�</p><p>�Dovresti fare lo scrittore, Dodi� disse Sennar alla fine della storia.</p><p>Dodi sorrise. �Vedrai, mago. Quando avr� guadagnato abbastanza soldi come pirata, scriver� le mie gesta e diventer� pi� famoso di Benares.�</p><p>L�umidit� della notte iniziava a farsi sentire. Sennar diede a Dodi una pacca sulla spalla e si alz� in piedi con uno sbadiglio. �Non so tu, ma io vado a dormire.�</p><p>�Aspetta, Sennar� lo ferm� il mozzo. �Posso darti un consiglio?�</p><p>�Certo.�</p><p>�Se fossi in te, mi guarderei le spalle.�</p><p>Sennar lo fiss�, stupito. �In che senso?�</p><p>�Benares non vede di buon occhio le chiacchierate che ti fai con la sua donna� rispose malizioso Dodi. �E poi, per dirla tutta, il fatto che tu abbia convinto Aires a lanciarsi in un�impresa tanto pericolosa lo insospettisce.�</p><p>Il mago scoppi� a ridere. �Pu� dormire tranquillo. Aires non mi vede neanche.�</p><p>Dodi gli strizz� l�occhio. �Non � detto, Sennar, non � detto.�</p><empty-line/><p>Per un mese la navigazione procedette tranquilla e senza intoppi. C�era vento e il mare alzava la voce solo di tanto in tanto.</p><p>Sennar ormai si era abituato al rollio della nave. La mattina, appoggiato al parapetto del ponte, guardava lo spettacolo dell�oceano che restituiva il sole al mondo e provava un senso di consolazione. Quel viaggio in fondo gli piaceva. Forse avrebbe portato a termine la sua missione e ne sarebbe uscito vivo.</p><p>Nihal gli mancava. Una sera le scrisse una lettera. Aveva gi� iniziato a recitare la formula per mandargliela, quando si ferm� e la rilesse. <emphasis> Ma che cosa mi � venuto in mente?</emphasis> La strapp� e la gett� con rabbia fuori bordo. Guard� i piccoli pezzi di pergamena danzare tra i flutti, quindi se ne torn� nella stiva, solo con i suoi pensieri.</p><p>I problemi iniziarono alla quinta settimana di navigazione. Il mare si fece sempre pi� impetuoso, le tempeste presero a susseguirsi senza sosta. Avevano raggiunto la zona inesplorata. Nessuno era mai arrivato fin l� e orientarsi era difficile.</p><p>Una sera Rool convoc� Sennar nella sua cabina.</p><p>�Secondo i miei calcoli, dovremmo essere quasi in vista delle isole sconosciute. Queste.� Indic� la mappa. �Ma per il momento non se ne vede nemmeno l�ombra.�</p><p>�Ed � grave?� chiese Sennar preoccupato.</p><p>�S�. Non rimane molto in cambusa. Quando l�abbiamo riempita pensavamo che a questo punto avremmo potuto rifornirci. Se non troviamo in fretta quel dannato arcipelago, saranno guai.�</p><p>Pi� i giorni passavano, pi� l�equipaggio scrutava la distesa d�acqua con apprensione. Ma l�orizzonte era avaro di novit� e tutto quel che proponeva era un blu intenso e crudele.</p><empty-line/><p>Sennar decise di rinunciare a met� della sua razione di cibo.</p><p>�Sei sempre cos� giudizioso, Sennar?� chiese Aires, quando venne a saperlo. Erano seduti sul ponte, l�uno accanto all�altra.</p><p>�Mi sento responsabile di questa situazione� rispose lui, compunto.</p><p>�Che bravo ragazzo� ridacchi� lei. �Sei proprio da sposare.�</p><p>Sennar era stupito di vederla cos� tranquilla. Anche Benares e Rool non sembravano preoccuparsi. Per loro era tutto normale: il rischio, la fame, le incognite del mare.</p><p>�Non hai paura di quello che potrebbe succedere?� le chiese.</p><p>Aires allung� le gambe e appoggi� i piedi su una botte di rum. �Paura? Perch�? Il rischio mi diverte, � il sale della vita. Se non ci si diverte nel poco tempo che ci � dato, che cosa si vive a fare? E poi � una sfida.� Si volt� verso Sennar. �Sai perch� ho deciso di accettare questa impresa?�</p><p>�Per i soldi?�</p><p>�Bravo il mio maghetto. Sei perspicace, quando vuoi� lo canzon� Aires. �Ma i soldi non sono niente senza avventura. Arrivare dove nessuno ha mai messo piede... Ci pensi che pochi prima di noi hanno visto questo blu? E che nessuno � tornato indietro a raccontarlo? Be�, io arriver� fino in fondo. E torner� indietro. Allora sapr� di essere la migliore. Adesso piantala di preoccuparti, non ci avviciner� di un miglio alla meta.�</p><empty-line/><p>Poi arriv� la bonaccia. Il mare era piatto come l�olio, l�orizzonte sempre pi� blu. Senza acqua piovana da raccogliere, le riserve iniziarono presto a scarseggiare. Furono tagliati i viveri e con la fame crebbe il malcontento. Non tutti avevano la forza d�animo di Rool o l�incoscienza di Aires.</p><p>Sennar trascorreva le notti chino sulla mappa, a cercare di capire quanta strada avessero percorso e quanta ne mancasse. Pi� di una volta us� la magia nella speranza di scoprire se la rotta era corretta, ma il raggio di luce che avrebbe dovuto localizzare le isole si perdeva nella notte verso luoghi sconosciuti.</p><p>Quando qualcuno inizi� ad accusarlo di averli coinvolti in un�impresa disperata, fu Benares a prendere le sue difese: �Siete uomini o cosa? Siamo gente di mare, maledizione. Qualcuno vi ha forse costretti a venire fin qui? Chi vuole tornare indietro, prenda una barca e si metta a remare. E con questo, il discorso � chiuso�. Presto gli uccelli scomparvero. Niente pi� gabbiani, niente albatros, niente stormi che migravano verso terre remote. Anche i pesci iniziarono a scarseggiare. Ogni giorno la pesca era meno ricca, finch� il mare non divenne un deserto. La nave scivolava lenta sull�acqua, circondata da un silenzio innaturale. Se non fosse stato per il leggero sciabordio sui fianchi della chiglia, si sarebbe detto che erano ancora in porto.</p><empty-line/><p>�Terra! Terra!�</p><p>L�urlo squarci� l�alba. Il mare era calmo, il vento aveva ripreso a soffiare e la nave correva veloce.</p><p>Sennar si precipit� sul ponte. Un attimo dopo arriv� anche il capitano, cannocchiale alla mano. All�orizzonte si intravedeva una linea scura e indefinita.</p><p>�Pu� essere vero?� chiese Sennar trafelato.</p><p>Rool guard� a lungo prima di pronunciarsi. �Non lo so� rispose. Torn� a scrutare nel cannocchiale. �C�� qualcosa che non mi convince.�</p><p>Per tutto il giorno la ciurma fiss� ansiosa quella sottile striscia nera, mentre la tensione saliva.</p><p>A met� pomeriggio, la nave ebbe un forte contraccolpo laterale, come se qualcosa l�avesse urtata, e si pieg� pericolosamente su un lato. L�equipaggio perse l�equilibrio, ma l�imbarcazione non tard� a raddrizzarsi, sballottata da un�improvvisa raffica di vento.</p><p>Sennar e il capitano raggiunsero il ponte a fatica. Tutto d�un tratto si era alzato un vento fortissimo, che sembrava volerli spazzare via. Eppure il mare era calmo e il sole splendeva. Quel vento proveniva dal nulla.</p><p>�Una mano di terzaroli, presto!� grid� Rool, mentre raggiungeva la murata.</p><p>Sennar riusc� ad aggrapparsi al parapetto, nonostante le folate che gli frustavano il viso. Alz� gli occhi. Ammutol�.</p><p>Un�enorme nube nera avanzava minacciosa dall�orizzonte. Non se ne vedeva la fine, correva verso la nave e cambiava continuamente forma. Sennar cadde al suolo senza fiato. Due mani lo afferrarono per la tunica.</p><p>�Che cos��?� chiese Rool. Gli punt� addosso due occhi di fuoco.</p><p>�Non lo so.�</p><p>�� magia? Rispondi!�</p><p>��... � probabile� balbett� Sennar.</p><p>Rool lasci� la presa e inizi� a impartire ordini, ma l�equipaggio era ancora impietrito per lo spavento.</p><p>�� rimasto qualche uomo a bordo o siete tutte femminucce?� rugg� il capitano. �Che ognuno vada subito al proprio posto o lo butto a mare all�istante!�</p><p>Nessuno aveva mai visto niente del genere. Sennar si sporse di nuovo ed ebbe solo il tempo di scorgere la nube che avanzava a una velocit� spaventosa. Il vento gli mozz� il respiro. Chiuse gli occhi. Quando li riapr�, era calata la notte.</p><p>Su un cielo nero come una lastra d�ardesia si disegnavano lampi immensi. Una pioggia scrosciante inizi� a tempestare il ponte. Poi fu l�apocalisse.</p><p>Onde gigantesche si abbatterono sulla nave e la fecero inclinare ora su un lato ora sull�altro; ogni volta sembrava che fosse sul punto di sparire tra i flutti. Sennar fu scaraventato attraverso il ponte, finch� la mano di Benares non lo agguant� per la collottola.</p><p>�Qui sei solo d�impiccio, ragazzino. Vattene nella stiva.�</p><p>Sennar non se lo fece ripetere due volte.</p><p>Pi� che andare nella stiva, ci cadde rovinosamente dentro, per poi correre a rannicchiarsi in un angolo. Il legno intorno a lui cigolava paurosamente e il rollio era violentissimo. La nave era in balia di venti che cambiavano di continuo direzione e di onde alte come mura.</p><p>Per un po� Sennar se ne stette immobile, paralizzato dalla paura, ad ascoltare i passi concitati sul ponte, i tonfi dei corpi sbattuti a terra dalla tempesta e lo squittio dei topi, rintanati chiss� dove. Poi inizi� a sentirsi un codardo. <emphasis>Non posso restare qui, devo andare a dare una mano.</emphasis> Le sue gambe per� si rifiutavano di obbedire. Si costrinse a ragionare. In fin dei conti era un consigliere, negli ultimi tempi si era trovato in parecchie situazioni disperate e ne era uscito solo grazie alla sua lucidit�. Prov� a ripassare le magie che conosceva, ma nessuna corrispondeva all�apocalisse che si stava scatenando l� fuori. Era opera di un mago, nessun dubbio. Forse una formula creata ex novo, pi� probabilmente un sigillo. <emphasis> Perfetto. Se � una magia non c�� che da cercare di contrastarla</emphasis> , si disse con decisione.</p><p>Aggrappato alle assi della stiva, mentre la barca ondeggiava senza tregua, Sennar si sforz� di pensare. Fu il movimento della nave a dargli l�idea. Era un�impresa piuttosto complessa, ma era l�unica, nella situazione in cui si trovavano. Del resto l� avevano decisamente a che fare con una magia assai simile a quelle proibite. Si trattava dunque di riportare la natura nei suoi binari. Sennar pianific� con esattezza ci� che avrebbe fatto una volta fuori e si decise a uscire.</p><empty-line/><p>Le vele sembravano impazzite e Sennar si un� a un gruppo di pirati che cercava di domarle. Intravide tra gli scrosci la figura di Aires, dritta al timone, che si sforzava di mantenere la rotta. Ma non c�era pi� alcuna rotta da seguire. Il cielo e il mare si mescolavano, indistinguibili nelle tenebre che avvolgevano la nave. Nonostante l�aiuto di Rool, il timone le sfugg� di mano e prese a ruotare come una trottola.</p><p>Quando la vela maestra si squarci�, Sennar si attacc� alla murata e inizi� ad attraversare il ponte, mentre l�acqua lo inzuppava da capo a piedi. Dopo molti sforzi riusc� a raggiungere Aires, aggrappata al timone.</p><p>�Una corda� url� Sennar, ma le sue parole furono risucchiate dall�ululato del mare.</p><p>�Cosa?� rispose Aires.</p><p>�Ho bisogno di una corda.�</p><p>Aires gli pass� una cima e Sennar se la leg� alla vita, quindi si avvi� verso l�albero maestro. Alz� gli occhi e lo vide ondeggiare paurosamente. <emphasis> Ce la posso fare. Ce la devo fare.</emphasis></p><p>Prov� ad arrampicarsi, ma le mani scivolavano sul legno fradicio. Allora tir� fuori il pugnale di Nihal, quello che le aveva vinto in duello il giorno in cui si erano conosciuti. Lo conficc� in profondit� nel palo, si strinse all�albero con la mano libera e inizi� a salire.</p><p>Gli sembrava di essere sempre sul punto di cadere e si aggrappava con pi� forza al legno. Le mani presero a sanguinargli.</p><p>Si ricord� che da piccolo i suoi amici si divertivano a salire sugli alberi. A lui non era mai piaciuto, era sempre stato un buono a nulla nei giochi che richiedevano agilit�. <emphasis> E ora eccomi qui, appeso come un acrobata all�albero di una nave, nel bel mezzo della peggior tempesta che si sia mai vista.</emphasis> Gli venne quasi da ridere.</p><p>Si sforz� di non guardare in basso. <emphasis> Ci sono quasi, manca poco</emphasis> , si ripeteva per farsi coraggio, ma la coffa sembrava irraggiungibile. Quando infine vi si gett�, dalla gola gli usc� un grido di gioia. Era incredibile, ma ce l�aveva fatta.</p><p>Si leg� all�albero e si alz� in piedi. Lass� il movimento ondulatorio era insopportabile. Sent� lo stomaco rivoltarsi ed ebbe un conato. <emphasis> Non adesso!</emphasis> Chiuse gli occhi e fece il possibile per concentrarsi, quindi alz� le mani sanguinanti al cielo e url� una formula.</p><p>Dalle sue dita partirono dieci raggi d�argento, che fendettero le nubi e si aprirono a cupola, per poi avvolgere la nave in una sfera argentata. Era una formula difensiva piuttosto banale, un semplicissimo scudo. Per� era grande come una nave intera ed erano proprio le dimensioni a rendere quell�incantesimo sovrumano.</p><p>Sul ponte all�improvviso scese la calma. Gli uomini si alzarono increduli e a uno a uno volsero gli occhi prima alla barriera, poi alla coffa.</p><p>Part� una salva di urla entusiaste.</p><p>�Sei straordinario, mago!� esclam� Aires.</p><empty-line/><p>Incitati da Rool, tutti ripresero i propri posti. Aires si rimise al timone e Dodi, aiutato da altri pirati, ammain� la vela maestra, ormai inservibile. Il resto dell�equipaggio estrasse dai fianchi della nave lunghi remi d�emergenza e prese ad azionarli con foga.</p><p>La nave si mosse lenta, come una bestia che si svegli dal letargo.</p><p>Al di fuori della barriera, i fulmini solcavano ancora il cielo e illuminavano un mare livido e sciabordante di schiuma grigia. I cavalloni si infrangevano con violenza sulla protezione argentata.</p><p>Sennar percep� la potenza dell�oceano che tentava di penetrare le sue difese. Svuot� la mente da tutto ci� che non era l�incantesimo che stava recitando. Non ci volle molto perch� le braccia si indolenzissero e le mani iniziassero a formicolare. Presto non le sent� pi�. Rimase solo la sensazione dell�energia magica che fuoriusciva dalle dita come un fiume in piena.</p><p>�Si vede qualche spiraglio?� chiese disperato, nonostante sapesse che, dalla coffa, sarebbe stato lui il primo ad avvistarlo.</p><p>�Non ancora!� url� Aires dal ponte. �Resisti!�</p><p>Pi� il tempo passava, pi� Sennar sentiva crescere lo sconforto. I contraccolpi delle onde si susseguivano senza sosta e la barriera intorno alla nave iniziava a restringersi. Non sarebbe riuscito a mantenerla ancora a lungo.</p><empty-line/><p>Erano tutti sfiniti: Aires e Benares che lottavano con il timone, Rool che scrutava l�oscurit� alla ricerca di un segno qualsiasi che gli indicasse dove dirigersi, l�equipaggio che affondava i remi nelle correnti sfrenate dell�oceano.</p><p>Sennar si era inginocchiato e aveva appoggiato le braccia sul parapetto della coffa, con le mani aperte.</p><p>La barriera si restrinse vistosamente.</p><p>Fu Rool il primo ad accorgersene. �Forza, ragazzo! Forza!� url�.</p><p>Ma il mago sembrava incosciente.</p><p>�Maledizione! Sta per crollare! Ecco che cosa si ottiene a mettersi nelle mani di un ragazzino� imprec� Benares.</p><p>Aires lo fulmin� con lo sguardo. �Taci! Se non fosse per lui, saremmo gi� morti.� Poi alz� la voce. �Continua cos�, Sennar! Siamo fuori, siamo quasi fuori!�</p><p>Dalla coffa non arriv� risposta. Lo scudo argentato si rimpicciol� ancora.</p><p>�Voi, l� sotto! Aumentate il ritmo!� ordin� Rool, ma si rendeva conto di chiedere troppo ai suoi uomini. �Siamo finiti� mormor�.</p><empty-line/><p>�Guardate!� url� all�improvviso Benares.</p><p>Nel nero delle nuvole si era aperto uno squarcio. Una lama di luce tagliava l�oscurit�. Aires inizi� a ridere, tanto che il timone quasi le sfugg� di mano.</p><p>�Remate pi� che potete� intim� Rool.</p><p>Tra i fulmini si intravide uno spicchio di cielo azzurro e subito dopo un pezzo di terra incorniciata di verde. Viste da quell�inferno, le isole sembravano terre paradisiache. La salvezza era l�, a portata di mano, ma la tempesta non accennava a diminuire. I fulmini e le onde si abbattevano incessanti sulla barriera.</p><p>�Resisti, Sennar! Manca poco!� urlava Aires con quanto fiato aveva in corpo, ma ormai la barriera lambiva la polena della nave e continuava a restringersi.</p><p>D�un tratto, la polena si framment� in centinaia di schegge argentate e la figura scolpita nel legno della prua si trov� a fronteggiare la furia degli elementi. La nave inizi� a deviare, mentre la tempesta inghiottiva l�imbarcazione, un�asse dopo l�altra. Ormai buona parte della prua era in balia della burrasca e la barriera era sottile come un velo. La nave continu� a ruotare su se stessa, mutando rotta ogni volta. Dal ponte si alzarono urla, incitamenti confusi, ordini.</p><p>Di tutto quel baccano a Sennar non giungevano che suoni ovattati. Sentiva solo che le forze lo abbandonavano e che uno strano languore si impossessava di lui. <emphasis> Sono stanco. Sono tanto stanco</emphasis> . Desiderava soltanto lasciarsi andare, farsi cullare dal nulla che lo avvolgeva, ma qualcosa, in un angolo remoto della coscienza, lo spingeva a non desistere. Un ultimo flusso di energia lo percorse da capo a piedi. I muscoli si tesero allo spasimo, le mani si alzarono vibrando verso il cielo nero e la barriera torn� ad avvolgere tutto lo scafo. Poi chiuse gli occhi e scivol� nell�incoscienza.</p><empty-line/><p>Davanti alla nave si dispieg� un arcipelago tranquillo. A poppa, la macchia nera come la pece che aveva quasi inghiottito la <emphasis> Demone Nero</emphasis> si allontan� velocemente. L�equipaggio esplose in un boato di entusiasmo, Rool strinse la figlia tra le braccia, Benares si pass� le mani tremanti sul viso. Erano salvi.</p><p>Aires si liber� dall�abbraccio del capitano e corse verso l�albero maestro. �Sennar! Sei stato grande, Sennar!� grid� al colmo della gioia.</p><p>Nessuna risposta.</p><p>�Sennar� chiam� ancora.</p><p>Sul ponte scese il silenzio.</p><p>�Ci avr� rimesso le penne� comment� Benares.</p><p>Aires si volt� di scatto. �Non dire idiozie!� sibil�, quindi dimentic� la stanchezza e prese ad arrampicarsi.</p><p>Quando si riaffacci� dalla coffa, gli occhi di tutti i pirati erano puntati su di lei.</p><p>�Non ci crederete mai� url� Aires con un sorriso. �Dorme.�</p></section><section><title><p>5</p><p>Laio diventa scudiero.</p></title><p>Laio non riusciva ad appoggiare il piede e a Nihal la ferita alla spalla bruciava. Di rimettersi in cammino non se ne parlava proprio, cos� decisero di attendere le prime luci dell�alba. Si allontanarono il pi� possibile dal luogo dello scontro e si arrampicarono a fatica su un grande albero. Almeno lass� sarebbero stati al sicuro.</p><p>Laio studi� con occhio clinico la ferita dell�amica. �Posso disinfettarla, se vuoi� propose titubante.</p><p>Nihal gli rivolse uno sguardo interrogativo. �E come?�</p><p>�Ora ti faccio vedere.�</p><p>Tir� fuori dalla bisaccia che portava al fianco alcune foglie e inizi� a masticarle. Quindi si tolse il bolo di bocca e lo spalm� sulla spalla di Nihal. �� solo un graffio, ma almeno cos� non far� infezione. Per un po� ho lavorato come sguattero in una locanda e la donna che la gestiva conosceva le propriet� delle erbe. Mi ha insegnato qualche segreto.�</p><p>Quando ebbe finito, Laio si appoggi� al tronco e chiuse gli occhi, esausto.</p><p>Nihal fece altrettanto, ma un pensiero le rimbalzava nella testa.</p><p>Prese in mano la spada e la guard�. Il drago scolpito da Livon si avvolgeva sinuoso intorno all�elsa. Sul cristallo nero, la testa dell�animale si stagliava come una stella nel buio della notte; era incisa in una gemma bianca, al cui interno brillavano migliaia di pagliuzze colorate.</p><p>La Lacrima.</p><p>Era cos� abituata a vederla che aveva smesso di considerarla altro che un ornamento. Come aveva potuto dimenticarsene?</p><empty-line/><p>Nihal ripens� a quando, a tredici anni, aveva deciso di imparare la magia e aveva perseguitato Livon perch� le presentasse un mago disposto ad accettarla come allieva. Livon da principio non ne aveva voluto sapere, ma era stata cos� insistente che alla fine lui aveva ceduto.</p><p>Era stato cos� che Nihal aveva scoperto di avere una zia. La sorella di suo padre si chiamava Soana e viveva ai margini della Foresta; si era allontanata da Salazar perch� gli informatori del Tiranno non venissero a sapere che era un membro del Consiglio dei Maghi.</p><p>Soana l�aveva accolta senza chiederle nulla, se non di superare una prova: Nihal avrebbe dovuto passare due giorni e due notti da sola nella Foresta e dimostrare di essere stata accettata dagli spiriti della natura.</p><p>L� Nihal aveva incontrato per la prima volta una comunit� di folletti. Era stato Phos, il loro capo, a darle quella pietra. �� una specie di catalizzatore naturale� le aveva detto. �Potenzia e aumenta la durata delle magie. Ho pensato che fosse un bel regalo da farti, per quando sarai maga.�</p><empty-line/><p>Nihal si ricosse dai ricordi.</p><p><emphasis>Maga... Non sono mai diventata una maga.</emphasis></p><p><emphasis>Ma allora che cosa � successo prima? Da dove sono arrivati quello scudo trasparente e quell�esplosione?</emphasis></p><p>Si ripromise di indagare. Poi la stanchezza ebbe la meglio e lei scivol� in un sonno profondo e senza sogni.</p><empty-line/><p>Il viaggio di ritorno alla base fu privo di sorprese. Non incontrarono tracce dei soldati del Tiranno, tuttavia si mossero con circospezione. Laio zoppicava, ma non si lament� mai. Arrivarono con un giorno di ritardo sulla data prevista. Quando vide che Nihal non era sola, la sentinella ebbe un attimo di esitazione.</p><p>�Garantisco io per lui� la anticip� Nihal. �� un mio vecchio compagno d�armi.�</p><p>La notizia si diffuse per il campo pi� rapida della folgore.</p><p>�� tornata accompagnata...�</p><p>�Un ragazzo, pi� piccolo di lei...�</p><p>�Sar� l�amante...�</p><p>�Macch� amante! L�hai visto? Uno cos� Nihal se lo mangia a colazione...�</p><p>�Ho sentito dire che � suo fratello...�</p><p>�Come no. Lei con i capelli blu e le orecchie a punta, lui biondo e paffuto. Due gocce d�acqua...�</p><p>Nihal tir� dritta fino alla capanna di Ido. Laio la segu�, a disagio. Dovunque girasse lo sguardo, c�erano occhi curiosi che lo fissavano.</p><p>�Ma cos�hanno da guardare?� sussurr� all�amica.</p><p>Nihal alz� le spalle. �Ignorali.�</p><p>Ido la aspettava sulla soglia. �Che cosa � successo? Sei tutta intera?� chiese, mentre le andava incontro.</p><p>�Tutto a posto. La ferita � una sciocchezza� rispose lei, ma lo gnomo aveva gi� puntato gli occhi su Laio.</p><p>Il ragazzo abbass� la testa e arross� fino alla radice dei capelli.</p><empty-line/><p>Laio fu spedito in infermeria a farsi controllare il piede e Nihal rest� sola con Ido.</p><p>Lo gnomo le porse in malo modo una sedia. �Che cos�� questa storia? Da dove salta fuori quel bamboccio?�</p><p>�Aspetta, Ido. Lascia che ti spieghi. Era con me all�Accademia.�</p><p>Nihal raccont� tutto d�un fiato della loro amicizia. Sapeva che alla prima pausa Ido sarebbe esploso. Dalla sua pipa le nuvole di fumo si facevano sempre pi� nervose e frequenti.</p><p>Poi arriv� al punto cruciale del discorso. <emphasis> Forza, diglielo. � inutile che meni il can per l�aia.</emphasis> �Insomma, vuole fare lo scudiero, ma � evidente che suo padre non glielo permetter� mai. Lo devo aiutare, Ido. � stato l�unico a restarmi vicino quando ero all�Accademia, � davvero un amico. Cos� ho pensato... che potresti prenderlo tu come scudiero. � una buona idea, non trovi?�</p><p>Nella capanna scese un silenzio che non prometteva nulla di buono.</p><p>�A volte mi chiedo se sei una gran furba o una perfetta idiota, Nihal� disse Ido con calma.</p><p>�Non capisco cosa intendi.�</p><p>�Oh, insomma� sbott� lo gnomo. �Hai una vaga idea di chi sia figlio questo Laio?�</p><p>�E che ne so? Mica conosco tutti i Cavalieri di Drago.�</p><p>Lo gnomo si sporse in avanti, le sopracciglia aggrottate. �Allora te lo spiego io. Il padre di Laio si chiama Pewar e discende dalla pi� antica famiglia di Cavalieri del Mondo Emerso. Non si sa se sia venuto prima il suo capostipite o un uovo di drago! Quella � gente che cavalca draghi dalla notte dei tempi. Al momento, Pewar dirige le operazioni nella Terra dell�Acqua. Ed � amico intimo di Raven.�</p><p>Nihal continu� a fare la gnorri. �E allora?�</p><p>Ido salt� in piedi. �Se Pewar scopre che il figlio mi fa da scudiero, mi mangia vivo! Gi� Raven mi detesta, ci manca solo questa per farmi cacciare dall�Ordine.�</p><empty-line/><p>La discussione si scald�. Le voci di Nihal e Ido si sentivano a parecchie braccia di distanza. Tornato dall�infermeria, Laio si era seduto fuori dalla capanna con l�aria preoccupata. Di tanto in tanto, un soldato si fermava ad ascoltare l�alterco e in breve davanti all�alloggio di Ido si form� un capannello di curiosi.</p><p>�Tutte queste storie per te?� chiese uno scudiero a Laio.</p><p>Lui scroll� le spalle. �Credo di s�.�</p><p>�Ma tu chi sei?� intervenne un soldato.</p><p>�Un compagno di Accademia di Nihal� mormor� il ragazzo.</p><p>Quando Nihal usc�, rossa in viso, il piccolo assembramento si dilegu� in un istante.</p><p>�Tutto a posto?� chiese Laio.</p><p>�Vieni dentro� fu la sola risposta.</p><empty-line/><p>Ido era seduto al tavolo e fumava nervosamente.</p><p>Nihal lo aveva messo alle strette. Gli aveva ricordato che era stato proprio lui a insegnarle che bisogna combattere per un ideale, che ciascuno deve trovare la propria via per realizzarsi. Gli aveva chiesto come poteva sbattere la porta in faccia a un ragazzo che voleva provarci.</p><p>Ido squadr� Laio. Guance rosate, occhi grigi, andatura titubante: che diavolo se ne faceva di uno cos�?</p><p>�Che cosa sai fare?� chiese secco.</p><p>�Ho studiato due anni all�Accademia� sussurr� Laio.</p><p>�Parla pi� forte, ragazzino� lo aggred� lo gnomo. Nihal scocc� a Ido un�occhiata di fuoco.</p><p>Laio impallid�. �S�, signore. Scusi, signore. Ho studiato due anni all�Accademia. Sono anche bravo con le erbe. E so tenere in ordine ogni tipo di arma.�</p><p>�E con i draghi come te la cavi?�</p><p>�Con i draghi, ecco... non ci ho ancora avuto a che fare, signore� rispose Laio a mezza voce.</p><p>Ido si strofin� il viso con le mani e sospir�. Poi si alz� e usc� dalla capanna senza dire una parola.</p><p>Nihal sorrise con aria furba.</p><empty-line/><p>�Uno scudiero?�</p><p>Nelgar fu stupito dalla richiesta di Ido. Fino all�arrivo di Nihal, lo gnomo era stato un tipo schivo. Ora tutto d�un tratto sembrava che andasse in cerca di compagnia.</p><p>Lo gnomo bofonchi� che presto Nihal sarebbe diventata Cavaliere e che lui non avrebbe pi� avuto nessuno che gli lucidasse l�armatura.</p><p>�Non puoi pensarci da solo, come hai sempre fatto?� chiese Nelgar.</p><p>�Oh, insomma. Me lo dai o no questo scudiero?� tagli� corto Ido. �Da regolamento, tutti i Cavalieri ne hanno diritto. Non vedo perch� non dovrei averne uno anch�io.�</p><p>Nelgar non fece pi� storie. Il regolamento era il regolamento.</p><empty-line/><p>Laio si immerse nel suo nuovo incarico anima e corpo; si occupava delle armi di Ido con una cura maniacale. Una mattina, lo gnomo lo aveva trovato dietro la capanna, seduto a terra a gambe incrociate, con tutto l�arsenale sparso intorno. Lucidava con furia un�ascia che Ido non si era mai sognato di prendere in mano.</p><p>�Fai quel che ti pare, ma non ti azzardare a toccare la spada� gli aveva detto. �Di quella mi occupo personalmente.�</p><p>Laio aveva alzato la testa dal lavoro per un istante. �S�, signore. Certo, signore.� Poi si era rimesso all�opera.</p><p>Ido dovette ammettere che il ragazzo era solerte. La sua armatura non era mai stata cos� bella e lucente. Ora si trattava di vedere che cosa ne pensava Vesa.</p><p>Affront� l�argomento con Laio senza preamboli. �Stasera darai da mangiare al mio drago.�</p><p>Le guance del ragazzo passarono dal rosa al bianco. �Sta... stasera?�</p><p>�S�, perch�? Avevi altri impegni?�</p><p>�No, signore. � che... non ho mai dato da mangiare a un drago.�</p><p>�C�� sempre una prima volta. Ti spiegher� tutto Nihal.�</p><empty-line/><p>Nihal impieg� l�intera serata per riuscire a convincere l�amico a entrare nella scuderia, l�imponente edificio che troneggiava al centro della cittadella. Una volta dentro, la ragazza si mosse sicura verso il fondo, dove si trovava la nicchia di Vesa, Laio invece rimase paralizzato al solo sentire il respiro dei draghi.</p><p>La sera successiva and� meglio. Laio si aggrapp� a un braccio dell�amica e, con gli occhi fissi a terra, percorse il lungo corridoio su cui si affacciavano le grotte degli animali.</p><p>�Eccoci.� Nihal si ferm�.</p><p>In un�enorme cavit� scavata nella roccia c�era un animale che a Laio parve immenso. Da sola, la sua testa era grande quasi quanto lui. Era rosso come un tizzone ardente e se ne stava acciambellato, le grandi ali membranose ripiegate sui fianchi. La testa crestata era appoggiata quasi con grazia sulle due zampe anteriori, pi� piccole di quelle posteriori.</p><p>�Vesa, questo � Laio, vedi di trattarlo bene.�</p><p>Per tutta risposta, il drago emise un grugnito perplesso.</p><p>�E questo, caro il mio scudiero, � Vesa� continu� Nihal, mentre cercava di staccarsi l�amico di dosso. �Dovresti almeno aprire gli occhi, Laio.�</p><p>Il ragazzo socchiuse le palpebre, giusto il tempo di intravedere un grande drago rosso che lo guardava con evidente disprezzo.</p><p>Da allora Nihal port� Laio nella scuderia ogni sera. L�aspirante scudiero cercava di farsi coraggio e seguiva i consigli di Nihal come meglio poteva.</p><p>Dopo una settimana, allung� una mano per toccare la pelle squamosa di Vesa. Dopo due, riusc� finalmente a portargli la carriola colma di carne fin sotto il muso.</p><p>Da quel momento in poi, fu tutto pi� facile. Superata la paura, Laio sembrava nato per trattare con i draghi. Vesa lo prese in simpatia e il ragazzo si innamor� di quella bestia enorme.</p><p>Oarf era pi� scorbutico di Vesa, ma Laio riusc� a farsi accettare anche da lui. Quanto a dimensioni era assai simile a Vesa, ma era pi� anziano, un veterano della guerra. Era del tutto verde, sebbene il suo colore assumesse miriadi di sfumature diverse sulle varie parti del corpo, tranne per le braci rosse delle sue pupille penetranti.</p><p>Se non lo avesse visto con i suoi occhi, Nihal non ci avrebbe creduto. Oarf, il suo Oarf, il drago che l�aveva fatta tanto penare, si lasciava accarezzare da Laio come un gattino.</p><p>Ma non erano solo i draghi ad avere una predilezione per quel ragazzo con il viso da angioletto. Forse fu per la sua innocenza, forse per la passione con cui si buttava in ogni compito che gli veniva affidato, ma nel giro di un mese Laio divenne il beniamino di tutto l�accampamento. Correva indaffarato da un lato all�altro del campo, con l�espressione seria, come se gli fosse stata affidata chiss� quale terribile missione, e chiunque lo vedesse passare non poteva fare a meno di sorridere.</p><p>Persino Ido dovette ricredersi sul suo nuovo scudiero, che moriva dalla voglia di rendersi utile e non si tirava mai indietro.</p></section><section><title><p>6</p><p>Il segreto della lacrima.</p></title><p>Da quando era tornata alla base, spesso Nihal si sorprendeva a guardare la Lacrima incastonata nella spada di cristallo e a domandarsi da dove fosse uscita la forza sconosciuta che aveva sgominato un�intera orda di fammin.</p><p>Decise di indagare presso uno dei maghi della cittadella, un giovane emissario del Consiglio che coadiuvava nelle strategie militari.</p><p>Nihal gli raccont� quello che era accaduto nel bosco.</p><p>Il mago la ascolt� scettico, poi osserv� la Lacrima con occhio esperto. �S�, � ambrosia, la resina del Padre della Foresta, cristallizzata, per� non mi risulta che possa essere utilizzata per scopi magici.�</p><p>�Ma il folletto che me l�ha data ha detto che...�</p><p>�I folletti sono dei gran chiacchieroni� la interruppe il mago con sufficienza �ma di magia non capiscono niente, credimi.�</p><p>�Allora che cosa � successo, secondo te?� insistette Nihal. Quel mago iniziava a darle sui nervi.</p><p>�Con ogni probabilit�, nulla. Forse tu e il tuo amico avete avuto un�allucinazione. O forse vi eravate scolati un sidro di troppo� ridacchi� il mago.</p><p>Nihal usc� dal suo alloggio per non rischiare di mettergli le mani addosso. Alla prima occasione avrebbe cercato le risposte che voleva alla biblioteca di Makrat.</p><empty-line/><p>Ebbe modo di andarci un mese dopo. A Makrat era stato ordinato un consiglio di guerra, a cui erano tenuti a partecipare tutti i Cavalieri di Drago schierati nella lotta contro il Tiranno.</p><p>Ido odiava quel genere di riunioni, ma dovette fare buon viso a cattivo gioco e port� con s� sia Nihal sia Laio.</p><p>Makrat era la capitale della Terra del Sole, una citt� piena di confusione e caotica perfino nel modo in cui le case si ammassavano le une sulle altre. Era sede dell�Accademia, nonch� del Palazzo Reale. Per finire, ospitava la pi� grande biblioteca del Mondo Emerso. Si trovava all�interno del Palazzo Reale e per accedervi era sufficiente l�autorizzazione di un Cavaliere. Come Nihal immaginava, Ido non si fece pregare. Lo gnomo considerava la lettura fondamentale per la formazione di un Cavaliere e non dovette sembrargli vero che quella zuccona della sua allieva si fosse decisa a farsi un po� di cultura.</p><p>La grande biblioteca di Makrat non smentiva la sua fama. Era la pi� completa raccolta di libri del Mondo Emerso, seconda solo alla mitica Biblioteca perduta della citt� di Enawar. Si trovava in una delle quattro torri del Palazzo Reale e si sviluppava lungo l�imponente scalinata che si avvolgeva a spirale su per il torrione. I gradini erano larghi e bassi, tanto che non si aveva quasi la sensazione di salire, ma quando si arrivava in cima e si guardava in basso, si restava senza fiato nel vedere la vertiginosa infilata di piani che scendevano a precipizio. Sul tetto, una cupola di cristallo provvedeva a dare luce all�interno.</p><p>Ogni piano era dedicato a una materia differente. C�era la sezione dell�astronomia, quella della storia, quella della poesia e naturalmente anche quella della botanica e dell�erboristeria. Pi� di cento scaffali stipati di tomi.</p><p>Gli occhi di Laio, che l�aveva accompagnata, brillarono. �Ci vediamo dopo� disse con voce sognante. Poi si diresse verso gli erbari.</p><p>La biblioteca era molto frequentata e Nihal si sent� subito fuori posto. Di guerrieri, ovviamente, non c�era neppure l�ombra. Maghi, invece, in abbondanza. Seduti ai tavoli e chini su enormi volumi polverosi, fermi e pensosi accanto agli scaffali, arrampicati sulle scale che portavano alle sezioni pi� alte delle librerie. Maghi ovunque, e tutti che si voltavano quando Nihal passava. Il tintinnio della spada, in genere cos� familiare, le parve all�improvviso un rumore insopportabile. C�era anche qualche giovane rampollo di famiglia nobile e pure loro la guardavano con sdegno. <emphasis> Certo, la conoscenza � roba da ricchi</emphasis> , pens� lei. <emphasis> Mica da morti di fame che devono difendersi dalla guerra.</emphasis> Nihal si sent� a disagio. In momenti come quello avrebbe voluto essere un po� pi� femminile e non destare tanta curiosit�. Si impose di ignorarli. Non era arrivata fin l� per fare bella figura, ma per cercare notizie sulla Lacrima.</p><p>Prosegu� lungo le scale finch� non trov� quello che cercava: i tre piani dedicati alla magia. Si avvicin� a un bibliotecario e gli spieg� di cosa aveva bisogno. L�uomo, che indossava una casacca di velluto grigio su cui spiccava lo stemma dorato della Terra del Sole, squadr� prima gli abiti della ragazza, poi la spada. �Vogliate seguirmi� disse con sufficienza, quindi la guid� fino all�ultimo piano e le indic� un ampio tavolo di marmo.</p><p>Torn� poco dopo con una pila di tomi voluminosi. �La biblioteca chiude alla sesta ora� disse lapidario mentre si allontanava.</p><p>Nihal guard� sconsolata il mucchio di libri. Sarebbe stato un lavoro lungo e noioso.</p><p>Scov� notizie su ogni artefatto magico esistente, lesse antiche leggende sui folletti, impar� tutto il necessario sui Padri della Foresta, ma nessun libro riportava una sola parola sulla Lacrima.</p><p>Trov� soltanto qualche riga sulla resina:</p><cite><p>La resina dei Tomren, conosciuti dal volgo come Padri della Foresta, viene spesso usata come palliativo per le lievi sofferenze. Essa inoltre permette di ristabilirsi rapidamente dalle grandi fatiche. Quando essiccata, la resina assume una forma cristallizzata assai gradevole.</p></cite><p>Seguiva una pagina di descrizione dettagliata. Alla fine, poche laconiche righe:</p><cite><p>Le concrezioni di resina essiccata, da alcuni indicate con il nome di Lacrime, vengono talvolta utilizzate come pietre non preziose nell�arte orafa.</p></cite><p>Nihal rest� con il naso incollato ai libri fino a sera, ma non trov� nulla. Quando, scoraggiata e con la testa che le doleva, alz� gli occhi dall�ultimo volume, si rese conto che fuori era calato il buio. La vasta biblioteca era illuminata da massicci bracieri in bronzo e da grandi torce alle pareti. Si alz� in piedi, si stiracchi� e si guard� intorno alla ricerca del bibliotecario. Non lo vide, cos� scorse le ultime righe del tomo che aveva sottomano, senza la minima speranza di trovarci qualcosa di interessante: la solita descrizione circostanziata e una sfilza di cenni storici dell�uso della Lacrima nelle epoche passate. Nihal sbadigli�.</p><p>Poi per�, sull�ultima pagina, not� uno strano simbolo, un timbro nero. Solo allora si accorse che era riportato identico anche sulla copertina. Cerc� ancora il bibliotecario e finalmente lo vide seduto a un tavolo lontano. Si avvi� verso di lui con il tomo in mano.</p><p>�Che cosa vuol dire questo?� Gli mostr� il simbolo.</p><p>Il bibliotecario fece una faccia strana e le tolse il libro di mano. �Che non avrei dovuto darvelo.�</p><p>�Peccato� rispose Nihal in tono sarcastico �l�ho gi� letto tutto. Allora, che cosa vuol dire?�</p><p>Il bibliotecario alz� gli occhi al cielo, ma Nihal non fece una piega e rimase l�, in attesa di una risposta.</p><p>�Vuol dire che l�autore del libro � stato condannato dal Consiglio. Libri del genere vengono dati in lettura con una certa cautela.� L�uomo guard� il nome sulla copertina. �Megisto. Certo, lo storico. Niente di troppo pericoloso. Si pu� leggere senza problemi.�</p><p>�E perch� sarebbe stato condannato dal Consiglio?� insistette Nihal.</p><p>Il bibliotecario sospir�, rassegnato. �Era un mago mediocre, si dedicava pi� che altro a studi storici. Poi divenne un collaboratore del Tiranno, ma grazie agli d�i fu catturato e punito.�</p><p>Esattamente il genere di cose che eccitava la curiosit� di Nihal. �Potete darmi qualche libro sulla storia di questo Megisto?�</p><p>�Non ha nulla a che fare con la vostra ricerca, mi sembra.�</p><p>Quel mago le dava sui nervi. Nihal gli rivolse un sorriso gelido. �Ho cambiato argomento di studio proprio adesso. Qualche problema?� Appoggi� con noncuranza la mano sull�elsa della spada.</p><p>L�uomo le scocc� un�occhiata infastidita e si incammin� verso una serie di scaffali neri.</p><p>Nihal non li aveva notati prima e il cuore le balz� in gola. Erano quattro, alti fino al soffitto e chiusi da una robusta grata in ferro battuto, a proteggere centinaia di volumi, anch�essi neri. Sul dorso di ciascuna copertina spiccava solo una runa scarlatta. Nihal sapeva di cosa si trattava, gliene aveva parlato Sennar: erano i Libri Proibiti. Vi era racchiusa la magia oscura, frutto del male. Sennar era stato vago sull�argomento e Soana era stata altrettanto evasiva, ma Nihal era al corrente che quella magia era proibita dal Consiglio. Era volta al sovvertimento malefico della natura e per ogni incantesimo richiedeva in pegno l�anima del mago. In quei libri erano celati i peggiori incantesimi di offesa, quelli che il Tiranno aveva perfezionato e portato alla forma pi� evoluta.</p><p>Il bibliotecario per� non era diretto a quella sezione, bens� a quella successiva, dove si trovavano libri rilegati in cuoio scuro con pesanti borchie di metallo, ma dall�aspetto assai pi� innocuo degli altri. L�uomo prese un volume in fondo allo scaffale, accanto alla sezione protetta dalle grate, e lo porse a Nihal con malagrazia. �Qui dovrebbe esserci tutto quello che cercate.�</p><p>Nihal lesse il titolo. <emphasis> Annali della lotta al Tiranno.</emphasis></p><p>Incuriosita, torn� al tavolo e si immerse nella lettura. Era una raccolta di tutti i frammenti degli Annali del Consiglio dei Maghi che parlavano della lotta al Tiranno.</p><p>La storia cominciava cinque anni dopo lo scioglimento del Consiglio dei Re e dei Maghi. Tanto c�era voluto perch� il Consiglio dei Maghi riuscisse a riorganizzarsi.</p><p>Nihal spulci� il volume finch� non si imbatt� nella parola �mezzelfo�. Il suo cuore quasi cess� di battere. In un tono distaccato e burocratico, molti frammenti raccontavano della distruzione di Seferdi, la capitale della Terra dei Giorni �rasa al suolo in una sola notte�, e dell�odissea del suo popolo. Nihal lesse dei villaggi di profughi distrutti dai fammin, della difesa disperata dei suoi simili, del susseguirsi di stragi e uccisioni. Non riusciva a staccare gli occhi da quelle parole. All�improvviso la pagina prese vita. Dai segni neri vergati sulla pergamena emersero figure umane, fammin, mezzelfi. E poi corpi riversi a terra, arti mozzati, sangue. Nella sua mente si levarono grida di disperazione e infine il canto feroce dei guerrieri.</p><p><emphasis>No!</emphasis></p><p>Nihal spinse indietro la sedia e si allontan� dal tavolo. Respirava affannosamente. Cerc� di scacciare quelle immagini di morte, cos� simili ai suoi sogni. Chiuse gli occhi. Pens� alla base, a Laio, a Sennar, alla sua nuova vita.</p><p>Quando fu pi� calma, si riavvicin� al libro e sfogli� rapidamente le parti dedicate ai suoi simili. Ancora guerre, ancora stragi. Poi, alcune pagine scritte con una calligrafia diversa. Nihal riprese a leggere.</p><cite><p>Oggi, decimo giorno del quarto mese, anno settantesimo dal Tempo di Nammen, � caduto nelle nostre mani un terribile nemico.</p></cite><p>Finalmente trov� notizie di Megisto.</p><p>Per anni era stato al fianco del Tiranno, che lo aveva reso un mago potente. Non disdegnava l�uso della spada, in cui era assai abile, e aveva fatto della Terra dei Giorni il suo regno. Da l� sferrava terribili attacchi alla Terra del Sole e lottava in prima linea insieme ai suoi uomini. Sembrava assetato di sangue. Alcuni credevano fosse immortale.</p><p>A Nihal ricord� la descrizione che Sennar aveva fatto di Dola, il terribile guerriero che aveva messo a ferro e fuoco la Terra del Vento.</p><p>Dopo aver seminato il terrore nella Terra dei Giorni, Megisto si era spostato nella Terra dell�Acqua e si era accanito sul popolo delle ninfe.</p><p>Era stata la sua stessa crudelt� a condannarlo: affamato di morte, si era spinto con un piccolo contingente nella parte pi� interna e rigogliosa della Terra dell�Acqua, una zona di cui non esistevano mappe e dove nessun essere umano aveva mai pensato di insediarsi. Quei boschi erano il regno incontrastato delle ninfe ed era impossibile orientarsi senza la loro collaborazione. L� Megisto era stato accerchiato da un distaccamento dell�esercito delle Terre libere. Aveva combattuto a lungo e ucciso non pochi nemici. A renderlo inoffensivo non furono i soldati n� i Cavalieri di Drago. Furono le ninfe. Memori dei lutti che quell�uomo aveva inflitto al loro popolo, tutte le ninfe della Terra dell�Acqua erano accorse sul luogo dello scontro e avevano lanciato uno dei loro incantesimi pi� potenti: il bosco si era chiuso su Megisto come una morsa verde e lo aveva imprigionato tra viluppi di rami, fronde e rampicanti.</p><p>L�uomo era stato condotto a Makrat e sottoposto a giudizio dal Consiglio dei Maghi, ma il frammento relativo alla sua condanna era incompleto. Riportava solo alcuni stralci della requisitoria di Dagon, il Membro Anziano del Consiglio.</p><cite><p>Molto sangue � stato versato in questi anni, aggiungere quello di quest�uomo non ristabilir� la giustizia. Propongo dunque che venga imposto (...) giacer� in eterno nella Terra su cui tanto ha infierito (...) Che rifletta su quanto ha fatto nella solitudine della sua prigionia e che gli anni possano portargli saggezza e pentimento.</p></cite><p>�Allora � vivo� mormor� Nihal. Era incredibile. C�era un nemico cos� potente imprigionato nella Terra dell�Acqua.</p><p>Il tocco di una mano la riscosse dai suoi pensieri. Di fianco al tavolo si erano materializzati Laio e il bibliotecario. Era ora di andarsene.</p><empty-line/><p>Durante tutto il tragitto di ritorno, Ido si lament� e ripet� che la riunione era stata una scocciatura. Nihal, ancora preda dei dubbi sulla Lacrima, lo ascoltava distrattamente e Laio, carico com�era delle boccette e delle erbe che aveva comprato al mercato, era troppo impegnato a cercare di non cadere da cavallo.</p><p>Quando arrivarono, la base era tranquilla come sempre. Nulla sembrava essere cambiato durante la loro breve assenza. Non fecero per� in tempo a oltrepassare il cancello, che una sentinella li chiam�. �Fermatevi! C�� un messaggio per lo scudiero.�</p><p>Laio, incredulo, prese il rotolo che la guardia gli porgeva. Quando vide il sigillo impresso sulla pergamena, impallid� e si lasci� sfuggire un gemito.</p><p>�Che cosa succede?� chiese Nihal.</p><p>�Mio padre� rispose il ragazzo con un filo di voce.</p></section><section><title><p>7</p><p>Le vanerie.</p></title><p>Sennar percepiva solo la morbidezza delle coltri. Era come essere avvolti nella bambagia e quel tepore gli ricord� la sua infanzia. Socchiuse gli occhi. Si aspettava di vedere sua madre china su di lui, pronta a svegliarlo con un bacio sulla fronte, come faceva quando era piccolo. Ma l�immagine che si insinu� tra le sue ciglia fu ben diversa: una profonda scollatura, l�incavo di un seno bianco come il latte e un paio di occhi scuri.</p><p>Il mago si svegli� del tutto con un sobbalzo e si alz� a sedere.</p><p>�Era ora� disse Aires con un sorriso.</p><p>Mentre lei andava a scostare le tende, Sennar si rese conto di trovarsi niente meno che nella cabina del capitano.</p><p>�Due giorni interi a dormire.� Torn� verso di lui e si sedette sul letto. �Non ti vergogni?�</p><p>Sennar si stropicci� gli occhi. �Dove siamo?� chiese con voce roca.</p><p>Aires si esib� in un inchino. �Benvenuto alle Vanerie, signor mago.�</p><p>�Le Vanerie?� ripet� Sennar confuso.</p><p>�S�, le isole sconosciute segnate sulla mappa. Gli abitanti le chiamano cos�. Sono in tutto quattro; una pi� grande abitata, che per inciso � quella in cui ci troviamo, e tre isolotti che sono poco pi� di meri scogli. Dovresti vedere come ci guardano. Non hanno mai incontrato gente del Mondo Emerso, siamo i primi� disse Aires con orgoglio.</p><p>Sennar si lasci� ricadere sul cuscino.</p><p>�A pezzi, eh?� Lei ridacchi�.</p><p>Sennar annu�. �� sempre cos� quando un mago compie una magia molto faticosa.�</p><p>�Ci hai fatto spaventare, sai? Quando sono salita in coffa eri bianco come un cadavere. Poi ho capito che dormivi e mi � quasi venuta voglia di prenderti a schiaffi.�</p><p>�Proprio quello che mi mancava...� Sennar sospir�.</p><p>Aires gli scost� i capelli dal viso. Ora aveva uno sguardo serio. �Devo ringraziarti. Tutti dobbiamo ringraziarti. Se non fosse stato per te saremmo morti, Sennar. Certo, se non fosse stato per te non saremmo neanche partiti...�</p><p>Il mago si accorse di essere arrossito.</p><p>�Ora pensa solo a riposarti� disse Aires mentre si alzava. �La nave � piuttosto malconcia, ci vorr� qualche giorno per ripararla. Poi faremo il punto della situazione.� Quando fu sulla porta, per�, si ferm� e torn� indietro. �Ah, dimenticavo� disse, con uno strano sorriso stampato sul volto. �� bella?�</p><p>Sennar rimase spiazzato. �Chi?�</p><p>�Non fare il finto tonto.�</p><p>�Non capisco cosa intendi� balbett� lui.</p><p>Aires scoppi� a ridere. �Mago e bugiardo! Per due giorni hai ripetuto sempre lo stesso nome. Allora, chi � questa Nihal?�</p><p>Sennar ebbe un tuffo al cuore.</p><p>�Avanti, non farti pregare� insistette Aires. �Se un uomo chiama una donna nel sonno, vuol dire solo una cosa: che ne � innamorato.�</p><p>Sennar era sempre pi� imbarazzato. �Io... cio�, non �...�</p><p>Lei si risedette sulla sponda del letto e lo guard� maliziosa. �Guarda che non sono mica gelosa.�</p><p>�� un�amica� capitol� Sennar.</p><p>Aires sollev� un sopracciglio. �Amica come?�</p><p>�Amica e basta� rispose lui in un tono che voleva essere neutro.</p><p>Aires non si lasci� ingannare �Sbaglio o in quel �e basta� c�� una punta di rammarico?�</p><p>�� un�amica d�infanzia� sbott� Sennar. �Abbiamo avuto la stessa maestra di magia. Tutto qui.�</p><p>�� una maga?�</p><p>�No. Sta per diventare Cavaliere di Drago.�</p><p>�Un Cavaliere donna� disse Aires interessata. �Mi piace questa ragazza. Ed � bella?�</p><p>Sennar abbass� lo sguardo. �Non so. Credo che sia bella. S�, � bella. Possiamo finirla con questo interrogatorio, ora?�</p><p>Aires non gli diede retta. �E lei ti ama? Perch� � evidente che tu la ami.�</p><p>Sennar alz� gli occhi al cielo. �Aires, ti prego...�</p><p>�Allora?�</p><p>�No, non mi ama. Ama un altro, un Cavaliere morto in battaglia. Contenta?�</p><p>�Un morto non � granch� come rivale in amore� rispose Aires ironica. �Sai qual � il tuo problema, Sennar? Che ti sottovaluti.� Quindi si alz� e gli diede un buffetto sulla guancia. �Pensaci.�</p><empty-line/><p>Nei giorni seguenti, la cabina del capitano fu meta di pellegrinaggio. Un pirata dopo l�altro, tutta la ciurma and� a far visita a Sennar per ringraziarlo di persona. Il pi� prodigo di attenzioni e complimenti fu Dodi, che ormai lo considerava il suo eroe. Gli portava pranzo e cena a letto, lo guardava con occhi adoranti, lo serviva come un signore.</p><p>L�unico che non si fece vedere fu Benares. Dodi disse che aveva fatto pi� di una sfuriata ad Aires, ma Sennar non ci bad�. Aveva superato una tempesta terribile, poteva tener testa a un fidanzato geloso.</p><p>Quando si sent� pi� in forze, il mago decise che era ora di riprendere quel che aveva interrotto. Si alz� e si affacci� sul ponte. Le Vanerie lo aspettavano.</p><empty-line/><p>L�isola dove avevano attraccato era ammantata da foreste rigogliose. C�era un unico grande villaggio, abbarbicato sulle pendici del vulcano spento che si ergeva al centro dell�isola. Sennar aveva viaggiato molto, ma non aveva mai visto un luogo simile. Al centro dell�abitato c�era una torre che assomigliava a quelle della Terra del Vento, mentre il palazzo del governatore era massiccio e decorato come si usava nella Terra del Sole. Una parte del villaggio, inoltre, si allungava fino a un piccolo lago, dal quale spuntavano le stesse palafitte dei paesi della Terra dell�Acqua. Verso la cima del vulcano, invece, si apriva una serie di costruzioni scavate nella roccia.</p><p>Nel complesso il villaggio sembrava un mosaico, eppure aveva una sua grazia. Girare per le sue stradine era come fare un rapidissimo viaggio attraverso il Mondo Emerso. La popolazione era eterogenea quanto le abitazioni, le razze pi� svariate convivevano senza alcun problema. L�equilibrio raggiunto dalle varie etnie pareva perfetto e imperturbabile.</p><p>Sennar era in cerca di notizie. Aveva bisogno di tutto l�aiuto possibile per terminare il suo viaggio.</p><p>Fu Rool a indirizzarlo verso una persona che potesse dargli le risposte che voleva. Lo port� in una locanda e l�oste indic� loro la casa di Moni, la donna pi� anziana delle Vanerie.</p><p>Sennar si aspettava una vecchietta decrepita e con la mente offuscata, invece si trov� di fronte una donna con la pelle dorata e liscia come quella di un bambino, e perfettamente in s�. Solo una larga striatura di capelli bianchi denunciava l�et� avanzata.</p><p>La donna li fece accomodare a un tavolo all�ombra di un pergolato, sul retro della piccola casa di pietra. La sua espressione dolce piacque subito a Sennar.</p><p>�E cos� � questo il giovane che vuole morire� esord� Moni, mentre prendeva una mano di Sennar tra le proprie.</p><p>Parlava una lingua comprensibile al mago, ma con un accento che apparteneva al passato. Il modo in cui pronunciava le parole e il ritmo che imprimeva alle frasi ricordarono a Sennar le antiche ballate che i cantastorie intonavano nei giorni di festa. Era la lingua del Mondo Emerso, ma di due secoli prima.</p><p>�Io non voglio morire. Ho solo una missione da compiere� rispose Sennar imbarazzato.</p><p>La donna sorrise. �Lo so. Lo vedo. Il tuo cuore � limpido, giovane mago.�</p><p>�Come sai che sono un mago?�</p><p>La donna gli lasci� la mano. �Ho il dono della veggenza. O forse dovrei dire la condanna. Da che ho memoria, mi dischiude le porte del tempo e dello spazio, mi svela a suo piacimento brandelli del futuro e del passato.� Moni si sporse verso Sennar e lo guard� intensamente. �Quando arrivammo qui, trecento anni fa, i nostri occhi erano ancora pieni degli orrori a cui avevamo dovuto assistere. Ma ci guidava la speranza.�</p><p>�Eravate tra quelli che abbandonarono il Mondo Emerso?� chiese Sennar stupito.</p><p>�Noi <emphasis>siamo</emphasis> quelli che abbandonarono il Mondo Emerso. Sei giovane, non puoi sapere com�era in quegli anni: un inferno dove la brama di potere divorava le Terre. Noi eravamo ragazzi. La guerra prosciugava la nostra voglia di vivere, la nostra giovinezza. Il potere ci nauseava, non volevamo pi� combattere, non volevamo pi� vedere morire nessuno. Provenivamo da Terre diverse, ci dividevano la razza e la guerra, eppure ci univa un desiderio profondo: volevamo la pace. Eravamo convinti che il Mondo Emerso fosse destinato a sprofondare in un abisso di dolore e di morte. Desideravamo un altro mondo.� La donna si interruppe e Sennar annu�, pensieroso. �Lasciammo le nostre Terre, i nostri affetti, e attraversammo il Mondo Emerso squassato dalla guerra. Fu un viaggio terribile, molti di noi morirono lungo la strada, ma ci spronava la certezza che esistesse un mondo migliore e che noi potessimo abitarlo. Poi raggiungemmo la Terra del Mare e partimmo verso l�ignoto.�</p><p>Moni fece una lunga pausa. Nei suoi occhi, grigi come la pietra della casa in cui viveva, brillavano pagliuzze dorate. Sennar e Rool attesero in silenzio che ricominciasse.</p><p>�Le navi erano piccole, le provviste poche. Non sapevamo se davvero vi fosse qualcosa al di l� dell�oceano, se avremmo trovato una terra da abitare, ma partimmo ugualmente. Per arrivare fin qui, voi avete rischiato la vita. Per noi non fu cos�, il mare ci accolse paterno e si mantenne calmo per tutto il tragitto. Ma passammo comunque momenti difficili. Chiss�, forse gli d�i ci misero alla prova per vedere se il nostro spirito era abbastanza saldo, se eravamo degni di costruire il mondo nuovo. Quando giungemmo qui, eravamo allo stremo delle forze. Le isole ci parvero meravigliose, la natura sembrava invitarci a restare. Ci fermammo e iniziammo una nuova vita. Per molti anni vivemmo tranquilli, costruimmo la nostra citt�, crescemmo i nostri figli e coltivammo i nostri sogni. Poi iniziarono ad arrivare le navi.�</p><p>�Le navi?� ripet� Sennar.</p><p>�S�. Navi armate, piene di uomini avidi e violenti, intenzionati a rubarci ci� che avevamo costruito con tanta fatica. Ci difendemmo. Combattemmo duramente. Sporcammo di sangue le nostre mani. Rivivemmo ci� da cui eravamo fuggiti. Fu allora che creammo la tempesta.�</p><p>�Allora avevi ragione, era opera di un mago� bisbigli� Rool a Sennar.</p><p>�Esatto, capitano. Un mago potente ci aiut� a proteggerci dai possibili invasori. Ci aiut� a non riprendere le armi.� Moni chiuse gli occhi, come se quel ricordo fosse troppo doloroso. �Ma ormai l�odio si era insinuato tra di noi. In molti dissero che queste isole non bastavano pi�, che bisognava creare un impero lontano dagli occhi famelici del Mondo Emerso. Un impero con un esercito, in grado di difendersi. Cos� nacque il regno che voi chiamate Mondo Sommerso.�</p><p>Sennar scosse la testa. �Non capisco. Come fecero a costruirlo? Come riuscirono a...�</p><p>Moni lo interruppe con un gesto della mano. �Lasciami proseguire, giovane mago� mormor� la donna. �I nostri compagni ripresero la via del mare, non pi� animati dalla speranza di tanti anni prima, ma colmi d�odio e di risentimento. Una tempesta li sorprese nel bel mezzo del viaggio e una delle loro navi col� a picco. Fu cos� che conobbero il popolo del mare, che da secoli abitava le profondit� dell�oceano. Furono loro a salvarli dalla furia dei flutti e a mostrare ai nostri antichi compagni nuove isole da abitare. Per qualche tempo la soluzione sembr� accontentare i profughi, ma presto iniziarono a temere di nuovo gli assalti del Mondo Emerso. Nessun luogo sembrava loro abbastanza remoto da essere sicuro. Allora pensarono al mare. Se avessero vissuto sott�acqua, nessuno avrebbe pi� potuto insidiarli. L�oceano, ecco un luogo davvero sicuro. Fu il popolo del mare ad aiutarli a costruire il loro regno, ma quanto al come, io non ne sono a conoscenza. Qui arrivarono solo vaghe leggende, notizie confuse. Ormai abbiamo smesso di curarci di loro. Il Mondo Sommerso rappresenta il nostro fallimento. Un episodio buio del nostro passato che non amiamo ricordare.�</p><p>�Che cosa mi dici del tentativo di conquista da parte del Mondo Emerso?� chiese Sennar.</p><p>La vecchia sorrise. �Che cosa posso dirti, se non che neppure le profondit� marine si dimostrarono sicure? Tutto quello che so � che fu allora che gli abitanti del mare scatenarono la loro ira. Resero la tempesta ancora pi� fatale e crearono un enorme gorgo per proteggere l�ingresso del loro regno. Poi...� Moni si interruppe.</p><p>�Poi?� chiese Sennar.</p><p>�Si dice che esista un guardiano, qualcosa di oscuro che vive sulla rotta del gorgo. Ma non posso dirti altro, la mia vista non arriva a tanto, non so chi o che cosa sia. Tutto quello che so � che da allora, e sono passati pi� di centocinquanta anni, nessuno di voi � mai riuscito a raggiungere vivo il Mondo Sommerso o le Vanerie. Per anni il mare ci ha portato in dono i cadaveri di uomini che avevano creduto di poterci conquistare.�</p><p>La vecchia guard� Sennar. �Voi non avete mai trovato la pace. Noi abbiamo dovuto costruirla sul sangue. Il nostro sogno non si � mai avverato. Questo � quanto, giovane mago.�</p><p>�Il Mondo Emerso non � pi� quello che conoscevate� mormor� Sennar. �Quando la guerra dei Duecento Anni fin�, un re grande e magnanimo, Nammen, inaugur� un lungo periodo di pace. � a causa del Tiranno che...�</p><p>Moni lo interruppe di nuovo. �Sono tante le cose che non sai, Sennar, ma non sta a me rivelartele. Torna indietro.�</p><p>Sennar scosse la testa. �Non posso.�</p><p>�Ascoltami. So bene perch� sei giunto fin qui. Ma nessuno ha mai violato le porte del Mondo Sommerso e nemmeno tu ci riuscirai.�</p><p>A Sennar parve che il proprio cuore avesse smesso di battere. �Hai... hai letto nel futuro la mia morte?� chiese in un soffio.</p><p>Persino Rool trattenne il fiato.</p><p>�No� rispose la donna �ma ho visto con chiarezza il gorgo inghiottire la tua barca e ridurla in pezzi.�</p><p>Quando Sennar si alz�, gli tremavano le gambe. Rool gli strinse un braccio.</p><p>�Che tu possa attraversare sano e salvo le pi� spietate delle acque, giovane mago, e tornare dai tuoi foriero di buone notizie� sussurr� Moni mentre si allontanavano.</p><empty-line/><p>Seduto sulla spiaggia, Sennar guardava il tramonto. Un sole che pareva immenso imporporava il mare e il cielo e li univa in un unico manto scarlatto. Proprio come a Salazar, quando lui e Nihal salivano sulla terrazza della torre e guardavano il sole che incendiava la steppa. Chiss� dov�era ora Nihal, che cosa faceva. Sennar avrebbe voluto averla vicina, sentire la sua voce, chiederle consiglio.</p><p>Un fruscio lo distolse dai suoi pensieri. Aires si sedette al suo fianco.</p><p>�Mio padre mi ha raccontato tutto� disse.</p><p>Sennar rest� in silenzio. Non voleva rovinare con le parole quel tramonto e la quiete della natura.</p><p>�Chi sei, Sennar?� chiese Aires.</p><p>Il mago si volt� verso di lei. �Come, chi sono?�</p><p>�Chi sei davvero?� insistette Aires. �Perch� vuoi andare nel Mondo Sommerso?�</p><p><emphasis>Che cos�ho da perdere, a questo punto?</emphasis> Sennar estrasse da sotto la tunica il medaglione che aveva ricevuto il giorno della sua investitura a consigliere. �Faccio parte del Consiglio dei Maghi. Sono il consigliere della Terra del Vento.�</p><p>Aires prese in mano il ciondolo e se lo rigir� tra le dita. �Perch� non ce l�hai detto subito?�</p><p>�Credi che mi avreste voluto a bordo?�</p><p>�Cos��, sei venuto a spiarci? Ti manda il re della Terra del Vento?�</p><p>Sennar scoppi� a ridere. �Certo. E per spiarvi meglio mi sono arrampicato sulla coffa della vostra nave e ho fatto il possibile per lasciarci le penne.�</p><p>Aires rise.</p><p>Sennar torn� serio. �Sono qui perch� la guerra va male, Aires. L�esercito delle Terre libere perde posizioni su posizioni, mai che riesca a conquistare terreno. Al Tiranno i soldati non mancano, li crea lui stesso. I nostri uomini, invece, cadono come mosche. � da quando ero bambino che vedo gente morire. Volevo fare qualcosa. Qualcosa che non fossero incantesimi alle armi o assemblee interminabili. Poi ho trovato la mappa.� Si volt� verso Aires e fece una pausa. �� stato allora che mi � venuta l�idea di chiedere rinforzi al Mondo Sommerso.�</p><p>Sennar cerc� di capire che effetto le avesse fatto quella rivelazione, ma Aires lo osservava con uno sguardo indecifrabile. Poi comparve il solito guizzo di ironia sul fondo degli occhi neri. �E tu rischi la vita per un motivo tanto idiota?�</p><p>Sennar rimase di sasso. Di tutte le reazioni possibili, quella era la pi� inaspettata. �Non... non capisco� balbett�.</p><p>�Svegliati, mago! Se morirai, la gente per cui ti stai sacrificando non ti dir� neppure grazie.�</p><p>�Non � per questo che...� cerc� di intervenire Sennar.</p><p>Aires per� era un torrente in piena e non lo lasci� proseguire. �La vita � una sola ed � breve. Non ha senso sprecarla per gli altri. Io faccio solo quello che voglio. Desidero gioie, dolori, passione, disperazione... ogni cosa. Perch� quando la morte mi prender� con s�, tutto quello che avr� sar� la vita che ho vissuto.� Parlava con foga e le guance le si imporporarono. �Posso capire chi dedica la vita a un amante, a un figlio, a un amico. Ma chi spreca il proprio tempo per cercare di �fare del bene� � uno stupido. La maggior parte della gente pensa solo a tirare avanti e sopravvivere. Per quanto mi riguarda, gli abitanti del Mondo Emerso possono finire tutti sottoterra. Se ne stanno l�, ad aspettare che la morte se li vada a prendere. Che crepino, si sono condannati da soli. Tu ovviamente� concluse �non sarai d�accordo. A te piace fare l�eroe.�</p><p>Sennar tacque per un po�, aveva bisogno di pensare. Poi si schiar� la voce. �Lascia che ti racconti una cosa. Quando due anni fa scappai dalla Terra del Vento, all�arrivo del Tiranno, lungo la strada mi imbattei in una casa distrutta. Ci viveva una famiglia di contadini, padre, madre e figlia. Erano tutti morti, compresa la bambina: un soldato l�aveva trapassata con la spada e l�aveva lasciata a marcire sulla soglia di casa. Fummo io e i miei compagni a seppellire i cadaveri. Come avrebbe potuto difendersi quella bambina, Aires? Perch� i deboli devono soccombere? Non tutti sono forti come te. Chi non ha forza pu� avere coraggio, ma il coraggio non basta.� Sennar si pass� le mani sul viso, poi guard� Aires negli occhi. �Io ho paura, non voglio morire, ma so che devo andare avanti. E non perch� mi piace fare l�eroe. Ho preso una barca e sono andato per mare. Non credo che basti per definirmi un eroe. L�ho fatto perch� non tolleravo pi� la morte intorno a me. L�ho fatto per paura. Paura del rimorso.