<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>sf</genre><author><first-name>Robert</first-name><middle-name>J.</middle-name><last-name>Sawyer</last-name></author><book-title>Rollback</book-title><annotation><p>Trentotto anni fa, nel 2010, arriva il primo radiosegnale intelleggibile dallo spazio. A decifrarlo � soprattutto Sarah Halifax, ora un'anziana signora di ottant'anni. Ma le sue conoscenze sono cos� preziose che il milionario Cody McGavin decide valga la pena di finanziarne il ringiovanimento. Anche Don, marito di Sarah, viene ringiovanito, e anzi il procedimento funziona solo su di lui. Sarah si ritrova, vecchia e provata, di fronte a una doppia sfida: vedere la fine di un solido legame personale e sciogliere il dubbio del secondo segnale in arrivo dallo spazio. La risposta degli altri.</p></annotation><date value="2010-10-01">2010</date><coverpage><image l:href="#cover"/></coverpage><lang>it</lang><src-lang>en</src-lang><translator><first-name>Dario</first-name><last-name>Rivarossa</last-name></translator><sequence name="Urania" number="1563"/></title-info><src-title-info><genre>sf</genre><author><first-name>Robert</first-name><middle-name>J.</middle-name><last-name>Sawyer</last-name></author><book-title>Rollback</book-title><date value="2007-01-01">2007</date><lang>en</lang></src-title-info><document-info><author><nickname>Cosmopilit</nickname></author><program-used>calibre 2.53.0, FictionBook Editor Release 2.6.6, fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used><date value="2017-08-29">28.8.2017</date><id>4a52e141-edd6-4351-9151-7a45a5c2284c</id><version>1.0</version></document-info><publish-info><book-name>Robert Sawyer. Rollback</book-name><publisher>Mondadori</publisher><city>Milano</city><year>2010</year><sequence name="Urania" number="1563"/></publish-info></description><body><section><title><p>Robert J. Sawyer</p><p>Rollback</p></title><epigraph><p>Nessuna persona saggia ha mai desiderato di essere pi� giovane.</p><text-author>JONATHAN SWIFT (1667�1745)</text-author></epigraph><epigraph><empty-line/><p>Quanti anni avresti, se non sapessi quanti anni hai?</p><text-author>LEROY �SATCHEL� PAIGE (1906�1982)</text-author></epigraph><empty-line/><p><emphasis>A Robyn Meta Herrington (1961�2004)</emphasis></p><p><emphasis>grande amica, grande scrittrice</emphasis></p></section><section><title><p>PRIMA PARTE</p></title><section><title><p>1</p></title><subtitle><emphasis>Domenica 2 febbraio 2048</emphasis></subtitle><empty-line/><p><emphasis>Ho avuto una vita felice. S�.</emphasis></p><p>Donald Halifax percorse con lo sguardo il soggiorno della modesta casetta che da sessant�anni condivideva con la moglie Sarah, e questa fu la considerazione che ne trasse. Certo, c�erano stati alti e bassi, e qualche volta i bassi erano stati simili ai gironi dell�inferno (l�agonia infinita di sua madre, la lotta di Sarah contro il tumore al seno, i momenti peggiori del m�nage matrimoniale) ma tutto sommato, ecco, era stata una vita felice.</p><p><emphasis>Tutto sommato.</emphasis></p><p>Don scosse la testa, ma non perch� fosse stato preso dallo sconforto. Era sempre stato pragmatico: si rendeva conto che, fino alla fine, non gli sarebbe rimasto altro da fare che tirare le somme. A ottantasette anni era cos� per tutti, o no?</p><p>Il soggiorno era piuttosto stretto. A met� di una delle pareti lunghe c�era un caminetto, affiancato da finestre con i vetri fotocromatici, ma Don non ricordava quando fosse stata l�ultima volta che lo avevano acceso. Troppa fatica, tra operazioni preliminari e pulizia a seguire.</p><p>Sulla mensola facevano bella mostra di s� alcune foto incorniciate, inclusa quella di loro due il giorno delle nozze nel lontano 1988. Sarah in abito bianco; lui con uno smoking che <emphasis>era</emphasis> nero, anche se in quell�immagine sbiadita sembrava grigio. Dalle altre foto sorridevano il figlio Carl, sia da bambino sia nel giorno della laurea, e la figlia Emily: un�istantanea a vent�anni, un ologramma a quaranta.</p><p>Poi, ancora, vari ologrammi, dedicati ai nipotini.</p><p>Non mancava qualche trofeo. Due piccoli, vinti da Don ai tornei di Scarabeo, e uno grande, conferito a Sarah dall�Unione astronomica internazionale. Siccome non ricordava pi� l�iscrizione su quest�ultimo, Don si avvicin� a passi lenti e lesse:</p><cite><p>A SARAH HALIFAX</p><p>L�IDEA GENIALE � STATA SUA</p><p>1� MARZO 2010</p></cite><p>Annu�. Era stato cos� fiero di lei, quel giorno... anche se, poi, la fama improvvisa aveva ben presto sconvolto l�esistenza di entrambi.</p><p>Sopra la mensola era montato uno schermo piatto ottimax; spento, indicava l�ora a caratteri digitali alti trenta centimetri, in modo che Sarah riuscisse a leggerli dal lato opposto della stanza. Infatti scherzava spesso sulla fortuna che aveva a non essere un astronomo ottico. In quel momento erano le 3.17 del pomeriggio; mentre Don osservava l�ora, si accesero i LED sulla sinistra dell�ultima cifra, indicando le 3.18. La festa era prevista per le tre, ma per ora non era arrivato nessuno, e Sarah era ancora al piano di sopra a prepararsi.</p><p>Don si ripromise di non fare il vecchietto guastafeste. Anche se irritarsi con i nipoti non gli piaceva, gli accadeva continuamente di farlo: tutta colpa di quei dolori costanti che gli rovinavano l�umore.</p><p>Sent� lo scatto della porta d�ingresso che si apriva. La casa aveva riconosciuto i dati biometrici dei ragazzi, cos� che, come al solito, quelli avevano fatto irruzione senza suonare il campanello. Dal soggiorno partivano una breve scala che scendeva all�atrio d�ingresso e una pi� lunga che portava alle camere da letto. Don raggiunse la base di quest�ultima e grid�: � Sarah! Sono arrivati!</p><p>Si diresse poi al lato opposto del soggiorno, ogni passo gli costava una lieve fitta. Non era ancora salito nessuno: si era a Toronto in febbraio e, con buona pace dell�effetto serra, bisognava ancora perdere del tempo a togliersi cappotti e stivali.</p><p>Ma, prima di raggiungere la scala, Don aveva gi� riconosciuto la miscellanea di voci. Era la truppa di Carl.</p><p>Osservandoli dall�alto della sua posizione, non pot� fare a meno di sorridere.</p><p>Eccoli: suo figlio, sua nuora, il nipotino, la nipotina... la sua ricetta per l�immortalit�. Carl era piegato su se stesso in una posizione che per Don sarebbe stata una tortura, impegnato a sfilarsi uno degli stivali. Dall�alto era ben visibile la sua calvizie in stato avanzato; un difettuccio che sarebbe costato un�inezia eliminare, ma di tutto si potevano accusare Don e il suo figlio cinquantaquattrenne, tranne di essere vanitosi.</p><p>Angela, la bionda consorte, aveva dieci anni in meno di lui. Era impegnata a togliere gli stivali a Cassie, seduta sull�unica sedia dell�atrio. Cassie, che aveva gli occhi liberi in quanto non forniva il minimo contributo all�operazione, sollev� lo sguardo e not� Don. Sulla sua faccetta rotonda si dipinse un sorriso da orecchio a orecchio: � Nonno!</p><p>Lui rimase a fissarla. Dopo che tutti i rivestimenti termici furono depositati nell�ingresso, il gruppetto sal� in soggiorno. Angela diede un bacio sulla guancia a Don mentre sfilava verso la cucina tenendo in mano una confezione rettangolare che emanava profumo di torta. Dietro di lei arriv� Percy, dodici anni; quindi Cassie, che si era aiutata a percorrere i sei scalini sostenendosi con la punta delle dita al corrimano.</p><p>Don si chin� tra le proteste della propria schiena. Avrebbe voluto prendere e sollevare Cassie, ma era una missione impossibile. Quindi cambi� strategia, e si abbass� in modo che la piccola potesse gettargli le braccia al collo e stringere. Don resistette impavido al dolore che Cassie involontariamente gli procur�. Infine la bambina schizz� verso la madre in cucina. Seguendola con lo sguardo, Don vide allora Sarah che scendeva dal piano superiore, un passo sofferente alla volta, aggrappandosi al corrimano con tutt�e dieci le dita.</p><p>Sarah aveva appena raggiunto il fondo scala che la porta d�ingresso si riapr� ed entro Emily, l�altra figlia, divorziata e senza figli. Presto l�intera famiglia si ritrov� radunata in soggiorno. Grazie all�impianto cocleare l�udito di Don era pi� che soddisfacente, ma adesso il brusio nato dall�amalgamarsi delle voci non gli permetteva di seguire da cima a fondo nessun ragionamento. Comunque, il suo �sangue� era tutto l� riunito, e tanto bastava a renderlo felice. Anche se...</p><p>Anche se poteva essere l�ultima volta. Solo un mese e mezzo prima la famiglia si era radunata per le feste natalizie ad Ajax, il paese di Carl. Normalmente, la prossima rimpatriata avrebbe dovuto realizzarsi il Natale successivo, ma...</p><p>Ma Don non avrebbe potuto scommettere sull�eventualit� di esserci ancora il Natale successivo.</p><p>Per� accidentaccio, non era il momento di abbandonarsi a quelle fantasie morbose! Era un giorno di festa, per cui bisognava essere su di giri, e...</p><p>E all�improvviso in mano gli si materializz� un calice pieno di champagne.</p><p>Emily stava facendo il giro per il brindisi; Carl intanto passava ai bambini bicchieri di carta pieni di succo di frutta.</p><p>� Pap�, mettiti vicino a mamma � disse Carl. Lui obbed�, raggiungendola sul lato opposto della stanza. Sarah non era pi� in piedi: non resisteva a lungo. Si era distesa sulla poltrona anatomica, che da parecchio tempo non veniva pi� reclinata, per quanto ai ragazzi piacesse un mucchio manovrare il meccanismo. Don si piazz� accanto alla moglie, osservando i suoi capelli sempre pi� bianchi e radi. Lei sollev� il collo pi� che pot� per incontrare lo sguardo di lui, poi sorrise, aggiungendo nuove rughe alla pelle del volto.</p><p>� E ora attenzione tutti! � esclam� Carl, cui spettavano le incombenze del primogenito. Immediatamente le parole e le risa sfumarono nel silenzio. Carl mostr� il calice di champagne. � Propongo un brindisi. A mamma e papa per il loro sessantesimo anniversario di matrimonio!</p><p>Gli adulti presenti sollevarono i bicchieri, presto imitati dai bambini.</p><p>� A Don e Sarah! � disse Emily.</p><p>� A nonna e nonno! � esclam� Percy.</p><p>Don si concesse un sorso di champagne, il primo alcol dal cenone di capodanno.</p><p>Si accorse che la mano gli tremava ancora pi� del normale, stavolta per� non a causa della vecchiaia: era l�emozione.</p><p>� Discorso, discorso! � Carl incoraggi� il padre, sorridendo a trentadue denti; mentre Emily riprendeva tutto con il palmare. � Di� un po�, pa�: lo rifaresti?</p><p>A fare la domanda era stato Carl, ma Don rispose come se glielo avesse chiesto Sarah. Pos� gli occhiali sul tavolinetto vicino alla poltrona, quindi lento, a fatica, si abbass� su un ginocchio per portare gli occhi all�altezza di quelli della moglie.</p><p>Allung� una mano per afferrare quella di lei; la pelle sottile, quasi trasparente di Sarah scivol� lungo le giunture ossute. Lui la fiss� nelle pupille azzurre, e disse in un sussurro: � Anche subito.</p><p>Emily emise un lungo, teatrale �d���iii!�.</p><p>Sarah strinse la mano del marito, rivolgendogli quel sorriso sempre un po� ironico che lo aveva fatto innamorare di lei quando erano ventenni. Poi disse, con un tono fermo che le era raro in quei giorni: � Anch�io.</p><p>Qui l�esuberanza di Carl esplose: � Altri sessanta di questi anni! � esclam�, sollevando il calice. L�augurio regal� a Don un momento di autentica ilarit�.</p><p>� Perch� no? � comment� il patriarca, risollevandosi lentamente e rimettendosi gli occhiali. � Perch� no, accidentaccio?</p><p>Trill� il telefono. Anche se gli apparecchi solo vocali ormai erano considerati antiquariato, sia Don che Sarah avrebbero trovato invadente acquistare un videotelefono, n� tantomeno una versione �olo�. La prima reazione di Don fu di non rispondere, e che il perturbatore della quiete domestica lasciasse pure un messaggio. Ma probabilmente era qualcuno in vena di auguri. Magari suo fratello Bill dal palazzo d�inverno in Florida.</p><p>Il cordless si trovava sul lato opposto della stanza. Con un�alzata di sopracciglio, Don lanci� un segno d�intesa a Percy, che apparve orgoglioso del compito affidatogli. Si lanci� sul telefono e, senza limitarsi a sollevarlo, lo attiv� dicendo in tono di sussiego: � Qui casa Halifax.</p><p>Era possibile che Emily in piedi vicino a Percy raccogliesse qualcosa delle parole dell�interlocutore; per Don era fuori discussione. In ogni caso, il ragazzo disse: � Solo un secondo � e si avvi� verso i padroni di casa. Don allung� la mano, ma Percy scosse la testa: � � per la nonna.</p><p>Sarah aveva un�espressione stupita. Prese il ricevitore che, riconoscendo le sue impronte digitali, alz� il volume in automatico. � Pronto? � disse lei.</p><p>Don avrebbe volentieri orecchiato, ma c�era troppo inquinamento acustico: Carl parlottava con Emily e Angela chiedeva ai bambini se volevano altro succo, e...</p><p>� Oh mio Dio! � grid� Sarah.</p><p>� Che succede? � domand� il marito.</p><p>� Ma sei sicura? � prosegu� lei, al telefono. � Hai verificato se... No, no, certo che hai verificato, scusami. Per�... oh Dio mio!</p><p>� Sarah, che � successo?</p><p>� Un momento, Leonore � disse Sarah, coprendo la cornetta con una mano tremante. � � Leonore Darby � spieg�, rivolta a Don. Lui aveva da qualche parte in memoria quel nome, ma non riusc� a rintracciarlo (come ormai di prassi). La sua espressione dovette essere significativa, perch� la moglie aggiunse: � Ma s�, quella che sta facendo il master. L�hai vista al pranzo di Natale alla facolt� di Astronomia.</p><p>� E quindi?</p><p>� B� � rispose lei, ma quasi incapace di credere a ci� che affermava � dice che � arrivata una risposta.</p><p>� Di chi? � fece Carl, che si era avvicinato alla poltrona.</p><p>Sarah si volt� verso il figlio, Don adesso aveva capito al volo. Aveva capito fin troppo, e barcoll� all�indietro di mezzo passo, tastando alla cieca per abbrancare uno scaffale della biblioteca. � � arrivata una risposta � ripet� Sarah. � Gli alieni di Sigma Draconis hanno risposto al messaggio radio che il mio team aveva inviato un�infinit� di tempo fa.</p></section><section><title><p>2</p></title><p>Molte battute perdono lustro con il tempo; alcune per� sono come vecchi amici che ci fanno sorridere quando ci ricordiamo di loro. Per Don Halifax una di esse era un commento fatto decenni prima da Conan O�Brien all�annuncio della nascita della figlia di Michael Douglas e Catherine Zeta-Jones: � Congratulazioni! Se la piccola somiglia alla madre, il suo futuro sposo ha appena compiuto quarantacinque anni!</p><p>Tra Don e Sarah, viceversa, non c�era grossa differenza d�et�: erano nati entrambi nel 1960, e avevano affrontato alla stessa et� gli avvenimenti della vita.</p><p>Avevano entrambi ventisette anni il giorno del loro matrimonio; trentadue alla nascita del primogenito Carl; e quarantotto quando...</p><p>Don interruppe le sue fantasticherie, folgorato da quel ricordo, mentre osservava la moglie. Scosse la testa come abbacinato. All�epoca era stata una notizia da prima pagina, quando ancora esistevano le prime pagine: il 1� marzo 2009 era stato ricevuto un messaggio da un pianeta orbitante intorno alla stella Sigma Draconis.</p><p>Per mesi il mondo era stato in subbuglio a causa di quell�evento, nel tentativo disperato di interpretare il messaggio mandato dagli alieni. E alla fine era stata proprio lei, Sarah, a trovare il bandolo della matassa; dopodich� era stata messa a capo del team con il compito di scrivere la risposta ufficiale, la quale venne inviata esattamente un anno dopo l�avvenuta ricezione.</p><p>All�inizio il pubblico attendeva novit� con il fiato sospeso; solo che Sigma Draconis si trova a l8,8 anni luce dalla Terra, per cui il testo non sarebbe giunto a destinazione prima del 2028, e per l�eventuale risposta occorreva attendere, se andava bene, l�ottobre 2047.</p><p>Qualche trasmissione radiotelevisiva, l�autunno precedente, si era in effetti ricordata che un messaggio da Sigma Draconis poteva arrivare �in qualsiasi momento�. Poi per� era passato ottobre, e novembre, e dicembre, e gennaio... e nulla.</p><p>Nulla, fino a questo istante.</p><p>Sarah non aveva fatto in tempo a interrompere la conversazione con Leonore che il telefono squill� di nuovo. Stavolta la chiamata (come rivel� Sarah in diretta con un bisbiglio) veniva nientemeno che dalla CNN. A Don torn� in mente il pandemonio di quasi quarant�anni prima, quando sua moglie aveva decifrato il primo messaggio... accidentaccio, sembrava ieri!</p><p>Adesso tutti i familiari erano in semicerchio intorno a Sarah, pendevano dalle sue labbra. Anche i bambini avevano capito che qualcosa di grosso bolliva in pentola.</p><p>� No � stava dicendo la nonna al telefono � no, non ho dichiarazioni da rilasciare. No, non potete: oggi � il mio anniversario di nozze, e non intendo farmelo rovinare da un�invasione domestica. Che? No, no. Senta, ora devo proprio andare. Okay va bene. Va bene. S�. Alla prossima. � Interruppe il contatto, quindi osserv� Don e fece spallucce. � Scusate questo casino � disse. � Ma � che...</p><p>Il telefono si rianim�. Un ronzio elettronico che gi� normalmente innervosiva parecchio Don. Carl prese l�iniziativa: strapp� l�apparecchio di mano alla madre e azzitt� la suoneria. � Se proprio ci tengono, possono lasciare un messaggio.</p><p>Sarah si accigli�. � E se era qualcuno che aveva bisogno di aiuto?</p><p>Carl allarg� le braccia. � Siamo tutti qui, quelli della famiglia. Chi altri potrebbe avere bisogno? Su, rilassati, mamma. E godiamoci la festa.</p><p>Don lanci� un�occhiata ai partecipanti. Nel breve momento di gloria di sua madre, Carl aveva sedici anni, ma Emily ne aveva solo dieci, quindi non aveva avuto piena coscienza della portata dell�evento. Sul viso affilato della figlia, l�espressione era di sbalordimento.</p><p>Squillavano anche i telefoni delle altre stanze, ma erano pi� facili da ignorare.</p><p>� E quindi � fece Emily � come si chiama... Leonore?... ha detto qualcosa sul contenuto del messaggio?</p><p>Sarah scosse la testa. � No. Solo che veniva sicuramente da Sigma, e che sembra cominciare con gli stessi simboli dell�altra volta.</p><p>Intervenne Angela: � E non muori, dalla voglia di sapere che dice?</p><p>Sarah stese in avanti le braccia, invitando qualcuno ad aiutarla a rialzarsi dalla poltrona. Lo fece Carl, con estrema delicatezza. � Certo che mi piacerebbe � rispose lei. � Ma � ancora in fase di ricezione. � Si volt� verso la nuora. � Perci�, intanto noi dedichiamoci ai fornelli.</p><p>Figli e nipoti salutarono e partirono verso le nove di sera. A occuparsi delle pulizie dopo cena erano stati Carl, Angela ed Emily, quindi Don e Sarah si accomodarono in divano a godersi la calma di nuovo scesa sulla loro casa. Emily si era premurata di annullare tutte le suonerie di tutti i telefoni; tuttavia il display digitale continuava a mostrare un nuovo numero ogni pochi minuti. A Don torn� in mente un�altra vecchia battuta, di quando lui era un teenager: un tizio segue Elizabeth Taylor da McDonald�s e si mette a osservare la pubblicit� automatica. E la scritta passa da: OLTRE 99 MILIARDI DI PASTI SERVITI a: OLTRE 1000 MILIARDI DI PASTI SERVITI.</p><p>�Certe volte� pens� �sarebbe meglio smettere di tenere il conto.� Soprattutto quando si tratta di un countdown. Loro due erano arrivati alla bellezza di ottantasette anni, di cui sessanta di vita comune, ma non era neppure pensabile che avrebbero festeggiato il settantesimo anniversario. Anzi...</p><p>Anzi, gi� si meravigliava che fossero arrivati a quell�et�. Forse i loro organismi avevano lottato per raggiungere le nozze di diamante. Don aveva letto un sacco di volte sui giornali di gente morta pochi giorni dopo aver compiuto ottanta, novanta o cento anni. Avevano tenuto duro grazie alla volont�, poi avevano mollato.</p><p>Lui aveva compiuto i suoi ottantasette anni tre mesi fa, e Sarah cinque mesi prima di lui. Non che avessero resistito a quello scopo, ma sessanta anni di matrimonio erano davvero un bel traguardo, mica roba da tutti i giorni!</p><p>Prov� il desiderio di passare un braccio dietro le spalle della moglie, l� seduta accanto a lui, ma la rotazione della scapola gli faceva cos� male, e...</p><p>E qui ebbe l�illuminazione. Forse Sarah non aveva resistito contro il tempo per celebrare quell�anniversario; forse a tenerla in vita era stata l�attesa di sapere la risposta dei Draconiani. Allora, sarebbe stato meglio un contatto con una stella lontana non diciotto anni luce, ma trenta, quaranta... S�, desiderava che lei resistesse il pi� a lungo possibile. Che avrebbe fatto, lui, se lei fosse...?</p><p>Ecco un�altra storia che aveva letto mille volte: il marito che defunge pochi giorni dopo la morte della moglie, o viceversa.</p><p>Don si rendeva conto che una giornata come quella avrebbe meritato qualche commento pi� altisonante, ma quando apr� bocca diede solo la sintesi della sintesi:</p><p>� Sessant�anni!</p><p>Lei annu�. � Un bel periodo, eh?</p><p>Lui rimase a lungo in silenzio prima di rispondere: � Ti ringrazio.</p><p>Sarah lo osserv�. � Di cosa?</p><p>� Di... � Sollev� le sopracciglia e le spalle, come a scusarsi del ritardo, mentre cercava una risposta. Alla fine, sottovoce, disse: � Di tutto.</p><p>Sul display del telefono, sul tavolino accanto al divano, apparve un altro avviso di chiamata. � Che avranno detto gli alieni? � si domand� Don. � Mi auguro che non sia una segreteria, del tipo: �Sono spiacente, rimarr� fuori sede per il prossimo milione di anni�. � Sarah rise, e Don prosegu�: � �In caso di chiamate urgenti, siete pregati di contattare il mio assistente dottor Zagdorf al numero di cellulare...�</p><p>� Sei uno stupidone � disse lei, dandogli una pacca sul dorso della mano.</p><p>Anche se il telefono di Sarah e Don era un modello classico, solo vocale, la segreteria era nuova fiammante. � Sono state ricevute quarantotto chiamate dalla lettura dell�ultimo messaggio � disse la calda voce maschile dell�apparecchiatura il mattino dopo, mentre i due facevano colazione. � In trentanove casi, sono stati lasciati messaggi vocali. Tutti e trentanove per Sarah, e trentuno da organi d�informazione. Piuttosto che farveli ascoltare in ordine cronologico, suggerisco di riordinarli in base all�importanza per share, a cominciare dalla CNN...