<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>sf</genre><author><first-name>Isaac</first-name><last-name>Asimov</last-name></author><book-title>L'orlo della fondazione</book-title><date value="1983-10-01">1983</date><coverpage><image l:href="#cover"/></coverpage><lang>it</lang><src-lang>en</src-lang><translator><first-name>Laura</first-name><last-name>Serra</last-name></translator><sequence name="Fondazione" number="4"/></title-info><src-title-info><genre>sf</genre><author><first-name>Isaac</first-name><last-name>Asimov</last-name></author><book-title>Foundation's Edge</book-title><date value="1982-09-01">1982</date><lang>en</lang></src-title-info><document-info><author><nickname>Cosmopilit</nickname></author><program-used>calibre 2.53.0, FictionBook Editor Release 2.6.6, fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used><date value="2016-06-05">5.6.2016</date><id>31925b55-9717-4e3b-a00d-df4a8846b466</id><version>1.0</version></document-info><publish-info><book-name>Isaac Asimov. l'orlo della Fondazione</book-name><publisher>Mondadori</publisher><city>Milano</city><year>1985</year><sequence name="Urania" number="1000"/></publish-info></description><body><section><title><p>Isaac Asimov</p><p>L�orlo della Fondazione</p></title><p>Il Primo Impero Galattico stava crollando.</p><p>Erano secoli che si stava sgretolando e disfacendo, e solo un uomo si rendeva pienamente conto della cosa. Quell�uomo era Hari Seldon, l�ultimo grande scienziato del Primo Impero. Era stato lui a perfezionare la Psicostoria, ovvero la scienza del comportamento umano espressa in equazioni matematiche.</p><p>Il singolo individuo � imprevedibile, ma le reazioni delle masse, scopr� Seldon, possono essere studiate statisticamente: pi� grandi sono le masse, pi� grande � la precisione che si pu� ottenere nei calcoli. E le masse umane che Seldon prese in considerazione erano quelle di tutti i milioni di mondi abitati della Galassia.</p><p>Le equazioni di Seldon dicevano che, se lasciato a se stesso, l�Impero sarebbe crollato, e che si sarebbero avuti almeno trentamila anni di miseria e sofferenze prima che dalle rovine nascesse un Secondo Impero.</p><p>Tuttavia, se qualcuno fosse riuscito a modificare alcune delle condizioni esistenti, l�Interregno avrebbe potuto essere ridotto a un periodo di appena mille anni.</p><p>Fu per questo motivo che Seldon diede vita a due colonie di scienziati che chiam� Fondazioni. Di proposito le colloc� �ai lati opposti della Galassia�. La Prima Fondazione, il cui fulcro erano le scienze fisiche, nacque alla luce del sole, e l�avvenimento ebbe larga risonanza. Non fu fatta parola invece dell�esistenza della Seconda Fondazione, un mondo di scienziati mentali ed esperti di Psicostoria.</p><p>Nella <emphasis>Trilogia della Fondazione </emphasis>� raccontata la storia dei primi quattro secoli di Interregno. La Prima Fondazione (comunemente nota col semplice nome di Fondazione, dato che quasi nessuno conosceva l�esistenza dell�altra) era all�inizio una piccola comunit� persa tra gli spazi vuoti della Periferia Esterna della Galassia.</p><p>Periodicamente affrontava una crisi, determinata dall�accavallarsi delle variabili relative ai rapporti fra gli uomini e alle correnti sociali ed economiche del momento.</p><p>La sua libert� di azione si dipanava lungo una sola e ben precisa linea che, se seguita, permetteva lo schiudersi di nuovi orizzonti di sviluppo.</p><p>Tutto era stato pianificato da Hari Seldon, morto ormai da tempo.</p><p>La Prima Fondazione, con la sua scienza superiore, conquist� i pianeti barbari che la circondavano. Affront� gli anarcoidi signori della guerra che si erano staccati dall�Impero in decadenza e li sconfisse. Affront� il resto dell�Impero stesso, unito sotto il suo ultimo forte imperatore e sotto il suo ultimo forte generale, e lo sconfisse.</p><p>Pareva che il Piano Seldon procedesse alla perfezione, e che niente potesse impedire la nascita, a tempo debito, del Secondo Impero, dopo un periodo intermedio il meno turbolento possibile.</p><p>Ma la Psicostoria � una scienza statistica. Esiste sempre la possibilit� che qualcosa vada storto, ed effettivamente qualcosa successe, qualcosa che Hari Seldon non avrebbe mai potuto prevedere. Dal nulla apparve un uomo chiamato �il Mulo�.</p><p>Aveva poteri mentali in una Galassia che ne era carente, era in grado di manipolare i sentimenti degli uomini e di condizionare le loro menti in modo che i suoi pi� acerrimi nemici si trasformassero in servitori devoti. Gli eserciti non potevano, non volevano combatterlo. La Prima Fondazione croll�. Il Piano Seldon pareva destinato al fallimento.</p><p>Rimaneva per� la misteriosa Seconda Fondazione, che era stata colta alla sprovvista dall�apparizione improvvisa del Mulo, ma che adesso, lentamente, stava elaborando il contrattacco. La sua miglior arma di difesa era il fatto che nessuno conoscesse la sua ubicazione. Il Mulo la cerc� per completare la sua conquista della Galassia. I componenti della Prima Fondazione, che non si erano arresi al Mulo, la cercarono per chiederle aiuto.</p><p>N� l�uno n� gli altri la trovarono. Il Mulo fu fermato prima dall�azione di una donna, Bayta Darell, e questo diede alla Seconda Fondazione il tempo di organizzare una difesa adeguata e di neutralizzare definitivamente il Mulo. A poco a poco, la Seconda Fondazione si prepar� a rimettere in vigore il Piano Seldon.</p><p>Ma, in un certo senso, era uscita allo scoperto. La Prima Fondazione sapeva dell�esistenza della Seconda, e rifiutava l�idea di un futuro di cui i mentalisti sarebbero stati i supervisori. La Prima Fondazione era superiore in quanto a forza, e la Seconda si trovava in svantaggio non solo per questo, ma anche per il fatto di dover affrontare, oltre al compito di fermare la Prima, il compito di riconquistare il proprio anonimato.</p><p>E questo scopo la Seconda Fondazione lo ottenne sotto la guida di Preem Palver, il suo pi� grande Primo Oratore. Apparentemente fu la Prima Fondazione a vincere, a sconfiggere la Seconda, ad acquistare sempre pi� potere nella Galassia. Ignorava per� che l�altra Fondazione non fosse affatto scomparsa.</p><p>Sono trascorsi ora quattrocentonovantotto anni dalla nascita della Prima Fondazione. Essa � al culmine della sua potenza, ma un uomo si rifiuta di credere alle apparenze...</p></section><section><title><p>Parte prima</p><p>Il consigliere</p></title><section><title><p>1</p></title><p>��Non ci credo, naturalmente�� disse Golan Trevize, contemplando dall�ampia scalinata del Seldon Hall la citt�, che scintillava alla luce del sole.</p><p>Terminus era un pianeta dal clima mite, con un favorevole rapporto acqua-terra.</p><p>L�introduzione del controllo atmosferico l�aveva reso ancora pi� confortevole ma meno interessante, almeno agli occhi di Trevize.</p><p>��Non ci credo minimamente�� ripet�, e sorrise. I suoi denti bianchi e regolari brillarono sulla faccia giovane.</p><p>Il suo compagno e collega consigliere, Munn Li Compor, che aveva adottato il secondo nome Li sfidando la tradizione di Terminus, scosse la testa, visibilmente a disagio.�� In cosa non credi? Nel fatto che abbiamo salvato la citt�? Oh, ci credo, s�.</p><p>Perch� l�abbiamo salvata vero? E Seldon disse che l�avremmo salvata, e che sarebbe stato giusto farlo, e sapeva tutte queste cose gi� allora, cinquecento anni fa.</p><p>Compor abbass� la voce e disse, quasi in un sussurro:�� Senti, con me puoi anche parlare in questo modo, tanto le prendo come semplici chiacchiere, ma se ti esprimi a voce alta in mezzo alla gente sentiranno anche altri, e non ho nessuna voglia di trovarmi vicino a te quando il fulmine colpir�. Non sono cos� sicuro che la sua mira sia precisa.</p><p>Trevize continu� a sorridere, imperturbabile.�� Che male c�� a dire che la citt� sia stata salvata? E che l�abbiamo salvata senza guerre?</p><p>��Non c�era nessuno da combattere�� disse Compor.</p><p>Aveva i capelli biondo chiaro, gli occhi azzurro cielo, e aveva sempre resistito alla tentazione di cambiare quei colori cos� fuori moda.</p><p>��Non hai mai sentito parlare di guerra civile, Compor?�� disse Trevize. Era alto, aveva i capelli neri lievemente ondulati, e l�abitudine di camminare con i pollici infilati nella fusciacca di fibre morbide che indossava sempre.</p><p>��Una guerra civile per decidere quale debba essere la capitale?</p><p>��Il problema � stato abbastanza serio da determinare una Crisi Seldon. La carriera politica di Hannis � stata distrutta. Tu ed io siamo finiti candidati alle ultime elezioni del Consiglio e la questione � rimasta in sospeso�� ed imit� con la mano il lento movimento di una bilancia che si assestasse in posizione di riposo.</p><p>Si ferm� sulle scale, dimentico degli altri componenti il governo, dei media e dei membri del bel mondo vestiti all�ultima moda, che avevano brigato per ottenere l�invito ad assistere al ritorno di Seldon (o, per meglio dire, al ritorno della sua immagine).</p><p>Tutti, scendendo le scale, parlavano, ridevano, esaltavano la perfezione di ogni cosa, si beavano dell�approvazione di Seldon. Trevize rimase fermo e lasci� che la folla sciamasse via.</p><p>Compor, che aveva fatto due passi avanti si arrest�. I due sembravano trattenuti da una fune invisibile.�� Non vieni?�� disse Compor.</p><p>��Non c�� fretta. La riunione del Consiglio non inizier� fino a che il sindaco Branno non avr� illustrato la situazione con i suoi modi risoluti e la sua lentezza da una-sillaba-alla-volta. Non sono affatto ansioso di sorbirmi un altro noiosissimo discorso. Guarda la citt�!</p><p>��La vedo: � uguale a com�era ieri.</p><p>��S�, ma tu l�hai vista cinquecento anni fa, quando fu fondata?</p><p>��Quattrocentonovantotto�� lo corresse istintivamente Compor.�� Fra due anni si celebrer� il mezzo millennio, e il sindaco Branno sar� ancora in carica e lotter� come ora per impedire il verificarsi di improbabili avvenimenti negativi.</p><p>��Speriamo�� disse secco Trevize.�� Ma a cosa assomigliava questo posto cinquecento anni fa, quando fu fondato? Era una citt�, una piccola citt� abitata da un gruppo di uomini che preparavano un�Enciclopedia che non mai finita!</p><p>��Ma s� che fu finita.</p><p>��Tu ti riferisci all�attuale <emphasis>Enciclopedia Galattica</emphasis>. Quella non � l�Enciclopedia alla quale lavoravano loro: questa si trova in un computer e viene corretta quotidianamente. Hai mai dato un�occhiata all�originale incompleto?</p><p>��Intendi quello del Museo Hardin?</p><p>��Il Museo Salvor Hardin delle Origini. Di� il nome completo, per piacere, visto che sei cos� pignolo riguardo alle date. Gli hai dato un�occhiata?</p><p>��No. Dovrei?</p><p>��No, non ne vale la pena. In ogni modo, questi Enciclopedisti formavano il nucleo della citt�, una citt� piccola in un mondo praticamente privo di metalli che girava intorno ad un sole isolato dal resto della Galassia. Un sole ai margini, proprio ai margini estremi. Ed adesso, cinquecento anni dopo, siamo un mondo periferico, un immenso parco, con tutto il metallo che si vuole. Siamo al centro di tutto, ora!</p><p>��Non proprio�� disse Compor.�� Giriamo ancora attorno ad un sole isolato dal resto della Galassia. Siamo sempre ai suoi margini estremi.</p><p>��Ah no, lo dici senza pensare. Sta proprio qui il succo della piccola Crisi Seldon che abbiamo appena attraversato: siamo qualcosa di pi� del singolo pianeta chiamato Terminus. Siamo la Fondazione, che arriva coi suoi tentacoli in tutte le parti della Galassia e la governa pur standone agli estremi confini. Possiamo farlo perch� non siamo isolati, a parte che per la posizione, che per� non conta.</p><p>��E va bene, hai ragione.�� Compor era chiaramente poco interessato, e scese un altro scalino. La corda invisibile tesa fra di loro si allung� un poco.</p><p>Trevize allung� una mano come per indurre il suo compagno a risalire gli scalini.</p><p>��Non afferri il significato, Compor? C�� quest�enorme cambiamento, ma noi non l�accettiamo. Nel nostro cuore siamo rimasti attaccati alla piccola Fondazione, al piccolo mondo dei tempi antichi, i tempi dei ferrei eroi e dei nobili santi che sono scomparsi per sempre.</p><p>��Ma va� l�!</p><p>��Dico sul serio. Guarda Seldon Hall. All�epoca delle prime crisi e di Salvor Hardin era solo la Volta del Tempo, un piccolo auditorio in cui appariva l�immagine olografica di Seldon, nient�altro. Adesso � un mausoleo colossale, ma c�� forse una scala mobile attivata da un campo di forza? Od uno scivolo? Od un ascensore gravitazionale? Macch�, non servirebbero, perch� all�epoca di Salvor Hardin non si parlava di giacimenti di metallo nel pianeta, n� di metallo importato. Abbiamo persino tirato fuori vecchia plastica ingiallita dal tempo quando abbiamo costruito quest�enorme edificio, tutto perch� i visitatori provenienti dagli altri mondi si fermassero a dire: �Per la galassia! Che deliziosa vecchia plastica!� Te lo dico io, Compor, � tutta una messinscena.</p><p>��� a questo allora che non credi? A Seldon Hall?</p><p>��Ed a tutto il suo contenuto�� disse Trevize a bassa voce, convinto.�� Credo proprio che non abbia senso stare nascosti qui ai margini dell�Universo solo perch� lo facevano i nostri antenati: penso che dovremmo stare nel cuore della Galassia, al centro degli avvenimenti.</p><p>��Ma Seldon dice che qui sbagli: il Piano funziona come previsto.</p><p>��Lo so, lo so. E su Terminus si insegna ai bambini fin da piccoli che Hari Seldon elabor� un Piano, previde tutto quanto cinque secoli fa, cre� la Fondazione in modo da poter riconoscere certe crisi, la sua immagine � apparsa olograficamente ad ogni crisi, e ci ha guidato attraverso mille anni di storia, cos� che potessimo fondare senza rischi un secondo e pi� grande Impero Galattico sulle rovine della vecchia struttura decrepita, crollata cinque secoli fa, e disgregatasi completamente due secoli fa.</p><p>��Perch� mi dici tutte queste cose, Golan?</p><p>��Perch� voglio che tu capisca che � una messinscena: � <emphasis>tutta</emphasis> una messinscena.</p><p>Oppure, se anche era una realt� all�inizio, ora non lo � pi�. Non siamo i padroni di noi stessi, non siamo noi che seguiamo il Piano.</p><p>Compor guard� l�altro con occhi scrutatori.�� Hai fatto discorsi di questo tipo altre volte, ma ho sempre pensato che tirassi fuori teorie ridicole per stuzzicarmi.</p><p>Adesso invece, per la Galassia, penso che parli sul serio.</p><p>��Certo che parlo sul serio!</p><p>��Com�� possibile? O hai scelto un modo abbastanza complicato per prenderti gioco di me, o sei pazzo.</p><p>��N� l�una n� l�altra cosa�� disse Trevize, tranquillo, ed infil� i pollici nella fusciacca come se non avesse pi� bisogno di gesticolare per sottolineare le sue convinzioni.�� � vero, ho gi� riflettuto in passato sulla faccenda, ma allora si trattava di semplici intuizioni. Stamattina per�, quella farsa l� dentro mi ha all�improvviso chiarito tutto, e quando sar� il mio turno di parlare intendo esporre francamente le mie opinioni al Consiglio.</p><p>��Sei veramente pazzo!�� disse Compor.</p><p>��Ah s�? Vieni con me e sentirai.</p><p>I due scesero le scale. Erano rimasti gli unici; tutti gli altri se n�erano andati.</p><p>Mentre Trevize precedeva l�amico di qualche passo, Compor mosse in silenzio le labbra rivolto alla schiena dell�altro e disse in silenzio�� Stupido!</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Il sindaco Harla Branno richiam� all�ordine i membri del Consiglio Direttivo.</p><p>Fino a quel momento li aveva guardati senza alcun visibile segno di interesse, tuttavia i presenti sapevano benissimo che aveva notato chi fosse gi� arrivato e chi fosse ancora assente.</p><p>I suoi capelli grigi erano acconciati in modo non particolarmente femminile, ma non imitavano nemmeno il taglio maschile: era la pettinatura della Branno ecco tutto.</p><p>Nel suo viso comune non c�era niente di bello, ma per qualche motivo nessuno, guardandolo, si aspettava che lo fosse.</p><p>Harla Branno era il pi� abile amministratore del pianeta, non le si poteva attribuire, n� in effetti le si attribuiva, l�intelligenza di un Salvor Hardin o di un Hober Mallow, uomini che avevano reso vivi e fecondi i primi due secoli di esistenza della Fondazione, ma non le si poteva neanche rimproverare la sconsideratezza degli Indbur, che per diritto ereditario avevano governato la Fondazione subito prima dell�epoca del Mulo.</p><p>Non era un�oratrice che stimolasse il pubblico e la sua mimica e il suo gestire non erano affascinanti, ma sapeva prendere con calma le sue decisioni e, se era convinta che fossero giuste, sapeva essere coerente fino in fondo. Pur senza possedere alcun visibile carisma riusciva a convincere gli elettori che le sue decisioni fossero effettivamente giuste.</p><p>Poich�, secondo la dottrina di Seldon, il cambiamento storico � in larga misura calcolabile (sempre escludendo l�imprevedibile, un particolare che la maggior parte dei seldonisti dimenticavano, nonostante il deplorevole incidente del Mulo), ne risultava che la Fondazione avrebbe potuto mantenere la capitale su Terminus in qualsiasi situazione. Avrebbe potuto, naturalmente, perch� Seldon appena apparso nelle sue spoglie di simulacro vecchio di cinque secoli, aveva affermato che le probabilit� che la capitale restasse su quel pianeta erano dell�87,2 per cento. Quindi, persino per i seldonisti, c�era il 12,8 per cento di probabilit� che la capitale fosse spostata in un punto pi� vicino al centro della Fondazione, con tutte le spaventose conseguenze che questo, a detta di Seldon, avrebbe comportato. Che tale probabilit� di uno su otto non si fosse verificata, lo si doveva sicuramente al sindaco Branno.</p><p>Era chiaro che Harla Branno non avrebbe mai permesso una cosa del genere. Per lunghi periodi di grande impopolarit� era rimasta nella sua decisione: Terminus era per tradizione la capitale della Fondazione, e lo sarebbe rimasta. I nemici politici della Branno avevano fatto circolare caricature (piuttosto efficaci, bisogna dire) di lei in cui la mascella volitiva era sostituita da un grosso blocco di granito.</p><p>Adesso che Seldon aveva appoggiato il suo punto di vista, il sindaco si sarebbe conquistato (almeno per il momento) un vantaggio politico schiacciante. Si diceva che un anno prima avesse dichiarato che, se Seldon l�avesse appoggiata, avrebbe considerato completamente esaurito il suo compito, e si sarebbe ritirata con il titolo di statista anziano, anzich� affrontare i rischi di ulteriori battaglie politiche.</p><p>Nessuno le aveva creduto, in realt�. Lei, nelle contese politiche, si trovava molto pi� a suo agio di tanti suoi predecessori, ed adesso che l�immagine di Seldon era apparsa e scomparsa, Harla Branno non accennava affatto a ritirarsi.</p><p>Parl� con voce limpida, senza preoccuparsi del proprio accento della Fondazione (un tempo era stata ambasciatrice su Mandress, ma non aveva adottato il vecchio accento imperiale, che era l�ultima moda usare nei discorsi, e che rappresentava il residuo di quella che era stata una spinta quasi imperiale verso le Province Interne).</p><p>Disse:�� La Crisi Seldon � finita, ed una saggia tradizione vuole che non si facciano rappresaglie di sorta, n� con i fatti n� con le parole, contro chi abbia sostenuto l�idea sbagliata. Molte persone oneste hanno creduto di avere buoni motivi per desiderare quello che Seldon non voleva: non ha senso umiliarle a tal punto da costringerle a riacquistare il rispetto di s� solo attraverso la denuncia del Piano stesso.</p><p>� anche tradizione radicata e lodevole che chi � stato dalla parte sbagliata accetti la sconfitta a cuor leggero, senza ulteriori discussioni. Il problema ormai � risolto, in via definitiva, sia per la parte perdente sia per quella vincente.</p><p>Fece una pausa, guarda un attimo in faccia i membri del Consiglio, quindi prosegu�:�� � passato met� del tempo, signori consiglieri; sono passati met� dei mille anni che devono intercorrere tra un Impero e l�altro: � stato un periodo irto di difficolt�, ma abbiamo fatto molta strada. In effetti, siamo gi� quasi un Impero Galattico, e non abbiamo importanti nemici esterni da affrontare.</p><p>�L�Interregno sarebbe durato trentamila anni, se non fosse stato per il Piano Seldon. Dopo trentamila anni di progressiva disgregazione, probabilmente non si sarebbero create le premesse per formare un altro Impero, ci sarebbero stati solo pianeti isolati ed in piena decadenza.</p><p>�Ci� che abbiamo oggi lo dobbiamo a Hari Seldon, ed � sulla sua mente morta da tempo che bisogna fare assegnamento anche per il futuro. D�ora innanzi, consiglieri, il pericolo siamo noi stessi, e d�ora innanzi occorre che non ci sia pi� il minimo dubbio sull�efficacia del Piano. Vogliamo convenire, qui, adesso, con calma e con fermezza, che non debbano pi� esserci dubbi, critiche, condanne ufficiali del Piano?</p><p>Bisogna sostenerlo incondizionatamente: ha dimostrato di funzionare per ben cinque secoli. Rappresenta la sicurezza dell�umanit�, ed abbiamo il dovere di non interferire con esso. Siete tutti d�accordo?</p><p>Si lev� un mormorio sommesso. Il sindaco non alz� nemmeno gli occhi per cercare nei visi il segno dell�approvazione: conosceva tutti i membri del Consiglio, e sapeva come avrebbero reagito. Adesso che lei era nella scia della vittoria, non ci sarebbero state obiezioni. Forse di l� ad un anno, ma non ora. E i problemi dell�anno successivo Harla Branno li avrebbe affrontati l�anno successivo.</p><p>��Salvo che, naturalmente...</p><p>��Controllo del pensiero, sindaco Branno?�� disse Golan Trevize, percorrendo a grandi passi il corridoio e parlando ad alta voce come per controbilanciare il silenzio degli altri. Non si preoccup� nemmeno di sedere nel posto dell�ultima fila che gli spettava in quanto nuovo membro.</p><p>La Branno non alz� gli occhi neanche questa volta. Disse:�� Qual � il vostro punto di vista, consigliere Trevize?</p><p>��Il mio punto di vista � che il governo non pu� impedirci di parlare liberamente.</p><p>Tutti gli individui, e quindi anche i consiglieri, che sono stati eletti proprio per questo, hanno il diritto di discutere gli argomenti politici del momento, e non esiste argomento politico che non coinvolga in qualche modo il Piano Seldon.</p><p>La Branno intrecci� le dita ed alz� gli occhi. Il suo viso era inespressivo.�� Consigliere Trevize�� disse�� siete intervenuto nel dibattito in modo irregolare e cos� facendo avete agito male. Io per� vi ho invitato lo stesso ad esprimere le vostre opinioni, ed ora vi rispondo. Non c�� limite alla libert� di espressione nel contesto del Piano Seldon, � semplicemente il Piano in se stesso che, per la sua stessa natura, ci impone alcuni limiti. Possiamo interpretare gli avvenimenti in tanti modi, prima che l�immagine prenda la decisione finale, ma una volta che Seldon abbia deciso, in Consiglio non si pu� pi� discutere la sua scelta.</p><p>�N� si pu� in anticipo fare un ragionamento di questo genere: se Hari Seldon dovesse deliberare la tal cosa, avrebbe torto.</p><p>��Se per� uno onestamente la pensasse cos�, signor sindaco?</p><p>��Potrebbe dirlo, purch� come cittadino privato intenda discutere un argomento in un contesto privato.</p><p>��Intendete dire allora che i limiti che invocate alla libert� di espressione siano da applicarsi solo ed esclusivamente ai funzionari di governo?</p><p>��Proprio cos�. Non � un principio nuovo, nelle leggi della Fondazione. � stato applicato in precedenza da sindaci di tutti i partiti: un�opinione personale espressa in privato non significa nulla. La stessa opinione espressa ufficialmente ha tutt�altro valore, e pu� diventare pericolosa. Adesso che abbiamo percorso tanta strada, sarebbe sciocco correre rischi inutili.</p><p>��Signor sindaco, mi sia consentito osservare che questo vostro principio � stato applicato rare volte e non sistematicamente a provvedimenti specifici del Consiglio, e mai a qualcosa di cos� vasto ed indefinibile come il Piano Seldon.</p><p>��Il Piano Seldon va assolutamente protetto, perch� sono proprio i dubbi su di esso che possono esserci fatali.</p><p>��Non avete mai pensato, sindaco Branno...�� Trevize si gir� verso i consiglieri seduti che sembravano trattenere tutti quanti il fiato, come in attesa dell�esito di un duello.�� Non avete mai pensato, signori consiglieri, che ci sia pi� di una ragione per credere che non esista alcun Piano Seldon?</p><p>��Oggi abbiamo avuto tutti modo di vedere che funzioni alla perfezione�� disse Harla Branno, contrapponendo al tono oratorio di Trevize un tono pi� che mai neutro.</p><p>��Signori consiglieri, � proprio dal suo funzionamento perfetto che si deduce che il Piano Seldon, cos� come ci � stato sempre presentato, non possa esistere.</p><p>��Consigliere Trevize, il vostro intervento � fuori regola, e non potete continuare il discorso da queste premesse.</p><p>��Ho il privilegio concessomi dalla mia carica, sindaco.</p><p>��Quel privilegio vi � stato ritirato, consigliere.</p><p>��Non potete farlo. Le vostre affermazioni a proposito della libert� di espressione non possono avere in se stesse qualit� di legge: non c�� stata alcuna votazione formale in Consiglio, sindaco Branno, ed anche se ci fosse stata, avrei il diritto di contestarne la legittimit�.</p><p>��Consigliere Trevize, il fatto che vi sia stato ritirato il privilegio non ha nulla a che vedere con le mie affermazioni sul Piano Seldon.</p><p>��A che cosa � dovuto allora?</p><p>��Siete accusato di tradimento, consigliere. Desidero, per rispetto al Consiglio, non farvi arrestare dentro questa sala, ma alla porta ci sono agenti della sicurezza incaricati di prendervi in custodia: vi chiedo ora di uscire di qui senza opporre resistenza. Se farete una qualsiasi mossa sospetta scatter� naturalmente l�allarme, e gli uomini della sicurezza entreranno in questa sala: confido che non ci renderete le cose difficili.</p><p>Trevize aggrott� la fronte: il silenzio intorno era assoluto. (Che tutti, a parte lui e Compor, avessero previsto quell�epilogo?) Si volt� a guardare l�uscita: non vide niente, ma era sicuro che il sindaco non stesse bluffando.</p><p>Balbett� per la rabbia.�� Io rap-rappresento un collegio elettorale importante, sindaco Branno...</p><p>��Certo, un collegio di cui avete deluso le speranze.</p><p>��Sulla base di quali prove mi rivolgete quest�accusa insensata?</p><p>��Le prove verranno fuori a tempo debito, ma state sicuro che disponiamo di tutti gli elementi necessari. Siete un giovane assai avventato, avreste dovuto capire che anche un amico pu� non essere disposto a seguirvi lungo la strada del tradimento.</p><p>Trevize si gir� di scatto ed incontr� lo sguardo di Compor: si fissarono con espressione dura.</p><p>Il sindaco Branno disse, calma:�� Siete tutti testimoni del fatto che dopo il mio intervento il consigliere Trevize si sia voltato a guardare il consigliere Compor.</p><p>Volete andarvene adesso, consigliere, od intendete farci assistere alla scena poco dignitosa di un vostro arresto nella Sala del Consiglio?</p><p>Golan Trevize gir� le spalle, sal� i gradini e quando fu alla porta fu preso in custodia da due uomini in uniforme, armati di tutto punto.</p><p>Harla Branno, seguendolo impassibile con gli occhi, mormor� schiudendo appena le labbra:�� Stupido!</p></section><section><title><p>3</p></title><p>Liono Kodell era Capo della Sicurezza da quando Harla Branno occupava la poltrona di sindaco. Gli piaceva dire �non era un lavoro particolarmente faticoso�, ma era naturalmente impossibile sapere se mentisse o meno.</p><p>Non sembrava un bugiardo, ma questo non provava niente. Aveva un�aria tranquilla e benevola, il che probabilmente era utile per il suo lavoro. Un po� pi� basso della media, un po� pi� grasso della media, aveva folti baffi (molto insoliti per un cittadino di Terminus) ormai pi� bianchi che grigi, occhi castani, ed una striscia colorata che gli attraversava il taschino della divisa marrone.</p><p>��Sedetevi, Trevize�� disse.�� Cerchiamo se possibile di avviare un colloquio amichevole.</p><p>��Amichevole? Con un traditore?�� Trevize infil� entrambi i pollici nella fusciacca e rimase in piedi.</p><p>��Con uno �accusato� di essere un traditore: l�accusa, anche se formulata dal sindaco, non � ancora una condanna, e spero che non lo sar� mai. Io, nei limiti delle mie possibilit�, cercher� di farvi prosciogliere. Preferirei di gran lunga assolvere questo compito adesso, finch� non sono ancora stati fatti danni, se non forse al vostro orgoglio, che essere costretto ad arrivare ad un processo pubblico. Spero che siate d�accordo con me.</p><p>Trevize non si ammorbid�.�� Non facciamo salamelecchi�� disse.�� Voi avete il compito di tartassarmi come se fossi veramente un traditore. Non lo sono, e mi sento offeso dal fatto di doverlo dimostrare per far piacere a voi. Perch� non dimostrate voi di essere un cittadino leale per far piacere a me?</p><p>��In linea di principio, non avrei obiezioni. Purtroppo, per�, io dispongo di un certo potere, voi di nessuno. � per questo che tocca a me, non a voi fare domande.</p><p>Quanto al vostro discorso, se per caso su di me si addensassero sospetti di slealt� o di tradimento, verrei interrogato da una persona che mi tratterebbe, spero, non peggio di come io intendo trattare voi.</p><p>��E come intendete trattarmi?</p><p>��Come un essere umano uguale a me, un amico. Sempre che accettiate di serbare verso di me lo stesso atteggiamento.</p><p>��Posso offrirvi un drink?�� disse Trevize, sarcastico.</p><p>��Pi� tardi, magari. Adesso vi prego di sedervi: ve lo chiedo da amico.</p><p>Trevize esit�, poi si sedette. D�un tratto gli sembr� inutile continuare con le provocazioni.�� Allora?�� disse.</p><p>��Allora, vi chiederei di rispondere alle mie domande con sincerit� e precisione, senza sotterfugi.</p><p>��E se non lo facessi? Che minaccia c�� dietro questo discorso? Una sonda psichica?</p><p>��Spero proprio di no.</p><p>��Lo spero anch�io. Sarebbe grave, la sonda psichica usata per un consigliere. In ogni modo rivelerebbe che non sono un traditore, e quando fossi prosciolto chiederei la vostra testa, e probabilmente anche quella del sindaco: forse varrebbe quasi la pena farsi sondare.</p><p>Kodell aggrott� la fronte e scosse appena la testa.�� Ah no, no sicuro: c�� troppo pericolo di causare danni al cervello. A volte la guarigione � lenta, ed il gioco non varrebbe proprio la candela. Sapete, a volte quando si ricorre alla sonda � perch� si � esasperati...</p><p>��� una minaccia, Kodell?</p><p>��Una constatazione di fatto, Trevize. Non fraintendetemi, consigliere: se dovr� usare la sonda la user�, ed anche se foste innocente non avreste modo di sottrarvi all�esame.</p><p>��Che cosa volete sapere?</p><p>Kodell premette un bottone sulla scrivania davanti a s� e disse:�� Quello che vi chieder� e quello che mi risponderete sar� registrato. La registrazione sar� sonora e visiva. Non dovete fare affermazioni non pertinenti, limitatevi a rispondere alle domande. Capirete perch�, spero.</p><p>��Capisco che registrerete solo quello che garber� a voi�� disse Trevize con disprezzo.</p><p>��Esatto, ma vi prego di nuovo di non fraintendermi. Non distorcer� in alcun modo quanto direte, semplicemente user� certo materiale e non altro. Ma sapendo quale sia il materiale che non user�, voi cercherete naturalmente di non far perdere tempo n� a me, n� a voi stesso.</p><p>��Vedremo.</p><p>��Abbiamo ragione di credere, consigliere Trevize�� disse Kodell con un tono formale da cui si deduceva che la registrazione fosse cominciata�� che in pi� di un�occasione abbiate affermato apertamente di ritenere inesistente il Piano Seldon.</p><p>Trevize disse lentamente:�� Se l�ho detto cos� apertamente come dite, ed in pi� di un�occasione, che altre conferme vi occorrono?</p><p>��Non perdiamo tempo in cavilli, consigliere. Sapete certo che cosa voglio da voi: una franca ammissione resa con la vostra voce e le vostre impronte vocali, dalla quale risulti che al momento in cui la facevate eravate nel pieno possesso delle vostre facolt�.</p><p>��Gi�, perch� l�uso di sostanze chimiche, di ipnosi o altro altererebbe le impronte vocali, vero?</p><p>��S�, decisamente.</p><p>��E siete ansioso di dimostrare che non vi siate servito di metodi illegali per interrogare un consigliere: non posso biasimarvi.</p><p>��Sono lieto che non mi biasimiate, consigliere. Allora continuiamo. Avete affermato apertamente, ed in pi� di un�occasione, di non credere nell�esistenza del Piano Seldon. Lo ammettete?</p><p>Lentamente, scegliendo le parole, Trevize disse:�� Credo che quello che chiamiamo Piano Seldon non abbia il significato che solitamente gli si attribuisce.</p><p>��Una dichiarazione vaga: vi spiace spiegarvi meglio?</p><p>��A mio avviso, l�idea generalmente accettata che cinque secoli fa Hari Seldon, grazie alla scienza matematica della Psicostoria, abbia calcolato fino all�ultimo dettaglio lo sviluppo degli avvenimenti umani e ci abbia indotto a seguire un percorso che dovrebbe portarci dal Primo Impero Galattico al Secondo Impero Galattico lungo la linea della massima probabilit�, � ingenua. Non ha senso.</p><p>��Intendete dire che, secondo voi, Hari Seldon non sia mai esistito?</p><p>��No, assolutamente: � esistito, eccome.</p><p>��Allora che non abbia mai elaborato la scienza della Psicostoria?</p><p>��No, non mi sogno nemmeno di pensare una cosa del genere. Vedete, direttore, avrei spiegato le mie idee al Consiglio, se mi fosse stato permesso di farlo, ed adesso le spiego a voi. Che quello che sto per dirvi sia vero � talmente evidente...</p><p>Il Capo della Sicurezza spense il registratore con gesto pacato ma evidente.</p><p>Trevize s�interruppe e corrug� la fronte.�� Perch� l�avete fatto?�� disse.</p><p>��Mi fate perdere tempo, consigliere: non vi ho chiesto un�orazione.</p><p>��Mi avete chiesto di spiegare il mio punto di vista, no?</p><p>��No, affatto. Vi ho chiesto di rispondere ad alcune domande con semplicit�, chiarezza e franchezza. Rispondete soltanto alle domande e non aggiungete niente che non vi sia stato richiesto. Comportatevi cos�, e la nostra conversazione non andr� per le lunghe.</p><p>��Insomma, cercate di strapparmi dichiarazioni che suffraghino quella che � la versione ufficiale dei fatti?</p><p>��Vi chiedo unicamente di fare dichiarazioni veritiere, e vi assicuro che ci guarderemo bene dal distorcerle. Allora, proviamo di nuovo? Stavamo parlando di Hari Seldon.�� Il registratore torn� in funzione e Kodell ripet� calmo:�� ... che non ha mai elaborato la scienza della Psicostoria?</p><p>��No, naturalmente: Seldon elabor� la scienza che chiamiamo Psicostoria�� disse Trevize, che senza nascondere il proprio fastidio fece un gesto di insofferenza.</p><p>��E voi come la definireste questa scienza?</p><p>��Per la Galassia, di solito � definita quella branca della matematica che studia le reazioni generali di vasti gruppi di esseri umani a stimoli determinati in circostanze determinate. In altre parole, dovrebbe prevedere i cambiamenti storici e sociali.</p><p>��Avete detto �dovrebbe�. Per contestare la validit� della Psicostoria avete una cultura matematica alle spalle?</p><p>��No�� disse Trevize.�� Non sono uno psicostorico, ma non sono psicostorici nemmeno i membri del governo della Fondazione, n� lo sono i cittadini di Terminus, n�...</p><p>Kodell alz� una mano.�� Vi prego, consigliere!�� disse con voce calma, e Trevize tacque.</p><p>Kodell continu�:�� Avete qualche motivo per immaginare che Hari Seldon non abbia compiuto le analisi necessarie a riunire il pi� efficacemente possibile i fattori di massima probabilit� e minima durata nel percorso che conduce, tramite la Fondazione, dal Primo al Secondo Impero?</p><p>��Io non c�ero�� disse Trevize ironico.�� Come posso sapere se comp� quelle analisi?</p><p>��Ed avete avuto modo di sapere che non le abbia compiute?</p><p>��No.</p><p>��Negate forse che l�immagine olografica di Hari Seldon, apparsa nel corso delle varie crisi storiche di questi cinque secoli, sia una riproduzione di Hari Seldon in persona effettuata nell�ultimo anno della sua vita, poco prima della nascita della Fondazione?</p><p>��Immagino di non poterlo negare.</p><p>��Immaginate. Vorreste forse sostenere che si tratti di una frode, di un imbroglio ideato in passato da qualcuno con qualche scopo?</p><p>Trevize sospir�.�� No, non sostengo questo.</p><p>��Secondo voi i messaggi di Hari Seldon sono manipolati da qualcuno?</p><p>��No. Non ho motivo di pensare che una simile manipolazione sia possibile, n� che sia utile.</p><p>��Capisco. Voi avete assistito alla recentissima apparizione dell�immagine di Seldon. Vi � parso che la sua analisi, compiuta cinquecento anni fa, non si adattasse affatto alle condizioni reali del momento?</p><p>��Al contrario�� disse Trevize, improvvisamente allegro.�� Si adattava alla perfezione.</p><p>Kodell parve non notare l�allegria dell�altro.�� Eppure, consigliere, dopo avere visto l�immagine di Seldon continuate ad affermare che il Piano Seldon non esista.</p><p>��Certamente. Affermo che non esista proprio perch� l�analisi si adattava alla perfezione...</p><p>Kodell spense il registratore.�� Consigliere�� disse, scuotendo la testa�� mi costringete a cancellare. Vi chiedo se il vostro strano convincimento sia rimasto immutato e voi vi mettete a spiegarmi i motivi. Ripeto: dopo avere visto l�immagine di Seldon, continuate ad affermare che il Piano Seldon non esista, vero?</p><p>��Come potete sapere una cosa del genere? Nessuno ha avuto modo di parlare col mio amico-spia, Compor, dopo l�apparizione di Seldon.</p><p>��Diciamo che sia stata un�intuizione. E diciamo che alla mia domanda abbia gi� risposto. S�, certo. Se vorrete ripetere queste due parole senza aggiungere altri dati superflui, potremo proseguire.</p><p>��S�, certo�� disse Trevize, ironico.</p><p>��Bene�� disse Kodell�� sceglier� il �S�, certo� che suoner� pi� naturale.</p><p>Grazie, consigliere.�� Il registratore venne spento ancora una volta.</p><p>��Abbiamo finito?�� disse Trevize.</p><p>��Per quello che mi serve, s�.</p><p>��� chiarissimo quello che vi serve: una fila di domande e risposte da presentare a Terminus ed alla Federazione della Fondazione per dimostrare che accetto senza riserve la leggenda del Piano Seldon. Cos�, se in un domani smentissi quella serie di risposte, passerei per un tipo bizzarro od addirittura pazzo.</p><p>��O anche colpevole di tradimento, agli occhi di una moltitudine eccitata che considera il Piano essenziale per la sicurezza della Fondazione. Forse non sar� necessario dare pubblicit� a questa faccenda, se riusciremo ad arrivare a un qualche accordo, ma se ci saremo costretti, faremo in modo che la Federazione venga a sapere tutto.</p><p>Trevize aggrott� la fronte.�� Siete davvero cos� stupido, signore, da non essere minimamente interessato a quanto avrei da dire?</p><p>��Come essere umano sono molto interessato, e se si presenter� l�occasione vi ascolter� con curiosit� e scetticismo. Come Capo della Sicurezza, per�, al momento ho esattamente quello che mi serve.</p><p>��Spero che vi rendiate conto che questo comportamento non giover� n� a voi n� al sindaco.</p><p>��Sapete, � strano, ma non sono affatto della vostra opinione. Ora vi prego di andarvene. Scortato, s�intende.</p><p>��Dove mi porteranno?</p><p>Kodell non rispose alla domanda: si limit� a sorridere.</p><p>��Arrivederci, consigliere. Non vi siete rivelato troppo disposto a collaborare, ma sarebbe stato poco realistico aspettarsi il contrario.</p><p>Tese la mano.</p><p>Trevize, ora in piedi, non gliela strinse. Aggiust� le grinze che aveva fatto la fusciacca e disse:�� In questo modo non fate che rinviare l�inevitabile. Altri la penseranno come me gi� adesso, e se non adesso la penseranno cos� prima o poi. Se mi metterete in prigione o mi ucciderete, la gente comincer� a porsi delle domande, ed alla fine i dubbi che ho io verranno anche ad altri. Un giorno la verit� e io vinceremo.</p><p>Kodell ritir� la mano e scosse lentamente la testa.�� Eh s�, Trevize�� disse.�� Siete proprio uno stupido<a l:href="#n_1" type="note">[1]</a>.</p></section><section><title><p>4</p></title><p>Fu solo dopo la mezzanotte che due guardie prelevarono Trevize dalla stanza dove era stato portato, al quartier generale della Sicurezza. Si trattava di una stanza con tutti i comfort, ma era pur sempre chiusa a chiave: comunque la si volesse chiamare, restava una cella.</p><p>Per pi� di quattro ore Trevize, camminando su e gi� per la camera quasi senza posa, ebbe modo di riflettere amaramente sul proprio comportamento sbagliato.</p><p>Perch� si era fidato di Compor?</p><p>Perch� non avrebbe dovuto? Gli era parso cos� pronto a lasciarsi convincere. No, non era vero neanche questo. Gli era sembrato cos� stupido, cos� facilmente influenzabile, cos� privo di idee ed opinioni proprie, che non aveva visto l�ora di usarlo come comoda cassa di risonanza per i suoi discorsi. Compor l�aveva aiutato a migliorare ed affinare le sue teorie. Gli era stato utile, e Trevize si era fidato di lui semplicemente perch� gli era riuscito comodo fidarsi di lui. Ma ormai era inutile rimproverarsi di non aver capito che Compor potesse essere un traditore. Trevize avrebbe dovuto dar retta al detto che consigliava di non fidarsi di nessuno.</p><p>Ma si pu� passare tutta la vita a non fidarsi mai di nessuno? � chiaro che si debba, pens� Trevize.</p><p>E chi avrebbe pensato che la Branno avrebbe avuto l�audacia di scacciare un consigliere dalla Sala del Consiglio, senza che nessuno intervenisse in suo favore?</p><p>Anche se indubbiamente lo disapprovavano dal pi� profondo del cuore, anche se sarebbero stati pronti a scommettere tutto il loro sangue sul fatto che la Branno avesse ragione, ugualmente avrebbero dovuto, per principio, opporsi alla violazione del privilegio di consigliere che era stata compiuta nei suoi confronti. Branno la Bronzea era chiamata, e certo agiva con rigidit� metallica.</p><p>A meno che lei stessa non si trovasse sotto il controllo di altri. No, di quel passo si arrivava alla paranoia! Eppure... Trevize sentiva che ormai i suoi ragionamenti seguivano un circolo vizioso, dal quale non erano ancora usciti quando arrivarono le guardie.</p><p>��Dovete venire con noi, consigliere�� disse l�ufficiale di grado pi� alto, con aria grave ed impassibile. Dalle mostrine si vedeva che era un tenente. Aveva una piccola cicatrice sulla guancia destra ed appariva stanco, come se facesse quel lavoro da troppo tempo e con poca soddisfazione, il che poteva anche essere per dei militari, visto che la pace durava da pi� di un secolo.</p><p>Trevize non si mosse.�� Il vostro nome, tenente.</p><p>��Tenente Evander Sopellor, consigliere.</p><p>��Vi renderete conto di stare violando la legge, immagino, tenente Sopellor: non potete arrestare un consigliere.</p><p>��Abbiamo ricevuto ordini diretti dall�alto, signore�� disse il tenente.</p><p>��Non importa. Nessuno vi pu� ordinare di arrestare un consigliere. Spero capiate che questo pu� portarvi davanti alla corte marziale.</p><p>��Non vi stiamo affatto arrestando, consigliere�� disse il tenente.</p><p>��Allora non ho l�obbligo di venire con voi, vi pare?</p><p>��Abbiamo ricevuto l�ordine di scortarvi a casa vostra.</p><p>��Conosco la strada.</p><p>��E di proteggervi durante il tragitto.</p><p>��Proteggermi da che? O da chi?</p><p>��Nel caso in cui si radunasse una folla.</p><p>��A mezzanotte?</p><p>��� proprio per questo che abbiamo aspettato la mezzanotte, signore. Ed adesso, signore, siamo costretti a chiedervi di venire con noi, se volete essere protetto. Mi sia permesso dire, non come minaccia ma unicamente per informarvi, che siamo autorizzati, se necessario, ad usare la forza.</p><p>Trevize not� le fruste neuroniche delle due guardie. Si alz� cercando di assumere un atteggiamento il pi� possibile dignitoso.�� A casa mia, allora. E magari scoprir� che intendete invece portarmi in prigione.</p><p>��Non abbiamo ricevuto l�ordine di mentirvi, signore�� disse il tenente con una nota d�orgoglio nella voce. Trevize cap� che Sopellor era un uomo serio che credeva nel proprio mestiere, e che prima di mentire avrebbe dovuto ricevere ordini precisi in merito. Inoltre, ove fosse stato costretto a farlo, l�espressione ed il tono della voce l�avrebbero sicuramente tradito.</p><p>��Vi chiedo scusa, tenente�� disse Trevize.�� Non intendevo mettere in dubbio la vostra parola.</p><p>Fuori li attendeva una macchina di superficie. La strada era deserta, non c�era anima viva, meno che mai una folla. Ma il tenente era stato sincero: non aveva detto che c�era una folla malintenzionata ad attendere Trevize. Aveva detto semplicemente �nel caso si radunasse una folla�.</p><p>Sopellor, prudentemente, fece camminare Trevize fra lui stesso e la macchina, in modo che non potesse fare scarti improvvisi e fuggire. Poi entr� in macchina dopo di lui e gli si sedette accanto nel sedile posteriore.</p><p>La macchina part�.</p><p>Trevize disse:�� Una volta a casa, immagino che potr� occuparmi liberamente dei miei affari, no? Che potr� uscire, per esempio, se lo vorr�.</p><p>��Non abbiamo l�ordine di interferire nelle vostre cose, consigliere, salvo che nei casi in cui entri in gioco la vostra sicurezza.</p><p>��E questo che cosa significa?</p><p>��Che una volta arrivato a casa non potrete andarvene di l�. Le strade non sono sicure per voi, ed io sono responsabile della vostra incolumit�.</p><p>��Intendete dire che sono agli arresti domiciliari?</p><p>��Non sono un avvocato, non so cosa significhi, consigliere.</p><p>Guardava fisso davanti a s�, ma teneva un gomito a contatto del fianco di Trevize: se Trevize si fosse mosso, anche minimamente, Sopellor se ne sarebbe accorto.</p><p>La macchina si ferm� davanti alla casetta di Trevize, nel quartiere di Flexner. In quel periodo Trevize non viveva con nessuno: Flavella si era stancata della vita sregolata che i membri del Consiglio erano costretti a fare, e se n�era andata. Non ci sarebbe stato nessuno ad attenderlo, dentro.</p><p>��Esco?�� chiese.</p><p>��Esco prima io, consigliere�� disse il tenente.�� Vi scorteremo in casa.</p><p>��Per la mia sicurezza?</p><p>��Sissignore.</p><p>Sulla porta di casa c�erano due guardie in attesa. Dentro brillava un fioco lume da notte, i cui raggi non filtravano dalle finestre opache.</p><p>Per un attimo Trevize s�indign� per quell�intrusione, poi in cuor suo scroll� le spalle: se i consiglieri non erano in grado di proteggerlo nella Sala stessa del Consiglio, non c�era motivo di pensare che la sua casa fosse un castello inespugnabile.</p><p>��In quanti siete, qua dentro?�� disse.�� Un reggimento?</p><p>��No, consigliere�� disse una voce dura e ferma, dall�interno della casa.�� Oltre a quelle che gi� vedete c�� solo un�altra persona, e io vi sto aspettando da un pezzo.</p><p>Harla Branno, sindaco di Terminus, era in piedi sulla porta del soggiorno.�� � ora che facciamo una chiacchierata noi due, non credete?</p><p>Trevize la guard� fisso.�� Tante storie solo per...</p><p>��Zitto, consigliere�� lo interruppe la Branno, a voce bassa ma con tono di comando.�� E voi quattro, fuori. Fuori! Andr� tutto bene, qui dentro.</p><p>Le quattro guardie fecero il saluto militare e girarono sui tacchi. Trevize ed Harla Branno rimasero soli.</p></section></section><section><title><p>Parte seconda</p><p>Il sindaco</p></title><section><title><p>1</p></title><p>Harla Branno aveva aspettato un�ora, immersa in pensieri cupi. Tecnicamente parlando, era colpevole di avere fatto irruzione in quella casa. Di pi�, era andata contro i princ�pi della costituzione violando i diritti di un consigliere: secondo le leggi severe che vincolavano i sindaci dall�epoca di Indbur III e del Mulo, quasi due secoli prima, era incriminabile.</p><p>In quella particolare giornata, per�, le era concesso tutto. Ma anche quel giorno sarebbe passato, e lei si senti a disagio, al pensiero.</p><p>I primi due secoli erano stati l�Et� d�Oro della Fondazione, l�Era Eroica; per lo meno visti in retrospettiva da coloro che non avevano avuto la sventura di vivere in un�epoca tanto infida. Salvor Hardin e Hober Mallow ne erano stati i due grandi eroi, idolatrati al punto da poter rivaleggiare con lo stesso incomparabile Hari Seldon. I tre formavano la triade su cui poggiava tutta la leggenda della Fondazione (ed anche la sua storia).</p><p>A quei tempi, per�, la Fondazione era costituita da un unico mondo insignificante che aveva un tenue legame con i Quattro Regni e che si rendeva conto solo vagamente di quanto il Piano Seldon lo proteggesse e lo difendesse dal resto del potente Impero Galattico.</p><p>E pi� la Fondazione era diventata importante come forza politica e commerciale, meno carismatici erano diventati i suoi governanti e i suoi condottieri. Lathan Devers era stato pressoch� dimenticato: se ancora qualcuno lo ricordava era pi� per via della sua tragica morte nelle miniere degli schiavi che per la sua lotta, inutile ma vittoriosa, contro Bel Riose.</p><p>Quanto a Bel Riose, il pi� nobile fra gli avversari della Fondazione, anche lui era stato praticamente dimenticato, eclissato dal Mulo, l�unico che fosse riuscito a mandare all�aria il Piano Seldon ed a sconfiggere e governare la nazione: il Mulo era il Grande Nemico, ed in verit� l�ultimo dei Grandi.</p><p>Pochi in fondo ricordavano che il Mulo fosse stato sconfitto in pratica da una sola persona, una donna, Bayta Darell, e che lei l�avesse vinto senza l�aiuto di nessuno, senza nemmeno l�aiuto del Piano Seldon. E sempre pochi ricordavano che suo figlio Toran e sua nipote Arkady Darell avessero sconfitto la Seconda Fondazione e conferito la vittoria definitiva alla Prima Fondazione.</p><p>Quei vincitori dell�epoca recente non erano pi� figure eroiche. I parametri moderni erano cos� vasti, che diventava inevitabile che anche gli eroi fossero ridotti a comuni mortali. Per di pi�, la biografia che Arkady aveva scritto di sua nonna riduceva Bayta da eroina a personaggio romanzesco.</p><p>Da allora non c�erano pi� stati eroi, e nemmeno personaggi romanzeschi. La guerra kalganiana, un conflitto non grave, era stato l�ultimo episodio di violenza scoppiato nella Fondazione, seguito da quasi due secoli di pace.</p><p>Da centoventi anni non si registrava il bench� minimo incidente.</p><p>La pace era un fatto positivo, fruttuoso, Harla Branno non intendeva certo negarlo.</p><p>La Fondazione non aveva creato un Secondo Impero Galattico, dato che aveva percorso solo met� della strada prevista dal Piano Seldon, ma con la sua Federazione aveva stabilito un forte controllo economico su pi� di un terzo delle varie unit� politiche della Galassia, ed era riuscita ad influenzare ci� che non poteva controllare.</p><p>Erano pochi i posti dove chi affermasse di appartenere alla Fondazione non fosse considerato con rispetto. In tutti i milioni di mondi abitati non c�era nessuno che avesse un grado pi� alto del sindaco di Terminus.</p><p>Il titolo era rimasto quello, quello del capo di una citt� piccola e quasi disprezzata, situata su un pianeta solitario ai margini estremi della civilt�. Dopo cinque secoli, nessuno si sarebbe mai sognato di cambiarlo o di renderlo un poco pi� altisonante.</p><p>Nella situazione attuale, solo il titolo per nulla dimenticato di �Maest� Imperiale� poteva rivaleggiare con esso.</p><p>Il posto dove il titolo di sindaco di Terminus contava meno era forse Terminus stesso. L� restava ancora il ricordo degli Indbur: non era tanto la loro tirannia che la gente non aveva dimenticato, quanto il fatto che si fossero arresi al Mulo.</p><p>Cos� si era arrivati a lei, Harla Branno, il sindaco pi� tenace dall�epoca della scomparsa del Mulo (la Branno ne era perfettamente consapevole), e soltanto la quinta donna ad occupare quella carica. Solo in quel particolare giorno era riuscita ad usare apertamente i suoi poteri.</p><p>Aveva lottato per convincere gli altri delle proprie idee, aveva tenuto testa all�opposizione ostinata di quelli che anelavano all�Interno della Galassia ed alla sua aura di potere imperiale e di prestigio, ed aveva vinto.</p><p>Non � ancora il momento, aveva ammonito. Non � venuto ancora il momento di trasferirsi all�Interno. Perdereste per questo e quell�altro motivo. E Seldon alla fine aveva appoggiato le sue idee usando un linguaggio praticamente uguale al suo.</p><p>Cos�, agli occhi di tutta la Fondazione, Harla Branno appariva saggia quanto Seldon stesso. Tuttavia il sindaco sapeva benissimo che di quel fatto la gente si poteva dimenticare da un momento all�altro.</p><p>E in quel giorno memorabile era arrivato Golan Trevize a sfidarla. Lei sapeva che Trevize aveva ragione! Quello era il guaio. Il giovane consigliere aveva ragione, e avendo ragione poteva distruggere la Fondazione stessa.</p><p>Adesso erano loro due soli, nella stanza.</p><p>��Non potevate venire a parlarmi in privato?�� disse la Branno, con tristezza.�� Nel vostro stupido desiderio di prendermi in giro dovevate proprio gridare tutto quanto in piena Sala del Consiglio? Siete proprio uno sciocco ragazzo avventato.</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Trevize si sent� arrossire e lott� per controllare la collera. Il sindaco era una donna matura che avrebbe presto compiuto sessantatr� anni, e lui aveva ritegno a rispondere male ad una persona che aveva quasi il doppio della sua et�.</p><p>Inoltre, lei aveva esperienza di lotte politiche e sapeva che spiazzare un avversario subito all�inizio significava avere gi� met� vittoria assicurata. Ma perch� una simile tattica fosse efficace occorreva un pubblico, e l� non c�era alcun pubblico davanti al quale uno potesse essere umiliato.</p><p>Cos� Trevize fece finta di niente ed osserv� con calma Harla Branno. Indossava la divisa unisex che era in voga da due generazioni e che non le donava affatto. Il capo della Galassia, se di capo si poteva parlare, era solo una vecchia scialba che avrebbe potuto benissimo essere scambiata per un uomo, se non fosse stato per i capelli grigio-ferro che portava raccolti dietro la nuca e non, come usava per gli uomini, lasciati liberi.</p><p>Trevize sfoder� il suo sorriso affascinante. Quando gli avversari di una certa et� si divertivano ad usare la parola �ragazzo� come un epiteto, il �ragazzo� in questione restava sempre con un vantaggio: quello di essere giovane e bello e consapevole di esserlo.</p><p>��� vero�� disse.�� Ho trentadue anni e quindi, in un certo senso, sono ancora un ragazzo. Poi sono un consigliere, e quindi ex officio, una persona sciocca ed avventata. La mia et� � quella che �, non posso farci niente. Quanto alla seconda faccenda, posso solo dire che mi dispiace.</p><p>��Vi rendete conto di che cos�avete combinato? Su, non state in piedi a cercar di fare lo spiritoso, sedetevi. Cominciate a ragionare sensatamente, se vi riesce, e rispondetemi di conseguenza.</p><p>��So benissimo cos�ho combinato. Ho detto quella che ritenevo e ritengo sia la verit�.</p><p>��E con la vostra verit� venite a provocarmi proprio in questo giorno? Il giorno in cui il mio prestigio era cos� alto che ho potuto scacciarvi dalla Sala del Consiglio e farvi arrestare senza che nessuno osasse intervenire?</p><p>��Il Consiglio prima o poi si riavr� dalla sorpresa e protester�. Forse sta protestando gi� ora. E considerata la persecuzione di cui mi avete fatto oggetto, mi dar� pi� ascolto.</p><p>��Ma se io, convinta che intendiate continuare ad agire come avete fatto finora, vi trattassi veramente come traditore, seguendo alla lettera la legge, nessuno vi ascolterebbe.</p><p>��Allora dovrei essere processato: potrei dire la mia in tribunale.</p><p>��Non contateci. Il sindaco ha poteri straordinari che nemmeno immaginate, anche se li usa raramente.</p><p>��Con quale pretesto li usereste?</p><p>��Inventerei una scusa plausibile. Un po� di fantasia ce l�ho ancora, e non ho paura di correre rischi dal punto di vista politico. Non provocatemi, giovanotto. O veniamo ad un accordo, qui, o non sarete mai pi� libero. Starete in prigione per il resto della vostra vita, ve lo garantisco.</p><p>Si fissarono: la Branno una figura in grigio, Trevize vestito di un marrone dalle molteplici sfumature.�� Che tipo di accordo?�� disse lui.</p><p>��Ah, siete curioso. Cos� va meglio: potremo finalmente conversare, anzich� litigare. Quali sono le vostre idee?</p><p>��Lo sapete benissimo. Avete bevuto tutto il fango che ha gettato su di me il consigliere Compor, no?</p><p>��Voglio sentire la vostra versione, alla luce della Crisi Seldon appena passata.</p><p>��Benissimo, se � questo che volete, signor sindaco...�� (Per un attimo gli era venuta voglia di chiamarla vecchiarda.)�� Ho trovato l�immagine di Seldon troppo corretta, impossibilmente corretta, dopo cinquecento anni. � l�ottava volta che � apparsa, se non sbaglio. In alcune occasioni non c�era nessuno a sentirla. In almeno un�occasione, all�epoca di Indbur III, Seldon disse qualcosa che non si adattava per niente alla realt�, ma quella era l�epoca del Mulo, no? Per�, quando mai � stato cos� corretto nelle sue analisi come ora?</p><p>Trevize si concesse un piccolo sorriso.�� Dalle registrazioni del passato risulta che Seldon non sia mai riuscito prima d�ora a descrivere cos� bene e cos� dettagliatamente la situazione, signor sindaco.</p><p>��Secondo voi, allora, l�immagine olografica di Seldon � contraffatta? Le registrazioni a lui relative sono opera in realt� di una persona attualmente vivente, come me per esempio? E nel ruolo di Seldon recita un attore?</p><p>��Non � una cosa impossibile, signor sindaco, ma non intendevo questo. La verit� � ben peggiore. Credo che quella che vediamo sia l�immagine di Seldon, e che la descrizione del momento storico presente sia la descrizione preparata da lui cinque secoli fa. L�ho detto anche al Capo della Sicurezza, Kodell, che con i suoi trucchetti ha registrato le mie risposte in modo che a un ascoltatore esterno potessi sembrare un cittadino stupido, convinto di tutte le superstizioni che gli vengano ammannite.</p><p>��S�, la registrazione verr� usata, se necessario, per dimostrare alla Fondazione che la vostra ribellione in realt� non sia mai esistita.</p><p>Trevize allarg� le braccia.�� Invece esiste. Il Piano Seldon come noi lo intendiamo non c�� assolutamente, forse � gi� da due secoli che non c��. Lo sospettavo da anni, e quello cui abbiamo assistito nella Volta del Tempo dodici ore fa dimostra che i miei sospetti siano fondati.</p><p>��Perch� Seldon � stato troppo esatto nella sua descrizione?</p><p>��Infatti. Non c�� niente da ridere: � stata la prova definitiva.</p><p>��Non sto ridendo, come potete constatare. Proseguite.</p><p>��Come ha potuto essere cos� esatto? Due secoli fa, l�analisi che comp� di quel periodo storico era completamente sbagliata. Ad appena tre secoli dalla nascita della Fondazione, fece una descrizione assolutamente fuori centro.</p><p>��Voi stesso ne avete spiegato il perch� pochi attimi fa, consigliere. La colpa fu del Mulo. Il Mulo era un mutante con intensi poteri mentali, ed il suo intervento non poteva essere previsto in alcun modo dal Piano.</p><p>��Previsto o non previsto, il Mulo ha influenzato la storia, scalzando il Piano dal suo tracciato. Il Mulo non govern� a lungo, e non ebbe successori. La Fondazione riconquist� la sua indipendenza ed il suo predominio, d�accordo, ma come pot� il Piano tornare alla primitiva efficienza dopo essere stato scosso violentemente nelle sue stesse fondamenta?</p><p>Lo sguardo di Branno divenne torvo, e lei serr� le mani grinzose.�� Conoscete la risposta: noi eravamo una delle due Fondazioni. Avrete letto i libri di storia, immagino.</p><p>��Ho letto la biografia di Bayta Darell scritta da una nipote, Arkady, del resto lettura obbligatoria nelle scuole, e ho letto anche i suoi romanzi. Ho letto i documenti ufficiali sulla storia del Mulo e sul periodo susseguente, ma mi sia concesso dire che metto in dubbio la veridicit� di tutte queste fonti.</p><p>��In che senso?</p><p>��Le versioni ufficiali dicono che noi, la Prima Fondazione, dovevamo conservare le nostre conoscenze sulla scienza fisica e migliorarle. Che dovevamo operare alla luce del sole, seguendo nello sviluppo storico, consapevolmente od inconsapevolmente, il Piano Seldon. Che per� c�era anche la Seconda Fondazione, che doveva conservare e migliorare le conoscenze nel campo della scienza psicologica, ivi compresa la Psicostoria, ed operare in segreto.</p><p>�La Seconda Fondazione aveva il compito di regolare le correnti della storia galattica che deviavano dal tracciato previsto dal Piano, e di ricomporle nell�armonia calcolata da Seldon.</p><p>��Voi stesso dunque state spiegando come andarono le cose�� disse il sindaco.</p><p>��Bayta Darell sconfisse il Mulo, forse guidata dalla Seconda Fondazione, anche se sua nipote insiste a dire di no. Fu per� senza dubbio la Seconda Fondazione ad adoperarsi perch� la storia galattica tornasse alle disposizioni del Piano dopo la morte del Mulo, ed � chiaro che riusc� nel suo intento. Di quali dubbi parlate mai, allora, consigliere?</p><p>��Signor sindaco, se seguiamo il resoconto di Arkady Darell, ci accorgiamo subito che la Seconda Fondazione mentre cercava di correggere la storia galattica, sconvolse l�intero disegno concepito da Seldon, perch� rese nota la propria esistenza.</p><p>Noi, la Prima Fondazione, capimmo che la nostra immagine speculare, la Seconda Fondazione, non solo esisteva, ma ci manipolava. Perci� cercammo di individuarne l�ubicazione e di distruggerla.</p><p>La Branno annu�.�� E, secondo quanto afferma Arkady Darell, ci riuscimmo, naturalmente solo dopo che la Seconda Fondazione aveva riportato la storia galattica sui sentieri previsti, quei sentieri che sta seguendo tuttora.</p><p>��E voi ci credete? Arkady Darell dice che la Seconda Fondazione fu localizzata e che i suoi membri furono sconfitti nel 378 E.F.<a l:href="#n_2" type="note">[2]</a>, cio� centovent�anni fa. Per cinque generazioni avremmo dunque agito senza la nostra immagine speculare, e tuttavia saremmo rimasti cos� fedeli al Piano Seldon da scoprire che voi e quel simulacro parlate in modo praticamente identico...</p><p>��Chiss�, forse ho un�intuizione non comune riguardo allo svolgersi della storia e al suo significato.</p><p>��Perdonatemi, non intendo sollevare dubbi sulla vostra intuizione non comune, ma la spiegazione pi� semplice, a mio avviso, � che la Seconda Fondazione non sia mai stata distrutta, e ci governi ancora, ci manipoli ancora. � solo per questo che siamo tornati sul tracciato originario del Piano Seldon.</p></section><section><title><p>3</p></title><p>Se Harla Branno fu colpita da quell�affermazione, certo non lo diede a vedere.</p><p>Era l�una di notte passata, ed il sindaco aveva una voglia matta di farla finita con quella storia, ma non poteva accelerare i tempi. Il giovane doveva abboccare, e lei non voleva che la lenza si spezzasse prima che ci� fosse avvenuto. Non voleva essere costretta a liberarsi di lui senza usarlo, senza indurlo prima ad assolvere una certa funzione.</p><p>��Davvero?�� disse.�� Allora secondo voi la descrizione che fa Arkady della guerra kalganiana e della distruzione della Seconda Fondazione � falsa? � inventata?</p><p>Una montatura? Una bugia dalla prima parola all�ultima?</p><p>Trevize alz� le spalle.�� Non necessariamente. In ogni caso stabilirlo � di importanza marginale. Mettiamo che il resoconto che fece Arkady sia tutto vero, e che lei fosse in perfetta buona fede. Mettiamo che sia accaduto tutto nel modo descritto da lei, e cio� che la Seconda Fondazione sia stata scoperta e soppressa a suo tempo. Come possiamo essere sicuri che tutti i suoi membri siano stati eliminati? La Seconda Fondazione estendeva il suo potere sull�intera Galassia, non si limitava a manipolare la storia del solo Terminus od anche della sola Prima Fondazione. Le sue responsabilit� andavano oltre il nostro pianeta e l�intera nostra Federazione. Certi suoi membri dovevano trovarsi come minimo a mille parsec di distanza da noi: � proprio verosimile che li abbiamo eliminati tutti?</p><p>�Supponiamo che alcuni siano sopravvissuti; in tal caso, sarebbe giusto continuare a dire che fummo noi i vincitori assoluti? Nemmeno il Mulo pot� dichiararsi vincitore assoluto: prese Terminus e tutti i pianeti che erano sotto il suo controllo, ma restavano fuori i Mondi Commerciali Indipendenti. Conquist� anche quelli, eppure tre persone riuscirono a fuggire: Ebling Mis, Bayta Darell e suo marito. Il Mulo riusc� a riprendere sotto il suo controllo i due uomini, ma lasci� libera Bayta, perch� le voleva bene, se dobbiamo credere al racconto romanzato di Arkady. Bast� quello.</p><p>Un�unica persona era rimasta libera, e fu proprio a causa di quella persona che il Mulo non riusc� a trovare la Seconda Fondazione e fu sconfitto.</p><p>�Una sola donna rimasta fuori del controllo gli fece perdere tutto. Per dire quanta importanza abbia l�individuo, nonostante le leggende di cui si parla nel Piano Seldon, secondo le quali l�individuo non sarebbe niente e la massa, invece, tutto.</p><p>�Se poi ci fossimo lasciati dietro non un unico membro della Seconda Fondazione, ma parecchie dozzine di persone, come appare pi� che probabile, non sarebbe perfettamente legittimo aspettarsi di vedere quelle persone fare fronte comune, ricostruire il distrutto, riprendere il lavoro, reclutare ed addestrare altri individui per cercare di ridurci ancora una volta a semplici pedine?</p><p>��Credete che le cose stiano cos�?�� disse la Branno, con aria grave.</p><p>��Ne sono sicuro.</p><p>��Ma, consigliere, perch� questi poveri sopravvissuti dovrebbero restare disperatamente attaccati ad un dovere che non pu� interessare a nessuno? Perch� dovrebbero essere ansiosi di mantenere la Galassia sulla strada che conduce al Secondo Impero? Ed anche ammesso che fossero cos� desiderosi di compiere la loro missione, perch� dovrebbe importarcene qualcosa? Basta accettare il tracciato stabilito dal Piano ed essere grati a chi provvede a non farci deviare, vi pare?</p><p>Trevize si stropicci� gli occhi con una mano: nonostante la giovane et�, sembrava il pi� stanco dei due.</p><p>��Non credo che diciate sul serio, che pensiate davvero che la Seconda Fondazione faccia tutto quello che fa per il nostro bene. Per idealismo�� disse, fissando il sindaco.�� Voi siete pratica di politica, conoscete le manovre del potere, e quindi saprete che non lo fa per politica, ma per il proprio interesse. Noi siamo la punta di diamante, siamo il motore, l�energia propulsiva. Fatichiamo e sudiamo e sanguiniamo e peniamo. Loro si limitano a controllarci: regolano un amplificatore qui, chiudono un contatto l�, e fanno tutto quanto comodamente, senza rischi per loro stessi. Poi, quando sar� tutto a posto e quando, dopo mille anni di sforzi e di lotte da parte nostra, sar� stato fondato il Secondo Impero Galattico, quelli della Seconda Fondazione si presenteranno come l��lite dominante.</p><p>La Branno disse:�� Allora volete eliminare la Seconda Fondazione? Poich� abbiamo percorso met� della strada che ci separa dal Secondo Impero, pensate sia il caso di correre il rischio di portare a termine il compito da soli e di diventare noi i padroni di noi stessi. � cos�?</p><p>��Certamente! Perch�, non dovreste volerlo anche voi? Voi ed io non vivremo abbastanza per vedere l�epilogo della storia. Ma voi avete dei nipoti e forse un giorno ne avr� anch�io, e loro avranno a loro volta dei nipoti e cos� via. Vorrei che godessero del frutto delle nostre fatiche, che ci considerassero la fonte del loro benessere, che ci lodassero per il nostro operato. Non voglio che tutto si riduca ad una congiura segreta ordita da Seldon, che non considero affatto un eroe. Vi dir� anzi che se permetteremo al Piano di proseguire inalterato, Seldon diventer� una minaccia peggiore del Mulo.</p><p>Per la Galassia, avrei voluto che il Mulo avesse distrutto sul serio il Piano, completamente e definitivamente. A lui saremmo sopravvissuti: era unico nel suo genere, e del tutto mortale. La Seconda Fondazione, invece, pare immortale.</p><p>��Ma voi la vorreste distruggere, no?</p><p>��Se solo sapessi come farlo!</p><p>��Dal momento che non lo sapete, non ritenete probabile che sar� la Seconda Fondazione a distruggere voi?</p><p>Trevize assunse un�espressione di disprezzo.�� Ho pensato che poteste essere sotto controllo persino voi. Avete previsto alla perfezione cosa avrebbe detto Seldon, e poi mi avete trattato in quel modo... Tutto questo potrebbe essere opera della Seconda Fondazione: voi potreste essere un guscio vuoto, riempito dal contenuto della Seconda Fondazione.</p><p>��Allora come mai mi parlate cos�?</p><p>��Perch� se siete sotto il controllo della Seconda Fondazione, io sono comunque perduto, e tanto vale che butti fuori un po� della rabbia che ho dentro. E poi perch� penso che non siate affatto sotto controllo ma che semplicemente non vi rendiate conto di quello che fate.</p><p>��Infatti non sono sotto il controllo di nessuno�� disse la Branno.�� Come fate per� ad essere sicuro che stia dicendo la verit�? Se fossi sotto il controllo della Seconda Fondazione, ammetterei di esserlo? Saprei di esserlo? Ma � del tutto inutile chiedersi cose del genere. Io ritengo di non essere sotto il controllo di nessuno, e voi non avete altra scelta se non crederci. Riflettiamo per� su un dettaglio. Se la Seconda Fondazione esiste, certo ha tutto l�interesse ad assicurarsi che nessuno nella Galassia sappia della sua esistenza. Il Piano Seldon funziona bene solo se le pedine, ovvero noi, non si rendono conto di come il Piano stesso funzioni e di come vengano manipolate.</p><p>�All�epoca di Arkady, la Seconda Fondazione fu distrutta perch� il Mulo attir� su di essa l�attenzione della Prima. O devo dire che la Seconda Fondazione fu quasi distrutta, consigliere? Da queste considerazioni possiamo trarre due corollari. Il primo � che la Seconda Fondazione molto probabilmente limiti al minimo le grosse intromissioni. Ritengo ragionevole supporre che le sia impossibile assumere il controllo di tutti noi. Il suo potere ha certamente dei limiti. Assumere il controllo di alcuni e permettere agli altri di intuirlo porterebbe inevitabilmente ad alterazioni del Piano. Di conseguenza, dobbiamo concludere che il loro modo di intromettersi � il pi� prudente, indiretto e saltuario possibile, e che quindi n� io n� voi siamo controllati.</p><p>��Accettiamo pure questo corollario, anche se magari � solo un desiderio. Qual � l�altro?</p><p>��� pi� semplice e pi� chiaro ancora. Se la Seconda Fondazione esiste e desidera conservare il segreto sulla propria esistenza, una cosa � certa: chiunque pensi che esista, parli apertamente della cosa e la gridi ai quattro venti, deve per forza venire eliminato, cancellato, soppresso. Non la pensate cos� anche voi?</p><p>��� per questo che mi avete fatto arrestare, signor sindaco?�� disse Trevize.�� Per proteggermi dalla Seconda Fondazione?</p><p>��In certo senso, e fino a un certo punto. Alla registrazione di Liono Kodell verr� data pubblicit� non solo per impedire agli abitanti di Terminus e della Fondazione di venire indebitamente turbati dai vostri sciocchi discorsi, ma anche per evitare di mettere in allarme quelli della Seconda Fondazione: non voglio che rivolgano la loro attenzione su di voi.</p><p>��Ma pensa un po�!�� disse Trevize, con pesante ironia.�� Allora � stato fatto tutto per il mio bene? Per i miei begli occhi neri?</p><p>La Branno si mosse nella sua sedia e poi, di punto in bianco, fece una risatina.�� Consigliere�� disse�� non sono cos� vecchia da non accorgermi che avete dei begli occhi neri, e trent�anni fa questo sarebbe forse stato un motivo sufficiente. Adesso per� non muoverei un dito per salvarli, se c�entrassero solo gli occhi. Ma se la Seconda Fondazione esiste e si accorge di voi, si pu� accorgere anche di altri. Sono in gioco la mia vita e la vita di molte persone, assai pi� intelligenti ed importanti di voi.</p><p>Senza contare tutti i piani che abbiamo fatto.</p><p>� Oh, ma se vi preoccupate tanto dell�eventuale reazione della Seconda Fondazione, vuol dire che credete sul serio nella sua esistenza...</p><p>La Branno batt� un pugno sul tavolo.�� Certo che ci credo, idiota patentato! Se non sapessi che la Seconda Fondazione esiste, se non la combattessi con tutte le mie forze, che cosa m�importerebbe dei vostri discorsi? Se non esistesse e voi sosteneste in pubblico la sua esistenza, che importanza avrebbe mai la cosa? Da mesi volevo tapparvi la bocca prima che parlaste nella Sala del Consiglio, ma il mio potere politico non mi consentiva di trattare rudemente un consigliere. Dopo l�apparizione di Seldon ho guadagnato in prestigio, mi sono conquistata quel potere, anche se solo temporaneamente... e proprio allora voi avete preso la parola nella Sala del Consiglio.</p><p>Ho reagito immediatamente, ed ora vi far� uccidere senza il minimo scrupolo di coscienza e senza un secondo di esitazione, se non farete esattamente quello che vi dir� di fare.</p><p>�Tutta la nostra conversazione, fatta ad un�ora in cui avrei preferito di gran lunga trovarmi a letto a dormire, ha avuto un unico scopo: indurvi a credere che quanto sto per dire non � assolutamente uno scherzo. Intendo farvi sapere che il problema della Seconda Fondazione, che sono stata abbastanza prudente da fare illustrare a voi, mi d� sufficienti motivi per farvi condannare alla morte mentale senza processo. E state certo che non esiterei ad agire in questo senso, se ci fossi costretta.</p><p>Trevize fece per alzarsi.</p><p>��Non fate nessuna mossa consigliere�� disse la Branno.�� Sono solo una vecchia, come indubbiamente starete pensando, ma prima di arrivare a mettermi una mano addosso sareste gi� morto. Sciocco ragazzo: gli uomini della Sicurezza non ci perdono d�occhio un momento.</p><p>Trevize torn� ad appoggiarsi allo schienale. Disse, con appena un lieve tremito nella voce:�� Non vi capisco. Se credete davvero all�esistenza della Seconda Fondazione, non ne parlereste cos� apertamente, non vi esporreste ai pericoli ai quali avete detto che mi espongo io.</p><p>��Riconoscete quindi che abbia un po� pi� di buon senso di voi. In altre parole, voi credete che la Seconda Fondazione esista, ma ne parlate apertamente perch� siete stupido. Io credo che esista e ne parlo apertamente solo perch� mi sono curata di prendere precauzioni. Poich� sembra che abbiate letto attentamente la storia di Arkady, probabilmente ricorderete che Arkady parla di uno Staticizzatore Mentale inventato da suo padre. Questo congegno fa da schermo contro il potere mentale degli abitanti della Seconda Fondazione. Esiste ancora, ed � stato anche perfezionato in condizioni di massima segretezza. Questa casa per il momento � abbastanza al sicuro da qualsiasi intrusione esterna. Adesso che abbiamo chiarito questo punto, permettetemi di dirvi che cosa voglio da voi.</p><p>��Che cosa?</p><p>��Dovete scoprire se quello che voi ed io pensiamo sia davvero una realt�.</p><p>Dovete scoprire se esista ancora la Seconda Fondazione, e se s�, dove si trovi. Ci� significa che dovrete lasciare Terminus per una destinazione ignota, anche se magari alla fine risulter� che, come ai tempi di Arkady, la Seconda Fondazione sia qui tra noi. Non tornerete finch� non avrete qualcosa da riferire, e se non avrete niente da dire, non tornerete mai pi�, cos� la popolazione di Terminus conter� uno sciocco in meno.</p><p>��Come diavolo posso cercare la Seconda Fondazione senza far capire che la cerco?�� disse Trevize, balbettando.�� Mi uccideranno subito, e voi non verrete a sapere un bel niente.</p><p>��Allora non cercatela, ingenuo che siete. Cercate con tutte le vostre forze qualcos�altro, e se per caso mentre lo fate v�imbattete nella Seconda Fondazione, la quale non avr� prestato la minima attenzione a voi, tanto meglio. Potrete allora spedirci le debite informazioni con l�iperonda schermata ed in codice, e la ricompensa sar� che potrete tornare qui.</p><p>��Immagino che abbiate un�idea della mia possibile destinazione.</p><p>��Certo: conoscete Janov Pelorat?</p><p>��Mai sentito nominare.</p><p>��Lo conoscerete domani. Vi dir� la vostra destinazione e partir� assieme a voi su una delle nostre navi migliori. Sarete solo voi due, perch� due uomini sono anche troppo quando si tratta di correre rischi. E se vi provate a tornare senza avere in mano sufficienti informazioni, verrete polverizzato prima di arrivare ad un parsec da Terminus. Questo � tutto. La conversazione � finita.</p><p>Si alz�, si guard� le mani e s�infil� lentamente i guanti.</p><p>Si gir� verso la porta, e subito entrarono due guardie armate, che si scostarono per lasciarla passare.</p><p>Sulla soglia, Harla Branno si volt�.�� Ci sono altre guardie, fuori. Non fate niente per provocarle, o ci risparmierete tutte le grane che la vostra esistenza comporta.</p><p>��Perdereste anche i benefici che potrei portarvi�� disse Trevize, e riusc� a dirlo con noncuranza.</p><p>��Correremo questo rischio�� disse la Branno con un sorriso freddo.</p></section><section><title><p>4</p></title><p>Fuori la aspettava Liono Kodell.�� Ho sentito tutto, sindaco�� disse.�� Siete stata eccezionalmente paziente.</p><p>��E sono eccezionalmente stanca. M�� parsa una giornata di settantadue ore.</p><p>Adesso occupatevene voi.</p><p>��Certo, ma ditemi, c�era davvero uno Staticizzatore Mentale intorno alla casa?</p><p>��Oh, Kodell�� disse la Branno, con un sospiro.�� Come potete pensare una cosa del genere? Che probabilit� c�erano che ci stessero osservando? Credete proprio che la Seconda Fondazione spii tutto e tutti, in tutti i momenti? Io non sono giovane e romantica come Trevize: lui potr� credere a questo, non certo io. Ma anche se cos� fosse, anche se gli occhi e le orecchie di quelli della Seconda Fondazione fossero dappertutto, la presenza di uno Staticizzatore Mentale non ci tradirebbe immediatamente? Se l�avessimo usato, la Seconda Fondazione avrebbe individuato una regione mentalmente opaca ed avrebbe dedotto che esistesse uno schermo contro i suoi poteri, non vi pare? Il silenzio sull�esistenza dello Staticizzatore Mentale, almeno finch� non saremo pronti ad usare il congegno al massimo delle sue possibilit�, vale non solo pi� della vita di Trevize, ma anche pi� della vostra vita e della mia, credo. E per�...</p><p>Erano saliti sulla macchina di superficie, guidata da Kodell.</p><p>��E per�?�� disse il Capo della Sicurezza.</p><p>��E per� cosa?�� fece la Branno�� Ah, s�. Volevo dire che quel ragazzo � intelligente. L�ho chiamato stupido un�infinit� di volte, per tenerlo al suo posto, ma non � affatto uno stupido. � giovane e ha letto troppi romanzi di Arkady Darell, e attraverso essi si � fatto l�idea che le cose nella Galassia stiano in un certo modo, ma ha un ottimo intuito; sar� un vero peccato perdere un elemento del genere.</p><p>��Siete sicura che lo perderemo?</p><p>��Sicurissima�� disse la Branno con tristezza.�� Ma � meglio cos�. Non � di giovani romantici che abbiamo bisogno. Non abbiamo bisogno di gente che lanci accuse alla cieca, col rischio di distruggere in un istante quello che abbiamo impiegato anni a costruire. E poi, Trevize a qualcosa servir�. Attirer� sicuramente l�attenzione degli abitanti della Seconda Fondazione, sempre che esistano e che si interessino a noi. E finch� saranno polarizzati da lui, c�� il caso che non badino a noi.</p><p>Forse otterremo addirittura qualcosa di pi� del vantaggio di essere ignorati.</p><p>Preoccupati per Trevize, potrebbero involontariamente tradirsi, e darci quindi il tempo e l�opportunit� di elaborare contromisure.</p><p>��Allora, Trevize fa da parafulmine.</p><p>La Branno abbozz� un sorriso.�� Ecco la metafora che cercavo tanto! S�, � il nostro parafulmine, assorbe il colpo e ci impedisce di subire danni.</p><p>��E l�altro parafulmine? Pelorat.</p><p>��Anche lui potr� rimetterci, � inevitabile.</p><p>Kodell annu�.�� Conoscete il detto di Salvor Hardin, no? �Che il tuo senso morale non ti trattenga mai dal fare quello che � giusto�.</p><p>��Al momento non ho nessun senso morale�� mormor� Harla Branno.�� Ho solo un senso di mortale stanchezza. E tuttavia... Potrei nominare una quantit� di persone che perderei pi� volentieri di Golan Trevize. � un gran bel ragazzo, e sa di esserlo, naturalmente.�� Le ultime parole le biascic�, poi chiuse gli occhi e cadde in un sonno leggero.</p></section></section><section><title><p>Parte terza</p><p>Lo storico</p></title><section><title><p>1</p></title><p>Janov Pelorat aveva i capelli bianchi ed il suo viso, quand�era calmo � ma era praticamente sempre calmo � aveva un�espressione vacua. Pelorat era di statura e corporatura medie, tendeva a muoversi sempre senza fretta e parlava con ponderatezza. Dimostrava sempre assai pi� dei suoi cinquantadue anni.</p><p>Non si era mai allontanato da Terminus, cosa alquanto insolita, soprattutto considerata la sua professione. Lui stesso non sapeva dirsi se la sua mania sedentaria fosse dovuta al pallino della storia, o se si fosse espressa nonostante quello.</p><p>Quell�hobby gli era venuto all�improvviso, all�et� di quindici anni, quando, durante una breve malattia, aveva ricevuto in dono un libro che parlava di antiche leggende. In esso aveva trovato il motivo insistente di un mondo solo ed isolato, un mondo che non si rendeva nemmeno conto del proprio isolamento, perch� non aveva mai conosciuto nessun�altra realt�.</p><p>La malattia era finita presto, ed in capo a due giorni Pelorat aveva letto il libro tre volte e si era rimesso in piedi.</p><p>Poi era andato al suo terminale di computer ed aveva controllato se la Biblioteca Universitaria di Terminus avesse materiale che riguardasse quel tipo di leggende.</p><p>Proprio di quel tipo di leggende si era occupato da allora. La Biblioteca Universitaria di Terminus era ben poco fornita riguardo a quell�argomento, ma quando era diventato pi� grande, Pelorat aveva scoperto le gioie del prestito interbibliotecario. Aveva in suo possesso tabulati ottenuti, tramite segnali iper-radiazionali, da mondi lontani come Ifnia.</p><p>Era diventato professore di storia antica. Adesso, trentasette anni dopo aver letto quel libro di leggende, era al suo primo congedo per motivi di ricerca, un congedo che aveva chiesto con l�idea di fare un viaggio nello spazio (il suo primo) fino a Trantor.</p><p>Pelorat si rendeva conto che per un abitante di Terminus fosse stranissimo non avere mai viaggiato nello spazio, e certo lui non aveva mai desiderato farsi notare per una bizzarria del genere. Era successo per caso: ogni volta che avrebbe potuto intraprendere un viaggio, si era trovato invischiato in qualche nuovo studio, in qualche nuova analisi, in qualche nuova ricerca. Non aveva mai potuto sopprimere l�esigenza di sviscerare il nuovo argomento e di aggiungere altre informazioni e considerazioni alla montagna di dati raccolti, e cos� aveva sempre rimandato tutti i viaggi. Il suo unico rimpianto, alla fine, era quello di non avere mai visto Trantor.</p><p>Trantor era stata la capitale del Primo Impero Galattico, era stata la sede degli imperatori per dodicimila anni, e prima di allora la capitale di uno dei pi� importanti regni pre-imperiali, un regno che a poco a poco aveva conquistato od assorbito in qualche modo gli altri, creando le condizioni per la fondazione dell�Impero.</p><p>Trantor era un tempo una citt� che si estendeva su un intero pianeta, una citt� ricoperta di metallo. Pelorat sapeva com�era dalle opere di Gaal Dornick, che l�aveva visitata all�epoca dello stesso Hari Seldon. Le opere di Dornick non erano pi� in circolazione, ed il volume che Pelorat possedeva avrebbe potuto essere venduto per una cifra pari a met� di quanto uno storico guadagnasse in un anno. Ma solo l�idea di separarsi da quel libro lo avrebbe fatto inorridire.</p><p>Naturalmente a Pelorat interessava Trantor per via della Biblioteca Galattica, che ai tempi dell�Impero (quando si chiamava Biblioteca Imperiale) era stata la pi� grande della Galassia. Trantor era stata la capitale dell�impero pi� vasto e popoloso che l�umanit� avesse mai conosciuto. I suoi abitanti superavano di parecchio i quaranta miliardi, e la Biblioteca conteneva tutte le opere creative (ed anche un po� meno creative) dell�umanit�, l�intero compendio delle sue conoscenze. Ed era computerizzata in modo talmente complesso, che occorrevano persone esperte per poterla consultare.</p><p>Il fatto pi� interessante era che la Biblioteca esistesse ancora: Pelorat non cessava di stupirsene. Quando Trantor era caduta ed era stata saccheggiata, due secoli e mezzo prima, rovina e distruzione erano state tremende ed i racconti di morti e sofferenze inaudite non si contavano.</p><p>Eppure la Biblioteca era rimasta in piedi, difesa (cos� si diceva) dagli studenti universitari, che avevano usato armi costruite ingegnosamente. (Qualcuno riteneva che la storia della difesa da parte degli studenti fosse completamente romanzata.) In ogni caso, la Biblioteca aveva resistito indenne al periodo di devastazioni. Ebling Mis aveva compiuto il suo lavoro proprio l�, nella Biblioteca, quando per poco non aveva localizzato la Seconda Fondazione (una storia alla quale la gente della Fondazione credeva ancora, ma su cui gli storici avevano sempre sollevato pi� di una riserva). I tre Darell, Bayta, Toran e Arkady, erano stati tutti su Trantor. Arkady per� non aveva visitato la Biblioteca, e dalla sua epoca in poi la storia galattica non aveva fatto mai pi� cenno a essa.</p><p>Da centovent�anni nessun abitante della Fondazione andava su Trantor, ma non c�era motivo di credere che la Biblioteca non esistesse pi�: che non si fosse pi� accennato ad essa dimostrava che esistesse ancora. Se fosse stata distrutta, se ne sarebbe certo sentito parlare.</p><p>Era una Biblioteca antiquata ed arcaica (lo era gi� all�epoca di Ebling Mis), ma Pelorat era ben contento che cos� fosse; si sfregava le mani per la soddisfazione ogni volta che pensava a biblioteche vecchie ed antiquate: pi� erano antiche, pi� era probabile trovarvi ci� che cercava lui.</p><p>Di notte sognava a volte di entrare nella Biblioteca e di chiedere, preoccupato ed angosciato: �Avete rimodernato? Avete buttato via i vecchi nastri e le vecchie registrazioni?� Ed anziani bibliotecari con gli abiti polverosi rispondevano immancabilmente �� tutto rimasto come � sempre stato, professore�.</p><p>Ora il sogno si sarebbe avverato, gliel�aveva assicurato il sindaco in persona.</p><p>Come avesse saputo del suo lavoro, Pelorat lo ignorava. Non era riuscito a pubblicare granch�. Poco di quello che aveva fatto era abbastanza articolato da essere adatto alla pubblicazione, e le cose che erano apparse non avevano lasciato traccia di s�. Si diceva per� che Branno la Bronzea sapesse tutto quello che succedeva su Terminus e avesse occhi anche nelle dita dei piedi e delle mani. Pelorat quasi quasi poteva anche crederci, ma se la Branno sapeva da tempo del suo lavoro, come mai non ne aveva capito l�importanza e non aveva dato un contributo finanziario gi� prima di allora?</p><p>In certo modo, pens� con quel po� di rancore che un tipo tranquillo come lui fosse in grado di serbare, la Fondazione guardava sempre e soltanto al futuro, assorbita dall�idea del Secondo Impero. Non aveva n� il tempo, n� la voglia di volgere lo sguardo al passato e considerava con irritazione quelli che lo facevano.</p><p>Era un atteggiamento stupido, naturalmente, ma Pelorat non poteva da solo sconfiggere la follia di tanti, e forse era meglio cos�. Poteva coltivare amorevolmente la sua passione e forse un giorno sarebbe stato ricordato come il grande Pioniere dell�Importante.</p><p>Ci� significava ovviamente (aveva troppa onest� intellettuale per rifiutarsi di capirlo) che anche lui era assorbito dal pensiero del futuro. In futuro, chiss� i suoi meriti sarebbero stati riconosciuti e la sua fama sarebbe stata pari a quella di Hari Seldon. Anzi, lui sarebbe stato pi� grande di Seldon, perch� quest�ultimo aveva soltanto elaborato il quadro articolato di un futuro lungo un millennio, mentre lui avrebbe elaborato il quadro di un passato lungo almeno venticinquemila anni.</p><p>Ed adesso era arrivato il giorno chiave, il giorno decisivo.</p><p>Il sindaco gli aveva gi� detto che tale giorno sarebbe stato quello successivo all�apparizione del simulacro di Seldon. Solo per questo Pelorat si era interessato alla crisi di Seldon che per mesi aveva assorbito l�attenzione di tutti su Terminus, e di quasi tutti nella Federazione.</p><p>A lui, che la capitale della Fondazione restasse l� o fosse trasferita da qualche altra parte era sempre sembrato un problema insignificante, e adesso che la crisi era stata superata, non sapeva ancora bene quale delle due parti avesse sostenuto Hari Seldon, n� se effettivamente il simulacro avesse accennato alla questione: gli bastava sapere che Seldon fosse apparso, e che finalmente fosse venuto il giorno fatidico.</p><p>Fu poco dopo le due del pomeriggio che una macchina di superficie imbocc� il viottolo che portava alla sua casa, abbastanza isolata, subito fuori Terminus. La portiera posteriore si apr�. Scesero una guardia che vestiva l�uniforme del Corpo di Sicurezza del Sindaco, un giovane, ed altre due guardie.</p><p>Pelorat era emozionato, doveva ammetterlo. Il sindaco non solo sapeva delle sue ricerche, ma era chiaro che le considerasse della massima importanza. A quello che sarebbe stato il suo compagno di viaggio avevano assegnato una guardia d�onore, e a lui avevano promesso un�astronave di prima classe. Era veramente lusinghiero, veramente...</p><p>La governante di Pelorat apr� la porta. Il giovane destinato a pilotare l�astronave entr�, e le due guardie si collocarono ai due lati dell�entrata. Attraverso la finestra, Pelorat vide che la terza guardia restava fuori e che adesso era arrivata una seconda macchina di superficie: altre guardie!</p><p>Era davvero sconcertante. Lo storico si gir� a guardare il giovane appena entrato nella sua stanza e si meravigli� di riconoscerlo: l�aveva visto durante le olotrasmissioni.�� Ma siete quel consigliere!�� disse.�� il consigliere Trevize!</p><p>��Golan Trevize, s�. Voi siete il professor Janov Pelorat?</p><p>��S�, s젗 disse Pelorat.�� Siete voi quello che...</p><p>��Saremo compagni di viaggio�� disse Trevize, secco.�� Od almeno cos� mi hanno detto.</p><p>��Ma non siete uno storico!</p><p>��No, infatti. Come avete osservato, sono un consigliere, un uomo politico.</p><p>��Gi�... Be�, ma perch� ne faccio un problema? Lo storico sono io, no? Non ne occorre un altro. Immagino che voi sappiate pilotare un�astronave.</p><p>��S�, me la cavo piuttosto bene.</p><p>��Perfetto, � di questo che abbiamo bisogno. Ottimo. Ah, temo di essere pi� ferrato nel pensiero teorico che in quello pratico, quindi, se per caso voi siete un tipo pratico, credo che formeremo una buona squadra.</p><p>��Al momento ho l�impressione che la mia capacit� di pensare, pratica o teorica che sia, non brilli per eccellenza. Ad ogni modo credo non abbiamo altra scelta che cercare di formare una buona squadra.</p><p>��Spero di riuscire a superare le incertezze che mi procura l�idea del viaggio nello spazio. Sapete, non ho mai fatto un viaggio del genere. Sono un pigrone, si dice cos�, vero? A proposito, volete una tazza di t�? Dir� a Kloda che ci prepari qualcosa.</p><p>In fondo, a quanto ho capito, non dovremmo partire prima di qualche ora. Io per� sono gi� pronto: ho il necessario per entrambi. Il sindaco mi ha aiutato moltissimo, � straordinario quanto le interessi la missione.</p><p>��Sapevate gi� da tempo del viaggio, allora? Da quanto?</p><p>��La Branno si � messa in contatto con me, aspetti...�� Pelorat aggrott� leggermente la fronte, facendo i debiti calcoli mentali.</p><p>��Due, forse tre settimane fa. Ero al settimo cielo. E adesso che ho capito di aver bisogno di un pilota e non di un altro storico, sono contentissimo che il mio compagno siate voi, caro amico.</p><p>��Due o tre settimane fa�� ripet� Trevize, abbastanza sbalordito.�� Allora era preparata da un pezzo la cosa. Ed io...�� S�interruppe.</p><p>��Come avete detto, prego?</p><p>��Niente, professore. Ho la cattiva abitudine di borbottare fra me e me. Bisogner� che impariate a sopportarla, se il nostro viaggio sar� lungo.</p><p>��Lo sar�, lo sarࠗ disse Pelorat, spingendo l�altro verso il tavolo della sala da pranzo, dove la governante stava preparando un t� alquanto complicato.�� Potr� durare moltissimo. Il sindaco ha detto che abbiamo tutto il tempo che vogliamo davanti a noi, che la Galassia � vasta e che dovunque andremo potremo sempre contare sull�aiuto della Fondazione. Ha anche detto naturalmente che dobbiamo comportarci in modo ragionevole, ed io gliel�ho promesso.�� Ridacchi� e si sfreg� le mani.�� Sedetevi, caro amico, sedetevi. Forse passer� un�infinit� di tempo prima che mangiamo ancora qualcosa su Terminus.</p><p>Trevize si sedette e disse:�� Avete famiglia, professore?</p><p>��Ho un figlio che insegna, credo, chimica o qualcosa del genere all�Universit� di Santanni: come interessi ha preso da sua madre. � da un pezzo che vive per conto suo, per cui, come potrete capire, non ho responsabilit�, non ci sono ostacoli qui che mi impediscano di tentare la sorte. Immagino che nemmeno voi ne abbiate. Prendete una tartina, ragazzo mio.</p><p>��No, al momento non ne ho. Ho avuto alcune donne, qui e l�. Niente di stabile.</p><p>��S�, s�. � fantastico quando si ingrana in un rapporto, ma � ancora pi� fantastico quando si sente che si � liberi di prenderlo alla leggera. Immagino non abbiate figli.</p><p>��No.</p><p>��Bene! Sapete, sono proprio di ottimo umore. Ammetto di essere rimasto sconcertato quando siete entrato in casa mia, ma adesso trovo elettrizzante la vostra presenza qui. Ho giusto bisogno di una persona giovane ed entusiasta che sappia districarsi nella Galassia. La nostra � una ricerca, una ricerca.�� La faccia tranquilla e la voce tranquilla di Pelorat diventarono insolitamente vivaci, malgrado n� l�espressione, n� il tono cambiassero sensibilmente.�� Mi domando se vi abbiano parlato della questione.</p><p>Trevize strinse gli occhi.�� Si tratta di una ricerca importantissima, dite?</p><p>��S�. Una perla di inestimabile valore � nascosta tra le decine di milioni di mondi abitati della Galassia, e noi non abbiamo come guida che minime tracce. Tuttavia, se riusciremo a trovarla, il premio sar� incredibile: se ce la faremo, ragazzo mio, anzi Trevize, scusate, non crediate che voglia assumere un atteggiamento paternalistico, se ce la faremo, dicevo, i nostri nomi saranno famosi per secoli e secoli, fino alla fine del tempo.</p><p>��Il premio di cui parlate... questa perla di inestimabile valore...</p><p>��Sembro Arkady Darell, la scrittrice, quando parla della Seconda Fondazione, vero? Non c�� da stupirsi che siate cos� meravigliato.�� Pelorat butt� la testa indietro come se stesse per scoppiare in una fragorosa risata, ma si limit� soltanto a sorridere.</p><p>��Niente di cos� stupido e poco importante, vi assicuro.</p><p>��Se non state parlando della Seconda Fondazione, di che cosa state parlando, professore?�� disse Trevize.</p><p>Pelorat di colpo si fece serio ed assunse un�aria quasi di scusa.</p><p>��Allora il sindaco non ve l�ha detto? � strano, sapete. Per anni e anni me la sono presa col Governo, che dimostrava incomprensione verso il mio lavoro, ed ecco che ora Harla Branno si dimostra all�improvviso straordinariamente generosa.</p><p>��S젗 disse Trevize, senza nascondere il tono ironico.�� � una donna che ha straordinarie risorse filantropiche nascoste. Ma non mi ha illustrato per niente tutta questa faccenda.</p><p>��Non sapete della mia ricerca, allora?</p><p>��No, mi dispiace.</p><p>��Non dovete mica scusarvi. Che non ne sappiate nulla � perfettamente legittimo: non si pu� dire che io sia molto famoso. Vi spiegher� tutto: ho un�eccellente idea che ci pu� aiutare a cercare, e trovare, la Terra.</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Quella notte Trevize non dorm� bene.</p><p>Si dibatteva nella ragnatela che la Branno gli aveva tessuto intorno, e non trovava via d�uscita.</p><p>Lo stavano mandando in esilio e non poteva farci niente. Lei aveva agito con pacata inesorabilit�, e non si era nemmeno preoccupata di dare una parvenza di costituzionalit� al tutto: lui aveva confidato nei propri diritti di consigliere e di cittadino della Federazione, ed Harla Branno non si era curata nemmeno di salvare la forma, violandoli.</p><p>E adesso quel Pelorat, quello strano accademico che sembrava vivere nelle nuvole, gli era venuto a dire che la vecchia tremenda aveva organizzato tutto gi� da settimane.</p><p>Trevize si sentiva davvero il ragazzo sciocco che era stato accusato di essere.</p><p>Sarebbe andato in esilio con uno storico che lo chiamava �caro amico� e che pareva entusiasta di cominciare a cercare per la Galassia qualcosa chiamato �Terra�.</p><p>�Per la barba del nonno del Mulo, che cos�� mai la Terra?� si era chiesto appena l�altro l�aveva nominata. Ed aveva chiesto spiegazioni.</p><p>��Perdonatemi, professore�� aveva detto.�� Sono ignorante nella vostra materia, e spero non vi seccherete se vi chiedo di dirmi in termini semplici che cosa sia la Terra.</p><p>Pelorat lo aveva fissato con aria grave mentre i secondi scorrevano lenti, poi aveva risposto:�� � un pianeta. Il pianeta originario, quello su cui apparvero per la prima volta gli esseri umani, mio caro amico.</p><p>Trevize l�aveva fissato di rimando.�� Su cui apparvero per la prima volta?</p><p>Provenienti da dove?</p><p>��Da nessuna parte: la Terra � il pianeta su cui l�umanit� si � evoluta attraverso vari stadi di sviluppo. Gli uomini si sono originati dagli animali inferiori.</p><p>Trevize aveva riflettuto un attimo, poi aveva scosso la testa.�� Non capisco cosa intendiate.</p><p>Per un attimo sul viso di Pelorat era passata un�ombra di irritazione. Lo storico si era schiarito la voce ed aveva detto:�� Un tempo su Terminus non c�erano esseri umani. Gli esseri umani ci vennero da altri mondi. Questo lo saprete, immagino.</p><p>��S�, certo.�� Trevize era spazientito, seccato che l�altro all�improvviso pontificasse.</p><p>��Benissimo. Questo vale anche per tutti gli altri mondi: Anacreon, Santanni, Kalgan, eccetera. Tutti quanti, in una qualche epoca del passato, furono colonizzati.</p><p>In una parola, arriv� gente da altri pianeti. Lo stesso vale anche per Trantor; sar� anche stata una grande metropoli per ventimila anni, ma prima che iniziassero quei ventimila anni non lo era.</p><p>��Com�era, allora?</p><p>��Era vuota. Per lo meno non c�erano gli esseri umani.</p><p>��� difficile a credersi.</p><p>��Per� � vero: lo dimostrano gli antichi documenti.</p><p>��Da dove veniva la gente che colonizz� Trantor?</p><p>��Non si sa bene. Ci sono centinaia di pianeti che sostengono di essere stati popolati nelle nebbie indistinte dell�antichit� e che hanno leggende fantasiose che parlano del primo arrivo degli esseri umani. Gli storici tendono a non dare credito a queste storie ed a riflettere invece sulla �questione dell�origine�.</p><p>��Cosa sarebbe? Non ne ho mai sentito parlare.</p><p>��Non mi sorprende. Ammetto che non sia un problema storico di cui ci si occupi molto, ora, ma durante la decadenza dell�Impero ci fu un periodo in cui dest� un certo interesse fra gli intellettuali. Salvor Hardin ne parla brevemente nelle sue memorie.</p><p>La questione dell�origine � quella che riguarda l�identit� e l�ubicazione del particolare pianeta da cui ebbe inizio tutto. Se proviamo a guardare indietro nel tempo, vediamo che l�umanit� forma una catena che va dai mondi colonizzati di recente a quelli pi� vecchi ed a quelli ancora pi� vecchi, finch� si arriva al numero uno, il pianeta originario.</p><p>Trevize aveva notato subito una pecca nel ragionamento.�� Non potrebbero esserci vari pianeti originari?</p><p>��No, nel modo pi� assoluto: tutti gli esseri umani che circolano nella Galassia sono di un�unica specie. Una singola specie non pu� avere origine su pi� di un pianeta. � totalmente impossibile.</p><p>��Come fate a saperlo?</p><p>��Innanzitutto...�� Pelorat aveva congiunto le dita come preparandosi ad una dissertazione, poi si era pentito, pensando evidentemente che il discorso sarebbe stato troppo lungo e complesso. Aveva lasciato cadere le mani lungo i fianchi ed aveva dichiarato, serio serio:�� Caro amico, vi do la mia parola d�onore che le cose stanno realmente cos�.</p><p>Trevize, con un inchino formale, aveva detto:�� Non mi sognerei mai di metterla in dubbio, professore. Diciamo allora che esista un solo pianeta d�origine. Ma non potrebbero essercene centinaia che sostengano di essere quel pianeta?</p><p>��Non �potrebbero�: ci sono. Tuttavia nessuno dispone di prove convincenti. Fra le centinaia di mondi che pretendono di avere ospitato per primi la vita umana, non ce n�� uno su cui esistano minime tracce di una societ� iperspaziale, tanto meno tracce di un�evoluzione umana che si sia originata da organismi preumani.</p><p>��Insomma voi sostenete che esista un pianeta d�origine, ma che esso, per qualche ragione, non dichiari di essere tale?</p><p>��Proprio cos�.</p><p>��Ed intendete cercarlo?</p><p>��Lo cercher� assieme a voi: � la nostra missione. Il sindaco Branno ha gi� disposto tutto quanto in questo senso. Voi piloterete la nave fino a Trantor.</p><p>��Trantor? Non � il pianeta d�origine, l�avete detto voi poco fa.</p><p>��Infatti. Il pianeta d�origine � la Terra.</p><p>��Allora dovr� pilotare la nave fino alla Terra, no?</p><p>��Evidentemente non mi sono spiegato bene. �Terra� � un nome leggendario, citato in antichi miti. Non ha un significato preciso per noi; � una parola di due sillabe che per convenzione indica il �pianeta dove ha avuto origine la specie umana�. Quale sia, nello spazio reale, il pianeta che definiamo Terra non lo sa nessuno.</p><p>��E secondo voi, su Trantor lo sanno?</p><p>��Su Trantor spero di trovare informazioni utili. L� c�� la Biblioteca Galattica, la pi� grande di questo sistema solare.</p><p>��Ma in quella Biblioteca avranno gi� cercato le persone che all�epoca del Primo Impero erano interessate, come avete detto voi, alla questione dell�origine.</p><p>Pelorat aveva annuito, pensieroso.�� S�, ma forse non hanno cercato bene. Io ho imparato sulla questione dell�origine tante cose che probabilmente gli imperiali di cinque secoli fa non sapevano: posso consultare gli antichi documenti con maggior cognizione di causa, capite? Ho riflettuto un pezzo su tutta la faccenda ed ho un�idea eccellente in testa.</p><p>��Avrete parlato al sindaco Branno, immagino. Lei approva?</p><p>��Approva? Amico mio, � entusiasta. Mi ha detto che Trantor � indubbiamente il posto dove posso trovare tutto quello che voglio sapere.</p><p>��Giࠗ aveva mormorato Trevize.</p><p>E cos�, pens� Trevize nella notte insonne, il sindaco lo spediva nello spazio a scoprire ci� che si poteva sulla Seconda Fondazione, e gli metteva al fianco Pelorat perch� una scusa buona, quella della Terra, mascherasse il vero scopo del viaggio.</p><p>Era una scusa efficace, perch� li poteva portare in qualsiasi luogo della Galassia, e Trevize ammir� l�ingegnosit� della Branno.</p><p>Ma che senso aveva andare su Trantor? Una volta che fossero stati l�, Pelorat si sarebbe ficcato nella Biblioteca Galattica per non riemergerne mai pi�. Davanti agli innumerevoli scaffali di libri, di pellicole, di registrazioni, alle innumerevoli computerizzazioni e rappresentazioni simboliche, il professore si sarebbe sentito affascinato fino a non desiderare pi� ripartire.</p><p>E poi c�era anche qualcos�altro...</p><p>Un tempo, all�epoca del Mulo, Ebling Mis era andato su Trantor. Secondo quanto si raccontava, l� aveva scoperto dove si trovasse la Seconda Fondazione ed era morto prima di poterlo rivelare. Del resto lo stesso aveva fatto Arkady Darell, ed era riuscita anche lei a localizzare la Seconda Fondazione. Ma aveva scoperto che la sede era situata sullo stesso Terminus, ed il covo della Seconda Fondazione era stato cos� eliminato. Dovunque fosse adesso quel covo, non poteva che trovarsi da altre parti.</p><p>Che senso aveva quindi recarsi su Trantor? Se bisognava cercare la Seconda Fondazione, era meglio scegliere tutto, <emphasis>tranne </emphasis>Trantor.</p><p>E poi c�era anche qualcos�altro...</p><p>Quali altri piani avesse la Branno, Trevize non lo sapeva, ma certo non era propenso a farle un favore. Harla Branno si era mostrata entusiasta all�idea di un viaggio su Trantor? Be�, se lei voleva Trantor, allora non sarebbero andati su Trantor: da qualsiasi parte, ma non su Trantor!</p><p>Mentre la notte si avvicinava sempre pi� all�alba. Trevize, stanco morto, cadde alla fine in un sonno irrequieto.</p></section><section><title><p>3</p></title><p>Per il sindaco Branno la giornata successiva a quella dell�arresto di Trevize era stata piena di soddisfazioni. Le avevano reso pi� onori di quanti meritasse, e nessuno aveva fatto cenno all�incidente.</p><p>Lei per� sapeva bene che il Consiglio si sarebbe scosso presto dal suo torpore ed avrebbe cominciato a porre domande. Bisognava quindi agire in fretta. Perci�, lasciando da parte una quantit� di altre questioni, si occup� fino in fondo di quella che riguardava Trevize.</p><p>Nel momento in cui Trevize e Pelorat stavano discutendo della Terra, Harla Branno si trovava nel suo ufficio e si accingeva a parlare con il consigliere Munn Li Compor. Perfettamente a suo agio, il consigliere si sedette davanti al sindaco, dall�altra parte della scrivania, ed il sindaco lo osserv� e studi� ancora una volta.</p><p>Era pi� piccolo e pi� magro di Trevize, e aveva solo due anni pi� di quest�ultimo.</p><p>Entrambi erano stati eletti da poco, ed erano giovani e insolenti. Probabilmente solo questo li aveva fatti diventare amici, perch� per il resto erano assai diversi.</p><p>Mentre Trevize irradiava una fierezza un po� torva, Compor ostentava una serena sicurezza di s�. Forse la sfumatura di serenit� gli era data dai capelli biondi e dagli occhi azzurri, due caratteristiche che non erano affatto comuni tra gli abitanti della Fondazione. Esse gli conferivano un�aria fine, quasi femminile, che a giudizio della Branno lo rendeva meno attraente di Trevize. Chiaramente per� Compor era contento del suo aspetto, e cercava di sfruttare al massimo le sue doti: portava i capelli abbastanza lunghi e si preoccupava che le onde fossero sempre a posto. Sotto le sopracciglia aveva un lieve tocco di ombretto azzurro, che esaltava il colore degli occhi. (Negli ultimi dieci anni l�ombretto di varie tinte era diventato di moda, tra gli uomini.)</p><p>Compor non era un libertino. Conduceva una vita tranquilla con sua moglie, ma non aveva ancora manifestato l�intenzione di avere figli e non aveva nemmeno una seconda compagna segreta. Anche in quello era diverso da Trevize, il quale cambiava partner con la stessa frequenza con cui cambiava le fusciacche dai colori chiassosi per le quali era diventato famoso.</p><p>Kodell, il Capo della Sicurezza, sapeva praticamente tutto sul conto di entrambi i consiglieri, ed adesso sedeva in silenzio in un angolo della stanza, con la sua solita faccia cordiale e tranquilla.</p><p>La Branno disse:�� Consigliere Compor, avete reso un buon servizio alla Fondazione, anche se, sfortunatamente per voi, non � il tipo di servizio di cui si possa parlare in pubblico in tono elogiativo o per cui si possa ricevere una normale ricompensa.</p><p>Compor sorrise. Aveva denti bianchi e regolari, ed Harla Branno per un breve attimo si domand� pigramente se tutti gli abitanti del Settore Sirio non avessero lo stesso aspetto di lui. Compor affermava di essere originario di quella regione piuttosto periferica dello spazio perch� sua nonna materna, che aveva anche lei gli occhi azzurri ed i capelli biondi, sosteneva che la propria madre fosse del Settore Sirio. Secondo Kodell, per�, nulla dimostrava che le cose stessero realmente cos�.</p><p>Da come sono fatte le donne, aveva detto Kodell, la nonna di Compor poteva benissimo essersi inventata un�ascendenza esotica per aumentare il proprio fascino ed il proprio gi� notevole magnetismo.</p><p>��Ah, perch�, le donne sono cos�?�� aveva detto secca la Branno, e Kodell con un sorriso aveva risposto che si riferiva naturalmente alle donne comuni.</p><p>Compor disse:�� Non � necessario che il popolo della Fondazione sappia del servizio da me reso: basta che lo sappiate voi.</p><p>��S�, io lo so e non dimenticher�. Ma non vi permetter� nemmeno di ritenervi libero da ogni obbligo. Vi siete imbarcato in un�impresa complicata, e dovete per forza continuare: vogliamo sapere altre cose su Trevize.</p><p>��Vi ho detto tutto quanto sapessi su di lui.</p><p>��Forse � solo quello che intendete farmi credere. O forse � addirittura quello che credete voi stesso. In ogni modo, rispondete alle mie domande. Conoscete un signore di nome Janov Pelorat?</p><p>Compor aggrott� la fronte solo un attimo, poi la sua espressione torn� serena.�� Magari potrei riconoscerlo se lo vedessi�� disse,�� ma il nome non mi dice assolutamente niente.</p><p>��� uno studioso.</p><p>Compor pieg� la bocca in una smorfia di disprezzo, dal suo viso si cap� che si stesse domandando come mai il sindaco si aspettasse che uno studioso fosse tra le sue conoscenze.</p><p>��Pelorat � una persona interessante, che per motivi suoi desidera visitare Trantor</p><p>��disse Harla Branno.�� Lo accompagner� nel suo viaggio il consigliere Trevize.</p><p>Ora, voi siete stato buon amico di Trevize e dovreste conoscere bene il suo modo di pensare: credete che acconsentir� ad andare su Trantor?</p><p>Compor disse:�� Se fate in modo che Trevize salga sulla nave e se la nave viene pilotata fino a Trantor, che cosa pu� fare lui, se non arrivare a destinazione? Non penserete certo alla possibilit� che si ammutini e s�impadronisca della nave.</p><p>��Non capite: lui e Pelorat saranno soli sulla nave, e sar� Trevize ai comandi.</p><p>��Mi chiedete allora se andrebbe su Trantor volontariamente?</p><p>��S�, vi chiedo proprio questo.</p><p>��Signor sindaco, come posso sapere, io, che cosa far� Trevize?</p><p>��Consigliere Compor, voi lo conoscete bene. Sapete che crede che esista ancora la Seconda Fondazione. Vi ha mai detto dove potrebbe essere secondo lui?</p><p>��No, mai, signor sindaco.</p><p>��Pensate che la trover�?</p><p>Compor fece una risatina.�� La Seconda Fondazione, qualunque cosa fosse e qualunque importanza avesse, fu distrutta all�epoca di Arkady Darell: io credo al racconto di Arkady.</p><p>��Davvero? Allora come mai avete tradito il vostro amico? Se � vero che cercava qualcosa che non esiste, che danno poteva fare andando in giro a esporre le sue strane teorie?</p><p>��Non sempre � la verit� a provocare danni�� disse Compor.�� Anche se completamente prive di fondamento, le teorie di Trevize avrebbero potuto ugualmente turbare la popolazione di Terminus; mettendo in dubbio il ruolo della Fondazione nel grande dramma della storia galattica, avrebbero potuto indebolire la Fondazione stessa, il suo primato ed i suoi sogni di un Secondo Impero Galattico. � chiaro che anche voi abbiate pensato la stessa cosa, altrimenti non l�avreste arrestato nel palazzo del Consiglio e non lo costringereste ora all�esilio senza sottoporlo a un processo. Perch� l�avete fatto, signor sindaco, se mi � lecito chiederlo?</p><p>��Diciamo che sono stata cos� prudente da chiedermi se non ci fosse la minima possibilit� che Trevize avesse ragione, e da concludere che il solo esporre liberamente quel certo punto di vista poteva essere pericoloso...</p><p>Compor non disse niente.</p><p>� Intendiamoci, sono d�accordo con voi�� disse la Branno,�� ma le responsabilit� della mia posizione mi costringono a non scartare quella minima possibilit�. Permettetemi di chiedervi di nuovo se abbiate una qualche idea di dove Trevize possa voler andare, di dove creda che si trovi la Seconda Fondazione.</p><p>��No, non ne ho la pi� pallida idea.</p><p>��Non ha mai accennato alla cosa, con voi?</p><p>��No, naturalmente.</p><p>��Mai? Non liquidate la faccenda cos� in fretta. Siete proprio sicuro?</p><p>��Sicurissimo�� disse Compor, deciso.</p><p>��Nessun indizio, nessun commento scherzoso, nessuna allusione, nessuna considerazione astratta che possa acquistare un certo significato se ci riflettete adesso, a distanza di tempo?</p><p>��No. Vi assicuro, signor sindaco, che Trevize ha avuto sempre idee molto nebulose a proposito della Seconda Fondazione. Voi del resto lo sapete, e sprecate solo tempo e fatica insistendo tanto sulla questione.</p><p>��Non sar� per caso che d�un tratto facciate marcia indietro e vi mettiate a difendere l�amico che mi avete consegnato poco fa?</p><p>��No�� disse Compor.