�</p><p>Il sole era scomparso sotto l�orizzonte. Aires rimase seduta con le gambe incrociate sulla sabbia, il viso rivolto al mare. Sorrise. �In fin dei conti mi piaci, mago. S�, sei un bel tipo, potresti realizzare grandi cose. Ma ho capito che non riuscir� a farti cambiare idea.�</p><p>Sennar sent� che la malinconia era svanita. Era calmo. Per la prima volta, la vicinanza di Aires non lo metteva a disagio. Non importava pi� che lui fosse un uomo e lei una splendida donna. Erano quasi amici.</p><p>I suoi pensieri furono interrotti da un calcio alla nuca. Cadde su un fianco, intontito.</p><p>Aires scatt� in piedi, furiosa. �Sei diventato matto?�</p><p>Benares era dietro di loro, paonazzo di rabbia. �Cosa credi, che sia cieco? Ora anche l�appuntamento romantico al tramonto. Ma bene...�</p><p>Aires scoppi� in una risata sguaiata. �Non mi ero mai accorta di quanto fossi idiota, Benares.�</p><p>�E io di quanto tu fossi una sgualdrina� ringhi� lui.</p><p>�Attento, Benares, stai giocando col fuoco.�</p><p>Sennar era ancora steso a terra. Sentiva le voci smorzate dei due amanti, vedeva la sabbia bianca a un palmo dal naso. Quando cerc� di alzarsi ebbe un capogiro.</p><p>Appena fu in piedi, Benares lo colp� di nuovo. Sennar croll� lungo disteso. Forse affrontare un fidanzato geloso non era facile come aveva creduto. Aires e il pirata continuavano a urlarsi insulti, i loro nasi quasi si sfioravano. Quella situazione gli sembrava ridicola. <emphasis> Adesso basta.</emphasis> Si sollev� a sedere e tese una mano verso Benares.</p><p>L�uomo si blocc�, incapace di muoversi. Non riusciva neppure a parlare. <emphasis> Ora s� che si ragiona</emphasis> , si disse il mago mentre si alzava in piedi.</p><p>Aires spost� lo sguardo dall�amante a Sennar e da Sennar all�amante, perplessa. �Che cosa...�</p><p>Sennar le fece segno di tacere e si avvicin� al pirata pietrificato. �Devo farti una confessione, Benares. La prima volta che ti ho visto ho pensato che tu fossi un imbecille. Poi, quando mi hanno raccontato della liberazione di Rool, mi sono ricreduto. A quanto pare, per�, � vero che � la prima impressione quella che conta.�</p><p>Gli occhi del pirata si accesero come due tizzoni ardenti.</p><p>Il mago schiocc� le dita e a Benares fu restituita la voce.</p><p>�Giurami che non le ronzerai pi� intorno� rantol�.</p><p>�Non le ho mai ronzato intorno.�</p><p>�Giuralo, o quanto � vero che esisto, appena sono libero ti ammazzo con le mie mani. Il tuo incantesimo non potr� durare in eterno.�</p><p>�Chi lo sa? Vogliamo provare?� lo provoc� Sennar. Un incantesimo offensivo di quel tipo richiedeva una certa fatica e non poteva essere mantenuto a lungo, ma Benares di certo non lo sapeva.</p><p>Infatti ci casc� come un frutto maturo. �Voglio la tua parola!� rugg�.</p><p>Sennar sbuff�. �Ti hanno mai detto che sei noioso? Non ho cercato di sedurre la tua donna e non lo far� in futuro. Contento ora?�</p><p>Benares mosse gli occhi in direzione di Aires, che aveva assistito alla scena con un ghigno soddisfatto. �Va bene, per questa volta sono disposto a passarci sopra, donna. Per� ricordati: la mia pazienza ha un limite� borbott�.</p><p>Aires gli si accost� ancheggiando. Lo guard� a lungo, gli sorrise, gli accarezz� il viso con dolcezza. Poi avvicin� le labbra come per baciarlo.</p><p>Lo sputo colp� Benares in un occhio. Aires gli volt� le spalle e si allontan� a testa alta.</p><p>L�incantesimo era ormai agli sgoccioli. Sennar lo sciolse e il pirata si lanci� all�inseguimento, ma non prima di aver sibilato: �Con te i conti non sono chiusi, mago�.</p></section><section><title><p>8</p><p>La battaglia di Laio.</p></title><p>La lettera era chiara e lapidaria.</p><cite><p>Laio, la tua condotta fin qui � stata disdicevole. Non solo hai infangato l�onore della tua famiglia fallendo la prova della prima battaglia, ma sei anche fuggito e ti sei dato alla vita del vagabondo. Ora scopro che ti sei rintanato in un accampamento a fare un lavoro indegno delle tue capacit� e della tua posizione.</p><p>Esigo che tu cambi immediatamente questo tuo assurdo comportamento. Sei nato per combattere e combatterai. Opporti alla mia volont� � sciocco, oltre che inutile. Ti ordino dunque di raggiungermi nell�abitazione della Terra dell�Acqua, dove sotto la mia diretta supervisione continuerai l�addestramento per diventare Cavaliere. Se entro venti giorni non ti vedr� varcare la soglia di casa, verr� io stesso a prenderti, che tu lo voglia o no.</p></cite><p>Seguiva un elaborato sigillo di ceralacca che raffigurava un drago con le fauci spalancate. L�animale era sovrastato da una sottile falce di luna e da tre stelle, a ricordare che la stirpe di Laio proveniva dalla Terra della Notte. La firma, vergata con un inchiostro rosso cupo, recitava enfatica: �Generale Pewar, dell�Ordine dei Cavalieri di Drago della Terra del Sole�.</p><p>Quando Nihal la lesse, si sent� montare il sangue alla testa. �Tuo padre non pu� trattarti cos� disse, trattenendo a stento l�ira.</p><p>Laio sorrise amaro. �Mi ha sempre trattato cos�.�</p><p>�E glielo permetti ancora? Non sei pi� un bambino. Devi dirgli quello che vuoi fare della tua vita. Tua, hai capito? Se non � d�accordo, che se ne vada al diavolo!�</p><p>Il ragazzo non rispose. Stringeva la pergamena tra le mani e aveva le lacrime agli occhi.</p><p>Nihal non si capacitava. Perch� Laio non la faceva finita e non si opponeva alle assurde imposizioni del padre? �Che cosa pensi di fare, startene qui ad aspettare che venga a prenderti per un orecchio come un bambino disobbediente?�</p><p>�Non lo so, va bene? Non lo so!� url� Laio all�improvviso. �Per ora voglio restare solo, nient�altro� aggiunse in un sussurro.</p><empty-line/><p>Nihal si catapult� nella capanna di Ido.</p><p>�Devi fare qualcosa! Dobbiamo aiutarlo!� esclam�, rossa in viso.</p><p>Ido non si scompose. �Invece non far� proprio niente.�</p><p>Nihal rimase impietrita. Dopo tutto l�aiuto che Laio aveva dato a lei e a Ido in quei mesi, il suo maestro non poteva tirarsi indietro. �Stai scherzando, vero?�</p><p>Lo gnomo scosse la testa.</p><p>�Forse non ti rendi conto della situazione� continu� Nihal, ancora pi� arrabbiata. �Laio non � fatto per la guerra e quel pazzo di suo padre vuole gettarlo nella mischia. Il giorno della sua prima battaglia, se non fosse stato per me, sarebbe morto.�</p><p>�Non � affar mio, Nihal.�</p><p>�Per� era affar tuo quando ti lucidava le armi e ti serviva. Cos��, hai paura di quel pallone gonfiato del padre?�</p><p>Ido strinse la mano sulla pipa e Nihal percep� la sua irritazione. �Per tua norma e regola, non mi preoccupo n� di Pewar n� di Raven. Ho tenuto testa a gente del genere da molto prima che tu nascessi. Chiaro?�</p><p>Nihal abbass� gli occhi. �D�accordo� mormor�. �Ma allora perch� non vuoi dargli una mano?�</p><p>Ido trasse un respiro profondo. �Ascolta, Nihal. Quante volte ancora bisogner� salvare Laio, da se stesso o da qualcuno che lo minaccia? Hai impedito che ci lasciasse le penne in battaglia, lo hai recuperato da una catapecchia sperduta nel profondo della foresta, me l�hai portato qui... � ora che impari a cavarsela da solo. Un uomo deve sapersi tirare fuori dai guai. E anche una donna.�</p><p>�Ma tu ci sei sempre stato quando ho avuto bisogno di una mano.�</p><p>�Per� sei stata tu, non io, a decidere di cambiare. Ci sono cose che dobbiamo fare da soli.�</p><p>Nihal rest� in silenzio per qualche istante. �Ma lui non � in grado di cavarsela. � come mandare un bambino da solo in giro per il mondo.�</p><p>�Non fare la mamma apprensiva, adesso. Primo, non ti si addice, secondo, Laio ha bisogno di tutto tranne che di questo. Se davvero vuole fare lo scudiero, deve dirlo al padre e lottare per la propria indipendenza. Punto.�</p><p>�E il mio compito quale sarebbe? Stare a guardare?�</p><p>�S�, Nihal. Nei tre mesi in cui hai provato a vivere lontana dal campo di battaglia, io ho aspettato. A volte non si pu� fare altro.�</p><empty-line/><p>Laio rest� solo nella sua stanza. Immagin� Nihal che andava da Ido e faceva il diavolo a quattro. E lui? Che cosa avrebbe fatto? Guard� la lettera e non intravide neppure un briciolo di speranza. Conosceva bene suo padre: era un uomo severo, un soldato fino al midollo, abituato a farsi obbedire. Se fosse venuto a prenderlo, l�unica strada possibile sarebbe stata lo scontro. Forse doveva fuggire di nuovo, darsi alla macchia. Il Mondo Emerso era vasto, suo padre avrebbe impiegato anni a trovarlo, se mai ci fosse riuscito. Cos�, per�, che vita lo attendeva? Un eterno vagare da un posto all�altro, costretto a guardarsi sempre le spalle.</p><p>Nel poco tempo trascorso alla base, aveva capito che voler fare lo scudiero non era un capriccio. Quel lavoro gli piaceva. Non era portato per le armi, per� sapeva prendersi cura di quelle degli altri. In guerra non sarebbe mai stato utile, ma poteva dare il suo contributo all�abbattimento del Tiranno aiutando i guerrieri. Non ci vedeva niente di disonorevole.</p><p>Guard� la spada che l�aveva accompagnato in tutti quei mesi di vagabondaggio, abbandonata in un angolo della stanza. Fiss� la lama. Non era ben affilata e iniziava ad arrugginirsi. Aveva lucidato con amore la spada di Ido, ma non gli era mai piaciuto occuparsi della propria. Ora invece avrebbe dovuto riprenderla in mano.</p><p>In un lampo gli apparve la sua vita futura. Una vita breve. Al primo combattimento, durante una missione qualsiasi, sarebbe morto. Una fine sciocca per una vita inutile. Qualcosa in lui si smosse. <emphasis> No, non andr� cos�!</emphasis> In quei mesi aveva scoperto che c�era un�alternativa. Poteva aspirare a qualcos�altro.</p><p>Era deciso. Non avrebbe rinunciato senza lottare a tutto ci� che aveva conquistato. Questa volta per niente al mondo sarebbe scappato.</p><empty-line/><p>Quando l�indomani Nihal mise piede nella stanza di Laio, rimase di stucco. Il suo amico stava preparando i bagagli.</p><p>�Non intendo sottostare agli ordini di mio padre� le disse. �� vero, non sono ancora un uomo, ma non sono neppure un ragazzino e voglio fare lo scudiero. Andr� da lui e gli spiegher� le mie ragioni.�</p><p>Nihal sorrise. �E come farai?� chiese, mentre lo guardava ammassare roba sulla branda.</p><p>�Semplice: parto, vado da lui e gli dico quel penso.�</p><p>�Parlavo del viaggio.�</p><p>Laio si ferm�, pensieroso. �Si tratta di andare nella Terra dell�Acqua. Con un buon cavallo non ci vorranno pi� di due settimane.�</p><p>Nihal scosse la testa. �Ti sei gi� dimenticato la nostra bella notte nella Terra del Mare? Ti muoverai lungo i confini. Non � un viaggio sicuro.�</p><p>�Vorr� dire che star� attento� rispose Laio.</p><p>�Ti ci vuole una scorta. Ne parler� con Nelgar� tagli� corto lei, poi raggiunse la porta a grandi passi.</p><p>Quando fu nell�alloggio del responsabile della base, per�, Nihal non chiese una guida qualunque per il suo amico. Chiese una licenza per poterlo accompagnare.</p><p>�Non sta a me decidere� rispose il comandante. �Al momento sei ancora allieva di Ido. Se lui sar� d�accordo, io non avr� nulla da obiettare.�</p><p>Nihal si lasci� sfuggire un sospiro. Proprio quello che voleva evitare.</p><empty-line/><p>�Mi sembrava di essere stato pi� che chiaro� esord� Ido.</p><p>�Non � come pensi.�</p><p>�No, certo che no.� Ido si ficc� in bocca la pipa. �Non stai facendo un favore al tuo amico, Nihal. Laio se la deve cavare da solo, o non sar� mai un uomo. E tu non sei sua madre, n� sua sorella, non sei nessuno.�</p><p>�Il viaggio � pericoloso, su questo almeno sarai d�accordo.�</p><p>Ido annu� controvoglia.</p><p>�Quindi, se qualcuno deve accompagnarlo, non vedo perch� non posso essere io. So badare a me stessa e mi sembra di averlo anche dimostrato.�</p><p>Ido lev� gli occhi al cielo.</p><p>Nihal perse la pazienza. �D�accordo, non ho la forza che hai tu, va bene? Non tutti sono capaci di lasciar andare le persone a cui tengono senza dire una parola, pregando solo che prendano la decisione giusta. Ho gi� lasciato andar via troppa gente che amavo.� Pens� a Sennar, sperduto chiss� dove in mezzo al mare. Scosse la testa. �Non vado con lui per risolvere i suoi guai con il padre. Vado solo per stargli vicino, perch� � quello che vorrei io se fossi nei suoi panni. Lui mi ha aiutata, mi ha assistita ogni volta che ne ho avuto bisogno, � stato con me la notte in cui Fen � morto. Ora � il mio turno, star� al suo fianco nella decisione pi� importante della sua vita. Non far� altro, e se decider� di rinunciare ai suoi sogni, te lo giuro, non interverr�. Il mio � solo un sostegno... spirituale, ecco.�</p><p>�Sai come la penso. Se sei convinta di quello che dici, fa� pure. Personalmente, non credo che resisterai alla tentazione di dirne quattro a Pewar.�</p><p>Nihal si scost� i capelli dalla fronte con un gesto stizzito e Ido scoppi� in una risata inaspettata. �Ti sto prendendo in giro! Possibile che tu debba avere sempre quel muso lungo? Non hai un briciolo di senso dell�umorismo.�</p><p>Lei arross�, imbarazzata. �Allora... per te va bene se mi assento per qualche tempo?�</p><p>Ido sospir�. �E sia. Parti, vai, fai quello che vuoi. Tanto lo so che devi sempre fare di testa tua. � giusto cos�, no? I giovani non vogliono consigli dai vecchi, e io comincio ad avere una certa et�.�</p><p>�Ma se sei un giovincello� scherz� Nihal.</p><p>Lo gnomo le diede uno scappellotto affettuoso. �S�, s�, fai la spiritosa.�</p><p>Nihal sorrise. Ido era scorbutico e brusco, ma sapeva capirla come pochi altri al mondo.</p><empty-line/><p>Nelgar aveva deciso di distaccare un altro uomo insieme a Nihal e a Laio, un soldato semplice di nome Mathon con il quale Nihal aveva scambiato al massimo un paio di parole. Laio invece lo conosceva abbastanza bene ed era felice che si fosse unito a loro.</p><p>La piccola compagnia si mosse all�alba. Partirono a cavallo ai primi raggi di un tiepido sole primaverile. L�estate era alle porte e l�aria era dolce.</p><p>Presero la strada che portava al bosco e costeggiarono la Grande Terra diretti verso sud. Laio guard� la base scomparire a poco a poco, inghiottita dagli alberi. Quando il folto si chiuse del tutto dietro di loro, si chiese se avrebbe mai rivisto quel luogo, ma non si concesse tentennamenti o rimpianti inutili. Volse lo sguardo al sentiero davanti a s� e si prepar� alla prima grande battaglia della sua vita.</p></section><section><title><p>9</p><p>Nel gorgo.</p></title><p>Alla partenza dei pirati erano presenti quasi tutti gli abitanti dell�isola. Erano assiepati sul minuscolo molo, poco pi� di quattro assi di legno timidamente protese sul mare increspato dalle onde.</p><p>Moni si fece avanti tra la folla e raggiunse Sennar. �Sono venuta a portare la mia benedizione alla spedizione, giovane mago. Spero di vederti tornare vittorioso� disse. Gli pos� una mano sulla spalla.</p><p>La giornata era soleggiata e le vele della nave garrivano rosse come il sangue. Sennar guard� il capitano a prua e Aires al timone, i capelli al vento. Sorrise.</p><p>Non ci volle molto perch� il profilo delle Vanerie sparisse all�orizzonte.</p><empty-line/><p>Il mare torn� a essere il padrone incontrastato del panorama. Per giorni e giorni non si vide una nuvola, n� un cambiamento nel paesaggio. Non c�era scampo da quel trionfo di luce e da quel blu opprimente.</p><p>Le giornate scorrevano lente e il tempo per riflettere era troppo. A Sennar sembrava di essere chiuso in una gabbia di acqua e cielo. Ormai sapeva cosa serbava l�oceano per loro e la paura divenne una fedele compagna di viaggio. Si trovava spesso a immaginare la morte alla quale poteva andare incontro: l�acqua che invadeva i polmoni, il sale che bruciava la gola e le narici, il senso di soffocamento e di impotenza, l�aria che mancava, minuti interminabili di agonia e infine l�incoscienza, come una liberazione. Poi il suo corpo mangiato dai pesci, consumato dalle correnti, sfigurato dalle onde. Si imponeva di non pensarci, ma quelle immagini lo tormentavano.</p><empty-line/><p>L�atmosfera non era pesante solo per Sennar. Il timore che aleggiava sulla nave non risparmiava nemmeno Rool e Aires.</p><p>Pi� di un pirata aveva cercato di convincere il capitano a lasciar perdere. �Il milione di dinar lo abbiamo intascato, che ragione c�� di andare avanti? Buttiamo in mare il mago e torniamocene a casa.�</p><p>Rool per� li aveva rimessi al loro posto. �Sennar ci ha salvato la vita e noi lo porteremo fino al gorgo. Cos� mi sono impegnato a fare e cos� far�.�</p><p>Una mattina, dopo due settimane di navigazione, la superficie dell�acqua si fece stranamente densa e il mare inizi� a essere percorso da venature violette, prima evanescenti, poi sempre pi� definite e compatte. Nonostante il forte vento, la nave rallent� fino ad arrestarsi quasi del tutto.</p><p>�Ritirate le vele, maledizione!� grid� Rool. �E chiamatemi il mago.�</p><p>A bordo tutto parve fermarsi. L�intero equipaggio era affacciato alle murate, gli occhi fissi su quel magma bluastro.</p><p>�Che cos��?� chiese Rool, quando Sennar lo ebbe raggiunto.</p><p>�Non lo so, capitano� mormor� lui.</p><p>�Pensaci! Dev�essere una diavoleria magica.�</p><p>Sennar scosse la testa. �Nessuna magia pu� creare una cosa del genere� rispose calmo.</p><p>�Che facciamo?�</p><p>Se anche Sennar avesse avuto la risposta, non avrebbe avuto il tempo di darla. All�improvviso la nave cominci� a muoversi da sola. Un mormorio percorse la ciurma. Uno strattone in avanti, poi un altro. Nonostante le vele ammainate, la nave acceler� come se avesse il vento in poppa. Il mare si trasform� in un�unica massa viscida e pulsante.</p><p>Sotto la chiglia, la melma aveva preso consistenza e ora si mostrava per ci� che era: una pelle coriacea.</p><p>Sennar ricord� le parole di Moni: un guardiano oscuro sulla rotta del gorgo. E cap�. Un mostro marino. Aveva letto qualcosa in proposito, ma aveva sempre creduto che si trattasse di leggende: strane creature che popolavano gli abissi, esseri immani che attaccavano le navi. Si erano imbattuti in una di quelle bestie. Forse un mago del Mondo Sommerso l�aveva vincolata alla protezione del regno con qualche incantesimo.</p><p>Il mostro, o almeno una parte di esso, si manifest� in tutto il suo orrore. Era una massa informe grande quattro volte la nave, diversa da qualunque essere vivente avessero mai visto: un�immensa coltre di carne circolare, al centro della quale si apriva una voragine putrescente. Stavano navigando sul suo corpo e ovunque volgessero lo sguardo non vedevano altro.</p><p>Intorno alle fauci della creatura, il viola del corpo virava al nero: una bocca enorme, irta di denti, dalla quale si levavano miasmi di putrefazione. Al suo interno si intravedevano pesci semidigeriti, tronchi d�albero, resti di imbarcazioni. E poi cadaveri e teschi, umani e non, trascinati fin l� dalla corrente. Ecco la fine di chi naufragava durante la tempesta che proteggeva le Vanerie.</p><p>Non esistevano pi� n� mare n� onde. Non c�era via di fuga.</p><p>Un mugghiare cupo invase l�aria e giganteschi tentacoli coperti di ventose si alzarono e si contorsero contro il cielo. Per un istante sembrarono oscurare il sole, poi si abbatterono sulla nave.</p><p>Fu il panico. Un alber� si spezz� e croll� fragorosamente sul ponte. I lamenti dei pirati travolti si aggiunsero ai comandi di Rool, alle urla di terrore di Aires, agli incitamenti di Benares.</p><p>�Fai qualcosa! Fai qualcosa!� grid� Dodi a Sennar.</p><p>Sennar non era meno spaventato degli altri. Cercava di ragionare, ma il filo dei suoi pensieri gli sfuggiva di continuo. Tutto quello che riusciva a fare era erigere la sua barriera a ogni colpo.</p><p>L�imbarcazione filava ormai a una velocit� innaturale. Sotto la pelle coriacea e viola cupo del mostro, le contrazioni dei muscoli erano sempre pi� potenti e ravvicinate.</p><p>A mano a mano che la nave correva verso la gola del mostro, il mugolio affamato della creatura aumentava di volume. Era un suono spaventoso e raccapricciante, che si univa alle grida dell�equipaggio in una melodia grottesca.</p><empty-line/><p>Sennar era attaccato all�albero maestro. Si imponeva di restare calmo, ma senza successo. Il suo cuore sembrava impazzito. Cerc� il capitano e sua figlia, ma invano.</p><p>Benares gli si par� davanti all�improvviso. �Datti una mossa, mago!�</p><p>Sennar lo guard� stralunato. �Non so cosa fare.�</p><p>Il ceffone lo centr� in pieno volto. �Allora inventa qualcosa!� gli grid� in faccia il pirata. Poi lo agguant� per i capelli e lo trascin� a prua. �� per questo che siamo venuti fin qua? Per riempire la pancia di questo mostro? Dove sono ora tutte le tue belle chiacchiere?�</p><p>�Io...�</p><p>Benares era fuori di s�. �Sta� zitto! Dimostrami che sei pronto a tutto pur di portare a termine la tua missione.�</p><p>Sennar annu�. <emphasis> Ha ragione lui. Non pu� finire cos�.</emphasis></p><p>�Allora?� url� Benares. �Che cosa hai intenzione di fare?�</p><p>Sennar prese coscienza dell�unica soluzione possibile. <emphasis> Non pensare a quello che potrebbe succedere. Non pensare a niente. Fallo e basta.</emphasis> �Ho bisogno del tuo aiuto, Benares.�</p><p>�D�accordo, ma vediamo di sbrigarci� rispose il pirata.</p><empty-line/><p>All�inizio fu impercettibile. La nave si alz� piano, come tirata da gomene invisibili. Poi la chiglia si stacc� di poche braccia dalla pelle del mostro, insicura, finch� con un strattone non si sollev� del tutto. Il pennone punt� verso il cielo e la nave sal� sempre pi� rapida, le vele stranamente rigonfie verso il basso. Sotto di lei, il mostro si contraeva in maniera convulsa alla ricerca della preda.</p><p>�Stiamo volando� mormor� stupefatto Dodi, mentre i pirati si sporgevano dalle murate per guardare quel prodigio.</p><p>A prua, Sennar era affacciato oltre il parapetto, gli occhi serrati, e gridava parole incomprensibili. Al suo fianco, Benares lo guidava nella giusta direzione. Sotto di loro, il demone scolpito nel legno sembrava irridere le fauci della bestia, che si aprivano e si richiudevano spasmodicamente.</p><p>Sennar strinse i pugni e si sforz� di proseguire. Era l�incantesimo pi� faticoso che avesse mai fatto. Aveva il corpo contratto dallo sforzo e il dolore invadeva ogni singola fibra dei suoi muscoli.</p><p>La chiglia cozz� un paio di volte sulla superficie coriacea.</p><p>�Concentrati! Stiamo calando di quota� ringhi� Benares.</p><p>La nave acceler� di colpo e fece perdere l�equilibrio all�equipaggio. Lo scafo riprese a sollevarsi poco alla volta, finch� non si alz� di nuovo.</p><p>�Issare le vele!� grid� allora Benares. �Issare le vele, subito!�</p><empty-line/><p>La nave continuava a volare a poche braccia dal mostro, cercando una via d�uscita tra la selva dei tentacoli.</p><p>Il mago era allo stremo delle forze, non avrebbe retto ancora a lungo; era come se le sue energie venissero risucchiate fuori a una velocit� vertiginosa. Accenn� a cadere, ma Benares lo sorresse. �Forza! Ti tengo io, tu pensa a farci volare.�</p><p>Sennar sent� solo le braccia del pirata strette intorno al petto e la sua voce che urlava: �Ciurma! Mano agli arpioni!�. Guidato da Rool, l�equipaggio riprese coraggio e inizi� a infierire contro il mostro. Su entrambi i fianchi della nave, un gruppo di pirati agganci� i tentacoli con i rampini e un altro si lanci� all�attacco con spade e scuri.</p><p>Dalle ferite schizz� un liquido giallastro e maleodorante. Nell�aria rimbombarono gli ululati agghiaccianti della bestia.</p><empty-line/><p>La voce di Benares arriv� a Sennar distante e attutita. �Scendi! Scendi, maledizione!�</p><p>Sennar si sent� scuotere.</p><p>�Ti ho detto scendi. Ce l�abbiamo fatta!�</p><p>Quando riapr� gli occhi, il mago vide davanti a s� il mare aperto. Il disco rosso del sole che tramontava gli fer� le pupille, il vento fresco della sera gli frust� il viso.</p><p>La nave ammar� dolcemente, mentre a un centinaio di braccia dalla poppa l�ultima propaggine del mostro si inabissava. Sul ponte si levarono grida di trionfo. L�incubo era finito.</p><p>Sennar tremava da capo a piedi. Benares non disse una parola. Lo allontan� dalla prua e lo affid� in modo brusco a Dodi, poi si mise a correre lungo il ponte.</p><p>�Aires!� url� il pirata. �Aires!�</p><p>�Figlia! Rispondi!� gli fece eco Rool.</p><p>Per qualche istante, sulla nave scese un silenzio di tomba.</p><p>Poi sul ponte risuon� una debole voce. �Sono... sono qui.�</p><p>Aires giaceva miracolosamente incolume tra quel che restava del castello di poppa.</p><empty-line/><p>Si trovavano in mezzo al mare, lontani dalle Vanerie e dal Mondo Sommerso. Ma erano vivi e fuori dalla portata del mostro.</p><p>�Bisogna proseguire� disse Rool all�equipaggio radunato sul ponte.</p><p>�E come?� fece un pirata. �Siamo rimasti in pochi. La maggior parte delle vele � inutilizzabile e un albero � distrutto.�</p><p>Aires prese la parola. �Le vele si possono riparare. Quanto all�albero, ce ne sono altri due. Cos��, avete paura di non farcela?�</p><p>Tra i pirati si lev� un brusio di protesta.</p><p>�Quel moccioso le ha fatto perdere la testa� bisbigli� una voce.</p><p>�Silenzio!� tuon� il capitano. �Vi ricordo che chi decide sono io. Ora rimbocchiamoci le maniche e togliamoci di qui. C�� puzza di morte.�</p><p>L�equipaggio fece del suo meglio per aggiustare le vele e ricucire la tela come possibile. Con scarsi risultati, per�. Ci� che ottennero furono vele piccole e piene di rammendi, con una portata molto inferiore alle precedenti. Se il vento aumentava, bisognava ammainarle; se invece diminuiva, la nave procedeva lenta.</p><p>Sennar era esausto per l�incantesimo. Non appena riusc� a lasciare la stiva, sal� sottocoperta e raggiunse la cabina di Rool. Trov� il capitano e la figlia che consultavano la mappa.</p><p>�Bisogna cambiare rotta� disse Rool quando lo vide entrare.</p><p>Sennar corrug� la fronte e si avvicin� al tavolo. �Abbiamo sbagliato direzione?�</p><p>Il capitano gli indic� un piccolo arcipelago. �No. Ma la nostra unica speranza di uscire vivi da questa situazione � arrivare qui. Le isole non sono lontane, una, massimo due settimane di viaggio. Dovrebbero essere a distanza di sicurezza dal gorgo.�</p><p>Sennar tacque, pensieroso, poi annu�. �Va bene, capitano. Avete ragione. Ci fermeremo l�, mi darete una barca e i nostri destini si separeranno.�</p><p>Un istante di silenzio accolse le sue parole.</p><p>�Sennar, ripensaci...� inizi� Aires.</p><p>Il mago la interruppe. �Quando ho accettato questa missione, sapevo che mi aspettava una prova difficile.�</p><p>La donna si alz�, spazientita. �Non � difficile, � impossibile! Lo � stata fin dall�inizio. Non ne uscirai vivo. Che senso ha?�</p><p>Risuon� un pugno sul tavolo. �Smettila con questa lagna, Aires� tuon� Rool. �� una sua scelta. L�argomento � chiuso.�</p><empty-line/><p>All�inizio della seconda settimana di navigazione dopo lo scontro con il mostro, il mare divent� bianco come il latte. L�acqua si riemp� di detriti che vorticavano e la corrente si fece sempre pi� violenta.</p><p>Era l�alba e Sennar si trovava sul ponte. Guard� la schiuma delle onde sfilare lungo i fianchi della nave. Si sent� sgravato da un peso. <emphasis> Sono arrivato.</emphasis> La potenza del gorgo si spingeva fin l�. L�attesa era finita.</p><p>A poco a poco, l�equipaggio si radun� sul ponte e iniziarono i preparativi per calare la barca di Sennar. Mentre i marinai caricavano la scialuppa con acqua e cibo, Sennar sent� il sangue defluirgli dal viso. Gli formicolavano le labbra, aveva la bocca asciutta e non riusciva a controllare il tremito delle mani.</p><p>Aires rest� al suo fianco, in silenzio, finch� la scialuppa non fu pronta.</p><p>I pirati si schierarono sul ponte, in attesa.</p><p>Sennar li guard� a uno a uno: i suoi compagni di viaggio. Quando parl�, aveva la voce incrinata dall�emozione. �Mi dispiace per tutto quello che vi ho fatto passare. Siete... s�, siete uomini straordinari. Vi ringrazio. Davvero.� Si rivolse a Rool. �Vorrei potervi aiutare a tornare indietro, capitano.�</p><p>Rool avanz� verso di lui e gli diede una pacca sulla spalla. �Non ti preoccupare. Siamo gente di mare, no? Pensa solo a portare a casa la pelle, ora.�</p><p>Poi fu la volta di Dodi. �Buon viaggio, mago. Ci rivedremo presto� disse con un sorriso fiducioso.</p><p>Qualcuno lo salut� con dispiacere e qualcuno con malcelata soddisfazione: finalmente quel portatore di disgrazie si levava dai piedi. Persino Benares gli strinse la mano con un sorriso gelido.</p><p>Aires si avvicin� per ultima e lo abbracci� a lungo. Poi lo stacc� da s� e lo guard� negli occhi. �Non partire� disse sottovoce �unisciti a noi.�</p><p>Sennar le rivolse un mezzo sorriso. �Sono un bravo ragazzo, Aires, lo sai. La vita di mare non fa per me.�</p><empty-line/><p>Il rumore delle onde che si infrangevano sulla chiglia lo fece rabbrividire. Guard� in basso. La scialuppa oscillava su un mare in ebollizione. �Potete calare� disse con un filo di voce.</p><p>Rool, Aires, Dodi e tutti gli altri scomparvero dietro la murata e Sennar fu solo con l�oceano.</p><p>La barca venne catturata dalla corrente non appena tocc� l�acqua. Era la fine di quel lungo viaggio. Sennar aveva le mani ghiacciate e il cuore gli batteva tanto forte che sembrava voler sfondare il petto. Qualche volta, in sogno, aveva provato la stessa sensazione: sentiva che stava per morire e non poteva fare nulla per salvarsi. Poi si svegliava, ritrovava la pace della sua stanza e capiva che non c�era nulla da temere. Ma ora non ci sarebbe stato alcun risveglio. Poteva solo restare l�, seduto sul fondo della scialuppa, ad attendere la propria fine. Era terrorizzato. <emphasis> Perch� devo morire cos�?</emphasis> Strinse gli scalmi vuoti dei remi fino a quando le nocche non divennero bianche. <emphasis> Che senso ha?</emphasis></p><p>La barca correva inesorabile, veloce come il vento. Sennar dovette aggrapparsi ai bordi per non cadere. Poi alz� lo sguardo e lo vide: il gorgo.</p><p>Era inimmaginabile, maestoso, terribile. Si estendeva per leghe; le correnti che provocava sembravano lambire l�orizzonte e inghiottire anche quello. Era bello come solo le cose terribili possono essere: un cerchio perfetto circondato da un�infinita danza di onde. Il bianco della spuma si scuriva verso il centro del gorgo, fino a tingersi di un nero minaccioso nel punto esatto in cui le acque si tuffavano nell�abisso. Sui flutti il sole creava riverberi accecanti e il vortice era cos� precipitoso da sembrare immoto. Solo il frenetico girotondo dei detriti che trascinava con s� ne rivelava la potenza.</p><p>La barca inizi� a girare in tondo. Prima lentamente, poi con impeto sempre maggiore. Sennar url� con quanto fiato aveva in gola, nella speranza di sfogare il terrore che lo attanagliava, ma il fragore dell�acqua sovrastava qualsiasi altro suono. <emphasis> Devo ragionare!</emphasis> Si appiatt� sul fondo della barca. <emphasis> Se voglio salvarmi devo rimanere lucido!</emphasis></p><p>Continu� a girare per un tempo che gli parve infinito. Poi, dopo un�ora, un anno o forse tutta una vita, la corsa della scialuppa si fece inarrestabile. Sennar la sent� inclinarsi. Si affacci� e vide la bocca del vortice che si spalancava sotto di lui.</p><p>Fu allora che innalz� la barriera. Il rombo delle onde cess�, i battiti del suo cuore iniziarono a rallentare. S�, il gorgo era terrificante, ma lui poteva mantenere la barriera almeno per un paio d�ore.</p><p>La barca scendeva rapidissima. <emphasis>Va tutto bene.</emphasis> Continuava a scendere. <emphasis> � tutto sotto controllo.</emphasis> Ben presto la luce del sole si ridusse a un bagliore lontano. Ogni cosa si tinse di azzurro. Era nel ventre del mare.</p><p>A un tratto Sennar sent� di avere i piedi bagnati. Ebbe un tuffo al cuore. Come era possibile? La cupola della barriera circondava intatta i fianchi della barca, ma sotto di lui l�acqua gorgogliava. Guard� con pi� attenzione. Una falla! La barca aveva una falla! Sennar ebbe appena il tempo di ripensare alle parole di Benares, quella sera, sulla spiaggia delle Vanerie: �Con te i conti non sono chiusi, mago�. Poi il mare spinse con prepotenza contro la chiglia, la falla si allarg� e il fondo della scialuppa si apr� come un guscio di noce.</p><p>Sennar fu investito dalla violenza delle onde. Il colpo lo stord� e, quando si riprese, tutto ci� che vide furono i suoi capelli volteggiare nell�acqua.</p><p>Sent� l�irrefrenabile impulso di respirare.</p><p>Spalanc� la bocca.</p><p>Acqua. Sale.</p><p><emphasis> Sto annegando.</emphasis></p><p>L�acqua gli invase i polmoni.</p><p>Il sale gli bruci� la gola e le narici.</p><p><emphasis> � proprio come avevo immaginato.</emphasis></p><p>Un istante prima di perdere i sensi, vide Nihal. Era bella. Sorrideva. Era libera.</p><p>Poi si sent� soffocare e sprofond� nel buio.</p></section></section><section><title><p>I PRIGIONIERI.</p></title><epigraph><p>Decimo anno dalla Discesa, sotto il regno di Teoni.</p><p>Nel primo mese dell�anno, innanzi al suo popolo e ai dignitari, Sua Maest� delibera su quelli di Sopra: �Vista la pervicacia dei loro attacchi alla nostra libert�, ordino che chiunque di loro venga trovato a Zalenia, con qualsiasi incarico e sotto qualsivoglia scusa, venga imprigionato e ucciso.</p><p>Che per sempre Zalenia sia disgiunta dal loro Regno Empio.</p><p>Che l�orrore della loro guerra mai pi� ci tocchi.</p><p>Che possiamo per sempre vivere liberi e in pace.</p><p>Questo io ordino�.</p><text-author>Dal Codice Nuovo di Zalenia, norma XXIV</text-author></epigraph><section><title><p>10</p><p>Il Mondo Sommerso.</p></title><p>La luce era abbagliante, terribile. Sennar cerc� di muoversi, ma gli pareva di non avere pi� un corpo. Prov� a parlare, ma era come se qualcosa lo soffocasse. Rimase l�, immobile, gli occhi serrati, ad ascoltare due voci infantili. Un ragazzo e una bambina, almeno cos� sembrava.</p><p>�Che cos��?�</p><p>�Stupida, non lo vedi? � un uomo.�</p><p>�Ma �... strano!�</p><p>Il loro accento ricord� a Sennar quello di Moni, ma in questo caso il senso di alcune parole gli sfuggiva del tutto.</p><p>�Forse viene da Sopra.�</p><p>�Tu lo sai come sono fatti gli uomini di Sopra?�</p><p>�No. Per� questo non � come noi.�</p><p>�Io ho paura, Cob.� La bambina aveva un tono sempre pi� spaventato. �Andiamo via.�</p><p>�Aspetta, voglio vedere se � morto.�</p><p>�No! Non lo toccare. Andiamo a chiamare qualcuno.�</p><p>�Oh, insomma, Anfitris! Sei proprio una fifona. E se � vivo?�</p><p>�Ti prego, vieni via.�</p><empty-line/><p>Adesso era un uomo a parlare.</p><p>�Hai fatto bene a venire a chiamarmi, Cob.�</p><p>�Pensi che sia uno di Sopra?�</p><p>�Non lo so. Comunque sta male, bisogna curarlo.�</p><p>�Ma se � uno di Sopra...�</p><p>�Se � uno di Sopra, se la vedr� con la legge quando sar� il momento. Ora non possiamo abbandonarlo qui.�</p><p>Sennar si sent� sollevare. Riapr� gli occhi e l�unica cosa che distinse furono due figure sfocate.</p><p>�Chi sei?� chiese la voce pi� adulta.</p><p>Sennar si sforz� di rispondere, ma dalla sua gola non usc� alcun suono.</p><p>�Non ti preoccupare� sent� sussurrare, poi perse conoscenza.</p><empty-line/><p>Dormiva quasi sempre. Quando si svegliava, intravedeva una forte luce. Non sapeva pi� chi era, n� da dove veniva.</p><p>La coscienza torn� a poco a poco. Ricord� il suo nome, poi ricord� Nihal.</p><p>Si sentiva male. Gli occhi non erano pi� abituati alla luce e solo dopo parecchio tempo riusc� a tenerli aperti abbastanza a lungo da poter distinguere qualcosa. Si trovava in una strana stanza ovale, con il soffitto a volta. Su un lato c�era una cassapanca in legno chiaro. Le pareti erano ruvide e dorate, sembravano fatte di sabbia bagnata. Di fianco al suo letto, largo e basso, si apriva una finestra, anch�essa ovale.</p><p>Una donna robusta, con la pelle bianchissima e i capelli candidi, si chin� su di lui e lo guard� con occhio clinico. �Ti senti meglio?�</p><p>Era sulla quarantina e aveva un viso largo, con lineamenti marcati. Gli occhi chiarissimi avevano qualcosa di spaventoso; l�iride quasi non si distingueva dal bianco della cornea e la pupilla spiccava nera e profonda. Indossava un camicione azzurro e portava una collana di pietre rosse piccole e irregolari, simili a rametti.</p><p>Sennar apr� la bocca per parlare, ma ancora una volta non riusc� a dire nulla.</p><p>La donna lo guard� con dolcezza. �Non ti agitare. Fammi dei cenni. Stai meglio?�</p><p>Sennar annu�.</p><p>�Vieni da su?� La donna alz� il dito al soffitto.</p><p>Sennar la guard� senza capire.</p><p>�Sei uno del Mondo fuori dall�acqua?�</p><p>Sennar non sapeva che cosa rispondere. Sapeva che laggi� gli abitanti del Mondo Emerso non erano ospiti graditi.</p><p>La donna dovette intuire il suo dubbio e sorrise. �Puoi dirmelo. Finch� sarai mio ospite non ti succeder� nulla.�</p><p>Sennar annu� di nuovo e cerc� di mettersi seduto. Quando si mosse, si rese conto di non avere pi� i capelli. Si tocc� la testa. Erano cortissimi.</p><p>�Te li ho tagliati, erano pieni di nodi e di robaccia...� rispose la donna.</p><p>Si interruppe quando Sennar inizi� ad agitarsi.</p><p><emphasis>La mia tunica! Dov�� la mia tunica?</emphasis></p><p>In una tasca della tunica teneva la pergamena con le firme di tutti i membri del Consiglio. Era protetta da un incantesimo e l�acqua non poteva averla intaccata, ma se l�aveva persa era stato tutto inutile. Quando fece per alzarsi, lo sforzo gli mozz� il respiro.</p><p>�Stai calmo. Sei ancora convalescente.�</p><p>Il mago si tocc� il petto e le braccia con uno sguardo supplice, nel tentativo di farsi capire.</p><p>�I tuoi vestiti?�</p><p>Sennar annu�.</p><p>�Li abbiamo messi ad asciugare. Non abbiamo toccato niente, stai tranquillo.�</p><p>Il mago si lasci� ricadere sul letto con un sospiro di sollievo.</p><empty-line/><p>Gli abitanti del Mondo Sommerso erano diversi da qualsiasi razza Sennar avesse mai visto. Avevano la pelle e i capelli di un bianco innaturale, traslucido, e occhi quasi luminescenti. Sennar non aveva mai incontrato nessuno con gli occhi pi� chiari dei suoi, era una cosa di cui andava abbastanza fiero; gli piaceva l�aspetto inquietante che gli conferiva l�azzurro pallido delle sue iridi. Quella gente, per�, lo superava.</p><p>Per qualche giorno, Sennar fu ospite della donna pallida e di suo marito. Quando li vedeva girare per casa, gli sembravano presenze demoniache.</p><p>La prima parola che disse fu il suo nome, la seconda fu un sincero �grazie� a chi l�aveva salvato.</p><p>�Dovere� rispose l�uomo con noncuranza.</p><p>Il mago parlava a fatica. �Sono un�autorit� del Mondo Emerso. Devo parlare con il re di questa Terra. Se foste cos� gentili da indicarmi come raggiungerlo...�</p><p>La donna sgran� gli occhi. �Vuoi andartene in giro per Zalenia?�</p><p>�Zalenia?� ripet� Sennar.</p><p>�� il regno in cui ti trovi� disse l�uomo.</p><p>�Sono in missione diplomatica. In missione di pace� spieg� il mago.</p><p>L�uomo scosse la testa. �Tu sei tutto pazzo.�</p><p>La cosa cominciava a diventare noiosa: gli davano tutti del pazzo.</p><p>�La legge vieta a quelli di Sopra di entrare a Zalenia� intervenne la donna. �Noi ti abbiamo nascosto perch� eri mezzo morto, non ce la siamo sentita di lasciarti l�. Ma adesso...�</p><p>Sennar iniziava a perdere la pazienza. �Forse non mi sono spiegato. Sono un ambasciatore...�</p><p>�Senti, qui nessuno riconosce le vostre cariche� lo interruppe l�uomo. �L�unica cosa che puoi fare � andartene. E in fretta. Ti spiegheremo noi come fare. Altrimenti sei nei guai, ragazzo.�</p><p>�Che genere di guai?� chiese Sennar.</p><p>L�uomo esit� e la moglie gli rivolse uno sguardo supplichevole. �Diglielo. Deve sapere.�</p><p>�Non ci � mai capitato un caso come il tuo, per�...�</p><p>�Per�?� gli fece eco Sennar.</p><p>�Per chi arriva qui dal Mondo Emerso � prevista la pena di morte� rispose l�uomo tutto d�un fiato.</p><p>A Sennar venne quasi da ridere. <emphasis> Sono scampato alla tempesta, alle fauci di quello schifosissimo mostro, all�annegamento e ora che sono a un passo dalla meta rischio di essere giustiziato.</emphasis> �Sentite, parler� con il vostro giudice...�</p><p>�Forse non hai capito� lo interruppe l�uomo. �Qui, quelli di Sopra sono considerati criminali. Puoi essere anche il re in persona, per noi sei un invasore.�</p><empty-line/><p>Quando capirono che Sennar non si sarebbe lasciato dissuadere, i suoi ospiti gli diedero poche e sbrigative informazioni sulla strada da prendere e lo costrinsero a partire il pi� presto possibile.</p><p>L�indomani mattina, il mago indoss� la tunica e il medaglione del Consiglio dei Maghi e raccolse le sue poche cose. Controll� pi� di una volta di avere ancora con s� tutto ci� che gli occorreva, in particolare la pergamena, poi varc� la soglia di casa con timore.</p><p>�Tu non ci conosci, non ci hai mai incontrati. Se sanno che ti abbiamo ospitato, siamo finiti� gli dissero prima di chiudergli la porta alle spalle.</p><p>Sennar rimase a bocca aperta nel vedere il Mondo Sommerso, o Zalenia, come aveva scoperto che lo chiamavano i suoi abitanti. Il villaggio in cui si trovava era all�interno di un�immensa ampolla, di un materiale che ricordava il cristallo. Sembrava di essere in una bizzarra cittadina di mare sulla terraferma. Le case erano rotonde, costruite di sabbia e massi e decorate con conchiglie cangianti. L�aria odorava di salsedine come nella sua Terra, ma era un profumo pi� intenso e vivo. Regnava un ordine esemplare. Le vie erano dritte e spaziose e tutto aveva un aspetto curato.</p><p>Sennar si avvicin� incredulo alla parete di vetro e osserv� i banchi di pesci multicolori che nuotavano nell�acqua di un blu intenso, a un soffio da lui. Alz� gli occhi. L�ampolla si trovava ad almeno un centinaio di braccia dalla superficie e il sole appariva come un alone indistinto. Sennar si chiese come potesse esserci tanta luce, sebbene fosse di un�insolita tonalit� azzurrina che gli feriva gli occhi.</p><p>Tocc� la parete. Era fredda, proprio come il vetro. Quando ritir� la mano, si accorse con stupore che la palma brillava debolmente. Studi� con pi� attenzione quello strano materiale. Solo allora si rese conto che era rivestito di una sostanza oleosa fluorescente. Aguzz� la vista e cerc� di scorgere il fondo dell�oceano. Vide le alghe che si cullavano pigre al soffio delle correnti. Ce n�erano di vari tipi, ma da quell�altezza era difficile distinguerle. Molte, per�, brillavano come la sua palma. Sennar fu stupefatto dall�ingegno degli abitanti di quel luogo: era la stessa ampolla a emanare luce; amplificava i pochi raggi che provenivano dall�esterno grazie alla sostanza oleosa fornita dalle alghe.</p><p>In mezzo alla distesa di alghe era sprofondata una massiccia colonna trasparente, la base dell�ampolla, mentre una seconda colonna cava si slanciava dal centro dell�ampolla verso l�alto, probabilmente per prendere aria dalla superficie. Sennar avvist� in lontananza altre ampolle sospese, collegate le une alle altre da lunghe gallerie trasparenti. Scosse la testa. Era quanto di pi� straordinario avesse mai visto: gli uomini di Zalenia avevano creato una rete sottomarina di villaggi sospesi tra acqua e cielo, piccoli mondi racchiusi nel vetro. Ancora frastornato da tanta meraviglia, ficc� le mani nelle tasche della tunica e si mise in cammino.</p><p>Se al di fuori dell�ampolla pullulava la vita, al suo interno tutto era avvolto dal torpore del primo mattino. La cittadina in cui aveva trascorso quei primi giorni era piccola, ma l�ampolla era enorme. Fuori dall�abitato si apriva una distesa ordinata di campi, irrigati da una fitta rete di canali. Le piante coltivate sembravano del tutto simili a quelle del Mondo Emerso, ma quelle asciutte non erano le sole piantagioni del regno. C�erano campi anche sul fondo del mare, pi� irregolari e rari, ma molto vasti: alghe.</p><p>Sennar procedeva come intontito, senza stancarsi di guardare. In alto poteva scorgere il riflesso del sole sull�acqua. Era lontanissimo, eppure non faceva freddo, anzi, c�era un piacevole tepore e dalle colonne proveniva una brezza fresca e costante.</p><p>Continu� a camminare senza meta, mentre la gente iniziava a uscire dalle case per recarsi al lavoro nei campi. Tradito dalla bellezza del paesaggio, non si accorse di essere osservato.</p><p>Quando sent� una voce prepotente che gli intimava: �Fermo, straniero!� ebbe la spiacevole sensazione di essere svegliato nel mezzo di un bel sogno.</p><p>Il mago si arrest�. Un uomo con una lunga lancia e una leggera armatura gli si avvicin� di corsa e gli punt� l�arma alla gola. �Chi sei?� chiese minaccioso.</p><p>Una piccola folla si radun� sul ciglio della strada.</p><p>�Sono un ambasciatore del Mondo Emerso� rispose Sennar con voce calma.</p><p>Dalla folla si alz� un mormorio confuso e si fece avanti una giovane donna. Era agitata. �Lo sapevo! Non ci ho voluto credere e invece...�</p><p>�Di cosa stai parlando?� chiese la guardia.</p><p>�Mio figlio. Mi ha detto che Anfitris, una sua amica, aveva trovato uno di Sopra. Pensavo che fosse una fantasia da bambini.�</p><p>Il mormorio aument� e il volto della guardia si fece serio. �Andate a chiamare la bambina.�</p><empty-line/><p>Anfitris aveva circa sei anni, portava due lunghe trecce bianche ed era molto spaventata.</p><p>�Hai gi� visto quest�uomo?� chiese la guardia.</p><p>La bambina sembr� sul punto di mettersi a piangere. �S�, ma era morto� piagnucol�. Due lacrimoni le scesero lungo le guance.</p><p>�Dov�era?� continu� la guardia.</p><p>�Sotto il gorgo. Io e mio fratello stavamo giocando, abbiamo sentito un tonfo e siamo andati a vedere� disse, tra i singhiozzi.</p><p>La guardia si volt� verso Sennar con lo sguardo truce. �Cos� sei uno di quei bastardi. Credevamo di avere chiuso con voi da un bel pezzo.� Quindi prese a pungolarlo con la lancia per farlo camminare.</p><p>�Aspetta� disse Sennar. �Sono in missione di pace. Devo parlare al pi� presto con...�</p><p>�Taci! Star� al conte decidere della tua sorte.�</p><p>Sennar cerc� in tutti i modi di convincere il militare. Spieg�, alz� la voce, gli mostr� il medaglione che attestava la sua appartenenza al Consiglio dei Maghi, ma riusc� solo a fargli perdere le staffe. Alla fine decise di seguirlo senza opporre resistenza.</p><p>La guardia lo condusse in un edificio basso e lo rinchiuse in una cella. Torn� poco dopo, accompagnata da un vecchio dall�aspetto austero.</p><p>�Da questa parte, venerabile Deliah� ripeteva in tono rispettoso.</p><p>L�uomo era piegato dagli anni e camminava con il volto rugoso rivolto a terra. I lunghissimi capelli bianchi scendevano sulla veste azzurra fino a scivolare sul pavimento come uno strascico. La mano nodosa stringeva una lunga asta di legno grezzo, che terminava in una grande sfera turchese. Il vecchio avanz� lento, appoggiato al bastone, finch� non fu di fronte al prigioniero.</p><p>Sennar tese la mano destra. �Il conte, immagino.�</p><p>Per tutta risposta, il vecchio gli afferr� il mento e gli esamin� la faccia, girandola in ogni direzione.</p><p>�� uno di loro� disse con voce cavernosa.</p><p>La guardia assunse un�espressione tronfia. �L�avevo capito subito.�</p><p>�Vi prego di ascoltarmi, conte� prov� a dire Sennar. �Sono un ambasciatore del Mondo Emerso e...�</p><p>La guardia non gli lasci� finire la frase e lo atterr� con un pugno allo stomaco. Sennar si pieg�, senza fiato, e cadde a terra. In un attimo il soldato gli fu sopra, gli ficc� qualcosa in gola, gli immobilizz� le braccia.</p><p>Il vecchio si avvicin� di nuovo con calma, quindi pos� il pomolo del bastone sul capo di Sennar e pronunci� una litania a bassa voce.</p><p>Il mago ebbe appena il tempo di capire che cosa stesse accadendo, ma non riusc� a reagire. Si sent� soffocare e a poco a poco perse conoscenza.</p><p>La guardia gli strapp� di malagrazia il bavaglio.</p><p>�Non sono il conte� disse il vecchio con un sorriso gelido prima di uscire.</p><empty-line/><p>Quando Sennar si riprese gli girava la testa. Prov� a rimettersi in piedi appoggiandosi alla parete della cella. Le forze gli tornarono lentamente e con esse la consapevolezza di quello che era successo.</p><p>�Maledizione� imprec� tra i denti. Conosceva quell�incantesimo, lo conosceva fin troppo bene.</p><p>Tent� una magia facile. Distese la palma della mano, pronunci� la formula per evocare un fuoco. Nulla. Cerc� invano di produrre qualche innocuo lampo colorato. Prov� ancora e ancora, sempre con lo stesso risultato. Non faceva altro che ripetere formule inefficaci.</p><p>Si lasci� ricadere a terra con rabbia. Quel vecchio gli aveva imposto un sigillo e finch� non l�avesse spezzato sarebbe stato privo dei suoi poteri.</p><p>Ora non era pi� un mago, n� un consigliere. Era solo un ragazzo chiuso in una cella puzzolente a miglia e miglia da casa.</p><empty-line/><p>Tentare la fuga era impossibile. Nella cella c�era una sola feritoia, posta molto in alto, e le sbarre della porta erano robuste. Sennar si sentiva un idiota per il modo in cui si era fatto beffare e un incapace perch� non aveva preso abbastanza sul serio l�ostilit� della gente del Mondo Sommerso.</p><p>Non vide nessuno per tutto il giorno e quando cal� la notte dorm� poco e male. Fu perseguitato dagli incubi: veniva giudicato dal fantomatico conte e giustiziato, deriso dai Consiglieri, ringraziato dal Tiranno per il suo ottimo lavoro. Sogn� anche Nihal. Nihal in battaglia, Nihal in pericolo, Nihal morta.</p><p>Quando si svegli�, una luce tenue e lugubre aveva appena iniziato a rischiarare la cella. Il primo suono che sent� fu quello del suo stomaco che reclamava cibo. Chiam� la guardia, ma non ottenne risposta.</p><p>Era una situazione assurda. Si trovava in fondo al mare, seduto per terra in una cella umida e circondato da un silenzio ostinato, fatta eccezione per il brontolio del suo stomaco.</p><p>Solo quando fu pieno giorno, ud� finalmente dei passi che si avvicinavano alla grata. �Dov�eri finito? Cos��, volete farmi morire di fame?� ringhi� il mago.</p><p>I passi si fermarono. �Ti chiedo scusa� disse una voce femminile. �Mi hanno detto solo oggi che c�era un prigioniero.�</p><p>Attraverso le sbarre, Sennar vide avvicinarsi una ragazza con in mano un vassoio. Era minuta, non molto alta, e non doveva avere pi� di sedici anni. Il volto era un ovale perfetto e le guance erano rosee. Fino a quel momento, Sennar aveva visto solo gente con i capelli candidi, ma la ragazza che gli stava davanti aveva numerose ciocche castane.</p><p>Fra i due cal� un silenzio imbarazzato.</p><p>�Scusami, non volevo alzare la voce� mormor� Sennar, a disagio. �Credevo di parlare con la guardia.�</p><p>La ragazza gli rivolse un sorriso timido. �Non ti preoccupare. Comunque, eccoti servito, finalmente.� Fece passare il vassoio dalla feritoia alla base della grata.</p><p>Sennar lo afferr� subito e cominci� a scoperchiare le ciotole. Una era piena di una specie di brodo in cui galleggiavano strani filamenti neri, in un�altra c�era qualcosa che sembrava pollo ricoperto da una salsa verdognola, nella terza una porzione di molluschi mai visti prima. L�unica cosa riconoscibile era una mela rossa, ma il mago non and� troppo per il sottile. Trangugi� la zuppa con tanta foga che non riusc� quasi a distinguerne il sapore. La ragazza lo guardava in silenzio, con un�ombra di divertimento negli occhi verdi.</p><p>Sennar pos� la ciotola. �Squisito� disse, mentre passava alla successiva. �Sei tu la cuoca?�</p><p>�S�. Quasi tutta la mia famiglia si occupa di badare ai prigionieri. Sai, � per via dei capelli.� Mostr� una delle ciocche scure.</p><p>�In che senso?� chiese Sennar incuriosito.</p><p>�I miei antenati sono stati tra gli ultimi a scendere. � per questo che i nostri capelli non sono ancora del tutto bianchi.�</p><p>�Quando sono arrivati?�</p><p>�Una cinquantina di anni fa. I miei genitori sono nati qui, ma i miei nonni venivano da Sopra e... quelli come noi non godono di grandi privilegi. Questo � uno dei pochi lavori che possiamo fare.�</p><p>�Occuparsi dei carcerati non � proprio un compito adatto a una ragazza.�</p><p>Lei arross�. �Di solito � mio fratello che porta il cibo ai prigionieri, io cucino e basta. Solo che... la verit� � che ero curiosa di vederti. In citt� non si parla d�altro. Sono tutti agitatissimi. Io per� non ho paura di te, ho dei parenti che sono rimasti Sopra.�</p><p>Sennar pass� ai molluschi. �Di dove sono i tuoi parenti?�</p><p>�Della Terra del Mare.�</p><p>�Anch�io vengo da l�. L�hai mai vista?�</p><p>La ragazza scoppi� a ridere. �Ovvio che no! A noi non � permesso salire. Solo i maghi possono andare nel Mondo Emerso.�</p><p>Sennar alz� finalmente gli occhi dalle ciotole. Non era certo la prima volta che si trovava solo con una donna, ma quella ragazza gentile, in quel momento, gli fece uno strano effetto. <emphasis> � davvero carina.</emphasis></p><p>Lei dovette sentirsi osservata, perch� prese a sistemarsi le pieghe della gonna, in imbarazzo.</p><p>Sennar guard� il vassoio. Della mela, ormai, era rimasto solo il torsolo. �Grazie, non sai quanto mi abbia fatto bene� disse mentre lo restituiva alla ragazza.</p><p>�Di nulla, � il mio lavoro. Torner� stasera. Puntuale, prometto! Non sia mai che tu muoia di fame� disse ridendo.</p><p>Si era gi� allontanata dalle sbarre, quando il mago la richiam�. �Aspetta! Non ci siamo neanche presentati: io sono Sennar.�</p><p>�Io mi chiamo Ondine. Allora a pi� tardi, Sennar� rispose lei, poi si allontan�.</p><empty-line/><p>Ondine andava alla prigione mattina e sera.</p><p>Per Sennar era un raggio di sole nel buio. Era premurosa, sempre sorridente e lo distraeva dalla solitudine in cui era sprofondato.</p><p>Con il passare dei giorni fecero amicizia. Parlarono dei loro mondi, si raccontarono la propria storia. Lei rimase colpita dall�idea del cielo, non poteva credere che nel Mondo Emerso tutto il blu fosse accumulato in alto. Raccont� a Sennar quanto amasse il mare e come le sarebbe piaciuto essere una sirenide.</p><p>�Una sirenide?� chiese lui perplesso.</p><p>�S�, una discendente delle sirene.�</p><p>�Pensavo che le sirene non esistessero.�</p><p>Ondine rise. �Certo che esistono!� Quindi raccont� a Sennar che Zalenia era stata costruita con l�aiuto dei tritoni e delle sirene e che, dopo qualche tempo dalla fondazione del regno, avevano iniziato a nascere bambini particolari: esserini a met� tra le sirene e gli abitanti della terraferma, senza pinna ma dotati di piccole branchie, che potevano vivere anche sott�acqua. �Sono esseri straordinari. Per loro non c�� un sopra e un sotto, un dentro e un fuori. Quanto vorrei essere libera come loro!�</p><p>Dai racconti della ragazza, Sennar cap� quanto fosse profondo l�odio per gli abitanti del Mondo Emerso. �Quelli di Sopra�, come li chiamavano a Zalenia, erano considerati gente dedita solo agli omicidi e alla guerra, incapace di vivere in pace con se stessi e con gli altri. Quell�odio si ripercuoteva anche su chi era arrivato pi� di recente nel Mondo Sommerso, come Ondine e la sua famiglia. Il segno distintivo degli esclusi, �i nuovi�, erano i capelli segnati da ciocche scure. Venivano guardati con sospetto e avevano accesso solo ai lavori pi� umili. Il padre di Ondine era uno degli addetti alla manutenzione delle colonne che collegavano le ampolle alla superficie. Doveva lavorare sospeso a mezz�aria, per liberarle dai rifiuti che si accumulavano lungo le pareti e ostruivano i condotti.</p><p>�In casa ci dobbiamo arrangiare, io non ho neanche la dote. Ma tanto, chi vuoi che mi sposi?�</p><p>�Nel mio mondo avresti frotte di corteggiatori� rispose Sennar imbarazzato. Non era abituato a fare complimenti.</p><p>Ondine scosse la testa con un sorriso scettico. �Con questi capelli e queste guance rosse?�</p><p>Sennar trovava assurda quella situazione. Moni gli aveva detto che i fondatori del Mondo Sommerso volevano un mondo migliore, dove tutti vivessero in pace. Quello che vedeva, invece, era un regno fondato sull�odio e sulla discriminazione.</p><empty-line/><p>Sennar si fece spiegare come funzionava l�organizzazione politica di Zalenia. Ogni gruppo di ampolle era retto da un conte, una sorta di sovrano assoluto con tanto di esercito personale. Il conte riscuoteva anche tributi, che in parte era tenuto a versare al re. Quel che restava poteva amministrarlo a suo piacimento. Alcuni fortunati vivevano in ampolle gestite da conti illuminati, che utilizzavano il denaro per migliorare la vita dei propri sudditi, ma molti erano governati da despoti che li vessavano. La massima autorit� era il re, che per� si interessava poco dei territori pi� lontani.</p><p>In passato le cose andavano diversamente. Non c�era nessun re e la gente si governava da sola. A scadenze fisse, gli abitanti di ogni villaggio si riunivano e prendevano insieme le decisioni pi� importanti, e lo stesso facevano, per le questioni pi� generali, gli ambasciatori provenienti da tutte le ampolle. Dur� poco. Alcuni tentarono di prendere il potere con la violenza e Zalenia fu sull�orlo della guerra. Per evitare il conflitto, uno degli ambasciatori, il pi� carismatico, propose di eleggere un re.</p><p>�In fondo non ci possiamo lamentare� diceva Ondine. �L�importante � restare in pace. Se capita un conte cattivo, si spera che il suo successore sia migliore. Non pu� essere sempre tempesta, non credi?�</p><p>Il conte si occupava anche della giustizia. Quando le sue guardie catturavano un criminale, lo chiudevano in prigione in attesa del suo giudizio, perch� solo lui poteva comminare le pene.</p><p>�E se il conte... cosa succede se il conte non arriva?� chiese Sennar preoccupato.</p><p>Ondine esit�. �Non credo che questa informazione ti far� piacere.�</p><p>�Dimmela lo stesso.�</p><p>La ragazza si mordicchi� il labbro. �Se il conte non si fa vivo sono le guardie a decidere della sorte del prigioniero� disse tutto d�un fiato. Subito dopo sorrise a Sennar, per rassicurarlo. �Per� non ti devi preoccupare. Sono sicura che il conte ti ascolter� e ti far� parlare con il re. Davvero.�</p><p>Sennar sperava che la ragazza avesse ragione. Ma i giorni passavano e del conte non si vedeva neanche l�ombra.</p></section><section><title><p>11</p><p>Un vecchio nel bosco.</p></title><p>Procedettero al sicuro tra i boschi, lontani dal confine. Nihal non riusc� a ritrovare l�eccitazione e la gioia dei primi viaggi. Tutto ormai aveva il sapore dell�abitudine: le ore a cavallo, i tratti a piedi sui sentieri pi� impervi dove bisognava condurre l�animale per le redini, i pasti silenziosi consumati senza alzare il capo dalla ciotola. Forse se fosse stata sola con Laio avrebbe chiacchierato, ma con quel soldato al seguito l�atmosfera non era delle pi� amichevoli.</p><p>Mathon doveva avere sei o sette anni pi� di lei, ma era cupo e taciturno quanto un vecchio burbero. Parlava di rado e non sorrideva mai.</p><p>�Ha avuto una vita difficile� le spieg� Laio una sera. �Era il bastardo di una famiglia nobile e da piccolo l�hanno abbandonato vicino a una caserma. � stato l�esercito a prendersi cura di lui, per questo � venuto su selvaggio come un lupo. Ne ha passate proprio tante, poveraccio.�</p><p>Dopo quella rivelazione, Nihal prov� maggiore simpatia per Mathon, ma il soldato continu� a non rivolgerle la parola e lei non fece nulla per socializzare.</p><p>Neppure Laio, comunque, era particolarmente ciarliero. Sembrava concentrato sulla sua missione e pi� riflessivo del solito. Quando lo guardava in viso, a Nihal sembrava di cogliere lineamenti nuovi e una decisione nello sguardo che non gli aveva mai visto. Per Laio la battaglia era gi� iniziata e lei sapeva che, prima che con Pewar, doveva vincerla con se stesso.</p><p>Non pass� molto prima che Nihal cominciasse ad annoiarsi. Le giornate scorrevano lente e la ragazza accoglieva con un sospiro di sollievo l�arrivo della notte, quando almeno le ore sarebbero trascorse rapide nel sonno.</p><empty-line/><p>Raggiunsero la Terra dell�Acqua in una decina di giorni. La missione, se cos� poteva essere chiamata, non imponeva fretta e Laio non sembrava ansioso di giungere alla meta. Appena ebbero varcato il confine, il ragazzo si fece ancora pi� cupo. A quel punto Nihal si disse che, se il suo compito era quello di assistere moralmente l�amico, forse era ora di iniziare a svolgerlo.</p><p>�Non devi aver paura proprio adesso� gli disse una sera, mentre il loro compagno dormiva e il fuoco scoppiettava allegro.</p><p>�� che sento gi� il fiato di mio padre sul collo.�</p><p>�Sei arrivato fin qui e non � poco. L�ultima volta non ti eri spinto tanto lontano, no?�</p><p>Laio sorrise timidamente.</p><p>�Tu credi in quello che stai facendo, Laio, � questo l�importante. Andr� tutto bene.�</p><p>Quella stessa notte, per�, una notte senza luna e senza stelle, Nihal cap� di essersi sbagliata. In quei dieci giorni non aveva notato niente di strano, nessun segno che potesse rivelare un pericolo di qualsiasi genere. Si era sentita sicura e fu quella sicurezza a farli cadere in trappola.</p><empty-line/><p>Erano in dieci. I loro passi erano pi� circospetti di quelli di un normale soldato. Si avvicinarono con cautela al luogo dove erano accampati i tre viaggiatori, le armi alla mano, silenziosi ma pronti ad attaccare. Uomini abituati a vivere e agire nell�ombra, agili come gatti. Una banda di ladri.</p><p>Neanche Nihal, che pure aveva i sensi vigili, sulle prime si accorse di nulla. Fu il rumore di un ramoscello spezzato a farla riemergere dal sonno, seguito da un fruscio leggero, come di una veste che si impiglia in un cespuglio. Nihal spalanc� gli occhi e li vide: un gruppo di uomini circondava il bivacco. Erano armati e si avvicinavano piano; si guardavano intorno e si dividevano i compiti con cenni delle mani. Un paio si diressero a colpo sicuro verso le bisacce, mentre un terzo si avvicin� a Laio addormentato brandendo un pugnale.</p><p>Fu allora che la ragazza scatt� in piedi urlando, la spada in pugno, pronta alla lotta. Laio e il soldato si svegliarono di soprassalto e misero mano alle armi, mentre Nihal si gettava con foga sull�uomo pi� vicino e lo abbatteva con un fendente.</p><p>Laio prov� a scattare in avanti, ma uno dei briganti non ebbe difficolt� a disarmarlo colpendogli il polso con un bastone. Poi lo atterr� con un calcio in pieno petto e gli fu subito sopra, a cavalcioni.</p><p>�Buono. Stai buono e non ti succeder� niente� disse, mentre gli puntava un coltellaccio alla gola. �Per ora.�</p><p>Nihal si occup� di un altro boscaiolo. Cerc� di prenderlo di sorpresa con un attacco violento e fulmineo, ma quello non si lasci� spiazzare. Era un omone, con i muscoli che gli gonfiavano la tela della casacca; par� gli affondi di Nihal senza fatica, contrattacc� con foga e la costrinse ad arretrare di parecchio nel folto.</p><p>La mezzelfo si batteva come una furia mentre cercava una via di fuga. Il bosco risuonava di mille fruscii, come se i nemici fossero infiniti. Poi sent� un urlo.</p><p>A quel punto fu sopraffatta dall�ira. �No! Laio! Mathon!� grid�. Mozz� di netto un braccio al suo avversario e lo lasci� a dissanguarsi fra i cespugli.</p><p>Prov� a tornare verso il bivacco, ma aveva perso il senso dell�orientamento. Intravide due ombre avanzare tra gli alberi. Sent� uno scalpiccio di passi che si avvicinavano alle sue spalle. Allung� la spada davanti a s�, flett� le gambe nello slancio, alz� il braccio per colpire.