</p><p>� E le chiamate di altro tipo? � domand� Sarah.</p><p>� La prima era la pettinatrice. La seconda proveniva dall�impianto SETI. La terza dalla facolt� di Astronomia e astrofisica dell�Universit� di Toronto. La quarta...</p><p>� Fammi ascoltare l�universit�.</p><p>Si sent� un�acuta voce femminile: � Buongiorno, professoressa Halifax. Sono ancora Leonore... Leonore Darby, quella di prima. Mi perdoni se chiamo cos� presto, ma pensavo che qualcuno dovesse avvertirla. Sono tutti al lavoro per interpretare il messaggio, man mano che arriva... intendo qui, e al Mountain View, e all�Allen Institute, dappertutto... e, b�, lei non ci creder� ma riteniamo che il messaggio sia... � abbasso un po� il tono, come imbarazzata � <emphasis>criptato</emphasis>. Non solo codificato per la trasmissione, ma proprio criptato... intendo, camuffato in modo da non poter essere letto senza una chiave.</p><p>Sarah si volt� verso Don; era stupefatta. Leonore prosegu�: � Mi rendo conto che � veramente assurdo da parte dei Draconiani inviarci un testo criptato, per� pare che lo abbiano fatto! L�incipit del messaggio � costituito da formule matematiche, basate sugli stessi simboli dell�altra volta, e secondo il cervellone elettronico si tratta di un algoritmo per la decrittazione. Dopodich� il prosieguo del testo � incomprensibile, probabilmente perch�, appunto, sarebbe tutto in codice.</p><p>Capito? Ci hanno indicato in che modo � stato realizzato il criptaggio, fornendoci anche l�algoritmo corrispondente, peccato per� che non ci abbiano fornito la chiave da applicare all�algoritmo per farlo funzionare. � pura follia, ma...</p><p>� Pausa � domand� Sarah. � Quanto dura ancora?</p><p>� Altri due minuti e sedici secondi � rispose l�apparecchio. Quindi aggiunse:</p><p>� Ha una discreta parlantina.</p><p>Sarah scosse il capo, poi si rivolse a Don. � Criptato! � esclam�. � Non ha senso. Perch� cavolo degli alieni ci dovrebbero mandare un messaggio illeggibile?</p></section><section><title><p>3</p></title><p>Sarah conservava un delizioso ricordo della sitcom <emphasis>Seinfeld</emphasis>, nonostante la delusione per com�era finita. In ogni caso c�era una battuta di Jerry Seinfeld, vecchia di mezzo secolo, che continuava a essere attualissima: di fronte alla TV gli uomini sono cacciatori che saltano da un canale all�altro in cerca di una preda migliore, mentre le donne sono volatili stanziali che fanno il nido dentro un programma. Ma, contravvenendo alla regola, oggi Sarah non la smetteva di fare zapping: l�enigma del messaggio criptato da Sigma Draconis riempiva tutte le reti televisive e quella virtuale. C�erano agenzie di scommesse che pagavano la vincita a chi aveva indovinato il giorno in cui sarebbe arrivato il messaggio, fondamentalisti religiosi che lo additavano come una trappola diabolica, e millantatori che asserivano di averlo gi� decodificato.</p><p>Lei, ovviamente, era al settimo cielo per la risposta degli alieni. Tuttavia, mentre proseguiva con lo zapping sul megaschermo al di sopra del caminetto, sentiva anche una certa amarezza perch� in tutti quegli anni, dopo la ricezione del primo messaggio, non era stato individuato nessun altro segnale radio di origine extraterrestre. Come aveva detto una volta in un�intervista (molto simile a quelle che si succedevano adesso in TV), era senz�altro vero che �non siamo soli�... ma siamo ancora discretamente isolati.</p><p>Le sue ricerche erano spesso interrotte dal suono del campanello. Sul monitor appariva automaticamente l�immagine della persona alla porta: di solito si trattava di giornalisti. Alcuni di loro non si limitavano a mandare e-mail, chiamare al telefono o navigare su Internet.</p><p>I vicini che abitavano l� sul Betty Ann Drive quarant�anni prima avevano vissuto i suoi giorni di gloria, ma da allora le case avevano cambiato propriet�, anche pi� volte. Sarah si chiese che cosa avrebbero pensato i suoi nuovi vicini di quell�andirivieni di furgoni televisivi nel viale. B�, se non altro non c�era nulla di cui vergognarsi, diversamente dalla famiglia del villino di fronte, dove continuavano a presentarsi auto della polizia. Finora Sarah aveva semplicemente ignorato i seccatori che bussavano alla sua porta, ma...</p><p>�Oh Dio!�</p><p>Ma non poteva ignorare questo.</p><p>Il volto comparso sul monitor non era umano.</p><p>� Don! � grid�, sentendosi la gola secca. � Don, vieni a vedere!</p><p>Il marito era andato in cucina a preparare il caff�. Decaffeinato, s�intende, il massimo che il dottor Bonhoff fosse disposto a concedere. Don si trascin� in soggiorno; indossava un cardigan grigioverde sopra una camicia rossa a maniche lunghe. � Che c��?</p><p>Lei indic� il monitor � Mio... Dio... � mormor� � com�� arrivato fin qui?</p><p>Sullo schermo, dietro quella strana testa, s�intravedeva parte del viale; Carl aveva spalato la neve prima di andarsene, il giorno prima. C�era parcheggiata una lussuosa automobile verde. � Su quella, direi � rispose Don.</p><p>Il campanello suon� di nuovo. Pare che la creatura sulla soglia stesse cominciando a perdere la pazienza, ma Sarah aveva anche il sospetto che non intendesse demordere tanto presto.</p><p>� Lo faccio entrare? � domand� Don, sempre fissando l�immagine di quella testa rotonda, blu, con occhi senza palpebre.</p><p>� Oh... ma certo � rispose Sarah. � Direi di s�.</p><p>Osserv� il marito mentre raggiungeva la scaletta che conduceva all�atrio d�ingresso, e quindi compiva il suo penoso pellegrinaggio verso il basso, un gradino alla volta. Lo segu�, rimanendo in piedi in cima alla scala: not� che uno dei nipotini aveva dimenticato l� la sciarpa multicolore. Quando Don arriv� alla porta, il campanello aveva gi� suonato per la terza volta, che era il numero massimo di squilli consecutivi permesso dall�impianto. Tolse il catenaccio e apr� la pesante porta di quercia verso l�interno, rivelando...</p><p>Qualcuno che Sarah non vedeva da settimane, in carne e ossa... per quanto �in carne e ossa� non fosse l�espressione adatta.</p><p>Un robot. In piedi sulla soglia, luccicava sotto i raggi del sole. Uno degli ultimi modelli, presumibilmente; pi� sofisticato e lucido di qualunque altro Sarah avesse mai visto.</p><p>� Buongiorno � il robot disse a Don, con una normale voce maschile. Era alto poco pi� di un metro e mezzo: abbastanza da potersela cavare nel mondo, ma non abbastanqza da intimidire. � La signora Sarah Halifax � in casa?</p><p>� Sono io � rispose lei dal pianerottolo del soggiorno.</p><p>Il robot sollev� lo sguardo verso di lei. Sarah immagin� che stesse esaminando i suoi lineamenti e la sua voce per accertarsi della sua identit�.</p><p>� Buongiorno, professoressa Halifax � disse quindi. � Non essendo riuscito a contattarla al telefono, ho dovuto ricorrere a questo mezzo sostitutivo. C�� una persona che le far� piacere sentire. � Il robot sollev� il braccio destro; in mano (Sarah fece fatica a distinguerlo) teneva un palmare a valve.</p><p>� E chi sar� mai? � domand�.</p><p>Il robot inclin� lievemente la testa, come se stesse ascoltando qualcun altro; poi rispose: � Cody McGavin. � Il cuore di Sarah le balz� in petto. Avrebbe preferito trovarsi sulla scala, cos� avrebbe potuto aggrapparsi al corrimano. � Accetta la chiamata?</p><p>Anche Don si era voltato verso la moglie, con gli occhi spalancati e la mascella cascante.</p><p>� S�... � disse lei.</p><p>La risposta era stata quasi impercettibile, ma il robot non sembr� avere difficolt� a decifrarla. � Permesso? � chiese.</p><p>Don annu� e si spost� di lato. Il robot attravers� la soglia. Con grande sorpresa di Sarah, ai piedi indossava solo delle galosce, che si sfil� con dei movimenti fluidi, esponendo due piedi metallici blu. Poi la macchina attravers� l�atrio, ticchettando con i talloni sul pavimento di legno consunto, e sal� con agilit� i primi due scalini; gli bastava quella distanza per porgere il palmare a Sarah. Lei lo prese.</p><p>� Lo apra � le consigli� l�automa.</p><p>Non appena lei lo ebbe fatto, il piccolo altoparlante emise uno squillo. Sarah si port� l�oggetto a un orecchio.</p><p>� Buongiorno, professoressa Halifax � disse una vivace voce femminile.</p><p>Sarah faceva fatica a distinguere le parole, avrebbe tanto voluto sapere come si regolava il volume. � Prego, resti in attesa. Le passer� il signor McGavin appena possibile.</p><p>Sarah rivolse al marito uno sguardo d�intesa. Aveva sempre detestato la gente che costringe il prossimo a fare anticamera, nella convinzione che il proprio tempo sia pi� prezioso di quello altrui. In questo caso, per�, il tempo di attesa doveva corrispondere a un�esigenza effettiva. Certo, sulla Terra c�erano sicuramente persone ancora pi� indaffarate di McGavin, ma su due piedi non era facile elencarne qualcuna.</p><p>Come diceva sempre Sarah, il progetto SETI era la �Blanche Dubois� della ricerca scientifica: la sua sorte dipendeva dal buon cuore di chi capitava. In parte grazie al cofondatore di Microsoft, Paul Allen, che nel 2004 aveva fatto una donazione di tredici milioni e mezzo di dollari a beneficio di una batteria di radiotelescopi; e in parte grazie alle centinaia di migliaia di privati che avevano offerto al progetto SETI@home i tempi morti dei propri computer; la Ricerca dell�intelligenza extraterrestre era riuscita a sopravvivere decennio dopo decennio per la generosit� di tutti coloro che ritenevano, primo, che non siamo soli e, secondo, che il fatto di non essere soli non � irrilevante.</p><p>Cody McGavin, all�et� di quaranta anni, si era gi� arricchito con lo sviluppo di tecnologie robotiche; tutti i robot del pianeta erano muniti delle �reti sensoriali propriocettive� inventate da lui. Era nato nel 1985, e aveva sempre avuto la passione per l�astronomia, la fantascienza, i viaggi spaziali. La sua collezione di reperti dei programmi Apollo (interrotti ben prima che lui nascesse) era la pi� vasta esistente al mondo. Cos�, dopo la scomparsa di Paul Allen, era diventato di gran lunga il principale benefattore privato di SETI.</p><p>Nel tempo di attesa il palmare trasmetteva musica. Sarah riconobbe un brano di Bach. E cap� lo scherzo sotteso, che sarebbe sfuggito a quasi tutti quelli della generazione attuale: molti, molti anni prima, ben prima che arrivasse il primo segnale da Sigma Draconis, in una discussione su quale messaggio radio i terrestri potessero inviare nello spazio, Carl Sagan aveva posto il veto su Bach, perch� �quelli penserebbero: Quante arie che si danno!�.</p><p>La voce di Cody arriv� nel bel mezzo del concerto, con il suo inconfondibile accento bostoniano. � Buongiorno, professoressa Halifax. Perdoni se l�ho fatta aspettare.</p><p>La voce di lei tremava, ma non a causa dell�et�. � Non c�� problema.</p><p>� Allora, alla fine lo hanno fatto, eh? � disse lui, tutto soddisfatto. � Hanno risposto!</p><p>� Pare di s�.</p><p>� Sapevo che sarebbe successo, lo sapevo! La chiacchierata galattica continua.</p><p>Sarah sorrise. � E adesso tocca a noi controbattere. Purch� scopriamo come si fa a decrittare il messaggio. � Don stava risalendo i sei scalini verso il soggiorno.</p><p>Quando fu accanto a lei, Sarah spost� di lato il palmare in modo che anche lui potesse seguire la conversazione. Intanto il robot si era riposizionato immobile nell�atrio, vicino alla porta.</p><p>� Esattamente! � disse il miliardario. � Non possiamo buttare gi� la cornetta.</p><p>Ed � per questo che ti ho contattata, Sarah... posso darti del tu, o ti spiace?</p><p>� Per nulla. � Quando una persona pi� giovane le dava del tu, le regalava qualche anno di vita.</p><p>� Bene. Sarah, ho... diciamo, una proposta da farti.</p><p>Lei colse la palla al balzo. � Mio marito � qui che ascolta.</p><p>McGavin ridacchi�. � Una dichiarazione, allora?</p><p>� Sono sempre nei paraggi � intervenne Don.</p><p>� <emphasis>Hii hii hii</emphasis> � rise McGavin. � Allora chiamiamola �un�offerta�. Un�offerta che non puoi rifiutare.</p><p>Il che diede a Don l�opportunit� di esibirsi nella sua famosa imitazione del Padrino: gonfi� le guance, si accigli� e scosse vigorosamente e silenziosamente la testa. Sarah soffoc� una risata, mollandogli un buffetto su un braccio. � Sentiamo � disse al palmare.</p><p>� Preferirei parlarne <emphasis>vis-�-vis</emphasis>. Ti trovi a Toronto, Vero?</p><p>� S�.</p><p>� Ti andrebbe di venire qui a Cambridge? Ti farei prelevare da uno dei miei aerei personali.</p><p>� Non... non mi va di viaggiare da sola, senza mio marito.</p><p>� Certo che no, certo che no. In fondo la cosa riguarda anche lui, in un certo senso. Quindi, verrete?</p><p>� Oh... mmm... vorremmo poterne discutere un attimo.</p><p>� Naturale.</p><p>Sarah copr� il microfono con una mano, e sollev� un sopracciglio in direzione di Don.</p><p>� Ai tempi del liceo � disse lui � ci fecero compilare un elenco delle venti cose che ci sarebbe piaciuto fare nella nostra vita. Ci stavo giusto ripensando qualche giorno fa. Una delle venti cose che non ho ancora realizzato � appunto �viaggiare su un jet privato�.</p><p>� Perfetto � disse lei. Poi al palmare: � Sicuro. Perch� no?</p><p>� Assolutamente magnifico � comment� McGavin. � Domattina verr� a prendervi una limousine per accompagnarvi all�aeroporto di Trudeau, se per voi va bene.</p><p>Veramente, quello era l�aeroporto di Montreal (a Toronto � il Pearson), ma Sarah comprese che si trattava solo di un lapsus. � Ottimo, s�.</p><p>� Stupendo. Mander� un mio assistente a occuparsi di tutti i dettagli. Ci si vede domani a pranzo.</p><p>E riattacc� a suonare Bach.</p></section><section><title><p>4</p></title><p>Ironia della sorte, pens� Don: lui e Sarah avevano parlato a lungo del probabile fallimento del progetto SETI, prima che la realt� li costringesse a ricredersi. Un giorno... vediamo, erano entrambi intorno ai quarantacinque anni, quindi pi� o meno correva l�anno 2005... lui era tornato a casa e aveva trovato la moglie allungata sulla poltrona anatomica, con all�orecchio la cuffietta dell�iPod. Il che non significava che ascoltasse musica: Sarah batteva un dito a ritmo qualunque fosse la registrazione.</p><p>� Che senti di bello? � le aveva domandato.</p><p>� Una conferenza � aveva risposto lei, alzando istintivamente la voce.</p><p>� Ma no! � aveva gridato lui di rimando.</p><p>Lei si era staccata l�auricolare con un�aria imbarazzata. � Chiedo scusa � aveva detto, a volume normale. � � una conferenza di Jill alla Fondazione Adesso Esteso.</p><p>Don aveva spesso pensato che SETI era come Hollywood, con tutto il suo corredo di star: Alla Mecca del cinema, solo un outsider chiamava gli altri per cognome; lo stesso valeva per la cerchia di Sarah: �Frank� era Frank Drake, �Paul� stava per Paul Shuch, �Seth� era Seth Shostak, ovviamente Sarah Halifax diventava �Sarah�, e �Jill� era Jill Tarter.</p><p>� E adesso che fa? � domand� Don.</p><p>� La Fondazione Adesso Esteso � ripet� Sarah. � Un gruppo che si sforza di promuovere un pensiero a lungo termine, cio� pensare l� <emphasis>adesso</emphasis> come un�intera epoca, piuttosto che come un punto nel tempo. Stanno costruendo un enorme orologio la cui lancetta scatta una volta all�anno, suona ogni secolo, e fa cuc� ogni millennio.</p><p>� Vorrei avere io il mestiere di quel cuc� � disse Don. � Dove sono i ragazzi? � Carl aveva circa dodici anni, Emily sei.</p><p>� Carl � di sotto a guardare la TV. E ho messo Emily in punizione per avere di nuovo imbrattato il muro.</p><p>Lui annu�. � Va bene. E che dice Jill? � Non l�aveva mai incontrata di persona; Sarah s�.</p><p>� Che SETI, per forza di cose, � un progetto a lungo termine. Ma non sta prendendo il problema di petto.</p><p>� B�, se non lo fate lei o tu...</p><p>� Come?... Ah!</p><p>� Potevi arrivarci con calma. Sar� a casa tutta la settimana.</p><p>� Che culo!... Comunque, mi pare che non stia affrontando il punto, cio� che SETI deve diventare un progetto multigenerazionale, come la costruzione di una cattedrale. � un�eredit� che dobbiamo lasciare ai nostri figli, e che loro affideranno a loro volta ai loro figli.</p><p>� Non siamo particolarmente portati ad attivit� di questo tipo � disse Don, appollaiandosi sull�ampio bracciolo imbottito della poltrona. � Voglio dire, anche l�ambiente � una cosa che lasceremo in eredit� alla generazione di Carl ed Emily ma non abbiamo fatto granch� contro l�effetto serra.</p><p>Sarah sospir�. � Lo so. Ma i protocolli di Kyoto sono meglio di niente.</p><p>� Una goccia d�acqua nell�oceano.</p><p>� Gi�.</p><p>� Sia come sia � disse Don � l�idea del... coso... dell�Adesso Esteso non fa per noi. � una teoria antidarwinista, e ne siamo immunizzati per natura.</p><p>Lei ne fu sorpresa. � Ma che dici?</p><p>� Il mese scorso a Quirk &amp; Quark ci siamo occupati di selezione parentale. Mi ci � voluto un secolo a ripulire la registrazione. � Don era tecnico del suono alla CBC Radio. � C�era di nuovo Richard Dawkins in collegamento via satellite, e diceva che, in una situazione di competitivit�, si tende automaticamente a favorire il proprio figlio rispetto a quello di nostro fratello. Chiaro? Ed � ovvio: nostro figlio possiede met� del nostro DNA, mentre nostro nipote ne ha solo un quarto. Per�, in caso di conflitto tra il figlio di nostro fratello e un cugino, si favorisce il primo dei due, perch� un cugino possiede solo un ottavo del nostro DNA.</p><p>� � vero � riflett� lei. E intanto gli grattava amorevolmente la schiena.</p><p>Lui prosegu�: � Un cugino secondo, poi, ha solo un trentaduesimo di DNA in comune, e la met� ancora un cugino di terzo grado. Bene, quand�� stata l�ultima volta che hai sentito parlare di qualcuno che ha offerto un rene per salvare un cugino di terzo grado? Si tratta di parenti di cui spesso non si sa nulla, e della cui sorte ci interessa ancor meno. Troppo poco materiale genetico in comune.</p><p>� Il mio genio della matematica! � scherz� Sarah. Le frazioni erano l�operazione pi� complicata a cui arrivasse Don.</p><p>� Man mano che passa il tempo � aggiunse lui � la percentuale condivisa di DNA continua a diminuire, come la coca tagliata. � Sorrise compiaciuto di quella similitudine, per quanto l�unica coca che avesse mai visto in vita sua era quella in una lattina rossa e bianca. � Nell�arco di sei generazioni i nostri discendenti risultano distanti da noi quanto un cugino terzo. E per accumulare sei generazioni bastano meno di due secoli.</p><p>� E invece io so i nomi dei miei cugini terzi: Helena, Dillon...</p><p>� Sei un caso speciale, ed � per questo che ti interessa SETI. Ma tutto il resto del mondo non fa investimenti genetici a lungo termine. L�evoluzione ci ha plasmati in modo da farci disinteressare di tutto ci� che non abbia conseguenze immediate, visto che dopo un po� di tempo nessun parente stretto sar� pi� nei paraggi. Perci�, Jill star� evitando l�ostacolo proprio perch� al grande pubblico gli �interminati spazi� non importano un accidente. Ma cavoli, non � stato Frank � altro personaggio che non aveva mai incontrato � a mandare un messaggio in un posto lontano migliaia di anni luce?</p><p>Sarah annu�. � Il messaggio di Arecibo, inviato nel 1974 e diretto all�ammasso globulare M-13.</p><p>� E a che distanza si trova M-13?</p><p>� A 25.000 anni luce � rispose lei.</p><p>� Per cui toccher� aspettare 50.000 anni prima di ricevere una risposta. E chi ha tutta �sta pazienza? Ma cavoli, ieri ho ricevuto un�e-mail con un allegato in PDF, e intanto mi chiedevo: �Varr� poi la pena di leggerlo? Perch�, cristo, per scaricare l�allegato ci vorranno dieci interi secondi !�. Noi umani vogliamo gratificazioni istantanee, qualunque ritardo ci irrita. Come fa il progetto SETI a entusiasmare gente cos�? Mandare un messaggio, e attendere decenni o secoli per avere una risposta. � Scosse la testa. � A chi diavolo interessa un giochetto del genere? E chi ha il tempo per poterselo permettere?</p></section><section><title><p>5</p></title><p>Mentre il lussuoso jet atterrava, Don Halifax ripass� mentalmente quel famoso elenco di venti cose da fare. Sembravano destinate a rimanere sulla carta le voci �andare a letto con una top model� e �incontrare il Dalai Lama�, ma a quel punto chi se ne fregava.</p><p>C�era da gelare, mentre scendevano la stretta scaletta metallica dall�aereo alla pista. L�attendente di volo aiutava Don passo per passo, mentre il pilota si occupava di Sarah. La conseguenza negativa di un aereo privato era l�assenza di jetway. Come tanti altri sogni contenuti nella lista, anche questo, una volta avverato, appariva meno favoloso del previsto.</p><p>Li attendeva una limousine bianca. Il robo-autista indossava il tipico cappello con visiera, ma nient�altro. Era evidentemente un professionista: nel percorso fino alla McGavin Robotics continu� a fare conversazione sulle bellezze del panorama e la storia locale, a un volume adeguato alle orecchie degli ospiti.</p><p>L�impianto industriale consisteva di sette edifici di forma irregolare, separati da ampi spiazzi coperti di neve. L�azienda aveva parecchi contatti con il vicino laboratorio del MIT per l�intelligenza artificiale. La limousine scese direttamente in un garage sotterraneo, evitando cos� di esporre di nuovo Don e Sarah alle intemperie. Quindi il robot li accompagn� mentre, a passo lento, raggiungevano un ascensore luccicante, che li port� fino alla hall. L� li accolsero alcuni esseri umani, che presero loro i cappotti, diedero ufficialmente il benvenuto e li scortarono verso un altro ascensore. Destinazione: quarto piano dell�edificio principale.</p><p>L�ufficio di McGavin era lungo e stretto; occupava tutto un lato della costruzione, con finestroni che dominavano l�intero complesso. Alla scrivania in marmo lucido, sulla sinistra, era attaccato un tavolo da conferenze, circondato da un gran numero di sedie; nella direzione opposta si estendeva un tavolo da bar, con tanto di barista meccanico.</p><p>� Sarah Halifax! � esclam� Cody alzandosi dalla poltrona in pelle dall�alto schienale.</p><p>� Buongiorno � disse lei.</p><p>McGavin si avvicin� loro a grandi passi. � Per me � un onore � disse. � Un autentico onore. � Indossava quello che doveva essere un completo standard da direttore generale: giubbotto sportivo verde scuro senza risvolti; camicia verde chiaro con al centro una riga verticale, al posto della cravatta. Le vere cravatte erano fuori moda.