�� Ve l�ho consegnato per motivi che mi parevano giusti e patriottici: non c�� ragione per cui debba pentirmi di ci� che ho fatto o cambiare atteggiamento.</p><p>� Quindi non sapete dirmi dove potrebbe andare una volta che avesse un�astronave a sua disposizione?</p><p>��Come ho gi� detto...</p><p>� Tuttavia, consigliere�� disse Harla Branno, assumendo un�espressione pensierosa,�� vorrei sapere dove andr� quando sar� ai comandi.</p><p>��In tal caso dovreste piazzare un iper-rel� sulla sua nave.</p><p>��Ci ho pensato. Trevize per� � un uomo sospettoso e temo che lo scoprirebbe anche se fosse collocato in un posto sicuro. Naturalmente si potrebbe sistemare il rel� in modo che, togliendolo, la nave ne venisse danneggiata, e che quindi lui fosse costretto a lasciarlo al suo posto...</p><p>��Un�idea eccellente.</p><p>��Solo che cos� si sentirebbe con le mani legate�� disse la Branno.�� Probabilmente deciderebbe di non andare nel posto dove andrebbe se si sentisse libero da qualsiasi pastoia, e io non verrei a sapere le cose che mi interessano.</p><p>��Allora � difficile che possiate scoprire dove andr�.</p><p>��Non � detto. Ho intenzione di ricorrere a metodi molto primitivi. Una persona che sia preparata a fronteggiare metodi di controllo complessi ed elaborati � difficile che pensi a quelli primitivi. Proprio per questo ho deciso di far seguire Trevize.</p><p>��Seguire?</p><p>��Esattamente. Di farlo seguire da un altro pilota su un�altra astronave. Vedete come siete stupito? Anche lui sarebbe ugualmente stupito. Non credo che si metter� ad esplorare lo spazio alla ricerca di un�astronave inseguitrice, ed in ogni caso noi provvederemo a che la sua nave non abbia a bordo gli strumenti di rilevamento-massa pi� recenti e raffinati.</p><p>��Signor sindaco�� disse Compor,�� con tutto il rispetto, permettetemi di dirvi che vi manca esperienza nel campo del volo spaziale. Non si fa mai seguire una nave da un�altra nave, perch� la faccenda non funziona: al primo balzo iperspaziale, Trevize si libererebbe del suo inseguitore. Anche se non sapesse di essere seguito, quel primo balzo rappresenterebbe la strada verso la libert�. A meno di non mettergli un iper-rel� a bordo, � escluso che si possa tener dietro ai suoi movimenti.</p><p>��Ammetto di non avere esperienza. Diversamente da voi e da Trevize, non ho mai imparato a pilotare un�astronave. Tuttavia i miei consiglieri, che sono esperti di volo spaziale, mi hanno detto che se uno ha sotto osservazione una nave immediatamente prima del balzo, la sua direzione, la sua velocit� e la sua accelerazione permettono di dedurre, almeno in senso generale, quale sar� la rotta.</p><p>Con un buon computer ed un�eccellente intuizione, l�inseguitore pu� ripetere quasi lo stesso balzo e rimettersi quindi sulle tracce dell�altro. Soprattutto se dispone di un buon rilevatore di massa.</p><p>��Questo potr� accadere una volta�� disse Compor con veemenza.�� magari anche due volte se l�inseguitore � molto fortunato, ma non di pi�: non si pu� fare affidamento su questo tipo di controllo.</p><p>� Forse noi potremo, invece. Consigliere Compor, voi in passato avete partecipato alle iper-corse. Vedete, sappiamo un sacco di cose sul vostro conto. Siete un pilota eccellente ed avete fatto cose strabilianti, quando si trattava di inseguire un concorrente attraverso un Balzo.</p><p>Compor sgran� gli occhi e si mosse sulla sua sedia.�� Erano i tempi del college.</p><p>Adesso sono pi� vecchio.</p><p>��Non troppo vecchio: non avete ancora trentacinque anni. Perci� sarete voi a seguire Trevize, consigliere. Dovunque andr�, voi lo seguirete e ne riferirete a me.</p><p>Partirete poco dopo Trevize, che parte fra poche ore. Se vi rifiuterete di assolvere questo compito, sarete imprigionato per tradimento; se salirete sulla nave che vi abbiamo destinato e non seguirete Trevize, non disturbatevi a tornare indietro: se ci proverete sarete vaporizzato.</p><p>Compor si alz� in piedi di scatto.�� Io ho la mia vita da vivere. Ho un lavoro, una moglie. Non posso abbandonare tutto.</p><p>��Dovete. Quelli di noi che hanno scelto di servire la Fondazione devono essere pronti a servirla in qualsiasi momento e anche a costo di prolungati disagi, quando ci� si renda necessario.</p><p>��Mia moglie verr� con me, naturalmente.</p><p>��Mi credete sciocca? <emphasis>Naturalmente </emphasis>rester� qui.</p><p>��Come ostaggio?</p><p>��Se vi piace questa parola. Direi piuttosto che, siccome correrete dei rischi e siccome sono molto buona, la far� restare qui, dove non sar� in pericolo. La decisione non si discute. Siete in arresto quanto Trevize: sono certa che comprenderete come sia costretta ad agire in fretta, prima che l�euforia della gente di Terminus svanisca.</p><p>Temo che presto la mia stella sar� in declino.</p></section><section><title><p>4</p></title><p>��Siete stata dura con lui, signor sindaco�� disse Kodell.</p><p>Tirando su col naso, il sindaco disse.�� Perch� non avrei dovuto esserlo? Ha tradito un amico.</p><p>��Ma il fatto ci � tornato utile.</p><p>��S�, per caso. Il suo prossimo tradimento per� potrebbe non tornarci pi� utile.</p><p>��Perch� dovrebbe essercene un altro?</p><p>��Oh, via, Liono�� disse la Branno spazientita,�� non fingete con me di non sapere certe verit�: chiunque manifesti la capacit� di fare il doppio gioco, � facile che quella capacit� la sfrutti in pi� occasioni.</p><p>��Potrebbe tornare ad allearsi con Trevize. Insieme, potrebbero...</p><p>��No, non credete a quanto state dicendo. Con tutta la sua follia ed ingenuit�, Trevize va dritto alla meta. Non concepisce il tradimento e non si fiderebbe mai pi�, in nessuna circostanza, di Compor.</p><p>Kodell disse:�� Scusate, sindaco, ma vorrei riuscire a capire bene la logica del vostro discorso. Fino a che punto allora potete fidarvi voi di Compor? Come fate ad essere sicura che seguir� Trevize e riferir� a voi senza barare? Pensate che righer� dritto per paura che succeda qualcosa alla moglie? Che la cosa pi� importante per lui sia tornare da lei?</p><p>��Sono fattori di un certo peso, ma non faccio assegnamento esclusivamente su essi. Sulla nave di Compor ci sar� un iper-rel�. Trevize sospetter� di poter essere seguito ed � facile che esplori la nave per vedere se ce ne sia uno. Penso invece che Compor, essendo l�inseguitore, non avr� lo stesso timore e non cercher� quindi il congegno. Se poi mi sbaglio e lo cercher� e trover�, dovremo limitarci a sperare che ami molto la moglie.</p><p>Kodell rise.�� Pensare che una volta facevo io da maestro a voi. E qual � lo scopo, dell�inseguimento?</p><p>��� come un doppio dispositivo di sicurezza. Se Trevize venisse catturato, forse Compor continuerebbe al posto suo e ci darebbe le informazioni che l�altro non sarebbe pi� in grado di dare.</p><p>��Un�altra domanda. E se per caso Trevize scopre la Seconda Fondazione e noi veniamo a sapere della sua esistenza attraverso lui od attraverso Compor? O, nonostante la morte di entrambi, accumuliamo abbastanza indizi da sospettare che esista?</p><p>��Io spero che la Seconda Fondazione esista veramente, Liono�� disse Harla Branno.�� In ogni caso, il Piano Seldon ha ormai terminato la sua funzione. Il grande Hari Seldon lo ide� all�epoca della decadenza dell�Impero, quando il progresso tecnologico si era praticamente fermato. Anche Seldon era un prodotto dei suoi tempi, e per quanto brillante possa essere stata la Psicostoria, questa scienza semi-mitica, � stata pur sempre condizionata dall�ambiente che l�ha vista nascere.</p><p>Nelle sue previsioni non rientrava certo quella di un progresso tecnologico rapido. La Fondazione questo progresso l�ha raggiunto, specie nell�ultimo secolo. Abbiamo rilevatori di massa che un tempo non ci saremmo mai sognati, computer che rispondono al pensiero e, soprattutto, schermi mentali: se la Seconda Fondazione � in grado di controllarci adesso, non potr� farlo ancora per molto. Voglio che gli ultimi anni in cui sar� al potere siano quelli in cui Terminus s�incamminer� su una nuova strada.</p><p>��E se invece, di fatto, non esiste nessuna Seconda Fondazione?</p><p>��Allora potremo incamminarci sulla nuova strada anche subito.</p></section><section><title><p>5</p></title><p>Il sonno irrequieto di Trevize non dur� a lungo. Qualcuno gli tocc� la spalla due volte, per svegliarlo. Trevize scatt� a sedere sul letto con aria intontita, senza capire come mai si trovasse in quello strano letto.�� Cosa...</p><p>��Scusate, consigliere Trevize�� disse Pelorat, contrito.�� Siete mio ospite ed avete tutto il diritto di riposare, ma c�� qui il sindaco.�� Il professore, in piedi a lato del letto, aveva indosso un pigiama di flanella ed era scosso da un lieve tremito.</p><p>Trevize a poco a poco cominci� a rendersi conto di dove fosse ed a ricordare.</p><p>Il sindaco, impassibile come sempre, si trovava nel soggiorno di Pelorat. Con lei c�era Kodell, che si accarezzava piano i baffi bianchi.</p><p>Accomodandosi in vita la fusciacca, Trevize si chiese se quei due, la Branno e Kodell, girassero mai separati.</p><p>��Il Consiglio si � gi� riavuto dalla sorpresa?�� disse, ironico, al sindaco.�� I suoi membri sono preoccupati per la mia assenza?</p><p>��Qualche reazione c�� stata, s젗 disse il sindaco,�� non tale da giovarvi in qualche modo. Nessuno mette in dubbio che io abbia il potere di costringervi a partire. Sarete accompagnato allo Spazioporto Terminale...</p><p>��Non allo Spazioporto Centrale, signor sindaco? Non sar� dunque salutato come si converrebbe da migliaia di persone in lacrime?</p><p>��Vedo che avete riacquistato il consueto gusto per le stupidaggini infantili, consigliere, e mi fa piacere. Cos� l�eventuale punta di rimorso che potrebbe sorgere in me non spunter� certo. Allo Spazioporto Terminale voi e il professor Pelorat avrete modo di partire senza dare nell�occhio.</p><p>��Per non tornare mai pi�?</p><p>��Forse per non tornare mai pi�. Naturalmente�� e qui il sindaco fece un breve sorriso,�� se scoprirete qualcosa di cos� importante ed utile da rendere gradito il vostro ritorno persino a me, tornerete. Con le debite informazioni, s�intende. E forse vi verranno addirittura tributati degli onori.</p><p>Trevize annu� con aria noncurante.�� Potrebbe anche succedere.</p><p>��Non c�� quasi niente che non possa succedere. In ogni caso, il vostro viaggio sar� comodo. Vi � stata assegnata una pocket-cruiser<a l:href="#n_3" type="note">[3]</a> che hanno finito di costruire da poco. Si chiama �Far Star�, come l�incrociatore di Hober Mallow. Una sola persona basta a pilotarla, ma pu� accogliere fino a tre passeggeri, garantendo loro una certa comodit�.</p><p>Trevize abbandon� per un attimo l�atteggiamento lievemente ironico che aveva assunto studiatamente.�� Armata come un vero e proprio incrociatore?</p><p>��No, non armata, ma per il resto equipaggiata perfettamente. Dovunque andrete, sarete cittadini della Fondazione e ci sar� sempre un console a cui potrete rivolgervi, per cui non vi occorreranno armi. In caso di necessit� potrete attingere ai fondi a voi destinati. Aggiunger� che non si tratta di fondi illimitati.</p><p>��Siete generosa.</p><p>��Lo so, consigliere. Una cosa per� voglio che vi sia chiara: voi aiutate il professor Pelorat nella sua ricerca della Terra. Qualsiasi cosa pensiate di cercare, tenete presente che state cercando la Terra. Tutti quelli che incontrerete devono capire bene questo, e questo solo. E ricordatevi sempre che la �Far Star� non � armata.</p><p>��Sono alla ricerca della Terra�� disse Trevize.�� Ho capito perfettamente.</p><p>��Allora andate pure, adesso.</p><p>��Scusatemi, ma ci sono alcune cose di cui non abbiamo parlato e che credo bisognerebbe discutere. In passato ho pilotato navi, ma non ho nessuna esperienza di incrociatori-miniat ultimo modello. E se non riesco a pilotare la �Far Star�?</p><p>��Mi � stato detto che sia completamente computerizzata, e prima che me lo chiediate, vi dico subito che non occorra sapere come si usi il computer di una nave ultimo modello: sar� esso stesso a comunicarvi tutto ci� che dovrete sapere. C�� altro di cui avete bisogno?</p><p>Trevize si guard� con aria triste.�� Un vestito di ricambio.</p><p>��Ne troverete a bordo della nave. E troverete anche quelle cinture, o fusciacche come le chiamano, che portate. Anche il professore � stato rifornito di quanto gli occorra. A bordo c�� gi� tutto il necessario, anche se mi affretto a puntualizzare che in questo tutto <emphasis>non </emphasis>� compresa la compagnia femminile.</p><p>��Peccato�� disse Trevize.�� Sarebbe stato piacevole, ma tanto in questo momento non avevo una candidata adatta. In ogni modo la Galassia � popolosa, e una volta che sar� lontano di qui immagino che potr� fare ci� che vorr�.</p><p>��Per quanto riguarda le donne, intendete? Certamente.</p><p>Harla Branno si alz� faticosamente dalla sua sedia.�� Non vi accompagner� allo spazioporto�� disse,�� ma c�� chi vi accompagner� al posto mio. Non cercate di fare niente che contravvenga agli ordini: se tenterete di scappare, credo che vi uccideranno. Non essendo io presente, si sentiranno liberi di spararvi.</p><p>��Non contravverr� agli ordini, signor sindaco�� disse Trevize.�� C�� una cosa, per�...</p><p>��S�?</p><p>Trevize riflett� in fretta e alla fine disse, con un sorriso che si augur� apparisse naturale:�� Verr� forse il giorno in cui mi chiederete come un piacere personale di prendere un�iniziativa, signor sindaco. Quel giorno sceglier� liberamente la mia linea d�azione, ma mi ricorder� di quanto mi abbiate fatto passare.</p><p>Harla Branno sospir�.�� Risparmiatemi il melodramma, Trevize. Se verr� quel giorno, verr�, ma per il momento vi invito a non prendere iniziative di sorta.</p></section></section><section><title><p>Parte quarta</p><p>Lo spazio</p></title><section><title><p>1</p></title><p>La nave era ancora pi� bella di quanto si aspettasse Trevize, che ricordava la grossa campagna pubblicitaria che era stata fatta all�epoca in cui era stato prodotto il nuovo tipo di incrociatore.</p><p>A colpire non erano le dimensioni, perch� la nave era piccola. Era stata progettata in modo da essere manovrabile e veloce, concepita per motori esclusivamente gravitazionali e, soprattutto, per un alto grado di computerizzazione. Le grandi dimensioni quindi non servivano, anzi erano antifunzionali.</p><p>Pilotabile da una sola persona, l�incrociatore era in grado di sostituire vantaggiosamente le navi pi� vecchie, cui occorreva un equipaggio di una dozzina di uomini o pi�. Con una seconda od una terza persona a bordo, capaci di garantire un�equa distribuzione dei turni, una nave del genere poteva surclassare una flottiglia di navi assai pi� grandi, non appartenenti alla Fondazione. In pi�, batteva in velocit� qualsiasi altra astronave esistente e le era facile quindi la fuga.</p><p>Aveva un che di lustro e perfetto: non c�era un solo millimetro che non fosse stato sfruttato nel modo giusto, non c�erano curve o linee superflue, n� fuori, n� dentro.</p><p>Ciascun metro cubo di volume era utilizzato al massimo, sicch� all�interno, paradossalmente, si aveva un�impressione di spaziosit�. Nessuno dei discorsi del sindaco sull�importanza della missione aveva impressionato Trevize quanto il vedere la nave con cui quella missione sarebbe stata compiuta.</p><p>Branno la Bronzea, pens� Trevize mortificato, era riuscita con le sue manovre ad invischiarlo in un�impresa indubbiamente pericolosa. Forse non avrebbe accettato con tanta determinazione se lei non avesse disposto le cose in modo da fargli desiderare di mostrare che cosa sapesse fare.</p><p>Quanto a Pelorat, era pieno di meraviglia.�� Mi credete se vi dico che non sono mai stato nemmeno vicino ad un�astronave?�� disse toccando con un dito la carena, poco prima di salire all�interno.</p><p>��Vi credo, professore. Ma come mai?</p><p>��Ad essere franco non lo so, caro amic... cio�, caro Trevize. Credo che sia successo perch� ero troppo preso dalle mie ricerche. Quando uno nella propria casa ha un computer veramente eccellente, in grado di raggiungere altri computer in qualsiasi parte della Galassia, non ha praticamente bisogno di spostarsi, capite. Per qualche motivo mi aspettavo che le astronavi fossero pi� grandi di questa.</p><p>��Questa � un modello piccolo, tuttavia riesce lo stesso ad essere, dentro, pi� spaziosa di qualsiasi altra astronave della medesima grandezza.</p><p>��Come pu� essere? Non approfitterete mica della mia ignoranza per prendermi in giro, vero?</p><p>��No, no, dico sul serio: questo � uno dei primi modelli completamente gravitazionalizzati.</p><p>��Che significa? Non ditemelo, per�, se questo comporta complicate spiegazioni di fisica. Vi prender� in parola, come mi avete preso in parola voi quando abbiamo discusso del pianeta d�origine e dell�unicit� della specie umana.</p><p>��Prover� a spiegarmi, professor Pelorat. Nella storia millenaria del volo spaziale, abbiamo avuto motori chimici, motori ionici, motori iperatomici, e tutti quanti occupavano molto spazio. L�antica Marina Imperiale aveva navi lunghe cinquecento metri, con uno spazio abitabile pari soltanto a quello di un piccolo appartamento. La Fondazione, non disponendo di risorse materiali ingenti, si � dovuta specializzare attraverso i secoli nella miniaturizzazione: questa nave rappresenta il culmine delle ricerche compiute finora. Usa l�antigravit�, e il congegno che rende possibile tale uso non occupa praticamente niente spazio e di fatto � incluso nella carena. Senza di esso dovremmo ricorrere ancora ai motori iperatomici e...</p><p>Si avvicin� loro una guardia della Sicurezza.�� Dovete salire a bordo, signori.</p><p>Il cielo stava diventando sempre pi� chiaro, bench� mancasse una buona mezz�ora all�alba.</p><p>Trevize si guard� intorno.�� Hanno caricato il mio bagaglio?</p><p>��S�, consigliere: sulla nave, come vedrete, c�� tutto.</p><p>��Compresi vestiti non della mia taglia, n� di mio gusto, immagino.</p><p>La guardia d�un tratto sorrise con espressione quasi infantile.�� Credo che invece li troverete di vostro gusto�� disse.�� Nelle ultime trenta-quaranta ore, il sindaco ci ha fatto fare dello straordinario. Siamo stati attenti a prendere vestiti che si adattassero bene a ci� che gi� avevate. Potevamo spendere quello che volevamo.�� Si guard� intorno come per assicurarsi che nessuno notasse la sua aria complice, poi aggiunse:�� Sapete, voi due siete fortunati: avete la miglior nave del mondo, perfettamente equipaggiata, a parte le armi. Si pu� dire che nuotiate nella panna montata.</p><p>��Panna acida, forse�� disse Trevize.�� Be�, professore, siete pronto?</p><p>��Con questo, s젗 disse Pelorat, mostrando un oggetto quadrato di circa venti centimetri di lato, chiuso in una busta di plastica argentata. Trevize si rese conto solo allora che dal momento in cui era uscito di casa Pelorat aveva tenuto sempre in mano l�oggetto, senza mai deporlo nemmeno quando si erano fermati per consumare una rapida colazione.</p><p>��Che cos�� quello, professore?</p><p>��La mia biblioteca. L�indice � per argomento e per fonte: tutto lo scibile in una tavoletta di silicio. Un�intera biblioteca, tutto quello che ho raccolto! Non � meraviglioso?</p><p>��Bene�� disse Trevize.�� Forse nuotiamo veramente nella panna montata.</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Trevize ammir� l�interno della nave. Lo spazio era stato utilizzato ingegnosamente. C�era una dispensa dove erano accumulati provviste di cibo, abiti, pizze di film e giochi. Poi c�erano una palestra, un salottino e due camere da letto quasi identiche.</p><p>��Questa dev�essere la vostra, professore�� disse Trevize.�� Lo deduco almeno dal fatto che contiene un Lettore FX.</p><p>��Bene�� disse Pelorat. soddisfatto.�� Che stupido sono stato ad evitare finora il volo spaziale: sento di poter vivere molto tranquillamente qui, caro Trevize.</p><p>��� pi� spaziosa di quanto pensassi�� disse Trevize, compiaciuto.</p><p>��Ed i motori sono proprio nella carena, come avete detto?</p><p>��Per lo meno, i congegni di controllo sicuramente. Non abbiamo bisogno di immagazzinare combustibile da usare nel corso del viaggio. Sfruttiamo la naturale riserva di energia dell�Universo, sicch� il combustibile e i motori sono tutti... lࠗ e fece un gesto vago.</p><p>��Ma, ora che ci penso, e se si verifica un qualche guasto?</p><p>Trevize alz� le spalle.�� So navigare nello spazio, ma non ho mai provato a viaggiare su questo tipo di nave: se si verifica qualche guasto al congegni gravitazionali, temo di non poterci fare niente.</p><p>��Ma sapete come funziona? Sapete pilotarla?</p><p>��Me lo sto chiedendo io stesso.</p><p>��Pensate che sia automatizzata?�� disse Pelorat.�� Forse siamo soltanto dei passeggeri, ed il nostro compito consiste nello stare qui seduti senza toccare un bottone.</p><p>��A volte sono cos� i traghetti che collegano i pianeti con le stazioni spaziali del medesimo sistema solare, ma non ho mai sentito parlare di viaggio iperspaziale automatizzato, almeno fino ad ora.</p><p>Si guard� intorno di nuovo, con un filo di apprensione. Che quella vecchiaccia della Branno fosse riuscita a tenere nascosta la cosa a lui e ad altri come lui? Forse la Fondazione aveva sul serio messo a punto il volo interstellare automatizzato, e lui sarebbe stato depositato su Trantor contro la sua volont� e non avrebbe avuto modo di dire nulla, non pi� di quanto potessero farlo i mobili di bordo...</p><p>Disse, con una vivacit� che non sentiva:�� Sedetevi, professore. Il sindaco ha detto che questa nave � completamente computerizzata. Se nella vostra stanza c�� un Lettore FX nella mia dovr� esserci un computer: mettetevi comodo e lasciate che dia un�occhiata in giro da solo.</p><p>Pelorat divenne di colpo ansioso.�� Trevize, amico caro, non avrete mica intenzione di scendere dalla nave, vero?</p><p>��Non ci penso neanche lontanamente, professore. E se poi tentassi di farlo, state certo che qualcuno mi fermerebbe: il sindaco non ha alcuna intenzione di farmi scendere. Desidero soltanto sapere come si pilota la �Far Star�.�� Sorrise.�� Non vi abbandoner�, professore.</p><p>Stava ancora sorridendo quando entr� in quella che aveva giudicato la sua camera da letto, ma appena richiuse la porta alle proprie spalle assunse un�espressione seria.</p><p>Doveva esserci per forza il mezzo di comunicare con l�eventuale pianeta che si fosse trovato nelle vicinanze della nave. Non si poteva nemmeno pensare ad una nave tagliata fuori deliberatamente da ci� che la circondava; perci� da qualche parte, magari in una nicchia collocata in una parete, doveva esserci un contattore. Trevize avrebbe potuto usarlo per chiamare l�ufficio del sindaco e chiedere dove fossero i comandi.</p><p>Esamin� con cura le pareti, la testiera del letto ed i mobili dalle linee semplici e pulite. Se non fosse riuscito a trovare niente l�, avrebbe ispezionato il resto della nave.</p><p>Stava per andarsene, quando not� uno scintillio sulla superficie liscia, color marrone chiaro, della scrivania. Era un tondo luminoso, con lettere ben distinguibili che dicevano: istruzioni computer.</p><p>��Ah!</p><p>Il cuore per� gli batt� forte lo stesso: c�erano computer e computer, e c�erano programmi che si impara a conoscere a fondo solo dopo molto tempo. Trevize non aveva mai commesso l�errore di sottovalutare la propria intelligenza, ma d�altro canto sapeva di non essere un Gran Maestro in materia. Alcune persone erano nate per usare il computer, altre invece non erano molto portate per quel genere di cose, e Trevize era perfettamente conscio di rientrare nella seconda categoria.</p><p>Nel periodo in cui aveva prestato servizio nella Marina della Fondazione, aveva raggiunto il grado di tenente, ed ogni tanto gli era capitato di essere l�ufficiale di giornata e di doversi servire del computer della nave. Non gli era mai successo per� di essere l�unico responsabile del computer, e nessuno aveva mai preteso da lui che sapesse qualcosa di pi� delle operazioni di routine richieste agli ufficiali di giornata.</p><p>Con un senso di scoraggiamento ricord� i volumi che corrispondevano ai tabulati di un programma descritto dettagliatamente, e ripens� al sergente tecnico Krasnet seduto alla consolle del computer della nave: pareva davanti allo strumento musicale pi� complesso della Galassia, per� lo usava con tranquilla noncuranza, come se la sua semplicit� lo annoiasse. Tuttavia persino lui a volte era stato costretto a consultare i volumi, imprecando fra s� per l�imbarazzo.</p><p>Esitante, Trevize piazz� un dito sul cerchio luminoso, e subito la luce si diffuse su tutta la superficie del tavolo. Sopra di essa erano disegnati i contorni di due mani, destra e sinistra. Con un movimento repentino ma dolce, la scrivania s�inclin�, formando un angolo di quarantacinque gradi.</p><p>Trevize si sedette davanti al tavolo. Non erano necessarie parole. Era chiaro che cosa si volesse da lui.</p><p>Fece combaciare le mani con lo schema sulla scrivania, collocato in modo da non fargli fare alcuno sforzo. La superficie del tavolo era morbida, quasi vellutata, e quando lui la tocc� le sue mani sprofondarono un poco.</p><p>Trevize le guard� stupefatto, perch� nonostante i sensi gli dicessero che erano sprofondate in un materiale tiepido e cedevole, gli occhi gli mostravano che non era vero, che la scrivania era esattamente come prima.</p><p>Ed adesso che cosa sarebbe successo? Era tutta l� la storia?</p><p>Si guard� intorno, poi chiuse gli occhi, come in risposta ad un suggerimento.</p><p>Con le orecchie non sent� niente, non ud� niente. Tuttavia nel suo cervello si form� un pensiero. Un pensiero che sembrava essersi trovato l� per caso ed essere nato per� nella sua stessa mente. �Chiudete gli occhi, per favore. Rilassatevi: ora ci colleghiamo�.</p><p>Attraverso le mani? Per qualche motivo Trevize aveva sempre pensato che se si fosse dovuto comunicare mentalmente con un computer, si sarebbe usata una cuffia, con elettrodi collegati agli occhi e al cranio.</p><p>Le mani?</p><p>E perch� non le mani? Si sent� fluttuare lontano e avvert� una certa sonnolenza, ma non perse minimamente la sua lucidit� mentale. Perch� non le mani?</p><p>Gli occhi erano solo organi di senso. Il cervello era unicamente il quadro di comando centrale, racchiuso nel cranio e lontano dalla superficie operativa del corpo, la superficie operativa era rappresentata dalle mani: erano le mani che tastavano e manipolavano l�Universo.</p><p>Gli esseri umani pensavano con le mani. Erano le mani la risposta alla curiosit� intellettuale, erano esse a toccare, stringere, rivoltare, alzare, sollevare. C�erano animali dal cervello piuttosto grande, che per� erano privi di mani, e la differenza era importante, molto importante.</p><p>Cos�, mentre Trevize faceva combaciare le proprie mani con quelle del computer, la mente umana e la mente elettronica si trovarono in contatto, ed il fatto che lui tenesse o meno gli occhi aperti non ebbe pi� alcuna importanza: se li teneva aperti la sua visione delle cose non migliorava, n� peggiorava se li chiudeva.</p><p>In entrambi i casi vedeva la stanza con estrema chiarezza e non solo la parte verso la quale era rivolto, ma tutto quanto, la parete alle sue spalle, quelle ai lati, il soffitto.</p><p>Poi vide le altre stanze dell�astronave ed anche il paesaggio, fuori: il sole si era levato, ma la sua luce era lievemente offuscata dalla nebbia mattutina.</p><p>Riusciva a guardarlo direttamente senza venirne abbagliato, perch� il computer automaticamente filtrava le onde di luce.</p><p>Sent� la lieve brezza, la temperatura, i suoni del mondo intorno all�astronave.</p><p>Individu� il campo magnetico del pianeta e percep� le minuscole cariche elettriche sulle pareti della nave.</p><p>Si rese conto di dove e come fossero i comandi senza bisogno di averli presenti alla mente in modo dettagliato. Cap� semplicemente che se voleva far decollare l�astronave, o se voleva accelerare, virare, servirsi di uno qualsiasi dei suoi congegni operativi, doveva usare soltanto la volont�, come se avesse dovuto dare un ordine al proprio corpo.</p><p>Tuttavia la sua volont� non era del tutto indipendente, il computer era in grado di dominarla. Al momento, per esempio, si era formata una frase precisa nella mente di Trevize, una frase che gli permetteva di sapere esattamente quando e come la nave avrebbe decollato. Riguardo a quel fatto, lui non aveva voce in capitolo. In seguito, invece, sarebbe stato normalmente in grado di decidere, in piena autonomia.</p><p>Mentre proiettava fuori la sua coscienza accresciuta dal computer, Trevize si accorse di poter percepire la parte superiore dell�atmosfera, di poter osservare l�andamento del clima, di poter scorgere le altre astronavi, fra le quali alcune erano in partenza ed altre in arrivo. Di tutti questi elementi bisognava tenere conto e il computer appunto ne stava tenendo conto. Se non l�avesse fatto, sarebbe toccato a Trevize ordinargli di farlo, e la macchina avrebbe obbedito.</p><p>I volumi che il sergente Krasnet era stato costretto in passato a consultare non c�erano pi�: erano divenuti superflui. Trevize sorrise: aveva letto pi� di una volta che i motori gravitazionali fossero destinati a produrre cambiamenti davvero rivoluzionari, ma la fusione di computer con mente umana era ancora un segreto di stato ed avrebbe prodotto sicuramente cambiamenti ancora pi� grandi.</p><p>Era conscio del tempo che passava, sapeva con esattezza l�ora locale di Terminus e l�ora galattica standard.</p><p>Come mai aveva lasciato andare le mani?, si chiese d�un tratto, e si rese conto di avere agito dietro il consueto suggerimento mentale. La scrivania torn� nella posizione originaria e lui si ritrov� il Trevize di prima, con i sensi di una persona normale.</p><p>Si sent� cieco, indifeso, come se per un certo periodo di tempo fosse stato accudito e protetto da un super-essere che adesso lo aveva abbandonato. Se non fosse stato per la consapevolezza di poter riprendere quel contatto in qualsiasi momento, avrebbe potuto mettersi a piangere per la tristezza.</p><p>Cos� invece si limit� a cercare di riadattarsi alle solite restrizioni. Si orient� con una certa fatica, poi si alz� traballando ed usc� dalla stanza.</p><p>Pelorat alz� gli occhi. Naturalmente aveva gi� regolato il suo Lettore, e disse:�� Funziona benissimo: ha un programma di ricerca eccellente. Avete trovato i comandi, ragazzo mio?</p><p>��S�, professore. � tutto a posto.</p><p>��In tal caso, non dovremmo fare qualcosa, per il decollo? Voglio dire, prendere precauzioni per non subire danni? Non bisogna mettersi cinture di sicurezza o roba del genere? Mi son guardato in giro alla ricerca di eventuali istruzioni, ma non ho trovato niente, e questo mi ha reso piuttosto nervoso. Mi sono dovuto concentrare sulla mia biblioteca. Quando sono al lavoro in un modo o nell�altro riesco a...</p><p>Trevize pos� una mano sulla spalla del professore, come per arginare o fermare il diluvio di parole, poi disse forte, per superare il suono della voce dell�altro:�� Non � necessaria alcuna precauzione, professore. L�antigravit� � l�equivalente della non-inerzia. Quando la velocit� cambia non si avverte alcun senso di accelerazione, dal momento che tutto quanto, sulla nave, � sottoposto simultaneamente al cambiamento.</p><p>��Volete dire che quando ci allontaneremo dal pianeta e voleremo nello spazio non ce ne renderemo nemmeno conto?</p><p>��Proprio cos�. Anzi, mentre noi stavamo parlando, l�astronave ha decollato. Fra qualche minuto attraverseremo la parte superiore dell�atmosfera, ed entro mezz�ora saremo nello spazio.</p></section><section><title><p>3</p></title><p>Pelorat parve farsi piccolo piccolo. Fiss� Trevize, ed il suo viso lungo e rettangolare divent� cos� inespressivo da denunciare un turbamento profondo. Poi gir� gli occhi a destra e a sinistra.</p><p>A Trevize tornarono in mente le sensazioni che aveva provato durante il suo primo viaggio nello spazio.</p><p>Disse, col tono pi� naturale possibile:�� Janov�� (era la prima volta che chiamava il professore per nome, ma in questo caso era Trevize l�uomo esperto che si rivolgeva all�inesperto, ed era necessario che fosse lui a far la parte del pi� vecchio)</p><p>��qui siamo perfettamente al sicuro. Ci troviamo nel grembo di metallo di una nave da guerra della Marina della Fondazione. L�incrociatore non � armato, ma dovunque andremo, nella Galassia, il nome della Fondazione baster� a proteggerci. Anche ammesso che ad una nave saltasse il ghiribizzo di attaccarci, riusciremmo ad allontanarci dal suo raggio di azione in un battibaleno. E vi assicuro che so governare la nave alla perfezione: me ne sono reso conto poco fa.</p><p>��� il pensiero del... del nulla, Golan...�� disse Pelorat.</p><p>��Be�, il nulla � tutto intorno a Terminus. Tra chi si trova sulla superficie del pianeta e il nulla sopra di esso c�� solo uno strato di aria tenue e sottile. Noi in questo momento non facciamo altro che superare questo strato insignificante.</p><p>��Sar� insignificante, ma ci permette di respirare.</p><p>��Respiriamo anche qui. L�aria � pi� pura e pi� pulita, sulla nave, e rimarr� sempre pi� pura e pi� pulita di quella che si respira su Terminus.</p><p>��E le meteoriti?</p><p>��Le meteoriti cosa?</p><p>��L�atmosfera ci protegge da esse. E in quanto a questo ci protegge anche dalle radiazioni.</p><p>Trevize disse:�� Sono ventimila anni che l�umanit� viaggia nello spazio, e...</p><p>��Ventiduemila, se stiamo alla cronologia hallblockiana risulta evidente che, contando...</p><p>��Basta, basta, vi prego. Avete mai sentito parlare di incidenti avvenuti a causa di meteoriti, o di morti per radiazioni? Voglio dire, di recente, e per quel che riguarda le navi della Fondazione?</p><p>��A dir la verit� non ho mai tenuto dietro a questo genere di notizie, per�, ragazzo mio, sono uno storico, e...</p><p>��S�, nel corso della storia si sono avuti incidenti del genere, ma la tecnologia fa progressi. Non esiste meteorite abbastanza grande da danneggiarci, e che possa avvicinarsi a noi prima che prendiamo le misure necessarie per evitarla. Quattro meteoriti che simultaneamente provenissero dalle quattro direzioni corrispondenti idealmente ai vertici di un tetraedro potrebbero anche inchiodarci, ma provate a calcolare con che frequenza una cosa simile potrebbe verificarsi. Scoprirete che fate in tempo a morire di vecchiaia un trilione di volte prima di avere la probabilit� ragionevole di osservare il fenomeno in questione.</p><p>��Insomma, le probabilit� di un incidente sono molto scarse se siete voi a far funzionare il computer?</p><p>��No�� disse Trevize, con dolcezza.�� Se facessi funzionare il computer basandomi sui miei sensi e sulle mie reazioni, verremmo colpiti prima ancora di rendercene conto. � il computer a difenderci dalle meteoriti, perch� reagisce milioni di volte pi� in fretta di voi o di me.�� D�un tratto tese la mano verso l�altro.�� Janov, permettetemi di mostrarvi cosa sia in grado di fare il computer, e come sia lo spazio.</p><p>Pelorat fiss� il suo compagno con aria piuttosto stralunata. Poi fece una breve risatina.�� Non sono sicuro di volerlo sapere, Golan.</p><p>��Non ne siete sicuro perch� non avete idea di che cosa vi aspetti. Su, correte il rischio, venite nella mia stanza.</p><p>Trevize prese il riluttante Pelorat per mano e lo condusse nella propria stanza.</p><p>Disse, sedendosi al computer:�� Avete mai visto la Galassia, Janov? L�avete mai guardata?</p><p>��Intendete dire nel cielo?�� fece Pelorat.</p><p>��Certo. Dove, se no?</p><p>��L�ho vista, s�. L�hanno vista tutti: basta alzare gli occhi.</p><p>��L�avete mai contemplata in una sera buia e tersa, quando i Diamanti sono sotto l�orizzonte?</p><p>I Diamanti erano stelle abbastanza luminose ed abbastanza vicine da brillare con discreta intensit� nel cielo notturno di Terminus. Erano un piccolo gruppo distribuito su un�ampiezza di non pi� di venti gradi, e per buona parte della notte si trovavano tutte sotto l�orizzonte. A parte questo gruppo, c�erano stelle sparse di scarsa luminosit�, appena visibili a occhio nudo. Niente pi� di un vago chiarore lattiginoso, e del resto non ci si poteva aspettare altro abitando su un pianeta come Terminus, che si trovava al limite estremo della spirale pi� remota della Galassia.</p><p>��Immagino di s젗 disse Pelorat.�� Ma che cosa c�� di particolare? � una vista comune.</p><p>��S�, certo�� disse Trevize.�� � per quello che nessuno guarda: perch� guardare quello che tutti vedono? Ma ora voi contemplerete veramente lo spettacolo del cielo stellato, e non da Terminus, dove la nebbia e le nubi interferiscono in continuazione.</p><p>Lo vedrete come non l�avete mai veduto, per quanto a lungo possiate avere guardato e per quanto buia e tersa possa essere stata la notte. Come vorrei essere al vostro posto in questo momento e trovarmi per la prima volta davanti alla nuda bellezza della Galassia.</p><p>Spinse una sedia verso Pelorat.�� Sedetevi, Janov. Forse ci vorr� un po� di tempo.</p><p>Non mi sono ancora abituato del tutto al computer. Ho gi� capito che la visione sar� olografica, per cui non ci vorr� alcuno schermo. Il computer si collega direttamente con il mio cervello, ma credo di poter fare in modo che produca un�immagine oggettiva che possiate vedere anche voi. Spegnete la luce, per favore. Anzi, no, � stupido da parte mia. La far� spegnere al computer, restate pure seduto.</p><p>Trevize si colleg� con il computer, sovrapponendo le mani alle impronte sulla scrivania.</p><p>La luce diminu�, poi si spense del tutto, e nel buio Pelorat, a disagio si mosse sulla sua sedia.</p><p>��Non siate nervoso, Janov�� disse Trevize.�� Pu� darsi che mi riesca un pochino difficile controllare perfettamente il computer, ma proceder� con calma, e bisogna che abbiate pazienza. Guardate, vedete la mezzaluna?</p><p>La mezzaluna era sospesa nelle tenebre davanti a loro. All�inizio era piuttosto indistinta e tremolante, poi per� divenne luminosa e dai contorni netti.</p><p>Nella voce di Pelorat affior� un timore reverenziale.�� � quello Terminus? Siamo gi� cos� lontani?</p><p>��S�, la nave � veloce.</p><p>La nave stava percorrendo una traiettoria curva dal lato notturno di Terminus, e il pianeta appariva come una grossa mezzaluna luminosa. Trevize per un attimo ebbe la tentazione di far descrivere alla nave un ampio arco che, portandoli sul lato diurno del pianeta, permettesse di contemplare le meraviglie, ma si trattenne.</p><p>Pelorat avrebbe potuto gradire la novit�, ma non si sarebbe sentito particolarmente colpito dalla bellezza dello spettacolo. C�erano troppe fotografie, troppe carte geografiche, troppi mappamondi che mostrassero come fosse Terminus. Fin da bambini si era abituati a quelle immagini. Un pianeta prevalentemente d�acqua, povero di minerali, con poche industrie pesanti ed un buon livello di sfruttamento agricolo. E il migliore della Galassia, per quel che riguardava l�alta tecnologia e la miniaturizzazione.</p><p>Se Trevize fosse riuscito a far usare al computer le microonde e a farle tradurre in un modello visibile, avrebbero potuto vedere tutte le diecimila isole abitate di Terminus, compresa l�unica abbastanza grande da essere considerata un continente: quella su cui si trovavano Terminus City. E...</p><p>Allontanarsi!</p><p>Fu solo un pensiero, un esercizio della volont�, ma la prospettiva cambi� subito.</p><p>La mezzaluna luminosa si spost� verso i margini del quadro visibile, poi scomparve, lasciando al suo posto l�oscurit� dello spazio senza stelle.</p><p>Pelorat si schiar� la voce.�� Perch� non fate riapparire Terminus, ragazzo mio?</p><p>Mi pare di essere diventato cieco!�� C�era tensione, nella sua voce.</p><p>��Non siete cieco. Guardate!</p><p>Nel buio dello spazio era apparsa una nebbiolina pallida, diafana. Si diffuse sempre pi�, diventando maggiormente luminosa, e alla fine l�intera stanza parve brillare.</p><p>Ritirarsi!</p><p>Un altro esercizio della volont�, e la Galassia si ritrasse, apparendo come attraverso un telescopio che allontanasse la visione anzich� avvicinarla. La Galassia si contrasse e divent� una struttura di luminosit� mutevole.</p><p>Renderla pi� luminosa!</p><p>Senza cambiare dimensioni, la Galassia divenne pi� brillante, e poich� il sistema solare cui apparteneva Terminus era sopra il piano galattico, non la si vedeva esattamente nella sua forma oggettiva: era una doppia spirale con striature curve di nebulose oscure che rigavano il contorno brillante del lato dove si trovava Terminus.</p><p>Il chiarore color panna del nucleo, lontano e rimpicciolito dalla distanza, appariva insignificante.</p><p>Impressionato, Pelorat disse, sottovoce:�� Avete ragione: � tutt�un�altra cosa, vista cos�. Non mi sarei mai sognato uno spettacolo tanto grandioso.</p><p>��E come potevate sognarvelo? Non si pu� vedere la met� esterna quando l�atmosfera di Terminus si trova tra noi ed essa. Dalla superficie del pianeta si fa fatica persino a vedere il nucleo.</p><p>��Peccato che non la contempliamo proprio nella sua forma oggettiva, ma solo frontalmente.</p><p>��Se � per quello, il computer pu� mostrarcela da qualsiasi punto di vista. Basta che esprima il desiderio, e nemmeno a voce alta.</p><p>Cambiare coordinate!</p><p>Non si trattava in realt� di un ordine, eppure l�immagine, in seguito all�esercizio della volont� di Trevize, sub� un lento cambiamento guidato dal computer.</p><p>A poco a poco la Galassia si colloc� ad angolo retto rispetto al piano galattico. Si allarg� come un gigantesco vortice scintillante dove si scorgevano linee curve e scure, grumi particolarmente luminosi, ed una chiazza centrale vivida e affascinante.</p><p>Pelorat chiese:�� Come fa il computer a vedere la galassia da una posizione nello spazio che sar� a cinquantamila parsec da qui?�� Poi, in un sussurro soffocato, aggiunse:�� Perdonatemi la domanda, ma in queste cose sono proprio ignorante.</p><p>��Ne so quanto voi, su questo computer�� disse Trevize.�� Anche il pi� semplice degli elaboratori per� � in grado di regolare le coordinate e di mostrare la Galassia da qualsiasi posizione, a cominciare da quella che gli appare pi� naturale, cio� quella relativa al luogo particolare dove si trova l�elaboratore stesso nello spazio.</p><p>Naturalmente fa uso solo delle informazioni che riesce a ricevere all�inizio, sicch� quando passa, ad esempio, ad un�altra prospettiva, possiamo trovare vuoti e lacune nella visione che ci viene offerta. Nel caso di questo computer invece...</p><p>��S�?</p><p>��Ecco, la vista che abbiamo � eccellente. Ho l�impressione che sia fornito da una mappa completa della Galassia e che quindi possa vedere quest�ultima ugualmente bene da qualsiasi posizione.</p><p>��Che cosa intendete per mappa completa?</p><p>��Nelle banche-dati dei computer devono trovarsi le coordinate spaziali di tutte le stelle della Galassia.</p><p>��Tutte?�� Pelorat era sgomento.</p><p>��Forse non tutti i trecento miliardi di stelle che conta, certamente per� sono comprese nel numero le stelle che illuminano i pianeti abitati, e probabilmente tutte quelle della classe spettrale K, e quelle pi� luminose ancora. Il che significa almeno settantacinque miliardi di stelle.</p><p>��Tutte le stelle dei sistemi solari abitati?</p><p>��Non vorrei essere smentito; forse non proprio tutte. All�epoca di Hari Seldon c�erano venticinque milioni di sistemi abitati; sembrano molti, per� bisogna pensare che si tratta solo di una stella ogni quindicimila. Poi, nei cinque secoli successivi, lo smembramento dell�Impero non imped� ulteriori colonizzazioni, anzi, direi che semmai le avr� incoraggiate. Ci sono ancora moltissimi pianeti abitabili che attendono di essere colonizzati, e tutto sommato direi che quelli realmente abitati saranno ormai trenta milioni. Pu� darsi che non tutti i mondi di pi� recente colonizzazione siano registrati negli archivi della Fondazione.</p><p>��Ma i vecchi? Ci saranno tutti senza eccezione, immagino.</p><p>��Penso di s�. Non posso garantirlo, naturalmente, ma mi stupirei che di un sistema abitato da lungo tempo non ci fosse traccia negli archivi. Lasciate che vi mostri una cosa, sempre che la mia capacit� di controllare il computer me lo permetta...</p><p>Le mani di Trevize s�irrigidirono un poco nello sforzo, e parvero affondare maggiormente nell�abbraccio in cui le stringeva il computer. Probabilmente era uno sforzo non necessario: bastava pensare con calma e naturalezza una parola. Terminus.</p><p>Trevize la pens�, e subito, in risposta, apparve ai margini del vortice una gemma rossa e scintillante.</p><p>��Ecco il nostro sole�� disse, eccitato.�� Ecco la stella che gira intorno a Terminus.</p><p>��Ah�� disse Pelorat con un sospiro sommesso e tremulo.</p><p>Un punto di luce giallo vivo comparve in mezzo ad un fitto grappolo di stelle, nel cuore della Galassia, ma a lato della macchia biancastra centrale. Era un po� pi� vicino alla zona dove c�era Terminus che all�altra.</p><p>��E questo�� disse Trevize�� � il sole di Trantor.</p><p>Un altro sospiro, e Pelorat disse:�� Siete sicuro? Ho sempre sentito dire che Trantor si trovi al centro della Galassia.</p><p>��� vero, sotto un certo profilo. � quanto pi� vicino al centro possa essere un pianeta abitabile. Pi� vicino al centro di qualsiasi altro grosso sistema popolato. Il vero e proprio nucleo della Galassia � costituito da un buco nero con una massa di quasi un milione di stelle: si tratta insomma di un�area pericolosa. A quanto ne sappiamo non c�� vita, nel nucleo. Forse non � nemmeno possibile che un luogo del genere ospiti un qualche tipo di vita. Trantor � il mondo pi� interno dei bracci della spirale e, credetemi, se vedeste il suo cielo notturno, lo giudichereste al centro della Galassia. � circondato da un ammasso fittissimo di stelle.</p><p>��Siete stato su Trantor, Golan?�� chiese Pelorat, con una punta di invidia.</p><p>��No, in realt� non ci sono stato, per� ho visto rappresentazioni olografiche del suo cielo.</p><p>Trevize contempl� con una certa tristezza la Galassia. All�epoca del Mulo, quando si cercava con ansia la Seconda Fondazione, tutti si erano affannati sopra le mappe galattiche, e sull�argomento Galassia erano stati scritti innumerevoli volumi. E tutto perch� all�inizio Hari Seldon aveva detto che la Seconda Fondazione sarebbe stata fondata �al capo opposto della Galassia�, ed aveva definito il posto �Star�s End�.</p><p>Al capo opposto! Mentre Trevize era immerso in questi pensieri, nell�immagine olografica comparve una linea azzurra sottile, che partendo da Terminus attraversava il buco nero del nucleo galattico ed arrivava all�estremit� opposta. Trevize per poco non sobbalz� sulla sedia. Non aveva ordinato esplicitamente che apparisse quella linea, ma aveva pensato ad essa chiaramente, e questo era bastato al computer.</p><p>Naturalmente per� la linea diritta che finiva all�altra estremit� della Galassia non era detto che indicasse proprio il �capo opposto� di cui aveva parlato Hari Seldon.</p><p>Era stata Arkady Darell (se si poteva dare credito alla sua autobiografia) a servirsi della frase �un cerchio non ha una fine� per suggerire quello che adesso tutti accettavano come verit�.</p><p>E bench� Trevize tentasse di reprimere quel pensiero, il computer fu pi� svelto di lui. La linea azzurra scomparve, rimpiazzata da un cerchio che gir� intorno alla Galassia passando attraverso il punto rosso che rappresentava il sole di Terminus.</p><p>Un cerchio non ha una fine, se esso cominciava a Terminus, per cercare l�altro capo bisognava semplicemente tornare a Terminus, ed era effettivamente l� che era stata trovata la Seconda Fondazione, nello stesso mondo che ospitava la Prima.</p><p>E se in realt� la scoperta della Seconda Fondazione fosse stata soltanto un�illusione? Che cosa si sarebbe dovuto tracciare invece della linea e del cerchio, oppure oltre ad essi?</p><p>��Vi divertite a creare immagini illusorie?�� disse Pelorat.�� Come mai c�� quel cerchio azzurro?</p><p>��Stavo solo provando i comandi. Volete che localizziamo la Terra?</p><p>Dopo un attimo di silenzio, Pelorat disse:�� State scherzando?</p><p>��No. Ora provo.</p><p>Prov�, ma non successe niente.</p><p>��Mi dispiace�� disse.</p><p>��La Terra non c��?</p><p>��Forse ho formulato male l�ordine mentalmente, ma mi sembra improbabile. � pi� probabile che la Terra non sia compresa fra i dati fondamentali di cui dispone il computer.</p><p>��Potrebbe esserci invece, ma sotto un altro nome.</p><p>Trevize accett� prontamente l�ipotesi.�� Quale altro nome, Janov?</p><p>Pelorat non disse niente, e Trevize sorrise, nell�oscurit�. Pens� che forse le cose si sarebbero messe a posto da sole: bastava lasciarle riposare, maturare. Cambi� deliberatamente argomento e disse:�� Mi chiedo se non si possa manipolare il tempo.</p><p>��Il tempo? E in che modo?</p><p>��La Galassia ruota. Terminus impiega quasi mezzo miliardo di anni per fare un giro completo della grande circonferenza galattica. Le stelle che si trovano pi� vicine al centro compiono naturalmente il giro in molto meno tempo. Il moto di ciascuna stella, relativo al buco nero centrale, potrebbe essere registrato dal computer, e se cos� fosse si potrebbe chiedere a quest�ultimo di moltiplicare ogni moto per milioni di volte, e di rendere visibile cos� l�effetto rotazionale. Posso tentare di farlo.</p><p>Trevize prov�, e fu tale lo sforzo di volont� necessario, che non pot� fare a meno di tendere tutti i muscoli: era come se avesse afferrato la Galassia e la stesse costringendo a girare nonostante una forza di resistenza terribile.</p><p>La Galassia si mosse. Piano, con tutta la sua mole poderosa, ruot� nella direzione che determinava il contrarsi dei bracci della spirale.</p><p>Mentre Trevize e Pelorat guardavano, il tempo pass� con rapidit� incredibile. Era un tempo falso, artificiale, ed a mano a mano che trascorreva le stelle diventavano sempre pi� qualcosa di evanescente.</p><p>Qui e l� alcune delle pi� grandi divennero maggiormente luminose, fino ad espandersi in giganti rosse. Poi una stella degli ammassi centrali esplose in silenzio, con un bagliore accecante che domin� tutta la Galassia per una frazione di secondo e poi scomparve. Lo stesso accadde a un�altra stella in uno dei bracci della spirale, e ancora ad un�altra non troppo lontana dalla prima.</p><p>��Supernove�� disse Trevize, con un lieve tremito nella voce.</p><p>Possibile che il computer sapesse predire esattamente quali stelle sarebbero esplose, e quando? O stava usando soltanto un modello semplificato che servisse a mostrare il futuro delle stelle in termini generali, anzich� in dettaglio?</p><p>Con un sussurro rauco, Pelorat disse:�� La Galassia sembra un essere vivente che avanzi pian piano nello spazio.</p><p>��In effetti � quello che fa�� disse Trevize.�� Ma ormai sono stanco. A meno che non impari a fare questo gioco spendendoci meno tensione, non posso reggerlo a lungo.</p><p>Smise di concentrarsi. La Galassia rallent�, poi si ferm� e s�inclin� finch� si ritrov� nella stessa posizione ad angolo retto rispetto al piano galattico da cui erano partiti.</p><p>Trevize chiuse gli occhi e respir� a fondo. Sentiva che Terminus diventava sempre pi� piccolo alle loro spalle, e che gli ultimi brandelli di atmosfera stavano svanendo con esso. E percepiva la presenza delle varie astronavi che affollavano lo spazio intorno al pianeta.</p><p>Non gli venne in mente di verificare se fra quelle astronavi ce ne fosse una speciale, se ce ne fosse una gravitazionale come la sua, e che seguisse la traiettoria della sua pi� da vicino di quanto il caso concedesse...</p></section></section><section><title><p>Parte quinta</p><p>L�oratore</p></title><section><title><p>1</p></title><p>Trantor!</p><p>Per ottomila anni era stata la capitale di una grande e potente entit� politica che abbracciava numerosi sistemi planetari in continua espansione. Poi, per dodicimila anni, era stata la capitale di un�entit� politica che abbracciava l�intera Galassia. Era stata il centro, il cuore, la quintessenza dell�Impero Galattico.</p><p>Era impossibile pensare all�Impero senza pensare a Trantor. Anzi, proprio perch� Trantor doveva continuare a brillare nel suo splendore metallico, nessuno si era accorto che l�Impero aveva perso il suo primato, la sua superiorit�.</p><p>Trantor si era sviluppata a tal punto, da diventare una citt� che occupava un intero pianeta. La sua popolazione era stata stabilizzata (per legge) sui quarantacinque miliardi di individui e le uniche zone verdi, in superficie, erano quelle del Palazzo Imperiale e del complesso Universit� Biblioteca.</p><p>Il territorio di Trantor era ricoperto di metallo. Sia i deserti, sia le zone di giungle fertili erano stati sfruttati fino all�osso e brulicavano di persone, di giungle amministrative, di elaborazioni computerizzate, e di immensi magazzini pieni di cibo e di pezzi di ricambio. Le catene montuose erano state trasformate in pianure e gli abissi erano stati riempiti. I tunnel interminabili della citt� si snodavano sotto le grandi estensioni continentali, e gli oceani erano stati trasformati in enormi serbatoi sotterranei di acquacoltura, uniche (ed insufficienti) fonti locali di cibo e di minerali.</p><p>Il collegamento con i Mondi Esterni, dai quali Trantor importava le materie prime di cui aveva bisogno, era assicurato da mille spazioporti, da diecimila navi da guerra, da centomila navi mercantili e da un milione di navi da carico.</p><p>Nessuna citt� cos� grande era mai riuscita ad avere impianti di riciclaggio tanto perfetti. Nessun pianeta della Galassia aveva usato fino a tal punto l�energia solare od era ricorso agli espedienti di Trantor per liberarsi del sovrappi� di calore. Sul lato notturno del pianeta, nello strato superiore dell�atmosfera, erano posti radiatori scintillanti che venivano calati nella citt� di metallo durante il giorno. Quando sopraggiungeva la notte i radiatori salivano, e quando nasceva il giorno scendevano.</p><p>Cos� Trantor aveva sempre un�asimmetria artificiale che era quasi il suo simbolo.</p><p>Era stato allora, all�apice del suo sviluppo, che Trantor era assurta a guida dell�Impero.</p><p>Era una guida che non riusciva a governarlo bene, ma niente avrebbe potuto governare bene l�Impero. Era troppo grande per essere tenuto insieme da un singolo pianeta, anche nei periodi storici in cui gli imperatori erano dinamici ed efficienti. E come avrebbe potuto Trantor governarlo bene quando, nelle epoche di decadenza, la corona imperiale era finita in mano a politici furbi e a stupidi incompetenti, e quando la burocrazia era diventata ricettacolo di individui altamente corruttibili!</p><p>Eppure, anche nei momenti peggiori il ruolo di guida assunto da Trantor aveva conservato sempre una sua intrinseca dignit�. Senza quel pianeta, l�Impero Galattico sarebbe svanito come neve al sole. Pur smembrandosi inesorabilmente, finch� Trantor fu Trantor l�Impero mantenne intatto il proprio nucleo di tradizioni millenarie, di orgoglio, di potere, di gloria.</p><p>Solo quando successe l�impensabile, quando Trantor croll� e fu saccheggiata, quando milioni di suoi cittadini furono uccisi e miliardi di loro furono lasciati morire di fame, quando la forte copertura di metallo fu scalfita, bucata e fusa dalla flotta barbara, tutti si resero conto che l�Impero era effettivamente crollato. I pochi sopravvissuti distrussero quel che restava dell�antica potenza e, nel giro di una generazione, Trantor, un tempo il pi� importante pianeta che la razza umana conoscesse, divent� un viluppo spaventoso di rovine.</p><p>Tutto questo era successo due secoli e mezzo prima. Nel resto della Galassia, le antiche glorie non erano state ancora dimenticate, Trantor sarebbe rimasto per sempre il pianeta ideale nel quale ambientare romanzi storici, il mondo che pi� di lutti gli altri simboleggiava il passato ed i suoi fasti, il luogo che aveva dato origine a detti come �tutte le astronavi portano su Trantor�, �� come cercare una persona su Trantor�, �C�� un abisso fra questo e Trantor�, e cos� via.</p><p>In tutto il resto della Galassia, ma non su Trantor. L� le antiche glorie erano state completamente dimenticate. Il metallo che aveva ricoperto la superficie era scomparso praticamente dappertutto. Trantor adesso era un mondo abitato da agricoltori autonomi sparsi un po� dovunque. Era un porto dove le navi mercantili facevano scalo raramente e dove, le volte in cui lo facevano, non erano accolte particolarmente bene. Lo stesso termine �Trantor�, bench� ufficialmente fosse usato ancora, non era pi� in auge presso la popolazione. Dai trantoriani dell�epoca moderna il pianeta era chiamato �Hame� che nel dialetto locale significava �patria�.</p><p>Quindor Shandess pensava a questo e ad altro, mentre se ne stava seduto in un piacevole stato di dormiveglia. Cullato dal lieve torpore in cui era immersa la sua mente, lasciava correre i pensieri a ruota libera, senza seguire un filo particolare.</p><p>Era Primo Oratore della Seconda Fondazione da diciott�anni ed avrebbe potuto continuare ad esserlo per altri dieci o dodici, se si fosse mantenuto sufficientemente lucido da sostenere le necessarie battaglie politiche.</p><p>Era il corrispondente perfetto, quasi l�immagine speculare del sindaco di Terminus, che era a capo della Prima Fondazione, per� tra loro c�era una differenza profonda, sotto ogni aspetto. Il sindaco di Terminus era noto in tutta la Galassia e quindi la Prima Fondazione era semplicemente, per i vari mondi abitati, �la Fondazione�. Il Primo Oratore della Seconda Fondazione era conosciuto invece soltanto dai suoi colleghi.</p><p>Eppure era la Seconda Fondazione, guidata ora da Shandess e prima di lui da numerosi altri a detenere il vero potere. La Prima era insuperabile quanto a forza materiale, tecnologia, arsenale militare. La Seconda era insuperabile quanto a poteri mentali ed a controllo psicologico. Ove fosse sorto un conflitto tra le due, che importanza avrebbero avuto le astronavi e le armi della Prima Fondazione, quando la Seconda Fondazione era in grado di controllare la mente di chi pilotava le astronavi e maneggiava le armi?</p><p>Ma per quanto ancora Shandess avrebbe potuto crogiolarsi nella consapevolezza dei suoi poteri segreti? Era il venticinquesimo Primo Oratore della storia, ed era in carica da un periodo un po� superiore a quello medio: che fosse il caso di mostrare meno attaccamento per la poltrona e di lasciare spazio ai candidati pi� giovani? C�era per esempio l�Oratore Gendibal, un giovane assai acuto che era entrato da poco a far parte della Tavola. Quella sera ci sarebbe stato un colloquio tra di loro, e Shandess non vedeva l�ora di discorrere col collega. Era forse giusto augurarsi anche che un giorno Gendibal lo sostituisse nella carica di Primo Oratore?</p><p>Shandess rispose a se stesso con sincerit�, e dovette ammettere che non aveva alcuna voglia di abbandonare la propria carica; gli piaceva troppo.</p><p>Bench� anziano, era perfettamente capace di assolvere i suoi compiti. Aveva i capelli grigi, ma poich� un tempo li aveva avuti biondi e adesso li portava cortissimi, la differenza di colore non si notava molto. Gli occhi erano celesti, e l�abito che in quel momento indossava era del colore marroncino prediletto dagli agricoltori trantoriani.</p><p>Il Primo Oratore, se avesse voluto, avrebbe potuto facilmente confondersi tra la popolazione di Hame: ci� nonostante, il suo potere era qualcosa di assai concreto e reale. Sarebbe bastata un�opportuna messa a fuoco con gli occhi e con la mente, ed i trantoriani avrebbero agito conformemente alla sua volont�, per poi dimenticare tutto una volta compiute le azioni richieste.</p><p>Era una cosa che succedeva di rado, o quasi mai. La Regola d�Oro della Seconda Fondazione diceva: �non fare niente a meno che tu non ci sia costretto, e quando sei costretto ad agire, prima esita�.</p><p>Il Primo Oratore emise un lieve sospiro. Ad uno che come lui viveva nella vecchia Universit�, a poca distanza dalle tristi e tuttavia suggestive rovine del Palazzo Imperiale, veniva da chiedersi ogni tanto quanto d�Oro fosse effettivamente la Regola.</p><p>All�epoca del Grande Saccheggio, la Regola d�Oro era stata lesa fino al limite di rottura. Non si poteva salvare Trantor senza sacrificare nel contempo il Piano Seldon, che mirava a fondare il Secondo Impero. Sarebbe stato umano risparmiare quei quarantacinque miliardi di persone, ma se cos� si fosse fatto sarebbe rimasto in piedi il nucleo del Primo Impero, e questo avrebbe ritardato il corso della storia ed avrebbe determinato distruzioni ancora pi� grandi, secoli dopo. E, forse, il Secondo Impero non avrebbe avuto modo di sorgere...</p><p>Il Grande Saccheggio era stato chiaramente previsto, ed i Primi Oratori dell�epoca precedente ad esso avevano studiato per decenni il problema, ma non avevano trovato una soluzione che garantisse la salvezza di Trantor e nello stesso tempo consentisse la nascita del Secondo Impero. Cos� era stato scelto il male minore, e Trantor era dovuto soccombere.</p><p>Gli uomini della Seconda Fondazione erano riusciti per il rotto della cuffia a salvare il complesso Universit�-Biblioteca, ed in seguito quest�atto era stato vissuto come una colpa. Bench� nessuno avesse mai potuto dimostrare che l�esistenza della Biblioteca avesse condotto all�ascesa fulminea del Mulo, si era intuito che tra i due ci fosse un collegamento: e questo per poco non aveva determinato la rovina generale.</p><p>Dopo i decenni del Saccheggio e del Mulo era venuta l�et� d�Oro della Seconda Fondazione.</p><p>Prima di allora, nei due secoli e mezzo successivi alla morte di Hari Seldon, i membri della Seconda Fondazione si erano nascosti come talpe nei recessi della Biblioteca, badando solo a tenersi lontano dagli imperiali. Svolgevano mansioni di bibliotecari in una societ� decadente cui interessava sempre meno l�anacronistica Biblioteca Galattica, che alla fine venne completamente trascurata, proprio come desideravano i bibliotecari stessi.</p><p>Era una vita meschina. Essi si limitavano a salvaguardare il Piano, mentre ai confini della Galassia la Prima Fondazione combatteva per la sopravvivenza contro nemici sempre pi� forti, sola, senza aiuti da parte della Seconda Fondazione di cui ignorava l�esistenza.</p><p>Era stato il Grande Saccheggio a liberare la Seconda Fondazione, un altro dei motivi (il giovane Gendibal di recente aveva avuto il coraggio di dire che era l�unico) per cui era stato permesso.</p><p>Dopo il saccheggio, l�Impero era scomparso, ed in seguito i trantoriani sopravvissuti non avevano mai messo piede nel territorio della Seconda Fondazione se non dietro invito. I membri della Seconda Fondazione avevano fatto in modo che il complesso Universit�-Biblioteca, sopravvissuto al Saccheggio, sopravvivesse anche alla Grande Rinascita. Anche le rovine del Palazzo erano state conservate intatte. In quasi tutto il resto del pianeta, non c�era pi� traccia di metallo. I grandi tunnel interminabili erano stati riempiti, ricoperti, distrutti, eliminati, sepolti sotto rocce e terreno tranne l�, dove il metallo cingeva ancora gli antichi spazi aperti.</p><p>Si sarebbe potuto considerare quasi un monumento alla memoria delle glorie passate, il sepolcro dell�Impero, ma per i trantoriani, per gli abitanti di Hame, si trattava di un luogo sinistro, abitato dagli spiriti, che era meglio evitare. Solo gli uomini della Seconda Fondazione osavano mettere piede negli antichi corridoi, o toccare il titanio luccicante.</p><p>Eppure, il Mulo per poco non aveva condotto alla rovina di tutto.</p><p>Il Mulo era stato su Trantor; che cosa sarebbe successo se avesse scoperto la natura di quel mondo? Le sue armi materiali erano ben pi� potenti di quelle di cui disponeva la Seconda Fondazione, e le sue armi mentali erano quasi pari a quelle dei suoi avversari. La Seconda Fondazione sarebbe stata ostacolata dalla necessit� di fare esclusivamente ci� che era necessario e non di pi�, e dalla consapevolezza che una vittoria immediata poteva determinare una perdita pi� grande in seguito.</p><p>Se non fosse stato per Bayta Darell e per il suo intervento tempestivo... Ed anche quello si era verificato senza alcun aiuto da parte della Seconda Fondazione!</p><p>E poi... era sopraggiunta l�Et� d�Oro. I Primi Oratori dell�epoca erano riusciti a trovare il modo di agire, di fermare il Mulo nel suo iter di conquiste, di controllare infine la sua mente, di bloccare poi il passo alla stessa Prima Fondazione quando questa si era fatta sospettosa ed aveva cominciato a domandarsi troppe cose sulla natura e l�identit� della Seconda. Preem Palver, diciannovesimo Primo Oratore, il pi� grande di tutti, era riuscito, non senza terribili sacrifici, ad eliminare definitivamente ogni pericolo ed a salvare il Piano Seldon.</p><p>Ora, da centoventi anni, la Seconda Fondazione era tornata a essere quello che era stata un tempo, si era nascosta nella parte di Trantor dove gli haminiani non mettevano piede. I suoi membri non sfuggivano ora gli imperiali, ma la Prima Fondazione, che si era allargata come l�antico Impero Galattico e che era ancora pi� potente di esso quanto a conoscenze tecnologiche.</p><p>Il Primo Oratore chiuse gli occhi, cullato dal piacevole tepore della stanza e scivol� in quello stato mentale indefinito ma rilassante che stava a met� strada tra il sogno allucinatorio ed il pensiero cosciente.</p><p>Basta con i pensieri tetri, pens�. Sarebbe andato tutto bene. Trantor era ancora la capitale della Galassia, perch� ospitava la Seconda Fondazione, che era pi� forte di quanto non fosse stato l�Imperatore in passato, e pi� di lui in grado di controllare la situazione.</p><p>Poi sarebbe venuto il Secondo Impero, che per� non sarebbe stato come il primo.</p><p>Sarebbe stato un Impero Confederato, con i vari stati dotati di notevole autonomia, sicch� non si sarebbero avuti i difetti di un governo unitario e centralizzato, apparentemente forte ma in realt� debole. Il nuovo Impero sarebbe stato pi� flessibile, meno monolitico. Sarebbe stato in grado di far fronte alle tensioni, e sarebbe stato guidato sempre � sempre � dagli uomini e dalle donne della Seconda Fondazione, che agivano in segreto. Trantor sarebbe tornata ad essere la capitale, e con i suoi quarantamila psicostorici sarebbe stata pi� potente di quanto lo fosse mai stata con i suoi quarantacinque miliardi di...</p><p>Il Primo Oratore si svegli� all�improvviso dal suo torpore. Il sole era pi� basso nel cielo. Che avesse parlato, nel sonno? Che si fosse lasciato sfuggire qualche considerazione ad alta voce?</p><p>Se la Seconda Fondazione doveva sapere molto e dire poco, gli Oratori che la governavano dovevano sapere di pi� e dire di meno, e il Primo Oratore doveva sapere pi� di tutti e dire meno di tutti.</p><p>Shandess fece un sorriso ironico. Era sempre allettante l�idea di diventare patrioti trantoriani. Era allettante pensare che l�intero scopo del Secondo Impero fosse quello di dare origine all�egemonia trantoriana. Seldon aveva lanciato un avvertimento in merito; aveva previsto persino una simile eventualit�, con cinque secoli di anticipo.</p><p>Il Primo Oratore si rese conto di non aver dormito troppo a lungo; non era ancora l�ora fissata per l�udienza. Era ansioso di parlare in privato con Gendibal. Gendibal era abbastanza giovane da considerare il Piano con occhi nuovi, ed abbastanza intelligente da intuire cose che agli altri sfuggivano. Non era da escludersi che Shandess stesso avesse da imparare qualcosa da lui.</p><p>Nessuno poteva dire con sicurezza quanto Preem Palver in persona, il grande Preem Palver, avesse tratto vantaggio da Kol Benjoam che, non ancora trentenne, era venuto a parlargli dei vari modi in cui si potesse fronteggiare la Prima Fondazione.</p><p>Benjoam, che in seguito era stato riconosciuto come il pi� grande teorico dopo Seldon, non aveva mai parlato di quel colloquio privato negli anni successivi, ma alla fine era diventato il ventunesimo Primo Oratore. Alcuni attribuivano a lui, anzich� a Palver, il merito delle grandi realizzazioni dell�amministrazione palveriana.</p><p>Shandess si chiese che cosa Gendibal avrebbe potuto dirgli. Di solito i giovani in gamba che incontravano per la prima volta da soli il Primo Oratore mettevano tutto il succo delle loro teorie nella prima frase. E certo non chiedevano mai quella prima, importante udienza per motivi banali, non potevano rischiare di fare cattiva impressione sul Primo Oratore e di rovinarsi cos� la carriera.</p><p>Quattro ore dopo, Gendibal si trovava davanti a Shandess: non mostrava il minimo segno di nervosismo ed aspett� con calma che il Primo Oratore iniziasse il discorso.</p><p>��Avete chiesto un�udienza privata per discutere di una questione importante, Oratore�� disse Shandess.�� Vi spiace dirmi in sintesi di che si tratti?</p><p>E Gendibal, con la stessa tranquillit� con cui avrebbe potuto descrivere che cosa avesse mangiato a cena, disse:�� Primo Oratore, il Piano Seldon non ha senso.</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Stor Gendibal non aveva bisogno del riconoscimento degli altri per sentirsi in gamba. Si era sempre considerato una persona eccezionale. Era stato reclutato all�et� di dieci anni da un agente della Seconda Fondazione che aveva riconosciuto le potenzialit� della sua mente.</p><p>Si era dimostrato bravissimo negli studi, e con la Psicostoria si era trovato perfettamente a suo agio reagendo come un�astronave reagisce ad un campo gravitazionale.</p><p>La Psicostoria lo aveva attratto, e lui si era diretto verso di essa con naturalezza.</p><p>Aveva letto il testo di Seldon sui fondamenti di quella scienza quando gli altri ragazzi della sua et� stavano ancora a pensare sulle equazioni differenziali.</p><p>All�et� di quindici anni aveva cominciato a frequentare l�Universit� Galattica di Trantor (l�antica Universit� di Trantor era stata ribattezzata cos�), dopo avere superato un colloquio nel corso del quale, alla domanda su quali fossero le sue ambizioni, aveva risposto fermamente:�� Diventare Primo Oratore prima dei quarant�anni.</p><p>Dire semplicemente �Diventare Primo Oratore� gli sarebbe sembrato troppo poco; di poter arrivare a quella carica, infatti, gli pareva scontato. Il difficile era arrivarci in giovane et�: persino Preem Palver ci era riuscito solo a quarantadue anni.</p><p>Quando Gendibal aveva risposto in quel modo, un�ombra appena percettibile era apparsa sul viso di chi lo interrogava; il giovane, che aveva gi� una certa padronanza della psicolingua, era stato in grado di interpretarla: aveva capito perfettamente, come se l�altro glielo avesse annunciato a voce alta, che nella documentazione a lui relativa sarebbe stato annotato �soggetto difficile da trattare�.</p><p>Certo, perch� no? Gendibal aveva tutte le intenzioni di essere un �soggetto difficile da trattare�.</p><p>Adesso aveva trent�anni, ne avrebbe compiuti trentuno di l� a pochi mesi, ed era gi� membro del Consiglio degli Oratori. Aveva al massimo nove anni di tempo per diventare Primo Oratore, ma sapeva che ce l�avrebbe fatta. L�udienza con Shandess era fondamentale per i suoi piani; perci�, sforzandosi di dare l�impressione giusta al suo interlocutore, aveva cercato in tutti i modi di migliorare la propria padronanza della psicolingua.</p><p>Quando due Oratori della Seconda Fondazione comunicavano tra loro, la loro lingua era diversa da qualsiasi altra lingua della Galassia: non entravano in gioco soltanto le parole, ma anche i gesti pi� apparentemente insignificanti, nonch� la comprensione di ogni minima sfumatura mentale.</p><p>Un estraneo avrebbe udito ben poche parole, ma in un breve lasso di tempo si verificava un intenso scambio mentale ed in una forma comunicativa che, almeno letteralmente, riusciva comprensibile soltanto ad un altro Oratore.</p><p>La lingua degli Oratori aveva il vantaggio della velocit� e della infinita gamma di sfumature, ma aveva anche uno svantaggio: rendeva praticamente impossibile mascherare le proprie opinioni reali.</p><p>Gendibal sapeva bene quale fosse la propria opinione sul Primo Oratore.</p><p>Shandess, secondo lui, era un uomo che si era lasciato alle spalle il periodo di massimo rigoglio mentale. Non si aspettava crisi di sorta n� era preparato a fronteggiarle. Gli mancavano l�acutezza e la prontezza che servivano a risolvere le situazioni difficili. Bench� fosse affabile e armato di buona volont�, era la tipica persona che poteva provocare un disastro irrimediabile. Gendibal doveva allontanare quei pensieri non solo dalle parole, dai gesti e dall�espressione del viso, ma anche dalla sua stessa mente. Per� non era sicuro di poterlo fare cos� bene da impedire a Shandess di captare tracce delle sue opinioni segrete.</p><p>Del resto, nemmeno Gendibal poteva evitare di captare tracce dell�opinione che il Primo Oratore aveva di lui: oltre la facciata di affabilit� e cordialit�, in fondo abbastanza sincera, Gendibal colse in lui un atteggiamento vagamente divertito e paternalistico, e rafforz� le difese mentali per non rivelare il proprio risentimento.</p><p>Il Primo Oratore sorrise e si appoggi� allo schienale della poltrona. Non arriv� al punto di mettere i piedi sulla scrivania, per� manifest� una tranquilla disinvoltura, una noncuranza amichevole che indussero Gendibal a chiedersi quale fosse il reale effetto della sua affermazione.</p><p>Poich� non era stato invitato a sedersi, il giovane aveva a disposizione una rosa limitata di azioni ed atteggiamenti atti a ridurre al minimo la sua incertezza. Ed era impossibile che il Primo Oratore non se ne rendesse conto.</p><p>��Il Piano Seldon non ha senso?�� disse Shandess.�� Che affermazione singolare! Avete guardato di recente il Primo Radiante<a l:href="#n_4" type="note">[4]</a>, Oratore Gendibal?</p><p>��Lo studio di frequente, Primo Oratore. � mio dovere e anche mio piacere farlo.</p><p>��Per caso studiate solo quelle parti che rientrino nel vostro campo visivo? Lo osservate in micro-metodo, un sistema di equazioni qui, un piccolo aggiustamento l�?</p><p>Oh, non dico, � importantissimo farlo, ma ho sempre pensato che di tanto in tanto osservare l�intero corso costituisca un esercizio eccellente. Studiare acro per acro il Primo Radiante � indubbiamente utile, ma osservarlo come un continente � davvero stimolante. A dir la verit� � da lungo tempo che non lo guardo in questo modo nemmeno io, Oratore. Volete farmi compagnia?</p><p>Gendibal non os� indugiare troppo: bisognava accettare, e accettare di buon grado, altrimenti sarebbe stato come avere detto di no.�� Sar� per me un onore e un piacere, Primo Oratore.</p><p>Shandess premette un pulsante sul fianco della scrivania. Tutti gli uffici degli Oratori erano forniti di congegni analoghi e quelli che si trovavano nell�ufficio di Gendibal erano esattamente identici a quelli della scrivania di Shandess. La Seconda Fondazione era una societ� egualitaria in tutte le sue manifestazioni formali, cio� in quelle poco importanti. Anzi, ufficialmente l�unico privilegio del Primo Oratore era quello deducibile dal suo titolo: prendeva sempre la parola per primo.</p><p>La stanza divenne buia, ma quasi subito l�oscurit� si attenu�, diventando perlacea.</p><p>Entrambe le lunghe pareti si colorarono di una tinta chiara che sfum� in un bianco luminoso e alla fine apparvero, stampate nettamente, le equazioni, cos� piccole da non poter essere lette facilmente.</p><p>��Se non avete obiezioni�� disse il Primo Oratore, lasciando intendere che non ne avrebbe ammessa alcuna,�� ridurrei l�ingrandimento perch� si possa vedere quanto pi� �continente� possibile.</p><p>Le equazioni diventarono ben presto linee sottili, spirali scure sullo sfondo perlaceo.</p><p>Shandess sfior� i tasti della piccola consolle incorporata nel bracciolo della sua poltrona.�� Lo riporteremo all�inizio, all�epoca in cui viveva Hari Seldon, e lo regoleremo in modo che proceda a piccoli passi, diciamo di un decennio alla volta.</p><p>Cos� si ha la sensazione meravigliosa del fluire della storia, e non si � distratti dai dettagli. Mi chiedo se l�abbiate mai fatto...</p><p>��Non esattamente in questo modo, Primo Oratore.</p><p>��Ma avreste dovuto, sapete? La sensazione � fantastica. Osservate la scarsit� di tracciati scuri all�inizio: non erano possibili molte alternative, nei primi decenni. I punti di ramificazione, per�, crescono esponenzialmente col tempo. Se non fosse per il fatto che, appena viene scelta una particolare ramificazione, nel suo futuro si estingue una vasta schiera di altre alternative, tutto diventerebbe ben presto ingovernabile. Naturalmente, nell�affrontare il futuro, dobbiamo stare bene attenti a quali siano le estinzioni su cui contare.</p><p>��Lo so, Primo Oratore.�� Gendibal non pot� fare a meno di rispondere con una nota lievemente brusca nella voce.</p><p>Il Primo Oratore fece finta di non averla avvertita.</p><p>��Notate le linee sinuose dei simboli in rosso: seguono uno schema preciso.</p><p>Secondo ogni apparenza, il loro ordine dovrebbe essere casuale, dato che ciascun Oratore si guadagna il suo posto aggiungendo particolari sottili al Piano originario di Seldon. In fin dei conti sembrerebbe non esserci modo di prevedere dove si possa aggiungere facilmente un particolare o dove un certo Oratore trover� i suoi interessi o le sue disposizioni, eppure io sospetto da tempo che il miscuglio di Seldon Nero ed Oratore Rosso segua una legge inderogabile dipendente quasi esclusivamente dal tempo.</p><p>Gendibal guard� gli anni passare e le linee nere e rosse disegnare uno schema intrecciato quasi ipnotico: lo schema in se stesso non significava nulla, naturalmente; quello che contava erano i simboli da cui era composto.</p><p>Qui e l� apparvero alcuni ruscelletti azzurri: si gonfiarono, si ramificarono, acquistarono sempre pi� rilievo, poi si disgregarono, confondendosi con le linee nere e rosse.</p><p>��Deviazione Azzurra�� disse il Primo Oratore, con un senso di disgusto che Stor Gendibal condivise con lui.�� Ce ne saranno sempre di pi�, adesso, finch� arriveremo al Secolo delle Deviazioni.</p><p>Ci arrivarono. Si pot� dedurre con esattezza quando fosse cominciato il fenomeno disgregante del Mulo, perch� il Primo Radiante d�un tratto si riemp� di ruscelletti azzurri che si ramificavano a vista d�occhio. Alla fine sembr� che la stanza stessa fosse diventata azzurra: le linee si erano ispessite e segnavano la parete col loro disegno luminoso che denunciava un tragico inquinamento (inquinamento era indubbiamente la parola giusta).</p><p>Il fenomeno raggiunse il suo apice, poi cominci� a declinare, diminu� di intensit�, persistette per un lungo secolo, ed infine, ridotto agli sgoccioli, termin�. Quando fu scomparso, e quando il Piano fu tornato alle consuete linee nere e rosse, apparve chiaro che nella situazione fosse stato determinante l�intervento di Preem Palver.</p><p>Avanti, avanti, avanti...</p><p>��Ecco il presente�� disse tranquillo il Primo Oratore.</p><p>Avanti, avanti, avanti...</p><p>Lo schema si ridusse ad un vero e proprio groviglio di linee nere strettamente intrecciate, con tracce di rosso in mezzo.</p><p>��La nascita del Secondo Impero�� disse il Primo Oratore, e spense il Primo Radiante. La stanza fu inondata di nuovo dalla luce normale.</p><p>��� stata un�esperienza emozionante�� disse Gendibal.</p><p>��S젗 disse il Primo Oratore�� e si tende, fin che si pu�, a cercare di non riconoscere il tipo di emozione che viene suscitato in noi. Ma lasciamo stare questo; permettetemi invece di riassumere i punti salienti. Innanzitutto avrete notato la totale assenza di Deviazioni Azzurre dopo l�epoca di Preem Palver, vale a dire negli ultimi centoventi anni. Avrete visto anche che non ci sono probabilit� ragionevoli di Deviazioni superiori alla quinta classe nei prossimi cinque secoli. Inoltre, non vi sar� sfuggito che abbiamo cominciato a calcolare gli sviluppi della Psicostoria successivi alla fondazione del Secondo Impero. Come certo saprete, Hari Seldon, bench� fosse un genio eccelso, non era ovviamente onniscente. Noi abbiamo perfezionato le sue teorie: sappiamo sulla Psicostoria pi� cose di quante non ne sapesse lui.</p><p>�Seldon fece arrivare i suoi calcoli fino al Secondo Impero, noi siamo andati pi� in l�. In effetti, mi sia concesso dirlo senza con questo offendere nessuno, il nuovo Iper-Piano che va oltre l�epoca della fondazione del Secondo Impero � in gran parte opera mia, ed � ad esso che devo la mia attuale carica.</p><p>�Vi dico tutto questo perch� mi risparmiate chiacchiere inutili. Davanti ad una situazione del genere, come potete concludere che il Piano Seldon sia senza senso? � invece senza pecche. Il solo fatto che sia sopravvissuto al Secolo delle deviazioni, sia detto con tutto il necessario rispetto per il genio di Palver, dimostra che non abbia pecche. Quali sono i suoi punti deboli? Come potete mai affermare che non sia valido?</p><p>Ritto in piedi davanti a Shandess, Gendibal disse:�� Avete ragione voi, Primo Oratore: il Piano Seldon non ha pecche.</p><p>��Allora ritirate quanto avete detto?</p><p>��No, Primo Oratore: la pecca del Piano Seldon � proprio la sua mancanza di pecche. � la sua perfezione ad essere fatale.</p></section><section><title><p>3</p></title><p>Il Primo Oratore osserv� calmo Gendibal. Aveva imparato a controllare la propria espressione e lo divertiva il fatto che Gendibal, al contrario, non ci riuscisse. Il giovane, mentre parlava con il suo interlocutore, faceva di tutto per nascondere i suoi sentimenti, ma ogni volta, immancabilmente, li rivelava.</p><p>Shandess lo studi� spassionatamente: era un ragazzo magro, di statura leggermente superiore alla media; aveva labbra sottili e mani ossute che non stavano mai ferme; gli occhi neri erano seri, e lo sguardo tendeva ad essere torvo.</p><p>Sarebbe stato difficile, pens�, indurre un tipo del genere ad abbandonare le proprie convinzioni.</p><p>��Vi esprimete per paradossi, Oratore�� disse.</p><p>��Sembra un paradosso perch� riteniamo il Piano Seldon cos� importante, che diamo per scontate certe cose e le accettiamo in modo acritico.</p><p>��Cos�� che mettete in dubbio, allora?</p><p>��La base stessa del Piano. Sappiamo tutti che esso non pu� funzionare se la sua natura, od anche la sua esistenza, siano note a troppe delle persone il cui comportamento sia destinato a prevedere.</p><p>��Questo non sfugg� ad Hari Seldon mi pare. Divent� anzi uno dei due assiomi fondamentali della Psicostoria.</p><p>��Seldon non previde l�intervento del Mulo, Primo Oratore, e quindi non previde nemmeno quanto i membri della Prima Fondazione sarebbero stati ossessionati dall�idea della Seconda Fondazione, della cui funzione erano venuti a conoscenza tramite il Mulo.</p><p>��Hari Seldon...�� disse Shandess, e d�un tratto rabbrivid� e s�interruppe.</p><p>Tutti i membri della Seconda Fondazione sapevano quale fosse stato l�aspetto fisico di Hari Seldon. Dappertutto si potevano vedere riproduzioni a due od a tre dimensioni, fotografiche ed olografiche, in bassorilievo ed a tutto tondo, dello scienziato. Le immagini, che lo rappresentavano in tutte le pose, sia in piedi sia seduto, risalivano agli ultimi anni della sua vita. Seldon appariva in esse un vecchio benevolo con un viso grinzoso e saggio che era come il simbolo della genialit� pienamente maturata.</p><p>Ma il Primo Oratore si era appena ricordato di avere visto una volta una foto che si riteneva essere di Seldon giovane. Era una foto che circolava poco, poich� un Seldon giovane sembrava quasi una contraddizione in termini. Eppure Shandess l�aveva vista, e d�un tratto gli era parso che Stor Gendibal somigliasse straordinariamente all�uomo ritratto.</p><p>Era ridicolo, naturalmente. Era una di quelle idee irrazionali che ogni tanto affliggevano anche le persone pi� ragionevoli. Per un attimo, assurdamente, aveva pensato che Seldon da giovane avesse pi� di un tratto in comune con Gendibal, ma se avesse avuto davanti la foto in quel momento avrebbe constatato subito che la somiglianza fosse solo un�illusione. Come mai, per�, quell�idea sciocca gli era venuta in mente proprio adesso?</p><p>Shandess si riprese dal suo momentaneo disorientamento. Era stata una pausa brevissima, un�incertezza cos� fuggevole, da poter essere notata solamente da un Oratore. Gendibal l�avrebbe interpretata secondo la sua particolare sensibilit�.</p><p>��Hari Seldon�� ripet� Shandess, questa volta con molta decisione,�� sapeva bene come ci fosse un numero infinito di possibilit� che non poteva prevedere, e fu per questo che diede vita alla Seconda Fondazione. � vero, non riuscimmo a prevedere l�intervento del Mulo, ma lo riconoscemmo quando entr� in azione e lo fermammo. Non prevedemmo che la Prima Fondazione si sarebbe intestardita a cercarci, ma quando questo avvenne ce ne accorgemmo e trovammo il rimedio. Che cosa ci pu� essere di sbagliato in tutto ci�?</p><p>��Innanzitutto�� disse Gendibal,�� la Prima Fondazione � tuttora ossessionata dall�idea della Seconda.</p><p>C�era meno deferenza, adesso, nel suo tono di voce. Il giovane, cap� Shandess, aveva notato la breve pausa del suo interlocutore e l�aveva attribuita ad incertezza.</p><p>Bisognava respingere l�attacco.</p><p>��Lasciate che prevenga le vostre osservazioni�� disse il Primo Oratore con vivacit�.�� Probabilmente qualcuno della Prima Fondazione, confrontando le terribili difficolt� dei primi quattro secoli o quasi della sua storia con la tranquillit� degli ultimi centoventi anni, arriver� a concludere che questa tranquillit� sia dovuta alla Seconda Fondazione, che si sta prendendo opportuna cura del Piano. E naturalmente le sue conclusioni saranno esatte. Questo qualcuno penser�, giustamente, che la Seconda Fondazione non sia stata distrutta veramente, ed in effetti ci � arrivata notizia che un giovane di Terminus, il pianeta-capitale della Prima Fondazione, � convintissimo di ci�: si tratta di un funzionario del governo di cui al momento non ricordo il nome...</p><p>��Golan Trevize�� disse Gendibal in tono gentile.�� Sono stato io a stralciare la notizia dai rapporti e ad inoltrarla al vostro ufficio.</p><p>��Davvero?�� disse il Primo Oratore con cortesia esagerata.�� E come mai questo Trevize ha attratto la vostra attenzione?</p><p>��Uno dei nostri agenti su Terminus ci ha spedito un tedioso rapporto sui membri del Consiglio eletti di recente. Una procedura di ordinaria amministrazione, uno di quei rapporti che vengono regolarmente ignorati da tutti gli Oratori. Questo ha attratto la mia attenzione per come vi veniva descritto il nuovo Consigliere, Golan Trevize: se ne parlava come di una persona eccezionalmente sicura di s� e combattiva.</p><p>��L�avete giudicata simile a voi, eh?</p><p>��No, affatto�� disse Gendibal, secco.�� Mi � sembrato dalla descrizione un tipo avventato che si diverta a fare cose ridicole, ed io non sono certo cos�. In ogni modo ho condotto uno studio in profondit�: non mi ci � voluto molto per capire che ci sarebbe stato molto utile se l�avessimo reclutato in giovanissima et�.</p><p>��Pu� anche essere�� disse il Primo Oratore,�� ma sapete che non reclutiamo nessuno su Terminus.</p><p>��Lo so bene. In ogni caso, pur non essendo stato addestrato da noi, ha un�intuizione eccezionale, anche se � del tutto indisciplinato. Non mi sono quindi sorpreso granch� quando ho letto che aveva indovinato che la Seconda Fondazione esista ancora: non mi sono stupito, ma ho ritenuto la cosa abbastanza importante da inoltrare al vostro ufficio un appunto.</p><p>��Dal vostro modo di fare arguisco che ci siano stati nuovi sviluppi...</p><p>��Infatti. Trevize ha usato le sue notevoli facolt� intuitive in un modo indisciplinato, caratteristico di certi membri della Prima Fondazione, e di conseguenza � stato esiliato.</p><p>Il Primo Oratore inarc� le sopracciglia.�� Vi siete interrotto di colpo. � evidente che vogliate che interpreti il significato della vicenda. Senza usare il mio computer, applicher� mentalmente un�approssimazione rozza delle equazioni di Seldon, concludendo che un sindaco scaltro che sospetta che la Seconda Fondazione esista ancora, preferisce che un certo individuo, ribelle, non lo gridi a tutta la Galassia e non avverta in questo modo la Seconda Fondazione del pericolo. In altre parole. Branno la Bronzea ha pensato che Terminus sarebbe stato pi� al sicuro senza Trevize.</p><p>��Avrebbe potuto imprigionarlo o farlo assassinare di nascosto.</p><p>��Le equazioni non si possono applicare validamente agli individui, come ben sapete: sono esatte solo se si prendono in considerazione le masse. Il comportamento individuale � imprevedibile; si pu� presumere che il sindaco sia una persona umana che ritenga crudele buttare uno in prigione o, ancor pi�, assassinarlo.</p><p>Gendibal rimase in silenzio per un po�. Era un silenzio eloquente ed il giovane lo mantenne abbastanza a lungo da provocare incertezza nel Primo Oratore, ma non tanto a lungo da determinare in lui una reazione difensiva di rabbia.</p><p>Con tempismo perfetto pose fine a un certo punto al suo mutismo e disse:�� La mia interpretazione � diversa dalla vostra: io credo che Trevize rappresenti in questo momento l�elemento di punta della pi� grande minaccia che abbia mai insidiato la Seconda Fondazione. Una minaccia superiore addirittura a quella incarnata dal Mulo.</p></section><section><title><p>4</p></title><p>Gendibal era soddisfatto. La sua affermazione aveva avuto l�effetto sperato: il Primo Oratore non se l�era aspettata ed era stato preso in contropiede. Adesso era Gendibal ad avere il coltello dalla parte del manico, e se poteva avere ancora il minimo dubbio sulla cosa, la successiva affermazione di Shandess glielo dissip�.</p><p>��Tutto ci� ha qualcosa a che vedere con le vostre convinzioni a proposito del Piano Seldon?</p><p>Sentendo di avere la situazione in pugno Gendibal si lasci� andare ad un didascalismo che difficilmente avrebbe permesso al Primo Oratore di riprendersi.�� Primo Oratore�� disse,�� che sia stato Preem Palver a riportare il Piano alla normalit� dopo l�episodio aberrante rappresentato dal Secolo delle Deviazioni � ritenuto un articolo di fede. Studiate il Primo Radiante e vedrete che le Deviazioni scomparvero solo vent�anni dopo la morte di Palver, e che dopo di allora non ce ne furono pi�: il merito si potrebbe attribuire ai Primi Oratori che succedettero a Palver, ma � un�ipotesi improbabile.</p><p>��Improbabile? Certo, nessuno di noi � mai stato un Palver, ma... perch� improbabile?</p><p>��Mi permettete di dimostrarvelo? Usando la matematica della Psicostoria, sono in grado di provare senza possibilit� di dubbio che le probabilit� che le Deviazioni scompaiano del tutto sono troppo infinitesime per essersi verificate in quest�ultimo secolo. Non � necessario che mi concediate di fare questa dimostrazione se non avete n� il tempo n� la voglia di assistervi. Richiede almeno mezz�ora di stretta concentrazione. Posso sempre, in alternativa, chiedere che si riunisca al completo la Tavola degli Oratori e procedere l� alla dimostrazione, significherebbe per� una perdita di tempo per me ed una discussione inutile.</p><p>��S�, e magari io perderei anche la faccia. Provatemi le vostre teorie adesso. Una parola di avvertimento, per�...�� Shandess stava facendo uno sforzo eroico per riguadagnare il terreno perduto.�� Se ci� che mi mostrerete si riveler� una sciocchezza, non passer� sopra alla cosa.</p><p>��Se si riveler� una sciocchezza�� disse Gendibal con un flusso spontaneo di orgoglio che schiacci� l�altro,�� rassegner� immediatamente le dimissioni.</p><p>In realt� la dimostrazione richiese ben pi� di un�ora, perch� il Primo Oratore mise in dubbio quasi con furia la validit� della matematica di Gendibal.</p><p>Gendibal ricuper� parte del tempo perduto grazie alla sua capacit� di usare con destrezza il Micro-Radiante. Il congegno che poteva localizzare olograficamente qualsiasi porzione del vasto Piano e che non aveva bisogno n� di pareti, n� di consolle a scrivania, era entrato in uso solo un decennio prima e il Primo Oratore non aveva mai imparato a maneggiarlo bene. Gendibal lo sapeva, e Shandess si rendeva conto che l�altro lo sapeva.</p><p>Il giovane Oratore fiss� il congegno al pollice della mano destra e manipol� i comandi con le altre quattro dita, come se stesse suonando uno strumento musicale.</p><p>(In effetti, proprio lui aveva scritto un breve saggio sulle analogie tra Micro-Radianti e strumenti musicali).</p><p>Le equazioni che elabor� con tranquilla sicurezza si mossero avanti ed indietro sinuosamente, accompagnando il suo commento. Manovrato da Gendibal, il congegno forn� definizioni, enunci� assiomi, produsse grafici sia bidimensionali, sia tridimensionali (per non parlare delle proiezioni di relazioni multidimensionali).</p><p>Il commento del giovane era chiaro e acuto, e il Primo Oratore gett� la spugna; era ormai completamente sconfitto, e disse:</p><p>��Non ricordo di aver mai visto prima un�analisi del genere. A chi si deve?</p><p>��A me, Primo Oratore: ho pubblicato i fondamenti matematici alla base di questo studio.</p><p>��Complimenti, Oratore Gendibal. Questo vi darebbe diritto alla carica di Primo Oratore, ove io morissi o mi dimettessi.</p><p>��A ci� non ho pensato affatto. Tuttavia, poich� � del tutto impossibile che mi crediate, ritirer� quanto detto: ci ho pensato, e spero di diventare Primo Oratore, visto anche che chi succeder� a voi dovr� per forza seguire una procedura che soltanto io comprendo chiaramente.</p><p>��S젗 disse Shandess,�� la falsa modestia pu� essere assai pericolosa. Di che procedura parlate? Forse sono in grado di seguirla anch�io. Sono troppo vecchio per compiere atti creativi del genere di quello compiuto da voi, ma non sono cos� vecchio da non saper seguire le vostre istruzioni.</p><p>Era una capitolazione completa, e Gendibal, istintivamente, si sent� ben disposto verso il collega pi� anziano, pur rendendosi conto che l�altro, con il suo comportamento, mirava proprio ad ottenere da lui quella particolare disponibilit�.</p><p>��Grazie, Primo Oratore. Sono lieto che diciate cos�, perch� avr� un gran bisogno del vostro aiuto. Non posso sperare di influenzare la Tavola senza la vostra guida illuminata.�� (Cortesia per cortesia.)�� Presumo dunque che abbiate gi� capito dalla mia dimostrazione come sia impossibile che il Secolo delle Deviazioni sia stato corretto dall�azione dei Primi oratori e che le Deviazioni da allora siano cessate completamente.</p><p>��S�, mi � chiaro�� disse Shandess.�� Se la vostra matematica � corretta, il ritorno del Piano alla normalit� e ad un funzionamento perfetto quale quello attuale � spiegabile soltanto se si presume che si possano prevedere con un certo grado di sicurezza le reazioni di piccoli gruppi di persone od addirittura dei singoli individui.</p><p>��Proprio cos�. Poich� la matematica della Psicostoria non permette questo, le Deviazioni non sarebbero dovute sparire, e men che mai rimanere per tanto tempo assenti dal quadro. Capirete dunque che cosa intendessi quando ho affermato che la pecca del Piano Seldon sia la sua mancanza di pecche.</p><p>��Allora, o nel Piano Seldon sono presenti le Deviazioni, o c�� qualcosa di errato nella vostra matematica�� disse il Primo Oratore.�� Poich� devo ammettere che da pi� di un secolo non si vedono Deviazioni nel Piano, sono costretto a concludere che ci sia effettivamente qualcosa di errato nella vostra matematica, salvo riconoscere che nei vostri calcoli non abbia notato errori di sorta...</p><p>��State escludendo una terza alternativa�� disse Gendibal.�� Pu� essere benissimo che il Piano Seldon sia privo di Deviazioni e che tuttavia sia ineccepibile la mia matematica, la quale denuncia come impossibile un fatto del genere.</p><p>��In che modo le due cose potrebbero essere compatibili?</p><p>� Supponiamo che il Piano Seldon sia controllato attraverso un metodo psicostorico cos� avanzato da permettere di prevedere le reazioni di piccoli gruppi e persino di singoli individui, un metodo che noi della Seconda Fondazione non conosciamo. In questo caso, e soltanto in questo caso, sarebbe matematicamente comprensibile l�assenza di Deviazioni dal Piano.</p><p>Per un po� (un po� relativo ai parametri della Seconda Fondazione) il Primo Oratore rest� in silenzio. Poi disse:�� Non conosco un metodo psicostorico cos� raffinato, e dal vostro modo di fare deduco che non lo conosciate nemmeno voi. Se n� voi n� io lo conosciamo, le probabilit� che questa micro-Psicostoria, se cos� posso chiamarla, sia stata messa a punto da un altro Oratore o da un altro gruppo di Oratori che sarebbero riusciti a tenerla nascosta al resto della Tavola, sono infinitamente piccole. Non siete d�accordo?</p><p>��Sono d�accordo.</p><p>��Allora, o la vostra analisi � sbagliata, o la micro-Psicostoria � una realt�, ma una realt� di cui si � impadronito un qualche gruppo estraneo alla Seconda Fondazione.</p><p>��Esatto, Primo Oratore: la seconda alternativa dev�essere per forza quella giusta.</p><p>��Siete in grado di dimostrare la verit� di questa affermazione?</p><p>��No, non in senso formale. Per� riflettete... Non c�� gi� stata una persona capace di influenzare il Piano Seldon grazie al controllo dei singoli individui?</p><p>��Immagino che vi riferiate al Mulo.</p><p>��S�, certo.</p><p>��Il Mulo sapeva solo distruggere. Il problema, qui, � che il Piano Seldon funziona anche troppo bene, molto meglio di quanto gli consentirebbe la matematica.</p><p>Ci vorrebbe un Anti-Mulo, una persona capace, come il Mulo, di non tenere in alcun conto il Piano, ma decisa, con questo suo comportamento, a perfezionare le cose, anzich� distruggerle.</p><p>��Infatti, Primo Oratore: avete coniato un�espressione assai efficace. Che cos�era il Mulo? Un mutante. Ma da dove veniva? Quali furono le sue origini? Nessuno lo sa.</p><p>Non potrebbero esserci altri individui come lui?</p><p>��No, sembra proprio di no. L�unica cosa che si sappia bene del Mulo � che fosse sterile. Per questo fu soprannominato �Mulo�. O credete che quella della sterilit� sia una leggenda?</p><p>��Non penso a discendenti del Mulo, ma che il Mulo possa essere la pecora nera di un gruppo magari nutrito di persone dotate di poteri particolari. Queste persone per qualche motivo avrebbero interesse a non distruggere il Piano, ma a sostenerlo.</p><p>��Perch� mai dovrebbero sostenerlo?</p><p>��Perch� noi lo sosteniamo? Perch� miriamo a fondare il Secondo Impero, le cui sorti saranno decise da noi, o meglio dai nostri eredi morali. Se altre persone stanno occupandosi attivamente del Piano, o meglio di noi, � ovvio che intendono non lasciare a noi il compito di prendere decisioni: vogliono prenderle loro, anche se non sappiamo a che scopo. Non dovremmo forse cercare di scoprire verso che tipo di Secondo Impero cercano di spingerci?</p><p>��Secondo voi come si potrebbe scoprirlo?</p><p>��Perch� il sindaco di Terminus ha esiliato Golan Trevize? Perch� cos� ha permesso ad una persona potenzialmente pericolosa di muoversi liberamente per la Galassia. Non posso credere che l�abbia fatto per motivi umanitari. Nel corso della storia chi ha governato la Prima Fondazione ha sempre agito seguendo una politica realista, vale a dire senza tener conto della morale. Salvor Hardin, uno degli eroi della Prima Fondazione, di fatto prese decisioni che andavano contro la morale. No, credo che il sindaco sia stato costretto ad agire come ha agito da agenti degli Anti-Mulo, tanto per usare il termine da voi coniato. Penso che Trevize sia stato reclutato da loro e che sia l�elemento di punta del piano pericoloso che � stato ordito contro di noi. Un piano di una pericolosit� inaudita.</p><p>��Per Seldon, forse avete ragione�� disse il Primo Oratore.</p><p>��Ma come faremo a convincere la Tavola?</p><p>��Sottovalutate il vostro carisma, Primo Oratore.</p></section></section><section><title><p>Parte sesta</p><p>La Terra</p></title><section><title><p>1</p></title><p>Trevize aveva caldo ed era irritato. Sedeva con Pelorat nella piccola zona pranzo, dove avevano appena consumato il pasto di mezzogiorno.</p><p>��Siamo nello spazio da soli due giorni�� disse Pelorat,�� e mi sento totalmente a mio agio, anche se mi mancano l�aria fresca, la natura e tutta quella roba l�. � strano, non ho mai fatto caso alla natura quando ce l�avevo intorno. In ogni modo, con la mia biblioteca portatile e con il vostro computer, non ci sono problemi di sorta: ho tutto quello che mi occorre. E adesso, il fatto di trovarmi nello spazio non mi d� il minimo brivido di paura. Stupefacente davvero!</p><p>Trevize emise una specie di grugnito: era assorto nei suoi pensieri.</p><p>Pelorat disse, in tono cortese:�� Non vorrei disturbarvi, Golan, ma ho l�impressione che non mi stiate ascoltando. Non che io sia una persona particolarmente interessante, anzi, di solito sono considerato alquanto noioso. Per� mi sembra che siate assorbito da un pensiero particolare. Siamo forse nei guai? Non dovete aver paura di dirmelo, sapete? Magari non vi potr� aiutare molto, ma non mi far� prendere dal panico, amico mio.</p><p>��Nei guai?�� Destandosi dalle sue meditazioni, Trevize aggrott� lievemente la fronte.</p><p>��Intendevo riferirmi alla nave. � di tipo nuovo, per cui ho pensato che potesse avere qualcosa che non va.�� Pelorat abbozz� un sorriso dubbioso.</p><p>Trevize scosse la testa con forza.�� Rassicuratevi pure, Janov: la nave non ha niente che non vada. Funziona alla perfezione. Sono in pensiero perch� ho cercato l�iper-rel�.</p><p>��Ah, capisco. Cio�, no, non capisco. Cos�� un iper-rel�?</p><p>��Adesso vi spiego. Noi siamo in contatto con Terminus, o meglio, possiamo metterci in contatto con Terminus ogni volta che lo vogliamo, e lo stesso pu� fare Terminus con noi. L� conoscono la posizione della nave, avendone osservato la traiettoria, ed anche se non l�avessero fatto potrebbero localizzarci lo stesso.</p><p>Basterebbe che esplorassero lo spazio vicino al pianeta alla ricerca di una massa che li avvertirebbe della presenza di un�astronave o, eventualmente, di un asteroide. Per distinguere una nave da un ipotetico asteroide non dovrebbero fare altro che individuare il diagramma dell�energia. Tra l�altro, quest�ultimo permette di distinguere una nave dall�altra, perch� le navi usano l�energia in maniera differenziata. Il diagramma dell�energia � caratteristico e rimane costante quali che siano le apparecchiature che si attivano. Naturalmente l�astronave che si individua pu� essere sconosciuta, ma se il suo diagramma energetico � registrato su Terminus, come � senz�altro nel nostro caso, pu� essere subito riconosciuta.</p><p>Pelorat disse:�� Mi pare che il progresso della civilt� porti ad una limitazione sempre pi� forte della privacy, vero?</p><p>��Pu� darsi che abbiate ragione. Ma, riprendendo il discorso, prima o poi dovremo muoverci nell�iperspazio, se non vogliamo rimanere ad un parsec o due da Terminus per il resto della vita ed essere costretti a viaggi interstellari di entit� minima. Passando attraverso l�iperspazio, invece, il viaggio � di entit� massima: in un attimo di tempo soggettivo attraversiamo uno spazio che a volte � di centinaia di parsec. D�un tratto ci troviamo straordinariamente lontani, in una direzione che � difficilissimo prevedere, ed in pratica non possiamo pi� essere individuati.</p><p>��Capisco. S�, credo di aver capito.</p><p>��Per� possiamo ancora essere individuati se a bordo � stato collocato un iper-rel�. Questo spedisce, attraverso l�iperspazio, un segnale che � caratteristico della nostra nave e di nessun�altra, e le autorit� di Terminus sono cos� in grado di sapere sempre dove ci troviamo. Con un iper-rel� a bordo, non potremmo nasconderci in nessun posto della Galassia: nessun balzo nell�iperspazio ci permetterebbe di sfuggire agli strumenti di rilevazione.</p><p>��Ma noi non abbiamo bisogno che la Fondazione ci difenda?�� disse Pelorat.</p><p>��S�, per� solo quando fossimo noi a chiedere aiuto. Voi avete detto poco fa che il progresso della civilt� implica una limitazione sempre pi� forte della privacy. Be�, io non voglio essere �progredito� fino a quel punto: desidero essere libero di muovermi come mi pare senza essere spiato, a meno che non sia io stesso a sentire il bisogno di una protezione. Perci� sarei molto contento se a bordo non ci fosse un iper-rel�.</p><p>��Ne avete trovato uno, Golan?</p><p>��No. Trovandolo riuscirei forse a renderlo inattivo.</p><p>��Se lo vedeste lo sapreste riconoscere?</p><p>��Questa � una delle difficolt�. No, potrei non riconoscerlo. So come sono gli iper-rel� in generale, e so come esaminare un oggetto sospetto, ma questa � una nave di nuovo tipo, progettata per svolgere compiti speciali. L�iper-rel� potrebbe essere incorporato in essa in modo da non poter essere individuato.</p><p>��Per� potrebbero anche non averlo messo a bordo. E forse � questo il motivo per cui non l�abbiate trovato.</p><p>��Non mi arrischio ad essere cos� ottimista, e non mi va di fare il primo Balzo senza prima sentirmi sicuro.</p><p>Pelorat s�illumin�.�� Ah, ecco perch� abbiamo vagato senza meta nello spazio.</p><p>Mi chiedevo proprio perch� non avessimo ancora compiuto il primo Balzo. Sapete, Golan, ho sentito parlare dei Balzi, e in verit� ero un po� nervoso al pensiero di farne uno. Mi chiedevo quando mi avreste ordinato di allacciare una qualche cintura di sicurezza, o di prendere una pillola o qualcosa del genere.</p><p>Trevize abbozz� un sorriso.�� Non c�� niente di cui aver paura. Non siamo ai vecchi tempi. Su una nave come questa, fa tutto il computer: noi dobbiamo solo dargli le necessarie istruzioni. Non vi accorgerete di nulla: solo, la vostra visione dello spazio cambier� all�improvviso. � come quando si proietta una diapositiva subito dopo un�altra: col Balzo si ha un po� lo stesso effetto.</p><p>��Santo Cielo, non si avverte proprio nulla? Curioso! � un po� deludente.</p><p>��Io non ho mai avvertito nulla, e le navi su cui sono stato non erano perfette come questa. Ma non � per via dell�iper-rel� che non abbiamo ancora compiuto il Balzo: prima dobbiamo allontanarci un po� di pi� da Terminus ed anche dal sole. Pi� si � lontani da corpi di massa considerevoli, pi� � facile controllare il Balzo e riemergere nello spazio secondo le coordinate desiderate. In casi di emergenza si pu� arrischiare un Balzo anche quando ci si trovi a soli duecento chilometri dalla superficie di un pianeta; dato che nella Galassia sono molti di pi� i luoghi sicuri di quelli pericolosi, si hanno lo stesso buone speranze che tutto vada per il meglio. Per� c�� sempre la possibilit� che fattori casuali ci facciano riemergere a pochi milioni di chilometri da una grande stella, o addirittura nel nucleo galattico, nel qual caso finiremmo arrosto prima ancora di battere ciglio. Pi� si � lontani da una massa, meno sono quei fattori casuali e meno sono di conseguenza le probabilit� di avere brutte sorprese.</p><p>��Se le cose stanno come dite, vi raccomando la massima prudenza: nessuno ci corre dietro.</p><p>��Infatti. E visto che nessuno ci corre dietro, vorrei continuare a cercare l�iper-rel�, prima del Balzo. Oppure trovare il modo di convincermi che a bordo non ce ne siano.</p><p>Trevize assunse di nuovo l�espressione assorta che aveva avuto in precedenza.</p><p>Pelorat, alzando un poco la voce per vincere l�ostacolo che l�altro poneva al dialogo, disse:�� Quanto tempo abbiamo, ancora?</p><p>��Cosa?</p><p>��Voglio dire, caro amico, quando compireste il Balzo se non foste preoccupato per l�iper-rel�?</p><p>��Date la traiettoria e la velocit� attuali, direi il quarto giorno dalla partenza.</p><p>Calcoler� il momento esatto con il computer.</p><p>��Allora avete ancora due giorni per cercare. Posso darvi un suggerimento?</p><p>��Quale?</p><p>��Anche se il mio lavoro � diverso dal vostro, penso che si possano trarre alcune conclusioni generali. Ho notato che quando mi concentravo intensamente su un problema, ottenevo sempre scarso successo. � molto meglio rilassarsi e pensare ad altro: in questo modo la mente inconscia, non pi� oppressa dal peso di un pensiero fisso, pu� riuscire a risolvere la situazione al posto nostro.</p><p>Trevize per un attimo parve seccato, poi rise.�� Be�, perch� no? Cambiamo pure argomento. Ditemi, come mai avete cominciato a interessarvi della Terra, professore?</p><p>Da che cos�� nata questa idea di un pianeta da cui avremmo tratto origine tutti quanti?</p><p>��Ah, bisogna tornare un po� indietro nel tempo�� disse Pelorat, annuendo.�� Indietro di pi� di trent�anni. All�universit� avevo deciso di fare il biologo.</p><p>M�interessavo particolarmente alla variazione delle specie sui vari mondi. Come saprete, la variazione � minima. Tutte le forme di vita della Galassia, o almeno tutte quelle che abbiamo conosciuto, hanno una chimica a base proteine-acido nucleico, ed il loro elemento indispensabile � l�acqua.</p><p>Trevize disse:�� Io ho frequentato l�accademia militare, dove si studiano soprattutto nucleonica e gravitistica, per� non � che sia un superspecializzato. So qualcosa sulle basi chimiche della vita. Ci � stato insegnato che l�acqua, le proteine e gli acidi nucleici siano l�unica base possibile per il suo sviluppo.</p><p>��Credo che si tratti di una conclusione infondata. � meno arbitrario dire che non � stato ancora trovato un altro tipo di vita, o che non � stato ancora riconosciuto, e non aggiungere altri commenti. Tornando al discorso della variazione, la cosa pi� sorprendente � che le specie indigene, cio� quelle che si trovano su un singolo pianeta e solo su quello, siano relativamente poche. La maggior parte delle specie esistenti, compresa quella dell� <emphasis>Homo sapiens</emphasis>, sono distribuite in tutti o quasi i pianeti abitati della Galassia e sono strettamente imparentate dal punto di vista biochimico, fisiologico e morfologico. Le specie indigene invece hanno caratteristiche che le distinguono nettamente tra loro oltre che dalle forme di vita pi� diffuse.</p><p>��Bene, e con ci�?</p><p>��Con ci� si deduce che un pianeta della Galassia, uno solo, � diverso da tutti gli altri. Decine di milioni di pianeti hanno dato origine alla vita; una vita rudimentale, fragile, isolata, non multiforme e che non si conservava n� diffondeva facilmente. Un solo mondo ha dato origine a milioni di specie, molte delle quali assai evolute e specializzate, nonch� inclini a moltiplicarsi e diffondersi. Tra queste specie siamo inclusi noi. Siamo stati abbastanza intelligenti da creare una civilt�, da inventare il volo iperspaziale e da colonizzare la Galassia, e colonizzandola abbiamo portato con noi numerose altre forme di vita imparentate fra loro e con lo stesso <emphasis>Homo sapiens</emphasis>.</p><p>��A pensarci bene, mi pare che tutto questo sia abbastanza logico�� disse Trevize con aria piuttosto indifferente.�� Voglio dire, ci troviamo in una Galassia popolata dall�uomo; se supponiamo che tutto sia cominciato su un pianeta particolare, � naturale pensare che si sia trattato di un pianeta diverso dagli altri. Infatti le probabilit� che la vita si sviluppi in un modo tanto complicato sono indubbiamente infinitesimali, forse una su cento milioni. Solo uno su cento milioni di pianeti ospitanti la vita pu� avere dato origine alla nostra complessa specie.</p><p>��Ma che cosa ha reso quel certo pianeta cos� diverso dagli altri?�� disse Pelorat, agitato.�� Quali furono le condizioni che lo resero unico?</p><p>��Forse soltanto il caso. In fin dei conti, gli esseri umani e le creature che si sono portati dietro, adesso popolano decine di milioni di pianeti, in grado di ospitare la vita. Sono tutti favorevoli alla nostra specie, insomma.</p><p>��Ah, no! Una volta che la specie umana si � evoluta, che ha creato una sua tecnologia e si � temprata attraverso una lunga e dura lotta per la sopravvivenza, � riuscita ad adattarsi a pianeti poco ospitali come, per esempio, Terminus. Ma riuscite ad immaginare una vita intelligente che si sviluppi su Terminus?</p><p>�Quando Terminus fu occupato per la prima volta dagli uomini, all�epoca degli Enciclopedisti, la forma di vita vegetale pi� evoluta del pianeta era una pianta che copriva le rocce e che ricordava il muschio. Gli animali pi� evoluti erano dei coralli molto piccoli sparsi negli oceani mentre sulla terraferma c�erano organismi simili agli insetti. Noi cancellammo praticamente dalla faccia del pianeta queste forme di vita, riempimmo gli oceani di pesci, facemmo crescere erba, grano ed alberi sulla terra e la popolammo di conigli, capre ed altri animali. Della vita indigena ormai rimangono tracce soltanto negli zoo e negli acquari.</p><p>��S�, s젗 disse Trevize con aria convinta.</p><p>Pelorat lo fiss� per un lungo attimo, poi disse, con un sospiro:�� L�argomento in realt� non vi interessa, vero? � straordinario, sapete? Non trovo mai nessuno a cui interessi. Immagino che la colpa sia mia: non riesco a rendere la materia affascinante, bench� <emphasis>io</emphasis> ne sia affascinato moltissimo.