</p><p>Poi, all�improvviso, un forte dolore alla testa.</p><p>Un fiotto caldo gi� per la schiena.</p><p>Un�oscurit� densa e senza ritorno.</p><empty-line/><p>Nihal socchiuse gli occhi. Aveva un feroce mal di testa. Anche il minimo suono le rimbalzava da un lato all�altro del cranio e si trasformava in un rumore insopportabile. La vista era annebbiata e non riusciva a mettere a fuoco nemmeno un particolare del luogo in cui si trovava. Sembrava una grotta, ma non distingueva altro. In sottofondo sentiva lo scoppiettio di un fuoco. Distese le mani e tast� intorno a s�. Era sdraiata su un sacco di paglia, coperta da un telo leggero.</p><p>Ud� un rumore metallico lancinante e nel suo campo visivo entr� una figura dai contorni indefiniti.</p><p>�Evviva� esclam� una voce maschile. �Ben svegliata.�</p><p>Nihal si port� una mano alla testa. �Parla pi� piano, ti prego.�</p><p>�Scusa� disse l�uomo in un sussurro. �Con la botta che hai preso...�</p><p>Le dita di Nihal sfiorarono una larga fasciatura. Si sforz� di ricordare che cosa fosse successo e non le fu difficile ricostruire l�accaduto. Una botta in testa. L�avevano fregata come un pivellino. Ebbe un moto di stizza dannazione. <emphasis> Aveva ragione Sennar, rischio la vita un giorno s� e l�altro pure.</emphasis> �Non ci vedo� si lament�.</p><p>�� normale� disse l�uomo, mentre si affaccendava intorno al fuoco. �Non preoccuparti, � un disturbo passeggero. Domani sar� di nuovo tutto a posto.�</p><p>�Chi sei?�</p><p>�Un vecchio.�</p><p>Le sembr� piuttosto vaga come risposta. �E non ce l�hai un nome?�</p><p>�Ce l�avevo, molto tempo fa, ma l�ho lasciato dietro di me. Non ne ho pi� bisogno. Sono un vecchio, nient�altro.�</p><p>Vecchio. Quella parola le riport� alla mente Livon, suo padre. Lo chiamava cos�:</p><p>Vecchio. Non sarebbe mai riuscita a chiamare nessun altro con quel nome.</p><p>�E se volessi chiamarti?�</p><p>�Ti ho salvato la vita. Chiamami pure Mio Salvatore.� Il vecchio rise, una risata saggia e antica. Le si avvicin� con una ciotola. �Basta con le domande. � tempo di rimettersi in forze.�</p><p>Nihal esit�, poi prese la ciotola e inizi� a mangiare.</p><empty-line/><p>Il momento delle domande venne pi� tardi, verso sera, dopo che Nihal si fu riposata. Quando si svegli�, si accorse che la vista era migliorata, anche se le sembrava di avere gli occhi appannati. La testa continuava a martellare, ma riusc� a tirarsi su senza problemi. Il cuscino era macchiato di sangue.</p><p>Si sedette sul pagliericcio con le gambe incrociate e osserv� il suo salvatore. Non riusciva ancora a distinguerne con chiarezza i lineamenti, ma le parve davvero molto vecchio. Aveva addosso solo una lunga casacca lacera e sporca che lo copriva fino alle caviglie. Il cranio era quasi del tutto calvo, per� aveva una fluente barba candida che sfiorava il pavimento. Era scalzo e quando lo guard� Nihal cap� che cos�era quel rumore metallico: il vecchio aveva le mani e i piedi gravati da pesanti catene, che gli si avvolgevano intorno alle membra come le spire di un rettile.</p><p>�Perch� sei legato?� chiese d�impulso.</p><p>Il vecchio si volt� verso di lei e sembr� sorridere. �Per espiare i miei numerosi peccati.�</p><p>�Sei un evaso?�</p><p>Il vecchio rise, con la sua risata soffocata. �No, Nihal, no. Mi sono messo io stesso queste catene, perch� il loro fardello mi ricordi sempre quanto sia pesante il mio animo.�</p><p>�Come fai a conoscere il mio nome?� si stup� lei.</p><p>�La vecchiaia e la solitudine mi hanno fatto molti doni. La pazienza, innanzitutto, e un certo grado di preveggenza. � stato grazie a questa dote che ti ho trovata.�</p><p>La ragazza si fece seria. �Raccontami tutto.�</p><p>Il vecchio si acciambell� ai piedi del giaciglio di Nihal. �Ieri sera ho sentito che accadeva qualcosa nei pressi della mia dimora. Sono uscito, mi sono nascosto e ho visto la vostra compagnia in balia dei briganti. Tu eri a terra, non distante da un giovane immerso nel sangue. Pi� in l� c�era un prigioniero.�</p><p>Il cuore di Nihal ebbe un sobbalzo. �Descrivimelo.�</p><p>�Poco pi� di un bambino. Biondo. E terrorizzato.�</p><p>Il vecchio le raccont� di come i predoni avessero trovato addosso a Laio una lettera che lo identificava come figlio di Pewar e avessero deciso di rapirlo per chiedere un riscatto. �Se lo sono portato via legato e imbavagliato, dopo aver gettato te e l�altro gi� da un dirupo.�</p><p>�L�altro, il nostro compagno... �...� mormor� Nihal.</p><p>�Morto� disse il vecchio con semplicit�. �L�ho seppellito nei pressi della forra dove vi ho trovati. I briganti hanno pensato che fossi morta anche tu. Non era difficile crederlo. Eri bianca come un cencio e respiravi appena.�</p><p>Nihal non ascoltava pi�. La vita di Laio era appesa a un filo. C�erano poche speranze che i ladri lo liberassero, anche dopo il pagamento di un eventuale riscatto.</p><p>�Sai dirmi dove sono andati?�</p><p>Il vecchio sorrise. �Certo. Questo posto � il mio regno. Entro tre leghe da qui non c�� luogo che non conosca.�</p><p>�Allora devi portarmi da loro.� Nihal balz� in piedi e afferr� la sua spada, ma le cedettero le gambe.</p><p>Il vecchio la afferr� prima che cadesse e la fece distendere sul pagliericcio. �Dove credi di andare? La tua vista � ancora compromessa, sei debole. In queste condizioni non puoi affrontare quegli uomini.�</p><p>Nihal si alz� di nuovo in piedi, questa volta con pi� cautela. �Ma non posso neanche lasciare Laio in balia di quella gentaglia.�</p><p>�Non hai di che temere. Per loro il tuo amico � come un sacco di monete d�oro. Almeno finch� il padre non avr� pagato. Tu nel frattempo ti rimetterai in sesto.�</p><p>Nihal si risedette sconsolata. Il vecchio aveva ragione. In quelle condizioni si sarebbe solo fatta ammazzare.</p><p>�Su, non c�� da scoraggiarsi. Sei giovane e forte, ti riprenderai in fretta. Allora sar� io stesso a condurti dove desideri.�</p><p>Nihal annu�. Si sentiva scoppiare la testa e aveva il cuore in tumulto. Si distese sul pagliericcio e inizi� a fissare con impazienza le macchie d�umidit� sulla volta della caverna.</p><empty-line/><p>Nihal si esamin� con attenzione: una ferita superficiale su un braccio, le gambe graffiate dai rami bassi dei cespugli, un livido violaceo su una spalla. Quando si tocc� la testa, alla ricerca dell�origine del dolore che la stordiva, le sue dita incontrarono un grosso taglio slabbrato sulla nuca. <emphasis> Proprio quello che mi ci voleva, una nuova cicatrice. Mi toccher� farmi crescere i capelli.</emphasis></p><p>Rimase nella grotta per qualche giorno, stesa sul suo letto di paglia, cercando di elaborare piani per la liberazione di Laio e struggendosi nell�attesa. A poco a poco, la vista torn� normale e il mal di testa si affievol� fino a scomparire.</p><p>Quello strano vecchio non era molto di compagnia. Di giorno spariva e faceva ritorno solo a notte fonda. Usciva poco prima dell�alba, dopo aver preparato lauti pasti per la sua ospite, poi si ripresentava con il buio e le chiedeva come fosse andata la giornata.</p><p>Ogni volta che Nihal provava a indagare su dove fosse stato, il vecchio dava risposte vaghe oppure cambiava argomento.</p><p>Ora Nihal poteva guardarlo meglio. Il suo volto era una ragnatela di rughe, ma non doveva essere anziano come sembrava. Aveva occhi vivaci e la presa delle sue mani era salda e forte. Sulla palma destra c�erano calli vistosi, tipici di chi ha impugnato a lungo un�arma; in giovent� doveva aver combattuto.</p><p>�Hai visto molte battaglie?�</p><p>�Troppe. Ho ucciso molte persone. Ho combattuto su molti fronti. Eppure � sempre la solita guerra, che si trascina ormai da tempo immemore.�</p><p>�Ed eri un bravo guerriero?�</p><p>�Uno fra tanti, n� migliore n� peggiore degli altri.�</p><p>Rispondeva sempre cos�, a mezze parole, in modo sfuggente. Aveva il sorriso perennemente stampato sulla faccia, sebbene dovesse soffrire. I polsi e le caviglie erano ulcerati per le catene e spesso sanguinavano. Nihal cap� che il vecchio aveva vissuto intensamente e di certo non solo belle esperienze. Sembrava un naufrago che avesse visto molte tempeste e trovato infine la pace.</p><empty-line/><p>L�ultima sera, Nihal si fece spiegare con precisione dove fosse il covo dei briganti. Il vecchio fu prodigo di informazioni preziose. Non solo sapeva dove si trovavano, ma sembrava conoscere molto bene le loro abitudini.</p><p>La ragazza inizi� a oliare la spada e il vecchio si sedette davanti a lei e la osserv�. Lo faceva spesso; sembrava particolarmente interessato a Nihal.</p><p>�Vedo che conosci il popolo dei folletti� disse il vecchio di punto in bianco.</p><p>�Da cosa l�hai capito?� chiese Nihal, cercando di dissimulare lo stupore.</p><p>Il vecchio lev� un dito verso l�elsa. �Dalla pietra che hai incastonata nella spada. Non avevo mai incontrato un umano che la possedesse, tanto meno un mezzelfo.�</p><p>�Mi � stata regalata da un folletto, molto tempo fa� rispose Nihal. Poi sent� la vecchia curiosit� fare capolino. �Che cosa sai di questa pietra? La conosci? Sai che poteri ha?�</p><p>Il vecchio sorrise. �Sarebbe davvero strano se uno come me, che ha vissuto tanto nel bosco, non conoscesse le Lacrime. Sono pietre fatte con la resina essiccata dei Padri della Foresta e sono il simbolo del popolo dei folletti.�</p><p>�S�, questo lo so� disse Nihal impaziente. �Quello che vorrei capire, per�...� Si morse le labbra, indecisa. Non sapeva se poteva fidarsi di quell�uomo.</p><p>Alla fine gli raccont� l�avventura che aveva vissuto con Laio nella Terra del Mare e di come la Lacrima li avesse salvati dall�attacco dei fammin.</p><p>Il vecchio ascolt�, assorto ma per nulla stupito. Quando parl�, la sua voce era calma e pacata come sempre. �Le Lacrime sono in grado di assorbire la forza vitale della natura e di amplificarla. I folletti per� non sfruttano questa prerogativa, usano le pietre come ornamenti e le venerano, perch� sono il frutto del pianto dei loro alberi protettori. Forse non ne sei consapevole, ma quello che hai ricevuto � un dono importante. Certo, in mani umane la Lacrima � del tutto inerte.�</p><p>Nihal rest� interdetta. �In che senso?�</p><p>�Nessuna delle stirpi che calcano questa terra � in grado di sprigionare il potere della Lacrima.�</p><p>�Allora perch� in mano mia si �... risvegliata?�</p><p>Il vecchio sorrise. �Siamo abituati a considerare solo la storia pi� recente di questo mondo martoriato, ma le razze che popolano ora il Mondo Emerso non sono le uniche a essere esistite su questa terra. Prima di noi vi furono altri.�</p><p>�Gli elfi� sussurr� Nihal.</p><p>�Gi�. Gli elfi non concepivano la magia come la intendiamo noi. Erano pi� simili alle ninfe che agli uomini: esseri cos� vicini alla natura da saperne cogliere ogni sfumatura. Alle altre creature la loro capacit� di guidare il corso della natura sembrava magia. S�, gli elfi erano in grado di utilizzare appieno i poteri della Lacrima. Era un tramite tra loro e i segreti pi� nascosti del mondo, e grazie a quella pietra la loro comunione con gli spiriti diventava ancora pi� profonda.� Il vecchio si interruppe e scosse la testa. �Poi il loro popolo si indebol�. Gli elfi emigrarono verso terre lontane, abbandonarono il Mondo Emerso e l�unica traccia del loro passaggio fu la tua stirpe. Voi mezzelfi, nati dall�unione tra elfi e uomini, avete perso parte della vicinanza con gli spiriti primigeni. Per i tuoi avi, i poteri pi� profondi della Lacrima divennero inaccessibili, ma impararono comunque a sfruttare quelli pi� blandi. I mezzelfi usavano la pietra per aiutarsi nella magia, cos� per voi la resina dei Tomren divenne una sorta di catalizzatore.�</p><p><emphasis> Catalizzatore. Anche Phos l�aveva chiamata cos�.</emphasis></p><p>Nihal riflett� in silenzio per qualche istante. �Ma io non ho pronunciato nessuna formula. La pietra ha agito da sola, come di sua volont�.�</p><p>�Non devi stupirti, Nihal. Nelle tue vene scorre sangue elfico e ci� fa s� che la Lacrima possa svegliarsi in tutta la sua potenza. Quella sera nel bosco � accaduto proprio questo. Il tuo desiderio di vivere ha attivato la pietra ed essa ti ha protetta, ha reagito contro creature nate dalla violenza sulla natura: i fammin.�</p><p>Nihal guard� con stupore la sua spada. �Come si fa ad attivarla?�</p><p>�Questa � una domanda difficile. Forse un giorno imparerai, ma dovrai farlo da sola. Sei tu il mezzelfo, non io.�</p><p>Nihal fece una smorfia di disappunto. Un potere cos� grande ed era inutilizzabile. Chiss� perch� Phos le aveva fatto quel regalo. �Non sai dirmi altro?� chiese con un pizzico di speranza.</p><p>�Forse� rispose il vecchio. �Hai mai sentito una sensazione strana, come se sentimenti non tuoi si impadronissero della tua anima?�</p><p>Le parve che nella mente le si fosse accesa una fiammella. �S�, certo, mi � capitato pi� di una volta.�</p><p>�� una facolt� che solo quelli della tua razza possedevano. I mezzelfi hanno percezioni pi� ampie di quelle delle altre creature di questo mondo e sentono con pi� forza lo spirito della natura e degli esseri viventi. In te si riduce a una vaga sensazione, ma la tua gente sapeva affinare queste capacit� con lo studio. I mezzelfi esercitavano tale facolt� fin da piccoli. � per questo che erano imbattibili in guerra: leggevano i pensieri dell�avversario e ne anticipavano le mosse.�</p><p>Nihal lo guardava con stupore. �Quindi anch�io, se volessi...�</p><p>Il vecchio scosse la testa. �Non � rimasta alcuna traccia dell�addestramento che seguivano i tuoi simili, dunque non c�� modo che tu possa coltivare questa dote. Certo, forse col tempo imparerai a farne buon uso, ma non sarai mai in grado di leggere nella mente altrui. Per� puoi metterti in contatto con gli spiriti naturali, avere accesso a certe formule...�</p><p>Il vecchio si interruppe di colpo e Nihal ebbe la sensazione che volesse cambiare discorso.</p><p>�Quali formule?�</p><p>�Niente. Nulla che ti possa essere utile� rispose lui con un cenno vago della mano. �Ma tornando alla Lacrima, non � stato un caso che ti abbia aiutata.� Chiuse gli occhi, come se cercasse di riportare qualcosa alla mente. �Non vedo con chiarezza, ma sento che sei legata a quella pietra, che � nel tuo destino. � come l�ombra di qualcosa di pi� grande. Un fine che ti attende nel futuro.� Poi tacque e riapr� gli occhi.</p><p>�Che cosa vuoi dire?� chiese Nihal.</p><p>�Chiss�.� Il vecchio scroll� le spalle. �I miei occhi vedono, ma non sempre la mia mente capisce. Capire sta a te.� Sorrise. �Be�, che fine ha fatto tutto il tuo ardore? Non avevi un amico da salvare?�</p><p>Nihal scatt� in piedi. �Portami da loro� disse decisa.</p><p>Il vecchio si diresse verso l�uscita della grotta. Prima di rinfoderare la spada e seguirlo, Nihal guard� ancora una volta il candido lucore della pietra. Le parve che la chiamasse.</p></section><section><title><p>12</p><p>Il conte.</p></title><p>Ondine arriv� trafelata davanti alla cella.</p><p>Sennar si avvicin� alle sbarre, preoccupato. �Che cosa succede?�</p><p>�Hanno deciso di giustiziarti!� Gli occhi della ragazza si riempirono di lacrime. �La gente ha paura e le guardie vogliono sbarazzarsi di te.�</p><p>�Non � possibile� mormor� Sennar. �Non ha senso.�</p><p>Ondine scoppi� a piangere. �La data dell�esecuzione verr� annunciata domani.�</p><p>Sennar allung� una mano fuori dall�inferriata e le tocc� una spalla. �Non piangere. Ascoltami. C�� un modo per fermare l�esecuzione?�</p><p>La ragazza si asciug� le guance e annu�.</p><empty-line/><p>La piazza era gremita. Quando il conte Varen riceveva era giorno di festa e nel capoluogo della contea si riversava gente da tutti i paesi vicini.</p><p>Il conte era un uomo imponente, sulla cinquantina. Tutto in lui sembrava grande e minaccioso: un ampio petto, mani grosse e tozze, un collo taurino. La parte superiore del capo era calva e lucente, e i pochi capelli che gli restavano erano legati con un nastro di seta in un sottile codino, alla moda della sua gente. I tratti decisi del volto lo facevano rassomigliare a una statua che fosse stata sbozzata dalla pietra con pochi colpi vigorosi. Sedeva su un seggio rialzato e appariva annoiato. Il suo sguardo spento vagava sulla folla ai suoi piedi: un�altra noiosa seduta, un�altra giornata di lamentele e beghe di paese.</p><p>C�era stato un tempo, quando era giovane e fiducioso, in cui aveva creduto nel suo compito, in cui era stato certo di poter cambiare qualcosa con il suo operato. Sognava di fare dei suoi sudditi individui consapevoli, pronti a prendere decisioni e magari anche ad autogovernarsi, come era stato in passato. Aveva cercato di fare di quelle udienze un�occasione di crescita, ma i suoi tentativi si erano scontrati con l�indifferenza del popolo, che si chiedeva perch� lui la facesse tanto lunga e non si limitasse a dispensare grazie e punizioni come i suoi predecessori. Quella gente non voleva la libert�. Voleva essere comandata, voleva qualcuno davanti a cui inginocchiarsi. Qualcuno che li sollevasse dal peso di pensare con la propria testa. Alla fine aveva ceduto. Era diventato quello che i suoi sudditi volevano: un despota.</p><p>Quel pomeriggio aveva gi� dovuto dirimere un paio di questioni di confine e un litigio familiare a causa di una misera eredit�, e ascoltare una sfilza di mogli che peroravano per i mariti.</p><p>Il conte fece un cenno al banditore, che avanz� e declam�: �L�udienza � finita! Disperdetevi! L�udienza � finita!�. �Aspettate! Aspettate, vi supplico! Datemi ascolto!� strill� una voce femminile e continu� a farlo finch� non giunse alle orecchie del conte.</p><p>Qualcuno cercava di farsi largo nella calca, avanzava poco alla volta, si intrufolava fra petti e schiene.</p><p>La folla si apr� lentamente e all�uomo apparve una ragazzina minuta. Al suo incedere la gente si scostava con ripugnanza: era una nuova.</p><p>�Vieni avanti� disse il conte.</p><p>Era la prima volta che gli chiedeva udienza una persona cos� giovane. Avrebbe potuto essere sua figlia. La fanciulla giunse fin sotto il blocco di marmo su cui poggiava lo scanno, mentre un silenzio di piombo scendeva sull�uditorio.</p><p>�Il mio nome � Ondine, conte� disse ansimando �arrivo da Eressea, il villaggio nei pressi del gorgo. Vengo a implorarvi di risparmiare la vita di una persona.�</p><p>Il conte vide che tremava. �Un tuo familiare?�</p><p>�No, signore. � un prigioniero.�</p><p>�E qual � il suo reato?�</p><p>La fanciulla esit�. Ai piedi del trono sembrava ancora pi� piccola. ��... � uno di Sopra, signore� disse a mezza voce.</p><p>La folla si allontan� da lei ancora di pi� e inizi� a mormorare. Il conte assunse un�espressione accigliata.</p><p>�Ha rischiato la vita per arrivare quaggi�� continu� lei. �� un giovane ambasciatore.�</p><p>�Ti ha detto perch� � venuto?�</p><p>�S�, signore. Un tiranno sta cercando di conquistare il Mondo Emerso. Il ragazzo dice che potrebbe estendere il suo dominio fin qui.�</p><p>Il conte sorrise. �Mia cara fanciulla, sai bene quanto siano infidi quelli di Sopra.�</p><p>�No, conte� sbott� la ragazza. �So cosa state pensando: che sono solo una ragazzina ingenua. Ma quel ragazzo non ha fatto niente di male. Tutto quello che chiede � di poter parlare con voi. Mi ha detto di mostrarvi questo.�</p><p>Estrasse da sotto il corpetto un medaglione, che il banditore le strapp� dalle mani per passarlo al conte.</p><p>Su una faccia era inciso un grande occhio, sull�altra un simbolo che il conte riconobbe subito come quello della Terra del Vento. Non l�aveva dimenticato, i suoi antenati provenivano da l�.</p><empty-line/><p>Era la prima volta che Varen metteva piede in una prigione. Di solito i carcerati venivano condotti al suo cospetto durante le udienze, all�aperto. L�odore di muffa che stagnava tra quelle pareti lo prese alla gola.</p><p>Al suo arrivo la guardia si inchin� rispettosamente.</p><p>�Mi spiace che vi siate dovuto scomodare, conte. Non credevamo di contrariarvi, condannando a morte quell�infiltrato...�</p><p>Varen interruppe il soldato con un cenno infastidito. �Ebbene? Di che si tratta?�</p><p>La guardia fece rapporto. �L�hanno trovato due bambini nei pressi del gorgo, signore. Io l�ho sorpreso a girovagare per Eressea e appena l�ho riconosciuto come uno di Sopra l�ho sbattuto in cella. Credo che qualcuno l�abbia ospitato per qualche tempo; nessuno attraversa illeso il gorgo. Sto indagando. I colpevoli verranno presto assicurati alla giustizia.�</p><p>Il conte annu�, annoiato. �S�, s�. Portami da lui.�</p><p>Davanti alla cella li attendeva un vecchissimo mago con lunghi capelli bianchi. Il conte lo conosceva, si chiamava Deliah.</p><p>�Il prigioniero � un mago, signore, ma non ho avuto modo di saggiarne i poteri� disse il vecchio con voce roca. �Ho preferito imporgli la formula di privazione prima che potesse nuocere. Adesso la formula � ancora attiva, ma tra qualche giorno egli riacquister� i poteri. Suggerisco che venga giustiziato prima che ci� accada.�</p><p>�Questo sta a me deciderlo� tagli� corto il conte Varen. �Ora voglio conoscerlo.�</p><p>La guardia apr� le sbarre della cella buia e il conte intravide una figura seminascosta nell�oscurit�.</p><p>�Che cosa fai l� impalato, bastardo? Prostrati!� url� il soldato.</p><p>Il conte lo fulmin� con lo sguardo. �Non osare mai pi� trattare cos� un prigioniero, o dovrai trovarti un altro lavoro� disse in tono fermo. �Andate pure, voglio parlargli da solo.�</p><p>�Ma, conte...� inizi� la guardia.</p><p>�Andate� ripet�, in un tono che non ammetteva repliche.</p><p>La guardia si dilegu�, seguita dal venerabile Deliah.</p><p>Il conte osserv� con attenzione il prigioniero, ritto al centro della cella. La fanciulla gli aveva detto che era giovane, ma quello che si trovava davanti era un ragazzino. Represse un moto di istintivo ribrezzo per la sua pelle scura, i capelli rosso fuoco e la lunga tunica sdrucita. �Parlate. Vi ascolto.�</p><p>�Vi ringrazio per avermi concesso udienza, conte� esord� il ragazzo con voce sicura. �Il mio nome � Sennar e rappresento la Terra del Vento all�interno del Consiglio dei Maghi. Devo raccontarvi una storia lunga e dolorosa. Spero di non tediarvi, ma � indispensabile perch� possiate capire la situazione in cui versa il mio mondo...�</p><empty-line/><p>Dopo che Sennar ebbe finito di parlare, il conte si lasci� andare a una risata di scherno. �Mi state dicendo che dovremmo dare aiuto militare a chi ha cercato di conquistarci?�</p><p>�Ascoltate, vi prego. Per un anno ho lottato al fianco dell�esercito nella Terra del Vento. Ho visto morire migliaia di giovani che combattevano per un futuro migliore. Negli accampamenti la situazione peggiora di giorno in giorno. Non sono solo il sangue, le perdite, le sconfitte. � la sensazione di impotenza, lo scoraggiamento. Siamo allo stremo, conte. E ho capito che non ce la faremo mai a vincere. Per questo sono qui. Il Tiranno � pi� forte, ha pi� uomini e il suo esercito � pronto a tutto. Noi abbiamo solo la volont� di non soccombere e di tornare a vivere in pace.�</p><p>�In pace!� ripet� il conte in tono sarcastico. �Voi non siete capaci di vivere in pace. Avete sempre anteposto i vostri interessi personali al bene collettivo. Questa � la vostra ennesima, assurda guerra. Ed � affar vostro.�</p><p>�La gente che ho visto morire non pensava al proprio interesse: lottava per tutto il Mondo Emerso, per i vivi e per i morti, per chi era indifeso e per chi era armato. Questa non � una guerra come le altre. � l�attacco di un uomo solo contro tutte le Terre. I nostri popoli sono fratelli, conte. Le nostre Terre sono le Terre in cui sono nati i vostri avi, e i loro desideri di allora sono i nostri di oggi: pace e libert�.� Sennar era rosso in volto e teso verso il suo interlocutore. �Il Tiranno non si accontenter� del Mondo Emerso, credetemi. Se io sono riuscito ad arrivare fin qui, perch� non potrebbe farcela anche il suo esercito?� Sennar fece una pausa e riprese fiato. �Vi chiedo solo di poter parlare con il re� mormor�.</p><p>Il conte rimase pensieroso per qualche istante, poi si avvicin� alla porta della cella. �Guardia!�</p><p>�Pensateci!� url� Sennar, mentre le sbarre si richiudevano sul suo viso.</p><empty-line/><p>Seduto sulla branda, Sennar ripensava all�incontro con il conte. Aveva avuto l�occasione di salvare il suo mondo e l�aveva persa. A che cosa era servito tutto ci� che aveva fatto? I rischi, la speranza, il dolore...</p><p>Le sbarre si aprirono piano e Ondine entr� nella cella. La porta sbatt� con violenza alle sue spalle e lei rest� in piedi, il vassoio tra le mani.</p><p>�Ho chiesto alla guardia di farmi entrare.� Arross�. �Ho pensato che magari... ecco, che stasera ti facesse piacere cenare in compagnia.�</p><p>�Scusami, Ondine. Stasera non ho voglia di mangiare� disse il ragazzo con una smorfia.</p><p>�Non ti abbattere, Sennar� esclam� lei con slancio. �Hai convinto me, perch� le tue parole non possono aver toccato anche il conte?�</p><p>Il mago sorrise. In fin dei conti era felice che Ondine fosse l�, davanti a lui, e non dietro le pesanti sbarre della cella. Le si avvicin�. �Grazie per tutto quello che fai per me� disse, poi le sfior� i capelli.</p><p>Ondine reag� con un sussulto, ma non si spost�.</p><p>Nonostante avesse lo stomaco serrato, Sennar mangi�. Era grato a Ondine, perch� lo aveva aiutato, perch� gli aveva dato fiducia, perch� era l� a fargli compagnia nello squallore di quella cella.</p><p>Parlarono a lungo, come sempre, accoccolati sulla branda. Le loro parole salutarono gli ultimi raggi di luce e inaugurarono la notte degli abissi.</p><p>Quando si fece buio, Ondine si alz�. �� tardi, devo andare.�</p><p>Sennar rimase seduto. Non voleva restare solo, non quella notte.</p><p>Ondine si chin� su di lui in modo da poterlo guardare negli occhi. �Hai fatto del tuo meglio. Gli d�i ascolteranno le tue preghiere e le esaudiranno� disse. Gli diede un bacio sulla guancia.</p><p>Sennar le afferr� una mano e la trattenne.</p><p>�Ti prego, Sennar...� sussurr� la ragazza, ma il mago la attir� a s�, la strinse come se non avesse altro al mondo.</p><p>Ondine ricadde sulla branda e si lasci� andare a quell�abbraccio. Sennar ne sent� il profumo, il corpo tiepido. La baci� con forza e lei rispose, lo segu� come se non attendesse altro che quel momento. Sennar non pens� pi� a nulla. La bocca si fece avida, le mani corsero al corpetto.</p><p><emphasis> Che cosa sto facendo?</emphasis> Si stacc� di scatto, rosso in volto, e Ondine salt� gi� dalla branda e si guard� intorno per accertarsi che nessuno li avesse visti, mentre si aggiustava il vestito stropicciato.</p><p>�Perdonami� mormor� Sennar.</p><p>La ragazza prese in fretta il vassoio e chiam� la guardia. Poi le sbarre si aprirono e lei scomparve nell�oscurit�.</p><empty-line/><p>Quella notte Sennar non dorm� molto e quel poco fu tormentato dai sogni: scene di guerra, suo padre, Nihal ferita. Poi Ondine che gli sorrideva, la sua bocca, la morbidezza del suo corpo.</p><p>Quando il soldato lo svegli�, gliene fu quasi grato.</p><p>�Preparati, partiamo� intim� la guardia.</p><p>Il mago si alz� di scatto. Era gi� arrivata l�ora dell�esecuzione? �Dove andiamo?� chiese con voce tesa.</p><p>�Dal conte. Vuole vederti.�</p><p>Forse da qualche parte c�erano davvero degli d�i che vegliavano sulle loro creature. Sennar fu pronto in pochi minuti. La guardia gli assicur� pesanti ceppi ai polsi e lo trascin� fuori dalla prigione.</p><p>La via era affollata. Tutto il villaggio si era radunato per vedere lo straniero venuto da lontano.</p><p>Dopo tanti giorni in cella, Sennar non era pi� abituato alla luce. Gli bruciavano gli occhi, i polsi incatenati gli dolevano, eppure si sent� rinascere.</p><p>Avevano appena lasciato il villaggio, quando udirono una voce femminile che li chiamava.</p><p>Sennar ebbe un sussulto. �Ondine...�</p><p>La ragazza correva verso di loro a perdifiato.</p><p>La guardia, lancia in resta, la obblig� a fermarsi. �Cosa vuoi?�</p><p>�Dove lo stai portando?�</p><p>�Non sono affari tuoi, sgualdrinella.�</p><p>A quelle parole, Sennar sent� montare la rabbia. Si trattenne a stento; non era il momento di ficcarsi nei guai. �Vado dal conte, non preoccuparti...�</p><p>La guardia gli diede un violento strattone e lo costrinse a riprendere il cammino.</p><p>Ondine gli si affianc�. �Come, dal conte?� chiese preoccupata. Il suo petto minuto si alzava e si abbassava per la fatica della corsa.</p><p>�Non preoccuparti� ripet� Sennar.</p><p>Il soldato si ferm� bruscamente e le punt� la lancia al ventre. �Ora basta! Torna indietro o ti arresto!�</p><p>Sennar la guard� con dolcezza. �Ti prego, fa� come dice, vai a casa.�</p><p>�Ma io voglio sapere...�</p><p>�Saprai tutto, te lo prometto� fece in tempo a dire Sennar, prima che la guardia lo trascinasse via.</p><empty-line/><p>La residenza del conte si trovava in un�altra ampolla e per raggiungerla dovettero attraversare uno di quei lunghi corridoi che il mago aveva intravisto. Il mare era ovunque: sopra la loro testa, sotto i loro piedi, di fianco a loro. Sennar non riusciva a smettere di guardarsi intorno. Camminava sul vetro spesso del condotto, circondato dal blu profondo delle acque, e gli sembrava di nuotare e volare allo stesso tempo. Per farlo procedere, di tanto in tanto la guardia doveva strattonarlo.</p><p>Arrivarono a destinazione dopo mezza giornata di cammino. La villa era un edificio dall�aspetto sobrio, rialzato rispetto al livello della strada. Vi si accedeva tramite una lunga scalinata e a Sennar ricord� l�Accademia dell�Ordine dei Cavalieri di Drago, a Makrat.</p><p>La guardia accompagn� il mago in una sala spoglia. Il conte fece il suo ingresso poco dopo e and� a sedersi su un massiccio scanno di pietra.</p><p>�Togligli le catene e vai� disse alla guardia.</p><p>Quando Sennar fu di nuovo libero, il conte gli fece segno di avanzare.</p><p>Sennar obbed�, mentre si massaggiava i polsi cerchiati di viola. L�attimo di silenzio che segu� gli parve durare un�eternit�. La sua vita e quella di tutti gli abitanti del Mondo Emerso erano nelle mani di quell�uomo.</p><p>Il conte gli si rivolse con schiettezza. �Grazie a voi ho passato una notte infernale, consigliere. Le vostre parole mi hanno colpito. E ancora di pi� mi ha colpito che siate venuto solo e disarmato.�</p><p>�La mia � stata fin dall�inizio una missione di pace, conte.�</p><p>�Non posso dubitarne, � evidente. Tuttavia, chi mi assicura che i vostri compatrioti non siano animati da altri intenti?�</p><p>�La mia parola. E questa.� Sennar estrasse dalla tunica la pergamena e la porse all�uomo. �Qui trovate la proposta di alleanza del Consiglio. Come vedete, il documento attesta esplicitamente l�assenza di qualsiasi intento di conquista. In ogni caso, credetemi: le nostre forze militari sono gi� abbastanza provate dalla guerra perch� possano essere impiegate in un attacco al Mondo Sommerso.�</p><p>Il conte si alz� e inizi� a passeggiare avanti e indietro per la sala. Sennar lo segu� con gli occhi, in attesa di una decisione definitiva.</p><p>L�uomo finalmente si ferm� davanti a lui. �E sia. Vi accompagner� personalmente dal re. Sar� Sua Maest� a decidere se darvi ascolto o no.�</p><p>Sennar avrebbe voluto urlare di gioia. Riusc� a malapena a darsi un contegno. �Voi non sapete quanto la vostra decisione mi rallegri.�</p><p>Il conte lo guard� con simpatia, poi torn� serio. �Non crediate che sar� facile convincerlo. Il primo pensiero del re saranno i suoi sudditi.�</p><p>�Cosa intendete dire?� chiese Sennar.</p><p>�Nelle nostre favole i cattivi sono uomini del Mondo Emerso, capite? La gente di Zalenia cresce nell�odio per quelli di Sopra. � contro questo che dovrete lottare.�</p><p>�Io voglio confidare che il vostro sovrano decider� secondo giustizia.�</p><p>�La politica non si fa con la giustizia, consigliere� ribatt� il conte. �Spesso chi governa � costretto a piegarsi al volere di chi � meno lungimirante. Credetemi. Lo so bene.�</p><p>�Dite? Io invece credo che, disgiunta dalla giustizia, la politica cessi di avere significato.�</p><p>Il conte scosse la testa. �Spero che la vita non debba mai deludervi o spegnere il vostro entusiasmo� disse mentre si congedava. �Il viaggio sar� lungo. Partiamo domattina stessa.�</p><empty-line/><p>Sennar percorse il lungo corridoio che conduceva all�uscita della villa con un sorriso stampato in faccia. Gli sembrava di camminare a un palmo da terra. Non era certo arrivato in fondo alla sua missione, ma la decisione del conte era un significativo passo avanti.</p><p>Aveva appena varcato il portone, quando la vide. Era seduta su un gradino, in attesa, con un cestino in grembo. Sennar scese la scalinata a precipizio. �Ondine!�</p><p>La ragazza si volt�, lasci� cadere il paniere e gli corse incontro. Gli gett� le braccia al collo e Sennar prov� le stesse emozioni della sera prima.</p><p>�Ero cos� preoccupata� sussurr� Ondine. Poi si stacc� da lui. �Che cosa ha detto il conte?�</p><p>Sennar tacque un istante, divertito dal modo in cui Ondine studiava la sua espressione. Infine la sollev� da terra e la strinse a s�. �� fatta! Mi accompagna dal re.�</p><p>Volteggiarono abbracciati, poi si lasciarono cadere sul prato che fronteggiava la villa. Sopra di loro, banchi di pesci volavano nell�acqua. <emphasis> Vivere sempre cos�: ecco cosa vorrei</emphasis> , pens� Sennar.</p><p>Ondine lo guard� negli occhi. �Vengo con te.�</p><p>Sennar rimase interdetto. �Con me? E i tuoi genitori?�</p><p>�Ho detto che forse sarei stata via per un po�� rispose lei con un�alzata di spalle.</p><p>�Ascolta, Ondine. Non credo che sia il...�</p><p>La ragazza lo interruppe posandogli un dito sulle labbra. �Ti ho salvato la vita, consigliere. Ho qualche diritto su di te.�</p><empty-line/><p>Dopo aver mangiato ci� che Ondine aveva portato nel cestino, si misero in cerca di un posto dove dormire. La ragazza cedette a Sennar il suo mantello e lo aiut� a coprire il pi� possibile il viso e i capelli, quindi si avviarono verso una locanda.</p><p>L�uomo che li accolse fece loro mille domande e tratt� Ondine con scortesia, ma lei non sembr� farci caso.</p><p>�Abbiamo solo una stanza libera� disse infine il locandiere.</p><p>Ondine non si scompose. �Va bene, la prendiamo.�</p><p>A Sennar l�idea di passare la notte con Ondine risvegli� pensieri poco consoni alla situazione. Si rimprover� tra s�. <emphasis> Che razza di consigliere sei? Questa � una missione diplomatica. Non � il momento di lasciarti andare alle passioni.</emphasis></p><p>Quando varcarono la soglia, per�, a Sennar prese un colpo: nella stanza troneggiava un unico grande letto. �Non ti preoccupare� balbett�. �Io star� per terra.�</p><p>La ragazza lo guard� di sottecchi. �S�, certo. Come vuoi.�</p></section><section><title><p>13</p><p>Salvataggio.</p></title><p>Si mossero con il buio. A Nihal non parve una scelta saggia. Certo, cos� erano protetti dall�oscurit�, per� la notte � un�arma a doppio taglio. Non ti possono vedere, ma neppure tu puoi distinguere con chiarezza il nemico. Tutti gli attacchi che Nihal aveva subito erano avvenuti di notte.</p><p>�Non era meglio aspettare l�alba?� chiese alla schiena del vecchio che, davanti a lei, sgusciava rapida tra cespugli e alberi.</p><p>�No, � meglio cos� sussurr� lui.</p><p>I suoi piedi nudi non facevano rumore sull�erba. Si sentiva solo, di tanto in tanto, il tintinnare lento e inquietante delle catene. Sembrava che quel bosco gli appartenesse. Per muoversi con tanta sicurezza doveva conoscerne ogni palmo.</p><p>Nihal invece procedeva a fatica. I suoi occhi erano allenati all�oscurit�, ma la macchia era fitta e quell�intrico di piante metteva a dura prova la sua agilit�.</p><p>Non impiegarono molto a raggiungere il luogo che cercavano. Sbucarono dal folto e davanti a loro, in lontananza, apparve un alto costone di roccia punteggiato qua e l� dai ricami dell�edera. La base della parete sprofondava fra cespugli e alberelli. Sembrava completamente liscia.</p><p>Sulle prime Nihal non vide nulla. �Allora?�</p><p>�L�.� Il dito rinsecchito del vecchio indic� un punto.</p><p>Alla luce della luna si intravedeva una minuscola apertura dietro uno dei tanti arbusti. Il covo dei briganti. Neppure un occhio attento sarebbe riuscito a distinguerne l�ingresso.</p><p>�Non sembra, ma la caverna � molto grande, due ambienti spaziosi collegati tra loro� bisbigli� il vecchio. �Nascosta tra le frasche c�� una sentinella. Di notte fanno turni di due ore, di giorno invece l�entrata � quasi sempre sguarnita.�</p><p>Nihal fu stupita dalla quantit� di informazioni di cui disponeva il vecchio.</p><p>Doveva conoscere bene i briganti. Quell�uomo era davvero un mistero.</p><p>�Quanti sono?� chiese la ragazza.</p><p>�Erano in dieci, ma due sono morti; un altro � ferito e non esce mai.�</p><p>Restarono in silenzio per qualche minuto, poi il vecchio contempl� il cielo e si alz�. Sembrava aver fretta di andarsene. �Questo � tutto� disse. �Non c�� altro che possa fare per te.�</p><p>Anche Nihal si alz�. �Grazie. Per avermi salvata e per i tuoi consigli. Spero di potermi sdebitare, un giorno.�</p><p>Il vecchio scroll� le spalle. �Chiss�. Forse quando le nostre strade si incroceranno di nuovo. Fino allora, buona fortuna.� Un attimo dopo era scomparso tra i cespugli.</p><empty-line/><p>Nihal osserv� l�apertura del covo, la mano stretta sull�elsa della spada. I giorni di attesa nella caverna l�avevano sfibrata. Era preoccupata per Laio e si ripeteva che doveva agire il pi� presto possibile, ma la superiorit� numerica dei briganti la frenava.</p><p>La lama nera stridette mentre usciva piano dal fodero. Il rumore incrin� la quiete della notte e Nihal si blocc�. Nessun movimento, n� nelle sue vicinanze n� dinanzi alla caverna. Ma l� c�era qualcuno in attesa, la ragazza lo sentiva: un uomo all�erta e pronto a combattere. Rest� immobile per qualche istante, la spada ancora a met� nel fodero. <emphasis> Pazienta, Nihal, pazienta. Questo � uno di quei momenti in cui bisogna essere lucidi e ragionare. Non farti prendere come al solito dalla smania.</emphasis> Trasse un respiro profondo e rinfoder� l�arma il pi� delicatamente possibile. No, non poteva attaccare il covo dei ladri cos�. La sentinella non era un problema, ma non appena avesse messo piede l� dentro, si sarebbe trovata di fronte sette uomini, ben armati e abituati alla battaglia. Aveva bisogno di un piano.</p><p>Nihal si strofin� il viso con le mani. Detestava l�attesa e pi� ancora la tattica.</p><p>La luna era scomparsa e a oriente il cielo iniziava a tingersi di un vago chiarore. L�alba non era lontana. Nihal arretr� verso il folto, alla ricerca di un nascondiglio sicuro dove poter riflettere con calma sulla situazione.</p><empty-line/><p>Vag� senza una meta precisa finch� non vide un ruscello che si incuneava in un canalone. Scese fino in fondo e si chin� a bere. All�inizio si bagn� solo le labbra, poi tuff� nell�acqua tutta la testa.</p><p>Sentiva il bisogno di schiarirsi le idee. Stette per qualche tempo seduta sulla riva, a guardare il cielo che prima impallidiva, poi virava verso un azzurro intenso. L�estate si approssimava, solo con la bella stagione il cielo acquisiva quella tinta cos� cupa.</p><p>Nihal cerc� di concentrarsi, di placare l�agitazione, di trovare la calma necessaria a escogitare una strategia. Era la prima volta che provava quell�esercizio lontana dai campi di battaglia. Di solito lo faceva prima di iniziare a combattere: si sedeva in un angolo e restava in silenzio, sforzandosi di ascoltare solo i battiti del suo cuore. Teneva a bada la bestia che viveva dentro di lei, metteva a tacere le voci che le vibravano nella testa. Rincorreva la calma, la lucidit� di cui un bravo cavaliere ha sempre bisogno.</p><p>Quella volta per� era diverso. Non era in guerra, non sarebbe scesa su un campo di battaglia. Non c�erano file di fammin urlanti ad attenderla, n� guerrieri da sconfiggere. Non c�era neppure l�ombra minacciosa del Tiranno. Quella nuova battaglia non aveva nulla a che fare con la vendetta. Era la prima volta che Nihal si preparava a battersi per qualcuno.</p><empty-line/><p>Quando ebbe messo a punto il piano, Nihal si diede da fare. Innanzitutto occorreva perlustrare la zona e cercare di capire la conformazione del territorio e della tana dei briganti. Il vecchio le aveva parlato di una grotta con due ambienti, ma non bastava. Doveva scoprire qualche dettaglio in pi�.</p><p>Per prima cosa si dedic� allo studio dell�ingresso. Le sembr� di essere tornata bambina. Strisci� silenziosa tra le felci e si avvicin� abbastanza da poter vedere con chiarezza il passaggio, ma non troppo per evitare che potessero sentirla. Mentre giaceva a terra, con le mani sul tappeto di foglie secche, si ricord� dei giochi nella steppa ai piedi di Salazar. Anche allora strisciava a terra con il cuore in subbuglio, eccitata e spaventata, cauta come un gatto. Quei giochi erano presto diventati una cruda realt�.</p><p>Come aveva detto il vecchio, c�era un uomo di guardia. Si trovava all�imboccatura della caverna, nascosto nella penombra. Nihal rimase a osservarlo a lungo. Sapeva fare bene il suo mestiere. Ad averne di sentinelle cos�, nell�esercito. Sembrava rilassato � evidentemente la banda non si aspettava attacchi �ma manteneva i sensi vigili e si metteva sul chi va l� a ogni minimo rumore.</p><p>Nihal attese il cambio di guardia. La nuova sentinella era di tutt�altra pasta. Se ne stava appoggiata con aria indolente a una spada infissa a terra. Di tanto in tanto sonnecchiava.</p><p>La ragazza si stamp� bene in mente i connotati di quel tizio. Un uomo basso e tarchiato, con lunghi ricci neri e untuosi che gli scendevano sulle spalle. Meglio attaccare quando c�era lui di guardia. Sarebbe stato tutto pi� semplice.</p><empty-line/><p>Nel pomeriggio si diede all�esplorazione dell�ambiente esterno. Esamin� con attenzione l�erta rocciosa nella cui parete era scavata la caverna. Era una lunga faglia e Nihal dovette camminare un bel po� prima di trovare un punto da cui riuscire ad arrampicarsi. Poi sal� fino alla parte superiore dello strapiombo. La roccia era friabile, stratificata, e quando giunse in cima si accorse che la parete doveva essere un colabrodo. Il terreno sovrastante era punteggiato di avvallamenti pi� o meno profondi.</p><p>Li analizz� a uno a uno. Un canale che conduceva alla grotta dei ladri le avrebbe fatto comodo. Quasi tutte le buche, per�, finivano in vicoli ciechi e sulle prime l�esplorazione non le port� altro che un gran numero di lividi e graffi. <emphasis> Un lavoro da gnomi. Ci vorrebbe Ido</emphasis> , si disse con stizza, mentre si ripuliva dalla terra.</p><p>Ci mise un po� a trovare quello che cercava: un grosso buco dal quale si accedeva a una sorta di galleria. Nihal si inginocchio e cerc� di vederne il fondo. Il cunicolo scorreva quasi parallelo al terreno, ma a un�occhiata pi� attenta not� che scendeva verso il basso. <emphasis> Non sar� un po� di terra in pi� a rovinarmi i vestiti.</emphasis> Nihal diede un�ultima occhiata al cielo, fece un respiro profondo e si infil� di testa nel condotto.</p><p>Il passaggio era stretto e, nonostante la ragazza fosse di corporatura minuta, in molti punti ebbe difficolt� a procedere. Mancava l�aria e quella poca che c�era puzzava di muffa e di marcio. Nihal continu� ad avanzare alla cieca, le mani che scivolavano sul muschio, tra le pareti infestate da insetti e lombrichi. Si aspettava da un momento all�altro uno sbarramento di roccia che la costringesse a tornare in superficie, ma non lo trov�. La discesa prosegu�, lunga e disagevole. Nihal seguit� a strisciare sul ventre, aiutandosi con le ginocchia e i gomiti, finch� non vide in lontananza un vago chiarore. Procedette con pi� cautela. Se davvero il cunicolo conduceva al covo, doveva assolutamente evitare di farsi scoprire.</p><p>In fondo al pozzo trov� una stretta fessura da cui filtrava una lama di luce, che tagliava l�oscurit�. Si avvicin�. La parete era sottile. Probabilmente sarebbe bastata una spallata a farla crollare.</p><p>Nihal sbirci� attraverso il buco e il suo cuore ebbe un tuffo. Poche braccia sotto di lei c�era Laio, legato, seduto sopra un pagliericcio di fortuna. Era lacero e sporco, ma sui suoi abiti non si vedevano macchie di sangue. Nonostante il pallore e il viso tirato, sembrava stesse bene. Nihal ebbe l�impulso di buttare gi� quella maledetta parete e correre a salvarlo, infischiandosene della strategia e dei piani. Strinse gli occhi. <emphasis> Non mandare tutto all�aria come al solito!</emphasis> Quando fu pi� calma, guard� di nuovo.</p><p>La caverna era un ambiente piuttosto vasto, delimitato da alte pareti di roccia. Era una cavit� pressappoco circolare, con un diametro di almeno una ventina di braccia. Quattro torce incuneate in altrettante nicchie mandavano riverberi rossastri. C�erano giacigli improvvisati lungo le pareti e in un angolo la roccia era stata scavata per far posto a un rudimentale focolare. Vide anche il ladro ferito; era steso su una branda e aveva una gamba fasciata. Oltre a lui c�erano cinque uomini, gli altri dovevano essere nell�ambiente accanto. A meno che non ci fosse una seconda entrata che le era sfuggita. Nihal imprec� tra s�. Una volta risalita, le sarebbe toccato continuare a strisciare come un verme in tutti i pertugi che non aveva ancora perlustrato.</p><p>Studi� i ladri. Nulla di particolare: un gruppo di persone nerborute e con le facce truci. <emphasis> Non sono soldati addestrati. Ce la posso fare.</emphasis></p><p>Il ritorno in superficie richiese tempo e pazienza. Non c�era spazio a sufficienza per girarsi e Nihal fu costretta a rifare il percorso strisciando all�indietro. Si sbucci� le ginocchia e i gomiti e quando infine rivide la luce, le sembr� di nascere di nuovo. L�aria le parve quasi profumata.</p><p>Fino al calare del sole non fece altro che scendere e salire per cunicoli pi� o meno stretti, finch� non fu certa che non vi fossero altri ingressi alla caverna.</p><p>Quando finalmente torn� ai piedi dell�erta, la notte era calata da un pezzo. Era esausta. Divor� con avidit� le provviste che il vecchio le aveva lasciato e si stese a riposare tra le fronde di un�ampia quercia. Si sforz� di pensare alla strategia migliore per salvare Laio, ma la stanchezza ebbe il sopravvento, i pensieri si ingarbugliarono per sentieri sempre pi� astrusi e il sonno la avvolse.</p><empty-line/><p>Si svegli� e il primo sole del mattino le fer� gli occhi.</p><p>Scese rapida dall�albero e, come il giorno precedente, tuff� la testa nell�acqua. Era gelida ma piacevole. Niente di meglio per svegliarsi.</p><p>Pass� l�intera giornata a preparare trappole. Non era una cosa che le avessero insegnato all�Accademia; l� si parlava solo di guerra e tattiche cos� vili, da ladri, non venivano nemmeno contemplate. Aveva imparato quell�arte da piccola. Era stato Barod, un ragazzo della sua banda, a insegnargliela; avevano catturato parecchi uccelli con le loro trappole. In seguito Ido le aveva spiegato come applicare quelle tecniche alla guerriglia. Da vero guerriero, lo gnomo non trascurava alcun mezzo per giungere alla vittoria. �L�onore sta altrove, non nelle tattiche che si adottano� diceva.</p><p>Fu un lavoro lento e faticoso, soprattutto perch� le mancavano gli strumenti adatti. Aveva solo una corda e il suo coltello e dovette arrangiarsi. Con la corda ottenne una serie di cappi, che nascose sotto strati di foglie secche. Poi si ciment� con qualcosa di pi� complicato. Scav� un fossato lungo circa quindici braccia, appena dopo la prima fila di alberi del bosco, proprio davanti all�entrata del covo dei briganti. Fu una faticaccia, poteva scavare solo con la spada e con le mani, ma per fortuna le bast� arrivare a una profondit� di un paio di spanne. In mezzo pomeriggio complet� l�opera. Quindi pass� ad appuntire un gran numero di rami secchi per trasformarli in paletti aguzzi, che poi infisse nel fossato in modo che fossero abbastanza fitti. Copr� il dislivello del terreno con mucchi di frasche e infine leg� l�ultimo pezzo di corda ad altezza di caviglia lungo il fossato. Chi fosse passato di l�, e presto qualcuno ci sarebbe passato, avrebbe avuto una brutta sorpresa.</p><p>Quando ebbe finito, il sole era quasi tramontato. Nihal sbuff� spazientita. C�era voluto pi� del previsto.</p><p>Si impose di riposare. Torn� sull�albero e si copr� il volto con il mantello. Avrebbe dormito fino al calare delle tenebre. Poi sarebbe passata all�azione.</p><empty-line/><p>I grilli avevano da poco iniziato a cantare. Era una serata limpida e fresca. Dopo l�afa del giorno, il freddo le pizzic� la pelle. Sotto il mantello aveva avuto caldo e il sudore che le si ghiacciava addosso la svegli� del tutto.</p><p>Scivol� lenta fino all�imboccatura del covo, prese una pietra ed estrasse il coltello che teneva nello stivale. Osserv� da lontano la sentinella. Era la guardia sonnacchiosa del giorno prima. Era tranquilla, gli occhi socchiusi per la stanchezza, non l�aveva neppure sentita avvicinarsi. <emphasis>Non � sempre cos�? La tragedia arriva inaspettata, nel momento di massima calma. E quando si muore non � mai come lo si era immaginato. Come � stato quel giorno a Salazar.</emphasis></p><p>Le sue dita si serrarono sull�elsa del pugnale, ma non prov� rabbia. Quella che stava per fare era un�esperienza nuova, qualcosa di molto diverso dal combattimento. Avrebbe dovuto uccidere un uomo a sangue freddo, un uomo che non la minacciava in alcun modo, un uomo che non si aspettava di vedere sbucare la morte da un cespuglio. Nihal non aveva mai avuto remore a uccidere; la prima volta era accaduto tutto troppo in fretta anche solo per rendersene conto e in seguito ogni sentimento era stato cancellato dalla guerra. Uccidere era diventato normale, una consuetudine. Ma l�, stesa a terra, senza il rombo assordante del campo di battaglia, sgozzare un uomo tornava a essere un omicidio.</p><p>Nihal tir� con rabbia il sasso fra le felci. <emphasis> � per Laio, � per lui che lo faccio.</emphasis> La vegetazione era folta e il colpo fu rumoroso. La sentinella si riscosse e aguzz� la vista, poi scrut� nell�oscurit�.</p><p>Nihal si alz� e avanz� verso di lui, lenta e vigile.</p><p>La guardia fece qualche timido passo avanti, trascinandosi dietro la spada. Nihal gli fu subito addosso. Con una mano gli copr� la bocca, con l�altra gli pass� il coltello sulla gola. L�uomo non emise neppure un lamento. Si afflosci� lentamente tra le braccia della ragazza. Lei lo lasci� cadere a terra e distolse lo sguardo dal suo volto.</p><p>Scosse la testa. <emphasis> Non � tempo per i sentimentalismi.</emphasis></p><p>Torn� nella boscaglia a prendere i legni che aveva tagliato durante il giorno e li ammucchi� a lato dell�ingresso. Appicc� il fuoco con l�acciarino, quindi inizi� a correre a perdifiato. La legna era abbastanza verde da non prendere fuoco troppo in fretta, ma occorreva comunque essere rapidi.</p><p>Si arrampic� su per l�erta, individu� la buca e vi si cal�. I gomiti e le ginocchia le dolevano ancora per la discesa del giorno prima, ma non ci fece caso. Tese allo spasimo le orecchie a punta, per cercare di percepire i rumori provenienti dalla grotta. Per un bel pezzo tutto ci� che sent� fu il rumore del suo corpo che scivolava a fatica gi� per il terreno.</p><p>Poi, verso la fine del condotto, ud� un vociare confuso, sommesso e per nulla preoccupato.</p><p><emphasis>Stai calma. Il fumo ci metter� un po�. L�avevi previsto.</emphasis></p><p>Come il giorno prima, la lama di luce la fer� nel buio compatto del cunicolo. Nihal si sporse a guardare attraverso la crepa. All�interno della caverna l�aria era ancora limpida, tuttavia un penetrante odore di fumo filtrava fin l�. Gli uomini erano in piedi, a fiutare l�aria. Uno, due, tre, quattro, cinque. Mancavano due uomini, probabilmente erano nell�altra sala. Un paio andarono in avanscoperta, ma c�era poco da scoprire; l�aria iniziava a farsi densa e velata. Nihal li vide agitarsi a poco a poco, innervosirsi, muoversi inquieti per la grotta. Poi una voce grid�: �Al fuoco!� e tutti furono presi dal panico e si diedero a una fuga precipitosa, abbandonando Laio e il ferito al loro destino.</p><p>Nihal non indugi� oltre. Diede una violenta spallata contro il diaframma di roccia che, come previsto, fran� al primo colpo. Cadde dentro la caverna e con una capriola fu in piedi, la spada in mano. Questa volta non ebbe tempo per gli scrupoli, fu il suo corpo a ragionare per lei. Abbatt� il ferito con un unico fendente.</p><p>Non era per� l�unico brigante rimasto dentro. Poco lontano, due uomini si accingevano a uscire dall�ambiente accanto. Non appena il primo la vide, fece per dare l�allarme, ma Nihal si gett� su di lui. Era disarmato e lo uccise senza difficolt�. Il secondo sfoder� un coltello da caccia e cerc� di prenderla alle spalle. Nihal fece appena in tempo a scartare di lato, mentre la lama affilata le recideva una ciocca di capelli. Il brigante le and� incontro urlando, ma la ragazza par� il colpo con prontezza e si lanci� in un assalto furioso. La gola iniziava a bruciarle per il fumo, doveva farla finita il prima possibile. Continu� ad attaccare finch� non mise il nemico spalle al muro, quindi lo trapass� da parte a parte. L�uomo vomit� un fiotto di sangue e si accasci� a terra, senza vita. Nella caverna scese il silenzio.</p><p>Laio la guardava con gli occhi spalancati. �Nihal! Come hai fatto a...�</p><p>La ragazza corse verso di lui. �Dopo, ora non c�� tempo.� Tranci� di netto la corda che lo legava e lo aiut� ad alzarsi.</p><p>Il ragazzo si reggeva in piedi con difficolt�. �Non mi muovo da giorni. Mi hanno sempre tenuto legato� prov� a scusarsi, ma le sue parole si persero in un attacco di tosse.</p><p>La volta della grotta ormai era piena di fumo bianco.</p><p>�Sta� gi�� ordin� Nihal, poi si accovacci� anche lei.</p><p>Ora non c�era che da uscire. E da sperare nell�efficacia delle trappole.</p><p>I due strisciarono verso l�uscita il pi� rapidamente possibile. Non trovarono nessuno a sbarrare loro il passo. Un palmo dopo l�altro guadagnavano la salvezza. Lei davanti, la testa svuotata e il corpo teso e all�erta, Laio ad arrancare alle sue spalle, indolenzito. Quando arrivarono in vista dell�ingresso del covo, furono investiti da un calore inaspettato. Nihal si blocc�, attonita. Non aveva previsto che il fuoco attecchisse cos� in fretta. All�esterno risplendeva l�accecante bagliore delle fiamme.</p><p>�E ora?� chiese Laio con voce insicura.</p><p><emphasis>Gi�, e ora?</emphasis> �Indietro! Torniamo indietro� url� Nihal.</p><p>Tornarono rapidi sui loro passi. Il fuoco schioccava minaccioso mentre il fumo scendeva sempre pi� verso il terreno.</p><p>Furono di nuovo nell�ambiente principale. La cortina l� era pi� alta e si inginocchiarono. Nihal guard� il foro nella parete; era a pi� di due braccia dalle loro teste, un budello stretto e pieno di fumo. Si guard� attorno. <emphasis> Qualcosa per salire fin lass�, qualcosa per poter respirare!</emphasis></p><p>Vide un orcio d�acqua, in un angolo. Nihal corse fin l�, strapp� con la spada due ampi lembi dal proprio mantello e li immerse nell�acqua. Laio tossiva in modo convulso.</p><p>�Mettiti questo sulla bocca� disse all�amico mentre gli porgeva un pezzo di stoffa bagnata.</p><p>Doveva trovare qualcosa per arrampicarsi. Cerc� ovunque, ma nella stanza non c�erano che due pagliericci e la nuda roccia priva d�appigli. I suoi occhi scrutavano ogni angolo, la sua mente si affannava a caccia di un�idea. <emphasis> In trappola, siamo in trappola! Ed � solo colpa mia se siamo finiti in questa situazione!</emphasis></p><p>Nihal girava per la stanza come una fiera in gabbia, mentre il fuoco avvampava a poca distanza da loro. Si infil� nel secondo locale della grotta. Una dispensa, certo! Come aveva fatto a non pensarci? Tesori, bauli, ma anche botti e ogni bendidio in cibo. Tutto il necessario per rendere quel luogo un rifugio sicuro.</p><p>�Laio, vieni!�</p><p>Il ragazzo accorse con tutta la velocit� che le gambe intorpidite gli permettevano.</p><p>�Devi aiutarmi a spostare una di queste.� Nihal indic� una grossa botte.</p><p>Si misero di buona lena a cercare di muoverla, ma a entrambi mancava il fiato.</p><p>Nihal fece appello a tutte le sue energie. �Ancora un po� e ce la facciamo, avanti!� url�, mentre il fumo le spegneva la voce in gola.</p><p>Fu la forza della disperazione ad aiutarli a portare la botte sotto il pertugio. Tossivano entrambi, senza riuscire a fermarsi. Nihal prese l�orcio con l�acqua, lo svuot� per met� addosso all�amico e il resto su se stessa. Laio aveva gli occhi rossi e respirava a fatica.</p><p>�Premiti quel fazzoletto sulla bocca e non ti muovere. Hai capito?�</p><p>Laio annu�.</p><p>Nihal torn� nella dispensa e svuot� un grosso forziere. Gett� a terra candelabri, pile di piatti d�oro, bracciate di monili, finch� non vi rimase nulla. Quindi lo trascin� nell�altra sala. Fece cenno a Laio di aiutarla a issarlo sopra la botte.</p><p>Ora non restava che la parte pi� complicata.</p><p>Nihal si volt� verso Laio. �Dobbiamo uscire da dove sono entrata. � stretto e non ci sar� molta aria, ma non spaventarti, d�accordo? Possiamo farcela. Tu vai avanti, io ti seguo. Tira dritto e non voltarti indietro, chiaro?�</p><p>Laio annu�, il petto che si alzava e si abbassava alla ricerca d�aria; si arrampic� su quel rialzo improvvisato.</p><p>Era un�impresa disperata. Il cunicolo era lungo e sarebbe stato soffocante. Le possibilit� di arrivare all�estremit� opposta sani e salvi erano poche.</p><p>�Prendi un bel respiro e vai verso l�alto pi� rapido che puoi!� url� Nihal, quando vide che Laio era arrivato all�imboccatura.</p><p>Il ragazzo obbed� e in un lampo fu inghiottito dalle tenebre.</p><p>Nihal si inerpic� su per la botte e si infil� a sua volta nel condotto.</p><p>Appena entrata le manc� il fiato. All�odore di muffa si era aggiunta la puzza acre del fumo. Le pareti erano bollenti e sembravano stringersi sui due fuggiaschi come una membrana molle e viva. I loro corpi impedivano al fumo di uscire e dall�alto filtrava poca aria pulita.</p><p>Laio avanzava lento.</p><p>�C�� aria fresca, la senti? Non manca tanto� cercava di spronarlo Nihal, ma la verit� era che erano circondati da un lezzo di morte e da tenebre impenetrabili.</p><p>Schiacciata dal corpo di Laio, Nihal si sentiva soffocare. Il fumo filtrava attraverso ogni interstizio, saliva avvolto in spire, in cerca come loro di una via di fuga.</p><p>�Non ce la faccio� ansim� Laio. Si ferm�.</p><p>�S� che ce la fai!� url� Nihal, con una voce cos� roca che non la riconobbe. Toss�. Un sudore appiccicoso e rovente la ricopriva da capo a piedi. �Avanti!� disse ancora. �Ci sono io qui sotto a sorreggerti, appoggiati a me se sei stanco, ma non ti fermare!�</p><p>Laio si fece forza e riprese a strisciare. Nihal sentiva il suo respiro affannoso e lo sospingeva in avanti con una mano. Aveva i polmoni in fiamme, le girava la testa e la voce dell�amico le risuonava nelle orecchie come una nenia: �Non ce la faccio... non ce la faccio...�. Nihal sent� esplodere la rabbia. �Smettila con questa lagna!� sbott�. �Hai fatto tutta questa strada per morire come un sorcio? Muoviti!�</p><p>Laio acceler� il passo e le sue parole si spensero nel ritmo sempre pi� affannato del suo respiro. Nihal, dietro di lui, perse lentamente coscienza di s� e continu� a issarsi senza pi� capire dove fosse.</p><p>L�aria arriv� improvvisa. Fresca, tanta. Troppa.</p><p>Nihal si sent� cadere. Una mano esile l�afferr�.</p><empty-line/><p>Entrambi ci misero un po� a riprendersi. Rimasero a lungo ad ansimare stesi sulla roccia, tremando nella brezza della notte, che dopo l�inferno del cunicolo era fredda come il gelo dell�inverno.</p><p>Fu Laio a riaversi per primo. Si volt� piano verso l�amica e allung� un braccio fino a toccarle la mano.</p><p>�Credevo che fossi morta� mormor�.</p><p>Nihal socchiuse gli occhi. Sopra di lei il cielo estivo era pieno di stelle. Strinse forte la mano di Laio.</p></section><section><title><p>14</p><p>La guerra entra a Zalenia.</p></title><p>I giorni volarono. Dopo i pericoli corsi per mare, a Sennar quel viaggio sembr� una passeggiata. Il paesaggio era incantevole, il cavallo docile e il vitto quanto di meglio potessero avere. E c�era Ondine al suo fianco.</p><p>Le donne con cui aveva avuto a che fare fino allora erano state molto diverse da lei. La prima era stata Soana, la sua maestra di magia, bella e altera. In seguito aveva conosciuto altre giovani maghe, ma le aveva trovate tutte fredde e presuntuose; con quella zazzera spettinata e l�aria svagata, Sennar non poteva certo aspirare alla loro amicizia. E poi c�era stata Nihal. Ma Nihal era un�altra cosa. E Sennar non ci voleva pensare.</p><p>Da quando aveva dato a Ondine quell�unico bacio, Sennar era confuso. Non era riuscito a impedirle di accompagnarlo nel viaggio, ma dentro di s� sapeva di non averci davvero provato. La sua compagnia era cos� piacevole, i suoi sorrisi cos� spensierati, che il mago aveva rinunciato a porsi troppe domande. Dopo diciannove anni di seriosit�, gli sembrava di avere diritto a un po� di leggerezza. Voleva prendersi il tempo di capire che cosa provava per lei. Chiss�, forse alla fine di quell�avventura si sarebbe reso conto di esserne innamorato.</p><p>Le cose andavano per il meglio, la sua missione era su una buona strada, il Mondo Sommerso era pieno di meraviglie. Perch� preoccuparsi?</p><empty-line/><p>Erano una lunga carovana. Apriva la colonna la portantina del conte, preceduta da due guardie a cavallo e seguita dal corteo degli inservienti e dei portatori, che conducevano sui muli vettovagliamenti e quant�altro potesse servire. Sennar e Ondine chiudevano la fila, controllati a vista da due guardie dietro di loro.</p><p>Camminavano per tutto il giorno e si fermavano solo dopo il tramonto. Nella zona di sua giurisdizione, il conte aveva varie residenze; vi trascorreva i periodi di vacanza e le utilizzava come basi una volta all�anno, quando era tenuto a visitare tutti i villaggi sotto il suo controllo.</p><p>Usciti dalla contea, invece, alloggiarono in locande lungo la strada o presso le residenze di altri conti. Ovunque si fermassero, ricevevano un trattamento principesco. Il conte godeva di buona fama e veniva ossequiato anche da chi non era suo suddito. Non mancavano tuttavia gli sguardi maligni. In molti si domandavano che cosa ci facessero una nuova e uno di Sopra con il conte Varen, di cui si diceva tanto bene.</p><empty-line/><p>La sede del palazzo del re era nella capitale del regno, Zirea, una citt� enorme e tentacolare, che occupava un�intera ampolla. La capitale era diversa da qualsiasi altra citt� del Mondo Sommerso. Tutto era di vetro: case, palazzi, botteghe, piazze, monumenti. Vetro opaco, per nascondere da sguardi indiscreti ci� che avveniva nelle abitazioni. Vetro colorato, che formava giochi di luce sulle strade. Vetro scabro, per deformare in modo magico i contorni delle cose.</p><p>A Zirea, Sennar vide per la prima volta le sirenidi. Erano simili agli altri abitanti di Zalenia, ma avevano due vistose branchie alla base del collo e talvolta li si scorgeva sfrecciare fuori, in mare aperto.</p><p>La capitale pullulava di vita, ma non aveva nulla a che fare con il caos che regnava in una grande citt� del Mondo Emerso come Makrat. Le attivit� quotidiane venivano svolte con una calma esemplare, niente urla, strepiti o confusione. I cittadini, tutti in abiti bianchi o grigi, si aggiravano per le vie della metropoli con aria compassata.