</p><p>� E questo dev�essere tuo marito.</p><p>� Don Halifax � si present� lui. Tese la mano al padrone di casa, sebbene fosse un gesto che compiva malvolentieri per paura di strette troppo dolorose. Ma McGavin fu molto delicato.</p><p>� Piacere di conoscerti, Don. Prego, accomodatevi. � Fece un gesto e, da due botole del pavimento rivestito di moquette spuntarono altre due poltrone. McGavin offr� il braccio a Sarah e la accompagn� a prendere posto. Don, strascicando un po� i piedi, si sedette su quella rimasta libera. Dava l�impressione di essere saldamente ancorata a terra.</p><p>� Un caff�? Qualcosa da bere? � domand� Cody.</p><p>� Solo un bicchiere d�acqua, grazie � rispose Sarah.</p><p>� Per me lo stesso � disse Don.</p><p>Il miliardario fece un cenno al robo-barista, il quale cominci� a riempire i bicchieri. Intanto McGavin si appoggi� di schiena alla scrivania, mettendosi di fronte ai due ospiti. Non era un uomo particolarmente affascinante, pens� Don: colorito terreo, e un piccolo mento rientrante che faceva sembrare la fronte ancora pi� grande di quanto fosse. Ciononostante a qualche lifting doveva essersi sottoposto, dato che dimostrava venticinque anni ma ne aveva oltre sessanta.</p><p>All�improvviso il robot fu accanto a Don e gli porse un calice di cristallo pieno di acqua, con due cubetti di ghiaccio. Dopo aver servito anche Sarah e Mc Gavin, si ritir� in silenzio dietro il bancone.</p><p>� E ora � disse McGavin � arriviamo al sodo. Dicevo di avere... � sottoline� il termine, richiamando la battuta del giorno prima � una <emphasis>proposta</emphasis> da farti. Ed � cos�.</p><p>Sarah sorrise. � Come dicevamo sempre noi di SETI: sono tutta orecchi.</p><p>McGavin annu�. � Il primo messaggio pervenuto da Sigma era un bel rebus, finch� non sei arrivata tu e hai risolto tutto. Stavolta il compito pare ancora pi� arduo. Un messaggio criptato! Chi poteva immaginarlo?</p><p>� Ci hanno presi in contropiede � assent� lei.</p><p>� Gi� � disse Cody � ma sono sicuro che tu riuscirai di nuovo a sciogliere l�enigma.</p><p>� Non sono affatto un�esperta in codici e trucchetti del genere. Se ho una competenza, e proprio in senso opposto: comprendere testi scritti per essere letti da tutti.</p><p>� Senza dubbio, ma l�ultima volta sei stata tu a capire dove volessero andare a parare i Draconiani. Al presente, noi sappiamo gi� <emphasis>come</emphasis> decrittare il messaggio... mi hanno detto che gli alieni hanno usato una tecnica facilmente comprensibile...</p><p>Tutto ci� che resta da fare � scoprire <emphasis>quale</emphasis> sia la chiave di decrittazione. E ho come il sospetto che la tua intelligenza sar� di grande aiuto.</p><p>� Molto gentile, ma...</p><p>� Pura verit� � disse McGavin. � Hai giocato un ruolo centrale la volta scorsa, e sono sicuro che lo farai anche stavolta. E in futuro.</p><p>Lei strabuzz� gli occhi. � In... futuro?</p><p>� Ma certo! Qui c�� una conversazione in corso, e va assicurata la continuit�.</p><p>Sono sicuro che sveleremo il messaggio nascosto; ma, se anche non ci riuscissimo, manderemo una risposta. E desidero che tu ci sia, quando arriver� la loro risposta al nostro messaggio.</p><p>Don ridusse gli occhi a fessure. Sarah rise: � Via, non mi prenda in giro!</p><p>All�epoca sar� defunta da un pezzo.</p><p>� Non � detto � replic� McGavin.</p><p>� Occorreranno come minimo trentotto anni per ricevere una risposta, se noi inviassimo il messaggio oggi � disse Sarah.</p><p>� Ovvio � disse McGavin, senza scomporsi.</p><p>� E all�epoca io avr�... b�, mmm...</p><p>� Centoventicinque anni � calcol� McGavin.</p><p>Don perse la pazienza. � Signor McGavin, non � affatto divertente. A me e mia moglie resta poco tempo, e lo sappiamo.</p><p>Sarah aveva finito di bere l�acqua. Il robot la raggiunse in silenzio, prese il bicchiere vuoto e gliene diede un altro.</p><p>Cody fiss� Don. � La stampa non ha capito un accidente fin dal primo giorno.</p><p>Lo stesso vale per gran parte del gruppo di lavoro SETI. Non � che �la Terra� stia dialogando con il secondo pianeta della stella Sigma Draconis. I pianeti non parlano: sono le <emphasis>persone</emphasis> a farlo. Una specifica persona di Sigma Draconis II ha inviato il messaggio, e una specifica persona del pianeta Terra... cio� tu, Sarah Halifax, hai capito la sua richiesta e hai preparato la risposta. Tutti gli altri, i curiosoni che abitano sia sulla Terra che su Sigma, hanno solo potuto sbirciare ci� che voi due vi siete scritti. Cara la mia professoressa Halifax, tu hai un amico di penna. Magari sar� io a mettere il francobollo, ma l�amico � <emphasis>tuo</emphasis>.</p><p>Sarah osserv� il marito, poi di nuovo il miliardario. Bevve un altro sorso d�acqua, forse per guadagnare qualche secondo. Poi disse: � � una versione... insolita dei fatti. Dati i tempi lunghi, il progetto SETI � a carico di intere generazioni, non di singoli individui.</p><p>� No, no, affatto � ribatt� McGavin. � Quali sono gli articoli del Credo SETI? Sicuramente uno di essi recita: �Quasi ogni specie che contatteremo sar� pi� avanzata di noi�. E perch�? Perch� da noi la radio esiste da soli centocinquantatr� anni, che � un nulla in confronto ai quattordici miliardi di anni dell�universo. Si d� per scontato che le creature da contattare abbiano tutte una �storia della radio� pi� antica.</p><p>Sarah comment�: � S� � e Don: � E quindi?</p><p>� E quindi � prosegu� McGavin � una durata breve della vita caratterizza solo popoli tecnologicamente poco avanzati. Secondo voi, quanto tempo passa da quando una civilt� inventa la radio a quando decodifica il DNA, o cos�altro?</p><p>Quanto tempo, prima che si comincino a fare trasfusioni di sangue, trapianti d�organo, clonazione di tessuti? E a curare il cancro, e le malattie cardiache, e qualunque altro disturbo l�evoluzione abbia distrattamente lasciato in giro? Cento anni? Duecento? Di certo, non pi� di quattro o cinque secoli, siamo d�accordo?</p><p>Siamo d�accordo?</p><p>Guardava Sarah in attesa di un segno d�assenso. Siccome lei taceva, lui procedette: � Ora, siccome ogni specie che contatteremo quasi sicuramente possiede la tecnologia radio da pi� tempo di noi, allora � probabile che abbia anche allungato la sua durata di vita ben pi� in l� di quanto garantisse madre natura. � Allarg� le braccia. � Perci� � un nonsenso: la comunicazione interplanetaria non � una faccenda iniziata da qualcuno, continuata da qualcun altro e ripresa da qualcun altro ancora. Pur con tutte le pause dovute alla velocit� della luce, la comunicazione interstellare � e rimane una comunicazione interpersonale. E tu, Sarah Halifax, sei la nostra persona. Hai gi� dimostrato di capire il loro modo di pensare. Non ci era riuscito nessun altro.</p><p>Lei rispose quasi in un bisbiglio: � Sar�... sar� felice di prestare... mmm, il mio volto all�operazione, se lei lo ritiene necessario. Detto questo, per�... � sollev� leggermente le spalle sottili.</p><p>� No � tagli� corto McGavin � ci serve la tua presenza fisica ancora per un bel po�.</p><p>Magari Cody non lo notava, ma Don s�: Sarah si stava innervosendo. Faceva girare il contenuto del bicchiere in modo che i cubetti sbattessero l�uno contro l�altro.</p><p>� Qual � il suo piano? � domand�. � Impagliarmi e mettermi in una teca?</p><p>� Santo cielo, no!</p><p>� E allora? � domand� Don.</p><p>� Ringiovanire � disse Cody � Prego? � fece Sarah.</p><p>� Ringiovanire. Un Rollback della propria vita. Ti renderemo di nuovo giovane. Avrai sentito parlare di questa tecnologia.</p><p>Entrambi i coniugi ne avevano sentito parlare, in effetti; ma finora vi si erano sottoposte circa duecento persone, tutte ricche sfondate.</p><p>Sarah si chin� in avanti per posare il bicchiere sulla scrivania, vicino a dov�era appoggiato McGavin. Le tremava la mano. � Costa... costa una fortuna.</p><p>� Io ce l�ho � constat� McGavin.</p><p>� Ma... ma... non so. Sono... voglio dire, funziona?</p><p>� Guarda qua � rispose lui, allargando di nuovo le braccia. � All�anagrafe risulto avere sessantadue anni; ma secondo le mie cellule, i miei telomeri, i radicali liberi e ogni altro indicatore biologico, ho venticinque anni. Anzi, dir� che mi sento ancora pi� giovane.</p><p>La faccia di Don doveva rivelare tutta la sua sorpresa. � Pensavi a un lifting, eh? � lo canzon� Cody. � La chirurgia plastica � come aggiornare un software in modo arrangiaticcio. Una soluzione rapida e approssimativa, che alla fine crea pi� problemi di quelli che risolve. Ma con il ringiovanimento, b�, � come riscrivere il DNA: non <emphasis>sembri</emphasis> pi� giovane, lo <emphasis>sei</emphasis>. � Sollev� verso la fronte le sopracciglia sottili. � Ecco la mia offerta. Un trattamento di ringiovanimento completo.</p><p>Sarah era come scioccata. Le ci volle un po� per rispondere. � Ma... ma questo � ridicolo... Nessuno sa se funzioni sul serio. Voglio dire, sicuro, <emphasis>ha</emphasis> un aspetto giovanile, e si <emphasis>sentir�</emphasis> anche pi� giovane, ma � una tecnologia disponibile solo da poco tempo, finora nessuno di coloro che vi sono sottoposti ha vissuto pi� a lungo del normale, non ci sono prove che questo processo aumenti davvero la durata deIl�esistenza.</p><p>McGavin liquid� il discorso con uno svolazzo della mano. � Sono stati compiuti innumerevoli esperimenti di Rollback sugli animali. Sono tornati indietro nel tempo, e poi hanno ricominciato a invecchiare in modo perfettamente normale.</p><p>Topi, e perfino proscimmie, hanno ripreso a vivere senza difficolt�, ripetendo da capo il consueto sviluppo biologico. Quanto agli esseri umani, b�, a parte qualche anomalia come gli anelli di crescita sui denti, i miei medici hanno confermato che il mio organismo ha venticinque anni, e che sto ricominciando a invecchiare a partire da quest�et�. � Si pavoneggi� un po�. � Credimi, funziona. E sto offrendo questa opportunit� anche a te.</p><p>� Signor McGavin � s�intromise Don � davvero non credo che...</p><p>� Non senza Don � disse Sarah.</p><p>� Come?! � reagirono in simultanea Cody e Don.</p><p>� Non senza Don. � La sua voce aveva una fermezza quale il marito non le sentiva da anni. � Non prender� neppure in considerazione l�offerta, se non la estender� anche a mio marito.</p><p>McGavin si rimise dritto con la schiena. Girando attorno alla scrivania, si pose di fronte alla vetrata da dove, dando loro le spalle, contempl� il proprio impero. � Si tratta di una procedura assai costosa, Sarah.</p><p>� E lei � un uomo assai ricco � ribatt� lei.</p><p>Don rimase a osservare la silhouette del miliardario contro il cielo limpido.</p><p>Alla fine, McGavin disse: � Come t�invidio, Don!</p><p>� Perch�?</p><p>� Hai una moglie che ti ama alla follia. Mi pare che siate sposati da oltre cinquanta anni...</p><p>� Sessanta � precis� lui. � Festeggiati l�altroieri.</p><p>� Io non ho... � cominci� McGavin, ma poi s�interruppe.</p><p>A Don tornarono in mente alcune notizie, lette anni prima, sul divorzio faraonico ottenuto dalla moglie del miliardario, il quale aveva disperatamente tentato di invalidare in tribunale gli accordi prenuziali.</p><p>� Sessant�anni � continu� McGavin dopo un po�. � Un tempo infinito.</p><p>� A noi non � parso � disse Sarah.</p><p>Cody inspir� a lungo, in modo udibile, poi espir� lentamente. � E va bene � disse, voltandosi di nuovo verso gli ospiti. � Okay pagher� a entrambi la procedura. � Si avvicin�. � Affare fatto?</p><p>Sarah stava per rispondere, quando Don la precedette: � Dobbiamo parlarne.</p><p>� Parliamone pure � disse McGavin.</p><p>� Io e Sarah, intendevo. Noi due soli.</p><p>Il miliardario ebbe uno piccolo scatto d�irritazione, come se quelli guardassero in bocca a caval donato. Poi per� annu�. � Va bene, prendetevi il vostro tempo. � Fece una pausa, e Don pens� che avrebbe aggiunto: �Purch� facciate in fretta�.</p><p>Invece lui disse: � Dir� al mio autista di accompagnarvi da Pauli, il migliore ristorante di Boston. Offro io, s�intende. Parlatene, e fatemi sapere che cosa avrete deciso.</p></section><section><title><p>6</p></title><p>Il robo-autista port� Sarah e Don al ristorante; il primo a scendere dall�auto fu Don, che pian piano si avvicin� alla portiera di Sarah e la sostenne nei movimenti.</p><p>Fecero a braccetto il loro ingresso nel locale.</p><p>� Buongiorno � li salut� la ragazza addetta all�accoglienza. � Voi dovete essere i coniugi Halifax, vero? Benvenuti da Pauli.</p><p>Li aiut� con i giacconi imbottiti. Erano tornate di moda le pellicce (fatte crescere in laboratorio, senza il resto dell�animale), ma i due appartenevano a una generazione che aveva rinunciato alla strage di volpi e foche, e non ne avrebbero mai indossata una. I loro cappotti sintetici, quello di lui blu mare, quello di lei beige, stonavano vistosamente nel guardaroba.</p><p>La ragazza tenne Don per il gomito e lui sostenne Sarah, dando vita a una buffa <emphasis>conga</emphasis> cubana che si spostava in direzione di un ampio s�par� presso un caminetto scoppiettante.</p><p>La specialit� del locale era il pesce, che Don detestava; si augur� che avessero almeno la fettina o il petto di pollo. L�arredo era quello che ci si sarebbe aspettati: acquario pullulante di aragoste, reti da pesca appese alle pareti, un casco da sommozzatore posato sopra un barile da aringhe. L�unica differenza rispetto ai ristorantini kitsch era che qui tutti i pezzi sembravano di antiquariato.</p><p>Una volta che ebbero compiuto l�operazione di sedersi, e che la ragazza ebbe preso le ordinazioni per le bevande (due caff� decaffeinati), Don si abbandon� contro il morbido schienale di pelle. � E allora � disse, guardando verso la moglie, a cui la fiamma del caminetto metteva in rilievo le rughe del viso � che te ne pare?</p><p>� � un�offerta da capogiro.</p><p>� Infatti � disse lui, con una smorfia. � Solo che...</p><p>S�interruppe per l�arrivo del cameriere, un uomo alto, di colore, sulla cinquantina, con il frack. Porse loro dei menu stampati su simil-pergamena con copertina in cuoio, prima la signora, poi il signore. Don non capiva: per quanto gran parte della clientela dovesse essere avanti con l�et�, come dimostravano i tavoli quella sera, tuttavia era tutta gente che poteva permettersi occhi nuovi, quindi era strano che...</p><p>� Ehi! � comment�. � Non sono indicati i prezzi.</p><p>� Certo che no, signore � rispose il cameriere. Aveva l�accento haitiano. � Voi siete ospiti del signor McGavin. Ordinate liberamente.</p><p>� Ci dia un momento � chiese Don.</p><p>� Senza problemi, signore � e si dilegu�.</p><p>� Quell�offerta �... � Don cerc� le parole giuste. � �... non so... � folle, ecco.</p><p>� Folle � ripet� Sarah, restituendo la parola al mittente.</p><p>� Voglio dire, quando ero un ragazzino, pensavo che sarei vissuto per sempre, ma...</p><p>� Ma nel frattempo hai accettato l�idea che... che...</p><p>� ...Che morir� presto? � Don sollev� un sopracciglio. � Non mi spaventa la parola �morte�. Vedi? La pronuncio. S�, immagino di essermi pacificato con l�idea, un po� come tutti. Ricordi lo scorso autunno, quando in citt� � arrivato quel mio vecchio amico, Ivan Krehmer? Ci siamo presi un caff� insieme e, b�, sapevamo entrambi che quello sarebbe stato il nostro ultimo incontro. Abbiamo parlato delle nostre vite, delle carriere, dei figli e dei nipoti. � stato un... � studi� il termine � un resoconto finale.</p><p>Lei annu�. � In questi ultimi anni ho pensato spessissimo: �B�, questa sar� l�ultima volta che vedr� questo posto�. � Lanci� un�occhiata all�intorno agli altri avventori. � Non che per forza sia un pensiero triste. Un sacco di volte, l�idea era:</p><p>�Grazie al cielo, questa sar� l�ultima volta�. Il rinnovo del passaporto, gli esami medici ogni cinque anni, e altre seccature assortite...</p><p>Lui stava per rispondere quando torn� il cameriere. � I signori hanno deciso?</p><p>�Neppure lontanamente� pens� Don.</p><p>� Abbiamo bisogno di un altro po� di tempo � disse Sarah. Il cameriere fece un lieve inchin� e si ecliss� di nuovo.</p><p>�Un altro po� di tempo� pens� Don. Gi�, la questione era tutta l�. � E quindi, lui parlava di... cosa?, farti ringiovanire di trentotto anni, cos� sarai ancora tra noi quando arriver� il prossimo messaggio?</p><p>� Di <emphasis>farci</emphasis> ringiovanire � lo corresse Sarah, nel tono pi� fermo che fosse possibile alla sua voce tremante. � E mica ci si deve accontentare. Se tornassimo indietro di trentotto anni, ce ne resterebbero ancora una cinquantina. � Raccolse per un attimo i pensieri. � Avevo letto qualcosa sull�argomento. Dicono che � possibile tornare indietro a qualsiasi et�, dopo quella in cui il corpo ha cessato di crescere. Non si pu� regredire oltre la pubert�, ed � consigliabile non scendere sotto i venticinque anni, perch� devono gi� essere spuntati i denti del giudizio e le ossa del cranio devono essere completamente fuse.</p><p>� Venticinque anni � disse Don, quasi assaporando il numero. � Dopodich� si ricomincia a invecchiare al solito ritmo?</p><p>Lei annu�. � E questo ci darebbe la possibilit� di leggere altri due messaggi di... � abbass� la voce, quasi sorprendendosi di riprendere il termine utilizzato da McGavin � del mio amico di penna.</p><p>Lui stava per obiettare che, dopo altre due risposte aliene, Sarah avrebbe avuto oltre centosessanta anni. Ma quella sarebbe stata la sua et� anagrafica; biologicamente, sarebbe stata solo centenaria. Don scosse la testa, sentendosi stordito. �Solo� centenaria!</p><p>� Mi sembri bene informata � disse.</p><p>Sarah assunse quasi un tono di scusa. � Avevo letto vari articoli quando era stata annunciata la nuova tecnologia. Semplice curiosit�.</p><p>Lui la fiss� negli occhi. � Solo per quello?</p><p>� Ma certo.</p><p>� Io non mi sarei mai neppure sognato di superare i cento.</p><p>� � ovvio. E perch� mai? Essere per anni e anni un rudere, avvizzito, fragile, malaticcio... chi sognerebbe una situazione del genere? Ma cos� � diverso. Don esamin� il volto di lei con un�attenzione che non prestava da tempo. Era il volto di una donna molto anziana; proprio come il suo.</p><p>Di colpo lo folgor� un ricordo. Al loro primo appuntamento, ere geologiche fa, si erano ritrovati in un ristorantino con caminetto, dopo aver assistito (su forti pressioni di Don) alla prima visione di <emphasis>Star Trek IV</emphasis>. Quanto erano belli, i lisci lineamenti di lei; i suoi capelli, bruni e lucidi, risplendevano sotto il roteare delle luci. Lui non avrebbe voluto mai staccarle gli occhi di dosso. E gi� allora era saltata fuori la faccenda dell�et�. Lei gliel�aveva chiesta, e lui aveva risposto di avere ventisei anni.</p><p>�Ehi, anch�io!� aveva risposto lei in tono frizzante. �Quando li hai compiuti?�</p><p>�Il l5 ottobre.�</p><p>�Io a maggio.�</p><p>Lui aveva fatto la carogna. �Oh no, una donna pi� vecchia!� Quanta acqua era passata sotto i ponti. E ora... tornare a quell�et�? Sarebbe stata pura follia. � Ma... ma poi che ci farai... che ci <emphasis>faremo</emphasis>, con tutto quel tempo a disposizione? � chiese lui.</p><p>� Viaggi � fu la pronta rispota di lei. � Giardinaggio. Letture. Corsi universitari.</p><p>� <emphasis>Pfffff</emphasis> � reag� lui.</p><p>Sarah annu�, ammettendo tra s� che non erano grandi allettamenti. Poi per� frug� nella borsetta per estrarre il palmare, batt� su un paio di tasti e gli pass� l�apparecchiatura. Sullo schermo compariva una foto della piccola Cassie, abitino blu e riccioli d�oro. � Accompagnare la crescita dei nostri nipotini � aggiunse Sarah. � Giocare con i nostri bisnipoti, quando arriveranno.</p><p>Lui sospir�. Le discussioni di laurea. I matrimoni. Quelle s� che erano belle prospettive. E potervi partecipare nel pieno delle proprie forze. Tuttavia...</p><p>� Davvero ti piacerebbe assistere ai funerali dei tuoi figli? � disse. � Perch� sar� <emphasis>questo</emphasis> che accadr�. Oh certo, i prezzi del Rollback continueranno a calare, ma non abbastanza in fretta da essere a portata di portafoglio per Carl ed Emily. � Stava per concludere: �Alla fine, potremmo addirittura ritrovarci a seppellire i nostri nipoti�, ma gli manc� il cuore di farlo.</p><p>� Chi pu� dire quanto in fretta caleranno i prezzi? � obiett� Sarah. � Ma, di sicuro, l�idea di avere altri decenni da trascorrere con figli e nipoti � una grossa tentazione. Qualunque cosa succeda alla fine.</p><p>� Forse s� � disse lui. � Forse. Sono solo... solo...</p><p>Lei gli accarezz� la mano, sul legno levigato del tavolo. � Un po� spaventato?</p><p>Non era un�accusa, era condivisione. � Immagino di s�. Un pochino.</p><p>� Anch�io � disse lei. � Ma supereremo insieme le nostre paure.</p><p>Lui sollev� un sopracciglio. � Sicura di potermi sopportare per qualche altro decennio?</p><p>� Non lo farei, se non ci fosse questo.</p><p><emphasis>Ringiovanire</emphasis>. Era un pensiero inebriante. E, a essere sinceri, anche agghiacciante. Ma anche e soprattutto elettrizzante. Un aspetto sgradevole, per Don, era di dover ricevere la terapia in elemosina: se se la fosse potuta anche solo lontanamente permettere, l�avrebbe apprezzata molto di pi�. Ma, anche a vendere casa, azioni, beni e tutto, non avrebbero raggranellato neppure la prima rata del trattamento per uno dei due. Cavoli, perfino McGavin aveva dovuto rifletterci, prima di raddoppiare la spesa!</p><p>Don trovava stupida l�idea che Sarah fosse l�unica persona in grado di comunicare con gli alieni. In compenso, il processo di ringiovanimento era irreversibile; per cui, se un bel giorno fosse risultato che Sarah <emphasis>non</emphasis> era un elemento chiave, loro due avrebbero potuto godersi lo stesso i decenni extra.</p><p>� Avremo bisogno di guadagnarci da vivere � riprese lui. � Capisci, non avevamo preventivato mezzo secolo di pensione.</p><p>� Hai ragione. Chieder� a McGavin di aiutarmi a riottenere una cattedra all�universit�, o qualche altra fonte di reddito.</p><p>� Non � tutto. Che penseranno i nostri figli? Sembreremo pi� giovani di loro.</p><p>� Vero anche questo. Si ritroveranno diseredati, per di pi�.</p><p>� Non perderanno granch� � replic� Sarah con un sorriso. � Sono sicura che, invece, saranno felici per noi.