</p><p>��In effetti � interessante�� disse Trevize.�� Ma... che cosa volete concludere?</p><p>��Ecco, non pensate che potrebbe essere assai stimolante dal punto di vista scientifico studiare il mondo che diede origine all�unico equilibrio ecologico indigeno veramente fiorente della Galassia?</p><p>��Forse lo sarebbe, per un biologo. Ma io non sono un biologo, professore, dovete scusarmi.</p><p>��Ma certo, caro amico. � solo che non ho mai trovato biologi che fossero interessati all�argomento. Vi ho gi� detto che all�universit� studiavo biologia. Bene, parlai della faccenda col mio professore ma lui non ne era interessato. Mi disse di concentrarmi su problemi pratici. Rimasi cos� disgustato che da biologia passai a storia, materia che era stata il mio hobby fin da quando avevo tredici-quattordici anni, ed affrontai la questione delle origini da quel nuovo punto di vista.</p><p>��Per�, se non altro, la storia � diventata il lavoro di tutta la vostra vita, sicch� in fondo dovreste essere contento che il vostro professore di biologia sia stato cos� ottuso.</p><p>��S�, forse la si pu� mettere anche in questi termini. Il mio lavoro � interessante e non mi annoia mai. Vorrei per� che affascinasse anche voi. Mi sembra di parlare sempre e solo con me stesso.</p><p>Trevize butt� la testa indietro ridendo di cuore.</p><p>Sul viso calmo di Pelorat pass� un�ombra di risentimento.</p><p>��Perch� mi deridete?</p><p>��Non ridevo di voi, Janov�� disse Trevize,�� ma di me stesso. Della mia stupidit�. Anzi, per voi provo profonda riconoscenza: avevate proprio ragione, sapete?</p><p>��A sottolineare l�importanza delle origini dell�uomo?</p><p>��No, no. Cio� s�, anche quello. Ma volevo dire che avevate ragione a suggerirmi di non concentrare pi� i pensieri consci sul mio problema: ha funzionato. Mentre parlavate del modo in cui la vita si sia evoluta, mi � venuto in mente come trovare l�iper-rel�... sempre che ci sia.</p><p>��Ah, ecco a cosa vi riferivate!</p><p>��S�. Al momento, questa � la mia fissazione. Ho dato la caccia a quell�iper-rel� come se mi fossi trovato a bordo della mia vecchia, scassata nave-scuola. Ho esaminato ogni centimetro di superficie in cerca di qualcosa che spiccasse, che si distinguesse dal resto. Avevo dimenticato che questa nave � il prodotto raffinato di un�evoluzione tecnologica durata migliaia di anni. Capite?</p><p>��No, Golan.</p><p>��Abbiamo un computer, a bordo. Come ho potuto dimenticarmene?</p><p>Trevize si diresse verso la propria stanza e con la mano fece cenno a Pelorat di seguirlo.</p><p>��Devo solo provare a comunicare con Terminus�� disse, posando le mani sul contatto del computer.</p><p>Bisognava cercare di raggiungere il pianeta, lontano ormai migliaia di chilometri, tentare di vedere se la comunicazione fosse possibile. Era come se terminazioni nervose si allungassero nello spazio alla velocit� della luce, partendo dal computer.</p><p>Trevize aveva l�impressione di toccare, o meglio, di percepire, o meglio, di... No, non c�era una parola che esprimesse la sensazione che provava.</p><p>Era conscio del fatto che Terminus si trovasse l� vicino e bench� nella realt� la distanza tra il pianeta e l�astronave crescesse in ragione di venti chilometri al secondo, pareva a Trevize che essi fossero immobili e separati soltanto da qualche metro.</p><p>Il giovane consigliere chiuse la comunicazione con Terminus; di fatto non aveva comunicato veramente, ma solo saggiato il principio della comunicazione.</p><p>Ad otto parsec di distanza c�era Anacreon, il pianeta pi� vicino. Secondo i parametri galattici, era a portata di mano, ma per spedire fin laggi� un messaggio alla velocit� della luce e per ricevere anche la risposta sarebbero occorsi cinquantadue anni.</p><p>Raggiungi Anacreon! Pensa ad Anacreon! Pensaci pi� intensamente che puoi, si disse Trevize. Conosci la sua posizione rispetto a Terminus ed al nucleo galattico, hai studiato la sua planetografia e la sua storia, hai persino risolto il problema militare che si porrebbe nel caso (di questi tempi impossibile) che fosse conquistato da un qualsiasi nemico e lo si dovesse liberare.</p><p>Sei stato su Anacreon, riflett� Trevize. Allora immaginalo, cerca di rivederlo con la tua mente: in questo modo, se c�� un iper-rel�. sentirai di trovarti sulla sua superficie.</p><p>Niente. Le terminazioni nervose fremettero e approdarono nel nulla.</p><p>Trevize stacc� le mani dalla scrivania.�� Non ci sono iper-rel� a bordo della �Far Star�, Janov, ora ne sono certo. E mi chiedo quanto mi ci sarebbe voluto per arrivare a queste conclusioni se non avessi seguito il vostro suggerimento.</p><p>Pur senza muovere un solo muscolo facciale. Pelorat s�illumin�.�� Sono proprio contento di esservi stato di aiuto. Ci� significa che ci accingiamo a compiere il Balzo?</p><p>� No, aspetteremo ancora due giorni, per andare sul sicuro. Dobbiamo allontanarci dalle masse pericolose, ve l�ho detto. Di solito, quando mi trovo su una nave nuova con cui non ho mai volato, mi occorrono due giorni per calcolare tutto, in particolare l�iperspinta giusta per il primo Balzo, ma ho la sensazione che sulla �Far Star� sar� il computer a sbrigare queste faccende.</p><p>��Santo Cielo, allora dovremo annoiarci per due giorni!</p><p>��Annoiarci?�� disse Trevize con un gran sorriso.�� No di certo! Voi ed io, Janov, parleremo un po� della Terra.</p><p>��Davvero?�� disse Pelorat�� Lo fate per compiacere un povero vecchio? � gentile da parte vostra, veramente.</p><p>��Macch� compiacere un povero vecchio! Lo faccio per me: avete conquistato un proselito, Janov. Da quanto avete detto ho capito che la Terra � il corpo celeste pi� importante e pi� incontestabilmente interessante dell�Universo.</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Assorbito dall�idea dell�iper-rel�, Trevize non aveva reagito subito al discorso sulla Terra che il suo compagno gli aveva fatto, tuttavia doveva esserne rimasto colpito, perch� appena risolto il problema la sua reazione era stata immediata.</p><p>Uno dei discorsi di Hari Seldon maggiormente ripetuti era quello secondo cui la Seconda Fondazione si sarebbe trovata al capo opposto della Galassia rispetto a Terminus. Seldon aveva dato anche un nome al luogo: Star�s End.</p><p>Di questo si parlava nel resoconto fatto da Gaal Dornick nel giorno del processo davanti alla corte imperiale. �Il capo opposto della Galassia�: cos� si era espresso Seldon con Dornick, e da quel momento non si era mai cessato di discutere sul significato di quelle parole.</p><p>Che cosa collegava i �capi opposti� della Galassia? Una linea retta, una spirale, un cerchio, o che altro?</p><p>E d�un tratto, in seguito al colloquio con Pelorat, Trevize aveva capito che sulla mappa della Galassia non si potevano tracciare linee, n� curve; la questione era assai pi� sottile.</p><p>Era perfettamente chiaro che uno dei capi della Galassia fosse Terminus.</p><p>Terminus si trovava ai confini della Galassia, ai confini della Fondazione<a l:href="#n_5" type="note">[5]</a>, e nel suo caso la parola �capo� aveva un significato letterale<a l:href="#n_6" type="note">[6]</a>.</p><p>Tra l�altro, all�epoca di Seldon era uno dei pianeti pi� nuovi, un mondo che non era stato ancora colonizzato, che non aveva ancora una sua identit�.</p><p>In tale prospettiva, quale si poteva considerare l�altro capo?</p><p>L�altro capo della Fondazione<a l:href="#n_7" type="note">[7]</a>? Ma era ovvio: il pianeta pi� vecchio. E secondo quanto aveva detto l�ignaro Pelorat, quel pianeta poteva essere soltanto la Terra. La Seconda Fondazione poteva benissimo essere sulla Terra.</p><p>Tuttavia, come mai Seldon aveva battezzato il posto Star�s End? Forse si trattava di un linguaggio metaforico. L�umanit�, come aveva osservato Pelorat, si era sparsa per innumerevoli sistemi solari; se si percorreva a ritroso la catena di migrazioni creata dagli esseri umani, si arrivava al pianeta d�origine. Ed il sole che aveva illuminato quel pianeta era forse quello che Seldon aveva definito Star�s End.</p><p>Trevize sorrise e disse, quasi con affetto:�� Ditemi di pi� sulla Terra, Janov.</p><p>Pelorat scosse la testa.�� Vi ho gi� detto tutto, sul serio. Ne scopriremo di pi� su Trantor.</p><p>��No, Janov�� disse Trevize.�� Non scopriremo niente su Trantor, e sapete perch�? Perch� non ci andremo. Sono io che piloto la nave, ed io non la porter� su Trantor.</p><p>Pelorat rimase a bocca aperta e per un attimo non riusc� a respirare. Poi disse, afflitto:�� Che cosa dite mai, caro amico!</p><p>��Su Janov, non fate quella faccia. Cercheremo la Terra.</p><p>��Ma � solo su Trantor che...</p><p>��No. Trantor � soltanto un posto dove si possono studiare pellicole malridotte e documenti impolverati, e dove uno si riduce a sua volta come un oggetto malridotto e impolverato.</p><p>��Per anni ed anni ho sognato di...</p><p>��Di trovare la Terra.</p><p>��Ma � solo...</p><p>Trevize si alz�, si chin� sopra Pelorat e tirandolo piano per la manica disse:�� No, non ditelo, professore. Vi ricordate che prima ancora di salire su questa nave mi confessaste che volevate cercare la Terra e che pensavate di poterlo fare perch�, sono vostre parole, �avevate un�idea eccellente�? Ora, non voglio pi� sentir nominare Trantor, ma voglio che mi parliate di quest�idea eccellente.</p><p>��Ma � un�idea che ha bisogno di conferme: per il momento � solo una speranza, una vaga possibilit�.</p><p>��Bene, parlatemene!</p><p>��Non capite. No, proprio non capite. � un campo in cui ho compiuto ricerche soltanto io. Non c�� niente di preciso, niente di solido, niente di reale a cui fare riferimento. La gente parla della Terra come se esistesse veramente, ma anche come di un mondo leggendario. Ci sono innumerevoli racconti contraddittori...</p><p>��Be�, potete dirmi in cosa sia consistita la vostra ricerca?</p><p>��Ho sentito la necessit� di raccogliere tutti i racconti. le leggende, le storie pi� plausibili ed i miti pi� nebulosi riguardanti la Terra o comunque l�idea di un pianeta d�origine. Ho raccolto persino le opere di narrativa. Per pi� di trent�anni ho messo insieme materiale proveniente da tutti i pianeti. Se adesso potessi trovare qualcosa di pi� attendibile di quanto ho nella Biblioteca Galattica di... ma non volete nemmeno che nomini quel pianeta. vero?</p><p>��Infatti: non nominatelo. Ditemi invece di quando, in mezzo a tutto il materiale da voi raccolto, avete individuato qualcosa di particolarmente interessante, e le ragioni per cui questo qualcosa vi sia parso interessante.</p><p>Pelorat scosse la testa.�� Scusatemi se dico cos�, Golan, ma mi pare che parliate come un militare od un politico. La storia non funziona in questo modo.</p><p>Trevize respir� a fondo e domin� l�agitazione.�� Spiegatemi come funziona la faccenda, Janov. Abbiamo due giorni di tempo. Istruitemi un po�.</p><p>��Non si pu� dare credito ad un particolare mito o ad un particolare gruppo. Ho dovuto mettere insieme tutte le storie, analizzarle, ordinarle, inventare simboli capaci di descrivere gli aspetti diversi del loro contenuto. Sono storie che raccontano di un clima impossibile, di sistemi planetari che non corrispondono a quelli reali, di eroi leggendari provenienti da altri mondi e di centinaia di altre cose singolari. Non ha senso che le elenchi tutte; due giorni non basterebbero. Ci ho lavorato attorno per pi� di trent�anni, come vi ho detto.</p><p>�Poi mi sono messo al computer ed ho studiato un programma che individuasse gli elementi comuni dei vari miti ed eliminasse le vere e proprie impossibilit�. A poco a poco sono giunto a raffigurarmi la Terra. In fin dei conti, se gli esseri umani provengono tutti da un unico pianeta, tale pianeta, mi sono detto, deve rappresentare il fatto concreto che i miti delle origini e le storie di eroi leggendari hanno in comune.</p><p>Volete che entri in dettagli matematici?</p><p>��Non adesso, grazie�� disse Trevize.�� Ma come fate ad essere sicuro che la vostra matematica non vi conduca sul sentiero sbagliato? Sappiamo che Terminus fu fondata solo cinque secoli fa e che i primi colonizzatori erano, s�, originari di Trantor, ma si erano stabiliti gi� a dozzine, o a centinaia, su altri pianeti. Eppure qualcuno che non sapeva questo suppose che Hari Seldon e Salvor Hardin, che non erano nati su Terminus, venissero direttamente dalla Terra, e che Trantor fosse in realt� la Terra stessa. Certo, se ci mettessimo a cercare adesso il Trantor tutto ricoperto di metallo dell�epoca di Seldon, non lo troveremmo proprio, e finiremmo per considerarlo pura leggenda.</p><p>Pelorat apparve compiaciuto.�� Ritiro la mia precedente osservazione sui militari e i politici, caro amico: avete una notevole intuizione. Naturalmente ho dovuto sottoporre il mio modello ideale ad una serie di controlli. Ho inventato un centinaio di storie false simili a quelle delle leggende da me raccolte. A questo scopo ho distorto i fatti storici reali; in un caso mi sono ispirato addirittura agli avvenimenti della Terminus dei primordi: il computer ha rifiutato tutte le storie. Certo, poteva anche significare semplicemente che non avevo il talento narrativo sufficiente a creare qualcosa di passabile, per� ho fatto del mio meglio.</p><p>��Non ne dubito, Janov. E che cosa vi ha detto della Terra il vostro modello?</p><p>��Una quantit� di cose caratterizzate da un grado variabile di probabilit�. Mi ha fornito insomma una specie di schema approssimativo. Sappiamo che il novanta per cento dei pianeti abitati della Galassia ha un periodo di rotazione compreso fra le ventidue e le ventisei ore galattiche standard. Bene...</p><p>��Spero che non abbiate concentrato la vostra attenzione su questo fatto, Janov</p><p>��lo interruppe Trevize.�� Non c�� nulla di misterioso in questo. Perch� un pianeta sia abitabile, bisogna che non ruoti cos� in fretta da rendere burrascose le condizioni atmosferiche o cos� lentamente da rendere intollerabili le variazioni climatiche. Si verifica praticamente un�auto-selezione: gli esseri umani preferiscono abitare su pianeti che abbiano caratteristiche favorevoli allo sviluppo della loro vita. Capita poi che, quando si scopre che tutti i pianeti abitabili hanno appunto in comune queste caratteristiche, qualcuno dica �ma che strana coincidenza�, mentre di strano non c�� niente e non si tratta di coincidenza.</p><p>��A dire la verit�, questo � un fenomeno assai frequente nelle scienze sociali�� disse Pelorat con calma.�� Probabilmente lo � anche in fisica, ma poich� non sono un fisico, non ne sono certo. In ogni caso, � definito �Principio antropico�.</p><p>L�osservatore influenza gli eventi che osserva per il semplice fatto di osservarlo, per il semplice fatto di essere presente. Ma il problema �: dove si trova il pianeta corrispondente al mio modello? Qual � quel mondo che ruota intorno al proprio asse esattamente in un giorno galattico standard, ovvero in ventiquattr�ore galattiche standard?</p><p>Trevize, pensieroso, sporse il labbro inferiore.</p><p>��Pensate che quella sia la Terra? Ma il giorno galattico standard potrebbe basarsi sulle caratteristiche locali di un mondo qualsiasi, no?</p><p>��� improbabile. Gli esseri umani non procedono in questo modo. Trantor � stato il pianeta-capitale della galassia per dodicimila anni, ed il pi� popoloso per ventimila, eppure non ha mai imposto agli altri il suo periodo di rotazione di 1,8 giorni galattici standard. Il periodo di rotazione di Terminus � di 1,91 GGS ma noi non lo imponiamo ai pianeti che rientrino sotto il nostro dominio. Tutti i mondi fanno i loro calcoli usando il sistema del GPL, il giorno planetario locale, e per le questioni di importanza interplanetaria si procede col computer a convertire GPL in GGS e viceversa. Il giorno galattico standard deve venire per forza dalla Terra!</p><p>��Perch� per forza?</p><p>��Innanzitutto perch� la Terra un tempo era l�unico mondo abitato, per cui � logico pensare che il suo giorno ed il suo anno divenissero il metro di misurazione standard e lo restassero per inerzia sociale anche all�epoca della colonizzazione di altri pianeti. In secondo luogo perch� il modello da me elaborato � quello di una Terra che ruota intorno al proprio asse esattamente in ventiquattro ore galattiche standard, e che gira intorno al suo sole esattamente in un anno galattico standard.</p><p>��Non potrebbe trattarsi di una coincidenza?</p><p>Pelorat rise.�� Adesso siete voi a parlare di coincidenza! Sareste pronto a scommettere che ci troviamo di fronte ad una semplice coincidenza?</p><p>��D�accordo, d�accordo�� mormor� Trevize.</p><p>��E c�� di pi��� prosegu� Pelorat.�� Esiste un�antica misura del tempo chiamata mese...</p><p>��Ne ho sentito parlare.</p><p>��A quanto sembra, corrisponde al periodo di rivoluzione del satellite della Terra intorno al pianeta madre. Per�...</p><p>��S�?</p><p>��Ecco, il fatto sorprendente � che, secondo il mio modello, questo satellite sarebbe enorme, avrebbe un diametro superiore ad un quarto di quello terrestre.</p><p>��Molto curioso! Non c�� alcun pianeta abitato della Galassia che abbia un satellite del genere.</p><p>��Ma � positivo, Golan�� disse Pelorat, con vivacit�.�� Se la Terra, unica fra tanti mondi, ha dato origine a varie specie diverse e ad un�intelligenza evoluta come quella umana, � logico che abbia caratteristiche fisiche che la rendono particolare.</p><p>��Ma che cosa c�entra un grosso satellite con le specie diverse, l�intelligenza e tutto il resto?</p><p>��Ecco, questo � un punto debole; non lo so. Per� vale la pena di condurre un�indagine, no?</p><p>Trevize si alz� in piedi ed incroci� le braccia sul petto.</p><p>��Ma qual � il problema, allora? Basta analizzare i dati statistici sui pianeti abitati e trovare il mondo che abbia un periodo di rotazione di un GGS ed un periodo di rivoluzione di un AGS. Se poi questo mondo avesse anche un satellite gigantesco, � chiaramente quello che cerchiamo. Immagino che la vostra �idea eccellente� riguardi proprio questo, vero? Avete esaminato i dati ed avete scoperto il pianeta?</p><p>Pelorat apparve imbarazzato.�� Non � esattamente cos�. � vero che ho analizzato i dati, o meglio li ho fatti analizzare al dipartimento astronomico, e... Ecco in parole povere, quel mondo non esiste.</p><p>Trevize si lasci� cadere di nuovo sulla sedia.�� Ma questo significa che la vostra ipotesi va in fumo!</p><p>��Non del tutto, mi pare.</p><p>��Come sarebbe non del tutto? Elaborate un modello completo nei minimi particolari e non riuscite a trovare alcun mondo che gli corrisponda: � evidente che il modello � inutile. Vi tocca ricominciare da capo.</p><p>��No. I risultati negativi significano semplicemente che i dati statistici sui pianeti popolati siano incompleti. Dopotutto, i pianeti abitati sono decine di milioni, e di molti si sa ben poco. Non abbiamo, per esempio, dati attendibili sulla popolazione di quasi met� di essi. E di seicentoquarantamila mondi sappiamo soltanto il nome e, qualche volta, la posizione. Alcuni galattografi hanno calcolato che potrebbero esserci fino a diecimila pianeti abitati non catalogati da alcuna parte. Forse sono i pianeti stessi ad aver incoraggiato tale stato di cose: durante l�Era Imperiale questo potrebbe averli aiutati ad evadere le tasse.</p><p>��E ad evaderle anche nei secoli successivi�� disse Trevize, caustico.�� Mondi del genere sarebbero stati l�ideale come basi per i pirati, il che avrebbe permesso loro di arricchirsi pi� che con il commercio legale.</p><p>��Non saprei�� disse Pelorat, dubbioso.</p><p>��In ogni modo�� disse Trevize�� secondo me la Terra avrebbe dovuto trovarsi comunque nella lista dei pianeti abitati conosciuti. Essendo per definizione il pi� antico di essi, non � pensabile che sia stata dimenticata. Nei primi secoli della civilt� galattica il suo nome dev�essere stato incluso per forza nella lista, e dopo di allora ci sar� rimasto, immagino. Penso che in casi del genere l�inerzia sociale sia di pragmatica.</p><p>Pelorat appariva angustiato, esitante.�� In effetti, c�� una Terra nella lista dei mondi abitati�� disse poi.</p><p>Trevize lo fiss�.�� Sbaglio o poco fa mi avete detto che non fosse nell�elenco?</p><p>��Col nome di Terra non c��, infatti. C�� per� con il nome di Gaia.</p><p>��Ga... cosa?</p><p>��Gaia. Significa Terra.</p><p>��Come fate ad affermarlo? � un nome che a me non dice niente.</p><p>Pelorat, che di solito era inespressivo, contrasse il viso in una sorta di smorfia.�� Ho paura che non mi crederete, ma... be�, secondo la mia analisi dei miti, sulla Terra ci sarebbero state varie lingue prive tra loro di qualsiasi elemento comune.</p><p>��Che cosa?</p><p>��S�. In fin dei conti, anche noi nella Galassia abbiamo moltissimi gerghi diversi...</p><p>� Certo, esistono varie sfumature dialettali, ma nessuna lingua risulta inintelligibile all�altra. Ed anche se capirne alcune � abbastanza difficile, c�� sempre il galattico standard.</p><p>��S�, ma con i viaggi interstellari esiste uno scambio continuo. Provate ad immaginare un mondo isolato per un lungo periodo...</p><p>��Ma state parlando della Terra, di un pianeta come gli altri. Perch� mai avrebbe dovuto soffrire l�isolamento?</p><p>��Non dimenticate che � il pianeta d�origine, dove un tempo l�umanit� dev�essere vissuta in condizioni estremamente primitive, senza viaggi interstellari, senza computer, senza tecnologie di sorta, tutta presa dalla lotta per evolversi da antenati non umani.</p><p>��Ma � ridicolo!</p><p>Pelorat abbass� la testa, imbarazzato.�� Forse non ha senso discutere di questo, amico mio. Non sono mai riuscito a convincere nessuno, e certo la colpa � mia.</p><p>Trevize di colpo assunse un�aria contrita.�� Scusatemi, Janov, ho parlato senza pensare. Dopotutto, si tratta di teorie estremamente nuove per me: voi le state studiando da trent�anni, io invece le apprendo solo adesso, e tutte in una volta.</p><p>Dovete concedermi qualche attenuante. Allora tenter� di immaginarmi esseri umani molto primitivi, che sulla Terra parlano due lingue completamente diverse e incomprensibili l�una all�altra.</p><p>��Pi� che due, una mezza dozzina�� disse Pelorat, timidamente.</p><p>��La Terra era divisa probabilmente in varie estensioni di terraferma di notevole grandezza, ed � facile che all�inizio non ci fossero contatti tra di esse. Gli abitanti di ciascuna terra avranno cos� elaborato la loro particolare lingua indipendentemente dagli altri.</p><p>Trevize disse, con una certa solennit� ma anche con una certa cautela:�� E questi abitanti si saranno chiesti, una volta resisi conto dell�esistenza dei loro vicini, in quale luogo della Terra i primi esseri umani si fossero evoluti dagli animali. Avranno insomma discusso una loro questione delle origini.</p><p>��Pi� che probabile, Golan. � molto umano un atteggiamento del genere.</p><p>��E in una delle lingue del pianeta Gaia significa Terra. Terra, a sua volta, appartiene al vocabolario di un�altra di quelle lingue.</p><p>��Infatti.</p><p>��E mentre il galattico standard deriva dalla lingua in cui Terra si dice Terra, sul nostro pianeta d�origine ha prevalso per qualche motivo la lingua in cui Terra si dice Gaia.</p><p>��Proprio cos�: siete davvero sveglio, Golan.</p><p>��Per�, a questo punto, non vedo il problema. Se Gaia � davvero la Terra, dovrebbe avere un periodo di rotazione di un GGS, un periodo di rivoluzione di un AGS, ed un satellite gigantesco che le giri intorno in un mese, non vi pare?</p><p>��S�.</p><p>��Allora, questo vostro pianeta � effettivamente come dovrebbe essere, o no?</p><p>��Non lo so: nelle tavole non ci sono questi dati.</p><p>��No? Be�, Janov, non ci resta che andare su Gaia, misurare i suoi periodi di rotazione e rivoluzione, ed osservare il suo satellite...</p><p>��Mi piacerebbe, Golan�� disse Pelorat, titubante,�� Il guaio � che non so esattamente dove si trovi il pianeta: nemmeno su questo esistono dati precisi.</p><p>��Intendete dire che tutto quello che sapete � il nome?</p><p>��Ma � proprio per questo che volevo visitare la Biblioteca Galattica!</p><p>��Ehi, un attimo. Dite che le tavole non vi danno la posizione esatta. Ne danno almeno una approssimativa?</p><p>��Be� Gaia risulta nel Settore Sayshell, ma accanto c�� un punto interrogativo.</p><p>��Su, Janov, non voglio vedervi cos� abbacchiato: andremo nel Settore Sayshell, ed in qualche modo troveremo quel pianeta!</p></section></section><section><title><p>Parte settima</p><p>Il contadino</p></title><section><title><p>1</p></title><p>Stor Gendibal marciava spedito lungo la strada di campagna fuori del complesso universitario. Di solito i membri della Seconda Fondazione non si avventuravano nel mondo degli agricoltori di Trantor. Certo potevano farlo, ma non si arrischiavano mai ad andare molto lontano od a stare fuori troppo tempo.</p><p>Gendibal costituiva l�eccezione alla regola, e in passato si era chiesto varie volte il perch�. Domandandoselo aveva esplorato la propria mente, una cosa che gli Oratori erano incoraggiati a fare. Le loro menti erano ad un tempo armi e bersagli, ed essi dovevano mantenere perfettamente in funzione sia i sistemi di offesa, sia quelli di difesa.</p><p>Gendibal aveva concluso, non senza soddisfazione, che una delle ragioni che lo rendevano diverso era il fatto di provenire da un pianeta che aveva una massa maggiore della media dei pianeti abitati, ed un clima pi� freddo. Quando era stato condotto su Trantor, da ragazzino (gli agenti della Seconda Fondazione alla ricerca di persone particolarmente dotate erano sparsi per tutta la Galassia), si era trovato quindi in un mondo dal clima deliziosamente mite, e con una gravit� inferiore. Per questo gli piaceva stare all�aperto pi� di quanto piacesse agli altri.</p><p>Durante i primi anni passati su Trantor aveva acquistato coscienza della sua struttura fisica, che era gracile e tutt�altro che imponente, ed aveva pensato che se si fosse lasciato andare avrebbe rischiato di diventare un uomo assai debole. Perci� si era messo a fare ginnastica intensivamente e, pur conservando l�aria gracile, aveva acquisito una grande resistenza. Inoltre, aveva molto fiato. Del suo allenamento facevano parte le lunghe passeggiate e lo jogging, abitudini che qualche Oratore criticava. Ma Gendibal se ne infischiava delle chiacchiere.</p><p>Lui continuava imperterrito per la sua strada, nonostante fosse trantoriano solo da una generazione, mentre tutti gli altri della Tavola lo erano da due o tre ed avevano genitori e nonni che erano stati membri della Seconda Fondazione. Gendibal era anche il pi� giovane di tutti: era logico quindi che i suoi colleghi mormorassero alle sue spalle.</p><p>Per lunga tradizione le menti degli Oratori della Tavola erano aperte (in teoria completamente, ma quasi sempre si conservava da qualche parte un angolo di privacy, anche se a lungo andare esso veniva a sua volta sondato) e Gendibal sapeva che gli altri provavano invidia nei suoi confronti. Loro erano consci della propria invidia, cos� come Gendibal era conscio del proprio atteggiamento di difesa, che si esprimeva in un�ambizione compensativa. E, naturalmente, gli Oratori sapevano ci� che lui sapeva.</p><p>Gendibal torn� a riflettere sul perch� avesse sempre sentito il desiderio di quelle lunghe passeggiate e pens� che doveva avervi influito il fatto di avere trascorso l�infanzia su un grande pianeta dove i paesaggi erano superbi e vari. Era cresciuto in una valle fertile, circondata da quella che era forse la pi� bella catena di montagne della Galassia. Nel rigido inverno del pianeta, esse apparivano straordinariamente belle. Gendibal ripens� al suo mondo d�origine ed alle gioie della propria infanzia.</p><p>Fantasticava spesso sul suo passato: com�era possibile adattarsi a vivere in un antico complesso architettonico ampio poche dozzine di miglia quadrate?</p><p>Si guard� intorno, mentre correva. Non apprezzava quello che vedeva; Trantor era un mondo gradevole, dal clima mite, ma non possedeva l�aspra bellezza del suo pianeta d�origine. Bench� gran parte del suo territorio fosse destinata all�agricoltura, non era un mondo fertile, non lo era mai stato. Forse anche questo aveva contribuito a farne il centro amministrativo di una grande federazione di pianeti e, in seguito, dell�Impero Galattico. Quale altra funzione avrebbe potuto assolvere bene? In fondo, non era adatto a nient�altro...</p><p>Dopo il Grande Saccheggio, Trantor era sopravvissuto grazie alle sue enormi riserve di metallo. Era come un�immensa miniera e riforniva una cinquantina di mondi di acciaio legato, alluminio, titanio, rame e magnesio a buon mercato, restituendo cos� quanto aveva accumulato in migliaia di anni. Consum� le sue risorse a un ritmo ben pi� veloce di quello col quale le aveva accumulate.</p><p>Alla fine il metallo non si esaur�, ma divent� pi� difficile da estrarre. Gli agricoltori hamiani (che consideravano di malaugurio il termine trantoriano, che ormai designava soltanto i membri della Seconda Fondazione), erano restii a maneggiare il metallo, indubbiamente per motivi superstiziosi.</p><p>Un atteggiamento stupido. Il metallo rimasto nel sottosuolo poteva avvelenare il terreno e renderlo ancora meno fertile. D�altro canto, per�, la popolazione non era fitta, e la terra riusciva a sostenerla. Inoltre un po� di metallo si vendeva sempre.</p><p>Gendibal osserv� l�orizzonte piatto. Trantor era un pianeta vivo, geologicamente parlando, come del resto quasi tutti i pianeti abitati, ma erano passati almeno cento milioni di anni dall�epoca in cui si erano formate le ultime catene di montagne. Le regioni montuose, con l�erosione, erano diventate collinose o piatte, e questo era avvenuto per lo pi� durante il periodo in cui la superficie era stata tutta ricoperta dal metallo.</p><p>A sud, troppo lontana per essere visibile, c�era la spiaggia di Capital Bay, ed oltre essa si stendeva l�Oceano Orientale: entrambi erano stati riportati nelle condizioni originarie dopo il crollo dei serbatoi sotterranei.</p><p>A nord sorgevano le torri dell�Universit� Galattica, che nascondevano in parte la Biblioteca, pi� bassa ma ampia, e per tre quarti sotterranea. Ancora pi� a nord, c�erano i resti del Palazzo Imperiale.</p><p>A destra ed a sinistra di Gendibal si stendevano poderi, con qualche casa colonica qui e l�. L�Oratore pass� accanto a capre, polli ed altri animali domestici che non lo degnarono della minima attenzione.</p><p>Pens� distrattamente che quegli animali, che si potevano trovare in un gran numero di mondi abitali, non erano mai esattamente uguali su un pianeta o sull�altro.</p><p>C�era sempre qualche differenza. Le capre del suo pianeta d�origine, per esempio, tra cui era compresa anche la capretta domestica che lui aveva munto, erano assai pi� grandi e combattive degli esemplari piccoli e mansueti che erano stati portati su Trantor e che vivevano l� dall�epoca del Grande Saccheggio. Le variet� di animali erano innumerevoli, nei mondi della Galassia, e la gente aveva sempre la sua bestia preferita che le dava assoluto affidamento o per la bont� della carne, o per le uova, o per il latte e la lana.</p><p>Come al solito, non si vedevano hamiani in giro. Gendibal aveva l�impressione che gli agricoltori evitassero apposta di farsi vedere da quelli che chiamavano �tediosi� (una deformazione, forse voluta, del termine �studiosi�<a l:href="#n_8" type="note">[8]</a> nel loro dialetto).</p><p>Ancora una volta, era la superstizione ad avere la meglio.</p><p>Il giovane alz� un attimo gli occhi a guardare il sole di Trantor. Era alto nel cielo, ma il suo calore non era soffocante. In quella localit�, a quella latitudine, il caldo non diventava mai afa ed il freddo non era mai rigido. (Gendibal a volte sentiva quasi la mancanza dei rigori invernali, od almeno cos� gli sembrava. Non era mai tornato sul suo mondo d�origine, forse, come pensava, perch� aveva paura di una disillusione).</p><p>Sentiva i muscoli piacevolmente tesi dall�esercizio fisico; ad un certo punto decise di avere corso abbastanza e cominci� a camminare a ritmo normale, respirando profondamente.</p><p>Di l� a non molto ci sarebbe stata la riunione della Tavola, ed era ansioso di parteciparvi; era ansioso di imporre una svolta alla linea d�azione del momento, che non teneva abbastanza conto del pericolo rappresentato dalla Prima Fondazione e contava troppo sul funzionamento perfetto del Piano. Quando si sarebbero accorti che era la perfezione il segno pi� evidente del pericolo?</p><p>Se a fare quella proposta fosse stato un altro, la faccenda sarebbe andata in porto senza problemi. Essendoci di mezzo lui, invece, sarebbero indubbiamente sorte diverse difficolt�. Tuttavia il vecchio Shandess lo sosteneva ed avrebbe continuato a farlo, per cui alla fine anche gli altri avrebbero accettato le sue idee. Gendibal non voleva proprio essere ricordato dai libri di storia come il Primo Oratore sotto il quale la Seconda Fondazione avesse perso definitivamente ogni vigore.</p><p>Un hamiano!</p><p>Gendibal rimase sconcertato. Capt� la presenza dell�altra mente molto prima di vedere la persona cui apparteneva. S�, si trattava della mente rozza e primitiva di un agricoltore hamiano. Gendibal ritrasse subito i suoi tentacoli mentali, lasciandone una traccia cos� lieve da non essere identificabile. La Seconda Fondazione aveva stabilito norme severe al riguardo: gli agricoltori, che, ignari, le facevano da schermo, andavano lasciati in pace il pi� possibile.</p><p>Chi veniva su Trantor per commercio o per turismo vedeva sempre e soltanto contadini, ed al massimo, qualche volta, due o tre eruditi che vivevano immersi nello studio e passavano praticamente inosservati. Se si fossero allontanati gli agricoltori, o se si fosse tentato anche minimamente di toglierli dalla loro ignoranza, gli eruditi sarebbero stati notati con conseguenze disastrose. (Era, quella, una delle classiche dimostrazioni cui i giovani appena entrati all�Universit� dovevano arrivare da soli. Le tremende Deviazioni che apparivano sul Primo Radiante appena si interveniva anche di pochissimo sulla mente degli agricoltori erano davvero sconcertanti.) Gendibal vide finalmente il contadino, che era un hamiano puro.</p><p>Era quasi la caricatura dell�agricoltore trantoriano: alto, grosso, di pelle scura, con occhi e capelli neri, le braccia nude, gli abiti rozzi. Camminava a lunghi passi, con andatura goffa. A Gendibal sembrava quasi di sentirgli addosso l�odore dell�aia e dei campi. Ma sapeva che non era il caso di disprezzarlo. Preem Palver non aveva disdegnato di recitare la parte dell�agricoltore, quando questo si era rivelato necessario per i suoi piani. Certo, era stato un contadino sui generis: basso, grassoccio e moscio. Ma la sua mente, non il suo corpo, aveva ingannato l�adolescente Arkady.</p><p>L�uomo si stava avvicinando con passo pesante, e fissava apertamente Gendibal, il quale, perplesso, aggrott� la fronte. Nessun hamiano e nessuna hamiana l�avevano mai guardato a quel modo. Persino i bambini fuggivano quando lo vedevano, per fermarsi a sbirciarlo da lontano.</p><p>Gendibal non rallent� il passo. C�era abbastanza spazio perch� tutt�e due passassero senza guardarsi n� parlarsi. E sarebbe stata la cosa migliore. Lui era ben deciso a non interferire nella mente dell�agricoltore.</p><p>Stava per spostarsi da un lato, ma il contadino non aveva intenzione di permetterglielo. Si ferm�, divaric� le gambe, tese le braccia massicce come per bloccare il passaggio e disse:�� Ohe! Tu stai tedioso?</p><p>Gendibal non pot� fare a meno di percepire nella mente dell�altro un flusso di combattivit�. Si ferm�. Non poteva tentare di passare senza rispondere al suo interlocutore, ma sapeva che rispondergli gli sarebbe costato fatica. Per uno abituato al gioco fine e veloce di suoni, espressioni, pensieri, sfumature mentali che costituivano l�essenza della comunicazione tra Oratori era terribile ricorrere alle sole parole. Era come sollevare un masso con la forza delle braccia avendo accanto un piede di porco.</p><p>Calmo, senza far trapelare la bench� minima emozione, disse:�� Sono uno studioso, s�.</p><p>��Oh! Tu sono un tedioso. Che strano modo di parlare! E vedo che stai solo, o sono solo, eh?�� Pieg� la testa in un inchino di scherno.�� E stai pure piccolo e pallido e grinzoso e con la puzza sotto il naso.</p><p>��Che cos�� che vuoi da me, hamiano?�� disse Gendibal, senza scomporsi.</p><p>��Mi sta un titolo, a me: Rufirant. E Karoll anche, che viene prima.�� Il suo accento era sempre pi� hamiano.</p><p>��Che cosa vuoi da me, Karoll Rufirant?�� disse Gendibal.</p><p>��E a te che titolo ti sta, tedioso?</p><p>��Ha importanza? Puoi continuare a chiamarmi studioso.</p><p>��Se chiedo, importa che rispondi, piccolo tedioso con la puzza sotto il naso.</p><p>��E va bene. Mi chiamo Stor Gendibal, ed adesso intendo andarmene per i fatti miei.</p><p>��Che fatti?</p><p>Gendibal si sent� accapponare la pelle sulla nuca. C�erano altre menti, l� intorno.</p><p>Non aveva bisogno di voltarsi per sapere che alle sue spalle si trovavano altri tre hamiani. Pi� lontano ce n�erano altri ancora. L�agricoltore fermo davanti a lui puzzava forte.</p><p>��I fatti miei non sono fatti tuoi, Karoll Rufirant.</p><p>��Ah cos�?�� disse Rufirant, alzando la voce.�� Sentito, amici? Dice, i fatti suoi non stanno nostri.</p><p>Qualcuno rise alle spalle del contadino, ed una voce grid�:</p><p>��Bene dice, perch� i tediosi stanno a fare cose coi libri e i puter, robaccia non adatta ai veri uomini.</p><p>��Bene, io ora andr� per i fatti miei, quali che siano�� disse Gendibal, deciso.</p><p>��E come ci riuscirai, piccolo tedioso?�� disse Rufirant.</p><p>��Passandoti accanto.</p><p>��Sul serio? Non ci hai paura di venire fermato?</p><p>��Da te e da tutti i tuoi amici? O da te solo?�� Gendibal di colpo si mise a parlare in dialetto hamiano.�� Da solo ti sta a mancare il coraggio, eh?</p><p>Stando alle regole Gendibal non avrebbe dovuto punzecchiarlo cos�, ma in quel modo avrebbe evitato un attacco in massa e l�attacco in massa doveva essere evitato, anche a costo di strappi ancora pi� grandi alla regola.</p><p>Funzion�. L�espressione di Rufirant si fece torva.�� Se la paura sta da qualche parte, sta dalla tua, librettaro. Amici, fate largo. State indietro e lasciatelo passare, che cos� vede se c�ho paura da solo.</p><p>Rufirant alz� le sue braccione e cominci� ad agitarle. Gendibal non temeva l�arte pugilistica del contadino, ma c�era sempre la possibilit� che un colpo ben assestato andasse in porto.</p><p>Si avvicin� con cautela, lavorandosi con delicatezza e rapidit� la mente di Rufirant. Non molto, solo un tocco neanche percepibile; un tocco, per�, sufficiente a rallentare i riflessi dell�avversario in quel momento cruciale. Poi penetr� nella mente degli altri, che adesso si stavano radunando in numero sempre pi� grande. Guizz� avanti e indietro con sapienza, restando nelle menti degli hamiani abbastanza a lungo da individuare elementi utili, ma mai tanto a lungo da lasciare segni tangibili.</p><p>Si avvicin� all�agricoltore come un felino, guardingo, prudente, consapevole che nessuno dei presenti stesse preparandosi a interferire.</p><p>Rufirant colp� all�improvviso, ma Gendibal vide la mossa nella sua mente prima ancora che i muscoli dell�altro si tendessero, e si spost� di lato. Il colpo and� a vuoto, anche se manc� l�Oratore di poco. Gendibal era saldo sui piedi, tranquillo. Dal pubblico si lev� un�esclamazione.</p><p>L�Oratore non fece la mossa n� di ripararsi n� di restituire i colpi sferrati dall�altro: se avesse cercato di ripararsi col braccio, Rufirant glielo avrebbe ridotto male, e se avesse cercato a sua volta di tirare di boxe, l�altro avrebbe retto come niente il suo attacco.</p><p>L�unico sistema possibile era trattare l�avversario come un toro, ed evitarlo alla maniera dei toreri. Solo cos�, e non con l�opposizione diretta, Gendibal poteva sperare di incrinare il suo morale.</p><p>Sbuffando e ruggendo, Rufirant caric�. Gendibal era pronto e si spost� quel tanto che bastava a scansare il colpo. Di nuovo l�altro caric�, e di nuovo manc� il bersaglio.</p><p>Gendibal adesso aveva il respiro grosso. Lo sforzo fisico era minimo, ma lo sforzo mentale che comportava cercare di controllare l�altro senza controllarlo nel vero senso della parola era notevole. Sarebbe stato impossibile sostenerlo per lungo tempo.</p><p>Continu� a stuzzicare leggermente il meccanismo mentale di Rufirant, tentando di favorire la depressione e la paura superstiziosa degli studiosi, poi disse:�� Adesso me ne andr� per i fatti miei.</p><p>Il viso di Rufirant si contrasse in una smorfia di rabbia, ma per un attimo l�agricoltore rimase immobile. Gendibal percep� i suoi pensieri. La figura del piccolo studioso inerme si era dissolta come per magia, ed al suo posto stava sorgendo un senso di paura...</p><p>Ma di colpo la rabbia si gonfi�, annientando la paura.</p><p>Rufirant grid�:�� Amici! Il tedioso sta a fare il ballerino. Salta qua, salta l� e se ne frega della regola di noi hamiani onesti: un colpo tu, un colpo io. Prendetelo.</p><p>Tenetelo fermo, cos� facciamo un colpo io, un colpo lui. Lui anzi, gli permetto il primo colpo, e io sto ultimo.</p><p>Gendibal sond� piano la mente degli astanti, cercando resistenze all�ordine impartito da Rufirant. L�unica sua speranza era di mantenere quelle resistenze abbastanza a lungo da assicurarsi la fuga. Poi avrebbe dovuto affidarsi al proprio fiato ed alla propria capacit� di intorpidire la volont� del contadino.</p><p>Sond� gli hamiani ripetutamente, soffrendo per lo sforzo mentale. Cap� che non avrebbe funzionato, gli uomini erano troppi e la necessit� di rispettare le regole del comportamento trantoriano lo vincolava senza rimedio.</p><p>Si sent� afferrare per le braccia. Adesso lo tenevano saldamente. Avrebbe dovuto intervenire su almeno due o tre menti, ma un�azione del genere era inammissibile e la sua carriera ne sarebbe stata distrutta. Tuttavia era in gioco la sua vita, la sua stessa vita...</p><p>Com�era potuto succedere?</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Alla riunione della Tavola non erano presenti tutti.</p><p>Di solito non si aspettavano gli Oratori che arrivassero in ritardo, ed in ogni caso, pens� Shandess, nessuno l� aveva molta voglia di aspettare Stor Gendibal. Gendibal era il pi� giovane e, ben lungi dal mostrare proprio per questo deferenza verso gli altri, si comportava come se la giovent� fosse di per se stessa un merito, e come se la vecchiaia fosse una colpa commessa da chi avrebbe avuto il dovere di esserne immune. Gendibal non era molto simpatico agli altri Oratori, ed in realt� non era molto simpatico nemmeno a Shandess. Ma non era della simpatia che si dovesse discutere l�.</p><p>Delora Delarmi interruppe le riflessioni di Shandess. Lo stava guardando con i suoi grandi occhi azzurri ed il viso tondo che, dietro l�aria cordiale ed ingenua, nascondeva (a tutti tranne che agli Oratori del suo grado) una mente acuta dotata di eccezionale capacit� di concentrazione.</p><p>Sorridendo, Delora Delarmi disse:�� Dobbiamo aspettare ancora, Primo Oratore?</p><p>��(La riunione non era iniziata, ufficialmente, per cui, a rigor di termini, Delora poteva aprire la conversazione, anche se un altro al suo posto avrebbe aspettato che fosse Shandess a parlare per primo.)</p><p>Shandess la guard� con affabilit�, nonostante la sua lieve infrazione alle regole della cortesia.�� In circostanze ordinarie non si aspetterebbe, Oratore Delarmi, ma poich� la Tavola si riunisce proprio per ascoltare l�Oratore Gendibal, � opportuno fare un�eccezione.</p><p>��E lui dov��, Primo Oratore?</p><p>��Questo non lo so, Oratore Delarmi.</p><p>La Delarmi si guard� intorno. I posti in tutto erano dodici, per dodici Oratori. In cinque secoli la Seconda Fondazione aveva accresciuto i suoi poteri e i suoi doveri, ma ogni tentativo di aumentare il numero dei componenti la Tavola era fallito.</p><p>Erano stati dodici dopo la morte di Seldon, in seguito alla decisione del secondo Primo Oratore (Seldon in persona era sempre stato considerato il primo della schiera), e dodici erano rimasti.</p><p>Perch� dodici? Perch� era un numero che permetteva la divisione in gruppi uguali.</p><p>Dodici persone si potevano consultare facilmente tutte quante insieme, e nello stesso tempo si potevano distribuire in sottogruppi di lavoro. Se fossero state di pi�, avrebbero imposto una minor libert� di consultazione; se fossero state di meno, il movimento interno avrebbe sub�to pi� condizionamenti.</p><p>Quella, almeno, era sempre stata la spiegazione. In realt� nessuno sapeva perch� fosse stato scelto proprio il numero dodici e perch� dovesse essere immutate. Ma persino la Seconda Fondazione era suscettibile di diventare schiava delle tradizioni.</p><p>Tutte queste cose Delora Delarmi le pens� nella frazione di un secondo, mentre osservava, oltre ai visi ed alle menti dei presenti la sedia vuota dell�oratore pi� giovane.</p><p>Era contenta che nessuno provasse simpatia per Gendibal. Per lei Gendibal aveva il fascino di un centopiedi, e come un centopiedi avrebbe dovuto esser trattato. Fino allora soltanto il suo talento e la sua indiscussa intelligenza lo avevano salvato da un processo per espulsione. (Solo due Oratori erano stati incriminati, � ma non condannati � nella storia semimillenaria della Seconda Fondazione).</p><p>Tuttavia, il disprezzo che Gendibal dimostrava mancando alla riunione della Tavola era peggiore di molti insulti e la Delarmi era lieta di constatare che nell�animo dei presenti l�idea di processare il giovane si era gi� fatta strada.</p><p>��Primo Oratore�� disse,�� se non sapete dove si trovi l�Oratore Gendibal, sarei felice di dirvelo io.</p><p>��Dite pure.</p><p>��Chi di noi non sa che questo giovane�� (apposta tralasci� il titolo onorifico, e naturalmente tutti lo notarono),�� si reca continuamente in territorio hamiano? Cosa ci vada a fare non lo so, ma in questo momento si trova tra gli hamiani, ed � cos� preso da loro, da mettere in secondo piano la riunione della Tavola.</p><p>��Credo che si limiti a correre o camminare, a fare esercizio fisico, insomma�� disse un altro Oratore.</p><p>Delora Delarmi sorrise. Le piaceva sorridere; non le costava nulla.�� Qui abbiamo a disposizione l�Universit�, la Biblioteca, il Palazzo e l�intera regione che li circonda. � certo una regione piccola in confronto al pianeta, per� credo che sia sufficientemente estesa da consentire l�esercizio fisico. Allora, non sarebbe meglio cominciare, Primo Oratore?</p><p>Shandess sospir� in cuor suo: era in suo potere fare aspettare ancora gli Oratori o rimandare la riunione a quando Gendibal fosse stato presente.</p><p>Nessun Primo Oratore tuttavia poteva mantenere a lungo e senza problemi la sua carica se non aveva come minimo il sostegno passivo degli altri; non era quindi prudente irritare questi ultimi. Persino Preem Palver era stato costretto qualche volta ad usare le lusinghe per ottenere ci� che voleva. Tra l�altro, anche Shandess era seccato che Gendibal non si fosse fatto vivo. Il giovane doveva imparare a rispettare le regole: non poteva agire sempre di testa sua.</p><p>Shandess prese dunque la parola in qualit� di Primo Oratore.�� Cominciamo�� disse.�� L�Oratore Gendibal ha tratto alcune conclusioni sorprendenti dall�analisi dei dati del Primo Radiante. Ritiene che esista un�organizzazione che si sia assunta il compito di conservare il Piano Seldon in funzione e che assolve questo compito pi� efficacemente di noi, naturalmente per un suo scopo. Secondo l�Oratore Gendibal, quindi, noi dovremmo cercare di sapere di pi� su di essa, per poterci difendere. Voi tutti siete stati informati di ci� e questa riunione � stata convocata per permettervi di interrogare l�Oratore Gendibal e per consentire a tutti noi di prendere decisioni in merito alla linea d�azione da adottare.</p><p>Di fatto una spiegazione del genere era superflua, Shandess aveva tenuto la mente aperta, per cui tutti sapevano gi�: il discorso era una questione di forma, di cortesia.</p><p>Delora Delarmi si diede una rapida occhiata intorno. Gli altri dieci parevano contenti che fosse stata lei ad assumersi il ruolo di anti-Gendibal.�� Eppure, Gendibal�� disse, tralasciando di nuovo il titolo onorifico,�� non sa dare un nome e un volto a questa organizzazione.</p><p>Si trattava di un�affermazione chiara ed inequivocabile, il che rasentava la scortesia. Era come dire �sono in grado di analizzare la tua mente, non c�� bisogno che ti scomodi a dare spiegazioni�.</p><p>Shandess not� la scortesia ma decise di fingere di non averla notata.�� Che l�Oratore Gendibal�� (bad� scrupolosamente a far precedere il nome dal titolo onorifico, ma non sottoline� il fatto, perch� non diede particolare risalto alla parola</p><p>�Oratore�)�� non sappia dare un nome ed un volto all�organizzazione non significa che essa non esista. I membri della Prima Fondazione hanno continuato per moltissimo tempo a ignorare la nostra esistenza e di fatto la ignorano anche ora.</p><p>Mettete forse per questo in dubbio che esistiamo?</p><p>��Dal fatto che esistiamo nonostante che la nostra esistenza sia ignorata, non consegue che di una cosa basti ignorare l�esistenza perch� esista�� disse la Delarmi, con una risatina.</p><p>��S�, � abbastanza vero. � per questo che le affermazioni dell�Oratore Gendibal vanno esaminate con la massima attenzione. Si basano su rigorose deduzioni matematiche, che ho analizzato io stesso e che vi esorto a prendere in considerazione. Sono...�� (cerc� una sfumatura mentale che esprimesse bene il suo punto di vista)�� plausibili.</p><p>��E quel Golan Trevize, quel membro della Prima Fondazione che vaga per la vostra mente ma che non nominate?�� disse la Delarmi, commettendo un�altra scortesia che questa volta fece arrossire un poco il Primo Oratore.�� Che mi dite di lui?</p><p>��L�Oratore Gendibal�� disse Shandess,�� pensa che Trevize sia lo strumento, forse inconsapevole, di questa organizzazione, e che non dovremmo sottovalutarlo.</p><p>Delora Delarmi si appoggi� allo schienale della poltrona e si scost� dalla fronte i capelli brizzolati.�� Se questa ipotetica organizzazione esiste�� disse,�� e se � cos� segreta e cos� potente, perch� mai avrebbe deciso di servirsi di un consigliere esiliato della Prima Fondazione? Di una persona, cio�, che d� molto nell�occhio?</p><p>Il Primo Oratore disse, serio:�� Pu� sembrare strano, � vero. E tuttavia ho notato una cosa assai inquietante, che non capisco.�� D�istinto, quasi involontariamente, seppell� quel pensiero nella propria mente, per paura che gli altri potessero rilevarlo.</p><p>Tutti gli Oratori notarono il gesto mentale e, com�era rigorosamente prescritto dalle regole, rispettarono il sentimento di pudore di Shandess. Anche la Delarmi lo rispett�, sebbene con una certa dose di insofferenza. Disse, secondo la formula di pragmatica:�� Possiamo chiedervi di lasciarci conoscere i vostri pensieri, dal momento che comprendiamo e perdoniamo l�eventuale senso di pudore presente in voi?</p><p>Shandess disse:�� Nemmeno io, come voi, capisco che motivo ci sia di considerare il Consigliere Trevize lo strumento di una certa organizzazione. N� ho idea di quali potrebbero essere i suoi scopi se lo fosse davvero. Eppure l�Oratore Gendibal sembra sicuro del fatto suo, e non si possono sottovalutare le doti di intuizione di uno che � diventato Oratore. Per questo mi sono risolto ad applicare il Piano a Trevize.</p><p>��Ad un singolo individuo?�� disse sottovoce, sorpreso, uno degli Oratori, mostrandosi poi subito desolato per quella sua domanda, che praticamente significava</p><p>�Che stupido!�</p><p>��Ad un singolo individuo, s젗 disse Shandess,�� ed avete ragione, sono stato uno stupido. So bene che il Piano non si possa applicare in alcun modo agli individui, e nemmeno ai piccoli gruppi. Tuttavia ero curioso. Ho compiuto un�estrapolazione delle Intersezioni Interpersonali che andava ben oltre i limiti ragionevoli, ma l�ho fatto in sedici modi diversi ed ho scelto una regione, anzich� un punto. Mi sono quindi servito di tutti i particolari che conosciamo di Trevize e del sindaco della Prima Fondazione. Poi ho buttato tutto nel crogiolo, un po� alla rinfusa, temo.�� Fece una pausa.</p><p>��Allora?�� disse la Delarmi.�� Immagino... I risultati sono stati sorprendenti?</p><p>��Non ci sono stati risultati, come potete ben capire�� disse il Primo Oratore.�� Non si riesce ad ottenere niente con i singoli individui, tuttavia...</p><p>��Tuttavia?</p><p>��Sono quarant�anni che analizzo dati, ed ho acquisito una specie di sesto senso grazie al quale ho la netta intuizione di quali saranno i risultati prima che essi vengano analizzati. � raro che mi sbagli. In questo caso, anche se non ci sono stati esiti concreti, ho avuto la netta sensazione che Gendibal avesse ragione e che Trevize non dovesse essere lasciato libero di agire.</p><p>��Perch� non dovrebbe essere lasciato libero di agire?�� chiese Delora Delarmi, chiaramente stupita di percepire nella mente del Primo Oratore un�emozione molto forte.</p><p>��Mi vergogno di non avere resistito alla tentazione di usare il Piano per scopi ai quali non sia destinato�� disse Shandess.�� Mi vergogno altres� per essermi lasciato influenzare da una mera sensazione. Eppure non posso fare a meno di esserne influenzato tuttora, perch� � molto forte. Se l�Oratore Gendibal ha ragione, se � vero che da qualche parte stia per arrivare il pericolo, allora sono sicuro che, al momento in cui la nostra situazione diventer� critica, sar� Trevize a rappresentare l�elemento-chiave: sar� lui a giocare la carta decisiva.</p><p>��Da quali dati deducete questo?�� disse la Delarmi, scandalizzata.</p><p>��Da nessun dato�� disse Shandess, guardandosi intorno con aria afflitta.�� La matematica della Psicostoria non mi ha fornito risultati, ma mentre osservavo il complesso gioco delle relazioni mi � parso che Trevize fosse la chiave di tutto.</p><p>Bisogna tenere d�occhio quel giovane.</p></section><section><title><p>3</p></title><p>Gendibal cap� che non sarebbe tornato in tempo per partecipare alla riunione della Tavola, c�era anzi rischio che non tornasse affatto.</p><p>Era trattenuto saldamente. Sond� disperato le menti, intorno, per vedere se ci fosse qualche speranza di indurre gli hamiani a lasciarlo andare.</p><p>Rufirant era in piedi davanti a lui, esultante.�� Stai pronto adesso, tedioso? Un colpo io, un colpo tu, come si fa tra hamiani. Dai allora, piccolino; colpisci primo.</p><p>Gendibal disse:�� E qualcuno ti bloccher� a te come mi blocca a me?</p><p>��Lasciatelo andare�� disse Rufirant.�� No, no, solo le braccia. Le gambe tenetele forte: non vogliamo che faccia di nuovo il ballerino.</p><p>Gendibal si ritrov� con le braccia libere e le gambe sempre inchiodate a terra.</p><p>��Dai, tedioso, colpisci�� disse l�agricoltore.�� Tiraci un pugno.</p><p>L�Oratore, che stava ancora sondando le menti, individu� d�un tratto un senso di indignazione, di piet�, di protesta per l�ingiustizia della situazione. Non aveva scelta; doveva per forza correre il rischio ed intervenire su�</p><p>Non ce ne fu bisogno: bench� Gendibal non avesse interferito, la mente sconosciuta reag� esattamente come avrebbe voluto lui.</p><p>D�un tratto, comparve nel suo campo visivo una sagoma piccola, tozza, con lunghi capelli neri aggrovigliati e l�indice teso ad accusare Rufirant.</p><p>Era una donna. Gendibal pens� cupamente che, non avere notato prima la sua mente, dimostrava quanto fosse teso e preoccupato.</p><p>��Karoll Rufirant!�� url� la donna, rivolta al contadino.�� Bravo codardo! Un colpo io, un colpo tu, come si usa fra hamiani, eh? Stai due volte pi� grande del tedioso. Perch� non attacchi me? Ci sta quasi pi� pericolo. Credi che ottieni gloria picchiando quel poveraccio? Vergogna, non gloria, credo io. Tutti ti indicheranno col dito dicendo �� quello, Rufirant si chiama, famoso picchia-marmocchi�. Rideranno, credo io, e nessun hamiano onesto star� a bere con te. E nessuna hamiana onesta vorr� farsi vedere con te.</p><p>Rufirant cerc� di arginare il torrente di parole e di parare i colpi che lei gli stava dando, ma riusc� solo a dire, con voce flebile:�� Su, d�i, Sura. D�i�</p><p>Gendibal si accorse di essere libero. Si accorse che Rufirant non lo guardava pi� torvo, che le menti degli hamiani non si occupavano pi� di lui.</p><p>Nemmeno Sura si occupava di lui, la sua furia era concentrata unicamente su Rufirant. Ripresosi, l�Oratore guard� se fosse il caso di prendere misure per mantenere viva quella furia e per rafforzare il senso di vergogna che provava Rufirant, ma ancora una volta constat� che non ce ne fosse bisogno.</p><p>��Indietro, tutti!�� disse la donna.�� Ma guardate un po�. Non basta che �sta montagna di Karoll fa il gigante col magrolino, ci stanno pure cinque o sei alleati che gli danno man forte, vergognosi, per vantarsi alla fattoria di aver fatto la loro parte.</p><p>�Gli tenevo il braccio, al marmocchio�, dir� uno, �e Rufirant il gigante l�ha colpito in faccia mentre lui stava bloccato. Ma io lo tenevo per un piede�, dir� l�altro, �anch�io ho diritto a un po� di gloria�. E Rufirant, il gran pezzo d�uomo, dir� �non sono riuscito a batterlo sul viottolo, allora i miei compagni l�hanno inchiodato e con l�aiuto di tutti e sei gliele ho suonate di santa ragione�.</p><p><emphasis>��</emphasis>Ma Sura�� disse Rufirant, quasi piagnucolando,�� ho detto al tedioso che poteva colpir primo.</p><p>��Ed avevi paura dei colpi tremendi delle sue braccia, eh, Rufirant, zuccone? Su, lascialo andare dove ha da andare, e voi tutti filate a casa, sempre che trovate ancora qualcuno che vi accoglie. Sperate bene che la grande impresa di oggi sta dimenticata.</p><p>E non star� dimenticata, perch� la star� a dire in giro se mi farete arrabbiare pi� di che sto gi� arrabbiata.</p><p>I contadini si allontanarono in gruppo, a testa bassa, senza voltarsi indietro.</p><p>Gendibal li segu� con lo sguardo, poi fiss� la donna. Indossava casacca e pantaloni e ai piedi portava scarpe malfatte. Aveva il viso lucido di sudore, e ansimava. Il naso era piuttosto grosso, il seno abbondante (almeno da quanto potesse vedere lui attraverso la casacca larga), le braccia erano nude e muscolose. Ma non c�era da stupirsi: le hamiane lavoravano nei campi accanto ai loro uomini.</p><p>La donna lo guard� severa, con le braccia sui fianchi.�� Be�, che stai a fare ancora qui, tedioso? Va� al tuo Posto dei Tediosi. Stai impaurito? Vuoi che ti accompagno?</p><p>Gendibal era infastidito dal puzzo di sudore emanato dai vestiti non troppo puliti della donna, ma viste le circostanze pens� che sarebbe state troppo scortese mostrarsi schizzinosi.</p><p>��Vi ringrazio, signorina Sura...</p><p>��Ci ho un nome, Novi�� disse lei, aspra.�� Sura Novi. Chiamami pure Novi, che basta.</p><p>��Vi ringrazio, Novi. Mi siete stata di grande aiuto. Sono contento se mi accompagnaste, non perch� abbia paura, ma per il piacere della vostra compagnia.�� Si inchin� con grazia, come avrebbe potuto inchinarsi davanti a una delle giovani donne dell�Universit�.</p><p>Novi arross�, per un attimo parve incerta, poi cerc� di imitare il gesto di lui.�� Il piacere... sia mio�� disse, come cercando parole che esprimessero quello che sentiva e nello stesso tempo apparissero colte.</p><p>S�incamminarono insieme, senza fretta. Gendibal si rendeva conto che cos� avrebbe fatto irrimediabilmente tardi alla riunione, ma ormai aveva avuto modo di riflettere sul significato di ci� che era successo ed intimamente era contento che il ritardo aumentasse.</p><p>Quando gli edifici dell�Universit� si profilarono davanti a loro, Sura si ferm� e disse, esitante:�� Mastro Tedioso?</p><p>Adesso che erano pi� vicini a quello che lei chiamava Posto dei Tediosi, si era fatta pi� gentile, Gendibal per un momento, ebbe la tentazione di dirle:�� Non sono pi� un povero marmocchio, adesso?�� Ma una domanda del genere l�avrebbe messa terribilmente in imbarazzo.</p><p>��S�, Novi?</p><p>��Sta ricco ed elegante il Posto dei Tediosi, vero?</p><p>��� bello�� disse Gendibal.</p><p>��Una volta ho sognato che ci stavo. E che... che stavo tediosa.</p><p>��Un giorno�� disse Gendibal cortesemente,�� ve lo mostrer�.</p><p>Lei lo guard� come una che non aveva preso l�invito per una pura formalit�.</p><p>Disse:�� So scrivere: m�ha insegnato il maestro.�� Se ti scrivo una lettera�� aggiunse, cercando di usare un tono di noncuranza,�� cosa ci metto su perch� ti arriva?</p><p>��Basta scrivere �Casa dell�Oratore, Appartamento Ventisette�, e mi arriver�. Ma ora devo andare, Novi.</p><p>S�inchin� di nuovo, e di nuovo lei prov� a imitare il suo inchino. Si allontanarono in direzioni opposte, e Gendibal smise subito di pensare a lei. Pens� alla riunione della Tavola e, con astio, a un particolare Oratore. Delora Delarmi.</p></section></section><section><title><p>Parte ottava</p><p>La contadina</p></title><section><title><p>1</p></title><p>Seduti intorno alla Tavola, gli Oratori erano chiusi nei loro schermi mentali. Era come se, di comune accordo, tutti avessero nascosto la loro mente per evitare di recare un insulto sanguinoso al Primo Oratore, dopo che questi aveva fatto la sua osservazione su Trevize. Lanciarono un�occhiata furtiva a Delora Delarmi, e anche questo fu abbastanza eloquente. La Delarmi era nota per essere la pi� irriverente di tutti: persino Gendibal rispettava le convenzioni pi� di lei.</p><p>Conscia degli sguardi altrui, la Delarmi cap� che non aveva altra scelta che far fronte a quella situazione impossibile. Del resto, non aveva alcuna intenzione di sottrarsi al compito. In tutta la storia della Seconda Fondazione, nessun Primo Oratore era mai stato incriminato per analisi errata (e dietro quel termine di copertura c�era il termine, non ammesso, di incompetenza); una tale incriminazione ora diventava possibile. Lei non si sarebbe certo tirata indietro.</p><p>��Primo Oratore�� disse, con le labbra sottili che, pi� pallide del solito, si confondevano col generale pallore del viso,�� voi stesso affermate di non avere dati che suffraghino le vostre opinioni. Voi stesso affermate che la matematica psicostorica non vi abbia fornito risultati. Ci chiedete forse di prendere una decisione importantissima in base ad una sorta di esperienza mistica?</p><p>Il Primo Oratore alz� gli occhi. Aveva la fronte corrugata ed era conscio dello schermo mentale eretto dalla Tavola. Sapeva cosa significasse. Disse, gelido:�� Non nascondo di non avere prove. Sono in assoluta buonafede. Quello che vi ho reso noto � un�idea derivata da intuizione, l�intuizione di un Primo Oratore che ha passato quasi tutta la vita ad analizzare attentamente il Piano Seldon.�� Si guard� intorno con una solennit� ed un orgoglio che raramente ostentava, e gli schermi mentali, uno dopo l�altro, si attenuarono e caddero. Quello della Delarmi (quando Shandess si volt� a guardarla) fu l�ultimo a cadere.</p><p>Con una franchezza disarmante che le riemp� la mente fino in fondo, Delora Delarmi disse:�� Naturalmente accetto la vostra dichiarazione, Primo Oratore.</p><p>Tuttavia penso che potreste voler riflettere ulteriormente sulla cosa. E mentre vi riflettete sopra, dopo avere gi� espresso rammarico per essere dovuto ricorrere all�intuizione, non vorreste per caso cancellare dalla registrazione le vostre osservazioni? Sempre che a vostro giudizio sia giusto farlo, s�intende...</p><p>� Quali sono queste osservazioni che dovrebbero essere cancellate dalla registrazione?�� disse la voce di Gendibal, inserendosi nella conversazione.</p><p>Tutti gli Oratori si girarono: se non fosse stato per lo schermo mentale che li aveva isolati fino ad allora avrebbero captato la presenza di Gendibal da molto prima del suo arrivo nella sala.</p><p>��Tutti chiusi nei loro schermi fino a un momento fa! Nessuno si � accorto che arrivavo, eh?�� disse Gendibal, ironico.�� Com�� banale, questa riunione della Tavola! Non stavate in guardia pensando al mio arrivo imminente? O credevate che non sarei pi� arrivato?</p><p>Quello sfogo violava clamorosamente tutte le regole. Che Gendibal fosse in ritardo era gi� abbastanza grave; che fosse entrato senza preavviso era ancora pi� grave; che avesse cominciato a parlare prima che Shandess avesse ammesso la sua presenza l� era l�infrazione pi� grave di tutte.</p><p>Il Primo Oratore si gir� verso di lui. Tutto il resto passava in secondo piano; la questione della disciplina era la pi� importante.</p><p>��Oratore Gendibal�� disse,�� siete in ritardo, arrivate senza preavviso e vi mettete a parlare: c�� qualche ragione per cui non dobbiate essere sospeso dalla carica per trenta giorni?</p><p>��Certo. Non si pu� procedere alla mia sospensione finch� non si sia stabilito prima chi sia stato a fare in modo che arrivassi in ritardo, e perch� l�abbia fatto.�� Le parole di Gendibal erano fredde e misurale, ma la sua mente aveva avvolto i pensieri nella collera; all�Oratore non importava affatto che gli altri la percepissero.</p><p>Delora Delarmi indubbiamente la percep�. Disse, con veemenza:�� Quest�uomo � pazzo.</p><p>��Pazzo? Pazza � la donna che lo dice, o consapevole della propria colpa. Primo Oratore, mi rivolgo formalmente a voi per chiedervi il diritto di usufruire del privilegio personale.</p><p>��Che tipo di privilegio personale, Oratore?</p><p>��Primo Oratore, io accuso una delle persone qui presenti di tentato omicidio.</p><p>Il caos esplose nella sala. Gli Oratori scattarono in piedi esprimendo con parole, sfumature mentali, espressioni il loro sgomento davanti a quell�affermazione.</p><p>Il Primo Oratore lev� in allo le braccia e grid�:�� L�Oratore Gendibal deve avere modo di spiegare il senso della sua richiesta.�� Fu costretto ad intensificare mentalmente la sua autorit� in un modo che era ben poco adatto al luogo, ma non c�era altra scelta.</p><p>Il clamore si plac�.</p><p>Gendibal aspett� immobile che il silenzio fosse totale sia nella sala sia nelle menti.</p><p>Poi disse:�� Mentre venivo qui, correndo lungo una strada hamiana ad una velocit� che mi avrebbe permesso di arrivare comodamente in tempo per la riunione, sono stato fermato da numerosi agricoltori, e solo per un pelo sono scampato ad una rissa e forse alla morte. Dato come sono andate le cose, � chiaro che abbia fatto tardi e che sia potuto arrivare soltanto adesso. Innanzitutto mi sia concesso sottolineare come episodi del genere non si verificassero da tempo immemorabile, ovvero dall�epoca del Grande Saccheggio: non ho mai saputo di membri della Seconda Fondazione che siano stati apostrofati in modo irrispettoso da contadini hamiani, e tanto meno maltrattati.</p><p>��Nemmeno io�� disse il Primo Oratore.</p><p>��I membri della Seconda Fondazione di solito non passeggiano da soli in territorio hamiano!�� grid� la Delarmi.�� Voi provocate episodi del genere, comportandovi cos�!</p><p>��� vero che ho l�abitudine di passeggiare da solo in territorio hamiano�� disse Gendibal.�� Ho fatto centinaia di passeggiate, ed in tutte le direzione possibili. Ma non ero mai stato abbordato prima d�ora. Gli altri non passeggiano a lungo ed in ogni direzione come me, per� nessuno si esilia dal mondo o si rinchiude nell�Universit�.</p><p>Eppure episodi del tipo di quello capitatomi non erano mai successi. Ricordo che in certe occasioni la Delarmi...�� Gendibal s�interruppe un attimo, come se si fosse ricordato troppo tardi del titolo onorifico; poi, di proposito, lo trasform� nel peggiore degli insulti.�� Voglio dire, ricordo che varie volte l�Oratrice Delarmi si � trovata in territorio hamiano, e che tuttavia non � mai stata abbordata.</p><p>��Forse perch� non ho attaccato discorso per prima e ho mantenuto le distanze�� disse la Delarmi, con sguardo torvo.�� Mi sono comportata come una che meritava rispetto, e mi hanno rispettato.</p><p>��Strano�� disse Gendibal.�� Avrei detto che era perch� il vostro aspetto incuta assai pi� paura del mio. Dopotutto, anche qui sono pochi quelli che abbiano il coraggio di avvicinarvi. Ma ditemi, come mai, avendo avuto innumerevoli occasioni per abbordarmi, gli hamiani avranno scelto di farlo proprio il giorno in cui dovevo partecipare ad un�importante riunione della Tavola?</p><p>��Se non � stato il vostro comportamento a provocarli, allora si sar� trattato di un caso�� disse Delora Delarmi.�� Nemmeno la matematica di Seldon � riuscita a togliere il fattore caso dalla Galassia, soprattutto per quanto concerne gli individui. O non mi tirereste fuori anche voi le sensazioni, le intuizioni, i sesti sensi?�� (Alcuni Oratori si lasciarono andare ad un lieve sospiro mentale, davanti a quella stoccata destinata al Primo Oratore.)</p><p>��Non � stato il mio comportamento, non � stato il caso: � stato un intervento fatto di proposito�� disse Gendibal.</p><p>��Come possiamo saperlo?�� disse il Primo Oratore gentilmente. Dopo la stoccata della Delarmi era logico che il suo atteggiamento verso Gendibal fosse pi� disponibile.</p><p>��La mia mente � aperta, Primo Oratore. Offro a voi e a tutta la Tavola il ricordo degli avvenimenti.</p><p>Agli Oratori occorsero pochi secondi per assimilare i ricordi di Gendibal.</p><p>��Traumatizzante�� disse Shandess, alla fine.�� Vi siete comportato molto bene, Oratore Gendibal. Erano circostanze assai difficili. Riconosco che il comportamento hamiano � anomalo e ci autorizza ad un�indagine. Nel frattempo, vi prego di unirvi a noi e di partecipare alla riunione...</p><p>��Un momento�� intervenne la Delarmi.�� Come possiamo essere certi che il resoconto dell�Oratore sia accurato?</p><p>Gendibal s�indign� per l�insulto, ma mantenne la sua calma e la sua compostezza.</p><p>��La mia mente � aperta.</p><p>��Ho conosciuto menti aperte che non erano affatto aperte.</p><p>��Non ne dubito, Oratore, dato che anche voi, come noi tutti, dovete tenere la mente pronta alle eventuali ispezioni... La mia per�, quando � aperta, � aperta sul serio.</p><p>Shandess disse:�� Cerchiamo di non provocare ulteriori...</p><p>��Mi scuso per l�interruzione, Primo Oratore, ma chiedo di usufruire del privilegio personale�� disse Delora Delarmi.</p><p>��Che tipo di privilegio personale, Oratore?</p><p>��L�Oratore Gendibal ha accusato uno di noi di tentato omicidio probabilmente perch� ritiene che il contadino sia stato istigato ad attaccarlo. Finch� l�accusa non viene ritirata, io devo essere considerata come una potenziale omicida; il che vale anche per tutte le altre persone presenti in questa sala, compreso voi.</p><p>��Pensate di ritirare l�accusa, Oratore Gendibal?�� disse Shandess.</p><p>Gendibal si sedette al suo posto e strinse forte i braccioli della poltrona, come prendendo possesso di essa.�� La ritirer� disse,�� appena qualcuno mi spiegher� come mai un agricoltore hamiano abbia radunato vari amici e sia partito di casa con la chiara intenzione di impedirmi, col loro aiuto, di arrivare in tempo a questa riunione.</p><p>��Forse le ragioni sono molteplici�� disse Shandess.�� Ripeto che si indagher� opportunamente su tale episodio. Intanto, Oratore Gendibal, vorreste ritirare l�accusa per permetterci di continuare la discussione?</p><p>��Non posso, Primo Oratore. Per lunghi minuti ho sondato con delicatezza la mente dell�hamiano, cercando il modo di correggere il suo comportamento senza produrre danni, e non ci sono riuscito: la sua mente mancava della necessaria elasticit�, le emozioni erano cristallizzate, come se fossero state fissate da una forza esterna.</p><p>Delora Delarmi disse, con un sorrisetto:�� E pensate che uno di noi fosse questa forza esterna? La colpa non potrebbe essere invece di quella fantomatica organizzazione che a vostro avviso sarebbe potentissima ed in competizione con noi?</p><p>��S젗 disse Gendibal.</p><p>��In tal caso noi, che non facciamo parte della famosa organizzazione nota a voi solo, non siamo colpevoli, e quindi dovreste ritirare la vostra accusa. O pensate forse che uno dei presenti sia sotto controllo del nemico? Che appaia in un modo, ma sia in realt� in un altro?</p><p>��Pu� essere�� disse impassibile Gendibal, perfettamente consapevole che la Delarmi stesse allungandogli una corda che aveva in fondo un nodo scorsoio.</p><p>Preparandosi a stringere il nodo scorsoio, Delora Delarmi disse:�� La vostra idea di un�organizzazione misteriosa, segreta, sconosciuta potrebbe sembrare un tipico delirio paranoide. Ed in questo quadro paranoide s�inserirebbe bene la fantasia degli hamiani che vengono influenzati e degli Oratori che sono controllati dall�esterno.</p><p>Tuttavia sono disposta a seguire ancora per un attimo la vostra singolare linea di pensiero e vi chiedo: chi di noi � controllato dall�organizzazione, Oratore? Forse io?</p><p>��Non direi, Oratore�� disse Gendibal.�� Se aveste scelto un modo cos� indiretto per liberarvi di me, non mostrereste tanto apertamente la vostra antipatia nei miei confronti.</p><p>��Potrei farlo apposta perch� giungeste a tali conclusioni�� disse la Delarmi, gongolante.�� Sarebbe una deduzione pi� che plausibile, per una mente paranoide.</p><p>��Pu� darsi. Voi ve ne intendete molto pi� di me, in questo campo.</p><p>��Sentite, Oratore Gendibal�� disse l�Oratore Lestin Gianni, con foga,�� se discolpate l�Oratore Delarmi, incolpate direttamente noialtri. Che motivi potremmo avere avuto per farvi fare tardi alla riunione, od addirittura per farvi uccidere?</p><p>Gendibal rispose prontamente, come se aspettasse da tempo quella domanda.�� Quando sono entrato, stavate parlando di cancellare dalla registrazione certe osservazioni del Primo Oratore. Io sono l�unico che non abbia potuto udire quelle osservazioni. Spiegatemi su che cosa vertessero e credo che vi sapr� dire il motivo per cui qualcuno mi abbia costretto ad arrivare in ritardo.</p><p>Shandess disse:�� Avevo affermato una cosa su cui l�Oratore Delarmi ed anche altri hanno trovato molto da ridire; basandomi sulla mia intuizione e sull�uso assolutamente improprio della matematica psicostorica, avevo affermato che Golan Trevize sia probabilmente l�elemento-chiave da cui dipenda il futuro del Piano.</p><p>��Che cosa pensino gli altri Oratori non mi riguarda�� disse Gendibal.�� Io concordo con voi: Trevize � la chiave di tutto. Trovo che il suo esilio improvviso sia troppo strano per essere privo di pericoli.</p><p>��Volete dire, Oratore Gendibal, che Trevize s lo strumento dell�organizzazione misteriosa, o che lo sia chi l�ha mandato in esilio?�� disse Delora Delarmi.�� Non saranno per caso strumenti dell�organizzazione tutti quanti, a parte voi, il Primo Oratore e me, che avete scagionato poco fa?</p><p>��A questi vaneggiamenti non vale nemmeno la pena rispondere�� disse Gendibal.�� Mi sia invece permesso di chiedere se fra i presenti ci sia qualcuno che sia d�accordo con il Primo Oratore e con me. Presumo abbiate letto l�analisi matematica che, con l�approvazione del Primo Oratore, ho fatto circolare tra di voi.</p><p>Silenzio.</p><p>��Ripeto la domanda: c�� qualcuno che sia d�accordo?</p><p>Silenzio.</p><p>��Primo Oratore�� disse Gendibal,�� ora � chiaro perch� si � voluto che ritardassi.</p><p>��Spiegatevi meglio�� disse Shandess.</p><p>��Voi avete affermato che vi pareva importante tenere d�occhio questo Trevize, questo membro della Prima Fondazione. Una dichiarazione del genere rappresenta un�iniziativa importante, dal punto di vista tattico, e se gli Oratori hanno letto la mia analisi, avranno capito cosa ci fosse nell�aria. La regola � che, se gli Oratori dissentono da voi all�unanimit�, allora, per l�autolimitazione prescritta dalla tradizione, non potete procedere oltre. Se invece anche un solo Oratore vi sostiene, voi siete in grado di dare il via alla nuova linea d�azione. Bene, in questo caso io ero l�unico Oratore che potesse appoggiarvi, come chiunque abbia letto la mia analisi doveva sapere; per questo bisognava a tutti i costi impedirmi di partecipare alla riunione. Il piano per poco non ha avuto successo, ma adesso sono qui, e sostengo il Primo Oratore. Sono d�accordo con lui e lui pu� quindi, in accordo con la nostra tradizione, ignorare i dissenzienti, cio� gli altri dieci Oratori.</p><p>Delora Delarmi batt� un pugno sul tavolo.�� Il vostro discorso insinua che qualcuno sapesse in anticipo quello che il Primo Oratore avrebbe detto, che sapesse in anticipo che l�Oratore Gendibal si sarebbe dichiarato d�accordo, contrariamente agli altri dieci, il che � chiaramente impossibile. Non solo, il vostro discorso lascia capire anche che l�iniziativa del Primo Oratore non piacerebbe all�organizzazione inventata dalla vostra mente paranoide, e che tale organizzazione, allo scopo di combattere la detta iniziativa, avrebbe posto sotto il suo controllo uno o pi� Oratori.</p><p>��S�, � esatto�� convenne Gendibal.�� La vostra analisi � magistrale.</p><p>��Chi accusate?�� grid� la Delarmi.</p><p>��Nessuno in particolare: rimetto la questione nelle mani del Primo Oratore. � evidente che all�interno della Seconda Fondazione ci sia qualcuno che lavori contro di noi. Propongo che chiunque faccia parte di essa sia sottoposto a un�analisi mentale completa. Chiunque, Oratori compresi. E non escludo n� me, n� il Primo Oratore.</p><p>La riunione della Tavola si chiuse nel caos pi� totale, una confusione quale non si era mai registrato nella storia della Seconda Fondazione. E quando Shandess disse finalmente la frase con cui aggiornava la seduta, Gendibal, senza parlare con nessuno, and� subito nella sua stanza. Sapeva bene di non avere un solo amico fra gli Oratori; e persino l�aiuto che poteva dargli il Primo Oratore nasceva da un sentimento tutt�altro che entusiasta.</p><p>Non sapeva dirsi se temesse di pi� per se stesso o per la Seconda Fondazione: avvertiva un amaro sentore di rovina.</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Gendibal non dorm� bene. Nei suoi sogni, come nei suoi pensieri coscienti, era impegnato a litigare con Delora Delarmi. In un particolare sogno la figura di lei si confuse con quella di Rufirant, Gendibal si ritrov� cos� ad affrontare una gigantesca Delarmi che gli si faceva incontro con enormi pugni pronti a colpirlo e con un sorriso insidioso che rivelava una chiostra di denti aguzzi come aghi.</p><p>Alla fine si svegli�, pi� tardi del solito e con la sensazione di non avere riposato affatto. Il cicalino stava ronzando sommessamente. Gendibal si gir� e premette il contatto.</p><p>��S�? Cosa c��?</p><p>��Oratore...�� La voce era quella del supervisore del suo piano e suonava meno rispettosa del dovuto.�� C�� un visitatore che desidera parlarvi.</p><p>��Un visitatore?�� Gendibal punzon� la tabella degli appuntamenti e lo schermo gli mostr� che non ne aveva fino a mezzogiorno. Premette il bottone dell�ora e vide che erano le otto e trentadue del mattino. Disse, stizzito:�� Chi diavolo �, per la Galassia?</p><p>��Non vuol dire il suo nome, Oratore. Poi, con tono di chiara disapprovazione, il supervisore aggiunse:�� Uno di quegli hamiani, Oratore. Dice che � qui dietro vostro invito.�� L�ultima frase fu detta con disapprovazione ancora maggiore.</p><p>��Fatelo aspettare in sala d�attesa finch� non vengo io. Mi ci vorr� un po�.</p><p>Gendibal non si preoccup� di far presto. Mentre si lavava, si abbandon� a riflessioni: che qualcuno si servisse di un hamiano per mettergli i bastoni fra le ruote poteva anche essere; ma gli sarebbe piaciuto sapere chi fosse, quel qualcuno. E come mai l�hamiano fosse venuto addirittura a domandare di lui l�? Si trattava forse di una trappola raffinata?</p><p>Che cosa poteva mai spingere un contadino hamiano all�interno dell�Universit�?</p><p>Che motivi avrebbe potuto addurre? E che motivi reali aveva?</p><p>Per una frazione di secondo Gendibal rimase incerto, chiedendosi se non fosse il caso di armarsi. Poi decise di no: non poteva ammettere di non essere capace di controllare un hamiano l� nei locali dell�Universit�. Ci sarebbe riuscito certo, senza correre rischi e senza lasciare segni nella sua mente.</p><p>Pens� che l�incidente con Karoll Rufirant, il giorno prima, lo avesse turbato troppo. A proposito, che si trattasse dello stesso Rufirant? Ora che forse era libero da influenze esterne, poteva essere venuto da lui a porgergli le sue scuse, timoroso di eventuali punizioni. Ma come poteva sapere l�indirizzo? Sapere a chi rivolgersi?</p><p>Gendibal percorse con passo spedito il corridoio ed entr� nella sala d�attesa. L� si arrest� di colpo, sbalordito, e si rivolse al supervisore, che si fingeva indaffarato, nel suo cubicolo dalle pareti di vetro.</p><p>��Non mi avete detto che il visitatore fosse una visitatrice.</p><p>Il supervisore disse, calmo:�� Ho parlato in generale di un hamiano. Voi non mi avete chiesto se fosse un hamiano maschio od un hamiano femmina...</p><p>��Fornite un numero minimo di informazioni, eh? A quanto pare questa � una delle vostre caratteristiche. Lo terr� a mente.�� (Avrebbe dovuto verificare se il supervisore fosse stato nominato dalla Delarmi, pens�. E da quel momento in poi avrebbe dovuto anche tener d�occhio gli impiegati che aveva intorno, gli umili di cui era facile non accorgersi quando si era Oratori.)�� Ci sono sale di riunione libere?</p><p>��L�unica libera � la numero quattro, Oratore�� disse l�impiegato.</p><p>��Lo sar� per tre ore.�� Diede una breve occhiata alla hamiana, poi a Gendibal.</p><p>Il suo sguardo era privo di espressione.</p><p>��Useremo la numero quattro, supervisore, ma vi consiglio di controllare meglio i vostri pensieri.�� Gendibal colp� abbastanza rudemente e lo schermo dell�altro si chiuse troppo piano. Sapeva bene che era poco dignitoso da parte sua maltrattare una mente inferiore, ma una persona che non fosse capace di schermare un�illazione antipatica riguardante un superiore doveva imparare a comportarsi meglio. Il supervisore avrebbe avuto per qualche ora un leggero mal di testa: se lo meritava davvero.</p></section><section><title><p>3</p></title><p>Gendibal non si ricordava il nome dell�hamiana, n� aveva voglia di cercarlo nella propria mente; del resto, lei non poteva pretendere che se lo ricordasse.</p><p>��Voi siete...�� disse, con tono seccato.</p><p>��Novi, Mastro Tedioso�� disse lei, quasi trattenendo il respiro.�� Il primo nome sta Sura, ma mi chiamano tutti Novi.</p><p>��S�, Novi. Ci siamo conosciuti ieri, mi ricordo bene di voi. Siete accorsa in mia difesa. Ma come avete fatto a venire fin qui?</p><p>��Mastro Tedioso, tu avevi detto che potevo scrivere lettere. Hai detto �metti Casa dell�Oratore, Appartamento ventisette�. Ho portato io la lettera, e ci ho fatto vedere la scritta, la mia scritta.�� Novi parlava della sua impresa con una sorta di timido orgoglio.�� Loro dicono �Per chi sta lettera?� e io, che stavo a sentire quando tu rispondevi a quel grosso fesso di Rufirant, dico �per Stor Gendibal, Mastro Tedioso�.</p><p><emphasis>��</emphasis>E vi hanno lasciato passare, Novi? Non hanno preteso di leggere la lettera?</p><p>��Stavo assai spaventata. Penso che hanno provato pena. Dico �Tedioso Gendibal promise di mostrarmi il Posto dei Tediosi�, e loro sorridono. Uno di loro al cancello dice all�altro �non le mostrer� solo quello�. E mi mostrano dove andare, e dicono di non andare da altre parti o mi buttano fuori che io non me ne accorgo.</p><p>Gendibal arross� lievemente. Per Seldon, pens�, se avesse provato il desiderio di divertirsi con una hamiana non l�avrebbe mai fatto cos� davanti a tutti, e sarebbe stato pi� esigente nella sua scelta. Guard� Novi e in cuor suo scosse la testa.</p><p>Sembrava giovanissima; forse era pi� giovane di quanto il duro lavoro dei campi non la facesse apparire. Non poteva avere pi� di venticinque anni, ed a quell�et� di solito le hamiane erano gi� sposate. Lei per� portava i capelli neri a treccia, il che significava che non era sposata, anzi, era ancora vergine. Del che Gendibal non si stupiva affatto; il suo modo di comportarsi, il giorno prima, dimostrava che la ragazza avesse un bel caratterino, e non sarebbe stato facile trovare un hamiano disposto a sopportare per tutta la vita la sua lingua tagliente e la sua indole manesca. D�altra parte, non si poteva nemmeno dire che Novi fosse attraente. Bench� avesse chiaramente fatto di tutto per riuscire presentabile, la sua faccia restava brutta e spigolosa, e le sue mani erano rosse e nodose. La figura, almeno per quello che si poteva intravedere oltre il vestito, era pi� un monumento alla solidit� ed alla resistenza che alla grazia.</p><p>Sotto lo sguardo critico di Gendibal, Novi si sent� a disagio e spaventata, ed il labbro inferiore cominci� a tremare. Gendibal capt� le sensazioni della hamiana e prov� compassione. In effetti, lei gli era stata di grande aiuto, il giorno prima, ed era questo solo che contava.</p><p>Cercando di essere cordiale e di metterla a suo agio, disse:�� Allora siete venuta a vedere il, ehm, il Posto degli Studiosi?</p><p>Spalancando i grandi occhi neri (che erano piuttosto belli), lei disse:�� Mastro, non stare arrabbiato con me, ma vengo qui per star tediosa io stessa.</p><p>��Tu vuoi diventare una studiosa?�� fece Gendibal, stupefatto.�� Ma, donnina mia...</p><p>S�interruppe. Come poteva mai spiegare ad una contadina ignorante che livello di intelligenza, di educazione, di energia mentale occorresse per diventare quello che i trantoriani chiamavano �tedioso�?</p><p>Ma Sura Novi prosegu� imperterrita.�� Io so leggere e scrivere. Ho letto interi libri dalla fine ed anche dall�inizio. E c�ho voglia di stare tediosa. Non voglio fare la moglie del contadino, non sto adatta ai campi. Non sposer� un contadino, non far� figli al contadino.�� Drizz� la testa e disse, con orgoglio:�� Sono stati a chiedermi in moglie tanti: dico sempre no. Gentile lo dico, ma no.</p><p>Gendibal vide chiaramente che mentiva; nessuno l�aveva chiesta in moglie.</p><p>Facendo finta di crederle, disse:�� Che cosa farete nella vita, se non vi sposate?</p><p>Novi pos� una mano sul tavolo.�� Star� tediosa. Non star� contadina.</p><p>��E se non posso farvi diventare una studiosa?</p><p>��Allora non sto niente e aspetto di morire. Non voglio star niente nella vita, se non tediosa.</p><p>Per un attimo Gendibal ebbe la tentazione di esplorarle la mente per vedere da che cosa derivasse quel suo desiderio, ma non era giusto farlo.</p><p>Un Oratore non poteva sollazzare il proprio io frugando nella mente inerme degli altri. La mentalica, la scienza e la tecnica del controllo mentale, aveva come tutte le altre discipline un suo codice morale. Almeno, cos� era in teoria. (E di colpo Gendibal si pent� di avere maltrattato il supervisore.)</p><p>Disse:�� Perch� non volete fare la contadina, Novi?�� Con la manipolazione mentale avrebbe potuto renderla contenta del suo stato, indurre uno zoticone hamiano a chiederla in moglie e lei a dirgli di s�. Non ci sarebbe voluto molto e sarebbe stata una buona azione. Ma era contro la legge, e quindi irrealizzabile.</p><p>��Non voglio�� disse lei.�� Il contadino sta zuccone. Lavora con le zolle e diventa anche lui zolla. Se star� contadina, star� zolla e zuccona pure io. Non c�avr� tempo di leggere e scrivere e dimenticher� tutto. La mia testa�� e qui Novi port� una mano alla tempia,�� star� alla fine secca, appassita. No, il tedioso sta diverso.</p><p>Pensieroso!�� (Con quella parola, cap� Gendibal, intendeva non meditabondo, ma intelligente.)</p><p>��Il tedioso�� continu� Novi,�� vive coi libri e con... con quei cosi che non ricordo il nome.�� Fece dei gesti vaghi che non avrebbero detto niente a Gendibal sulla natura degli oggetti che pretendevano di descrivere, se lui stesso non avesse capito attraverso le radiazioni mentali della donna a che cosa si riferisse.</p><p>��Microfilm�� sugger�.�� Come sapete dei microfilm?</p><p>��Nei libri ho letto tante cose�� disse lei, orgogliosa.</p><p>Gendibal bruciava dal desiderio di saperne di pi� su quella strana contadina cos� desiderosa di imparare. Gli hamiani non venivano mai reclutati, ma se Novi fosse stata pi� giovane, se avesse avuto magari solo dieci anni...</p><p>Che spreco di intelligenza! No, non avrebbe disturbato quella ragazza, non avrebbe interferito in alcun modo, ma a che serviva essere Oratori se non si potevano nemmeno esaminare le menti insolite ed imparare da esse?</p><p>��Novi�� disse,�� sedetevi l� un momento. State buona, non dite niente e non pensate a niente. Pensate soltanto di stare per addormentarvi. Avete capito?</p><p>Lei di colpo torn� a essere spaventata.�� Perch� devo fare questo, Mastro?</p><p>��Perch� desidero riflettere sul modo in cui potresti diventare una studiosa.</p><p>Dopotutto, per quanti libri avesse letto, la hamiana non poteva assolutamente sapere che cosa significasse in realt� essere studiosi. Era quindi necessario scoprire che cosa pensasse che uno studioso fosse.</p><p>Gendibal sond� la sua mente con estrema cautela e delicatezza; saggi� senza toccare, come uno che posasse la mano su una lustra superficie metallica senza lasciare alcuna impronta. Per Novi lo studioso era uno che leggesse libri in continuazione, anche se lei non aveva la minima idea del perch� si leggessero i libri.</p><p>Nella sua mente si immaginava a compiere i lavori a lei noti � prendere cose e trasportarle, cucinare, pulire, ubbidire ad ordini � stando all�interno del complesso universitario, dove c�erano tanti libri e dove avrebbe avuto il tempo di leggerli e di</p><p>�diventare colta�. In sostanza, ci� cui Novi aspirava era fare la serva, la sua serva.</p><p>Gendibal aggrott� la fronte. Una serva hamiana, per di pi� brutta, sgraziata, ignorante, appena capace di leggere e scrivere: era impensabile.</p><p>Avrebbe dovuto semplicemente allontanarla dalla strada che si era intestardita a percorrere. Doveva esserci un modo per correggere i suoi desideri, per indurla ad aspirare alla vita di contadina, un modo che non lasciasse segni e che nemmeno la Delarmi potesse criticare.</p><p>E se Novi fosse stata mandata dalla Delarmi stessa? Che si trattasse in realt� di un complicato piano volto a farlo incriminare per intervento illecito su una hamiana?</p><p>No, era ridicolo. Un�ipotesi del genere rasentava davvero la paranoia. Ora il compito di Gendibal era trovare nei meandri della mente elementare di Novi quel filo di corrente che andava deviato. Sarebbe occorsa una spinta appena percettibile. A rigor di termini fare ci� era contro la legge, ma non avrebbe prodotto alcun male e nessuno avrebbe notato niente.</p><p>D�un tratto Gendibal si rese conto di avere individuato qualcosa di strano nella mente di Novi, qualcosa su cui, distrattamente, non si era soffermato. Torn� indietro un attimo. Indietro, e poi ancora indietro.</p><p>Per la Galassia! Era forse vittima di un�illusione? No, non lo era. Adesso distingueva bene il minuscolo filo di corrente fuori posto, riconosceva l�anomalia, che era per� lieve, priva di ramificazioni.</p><p>Emergendo dalla sua mente, disse;�� Novi...</p><p>Lei lo guard�.�� S�, Mastro?</p><p>��Potete lavorare con me: far� di voi una studiosa. <emphasis>..</emphasis></p><p>Con gli occhi luccicanti di gioia, lei disse:�� Mastro. <emphasis>..</emphasis></p><p>Gendibal capt� subito che stesse per buttarsi ai suoi piedi. Le pos� le mani sulle spalle e la tenne forte.�� Non muovetevi, restate dove siete. Restate cos�.</p><p>Era un po� come parlare con un animale addestrato a rispondere agli ordini umani.</p><p>Quando vide che il comando era stato assimilato, lasci� andare le spalle muscolose della donna.</p><p>��Se volete diventare una studiosa�� le disse,�� bisogna che vi comportiate come tale. Ci� significa che dovrete essere sempre calma, parlare a bassa voce, fare quello che vi dico di fare. E dovrete sforzarvi di parlare come parlo io. Sar� necessario anche che conosciate gli altri studiosi. Vi fa paura questo?</p><p>��No, non mi fa paura, Mastro, se tu starai con me.</p><p>��Star� con voi. Ma adesso, prima di tutto, bisogner� che vi trovi una stanza con bagno, che vi faccia avere un posto in sala da pranzo e vi procuri dei vestiti. Dovrete indossare abiti maggiormente adatti a uno studioso.</p><p>��Questi stanno gli unici che...�� cominci� lei, con aria afflitta.</p><p>��Ve ne procureremo altri.</p><p>Gendibal pens� che avrebbe dovuto cercare una donna che procurasse a Novi il guardaroba necessario. Poi ci voleva qualcuno che insegnasse alla hamiana i rudimenti dell�igiene personale. In fondo, anche se aveva indossato il suo vestito migliore e anche se a suo modo si era fatta bella, non era riuscita a eliminare dal proprio corpo un odore piuttosto pungente e sgradevole.</p><p>Poi bisognava mettere in chiaro davanti agli altri che il loro rapporto era del tutto innocente. Sotto sotto si sapeva benissimo che gli uomini (ed anche le donne) della Seconda Fondazione facessero ogni tanto qualche incursione godereccia tra gli hamiani. Purch� non si verificassero interventi indebiti sulle menti dei contadini, nessuno si sognava di criticare la cosa. Gendibal non aveva mai effettuato quel genere di incursioni perch� non sentiva alcun bisogno (od almeno cos� amava credere) di sperimentare un sesso pi� rozzo, anche se magari pi� eccitante, di quello che si potesse sperimentare l� all�Universit�. Le donne della Seconda Fondazione erano forse pallide in confronto alle hamiane, per� erano pulite ed avevano la pelle liscia.</p><p>Ma anche se fossero nati malintesi, anche se qualcuno avesse riso sotto i baffi davanti a quell�Oratore che non solo passeggiava tra gli hamiani, ma portava addirittura una donna hamiana nel suo appartamento, Gendibal avrebbe dovuto sopportare la situazione. Stando le cose come stavano, quella contadina, Sura Novi, era la chiave che gli avrebbe assicurato la vittoria nello scontro imminente ed inevitabile con l�Oratore Delarmi e il resto della Tavola.</p></section><section><title><p>4</p></title><p>Gendibal rivide Novi solo dopo cena, quando la hamiana fu condotta a lui dalla donna a cui l�aveva affidata. A quella donna Gendibal aveva spiegato lungamente come stesse la situazione o per lo meno come non si trattasse affatto di una faccenda sessuale. Lei aveva capito o, se non altro, non aveva mostrato in alcun modo di non aver capito, il che probabilmente era quasi lo stesso.</p><p>Novi adesso, in piedi davanti a Gendibal, aveva un�aria insieme timida, orgogliosa, imbarazzata e trionfante.</p><p>��State molto bene, Novi�� disse lui.</p><p>I vestiti che le avevano dato le stavano effettivamente a pennello e la ragazza ora non era per niente ridicola: sembrava quasi che le avessero stretto la vita od alzato i seni. Ma forse, semplicemente, l�abito da contadina con cui lui l�aveva vista in precedenza non metteva in particolare risalto le forme...</p><p>Aveva il sedere sporgente, non sgradevole a vedersi; il viso naturalmente restava brutto, ma se Novi avesse perduto l�abbronzatura contadina ed imparato a curare la pelle, non sarebbe stato proprio bruttissimo.</p><p>Per l�Impero, si disse Gendibal, quella donna in realt� pensava che Novi fosse la sua amante! Aveva cercato di renderla bella per lui.</p><p>Be�, riflett�, perch� no, in fondo? Novi avrebbe dovuto presentarsi davanti alla Tavola degli Oratori e pi� fosse apparsa attraente, pi� sarebbe stato facile per lui convincere gli altri dell�esattezza delle sue opinioni.</p><p>Fu mentre pensava a questo che ricevette il messaggio del Primo Oratore, un messaggio che poteva essere spedito soltanto in una societ� mentalica come quella della Seconda Fondazione e che era definito, in modo informale, �effetto coincidenza�. Quando una persona pensava a un�altra persona e questa per caso pensava alla prima, si verificava una stimolazione reciproca grazie alla quale nel giro di pochi secondi i due pensieri prendevano forma nettamente, diventando chiari e, secondo ogni apparenza, simultanei.</p><p>Era un fenomeno che poteva apparire stupefacente anche a quelli che ne comprendevano la dinamica, specie se i pensieri iniziali erano, per l�una o l�altra delle persone o per entrambe, cos� vaghi da non essere stati notati dalla coscienza.</p><p>��Non posso restare con voi stasera, Novi�� disse Gendibal.�� Devo sbrigare del lavoro. Lavoro da studioso. Vi accompagner� fino alla vostra stanza. L� troverete diversi libri e potrete esercitarvi nella lettura. Vi mostrer� come usare il bottone che serve a chiamare in caso di bisogno. Vi rivedr� domattina.</p></section><section><title><p>5</p></title><p>Gendibal disse, con garbo:�� Primo Oratore...</p><p>Shandess si limit� ad annuire. Aveva l�aria cupa e dimostrava tutti i suoi anni.</p><p>Sembrava un astemio che avesse un gran bisogno di una bella bevuta. Alla fine disse:</p><p>��Vi ho �chiamato�...</p><p>��Senza messaggeri, s�. Ho immaginato dalla �chiamata� diretta che si trattasse di qualcosa d�importante.</p><p>��Infatti. Il vostro uomo, quel Trevize membro della Prima Fondazione...</p><p>��S�?</p><p>��Non verr� su Trantor.</p><p>Gendibal non apparve sorpreso.�� Perch� dovrebbe? Le informazioni che abbiamo ricevuto dicono che stesse per partire in compagnia di un professore di storia che � alla ricerca della Terra.</p><p>��S�, il Pianeta Originario delle leggende. Ed � proprio per questo che Trevize sarebbe dovuto venire su Trantor. Dopotutto, come pu� il professore sapere dove sia la Terra? N� voi n� io lo sappiamo. Non si pu� nemmeno essere sicuri che esista o che sia mai esistita. Mi pareva logico quindi che i due venissero qua a cercare le informazioni necessarie nella nostra Biblioteca. Fino a questo momento pensavo che la situazione non fosse ancora ad un punto di crisi. Credevo che Trevize si sarebbe diretto qui e che attraverso lui avremmo saputo ci� che abbiamo bisogno di sapere.</p><p>��E sar� certo per questa ragione che non gli sia stato permesso venire qui.</p><p>��Ma dove si recher�, allora?</p><p>��Non l�abbiamo ancora scoperto, a quanto pare.</p><p>��Sembra che la cosa non vi preoccupi�� disse il Primo Oratore, stizzito.</p><p>��Mi chiedo se non sia meglio cos젗 disse Gendibal.�� Voi pensavate di tenere Trevize sotto controllo e di usarlo come fonte di informazioni, ma non potr� rivelarsi una fonte di informazioni ben pi� preziosa, capace di condurci fino a persone ancora pi� importanti di lui, se andr� dove vuole andare e far� quello che vuole fare? Sempre che stiamo attenti a non perderlo di vista, naturalmente.</p><p>��No, non basta�� disse Shandess.�� Voi mi avete convinto dell�esistenza di questo nuovo nemico e io adesso non mi do pace. Anzi, sono giunto a pensare che se non riusciremo a mettere Trevize sotto il nostro controllo, per noi sar� la fine. Ho la netta sensazione che lui, e soltanto lui, sia la chiave di tutto.</p><p>Gendibal disse, con foga:�� Qualunque cosa succeda, noi non saremo sconfitti, Primo Oratore. La sconfitta sarebbe stata un�ipotesi possibile se questi Anti-Muli, per usare la vostra definizione, avessero continuato a scavarci sotto la fossa senza essere notati. Ma adesso sappiamo che ci siano e non avanzeremo pi� alla cieca. Alla prossima riunione della Tavola, se noi due riusciremo a lavorare insieme, daremo inizio al contrattacco.</p><p>��In realtࠗ disse il Primo Oratore,�� non � per la faccenda di Trevize che vi ho chiamato. Ho cominciato la conversazione parlando di questo argomento solo perch� mi pareva una sconfitta personale. Non avevo analizzato bene quell�aspetto della situazione che mi avete fatto rilevare voi. Ho anteposto un risentimento personale all�esame spassionato della questione, e ve ne chiedo scusa. � un altro il motivo per cui desideravo incontrarvi.</p><p>��Un motivo pi� grave, Primo Oratore?</p><p>��S�, Oratore Gendibal.�� Shandess sospir� e tamburell� con le dita sul tavolo, mentre Gendibal, in piedi davanti a lui, aspettava pazientemente.</p><p>Alla fine Shandess disse in tono gentile, come per indorare la pillola:�� Ad una riunione di emergenza della Tavola indetta dall�Oratore Delarmi...</p><p>��Senza il vostro consenso, Primo Oratore?</p><p>��Per quello che si proponeva, aveva bisogno solo del consenso di altri tre Oratori, tra i quali non ero naturalmente compreso io. Alla riunione di emergenza, dicevo, voi siete stato incriminato, Oratore Gendibal. Siete stato accusato di non meritare la carica di Oratore e verrete processato. � la prima volta in pi� di tre secoli che si proceda all�incriminazione di un Oratore...</p><p>Sforzandosi di dominare ogni minimo segno di rabbia, Gendibal disse:�� Certo non avrete votato anche voi per l�incriminazione.</p><p>��No, ma sono stato l�unico. Gli altri dieci membri hanno votato all�unanimit� contro di voi. Per l�incriminazione occorrono, come ben sapete, otto voti compreso quello del Primo Oratore, oppure dieci senza il suo.</p><p>��Ma io non ero presente.</p><p>��Non avreste potuto votare.</p><p>��Avrei potuto parlare in mia difesa.</p><p>��Non a quello stadio. Non pi�. I precedenti sono pochi, ma chiari. Vi potrete difendere al processo, che naturalmente verr� istruito al pi� presto.</p><p>Gendibal chin� la testa, pensieroso. Poi disse:�� La faccenda non mi preoccupa eccessivamente, Primo Oratore. Credo che il vostro istinto vi abbia detto la verit�: la questione di Trevize � la pi� importante di tutte. Posso suggerirvi di rinviare il processo sulla base di queste considerazioni?</p><p>Shandess sollev� una mano�� Voi non capite la situazione, Oratore, ma non posso farvene una colpa. L�incriminazione � talmente rara, che io stesso ho dovuto esaminare attentamente le procedure legali del caso. Non c�� nulla che possa avere la precedenza; siamo costretti ad andare direttamente al processo, anteponendolo a qualsiasi altra cosa.</p><p>Gendibal poggi� sul tavolo le mani a pugno e si protese verso Shandess.�� Non direte mica sul serio?</p><p>��� la legge.</p><p>��La legge non deve essere di intralcio quando si sia davanti ad un pericolo indubbio ed incombente.</p><p>��Per la Tavola siete voi il pericolo indubbio ed incombente, Oratore Gendibal.</p><p>No, statemi a sentire. La legge che scatta in questo caso � basata sulla convinzione che niente sia pi� grave della possibile corruzione o del possibile abuso di potere da parte di un Oratore.</p><p>��Ma io non sono colpevole n� di corruzione, n� di abuso di potere, e voi lo sapete bene, Primo Oratore. Qui siamo davanti ad una vendetta personale della Delarmi. Se abuso c��, � tutto da parte sua. Io ho solo la colpa di essermene sempre infischiato troppo di quegli stupidi che sono abbastanza vecchi da essere arteriosclerotici ma abbastanza giovani da detenere il potere.</p><p>��Quelli come me, Oratore?</p><p>Gendibal sospir�.�� Ecco, vedete, ancora una volta ho mancato di diplomazia.</p><p>Non mi riferivo a voi, Primo Oratore. Va bene allora, che si faccia subito questo processo. Domani stesso. Anzi stasera, meglio ancora. Fuori il dente, fuori il dolore, poi passeremo alla faccenda di Trevize. Aspettare � un rischio che non possiamo correre.</p><p>��Oratore Gendibal�� disse Shandess.�� credo che non abbiate afferrato bene la situazione. Prima d�ora ci sono stati solo due casi di incriminazione, nessuno dei due ha portato ad una condanna: voi invece sarete condannato. Dopo non sarete pi� membro della Tavola e non avrete pi� voce in capitolo per quanto riguardi la politica della Seconda Fondazione. Anzi, non avrete nemmeno diritto di voto alla riunione annuale dell�Assemblea.</p><p>��E voi non farete niente per impedire questo?</p><p>��Non posso. Gli altri si opporrebbero all�unanimit� e io sarei costretto in seguito a rassegnare le dimissioni, il che credo sia proprio ci� che sperino.</p><p>��E la Delarmi diventerebbe Primo Oratore?</p><p>��Con molte probabilit�.</p><p>��Ma non bisogna permettere che questo avvenga!</p><p>��Infatti. Ed � per tale motivo che sar� costretto a votare contro di voi.</p><p>Gendibal trasse un respiro profondo.�� Continuo a pretendere un processo immediato.</p><p>��Vi occorre tempo per preparare la vostra difesa.</p><p>��Che difesa? Non ascolteranno alcuna difesa: insisto per il processo immediato.</p><p>��Gli Oratori avranno bisogno di tempo per istruire il processo.</p><p>��Non devono istruire proprio niente: mi hanno gi� condannato in cuor loro e non sentono certo la necessit� di raccogliere prove e documentazioni. Anzi, saranno pi� pronti a condannarmi domani che dopodomani, e pi� stasera che domani; questo dovreste dire loro, per indurli ad accelerare i tempi.</p><p>Shandess si alz� e fiss� Gendibal, in piedi davanti a lui.</p><p>��Perch� avete tanta fretta?�� disse.</p><p>��La questione di Trevize non concede indugi.</p><p>��Una volta che sarete condannato e che io sar� messo in una posizione di debolezza davanti a tutti gli altri Oratori uniti contro di me, che cosa pensate mai che si possa fare per fronteggiare il pericolo rappresentato da Trevize?</p><p>��Non abbiate paura�� disse Gendibal in tono convinto.�� Nonostante tutto, non sar� condannato.</p></section></section><section><title><p>Parte nona</p><p>L�iperspazio</p></title><section><title><p>1</p></title><p>��Siete pronto, Janov?�� disse Trevize.</p><p>Pelorat alz� gli occhi dal libro che stava guardando e disse:�� Intendete per il Balzo, amico mio?</p><p>��Per il Balzo iperspaziale, s�.</p><p>Pelorat inghiott� a vuoto.�� Sentite, siete proprio sicuro che andr� tutto bene? So che � stupido avere paura, ma al pensiero di venir ridotto in tachioni incorporei che nessuno ha mai visto od individuato...</p><p>� Via, Janov, non preoccupatevi. � un procedimento supercollaudato, ve l�assicuro sul mio onore. Come mi avete spiegato voi, il Balzo si pratica da ventiduemila anni, e non ho mai sentito parlare di un solo incidente mortale avvenuto nell�iperspazio. Potremmo, emergendo, trovarci in un posto molto poco confortevole, ma in quel caso non saremmo pi� composti di tachioni, avremmo il nostro corpo di tutti i giorni.</p><p>��Mi pare una magra consolazione.</p><p>��Ma vedete che non riemergeremo in un posto pericoloso. A dir la verit�, per un attimo ho pensato di entrare nell�iperspazio senza avvertirvi della cosa, in modo che non vi rendeste conto di niente. Riflettendo, per�, mi sono detto che sarebbe stato meglio per voi affrontare l�esperienza consapevolmente, constatare di persona che non presenti difficolt� e che possa quindi essere vissuta a cuor leggero.</p><p>� Ecco...�� disse Pelorat, dubbioso,�� credo che abbiate ragione, ma francamente non ho alcuna fretta.</p><p>��Vi assicuro che...</p><p>��S�, s�, amico mio, non metto certo in dubbio le vostre garanzie. � solo che... avete mai letto <emphasis>Santerestil Matt</emphasis>?</p><p>��Certamente. Non sono un illetterato.</p><p>��Oh s�, � chiaro, non avrei dovuto fare una domanda del genere. Ve lo ricordate?</p><p>��Non soffro nemmeno di amnesie.</p><p>��A quanto pare non mi riesce d�aprir bocca senza offendere. Quello che volevo dire � che non posso fare a meno di pensare al passo in cui Santerestil e il suo amico Ban sono fuggiti dal Pianeta Diciassette e si sono persi nello spazio. Ricordo quelle scene ipnotiche fra le stelle, lo spostarsi lento in mezzo al silenzio profondo, in mezzo ad un�immutabilit� affascinante... Be�, non ci avevo mai creduto, sapete? Mi piacevano quelle descrizioni e mi commuovevano, per� non le consideravo vere.</p><p>Adesso invece, che mi sono abituato all�idea di trovarmi nello spazio, adesso che vivo l�esperienza di cui avevo letto in <emphasis>Santerestil</emphasis>, non vorrei rinunciarvi per nulla al mondo: � un po� come se fossi Santerestil stesso...</p><p>��� come se io fossi Ban�� disse Trevize, con un filo d�impazienza.</p><p>��In un certo senso. Quella spruzzata di stelle, l� fuori, � immobile, fatta eccezione naturalmente per il nostro sole, che non vediamo, ma che star� rimpicciolendo. La Galassia conserva immutata la sua maest�, la sua fioca luminosit�. Lo spazio � silenzioso ed io non ho altre distrazioni che...</p><p>��Che me.</p><p>��Che voi. Per�, Golan, amico mio, parlare con voi della Terra e cercare di insegnarvi un po� di preistoria ha i suoi lati piacevoli. Nemmeno a questo nostro dialogo vorrei rinunciare.</p><p>� Non dovrete rinunciarvi, non subito, almeno. Non penserete mica che compiamo il Balzo ed emergiamo sulla superficie di un pianeta, vero? Dopo il Balzo, che durer� tanto poco che non vi accorgerete nemmeno che sia passato un tempo misurabile, ci vorr� magari una settimana per arrivare sulla superficie di un qualsiasi mondo, per cui tranquillizzatevi pure.</p><p>��Per superficie di un mondo non intenderete certo la superficie di Gaia, vero?</p><p>Quando emergeremo dall�iperspazio potremo trovarci assai lontano da Gaia.</p><p>��Lo so, Janov, ma saremo pur sempre nel settore giusto, se le vostre informazioni sono esatte. Se invece non lo sono...</p><p>Pelorat scosse la testa, accigliato.�� A che ci servir� essere nel settore giusto se non conosciamo le coordinate di Gaia?</p><p>Trevize disse:�� Janov, mettiamo che vi trovaste su Terminus, che voleste recarvi nella citt� di Argyropoli e sapeste soltanto che si trovi da qualche parte sull�istmo.</p><p>Una volta sull�istmo che cosa fareste?</p><p>Pelorat riflett�, cauto, chiedendosi se Trevize non si aspettasse da lui una risposta terribilmente complicata. Alla fine rinunci� all�idea di trovarla e disse:�� Penso che chiederei informazioni a qualcuno.</p><p>��Infatti, cos�altro si potrebbe fare? Allora, siete pronto?</p><p>��Intendete dire adesso?�� Pelorat si alz� e sul suo viso piacevolmente inespressivo si dipinse una minima ombra di preoccupazione.�� Che cosa devo fare?</p><p>Devo stare in piedi o seduto? Ditemi voi...</p><p>��Per la galassia, non fate niente. Venite con me nella mia stanza, dove io devo usare il computer, e dopo mettetevi seduto, state in piedi, fate la ruota, sistematevi come meglio vi piaccia. Io vi suggerisco di sedervi davanti allo schermo e di guardarlo: vedrete senz�altro cose interessanti. Su, venite.</p><p>Percorsero il breve corridoio che portava alla stanza di Trevize, e questi si sedette davanti al computer.�� Volete fare voi, Janov?�� chiese di punto in bianco.�� Vi do i dati; � sufficiente che li pensiate ed il computer far� tutto il resto.</p><p>��No, grazie�� disse Pelorat.�� Il computer, per qualche motivo, non funziona bene con me. Voi dite che mi occorra solo un po� di pratica, ma non ci credo. C�� qualcosa nella vostra mente, Golan, che...</p><p>��Non siate sciocco.</p><p>��No, parlo sul serio; quel computer sembra fatto apposta per voi. Quando siete collegati sembrate un unico organismo. Quando sono collegato io, invece, siamo due oggetti ben distinti: Janov Pelorat ed il computer. Non � assolutamente la stessa cosa.</p><p>��� ridicolo�� disse Trevize, ma era vagamente lusingato dal discorso di Pelorat e tocc� quasi con affetto le impronte che fungevano da contatto.</p><p>��Perci� preferisco stare a guardare�� disse Pelorat.�� Cio�, preferirei che la storia dell�iperspazio non ci fosse, ma dato che c��, preferisco stare a guardare.�� Fiss� ansiosamente lo schermo e la Galassia nebbiosa, con la spruzzata di stelle in primo piano.�� Fatemi sapere quando ci siamo.�� Indietreggi� piano, fino a toccare la parete, e chiam� a raccolta tutte le sue forze.</p><p>Trevize sorrise. Pos� le mani sul contatto del computer ed avvert� subito l�unione mentale. Era ogni giorno pi� facile e pi� profonda e per quanto lui avesse riso del discorso di Pelorat, sentiva effettivamente un legame simbiotico. Gli pareva che fosse quasi superfluo pensare consciamente alle coordinate. Sembrava che il computer sapesse gi� cosa lui volesse, senza bisogno del processo conscio del �parlare�: era come se gli traesse le informazioni direttamente dal cervello.</p><p>Ma Trevize disse le coordinate e poi chiese un intervallo di due minuti prima del Balzo.</p><p>��Tutto a posto, Janov: abbiamo due minuti. Centoventi... centoquindici... centodieci... Guardate lo schermo.</p><p>Pelorat guard�: aveva le labbra tese e tratteneva il respiro.</p><p>Trevize continu� il conteggio alla rovescia a bassa voce fino a zero!</p><p>Senza che si percepisse alcun movimento, alcun mutamento, la visione sullo schermo cambi�. Le stelle s�infittirono e la Galassia scomparve.</p><p>Pelorat trasal� e disse:�� � finito?</p><p>��� finito cosa? Se siete trasalito � colpa vostra. In realt� non avete avvertito niente, ammettetelo.</p><p>��Lo ammetto.</p><p>��Bene, ecco concluso il Balzo. Un tempo, quando il viaggio iperspaziale era agli inizi, la gente provava una strana sensazione fisica, e alcuni soffrivano di nausea o di capogiro. Almeno cos� dicono i libri. In ogni caso, a mano a mano che l�esperienza crebbe e che si migliorarono le apparecchiature, gli effetti collaterali diminuirono.</p><p>Con un computer come quello che abbiamo a bordo, questi effetti non arrivano nemmeno alla soglia della coscienza. Per lo meno, cos� � per me.