</p><p>Anche dove la luce � pi� fulgida, per�, non mancano le ombre. La citt� era circondata da miseri sobborghi, che sembravano cingerla d�assedio. Erano i quartieri destinati ai poveri, per lo pi� nuovi o gente malata: per legge, non potevano varcare le porte della candida Zirea. Mentre li attraversava, Sennar si chiese per l�ennesima volta se un mondo in cui regnasse la fratellanza fosse possibile.</p><p>Il castello del re era un�enorme costruzione al centro della citt�. Si sviluppava attraverso una teoria infinita di pinnacoli e guglie, bianchi, trasparenti o opalescenti, che si innalzavano al cielo. Non c�erano finestre vere e proprie: l�aria entrava direttamente dalla colonna portante dell�ampolla e la luce era fornita da piccoli obl� ogivali. Solo a una seconda occhiata si notava la cosa pi� straordinaria: parte dell�edificio era sott�acqua. Il castello era diviso in due ali, di cui una immersa nelle profondit� marine. L�ala sommersa era la residenza dei regnanti di sirene e tritoni ed era stata costruita ai tempi della fondazione di Zalenia, in segno di eterna gratitudine da parte degli abitanti verso coloro che li avevano aiutati nella realizzazione del loro sogno.</p><p>I governi erano totalmente disgiunti. Tritoni e sirene si erano semplicemente comportati da buoni ospiti. D�altra parte, i nuovi arrivati non avevano mai dato segni di ostilit� verso il popolo sottomarino, n� avevano insistito per un�impossibile fusione. Anche se le relazioni tra i due popoli erano strette e di buon vicinato, insomma, la logica che regnava era quella di un�assoluta indipendenza.</p><empty-line/><p>�Credo sia meglio che parli prima io con Sua Maest�. Stasera verr� a riferirvi l�esito del colloquio� disse il conte e Sennar pens� che fosse una saggia decisione.</p><p>Il mago e la ragazza, seguiti dalla scorta, vagarono tutto il giorno, osservarono i maestosi palazzi governativi e gli altissimi templi delle divinit� di quel regno, girovagarono per i mercatini che animavano le vie fuori mano. Ondine non era mai stata in citt� ed era attratta da tutto. Sennar invece era inspiegabilmente a disagio; non ne capiva il motivo, ma aveva una sensazione di pericolo incombente. La gente intorno a lui camminava senza fretta, per le strade e le piazze risuonava un mormorio discreto, eppure il mago non era tranquillo.</p><p>�C�� qualcosa che non va?� gli chiese a un tratto Ondine, distogliendolo dai suoi pensieri.</p><p>�No, tutto bene.� Sennar le sorrise. �Vieni, andiamo a vedere quella bancarella.�</p><p>Sul banco era esposta una serie di disegni che sembravano rappresentare luoghi immaginari: paesaggi idilliaci, campagne fertili, boschi selvaggi. All�improvviso il mago cap� perch� quella bancarella l�aveva attirato: in bella mostra c�era un dipinto con una specie di osservatorio e tanti omini intenti a scrivere e a guardare attraverso un enorme cannocchiale. Sennar si avvicin� alla tela e osserv� con pi� attenzione. Ebbe un tuffo al cuore: le figure del quadro erano slanciate, avevano i capelli blu e le orecchie a punta. Mezzelfi.</p><p>In quello strano avventore incappucciato il mercante vide profilarsi un affare. �Benvenuto, straniero� disse con voce melliflua. �Ti piace? Sono gli astronomi della Terra dei Giorni. Te lo vendo per poco.�</p><p>Sennar non rispose. I suoi pensieri erano lontani mille miglia, persi dietro l�immagine di Nihal. Dov�era? Come stava? Pensava ancora a lui?</p><p>�Sennar� mormor� Ondine, sfiorandogli un braccio.</p><p>Il mago torn� in s�. �Dove l�hai preso?� chiese al venditore.</p><p>Il mercante strizz� l�occhio a Ondine. �Si vede che viene da lontano. L�ho fatto io, straniero! Pelavudd in persona, per servirti.�</p><p>�Conosci i mezzelfi?� insistette Sennar.</p><p>�E chi non li conosce?�</p><p>�Intendo dire, li hai visti?�</p><p>�E come? � gente di Sopra. Questo quadro l�ho fatto pensando alle ballate dell�esodo. � un bel dipinto, lo vuoi?� torn� alla carica il mercante, ma Sennar aveva gi� preso Ondine sottobraccio e si era allontanato.</p><p>�Ti piaceva?� chiese la ragazza.</p><p>�No, ero solo curioso.�</p><p><emphasis> Nihal.</emphasis> Gi�, Nihal... Come aveva potuto illudersi?</p><empty-line/><p>La sera attesero il conte nella taverna della locanda dove alloggiavano.</p><p>�� tardi, Ondine� disse Sennar, quando ebbero finito di cenare. �� meglio che tu vada a dormire.�</p><p>�Veramente pensavo di aspettare insieme a te.�</p><p>Il mago la guard� con dolcezza. �Non � necessario, davvero. E poi si vede che sei stanca. Vai nella tua stanza, forza.�</p><p>Ondine obbed� senza protestare.</p><p>Sennar voleva stare solo. Ora tutto gli appariva spietatamente chiaro. Che cosa aveva creduto di fare con Ondine? Non era lei che voleva. Non era lei che popolava i suoi sogni.</p><p>Si stava dibattendo tra i sensi di colpa, quando percep� di nuovo la sensazione di minaccia che aveva avuto nel pomeriggio. Si sforz� di non pensare e chiuse gli occhi, poi li riapr� e si concentr� sulle persone che lo circondavano. Inizi� a scartarle a una a una: l�uomo seduto in fondo no, la donna al banco neppure, l�uomo ubriaco al tavolo... D�un tratto la sensazione scomparve. Sennar scatt� in piedi, in tempo per vedere il lembo di un mantello nero che scivolava oltre la porta. Si gett� all�inseguimento, ma quando varc� la soglia and� a sbattere contro il conte Varen.</p><p>�Avete visto chi � uscito prima di me?� chiese agitato.</p><p>�Non ci ho fatto caso� rispose Varen. �Che cosa succede?�</p><p>Sennar scosse la testa. �Niente. Venite, rientriamo, ditemi del re.�</p><empty-line/><p>Seduto al tavolo pi� in disparte della taverna, Sennar ascoltava il conte con attenzione.</p><p>�Ho parlato con Sua Maest�. � stata una discussione lunga e difficile. Voglio parlarvi in tutta franchezza, consigliere: il re non � ben disposto verso di voi.�</p><p>�Non mi aspettavo che lo fosse� disse Sennar. In quel momento gli avrebbe fatto bene un bello Squalo. Ordin� da bere. �Insomma, non vuole vedermi.�</p><p>�No, sono riuscito a farvi ottenere un incontro. Sar� domani, nella piazza d�armi del palazzo reale, alla presenza del popolo. Dovrete essere incatenato, perch� il re vi teme. E poi...� Il conte esit�. �Se le vostre parole non lo convinceranno, vi mozzer� la testa seduta stante. E lo stesso far� con me.�</p><p>Sennar si irrigid�, con il bicchiere a mezz�aria. �Volete dire... che avete messo in gioco la vostra vita per me?�</p><p>Varen guard� il mago negli occhi. �Ascoltatemi, Sennar. Quando fui nominato conte ero pieno di sogni. Voi siete come ero io allora. Io non sono riuscito a realizzare i miei. Se riuscirete nel vostro intento, sar� il mio riscatto. Altrimenti... be�, ho vissuto a sufficienza. E nessuno sentir� la mia mancanza.�</p><p>Sennar tacque a lungo, confuso. �Io... sono contento che crediate in me. Ma avete una contea da governare, gente la cui vita dipende da voi. Non posso permettere che facciate questo sacrificio.�</p><p>�Non lo faccio per voi, consigliere. Lo faccio per me� mormor� il conte. Poi prese il bicchiere di Sennar e lo bevve tutto d�un fiato.</p><empty-line/><p>Sennar entr� nella sua stanza e si avvicin� alla finestra. La citt� di vetro sembrava immobile, avvolta da un blu profondo che al mago parve improvvisamente minaccioso. <emphasis> Che cosa sta succedendo? Chi c�� l� fuori?</emphasis></p><p>Si sedette a terra con le gambe incrociate e riflett�. Una delle prime cose che si insegnavano a un mago era percepire la presenza di altri maghi. Non si trattava di un vero e proprio incantesimo, era piuttosto una tecnica di individuazione. A lui avrebbe dovuto essere preclusa, a causa dell�incantesimo del vecchio Deliah, ma quella sensazione di pericolo non poteva essere interpretata in altro modo: avvertiva la presenza di un mago.</p><p>Gli tornarono in mente le parole di Deliah a Varen, fuori dalla cella: �Tra qualche giorno riacquister� i poteri�. Sennar apr� la palma. Chiuse gli occhi e recit� a mezza voce una formula. Un istante dopo, sulla sua mano brillava un fuocherello azzurro. Gli sfugg� un sorriso di soddisfazione. <emphasis> Sei tornato quello di prima. Ora datti da fare.</emphasis></p><p>Estrasse dalla tunica un piccolo sacchetto di cuoio. Ne vuot� il contenuto sulla palma della mano: dieci piccoli dischi d�argento tintinnarono nel silenzio della stanza. Ondine sospir� e si rigir� nel letto. Il mago li distribu� a terra e inizi� a sussurrare una litania lenta e solenne. I dischi si mossero uno dopo l�altro, andando a formare un cerchio. Sennar li guardava concentrato. Niente. Possibile che mi sia sbagliato? Continu� a recitare l�incantesimo, finch� il cerchio non prese a girare accelerando sempre di pi�. Ci siamo. Uno dei dischi si sollev� in aria. La superficie si tinse lentamente di nero e al centro emerse una runa scarlatta, fiammeggiante: due incisioni a formare una croce, una lunga barra verticale a intersecarle.</p><p>Sennar smise all�improvviso. Il disco torn� d�argento e cadde a terra, gli altri si fermarono di colpo.</p><p>Il mago rimase immobile nel buio, trattenendo il fiato. Si prese la testa tra le mani.</p><p>Il Tiranno. Era arrivato.</p><empty-line/><p>Ondine dormiva profondamente, rannicchiata sotto le coperte come una bambina. Sennar, pallido e con gli occhi cerchiati, si chin� su di lei e le scosse con dolcezza una spalla.</p><p>La ragazza si stir� e sbatt� le palpebre per abituarsi alla luce della lanterna. Quando lo mise a fuoco, si alz� di scatto, preoccupata. �Che cosa � successo?�</p><p>Sennar si sedette sulla sponda del letto. �Ondine, voglio che tu mi ascolti attentamente.�</p><p>�Che cosa ha detto il conte?�</p><p>�Ascoltami. Tra poco verranno a prendermi per portarmi dal re...�</p><p>�Allora hai ottenuto il colloquio!�</p><p>Sennar le mise le mani sulle spalle. �Voglio che tu non ti muova dalla tua stanza, oggi. Per nessun motivo. Mi hai capito?�</p><p>Ondine lo guard� spaventata. �Che cosa succede, Sennar?�</p><p>Il mago scand� le parole: �Fa� quello che ti ho detto e aspettami. Andr� tutto bene�.</p><empty-line/><p>Dopo averlo incatenato, le guardie lo sospinsero tra due ali di folla: uomini, donne, bambini, volti curiosi e volti intimoriti. Sennar si guard� intorno e scrut� fra tutta quella gente, ma non riusc� a vedere nulla.</p><p>Varc� la soglia del palazzo ed entr� in un lunghissimo corridoio inondato di luce turchina. Lungo le pareti, sovrastate da una volta di altezza vertiginosa, erano disposte due schiere di lancieri.</p><p>Sennar era teso. Gocce di sudore gli imperlavano la fronte e si sentiva la bocca completamente asciutta. Una goccia cadde sull�elegante tappeto e disegn� un piccolo punto scuro. <emphasis> Stai calmo, calmo e concentrato.</emphasis> Da una parte doveva convincere il re, dall�altra tenere la situazione sotto controllo. Non era in gioco solo la sua vita, ma quella di tutto il mondo conosciuto.</p><p>Il corridoio si apr� su un�immensa sala scarlatta. Le pareti erano rosse come il sangue e la luce filtrava attraverso piccole ogive trasparenti. In fondo al salone c�era una grande porta smerigliata. Le guardie la spalancarono e Sennar si trov� catapultato nella piazza in cui si tenevano le udienze. Era una sorta di anfiteatro, sconfinato e gremito di gente. Una passerella di vetro attraversava tutta l�arena fino a un palco, che si alzava ad almeno sei braccia da terra. Vi si accedeva tramite una scalinata che poi proseguiva e si inerpicava ancora pi� in alto, dove spiccava un trono di cristallo blu.</p><p>Le guardie si fermarono a met� della passerella. Sennar sent� le gambe cedergli. I suoi pensieri si fecero via via pi� confusi. Cercava disperatamente di percepire qualcosa dalla folla, ma l�agitazione, la paura e l�immensit� del luogo lo confondevano. Gli girava la testa.</p><p>Poco pi� avanti c�era il conte.</p><p>�C�� qualcosa che non va, Varen!� url�.</p><p>�Zitto!� gli intim� una guardia, poi lo stratton�.</p><p>Il conte non lo aveva sentito. <emphasis> Voltati, voltati, ti prego!</emphasis></p><p>Sennar fece per avvicinarsi, ma i soldati lo bloccarono.</p><p>Poi nella piazza risuonarono squilli di tromba e avanz� un corteo di guardie armate di spade, seguite da un uomo massiccio, a torso nudo. Aveva il volto coperto da una maschera di cristallo nero. I muscoli delle braccia sembravano sul punto di scoppiare sotto la pelle candida. Impugnava una scure. Il boia.</p><p>Sennar era ormai abituato a rischiare la pelle, ma la consapevolezza che la distanza tra la vita e la morte era solo nel labile confine delle sue parole lo colp� con violenza.</p><p>Il mago e il conte vennero condotti ai piedi del palco.</p><p>Fu allora che il re fece il suo ingresso. Lo precedette una corte numerosa e sfarzosa. C�erano donne bellissime e sottili come giunchi, vestite di semplici veli azzurrini che ne svelavano le forme a ogni passo, e cortigiani impomatati, abbigliati con pesanti vesti di broccato, d�un blu vivissimo. Nereo veniva per ultimo.</p><p>Sennar rimase allibito. Il sovrano del Mondo Sommerso era un ragazzino dall�aria efebica. Recava con s� uno scettro pi� alto di lui e avanzava maestoso, guardandosi intorno con aria di sfida.</p><p>Alla sua apparizione, un mormorio percorse la folla come un brivido, seguito da alte grida di giubilo che scandivano il nome del sovrano: �Nereo! Nereo!�. Il conte si prostr� a terra e Sennar lo imit�.</p><p>Il sovrano fece un vago gesto con la mano e zitt� in un istante l�uditorio. �Conte Varen...�</p><p>Varen si fece avanti. �S�, Vostra Maest�.�</p><p>�Nella mia clemenza, voglio chiedervi ancora una volta se siete sicuro di quel che state facendo� disse serio.</p><p>Varen non rispose subito e Sennar trattenne il fiato. �S�, mio sovrano� disse infine il conte a mezza voce.</p><p>�E sia.� Nereo fece un cenno al banditore che attendeva al suo fianco e l�uditorio fu messo a conoscenza dei fatti.</p><p>�Udite, udite! Oggi il nostro Splendido Sovrano dar� udienza a uno di Sopra, il consigliere Sennar. Se egli lo sapr� convincere delle ragioni che lo hanno spinto fin quaggi�, esaudir� le sue preghiere. Altrimenti il consigliere verr� decapitato per aver violato la legge che impedisce a quelli come lui di scendere a Zalenia. Insieme a lui verr� giustiziato il conte Varen della contea di Sakana, per aver messo in pericolo Sua Maest� Nereo.�</p><p>Il re fece un cenno e le guardie lasciarono Sennar, che si avvicin� al trono.</p><p>Nereo, dall�alto del suo scanno, non chin� neppure il capo per posare lo sguardo su di lui. �Puoi parlare, uomo di Sopra� disse in tono di sfida.</p><p>Sennar percepiva l�ostilit� degli astanti, ma si fece coraggio e prese la parola: �Maest�, sono un consigliere...�. �Alza la voce. Non riesco a sentirti� lo interruppe il sovrano.</p><p>Sennar cap� che doveva provare a quel ragazzino di che pasta era fatto. �Sono Sennar, membro del Consiglio dei Maghi. Nel Mondo Emerso i consiglieri sono autorit� politiche e rappresentano ciascuno una Terra. Io arrivo da quella del Vento ma sono qui a nome di tutto il mio popolo, inviato ufficialmente per cercare di interrompere l�isolamento che affligge i nostri mondi. Conosco bene la vostra storia, so che fuggiste dalla superficie e che scendeste fin qui per edificare un nuovo regno dove la guerra non esistesse. E ci siete riusciti, lo vedo� ment�. Il re continuava a guardarlo con sufficienza. �Per�, su una cosa sbagliavate: il nostro mondo non era senza speranza. Con tenacia e volont�, siamo riusciti anche noi a conquistare la pace. Abbiamo vissuto in armonia a lungo, abbiamo costruito un futuro in cui nessuno conoscesse pi� il significato della parola guerra. E quel sogno si sarebbe realizzato, se qualcuno non avesse interrotto con la violenza il nostro cammino. Cinquant�anni fa un uomo, un mago, inizi� la conquista del nostro mondo. Si impadron� di una Terra dopo l�altra e oggi regna incontrastato su cinque delle otto Terre.� Nell�arena non si udiva un brusio, erano tutti impassibili. �Nessuno lo ha mai visto, non si serba memoria del suo nome, ma le sue azioni gli hanno meritato il titolo di Tiranno. Anche i suoi scopi sono oscuri, ma egli continua a lottare con le Terre ancora indipendenti e ha creato una razza di mostri, i fammin, che spargono morte e terrore.�</p><p>Il re fece un ghigno ironico. �Sicch� siete di nuovo in guerra� disse divertito. Dai suoi cortigiani si lev� un coro di risatine irritanti.</p><p>Sennar scosse la testa. �Non per nostra volont�, Sire.�</p><p>�La guerra, se non la si vuole, la si evita� disse Nereo con un sorriso di sufficienza.</p><p>�Quella in corso � la guerra di un singolo uomo contro la libert� del Mondo Emerso. � un�invasione, l�invasione di un essere che intende...� Sennar si interruppe all�improvviso, pervaso da una sensazione di disagio strisciante, appena percettibile. �Ci ha attaccati a tradimento, Maest� riprese. �Ha fatto strage dei regnanti, ha inviato le sue truppe contro la nostra gente, ha voluto questo conflitto e l�ha ottenuto. Il Tiranno ha sterminato un intero popolo. I mezzelfi, vi ricordate di loro? Ne ha trucidati quasi la met� in una notte sola, poi li ha perseguitati ovunque fossero, uccidendo donne, bambini, guerrieri, vecchi.� Il sorriso mor� sulle labbra di Nereo e uno strano silenzio scese sull�uditorio. Sennar cercava di ricordare il modo in cui Nihal gli aveva parlato di quella strage; voleva che le immagini di morte che popolavano la mente della sua amica rivivessero, perch� il re percepisse tutto l�orrore di ci� che accadeva nel Mondo Emerso. �Di loro non � rimasto nulla, quasi neppure il ricordo. In pochi ancora sanno che calcarono la nostra terra. Eppure condividevano il vostro sogno, aspiravano come voi alla pace, erano vostri fratelli.�</p><p>Il silenzio si fece pesante. Le parole di Sennar avevano colto nel segno.</p><p>�Perch� ci racconti questa storia?� chiese Nereo infastidito.</p><p>Ancora quel presagio indistinto. Il mago cerc� di allentare a poco a poco le catene.</p><p>�Sono stato mandato dal Consiglio per chiedere rinforzi. Le nostre truppe sono allo stremo e presto soccomberemo. Il Mondo Emerso sar� un unico immenso deserto abitato dagli schiavi del Tiranno. Ma il Tiranno rappresenta un pericolo anche per Zalenia: quando avr� finito di conquistare la nostra terra, poser� il suo sguardo su di voi.�</p><p>Il disagio cresceva. Chiunque fosse, era tra la folla.</p><p>Nereo sembrava avere cambiato atteggiamento. Era pi� attento, e meno beffardo. L�accenno ai mezzelfi sembrava avere avuto effetto. �Io sono disgustato dagli orrori che costui ha compiuto, anche se non mi stupiscono, degni come sono del retaggio del popolo di superficie. Ma noi siamo assai lontani. E la divisione tra i nostri mondi � molto profonda e radicata nel tempo. Perch� dovrebbe riguardarci?�</p><p>Uno spiraglio di dubbio si era aperto nell�alterigia del re. Per quanto i suoi modi fossero indisponenti e freddi, Sennar capiva che il suo interlocutore era tutt�altro che uno sciocco. E che davvero aveva a cuore la sua terra. Sennar decise che era il momento dell�affondo finale. �La guerra potrebbe gi� essere qui, Maest� disse, scandendo le parole �senza che voi ve ne siate accorti. Quell�uomo potrebbe gi� tramare contro di voi, e i suoi piani potrebbero essere a un punto assai avanzato.�</p><p>Sennar sudava freddo, i sensi tesi al massimo. � qui, lo sento. <emphasis> Si sta preparando ad agire.</emphasis> Inizi� a guardarsi intorno, concentrato.</p><p>Nereo si mosse infastidito sul suo trono. �Se esiste anche una sola possibilit� che quello che dici sia vero, sono costretto a tenerla in considerazione. Fisser� con te un�udienza riservata per...�</p><p>Fu allora che una sensazione vivissima di pericolo colp� Sennar come un colpo di spada. Si volt� e lo vide: sulle gradinate pi� basse, un uomo ammantato di nero si era alzato in piedi e puntava la mano verso il sovrano. Sennar non ebbe il tempo di riflettere, scatt� in avanti e si prepar� a recitare la formula di difesa. Il colpo part� e fu preciso, ma Sennar non sbagli�: un lampo verde and� a morire con fragore su una pallida barriera argentata.</p><p>Per un attimo sembr� che il tempo si fosse fermato: la folla, il re, le guardie, Varen, lui stesso, disteso a terra. Tutto era fermo, congelato. Sennar sent� un forte dolore a una gamba. Era stato colpito. Cerc� di alzarsi, mentre un altro lampo si infrangeva sulla barriera che aveva eretto. Prima di ricadere, il mago vide l�emissario del Tiranno che scappava e si confondeva fra la folla terrorizzata. Dalle gradinate iniziarono a levarsi grida isteriche, la gente fuggiva, spintonata dalle guardie lanciate all�inseguimento.</p><p>Sennar si alz� e inizi� a correre. Ogni volta che poggiava il piede a terra, una fitta lancinante gli mozzava il fiato, ma non si arrese. Il mago nero filava dritto come una scheggia, il mantello al vento, e abbatteva una dopo l�altra le guardie che cercavano di fermarlo.</p><p>Sennar continu� a tallonarlo. Ormai zoppicava e rischiava di cadere a ogni passo. Vedeva quel maledetto davanti a s�, avvolto da una strana cupola color porpora. Sennar non aveva mai incontrato una barriera come quella, ma decise di tentare ugualmente. Valut� la distanza che lo separava dal nemico e gli parve sufficiente. Stese le mani e url� una formula con quanto fiato aveva in corpo.</p><p>La cupola purpurea si infranse in una pioggia di schegge e l�uomo cadde sul selciato.</p><p>Sennar raccolse da terra la spada di una delle guardie uccise e si avvicin�, trascinando la gamba ferita. L�incantesimo di pietrificazione era una formula da principianti, su un vero mago non sarebbe durato a lungo. Doveva renderlo inoffensivo al pi� presto. Ma quando fu finalmente a un passo dal nemico e gli scopr� il capo, Sennar ebbe un istante di vertigine.</p><p>�Chi non muore si rivede, eh, consigliere?�</p><p>Ai suoi piedi c�era un ragazzo di una ventina d�anni, con un ciuffo di capelli corvini che gli ricadeva sulla fronte e beffardi occhi verdi.</p><p>Sennar lo aveva conosciuto a Makrat, mentre perfezionava con Flogisto l�addestramento per diventare consigliere. Avevano anche parlato, qualche volta. Rodhan, ecco come si chiamava. Era un giovane e promettente mago della Terra del Sole. Era uno di loro.</p><p>�E bravo Sennar� sogghign� Rodhan. �Chi se lo sarebbe immaginato? Il Tiranno non avrebbe scommesso su di te nemmeno mezzo dinar e invece guarda cosa sei stato capace di fare. Complimenti per il discorsetto, sei proprio bravo a parlare. Ma sappi che n� tu n� nessun altro potrete mai fermare il Mio Signore.�</p><p>Sennar ansimava e la gamba non gli dava tregua. �Ti ha addestrato Flogisto, il mio maestro... Perch�?�</p><p>�Perch� il Tiranno � grande, perch� voi non siete che formiche al suo cospetto.� Il ragazzo si rivolse alla piccola folla che osservava la scena, ammutolita: �E questo vale anche per voi! Ora il Tiranno sa dove siete, ricordatevelo sempre!�. L�incantesimo stava per svanire, presto l�emissario del Tiranno sarebbe stato di nuovo in grado di nuocere. Sennar sent� tra le mani l�elsa della spada e un pensiero repentino gli attravers� la mente.</p><p>Rodhan se ne accorse. �Ti consiglio di uccidermi, o sar� io a farlo� sussurr� con un sorriso assurdo, del tutto inadeguato alla situazione.</p><p>Sennar strinse la presa, esitante. Non aveva mai ucciso nessuno. Poi sent� uno scalpiccio alle spalle e un sibilo poco sopra la testa.</p><p>Un istante dopo, una lancia infisse al suolo Rodhan, quel ghigno insensato ancora dipinto sulle labbra.</p><p>Sennar si volt� di scatto.</p><p>Un soldato lo sovrastava. �La guerra � guerra� disse cupo.</p></section><section><title><p>15</p><p>L�uomo nell�ombra.</p></title><p>Le trappole avevano funzionato. Dei briganti non c�era traccia, ma Nihal e Laio furono ugualmente guardinghi e per riprendere il viaggio che avevano interrotto scelsero una strada pi� lunga.</p><p>La paura a poco a poco pass� e Laio raccont� a Nihal della sua prigionia.</p><p>�Non mi hanno trattato male. Mi tenevano legato, ma per gran parte del tempo mi hanno ignorato. Mangiavo lo stesso cibo che mangiavano loro. No, la cosa peggiore non era essere l�. Era che ti credevo morta, Nihal� disse, guardandola negli occhi.</p><p>�Anch�io sono stata in pena per te� ammise lei, senza imbarazzo.</p><p>Quei pochi giorni trascorsi nella paura che potesse accadere qualcosa a Laio avevano fatto capire a Nihal quanto avesse bisogno di lui. Ido era il suo maestro, ma ora che Sennar era lontano, Laio era l�unico vero amico che avesse.</p><empty-line/><p>Nihal e Laio si erano inoltrati nella Terra dell�Acqua e i ruscelli che accompagnavano il loro cammino glielo ricordavano a ogni istante.</p><p>Giunsero in vista di Laodamea, la capitale, con quattro giorni di ritardo sulla tabella di marcia. La vista di quella splendida citt� risvegli� in Nihal ricordi dolorosi. Era stato l� che aveva duellato con Fen e che si era innamorata di lui.</p><p>�Dov�� la casa di tuo padre?� chiese a Laio, per scacciare quel pensiero.</p><p>�Fuori dalla citt� rispose cupo Laio e Nihal tir� un sospiro di sollievo.</p><p>Le mura sparirono presto all�orizzonte, per far posto a boschi rigogliosi che risuonavano del canto allegro degli uccelli. Non c�era altro luogo in tutto il Mondo Emerso in cui il verde fosse brillante come nella Terra dell�Acqua. Le foglie degli alberi erano grasse e lucide, l�erba compatta e profumata, la natura ricca e generosa.</p><p>Nihal conosceva quella Terra, ma ogni volta la riempiva di stupore. Camminava senza smettere di guardarsi intorno e di tanto in tanto sbirciava di sottecchi Laio, che marciava a testa bassa, concentrato come un guerriero prima della battaglia.</p><p>�Quando saremo l�, non voglio nessun aiuto da te� disse a un tratto il ragazzo.</p><p>�Lo so� ribatt� Nihal. �Sono qui per accompagnarti, nient�altro.�</p><p>�Lui ti irriter�, � bravissimo a farlo, ma mi devi promettere di non rispondere alle sue provocazioni.�</p><p>�Non lo far�.�</p><p>Per un po� sentirono solo il fruscio dei loro passi tra le felci.</p><p>�Comunque� borbott� Laio �grazie per essere qui.�</p><p>Nihal sorrise.</p><empty-line/><p>Il bosco si fece pi� cupo. Le chiome degli alberi si intrecciavano e nascondevano la luce del sole, l�erba era scomparsa e i loro piedi calpestavano solo foglie secche e marce. Era giorno, ma si muovevano nella penombra. Persino l�aria si era fatta pi� fredda, not� Nihal mentre si stringeva nel mantello.</p><p>La casa emerse all�improvviso dal folto.</p><p>Era una grande magione, stretta d�assedio dalla vegetazione. Nonostante le dimensioni della costruzione, non c�erano decorazioni inutili n� pacchiane esibizioni di ricchezza. Era una dimora sobria e spartana. <emphasis> Questo Pewar dev�essere un soldato fino al midollo,</emphasis> riflett� Nihal.</p><p>Fu Laio, taciturno e silenzioso, a guidarla per i meandri del bosco fino all�ingresso.</p><p>A mano a mano che si avvicinavano, Nihal ebbe modo di osservare la casa con pi� attenzione. Tutte le finestre erano sbarrate. Non fosse stato per la tinteggiatura fresca sui muri e il legno fiammante delle imposte, sarebbe sembrata abbandonata.</p><p>Laio buss� timidamente e la pesante porta d�ingresso si apr�.</p><p>�Bentornato, signore, vi aspettavamo. Se volete seguirmi� disse un servitore impettito.</p><p>Laio entr� a capo chino e Nihal lo imit�. All�improvviso piombarono nel buio pi� fitto. La casa era immersa nell�oscurit�, rischiarata solo dalla debole luce di alcune fiaccole appese alle pareti.</p><p>Laio si muoveva con disinvoltura, ma Nihal riusciva a malapena a distinguere la mobilia. Fin� per urtare una credenza in un angolo.</p><p>�Dammi la mano, ti guido io� disse il ragazzo.</p><p>Nihal non se lo fece ripetere.</p><p>�Capita spesso che le case della mia gente in esilio siano cos�, sai? Chi viene dalla Terra della Notte non ama la luce. Nella mia famiglia le finestre sono sempre state tenute chiuse. A parte di notte, naturalmente. Mio padre sostiene che � un modo per ricordarsi delle proprie radici.�</p><p>Nihal si fece guidare come una cieca, finch� gli occhi non si abituarono alle tenebre e poterono distinguere il profilo delle cose.</p><p>Attraversarono lunghi corridoi, che collegavano stanze spaziose, tutte arredate con il minimo indispensabile. Un tavolo al centro, una cassapanca contro una parete e poco altro. Quasi in ogni stanza c�erano camini cos� ampi che Nihal sarebbe potuta entrarci. Le pareti erano fitte di spade, lance e armi di ogni genere.</p><p>Regnava un silenzio perfetto, rotto solo dall�eco dei loro passi sul pavimento di pietra. C�era odore di chiuso. Sembrava di essere scesi nelle viscere della terra. Nihal inizi� a sentirsi oppressa da quel luogo.</p><p>Finalmente giunsero davanti a una porta massiccia e il servitore si fece da parte. Laio prese un profondo respiro, quindi apr� il doppio battente.</p><p>Il salone in cui entrarono era molto pi� grande dei precedenti e meglio illuminato. Al centro c�era un lunghissimo tavolo, a un capo del quale era seduto Pewar.</p><p>Assomigliava molto al figlio: capelli biondi e ricci e occhi grigio chiaro, ma al suo volto mancava la vivacit� di Laio. Aveva i lineamenti duri e lo sguardo severo di chi impone a s� e agli altri una rigida disciplina. Bench� si trovasse a casa propria, vestiva con l�uniforme che adottavano i generali durante i consigli di guerra. Al fianco aveva la spada.</p><p>Non si alz� neppure. Fu Laio a farsi avanti, per poi salutarlo con un inchino rispettoso. Pewar rispose ponendogli rigidamente una mano sulla spalla. �Ti aspettavo giorni fa.�</p><p>�Io e la mia compagna abbiamo avuto problemi durante il viaggio.� La voce di Laio tremava.</p><p>L�uomo volse gli occhi verso Nihal e la squadr� da capo a piedi. Il mezzelfo chin� il capo.</p><p>�� lei la causa della tua permanenza in quell�accampamento?� chiese.</p><p>�� lei che mi ha salvato dai nemici nei quali mi ero imbattuto. Ero ferito, quindi mi ha portato alla base. � anche merito suo se ora sono qui. Mi ha salvato da una banda di briganti� disse Laio tutto d�un fiato.</p><p>Pewar scrut� Nihal a lungo e lei sostenne il suo sguardo. �Avr� modo di discutere con te in seguito. Ora lasciami solo con mio figlio. Un servitore ti condurr� alla stanza che ti � stata riservata.�</p><p>Il servo comparve silenzioso alle spalle di Nihal e lei non pot� fare altro che seguirlo.</p><empty-line/><p>Nihal rest� nel buio umido della sua stanza per un tempo che non seppe calcolare. L�oscurit� la soffocava e si costrinse a fissare la fiamma guizzante dell�unica candela che rischiarava l�ambiente.</p><p>Finalmente sent� bussare alla porta e Laio entr� con aria mesta. Aveva gli occhi lucidi.</p><p>Nihal non ci mise molto a capire. �Non � andata bene, vero?�</p><p>Laio si limit� a scuotere il capo.</p><p>�Sapevi che non sarebbe stato facile.�</p><p>�Non sembrava neppure contento di vedermi sano e salvo� mormor� il ragazzo, mentre si torceva le mani. �Per quanto lo riguarda, potevo anche essere morto. Almeno non avrei infangato il buon nome del casato.�</p><p>�Non dire sciocchezze, Laio. Certo che era contento di vederti...� prov� a consolarlo Nihal.</p><p>�Sai che cosa ha detto?� la interruppe lui. �Che solo i figli di nessuno fanno gli scudieri. Che � un lavoro indegno e che io appartengo a una famiglia di grandi guerrieri e non posso essere da meno dei miei antenati.� Nihal vide lacrime di rabbia inumidirgli gli occhi. �Comunque non mi interessa. Non ho passato tutto quello che ho passato per tirarmi indietro proprio ora. Stavolta non mi far� piegare. Stavolta far� di testa mia.�</p><empty-line/><p>Per quel giorno Pewar non si degn� di convocare Nihal. A quanto sembrava, i vertici dell�Accademia avevano tutti lo stesso modo di fare. Anche Raven si divertiva a lasciare attendere oltre i limiti del ragionevole coloro che si recavano da lui per un�udienza. <emphasis> Palloni gonfiati</emphasis> , si sfog� tra s� Nihal.</p><p>Fino all�ora di cena la casa fu silenziosa come un cimitero, poi un campanello annunci� che il pasto stava per essere servito. Mangiarono nella stessa sala dove Laio e suo padre avevano discusso: una zuppa frugale, pane nero e acqua. <emphasis> Si mangia meglio alla mensa della base</emphasis> , pens� Nihal.</p><p>Pewar evit� gli sguardi dei suoi ospiti per quasi tutto il tempo. Il rumore pi� vivace era il cozzare dei cucchiai nelle scodelle.</p><p>Solo verso la fine della cena il generale ritenne di poter rivolgere la parola a Nihal. �Laio mi ha raccontato dell�imboscata. Ti sono grato per il servigio che mi hai reso salvando mio figlio� disse serio.</p><p>�Laio � un amico. Non c�� bisogno che mi ringraziate� rispose Nihal compita.</p><p>�La riconoscenza e l�esaltazione del coraggio sono due capisaldi dell�esercito� ribatt� Pewar rigido. �Come ricompensa, desidero che tu scelga una qualunque delle armi nella sala grande. Dopo ti ci condurr� io stesso.�</p><p>Nihal prov� a declinare l�offerta. �Vi prego, non mettetemi in imbarazzo� mormor�.</p><p>�Insisto perch� accetti il mio dono. Un tuo rifiuto sar� per me un�offesa.�</p><p><emphasis> Un uomo abituato a farsi obbedire. Laio aveva proprio ragione.</emphasis> �Come desiderate, allora. Sar� lieta di ricevere il vostro omaggio� rispose Nihal.</p><p>Cacci� indietro la stizza. Era l� per aiutare Laio, non per litigare con suo padre. Ma avrebbe fatto volentieri a meno di dover leccare i piedi anche a lui, oltre che a quel damerino di Raven.</p><p>Come promesso, dopo cena Pewar accompagn� personalmente Nihal nella sala di cui aveva parlato. Armi di ogni tipo ricoprivano le pareti: balestre, spade, archi, pugnali, mazze ferrate. Nihal non dubitava che quell�uomo sapesse maneggiarle tutte alla perfezione.</p><p>La ragazza prese un pugnale semplice e anonimo e Pewar dimostr� di apprezzare la scelta, segno evidente che quell�inutile cerimonia era dettata solo dal formalismo.</p><p>�L�ora � tarda, sarete stanchi per il viaggio� disse il generale alla fine.</p><p>Nihal fece un rapido calcolo. Tarda? Il sole era calato da neppure due ore!</p><p>�Che ognuno si ritiri nella propria stanza� concluse l�uomo, poi rivolse loro un secco saluto e se ne and�.</p><p>Nihal fu presa in consegna dal solito servitore taciturno, mentre Laio si diresse verso la sua vecchia stanza con la stessa attitudine dell�agnello che va incontro al lupo.</p><empty-line/><p>Il sole era sorto da poco, quando Laio and� a svegliare Nihal.</p><p>La ragazza si stropicci� gli occhi. �Sempre cos� mattinieri, voi della Terra della Notte?�</p><p>Laio rispose con un sorriso tirato.</p><p>Pewar li attendeva gi� nella sala da pranzo, seduto all�estremit� del lungo tavolo. Era impeccabile, esattamente come il giorno prima, e abbigliato nello stesso identico modo. Non sembrava neppure che fosse andato a dormire.</p><p>A tavola c�erano tre scodelle colme di latte di capra e l�immancabile pane nero. Un vassoio di mele piccole e asprigne costrinse Nihal a chiedersi dove accidenti avessero trovato della frutta cos� in una terra florida come quella dell�Acqua. <emphasis>Quest�uomo si � proprio portato il campo di battaglia a casa.</emphasis></p><p>Mangiarono in silenzio, poi Pewar si alz�. �A met� mattinata ti aspetta un duello, Laio. Fa� in modo di essere pronto tra due ore esatte� disse con voce marziale.</p><p>Laio alz� la testa dalla scodella vuota. �Che duello?� chiese spaesato.</p><p>�Il primo di una lunga serie� rispose secco Pewar. �Stando a quel che mi hai detto, non prendi in mano una spada da parecchi mesi. � tempo di ricominciare a fare pratica. Il tuo addestramento inizia oggi.� Poi il generale si rivolse a Nihal. �Per quanto ti riguarda, puoi tornare al campo di battaglia. Ritieniti congedata da questa casa a partire da domani.�</p><p>�Io non ho intenzione di combattere� disse Laio.</p><p>�Tra due ore. Puntuale� ripet� Pewar, poi si allontan�.</p><p>�Io non voglio combattere!� url� Laio, ma suo padre stava gi� per infilare la porta.</p><p>Nihal sent� il sangue salirle alle guance e, nonostante tutti gli inviti alla calma che si era ripetuta, si alz� di scatto. �Avete sentito o no vostro figlio?�</p><p>Laio la guard�. Nei suoi occhi vi era una tacita supplica, ma Nihal la ignor�.</p><p>Pewar si blocc� sulla porta e si volt� lentamente. �Io sono un tuo superiore e tu sei nella mia casa. Chi ti ha autorizzata ad alzarti e a rivolgermi la parola?�</p><p>Il cuore di Nihal tambureggiava sotto il corpetto di pelle, le mani che stringevano il bordo del tavolo erano sbiancate. �Vostro figlio non vuole combattere.�</p><p>�Nihal...� sussurr� Laio.</p><p>Pewar le scocc� un�occhiata gelida. �Ti voglio fuori di qui entro stasera� scand�, prima di uscire sbattendo la porta.</p><p>�Mi avevi promesso che saresti stata zitta, maledizione!� la aggred� Laio.</p><p>�S�, ma lui...�</p><p>�Questa � la mia battaglia, lo capisci? La mia!�</p><p>Nihal sent� l�ira sbollire. �Volevo solo...�</p><p>�Giurami che non farai pi� niente, giuralo.�</p><p>Nihal annu�, costernata. Rest� in silenzio per qualche istante, a maledire tra s� il proprio caratteraccio. �Andrai?� chiese infine a Laio.</p><p>�Non ho altra scelta.�</p><empty-line/><p>L�arena interna in cui si sarebbe svolto il duello era l�unica zona della casa di Pewar a essere illuminata. Era un cortile quadrato, posto esattamente al centro della dimora, essenziale come tutto il resto. Il pavimento era in terra battuta, circondato da un porticato. L� sotto, al riparo dal sole violento d�inizio estate, c�era un seggio di legno massiccio. Pewar vi sedeva tronfio.</p><p>Nihal si mise in un angolo, all�ombra. Sperava di non essere notata. Dopo la sua alzata di testa, Pewar non avrebbe certo apprezzato la sua presenza, ma non poteva mancare. L�, in quel quadrato polveroso, Laio stava per giocarsi il futuro.</p><p>L�avversario che avrebbe dovuto affrontare era un ragazzo poco pi� grande di lui, ma con l�aria del guerriero fatto e finito; probabilmente un soldato semplice costretto dal generale a quella farsa.</p><p>Laio apparve dopo un po�. I panni del guerriero non gli si addicevano. Indossava una giubba in pelle e stivali di cuoio che arrivavano a mezza coscia. In mano aveva una lunga spada dall�elsa elaborata. Nihal se la ricordava; era in bella vista nel salone dove aveva scelto il pugnale.</p><p>Laio aveva la fronte corrugata e gli occhi stretti in una fessura. Forse suo padre lo credette concentrato, ma Nihal conosceva quell�espressione: era triste perch� doveva impugnare la spada e combattere, perch� doveva rivivere il terrore della battaglia, perch� quello non era il suo posto.</p><p>Il ragazzo prese posizione nell�arena e il suo contendente lo salut� con la spada. Laio non rispose e si volt� verso il padre. �Non � cos� che mi piegherai.�</p><p>�Taci e combatti� rispose Pewar, in tono quasi annoiato.</p><p>�Te lo ripeto ancora, non voglio.�</p><p>La voce di Pewar fu un tuono che squarci� la cappa di tensione che aleggiava sull�arena: �Mettiti in guardia e battiti da uomo!�. Laio rimase al suo posto.</p><p>�Attaccalo� ordin� Pewar al soldato.</p><p>�Ma generale... non � in guardia...�</p><p>�C�� qualcuno che obbedisce ai miei ordini qui dentro? Ho detto attaccalo!�</p><p>Il giovane sobbalz�, quindi obbed� e sferr� un fendente dall�alto.</p><p>Laio non si mosse e il soldato fu costretto ad arrestare il colpo.</p><p>�Chi ti ha detto di fermarti?� Pewar salt� in piedi.</p><p>Il soldato era confuso. �Signore, � vostro figlio. Come posso colpirlo?�</p><p>�Se non ha il coraggio di battersi non � mio figlio� replic� il generale. �Ricomincia.�</p><p>Nihal, dal suo angolo, stringeva i pugni. <emphasis> Non devo intervenire. Laio sa quello che fa e questa � la sua battaglia</emphasis> , si ripeteva, ma sentiva in cuore una furia cieca.</p><p>Il soldato riprese l�attacco e colp� Laio di striscio, disegnandogli un taglio rosso sul braccio sinistro.</p><p>Laio url�. Par� di scatto il colpo successivo e inizi� a battersi con foga.</p><p>Non era il Laio che conosceva Nihal. I suoi colpi erano precisi e violenti, sembrava un vero soldato.</p><p>Le spade si incrociarono a lungo, in un arabesco di parate e attacchi. Nessuno dei due sembrava prevalere. Un paio di fendenti del soldato andarono a segno, ma senza lasciare pi� che lievi graffi. Anche Laio riusc� a colpire l�avversario un paio di volte, sempre di striscio. La situazione era di assoluto equilibrio.</p><p>Dal suo scanno, Pewar osservava soddisfatto. Nel suo sguardo Nihal lesse l�eccitazione della lotta e del sangue, qualcosa che conosceva fin troppo bene e che ora vedeva riflessa negli occhi di quell�uomo spietato. <emphasis> Pewar non ama la battaglia: ama uccidere.</emphasis></p><p>Laio continuava a combattere. I suoi assalti erano sempre pi� accaniti, i colpi pi� furiosi. A mano a mano che l�ira gli offuscava la mente, il suo corpo si risvegliava e riportava a galla tutti gli insegnamenti ricevuti all�Accademia. Attacc� pi� da vicino, cambiando ritmo di continuo, e costrinse il giovane soldato a indietreggiare. Quando lo vide abbastanza in difficolt�, Laio men� un deciso fendente laterale e lo fer� a una gamba. Il ragazzo cadde a terra urlando, mentre un�ampia macchia di sangue imbeveva la terra battuta.</p><p>Laio si arrest� all�improvviso e rimase al centro dell�arena, la spada penzoloni in mano. Nello spiazzo risuon� l�applauso del generale.</p><p>�Bravo! Bravo!� Pewar si avvicin� al figlio e gli strinse una spalla. �Lo vedi che sai combattere? Lo vedi che sei forte e non lo sai? E ora, uccidilo!�</p><p>Il soldato a terra non riusciva a muoversi, la ferita era profonda. Spalanc� gli occhi terrorizzato. �Generale...� mormor�.</p><p>Laio si sottrasse alla presa del padre e lo guard�, sconvolto. �Che cosa stai dicendo?�</p><p>�Che devi finirlo� rispose tranquillo Pewar.</p><p>�Ma � a terra! L�ho gi� sconfitto. Non puoi chiedermi...�</p><p>Pewar scosse la testa. �Ti sei mai domandato perch� hai tanta paura della battaglia? Eppure sai combattere, l�hai appena dimostrato. Allora?�</p><p>Laio non aveva una risposta da dare al padre, non riusciva a pensare a niente. Sentiva solo il respiro affannoso del ragazzo, il rumore delle sue mani che arrancavano nella polvere alla ricerca di una via di fuga.</p><p>�Tu hai paura di uccidere, Laio. Ed � una paura normale.� D�un tratto il tono di Pewar si era addolcito, era agghiacciante nella sua pacatezza. �Ma � una paura contro la quale bisogna lottare. Anch�io l�ho provata, ma l�ho scacciata affondando la lama nel petto del primo nemico che ho abbattuto. Cos� devi fare anche tu. Ammazza questo verme. Solo allora sarai davvero un guerriero. � questo l�unico confine che ti separa dal tuo destino: l�uccisione dell�avversario.�</p><p>Laio guard� il ragazzo, il suo volto terreo che gli implorava piet�, il sangue che gli zampillava dalla coscia e si allargava in una pozza. Era stato lui a spargere quel sangue. Lui a infliggere quel dolore.</p><p>�No!� url�, poi gett� la spada a terra, lontano. Quindi spinse via suo padre e grid� ancora: �No!� a voce alta, tonante, tanto forte da farsi male alla gola.</p><p>Pewar lo guard� allibito.</p><p>�Ammazza me, piuttosto� grid� Laio. Corse a raccogliere la spada e la prese per la lama, ferendosi le dita. La porse al padre. �Se davvero uccidere ti sembra poca cosa, ammazzami. Ma io non diventer� un assassino. Io non sono come te, lo capisci? Io non uccider� questo soldato, n� torner� a combattere. Io far� lo scudiero, che tu lo voglia o no.�</p><p>Laio tacque, il respiro affannato. Il sangue gocciolava lento a terra dalle mani serrate intorno alla lama.</p><p>Il generale rest� inchiodato al suo posto e Nihal strinse l�elsa della spada, pronta a intervenire.</p><p>Il tempo parve fermarsi, poi Laio gett� l�arma a terra. Si diresse a grandi falcate verso il porticato e raggiunse Nihal.</p><p>�Andiamo via� disse �riportami alla base.�</p><p>Non pass� neppure a prendere la sua roba.</p><p>Infil� la porta di casa seguito da Nihal e non volle mai pi� vedere suo padre.</p></section><section><title><p>16</p><p>Addio al mare.</p></title><p>Potete andare.� Nereo era entrato nella stanza seguito da un nugolo di guardie e da un codazzo di ministri dalle facce tese. I suoi accompagnatori si guardarono perplessi. �Fuori, ho detto!� url�.</p><p>Rimasto solo con Sennar, il re ragazzo si par� davanti a lui, pallido, lo scettro in mano.</p><p>Dopo lo scontro con Rodhan, Sennar era stato portato da un mago del posto, ma la sua ferita non si poteva curare con un semplice incantesimo di guarigione.</p><p>�� un incantesimo superiore� aveva detto Sennar, con le ultime forze che gli rimanevano. �Un sacerdote dovrebbe essere in grado di...�</p><p>Una fitta gli aveva mozzato le parole in bocca. Era come se un fuoco interno gli divorasse le carni. La piaga si estendeva e si irradiava lungo tutta la gamba. Era un sortilegio terribile, frutto della magia proibita. Lo avevano condotto nel palazzo reale, dove il guaritore di corte aveva impiegato una notte intera di preghiere e impacchi per liberarlo dalla maledizione che gli consumava la gamba. Il dolore aveva dato tregua a Sennar solo alle prime luci dell�alba e il mago era finalmente scivolato nel sonno.</p><p>Si era svegliato il giorno dopo, in un letto con baldacchino, sotto una coperta di broccato. Si trovava in un�ampia stanza le cui pareti erano ricoperte da un mosaico: piccole conchiglie perlacee di tutte le sfumature del rosa irradiavano una luce tenue e riposante. Da un obl� ogivale si intravedevano le guglie pi� basse del palazzo.</p><p>Sennar aveva passato molte ore in uno stato di semincoscienza. Il volto sorridente di Rodhan lo tormentava, poi vedeva la lancia che lo uccideva e sentiva le parole del soldato: �La guerra � guerra�. Era trascorsa cos� un�altra giornata e ora il re gli stava di fronte.</p><p>�Vi devo ringraziare, consigliere.�</p><p>�Non ho fatto niente di straordinario� disse Sennar a fatica, ma Nereo lo interruppe con un cenno.</p><p>�Vi devo ringraziare e devo scusarmi con voi. Avevate ragione: un pericolo incombeva e non ce ne eravamo accorti.�</p><p>Il re inizi� a camminare pensieroso avanti e indietro, mentre il suo scettro batteva ritmicamente al suolo. �Quante forze ha in campo il Tiranno?�</p><p>�Molte, Maest�. Centinaia di migliaia di guerrieri. Sembrano inesauribili.� Sennar parlava con voce stanca.</p><p>�E le armi?� chiese Nereo, sempre pi� scuro in volto.</p><p>�Tutte quelle note. I guerrieri usano per lo pi� la spada o la lancia, i fammin danno il meglio di s� con l�ascia.�</p><p>Il re si ferm� davanti alla finestra. �Credete che verranno?� chiese alla fine.</p><p>Sennar guard� la sua figura stagliarsi contro il blu. �Non lo so, Vostra Maest�. Anche per il Tiranno battersi su due fronti sarebbe impegnativo, ma questo non significa che non potrebbe decidere di provarci.�</p><p>Il re si volt� e si rivolse a Sennar con voce solenne: �Basta cos�. Ho deciso di farvi accompagnare in superficie da un ambasciatore. Parteciper� alle sedute del vostro Consiglio e avr� pieni poteri: le sue decisioni saranno le mie decisioni. Sar� lui a stabilire quanta parte del nostro esercito verr� impiegata. Non siete pi� soli, consigliere�. Diede a Sennar un�ultima occhiata decisa, poi usc� dalla stanza senza aggiungere altro.</p><p>Sennar avrebbe voluto sentirsi meglio, avrebbe voluto godere di quel momento. Ma non ci riusciva. Non era la gamba, e nemmeno la stanchezza che si sentiva addosso. �La guerra � guerra� aveva detto il soldato. L�aiuto che gli veniva offerto non significava la vittoria della pace, ma il trionfo della guerra. E Sennar non poteva fare a meno di pensare che aveva contribuito a far entrare la guerra a Zalenia.</p><empty-line/><p>Quando Ondine fece ingresso nella stanza di Sennar, aveva gli occhi rossi e il viso tirato di chi non ha dormito. Aveva dovuto aspettare tre giorni prima di ottenere il permesso di incontrarlo. Ora le guardie erano diventate sospettose e Sennar era considerato un facile obiettivo.</p><p>Si sedette sul letto, agitata. �Che cosa ti hanno fatto?�</p><p>�� tutto passato� la rassicur� Sennar.</p><p>�Le notizie che mi arrivavano erano cos� confuse! C�era chi diceva che eri morto, chi sosteneva che ti avrebbero tagliato una gamba... � stato terribile, Sennar. Ho creduto di impazzire.�</p><p>Lui la lasci� sfogare. �Ora sto bene, vedi? E presto potr� alzarmi� disse. Gi�, si sarebbe alzato di nuovo.</p><p>Ondine lo guard� negli occhi. �Che cosa ha detto il re?�</p><p>�Che avremo il vostro aiuto.�</p><p>Ondine gli butt� le braccia al collo. �Allora ce l�hai fatta!� esclam� entusiasta. �Hai visto che avevo ragione?�</p><p>�S�, avevi ragione� mormor� Sennar.</p><p>Lei si stacc� e gli accarezz� il viso, sorridendo. Sennar abbass� lo sguardo. <emphasis> Ondine, potrai mai perdonarmi?</emphasis></p><empty-line/><p>Rimase a letto per una settimana. Dopo tanta immobilit�, la gamba gli obbediva poco e spesso si divertiva a cedere sotto il peso del corpo. Per fortuna c�era sempre Ondine, pronta al suo fianco, che lo sorreggeva e lo aiutava, lo assisteva con assoluta dedizione. Sennar non riusciva a scacciare la sensazione di benessere che provava quando stava con lei, tanto che pens� di essersi sbagliato. Forse la sua felicit� era legata a quella ragazza, forse non era impossibile pensare a una vita con lei. Ma erano solo momenti e Sennar lo sapeva bene. Ci� che voleva davvero era lontano da quegli abissi, la persona che amava era alla luce del sole e non serviva a niente ingannarsi come aveva fatto in quelle settimane. Era stato sciocco. Sciocco e superficiale. E ora doveva pagarne il conto.</p><empty-line/><p>La data della partenza fu stabilita e i giorni che mancavano trascorsero tra colloqui con il re e i suoi dignitari. Sennar li mise al corrente di tutti i dettagli della guerra e delle condizioni dell�esercito delle Terre libere, poi passarono a pianificare un�ipotesi di alleanza tra Zalenia e il Mondo Emerso.</p><p>Conobbe anche Pelamas, l�ambasciatore che lo avrebbe accompagnato. Era un uomo di mezza et�, flemmatico e dall�espressione imperscrutabile, che parlava poco e solo di questioni diplomatiche. Guardava Sennar con una certa ammirazione e lo trattava con rispetto, ma sembrava continuamente in lotta contro il disgusto per la pelle scura e i capelli rossi del giovane consigliere.</p><p>Sennar trascorreva tutto il suo tempo libero con Ondine. Avrebbe voluto spezzare lentamente il filo che lo legava a lei, ma non ci riusciva. Cerc� di essere pi� freddo, anche se gli costava fatica, ma Ondine accettava la sua distanza senza fare domande.</p><p>Quando arriv� l�ultima sera a palazzo, Sennar volle passarla in uno dei giardini che punteggiavano la reggia, quello che si trovava proprio sotto la colonna, dove si sentiva fischiare il vento che saliva lungo il condotto. Quel rumore solenne e quasi lugubre si mescolava al sommesso chiocciare di una piccola fontana. Era un luogo malinconico e Sennar pens� che fosse il pi� adeguato per dire addio al Mondo Sommerso. Seduto di fronte alla fontanella, fiss� lo scorrere lento e regolare del sottile getto d�acqua. Pens� a tutto quello che era accaduto, alla paura che l�aveva accompagnato per l�intero viaggio, al terrore cieco che aveva provato nel gorgo, ai pirati, ad Aires, alla dolcezza di Ondine, che quella sera avrebbe visto per l�ultima volta.</p><p>La ragazza lo raggiunse poco dopo e Sennar fu contento di interrompere quell�attesa, quel susseguirsi di pensieri. Ondine si ferm� davanti a lui, immobile, controluce. A Sennar parve identica al giorno in cui l�aveva conosciuta, quando si era avvicinata alle sbarre della cella con il vassoio tra le mani. Ma ora il suo volto era serio.</p><p>�Domani parti� disse lei.</p><p>�Gi�, pare che io sia guarito� mormor� Sennar.</p><p>Ondine tacque a lungo. Poi si schiar� la voce e fece un profondo respiro. �In questi giorni ho riflettuto molto, Sennar.� Alz� la testa, l�espressione determinata. �Voglio venire con te nel Mondo Emerso.�</p><p>Sennar la guard� negli occhi. �Ondine, io...� Lei sostenne il suo sguardo. �Vivo in un paese in guerra, lo sai. Devo controllare l�esercito della Terra del Vento, � questo il mio compito. Non voglio che tu veda quello che accade laggi�, non voglio che...�</p><p>All�improvviso Ondine alz� la voce. �Piantala di dire sciocchezze. Non trattarmi da stupida, Sennar!�</p><p><emphasis> Ha ragione lei. Mi ha salvato la vita, mi � stata accanto. Merita la verit�, non queste pietose bugie.</emphasis> Ma Sennar non ce la faceva. Era paralizzato. Guardava il viso dolce di Ondine e la voce gli moriva in gola.</p><p>Lei gli prese le mani. �Tu mi vuoi, Sennar? Devo saperlo. Vuoi che venga con te?�</p><p>L�acqua scendeva lenta dalla fontana e il vento continuava il suo lamento.</p><p>Sennar chiuse gli occhi. �No, Ondine� disse in un sussurro. �Domani partir� da solo.�</p><p>La stretta di Ondine si allent� a poco a poco, le mani le ricaddero lungo i fianchi. Rest� in piedi, senza dire una parola.</p><p>�Ondine, ascoltami, ti prego. Io ti voglio bene, sei una ragazza stupenda. Mi hai aiutato, sei stata la mia compagna in questa avventura. In tanti momenti ho pensato che restare insieme a te sarebbe stato bello. Perch� con te stavo bene... sto bene. Ma dentro di me so che non posso.�</p><p>�Ti ricordi quella sera nella tua cella?� disse lei con un filo di voce. �Quando un uomo bacia una donna vuol dire che la ama. Perch� mi hai baciata, Sennar?�</p><p>Sennar sent� un nodo alla gola. �Perch� sei bella come poche altre. E speciale. Dopo tanti morti, tanta sofferenza, avevo bisogno...� Si interruppe. �C�� qualcuno nel Mondo Emerso, da cui voglio tornare, Ondine.�</p><p>Lei rimase immobile, gli occhi piantati in quelli di Sennar.</p><p>�Non so come spiegarti, non so dirti se ne sono innamorato. Quando stavo con te credevo di averla dimenticata. Poi un giorno, all�improvviso, ho capito che non volevo pi� pensarci perch� mi faceva male. Ho capito che mi stavo illudendo. Che ti stavo illudendo.�</p><p>La ragazza strinse i pugni. Le lacrime iniziarono a scenderle piano lungo le guance. Non le sfugg� nemmeno un singhiozzo.</p><p>Sennar allung� le dita verso il suo viso, ma Ondine arretr� di qualche passo. L�uscita del giardino era vicina.</p><p>�Addio, Sennar� disse sottovoce, poi si allontan� senza voltarsi indietro.</p><empty-line/><p>La luce era di nuovo limpida, il giorno seguente. Sennar raggiunse l�arena con la testa ancora piena dei pensieri che lo avevano tenuto sveglio tutta la notte e l�immagine di Ondine che piangeva in silenzio impressa negli occhi.</p><p>Quando il conte Varen gli and� incontro, Sennar non gli diede neppure il tempo di parlare: �Vorrei che vi prendeste cura di Ondine nel viaggio di ritorno, conte�. Varen annu� e Sennar seppe che aveva capito.</p><p>�Grazie per aver creduto in me, Varen� disse, mentre gli tendeva la mano.</p><p>Il conte ricambi� la stretta e si sforz� di sorridere. �Sono io a doverti ringraziare, mi hai fatto ricordare cose che avevo perduto. E poi� disse, in un tentativo di essere allegro �non � detto che questo sia un addio. Ormai siamo alleati, chiss� che non ci si riveda, prima o poi.�</p><p>�Gi�, chiss� rispose Sennar, poi raggiunse la carovana con cui era in procinto di lasciare Zalenia per sempre.</p><empty-line/><p>Il viaggio ebbe inizio. Sennar aveva il cuore pesante. Partiva dalle profondit� marine e portava con s� il ricordo di molti momenti indimenticabili, ma che cosa si lasciava alle spalle? Il viso triste di Ondine. E uno strascico di morte.</p><p>Quando la vide sul ciglio della strada, in attesa, il cuore ebbe un sobbalzo.</p><p>�Fermiamoci un istante, vi prego� disse all�ambasciatore Pelamas che cavalcava al suo fianco. Tutto il loro seguito si arrest�.</p><p>Il mago scese da cavallo e la raggiunse. Si guardarono a lungo.</p><p>Fu lei a parlare. �Come si chiama la tua donna?�</p><p>�Non � la mia donna...�</p><p>�Voglio sapere come si chiama.�</p><p>�Nihal.�</p><p>�Devi giurarmi una cosa� disse lei con voce seria.</p><p>�Che cosa?�</p><p>�Se � tanto importante per te, se per lei rinunci a me... devi giurarmi che farai di tutto per essere felice con lei. Se scoprir� che non lo hai fatto, non ti perdoner� mai. Io ho qualche diritto su di te, Sennar, ricordi? Ti ho salvato la vita. Adesso giura.�</p><p>Sennar sorrise. �Te lo giuro.�</p><p>Ondine gli fece un cenno col capo, quindi volt� le spalle e si allontan�, tagliando per il campo che costeggiava la strada.</p><p>Sennar la vide diventare sempre pi� piccola, finch� non fu una minuscola figura che spariva all�orizzonte.</p><p>Risal� a cavallo. �Possiamo andare� disse all�ambasciatore.</p><p>La carovana si rimise in movimento. Sennar chiuse gli occhi per non guardare oltre quella terra.</p></section></section><section><title><p>ALLA RICERCA.</p></title><section><title><p>17</p><p>Un nuovo cavaliere.</p></title><p>Nihal si avvicin� alla capanna di legno con titubanza. Non era affatto sicura di quello che stava per fare, anche se aveva riflettuto a lungo. Aveva paura. Proprio lei, che sul campo di battaglia non si lasciava mai prendere dal panico, che non temeva n� la morte n� le ferite. <emphasis> Piantala di fare la femminuccia. Ormai hai deciso. Entra e basta.</emphasis></p><p>Sarebbe stato un regalo per il suo compleanno, ma soprattutto per la sua nomina a Cavaliere, ormai imminente.</p><p>Si ritrov� in una stanza buia e soffocante. �C�� nessuno?� chiese ad alta voce.</p><p>Si fece avanti un omone. Sembrava uno di quei venditori di carne che aveva visto al mercato: grasso, sporco e sudato. Un brivido le percorse la schiena. L�uomo si puliva le mani con uno straccio.</p><p>�Chi sei?� chiese.</p><p>�Una cliente, ovvio� rispose Nihal, cercando di darsi un contegno.</p><p>�Le donne non si fanno tatuaggi� rispose quello senza scomporsi.</p><p>�Non si finisce mai d�imparare: io sono una donna che se li fa. Sono un Cavaliere di Drago� disse. Scopr� lo stemma che aveva sul petto.</p><p>L�uomo ebbe un attimo di stupore, poi riprese la sua espressione apatica. �Non ancora, sei un allievo.�</p><p>�Domani ci sar� la cerimonia di consacrazione.�</p><p>�Ce li hai i soldi?�</p><p>La ragazza tir� fuori un sacchetto e ne sparse il contenuto su un tavolo. �Questi bastano?�</p><p>L�uomo li valut� con attenzione, annu� e and� in una stanza attigua.</p><p>Nihal rest� sola nella penombra. Molti Cavalieri prima della nomina si facevano un tatuaggio, era una specie di tradizione. Naturalmente fioccavano le leggende sull�atroce dolore che bisognava sopportare e parecchi si erano divertiti a spaventarla. Ido, invece, era stato laconico. �Ci manca solo quello� aveva detto, e con quelle quattro parole aveva sancito tutta la sua disapprovazione. Ma ormai era fatta, era inutile avere paura: qualche minuto e sarebbe finita.</p><p>Quando il tatuatore torn�, aveva tra le mani un coltello sottile e affilato e una serie di ciotole piene di pigmenti colorati. �Dove lo vuoi, questo tatuaggio?� chiese con un sorrisetto ambiguo.</p><p>Tutti cos�, quelli che incontrava: o non la prendevano sul serio, oppure iniziavano a guardarla con quello sguardo laido. Nihal sbuff� e sguain� piano la spada. Il suo riflesso nero percorse il volto dell�uomo che le stava davanti. Il tatuatore cambi� immediatamente espressione.</p><p>�Solo per ricordarti che quest�arma non � qui per bellezza� disse Nihal con tutta calma. �Ora veniamo a noi. Il tatuaggio lo voglio sulla schiena, per cui adesso mi spoglio. Tu invece ti giri e non ti volti finch� non mi sono sdraiata su quel tavolo. Sono sicura che sei una brava persona, ma la prudenza non � mai troppa. Tutto chiaro?�</p><p>L�uomo deglut� in silenzio e fece un cenno col capo.</p><p>�Perfetto. Girati.�</p><p>�Che tatuaggio vuoi?� chiese l�uomo, mentre le dava la schiena. Gli tremava la voce e a Nihal venne quasi da ridere.</p><p>�Due ali di drago, una per spalla. Chiuse.�</p><p>�Perch� chiuse?�</p><p>�Perch� quando sar� il momento le spiegher� al vento e voler� via. Puoi girarti, ora.�</p><p>Prona sul tavolo, la schiena nuda, Nihal sent� l�uomo avvicinarsi e passarle un panno caldo sulle spalle. Si accorse che il cuore le batteva forte e si maledisse per quella stupida paura. Infine vide il coltello e la punta gi� nera di inchiostro. Strinse gli occhi e sent� la lama inciderle la pelle.</p><empty-line/><p>Usc� dalla capanna felice. La schiena era indolenzita e la ferita le bruciava, ma ora aveva le sue ali. Non restava che capire quando si sarebbero spalancate.</p><p>Quando arriv� alla base, trov� Ido ad attenderla sulla porta. �Dove sei stata?� chiese, tra un tiro di pipa e l�altro.</p><p>Nihal prefer� rimanere sul vago. �In giro.�</p><p>�Tu non me la conti giusta� rispose lui, dopo averla scrutata a lungo.</p><p>�Ido, a volte ti comporti come se fossi mio padre!�</p><p>Lo gnomo sorrise. �Vieni dentro, forza, che dobbiamo parlare.�</p><p>Nihal lo segu� e lui la fece sedere.</p><p>�Allora, ti senti pronta per la cerimonia di domani?�</p><p>Nihal divenne seria. �Credo di s� disse. �Credo� era la parola giusta.</p><p>�Bene, allora sarai pronta anche per questo� disse Ido, poi spar� dietro la porta della stanza accanto.</p><p>Ricomparve poco dopo con un fagotto di iuta, sotto il cui peso le sue gambe corte si piegavano. Lo butt� sul tavolo mentre Nihal lo fissava con uno sguardo interrogativo.</p><p>�Questo � per te, dacci un�occhiata� disse con apparente noncuranza.</p><p>Nihal tocc� l�involucro, incuriosita. Sent� alcune forme strane e qualcosa di duro. Poi lo apr�, ma il sacco era tanto grande che dovette infilarci la testa dentro per capire che cosa contenesse. Quando usc�, scapigliata, sul suo viso era dipinta un�espressione incredula.</p><p>�Ora sei un Cavaliere e non mi sembra molto decoroso che te ne vada in battaglia conciata come un mendicante� borbott� lo gnomo, quasi imbarazzato. Era la prima volta che faceva un regalo.</p><p>Nihal inizi� a svuotare il sacco: c�erano una corazza splendente, un paio di spallacci, un elmo e due gambali. Erano tutti di cristallo, nero come la notte e lucente di terribili bagliori. Come la sua spada. La corazza era levigata a regola d�arte e dalla parte bassa della vita partiva un fregio: rappresentava un drago ritorto su se stesso, che con mille volute si arrampicava su per il busto fino all�altezza del petto, dove troneggiava la testa; la bocca spalancata sputava due fiotti di fiamme che si avvolgevano intorno al profilo dei seni. Gli spallacci erano foggiati come due teschi di drago, i denti aguzzi sprofondati nella linea delle spalle. Sui gambali tornava il motivo delle fiamme. Infine, l�elmo aveva due grossi spuntoni che partivano dai lati del capo.</p><p>Nihal la guard� senza parole. Era la sua armatura.</p><p>�L�elmo l�ho fatto fare in modo che non ti dia fastidio sulle orecchie. � leggera, sai, non dovrebbe impacciarti nei movimenti� spieg� Ido, ma Nihal continuava a tacere. �Di sicuro tuo padre avrebbe fatto qualcosa di pi� bello e grandioso, ma spero che ti piaccia e che ti ci trovi bene a combattere e... oh, al diavolo!� imprec� alla fine.</p><p>Nihal gli salt� al collo e lo abbracci� stretto. Era pi� di quanto potesse sperare, era un regalo meraviglioso, era la prova della stima che Ido nutriva per lei. Le vennero le lacrime agli occhi. �Grazie, grazie...� continuava a ripetere.</p><p>Ido la allontan�. Aveva gli occhi un po� lucidi. �Se speri di farmi piangere come una femminuccia ti sbagli di grosso, sappilo� brontol�, poi scoppi� a ridere e Nihal rise con lui.