</p><p>Torn� il cameriere, con un velo di esasperazione negli occhi. � I signori hanno scelto?</p><p>Don osserv� Sarah. L�aveva sempre trovata bella. Lo era in quel momento, cos� come a cinquanta anni e a venti. Mentre i lineamenti di lei continuavano a cambiare a causa dei guizzi delle fiamme, lui rivide la fisionomia di tutti quegli anni, quegli stadi di vita trascorsi insieme.</p><p>� S� � rispose lei, sorridendo al marito. � S�, penso che ora abbiamo fatto la nostra scelta.</p><p>Don annu�, e abbass� gli occhi al menu. Avrebbe ordinato la prima cosa che notava. Eppure, lo disorientava ancora il fatto che mancassero le indicazioni in dollari.</p><p>�Tutto ha un prezzo� pens� �anche se non si vede.� <strong>7</strong></p><p>Don e Sarah avevano avuto un�altra discussione sul progetto SETI un anno prima che giungesse il primo segnale da Sigma Draconis. Andavano entrambi per i cinquanta; Sarah, depressa dal fallimento di tutti i tentativi, temeva di aver sacrificato la propria vita a una stupidaggine.</p><p>� Magari l� fuori <emphasis>c��</emphasis> qualcuno � aveva detto Don, durante una passeggiata serale. Qualche anno prima aveva aderito alla religione salutista, per cui ogni sera, nella bella stagione, si faceva mezz�ora a piedi; in inverno sfruttava un <emphasis>tapis roulant</emphasis> che teneva in cantina. � Solo che se ne sta in silenzio � prosegu�. � Allo scopo, diciamo, di non contaminare la nostra civilt�. Direttiva Uno.</p><p>Sarah aveva scosso la testa. � No, no. Gli alieni hanno il <emphasis>dovere morale</emphasis> di farci sapere che esistono.</p><p>� Perch�?!</p><p>� Perch� sarebbero la prova vivente che � possibile sopravvivere all�adolescenza tecnologica. Intendo: l�epoca in cui si possiedono strumenti in grado di annientare la propria specie, e senza i meccanismi per impedirlo. Noi umani abbiamo inventato la radio nel l895 e soli cinquant�anni dopo, nel 1945, la bomba atomica. Ora, � possibile per una civilt� continuare a esistere per secoli o millenni dopo l�invenzione dell�atomica? E se a distruggerla non sar� questo, potranno sempre farlo armi basate sull�intelligenza artificiale, o sulle nanotecnologie, o sull�ingegneria genetica... a meno che non si adottino contromisure. Bene, qualunque civilt� aliena riusciremo a individuare, sar� quasi sicuramente pi� antica della nostra. Ricevere un segnale da loro ci dar� una speranza.</p><p>� Immagino di s� � disse Don. Avevano raggiunto l�incrocio tra il Betty Ann Drive e Senlac Road. Voltarono a destra: sulla Senlac, diversamente dal Betty Ann, c�erano i marciapiedi.</p><p>� Certo che � cos� � aveva ribadito lei. � Questo � il succo del discorso di McLuhan: il mezzo � il messaggio. Baster� individuare un messaggio, anche senza comprenderlo, per ricevere il pi� prezioso degli insegnamenti.</p><p>Lui ci rimugin�. � Sai, dovremmo invitare Peter de Jager una volta o l�altra. � un pezzo che non gioco a �scenari futuribili�.</p><p>Lei s�irrit�. � E adesso che c�entra?</p><p>� B�, per che cosa � diventato famoso?</p><p>� Per il <emphasis>millennium bug</emphasis>.</p><p>� Esatto.</p><p>Peter de Jager abitava a Brampton, appena fuori Toronto. Frequentava alcuni dei circoli cui partecipavano anche gli Halifax. Nel 1993 aveva pubblicato il fondamentale articolo <emphasis>Doomsday 2000</emphasis> sulla rivista �ComputerWorld�, in cui metteva in guardia il mondo da un possibile caos informatico allo scoccare dell�anno 2000. Peter aveva speso i sette anni successivi a diffondere l�allarme in tutti i modi e in tutte le sedi. Si spesero milioni di ore lavorative e miliardi di dollari per correggere il problema. E, quando sorse il sole del 1� gennaio 2000, non capit� nessuna catastrofe: gli aerei continuarono a volare, i conti bancari non si volatilizzarono nel nulla, e cos� via.</p><p>E qualcuno ringrazi� Peter de Jager? No. Anzi, venne scorticato vivo. �Era un ciarlatano� dissero alcuni, tra cui il �National Post� canadese, riassumendo gli eventi principali del 2000. La prova a sostegno di questa tesi era appunto il fatto che non fosse successo niente.</p><p>Adesso Don e Sarah stavano oltrepassando la Willowdale Middle School, a cui era iscritto loro figlio Carl. � Per�, che c�entra il <emphasis>millennium bug</emphasis> con il silenzio degli alieni? � domand� Sarah.</p><p>� Forse si sono accorti che sarebbe <emphasis>pericoloso</emphasis> per noi scoprire che alcune specie hanno superato incolumi l�adolescenza tecnologica. Siamo sopravvissuti al �baco� grazie al duro lavoro di un sacco di gente; ma, una volta che ne siamo usciti, ci siamo convinti che ce l�avremmo potuta fare <emphasis>anche senza</emphasis> tutti quegli sforzi. Il felice ingresso nell�anno 2000 � stato interpretato... per usare la tua espressione... come la �prova vivente� che era scontato sopravvivere. Ecco, anche la scoperta di civilt� aliene verrebbe interpretata a quel modo. Anzich� pensare che superare la nostra fase storica sia una missione impegnativa, ci culleremmo nell�idea che si tratti di una passeggiata. �Se ce l�hanno fatta loro, possiamo tranquillamente farcela anche noi.� � Don fece una pausa. � Immaginiamo che degli alieni, da un pianeta che orbita intorno a... che stella simile al Sole c�� nei paraggi?</p><p>� Epsilon Indi � disse Sarah.</p><p>� Ottimo. Immaginiamo che gli Indi siano in grado di ricevere le trasmissioni TV da una stella vicina, come... mmm...</p><p>� Tau Ceti.</p><p>� Grande. Gli Indi vedono la TV di Ceti. Non che da Ceti lo facciano apposta, ma il segnale vaga nello spazio. E gli alieni di Epsilon Indi dicono: �Ehi, questi tizi si sono appena affacciati alla civilt�, come noi abbiamo fatto eoni fa. Sicuramente stanno attraversando un momento difficile, come si deduce dai loro telegiornali.</p><p>Via, contattiamoli, cos� sapranno che l�avventura � a lieto fine�. E che succede?</p><p>Dopo qualche decennio a Tau Ceti regna il silenzio pi� assoluto. Come mai?</p><p>� Perch� tutti ormai hanno la TV via cavo?</p><p>� Spiritosona! No, � solo che hanno smesso di preoccuparsi della bomba, e tutto il resto. E si sono estinti per disattenzione. Di� a qualcuno che il problema � facile, e lui non si impegner� pi� a risolverlo. Se gli alieni hanno commesso una volta questo errore di comunicazione, adesso staranno in campana.</p><p>Erano arrivati alla Churchill Avenue. Svoltando verso est, passarono davanti alla scuola di Emily � Ma � obiett� Sarah � potrebbero spiegarci <emphasis>come</emphasis> hanno fatto a sopravvivere. Potrebbero fornirci la risposta.</p><p>� La risposta � banale. Come recita il titolo del pi� invenduto bestseller di tutti i tempi: <emphasis>Perdere peso lentamente, mangiando meno e facendo pi� esercizio.</emphasis></p><p><emphasis>�</emphasis> Se lo dice lei, mister Atkins...</p><p>Lui fece finta di arrabbiarsi. � Ma scusami tanto, sto andando a passeggio, o no? E sto mangiando di meno, e sto dimagrendo in modo molto pi� visibile di prima, quando non avevo tagliato i carboidrati. Vuoi sapere la differenza tra me e tutti quelli che perdono chili in fretta con i metodi Atkins, e poi li riprendono in un batter d�occhio? La differenza � che sono trascorsi quattro anni e io non ho ancora mollato. Questo � l�aspetto della dieta che nessuno vuole sentirsi dire: non la si fa per un po�, deve diventare uno stile di vita. Io lo sto facendo, e grazie a questo vivr� pi� sano e pi� a lungo. Non esistono soluzioni semplici. Per nessun problema.</p><p>Interruppero la discussione per attraversare la Claywood, poi ripresero. � Perci� � disse Don � la ricetta per sopravvivere � gi� bell�e pronta: smetterla di farsi la guerra gli uni con gli altri, imparare a essere tolleranti, eliminare il divario tra poveri e ricchi, cosicch� nessuno provi pi� tanto odio per qualcun altro da essere disposto a farsi saltare in aria.</p><p>� Solo che abbiamo <emphasis>bisogno</emphasis> di una soluzione rapida � disse Sarah. Ora che i terroristi hanno accesso alle armi nucleari e biotecnologiche, non possiamo aspettare che tutti ricevano l�illuminazione. O si chiude in fretta il capitolo �terrorismo hightech�, o tanti saluti. E le specie aliene che sono sopravvissute devono per forza aver trovato una soluzione.</p><p>� Certo. Ma, anche se ce la fornissero, non � detto che noi la gradiremmo.</p><p>� Perch�?</p><p>� Perch� la soluzione consiste in un noto <emphasis>topos</emphasis> della fantascienza: la mente ad alveare. In <emphasis>Star Trek</emphasis>, il motivo per cui il Borg assorbe chiunque dentro la Collettivit�, a mio parere, � che si tratta dell�unica strategia sicura. Se tutti pensano con la stessa testa, non c�� pericolo che spuntino terroristi o scienziati pazzi.</p><p>Ovviamente, cos� facendo, si rischia di perdere la nozione che l� fuori esista qualcosa. Potrebbe non passarti neppure per la mente di �contattare qualcun altro�, in quanto ti � diventata estranea la stessa idea di �qualcun altro�. Questo potrebbe spiegare il fallimento del progetto SETI. Oppure se gli alieni, magari per caso, scoprissero la nostra esistenza, potrebbero comportarsi come il Borg, tanto per assicurarsi che noi non facciamo loro del male.</p><p>� Ges�! Messa cos�, � peggio che pensare che gli alieni non esistano.</p><p>� C�� anche un�altra ipotesi � disse Don. � Il totalitarismo assoluto. Ognuno conserva il suo libero arbitrio, ma gli viene impedito di usarlo. Perch� basta un solo squilibrato, una manciata di antimateria, e... <emphasis>ka-booooom!</emphasis> ... addio a tutto il fottuto pianeta.</p><p>Un�automobile che procedeva in direzione opposta suon� due volte il clacson.</p><p>Notarono al volante Julie Fein che salutava. Ricambiarono il saluto.</p><p>� Questo scenario non � molto meglio del Borg � disse Sarah. � Comunque sia, � deprimente non riuscire a individuare alcun segnale. Voglio dire, quando abbiamo cominciato a puntare i radiotelescopi verso il cielo, ci aspettavamo di ricevere onde a valanga. Invece, per tutto questo tempo... quasi cinquant�anni... neppure un <emphasis>bip</emphasis>.</p><p>� Cinquant�anni non sono poi molti � disse Don, in un tentativo di consolarla.</p><p>Sarah aveva lo sguardo perso in lontananza. � No, infatti... � solo una grossa percentuale di una vita.</p></section><section><title><p>8</p></title><p>Carl, il primogenito di Don e Sarah, era famoso per i suoi gesti teatrali, per cui il padre ringrazi� il cielo che non avesse sparso il caff� sull�intera tovaglia. Invece, aveva deglutito a fatica e poi aveva esclamato, con un�intensit� degna della peggiore sit-com: � Avete intenzione di fare... cooosaaa? � Accanto a lui sedeva la moglie Angela. I figli, Percy e Cassie (diminutivi di Perseus e Cassiopeia.</p><p>Esatto, i nomi li aveva suggeriti la nonna), erano stati spediti di sotto a guardare un film.</p><p>� Di farci ringiovanire � ripet� Sarah, come se fosse la cosa pi� naturale del mondo.</p><p>� Ma costa... non so quanto � disse Carl girandosi verso Angela, come se lei avesse la cifra sottomano. Siccome non ce l�aveva, lui prosegu�: � Miliardi e miliardi.</p><p>Don not� che sua moglie sorrideva. Qualcuno pensava che avessero chiamato loro figlio �Carl� in onore di Sagan; invece portava il nome del nonno materno.</p><p>� � vero � rispose Sarah � ma non saremo noi a pagare. Lo far� Cody McGavin.</p><p>� Conosci McGavin? � disse Angela, stupefatta come se la suocera avesse annunciato di essere amica del papa.</p><p>� Solo da una settimana. In compenso lui conosceva gi� me: ha stanziato una montagna di fondi per SETI. � Sarah fece spallucce. � � una delle cause in cui crede.</p><p>� Ed � disposto a sborsare quella cifra per te? � chiese Carl, scettico.</p><p>Sarah annu�. � E per tuo padre. � Raccont� del loro incontro con il miliardario. Angela rimase a bocca aperta. Fino a poco tempo prima, sua suocera era solo un �cara vecchietta�, non �la Grande Vecchia del progetto SETI�.</p><p>� Per�, anche se � tutto spesato � disse Carl alla fine � nessuno sa quali siano gli effetti a lungo termine del... della... come si chiama?</p><p>� Rollback � disse Don.</p><p>� Proprio quello. Nessuno sa a cosa porti.</p><p>� Si dice lo stesso per ogni novit� � rispose Sarah. � Nessuno sapeva che effetti avrebbe avuto la dieta a basso contenuto di carboidrati, e guarda tuo padre.</p><p>Sono quarant�anni che segue quel regime, e ha mantenuto inalterati i valori di peso, colesterolo, pressione, zuccheri.</p><p>Don non fu entusiasta dell�esempio scelto: forse Angela non sapeva che in passato lui era stato un ciccione. Aveva cominciato a prendere peso all�epoca dell�universit�, e a quaranta anni aveva superato il quintale; un po� troppo, per uno alto un metro e sessanta. Grazie per� alla dieta rigorosa e ininterrotta si era stabilizzato sugli ottanta chili. Mentre gli altri intorno a lui ingollavano bistecche e patatine, lui prendeva doppia razione di fagioli.</p><p>� Inoltre � continu� Sarah � se non lo far�, niente di ci� che realizzo oggi avr� effetti a lungo termine. Perch� <emphasis>io</emphasis> non sar� a lungo termine. Anche se dopo venti o trent�anni di nuova vita mi dovesse capitare un tumore o un infarto, sarebbero comunque venti o trent�anni guadagnati.</p><p>Sulla faccia di Carl comparve un�espressione perplessa. Doveva pensare a quando sua madre aveva avuto un cancro, quando lui aveva nove anni. Ma era evidente che non riusciva a trovare un�obiezione adeguata. � E va bene � disse alla fine. Osserv� Angela, poi di nuovo sua madre. � Bene. � A quel punto sorrise. Quando sorrideva in quel modo diventava identico a suo padre, anche se Don non lo ammetteva. � Per� dovrete accettare di fare pi� spesso i babysitter.</p><p>Superato quello scoglio, tutto fil� via di gran carriera. Per quanto nessuno lo affermasse a chiare lettere, era dato per implicito che il tempo era prezioso. Senza il trattamento, Sarah (e altrettanto Don, ma nessuno sembrava dargli peso) poteva spirare da un giorno all�altro, o avere un ictus o subire qualche altro danno neurologico a cui neppure il processo di ringiovanimento avrebbe potuto rimediare.</p><p>Don aveva scoperto su Internet che i diritti di sfruttamento della tecnologia del Rollback appartenevano a una societ� chiamata Rejuvenex, che poteva fissare qualunque prezzo ritenesse vantaggioso per i propri azionisti. Sorprendentemente, nei due anni in cui il procedimento era disponibile, meno di un terzo delle volte era stato usato per persone dell�et� di lui e Sarah, o pi�. Addirittura, in una quindicina di casi si era trattato di quarantenni; probabilmente terrorizzati alla vista dei primi capelli bianchi, e con qualche miliardo da buttare via.</p><p>Don era inoltre risalito all�informazione che la prima azienda biotech a lavorare a processi di Rollback era stata la Geron di Michael West nel 1992. Aveva sede a Houston, non senza un motivo: il capitale iniziale proveniva da un gruppo di petrolieri texani bramosi di ottenere l�unica cosa che il denaro finora non era stato in grado di dar loro.</p><p>Peccato che il petrolio fosse roba da millennio scorso. Attualmente la pi� alta concentrazione di miliardari si trovava a Chicago, patria della fusione a freddo (a iniziare erano stati i laboratori Fermilab), citt� che non a caso ospitava anche Rejuvenex. Carl era andato a Chicago insieme ai genitori; non aveva dissipato tutti i dubbi, e desiderava accertarsi che venissero trattati nel modo giusto.</p><p>Don e Sarah non erano mai entrati in una clinica privata prima di allora, come del resto molti cittadini canadesi. In Canada non esistevano neppure le universit� private, con grande gioia di Sarah: istruzione e salute � diceva sempre � sono beni pubblici. Con tutto ci�, alcuni facoltosi amici sapevano come aggirare le liste d�attesa in ospedale, avvalendosi di impianti esclusivi che sorgevano nel ricco sud del Paese.</p><p>Ma i clienti Rejuvenex non erano solo facoltosi, erano di pi�. Neppure le star del cinema, pietra di paragone della ricchezza, potevano permettersi un Rollback.</p><p>L�opulenza della struttura era da <emphasis>Mille e una notte</emphasis>. Gli ambienti comuni avrebbero fatto sprofondare nella vergogna gli alberghi a sei stelle; i laboratori erano pi� avanzati delle astronavi negli ultimissimi film di fantascienza che Percy faceva vedere a Don.</p><p>Il trattamento cominciava con un body-scan completo allo scopo di catalogare i guasti da correggere: giunture sconnesse, arterie parzialmente otturate, eccetera. I danni che non mettevano a repentaglio la vita del paziente sarebbero stati risolti chirurgicamente dopo il ringiovanimento; quelli urgenti, subito.</p><p>Sarah necessitava di un�anca nuova e di riparazioni a entrambe le ginocchia, oltre all�infusione di calcio nelle ossa: tutte cose che potevano aspettare. Don nel frattempo poteva usare il rene buono che gli era rimasto; dopo il Rollback, gliene avrebbero clonato uno nuovo dalle sue stesse cellule e glielo avrebbero inserito al posto di quello malandato. Aveva inoltre bisogno di nuove retine, nuova prostata, e cos� via. Gli sembrava di assistere alla scena in cui il dottor Frankenstein passava la lista della spesa a Igor.</p><p>Grazie a una combinazione di tecniche laparoscopiche, droni nanotech iniettati nel sangue e tradizionali bisturi, vennero eseguite le riparazioni chirurgiche urgenti, in diciannove ore per Sarah e sedici per Don. Un genere di operazioni che si solito vengono sconsigliate a persone di quella et�, dato che lo stress biologico pu� superare i benefici; infatti gli avevano comunicato che durante l�intervento alle valvole cardiache di Sarah c�era stato qualche momento di incertezza, ma alla fine ne erano usciti entrambi in condizioni ragionevolmente buone.</p><p>Gi� questa prima fase costava un patrimonio (il Piano salute provinciale, per i coniugi Halifax, non prevedeva nemmeno interventi opzionali negli USA), ma non era nulla in confronto alle terapie genetiche per riaggiustare il DNA in <emphasis>ognuna</emphasis> delle migliaia di miliardi di cellule del loro corpo. Un momento chiave era costituito dall�allungamento dei telomeri ma, fatto questo, molto restava ancora da fare: ogni sequenza di DNA andava controllata per verificare eventuali errori di copiatura avvenuti nel tempo. Quando se ne trovavano, e in una persona anziana ce n�erano miliardi, occorreva riscrivere le stringhe, nucleotide per nucleotide; un processo complesso e delicato da eseguire in cellule viventi. In seguito occorreva raccogliere ed espellere i radicali liberi, riassettare le sequenze di regolazione, e avanti cos�, cento procedure per rimediare ad altrettanti scompensi.</p><p>Una volta terminato, in Don e Sarah non si notava nessun cambiamento apparente. Fu loro detto che sarebbe avvenuto piano piano, nei prossimi mesi: un rafforzamento qua, un rassodamento l�, la scomparsa di una ruga, la ricrescita di un muscolo.</p><p>Cos� Don, Sarah e Carl tornarono a Toronto, sempre a spese di Cody McGavin.</p><p>I voli da e per Chicago erano stati per Don le prime occasioni per viaggiare in prima classe. Paradossalmente per�. tra piccole operazioni e altri fastidi medici, adesso si sentiva peggio di prima.</p><p>Per vari mesi lui e Sarah avrebbero fatto infusioni ormonali due volte a settimana, e una volta alla settimana sarebbe arrivato in aereo un medico di Rejuvenex, tutto incluso nel prezzo, per tenere sotto controllo l�andamento del Rollback. Don aveva un vago ricordo del dottore di famiglia che negli anni �6o veniva a fare le visite a casa; per la mentalit� canadese, tante attenzioni mediche sembravano quasi peccaminose.</p><p>C�erano stati anni in cui aveva evitato di guardarsi allo specchio, a parte l�indispensabile per farsi la barba. In passato non gli piaceva vedersi cos� grasso; in tempi pi� recenti, non gli piaceva vedersi cos� vecchio. Adesso per� esaminava accuratamente la propria immagine riflessa nello specchio del bagno, e si tirava la pelle per vedere se era diventata pi� elastica. Nonch� la pelata, per vedere se ricrescevano i capelli. Gli era stato promesso che li avrebbe riavuti indietro, e del color biondo sabbia della sua giovent�, mica quelli grigi della mezz�et� n� tanto meno quelli radi e bianchi degli ottant�anni.</p><p>Aveva sempre avuto un grosso naso che, insieme alle orecchie, si era ulteriormente sviluppato con l�et�, dato che le cartilagini continuano a crescere senza interruzione. Ma, una volta che il Rollback fosse completo, naso e orecchie sarebbero tornati alle proporzioni dei suoi venticinque anni.</p><p>Anche sua sorella Susan, scomparsa quindici anni fa, era afflitta da quell�inestetismo; diventata maggiorenne, dopo anni di insistenze con i genitori, si era sottoposta a una rinoplastica. Don ricordava il momento topico in clinica, quando l�infermiera aveva tolto le bende dopo settimane di cure, e ne era emerso un nasino alla francese: capolavoro del dottor Jack Carnaby, il mago del reparto.</p><p>A Don sarebbe piaciuto che anche per lui fosse venuto quel magico giorno. Il momento di esclamare �ah-haaa!�, di sentire le forze che riaffluivano ai muscoli, di librarsi come una farfalla dal bozzolo. Non era cos�. Il processo prevedeva settimane e settimane di cambiamenti graduali, man mano che le cellule si suddividevano e si rinnovavano a ritmo accelerato, e si modificavano i livelli ormonali, e i tessuti si rigeneravano, e gli enzimi...</p><p>�Mio Dio� pens� Don. �Dio, Dio!� <emphasis>C�era</emphasis> un ciuffo di capelli pi� scuri, che cominciavano a risalire dalla nuca verso la calotta, alla riconquista di un territorio che si era dato perso per sempre.</p><p>� Sarah! � grid�, e per la prima volta pot� gridare senza che la gola gli raschiasse. � Sarah! � Si mise a correre... correre!... gi� per le scale fino al soggiorno, dove la moglie era distesa in poltrona, con lo sguardo fisso al caminetto spento.</p><p>� Sarah! � Abbass� la testa. � Guarda!</p><p>Lei usc� dai sogni a occhi aperti in cui si era smarrita. Lui, da quella posizione, non poteva osservarla, ma ne ud� la voce: � Io non vedo niente.</p><p>� <emphasis>Uff!</emphasis> � fece lui. � Tasta, allora!</p><p>Le dita di lei, dalla pelle rugosa, cascante, gli percorsero lo scalpo tracciando sentieri in mezzo alla ricrescita. � Santo cielo!