</p><p>��Anche per me, devo ammetterlo. Dove ci troviamo, Golan?</p><p>��Abbiamo fatto solo un piccolo passo avanti: siamo nella regione kalganiana.</p><p>Abbiamo ancora parecchia strada da percorrere e prima di tornare nell�iperspazio bisogna controllare la precisione del Balzo appena compiuto.</p><p>��C�� una cosa che mi preoccupa... Dov�� la Galassia?</p><p>��Tutt�intorno a noi, Janov. Ci siamo in mezzo in pieno: mettendo bene a fuoco lo schermo, le parti pi� lontane di essa ci appaiono come una banda luminosa che attraversa il cielo.</p><p>��La Via Lattea!�� esclam� Pelorat, felice.�� Quasi tutti i mondi la vedono nel loro cielo, ma noi su Terminus no. Mostratemela, amico mio!</p><p>Lo schermo s�inclin�, dando l�impressione che le stelle si muovessero piano, poi il campo visivo fu quasi riempito da una luminosit� densa e perlacea che si assottigli� per poi espandersi di nuovo.</p><p>Trevize disse:�� � pi� densa verso il centro della Galassia. Non cos� densa o brillante come potrebbe essere, per�, perch� ci sono quelle nubi nere nei bracci della spirale. � uno spettacolo che si vede dalla maggior parte dei mondi abitati.</p><p>��Ed anche dalla Terra.</p><p>� Senza distinzione. Non � quindi una caratteristica che ci permetta di identificare il pianeta.</p><p>��Naturalmente no. Ma... voi non avete studiato la storia della scienza, vero?</p><p>��No, non in profondit�, anche se qualcosa ho imparato. Se per� avete intenzione di farmi alcune domande non vi aspettate che vi risponda da esperto.</p><p>��Sapete, questo Balzo iperspaziale mi ha fatto venire in mente una cosa che mi ha sempre lasciato perplesso. Si pu� elaborare una descrizione dell�Universo in cui il viaggio iperspaziale sia impossibile ed in cui la velocit� della luce che viaggia attraverso il vuoto sia il massimo assoluto, la velocit� massima raggiungibile, vero?</p><p>��Certamente.</p><p>��In quelle condizioni la geometria dell�Universo non permette di compiere il viaggio che abbiamo appena compiuto in un tempo inferiore a quello che impiegherebbe un raggio di luce. E se facessimo il nostro viaggio alla velocit� della luce la nostra esperienza della durata del tempo non corrisponderebbe a quella dell�Universo in generale. Se questo posto fosse, mettiamo, a quaranta parsec da Terminus, e se fossimo venuti qui alla velocit� della luce, non avremmo avvertito il tempo trascorrere, ma su Terminus e nell�intera Galassia sarebbero passati circa centotrent�anni. Ora, noi abbiamo effettuato un viaggio non alla velocit� della luce, ma a una velocit� che � migliaia di volte quella della luce, e tuttavia il tempo non � trascorso da nessuna parte. Od almeno, lo spero.</p><p>��Non aspettatevi che vi snoccioli la matematica della Teoria Iperspaziale di Olanjen. Posso soltanto dirvi che se aveste viaggiato alla velocit� della luce nello spazio normale, il tempo in effetti sarebbe trascorso al ritmo di 3,26 anni per parsec, come avete detto voi. Il cosiddetto Universo relativistico, che l�umanit� ha compreso fin dagli albori della preistoria, correggetemi se sbaglio, siete voi l�esperto in questo campo, rimane sempre valido e le sue leggi non sono state annullate. Col Balzo iperspaziale, per�, noi veniamo a trovarci in condizioni che non sono quelle in cui opera la relativit�, e le regole sono quindi diverse. Dal punto di vista iperspaziale la Galassia � un oggetto minuscolo, in teoria un puntino non-dimensionale, e non esistono effetti relativistici di sorta.</p><p>��Anzi, nelle formule matematiche della cosmologia sono dati due simboli per la Galassia: G per la Galassia relativistica, dove la velocit� della luce � il valore massimo, e G1 per la Galassia iperspaziale, dove la velocit� non ha in realt� un significato. Dal punto di vista iperspaziale il valore di tutte le velocit� � zero, e noi non ci muoviamo; in rapporto allo spazio, la velocit� � infinita. Non posso proprio spiegare le cose meglio di cos�. Ah, posso dire per� che uno dei pi� bei tranelli, in fisica teorica, � piazzare un simbolo od un numero che abbia un certo significato nella G, in un�equazione che si riferisca alla G1, o viceversa, e lasciarlo l� per mettere in difficolt� uno studente. Quasi sempre lo studente cade nella trappola e ci resta, e sbuffa e suda senza riuscire a capire come mai i conti non tornino, finch� qualcuno pi� vecchio e pi� esperto di lui non lo aiuti ad uscire dall�impasse. Io una volta per poco non sono rimasto preso nella rete.</p><p>Pelorat riflett� con aria grave sul discorso di Trevize, poi disse, dubbioso:�� Ma qual � la vera Galassia?</p><p>��O l�una o l�altra, a seconda di quello che si fa. Su Terminus, per esempio, si pu� usare un�auto per coprire una certa distanza sulla superficie ed una nave per coprire una certa distanza in mare. Le condizioni nei due ambienti sono completamente diverse e cos� potremmo domandarci anche in questo caso: qual � il vero Terminus, quello che sperimentiamo in mare o quello che sperimentiamo in terra?</p><p>Pelorat annu�.�� Le analogie sono sempre pericolose�� disse,�� ma preferisco accettare questa che rischiare di diventar pazzo continuando a riflettere ancora sull�iperspazio. Mi concentrer� su ci� che stiamo facendo ora.</p><p>��Considerate il Balzo che abbiamo appena compiuto come il nostro primo passo verso la Terra.</p><p>�E chiss� verso cos�altro,�� pens� Trevize.</p></section><section><title><p>2</p></title><p>��Bene�� disse Trevize.�� Ho sprecato un�intera giornata.</p><p>��Come?�� disse Pelorat, alzando gli occhi dal suo lavoro.�� In che modo?</p><p>Trevize allarg� le braccia.�� Non mi sono fidato del computer. Non ho osato fidarmi, e cos� ho confrontato la nostra posizione attuale con la posizione calcolata per il Balzo: non ho trovato differenze di sorta, nessun errore rilevabile.</p><p>��Non � un bene, questo?</p><p>��Altroch�: � addirittura incredibile. Non ho mai sentito di una perfezione simile.</p><p>Ho affrontato e controllato Balzi secondo le modalit� pi� svariate e con apparecchiature di tutti i tipi. A scuola dovetti programmarne uno con un computer manuale e poi spedire un iper-rel� a verificare i risultati. Naturalmente non potevo inviare una nave vera, perch�, a parte la spesa, avrei potuto facilmente farla emergere nel bel mezzo di una stella. Certo non ho mai combinato un disastro del genere, ma il rischio di commettere un grosso errore c�era sempre. Nemmeno gli esperti possono garantirci l�assoluta mancanza di errori in questo campo, perch� ci sono in gioco troppe variabili. Diciamo che la geometria dello spazio � troppo complicata perch� la si possa affrontare efficacemente, e l�iperspazio unisce a quelle complicazioni una sua complessit� peculiare che non possiamo nemmeno pretendere di capire. � per questo che dobbiamo procedere passo passo, invece di compiere un unico grande Balzo da qui al Settore Sayshell: gli errori aumenterebbero troppo con la distanza.</p><p>��Ma avete detto che questo computer non fa un solo errore.</p><p>��Lui l�ha detto. Gli ho fatto confrontare la nostra posizione reale con quella calcolata in precedenza, e lui ha concluso che non ci sono differenze rilevabili. Ed io mi sono detto: se per caso mentisse?</p><p>Pelorat, che fino allora aveva tenuto la stampante in mano, la pos�, con espressione turbata.�� State scherzando? Un computer non pu� mentire, a meno che non vogliate dirmi che secondo voi � rotto.</p><p>��No, non era questo che intendevo. Per lo spazio, penso veramente che sia in grado di mentire: � cos� avanzato che non posso fare a meno di raffigurarmelo umano, o magari addirittura superumano. In ogni caso sufficientemente umano da essere orgoglioso e da dire le bugie. Gli ho ordinato di calcolare una rotta nell�iperspazio che ci portasse vicino al Pianeta Sayshell, capitale dell�Unione Sayshell. L�ha fatto: ne ha tracciata una in ventinove tappe, il che tradisce un�arroganza insopportabile.</p><p>��In che senso arroganza?</p><p>��Un errore durante il primo Balzo rende il secondo gi� meno sicuro in partenza, e un altro errore che si aggiunga durante il secondo Balzo rende il terzo incerto e non esattamente prevedibile. Com�� possibile calcolare ventinove tappe tutte in una volta?</p><p>La ventinovesima potrebbe portarci in qualsiasi punto della Galassia, anche il pi� pericoloso. Cos� ho dato ordine al computer di compiere soltanto il primo passo, poi controlleremo il percorso, prima di procedere oltre.</p><p>��Una tattica prudente�� disse Pelorat, accalorato.�� La approvo in pieno.</p><p>��S�, ma dopo avere compiuto il primo passo il computer non potrebbe sentirsi offeso per il fatto che non mi sia fidato di lui? Non potrebbe essere indotto dal suo orgoglio a dire di non aver commesso alcun errore? Potrebbe riuscirgli impossibile ammettere di avere sbagliato, di essere fallibile: se cos� fosse, tanto varrebbe non averlo a bordo.</p><p>Il viso lungo e mite di Pelorat s�intrist�.�� E se cos� fosse che cosa potremmo fare, Golan?</p><p>��Si pu� fare quello che ho fatto io: sprecare una giornata. Ho controllato la posizione di molte delle stelle che ci circondano con i metodi pi� primitivi che si possano trovare: osservazione al telescopio, fotografie, misurazioni manuali. Ho confrontato ciascuna delle posizioni reali con le posizioni che avremmo dovuto avere in caso di completa assenza di errori. Ho perso una giornata e non ho concluso niente.</p><p>��S�, ma che cosa � successo?</p><p>��Ho trovato due errori enormi, ho effettuato un controllo ed ho constatato che avevo sbagliato i calcoli. Ho corretto gli errori, poi ho provato a fornire i dati esatti al computer, giusto per verificare se mi desse le stesse risposte cui ero arrivato io. A parte il fatto che le sue cifre avevano molti pi� decimali delle mie, i risultati erano identici. Insomma il computer non aveva commesso alcun errore; sar� un presuntuoso figlio d�un Mulo, ma la sua presunzione � giustificata.</p><p>Pelorat lasci� andare un lungo respiro.�� Questa � una buona notizia.</p><p>��Sicuro. Perci� intendo lasciargli compiere gli altri ventotto Balzi.</p><p>��Tutti in una volta? Ma...</p><p>��No, no, non vi preoccupate. Non sono diventato all�improvviso un temerario.</p><p>Li faremo uno alla volta; dopo ciascuna tappa il computer controller� la posizione e, se questa corrisponder� sufficientemente a quella programmata, potr� procedere.</p><p>Ogni volta che trover� uno scarto troppo grande (e credetemi, non sono stato per niente generoso nello stabilire i limiti), dovr� fermarsi e calcolare daccapo le tappe rimanenti.</p><p>��E quando intendete dare inizio a questa prassi?</p><p>� Quando? Immediatamente. Sentite, vedo che state compilando l�indice analitico della vostra Biblioteca...</p><p>��S�, questa � proprio l�occasione giusta per farlo, Golan. Erano anni che mi proponevo di mettermi all�opera, ma per un motivo o per l�altro ho sempre dovuto rinviare.</p><p>��Non ho alcuna obiezione, Janov. Fate pure e non preoccupatevi. Concentratevi sul vostro lavoro. Io mi occuper� di tutto il resto.</p><p>Pelorat scosse la testa.�� Non dite sciocchezze. Non star� in pace finch� la storia dei Balzi non sar� finita. Ho una paura matta, sapete?</p><p>��Forse non avrei dovuto parlarvene, ma dovevo pur parlarne con qualcuno, e qui ci siete solo voi. Lasciate che vi spieghi fino in fondo e con franchezza come stanno le cose. C�� sempre la possibilit� che emergiamo dal Balzo in una zona dello spazio interstellare in cui si trovi un meteoroide in rotta di collisione con noi, oppure che emergiamo nel bel mezzo di un mini-buco nero. In entrambi i casi la nave verrebbe distrutta, e noi con essa. In teoria queste cose possono accadere.</p><p>�Le probabilit� che accadano per� sono minime. E poi, anche stando su Terminus certe eventualit� sono possibili. Mettiamo che vi trovaste adesso nel vostro studio a esaminare microfilm, o che foste a letto a dormire; un meteorite potrebbe penetrare oltre l�atmosfera del pianeta e mirare dritto a voi, colpendovi in testa ed uccidendovi.</p><p>Non sarebbe impossibile, ma fortemente improbabile. Vi dir� che di fatto le probabilit� di intersecare nel corso del Balzo la rotta di un corpo celeste troppo piccolo per essere individuato dal computer sono enormemente inferiori a quelle di venir colpiti da un meteorite mentre ci si trovi in casa propria. Non ho mai sentito di una nave che sia stata distrutta in quel modo, mai, in tutta la storia del viaggio iperspaziale. Gli altri rischi, come ad esempio quello di finire in mezzo a una stella, sono ancora inferiori.</p><p>��Allora perch� mi dite tutto questo, Golan?�� disse Pelorat.</p><p>Trevize indugi� un attimo, chin� la testa pensieroso e infine disse:�� Non lo so.</p><p>O forse s�. Vedete, per quanto possa essere minimo il rischio di una catastrofe, se un numero sufficiente di persone corre un numero sufficiente di rischi, la catastrofe alla fine si verifica inevitabilmente. Anche se consciamente sia sicurissimo che tutto andr� bene, c�� una vocina fastidiosa dentro di me che dice �forse succeder� questa volta�. E mi fa sentire in colpa. S�, credo proprio di sentire questo. Janov, se dovesse succedere qualcosa, perdonatemi.</p><p>��Ma Golan, mio carissimo amico, se dovesse succedere qualcosa, tutti e due moriremmo all�istante. Non farei in tempo a perdonarvi, n� voi a ricevere il perdono.</p><p>��Lo so. Allora potete perdonarmi adesso?</p><p>Pelorat sorrise.�� Non so perch�, ma questa storia mi mette di buon umore; ha in s� qualcosa di piacevolmente buffo. Certo Golan che vi perdono. La letteratura abbonda di miti che parlino di una qualche forma di vita dopo la morte. Se per caso esistesse davvero un �aldil�� (e immagino che le probabilit� di un simile evento siano pari, o addirittura inferiori, a quelle di riemergere in un mini-buco nero) e se entrambi ci ritrovassimo in esso, testimonierei indubbiamente a vostro favore, riconoscendo la vostra buona volont� e la vostra assoluta mancanza di responsabilit� per la mia morte.</p><p>��Grazie! Ora mi sento sollevato. Sono prontissimo a correre i miei rischi, ma non mi andava l�idea che voi correste gli stessi rischi di chi ha deciso la rotta.</p><p>Pelorat strinse forte la mano di Trevize.�� Sapete, Golan, vi conosco da meno di una settimana e bench� di queste cose non sia giusto dare giudizi affrettati, non posso fare a meno di pensare che siate una persona fantastica. Bene, procediamo allora, e liberiamoci del pensiero.</p><p>��S�, certo. Mi basta toccare quel piccolo contatto. Il computer ha gi� ricevuto le mie istruzioni ed aspetta soltanto che io dia il via. Volete essere voi a...</p><p>��Per carit�! Fate pure voi: quello � il vostro computer.</p><p>��Benissimo. E la responsabilit� � la mia. Vedete? Sto ancora tentando di sottrarmici. Tenete gli occhi sullo schermo!</p><p>Con mano ferma ed un allegro sorriso sulle labbra. Trevize si colleg� al computer.</p><p>Dopo un breve intervallo in cui non successe niente, il quadro delle stelle visibili cambi�, poi cambi� ancora ed ancora. Le stelle diventarono sempre pi� fitte e luminose.</p><p>Sottovoce, Pelorat cont�. Quando ebbe contato fino a quindici ci fu un arresto, come se qualche pezzo di apparecchiatura si fosse inceppato.</p><p>��Cosa c�� che non va? Cos�� successo?�� sussurr� Pelorat con un filo di voce, quasi temesse parlando forte di rovinare irrimediabilmente il meccanismo.</p><p>Trevize si strinse nelle spalle.�� Immagino che stia rifacendo i calcoli. C�� un oggetto nello spazio che ha introdotto una modificazione percettibile nella forma del campo gravitazionale complessivo. Un oggetto non previsto, una qualche stella nana od un pianeta vagabondo non segnato sulle carte...</p><p>��E pu� essere pericoloso?</p><p>��Dal momento che siamo ancora vivi, sono quasi sicuro che non sia pericoloso.</p><p>Un pianeta pu� trovarsi a cento milioni di chilometri di distanza e provocare lo stesso una modificazione gravitazionale abbastanza forte da imporre una revisione dei calcoli. Una stella nana che fosse anche lontana dieci miliardi di chilometri potrebbe...</p><p>Lo schermo cambi� un�altra volta e Trevize interruppe il suo discorso. Cambi� ancora, e poi ancora. Alla fine, quando Pelorat sussurr� �ventotto�, si ferm�.</p><p>Trevize consult� il computer.�� Siamo arrivati�� disse.</p><p>��Il primo Balzo l�ho contato come uno, ed in questa serie sono partito da due. In tutto ho contato ventotto Balzi. Voi avevate detto che erano ventinove.</p><p>��Probabilmente i calcoli che il computer ha rifatto quando eravamo alla quindicesima tappa ci hanno risparmiato un Balzo. Posso controllare se volete, ma in realt� non ce n�� bisogno. Siamo nelle vicinanze del Pianeta Sayshell; lo dice il computer e io gli credo. Se orientassi opportunamente lo schermo vedremmo un bel sole brillante, ma non ha senso sottoporre ad un inutile sforzo la capacit� del video di inquadrare corpi celesti. Il Pianeta Sayshell � il quarto in ordine di distanza dal sole e si trova a circa tre virgola due milioni di chilometri dalla nostra posizione attuale, per cui possiamo considerare conclusa la serie di Balzi. Arriveremo l� in tre giorni, od anche due, se facciamo in fretta.</p><p>Trevize trasse un respiro profondo e cerc� di scaricare completamente la tensione.</p><p>��Vi rendete conto di che cosa significhi questo, Janov?�� disse.�� In tutte le navi che conosco, in tutte le navi su cui sia stato si sarebbe perso almeno un giorno tra un Balzo e l�altro per rielaborare con cura tutti i calcoli. Anche con un computer a bordo. Il viaggio sarebbe durato quasi un mese. O forse due o tre settimane, volendo essere imprudenti: il nostro � durato mezz�ora. Quando le astronavi disporranno tutte di un computer cos� <emphasis>...</emphasis></p><p><emphasis>��</emphasis>Mi chiedo come mai il sindaco ci abbia assegnato una nave tecnicamente tanto perfetta�� disse Pelorat.�� Dev�essere costata un patrimonio.</p><p>��� ancora in fase sperimentale�� disse secco Trevize.�� Forse quella brava donna non vedeva l�ora di farcela provare e di scoprirne cos� gli eventuali difetti.</p><p>��Non direte mica sul serio, vero?</p><p>� Non mettetevi in agitazione. Dopotutto non abbiamo niente di cui preoccuparci: non abbiamo trovato difetti. Per� non mi meraviglierei se le cose stessero veramente come ho detto; lo spirito umanitario di Harla Branno non � cos� forte da ribellarsi all�idea che vi ha ora scandalizzato. E poi la Branno non si � fidata di lasciarci una nave armata, e senza armi le spese sono state certo notevolmente inferiori.</p><p>Pelorat disse, pensieroso:�� � quel computer che mi lascia perplesso. Sembra studiato apposta per voi: vi si adatta perfettamente. Un�affinit� del genere non pu� averla con tutti quanti. Con me, per esempio, non l�ha.</p><p>��Be�, � una fortuna che funzioni cos� bene con uno di noi.</p><p>��S�, ma che sia soltanto un caso?</p><p>��Cos�altro potrebbe essere, Janov?</p><p>��Il sindaco vi conosce bene, credo.</p><p>��Eh s�, la vecchia volpe mi conosce, mi conosce...</p><p>��Non potrebbe avere dato ordine di progettare un computer adatto a funzionare in particolare con voi?</p><p>��Perch� l�avrebbe fatto?</p><p>��Mi chiedo se non stiamo andando dove voglia portarci il computer...</p><p>Trevize fiss� Pelorat.�� Intendete dire che quando sono collegato col computer potrebbe essere questo a svolgere in realt� il ruolo di guida?</p><p>��Mi sto solo ponendo qualche domanda.</p><p>��Ma � ridicolo. � da paranoici pensarlo. Oh, via, Janov, non scherzate.</p><p>Trevize si colleg� di nuovo con l�elaboratore per mettere a fuoco sullo schermo il Pianeta Sayshell e calcolare una rotta che consentisse di arrivarci viaggiando nello spazio normale.</p><p>Ridicolo, si disse: ma perch� mai Pelorat gli aveva ficcato in testa quell�idea?</p></section></section><section><title><p>Parte decima</p><p>La Tavola</p></title><section><title><p>1</p></title><p>Erano passati due giorni, e Gendibal si sentiva non tanto depresso quanto esasperato. Non c�era motivo perch� non si potesse fissare subito un�udienza: se lui fosse stato impreparato, se avesse avuto bisogno di tempo per organizzare la propria difesa, senza dubbio l�udienza l�avrebbero gi� fissata da tempo.</p><p>Invece, proprio adesso che si prospettava la crisi pi� grande che si fosse mai vista dall�epoca del Mulo, perdevano tempo, ed al solo scopo di irritarlo.</p><p>A dire la verit� riuscivano in pieno nel loro intento, riflett�. Bene, il suo contrattacco sarebbe stato pi� pesante; su questo era ben deciso.</p><p>Si guard� intorno. L�anticamera era vuota, lo era da due giorni, ormai. Gendibal era un uomo segnato, un Oratore che presto avrebbe perso la sua carica in seguito ad un�azione di cui non si erano visti precedenti nei cinque secoli di storia della Seconda Fondazione. Tutti erano convinti che sarebbe stato retrocesso, che sarebbe diventato un membro anonimo della Seconda Fondazione, uno fra i tanti.</p><p>Era per� sempre qualcosa essere dei semplici membri della Seconda Fondazione, specie se si possedesse un titolo come quello di Oratore, che Gendibal non avrebbe perso nemmeno dopo l�incriminazione. Sarebbe stato tuttavia assai diverso vivere con quel titolo in mezzo alla folla grigia, non essere pi� Oratori di fatto.</p><p>Ma non sarebbe successo, pens� con furia, anche se la situazione non prometteva niente di buono. In quei due giorni soltanto Sura Novi l�aveva trattato come prima, essendo troppo ingenua per comprendere cosa stesse accadendo. Ai suoi occhi lui restava sempre Mastro Tedioso.</p><p>Gendibal doveva riconoscere che trovava un certo conforto nella cosa, e ne era seccato. Provo vergogna rendendosi conto che il suo morale migliorava quando lei lo guardava con quell�aria di adorazione: era dunque talmente mal ridotto da giudicare gratificanti soddisfazioni cos� piccole?</p><p>Dalla Camera usc� un impiegato che gli comunic� che la Tavola era pronta.</p><p>Gendibal lo conosceva bene; era uno che sapeva perfettamente quale grado di attenzioni formali meritasse ciascun Oratore ed al momento quello destinato a lui era spaventosamente basso. Persino l�impiegato dava per scontata una condanna.</p><p>Gendibal entr�. Erano tutti quanti seduti intorno alla Tavola; indossavano l�abito bianco che si portava quando ci fosse da giudicare qualcuno ed avevano un�espressione grave. Il Primo Oratore Shandess appariva piuttosto a disagio, ma il suo viso non lasci� trasparire neanche il pi� piccolo segno di benevolenza. Delora Delarmi (le donne Oratore erano tre in tutto) non alz� nemmeno gli occhi.</p><p>Shandess disse:�� Oratore Stor Gendibal, siete stato incriminato per esservi comportato in maniera non confacente ad un Oratore. Davanti a noi tutti avete accusato la Tavola di tradimento e tentato omicidio, tenendovi sul vago e senza portare alcuna prova. Avete insinuato che tutti i membri della Seconda Fondazione, compresi gli Oratori, abbiano bisogno di un�analisi mentale completa, che servirebbe a stabilire chi di loro sia ancora degno di fiducia e chi no. Un simile comportamento distrugge i vincoli della solidariet� interna, senza i quali la Seconda Fondazione non pu� controllare una Galassia complessa e potenzialmente ostile, n� pu� procedere all�edificazione sicura di un Secondo Impero realmente vitale.</p><p>�Poich� noi tutti siamo stati testimoni di queste offese, ci asterremo dal presentare la richiesta formale di giudizio e passeremo direttamente alla fase successiva. Oratore Stor Gendibal, avete una linea di difesa?</p><p>Delora Delarmi, senza mai alzare gli occhi a guardare Gendibal, si concesse un sorrisetto astuto.</p><p>��Se la verit� pu� essere considerata una linea di difesa�� disse Gendibal,�� allora la mia risposta � s�. C�� veramente motivo di sospettare che sia stata aperta una breccia nella cortina della nostra sicurezza. Tale breccia pu� significare il controllo mentale da parte esterna di uno o pi� membri della Seconda Fondazione, non esclusi quelli presenti. Se questa ipotesi � plausibile, come io credo, la Seconda Fondazione si trover� a dover fronteggiare una crisi terribile. Se voi avete anticipato la data di questo processo perch� sentite di non poter perdere tempo inutilmente, forse allora riconoscete, anche se in modo vago, la gravit� della crisi; in questo caso, per�, mi chiedo come mai abbiate sprecato due giorni dopo che io avevo richiesto formalmente un processo immediato...</p><p>�Suppongo che sia stata la prospettiva di questa crisi terribile a indurmi a dire ci� che ho detto. Mi sarei comportato in maniera che non si conf� ad un Oratore se non avessi parlato come ho parlato".</p><p>��Non fa altro che ribadire l�offesa, Primo Oratore�� disse la Delarmi, pacata.</p><p>La sedia di Gendibal era pi� lontana delle altre dalla Tavola; gi� un chiaro segno di retrocessione. Lui la spost� ancora pi� in l�, come se la faccenda non gl�importasse affatto, e si alz�.</p><p>Disse:�� Intendete giudicarmi adesso, su due piedi, in barba alla legge, o posso presentare una difesa articolata?</p><p>��Questa non � una riunione illegale, Oratore�� disse Shandess.�� Non essendoci molta letteratura giuridica a guidarci in questo caso, abbiamo deciso di venire incontro all�imputato; riconosciamo infatti che, davanti al rischio che la giuria, soggetta purtroppo a sbagliare come tutte quelle composte da uomini, condanni un innocente, � preferibile scegliere il rischio meno grave di prosciogliere un colpevole.</p><p>Perci�, bench� l�imputazione di cui si tratta qui sia cos� seria da non permetterci di prosciogliere il colpevole a cuor leggero, vi permetteremo di difendervi nel modo che preferiate e quanto a lungo vorrete, salvo interrompervi quando, con voto unanime, compreso il mio�� e qui, per sottolineare la frase, Shandess alz� la voce,�� decideremo che si � ascoltato abbastanza.</p><p>Gendibal disse:�� Permettete allora che cominci dicendo che Golan Trevize, il Consigliere della Prima Fondazione ritenuto dal Primo Oratore e da me l�elemento-chiave della crisi incombente, ha scelto per il suo viaggio una meta imprevista.</p><p>��Richiesta d�informazione�� intervenne la Delarmi.�� Come fa l�oratore�� (dall�intonazione si capiva chiaramente che la parola non avesse la maiuscola)�� a saperlo?</p><p>��L�ho saputo dal Primo Oratore�� disse Gendibal,�� ma mi � stato confermato da una fonte d�informazioni che mi concederete di tenere segreta considerato il pericolo che incombe al momento sulla nostra sicurezza.</p><p>Shandess disse:�� Sono disposto a sospendere il giudizio su questo punto ed a procedere senza conoscere la vostra fonte, ma se la Tavola ritiene che dobbiate renderla nota, dovrete farlo, Oratore Gendibal.</p><p>��Se l�oratore non ci rivela adesso la sua fonte�� disse la Delarmi.�� mi pare pi� che logico dedurne che ha al suo servizio un agente privato che non sia tenuto a rendere conto di ci� che fa a noi. Non possiamo essere certi che un tale agente obbedisca alle regole di comportamento che i membri della Seconda Fondazione sono tenuti a osservare.</p><p>��Afferro tutte le implicazioni, Oratore Delarmi�� disse Shandess, con un�ombra di disapprovazione.�� Non c�� nessun bisogno che me lo spieghiate.</p><p>��Le ho menzionate perch� siano verbalizzate, Primo Oratore, costituiscono infatti un punto che aggrava l�offesa e che non appare nell�atto di incriminazione, atto che, tengo a sottolineare, non � stato letto per esteso. Avanzo quindi formale richiesta perch� ad esso sia aggiunto il punto in questione.</p><p>��Il cancelliere lo aggiunga�� disse il Primo Oratore.�� L�esatta formulazione verr� inserita a tempo debito. Quanto a voi, Oratore Gendibal,�� (lui, se non altro, la maiuscola la faceva sentire)�� la vostra difesa ha fatto indubbiamente un passo indietro. Proseguite.</p><p>��Non solo Trevize ha scelto una rotta inaspettata, ma l�ha anche percorsa ad una velocit� che non ha precedenti�� disse Gendibal.�� Secondo le mie informazioni, informazioni che il Primo Oratore non ha ancora avuto, avrebbe coperto la distanza di diecimila parsec in molto meno di un�ora.</p><p>��Con un unico Balzo?�� chiese incredulo uno degli Oratori.</p><p>��Con pi� di venti Balzi, compiuti uno dietro l�altro e quasi senza intervallo�� disse Gendibal.�� Una cosa ancora pi� difficile da concepire del Balzo singolo.</p><p>Anche se adesso si sappia quale sia la posizione di Trevize, ci vorr� tempo per inseguirlo, e se dovesse individuarci ed intendesse seminarci non riusciremmo mai a raggiungerlo. E voi ingannate il tempo con questo giochetto dell�incriminazione e lasciate trascorrere due giorni al solo scopo di gustarlo di pi�...</p><p>Il Primo Oratore, mascherando l�angoscia, disse:�� Vi prego di dire quale ritenete sia il significato di tutto ci�, Oratore Gendibal.</p><p>��Il significato � che la Prima Fondazione ha fatto enormi progressi dal punto di vista tecnologico, e che � assai pi� potente di quanto non fosse all�epoca di Preem Palver. Se venissimo scoperti, e se la Prima Fondazione fosse in grado di agire liberamente, non potremmo mai tenerle testa.</p><p>Delora Delarmi si alz�.�� Primo Oratore�� disse,�� stiamo perdendo tempo in quisquilie. Non siamo bambini che si facciano spaventare dalle storie di Nonna Spaziotempo. Che importanza ha se la Prima Fondazione disponga di una tecnologia avanzata quando, in occasione di qualsiasi crisi, le menti dei suoi membri siano sotto il nostro controllo?</p><p>��Che cosa avete da opporre a queste considerazioni, Oratore Gendibal?�� disse Shandess.</p><p>��Del controllo delle menti parler� a tempo debito. Per il momento desidero porre l�accento sulla notevole potenza tecnologica della Prima Fondazione.</p><p>��Passate al punto successivo, Oratore Gendibal�� disse Shandess.�� Devo dire che il primo punto non mi sembra molto pertinente alla materia di cui si tratti nell�atto di incriminazione.</p><p>Ci fu un chiaro segno di approvazione da parte di tutta la Tavola.</p><p>��Passer� al secondo punto, allora�� disse Gendibal.�� Trevize ha un compagno di viaggio, un certo...�� (fece una pausa momentanea per riflettere sulla pronuncia giusta)�� Janov Pelorat, uno studioso non molto noto, il quale per tutta la vita non ha fatto altro che raccogliere miti e leggende riguardanti la Terra.</p><p>��Quante cose sapete sul suo conto! Sempre la vostra fonte segreta, immagino?</p><p>��disse la Delarmi, che si sentiva perfettamente a suo agio nel ruolo di accusatore.</p><p>��S�, so abbastanza cose sul suo conto�� disse Gendibal, impassibile.�� Alcuni mesi fa il sindaco di Terminus, una donna abile ed energica, ha cominciato, apparentemente senza motivo, ad interessarsi a Pelorat, ed io non ho potuto fare a meno di interessarmi a lui a mia volta. N�, d�altra parte, ho tenuto la cosa per me; tutte le informazioni che ho raccolto le ho messe a disposizione del Primo Oratore.</p><p>��Confermo che l�Oratore Gendibal dice il vero�� sussurr� Shandess.</p><p>��Cos�� la Terra?�� disse un Oratore anziano.�� � il pianeta d�origine di cui si parla nelle favole? Quello che interessava tanto a tutti ai tempi dell�Impero?</p><p>Gendibal annu�.�� Quello di cui si parla nelle storie di Nonna Spaziotempo, come direbbe l�Oratore Delarmi. Credo che il sogno di Pelorat fosse di venire su Trantor a consultare la Biblioteca Galattica, dove sperava di trovare le informazioni sulla Terra che non � riuscito ad avere tramite il servizio bibliotecario interstellare di Terminus.</p><p>��Quando � partito assieme a Trevize, penso che fosse convinto di essere sul punto di realizzare il suo sogno. In ogni caso noi ritenevamo che i due venissero qui e contavamo di esaminarli per i nostri scopi. � successo invece, come tutti ora sapete, che Trevize ha scelto una destinazione che non ci � ancora nota, e per una ragione che tuttora ignoriamo.</p><p>Con un�espressione assolutamente serafica sul viso tondo, la Delarmi disse:�� E perch� mai questo fatto dovrebbe turbarci? La loro assenza non peggiora certo la nostra situazione. Anzi, poich� hanno rinunciato cos� facilmente all�idea di dirigersi qui, viene spontaneo pensare che la Prima Fondazione ignori la vera natura di Trantor. Del che dobbiamo ringraziare Preem Palver e la sua opera.</p><p>��Chi non si fermi a riflettere pi� attentamente pu� in effetti giungere ad una conclusione cos� confortante�� disse Gendibal.�� Il cambiamento di meta potrebbe tuttavia non dipendere dall�ignoranza ma, al contrario, da un�eccessiva consapevolezza, dalla paura che Trantor, esaminando Trevize e Pelorat, capisca l�importanza della Terra.</p><p>Tra gli Oratori si cre� un certo scompiglio, a quel discorso.</p><p>��� facile dire frasi altisonanti, che facciano effetto�� disse la Delarmi�� Ma a ben guardare, queste frasi hanno poi un senso? Io direi di no. Perch� dovrebbe importare a qualcuno se noi pensiamo o meno alla Terra? Che sia il vero pianeta d�origine o che sia un mito, dovrebbe in ogni caso essere oggetto d�interesse soltanto per gli storici, gli antropologi e i maniaci che collezionano leggende, come quel Pelorat. Non certo per noi.</p><p>��Gi�, non per noi�� disse Gendibal.�� Come mai allora, se siamo cos� neutrali nei confronti della Terra, nella Biblioteca manca qualsiasi riferimento ad essa?</p><p>Per la prima volta si respir� nella sala un�atmosfera non di ostilit�.</p><p>��Ne siete certo?�� disse la Delarmi.</p><p>Gendibal disse, calmissimo:�� Quando ho saputo che Trevize e Pelorat sarebbero venuti qui a cercare informazioni riguardanti la Terra, ho ordinato al computer della Biblioteca di fare un elenco dei documenti contenenti tali informazioni. Dapprima non mi sono meravigliato molto quando � risultato che i dati mancavano del tutto, che non c�era nulla, assolutamente nulla. Poi per�, appena ho saputo che Trevize e Pelorat non sarebbero venuti, la mia curiosit� si � risvegliata, e poich� avete indugiato due giorni prima di fissare quest�udienza, ho pensato di occupare il mio tempo in modo proficuo. Cos�, mentre voi, come si suol dire, sorseggiavate vino senza accorgervi dell�imminente crollo della casa, ho consultato alcuni libri di storia in mio possesso. Mi sono imbattuto in passi dove si parlava specificamente di alcune ricerche compiute sulla questione delle origini all�epoca tardo-imperiale. Si faceva riferimento a particolari documenti, sia stampati sia filmati, e vi si citava addirittura qualche brano. Sono tornato alla Biblioteca ed ho cercato personalmente quei documenti: vi assicuro che non c�� proprio nulla.</p><p>��Anche ammesso che non vi sbagliate�� disse la Delarmi,�� non c�� da sorprendersi: se la Terra � in realt� solo un mito...</p><p>��Allora si troverebbero tracce della sua immaginaria esistenza nei libri di mitologia. Se quella della Terra fosse una storia di Nonna Spaziotempo, la si troverebbe nelle antologie di racconti di Nonna Spaziotempo. Se fosse invece la fantasia di una mente malata, se ne troverebbe testimonianza nei volumi di psicopatologia. Qualcosa che parli della Terra deve esistere, altrimenti come potremmo conoscere il suo nome e sapere che sia quello del supposto pianeta d�origine della specie umana? Come mai di tale nome non c�� traccia nella Biblioteca, da nessuna parte?</p><p>La Delarmi rimase un attimo in silenzio, e a intervenire fu un altro Oratore, Leonis Cheng, un ometto che conosceva il Piano Seldon in ogni pi� piccolo particolare e che per� tendeva ad essere piuttosto manchevole nella conoscenza della situazione reale della Galassia. Quando parlava, aveva l�abitudine di battere le palpebre in continuazione.</p><p>Disse:�� � noto a tutti che l�Impero, quando fu prossimo alla fine, tent� di creare una mistica imperiale attenuando ogni interesse per l�epoca pre-imperiale.</p><p>Gendibal annu�.�� �Attenuando� � il termine esatto, Oratore Cheng. Siamo ben lontani dalla totale distruzione di ogni testimonianza. Come voi dovreste sapere meglio di chiunque altro, un�altra caratteristica della decadenza dell�Impero fu l�improvviso interesse per epoche antiche che si presumevano migliori. Ho appena fatto riferimento all�interesse per la questione delle origini tipico dell��ra di Hari Seldon.</p><p>Cheng interruppe Gendibal schiarendosi rumorosamente la voce.�� So benissimo tutto questo, giovanotto, e conosco i problemi sociali della decadenza imperiale molto meglio di quanto non sembriate pensare. Il processo di imperializzazione assorb� le disquisizioni dilettantesche riguardanti la Terra. Sotto Cleon II, durante l�ultima fase di ripresa dell�Impero, ovvero due secoli dopo Seldon, l�imperializzazione giunse al massimo e tutte le speculazioni concernenti la questione della Terra terminarono.</p><p>Risale all�epoca di Cleon un ammonimento ufficiale dove questo genere di cose viene definito, e credo che la mia citazione sia corretta, �vana e improduttiva disquisizione che tende ad indebolire l�amore del popolo per il trono imperiale�.</p><p>Gendibal sorrise.�� Allora � all�epoca di Cleon che ritenete risalga la distruzione di ogni riferimento alla Terra, Oratore Cheng?</p><p>��Non traggo conclusioni: ho semplicemente fatto un�affermazione,</p><p>��� saggio da parte vostra non trarre conclusioni. All�epoca di Cleon l�Impero sar� anche stato in fase di ripresa, ma l�Universit� e la Biblioteca erano in mano nostra, o meglio in mano dei nostri predecessori. Sarebbe stato impossibile togliere materiale dalla Biblioteca all�insaputa degli Oratori della Seconda Fondazione. Anzi, se uno avesse voluto fare questo avrebbe dovuto assegnare agli Oratori stessi il compito di rimuovere il materiale, e l�Impero non ne avrebbe saputo nulla.</p><p>Gendibal fece una pausa, ma Cheng rimase in silenzio a fissare un punto indefinito sopra la testa del giovane.</p><p>Gendibal continu�:�� � logico pensare che la documentazione riguardante la Terra non abbia potuto essere tolta dalla Biblioteca all�epoca di Seldon, visto che a quel tempo era assai vivo l�interesse per la questione delle origini. Tuttavia � altrettanto logico credere che non abbia potuto essere tolta dopo, visto che tutto era sotto il controllo della Seconda Fondazione. Eppure i documenti mancano: come mai?</p><p>��Va bene, Gendibal, abbiamo afferrato la portata del dilemma, non c�� bisogno che la facciate tanto lunga�� intervenne la Delarmi in tono spazientito.�� Quale pensate sia la possibile soluzione? Che siete stato voi stesso a sottrarli?</p><p>��Come al solito, Delarmi voi mirate al cuore di ogni questione�� disse Gendibal, chinando la testa in segno di ironico rispetto (al che la Delarmi sollev� lievemente le labbra).</p><p>��Una possibile soluzione � che a sottrarre i documenti sia stato un Oratore della Seconda Fondazione, uno che sapeva come servirsi dei conservatori della Biblioteca senza lasciare alcun ricordo in loro e come servirsi dei computer senza lasciare traccia del suo operato.</p><p>Shandess arross�.�� � ridicolo, Oratore Gendibal. Non posso immaginare che un Oratore possa fare questo: che motivo avrebbe? Ed anche se per qualche ragione ritenesse giusto sottrarre la documentazione riguardante la Terra, perch� mai eviterebbe di rendere nota tale ragione al resto della Tavola? Perch� correre il rischio di veder distrutta la propria carriera quando le probabilit� di essere scoperti siano tanto forti? E poi, credo che nemmeno il pi� abile degli Oratori potrebbe portare a termine un�impresa del genere senza lasciare tracce.</p><p>��Allora immagino che dissentiate dall�Oratore Delarmi, che ha insinuato che il responsabile potrei essere io.</p><p>��Certamente�� disse Shandess.�� A volte mi pare che non mostriate troppo discernimento, tuttavia sono ancora lontano dal considerarvi pazzo.</p><p>��Allora come pu� essere successo quello che � successo, Primo Oratore? I documenti devono trovarsi ancora nella Biblioteca, dato che a quanto sembra abbiamo giudicato improbabili tutte le vostre ipotesi... Eppure non ci sono.</p><p>Ostentando insofferenza, la Delarmi disse:�� Va bene, va bene, concludiamo. Vi ripeto ancora, Gendibal: quale soluzione suggerite al dilemma? Sono sicura che ne abbiate una.</p><p>��Se ne siete sicura voi, ne possiamo essere sicuri tutti, Oratore. Secondo me, i documenti sono stati sottratti da un membro della Seconda Fondazione che era sotto il controllo di una misteriosa entit� esterna alla Fondazione stessa. Il fatto non � stato notato perch� la medesima entit� ha provveduto a che nessuno lo notasse.</p><p>Delora Delarmi rise.�� Finch� un giorno non siete arrivato voi. Voi, l�incontrollato ed incontrollabile. Se questa misteriosa entit� esistesse veramente, come avreste potuto scoprire che il materiale � scomparso? Perch� mai non sareste controllato?</p><p>Gendibal disse, con aria grave:�� Non � questione su cui si possa fare dell�ironia, Oratore. Le persone di cui ipotizzo l�esistenza possono pensare che le interferenze vadano ridotte al minimo, come del resto pensiamo anche noi in qualit� di membri della Seconda Fondazione: Quando ho corso il rischio di morire, pochi giorni fa, ero pi� ansioso di evitare ogni intervento indebito su una mente hamiana che di proteggere me stesso. Identica cosa pu� essere accaduta a questi ignoti controllori, appena hanno creduto che la situazione fosse ormai priva di incognite, hanno smesso di interferire. E se cos� �, ci troviamo davanti a un pericolo terribile. Il fatto che abbia potuto scoprire cosa sia successo pu� significare che a loro non interessa pi� essere scoperti o meno, il che vuol dire che ritengono di avere gi� vinto. E noi stiamo qui a giocare al processo!</p><p>��Ma che scopo mai potrebbero avere?�� disse la Delarmi muovendo i piedi nervosamente e mordendosi le labbra. Sentiva di stare perdendo il suo potere, adesso che gli Oratori erano sempre pi� interessati al discorso di Gendibal, e sempre pi� preoccupati.</p><p>��Riflettete�� disse Gendibal.�� La Prima Fondazione, con la sua eccezionale potenza tecnologica, sta cercando la Terra. Vuol farci credere che in cerca della Terra siano andati due semplici esuli, ma se fossero veramente tali sarebbero stati messi a bordo di un�astronave capace di percorrere diecimila parsec in meno di un�ora? Non credo proprio. Quanto a noi, la Seconda Fondazione, non abbiamo cercato affatto la Terra e qualcuno, a nostra insaputa, ha provveduto chiaramente a fare in modo che non disponessimo di alcun dato informativo sul supposto pianeta d�origine. Ed adesso la Prima Fondazione � l� l� per trovarlo, mentre noi siamo cos� lontani dal farlo che...</p><p>Gendibal s�interruppe e la Delarmi disse:�� Allora? Concludete la vostra storiella puerile: sapete qualcosa o no?</p><p>��Non so tutto, Oratore. Non sono andato fino in fondo alla ragnatela che ci circonda, ma so che c��. Non so quale significato si celi dietro questa ricerca della Terra, ma sono sicuro che la Seconda Fondazione sia in grande pericolo e che con essa lo siano il Piano Seldon ed il futuro di tutta l�umanit�.</p><p>La Delarmi si alz�: non sorrideva pi�, e parl� con voce tesa, anche se perfettamente controllata.�� Che sciocchezze! Primo Oratore, ponete termine a questa farsa! Qui si deve discutere del comportamento dell�accusato. Ci� che dice non � solo puerile, ma anche non pertinente. Non pu� cercare attenuanti al suo comportamento costruendo una ragnatela di ipotesi che ha un senso soltanto nella sua mente. Chiedo che si voti adesso sulla materia che siamo chiamati a giudicare. Che si voti all�unanimit� per la condanna.</p><p>��Un attimo�� disse Gendibal. secco.�� Mi � stato detto che avrei avuto l�opportunit� di difendermi e resta ancora un punto della mia linea di difesa da discutere. Permettetemi di esporlo, e dopo potrete liberamente votare, senza incontrare alcuna obiezione da parte mia.</p><p>Shandess si sfreg� gli occhi con aria stanca.�� Continuate pure, Oratore Gendibal. Vorrei far presente alla Tavola che quello di condannare un Oratore � un atto cos� grave e cos� privo di precedenti, che non possiamo non concedere all�imputato di difendersi liberamente. Ricordatevi anche che per quanto il verdetto possa lasciare soddisfatti noi, potrebbe non lasciare altrettanto soddisfatti i nostri successori, e non posso credere che un membro della Fondazione, di qualsiasi livello sia, e pi� che mai un Oratore, non comprenda fino in fondo quanto sia importante la prospettiva storica. Agiamo dunque in modo da essere sicuri dell�approvazione degli Oratori che ci succederanno nei secoli a venire.</p><p>La Delarmi disse, aspra:�� Corriamo il rischio di farci deridere dalla Posterit� per aver discusso all�infinito su questioni pi� che ovvie, Primo Oratore. La decisione di permettere all�accusato di procedere con la sua difesa � solo vostra.</p><p>Gendibal trasse un profondo respiro.�� In linea con la vostra decisione allora, Primo Oratore, vorrei chiamare a deporre un testimone, una giovane donna che ho conosciuto tre giorni fa e senza la quale invece di arrivare in ritardo alla riunione della Tavola sarei potuto non arrivare affatto.</p><p>��La donna di cui parlate � conosciuta da noi?�� chiese Shandess.</p><p>��No, Primo Oratore: � nativa del pianeta.</p><p>La Delarmi sgran� gli occhi.�� Una hamiana?</p><p>��S�, proprio cos�.</p><p>��Che cosa abbiamo a che vedere noi con quelli?�� disse la Delarmi.�� Niente di ci� che dicono pu� avere la bench� minima importanza. Non esistono!</p><p>Gendibal scopr� i denti in una smorfia che non avrebbe mai potuto essere scambiata per un sorriso e disse, brusco:�� Tutti gli hamiani esistono, fisicamente.</p><p>Sono esseri umani ed hanno il loro ruolo nel Piano Seldon. Anzi, proteggendo indirettamente la Seconda Fondazione, svolgono un ruolo decisivo. Desidero dissociarmi dai sentimenti razzisti espressi dall�Oratore Delarmi e spero che la sua osservazione verr� messa a verbale e considerata in futuro una dimostrazione di come la carica di Primo Oratore possa esserle poco confacente. Il resto della Tavola approva forse questa osservazione inaudita ed intende privarmi della mia testimone?</p><p>��Chiamate la vostra testimone, Oratore�� disse Shandess.</p><p>Il viso di Gendibal torn� ad assumere l�espressione indifferente che gli Oratori avevano quando si trovavano sotto pressione; la smorfia scomparve dal viso e la mente, dietro la barriera protettiva da cui era recinta, avvert� che il pericolo era passato e che la vittoria era sicura.</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Sura Novi appariva tesa. Aveva gli occhi sgranati, ed il labbro inferiore le tremava leggermente. Si tormentava le mani e ansimava un poco. I capelli erano tirati indietro e raccolti a crocchia; il viso abbronzato era scosso a tratti da un leggero tic.</p><p>Stropicciando con le mani le pieghe della lunga sottana, Novi si guard� rapidamente intorno. Osserv� i vari Oratori ed i suoi occhi si riempirono di soggezione.</p><p>Loro ricambiarono con sguardi che esprimevano, in grado diverso secondo la persona, sia disprezzo, sia disagio. Delora Delarmi fiss� un punto indefinito sopra la testa della hamiana, ostentando di ignorare la sua presenza.</p><p>Gendibal sfior� con cautela la superficie della sua mente primitiva calmandola e tranquillizzandola. Avrebbe ottenuto lo stesso effetto stringendo piano la mano della donna o carezzandole la guancia, ma in quelle circostanze era naturalmente una cosa impossibile.</p><p>��Primo Oratore�� disse,�� sto attenuando lievemente la consapevolezza di questa donna in modo che la sua testimonianza non sia alterata dalla paura. Invito voi e tutti gli altri Oratori ad osservare ci� che faccio e a constatare che non mi accingo in alcun modo ad influenzare la sua mente.</p><p>Novi trasal� terrorizzata quando ud� la voce di Gendibal; lui non se ne stup� affatto, ma cap� che non aveva mai sentito parlare tra loro i membri della Seconda Fondazione di alto rango. Non conosceva la combinazione rapida e singolare di suoni, intonazioni, espressioni e pensieri. Il terrore per� scomparve subito appena Gendibal calm� la mente della hamiana, che di colpo assunse un�aria serena.</p><p>��C�� una sedia dietro di voi, Novi�� disse Gendibal.�� Accomodatevi, prego.</p><p>Novi fece una buffa riverenza e si sedette, rigida. Parl� con molta chiarezza, per� Gendibal le fece ripetere le frasi ogni volta che il suo accento diventava troppo pesantemente hamiano. E poich� era costretto a mantenersi formale nel linguaggio per deferenza verso la Tavola, ogni tanto dovette ripeterle le domande.</p><p>Con calma e con dovizia di particolari, Novi raccont� dello scontro fra Gendibal e Rufirant.</p><p>��Tutte queste cose le avete viste di persona, Novi?�� chiese Gendibal alla fine.</p><p>��No, Mastro, altrimenti l�avrei fermato prima, Rufirant. Sta buono, ma non troppo sveglio nella testa.</p><p>��Per� le avete descritte. Com�� possibile ci�, se non le avete viste tutte di persona?</p><p>��Me ne ha parlato Rufirant, quando interrogato: sta vergognoso.</p><p>��Vergognoso? Avete mai notato che si sia comportato in modo analogo, in passato?</p><p>��Rufirant? No, Mastro. Anche se grande e grosso non sta cattivo, non sta combattente, e ha paura dei tediosi. Dice spesso che stanno forti e pieni di poteri.</p><p>��Come mai non la pensava cos� quando mi ha affrontato?</p><p>��Sta strano, da non capirsi.�� Scosse la testa.�� Non stava in s�. Io ci ho detto:</p><p>�Testone, cosa ti salta in mente di assalire un tedioso?� E lui dice: �Non so perch� l�ho fatto. Stavo come da una parte a guardare un non-me che assaliva il tedioso�.</p><p>��Primo Oratore�� disse l�Oratore Cheng, interrompendo Novi,�� che senso ha che questa donna ripeta ci� che le ha detto un uomo? Non si pu� interrogare direttamente quest�uomo?</p><p>��Certo�� disse Gendibal.�� Se quando questa donna avr� finito la sua testimonianza la Tavola vorr� ulteriori prove, chiamer� a deporre Karoll Rufirant, colui che mi ha aggredito. Se invece la Tavola non richieder� di sentirlo, potr� emettere il suo verdetto appena avr� terminato di interrogare la testimone.</p><p>��Benissimo�� disse Shandess.�� procedete pure.</p><p>��E che dite di voi stessa, Novi?�� disse Gendibal.�� � normale per voi intervenire a separare due uomini che stanno per venire alle mani?</p><p>Novi rimase in silenzio un attimo. Corrug� la fronte, poi torn� serena e disse:�� Non lo so. Non desidero che i tediosi provano danni. Qualcosa mi ha spinto a intervenire, e d�istinto l�ho fatto.�� Fece una breve pausa, poi aggiunse:�� Lo starei a fare ancora, se c�� bisogno.</p><p>��Ora cercate di dormire, Novi�� disse Gendibal.�� Non pensate a niente: vi riposerete e non farete sogni.</p><p>Novi borbott� qualcosa, poi i suoi occhi si chiusero e la testa le ciondol� indietro, contro la spalliera.</p><p>Gendibal aspett� un momento, poi disse:�� Primo Oratore, vi invito con tutto il rispetto a seguirmi nella mente di questa donna. La troverete straordinariamente semplice e simmetrica, il che � una fortuna, perch� se fosse stato altrimenti vi sarebbe forse riuscito impossibile scorgere quello che scorgerete ora. Ecco, vedete qui? Avete notato? Pregherei anche tutti gli altri Oratori di entrare... Sar� pi� facile se lo farete uno alla volta.�� Tra i membri della Tavola sorse un brusio concitato.�� C�� qualcuno che abbia ancora dei dubbi?�� disse Gendibal.</p><p>La Delarmi disse:�� Io ne ho, perch�...�� S�interruppe di colpo, avendo individuato anche lei qualcosa di indefinibile.</p><p>Gendibal continu� il discorso al posto suo.�� Perch� ritenete che abbia interferito in questa mente apposta per fornirvi prove false? Pensate dunque che sia capace di un intervento cos� complesso e difficile? Una fibra mentale chiaramente fuori posto e niente intorno a essa che sia stato minimamente modificato... Se sapessi fare una cosa del genere che bisogno avrei di esprimermi con voi al vostro stesso livello? Perch� mai accetterei l�insulto rappresentato da questo processo? Perch� mai mi affannerei a cercare di convincervi? Se sapessi compiere un intervento come quello che risulta visibile dall�analisi di questa mente, voi tutti sareste inermi davanti a me, a meno di non esservi preparati con cura ad affrontarmi. La verit� nuda e cruda � che n� voi n� io siamo in grado di manipolare una mente nel modo in cui � stata manipolata quella di questa donna. Eppure qualcuno l�ha fatto.</p><p>Gendibal fece una pausa, guardando uno alla volta tutti gli Oratori e fissando poi gli occhi sulla Delarmi.�� Ora�� disse, parlando lentamente,�� se desiderate altre prove chiamer� a deporre l�agricoltore hamiano Karoll Rufirant, che ho esaminato e nel quale pure ho riscontrato tracce di un intervento esterno.</p><p>��Non � necessario�� disse Shandess, che appariva sgomento.</p><p>��Quello che abbiamo visto � gi� abbastanza sconvolgente.</p><p>��In tal caso�� disse Gendibal,�� posso svegliare questa hamiana e lasciarla andare? Le persone che si occuperanno di farla riprendere senza traumi aspettano fuori...</p><p>Quando Novi se ne fu andata, sorretta da Gendibal che la teneva per il braccio, il giovane Oratore disse:�� Permettetemi di riassumere rapidamente la situazione.</p><p>Abbiamo appena visto che la mente pu� essere alterata in modi che nemmeno ci sogniamo; visto che qualcuno � in grado di farlo, gli stessi conservatori della Biblioteca potrebbero essere stati indotti da un intervento esterno di questo tipo a sottrarre il materiale riguardante la Terra. Quindi il fatto si sarebbe per forza verificato a nostra insaputa, e ad insaputa degli stessi conservatori. Abbiamo visto che si � fatto in modo che arrivassi in ritardo alla riunione della Tavola. Sono stato minacciato, sono stato salvato: come conseguenza, sono stato incriminato. A causa di questa concatenazione di eventi che sembrano naturali ma non lo sono, potrei essere destituito dalla mia carica, e la linea d�azione per cui mi batto e che minaccia gli ignoti controllori potrebbe cos� non venire mai adottata.</p><p>La Delarmi si protese in avanti. Era chiaramente scossa.�� Se la misteriosa organizzazione segreta � cos� abile, come mai siete riuscito a scoprire queste cose?</p><p>Gendibal adesso si sent� libero di sorridere.�� Il merito non � mio�� disse.�� Non pretendo certo di avere facolt� superiori a quelle degli altri Oratori, meno che mai superiori a quelle del Primo Oratore. Per� nemmeno questi Anti-Mulo, come li ha definiti efficacemente il Primo Oratore, sono del tutto infallibili, o cos� forti da non essere condizionati neanche un po� dalle circostanze e dal caso. Forse hanno scelto come loro strumento proprio quella particolare hamiana perch� hanno visto che aveva bisogno di un intervento di poco conto, essendo gi� per carattere portata a simpatizzare con quelli che definisce �studiosi�.</p><p>�Tuttavia, quando l�episodio dell�aggressione si � concluso, la hamiana, essendo entrata per un attimo in contatto con me, si � messa a fantasticare di poter divenire una studiosa lei stessa. � venuta da me il giorno dopo con quell�idea in testa.</p><p>Incuriosito da questo suo strano desiderio ho studiato la sua mente, cosa che in altre circostanze non avrei mai fatto, e pi� per caso che per altro, ho notato la lieve correzione operata dall�esterno, afferrandone subito il significato. Se gli Anti-Mulo avessero scelto una donna meno incline ad apprezzare gli studiosi, avrebbero forse dovuto faticare di pi� per compiere il loro intervento, ma avrebbero evitato le conseguenze che ci sono state nel caso di Sura Novi, ed io non avrei mai saputo di tutta questa operazione. Gli Anti-Mulo hanno fatto male i loro calcoli, o non hanno tenuto sufficientemente conto dell�imprevisto: il fatto che possano commettere errori come questo � consolante.</p><p>��Il Primo Oratore e voi�� disse la Delarmi�� definite Anti-Mulo gli ignoti controllori perch�, immagino, vi sembra che si adoperino a mantenere la Galassia sul sentiero stabilito dal Piano Seldon, mentre il Mulo si proponeva di distruggerlo. Se dunque gli Anti-Mulo fanno questo, perch� li considerate pericolosi?</p><p>��Perch� hanno indubbiamente uno scopo, anche se non sappiamo quale. Un cinico potrebbe pensare che intendano intervenire in futuro per deviare il corso della storia in una direzione che piaccia a loro molto pi� che a noi. Ritengo in effetti che questa sia l�ipotesi pi� probabile, anche se non sono particolarmente cinico. Ma forse l�Oratore Delarmi, data l�indole bonaria e fiduciosa che la caratterizza, ritiene che ci troviamo davanti ad altruisti cosmici, che si sobbarcano di un lavoro che toccherebbe a noi senza sognarsi la minima ricompensa...</p><p>A questa frase la sala si riemp� di risate sommesse e Gendibal cap� di avere vinto.</p><p>E la Delarmi cap� di avere perso; un flusso di rabbia super� infatti la barriera del rigido controllo mentalico come il raggio di un sole rossastro che penetrasse per un attimo attraverso un baldacchino di foglie.</p><p>Gendibal disse:�� Dopo essere stato attaccato dal contadino hamiano, ho pensato che di quell�episodio fosse responsabile un Oratore. Quando ho notato che la mente di Sura Novi era stata modificata da un intervento esterno, ho capito di aver avuto ragione a immaginare l�esistenza di una trama segreta, ma ho capito anche che chi tramava non era affatto un Oratore. Mi scuso per questa interpretazione errata e chiedo che le circostanze particolari siano considerate un�attenuante.</p><p>��Immagino che queste si possano considerare scuse ufficiali...�� cominci� Shandess, ma fu interrotto da Delora Delarmi, che adesso era di nuovo calmissima e trasudava benevolenza.</p><p>��Con tutto il rispetto, Primo Oratore�� disse con voce mielata,�� vorrei, se mi � concesso, proporre di lasciar perdere la faccenda dell�incriminazione. In questo momento non voterei mai per una condanna e lo stesso immagino valga per gli altri.</p><p>Anzi, suggerirei che dal curriculum senza macchia dell�Oratore Gendibal venga cancellata la nota riguardante l�incriminazione. L�Oratore si � discolpato abilmente: mi congratulo con lui per questo e per il fatto di aver messo in luce una situazione di pericolo che, se fosse rimasta ignorata per lungo tempo, avrebbe provocato probabilmente conseguenze gravissime. Mi scuso quindi di cuore per l�ostilit� che gli ho dimostrato in precedenza.</p><p>Guard� Gendibal con espressione raggiante e il giovane, suo malgrado, ammir� il modo in cui aveva immediatamente cambiato politica per ridurre gli svantaggi della sconfitta. Gendibal cap� anche che quell�atteggiamento preludeva a un altro attacco.</p><p>Un attacco che sarebbe stato sferrato da una nuova direzione e che non sarebbe stato sicuramente piacevole.</p></section><section><title><p>3</p></title><p>Quando si sforzava di essere affascinante, Delora Delarmi riusciva a catturare completamente l�attenzione della Tavola. La voce le si faceva dolce, il sorriso era accattivante, gli occhi scintillavano, da tutta la persona emanava cordialit�. Nessuno provava la tentazione di interromperla e tutti attendevano di vederla sferrare l�immancabile offensiva.</p><p>��Grazie all�Oratore Gendibal�� disse la Delarmi.�� penso che adesso sappiamo tutti cosa occorra fare. Non sappiamo nulla sugli Anti-Muli; sappiamo soltanto che hanno compiuto qui e l� interventi sulla mente di persone che vivono nella roccaforte della Seconda Fondazione. Ignoriamo anche quali siano i piani di chi governa la Prima Fondazione. Potremmo un giorno trovarci di fronte ad un�alleanza Anti-Mulo-Prima Fondazione. Non si sa mai.</p><p>�Sappiamo invece con certezza che quel tale Golan Trevize e il suo compagno, di cui al momento mi sfugge il nome, stanno andando verso qualche ignota meta e che il Primo Oratore e Gendibal ritengono che proprio Trevize sia l�elemento-chiave della situazione. Che cosa dobbiamo fare, allora? � chiaro che occorra scoprire tutto quello che si possa sul conto di Trevize: dove sia diretto, che cosa pensi, quali scopi si proponga, e se effettivamente abbia una meta, uno scopo, e pensieri suoi. Potrebbe infatti essere soltanto uno strumento nelle mani di un potere pi� grande di lui.</p><p>��� tenuto sotto osservazione�� disse Gendibal.</p><p>La Delarmi incresp� le labbra in un sorriso indulgente.�� E da chi � tenuto sotto osservazione? Da uno dei nostri agenti esterni? Ci aspettiamo forse che tali agenti tengano testa a persone dotate di poteri di cui ci � stata data testimonianza poco fa?</p><p>Direi proprio di no. All�epoca del Mulo, ed anche dopo, la Seconda Fondazione non esit� a mandare avanti, ed addirittura a sacrificare, diversi volontari scelti fra gli elementi migliori. Non c�era infatti altro modo di affrontare la situazione. Quando fu il momento di rimettere in funzione il Piano Seldon, lo stesso Preem Palver, travestito da commerciante trantoriano, percorse in lungo e in largo la Galassia per riportare indietro quella ragazza, Arkady. Non possiamo starcene qui seduti con le mani in mano quando ci troviamo in una circostanza che pu� essere pi� critica delle due che ho citato. Non possiamo fare affidamento su elementi di importanza limitata, su semplici osservatori e fattorini spaziali.</p><p>��Non starete certo suggerendo che il Primo Oratore lasci Trantor in un momento come questo, vero?�� disse Gendibal.</p><p>��No, naturalmente�� disse la Delarmi.�� Abbiamo estremo bisogno di lui qui.</p><p>Tuttavia ci siete voi, Oratore Gendibal. Siete stato voi ad avere individuato e valutato nella sua gravit� il momento di crisi. Siete stato voi a scoprire le sottili interferenze esterne alle quali si devono la rimozione di una parte dei documenti della Biblioteca e la modificazione di menti hamiane. Siete stato voi a sostenere a spada tratta le vostre opinioni contro l�opposizione unanime di tutta la Tavola, opposizione che siete riuscito a vincere. Nessuno dei presenti ha compreso la situazione con la chiarezza che avete mostrato voi e nessuno meglio di voi pu� continuare a comprenderla con chiarezza. Secondo me � a voi che tocca andare ad affrontare il nemico. Posso sentire il giudizio della Tavola?</p><p>Non occorreva nessun voto formale per comunicare quel giudizio; ciascun Oratore saggiava la mente degli altri. E Gendibal, sgomento, cap� subito che, proprio nel momento in cui aveva sconfitto la Delarmi, quella donna terribile aveva gi� organizzato la riscossa. Si preparava a spedirlo in esilio con l�incarico di svolgere una missione che l�avrebbe tenuto lontano per un periodo indefinito, mentre lei sarebbe rimasta l� a controllare la Tavola e, quindi, la Seconda Fondazione e la Galassia, mandandole forse tutt�e due verso la rovina.</p><p>E se Gendibal fosse riuscito in qualche modo a raccogliere le informazioni che avrebbero permesso alla Seconda Fondazione di evitare la crisi, la Delarmi sarebbe stata lodata per avere progettato l�operazione, sicch� il successo di lui avrebbe accresciuto il potere di lei. Pi� rapido ed abile fosse stato Gendibal, pi� la Delarmi avrebbe consolidato il proprio potere: era una bella manovra. Delora Delarmi dimostrava un�eccezionale capacit� di ripresa, ed aveva una tale capacit� di dominare la Tavola, che anche in quel momento stava praticamente usurpando il ruolo del Primo Oratore.</p><p>Gendibal stava facendo quelle riflessioni, quando avvert� un flusso di rabbia provenire dal Primo Oratore. Si volt�: Shandess non si sforzava affatto di nascondere la sua collera e presto fu chiaro che al posto della crisi interna appena risolta ne era gi� nata un�altra.</p></section><section><title><p>4</p></title><p>Quindor Shandess, venticinquesimo Primo Oratore, non si faceva grandi illusioni su se stesso.</p><p>Sapeva di non essere uno di quei Primi Oratori dinamici che avessero attraversato come comete la storia semimillenaria della Seconda Fondazione; d�altra parte non c�era bisogno che lo fosse. Si trovava a governare la Tavola in un periodo tranquillo per la Galassia, un periodo di prosperit� in cui non era tanto necessario il dinamismo, quanto la capacit� di conservare ci� che ci fosse. E lui era l�uomo adatto per un ruolo del genere: il suo predecessore l�aveva scelto proprio per quel motivo.</p><p>� Voi non siete un avventuriero, ma uno studioso�� aveva detto il ventiquattresimo Primo Oratore.�� Guarderete che il Piano segua la sua strada, mentre un avventuriero potrebbe farlo deviare dal suo tracciato. Conservare: questa dev�essere la parola-chiave per la vostra Tavola.</p><p>Shandess si era sforzato di adempiere al suo compito, ma cos� facendo si era guadagnato la fama di persona passiva e, per molti, debole. Erano circolate voci su sue possibili dimissioni e c�era chi aveva brigato apertamente per destituirlo e nominare al suo posto un altro.</p><p>Shandess era sicuro che a tirare le fila dell�intrigo fosse stata Delora Delarmi. Era la personalit� pi� forte della Tavola e persino Gendibal, con tutto il fuoco e l�avventatezza della sua giovent�, era costretto a cedere davanti a lei, come stava facendo ora.</p><p>Ma per quanto passivo od addirittura debole Shandess fosse, aveva sempre, in qualit� di Primo Oratore, un privilegio cui nessuno dei suoi predecessori aveva mai rinunciato ed al quale, per Seldon, non avrebbe rinunciato nemmeno lui.</p><p>Si alz� per parlare, e di colpo tutti zittirono. Quando il Primo Oratore si alzava per parlare, nessuno poteva interromperlo: non avrebbero osato farlo nemmeno la Delarmi o Gendibal.</p><p>��Oratori�� disse,�� convengo che ci troviamo a dover fronteggiare una crisi pericolosa e che dobbiamo prendere misure drastiche. Dovrei essere io a partire, io ad affrontare il nemico. L�Oratore Delarmi, con la delicatezza d�animo che la contraddistingue, mi esenta da un simile compito affermando che ci sia bisogno di me qui. La verit� per� � che non c�� bisogno di me n� qui, n� l�. Sto invecchiando e sono sempre pi� stanco. Da tempo c�� chi pensa che dovrei rassegnare le dimissioni, e forse sarebbe veramente il caso che lo facessi. Quando avremo superato felicemente la crisi attuale, le rassegner� sul serio.</p><p>�Naturalmente � mio privilegio nominare il mio successore, ed intendo farlo ora.</p><p>C�� un Oratore che da tempo domina la Tavola, un Oratore che, con la forza della sua personalit�, ha spesso manifestato le doti di leader che a me a volte fanno difetto.</p><p>Sapete tutti che sto parlando dell�Oratore Delarmi.</p><p>S�interruppe, poi aggiunse:�� Solo voi, Oratore Gendibal, date segno di disapprovazione. Posso chiedervi perch�?�� Si sedette, cos� che Gendibal avesse il diritto di rispondere.</p><p>��Non disapprovo, Primo Oratore�� disse il giovane a bassa voce.�� Sta a voi scegliere il vostro successore.</p><p>��E lo far�, infatti. Quando tornerete, si spera dopo aver dato inizio al processo che risolver� la crisi, per me sar� giunto il momento di dimettermi. Al mio successore spetter� quindi il compito di portare avanti il processo da voi iniziato, e di concluderlo. Avete niente da obiettare?</p><p>Gendibal disse, calmo:�� Quando nominerete l�Oratore Delarmi vostro successore, spero che riterrete giusto consigliarle di...</p><p>Shandess lo interruppe bruscamente.�� Ho parlato dell�Oratore Delarmi, ma non ho dichiarato che sar� il mio successore. Che mi dite, adesso?</p><p>��Vi porgo le mie scuse, Primo Oratore. Mi esprimer� diversamente. Nel caso in cui nominaste l�Oratore Delarmi vostro successore al mio ritorno dalla missione che mi � stata affidata, sarebbe meglio le consigliaste di...</p><p>��Non nominer� mai l�Oratore Delarmi mio successore, n� ora, n� in futuro�� disse Shandess.�� Che mi dite, adesso?�� Il Primo Oratore non riusc� a non provare un brivido di soddisfazione per il colpo che aveva appena inferto alla Delarmi: aveva sferrato il suo attacco nel modo pi� umiliante possibile.</p><p>��Allora, Oratore Gendibal�� disse,�� che cosa mi dite?</p><p>��Che sono confuso.</p><p>Shandess si alz� di nuovo.�� L�Oratore Delarmi ha dominato e influenzato autorevolmente la Tavola, ma questo non basta a conquistarsi il diritto alla carica di Primo Oratore. L�Oratore Gendibal ha saputo vedere ci� che noi non eravamo riusciti a vedere. Ha affrontato tutti gli altri membri della Tavola uniti contro di lui, li ha costretti a ricredersi e li ha indotti ad approvare il suo punto di vista. Ho il sospetto che l�oratore Delarmi non abbia proposto disinteressatamente di affidare a lui il compito di inseguire Golan Trevize, tuttavia � senza dubbio a lui che spetta tale compito. So che ce la far�, me lo dice la mia intuizione, della quale mi fido. E quando torner�, l�Oratore Gendibal diventer� il ventiseiesimo Primo Oratore della Seconda Fondazione.</p><p>Si sedette di colpo, e tutti i membri della Tavola cominciarono a esprimere la loro opinione in un bailamme di suoni, tonalit�, pensieri ed espressioni. Shandess non prest� attenzione a quella cacofonia e fiss� con noncuranza un punto indefinito davanti a s�. Adesso che aveva compiuto quel passo si accorgeva di quanto fosse confortante scaricarsi di dosso il fardello delle responsabilit�. Avrebbe dovuto decidersi prima; ma anche se avesse voluto, non avrebbe potuto farlo: soltanto adesso, infatti, aveva trovato il suo successore naturale.</p><p>Fu allora che capt� in qualche modo la presenza mentale della Delarmi. Alz� gli occhi a guardare la donna e si stup� di vederla calma e sorridente. Non c�era traccia di delusione o di disperazione, in lei: evidentemente non si era data per vinta. Shandess si chiese se non avesse involontariamente fatto una mossa che le avesse portato qualche vantaggio. Ma che cos�altro poteva fare la Delarmi, a quel punto?</p></section><section><title><p>5</p></title><p>Delora Delarmi avrebbe mostrato liberamente la propria disperazione e la propria delusione se questo le fosse potuto servire in qualche modo.</p><p>Le avrebbe procurato grande soddisfazione dare una lezione a quello stupido arteriosclerotico del Primo Oratore e a quel ragazzino idiota con cui la Fortuna aveva cospirato, ma non era alla soddisfazione che lei anelava: voleva qualcosa di pi�.</p><p>Anelava a diventare Primo Oratore. E finch� le fosse rimasta una carta da giocare, l�avrebbe giocata.</p><p>Sorrise benevolmente, alz� una mano per prendere la parola, poi rest� in quella posizione abbastanza a lungo assicurandosi che, appena avesse cominciato a parlare, la sala fosse stata immersa nel pi� assoluto silenzio.</p><p>��Primo Oratore�� esord�,�� anch�io come gi� l�Oratore Gendibal, mi guardo bene dal disapprovare quelle che sono le vostre scelte: tocca a voi ed a nessun altro nominare il vostro successore. Se ho preso la parola adesso � perch� spero di poter contribuire al successo della missione dell�Oratore Gendibal. Posso spiegare il mio punto di vista?</p><p>��Spiegatelo�� disse Shandess, brusco. Gli pareva che la Delarmi fosse troppo conciliante, troppo arrendevole.</p><p>Chinando la testa con aria grave e facendosi di colpo molto seria, la Delarmi disse:</p><p>��Abbiamo astronavi. Non saranno cos� perfette come quelle della Prima Fondazione, ma saranno pur sempre in grado di trasportare l�Oratore Gendibal. Al pari di tutti noi anche lui, credo, � capace di pilotarne una. Abbiamo i nostri rappresentanti su tutti i maggiori pianeti della Galassia, e l�Oratore sar� accolto bene dappertutto. Inoltre pu� difendersi anche dagli Anti-Mulo, adesso che � pienamente consapevole del pericolo. Del resto ho l�impressione che persino prima, quando non ci rendevamo conto della situazione, questi Anti-Mulo preferissero intervenire sulle classi inferiori od addirittura sui contadini hamiani. Naturalmente analizzeremo la mente di tutti i membri della Seconda Fondazione, Oratori compresi, ma sono sicura che non avremo sorprese: penso che i nostri avversari non abbiano osato intervenire su di noi.</p><p>�Tuttavia non ha senso che l�Oratore Gendibal corra pi� rischi del dovuto e che si butti in imprese temerarie. � molto meglio che la sua missione sia mascherata in qualche modo, cos� che loro vengano colti di sorpresa. Sarebbe forse bene se partisse travestito da commerciante hamiano, come fece Preem Palver a suo tempo.</p><p>��Preem Palver aveva uno scopo specifico, quando and� in giro travestito�� disse Shandess.�� Non � invece il caso dell�Oratore Gendibal. Se si riveler� necessario un qualche travestimento, sono certo che sapr� essere abbastanza ingegnoso da adottarne uno.</p><p>��Con tutto il rispetto, Primo Oratore, vorrei proporre un modo abbastanza sottile di passare inosservati. Vi ricorderete che Preem Palver, port� con s� nei suoi viaggi la moglie, sua compagna per molti anni. Niente lo definiva rozzo pi� del fatto che viaggiasse assieme alla moglie: questo allontan� decisamente tutti i sospetti.</p><p>��Io non sono sposato�� disse Gendibal.�� Ho avuto alcune compagne, ma nessuna di esse si offrirebbe di assumere ora il ruolo di moglie.</p><p>��Lo sappiamo bene, Oratore Gendibal�� disse la Delarmi,�� ma qualunque donna sar� con voi, la gente la riterr� vostra moglie, se darete a intendere che cos� sia.</p><p>Si pu� certo trovare qualche volontaria. E se vi sentiste pi� tranquillo sapendo di poter mostrare un documento, il documento si pu� procurare facilmente. Credo che sarebbe vantaggioso che una donna venisse con voi.</p><p>Gendibal rimase per un attimo col fiato sospeso: era mai possibile che la Delarmi intendesse...</p><p>Forse era un piano per condividere il successo con lui: che aspirasse a diventare Primo Oratore assieme a lui, oppure ad alternarsi a lui nell�esercizio del potere?</p><p>Disse, torvo:�� Sono lusingato dal fatto che l�Oratore Delarmi pensi di...</p><p>Delora Delarmi scoppi� senza ritegno in una risata e guard� Gendibal quasi con tenerezza; era caduto nella trappola e stava facendo la figura dello stupido. La Tavola non si sarebbe dimenticata facilmente delle cosa.</p><p>��Oratore Gendibal�� disse,�� non avrei mai l�impertinenza di cercare di dividere con voi questo compito. � un compito vostro e soltanto vostro, come vostra e soltanto vostra sar� la carica di Primo Oratore. Non avrei mai pensato che mi voleste con voi: a dire la verit�, alla mia et� non mi vedo nelle vesti dell�ammaliatrice...</p><p>Tutti i membri della Tavola sorrisero. Persino Shandess stent� a nascondere un ghigno.</p><p>Gendibal accus� il colpo e cerc� di non peggiorare la sconfitta mostrando la propria collera. I suoi sforzi per� non ebbero molto effetto.</p><p>Disse, pi� calmo che pot�:�� Allora, cosa suggerite? Vi assicuro che non ho mai pensato un momento che aveste desiderato accompagnarmi. Voi rendete al massimo qui, non nel trambusto delle faccende galattiche, credo.</p><p>��Certo, Oratore Gendibal, certo�� disse la Delarmi.�� Il mio suggerimento si riferiva al travestimento da commerciante che avevo proposto poco fa. Per renderlo indiscutibilmente autentico, non sarebbe soluzione migliore che prendere come compagna una donna hamiana...</p><p>��Una hamiana?�� Gendibal fu colto di sorpresa per la seconda volta di seguito, ed il fatto divert� gli Oratori.</p><p>��La hamiana�� continu� la Delarmi.�� Quella che vi ha salvato dalla furia di Rufirant; quella che vi guarda sempre con aria di adorazione; quella la cui mente avete saggiato, e che senza rendersene conto vi ha salvato una seconda volta, e da qualcosa di molto peggio delle botte: suggerisco che prendiate come compagna lei.</p><p>Gendibal l� per l� pens� di rifiutare, tuttavia sapeva che la Delarmi si aspettava proprio quello. Gli Oratori si sarebbero divertiti ancora di pi�, avrebbero pensato che Shandess, nel suo desiderio di dare una lezione alla Delarmi, avesse commesso uno sbaglio nominando Gendibal suo successore, o per lo meno che la Delarmi avesse saputo trasformare in fretta la sua scelta in un errore.</p><p>Gendibal era il pi� giovane degli Oratori; aveva irritato i membri della Tavola, poi aveva evitato abilmente di farsi condannare; in una parola, era andato molto vicino ad umiliarli: nessuno poteva considerare senza risentimento la sua nomina a futuro Primo Oratore.</p><p>Era un boccone difficile da ingoiare, ma adesso gli altri si sarebbero ricordati di come si fossero divertiti a vedere la Delarmi coprirlo di ridicolo. Lei avrebbe approfittato di quell�episodio per convincerli che a Gendibal mancassero l�et� e l�esperienza richieste dal ruolo di Primo Oratore. Coalizzati tra loro, i membri della Tavola avrebbero indotto Shandess a tornare sulla sua decisione mentre Gendibal era lontano, impegnato nella sua missione. Oppure se Shandess avesse tenuto duro, Gendibal alla fine si sarebbe trovato ad essere un Primo Oratore solo di nome e non di fatto, ostacolato in tutto dall�opposizione del resto della Tavola.</p><p>Gendibal cap� tutte queste cose in un istante e riusc� a rispondere senza mostrare alcuna esitazione.</p><p>��Oratore Delarmi�� disse,�� ammiro la vostra intuizione. Avevo pensato di prendere tutti di sorpresa, con il mio annuncio. In effetti avevo gi� deciso di portare con me la hamiana, anche se non per la stessa ottima ragione che avete addotto voi. � per via della sua mente che desidero prenderla con me. Voi tutti avete esaminato quella mente, avete constatato come sia: eccezionalmente intelligente, ma, ancora pi� di questo, semplice, chiara, completamente aliena da furberie. Nessun intervento esterno su di essa potrebbe passare inosservato: sono certo che su questo convenite tutti quanti.</p><p>�Mi chiedo se vi sia venuto in mente, Oratore Delarmi, che la hamiana potrebbe fungere da perfetto sistema di allarme. Credo che potrei individuare prima in lei che in me i primi eventuali sintomi di interferenze mentali esterne.</p><p>A quel discorso segu� un silenzio attonito e Gendibal disse, allegramente:�� Ah, vedo che nessuno di voi ci aveva pensato. Comunque, non importa. Ora bisogna che mi congedi da voi: non c�� tempo da perdere.</p><p>��Un attimo�� disse la Delarmi, sconfitta per la terza volta.�� Che cosa intendete fare?</p><p>��Perch� entrare in dettagli?�� disse Gendibal con una lieve scrollata di spalle.</p><p>��Meno la Tavola sa, meno � probabile che gli Anti-Muli tentino di darle noia.</p><p>Lo disse con lo spirito di uno cui stesse a cuore innanzitutto l�incolumit� degli Oratori. Riemp� la propria mente di quella nobile preoccupazione e lasci� che tutti la leggessero: sarebbe servita a lusingarli. E, soprattutto, la soddisfazione che ne avrebbero tratto avrebbe forse impedito loro di chiedersi se sapesse in effetti cosa intendesse fare�</p></section><section><title><p>6</p></title><p>Quella sera, il Primo Oratore parl� da solo con Gendibal.</p><p>��Avevate ragione�� gli disse.�� Non ho potuto fare a meno di penetrare un attimo sotto la superficie della vostra mente ed ho visto che avete giudicato il mio annuncio un errore: lo � stato. � che non vedevo l�ora di cancellarle dalla faccia quel sorriso sempre uguale e di darle una lezione per il modo in cui, facendo finta di niente, usurpa sempre il mio ruolo.</p><p>Gendibal disse, con garbo:�� Sarebbe forse stato meglio se mi aveste parlato in privato della cosa ed aveste aspettato il mio ritorno, prima di dare l�annuncio.</p><p>��Cos� non avrei potuto dare una lezione alla Delarmi�� disse Shandess.�� Certo, � una motivazione un po� misera per un Primo Oratore, lo so.</p><p>��Il vostro annuncio non la fermer�, siatene certo. Continuer� a brigare per ottenere quella carica, e forse con qualche ragione. Sono sicuro che alcuni Oratori sarebbero pronti a sostenere che avrei dovuto rifiutare l�onore che mi avete reso. Non sarebbe difficile sostenere anche che la Delarmi sia la mente pi� brillante della Tavola e che meriti di essere Primo Oratore.</p><p>��La mente pi� brillante della Tavola finch� si tratta di battere in astuzia gli altri membri�� borbott� Shandess.�� Per lei gli unici, veri nemici sono i suoi colleghi.</p><p>Non avrebbe mai dovuto essere nominata Oratore. Sentite, devo proibirvi di prendere con voi la hamiana? � stata la Delarmi, con le sue manovre, a costringervi a questa scelta.</p><p>��No, no, quello che ho detto davanti alla Tavola � vero: la hamiana sar� effettivamente un ottimo sistema di allarme per me, e sono grato alla Delarmi per avermi indotto ad accorgermene. Sono convinto che Suri Novi si riveler� di grande aiuto.</p><p>��Va bene, allora. A proposito, nemmeno io ho mentito: sono certissimo che riuscirete a risolvere in qualche modo il problema. Sempre che vi fidiate della mia intuizione...</p><p>��Credo di potermene fidare, perch� anch�io la penso come voi. Vi prometto che qualunque cosa succeder�, restituir� pi� di quello che abbia ricevuto: qualunque cosa gli Anti-Muli o la Delarmi possano fare, al mio ritorno meriter� la carica di Primo Oratore.</p><p>Gi� mentre parlava Gendibal studiava il proprio senso di soddisfazione. Come mai era cos� compiaciuto, cos� ansioso di iniziare quell�avventura nello spazio? Per ambizione, naturalmente. Una volta Preem Palver aveva intrapreso un�avventura del genere ed adesso Stor Gendibal avrebbe dimostrato che anche lui ne sarebbe stato capace. Ma che ci fosse anche qualcos�altro, oltre all�ambizione? L�attrazione per la lotta? Il desiderio in genere di qualcosa di eccitante per uno che, come lui, era stato costretto a vivere tutta la sua vita di adulto in un angolo dimenticato di un pianeta retrogrado? Non sapeva rispondersi esattamente, ma sapeva senz�ombra di dubbio che non vedeva l�ora di partire.</p></section></section><section><title><p>Parte undicesima</p><p>Sayshell</p></title><section><title><p>1</p></title><p>Janov Pelorat vide, per la prima volta nella sua vita, una stella brillante trasformarsi a poco a poco in una sfera, dopo quello che Trevize aveva definito micro-Balzo. Il quarto pianeta, un mondo abitabile che costituiva la loro meta del momento, s�ingrand� pi� lentamente davanti ai loro occhi, nell�arco di giorni.</p><p>Il computer ne aveva fornito una mappa e questa appariva ora sullo schermo dell�apparecchio portatile che Pelorat teneva in grembo.</p><p>Con la sicurezza di chi abbia gi� atterrato su innumerevoli pianeti, Trevize disse:</p><p>��Non cominciate a guardarvi intorno troppo presto, Janov. Dobbiamo superare la stazione d�entrata, e la faccenda potrebbe diventare seccante.</p><p>Pelorat alz� gli occhi.�� Ma si tratta solo di una formalit�...</p><p>��S�, ma potrebbe diventare una formalit� seccante.</p><p>��Ma siamo in tempo di pace!</p><p>��Sicuro. Questo significa solo che ci faranno passare. Prima per� c�� da sistemare la questione dell�equilibrio ecologico. Tutti i pianeti hanno il loro e non desiderano che venga alterato, cos� hanno stabilito che le navi che arrivino debbano essere controllate, in modo che eventuali organismi nocivi od eventuali infezioni vengano fermati per tempo: � una precauzione ragionevole.</p><p>��Mi pare per� che noi non siamo portatori di infezioni.</p><p>��No, e non potranno non constatarlo. Ricordatevi tuttavia che il Pianeta Sayshell non � membro della Federazione della Fondazione, per cui faranno sicuramente di tutto per dimostrarci la loro indipendenza.</p><p>Una piccola nave si affianc� alla �Far Star� per ispezionarla e un funzionario della dogana di Sayshell sal� a bordo. Memore di quando era stato militare, Trevize parl� con lui in modo conciso.</p><p>��La �Far Star�, di Terminus�� disse.�� Ecco i documenti. Non armata. � una nave privata. Il mio passaporto. Un solo passeggero, ecco il suo passaporto. Siamo turisti.</p><p>Il funzionario della dogana indossava una divisa sgargiante in cui dominava il cremisi. La pelle delle guance e quella sopra il labbro erano perfettamente rasate, ma dal mento partiva una barbetta che, divisa in due punte, costeggiava la linea della mandibola.�� Una nave della Fondazione?�� disse.</p><p>Trevize si guard� bene dal correggerlo od anche solo dall�abbozzare un sorriso.</p><p>C�erano tante variazioni dialettali del galattico standard quanti erano i pianeti, e ciascuno aveva diritto alla propria: finch� ci s�intendeva, le sfumature non avevano importanza.</p><p>��S�, signore�� disse Trevize.�� Una nave della Fondazione. di propriet� privata.</p><p>��Bene. Il vostro cargo, prego.</p><p>��Il mio cosa?</p><p>��Il vostro cargo. Cosa trasportate?</p><p>��Ah, il mio carico. Ecco, questa � la lista dettagliata. Solo beni personali. Non siamo qui per fare commercio: siamo semplici turisti.</p><p>Il funzionario della dogana si guard� intorno con curiosit�.</p><p>��� una nave abbastanza di lusso, per due turisti.</p><p>��Non secondo il metro della Fondazione�� disse Trevize. affabile.�� Sono ricco e posso permettermi una nave del genere.</p><p>��State insinuando che mi si potrebbe mancizzare?�� Il funzionario fiss� un attimo Trevize, poi distolse lo sguardo.</p><p>Trevize esit� un secondo, cercando di afferrare l�esatto significato del termine, poi decise quale comportamento adottare.</p><p>��No�� disse,�� non intendevo corrompervi. Non ho alcun motivo per corrompervi e, anche se fosse, voi non mi sembrate proprio il tipo di persona che si faccia corrompere. Potete ispezionare la nave, se volete.</p><p>��Non ce n�� bisogno�� disse il funzionario, mettendo via il registratore tascabile.�� Siete gi� stati esaminati per il controllo infezioni ed avete superato l�esame. Alla nave � stata assegnata una lunghezza d�onda radio che funger� da radar di avvicinamento.</p><p>Se ne and�: l�intera operazione era durata un quarto d�ora.</p><p>Pelorat disse, a bassa voce:�� Avremmo potuto combinare un guaio. Si aspettava veramente di venire corrotto?</p><p>Trevize, si strinse nelle spalle.�� Dare mance ai funzionari della dogana � una consuetudine antica come la Galassia, l�avrei fatto se avesse accennato alla cosa una seconda volta. Evidentemente ha preferito non correre rischi con una nave della Fondazione, per di pi� una nave di lusso. Il nostro buon sindaco, sia benedetta la sua pellaccia insensibile, ha detto che il nome della Fondazione ci avrebbe protetti dovunque fossimo andati, e non aveva torto. Avremmo potuto perdere molto pi� tempo.</p><p>��Perch�? A quanto sembra il funzionario ha saputo quello che voleva sapere.</p><p>��S�, ed � stato cos� gentile da fare il controllo della nave con un�analisi radio a distanza. Se avesse voluto avrebbe potuto ispezionare la �Far Star� con un apparecchio manuale, impiegando ore. Ed avrebbe potuto spedirci tutti e due in un ospedale da campo e tenerci l� per diversi giorni.</p><p>��Davvero? Oh, ma � terribile, caro amico!</p><p>��Non mettetevi in agitazione. L�importante � che non l�abbia fatto. Ho temuto che lo facesse, ma non l�ha fatto, il che significa che siamo liberi di atterrare. Vorrei atterrare gravitazionalmente, perch� cos� impiegheremmo solo un quarto d�ora, ma non so dove possano essere i campi autorizzati, e non voglio combinare guai. Questo significa che dovremo seguire il fascio di onde radio e scendere a spirale attraverso l�atmosfera. Ci vorranno ore.</p><p>��� fantastico, Golan�� disse Pelorat, tutto allegro.�� Atterreremo abbastanza lentamente da poter osservare il suolo?�� Sollev� il suo schermo portatile, sul quale appariva la mappa del pianeta.</p><p>��Pi� o meno. Bisogna attraversare la piattaforma di nubi e poi ci muoveremo alla velocit� di alcuni chilometri al secondo. Non sar� come viaggiare in pallone, ma avremo modo di renderci conto della planetografia.</p><p>��Fantastico! Fantastico!</p><p>Trevize disse, pensieroso:�� Mi chiedo per� se staremo sul Pianeta Sayshell abbastanza a lungo da trovare conveniente regolare l�orologio della nave secondo l�ora locale.</p><p>��Immagino dipenda da quello che intendiamo fare. Voi cosa pensare che faremo, Golan?</p><p>��Il nostro compito � trovare Gaia. Non so quanto tempo ci prender� questa ricerca.</p><p>��Possiamo regolare gli orologi da polso e lasciare quello della nave cos� com��.</p><p>��Forse s젗 disse Trevize. Guard� il pianeta che si stendeva ampio sotto di loro.</p><p>��Non ha senso aspettare ancora. Regoler� il computer per l�atterraggio guidato dalle onde raggio. User� i motori gravitazionali imitando il volo convenzionale.</p><p>Allora cominciamo la discesa, Janov, e vediamo un po� cosa si pu� trovare su Sayshell.</p><p>Fiss� pensoso il pianeta, mentre la nave cominciava a muoversi lungo la sua curva di potenziale gravitazionale perfettamente calcolata.</p><p>Trevize non era mai stato nell�Unione Sayshell, ma sapeva che nel corso dell�ultimo secolo essa era stata costantemente ostile alla Fondazione. Era sorpreso quindi che avessero passato cos� facilmente il controllo della dogana, e la cosa lo impensieriva un poco: gli pareva strana.</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Il funzionario della dogana si chiamava Jogoroth Sobhaddartha ed aveva gi� passato met� della vita a fare quel lavoro, a periodi alterni.</p><p>Era un lavoro che non gli dispiaceva, perch� un mese su tre gli dava la possibilit� di leggersi i suoi libri, ascoltare la sua musica e stare lontano dalla moglie e dal figlio.</p><p>Naturalmente negli ultimi due anni il capo della dogana era stato un sognatore. Ed era tuttora in carica, il che era irritante: non c�� persona pi� insopportabile di quella che, per giustificare una particolare azione, non trova altra scusa che dire di essere stata ispirata da un sogno.</p><p>Personalmente Sobhaddartha non credeva affatto alla cosa, anche se stava bene attento a non esprimere la sua opinione ad alta voce, dato che la maggior parte della gente, su Sayshell, disapprovava abbastanza i dubbi antipsichici. Se si fosse fatto la fama di materialista avrebbe corso il rischio di perdere la futura pensione.</p><p>Si accarezz� i due ciuffi della barba, uno con la destra e l�altro con la sinistra, si schiar� rumorosamente la voce poi, con noncuranza forzata, disse:�� Era quella la nave, capo?</p><p>Il capo, che si chiamava Namarath Godhisavatta (anche il suo era un nome tipicamente sayshelliano), era occupato a controllare alcuni dati del computer e non alz� gli occhi.�� Che nave?�� disse.</p><p>��La �Far Star�, La nave della Fondazione. Quella che ho appena fatto passare e che � stata olografata da tutte le parti. Era quella che avete visto in sogno?</p><p>Godhisavatta questa volta alz� gli occhi. Era un ometto con occhi scuri circondati da rughe che non erano state prodotte da una particolare propensione per il riso.�� Perch� me lo chiedete?�� disse.</p><p>Sobhaddartha drizz� la schiena e un� le sopracciglia folte e scure.�� Hanno detto di essere turisti, ma non avevo mai visto prima d�ora una nave di quel genere e sono convinto che siano agenti della Fondazione.</p><p>Godhisavatta si appoggi� allo schienale della poltrona.�� Sentite, amico mio, nonostante i miei sforzi, non mi pare proprio di ricordare d�avere chiesto la vostra opinione.</p><p>��Ma capo, lo considero un dovere patriottico sottolineare che...</p><p>Godhisavatta incroci� le braccia sul petto e fiss� duramente il suo sottoposto che (per quanto assai pi� imponente per statura e portamento) si curv� tutto e assunse un�aria da pulcino bagnato, sotto lo sguardo del superiore.</p><p>��Amico mio�� disse,�� farete bene a compiere il vostro dovere senza elargire giudizi, altrimenti procurer� che non vi spetti alcuna pensione quando vi ritirerete dal lavoro, il che avverr� presto se mi capiter� di sentire ancora da voi commenti su cose che non vi riguardino.</p><p>��Sissignore�� disse Sobhaddartha a bassa voce. Poi, con una nota sospetta di servilismo nella voce, aggiunse:�� Rientra nelle mie competenze riferire che i nostri schermi denunciano la presenza di un�altra nave, signore?</p><p>��Consideratelo gi� riferito�� disse irritato Godhisavatta, tornando al lavoro.</p><p>��Una nave con caratteristiche molto simili a quelle della �Far Star��� disse Sobhaddartha con tono ancora pi� umile.</p><p>Godhisavatta poggi� le mani sulla scrivania e si alz� in piedi.�� Una seconda nave della Fondazione?</p><p>Sobhaddartha in cuor suo sorrise. Quell�essere sanguinario nato da un�unione irregolare (si riferiva al capo, naturalmente) evidentemente non aveva sognato due navi.�� Sembra proprio di s�, signore�� disse.�� Ora torno al mio posto di guardia ad aspettare ordini. E, signore, spero che...</p><p>��S�?</p><p>Sobhaddartha non pot� resistere, nonostante le minacce alla sua pensione.�� Spero che non abbiamo fatto passare la nave sbagliata.</p></section><section><title><p>3</p></title><p>La �Far Star� si spostava rapidamente sorvolando la superficie del Pianeta Sayshell, e Pelorat ammirava affascinato lo spettacolo. Lo strato di nubi era pi� sottile e sparso di quello che c�era sopra Terminus, e, proprio come mostrava la mappa, le estensioni di terraferma erano pi� vaste e compatte. A giudicare dal color ruggine di buona parte delle masse continentali, anche le zone desertiche erano pi� estese che su Terminus.</p><p>Non c�erano segni di vita da alcuna parte: pareva un mondo di sterili deserti, di pianure grigie, di grinzosit� senza fine che potevano essere aree montuose. E, naturalmente, di oceani.</p><p>��Sembra senza vita�� mormor� Pelorat.</p><p>��Non potete notare segni di vita a quest�altitudine�� disse Trevize.�� Mano a mano che scenderemo, vedrete la terra diventare verde in certe zone, e prima ancora di questo vedrete il panorama scintillante dal lato notturno. Gli esseri umani hanno la mania di illuminare i loro mondi quando cadono le tenebre; non ho mai sentito di un pianeta che faccia eccezione a questa regola. In altre parole, i primi segni di vita che vedrete non saranno solo umani, ma anche tecnologici.</p><p>Pelorat disse, pensieroso:�� In fin dei conti, gli esseri umani sono per natura diurni. Secondo me fra i primi compiti di una tecnologia in via di sviluppo dovrebbe esserci quello di convertire la notte in giorno. Anzi, se un mondo inizialmente privo di tecnologia ne sviluppasse una, si dovrebbe riuscire a seguire la sua evoluzione controllando l�aumento di illuminazione sul lato notturno. Quanto tempo occorre a vostro avviso per passare da uno stato di buio uniforme ad uno stato di illuminazione uniforme?</p><p>Trevize rise.�� Che strane idee vi vengono in mente. Immagino che sia perch� siate esperto in miti. Credo che un pianeta non possa mai raggiungere un�illuminazione uniforme. Le luci notturne sono pi� fitte l� dove la popolazione sia pi� densa, sicch� nei continenti la luce si concentra in nodi e stringhe. Anche Trantor, quando era al massimo della sua potenza, solo in rari punti sparsi non seguiva questo tipo di struttura.</p><p>La terra divent� verde, come Trevize aveva predetto. Durante l�ultimo giro intorno al pianeta, Trevize indic� alcuni segni caratteristici e disse che si trattava di citt�.�� Non � un mondo molto urbano. Non sono mai stato prima nell�Unione Sayshell, ma secondo le informazioni datemi dal computer la popolazione tenderebbe ad un atteggiamento tradizionale, di legame col passato. Agli occhi di tutta la Galassia tecnologia significa principalmente Fondazione, e nei posti in cui la Fondazione � impopolare c�� la tendenza a restare attaccati al passato, salvo naturalmente per quanto riguarda le armi da guerra. Vi assicuro che il Pianeta Sayshell � modernissimo, sotto il profilo militare.</p><p>��Poveri noi. Non avremo mica delle brutte sorprese, Golan? Dopotutto siamo membri della Fondazione e ci troviamo in territorio nemico...</p><p>��Non � territorio nemico, Janov. Ci tratteranno coi guanti, non temete. La Fondazione, semplicemente, non � molto popolare, tutto qui. L�Unione Sayshell non � membro della Federazione e siccome � orgogliosa della sua indipendenza e non ama ricordare n� di essere assai pi� debole della Fondazione, n� che resta indipendente perch� noi le concediamo di esserlo, si permette il lusso di snobbarci.</p><p>��Allora ho ragione a temere brutte sorprese�� disse Pelorat scoraggiato.</p><p>��Ma no�� disse Trevize.�� Oh, via Janov, io parlo solo dell�atteggiamento ufficiale del governo sayshelliano. La popolazione � un�altra cosa; se saremo cortesi e se non ci comporteremo come se fossimo i padroni della Galassia la gente sar� cortese a sua volta. Non siamo venuti qua per affermare la supremazia della Fondazione. Siamo solo turisti, e faremo quelle domande che qualsiasi turista potrebbe fare.</p><p>��Possiamo anche permetterci un po� di legittimo svago, se la situazione lo consente. Non c�� niente di male a stare qui qualche giorno per vedere cos�abbiano da offrirci. Potrebbero esserci varie cose interessanti su questo pianeta: la cultura, il paesaggio, il cibo, e magari, in mancanza del resto, le donne... Abbiamo soldi da spendere.</p><p>Pelorat aggrott� la fronte.�� Oh, ma io, caro amico, non...</p><p>��Su, su�� disse Trevize.�� Non siete cos� vecchio da non potere: non v�interessano le donne e tutto il resto?</p><p>��Non dico che non ci sia stato un tempo in cui m�interessavano, ma adesso non � il momento di pensare a questo. Abbiamo una missione da compiere: dobbiamo raggiungere Gaia. Non ho niente contro il divertimento, credetemi, ma se ci invischiamo in un tal genere di cose forse ci riuscir� difficile poi liberarcene.�� Scosse la testa ed aggiunse, in tono cortese:�� Credo che temeste che, una volta su Trantor, restassi cos� affascinato dalla Biblioteca galattica da non avere pi� voglia di partire, vero? Be�, quello che per me � la Biblioteca, possono essere per voi una o pi� damigelle dagli occhi neri.</p><p>��Non sono un libertino, Janov�� disse Trevize,�� ma non ho nemmeno voglia di fare l�asceta. Benissimo, vi prometto che procederemo nella nostra missione, ma se dovesse farmisi incontro qualche persona particolarmente gradevole, non vedo proprio perch� dovrei impedirmi di reagire come si convenga.</p><p>��L�importante � che diate la precedenza alla ricerca di Gaia...</p><p>��Gliela dar�. Ricordatevi per� di non dire mai a nessuno che siamo della Fondazione. Capiranno che lo siamo perch� abbiamo carte di credito della Fondazione e parliamo con forte accento di Terminus, ma se non ci dichiareremo potranno fare finta di ritenerci stranieri qualsiasi e trattarci con cordialit�. Se invece diremo esplicitamente di appartenere alla Fondazione, si rivolgeranno a noi con cortesia, ma non ci diranno niente, non ci mostreranno niente, non ci porteranno da nessuna parte e ci lasceranno completamente soli.</p><p>Pelorat sospir�.�� Non capir� mai la gente.</p><p>��Non � difficile. Basta che diate un�occhiata attenta a voi stesso e capirete anche il vostro prossimo. Noi non siamo diversi dai nostri simili. Matematica o no, come avrebbe potuto Seldon elaborare il suo Piano se non avesse capito la gente? E come avrebbe potuto elaborarlo se la gente non fosse stata facile da capire? Mostratemi uno che non riesca a comprendere la gente e vi prover� che si tratti di una persona che si sia costruita una falsa immagine di s�. Sia detto senza offesa, naturalmente.</p><p>��Nessuna offesa. Sono pronto ad ammettere che non ho esperienza e che ho passato una vita piuttosto egocentrica, chiusa in un orizzonte limitato. Pu� darsi che non abbia mai dato un�occhiata da vicino a me stesso, per cui lascer� che siate voi a guidarmi e consigliarmi per quanto concerne la gente.</p><p>��Bene. Allora seguite subito il mio consiglio e guardate il panorama. Presto atterreremo e vi assicuro che non ve ne accorgerete nemmeno. Il computer ed io ci occupiamo di tutto.</p><p>��Golan, non siate arrabbiato con me. Se una giovane donna dovesse...</p><p>��Lasciate perdere, adesso devo occuparmi dell�atterraggio.</p><p>Pelorat si gir� a guardare il pianeta sotto di loro. Sarebbe stato il primo mondo straniero sul quale avrebbe messo piede. In qualche modo quel fatto gli sembrava di cattivo auspicio, bench� i molti milioni di pianeti abitati della Galassia fossero stati colonizzati da persone che venivano da lontano.</p><p>S�, tutti quanti erano stati colonizzati da stranieri. Tutti tranne uno, pens� con un brivido di speranza e trepidazione.</p></section><section><title><p>4</p></title><p>Lo spazioporto non era grande, almeno secondo il metro della Fondazione, ma aveva l�aria efficiente. Trevize guard� la �Far Star� ormeggiata al suo posto e chiusa ermeticamente. Fu data loro una complicata contromarca in codice.</p><p>Pelorat disse, a bassa voce:�� La lasciamo qui cos�?</p><p>Trevize annu� e pos� una mano sulle spalle dell�altro, per rassicurarlo.�� Non preoccupatevi�� disse, anche lui a voce bassa.</p><p>Salirono sulla macchina di superficie che avevano noleggiato e Trevize attiv� la mappa elettronica della citt�, le cui torri erano visibili all�orizzonte.</p><p>��Sayshell City�� disse,�� la capitale del pianeta. Citt�, pianeta e stella si chiamano tutti Sayshell.</p><p>��Sono preoccupato per la nave�� insistette Pelorat.</p><p>��Non c�� motivo di preoccuparsi�� disse Trevize.�� Torniamo stasera, perch� ci conviene dormire sulla nave, se restiamo pi� di qualche ora. Dovete anche capire, Janov, che esiste un codice etico interstellare negli spazioporti, un codice che, almeno a quanto ne sappia, non � mai stato violato, nemmeno in tempo di guerra. Le astronavi che vengono in pace non vengono toccate. Se cos� non fosse, nessuno sarebbe mai al sicuro ed il commercio sarebbe impossibile. Il mondo in cui tale codice fosse violato verrebbe boicottato dai piloti spaziali della Galassia. Vi assicuro che nessun pianeta sar� mai disposto a correre un simile rischio. Inoltre...</p><p>��Inoltre?</p><p>��Inoltre ho sistemato le cose col computer in modo che chiunque non abbia il nostro aspetto e la nostra voce venga ucciso, se tenta di salire a bordo. Mi sono preso la libert� di spiegare la faccenda al Comandante del porto. Gli ho detto molto gentilmente che avrei tanto voluto disinserire quel meccanismo di sicurezza dato che � noto in tutta la Galassia come lo spazioporto di Sayshell City offra una garanzia assoluta contro il pericolo di furto, ma che non potevo farlo in quanto la nave � un modello nuovo e non so come disattivarlo.</p><p>��Certo non ci avr� creduto.</p><p>��No, naturalmente, ma ha dovuto far finta di crederci, perch� in caso contrario sapeva che avrei potuto insultarlo. E poich� ai miei insulti non avrebbe potuto opporre alcuna ragione valida, avrebbe dovuto incassare l�umiliazione. E dal momento che non aveva nessuna intenzione di venire umiliato, non ha potuto fare a meno di fingere di credermi.</p><p>��� un altro esempio di come sia la gente?</p><p>��S�. Vi ci abituerete.</p><p>��Come fate a sapere che non ci siano microspie in questa macchina?</p><p>��Ho pensato che ce ne potesse essere una a bordo, cos� quando mi hanno offerto una macchina ne ho preso un�altra a caso. Se poi le microspie ci sono su tutte, be�, che cos�abbiamo detto in fondo di cos� terribile?</p><p>Pelorat aveva un�aria afflitta.�� Non so come dirlo, Golan, mi sembra scortese protestare, ma... Non mi piace questo odore che si sente...</p><p>��Qui in macchina?</p><p>��Be�, l�ho sentito innanzitutto nello spazioporto. Immagino che tutti gli spazioporti puzzino cos�, ma l�odore continua a sentirsi anche qui in macchina. Non possiamo aprire i finestrini?</p><p>Trevize rise.�� Immagino di poter trovare sul quadro comandi il bottone per aprire i finestrini, ma anche se li aprissimo non servirebbe a niente: � il pianeta che puzza. Non � per� una cosa tanto grave, vi pare?</p><p>��Be�, l�odore non � molto forte, ma si sente ed � piuttosto disgustoso. Puzza cos� tutto quanto il pianeta?</p><p>��Continuo a dimenticarmi che non siete mai stato su un pianeta straniero prima d�ora. Tutti i mondi abitati hanno il loro odore caratteristico, dato per lo pi� dalla vegetazione, ma anche, immagino, dagli animali e dagli esseri umani. Per quanto ne sappia, a nessuno piace mai l�odore di un certo pianeta, la prima volta che ci atterra.</p><p>Ma vi ci abituerete, Janov. Fra qualche ora vi assicuro che non ci baderete pi�.</p><p>��Non vorrete dire che tutti i pianeti puzzino cos�?</p><p>��No. Come vi ho detto, ciascun mondo ha il suo puzzo, o profumo. Se prestassimo pi� attenzione a queste cose, o se il nostro odorato fosse pi� fino, tipo quello dei cani di Anacreon, probabilmente riusciremmo a distinguere i pianeti in base al loro odore. Nei primi tempi in cui ero in Marina non mangiavo mai il primo giorno che mi trovavo su un nuovo pianeta; poi imparai il trucco dei vecchi spaziali, i quali durante l�atterraggio annusano un fazzoletto impregnato dell�odore del pianeta, in modo che quando si trovano su di esso siano gi� abituati e non lo giudichino puzzolente. In ogni modo dopo un po� di tempo si finisce per fare il callo a tutta la faccenda; si impara semplicemente a non badarci. Il peggio, anzi, diventa tornare a casa.</p><p>��Perch�?</p><p>��Pensate che Terminus non puzzi?</p><p>��State per caso dicendomi che puzza?</p><p>��Esattamente. Una volta che uno si abitua all�odore di un altro mondo, come per esempio Sayshell, non avete idea di quanto possa giudicare fetido Terminus. Ai vecchi tempi, ogni volta che i portelli si aprivano su Terminus, dopo un periodo piuttosto lungo di soggiorno altrove, l�equipaggio gridava: �Eccoci tornati a casa, nella merda�.</p><p>Pelorat aveva un�aria nauseata. Le torri della citt� adesso erano nettamente pi� vicine, ma lui continuava a tenere gli occhi fissi sull�ambiente intorno a loro. C�erano altre macchine di superficie che viaggiavano in tutt�e due le direzioni e ogni tanto, in alto, passava anche qualche aeromacchina. Pelorat per� studiava gli alberi.</p><p>��Le piante mi sembrano strane�� disse.�� Pensate che ce ne siano di native del pianeta?</p><p>��Ne dubito�� disse Trevize, distratto. Stava studiando la mappa e cercando di regolare il programma computer della macchina.�� Non c�� molta vita indigena sui pianeti abitati dall�uomo. I colonizzatori hanno sempre importato piante e animali dal pianeta d�origine o all�epoca stessa della colonizzazione, o non molto tempo dopo.</p><p>��Mi sembra strano, per�.</p><p>��Non dovete pensare che ci siano gli stessi esatti esemplari sui vari mondi, Janov. Mi � stato detto una volta che quando gli esperti dell� <emphasis>Enciclopedia Galattica</emphasis> hanno compilato un atlante delle diverse specie vegetali, hanno messo insieme ottantasette grossi dischi di computer senza riuscire a esaurire l�argomento, o in ogni caso a garantirne la completezza.</p><p>La macchina continu� a procedere e ben presto fu inghiottita dalla periferia della citt�. Pelorat prov� un lieve brivido e disse:�� Non mi piace un granch� la loro architettura.</p><p>��A ciascuno la sua�� disse Trevize, con l�indifferenza del viaggiatore esperto.</p><p>��A proposito, dove siamo diretti?</p><p>��Sto tentando di indurre il computer a guidare questo aggeggio fino al centro turistico�� disse Trevize, alquanto irritato.�� Spero che il computer conosca i sensi unici e le regole del traffico, perch� io non li conosco proprio.</p><p>��E l� cosa facciamo, Golan?</p><p>��Innanzitutto, dato che siamo qui come turisti, quello � il posto dove � pi� logico andare se non vogliamo farci notare. In secondo luogo dove andreste voi a cercare informazioni su Gaia?</p><p>��In un�universitࠗ disse Pelorat,�� oppure presso un istituto di antropologia, od in un museo. Non certo in un centro turistico.</p><p>��Be�, vi sbagliate. Al centro turistico noi saremo i tipi intellettuali ansiosi di vedere un elenco delle universit�, dei musei e degli altri istituti culturali della citt�.</p><p>Poi decideremo da quale posto cominciare e l� potremo trovare gente esperta di storia antica, galattologia, mitologia, antropologia, che ci potr� aiutare. Ma tutta la faccenda deve cominciare al centro turistico.</p><p>Pelorat rest� zitto, mentre la macchina avanzava in mezzo al traffico intenso.</p><p>Svoltarono per una strada secondaria, oltrepassando cartelli che forse indicavano direzioni e stabilivano regole di traffico, ma che essendo scritti in caratteri particolari erano praticamente illeggibili.</p><p>Per fortuna la macchina procedeva come se conoscesse la strada e quando si ferm�, entrando in un parcheggio, lo fece davanti a un cartello che diceva, con i soliti caratteri �Ufficio Stranieri di Sayshell�. Sotto la scritta ce n�era un�altra perfettamente leggibile che con i caratteri del galattico standard annunciava il</p><p>�Centro Turistico di Sayshell�.</p><p>Entrarono nel palazzo, che non era cos� vasto come la facciata lasciasse supporre.</p><p>Dentro non fervevano particolari attivit�.</p><p>C�erano varie cabine di attesa, una delle quali era occupata da un uomo che leggeva le strisce-notiziario che spuntavano da un piccolo eiettore. In un�altra cabina due donne erano concentrate su un gioco complicato per il quale venivano usate carte e gettoni di varia misura. Dietro un banco troppo grande per lui, dove brillavano comandi di computer che parevano troppo complicati per lui, c�era un funzionario sayshelliano dall�aria annoiata. Indossava un vestito che sembrava una scacchiera multicolore.</p><p>Pelorat lo fiss� e sussurr�:�� � certo un mondo dove l�abbigliamento � vistoso.</p><p>��S젗 disse Trevize,�� l�ho notato. Ma la moda cambia da mondo a mondo, e a volte, passando da una regione all�altra, � diversa persino sullo stesso pianeta. E cambia secondo le epoche. Cinquant�anni fa su Sayshell avrebbero potuto anche vestirsi tutti di nero, per quel che ne sappiamo noi: non stupitevi troppo, Janov.</p><p>��Dovr� abituarmi, certo�� disse Pelorat,�� ma preferisco la moda di Terminus.</p><p>Se non altro, non costituisce un attacco al nervo ottico.</p><p>��Perch� tanti di noi si vestono di grigio? Alcuni criticano la cosa e lo definiscono un �vestire sporco�. D�altra parte, � forse proprio la mancanza di colori che caratterizza la moda della Fondazione ad indurre gli abitanti di Sayshell a vestirsi di abiti multicolori. Cos� hanno l�impressione di affermare maggiormente la loro indipendenza. � tutta una questione di abitudine, in ogni modo. Su, Janov, andiamo.</p><p>I due si diressero verso il banco e mentre lo facevano l�uomo dentro la cabina lasci� perdere il notiziario, si alz� e and� loro incontro sorridendo. I suoi vestiti avevano una tonalit� grigia.</p><p>In un primo tempo Trevize non guard� nella sua direzione, ma quando lo fece si immobilizz� di colpo.</p><p>��Per la Galassia!�� disse, traendo un respiro profondo.�� Il mio amico, il traditore!</p></section></section><section><title><p>Parte dodicesima</p><p>L�agente</p></title><section><title><p>1</p></title><p>Munn Li Compor, consigliere di Terminus, tese con aria incerta la mano destra a Trevize.</p><p>Trevize fiss� con occhi duri quella mano e non la strinse. Disse, come parlando all�aria:�� Non posso permettermi il lusso di creare un guazzabuglio tale da farmi arrestare per disturbo della quiete pubblica, su questo pianeta straniero, ma me lo permetter�, quel lusso, se questo individuo si avviciner� di un solo passo.</p><p>Compor si arrest� di colpo, esit�, ed alla fine, dopo aver lanciato un�occhiata incerta a Pelorat, disse sottovoce:�� Posso parlare un attimo? Spiegarmi? Mi starai ad ascoltare?</p><p>Pelorat, corrugando la fronte, guard� prima Trevize, poi Compor.</p><p>��Che significa tutto questo, Golan?�� disse.�� Abbiamo per caso incontrato su questo pianeta sperduto una persona che conoscete?</p><p>Trevize continu� a fissare Compor, ma gir� leggermente il busto, in modo che fosse chiaro che si rivolgeva a Pelorat.</p><p>��Questo... individuo�� disse,�� perch� in effetti dall�aspetto si � costretti a definirlo tale, una volta, su Terminus, mi era amico. Come faccio sempre con gli amici, mi fidavo di lui. Gli ho confessato le mie opinioni, che non erano proprio di quelle che si possono gridare ai quattro venti. Lui � andato a raccontare tutto alle autorit�, a quanto sembra con dovizia di particolari, e non si � nemmeno preoccupato di dirmi che avesse fatto la soffiata. Cos� sono caduto in pieno in una trappola ed adesso mi trovo in esilio. Ed ora questo essere pretende che gli getti le braccia al collo.</p><p>Gir� di nuovo il busto verso Compor e si pass� le dita fra i capelli, riuscendo solo a scompigliarsi di pi� i ricci.</p><p>��Senti, tu, dimmi piuttosto una cosa. Che cosa ci fai qui? Con tutti i pianeti che ci sono nella Galassia come mai sei finito proprio su questo? E come mai adesso?</p><p>La mano di Compor, che era rimasta tesa per tutta la durata del discorso di Trevize, ricadde lungo il fianco. Il sorriso scomparve dal suo volto, insieme con l�aria di sicurezza che gli era cos� caratteristica; Compor d�un tratto apparve pi� giovane dei suoi trentaquattro anni, e abbastanza afflitto.�� Posso spiegarti�� disse,�� ma solo se accetti che cominci la storia dall�inizio.</p><p>Trevize si guard� un attimo intorno.�� Qui? Vuoi davvero parlare della cosa qui, in un luogo pubblico? Vuoi proprio che te le suoni di santa ragione davanti a tutti, dopo aver ascoltato le tue bugie?</p><p>Compor alz� le mani, tenendo le palme una davanti all�altra.�� � il posto pi� sicuro, credimi.�� Poi, intuendo che cosa l�altro si accingesse a dire, si corresse ed aggiunse:�� O non credermi, non importa. Sto dicendo la verit�, per�. Mi trovo su questo pianeta da un po� pi� di tempo di te ed ho fatto i miei controlli. � un giorno particolare oggi, su Sayshell. �, pare, una giornata dedicata alla meditazione: quasi tutti si trovano, o dovrebbero trovarsi, a casa. Vedi com�� vuoto questo posto, no?