</p><p>�Io... � tutto bellissimo, Ido. Tu mi hai salvata, mi hai cresciuta, hai fatto di me un guerriero... io...� Nihal non trovava le parole per ringraziare lo gnomo che l�aveva riportata alla vita.</p><p>Ido rispose dandole una sonora pacca sulla schiena. �Su, bando ai sentimentalismi, va� a prendere quel buono a nulla di Laio e diamoci una mossa� disse. Il sorriso che fino a poco prima troneggiava sulle sue labbra scomparve non appena sent� Nihal gemere. �Che cosa hai combinato?� chiese. Sbuff� dalla pipa una serie di nuvolette di fumo compatte e ravvicinate, come accadeva sempre quando si arrabbiava.</p><p>Con gli occhi di Ido puntati addosso, Nihal arretr� fino a trovarsi con le spalle al muro. Accidenti. E adesso? Non le restava che confessare. �Ho fatto il tatuaggio...� disse con un filo di voce.</p><p>Sbuffo di fumo. �E che razza di tatuaggio ti sei fatta?� Sbuffo di fumo.</p><p>�Due ali... sulla schiena...�</p><p>Sbuffo di fumo. Silenzio.</p><p>�Non sono tanto grandi... E poi hanno un significato...�</p><p>Sbuffo di fumo. �Non ti faccio una scenata solo perch�...� sbuffo di fumo �solo perch� siamo in ritardo. Altrimenti mi avresti sentito, eccome! E ora sparisci, prima che cambi idea.�</p><p>Nihal schizz� fuori dalla capanna con un mezzo sorriso sulle labbra.</p><empty-line/><p>Partirono dopo pranzo. Ido su Vesa e Laio dietro a Nihal su Oarf.</p><p>Nihal adorava volare. Quando saliva sul suo drago e vedeva tutto dall�alto si stupiva come se fosse la prima volta. Cavalcava Oarf senza finimenti e, che lei sapesse, era l�unica tra i Cavalieri di Drago a farlo. Laio era costretto ad aggrapparsi a lei con tutte le forze per non cadere. Nihal non voleva dominare il suo drago, lei e Oarf erano una sola cosa. Tra loro non c�era bisogno di ordini, perch� il pensiero dell�uno era quello dell�altra.</p><p>Giunsero a Makrat verso sera. La citt� si present� ai loro occhi nella confusione e nell�afa estiva. Nonostante l�ora, le vie e le piazze erano affollate ed echeggiavano di voci, sussurri, risa e frastuono. Quando passarono davanti all�enorme portone dell�Accademia, Nihal non pot� fare a meno di pensare a Sennar. Che stupida era stata. Il giorno del loro ultimo incontro avrebbe voluto dirgli quanto fosse importante per lei, abbracciarlo e tenerlo stretto perch� non andasse via. Invece lo aveva ferito, con la spada e con le parole. E ora forse era morto. Scacci� quel pensiero. Sennar era vivo e sarebbe tornato.</p><empty-line/><p>Cenarono all�Accademia, insieme ai cadetti. A Nihal fece uno strano effetto rientrare nel vasto refettorio.</p><p>�Ti ricordi quando mangiavamo qui anche noi?� le chiese Laio tra un boccone e l�altro. Poi inizi� a raccontare a Ido come aveva conosciuto Nihal.</p><p>Ma lei non aveva voglia di rievocare i tempi andati. Non erano stati bei mesi quelli passati l� dentro. In fondo era trascorso cos� poco tempo. Ricordava bene le sensazioni che aveva provato tra quelle mura: l�isolamento, la solitudine, l�odio, l�impressione di essere diversa. Anche adesso tutti la guardavano, allievi e maestri, e Raven dal suo scanno non le toglieva gli occhi di dosso. Lei sapeva perch�: era una donna, era un mezzelfo. Le sembr� che non fosse cambiato niente.</p><p>Sorb� la sua minestra in silenzio, mentre Laio la riempiva di chiacchiere e Ido la osservava senza fiatare.</p><p>Quando fu ora di ritirarsi ciascuno nelle proprie stanze, lo gnomo la ferm�. �So come ti senti, Nihal. Ma non devi avere paura. Ti meriti quello che riceverai domani.�</p><p>�S�, certo� annu� lei poco convinta. �Fa caldo, vado a fare una passeggiata� tagli� corto, quindi si allontan� in fretta. Desiderava stare sola.</p><empty-line/><p>Il giorno dopo, il salone le parve ancora pi� immenso di quanto lo ricordasse. E pieno, strapieno, traboccante di gente. Si sent� mancare l�aria. Erano tutti l� per lei. Aveva cominciato a sentire una strana oppressione al petto gi� mentre si preparava. Laio aveva insistito per vestirla personalmente. Era stato un piacere guardarlo mentre le allacciava le fibbie, le aggiustava la corazza, le fissava i gambali.</p><p>�Sei diventato uno scudiero provetto� aveva osservato Nihal.</p><p>�Non dirlo troppo in giro� aveva scherzato lui. �Qualche cavaliere potrebbe sentirti e cercare di accaparrarsi i miei servigi.�</p><p>Nihal aveva riso.</p><p>�Finito!� aveva esclamato Laio dopo un ultimo strattone. �Ora puoi guardarti, Cavaliere.�</p><p>Nihal si era voltata verso il grande specchio che ornava la sala che le era stata assegnata per quella mattina e quasi non si era riconosciuta: sulla lamina d�argento scintillava la figura di un guerriero, un vero guerriero, imponente e minaccioso.</p><p>�D�ora in poi sar� cos� che ti vedr� il nemico: un demone nero sul campo di battaglia� aveva detto Laio con un sorriso. �Adesso per� non c�� tempo per la vanit�, Cavaliere. � ora di andare.�</p><p>Mentre percorreva al fianco di Laio i corridoi dell�Accademia, la sensazione di disagio era cresciuta. E quando si era trovata davanti l�infinito susseguirsi di volte del salone principale, era giunta al culmine.</p><p>Nihal chiuse gli occhi per calmarsi e immagin� che Sennar fosse l�, in mezzo alla folla. <emphasis> Ce l�ho fatta, Sennar. Guardami. Ce l�ho fatta.</emphasis></p><p>Poi sent� squillare le trombe e Raven e Sulana, la regina bambina che governava ispirata dal ricordo del padre, fecero il loro ingresso.</p><p>Il Supremo Generale era impettito come al solito. Aveva cambiato armatura dall�ultima volta che Nihal aveva avuto il discutibile piacere di vederlo; quella che indossava ora sfavillava d�argento e pietre preziose ed era assurdamente ricoperta di fregi. Raven aveva la faccia tronfia e sprezzante che Nihal aveva detestato fin dalla prima volta che l�aveva visto. Il suo inseparabile cagnolino lo seguiva scodinzolante ed eccitato a qualche passo di distanza.</p><p>Al braccio di Raven avanzava Sulana, bella come una ninfa, eterea e compresa nel suo ruolo. Camminava solenne, senza guardare la folla, e aveva un�espressione matura e insolita per la grazia e la giovinezza dei suoi lineamenti.</p><p>Avanzarono fino allo scanno di Sulana. Raven aiut� la regina ad accomodarsi, quindi si posizion� alla sua destra, in piedi.</p><p>Appena fuori dalla porta spalancata del salone, Nihal attendeva scalpitante. L�etichetta non prevedeva ancora il suo ingresso. Fu Ido ad avanzare. Nihal l�aveva gi� visto in pompa magna, ma quel giorno aveva un che di marziale che le altre volte gli mancava. Indossava un�armatura che metteva di rado, sobria e funzionale, e aveva un incedere tanto deciso che, nonostante la statura ridotta, sembrava svettare al centro della sala.</p><p>Lo gnomo si ferm� davanti a Sulana e al Supremo Generale; sguain� la spada, la depose a terra e si inginocchi�, per poi rialzarsi subito dopo.</p><p>Un mormorio percorse la folla: il cerimoniale prevedeva che il Cavaliere restasse in ginocchio come atto d�ossequio verso Raven. Nihal sorrise quando vide il sommo Raven avere un impercettibile moto di stizza.</p><p>Poi la cerimonia ebbe inizio.</p><p>�Ido della Terra del Fuoco� tuon� il Supremo Generale �perch� ti presenti oggi al mio cospetto?�</p><p>�Vengo a presentare all�esercito e al popolo tutto delle Terre libere il mio allievo, Nihal della Terra del Vento, perch� possa ricevere la nomina a Cavaliere di Drago.�</p><p>�Che dunque faccia il suo ingresso il candidato� disse Raven.</p><p>Nihal mosse i suoi primi passi nella sala.</p><p>Era una sensazione strana attraversare da sola quella vasta navata, calcare il tappeto rosso che la ricopriva. Sent� gli occhi di tutti volgersi su di lei. Percep� l�ammirazione di cui era oggetto mentre avanzava fiera verso Raven. Le giunsero alle orecchie i bisbigli della folla: �Com�� giovane�, �Ha un�armatura straordinaria�, �Che andatura fiera�. Giunta ai piedi del trono di Sulana, sguain� la spada, la depose a terra al suo fianco, abbass� il capo e si inginocchi�. Ferma in quella posizione, sent� il suono dei passi di Raven sul tappeto.</p><p>�Qual � il tuo nome?�</p><p>�Nihal.�</p><p>�Da dove vieni?�</p><p>�Dalla Terra del Vento.�</p><p>�Quali sono le tue intenzioni di Cavaliere?�</p><p>�Lottare con tutte le mie forze per le Terre libere, dare la mia vita per la libert� e per Sua Maest� la Regina.�</p><p>�Togliti l�elmo.�</p><p>Nihal obbed� e dall�elmo emersero una scapigliata chioma azzurra e un gentile volto di ragazza.</p><p>Gli astanti impiegarono qualche istante per registrare l�immagine, ma la reazione non si fece attendere. Il mormorio fu tanto alto che Raven dovette lanciare un�occhiataccia perch� nell�uditorio si ristabilisse il silenzio.</p><p>Raven raccolse la spada. �Porgimi il tuo braccio destro, Cavaliere.�</p><p>Nihal tolse uno dei guanti che indossava e scopr� la pelle chiara.</p><p>Raven vi pass� sopra la spada e il sangue inizi� a fluire lento dalla ferita. �Giura sulla tua vita e sul tuo sangue.�</p><p>Nihal alz� il braccio perch� tutti potessero vedere la striscia rossa, quindi parl� con voce alta e sicura: �Giuro di dedicare la mia vita alla causa della pace. Giuro di mettere la mia spada al servizio della giustizia. Giuro di proteggere fino alla morte le Terre libere. Che possa il sangue delle mie vene disseccarsi e il filo della mia vita spezzarsi prima che io possa rompere questo giuramento�. Raven abbass� la spada sul capo di Nihal.</p><p>�Nihal della Torre di Salazar, oggi hai pronunciato il tuo giuramento davanti agli d�i e davanti agli uomini. La tua carne e il tuo sangue apparterranno per sempre all�Ordine. Ti dichiaro Cavaliere di Drago e servitore delle Terre libere.�</p><p>Un unico grido part� dalla fila dei Cavalieri che assistevano alla cerimonia, suggellando l�ingresso di Nihal nell�Ordine.</p><p>Raven le restitu� la spada e Nihal pot� di nuovo alzarsi. Dopo essersi inchinata alla regina, si volt� verso gli astanti e sollev� la sua arma nera.</p><p>L�uditorio esplose in un applauso e Nihal si sent� vittoriosa.</p><empty-line/><p>Ido la raggiunse per primo, la strinse a s� e la guard� senza dire una parola. Poi Nihal fu travolta da una folla di sconosciuti che volevano complimentarsi con lei.</p><p>La cerimonia prosegu� nel cortile interno, dove si festeggiavano abitualmente le consacrazioni. Mentre la sua allieva era al centro dell�attenzione, circondata da leziosi cortigiani, dignitari impomatati e cavalieri che le dispensavano congratulazioni, consigli e pacche sulle spalle, Ido se ne rimase in disparte sotto un porticato. Osservava i festeggiamenti con distacco e un vago senso di nausea: sapeva bene quanta finzione ci fosse in tutti quegli ossequi. Non c�era nessuno, in quel cortile, che non si stesse domandando che cosa ci faceva una donna nell�esercito, o che non pensasse che la sua presenza era in qualche modo disdicevole. Non vedeva l�ora di poter tornare alla base a farsi una fumata in santa pace. Una voce interruppe il filo dei suoi pensieri.</p><p>�Non crederai di avermi colpito con il tuo gesto di prima.�</p><p>Ido si volt�. Raven sorrideva sarcastico, nella sua parodia di armatura.</p><p>�Supremo Generale! Anche tu da queste parti?� rispose lo gnomo in tono beffardo, poi afferr� il primo bicchiere che gli capit� sotto mano e ne ingoll� il contenuto in un colpo solo. �Non ti ho mai fatto atto d�obbedienza quando ero giovane e malleabile, non vedo perch� dovrei fartelo ora che sono un vecchio scorbutico.�</p><p>�Vedo con piacere che non sei cambiato.�</p><p>�Potrei dire altrettanto di te� ribatt� Ido con freddezza.</p><p>I due uomini si guardarono a lungo, in silenzio.</p><p>�Non riesci proprio a dimenticare, vero, Ido?� disse infine Raven.</p><p>Lo gnomo agguant� un secondo bicchiere. �Gi�. Chiss� come mai?�</p><p>Raven fece un gesto d�insofferenza. �Hai mai pensato alla mia posizione? Se tu fossi stato al mio posto, ti saresti comportato come me.�</p><p>Ido sent� montare la rabbia. �Chiudiamo qui questa conversazione. � molto meglio per entrambi.�</p><p>�Sai bene che io credo che tu sia un gran guerriero� ribatt� Raven. �E... s�, anche la tua allieva... Ammetto di aver sbagliato quando ho cercato di impedirle di entrare all�Accademia. Ti basta, come atto di contrizione?�</p><p>La mano di Ido giocherellava nervosa con l�elsa della spada. �Per quanto ancora mi considererai un soggetto pericoloso?�</p><p>Il Supremo Generale non rispose. �Nihal lo sa?� chiese a tradimento.</p><p>La dita di Ido strinsero l�impugnatura e il suo volto si fece paonazzo. �Questo che cosa c�entra?�</p><p>�Pura e semplice curiosit�. Allora?� insistette Raven, mentre un sorriso sottile gli affiorava alle labbra. �Non gliel�hai detto, vero?�</p><p>�No� rispose Ido.</p><p>�Visto?� ghign� Raven. �La verit� � che sei tu il primo a non aver dimenticato il passato. Non hai il coraggio di parlarne nemmeno con la tua allieva prediletta. Come puoi pensare che possa dimenticarlo il Supremo Generale che regge questo Ordine? Magari potrei dirglielo io. Che ne pensi?�</p><p>La spada di Ido scivol� lentamente fuori dal fodero. �Lasciami in pace, Raven, o quello che dimenticher� saranno i gradi e le buone maniere� sibil�.</p><p>Raven non si scompose. �Calma, calma. Il mio era solo uno scherzo innocente. In battaglia sei controllato, ma fuori dalla mischia ti va subito il sangue al cervello.�</p><p>Il Supremo Generale si allontan� sorridendo e Ido allent� la presa sulla spada. La cosa peggiore era che quell�idiota aveva ragione: dopo tutto quel tempo, non era ancora riuscito a dimenticare. Quanto ci sarebbe voluto perch� potesse finalmente sentirsi riscattato?</p><empty-line/><p>Durante il viaggio di ritorno, Nihal di tanto in tanto si girava e sbirciava il suo maestro, che fu cupo per tutto il tragitto. Ido aveva insistito per ripartire presto e quando finalmente avevano preso il volo si era chiuso in se stesso. Quel volto teso e imbronciato non era da lui, ma la ragazza non si preoccup�. Quando Ido era pensieroso, era meglio lasciarlo stare.</p><p>E poi lei era di ottimo umore e niente e nessuno glielo avrebbero guastato. �Reggiti forte� disse a Laio, mentre spronava Oarf. �Mettiamo un po� di pepe a questo viaggio!�</p><p>Era contenta, s�.</p><empty-line/><p>Giunsero alla base a notte fonda. Sull�accampamento regnava un silenzio perfetto e si avviarono al passo verso le scuderie. Laio era appisolato sulla schiena di Oarf, che lo tollerava di buon grado, e Nihal sentiva che l�eccitazione cominciava a cedere il posto alla stanchezza. Non vedeva l�ora di infilarsi nel proprio letto. Avrebbe passato la sua prima notte da Cavaliere di Drago sotto le coperte, a pensare con calma a quello che era successo.</p><p>Mentre si avvicinavano alle scuderie, per�, iniziarono a sentire un frastuono sempre pi� forte, fino a diventare un baccano infernale.</p><p>�Che cosa sta succedendo?� chiese Nihal a poche braccia dal portone.</p><p>Ido scese da Vesa e si diresse all�ingresso. �Ho un sospetto...� disse con un sorriso furbo. Poi spalanc� la porta.</p><p>Dentro era una bolgia. Decine di fiaccole illuminavano le scuderie a giorno, l�aria era densa di fumo e risuonava una musica allegra. Tutti gli abitanti della base sembravano essersi pigiati l� dentro e non ce n�era uno che non avesse in mano un boccale o un bicchiere.</p><p>�Eccoli!� url� una voce, non appena Ido e Nihal, attoniti, misero piede nelle scuderie. Decine di teste si voltarono all�unisono verso di loro.</p><p>Nelgar si fece avanti con un boccale di birra in mano. �Lode ai due tipi pi� loschi di tutta la base: il terribile gnomo e la donna guerriero! Alla salute!� url� allegro e tutti gli fecero eco, tra calici tintinnanti e risate.</p><p>Laio si svegli� stropicciandosi gli occhi.</p><p>�Ehi, tu, scudiero! C�entri qualcosa con questo putiferio?� chiese Ido.</p><p>�In effetti � stata una mia idea� rispose Laio con uno sbadiglio. �Per� me n�ero scordato!�</p><p>Nelgar prese Nihal sottobraccio. �Vieni dentro, Cavaliere. Sei tu l�ospite d�onore!�</p><p>Al suo ingresso iniziarono a fioccare brindisi e complimenti.</p><p>�Io... non capisco...� disse Nihal confusa.</p><p>Ido aveva gi� il suo boccale colmo in mano. �Allora te lo spiego io: il tuo solerte scudiero ha pensato bene di riunire qui a festeggiarti tutti gli sfaccendati della base.� Quando si sollev� un coro di proteste, Ido alz� il boccale e lo mise a tacere. �Sai che ti dico, Nihal? Visto che ci tocca partecipare, tanto vale fare onore alla birra e alle danze!� Quindi lev� in alto il boccale tra gli applausi.</p><p>La confusione ricominci� pi� caotica di prima, Laio si svegli� del tutto e Ido si scaten� come al suo solito. Nihal rimase imbambolata a ricevere le strette di mano dei compagni. Una festa in suo onore. Non sapeva se essere raggiante o imbarazzata. Nel dubbio se ne stava in piedi in mezzo alla massa di cavalieri, donne, soldati e scudieri. Sotto il suo naso spunt� un bicchiere colmo di birra.</p><p>�No, grazie, io non...�</p><p>�Poche chiacchiere� esclam� uno dei fanti. �Un vero Cavaliere non rifiuta mai da bere.�</p><p>Nihal prese il boccale, vi appoggi� le labbra e ne bevve un piccolo sorso.</p><p>Intorno a lei riecheggiarono commenti di disapprovazione: �Cos� bevono le signorine!�, �Sei o non sei un Cavaliere di Drago?�, �Tutto d�un colpo, forza!�. Nihal prese fiato e li accontent�. Riemerse dal boccale tossendo a pi� non posso.</p><p>�Ora s� che ci siamo!� url� una voce, scatenando l�ennesima salva di applausi e risate.</p><p>Anche Nihal scoppi� a ridere e sent� una strana sensazione riscaldarle il cuore. Le piaceva essere al centro dell�attenzione. Non lo avrebbe mai detto, ma le piaceva.</p><p>Tra brindisi, battute e musica, la festa decoll�. Nihal parlava con tutti, rideva, scherzava. E beveva. E pi� beveva, pi� la testa si svuotava e pi� voleva bere ancora. Il mondo sembrava diventato pi� leggero, si sentiva a un palmo da terra. Se pensava ai dubbi della sera prima le veniva da ridere, perch� ora era l� e doveva solo divertirsi. All�inizio guard� gli altri ballare: i fanti che volteggiavano con le loro mogli, le procaci vivandiere strette tra le braccia di qualche cavaliere. Poi vide venirle incontro Ido, con le guance rosse e gli occhi lucidi. Le fece un inchino e le baci� la mano. �Se non ricordo male, qualche mese fa, quando c�eravamo appena conosciuti, mi concedesti un ballo. Credo di avere diritto a un altro.�</p><p>�Sar� un onore, Cavaliere. Vi prego per� di attendere qualche istante� scherz� Nihal. Ancora vestita della sua armatura, sgusci� tra i ballerini e, con la spada che sbatteva sulla coscia, vol� fuori.</p><p>Entr� nella stanza di Ido barcollando e chiedendosi perch� all�improvviso il mondo avesse iniziato a girare pi� veloce. Apr� in fretta e furia la cassapanca e tir� fuori un vestito verde che si era comprata prima di farsi tatuare. Cerc� di ricordarsi come si legava il corpetto e come andassero sistemate gonna e sottogonna. Ci mise un po� e dovette litigare con i passanti e tutti i vari lacci e lacciuoli, ma alla fine ci riusc�. Scalci� via gli stivali e fu pronta.</p><p>Si fiond� fuori dalla capanna e corse a piedi nudi verso le scuderie. Quando arriv� davanti all�ingresso non azzecc� la posizione della porta e and� a sbattere contro lo stipite. <emphasis> Accidenti. Chi l�ha spostata?</emphasis> Si riprese dalla botta, lisci� la gonna, fece un bel respiro ed entr�.</p><p>Il primo ad accorgersi di lei fu un fante, che diede una gomitata allo scudiero che gli stava accanto. Poi, a uno a uno, tutti si voltarono verso l�ingresso.</p><p>I suonatori ammutolirono, i ballerini si bloccarono e i bicchieri rimasero a mezz�aria. Il vestito era semplice, niente di pretenzioso, e non era nemmeno della sua taglia, ma Nihal era comunque bellissima. Il silenzio fu rotto da un �Per�!� assai poco elegante.</p><p>Nihal avanz� un po� impacciata, cercando di non ridere. �Sono qui per voi, Cavaliere� disse, dopo essersi fermata davanti al suo maestro.</p><p>�E questo da dove esce?� chiese Ido.</p><p>�Regalo di compleanno� rispose lei, mentre porgeva la mano allo gnomo.</p><p>La musica riattacc� pi� vivace di prima. Nihal non conosceva un solo passo di danza, ma Ido era un ballerino provetto e le bast� seguirlo, sbirciando ora i suoi piedi ora quelli delle coppie intorno a lei.</p><p>Ido fu solo il primo a chiederle l�onore di un ballo. Il secondo fu Laio, finalmente sveglio ed eccitato dalla festa, che la trascin� in una danza stranissima che nessuno aveva mai visto. Poi fu la volta di molti altri.</p><p>Nihal si sentiva bene, allegra, senza pensieri. Quella notte era una ragazza come tutte le altre: le sue orecchie si erano accorciate, i suoi occhi rimpiccioliti e i capelli non erano pi� blu, ma castani, biondi, neri. Il tempo volava intorno a lei, le ore scorrevano via rapide e altrettanto faceva la birra, che le alleggeriva la testa e le gambe.</p><p>Al culmine dei festeggiamenti una voce domand�: �Ido, sbaglio o hai dimenticato qualcosa?�. Lo gnomo trangugi� l�ennesimo boccale. �Mi sa proprio di s� disse, dopo essersi pulito i baffi con il dorso di una mano.</p><p>�Allora non � un vero Cavaliere.�</p><p>�Giusto! La prova! Ci vuole la prova!� commentarono altre voci.</p><p>Nihal aveva difficolt� a concentrarsi e a mettere in ordine i pensieri. Di che accidenti stavano parlando?</p><p>�Veramente � un po� tardi... e non so se sono in grado...� si scherm� Ido.</p><p>A poco a poco, tutti i presenti iniziarono a scandire: �Prova! Prova!� finch� lo gnomo non fu costretto ad abbozzare.</p><p>�E sia!� esclam� Ido. �Che la prova abbia inizio.�</p><p>Nihal si trov� caricata sulle spalle di un fante. Cerc� Laio e lo vide ridacchiare al suo seguito. �Ehi! Che cosa sta succedendo?�</p><p>�Niente, � un�usanza dell�Ordine. In qualit� di nuovo Cavaliere, devi solo battere il tuo maestro in un duello coi draghi...�</p><p>A Nihal ci volle qualche secondo per realizzare. �Ma io ho bevuto! Come faccio a...�</p><p>Quando il fante la scaric� di fronte a Oarf, Nihal inizi� a ridere. �State scherzando, vero? I nostri draghi sono stanchi per il viaggio, a me gira tutto, non ho la mia spada e poi guardate come sono vestita!� protest�, ma le sue parole caddero nel vuoto.</p><p>Un Cavaliere le diede una pacca sulla spalla. �La spada ora te la porta Laio, non ti preoccupare. Quanto all�abbigliamento, credo di interpretare il volere di tutti dicendo che devi combattere cos�.�</p><p>I presenti esplosero in un�ovazione.</p><empty-line/><p>Nihal scalza, vestita di verde, con in mano la spada di cristallo nero.</p><p>Ido spettinato, sorridente, con gli occhi lucidi per l�alcol.</p><p>Nihal e Ido, Ido e Nihal, uno di fronte all�altra.</p><p>Tra loro, Nelgar. �Le regole sono semplici: vi alzate coi draghi e combattete. Potete usare solo la spada. Vince chi disarma o disarciona l�altro. Manca una posta in gioco. Che cosa vi giocate?�</p><p>�Un bacio� disse subito Ido. �Se vinco, Nihal conceder� un bacio a...� si guard� intorno �Laio! S�, dovrai dare un bacio a Laio.�</p><p>�Perfetto, sta bene. Se vinco io, per�, pipa requisita per una settimana. Hai finito di appestarmi col tuo tabacco.�</p><p>�Tanto non hai speranze� ghign� lo gnomo, poi entrambi salirono in groppa ai loro draghi.</p><p>Nelgar sguain� la spada e lev� la lama al cielo. �Pronti a partire, Cavalieri!�</p><p>Nihal sent� Oarf fremere e all�improvviso fu lucida come prima di una battaglia, tesa in ogni muscolo del corpo, pronta alla scatto. Guard� Ido, il suo maestro, e gli scocc� un sorriso beffardo.</p><p>Poi, illuminata dalla luna, la lama di Nelgar disegn� un arco nell�oscurit�.</p><p>Vesa e Oarf scattarono in alto, sempre pi� in alto, fino a sfiorare la luna piena, a toccare il limpido cielo estivo.</p><p>Fu mentre salivano che Ido sferr� il primo attacco, avvicinandosi a Nihal, ma Oarf cambi� immediatamente direzione. La ragazza sedeva diritta sulla schiena del drago, le bastavano le gambe per reggersi in groppa. Afferr� la spada a due mani, fece un lungo giro e infine si lanci� sull�avversario a tutta velocit�, piegata in avanti. Solo all�ultimo si alz� e men� un fendente, che per� and� a vuoto e le fece perdere l�equilibrio.</p><p>Ido si allontan�, rinunciando ad approfittare della situazione. �Ti vedo un po� brilla� url� lo gnomo. �Vuoi del vantaggio?�</p><p>�Non ti sopravvalutare! Pensa a sconfiggermi, piuttosto� rispose Nihal, mentre ripartiva all�attacco.</p><empty-line/><p>Da terra il combattimento era uno spettacolo affascinante: i due draghi, a un�altezza vertiginosa, si avvicinavano sinuosi per poi staccarsi di nuovo e volteggiare liberi, in una sorta di ballo senza fine. In alto, dove si svolgeva la battaglia, delle incitazioni che partivano dagli spettatori non arrivavano che echi confusi.</p><p>Ido era rapido, misurato, preciso, mentre Nihal giocava soprattutto di forza e di velocit�. Per un po� si fronteggiarono con attacchi repentini seguiti da fughe e ritirate strategiche, poi lo gnomo si stuf�. Si avvicin� a Nihal e la tenne a lungo impegnata in un semplice corpo a corpo. Il rumore delle lame era accompagnato dal respiro affannato dei draghi. Nihal calibrava ogni azione, ogni gesto, e rispondeva con calma a tutti gli attacchi.</p><p>�Hai imparato davvero bene, mezzelfo� disse Ido mentre si allontanava.</p><p>�Ho avuto un buon maestro, dopotutto� rispose lei, un istante prima di lanciarglisi nuovamente contro.</p><p>La battaglia continu� cos� a lungo. Era una situazione di stallo: Nihal iniziava a essere stanca e sentiva che anche Oarf era esausto. Doveva giocarsela in un altro modo.</p><p>�Un ultimo sforzo� sussurr� al drago, poi lo spron� a tutta velocit� contro Vesa.</p><p>Ido rest� fermo ad aspettarla, con il sorriso sulle labbra, sicuro di s�. Oarf continu� ad accelerare. Vesa inizi� a retrocedere, preoccupato.</p><p>Non appena l�obiettivo fu abbastanza vicino, Nihal si rizz� su Oarf, chiuse gli occhi e salt�. Quando li riapr� era in piedi sulla schiena di Vesa: la mano libera arpionata ai capelli di Ido, quella con cui brandiva la spada intorno alla gola dello gnomo.</p><p>�Abbiamo un vincitore!� disse trionfante.</p><p>�Dici?� chiese di rimando il suo maestro, poi la allontan� con una gomitata.</p><p>Fu allora che Nihal ebbe un capogiro. Perse l�equilibrio. Si aggrapp� con forza a Ido. Caddero entrambi e precipitarono.</p><p>Dal basso risuon� il grido del pubblico, seguito poco dopo da un sospiro di sollievo collettivo. Il volo dei due contendenti era stato breve. Intercettati dalla groppa di Oarf, planarono dolcemente e toccarono terra incolumi. Gli applausi coronarono l�impresa.</p><p>Laio si precipit� ad aiutare Nihal a scendere. Ido smont� dal drago e si massaggi� la schiena indolenzita. �Sei proprio una maledetta testona� disse, poi strizz� l�occhio a Nihal.</p><p>�Allora, chi ha vinto?� chiese la ragazza, ancora col fiatone.</p><p>�Direi che avete pareggiato� disse Nelgar. �Peccato, niente bacio e niente requisizione del tabacco. Per� c�� ancora la birra che ci attende!�</p><p>La festa riprese e prosegu� fino all�alba, tra bevute, risate e danze.</p><p>Nihal si lasci� andare del tutto; al dolce intontimento si sostitu� lo stordimento e infine un senso di smarrimento totale.</p><p>Quando la compagnia si disperse, il sole faceva gi� capolino dietro la fitta foresta che circondava la base. Laio dovette mettersi un braccio di Nihal intorno al collo e cingerle la vita per sorreggerla. Ido li segu�, appena un po� barcollante. Ce ne voleva per farlo ubriacare.</p><p>Entrarono nel buio della capanna. Laio pos� Nihal sul letto con dolcezza, si stropicci� gli occhi e se ne and� a dormire, sbadigliando fino a slogarsi la mandibola.</p><p>La mezzelfo socchiuse gli occhi. Intravide la sua stanza, lo gnomo che la copriva con il lenzuolo. Tutto aveva contorni irreali. Le sembrava di avere una tempesta nello stomaco. D�un tratto si sent� triste come non mai.</p><p>�Ido...� farfugli�. �Sto male...�</p><p>�Non preoccuparti, ragazza. Un bel sonno e sarai come nuova.�</p><p>Una lacrima le scivol� lungo la guancia. �No, no, sto male... sono un essere spregevole...�</p><p>�Che diamine dici?�</p><p>�Un ideale... un motivo... io non ho un motivo...�</p><p>�Oh, d�i del cielo!� esclam� lo gnomo. �Ti ha preso la sbornia triste! Dormi, Nihal. Va tutto bene. Dormi.�</p><p>Ido usc� dalla stanza in punta di piedi. Nihal sent� la porta cigolare sui cardini. Poi richiuse gli occhi e sprofond� in un sonno senza sogni.</p></section><section><title><p>18</p><p>Il nemico.</p></title><p>Dopo la partenza di Sennar, era stato il consigliere Dagon a fare le sue veci. Il suo ruolo di Membro Anziano, per�, non gli aveva permesso di essere una presenza costante nella zona di combattimento della Terra del Vento.</p><p>La situazione era drammatica. Il fronte era retrocesso di molto, tanto che ormai si trovava quasi sulla linea di confine con la Terra dell�Acqua. Sembrava che il Tiranno stesse puntando tutto su quel territorio, vi ammassava non solo fammin, ma anche gnomi e uomini. La loro presenza turbava i guerrieri delle Terre libere: alla paura della morte e allo scoramento per la superiorit� numerica delle truppe nemiche si univa la sensazione di tradimento. Nel giro di pochi mesi, l�esercito del Tiranno si era impadronito della maggior parte della regione.</p><empty-line/><p>�Come, perch�?� chiese Nelgar, innervosito. �Perch� hanno bisogno di rinforzi!� Non si aspettava che lo gnomo facesse tante storie.</p><p>Ido camminava a grandi passi avanti e indietro per l�alloggio del sovrintendente della base. Sembrava nervoso. �Preferirei restare qui dove sono.�</p><p>�Non se ne parla neanche. Sei un ottimo guerriero, laggi� c�� bisogno di gente come te, Ido. Comunque non c�� da discutere. Partirete e basta.�</p><p>Nihal taceva. La prospettiva di andare a combattere sul fronte della Terra del Vento non le dispiaceva. Era la Terra in cui aveva vissuto da bambina e combattere per quella gente le dava un motivo in pi� per lottare. Ma evidentemente Ido non era della stessa opinione.</p><p>Lo gnomo si accese la pipa e guard� Nelgar negli occhi. �Ci sono ragioni di... opportunit�, che consiglierebbero di non mandarmi in quel territorio.�</p><p>Nelgar sostenne il suo sguardo. �Non so di cosa parli� disse freddo.</p><p>�Da chi � partito l�ordine?�</p><p>�Da chi vuoi che sia partito? Da Raven� rispose Nelgar.</p><p>Ido batt� con violenza il pugno sul tavolo, lasciando Nihal di stucco.</p><p>Nelgar si pass� le mani sul viso e sospir�. �Ido, non posso farci nulla. Lo sai.�</p><p>�Al diavolo, non � colpa tua!� concluse lo gnomo, poi usc� sbattendo la porta.</p><p>Nihal lo segu� per cercare di capire che cosa turbasse tanto il suo maestro, ma Ido fu vago e alla fine perfino sgarbato.</p><p>�Non mi piace quel posto, d�accordo? E non mi dare il tormento con i tuoi interrogatori! Non sei la sola ad avere brutti ricordi.�</p><p>Nihal desistette e si disse che non doveva pi� pensarci. Anche lei si era tenuta stretta i suoi segreti, in passato. Sapeva bene che le domande a volte possono essere insopportabili. Tuttavia la sua curiosit� non si sop�.</p><empty-line/><p>Fu cos� che, dopo pi� di un anno di assenza, Nihal torn� a calcare le steppe della Terra del Vento. Aveva paura a rimettervi piede, perch� era il luogo dove aveva perso tutti i suoi affetti, ma al tempo stesso sentiva che era un passo importante. Se da un lato temeva che il passato tornasse ad assalirla, dall�altro era consapevole di dover superare anche quella prova, o non avrebbe mai potuto mettere la parola fine a quel periodo della sua vita.</p><p>Si stabilirono in un campo appena oltre il confine della Terra dell�Acqua, vicino ai resti di una torre distrutta. In quel posto si respirava aria di rassegnazione. Ganna, il mago che faceva le veci di consigliere del campo, era un ragazzino. Di per s� la cosa non sarebbe stata un problema � anche Sennar era giovane � ma il giovane era poco esperto di tattica e di strategia e insicuro fino al parossismo. Durante le riunioni taceva, parlava solo se interrogato e non era capace di tirare fuori una buona idea nemmeno a pregarlo. Uno strazio.</p><p>Ido e Nihal non furono certo accolti a braccia aperte: una donna e uno gnomo non erano quello che i Cavalieri consideravano un valido rinforzo. Anche il generale del campo all�inizio li guard� con sospetto, poi si limit� a ignorarli, senza consultarli prima di prendere una decisione. Sembrava uno che ne avesse viste troppe in vita sua. Era magro, neppure troppo anziano, a giudicare dal corpo atletico. Eppure il viso era segnato da molte rughe, le spalle erano sempre curve, gli occhi grigi e spenti. Un uomo stanco della guerra e del sangue, un uomo stanco della vita. Si present� come Mavern.</p><p>La ragazza non se ne preoccup�. Era abituata a quel modo di fare e aveva imparato che, quando si trattava di dare prova del proprio valore, la sua spada valeva pi� di mille discussioni.</p><p>Ido sembrava turbato, ma Nihal era certa che la cosa non avesse nulla a che fare con l�atteggiamento degli altri Cavalieri. Usciva di rado dalla sua tenda ed era diventato taciturno e pensieroso.</p><p>Chi invece non tard� a riscuotere la simpatia di tutti fu Laio. Divenne subito la mascotte del campo. I Cavalieri scherzavano con lui e approfittavano dei suoi servigi, tanto che in pratica divenne lo scudiero di tutti. Del resto, come si poteva non volergli bene? Era un ottimo aiutante di campo ed era sempre allegro, sempre disponibile: un raggio di luce nel buio di quella guerra.</p><p>Per la prima volta da quando aveva iniziato a combattere, Nihal ebbe la sua tenda personale.</p><p>Si adatt� presto ai nuovi ritmi dell�accampamento, ma soprattutto si abitu� a una vita in cui scendere in battaglia era l�attivit� principale. Quando stava alla base poteva passare anche settimane senza impugnare la spada, mentre l� i guerrieri avevano appena il tempo di riprendere fiato tra un�azione bellica e l�altra.</p><p>Il territorio pullulava di spie, gli attacchi nemici erano frequenti, e quando non subivano offensive, andavano a dare man forte a qualche accampamento vicino.</p><p>Nihal si fece valere gi� nella prima battaglia, durante un attacco a una torre, una delle tante. Trasgred� gli ordini che la volevano in seconda linea, si affianc� agli altri Cavalieri di Drago e si lanci� all�attacco al fianco di Ido. I due erano abituati a combattere insieme, erano efficaci e coordinati come un meccanismo ben oliato e furono di grande sostegno agli altri guerrieri. La torre venne conquistata rapidamente e senza troppe perdite.</p><p>La ragazza per� non riusc� a evitare una solenne lavata di capo. Un tempo avrebbe fatto fuoco e fiamme per difendere la sua iniziativa, ma quella volta se la sorb� tutta in silenzio e con noncuranza.</p><p>�Avete ragione, ho sbagliato. Per� ora la torre � nostra, se non sbaglio� disse solo alla fine, guardando Mavern negli occhi.</p><p>Quella bravata valse a lei e a Ido un salto in avanti nella stima dei Cavalieri del campo, che a poco a poco iniziarono a considerarli elementi indispensabili per la buona riuscita delle missioni.</p><p>Nel giro di un mese, la vita nel nuovo accampamento acquist� ritmi familiari e stancanti. Nihal combatteva molto e riposava poco. Si sentiva a suo agio.</p><empty-line/><p>Era una notte afosa, illuminata solo dalla luna piena.</p><p>Il caldo non dava tregua e opprimeva l�accampamento. Nihal aveva dimenticato quanto potessero essere soffocanti le notti della sua Terra. Era stanca, non aveva voglia di pensare, il sonno sarebbe stata la medicina migliore per la sua inquietudine. Invece non arrivava, la lasciava boccheggiante ad ascoltare i grilli, che frinivano a tutto spiano a un passo dalla tenda. Nihal odiava quegli insetti, le davano sui nervi. Alla fine usc� a guardare la luna e ad approfittare della brezza sottile che ogni tanto soffiava un alito agonizzante sulla steppa. Si sedette con la spada piantata a terra fra le gambe e chiuse gli occhi. Nel giro di poco si assop�.</p><p>Forse fu grazie ai suoi sensi sempre vigili, o forse fu solo un caso, ma a un tratto si svegli� e guard� in alto. Un�ombra nera passava rapida sul disco argenteo della luna. Fu solo un istante e le ci volle un po� per rendersi conto di che cosa fosse. La consapevolezza arriv� insieme all�urlo della sentinella: �Siamo attaccati!�. Il grido fin� in un rantolo.</p><p>Nihal divelse la spada da terra e si lanci� verso le scuderie. Quello che aveva visto era un drago! Li attaccavano dal cielo! Incroci� i volti tesi dei guerrieri che uscivano dai loro alloggi, gli scudieri che avevano gi� iniziato a bardare i draghi, i fanti che correvano da una parte all�altra. E poi giunsero i fammin. Sembravano spuntati dal nulla, si lanciavano sulle tende a fare strage di chi si attardava. All�improvviso una luce squarci� la notte e si lev� un vento caldo, insopportabile. Parte dell�accampamento divamp� in un incendio, mentre in alto sopra di loro volavano gli uccelli sputafiamme. Non c�era tempo, n� per Oarf n� per l�armatura.</p><p>Nihal si dispose in posizione d�attacco solo con la spada e confid� nel buio per non essere riconosciuta. Il suo cuore rallent�, le sue percezioni si fecero pi� fini e fu pronta per combattere. Si lanci� sui fammin decisa e sicura.</p><p>Il campo non riusc� a reagire all�offensiva con prontezza. I pi� erano intontiti dalle fiamme, dal fumo e dal caldo. Ancora una volta, l�esercito del Tiranno si era mosso con astuzia e abilit�.</p><p>Nihal vide avanzare Ido. Aveva in mano la spada ed era perfettamente in s�. Si fece largo con la solita calma, sgominando chiunque gli si parasse innanzi, e la affianc�.</p><p>�Ce n�� uno in groppa a un drago. � lui che incendia le tende. Va� a prendere Oarf!� le url�.</p><p>�Non c�� tempo, Ido!�</p><p>�Ti copro io! Tu pensa solo a correre� disse lo gnomo, poi con un balzo si fiond� sul fammin che insidiava la ragazza.</p><p>Nihal si lanci� di corsa verso la scuderia. Vide nuovamente l�ombra oscurare la luna e incombere minacciosa sul terreno. Fu allora che ebbe una strana sensazione.</p><p>Sulle prime le parve un semplice capogiro, ma era qualcosa di diverso. Acceler� la corsa. Abbatt� due nemici che le si pararono di fronte e raggiunse il drago, che l�attendeva scalpitante. Infil� un elmo che trov� a terra: era pi� prudente coprirsi il volto. Non ebbe bisogno di dire nulla, salt� in groppa a Oarf e si alzarono in volo un attimo prima che le fiamme attecchissero anche sulle scuderie.</p><p>Dall�alto la situazione apparve in tutta la sua gravit�: met� campo era invaso dal fuoco e numerosi cadaveri punteggiavano il terreno; nell�altra met� la battaglia infuriava, ma i fammin erano in superiorit� schiacciante. Con le zampe irte di artigli brandivano spade diverse dalle solite, che mandavano strani bagliori rossastri. Nihal plan� sul campo, Oarf afferr� un paio di quelle creature al volo e le uccise. Poi scese ancora e raccolse Laio, che correva alla ricerca di un riparo.</p><p>�Aggrappati a me e non mi lasciare per nessun motivo� gli ordin� Nihal.</p><p>Continu� a mietere vittime col suo drago in mezzo alle file nemiche, sforzandosi di restare calma, di non perdere la concentrazione. Ma era difficile: lo spettacolo era orrido e scoraggiante. Sentiva l�amico stringerla; doveva portarlo da qualche parte, al sicuro. Vide una radura sgombra di nemici e pens� che fosse il luogo ideale.</p><p>�Ti porto gi�� url�. �Tu tieniti stretto la spada e se arriva qualcuno ammazzalo, d�accordo?� Sent� il viso di Laio annuire contro la sua schiena.</p><p>Dopo che lo ebbe depositato, si alz� di nuovo in volo, per poi scendere in picchiata sulla mischia.</p><p>Era costretta a combattere a un pelo da terra e percepiva lo sforzo che facevano le immense ali di Oarf, ma non c�era scelta. Tutto il campo era in fiamme. Non restava che cercare di vendere cara la pelle.</p><p>Non sapeva da quanto tempo combatteva, quando a un tratto si sent� assalita da una sensazione di oppressione e un coro di voci gementi le riemp� la testa. Quell�urlo disperato le rimbalz� nel cervello. Si dimentic� dov�era e quel che stava facendo. Era la stessa sensazione che aveva provato il giorno della caduta di Salazar. Fu allora che, circondata dal crepitio delle fiamme, con le tempie che le pulsavano e la vista annebbiata, alz� lo sguardo e lo vide.</p><p>Era proprio sopra di lei, illuminato dalla luce funerea della luna. Sembrava immenso: un drago, ancora pi� nero del cielo notturno in cui si librava. Con le enormi ali membranose spalancate, si reggeva a mezz�aria e la guardava fisso, con uno sguardo lucido, senza odio, che le gel� il sangue nelle vene. I suoi occhi erano accesi di sangue, rossi come tizzoni ardenti che covano sotto la brace, e brillavano di una luce sinistra. Un uomo sedeva sull�animale. Un uomo indefinito nei contorni, immobile. Sembrava smisurato ed era nero, come il suo animale. Oarf, il drago possente e forte, che non temeva nulla di quanto vi era in cielo e in terra, trem�.</p><p>Si guardarono per un breve momento, ma a Nihal parve interminabile. Era paralizzata da quella figura, incapace di muoversi. Un taglio rosso si apr� nell�immensa figura nera e il drago spalanc� la bocca scarlatta in un ghigno luminoso. Allora Nihal pot� vedere gli occhi dell�uomo: occhi piccoli e brillanti, occhi da furetto, occhi sicuri. Le urla nella sua mente ebbero il sopravvento, la assordarono. Non cap� pi� nulla, vide solo una vampata rossa andarle incontro, mentre cadeva in un abisso senza fondo. Un grido copr� le voci, un ruggito che pareva una risata di scherno e di vittoria.</p><p>Nihal si trov� a terra, protetta sotto l�ala di Oarf. Era intontita, non capiva nulla e sentiva un forte dolore a un braccio.</p><p>�Nihal, che ti ha preso? Sei ferita?�</p><p>La ragazza guard� imbambolata Ido e non riusc� a rispondere.</p><p>�Oarf, portala via di qui, al sicuro� disse lo gnomo, mentre la caricava di peso in groppa all�animale.</p><p>Nihal si aggrapp� con tutte le sue forze e cerc� di riprendere possesso dei suoi pensieri; mentre Oarf spiccava il volo, vide il drago nero scendere sull�accampamento come la morte, seminando distruzione. Di nuovo l�assalto delle voci si fece insopportabile. Allora ricord� e cap�: Salazar al tramonto, la pianura incendiata dal sole e in lontananza l�esercito del Tiranno. In alto volava una figura tenebrosa, alata: lo stesso drago che ora aveva davanti agli occhi.</p><empty-line/><p>Ci volle un�intera notte di lotta senza quartiere per respingere l�attacco. Dovettero uccidere i fammin a uno a uno, perch� per quelle bestie non esisteva ritirata. Il guerriero in groppa al drago nero li abbandon� prima dell�alba, quando era ormai chiaro che non sarebbero riusciti a prendere il campo.</p><p>I primi raggi del sole inondarono l�accampamento di una luce impietosa. Non era rimasta una sola costruzione in piedi. Avevano mantenuto la posizione, ma nulla di pi�. Il campo era perduto.</p><p>Quando Nihal lo vide, Ido si aggirava tra le ceneri, esausto. Era stato l�anima della resistenza e aveva combattuto senza tregua, incurante delle ferite, del caldo, del fuoco, della morte. Ora era sfinito. Un passo in pi� e sarebbe crollato.</p><p>La ragazza fece atterrare Oarf e gli corse incontro. �Ido, stai bene?� chiese allarmata, mentre passava in rassegna le ferite sul corpo dello gnomo.</p><p>�No, non sto bene, ma neanche tanto male come sembra� rispose lui con voce roca. La guard� e gli occhi si fermarono sull�ampia ustione sul braccio. �Sei ferita.�</p><p>�Non � niente� rispose lei. �Ora dobbiamo andarcene.�</p><p>Ido scosse il capo. �No, qualcuno potrebbe essere ancora vivo, in mezzo a questo macello. Devo trovarlo� mormor�. �Dobbiamo cercare...�</p><p>Nihal lo interruppe. �Vieni via, Ido. Vieni via.�</p><empty-line/><p>I superstiti, un centinaio di persone, poco pi� della met� degli originari abitanti del campo, furono riuniti in una radura poco distante. Era stata una sconfitta su tutta la linea. La perdita del campo era irreparabile e il numero dei feriti molto alto.</p><p>�Nihal, vuoi dirmi che cosa ti � capitato?� chiese Ido, quando si fu ripreso.</p><p>Il volto della ragazza si fece serio, mentre ricordava l�orribile sensazione che aveva provato davanti al drago nero.</p><p>�Allora?� insistette lo gnomo.</p><p>�Io conosco quel guerriero.�</p><p>Negli occhi di Ido pass� un�ombra. �Quale?�</p><p>�Quello sul drago nero. Lo conosco, Ido. Quando Salazar venne assalita dall�esercito del Tiranno, io ero sulla terrazza della torre, insieme a Sennar.</p><p>Ho visto le lance dei fammin scintillare alla luce del tramonto. Ho visto l�esercito avvicinarsi. E alla sua testa c�era quell�uomo.�</p><p>Ido rimase in silenzio.</p><p>�Ieri notte, quando me lo sono trovato davanti, non ho capito pi� niente. � per questo che il suo drago mi ha colpita.�</p><p>�� Dola� mormor� Ido. �L�uomo di ieri notte si chiama Dola.�</p><p>Nihal guard� lo gnomo negli occhi. �Sennar mi ha parlato di lui. Dola... � lui che ha distrutto la mia citt�. � per colpa sua che mio padre � morto.�</p><p>Ido sostenne il suo sguardo, poi volt� la testa e chiuse gli occhi.</p><empty-line/><p>Si spostarono in un accampamento a poche miglia di distanza, sempre lungo il confine ma pi� verso occidente. Se si prestava attenzione, si poteva sentire il rumore delle correnti impetuose del Saar. L� Ido e Nihal ebbero il primo momento di pausa dal giorno in cui era avvenuto l�attacco. Da quella notte ciascuno dei due, a modo suo, era stato impegnato a cercare di risollevare la situazione. Non si erano lasciati scoraggiare, anzi, avevano infuso coraggio agli altri e supportato i generali nel rimettere insieme le file dell�esercito.</p><p>Nihal sapeva che Ido aveva apprezzato il modo in cui si era comportata. Nei suoi gesti sicuri, nella sua calma determinazione, lo gnomo aveva letto che ormai era una persona diversa, un guerriero maturo e affidabile. Ma lei non si sentiva affatto cos�. L�incontro con Dola l�aveva scossa e le aveva risvegliato ricordi insopportabili.</p><p>�Non riesco a smettere di pensare a quel guerriero il giorno dell�attacco a Salazar� disse una sera, mentre se ne stava a guardare il cielo estivo con Ido. �Ora me lo ricordo bene, sai? Cavalcava il suo drago nero e sotto di lui l�esercito si stendeva come la pece.� Si gir� verso Ido. �Sai che cosa ha fatto alla gente della mia citt�? Li ha chiusi nella torre in fiamme e li ha lasciati bruciare vivi. Uomini, donne e bambini.�</p><p>Ido aspir� con calma dalla pipa e butt� fuori una nuvola di fumo compatto. �I generali del Tiranno si comportano tutti cos�.�</p><p>Nihal alz� il viso verso le stelle, pensierosa. �Credo che dovremmo andare a stanarlo. Voglio chiedere al generale di organizzare una spedizione contro di lui a cui potermi aggregare.�</p><p>Ido tacque per qualche istante, poi sbuff� un�altra nuvola di fumo. �Mi sembra una pessima idea.�</p><p>�Perch�?�</p><p>�Ti pare che questo distaccamento sia in grado di affrontare un nemico come Dola? Guardati intorno, Nihal. Siamo stati decimati, siamo allo stremo delle forze. Non � il momento per i gesti dimostrativi. Dola � un guerriero potente, comanda la Terra del Vento. Ed � spietato.�</p><p>�Ido, quell�uomo ha ucciso mio padre, sterminato i miei amici, raso al suolo la mia citt�!� Senza accorgersene, Nihal aveva alzato la voce. �Quell�uomo va fermato. E voglio essere io a farlo!�</p><p>Ido si tolse la pipa di bocca e la guard� a lungo, in silenzio. �Chi � che sta parlando, Nihal?� chiese alla fine.</p><p>La ragazza lo guard� senza capire. �Io... io sto parlando.�</p><p>�Quale parte di te?� ribatt� lo gnomo scandendo le parole.</p><p>Nihal si sent� le guance in fiamme. �So cosa stai pensando, ma ti sbagli.�</p><p>�Non mi sembra, da quel che dici� rispose Ido.</p><p>�Non � per vendetta� mormor� la ragazza.</p><p>Ido si rimise la pipa in bocca. �E per cosa, allora?�</p><p>�Per giustizia.�</p><p>�Ascoltami, Nihal. Se mai ci sar� una spedizione contro Dola, e ti assicuro che non ci sar�, tu potrai anche partire con tutti i buoni propositi di questo mondo, convinta di andare a compiere una semplice missione di guerra, ma quando ti troverai di fronte a quell�uomo...� Ido lasci� il discorso in sospeso, poi scosse la testa. �Non metterti alla prova, Nihal. Non farlo.�</p><p>Dopo quella sera, Nihal non ritorn� sull�argomento con il suo maestro, n� si azzard� a proporre missioni suicide al generale, ma nel suo cuore e nella sua mente l�immagine di Dola non poteva essere cancellata. Il ricordo di quell�immenso animale nero e dei suoi occhi rossi che la fissavano dal profondo dell�inferno non la lasciava mai. Quegli stessi occhi forse avevano fissato il cadavere di Livon, steso nella fucina a coprire il suo sangue, si erano posati sui tanti abitanti di Salazar che lei conosceva prima che le fiamme esaurissero le loro esistenze. La rabbia le saliva alla gola e sentiva che doveva fare qualcosa. Sapeva che Ido aveva ragione: dare la caccia a quell�uomo significava giocare col fuoco. Sapeva anche che il suo desiderio di vendetta non si era sopito e non aspettava altro che un momento come quello per assalirla di nuovo. Non era vendetta, quella che cercava? Non voleva forse riscattare il sangue di tutti i suoi concittadini che Dola aveva destinato a una morte orrenda? <emphasis> No, non � cos�. Dola � un nemico e io sono un Cavaliere di Drago. � per questo. � solo per questo.</emphasis></p><p>La decisione di Nihal matur� in fretta. Sarebbe stata lei, cresciuta a Salazar, a mettere fine al regno di Dola. Avrebbe fatto in modo che la citt� distrutta dal Tiranno si prendesse la sua rivalsa su colui che l�aveva ridotta in cenere. Dopo la caduta di Dola, per l�esercito delle Terre libere sarebbe stato pi� facile riconquistare la Terra del Vento.</p><p>Era determinata e galvanizzata dal suo progetto. Per la prima volta dopo tanto tempo sentiva di essere impegnata in qualcosa di importante. <emphasis> Forse � cos� che ci si sente quando si insegue un ideale, quando si sa dove sta andando la propria vita</emphasis> , si diceva.</p><p>Quando ebbe trovato tutte le giustificazioni di cui aveva bisogno, smise di pensarci. Non si fece altre domande, perch� in fondo all�anima sapeva che le risposte che avrebbe trovato non le sarebbero piaciute.</p><empty-line/><p>A quella notte funesta in cui l�accampamento era stato raso al suolo segu� un periodo di relativa calma. I feriti si rimisero in piedi, i soldati superstiti furono integrati nelle truppe del campo che li aveva accolti e i generali misero a punto nuove strategie.</p><p>A Nihal l�occasione per affrontare Dola si present� dopo quasi un mese di inattivit�. I vertici del campo avevano deciso di tentare una spedizione contro un accampamento nemico a oriente. Se fossero riusciti a far cadere la loro roccaforte, sarebbero potuti partire da l� per cercare di riguadagnare terreno nell�entroterra.</p><p>Le riunioni per pianificare l�azione ebbero inizio una settimana prima della data dell�attacco e vi parteciparono tutti i Cavalieri di Drago.</p><p>Per la prima volta Nihal dette il suo contributo. Non era mai stata interessata alle strategie; ai tempi dell�Accademia le lezioni teoriche la annoiavano a morte. Per�, nonostante fosse appena un anno che calcava i campi di battaglia, aveva combattuto molto e l�esperienza non le mancava. Quando avanz� la sua proposta su come disporre le truppe in vista dell�assalto, si prepar� a vedersela rifiutata.</p><p>Invece il generale, dopo averla ascoltata con attenzione, disse che gli sembrava una buona idea. �Tu e Ido avrete a vostra disposizione le truppe sullo schieramento orientale, cento uomini ciascuno. Attaccherete al nostro accenno di ritirata, chiudendo sui lati� concluse.</p><p>Ido si tolse la pipa di bocca per lo stupore. �Stasera nevica� sussurr� a Nihal, poi si rificc� in bocca la pipa con aria soddisfatta.</p><p>Nihal trattene a stento un sorriso. Aveva una doppia occasione: comandare degli uomini, ma soprattutto mettere le mani su Dola.</p><empty-line/><p>La mattina della battaglia Nihal aveva il cuore in subbuglio. Camminava nella steppa, alla testa dei suoi soldati, seguita da Oarf, e cercava inutilmente di calmarsi. Fino a quel giorno, era sempre riuscita a frenarsi. Era ci� che le aveva insegnato Ido: freddezza, prudenza, autocontrollo. Quella mattina, invece, non riusciva a mantenere la concentrazione per pi� di qualche minuto. Da quando si era svegliata non aveva fatto altro che pensare a Sennar. Le capitava ogni volta che le succedeva qualcosa di importante, o che la sua vita era a una svolta: si domandava che cosa avrebbe fatto lui al suo posto. Da quando era partito, per�, si chiedeva anche se l�avrebbe mai rivisto.</p><p>Ido, al suo fianco, sembrava invece l�immagine della tranquillit�. Fumava la sua pipa dall�alto di Vesa, che affrontava flemmatico la steppa un passo dopo l�altro.</p><p>Lo gnomo cal� lo sguardo su di lei nel momento in cui Nihal si tergeva il sudore dalla fronte. Era pallida. �Va tutto bene?�</p><p>�Certo. � il caldo...�</p><p>�Era da un po� che non ti vedevo cos� agitata.�</p><p>Lei alz� il viso e si sforz� di sorridere. �� la prima volta che mi capita di guidare dei soldati� rispose, ma Ido continuava a fissarla. Nihal si chiese come facesse a cogliere sempre il suo stato d�animo. Proprio come Sennar...</p><p>�� una battaglia come le altre� disse lo gnomo.</p><p>Nihal tir� ancora le labbra in quell�insopportabile sorriso forzato che le veniva fuori ogni volta che nascondeva qualcosa al suo maestro.</p><p>Quando furono in vista dell�accampamento che dovevano assaltare, una linea color ocra all�orizzonte, la testa di Nihal si vuot� del tutto e il suo cuore prese a battere con regolarit�. Si fermarono sulla cima di una collina, in attesa. Ai loro piedi, videro una distesa di tende di un marrone spento, almeno una cinquantina, disseminate in cerchi concentrici nel raggio di mezza lega. Il puzzo delle bestie che ci vivevano arrivava fin lass� e prendeva alla gola. Al centro, una costruzione di legno scuro. <emphasis> Dola. Quella � la capanna di Dola,</emphasis> si disse Nihal, e il suo cuore prese a galoppare.</p><p>La battaglia ebbe inizio. Mentre i fanti scendevano a precipizio e divoravano la pianura a larghi passi verso l�accampamento, Nihal estrasse la spada. Il suo riflesso accecava, nella luce splendente del sole estivo. Sal� su Oarf e fu affiancata da Vesa. Anche Ido aveva sguainato la spada e la teneva stretta in pugno. Pi� di una volta Nihal si era chiesta dove si fosse procurato un�arma cos�: sull�elsa c�erano simboli strani, alcuni raschiati via a forza, altri incisi profondamente. Erano rune, forse, di una lingua che lei non conosceva.</p><p>�Partiremo al primo segno di ritirata� disse Ido ai soldati.</p><p>Nihal strinse l�elsa.</p><p>Il momento dell�attacco arriv�. Il contingente guidato dallo gnomo e dalla mezzelfo scatt� in avanti gridando. L�effetto fu quello sperato: chi era impegnato a combattere nella piana non si aspettava un secondo fronte di carica. Le prime linee riuscirono a penetrare nel cuore dell�accampamento senza troppe difficolt�.</p><p>In groppa a Oarf, Nihal combatteva come al suo solito, colpendo chiunque le si parasse innanzi, ma al contempo si guardava intorno. Del guerriero sul drago nero sembrava non esserci traccia e Nihal trov� strano che in un momento tanto grave Dola non arrivasse a dare man forte ai suoi soldati. Tra loro c�erano molti uomini, e altrettanti gnomi. Si erano venduti al Tiranno, lottavano contro le loro stesse Terre. Nihal si chiese che cosa li attraesse tanto in quell�uomo.</p><p>Si sforzava di restare concentrata sulla battaglia e guidava gli uomini che le erano stati affidati, ma i suoi occhi non si stancavano di scrutare ovunque.</p><p>All�improvviso, da un gruppo di tende in lontananza si alz� un lembo di fuoco, che invest� chiunque combattesse a terra, soldati dell�esercito delle Terre libere e fammin, bruciando ogni cosa.</p><p>La bestia nera parve emergere dalle fiamme, come un demone, e si alz� in volo con pochi potenti battiti d�ali. Nihal sent� il cuore in gola. Dola faceva il suo ingresso in battaglia, armato di una lunga lancia e completamente ricoperto di un�armatura bruna che non lasciava intravedere nulla del suo corpo. Il ruggito possente del drago riemp� l�aria e, nonostante il sole brillasse, sembr� che sul campo fossero calate le tenebre.</p><p>Nihal spron� Oarf, mentre mille voci le rimbombavano nella testa. �Dola!� url� a squarciagola, poi si gett� su di lui con la spada in avanti.</p><p>Il primo colpo manc� il bersaglio, perch� il cavaliere lo schiv� con facilit�. Nihal si allontan� di poco. Il sudore le scorreva a rivoli lungo le guance, sentiva la furia montare. Fece rallentare Oarf e invert� la direzione. Ora il nemico era dritto davanti a lei. Portava una maschera terribile, buia come la notte, sotto la quale scintillavano due punti luminosi che la scrutavano indecifrabili.</p><p>A Nihal sembr� che Dola ridesse. S�, rideva di lei, della sua spada, del suo drago, della sua citt�. Un grido furibondo le sal� alla gola. Si avvent� su di lui e in quel momento fu il drago nero a ridere. Spalanc� la sua bocca di vulcano e le vomit� addosso una vampata rosso sangue. Oarf schiv� la fiamma con una brusca virata e Nihal ripart� all�attacco. Ancora una volta il guerriero eluse il fendente. Sotto la maschera risuon� un sogghigno sarcastico.</p><p>�Non ridere di me!� url� Nihal, quindi si gett� su Dola con foga, brandendo la spada. Il furore le fece perdere il controllo. <emphasis> Stai calma. Stai calma, maledizione!</emphasis> I suoi colpi andavano a vuoto uno dopo l�altro, mentre quelli vibrati dal suo avversario erano vigorosi e rischiavano di disarcionarla ogni volta. Quell�uomo era dotato di una forza che Nihal non aveva mai incontrato in nessun nemico, una forza tale che dovette afferrare la spada a due mani per poterla contrastare. Ma il suo corpo era strano. Le sue braccia e le sue gambe non erano normali.</p><p>Nihal ci mise un po� a capire: Dola aveva la stessa altezza, le stesse proporzioni di Ido. Il guerriero pi� potente dell�esercito del Tiranno era uno gnomo.</p><p>Nihal iniziava a essere stanca ed era sempre pi� furiosa. Perch� non riusciva a colpirlo? Lo gnomo non si scomponeva, ribatteva a ogni fendente con una mano sola. Le voci le sussurravano di dare tutto, di perdersi in quella battaglia. Si sforzava di restare lucida, ma il suo cuore batteva impazzito, i muscoli tremavano per la tensione. <emphasis> Ora! Colpiscilo ora!</emphasis></p><p>Quando la lama di cristallo nero riusc� a scalfire l�armatura di quell�essere, Nihal url� di gioia, ma il grid� le mor� sulle labbra. Dola le mostr� con tracotanza il braccio. Sotto gli occhi stupiti della ragazza, la scalfittura si ripar� da sola e scompar�.</p><p>Le voci la intontirono, la disperazione la sommerse come una marea inarrestabile. Sent� Oarf gemere e il sangue del suo drago inzupparle la coscia. Fu allora che Nihal perse la testa. Lanci� un urlo, prepar� un fendente dall�alto e cal� la spada con tutta la forza che aveva. Dola alz� semplicemente il braccio e ferm� il colpo con una sola mano. Si trovarono vicinissimi. Nihal poteva sentire il respiro regolare del suo avversario e per un istante ne intravide il sorriso maligno attraverso l�elmo.</p><p>Poi un dolore insopportabile la percorse da capo a piedi. Nihal sbatt� gli occhi una, due volte. Intravide la lancia dello gnomo che veniva estratta piano dal suo fianco. Non si accorse neppure di cadere all�indietro.</p><p>Precipit� sul campo nemico, priva di sensi, in mezzo ad altri corpi senza vita. Non ci fu Oarf ad attutire la sua caduta. Il drago era a terra, con una gamba immobilizzata. Sput� fuoco e fiamme per tenere lontani i fammin dal corpo della sua compagna. Poi la prese fra i denti e inizi� faticosamente a trascinarla via nella polvere. Non si ferm� fino a quando non furono lontani dalla battaglia, al sicuro.</p></section><section><title><p>19</p><p>La convalescenza di Nihal.</p></title><p>Durante il delirio, Nihal fu perseguitata dagli occhi roventi del drago nero e da quelli gelidi e maligni di Dola. Li vedeva inseguirla nel buio e schernirla. In sogno si guardava fuggire attraverso un�oscurit� senza fine. Sentiva i propri passi rimbombare su un suolo invisibile e, per quanto corresse, il fiato del drago nero era sempre pi� vicino, un alito di fuoco che la insidiava fino ad avvolgerla e a dilaniarle le carni.</p><p>Poi ancora immagini di morte. Salazar che implodeva e rovinava a terra, squassata dall�incendio. Livon che le diceva: �Non mi hai ancora vendicato�. Il suo popolo che ripeteva come una nenia: �Dov�� il sangue di chi ha sparso il nostro? Dov�� la vita di chi ha spento la nostra?�.</p><p>Fu un incubo interminabile. Poi, a poco a poco, il rumore e le urla si spensero. Il terrore che la attanagliava si dissolse. Alla fine furono solo buio e silenzio e calma.</p><p><emphasis> Forse questa � la morte. Sono morta.</emphasis></p><empty-line/><p>Quando socchiuse le ciglia, la luce del giorno le fer� gli occhi.</p><p>Era in una tenda, qualcuno le teneva la mano. Volt� piano la testa. �Laio...� sussurr�.</p><p>�Va tutto bene� rispose il ragazzo, mentre le accarezzava i capelli. �Va tutto bene. Davvero.�</p><p>Il suo mormorio la aiut� a riaddormentarsi e finalmente scivol� in un sonno sereno.</p><p>Quando torn� in s� e il bruciore della ferita le diede tregua, pot� ascoltare da Laio la dinamica del suo salvataggio. Oarf l�aveva portata fino alle retrovie e l�aveva consegnata alle cure degli scudieri.</p><p>�Come sta?� chiese preoccupata.</p><p>�La ferita era profonda, ma ora si sta rimarginando� disse il ragazzo. Poi la guard� con aria di rimprovero. �Che cosa ti � venuto in mente, Nihal?�</p><p>�Non capisco cosa intendi� si scherm� lei.</p><p>Laio scosse la testa. �Non prendermi per tonto, Nihal. Quell�uomo � troppo forte per te, non dovevi farti trascinare fino a quel punto.�</p><p>Nihal non rispose. Era infuriata, sopraffatta da una collera cieca e divorante.</p><p>Non solo Dola l�aveva sconfitta, ma aveva ferito il suo drago. Non poteva tollerare l�idea che anche Oarf avesse rischiato di morire per mano di quell�uomo. Distruggerlo non era pi� una semplice sfida: era una necessit�.</p><p>Qualche giorno dopo si present� al suo capezzale anche Ido. Lo gnomo non era messo bene: aveva una ferita a un braccio e sembrava esausto.</p><p>�Stavolta mi hai fatto davvero preoccupare, maledizione!� esord� non appena ebbe varcato la soglia.</p><p>Nihal rise, ma lo gnomo non rispose con altrettanta giovialit�. �Come � andata la battaglia?� chiese allora la ragazza per cambiare argomento.</p><p>�La sera del giorno in cui sei stata ferita ci siamo ritirati e abbiamo eretto questo accampamento� disse, mentre si sedeva di fianco alla branda. �La battaglia � diventata un assedio, ma al momento siamo in una situazione di stallo.�</p><p>�Chi mi ha curata?�</p><p>�Ganna. � uno stratega disastroso, ma come mago non � male.�</p><p>Nihal guard� le coperte. �Ido, la lancia di Dola ha penetrato la mia armatura.�</p><p>�Lo so. Hai un fianco squarciato.�</p><p>�Ma il cristallo nero � il materiale pi� resistente del Mondo Emerso. Come � possibile che...�</p><p>�Nihal, Dola non � un guerriero qualunque. � a stretto contatto col Tiranno. Ha superato molti limiti, molti pi� di quelli che riesci a immaginare. � per questo che ti avevo consigliato di evitarlo.