</p><p>Lui rialz� la testa, con un sorriso vittorioso. Aveva saputo sopportare con stoicismo la prima comparsa della calvizie, intorno ai trent�anni, ma adesso era felice come una Pasqua.</p><p>� E tu? � chiese alla moglie, mentre si accomodava sul bracciolo. � Qualche segno?</p><p>Sarah scosse la testa, lentamente, con un velo di tristezza. � No. Ancora nulla.</p><p>� Vedrai � fece lui, accarezzandole il braccio � sono sicuro che avrai presto delle novit�.</p></section><section><title><p>9</p></title><p>Sarah non avrebbe mai dimenticato il 1� marzo 2009. Aveva quarantotto anni, da cinque anni era una sopravvissuta al cancro al seno, e da dieci aveva una cattedra all�Universit� di Toronto. Si era appena incamminata per il corridoio del quattordicesimo piano dell�ateneo, quando aveva sentito squillare il telefono dal suo ufficio. Si precipit� a rispondere, lieta che in quell�ambiente non fossero prescritte scarpe con i tacchi. Per fortuna aveva gi� in mano la chiave, altrimenti non sarebbe riuscita a varcare la soglia dell�ufficio prima che scattasse la segreteria telefonica. � S�, pronto? � aveva detto nella cornetta beige.</p><p>� Sarah, sono Don. Hai sentito le novit�?</p><p>� Ciao, tesoro. No, sono disinformata: che � successo?</p><p>� � arrivato un messaggio da Sigma Draconis.</p><p>� Ma che stai dicendo?!</p><p>� Un messaggio da Sigma � ripet� lui, come se l�obiezione fosse dovuta a problemi di udito. � Sono in ufficio. La notizia � su tutti i canali e tutti i siti Internet.</p><p>� Non � possibile � disse lei, e intanto accendeva il computer: � Mi avrebbero avvertita, prima di dare pubblicit� alla cosa.</p><p>� � cos�, ti dico. Ti vogliono stasera ad <emphasis>As It Happens</emphasis>.</p><p>� Gi�, immagino. Ma dev�essere una bufala. In base alla �Dichiarazione di principi�...</p><p>� In questo momento c�� Seth Shostak che ne sta parlando alla NPR. Pare che il messaggio sia arrivato stanotte, e che qualcuno abbia fatto la spia.</p><p>Il computer di Sarah stava ancora caricando. Si sentirono le note musicali che accompagnavano l�apertura del sistema. � E che dice?</p><p>� Boh. Qui ognuno sta sparando la propria ipotesi.</p><p>Sarah batteva le dita sulla scrivania, innervosita dalla lentezza del PC. Una dopo l�altra, le icone apparivano sul desktop; altre, pi� piccole, sulla barra di sistema.</p><p>� In ogni caso � disse Don � ora devo proprio andare, mi chiamano dalla sala regia. Pi� tardi ti contatteranno per accordarsi con te su un�intervista. Il messaggio lo trovi dappertutto in Rete. Ciao!</p><p>� Ciao. � Abbass� la cornetta con la mano sinistra, mentre con la destra manovrava il mouse. Presto ebbe a video il messaggio: una lunga sfilza di numeri O e 1. Ancora perplessa, Sarah apr� qualche altra finestra per scoprire quando e come fosse avvenuta la ricezione, che cosa fosse stato appurato finora, eccetera.</p><p>Venne fuori almeno una certezza: non era una bufala.</p><p>Sarah si lasci� andare sulla sedia della scrivania e, sebbene fosse sola, ripet� ad alta voce la frase che a SETI era diventata un mantra, dopo che Walter Sullivan l�aveva utilizzata come titolo di un suo famoso libro: � Non siamo soli...</p><p>� Ma, professoressa Halifax, potremmo non riuscire mai a decodificare il messaggio alieno, non � cos�? � aveva chiesto, sempre nel 2009, l�intervistatrice radiofonica Carol-qualcosa durante la trasmissione <emphasis>As It Happens</emphasis>. � Voglio dire, viviamo su questo pianeta insieme ai delfini, ma non capiamo che cosa si dicono tra loro. Come faremo a interpretare la lingua di gente di un altro mondo?</p><p>Sarah sorrise in direzione di Don, che si trovava in regia dalla parte opposta della vetrata. Era un tema che tra loro due avevano gi� affrontato. � Anzitutto, i delfini potrebbero non avere nessuna lingua; almeno, non una lingua ricca e concettuale come la nostra. In rapporto alle dimensioni corporee, infatti, il loro cervello � piu piccolo del nostro, e ne usano gran parte a scopi di eco-locazione.</p><p>� Insomma, non comprendiamo il loro linguaggio perch� non ce l�hanno?</p><p>� Esatto. Inoltre, il solo fatto che viviamo sullo stesso pianeta dei delfini non implica che abbiamo pi� cose in comune con loro che con gli alieni. Con i cetacei, anzi, abbiamo pochissimo in comune. Loro, per esempio, non hanno mani; ma gli alieni s�, senz�altro.</p><p>� <emphasis>Wow</emphasis>, professoressa Halifax! Come fa a saperlo?</p><p>� Per il semplice fatto che hanno costruito dei radiotrasmettitori. Hanno dimostrato di essere una specie tecnologicamente avanzata. � un fatto quasi certo che abitino sulla terraferma, e anche questo li rende pi� simili a noi che i delfini.</p><p>Ora, per costruire apparecchi radio � necessario usare il fuoco per la metallurgia, e cos� via. Inoltre, va da s� che usare segnali radio presuppone conoscenze matematiche, ed ecco un�altra caratteristica che condividiamo.</p><p>� Non tutti noi umani siamo bravi in matematica � disse l�intervistatrice in tono carezzevole. � Per�, in soldoni, sta dicendo che chi ha <emphasis>inviato</emphasis> il messaggio deve per forza essere molto simile a chi lo voleva <emphasis>ricevere</emphasis>?</p><p>Sarah ponder� per qualche istante. � B�, mmm... s�. S�, ritengo che sia cos�.</p><p>La dottoressa Petra Jones era nera, alta e vestita in modo impeccabile; dimostrava trent�anni, ma con gli impiegati Rejuvenex non si poteva mai sapere, pens� Don. Comunque, era una gran bella donna, con zigomi alti e occhi vivaci. E con treccine rasta: una moda che nel corso della sua vita Don aveva visto sparire e riapparire varie volte. Era venuta a casa Halifax per la consueta visita settimanale, nell�ambito di un itinerario fisso che la portava in diverse citt� a supervisionare le condizioni dei clienti Rejuvenex.</p><p>Petra si accomod� nel soggiorno di Betty Ann Drive, incrociando le lunghe gambe. Di fronte a lei c�era una delle finestre che si aprivano ai lati del caminetto.</p><p>Fuori, la neve si era sciolta; stava arrivando la primavera. La dottoressa fiss� Sarah, poi Don, poi di nuovo Sarah, e alla fine disse senza tanti giri: � Qualcosa � andato storto.</p><p>� Che vuol dire? � scatt� Don.</p><p>Ma Sarah annu�. La sua voce tradiva una profonda tristezza. � Non sto avendo nessun Rollback, vero?</p><p>Don ebbe un tuffo al cuore. Petra scosse la testa; le perline intrecciate ai capelli emisero un ticchettio. � Mi spiace. Davvero � disse, con la massima dolcezza possibile.</p><p>� Lo sapevo � gemette Sarah. � Me lo sentivo, dentro.</p><p>� Ma perch�? � premette Don. � Perch� diavolo non ha funzionato?</p><p>Petra sollev� appena appena le spalle. � Questo � il problema. Una nostra squadra ci sta lavorando proprio in questo istante, e...</p><p>� E si potr� trovare una soluzione? � disse Don. �Dio, ti prego, f� che succeda.�</p><p>� Non lo sappiamo ancora � rispose Petra. Finora non era mai capitato. � Fece una pausa, come per raccogliere le idee. � L�operazione di allungamento dei telomeri si � conclusa con successo, signora Sarah; ma, per qualche ragione, man mano che i suoi cromosomi si riproducono, ignorano le nuove sequenze terminali.</p><p>Invece di trascrivere fino in fondo il suo DNA, l�enzima replicatore si ferma prima, al punto in cui i cromosomi terminavano in precedenza. � Altra pausa. � Vengono rigettati anche altri processi biologici da noi introdotti. E, anche in questo caso, non capiamo perch�.</p><p>Don era scattato in piedi. � Stronzate! � disse. � Laggi� affermavano tutti di sapere benissimo cosa stavano facendo.</p><p>Petra ebbe un attimo di esitazione, poi prese coraggio. � Ascolti � disse � io sono un medico, non una commerciale. Le nostre conoscenze sui processi di senescenza e morte programmata delle cellule <emphasis>superano</emphasis> quelle di chiunque altro.</p><p>Ma a oggi abbiamo realizzato meno di duecento trattamenti di ringiovanimento pluridecennale su esseri umani. � Allarg� lievemente le braccia. In gran parte, � un territorio ancora inesplorato.</p><p>Sarah teneva gli occhi abbassati sulle proprie mani raccolte in grembo. Mani dalle giunture ingrossate, rivestite di pelle trasparente, picchiettate di macchie. � Rimarr� vecchia. � Non era una domanda, era un�affermazione.</p><p>Petra chiuse gli occhi. � Mi spiace cos� tanto, Sarah... � Poi per� ritrovo un po� di brio, anche se a Don parve forzato. � Tuttavia, alcuni dei processi hanno avuto effetti benefici, e apparentemente nessuno ha avuto conseguenze negative.</p><p>La volta scorsa, non mi diceva che le erano scomparse alcune forme di disagio?</p><p>Sarah osserv� Don, aguzzando la vista come se volesse mettere a fuoco un oggetto lontano. Lui la raggiunse e si piazz� accanto a lei, posandole una mano sulla spalla ossuta. � Dovete avere qualche idea su cosa sia successo � sibil� in direzione di Petra.</p><p>� Come dicevo, il problema � attualmente allo studio. Tuttavia...</p><p>� Cosa? � disse Don.</p><p>� B�, signora Halifax, se lei in passato ha sofferto di tumore al seno...</p><p>Sarah si irrigid�. � S�, e allora? � stato decenni e decenni fa.</p><p>� Quando abbiamo ricostruito il suo curriculum sanitario, prima dell�inizio del trattamento, lei ci ha indicato le cure a cui si era sottoposta: chemioterapia, radioterapia, farmaci, mastectomia.</p><p>� Infatti.</p><p>� Uno dei nostri esperti ritiene che questo possa avere influito. Non in rapporto alle cure riuscite, di cui ci ha parlato, ma a eventuali cure <emphasis>inefficaci</emphasis> tentate in precedenza. Ce ne sono state?</p><p>� Dio santo � disse Sarah � non posso ricordarmi di tutti i dettagli, sono passati pi� di quarant�anni ormai. Ho gi� spremuto le meningi per recuperare tutto il possibile.</p><p>� Certo, naturalmente � disse Petra in tono cortese. � Forse potremmo contattare l�allora medico curante.</p><p>� � defunto da un pezzo � rispose Don. � Quanto all�oncologa che si occup� di Sarah, gi� allora aveva sessant�anni; anche lei sar� morta ormai.</p><p>Petra annu�. � Non c�� l�eventualit� che i medici di allora abbiano passato le cartelle cliniche ai loro successori?</p><p>� Cristo, e che ne sappiamo noi! � sbott� Don. � Quando cambiavamo medico, compilavamo sempre dei moduli, e sono sicuro che abbiamo sempre autorizzato la trasmissione dei dati, ma...</p><p>La dottoressa annu� di nuovo. � Ma tutto questo avveniva all�epoca dei moduli cartacei, giusto? Chiss� che fine hanno fatto dopo tutti questi anni. Per�, la persona che sta seguendo il caso ha scoperto che in quel periodo... agli inizi del XXI secolo, no?... qui in Canada erano previsti trattamenti anticancro a base di interferone, che negli Stati Uniti erano invece illegali. Ecco perch� li conosciamo poco e male; e sono fuori mercato da molto tempo, dopo la scoperta di farmaci migliori intorno al 2010. Stiamo tuttavia cercando di procurarci qualche campione, da qualche parte, per eseguire dei test. Secondo il nostro esperto, se lei si fosse sottoposta a quel tipo di cura, potrebbe essere questa la causa del fallimento del Rollback. Avrebbe infatti eliminato alcuni fondamentali virus commensali.</p><p>� Cristo santo, avreste dovuto informarvi meglio � disse Don. � Potremmo farvi causa!</p><p>Petra gli rivolse uno sguardo di sfida, stringendo i pugni. � E per cosa? Per un trattamento medico che non avete pagato, e che non ha avuto effetti collaterali negativi?</p><p>� Don, ti prego � intervenne Sarah. � Non intendo fare causa a nessuno. Non voglio...</p><p>Tacque, ma la frase inespressa era chiara: �Non voglio passare in tribunale il poco tempo che mi resta�. Don le accarezz� la spalla per rassicurarla. � Okay okay. Ma non si potrebbe ritentare? Rifare da capo tutta la procedura?</p><p>� Lo abbiamo <emphasis>gi�</emphasis> fatto � rispose Petra. � Su campioni di tessuto prelevati da sua moglie. Non � servito a nulla.</p><p>Don sent� che la bile gli saliva in gola. Maledizione, maledizione a tutti. A Cody McGavin per aver messo loro in testa quell�idea delirante. Alla Rejuvenex. Ai maledetti alieni su Sigma Draconis II. Che andassero tutti all�infemo!</p><p>� Questo � grottesco � sbott�, annuendo nervosamente. Stacc� la mano dalla spalla di Sarah, port� le mani dietro la schiena e si mise a camminare per lo stretto pavimento del soggiorno. Quel soggiorno che da tanto tempo li ospitava; dove i loro figli avevano imparato a gattonare; dove ogni particolare raccontava una storia. Memorie di decenni trascorsi insieme, momenti belli e momenti brutti, vacche grasse e vacche magre.</p><p>Inspir� in profondit�; poi, volgendo la schiena alle due donne, disse: � Allora chiedo che sia sospeso il mio trattamento di Rollback.</p><p>� No, caro � disse Sarah. � Non farlo.</p><p>Lui si volt�, marciando verso di loro. � � l�unica soluzione sensata. Non sono stato io a chiedere di farlo, e adesso non mi interessa pi� un accidente, se non ci sarai anche tu.</p><p>� Pensa a tutte le cose belle che abbiamo detto � rispose Sarah. � Veder crescere i nipotini, e veder nascere i loro figli. Non posso permettertelo. Non te lo permetter�.</p><p>Lui scosse la testa. � No. Non lo voglio pi�. Non pi�. � Si ferm� e guard� Petra dritto nelle pupille. � Disfiamo tutto.</p><p>Petra spalanc� i grandi occhi castani. � Non possiamo. N� io n� altri.</p><p>� Che vuol dire: �Non possiamo�?!</p><p>� Che il processo ormai � in corso. I suoi telomeri sono stati allungati, i radicali liberi sono stati spazzati via, il DNA � stato riparato, e tutto il resto. Non esiste nessun modo di tornare indietro.</p><p>� Deve esistere.</p><p>La dottoressa la prese con filosofia. � Finora non � stata finanziata molta ricerca per accorciare la vita umana.</p><p>� Ma sarete in grado di arrestare un processo gi� avviato, no? Va bene, non potr� tornare agli ottantasette anni tutto d�un colpo, lo capisco. Adesso avr�... diciamo settant�anni, okay? Fermiamo il Rollback <emphasis>qui</emphasis>. � Punt� l�indice su un punto del pavimento davanti a s�. A settant�anni andava ancora bene, la differenza di et� tra loro due non sarebbe stata eccessiva. Del resto, Ivan Krehmer era sposato con una donna di quindici anni pi� giovane; Don non aveva presenti casi in cui il gap fosse invertito, ma sicuramente in giro ce n�erano.</p><p>� Non c�� modo di fermarsi in anticipo � ribad� Petra. � Nella terapia di ringiovanimento sono stati codificatii tempi. Una volta che il processo � innescato, avanza inesorabilmente: ogni volta che le sue cellule si divideranno, lei acquister� in giovinezza e forza fisica, fino al raggiungimento del target.</p><p>� Cambiamo terapia, allora � disse Don. � Diamo alle cellule il contrordine di...</p><p>� L�esperimento era stato tentato su cavie da laboratorio, cos�, per completezza.</p><p>� E...?</p><p>Lei alz� le spalle. � E sono morte tutte. La divisione cellulare si blocca del tutto. Mi spiace, dovr� permettere al Rollback di seguire il suo iter. Potremmo annullare gli interventi chirurgici a posteriori, questo s�: i denti, le giunture, il rene... Ma che utilit� avrebbe?</p><p>Don aveva il batticuore. � Quindi, dovr� regredire fino a venticinque anni?</p><p>Petra fece cenno di s�. � Occorreranno un paio di mesi; al termine del periodo la sua et� biologica sar� quella, dopodich� riprender� a invecchiare normalmente.</p><p>� Cristo � disse lui. Venticinque anni. Accanto a una donna di ottantasette. � Cristo Dio benedetto.</p><p>Petra era ammutolita, sembrava sotto shock. Scuoteva lentamente la testa.</p><p>� Che c��? � chiese Don.</p><p>Lei sollev� lo sguardo; le ci volle qualche secondo per fare mente locale. � Mi spiace. � solo che... b�, non avrei mai immaginato che un giorno avrei dovuto chiedere scusa a qualcuno per avergli regalato sessanta o settant�anni di vita.</p><p>Don si accovacci� accanto alla poltrona su cui era distesa Sarah. Fino a poco tempo prima, quel movimento sarebbe stato accompagnato da fitte tremende; ma Don non si congratul� con se stesso. � Sono addolorato, amore. Non so che fare.</p><p>Sarah scosse il capo. � Non devi esserlo. Andr� tutto bene, vedrai.</p><p>�E come?� si domand� lui. Le loro vite si erano sempre dipanate in sincronia: stessa et�, stesso background. Entrambi ricordavano quando, a nove anni, avevano visto le immagini di Neil Armstrong che lasciava un�impronta sul suolo lunare.</p><p>Erano entrambi teenager allo scoppiare dello scandalo Watergate. Non avevano ancora trent�anni quando era caduto il muro di Berlino. Poco pi� di trenta, quando era crollata l�Unione Sovietica. Quasi cinquantenni quando era arrivato il primo messaggio dallo spazio. Ancora prima di conoscersi, avevano gi� attraversato le stesse tappe; poi erano cresciuti ed erano maturati uno accanto all�altra, come due bottiglie di vino della stessa annata.</p><p>Don si sentiva ronzare la testa. Vedeva il volto di Sarah come attraverso una nebbia. Le lacrime stavano riuscendo dove Rejuvenex aveva fallito: facevano sembrare lisci i lineamenti di sua moglie.</p></section><section><title><p>10</p></title><p>Come gran parte dei ricercatori SETI, Sarah aveva lavorato fino a tardi per parecchi giorni dopo la ricezione del primo messaggio alieno nel 2009. Una di quelle sere, terminato il turno alla CBC, Don era andato a trovarla nel suo ufficio all�Universit� di Toronto.</p><p>� <emphasis>Toc toc</emphasis>, c�� qualcuno? � si era annunciato.</p><p>Sarah si era voltata con un sorriso radioso, dovuto al fatto che lui portava con s� una scatola della pizza. � Sei un angelo! � tub� lei. � Grazie, tesoro.</p><p>� Ah... perch�, ne volevi una anche tu?</p><p>� Maiale!... Cosa hai preso?</p><p>� Una <emphasis>Amanti del Salame</emphasis>, perch�, b�, a me piace il salame e noi siamo amanti.</p><p>� <emphasis>Bah!</emphasis> � reag� Sarah. Lei la preferiva con i funghi, ma lui non li sopportava.</p><p>Tutto questo, oltre al fatto che a lui non piaceva nemmeno il pesce, aveva dato origine a una storiella che Don si divertiva a raccontare in varie occasioni:</p><p>�Bisognerebbe solo assumere alimenti corrispondenti al proprio grado di evoluzione. Perci�: solo animali a sangue caldo, come mammiferi e uccelli, e solo piante che operano la fotosintesi�.</p><p>� Grazie per il pensiero � disse lei. � Ma, i ragazzi?</p><p>� Ho chiamato Carl dicendogli di ordinare una pizza per s� ed Emily. Gli ho detto che poteva prendere i soldi dal mio comodino.</p><p>� Quando � festa per Donald Halifax, � festa per tutti! � comment� lei con un sorriso.</p><p>Lui si stava guardando attorno per trovare un posto dove posare la cena. Sarah scatt� per andare a togliere un mappamondo celeste da in cima a un armadietto, deponendolo a terra. Don mise la scatola al posto del mappamondo e la apr�. La pizza era ancora fumante; del resto la pizzeria si trovava a due passi.</p><p>� B�, come sta andando? � chiese Don. Non era la prima volta che le faceva da catering: in una sorta di credenza aveva lasciato piatti, coltelli e forchette di plastica, che and� a prendere. Intanto Sarah si serviva di un trancio di pizza, staccando i filamenti di formaggio con le dita.</p><p>� � una corsa contro tutti � rispose, sedendosi alla postazione di lavoro. � Sto facendo progressi, ma chi lo sa se sono avanti o indietro rispetto al resto del mondo? In Rete circolano un sacco di commenti, ma dubito che qualcuno abbia gi� diffuso rivelazioni clamorose.</p><p>Lui s�impadron� dell�altra sedia, una pieghevole, e le si mise accanto. Sarah si era abituata allo stile del marito nel mangiare la pizza, il che non significa che lo apprezzasse. Anzitutto la crosta non rientrava nella sua dieta (a parte il fatto che erano in molti a lasciarla; ma Sarah ne era ghiotta). Poi Don avvolse salame e mozzarella intorno alla forchetta come fossero spaghetti; lo faceva perfino con il ripieno dei panini.</p><p>� In ogni caso � prosegu� Sarah � si � sempre partiti dal presupposto che la matematica fosse un linguaggio universale, e io continuo a pensarlo. Ma gli alieni ne hanno ricavato qualcosa che avrei ritenuto impossibile.</p><p>� Vedere! � disse Don, accostando di pi� la seggiola.</p><p>� Per prima cosa ci sono un paio di simboli che, a detta di tutti gli esegeti, hanno la funzione di parentesi. Vedi la sequenza? � Indic� una serie di tozzi segni sullo schermo. � Quel simbolo indica �aperta parentesi�, quell�altro �chiusa parentesi�. Bene, ho fatto in fretta e furia una traslitterazione nei simboli usati sulla Terra, ed ecco che cosa dice la prima parte del messaggio... � Apr� un�altra finestra, e comparve:</p><cite><p>{ } = 0</p><p>{ * } = l</p><p>{ ** } = 2</p><p>{ *** } = 3</p><p>{ **** } = 4</p><p>{ ***** } = 5</p><p>{ ****** } = 6</p><p>{ ******* } = 7</p><p>{ ******** } = 8</p><p>{ ********* } = 9</p></cite><p>� Intelligenti, no? � comment� Sarah. � Le parentesi ci fanno immediatamente capire che nella prima riga non � contenuto nulla. E non � tutto.</p><p>Indicando i numeri da 0 a 9 gli alieni mostrano di ragionare in base 10, il che potrebbe indicare che possiedono il nostro stesso numero di dita, oppure hanno decodificato qualche nostra trasmissione TV e si sono adeguati al nostro modo di contare. Da notare che nello schema � incluso anche il simbolo �uguale�.</p><p>Don si alz� per vedere meglio la schermata successiva. Se si rinuncia alla crosta, fare fuori una pizza pu� essere una cosa terribilmente veloce.</p><p>� Subito dopo � disse Sarah � sono passati alle operazioni matematiche di base. Anche in questo caso le ho tradotte in numeri terrestri. � Un clic del mouse, e a video cominci� a scorrere:</p><cite><p>[ Domanda ] 2 + 3</p><p>[ Risposta ] 5</p><p>[ Domanda ] 2 - 3</p><p>[ Risposta ] -1</p><p>[ Domanda ] 2 x 3</p><p>[ Risposta ] 6</p><p>[ Domanda ] 2 / 3</p><p>[ Risposta ] 0,6&amp;</p></cite><p>� Vedi? Hanno stabilito un simbolo per �domanda� e uno per �risposta�.</p><p>Inoltre, per i numeri decimali e per le sequenze all�infinito; quest�ultimo, qui l�ho visualizzato come...</p><p>� <emphasis>Ampersand</emphasis> � l�anticip� Don, riferendosi al simbolo �&amp;�.</p><p>Lei gli rivolse un�occhiataccia da �lo sapevo, grazie�, e prosegu�: � Nel prossimo schema, gli alieni ci forniscono il simbolo che indica �relazione tra�.</p><p>L�ho reso con �due punti�. Questo permette di esprimere tutta una serie di altri concetti. � Li mostr� a schermo.