</p><p>Non penserai che sia cos� tutti i giorni, vero?</p><p>Con un cenno di assenso, Pelorat disse:�� Mi stavo proprio chiedendo perch� fosse cos� vuoto.�� Avvicin� la bocca all�orecchio di Trevize e sussurr�:�� Perch� non gli lasciate dire quel che deve dire, Golan? Ha un�aria cos� afflitta, poverino, e sembra intenzionato a scusarsi con voi. Mi pare ingiusto non dargli la possibilit� di farlo.</p><p>��Il dottor Pelorat sembra ansioso di ascoltarti�� disse Trevize.�� Sono disposto a fargli la cortesia che mi chiede, ma tu farai a me la cortesia di essere breve: questo potrebbe essere il giorno pi� adatto per perdere la pazienza. Se � vero che tutti sono assorti in meditazione, forse i tutori della legge non arriveranno in caso io faccia un po� di casino. Domani potrei non essere altrettanto fortunato, perch� perdere una cos� bella occasione?</p><p>Con voce tesa, Compor disse:�� Senti, se vuoi darmi un pugno, fallo. Non tenter� nemmeno di difendermi. Fallo, ma ascoltami!</p><p>��Parla, allora. Per un po� accetto di starti a sentire.</p><p>��Innanzitutto, Golan...</p><p>��Chiamami Trevize, per piacere, poche confidenze, tra di noi.</p><p>� Innanzitutto, Trevize, devo dire che tu mi convincesti anche troppo dell�esattezza della tua teoria...</p><p>��Hai saputo nasconderlo bene: avrei giurato che le mie opinioni ti facessero ridere.</p><p>��Cercai di buttarla sul ridere per nascondere a me stesso di essere turbato dalle tue idee. Senti, sediamoci vicino al muro. Anche se il posto � vuoto, non vorrei che a quei pochi che entrano apparissimo troppo vistosi.</p><p>I tre uomini attraversarono lentamente la grande sala. Compor aveva di nuovo abbozzato un sorriso, ma si teneva prudentemente a una certa distanza da Trevize. Si sedettero su poltrone che sotto il loro peso cedettero, morbide, accompagnando la forma dei fianchi e delle natiche. Pelorat apparve sorpreso e fece per alzarsi.</p><p>��Rilassatevi, professore�� disse Compor.�� Ho gi� avuto modo di studiare la faccenda. In alcuni settori, qui, sono pi� progrediti di noi: � un mondo che crede nelle piccole comodit�.</p><p>Si gir� verso Trevize, posando un braccio sullo schienale della poltrona e parlando finalmente senza troppa tensione.�� Mi avevi turbato. Mi avevi convinto dell�esistenza della Seconda Fondazione, e questo mi era parso terribile. Pensai che se era vero che la Seconda Fondazione esistesse, questa poteva intervenire in qualche modo e toglierti di mezzo in quanto personaggio scomodo. E che se mi fossi comportato come uno che condividesse le tue idee, sarei stato tolto di mezzo anch�io.</p><p>Capisci il mio punto di vista?</p><p>��Capisco che sei un codardo.</p><p>��A che sarebbe servito fare l�eroe da libro di scuola?�� disse Compor con foga, spalancando indignato gli occhi azzurri.</p><p>��Come possiamo, tu od io, tener testa ad un�organizzazione capace di plasmare la mente ed i sentimenti? Innanzitutto, per combatterla, dovremmo preoccuparci di nasconderle che sappiamo.</p><p>��Tu l�hai fatto e ti sei salvato, eh? Eppure ne hai parlato col sindaco Branno. Un bel rischio.</p><p>��S�, ma ho pensato che ne valesse la pena. Se ne avessimo parlato solo fra di noi, forse avremmo ottenuto unicamente di farci controllare la mente o di farci cancellare la memoria. Ho pensato che se invece avessi parlato col sindaco... Sai, conosceva bene mio padre. Mio padre e io siamo emigrati da Smyrno ed il sindaco aveva una nonna che...</p><p>��S�, s젗 disse Trevize spazientito,�� e risalendo indietro di molte generazioni arrivi a trovare le tue ascendenze nel Settore Sirio. L�hai gi� raccontato a tutte le persone che conosci. Avanti dunque, Compor!</p><p>��Bene, ho chiesto alla Branno di ricevermi. Mi sono detto che se fossi riuscito, con le tue argomentazioni, a convincere lei, la Federazione forse avrebbe preso qualche provvedimento. Non siamo pi� cos� indifesi come all�epoca del Mulo. Poi ho pensato che, nella peggiore delle ipotesi, diffondendo maggiormente le tue teorie pericolose il rischio l�avrebbero corso pi� persone e non solo noi due.</p><p>Trevize disse, ironico:�� Mettere in pericolo la Fondazione pur di garantire a se stessi l�incolumit�: che patriottismo!</p><p>��Ho detto nell�ipotesi peggiore: io speravo in quella migliore.�� Compor aveva la fronte lievemente imperlata di sudore. L�atteggiamento di disprezzo di Trevize sembrava metterlo a dura prova.</p><p>��E non mi hai mai parlato di questo tuo astuto piano, eh?</p><p>��No, e me ne dispiace, Trevize. Il sindaco mi ha ordinato di non farlo. Ha detto che voleva tirar fuori da te tutto quello che sapevi, ma tu ti saresti bloccato e non avresti detto niente se avessi saputo che le tue opinioni fossero state rese note.</p><p>��Ed aveva pienamente ragione!</p><p>��Io non sapevo, non potevo immaginare assolutamente che stesse progettando di arrestarti e di spedirti in esilio.</p><p>��Stava semplicemente aspettando la congiuntura politica giusta, il momento in cui la mia condizione di consigliere non fosse sufficiente a proteggermi. Come mai non l�hai previsto?</p><p>��Come potevo? Nemmeno tu l�hai previsto.</p><p>��Se avessi saputo che fosse al corrente di ci� che pensavo, l�avrei previsto sicuramente.</p><p>��� facile dirlo adesso, col senno di poi�� disse Compor, con una nota improvvisa d�insolenza.</p><p>��Ed adesso, qui, cos�� che vuoi da me? Cos�� che vuoi, adesso che hai anche tu un po� di senno di poi?</p><p>��Riparare il malfatto. Farmi perdonare per il torto che ti ho involontariamente, involontariamente, bada bene, fatto.</p><p>��Come sei buono!�� disse Trevize, secco.�� Come sei gentile! Ma non hai risposto alla domanda iniziale. Come mai sei capitato qui? Non � singolare che ti trovi sullo stesso pianeta su cui mi trovo io?</p><p>��La risposta non � difficile�� disse Compor.�� Ti ho seguito.</p><p>��Attraverso l�iperspazio? Hai seguito una nave come la mia, che ha compiuto i Balzi uno dietro l�altro?</p><p>Compor scosse la testa.�� Non � strano come pensi. Ho lo stesso tipo di nave che hai tu, con lo stesso tipo di computer. Sai che ho sempre avuto l�abilit� di intuire la direzione presa da una nave al momento di entrare nell�iperspazio. Oddio, di solito l�intuizione � abbastanza approssimativa, diciamo che tendo a indovinare una volta su tre, ma col computer ci riesco molto meglio. E tu hai esitato parecchio, all�inizio, e mi hai dato il modo di calcolare la direzione e la velocit� che avresti preso nel Balzo.</p><p>Ho fornito al computer i dati e le mie estrapolazioni di natura intuitiva, e lui ha fatto il resto.</p><p>��E sei arrivato in citt� prima di me?</p><p>��S�. Tu non hai usato i motori gravitazionali, io s�. Ho immaginato che saresti venuto nella capitale, cos� sono andato a colpo sicuro, mentre tu...�� Compor descrisse con l�indice il breve movimento a spirale di una nave che seguisse un fascio direzionale.</p><p>��Hai corso il rischio di avere grane grosse con i funzionari della dogana.</p><p>��Be�...�� Compor fece un sorriso cos� aperto e affascinante che Trevize si sent� per un attimo meno diffidente nei suoi confronti.�� Non sono un codardo sempre ed in qualsiasi circostanza.</p><p>Trevize riprese immediatamente il suo atteggiamento rigido.</p><p>��E come mai hai una nave uguale alla mia?</p><p>��Per lo stesso motivo per cui tu hai la tua: me l�ha assegnata la vecchia signora, ovvero il sindaco Branno.</p><p>��Perch�?</p><p>��Voglio essere completamente sincero con te: me l�ha assegnata con l�incarico di seguirti. Voleva sapere dove andassi e cosa avresti fatto.</p><p>��E tu, ligio, le hai fatto regolarmente rapporto, suppongo. O hai per caso tradito anche il sindaco?</p><p>��Ho fatto rapporto. In realt� non avevo scelta: mi ha messo a bordo della nave un iper-rel� che in teoria non avrei dovuto trovare, ma che in effetti ho trovato.</p><p>��Allora?</p><p>��Purtroppo � collocato in modo che non possa rimuoverlo senza bloccare la nave. Od almeno, non so trovare la maniera di toglierlo. Di conseguenza la Branno sa dove mi trovo e dove ti trovi tu.</p><p>��Metti che non fossi riuscito a seguirmi, in quel caso non avrebbe saputo dove mi trovo: ci hai pensato?</p><p>��Certamente. Ho pensato che avrei potuto riferire semplicemente che ti avessi perso di vista, ma lei non lo avrebbe creduto, ti pare? E non sarei stato pi� in grado per chiss� quanto tempo di tornare su Terminus. Non sono come te, Trevize, non sono una persona spensierata, senza legami: su Terminus ho una moglie, una moglie incinta, e voglio tornare da lei. Tu puoi permetterti il lusso di pensare solo a te stesso, io no. E poi non ho rinunciato a seguirti anche per poterti avvertire. Per Seldon, � da quando ci siamo visti che sto cercando di fare questo, e tu non mi dai retta, continui a parlare d�altro.</p><p>��La tua improvvisa sollecitudine nei miei riguardi non mi commuove affatto.</p><p>Contro che cosa puoi mettermi in guardia? Secondo me, sei tu l�unica cosa contro cui debba essere messo in guardia: mi hai tradito una volta e adesso mi segui per tradirmi una seconda. Non c�� nessun altro che mi stia minacciando, in questo momento.</p><p>Compor disse, serio:�� Piantala di fare la vittima, amico. Tu non sei che un parafulmine. Sei stato spedito in avanscoperta a cercare tracce dell�esistenza della Seconda Fondazione... ammesso che esista una cosa come la Seconda Fondazione.</p><p>Ho una discreta intuizione e non solo quando si tratti di indovinare la direzione che prender� una nave entrando nell�iperspazio; sono sicuro che la Branno intenda usarti come esca. Se tenti di trovare la Seconda Fondazione, questa se ne render� conto, prima o poi, e cercher� di neutralizzarti. Cos� facendo per�, � facile che si tradisca e sveli la propria ubicazione. E quando lo far�, il sindaco Branno sar� pronta ad attaccarla.</p><p>��Peccato che la tua famosa intuizione non si sia messa in moto quando la Branno ha progettato di farmi arrestare.</p><p>Compor arross� e mormor�:�� Sai che non funziona sempre.</p><p>��Ed adesso ti dice che la Branno stia progettando di attaccare la Seconda Fondazione, eh? Non oserebbe mai attaccarla, invece.</p><p>��Io credo di s�. Ma non � questo il punto, il punto � che adesso la Branno ti sta usando come esca.</p><p>��E allora?</p><p>��E allora non cercare la Seconda Fondazione, per la Galassia! Alla Branno non importerebbe niente se tu fossi ucciso nel corso delle ricerche, ma a me importa la tua incolumit�. Me ne sento responsabile e ci tengo a che tu rimanga in vita.</p><p>��Sono commosso�� disse Trevize in tono secco,�� ma si d� il caso che al momento abbia un�altra missione da compiere.</p><p>��Davvero?</p><p>��Pelorat e io stiamo cercando la Terra, il pianeta che alcuni ritengono sia il luogo d�origine della razza umana. � vero, Janov?</p><p>Pelorat annu�.�� S�, � una missione di natura squisitamente scientifica: si tratta di un interesse di vecchia data, per me.</p><p>Per un attimo Compor apparve smarrito.�� Cercate la Terra?�� disse poi.�� Ma perch�?</p><p>��Per studiarla�� disse Pelorat.�� � il mondo su cui gli esseri umani si sono evoluti, probabilmente da forme di vita inferiori. Negli altri pianeti invece questa evoluzione non c�� stata; c�� stata solo una colonizzazione da parte di esseri umani gi� civilizzati. La Terra, insomma, � un esemplare unico, e quindi interessante da analizzare.</p><p>��Ed � anche un mondo dove forse posso imparare di pi� sulla Seconda Fondazione�� disse Trevize.�� Dico forse, bada bene.</p><p>��Ma la Terra non esiste�� disse Compor.�� Non lo sapevate?</p><p>��Ah, la Terra non esiste?�� disse Pelorat, che aveva assunto l�espressione vacua di quando si preparava ad un�accanita discussione.�� Intendete dire che non sia mai esistito il pianeta su cui la specie umana si � evoluta?</p><p>��Oh, no, il pianeta d�origine � esistito, naturalmente, questo � fuori discussione.</p><p>Non esiste pi� adesso: non c�� pi� una Terra abitata, la popolazione � scomparsa.</p><p>Pelorat disse, impassibile:�� Ci sono leggende che...</p><p>��Scusate un attimo, Janov�� disse Trevize, interrompendolo.�� Come fai a sapere queste cose, Compor?</p><p>��Come sarebbe a dire? Lo so per via delle mie ascendenze, naturalmente. I miei antenati provenivano dal Settore Sirio, se mi � consentito ripeterlo senza annoiarti. L� si sa tutto sulla Terra perch� essa fa parte di quel settore, il che significa che non appartiene alla Federazione della Fondazione. Per questo, credo, su Terminus la snobbino. Per� resta il fatto che si trova l�.</p><p>��S�, questa � una delle ipotesi�� disse Pelorat.�� la cosiddetta �Alternativa Sirio� godeva di una grande popolarit�, all�epoca dell�Impero.</p><p>��Non si tratta di un�alternativa, ma di un fatto�� disse Compor con foga.</p><p>��E se vi dicessi che pi� di un pianeta della Galassia �, od era, chiamato Terra dalle popolazioni abitanti nei suoi dintorni stellari?�� disse Pelorat.</p><p>��Ma quello che dico io � il pianeta vero�� replic� Compor.�� Il Settore Sirio � quello abitato da pi� lunga data, lo sanno tutti.</p><p>��S�, questo � quanto sostengano i siriani�� disse Pelorat, impassibile.</p><p>Compor appariva frustrato.�� Vi assicuro che...</p><p>��Dicci cosa sia successo alla Terra�� lo interruppe Trevize.�� Come mai non � pi� abitata?</p><p>��Per via della radioattivit�: l�intera superficie planetaria � radioattivata a causa di reazioni nucleari che sfuggirono al controllo, oppure di esplosioni nucleari, non so bene... In una parola, la vita non � pi� possibile, sul pianeta.</p><p>I tre si guardarono l�un l�altro per un po�. Alla fine Compor ritenne opportuno ribadire la sua opinione.�� Non esiste la Terra come mondo abitato, ve l�assicuro�� disse.�� Non ha senso mettersi a cercarla.</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Una volta tanto, la faccia di Janov Pelorat non era inespressiva. Non che vi si leggesse qualche passione, o una delle emozioni pi� trepide. Vi si leggeva solo una sorta di fiera intensit�, che invadeva ogni pi� piccola parte del volto e che era data dal restringersi degli occhi.</p><p>Con tono di voce in cui non si avvertiva minimamente il consueto approccio conciliante, lo studioso disse:�� E come le sapete, voi, queste cose?</p><p>��Ve l�ho gi� detto�� disse Compor.�� Per via delle mie ascendenze.</p><p>��Non diciamo sciocchezze, giovanotto�� Siete un consigliere, ci� significa che dovete essere nato su uno dei pianeti della Federazione. Ed infatti mi pare che prima abbiate detto di essere originario di Smyrno.</p><p>��Esatto.</p><p>��E allora di che ascendenze mi parlate? Non vorrete mica darmi ad intendere di possedere geni siriani che vi diano una conoscenza innata dei miti siriani riguardanti la Terra, vero?</p><p>��No. No, naturalmente,�� disse Compor, colto di sorpresa.</p><p>��Allora che cos�� che intendete dire con la storia delle ascendenze?</p><p>Compor rest� un attimo in silenzio, come per raccogliere le idee.�� La mia famiglia possiede antichi libri di storia siriana�� disse poi.�� La mia � un�eredit� esterna, non interna. Di queste cose non parliamo con gli estranei, specie se desideriamo avanzare nella carriera politica. Trevize sembra credere che io pensi solo alla carriera, ma non vi parlerei di un simile argomento se non vi considerassi amici.</p><p>C�era una traccia di amarezza nella sua voce.�� In teoria�� continu�,�� tutti i cittadini della Fondazione sono uguali, ma quelli provenienti dai mondi pi� antichi della Federazione sono pi� uguali di quelli provenienti dai meno antichi, e quelli che traggono la loro origine dai pianeti estranei alla Federazione sono i meno uguali di tutti. Ma non importa. A parte il discorso dei libri, una volta ho visitato i mondi colonizzati per primi. Trevize... ehi, dove vai?</p><p>Trevize si era diretto verso un angolo della sala e si era messo a guardare da una finestra triangolare, concepita cos� per lasciar vedere all�osservatore pi� cielo che citt� e per esaltare in lui pi� le esigenze interiori che quelle mondane. Si alz� in punta di piedi per vedere meglio sotto, poi ritorn� dagli altri due attraversando la sala vuota.</p><p>��Ha una struttura interessante quella finestra�� disse.�� Mi hai chiamato, consigliere?</p><p>��S�. Ti ricordi il giro che feci dopo la laurea?</p><p>��Me lo ricordo benissimo. Eravamo amici per la pelle, allora; la nostra era una Fondazione nella Fondazione, noi ne eravamo gli unici membri, legati da una fiducia reciproca assoluta che ci faceva da scudo contro il resto del mondo. Tu partisti per il tuo viaggio, io entrai in Marina, traboccante di patriottismo. Per qualche motivo non mi andava di fare quel giro con te; un qualche istinto mi disse di non farlo. Peccato che questo istinto non mi sia rimasto, in seguito.</p><p>Compor non raccolse la provocazione.�� Visitai Comporellon, disse.�� Nella mia famiglia si � sempre detto che i nostri avi venissero di l�, almeno il ramo di mio padre. Ai vecchi tempi i miei antenati governavano Comporellon, prima che l�Impero li assorbisse; il mio nome, od almeno cos� si dice nella mia famiglia, viene appunto da quel pianeta. La stella intorno a cui gira Comporellon ha un nome antico ed assai poetico: Epsilon Eridani.</p><p>��Che cosa significa?�� chiese Pelorat.</p><p>Compor scosse la testa.�� Non so, non credo che abbia alcun significato. � solo un nome che deriva dalla tradizione. L� la tradizione � molto importante perch� � un mondo antico. Hanno una documentazione minuziosa ed esauriente sulla storia della Terra, ma nessuno ne parla molto: sono superstiziosi. Ogni volta che menzionano la Terra, alzano le mani incrociando l�indice e il medio: � un gesto fatto per tenere lontana la sventura.</p><p>��Avete raccontato a nessuno questo fatto, quando siete tornato?</p><p>��No, naturalmente: a chi poteva interessare? Non avevo alcuna intenzione di costringere la gente ad ascoltare una storia del genere. Figuriamoci! Avevo una carriera politica davanti a me, e l�ultima cosa che volevo era mettere l�accento sulle mie origini straniere.</p><p>��Ed il satellite?�� disse Pelorat, brusco.�� Provate un po� a descrivermi il satellite della Terra.</p><p>Compor apparve sbalordito.�� Non ne so niente.</p><p>��Ne ha uno.</p><p>��Non ricordo di avere mai letto o sentito dire che abbia un satellite. Ma sono sicuro che se consulterete i documenti che ci sono su Comporellon, avrete la risposta.</p><p>��Ma voi non ne sapete nulla?</p><p>��No, del satellite no. Od almeno non ricordo proprio.</p><p>��Uhm. E come ha fatto la Terra a diventare radioattiva?</p><p>Compor scosse la testa e rimase zitto.</p><p>��Pensateci bene�� disse Pelorat.�� Ne avrete pur sentito parlare.</p><p>��Il viaggio lo feci sette anni fa, professore. Allora non sapevo che un giorno mi avreste rivolto queste domande. Mi pare che ci fosse una specie di leggenda, che loro consideravano storia...</p><p>��Che leggenda?</p><p>��Una leggenda che raccontasse come la Terra, un mondo radioattivo boicottato e maltrattato dall�Impero e con una popolazione sempre pi� scarsa, si accingesse in qualche modo a distruggere l�Impero stesso.</p><p>��Un mondo in decadimento che si accinga a distruggere l�Impero?�� disse Trevize, intervenendo nella conversazione.</p><p>��Ho detto che si tratta di una leggenda�� si scus� Compor.�� Non ricordo i dettagli. So che nella storia c�entrasse Bel Arvadan.</p><p>��Chi �?</p><p>��Un personaggio storico, ho controllato nei documenti. Era un archeologo fedele alla Galassia, vissuto ai primi tempi dell�Impero: sosteneva che la Terra si trovasse nel Settore Sirio.</p><p>��L�ho sentito nominare�� disse Pelorat.</p><p>��Su Comporellon � considerato un eroe popolare. Sentite, se volete sapere tutte queste cose, andate su Comporellon. Non ha senso che stiate qui a ciondolare.</p><p>��In che modo la Terra avrebbe potuto distruggere l�Impero?�� chiese Pelorat.</p><p>��Non lo so�� disse Compor, con tono leggermente infastidito.</p><p>��C�entravano in qualche modo le radiazioni?</p><p>��Non lo so. Certe storie parlano di un espansore mentale messo a punto sulla Terra. Un sinapsificatore, o qualcosa del genere.</p><p>��E questo aggeggio sarebbe stato in grado di creare supermenti?�� chiese Pelorat con tono di assoluta incredulit�.</p><p>��No, non penso. Da quanto ne sappia non funzionava: la gente diventava pi� intelligente, per� moriva giovane.</p><p>��Si tratta probabilmente di una leggenda con scopi di edificazione morale�� disse Trevize.�� Se si vuole troppo, si perde anche ci� che si ha...</p><p>Pelorat si rivolse a Trevize con aria infastidita.�� Che ne sapete, voi, di leggende edificanti?</p><p>Trevize alz� le sopracciglia.�� Non sar� molto forte nel vostro campo, Janov, ma questo non significa che sia completamente ignorante.</p><p>��Cos�altro ricordate a proposito del sinapsificatore, consigliere Compor?�� domand� Pelorat.</p><p>��Niente, e non intendo sottostare ulteriormente a questo interrogatorio. Sentite, vi ho seguito dietro ordine del sindaco. Non mi � stato ordinato di avvicinarvi e parlarvi. L�ho fatto solo per avvertirvi che eravate seguiti e per dire a te, Trevize, che la Branno ti sta usando come esca per i suoi fini, quali che siano. Non avrei dovuto discutere di nient�altro con te, ma mi hai sorpreso tirando fuori d�un tratto l�argomento Terra. In ogni modo lascia che ti ripeta che Bel Arvadan, il sinapsificatore e tutto il resto, se mai sono esistiti, non hanno pi� nulla a che vedere col presente. La Terra � un mondo morto, te lo ripeto per l�ennesima volta. Ti consiglio di andare su Comporellon, dove saprai tutto quello che vuoi sapere. Vai via di qui, ed in fretta.</p><p>��E naturalmente tu, ligio, riferirai al sindaco che siamo diretti su Comporellon e ci seguirai per assicurarti che cos� sia veramente. Ma forse il sindaco lo sa gi�.</p><p>Immagino che ti abbia dato precise istruzioni, che ti abbia fatto imparare a memoria le cose che ci hai appena detto: � lei, � la Branno che ci vuole su Comporellon per i suoi scopi, vero?</p><p>Compor impallid�. Si alz� in piedi e per poco non balbett�, nel tentativo di controllare il tono di voce.�� Ho cercato di spiegarti le mie ragioni. Ho cercato di rendermi utile. Non avrei dovuto nemmeno provare: per me puoi anche andare a buttarti in un buco nero, Trevize.</p><p>Gir� sui tacchi e si allontan� in fretta, senza voltarsi indietro.</p><p>Abbastanza sconcertato, Pelorat disse:�� Siete stato poco diplomatico, Golan, amico mio. Avrei potuto tirargli fuori altre notizie...</p><p>��No�� disse Trevize, serio�� Non gli avreste tirato fuori niente che non fosse gi� disposto a farvi sapere. Janov, non avete idea di che razza d�uomo sia Compor, e fino ad oggi, nemmeno io avevo idea di chi fosse veramente.</p><p>Pelorat aveva paura di disturbare Trevize, che sedeva immobile assorto nei suoi pensieri.</p><p>Alla fine per� si decise a parlare.�� Dobbiamo starcene seduti qui tutta la sera, Golan?</p><p>Trevize trasal�.�� No, Janov, avete perfettamente ragione: staremo molto meglio in mezzo alla gente. Venite!</p><p>Pelorat si alz�.�� Gente ne troveremo poca�� disse.�� Compor ha detto che oggi � un giorno dedicato alla meditazione, se ho capito bene.</p><p>��Ha detto cos�? Per la strada, venendo qui, abbiamo incontrato traffico?</p><p>��S�, abbastanza.</p><p>��A me sembra che fosse parecchio. E quando siamo entrati in citt�, l�abbiamo trovata deserta?</p><p>��No, non particolarmente. Per� dovete ammettere che questo centro turistico sia ben poco frequentato.</p><p>��S�, me ne sono accorto. Ma andiamo adesso, Janov. Ho fame. Ci sar� pure qualche posto dove si mangi: possiamo permettercene uno buono. In ogni caso, uno dove si mangino specialit� sayshelliane lo troveremo sicuro. E se ci perderemo d�animo potremo sempre cavarcela con i tipici menu galattici. Venite, una volta che saremo in un ambiente sicuro, vi dir� la mia opinione sull�accaduto.</p></section><section><title><p>3</p></title><p>Trevize si appoggi� allo schienale della sedia con animo piacevolmente rinfrancato. Il ristorante non era caro, almeno secondo gli standard di Terminus, ma era sicuramente insolito. Era riscaldato in parte da un fuoco allo stato libero, sopra il quale veniva cotto il cibo. La carne, che veniva servita in piccolissime porzioni ed era accompagnata da varie salse piccanti, andava raccolta con le dita. Per evitare di scottarsi e di ungersi, i clienti usavano, per prendere il cibo, foglie verdi, fredde ed umide al tatto e che sapevano vagamente di menta.</p><p>Per ciascun pezzetto di carne ci si serviva di una foglia intera, che andava mangiata anch�essa. Il cameriere aveva spiegato con cura come si svolgesse l�operazione. Abituato chiaramente a clienti di altri pianeti, aveva sorriso con aria paterna quando Trevize e Pelorat avevano raccolto con cautela i pezzetti di carne bollente, ed aveva contemplato con gioia il sollievo mostrato dai due clienti quando questi avevano scoperto che le foglie impedivano alle dita di scottarsi e raffreddavano anche la carne mentre si masticava.</p><p>��Deliziosa!�� disse Trevize, e alla fine ne ordin� una seconda porzione. Pelorat fece altrettanto.</p><p>Poi indugiarono sopra un dolce soffice e per nulla stucchevole, e su una tazza di caff� che aveva il sapore amarognolo dello zucchero caramellato. Scossero la testa perplessi e vi aggiunsero un po� di sciroppo, al che fu il cameriere a scuotere la testa perplesso.</p><p>��Allora, qual � la vostra opinione su quanto � accaduto al centro turistico?�� disse Pelorat.</p><p>��Intendete dire con Compor?</p><p>��Perch�, abbiamo per caso discusso con qualcun altro?</p><p>Trevize si guard� intorno. Si trovavano in un s�par� che consentiva loro di mantenere una privacy discreta anche se limitata. Il ristorante per� era affollato, ed il brusio di fondo offriva un�ottima copertura.</p><p>��Non � strano che ci abbia seguito fin qui?�� disse Trevize.</p><p>��Ha detto di avere una particolare intuizione; riesce persino ad indovinare la direzione che stia per prendere una nave che entri nell�iperspazio.</p><p>��S�, all�universit� era campione di inseguimento nell�iperspazio, e fino ad oggi questo non mi era mai parso strano. In effetti, si pu� capire dove uno sia diretto da come si prepari per il Balzo, basta avere riflessi pronti ed una buona esperienza. Ma come si pu� pensare che uno possa intuire la dinamica di una serie di Balzi? Ci si pu� preparare solo per il primo: � il computer che programma tutti gli altri. L�inseguitore pu� indovinare quindi la prima tappa, ma per quale magia potr� mai indovinare cosa abbia progettato il computer?</p><p>��Per� Compor l�ha fatto, Golan.</p><p>��S�, certo�� disse Trevize�� e questo gli poteva riuscire solo in un caso: nel caso che sapesse gi� dove saremmo andati. Che lo sapesse, non che ci arrivasse con ragionamento o l�intuizione.</p><p>��Ma � assolutamente impossibile�� disse Pelorat, dopo avere riflettuto.�� Come poteva saperlo? Abbiamo scelto la nostra destinazione solo dopo essere saliti a bordo della �Far Star�.</p><p>��Lo so. E che ne dite di questa �giornata della meditazione�?</p><p>��Compor non ci ha mentito: il fatto ci � stato confermato dal cameriere.</p><p>��S�, per� il cameriere ci ha anche spiegato perch� il ristorante non fosse chiuso.</p><p>�Sayshell City non � la brughiera: qui non chiudiamo�, ha detto. In altre parole, la gente medita, s�, ma non nelle citt� grandi, dove � smaliziata e non devota come nei paesi. Ecco perch� c�� traffico e c�� folla. Meno traffico e meno folla degli altri giorni, forse: ma l�ambiente � sempre vivace.</p><p>��Per� non � entrato nessuno al centro turistico, a parte noi. L�avete notato, Golan?</p><p>��S�. Ad un certo punto sono anche andato a guardare fuori dalla finestra per vedere come fosse la situazione nel resto della citt�, ed ho constatato che nelle strade del centro il movimento fosse pi� che discreto. Eppure l� dov�eravamo noi non � entrato nessuno. La giornata della meditazione ha fornito un�ottima copertura. Certo, non ci sarebbe parsa strana tutta la privacy che ci � stata elargita se io avessi deciso di fidarmi di quel figlio di due stranieri...</p><p>��Allora che conclusioni si possono trarre da questa storia?�� disse Pelorat.</p><p>��Conclusioni semplici, Janov: Compor conosce la nostra meta un attimo dopo che l�abbiamo scelta, anche se ci troviamo su astronavi diverse. E se vuole parlare in santa pace con le persone con cui deve parlare, riesce anche a far restare vuoto un edificio aperto al pubblico.</p><p>��Non vorrete farmi credere che sappia compiere i miracoli?</p><p>��Certo, pu� ben compierli se � un agente della Seconda Fondazione ed � in grado di controllare le menti e di leggere in esse anche quando si trovino su astronavi lontane. Ed uno che pu� passare da una stazione di dogana in un attimo, atterrare gravitazionalmente senza incorrere nelle ire delle pattuglie di confine che lo hanno visto infischiarsene dei fasci direzionali, influenzare la mente delle persone cos� da indurle a non entrare in un certo edificio, � molto facile che sia un agente della Seconda Fondazione.</p><p>�Per tutte le stelle�� continu� Trevize, senza nascondere la rabbia,�� se penso al passato, capisco tante cose. Ricordo che all�epoca del suo viaggio io non desideravo andare con lui. Forse influenz� la mia mente perch� non lo seguissi: doveva partire solo, evidentemente. Per andare dove, in realt�?</p><p>Pelorat scost� i piatti, come se volesse fare spazio intorno a s� per pensare pi� liberamente. Quel gesto fece scattare il robocameriere, un tavolo semovente che si avvicin� loro ed aspett� che gli posassero sopra i piatti sporchi.</p><p>Quando l�operazione fu terminata, Pelorat disse:�� Ma � assurdo. Niente di ci� che � successo richiede una spiegazione che non sia naturale. Se uno si mette in testa che qualcuno controlli gli avvenimenti, finisce per interpretare tutto quanto alla luce di questa convinzione e per dubitare di ogni cosa. Su, amico, non avete nessuna prova, si tratta soltanto di un�idea: non fatevi prendere dalla paranoia.</p><p>��Non intendo nemmeno farmi prendere dall�ottimismo ingenuo.</p><p>��Be�, esaminiamo un po� la faccenda con gli strumenti della logica. Supponiamo che Compor sia davvero un agente della Seconda Fondazione. Perch� allora avrebbe corso il rischio di sollevare i nostri sospetti mantenendo vuoto il centro turistico? In fondo, non ha detto niente di cos� importante da non poter essere sentito da estranei.</p><p>Tanto pi� che gli estranei che fossero entrati sarebbero stati certo maggiormente interessati ai fatti loro che ai nostri.</p><p>��� facile rispondere alla vostra obiezione. Janov. Compor doveva tenere le nostre menti sotto stretta osservazione e l�interferenza di altre menti sarebbe stata deleteria. Non voleva rumore di fondo, confusione.</p><p>��� una spiegazione arbitraria, Golan. Che cosa c�era di tanto importante nella conversazione che abbiamo avuto? � assai pi� ragionevole pensare che ci abbia avvicinato solo per spiegare quello che avesse fatto, per scusarsi e per avvertirci dei possibili pericoli che ci aspettino. Non � pi� sensato credere che ci abbia detto la verit�? Che bisogno c�� di arzigogolare tanto sulla questione?</p><p>Il piccolo quadrante sull�orlo del tavolo brill� con discrezione e sopra vi comparvero, luminose, le cifre del conto. Trevize cerc� sotto la fusciacca la carta di credito della Fondazione, che era valida in tutta la Galassia e in generale in qualunque luogo un cittadino della Fondazione potesse andare. La infil� nell�apposita fessura.</p><p>L�operazione di pagamento richiese solo un attimo. Trevize, con la cautela che gli era innata, controll� la carta prima di rimetterla in tasca.</p><p>Si guard� intorno con noncuranza per assicurarsi che nessuna delle persone ancora presenti nel ristorante fosse interessata a lui, poi disse:�� Che bisogno c�� di arzigogolare, dite? Dimenticate che Compor ha parlato anche della Terra. Ci ha detto che � un pianeta morto e ci ha invitato caldamente a recarci su Comporellon. Secondo voi dovremmo andarci?</p><p>��Ci ho riflettuto sopra, Golan�� ammise Pelorat.</p><p>��E pensate che sia il caso di andarcene di qui?</p><p>��Possiamo tornare dopo avere controllato il Settore Sirio.</p><p>��Non vi viene in mente che Compor possa averci parlato unicamente per allontanarci da Sayshell, per farci visitare qualsiasi posto ma non questo settore?</p><p>��E perch� dovrebbe desiderare di allontanarci da Sayshell?</p><p>��Non so. Vedete, si aspettavano che andassimo su Trantor, era quello che volevate fare voi e forse erano sicuri che ci dirigessimo l�. Io ho mandato a monte i loro piani insistendo perch� venissimo qui, cosa che non desideravano assolutamente.</p><p>Adesso il loro scopo � quello di spedirci via da Sayshell.</p><p>Pelorat aveva un�aria chiaramente afflitta.�� Ma Golan, le vostre sono affermazioni arbitrarie: perch� non dovrebbero volere che rimaniamo su Sayshell?</p><p>��Non lo so, Janov. Ma mi � sufficiente sapere che ci vogliono lontano di qui per essere determinato a restare: non mi muover�.</p><p>��Ma... Sentite, se quelli della Seconda Fondazione intendessero farci partire, non basterebbe loro influenzare la nostra mente cos� da farci decidere di partire?</p><p>Perch� mai dovrebbero disturbarsi a discutere con noi?</p><p>��Ora che ci penso, non � proprio cos� che hanno agito con voi, professore?�� disse Trevize, stringendo gli occhi con aria sospettosa.�� Non � forse vero che adesso siate intenzionato a partire?</p><p>Pelorat lo guard� sorpreso.�� Mi sembra semplicemente ragionevole, tutto qui.</p><p>��Se siete stato influenzato, � naturale che la pensiate cos�.</p><p>��Ma io non sono stato...</p><p>��Chiunque fosse stato influenzato sarebbe pronto a giurare di non esserlo stato.</p><p>��Se mi chiudete con le parole ogni via d�uscita, non ho modo di confutare le vostre asserzioni: che cosa faremo, allora?</p><p>��Rimarr� su Sayshell, e ci rimarrete anche voi. Non potete pilotare la nave senza di me: se Compor vi ha influenzato, ha influenzato la persona sbagliata.</p><p>��Benissimo Golan. Resteremo su Sayshell finch� la nostra decisione di partire non sar� autonoma. Dopotutto, la cosa peggiore che possiamo fare, peggiore che restare o andarcene, � litigare. Via, amico mio, se fossi stato condizionato dall�esterno potrei cambiare cos� facilmente idea ed assecondarvi allegramente, come sto facendo adesso?</p><p>Trevize riflett� un attimo e poi, come se internamente si fosse scrollato di dosso qualcosa, sorrise e tese la mano.�� D�accordo, Janov. Ora torniamo alla nave e decidiamo il programma per domani, se ci riesce di pensarne uno.</p></section><section><title><p>4</p></title><p>Munn Li Compor non ricordava quando fosse stato reclutato, in primo luogo perch� all�epoca in cui questo era successo era un bambino e in secondo luogo perch� gli agenti della Seconda Fondazione cancellavano il pi� possibile ogni traccia del loro intervento.</p><p>Compor era un Osservatore, e per un appartenente alla Seconda Fondazione era subito riconoscibile come tale.</p><p>Essere Osservatori significava conoscere la mentalica e saper conversare con i membri della Seconda Fondazione nella maniera usata da loro, ma significava anche trovarsi ai gradi pi� bassi della gerarchia. Compor era in grado di entrare in parte nella mente degli altri, ma non di influenzarla. L�addestramento che aveva ricevuto non gli aveva consentito di arrivare oltre un certo punto: era un Osservatore, non un Operatore.</p><p>Nella migliore delle ipotesi quindi era una persona di seconda classe, ma questo non gli importava molto: era conscio del proprio ruolo nello schema delle cose.</p><p>Nei primi secoli della sua esistenza, la Seconda Fondazione aveva sottovalutato l�entit� del compito che l�attendesse. Aveva creduto che i suoi pochi membri potessero controllare l�intera Galassia, e che per mantenere in funzione il Piano Seldon bastassero solo piccoli interventi saltuari.</p><p>Il Mulo le aveva tolto quest�illusione. Venuto fuori dal nulla, aveva preso la Seconda Fondazione (e naturalmente anche la Prima, bench� ci� importasse poco) completamente di sorpresa, e l�aveva ridotta in suo potere. Ci erano voluti cinque anni per organizzare il contrattacco e quando questo c�era stato, il costo in vite umane si era rivelato troppo alto.</p><p>Alla fine, con Palver, ci si era ripresi del tutto, anche se ad un prezzo elevato.</p><p>Palver aveva preso i provvedimenti giusti; aveva pensato che la Seconda Fondazione dovesse estendere enormemente la sua rete di operazioni, evitando per� di farsi individuare: per questo aveva istituito il corpo degli Osservatori.</p><p>Compor non sapeva quanti Osservatori ci fossero nella Galassia e nemmeno quanti ce ne fossero su Terminus. Era una cosa che non lo riguardava. In teoria non dovevano esserci collegamenti tra due diversi Osservatori, perch� la perdita dell�uno non comportasse anche quella dell�altro. Tutti i collegamenti avvenivano con le squadre di livello superiore, che si trovavano su Trantor.</p><p>L�aspirazione di Compor era quella di andare un giorno su Trantor. Riteneva estremamente improbabile di riuscirci, per� sapeva che a volte qualche Osservatore veniva condotto l� e promosso. Certo, questo avveniva raramente; le qualit� necessarie ad uno come lui erano le stesse che davano diritto ad entrare a far parte della Tavola.</p><p>Tra i fortunati c�era Gendibal a esempio, che aveva quattro anni meno di Compor.</p><p>Era stato reclutato da bambino, proprio come lui, ma era stato condotto direttamente su Trantor e adesso era diventato Oratore. Compor sapeva che questa fortuna aveva la sua ragion d�essere e non si faceva illusioni su se stesso. Negli ultimi tempi era stato molto in contatto con Gendibal ed aveva sperimentato la sua forza mentale. Non avrebbe mai potuto tenergli testa, neanche per un secondo.</p><p>Raramente Compor si sentiva frustrato per la propria posizione di inferiorit� anche perch� non aveva quasi mai motivo di rifletterci su. Dopotutto, la sua posizione (come quella degli altri Osservatori) era inferiore solo secondo il metro di Trantor.</p><p>Gli Osservatori riuscivano ad ottenere facilmente alte cariche nei loro mondi non-trantoriani e nelle loro societ� non-mentaliche.</p><p>Lui, ad esempio, non aveva avuto difficolt� a frequentare buone scuole e a trovare buone compagnie. Per accrescere le sue capacit� intuitive innate (quelle che, ne era convinto, avevano indotto la Seconda Fondazione a reclutarlo) aveva usato la mentalica, naturalmente nel modo pi� semplice, ed era riuscito cos� a diventare una stella dell�inseguimento iperspaziale. All�universit� era diventato una specie di eroe e questo gli aveva permesso di muovere i primi passi in politica. Una volta che il periodo di crisi fosse finito, probabilmente sarebbe riuscito ad avanzare nella carriera, e non di poco.</p><p>Se la crisi si fosse risolta felicemente, il che era pressoch� certo, si sarebbero dovuti ricordare che era stato lui, Compor, a notare per primo Trevize. A notarlo non come essere umano (cosa che chiunque era in grado di fare), ma come mente...</p><p>Compor aveva incontrato Trevize per la prima volta all�universit� ed in un primo tempo l�aveva considerato soltanto un compagno allegro ed intelligente. Un giorno, per�, mentre era assorto nel flusso di coscienza che s�accompagna a quella terra di nessuno che � il dormiveglia aveva provato rammarico per il fatto che Trevize non fosse stato reclutato.</p><p>Trevize non avrebbe mai potuto essere reclutato, ovviamente, perch� era nato su Terminus; non era, come Compor, oriundo di un altro pianeta. E in ogni caso, a parte quello, aveva gi� superato i termini posti dall�et�. Solo i giovanissimi erano abbastanza malleabili da poter essere educati alla mentalica; l�applicazione, dolorosa, di quell�arte (poich� era pi� di una scienza) al cervello adulto, cristallizzato nella sua struttura, era stata fatta soltanto nei cinquant�anni susseguenti alla morte di Seldon.</p><p>Trevize dunque non avrebbe mai potuto in alcun modo essere reclutato dalla Seconda Fondazione. Eppure Compor, nei suoi pensieri, si era rammaricato di questo.</p><p>Come mai?</p><p>La volta successiva in cui l�aveva incontrato, era penetrato nel profondo della sua mente ed aveva scoperto quello che l�aveva incuriosito e turbato. La mente di Trevize aveva caratteristiche che non si conciliavano con le regole che erano state insegnate a Compor. Riusciva a sfuggire all�analisi e presentava come dei vuoti, che non erano per� vuoti reali, frammenti di non-essere. Si trattava piuttosto di punti in cui la struttura mentale scendeva cos� in profondit� da non poter pi� essere seguita.</p><p>Compor non aveva modo di stabilire cosa significasse quel fatto, ma osservando il comportamento di Trevize alla luce di quanto aveva scoperto, aveva cominciato a sospettare che il suo compagno d�universit� avesse la singolare capacit� di arrivare alle conclusioni giuste partendo da quello che pareva un numero insufficiente di dati.</p><p>Si era chiesto se questo avesse qualcosa a che vedere con i vuoti, e aveva concluso di non essere all�altezza di dare una risposta. Occorrevano conoscenze mentaliche ben superiori alle sue. La sua impressione era che i poteri decisionali di Trevize fossero cos� vasti da non essere interamente noti nemmeno a Trevize stesso.</p><p>Questo fatto, si era detto, poteva essere pericoloso, anche se non sapeva spiegarsene il perch�. Pensando che Trevize potesse essere estremamente importante, aveva deciso di agire e di affrontare il rischio di essere giudicato inadatto al titolo di Osservatore.</p><p>Dopotutto, se la sua intuizione fosse stata giusta, avrebbe potuto ottenere dei vantaggi.</p><p>Volgendosi ora indietro a considerare l�accaduto, non riusciva quasi a capacitarsi di come avesse trovato il coraggio di proseguire nei suoi sforzi. Penetrare oltre la barriera burocratica che circondava la Tavola era impossibile. Cos�, rassegnandosi all�idea che la sua reputazione potesse soffrirne irreparabilmente, si era risolto (con un senso di disperazione) a rivolgersi al membro pi� giovane della Tavola, il quale, alla fine, aveva risposto al suo appello.</p><p>Stor Gendibal l�aveva ascoltato pazientemente e da allora si era instaurato fra loro un rapporto di collaborazione. Era stato dietro istruzioni di Gendibal che Compor aveva mantenuto viva la sua relazione di amicizia con Trevize e scatenato gli eventi che avevano portato all�esilio del consigliere. Ed era sempre attraverso Gendibal che Compor poteva ancora sperare di perseguire il suo sogno di un futuro su Trantor.</p><p>Secondo i piani, per�, Trevize si sarebbe dovuto recare su Trantor. Il suo rifiuto di scegliere Trantor come meta aveva colto completamente di sorpresa Compor e probabilmente (pensava lo stesso Compor) non era stato previsto nemmeno da Gendibal.</p><p>In ogni modo, Gendibal adesso stava arrivando l� in gran fretta, fatto che acuiva il suo senso di disagio. Fu con quello stato d�animo combattuto che Compor sped� il suo ipersegnale.</p></section><section><title><p>5</p></title><p>Gendibal si sent� toccare la mente e si svegli�. Il tocco era efficace, ma per niente fastidioso. Era diretto solo verso il centro del risveglio, che infatti fu l�unico a reagire.</p><p>Gendibal si tir� su a sedere nel letto, e il lenzuolo, scivolando, gli lasci� scoperto il busto ben fatto e muscoloso. Aveva riconosciuto il tocco; i mentalisti riconoscevano quel genere di sfumature allo stesso modo in cui le persone che comunicavano coi suoni riconoscevano le voci.</p><p>Rispose con il segnale standard chiedendo se ci fosse urgenza, e ricevette risposta negativa.</p><p>Cominci� allora le operazioni del mattino senza fretta. Era ancora sotto la doccia (l�acqua usata della nave finiva nei meccanismi di riciclaggio) quando si rimise in contatto col suo corrispondente.</p><p>��Compor?</p><p>��S�, Oratore.</p><p>��Avete parlato con Trevize ed il suo compagno?</p><p>��Si chiama Pelorat, Janov Pelorat. S�, Oratore.</p><p>��Bene. Datemi altri cinque minuti e stabilir� il contatto visivo.</p><p>Gendibal pass� accanto a Sura Novi mentre si dirigeva verso i comandi. La hamiana lo guard� con aria interrogativa e stava per parlare, ma lui port� l�indice alle labbra invitandola a tacere. Gendibal avvertiva ancora un certo disagio davanti all�intensa adorazione ed al grande rispetto che coglieva nella mente di lei. Per� era quasi giunto a considerare quei sentimenti primitivi come parte integrante (e nemmeno spiacevole) dell�ambiente che lo circondava.</p><p>Aveva collegato una piccola fibra della propria mente con le fibre di lei ed adesso nessuno avrebbe potuto influenzare la mente dell�uno senza influenzare anche la mente dell�altra. La semplicit� della mente di Sura (e Gendibal non poteva negare che contemplarne la simmetria disadorna procurasse un enorme piacere estetico) impediva nel modo pi� assoluto ad un campo mentale estraneo di avvicinarsi senza essere individuato. Era contento di essersi comportato gentilmente con la donna, dopo l�attacco di Rufirant, perch� la sua gentilezza l�aveva indotta a tornare da lui proprio nel momento in cui gli si era rivelata di grande aiuto.</p><p>��Compor?�� disse.</p><p>��S�, Oratore?</p><p>��Rilassatevi, prego. Devo studiare la vostra mente. Senza offesa, � un controllo necessario.</p><p>��Come volete, Oratore. Posso chiedervi il perch� di questo controllo?</p><p>��Devo assicurarmi che non siate stato influenzato.</p><p>��So che avete degli avversari politici alla Tavola, Oratore, ma certo nessuno di loro...</p><p>��Lasciate stare le elucubrazioni. Rilassatevi. No, la vostra mente non � stata toccata. Ora, se collaborerete con me, stabiliremo il contatto visivo.</p><p>Il contatto visivo era, nel senso comune della parola, un�illusione, dal momento che solo un membro della Seconda Fondazione, educato alla mentalica, avrebbe potuto distinguere qualcosa con i sensi o con apparecchi di rilevamento.</p><p>Si traeva un�immagine dai contorni della mente: l�immagine di un viso. Non era facile, anche il migliore dei mentalisti a volte riusciva a produrre soltanto una forma vaga ed indistinta. Il volto di Compor adesso era proiettato nello spazio ed appariva al suo corrispondente come dietro ad un velo in movimento. Allo stesso modo il volto di Gendibal appariva a Compor.</p><p>Con le iperonde fisiche la comunicazione visiva che si poteva produrre fra persone che si trovassero a migliaia di parsec di distanza era cos� perfetta, da creare l�impressione di un normale contatto diretto. E la nave di Gendibal aveva le apparecchiature necessarie a quel tipo di comunicazione. Ma la visione mentalica presentava dei vantaggi, primo fra tutti quello di non poter essere intercettata dai congegni tecnici della Prima Fondazione. D�altra parte, nemmeno un membro della Seconda Fondazione poteva intercettare la visione mentalica di un altro. Era, s�, possibile captare la rappresentazione della mente, ma non cogliere i sottili mutamenti di espressione che costituivano il succo della comunicazione.</p><p>Quanto agli Anti-Muli... Be�, il fatto che la mente di Novi fosse intatta dimostrava che non ci fossero pericoli incombenti.</p><p>��Compor�� disse Gendibal,�� raccontatemi esattamente, al livello mentale, la conversazione che avete avuto con Trevize e con quel Pelorat.</p><p>��Certo, Oratore�� disse Compor.</p><p>Non ci volle molto. La combinazione di suoni, espressioni e mentalismo condensava notevolmente la materia, nonostante il fatto che ci fossero ben pi� cose da dire a livello mentale che a livello di linguaggio di suoni.</p><p>Gendibal osserv� attentamente l�immagine di Compor. Nella visione mentalica la ridondanza era minima, se non addirittura nulla. Nelle visioni vere, od anche in quelle trasmesse nello spazio attraverso le iperonde, le unit� informative erano enormemente sovrabbondanti rispetto a quante fosse strettamente necessario per la comprensione, e se uno ne perdeva anche un gran numero non rischiava con questo di lasciarsi sfuggire sfumature importanti.</p><p>Nella visione mentalica, invece, si aveva s� l�assoluta sicurezza di non essere intercettati, ma non ci si poteva permettere il lusso di lasciarsi sfuggire qualche unit� informativa. Tutte erano sommamente significanti.</p><p>Gli istruttori, su Trantor, amavano raccontare agli studenti storie orrorifiche che avevano lo scopo di far capire loro l�importanza della concentrazione. Quella pi� famosa era anche la meno credibile. Parlava dei primo rapporto riguardante le imprese del Mulo ricevuto prima che questi conquistasse Kalgan. Il rapporto era stato ricevuto da un funzionario di grado piuttosto basso, il quale aveva creduto che il messaggio parlasse di un equino: non aveva infatti veduto o afferrato la piccola sfumatura visiva che significava �nome della persona�. Aveva quindi pensato che l�informazione fosse troppo poco importante per essere trasmessa a Trantor. Quando era arrivato il messaggio successivo, ormai era troppo tardi per intraprendere un�azione immediata ed erano passati cinque anni amari prima della ripresa.</p><p>Il fatto quasi sicuramente non era mai successo, ma questo non importava. Era una storia paradossale che incitava gli studenti ad abituarsi alla concentrazione pi� assoluta. Gendibal si ricordava ancora di quando, da ragazzo, aveva commesso un errore nella ricezione di un messaggio e aveva interpretato male un particolare che gli era parso tanto insignificante quanto incomprensibile. Il suo insegnante, il vecchio Kendast, un tiranno che tormentava la mente fino alle radici del cervelletto, si era limitato a dire con un sogghigno:�� Un equino, eh, Pivello Gendibal?�� E questo era bastato a far precipitare Gendibal negli abissi della vergogna.</p><p>Compor termin� il suo resoconto.</p><p>��Quali sono state secondo voi le reazioni di Trevize?�� disse l�Oratore.�� Lo conoscete meglio di me, meglio di chiunque altro...</p><p>��Le indicazioni mentaliche erano inconfondibili�� disse Compor.�� Trevize ha dedotto dai miei discorsi e dal mio comportamento che sono ansioso di spedirlo su Trantor o nel Settore Sirio, in una parola in qualsiasi posto che non sia quello da lui scelto. Ci� significa, a mio avviso, che rimarr� dove si trova. Il fatto che gli abbia consigliato caldamente di spostarsi altrove gli ha fatto pensare che questo sia il mio interesse e l�ha indotto ad agire in un modo che crede contrastante con esso.</p><p>��Ne siete certo?</p><p>��Certissimo.</p><p>Gendibal ci riflett� un poco, e decise che Compor avesse ragione.�� Sono soddisfatto�� disse.�� Avete proceduto ottimamente. Siete stato abile a scegliere quella storia della distruzione radioattiva della Terra; cos� avete prodotto la reazione giusta senza bisogno di ricorrere alla manipolazione mentale diretta. Bravo!</p><p>Per un breve attimo Compor parve lottare con se stesso.</p><p>��Oratore,�� disse,�� non posso accettare le vostre lodi. La storia non l�ho inventata: � vera. C�� sul serio un pianeta chiamato Terra nel Settore Sirio, ed � considerato sul serio il pianeta d�origine dell�umanit�. � radioattivo. Non so se sia stato cos� fin dall�inizio o se lo sia diventato; so solo che la radioattivit� � cresciuta sempre di pi�, finch� ogni forma di vita � scomparsa. Anche l�espansore mentale � esistito davvero, bench� non abbia prodotto conseguenze. Tutto questo � considerato storia sul pianeta da cui provengono i miei antenati.</p><p>��Ah s�? Interessante�� disse Gendibal, che per� appariva non troppo convinto.</p><p>��Meglio ancora, dunque. � bene sapere quando una verit� ci pu� servire, visto che � impossibile servirsi di una bugia con la stessa convinzione con cui si usi il suo contrario. Palver una volta ha detto: �pi� la menzogna � vicina alla verit�, pi� � efficace, e la verit� stessa, quando la si pu� usare, � la menzogna migliore�.</p><p>��C�� un�altra cosa da aggiungere�� disse Compor.�� Ho seguito le vostre istruzioni ed ho fatto di tutto per tenere Trevize nel Settore Sayshell fino al vostro arrivo, ma i miei sforzi sono stati tali, che � ormai inevitabile che mi ritenga sotto l�influenza della Seconda Fondazione.</p><p>Gendibal annu�.�� Date le circostanze, credo che questo sia effettivamente inevitabile. Trevize � cos� fissato con l�idea della Seconda Fondazione, che ne vedrebbe le tracce anche se non ci fossero. Dobbiamo semplicemente prendere atto della cosa e tenerne conto.</p><p>��Oratore, se � assolutamente necessario che Trevize resti dove sia finch� voi non arriviate, sarebbe forse utile che vi venissi incontro, vi prendessi a bordo della mia nave e vi riportassi indietro: impiegherei meno di un giorno. <emphasis>..</emphasis></p><p><emphasis>��</emphasis>No, Osservatore�� disse Gendibal, brusco.�� Non fatelo. Quelli di Terminus sanno dove vi troviate: avete a bordo un iper-rel� che non potete rimuovere, vero?</p><p>��S�, Oratore.</p><p>��E se sanno che siete atterrato su Sayshell lo sapr� anche il loro ambasciatore su Sayshell, il quale sapr� pure della presenza di Trevize sul pianeta. Tramite il vostro iper-rel� verrebbero subito avvertiti della vostra partenza per un luogo specifico lontano centinaia di parsec, ma l�ambasciatore li informerebbe della permanenza di Trevize sul pianeta. Che conclusioni potrebbero trarre da questo fatto? Il sindaco Branno �, a detta di tutti, una donna scaltra, e l�ultima cosa che desideriamo � metterla in allarme ponendola di fronte ad enigmi oscuri. Non vogliamo che conduca fin qui parte della sua flotta. Tra l�altro, le probabilit� che lo faccia comunque sono spiacevolmente alte.</p><p>��Con tutto il rispetto, Oratore...�� disse Compor.�� Che motivo abbiamo di temere una flotta se siamo in grado di tenere sotto controllo il suo comandante?</p><p>��Per quanto ci sia poco da temere, c�� da temere ancor meno se la flotta non � qui. Restate dove siete, Compor. Quando arriver�, verr� a bordo della vostra nave e allora...</p><p>��E allora, Oratore?</p><p>��Allora subentrer� a voi, naturalmente.</p></section><section><title><p>6</p></title><p>Terminato il contatto visivo, Gendibal rimase seduto a riflettere per parecchi minuti.</p><p>Durante il viaggio verso Sayshell, un viaggio inevitabilmente lungo su quella nave che non poteva competere in alcun modo con quelle tecnologicamente avanzatissime della Prima Fondazione, aveva esaminato ogni singolo rapporto su Trevize. I rapporti abbracciavano un periodo di quasi dieci anni.</p><p>Considerando la questione nel suo complesso ed alla luce degli avvenimenti pi� recenti, risultava chiaro che Trevize sarebbe stato una recluta meravigliosa per la Seconda Fondazione, se dall�epoca di Palver non fosse stata adottata la regola di non toccare i nativi di Terminus.</p><p>Non era possibile fare una stima di quante reclute di grande valore avesse perduto la Seconda Fondazione per quel motivo; non era possibile valutare le qualit� di tutti gli esseri umani della Galassia, che era popolata da quadrilioni di individui. Era per� improbabile che esistesse qualcuno dotato come Trevize e certamente non esisteva nessuno che come lui avesse, oltre alle capacit� eccezionali, una posizione-chiave.</p><p>Gendibal scosse leggermente la testa. Bench� nato su Terminus, Trevize non avrebbe mai dovuto passare inosservato, e bisognava riconoscere a Compor il merito di essersi accorto della sua particolarit�, nonostante che gli anni, plasmandolo, l�avessero reso meno riconoscibile.</p><p>Ormai naturalmente Trevize non poteva essere di alcuna utilit� alla Seconda Fondazione: era troppo vecchio per essere educato alla mentalica, eppure possedeva un�intuizione innata, la capacit� di pervenire ad una soluzione partendo da quantit� di dati dei tutto insufficienti. Possedeva qualcosa, un <emphasis>quid </emphasis>innato.</p><p>Il vecchio Shandess, che per quanto non pi� nel fiore degli anni era in complesso un buon Primo Oratore, pensava che Trevize fosse l�elemento-chiave della crisi, ed a questa conclusione era giunto senza avere a disposizione i dati e le connessioni elaborati da Gendibal durante il viaggio.</p><p>Come mai il consigliere si era recato su Sayshell? Che piano aveva in testa? Che cosa si accingeva a fare?</p><p>E non lo si poteva toccare: Gendibal non aveva dubbi su quel punto. Finch� non si fosse saputo esattamente quale fosse il suo ruolo, sarebbe stato deleterio cercare di influenzarlo anche di poco. Data la presenza degli Anti-Mulo (qualunque fosse la loro identit�), una mossa sbagliata con Trevize, soprattutto con Trevize, poteva provocare una reazione inaspettata e di enorme gravit�.</p><p>Gendibal sent� una mente vagare nelle vicinanze della propria e, distratto, la allontan� come avrebbe potuto allontanare con la mano un fastidioso insetto trantoriano. Avvertendo di colpo il flusso di dolore della mente estranea, alz� gli occhi.</p><p>Sura Novi aveva portato una mano alla fronte.</p><p>��Scusatemi, Maestro, sono colpita da improvviso mal di testa.</p><p>Gendibal si sent� in colpa.�� Scusatemi voi, Novi. Ero distratto... O meglio, ero troppo concentrato in un certo pensiero.�� Sciolse subito, con delicatezza, il groviglio di fibre mentali creatosi in Novi.</p><p>Novi sorrise, illuminandosi tutta.�� � passato d�incanto. Il suono gentile delle vostre parole ha un effetto benefico su di me, Maestro.</p><p>��Bene�� disse Gendibal.�� Ditemi, c�� qualcosa che non va? Come mai siete qui?�� Evit� di entrare pi� a fondo nella mente di lei per scoprire da solo le ragioni che avevano condotto la hamiana l�. Provava sempre pi� riluttanza ad invadere la sua privacy.</p><p>Novi esit� e si protese leggermente verso di lui.�� Ero preoccupata. Avevate lo sguardo fisso nel vuoto, emettevate mugolii ed il vostro viso era scosso da tic. Sono rimasta impalata a guardarvi, timorosa che steste decadendo, voglio dire... che vi steste ammalando, e non sapevo cosa fare.</p><p>��No, sto benissimo, Novi, non dovete aver paura.�� Le batt� un colpetto rassicurante sulla mano.�� Non c�� di che aver paura. Capito?</p><p>La paura, ed in genere le emozioni forti, deformavano e rovinavano in parte la simmetria della sua mente. Gendibal la preferiva calma, pacifica e felice, quella mente, ma aveva qualche ritegno a renderla tale con il proprio intervento. Novi aveva creduto che il mal di testa le fosse passato per via delle parole gentili di lui, e Gendibal era contento, in fondo, che restasse nella sua convinzione.</p><p>��Novi�� disse,�� potrei chiamarvi Sura?</p><p>Lei alz� gli occhi a guardarlo con aria improvvisamente afflitta.�� Oh, Maestro, non fatelo!</p><p>��Ma Rufirant vi chiamava cos�, il giorno in cui ci conoscemmo. Ormai vi conosco abbastanza bene da...</p><p>��S�, � vero, mi chiamava cos�, Maestro. � cos� che si parla a una ragazza che non ha un uomo, un fidanzato, a una ragazza che non �... completa. La si chiama per nome. Io mi sento pi� rispettata se mi chiamate Novi: � un fatto che mi onora. E se � vero che non ho un uomo, � per� vero che ho un maestro, e ne sono felice. Spero non sia offensivo per voi chiamarmi Novi.</p><p>��No, certo che non lo �, Novi.</p><p>La mente di Novi a quelle parole torn� meravigliosamente simmetrica e Gendibal ne fu felice. Troppo felice: non era un po� strano che fosse tanto felice?</p><p>Con una punta di vergogna, si ricord� che il Mulo, almeno cos� si raccontava, avesse provato sentimenti del genere per quella donna della Prima Fondazione, Bayta Darell, e che proprio questo l�avesse portato alla rovina.</p><p>Certo, il suo caso era diverso. La hamiana rappresentava la sua difesa contro le menti degli Anti-Muli ed a lui premeva solo che assolvesse la sua funzione nel modo migliore.</p><p>No, non era vero. Un Oratore degno della propria carica non poteva di colpo smettere di comprendere i meccanismi della propria mente o, peggio, analizzarli male apposta per evitare di riconoscere la verit�. La verit�, nel suo caso, era che la mente di Novi gli piaceva quando era calma e serena di per s�, senza bisogno del suo intervento. E la mente di Novi gli piaceva semplicemente perch� gli piaceva Novi.</p><p>Dei resto (pens� con un senso di sfida) non c�era niente di male in questo.</p><p>Disse:�� Sedetevi, Novi.</p><p>Lei ubbid�, sistemandosi timidamente sull�orlo della sedia e scegliendo il posto pi� lontano da Gendibal. La sua mente era piena di rispetto.</p><p>��Quando mi avete visto emettere mugolii in realt� stavo parlando con una persona che si trovava a grande distanza da me. Gli studiosi sanno fare questo, sapete.</p><p>Con gli occhi a terra e l�aria triste. Novi disse:�� Capisco che gli studiosi fanno tanti prodigi che io non comprendo e non immagino neanche, Maestro. � un�arte difficile la vostra, come scalare una montagna altissima. Mi vergogno di essere venuta da voi con l�animo di diventare studiosa: come mai non mi avete riso dietro?</p><p>��Non c�� niente di male nell�aspirare a qualcosa, anche se questo qualcosa sia irraggiungibile�� disse Gendibal.�� Voi siete troppo vecchia ormai per diventare una studiosa del mio tipo, ma non si � mai cos� vecchi da non poter imparare di pi� di quello che si sappia e da non poter fare di pi� di quello che si faccia. Vi insegner� un po� di cose su questa nave: quando arriveremo a destinazione, sarete quasi un�esperta.</p><p>Gendibal si sentiva assai soddisfatto. Perch� no? Stava rifiutando deliberatamente l�idea stereotipa che la Seconda Fondazione aveva degli hamiani. Con che diritto, d�altra parte, i membri della Seconda Fondazione si definivano tanto superiori? I giovani da loro educati non arrivavano poi cos� spesso a coprire cariche importanti. I figli degli Oratori non possedevano quasi mai le qualit� necessarie a farli diventare a loro volta Oratori. C�erano state le tre generazioni dei Linguester, tre secoli prima, ma restava il sospetto che l�Oratore della generazione di mezzo non fosse in realt� un Linguester. E se il sospetto era fondato, come potevano gli Oratori, ed in genere i membri della Seconda Fondazione, mettersi su un piedistallo e guardare dall�alto in basso gli hamiani?</p><p>Gendibal la guard�: aveva gli occhi brillanti e la cosa gli fece piacere.</p><p>��Cercher� con tutte le mie forze di imparare quello che mi insegnerete, Maestro</p><p>��disse.</p><p>��Ne sono sicuro�� disse Gendibal. D�un tratto gli venne in mente che durante la sua conversazione con Compor non aveva accennato per nulla al fatto di avere un compagno di viaggio di sesso femminile.</p><p>Forse per� la presenza di una donna non era cos� strana; per lo meno, Compor non se ne sarebbe certo stupito. La singolarit� per� era data dalla presenza di una hamiana...</p><p>Per un attimo, nonostante tutta la sua buona volont�, Gendibal torn� vittima dello stereotipo e si consol� pensando che Compor non era mai stato su Trantor e non poteva quindi accorgersi che Novi fosse una hamiana. Poi per� si liber� di quel residuo di condizionamento. Se anche Compor, o chiunque altro, avesse capito che Novi fosse una hamiana, non gli importava proprio niente. Lui era un Oratore della Seconda Fondazione e poteva agire come gli pareva, purch� nel rispetto del Piano Seldon: nessuno aveva il diritto di interferire.</p><p>��Quando raggiungeremo la nostra destinazione dovremo dividerci, Maestro?�� disse Novi.</p><p>Lui la guard� e disse, forse con pi� foga di quanto avesse inteso metterci:�� No, non ci divideremo, Novi.</p><p>E la hamiana sorrise timidamente, proprio come avrebbe sorriso qualsiasi altra donna della Galassia.</p></section></section><section><title><p>Parte tredicesima</p><p>L�Universit�</p></title><section><title><p>1</p></title><p>Pelorat arricci� il naso quando rientr�, assieme a Trevize, sulla �Far Star�.</p><p>Trevize alz� le spalle.�� Il corpo umano emana forti odori. Il riciclaggio non funziona mai istantaneamente e gli odori artificiali si limitano a coprire quelli naturali, senza sostituirsi a essi.</p><p>��E immagino che tutte le navi abbiano un loro odore peculiare e irripetibile, una volta che siano state occupate per un certo tempo da determinate persone.</p><p>��Infatti, ma dopo un�ora di permanenza sul Pianeta Sayshell vi pareva ancora che questo puzzasse?</p><p>��No�� ammise Pelorat.</p><p>��Bene, fra un po� di tempo anche all�odore della nave non farete pi� caso. Anzi, se vivrete su di essa abbastanza a lungo, al vostro ritorno da fuori il suo odore vi riuscir� gradito, vi parr� l�odore di casa. A proposito Janov, vi avverto che se dopo quest�avventura deciderete di diventare un vagabondo della Galassia, dovrete ricordarvi che � scortese fare commenti sull�odore di una nave o anche di un pianeta con quelli che vivono su quella nave o quel pianeta. Tra noi, ovviamente, ogni confidenza � lecita.</p><p>��Vi dir� una cosa curiosa, Golan: io considero davvero la �Far Star� la mia casa.</p><p>Se non altro, � stata costruita dalla Fondazione.�� Pelorat sorrise.�� Sapete, non ho mai avuto molto spirito patriottico. Mi � sempre piaciuto pensare che il mio paese fosse l�umanit�, ma devo confessare che adesso che sono cos� lontano dalla Fondazione sono pieno di nostalgia.</p><p>��Be�, non siete troppo lontano dalla Fondazione, sapete�� disse Trevize, mentre si sistemava il letto.�� L�Unione Sayshell � pressoch� tutta circondata da territorio della Federazione. Abbiamo un ambasciatore e tantissime presenze nostre qui, a cominciare dai consoli. I sayshelliani amano criticarci a parole, ma in pratica stanno molto attenti a non fare niente che ci sia sgradito. Andate a letto ora, Janov. Oggi non abbiamo combinato niente. Bisogner� combinare di pi� domani.</p><p>Non era per� difficile parlarsi da una stanza all�altra, e quando sulla nave tutte le luci furono spente Pelorat disse, dimenandosi senza requie nella sua cuccetta:�� Golan?</p><p>��S�.</p><p>��Dormite?</p><p>��Finch� voi parlate, � escluso.</p><p>��Qualcosa abbiamo combinato, oggi. Il vostro amico, Compor...</p><p>��Ex amico�� borbott� Trevize.</p><p>��Amico o ex amico che sia, ci ha parlato della Terra e di una cosa che non avevo mai conosciuto attraverso le mie ricerche: la radioattivit�.</p><p>Trevize sollev� il torso, puntellandosi su un gomito.�� Sentite, Janov, se anche fosse vero che la Terra sia un pianeta morto, non torneremmo certo indietro per questo. Io ho ancora intenzione di trovare Gaia.</p><p>Pelorat sbuff� piano, come se stesse soffiando via delle piume.�� Ma certo, amico mio. Anch�io voglio trovare Gaia. D�altra parte, non � che pensi che la Terra sia un pianeta morto: Compor potr� anche essere convinto di quello che ha detto, ma non c�� settore della Galassia in cui non si racconti che l�umanit� abbia avuto origine su una qualche Terra locale.</p><p>�In antropologia chiamiamo questo fenomeno mondocentrismo. Ciascun pianeta tende a dare per scontato di essere superiore al pianeta vicino, a credere che la sua civilt� sia pi� antica e raffinata di quella altrui, a pensare che quanto di buono ci sia negli altri mondi sia stato importato da lui, e quanto ci sia di male sia stato inventato sugli stessi mondi estranei o sia dovuto a un cattivo uso del messaggio importato. E gli esseri umani hanno anche la tendenza a credere che la civilt� migliore sia la civilt� pi� antica. Perci�, se non possono sostenere motivatamente che il loro mondo sia la Terra, pianeta d�origine dell�umanit�, quasi sempre fanno di tutto per dimostrare che essa si trovi nel loro settore, anche quando non sono in grado di localizzarla con precisione.</p><p>��Intendete dire, insomma, che Compor non ha fatto altro che seguire l�andazzo comune quando ha affermato che la Terra si trovi nel Settore Sirio�� disse Trevize.</p><p>��Per� il Settore Sirio ha davvero origini antichissime. Tutti i suoi mondi dovrebbero quindi essere noti, e penso non sar� difficile fare un controllo anche senza recarsi laggi�.</p><p>Pelorat ridacchi�.�� Anche se riusciste a dimostrare che nessun mondo del Settore Sirio possa essere la Terra, non servirebbe a niente. Non avete idea di quanto il misticismo possa ottundere la razionalit�, Golan. Ci sono almeno cinque o sei settori della Galassia dove studiosi rispettabili danno credito, con una solennit� priva della bench� minima traccia di umorismo, a leggende locali secondo cui la Terra si troverebbe nell�iperspazio e si potrebbe raggiungere solo per caso.</p><p>��E sostengono che la Terra sia stata raggiunta per caso qualche volta, o no?</p><p>��Ecco, si raccontano storie a questo riguardo, storie alle quali tutti, per patriottismo, decidono di credere, anche se sono assolutamente inattendibili ed anche se le persone non nate sul mondo in questione le rifiutano in blocco.</p><p>��Allora, Janov, rifiutiamole in blocco anche noi ed entriamo nell�iperspazio del sonno, il nostro iperspazio personale.</p><p>��Ma, Golan, � la faccenda della radioattivit� che m�interessa. Mi pare che sia abbastanza verosimile.</p><p>��In che senso?</p><p>��Ecco, un mondo radioattivo � un mondo in cui la radiazione dura sia presente in concentrazioni pi� alte delle solite. Su un tale mondo il ritmo delle mutazioni sarebbe maggiore e l�evoluzione sarebbe pi� rapida e pi� differenziata. Vi ho gi� detto, se ricordate, che su un punto le varie leggende concordano: sul fatto, cio�, che la Terra avrebbe ospitato milioni di specie diverse. Potrebbe essere proprio questa variet� di forme di vita, questa evoluzione esplosiva ad avere generato l�intelligenza umana e ad averla indotta poi ad allargare i propri orizzonti. Se per qualche ragione la Terra fosse stata radioattiva ovvero pi� radioattiva degli altri pianeti, si potrebbe spiegare perch� essa sia diventata cos� unica e diversa.</p><p>Trevize rimase un attimo in silenzio.�� In primo luogo�� disse,�� non abbiamo motivo di credere che Compor ci abbia detto la verit�. E molto pi� probabile che ci abbia mentito per indurci ad andarcene di qui a setacciare come matti il Settore Sirio.</p><p>Secondo me � proprio questo che si proponeva. Ma ammettiamo pure che ci abbia detto la verit�: non ha forse affermato che la radioattivit� sulla Terra sia cos� alta da avere reso impossibile la vita?</p><p>Pelorat sbuff� di nuovo.�� La radioattivit� non ha impedito alla vita di evolversi sul pianeta ed � molto facile per un organismo sopravvivere una volta nato che riuscire a nascere. Se dunque la vita si � sviluppata e perpetuata, � evidente che il livello di radioattivit� debba essere stato compatibile con essa, all�inizio. In seguito, poi, tale livello non pu� che essersi abbassato: non c�� niente che possa farlo alzare.</p><p>��E le esplosioni nucleari?�� sugger� Trevize.</p><p>��Che cosa c�entrano?</p><p>��Voglio dire, mettiamo che sulla Terra ci siano state molte esplosioni nucleari...</p><p>��Impossibile. In tutta la storia della Galassia non risulta che alcuna civilt� sia mai stata cos� sciocca da usare le esplosioni nucleari come armi belliche. Se cos� fosse stato, non saremmo mai sopravvissuti. Durante le insurrezioni trigelliane, quando entrambe le parti contendenti erano ridotte alla fame e alla disperazione, Jendippurus Khoratt propose di dare inizio a una reazione di fusione nel...</p><p>��E fu impiccato dai marinai della sua stessa flotta. Conosco molto bene la storia galattica. Io per� pensavo a un incidente, a proposito della Terra.</p><p>��A quanto si sa, incidenti di questo tipo non possono portare ad un aumento molto significativo della radioattivit� di un pianeta�� disse Pelorat con un sospiro.</p><p>��Immagino che quando troveremo il tempo di occuparci di questa faccenda ci toccher� andare nel Settore Sirio a condurre qualche ricerca.</p><p>��Un giorno forse lo faremo, ma per adesso...</p><p>��S�, s�, ora smetto di parlare.</p><p>Pelorat mantenne la promessa e Trevize rimase per quasi un�ora sveglio al buio, a chiedersi se non si fosse gi� fatto notare troppo dai suoi avversari, e se non fosse il caso di partire subito per il Settore Sirio e di andare poi su Gaia quando l�attenzione di tutti fosse stata volta altrove.</p><p>Quando finalmente si addorment� non era ancora giunto ad una decisione. Fece sogni tormentosi.</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Arrivarono in citt� solo a met� mattina. Trovarono il centro turistico affollato, a quell�ora, ma riuscirono lo stesso a farsi dire dove fosse una biblioteca di consultazione. Una volta in biblioteca, furono istruiti sull�uso dei modelli locali di computer di raccolta dati.</p><p>Visitarono con cura i musei e le universit�, cominciando da quelli pi� vicini, e controllarono tutte le informazioni disponibili sugli antropologi, gli archeologi e gli storici del luogo.</p><p>��Ah!�� esclam� Pelorat ad un certo punto.</p><p>��Ah?�� disse Trevize, brusco.�� Ah cosa?</p><p>��Questo nome, Quintesetz: mi suona familiare.</p><p>��Lo conoscete di persona?</p><p>��No, naturalmente, ma forse ho letto qualcosa di suo. Sulla nave ho il mio indice generale...</p><p>��Non ho nessuna intenzione di tornare sulla nave, Janov. Il nome vi � familiare e questo � gi� un punto di partenza. Se Quintesetz non � in grado di aiutarci, potr� pur sempre fornirci ulteriori indicazioni.�� Trevize si alz�.�� Troviamo un mezzo per arrivare all�Universit� di Sayshell. E visto che all�ora di pranzo l� non ci sar� nessuno, faremo meglio prima a mangiare.</p><p>Era gi� pomeriggio avanzato quando arrivarono all�universit�, si fecero strada in mezzo al suo labirinto di corridoi e finirono in una sala d�aspetto dove una giovane donna li lasci� per andare a cercare informazioni su Quintesetz.</p><p>��Mi chiedo quanto dovremo aspettare ancora�� disse Pelorat, a disagio.�� Ormai le lezioni saranno tutte finite.</p><p>Quasi avesse sentito quel commento, proprio allora la giovane donna allontanatasi qualche tempo prima torn�. Si diresse in fretta verso di loro producendo un rumore acuto e melodioso con le scarpe viola e rosse, luccicanti. Il rumore variava d�intensit� secondo la rapidit� e la pressione dei passi.</p><p>Pelorat fremette. Pens� che evidentemente ciascun pianeta avesse, oltre ad un suo particolare odore, un suo particolare modo di aggredire i sensi. Si disse che, come aveva imparato a non fare pi� caso al puzzo, forse avrebbe imparato anche ad accettare senza fastidio la cacofonia prodotta camminando dalle giovani donne che vestivano alla moda.</p><p>La ragazza si ferm� davanti a lui.�� Potete dirmi per esteso il vostro nome, professore?</p><p>��� Janov Pelorat, signorina.</p><p>��Qual � il vostro pianeta d�origine?</p><p>Trevize alz� una mano come per invitare il suo compagno al silenzio, ma Pelorat, non notando o non accogliendo il suggerimento, disse:�� Terminus.</p><p>La ragazza, con aria compiaciuta, gli elarg� un gran sorriso.</p><p>��Quando ho detto al professor Quintesetz che un certo professor Pelorat chiedeva di lui, mi ha risposto che avrebbe accettato di vedere soltanto lo Janov Pelorat di Terminus e nessun altro.</p><p>Pelorat batt� ripetutamente le palpebre.�� Vo-volete dire che ha sentito parlare di me?</p><p>��Pare proprio di s�.</p><p>Girandosi rigidamente verso Trevize, Pelorat abbozz� un sorriso.�� Ha sentito parlare di me! Francamente, non credevo proprio... Voglio dire, ho scritto pochissime cose e non pensavo che qualcuno...�� Scosse la testa.�� Non sono cose importanti!</p><p>Trevize sorrise a sua volta.�� Smettetela di crogiolarvi nell�estasi della falsa modestia ed andiamo�� disse. Poi si rivolse alla donna.�� Immagino che ci sia qualche mezzo di trasporto per andare dal professor Quintesetz, vero, signorina?</p><p>��Dal professore si pu� andare a piedi e io sar� lieta di accompagnarvi�� rispose lei, incamminandosi.�� Si trova qui, in questo stesso complesso universitario. Siete tutti e due di Terminus, voi?</p><p>I due la seguirono. Con una punta di fastidio. Trevize disse:</p><p>��S�, perch�, qualcosa che non va?</p><p>��Oh no, assolutamente. Sapete, su Sayshell ci sono persone che non amano la Fondazione, ma qui all�universit� abbiamo una mentalit� pi� cosmopolita. Vivi e lascia vivere, dico sempre io. Insomma, anche i membri della Fondazione sono esseri umani. Capite cosa intendo dire?</p><p>��S�, certo. Siamo in molti, nella Fondazione, a pensare che anche i sayshelliani siano esseri umani.</p><p>��Ecco, � cos� che la dovrebbero pensare tutti. Io non ho mai visto Terminus: dev�essere una vera metropoli.</p><p>��In realt� non lo 蠗 disse Trevize col tono di chi facesse una semplice constatazione.�� Credo che sia pi� piccola di Sayshell City.</p><p>��Mi stupisce questa vostra affermazione�� disse lei.�� Non � la capitale della Federazione della Fondazione? Voglio dire, non c�� mica per caso un�altra Terminus, vero?</p><p>��No, a quanto ne so io c�� una sola Terminus, la capitale della Federazione, appunto: � proprio da l� che veniamo noi.</p><p>��Ma allora dev�essere per forza una citt� tentacolare. Ed avete fatto un viaggio tanto lungo per vedere il professore! Qui siamo molto orgogliosi di lui, sapete. � considerato la maggiore autorit� di tutta la Galassia.</p><p>��Ah s�?�� fece Trevize.�� E riguardo a cosa?</p><p>Lei sgran� gli occhi di nuovo.�� Vi piace proprio stuzzicare la gente, eh? Il professor Quintesetz conosce la storia antica meglio di... meglio di quanto io conosca la mia stessa famiglia!</p><p>La ragazza continu� a camminare col suo passo melodico. Trevize pens� a quanto fosse facile venir giudicati degli importuni senza fare proprio niente per guadagnarsi quella fama. Sorrise e disse:�� Il professore sapr� anche tutto sulla Terra, immagino...</p><p>��La Terra?�� disse lei fermandosi davanti alla porta di un ufficio e guardando Trevize senza capire.</p><p>��Ma s�, il mondo da cui ha tratto origine l�umanit�.</p><p>��Oh, intendete il pianeta primevo. Penso di s�. Penso che sappia tutto anche su quello; in fin dei conti, si trova nel Settore Sayshell, come tutti sanno. Eccoci all�ufficio del professore. Ora vi annuncio.</p><p>��No, aspettate un attimo�� disse Trevize.�� Parlatemi della Terra.</p><p>��A dire la verit� non mi risulta che nessuno la chiami Terra, qui. Sar� un termine in uso nella Fondazione: noi la chiamiamo Gaia.</p><p>Trevize diede un�occhiata a Pelorat.�� Ah s�? E dove si trova?</p><p>��Da nessuna parte. Voglio dire, � nell�iperspazio e non � raggiungibile in alcun modo. Quando ero piccola, mia nonna mi diceva che Gaia un tempo si trovasse nello spazio reale, ma che poi la disgustarono talmente i...</p><p>��Crimini e la stupidit� degli esseri umani�� mormor� Pelorat,�� che per vergogna, abbandon� lo spazio e da allora in poi si rifiut� di avere a che fare con l�umanit� che da lei aveva tratto origine.</p><p>��Ah, allora conoscete la storia, voi! Una mia amica dice che siano solo superstizioni. Voglio proprio raccontarglielo: se queste superstizioni sono cos� importanti da essere note ai professori della Fondazione...</p><p>Sul vetro affumicato della porta era scritto, a lettere brillanti e coi difficili caratteri sayshelliani: �Sotayn Quintesetz Abt�. Sotto si leggeva, scritto nello stesso modo:</p><p>�Istituto di Storia Antica�.</p><p>La donna pos� un dito su un tondo liscio, di metallo. Non si sent� alcun rumore, ma per un attimo il vetro affumicato divent� di un color bianco latte e una voce sommessa disse, con tono lievemente distratto:�� Fatevi riconoscere, prego.</p><p>��Janov Pelorat di Terminus�� disse Pelorat,�� e Golan Trevize, sempre di Terminus.</p><p>La porta si apr� immediatamente.</p></section><section><title><p>3</p></title><p>L�uomo che venne loro incontro alzandosi dalla scrivania era alto e di mezza et�.</p><p>Aveva la carnagione scura e i capelli crespi color grigio-ferro. Alz� una mano in segno di saluto e con voce bassa e pacata disse:�� Sono S.Q. Piacere di conoscervi, professore.</p><p>� Non posseggo titoli accademici�� disse Trevize.�� Sono solo l�accompagnatore del professor Pelorat. Chiamatemi semplicemente Trevize. E, a proposito, il piacere � mio, professor Abt.</p><p>Quintesetz alz� la mano in un gesto di palese imbarazzo.�� No, no. Abt � solo uno sciocco titolo che non ha alcun significato al di fuori di Sayshell. Non fateci caso, vi prego, e chiamatemi S.Q. Di solito qui si usano le iniziali nei rapporti quotidiani tra la gente. Sono davvero felice di fare la conoscenza di due persone mentre aspettavo di vederne solo una.</p><p>Parve esitare un secondo, poi tese la destra dopo essersela asciugata un attimo sui pantaloni. Trevize gliela strinse, chiedendosi quale fosse su Sayshell il modo giusto di salutare.</p><p>��Sedetevi, prego�� disse Quintesetz.�� Forse queste sedie vi sembreranno troppo inanimate, ma non mi piace la moda delle poltrone che stringono in un abbraccio: preferisco che un abbraccio significhi qualcosa, e voi?</p><p>��Anch�io�� disse Trevize con un sorriso.�� Scusate se faccio un�osservazione forse impertinente, ma il vostro nome sembra pi� dei Mondi del Margine che di Sayshell.</p><p>��Siete liberissimo di fare tutte le osservazioni che volete. In parte le mie origini risalgono ad Askone. Cinque generazioni fa, i miei antenati lasciarono Askone perch� sentivano troppo il giogo del governo della Fondazione.</p><p>��E noi siamo membri della Fondazione�� disse Pelorat.�� Mi dispiace.</p><p>Quintesetz agit� un attimo la mano, come a voler sdrammatizzare.�� Non si pu� serbare rancore per un arco di cinque generazioni. Se le cose sono andate cos�, bisogna metterci una pietra sopra. Ma, posso offrirvi qualcosa da mangiare o da bere?</p><p>Gradite un po� di musica nel sottofondo?</p><p>��Se non vi spiace�� disse Pelorat,�� sarei ansioso di andare al nocciolo della questione, sempre che le formalit�, su Sayshell, lo permettano.</p><p>��Le formalit� d�uso qui da noi non impediscono affatto di andare subito al nocciolo del problema. Non avete idea di quanto abbia gradito sapere che eravate su Sayshell, dottor Pelorat. Proprio due settimane fa mi � capitato di leggere un vostro articolo sui miti dell�origine nella �Rivista di Archeologia�, e le vostre riflessioni mi sono parse interessantissime. Peccato solo che l�articolo fosse troppo breve.</p><p>Pelorat arross�, lusingato.�� Sono felicissimo che l�abbiate letto. Ho dovuto fare una sintesi, naturalmente, perch� la rivista non mi avrebbe mai pubblicato il lavoro in versione integrale. Ho in progetto di scrivere un saggio sull�argomento.</p><p>��Sarebbe davvero auspicabile. Ma sapete che, appena letto il vostro articolo, ho provato il desiderio di incontrarvi e parlarvi? Ho persino pensato di venire su Terminus, pur essendo conscio delle difficolt� che avrei incontrato per realizzare il viaggio...</p><p>��Quali difficolt�?�� chiese Trevize.</p><p>Quintesetz apparve imbarazzato.�� Rincresce dirlo, ma Sayshell non desidera affatto unirsi alla Federazione della Fondazione, e tende a scoraggiare le comunicazioni e le relazioni con quest�ultima. Da noi c�� una tradizione di neutralismo, capite. Nemmeno il Mulo riusc� a darci fastidio; ci strapp� solo una dichiarazione esplicita di neutralit�. Per questo motivo chiunque richieda l�autorizzazione a visitare in generale il territorio della Fondazione, e Terminus in particolare, � visto con sospetto, anche se � probabile che gli studiosi come me, animati da interessi teorici, alla fine ottengano il passaporto. In ogni caso non mi sono dovuto sottoporre ad alcuna trafila burocratica, perch� siete stato voi a venire da me. Stento ancora a crederci. A che cosa devo la vostra visita? Avete per caso sentito parlare di me come io ho sentito parlare di voi?</p><p>��Conosco i vostri lavori, S.Q.�� disse Pelorat,�� e ho molti riassunti di essi tra le mie carte. Sono venuto da voi perch� mi sto interessando sia alla Terra, il presunto pianeta d�origine dell�umanit�, sia al primo periodo di esplorazione e colonizzazione della Galassia. In particolare sono venuto per indagare sulla fondazione di Sayshell.</p><p>��Da quanto scrivete, mi sono fatto l�idea che oggetto dei vostri studi siano i miti e le leggende�� disse Quintesetz.</p><p>��E ancora pi� la storia, i fatti reali, quando esistono. Altrimenti s�, i miti e le leggende.</p><p>Quintesetz si alz�, si mise a camminare su e gi� per l�ufficio, si ferm� a fissare Pelorat, poi ricominci� a passeggiare.</p><p>Spazientito, Trevize disse:�� Ebbene, signore?</p><p>��Curioso�� disse l�altro.�� Curioso davvero! Solo ieri...</p><p>��Solo ieri cosa?�� interruppe Pelorat.</p><p>��Come vi dicevo poco fa, dottor Pelorat... A proposito, posso chiamarvi J.P.? Mi riesce innaturale usare il cognome per esteso.</p><p>��Ma certo, fate pure.</p><p>��Come vi dicevo poco fa, J.P., avendo apprezzato il vostro articolo desideravo incontrarvi. La ragione per cui lo desiderassi era questa: avevo capito che eravate a conoscenza di numerosissime leggende sulle origini dei mondi, ma che non eravate a conoscenza della nostra: in altre parole, volevo vedervi per dirvi proprio quello che siete venuto a chiedermi.</p><p>��Che cosa c�entra questo con ieri, S.Q.?�� chiese Trevize.</p><p>��Be�, c�� di mezzo una leggenda importante per la nostra societ�, una leggenda che � diventata il mistero principale per noi...</p><p>��Mistero?</p><p>��Non in senso di enigma o rompicapo, come s�intende, credo, in galattico standard. Qui alla parola mistero diamo il significato di qualcosa di segreto, qualcosa noto solo agli adepti e di cui non si deve parlare agli estranei: e ieri era appunto il giorno.</p><p>��Il giorno di cosa?�� chiese Trevize, cercando di dominare l�impazienza.</p><p>��Il Giorno della Fuga.</p><p>��Ah�� disse Trevize,�� il giorno della quiete e della meditazione, quello in cui tutti dovrebbero rimanere a casa.</p><p>��In teoria s�, solo che nelle citt� grandi e nelle regioni di maggiore sviluppo si osservano poco queste vecchie regole. Ma a quanto vedo siete al corrente di questa consuetudine.</p><p>Pelorat, che stava sulle spine perch� si era accorto che Trevize aveva un tono spazientito, intervenne e disse:�� Ne abbiamo sentito parlare perch� siamo arrivati ieri.</p><p>��Di tutti i giorni possibili siamo capitati proprio in quello�� disse Trevize, sarcastico.�� Sentite, S.Q., come ho detto, io non sono un professore, ma vorrei farvi una domanda. Avete parlato di un mistero noto agli adepti, ma che non va rivelato agli estranei. Ma non ne state parlando con noi, che siamo appunto estranei?</p><p>��S�, certo, voi siete due estranei, ma io non sono osservante, e i miei timori superstiziosi, a questo riguardo, sono davvero minimi. In ogni caso l�articolo di J.P. mi ha confermato in un�idea che avevo da tempo: i miti e le leggende non nascono dal niente. Niente nasce dal niente, in un modo o nell�altro c�� sempre dietro essi qualcosa di vero, anche se magari distorto. E a me affascina la verit� che potrebbe nascondersi dietro la nostra leggenda del Giorno della Fuga.</p><p>��Non correte pericolo a parlarne?�� disse Trevize.</p><p>Quintesetz alz� le spalle.�� No, non credo proprio. I conservatori, se lo sapessero, inorridirebbero, ma � da un secolo ormai che non sono pi� al governo. I laici sono forti e sarebbero ancora pi� forti se i conservatori non sfruttassero le nostre prevenzioni contro la Fondazione. Inoltre, siccome sto discutendo di questo argomento per via dei miei interessi professionali, la Lega degli Accademici mi sosterrebbe a spada tratta, in caso di bisogno.</p><p>��Allora�� disse Pelorat,�� vi spiace parlarci del mistero del Giorno della Fuga, S.Q.?</p><p>��Ve ne parler� volentieri, ma lasciate prima che mi assicuri che non saremo interrotti, e anche che nessuno stia a origliare. Come dice il proverbio, va bene essere costretti a guardare il toro in faccia, ma dargli uno schiaffo sul muso, no!</p><p>Regol� un apparecchio che si trovava sulla sua scrivania e disse:�� Ecco, ora nessuno ci pu� sentire.</p><p>��Siete sicuro che non ci siano microspie?�� disse Trevize.</p><p>��Microspie?</p><p>��Microspie, congegni che permettono di tenere sotto osservazione, qualcuno acusticamente ed a volte anche visivamente.</p><p>Quintesetz apparve sbigottito.�� No, non ci sono congegni del genere, qui su Sayshell.</p><p>Trevize alz� le spalle.�� Se lo dite voi...</p><p>��Procedete, prego, S.Q.�� disse Pelorat.</p><p>Quintesetz incresp� le labbra, si appoggi� allo schienale della poltrona (che cedette un poco) e congiunse i polpastrelli con l�aria di uno che si chiedesse da dove cominciare.</p><p>��Sapete cosa sia un robot?�� disse.</p><p>��Un robot?�� disse Pelorat.�� No.</p><p>Quintesetz guard� Trevize, che scosse la testa lentamente.</p><p>��Sapete per� che cosa sia un computer, immagino.</p><p>��Naturalmente�� disse Trevize, spazientito.</p><p>��Allora, una macchina mobile computerizzata...</p><p>��� semplicemente una macchina mobile computerizzata�� disse Trevize, sempre con tono seccato.�� Ce ne sono a bizzeffe ed a quanto mi consta sono chiamate esclusivamente cos�.</p><p>��... con sembianze umane � un robot�� disse S.Q., terminando il suo discorso come se Trevize non l�avesse interrotto.�� Il robot si distingue dalle altre in quanto ha aspetto umano.</p><p>��Come mai ha aspetto umano?�� chiese Pelorat, sinceramente sorpreso.</p><p>��Non lo so con certezza. Ammetto che per una macchina la forma umana � ben poco funzionale, ma sto solo ripetendo quello che dice la leggenda. Robot � parola antica, di una lingua sconosciuta ormai, ma i nostri storici sostengono che significhi qualcosa come lavoro.</p><p>��Non conosco nessuna parola che somigli anche solo vagamente a robot e che abbia pressappoco il significato del termine lavoro�� disse Trevize, scettico.</p><p>��In galattico no, certo�� disse Quintesetz,�� ma questo � ci� che sostengono gli esperti.</p><p>��Potrebbe essere un�etimologia invertita�� disse Pelorat.�� Quelle macchine erano usate per il lavoro e cos� si fin� col dire che la parola robot significasse lavoro.</p><p>In ogni modo, come mai avete introdotto quest�argomento?</p><p>��Perch� qui su Sayshell si racconta che i robot furono inventati e costruiti per la prima volta quando la Terra era l�unico pianeta abitato e la Galassia le si stendesse davanti completamente deserta. A quell�epoca c�erano dunque due tipi di esseri dall�aspetto umano, gli uni naturali, gli altri costruiti, gli uni di carne, gli altri di metallo, gli uni biologici, gli altri meccanici, gli uni complessi, gli altri semplici...</p><p>Quintesetz fece una pausa e disse, con un sorriso mortificato:�� Scusate, ma � quasi impossibile parlare di robot senza citare passi del <emphasis>Libro della Fuga. </emphasis>Gli abitanti della Terra inventarono i robot, dunque, fin qui tutto � chiaro, no?</p><p>��E perch� inventarono i robot?�� chiese Trevize.</p><p>Quintesetz alz� le spalle.�� Chi pu� dirlo, adesso che � passato tanto tempo?</p><p>Forse erano troppo pochi e avevano bisogno di aiuto, specie in vista della grande impresa di esplorazione e colonizzazione della Galassia.</p><p>��� un�ipotesi plausibile�� disse Trevize.�� Una volta che la Galassia fu colonizzata, la funzione dei robot termin�. Certo non ci sono pi� macchine mobili computerizzate di aspetto umanoide, oggi.</p><p>��In ogni modo�� disse Quintesetz,�� vi racconter� a grandi linee la storia, tralasciando col vostro permesso numerosi orpelli poetici che francamente non accetto, anche se la gente di Sayshell li accetta o fa finta di accettarli. Vicino alla Terra diventarono sempre pi� numerosi i mondi colonizzati, mondi che giravano intorno ad altre stelle e che avevano molti pi� robot di quanti ne avesse la Terra stessa. Sui mondi inesplorati e selvaggi c�era pi� bisogno di essi. Anzi, la Terra ad un certo punto fece marcia indietro: non volle pi� saperne dei robot e si ribell� loro.</p><p>��Che cosa accadde?�� chiese Pelorat.</p><p>��I Mondi Esterni erano pi� forti. Con l�aiuto dei robot, i figli sconfissero la loro Madre, la Terra, e ne assunsero il controllo. Scusatemi, ma non posso evitare ogni tanto di lasciarmi andare a qualche citazione. Per� sulla Terra ci fu un gruppo che riusc� a fuggire perch� disponeva di navi migliori e di tecniche iperspaziali pi� collaudate. Questo gruppo fugg� verso stelle e mondi lontani, molto pi� lontani di quelli colonizzati in precedenza. Furono fondate nuove colonie in cui gli esseri umani poterono vivere liberamente e senza robot. Fu quella la cosiddetta Era della Fuga ed il giorno in cui il primo terrestre raggiunse il Settore Sayshell, ed anzi proprio questo pianeta, � quel Giorno della Fuga che da molte migliaia d�anni noi festeggiamo regolarmente.</p><p>Pelorat disse:�� Amico mio, state dicendo allora che Sayshell fu colonizzato da persone provenienti direttamente dalla Terra?</p><p>Quintesetz riflett� sulla cosa ed esit� un attimo. Poi disse:</p><p>��Questa � l�opinione corrente.</p><p>��E naturalmente voi non l�accettate�� disse Trevize.</p><p>��Mi pare che...�� cominci� Quintesetz, poi si lasci� andare ed esclam�:�� Per tutte le stelle ed i pianeti, no che non l�accetto! � assolutamente inverosimile, ma � un dogma ufficiale e per quanto laico sia diventato il governo, un certo rispetto almeno formale � d�obbligo. Ma torniamo al punto. Nel vostro articolo, J.P., era assente qualsiasi riferimento a questa storia ed alle due fasi della colonizzazione, una minore con grande impiego di robot, e l�altra maggiore ma senza robot.</p><p>��Non c�erano riferimenti perch� di questa leggenda sento parlare per la prima volta adesso, caro S.Q.�� disse Pelorat.�� Vi sono infinitamente grato per avermene dato notizia. Mi sbalordisce che non sia mai trapelato niente di ci� negli scritti...</p><p>��Questo dimostra quanto solido sia il nostro sistema sociale�� disse Quintesetz.</p><p>��� il nostro grande �mistero�, il segreto del nostro mondo.</p><p>��Pu� darsi�� disse Trevize, secco.�� Per�, durante la seconda fase di colonizzazione, quella senza i robot, gli esseri umani si saranno spinti in tutte le direzioni, immagino: come mai questo grande segreto esiste solo su Sayshell?</p><p>��Forse esiste anche altrove e non � noto agli estranei, proprio come qui�� disse Quintesetz.�� I conservatori, da noi, credono che solo Sayshell sia stato colonizzato dalla Terra e che tutto il resto della Galassia sia stato colonizzato da Sayshell, il che � probabilmente una sciocchezza.</p><p>��Questi problemi secondari si potranno risolvere a tempo debito�� disse Pelorat.�� Ora che ho un punto di partenza, posso cercare su altri mondi informazioni del genere di quelle che ho avuto qui. L�importante � che abbia trovato la domanda giusta da fare: com�� noto, da una domanda giusta si pu� ricavare un�infinit� di risposte. Che fortuna che abbia...</p><p>��S�, Janov�� lo interruppe Trevize,�� ma l�amico S.Q. non ci ha raccontato tutta la storia. Che cosa successe alle colonie di pi� antica fondazione e ai loro robot?</p><p>Lo dice, la leggenda?</p><p>��Non dettagliatamente, solo in sintesi�� disse Quintesetz�� A quanto pare, umani ed umanoidi non possono vivere insieme: sui mondi dove c�erano i robot, la vita si estinse.</p><p>��E la Terra?</p><p>��Gli esseri umani l�abbandonarono, si stabilirono qui e probabilmente anche su altri pianeti, checch� ne dicano i conservatori.</p><p>��� da escludersi che tutti gli esseri umani abbiano lasciato la Terra: il pianeta non pu� essere rimasto deserto.</p><p>��Forse no, ma io di questo non so niente.</p><p>Trevize disse, inaspettatamente:�� La Terra era diventata radioattiva?</p><p>��Radioattiva?�� disse Quintesetz, sbalordito.</p><p>��Esattamente.</p><p>��No, ch�io sappia. � un�ipotesi di cui non ho mai sentito parlare.</p><p>Trevize resto un attimo in silenzio, a riflettere. Poi disse:�� S.Q., si sta facendo tardi e probabilmente vi abbiamo gi� fatto perdere anche troppo tempo.�� (Pelorat stava per protestare, ma Trevize gli pos� una mano sul ginocchio e strinse forte, sicch� l�altro, pur seccato, lasci� perdere).</p><p>��Sono felice di esservi stato utile�� disse Quintesetz.</p><p>��Lo siete stato davvero e se possiamo ricambiare in qualche modo il piacere...</p><p>Quintesetz sorrise.�� Se l�amico J.P. fosse cos� gentile da evitare di citarmi negli eventuali studi che pubblicher� sull�argomento del nostro �mistero�, la ricompensa sar� gi� sufficiente.</p><p>Pelorat disse, infervorato:�� Se veniste su Terminus e rimaneste per un certo tempo presso la nostra universit� in qualit� di professore ospite, i vostri meriti sarebbero forse maggiormente riconosciuti ed otterreste il credito che meritate. Si pu� riuscire a organizzare le cose in modo che questo succeda. Il governo di Sayshell non avr� molta simpatia per la Federazione, ma penso che non se la sentir� di rifiutarvi il permesso di venire su Terminus per tenere, che so, un seminario su determinati aspetti della storia antica.</p><p>Quintesetz per poco non fece un salto di gioia.�� E voi sareste in grado di combinare questo scambio?</p><p>��Io non ci avevo pensato�� disse Trevize,�� ma J.P. ha ragione. Il tentativo ha buone probabilit� di riuscita. E naturalmente pi� ci darete motivo di gratitudine, pi� tenteremo...</p><p>Quintesetz aggrott� la fronte.�� Che cosa intendete dire, signore?</p><p>��Non dovete fare altro che parlarci di Gaia, S.Q.�� disse Trevize.</p><p>Tutta la luce che c�era negli occhi di Quintesetz si spense.</p></section><section><title><p>4</p></title><p>Quintesetz fiss� la scrivania carezzandosi con aria distratta i capelli corti e crespi.</p><p>Poi guard� Trevize e strinse forte le labbra come chi � ben deciso a non parlare.</p><p>Trevize inarc� le sopracciglia e attese una risposta. Alla fine Quintesetz disse, con voce quasi strozzata:�� � proprio tardi, ormai. Sta atreggiando.</p><p>Fino allora aveva parlato in buon galattico, ma adesso aveva assunto una curiosa inflessione, come se il sayshelliano si fosse fatto strada attraverso il solido spessore della cultura.</p><p>��Atreggiando?</p><p>��S�, voglio dire che � quasi sera.</p><p>Trevize annu�.�� Che sbadato sono a non essermene accorto. E ho anche fame, tra l�altro. Possiamo invitarvi a cena. S.Q.? Si potrebbe continuare durante la cena la nostra discussione su... Gaia.</p><p>Quintesetz si alz� pesantemente dalla poltrona. Pi� alto dei suoi ospiti, era per� pi� vecchio e tarchiato, e la sua statura non gli conferiva affatto un�aria imponente.</p><p>Appariva pi� stanco di quando Trevize e Pelorat erano arrivati.</p><p>Guard� i due di sottecchi e disse:�� Ho dei doveri di ospitalit� che stavo quasi per dimenticare. Voi arrivate da un altro pianeta e quindi tocca a me invitarvi a cena.</p><p>Perch� non venite a casa mia? Non � lontana da qui, � nello stesso complesso universitario, e se vorremo continuare la conversazione lo potremo fare in un ambiente pi� disteso. Solo che...�� e qui apparve per un attimo a disagio,�� non posso offrirvi un gran pasto. Mia moglie ed io siamo vegetariani e se voi siete abituati a mangiare carne, non so come vi troverete...</p><p>��J.P. ed io saremo felicissimi di frenare per una volta la nostra natura carnivora</p><p>��disse Trevize.�� Credo e spero che la vostra conversazione ci compenser� della rinuncia.</p><p>��Non so come sar� la conversazione, ma posso assicurarvi che la cena vi piacer�, se i vostri gusti non v�impediranno di apprezzare le spezie sayshelliane. Mia moglie ed io abbiamo condotto uno studio particolare su questo genere di cose.</p><p>��Sono ansioso di assaggiare qualsiasi pietanza esotica vorrete sottopormi, S.Q.</p><p>��disse tranquillo Trevize. Pelorat, invece, appariva piuttosto nervoso alla prospettiva di quegli assaggi.</p><p>Quintesetz fece loro strada. I tre uscirono dalla stanza e s�incamminarono per un lunghissimo corridoio. Lo storico sayshelliano ogni tanto salutava studenti e colleghi, ma non accenn� mai a presentare a essi i suoi ospiti. Trevize constat� con un certo imbarazzo che la gente guardava incuriosita la sua fusciacca, che quel giorno era grigia. Evidentemente nell�ambiente universitario un colore neutro come il grigio non era considerato molto bene.</p><p>Alla fine arrivarono alla porta che dava sull�esterno. Era buio, come aveva detto Quintesetz, e faceva anche un po� freddo. In lontananza si scorgeva il profilo degli alberi; ai lati della passerella pedonale si stendeva rigoglioso un tappeto d�erba.</p><p>Pelorat si ferm�, voltando le spalle alle luci brillanti che provenivano dall�edificio e dai lampioni che fiancheggiavano le passerelle.</p><p>��Che bello!�� disse, guardando in su.�� C�� un verso famoso di uno dei nostri massimi poeti che parla del �sublime cielo di Sayshell, picchiettato di gemme�.</p><p>Trevize contempl� lo spettacolo e disse, a bassa voce:�� Noi siamo di Terminus, S.Q. dovete capire. Capire soprattutto il mio amico, che non aveva mai visto altri cieli. Da Terminus si vedono soltanto poche stelle appena distinguibili e la nebbiolina fioca della Galassia. Se foste vissuto per un certo tempo sul nostro pianeta, apprezzereste ancora di pi� il vostro cielo.</p><p>��Noi sayshelliani lo apprezziamo fino in fondo, v�assicuro�� disse Quintesetz con solennit�.�� Abbiamo un cielo cos� perch� ci troviamo in una zona della Galassia in cui le stelle sono distribuite con straordinaria omogeneit�. Credo che da nessun�altra parte si trovino stelle di prima grandezza distribuite in questo modo. Ed hanno anche il vantaggio di non essere troppe. Ho visto il cielo di mondi che si trovavano nelle zone pi� esterne di ammassi globulari ed ho dovuto constatare che l� erano troppe: quando sono troppe, sciupano la grande bellezza del cielo notturno.</p><p>��Sono pienamente d�accordo con voi�� disse Trevize.</p><p>��Vedete�� continu� Quintesetz,�� quel pentagono quasi regolare formato da cinque stelle di luminosit� pressoch� uguale? Noi le chiamiamo le Cinque Sorelle.</p><p>Sono l�, proprio sopra il profilo degli alberi. Le vedete?</p><p>��S젗 disse Trevize.�� Sono molto belle.</p><p>��Infatti�� disse Quintesetz.�� Secondo la tradizione simboleggiano il successo in amore. Su Sayshell non c�� lettera d�amore che non termini con un pentagono formato da puntini: significa desiderio di fare l�amore. A ciascuna stella corrisponde un preciso stadio del gioco amoroso e ci sono poesie famose che fanno a gara nel rendere il pi� erotico possibile ogni stadio. Quando ero giovane mi cimentai io stesso in questo genere di poesie; allora non avrei mai pensato che sarebbe venuto il momento in cui le Cinque Sorelle mi sarebbero state del tutto indifferenti, anche se penso che sia il destino di tutti. Vedete quella stella molto meno lucente, circa al centro del pentagono?</p><p>��S�.</p><p>��Quella rappresenterebbe l�amore non corrisposto. La leggenda dice che un tempo era brillante come le altre, ma che la sua luce si affievol� a causa del dolore.</p><p>Dopo un attimo di contemplazione, il professore riprese il cammino assieme ai suoi ospiti.</p></section><section><title><p>5</p></title><p>Trevize dovette ammettere in cuor suo che la cena era stata ottima. Erano state servite innumerevoli pietanze arricchite da spezie ed aromi delicati, gradevoli al palato.</p><p>Disse:�� Tutti questi vegetali, che � stato un vero piacere mangiare, fanno parte della vostra dieta quotidiana, S.Q.?</p><p>��S�, certo�� disse Quintesetz.</p><p>��Allora immagino che tra essi ci siano forme di vita indigene.</p><p>��Naturalmente. Quando arrivarono i primi colonizzatori, su Sayshell, trovarono un�atmosfera ricca di ossigeno ed adatta alla vita. Noi abbiamo preservato la natura originaria; abbiamo grandissimi parchi dove vivono tuttora sia la flora, sia la fauna di un tempo.</p><p>��In questo ci superate di parecchio�� disse Pelorat con tristezza.�� Su Terminus le forme di vita di terra erano poche quando arrivarono i primi colonizzatori, e questi per un pezzo non fecero niente per cercare di preservare gli organismi acquatici che avevano prodotto l�ossigeno grazie al quale Terminus era stato reso abitabile: Terminus adesso ha un�ecologia che � puramente galattica.</p><p>��Sayshell�� disse Quintesetz con un orgoglio ben lontano dalla protervia,�� ha sempre avuto grande rispetto per tutte le forme di vita.</p><p>Trevize scelse quel momento per cambiare discorso.�� Quando abbiamo lasciato il vostro ufficio�� disse�� ho creduto che fosse vostra intenzione parlarci di Gaia dopo la cena, S.Q.</p><p>La moglie di Quintesetz, una donna bruna, grassa, cordiale che durante il pasto aveva parlato pochissimo, sollev� gli occhi sbalordita, poi si alz� da tavola e se ne and� senza proferir verbo.</p><p>��Mia moglie � molto conservatrice, purtroppo�� disse Quintesetz. visibilmente a disagio,�� e non gradisce che abbiate menzionato il... mondo. Vi prego di scusarla.</p><p>Ma perch� mi avete fatto quella domanda?</p><p>��Perch� quello che risponderete penso possa essere importante per il lavoro di J.P.</p><p>��Ma perch� insistete proprio con me? Abbiamo parlato della Terra, dei robot, della colonizzazione di Sayshell. Che cosa c�entra questo con... con quanto mi avete chiesto or ora?</p><p>��Forse niente, ma ci sono ancora tanti punti oscuri. Perch� vostra moglie si � turbata sentendo nominare Gaia? Perch� voi, a vostra volta, siete turbato? C�� chi di questo argomento parla a cuor leggero. Proprio oggi ci � stato detto che Gaia � la stessa Terra, e che � scomparsa nell�iperspazio a causa del male provocato dagli uomini.</p><p>Quintesetz assunse un�espressione afflitta.�� Chi vi ha detto queste sciocchezze?</p><p>��Una persona che ho conosciuto qui all�universit�.</p><p>��Sono solo superstizioni.</p><p>��Allora non � un�idea che fa parte integrante delle vostre leggende sull�Era della Fuga?</p><p>��No, no. � solo una favola che ha trovato credito fra la gente rozza e ignorante.</p><p>��Ne siete sicuro?�� disse Trevize, brusco.</p><p>Quintesetz si appoggi� allo schienale della sedia e fiss� i propri avanzi nel piatto.</p><p>��Venite in soggiorno�� disse.�� Mia moglie non pu� pulire e riordinare la stanza finch� stiamo qui a discutere di... questo argomento.</p><p>��Siete certo che sia solo una favola?�� ripet� Trevize, dopo che si furono seduti in un�altra stanza, davanti ad una finestra da cui si vedeva buona parte del cielo straordinario di Sayshell. Le luci del soggiorno vennero smorzate un poco perch� fosse dato pieno risalto allo splendore delle stelle, e il viso di Quintesetz si confuse con l�oscurit� dell�ambiente.</p><p>��E voi, non ne siete certo?�� disse lo storico.�� Credete che i pianeti si possano dissolvere nell�iperspazio? Dovete capire che l�uomo medio ha solo una vaga idea di che cosa sia l�iperspazio.</p><p>��A dire la verit� anch�io ho solo una vaga idea di che cosa sia, bench� ci abbia viaggiato attraverso innumerevoli volte�� disse Trevize.</p><p>��Sar� concreto, allora. Vi assicuro che la Terra non si trovi dentro i confini dell�Unione Sayshell, e che il mondo da voi menzionato non sia la Terra.</p><p>��Per�, anche se non sapete dove sia la Terra, dovreste sapere dove sia il mondo che ho menzionato, S.Q. Quello si trova sicuramente entro i confini dell�Unione Sayshell. Noi ne siamo certi, vero, Pelorat?</p><p>Pelorat, che fino allora aveva ascoltato senza partecipare, trasal� sentendosi chiamato in causa e disse:�� Se � per quello, io so anche dove si trovi esattamente il pianeta in questione, Golan.</p><p>Trevize si gir� a guardare il suo compagno.�� Da quando, Janov?</p><p>��Da oggi, mio caro Golan. Mentre venivamo qui, voi ci avete mostrato le Cinque Sorelle, S.Q. Poi avete indicato la stella poco luminosa al centro del pentagono: sono sicuro che quella sia Gaia.</p><p>Quintesetz rimase zitto per qualche attimo. Nella penombra la sua faccia era indecifrabile. Alla fine disse:�� Be�, i nostri astronomi sono di questo parere, anche se si guardano bene dal dirlo ufficialmente. Il pianeta Gaia girerebbe intorno a quella stella.</p><p>Trevize scrut� Pelorat, dal cui viso impassibile per� non trapelava nulla. Poi si rivolse a Quintesetz.�� Allora parlateci di quella stella. Avete le sue coordinate?</p><p>��Io? No�� disse Quintesetz quasi con violenza.�� Non ho coordinate stellari di sorta, qui. Potete averle dal nostro dipartimento di astronomia, anche se, come penso, non senza difficolt�: i viaggi verso quella stella non sono permessi.</p><p>��Come mai? Non rientra nel vostro territorio?</p><p>��Spaziograficamente s�; politicamente no, per�.</p><p>Trevize aspett� che l�altro dicesse di pi�, poi, vedendo che se ne stava zitto, si alz�.�� Professor Quintesetz�� disse in tono solenne,�� non sono n� un poliziotto n� un soldato, e nemmeno un diplomatico od un delinquente. Non son venuto qui per estorcervi informazioni. Poich� voi non me le date spontaneamente dovr� andare, mio malgrado, dal nostro ambasciatore. Capirete certo che non � per mio interesse personale che cerco queste informazioni. Si tratta di una faccenda che sta a cuore alla Fondazione e non vorrei proprio che da ci� nascesse un incidente interstellare. D�altra parte, credo che nemmeno l�Unione Sayshell lo vorrebbe.</p><p>��Che cos�� questa faccenda che sta a cuore alla Fondazione?�� disse Quintesetz in tono incerto.</p><p>��Non � argomento che possa discutere con voi. Se Gaia non � argomento di cui potete parlare con me, bisogner� che rimettiamo la questione nelle mani dei rispettivi governi e, date le circostanze, potrebbe nascerne un grosso svantaggio per Sayshell. Il vostro pianeta si � mantenuto indipendente dalla Federazione, e a me sta benissimo.</p><p>Non ho motivi per augurargli alcun male e non ho alcuna voglia di mettermi in contatto col nostro ambasciatore. Anzi, facendolo mi dannegger� la carriera, in quanto ho avuto ordine di ottenere quelle informazioni senza fare intervenire il governo nella questione. Insomma, vorrei che mi spiegaste se ci sia una ragione precisa per cui non possiate parlarmi di Gaia. Se lo faceste verreste forse arrestato o comunque punito in qualche modo? Potete dirmi chiaramente se non abbai altra scelta che rivolgermi all�ambasciatore della Federazione?</p><p>��No, le punizioni, le pressioni governative non c�entrano�� disse Quintesetz, assai confuso.�� Non so niente di politica, io. Semplicemente, noi non parliamo mai di quel mondo.</p><p>��Si tratta di superstizione, allora?</p><p>��Ebbene s�, proprio di superstizione. Cieli di Sayshell, in fondo non sono molto meglio di quello stupido che vi ha detto che Gaia si trovi nell�iperspazio, o di mia moglie, che si rifiuta persino di stare in una stanza dove si nomini quel pianeta e che potrebbe essere addirittura uscita di casa per paura di essere colpita da...</p><p>��Dal fulmine?</p><p>��Da qualche cosa proveniente da lontano. Ed anch�io, come vedete, stento a pronunciare quel nome, Gaia. Gaia! Sembra impossibile che queste sillabe non debbano provocare un danno, eppure sono incolume, come potete notare. Nonostante ci�, continuo ad esitare. Vi prego per� di credermi quando vi dico che non conosco le coordinate della stella di Gaia. Far� del mio meglio per aiutarvi a ottenerle, se questo pu� esservi di aiuto, ma sappiate comunque che qui nell�Unione Sayshell non si parla mai di quel pianeta. Lo teniamo lontano dagli occhi e dal cuore. Posso solo dirvi quel poco che si sappia su di esso, quello che si sappia veramente, a parte le leggende.</p><p>Dubito che, in ogni caso, possiate apprendere di pi� negli altri mondi dell�Unione.</p><p>�Si sa che Gaia sia un mondo antico; alcuni ritengono che sia il pi� antico di questo settore della Galassia, ma non se ne � certi. L�orgoglio patriottico ci induce a dire che il pi� antico sia Sayshell, la paura invece ci induce a attribuire questo merito a Gaia. L�unico modo per conciliare gli opposti � affermare che Gaia sia la Terra, dato che si sa che Sayshell fu colonizzata dai terrestri.</p><p>�La maggior parte degli storici ritengono che Gaia sia nata in modo indipendente, che cio� non fosse la colonia di alcun mondo dell�Unione, e che a sua volta l�Unione non sia stata colonizzata da essa. Non si sa bene se Gaia sia stata colonizzata prima di Sayshell o dopo.</p><p>��Finora quello che avete detto non ha alcun valore�� disse Trevize,�� perch� avete parlato solo di congetture.</p><p>Quintesetz annu� con aria afflitta.�� Questo perch� nella nostra storia ci siamo accorti relativamente tardi dell�esistenza di Gaia. All�inizio eravamo troppo occupati a fondare l�Unione, poi dovemmo difenderci dall�Impero Galattico, ed infine cercammo di darci una fisionomia in qualit� di provincia imperiale e di limitare il potere dei Vicer�.</p><p>�Fu solo all�epoca della decadenza dell�Impero che uno degli ultimi Vicer�, i quali ormai risentivano pochissimo del controllo centrale, si accorse che Gaia esistesse e sembrava mantenersi indipendente sia da Sayshell, sia dallo stesso Impero.