� Ido le lanci� un�occhiata di rimprovero.</p><p>Nihal cap� che il suo maestro non voleva infierire, ma che non approvava l�impresa che l�aveva portata in quel letto.</p><p>�Eravamo molto vicini quando mi ha colpito. Ha avuto tutto il tempo di prendere la mira, non poteva sbagliare il colpo� disse la ragazza. �Sai cosa significa?� insistette, ma lui si ostin� a tacere. �Ido, rispondimi: mi ha risparmiata?� Silenzio. �Ti ho fatto una domanda. Dola mi ha risparmiata?�</p><p>�Non ha importanza.�</p><p>�Per me ne ha, invece. Ha ferito il mio drago e si � fatto beffe di me, cos� come si � fatto beffe di tutta la gente della mia citt�!� Nihal alz� la voce. �Mi ha lasciata in vita per questo. Per dirmi che per lui non significo niente, che non sono neppure un pericolo!�</p><p>Una fitta al fianco la costrinse a tacere.</p><p>�S�, ti ha risparmiata!� sbott� Ido. �E allora? Ringrazia il cielo di essere ancora viva.�</p><p>�Dola � uno gnomo, lo sapevi?� chiese Nihal.</p><p>Ido si alz� senza una parola e si diresse verso l�uscita della tenda.</p><p>�Aspetta! Lo conosci, hai gi� combattuto con lui? Perch� non vuoi parlarne, maledizione!�</p><p>Ido si volt� stizzito. �Non lo conosco! E sono preoccupato per te. Possibile che tu non capisca che cosa ti stia succedendo?�</p><p>A Nihal tornarono in mente gli incubi che aveva avuto mentre lottava.</p><p>�Non voglio che tu resti qui� tagli� corto Ido. �Ti ho fatto dare una licenza di due settimane, che passerai nella Terra dell�Acqua. L� ti rimetterai in sesto e tornerai quando sarai di nuovo in te e avrai dimenticato tutta questa storia.�</p><p>Nihal prov� a sollevarsi dal cuscino. �No! Io...� Il dolore le mozz� il fiato. Impallid�.</p><p>Ido torn� indietro. Non era pi� arrabbiato o deluso. �Io voglio solo che tu rifletta, Nihal. Fai una pausa e pensa a quel che hai conquistato in questi mesi. Nient�altro. Partirai domani� disse senza ammettere repliche, poi usc�.</p><empty-line/><p>Laio insistette per andare con lei e Nihal a sua volta sollev� un putiferio per poter portare Oarf con s�. Alla fine dovettero accontentare sia lo scudiero sia il Cavaliere e partirono tutti e tre insieme, accompagnati da una guida. Quando Nihal vide Oarf, quasi si commosse. La ragazza non poteva muoversi, ma avrebbe voluto appendersi al collo enorme del drago e chiedergli scusa. Lo guardava con gli occhi lucidi e anche lui la fissava, bianca come un lenzuolo e stesa sulla brandina, come per dirle che un Cavaliere e il suo drago condividono lo stesso destino ed era normale che ora entrambi fossero feriti.</p><p>Il mago che si era occupato di Oarf era stato davvero bravo, forse anche pi� di quello che si era occupato di Nihal. Una lunga cicatrice gli segnava una zampa, ma il drago poteva dirsi guarito.</p><p>Il viaggio fu piacevole. La portantina che era stata allestita per Nihal era comoda e il paesaggio, che si intravedeva in lontananza, della Terra dell�Acqua, solcata dalle sue mille sorgenti, lasciava come sempre senza fiato. Dopo i campi di battaglia, di fronte a quello spettacolo meraviglioso Nihal ricord� che c�era una vita senza la guerra, una vita a cui forse, un giorno, quando avesse cessato di cercare se stessa nel sudore della battaglia, avrebbe preso parte. La prima volta che la ragazza era andata dalla Terra del Vento a quella dell�Acqua, tre anni addietro, il passaggio dall�una all�altra era appena percepibile, ma ora le cose erano molto diverse. Dallo squallore delle steppe bruciate dal fuoco di troppe battaglie, si passava all�improvviso alla lucentezza di una terra ancora vergine e feconda. Al confine, a segnare il passaggio da un regno all�altro, Nihal vide una sorta di barriera azzurrina.</p><p>�Che cos��?� chiese alla guida.</p><p>�Cosa?�</p><p>Nihal tir� fuori un braccio dalla portantina. �Quella striscia l� in fondo� disse indicando lontano.</p><p>�Siete una maga?� chiese l�uomo.</p><p>�No. Diciamo che conosco abbastanza la magia� rispose Nihal.</p><p>�Ah, ecco, ora si spiega. � la barriera che hanno eretto le ninfe della Terra dell�Acqua contro l�esercito del Tiranno. Solo chi conosce la magia pu� vederla.�</p><p>�Io non vedo niente� disse Laio, che si era sporto dal cavallo e strizzava gli occhi verso l�orizzonte.</p><p>�Un gruppo di ninfe la tiene in piedi notte e giorno.�</p><p>Se Nihal aguzzava la vista, poteva addirittura vederle, quelle evanescenti figure d�acqua. Erano in piedi a qualche braccio dalla barriera, erette in tutta la loro bellezza, le mani diafane rivolte verso il confine. I loro volti erano assorti e i lunghi capelli scossi dal soffio del vento. Da quei visi concentrati emanava un senso di malinconia, di cose perdute per sempre, di vite consumate nel sacrificio e nella solitudine.</p><p>Nihal sent� quel sentimento avanzare verso di lei come nebbia in una vallata, per poi avvolgerla. Ebbe un capogiro e le parve di udire le voci di quelle creature che avevano scelto il sacrificio e rinunciato alla vita, ma che non potevano dimenticare la dolcezza di un�esistenza normale. Le giunse l�eco di una litania immensamente triste e ud� le parole della formula con cui le ninfe mantenevano in piedi la barriera. Era come un canto straziante, carico di dignit� e di dolore.</p><p>Nihal conosceva il tormento di chi sa di avere perduto qualcosa che non potr� mai pi� essere recuperato. Distolse lo sguardo da quelle creature infelici.</p><empty-line/><p>Si stabilirono in un villaggio poco distante dal confine. A ridosso delle case c�era il bosco, tra i cui alberi le ninfe trovavano riposo. Una specie di base dell�esercito completava il panorama.</p><p>Nihal trascorse i primi giorni a letto e quel riposo forzato non fu poi cos� spiacevole. Era troppo stanca e indebolita per poter pensare ad altro che non fosse una pronta guarigione.</p><p>Furono alcune ninfe a occuparsi della sua ferita. La prima volta che una di loro si present� nel piccolo alloggio e le disse che era l� per curarla, la mezzelfo rimase stupita. La creatura eterea le si avvicin� lentamente, procedendo come se fosse sospesa dal suolo. Poi la tocc�. Nihal non aveva mai avuto un contatto fisico con le ninfe. Sembravano fatte di acqua pura e lei aveva sempre pensato che fossero quasi impalpabili. Invece la mano che si pos� con delicatezza sul suo fianco era fredda, ma corporea e tangibile. Il senso di refrigerio che trasmetteva pulsava di vita e le diede una sensazione di benessere che neppure le pi� potenti formule di guarigione di Sennar erano riuscite a farle provare.</p><p>�� una magia?� chiese Nihal.</p><p>La ninfa sorrise. �Se cos� si pu� dire... Per voi uomini ha senso parlare di magia, voi siete disgiunti dalle forze naturali, non potete afferrare la vita che scorre nella terra o negli alberi, o nell�acqua che � nostra madre. Ma per noi � diverso: noi stesse siamo natura e dunque siamo quella che voi chiamate magia.�</p><p>Grazie a quelle cure Nihal pot� alzarsi dal letto, ma dal momento in cui lo fece il suo spirito irrequieto ricominci� a tormentarla. La licenza era di due settimane e non ne era passata nemmeno una. Si chiedeva come avrebbe fatto a resistere. Nei primi giorni di convalescenza non ci aveva pensato, ma ora le immagini della sua sconfitta la ossessionavano. Rivedeva il ghigno del drago e gli occhi di Dola, e sentiva che la partita non era chiusa.</p><p>Inizi� a girovagare per i dintorni del villaggio, seguendo il corso dei mille rigagnoli che solcavano quella terra. Il filo dei suoi ragionamenti si dipanava tortuoso come il percorso delle acque e si avvolgeva sempre intorno allo stesso pensiero: Dola. Neppure lo splendore del paesaggio riusciva a distoglierla da quel nome. Non poteva tollerare l�idea che Dola fosse ancora libero di fare quel che voleva della Terra del Vento, della sua patria, della sua casa. Non avrebbe trovato requie finch� non l�avesse sconfitto.</p><p>Una sola cosa la preoccupava: l�armatura dello gnomo. Quando era riuscita a colpirla, la scalfittura si era aggiustata da sola. Doveva trattarsi di un incantesimo del Tiranno. Con un nemico come quello non bastava la spada: bisognava ricorrere alla magia.</p><p>Fu una sera, mentre si arrovellava su chi consultare per trovare una soluzione, che tutti i pezzi andarono al proprio posto.</p><p><emphasis> Forse dovrei tornare alla biblioteca di Makrat. Potrei escogitare un modo per distrarre quell�insopportabile bibliotecario e consultare i libri neri, quelli nella zona proibita. L� ci saranno sicuramente formule in grado di...</emphasis></p><p>Nihal ebbe un sussulto. Come aveva fatto a non pensarci prima? Megisto! Secondo gli Annali della lotta al Tiranno era vivo, imprigionato chiss� dove proprio nella Terra dell�Acqua. Era Megisto che doveva cercare! Chi meglio di lui poteva conoscere la magia del Tiranno? Chi, se non un mago che era stato suo servo fedele?</p><empty-line/><p>Il giorno seguente, durante le consuete cure della ninfa, Nihal si fece coraggio e decise di tentare. �Cerco una persona. Forse tu sai dove posso trovarla...�</p><p>La ninfa continu� il suo lavoro, passando dolcemente le mani sulla ferita.</p><p>Nihal prese quel silenzio come un incoraggiamento a proseguire. �Si tratta di Megisto� disse tutto d�un fiato.</p><p>Le mani della ninfa ebbero un tremito. �Megisto � un rinnegato� disse, senza alzare gli occhi dalla ferita.</p><p>�Lo so. Ho bisogno di parlargli.�</p><p>La ninfa scosse la testa. �Non dovresti cercarlo per nessun motivo. Nessuno dovrebbe.�</p><p>�Ascoltami, ti prego� insistette Nihal. �Chi mi ha ridotta cos� � un terribile nemico, uno dei guerrieri pi� crudeli del Tiranno. Dovr� affrontarlo di nuovo e voglio sconfiggerlo. Ma per farlo ho bisogno dei consigli di chi conosce le formule proibite. Ho davvero bisogno di sapere... Ti prego, dimmi come trovarlo.�</p><p>La ninfa tacque a lungo, senza smettere di occuparsi della ferita, tanto che Nihal credette di aver fallito nel suo intento. Poi, quando ebbe finito, si alz� e si diresse verso l�uscita dell�alloggio, in silenzio e con un�espressione imperscrutabile sul viso.</p><p>Giunta sulla soglia, si volt� verso la ragazza. �Nel posto pi� buio del bosco a settentrione di questo accampamento c�� una piccola radura� disse con un filo di voce. �Non puoi sbagliare, la riconoscerai perch� ha una roccia al centro. Vai l� al sorgere della luna e attendi. Lo incontrerai senza doverlo cercare.�</p><p>Nihal sorrise. �Grazie, davvero.�</p><p>�Non � un favore quello che ti ho fatto� mormor� la ninfa, poi usc�.</p><empty-line/><p>Nihal non resistette. Il sole aveva appena iniziato a calare quando, avvolta nel mantello nonostante il caldo, sgattaiol� fuori e raggiunse il capanno ai margini del villaggio che era stato adibito a scuderia di Oarf. Quando il drago la vide, si eresse in tutta la sua altezza e la salut� con un grugnito di soddisfazione.</p><p>�Vado a caccia di rocce, Oarf. Che ne dici di accompagnarmi?�</p><p>Il drago abbass� la testa per lasciarla salire.</p><p>�Come farei senza di te?� disse Nihal con un sorriso.</p><p>Si alzarono in volo e si diressero a settentrione, sorvolando la foresta a bassa quota. Alla luce del tramonto il bosco assumeva sfumature pi� cupe e nel cielo in fiamme risuonavano solo i richiami degli uccelli e il battito ritmico delle ali di Oarf.</p><p>Nihal teneva lo sguardo fisso a terra. Vide dall�alto una fitta rete di ruscelli, un altopiano, file ordinate di alberi e intricate macchie di vegetazione. Scorse anche la faglia rocciosa all�interno della quale era stato prigioniero Laio. Continu� ad aguzzare la vista, finch� non individu� il luogo che cercava: Uno spiazzo erboso irregolare, circondato da alberi ad alto fusto, al cui centro spiccava un grosso masso.</p><p>Fece atterrare Oarf vicino alla pietra e smont� con una certa fatica, perch� la ferita le doleva ancora.</p><p>Si guard� intorno. �Lo incontrerai senza doverlo cercare� aveva detto la ninfa. Il mago doveva essere gi� l�, ma nella radura c�era un silenzio perfetto e nessuna traccia di una presenza umana.</p><p>Nihal si innervos�. Non sapeva che cosa doveva fare. Si sedette davanti alla roccia, mentre Oarf la guardava con aria interrogativa.</p><p>Il sole scomparve dal cielo, le ombre a terra si allungarono, la notte cal� a poco a poco, ma Megisto non comparve.</p><p>Nihal si sarebbe addormentata, se non fosse stato per la rabbia che cresceva. Non le risultava che le ninfe avessero senso dell�umorismo, ma sospettava che quella creatura si fosse burlata di lei.</p><p>Poi, tutto a un tratto, quando il primo raggio di luna ne sfior� la superficie, la roccia davanti a cui si era acciambellata sembr� vibrare impercettibilmente. La ragazza sbatt� le palpebre e pens� che gli occhi la stessero ingannando, ma proprio in quel momento, a poco a poco e silenziosamente, sulla pietra si disegnarono un volto, un busto, gli arti e infine la figura di un uomo.</p><p>Quando la luce argentea l�ebbe completamente illuminata, la roccia fin� la sua metamorfosi e si trasform� in un vecchio malconcio, con la faccia scolpita dalle rughe, una barba canuta di straordinaria lunghezza e pesanti catene strette intorno ai polsi e alle caviglie. Nihal trattenne il respiro. Conosceva quell�uomo, perch� l�aveva salvata e curata dai briganti. Il vecchio della grotta era Megisto.</p></section><section><title><p>20</p><p>Discesa agli inferi.</p></title><p>Il vecchio sorrise a Nihal. �Complimenti per le trappole, non ti credevo capace di tanto. Suppongo che tu sia riuscita a liberare il tuo amico...�</p><p>Nihal rimase senza fiato: l�idea di essere stata per giorni nelle mani di un uomo del Tiranno le fece accapponare la pelle. �Megisto...� mormor�.</p><p>Il vecchio non smise di sorridere. �Gi�, Megisto. Il rinnegato, il maledetto, l�antico sterminatore di ninfe...� La ragazza continuava a guardarlo, ammutolita.</p><p>Megisto si sedette con calma sull�erba. �Non so come, ma sentivo che ci saremmo rivisti. Ebbene? Sei forse venuta a sdebitarti perch� ti ho salvato la vita?� disse con ironia.</p><p>Nihal scosse il capo in segno di diniego.</p><p>�Gi�, lo immaginavo. E allora, a che cosa debbo l�onore della tua visita?�</p><p>Nihal era ancora turbata, ma si sforz� di assumere un�espressione sicura. �So che conosci la magia del Tiranno� disse, guardando il vecchio in volto. �Ho bisogno del tuo aiuto per contrastare un suo incantesimo.�</p><p>A quelle parole Megisto cambi� espressione e i suoi occhi divennero da benevoli a severi. �E perch�?�</p><p>Nihal esit�. �Perch�... perch� sono un Cavaliere di Drago e combatto contro il suo esercito.�</p><p>Il vecchio gett� una rapida occhiata a Oarf. �Se sei venuta per questo, puoi anche andartene. Non ho intenzione di rivelare nulla di ci� che mi ha condotto a un destino simile.�</p><p>Nihal si tolse il mantello e rest� con gli abiti da battaglia, il corpetto nero e i pantaloni di cuoio. La spada le pendeva al fianco e scintillava nel buio. �Lascia almeno che ti racconti tutta la storia.�</p><p>Il vecchio la scrut�. Nihal odiava quando qualcuno la guardava cos�. Dopo qualche interminabile istante, lo vide scrollare le spalle. �E sia, starti a sentire non mi costa niente� sospir� Megisto, poi incroci� le gambe sotto di s�. Ora la guardava con aria assorta, in attesa.</p><p>Nihal gli parl� a lungo di Dola, dell�armatura che si riparava da sola, della lancia che aveva trapassato la sua corazza di cristallo nero. �Mi ha quasi uccisa, Megisto� concluse. Si aspettava che il vecchio dicesse qualcosa, ma lui continu� a guardarla senza espressione. �Insomma, voglio sapere come posso batterlo.�</p><p>Il vecchio trasse un respiro profondo. �Mi dispiace. Non posso aiutarti.�</p><p>�Non puoi o non vuoi?�</p><p>�Perch� desideri sconfiggere quell�uomo?� chiese Megisto.</p><p>�Che domanda! Perch� � un nemico. � il capo dell�esercito contro cui combatto.�</p><p>�Perch� desideri sconfiggere quell�uomo?� chiese di nuovo Megisto, incurante della risposta.</p><p>La ragazza perse le staffe. �Te l�ho appena detto! Perch� sono un Cavaliere di Drago!�</p><p>�Quello che ti spinge � un altro sentimento� disse Megisto. Scosse la testa. �Tu ti vuoi vendicare, Nihal.�</p><p>�Per me � un nemico come tutti gli altri! Io...�</p><p>�Vuoi vederlo implorare piet� la interruppe il vecchio.</p><p>�Non � vero!�</p><p>�E quando sar� ferito ai tuoi piedi...�</p><p>�No!�</p><p>�Vuoi tagliargli la gola e guardare il suo sangue inzuppare il terreno. E quando sar� morto riderai e sentirai che la tua vendetta � compiuta.�</p><p>�Non � come dici!� url� Nihal.</p><p>�Non mentire!� tuon� il vecchio.</p><p>Nihal lo guard� con gli occhi spalancati, persi.</p><p>Quando il vecchio riprese a parlare, aveva un tono grave e solenne. �So che sei in buona fede, Nihal, lo so. Ma nel tuo cuore c�� una bestia appena assopita. Il suo sonno � leggero, credimi. Quando quell�uomo sar� a terra davanti a te, la bestia si dester� e ti manger� il cuore.�</p><p>�Io non sono pi� quella di prima...� mormor� Nihal, quasi parlasse a se stessa.</p><p>�Non credere che io non sappia� riprese il vecchio. �Conosco il tuo tormento. Quella stessa bestia che vive dentro di te mi ha trascinato in questo bosco e mi ha messo le catene ai polsi.� Alz� le mani e i pesanti anelli di ferro tintinnarono. �Ero un mago, anni addietro. Un mago mediocre che si occupava soprattutto di storia. Un giorno un uomo ebbe il torto di farmi del male. La vendetta divent� la mia unica ragione di vita. Non era per me che la volevo, ma per coloro che quell�uomo mi aveva portato via. Mi avvicinai alle formule proibite e mi unii al Tiranno. Egli mi diede grandi poteri e io studiai, Nihal, studiai con lo stesso impegno con cui un tempo avevo studiato la storia di questo mondo, e il potere oscuro mi fu interamente svelato. Poi venne l�attesa. Aspettai il giorno in cui mi sarei vendicato, pregustavo l�attimo in cui avrei visto quell�uomo morire per mia mano. Oh, quanto lo aspettai! Alla fine quel giorno arriv�. Quando lo uccisi sentii il mio cuore cantare, ma fu una melodia breve. La mia ira non si plac� e non si sarebbe mai pi� placata. Il sangue � come ambrosia, Nihal, e tu lo sai: quando lo hai assaggiato una volta, ne sei schiavo per sempre. Continuai a uccidere e ogni volta che usavo la magia per distruggere una vita, il potere oscuro sembrava crescere in me, perch� � questa la sua natura. Uccisi per il Tiranno e per me. Alla fine furono le ninfe a fermarmi.� Il vecchio rivolse gli occhi al cielo e per un attimo il riflesso della luna li rese bianchi. �Fu un mago del Consiglio a mettermi questo sigillo. Mi destin� a essere roccia e a poter tornare uomo solo nottetempo.�</p><p>Nihal non capiva. �Perch� di notte non sei mai scappato?�</p><p>�Ci ho provato. Ci ho provato per anni. Ogni volta che ho oltrepassato i confini del bosco, ai primi raggi dell�alba mi sono ritrovato di nuovo in questa radura, pietrificato.� Il vecchio fece un sorriso amaro. �Poi il tempo � trascorso, la giovinezza � volata. Oggi ringrazio chi mi ha dato questo tormento, perch� mi ha liberato dalla schiavit� della morte e mi ha restituito a me stesso.� Megisto guard� Nihal negli occhi. �Ma quelli che ho ucciso non torneranno, Nihal, e non c�� pena che io possa pagare per riscattare la loro vita.�</p><p>Nihal sostenne il suo sguardo per qualche istante, poi abbass� la testa. �Io sento che Dola non potr� cadere per altra mano che la mia. Lo sento, capisci?�</p><p>�Continua a cercare te stessa, Cavaliere. Hai percorso solo un breve tratto della strada che dovrai fare per giungere alla verit�.�</p><p>�Io continuo a cercare me stessa! Non � per vendetta che voglio fermare Dola!� ribatt� Nihal, alterata. �In passato ho combattuto per i morti, Megisto. Ora combatto solo per me. Ma Dola voglio batterlo per chi vive sotto il suo giogo.�</p><p>Il vecchio la guard�. �Continua.�</p><p>�Ti giuro che non lo uccider�, Megisto� disse Nihal, con pi� calma. �Non cercher� vendetta nel sangue. Lo porter� vivo all�accampamento e da quel momento la sua sorte non sar� pi� affar mio. Per� ti prego: aiutami.�</p><p>Megisto rimase chiuso nei propri pensieri per un tempo che a Nihal sembr� eterno.</p><p>�Vieni qui domani notte� disse infine, mentre l�aurora iniziava a colorare il cielo di un azzurro intenso.</p><p>La ragazza si alz� in piedi e si rimise il mantello. �Grazie� disse alla pietra che poco prima era stata il vecchio.</p><empty-line/><p>Dopo la notte insonne, Nihal dorm� fino all�ora di pranzo.</p><p>Quando usc� dalla capanna, Laio la squadr� da capo a piedi. �Be�, che succede? Abbiamo cambiato abitudini, Cavaliere?�</p><p>�Ero stanca� rispose vaga. Laio aveva sempre appoggiato le sue scelte, ma Nihal aveva ragione di credere che quella non sarebbe stata di suo gradimento.</p><p>Attese la notte con impazienza e appena calarono le tenebre cavalc� Oarf fino al bosco.</p><p>�Avevo sperato che non saresti venuta� disse Megisto quando la vide avanzare nella radura.</p><p>�Non rinuncio facilmente� rispose Nihal.</p><p>�Me ne ero accorto� comment� il vecchio, accennando un sorriso. �Ora ascolta.�</p><p>Nihal si sedette di fronte a Megisto, come aveva fatto la notte precedente.</p><p>�La magia che ti insegner� � frutto dell�oscurit�.� Il vecchio rivolse a Nihal uno sguardo severo. �� basata sull�odio e in esso ha la sua forza. Per riuscire a formularla dovrai fare leva sull�odio e sulla disperazione che sono in te. Dovrai ricordare tutto ci� che hai dimenticato, disseppellire le ombre che hai rinchiuso in fondo al cuore, abbandonarti a quella parte di te che stai cercando di strapparti via dall�anima.� Megisto fece una pausa. �Ora sai, Nihal. Vuoi ancora conoscere la formula proibita?�</p><p>�S� fu la risposta decisa di Nihal. �Cominciamo.�</p><p>�Non ho finito� continu� il vecchio. �Ieri hai fatto un giuramento. Io voglio credere alla tua parola, ma so anche che il tuo cuore � fragile. Non voglio altre morti a gravare sulla mia anima. Quando avrai finito di imparare, ti imporr� un sigillo: se tenterai di usare questo incantesimo pi� di una volta, morirai.�</p><p>�Accetto� disse Nihal senza esitazione.</p><p>�E sia� sospir� Megisto. �Sappi che sar� come sprofondare in un abisso. Spero che sarai abbastanza forte da sopportarlo.�</p><p>Un brivido percorse la schiena di Nihal. L�idea di tornare a essere quel che era qualche mese prima la terrorizzava, ma dai suoi occhi non traspar� alcun tentennamento.</p><p>Il vecchio incroci� le gambe e le catene tintinnarono. �La magia che rende Dola tanto forte � una potente formula proibita. Il suo nome � Fiamma Nera. Con questo incantesimo si d� vita a ci� che non ne ha. Una vita forte e possente, temprata dall�odio che il creatore sa infondervi. Ecco perch� lo gnomo sembra immortale.�</p><p>�Non capisco� disse la ragazza, confusa.</p><p>�L�armatura di Dola, Nihal. � come un essere vivente invulnerabile. Non viene danneggiata neanche dai colpi pi� potenti ed � in grado di ripararsi da sola. La formula che ti insegner� si chiama Ombra Inestinguibile e permette di penetrare ogni tipo di barriera difensiva e di infliggere ferite insanabili. Se la applicherai alla tua spada, sarai in grado di scalfire l�armatura di Dola. Per� ti avviso: l�incantesimo non ti sar� sufficiente a batterlo. Se lo provassi su un uomo, o uno gnomo, o un fammin, morirebbero all�istante. Ma l�armatura di Dola non verr� uccisa dai tuoi colpi, semplicemente non sar� pi� inviolabile...�</p><p>�Quindi l�Ombra Inestinguibile ci metter� ad armi pari� lo interruppe Nihal.</p><p>�Non sarai mai ad armi pari con quell�essere, la sua forza � frutto della magia del Tiranno. Per� anche il suo � un corpo fatto di carne, e con questo incantesimo potrai ferirlo.�</p><p>Nihal annu�. �Continua.�</p><p>�L�odio � in ognuno di noi, sepolto nel nostro animo, Nihal. Tu lo sai bene. Per evocare l�Ombra Inestinguibile devi fare appello alla sua forza. Quando l�avrai richiamato alla vita, sarai invasa da tutto il dolore che hai provato. Se saprai controllarne la potenza, allora padroneggerai l�incantesimo.�</p><p>Nihal non era sicura di aver capito. �Ma come funziona? Come mi devo comportare?�</p><p>�Non c�� altro che io possa spiegarti con le parole. Ora sta a te decidere se vuoi provare.�</p><p>�Che cosa succeder� se fallisco?� chiese Nihal. Adesso aveva la voce incrinata dalla paura.</p><p>�Morirai� disse il vecchio in tono piatto.</p><empty-line/><p>Per prima cosa, Megisto fece evocare a Nihal la Lama di Luce, un incantesimo semplice che anche lei era in grado di fare con poco sforzo. Nella mano le apparve un fuocherello azzurrino.</p><p>�Bene� mormor� il vecchio. �Ora possiamo cominciare.�</p><p>Nihal sent� il cuore accelerare i battiti. Giunta al momento cruciale aveva paura, una paura fredda e autentica.</p><p>�Ripeti con me: <emphasis> Vra�ta Anekhter Tanhiro.�</emphasis></p><p>�<emphasis> Vra�ta Anekhter Tanhiro</emphasis> � mormor� Nihal.</p><p>�Ancora: <emphasis>Vra�ta Anekhter Tanhiro�</emphasis> ripet� Megisto. �<emphasis> Vra�ta Anekhter Tanhiro.</emphasis> Continua, non smettere.�</p><p>�<emphasis> Vra�ta Anekhter Tanhiro</emphasis> � gli fece eco lei.</p><p>�Concentrati sulla disperazione che hai provato nella tua vita. Ma attenta! Non perderti in essa, cerca di dominarla.�</p><p>Nihal vide lo sguardo cupo del vecchio fisso su di lei, poi chiuse gli occhi. Ripeteva quelle parole senza senso e pensava al passato. Era fin troppo vivo il ricordo di ci� che l�aveva fatta soffrire. Richiam� alla mente la morte di Livon, mentre la litania le affiorava sulle labbra come un canto ipnotico. Prima vide la fucina del padre, vuota e silenziosa. Poi vennero i rumori, il suono terribile della battaglia di quel giorno: le grida, il fischio delle asce che si abbattevano sulla gente di Salazar, il tonfo dei corpi che cadevano al suolo. <emphasis> Vra�ta Anekhter Tanhiro. Vra�ta Anekhter Tanhiro</emphasis> . Si sent� fluttuare. Il mondo scomparve e rimase solo un senso di calore alla mano.</p><p>La voce di Megisto le giunse come un�eco: �Immergiti, Nihal, immergiti...�. All�improvviso la fucina si popol�. Da un lato c�era Livon, intento a frugare in una cassapanca. Poi apparve una ragazzina, le orecchie appuntite e spropositate, gli occhi grandi e languidi, una spada nera al fianco. <emphasis> Vra�ta Anekhter Tanhiro, Vra�ta Anekhter Tanhiro, Vra�ta Anekhter Tanhiro...</emphasis></p><p>Eccoli. Due fammin, armati d�ascia e spada. Irrompono, la guardano, ridono. Suoni di lame che si incontrano. Livon che le urla di andarsene. <emphasis> Vra�ta Anekhter Tanhiro, Vra�ta Anekhter Tanhiro.</emphasis> Livon combatte. Perch� non fugge? Vai via! Scappa! <emphasis> Vra�ta Anekhter Tanhiro, Vra�ta Anekhter Tanhiro.</emphasis></p><p>�Scendi ancora, Cavaliere. Controlla quello che senti e scendi...�</p><p>Nihal sa che non pu� finire bene, sa quel che sta per accadere e non vuole, non vuole! Basta, basta! Ma non pu� muoversi, non pu� fare nulla e allora strilla, lo chiama, gli grida di andare via. <emphasis> Vra�ta Anekhter Tanhiro, Vra�ta Anekhter Tanhiro, Vra�ta Anekhter Tanhiro.</emphasis></p><p>�S�, Nihal, ci sei quasi!�</p><p>L�urlo squarcia le tenebre. In un istante di silenzio, vede Livon voltarsi verso di lei: la guarda e tutto si ferma. Non voltarti, Livon! Scappa! Non guardarmi! Ed ecco la spada che lo trapassa, lui continua a guardarla, la guarda come sempre, cade senza un lamento e Nihal vorrebbe urlare ma non pu�, perch� non ha voce...</p><p>All�improvviso, quella scena si trasform� in una voragine.</p><p>Nihal vide migliaia di volti urlanti, neri, deformi, correrle incontro contorti, e ud� un rumore assordante di risa. Per un istante riebbe coscienza. Di fronte all�orrore che la travolgeva pens� che doveva fermarsi, che era troppo, che voleva smettere. Ma la sua lingua continuava da sola la litania, le parole che le uscivano dalla bocca attiravano nuovi demoni, che la avvolgevano e la trascinavano con s�, tirandola per le braccia, le gambe, i capelli.</p><p>�Dominali, dominali!� bisbigliava una voce lontana, mostruosa.</p><p>Dominare cosa? Come si pu� dominare il regno dei morti? Mille mani su di lei, mille occhi piantati nei suoi occhi e l�odio che montava come una marea. Era terrorizzata come mai in vita sua, la gola chiusa non le permetteva di gridare ma solo di salmodiare ancora quella maledetta cantilena: <emphasis> Vra�ta Anekhter Tanhiro, Vra�ta Anekhter Tanhiro, Vra�ta Anekhter Tanhiro...</emphasis></p><p>�Basta! Ritorna in te!� ripeteva la voce distorta.</p><p>Come? Si poteva davvero riemergere da quell�incubo? Che qualcuno l�aiutasse!</p><p>�Chiudi la mano! Ferma la magia!� disse la voce.</p><p>Nihal non sentiva pi� nessuna parte del corpo. Dov�era la sua mano? C�era una mano da stringere? Cerc� di frenare il panico che la attanagliava ma non ci riusc�. Spalanc� gli occhi pi� che poteva, ma al buio non c�era fine. Poi sent� qualcosa e vi si aggrapp�: la freschezza dell�aria, il tocco di due mani sul viso...</p><p>I volti scomparvero, il buio si dissolse.</p><p>La luna, di un candore gelido, la guardava dall�alto. Megisto era chino su di lei.</p><p>Nihal non riusciva a rallentare il respiro, le sembrava che non ci fosse aria abbastanza per riempirle i polmoni.</p><p>�Sei di nuovo tra i vivi� ripeteva il vecchio.</p><p>Nihal giacque a lungo, con il cuore che faticava a ritrovare il suo ritmo.</p><p>Quando riusc� a mettersi a sedere, ansimava ancora.</p><p>�Questo � ci� che devi affrontare� disse Megisto senza emozione. �Domani notte sar� ancora qui, se vorrai ritentare.�</p><p>Nihal annu�, si alz� in piedi e si allontan� senza una parola, con le gambe che le tremavano e una sensazione di freddo in tutto il corpo.</p><p>Raggiunse Oarf nel folto del bosco e appoggi� il viso sul petto del suo drago.</p><empty-line/><p>Il giorno dopo, Nihal si disse che non sarebbe tornata da Megisto. Perch� doveva ripetere quella terribile esperienza? Si sforzava di tornare alla vita, ed era gi� abbastanza difficile cos�. Il vecchio aveva ragione: lei stava cercando la sua strada, si doveva concentrare su quello, non su Dola. Eppure...</p><p>Era la sola ad avere un mezzo per batterlo. E poi non poteva fuggire per sempre. Era arrivato il momento di fare i conti con i suoi incubi. Coraggio, ci voleva coraggio.</p><p>Fu cos� che decise di continuare, e lo fece col cuore in gola. Ma la sconfitta di Dola era tutto quello che importava, era la sua sfida contro il passato.</p><p>La seconda sera credette di morire. Tra i volti dei fantasmi si insinuarono anche gli spiriti del suo popolo e i vecchi incubi si mescolarono ai nuovi. Resistette, ma non riusc� a fare sua l�Ombra Inestinguibile perch� l�aldil� la trascinava in basso, sempre pi� gi�, e lei non riusciva a tirarsene fuori.</p><p>�La determinazione � tutto quello che hai, Nihal. La volont� di non cadere di nuovo nell�abisso. � questa la tua ancora di salvezza� le diceva Megisto.</p><p>Notte dopo notte, Nihal torn� alla radura, anche se il suo corpo si ribellava. Quando il sole calava fino a scomparire oltre la cima degli alberi, sentiva lo stomaco stringersi, veniva attanagliata dalla nausea e le tempie prendevano a pulsarle con violenza. Notte dopo notte, guadagn� terreno su quelle visioni mostruose. A poco a poco riusc� a restare cosciente, mentre la fiamma nella sua mano si faceva sempre pi� nera.</p><p>�Sei vicina, Nihal� ripeteva Megisto e Nihal resisteva all�assedio dell�odio e del dolore.</p><p>Quel viaggio atroce termin� la sera prima della fine della sua licenza. Quando apr� gli occhi e riemerse dalle tenebre con le sue sole forze, un globo nero le brillava sulla mano: era grande poco pi� di una mela e levitava sopra la sua palma sinistra lanciando bagliori cupi. Nihal lo guard� meravigliata. Ce l�aveva fatta.</p><p>�Questa � l�Ombra Inestinguibile� disse Megisto a bassa voce. �Prima della battaglia contro Dola, applica questo incantesimo alla tua spada e sar� in grado di fendere la sua armatura. Quando chiudi la palma, il globo scompare e la magia � infranta.�</p><p>Nihal serr� le dita e la luce si dissolse.</p><p>�Grazie, Megisto� mormor�.</p><p>�Non mi ringraziare, perch� ti ho fatto un dono letale. E rammenta: se tenterai di recitare questa formula due volte, morirai. Ora china la testa.�</p><p>Nihal obbed� e il vecchio le impose le mani sulla nuca, poi recit� a bassa voce una formula. Quando ebbe terminato, le sollev� il mento con una mano e la guard� fisso negli occhi. �La tua ricerca della verit� � prossima a una svolta, Nihal. Ma spesso la verit� � un bene terribile.�</p><p>�Cosa intendi?� chiese lei, perplessa.</p><p>�Ogni individuo deve cercare da solo il proprio ideale. Ricordatelo� ribatt� il vecchio. Si alz� in piedi. �Ora va�. Il nostro incontro termina qui.�</p><p>Mentre volava sulla groppa di Oarf, Nihal ripens� alle parole di Megisto: che cosa poteva esserci di male nella verit�? Tutto quello che aveva sempre voluto, dalla distruzione della sua citt�, era sapere. <emphasis> Profezie da veggente</emphasis> , si disse. Poi spron� il drago in direzione della base.</p></section><section><title><p>21</p><p>La tentazione della morte.</p></title><p>Nihal aveva sperato che la conquista dell�Ombra Inestinguibile non lasciasse tracce, ma non fu cos�. Dalla sera in cui aveva affrontato l�abisso era inquieta e spesso le immagini dell�incubo tornavano a tormentarla. <emphasis> Che cosa ho messo in moto?</emphasis></p><p>Mentre volava in groppa a Oarf verso la Terra del Vento e abbandonava il villaggio dove lei e Laio avevano trascorso quelle due settimane, Nihal sper� di essere in grado di portare a termine ci� che si era ripromessa, restando se stessa.</p><empty-line/><p>�Ti sei schiarita le idee?� Ido la attendeva sulla soglia della tenda, la pipa in bocca.</p><p>�S�, decisamente� ment� lei.</p><p>Lo gnomo la guard�. �Sei pallida.�</p><p>�Sono solo un po� stanca.�</p><p>Ido batt� la pipa contro la suola dello stivale e fece cadere a terra un mucchietto di cenere. �� ora di pranzo. Andiamo a mangiare qualcosa.�</p><p>Seduto a un tavolaccio di legno del grande padiglione che fungeva da mensa, tra una cucchiaiata di zuppa e l�altra, Ido fece a Nihal il punto della situazione. Durante la sua assenza l�assedio era continuato, ma non erano riusciti ad avanzare di un solo passo. Le battaglie iniziavano al sorgere del sole e si protraevano finch� le ombre non si distendevano lunghe sulla prateria. I morti erano numerosi, dall�una e dall�altra parte, ma non si giungeva a una conclusione.</p><p>�Al momento� concluse Ido �l�unica speranza � prenderli per fame.�</p><p>�E Dola?� chiese Nihal con noncuranza.</p><p>Lo gnomo continu� a bere rumorosamente il rancio, mentre gli occhi di Nihal lo fissavano interrogativi. Pos� il cucchiaio nella scodella. �Se n�� andato.�</p><p>Nihal ebbe un leggero sussulto. �Come, andato? Quando?�</p><p>�Ieri notte.�</p><p>Per giorni il guerriero aveva spadroneggiato sul campo di battaglia seminando terrore e mietendo vittime. Nessuno era stato in grado di fermarlo. Le spade non riuscivano a scalfire la sua armatura, le lance non potevano nulla contro di lui e quando gli arcieri lo puntavano, sembrava che fosse capace di muoversi tra una freccia e l�altra, per quanto fitte gli piovessero addosso. Poi, all�improvviso, la notte precedente al rientro di Nihal, sull�accampamento era risuonato un grido acuto, disumano, simile a quello di un rapace. Ido, come molti altri, era uscito a guardare. Sulle tende si levava un�ombra nera, altissima. Gridava. Gridava e rideva. Una risata beffarda.</p><p>�Io e Ried ci siamo lanciati all�inseguimento, ma lui � stato colpito di striscio da una fiammata...�</p><p>Nihal sgran� gli occhi. Ried era uno dei pi� valorosi Cavalieri di Drago dell�accampamento.</p><p>�Poi � rimasto ferito anche Vesa. Insomma, ci siamo dovuti ritirare� tagli� corto Ido.</p><p>�Vesa � ferito?� chiese Nihal, incredula. Vesa era sempre uscito illeso da qualsiasi battaglia.</p><p>�Gi�. E non solo lui� rispose Ido. Sollev� la manica della casacca e mostr� una fasciatura. �Niente di grave. Diciamo che mi ha strinato come un pollo� scherz� lo gnomo, ma il tono era amaro.</p><p>�E adesso?�</p><p>�Adesso niente. L�importante � che se ne sia andato e che non dovremo pi� avere a che fare con lui. Sei d�accordo, no?� concluse Ido fissandola negli occhi.</p><p>Nihal abbass� lo sguardo. No che non era d�accordo. Aveva visto l�inferno per poter affrontare quel maledetto. E lo avrebbe fatto, a costo di inseguirlo fin sulla luna.</p><p>Ido dovette intuire qualcosa, perch� fece un sonoro sospiro e immerse con rabbia il cucchiaio nella minestra.</p><p>�Che cosa c��?� chiese Nihal.</p><p>�Lo chiedo a te� rispose lo gnomo con freddezza. �Mi sembrava di essermi spiegato. Ma ho la sensazione che tu non abbia cambiato atteggiamento.�</p><p>Nihal allontan� la ciotola che aveva davanti e si sporse verso Ido. �Perch� ti infastidisce tanto il pensiero che possa battermi con lui? Dimmi perch�!�</p><p>Ido lev� su di lei uno sguardo gelido. �Non ti ho addestrata per essere fatta a fette da quel bastardo, Nihal.� Poi si alz� da tavola e si diresse verso l�uscita della mensa senza voltarsi indietro.</p><empty-line/><p>Da principio Nihal non partecip� alle battaglie. Prefer� allenarsi da sola e cercare di riprendere le forze. Si meravigliava lei stessa della sua pazienza. Solo un anno prima, sarebbe montata in groppa a Oarf e si sarebbe messa sulle tracce di Dola. Ora invece attendeva, covando propositi di riscatto. E alla fine quell�attesa venne premiata.</p><p>Un giorno arriv� all�accampamento un capitano, inviato come messo dalle guarnigioni di stanza nel bosco di Herzli, che costeggiava il Saar, il Grande Fiume. A quanto sembrava, Dola aveva raggiunto la regione della Foresta e vi si era acquartierato. Era alla testa di un imponente esercito e aveva attaccato l�avamposto delle Terre libere nella Terra del Vento.</p><p>�Sa che quella regione � poco coperta, vista la vicinanza col Saar, e temiamo che voglia attaccare la Terra del Vento da l�, per poi penetrare nella Terra dell�Acqua da oriente� rifer� il militare al generale del campo e a tutti i Cavalieri di Drago riunitisi per ascoltarlo.</p><p>Non appena aveva sentito pronunciare il nome di Dola, Nihal aveva provato un tuffo al cuore. Il momento era arrivato.</p><p>�Occorre rafforzare lo schieramento nella regione della Foresta, non vedo altra via. Potremmo spostare l� met� delle nostre truppe� intervenne un Cavaliere.</p><p>�Non so se � una buona idea� rispose Ido. �Non possiamo lasciare sguarnito il nostro territorio. Nessuno ci assicura che Dola non attenda proprio questo: Un indebolimento della difesa per attaccare.�</p><p>Il capitano lo interruppe. �Cavaliere, stiamo cadendo come mosche laggi�. Non so per quanto potremo resistere.�</p><p>�Tu che cosa proponi, Ido?� chiese il generale.</p><p>Lo gnomo non si scompose. �La Terra del Vento � la pi� piccola di tutte le Terre: il suo fronte non � ampio, lo si pu� percorrere a dorso di drago in due giorni. Credo che potremmo limitarci a mandare rinforzi. Un Cavaliere o due, alla testa di una guarnigione. Nel frattempo distribuiremo meglio le truppe lungo il confine e tenteremo un attacco a occidente, mentre teniamo impegnato Dola nel bosco.�</p><p>�Non � facile tenere a bada Dola e credo che tu lo sappia meglio di chiunque altro� osserv� il generale.</p><p>Fu allora che Nihal si alz� dalla panca di legno dove era seduta. �Me ne occuper� io� disse con calma. Ido le scocc� un�occhiataccia, ma lei rimase impassibile. �Affidatemi una guarnigione e ve lo porter� qui.�</p><p>Dal fondo si alz� una risata. �Piantala, Nihal! Non fare la sbruffona. Nessuno finora � stato in grado di tenere testa a Dola.�</p><p>�Sbaglio o sei stata ferita proprio da lui, poco tempo fa?� fece un altro cavaliere.</p><p>�Ho imparato dal mio errore� rispose Nihal, seria. �Se seguiamo il piano di Ido, ci serve solo qualcuno che lo tenga impegnato, giusto? E forze fresche che diano una mano alle guarnigioni vicino al Saar. Ebbene, per questo credo di essere pi� che sufficiente.�</p><p>Il generale sembrava perplesso.</p><p>�Non vorrete mica acconsentire a questa follia?� sbott� Ido.</p><p>�Questa follia � stata proposta da te� osserv� il superiore.</p><p>�S�, ma... insomma, Nihal � Cavaliere da troppo poco tempo. Non ha l�esperienza necessaria. Vogliamo mettere il destino della Terra del Vento nelle sue mani?�</p><p>Nihal sent� il sangue affiorarle alle guance e apr� la bocca per rispondere, ma il generale le fece cenno di tacere. �Il tuo piano mi sembra pi� che funzionale alle nostre esigenze, Ido. E Nihal ci ha dato prova di essere un valente guerriero. Pertanto sar� lei a partire. Cos� ho deciso e non voglio discussioni.�</p><p>Ido scosse la testa.</p><p>Il cuore di Nihal esult�. �Vi ringrazio per la fiducia che mi dimostrate, generale.�</p><p>La riunione si sciolse e i cavalieri uscirono alla spicciolata. Nihal invece si ferm� nella sala del comando per discutere i particolari della missione. Era la prima volta che le affidavano una guarnigione, ma non era certo quello a eccitarla. Non vedeva l�ora di partire.</p><p>Torn� alla sua tenda che era tardi e trov� Ido che fumava nervosamente la pipa seduto davanti all�ingresso. Appena la vide arrivare, lo gnomo scatt� in piedi e le punt� contro l�indice. �Ascoltami bene, ragazza. Tu prova a uscire con la tua truppa da questo accampamento e, te lo giuro, non ti permetter� di ritornarci tutta intera!�</p><p>�Si pu� sapere che accidenti ti piglia?� Nihal alz� la voce. �� una missione come le altre!�</p><p>Lo gnomo scagli� la pipa a terra, tracciando una scia di brace nel buio. �No, non lo �, e lo sai benissimo!� url�, rosso in viso.</p><p>Nihal rimase impietrita. Avevano discusso molte volte, ma non lo aveva mai visto tanto fuori di s�.</p><p>Qualcuno url�: �Silenzio, maledizione!� e qualche testa fece capolino dalle altre tende.</p><p>Ido si chin� a raccogliere la pipa, poi guard� Nihal con freddezza. �Fa� come ti pare, vai a morire dove vuoi� concluse, quindi si incammin� verso la sua tenda.</p><empty-line/><p>Il mattino dopo, Nihal si avvicin� alla tenda di Ido e chiese di entrare, ma non ebbe risposta. Insistette, ma dall�interno provenne solo un ostinato silenzio.</p><p>Lei e Laio partirono nel giro di poche ore.</p><p>Nihal aveva un centinaio di soldati al seguito, pi� di quanti immaginasse. Per un istante si sent� sperduta e il compito le sembr� superiore alle sue capacit�. Se poi pensava che si era lanciata in quell�impresa per poter ottenere la sua vendetta, si sentiva ancora peggio. S�, la sua vendetta. D�un tratto Nihal cap� fino in fondo la gravit� di ci� che stava per accadere. Forse Ido aveva ragione.</p><p>�Posso chiederti una cosa?� chiese Laio a un tratto. La sua voce era seria.</p><p>La ragazza si mise sulla difensiva. �Che cosa?�</p><p>�Perch� ti sei voluta mettere in questa situazione?�</p><p>�Non capisco cosa intendi� rispose lei con finta noncuranza.</p><p>�L�ultima volta che sei partita all�attacco di Dola, ne sei uscita mezzo morta. Che cosa stai cercando? Che cosa vuoi dimostrare?�</p><p>�Sei d�accordo con Ido, Laio?� chiese Nihal innervosita.</p><p>Laio scroll� le spalle. �No, Nihal. No.�</p><empty-line/><p>Quando all�accampamento nel bosco di Herzli videro arrivare una truppa comandata da una donna, qualcuno perse le staffe, qualcuno rise, qualcuno abbandon� ogni speranza.</p><p>In giro per l�accampamento si respirava aria di morte. Tutto sembrava stinto, come un cielo lavato da troppa pioggia. C�erano una ventina di tende, tutte dello stesso identico, indefinibile e fangoso colore. C�erano molti feriti, e chi stava bene sembrava mortalmente stanco. Non c�erano n� donne n� bambini, solo uomini nella solitudine della guerra.</p><p>Il generale accompagn� Nihal in un giro di ricognizione. Sembrava uno che avesse visto troppo in vita sua. Era magro, neppure troppo anziano, a giudicare dal corpo atletico. Ma il viso era segnato da molte rughe, le spalle erano sempre curve, gli occhi grigi e spenti. Un uomo stanco della guerra r del sangue, un uomo stanco della vita. Si present� come Mavern.</p><p>La zona non era certo il campo di battaglia ideale. Nihal non aveva mai combattuto nella macchia e il bosco era fitto. Se lo ricordava, quel bosco: lo aveva attraversato quando era fuggita da Salazar in fiamme. Se tendeva l�orecchio, poteva sentire il rombo possente del fiume Saar.</p><p>Infine giunsero in cima a una collina, da dove Nihal ebbe un quadro chiaro della situazione: parte del bosco sembrava quasi scorticata e ferite di nuda terra lo segnavano come piaghe. Si dipartivano da un nucleo nero centrale: la base dello schieramento nemico. Era un accampamento ordinato, con una tozza torre al centro. La maggioranza dei fammin stava in quella zona, ma si intuiva che parecchi erano celati nel folto.</p><p>�L�accampamento c�era gi�. Ed era nostro, fino a una settimana fa. La torre l�ha fatta costruire Dola: � la sua residenza, sua e di quell�infernale mostro nero. Sono due giorni che ci si � asserragliato. Non si muove, non attacca, niente. Aspetta� disse il generale.</p><p>Dunque era l�. L�uomo che aveva raso al suolo la sua citt� era l�.</p><p>�Vorr� dire che saremo noi a stanarlo� concluse Nihal.</p><empty-line/><p>Il generale non acconsent� tanto facilmente. I suoi uomini erano reduci da un duro scontro, le perdite erano state ingenti e c�erano troppi feriti.</p><p>�Siamo pochi e sfiniti: non c�� speranza di vittoria.�</p><p>�I miei uomini sono freschi� ribatt� Nihal.</p><p>�� una follia, Cavaliere.�</p><p>�Domani notte non c�� luna, li attaccheremo nel sonno. Di Dola non dovete preoccuparvi: non sfiorer� nemmeno uno dei vostri uomini. Pensate solo a calare sul campo e occupatevi dei fammin. Ma dovrete essere fulminei, perch� la sorpresa � tutto quel che abbiamo.�</p><p>Il generale la guard� scettico.</p><p>�Vi giuro che il campo torner� nostro� disse Nihal.</p><p>La giornata seguente trascorse tranquilla, ma Nihal sapeva bene di aver millantato con il generale una sicurezza che non aveva. Se ne and� nel bosco da sola e lasci� a Laio l�incombenza di lucidarle la spada e preparare l�armatura. Si allontan� abbastanza da non sentire pi� i rumori dell�accampamento e si avvicin� al rombo maestoso del Saar. Si impose di non pensare a nulla, si ripet� che era una missione come le altre, nulla di pi�.</p><p>Ma dentro di s� sapeva che quella che la aspettava non era una battaglia dell�esercito delle Terre libere contro il Tiranno. N� dei morti di Salazar, n� del popolo dei mezzelfi. Era la sua battaglia. E lei, il Cavaliere di Drago Nihal, l�avrebbe portata a compimento rimanendo se stessa. A tutti i costi.</p><empty-line/><p>La notte le sembr� non scendere mai.</p><p>Quando il buio si impadron� del cielo estivo, Nihal si ritir� nella tenda che le era stata assegnata e si sedette a terra con le gambe incrociate. La spada, lucidata da Laio con la solita cura, brillava davanti a lei. Un brivido le percorse la schiena. Il momento di recitare la formula era arrivato. Si terse il sudore dalla fronte e si accorse che le tremavano le mani. Aveva paura.</p><p>Ricord� la prima volta che aveva tentato di evocare l�Ombra Inestinguibile. E se non fosse riuscita a controllare l�incantesimo? Se fosse sprofondata nell�abisso e impazzita?</p><p>Chiuse gli occhi e cerc� di calmarsi. <emphasis> Svuota la tua mente.</emphasis> Il cuore rallent� la corsa. Svuota la tua mente. Il respiro torn� regolare. Solo allora evoc� la Lama di Luce. Rimase a osservare quel fuocherello come se lo vedesse per la prima volta: un globo perfetto, di un azzurro tenue, innocente.</p><p>Quindi, con la voce roca, inizi� la cantilena.</p><p>Le visioni infernali non si fecero attendere. Volti sfigurati e arti deformi balzarono verso di lei, investendola. <emphasis> Vra�ta Anekhter Tanhiro. Vra�ta Anekhter Tanhiro.</emphasis> Grida mostruose e risate chiocce le esplosero nella testa. <emphasis> Vra�ta Anekhter Tanhiro. Vra�ta Anekhter Tanhiro.</emphasis> Nihal si sent� avvolgere da un sudario di tenebre. Strizz� pi� volte le palpebre, ma che avesse gli occhi aperti o chiusi non faceva differenza. Era invasa, posseduta. Il terrore era insopportabile, la follia era l�, a un passo. Cadde all�indietro battendo i denti. Sent� che iniziava a perdere coscienza. Allora grid�, grid� e grid� ancora, e si strapp� dal buio con uno sforzo disumano.</p><p>Quando apr� gli occhi, madida di un sudore ghiacciato, il globo nero roteava lento sulla sua palma.</p><p>�Che cos�� quella cosa?�</p><p>La voce di Laio le giunse come un sussurro.</p><p>Sulla soglia, il ragazzo la guardava con gli occhi spalancati. Nihal era seduta al centro della tenda, pallida e rigida, il collo piegato all�indietro e gli occhi rovesciati. La luce innaturale scavava ombre sul suo volto. �Ti ho sentita urlare� mormor�. �Allora sono entrato e...�</p><p>Era cos� pallido che quasi risplendeva sul fondo scuro della tenda.</p><p>�Va tutto bene, Laio� lo tranquillizz� Nihal a voce bassa, mentre l�Ombra Inestinguibile le bruciava la pelle.</p><p>Allung� la mano sulla spada e il globo scomparve nella lama, per fondersi con il nero del cristallo. Poi si alz� in piedi, scossa da un tremito che non riusciva a dominare. Era terrorizzata, sfinita da ci� che aveva sopportato in quei pochi attimi. Ogni volta che risaliva dall�abisso, una parte di lei restava sul fondo. Si avvicin� a Laio e lo abbracci�.</p><p>�Che cosa � successo?� chiese lui smarrito.</p><p>�Ho recitato una formula. � difficile pronunciarla, � un po�... doloroso.�</p><p>Laio rimase in silenzio e le accarezz� goffamente la schiena.</p><p>Quando si sent� di nuovo calma, Nihal si stacc� da lui cercando di evitare il suo sguardo, ma il ragazzo la trattenne per un braccio. �Che formula, Nihal?�</p><p>�Laio, abbi fiducia in me. Questo � l�unico modo per battere Dola. Va tutto bene� rispose lei. Si liber� dalla stretta.</p><p>�Come puoi dirmi che va tutto bene? Quando sono entrato avevi un�espressione... non eri tu! Sembravi uno spettro, Nihal!�</p><p>Laio continuava a guardarla con gli occhi spalancati.</p><p>Nihal si lasci� cadere sulla branda e si pass� le mani sul viso. Tremavano ancora. �Ho bisogno del tuo appoggio, Laio. Ho bisogno di sapere che hai fiducia in me e che credi che posso farcela.�</p><p>Il ragazzo non disse altro. Le si sedette accanto e le cinse le spalle con un braccio.</p><empty-line/><p>Quando le truppe raggiunsero il colle a ridosso dell�accampamento nemico, Nihal si avvicin� al generale. �Tutto proceder� come previsto. Vi chiedo solo di coprirmi mentre tengo occupato Dola.�</p><p>Mevern annu�.</p><p>Allora Nihal abbass� la visiera dell�elmo e tutto si attut�. Era tempo di attaccare. Era tempo di concentrarsi e di scacciare ogni pensiero che non fosse la battaglia. Il generale lev� in alto la spada e quando la cal� Nihal e Oarf si alzarono in volo veloci.</p><p>Nihal si diresse senza indugi verso la torre centrale. Se una parte di lei fremeva per il desiderio di combattere, l�altra nutriva la speranza impossibile di cogliere Dola di sorpresa e catturarlo cos�, senza duello.</p><p>Un colpo di coda di Oarf abbatt� parte del torrione, che precipit� sulle tende del campo. Nihal sent� gli urli gutturali dei fammin schiacciati dal crollo e subito dopo le grida dei suoi uomini che avanzavano.</p><p>Forse Dola non era nella torre. Nihal si guard� intorno per cercarlo, ma lo gnomo e il drago nero sembravano scomparsi. Oarf rugg�, mentre infuriava su un altro pezzo del torrione. <emphasis> Dov�� quel maledetto, dove?</emphasis> Nihal fece un paio di ampi giri intorno alle rovine senza vedere nulla. Poi sent� muoversi qualcosa. Un ansare lento e possente, come di un enorme mantice, risuon� tra le rovine. Due grumi di brace illuminarono il buio della notte. Una testa nera eruppe dalle macerie. Il drago si liber� con uno scrollone dai pietroni ammassati e rimase a scalpitare su quel che restava della torre. Sul suo dorso svettava Dola, armato di una lunga lancia.</p><p>�Sono qui per te, Dola!� grid� Nihal, mentre la rabbia le esplodeva in petto. �Sono venuta a prendere la tua testa!�</p><p>Il guerriero rest� fermo per un istante, con gli occhi da furetto puntati verso il cielo. Da sotto l�elmo usc� una voce sprezzante: �Sei resistente, ragazzino. E stupido�. �Questo lo vedremo, bastardo� mormor� Nihal. Sguain� la lama e quel semplice gesto, che aveva fatto migliaia di volte, scacci� i sussurri maligni che le offuscavano il pensiero, l�esultanza del suo cuore, il desiderio di vendetta, tutto. In lei rimase solo la gelida determinazione del cavaliere.</p><p>Il drago si alz� in volo all�improvviso e Dola si gett� lancia in resta contro Nihal. Oarf schiv� il colpo e lei fu rapida a colpire la bestia nera, che spalancava le fauci davanti a lei.</p><p>Dola ripart�, ma stavolta Nihal era pronta. La battaglia vera e propria poteva cominciare.</p><p>Nihal era consapevole che lo gnomo aveva una forza sovrumana e una velocit� ben superiore alla sua, ma sperimentarlo di nuovo la lasci� senza fiato. Non poteva fare altro che parare ogni suo attacco e anche quello le richiedeva uno sforzo enorme. Inizi� a usare entrambe le mani, cercando di tenersi in equilibrio su Oarf, che era costretto a continui cambiamenti di direzione per sfuggire ai morsi del drago nero.</p><p>Erano passati pochi minuti dall�inizio del duello, quando Nihal non vide arrivare la lancia. Una stoccata penetr� senza sforzo la corazza, incrin� il cristallo e la fer� di striscio sulla spalla. Fu costretta ad allontanarsi, ansimante.</p><p>Dola rimase immobile sulla sua cavalcatura. �L�ultima volta sono stato troppo buono con te� url�, mentre agitava in aria la punta della lancia arrossata. �Per ora mi accontento di assaggiare il tuo sangue, ma giuro che ti staccher� le membra a una a una, ragazzino� concluse ridendo.</p><p>A Nihal mont� il sangue alla testa. �Sono un Cavaliere! Non chiamarmi ragazzino!� grid�. Poi spron� Oarf.</p><p>Ora lo vedeva bene: ogni pezzo della sua armatura, ogni fessura nella quale avrebbe potuto affondare la lama. Impugn� di nuovo la spada a due mani e raddoppi� la velocit� dei movimenti, parando con precisione. Ancora non trovava margini per attaccare, ma doveva avere pazienza, solo pazienza. Non sapeva che cosa accadeva a terra. Non sentiva il rumore della battaglia, solo i colpi della sua spada contro la lancia. Di tanto in tanto una stilettata le lacerava la pelle e il sangue le scorreva sotto l�armatura, ma era il dolore di un attimo, non bastava a fermarla. Aveva visto l�inferno, pur di sconfiggere Dola. Schiv� l�ennesimo affondo e dovette di nuovo allontanarsi, ma lo gnomo la incalz�. Il drago nero sput� un fiotto di fuoco, poi un altro e un altro ancora, mentre Oarf sbatteva le ali per levarsi pi� in alto. Ben presto si trovarono a volare veloci verso il cielo. Nihal riprese fiato, ma d�un tratto sent� la lancia di Dola sibilarle vicino. Oarf non scart� abbastanza velocemente e sul fianco gli si disegn� uno squarcio. Il drago rugg� per il dolore e si volt� scalpitando. �Calmo, Oarf, calmo� mormor� Nihal, ma sapeva che non potevano continuare cos�. <emphasis> Devo affrontarlo. Devo affrontarlo ora!</emphasis></p><p>Erano soli, uno di fronte all�altra. Ai loro piedi la foresta, sulle loro teste il cielo fitto di stelle. Nessun suono turbava la notte, se non il frinire ritmico dei grilli. Nihal si accorse del sangue che le bagnava la pelle: Dola stava mantenendo la promessa, la stava uccidendo pezzo per pezzo.</p><p>Lo gnomo sguain� la spada. �Cos� combattiamo ad armi pari, e ad armi pari ti far� a pezzi.�</p><p>Si sentiva tanto sicuro di s� da darle quel vantaggio. Ma se contro una lancia Nihal poteva poco, contro una spada le cose erano pi� facili. La ragazza spron� Oarf e si scagli� contro lo gnomo. Dola rimase immobile, come se non tenesse in nessun conto quell�attacco. Quando fu a un passo da lui, Nihal si alz� in piedi sulla groppa di Oarf e men� un fendente dall�alto, prendendo Dola di sorpresa. Per quanto frettolosa, la parata dello gnomo fu efficace, ma Nihal non si scompose. Spicc� un salto e atterr� sulla schiena del drago nero. Colp� di taglio il fianco di quel maledetto gnomo con tutta la forza che aveva. Con un lampo di luce bianca, la lama penetr� il primo strato della corazza e infine raggiunse la carne.</p><p>Dola reag� con un fendente laterale, ma Nihal fu agile a sottrarsi. Piant� la spada nella spalla del drago nero, strinse l�elsa con entrambe le mani e si lasci� scivolare, fino a pencolare nel vuoto. L�animale lanci� un lamento e Nihal punt� i piedi contro il suo ventre, poi estrasse la spada dalla ferita. Precipit�, ma Oarf fu pronto a intercettare la sua caduta. Era di nuovo in groppa. Ce l�aveva fatta.</p><p>Nihal esplose in una risata feroce. �Hai un�armatura scadente, Dola! Il Tiranno non fornisce niente di meglio ai suoi sgherri?� url�, alzando la spada. Dalla lama il sangue del drago nero le scivol� lungo il braccio, mescolandosi al suo.</p><p>�Aspetta a cantare vittoria, moccioso� rispose Dola. Nella sua voce Nihal percep� un fremito di rabbia.</p><p>Lo gnomo inizi� a menare un fendente dietro l�altro, ravvicinati e potenti, che Nihal schiv� saltando. Ormai aveva capito: doveva giocare d�agilit� e mirare a ferire il drago. Una volta a terra avrebbe avuto pi� probabilit� di successo. A un tratto, per�, un colpo la raggiunse al costato e le mozz� il fiato. Oarf plan� bruscamente di una ventina di braccia per darle il tempo di riprendersi. Nihal era gi� indebolita per le ferite e il sangue perso, quell�ennesimo taglio le avrebbe tolto anche le ultime energie. <emphasis> Devo fare in fretta. Devo colpirlo di nuovo, adesso!</emphasis> Ripart� all�attacco e inizi� ad attaccare con furia cieca. Urlava e colpiva, colpiva e urlava, e quando la luce bianca la accecava sapeva che il colpo era andato a buon fine. Oarf, per parte sua, stringeva tra le fauci la spalla del drago nero gi� trafitta dalla spada di Nihal e non mollava la presa, mentre il sangue usciva a fiotti.</p><p>Nonostante Dola fosse ferito, la potenza dei colpi non sembrava diminuire. Lo gnomo la centrava di piatto, mirando a disarcionarla, e Nihal sentiva le forze venirle meno. Non capiva pi� se quello che la copriva era sudore, il suo sangue, quello del drago o quello di Dola. Continuava ad attaccare alla cieca ma era sfinita, le doleva ogni fibra del corpo. Perse il ritmo, allent� la pressione delle ginocchia sul dorso del suo drago. Si sent� mancare.</p><p>Oarf se ne accorse e arretr� con due potenti colpi d�ala, portandosi via tra le fauci un brandello di carne del mostro nero.</p><p>Nihal riprese fiato e riusc� a mettere a fuoco l�immagine del suo avversario. La corazza di Dola era intaccata in pi� punti e lasciava vedere la pelle insanguinata dello gnomo. Lei era messa peggio. Le ferite le bruciavano e aveva la vista annebbiata, ma non si sarebbe arresa. Lo avrebbe sconfitto, a costo di morire. <emphasis> Il drago. Devo abbattere il drago.</emphasis></p><p>Non ebbe bisogno di dare alcun comando: con un ringhio, Oarf balz� addosso al drago nero e infuri� su di lui con le zampe e i denti. I ruggiti dei due animali erano assordanti e il calore che si sprigionava a ogni fiammata intont� Nihal e Dola, li ridusse a due guerrieri inermi, in balia della volont� delle loro cavalcature. La ragazza restava aggrappata a Oarf come poteva, mentre lo gnomo cercava di istigare il suo drago a reagire. Poi, repentinamente, proprio quando sembrava avere la meglio, Oarf abbandon� la lotta e si diede alla fuga.</p><p>�Fermati! Fermati, Oarf!� grid� Nihal. Si guard� alle spalle. La bestia nera li inseguiva a fatica e perdeva sangue a ogni battito d�ali.</p><p>Oarf punt� verso il cielo e solo allora invert� bruscamente direzione, calando dall�alto sul suo nemico. Nihal fu tutt�uno con il pensiero del suo drago. <emphasis> S�! S�, Oarf! Ho capito! Sono pronta! Adesso!</emphasis> Strinse le ginocchia e agguant� la spada con entrambe le mani, stringendone l�elsa come fosse quella di un pugnale.</p><p>Oarf plan� a poca distanza dalla testa nera del drago e Nihal affond� la lama con tutta la forza che le era rimasta.</p><p>Dal collo del drago nero sgorg� un violento getto di sangue. L�animale emise un verso spaventoso, di dolore misto a rabbia.</p><p>�Maledetto!� url� lo gnomo e con un fendente squarci� un�ala di Oarf.</p><p>Il drago nero perse rapidamente quota e rovin� sulla cima degli alberi, trascinando con s� i rami.</p><p>Oarf lo segu� poco dopo e and� a cadere qualche braccio pi� in l�.</p><p>Per un attimo Nihal non vide altro che un turbine di foglie e schegge di legno, poi venne sbalzata dalla schiena del suo drago e rimbalz� al suolo.</p><p>Fu il sibilo di una lama a riportarla alla realt�.</p><p>�Hai osato troppo, ragazzino!� url� Dola.</p><p>La ragazza fece appena in tempo a spostarsi, rotol� su un fianco e sent� la spada dello gnomo configgersi a un soffio dalla sua testa.</p><p>Rimase accucciata tra i cespugli, affannata. <emphasis> La spada! Dov�� la mia spada?</emphasis> Non riusciva a contare le ferite dello gnomo, ma erano molte e alcune dovevano essere profonde. <emphasis> Com�� possibile che gli sia rimasta tanta energia?</emphasis> Nihal cominci� ad arretrare, le ginocchia piegate, le mani tra il fogliame alla ricerca della sua spada.</p><p>Dola sembrava sicuro della vittoria. �Sei finito, ragazzo. Sei finito� ripeteva mentre avanzava lentamente.</p><p>Nihal inciamp� su qualcosa di tagliente. Le sfugg� un gemito dalle labbra e cadde all�indietro. Perdeva sangue da una caviglia, ma mai una ferita l�aveva resa tanto felice.</p><p>Dola scoppi� a ridere.</p><p>�Risparmiami, ti prego� sussurr� Nihal.</p><p>�Adesso mi preghi?� sibil� lo gnomo. �Non mi basta, Cavaliere. Riprova, puoi fare di meglio.�</p><p>�Ti supplico. Lasciami vivere� lo implor� Nihal. Si spost� impercettibilmente verso di lui.</p><p>�E perch� dovrei?�</p><p>Nihal si prostr� a terra. �Ti servir� per sempre, far� tutto quello che vorrai...� piagnucol�. Protese le braccia sul terreno finch� la mano destra non incontr� qualcosa di duro e freddo. Fu allora che si alz� di scatto, la spada di nuovo in pugno.</p><p>Si lanci� contro di lui, ma i suoi colpi erano meno precisi, aveva la vista annebbiata e il dolore le toglieva il fiato. Duellarono ancora a lungo, mentre il suono stridulo delle lame che si incrociavano violentava il silenzio della notte.</p><p>Anche Dola sembrava accusare la stanchezza. Prese ad arretrare. Sbagli� una parata, poi un�altra ancora. <emphasis> Colpiscilo ora! Colpiscilo!</emphasis></p><p>Lo gnomo non ebbe il tempo di vedere il fendente in arrivo. La lama di cristallo lo centr� al ventre e per un istante il bosco si illumin� di un bagliore bianco.</p><p>Dola url� di dolore e la sua corazza cadde a terra in frantumi. Si appoggi� a un albero gemendo. Nihal rimase in guardia, ma un sorriso le affior� alle labbra. Ce l�aveva fatta.</p><p>La sua soddisfazione dur� poco.</p><p>Dola le scocc� un�occhiata sprezzante. �Ebbene? � tutto qui quello che sai fare?� disse, poi tese ancora la spada verso di lei.</p><p>Dagli occhi di Nihal sgorgarono lacrime di rabbia. Non c�era modo di sconfiggerlo. Non ce la faceva pi�, non avrebbe retto un altro scontro. Era destinata a morire per mano del mostro che aveva ucciso la sua infanzia.</p><p>Poi accadde qualcosa che le mozz� il respiro.