</p><cite><p>[ Domanda ] 2/3 : 0,6&amp;</p><p>[ Risposta ] =</p><p>[ Domanda ] 5 : 3</p><p>[ Risposta ] &gt;</p><p>[ Domanda ] 9 : 1</p><p>[ Risposta ] &gt;&gt;</p><p>[ Domanda ] 3 : 5</p><p>[ Risposta ] &lt;</p><p>[ Domanda ] 1 : 9</p><p>[ Risposta ] &lt;&lt;</p><p>[ Domanda ] 1 : �1</p><p>[ Risposta ] [ l�opposto ]</p></cite><p>� Qui � disse Sarah � si entra gi� nella sfera del giudizio. Per esempio, si dice che 9 non solo � maggiore di 1, ma <emphasis>molto</emphasis> maggiore; e viceversa 1 � molto minore di 9. Dopodich� gli alieni ci mostrano i simboli per �esatto� e �sbagliato�.</p><p>� A schermo comparve:</p><cite><p>[ Domanda ] 2 + 5</p><p>[ Risposta ] 7 [ esatto ]</p><p>[ Domanda ] 3 x 3</p><p>[ Risposta ] 9 [ esatto ]</p><p>[ Domanda ] 8 � 3</p><p>[ Risposta ] 6 [ sbagliato ]</p></cite><p>� Ma il bello viene adesso � disse Sarah.</p><p>� <emphasis>Wow</emphasis>, non sto pi� nella pelle � la canzon� lui.</p><p>Lei gli moll� un colpetto al braccio, e cambi� videata. Ma prima diede un altro morso alla pizza. � Guarda.</p><cite><p>[ Domanda ] 8/12</p><p>[ Risposta 1 ] 4/7 [ sbagliato ]</p><p>[ Risposta 2 ] 4/6 [ esatto ] [ alfa ]</p><p>[ Risposta 3 ] 2/3 [ esatto ] [ beta ]</p></cite><p>� Stai seguendo? Ho tradotto con lettere greche i due nuovi simboli che sono comparsi. Ora, secondo te, che cosa significano �alfa� e �beta�?</p><p>A suo merito, va detto che Don la smise di ruminare mozzarella e peperoni, e si concentr� sul messaggio.</p><p>� Vediamo... � disse alla fine � sia la risposta due che la tre sono esatte, per�... mmm, la risposta tre � <emphasis>pi�</emphasis> esatta, giusto? Perch� la frazione � stata ridotta ai minimi termini.</p><p>� Bravo! Proprio cos�! E adesso, rifletti: i nostri amici ci hanno appena offerto gli strumenti per esprimere alcuni concetti importantissimi. Toccando un tasto, sostitui �alfa� e �beta� con altri due termini:</p><cite><p>[ Domanda ] 8/l2</p><p>[ Risposta l ] 4/7 [ sbagliato ]</p><p>[ Risposta 2 ] 4/6 [ esatto ] [ male ]</p><p>[ Risposta 3 ] 2/3 [ esatto ] [ bene ]</p></cite><p>� Vale a dire, ci hanno fornito un termine per individuare una risposta che, sebbene tecnicamente corretta, � <emphasis>meno</emphasis> preferibile di un�altra; per distinguere una buona risposta da una cattiva. Poi, per ribadire il fatto che a loro questa distinzione sta <emphasis>molto</emphasis> a cuore, e che si tratta di termini opposti, hanno precisato...</p><cite><p>[ Domanda ] [ male ] : [ bene ]</p><p>[ Risposta ] [ opposti ]</p></cite><p>Sarah tradusse: � Che rapporto c�� tra �male� e �bene�? Sono valori opposti, proprio come �1� e �1� di cui sopra. Stanno specificando che i due termini �alfa� e �beta� vanno interpretati come opposti in senso stretto; e non come �esatto� e �pi� esatto�, anche se quella traduzione sarebbe ugualmente possibile.</p><p>� Affascinante.</p><p>Sarah tocc� il mouse e comparve una nuova schermata. � Per�, come comportarsi con concetti dove i confini sono meno chiari? Prossimo esercizio: che cosa significa il simbolo �gamma�?</p><cite><p>[ 3 5 7 11 13 &amp; ] = [ gamma ]</p></cite><p>� I numeri dispari? � disse Don. � Qualunque altro numero?</p><p>� Guarda meglio. Manca il 9.</p><p>� Ah gi�. Oh... mmm... ehi, riecco il famoso... il famoso...</p><p>� <emphasis>Amperstand</emphasis> � disse Sarah, imitando il tono saccente usato prima dal marito; Don ghign�. � Okay � fece lei � ti dar� un indizio, tratto da altri esempi che io ho gi� visto. Quando l� <emphasis>amperstand</emphasis> si trova immediatamente a destra di una cifra, significa che quello � un numero periodico. Se invece c�� uno spazio vuoto tra il numero e l� <emphasis>amperstand</emphasis>, cio� una pausa nella trasmissione, penso che ci� indichi una sequenza infinita.</p><p>� Tre, cinque, sette, undici, tredici...</p><p>� Ti do un altro indizio: il numero successivo, nella sequenza, sarebbe il 17.</p><p>� <emphasis>Mmmmm</emphasis>...</p><p>� Sono numeri primi � disse Sarah. � Il simbolo �gamma� indica i numeri primi.</p><p>� Ah. Ma perch� cominciano da 3?</p><p>Sarah sprizzava entusiasmo da tutti i pori. � Lo vedrai. Questa � una vera bomba. � Smanett� con il mouse. � Non sto ad annoiarti con un altro schema, in cui compare il simbolo �appartiene a�, e salto direttamente a...</p><cite><p>[ Domanda ] 5 [ appartiene a ] [ numeri primi ]</p><p>[ Risposta ] [ esatto ]</p></cite><p>� Il numero 5 appartiene all�insieme dei numeri primi? O, pi� semplicemente: 5 � un numero primo? E la risposta � s�. Infatti si trova anche nell�esempio utilizzato per mostrare i numeri primi.</p><p>Poi Sarah fece comparire un�altra domanda e risposta:</p><cite><p>[ Domanda ] 4 [ appartiene a ] [ numeri primi ]</p><p>[ Risposta ] [ sbagliato ]</p></cite><p>� Il 4 � un numero primo? No. � E pass� al quiz successivo.</p><cite><p>[ Domanda ] 3 [ appartiene a ] [ numeri primi ]</p><p>[ Risposta ] [ giusto ]</p></cite><p>� Il 3 � un numero primo? Certo che s�. E il 2? Bene, lo verifichiamo subito. � Qualche mossa del mouse, e si materializz�:</p><cite><p>[ Domanda ] 2 [ appartiene a ] [ numeri primi ]</p><p>[ Risposta 1 ] [ esatto ] [ bene ]</p><p>[ Risposta 2 ] [ sbagliato ] [ bene ]</p><p>[ Risposta 3 ] [ delta ]</p></cite><p>� Eh? � fece Don.</p><p>� La stessa reazione che ho avuto io � disse Sarah.</p><p>� Che vuol dire �delta�?</p><p>� Prova a immaginare. Per un attimo, soffermati sulle risposte 1 e 2.</p><p>Lui si accigli�. � Aspetta, aspetta, non possono essere entrambe risposte giuste.</p><p>Cio�, il 2 <emphasis>�</emphasis> un numero primo, per cui la risposta negativa � sbagliata.</p><p>Sarah aveva un�espressione ironica ma enigmatica. � Fanno lo stesso giochetto con il numero 1. Osserva.</p><cite><p>[ Domanda ] 1 [ appartiene a ] [ numeri primi ]</p><p>[ Risposta 1 ] [ esatto ] [ bene ]</p><p>[ Risposta 2 ] [ sbagliato ] [ bene ]</p><p>[ Risposta 3 ] [ delta ]</p></cite><p>� Non si capisce un accidente � disse Don. � O lo �, o non lo �. E <emphasis>lo �</emphasis>, ricordo bene? Se un numero primo � un numero divisibile solo per se stesso o per 1...</p><p>� Ma su che pianeta te l�hanno insegnato? Quella � la <emphasis>vecchia</emphasis> definizione di numero primo. Sui manuali recenti non compare pi�: oggi li si considera numeri che hanno esclusivamente due fattori primi interi, cio� se stessi e 1. Cos�, per�, 1 non risulta pi� un numero primo, perch� possiede un solo fattore.</p><p>� Mi pare una definizione un po� arbitraria.</p><p>� Vero, infatti rimane un punto controverso. Nel campo dei numeri primi, l�1 � una mina vagante. Quanto al 2, fa storia a s�: � l�unico numero primo <emphasis>pari</emphasis>. Perci�, altrettanto arbitrariamente, si potrebbero definire i numeri primi come l�insieme dei numeri <emphasis>dispari</emphasis> con soli due fattori. Se si ragiona in questo modo, il 2 esce dalla categoria.</p><p>� Ah.</p><p>� Ed � proprio questo il discorso fatto dagli alieni. Il simbolo �delta�, a mio parere, significa �opinione�. Come a dire: nessuna delle due risposte � sbagliata, dipende dall�opinione personale. Ci siamo?</p><p>� Sono sbalordito.</p><p>Lei annu�. � E vedrai la parte di messaggio che segue. In un altro schema, erano indicati i simboli �mittente� e �destinatario�; oppure, che � lo stesso, �io� e �te�.</p><p>� Okay.</p><p>� Tramite quei due simboli, i nostri amici arrivano al nocciolo della questione.</p><p>Guarda qua. � Nuova schermata:</p><cite><p>[ Domanda ] [ bene ] : [ male ]</p><p>[ Risposta ] [ mittente ] [ opinione ] [ bene ] &gt;&gt; [ male ]</p></cite><p>� Capisci? La domanda �: che rapporto c�� tra bene e male? E il mittente, che ci aveva gi� indicato bene e male come <emphasis>opposti</emphasis>, adesso fa una valutazione personale molto pi� interessante: il bene � <emphasis>molto pi� grande</emphasis> del male.</p><p>Un�affermazione filosofica dalle conseguenze enormi.</p><p>� �I vostri libri sacri non annunciano forse che il bene � pi� forte del male?� � esclam� Don.</p><p>Sarah strabuzz� gli occhi. � Da quando, citi la Bibbia?</p><p>� B�, veramente era una citazione da <emphasis>Star Trek</emphasis>, seconda serie, <emphasis>La gloria di Omega</emphasis>. � Fece spallucce per farsi perdonare, e prosegu�: � �S�, � scritto che il bene annienter� sempre il male�.</p><p>Sarah scosse la testa mimando un atteggiamento di divertita disperazione. � Donald Halifax: tu sarai la mia rovina!</p></section><section><title><p>11</p></title><p>� McGavin Robotics � si present� una vivace voce femminile. � Ufficio del presidente.</p><p>Per la prima volta in vita sua, Don avrebbe voluto avere un videotelefono: per quanto ne sapeva, poteva essere in comunicazione con un robot. � Desidero contattare il signor McGavin in persona, per favore.</p><p>� Il signor McGavin al momento non � raggiungibile. Vuole lasciare detto il suo nominativo?</p><p>� S�. Sono Donald Halifax.</p><p>� Posso chiederle il motivo della chiamata?</p><p>� Sono il marito di Sarah Halifax.</p><p>� Oh s�, la ricercatrice SETI, dico bene?</p><p>� Esattamente.</p><p>� Che cosa posso fare per lei, signor Halifax?</p><p>� Puo passarmi il presidente. Ho urgenza di parlargli.</p><p>� Come pu� immaginare, l�agenda del signor McGavin � fitta di appuntamenti.</p><p>Ma forse posso fare qualcosa io per lei.</p><p>Don sospir�. Messaggio ricevuto. � A che livello mi trovo? � chiese.</p><p>� Come, prego?</p><p>� Quanti livelli ci sono tra lei e McGavin? Se io le lascio un messaggio, e lei decide che ne vale la pena, non arriver� direttamente all�interessato. Giusto?</p><p>� No, normalmente no. Questa � solo la reception dell�ufficio della presidenza.</p><p>� E lei si chiama...?</p><p>� Signora Hashimoto.</p><p>� A chi riferisce i messaggi?</p><p>� Al signor Harse, segretario della segretaria personale del signor McGavin.</p><p>� Quindi dovr� passare prima tramite lei, poi il segretario della segretaria, poi la segretaria, per arrivare a McGavin. � cos�?</p><p>� Abbiamo precise disposizioni, signore; sono sicura che lei capir�. Tuttavia, per questioni importanti, i livelli possono essere superati in fretta. Perci�, se mi dicesse in che cosa...</p><p>Don inspir� profondamente, e rispose: � Il signor McGavin ha pagato a mia moglie e me un trattamento di Rollback. Ma ha funzionato solo per me, non per mia moglie. Dalla Rejuvenex hanno detto che non c�� pi� niente da fare, ma forse, se si interessasse il signor McGavin in persona... Potere dei soldi. Se il presidente esprimesse il proprio disappunto per il risultato, sono certo che...</p><p>� Il signor McGavin � stato pienamente informato della situazione.</p><p>� La prego � disse Don � la prego, mia moglie... Sarah... sta per morire.</p><p>Silenzio. Le sue parole dovevano essere state pi� esplicite di quelle a cui fossero abituate le orecchie della receptionist del segretario della segretaria del presidente.</p><p>� Mi dispiace � disse la Hashimoto, in un tono che sembrava sincero.</p><p>� La prego � ripet� lui. � Di sicuro, qualunque rapporto gli sia pervenuto, era stilato dalla Rejuvenex che ha i propri interessi da difendere. Voglio che lui sappia quello che noi... che Sarah sta passando.</p><p>� Gli far� sapere che ha chiamato.</p><p>�Non lo farai� pens� Don. �Consegnerai il messaggio al livello superiore, e basta.� � Se potessi parlare al signor McGavin, solo per un minuto! Vorrei solo...</p><p>� Erano decenni che non supplicava nessuno. Da quella volta che...</p><p>Il ricordo lo colp� come una mazzata.</p><p>Quarantacinque anni prima. Reparto oncologico al Princess Margaret. La dottoressa Gottlieb che parlava di terapie sperimentali, di sostanze ancora da testare.</p><p>E lui che la supplicava di testarle su Sarah, di provare qualsiasi cosa potesse servire a salvarla. I dettagli erano sepolti negli abissi della memoria, ma adesso torn� in superficie la parola �interferone�. Vietato negli Stati Uniti; la Gottlieb acconsent� a usarlo dietro le insistenze di Don. A causa delle sue suppliche.</p><p>L�esperimento era fallito. Ma adesso, quattro decenni dopo, i suoi effetti collaterali stavano impedendo un�altra cura. E tutto (deglut�) per colpa sua.</p><p>� Signor Halifax? � ancora l�?</p><p>�S� pens�. �S�, sono ancora qui. E ci rimarr� per lunghi anni; per molto tempo, anche dopo che Sarah se ne sar� andata.� � S�.</p><p>� Capisco che lei sia sconvolto e, mi creda, sono profondamente addolorata.</p><p>Dar� priorit� doppia al suo messaggio: � il massimo che posso fare. Spero che verr� richiamato il prima possibile.</p><p>Come ai bei vecchi tempi in cui Sarah era impegnata a tradurre il primo messaggio da Sigma Draconis, anche ora Don le faceva occasionali visite per vedere come se la cavasse con la decrittazione. Solo che, anzich� all�universit�, lei adesso lavorava nello studio, cio� nella ex cameretta di Carl al piano di sopra.</p><p>Il testo originale dei Draconiani, quello del 2009, era suddiviso in due parti: una spiegazione introduttiva dei simboli; e il corpo del messaggio (CDM), che utilizzava quei simboli in modo enigmatico. Quando Sarah aveva finalmente compreso il CDM, era stata mandata la risposta.</p><p>Anche il secondo messaggio alieno era costituito da due sezioni. In questo caso, per�, nella prima parte era spiegato come decrittare il seguito, purch� si trovasse la chiave; e la seconda parte conteneva... b�, mistero. Dato infatti che il testo era mascherato, nell�attuale CDM non compariva <emphasis>nessuno</emphasis> dei simboli identificati la volta precedente.</p><p>� Forse gli alieni stanno rispondendo a una delle nostre lettere ufficiose � disse Don una sera, appoggiato alla porta dello studio con le braccia incrociate. � Se non ricordo male, ancor prima che voi mandaste la risposta ufficiale ai Draconiani, un sacco di gente l�aveva spedita per conto suo.</p><p>Nell�alone dello schermo otti-max Sarah aveva un aspetto spettrale, dovuto ai sottilissimi capelli visti in controluce. � Ricordi bene � disse.</p><p>� Quindi, � possibile che la chiave di decrittazione fosse contenuta in uno di <emphasis>quei</emphasis> messaggi � aggiunse lui. � Scusami, so quanto duramente tu abbia lavorato al progetto, ma forse ai Draconiani non interessava la risposta ufficiale del team SETI. E se hanno costruito la risposta su misura per un destinatario preciso, chiunque fosse, forse lui a quest�ora l�ha gi� decodificata.</p><p>Sarah scosse la testa. � No, no, questa � la risposta a SETI. Ne sono sicura.</p><p>� Potrebbe rivelarsi una pia illusione � disse Don, senza sarcasmo.</p><p>� Lo escludo. All�inizio del nostro messaggio avevamo inserito un codice d�identificazione, una lunga stringa numerica. Questo � uno dei motivi per cui non abbiamo diffuso su Internet il testo integrale; altrimenti chiunque avrebbe potuto copiarlo e riutilizzarlo. Era come un�intestazione ufficiale, che avrebbe permesso di riconoscere la nostra lettera in mezzo a montagne di posta. E il nuovo messaggio dei Draconiani fa esplicito riferimento a quel codice.</p><p>� Nel senso che lo riporta? Ma allora, adesso chiunque vi pu� avere accesso. E il primo venuto potr� controrispondere facendosi passare per SETI.</p><p>Le rughe di Sarah cambiarono conformazione mentre lei sorrideva. � No, invece. I Draconiani hanno capito che noi cercavamo un modo per distinguere il messaggio ufficiale da quelli ufficiosi; cos� come hanno capito che non intendevamo diffondere la conoscenza del codice identificativo. Perci� hanno scritto un�intestazione composta da tutti gli <emphasis>altri</emphasis> numeri, mettendo bene in chiaro che si stavano rivolgendo a noi, ma senza divulgare la vera sequenza.</p><p>� Ehi, questo risolve il mistero � disse Don, ringalluzzendosi. � La chiave di decrittazione deve essere l�altra intestazione, quella vostra, quella che loro non hanno rivelato.</p><p>Sarah lo guard� con simpatia. � � stata la nostra prima mossa. Inutile.</p><p>� Ah � disse lui. � Era solo un�ipotesi come un�altra. Vieni a letto?</p><p>Lei guard� l�orologio. � No. perch�... � S�interruppe. Don si sent� un nodo allo stomaco, all�idea che Sarah stesse per dire: �Non mi resta troppo tempo da perdere�. Ma lei aggiunse: � Voglio gingillarmi ancora un po� con questo rebus.</p><p>Ma arriver� presto; tu intanto precedimi.</p><p>Don aveva chiamato McGavin altre quattro volte senza successo, ma alla fine gli squill� il palmare multiuso. La suoneria ripeteva le cinque note caratteristiche di un vecchio film sorpassato dagli eventi, <emphasis>Incontri ravvicinati del terzo tipo</emphasis>. Don guard� il display: indicava MCGAVIN CODY, il boss in persona, non un generico MCGAVIN ROBOTICS.</p><p>� Pronto? � disse Don, aprendo nervosamente la valva del palmare.</p><p>� Don! � rispose McGavin. Si trovava in qualche posto rumoroso, per cui era costretto a gridare. � Scusa se ci ho messo tanto a chiamare.</p><p>� Nessun problema, signor McGavin. Volevo parlarle di Sarah.</p><p>� Me l�hanno detto � grid� lui. � Ho saputo la questione. � davvero terribile, ne sono addolorato. Sarah come sta?</p><p>� Fisicamente, bene. Ma questa situazione ci sta facendo a pezzi.</p><p>Il tono di McGavin era il pi� cortese possibile, dato il volume: � S�, immagino.</p><p>� Speravo che potesse parlare lei a quelli di Rejuvenex.</p><p>� L�ho gi� fatto, sono tornato alla carica varie volte. Dicono che non c�� nulla da fare.</p><p>� Ma ci deve essere! Hanno sicuramente seguito tutte le procedure standard, ma esister� un modo per riattivare il Rollback a Sarah. Se lei ci...</p><p>Stava per dire: �Se lei ci investisse un po� di soldi�, ma si interruppe. Non ce n�era neppure bisogno: McGavin si era distratto per parlare a qualcun altro, accanto a lui, coprendo il microfono con un dito. Dopo un po� torn� in linea: � Ci stanno lavorando, Don. Ho detto loro di non badare a spese, ma sono in un vicolo cieco.</p><p>� La loro ipotesi � che sia colpa di un farmaco antitumorale sperimentale.</p><p>� Lo so. Ho dato loro un assegno in bianco per procurarsene una dose in qualsiasi modo, o per risintetizzarlo nei loro laboratori. Tuttavia, gli esperti a cui mi sono rivolto sostengono che il danno � irreversibile.</p><p>� Devono continuare a cercare. Non devono arrendersi.</p><p>� Non molleranno, Don. Credimi, per loro � un brutto colpo: se non trovassero una soluzione, e la notizia si diffondesse, le loro azioni crollerebbero.</p><p>� Se ricever� qualunque informazione � disse Don � la prego di farmela pervenire.</p><p>� Naturale � rispose McGavin. � � solo che purtroppo...</p><p>�Non ci sono speranze realistiche� gli rest� nella gola. Era probabile che McGavin avesse visto solo un <emphasis>abstract</emphasis> del lungo referto che Don era riuscito a strappare alla Rejuvenex, ma con le medesime conclusioni: nessuna soluzione per l�immediato futuro.</p><p>� Comunque � prosegu� il mecenate � se Sarah ha bisogno di qualunque cosa per l�opera di decodifica, o per qualunque altra necessit�, sua o tua, fatemelo sapere.</p><p>� Ha bisogno di un Rollback.</p><p>� Ti capisco, Don. Ascolta, sto per prendere un aereo, ma ci terremo in contatto, okay?</p></section><section><title><p>12</p></title><p>Nel 2009, i membri della squadra SETI impegnati nel lavoro di decodifica del primo radiomessaggio alieno avevano creato un newsgroup per condividere i progressi fatti. Si vociferava che anche gli astronomi della Sacra Specola vaticana fossero impegnati 24 ore su 24 nello stesso tentativo; idem al Pentagono. Senza contare centinaia di migliaia di battitori liberi.</p><p>Oltre alle sezioni matematiche, il messaggio risult� contenere dei diagrammi elementari: il primo ad accorgersene era stato un ricercatore di Calcutta. Poco dopo, qualcuno a Tokyo dimostr� che molti di quei grafici erano nient�altro che <emphasis>frame</emphasis> per cortometraggi di animazione. I nuovi simboli posti al termine di ogni �cartoon�, presumibilmente, dovevano indicare il concetto illustrato: �crescita�, �attrazione� e cos� via.</p><p>C�erano poi numerose informazioni relative al DNA. Non c�era possibilit� di sbagliarsi: era espressa la sua specifica formula chimica. Pareva insomma che anche su Sigma Draconis II ci si riproducesse per via genetica; il che fece immediatamente riesplodere l�antico dibattito sulla panspermia, secondo cui la vita sulla Terra era dovuta a una pioggia casuale di microrganismi dallo spazio. Perci� qualcuno ipotizz� che i Draconiani fossero nostri lontani cugini.</p><p>Il messaggio, a seguire, conteneva un �articolo� sui cromosomi. Per scoprirlo ci volle tutta l�abilit� di un biologo di Pechino, dato che i cromosomi erano visualizzati come anelli, non come stringhe. Sarah aveva imparato in quell�occasione che i batteri possiedono cromosomi circolari, e che sono sostanzialmente immortali grazie alla capacit� di suddividersi all�infinito. Il processo innovativo di spezzare il cerchio, per produrre materiale genetico a forma di laccio, aveva dato origine, almeno sulla Terra, ai telomeri, cio� i cappucci protettivi che si consumano un po� ogni volta che la cellula si suddivide, conducendo a una morte preprogrammata. Impossibile per� dire se i mittenti alieni avessero essi stessi cromosomi ad anello, o se avessero semplicemente descritto il pi� antico e fondamentale tipo di DNA. Sulla Terra, per biomassa e numero di organismi, la diffusione dei cromosomi circolari supera di vari ordini di grandezza quella dei cromosomi a stringa.</p><p>Ricomposto questo pezzo del puzzle, varie persone in simultanea arrivarono alla conclusione che la sequenza successiva di simboli delineava le diverse fasi della vita biologica: separazione dei gameti, concepimento, sviluppo prenatale, nascita, sviluppo extrauterino, maturit� sessuale, menopausa, invecchiamento, morte.</p><p>Tutti argomenti affascinanti, certo, ma che davano l�impressione di costituire solo un prologo, un corso breve di lingua prima di entrare nel vivo della conversazione. In effetti, a parte la spiazzante dichiarazione che �il bene � molto pi� grande del male�, per ora non era emerso niente di clamoroso.</p><p>Ma il messaggio continuava ancora a lungo. Mancava ancora l�intero CDM, il �corpo�, un caos comunicativo in cui si accavallavano tutti i simboli e i concetti spiegati finora. Ed era qui che nessuno riusciva a raccapezzarsi.