</p><p>Il pianeta conservava intorno a s� un alone di segretezza, sicch� di esso non si sapeva praticamente niente, proprio come ora. Il Vicer� decise di conquistarlo. Non si sa nei particolari quello che successe, si sa soltanto che la spedizione fall� e che tornarono ben poche navi. A quei tempi naturalmente le navi erano tutt�altro che perfette e spesso non erano nemmeno pilotate bene.</p><p>�Sayshell si rallegr� per la sconfitta dei Vicer�, che era considerato un oppressore, e la sua <emphasis>d�b�cle</emphasis> ci indusse quasi automaticamente a riconquistare la nostra indipendenza. Ci liberammo dal giogo dell�Impero ed ancora oggi celebriamo il Giorno dell�Unione, che ricorda quell�evento del passato. Quasi per un senso di gratitudine lasciammo in pace Gaia per circa un secolo, ma venne il momento in cui ci sentimmo abbastanza forti da coltivare anche noi un nostro piccolo imperialismo.</p><p>Perch� non conquistare Gaia?, ci dicemmo. O, almeno, perch� non fondare un Mercato Comune? Dapprima spedimmo l� la nostra flotta, che fu prontamente sconfitta. Poi provammo a stabilire rapporti commerciali, ma tutti i tentativi furono infruttuosi. Gaia rimase sempre un pianeta isolato e, che si sappia, non cerc� mai, neanche minimamente, di commerciare o comunicare con altri mondi. Non cerc� per� nemmeno di far loro la guerra o conquistarli. Poi...</p><p>Quintesetz intensific� la luce nella stanza toccando un comando incorporato nel bracciolo della poltrona, ed il suo viso illuminato rivel� un�espressione inequivocabilmente ironica.�� Poich� siete cittadini della Fondazione�� continu�,</p><p>��vi ricorderete probabilmente del Mulo.</p><p>Trevize arross�. Nei suoi cinque secoli di vita, la Fondazione era stata sconfitta solo una volta. La sconfitta era stata solo temporanea e non aveva intralciato gravemente il cammino verso il Secondo Impero, ma certo chiunque serbasse rancore per la Fondazione e desiderasse ferire la vanit� dei suoi membri non mancava mai di menzionare il Mulo, l�unico che fosse riuscito a sottomettere il colosso. Ed era probabile (pens� Trevize) che Quintesetz avesse illuminato maggiormente la camera per poter vedere i segni della vanit� ferita.</p><p>��S젗 disse il consigliere,�� ci ricordiamo del Mulo.</p><p>��Il Mulo�� disse Quintesetz,�� per un certo tempo govern� un Impero grande quanto la Federazione che � attualmente sotto il controllo della Fondazione. Tuttavia non riusc� mai a governare noi. Ci lasci� in pace. Una volta per� venne su Sayshell e noi firmammo una dichiarazione di neutralit� e di amicizia: non ci chiese altro.</p><p>Fummo gli unici a cui non chiese altro, in quell�epoca in cui era ancora in salute.</p><p>Dopo, quando si ammal�, dovette per forza rinunciare alle sue mire espansionistiche e rassegnarsi all�idea di morire. Non era un uomo irragionevole, sapete. Non usava la forza se non ce n�era bisogno: non fu mai un sanguinario e govern� con saggezza.</p><p>��Aveva solo il difetto di essere un imperialista�� disse Trevize, ironico.</p><p>��Come la Fondazione�� disse Quintesetz.</p><p>Non sapendo cosa ribattere, Trevize disse, irritato:�� Avete nient�altro da dire su Gaia?</p><p>��Volevo solo riportare il commento che fece il Mulo quando firm� il trattato di amicizia col Presidente Kallo, dell�Unione Sayshell. A quanto risulta dalla documentazione storica, dopo avere firmalo con la sua sigla il Mulo avrebbe detto: �con questo documento dichiarate di essere neutrali anche nei confronti di Gaia, il che � una fortuna per noi: nemmeno io tenter� mai di molestare quel pianeta�.</p><p>Trevize scosse la testa.�� Perch� avrebbe dovuto molestarlo? Sayshell era ansioso di affermare la propria neutralit� e Gaia non aveva mai dato noia a nessuno. A quell�epoca il Mulo stava progettando di conquistare l�intera Galassia; non aveva senso per lui perdere tempo in questioni insignificanti. In seguito avrebbe potuto con tutto comodo attaccare sia Sayshell sia Gaia.</p><p>��Pu� essere�� disse Quintesetz.�� ma secondo un testimone dell�epoca a cui si pu� credere, dopo che il Mulo ebbe proferito la frase che vi ho detto sussurr� fra s�, in modo da non essere udito dagli altri, �mai pi��.</p><p>��In modo da non essere udito dagli altri? Come mai allora ci fu chi ud�?</p><p>��Perch� la penna che lui aveva posato un attimo prima sul tavolo rotol� gi� e un sayshelliano si avvicin� macchinalmente e si chin� a raccoglierla. Si trovo cos� con l�orecchio vicino alla bocca del Mulo proprio mentre questi sussurrava �mai pi��. Il testimone ne parl� soltanto dopo la morte del Mulo.</p><p>��Come potete essere certo che non si tratti di una storia inventata?</p><p>��Il testimone non era tipo da inventare bugie del genere: la sua versione dei fatti � stata accettata.</p><p>��E se anche ammettessimo che il Mulo abbia dello quelle parole?</p><p>��Il Mulo visit� l�Unione Sayshell solo in quell�occasione, almeno dopo che ebbe fatto la sua comparsa sulla scena galattica. Se era dunque stato su Gaia doveva esserci stato prima di comparire sulla scena.</p><p>��E allora?</p><p>��Dov�era nato il Mulo?</p><p>��Credo che non lo sappia nessuno�� disse Trevize.</p><p>��Nell�Unione Sayshell si ha la netta convinzione che fosse nato su Gaia.</p><p>��A causa dell�episodio narrato da quel testimone?</p><p>��Solo in parte per quello. Il Mulo non poteva essere sconfitto perch� aveva forti poteri mentali: nemmeno Gaia pu� venire sconfitta...</p><p>��Diciamo che Gaia non sia stata ancora sconfitta: non significa che non lo possa essere in futuro.</p><p>��Nemmeno il Mulo ebbe il coraggio di avvicinarsi a quel pianeta. Esaminate i documenti che parlano del suo dominio. Vedrete che a nessun�altra regione dello spazio us� i riguardi che us� a noi. E sapete che di quelli recatisi su Gaia con l�intento pacifico di instaurare rapporti commerciali nessuno � mai tornato? Perch�, secondo voi, sappiamo cos� poco di quel mondo?</p><p>��Mi pare che il vostro sia un atteggiamento superstizioso�� disse Trevize.</p><p>��Definitelo pure come volete. In ogni caso, dall�epoca del Mulo in poi abbiamo cancellato Gaia dai nostri pensieri. Non vogliamo che quel pianeta cominci a un certo punto a interessarsi a noi e ci sentiamo sicuri solo se facciamo finta che non si trovi l� dov��. Pu� darsi che sotto sotto sia stato il governo stesso a mettere in giro la favola che Gaia sia scomparsa nell�iperspazio: forse sperava che la gente dimenticasse che esiste davvero una stella con quel nome.</p><p>��Allora secondo voi si tratta di un mondo popolato da persone come il Mulo?</p><p>��Potrebbe essere. Vi consiglio, per il vostro bene, di non andarci: se ci andrete non tornerete mai pi�. Se la Fondazione s�immischiasse negli affari di quel pianeta, dimostrerebbe meno criterio del Mulo. Ditelo al vostro ambasciatore.</p><p>��Datemi le coordinate�� disse Trevize,�� e partir� subito: raggiunger� Gaia e torner�.</p><p>� Vi procurer� le coordinate�� disse Quintesetz.�� Il dipartimento di astronomia � attivo di notte, naturalmente, ed io se posso ve le procurer� adesso. Ma permettetemi di consigliarvi ancora una volta di rinunciare all�impresa.</p><p>��Voglio tentare�� disse Trevize.</p><p>��Allora volete suicidarvi�� disse Quintesetz, senza mezzi termini.</p></section></section><section><title><p>Parte quattordicesima</p><p>Avanti!</p></title><section><title><p>1</p></title><p>Janov Pelorat guard� con un misto d�incertezza e di rammarico il paesaggio avvolto nella grigia foschia dell�alba.</p><p>��Bisognerebbe stare qui pi� a lungo, Golan�� disse.�� Mi pare un mondo piacevole e interessante: vorrei conoscerlo meglio.</p><p>Con una smorfia di disappunto, Trevize alz� gli occhi dal computer.�� E credete che non vorrei anch�io la stessa cosa? Su questo pianeta abbiamo consumato tre pasti come si deve, molto diversi l�uno dall�altro ma tutti eccellenti. Mi piacerebbe consumarne altri. E le uniche donne che abbiamo viste le abbiamo viste per troppo breve tempo. Tra l�altro, alcune mi erano parse molto promettenti per... be�, per quello che avevo in mente di fare.</p><p>Pelorat arricci� lievemente il naso.�� Oh, amico mio, hanno al posto delle scarpe quei dannati campanacci, e poi vanno in giro vestite con colori che fanno a pugni l�uno con l�altro. Per non parlare delle ciglia: avete notato quello che fanno alle loro ciglia?</p><p>��Ho notato tutto, Janov, potete starne certo. I difetti che avete rilevato sono ben poco importanti. Si pu� persuadere facilmente una ragazza a lavarsi la faccia; quanto al resto, al momento giusto le scarpe e i vestiti colorati si tolgono.</p><p>��Vi credo sulla parola, Janov�� disse Pelorat.�� Pensavo per� di indagare ulteriormente sull�argomento Terra. Le notizie che abbiamo ricevuto finora sono cos� contraddittorie: uno ci parla di radiazioni, l�altro di robot...</p><p>��In entrambi i casi come risultato si sarebbe avuta l�estinzione della vita sul pianeta.</p><p>��Vero�� disse Pelorat, a malincuore,�� ma pu� darsi che una sola versione sia esatta, oppure che non lo sia alcuna delle due. Od anche, potrebbero essere vere entrambe, ma solo fino a un certo punto. Quando si sentono storie piene di lacune e di incongruenze, viene per forza la voglia di indagare pi� a fondo, non � cos�?</p><p>��Certo�� disse Golan.�� Certo, per la Galassia. Ma il problema essenziale adesso � Gaia. Una volta che l�avremo risolto potremo andare sulla Terra o tornare qui a Sayshell per un periodo pi� lungo. Prima di tutto per� dobbiamo pensare a Gaia.</p><p>Pelorat annu�.�� Il problema essenziale, s�. Ma se dobbiamo credere a quello che ci ha detto Quintesetz, su Gaia ci aspetta la morte: � giusto andarci lo stesso?</p><p>��� una domanda che mi sono fatto anch�io. Avete paura?</p><p>Pelorat esit�, come se stesse analizzando i propri sentimenti. Poi disse, col tono pi� naturale di questo mondo:�� S�. Una paura terribile!</p><p>Trevize si appoggi� allo schienale della sedia, si gir� su di essa per guardare il compagno e disse, con tono altrettanto naturale:�� Janov, non ha senso che corriate questo rischio. Basta una vostra parola e vi lascio su Sayshell con i vostri effetti personali e con met� dei crediti che ci sono stati assegnati. Vi riprender� a bordo quando torner� e dopo, se volete, andremo nel Settore Sirio e sulla Terra, se � vero che si trovi l�. In caso non tornassi, i membri della Fondazione che risiedono in questo pianeta provvederebbero a rimandarvi su Terminus. Non me ne avr� assolutamente a male se deciderete di restare qui, amico mio.</p><p>Pelorat batt� pi� volte le palpebre e strinse le labbra. Poi disse, con voce roca:�� Amico, gi�. E pensare che ci conosciamo solo da una settimana o gi� di l�. Non � strano ch�io non abbia alcuna intenzione di abbandonare la nave? Ho paura, � vero, ma desidero rimanere con voi.</p><p>Trevize mosse le mani in un gesto d�incertezza.�� Ma perch�? Sono sincero quando dico che non sia necessario che veniate.</p><p>��Non so bene perch�, ma sono io che lo ritengo necessario. Il fatto � che... ho fiducia in voi, Golan. Mi pare che sappiate sempre quello che fate. Io sarei voluto andare su Tranton dove probabilmente, ora lo capisco, non avremmo concluso niente.</p><p>Siete stato voi ad insistere su Gaia, e Gaia per qualche motivo dev�essere un punto nevralgico della Galassia. A quanto sembra ha una certa influenza sullo svilupparsi degli avvenimenti. Ma non basta. Non mi � sfuggito come siate riuscito a costringere Quintesetz a darvi le informazioni che volevate su quel pianeta. � stato un bluff molto ben congegnato: vi ho ammirato moltissimo.</p><p>��Avete fiducia in me, allora.</p><p>��S젗 disse Pelorat.</p><p>Trevize pos� una mano sul braccio dell�altro e per un attimo parve cercare le parole. Alla fine disse:�� Janov, vorrete perdonarmi fin da ora se per caso le mie previsioni si riveleranno sbagliate e vi imbatterete in una realt�... sgradevole?</p><p>��Oh, amico mio, perch� mi fate una domanda del genere?�� disse Pelorat.�� Ho preso questa decisione liberamente, per motivi miei, non vostri. Anzi, preferirei che partissimo al pi� presto. Sapete, non vorrei che la mia pusillanimit� mi saltasse alla gola all�ultimo momento facendomi vergognare di me stesso per il resto della vita.</p><p>��Come volete�� disse Trevize.�� Partiremo appena il computer ce lo permetter�. Questa volta ci sposteremo gravitazionalmente, appena saremo sicuri che l�atmosfera sopra di noi non � ingombrata da altre astronavi. Ed a mano a mano che l�atmosfera stessa diventer� meno densa, acquisteremo velocit�. In molto meno di un�ora ci ritroveremo nello spazio.</p><p>��Bene�� disse Pelorat, e tolse il cappuccio al contenitore del caff�. L�orifizio scoperto cominci� subito a fumare. Pelorat mise la tettarella in bocca e sorseggi� il caff�, facendo entrare in bocca la quantit� d�aria sufficiente a raffreddare lievemente il liquido ed a renderlo cos� bevibile.</p><p>Trevize sorrise.�� Avete imparato ad usare a meraviglia quegli affari. Siete un veterano dello spazio, Janov.</p><p>Pelorat fiss� un attimo il contenitore di plastica e disse:</p><p>��Ora che abbiamo navi che hanno superato brillantemente il problema dei campi gravitazionali potremmo anche usare dei contenitori normali, no?</p><p>� Certo, ma � difficile indurre gli spaziali a rinunciare alle vecchie apparecchiature. Come pu� un fiero navigante dello spazio far capire quanto sia superiore ai poveri vermi di terra se usa un�ordinarissima tazza dalla bocca grande?</p><p>Vedete quegli anelli sulle pareti ed il soffitto? Si sono usati per pi� di ventimila anni sulle astronavi tradizionali, ma sono diventati completamente inutili nelle navi gravitazionali. Eppure eccoli l�. E scommetto l�intera �Far Star� contro una tazza di caff� che il nostro fiero navigante al momento del decollo con una nave gravitazionale far� finta di sentirsi schiacciato dall�accelerazione fin quasi all�asfissia, e si lascer� poi dondolare da quegli anelli come se fosse a gravit� zero mentre � a G1, cio� a gravit� normale.</p><p>��State scherzando, vero?</p><p>��In parte s�, ma l�inerzia sociale ostacola sempre tutto, anche il progresso tecnologico. Quegli anelli stanno l� alle pareti, inutili, e le tazze che ci vengono fornite hanno la tettarella.</p><p>Pelorat annu�, pensieroso, e continu� a sorseggiare il caff�. Alla fine chiese:�� Quando decolliamo?</p><p>Trevize rise di cuore e disse:�� Ve l�ho fatta. Mi sono messo a parlare degli anelli e delle tazze e voi non vi siete accorto che decollavamo proprio in quel momento: siamo gi� a un miglio dal suolo.</p><p>��No, non dite sul serio.</p><p>��Guardate fuori.</p><p>Pelorat lo fece, poi disse:�� Ma non ho sentito niente!</p><p>��Non dovevate sentire niente.</p><p>��Non stiamo infrangendo le regole? Non avremmo dovuto seguire il segnale radio e salire a spirale, come abbiamo fatto per l�atterraggio?</p><p>��No, non ce n�� ragione, Janov. Nessuno ci fermer�, proprio nessuno.</p><p>��Quando stavamo per atterrare avete detto che...</p><p>��In quel caso era diverso. Non morivano certo dalla voglia di vederci arrivare, ma sono arcicontenti di vederci andare via.</p><p>��Perch� dite questo, Golan? L�unica persona che ci abbia parlato di Gaia � stato Quintesetz, e ci ha supplicato di non partire.</p><p>��Vi sbagliate, Janov, l�ha fatto solo per una questione di forma. In realt� desiderava assicurarsi che andassimo su Gaia. Voi avete ammirato il mio bluff, grazie al quale credete abbia ottenuto le informazioni, ma � un�ammirazione che non merito, purtroppo. Se non avessi mosso un dito, Quintesetz me le avrebbe fornite lo stesso. E se mi fossi turato le orecchie me le avrebbe addirittura urlate.</p><p>��Perch� dite cos�? � assurdo.</p><p>��Mi giudicate paranoico, eh?�� Trevize si giro verso il computer e si colleg� con esso.�� Non ci fermano�� disse.�� Non c�� alcuna nave che cerchi di intercettarci, non ci sono messaggi di avvertimento di nessun genere.</p><p>Si volt� di nuovo verso Pelorat e disse:�� Ditemi, Janov, come avete saputo dell�esistenza di Gaia? Conoscevate questo nome gi� su Terminus e sapevate che si trovasse nel Settore Sayshell. Sapevate anche che era ritenuta una sorta di Terra.</p><p>Dove avete appreso tutte queste cose?</p><p>Pelorat si irrigid� lievemente.�� Se fossi nel mio ufficio potrei consultare i miei schedari. Non ho portato tutto con me, e certo non i fogli con le date in cui sono venuto in possesso di questa o quella informazione.</p><p>��Be�, riflettete bene�� disse Trevize con caparbiet�.�� Pensate che i sayshelliani stessi sono molto abbottonati sull�argomento: sono cos� restii a parlare del pianeta Gaia, che addirittura incoraggiano la gente pi� sprovveduta a credere che nello spazio reale non esista un tale pianeta. Anzi vi dir� un�altra cosa. Guardate qua.</p><p>Trevize si gir� verso il computer e pos� le mani sulle apposite impronte con la prontezza che gli derivava dall�ormai lunga esperienza. Gli fece piacere provare la sensazione di calore che il collegamento dava. Come sempre, sent� frammenti della propria volont� fluire fuori.</p><p>��Questa � la mappa galattica che il computer aveva nelle sue banche dati prima che atterrassimo su Sayshell�� disse.�� Ora vi mostro la parte della mappa dove � raffigurato il cielo notturno di Sayshell come l�abbiamo visto ieri.</p><p>La stanza si oscur� e sullo schermo apparve il cielo stellato di Sayshell.</p><p>Pelorat disse, sottovoce:�� Bello come dal vero.</p><p>��Pi� bello�� disse Trevize, con una punta d�impazienza.�� Non c�� alcun tipo di interferenza atmosferica, non ci sono nubi e nemmeno assorbimento all�orizzonte.</p><p>Ma aspettate che regolo un attimo una cosa.</p><p>L�immagine si spost�, dando ai due la sgradevole sensazione che fossero loro a muoversi. Pelorat istintivamente afferr� i braccioli della poltrona per �fermarsi�.</p><p>��Ecco lࠗ disse Trevize.�� Le riconoscete?</p><p>��Certo: sono le Cinque Sorelle, il pentagono di stelle indicatoci da Quintesetz.</p><p>Sono inconfondibili.</p><p>��Infatti. Ma dov�� Gaia?</p><p>Pelorat batt� le palpebre. Al centro del pentagono la stella di minor luminosit� non c�era.</p><p>��Non c�蠗 disse.</p><p>��Gi�, non c��. Non c�� perch� la sua posizione non � inclusa nelle banche dati del computer. Poich� � inverosimile pensare che su Terminus abbiano lasciato incomplete le banche dati per risparmiarci spiacevoli avventure su Gaia, si dovr� dedurre che i cartografi della Fondazione che hanno progettato il computer e che avevano a disposizione un�immensa quantit� di informazioni ignorassero l�esistenza di Gaia.</p><p>��Credete che se fossimo andati su Trantor...�� cominci� Pelorat.</p><p>��Penso che non avremmo trovato informazioni su Gaia nemmeno l�. L�esistenza di quel mondo � tenuta segreta dai sayshelliani e ancor pi�, credo, dagli stessi gaiani.</p><p>Voi del resto avete detto, qualche giorno fa, che non era cos� infrequente che un pianeta cercasse apposta di non far sapere della propria esistenza per evitare tasse od intromissioni indesiderate dall�esterno.</p><p>��Di solito�� disse Pelorat,�� quando i cartografi e gli esperti di statistica di imbattono in un mondo del genere, scoprono invariabilmente che si trova in una zona poco popolata della Galassia. � l�isolamento che permette a questi pianeti di stare nascosti. Gaia non � isolata.</p><p>��Infatti. Questa � un�altra delle cose che la rendono unica. Lasciamo dunque questa mappa sullo schermo, cos� da continuare a meditare sulla svista dei nostri cartografi, e torniamo alla domanda di prima: come mai, data la generale ignoranza di persone anche bene informate, voi invece sapevate di Gaia?</p><p>��Sono trent�anni che raccolgo dati sui miti, le leggende, le storie terrestri, mio caro Golan. Senza avere a disposizione tutti i miei documenti, come faccio a...</p><p>��Possiamo intanto mettere dei punti fermi, Janov. Avete avuto notizia di Gaia nei, diciamo, primi quindici anni della vostra ricerca o negli ultimi quindici?</p><p>� Oh, be�, finch� il margine di precisione � cos� ampio, posso dire tranquillamente che sia stato negli ultimi quindici.</p><p>��Forse, con un piccolo sforzo, potete essere pi� preciso. Mettiamo che vi dicessi che avete saputo di Gaia entro l�arco degli ultimi due anni.</p><p>Trevize guard� in direzione di Pelorat, ma nell�oscurit� non riusc� a decifrare la sua espressione. Allora illumin� un po� di pi� la stanza; il cielo stellato di Sayshell, sullo schermo, perse in proporzione parte della sua gloria. L�espressione di Pelorat era impassibile e non rivelava niente.</p><p>��Allora?�� disse.</p><p>��Sto pensando�� disse Pelorat, pacato.�� Potreste avere ragione, anche se non sarei pronto a giurarlo. Quando scrissi a Jimbor, dell�Universit� di Ledbet, non menzionai Gaia, anche se in quel caso sarebbe stato giusto farlo, e gli scrissi nel... nel novantacinque, cio� tre anni fa. S�, penso che abbiate ragione, Golan.</p><p>��E come apprendeste la notizia? Attraverso una comunicazione orale? Oppure la leggeste in un libro od in una relazione scientifica? Scopriste forse il nome in qualche vecchia ballata? Su, cercate di ricordarvi!</p><p>Pelorat si appoggi� allo schienale e incroci� le braccia sul petto. S�immerse in profonda meditazione e non mosse un muscolo. Trevize rimase zitto ed aspett�.</p><p>Alla fine Pelorat disse:�� L�ho saputo attraverso una comunicazione privata. Ma � inutile che mi chiediate chi fu che mi forn� la notizia, amico mio: non me lo ricordo.</p><p>Trevize giocherell� con la propria fusciacca. Per lo sforzo di cavar fuori informazioni a Pelorat senza dargli l�impressione di forzarlo troppo aveva cominciato a sudare, e si sentiva le mari i umide. Disse:�� Era uno storico? Un esperto di mitologia? Un galattografo?</p><p>��Inutile. Non mi ricordo proprio chi sia stato a darmi la notizia.</p><p>��Forse perch� non � stato nessuno.</p><p>��Oh, no, quello � impossibile.</p><p>��Perch�? Avreste rifiutato una comunicazione anonima?</p><p>��Credo di no.</p><p>��Ne avete mai ricevute?</p><p>��Ogni tanto. Negli ultimi anni in alcuni circoli accademici sono diventato noto, nel senso che si sapeva che raccogliessi dati su miti e leggende. Alcuni dei miei corrispondenti a volte, gentilmente, mi hanno fornito materiale che avevano ricavato da fonti non accademiche, fonti che in determinati casi erano anonime.</p><p>� S젗 disse Trevize,�� ma avete mai ricevuto informazioni anonime direttamente, senza la mediazione di professori in corrispondenza con voi?</p><p>��� successo, ma si tratta di episodi molto rari.</p><p>��E siete sicuro che il caso di Gaia non rientri fra questi episodi?</p><p>��Fatti del genere accadono cos� di rado che credo me lo sarei ricordato. In ogni modo, non posso dire con sicurezza n� che l�informazione non sia stata anonima, n� che lo sia stata.</p><p>��Capisco. Insomma, non si pu� escludere la mia ipotesi?</p><p>��Direi di no�� rispose Pelorat. di malavoglia.�� Ma che cos�� questa storia?</p><p>��Non ho ancora finito�� disse Trevize, perentoriamente.�� Anonima o meno che fosse l�informazione, da che mondo l�avete avuta?</p><p>Pelorat alz� le spalle.�� Oh, sentite, non ne ho la pi� pallida idea.</p><p>��Quel mondo non potrebbe essere per caso Sayshell?</p><p>��Non me lo ricordo, ve l�ho detto.</p><p>��Vi sto suggerendo che abbiate saputo di Gaia da Sayshell.</p><p>��Potete suggerirmi quel che vi pare, ma niente dimostra che abbiate ragione.</p><p>��No? Quando Quintesetz ha indicato la stella poco luminosa al centro delle Cinque Sorelle, avete riconosciuto subito che si trattasse di Gaia e ne avete parlato prima ancora che ne parlasse lui. Vi ricordate?</p><p>��Certamente.</p><p>��Come avete fatto a capire subito che fosse Gaia?</p><p>��Perch� nel materiale che avevo su Gaia questo pianeta raramente era chiamato col suo nome. Venivano usate varie circonlocuzioni e definizioni, come il �Fratellino delle Cinque Sorelle�, il �Centro del Pentagono�, od anche il �Pentagono�. Quando Quintesetz ha indicato le Cinque Sorelle e la stella centrale, tutto questo mi � tornato in mente.</p><p>��Non avevate mai accennato a queste denominazioni.</p><p>��Non sapevo cosa significassero e ritenevo non fosse il caso di discuterne con voi, che non siete uno...�� Pelorat esit�.</p><p>��Uno specialista?</p><p>��S�.</p><p>��Vi renderete conto, spero, che il pentagono formato dalle Cinque Sorelle sia una figura relativa.</p><p>��Che cosa intendete dire?</p><p>Trevize sorrise amabilmente.�� Siete proprio un verme di terra! Credete che il cielo abbia una sua forma oggettiva? Che le stelle siano inchiodate al loro posto? Le Cinque Sorelle appaiono come un pentagono se viste dai mondi del sistema planetario cui appartiene il Pianeta Sayshell: solo viste da l� formano quella determinata figura. Chi le guardi da un pianeta che giri intorno ad un�altra stella vedr� un�altra cosa; innanzitutto perch� le osserva da un�angolatura diversa, e poi perch� le cinque stelle non sono tutte alla stessa distanza da Sayshell e, contemplate da altre zone dello spazio, potrebbero apparire totalmente staccate e indipendenti l�una dall�altra. Voglio dire, una o due potrebbero trovarsi in una met� del cielo, le altre nell�altra met�. Guardate un po�...</p><p>Trevize oscur� di nuovo la stanza e si chin� sul computer.</p><p>� L�Unione Sayshell � costituita da ottantasei sistemi planetari popolati.</p><p>Lasciamo Gaia, od il punto dove dovrebbe trovarsi Gaia, al suo posto�� (mentre Trevize diceva questo, al centro del pentagono formato dalle cinque sorelle apparve un cerchietto rosso)�� e spostiamo la visuale in modo che ci appaiano i cieli osservabili dagli altri mondi del Settore.</p><p>Lo schermo si mosse e Pelorat batt� le palpebre. Il cerchietto rosso rimase dov�era, ma le Cinque Sorelle scomparvero. Nelle vicinanze di Gaia c�erano, s�, stelle brillanti, ma nessun pentagono. Lo schermo si mosse molte altre volte e se anche ogni tanto comparvero nel cielo figure formate da stelle, un pentagono cos� perfetto e luminoso come quello che si contemplava da Sayshell non torn� pi�.</p><p>��Vi basta?�� disse Trevize.�� Siete convinto adesso che le Cinque Sorelle non si possano vedere altrove come le si veda su Sayshell?</p><p>��Per� potrebbe essere giunta notizia del cielo di Sayshell ad altri mondi�� disse Pelorat.�� Nell�epoca imperiale, ad esempio, c�erano proverbi, alcuni dei quali noti ancora oggi, che facevano riferimento agli usi e costumi di Trantor.</p><p>��Ma se Sayshell non vuol far sapere a nessuno di Gaia! E perch� mai i pianeti al di fuori dell�Unione avrebbero dovuto interessarsi a una cosa del genere? Perch� mai avrebbe dovuto importargli qualcosa del Fratellino delle Cinque Sorelle se non c�era nemmeno, in cielo, la stella che corrispondesse a quella denominazione?</p><p>��Forse avete ragione.</p><p>��E allora, capite che l�informazione su Gaia debba essere arrivata da Sayshell stesso? Non da una zona qualsiasi dell�Unione, ma proprio dal sistema planetario di cui fa parte il pianeta-capitale.</p><p>Pelorat scosse la testa.�� Siete convincente, ma io non ricordo: non ricordo proprio.</p><p>��Per� riconoscete che la mia ipotesi sia plausibile?</p><p>��S�.</p><p>��Veniamo al secondo punto. In che epoca pensate sia nata la leggenda di cui ci ha parlato Quintesetz?</p><p>��Oh, pu� essere nata in qualsiasi epoca. Grosso modo direi che risalga all�Epoca Imperiale. Ha l�impronta delle antiche...</p><p>��Vi sbagliate, Janov. Le Cinque Sorelle sono abbastanza vicine al Pianeta Sayshell, ed � per questo che sono cos� luminose. Quattro di esse hanno un intenso moto proprio e si muovono in direzioni diverse, totalmente indipendenti l�una dall�altra. Guardate cosa succede ora che sposto lentamente la mappa indietro nel tempo.</p><p>Il cerchietto rosso che indicava Gaia rimase come al solito al suo posto, mentre il pentagono a poco a poco si smembr�: quattro delle sue stelle si allontanarono in direzioni diverse e la quinta si spost� di poco.</p><p>��Guardate la figura, Janov�� disse Trevize.�� Vi pare un pentagono regolare, adesso?</p><p>��� chiaramente sbilenco�� disse Pelorat.</p><p>��E Gaia si trova sempre al centro?</p><p>��No, � spostata di lato.</p><p>� Esattamente. Cos� appariva la costellazione centocinquant�anni fa. Le informazioni che avete ricevuto in merito al Centro del Pentagono hanno un senso soltanto in relazione a questo secolo, anche su Sayshell. Quindi il materiale che avete avuto su tale argomento deve, oltre che provenire da Sayshell, risalire al nostro secolo, probabilmente all�ultimo decennio. E l�avete avuto nonostante Sayshell sia cos� restio a dare notizie di Gaia.</p><p>Trevize riaccese le luci, spense la mappa stellare e, seduto nella sua poltrona, fiss� intento Pelorat.</p><p>��Sono confuso�� disse Pelorat.�� Che senso ha tutto questo?</p><p>��Lo chiedo a voi. Riflettete un po�. Qualche tempo fa mi venne in testa l�idea che la Seconda Fondazione potesse ancora esistere. In occasione di un discorso che dovevo pronunciare durante la campagna elettorale pensai di spremere un po� di voti alla gente ancora indecisa tirando fuori la frase d�effetto �Se la Seconda Fondazione esistesse ancora...� Quello stesso giorno, dopo il discorso. pensai fra me e me: e se esistesse ancora sul serio? Mi misi a leggere libri di storia e nel giro di una settimana mi ero convinto. Non c�erano prove concrete, ma ho sempre avuto l�impressione di saper trarre le conclusioni giuste anche dalle supposizioni pi� azzardate. Questa volta, per�...�� Trevize s�interruppe e riflett� un attimo. Poi continu�.�� Pensate a cosa sia successo da allora. Fra tutte le persone ho scelto Compor come mio confidente, e lui mi ha tradito. Dopo di che il sindaco Branno mi ha fatto arrestare e mi ha mandato in esilio. Perch� in esilio, invece di lasciarmi semplicemente in prigione, o di minacciarmi con lo scopo di indurmi a tacere? E perch� mi ha assegnato una nave ultimo modello che mi consente straordinari Balzi nell�iperspazio? E perch� ha voluto tanto che vi prendessi con me e mi ha suggerito di aiutarvi a trovare la Terra?</p><p>�E perch� ero cos� sicuro di non dover andare su Trantor? Ero convinto che voi aveste un�idea migliore per la nostra ricerca e voi che cosa avete fatto? Di punto in bianco avete tirato fuori il misterioso pianeta Gaia, sul quale avevate avuto informazioni in circostanze, come risulta ora, assai nebulose. Ci rechiamo su Sayshell, prima tappa obbligata, e chi ci troviamo? Compor, il quale ci racconta dettagliatamente la storia della Terra e della sua morte. Ci assicura poi che essa si trova nel Settore Sirio e ci consiglia caldamente di andare l�.</p><p>��Ecco, questo � il punto�� disse Pelorat.�� Da quel che dite sembra che un complesso di circostanze ci spingesse verso Gaia, ma, come avete appena osservato, Compor ha tentato di persuaderci ad andare altrove.</p><p>��E per reazione io ho deciso di continuare il viaggio verso Gaia; la mia diffidenza nei confronti di Compor non poteva che indurmi ad agire cos�. Tuttavia forse lui contava proprio sul fatto che non mi sarei fidato dei suoi consigli. Potrebbe avere detto quello che ha detto apposta per spingermi a fare il contrario.</p><p>��Sono mere congetture�� mormor� Pelorat.</p><p>��Vi pare? Andiamo avanti. Abbiamo chiesto un colloquio a Quintesetz semplicemente perch� si trovava l� all�universit�, a portata di mano...</p><p>��Non � vero�� disse Pelorat.�� Io lo conoscevo di fama.</p><p>��Avete detto che il suo nome vi suonava familiare, ma non vi ricordavate di aver mai letto niente di suo. Perch� il suo nome vi era familiare? In ogni modo, � venuto fuori che Quintesetz aveva letto un vostro saggio che l�aveva colpito moltissimo. Vi pare verosimile, questo? Voi stesso avete ammesso che il saggio in questione non era granch� noto.</p><p>�Ma non basta. La ragazza che ci accompagna da Quintesetz a un certo punto, del tutto gratuitamente, nomina Gaia e, quasi volesse attrarre la nostra attenzione verso questo pianeta, dice che si trova nell�iperspazio. Quando chiediamo delucidazioni a Quintesetz lui si comporta come uno che non vuole parlare della faccenda, per� non ci butta fuori, anche se io sono abbastanza villano con lui. Ci invita anzi a casa sua e durante la strada si prende la briga di indicarci le Cinque Sorelle. Si assicura anche che prendiamo nota della stella poco luminosa al centro del pentagono. Perch�? Non ci troviamo davanti ad una catena di coincidenze davvero insolite?</p><p>��Certo, presentando le cose in questa maniera...�� disse Pelorat.</p><p>��Presentatele come vi pare�� disse Trevize.�� Io non credo alle catene di coincidenze insolite.</p><p>��Allora, qual � il significato di tutto ci�? Che qualcuno stia tirando le fila alle nostre spalle perch� ci rechiamo su Gaia?</p><p>��S�.</p><p>��Ma chi?</p><p>��Su questo non vi sono dubbi�� disse Trevize.�� Chi pu� riuscire a controllare le menti, a dare una regolata qui e una l� in modo che si segua una direzione piuttosto che un�altra?</p><p>��Mi state dicendo che sia la Seconda Fondazione?</p><p>��Che cosa ci hanno detto di Gaia? Che � intoccabile. Le flotte che hanno tentato di attaccarla sono state distrutte. La gente che vi si reca non fa pi� ritorno. Nemmeno il Mulo ebbe il coraggio di muoverle guerra; e pare addirittura che si trattasse del suo pianeta d�origine. Sembra proprio che Gaia sia la sede della Seconda Fondazione, e trovarla � lo scopo che mi prefiggo.</p><p>Pelorat scosse la testa.�� Ma secondo alcuni storici il Mulo fu fermato dalla Seconda Fondazione: come sarebbe potuto succedere ci�, se fosse stato un membro di essa?</p><p>��Sar� stato un rinnegato.</p><p>� E per quale ragione la Seconda Fondazione ci sospingerebbe cos� inesorabilmente verso di s�?</p><p>Con lo sguardo pensieroso e la fronte corrugata, Trevize disse:</p><p>��Vediamo di ragionarci su. La Seconda Fondazione, a quanto risulta, ha sempre giudicato di capitale importanza non far sapere agli estranei della propria esistenza, o comunque far sapere di s� il meno possibile. Per centoventi anni noi della Prima Fondazione abbiamo effettivamente pensato che la Seconda non esistesse pi�, e questo deve aver fatto molto comodo ai suoi membri. Eppure, quando io ho cominciato a sospettare della loro esistenza, non hanno fatto niente. Compor sapeva.</p><p>Avrebbero potuto usarlo per chiudermi la bocca in un modo o nell�altro, anche uccidendomi, invece non hanno mosso un dito.</p><p>��Vi hanno fatto arrestare, se vogliamo attribuire alla Seconda Fondazione la responsabilit� di quanto � avvenuto�� disse Pelorat.�� Secondo quanto mi avete detto, in questo modo la popolazione di Terminus non � stata messa al corrente delle vostre opinioni, I membri della Seconda Fondazione sono riusciti a compiere l�operazione senza commettere atti di violenza, forse nemmeno loro ignorano il detto di Salvor Hardin, �la violenza � l�ultimo rifugio degli incompetenti�.</p><p>��Ma che la popolazione di Terminus ignori le mie opinioni serve a ben poco. Il sindaco Branno le conosce e certo si � domandata se io non abbia ragione. Per cui ormai la Seconda Fondazione non pu� pi� farci del male. Se mi avessero eliminato subito, avrebbero evitato ogni pericolo. Forse avrebbero evitato ogni pericolo anche se mi avessero lasciato completamente in pace, perch� avrebbero potuto manovrare le cose in modo da presentarmi alla gente di Terminus come un eccentrico, magari addirittura un pazzo. E la prospettiva di vedere la mia carriera politica rovinata mi avrebbe indotto a tacere alle prime avvisaglie di ostilit� da parte degli elettori.</p><p>�Ora invece � troppo tardi perch� la Seconda Fondazione intervenga. Harla Branno si � insospettita abbastanza per quanto � successo da spedirmi dietro Compor, e poich�, essendo pi� saggia di me, non si fida nemmeno di lui, ha piazzato sulla sua nave un iper-rel�. Di conseguenza sa che ci troviamo su Sayshell. E ieri sera, mentre dormivate, ho fatto trasmettere dal nostro computer un messaggio destinato al computer del nostro ambasciatore su Sayshell. In esso spiegavo che ci stiamo dirigendo verso Gaia, e mi sono preso anche la briga di fornire le coordinate. Se adesso la Seconda Fondazione far� qualcosa contro di noi, sono sicuro che la Branno ordiner� di investigare sull�accaduto. E certo la Seconda Fondazione non muore dalla voglia di vedere l�attenzione della Prima concentrata su di s�.</p><p>��Se sono cos� potenti�� disse Pelorat,�� dovrebbero infischiarsene di attrarre l�attenzione della Prima Fondazione...</p><p>��Invece non � cos젗 disse Trevize con convinzione.�� Se ne stanno nascosti perch� per certi versi evidentemente sono deboli e perch� la Prima Fondazione dal punto di vista tecnologico ha fatto passi da gigante, superando addirittura, penso, le previsioni di Seldon. Il modo cauto, quasi furtivo, con cui ci hanno indotto a dirigerci verso il loro mondo sembra dimostrare che non abbiano alcuna voglia di attrarre l�attenzione su di s�. E se � vera questa ipotesi, allora hanno gi� perso, almeno in parte, perch� hanno attirato l�interesse della Prima Fondazione e non possono fare niente per cambiare la situazione.</p><p>��Ma perch� affronterebbero tutti questi rischi?�� disse Pelorat.�� Perch�, se la vostra analisi � corretta, dovrebbero correre seri pericoli pur di indurci a raggiungerli attraversando la Galassia? Che cos�� che vogliono da noi?</p><p>Trevize fiss� Pelorat e arross�.�� Janov�� disse,�� Ho un presentimento riguardo a questa faccenda. Vi ho detto che ho il dono di arrivare a conclusioni esatte partendo da indizi minimi. Una speciale sensazione di sicurezza mi dice quando ho ragione, e adesso la provo. Io ho qualcosa di cui i membri della Seconda Fondazione hanno bisogno, e ne hanno tanto bisogno che per essa sono disposti a mettere a repentaglio la loro stessa esistenza. Non so che sia questo qualcosa, ma devo scoprirlo, perch� se ce l�ho e se � cos� importante, allora voglio poterlo usare per quello che sembra giusto a me.�� Trevize scroll� leggermente le spalle.�� Siete ancora disposto a seguirmi, amico mio, ora che vedete che razza di pazzo io sia?</p><p>��Vi ho detto che ho fiducia in voi�� disse Pelorat.�� E ce l�ho tuttora.</p><p>Trevize rise, enormemente sollevato.�� Fantastico! Perch�, sapete, ho un�altra sensazione, e cio� che voi per qualche motivo siate una pedina essenziale in tutta questa vicenda. Allora, Janov, a tutta velocit� verso Gaia. Avanti!</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Il sindaco Harla Branno dimostrava decisamente di pi� dei suoi sessantadue anni, almeno in quel momento. Era cos� immersa nei suoi pensieri che si era dimenticata di evitare, come faceva di solito, lo specchio; cos�, mentre si dirigeva verso la sala mappe, aveva visto la propria immagine e si era resa conto di avere un�aria terribilmente stanca.</p><p>Sospir�. Era sfibrante, si disse. Da cinque anni ricopriva la carica di sindaco e prima di allora, per dodici anni, aveva tirato le fila del potere mentre uomini di paglia sedevano su quella poltrona. Tutto era andato liscio, aveva registrato sempre successi, ma era stato sfibrante. Si chiese come sarebbe stato se le cose non fossero andate lisce, se avesse subito sconfitte.</p><p>Per lei personalmente non sarebbe stato male, pens�. La necessit� di agire le avrebbe rinvigorito lo spirito. Era la tremenda consapevolezza di non avere altra scelta che l�immobilismo ad averla fiaccata.</p><p>A garantire il successo era il Piano Seldon, e la Seconda Fondazione serviva ad assicurare che tale successo continuasse. Harla Branno, la persona di polso che stava al timone della Fondazione (era la Prima Fondazione, in realt�, ma su Terminus nessuno mai pensava di aggiungere l�aggettivo), si limitava a seguire la corrente.</p><p>La storia non si sarebbe ricordata, o quasi, di lei. Lei stava semplicemente ai comandi di una nave che era governata da fuori.</p><p>Persino Indbur III, che si era trovato al comando nel momento in cui la Fondazione si era arresa disastrosamente al Mulo, aveva fatto qualcosa: aveva, se non altro, capitolato.</p><p>Harla Branno, invece, era destinata a precipitare nell�anonimato. A meno che Golan Trevize, quello sconsiderato, quel parafulmine, non avesse reso possibile...</p><p>La Branno guard� pensierosa la mappa. Non era del tipo elaborato dai computer ultimo modello; era invece un grappolo di luci tridimensionale che rappresentava la Galassia a mezz�aria, olograficamente. Bench� la struttura non potesse essere mossa n� girata e bench� non si potesse n� espandere, n� contrarre, le si girava intorno facilmente e la si poteva osservare da qualsiasi angolatura.</p><p>Quando la Branno tocc� un comando, un�ampia sezione della Galassia, circa un terzo di tutto l�insieme (escluso il nucleo, che era �terra di nessuno�), divent� rossa.</p><p>La zona rossa rappresentava la Federazione della Fondazione, costituita da pi� di sette milioni di mondi abitati, governati dal Consiglio e dallo stesso sindaco Branno.</p><p>Erano quei sette milioni di pianeti ad avere votato per la Branno e a essere rappresentati alla Camera dei Mondi, la quale dibatteva questioni scarsamente importanti, deliberava su di esse e mai e poi mai si occupava di qualcosa di maggior rilevanza.</p><p>Il sindaco tocc� un altro comando, e dai confini della Federazione si protesero in fuori, qui e l�, macchie di color rosa chiaro: sfere d�influenza. Si trattava di regioni che non appartenevano alla Fondazione, ma che, indipendenti pi� di nome che di fatto, non si sarebbero mai sognate di contrastare una qualsiasi mossa del colosso.</p><p>La Branno era convintissima che nessuno nella Galassia (nemmeno la Seconda Fondazione, dovunque fosse) potesse sostenere un confronto con la Fondazione, e che quest�ultima avrebbe potuto, volendo, far partire da un momento all�altro le sue flotte di navi e fondare senza difficolt� il Secondo Impero.</p><p>Ma dall�inizio del Piano erano passati solo cinque secoli, non i dieci previsti da Seldon. Il sindaco scosse la testa con tristezza. Se la Fondazione avesse agito ora, per un motivo o per l�altro avrebbe registrato un insuccesso. Anche se le sue navi erano insuperabili, ugualmente non avrebbe avuto probabilit� di vincere.</p><p>A meno che Trevize non avesse attirato su di s� i fulmini della Seconda Fondazione... fulmini che avrebbero permesso di risalire a chi li avesse lanciati.</p><p>Harla Branno si guard� intorno. Dov�era Kodell? Non era proprio il momento adatto ai ritardi.</p><p><emphasis>Lupus in fabula</emphasis>, in quel momento Kodell entr� nella stanza sorridendo allegramente; aveva un�aria pi� paterna che mai, con i suoi baffi grigio-bianchi e la pelle abbronzata. Paterna, ma non vecchia. In effetti, aveva otto anni meno del sindaco.</p><p>Come mai lui non mostrava i segni della tensione? Quindici anni passati a fare il Capo della Sicurezza non gli avevano lasciato il marchio?</p></section><section><title><p>3</p></title><p>Kodell annu� lentamente, seguendo la formalit� imposta a chi iniziasse un colloquio con il sindaco. Era un�usanza che si tramandava fin dai tempi bui degli Indbur. Quasi tutto era cambiato col tempo, ma l�etichetta era quella che resisteva di pi� alle innovazioni.</p><p>��Scusate se sono in ritardo, sindaco�� disse,�� ma l�arresto del consigliere Trevize ha cominciato a scuotere dal suo torpore il Consiglio.</p><p>��Ah s�?�� disse il sindaco, senza molta partecipazione.�� Ci aspetta la rivoluzione, a palazzo?</p><p>��No, affatto. Abbiamo tutto sotto controllo. Per� ci sar� confusione.</p><p>��Che facciano pure confusione. Cos� si sentiranno meglio, ed io... io mi terr� fuori dalla scena. Immagino di poter contare sul favore dell�opinione pubblica, vero?</p><p>��Credo di s�, specie sull�opinione della gente che non sia di Terminus: a chi non sia di Terminus non interessa per niente quel che succeda ad un consigliere esule.</p><p>��A me interessa, invece.</p><p>��Nuove notizie?</p><p>��Liono�� disse la Branno,�� voglio essere informata su Sayshell.</p><p>��Non sono un libro di storia ambulante�� disse Kodell con un sorriso.</p><p>��Non m�interessa la storia che si legge sui libri: voglio sapere la verit�. Come mai Sayshell � indipendente? Guardate qua.�� Harla Branno indic� nella mappa la zona rossa che rappresentava il territorio della Fondazione; in mezzo alle spirali pi� interne c�era una sacca bianca.</p><p>��L�abbiamo quasi incapsulata, quasi risucchiata�� disse,�� ma � ancora bianca, e resta bianca. Non � rappresentata nemmeno col rosa degli alleati sicuri.</p><p>Kodell alz� le spalle.�� Ufficialmente Sayshell non � un alleato sicuro, per� non ci d� alcun fastidio: � neutrale.</p><p>��D�accordo. Guardate questo, allora.�� La Branno tocc� un comando e il rosso si diffuse ancora di pi�, fino a coprire quasi met� della Galassia.�� Questo�� disse</p><p>��era il regno del Mulo all�epoca della sua morte. Se osservate bene in mezzo al rosso, vedrete che l�Unione Sayshell, pur essendo completamente circondata da territorio soggetto al Mulo, � colorata in bianco: � stata l�unica zona non conquistata.</p><p>��Era neutrale anche allora.</p><p>��Il Mulo non rispettava molto la neutralit�.</p><p>��In questo caso pare l�abbia fatto.</p><p>��Pare proprio. Che cos�ha Sayshell di particolare?</p><p>��Niente�� disse Kodell.�� Credetemi, sindaco, possiamo conquistare l�Unione quando vogliamo.</p><p>��Davvero? Eppure, per qualche motivo, non l�abbiamo conquistata.</p><p>��Non c�� alcun bisogno di annetterla.</p><p>Harla Branno si appoggi� allo schienale della poltrona e, posando una mano sopra i comandi, spense l�ologramma.</p><p>��Credo che adesso, invece, occorra annetterla.</p><p>��Come dite?</p><p>��Liono, ho spedito quello stupido consigliere nello spazio perch� mi facesse da parafulmine. Pensavo che la Seconda Fondazione l�avrebbe considerato pi� pericoloso di quanto realmente non fosse e che avrebbe ritenuto la Fondazione un pericolo minore: lui sarebbe stato colpito dal fulmine e noi avremmo visto da dove questo si originasse.</p><p>��Certamente, sindaco.</p><p>��Speravo che andasse a visitare le rovine imputridite di Trantor e a cercare tra i resti, ammesso che ci siano, della Biblioteca, qualche notizia riguardante la Terra. La Terra, se ricordate, � quel mondo che, secondo i mistici e le loro noiose teorie, avrebbe dato origine all�umanit�. Come se, anche nel caso fosse vero, il fatto avesse la minima importanza... Pensavo che la Seconda Fondazione non avrebbe mai creduto che quello della Terra fosse il reale motivo per cui Trevize si fosse recato su Trantor e che si sarebbe messa in moto per scoprire quale fosse il suo vero obiettivo.</p><p>��Ma lui non � andato su Trantor.</p><p>��No. Del tutto inaspettatamente, � andato su Sayshell. Perch�?</p><p>��Non lo so. Ma perdonate un vecchio segugio come me, che ha il compito di sospettare sempre di tutto, e ditemi per favore come fate ad essere sicura che lui e Pelorat si siano recati su Sayshell. So che Compor fa regolarmente rapporto, per� fino a che punto ci possiamo fidare di lui?</p><p>��L�iper-rel� ci dice che la sua nave � atterrata effettivamente su Sayshell.</p><p>��Senza dubbio, ma come potete essere certa che anche Trevize e Pelorat abbiano fatto altrettanto? Compor pu� essere andato su Sayshell per motivi suoi e potrebbe non sapere dove sono gli altri, od infischiarsene.</p><p>��Il nostro ambasciatore su Sayshell ci ha informato dell�arrivo della nave con la quale Trevize e Pelorat sono partiti, e non sono incline a credere che la nave sia arrivata senza loro a bordo. Tra l�altro, Compor dice di avere parlato con loro e se anche si pu� non credere a lui, ci sono altre testimonianze dalle quali si apprende che i due si sono recati all�Universit� di Sayshell, dove hanno fatto visita a uno storico di non grande rinomanza.</p><p>��Nessuna di queste notizie mi � giunta�� disse Kodell, pacato.</p><p>La Branno tir� su col naso.�� Non sentitevi scavalcato. Mi sto occupando della faccenda personalmente e le informazioni che vi ho appena dato le ho ricevute giusto poco fa dall�ambasciatore. Il nostro parafulmine sta procedendo per la sua strada. � rimasto su Sayshell due giorni, poi e ripartito. � diretto verso un altro sistema planetario, lontano circa dieci parsec da Sayshell. Ha comunicato il nome e le coordinate galattiche della sua destinazione all�ambasciatore, che li ha passati a noi.</p><p>��C�� qualche segno di conferma da parte di Compor?</p><p>��Compor ci ha avvertito ancor prima dell�ambasciatore che Trevize e Pelorat stavano partendo. Non sa ancora quale sia la loro meta. Presumo che li segua, come al solito.</p><p>��Ci sfuggono per� i vari perch� della situazione�� disse Kodell. Si ficc� in bocca una pastiglia e la succhi� pensieroso.�� Perch� Trevize � atterrato su Sayshell? Perch� � subito ripartito?</p><p>��La domanda che pi� m�incuriosisce � questa: dove? Dove sta andando?</p><p>��Ma non avete detto che ha comunicato all�ambasciatore il nome e le coordinate della sua destinazione? Pensate dunque che non gli abbia detto la verit�? O che l�ambasciatore non l�abbia detta a noi?</p><p>��Anche ammesso che tutti abbiano detto la verit� e che non ci siano stati errori di sorta da parte di nessuno, quello che mi incuriosisce � il nome della meta di Trevize. All�ambasciatore ha riferito che andasse su Gaia. Si � anche preoccupato di scandire bene ciascuna lettera: G-A-I-A.</p><p>��Gaia? Mai sentita�� disse Kodell.</p><p>��No? Non c�� da stupirsene.�� La Branno indic� il punto in aria dove prima c�era la mappa.�� Sulla mappa olografica posso localizzare nel giro di un minuto ogni stella intorno a cui giri un pianeta abitato, e molte stelle importanti con un seguito di sistemi non abitati. Manovrando i comandi a dovere si possono individuare pi� di trenta milioni di stelle, singole o binarie o riunite in ammassi che siano. Le posso individuare servendomi indifferentemente di cinque diversi colori, presi uno alla volta o tutti insieme. Per� sulla mappa, Gaia non l�ho proprio trovata. Non risulta da alcuna parte: non esiste.</p><p>��Per ogni stella che la mappa mostra ce ne sono diecimila che non mostra�� disse Kodell.</p><p>��D�accordo, ma le stelle che non mostra non hanno pianeti abitati, e perch� mai Trevize dovrebbe voler andare su un pianeta deserto?</p><p>��Avete consultato il Computer Centrale? Ha in elenco tutti i trecento miliardi di stelle della Galassia.</p><p>��Cos� dicono, ma � vero? Voi e io sappiamo bene che ci sono migliaia di pianeti abitati che sono riusciti a sfuggire alla catalogazione delle nostre mappe. E non parlo solo della mappa di questa stanza, ma anche di quanto sia registrato dal Computer Centrale. A quanto pare, Gaia � uno di quelli.</p><p>Il tono di Kodell rimase calmo, quasi suadente.�� Sindaco, forse siamo fuori strada, con questi ragionamenti. Trevize pu� benissimo non essere a caccia della Terra, ma a caccia di oche selvatiche in qualche remoto pianeta. Pu� averci mentito, pu� non esserci alcuna stella chiamata Gaia e pu� in genere non esserci alcuna stella che corrisponda alle coordinate da lui forniteci. Secondo me sta cercando di farci perdere le sue tracce, ora che ha incontrato Compor su Sayshell ed ha capito probabilmente che seguiamo i suoi spostamenti.</p><p>��Come potrebbe con la mossa delle coordinate false farci perdere le sue tracce?</p><p>Compor continuer� a seguirlo. No, Liono, ho in mente un�altra eventualit�, che pu� portare a guai ben pi� seri.</p><p>La Branno s�interruppe un attimo, poi continu�:�� La stanza � schermata, non preoccupatevi. Non ci pu� sentire nessuno, quindi sia voi sia io siamo liberi di dire quello che vogliamo, cosa che vi prego di fare.</p><p>�Tornando a Gaia, se ammettiamo che le informazioni siano attendibili, si troverebbe a dieci parsec da Sayshell e farebbe quindi parte dell�Unione Sayshell.</p><p>L�Unione Sayshell � una zona della Galassia che � stata esplorata capillarmente, tutti i suoi sistemi stellari, popolati o meno, sono stati registrati, e quelli popolati sono ben conosciuti. Gaia � l�unica eccezione. Abitata o no, nessuno ne ha sentito parlare e non compare in alcuna mappa. A questo si aggiunge il fatto che l�Unione si � sempre mantenuta indipendente dalla Federazione della Fondazione, anche all�epoca in cui il potere era in mano al Mulo. � indipendente fin dalla caduta dell�Impero Galattico.</p><p>��E allora?�� disse Kodell, cauto.</p><p>��Indubbiamente bisogna collegare i due punti che ho messo in evidenza.</p><p>L�Unione Sayshell ha al suo intorno un sistema planetario del tutto sconosciuto, ed � intoccabile. Non pu� non esserci un nesso fra la prima considerazione e la seconda.</p><p>Gaia, qualunque cosa sia, si difende accanitamente dall�esterno; si preoccupa che non giunga ad alcuno notizia della propria esistenza e protegge i propri dintorni immediati. in modo che gli estranei non possano attaccarla.</p><p>��Mi state dicendo, sindaco, che Gaia sia la sede della Seconda Fondazione?</p><p>��Vi sto dicendo che Gaia meriti un�ispezione accurata.</p><p>��Posso avanzare un�obiezione a questa ipotesi?</p><p>��Certamente.</p><p>��Se Gaia fosse la sede della Seconda Fondazione, e se si fosse difesa per secoli contro gli intrusi trattando l�intera Unione Sayshell come un vasto scudo di protezione, ed evitando addirittura di far trapelare notizia della propria esistenza, perch� tutto d�un tratto avrebbe troncato questa strategia difensiva? Trevize e Pelorat, bench� consigliati da voi di andare su Trantor, si sono diretti subito e senza esitazione verso Sayshell ed adesso su Gaia. Per di pi� voi state parlando tranquillamente di questo pianeta: come mai non vi viene impedito di farlo?</p><p>Il sindaco rimase per un pezzo in silenzio. La sua testa di capelli grigi, lievemente inclinata, brillava a tratti nella luce della stanza. Alla fine la Branno disse:�� Perch� credo che il consigliere Trevize abbia in qualche modo messo tutto quanto sottosopra.</p><p>Ha fatto qualcosa, o sta facendo qualcosa, che minaccia di compromettere il Piano Seldon.</p><p>��Questo � assolutamente impossibile, sindaco.</p><p>��Punti deboli ci sono dappertutto ed in tutti. Certo nemmeno Hari Seldon era perfetto. Anche il Piano deve avere una sua pecca e Trevize per caso l�ha trovata, magari senza neppure rendersi conto di averla trovata. Dobbiamo scoprire che cosa stia succedendo e dare un�occhiata alla situazione.</p><p>Kodell assunse per la prima volta un�espressione grave.</p><p>��Non prendete decisioni per conto vostro, sindaco. Non � il caso che ci muoviamo senza averci prima riflettuto su adeguatamente.</p><p>��Non trattatemi da idiota, Liono: non intendo fare la guerra; non intendo far atterrare un corpo di spedizione su Gaia. Voglio solo osservare le cose stando direttamente sul luogo, o nei dintorni, se preferite. Siccome detesto avere contatti con un Ministero della Guerra che non vede pi� in l� del suo naso, il che � logico forse, dopo centovent�anni di pace, e siccome mi pare che a voi invece non secchi averci a che fare, vi chiederei di farmi sapere quante navi da guerra si trovino nelle vicinanze di Sayshell, Liono. Bisognerebbe per� che i loro spostamenti apparissero di routine, e non una mobilitazione...</p><p>��In questi tranquilli tempi di pace sono sicuro che nelle vicinanze di Sayshell non ci saranno molte navi. Ma lo scoprir�.</p><p>��Basteranno anche due o tre, specie se ce n�� una del tipo Supernova.</p><p>��Che intenzioni avete?</p><p>��Voglio che le navi si spingano il pi� vicino possibile a Sayshell senza creare un incidente diplomatico, e voglio che stiano abbastanza vicine l�una all�altra da prestarsi mutuo soccorso.</p><p>��Per quale scopo?</p><p>��Disporre di una certa elasticit�: voglio essere in grado di attaccare, se ci sar� costretta.</p><p>��Attaccare la Seconda Fondazione? Se Gaia � stata capace di mantenere la propria indipendenza e di non farsi conquistare nemmeno dal Mulo, penso che potr� tranquillamente affrontare due o tre nostre navi.</p><p>Con gli occhi che brillavano per la voglia di combattere, Harla Branno disse:�� Amico mio, vi ho detto che niente e nessuno sono perfetti, nemmeno Hari Seldon.</p><p>Quando Seldon ide� il suo Piano, pot� astrarsi solo fino a un certo punto dallo spirito dei suoi tempi. Era un matematico dell�epoca della decadenza dell�Impero ed allora la tecnologia era moribonda. Logico quindi che non potesse tenere sufficientemente in conto l�ipotesi di un forte progresso tecnologico. I motori gravitazionali, ad esempio, che hanno segnato una svolta dal punto di vista tecnologico, non potevano essere nemmeno lontanamente concepiti a quell�epoca. E siamo andati molto avanti non solo con quelli.</p><p>��Anche Gaia potrebbe essere andata avanti.</p><p>��Isolata com��? Via, non scherziamo. Nella Federazione della Fondazione ci sono dieci quadrilioni di esseri umani, e fra questi se ne possono trovare tanti capaci di contribuire al progresso tecnologico. Un singolo mondo isolato non pu� fare niente di buono, in confronto. Le nostre navi avanzeranno verso i confini di Sayshell ed io sar� con esse.</p><p>��Scusatemi, sindaco, ma credo di non aver capito bene.</p><p>��Andr� dove si raduneranno le navi, ai confini di Sayshell. Voglio controllare di persona la situazione.</p><p>Per un attimo Kodell rimase a bocca aperta. Deglut� a vuoto, producendo un rumore distintamente udibile, poi disse, con chiaro eufemismo:�� Non �... prudente, sindaco.</p><p>��Prudente o no�� disse la Branno, brusca,�� lo far�. Sono stufa di Terminus e delle sue interminabili lotte politiche, sono stufa dei suoi conflitti, delle sue alleanze e contro-alleanze, dei suoi tradimenti e dei suoi rimpasti. Da diciassette anni sono in mezzo a questi intrighi e ho voglia di qualcosa di diverso. Qualsiasi cosa.�� Fece un gesto vago con la mano.�� L� nello spazio forse sta cambiando l�intera storia della Galassia ed io voglio prender parte ad un tale processo.</p><p>��Voi non sapete niente di queste cose, sindaco.</p><p>��E chi ne sa qualcosa, Liono?�� Harla Branno si alz� in piedi, rigidamente.�� Appena mi darete le informazioni che mi occorrono ed appena avr� sistemato le cose in modo che gli stupidi affari di Terminus procedano come devono procedere, partir�.</p><p>Ah, una cosa ancora, Liono: non cercate con qualche manovra di farmi recedere da questa decisione, o sar� costretta a troncare la nostra lunga amicizia e a rovinarvi la carriera. Posso ancora farlo.</p><p>Kodell annu�.�� Lo so che potete, sindaco, ma prima che la vostra decisione sia definitiva, posso chiedervi di riflettere sulla forza e l�efficacia del Piano Seldon?</p><p>Quello che intendete fare potrebbe equivalere ad un suicidio.</p><p>��Di questo non ho affatto paura. Il Piano Seldon ha gi� sbagliato una volta, perch� non previde il Mulo. E se ha mancato una previsione una volta, pu� mancarla anche una seconda.</p><p>Kodell sospir�.�� Allora, se siete proprio decisa, vi sosterr� pi� che posso, con la massima lealt�.</p><p>��Bene. Ancora una volta vi avverto che � vostro interesse che questa dichiarazione sia sincera. Ed adesso, Liono, pensiamo a Gaia. Coraggio!</p></section></section><section><title><p>Parte quindicesima</p><p>S-Gaia</p></title><section><title><p>1</p></title><p>Sura Novi entr� nella sala comandi della piccola e abbastanza antiquata astronave che stava trasportando Gendibal e lei attraverso la Galassia secondo una successione di Balzi prestabiliti.</p><p>Si capiva bene che era appena stata nel camerino di toilette, dove oli, aria calda ed un po� d�acqua le avevano rinfrescato il corpo. Era avvolta in una vestaglia che si teneva stretta al corpo con estremo pudore. I capelli erano asciutti, ma arruffati.</p><p>��Maestro?�� sussurr�.</p><p>Gendibal alz� gli occhi dai diagrammi e dal computer.�� S�, Novi?</p><p>��Sono afflitta da dolore...�� cominci� lei, poi si corresse e disse:�� Mi dispiace molto disturbarvi, Maestro, ma non reperisco i miei abiti.</p><p>��I vostri abiti?�� Gendibal la fisso un attimo senza capire, poi si alz� in piedi con aria mortificata.�� Oh, mi � passato di mente, Novi. Avevano bisogno di una lavata e sono rimasti nella pulitrice. Sono gi� asciutti, stirati e pronti: avrei dovuto tirarli fuori e metterli bene in vista, ma me ne sono dimenticato.</p><p>��Io non avevo intendimento di... di offendere�� disse Novi, con gli occhi bassi.</p><p>��Non mi avete offeso�� disse allegramente Gendibal.</p><p>��Sentite, vi prometto che quando sar� tutto finito, far� in modo che abbiate un mucchio di vestiti nuovi ed alla moda. Siamo partiti in gran fretta e non mi � neanche venuto in mente di portarne un po� dietro; d�altra parte, Novi, qui ci siamo solo voi e io, e per un lungo periodo dovremo stare a stretto contatto di gomito, per cui non ha senso preoccuparsi tanto dei...�� Gendibal fece un gesto vago, not� l�espressione scandalizzata di Novi e pens�, �in fondo � solo una ragazza di campagna, ha assimilato determinati modelli di comportamento; probabilmente non si opporrebbe a scorrettezze verbali e non, se sapesse di avere addosso un vestito bene abbottonato�.</p><p>Poi si vergogn� di se stesso e fu felice che lei non fosse una studiosa e non potesse leggergli i pensieri. Disse:�� Vado a prendervi i vestiti?</p><p>��Oh, no, Maestro. Non � il caso che voi... So dove sono.</p><p>Poco dopo Novi torn� con indosso i suoi vestiti e con i capelli pettinati. Appariva chiaramente impacciata.�� Mi vergogno di essermi comportata in modo... sconveniente, Maestro. Avrei dovuto cercare i vestiti senza venire a disturbare voi.</p><p>��Ma no, non importa�� disse Gendibal.�� Avete fatto ottimi progressi col vostro galattico, Novi: avete assimilato la lingua degli studiosi molto in fretta.</p><p>Novi sorrise. Aveva denti piuttosto irregolari, che per� non si notavano quasi quando lei, sentendosi lodata, si addolciva e illuminava in viso. Gendibal si disse che doveva essere proprio per quel suo modo di illuminarsi che gli piaceva, ogni tanto, lodarla.</p><p>��Gli hamiani non mi apprezzeranno sicuro quando torner� a casa�� disse Novi.</p><p>��Mi chiameranno �trinciaparole�: � cos� che chiamano quelli che parlano... strano.</p><p>Non li amano per niente.</p><p>��Dubito che tornerete tra gli hamiani, Novi�� disse Gendibal.�� Sono sicuro che ci sar� sempre un posto per voi tra gli studiosi. Voglio dire, quando questa avventura sar� finita.</p><p>��Sarebbe fantastico, Maestro.</p><p>��Penso che non abbiate niente in contrario a chiamarmi Oratore Gendibal od anche solo... No, vedo che avete qualcosa in contrario�� disse Gendibal, accorgendosi dell�espressione scandalizzata di lei.�� Oh, be�, pazienza.</p><p>��Sarebbe sconveniente, Maestro. Ma posso chiedervi quando questa avventura finir�?</p><p>Gendibal scosse la testa.�� Non lo so con precisione. Per il momento il mio obiettivo � andare in un certo posto il pi� in fretta possibile. Questa nave, che nel suo genere � ottima, ha il difetto di essere lenta e �il pi� in fretta possibile� significa non tanto in fretta. Vedete�� Gendibal indic� il computer e i diagrammi,�� non faccio che calcolare il modo di attraversare ampie zone dello spazio, ma le possibilit� di elaborazione del computer sono limitate. E poi non sono molto abile.</p><p>��Dovete recarvi in fretta in questo posto perch� c�� qualche pericolo, Maestro?</p><p>��Che cosa vi fa pensare che ci sia un pericolo, Novi?</p><p>��Perch� a volte, quando penso che non mi vediate, vi guardo e il vostro viso �...</p><p>Non so trovare la parola adatta; non impaurito e nemmeno turbato, ma qualcosa di simile.</p><p>��Inquieto?�� mormor� lui.</p><p>��Apparite... preoccupato. � questa la parola?</p><p>��Dipende. Che cosa intendete con preoccupato, Novi?</p><p>��E un po� come se diceste a voi stesso �quale potr� essere la mia prossima mossa in questo grosso pasticcio�?</p><p>Sbalordito, Gendibal disse:�� S�, il significato � esatto, ma leggete dunque questo sul mio viso, Novi? Nel Posto degli Studiosi sto sempre attentissimo a non lasciar trapelare niente dalla mia espressione, ma qui nello spazio dove ci siamo solo voi ed io, pensavo di potermi rilassare e di poter lasciar girare la mia faccia in libert�, per cos� dire. Scusatemi, vi ho messo in imbarazzo. Voglio dire, se siete cos� sensibile, bisogner� che stia pi� attento. Ogni tanto la realt� mi ricorda che anche i non mentalisti possano avere intuizioni acute.</p><p>Novi lo guard� con espressione vacua.�� Non capisco, Maestro.</p><p>��Sto parlando fra me e me, Novi. Non vi preoccupate. Ecco, avete visto che � saltata fuori di nuovo quella parola?</p><p>��Ma c�� pericolo o no?</p><p>��C�� un problema da risolvere, Novi. Non so che cosa mi aspetti su Sayshell, che � il posto verso il quale siamo diretti: potrei trovarmi in una situazione di grande difficolt�.</p><p>��Cio� di pericolo?</p><p>��No, non in pericolo, perch� in ogni caso sar� in grado di cavarmela.</p><p>��Come potete saperlo?</p><p>��Perch� sono uno... studioso, ed anche il migliore di tutti. Non c�� alcuna situazione nella Galassia che non sia in grado di governare.</p><p>��Maestro�� disse Novi con aria estremamente afflitta,�� non vorrei proprio offendervi, n� mandarvi in collera, ma... io vi ho visto in pericolo quella volta con Rufirant, e lui � solo uno zotico hamiano. Ora non so che cosa vi aspetti su quel pianeta, e nemmeno voi lo sapete, ma potrebbe essere qualcosa di peggio di Rufirant.</p><p>Gendibal si sent� umiliato.�� Avete paura, Novi?</p><p>��Non per me, Maestro. Temo... ho paura per voi.</p><p>��Potete dire benissimo �temo��� mormor� lui.�� � sempre buon galattico.</p><p>Per un attimo rimase assorto nei suoi pensieri, poi alz� gli occhi. Prese nelle sue le ruvide mani di Novi e disse:�� Novi, non voglio che abbiate paura. Lasciate che vi spieghi. Quando avete capito che fossi preoccupato mi avete in certo modo letto nel pensiero, vero?</p><p>��S�.</p><p>��Ecco, io so leggere nel pensiero meglio di voi. � questo che imparano a fare gli studiosi ed io sono uno studioso assai bravo.</p><p>Novi sgran� gli occhi e liber� le mani dalla stretta, quindi, quasi trattenendo il respiro, disse:�� Voi mi leggete nel pensiero?</p><p>Gendibal si affrett� a correre ai ripari.�� No, non vi leggo nel pensiero salvo che quando ci sia costretto. Solitamente non lo faccio.</p><p>(Sapeva che, in pratica, era una menzogna. Era impossibile, stando in compagnia di Sura Novi, non afferrare la linea generale dei suoi pensieri. Anzi, l�avrebbe afferrata probabilmente anche una persona comune. Gendibal, si sent� quasi arrossire riflettendo sui sentimenti che aveva colto pi� volte in lei. Anche se venivano da una donna hamiana, non potevano non lusingarlo. E tuttavia rassicurarla su quel punto era un dovere, dal punto di vista umano...)</p><p>��Posso anche correggere il modo di pensare della gente�� disse.�� Posso far s� che si senta ferita. E posso...</p><p>��Perch� dite questo, Maestro?�� fece Novi, scuotendo la testa.�� Rufirant...</p><p>��Lasciate perdere Rufirant�� disse lui, stizzito.�� Avrei potuto fermarlo quando avessi voluto: avrei potuto farlo cadere in terra; avrei potuto indurre tutti gli hamiani a...�� S�interruppe di colpo, accorgendosi che si stava dando delle arie, che stava cercando di impressionare quella provinciale che insisteva a scuotere la testa.</p><p>��Maestro�� disse Novi,�� voi state cercando di liberarmi dalla paura, ma non ha senso, perch� io ho paura solo per voi. So che siete un grande studioso e che sapete far volare questa nave nello spazio, una cosa che per persone come me sarebbe del tutto impossibile. So che usate macchine che non capisco e che nessun hamiano potrebbe capire. Ma non dovete raccontarmi di questi vostri poteri mentali che non esistono; se esistessero, tutte le cose che avreste potuto fare a Rufirant le avreste fatte, visto che eravate in pericolo.</p><p>Gendibal strinse le labbra. �Non dire niente��, pens�.�� Se lei insiste ad affermare di non avere paura per s�, lascia perdere.�� Per� non sopportava l�idea che Novi lo credesse un pusillanime ed un millantatore. No, proprio non la sopportava.</p><p>��Se non ho fatto niente a Rufirant � stato perch� non ho voluto farlo�� disse.�� Noi studiosi abbiamo il divieto di intervenire sulla mente degli hamiani: siamo ospiti sul vostro mondo. Lo capite, questo?</p><p>��Siete i nostri maestri, cos� almeno si � sempre detto nella nostra comunit�.</p><p>Per un attimo Gendibal smise di pensare a difendersi dallo scetticismo di Novi e disse:�� Come mai allora Rufirant mi ha attaccato?</p><p>��Non lo so�� disse lei.�� Credo che non si rendesse conto di che cosa faceva.</p><p>Doveva stare stravagando con la mente. Voglio dire, avr� avuto un momento di pazzia.</p><p>Gendibal comment� con un grugnito.�� In ogni modo�� disse,�� noi non facciamo mai del male agli hamiani. Se avessi fermato Rufirant facendogli del male, gli altri studiosi mi avrebbero disapprovato e forse avrei perso la mia carica. Ma se me la fossi vista brutta, sarei stato costretto probabilmente a correggere la sua mente un pochino, giusto un grammo.</p><p>Novi apparve frustrata.�� Allora non � servito a niente che sia accorsa in vostro aiuto.</p><p>��Voi siete stata bravissima�� disse l�Oratore.�� Ho solo detto che per salvarmi sarei stato costretto a fare una cosa che gli studiosi sono tenuti a non fare; mi avete risparmiato un simile intervento: avete fermato Rufirant voi e ve ne sono grato.</p><p>Novi sorrise felice.�� Adesso capisco perch� siete stato cos� gentile con me.</p><p>��Vi sono riconoscente, s젗 disse lui, lievemente turbato,�� ma l�importante � che comprendiate che non ci sia pericolo. Sono in grado di tener testa ad un esercito formato da persone comuni. Qualsiasi studioso � in grado di farlo, e quelli importanti lo sono pi� degli altri. Vi ho gi� detto che io sia il migliore: nessuno nella Galassia pu� resistermi.</p><p>��Se lo dite voi, Maestro, non ne dubito.</p><p>��Lo dico s�. Allora, avete ancora paura per me?</p><p>��No, Maestro, ma... volevo chiedervi una cosa. Sono solo i nostri studiosi a saper leggere il pensiero o ci sono altri studiosi, altri luoghi dove si trova gente che pu� tenervi lesta?</p><p>Gendibal rimase un attimo interdetto: la donna aveva un intuito eccezionale. Si rendeva necessario mentire.</p><p>��No, ci sono solo i nostri�� disse.</p><p>��Ma sono cos� tante le stelle in cielo. Una volta ho provato a contarle e non ci sono riuscita. Se esistono tanti mondi abitati quante sono le stelle, � mai possibile che non si trovino degli studiosi su qualcuno di essi?</p><p>��No, non � possibile.</p><p>��E se ci fossero?</p><p>��Non sarebbero forti come me.</p><p>��E se vi attaccassero all�improvviso, prima che ve ne rendeste conto?</p><p>��Non potrebbero: se uno studioso sconosciuto mi si avvicinasse lo riconoscerei subito, molto prima che potesse farmi del male.</p><p>��Volete dire che sareste in grado di fuggire?</p><p>��Non avr� bisogno di fuggire. Ma se dovr� farlo�� (Gendibal mise le mani avanti, prevedendo la probabile obiezione di Novi)�� potr� usare molto presto una nave migliore di questa, migliore di qualsiasi altra nave della Galassia. Non mi prenderanno.</p><p>��Non potrebbero intervenire sulla vostra mente e indurvi a restare, anzich� fuggire?</p><p>��No.</p><p>��Potrebbero essere in molti. Voi siete solo.</p><p>��Mi accorgerci per tempo delle loro intenzioni e potrei partire per il nostro pianeta con un grosso margine di vantaggio. Tutti i nostri studiosi allora si rivolterebbero contro questi sconosciuti, che verrebbero sicuramente sconfitti. E poich�, essendo studiosi, gli sconosciuti avranno, immagino, la facolt� di prevedere tutte queste cose, non si azzarderanno a fare niente contro di me. Anzi, � probabile che non vogliano che venga a sapere della loro esistenza. Io invece non ho paura di venire a sapere della loro.</p><p>��Perch� siete molto meglio di loro?�� disse Novi, con un orgoglio non del tutto libero da dubbi.</p><p>Gendibal non pot� resistere. La sua intelligenza, la sua intuizione erano tali, che era una vera gioia stare in sua compagnia. Quel mostro dalla voce dolce, l�Oratore Delora Delarmi, gli aveva fatto un favore incredibile costringendolo a portarsi dietro la hamiana.</p><p>��No, Novi�� disse,�� non perch� sia meglio di loro, anche se questa � una verit� inconfutabile, ma, perch� ho voi con me.</p><p>��Me?</p><p>��S�. L�avevate indovinato?</p><p>��No, Maestro�� disse lei, sorpresa.�� Che cosa posso mai fare, io?</p><p>��� la vostra mente che � preziosa.�� Gendibal alz� pronto una mano.�� No, non vi sto leggendo nel pensiero. Vedo solo il contorno della vostra mente, un contorno insolitamente liscio e lineare.</p><p>Lei si port� una mano alla fronte.�� Perch� non sono istruita, Maestro? Perch� sono stupida?</p><p>��No, cara�� disse Gendibal, senza rendersi conto dell�aggettivo che aveva usato.�� Perch� siete onesta e non avete malizia; perch� siete sincera e dite quello che pensate; perch� avete buon cuore e... e altre cose. Se gli studiosi sconosciuti tentassero di influenzarci l�intervento sarebbe immediatamente registrato dalla vostra mente ed io mi accorgerei della cosa prima ancora di accorgermi dell�intervento operato su di me. Avrei quindi tempo di elaborare una strategia difensiva, cio� di contrattaccare.</p><p>A quel discorso seguirono lunghi attimi di silenzio. Gendibal si rese conto che nell�espressione di lei non ci fosse adesso solo felicit�, ma anche esultanza ed orgoglio.</p><p>��E mi avete portato con voi per questo motivo?�� disse Novi, in un sussurro.</p><p>Gendibal annu�.�� S�. � un motivo importante.</p><p>��Vorrei aiutarvi il pi� possibile. Maestro. Come posso fare?�� La voce di Novi era quasi inudibile.</p><p>��Restate calma, non abbiate paura. E rimanete semplicemente come siete.</p><p>��Rimarr� come sono�� disse lei.�� E mi frapporr� tra voi e il pericolo, come ho fatto nel caso di Rufirant.</p><p>Usc� dalla stanza e Gendibal la segu� con gli occhi.</p><p>Era strano vedere quanto fosse dotata quella giovane donna. Pur essendo tanto semplice, era per certi versi eccezionalmente complessa. Dietro la sua struttura lineare, la sua mente rivelava un�intelligenza, un discernimento ed un coraggio fuori dal comune. Gendibal non avrebbe potuto chiedere di pi�, a nessuno.</p><p>Per un attimo gli parve di cogliere l�immagine di Sura Novi (che oltre a non essere n� un Oratore n� un membro della Seconda Fondazione era anche poco istruita) che lo aiutava con determinazione e svolgeva un ruolo essenziale nel dramma che si stava profilando all�orizzonte.</p><p>Tuttavia non riusciva a distinguere nettamente i particolari della scena, n� a capire esattamente che cosa lo aspettasse.</p></section><section><title><p>2</p></title><p>� Un unico Balzo�� mormor� Trevize,�� ed eccoci qua.</p><p>��� Gaia?�� chiese Pelorat, guardando lo schermo al di sopra della spalla di Trevize.</p><p>��Il sole di Gaia. Chiamatelo S-Gaia, se volete, per evitare confusioni. I galattografi lo fanno, a volte.</p><p>��E Gaia, allora, dov��? O bisogna dire P-Gaia, per intendere che ci si riferisca al pianeta?</p><p>��No, basta Gaia in questo caso. Non lo vediamo, per il momento. Sapete, i pianeti non sono cos� ben visibili come le stelle e ci troviamo ancora a un centinaio di microparsec da S-Gaia. Se avete notato ci appare tuttora come una stella, anche se molto brillante: non siamo abbastanza vicini da vederla come un disco. Ah, non fissatela direttamente, Janov; � gi� sufficientemente abbagliante da danneggiare la retina. Inserir� un filtro appena avr� finito le mie osservazioni. Cos� potrete guardare.</p><p>��Cento microparsec si possono tradurre in unit� di misura che anche un mitologo possa comprendere, Golan?</p><p>��Certo. Sono tre miliardi di chilometri, cio� circa venti volte la distanza tra Terminus ed il suo sole. Capite di pi�, cos�?</p><p>��Sicuro. Ma non dovremmo avvicinarci?</p><p>��No.�� Trevize alz� gli occhi meravigliato.�� Non subito. Dopo i discorsi che abbiamo sentito su Gaia perch� dovremmo precipitarci allo sbaraglio? Avere fegato � un conto, agire da pazzi � un altro: prima diamo un�occhiata.</p><p>��A che cosa, Golan? Avete detto che il pianeta non si vede ancora...</p><p>��� vero, ma abbiamo pur sempre il telescopio ed un computer eccellente per le analisi rapide. Innanzitutto possiamo studiarci S-Gaia e forse fare anche qualche altra osservazione. Tranquillizzatevi, Janov.�� Trevize allung� una mano e batt� un colpetto affettuoso sulle spalle dell�altro.</p><p>Dopo una pausa disse:�� S-Gaia � una stella singola oppure, se ha una compagna, questa si trova ad una distanza da essa superiore a quella nostra attuale ed �, nella migliore delle ipotesi, una nana rossa: il che significa che non dobbiamo preoccuparci minimamente di lei. S-Gaia � una stella G4, ovvero pu� avere un pianeta abitabile orbitante intorno a s�. Il che � positivo. Se fosse una A od una M, dovremmo fare immediatamente dietro front ed andarcene.</p><p>��Io parlo da semplice mitologo�� disse Pelorat.�� ma non avremmo potuto determinare gi� su Sayshell la classe spettrale di S-Gaia?</p><p>��S�, e l�abbiamo anche fatto, Janov. ma non guasta mai controllare pi� da vicino. S-Gaia ha un sistema planetario, del che non c�� da stupirsi. Sono visibili due giganti gassosi. Uno dei quali � molto grande, se il calcolo della distanza elaborato dal computer � esatto. Potrebbe essercene un altro sul lato opposto della stella, nel qual caso non sarebbe facilmente individuabile in quanto ci troviamo per caso abbastanza vicini al piano planetario. Non riesco a distinguere niente nelle regioni interne, ma anche di questo non c�� da stupirsi.</p><p>��� grave?</p><p>��No, del tutto prevedibile. I pianeti abitabili, composti di roccia e metallo, sono molto pi� piccoli dei giganti gassosi e molto pi� vicini alla stella, visto che devono essere abbastanza caldi da ospitare la vita. Logico quindi che, per entrambe queste ragioni, sia assai pi� difficile distinguerli da qui. Questo significa che dovremo avvicinarci di parecchio per esplorare l�area che si trova a quattro microparsec da S-Gaia.</p><p>��Sono pronto.</p><p>��Io no. Faremo il Balzo domani.</p><p>��Perch� domani?</p><p>��Diamo loro il tempo di uscire allo scoperto incontro a noi e a noi il tempo di fuggire nel caso non ci piaccia il loro modo di venirci incontro�</p></section><section><title><p>3</p></title><p>Fu un processo lento e difficile. Nel corso della giornata Trevize coordin� accanitamente i calcoli del computer, cercando di scegliere tra i vari possibili approcci quello giusto. Mancando i dati quantitativi, si poteva affidare solo all�intuizione, la quale purtroppo gli diceva ben poco. Non avvertiva per niente quella sensazione di sicurezza che aveva a volte.</p><p>Alla fine diede al computer le istruzioni per un Balzo che li conducesse lontano dal piano planetario.</p><p>��Vedremo cos� meglio la regione nel suo complesso�� disse,�� visto che potremo osservare i pianeti in tutte le parti della loro orbita alla massima distanza apparente dal sole. E loro, chiunque siano, forse non tengono sotto stretta sorveglianza le zone fuori del piano. Almeno spero...</p><p>Vennero cos� a trovarsi a circa mezzo miliardo di chilometri da S-Gaia, la stessa distanza che aveva dalla stella il pi� vicino e pi� grande dei giganti gassosi. Trevize ingrand� al massimo sullo schermo l�enorme pianeta, perch� Pelorat lo potesse ammirare bene. Era uno spettacolo impressionante, anche se i tre sottili anelli di detriti rimanevano fuori della visuale.</p><p>��Ah il consueto seguito di satelliti�� disse Trevize,�� ma alla distanza cui ci troviamo da S-Gaia sappiamo che nessuno � abitabile. N� c��, su alcuno di essi, qualche cupola di vetro o struttura simile che possa permettere la sopravvivenza dell�uomo in condizioni d�ambiente artificiali.</p><p>��Come fate a dirlo?</p><p>��Non c�� rumore radioelettrico con caratteristiche tali da poter essere definito di origine intelligente. Certo, una stazione scientifica potrebbe fare di tutto per schermare i suoi segnali radio ed il gigante gassoso produce un rumore radioelettrico che potrebbe facilmente coprire quello che cerco io. Per� la nostra ricezione radio � ottima ed il nostro computer � eccezionale. Direi che le probabilit� che quei satelliti ospitino esseri umani siano minime.</p><p>��Questo vuol dire che Gaia non esista?</p><p>��No, ma vuol dire che se Gaia esiste non si � preoccupata di colonizzare i satelliti. Forse non le interessa farlo, oppure non ne ha la possibilit�.</p><p>��Allora dov�� Gaia, Golan?</p><p>��Abbiate pazienza, Janov. Un po� di pazienza.</p><p>Trevize esamin� il cielo con inesauribile meticolosit�. Ad un certo punto smise e disse:�� Francamente, il fatto che non ci siano piombati addosso per qualche verso � scoraggiante. � chiaro che se avessero le risorse che si dice che abbiano avrebbero gi� da un pezzo reagito alla nostra presenza.</p><p>��� possibile che tutta questa storia sia completamente inventata�� disse Pelorat, accigliato.</p><p>��Definitela un mito, Janov�� disse Trevize con un sorriso ironico,�� e sarete nel vostro campo. Tuttavia c�� un pianeta che si muove attraverso l�ecosfera, il che significa che potrebbe essere abitabile. Voglio osservarlo per almeno un giorno.</p><p>��Perch�?</p><p>��Innanzitutto per sincerarmi che sia davvero abitabile.</p><p>��Avete appena detto che si trova nell�ecosfera, Golan.</p><p>��S�, al momento s�. Ma la sua orbita potrebbe essere molto eccentrica e portarlo alla fine ad un microparsec al massimo dalla stella oppure ad una distanza di quindici microparsec, o anche entrambe le cose. Dovremo determinare la sua distanza da S-Gaia e confrontarla con la velocit� orbitale. E sar� utile prendere nota della direzione del suo moto.</p></section><section><title><p>4</p></title><p>Un altro giorno.</p><p>��L�orbita � quasi circolare�� disse Trevize,�� perci� le probabilit� che il pianeta sia abitato sono molto maggiori. Eppure nessuno si fa vivo con noi nemmeno adesso: dovremo dare un�occhiata pi� da vicino.</p><p>��Perch� ci vuole tanto per preparare un Balzo?�� disse Pelorat.�� In fondo sono solo Balzi piccoli.</p><p>��Date retta a un pilota. I Balzi piccoli sono pi� difficili da controllare dei grandi.</p><p>E pi� facile raccogliere un sasso o un granellino di sabbia? E poi, S-Gaia � vicina e lo spazio � nettamente curvo. Questo rende i calcoli pi� complicati anche per un computer. Persino un mitologo dovrebbe capirle, queste cose.</p><p>Pelorat emise un grugnito.</p><p>Trevize disse:�� Ora lo potete vedere a occhio nudo. � l�, guardate. Il periodo di rotazione � di circa ventidue ore galattiche e l�inclinazione assiale � di dodici gradi. � un esempio perfetto di pianeta abitabile, ed in effetti ospita la vita.</p><p>��Come fate a dirlo?</p><p>��Ci sono quantit� consistenti di ossigeno allo stato libero nell�atmosfera. E quando questo accade significa che c�� una vegetazione radicata da tempo sul pianeta.</p><p>��E la vita intelligente?</p><p>� Quella si individua attraverso l�analisi delle radioonde. Naturalmente potrebbero esserci sul pianeta esseri intelligenti che abbiano rinunciato alla tecnologia, ma mi pare un�ipotesi assai improbabile.</p><p>��Si sono verificati casi del genere, nella storia.</p><p>��Vi credo sulla parola: quello � il vostro campo. Per� non � verosimile che ci siano dei semplici pastori su un mondo che abbia messo paura persino al Mulo.</p><p>��Ha satelliti?</p><p>��S�, uno�� disse Trevize, con noncuranza.</p><p>��Quanto grande?�� chiese Pelorat, con voce d�un tratto quasi strozzata.</p><p>��Non ve lo so dire con sicurezza. Avr�, penso, un diametro di un centinaio di chilometri.</p><p>��Ahim蠗 disse Pelorat, malinconico.�� Scusate l�esclamazione antiquata, amico mio, ma l� per l� non me ne sono venute in mente altre. C�era solo quella minima possibilit�...</p><p>��Volete dire che se avesse avuto un satellite gigante sarebbe potuta essere la stessa Terra?</p><p>��S�, ma � evidente che non lo sia.</p><p>��Se Compor ha ragione, la Terra non s� troverebbe in questa zona, ma nel Settore Sirio. Mi dispiace davvero, Janov.</p><p>��Oh be�, pazienza.</p><p>��Sentite, aspettiamo un po� e poi azzardiamo un altro Balzo. Se non troveremo alcun segno di vita intelligente potremo forse atterrare senza pericolo. Solo che in quel caso non ci sarebbe motivo di farlo�</p></section><section><title><p>5</p></title><p>Dopo il Balzo successivo Trevize disse, stupito:�� A quanto pare � proprio Gaia, Janov. Se non altro ha una civilt� tecnologica.</p><p>��Lo capite dalle radioonde?</p><p>��Da qualcosa di meglio. C�� una stazione spaziale che orbita intorno al pianeta. La vedete?</p><p>Sullo schermo era visibile un oggetto che agli occhi inesperti di Pelorat non apparve particolarmente interessante, ma che Trevize defin� �artificiale, metallico, e fonte di radioonde�.</p><p><emphasis>��</emphasis>Che cosa facciamo adesso?�� disse Pelorat.</p><p>��Niente, almeno per un po�. Essendo a questo stadio di sviluppo tecnologico non possono non individuarci. Se vedo che dopo un certo tempo non si muovono, spedisco loro un messaggio radio. Se nemmeno in quel caso faranno niente, mi avviciner� con prudenza.</p><p>��E se invece faranno qualcosa?</p><p>��Dipende da che cosa sar� quel qualcosa. Se non mi piacer� sfrutter� i mezzi eccezionali di questa nave, che permettono di compiere Balzi che la gente di Gaia penso non si sogni nemmeno.</p><p>��Intendete dire che ci dilegueremmo?</p><p>��Come un missile iperspaziale.</p><p>��Ma torneremmo senza avere appreso niente.</p><p>��Non esattamente. Sapremmo sempre che Gaia esiste, che ha una tecnologia che funziona e che � in grado di spaventare gli estranei.</p><p>��Per� non vorrei che ci facessimo spaventare troppo facilmente, Golan.</p><p>��Sentite, Janov, so che morite dalla voglia di sapere qualcosa sulla Terra, costi quel che costi, ma vi prego di ricordarvi che io non condivido la vostra monomania.</p><p>Ci troviamo su una nave non armata e quella gente � rimasta isolata per secoli.</p><p>Mettiamo che non abbia mai sentito parlare della Fondazione o che non la conosca abbastanza da averne paura. O mettiamo che Gaia sia davvero la sede della Seconda Fondazione; una volta che ci avessero catturato e che fossero arrabbiati con noi, potremmo non tornare mai pi� come prima. Volete che vi facciano il lavaggio del cervello? Volete dimenticare tutto sulle leggende e i miti, ritrovarvi con la testa completamente vuota?</p><p>��Se la mettete cos�...�� disse Pelorat, accigliato.�� Ma che cosa faremo una volta fuggiti?</p><p>��Semplice: torneremo su Terminus a portare la notizia. Oppure nelle vicinanze di Terminus, secondo le istruzioni che ci dar� la vecchiarda. Dopo potremo ritornare di nuovo su Gaia in un batter d�occhio e non spostandoci per gradi come abbiamo fatto adesso. E naturalmente torneremo con una nave o con una flotta armata. Le circostanze saranno assai pi� favorevoli a noi, in quel caso...</p></section><section><title><p>6</p></title><p>Aspettare era diventato ormai un lavoro di routine. Avevano passato molto pi� tempo ad aspettare durante l�avvicinamento a Gaia che in tutto l�arco del viaggio da Terminus a Sayshell.</p><p>Trevize regol� il computer sull�allarme automatico e si permise addirittura il lusso di sonnecchiare sulla sua poltrona.</p><p>Si svegli� con un sobbalzo quando l�allarme cominci� a suonare. Pelorat si precipit� nella stanza dov�era Trevize; interrotto mentre si faceva la barba, aveva la stessa aria sbigottita del suo compagno.</p><p>��Abbiamo ricevuto un messaggio?�� chiese.</p><p>��No�� disse Trevize, scuotendo la testa.�� Ci stiamo muovendo.</p><p>��Muovendo? E dove andiamo?</p><p>��Verso la stazione spaziale.</p><p>��Come mai?</p><p>��Non lo so. I motori sono accesi ed il computer non mi risponde. Ma ci stiamo muovendo. Siamo stati catturati, Janov. Ci siamo avvicinati un po� troppo a Gaia.</p></section></section><section><title><p>Parte sedicesima</p><p>Convergenza</p></title><section><title><p>1</p></title><p>Quando Stor Gendibal individu� finalmente sul proprio schermo la nave di Compor, ebbe l�impressione di essere arrivato alla fine di un viaggio davvero interminabile. Naturalmente per� non era alla fine del viaggio, ma solo all�inizio. Il tragitto da Trantor a Sayshell era stato soltanto il prologo.</p><p>Novi guard� lo schermo con soggezione.�� � un�altra nave da spazio, Maestro?</p><p>��Nave spaziale, Novi. S�, lo �: � la nave che dovevamo raggiungere. � pi� grande di questa, e pi� veloce. Si sposta nello spazio cos� in fretta che se decidesse di sfuggirci noi non la potremmo mai raggiungere e nemmeno seguire.</p><p>��� pi� veloce delle navi dei maestri?�� Novi appariva sgomenta al pensiero.</p><p>Gendibal allarg� le braccia.�� In certe cose sar� anche un maestro, come dite voi, ma non lo sono certo in tutte. Noi studiosi non abbiamo navi come quella, e non abbiamo nemmeno molte delle apparecchiature di cui dispongono i proprietari di navi simili.</p><p>��Ma come fanno i maestri a stare senza queste cose?</p><p>��Noi siamo insuperabili in quello che importa veramente: i progressi materiali che hanno fatto queste altre persone non hanno alcun valore.</p><p>Novi corrug� la fronte, pensosa.�� A me pare che muoversi cos� in fretta da non essere raggiunti dalla nave di un maestro abbia un certo valore. Chi sono queste persone che hanno apparecchiature tanto straordinarie?</p><p>��Si definiscono la Fondazione�� disse Gendibal, divertito.�� Avete mai sentito parlare della Fondazione?</p><p>(Si chiese che cosa sapesse Novi della Galassia, e come mai gli Oratori non si fossero mai chiesti quello che si stava chiedendo lui adesso. O che fosse lui solo a non essersi mai posto il problema? Ad avere pensato che agli hamiani interessasse soltanto zappare la terra?)</p><p>Novi scosse la testa, meditabonda.�� Non ne ho mai sentito parlare, Maestro.</p><p>Quando il mio insegnante mi fece imparare a leggere, mi disse che c�erano molti altri mondi oltre al nostro e mi disse il nome di alcuni di essi. Spieg� che il vero nome di Hame era Trantor, che un tempo Trantor dominava gli altri pianeti, che era ricoperto di ferro luccicante e che aveva un Imperatore che governava tutti quanti.</p><p>Novi alz� gli occhi a guardare Gendibal con espressione timida ma anche divertita.�� Io per� non credo a queste frottole. Sono tante le storie che raccontano i tessiparole quando si ritrovano a parlare nelle sale di riunione durante il periodo in cui le notti sono pi� lunghe. Da bambina credevo alle leggende, ma quando sono diventata grande ho capito che molte non erano vere. Ormai non credo pi� quasi a nessuna di esse. Anche gli insegnanti raccontano cose incredibili.</p><p>��Tuttavia, Novi�� disse Gendibal,�� la storia di Trantor � vera, solo che risale a tanto tempo fa. Trantor era ricoperto effettivamente di metallo e aveva davvero un Imperatore che governava tutta la Galassia. Adesso invece sono quelli della Fondazione che promettono di diventare un giorno i padroni della Galassia. Sono sempre pi� forti.</p><p>��Comanderanno su tutto e tutti, Maestro?</p><p>��Non subito. Fra cinquecento anni.</p><p>��E domineranno anche i maestri?</p><p>��No, no. Governeranno sui pianeti. E noi governeremo loro, per il loro bene e per il bene di tutti i mondi.</p><p>Novi aggrott� ancora una volta la fronte.�� Maestro�� disse,�� la gente della Fondazione ne ha molte, di quelle navi straordinarie?</p><p>��Credo di s�, Novi.</p><p>��Ed ha anche altre cose... eccezionali?</p><p>��Ha armi assai potenti, di tutti i tipi.</p><p>��Allora come mai non conquista i vari pianeti adesso?</p><p>��Non pu�: non � ancora il momento.</p><p>��Ma perch� non pu�? I maestri la fermerebbero?</p><p>��Non sarebbe necessario, Novi. Anche se noi non facessimo niente, quelli della Fondazione non potrebbero conquistare i pianeti adesso.</p><p>��Allora che cosa li fermerebbe?</p><p>��Vedete�� disse Gendibal,�� esiste un piano, concepito a suo tempo da un uomo saggio...</p><p>S�interruppe, abbozz� un sorriso e scosse la testa.�� � difficile da spiegare, Novi.</p><p>Ci prover� magari un�altra volta. Anzi, forse lo capirete da sola quando vedrete quello che succeder� prima che torniamo su Trantor.</p><p>��Che cosa succeder�, Maestro?</p><p>��Non lo so bene, Novi. Ma tutto andr� per il verso giusto.</p><p>�Almeno lo spero�, pens�, mentre si preparava, finita la conversazione, a mettersi in contatto con Compor.</p><p>D�un tratto si sent� in collera con se stesso, perch� capiva da che cosa traesse origine quel suo stupido dubbio. Era stata la nave di Compor, simboleggiante la grande potenza della Fondazione, a scoraggiarlo, anche perch� l�aveva infastidito il fatto che Novi l�avesse ammirata tanto.</p><p>Era uno sciocco, si disse. Come si poteva mai paragonare la mera forza materiale con la capacit� di governare gli eventi? Generazioni di Oratori avevano parlato, non a caso, della �assurdit� di una mano che ti stringe la gola�.</p><p>Eppure, pens�, nemmeno lui era ancora del tutto immune dal fascino di quell�assurdit��</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Munn Li Compor non era affatto sicuro di come dovesse comportarsi. Per quasi tutta la vita aveva avuto contatti solo a distanza con gli Oratori, questi esseri potentissimi che tenevano in pugno, con le loro facolt� misteriose, l�intera umanit�.</p><p>Fra tutti loro Compor si era rivolto a Gendibal, per ricevere direttive. La maggior parte delle volte il loro contatto non era avvenuto attraverso la voce, ma attraverso la semplice presenza mentale: iperlingua senza un iper-rel�.</p><p>Sotto questo aspetto la Seconda Fondazione era andata molto pi� in l� della Prima.</p><p>Senza congegni materiali, solo col potere della mente opportunamente educata, i suoi membri potevano comunicare l�un con l�altro a parsec e parsec di distanza e in modo tale da non essere n� intercettati n� interrotti. Attraverso la mediazione di un gruppo abbastanza ristretto di persone votate a questo preciso scopo si era istituita una rete invisibile che nessuno poteva scoprire e che teneva insieme tutti i mondi.</p><p>Pi� di una volta Compor aveva provato una sorta di euforia al pensiero del proprio ruolo nel disegno generale. Quanto sparuto era il gruppo di cui faceva parte, e che influenza enorme esercitava! E agiva in totale segretezza. Nemmeno sua moglie era a conoscenza di quel lato nascosto della sua vita.</p><p>A governare la Seconda Fondazione erano gli Oratori e la persona che adesso Compor stava per incontrare, Gendibal, forse sarebbe diventata un giorno Primo Oratore, ossia, in certo modo, il pi�-che-imperatore di un pi�-che-impero.</p><p>Gendibal era l�, dunque, ormai, e Compor, bench� cercasse di non pensarci, era rammaricato che l�incontro non fosse avvenuto su Trantor. Una sola cosa lo lasciava perplesso: la nave. Era mai possibile che quella fosse una nave di Trantor? Gli antichi Mercanti che avevano trasportato i prodotti della Fondazione da un punto all�altro di una Galassia ostile avevano sicuramente mezzi di trasporto migliori di quello. Non c�era da stupirsi che Gendibal avesse impiegato tanto tempo ad arrivare fino a Sayshell.</p><p>Non era nemmeno fornita del congegno unidock, che permetteva a due navi di diventare una sola quando si richiedeva lo scambio generale del personale. L�unidock l�aveva anche la miserabile flotta di Sayshell. L�Oratore invece era costretto a regolare la propria nave sulla stessa velocit� di quella di Compor, ad agganciarsi a quest�ultima con un cavo e a dondolarsi lungo esso, come all�epoca imperiale.</p><p>E, pens� Compor senza riuscire a reprimere un senso di delusione, proprio questo era: una nave da epoca Imperiale, per di pi� piccola.</p><p>Lungo il cavo si stavano muovendo due persone, una delle quali era cos� impacciata, che era chiaro che si cimentasse in quel tipo di manovra per la prima volta.</p><p>Finalmente i due arrivarono a bordo e si tolsero la tuta spaziale. L�Oratore Stor Gendibal era un uomo di statura media e di aspetto poco appariscente. Non era n� robusto n� imponente e non aveva nemmeno l�aria della persona dotta. Solo gli occhi, scuri e infossati, denunciavano saggezza interiore. L�Oratore si guard� intorno e dalla sua espressione risult� evidente che provava ammirazione e meraviglia.</p><p>Con lui c�era una donna brutta, di statura uguale alla sua. Guardando l�astronave, rimase a bocca aperta per lo stupore.</p></section><section><title><p>3</p></title><p>Spostarsi lungo il cavo non era stata un�esperienza spiacevole per Gendibal. Lui non era uno spaziale (nessuno, su Trantor lo era), ma non era neppure un verme di terra; a nessun membro della Seconda Fondazione era concesso esserlo. Dopotutto, l�eventualit� che si rendesse necessario un viaggio nello spazio era sempre presente, anche se tutti speravano di non doversi sottoporre di frequente a quell�esperienza.</p><p>(Preem Palver, di cui si raccontava che avesse viaggiato moltissimo, aveva detto una volta, con tristezza, che pi� un Oratore era bravo, meno aveva bisogno di intraprendere viaggi spaziali per assicurare il successo del Piano.) Gendibal aveva gi� usato il cavo tre volte. Questa volta, la quarta, la sua preoccupazione personale era stata superata completamente dalla preoccupazione per Novi. Non occorreva la mentalica per capire che l�idea di attraversare il nulla aveva sconvolto la hamiana.</p><p>��Ho paura, Maestro�� aveva detto quando lui le aveva spiegato che cosa dovessero fare.�� Sto impaurita a dover metter piede nel niente.�� Il suo improvviso ricadere nel dialetto hamiano era stato la spia del suo profondo turbamento.</p><p>Gendibal le aveva detto, con garbo:�� Non posso lasciarvi a bordo di questa nave, Novi, perch� devo salire a bordo di quell�altra e ho bisogno di avervi con me. Non c�� pericolo, perch� siete protetta dalla tuta spaziale e perch� non ci sono baratri in cui possiate cadere. Anche se vi sfuggisse la presa rimarreste vicina al cavo, e in ogni caso io sar� a due passi da voi e potr� riafferrarvi. Forza, mi avete gi� dimostrato di essere abbastanza intelligente da poter diventare una studiosa. Ora dimostratemi che ne siete all�altezza anche quanto a coraggio.</p><p>Lei non aveva pi� sollevato obiezioni e Gendibal, pur guardandosi bene dall�alterare il suo assetto mentale sereno, era riuscito lo stesso a inserirvi una nota ulteriormente tranquillizzante.</p><p>��Potete parlarmi, sapete�� le aveva detto dopo che si erano infilati la tuta.�� Vi sento se pensate con intensit�. Formulate mentalmente le parole una ad una, con chiarezza e con forza. Mi sentite adesso, vero?</p><p>��S�, Maestro�� aveva detto lei.</p><p>��Non occorre che moviate le labbra, Novi�� le aveva spiegato Gendibal vedendo, attraverso la visiera trasparente, la bocca della hamiana aprirsi e chiudersi.</p><p>��Non c�� radio nelle tute spaziali degli studiosi. Ogni scambio avviene attraverso la mente.</p><p>Lei aveva smesso di muovere le labbra, e con espressione ansiosa aveva pensato</p><p>� <emphasis>mi sentite, Maestro</emphasis>?�</p><p>� <emphasis>Perfettamente</emphasis>�, le aveva risposto Gendibal. � <emphasis>Voi mi sentite</emphasis>?�</p><p>� <emphasis>S�</emphasis>�.</p><p>� <emphasis>Allora seguitemi e fate quello che faccio io</emphasis>�.</p><p>Avevano cominciato a muoversi nel vuoto. Gendibal in teoria conosceva la tecnica perfettamente, ma in pratica la sua abilit� era moderata. Il segreto stava nel tenere le gambe unite e tese e nel farle oscillare dandosi la spinta solo con i fianchi.</p><p>Cos� il centro di gravit� si spostava secondo una linea diritta, mentre le braccia procedevano, una alla volta, ad un ritmo costante. Gendibal aveva illustrato accuratamente la tecnica a Novi e durante l�attraversamento aveva studiato l�assetto della hamiana senza voltarsi indietro, analizzando semplicemente le zone del suo cervello che presiedevano ai movimenti del corpo.</p><p>Per essere una novellina, Novi se l�era cavata benissimo, quasi quanto Gendibal.</p><p>Aveva dominato la paura e seguito scrupolosamente le istruzioni. Ancora una volta, l�Oratore fu assai soddisfatto di lei.</p><p>Era chiaro che era contenta di essere arrivata a bordo della nave. D�altra parte, Gendibal stesso era lieto di avere terminato la traversata. Togliendosi la tuta si guard� intorno e si stup� di vedere un ambiente e apparecchiature estremamente raffinati.</p><p>Non riconobbe quasi nessuno strumento e si scoraggi� al pensiero di dover imparare ad usare i vari congegni in pochissimo tempo. Se le circostanze l�avessero richiesto, sarebbe stato costretto ad apprendere le tecniche necessarie direttamente da Compor, il che significava una conoscenza molto meno soddisfacente di quella diretta.</p><p>Osserv� Compor attentamente. Era di qualche anno pi� vecchio di lui; alto e magro, si poteva dire quasi di bell�aspetto. I capelli, di un bizzarro colore gialliccio, erano ricci. Quello che appariva evidente era che l�Osservatore era rimasto deluso vedendo Gendibal, per il quale sembrava provare quasi disprezzo. Per di pi� non riusciva minimamente a nascondere la propria reazione emotiva.</p><p>Gendibal in genere era indifferente a quel tipo di reazioni. Compor non era un trantoriano, non era nemmeno un vero e proprio membro della Seconda Fondazione e aveva quindi le sue illusioni; lo si capiva subito anche ad un�analisi superficiale della sua mente. Tra le convinzioni illusorie, c�era quella che potere vero e potere apparente fossero un tandem indissolubile. Naturalmente Compor poteva tenersi le sue illusioni finch� voleva che queste non avessero interferito con le necessit� di Gendibal, ma poich� al momento l�interferenza c�era, Gendibal fu costretto a intervenire.</p><p>Il suo intervento fu l�equivalente mentalico di una bacchetta sulle dita. Compor sobbalz� leggermente dietro la sensazione di dolore acuto, ma passeggero. La superficie esterna della sua mente fu come increspata da un flusso di potente concentrazione, che lo lasci� cosciente del fatto che Gendibal poteva disporre all�occorrenza di anni di straordinaria efficacia.</p><p>L�esperienza produsse in Compor un senso di grande rispetto per l�Oratore.</p><p>Gendibal disse, amabilmente:�� Sto solo cercando di attrarre la vostra attenzione, Compor, amico mio. Vi prego di dirmi dove si trovino attualmente il vostro amico Golan Trevize ed il suo compagno Janov Pelorat.</p><p>Compor disse, esitante:�� Devo parlare in presenza della donna, Oratore?</p><p>��Questa donna, Compor, � un�estensione di me stesso. Non c�� quindi ragione per cui non dobbiate parlare in sua presenza.</p><p>��Come volete, Oratore. Trevize e Pelorat al momento stanno avvicinandosi a un pianeta chiamato Gaia.</p><p>��Questo me l�avevate gi� comunicato l�altro giorno. Ormai saranno certo gi� atterrati, e magari saranno anche ripartiti, visti i precedenti; su Sayshell sono rimasti pochissimo.</p><p>��Finch� li ho seguiti io l�atterraggio non � avvenuto. Si sono avvicinati al pianeta con grande prudenza, rimanendo fermi per parecchio tempo tra un micro-Balzo e l�altro. � chiaro che non sono informati su Gaia, per questo esitano.</p><p>��E voi siete informato, Compor?</p><p>��No, Oratore�� disse Compor.�� Il computer della mia nave non ha dati sul pianeta Gaia.</p><p>��Questo computer?�� Gendibal pos� gli occhi sul quadro comandi e, d�un tratto, speranzoso, chiese:�� Questo computer pu� aiutare il pilota a governare la nave?</p><p>��La pu� governare benissimo da solo�� disse Compor.�� Basta collegarsi ad esso col pensiero.</p><p>Gendibal prov� di colpo un senso di disagio.�� La Fondazione � dunque cos� avanti nella tecnologia?</p><p>��S�, ma la perfezione � pi� apparente che sostanziale. Il computer non funziona bene. Sono costretto a ripetere i miei pensieri parecchie volte, per ottenere alla fine informazioni insufficienti.</p><p>��Forse riuscir� a fare meglio di voi�� disse Gendibal.</p><p>��Ne sono certo�� disse Compor con deferenza.</p><p>��Ma lasciamo stare questo, per il momento. Come mai il computer non ha dati su Gaia?</p><p>��Non lo so, Oratore. E dire che afferma, se si pu� usare questo termine per un computer, di avere dati informativi su tutti i pianeti abitati della Galassia.</p><p>��Non pu� avere pi� informazioni di quelle che gli sono state fornite, e se chi l�ha programmato pensava di avere dati su tutti i pianeti abitati dall�uomo, ma si sbagliava, � logico che il computer abbia lo stesso convincimento errato. Non � cos�?</p><p>��Certo.</p><p>��Non avete fatto indagini, su Sayshell?</p><p>��Oratore�� disse Compor, a disagio,�� su Sayshell si trovano persone disposte a parlare di Gaia, ma � chiaro che ci� che dicano sia inattendibile, pura superstizione.</p><p>Raccontano che Gaia sia un pianeta assai potente, che a suo tempo riusc� a respingere persino il Mulo.</p><p>��Davvero dicono questo?�� disse Gendibal, reprimendo l�eccitazione.�� E siete cos� sicuro che si tratti di superstizione, che non vi siete informato maggiormente sui particolari della storia?</p><p>��Al contrario, non mi sono stancato di fare domande. Ma ho appreso solo quanto vi abbia detto. I sayshelliani sono capaci di discorrere di questo argomento all�infinito, ma in sostanza non si riesce a sapere pi� di tanto.</p><p>��A quanto pare, Trevize ha avuto le stesse informazioni che avete avuto voi e ha deciso di andare su Gaia per via di ci� che ha appreso. Forse intende scoprire da dove derivi questo presunto grande potere. E la sua prudenza � dovuta probabilmente al fatto che di tale potere abbia una certa paura.</p><p>��S�, � possibile, Oratore.</p><p>��E tuttavia non l�avete seguito?</p><p>��L�ho seguito eccome. Abbastanza da assicurarmi che si stesse dirigendo sul serio verso Gaia. Poi sono tornato qui, alla periferia del sistema gaiano.</p><p>��Come mai?</p><p>��Per tre motivi. Il primo � che stavate per arrivare e volevo venirvi incontro almeno in parte e prendervi a bordo il prima possibile, come stabilito da voi. Poich� nella mia nave c�� un iper-rel�, non potevo allontanarmi troppo da Trevize e Pelorat senza destare i sospetti di Terminus, ma ho ritenuto che questa distanza fosse sufficiente. E ora vengo al secondo motivo. Quando ho visto che Trevize si avvicinava per gradi al pianeta Gaia, ho capito di avere tempo ed ho pensato che fosse il caso di anticipare il nostro incontro, cos� da non essere sopraffatti dagli eventi. Tanto pi� che voi siete pi� competente di me, pi� adatto a seguire i movimenti di Trevize e ad affrontare una eventuale situazione di emergenza.</p><p>��Verissimo. E il terzo motivo?</p><p>��Dopo l�ultima nostra comunicazione � successo qualcosa che non mi aspettavo e che non capisco, Oratore. Ho pensato che anche per questo fosse opportuno anticipare l�incontro.</p><p>��Di che si tratta, Compor?</p><p>��Navi della Fondazione si stanno avvicinando alla frontiera dell�Unione Sayshell. Il mio computer ha raccolto queste informazioni dal notiziario sayshelliano.</p><p>Le navi sono almeno cinque, e cos� avanzate dal punto di vista tecnologico, da poter sopraffare Sayshell.</p><p>Gendibal non rispose subito, perch� sarebbe stato controproducente far vedere che nemmeno lui si aspettasse o capisse una mossa simile. Cos�, dopo qualche secondo disse con noncuranza:�� Pensate che questo fatto abbia qualcosa a che vedere con la decisione di Trevize di recarsi su Gaia?</p><p>��Certo. Le navi sono comparse subito dopo che Trevize ha scelto la sua nuova meta, e se <emphasis>B </emphasis>segue <emphasis>A</emphasis>, c�� almeno una possibilit� che <emphasis>A</emphasis> abbia causato <emphasis>B.</emphasis></p><p><emphasis>��</emphasis>Bene, sembra che convergiamo tutti quanti su Gaia: Trevize, io e la Prima Fondazione. Devo dire che avete agito con criterio, Compor. Ora mi mostrerete come funziona il computer e come, attraverso esso, si governi la nave. Sono sicuro che non mi ci vorr� molto ad imparare. Dopo, salirete a bordo della mia nave, dato che nel frattempo vi avr� comunicato mentalmente in che modo la si piloti. Vedrete che non avrete difficolt� a governarla, anche se, come avrete capito dal suo aspetto, � un modello piuttosto antiquato. Una volta che ne sarete al comando resterete qui e mi aspetterete.</p><p>��Per quanto tempo, Oratore?</p><p>��Fino a che non verr� a cercarvi. Non credo che star� lontano a lungo, per cui � difficile che corriate il rischio di finire le provviste, ma nel caso che fossi trattenuto oltre il previsto potrete atterrare su un pianeta abitato dell�Unione Sayshell ed aspettarmi l�. Dovunque sarete, vi trover�.</p><p>��Come credete voi, Oratore.</p><p>��E non preoccupatevi: sono perfettamente in grado di affrontare la misteriosa Gaia e, ove fosse necessario, anche le cinque navi della Fondazione.</p></section><section><title><p>4</p></title><p>Littoral Thoobing era ambasciatore della Fondazione su Sayshell da sette anni, ed era piuttosto contento della sua carica.</p><p>Alto ed abbastanza robusto, sfoggiava folti baffi neri nonostante la moda, sia su Sayshell sia nei mondi della Fondazione incoraggiasse la rasatura completa. Bench� avesse solo cinquantaquattro anni, aveva il viso segnato da fitte rughe. E si compiaceva di atteggiarsi ad uomo indifferente ed impassibile.</p><p>Non era facile, quindi, capire che cosa pensasse in realt� del proprio lavoro. In cuor suo per�, Thoobing era soddisfatto della sua situazione, che gli permetteva di tenersi alla larga dalle mere politiche di Terminus (un grosso vantaggio!) e di vivere come un sibarita sayshelliano, garantendo alla moglie ed alla figlia un lusso cui ormai non avrebbero mai potuto rinunciare.</p><p>Se Thoobing apprezzava dunque la propria condizione, non apprezzava invece la persona che rispondeva al nome di Liono Kodell. Forse perch� anche Kodell sfoggiava un paio di baffi, sebbene si trattasse di baffi pi� striminziti, pi� corti e pi� brizzolati dei suoi. Un tempo erano stati gli unici uomini in vista sulla scena pubblica a portare i baffi, e si era verificata tra loro una sorta di gara su quel punto. Ora (pens� Thoobing) gara non poteva pi� esserci: i baffi di Kodell erano decisamente orribili.</p><p>Kodell era diventato Capo della Sicurezza quando Thoobing viveva ancora su Terminus e sognava di superare Harla Branno nella corsa alla carica di sindaco. Poi la Branno, per liberarsi della sua concorrenza, gli aveva offerto il posto di ambasciatore.</p><p>Lo aveva fatto per il proprio interesse, naturalmente, ma alla fine lui le era stato riconoscente.</p><p>Per Kodell invece non riusciva a provare alcuna simpatia, forse per quella sua smania di voler apparire sempre cordiale, sempre affabile, anche quando magari aveva appena deciso in che modo tagliarti fuori.</p><p>Ora Kodell stava davanti a Thoobing in immagine iperspaziale e appariva gioviale come sempre, addirittura traboccante benevolenza. Il suo corpo, naturalmente, era su Terminus, il che risparmiava a Thoobing la seccante incombenza di fare gli onori di casa e di stringergli la mano.</p><p>��Kodell, vorrei che ritiraste subito quelle navi�� disse l�ambasciatore.</p><p>Kodell sorrise allegramente.�� Anch�io lo vorrei, ma la decisione � venuta dalla vecchia signora.</p><p>��Si sa che siete capace di persuaderla a recedere da una decisione.</p><p>��A volte s�, pu� essere, soprattutto quando vuole essere persuasa a farlo. Ma questa volta non vuole. Fate il vostro dovere, Thoobing: tranquillizzate Sayshell.</p><p>��Non mi sta a cuore Sayshell, Kodell, ma la Fondazione.</p><p>��Sta a cuore a tutti.</p><p>��Non nascondetevi dietro le parole. Pretendo che mi ascoltiate.</p><p>��Volentieri, ma c�� fermento su Terminus, adesso, e non posso stare ad ascoltarvi per l�eternit�.</p><p>��Sar� pi� breve che posso, ma non dimenticate che non si pu� essere troppo brevi, quando si discute della sopravvivenza della Fondazione. Se questa linea iperspaziale � libera da controllo, parler� apertamente.</p><p>��Non � controllata.</p><p>��Bene. Allora, alcuni giorni fa ho ricevuto un messaggio da un certo Golan Trevize. Ai tempi in cui facevo politica su Terminus c�era un Trevize, ricordo, un Sovrintendente ai Trasporti...</p><p>��Si tratta dello zio del giovane�� disse Kodell.</p><p>��Allora voi conoscete la persona che mi ha inviato il messaggio. Secondo le informazioni che ho raccolto in seguito, questo Golan sarebbe un consigliere che, dopo la recente soluzione della Crisi di Seldon, sarebbe stato arrestato e mandato in esilio.</p><p>��Infatti.</p><p>��Non ci credo.</p><p>��A che cosa non credete?</p><p>��Non credo che sia stato mandato in esilio.</p><p>��Perch�?</p><p>��Quando mai � successo che un cittadino della Fondazione sia stato mandato in esilio?�� disse Thoobing.�� O viene arrestato, o la fa franca. Se viene arrestato pu� essere processato oppure no. Se viene processato, pu� essere condannato oppure assolto. Se viene condannato, pu� essere multato, retrocesso dalla sua carica, disonorato, incarcerato o giustiziato: nessuno mai � stato mandato in esilio.</p><p>��C�� sempre una prima volta.</p><p>��Sciocchezze. Ed un esiliato lo si spedisce via su una nave ultimo modello?