</p><p>La Lacrima incastonata nell�elsa della sua spada prese a brillare e l�albero a cui Dola si era appoggiato si illumin� di colpo ed eman� un chiarore argenteo e terribile. Le radici uscirono dal terreno, avvolsero il corpo tozzo dello gnomo e lo gettarono a terra. I rami si contorsero fino a toccare il suolo e si avvilupparono intorno ai suoi arti.</p><p>Nihal osserv� la scena terrorizzata. Lo spettacolo di quell�immenso albero che si muoveva aveva un che di spaventoso, di sovrumano, di potente. Un Padre della Foresta la stava aiutando.</p><p>Vide la corteccia brillare minacciosa, le foglie diventare acuminate come lame di coltelli e penetrare sotto la pelle di Dola, i rami scuotere con violenza il loro prigioniero per poi gettarlo lontano.</p><p>Dola and� a sbattere contro un altro albero e cadde in modo scomposto sul terreno. La luce svan� a poco a poco e l�alber� torn� immobile e silenzioso.</p><empty-line/><p>A Nihal sembr� di avere perso la cognizione del tempo. Non sapeva per quanto era rimasta l�, immobile, a guardare quel corpo steso a terra. Quando si riscosse, si accorse che tremava da capo a piedi e che nella sua testa rimbombava un unico grido: �Uccidilo! Uccidilo! Uccidilo! �.</p><p>Si avvicin� piano a Dola. Era a poche braccia di distanza, ma a lei parvero miglia. Quando gli fu sopra lo guard�. Ansimava in una pozza di sangue, ma la fissava ancora con occhi di fuoco.</p><p>Nihal alz� la spada e la conficc� nella spalla dello gnomo, inchiodandolo al suolo. Il suo grido le sembr� un canto melodioso.</p><p>Solo allora si tolse l�elmo e lo gett� lontano.</p><p>Dola accenn� un sorriso beffardo. �Dunque era vero: ce n�� ancora una, di voi bastardi...�</p><p>Nihal fu accecata dalla rabbia. �S�, ce n�� ancora una, Dola� ringhi�. �Si chiama Nihal della Torre di Salazar. Guardala bene in faccia, perch� sar� lei a strapparti la vita.� Mentre lo diceva, gli punt� la lama alla gola.</p><p>�Me la ricordo bene, Salazar. Bruciava che era una meraviglia...� bisbigli� lo gnomo. �Uccidimi pure, giovane mezzelfo. Ma non illuderti: non servir� a fermare il Tiranno. Non ti basterebbero mille vite per ucciderci tutti.�</p><p>�Uccidilo! Uccidilo!� ripetevano le voci.</p><p>Ma Nihal esitava.</p><p><emphasis> Basta cos� poco. Devo solo premere la lama sulla sua gola e poi sar� felice, avr� fatto ci� che devo.</emphasis></p><p>Aveva promesso, non poteva.</p><p><emphasis> Quanti uomini ho finito con un colpo di spada? Quanti fammin ho trucidato? Quante agonie sono passate sulla mia lama? Cosa pu� significare una morte in pi�?</emphasis></p><p>La mano che stringeva l�elsa era sudata, la fronte gelida.</p><p>Nihal ricord� le parole di Megisto: �Vuoi vederlo implorare piet�. E quando sar� ferito ai tuoi piedi, vuoi tagliargli la gola e guardare il suo sangue inzuppare il terreno. E quando sar� morto riderai e sentirai che la tua vendetta � compiuta�.</p><p><emphasis> No! No! No!</emphasis></p><p>Fece un passo indietro sulle gambe malferme. Rinfoder� la spada. �Saranno altri a decidere la tua sorte, maledetto� disse con un filo di voce.</p><p>Dola la guard� tra le palpebre socchiuse. �Stai commettendo un grosso errore, mezzelfo, un grosso errore...� Le sue parole si spensero lentamente, mentre gli si chiudevano gli occhi.</p></section><section><title><p>22</p><p>Il segreto di Ido.</p></title><p>La scelta di tenere impegnato Dola e dare alle truppe il tempo di attaccare si dimostr� vincente. Lo scontro era stato duro, ma la battaglia si era conclusa con la vittoria dell�esercito delle Terre libere. All�alba, l�accampamento del bosco di Herzli era stato riconquistato.</p><p>Mentre a terra infuriavano i combattimenti, Laio aveva assistito al duello tra Nihal e Dola dal colle. Aveva guardato Oarf e l�immenso drago nero agitarsi nel cielo notturno, aveva sentito le grida di Nihal. Aveva chiuso gli occhi a ogni ferita ricevuta dall�amica ed esultato quando la sua spada si era conficcata nell�impenetrabile armatura dello gnomo. Poi aveva visto Nihal precipitare insieme a Dola e ai due draghi ed era corso col cuore in gola dal generale.</p><p>Quando la squadra di ricognizione riport� indietro Nihal, coperta di sangue e incosciente, sul campo cal� un silenzio attonito. A breve distanza quattro soldati trascinavano Dola, incatenato e ferito.</p><p>Il mago dell�accampamento rimase accanto a Nihal per tutto il giorno e solo la sera successiva si azzard� a dire che forse il peggio era passato.</p><p>Nihal non avrebbe serbato alcun ricordo del tempo trascorso sulla branda dell�infermeria. Nemmeno i sogni vennero a darle l�impressione di essere viva. Era proprio come la morte: buio e nulla, ovunque.</p><p>Alla notizia che Nihal era gravemente ferita, Ido spron� Vesa a volare pi� veloce del vento. Lui e Laio si diedero il cambio al suo capezzale, la vegliarono notte e giorno, attesero con fiducia il momento in cui avrebbe aperto gli occhi.</p><empty-line/><p>�Continua a chiamarti, Ido.�</p><p>�Lo so.�</p><p>�Ma � vero? Voglio dire, � vero che lui...�</p><p>�Sta� zitto, Laio. Zitto.�</p><p>Nihal dischiuse lentamente le palpebre e dal buio emersero due figure indistinte.</p><p>Si sent� chiamare. �Nihal! Nihal, sei sveglia?� Laio... Apr� e chiuse gli occhi e i volti chini su di lei si fecero riconoscibili. Laio aveva i capelli arruffati e l�aria stanca. Ido sorrideva. Nihal cerc� di rispondere a quel sorriso, ma non fu certa di esserci riuscita.</p><p>�Sono orgoglioso di te� mormor� Ido.</p><p>All�improvviso Nihal ricord� ogni cosa.</p><p>S�, anche lei era orgogliosa di se stessa.</p><empty-line/><p>Per tutto il periodo in cui rest� in infermeria, Nihal ricevette un�infinit� di visite. Fra i primi ad arrivare vi fu il generale, che si impegn� a farle avere un riconoscimento ufficiale per la sua impresa. Poi inizi� la processione dei soldati e Nihal fu costretta a raccontare fino alla nausea come aveva sconfitto il pi� temibile guerriero del Tiranno. Non che non fosse lusingata da tutte quelle attenzioni, ma il ruolo di eroina del giorno la metteva a disagio.</p><p>Ido invece si faceva vedere di rado e quando andava a trovarla restava sempre poco. Nihal in parte ne era sollevata. Non poteva dimenticare con quale arma aveva battuto Dola, n� con quali motivazioni. Certo, non lo aveva ucciso. Aveva tenuto fede al giuramento fatto a Megisto. Aveva raggiunto il suo obiettivo. Ma ora?</p><p>Dopo dieci giorni di convalescenza pot� muovere i primi passi con le stampelle. Usc� dalla tenda e fece un giro dell�accampamento.</p><p>Il sole estivo era caldo e le accarezzava la pelle. Nihal si sent� quasi a casa. Le sembrava di riconoscere quel sole: era lo stesso che l�aveva vista crescere spavalda tra le mura di Salazar.</p><p>Per prima cosa volle andare da Oarf. Non appena lo vide, accucciato su un prato ai margini dell�accampamento, con la ferita all�ala non ancora cicatrizzata, le si strinse il cuore.</p><p>Gli si avvicin� zoppicando. �Ce l�abbiamo fatta, amico mio, ce l�abbiamo fatta� disse. Gli accarezz� il muso e il drago le lecc� la mano.</p><p>Pi� tardi, mentre mangiava nella mensa del campo, Nihal ebbe modo di cogliere uno strano discorso tra un paio di fanti seduti alle sue spalle.</p><p>�E ancora insiste?�</p><p>�Altroch�, se insiste! E pensa che noi non ne sapevamo niente!�</p><p>�A me sembra impossibile. Insomma, stiamo parlando di Dola! Se fosse vero ci sarebbe di che preoccuparsi...�</p><p>�Chi pu� saperlo? Resta il fatto che Ido non ha detto una parola sull�argomento.</p><p>Ora, se qualcuno mi accusasse di essere stato in combutta col nemico, io mi farei in quattro per smentire...�</p><p>Nihal si volt� di scatto. �Di cosa state parlando?� chiese con voce tesa.</p><p>�Niente d�importante...� rispose uno dei due fanti, imbarazzato.</p><p>�Voglio sapere di cosa state parlando!� ripet� Nihal.</p><p>�Parlavamo di Dola� intervenne l�altro. �Da quando � qui, non fa altro che chiedere di Ido. Vuole parlare con lui.�</p><p>Nihal sent� il sangue salirle al viso. �Perch�?�</p><p>�Dice che si conoscono da tanto tempo... che hanno combattuto fianco a fianco� continu� il fante.</p><p>�� una menzogna!� url� Nihal. Una fitta al costato le tolse il respiro, ma non le imped� di agguantare le stampelle e alzarsi in piedi. �Dov�� quel verme?�</p><p>�Nella zona occidentale del campo, dove teniamo i prigionieri. Ma il generale ha dato ordine che...�</p><p>Le parole del soldato si persero nel nulla. Nihal se n�era gi� andata, saltellando sulle grucce.</p><p>Quando entr� nella sua tenda, Laio era intento a lucidarle la spada.</p><p>�Allora, come te la sei cavata con quei trabiccoli?� chiese il ragazzo con un sorriso, che per� gli svan� dalle labbra di fronte allo sguardo di Nihal. �Che cosa succede?�</p><p>Nihal non rispose. Gli tolse l�arma dalle mani e usc�.</p><p>Laio si affacci� fuori dalla tenda. �Nihal, aspetta!� La guard� allontanarsi, poi scosse la testa e rientr�, rassegnato.</p><empty-line/><p>�Fammi entrare� ordin� Nihal alla guardia. Era pallida e sudata. Dalla fasciatura che le stringeva il torace affiorava una macchia rossa.</p><p>�Veramente ho avuto disposizioni di...�</p><p>�Fammi entrare� ripet� lei.</p><p>�Va bene, ma io non voglio saperne niente� borbott� il soldato. Scroll� le spalle e le apr� la porta del gabbione di legno che fungeva da cella.</p><p>Quando Nihal entr�, fu investita da un odore di muffa e di stantio. La cella era buia e le sottili lame di sole che filtravano tra un�asse e l�altra illuminavano a malapena l�ambiente. La ragazza avanz� di pochi passi, inciamp�, cadde in avanti.</p><p>Tra le pareti di legno echeggi� una risata. Lentamente, dal buio emerse la figura di uno gnomo tanto muscoloso da parere innaturale. Aveva mani e piedi costretti da pesanti catene, il corpo era ricoperto di ferite, ma non sembrava sofferente. I suoi occhi da furetto guardavano Nihal con disprezzo.</p><p>�Non ti reggi nemmeno in piedi, mezzelfo?�</p><p>Nihal punt� la spada innanzi a s�, furente. �Taci! Io non mi regger� in piedi, ma dei due, sei tu quello in catene!�</p><p>�Che ferocia� ridacchi� Dola. �Forse il Tiranno non ha tutti i torti a temerti.�</p><p>�Il Tiranno non sa chi sono� rispose Nihal.</p><p>�Non sa chi sei, ma ti teme ugualmente. Per questo ti sta cercando� sussurr� lo gnomo. �Quanto credi che potrai ancora nasconderti, prima che ti trovi?</p><p>Non ti servir� a niente avermi battuto, perch� tra breve l�inferno vi sommerger� tutti. E tu andrai a fare compagnia ai tuoi antenati. Siete finiti, mezzelfo.�</p><p>Nihal si avvicin� a Dola fino a sfiorargli il petto con la lama. �Cosa vai dicendo del mio maestro?�</p><p>�Il tuo maestro?� disse Dola incredulo. �E cos� � stato Ido a insegnarti... Mi meraviglio, non � mai stato un gran guerriero.�</p><p>Nihal fu sopraffatta dalla rabbia. �Come ti permetti di infangare l�onore di Ido, verme?�</p><p>Dola rise di gusto. �Onore? Quale onore? Ido � un traditore! Ha combattuto al soldo del Tiranno per anni. Era con il Tiranno durante la strage dei mezzelfi.�</p><p>�Che cosa stai dicendo?� url� Nihal.</p><p>�Il tuo maestro ha partecipato allo sterminio della tua gente, mezzelfo. Fattelo raccontare, quando ti capita.�</p><p>�Taci! Taci!� grid� Nihal.</p><p>Aveva appena alzato la spada, quando la porta si spalanc� e la gattabuia fu inondata di luce. Nihal si sent� afferrare il polso. L�arma le scivol� di mano e cadde a terra con fragore.</p><p>�Nessuno ti ha autorizzata a venire qui� disse il generale. Alle sue spalle apparvero quattro soldati.</p><p>Nihal si accorse che il cuore le batteva all�impazzata. Le gambe non la reggevano. Ebbe un capogiro. Appoggi� la schiena a una parete della cella e scivol� fino a sedersi a terra.</p><p>Il generale fece un cenno col capo a uno dei soldati. �Manda a chiamare il suo scudiero.�</p><empty-line/><p>Laio arriv� di corsa e la port� fuori, lontana dalla gattabuia. La fece sdraiare sull�erba, all�ombra di un albero.</p><p>Nihal non ebbe la forza di opporre resistenza. �� falso� continuava a ripetere mentre le si annebbiava la vista. �Quel che dice � falso...�</p><p>Poi abbass� le palpebre. Quando le riapr�, Ido era in piedi accanto a lei e la guardava in silenzio.</p><p>�Dimmi che non � vero, dillo a tutti...� mormor� Nihal.</p><p>�Dobbiamo parlare, Nihal� rispose lo gnomo.</p></section><section><title><p>23</p><p>Ido della Terra del Fuoco.</p></title><p>Seduta sulla brandina nella tenda di Ido, Nihal guardava il suo maestro con aria spaesata. Le sembrava che il mondo le si sgretolasse sotto i piedi.</p><p>�Perch� non l�hai smentito, Ido? Perch� non hai detto a tutti che raccontava solo menzogne?� chiese con un filo di voce.</p><p>Ido le si sedette accanto e si pass� le mani sul viso. Fiss� a lungo il pavimento. Sembrava cercasse in terra il coraggio e le parole. Alla fine alz� gli occhi e la guard� in faccia. �Quello che ha detto Dola � vero.�</p><p>Niente. Bianco. Nihal non prov� nulla. Che cosa doveva provare? Non trovava emozioni con cui esprimere lo stupore, la rabbia, il dolore. Bianco.</p><p>�Io vengo dalla Terra del Fuoco, Nihal, ma questo lo sai. Ci� che non sai � che sono l�erede al trono di quella Terra.�</p><p>Ido fece un respiro profondo, le si sedette accanto e cominci� a raccontare.</p><cite><p>Quando la guerra dei Duecento Anni fin� e Nammen, il re dei mezzelfi, prese il potere su tutto il Mondo Emerso, sulla Terra del Fuoco regnava Daeb, un re n� migliore n� peggiore di tanti altri.</p><p>Le volont� del nuovo sovrano sovvertirono l�ordinamento politico ottenuto con anni di battaglie: Nammen decise che le Terre da lui conquistate fossero restituite ai legittimi popoli, destitu� tutti i regnanti e stabil� che ogni Terra eleggesse il proprio re.</p><p>Alcune Terre vollero mantenere i propri monarchi, altre ne scelsero di nuovi. Nella Terra del Fuoco, tuttavia, il popolo degli gnomi non ebbe la possibilit� di eleggere nessuno. La decisione di Nammen scaten� una guerra intestina tra le famiglie nobili, che port� all�assassinio di Daeb e all�esilio forzato del suo primogenito Moli.</p><p>Moli era giovane, ma giur� che non avrebbe mai dimenticato quel che era accaduto e che prima o poi si sarebbe ripreso ci� che gli spettava.</p><p>Si stabil� nella Terra delle Rocce e spos� Nar, una ragazza del posto, gnomo anche lei, da cui ebbe due figli: Ido e Dola.</p><p>Moli amava i suoi figli, ma la sola cosa che davvero contasse per lui era la vendetta. Aveva un solo pensiero: riprendersi la corona e vendicare il padre.</p><p>Ido e Dola impararono a maneggiare la spada fin da piccoli. Quando non era in viaggio per il Mondo Emerso in cerca di alleanze, Moli li addestrava personalmente.</p><p>Ido era solo un bambino, ma era bravo con le armi. Il padre gli ripeteva di continuo che sarebbe diventato re. Gli diceva di odiare chi aveva tolto loro il trono e lui odiava. Gli diceva che avrebbe dovuto uccidere il nemico e lui annuiva convinto. Lo mand� all�Accademia dei Cavalieri di Drago che era appena un ragazzino: fu l� che conobbe Vesa, fu l� che impar� tutto.</p><p>Dola era diverso; era gracile, non era portato per il combattimento, si ammalava facilmente. E poi era il figlio minore: non doveva ereditare il trono, bastava che al momento giusto fosse capace di lottare. Moli lo tormentava, lo costringeva ad allenarsi sotto la pioggia battente, cercava in tutti i modi di farne un guerriero. Dola si impegnava come pu� impegnarsi un bambino che vuole compiacere il padre: si allenava da solo, metteva l�anima in quel che faceva, ingoiava insulti e angherie.</p><empty-line/><p>Fu subito dopo la nomina di Ido a Cavaliere che avvenne la svolta.</p><p>Moli si mise in contatto con un giovane mago molto ambizioso che gli assicur� il suo appoggio per riconquistare il trono usurpato a Daeb. Prese a recarsi sempre pi� spesso nella Grande Terra e quando tornava da quei viaggi sembrava soddisfatto.</p><p>Un giorno dovette partire per la Terra della Notte e volle che Ido e Dola lo accompagnassero. Raggiunsero un luogo sperduto, una sorta di palazzo incuneato tra le montagne, impossibile da trovare per chi non ne conoscesse l�ubicazione.</p><p>L� Ido e Dola conobbero per la prima volta l�uomo in cui loro padre credeva ciecamente. O meglio conobbero la sua voce, perch� l�uomo si celava dietro un pesante tendaggio nero. Una voce indecifrabile, senza et�, non umana.</p><p>�Questi sono i miei figli, signore� disse Moli, in un tono servile che colp� Ido.</p><p>�Qual � il maggiore?� chiese la voce.</p><p>Moli spinse avanti Ido. �� lui, mio Signore.�</p><p>�Mio signore�, cos� disse Moli. Ido non capiva: suo padre era un re e lui un principe, nessuno poteva essere il loro signore. Era a disagio. Non poteva vedere quell�uomo, eppure sentiva il suo sguardo su di s�.</p><p>L�uomo dietro la tenda gli chiese se rivoleva il suo trono.</p><p>Ido rispose che s�, certo che lo voleva.</p><p>L�uomo non disse altro.</p><p>Poi fu la volta di Dola. Con lui parl� a lungo e a Ido sembr� che lo avesse preso in simpatia.</p><empty-line/><p>Due mesi dopo quell�incontro, Moli disse ai figli che dovevano tornare nella Terra della Notte e pianificare l�attacco alla Terra del Fuoco. Ad attenderli avrebbero trovato un esercito.</p><p>Ido e Dola rientrarono nel palazzo dell�uomo senza volto. L�esercito c�era, grande e numeroso, e Ido sent� il sangue scorrere veloce nelle vene: il grande giorno era arrivato! Finalmente, dopo anni di soprusi e di esilio, si sarebbero ripresi ci� che era loro.</p><p>C�era molta altra gente dall�uomo velato, gente che Ido non conosceva. Fu quello il giorno in cui il Tiranno ascese al potere e Ido era l�. Non gli interessava sapere che cosa quell�uomo stesse tramando, n� perch�. Voleva solo la sua corona, e per quella lott�.</p><p>Fu la sua prima guerra. La campagna dur� tre mesi, fu lunga e faticosa, fu ferito pi� di una volta e rischi� la vita, ma niente sembrava fermarlo. Combatteva per la sua famiglia, per la sua corona. Quel sogno lo accecava. Dola invece combatt� solo all�inizio, poi prese a trascorrere periodi sempre pi� lunghi nel palazzo dell�uomo velato. Il Tiranno, come si faceva chiamare ora.</p><p>Ido giunse in vista di Assa, la capitale della Terra del Fuoco, un giorno di luglio. Aveva attraversato un paese in rovina e la popolazione lo aveva salutato come un salvatore. Era poco pi� di un ragazzo e tutte quelle braccia tese, la gratitudine della gente, la vittoria gli diedero alla testa. Si sent� un eroe e con quella convinzione raggiunse il palazzo reale, che le truppe comandate da Moli avevano gi� messo a ferro e fuoco.</p><p>Il re usurpatore e tutti i suoi familiari erano stati riuniti nella sala del trono. Il sovrano implor� di avere salva la vita.</p><p>Moli ascolt� in silenzio, sorridendo. Poi guard� Ido e gli porse la spada. �A te l�onore� disse.</p><p>Ido si avvicin� e lo trafisse senza piet�. Aveva gi� ucciso, ma sempre in battaglia. Gli piacque togliere la vita a quell�uomo che non conosceva. Gli piacque vedere la disperazione della sua famiglia. Quel giorno divent� un assassino.</p><empty-line/><p>I mesi successivi furono dedicati alla vendetta. Moli fece uccidere o imprigionare tutti coloro che avevano appoggiato il vecchio re e inaugur� col sangue la nuova era. Ido invece si dedic� ai piaceri della vita. Divenne uno sfaccendato. Passava le giornate a corte e le notti a fare baldoria tra donne e birra, si disinteressava di quello che accadeva fuori dai confini della sua Terra. Non aveva altro scopo nella vita che godersi quella corona che suo padre gli aveva promesso da sempre. Finch� un giorno Moli non lo convoc�.</p><p>�Il Tiranno vuole che tu vada da lui� disse in tono grave.</p><p>�E perch�?� sbuff� Ido. �Non ci penso neppure!�</p><p>�Ti ricordo che abbiamo un debito con lui, Ido. Tuo fratello lo ha gi� raggiunto nella Grande Terra. Partirai stasera stessa� ordin� Moli e con questo chiuse la discussione.</p><p>Nella Grande Terra Ido trov� enormi cambiamenti: dove un tempo sorgeva il palazzo del Consiglio era in via di costruzione un�immensa torre di cristallo nero. Il Tiranno stava edificando la sua Rocca. Per il momento non era che una massiccia base ottagonale alta non pi� di quattro piani, ma era maestosa e impressionante. Le pareti mandavano bagliori funebri, le finestre erano alte ogive spalancate come orbite in un cranio. Ai lati della torre centinaia di schiavi lavoravano giorno e notte ad altri otto edifici minori: i tentacoli che in futuro avrebbero insidiato ciascuna delle Terre libere.</p><p>Fu Dola ad accogliere il fratello e ad accompagnarlo nel salone delle udienze. Ido quasi non lo riconobbe: non era pi� il ragazzo gracile e fragile che conosceva. Sembrava cresciuto, aveva un�aria spavalda ed era vestito da guerriero.</p><p>Il Tiranno si celava, come sempre, dietro una pesante cortina nera. La sua voce risuonava nel salone come se provenisse dall�aldil�.</p><p>�� ora che tuo padre estingua il suo debito. D�ora in poi tu e tuo fratello combatterete per me� disse il Tiranno.</p><p>Ido tent� di protestare, ma il Tiranno lo interruppe bruscamente: �Questa � la mia decisione. Ed � anche quella di tuo padre, perch� il mio volere e il suo sono tutt�uno, Ido. Ricordatelo�. Fu cos� che Ido entr� nell�esercito del Tiranno. Ebbe un�armatura e una spada sulla cui elsa era inciso il giuramento di fedelt� al Tiranno. All�inizio non aveva molti uomini sotto di s�, perch� il Tiranno non disponeva ancora di un esercito vero e proprio: erano i vecchi re destituiti da Nammen a fornirgli uomini e armi.</p><empty-line/><p>Ido fu distaccato sul fronte della Terra della Notte. L� impar� davvero il mestiere delle armi. Il Tiranno fece di lui un guerriero. Pi� passava il tempo, pi� la guerra gli entrava nell�anima. Amava il combattimento fine a se stesso, amava l�odore del sangue che ritrovava la sera sulla pelle, amava il terrore che incuteva nei nemici.</p><p>Il Tiranno diede uno scopo alla sua vita: uccidere. Pi� uccideva, pi� era temuto e pi� era temuto, pi� si sentiva forte. Quando scendeva sul campo di battaglia, la sua spada non si fermava finch� non erano tutti a terra. Non aveva paura del dolore, non aveva paura della morte. Se non combatteva, non si sentiva vivo.</p><p>Tornava ad Assa di rado. La vita di palazzo che aveva amato tanto ora gli dava la nausea. Il padre non gli sembrava pi� lo stesso. Era invecchiato e ai suoi occhi era diventato un piccolo uomo meschino, in ansia per la sorte dei suoi figli e del suo regno, sul quale aveva sempre meno potere. Quando lo andava a trovare, Moli non faceva che piagnucolare, si lamentava delle tasse che doveva al Tiranno, degli uomini che il suo esercito gli strappava. Gli ripeteva che sentiva il fiato del Tiranno sul collo, lo supplicava di non lasciargli prendere la loro Terra.</p><p>Invece vedeva spesso Dola e ogni volta non si capacitava che fosse lui. Iniziava a farsi un nome come guerriero e aveva parecchie truppe sotto di s�. I suoi soldati lo temevano e lo rispettavano, e presto la sua fama fu maggiore di quella del fratello.</p><p>Ido inizi� a esserne geloso.</p><p>Poi il Tiranno lo convoc� e gli disse che aveva un regalo per lui. Fu allora che lo mise a capo di una truppa di fammin. Da quel giorno, per dieci anni, Ido non fece altro che combattere.</p><empty-line/><p>Il Tiranno aveva fatto dono a Dola di un drago nero, un animale spaventoso che sembrava uscito dalle viscere della terra. In groppa a quella bestia, l�ascesa di Dola come guerriero sembrava giunta al culmine. Pi� di una volta Ido aveva guardato il drago nero con invidia. Vesa non reggeva il confronto.</p><p>�Voglio metterti alla prova, Ido� disse il Tiranno. �Se porterai a termine la prossima missione, avrai anche tu un drago nero e nuove truppe sotto il tuo comando. Soddisfami e ti render� potente.�</p><p>La Terra della Notte era stata conquistata da pi� di un anno, ma lungo i confini erano ancora insediati numerosi gruppi di ribelli. Ido ricevette un contingente di duecento fammin e un solo ordine: sterminare.</p><empty-line/><p>La cittadella gli apparve da lontano, immersa nel buio perenne della Terra della Notte. Era piccola, una trentina di casupole di legno protette da un robusto steccato e neppure una sentinella a presidiarne l�ingresso.</p><p>Ido si aspettava che i ribelli stessero all�erta, ma non si fece domande. Anzi, si rallegr�: aveva dalla sua la sorpresa. Lanci� i fammin all�attacco e si alz� in volo con Vesa per tempestare di fuoco le capanne.</p><p>Ci mise un po� a capire. I fammin non incontravano resistenza. Le uniche urla che sentiva erano di donne e bambini. Il Tiranno lo aveva mandato a sterminare un villaggio di mezzelfi. Si erano stabiliti l� dopo essere fuggiti dalla Terra dei Giorni. All�epoca erano gi� in pochi.</p><p>Ido aveva combattuto molto in quei dieci anni. Aveva ucciso senza scrupoli, aveva passato a fil di spada chi implorava piet�. Non aveva alcuna morale, non gli interessavano il bene e il male, degli altri non gli importava niente.</p><p>Ma quella volta, quando vide le sue truppe infierire su chi fuggiva, finire i feriti a morsi, gettarsi sui cadaveri, qualcosa in lui si ribell�. Quei nemici non erano soldati: era gente disarmata, che chiedeva solo di vivere in pace.</p><p>Plan� con Vesa sulla mischia e ordin� la ritirata, ma i fammin non gli obbedirono. Grid� ancora, sempre pi� forte, senza risultato. Allora si lanci� sui suoi soldati, li fin� uno dopo l�altro con la spada, ma fu tutto inutile. I fammin gli si rivoltarono contro e lo ferirono gravemente. Riusc� a salvarsi solo grazie a Vesa. Si mise al riparo in cima a un picco e assistette alla strage dall�alto.</p><p>Quando fu tutto finito scese a terra, smont� da Vesa e attravers� il villaggio a piedi. Si sentiva sul punto di impazzire. Era troppo. Era troppo anche per lui. Non voleva pi� combattere per quell�uomo, mai pi�.</p><p>Decise di tornare ad Assa. Fu costretto a battere strade poco percorse. Era ferito, ma soprattutto era un traditore. Ido non sapeva perch� stesse andando da suo padre, non sapeva che cosa lo tenesse ancora in piedi, non sapeva pi� nulla. Fu un viaggio terribile. Poi raggiunse la Terra del Fuoco e la realt� gli si present� in tutta la sua crudezza. La popolazione era tenuta in schiavit�, nei villaggi si respirava la disperazione. Le donne erano sole a occuparsi della terra, i bambini erano magri e laceri, gli uomini lavoravano nelle fucine nei pressi dei vulcani del regno per produrre armi.</p><p>Quando Ido arriv� al palazzo reale, lo trov� presidiato dalle guardie del Tiranno. Lo fermarono e lo trascinarono in catene nella sala del trono.</p><p>Seduto sullo scanno non c�era Moli ma Dola, irriconoscibile. Sul capo aveva la corona che era stata di suo padre. Ai piedi, accucciato, l�immenso drago nero guardava Ido con occhi di brace e sembrava ridere di lui.</p><p>�Fratello mio� esord� Dola in tono condiscendente �sai che il Tiranno � adirato con te?�</p><p>�Dov�� nostro padre?� chiese Ido, stremato.</p><p>Dola alz� le spalle. �Purtroppo � morto qualche settimana fa. Mi dispiace, non avrei voluto che tu lo venissi a sapere in questo modo...�</p><p>�Maledetto! L�hai ucciso!� grid� Ido, ma le guardie lo sbatterono a terra.</p><p>�� stata la sua stoltezza a ucciderlo� rispose Dola. �Perch� fai finta di non capire, Ido? Perch� non vuoi che il Nostro Signore si prenda cura di te? Guardami: il Tiranno mi ha reso potente, mi ha dato un corpo e una forza invincibili.�</p><p>Ma Ido non capiva, non riusciva a capire. �Tu sei pazzo...�</p><p>Dola scoppi� a ridere. �Il pazzo sei tu, se rinunci a questo. Ido, cosa vuoi che sia la vita di nostro padre, la vita degli inetti che ci circondano, di fronte al Potere? Tutto ci sar� permesso, potremo tutto, perch� il Tiranno pu� tutto. Contribuiremo alla creazione di un nuovo ordine. Pensaci, Ido. Torna da lui e prostrati ai suoi piedi: ti perdoner�.�</p><p>La rabbia di Ido esplose. �Hai venduto la tua anima, Dola! Hai ucciso nostro padre e venduto la tua anima!� grid� mentre le guardie lo trascinavano via.</p><p>�Hai tempo fino a domani per decidere, fratello mio: o torni al servizio del Tiranno o sarai ucciso� concluse Dola.</p><p/><p>Ido venne rinchiuso nella fortezza adiacente al palazzo, dove un tempo risiedevano le guardie personali di suo padre.</p><p>Era disperato per la morte di Moli e il peso della vita che aveva condotto fino a quel giorno gli fran� addosso. Aveva permesso al Tiranno di compiere atti atroci, lo aveva aiutato a ottenere il potere, aveva lasciato che uccidesse suo padre e che distruggesse la vita dei suoi sudditi.</p><p>A salvarlo fu Vesa. In dieci uomini provarono a trattenerlo, ci si mise anche un mago, ma la forza di quell�animale sembrava indomabile. Il drago incener� chiunque si trovasse sulla sua via e scapp� dalle scuderie dopo averne sfondato una parete. Sorvol� a lungo la fortezza dove era rinchiuso Ido, levando alto il suo ruggito, incurante delle frecce che gli si incuneavano nella pelle. Poi scese in picchiata, abbatt� le mura e trascin� il suo padrone al sicuro, oltre il fronte.</p><p>Ido si rifugi� nella Terra del Vento. Non aveva pi� un posto dove andare, un motivo per cui vivere. Fu allora che decise di consegnarsi all�esercito di quella Terra. Pensava che fosse giusto che a punirlo con la morte fossero coloro che aveva combattuto. Si present� in un accampamento, gett� a terra la spada e chiese di essere arrestato. Quando i soldati lo riconobbero, sporco, lacero e ferito, restarono impietriti: non era mai capitato che un nemico si consegnasse spontaneamente. Il generale dell�accampamento ordin� che Ido venisse giudicato dal Consiglio dei Maghi.</p><p>I giorni prima di comparire di fronte al Consiglio furono i peggiori della sua vita. Era perseguitato dal ricordo del villaggio che aveva distrutto, dalla consapevolezza che quelle donne e quei bambini non sarebbero mai pi� tornati.</p><p>Ido fu condotto in catene al cospetto dei consiglieri. Disse loro tutto ci� che sapeva sull�esercito del Tiranno e sulle sue strategie future. Raccont� loro tutto quello che aveva fatto. Prima di essere riportato in cella, li preg� di ucciderlo.</p><p>Quella notte and� a fargli visita un consigliere. Il suo nome era Dagon.</p><p>�Con la tua morte non otterrai niente, Ido. La morte non laver� i tuoi peccati, non ti render� un uomo migliore� gli disse. �Ma se vivi, dalla tua disperazione pu� nascere qualcosa di buono.�</p><p>Ido non capiva il senso delle sue parole.</p><p>�Il dolore per le tue azioni sar� sempre con te. La tua espiazione sar� il ricordo� continu� Dagon. Poi lo guard� negli occhi. �Sei un guerriero potente, Ido. Sono venuto a proporti di lottare per abbattere il Tiranno, per impedire che prenda possesso di altre Terre. � una mia iniziativa. Se vorrai morire, il Consiglio non si opporr� e sarai giustiziato. Ma se vorrai combattere nell�esercito delle Terre libere, far� di tutto perch� tu possa avere un posto nelle sue file. Ora sta a te scegliere.�</p><p>Ido ci pens� a lungo. Era davvero possibile ricominciare? Poteva diventare un�altra persona? Non aveva mai considerato la possibilit� di combattere per qualcuno: non per il potere, non per una corona, non per uccidere, ma per qualcuno.</p><p>Quando la settimana seguente si present� al Consiglio, Ido accett� la proposta. Ovviamente non tutti i consiglieri e i vertici militari furono d�accordo. Soprattutto Raven, il Supremo Generale, che fu tra i suoi pi� accaniti detrattori.</p><p>Dagon, per�, si assunse la responsabilit� delle azioni dello gnomo.</p><empty-line/><p>Ido fu messo a fare il fante.</p><p>Il giorno della sua prima battaglia, Dagon and� a restituirgli la spada. Quando gliela porse, lo gnomo la guard� inorridito. Non riusciva neppure a toccarla. �Inciso sull�elsa c�� l�atto di obbedienza al Tiranno� mormor�. �Non posso...�</p><p>Il consigliere lo interruppe con un gesto e gli mostr� l�impugnatura: le rune del giuramento erano state grattate via; al loro posto c�era solo un�ampia abrasione.</p><p>�Non credere di poter ricostruire la tua vita ignorando le macerie, Ido� disse Dagon. �Il dolore svanir�, ma il ricordo no. Quest�arma � la testimonianza di quello che sei stato e il pegno che non sarai mai pi� come allora.�</p></cite><p>Lo gnomo fece una pausa. Si alz� in piedi e bevve un lungo sorso d�acqua da una caraffa. La porse anche a Nihal, ma la ragazza non mosse un muscolo.</p><p>Ido appoggi� la caraffa a terra e si risedette sulla branda. �Non mi sono pi� separato dalla mia spada. Ho fatto altre incisioni, ho scritto sull�elsa il nome dei compagni caduti in battaglia, ma il segno pi� importante rimane sempre quella cancellatura.� Accese con calma la pipa e aspir� finch� il tabacco non ebbe preso. �A quella battaglia ne seguirono altre e altre ancora. Raven mi mise i bastoni fra le ruote in mille modi. Arriv� ad accusarmi di tradimento. Aveva trovato un paio di disperati disposti a giurare di avermi visto complottare con un fammin. Ne uscii bene, ma da allora Raven non � tra le persone che mi piace incontrare. Sono in questo esercito da vent�anni, ho combattuto centinaia di battaglie, sono diventato un altro. Non ho dimenticato il mio passato, per� so che ogni palmo di terreno che conquisto, ogni battaglia che vinco � un passo verso la redenzione. La strada del riscatto � infinita, Nihal. Non salder� mai il mio debito con la vita. Ma ho la presunzione di credere che anche il poco che faccio � qualcosa.�</p><p>Ido tacque e nella tenda scese un silenzio pesante come una cappa di piombo.</p><p>Nihal era ancora seduta sulla branda, immobile. Non riusciva a guardarlo, non riusciva a pensare a niente. �Perch� non me l�hai mai detto?� sussurr�.</p><p>Ido alz� le sopracciglia. �Secondo te, perch�?�</p><p>�Lo chiedo a te!� disse Nihal, alzando la voce. Era infuriata e sent� gli occhi riempirsi di lacrime di rabbia. �Io ti ho raccontato tutto di me! Il mio passato, i miei incubi, cose che non ha mai saputo nessuno! E l�ho fatto perch� mi fidavo, perch� mi stavi insegnando la vita. Mi fidavo, Ido, e tu invece mi tenevi nascosta una cosa simile!�</p><p>Lo gnomo si alz� in piedi e inizi� a camminare avanti e indietro per la tenda. Poi anche lui alz� la voce. �Ma cosa volevi che facessi? Quando sei arrivata alla base, con quelle orecchie e quei capelli, ho visto il passato precipitarmi addosso. Sapevo che era stato Raven a mandarti da me, sapevo che era l�ennesimo sgambetto che mi faceva. Per me eri solo una rogna, Nihal. Ma poi ho pensato che addestrarti, mostrarti cosa vuol dire combattere, insegnarti a vivere, fosse un modo per ripagare il tuo popolo di quel che avevo fatto.�</p><p>�Tu per me sei stato come un padre, Ido, e per te invece non sono stata niente. Tutto quello che mi hai insegnato � una menzogna! Tu sei una menzogna!� Nihal si alz� di scatto dal letto e cerc� di raggiungere le stampelle, ma era ancora debole. Si aggrapp� al telone della tenda e cadde in ginocchio.</p><p>Ido si avvicin� e le tese una mano, ma Nihal lo allontan� bruscamente. �Non mi toccare� disse, con occhi pieni di risentimento.</p><p>Ido si alz� lentamente e usc�.</p><empty-line/><p>Nihal si chiuse nella sua tenda e non ne usc� fino al giorno dopo. La ferita al costato si era riaperta. Si lasci� cambiare la medicazione da Laio, ma quasi non gli rivolse la parola.</p><p>Il pensiero che Ido avesse partecipato al massacro della sua razza la faceva impazzire. Ma non era solo quello. Era delusa. Per lei Ido era un uomo straordinario, aveva piena fiducia in lui, e ora scopriva che non era affatto come aveva sempre creduto.</p><p>I giorni passarono e Nihal si rimise in forze, ma non riusciva a perdonare Ido.</p><p>Pensava a lui in continuazione, ma ogni volta che lo incontrava alla mensa o in giro per l�accampamento, Nihal voltava la testa.</p><p>Una mattina, lo gnomo fece irruzione nella sua tenda in tenuta da battaglia, la spada in pugno.</p><p>�Ti sfido, Nihal� disse serio.</p><p>Nihal rimase di sasso, senza capire.</p><p>�Prendi la tua spada e vieni fuori� continu� Ido. �Ti do l�occasione di vendicare il tuo popolo.�</p><p>�Cosa diavolo...�</p><p>Ido afferr� la spada di cristallo nero e gliela gett� contro. �Prendi questa maledettissima spada ed esci, dannazione!�</p><p>Nihal lo segu�, confusa.</p><p>Il sole brillava basso sull�orizzonte e Ido raggiunse un piccolo spiazzo tra le tende, la spada pronta in mano. Non ci volle molto perch� si radunasse una piccola folla.</p><p>�S�, avanti, venite!� li incit� Ido. �Venite a vedere il traditore e la ragazzina che si fanno a fette.�</p><p>Nihal era disgustata da quella scena. �Ido, smettila� disse piano.</p><p>�E perch�? Finiamola una volta per tutte. Hai sempre voluto vendetta, no? Bene, eccola: dopo Dola, ora puoi far fuori anche me. Impugna la spada e combatti. E ricorda: stavolta faccio sul serio. Se ti colpisco, ti ammazzo.�</p><p>Tutto intorno c�era un silenzio irreale. Nihal sentiva decine di occhi fissi su di loro. Era assurdo. Perch� era l�? Perch� Ido la fissava con quello sguardo feroce?</p><p>�Non fartelo ripetere! Mettiti in guardia!� rugg� Ido.</p><p>Nihal per� restava imbambolata al centro dello spiazzo. Non era quello che voleva, non era quello...</p><p>Ido le si gett� contro e la disarm� in un lampo. �Non ho intenzione di batterti cos�. Riprendi la spada e combatti.�</p><p>�No� disse Nihal.</p><p>�Prendi la tua arma.�</p><p>�Non voglio battermi con te, Ido.�</p><p>�Allora cosa vuoi?� chiese Ido. Abbass� la spada. �Io non posso cancellare quello che sono stato, Nihal. E non voglio. Ora ci sono due vie: o mi ammazzi o accetti la realt�.�</p><p>Nihal lo guard� negli occhi. �Perch� non mi hai detto la verit�?� mormor�. �Perch� nella mia vita nessuno ha mai avuto il coraggio di dirmi la verit�?�</p><p>Lo gnomo si avvicin�, le mise un braccio intorno alle spalle e la port� via, facendosi strada tra i soldati curiosi.</p></section><section><title><p>24</p><p>Di nuovo insieme.</p></title><p>Quella mattina il risveglio non fu dei migliori. Nihal si sent� arrivare addosso una secchiata di acqua gelida e salt� letteralmente gi� dal letto. Accanto alla branda c�era Laio, in piedi, con un secchio in mano.</p><p>�Sei impazzito?� strill� la ragazza, bagnata fradicia.</p><p>�C�� del fumo! Devi uscire subito dalla tenda!� rispose lui concitato.</p><p>Nihal guard� in alto: una piccola nuvola di fumo azzurro le aleggiava sopra la testa. Quando cap� di che cosa si trattava, il cuore le balz� in petto.</p><p>Laio impallid�. �Oh, d�i del cielo! Sei tu che vai a fuoco!�</p><p>Stava gi� per correre fuori a prendere un altro secchio di acqua, ma Nihal lo ferm�. �Calmo, stai calmo. Non sto andando a fuoco! Va� fuori e cercami cinque pietre, il pi� possibile uguali tra loro, e un pennino con dell�inchiostro.�</p><p>�Ma che cosa...�</p><p>�� un incantesimo, muoviti!� url� Nihal, agitata.</p><p>Qualcuno le aveva mandato un messaggio. C�erano solo due persone che potevano averlo fatto: Soana e... Sennar. Nihal non osava neppure pensare che fosse stato lui. Per quel che ne sapeva, Sennar poteva anche essere morto, e se era vivo di certo non voleva pi� vederla. Si ripeteva di non farsi illusioni, ma sperava con tutte le forze che fosse lui.</p><p>Laio torn� con le cinque pietre. �Vanno bene?�</p><p>Nihal gliele strapp� di mano senza dire una parola e fece lo stesso con la penna e il calamaio. Si sedette a terra e inizi� a frugare nella memoria, per ricordare quali erano le rune che andavano tracciate sulle pietre. <emphasis> Perch� non ho studiato di pi� quando ero con Soana?</emphasis> Rimase l� a lambiccarsi il cervello, mentre il cuore galoppava a briglia sciolta e le mani iniziavano a tremare. <emphasis> Com�erano? Come diavolo erano?</emphasis> Si ricord� le prime due rune e le tracci� con dita incerte, poi si sforz� di rievocare gli altri segni e fin� per fare tre scarabocchi di cui non era affatto sicura. Mise le pietre in cerchio, quindi chiuse gli occhi e cerc� di concentrarsi, ma in testa aveva un solo pensiero che scacciava tutti gli altri. Quando ebbe il coraggio di socchiudere gli occhi, vide il fumo, che fino allora aveva volteggiato intorno a lei indolente, rapprendersi in una sfera perfetta.</p><p>Le lettere presero a delinearsi, emergevano a una a una dal fondo blu con esasperante lentezza, ma apparivano chiare, distinte. Il messaggio era breve. Poche scarne parole che per� a Nihal fecero l�effetto di un sorso di acqua fresca in una giornata torrida: �Sono tornato. Sennar�.</p><empty-line/><p>Nihal scatt� in piedi e corse a dare la notizia a Ido, lasciando Laio a guardare imbambolato e perplesso quella bizzarra sfera di fumo blu. La ragazza non sapeva perch� andava a dirlo proprio al suo maestro, ma sentiva che doveva raccontarlo a qualcuno.</p><p>�� una splendida notizia!� esclam� Ido.</p><p>�Chiss� dov�� ora, se � vicino, quando potr� vederlo...� Nihal camminava su e gi�, misurando ad ampi passi il poco spazio nella tenda.</p><p>Ido la guard� con l�aria di chi inizia ad avere il mal di mare. �Chiediglielo, no?�</p><p>Nihal si batt� la fronte con la mano. �Hai ragione, che stupida, certo, gli devo chiedere dov��, certo! Le pietre sono di l�. E l�incantesimo? Com�era?� Poi, di corsa com�era venuta, se ne and�.</p><p>Nihal dovette ripetere la formula tre volte, perch� non le riusciva di ricordarla con esattezza, ma alla fine mand� il messaggio e si mise in trepidante attesa della risposta.</p><p>Ci vollero due giorni, e per Nihal furono due giorni di tortura.</p><p>�Non pensare sempre e solo a quello, Nihal� le diceva Laio, ma erano parole buttate al vento.</p><p>Alla fine la risposta arriv�: Sennar sarebbe giunto al confine con la Terra del Vento nel giro di tre giorni e proponeva a Nihal di incontrarsi l�. Tre giorni. Erano lontani da quasi un anno, ma a Nihal tre giorni sembrarono un�infinit�. In quei mesi erano cambiate tante cose. Lei si sentiva un�altra persona. Come sarebbe stato rivedere Sennar? Che impressione avrebbe fatto a lui?</p><p>La mattina del fatidico incontro, Nihal si svegli� assillata da un problema che non era ancora riuscita a risolvere. Dalla sera prima, sul tavolo della tenda erano appoggiati l�uno accanto all�altra il vestito verde e l�armatura. Nihal aveva comprato quel vestito per le grandi occasioni, ma sapeva che in fin dei conti non le assomigliava. Allora forse sarebbe stata meglio l�armatura, ma le sembrava fuori luogo andare a riabbracciare il suo migliore amico bardata come per una battaglia.</p><p>Era l� che si arrovellava, quando ud� la voce di Ido fuori dalla tenda. �Posso entrare?�</p><p>Nihal agguant� il vestito, lo butt� sul letto e ci si sedette sopra in fretta e furia. �S�... vieni pure...�</p><p>Ido fece capolino dall�ingresso e la squadr�. �Che cosa succede?�</p><p>�Niente, tutto a posto� rispose lei con noncuranza.</p><p>Ido vide un pezzo di stoffa colorata spuntare da sotto le gambe di Nihal. �Che cosa ci fai seduta su quell�abito?�</p><p>Nihal arross�. �� che... non so cosa mettermi...� confess� alla fine.</p><p>Ido le rivolse un�occhiata divertita. �Fammi capire: non sai se presentarti come un guerriero o come una donna?�</p><p>�Pi� o meno...� Nihal era sempre pi� rossa.</p><p>Ido sorrise e si ficc� la pipa in bocca. �Mi dispiace, Nihal, ma questi sono consigli che esulano dal mio ruolo di maestro. Ti lascio al tuo dilemma.�</p><p>Dopo che lo gnomo si fu allontanato, Nihal rimase a contemplare le due possibilit� ancora per un po� e alla fine, esasperata dalla propria indecisione, prese l�armatura.</p><empty-line/><p>Prima di partire Nihal dovette chiedere una licenza; il generale fu abbastanza comprensivo e gliela diede senza troppe storie. Per� le chiese il motivo.</p><p>�Il ritorno di un amico� disse lei vaga.</p><p>Uscita dal comando, fu quasi tentata di tornare nella tenda a cambiarsi, ma poi si vergogn� di se stessa. <emphasis>Basta, Nihal. Non fare la stupida e parti, una buona volta!</emphasis></p><p>Mentre volava con Oarf sent� la tensione sciogliersi a poco a poco. In groppa al suo drago si sentiva bene e l�emozione di rivedere Sennar ebbe il sopravvento sui dubbi e le insicurezze.</p><p>Quando fu in vista del confine, decise di fermarsi in una prateria sterminata. L�erba era grigia e zolle di terra brulla affioravano qua e l�. Non sembrava neppure la steppa della sua infanzia, tanto era desolata. Il periodo trascorso in quella Terra ancora non l�aveva abituata a certi panorami.</p><p>Nihal si distese a terra e fiss� il cielo: c�era qualche nuvola e l�aria era fresca. L�autunno avanzava.</p><p>Oarf le si acciambell� accanto e lei pos� il capo sulla sua spalla squamosa. Non sapeva da che parte avrebbe visto comparire Sennar, n� come, n� quando. Le torn� in mente l�ultima immagine che aveva di lui: i suoi occhi tristi, il sangue che colava lento dalla ferita sulla guancia... Con che parole si sarebbe potuta scusare?</p><p>Nihal si mise a sedere e scrut� l�orizzonte: nulla, solo prateria. Torn� a sdraiarsi e a osservare la corsa delle nuvole. Il tempo stava cambiando, il vento soffiava veloce. Chiss� se a Sennar sarebbe piaciuta la persona che era diventata. Chiss� se anche lui era cambiato, se aveva trovato nuovi volti sulla sua strada, nuovi amici, nuove donne...Che razza di pensiero! Che cosa c�entrano le donne?</p><p>Si tir� di nuovo su. Non c�era pi� il sole a illuminare la prateria. Vento, vento, solo vento. La sterpaglia si piegava ora da un lato ora dall�altro e disegnava onde sulla superficie di quel mare d�erba riarsa.</p><p>Uno squarcio di cielo si apr� fra le nubi e un raggio di sole fece scintillare l�armatura. All�improvviso si sent� ridicola, tutta in ghingheri come per una parata. <emphasis> Se davvero fosse tutto come prima, non avrei avuto bisogno di mettermi questa roba e sarei corsa da lui con quel che avevo addosso. Non pu� essere pi� come prima. Per� non voglio perderlo.</emphasis></p><p>Quando furono trascorse due ore, inizi� a pensare che Sennar non sarebbe mai arrivato. L�aria profumava di pioggia, il cielo era livido. Nihal distolse lo sguardo dalle nuvole che si ammassavano sulla sua testa e lo vide, che arrancava all�orizzonte. Era solo un puntino, ma era lui, non poteva sbagliarsi. Il cuore inizi� a batterle forte. Si alz� in piedi per guardare meglio. Aveva una lunga palandrana nera, la solita, quella con l�occhio, quella che le faceva paura.</p><p>Rimase immobile a osservarlo avanzare, ad assaporare l�immagine di Sennar che arrivava da lei sano e salvo. Ora lo vedeva bene.</p><p>Nihal inizi� a correre a perdifiato, strillando il suo nome. La figura si ferm�, appoggi� a terra una grossa bisaccia e guard� nella sua direzione.</p><p>Nihal continu� a correre, senza fermarsi, anche se le mancava il fiato, anche se sotto il peso dell�armatura le dolevano i muscoli delle gambe. Quando fu a pochi passi da lui gli salt� letteralmente addosso, travolgendolo. Caddero entrambi a terra, mentre Nihal lo abbracciava con tutta la forza che aveva. Era lui, era proprio lui, e sentire il suo corpo tra le braccia la commosse. �Sennar� mormor�. Continuava a stringerlo come se non potesse credere che fosse davvero l�, davanti a lei. Gli accarezz� la cicatrice. �Perdonami, sono stata una sciocca, perdonami.�</p><p>Sennar rise. �Non hai bisogno di scusarti� disse con voce soffocata. �Per� ora ti spiacerebbe spostarti? Con quella roba addosso pesi un accidente.�</p><p>Scoppiarono a ridere e si rotolarono sull�erba, felici.</p><p>�Che fine hanno fatto i tuoi capelli?� chiese Nihal, mentre si asciugava le lacrime col dorso della mano.</p><p>Sennar si tocc� la zazzera arruffata. �� una storia lunga. Diciamo che l�acqua di mare li aveva un po� rovinati. Non ti piaccio cos�?�</p><p>Nihal lo squadr� in modo scherzoso. �Non so. Con i capelli lunghi eri pi�... mistico.� <emphasis> Non � cambiato niente. Siamo noi. Non � cambiato niente.</emphasis></p><p>Sennar guard� Oarf, poi spost� lo sguardo sull�armatura. �Ce l�hai fatta.�</p><p>�Cavaliere Nihal, per servirla, consigliere!� La ragazza si alz� in piedi e gir� su se stessa. �E tu, ce l�hai fatta? Come � andata la missione?�</p><p>�Sono tornato con un ambasciatore. Ha gi� iniziato a trattare con il Consiglio.� Sennar la guard� negli occhi. �Ho lasciato la riunione per venire da te.�</p><p>Tra i due cal� un istante di imbarazzo, poi Nihal prese Sennar per mano e lo trascin� verso Oarf. �Salta su, ti faccio fare il tuo primo giro su un drago e ti porto all�accampamento.�</p><p>Sennar esit�, sembrava che l�idea di volare non lo entusiasmasse. �Ma... la sella?� chiese titubante.</p><p>�Basta che tu ti regga forte a me� rispose Nihal, quindi sal� in groppa con un balzo.</p><p>Dopo che si furono innalzati iniziarono a cadere i primi goccioloni. Sennar si strinse a Nihal e lei si sent� felice come non le accadeva da tempo. Quel giorno la pioggia le mise allegria.</p><empty-line/><p>Giunsero al campo per l�ora di pranzo e Nihal fece fare a Sennar un giro per l�accampamento. Sennar rimase di sasso quando scopr� che l�amica comandava un plotone. �Sapevo che eri brava, ma non ti sembra di aver esagerato?� la prese in giro.</p><p>L�impresa con Dola aveva fruttato a Nihal grande considerazione e il generale le aveva affidato delle truppe da comandare in pianta stabile. Dopo un primo momento di entusiasmo, per�, la ragazza si era resa conto che quella promozione era pi� un onere che un onore: ora non doveva pi� rendere conto solo a se stessa delle sue azioni in battaglia, dai suoi ordini dipendeva la vita di molta gente. No, fare carriera nell�esercito non era davvero tra le sue aspirazioni.</p><p>Nihal arross�. �Poi ti spiegher� tutto. Ora voglio farti conoscere una persona.�</p><p>Pranzarono nella mensa del campo insieme a Ido. All�inizio Nihal ebbe l�impressione che lo gnomo, a dispetto di quello che le aveva detto, fosse imbarazzato proprio come un padre alle prese con l�amico del cuore della figlia, ma dur� poco. Sennar aveva tante cose da raccontare e il pranzo trascorse in un volo.</p><empty-line/><p>Solo nel pomeriggio Nihal e Sennar ebbero modo di parlare davvero, come ai vecchi tempi. Scelsero un posto tranquillo ai margini dell�accampamento, un declivio da cui potevano godersi il panorama della pioggia che scendeva lenta. Si sedettero sotto un albero fronzuto.</p><p>Sennar raccont� a Nihal del suo viaggio, della paura della morte, del terrore freddo che aveva provato nel gorgo, dello splendore di Zalenia. Le raccont� del mostro, della tempesta e della fatica che aveva fatto per convincere il conte ad ascoltarlo. Le parl� di come aveva sventato l�attentato al re e della gioia mista a tristezza con cui aveva vissuto la sua vittoria. Nihal lo ascoltava affascinata.</p><p>�Insomma, il mio amico � un eroe� disse alla fine.</p><p>Sennar alz� le sopracciglia. �Io? Non eri tu quella che voleva sempre per s� la parte dell�eroina?�</p><p>Nihal sorrise e gli diede una pacca sul braccio. �Come ti permetti di prendermi in giro, consigliere?�</p><p>�Raccontami di te, adesso� disse Sennar.</p><p>Nihal guard� le gocce di pioggia che cadevano poco distanti, oltre la tettoia di rami e foglie sotto la quale erano seduti. Erano accadute troppe cose di cui si vergognava, aveva sofferto troppo. Ora che lui era l�, desiderava solo godersi la sua presenza.</p><p>�Forza, voglio sapere della tua vittoria� insistette Sennar.</p><p>Nihal non incominci� da una vittoria, bens� da una sconfitta. Gli raccont� di quando Ido l�aveva allontanata dall�esercito, dei suoi tentativi di vivere una vita come quella di tutte le altre ragazze, della disillusione e della consapevolezza che la spada la chiamava inesorabilmente. Gli parl� del suo addestramento, del giorno in cui era diventata Cavaliere e di quanto Ido fosse importante per lei. Alla fine gli disse anche di Dola. Per� non cit� il nome di Megisto, n� la formula proibita. Quando Nihal ebbe finito di parlare, iniziava a calare la notte.</p><p>�Ti ho pensata molto mentre ero via� disse Sennar, guardandola.</p><p>�Non sar� stata un bel ricordo.�</p><p>�Non dire idiozie. Sei stata il mio unico legame con il mondo che mi attendeva qui sopra. Mi sono chiesto mille volte dov�eri, come stavi, se eri cambiata. E poi...� Sennar si interruppe.</p><p>�E poi?� chiese Nihal.</p><p>�E poi sono arrivato e ti ho vista venirmi incontro correndo. Quant�� che ci conosciamo? Quattro anni? Be�, in quattro anni non l�avevi mai fatto.�</p><p>Nihal lo guard� interrogativa.</p><p>�Insomma, quello che voglio dirti � che... sono fiero di te e di ci� che stai costruendo.� Sennar sembr� sul punto di aggiungere qualcosa, ma poi scosse la testa e sorrise.</p><empty-line/><p>Sennar part� qualche giorno dopo, con la solenne promessa che sarebbe tornato presto. Il dovere lo chiamava, la sua presenza era richiesta al Consiglio, per continuare le trattative con Zalenia.</p><p>Nihal torn� alla vita di sempre. Mentre l�autunno colorava gli alberi e stingeva il cielo, la guerra divent� una triste abitudine, le battaglie un susseguirsi sempre uguale di stragi e sudore. Nihal sentiva che le mancava uno scopo e iniziava a sospettare che la chiave della sua vita non fosse sui campi di battaglia.</p></section><section><title><p>25</p><p>La morte del traditore.</p></title><p>Sennar si era buttato a capofitto nelle trattative per gli aiuti militari da Zalenia. C�era bisogno di qualcuno che mediasse tra Pelamas e i consiglieri. Dopo le avventure che aveva vissuto durante il suo viaggio, la cauta diplomazia del Consiglio lo annoiava, ma sapeva che la via della pace passava anche per quel sentiero. Quando vide che i negoziati erano arrivati a un punto morto, decise di portare l�ambasciatore del Mondo Sommerso con s� nella Terra del Vento. Voleva che toccasse con mano cos�era la guerra, che vedesse quanto bisogno avevano del loro aiuto.</p><p>Sennar scelse l�accampamento dove si trovava Nihal, cos� ebbe anche una scusa per andare da lei. Pelamas fu molto colpito: non aveva mai conosciuto altro che la pace dorata del suo mondo e sembrava un bambino messo di fronte a qualcosa che non � in grado di capire.</p><p>La mossa di Sennar si rivel� efficace e in poche settimane gli accordi furono finalmente raggiunti: met� dell�esercito di Zalenia sarebbe salita in soccorso del Mondo Emerso prima della fine dell�inverno. La missione di Sennar si era conclusa con successo e il Consiglio lo lasci� tornare al suo incarico nella Terra del Vento.</p><p>Di tanto in tanto Sennar ripensava a Ondine e si chiedeva se aveva fatto davvero bene a lasciarla. Ogni volta che rivedeva Nihal, per�, i dubbi venivano fugati. Gli piaceva guardarla muoversi per il campo, dare ordini con piglio deciso. Era bello vederla cos� sicura, cos� forte. Sennar aveva sempre saputo che lo era, ma ora lo sapeva anche lei. Se pensava agli occhi di Ondine, capiva la distanza tra il suo amore marino e Nihal: Ondine aveva occhi limpidi in cui ogni pensiero si rifletteva come su una lastra d�argento puro. Gli occhi di Nihal erano profondi, imperscrutabili, erano gli occhi di chi non conosce ancora la propria strada. E Sennar ormai sapeva di amare quello sguardo pieno di incognite.</p><empty-line/><p>Sul fronte della Terra del Vento le cose erano migliorate. La cattura di Dola aveva gettato nel panico le file nemiche e l�esercito delle Terre libere pot� approfittarne e riconquistare parte del territorio perduto. L�impresa di Nihal aveva provato che neppure i migliori guerrieri del Tiranno erano invincibili. Un�ondata di speranza aveva investito le truppe e bench� l�inverno fosse alle porte, negli accampamenti sembrava che fosse arrivata la primavera.</p><empty-line/><p>Era una giornata di battaglia. Il reparto di Nihal si era spostato in una zona contigua all�accampamento per dare man forte all�esercito che attaccava un contingente nemico isolato. Mentre combatteva a terra, all�improvviso Nihal not� Laio, in piedi sul limitare del campo di battaglia: aveva lo sguardo perso verso un punto nel mezzo della mischia. <emphasis> Che diavolo sta facendo? Vuole lasciarci le penne?</emphasis> La ragazza sferr� un ultimo fendente mortale al fammin con cui stava lottando e corse verso il suo scudiero.</p><p>�Laio! Laio, vai via!� gli url� mentre gli andava incontro.</p><p>Il ragazzo si riscosse e cominci� ad arretrare lentamente, senza smettere di fissare il vuoto con occhi allucinati. Nihal segu� il suo sguardo. Per un istante, in mezzo agli altri soldati, intravide un�ombra fugace e una sensazione di paura gelida le strinse le viscere.</p><p>La sera, nella sua tenda, Nihal volle tornare su quello strano episodio. Laio era seduto per terra e stava lucidando l�armatura, mentre Nihal puliva la sua spada.</p><p>�Che ti ha preso oggi?� chiese diretta.</p><p>�Mi sono solo un po� spaventato, tutto qui� rispose lui con noncuranza.</p><p>�Per che cosa?�</p><p>Laio tacque.</p><p>�Laio, sto parlando con te. Cosa guardavi?�</p><p>Laio alz� gli occhi dai gambali e fiss� Nihal. Era pallido. �Tu cosa hai visto?�</p><p>�Io...� Nihal scroll� le spalle. �Niente, Laio, non ho visto niente.� Non ho visto niente. � stata un�illusione.</p><p>�C�era qualcosa� disse Laio. Gli tremava la voce. �C�era qualcosa in mezzo alla mischia, qualcosa che... Oh, forse sto diventando matto! Lasciamo perdere.�</p><p>�Che cosa hai visto?� insistette Nihal, ma non era sicura di voler sentire la risposta.</p><p>Laio deglut�. �C�era un uomo in mezzo alla mischia. Era un soldato, ma sembrava... non so come spiegarti, diverso. E io mi sono sentito come catturato, ecco. Non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso. Allora ho continuato a guardarlo e... lo so che pu� sembrare assurdo, probabilmente mi sono sbagliato, ma in quel momento ero sicuro... insomma, ti ricordi Mathon?�</p><p>Nihal cerc� di fare mente locale. Quel nome le diceva qualcosa. �Il soldato che ci ha accompagnato da tuo padre?�</p><p>�Proprio lui, ero sicuro che te lo ricordassi� continu� Laio.</p><p>Nihal sent� il sangue fermarsi nelle vene. S�, se lo ricordava bene, e ancor meglio rammentava la sua fine per mano dei briganti. Uno spirito. Un morto. Come nei suoi incubi.</p><p>�Era lui, Nihal. Quando mi ha visto ha sorriso, ed era proprio lui, giuro. Ma poi quel sorriso � diventato un ghigno e io...� Laio si interruppe.</p><p><emphasis> Non � possibile. Stai calma, non � possibile.</emphasis> Nihal chiuse gli occhi e fece un profondo respiro. Poi guard� il ragazzo. �Si chiama suggestione, Laio. Per quel che ne so, i morti stanno sotto terra.�</p><p>Laio sembr� sollevato. �S�, lo credo anch�io� rispose con un sorriso.</p><p>Dopo quella sera non tornarono pi� sull�argomento.</p><empty-line/><p>Dola venne interrogato a lungo, ma a ogni domanda, a ogni intimidazione, opponeva sempre lo stesso sorriso: un sorriso da vincitore. �Siete gi� morti� ripeteva. �Siete tutti morti.�</p><p>Quando il Consiglio dei Maghi decise che fosse giustiziato, Sennar fu l�unico a votare contro, ma invi� comunque un messaggio a Nihal: Dola sarebbe stato decapitato pubblicamente a Laodamea, la capitale della Terra dell�Acqua, sede del Consiglio per quell�anno. Al campo Nihal fu la prima a saperlo e non pot� impedire al suo cuore di esultare. Poi pens� a Ido. Non poteva fare finta di niente con il suo maestro. Doveva essere lei a dirglielo.</p><p>Lo raggiunse nella sua tenda al tramonto.</p><p>Lo gnomo era sdraiato sulla branda, immerso nella lettura di una relazione. Quando Nihal entr�, si alz� a sedere e si stir� sbadigliando rumorosamente. �Guarda chi si vede. Da quando hai le tue truppe fare due chiacchiere con te � impossibile. Questi novellini, appena fanno carriera non ti degnano pi� di uno sguardo� scherz�.</p><p>Nihal si guard� la punta degli stivali con un sorriso forzato.</p><p>Ido la squadr�. �Che cosa succede, Nihal?�</p><p>�Dola � stato condannato a morte� disse tutto d�un fiato.</p><p>Lo gnomo non mosse un muscolo. �Sei venuta per dirmi questo?�</p><p>�Non volevo che lo venissi a sapere da qualcun altro.�</p><p>�Lo apprezzo.�</p><p>�Ido, io...�</p><p>�Puoi andare.�</p><p>�Mi dispiace.�</p><p>�Puoi andare.�</p><p>Nihal usc� in silenzio e lasci� Ido da solo. Anche in quel momento era la gioia a prevalere: Dola avrebbe pagato col sangue, avrebbe scontato tutte le morti di cui era responsabile. <emphasis> Mi dispiace solo di non poter essere io a calare la scure.</emphasis> Mentre tornava alla sua tenda si ripet� che il suo atteggiamento era spregevole, ma la gioia non accenn� a svanire.</p><empty-line/><p>Sennar non la lasci� neppure finire il discorso. �Non sono d�accordo� disse subito.</p><p>�Ho bisogno di andarci.�</p><p>�E allora vacci, ma non sperare che io ti accompagni.�</p><p>�Sennar, ti prego...�</p><p>Sennar alz� lo sguardo su Nihal. �Ma perch�, perch� vuoi farti del male?�</p><p>�Non voglio farmi del male� ribatt� lei. �Ma devo essere l�, capisci? Lui era presente alla morte di Livon e ora io voglio essere presente alla sua. La tua vicinanza mi aiuter� a capire. Ho bisogno di averti al mio fianco.�</p><p>Alla fine Sennar dovette capitolare: avrebbe accompagnato Nihal all�esecuzione di Dola.</p><p>Laodamea non era lontana. Sul dorso di Oarf ci misero mezza giornata, ma solo perch� la linea del fronte era avanzata.</p><p>A Nihal sembravano passati secoli da quando c�era stata la prima volta. La capitale della Terra dell�Acqua era una specie di grande villaggio popolato da ninfe e umani: le case degli uomini si addossavano le une alle altre come in una qualsiasi citt�, ma tra un quartiere e l�altro gli alberi, ovvero le abitazioni delle ninfe, crescevano liberi e rigogliosi.</p><p>L�esecuzione si sarebbe svolta nella piazza centrale.</p><p>Quando Nihal e Sennar la raggiunsero, la piazza era gi� gremita di persone, assiepate ai piedi della pedana rialzata su cui svettava il ceppo per il boia.</p><p>Nihal si accontent� di stare in mezzo alla folla invece che in prima fila. Sennar invece si sistem� con le spalle al palco.</p><p>�Non sei proprio d�accordo, eh?� chiese la ragazza.</p><p>�No, Nihal. Non ho mai assistito a un�esecuzione e non voglio farlo ora. Una decapitazione non � un intrattenimento� rispose lui in tono duro.</p><p>In quel momento due guardie nerborute condussero Dola sul palco. Lo gnomo era incatenato, aveva patito giorni e giorni di prigione e interrogatori, ma dal suo viso non traspariva neppure un�ombra di paura. Avanzava dritto, a fronte alta, con dignit�. Quando fu di fronte al ceppo, gett� sulla folla uno sguardo carico di disprezzo e Nihal dentro di s� ritrov� intatto l�odio che l�aveva portata a imparare una formula proibita.</p><p>Il banditore lesse la condanna: �Il Consiglio dei Maghi, riunito nella Terra dell�Acqua, ha deliberato di giustiziare per decapitazione Dola della Terra del Fuoco, traditore delle Terre libere, per i molti innocenti che ha ucciso, per il dolore che ha causato e per aver attentato alla libert�. Sulla piazza scese un silenzio carico di tensione, di soddisfazione, di odio, di gioia. Nel vedere il boia avvicinarsi al ceppo con la scure in mano, Nihal sent� il cuore accelerare. Cont� i passi che separavano la scure dalla testa di Dola come se la sua morte potesse cambiare qualcosa, come se gli uomini, le donne e i bambini che Dola aveva ucciso potessero rinascere dal suo sangue.</p><p>La mano di Sennar le strinse un braccio. �Guardalo, Nihal. Guardalo bene. Davvero toglie qualcosa al tuo dolore questo spettacolo meschino?� le sussurr� in un orecchio.</p><p>Poi la scure cal�, a suggellare l�ultimo sorriso beffardo di Dola in quel mondo.