</p><p>L�illuminazione arriv� una domenica sera. A casa Halifax le domeniche sere erano consacrate a Scarabeo. Don e Sarah sedevano ai lati opposti del tavolo della cucina, una coloratissima plancia girevole che Don aveva regalato alla moglie parecchi Natali prima. A lei in realt� Scarabeo piaceva decisamente meno che a lui, ma giocava per fargli piacere. Dal canto suo, anche Don era molto meno patito del bridge di lei... o meglio, sopportava poco i vicini Julie e Howie Fein; per� acconsentiva a sottoporsi a quella tortura una volta a settimana.</p><p>Quella sera erano ormai al termine della partita; restavano da usare poco pi� di una decina di <emphasis>tessere</emphasis>. Come al solito, era in vantaggio Don. Era gi� riuscito a fare �scarabeo�, cio� utilizzare tutte e sette le lettere a disposizione in un colpo solo, componendo la discutibile parola ADDENTRO su un precedente DE (uno di quei monosillabi che il gioco ammetteva per regolamento, anche se nessuno li usava mai come parole). Don era un mago in quello che lui definiva �scarabeo d�oro�: memorizzava elenchi infiniti di termini obsoleti, senza nemmeno preoccuparsi di saperne il significato. Sarah aveva rinunciato da molto tempo a mettere in dubbio la validit� delle parole dubbie: saltavano inevitabilmente fuori dal <emphasis>Dizionario per giocatori di Scarabeo</emphasis>, anche se sul dizionario normale non se ne trovava traccia.</p><p>Per� restava inaccettabile che, come aveva appena fatto, Don spiattellasse un MUZJIK con tanto di Z e di J allo stesso tempo; e per di pi� totalizzando punteggio triplo, perch� integrava...</p><p>Sarah salt� in piedi.</p><p>� B�? � reag� lui. � � una parola validissima.</p><p>� Non conta solo che simbolo �, ma in che posizione si trova! � disse lei, fiondandosi verso il soggiorno.</p><p>� Come? � fece lui, seguendola.</p><p>� Il messaggio! La parte incomprensibile! � rispose Sarah, senza fermarsi. � Il CDM definisce un... uno spazio ideale, e i numeri indicano le coordinate in cui inserire i simboli. Gli alieni stanno correlando tra loro i concetti in una specie di schema tridimensionale... � Stava scendendo a precipizio le scale verso il seminterrato, dove all�epoca era piazzato il computer. Con il marito sempre alle calcagna. Carl, allora sedicenne, era seduto di fronte al corposo monitor, con le cuffiette alle orecchie; si stava divertendo con uno di quei videogame violenti che Don disapprovava. Nel frattempo Emily, dieci anni, guardava <emphasis>Desperate Housewives</emphasis> in TV.</p><p>� Carl, mi serve il computer per...</p><p>� Un attimo solo, ma�, sono arrivato al decimo...</p><p>� <emphasis>Su-bi-to!</emphasis> � Era cos� raro che sua madre gridasse, che Carl le cedette immediatamente la seggiola. � Come si esce da questa porcheria? � ringhi� Sarah, prendendo posto. Carl comp� qualche manovra con il mouse. Intanto Don andava ad abbassare il volume della televisione, guadagnandosi un seccato �ehiii!� da Emily.</p><p>� Si tratta di una griglia a tre assi cartesiani � disse Sarah. Apr� Internet per vedere il testo draconiano su uno qualsiasi dei siti che lo riportavano. � Me lo sento. Stanno determinando la posizione degli elementi base.</p><p>� Come su una mappa? � domand� Don.</p><p>� S�, ma tridimensionale. Come fosse la descrizione di una pagina a 3D, non solo fornita di altezza e larghezza ma anche di profondit�. � Batteva freneticamente sulla tastiera. � Se solo riesco a individuare i parametri che definiscono la volumetria...</p><p>Continu� a digitare. Don e Carl assistevano come rapiti. � Dannazione! � esclam� Sarah � Non � un cubo. Sarebbe stato troppo facile... Riproviamo con un parallelepipedo. Ma di che dimensioni?</p><p>La freccia del mouse scattava da una parte all�altra dello schermo come un missile pilotato da uno scienziato pazzo. � Oh b� � aggiunse lei, senza rivolgersi a nessuno ma esprimendo ad alta voce i pensieri � se non sono numeri interi, potrebbero essere radici quadrate...</p><p>� Pap�?</p><p>Don si volt� verso Emily che fissava la scena con gli occhi sgranati. � Dimmi, tesoro.</p><p>� Mamma che fa?</p><p>Lui torn� a guardare il compute: Sarah aveva lanciato un programma di elaborazione grafica; in quel momento, tra s�, doveva ringraziare il cielo per la scheda video potenziata che avevano acquistato arrendendosi alle suppliche di Carl. � Penso � disse Don, rivolgendosi di nuovo alla figlia � che stia facendo la Storia.</p></section></section><section><title><p>SECONDA PARTE</p></title><section><title><p>13</p></title><p>Tornare giovani! Un sogno antico come il momlo, ma che per Donald Halifax era divenuto realt�... ed era semplicemente fantastico! Don sapeva che, con l�andare dei decenni, le forze fisiche si erano affievolite ma, siccome il processo era stato graduale, finora non si era reso conto dell�enormit� delle perdite subite.</p><p>Adesso per�, nell�arco di sei mesi, tutte le energie erano riaffluite al suo corpo, e il contrasto tra il prima e il dopo era sbalorditivo; era come essere sempre sotto l�effetto della caffeina. Non si sentiva solo sano e robusto, si sentiva un vulcano in ebollizione.</p><p>Quanto al cuore, dire che fosse �felice come per una vincita al lotto� era troppo poco. Era come se ogni miliardo speso per il trattamento gli fosse andato in carne e sangue, e adesso lui era totalmente, profondamente, gioiosamente <emphasis>vivo</emphasis>. Ora non strascicava pi� i piedi: marciava come un soldato. Quando passeggiava, gli sembrava di muoversi su un tapis-roulant all�aeroporto; e di muoversi veloce come l�Uomo bionico, che ai passanti apparisse come una sagoma in vibrazione. Era in grado di sollevare scatole pesanti chili e chili, di saltare da una sponda all�altra di una pozzanghera, di volare su per le scale. Okay non era la stessa cosa che superare con un balzo un grattacielo ma, maledizione, faceva lo stesso effetto!</p><p>Ciliegina sulla torta, era <emphasis>sparito</emphasis> quel sottofondo di dolore che era stato per lunghi anni un compagno inseparabile. Era come se uno fosse rimasto seduto per molto tempo accanto al reattore di un jet, con le mani sulle orecchie nel disperato tentativo di non sentire frastuono, e all�improvviso fosse calato il silenzio assoluto.</p><p>�La giovinezza � sprecata per i giovani� recitava una vecchia canzone; verissimo, perch� loro non sanno come si sentiranno <emphasis>dopo</emphasis>. Ma Don l�aveva riavuta indietro!</p><p>La dottoressa Petra Jones certific� che il suo Rollback era completo. Le cellule avevano ripreso a dividersi a ritmo regolare, i telomeri avevano ricominciato ad accorciarsi, nelle ossa iniziavano a ricomparire gli anelli di crescita, eccetera. Nel frattempo Don aveva ricevuto nuove retine, un rene sostitutivo, una prostata funzionante, tutto realizzato dalle sue stesse cellule; il naso era tornato a dimensioni meno pinocchiesche; le orecchie si erano ridotte; i denti avevano riacquistato bianchezza, riempiendo anche gli spazi delle otturazioni; e vari altri lavoretti di sartoria biologica. Da qualsiasi punto di vista era ridiventato un venticinquenne; in cammino verso i ventisei anni.</p><p>Don era ancora nella fase di adattamento a tutte quelle mirabolanti migliorie. Ci vedeva e sentiva alla perfezione, in compenso doveva rifare il guardaroba: grazie ai trattamenti di ricalcificazione e alle terapie genetiche, infatti, aveva recuperato i Cinque centimetri di statura che aveva perso nel tempo, e il suo fisico non era pi� pelle-e-ossa. Del resto, la sua collezione di cardigan e camicie con bottoni avrebbe fatto una pessima figura indosso a un ragazzo di quell�et�.</p><p>Per il momento dovette anche rinunciare alla fede nuziale, che dieci anni prima aveva fatto stringere a causa dell�assottigliamento delle dita. Per farla riallargare avrebbe dovuto attendere il termine del Rollback, e mica l�avrebbe affidata al primo gioielliere che capitava.</p><p>Lo Stato dell�Ontario imponeva la visita per la patente ogni due anni. L�ultima volta Don non l�aveva superata; poco male, perch� Sarah in caso di necessit� avrebbe potuto guidare lei. Adesso per� lui intendeva ripetere il test, e non nutriva dubbi che ce l�avrebbe fatta.</p><p>Gli tocc� poi rifare passaporto e carte di credito, con una foto aggiornata. Al ristorante e al cinema, in teoria, godeva ancora degli sconti previsti per le persone anziane; ma adesso era diventata una vera impresa convincere camerieri e bigliettai. Peccato, accidentaccio. Per� doveva essere davvero l�unico, tra quelli che avevano avuto un Rollback, a farsi problemi del genere.</p><p>Morale della favola, essere tornati giovani aveva anche qualche risvolto negativo. La spesa per frutta e verdura era raddoppiata. Erano aumentate anche le ore di sonno, diversamente dagli ultimi dieci anni, in cui sei ore a letto bastavano e avanzavano. Cos� Don perdeva due ore di attivit� al giorno, ampiamente compensate da un guadagno di sessant�anni. E poi, avrebbe ricominciato a dormire poco quando fosse invecchiato la seconda volta.</p><p>Erano le undici di sera, Don si stava preparando per andare a letto. Di solito non indugiava a lungo in bagno, ma quella era stata una giornata afosa e lui aveva fatto una serie di giri in citt�. Toronto in agosto aveva un brutto clima fin da quando lui era ragazzino, ma di recente il calore e l�umidit� erano diventati micidiali. Non avrebbe dormito bene se prima non si fosse messo sotto la doccia. All�interno del box era installata (merito di Carl) una maniglia per sostenersi; ormai la utilizzava solo Sarah.</p><p>Don si fece lo shampoo, una sensazione meravigliosa. Aveva in testa un rigoglio di capelli castano chiari, quasi a spazzola, e non avrebbe mai finito di strofinarseli.</p><p>Anche i peli del torace erano ridiventati scuri; e quelli pubici non erano pi� grigi.</p><p>La pioggia artificiale era tiepida e sensuale. Mentre si massaggiava le parti basse, il pene ebbe un principio di erezione. Lui continu� a strofinarsi, quasi sovrappensiero. Stava valutando l�idea di portare a termine da solo l�operazione, che sembrava l�unica ipotesi realistica, quando in bagno entr� Sarah. La vedeva attraverso la tendina semitrasparente: era china sul lavandino. Don si sciacqu� via l�insaponatura, il che gli raffredd� i bollenti spiriti; poi chiuse l�acqua, tir� la tendina e fece un passo fuori della doccia. Ormai poteva scavalcare i bordi della vasca con due movimenti elastici, senza dovervisi sedere sopra come aveva fatto negli ultimi anni.</p><p>Sarah gli rivolgeva la schiena. Era gi� in tenuta estiva da notte, vale a dire una maglietta rossa lunga e sfatta. Don afferr� un asciugamano e se lo pass� vigorosamente addosso, quindi attravers� il breve corridoio ed entr� in camera da letto. Era sempre stato un teorico del pigiama, adesso per� se ne rimase disteso nudo sulle lenzuola, osservando il soffitto. Dopo un po� per� l�aria condizionata gli fece venire i brividi, e s�infil� sotto.</p><p>In quell�istante arriv� anche Sarah. Spense la luce; dall�esterno ne filtrava per� ancora abbastanza da permettere a Don di seguire i lenti movimenti di lei per allungarsi sul materasso. � Buonanotte, tesoro � gli disse Sarah.</p><p>Lui ruot� di lato e le tocc� una spalla. Lei sembr� stupita di quel contatto fisico; negli ultimi dieci anni, le attivit� sessuali andavano decise in anticipo perch� Don doveva prendere una pillola per ringalluzzire le regioni inferiori. Lo stupore pass� presto, e Sarah pos� delicatamente una mano sui fianchi di lui. Lui si avvicin� di un altro po� e le diede un bacio. Lei ricambi�. Proseguirono per una decina di secondi. Quando si scost�, Don si accorse che lei giaceva sulla schiena, e che lui la stava osservando dall�alto, appoggiato su un gomito.</p><p>� Ehi, ehi... � mormor� lei.</p><p>� �Ehi� lo dico io... � rispose lui, sorridendo.</p><p>Ebbe l�impulso di scatenarsi in un ciclone erotico da far tremare le pareti... ma lei non avrebbe retto. Si abbass� delicatamente, piano piano, e lei...</p><p>� Ahia! � disse.</p><p>Don non era sicuro di che errore avesse commesso, ma disse: � Scusami. � Rese il contatto ancora pi� leggero, come una piuma che si stesse posando su di lei.</p><p>Sarah emise un lungo sospiro, difficile comprendere se di dolore o di piacere. Lui cambi� posizione, e lei fece altrettanto. Stavolta Don sent� scricchiolare le ossa della moglie.</p><p>Si muovevano cos� lenti, e la stretta di lei era cos� debole, che a Don venne naturale procedere con calma. Mentre la guardava negli occhi, si massaggi� con decisione nel tentativo di stimolare l�erezione. Sarah aveva un aspetto cos� fragile: lui non voleva che lei pensasse di essere disprezzata.</p><p>� Dimmelo, se ti faccio male � sussurr� Don, mentre le si stendeva sopra, assicurandosi che quasi tutto il peso gravasse sulle proprie braccia e gambe. Non era certo grasso, ma parecchio pi� pesante rispetto a prima del Rollback. Manovr� con cautela, cercando il migliore compromesso possibile tra le sue pulsioni e la capacit� di resistenza della moglie. Ma gi� dopo il primo affondo, per quanto delicato, not� l�espressione di dolore sul viso di lei. Si ritir� in fretta da una parte, ricadendo di schiena sul materasso.</p><p>� Perdonami � mormor� lei.</p><p>� No, no, tutto a posto � le rispose. Si volt� di lato, faccia a faccia con lei, e la abbracci� dolcemente.</p></section><section><title><p>14</p></title><p>Quella fatidica notte del 2009, Sarah era saltata su dalla postazione del computer, e Don l�aveva abbracciata sollevandola da terra. Poi l�aveva fatta roteare e l�aveva baciata a lungo, incurante dei figli.</p><p>� Mia moglie � un genio! � aveva esclamato, con un gran sorriso.</p><p>� Direi piuttosto, una ricercatrice dai piedi di piombo � replic� lei, ridendo.</p><p>� Storie! � fece lui. � Hai avuto tu l�idea geniale. Hai capito il significato del messaggio prima di chiunque altro.</p><p>� Devo diffondere la notizia � disse Sarah. � Mantenere il segreto sarebbe puro masochismo: sar� il primo che dar� il pubblico annuncio a...</p><p>� ...A finite sui libri di Storia! � concluse Don. � Sono cos� orgoglioso di te.</p><p>� Ti ringrazio, tesoro.</p><p>� E hai ragione tu: bisogna diffondere la notizia. In fretta. � Lui la lasci� andare, e lei sfrecci� verso il computer.</p><p>� Aspetta, mamma. Faccio io � intervenne Carl. Sarah batteva con solo due dita. Il padre di lei, quando vivevano a Edmonton, non aveva mai approvato il suo desiderio di diventare scienziata, per cui l�aveva incoraggiata a frequentare tutti i corsi possibili di dattilografia, in modo da prepararsi una carriera come segretaria.</p><p>Nel curriculum era obbligatorio un solo corso di dattilografia, ed era l�unico in cui i risultati di Sarah fossero stati penosi.</p><p>Sarah osserv� quel suo figlio teenager che stava cercando di dare il suo contributo a quell�evento storico.</p><p>� Tu detta, io scrivo � disse Carl.</p><p>Lei sorrise, e cominci� a misurare avanti e indietro il pavimento del seminterrato. � E va bene. Ecco il testo: il messaggio degli alieni � stato...</p><p>Mentre lei dettava, Don corse al piano di sopra a chiamare il responsabile delle news CBC per la fascia notturna. Quando ridiscese, Sarah aveva appena terminato il �lancio� e Carl lo stava spedendo al sito del newsgroup SETI. Don disse: � Okay amore, ti ho prenotato un�intervista in TV tra un�ora. E domattina sarai ospite sia a <emphasis>The Current</emphasis> che a <emphasis>Sounds Like Canada</emphasis>.</p><p>Lei guard� l�ora. � Oddio, � quasi mezzanotte. Emily, Carl, voi due dovreste gi� essere a letto. Don, senti, io di andare in centro a quest�ora non ho proprio...</p><p>� Non sar� necessario. Sta arrivando una troupe, qui.</p><p>� Sul serio? Cavoli.</p><p>� Serve a qualcosa, avere i contatti giusti � sogghign� lui.</p><p>� Solo che... cielo... devo avere un aspetto orribile!</p><p>� Hai un aspetto <emphasis>favoloso</emphasis>.</p><p>� E poi, chi diavolo guarda la TV a quest�ora?</p><p>� Locali notturni, malati d�insonnia, <emphasis>aficionados</emphasis> dei canali porno...</p><p>� Pap�!! � La piccola Emily teneva i pugni sui fianchi.</p><p>� ...Ma la notizia verr� fatta velocemente rimbalzare in tutto il mondo. Stanne certa.</p><p>� Eravamo completamente fuori strada � confid� Sarah il mattino dopo a Shelagh Rogers. Anche se Don non era il tecnico del suono di turno a <emphasis>Sounds Like Canada</emphasis> (era Joe Mahoney), Don stava alle spalle di Joe al mixer, con gli occhi fissi alla moglie. E non gli sfuggiva l�ironia della sorte: Sarah si trovava a Toronto e Shelagh a Vancouver, sede del programma. Due persone che non si conoscevano, ma comunicavano a distanza via radio. La corrispondenza con la notizia era perfetta.</p><p>� In che senso? � chiese Shelagh con quella sua voce, allo stesso tempo, vellutata e frizzante.</p><p>� In <emphasis>tutti</emphasis> i sensi � rispose Sarah. � In tutte le ipotesi che avevamo formulato noi di SETI. Ridicolo, pensare che degli esseri intelligenti mandassero un messaggio a distanza di anni luce, e per parlare di cosa? Di matematica! � Scosse la testa, facendo ondeggiare la bruna capigliatura. � La matematica e la fisica sono identiche in tutto l�universo; non c�� hisogno di contattare una specie aliena per sapere che 1 pi� 4 fa 5, che 7 � un numero primo, che il valore di <emphasis>pi</emphasis> greco � 3,14 eccetera. Nessuno di questi argomenti � soggetto a differenze culturali o opinioni personali. No, le cose su cui vale la pena discutere sono quelle legate alla morale. Temi caldi, temi su cui gli extraterrestri potrebbero avere idee radicalmente diverse dalle nostre.</p><p>� Ed � proprio su questi temi che si incentra il messaggio da Sigma Draconis � la sollecit� Shelagh.</p><p>� Esatto! L�etica, la morale... le grandi questioni. Ed ecco l�altro punto su cui ci eravamo sbagliati alla grande. Carl Sagan ha ripetuto varie volte che un bel giorno avremmo ricevuto un� <emphasis>Enciclopedia galattica</emphasis>. Ma nessuno si prenderebbe la pena di inviare un testo nello spazio siderale per dare delle <emphasis>informazioni</emphasis>. Semmai, per porre delle <emphasis>domande</emphasis>.</p><p>� Quindi, il famoso messaggio alla fin fine �... un questionario?</p><p>� Proprio cos�. Contiene una sfilza di domande, molte delle quali permettono una pluralit� di opzioni. Sono scritte, per cos� dire, su un foglio tridimensionale che ha abbastanza spazio da contenere un migliaio di risposte. � evidente che gli alieni vogliono fare un confronto incrociato tra le nostre opinioni; per questo hanno compiuto una fatica immane a creare un vocabolario comune che permettesse di fare valutazioni di merito e di esprimere pareri, con tutta una serie di sfumature.</p><p>� Quante sono le domande?</p><p>� Ottantaquattro � rispose Sarah. � Sparse per l�intera mappa.</p><p>� Per esempio?</p><p>Sarah bevette un sorso d�acqua dalla bottiglietta che aveva davanti. � �� lecito programmare le nascite, se la densit� demografica � bassa? � lecito controllare le nascite se la densit� demografica � alta? � giusto che lo Stato metta a morte i colpevoli?�</p><p>� Controllo delle nascite, aborto, pena di morte � si stup� Shelagh. � Anche per gli alieni sono dei dilemmi?</p><p>� Parrebbe di s�. � disse Sarah. � Ci sono molte altre domande, tutto pi� o meno di tipo etico. �Occorre adottare misure per contrastare a ogni costo le truffe?</p><p>Se in una data popolazione il livello di malvagit� � troppo elevato, � lecito porre restrizioni all�intera popolazione?� Tutte queste, ovviamente, sono solo traduzioni congetturali; sono sicura che verranno fuori accesi dibattiti sul significato di alcune espressioni.</p><p>� Gi�, inevitabilmente � le fece eco l�intervistatrice.</p><p>� Tuttavia, mi chiedo se gli alieni non siano un tantino ingenui, in base ai nostri standard. Voglio dire, in linea generale noi umani siamo una massa di ipocriti: riteniamo sempre che le regole valgano per gli altri, non per noi, e che noi abbiamo sempre dei validi motivi per essere esenti. Perci�, d�accordo, molto interessante questa tavola rotonda sulla morale, ma se quelli si aspettano che il nostro comportamento sia coerente con i nostri principi, avranno un�amara sorpresa. Da noi va di moda predicare bene e razzolare male.</p><p>Shelagh emise la sua famosa risatina strozzata. � �F� quello che dico, ma non quello che faccio�, eh?</p><p>� Infatti � disse Sarah. � In ogni caso, � strabiliante la quantit� di concetti sociologici che gli alieni sono riusciti a tirare fuori da quattro formule matematiche. Per esempio, sulla base della teoria degli insiemi, pongono varie domande su chi � �dentro� e chi �fuori� un determinato gruppo. L�inventore del termine �etnocentrismo�, William Sumner; notava a suo tempo che quelli che lui definiva �popoli primitivi� seguivano criteri etici molto diversi a seconda che la persona implicata fosse dentro o fuori il clan. Gli alieni sembrano curiosi di sapere se abbiamo superato quella fase.</p><p>� Voglio sperarlo � disse Shelagh.</p><p>� Direi anch�io di s�. A questo punto, possiamo aspettarci che ci chiedano se abbiamo gi� rinunciato alla religione. � Lanci� un�occhiata a Don attraverso il vetro. � Il vocabolario approntato dai Draconiani avrebbe reso possibile formulare domande circa la nostra fede in un�intelligenza esterna all�universo. In breve: Dio esiste? Cos� come avrebbero potuto chiedere se crediamo al persistere di pacchetti di informazione dopo la morte; in breve, l�esistenza dell�anima. Invece, queste domande non compaiono. Io e mio marito abbiamo avuto un battibecco sull�argomento proprio mentre venivamo qui. Secondo lui, la ragione di questo silenzio � ovvia: nessuna specie avanzata pu� ancora nutrire interesse per tali superstizioni. Io la penso all�opposto: forse per gli alieni � cos� evidente che Dio esiste, che non gli � neanche venuta la curiosit� di chiederci se ce ne siamo accorti.</p><p>� Affascinante � comment� Shelagh. � Ma perch�, secondo lei, gli alieni vogliono sapere tutte quelle cose?</p><p>Sarah inspir� a fondo, poi espir� lentamente. Don ebbe un brivido al pensiero del �buco� in trasmissione. Alla fine, la scienziata disse: � Ottima domanda!