</p><p>Anche uno stupido capirebbe che Trevize � in missione speciale per conto della vecchia signora. Chi crede di ingannare, la Branno?</p><p>��E che missione sarebbe?</p><p>��Probabilmente trovare il pianeta Gaia.</p><p>Kodell perse in parte la sua bonomia e assunse un�espressione insolitamente dura.</p><p>��So che non siete particolarmente propenso a credere alle mie dichiarazioni, signor ambasciatore�� disse,�� ma vi prego ardentemente di credermi almeno su questo punto. N� il sindaco n� io avevamo mai sentito parlare di Gaia, quando Trevize � stato mandato in esilio. Di questo pianeta abbiamo sentito parlare per la prima volta l�altro giorno. Solo se credete a questo possiamo continuare la conversazione.</p><p>��Congeler� la mia tendenza allo scetticismo quel tanto da potervi credere, anche se mi riesce difficile farlo.</p><p>��Vi assicuro che quanto vi abbia detto risponda in pieno a verit�, e se di colpo il tono delle mie dichiarazioni � diventato formale � perch� quando questa vicenda sar� conclusa voi dovrete rispondere ufficialmente ad una serie di domande che penso troverete piuttosto imbarazzanti. Da come parlate, sembra che conosciate perfettamente Gaia. Come mai conoscete un pianeta di cui noi ignoravamo l�esistenza? Non � vostro dovere fare in modo che veniamo messi al corrente di tutto quello che riguardi l�unit� politica cui siete stato assegnato?</p><p>Thoobing disse, pacato.�� Gaia non fa parte dell�Unione Sayshell. Anzi, probabilmente non esiste nemmeno. Non dovr� mica venirvi a raccontare tutte le favole che il popolino di Sayshell racconta, vero? Certuni sostengono che Gaia si trovi nell�iperspazio, altri che sia un pianeta che, con mezzi soprannaturali, protegge Sayshell. Altri ancora affermano che fu Gaia a mandare il Mulo in giro a saccheggiare la Galassia. Se intendete dire al governo di Sayshell che cinque navi della Marina della Fondazione si trovino qui per aiutare Trevize a trovare Gaia, nessuno vi prester� fede. La gente comune potr� anche credere alle favole, ma il governo di Sayshell non ci crede sicuro, e non ammetter� che ci creda la Fondazione.</p><p>Penser� che vi proponiate di costringere Sayshell ad aderire alla Federazione.</p><p>��E se ci proponessimo proprio questo?</p><p>��Sarebbe fatale per noi. Via, Kodell, quando mai abbiamo combattuto una guerra di conquista, nei nostri cinque secoli di storia? Abbiamo combattuto guerre di difesa, perdendo anche, una volta, ma non � mai successo che alla fine ci siamo trovati con annessi nuovi territori. Chi si � unito alla Federazione l�ha sempre fatto attraverso un accordo pacifico, perch� considerava suo tornaconto aggregarsi a noi.</p><p>��E se Sayshell cominciasse ad accorgersi dei vantaggi di una possibile annessione?</p><p>��Non li vedr� mai, finch� le nostre navi rimarranno vicine ai suoi confini.</p><p>Ritiratele.</p><p>��Non possiamo.</p><p>� Kodell, Sayshell fa una magnifica pubblicit� alla Federazione della Fondazione; con la sua esistenza dimostra quanto siamo buoni e rispettosi delle libert� altrui. L�Unione � tutta circondata dal nostro territorio, si trova in una posizione vulnerabilissima e tuttavia fino ad oggi non � stata mai disturbata, ha proseguito per la sua strada, � riuscita persino a delineare una politica estera lungo una linea anti-Fondazione. Non � questo un modo di dimostrare alla Galassia che non forziamo nessuno, che ci presentiamo a tutti in pace e in amicizia? Se conquistassimo Sayshell conquisteremmo quello che in sostanza abbiamo gi�. In fondo, anche se non ne parla nessuno, economicamente l�Unione dipende del tutto da noi. Ma se la conquistassimo con mezzi militari dimostreremmo alla Galassia che siamo diventati espansionisti.</p><p>��E se vi dicessi che in realt� siamo interessati soltanto a Gaia?</p><p>��Non vi crederei, cos� come non vi crederebbe l�Unione Sayshell. Quell�uomo, quel Trevize, mi ha inviato un messaggio dicendo che era diretto verso Gaia. Mi ha chiesto di trasmettere la notizia a Terminus ed io, nonostante mi sembrasse una cosa assurda, l�ho fatto perch� era mio dovere farlo. Ed ecco che, quasi prima che la linea iperspaziale si raffreddi, mi vedo arrivare qui la Marina della Fondazione. Come potete arrivare su Gaia senza attraversare il territorio di Sayshell?</p><p>��Mio caro Thoobing, vi state contraddicendo. Non avete osservato pochi minuti fa che Gaia, ammesso che esista, non faccia parte dell�Unione Sayshell? Dovreste sapere che l�iperspazio � aperto a tutti e non appartiene ad alcun mondo in particolare. Come pu� dunque Sayshell lamentarsi se noi, partendo dal territorio della Fondazione (nel quale si trovano attualmente le nostre navi), passiamo attraverso l�iperspazio in territorio gaiano senza mai toccare durante l�operazione un singolo centimetro cubico dell�Unione?</p><p>��Sayshell la vedr� in un altro modo, Kodell. Gaia, sempre che esista, � completamente circondata dal territorio dell�Unione, anche se politicamente non fa parte di essa, e ci sono precedenti per cui, dal punto di vista legale, tali oasi sarebbero da considerare in pratica parti integranti del territorio intorno a loro, almeno per quanto riguardi l�eventuale intervento di navi da guerra nemiche.</p><p>��Le nostre non sono navi da guerra nemiche. Fra noi e Sayshell ci sono rapporti pacifici.</p><p>��Ma potrebbe essere Sayshell a dichiararci guerra. Certo non penserebbe mai di vincere una tale guerra grazie ad una superiorit� militare che non ha, ma cercherebbe di sensibilizzare la Galassia contro di noi. La nuova politica espansionistica della Fondazione incoraggerebbe il formarsi di alleanze a noi ostili. Qualche membro della Federazione potrebbe pentirsi e cominciare a pensare di staccarsi da noi. Potremmo benissimo venire sconfitti a causa dei disordini interni, e cos� indubbiamente si invertirebbe il processo di crescita che ha tanto arricchito la Fondazione in cinque secoli di storia.</p><p>��Su, su, Thoobing�� disse Kodell, con aria indifferente.�� Parlate come se cinquecento anni fossero niente, come se fossimo ancora la Fondazione dell�epoca di Salvor Hardin e ci trovassimo davanti il minuscolo regno di Anacreon. Adesso siamo molto pi� forti di quanto non fosse l�Impero Galattico all�apice della sua gloria, Una flottiglia di nostre navi potrebbe sconfiggere l�intera Marina Galattica ed occupare qualsiasi settore in un batter d�occhio.</p><p>��Davanti a noi non c�� un Impero Galattico: ci sono solo pianeti e settori che appartengono alla nostra epoca.</p><p>��E che non sono tecnologicamente avanzati come noi: potremmo conquistare l�intera Galassia, ormai.</p><p>��Secondo il Piano Seldon potremo fare questo solo quando saranno passati altri cinque secoli.</p><p>��Il Piano Seldon non tiene conto della rapidit� del progresso tecnologico. Siamo in grado gi� ora di conquistare la Galassia! Badate bene, non sto dicendo che lo faremo e nemmeno che dovremmo farlo: dico solo che siamo in grado di farlo.</p><p>��Kodell, voi avete trascorso tutta la vita su Terminus, non conoscete la Galassia.</p><p>La nostra Marina e la nostra tecnologia saranno anche in grado di sconfiggere le forze armate di altri mondi, ma non riusciremo mai a governare una Galassia ribelle e tormentata da odi intestini. E ci troveremmo davanti una realt� del genere se decidessimo di ricorrere alla forza. Ritirate le navi!</p><p>��Non � possibile, Thoobing. Riflettete... E se Gaia non fosse un mito?</p><p>Thoobing rest� un attimo in silenzio e scrut� Kodell come volesse leggergli nella mente.�� Un mondo nell�iperspazio come pu� non essere un mito?</p><p>��Un mondo nell�iperspazio � certo una superstizione, ma persino le superstizioni possono avere a volte un fondo di verit�. L�uomo che � stato mandato in esilio, Trevize, parla di Gaia come se si trattasse di un pianeta reale in uno spazio reale: e se avesse ragione?</p><p>��Sciocchezze, non ci credo.</p><p>��No? Provate a crederci solo per un attimo. Un pianeta che abbia difeso Sayshell dal Mulo e dalla Fondazione...</p><p>��Quello che dite non ha senso: secondo voi Gaia difenderebbe i sayshelliani dalla Fondazione, ma non � forse vero che stiamo per attaccare l�Unione con le nostre navi?</p><p>��Non stiamo per attaccare l�Unione, ma Gaia, questo mondo cos� sconosciuto, questo mondo che pur trovandosi nello spazio reale � riuscito a far credere ai pianeti vicini di trovarsi nell�iperspazio, e persino a restare fuori dai dati computerizzati delle mappe galattiche pi� complete e particolareggiate.</p><p>��Dev�essere un mondo ben strano, allora. Capace di manipolare le menti.</p><p>��Non avete detto un momento fa che secondo una leggenda Gaia avrebbe mandato il Mulo in giro a saccheggiare la Galassia? E non era forse vero che il Mulo fosse in grado di manipolare le menti?</p><p>��Gaia sarebbe allora un mondo di Muli?</p><p>��Perch� non dovrebbe poterlo essere?</p><p>��E perch� non la sede di una rinata Seconda Fondazione, allora...</p><p>��Gi�, perch� no. Non vi sembra il caso di appurare quale di queste ipotesi sia la giusta?</p><p>Thoobing si fece serio. Durante l�ultima parte del colloquio aveva avuto un sorriso ironico dipinto sulle labbra, ma adesso non sorrideva pi�. Abbass� la testa e guard� l�altro da sotto in su.�� Se state parlando sul serio, non vi pare che un�indagine del genere possa essere pericolosa?</p><p>��Voi dite?</p><p>��Rispondete alla mia domanda con un�altra domanda perch� non avete una risposta ragionevole. A che servono le navi se si hanno davanti dei Muli o dei membri della Seconda Fondazione? Non � anzi probabile che se queste persone esistono vi stiano attirando in una trappola fatale? Sentite, voi avete detto che la Fondazione � in grado di dar vita al Secondo Impero adesso, bench� il Piano Seldon sia arrivato solo a met� del suo svolgimento, e io ho ribattuto che agendo cos� farebbe il passo pi� lungo della gamba e nascerebbero delle complicazioni per cui sarebbe costretta a regredire. Forse, se Gaia esiste ed � quello che dite, tutto questo � un trucco che ha lo scopo di portarci ad una tale regressione. Fate adesso, spontaneamente, quello che potreste essere presto obbligati a fare con la forza. Fate adesso, in pace e senza spargimenti di sangue, quello che in un domani potreste essere costretti a fare con spargimento di sangue: ritirate le navi.</p><p>��Non si pu�. Vi dir� anzi, Thoobing, che il sindaco Branno calcola di venire di persona l� ai confini di Sayshell, dove si trovano le navi, e che navi vedetta sono gi� entrate nell�iperspazio ponendosi come meta quello che si suppone sia il territorio gaiano.</p><p>Thoobing strabuzz� gli occhi.�� Vi garantisco che scoppier� la guerra.</p><p>��Voi siete il nostro ambasciatore: fate in modo che non scoppi. Date ai sayshelliani tutte le assicurazioni che vogliono; ditegli che non abbiamo assolutamente cattive intenzioni; ditegli, se ci sarete costretto, che conviene loro mettersi tranquilli ad aspettare che Gaia ci distrugga: dite quello che vi pare, purch� li teniate buoni.</p><p>Fece una pausa, durante la quale studi� l�espressione attonita di Thoobing, poi disse:�� Ecco, questo � tutto, davvero. Per quanto ne so io, nessuna nave della Fondazione atterrer� su un mondo dell�Unione Sayshell od entrer� in punti dello spazio reale facenti parte del suo territorio. Tuttavia, qualunque nave sayshelliana tenti di provocarci fuori del territorio dell�Unione, vale a dire dentro il nostro, verr� immediatamente disintegrata. Fate capire anche questo ai sayshelliani e, ripeto, teneteli buoni. Se mancherete al vostro dovere la cosa non ci sfuggir�. Finora avete avuto la vita facile, Thoobing, ma adesso la situazione � critica e le prossime settimane saranno decisive. Se non farete quanto ordinatovi, nessun posto della Galassia sar� pi� sicuro per voi.</p><p>Sulla faccia di Kodell non si leggeva n� bonomia, n� cordialit� quando il contatto fu interrotto e l�immagine scomparve.</p><p>Thoobing rimase a fissare a bocca aperta il punto dov�essa gli era apparsa.</p></section><section><title><p>5</p></title><p>Golan Trevize si torment� i capelli, quasi che, toccandoli, intendesse verificare se la testa funzionasse ancora a dovere.</p><p>Di punto in bianco disse a Pelorat:�� Com�� il vostro stato mentale?</p><p>��Il mio stato mentale?�� fece Pelorat, con espressione vacua.</p><p>��S�. Siamo qui intrappolati su una nave che � controllata dall�esterno e condotta inesorabilmente verso un mondo di cui non sappiamo nulla: non provate un senso di panico?</p><p>��No�� disse Pelorat, che aveva una faccia piuttosto depressa.�� Certo non sono allegro. Ammetto di essere abbastanza in ansia, ma non provo panico.</p><p>��Nemmeno io. Non � strano? Non dovremmo essere maggiormente turbati?</p><p>��Be�, qualcosa ci aspettavamo, no? Qualcosa del genere...</p><p>Trevize si gir� verso lo schermo, che continuava a mostrare la stazione spaziale; questa appariva pi� grande, adesso, il che significava che erano pi� vicini.</p><p>Non gli sembrava un granch�, come stazione; non c�erano segni di particolare progresso tecnologico, anzi, l�insieme aveva un�aria un po� primitiva. Eppure la �Far Star� era chiaramente sotto il controllo di quella tecnologia primitiva.</p><p>��Non vedete come sia calmo, Janov?�� disse.�� Come sia perfettamente padrone di me? � vero che mi piace pensare di non essere un codardo e di sapermela cavare in situazioni difficili, ma naturalmente, come tutti, tendo ad essere indulgente con me stesso. Non sarebbe pi� logico che in questo momento saltellassi in su e in gi� sudando per la tensione? In fondo, anche se ci aspettassimo qualcosa, resta il fatto che siamo inermi e che possiamo essere uccisi...</p><p>��Non sono d�accordo con voi, Golan�� disse Pelorat.�� Se i gaiani hanno potuto prendere da lontano la nave sotto controllo, vuol dire che sono anche in grado di uccidere a distanza. Eppure non l�hanno fatto.</p><p>��Ma hanno fatto qualcos�altro. Siamo troppo calmi, vi ripeto. Penso che si tratti di una calma artificiale.</p><p>��E perch� ci avrebbero procurato questa clima artificiale?</p><p>��Per tenerci mentalmente in forma, forse. � probabile che vogliano interrogarci, e dopo averci interrogato possono benissimo ucciderci.</p><p>��Se hanno abbastanza buon senso da volerci interrogare, forse avranno anche abbastanza buon senso da non volerci uccidere senza un motivo.</p><p>Trevize si appoggi� allo schienale della poltrona (la quale si inclin� indietro: se non altro, non erano intervenuti sul suo congegno automatico) e pos� i piedi sulla scrivania, nel punto dove di solito le sue mani si collegavano al computer.�� Potrebbero essere abbastanza ingegnosi da trovare un motivo�� disse.�� Tuttavia, se anche hanno influenzato la nostra mente, non l�hanno influenzata molto. Uno come il Mulo, per esempio, ci avrebbe reso ansiosi di arrivare alla meta stabilita per noi e adesso saremmo esultanti, saremmo entusiasti e smaniosi di porre piede l� sopra.�� Indic� la stazione spaziale.�� Voi vi sentite cos�, Janov?</p><p>��No, affatto.</p><p>��Come vedete, posso ancora concedermi il lusso di un�analisi razionale.</p><p>Davvero curioso! Ma siamo sicuri che sia proprio cos�? Non sar� per caso in preda al panico e fuori di me completamente, e non sar� la mia analisi razionale solo un�illusione?</p><p>Pelorat alz� le spalle.�� A me sembrate sano di mente. Oddio, magari sono matto a mia volta e siamo entrambi vittime della stessa illusione, ma questo tipo di ragionamento non ci porta da alcuna parte. Tutta l�umanit� potrebbe condividere la medesima follia e vivere nel medesimo caos, vittima della medesima illusione. Non si pu� dimostrare che questo non sia vero, ma non abbiamo altra scelta che affidarci ai nostri sensi.�� Pelorat fece una breve pausa, poi disse, bruscamente:�� Sapete, ho fatto anch�io le mie riflessioni.</p><p>��E allora?</p><p>��Ecco, abbiamo ipotizzato che Gaia sia un mondo di Muli, o che sia la sede della rinata Seconda Fondazione. Ma non avete pensato che esista una terza alternativa, pi� plausibile delle altre due?</p><p>��Che terza alternativa?</p><p>Pelorat si concentr� ulteriormente. Non guard� Trevize, e la sua voce assunse un tono grave e profondo.�� Abbiamo questo mondo, Gaia, che per un periodo indefinito di tempo ha fatto di tutto per mantenersi in stretto isolamento. Non ha tentato in alcun modo di stabilire contatti con gli altri pianeti, nemmeno con quelli, vicini, dell�Unione Sayshell. Ha una tecnologia progredita a quanto pare, se dobbiamo dar credito alle storie che parlano della distruzione di flotte di invasori.</p><p>D�altra parte a conferma di ci� sta il fatto che la nostra nave sia stata presa sotto controllo. Tuttavia i gaiani non hanno mai cercato di guadagnare nuovo territorio: chiedono solo di essere lasciati in pace.</p><p>Trevize strinse gli occhi.�� E allora?</p><p>��Tutto questo � assai poco umano. Nei ventimila anni e pi� di storia spaziale gli esseri umani hanno sempre condotto una politica espansionistica. Quasi tutti i mondi di cui si sappia che siano abitabili sono in effetti abitati. E per la colonizzazione di ciascuno di essi ci sono state questioni; per non parlare di come ogni pianeta abbia prima o poi tentato di avanzare pretese sui territori dei vicini. Se Gaia segue cos� poco questa regola squisitamente umana, � possibile che lo faccia perch�... perch� non � umana.</p><p>Trevize scosse la testa.�� Impossibile.</p><p>��Perch� impossibile?�� disse l�altro accalorandosi.�� Vi ho gi� detto che � veramente strano che la specie umana sia l�unica specie intelligente della Galassia.</p><p>Pu� darsi che in realt� non sia l�unica, che ne esista un�altra alla quale manchi l�impulso espansionistico che ci caratterizza.�� Pelorat s�infervor� sempre di pi�.</p><p>��Anzi�� disse,�� potrebbero esserci un milione di intelligenze diverse nella Galassia, di cui solo una affetta da mania espansionistica: la nostra. Le altre magari se ne stanno tranquille a casa loro, senza intromettersi negli affari altrui...</p><p>��� ridicolo!�� disse Trevize.�� Ci saremmo imbattuti innumerevoli volte in questi esseri che dite. Saremmo atterrati sui loro mondi. Forse li avremmo conquistati, se avessimo trovato una civilt� meno progredita della nostra; avremmo in ogni caso sempre avuto un contatto con loro. Invece non � successo. Per lo spazio, non abbiamo nemmeno mai trovato i resti di civilt� non umane! Siete voi lo storico, Janov: non � vero che non si sono mai trovati?</p><p>��Effettivamente no�� disse Pelorat.�� Per�, Golan, potremmo averla scoperta adesso, questa civilt� non umana: potrebbe essere quella di Gaia.</p><p>��No, non lo credo proprio. Voi avete detto che il nome Gaia sia l�antico termine dialettale che designa la Terra: come pu� non essere umano?</p><p>��Il nome Gaia � stato dato al pianeta dagli uomini e la sua somiglianza con una parola dell�epoca antica potrebbe essere casuale. Ora che ci penso, anzi, il fatto stesso che siamo stati attirati verso Gaia, come voi avete supposto spiegandomene il motivo qualche tempo fa, � un argomento che suffraga la mia ipotesi.</p><p>��Perch�? Che cosa c�entra con la vostra ipotesi?</p><p>��Be�, � chiaro che i gaiani ci attirino verso il loro pianeta perch� sono curiosi.</p><p>Curiosi di vedere come siano fatti gli uomini.</p><p>��Siete pazzo, Janov? Vivono da migliaia d�anni circondati dagli esseri umani.</p><p>Perch� mai la curiosit� dovrebbe essergli venuta solo adesso, anzich� tanto tempo fa?</p><p>Ed anche ammesso che gli fosse venuta ora, perch� proprio noi? Se avessero voluto studiare l�uomo e la sua civilt�, avrebbero scelto i mondi dell�Unione Sayshell.</p><p>Perch� disturbarsi a cercare noi?</p><p>��Potrebbero essere interessati alla Fondazione.</p><p>��Sciocchezze�� disse Trevize, brusco.�� La verit�, Janov, � che voi morite dalla voglia di conoscere un�intelligenza non umana. Credo che se in questo momento foste sicuro di incontrare esseri non umani non vi preoccupereste del fatto di essere stato catturato, di essere inerme e di venire addirittura ucciso, purch� vi dessero il tempo di soddisfare la vostra curiosit�.</p><p>Pelorat stava per mormorare un no indignato, poi per� cambi� idea, trasse un respiro profondo e disse:�� Forse avete ragione, Golan, per� continuer� a pensarla a modo mio, almeno fino a che non verr� smentito dai fatti. E credo che non dovremo aspettare a lungo per sapere chi di noi due abbia ragione: guardate.</p><p>Indic� lo schermo. Trevize, che nella foga del discorso aveva smesso di guardare, si volt�.�� Che cos��?�� disse.</p><p>��Non � una nave che sta partendo dalla stazione?</p><p>��� qualche cosa�� ammise Trevize, riluttante.�� Non riesco ancora a distinguere i particolari e nemmeno ad ingrandire ulteriormente l�immagine. � gi� al massimo.�� Dopo un po� aggiunse:�� Pare proprio una nave. E si sta avvicinando.</p><p>Facciamo una scommessa?</p><p>��Che tipo di scommessa?</p><p>Trevize disse, ironico:�� Quando saremo tornati su Terminus, ammesso che ci torniamo, organizziamo una bella cena a cui ciascuno di noi potr� invitare un massimo di quattro persone: se la nave che si sta avvicinando in questo momento ha a bordo esseri non umani, pago io; se invece sono umani, pagate voi.</p><p>��Accetto�� disse Pelorat.</p><p>��Siamo intesi, allora�� disse Trevize, guardando lo schermo e chiedendosi se dalle caratteristiche esterne della nave si potesse capire, senza rischio di sbagliare, quanto gli esseri che erano a bordo fossero umani (oppure no�).</p></section><section><title><p>6</p></title><p>Harla Branno aveva i capelli grigi perfettamente a posto e la stessa aria serafica che avrebbe avuto se si fosse trovata nelle sale del municipio di Terminus. Non si vedeva proprio che era solo la seconda volta che si trovasse nello spazio profondo. (E la prima, quando era andata in gita di piacere su Kalgan con i suoi genitori, non si poteva contare: a quell�epoca aveva solo tre anni.)</p><p>Con aria tra lo stanco e l�annoiato disse a Kodell:�� Dopotutto, � compito di Thoobing esprimere la propria opinione e mettermi in guardia. Benissimo, l�ha fatto: non ce l�ho con lui per questo.</p><p>Kodell, che era salito a bordo della nave della Branno per parlare pi� liberamente, senza le difficolt� psicologiche causate dalla vista della sola immagine, disse:�� � in carica da troppo tempo. Ha cominciato a pensarla come un sayshelliano.</p><p>��� il rischio professionale che corrono gli ambasciatori, Liono. Aspettiamo che questa avventura termini, poi lo terremo per un bel po� in congedo, ed infine lo assegneremo ad un�altra sede. � un uomo capace. In fondo, ha avuto l�intelligenza di inoltrarci senza indugio il messaggio di Trevize.</p><p>Kodell abbozz� un breve sorriso.�� S�, ma mi ha detto anche che la faccenda gli sembrava assurda e che ha agito in quel modo solo perch� era suo dovere farlo.</p><p>Vedete, Thoobing si � comportato cos� perch� io, appena Trevize � entrato nel territorio dell�Unione Sayshell, l�ho avvertito di inoltrarci immediatamente qualsiasi informazione riguardasse il consigliere.</p><p>��Oh davvero?�� disse la Branno, girandosi nella sua sedia per vedere meglio l�altro in faccia.�� E che cosa vi ha indotto a fare questo?</p><p>��Delle riflessioni piuttosto elementari. Ho pensato che i sayshelliani avrebbero sicuramente notato la nave ultimo modello su cui viaggia Trevize e che avrebbero notato anche un�altra cosa, e cio� che Trevize sia uno stupido, una persona del tutto priva di diplomazia. Insomma ho temuto che il nostro potesse cacciarsi nei guai, e si sa che quando ci si caccia nei guai e si � lontano da casa, la prima cosa da fare � rivolgersi al pi� vicino rappresentante della Fondazione. Personalmente non � che mi interessasse cavare d�impaccio Trevize; anzi, credo che se si trovasse in difficolt� se non altro imparerebbe a crescere, il che gli farebbe un gran bene... Ma voi l�avete mandato allo sbaraglio perch� fungesse da parafulmine e mi premeva che riusciste a distinguere un fulmine dall�altro, per cui mi sono assicurato che l�ambasciatore lo tenesse d�occhio. Tutto qui.</p><p>��Capisco. Be�, ora mi � chiaro perch� Thoobing abbia reagito cos� vivacemente.</p><p>Io gli avevo mandato un avvertimento simile. Poich� ha ricevuto raccomandazioni sia da voi, sia da me, non c�� da stupirsi che abbia ritenuto l�arrivo delle nostre navi un fatto molto pi� grave di quanto non sia in realt�. Ma com��, Liono, che non mi avete consultato prima di mandargli quell�avvertimento?</p><p>Kodell disse, calmissimo:�� Se vi mettessi sempre a parte di tutto non avreste pi� tempo per fare il sindaco. E voi, come mai non mi avete informato delle vostre intenzioni?</p><p>La Branno disse, aspra:�� Se vi informassi di tutti i miei progetti sapreste troppo, Liono. Ma non importa, cos� come non importano i consigli di Thoobing e le eventuali invettive che i sayshelliani potrebbero lanciare: quel che importa � Trevize.</p><p>��Le navi vedetta hanno localizzato Compor. Sta seguendo Trevize ed entrambi si stanno avvicinando con grande prudenza a Gaia.</p><p>��Ho ricevuto un rapporto complesso dalle navi vedetta, Liono. A quanto pare, sia Trevize sia Compor prendono Gaia molto sul serio.</p><p>��Tutti quanti ridono delle storie superstiziose che parlano di Gaia, per� conservano il dubbio che possa essere vero. Persino l�ambasciatore Thoobing non � del tutto a suo agio quando si tocca questo argomento. Potrebbe trattarsi di un espediente assai utile usato dai sayshelliani per difendersi. Se uno sparge la voce che esista un pianeta misterioso ed invincibile, la gente eviter� non solo quel pianeta, ma anche i mondi vicini. Cio� quelli dell�Unione Sayshell.</p><p>��Pensate che sia per questo che il Mulo non conquist� l�Unione?</p><p>��Forse.</p><p>��Certo non penserete che la Fondazione abbia lasciato in pace Sayshell per via di Gaia: non avevamo nemmeno mai sentito nominare quel mondo, fino a poco tempo fa.</p><p>��Ammetto che nei nostri archivi il nome di Gaia non fosse registrato, ma non vedo quale altra ragione possa averci trattenuto dal premere un pochino di pi� l�Unione.</p><p>��Speriamo allora che il governo di Sayshell si sia convinto, anche solo minimamente, della potenza e della pericolosit� di Gaia.</p><p>��Perch�?</p><p>��Perch� in quel caso non sollever� obiezioni vedendoci muovere alla volta del pianeta. Anzi, pi� giudicher� gravemente offensivo il nostro passaggio, pi� lo favorir�, contando sul fatto che Gaia ci distrugga. La riterrebbe una lezione salutare, un monito per eventuali invasori futuri.</p><p>��E se il loro convincimento fosse giusto, sindaco? Se Gaia fosse veramente pericolosa?</p><p>La Branno sorrise.�� Allora anche voi dite in cuor vostro �e se fosse vero?�, eh Liono?</p><p>��Devo prendere in esame tutte le varie possibilit�, sindaco: � il mio mestiere.</p><p>��Se Gaia � pericolosa, Trevize sar� catturato. Questo � il suo mestiere: fare da parafulmine, assieme a Compor. Anzi, magari non sarebbe affatto male se venissero presi.</p><p>��Perch�?</p><p>��Perch� i gaiani comincerebbero a sentirsi troppo sicuri di s�, sottovaluterebbero le nostre forze e li sconfiggeremmo pi� facilmente.</p><p>��E se fossimo noi troppo sicuri di noi stessi?</p><p>��Non lo siamo�� disse la Branno, secca.</p><p>��Questi gaiani, per�, potrebbero essere qualcosa di completamente sconosciuto, qualcosa di cui non si possa stimare con esattezza la pericolosit�. Lo dico perch� penso si debba valutare anche questa possibilit�.</p><p>��Ah s�? E come mai vi � venuta in mente un�idea del genere, Liono?</p><p>��Perch� voi pensate, credo, che Gaia possa essere, al peggio, la sede della Seconda Fondazione. Ho il sospetto anzi che siate convinta che abbiamo di fronte veramente la Seconda Fondazione. Bisogna per� tenere conto che Sayshell ha avuto una storia interessante anche sotto l�Impero. L�Unione era l�unica ad avere una forma di autogoverno. Fu anche l�unica ad evitare in parte le tasse spaventose che furono imposte sotto i cosiddetti Cattivi Imperatori. In breve, sembra che sia stata protetta da Gaia anche all�epoca imperiale.</p><p>��E allora?</p><p>��La Seconda Fondazione nacque contemporaneamente alla prima, ad opera di Hari Seldon: non esisteva all�epoca imperiale, Gaia invece s�. Gaia, quindi, non � la sede della Seconda Fondazione. � qualcos�altro, magari qualcosa di peggio.</p><p>��Non credo all�ignoto, Liono. Le possibili fonti di pericolo sono solo due: le armi materiali e le armi mentali. E noi siamo prontissimi ad affrontarle entrambe. Ora tornate sulla vostra nave e mantenete le unit� vicino ai confini di Sayshell. Soltanto questa nave si diriger� verso Gaia, ma si terr� costantemente in contatto con voi. Se necessario, ci raggiungerete con un unico Balzo iperspaziale. Forza, andate e non fate quella faccia preoccupata.</p><p>��Posso rivolgervi un�ultima domanda? Siete sicura di quello che state facendo?</p><p>��S젗 disse lei, decisa.�� Anch�io ho studiato la storia di Sayshell ed ho capito che Gaia non possa essere la sede della Seconda Fondazione, ma, come vi ho detto, ho ricevuto un rapporto completo dalle navi vedetta, e da esso ho saputo...</p><p>��S�?</p><p>��Ho saputo dove si trovi la Seconda Fondazione. Cos� ci occuperemo di due obiettivi, Liono: di Gaia prima, di Trantor poi.</p></section></section><section><title><p>Parte diciassettesima</p><p>Gaia</p></title><section><title><p>1</p></title><p>La nave proveniente dalla stazione spaziale impieg� ore per arrivare nelle vicinanze della �Far Star�, e furono ore assai lunghe, per Trevize.</p><p>Se la situazione fosse stata normale, Trevize avrebbe cercato di trasmettere un messaggio ed avrebbe poi aspettato la risposta. Se questa non ci fosse stata, avrebbe preso precauzioni per evitare ogni pericolo. Ma poich� il computer non rispondeva alle istruzioni che riguardavano tutto ci� che era esterno alla nave, comunicare era impossibile. Essendo tra l�altro la �Far Star� non armata, non restava che aspettare.</p><p>All�interno, se non altro, tutto funzionava bene. I sistemi di sopravvivenza erano perfettamente in ordine, sicch� i due passeggeri non avevano alcun disagio fisico da sopportare. Per qualche strano motivo, per�, questo non serviva a consolare Trevize.</p><p>Il tempo passava lentamente e lui si sentiva logorare dall�incertezza del futuro. Not� con irritazione che Pelorat appariva calmo. Come se non bastasse, mentre lui non sentiva lo stimolo dell�appetito, Pelorat si era messo a mangiare. Aveva aperto un piccolo contenitore pieno di carne di pollo che si era riscaldato automaticamente appena disiggillato.</p><p>��Per lo spazio, Janov!�� disse Trevize.�� Quella roba puzza!</p><p>Pelorat, sorpreso, annus� il contenitore.�� Mi pare che l�odore sia buono, Golan.</p><p>Trevize scosse la testa.�� Non badatemi, sono nervoso. Per� usate la forchetta, almeno, senn� le dita vi puzzeranno di pollo per tutto il giorno.</p><p>Pelorat si guard� le dita, sorpreso.�� Scusate, non ci ho fatto caso. Stavo pensando ad altro.</p><p>Trevize disse, ironico:�� Perch� non provate ad immaginare che tipo di creature non umane si stiano avvicinando a bordo di quella nave?�� Si vergognava di essere meno calmo del suo compagno. Lui era un veterano della Marina (anche se naturalmente non aveva visto ombra di battaglie), mentre Pelorat era solo uno storico.</p><p>Eppure quello storico se ne stava seduto tranquillo, assai pi� tranquillo di lui.</p><p>��� impossibile indovinare quale direzione possa prendere l�evoluzione in condizioni differenti da quelle che c�erano a suo tempo sulla Terra�� disse Pelorat.</p><p>��Le varie possibilit� non saranno magari infinite, ma sono certo cos� numerose da sembrarlo. In ogni modo, posso assicurarvi che quegli esseri non ricorrano gratuitamente alla violenza e che ci tratteranno in maniera civile. Se le cose stessero diversamente, a quest�ora saremmo gi� morti.</p><p>��Se non altro voi siete ancora in grado di ragionare, Janov. Riuscite ancora a stare calmo. I miei nervi invece sembrano non essere pi� sensibili alla calma artificiale che in un primo tempo avevo sentito. Ho una gran voglia di alzarmi e mettermi a camminare. Perch� non arriva, quella maledetta nave?</p><p>��Io sono un uomo abituato alla passivit�, Golan�� disse Pelorat.�� Ho trascorso la vita chino su documenti, ad aspettare di ricevere altri documenti: l�attesa � il mio mestiere. Voi invece siete un uomo d�azione e quando vi impediscono di agire state male.</p><p>Trevize si sent� un po� sollevato.�� Ho sottovalutato la vostra riserva di buon senso, Janov�� mormor�.</p><p>��No�� disse Pelorat, pacato,�� ma persino un professore ingenuo riesce a volte a capire qualcosa della vita.</p><p>��E persino il pi� abile dei politici pu� a volte non riuscire a farlo.</p><p>��Non ho detto questo.</p><p>��No, l�ho detto io, per�. Bene, cercher� di essere di nuovo attivo. Posso sempre osservare, no? La nave adesso � pi� vicina e sono nettamente in grado di dire che sembra primitiva.</p><p>��Sembra?</p><p>��Se � il prodotto di menti e mani non umane, ci� che appare primitivo potrebbe in realt� essere semplicemente non umano.</p><p>��Pensate allora che si tratti di un prodotto del genere?�� disse Pelorat, arrossendo lievemente.</p><p>��Non so, non ne sono certo. Penso che i prodotti artificiali, bench� provenienti dalle pi� svariate civilt�, non siano mai cos� plasmabili e quindi cos� diversi tra loro quanto i prodotti di differenze genetiche.</p><p>��� solo una vostra idea. Noi conosciamo soltanto civilt� diverse, non specie intelligenti diverse, per cui non abbiamo modo di valutare quanto il manufatto di una specie si differenzi da quello di un�altra.</p><p>��I pesci, i delfini, i pinguini, i calamari e persino gli ambiflessi, che non sono di origine terrestre (ammesso che gli altri lo siano), risolvono tutti il problema del moto attraverso un mezzo viscoso con la forma aerodinamica, sicch� d�aspetto non sono cos� diversi quanto le loro caratteristiche genetiche potrebbero farci credere. La stessa cosa pu� forse valere per i manufatti.</p><p>� I tentacoli del calamaro ed i vibratori elicoidali dell�ambiflesso sono diversissimi tra loro, e sono diversissimi dalle pinne, dalle natatoie e dalle membra dei vertebrati�� disse Pelorat.�� Lo stesso potrebbe valere per i manufatti.</p><p>��In ogni modo mi sento meglio, adesso�� disse Trevize.�� Parlare di stupidaggini mi ha calmato i nervi. E penso anche che presto sapremo con chi abbiamo a che fare. La nave non � sicuramente fornita di congegno unidock, per cui chiunque ci verr� incontro lo far� servendosi di un antiquato cavo. O forse saremo invitati noi ad usarlo. A meno che i presunti non umani non adoperino un sistema completamente diverso.</p><p>��Quanto � grande la nave?</p><p>��Siccome non possiamo chiedere al computer di calcolare col radar la sua distanza, non possiamo sapere quanto sia grande.</p><p>Un cavo si protese verso la �Far Star�.</p><p>��Vedete?�� disse Trevize.�� Probabilmente in questi casi, umana o meno che sia la persona che deve attraversare lo spazio, si pu� usare soltanto un cavo.</p><p>��Non potrebbero usare un tubo? O una scala orizzontale?</p><p>��Sono oggetti meno flessibili, con i quali l�aggancio diventa difficile. Ci vuole una cosa che unisca resistenza e flessibilit�.</p><p>Il cavo produsse un rumore sordo toccando la carena solida, che vibr� (come l�aria all�interno di essa). Ci fu il consueto momento di assestamento mentre l�altra nave regolava la velocit� in modo da eguagliare quella della �Far Star�. Il cavo era fermo rispetto ad entrambe le navi.</p><p>Sulla carena dell�astronave sconosciuta apparve un punto nero che si allarg� come la pupilla di un occhio.</p><p>��Un�apertura a diaframma, anzich� un pannello scorrevole�� borbott� Trevize.</p><p>��E non � da umani?</p><p>��Non � detto, ma � interessante.</p><p>Dal portello emerse una figura.</p><p>Pelorat strinse un attimo le labbra, poi disse, deluso:�� Peccato: � umana.</p><p>��Non � detto�� disse calmo Trevize.�� Finora possiamo solo constatare che ci siano cinque protuberanze, le quali potrebbero essere una testa, due braccia e due gambe ma anche qualcos�altro. Ehi, un attimo!</p><p>��Cosa c��?</p><p>��Si muove pi� rapidamente e facilmente di quanto mi aspettassi. Ah, ecco!</p><p>��Ecco cosa?</p><p>��C�� una sorta di propulsione. Non direi che sia un servorazzo, per� sono sicuro che la persona, se di persona si tratta, non proceda con la sola forza delle mani.</p><p>L�attesa sembr� incredibilmente lunga, bench� la figura si muovesse veloce lungo il cavo. Alla fine si sent� il rumore del contatto.</p><p>��Sta per entrare, chiunque sia�� disse Trevize, e stringendo la mano a pugno aggiunse:�� Ho una gran voglia di prenderlo per il collo.</p><p>��Credo sia meglio che ci teniamo calmi�� disse Pelorat.�� Potrebbe essere pi� forte di noi, ed � in grado di controllare la nostra mente. Poi sulla nave ha certamente dei compagni. Sar� prudente aspettare di vedere con chi abbiamo a che fare.</p><p>��Pi� passa il tempo, pi� diventate ragionevole, Janov�� disse Trevize.�� Io invece lo sono sempre meno.</p><p>Sentirono il rumore della camera di equilibrio in funzione e infine videro la figura entrare.</p><p>��La statura � normale�� mormor� Pelorat.�� La tuta spaziale potrebbe stare benissimo addosso a un essere umano.</p><p>��Mai visto un tipo di tuta cos�, per� mi pare che il disegno non sia particolarmente non-umano�� disse Trevize.</p><p>Lo sconosciuto port� uno degli arti anteriori al casco che, se anche era fatto di vetro, era trasparente solo dall�interno verso l�esterno. L�arto tocc� qualche meccanismo che Trevize non riusc� a distinguere e di colpo il casco si stacc� dal resto della tuta, sollevandosi.</p><p>E comparve la faccia di una donna, giovane ed innegabilmente carina.</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Pelorat, che per natura era inespressivo, fece del suo meglio per manifestare il suo stupore.�� Siete umana?�� disse, esitante.</p><p>La donna inarc� le sopracciglia e sporse le labbra a broncio. Era difficile capire se quella reazione fosse dovuta al fatto che non comprendesse la lingua od al fatto che, pur comprendendola, giudicasse strana la domanda.</p><p>Tocc� con la mano il lato sinistro della tuta, che si apr� completamente come se avesse avuto una cerniera automatica, e ne usc�. La tuta rimase un attimo ritta, bench� non avesse pi� il suo contenuto, ed infine, con un sospiro quasi umano, si afflosci� in terra.</p><p>La donna, pi� giovane ancora di quanto non fosse sembrata in un primo momento, indossava un abito ampio e trasparente che, lungo fino alle ginocchia, lasciava intravedere in parte quel che c�era sotto: aveva seni piccoli e vita stretta, con fianchi tondi e pieni; le cosce, bench� in ombra, si capiva che fossero generose, ma le gambe proseguivano snelle fino alle caviglie aggraziate; i capelli, lunghi fino alle spalle, erano neri, gli occhi grandi e scuri; le labbra, piene, erano lievemente asimmetriche.</p><p>La ragazza guard� il proprio corpo e disse:�� Perch�, non sembro umana?</p><p>Parlava il galattico standard con un lieve accenno di esitazione, come se compisse un piccolo sforzo per pronunciarlo in modo corretto.</p><p>Pelorat annu� e disse, con un sorriso:�� Oh, lo sembrate, certo. Siete assolutamente umana. Deliziosamente umana.</p><p>La giovane allarg� le braccia come invitando i due a esaminarla pi� attentamente.</p><p>��Direi proprio�� osserv�.�� Ci sono uomini che sono morti di desiderio per questo corpo.</p><p>��� un desiderio che mi farebbe vivere, pi� che morire�� disse Pelorat, sorpreso per la vena di galanteria che si era ritrovato all�improvviso.</p><p>��Giusto�� disse la ragazza, con solennit�.�� Dopo che uno l�ha fatto suo, questo corpo, tutti i sospiri diventano sospiri d�estasi.</p><p>Rise, e Pelorat rise con lei.</p><p>Trevize, che aveva assistito alla conversazione con la fronte corrugata, disse d�un tratto:�� Quanti anni avete?</p><p>��Ventitr�, signore�� rispose la donna, con una certa riluttanza.</p><p>��Perch� siete venuta qui. Che cosa vi proponete?</p><p>��Sono venuta per accompagnarvi su Gaia.�� La sua padronanza del galattico standard ebbe un momento di crisi, soprattutto nella pronuncia delle vocali.</p><p>��Ci hanno mandato una bambina�� disse Trevize.</p><p>Lei drizz� la schiena, assumendo un�aria professionale.�� Io valgo quanto un altro�� disse.�� Era il mio turno di lavoro, alla stazione.</p><p>��Il vostro turno? Volete dire che eravate l�unica a bordo?</p><p>��Bastavo�� disse lei, orgogliosa.</p><p>��Ed adesso la stazione � vuota?</p><p>��Io non sono pi� a bordo, signore, ma non � vuota: c�� lei.</p><p>��Lei? A chi vi riferite?</p><p>��Alla stazione stessa. � Gaia, e non ha bisogno di me: controlla la vostra nave.</p><p>��E allora voi perch� ci stavate sopra?</p><p>��� il mio turno di lavoro.</p><p>Pelorat prese Trevize per la manica, ma lui si liber� dalla stretta. Pelorat per� prov� ancora.�� Golan�� sussurr�, con ansia.�� Non fate la voce grossa con lei. � solo una ragazzina. Lasciate che le parli io.</p><p>Trevize scosse la testa arrabbiato, ma Pelorat parl� lo stesso.�� Signorina�� disse,�� come vi chiamate?</p><p>La ragazza sorrise felice, come gradendo il tono gentile di Pelorat.�� Bliss�� disse.</p><p>��Bliss?�� disse Pelorat.�� Un gran bel nome. Certo non vi chiamate solo Bliss, per�.</p><p>��Oh, no. Sarebbe bello avere un nome di una sola sillaba, o nomi tutti uguali che non si potessero distinguere. Cos� gli uomini smanierebbero per una donna credendola un�altra. Il mio nome completo � Blissenobiarella.</p><p>��Caspita, che lungo!</p><p>��Lungo? Sei sillabe? Non � mica molto. Ho amici con nomi di quindici sillabe, che coniano abbreviazioni sempre diverse. Io ho adottato l�abbreviazione Bliss fin da quando ho compiuto quindici anni. Mia madre mi chiamava Nobby, pensate che roba!</p><p>��In galattico standard, �bliss� vuol dire estasi o grandissima felicitࠗ disse Pelorat.</p><p>��Anche in gaiano. Non � una lingua tanto diversa dallo standard. Mi piace l�idea di comunicare, con la mia presenza, estasi alla gente...</p><p>��Io mi chiamo Janov Pelorat.</p><p>��Lo so. E quell�altro signore, quello che grida, si chiama Golan Trevize: ce l�ha comunicato Sayshell.</p><p>Trevize strinse gli occhi.�� Come vi � giunta la comunicazione?</p><p>Bliss si gir� a guardarlo e disse:�� Non � giunta a me, ma a Gaia.</p><p>��Signorina Bliss�� disse Pelorat,�� il mio compagno e io possiamo parlare per un attimo in privato?</p><p>��S�, certo, per� ricordatevi che non dobbiamo perdere troppo tempo.</p><p>��Non ci vorr� molto.�� Pelorat prese deciso Trevize per un gomito e lo trascin� nell�altra stanza.</p><p>Trevize disse, a voce bassa:�� Cos�� questa storia? Tanto sono sicuro che ci pu� sentire anche qui. Probabilmente ci legge nel pensiero, quella maledetta.</p><p>��Che ci legga nel pensiero o no, abbiamo bisogno, psicologicamente, di isolarci un attimo. Sentite, vecchio mio, perch� non la lasciate in pace? Noi non possiamo fare niente, � vero, ma che senso ha scaricare la nostra rabbia su di lei? Forse nemmeno lei pu� fare niente, � solo un messaggero. Anzi, finch� � a bordo probabilmente siamo al sicuro; non l�avrebbero fatta venire qui se intendessero distruggere la nave. Ma se continuate a fare il prepotente, magari decideranno di distruggerla dopo avere messo al sicuro la ragazza.</p><p>��Non sopporto l�idea di essere inerme�� disse Trevize, irritato.</p><p>��� un�idea che non piace a nessuno, ma facendo il gradasso non migliorate la situazione; diventate soltanto un gradasso inerme. Oh, amico mio, scusate, non intendevo fare a mia volta il gradasso con voi. Sono stato troppo critico, lo so, ma quella ragazza non va trattata cos� male.</p><p>��Janov, � giovane a sufficienza da poter essere la pi� piccola delle vostre figlie.</p><p>Pelorat drizz� la schiena.�� Una ragione in pi� per trattarla gentilmente. D�altra parte non ho capito che cosa intendiate insinuare con questa vostra affermazione...</p><p>Trevize riflett� un attimo, poi si schiar� in viso.�� S�, avete ragione ed io ho torto.</p><p>� seccante per� che abbiano mandato una ragazzina. Avrebbero potuto mandare un ufficiale, per darci un�impressione, per cos� dire, di autorit�. Una ragazzetta, invece...</p><p>E poi, continua a scaricare la responsabilit� su Gaia.</p><p>��Probabilmente si riferisce ad un governante cui � stato conferito il nome del pianeta come titolo onorifico. Oppure si riferir� al consiglio planetario, chiss�. Lo scopriremo, ma non forse facendole delle domande dirette.</p><p>��E parla di uomini che avrebbero smaniato per il suo corpo!�� disse Trevize.�� Sar�. Per me ha il sedere troppo voluminoso.</p><p>��Nessuno vi impone di essere fra quegli uomini, Golan�� disse Pelorat gentilmente.�� Su, ammettete che almeno mostra una certa autoironia. Io l�autoironia la considero positiva e gradevole.</p><p>Trovarono Bliss china sul computer, ne fissava i componenti con le mani dietro la schiena, come se avesse paura di toccarli. Quando Pelorat e Trevize entrarono, alz� gli occhi e disse:�� � una nave straordinaria. Riconosco solo met� delle cose che vedo, ma � molto bella, � come un regalo per l�ospite che arriva. Al confronto la mia fa schifo.�� Di colpo assunse un�aria incuriosita e soggiunse:�� Ma siete veramente della Fondazione, voi?</p><p>��Come fate a sapere della Fondazione?�� chiese Pelorat.</p><p>��Ce ne parlano a scuola. Soprattutto per via del Mulo.</p><p>��Per via del Mulo? Come mai?</p><p>��Era uno di noi, signo... Che sillaba del vostro nome posso usare, signore?</p><p>��O Jan o Pel�� disse Pelorat.�� Quale preferite?</p><p>��Pel�� disse Bliss, con un sorriso cameratesco.�� Il Mulo era nato su Gaia, anche se nessuno sappia bene esattamente dove.</p><p>Trevize disse:�� Immagino che sia un eroe per voi gaiani, eh, Bliss?�� Sfoggiava adesso una cordialit� forzata, quasi aggressiva.�� Chiamatemi Trev�� aggiunse, lanciando in direzione di Pelorat un�occhiata che volesse essere conciliante.</p><p>��Oh, no�� disse lei, prontamente.�� Era un criminale. Lasci� Gaia senza averne il permesso, e questo non lo dovrebbe fare nessuno. Non si sa come riusc� ad andarsene. Ma se ne and�, ed immagino sia per questo che fece una brutta fine. La Fondazione alla fine lo sconfisse.</p><p>��La Seconda Fondazione?�� disse Trevize.</p><p>��Ce n�� pi� d�una? Immagino che se ci pensassi bene su dovrei sapere la risposta, ma a dir la verit� la storia m�interessa poco. Vedete, credo che m�interessi quello che Gaia ritenga meglio per me. Se la storia ed io siamo cos� estranee, � perch� o ci sono gi� troppi storici, o � una materia per la quale non sono portata.</p><p>Probabilmente diventer� tecnico spaziale. Continuano ad assegnarmi lavori come questo e mi pare che mi piacciano abbastanza, � evidente del resto che non mi piacerebbe se...</p><p>Parlava in fretta, quasi senza prendere il fiato, e Trevize riusc� a fatica a inserire in quel treno di parole, una domanda.�� Chi � Gaia?�� disse.</p><p>Bliss apparve interdetta.�� � semplicemente Gaia. Bene, Pel e Trev, vediamo di procedere, se non vi spiace. Dobbiamo raggiungere la superficie.</p><p>��Non ci stiamo gi� dirigendo verso il pianeta?</p><p>��S�, ma lentamente. Gaia ritiene che arriveremmo molto prima se usaste i motori della vostra nave. Potete farlo?</p><p>��S젗 disse Trevize, torvo.�� Ma non avete paura che riprendendo il comando della nave me la fili nella direzione opposta?</p><p>Bliss si mise a ridere.�� Siete comico, sapete? � ovvio che non potete andare in alcuna direzione che non sia stata stabilita da Gaia. Ma potete andare pi� in fretta nella direzione che ha scelto per voi. Capito?</p><p>��Capito�� disse Trevize.�� In futuro cercher� di suscitare meno ilarit�. In che punto devo atterrare?</p><p>��Non importa. Voi pensate a pilotare, e vedrete che la nave atterrer� nel punto giusto: se ne occuper� Gaia.</p><p>��E voi, Bliss, starete con noi a sincerarvi che siamo trattati bene?�� disse Pelorat.</p><p>��Penso di poterlo fare. Vediamo un po�, l�importo dovutomi per le mie prestazioni, per questo tipo di prestazioni intendo, lo si pu� registrare sulla mia carta di bilancio.</p><p>��E le prestazioni di altro tipo?</p><p>Bliss ridacchi�.�� Siete proprio un simpatico vecchietto.</p><p>Pelorat prov� un fremito dentro.</p></section><section><title><p>3</p></title><p>Bliss reag� con allegria infantile alla discesa velocissima della �Far Star�.�� Non si sente affatto l�accelerazione!�� disse.</p><p>� � a propulsione gravitazionale�� disse Pelorat.�� Tutto accelera contemporaneamente, noi compresi, per cui non sentiamo niente.</p><p>��Ma come funziona, Pel?</p><p>Pelorat alz� le spalle.�� Lo sa Trev�� disse,�� ma credo che in questo momento non abbia molta voglia di parlarne.</p><p>Trevize si era lanciato gi� per il pozzo gravitazionale di Gaia quasi con temerariet�. Come aveva detto Bliss, la nave rispondeva ai suoi comandi solo parzialmente. Il tentativo di attraversare le linee di forza gravitazionali in senso obliquo fu accettato, ma solo dopo una certa esitazione. Il tentativo di risalire fu invece completamente ignorato.</p><p>La �Far Star� era sempre sotto il controllo altrui.</p><p>��Non stiamo scendendo un po� troppo velocemente, Golan?�� disse Pelorat in tono calmo e gentile.</p><p>Cercando di non far trapelare la rabbia (pi� per rispetto a Pelorat che per altri), Trevize disse, piuttosto secco:�� La signorina dice che Gaia avr� cura di noi.</p><p>��� vero, Pel�� disse Bliss.�� Gaia non permetterebbe mai che a questa nave succedesse qualcosa di brutto. C�� niente da mangiare, a bordo?</p><p>��S�, certo�� disse Pelorat.�� Che cosa preferite?</p><p>��Niente carne, Pel�� disse Bliss, col tono che avrebbe usato parlando di lavoro.</p><p>��Mi vanno bene invece pesce, uova e vegetali.</p><p>��Parte del cibo che abbiamo proviene da Sayshell�� disse Pelorat.�� Certi prodotti non ho ben capito che cosa siano, ma forse vi piaceranno.</p><p>��Be�, si pu� fare un assaggio�� disse lei, un po� incerta.</p><p>��Su Gaia siete vegetariani?�� chiese Pelorat.</p><p>��Molti di noi lo sono�� disse Bliss, annuendo con forza.�� Dipende da che tipo di sostanza nutritiva � necessario al corpo. Voglio dire, in determinate circostanze si ha pi� bisogno di una cosa, in altre di un�altra. Ultimamente ad esempio io non ho sentito il desiderio di mangiare carne, per cui immagino che il mio corpo non ne abbia bisogno. E non � che sia morta dalla voglia di dolci. Ho consumato soprattutto formaggio e gamberetti. Suppongo mi farebbe bene perdere un po� di peso.�� Si diede una pacca sulla natica destra, producendo un sonoro schiocco.�� Dovrei diminuire di due chili buoni qui.</p><p>��Non vedo perch頗 disse Pelorat.�� Cos� avete qualcosa di comodo su cui sedervi...</p><p>Bliss gir� il torso per guardarsi il sedere meglio che poteva.�� Oh, be�, non importa. Il grasso va e viene, non dovrei preoccuparmi.</p><p>Trevize non partecipava alla conversazione perch� stava lottando con la �Far Star�. Aveva esitato un po� troppo per l�orbita, e adesso si sentiva l�urlo acuto dell�aria che faceva resistenza, ai confini inferiori dell�esosfera di Gaia. A poco a poco la nave stava sfuggendo completamente al controllo di Trevize. Era come se qualcun altro avesse imparato a governare i motori gravitazionali. La �Far Star�, procedendo apparentemente per conto suo, descrisse una curva verso l�alto, poi entrata nello strato di aria pi� rarefatta, rallent� prontamente. Scelse quindi una traiettoria che la port� verso il basso lungo una curva morbida.</p><p>Bliss non bad� al fischio penetrante dell�aria e annus� il contenuto del barattolo aperto da Pelorat.�� Dev�essere buono, Pel�� disse,�� perch� se non lo fosse il suo odore mi disgusterebbe e non mi verrebbe voglia di mangiarlo.�� Infil� un dito dentro e lo lecc�.�� Avevate ragione. Sono gamberetti, o qualcosa di simile. Buoni!</p><p>Con un gesto di irritazione, Trevize si allontan� dal computer.</p><p>��Signorina�� disse, col tono di uno che vedesse Bliss per la prima volta.</p><p>��Mi chiamo Bliss�� disse lei, sulle sue.</p><p>��E va bene, Bliss. Voi conoscevate gi� i nostri nomi, vero?</p><p>��S�, Trev.</p><p>��Come mai?</p><p>��Era importante che li sapessi, altrimenti non avrei potuto compiere il mio lavoro. Cos� li ho imparati.</p><p>��E il nome di Munn Li Compor vi � noto?</p><p>��Lo sarebbe, se fosse importante che lo conoscessi. Poich� non so chi sia questa persona, � evidente che il signor Compor non stia venendo su Gaia. D�altra parte, gli unici che stiano venendo su Gaia siete voi.</p><p>��Vedremo se quanto dite corrisponda a verit�.</p><p>Trevize guard� il pianeta. Lo circondava uno strato di nubi che pur non essendo compatto era distribuito in modo uniforme, sicch�, anche se rotto a tratti, non consentiva di vedere la superficie planetaria.</p><p>Trevize premette il pulsante delle microonde e lo schermo radar s�illumin�. La superficie di Gaia rispecchiava quasi il cielo. Pareva un mondo di isole, come e pi� di Terminus. Nessun�isola era particolarmente grande e lontana dalle altre. Era un po� come avvicinarsi ad un arcipelago planetario. L�orbita della nave era inclinata verso il piano equatoriale, ma non si vedevano tracce di cappe di ghiaccio. Non si vedevano nemmeno i segni inconfondibili della distribuzione non uniforme della popolazione; l�illuminazione del lato notturno, per esempio, non lasciava capire quali fossero le zone pi� abitate.</p><p>��Atterriamo vicino alla capitale, Bliss?�� chiese Trevize.</p><p>��Gaia ci far� atterrare nel posto pi� adatto�� disse la ragazza con aria indifferente.</p><p>��Io preferirei una metropoli.</p><p>��Intendete dire un posto dov�� raggruppata molta gente?</p><p>��S�.</p><p>��Sta a Gaia decidere.</p><p>La nave continu� la sua discesa e Trevize cerc� di divertirsi a pensare su quale isola sarebbe atterrata. Ma qualunque fosse stata la meta, probabilmente l�avrebbero raggiunta nel giro di un�ora.</p></section><section><title><p>4</p></title><p>La �Far Star� atterr� dolcemente, senza scosse, senza effetti gravitazionali anomali. I passeggeri uscirono ad uno ad uno: prima Bliss, poi Pelorat, poi Trevize.</p><p>Come clima si aveva l�impressione di essere nel periodo che su Terminus segnava l�inizio della stagione estiva. Soffiava una lieve brezza e nel cielo screziato splendeva un sole brillante. Sembrava mattina tardi; il terreno, sotto i piedi, era verde, e su un lato si vedevano filari fitti di alberi che facevano pensare ad un frutteto. Dalla parte opposta si scorgeva, in lontananza, la spiaggia.</p><p>In aria si sentiva un ronzio lieve, come di insetti, e lo sbatter d�ali di uccelli, o in ogni caso di creature volanti. Da una particolare direzione arrivava il rumore secco di qualcosa che poteva essere un attrezzo agricolo.</p><p>Pelorat fu il primo a parlare. Non bad� n� a ci� che vedeva, n� a ci� che sentiva, ma inspirando aria disse:�� Ah, che buon odore, come di torta di mele appena cotta!</p><p>Trevize disse:�� Quegli alberi probabilmente sono meli e per quanto ne sappiamo noi in questo momento qualcuno potrebbe stare cuocendo una torta di mele.</p><p>��Sulla vostra nave invece c�era un odore di... Be�, insomma, un odoraccio tremendo�� disse Bliss.</p><p>��Non vi siete lamentata, quando eravate a bordo�� ringhi� Trevize.</p><p>��Per una questione di educazione: ero vostra ospite.</p><p>��E qui l�educazione non vale pi�?</p><p>��Qui sono sul mio mondo. Siete voi gli ospiti. Siete voi che vi dovete comportare come persone educate.</p><p>��Probabilmente ha ragione a proposito del puzzo, Golan�� disse Pelorat.�� Non c�� modo di dare aria alla nave?</p><p>��S젗 disse Trevize, irritato.�� Si pu� fare, se questa piccoletta ci assicura che nessuno toccher� la �Far Star�. Ci ha gi� dimostrato di poter esercitare un controllo notevole sulla nave.</p><p>Bliss drizz� la schiena al massimo.�� Non sono poi cos� piccola�� disse,�� e se per ripulire la nave avete bisogno che non sia toccata da nessuno, vi assicuro che sar� un piacere per me fare in modo che nessuno le si avvicini.</p><p>��E dopo ci potete accompagnare dalla persona che chiamate Gaia?�� disse Trevize.</p><p>Bliss apparve divertita.�� Non so se ci crederete, ma sono io Gaia.</p><p>Trevize la fiss�. Aveva sentito ed usato innumerevoli volte l�espressione �raccogliere le idee�, ma in quel momento, per la prima volta nella sua vita, ebbe la sensazione di stare raccogliendole letteralmente. Alla fine disse:�� Voi?</p><p>��S�, io. E la terra. E quegli alberi. E quel coniglio tra l�erba, laggi�. E l�uomo che si intravede fra gli alberi. L�intero pianeta e tutto quanto ci sia sopra � Gaia.</p><p>Siamo individui, siamo organismi separati, ma condividiamo tutti una coscienza globale. La materia inorganica del pianeta � meno di tutti partecipe di questa coscienza e gli esseri umani ne sono partecipi pi� di tutti, ma ognuno contribuisce all�insieme.</p><p>��Credo che intenda dire che Gaia sia una specie di coscienza collettiva, Trevize</p><p>��disse Pelorat.</p><p>Trevize annu�.�� L�avevo capito. In tal caso, Bliss, chi governa questo mondo?</p><p>��Si governa da solo�� disse lei.�� Quei meli crescono in filari regolari di comune accordo. Si riproducono solo quel tanto che serva a riempire gli spazi vuoti lasciati dagli alberi che muoiono. Gli esseri umani raccolgono la quantit� di mele di cui hanno bisogno; altri animati, compresi gli insetti, mangiano la loro parte, e solo quella.</p><p>��Non mi direte che gli insetti sappiano quale sia la loro parte?�� disse Trevize.</p><p>��S�, in certo modo lo sanno. Piove quando � necessario; a volte ci sono periodi di piogge pi� intense e prolungate, a volte periodi di siccit�. Entrambi si verificano quando � necessario.</p><p>��Anche la pioggia sa cosa deve fare?</p><p>��S젗 disse Bliss, serissima.�� Non � forse vero che nel vostro corpo tutte le varie cellule sappiano cosa debbano fare? Sanno quando moltiplicarsi e quando smettere di moltiplicarsi, quando creare certe sostanze e quando no, e quando le creano sanno perfettamente in che quantit� vadano create. Ciascuna cellula �, fino a un certo grado, una fabbrica chimica indipendente, ma tutte quante attingono ad un fondo comune di materie prime che vengono portate loro attraverso un sistema di trasporto comune; tutte quante versano i rifiuti in canali comuni, tutte quante danno un contributo alla coscienza collettiva globale.</p><p>��Straordinario�� disse Pelorat con entusiasmo.�� State dicendo che il pianeta sia un superorganismo e che voi siate una cellula di questo superorganismo?</p><p>��Era solo un�analogia. Siamo come cellule, ma non siamo veramente cellule, capite?</p><p>��In che senso non siete cellule?�� disse Trevize.</p><p>��Nel senso che esiste, come ho detto, una coscienza collettiva, ma ne esiste anche una individuale, la coscienza del singolo organismo, nel mio caso un essere umano...</p><p>��Per il cui corpo gli uomini smaniano.</p><p>��Esatto. Questa coscienza � enormemente pi� avanzata di quella di una singola cellula. Il fatto che ciascuno di noi faccia parte di un�entit� ancora pi� grande che si trova su un livello pi� alto non ci riduce al rango di cellule. Io rimango un essere umano; al di sopra di noi per� c�� questa consapevolezza collettiva che supera di molto la mia comprensione, tanto quanto la mia consapevolezza individuale supera quella, che so, di una cellula muscolare del mio braccio.</p><p>��Per� qualcuno avr� pure ordinato di prendere il controllo della nostra nave�� disse Trevize.</p><p>��No, non qualcuno. L�ha ordinato Gaia. L�abbiamo ordinato noi.</p><p>��Anche gli alberi e la terra, Bliss?</p><p>��Hanno contribuito in grado minimo, ma hanno contribuito. Sentite, quando un musicista compone una sinfonia voi gli chiedete quale cellula particolare del suo corpo abbia ordinato di comporre la sinfonia ed abbia sovrinteso alla sua creazione?</p><p>��A quanto ho capito�� disse Pelorat,�� la mente collettiva, chiamiamola cos�, della coscienza collettiva � molto pi� forte di una mente individuale, proprio come un muscolo � molto pi� forte di una singola cellula muscolare. Di conseguenza Gaia ha potuto impadronirsi a distanza della nostra nave assumendo il controllo del computer, cosa che nessuna mente individuale del pianeta avrebbe mai potuto fare, vero?</p><p>��Avete compreso perfettamente, Pel�� disse Bliss.</p><p>��Anch�io ho compreso�� disse Trevize.�� Non � poi cos� difficile. Ma che cosa volete da noi? Non avevamo intenzione di attaccarvi. Eravamo venuti a cercare informazioni. Perch� vi siete impadroniti della nave?</p><p>��Volevamo parlare con voi.</p><p>��Non potevamo parlare gi� a bordo della �Far Star�?</p><p>Bliss scosse la testa, con aria grave.�� Non sono io che vi devo parlare.</p><p>��Ma non fate parte della mente collettiva?</p><p>��S�, ma non so volare come un uccello, ronzare come un insetto o diventare alta come un albero. Faccio ci� che sono pi� adatta a fare, e non sono particolarmente adatta a darvi le informazioni che cercate. Se ne fossi stata incaricata, avrei potuto darvele tranquillamente.</p><p>��Chi ha deciso di non attribuirvi questo incarico?</p><p>��Noi tutti.</p><p>��Chi ci fornir� le informazioni, allora?</p><p>��Dom.</p><p>��E chi � Dom?</p><p>��Il suo nome per esteso � Endomandiovizamarondeyaso eccetera eccetera�� disse Bliss.�� Persone diverse lo chiamano con sillabe diverse usandone alcune in certi periodi ed altre in altri, ma io lo conosco come Dom e penso che anche voi ricorrerete a questa abbreviazione. Dom partecipa della coscienza collettiva forse pi� di qualsiasi altro abitante del pianeta, e vive in quest�isola. Ha chiesto di vedervi e gli � stato concesso.</p><p>��Chi gliel�ha concesso?�� disse Trevize. Poi, rispondendosi da solo, aggiunse:</p><p>��S�, lo so: voi tutti.</p><p>Bliss annu�.</p><p>��Quando andiamo da Dom?�� chiese Pelorat.</p><p>��Subito. Se mi seguite, vi accompagno da lui adesso, Pel. Ed anche voi naturalmente, Trev.</p><p>��E dopo ve ne andrete?�� disse Pelorat.</p><p>��Non volete che me ne vada, Pel?</p><p>��A dire la verit�, no.</p><p>��Vedete?�� disse Bliss, guidandoli lungo una strada dal fondo liscio che costeggiava il frutteto.�� Gli uomini mi si affezionano in men che non si dica.</p><p>Persino anziani signori dignitosi si fanno prendere da ardori giovanili.</p><p>Pelorat rise.�� Non farei troppo affidamento sui miei ardori giovanili, Bliss, ma se li avessi sul serio preferirei averli per causa vostra che per causa di qualcun�altra.</p><p>��Oh, non sottovalutate i vostri ardori�� disse Bliss.�� Io faccio miracoli, sapete?</p><p>Spazientito, Trevize disse:�� Una volta che saremo arrivati per quanto tempo dovremo aspettare questo Dom?</p><p>��� lui che ha aspettato ed aspetta voi. Dopotutto Dom, attraverso Gaia, si � dato da fare per anni per avervi qui.</p><p>Trevize si ferm� di colpo, mentre camminava, e lanci� un�occhiata a Pelorat, che sussurr�, con voce inudibile:�� Avevate ragione.</p><p>Bliss, che guardava dritto davanti a s�, disse calma:�� Lo so Trev che sospettavate che io/noi/Gaia fossimo interessati a voi.</p><p>��Io/noi/Gaia?�� disse Pelorat, perplesso.</p><p>Lei si gir� verso di lui e gli sorrise.�� Usiamo una ricca serie di pronomi diversi per esprimere le sfumature di individualit� che esistono su Gaia. Potrei illustrarveli, ma intanto io/noi/Gaia d� gi� un�idea. anche se approssimativa, di quello che voglio dire. Vi prego Trev, continuate a camminare. Dom sta aspettando e non desidero costringere le vostre gambe a muoversi contro la vostra volont�: � una sensazione spiacevole, per uno che non ci sia abituato.</p><p>Trevize si mosse, lanciando a Bliss un�occhiata carica di sospetto.</p></section><section><title><p>5</p></title><p>Dom era un uomo anziano. Snocciol� velocemente le duecentocinquantatr� sillabe del suo nome con un impasto musicale pieno di espressivit� ed enfasi.</p><p>��In un certo senso�� disse,�� il mio nome � una breve biografia di me stesso.</p><p>Racconta a colui che ascolta, o legge, o percepisce coi sensi, chi io sia, che parte abbia avuto nel tutto, che cosa abbia realizzato. Da pi� di cinquant�anni per� mi chiamano Dom, e ne sono soddisfatto. Quando c�� in giro qualche altro Dom mi si pu� chiamare Domandio, e nelle mie varie relazioni professionali lascio usare diverse altre abbreviazioni. Una volta ogni anno gaiano, il giorno del mio compleanno, il mio nome viene, per esteso, recitato-con-la-mente come l�ho appena recitato per voi con la voce. Fa molta impressione, ma personalmente � imbarazzante.</p><p>Era un uomo alto e cos� magro da sembrare quasi denutrito. Gli occhi infossati brillavano di una luce curiosamente giovanile, che contrastava con i movimenti piuttosto torpidi del corpo. Il naso prominente era lungo ed affilato, con narici larghe.</p><p>Le mani, bench� avessero le vene in rilievo, non mostravano segni di deformazione artritica. Il vecchio indossava una tunica grigia come i suoi capelli, che gli arrivava alle caviglie. Calzava sandali che lasciavano le dita scoperte.</p><p>��Che et� avete, signore?�� chiese Trevize.</p><p>��Vi prego di chiamarmi Dom, Trev. Usare appellativi � troppo formale e frena il libero scambio di idee tra voi e me. In anni galattici standard ho appena compiuto i novantatr�, ma la festa vera ci sar� fra alcuni mesi, quando arriver� al mio novantaseiesimo anno gaiano.</p><p>��Non vi davo pi� di settantacinque anni, sig... Dom�� disse Trevize.</p><p>��Secondo il metro gaiano non sono eccezionale n� per l�et� che ho, n� per l�et� che dimostro, Trev. Bene, abbiamo finito tutti di mangiare?</p><p>Guardando il suo piatto, sul quale erano rimasti gli avanzi abbastanza consistenti di un pasto poco gustoso e preparato con poca cura, Pelorat disse con una certa titubanza:�� Dom, vorrei farvi una domanda forse imbarazzante. Se vi suona offensiva vi prego di dirlo subito, e la ritirer� immediatamente.</p><p>��Dite pure�� fece Dom, con un sorriso.�� Sono ansioso di rispondere a tutte le vostre domande su Gaia.</p><p>��Come mai?�� disse Trevize.</p><p>��Perch� siete ospiti di riguardo. Allora, qual � la domanda, Pel?</p><p>Pelorat disse:�� Poich� su Gaia tutte le cose sono partecipi della coscienza collettiva, come potete voi, che siete un elemento di tale coscienza, mangiare un altro elemento che partecipi di essa?</p><p>��L�osservazione � giusta, ma tutto segue un ciclo. Noi dobbiamo mangiare e le cose che si possono mangiare, siano esse vegetali od animali o condimenti privi di un�anima, fanno parte di Gaia. Per�, vedete, niente viene ucciso per sfizio o per sport, e nessuna creatura viene fatta soffrire inutilmente prima di essere uccisa. E non ci preoccupiamo affatto di migliorare il sapore dei cibi con lunghe preparazioni, in quanto mangiamo soltanto perch� dobbiamo farlo. Forse voi due non avete gustato questo pranzo; d�altra parte un pasto non dev�essere gustato, bens� solo consumato.</p><p>�E poi, ci� che � mangiato continua in fin dei conti ad esistere nella coscienza planetaria. Poich� parti di esso vengono incorporate dal nostro organismo, esso partecipa della coscienza totale in misura maggiore di prima. Quando moriamo, anche noi siamo mangiati a nostra volta, anche se solo dai batteri di putrefazione, e veniamo quindi a partecipare della coscienza globale in misura assai pi� piccola di prima. Si sa per� che un giorno parti di noi diventeranno parti di altri esseri umani.</p><p>��Una specie di trasmigrazione delle anime�� disse Pelorat.</p><p>��Una specie di cosa, Pel?</p><p>��Mi riferisco ad un antico mito di cui si parla su alcuni mondi.</p><p>��Ah, non ne so niente. Spero che troverete il tempo di parlarmene, una volta o l�altra.</p><p>��Per� la vostra coscienza individuale non si ricostituir� mai pi��� disse Trevize.�� Voi, come Dom, non esisterete pi�.</p><p>��No, naturalmente. Ma che importanza ha? Continuer� sempre a far parte di Gaia, ed � questo che conta. Alcuni mistici si chiedono se non potremmo fare in modo da sviluppare memorie collettive di esistenze passate, ma il giudizio-di-Gaia � che una cosa del genere sarebbe difficilmente realizzabile in pratica, e poi non servirebbe a niente. Renderebbe solo meno chiara la coscienza presente. Certo, poich� le condizioni cambiano, anche il giudizio-di-Gaia potr� cambiare, ma a mio avviso questo non avverr� in un futuro vicino.</p><p>��Che senso ha che moriate, Dom?�� disse Trevize.�� Guardate in che ottime condizioni siete, alla vostra venerabile et�. La coscienza collettiva non potrebbe...</p><p>Per la prima volta, Dom aggrott� la fronte.�� No�� disse.�� Il mio contributo deve arrivare solo fino ad un certo punto. Ogni nuovo individuo rappresenta un rimescolamento completo di molecole e di geni. Nuovi talenti e nuove capacit� si aggiungono cos� alla coscienza globale; sono necessari, e l�unico modo per averli � fare loro spazio. Ho dato un contributo maggiore di quello di molti altri, ma anch�io ho il mio limite, ed esso si sta avvicinando. Desidero vivere il tempo assegnatomi, non oltre e non meno.</p><p>Come accorgendosi di avere introdotto una nota di tristezza nella conversazione, Dom si alz� e tese le mani verso i suoi ospiti.�� Venite, Trev e Pel�� disse.�� Andiamo nel mio studio, dove voglio mostrarvi alcuni dei miei oggetti artistici. Spero perdonerete ad un vecchio le sue piccole vanit�.</p><p>Li accompagn� in un�altra stanza dove, su un tavolino rotondo, erano posate varie coppie di lenti affumicate.</p><p>��Queste�� disse Dom,�� sono Partecipazioni realizzate da me. Non sono un maestro, ma mi sono specializzato in inanimati, che ai maestri in genere interessano poco.</p><p>��Posso esaminare un paio di lenti?�� chiese Pelorat.�� Sono fragili?</p><p>��No, no, potete anche farle rimbalzare sul pavimento, se volete. O anzi � meglio di no, perch� il colpo potrebbe attenuare la nitidezza della visione.</p><p>��Come si usano, Dom?</p><p>��Mettete le lenti sugli occhi e vedrete che aderiranno. Non trasmettono la luce, fanno piuttosto il contrario. Oscurano quella luce che potrebbe distrarvi, anche se effettivamente le sensazioni raggiungono il vostro cervello attraverso il nervo ottico.</p><p>In sostanza la vostra coscienza si affina e riesce a cogliere altre sfaccettature di Gaia.</p><p>In altre parole, se proverete a guardare il muro sentirete come il muro appaia a se stesso.</p><p>��Affascinante�� mormor� Pelorat.�� Posso fare l�esperienza?</p><p>��Certo. Prendete pure un paio di lenti a caso. Ogni paio ha le sue peculiarit� e vi mostra il muro, o qualsiasi altro oggetto inanimato che guardiate, in un aspetto diverso della sua coscienza.</p><p>Pelorat mise le lenti sugli occhi ed esse aderirono subito. Pelorat sussult� al contatto, poi rimase immobile per lungo tempo.</p><p>��Quando avete finito�� disse Dom,�� posate le mani su ciascun lato della Partecipazione e premete l�una verso l�altra. Le lenti verranno via subito.</p><p>Pelorat segu� le istruzioni. Batt� gli occhi pi� volte, poi se li stropicci�.</p><p>��Che cosa avete provato?�� chiese Dom.</p><p>��� difficile da descrivere�� disse Pelorat.�� Il muro sembrava brillare e luccicare, e a volte diventare fluido. Pareva avere nervature e simmetrie cangianti.</p><p>Mi... mi dispiace, Dom, ma non l�ho trovata un�esperienza affascinante.</p><p>Dom sospir�.�� Voi non siete partecipe di Gaia e quindi non vedete quello che vediamo noi. Avevo temuto che potesse essere cos�. Peccato. Vi assicuro che queste Partecipazioni, anche se assolvono soprattutto una funzione estetica, hanno anche i loro usi concreti. Un muro felice � un muro pratico, utile, e che dura a lungo.</p><p>��Un muro felice?�� disse Trevize, con un sorrisino.</p><p>��Abbiamo la vaga sensazione che i muri provino qualcosa di analogo a quello che definiamo felicitࠗ disse Dom.�� Un muro � felice quando � stato ben progettato, quando poggia solidamente sulle sue fondamenta, quando le sue parti sono simmetriche l�una rispetto all�altra e non ci sono spiacevoli tensioni. I princ�pi matematici della meccanica consentono di elaborare sulla carta il progetto giusto, ma l�uso di una Partecipazione adatta ci permette di percepire il muro fin nelle sue dimensioni atomiche. Qui su Gaia nessuno scultore pu� produrre opere di prima qualit� senza una Partecipazione di ottima fattura. Quelle che creo io, del tipo particolare che avete visto, sono considerate eccellenti, anche se non starebbe a me dirlo.</p><p>��Le Partecipazioni animate, che non rientrano nel mio campo�� continu� Dom con l�entusiasmo di chi parla del suo hobby preferito,�� ci procurano, analogamente, un�esperienza diretta dell�equilibrio ecologico. L�equilibrio ecologico su Gaia � abbastanza semplice, come su tutti gli altri mondi del resto. Qui per�, se non altro, abbiamo la speranza di renderlo pi� complesso e di arricchire cos� enormemente la coscienza globale.</p><p>Trevize alz� una mano per prevenire Pelorat e impedirgli di parlare.�� Come sapete che un pianeta pu� sostenere un equilibrio ecologico pi� complesso, se tutti quanti ce l�hanno semplice?</p><p>��Volete mettermi alla prova, eh?�� disse Dom con una luce maliziosa negli occhi.�� Sapete quanto me che il pianeta d�origine dell�umanit�, la Terra, aveva un equilibrio ecologico straordinariamente complesso. Sono i mondi secondari, i mondi colonizzati in seguito, ad averlo elementare.</p><p>Bench� poco prima fosse stato messo a tacere da Trevize, Pelorat non pot� fare a meno d�intervenire.�� Ma � proprio il problema che mi sono posto per tutta la vita!</p><p>Come mai solo la Terra aveva un�ecologia complessa? Che cosa la rendeva diversa dagli altri mondi? Perch� milioni e milioni di altri pianeti abitabili hanno dato origine unicamente ad una vegetazione primitiva e a forme di vita animale non intelligenti?</p><p>��Da noi c�� una storia che cerca di spiegare questo mistero�� disse Dom.�� Una favola, probabilmente: non sarei pronto a giurare sulla sua veridicit�. Anzi, tutto fa pensare che si tratti di un racconto inventato.</p><p>In quella Bliss, che non aveva partecipato al pranzo, entr�, sorridendo a Pelorat Indossava una camicetta intessuta d�argento, molto trasparente.</p><p>Pelorat si alz� subito.�� Credevo che ve ne foste andata.</p><p>��No. Dovevo stendere alcuni rapporti, sbrigare del lavoro. Posso unirmi anch�io alla conversazione, Dom?</p><p>Dom si era alzato a sua volta (mentre Trevize era rimasto seduto).�� Certo, sei la benvenuta. Tu incanti questi miei vecchi occhi.</p><p>��� per incantarli che ho messo questa camicetta. Pel � al di sopra di queste cose, e Trev le detesta.</p><p>��Voi dite che io sia al di sopra di queste cose, Bliss, ma un giorno potrei sorprendervi�� disse Pelorat.</p><p>��Sarebbe una sorpresa meravigliosa�� disse Bliss, sedendosi.�� Vi prego, continuate pure il vostro discorso.</p><p>I due uomini si sedettero. Dom disse:�� Stavo per raccontare ai nostri ospiti la storia dell�Eternit�. Per capirla bisogna partire dal concetto che esistano molti universi differenti, anzi un numero praticamente infinito di universi. Ogni singolo evento pu� verificarsi o non verificarsi e, se si verifica, pu� verificarsi in un modo oppure in un altro. E ciascuna delle innumerevoli alternative porter� a svolgimenti futuri degli avvenimenti che saranno, almeno fino a un certo grado, diversi l�uno dall�altro.</p><p>�Bliss sarebbe potuta non entrare in questo momento. Sarebbe potuta entrare un po� prima, o molto prima. Oppure, essendo entrata sempre in questo momento, avrebbe potuto indossare una camicetta diversa. Od ancora, pur avendo la stessa camicetta addosso avrebbe potuto non sorridere maliziosamente a noi anziani, come invece il suo cuore generoso l�ha indotta a fare. A ciascuna di queste alternative o a ciascuna delle innumerevoli altre alternative che si possono contemplare per questo singolo evento corrisponde un differente corso dell�universo, e lo stesso vale per tutte le altre variazioni di tutti gli altri eventi, per quanto piccoli siano.</p><p>Trevize si mosse sulla sedia.�� Mi risulta che questa sia una teorizzazione comune in meccanica quantistica. Una teorizzazione, anzi, di antichissima data.</p><p>��Ah, ne avete sentito parlare. Ma procediamo col racconto. Immaginiamo che agli esseri umani sia consentito �congelare� tutti i vari universi, passare a proprio piacimento dall�uno all�altro e scegliere quale di essi vada reso �reale�, qualunque significato si decida di dare a tale parola in questo contesto.</p><p>��Capisco il vostro discorso e riesco anche a immaginarmi quanto teorizzate�� disse Trevize.�� ma non credo neppure lontanamente che una cosa del genere possa verificarsi sul serio.</p><p>��Nemmeno io, in linea di massima�� disse Dom.�� ed � per questo che dico che si tratti molto probabilmente di una leggenda. In ogni modo, la leggenda dice che esistevano persone le quali erano in grado effettivamente di uscire dal tempo e di esaminare le innumerevoli gugliate di realt� potenziale. Queste persone erano dette gli Eterni e quando erano fuori dal tempo si diceva fossero nell�Eternit�.</p><p>�Loro compito era scegliere una Realt� che fosse particolarmente adatta agli esseri umani. Operarono infinite modifiche, descritte dettagliatamente dalla leggenda, che � in forma di interminabile poema epico. Alla fine trovarono un universo in cui la Terra fosse l�unico pianeta della Galassia ad avere un sistema ecologico complesso e ad ospitare una specie intelligente capace di evolversi e di sviluppare una tecnologia avanzata.</p><p>�Decisero che quella era la situazione pi� sicura per gli uomini. Congelarono quel particolare concatenamento di avvenimenti, definendolo Realt�, e poi sospesero ogni intervento. Oggi viviamo in una Galassia che � stata colonizzata soltanto dagli esseri umani e, fino ad un certo grado, dalle piante, dagli animali e dagli organismi microscopici che gli umani hanno portato volontariamente o involontariamente con s� nella loro odissea spaziale, e che in genere hanno avuto il sopravvento sulle forme di vita indigena.</p><p>�Da qualche parte tra le nebbie vaghe della probabilit� ci sono altre Realt� in cui la Galassia ospita molte intelligenze, ma tali Realt� non sono raggiungibili. Noi, nella nostra, siamo soli. Da ogni azione e da ogni evento di questa Realt� si dipartono nuove diramazioni, fra le quali, in ciascun caso separato, solo una � la continuazione della Realt� stessa. Cos�, ci sono innumerevoli, forse addirittura infiniti universi potenziali che derivano dal nostro, ma tutti quanti probabilmente hanno, come noi, una Galassia dove domina un�unica intelligenza. O magari dovrei dire invece che solo una percentuale infinitesima di universi potenziali � accomunata dalla suddetta caratteristica, perch� � pericoloso escludere ipotesi quando si � di fronte a un numero pressoch� infinito di possibilit�.</p><p>S�interruppe, si strinse lievemente nelle spalle, e aggiunse:�� Ecco, questa � la storia, che risale a prima della fondazione di Gaia. Come vi ho detto, non sarei pronto a giurare sulla sua veridicit�.</p><p>Gli altri tre avevano ascoltato con attenzione. Bliss fece un cenno di assenso con la testa, come se, avendo gi� sentito altre volte la storia, stesse controllando l�esattezza del racconto di Dom.</p><p>Pelorat rimase zitto per quasi un intero minuto, poi strinse la mano a pugno e la batt� sul braccio della poltrona.</p><p>��Questa storia lascia le cose come stanno�� disse, con voce roca.�� Non c�� modo di dimostrare che sia vera n� con osservazioni pratiche, n� col ragionamento, per cui non pu� avere altro valore che quello di un speculazione teorica. Ma supponiamo che sia vera e partiamo dall�ipotesi che l�universo in cui ci troviamo sia un universo in cui solo la Terra abbia dato origine ad una specie intelligente. � evidente allora che, sia il nostro universo l�unico in assoluto o solo uno dei tanti possibili, la Terra dovr� avere qualcosa di particolare che la distingua da tutti gli altri pianeti. E il nostro desiderio di sapere che cosa sia questa particolarit� resta immutato.</p><p>Dopo qualche attimo di silenzio, Trevize scosse la testa e disse:�� No, Janov, non � cos� che stanno le cose. Poniamo che ci fosse una probabilit� su un miliardo di trilioni, ovvero una probabilit� su dieci alla ventunesima, che fra gli innumerevoli pianeti abitabili della Galassia unicamente la Terra, a opera del caso, sviluppasse un�ecologia complessa e ospitasse alla fine una specie intelligente. Allora solo uno su dieci alla ventunesima dei vari percorsi di Realt� potenziali corrisponderebbe a una Galassia del genere, e gli Eterni la sceglierebbero. Che cosa si deduce da questo? Che viviamo in un universo dove la Terra sia l�unico pianeta ad avere dato origine ad una specie intelligente non perch� la Terra stessa abbia qualcosa di speciale, ma perch� per puro caso la vita intelligente si sia sviluppata su essa e non altrove. Anzi, credo che ci siano percorsi di Realt� nei quali solo Gaia, o Sayshell, o Terminus abbiano dato origine ad una specie intelligente; solo pianeti, insomma, che in questa Realt� erano sterili. E tutti questi casi specialissimi sono una percentuale infinitesima del numero totale di Realt� in cui le specie intelligenti della Galassia sono diverse. Penso che esaminando pi� a lungo le varie possibilit� gli Eterni avrebbero trovato un percorso potenziale di Realt� in cui ogni singolo pianeta abitabile avrebbe dato origine a una specie intelligente.</p><p>��Per� si potrebbe anche sostenere questo�� disse Pelorat,�� che gli Eterni abbiano trovato una Realt� in cui la Terra non fosse come in altri percorsi, ma era per qualche motivo particolarmente adatta allo svilupparsi di una specie intelligente.</p><p>Anzi, si pu� andare pi� in l� ed affermare che abbiano trovato una Realt� in cui la Galassia si trovasse ad uno stadio di sviluppo tale da permettere alla sola Terra di produrre l�intelligenza.</p><p>��S�, questo si pu� sostenere�� disse Trevize,�� ma mi pare che la versione che ho dato io sia pi� plausibile.</p><p>��� un punto di vista del tutto soggettivo, ovviamente...�� replic� Pelorat, piuttosto accalorato, ma Dom l�interruppe dicendo:�� Sono disquisizioni logiche che lasciano il tempo che trovano. Su, non roviniamo quella che si sta rivelando, almeno per me, una piacevole serata.</p><p>Pelorat si sforz� di reprimere l�irritazione che il discorso di Trevize gli aveva procurato ed alla fine riusc� a sorridere.�� Come volete voi, Dom�� disse.</p><p>Trevize, che nel frattempo aveva lanciato ripetute occhiate a Bliss, la quale se ne stava seduta con le mani in grembo e con un�aria di tranquillo sfott� disse:�� E questo vostro mondo com�� nato, Dom? Com�� nata Gaia, con la sua coscienza collettiva?</p><p>Dom butt� la testa indietro e proruppe in una risata lievemente stridula. Poi corrug� la fronte e disse:�� Favole, ancora favole! Ogni tanto rifletto su questo fatto, quando leggo i documenti che parlano della storia umana. Per quanto il materiale sia tenuto con cura negli archivi, e computerizzato, col tempo i suoi contorni si fanno sempre pi� indistinti e non si riesce pi� a capire che cosa sia vero e che cosa falso.</p><p>Nuovi racconti si aggiungono in continuazione, come la polvere sui mobili. Pi� il tempo passa, pi� la storia diventa polverosa, finch� degenera in favola.</p><p>��Noi storici conosciamo bene questo processo. Dom�� disse Pelorat.�� C�� come una preferenza per la favola. �Il suggestivo frutto d�immaginazione scaccia il monotono che risponde a realt�, disse Liebel Gennerat circa quindici secoli fa. Oggi la chiamano la Legge di Gennerat.</p><p>��Davvero?�� disse Dom.�� Ed io che credevo di essere l�unico a nutrire questa sfiducia nella storia. Bene, la Legge di Gennerat riempie il passato di Gaia di fascino e incertezza. Sapete che cosa sia un robot?</p><p>��L�abbiamo imparato su Sayshell�� disse Trevize, secco.</p><p>��Ne avete visto uno?</p><p>��No. Ci � stata rivolta questa stessa domanda, e quando abbiamo risposto negativamente, ci sono state date spiegazioni.</p><p>��Capisco. Gli esseri umani un tempo vivevano con i robot, sapete, ma era una convivenza difficile.</p><p>��Cos� ci � stato detto.</p><p>��I robot seguivano strettamente le cosiddette Tre Leggi della Robotica, la cui formulazione risale addirittura alla preistoria. Ci sono giunte diverse versioni di queste Tre Leggi. Quella reputata esatta dice che, primo: il robot non pu� n� fare del male agli esseri umani, n� permettere che, a causa della propria colpevole inerzia, gli esseri umani subiscano un danno; secondo: il robot deve obbedire agli ordini ricevuti dagli esseri umani, tranne nel caso in cui tali ordini contravvengano alla Prima Legge; terzo: il robot deve difendere la propria esistenza, purch� cos� facendo non contravvenga alla Prima od alla Seconda Legge.</p><p>�A mano a mano che i robot diventavano pi� intelligenti e versatili, interpretavano le Tre Leggi e soprattutto la Prima, che condiziona le altre, in senso sempre pi� lato; in una parola, finirono per considerarsi i protettori dell�umanit�. La loro protettivit� divent� soffocante per la gente, od addirittura insopportabile. I robot erano di una gentilezza squisita. I loro servizi erano chiaramente dettati da spirito altruistico e volti a beneficare tutta la comunit� umana, il che, per qualche motivo, li rendeva ancora pi� intollerabili.</p><p>�I miglioramenti tecnici che furono messi a punto nel campo della robotica peggiorarono la situazione. Furono costruiti robot con capacit� telepatiche; ci� significava che anche il pensiero umano poteva essere sottoposto a controllo, sicch� il comportamento degli uomini era sempre pi� soggetto alla supervisione dei robot.</p><p>Inoltre, i robot diventarono sempre pi� simili d�aspetto agli uomini, tuttavia nel comportamento erano inconfondibilmente robot, per cui il contrasto li rendeva ripugnanti. Era inevitabile, quindi, che si dovesse giungere a un epilogo amaro.</p><p>��Perch� inevitabile?�� chiese Pelorat, che aveva ascoltato con molta attenzione.</p><p>��Perch� l�epilogo lo vuole la logica della vicenda�� disse Dom.�� I robot, ulteriormente perfezionati, diventarono abbastanza umani da capire perch� gli uomini si seccassero moltissimo di essere privati di tutto ci� che fosse umano in nome del loro bene. A lungo andare essi finirono per pensare che l�umanit� sarebbe stata meglio lasciata a se stessa, anche se questo l�avrebbe portata ad agire sconsideratamente ed inefficacemente. Furono quindi loro, secondo la leggenda, a fondare l�Eternit� ed a diventare gli Eterni. Scelsero la Realt� che ritenevano pi� sicura per gli esseri umani, quella in cui l�uomo era l�unica creatura intelligente della Galassia. Poi, avendo fatto ci� che potevano per proteggerci, in ottemperanza totale alla Prima Legge decisero di comune accordo di smettere di funzionare. E da allora ci siamo stati soltanto noi uomini; abbiamo fatto progressi nei limiti delle nostre possibilit�, ma sempre da soli.</p><p>Dom fece una pausa. Guard� prima Trevize, poi Pelorat, e disse:�� Allora, credete a tutta questa storia?</p><p>Trevize scosse lentamente la testa.�� No. Di queste vicende non si parla in nessun documento storico di cui abbia anche vaga conoscenza. E voi, Janov, che ne pensate?</p><p>��Ci sono miti che per certi versi sono simili a questo�� disse Pelorat.</p><p>��Via, Janov, ci sono miti che possono somigliare a qualunque cosa uno di noi decida di inventare; basta essere abbastanza ingegnosi e tendenziosi nell�interpretazione. Io vi chiedo se i documenti storici degni di affidamento accennino ad avvenimenti del genere.</p><p>��No, che io sappia.</p><p>��Non mi sorprende�� disse Dom.�� Prima che i robot si ritirassero definitivamente, numerosi gruppi di esseri umani partirono alla volta di pianeti senza robot, da colonizzare; era il loro modo di affrancarsi e di riconquistare la libert�.</p><p>Questi gruppi provenivano soprattutto dalla sovrappopolata Terra, la quale aveva alle spalle una lunga storia di lotta contro gli automi. I nuovi mondi colonizzati preferirono dimenticare, non tenere alcuna documentazione di quanto fosse successo; i colonizzatori non avevano alcuna voglia di ricordare l�amara umiliazione subita da parte dei robot, i quali in pratica avevano fatto da bambinaia agli esseri umani.</p><p>��Lo ritengo assai improbabile�� disse Trevize.</p><p>Pelorat si gir� verso di lui.�� No, Golan, non � affatto improbabile. Ciascuna societ� crea la sua propria storia e tende a cancellare le tracce delle sue origini poco gloriose o facendo finta che non ci siano mai state, o inventando storie completamente fittizie piene di imprese eroiche e incomparabili. Il governo imperiale cerc� di sopprimere le notizie riguardanti il passato pre-imperiale per accreditare l�idea mistica che l�Impero esistesse da sempre. Poi, per esempio, non abbiamo quasi alcun documento che testimoni dell�epoca precedente il volo iperspaziale. E voi sapete che la maggior parte della gente, oggi, non sa nemmeno dell�esistenza della Terra.</p><p>��Il vostro discorso non � logico, Janov�� disse Trevize.�� Se tutta quanta la Galassia si � dimenticata dei robot, come mai Gaia se ne ricorda?</p><p>Bliss scoppi� d�un tratto in una risata argentina.�� Perch� noi siamo diversi�� disse.</p><p>��S�?�� disse Trevize.�� In che senso?</p><p>��Su, Bliss, questo argomento lascialo a me�� disse Dom.�� Noi siamo effettivamente diversi, uomini di Terminus. Fra tutti i profughi che cercavano di sfuggire alla dominazione dei robot, noi che raggiungemmo Gaia (seguendo l�itinerario di altri che raggiunsero Sayshell) eravamo gli unici ad avere imparato dai robot l�arte della telepatia. Perch� � un�arte, sapete. � una facolt� innata nella mente umana, ma va coltivata con cura e meticolosit� estreme. Perch� raggiunga il suo potenziale massimo occorrono gli sforzi di molte generazioni, ma una volta che il meccanismo � avviato, si alimenta da solo. Noi pratichiamo quest�arte da pi� di ventimila anni e il giudizio-di-Gaia � che il potenziale massimo non sia stato ancora raggiunto. Fu tanto tempo fa che l�esercizio della facolt� telepatica ci port� a capire che esistesse una coscienza collettiva. Prima ci rendemmo conto soltanto dell�apporto degli esseri umani, poi di quello degli animali e delle piante, ed infine, non molti secoli fa, di quello della struttura inanimata del pianeta.</p><p>�Poich� sapevamo che l�arte ci era stata trasmessa dai robot, non ci dimenticammo di loro. Li consideravamo non gi� delle bambinaie, ma dei maestri, perch� avevano aperto la nostra mente a qualcosa di prezioso cui non ci saremmo sentiti di rinunciare neanche un momento. Li ricordiamo con gratitudine.</p><p>��Per� disse Trevize,�� proprio come una volta eravate dei bambini rispetto ai robot, adesso siete dei bambini rispetto alla coscienza collettiva. Non avete perso la vostra umanit�, cos� come la perdeste allora?</p><p>��� diverso, Trev. Ci� che facciamo ora lo facciamo per nostra libera scelta, ed � questo che conta. Nessuno ci forza dall�esterno: � la nostra volont� che ci guida dall�interno. � un fatto importante, questo, che abbiamo sempre presente. E siamo diversi anche sotto un altro profilo: il nostro pianeta � unico, nella Galassia. Non ci sono altri mondi come Gaia.</p><p>��Come potete esserne sicuro?</p><p>��Perch� se cos� non fosse lo sapremmo. Capteremmo una coscienza planetaria come la nostra anche se si trovasse all�altro capo della Galassia. Abbiamo ad esempio individuato i primi segni di una coscienza del genere nella Seconda Fondazione, circa due secoli fa.</p><p>��All�epoca del Mulo?</p><p>��S�, uno di noi�� disse Dom, torvo.�� Era un criminale e se ne and�. Fummo abbastanza ingenui da pensare che non l�avrebbe mai fatto, cos� non intervenimmo in tempo per fermarlo. Poi, quando rivolgemmo la nostra attenzione verso i Mondi Esterni, ci accorgemmo di quella che chiamate la Seconda Fondazione e lo lasciammo nelle sue mani.</p><p>Trevize rimase con gli occhi fissi nel vuoto per qualche attimo, poi mormor�:�� Ecco a che cosa servono i nostri libri di storia!�� Scosse la testa e a voce pi� alta disse:�� � stato un comportamento abbastanza vile da parte di Gaia, no? In fondo, la responsabilit� era la vostra.</p><p>��Avete ragione. Ma quando finalmente ci mettemmo ad osservare la Galassia, vedemmo quello che sino allora non eravamo riusciti a vedere, per cui la tragedia del Mulo si rivel� salutare per la nostra esistenza. Fu infatti in quel momento che capimmo che un giorno avremmo attraversato una grave crisi. E infatti quella crisi � arrivata, non prima per� che, grazie all�incidente del Mulo, prendessimo le dovute misure di difesa.</p><p>��Che genere di crisi �?</p><p>��Una crisi che ci minaccia di distruzione.</p><p>��Non posso crederci. Siete riusciti a rintuzzare l�Impero, il Mulo e Sayshell.</p><p>Avete una coscienza collettiva che pu� assumere il controllo di un�astronave distante milioni di chilometri. Che cosa mai vi pu� far paura? Guardate Bliss. Non sembra minimamente preoccupata. Lei non pensa sicuro che ci sia una crisi.</p><p>Bliss aveva messo una delle sue gambe snelle a cavalcioni del bracciolo e muoveva le dita dei piedi, stuzzicando Trevize.</p><p>��Certo che non sono preoccupata, Trev�� disse.�� Voi la fronteggerete.</p><p>��Io?�� fece Trevize, incredulo.</p><p>Dom disse:�� Gaia vi ha portato fin qui attraverso tante piccole manipolazioni: siete voi che dovrete affrontare e risolvere la crisi.</p><p>Trevize lo guard� fisso ed a poco a poco il suo stupore si trasform� in rabbia.�� Io? Perch� proprio io, di tutte le persone della Galassia? Non c�entro niente con questa faccenda.</p><p>��Eppure, Trev�� disse Dom. con calma quasi ipnotica,�� siete voi quello di cui abbiamo bisogno: di tutte le persone della Galassia, solo voi.</p></section></section><section><title><p>Parte diciottesima</p><p>Collisione</p></title><section><title><p>1</p></title><p>Stor Gendibal si stava dirigendo verso Gaia quasi con la stessa prudenza che aveva usato Trevize. Ora che S-Gaia era un disco dai contorni netti che si poteva guardare soltanto attraverso filtri potenti, l�Oratore si era immerso in riflessioni. Sura Novi, che sedeva in disparte, lo guardava ogni tanto timorosamente.</p><p>��Maestro�� lo chiam�, infine, con voce sommessa.</p><p>��Che cosa c��, Novi?�� disse lui, distratto.</p><p>��Siete triste?</p><p>Gendibal alz� gli occhi.�� No, preoccupato. Vi ricordate questa parola? Sto cercando di decidere se raggiungere il pianeta in fretta o temporeggiare un po�. Devo fare il coraggioso, Novi?</p><p>��Secondo me voi siete sempre coraggioso, Maestro.</p><p>��Essere coraggiosi a volte � da sciocchi.</p><p>Novi sorrise.�� Come pu� uno studioso, un maestro essere sciocco?�� Indic� lo schermo.�� Quello � un sole, vero?</p><p>Gendibal annu�.</p><p>Dopo un attimo di incertezza, Novi disse:�� � lo stesso sole che splende su Trantor? � il sole hamiano?</p><p>��No, Novi. � un sole diverso. Ci sono miliardi di soli, sapete.</p><p>��Ah, s�, con la testa lo sapevo, ma non riuscivo a crederci. Com�� che a volte non si riesce a credere a quello che sappiamo con la testa, Maestro?</p><p>Gendibal abbozz� un sorriso.�� Nella vostra testa, Novi...�� cominci�, e cos� dicendo, automaticamente, si ritrov� nella mente di lei. La accarezz� piano, come faceva sempre quando vi entrava: giusto un lieve tocco alle fibre mentali per mantenere la ragazza calma, libera da preoccupazioni. Sarebbe uscito come al solito dopo pochi attimi. Questa volta per� qualcosa lo trattenne. Ci� che sent� non era descrivibile che in termini mentalici; in senso metaforico si poteva dire che il cervello di Novi brillasse, anche se il brillio era appena percettibile.</p><p>Era chiaro che esistesse un campo mentalico imposto dall�esterno; un campo di intensit� cos� lieve, che nonostante l�assoluta linearit� della struttura mentale della hamiana le funzioni riceventi pi� sensibili del cervello ben addestrato di Gendibal lo cogliessero appena.</p><p>��Novi, come vi sentite?�� disse Gendibal, brusco.</p><p>Lei apr� gli occhi.�� Mi sento bene, Maestro.</p><p>��Vi sentite stordita, confusa? Chiudete gli occhi e state seduta immobile finch� non vi dico �ora�.</p><p>Obbediente, Novi chiuse gli occhi. Gendibal allontan� con cura tutte le sensazioni estranee dalla mente di lei, calm� i suoi pensieri, addolc� le sue emozioni, plac� completamente il suo cervello. Non lasci� altro che il brillio. Questo, not�, era cos� debole che gli riusc� difficile convincersi della sua esistenza.</p><p>��Ora�� disse alla fine, e Novi riapr� gli occhi.</p><p>��Come vi sentite?�� le chiese.</p><p>��Calmissima, Maestro. Riposata.</p><p>Il campo mentalico era troppo debole per avere un effetto riconoscibile su di lei.</p><p>Gendibal si mise ad armeggiare col computer. Doveva ammettere che non se l�intendeva troppo bene con quello, forse perch� era troppo abituato ad usare la mente in modo diretto; aveva difficolt� a lavorare con un intermediario. Ma stava cercando una nave e la ricerca iniziale poteva essere condotta meglio con l�aiuto dell�elaboratore.</p><p>Localizz� la nave che si aspettava di trovare. Era a mezzo milione di chilometri di distanza; come modello somigliava molto alla sua, ma era pi� grande ed ancora pi� complessa. Appena la ebbe individuata col computer, la esamin� con la mente. Sped� le proprie onde a fasci serrati e con esse sent� (in senso mentalico) la nave sia all�interno, sia fuori.</p><p>Poi percorse con la mente altri milioni e milioni di chilometri, avvicinandosi al pianeta Gaia, e quindi si ritrasse. N� un esame n� l�altro gli permisero di capire senza possibilit� di dubbio se fosse la nave o fosse Gaia la fonte del campo. Sempre che non esistesse un terzo candidato...</p><p>��Novi�� disse,�� vorrei che vi sedeste vicino a me, adesso.</p><p>��C�� qualche pericolo in vista, Maestro?</p><p>��Non dovete assolutamente preoccuparvi minimamente. Far� in modo che non vi succeda nulla.</p><p>��Maestro, non m�importa di quello che mi pu� succedere. Se c�� pericolo in vista, desidero solo potervi aiutare.</p><p>Gendibal s�intener�.�� Mi avete gi� aiutato, Novi�� disse.�� Grazie a voi, mi sono accorto di un piccolo particolare che era importante saper riconoscere. Se non vi avessi avuto con me mi sarei potuto impantanare in un guaio dal quale mi sarei tratto fuori solo con grande impaccio.</p><p>��E vi ho aiutato con la mia mente, Maestro, come mi avete spiegato un giorno?</p><p>��chiese Novi, sbalordita.</p><p>��S�. Nessuno strumento sarebbe potuto essere pi� sensibile. Nemmeno la mia mente lo �: � troppo complessa.</p><p>Novi s�illumin�.�� Sono cos� felice di essere utile.</p><p>Gendibal sorrise ed annu�. Poi pens� con tristezza che avrebbe avuto bisogno ancora di altro aiuto. Un istinto infantile, dentro di lui, si oppose a quell�idea; doveva fare tutto da solo, gli disse.</p><p>Mise a tacere quella voce interna. No, non poteva fare tutto da solo. Era sempre pi� improbabile che potesse fare tutto da solo.</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Su Trantor, Quindor Shandess avvertiva sempre pi� come un peso la propria carica di Primo Oratore. Da quando la nave di Gendibal era scomparsa nel buio dello spazio, non aveva pi� riunito la Tavola. Era rimasto costantemente immerso nei propri pensieri.</p><p>Aveva fatto bene a lasciare andare Gendibal per conto suo? Era, s�, un giovane intelligente, ma non cos� intelligente da essere completamente privo di presunzione. Il grande difetto di Gendibal era l�arroganza, cos� come il grande difetto di Shandess (pens� con amarezza il Primo Oratore) era la stanchezza derivante dall�et�.</p><p>Si era ripetuto pi� e pi� volte che basarsi sul precedente di Preem Palver, il quale per mettere le cose a posto aveva viaggiato in lungo ed in largo per la Galassia, era stato uno sbaglio. Chi poteva eguagliare Preem Palver? Probabilmente nemmeno Gendibal. E Palver aveva avuto sua moglie con s�. Certo, Gendibal si era portato dietro quella hamiana, ma era una donna che non valeva niente. La moglie di Palver invece era un Oratore a tutti gli effetti.</p><p>Shandess si sentiva sempre pi� vecchio a mano a mano che passavano i giorni e che l�atteso messaggio di Gendibal non arrivava mai. La tensione gli aumentava, dentro. Forse, si diceva, avrebbe dovuto mandare in avanscoperta non una nave sola, ma una flotta, od una flottiglia... No. La Tavola non glielo avrebbe permesso. E tuttavia...</p><p>Quando finalmente il messaggio arriv�, lui era sprofondato in un sonno di stanchezza che non gli dava alcun sollievo. Era una notte ventosa e aveva faticato ad addormentarsi. Come un bambino, aveva immaginato di sentire voci nel vento. Poi aveva pensato alle proprie dimissioni, al fatto che gli sarebbe pi� che mai piaciuto rassegnarle e che per� non poteva rassegnarle in quel momento perch� gli sarebbe succeduta la Delarmi.</p><p>Bench� il sonno fosse profondo, appena il messaggio arriv� Shandess si svegli� subito.</p><p>��State bene?�� disse.</p><p>��Benissimo, Primo Oratore�� disse Gendibal.�� Non � meglio che ci colleghiamo visivamente perch� la comunicazione sia pi� concentrata?</p><p>��Pi� tardi, magari�� rispose Shandess.�� Prima di tutto ditemi come sia la situazione.</p><p>Gendibal parl� con una certa cautela perch� percep� che l�altro si era svegliato allora e sent� che aveva addosso una profonda stanchezza. Disse:�� Mi trovo nelle vicinanze di un pianeta abitato di nome Gaia, della cui esistenza a quanto mi risulta non si trovi traccia in alcun archivio della Galassia.</p><p>��� il mondo di coloro che si sono adoperati perch� il Piano procedesse lungo la sua strada? Il mondo degli Anti-Muli?</p><p>��Pu� darsi, Primo Oratore. C�� motivo di crederlo. Innanzitutto la nave di Trevize e Pelorat si � avvicinata molto al pianeta e probabilmente � gi� atterrata. In secondo luogo, a circa mezzo milione di chilometri da me, nello spazio, c�� una nave da guerra della Prima Fondazione.</p><p>��Non sarebbe l�, se non ci fosse una buona ragione.</p><p>��Primo Oratore, forse la ragione non � Gaia, ma Trevize. Io sono qui solo perch� sto seguendo lui e forse la nave da guerra si trova da queste parti per lo stesso mio motivo. Quello che bisogna chiedersi quindi � come mai Trevize sia qui.</p><p>��Pensate di atterrare anche voi sul pianeta, Oratore?</p><p>��Ho considerato quella possibilit�, ma � intervenuto un fatto nuovo. Mi trovo attualmente a cento milioni di chilometri da Gaia e capto nello spazio intorno a me un campo mentalico, un campo omogeneo eccezionalmente debole. Non me ne sarei accorto se non fosse stato per l�effetto di focalizzazione rivelato dalla mente della hamiana che mi accompagna nel viaggio. � una mente non comune, la sua; ho accettato di prendere la donna con me proprio perch� avevo intuito le sue capacit� nascoste.</p><p>��La vostra intuizione era giusta, dunque. Credete che l�Oratore Delarmi avesse previsto questo?</p><p>��Quando mi esort� a prendere con me la hamiana? No, non credo proprio, ma sono contento che la sua mossa mi abbia involontariamente favorito.</p><p>��Anch�io ne sono contento. Pensate che il campo di forza sia generato dal pianeta?</p><p>��Per accertarmene dovrei fare opportuni calcoli in punti assai distanziati tra loro per vedere se il campo abbia una generale simmetria sferica. La mia sonda mentale unidirezionale mi dice che � probabile, ma non mi assicura certo che il pianeta sia l�origine del campo. Tuttavia non credo sia troppo prudente svolgere ulteriori indagini in presenza della nave da guerra della Prima Fondazione.</p><p>��Non penso che costituisca una minaccia.</p><p>��Potrebbe costituirla in futuro. Non sono ancora certo che non sia essa a generare il campo.</p><p>��Ma sono...</p><p>��Con tutto il dovuto rispetto, permettetemi di interrompervi, Primo Oratore. Noi non sappiamo quali progressi tecnologici abbia fatto la Prima Fondazione. So per� che si comporta come se fosse molto sicura di s�. e potrebbe riservarci delle brutte sorprese. Potrebbe addirittura avere messo a punto dei congegni mentalici. In una parola, Primo Oratore, ho davanti o una nave da guerra con congegni mentalici; od un pianeta di mentalisti. Se fosse vera la prima ipotesi, allora mi troverei probabilmente a fronteggiare una forza troppo debole per immobilizzarmi ma sufficiente a rallentarmi. E le armi fisiche a bordo potrebbero distruggermi. Se invece il campo � generato dal pianeta, il fatto che l�abbia captato ad una simile distanza pu� significare che in superficie l�intensit� � enorme, maggiore di quella che posso reggere. Nell�un caso o nell�altro sar� necessario predisporre una rete, una rete totale, nella quale all�occorrenza si trovino a mia disposizione tutte quante le risorse di Trantor.</p><p>Il Primo Oratore esit�.�� Una rete totale? Non � mai stata usata, non se n�� mai neppure parlato... se non all�epoca del Mulo.</p><p>��Questa crisi potrebbe essere ancora pi� grave di quella che si verific� all�epoca del Mulo, Primo Oratore.</p><p>��Non so se la Tavola acconsentir�.</p><p>��Penso che non dobbiate chiedere il parere della Tavola, ma che dobbiate decretare lo stato di emergenza.</p><p>��Con che scusa?</p><p>��Dite loro ci� che ho detto a voi.</p><p>��L�Oratore Delarmi dir� che siete un codardo incompetente e che la paura vi ha reso pazzo.</p><p>Gendibal rimase zitto un attimo, prima di rispondere. Poi disse:�� � probabile che sosterr� qualcosa del genere, ma qualunque cosa dica, penso che sopravviver� alle accuse. L�importante adesso � che non sono in gioco il mio orgoglio o il mio amor proprio: � in gioco l�esistenza stessa della Seconda Fondazione.</p></section><section><title><p>3</p></title><p>Harla Branno fece un sorriso truce, ed i solchi della sua faccia rugosa diventarono pi� profondi. Disse:�� Credo che possiamo procedere. Sono pronta.</p><p>��Siete sempre sicura di sapere quel che state facendo?�� disse Kodell.</p><p>��Se fossi cos� pazza come vi piace far credere di ritenermi avreste mai insistito per restare a bordo della mia nave, Liono?</p><p>Kodell scroll� le spalle e disse:�� Probabilmente si. Sarei rimasto nella speranza di potervi fermare, o nella speranza di indurvi a cambiare idea e venire a pi� miti consigli prima di compiere l�irreparabile. Se invece non foste pazza...</p><p>��S�?</p><p>��Ecco, non vorrei che le cronache storiche del futuro vi attribuissero tutta la gloria dell�impresa. Vorrei che parlassero della mia presenza qui accanto a voi, e che magari il merito fosse attribuito a me...</p><p>��Siete astuto, Liono, davvero astuto. Ma inutilmente. Sono stata il vero potere dietro le quinte per troppi anni quando erano sindaci gli altri perch� la gente possa pensare che adesso che la carica � mia permetta a voi di prendere decisioni per me.</p><p>��Vedremo.</p><p>��No, non lo vedremo, perch� questo genere di giudizio storico verr� dato dopo che saremo morti. In ogni modo non ho dubbi di sorta. N� sul mio posto nella storia, n� su <emphasis>quella</emphasis>.�� Indic� lo schermo.</p><p>��La nave di Compor�� disse Kodell.</p><p>��La nave di Compor, s�, ma senza Compor a bordo. Una delle nostre navi vedetta ha assistito al trasferimento. La nave di Compor � stata fermata da un�altra.</p><p>Le due persone che erano a bordo di quest�ultima si sono trasferite in quella di Compor e in seguito Compor si � allontanato sull�altra.</p><p>La Branno si freg� le mani.�� Trevize ha svolto il suo ruolo di parafulmine alla perfezione. Il fulmine infatti � arrivato: la nave che ha fermato Compor era della Seconda Fondazione.</p><p>��Come fate ad esserne sicura?�� disse Kodell, tirando fuori la pipa e riempiendola con calma di tabacco.</p><p>��Perch� ho sempre pensato che Compor potesse essere sotto il controllo della Seconda Fondazione. La sua vita � filata troppo liscia. Gli andava sempre tutto bene... e poi, quella sua grande abilit� nell�inseguimento iperspaziale era almeno sospetta. La mossa di tradire Trevize poteva essere semplicemente la mossa di un uomo politico ambizioso, ma lui l�ha fatta con tanta matematica sicurezza, che mi � parso ci fosse dietro qualcosa di pi� dell�ambizione personale.</p><p>��Sono solo supposizioni, sindaco.</p><p>��Sono diventate per� certezza quando ho visto che Compor riusciva a seguire Trevize attraverso Balzi multipli con la stessa facilit� con cui l�avrebbe seguito se il Balzo fosse stato unico.</p><p>��Era aiutato dal computer.</p><p>La Branno si appoggi� allo schienale della sedia e scoppi� a ridere.</p><p>��Caro Liono, siete sempre cos� impegnato ad ideare piani complicati che dimenticate l�efficacia di quelli semplici�� disse.�� Ho mandato Compor dietro a Trevize non perch� avessi bisogno di far seguire il nostro parafulmine. Che senso aveva farlo seguire? Anche se avesse voluto mantenere segrete le sue mosse, Trevize non avrebbe potuto evitare di richiamare su di s� l�attenzione dei mondi non appartenenti alla Fondazione su cui avesse deciso di atterrare. La sua bella nave ultimo modello, il suo forte accento di Terminus, i suoi crediti della Fondazione l�avrebbero messo subito bene in evidenza rispetto al contesto. Ed in caso di emergenza sapevo che si sarebbe immediatamente rivolto ai rappresentanti della Fondazione, cosa che ha fatto su Sayshell, permettendoci di apprendere tutto ci� che gli � successo finora senza nessun bisogno di consultare Compor.</p><p>�No�� continu�,�� mandando Compor nello spazio ho voluto mettere alla prova Compor stesso. E ci sono riuscita, perch� sulla sua nave ho fatto mettere apposta un computer difettoso; non tanto difettoso da renderla ingovernabile, ma abbastanza da non servire come aiuto tecnico nell�inseguimento di Trevize attraverso i Balzi.</p><p>Eppure Compor � riuscito ugualmente, senza alcuna difficolt�, a raggiungere il suo ex amico.</p><p>��Vedo che spesso prendete decisioni di cui mi parlate solo a cose fatte, sindaco.</p><p>��Non sapere nulla di certi particolari non pu� offendervi e non sono solo quelli i particolari che vi tengo nascosti, Liono. Vi ammiro e ricorro ai vostri servigi, ma la mia fiducia in voi ha limiti netti, come del resto la vostra in me. E non datevi la pena di negarlo.</p><p>��No�� disse Kodell, secco,�� e un giorno, sindaco, mi prender� la libert� di ricordarveli, questi limiti. Nel frattempo, posso chiedervi se ci sia qualcos�altro che debba sapere? Che nave � quella che ha avuto il rendez-vous con Compor? Avete detto che era della Seconda Fondazione, ma come mai non era mimetizzata?</p><p>��� sempre un piacere parlare con voi, Liono. Afferrate le cose subito. Vedete, la Seconda Fondazione non si cura di nascondere le proprie tracce perch� ha il mezzo per renderle invisibili anche quando materialmente non lo sono. Ad un membro della Seconda Fondazione non verrebbe mai in mente di servirsi di una nave straniera, anche se sapesse che siamo in grado di riconoscere perfettamente l�origine di una nave dal diagramma del suo uso dell�energia. Perch� dovrebbe prendersi la briga di mimetizzarsi quando pu� rimuovere dalla mente degli altri quanto essi hanno appreso? Bene, siamo riusciti a stabilire l�origine della nave che si � avvicinata a Compor pochi minuti dopo averla avvistata.</p><p>��E adesso, immagino, la Seconda Fondazione provveder� a rimuovere dalla nostra mente quel che abbiamo saputo.</p><p>��Se ci riuscirࠗ disse la Branno.�� Ma potrebbe anche scoprire che le cose sono cambiate.</p><p>��Avete affermato di sapere dove si trovi la Seconda Fondazione�� disse Kodell.</p><p>��Avete detto che vi sareste occupata prima di Gaia e poi di Trantor. Deduco quindi che la nave che si � avvicinata a Compor provenisse da Trantor.</p><p>��Deduzione esatta. Siete sorpreso?</p><p>Kodell scosse la testa lentamente.�� No, dato che la storia insegna. Ebling Mis, Toran Darell e Bayta Darell si trovavano tutti su Trantor quando il Mulo fu sconfitto.</p><p>Arkady Darell, la nipote di Bayta, nacque su Trantor, e si trovava su Trantor quando si pens� che la Seconda Fondazione fosse stata sconfitta a sua volta. Arkady stessa racconta poi come giocasse un ruolo chiave Preem Palver, con le sue apparizioni nei momenti pi� opportuni. E Palver era un mercante di Trantor. � dunque ovvio pensare che la Seconda Fondazione abbia la sua sede su Trantor, dove, tra l�altro, lo stesso Hari Seldon visse, all�epoca in cui cre� entrambe le Fondazioni.</p><p>��� ovvio, s�, per� nessuno ha mai pensato a questa possibilit�. Ci ha pensato la Seconda Fondazione a fare in modo che nessuno ci pensasse. Vale sempre il discorso che ho fatto per la nave di Compor; a che serve nascondere le proprie tracce quando si � capaci di indurre la gente a non guardarle?</p><p>��In tal caso�� disse Kodell,�� sar� meglio non guardare troppo nella direzione in cui la Seconda Fondazione desidera che guardiamo. A proposito, secondo voi qual � la ragione per cui Trevize abbia potuto pensare che la Seconda Fondazione esistesse? Perch� non � stato fermato?</p><p>La Branno alz� una mano e cominci� a contare sulla punta delle dita nodose.