</p><empty-line/><p>Nel pomeriggio, Sennar ricevette un messaggio da parte di Dagon: era una chiamata per il Consiglio. L�assemblea era stata fissata per il giorno successivo e il fatto che fosse stata anticipata non lo stup�. Da quando era tornato, le riunioni si erano susseguite a ritmo serrato. Con l�imminente arrivo delle truppe da Zalenia, le questioni da pianificare sembravano non finire mai.</p><p>Ci� che invece lo stup� fu che Dagon chiedesse espressamente che anche Nihal fosse presente.</p><p>�Io? E che cosa ci vengo a fare io? Non so un accidente n� di politica n� di strategia� comment� Nihal.</p><p>�A dire il vero, non ne ho idea� rispose Sennar pensoso.</p><p>Al calar del sole si recarono al palazzo reale, dove aveva sede la sala del Consiglio. Nihal c�era gi� stata una volta, quando Sennar aveva sostenuto la prova per diventare mago, ma aveva visto la sala solo di sfuggita. Il palazzo sorgeva sul ciglio di una cascata e il rumore dell�acqua che si gettava nel lago sottostante riport� alla memoria di Nihal immagini dolci e dolorose. Ricordava con spietata nitidezza ogni momento passato con Fen, ogni sua espressione, ogni mossa dei loro duelli d�allenamento.</p><p>Fu Dagon in persona ad accoglierli. �Benarrivato, Sennar. E salute anche a te, Cavaliere. Le tue gesta ti hanno preceduta.�</p><p>Nihal era confusa. Non era abituata a tutti quei convenevoli e si limit� ad arrossire e ad abbassare il capo.</p><p>�Sua maest� Astrea vi prega di perdonarla se non � qui a darvi il benvenuto, ma la difesa della sua Terra la impegna ogni notte� disse Dagon, mentre li precedeva lungo il salone vetrato dell�ingresso.</p><p>Nihal sgran� gli occhi. �Anche la regina mantiene la barriera magica?� sussurr� a Sennar. Il mago annu�.</p><p>Il palazzo sembrava disabitato. Camminarono a lungo, percorsero corridoi dalle volte altissime e saloni silenziosi. Infine imboccarono una scala e scesero un�infinit� di gradini.</p><p>Quando Dagon si ferm� di fronte a un grosso portone di bronzo, Sennar gli rivolse un�occhiata interrogativa. �Questa non � la sala del Consiglio.�</p><p>Dagon socchiuse la porta e fece loro cenno di seguirlo.</p><p>Sennar e Nihal entrarono, esitanti.</p><p>La stanza era grande e spoglia. Al centro c�era un tavolo di pietra.</p><p>La donna che vi era seduta si alz� lentamente. Era alta e armoniosa e indossava una semplice tunica di lana nera che sfiorava il pavimento. I capelli corvini erano raccolti in una treccia che le lasciava scoperto il viso e metteva in risalto gli occhi scuri. Sorrise. �Ne � passato di tempo, vero?� disse Soana.</p><empty-line/><p>Soana era stata la maestra di Sennar, e per un po� aveva addestrato alla magia anche Nihal, di cui era zia. Erano trascorsi pi� di due anni da quando aveva lasciato il Consiglio. Da allora, Sennar e Nihal non avevano avuto sue notizie. Durante la sua assenza erano accadute un�infinit� di cose. Ma ora era l� e non sembrava cambiata di molto. Aveva il viso tirato e qualche capello bianco, ma la maestosit� dei tratti, la soggezione che ispirava a Nihal erano le stesse di prima.</p><p>Mentre Sennar le correva incontro, Nihal rimase ferma sulla soglia, incredula.</p><p>Soana tese una mano verso di lei. �Non vieni a salutarmi?�</p><p>Solo allora Nihal si avvicin� e la abbracci�.</p><p>Esaurita la commozione, Nihal e Sennar ebbero un momento di imbarazzo.</p><p>�Non temete� disse Soana con un sorriso triste. �So che cosa � accaduto a Fen. L�ho saputo prima dal mio cuore e in seguito da chi ho incontrato...�</p><p>Soana tacque per un istante, poi scosse la testa e riprese la sua espressione serena, ma Nihal percep� che soffriva ancora e che forse non avrebbe mai smesso.</p><p>�Dove sei stata in tutto questo tempo?� chiese Sennar.</p><p>�Ho viaggiato. Ho cercato persone, luoghi, certezze...� La maga guard� Nihal. �E risposte.�</p><p>�Le hai trovate?� chiese la ragazza.</p><p>�S�, Nihal, e ne parleremo. Ma non ora. Adesso voglio godermi il piacere di avervi di nuovo con me. E sapere tutto di voi� disse con un sorriso.</p><p>Parlarono per tutta la sera. Nihal raccont� di Oarf e delle sue battaglie, Sennar dell�interminabile viaggio a Zalenia, ma le molte cose non dette aleggiavano tra loro. A Nihal continuavano a risuonare in testa le parole pronunciate da Megisto l�ultima volta che si erano visti: �La tua ricerca della verit� � prossima a una svolta, Nihal. Ma spesso la verit� � un bene terribile�.</p><p>Si ritirarono nelle stanze che erano state preparate per loro solo molto tardi. Nihal stava per chiudere la porta, quando incroci� lo sguardo dubbioso di Sennar.</p><p>�C�� qualcosa che non va?� chiese il mago.</p><p>�S� ammise lei.</p><p>�Non sei contenta che Soana sia tornata?�</p><p>�S�, per�...� Nihal esit�. Come faccio a dirglielo?</p><p>�� per il palazzo? Ti risveglia ricordi tristi?�</p><p>Nihal sospir�. Aveva sbagliato a tacere fino a quel momento. �Vieni dentro, Sennar.�</p><p>Gli raccont� tutto: di Megisto, della formula proibita, di quella specie di profezia. Nihal non aveva mai visto Sennar cos� infuriato.</p><p>�Sei ammattita? Ti rendi conto di quello che hai fatto?�</p><p>�Sennar, ti prego, non metterti a farmi la morale.�</p><p>�Non ti faccio la morale, maledizione!� inve� lui. �Le formule proibite sono pericolose. Per te come per chiunque altro! Hai corso un grosso rischio, Nihal. E per cosa?�</p><p>�Non voglio discutere di questo, ora� disse Nihal.</p><p>�Ah, no? E di che cosa vuoi discutere, di grazia?� Era davvero infuriato. �Parliamo un po� dei tuoi sogni, allora!�</p><p>Nihal scosse la testa.</p><p>�Invece s�, Nihal!� insistette il mago a voce pi� alta. �Raccontami come vanno i tuoi sogni.�</p><p>Nihal dovette ammettere che, da quando aveva appreso la formula dell�Ombra Inestinguibile, gli incubi si erano fatti pi� insistenti. �Ma non � questo il punto, Sennar, � un�altra la cosa che mi preoccupa. Che cosa intendeva dire Megisto? Perch� la verit� dovrebbe essere terribile? � tutta la vita che mi chiedo qual � il senso della mia sopravvivenza...�</p><p>Sennar si diresse alla porta senza rispondere. Prima di uscire la guard� con occhi severi. �Non puoi far dipendere la tua vita da verit� che sono in mano ad altri, Nihal. Sei tu che devi trovare la via. Credevo che lo avessi imparato.�</p><empty-line/><p>Il giorno dopo, Nihal buss� alla stanza di Soana molto presto. Il sole non era ancora sorto e una bruma d�inizio inverno avvolgeva il palazzo.</p><p>�Ho bisogno di sapere� le disse semplicemente.</p><p>Soana annu� e prese il mantello. �Vieni, usciamo.�</p><p>Il giardino pensile si trovava esattamente sopra la cascata. Soana si appoggi� al parapetto e osserv� l�acqua che scrosciava. �Mi hai perdonata?�</p><p>Non era facile rispondere: la scoperta che Ido e Dola erano fratelli aveva costretto Nihal a ripensare a tutto quello che Soana le aveva taciuto. Aveva sempre saputo delle sue origini e dello sterminio dei mezzelfi, ma non le aveva mai raccontato niente. Aveva atteso cos� a lungo, che alla fine Nihal aveva scoperto tutto nel peggiore dei modi, alla morte di Livon. Ma ora era passato cos� tanto tempo...</p><p>Nihal si rese conto in quel momento che s�, l�aveva perdonata. La guard� negli occhi e annu�.</p><p>Soana rispose con un sorriso. �Sono fiera di quel che sei diventata, Nihal. Sei una donna forte, te lo leggo in viso. Sei un bravo guerriero. � per questo che sono tentata di tacere.�</p><p>Nihal non capiva: Soana aveva lasciato l�incarico di consigliere per ritrovare Reis, la sua antica maestra, l�unica che sapesse la verit� sulle origini di Nihal. �Perch�? Io non...�</p><p>�Aspetta. Lascia che ti racconti� la interruppe Soana. �Il mio � stato un lungo viaggio. Reis non aveva lasciato alcuna traccia dietro di s� e ho creduto a lungo che fosse morta. Per pi� di un anno non ho fatto altro che cercare indizi, ma sembrava non ci fosse nulla. Poi ho incontrato qualcuno che sosteneva di averla vista. La notte ho iniziato a fare strani sogni: immagini confuse, panorami sconosciuti. E una specie di richiamo, come un lamento...�</p><p>Nihal ebbe un sussulto: era esattamente quello che capitava a lei.</p><p>�Pi� trovavo notizie sul suo conto, pi� sentivo quel richiamo nella mia mente.</p><p>Ho vagato per tutto il Mondo Emerso, ho parlato con centinaia di persone, ho attraversato luoghi di cui ignoravo l�esistenza.� Soana tacque per un istante e il sole le salut� con i primi raggi. �L�ho trovata tre mesi fa.�</p><p>A Nihal trem� la voce. �Ti ha detto qualcosa?�</p><p>�Vuole che tu vada da lei.�</p><p>�Dimmi dov�� disse Nihal decisa.</p><p>Soana sospir�. �Non voglio che tu lo faccia. Non andare.�</p><p>Quelle parole caddero come pietre nella quiete dell�alba. Nihal sent� il sangue affiorarle al viso. �Ma perch�? Tu non sai quello che ho passato, quante domande mi rimbalzano nel cervello!� Era agitata, Soana invece manteneva la solita calma ieratica.</p><p>�Reis � cambiata, Nihal. Quando era la mia maestra era una donna sicura, forte, ma ora... In lei c�� qualcosa di malvagio. Temo per te.�</p><p>Nihal ebbe un moto di ribellione. �Ho il diritto di sapere la verit�.�</p><p>�Ci sono verit� che � meglio non conoscere� disse Soana in tono grave.</p><p>Quelle parole colpirono Nihal. <emphasis> Perch� tutti mi ripetono la stessa cosa?</emphasis></p><p>�Non posso impedirti di andare� continu� Soana. �Sei tu che devi decidere. Ricordati solo che io non mi fido pi� di Reis.�</p><p>�Me ne ricorder� tagli� corto Nihal. �Ora dimmi dov��.�</p><empty-line/><p>Nihal si scapicoll� fuori dal palazzo, non voleva attendere un minuto di pi�. Aveva gi� raggiunto la scuderia, quando si sent� chiamare.</p><p>Sennar la raggiunse col fiato corto. �Dove vai?�</p><p>�Da Reis.�</p><p>Sennar ci pens� un attimo, poi la guard� negli occhi. �Vengo con te.�</p><p>Nihal sorrise. �Mi sembrava che non ti piacesse viaggiare sul dorso di Oarf.�</p><p>�Me lo far� piacere� rispose Sennar, quindi sal� sul drago ostentando disinvoltura.</p></section><section><title><p>26</p><p>Reis.</p></title><p>Reis viveva nella parte occidentale della Terra dell�Acqua, una zona disabitata e montagnosa. L� si trovavano le imponenti cascate di Na�l e, stando alle parole di Soana, la casa della maga sorgeva su una roccia affacciata sull�acqua.</p><p>Nihal e Sennar volarono su Laodamea, sulla sua piana e sulla Foresta Occidentale, dove Megisto era pietra di giorno e uomo di notte, e ammirarono dall�alto la traccia degli innumerevoli fiumi che rigavano la Terra dell�Acqua. Nihal indossava l�armatura. Non sapeva perch� se l�era messa, ma le dava sicurezza. Sennar era dietro di lei e le cingeva la vita con le braccia, tenendosi stretto.</p><p>Nihal ritrov� la gioia di avere di nuovo Sennar al suo fianco. Qualunque fosse la verit� che Reis custodiva, non avrebbe affrontato da sola quell�ultima prova.</p><p>Verso mezzogiorno si fermarono in un villaggio e chiesero indicazioni a una giovane donna con un bambino in braccio.</p><p>�Le cascate sono ancora lontane� rispose la donna. �Dovete risalire il corso del fiume, ma ci vogliono almeno due giorni di viaggio.�</p><p>Nihal fu presa dello sconforto. Quanto avrebbe dovuto aspettare ancora?</p><p>Volarono tutto il pomeriggio, seguendo una delle tante diramazioni che il Saar creava con il suo delta: gettandosi nel mare, il Grande Fiume si separava nei mille corsi d�acqua che solcavano quella Terra. A essi si univano altri piccoli rivi, che nascevano dalle basse montagne della zona meridionale. Il ramo che sorvolavano era uno dei pi� grandi e si snodava placido ai loro piedi.</p><p>Quando scese la notte si fermarono al limitare dei boschi, sempre in vista del fiume, e l� si accamparono. Nihal era partita in fretta e furia, senza pensare che il viaggio potesse essere lungo. Sennar per� aveva comprato qualche provvista al villaggio in cui si erano fermati la mattina e allest� una cena a base di carne arrostita.</p><p>�Come viaggiatrice sei un disastro� la prese in giro Sennar. �Se non fosse per me, a quest�ora staremmo mangiando ghiande, come i cinghiali.�</p><p>Nihal era contenta di essere l�, con lui. Addent� un pezzo di carne e le sembr� che fosse squisita, come quella che aveva mangiato con lui anni addietro, quando si trovava nella Foresta per superare la prova di iniziazione alla magia, terrorizzata, e Sennar le aveva portato del cibo e aveva vegliato su di lei tutta la notte.</p><p>�Ti ricordi la sera nel bosco, poco dopo esserci conosciuti?� chiese Nihal.</p><p>�Certo che me la ricordo. Anche quella volta ho provveduto a sfamarti, se non sbaglio. Ah, se non ci fossi io!� sospir� Sennar.</p><p>Nihal scoppi� a ridere. �Gi�. Chiss� come ho fatto a sopravvivere mentre eri via... Mi hai raccontato la tua vita, ricordi?� Nihal prese un altro pezzo di carne. �A volte penso che mi piacerebbe davvero viaggiare, come hai fatto tu. Ho passato tanto di quel tempo a sperare di poter volare via...�</p><p>�Non � cos� bello, sai?� rispose Sennar. �Il pi� delle volte ti senti sperduto e vorresti non essere mai partito. L�ignoto � molto pi� affascinante quando ti limiti a immaginarlo. La verit� � che io sto meglio qui, con i piedi per terra, a fare il mio lavoro.�</p><p>Nihal scroll� le spalle. �Io sento di non stare bene da nessuna parte. Non so neanche pi� perch� combatto... Tu sai cosa vuoi, Sennar?�</p><p>�C�� qualcuno al mondo che lo sa? Io credo in quello che faccio e per ora mi basta. Adesso basta filosofeggiare. Domattina ci aspetta ancora un bel tratto di strada, � meglio dormire. Te lo dice un viaggiatore esperto.�</p><p>Nihal si allontan� dal fuoco e si sedette in modo da guardare il folto, la spada al fianco. �Tu dormi pure, io faccio il primo turno di guardia. � meglio che almeno uno di noi stia sveglio. Te lo dice un guerriero esperto.�</p><empty-line/><p>La mattina del terzo giorno di volo, Nihal e Sennar capirono di essere quasi arrivati. Prima ancora di riuscire a scorgere le cascate, ne sentirono il rombo cupo. Poi videro un�enorme nube d�acqua sovrastata dall�arcobaleno. A mano a mano che si avvicinavano, la sagoma delle cascate di Na�l si stagli� nell�aria umida in tutta la sua maestosit�. Il salto era di almeno un centinaio di braccia e l�acqua si divideva in tre getti principali che, infrangendosi sulle rocce, si dividevano ancora e ancora, in una rete che sembrava non avere fine. Quando le sorvolarono, Nihal ebbe un istante di vertigine. Si chiese com�era possibile che Reis abitasse l�. E, soprattutto, dove poteva essere la sua casa. Soana aveva parlato di una roccia in mezzo alla cascata, ma il vapore acqueo era talmente fitto che non si vedeva nulla. Per un po� girarono a vuoto alla ricerca di un segno di vita, ma in quel posto non c�era niente di umano. Era il regno incontrastato della natura.</p><p>�Ma certo!� url� all�improvviso Nihal. Si volt� verso Sennar. �Deve essere dietro!�</p><p>�Cosa?� grid� lui di rimando.</p><p>�Ho detto che la casa deve essere dietro il getto! Non c�� altra spiegazione!�</p><p>Sennar fece appena in tempo a dire: �Non vorrai mica...� che Nihal spron� Oarf a tutta forza verso l�acqua. Il drago pareva divertirsi e anche Nihal strillava contenta. L�urlo di Sennar, invece, fu di puro terrore.</p><p>Per un istante sembr� che tutte le acque del mondo si gettassero sulle loro spalle, ma subito dopo si trovarono in una sorta di enorme grotta scavata nel fianco della montagna. Oarf si spinse in profondit�, finch� non atterr� su una roccia piatta.</p><p>Nihal e Sennar, fradici e col cuore che batteva all�impazzata, smontarono e cominciarono a guardarsi intorno, aguzzando la vista nella penombra. Erano nel ventre della montagna e il muro di acqua corrente era cos� lontano che il tuono della cascata arrivava attutito.</p><p>Fu Sennar a vederla per primo. �Come accidenti hanno fatto a costruirla?� mormor�, mentre indicava una catapecchia di legno scuro abbarbicata su uno spuntone roccioso, una decina di braccia sopra di loro. �E come ci andiamo fin l�?�</p><p>�Un modo ci sarebbe...� rispose Nihal. �Ma non devi fare tante storie.�</p><p>Nihal si avvicin� a Oarf, gli bisbigli� qualcosa e il drago si rizz� sulle zampe posteriori, levandosi in tutta la sua altezza. Nihal gli si arrampic� sul dorso, poi sul collo. Quindi raggiunse la testa dell�animale da dove, sotto gli occhi esterrefatti di Sennar, spicc� un balzo e atterr� sulla roccia.</p><p>�Visto?� disse la ragazza con un sorriso soddisfatto.</p><p>�Complimenti. Ma se tu credi che io faccia la stessa cosa...�</p><p>�Non ce n�� bisogno� rispose Nihal. �Tu chiudi gli occhi e fidati.�</p><p>Sennar obbed� con un sospiro. Solo allora Oarf prese tra i denti con delicatezza parte della tunica di Sennar e lo sollev� nel vuoto.</p><p>�Ehi!�</p><p>�Non aprire gli occhi� grid� Nihal, divertita. �� meglio cos�, credimi.�</p><p>Quando il drago lo depose a terra, Sennar le lanci� un�occhiataccia, ma Nihal si era gi� voltata a guardare la casupola.</p><empty-line/><p>L�interno era buio e l�olfatto reag� prima della vista. La capanna traboccava di odori: erbe, fumo, muffa, carta consumata dagli anni. L�insieme di aromi invest� Nihal e le diede un�indefinita sensazione di sgradevolezza. Poi, a poco a poco, gli occhi si abituarono all�oscurit�. Nihal e Sennar si trovavano in un ambiente unico traboccante di oggetti. Alle pareti c�erano scaffali ingombri di libri, tutti dello stesso colore ammuffito. C�erano piccoli libri con rilegature leggere ma anche tomi enormi, con i bordi rinforzati da placche metalliche divorate dalla ruggine. Alcuni scaffali erano rotti e il loro contenuto era piombato a terra, dove mucchi di libri giacevano nelle posizioni in cui erano caduti, con la rilegatura verso l�alto o con le pagine spalancate. Il pavimento era sommerso da decine di pergamene impolverate, ricoperte da disegni inquietanti. Qua e l�, sugli scaffali, i libri erano intercalati da vasi con i contenuti pi� disparati: erbe disidratate, polveri, fumi di ogni colore, piccoli animali deformi o parti di essi. Dal soffitto pendevano mazzi di fiori marci o essiccati, che appestavano l�aria del tugurio.</p><p>Sennar si chin� a guardare le pergamene, mentre Nihal procedeva decisa nella speranza di trovare la proprietaria di quel luogo.</p><p>�Sheireen... finalmente sei arrivata, Sheireen...�</p><p>Sul fondo della capanna, da dietro un lacero tendaggio amaranto, era echeggiata una voce simile a un gemito.</p><p>Nonostante le facesse accapponare la pelle, Nihal scost� la tenda. Seduta a un tavolo ingombro di scartoffie e amuleti, sprofondata in un seggio di cuoio c�era una donna gnomo.</p><p>Qualcosa, in quella figura, fece fremere Nihal di ribrezzo. Anche per essere una gnoma, Reis era piccolissima, rinsecchita come un fiore avvizzito, e aveva il volto segnato da rughe profonde. Sotto le palpebre pesanti gli occhi sembravano non avere sguardo: al posto dell�iride c�era un cerchio biancastro, privo di espressione. Il viso era incorniciato da capelli di un grigio ingiallito, che scendevano dritti fino al suolo, serpeggiando per un tratto del pavimento. Eppure si intuiva che doveva essere stata molto bella in passato: nei tratti traspariva ancora una delicatezza dolente, ma il tempo era stato impietoso.</p><p>Quanti anni poteva avere? Sembravano centinaia, ma a detta di Soana non doveva averne pi� di una settantina.</p><p>�Fatti toccare, Sheireen� gemette Reis. Allung� verso Nihal una mano raggrinzita.</p><p>La ragazza rimase ferma a guardarla, impietrita, finch� non si sent� afferrare il polso e tirare verso il basso.</p><p>Gli occhi velati di Reis le scrutarono il viso, mentre le sue dita le sfioravano gli zigomi e le guance. �Sei proprio tu, giovane Sheireen.�</p><p>�Non mi chiamo Sheireen� disse Nihal. �Io sono Nihal della Torre di Salazar.�</p><p>La vecchia annu� e sorrise. �Certo, certo, Nihal... Ma il tuo vero nome � Sheireen, la Consacrata, ultima dei mezzelfi, unica speranza di questo mondo.�</p><p>Nihal d�istinto si volt� e cerc� Sennar. Il mago si fece avanti, silenzioso.</p><p>Reis spost� di scatto la testa. �Chi � il giovane con te?� Sembrava preoccupata.</p><p>�Mi chiamo Sennar, sono...�</p><p>�Oh, Sennar... il consigliere della Terra del Vento, l�allievo della mia amata Soana� cantilen� la vecchia, poi torn� a rivolgere lo sguardo su Nihal.</p><p>�Soana ha detto che volevi vedermi� mormor� Nihal.</p><p>�Ti ho attesa a lungo, Sheireen, ma sapevo che un giorno saresti venuta da me. Non potevi fare altrimenti� chiocci� la vecchia.</p><p>Nihal ebbe un brivido lungo la schiena. Che cosa significava quell�ultima frase?</p><p>�Siediti, mezzelfo� disse Reis. �Sono tante le cose che ti devo rivelare.�</p><p>Nihal si sedette su uno sgabello di legno e Sennar le rimase a fianco, una mano sulla spalla.</p><p>La vecchia si alz� a fatica e si trascin� verso uno scaffale, da dove prese un piccolo braciere che pos� in mezzo al tavolo. Dopo che l�ebbe riempito con una manciata di erbe sconosciute, recit� una breve formula.</p><p>Sul fondo del braciere si accese un piccolo fal� e si alz� un fumo denso, che Reis sembrava guidare con le mani. Dalle volute iniziarono a emergere immagini confuse, che a poco a poco si fecero sempre pi� precise e dettagliate. Nihal sgran� gli occhi: davanti a lei stava prendendo forma una cittadina. Le case erano costruite per lo pi� in legno. C�era un via vai di persone, bambini che giocavano per le strade, donne che facevano acquisti al mercato della piazza centrale. Una cittadina come tante. Una cittadina di mezzelfi.</p><p>Nihal rimase incantata. Non aveva mai visto altri mezzelfi e ora li guardava muoversi, parlare, vivere. La sua attenzione si spost� su una ragazza. Era molto giovane, lunghi capelli blu, occhi viola. Sembrava allegra e piena di vita.</p><p>�Tua madre era nata nella Terra dei Giorni� inizi� a narrare Reis. �Non erano bei tempi, quelli, ma a lei non importava. Quando la sua gente dovette fuggire per scampare alla persecuzione del Tiranno, lei part� senza voltarsi indietro. Aveva tutto ci� che desiderava: la sua famiglia e il suo compagno.�</p><p>Un secondo mezzelfo si avvicin� alla ragazza e sorrise. Era un ragazzo, poco pi� grande di lei.</p><p><emphasis> Mia madre. Mio padre.</emphasis></p><p>�I tuoi genitori si sposarono appena giunsero nella Terra del Mare, con la benedizione del capo del villaggio e il favore delle stelle� continu� la vecchia.</p><p>La quiete di quelle immagini fu interrotta dall�irruzione di un contingente di fammin. Il fumo che usciva dal braciere si scur� e sul villaggio sembr� essere calata la notte.</p><p>�Ma la sciagura li segu� fin l�. Mentre le creature maledette del Tiranno seminavano morte e disperazione, tua madre si nascose e preg�. Preg� perch� il suo giovane sposo fosse risparmiato, perch� lei non fosse uccisa. Quel giorno giur� che se fossero sopravvissuti avrebbe consacrato il frutto del suo grembo a Shevrar, dio del Fuoco e della Guerra.�</p><p>Il fumo si dissolse e Nihal tese la mano come per afferrarlo. Avrebbe desiderato poter continuare a vedere il viso di sua madre.</p><p>Reis aggiunse una manciata di erbe al braciere e dalle fiamme emerse l�immagine di una famiglia: la ragazza, il giovane e, tra loro, una bimba.</p><p>�Shevrar ebbe piet� e salv� entrambi. Tua madre rimase incinta poco dopo e tuo padre insistette perch� si spostassero in un villaggio pi� piccolo e pi� sicuro. Ripartirono, di nuovo profughi ma felici di essere ancora insieme. Nacque loro una bambina: le misero nome Sheireen, la Consacrata, e decisero che avrebbe dedicato la propria vita alla spada e alla battaglia, perch� lodasse il nome di Shevrar e vendicasse i morti della sua Terra. La divinit� accett� l�offerta. Sheireen sarebbe stata la sua sacerdotessa e non le sarebbe mai successo nulla di male.�</p><p>All�improvviso il fumo si anim� di immagini di guerra. Nihal le riconobbe, erano le stesse che vedeva nei suoi incubi. Osserv� la strage e il sangue, sent� le urla e la disperazione. Quando il villaggio fu silenzioso e punteggiato di cadaveri, Nihal distolse lo sguardo. Tremava.</p><p>�Adesso basta.� La voce di Sennar era perentoria. Il mago si accucci� di fianco a Nihal e le prese le mani. �Andiamo via...�</p><p>Nihal scosse la testa. �Va tutto bene, Sennar. Lasciala continuare.�</p><p>�� stato Shevrar a salvarti, Sheireen� riprese Reis. �Di tutti i mezzelfi, decise di salvare solo te. Perch� tu vendicassi la tua stirpe.�</p><p>Nihal vide se stessa neonata piangere accanto al corpo insanguinato di sua madre. Poi vide due donne camminare tra i cadaveri: una gnoma bellissima e una giovane dai capelli scuri.</p><p>�All�epoca ero consigliere, proprio come il tuo amico Sennar. Eravamo in missione diplomatica nella Terra del Mare, quando io e Soana decidemmo di far visita a quello che rimaneva della comunit� dei mezzelfi. E ti trovammo: una bambina viva tra decine di corpi straziati, ultima sopravvissuta di un intero popolo. Eri un segno, Sheireen.� Reis fece una pausa e il fumo prese a muoversi in modo indistinto, creando strani vortici colorati. �Tornata al Consiglio, indagai sul tuo passato e sul tuo futuro. Inizialmente le carte non mi dissero nulla di chiaro: impressioni, contorni sfocati di una storia che non riuscivo a dipanare. Infine vidi splendere questo...�</p><p>La figura di un medaglione circolare si stagli� netta sul fumo: al centro troneggiava un occhio allungato, la cui iride era costituita da una pietra iridescente dai riflessi bianchi; tutto intorno, otto zone vuote che sembravano aver ospitato altrettante pietre, ciascuna di uguale dimensione. Sul bordo c�era un fregio complesso.</p><p>�Non sapevo che cosa fosse. Consultai a lungo i miei libri, ma il talismano rimase un mistero e a poco a poco svan� dai miei pensieri.� Reis si pass� le dita adunche sul volto. �Tre anni dopo, quando non riuscii pi� a tollerare il rimorso, abbandonai il Consiglio. Fu allora che decisi di rimettermi sulle tracce di quel medaglione. E del tuo destino.�</p><p>�Di che cosa stai parlando?� chiese Sennar. �Rimorso per cosa?�</p><p>�Al momento questo non ha importanza. Altro devi ancora sapere.� Reis si alz� e frug� nel cassetto. Quando si risedette, aveva in mano un amuleto. La gemma centrale rifulgeva debolmente nel buio della catapecchia. �Molti secoli fa, questa terra era popolata solo dagli elfi, creature perfette care agli d�i. La purezza della loro esistenza fu turbata dall�arrivo di uomini e gnomi, che invasero il Mondo Emerso. Gli elfi scomparvero rapidamente; in molti lasciarono il Mondo Emerso, ma altri si mescolarono con le nuove razze. Tutto quel che restava del loro sangue scorreva nelle vene dei mezzelfi come te, Sheireen. Essi vivevano in comunione con le forze che animano il mondo e la loro unica forma di magia era la vicinanza con gli spiriti della natura. Questo medaglione, a cui tu sei destinata, � la chiave di quella magia.�</p><p>Reis porse l�amuleto a Nihal, che lo prese in mano e lo esamin�.</p><p>�In ognuna delle Otto Terre c�� un santuario, dedicato a ciascuno degli Otto Spiriti della natura: Acqua, Luce, Mare, Tempo, Fuoco, Terra, Oscurit�, Aria. E poi c�� la Grande Terra, la Madre, che li accoglie e li contiene tutti. In ciascun santuario � custodita una pietra. In passato, chi aveva un desiderio andava nel santuario e chiedeva allo spirito di concedergli il potere. Se il cuore di chi pregava era sincero, la pietra si caricava e il potere veniva concesso. Quando il desiderio era realizzato, la pietra tornava al santuario. Cos� gli elfi impetravano i favori agli spiriti. Ma le pietre hanno un potere ancora pi� grande. Quando incombe un pericolo imminente e incontrollabile, � possibile chiedere l�aiuto di tutti gli spiriti, chiamandoli a raccolta. Per farlo occorre riunire le otto pietre e porle nel talismano. Infine, giunti nella Grande Terra, pregare la Madre perch� esaudisca i suoi figli; allora gli spiriti naturali vengono evocati e rispondono al volere del possessore dell�amuleto. Gli elfi usarono l�amuleto una sola volta, quando un conquistatore giunto dal Grande Deserto tent� la distruzione del loro mondo. Poi, con l�estinzione del loro popolo, i santuari vennero dimenticati, perch� solo gli elfi potevano varcarne la sacra soglia.� Reis si interruppe e piant� le vecchie pupille opache negli occhi spalancati di Nihal. �Gli elfi, o chi ne possiede il sangue.�</p><p>�Stai dicendo che...� inizi� la ragazza.</p><p>�S�, Sheireen. Solo tu puoi ancora chiedere aiuto agli spiriti. Il Tiranno domina con la magia. Con la magia ha creato i fammin, con la magia ha eretto la sua Rocca, con la magia soggioga i suoi sottoposti. Ma tu puoi rompere questo dominio: raccoglierai tutte le pietre, gli spiriti naturali saranno evocati e la magia del Tiranno scomparir�.�</p><p>�Sono passati secoli, Reis� intervenne Sennar. �Le pietre possono essere state trafugate o disperse, i santuari distrutti...�</p><p>La vecchia alz� il viso sul ragazzo. �Non mi hai ascoltato, consigliere? Solo chi ha sangue elfico pu� toccare le pietre, gli altri sono destinati alla morte. E la distruzione di un santuario non significa nulla: � il luogo in cui sorge a conferire sacralit�, non l�edificio.�</p><p>Nihal scosse la testa. �Ma io sono elfo solo a met�.�</p><p>�Gli spiriti ti esaudiranno lo stesso, Sheireen. Per� dovrai stare attenta, perch� l�amuleto succhier� la tua linfa vitale...�</p><p>�Cosa?� la interruppe Sennar. �Tu sei pazza, vecchia!�</p><p>�Un consigliere dovrebbe essere capace di ascoltare, ragazzo� disse Reis in tono severo. �Sheireen vivr�, se sar� abbastanza forte, ma ricordatevi che il potere del medaglione dura un giorno: per un giorno, dopo che Sheireen avr� evocato gli spiriti, il Tiranno non potr� usare la sua magia. In quel tempo occorrer� batterlo.�</p><p>Nihal si rigir� l�amuleto tra le mani. �� per questo che sono viva, Reis?�</p><p>La vecchia annu�. �S�, Sheireen. Lo scopo della tua esistenza � liberare il Mondo Emerso dal Tiranno.�</p><p>�Dove si trovano i santuari?� chiese Nihal.</p><p>�Sar� l�amuleto a indicarteli. Il tuo cuore sapr� dove cercare.�</p><p>Sennar fremeva a fianco di Nihal. �No. No, � impossibile� sbott� il mago. �La maggior parte dei santuari � in territorio nemico. Bisogner� attraversare il fronte, viaggiare in tutto il Mondo Emerso...�</p><p>La vecchia lo ignor� e si concentr� sulla ragazza. �Questo � il tuo destino, Sheireen, non puoi sottrarti. Tutto ci� che ti � avvenuto, dalla tua nascita fino a oggi, � servito perch� tu arrivassi a questo. Non vuoi la vendetta, Sheireen? Non vuoi la distruzione del Tiranno? S�, le vuoi. Sento il tuo cuore traboccare d�odio.�</p><p>Nihal guardava la vecchia con timore. Le sue parole la confondevano e neppure la vicinanza di Sennar riusciva a rassicurarla.</p><p>�Accogli il tuo odio, Sheireen! Nutrilo, seguilo, perch� ci liberer� dal male! Ti sto offrendo la possibilit� di annientare chi ha sterminato il tuo popolo! Pensa a tutte le notti insonni, ai volti contratti dal dolore che affollano i tuoi sogni...�</p><p>Il medaglione sfugg� dalle dita di Nihal e rimbalz� tintinnando sul tavolo. �Come sai dei miei sogni?� chiese alzandosi. Lo sgabello su cui era seduta cadde a terra.</p><p>�Dovresti ringraziarmi, Sheireen...� mormor� Reis.</p><p>Nihal sguain� la spada e gliela punt� alla gola. �Dimmelo!� url�.</p><p>Reis sospir� e fece cenno di s� con il capo. �Quando conobbi la verit� su di te, capii che dovevo trovare un modo perch� tu non potessi sottrarti al tuo compito...�</p><p>La voce di Nihal era un sussurro. �Non � possibile...�</p><p>�Fu allora che recitai l�incantesimo: vi profusi tutte le mie capacit�, perch� era una formula proibita, difficile da evocare. Ma dovresti ringraziarmi, Sheireen� ripet�. �Senza il mio intervento non avresti mai impugnato la spada, non avresti mai scoperto la tua forza...�</p><p>�Non � possibile� continuava a ripetere Nihal. �Non � possibile...�</p><p>�S�, Sheireen. Fui io ad aprire la tua mente ai sogni.�</p><p>Nella stanza cal� il gelo. Non si sentiva alcun rumore, se non il debole scroscio della cascata in lontananza. La spada nera tremava nelle mani di Nihal.</p><p>�Sapevo che Soana non avrebbe mai avuto il coraggio di fare di te la vendicatrice di cui avevamo bisogno. Ma se tu avessi saputo, se avessi visto con i tuoi occhi...�</p><p>Il viso di Nihal era terreo. �Ero solo una bambina� disse, scandendo le parole �e tu hai mandato legioni di spiriti a tormentarmi. Ora sono una donna e non c�� stata notte in cui...�</p><p>�Quando avrai portato a termine la tua missione i sogni svaniranno, Sheireen. Ma finch� non avrai fatto quel che devi, i morti ti perseguiteranno. Per sempre.�</p><p>�Maledetta!� url� Nihal. Con un fendente spacc� il tavolo davanti a Reis.</p><p>La vecchia rimase immobile. �La tua forza � nell�odio� disse con un sorriso. �Sono io che ti ho dato quella forza, sono io che ho fatto di te quello che sei.�</p><p>�Io non sono una tua creatura!�</p><p>�Oh, s� che lo sei...� sogghign� Reis.</p><p>Nihal aveva gi� alzato il braccio per colpire, quando sent� il tocco caldo di una mano, una mano che si avvolgeva intorno alla sua.</p><p>Sennar la costrinse a girarsi. �Rinfodera la spada e andiamocene� disse con voce calma. �Adesso.�</p><p>Nihal rimase l�, indecisa, i battiti del cuore che le rimbombavano in testa. Abbass� piano la spada finch� non le pendette inerte lungo il fianco. Quindi si diresse verso la porta della capanna senza una parola. Il medaglione giaceva a terra, tra i pezzi del tavolo fracassato.</p><p>�Sheireen!� la chiam� Reis. �Non puoi voltare le spalle al tuo destino!�</p><p>Prima di uscire, Sennar guard� la vecchia con durezza. �Ti ho appena salvato la vita, Reis. Taci, se non vuoi che cambi idea.�</p><empty-line/><p>Nihal si era raggomitolata su una piccola sporgenza di roccia sotto la casa della vecchia. Sennar si cal� gi� fino a raggiungerla, le si sedette accanto e le sfior� un braccio.</p><p>�Vieni via� le sussurr�, ma non ricevette risposta. Allora si accovacci� e la costrinse a guardarlo. �Qui non c�� niente di quello che cercavi, Nihal.�</p><p>Il volto della ragazza era rigato dalle lacrime. �Quante volte mi sono ripetuta che non potevo vivere solo per vendicarmi, Sennar? Tu lo sai quanto ho lottato... E per cosa?�</p><p>�Ti sbagli� disse Sennar.</p><p>Nihal continu� a guardare davanti a s�, con lo sguardo perso. �Non lo vedi, Sennar? La mia vita � un disegno perfetto. Combatto perch� un giorno i miei genitori mi consacrarono a un dio di cui non conoscevo neppure il nome. Gli incubi mi perseguitano per indurmi a raccogliere otto maledette pietre in giro per il mondo. � gi� tutto scritto, tutto deciso. Sono un�arma nelle mani di qualcuno, non ho il diritto di essere una persona.�</p><p>Sennar la costrinse ad alzarsi e la prese tra le braccia, poi la strinse. �La tua vita � solo tua, Nihal, � questa l�unica cosa che conta. Ora andiamocene e dimentichiamo tutta questa storia.�</p></section><section><title><p>27</p><p>Un esercito di morti.</p></title><p>Sul finire del viaggio di ritorno, Nihal e Sennar notarono che qualcosa non andava. A mano a mano che si avvicinavano a Laodamea, l�aria sembrava sempre pi� carica di elettricit� e i villaggi che sorvolavano erano percorsi da una strana agitazione.</p><p>D�un tratto videro un puntino nero volare loro incontro nell�aria. Nihal temette che potesse essere un nemico e sguain� la spada, ma si accorsero presto che era Ido in groppa a Vesa.</p><p>Lo gnomo fece loro segno di atterrare su una bassa collina.</p><p>�Come mai da queste parti? Vieni a scortarci?� scherz� Sennar, mentre gli andava incontro. Poi vide il viso dello gnomo, serio e tirato.</p><p>�Cosa � successo?� chiese Nihal preoccupata.</p><p>�In vostra assenza le cose sono precipitate. � scattata un�offensiva senza precedenti contro la Terra dell�Acqua: l�esercito del Tiranno sta per raggiungere la barriera eretta dalle ninfe. La battaglia � imminente, Nihal. C�� bisogno di te sul campo.� Ido rimont� in sella. �Seguitemi.�</p><p>La testa di Nihal si svuot� in un istante di tutti i pensieri che l�avevano accompagnata fino a quel momento. Risal� sulla groppa di Oarf e lo incit� a volare il pi� veloce possibile, mentre Sennar si stringeva a lei.</p><empty-line/><p>Ido li condusse al vasto altopiano della Terra dell�Acqua che si affacciava sul confine con quella del Vento. Appena arrivarono, Laio corse incontro a Nihal, pallido e spaventato.</p><p>�Sta succedendo qualcosa... qualcosa di strano...� disse mentre la accompagnava allo schieramento delle sue truppe.</p><p>�Che cosa intendi dire?� chiese lei, affrettando il passo.</p><p>�Io... ho paura di quello che ho visto, Nihal.�</p><p>La ragazza si ferm� a guardarlo negli occhi e per un istante ebbe un oscuro presentimento. Nihal non aveva mai avuto paura in battaglia, ma nell�espressione di Laio c�era qualcosa che la raggel�.</p><p>�Va� nella tenda e non uscire, la situazione � grave� tagli� corto, poi si allontan�.</p><p>Tutti erano al proprio posto. Nihal cerc� con gli occhi Sennar e lo vide accanto a Mavern. Con lui c�era anche Soana. <emphasis> Che cosa sta succedendo, maledizione?</emphasis> Scosse la testa, non era il momento di farsi prendere dalla preoccupazione. Doveva essere lucida e concentrata.</p><p>Si cal� l�elmo sulla fronte e avanz� con Oarf fino alla prima linea. In lontananza, davanti a s�, vide le ninfe intente a erigere la barriera. Erano disposte su pi� file, l�una accanto all�altra, le mani tese verso l�alto. Con stupore, Nihal riconobbe Astrea. Dritta in tutta la sua altezza, la regina pregava per la sua Terra al fianco delle altre ninfe. Era cambiata rispetto alla prima volta che Nihal l�aveva vista. La sua bellezza diafana era quasi opaca, appesantita da un dolore che doveva averla lacerata a lungo.</p><p>Tutto taceva. Di solito i fammin avanzavano levando grida belluine che gelavano il sangue nelle vene. Ma ora niente, solo silenzio. Nihal aveva paura e non sapeva di cosa. Non della morte, quella non l�aveva mai temuta. Una paura pi� profonda, sottile e terribile.</p><p>Poi dalla Terra del Vento comparve il nemico. I combattenti del Tiranno non erano fammin. Sembravano uomini e avanzavano muti, ordinati, quasi con calma. Al posto delle solite armature nere indossavano corazze cineree. Quando videro la barriera non batterono ciglio. Le preghiere delle ninfe aumentarono di volume, il loro canto si fece pi� melodioso.</p><p>Nihal sent� il cuore batterle con forza. Due guerrieri in groppa ad altrettanti draghi apparvero nel cielo plumbeo. Uno aveva una corazza scarlatta e cavalcava un drago nero, simile a quello di Dola. L�altro era grigio e il suo drago mandava bagliori lattescenti.</p><p>Un mormorio percorse le truppe.</p><p>�Pronti all�attacco!� url� il generale.</p><p>Nihal si chin� su Oarf e gli parl� con dolcezza: �Sta� buono, andr� tutto bene�. Anche il drago aveva iniziato ad agitarsi. Le sue ali fremevano, ma non era desiderio di battaglia.</p><p>Le truppe si avvicinarono sempre di pi�, marciavano senza timore verso la barriera. Molti dei fanti sembravano feriti. Sulle loro armature ferrigne spiccavano larghe macchie di sangue rappreso, eppure avanzavano imperterriti. Quando la prima linea fu a un passo dalla barriera, si fermarono.</p><p>Il guerriero sul drago nero si fece avanti, volando a mezz�aria.</p><p>�Oggi � un grande giorno!� url� rivolto all�esercito delle Terre libere. �Un grande giorno davvero! Oggi � il giorno in cui i fratelli si leveranno gli uni contro gli altri, in cui il padre uccider� il figlio. La mano destra lotter� con la sinistra ed entrambe infieriranno sul corpo a cui appartengono. Oggi sarete voi stessi a uccidervi!�</p><p>Il guerriero sguain� una sorta di lancia a tridente: era blu e splendeva di riflessi bui e profondi. L�uomo la brand� verso il cielo e la lancia fu avvolta da una ragnatela di sottili lampi azzurri. �Mio Signore, il tuo servo ti chiede la forza!� grid�, quindi scagli� la lancia sulla barriera.</p><p>Gli occhi di tutto l�esercito la guardarono penetrare la barriera senza difficolt� e infiggersi nel terreno, a poche braccia dalle spalle delle ninfe. Appena tocc� il suolo, la lancia fu avvolta da un globo di luce scura che inizi� a pulsare, a espandersi con un tuono sordo.</p><p>La barriera s�infranse in un�esplosione di lampi verdi. Le ninfe e la loro regina furono spazzate via, poi il globo nero le avvolse e parvero dissolversi in una nube di vapore.</p><p>Un silenzio di orrore cal� tra i soldati. Nulla separava pi� le truppe nemiche dall�esercito delle Terre libere.</p><p>�Che la strage si compia!� url� il guerriero e le sue truppe si lanciarono all�attacco senza emettere un suono.</p><p>Lo scontro ebbe inizio.</p><p>I fanti di prima linea presero a menare fendenti su quei misteriosi soldati grigi, ma quando le spade li trapassavano da parte a parte era come se attraversassero l�aria.</p><p>All�improvviso ogni soldato, ogni fante, ogni guerriero dell�esercito delle Terre libere riconobbe qualcuno tra le file nemiche. Chi vedeva un vecchio compagno d�armi, chi il proprio comandante deceduto in battaglia, chi il fratello ferito a morte. Lo stupore cedette il passo al dubbio, il dubbio divenne certezza e la certezza sfoci� nell�orrore: era un esercito di morti.</p><p>I morti delle proprie file, gli amici di un tempo. Il Tiranno aveva trovato il modo per riportare in vita i caduti di quella guerra infinita.</p><p>Il campo di battaglia echeggi� di grida di terrore e l�esercito delle Terre libere si sparpagli� in una ritirata senza quartiere.</p><p>Nihal si sforzava di dominare il terrore e faceva il possibile per tenere insieme le truppe. Andava avanti e indietro per il campo cavalcando un Oarf recalcitrante, incitava gli uomini, cercava di evitare che si disperdessero. Ma non serviva a nulla. Quello era il momento della rovina: se anche i soldati fossero riusciti a superare l�orrore di dover combattere contro i propri compagni morti, non c�erano armi che potessero uccidere quei nemici.</p><p>Nihal si sent� disperata, impotente.</p><p>�Maledetto!� url�. Poi spron� Oarf a raggiungere il guerriero dall�armatura rossa, ma tra lei e il suo obiettivo si frapponevano schiere e schiere di fantasmi. Un soldato che era stato sotto il suo comando le si par� davanti e la guard� con occhi spenti.</p><empty-line/><p>Nel frattempo, Sennar e Soana avevano lasciato le retrovie e raggiunto il generale.</p><p>�Fate radunare tutti quelli che non hanno ancora iniziato a combattere, generale!� disse il mago sbrigativo. �Forse so come sconfiggerli.�</p><p>Il militare scosse la testa. �No, consigliere. Ho intenzione di ordinare la ritirata. Non voglio altre perdite.�</p><p>Le frecce gli fischiavano intorno, ma Sennar quasi non se ne accorgeva. �Se ci ritiriamo in queste condizioni sar� un massacro. E inoltre non possiamo cedere cos� la Terra dell�Acqua.�</p><p>�Cosa avete in mente?� chiese il generale.</p><p>�Esiste una formula� disse Soana �ma occorre recitarla sulle armi. Ascoltate il consigliere Sennar, generale. Del resto ci occuperemo noi.�</p><p>L�idea l�aveva avuta Sennar. Gli spiriti partecipano dell�essenza del fuoco, per questo solo una magia che avesse a che fare con le fiamme poteva disperderli e ridar pace a quelle anime. Non restava che imporre l�incantesimo alle armi.</p><p>I soldati che non si erano ancora gettati nella mischia furono chiamati a raccolta sull�altopiano da dove avevano aspettato l�attacco. Ido e Nihal atterrarono poco distante, sollevando nuvole di polvere. Smontarono dai draghi e si avvicinarono a grandi passi, per poi mescolarsi alla folla.</p><p>Sennar guard� lo schieramento: fanti, soldati semplici e guerrieri stavano immobili, i visi stravolti, ad ascoltare le urla dei loro compagni. Erano meno della met� dell�intero esercito, ma bisognava tentare. Si arrampic� su uno dei carri che trasportavano le armi, in modo che tutti potessero vederlo, e tese una mano a Soana perch� salisse anche lei.</p><p>�Ascoltatemi!� url�, mentre il rumore della battaglia copriva la sua voce. �Ascoltatemi! Dobbiamo resistere!�</p><p>�Ci stanno massacrando!� grid� qualcuno e molti altri gli fecero eco.</p><p>�Abbiate fiducia in me! Faremo un incantesimo sulle vostre armi!� insistette Sennar. �Dovete soltanto levare in alto le spade!�</p><p>Solo una lama di cristallo nero e una lunga spada sottile svettarono su quella selva di elmi e armature. Nessun altro si mosse.</p><p>Sennar riconobbe la voce di Ido: �I vostri compagni stanno morendo, dannazione! Non c�� tempo! Alzate quelle maledette armi!�. Qualcuno obbed� e a poco a poco l�altopiano fu irto di lame e lance, frecce e scuri.</p><p>Sennar e Soana rivolsero le palme delle mani verso il cielo e iniziarono a recitare una formula. Dai loro polsi usc� un raggio purpureo che si innalz�, per poi ridiscendere in centinaia di rivoli di luce che inondarono ciascuno un�arma.</p><p>Quando le truppe si mossero, Sennar si appoggi� alla sponda del carro, sfinito. Soana scivol� sull�assito.</p><empty-line/><p>Nihal si alz� in volo con Oarf e spron� i suoi uomini. I soldati presero a calare le spade sui nemici. Ora i colpi andavano a segno e i fantasmi si dissolvevano come fumo, ma era comunque terribile. Tra le file degli spettri Nihal riconobbe molti commilitoni e colpirli, dopo aver visto i loro occhi e i loro sguardi, era quasi impossibile. Avanz� ancora, piena di rabbia, finch� non scorse in lontananza la sagoma vermiglia che montava il drago nero. Sarebbe stato lui quello che avrebbe ucciso per primo.</p><p>Prese a inseguirlo senza chiedersi perch� si allontanasse tanto, gli occhi fissi su quell�armatura rossa come il fuoco.</p><p>Il drago nero rallent� la corsa all�improvviso e vir� bruscamente. Oarf si trov� a fronteggiarlo. Nihal era pronta a scagliarsi all�attacco quando vide avanzare un�enorme figura alata, grigia come il soldato che la montava. Nella postura, negli occhi che intravedeva sotto l�elmo, Nihal trov� qualcosa di familiare. Rabbrivid�.</p><p>�Questo � il tuo nemico� le url� il guerriero scarlatto. Subito dopo il suo drago cabr� e punt� verso le nuvole.</p><p>�Aspetta!� grid� lei, mentre si gettava all�inseguimento, ma il soldato grigio le si par� davanti e le fer� un braccio con la spada.</p><p>Nihal si allontan� velocemente e spost� la spada nella mano sinistra. Sopra di lei, il guerriero con l�armatura rossa volteggiava avanti e indietro, osservando la scena.</p><p>Il drago grigio spalanc� le fauci in un ruggito silenzioso e sbatt� lentamente le ali, avvicinandosi ancora. Quando Nihal sollev� la visiera dell�elmo per guardarlo meglio, fu presa da un senso di vertigine.</p><p><emphasis> No. Non � possibile. Gaart � morto. � morto per salvare il suo cavaliere.</emphasis></p><p>�Chi sei?� strill� Nihal al soldato, ma non ebbe risposta. �Chi sei, chi sei?�</p><p>La lama nemica la raggiunse a una gamba. Nihal non sent� il dolore. Era intontita, tremava. <emphasis> Non � lui, non pu� essere lui.</emphasis></p><p>Poi, a un cenno del guerriero scarlatto, il soldato si tolse meccanicamente l�elmo e non ci fu pi� possibilit� di dubbio. I riccioli castani ora erano del colore della cenere, il sorriso spavaldo era sparito dalle labbra per lasciare spazio a una piega inespressiva, ma davanti a lei c�era Fen: il suo maestro, il suo amico, il suo amore.</p><p>Nihal rimase paralizzata.</p><p>Quante volte aveva desiderato rivederlo? Quante volte le era sembrato di risentire la sua risata? Ora era l�. Negli occhi verdi non aveva pi� sguardo, eppure era lui.</p><p>Fen si scagli� contro Nihal e la spada con cui l�aveva allenata tante volte and� a conficcarsi con precisione nella sua spalla.</p><p>Nihal sent� il dolore, il sangue uscire dalla ferita, ma non riusc� a reagire. �Fen� disse con un filo di voce.</p><p>Il volto del cavaliere fantasma rimase indifferente, la bocca muta.</p><p>�Fen... Sono io, Fen...� mormor� Nihal.</p><p>Un nuovo colpo la raggiunse a un fianco e scalf� l�armatura.</p><p>�Hai deciso di morire, Cavaliere?� la schern� il guerriero dall�alto.</p><p>I fendenti si abbattevano sull�armatura di Nihal e lei li riceveva tutti senza un lamento, senza muoversi.</p><p>Poi, d�un tratto, Nihal si rese conto che Oarf la stava portando via.</p><p>Un muro di fiamme li blocc�: il drago nero. �Uccidere o essere uccisi, Cavaliere� url� il guerriero scarlatto.</p><p><emphasis> Colpiscilo, Nihal.</emphasis></p><p>Nihal scosse il capo. �Non posso...�</p><p><emphasis> Tu non vuoi morire.</emphasis></p><p>Una seconda fiammata invest� il petto di Oarf e Nihal sent� rimbombare dentro di s� il grido di dolore del suo drago ferito. Perch�, perch� era costretta ad affrontare quella prova?</p><p>�Nihal! Combatti, maledizione!� La voce di Ido la riport� bruscamente alla realt�.</p><p>Nihal si riscosse. Vide Ido con la spada sguainata e Vesa che si scagliava sul drago nero.</p><p>La rabbia mont� come un�onda. Rabbia e disperazione. Nihal strinse la mano intorno all�elsa e si lanci� urlando contro Fen.</p><empty-line/><p>Lottava con la forza della disperazione, colpiva a caso, cercava di sfuggire lo sguardo gelido dell�uomo che aveva amato.</p><p>�Sono io, Fen� continuava a ripetere, ma Fen attaccava e parava, attaccava e parava, impassibile.</p><p>Non lo fece volontariamente: fu come se la sua mano si fosse mossa da sola, o forse le piacque pensare cos�. La spada di cristallo nero si frappose tra lei e Fen e la punta si conficc� nel ventre del cavaliere, passandolo da parte a parte. Per un istante gli occhi di Nihal incrociarono quelli del fantasma. Non vi videro nulla. Fen svan� a poco a poco e divent� fumo, come la sera in cui il fuoco della pira funebre aveva consumato il suo corpo.</p><empty-line/><p>Le truppe delle Terre libere furono costrette a ritirarsi. Grazie alla magia di Sennar e Soana erano riuscite a contenere le perdite, ma non ad avere la meglio. Alla fine della giornata, l�entit� della disfatta fu chiara: gran parte della steppa meridionale, che congiungeva la Terra del Vento con quella dell�Acqua, era in mano al Tiranno.</p><p>I superstiti della battaglia si rifugiarono a Laodamea. Nella piazza principale fu allestito un ospedale da campo per i feriti e nelle vie contigue venne improvvisato un accampamento. I cittadini della capitale si strinsero intorno ai soldati e collaborarono come potevano: i locandieri usarono i loro locali per organizzare piccole mense, le donne si prodigarono per non far mancare ai militari acqua, legna per scaldarsi e abiti puliti e furono in molti a offrir loro ospitalit�. Galla, il re della Terra dell�Acqua, mise il suo palazzo a disposizione di generali e Cavalieri.</p><p>Il morale dell�esercito era a pezzi, la situazione disperata. La Terra dell�Acqua era assediata dalle truppe nemiche, accampate ad alcune leghe di distanza.</p><p>Se fosse caduta, le Terre libere si sarebbero ridotte a due: quella del Mare e quella del Sole.</p><empty-line/><p>Nihal venne portata al palazzo reale. La ferita alla spalla appariva piuttosto grave, ma soprattutto la ragazza sembrava caduta in stato confusionale. Anche quando fu nella sua stanza, lontana dai lamenti dei feriti e dallo scoramento dei sopravvissuti, continu� a guardarsi intorno con aria assente.</p><p>Laio le teneva la mano e le parlava a bassa voce, cercando di rassicurarla, ma non otteneva da lei alcuna reazione.</p><p>Sennar si avvicin� e lo scost� con dolcezza. �Per prima cosa bisogna occuparsi della ferita� disse. �Nihal?� chiam� Sennar. �Rispondi, Nihal.�</p><p>Ma Nihal non rispose. Sennar le pul� il viso sporco di fuliggine con una pezzuola bagnata. Poi, con l�aiuto di Laio, le tolse la corazza. Quindi esamin� la ferita alla spalla e inizi� a praticarle un incantesimo di guarigione.</p><p>Laio rimase al fianco del suo Cavaliere e ne vegli� il sonno agitato, mentre Sennar pass� il resto della nottata a curare i feriti, aiutato da Ganna e da Soana.</p><p>All�alba, mentre rientravano al palazzo reale, incontrarono Ido.</p><p>�� stata la rovina, Sennar...� disse lo gnomo.</p><p>�Lo so. Ma al momento sembra che l�esercito del Tiranno si sia fermato. Per ora siamo al sicuro.�</p><p>�Non lo saremo per molto� rispose Ido.</p><empty-line/><p>Il giorno seguente l�esercito nemico non avanz� n� arretr� di un passo.</p><p>I vertici militari cercarono di riorganizzare le forze a disposizione, ma la consapevolezza che il Tiranno poteva evocare gli spiriti dei defunti non lasciava alcun margine di speranza nella vittoria.</p><p>Erano in trappola. Certo, i maghi del Consiglio avrebbero potuto unirsi e continuare a imporre incantesimi su tutte le spade. Ma a ogni nuova battaglia il numero dei soldati sarebbe diminuito, andando a ingrossare le forze nemiche. Quanto avrebbero potuto resistere?</p><p>Una seduta speciale del Consiglio, alla presenza di re Galla, venne fissata per quella sera stessa. Tutti i Cavalieri di Drago furono invitati a partecipare.</p><empty-line/><p>Nel palazzo reale regnava il silenzio. Da quando era morta Astrea, i cortigiani quasi non si vedevano e i servitori si aggiravano come ombre. Il dolore di Galla permeava l�intero palazzo.</p><p>Sennar usc� dalla sua stanza e imbocc� il corridoio. Quando si sent� chiamare da una voce afona, sobbalz� e si volt� di scatto.</p><p>Nihal avanzava verso di lui. Aveva una spalla avvolta da una spessa fasciatura bianca ed era pallida come un cencio. Sembrava lei stessa uno spettro.</p><p>�Che cosa ci fai in giro?� disse il mago, mentre le andava incontro.</p><p>�Vengo alla riunione� rispose Nihal.</p><p>�Non puoi. Sei debole, la tua ferita � ancora...�</p><p>�Non ha importanza.�</p><p>Sennar la guard�. Il viso di Nihal era privo di espressione. Nei suoi occhi non si leggevano n� tristezza n� sofferenza. Stava l�, dritta davanti a lui, immobile e fredda come una lapide.</p><p>Le prese una mano tra le sue e la strinse. �So che cosa � successo ieri in battaglia. Un giorno finir�, Nihal.�</p><p>�Non riesco pi� a crederci� mormor� lei.</p><p>�Invece devi, perch� la speranza � tutto quello che abbiamo.�</p><empty-line/><p>La grande stanza ovale era buia come se l�oscurit� fuori dalle mura avesse trovato la via per insinuarsi dentro il palazzo. Un candeliere illuminava fiocamente i volti tesi, provati dalle ferite, spossati dalla stanchezza e dall�inquietudine.</p><p>Nella sala sotterranea erano riuniti gli otto consiglieri, i Cavalieri di Drago, il generale, re Galla e Soana.</p><p>�Le truppe sono esauste e siamo in netta inferiorit� numerica rispetto ai nemici� disse il generale con voce spenta. �I rinforzi dalla Terra del Sole non arriveranno prima di dieci giorni. Non vi mentir�: siamo in una situazione senza via d�uscita.�</p><p>Galla era un uomo giovane e dai lineamenti delicati, con i capelli biondi e gli occhi di un blu cupo. Il suo matrimonio con Astrea era stato il primo misto della regione e aveva inaugurato una nuova era nei rapporti tra gli umani e le ninfe. Rivolse il viso addolorato verso Sennar: �Quando arriver� l�esercito di Zalenia?�. �L�arrivo � previsto per la fine del mese, Maest�. Il viaggio � lungo...�</p><p>Galla scroll� le spalle. Era visibilmente prostrato dalla perdita della compagna e preoccupato per le sorti della sua Terra. �Voglio essere franco con voi, consiglieri: la Terra dell�Acqua non � pi� in grado di offrirvi alcuna protezione. Il nostro non � un popolo pronto alla battaglia. Le ninfe non sono certo in grado di combattere e gli uomini non sono mai stati addestrati alla guerra. Siamo in balia del nemico, temo.�</p><p>�Maest�, generale...� disse Sennar. �Abbiamo fatto l�incantesimo su tutte le armi, ora siamo in grado di ferirli. Certo, � poco, ma � pur sempre qualcosa. Non dobbiamo lasciarci prendere dallo sconforto.�</p><p>Theris, la ninfa che rappresentava la Terra dell�Acqua, prese la parola: �Ci� che dici � coraggioso, Sennar. Ma come possiamo illuderci? Dopo quarant�anni di guerra non abbiamo le forze per contrastare questo nuovo attacco�. Dall�angolo in cui era seduta, Nihal ascoltava. Ascoltava e sapeva che non poteva pi� tentennare. Eppure, anche se voleva alzarsi e parlare, le gambe non le obbedivano.</p><p>�Il Consiglio va preservato a ogni costo, Sennar. E con esso tutti coloro che contrastano il Tiranno� intervenne il consigliere Sate, uno gnomo della Terra del Sole. �Per questo credo che non ci resti che la fuga. La Terra dell�Acqua ormai � perduta.�</p><p>Galla lo guard� con durezza. �Astrea � morta per la salvezza di questa Terra e voi mi proponete di fuggire? No, consigliere. Il mio posto � qui, tra la mia gente. Il mio destino sar� quello della Terra dell�Acqua.�</p><p>�Comprendiamo le vostre ragioni, Maest� disse un Cavaliere �ma la salvezza del Consiglio � fondamentale. � soprattutto grazie al Consiglio che siamo sopravvissuti in questi anni. La sua fine significa la fine delle Terre libere. Sate ha ragione: il Consiglio deve lasciare la regione. L�esercito invece rester� qui, al vostro fianco.�</p><p>�Poniamo che questa sia la decisione giusta� intervenne Ido. �Resta il fatto che l� fuori � pieno di quei maledetti fantasmi.�</p><p>Dagon si alz� in piedi. �Un modo ci sarebbe, Ido. Un rito che � stato usato pochissime volte. Unendo la magia di tutti i consiglieri, � possibile recitare un incantesimo che permette di spostarsi in luoghi lontani.�</p><p>�La mia regina � morta, Dagon� disse Theris. �Io rester� qui. Non posso fare altrimenti.�</p><p>Il rappresentante della Terra del Mare chiese la parola. �Un momento, consiglieri. Va bene, lasciamo pure che il Consiglio si salvi. E poi? Qui non � in gioco solo la salvezza del Consiglio. Questo � un attacco a tutte le Terre libere: se non troviamo un modo per contrastare il Tiranno, saremo comunque inghiottiti dalle tenebre. Qui o ovunque saremo.�</p><p>Nella sala scese il silenzio.</p><p>Nihal fissava la fiamma tremula delle candele. <emphasis> Non c�� altro modo, Nihal, non c�� altra scelta. La strada � gi� tracciata, devi solo percorrerla.</emphasis> Quando si alz� in piedi, sent� gli occhi di tutti puntati addosso. Usc� senza voltarsi indietro.</p><p>Quando varc� la soglia, Nihal venne assalita dal puzzo di marcio e di erbe aromatiche. Debole com�era, l�odore le diede il voltastomaco. Si fece forza e avanz� tra i mazzi di fiori secchi che pendevano dal soffitto, finch� vide la figura curva e infagottata, china su una pergamena.</p><p>La vecchia alz� la testa con un movimento brusco. Un sorriso ambiguo le si dipinse sul volto incartapecorito.</p><p>Nihal la guard� per qualche istante. Poi, con voce ferma, disse:</p><p>�Sono pronta a partire, Reis�.</p></section></section><section><title><p>Personaggi.</p></title><p><strong>Aires:</strong> figlia di Rool.</p><p><strong>Anfitris:</strong> bambina di Zalenia.</p><p><strong>Assa:</strong> capitale della Terra del Fuoco.</p><p><strong>Astrea:</strong> ninfa, regina della Terra dell�Acqua.</p><p><strong>Barod:</strong> amico d�infanzia di Nihal.</p><p><strong>Benares:</strong> pirata, amante di Aires.</p><p><strong>Cob:</strong> ragazzo di Zalenia.</p><p><strong>Daeb:</strong> gnomo, antico re della Terra del Fuoco, nonno di Ido.</p><p><strong>Dagon:</strong> Membro Anziano del Consiglio dei Maghi.</p><p><strong>Deliah:</strong> mago di Zalenia.</p><p><strong>Dodi:</strong> mozzo di bordo della nave di Rool.</p><p><strong>Dola:</strong> gnomo, guerriero dell�esercito del Tiranno, fratello di Ido.</p><p><strong>Eressea:</strong> villaggio di Zalenia nei pressi del gorgo.</p><p><strong>Faraq:</strong> locandiere del villaggio di Sennar, nella Terra del Mare.</p><p><strong>Fen:</strong> Cavaliere di Drago, compagno di Soana, morto in battaglia.</p><p><strong>Flogisto:</strong> mago della Terra del Sole, vecchio maestro di Sennar durante il suo apprendistato per diventare consigliere.</p><p><strong>Gaart:</strong> drago di Fen.</p><p><strong>Galla:</strong> re della Terra dell�Acqua.</p><p><strong>Ganna:</strong> giovane mago nel campo della Terra del Vento.</p><p><strong>Ido:</strong> gnomo, Cavaliere di Drago e maestro di Nihal, fratello di Dola.</p><p><strong>Kala:</strong> sorella di Sennar.</p><p><strong>Laio:</strong> scudiero della Terra della Notte, ex compagno di Accademia di Nihal e suo amico.</p><p><strong>Laodamea:</strong> capitale della Terra dell�Acqua.</p><p><strong>Livon:</strong> padre adottivo di Nihal, fratello di Soana ucciso dai fammin.</p><p><strong>Lophta:</strong> soldato dell�esercito delle Terre libere.</p><p><strong>Makrat:</strong> capitale della Terra del Sole.</p><p><strong>Man:</strong> figlia di Kala e nipote di Sennar.</p><p><strong>Mathon:</strong> soldato dell�esercito delle Terre libere.</p><p><strong>Mauthar:</strong> cacciatore di taglie.</p><p><strong>Mavern:</strong> generale del campo del bosco di Herzli.</p><p><strong>Megisto:</strong> storico e mago, per anni braccio destro del Tiranno.</p><p><strong>Moli:</strong> padre di Ido e Dola, re della Terra del Fuoco.</p><p><strong>Moni:</strong> anziana veggente delle isole Vanerie.</p><p><strong>Nammen:</strong> antico re dei mezzelfi, figlio di Leven, che inaugur� un periodo di pace al termine della guerra dei Duecento Anni.</p><p><strong>Nelgar:</strong> sovrintendente della base della Terra del Sole.</p><p><strong>Nereo:</strong> re di Zalenia, il Mondo Sommerso.</p><p><strong>Nihal:</strong> ragazza guerriero e Consigliere di Drago, ultimo mezzelfo del Mondo Emerso.</p><p><strong>Oarf:</strong> drago di Nihal.</p><p><strong>Ondine:</strong> ragazza di Zalenia.</p><p><strong>Parsel:</strong> Cavaliere di Drago, ex maestro di spada di Nihal all�Accademia.</p><p><strong>Pelamas:</strong> ambasciatore di Zalenia.</p><p><strong>Pelavudd:</strong> mercante di Zalenia.</p><p><strong>Pewar:</strong> generale dei Cavalieri di Drago, padre di Laio.</p><p><strong>Phos:</strong> folletto, capo della comunit� della Foresta.</p><p><strong>Raven:</strong> Supremo Generale dell�Ordine dei Cavalieri di Drago della Terra del Sole.</p><p><strong>Reis:</strong> gnoma, ex membro del Consiglio dei Maghi.</p><p><strong>Ried:</strong> Cavaliere di Drago.</p><p><strong>Rodhan:</strong> mago in forze al Tiranno, ex allievo di Flogisto.</p><p><strong>Rool:</strong> capitano della nave pirata, padre di Aires.</p><p><strong>Sakana:</strong> contea di Zalenia.</p><p><strong>Salazar:</strong> citt�-torre della Terra del Vento.</p><p><strong>Sate:</strong> gnomo, membro del Consiglio dei Maghi, rappresentante della Terra del Sole.</p><p><strong>Seferdi:</strong> capitale della Terra dei Giorni.</p><p><strong>Sennar:</strong> membro del Consiglio dei Maghi, rappresentante della Terra del Vento, migliore amico di Nihal.</p><p><strong>Sheireen:</strong> vero nome di Nihal, significa �la Consacrata�.</p><p><strong>Shevrar:</strong> dio del Fuoco e della Guerra.</p><p><strong>Soana:</strong> maga, ex membro del Consiglio dei Maghi, prima maestra di magia di Sennar, sorella di Livon.</p><p><strong>Sulana:</strong> giovanissima regina della Terra del Sole.</p><p><strong>Theris:</strong> ninfa, membro del Consiglio dei Maghi, rappresentante della Terra dell�Acqua.</p><p><strong>Tiranno:</strong> Aster, giovane consigliere, amante di Reis.</p><p><strong>Vanerie:</strong> isole sulla rotta del Mondo Sommerso.</p><p><strong>Varen:</strong> conte di Zalenia.</p><p><strong>Vesa:</strong> drago di Ido.</p><p><strong>Zalenia:</strong> il Mondo Sommerso.</p><p><strong>Zirea:</strong> capitale di Zalenia.</p></section></body><binary id="cover" 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