�� Primo, perch� Trevize � una persona diversa dalle altre e, nonostante la sua totale incapacit� di usare una certa prudenza, ha qualcosa di speciale che non sono ancora riuscita a definire. Secondo, non � vero che la Seconda Fondazione non sia intervenuta per niente. Compor ha tallonato Trevize e lo ha subito deferito alle autorit�, cio� a me. La Seconda Fondazione contava insomma che lo fermassi io, cos� avrebbe sistemato la faccenda senza scendere in campo aperto. Terzo, dato che non ho reagito come previsto, dato che non ho fatto incarcerare o giustiziare Trevize, n� ho provveduto a fargli cancellare la memoria od a sottoporlo alla Sonda Psichica ma mi sono limitata a mandarlo �in esilio� nello spazio, la Seconda Fondazione si � spinta pi� in l�. Ha compiuto una mossa diretta: gli ha spedito dietro una delle sue navi.�� Harla Branno strinse le labbra in un sorriso soddisfatto.�� Ah, che eccellente parafulmine�� concluse.</p><p>��E la nostra prossima mossa?�� disse Kodell.</p><p>��Intendo sfidare il membro della Seconda Fondazione cui ci troviamo davanti.</p><p>Di fatto, gi� adesso ci stiamo dirigendo verso di lui a velocit� piuttosto moderata.</p></section><section><title><p>4</p></title><p>Gendibal e Novi sedevano fianco a fianco, davanti allo schermo.</p><p>Novi era spaventata. Gendibal ne era perfettamente consapevole, cos� come era consapevole che la hamiana cercasse con tutte le sue forze di combattere la paura.</p><p>D�altra parte lui non poteva aiutarla in quella lotta, perch� se avesse toccato la sua mente in quel momento avrebbe potuto diminuirne la sensibilit�, che gli permetteva di captare il debole campo mentalico che li circondava.</p><p>La nave da guerra della Fondazione si avvicinava piano, ma decisa. Era grande, e a giudicare da quello che aveva visto in passato, Gendibal calcolava che avesse un equipaggio di circa sei persone. Le sue armi sarebbero sicuramente bastate a respingere e, se necessario, a distruggere una flotta di tutte le navi di cui la Seconda Fondazione disponeva, se queste avessero potuto contare solo sulla loro potenza materiale.</p><p>Dato che invece Gendibal poteva contare sulle sue armi mentaliche, il fatto che la nave da guerra stesse avanzando permetteva di trarre certe conclusioni e non altre.</p><p>Anche se fosse stata dotata di congegni mentalici, era improbabile che si azzardasse a sfidare cos� apertamente la Seconda Fondazione. Era pi� probabile che si stesse dirigendo verso Gendibal senza sapere chi avesse davanti in realt�. Forse il suo comandante ignorava che Compor fosse stato sostituito, oppure, se anche non lo ignorava, non sapeva che fosse stato rimpiazzato da un membro della Seconda Fondazione. Magari non sapeva nemmeno che cosa fosse un membro della Seconda Fondazione.</p><p>Per� (Gendibal non voleva escludere alcuna ipotesi) poteva anche essere che la nave, disponendo di congegni mentalici, li sopravvalutasse tanto da decidere di sfidare la Seconda Fondazione. In questo caso il comandante sarebbe stato un megalomane. Tuttavia c�era anche un�ultima eventualit�: che le armi mentaliche della Prima Fondazione fossero assai pi� potenti di quanto Gendibal potesse prevedere. In fondo, non era detto che fosse infallibile nelle sue previsioni...</p><p>L�Oratore saggi� la mente di Novi. Novi, diversamente da lui, non era in grado di percepire coscientemente i campi mentalici, eppure captava campi debolissimi che lui non riusciva ad individuare. Era un fenomeno strano, che avrebbe dovuto essere studiato in futuro e che forse avrebbe prodotto a lungo andare frutti cos� importanti, che al loro confronto il problema che stava per essere fronteggiato adesso sarebbe apparso insignificante.</p><p>Gendibal aveva riflettuto sulla cosa la prima volta che aveva notato l�insolita linearit� e simmetria della mente di Novi, e si era sentito orgoglioso delle proprie capacita intuitive. Gli Oratori erano sempre andati fieri di queste loro facolt�, ma era un orgoglio veramente giustificato? Non poteva essere che l�intuizione servisse solo a coprire l�incapacit� di misurare i campi con metodi fisici e di capire quindi quali forze fossero coinvolte nei fenomeni mentalici? �Intuizione� era una parola mistica con cui s� poteva mascherare facilmente l�ignoranza. Quanta di questa ignoranza poteva nascere dall�abitudine a sottovalutare la fisica, a ritenerla assai meno rilevante della mentalica?</p><p>E non era, questa, un abitudine assurda? Quando fosse diventato Primo Oratore, pens�, la situazione sarebbe cambiata. Avrebbe cercato di colmare l�abisso tecnologico fra le due Fondazioni. Non si poteva permettere che la Seconda Fondazione rischiasse di soccombere ogni qualvolta il monopolio mentalico mostrasse anche solo un minimo cedimento. Forse anzi quel cedimento era gi� una realt�. Forse la Prima Fondazione possedeva armi segrete, oppure aveva stretto un�alleanza con gli Anti-Mulo. (Quest�idea, che gli era venuta in mente ora per la prima volta, lo fece rabbrividire.)</p><p>Mentre pensava a tutte queste cose con la velocit� cui gli Oratori erano abituati, continu� a sorvegliare il brillio della mente di Novi, che denunciava la presenza attorno a loro di un lieve campo mentalico. Il brillio non aument� con l�avvicinarsi della nave da guerra.</p><p>Questo non dimostrava che la nave della Fondazione fosse priva di congegni mentalici. Era ben noto che il campo mentalico non obbedisse alla legge dell�inverso del quadrato della distanza, ovvero non aumentava d�intensit� proporzionalmente al quadrato della diminuzione di distanza fra emittente e ricevente. In questo differiva dal campo elettromagnetico e dal campo gravitazionale. Per�, anche se variavano meno, con la distanza, dei vari campi fisici, i campi mentalici non erano del tutto insensibili ad essa. La mente di Novi avrebbe dovuto rivelare un certo aumento di brillio all�avvicinarsi della nave.</p><p>(Come mai in ben cinque secoli, dall�epoca di Hari Seldon in poi, nessun membro della Seconda Fondazione aveva mai pensato di calcolare il rapporto matematico fra intensit� mentalica e distanza? Non si poteva assolutamente continuare ad ignorare cos� la fisica, si disse Gendibal.)</p><p>Se la nave da guerra fosse stata provvista di congegni mentalici e fosse stata consapevole di trovarsi di fronte un membro della Seconda Fondazione non avrebbe forse aumentato al massimo l�intensit� del suo campo, prima di avanzare? Ed in quel caso non avrebbe forse la mente di Novi registrato sicuramente un aumento di brillio?</p><p>Eppure non era successo.</p><p>Rincuorato, Gendibal escluse la possibilit� che la nave fosse fornita di congegni mentalici. Stava avanzando verso di lui perch� non sapeva di avere a che fare con un membro della Seconda Fondazione, e quindi la sua pericolosit� andava ridimensionata.</p><p>Il campo mentalico, ovviamente, era una realt� indiscutibile, ma doveva per forza essere generato dal pianeta Gaia. Un tal fatto non era certo rassicurante, ma il problema immediato da risolvere era costituito dalla nave. Eliminato quello, Gendibal avrebbe potuto rivolgere la sua attenzione al mondo degli Anti-Muli, Rimase in attesa. Quelli della Prima Fondazione alla fine si sarebbero decisi ad agire, oppure gli si sarebbero avvicinati a tal punto che lui non avrebbe pi� dubitato di dover passare alle vie di fatto.</p><p>La nave continu� a procedere (ora velocemente). Gendibal calcol� che la forza del suo intervento sarebbe stata sufficiente. Nessuno avrebbe provato dolore, e neanche particolare disagio: le persone a bordo avrebbero semplicemente constatato di avere i muscoli della schiena e degli arti che rispondevano con grande lentezza ai comandi del cervello.</p><p>Restrinse il campo mentalico controllato dalla sua mente, intensificandolo. Esso copr� la distanza che separava le due navi alla velocit� della luce. (Le navi erano abbastanza vicine da rendere inutile il contatto iperspaziale, che comportava inevitabilmente una mancanza di precisione.)</p><p>Ma Gendibal, attonito, trov� inaspettata resistenza. La nave della Fondazione era dotata di un efficace schermo mentalico il cui spessore aumentava proporzionalmente all�aumento di intensit� del campo mentalico prodotto da lui. Dopotutto quindi, non � che ignorasse chi avesse davanti. E aveva un�arma imprevista, anche se difensiva.</p></section><section><title><p>5</p></title><p>��Ha tentato di attaccarci, Liono. Guardate!�� disse la Branno.</p><p>L�ago dello psicometro si mosse tremolando e sal� con un guizzo irregolare.</p><p>C�erano voluti centoventi anni di ricerca per mettere a punto lo schermo mentalico. Era stato il progetto scientifico pi� segreto della storia, fatta eccezione forse per quello di Hari Seldon, che aveva condotto la sua analisi psicostorica per conto suo, senza che nessuno sapesse nulla. Cinque generazioni di esseri umani si erano arrabattate a perfezionare un congegno la cui plausibilit� tecnica non era suffragata da alcuna teoria.</p><p>Eppure, nessun progresso sarebbe stato possibile senza l�invenzione dello psicometro, che fungeva da guida, indicando la direzione e il grado di avvicinamento a ogni stadio. Nessuno sapeva spiegare come funzionasse, per� i risultati pratici dimostravano che misurasse l�incommensurabile e descrivesse in cifre l�indescrivibile. La Branno era convinta (una convinzione che alcuni scienziati condividevano) che se mai la Prima Fondazione fosse riuscita a spiegare il funzionamento dello psicometro, avrebbe raggiunto le capacit� di controllo mentale della Seconda.</p><p>Ma quello era un discorso che riguardava il futuro. Per il momento lo schermo doveva bastare, tanto pi� che la superiorit� delle armi fisiche era schiacciante.</p><p>La Branno sped� il suo messaggio, che arriv� al destinatario espresso con una voce maschile alla quale era stata tolta qualsiasi sfumatura emotiva e che suonava quindi fredda e minacciosa.</p><p>��Alla �Bright Star� ed ai suoi occupanti. Mediante un atto di pirateria vi siete impadroniti con la forza di una nave della Marina della Federazione della Fondazione. Vi ordiniamo di arrendervi e di consegnare la nave immediatamente, se non volete fronteggiare un attacco.</p><p>La voce che rispose era pacata.�� Sindaco Branno di Terminus, so che siete su quella nave. La �Bright Star� non � stata presa con un atto di pirateria. Sono stato invitato espressamente a bordo dal suo legittimo comandante, Munn Li Compor di Terminus. Chiedo un periodo di tregua perch� si possa parlare fra noi di questioni di grande importanza.</p><p>Kodell sussurr� alla Branno:�� Fate parlare me, sindaco.</p><p>Lei alz� una mano e con sprezzo disse:�� La responsabilit� � mia, Liono.</p><p>Regolando il trasmettitore disse, con un tono poco meno freddo e meccanico di quello della voce artificiale che aveva parlato in precedenza:�� Uomo della Seconda Fondazione, cercate di capire in che posizione vi troviate: se non vi arrendete, possiamo disintegrare la vostra nave nel breve lasso di tempo che impiega la luce a viaggiare dalla nostra nave alla vostra. E siamo pronti a farlo, anche perch� voi non siete in possesso di informazioni preziose per le quali si riveli necessario tenervi in vita. Sappiamo che siete di Trantor ed una volta che ci saremo occupati di voi, ci occuperemo anche del vostro pianeta. Siamo disposti a concedervi di parlare, ma poich� non potete avere cose importanti da dirci, non vi ascolteremo a lungo.</p><p>��In tal caso�� disse Gendibal,�� parler� in fretta, arrivando subito al punto. Il vostro schermo non � perfetto, n� potrebbe esserlo. L�avete sopravvalutato e avete sottovalutato me. Sono in grado di manipolare e controllare la vostra mente, magari non con la stessa facilit� con cui lo farei se non ci fosse lo schermo, ma sempre efficacemente. Nel momento stesso in cui tenterete di usare una qualsiasi arma, io vi colpir�, e voglio che comprendiate bene una cosa: senza lo schermo posso manipolarvi la mente senza danneggiarla in alcun modo, ma in presenza dello schermo sono costretto ad aprirmi la strada con la forza, e la manipolazione non potr� pi� avvenire come nell�altro caso. La vostra mente pu� venire frantumata proprio come lo schermo, e l�effetto, se ci� avviene, � irreversibile. In altre parole, voi non potete fermarmi mentre io posso fermarvi riducendovi ad una condizione peggiore della morte. Diverreste delle carcasse prive di cervello: siete disposti a correre un simile rischio?</p><p>��Sapete benissimo che state bluffando�� disse la Branno.</p><p>��Allora volete correre il rischio di subire le conseguenze che vi ho appena descritto?�� disse Gendibal con tono freddo ed indifferente.</p><p>Kodell si chin� sopra la spalla della Branno e sussurr�:�� Per amor di Seldon, sindaco...</p><p>Gendibal disse (non proprio in quello stesso esatto momento, dato che la luce e tutto ci� che viaggiava alla sua velocit� impiegavano un secondo per passare da una nave all�altra):�� Ho seguito i vostri pensieri, Kodell, non ha senso che sussurriate.</p><p>Ho seguito anche i pensieri del sindaco. � indecisa, quindi non � ancora il caso che vi facciate prendere dal panico. Ed il fatto stesso che conosca i vostri pensieri dimostra ampiamente che lo schermo sia difettoso.</p><p>��Lo si pu� rinforzare�� disse il sindaco, con tono di sfida.</p><p>��Lo stesso vale per la mia energia mentalica�� disse Gendibal.</p><p>��Ma io me ne sto seduta qui tranquilla e consumo solo energia fisica per mantenere in funzione lo schermo; e di energia ne ho abbastanza da tenerlo attivo per periodi di tempo lunghissimi. Voi invece per penetrare oltre esso siete costretto a spremervi la mente, e vi stancherete.</p><p>��Non sono stanco�� disse Gendibal.�� Al momento n� voi, n� Kodell siete in grado di dare ordini ai membri del vostro equipaggio o ad altri equipaggi di altre navi. Questo riesco ad impedirvelo senza farvi alcun male, ma non tentate trucchi particolari per sfuggire a tale controllo, perch� se ci proverete, sar� costretto ad intensificare la mia azione mentalica, con le conseguenze che vi ho illustrato poco fa.</p><p>��Aspetter� disse la Branno, posando le mani in grembo con l�aria di una decisa a pazientare.�� Prima o poi vi stancherete e quando questo succeder�, non dar� l�ordine di eliminarvi, perch� ormai sarete innocuo: dar� invece al grosso della Flotta della Fondazione l�ordine di attaccare Trantor. Se volete salvare il vostro pianeta, arrendetevi. Contrariamente a quanto accadde all�epoca del Grande Saccheggio, questa volta la vostra organizzazione non sopravviver� alla nostra azione distruttiva.</p><p>��Non capite, sindaco, che se mi dovessi stancare, il che non succeder�, potrei tranquillamente salvare il mio pianeta eliminandovi prima che le mie energie se ne fossero completamente andate?</p><p>��Non lo farete. Il vostro compito fondamentale � preservare il Piano Seldon.</p><p>Eliminare il sindaco di Terminus significherebbe inferire un duro colpo al prestigio e all�autorit� della Prima Fondazione, provocarne il regresso ed incoraggiare i suoi numerosi nemici; sarebbe un tale disastro per il Piano, questo, da essere ai vostri occhi quasi pari alla prospettiva di vedere Trantor distrutto. Tanto vale che vi arrendiate.</p><p>��Sareste pronta a scommettere che non vi eliminer�?</p><p>La Branno gonfi� il petto in un respiro profondo ed espir� lentamente. Poi disse, decisa:�� S�.</p><p>Kodell, che era seduto al suo fianco, impallid�.</p></section><section><title><p>6</p></title><p>Gendibal fiss� l�immagine tridimensionale della Branno, nello spazio davanti alla parete. Era un po� tremolante e nebbiosa per via dell�interferenza provocata dal campo. L�uomo vicino al sindaco non si distingueva quasi, tanto era sfocato, ma Gendibal non poteva sprecare le sue energie per lui: doveva concentrarsi sulla Branno.</p><p>Lei non vedeva Gendibal su alcuno schermo; non aveva ad esempio modo di sapere che anche lui avesse un compagno, o meglio una compagna di viaggio; non poteva studiare la sua espressione, i suoi gesti: sotto quell�aspetto si trovava in svantaggio.</p><p>Tutto ci� che l�Oratore aveva detto era vero: con un dispendio enorme di energia mentalica era effettivamente in grado di penetrare oltre il campo e di neutralizzare la Branno, col rischio per� di distruggerle irreparabilmente la mente. Ma anche quello che aveva detto lei era vero: eliminando il sindaco di Terminus, Gendibal avrebbe danneggiato il Piano almeno quanto l�aveva danneggiato il Mulo. Anzi, le conseguenze sarebbero potute essere ancora pi� gravi di quelle provocate dal Mulo, perch� ormai si era avanti nel gioco e c�era meno tempo per riparare ai passi falsi.</p><p>A peggiorare la situazione c�era Gaia, che, con quel suo campo mentalico cos� debole da essere a stento individuabile, rappresentava ancora un�incognita. Per un attimo Gendibal tocc� la mente di Novi, sincerandosi che il flusso fosse sempre presente: era l�, immutato, con la stessa debole intensit� di prima.</p><p>Novi non poteva aver sentito in alcun modo il lieve tocco di Gendibal, per� si volt� verso di lui e sussurr�, piena di soggezione:�� Maestro, c�� una nebbiolina, l� davanti alla parete. � con essa che parlate?</p><p>Doveva avere avvertito la presenza delle immagini nebbiose attraverso il sottile collegamento che esisteva fra le loro due menti. Gendibal si port� l�indice alle labbra.</p><p>��Non abbiate paura, Novi. Chiudete gli occhi e state tranquilla.</p><p>��Sindaco Branno�� disse poi, alzando la voce,�� � giusto che scommettiate che non vi eliminer�, perch� in ogni caso non intendo farlo subito. Penso infatti che se vi spiegher� una certa cosa, verrete a miti consigli e non ci sar� bisogno di azioni distruttive n� dall�una n� dall�altra parte. Poniamo che mi arrenda e vi lasci vincere: che cosa succederebbe in questo caso? Voi ed i vostri successori vi fareste prendere dall�ottimismo e, sentendovi sicuri dello schermo mentalico, estendereste il vostro potere su tutta la Galassia troppo in fretta. Agendo cos� ritardereste in pratica l�avvento del Secondo Impero, perch� distruggereste il Piano Seldon.</p><p>��Non mi meraviglia che non vogliate eliminarmi subito�� disse la Branno,�� e penso che gi� ora vi stiate rendendo conto di non potermi eliminare neanche in seguito.</p><p>��Non illudetevi con queste assurde idee da megalomane. La maggior parte della Galassia � tuttora al di fuori della sfera d�influenza della Fondazione, e molti pianeti sono anche dichiaratamente anti-Fondazione. Ci sono addirittura settori della Federazione che rimpiangono i tempi in cui erano indipendenti. Se, ringalluzziti dalla mia resa, vi butterete troppo precipitosamente in imprese di conquista, toglierete al resto della Galassia quello che � sempre stato il suo tallone d�Achille: l�indecisione nata dalla discordia. Finalmente la paura costringer� i vostri nemici ad unirsi, ed anche all�interno della Fondazione il vostro atteggiamento incoragger� chi prima vi era amico a ribellarsi.</p><p>��Mi state minacciando con una clava di paglia�� disse la Branno.�� Saremo in grado di sconfiggere facilmente i nostri nemici anche se tutti i mondi della Galassia non appartenenti alla Fondazione si coalizzassero contro di noi e anche se ad aiutarli intervenisse una ribellione in met� dei mondi che appartengono alla Federazione. Vi assicuro che non avremmo problemi.</p><p>��Non subito forse, sindaco. Non commettete per� l�errore di guardare solo ai risultati immediati. Potete anche fondare il Secondo Impero proclamandone semplicemente l�esistenza, ma non riuscirete mai a mantenere indisturbati il potere: dovrete riconquistarlo ogni dieci anni.</p><p>��Allora lo faremo, finch� i mondi non si stancheranno, proprio come voi.</p><p>��Non si stancheranno, cos� come non mi stancher� io. D�altra parte, questo processo di continua riconquista non durerebbe nemmeno molto, perch� un altro pericolo minaccerebbe lo Pseudo-Impero da voi proclamato. Dato che questo si potrebbe mantenere in piedi solo attraverso una sorveglianza militare costante, i generali della Fondazione diventerebbero per la prima volta nella storia pi� importanti e pi� potenti delle autorit� civili. Lo Pseudo-Impero si frazionerebbe in tante zone militari all�interno delle quali i singoli comandanti deterrebbero il potere assoluto. Si avrebbe cos� una reazione a raffica e si verificherebbe molto probabilmente un ritorno alla barbarie che potrebbe durare pi� dei trentamila anni di cui parlava Seldon prima di perfezionare il suo Piano.</p><p>��Che minacce puerili! Anche se la matematica del Piano Seldon prevedesse reazioni di questo tipo, si tratterebbe sempre di previsioni basate sul probabile, non sull�inevitabile.</p><p>��Sindaco Branno�� disse Gendibal, serio,�� lasciate stare il Piano Seldon. Non comprendete la sua matematica e non siete in grado di afferrarne concretamente la struttura. Ma forse non avete bisogno di capirlo, perch� siete un politico esperto ed anche di successo, a giudicare dalla carica che rivestite. Per di pi�, almeno considerando i rischi che state correndo, siete coraggiosa. Vi basta quindi usare il vostro acume. Riflettete sulla storia politica e militare dell�umanit� e consideratela alla luce di ci� che conoscete della natura umana, di ci� che sapete degli uomini, dei politici, dei militari e del loro modo di agire e reagire. Non potrete che concludere che io abbia ragione.</p><p>��Anche se aveste ragione, uomo della Seconda Fondazione�� disse la Branno,�� non cambierebbe niente. Noi intendiamo correre questo rischio. Con le persone giuste al comando e col progredire continuo della tecnologia sia nel campo della fisica sia in quello della mentalica, abbiamo ottime probabilit� di vittoria. Hari Seldon non intu� che sarebbero stati fatti enormi passi avanti nell�ambito della tecnologia. Come avrebbe potuto, del resto? Nel suo Piano non previde a esempio che la Prima Fondazione avrebbe messo a punto uno schermo mentalico. In ogni caso, che cosa ce ne facciamo del Piano Seldon? Correremo i nostri rischi e fonderemo l�Impero infischiandocene di esso. Dopotutto, � meglio incontrare un insuccesso agendo al di fuori del Piano che avere successo seguendo le sue direttive. Non vogliamo un Impero in cui svolgere il ruolo di burattini manovrati in segreto dai membri della Seconda Fondazione.</p><p>��Dite cos� solo perch� non capite quanto sarebbe grave un vostro insuccesso per la popolazione della Galassia.</p><p>��Pu� darsi�� disse la Branno, impassibile.�� State cominciando a stancarvi, uomo della Seconda Fondazione?</p><p>��No, per niente. Permettetemi di proporvi un�alternativa che non avete ancora preso in considerazione; un�alternativa che non costringerebbe n� voi ad arrendervi a me, n� me ad arrendermi a voi. Ci troviamo nelle vicinanze di un pianeta chiamato Gaia.</p><p>��Lo so.</p><p>��Sapete anche che si tratti del probabile luogo di nascita del Mulo?</p><p>��Vorrei che questa affermazione fosse suffragata da prove, o pretendete che vi creda sulla parola?</p><p>��Il pianeta � circondato da un campo mentalico. � un mondo abitato da tante persone simili al Mulo. Se procederete nel vostro intento e distruggerete la Seconda Fondazione, vi renderete schiavi di Gaia. Che male vi ha mai fatto la Seconda Fondazione? Male vero, intendo, non immaginario o ipotetico? Chiedetevi invece che male vi abbia fatto il Mulo, considerando il fatto che fosse da solo.</p><p>��Che Gaia sia un pianeta di Muli, ripeto, me lo dicono solo le vostre parole.</p><p>��Finch� rimaniamo qui non posso fornirvi prove. Propongo quindi una tregua, durante la quale, se non vi fidate, potete continuare a tenere lo schermo attivo. Vi domando per� di collaborare minimamente con me; avviciniamoci insieme al pianeta e quando vi sarete resa conto che sia pericoloso, io neutralizzer� il suo campo mentalico e voi ordinerete alle vostre navi di prendere possesso di esso.</p><p>��E dopo?</p><p>��Dopo, se non altro, avremo una lotta tra la Prima Fondazione e la Seconda, senza interferenze dall�esterno. Il confronto sar� senza ombre, mentre adesso sarebbe rischioso combattere, visto che entrambe le Fondazioni sono sotto il tiro di un nemico comune.</p><p>��Perch� non l�avete detto prima, questo?</p><p>��Speravo di convincervi che noi non siamo vostri nemici, e di ottenere la vostra collaborazione. Poich�, a quanto pare, non sono riuscito nel mio intento, tanto vale che vi spieghi perch� in questo momento dobbiamo essere uniti comunque.</p><p>La Branno rimase zitta un attimo. Inclin� la testa con aria pensierosa, poi disse:�� State cercando di incantarmi con le vostre storie. Come potreste mai, da solo, neutralizzare il campo mentalico di un intero pianeta di Muli? L�idea � cos� ridicola che non posso credere che siate in buona fede.</p><p>��Non sono solo�� disse Gendibal.�� Dietro di me c�� tutta la forza della Seconda Fondazione. Sarebbe questa forza a occuparsi di Gaia usando me come canale. Tra l�altro potrebbe tranquillamente spazzar via il vostro schermo come se si trattasse di una nebbiolina sottile.</p><p>��Se le cose stanno cos�, a che vi serve il mio aiuto?</p><p>��Mi serve innanzitutto perch� neutralizzare il campo non basta. La Seconda Fondazione non pu� dedicarsi per l�eternit� a un tale compito, proprio come io non posso dedicarmi per il resto della vita a questa lotta verbale con voi: ci occorre l�aiuto materiale delle vostre navi. In secondo luogo, se non sono riuscito con argomentazioni ragionevoli a convincervi di come le due Fondazioni debbano considerarsi alleate e non nemiche, forse un�impresa delicatissima condotta insieme potrebbe riuscirci. I fatti possono conseguire un successo l� dove le parole hanno fallito.</p><p>La Branno rimase un attimo in silenzio, poi disse:�� Sono disposta ad avvicinarmi di pi� al pianeta, assieme a voi. Di l� da questo non posso promettervi niente.</p><p>��Mi basta�� disse Gendibal, chinandosi sopra il computer.</p><p>Novi disse:�� No, Maestro, fino a questo punto non aveva importanza, ma adesso per favore non fate altre mosse. Dobbiamo aspettare il consigliere Trevize, di Terminus.</p></section></section><section><title><p>Parte diciannovesima</p><p>Decisione</p></title><section><title><p>1</p></title><p>Janov Pelorat disse, con una punta di irritazione:�� Sentite, Golan, tutti si meravigliano che questa sia la prima volta nella mia vita abbastanza lunga, non troppo lunga in ogni caso, Bliss, ve l�assicuro, che viaggio per la Galassia. Per�, appena arrivo su un mondo, mi portano subito via prima ancora che abbia avuto il tempo di studiarlo: � gi� la seconda volta che mi succede.</p><p>��S젗 disse Bliss,�� ma se non foste andato via in fretta da quell�altro pianeta, non mi avreste conosciuto, oppure mi avreste conosciuto chiss� quando. Non � stato meglio che ve ne siate andato, dunque?</p><p>��Oh, s�, mia... mia cara. S�, certo.</p><p>��Quanto a questa volta, Pel, anche se vi siete allontanato dal pianeta, avete me con voi, ed io sono Gaia. Lo sono quanto ogni altra particella e ogni altra creatura del pianeta.</p><p>��Sicuro, e preferisco voi a tutte le altre particelle e creature.</p><p>Trevize, che aveva ascoltato quel dialogo con la fronte corrugata, disse:�� Che schifo di situazione. Perch� Dom non � venuto con noi? Perch� non � venuto lui, assieme a tutte le sue duecentocinquanta sillabe? Per lo spazio, che assurdit� questa di usare una sola sillaba quando uno ha un nome chilometrico! A che serve allora avere un nome chilometrico? Insomma, se la faccenda � cos� importante, se � in gioco l�esistenza stessa di Gaia, perch� Dom non � venuto con noi a darci direttive?</p><p>��Ci sono io, Trev�� disse Bliss,�� ed io sono Gaia quanto lo sia Dom.�� Gli lanci� un�occhiata di sbieco con i suoi occhi neri e soggiunse:�� Allora, se vi secca che usiamo i monosillabi per i nomi di persona, vi secca che vi chiami Trev?</p><p>��S� che mi secca. Ho diritto a seguire le usanze del mio pianeta quanto voi a seguire quelle del vostro. Io mi chiamo Trevize, nome di tre sillabe: Tre-vi-ze.</p><p>��Per me va benissimo�� disse Bliss.�� Non voglio farvi arrabbiare, Trevize.</p><p>��Non sono arrabbiato, sono seccato�� disse lui. Si alz� di scatto e cominci� a camminare in su e in gi� per la stanza, scavalcando le gambe tese di Pelorat. Pelorat le ritrasse prontamente. Alla fine Trevize si ferm�, si gir� verso Bliss e puntandole un dito contro disse:�� Sentite, non mi va di non essere l�unico arbitro delle mie azioni.</p><p>Con una manovra sotterranea sono stato indotto a venire fin qui, e quando anche ho cominciato a rendermene conto, non ho potuto fare niente per liberarmi dal condizionamento. Poi, quando arrivo su Gaia, mi si dice che tutto quello che si vuole � che salvi il pianeta. Perch�? E in che modo? E poi che cos�� Gaia per me, e che cosa sono io per Gaia? Per quale motivo dovrei salvarla? Ci sono quintilioni di esseri umani nella Galassia. Non potreste assegnare questo compito ad un altro?</p><p>��Vi prego, Trevize�� disse Bliss, con un�aria improvvisamente scoraggiata dove non si scorgeva pi� l�atteggiamento da monella.�� Non arrabbiatevi. Vedete, vi chiamo come volete essere chiamato e da questo momento non scherzo pi�. Dom vi ha chiesto di portare pazienza.</p><p>��Per tutti i pianeti abitabili della Galassia! Non ho alcuna voglia di portare pazienza! Se sono cos� importante non ho forse diritto a una spiegazione? Tanto per cominciare, vi chiedo di nuovo perch� Dom non sia venuto con noi: non gli pareva abbastanza importante la missione?</p><p>��Ma lui � qui, Trevize�� disse Bliss.�� � qui presente, assieme a tutte le creature viventi di Gaia.</p><p>��Questo ragionamento potr� andare bene per voi, non per me. Io non sono un gaiano. Per me, sulla �Far Star� non si pu� riuscire a far stare tutto un pianeta, ma solo una persona. In questo caso la persona siete voi. Dom, come dite, � parte di voi, d�accordo, ma non era meglio se veniva lui e voi eravate parte di lui?</p><p>��Innanzitutto�� disse Bliss,�� Pel, cio� Pelorat ha chiesto che venissi a bordo io.</p><p>��L�ha detto per fare il galante: nessuno mai l�avrebbe preso sul serio.</p><p>��Ehi, un attimo, amico mio�� disse Pelorat, alzandosi in piedi col viso tutto rosso�� L�invito l�ho fatto seriamente; non mi va che liquidiate la cosa con tanta faciloneria. Sono convinto che non importi quale componente della struttura gaiana sia a bordo, e per me � assai pi� bello avere a bordo Bliss che Dom. Dovrebbe essere cos� anche per voi. Su, Golan, vi state comportando come un bambino.</p><p>��Ah s�, eh?�� disse Trevize corrugando la fronte con gran cipiglio.�� Ammettiamo pure che sia cos�. Ugualmente�� e qui punt� di nuovo il dito contro Bliss,�� qualsiasi cosa vogliate che faccia vi assicuro che non la far� se non mi trattate come si debba trattare un essere umano. Tanto per cominciare rispondete a due domande: che azione dovrei compiere? E perch� proprio io e non un altro?</p><p>Bliss indietreggi�, con gli occhi sgranati.�� Vi prego�� disse,�� non posso dirvelo adesso: Gaia non pu� dirvelo adesso. Dovete arrivare sul posto stabilito senza sapere nulla. <emphasis>Dovete </emphasis>apprendere l� tutto ci� che c�� da apprendere. Poi bisogner� che passiate all�azione, ma dovrete essere calmo e sereno: se sarete nervoso come ora, le cose non andranno per il verso giusto e Gaia scomparir�. � necessario che cambiate atteggiamento, per� io non so come farvelo cambiare.</p><p>��Dom saprebbe invece come farmelo cambiare, se fosse qui?�� disse Trevize con una punta di sadismo.</p><p>��Dom � qui�� disse Bliss.�� Lui-io non sappiamo come persuadervi o calmarvi. Non comprendiamo gli esseri umani che non riescono ad afferrare quale sia il loro posto nello schema delle cose e che non si sentono parte di un insieme pi� grande.</p><p>��Non � vero quello che dite�� replic� Trevize.�� Avete assunto il controllo della mia nave alla distanza di pi� di un milione di chilometri e ci avete tenuti calmi durante la fase di avvicinamento. Bene, che aspettate a influenzarmi anche adesso per tenermi calmo? Non vorrete mica fingere di non esserne capaci?</p><p>��Ma non dobbiamo farlo. Non adesso. Se intervenissimo su di voi ora, condizionandovi in qualche modo, per noi diventereste come qualsiasi altra persona della Galassia: non ci servireste pi�. Ci siete prezioso perch� siete come siete, non possiamo alterare la vostra natura. Se vi influenzassimo anche minimamente, in questo momento, saremmo perduti. Vi prego, cercate di calmarvi di vostra spontanea volont�.</p><p>��Neanche per idea, miss, a meno che non mi diciate almeno in parte quello che voglio sapere.</p><p>��Bliss, lasciate che ci provi io�� disse Pelorat.�� Andate nell�altra stanza, per favore.</p><p>Bliss usc� titubante, camminando all�indietro. Pelorat chiuse la porta.</p><p>Trevize disse:�� � in grado di sentire e vedere tutto con le sue particolari facolt� percettive. Che senso ha chiudere?</p><p>��Ha senso per me�� disse Pelorat.�� Voglio avere l�impressione di essere qui da solo con voi, anche se so che si tratta di un�illusione. Sentite Golan, voi avete paura...</p><p>��Non dite sciocchezze.</p><p>��Per� � evidente che abbiate paura. Non sapete dove siate diretto, che cosa vi toccher� affrontare, che cosa si voglia da voi: avete buoni motivi per avere paura.</p><p>��Non ho affatto paura.</p><p>��S�, invece. Forse non � il pericolo fisico che temete, mentre io � di quello che ho paura. All�inizio ero timoroso di avventurarmi nello spazio, ero timoroso quando sono arrivato su pianeti ignoti e mi sono imbattuto in cose completamente nuove per me. In fin dei conti, per mezzo secolo avevo vissuto la vita di una persona tranquilla chiusa nel suo studio tra i suoi libri, mentre voi venivate da un�esperienza completamente diversa; avevate prestato servizio in Marina, viaggiando ripetutamente nello spazio, e poi vi eravate immerso nel mondo tumultuoso della politica. In ogni modo ho cercato di vincere la mia paura, e voi mi avete aiutato. Nel tempo che abbiamo trascorso insieme siete stato sempre paziente con me. Siete stato gentile e comprensivo, e grazie a voi sono riuscito a dominare tutti i miei timori e a essere all�altezza della situazione. Lasciate dunque che adesso ricambi il favore e vi aiuti io.</p><p>��Vi ripeto che non ho paura.</p><p>��Ed io vi ripeto che ne avete. Se non altro, temete la responsabilit� che dovrete affrontare fra poco. A quanto pare un intero pianeta dipende da voi, e nel caso venisse distrutto, vi portereste dietro per tutta la vita il rimorso di non essere riuscito a salvarlo. Perch�, vi dite, dovreste rischiare di vivere con un tale senso di colpa quando il pianeta in questione non significa niente per voi? Che diritto hanno i gaiani, pensate, di gravarvi di una simile responsabilit�? Non solo avete paura di fallire, cosa di cui chiunque fosse al posto vostro avrebbe paura, ma non sopportate l�idea che vi abbiano messo in questa condizione.</p><p>��Vi sbagliate di grosso.</p><p>��No, non credo proprio. Perci� permettetemi di sostituirvi; qualunque cosa vogliano da voi, la far� io al vostro posto. Mi offro volontario. Immagino che non occorra una particolare forza fisica o particolare energia giovanile per svolgere la missione, visto che qualsiasi congegno meccanico potrebbe in questo caso servire meglio di un uomo. Immagino anche che non si richiedano particolari capacit� mentaliche, perch� i gaiani ne hanno a sufficienza. Non so naturalmente che cosa sia che cercano da voi, ma se non hanno bisogno n� dei vostri muscoli, n� del vostro cervello, allora penso di potervi sostituire tranquillamente. E sono pronto ad assumermi le mie responsabilit�.</p><p>��Come mai siete cos� disposto a gravarvi di questo peso?�� disse Trevize, brusco.</p><p>Pelorat abbass� gli occhi e fiss� il pavimento, come se incontrare lo sguardo dell�altro lo mettesse in imbarazzo.�� Io ho avuto una moglie, Golan. Ho conosciuto donne. Tuttavia esse non sono mai state molto importanti nella mia vita. Mi interessavano, questo s�; giudicavo la loro compagnia gradevole. Ma non sono mai state molto importanti per me. Questa qui, invece...</p><p>��Chi? Bliss?</p><p>��In qualche modo lei mi pare diversa...</p><p>��Per Terminus, Janov, sente tutto quello che state dicendo!</p><p>� Non importa, Golan, tanto sa comunque. Desidero accontentarla: Mi sobbarcher� a questo compito, di qualsiasi compito si tratti. Correr� i rischi che ci sono da correre e mi assumer� le responsabilit� che bisogner� assumersi sperando che cos� lei... lei pensi bene di me.</p><p>��Ma � una bambina, Janov.</p><p>��Non � una bambina, e poi non m�importa niente cosa pensiate di lei.</p><p>��Non vi rendete conto di come vi vede?</p><p>��Come un vecchio, intendete? E allora? Bliss fa parte di Gaia, di un insieme pi� grande, e gi� questo costituisce una barriera insuperabile tra noi. Credete che non lo sappia? Ma a me interessa solo una cosa: che lei...</p><p>��Pensi bene di voi?</p><p>��S�. E che senta per me cos�altro possa spingersi a sentire.</p><p>��E per questo motivo sareste disposto a sostituirmi, � cos�? Ma non avete ascoltato bene quanto ci abbiano detto, Janov. Non vogliono voi: vogliono me per qualche misteriosa ragione che non riesco ad afferrare.</p><p>��Se non possono avere voi e se devono per forza disporre dell�aiuto di qualcuno, io sar� sicuramente meglio di nessuno.</p><p>Trevize scosse la testa.�� Non credo ai miei occhi. Adesso che siete ormai vecchio state scoprendo la giovent�. Volete fare l�eroe, volete rischiare di morire per quel corpo l�.</p><p>��Non parlate cos�, Golan. Non � proprio il caso di fare dello spirito.</p><p>Trevize avrebbe voluto ridere, ma incontrando lo sguardo serio di Pelorat si trattenne e invece di ridere si schiar� la voce.</p><p>��Avete ragione�� disse.�� Scusatemi, Fatela pure entrare, Janov. Chiamatela dentro.</p><p>Bliss entr�, piuttosto riluttante. Con una vocina flebile disse:�� Mi dispiace, Pel, ma non potete sostituire Trevize: solo lui pu� salvare Gaia, nessun altro.</p><p>��Benissimo�� disse Trevize.�� Sar� calmo. Qualunque cosa debba fare, cercher� di farla. Mi prester� a tutto, pur di evitare che Janov si metta a recitare il ruolo dell�eroe romantico alla sua et�.</p><p>��So perfettamente di non essere giovane�� mormor� Pel.</p><p>Bliss gli si avvicin� piano gli pos� una mano sulla spalla e disse:�� Pel, io... io penso bene di voi.</p><p>Pelorat distolse lo sguardo.�� S�, si. Bliss. Non c�� bisogno che facciate la gentile.</p><p>��Non sto facendo la gentile. � che penso... molto bene di voi.</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Sura Novi si ricord�, dapprima vagamente, poi con chiarezza, di essere stata un tempo Suranoviremblastiran, e che da bambina i suoi genitori la chiamavano Su, ed i suoi amici Vi.</p><p>Naturalmente non aveva mai dimenticato del tutto, ma ogni tanto i fatti del passato sprofondavano nei recessi pi� segreti della sua mente, e per un certo tempo non affioravano pi�. Mai come in quell�ultimo mese essi erano rimasti sepolti senza affiorare per nulla, e questo era successo perch� mai le era capitato di stare cos� a lungo vicino ad una mente tanto potente.</p><p>Ma adesso era giunto il momento. Non l�aveva deciso lei personalmente, non erano state necessarie decisioni personali. Il resto di lei, ossia la vasta coscienza di Gaia, aveva fatto affiorare le verit� dimenticate perch� ora riportarle in superficie serviva al bene di tutti.</p><p>Un vago senso di disagio accompagn� quel processo, un lieve tormento che ben presto fu neutralizzato dalla gioia che Novi provava sentendo il proprio io tornare alla luce. Da anni non era cos� vicina a Gaia. Le torn� in mente una delle forme di vita che aveva amato da bambina su quel pianeta. Come allora, aveva capito che i sentimenti della creatura amata erano in certo modo parte dei suoi stessi, cos� adesso capiva ci� che le stesse succedendo nell�intimo: la sua sensazione, netta e precisa, era di essere una farfalla che emergesse da un bozzolo.</p></section><section><title><p>3</p></title><p>Stor Gendibal lanci� un�occhiata acuta e penetrante a Novi. Era cos� sorpreso che per un pelo non perse il controllo della mente di Harla Branno, e forse non lo perse solo perch� d�un tratto gli giunse un aiuto esterno, un aiuto di cui al momento non si rese conto.</p><p>��Che cosa sapete del consigliere Trevize, Novi?�� disse. Poi, profondamente seccato di dover constatare che la mente di lei si fosse fatta di colpo assai pi� complessa, grid�:�� Chi siete?</p><p>Cerc� di assumere il controllo di quella mente e la scopr� impenetrabile. In quell�attimo si accorse che la sua presa sulla Branno fosse sorretta da una presa ancora pi� forte, ed allora ripet�:�� Chi siete?</p><p>Con una punta di drammaticit� nell�espressione, Nevi disse:�� Maestro, Oratore Gendibal. Il mio vero nome � Suranoviremblastiran, e sono Gaia.</p><p>Queste furono le uniche parole che disse, ma Gendibal nel frattempo, preso da furia improvvisa, aveva intensificato la propria aura mentale e con grande abilit�, aiutato dalla rabbia, aveva, evitando l�apporto esterno, mantenuto da solo il controllo sulla mente della Branno e ingaggiato nel contempo una lotta silenziosa e serrata con la mente di Novi.</p><p>Novi lo rintuzz� con abilit� pari alla sua, ma non pot�, o forse non volle, tenergli nascosto chi fosse.</p><p>Gendibal parl� alla hamiana come avrebbe parlato a un Oratore.�� La vostra era tutta una recita�� disse.�� Mi avete ingannato ed attirato apposta fin qui: siete della stessa razza del Mulo.</p><p>��Il Mulo fu un caso anomalo, Oratore. Io-noi non siamo Muli: io-noi siamo Gaia.</p><p>Novi descrisse mentalmente quale fosse la reale essenza di Gaia e lo fece con ben maggiore complessit� di quella che avrebbe potuto ottenere col pi� lungo dei discorsi.</p><p>��Un intero pianeta vivo�� disse Gendibal.</p><p>��E con un campo mentalico che nel suo complesso � pi� grande di quello che sviluppate voi come individuo. Vi prego di non opporre resistenza a esso. Ho paura di potervi fare del male e non vorrei proprio che questo succedesse.</p><p>��Anche se siete un pianeta vivo, non siete pi� forti di tutti i miei colleghi di Trantor messi assieme. Anche noi in un certo senso siamo un intero mondo vivente.</p><p>��Si tratta solo di poche migliaia di persone unite da collaborazione mentalica, Oratore, ed in ogni caso non potete contare sul loro aiuto perch� li ho neutralizzati.</p><p>Verificate e capirete che non mento.</p><p>��Che cos�� che intendete fare, Gaia?</p><p>��Potete chiamarmi Novi, Oratore. In questo momento agisco come Gaia, ma sono anche Novi, e per voi, soprattutto, vorrei essere soltanto Novi.</p><p>��Che cosa intendete fare, Gaia?</p><p>Dopo l�equivalente mentalico di un tremulo sospiro, Novi disse:�� Rimarremo in triplo stallo: voi manterrete il controllo sul sindaco Branno come avete fatto finora ed io vi aiuter�, sicch� non ci stancheremo; voi, immagino, manterrete la vostra presa mentalica su di me ed io manterr� la mia su di voi, e nessuno dei due si stancher� in questa lotta reciproca. Le cose, come ho detto, resteranno in posizione di stallo.</p><p>��A che scopo?</p><p>��Allo scopo, come vi ho spiegato, di aspettare il consigliere Trevize di Terminus: sar� lui a porre fine allo stallo... nel modo che sceglier�.</p></section><section><title><p>4</p></title><p>Il computer della �Far Star� localizz� le due navi, e Golan Trevize le studi� tutt�e due sullo schermo di osservazione.</p><p>Erano entrambe della Fondazione. In particolare, una era molto simile alla �Far Star�; si trattava indubbiamente della nave di Compor. L�altra era pi� grande ed assai meglio equipaggiata.</p><p>Golan si rivolse a Bliss e disse:�� Voi lo sapete che cosa stia succedendo? Mi potete dire qualcosa, adesso?</p><p>��S�. Non allarmatevi: non vi faranno alcun male.</p><p>��Perch� tutti pensano che sia tutto tremante di paura?�� disse Trevize, irritato.</p><p>��Lasciatela parlare, Golan�� si affrett� a dire Pelorat.�� Non siate cos� brusco con lei.</p><p>Trevize alz� le braccia in un gesto di resa spazientita e disse:�� E va bene, non sar� brusco. Parlate pure, signorina.</p><p>Bliss disse:�� Sulla nave grande c�� il capo della vostra Fondazione. Con lei...</p><p>��Il capo?�� fece Trevize, sbalordito.�� Intendete dire la Branno, la vecchiarda?</p><p>��Vecchiarda non � certo il suo titolo�� disse Bliss con un accenno di sorriso.�� Ma effettivamente � una donna.�� Fece una breve pausa, come ascoltando attentamente quanto le dicesse il resto dell�organismo di cui era parte integrante, poi soggiunse:�� Si chiama Harlabranno. Pare strano che una persona cos� importante debba avere un nome di sole quattro sillabe, ma evidentemente i non gaiani hanno usi diversi dai nostri.</p><p>��Giࠗ disse Trevize, secco.�� Voi la chiamereste Bran, credo. Ma che cosa ci fa qui? Perch� non � su... Oh, capisco. Con una manovra siete riusciti a portare anche lei qua. Perch� l�avete fatto?</p><p>Bliss non rispose a quella domanda. Disse invece:�� Con lei c�� Lionokodell. Ha un nome di cinque sillabe, nonostante sia gerarchicamente inferiore al sindaco. Mi pare una mancanza di rispetto. In ogni modo, sul vostro mondo ricopre una carica importante. Con loro due ci sono altre quattro persone, che hanno il controllo delle armi della nave. Volete che vi dica come si chiamano?</p><p>��No. Immagino che sull�altra nave ci sia un uomo di nome Munn Li Compor, un uomo che rappresenta la Seconda Fondazione. Perch� avete portato la Prima e la Seconda Fondazione una di fronte all�altra?</p><p>��Le cose non stanno esattamente cos�, Trev. Voglio dire, Trevize.</p><p>��Oh, dite pure, Trev, se volete: non me ne importa un fico cosmico.</p><p>��Dunque le cose non stanno esattamente come credete voi, Trev. Compor ha abbandonato quella nave ed � stato rimpiazzato da due persone, una delle quali � Storgendibal, un membro della Seconda Fondazione che ricopre una carica importante: ha il titolo di Oratore.</p><p>��Una carica importante, dite? Avr� poteri mentalici, immagino.</p><p>��Oh, s�, poteri molto forti.</p><p>��Riuscite a tenergli lesta?</p><p>��Certamente. L�altra persona che si trova con lui sulla nave � Gaia.</p><p>��Cio� una di voi?</p><p>��S�. Si chiama Suranoviremblastiran. Il nome dovrebbe essere assai pi� lungo, ma � da tanto che � lontana da me-noi-tutti.</p><p>��E questa persona � capace di affrontare un membro cos� importante della Seconda Fondazione?</p><p>��Non � lei, ma Gaia ad affrontarlo. Lei-io-noi-tutti potremmo annientarlo se volessimo.</p><p>��Ed � questo che farete? Avete intenzione di eliminare quel tizio e la Branno?</p><p>Gaia si accinge forse a distruggere le Fondazioni per creare un suo Impero Galattico?</p><p>Che cos��, il ritorno del Mulo in grande stile?</p><p>��No, no, Trev. Non innervositevi, vi prego. Harlabranno, Storgendibal e Suranoviremblastiran sono in situazione di stallo: stanno aspettando.</p><p>��Che cosa?</p><p>��La vostra decisione.</p><p>��Ecco che ci risiamo. Quale decisione? Che cosa c�entro io?</p><p>��Vi prego, Trev�� disse Bliss.�� Avrete presto le dovute spiegazioni. Io-noi-lei abbiamo detto tutto quanto si poteva dire per il momento.</p></section><section><title><p>5</p></title><p>La Branno disse, stancamente:�� � chiaro che ho commesso un errore, Liono.</p><p>Forse un errore fatale.</p><p>��� prudente ammettere una cosa del genere?�� mormor� Kodell, tra i denti.</p><p>��Tanto sanno quello che penso. Non pu� danneggiarmi di pi� esprimere a voce alta quello che ci sia nella mia mente. E non � che non intuiscano i vostri pensieri se sussurrate fra i denti. Avrei dovuto aspettare che lo schermo fosse ulteriormente rinforzato.</p><p>��Come potevate prevedere i fatti, sindaco?�� disse Kodell.�� Se avessimo aspettato di essere sicuri al cento per cento dello schermo, avremmo forse aspettato in eterno. Certo, avrei preferito che non fossimo venuti qui di persona. Sarebbe stato meglio fare la prova con qualcun altro, magari con Trevize, il vostro parafulmine.</p><p>La Branno sospir�.�� Volevo prenderli di sorpresa, Liono. Ma avete messo il dito sulla piaga: il mio errore � stato di non aspettare che lo schermo fosse impenetrabile.</p><p>Non impenetrabile al cento per cento, ma sufficientemente sicuro da non darci problemi. Sapevo che non era cos�, ma non ho voluto aspettare. Se avessi atteso che le imperfezioni fossero corrette, avrei rischiato di veder scadere nel frattempo la mia carica, ed invece volevo che questa impresa fosse effettuata durante il tempo in cui ero io il sindaco di Terminus. E volevo trovarmi io sul luogo dell�impresa.</p><p>�Cos�, come una stupida, ho fatto di tutto per convincermi che lo schermo non avesse difetti. Non ho voluto ascoltare chi mi consigliava la prudenza. Non ho voluto, per esempio, dare ascolto a voi ed ai vostri dubbi.</p><p>��Possiamo ancora vincere, con un po� di pazienza.</p><p>��Potete ordinare agli uomini di far fuoco contro l�altra nave?</p><p>��No, sindaco, non posso. � un pensiero che per qualche motivo non riesco a sopportare.</p><p>��Nemmeno io lo sopporto. E se voi od io dessimo un ordine del genere, sono certa che gli uomini non lo eseguirebbero, non riuscirebbero ad eseguirlo.</p><p>��Non nelle circostanze attuali. Ma le circostanze potrebbero cambiare. In effetti, sulla scena sta comparendo un nuovo attore.</p><p>Kodell indic� lo schermo. Il computer della nave l�aveva diviso automaticamente in due met� simmetriche, appena era apparsa una nave nuova. Quest�ultima era visibile sulla met� di destra.</p><p>��Potete ingrandire l�immagine, Liono?</p><p>��Certo. Il membro della Seconda Fondazione � furbo. Siamo liberi di fare tutto quello che non possa disturbarlo.</p><p>��Bene�� disse la Branno, studiando lo schermo.�� � la �Far Star�, ne sono sicura. Ed immagino che a bordo ci siano Trevize e Pelorat.�� Dopo un attimo soggiunse, con una punta di amarezza:�� A meno che anche loro non siano stati rimpiazzati da membri della Seconda Fondazione. Il mio parafulmine � stato davvero efficace. Se solo lo schermo mentalico fosse stato pi� forte...</p><p>��Abbiate pazienza�� disse Kodell.</p><p>Si ud� una voce dalle parte della sala di controllo, e la Branno si accorse che non era costituita da onde sonore. La sent� direttamente nella propria mente, e un�occhiata a Kodell bast� a farle capire che anche lui l�avesse udita.</p><p>��Mi sentite, sindaco Branno?�� disse la voce.�� Se s�, non disturbatevi a dirlo: � sufficiente che lo pensiate.</p><p>Harla Branno disse, calma:�� Chi siete?</p><p>��Sono Gaia�� fu la risposta.</p></section><section><title><p>6</p></title><p>Le tre navi erano ciascuna in posizione stazionaria rispetto alle altre due. Tutte quante giravano assai lentamente intorno al pianeta Gaia, simili a un lontano satellite composto di tre parti distinte. Tutte quante accompagnavano Gaia nel suo viaggio interminabile intorno al sole.</p><p>Trevize sedeva davanti allo schermo, stanco ormai di chiedersi che cosa ci si aspettasse da lui, per quale motivo fosse stato indotto a percorrere un migliaio di parsec per arrivare fin l�.</p><p>Il suono che d�un tratto gli risuon� alla sua mente non lo colse di sorpresa.</p><p>��Mi sentite, Golan Trevize?�� disse la voce ignota.�� Se s�, non disturbatevi a dirlo: � sufficiente che lo pensiate.</p><p>Trevize si guard� intorno. Pelorat, chiaramente meravigliato, lanci� occhiate in tutte le direzioni, come cercando chi avesse proferito quelle parole. Bliss se ne stava seduta tranquilla con le mani in grembo. Trevize era sicurissimo che avesse udito anche lei la voce.</p><p>Ignorando l�ordine di limitarsi a pensare, disse, scandendo bene le parole:�� Se non mi spiegate che cosa stia succedendo, non far� niente di ci� che si pretende ch�io faccia.</p><p>��Ora avrete le spiegazioni che cercate�� disse la voce.</p></section><section><title><p>7</p></title><p>Novi disse:�� Voi tutti mi state sentendo nella vostra mente. Siete liberi di rispondere col pensiero, anzich� a voce. Far� s� che vi possiate sentire anche a vicenda. Come sapete, siamo cos� vicini che la velocit� della luce del campo mentalico spaziale impedisce spiacevoli ritardi nella nostra comunicazione.</p><p>Innanzitutto, devo puntualizzare che questo nostro incontro � stato predisposto.</p><p>��In che modo?�� disse la voce della Branno.</p><p>��Non con un intervento sulla mente�� disse Novi.�� Gaia non � dedita a questo tipo di interferenze. Abbiamo soltanto sfruttato l�ambizione altrui. Il sindaco Branno voleva dar vita subito al Secondo Impero; l�Oratore Gendibal voleva diventare Primo Oratore. Ci � bastato incoraggiare questi desideri e assecondare, con criterio ed accortezza, le tendenze gi� esistenti.</p><p>��So come sono stato condotto qui�� disse Gendibal, secco. E in effetti era vero.</p><p>Sapeva perch� era stato cos� ansioso di intraprendere quel viaggio nello spazio, cos� ansioso di inseguire Trevize, cos� sicuro di poter affrontare qualsiasi circostanza che gli si fosse presentata. Tutto era avvenuto per via di Novi. Di Novi!</p><p>��Voi costituivate un caso particolare, Oratore Gendibal. La vostra ambizione era forte, ma c�erano alcuni lati del vostro carattere che si potevano considerare punti deboli. Ho capito che eravate una persona che avrebbe trattato con molta dolcezza qualcuno che avesse ritenuto inferiore a s� sotto tutti gli aspetti. Ho sfruttato questa vostra peculiarit� volgendola a vostro svantaggio. Io-noi-sono-siamo profondamente rammaricati di essere ricorsi ad un tale espediente. Ci giustifica soltanto il fatto che � in gioco il futuro stesso della Galassia.</p><p>Novi fece una pausa e la sua voce (bench� non si esprimesse attraverso le onde sonore) assunse un tono pi� grave. Anche l�espressione del viso divent� maggiormente seria.</p><p>��Gaia non poteva aspettare pi� a lungo: ha capito che era tempo di intervenire in qualche modo. Da pi� di un secolo quelli di Terminus stavano perfezionando lo schermo mentalico. Se si fosse concesso loro il tempo di un�altra generazione, nemmeno Gaia sarebbe pi� stata in grado di penetrare oltre lo schermo e i membri della Prima Fondazione sarebbero stati liberi di usare a loro piacimento le potenti armi in loro possesso. La Galassia non avrebbe potuto opporre alcuna resistenza e Terminus avrebbe creato subito un Secondo Impero Galattico di suo gradimento, nonostante il Piano Seldon, nonostante Trantor e nonostante Gaia. Bisognava quindi indurre in qualche modo il sindaco Branno ad agire intanto che lo schermo era ancora imperfetto.</p><p>�Poi c�era il problema rappresentato da Trantor. Il Piano Seldon funzionava magnificamente perch� Gaia si adoperava a mantenerlo sul giusto tracciato. E da pi� di un secolo si avvicendavano Primi Oratori dal temperamento passivo, per cui Trantor vegetava. La comparsa sulla scena di Stor Gendibal per� era preoccupante.</p><p>Un giorno sarebbe diventato sicuramente Primo Oratore, e sotto di lui la Seconda Fondazione sarebbe diventata molto pi� attiva: avrebbe rivolto la sua attenzione verso le armi materiali e, riconoscendo il pericolo rappresentato da Terminus, sarebbe passata all�azione. Se fosse riuscita ad agire contro Terminus prima che questo disponesse di uno schermo impenetrabile, avrebbe fondato un Secondo Impero Galattico di suo gradimento nonostante la Prima Fondazione e nonostante Gaia. Di conseguenza bisognava indurre in qualche modo Gendibal ad agire prima di diventare Primo Oratore.</p><p>�Per fortuna, poich� sono vari decenni che manovriamo con cura, siamo riusciti a far incontrare le due Fondazioni nel luogo giusto al momento giusto. Ripeto tutto questo soprattutto perch� il consigliere Golan Trevize di Terminus possa capire.</p><p>Trevize intervenne a quel punto, e ignorando di nuovo l�invito a parlare solo col pensiero disse a voce alta:�� Invece non capisco. Che cosa ci sarebbe stato di male se l�una o l�altra delle due ipotesi si fosse avverata?</p><p>��Se Terminus creasse ora il Secondo Impero Galattico�� disse Novi,�� creerebbe un impero militare fondato sulla lotta, mantenuto in piedi con la lotta e destinato alla fine ad essere distrutto dalla lotta. Non sarebbe che una ripetizione del Primo Impero Galattico, a giudizio di Gaia.</p><p>�Un Secondo Impero Galattico creato da Trantor sarebbe invece un impero paternalistico, fondato sul calcolo, mantenuto in piedi col calcolo, destinato ad una sorta di morte quotidiana provocata dal calcolo. Un Impero del genere sarebbe, a giudizio di Gaia, un vicolo cieco.</p><p>��E che alternativa offre Gaia?�� disse Trevize.</p><p>��Galaxia, ovvero una Gaia pi� grande, una galassia di pianeti abitati tutti vivi come Gaia e uniti in una vita iperspaziale ancora pi� stimolante. Tutti i mondi, tutte le stelle parteciperebbero di questa vita. E ne parteciperebbero forse anche tutti i frammenti di gas interstellare e il grande buco nero centrale. La nostra proposta � una galassia vivente che si potrebbe rendere adatta a ospitare tutte le forme di vita in modi che ancora non siamo in grado di immaginare. L�umanit� troverebbe canoni di esistenza completamente diversi da quelli conosciuti finora e si libererebbe del tutto dagli antichi errori.</p><p>��Per commetterne di nuovi�� mormor� Gendibal, ironico.</p><p>��Gaia ha avuto migliaia di anni a disposizione per risolvere ogni problema, anche nuovo.</p><p>��Ma non su scala galattica.</p><p>Ignorando il breve scambio di battute mentali, Trevize arriv� dritto al punto che gli interessava e disse:�� E qual � il mio ruolo in tutto ci�?</p><p>La voce di Gaia tuon�, attraverso la mente di Novi:�� Voi dovete scegliere. Qual � l�alternativa giusta?</p><p>Segu� un lungo silenzio, che alla fine fu rotto dalla voce mentale di Trevize (troppo sbalordito, questa volta, per parlare).</p><p>��Perch� proprio io dovrei scegliere?�� disse, ancora con tono di sfida.</p><p>��Bench� ci fossimo resi conto che Terminus o Trantor potevano diventare troppo potenti per essere fermati o, peggio ancora, potevano diventare entrambi cos� forti da dar luogo ad uno stallo terribile capace di danneggiare irrimediabilmente la Galassia, non eravamo in grado di agire. Per i nostri scopi avevamo bisogno di una persona particolare, che fosse naturalmente portata a distinguere il giusto dall�ingiusto. Abbiamo trovato voi consigliere Trevize. Anzi no, non possiamo prenderci questo merito. � stata la gente di Trantor a trovarvi, tramite l�uomo di nome Compor; anche se nemmeno i membri della Seconda Fondazione hanno capito che cosa avessero per le mani. Il fatto che siate stato, per cos� dire, individuato ha attratto la nostra attenzione verso di voi, Golan Trevize: voi avete il dono di capire che cosa sia giusto fare.</p><p>��Non � vero�� disse Trevize.</p><p>��Voi avete la facolt� rara di essere sicuro. E questa volta vi chiediamo di essere sicuro nell�interesse di tutta la Galassia. Forse non vi piace l�idea di assumervi una tale responsabilit�. Forse preferireste non essere costretto a scegliere. Tuttavia vi accorgerete che quanto vi domandiamo � giusto. Appena sentirete dentro di voi quella sicurezza particolare che caratterizza le vostre azioni pi� ponderate, sceglierete.</p><p>Quando vi abbiamo trovato abbiamo capito che la nostra ricerca era terminata e per anni ci siamo adoperati allo scopo di incoraggiare, senza interferenze mentaliche, un decorso degli avvenimenti che consentisse a voi tre, Harla Branno, Stor Gendibal e Golan Trevize, di trovarvi nello stesso momento nei dintorni di Gaia. Ci siamo riusciti.</p><p>��A questo punto e nelle attuali circostanze�� disse Trevize,�� non � forse vero, Gaia, se � cos� che devo chiamarvi, che siete in grado di sconfiggere sia il sindaco, sia l�Oratore? Non � forse vero che potreste gi� adesso gettare le basi di quella Galassia vivente di cui avete parlato, senza alcun bisogno del mio intervento? Perch� allora non lo fate?</p><p>��Non so se la spiegazione che vi dar� vi sembrer� del tutto soddisfacente�� disse Novi.�� Il fatto � che Gaia fu fondata migliaia di anni fa con l�aiuto dei robot, i quali per un breve periodo di tempo servirono la specie umana, che ora non servono pi�. Ci fecero capire chiaramente che saremmo potuti sopravvivere solo osservando strettamente le Tre Leggi della Robotica applicate alla vita nel suo complesso. La Prima Legge sotto questo riguardo, recita: �Gaia non pu� recare danni alla vita o, attraverso la propria colpevole inerzia, permettere che alla vita sia recato danno�.</p><p>Abbiamo seguito questa regola per tutta la nostra storia, e non possiamo discostarcene.</p><p>�Di conseguenza, ora ci troviamo inermi. Non possiamo imporre la nostra idea della galassia vivente a un quintilione di esseri umani e di innumerevoli altre forme di vita, perch� correremmo il rischio di danneggiare un gran numero di creature. Ma non possiamo nemmeno stare con le mani in mano a guardare la Galassia semidistruggersi in una lotta che avremmo la facolt� di impedire. Non sappiamo se sia meglio per la Galassia la nostra azione o la nostra inazione; e nel caso che scegliessimo di agire, sarebbe pi� giusto sostenere Terminus o Trantor? In conclusione desideriamo che sia il consigliere Trevize a decidere. Qualsiasi scelta far�, quella sar� anche la scelta di Gaia.</p><p>��Come pensate che possa arrivare a questa decisione?�� disse Trevize.�� Che cosa devo fare?</p><p>��Avete il computer�� disse Novi.�� Quelli che l�hanno costruito, su Terminus, non si sono resi conto che fosse ancora pi� perfetto di quanto pensassero. Esso contiene in s� parte di Gaia. Basta che posiate le mani sui terminali e che pensiate.</p><p>Potete pensare ad esempio che lo schermo mentalico del sindaco Branno diventi impenetrabile. Se farete cos�, la Branno probabilmente user� subito le sue armi per neutralizzare o distruggere le altre due navi, nonch� per conquistare Gaia e, in un secondo tempo, Trantor.</p><p>��E voi non glielo impedireste?�� disse Trevize, sbalordito.</p><p>��No. Se concluderete che la migliore alternativa per la Galassia sia la dominazione da parte di Terminus, noi incoraggeremo volentieri tale dominazione, anche a costo di venire distrutti. C�� per� anche un�altra possibilit�. Potreste individuare il campo mentalico dell�Oratore Gendibal ed unire le vostre facolt� potenziate dal computer alle sue. In quel caso lui riuscirebbe sicuramente a liberarsi di me ed a respingermi. Dopo di ci� potrebbe intervenire sulla mente del sindaco ed usare le sue navi per conquistare Gaia ed assicurare la continuit� del Piano Seldon.</p><p>Nemmeno a questa soluzione ci ribelleremo.</p><p>�Infine, potreste individuare il mio campo mentalico ed unirvi ad esso. Se si verificasse questo si darebbe il via all�idea della Galassia vivente, un�idea che non si realizzerebbe nel giro di una o due generazioni, ma nel giro di secoli, durante i quali il Piano Seldon continuerebbe a funzionare. La scelta, ripeto, � vostra.</p><p>Il sindaco Branno disse:�� Aspettate un attimo! Non prendete subito la vostra decisione, Trevize! Posso parlare al consigliere?</p><p>��Potete parlargli liberamente�� disse Novi.�� Ed altrettanto pu� fare l�Oratore Gendibal.</p><p>��Consigliere Trevize�� disse la Branno,�� l�ultima volta che ci siamo visti su Terminus mi diceste che sarebbe venuto il momento in cui vi avrei chiesto un piacere, e in cui voi, memore del trattamento sub�to, avreste agito di testa vostra. Non so se mi abbiate detto questo a suo tempo perch� prevedevate la situazione presente magari anche solo per vaga intuizione, o se abbiate parlato cos� perch� dotato, come sostiene questa donna che parla di una Galassia vivente, di un innato senso del giusto e dell�ingiusto. In ogni caso, avevate ragione: ora vi chiedo un piacere nell�interesse di tutta la Federazione.</p><p>�Capisco che desideriate di vendicarvi per il modo in cui vi ho fatto arrestare ed esiliare. Vi prego per� di ricordare che l�ho fatto per quello che consideravo il bene comune. E anche se ho sbagliato, anche se ho agito con cinico egoismo, ricordatevi che sono stata io la responsabile di tutto: la Fondazione non c�entra per niente. Non distruggete l�intera Federazione per pareggiare un conto che avete in sospeso unicamente con me. Non dimenticate che siete un membro di essa ed un essere umano, non dimenticate quanto sia assurdo per un uomo libero diventare un semplice numero nei piani progettati dai freddi matematici di Trantor, o meno ancora di un numero nel guazzabuglio galattico di vita e non-vita che ci � stato prospettato poco fa. Voi, i vostri discendenti, il vostro prossimo dovete essere organismi indipendenti dotati di una libera volont�, questa � l�unica cosa che conta e sono certa che ne siete perfettamente consapevole.</p><p>�Lasciate pure che questa gente vi dica che il nostro Impero produrr� sofferenze e spargimenti di sangue; noi sappiamo che i fatti si possono svolgere ben diversamente.</p><p>Dipende solo da noi: siamo in grado di evitare gli epiloghi tragici. E, in ogni caso, � meglio correre incontro alla sconfitta con un atto libero della volont� che vivere senza rischi come ingranaggi passivi di una macchina. Avrete notato che vi si chiede adesso di prendere una decisione con la vostra libera volont� di persona umana. Questi esseri del pianeta Gaia non sono capaci di decidere perch� sono congegnati in modo da non poterlo fare; di conseguenza dipendono da voi e sono pronti a sacrificare la loro vita, se voi lo ordinate loro. � a questo che desiderate condurre la popolazione della Galassia? Alla perdita del libero arbitrio?</p><p>��Non so se sono ancora dotato di libero arbitrio, sindaco�� disse Trevize.�� I gaiani potrebbero avere gi� condizionato la mia mente cos� da farmi prendere la decisione che desiderano.</p><p>��La vostra mente non � stata minimamente toccata�� disse Novi.�� Se, influenzandovi, potessimo tranquillamente indurvi ad agire come ci piace, che bisogno ci sarebbe stato di questo incontro? Se fossimo cos� privi di scrupoli avremmo adottato il comportamento pi� conveniente per noi, senza preoccuparci delle necessit� e del bene della razza umana nel suo complesso.</p><p>��Credo che ora tocchi a me parlare�� disse Gendibal.�� Consigliere Trevize, non cedete al campanilismo. Il fatto che siate nato su Terminus non dovrebbe spingervi ad anteporre il vostro pianeta alla Galassia. Sono ormai cinque secoli che la Galassia segue il tracciato stabilito dal Piano Seldon, e questo sia all�interno, sia all�esterno della Federazione della Fondazione. Prima che membro della Fondazione siete e siete stato parte integrante del Piano. Non disgregatelo adesso per perseguire le visioni ristrette del patriottismo o per soddisfare il desiderio romantico di sperimentare ci� che sia nuovo e totalmente sconosciuto. I membri della Seconda Fondazione non ostacoleranno in alcun modo la libert� di scelta che � propria della natura umana. Siamo guide, non despoti.</p><p>�Il Secondo Impero Galattico cui miriamo � assai diverso dal Primo. Nel corso della storia umana, nel corso di decine di migliaia di anni di volo iperspaziale, nemmeno per il breve spazio di un decennio l�umanit� � stata libera da violenze e spargimenti di sangue. Anche nei periodi in cui la Fondazione non era in guerra di episodi cruenti ce ne sono sempre stati. Scegliete il sindaco Branno ed essi continueranno all�infinito, in futuro. Si ripeteranno sempre le stesse vicende tristi e terribili. Il Piano Seldon ci offre la possibilit� di sfuggire un giorno a questa logica di morte, e <emphasis>non </emphasis>al prezzo di farci diventare semplici atomi in una Galassia di atomi ridotti alla stregua di batteri, di polvere, di fili d�erba.</p><p>��Sono d�accordo con quanto l�Oratore Gendibal dice del Secondo Impero della Prima Fondazione�� disse Novi.�� Non sono invece d�accordo su quanto osserva a proposito del Secondo Impero che creerebbe la sua Fondazione. Gli Oratori di Trantor sono, dopotutto, esseri umani come tutti gli altri, indipendenti e liberi di agire come vogliano. Non ignorano certo il distruttivo spirito di competizione, non ignorano gli intrighi politici, n� il desiderio spasmodico di arrivare al successo a tutti i costi. La Tavola degli Oratori non � forse teatro di litigi ed addirittura di lotte senza quartiere? Gli Oratori sono davvero guide illuminate da seguire sempre incondizionatamente? Vorrei che l�Oratore Gendibal dicesse la verit�, a questo proposito. Conto sul suo senso dell�onore.</p><p>��Non c�� bisogno di tirar fuori l�onore�� disse Gendibal.�� Non ho difficolt� ad ammettere che la Tavola sia testimone di odi, di lotte senza quartiere, di tradimenti. Ma una volta che si sia raggiunta una decisione, questa � osservata da tutti. In nessun caso si � mai fatta eccezione a tale regola.</p><p>��E se non scegliessi?�� disse Trevize.</p><p>��Dovete scegliere�� disse Novi.�� Quando capirete dentro di voi quel che sia giusto fare, prenderete la vostra decisione.</p><p>��E se, pur tentando di compiere una scelta, non ci riuscissi?</p><p>��Dovete riuscirci.</p><p>��Quanto tempo ho?�� disse Trevize.</p><p>��Bisogna che aspettiate semplicemente di essere sicuro. Non importa quanto tempo vi occorrer�.</p><p>Trevize rimase zitto, seduto al suo posto. Anche gli altri tacevano e nel silenzio generale gli parve di udire il sangue pulsargli nelle vene. Nella sua mente la voce del sindaco Branno diceva:�� Libero arbitrio!�� quella dell�Oratore Gendibal diceva invece, perentoria:�� Pace e guida illuminata!</p><p>Novi con ansia, sussurrava:�� Vita!</p><p>Trevize si gir� e si accorse che Pelorat lo stava fissando intensamente.�� Janov</p><p>��disse.�� Avete ascoltato tutto quanto mi � stato detto?</p><p>��S�, Golan.</p><p>��Cosa ne pensate?</p><p>��Non sono io che devo decidere.</p><p>��Lo so, ma cosa ne pensate?</p><p>��Non lo so. Mi spaventano tutt�e tre le alternative. Tuttavia c�� un�idea che mi � tornata in mente proprio in questo momento...</p><p>��Quale?</p><p>��Quando ci avventurammo nello spazio voi mi mostraste la Galassia. Ve ne ricordate?</p><p>��Certo.</p><p>��Acceleraste il tempo e la Galassia cominci� a ruotare visibilmente. Ed io, come presentendo gli avvenimenti attuali, dissi: �La Galassia sembra un essere vivente, che avanza attraverso lo spazio�. Non pensate che, in un certo senso, essa sia gi� qualcosa di vivo?</p><p>Ricordando quell�episodio, Trevize di colpo si sent� sicuro. Ramment� anche che allora aveva avuto la sensazione che la presenza di Pelorat fosse essenziale nel quadro degli eventi. Si volt� in fretta verso il computer, temendo che se avesse lasciato passare pi� tempo sarebbe stato assalito dai dubbi, dai ripensamenti, dalle incertezze. Pos� le mani sui terminali e pens� con un�intensit� mai sperimentata prima.</p><p>Aveva preso la sua decisione: la decisione dalla quale dipendeva il destino della Galassia.</p></section></section><section><title><p>Parte ventesima</p><p>Conclusione</p></title><section><title><p>1</p></title><p>Il sindaco Harla Branno aveva tutte le ragioni di essere soddisfatta. La visita diplomatica, bench� piuttosto breve, era stata assai produttiva.</p><p>Come per tenere a bada l�euforia, disse:�� Naturalmente non possiamo fidarci del tutto di loro.</p><p>Stava osservando lo schermo. Le navi della Flotta rientravano ad una ad una nell�iperspazio, per fare ritorno alle loro basi di sempre. Era chiaro che all�Unione Sayshell aveva fatto effetto quello spiegamento di forze, per� non potevano esserle sfuggiti due particolari molto importanti: uno, che le navi erano rimaste costantemente nello spazio della Fondazione, due, che quando la Branno aveva ordinato che ripartissero avevano obbedito prontamente al comando.</p><p>D�altra parte l�Unione Sayshell non avrebbe certo dimenticato che quelle stesse navi potevano essere richiamate nella zona di confine nel giro di un giorno o anche meno. La manovra della Branno era stata sia una dimostrazione di forza, sia una dimostrazione di buona volont�.</p><p>��Verissimo, ma non ci si pu� fidare del tutto di loro�� disse Kodell,�� per� non c�� nessuno, nella Galassia, che sia degno di assoluta fiducia. Ed � interesse di Sayshell osservare i termini dell�accordo. Siamo stati generosi.</p><p>��Molto dipender� da come verranno elaborati i dettagli�� disse la Branno.�� Credo che ci vorranno mesi, per quest�operazione. Le linee generali di un accordo si possono accettare in un attimo,�� ma dopo vengono le varie sfumature: come regolare la quarantena prescritta per le merci scambiate, come calcolare il valore del loro grano e del loro bestiame in rapporto al nostro, e cos� via.</p><p>��S�, lo so, ma alla fine anche le questioni secondarie verranno risolte e il merito di tutta l�operazione andr� a voi, sindaco. � stato un colpo maestro, sul cui successo devo ammettere che avevo avanzato le mie riserve.</p><p>��Via, Liono, la faccenda non � stata poi cos� complicata. Semplicemente la Fondazione ha reso all�orgoglio di Sayshell quel riconoscimento che in fin dei conti meritava. Hanno mantenuto sempre una certa indipendenza, sin dai primi tempi dell�Impero. Non sono da ammirare?</p><p>��S� ora che non ci procureranno pi� fastidi.</p><p>��Esattamente. Dunque � bastato piegarci nel nostro orgoglio quel tanto da far capire loro che li apprezzavamo. Ammetto che a me, sindaco di una Federazione che abbraccia gran parte della Galassia, � occorso un certo sforzo per accettare l�idea di visitare un piccolo raggruppamento stellare, o provincia, ma una volta che abbia preso la mia decisione non mi � bruciata tanto. Ed � servita a lusingarli. Spostando le navi verso il confine, ma mostrando nello stesso tempo umilt� ed ottime intenzioni, li abbiamo indotti ad acconsentire alla mia visita diplomatica.</p><p>Kodell annu�.�� Abbiamo abbandonato l�apparenza del potere per conservarne solo la sostanza.</p><p>��Proprio cos�. Chi � che l�ha detto per primo?</p><p>��Credo Eriden. in uno dei suoi drammi, ma non ne sono sicuro. Chiederemo lumi ai nostri esperti di letteratura, su Terminus.</p><p>��Se ce ne ricorderemo. Dobbiamo cercare di fissare al pi� presto la data della futura visita dei sayshelliani al nostro pianeta, e adoperarci perch� siano trattati alla pari. E ho paura che dovrete prendere strette misure di sicurezza, Liono. Ci sar� una reazione di sdegno, tra le nostre teste calde, e non � certo il caso di sottoporre i sayshelliani all�umiliazione, anche se lieve e passeggera, di vedere manifestazioni di protesta nei loro confronti.</p><p>��Certo, certo�� disse Kodell.�� A proposito, � stata una mossa abile quella di spedire avanti Trevize.</p><p>��Il mio parafulmine? A dire la verit� ha funzionato meglio di quanto pensassi.</p><p>Comportandosi come uno sciocco ha attirato il fulmine delle proteste sayshelliane assai pi� rapidamente di quanto avessi previsto. Per lo spazio! Che scusa eccellente per la mia visita! Ero rammaricata che un membro della Fondazione avesse arrecato fastidi ai sayshelliani. e grata per la tolleranza che avevano mostrato nei suoi riguardi.</p><p>��Siete stata scaltra. Ma non credete che sarebbe stato meglio riportare indietro Trevize con noi?</p><p>��No. Tutto sommato preferisco saperlo da qualsiasi parte, tranne che su Terminus. Da noi costituirebbe un elemento di disturbo. I suoi discorsi assurdi sulla Seconda Fondazione mi hanno fornito la scusa ideale per spedirlo via, e naturalmente Pelorat � servito a indirizzarlo verso Sayshell. Ma non voglio che torni e continui a gridare ai quattro venti le sue sciocchezze. Non si sa mai, il fatto potrebbe avere conseguenze imprevedibili.</p><p>Kodell ridacchi�.�� Credo che non esistano persone pi� credulone degli intellettuali che dedicano la loro vita allo studio. Mi chiedo quante altre fandonie Pelorat avrebbe bevuto se gliele avessimo propinate.</p><p>��� gi� stato sufficiente indurlo a credere all�esistenza della mitica Gaia. Ma lasciamo stare questi discorsi. Dovremo affrontare il Consiglio, quando torneremo, ed avremo bisogno dei suoi voti per l�accordo con Sayshell. Fortunatamente abbiamo la dichiarazione di Trevize, con l�impronta vocale e tutto il resto, in cui dice che ha lasciato Terminus di propria volont�. Esprimer� ufficialmente il mio vivo rincrescimento per il suo temporaneo arresto, e questo credo baster� a soddisfare il Consiglio.</p><p>��Lo so che siete abile nelle lusinghe, sindaco�� disse Kodell, secco.�� Ma non avete pensato che Trevize potrebbe continuare a cercare la Seconda Fondazione?</p><p>��Che la cerchi�� disse la Branno, alzando le spalle.�� Purch� non lo faccia su Terminus. Cos� avr� qualcosa che lo terr� occupato e non lo condurr� da alcuna parte.</p><p>Che la Seconda Fondazione esista ancora � una leggenda del nostro secolo, cos� come Gaia � una leggenda di Sayshell.</p><p>Si appoggi� allo schienale della poltrona con aria profondamente soddisfatta.�� Adesso�� disse,�� abbiamo Sayshell in mano, e quando l�Unione se ne accorger�, sar� troppo tardi perch� possa liberarsi dalla morsa. Cos� la Fondazione continua ad accrescere il suo potere e continuer� ad accrescerlo anche in futuro, con calma e con costanza.</p><p>��E il merito di ci� sar� interamente vostro, sindaco.</p><p>��� un particolare, questo, che non mi � sfuggito�� disse la Branno, mentre la nave s�immergeva nell�iperspazio per riapparire dopo poco nello spazio intorno a Terminus.</p></section><section><title><p>2</p></title><p>L�Oratore Stor Gendibal, di nuovo a bordo della propria nave, aveva tutte le ragioni di essere soddisfatto; l�incontro con la Prima Fondazione non era durato a lungo, ma era stato assai produttivo.</p><p>Gendibal aveva spedito su Trantor un messaggio che, anche se non esplicitamente, lasciava capire che la missione fosse stata un successo. Per il momento bastava che il Primo Oratore sapesse che tutto era andato bene (e in effetti forse l�aveva gi� intuito dal fatto che alla fine non c�era stato bisogno di usare le forze complessive della Seconda Fondazione). Sui particolari, pens�, l�avrebbe informato poi.</p><p>Gli avrebbe spiegato, una volta su Trantor, come un lieve, impercettibile intervento sulla mente di Harla Branno avesse indotto il sindaco a passare da grandiose mire imperialistiche a mire pratiche, di tipo commerciale; come un lieve intervento a distanza sul capo dell�Unione Sayshell avesse indotto quest�ultimo a chiedere al sindaco un abboccamento, e come, in seguito a ci�, si fosse raggiunto tra i due un accordo amichevole, dopo il quale non si era pi� rivelata necessaria alcuna azione mentalica. Compor, che era tornato su Terminus con la propria nave, avrebbe fatto in maniera di assicurare che l�accordo fosse mantenuto. Era stata una dimostrazione quasi da manuale del modo in cui minime interferenze potessero portare a grossi risultati.</p><p>Quei risultati, Gendibal ne era certo, avrebbero messo al tappeto la Delarmi e gli avrebbero garantito la nomina a Primo Oratore subito dopo la convocazione formale della Tavola.</p><p>Non sottovalutava nemmeno l�importanza che avesse avuto la presenza a bordo di Sura Novi, anche se quel fatto, si disse, non andava sottolineato davanti agli Oratori.</p><p>Non solo Novi aveva fortemente contribuito alla sua vittoria, ma con la propria ammirazione incondizionata gli forniva anche, adesso, la scusa per indulgere al bisogno infantile (e molto umano, perch� anche gli Oratori sono esseri umani, umanissimi) di esultare di gioia.</p><p>Novi, era chiaro, non aveva capito nulla di ci� che era successo, ma intuiva che lui avesse disposto le cose nel modo giusto, a suo piacimento, ed era assai orgogliosa del suo operato. Gendibal accarezz� la linearit� della sua mente ed avvert� il calore di quell�orgoglio.</p><p>Disse:�� Non ce l�avrei fatta senza di voi, Novi. � stato grazie a voi che ho potuto capire che quelli della Prima Fondazione, voglio dire, le persone a bordo della nave pi� grande...</p><p>��S� Maestro, so a chi vi riferiate.</p><p>��� stato grazie a voi, dicevo, che ho potuto capire che avevano uno schermo difensivo, assieme a deboli facolt� mentaliche. L�effetto che ho riscontrato sulla nostra mente mi ha permesso di stabilire esattamente quali fossero le caratteristiche dell�uno e delle altre, e di organizzare la difesa pi� opportuna.</p><p>Novi disse, esitante:�� Non capisco bene quello che dite, Maestro, ma avrei fatto di pi� per aiutarvi, se avessi potuto.</p><p>��Lo so, Novi. Ma quello che avete fatto � gi� stato sufficiente. Rabbrividisco se penso a che tremendo pericolo avrebbero potuto rappresentare. Ma � un pericolo scongiurato, ora che sono stati fermati quando il loro schermo e il loro campo erano ancora ben lontani dalla perfezione. Harla Branno, dimenticati sia lo schermo, sia il campo, se ne torna a casa soddisfatta di aver raggiunto un accordo commerciale con Sayshell che render� l�Unione parte integrante della Federazione. Ammetto che bisogner� adoprarsi ancora parecchio per svuotare di ogni significato i risultati che hanno ottenuto nell�ambito della mentalica; di questo ci siamo finora occupati troppo poco, ma rimedieremo.</p><p>Riflett� sulla cosa e continu�, a voce pi� bassa:�� Abbiamo sottovalutato la Prima Fondazione. Dobbiamo tenerla maggiormente d�occhio. Dobbiamo riuscire in qualche modo a far s� che la Galassia sia pi� unita. Bisogna che usiamo la mentalica per indurre coscienze a collaborare di pi� tra loro. Questo non pu� che aiutare il Piano, ne sono convinto. E far� di tutto per favorire questa maggiore collaborazione tra gli esseri viventi.</p><p>��Maestro...�� disse Novi, ansiosa.</p><p>Gendibal di colpo sorrise.�� Scusate sto parlando tra me e me. Vi ricordate di Rufirant, Novi?</p><p>��Quel testone di un contadino che vi attacc�? Me lo ricordo, s�.</p><p>��Sono convinto che agenti della Prima Fondazione muniti di schermi personali abbiano organizzato quello strano attacco e anche tutte le altre cose strane che si sono capitate. Non � stupefacente che non l�abbia capito subito? Ma � ancora pi� stupefacente che mi sia completamente dimenticato delle insidie della Prima Fondazione per concentrarmi sulla leggenda di Gaia, quel mondo misterioso di cui parlano i sayshelliani superstiziosi. Anche in quel caso voi, con la vostra mente, siete venuta in mio soccorso. Mi avete aiutato a capire che la fonte del campo mentalico fosse la nave da guerra della Branno: solo ed unicamente la nave da guerra della Branno.</p><p>��Maestro...�� disse Novi, timidamente.</p><p>��S�, Novi?</p><p>��Sarete ricompensato per quanto avete fatto?</p><p>��Certamente. Shandess dar� le dimissioni ed io diventer� Primo Oratore. Cos� avr� la possibilit� di contribuire attivamente a migliorare la Galassia.</p><p>��Avete detto Primo Oratore?</p><p>��S�, Novi. Sar� lo studioso pi� importante e pi� potente di tutti.</p><p>��Il pi� importante di tutti?�� disse lei, con aria afflitta.</p><p>��Perch� fate quella faccia, Novi? Non volete che sia ricompensato?</p><p>��S�, certo, Maestro. Ma se diventerete lo studioso pi� importante di tutti quanti, non vorrete, penso, una hamiana accanto a voi: sarebbe disdicevole.</p><p>��Chi vi dice che non vi vorr� accanto a me? Chi potr� impedirmi di tenervi vicino?�� Gendibal sent� un moto di affetto per lei.�� Novi, voi resterete con me dovunque andr� e chiunque diventer�. Cos�, quando dovr� affrontare gli individui maligni e rapaci che ogni tanto infestano la Tavola, la vostra mente sar� sempre l� a dirmi quali siano i loro sentimenti prima ancora che loro stessi lo sappiano. Perch� la vostra mente � innocente, lineare, priva di qualsiasi malizia. Inoltre...�� Gendibal s�interruppe un attimo, come sbalordito da una rivelazione improvvisa.</p><p>��Inoltre�� continu�,�� anche a parte queste considerazioni, mi... mi piace avervi accanto ed intendo continuare a godere della vostra compagnia. Voglio dire, sempre che a voi vada bene.</p><p>��Oh Maestro�� sussurr� Novi, e mentre lui le circondava la vita con un braccio, pos� la testa sulla sua spalla.</p><p>Nell�intimo della ragazza, in quei recessi di cui a malapena la mente fosse consapevole, rimaneva costante l�essenza di Gaia a guidare gli eventi. Ma era proprio la maschera pressoch� impenetrabile di ingenuit� hamiana a rendere possibile la continuazione del grande compito. E quella maschera, adesso, era profondamente felice. Cos� felice, che Novi non provava quasi nessun rammarico per la distanza che la separava da se stessa-loro-tutti e trovava appagante l�idea di essere, per il futuro, solo quello che sembrava.</p></section><section><title><p>3</p></title><p>Pelorat si freg� le mani e disse con entusiasmo controllato:�� Come sono contento di essere di nuovo su Gaia!</p><p>��Uhm�� disse Trevize, distratto.</p><p>��Sapete che cosa mi ha detto Bliss? Il sindaco Branno sta tornando su Terminus dopo avere concluso un accordo commerciale con Sayshell. L�Oratore della Seconda Fondazione sta tornando su Trantor convinto di avere determinato lui questi avvenimenti, e quella donna, Novi, lo segue per assicurarsi che si dia inizio a quel cambiamento che porter� alla nascita della Galassia vivente. E nessuna delle due Fondazioni � minimamente consapevole dell�esistenza di Gaia. � davvero sorprendente.</p><p>��Lo so�� disse Trevize.�� Anche a me � stato detto tutto questo. Ma noi sappiamo dell�esistenza di Gaia, e possiamo parlarne.</p><p>��Bliss non la pensa cos�. Dice che se parlassimo nessuno ci crederebbe, e che questo non pu� non saltare agli occhi anche a noi. Del resto, io almeno non ho nessuna intenzione di lasciare Gaia.</p><p>Trevize si ridest� dai suoi pensieri e alz� la lesta a guardare Janov.�� Che cosa?</p><p>��Voglio restare qui. Sapete, Golan, quasi stento a crederci. Solo poche settimane fa conducevo su Terminus una vita solitaria, una vita che si ripeteva uguale da decenni. Immerso nelle mie riflessioni e nei miei studi, vedevo nel mio futuro soltanto altre riflessioni e altri studi, fino alla morte. Non concepivo nient�altro che quell�esistenza appartata ed ero contento di vegetare cos�. Poi di colpo, inaspettatamente, ho cominciato a viaggiare per la Galassia, sono rimasto coinvolto in una crisi galattica e... non ridete Golan, ho trovato Bliss.</p><p>��Non rido�� disse Trevize.�� ma voi siete sicuro di quello che fate?</p><p>��Oh, s�. La storia della Terra non m�interessa pi�. Il fatto che fosse l�unico pianeta che ospitasse un�ecologia ricca ed una vita intelligente � stato spiegato a sufficienza, mi pare. Con la faccenda degli Eterni, se ricordate.</p><p>��S�, mi ricordo. Ed intendete restare su Gaia?</p><p>��Certo. La Terra rappresenta il passato ed io sono stufo del passato: Gaia � il futuro.</p><p>��Voi non siete parte di Gaia, Janov. O pensate di poterlo diventare?</p><p>��Bliss dice che un pochino posso diventarlo, anche se solo dal punto di vista intellettuale, non biologico. Lei naturalmente mi aiuter�.</p><p>��Ma dal momento che lei � parte di Gaia, come potrete voi due avere una vita in comune, un punto di vista in comune, un qualsiasi interesse in comune?</p><p>Si trovavano fuori, all�aria aperta, e Trevize osserv� con aria grave l�isola fertile e tranquilla che li ospitava. Guard� di l� dalla costa, il mare, e sull�orizzonte che la distanza rendeva violaceo la sagoma di un�altra isola. Tutto era tranquillo, civile, vivo, e formava un�unit�.</p><p>��Janov�� disse,�� Bliss � un mondo e voi siete solo un piccolo individuo. E se lei si stancasse di voi? � molto giovane...</p><p>��Ci ho pensato. Golan. Sono giorni e giorni che penso solo a questo. Penso che s�, un giorno si stancher� di me, non sono uno stupido romantico. Ma qualunque cosa mi dar� fino a quel momento, sar� sufficiente. Mi ha gi� dato tanto. Da lei ho ricevuto pi� di quanto credessi possibile. Se anche non dovessi vederla pi� da adesso in poi, mi sentirei ugualmente soddisfatto.</p><p>��� incredibile�� disse Trevize con dolcezza.�� Secondo me siete uno sciocco romantico, ma questo in fondo non mi dispiace. Non ci conosciamo da molto, Janov, per� siamo stati insieme notte e giorno per settimane; non vorrei sembrare idiota; ma devo dire che mi siete molto simpatico.</p><p>��E voi siete molto simpatico a me, Golan�� disse Pelorat.</p><p>��Per questo non vorrei che vi fosse fatto del male�� disse Trevize�� Devo assolutamente parlare a Bliss.</p><p>��No, non fatelo, vi prego: finirebbe per essere una ramanzina.</p><p>��Non le far� alcuna ramanzina. Quello che voglio dirle non riguarda soltanto voi, e quindi desidero parlarle in privato. Vi prego, non mi va di fare le cose a vostra insaputa; ditemi che non avete niente in contrario a che le parli e chiarisca alcuni dettagli. Se le sue risposte mi soddisferanno vi far� le mie pi� vive congratulazioni, i miei auguri pi� fervidi e terr� la bocca chiusa per sempre, qualunque cosa accada.</p><p>Pelorat scosse la testa.�� Rovinerete tutto.</p><p>��Vi prometto di no.</p><p>��E va bene. Ma sarete molto prudente vero, amico mio?</p><p>��Vi do la mia parola d�onore.</p></section><section><title><p>4</p></title><p>��Pel mi ha detto che volevate vedermi�� disse Bliss.</p><p>��S젗 disse Trevize.</p><p>Si trovavano nel piccolo appartamento che gli era stato assegnato. Bliss si sedette elegantemente, accavallando le gambe, e quando sollev� il viso guardando con malizia Trevize i suoi begli occhi castani e i suoi lunghi capelli neri brillarono.</p><p>��Mi disapprovate, vero?�� disse.�� Mi avete disapprovato fin dal primo momento.</p><p>Trevize rimase in piedi.�� Voi leggete nella mente, nel pensiero�� disse.�� Sapete che cosa penso di voi, e perch�.</p><p>Bliss scosse la testa lentamente.�� Gaia non ha accesso alla vostra mente, e lo sapete. Ci occorreva la vostra decisione, la decisione di una mente lucida e non condizionata. Quando assumemmo il controllo della �Far Star� circondammo voi e Pel di un campo che agiva come un tranquillante sui vostri nervi, ma ci fu indispensabile farlo. Se vi avessimo lasciato in preda al panico o alla rabbia, ne avreste potuto ricavare un danno che vi avrebbe magari impedito di rendervi utile al momento giusto. Ogni nostro intervento su di voi si � fermato l�. Non ho mai potuto tentare di andare oltre quella minima interferenza, n� l�ho fatto. Perci� non so quali siano i vostri pensieri.</p><p>��La decisione che dovevo prendere l�ho presa�� disse Trevize.�� Essa � stata a favore di Gaia e di Galaxia, la Galassia vivente. Perch� allora, tutte queste chiacchiere sulla mia mente lucida e non condizionata? Avete avuto quello che volevate, quindi adesso potete influenzarmi quanto vi pare.</p><p>��No, non � cos�. Potranno occorrere altre decisioni, in futuro. Voi dovete restare come siete. Finch� siete vivo rappresentate un talento raro nella Galassia. Ci sono indubbiamente altre persone come voi, ed altre come voi ne nasceranno, ma per il momento conosciamo soltanto Golan Trevize, e non possiamo condizionarlo.</p><p>Trevize disse, dopo un attimo di riflessione:�� Voi siete Gaia e in questo momento non vorrei parlare con Gaia, ma con voi come individuo, se questo ha un significato per un gaiano.</p><p>��Certo che ha un significato. Le nostre vite non sono affatto fuse l�una con l�altra. Posso staccarmi dalla coscienza comune, per brevi periodi di tempo.</p><p>��S젗 disse Trevize,�� penso anch�io che lo possiate fare. L�avete fatto, ora?</p><p>��S�.</p><p>��Allora per prima cosa permettetemi di dirvi che avete barato. Non sarete magari entrata nella mia mente per influenzarmi nella mia decisione, per� siete entrata di sicuro nella mente di Janov per ottenere di farmi scegliere in un certo modo. Non � vero?</p><p>��Lo pensate?</p><p>��Lo penso. Al momento cruciale Pelorat mi ha ricordato di avere avuto un�impressione in passato, osservando la Galassia sullo schermo, che essa fosse qualcosa di vivo e questa sua osservazione mi ha indotto a compiere la scelta che ho compiuto. L�idea sar� anche stata di Pelorat, ma era vostra la mente che l�ha fatta affiorare, no?</p><p>��Era un pensiero presente nella sua mente�� disse Bliss,�� ma ce n�erano anche tanti altri. Ho facilitato la strada solo a quello ed a nessun altro. Perci� � stato esso a sgusciare fuori della coscienza e a esprimersi in parole. Badate bene per�, non sono stata io a crearlo: c�era gi�.</p><p>��Tuttavia, cos� facendo, avete indirettamente influenzato la mia decisione, che in tal modo non � stata del tutto libera...</p><p>��Gaia ha ritenuto necessario compiere questa mossa.</p><p>��Ah s�? Be�, forse vi far� sentire migliore, o meno meschina, sapere che se pure il discorso di Janov mi ha indotto a prendere la mia decisione in quel certo momento, avrei preso la stessa decisione anche se lui non avesse detto niente o avesse cercato di convincermi a scegliere un�altra soluzione. Desidero che afferriate bene il concetto.</p><p>��� una notizia che mi solleva�� disse Bliss, gelida.�� Era questo che desideravate comunicarmi quando avete chiesto di vedermi?</p><p>��No.</p><p>��Che cos�altro c��, allora?</p><p>Trevize si sedette nella poltrona che si trovava davanti a quella di Bliss. La avvicin� tanto che le loro ginocchia quasi si toccarono e protendendosi verso la ragazza disse:�� Quando arrivammo nelle vicinanze di Gaia, c�eravate voi nella stazione spaziale. Siete stata voi a intrappolarci, voi a venirci a prendere, voi a rimanere in nostra compagnia da quel momento in poi, fatta eccezione per il pranzo con Dom, al quale non partecipaste. In particolare c�eravate voi sulla �Far Star� quando presi la mia decisione. Sempre voi.</p><p>��Io sono Gaia.</p><p>��Non � una spiegazione sufficiente. Anche un coniglio e un sasso sono Gaia.</p><p>Tutto ci� che esista sul pianeta � Gaia ma non tutte le creature e le cose partecipano di Gaia in misura uguale. Alcuni esseri sono pi� uguali d�altri. Perch� proprio Bliss ci ha assistito e sorvegliato?</p><p>��Secondo voi, perch�?</p><p>Trevize salt� il fosso e disse:�� Perch� penso che non siate Gaia: penso che siate qualcosa di pi� di Gaia.</p><p>Bliss fece un verso di derisione.</p><p>Trevize continu�, imperterrito:�� Quando stavo per fare la mia scelta, la donna che era con l�Oratore...</p><p>��Lui la chiamava Novi.</p><p>��S�, quella Novi, dunque, ha detto che Gaia fu fondata dai robot, che ora non esistono pi� e che insegnarono agli abitanti del pianeta una particolare versione delle Tre Leggi della Robotica.</p><p>��Infatti, � verissimo.</p><p>��I robot non esistono pi�?</p><p>��Cos� ha detto Novi.</p><p>��Invece Novi non ha detto cos�. Le sue esatte parole sono state: �Gaia fu fondata migliaia di anni fa con l�aiuto dei robot, i quali per un breve periodo di tempo servirono la specie umana, che ora non servono pi��.</p><p>��Be�, Trev, questo non vuol forse dire che non esistano pi�?</p><p>��No, vuol dire che non servono pi� gli uomini: potrebbero invece governarli...</p><p>��� ridicolo!</p><p>��Governarli, o sorvegliarli. Come mai eravate presente al momento in cui ho preso la decisione? Non mi pareva che foste cos� necessaria. Era Novi che fungeva da coordinatrice e poich� anche lei era Gaia, non ci sarebbe stato, a rigor di logica, alcun bisogno di voi. A meno che...</p><p>��A meno che?</p><p>��A meno che voi non siate il supervisore cui spetta il compito di assicurarsi che Gaia non dimentichi le Tre Leggi. A meno che, insomma, non siate un robot cos� ben costruito da non potersi distinguere da un essere umano.</p><p>��Se non mi si pu� distinguere da un essere umano, come mai voi pensate di potermi distinguere?�� disse Bliss con una punta di sarcasmo.</p><p>Trevize si appoggi� allo schienale della poltrona.�� Non siete stati voi gaiani a ripetermi che io abbia la rara facolt� di essere sicuro delle mie idee, di prendere decisioni giuste e compiere le scelte giuste, di individuare le alternative corrette? Non sono io a sostenere questo: siete voi che lo sostenete. Ebbene, dal primo momento In cui vi ho visto mi sono sentito a disagio. C�era qualcosa che non andava, in voi. Io sono sensibile al fascino femminile almeno quanto Pelorat, anzi, direi di pi�, e voi avete l�aspetto di una bella donna. Eppure, nemmeno per un attimo ho provato la bench� minima attrazione.</p><p>��Voi mi distruggete.</p><p>Fingendo di non avere sentito, Trevize continu�:�� Quando saliste a bordo della nostra nave, Janov ed io avevamo appena finito di discutere sulla possibilit� che Gaia ospitasse una civilt� non umana e appena vi vide Janov, nella sua ingenuit�, vi chiese: �siete umana?� Probabilmente un robot � costretto a dire la verit�, ma immagino che gli sia lecito essere evasivo. Voi vi limitaste a rispondere: �perch�, non sembro umana?� S�, Bliss, sembrate umana, ma lasciate che vi ripeta la domanda: siete umana?</p><p>Bliss tacque, e Trevize prosegu�.�� Credo di avere intuito fin dal primo momento che non eravate una donna, ma un robot. A causa di questa mia sensazione tutti gli avvenimenti che seguirono li vidi in una luce particolare; soprattutto il fatto che non partecipaste al pranzo.</p><p>��Credete che non sia in grado di mangiare, Trev?�� disse Bliss.�� Vi siete dimenticato che a bordo della �Far Star� feci fuori un piatto di gamberetti? Vi assicuro che sono in grado di mangiare e di compiere qualsiasi altra funzione biologica, compresa, prima che me lo chiediate, quella sessuale. Ma posso anche dirvi che questo in s� non dimostra che io non sia un robot. Gi� migliaia di anni fa i robot avevano raggiunto il massimo della perfezione, e si potevano distinguere dagli esseri umani soltanto attraverso un�analisi mentalica del cervello. L�Oratore Gendibal avrebbe potuto capire che cosa fossi se si fosse disturbato anche solo minimamente a prendermi in considerazione. Ma naturalmente non l�ha fatto.</p><p>��Per�, bench� io non abbia facolt� mentaliche, sono ugualmente convinto che siate un robot.</p><p>��E se anche lo fossi?�� disse Bliss.�� Non ammetto niente, sia chiaro, tuttavia sono curiosa: se lo fossi?</p><p>��Non m�interessano le vostre ammissioni. So che siete un robot. L�ultima prova, del resto superflua, l�ho avuta quando avete affermato di potervi staccare dalla coscienza comune di Gaia per parlare con me come individuo. Credo che non l�avreste potuto fare se foste stata parte di Gaia, ma � chiaro, non lo siate. Siete un robot supervisore, e quindi al di fuori della coscienza del pianeta. Ed adesso che ci penso, mi chiedo di quanti supervisori Gaia abbia bisogno, quanti ne abbia.</p><p>��Ripeto: non ammetto niente, ma sono curiosa. Se fossi un robot?</p><p>��Se foste, come siete, un robot, vorrei sapere questo: che cosa cercate da Janov Pelorat? Janov � mio amico e per certi versi � come un bambino. Crede di amarvi, crede di desiderare solo quello che siete disposta a dargli, e pensa addirittura che sia gi� sufficiente ci� che gli abbiate dato. Non conosce, non immagina nemmeno le pene provocate dalla perdita dell�amore, tanto meno immagina che dolore possa procurargli apprendere che non siete umana...</p><p>��E voi le conoscete, le pene dell�amore perduto?</p><p>��Ho avuto i miei momenti difficili. Non ho condotto una vita ritirata come quella di Janov, non sono mai stato cos� assorbito dalla ricerca intellettuale da dimenticare ogni altra cosa, persino una moglie ed un figlio. Janov invece � rimasto immerso tutta la vita nei suoi studi, e adesso di colpo rinuncia a tutto per voi: non voglio che soffra. Non permetter� che soffra. Se � vero che ho fatto un favore a Gaia, merito una ricompensa: come ricompensa vi chiedo di assicurarmi che non rovinerete l�esistenza al mio amico.</p><p>��Devo fingere di essere un robot e rispondervi?</p><p>��S젗 disse Trevize.�� E subito.</p><p>��Benissimo, allora. Supponiamo che sia un robot, Trev, e che sia, come avete detto, un supervisore. Supponiamo che siano pochi, pochissimi i robot che svolgano la mia stessa funzione, e che ci si incontri assai di rado. Supponiamo inoltre che ci� che ci guida nella vita sia il desiderio di salvaguardare il benessere degli esseri umani e che gli esseri umani di Gaia non ci sembrino tali, dato che sono solo parti di una coscienza planetaria globale.</p><p>�Supponiamo che salvaguardare il benessere di Gaia ci appaghi, ma non del tutto.</p><p>Che ci sia in noi qualcosa di primitivo che ci faccia desiderare ardentemente la compagnia di quelli che consideriamo esseri umani veri, ovvero di quelle persone che esistevano all�epoca in cui i robot furono progettati e costruiti. Non fraintendetemi; non sto affermando di essere vecchia di migliaia d�anni (presumendo ch�io sia un robot). La mia et�, o (sempre presumendo ch�io sia un robot) la durata della mia esistenza fino a questo momento � quella che vi ho detto quando ci siamo conosciuti.</p><p>Tuttavia, partendo, ripeto, da quelle premesse la mia struttura in sostanza � quella stessa che caratterizzava i miei simili in un passato lontano, per cui ci� che mi sta pi� a cuore sono sempre gli esseri umani.</p><p>�Pel � un essere umano. Non fa parte di Gaia. � troppo vecchio perch� possa diventare parte di Gaia. Desidera restare su questo pianeta con me perch� non provi verso di me la diffidenza che provate voi: non pensa che sia un robot. Ebbene, anch�io desidero stare con lui. Se, come asserite, sono sul serio un robot, una reazione del genere appare pi� che logica: i robot hanno gli stessi sentimenti degli esseri umani, dunque dovete concedermi la capacit� di amare come un essere umano. Se vi venisse da obiettare che nonostante tutto resto un robot, vi risponderei che forse un robot non � capace di avvertire nell�amore quella sfumatura mistica che � tipicamente umana, ma che nessuno, nemmeno voi, sar� mai in grado di distinguere la mia reazione emotiva dal sentimento che comunemente si definisce amore. Perci� che importanza ha a questo punto sottilizzare?</p><p>Bliss s�interruppe e guard� Trevize con un orgoglio che non faceva concessioni.</p><p>��Mi state dicendo che non abbandonerete Pelorat?�� disse Trevize.</p><p>��Se partite dal presupposto ch�io sia un robot, capite da solo che la Prima Legge non mi consentirebbe mai di abbandonarlo, a meno che non fosse lui stesso ad ordinarmi di farlo ed a meno che non fossi convinta anch�io che dicesse sul serio; a meno che, insomma, restando con lui non gli facessi pi� male che lasciandolo.</p><p>��Se un uomo pi� giovane...</p><p>��Quale uomo pi� giovane? Voi siete pi� giovane di Pel, ma non credo proprio che abbiate bisogno di me nello stesso senso suo; di fatto, poi, non mi desiderate, per cui la Prima Legge mi impedirebbe di attaccarmi a voi.</p><p>��Non parlo di me, ma di un altro possibile uomo...</p><p>��Non ce ne sono altri. Su questo pianeta, solo Pel e voi potete essere considerati creature umane nel senso non-gaiano.</p><p>Trevize disse, addolcendo il tono:�� E se non foste un robot?</p><p>��Decidetevi�� disse Bliss.</p><p>��Ho detto �se� non foste un robot?</p><p>��Allora non avreste il diritto di dire proprio niente: starebbe a Pel ed a me decidere del nostro destino.</p><p>��Ritorno al punto di partenza, allora�� disse Trevize.�� Voglio una ricompensa, e come ricompensa vi chiedo di trattare bene il mio amico. Non toccher� pi� il tasto della vostra identit�. Vi domando solo, parlando da persona intelligente a persona intelligente, di trattare bene Janov.</p><p>Bliss disse, con dolcezza:�� Lo tratter� bene non per ricompensare voi, ma perch� lo voglio, perch� � mio ardente desiderio farlo.</p><p>Dopo una breve pausa, chiam�:�� Pel!�� E ancora:�� Pel!</p><p>Pelorat entr� nella stanza.�� S�, Bliss?</p><p>Bliss lo prese per mano.�� Credo che Trev voglia dirti qualcosa.</p><p>Pelorat le strinse la mano e Trevize prese fra le sue le loro mani intrecciate.�� Janov�� disse,�� sono contento per voi due.</p><p>��Oh, amico mio!�� disse Pelorat.</p><p>��Probabilmente me ne andr� da Gaia�� disse Trevize.�� Ora vado a parlare della cosa con Dom. Non so se e quando ci rincontreremo, Janov, ma che ci rivediamo o no, � stato bello conoscersi.</p><p>��S�, � stato bello�� disse Pelorat, sorridendo.</p><p>��Addio, Bliss, vi dico grazie in anticipo.</p><p>��Addio Trev.</p><p>E Trevize, salutando con la mano, lasci� la casa.</p></section><section><title><p>5</p></title><p>��Siete stato in gamba, Trev�� disse Dom.�� D�altra parte me l�aspettavo, da voi.</p><p>Erano seduti davanti a una tavola apparecchiata ed anche questo pasto, come il primo, non solleticava certo la gola. Ma a Trevize non importava: probabilmente non avrebbe mangiato mai pi� su Gaia.</p><p>Disse:�� Ho agito come prevedevate che agissi, ma forse non per i motivi che pensavate voi.</p><p>��Certo, quando avete deciso, vi sarete sentito sicuro della vostra scelta.</p><p>��S�, ma non perch� un sesto senso mistico mi abbia infuso la sicurezza. Se ho scelto Galaxia, � stato perch� ho usato il semplice ragionamento, quello stesso ragionamento che chiunque altro avrebbe potuto usare per arrivare a una decisione.</p><p>Volete che vi spieghi come ho proceduto?</p><p>��Ne sarei veramente lieto, Trev.</p><p>��Tre erano le alternative�� disse Trevize.�� Unirsi alla Prima Fondazione, unirsi alla Seconda Fondazione o unirsi a Gaia. Se avessi scelto la Prima Fondazione, il sindaco Branno avrebbe preso misure immediate per cercare di stabilire la supremazia sulla Seconda Fondazione e su Gaia. Se avessi scelto la Seconda Fondazione l�Oratore Gendibal avrebbe preso misure immediate per cercare di stabilire la supremazia sulla Prima Fondazione e su Gaia. In un caso e nell�altro il cambiamento che avrebbe avuto luogo sarebbe stato irreversibile, e se l�una o l�altra delle soluzioni si fosse rivelata sbagliata, il risultato sarebbe stato irreversibilmente catastrofico.</p><p>�Se avessi scelto Gaia, invece, sia la Prima sia la Seconda Fondazione sarebbero rimaste convinte di avere conseguito una non disprezzabile vittoria ed avrebbero continuato ad agire come prima, dato che, come mi era stato detto, l�edificazione di Galaxia avrebbe richiesto un lavoro di generazioni e generazioni, se non addirittura di secoli. Scegliere Gaia � stato dunque il mio modo di guadagnare tempo, di assicurarmi che, se la mia decisione si fosse dimostrata sbagliata, ci sarebbe stata la possibilit� di modificare la situazione, od addirittura di ribaltarla.</p><p>Dom alz� le sopracciglia; per il resto il suo viso quasi cadaverico rimase inespressivo. Disse, con la sua voce stridula:�� E ritenete che la vostra decisione si dimostrer� sbagliata?</p><p>Trevize si strinse nelle spalle.�� Credo di no, ma per esserne sicuro devo fare una cosa. Devo visitare la Terra, sempre che riesca a trovarla.</p><p>��Se volete andarvene noi certo non vi fermeremo, Trev...</p><p>��Non sono fatto per il vostro mondo.</p><p>��Nemmeno Pel, se � per quello, ma nel caso rimaniate, la vostra presenza sar� gradita quanto la sua. In ogni modo non vi tratterremo. Ditemi, come mai desiderate visitare la Terra?</p><p>��Credo che lo sappiate gi�, Dom�� disse Trevize.</p><p>��No invece.</p><p>��C�� un dato che mi avete tenuto nascosto. Forse avevate le vostre buone ragioni, ma avrei preferito che me ne aveste parlato.</p><p>��Non capisco che cosa intendiate dire.</p><p>��Vedete, Dom, per compiere la mia scelta ho usato il computer, e per un breve attimo mi sono trovato in contatto con la mente di chi era intorno a me: il sindaco Branno, l�Oratore Gendibal, Novi. Ho appreso cos� alcuni fatti che, presi isolatamente, non significavano molto per me. Mi riferisco per esempio ai vari interventi che, attraverso Novi, Gaia ha effettuato allo scopo di indurre l�Oratore a venire su questo pianeta.</p><p>��D�accordo, e allora?</p><p>��Uno degli interventi di Gaia � stato quello di togliere dalla Biblioteca di Trantor tutti i documenti che parlassero della Terra.</p><p>��Tutti i documenti che parlassero della Terra?</p><p>��Proprio cos�. Per cui � evidente che la Terra dev�essere molto importante. A quanto sembra, di essa non deve sapere nulla la Seconda Fondazione, ma non devo sapere nulla nemmeno io. Se per� devo assumermi la responsabilit� di assicurare un futuro alla Galassia, � giusto che pretenda di essere informato. Vi spiace dirmi perch� era cos� importante sopprimere ogni dato sulla Terra?</p><p>Dom disse, con solennit�:�� Trev, Gaia non sa niente di questa sottrazione di documenti. Niente!</p><p>��Mi state dicendo che non ne sia responsabile?</p><p>��Infatti: non ne � responsabile.</p><p>Trevize riflett� un attimo, passandosi con aria assorta la punta della lingua sulle labbra.�� Chi � stato, allora?</p><p>��Non lo so. Non vedo lo scopo di una simile operazione.</p><p>I due uomini si guardarono, poi Dom disse:�� Avete ragione. Pareva che fossimo arrivati alla migliore delle soluzioni, ma finch� questo mistero non sar� chiarito, sar� difficile dormire sonni tranquilli. Rimanete un po� con noi; cercheremo insieme di fare luce su questa storia. Poi, quando ripartirete, avrete tutto il nostro aiuto.</p><p>��Grazie�� disse Trevize.</p></section></section><section><title><p>Postfazione</p><p>Apparso in appendice a <emphasis>L�orlo della Fondazione</emphasis></p></title><p>Questo romanzo, anche se in s� completo e autonomo, � la continuazione della <emphasis>Trilogia della Fondazione</emphasis>, che � composta dai tre libri: <emphasis>Fondazione</emphasis>, <emphasis>Fondazione e Impero</emphasis>, <emphasis>Seconda Fondazione</emphasis>.</p><p>In pi� ho scritto altri libri che, se anche non trattino direttamente della Fondazione, sono per� ambientati in quello che potremmo chiamare �l�universo della Fondazione�.</p><p>Cos�, gli avvenimenti di cui si narra in <emphasis>Stelle come polvere </emphasis>e in <emphasis>Le correnti dello spazio </emphasis>hanno luogo negli anni in cui Trantor si stava espandendo ed avviando a diventare un Impero, mentre gli avvenimenti di <emphasis>Paria dei cieli</emphasis> hanno luogo all�epoca in cui il Primo Impero Galattico era al culmine della sua potenza. In <emphasis>Paria dei cieli </emphasis>la Terra ha un ruolo centrale e degli argomenti trattati in tale romanzo si allude di passaggio in questo mio nuovo libro.</p><p>In nessuno dei libri precedenti che avevano a sfondo l�universo della Fondazione si menzionavano i robot. In <emphasis>L�orlo della Fondazione</emphasis>, invece, si fa riferimento ad essi.</p><p>A questo punto, forse, vi verr� voglia di leggere le mie storie di robot. I racconti sono tutti raccolti nell�antologia <emphasis>The Complete Robot</emphasis>, i due romanzi, <emphasis>Abissi d�acciaio </emphasis>e <emphasis>Il sole nudo</emphasis>, sono ambientati nel periodo in cui i robot colonizzarono la Galassia.</p><p>Se desiderate sapere qualcosa sugli Eterni e sul modo in cui manipolarono la storia umana, potete leggere <emphasis>La fine dell�eternit� </emphasis>(anche se le notizie che troverete non saranno del tutto compatibili con quelle fornite dal presente romanzo).</p></section></body><body name="notes"><title><p>Noti</p></title><section id="n_1"><title><p>1</p></title><p>La traduttrice Laura Serra usa il termine �sciocco� per tradurre l�originale �fool�, ma in questa revisione si preferisce usare il termine �stupido� semplicemente per continuit�: i primi tre capitoli, infatti, si chiudono tutti con un personaggio che d� del �fool� a Trevize. Visto che nei primi due capitoli si � usato il termine �stupido�, lo si usa anche nel terzo. <emphasis>(N.d.R.)</emphasis></p></section><section id="n_2"><title><p>2</p></title><p>Lo stesso autore, nel precedente <emphasis>Seconda Fondazione</emphasis>, specifica che la datazione E.F. indica gli anni passati dalla nascita della Fondazione.</p></section><section id="n_3"><title><p>3</p></title><p>La traduttrice Laura Serra, per tradurre questo nome, usa il neologismo �nave-miniat�. In questa revisione, si decide di attenersi al termine originale dell�autore <emphasis>(N.d.R. </emphasis>)</p></section><section id="n_4"><title><p>4</p></title><p>Malgrado le varie traduzioni dell�originale <emphasis>Prime Radiant</emphasis>, si � qui scelto �Primo Radiante�.</p></section><section id="n_5"><title><p>5</p></title><p>In realt� la frase (<emphasis>Foundation�s Edge</emphasis> in originale) riprende il titolo, <emphasis>L�orlo della Fondazione</emphasis>, ma il termine �edge� viene qui tradotto con �confine� mentre nel titolo si usa l�inappropriato �orlo�.</p></section><section id="n_6"><title><p>6</p></title><p>Frase contorta per problemi di traduzione. L�originale �end� pu� essere tradotto sia con �capo� che con �fine�. Terminus � <emphasis>at the Edge of the Galaxy</emphasis>, ai confini della Galassia, ed � quindi un <emphasis>end of the Galaxy</emphasis>, che pu� tradursi sia come �capo della Galassia� che �fine della Galassia�.</p></section><section id="n_7"><title><p>7</p></title><p>In originale <emphasis>The other Foundation�s Edge</emphasis>, gioco di parole con il titolo del romanzo.</p></section><section id="n_8"><title><p>8</p></title><p>In originale, �scowlers� come storpiatura di �scholars�</p></section></body><binary id="cover" 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