</p></section><section><title><p>15</p></title><p>Come per la maggior parte degli astronomi, anche per Sarah uno dei film preferiti restava <emphasis>Contact</emphasis>, tratto dall�omonimo romanzo di Carl Sagan. Anzi, secondo lei era uno dei rari casi in cui il film era meglio del romanzo, troppo verboso. Erano decenni che non lo rivedeva, per� una citazione contenuta in un articolo sul messaggio glielo aveva riportato alla mente. Quel mercoled� sera prese posto accanto a Don sul divano, ansiosa di gustarsi lo spettacolo. Pian piano, Sarah si stava abituando sempre di pi� al look di quel suo marito ringiovanito; ma uno dei motivi per cui era felice di vedere un film con lui era che cos� sarebbero rimasti uno accanto all�altra, anzich� di fronte. I loro sguardi non si sarebbero incrociati.</p><p>Jodie Foster era bravissima nel ruolo della scienziata innamorata della propria missione, anche se Sarah non pot� evitare di sorridere quando lei recito: �Se una sola stella su un milione avesse dei pianeti, e se su un solo pianeta su un milione fosse sorta la vita, e se su uno su un milione di essi ci fosse vita intelligente, l� fuori esisterebbero milioni di civilt�... Eh no, mia cara: un milionesimo di milionesimo di milionesimo di 400 miliardi � una cifra cos� vicina a zero da essere, di fatto, zero.</p><p>Sarah si volt� verso Don per vedere se avesse colto, ma lui non ne diede segno.</p><p>Del resto sapeva che lui detestava essere interrotto durante un film (ogni parola poteva rivelarsi preziosa per Scarabeo), quindi lasci� che l�errore di sceneggiatura passasse inosservato. Inoltre, a parte l�inaccuratezza della cifra, la Foster citava un dibattito reale. Per decenni erano stati buttati numeri di ogni genere dentro l�equazione di Drake, che serviva a dare una stima di quanta vita intelligente esistesse nella galassia. Il numero �sparato� dall�attrice era tipico di quel clima culturale.</p><p>L�ilarit� lasci� presto posto a un senso di umiliazione. Il film proseguiva con la protagonista che faceva visita a una multinazionale per ottenere fondi per il progetto SETI. Sentendosi opporre un rifiuto, saliva in cattedra e declamava che un contatto con una civilt� extraterrestre sarebbe stato l�evento pi� importante della Storia umana, pi� importante di qualunque risultato raggiunto fino a oggi o immaginabile per il futuro. Sarebbe stato un cambiamento cos� epocale da giustificare qualunque investimento.</p><p>A umiliare Sarah fu il ricordo di simili ridicoli discorsi tenuti da lei stessa. � vero, la ricezione da Sigma era stata sbattuta in prima pagina; ma, fino all�arrivo del secondo messaggio, per trent�anni gli alieni erano spariti dalle prime pagine, fatta ovviamente eccezione per il �National Enquirer�.</p><p>Non erano stati solo quelli di SETI a sopravvalutare l�impatto di una notizia come quella. Sarah non se lo ricordava pi�, ma in <emphasis>Contact</emphasis> faceva una comparsa addirittura l�allora presidente USA Bill Clinton, il quale spiegava, anche lui, quanto profondamente sarebbe cambiato il mondo. Per�, a differenza dei ruoli cammeo di Jay Leno e Larry King, il presidente non era stato scritturato; era solo un brano di repertorio, peraltro non riferito a radiomessaggi alieni ma alla scoperta di ALH84001, il meteorite marziano in cui si supponeva fossero presenti dei microrganismi fossili. Nonostante tutta la buona volont� di Clinton, quel pezzo di roccia non aveva cambiato il mondo; anzi, quando anni dopo la notizia era stata smentita, la stampa quasi non se n�era accorta. Non che qualcuno volesse insabbiare la cosa: era proprio che non interessava a nessuno. Per la maggioranza della popolazione la vita nell�universo era una curiosit�, nulla pi�, senza alcun effetto sul modo di comportarsi nei confronti di coniugi e figli, senza conseguenze in Borsa. Chi se ne fregava. La Terra continu� imperturbabile a girare come sempre, con i suoi abitanti che facevano l�amore, e la guerra, con la stessa frequenza di prima.</p><p>Pi� il film procedeva, pi� Sarah s�irritava. Si supponeva che gli alieni avessero fornito ai terrestri i progetti per un�astronave in grado di sfrecciare nell�iperspazio; Jodie Foster avrebbe incontrato gli ET di persona. Il progetto SETI (insinuava il regista) mica era roba per radioamatori: come in tutti i <emphasis>B-movie</emphasis> di fantascienza, lo scopo finale era lanciarsi alla scoperta di nuovi mondi. Dall�inizio, con la sua matematica sghimbescia; nel prosieguo, con i discorsoni sulla trasformazione dell�umanit�; alla fine, con la strampalata promessa che SETI ci avrebbe fatti navigare nella galassia, magari con una rimpatriata con i nostri cari estinti, <emphasis>Contact</emphasis> dipingeva le montature giornalistiche, non la realt�. Se Frank Capra avesse realizzato una serie propagandistica dal titolo <emphasis>Perch� ascoltiamo</emphasis>, <emphasis>Contact</emphasis> sarebbe stata la prima uscita.</p><p>Mentre scorrevano i titoli di coda, Sarah si volt� verso Don. � Che te n�� parso? � gli domand�.</p><p>� Un po� datato � disse lui. Poi sollev� una mano per prevenire l�obiezione.</p><p>� Non che questo sia un male, ma...</p><p>Ma aveva ragione lui, pens� Sarah. Le cose appartengono al loro tempo, non possono essere trasferite pari-pari da un�epoca all�altra. � Che fine aveva poi fatto la Foster? � tagli� corto Sarah. � � ancora viva, o no?</p><p>� Potrebbe esserlo. Era pi� o meno della tua... � Si morse la lingua, ma era troppo tardi. Era chiaro che stava per dire �della tua et��, non �della <emphasis>nostra</emphasis>�. Agli occhi di lui, lei aveva tutti i suoi ottantasette anni; per contro, Don stava cominciando a rinnegare i propri dati anagrafici. Il che mandava in bestia Sarah.</p><p>� Mi � sempre piaciuta come attrice � gliss� lei. Quando era uscito <emphasis>Contact</emphasis>, la stampa USA aveva �rivelato� che a ispirare il personaggio di Ellie Arroway, interpretata dalla Foster, era stata Jill Tarter; i giornali canadesi invece spingevano sull�ipotesi Sarah Halifax. Ora, pur essendo vero che Sarah aveva conosciuto Carl Sagan, il paragone era tirato per i capelli. Da parte sua, lei non capiva perch� un personaggio non potesse essere inventato di sana pianta. Ricordava tutte le teorie sui protagonisti di <emphasis>Jurassic Park</emphasis>: qualunque donna avesse seguito un corso di paleontologia, era stata candidata a modello della botanica interpretata da Laura Dern.</p><p>� Sai qual � il film in cui la Foster ha dato il meglio di s�? � chiese Sarah.</p><p>Don la fiss�.</p><p>� �... mmm, lo sai anche tu. � sempre stato uno dei miei preferiti.</p><p>� Dammi qualche altro indizio � sbuff� lui.</p><p>� Ma s� che lo sai! Avevamo comprato il VHS, poi il DVD, e alla fine ce lo siamo scaricati nell�hard disk. Oh bella, perch� non mi viene il titolo? Ce l�ho sulla punta della lingua...</p><p>� Sto ancora aspettando l�indizio!</p><p>Sarah sobbalz�. Don diventava sempre pi� impaziente con lei. Quando anche lui era ridotto a una tartaruga, non sembrava dare peso alle lentezze della moglie, ma ormai le loro vite non erano pi� sincronizzate. Come in quel film sul paradosso relativistico dei gemelli, che lei faceva sempre vedere agli allievi. Sarah stava per gridargli in faccia che non era colpa sua se aveva ottantasette anni... ma, se era per questo, anche Don non poteva fare a meno di dimostrarne venticinque. Tuttavia quell�impazienza le urtava i nervi, seppellendo ulteriormente nell�inconscio il maledetto titolo.</p><p>� Era quello in cui recitava anche quell�attore... coso...</p><p>� <emphasis>Maverick</emphasis>? � scatt� Don. � <emphasis>Il silenzio degli innocenti</emphasis>?</p><p>� No, no. Sai, quello dove c��... � perch� ora non le veniva neppure il termine? � c�� un... un... bambino prodi...</p><p>� <emphasis>Il mio piccolo genio</emphasis> � la interruppe lui.</p><p>� Esatto � disse Sarah, in tono quasi impercettibile, voltandosi dall�altra parte <strong>16</strong></p><p>Dopo che Sarah fu andata a letto, Don, incupito, si trasfer� sulla poltrona anatomica. Si detestava per aver maltrattato la moglie a quel modo mentre lei si sforzava di ricordare il titolo di quel film. Perch� era sempre stato paziente quando i suoi giorni erano contati, e adesso che aveva un�intera vita davanti a s� diventava impaziente? Si era sforzato di non esplodere, ce l�aveva messa tutta, ma alla fine era stato pi� forte di lui. Sarah aveva un atteggiamento cos� <emphasis>da vecchia</emphasis>, che...</p><p>Squill� il telefono. Don guard� il display e fu sorpreso di leggervi il nome TRENHOLM RANDELL. Era un suo ex collega alla CBC, ma erano pi� di trent�anni che non aveva notizie di lui. Da quando era fallito il Rollback su Sarah, Don aveva smesso di frequentare i vecchi amici; ed era pi� felice che mai di non possedere un videotelefono.</p><p>Randy aveva un paio d�anni in pi� di lui. Sollevando la cornetta, Don ebbe il sospetto che non si trattasse di lui ma della moglie: era successo spesso, in quegli ultimi anni, che le chiamate dai numeri dei vecchi amici fossero in realt� chiamate delle mogli per annunciare i funerali dei consorti.</p><p>� Pronto? � fece Don.</p><p>� Don Halifax, vecchia quercia!</p><p>� Randy! Come ti butta, ragazzo mio?</p><p>� E come potrebbe buttare, a quasi novant�anni? Si vivacchia.</p><p>� � gi� qualcosa � disse Don. Voleva chiedergli come stesse sua moglie, ma non gli torn� in mente il nome.</p><p>� Che mi racconti di bello?</p><p>� Che ormai fai notizia! � rispose Randy.</p><p>� � Sarah la celebrit� di casa � precis� Don.</p><p>� No, no, quale Sarah? Proprio tu, nei newsgroup che frequento.</p><p>� Che sarebbero...?</p><p>� �Oltre-umani�, �Immortalit��, �Sempre avanti�.</p><p>Come Don immaginava, i pettegolezzi sulla sua situazione si erano diffusi anche oltre i confini del quartiere. Si limit� a rispondere: � Gi�, b�...</p><p>� E cos�, l�amico Don � culo e camicia con i potenti, eh? � disse Randy � Cody McGavin! Robe da pazzi.</p><p>� L�ho incontrato una volta sola.</p><p>� Ma deve averti staccato un assegno mica male � obiett� Randy.</p><p>Don iniziava a sentirsi piuttosto a disagio. � Boh. Mai visto la parcella.</p><p>� Non sapevo che ti interessasse la tematica del prolungamento della vita � torn� l�altro alla carica.</p><p>� No, infatti.</p><p>� Per� ti ci sei sottoposto.</p><p>� Randy ascolta, � tardi. C�� qualcosa che posso fare per te?</p><p>� Niente. � solo che, siccome conoscevi Cody McGavin...</p><p>� Non potrei affermare di <emphasis>conoscerlo</emphasis>.</p><p>� ...Allora ho pensato che forse potevi mettere una buona parola per me, ecco tutto.</p><p>� Randy, io non...</p><p>� Voglio dire, io posso ancora dare tanto, Don. Tante cose che potrei ancora realizzare, se solo...</p><p>� Randy sul serio: non...</p><p>� E via, Don! Tu non avevi niente di speciale, per� quello ti ha regalato un Rollback.</p><p>� Voleva regalarlo a Sarah, non a me, ma poi...</p><p>� Lo so, lo so, per� su di lei non ha funzionato, giusto? Almeno, cos� ho letto in giro. Ascolta, Don, mi dispiace veramente; Sarah mi � sempre stata simpatica.</p><p>Randy tacque come in attesa di una risposta alla sua manifestazione di cortesia, ma Don rimase muto. Dopo che il silenzio fu durato troppo a lungo, l�ex collega aggiunse: � Comunque, quello che conta � che il boss ti ha pagato il trattamento.</p><p>Quindi...</p><p>� Quindi dovrebbe farlo anche per te? Ascoltami bene, non ho idea di quanto sia costata l�intera operazione, ma...</p><p>� Su �Oltre-umani� valutano che la cifra si aggiri intorno agli 8 miliardi di dollari. Su �Sempre avanti� propendono per 10.</p><p>� <emphasis>Anche se fosse cos�</emphasis> � sottoline� Don � non sono stato io a chiederlo, e...</p><p>� Noccioline, per gente come McGavin.</p><p>� Credo che non siano noccioline per <emphasis>nessuno</emphasis>. Ma non � questo il punto: dei suoi soldi pu� fare ci� che gli pare.</p><p>� Esatto, e adesso che sta offrendo quest�opportunit� a persone che non sono ricche sfondate, b�, pensavo che forse... tu capisci...</p><p>� Non posso fare niente per te. Mi spiace.</p><p>La voce all�altro capo del telefono assumeva un tono sempre pi� disperato. � Ti prego, Don. Posso ancora dare tanto alla societ�. Se solo potessi fare il Rollback, potrei...</p><p>Don non resse oltre. � Trovare la cura contro il cancro? Gi� fatto. Inventare una trappola per topi pi� efficace? L�evoluzione produrr� topi pi� intelligenti.</p><p>� Intendo cose importanti. Sto... tu non sai di che cosa mi sono occupato in questi ultimi vent�anni, Don, ma sto... ho fatto delle cose. E posso portare avanti ancora tanti progetti. Mi serve solo pi� tempo. Solo tempo.</p><p>� Mi spiace, Randy, credimi.</p><p>� Se solo tu chiamassi McGavin, Don... Non chiedo altro: solo una telefonata.</p><p>A Don venne una gran voglia di urlargli in faccia che gli ci era voluto un secolo per contattare McGavin, l�ultima volta; ma non erano affari di Randy � Mi spiace � ripet�.</p><p>� Dannazione, e tu che avresti fatto per meritarlo? Non sei un geniaccio n� niente, hai solo vinto a una fottuta lotteria, e adesso non vuoi neppure aiutarmi a comprare il biglietto.</p><p>� Cristo santo, Randy...</p><p>� Non � giusto. Lo hai detto tu stesso: non ti eri mai neppure interessato di �trans-umanizzazione� n� di tecniche di allungamento dell�esistenza. Io, io invece, � una vita che mi ci danno l�anima. �Vivere abbastanza a lungo da vivere in eterno� come diceva Kurzweil. Resistete ancora pochi decenni, diceva, e il ringiovanimento sar� una realt�, e diventerete praticamente immortali. B�, io <emphasis>ho</emphasis> resistito, e voil�, quelle tecnologie oggi esistono. Ma io non posso permettermele.</p><p>� I prezzi sono destinati a...</p><p>� Affanculo l�abbassamento dei prezzi! Lo so che succeder�, ma non abbastanza in fretta, maledizione: io ho ottantanove anni! Ti chiedo solo di fare una telefonata per oliare un paio di ingranaggi. Solo questo. In nome dei vecchi tempi.</p><p>� Mi dispiace � disse Don. � Con tutto il cuore.</p><p>� Cazzo, Halifax! <emphasis>Devi</emphasis> farlo! Io... io sto per morire, io sto per...</p><p>Don sbatt� gi� la cornetta, ributtandosi indietro sulla poltrona. Era scosso da tremiti. Aveva bisogno di qualcuno con cui sfogarsi per tutto quello che gli stava succedendo... ma Sarah non era pi� in grado di capirlo; non pi� di quanto lo fosse Randy Trenholm. Quanto alle altre persone che avevano effettuato il Rollback, vivevano in un mondo a milioni di anni luce dal suo. L�unica cosa che avevano in comune era il fatto di essere ringiovaniti; per tutto il resto, tra loro e lui si spalancava l�abisso dei ceti.</p><p>Alla fine Don sal� al piano di sopra, comp� le operazioni della sera, e and� a stendersi accanto a Sarah. Lei dormiva gi�. Lui rest� a fissare il soffitto, un�abitudine che stava diventando sempre pi� frequente.</p><p>A suo modo, Randy aveva toccato un tasto giusto. C�erano persone che sarebbe valsa la pena mantenere in vita anche se non potevano permetterselo. L�ultimo dei dodici uomini che avevano camminato sulla Luna era morto nel 2028. L�evento pi� sensazionale della Storia umana era accaduto durante l�esistenza di Don, ma non era rimasto in giro nessuno di coloro che avevano impresso le proprie impronte sul suolo lunare. Restavano solo foto, video, campioni di roccia e qualche scarsa descrizione piena di poesia, tra cui la �magnifica desolazione� di Aldrin. Si continuava a ripetere che era inevitabile, prima o poi, la ripresa delle missioni lunari; e forse lui sarebbe vissuto abbastanza a lungo da vederlo, ma intanto dalla memoria vivente era gi� scomparso il ricordo di quei �piccoli passi, passi da gigante�.</p><p>Ancora pi� tragico era pensare che l�ultimo superstite dei Lager nazisti, l�ultimo testimone di quelle atrocit�, si fosse spento nel 2037. Con lui, se n�era andata la memoria vivente del momento pi� buio della vicenda umana.</p><p>C�era chi negava l�autenticit� dello sbarco sulla Luna o della Shoah; persone secondo cui una tale meraviglia, o un tale orrore, non potevano essere veri, perch� l�umanit� sarebbe incapace di produrre simili prodigi tecnologici o una simile bestialit�. E adesso, erano scomparsi dalla scena anche gli ultimi testimoni oculari di quegli eventi.</p><p>Viceversa continuava a esistere Donald Halifax, uno che non aveva niente di speciale da raccontare, nessuna esperienza unica nel suo genere, niente da comunicare alle generazioni future. Uno qualunque.</p><p>Sarah si mosse nel sonno, girandosi su un fianco. Lui rivolse al buio gli occhi sulla moglie. Lei s� era riuscita l� dove tutti gli altri avevano fallito, scoprendo il significato di un messaggio inviato da un popolo alieno. E, secondo gli auspici di McGavin, avrebbe anche potuto bissare l�impresa. Solo che non sarebbe sopravvissuta abbastanza a lungo; sarebbe rimasto solo lui. Se era destino che il Rollback funzionasse su uno solo di loro due, doveva capitare a Sarah: era lei quella importante, non lui.</p><p>Don scosse la testa; i capelli rinati sfregarono sul cuscino. A livello razionale, sapeva benissimo che il successo del suo Rollback non era stato determinato dal fallimento di quello di Sarah; eppure il senso di colpa era opprimente come due metri di terra.</p><p>� Mi dispiace � sussurr�, tornando a fissare il soffitto.</p><p>� Per cosa? � disse Sarah, facendolo sobbalzare. Don non si era accorto che fosse sveglia; ora per�, voltandosi verso di lei, percep� nelle sue iridi il pallido riflesso dei lampioni esterni.</p><p>Si accoccol� accanto alla moglie e la abbracci� con delicatezza. Quel dispiacere, di primo acchito, si riferiva al fatto di averla offesa qualche ora prima; ma in profondit� c�era dell�altro. Molto altro. � Mi spiace � rispose Don � che il Rollback abbia funzionato con me, ma non con te.</p><p>Il torace di Sarah, premuto contro il suo, si espanse lentamente, poi si contrasse.</p><p>� Se proprio doveva succedere a uno solo dei due � disse lei � allora sono contenta che sia tu.</p><p>Don fu colto di sorpresa. � E perch�?</p><p>� Perch� sei un bravo ragazzo.</p><p>Lui non riusc� a trovare una risposta. Tenne stretta la moglie finch� il respiro di lei non divenne regolare e rumoroso. Rimase l� per ore, sveglio, ad ascoltare.</p></section><section><title><p>17</p></title><p>Era tempo di trovarsi un lavoro. Non che loro due avessero un disperato bisogno di soldi, visto che ricevevano la pensione sia aziendale che sociale, ma Don doveva usare in qualche modo tutta quell�energia che aveva in corpo, e inoltre dedicarsi a qualcosa lo avrebbe aiutato a tenere la mente sgombra dai suoi timori crescenti. Pur con l�esplosione di vita che sperimentava, si sentiva addosso il peso di tutto: le difficolt� di relazione con Sarah, l�invidia dei vecchi amici, le ore infinite che trascorreva a fissare il vuoto, sognando a occhi aperti che le cose fossero andate diversamente.</p><p>Raggiunse a piedi la fermata North York-Centro, a un paio di isolati da casa, scese sottoterra in corrispondenza della torre della Biblioteca e prese la metropolitana. Era una torrida giornata di agosto; Don non pot� fare a meno di lanciare occhiate alle ragazze seminude, cos� floride, abbronzate e sexy presenti nel vagone. Lo spettacolo fece passare il tragitto in un battibaleno. Incredibile ma vero, una tipa che poi era scesa alla fermata di Wellesley lo aveva guardato con quello che pareva interesse.</p><p>Arrivato alla Union Station, Don usc� e di diresse a piedi al vicino palazzo della CBC, un enorme cubo che sembrava progettato dal Borg di <emphasis>Star Trek</emphasis>.</p><p>Conosceva quel posto come... b�, non come il palmo della propria mano. A quel palmo sodo e liscio non si era ancora abituato al cento per cento. In ogni caso, non aveva pi� il badge, per cui dovette attendere in reception finch� non fosse venuto qualcuno ad accompagnarlo negli uffici. Mentre aspettava, osserv� gli ologrammi in scala 1:1 degli attuali boss della CBC (ai suoi tempi, al posto degli �olo� c�erano delle sagome in cartone). Riconobbe quasi tutti i nomi, per� i volti non gli erano familiari.</p><p>� Il signor Donald Halifax? � chiese una voce. Lui si volt� e vide un uomo sui trentacinque anni, asiatico, con incongrui capelli color pesca. � Ben Chou � si present�.</p><p>� La ringrazio per avermi voluto ricevere � disse Don, mentre Ben lo accompagnava verso il corridoio.</p><p>� Si figuri! � rispose lui. � Lei qui dentro � un mito.</p><p>Don sollev� un sopracciglio. � Sul serio?</p><p>Entrarono in ascensore. � Altroch�. L�unico tecnico del suono con cui John Pellatt accettava di lavorare!</p><p>Usciti dall�ascensore, raggiunsero un ufficetto claustrofobico. � In ogni caso, � un vero piacere poterla incontrare � disse Chou. � Anche se non mi � chiara la sua richiesta di impiego. Voglio dire, se pu� permettersi un Rollback, che ci fa qui?</p><p>� Lanci� un�occhiata, all�intorno.</p><p>Erano al quinto piano e, <emphasis>se</emphasis> ci fossero state finestre, si sarebbe potuto ammirare il lago Ontario; ma, a qualunque piano, quell�edificio ti faceva sentire sottoterra.</p><p>� Non posso assolutamente permettermela � rispose Don, mentre si accomodava sulla sedia offertagli da Ben.</p><p>� Oh, s�, certo, ma dato che sua moglie...</p><p>Don si accigli�. � Che intende dire?</p><p>Ben sembrava confuso. � B�, non � ricca? Dopotutto era stata lei a decodificare il primo messaggio.</p><p>� No, neppure lei nuota nell�oro. � Sarah avrebbe forse potuto diventare ricca, se avesse firmato il contratto editoriale giusto al momento giusto, o si fosse fatta pagare tutte le conferenze tenute nei mesi successivi alla scoperta... Ma inutile piangere sul latte versato. Per qualunque aspetto della vita.</p><p>� Oh, io... b�...</p><p>� Ed ecco perch� ho bisogno di un impiego � disse Don. Interrompere continuamente un potenziale datore di lavoro non sembrava una buona strategia per fare carriera. Ma lui era fatto cos�.</p><p>� Ah � fece Chou. Controll� sul lettore digitale che teneva sulla scrivania. � Interessante, lei ha frequentato i corsi di Tecniche radiotelevisive all�Universit� di Ryerson... Anch�io! � Poi Ben ebbe un lieve sobbalzo. � Lei, nel 1982. � Scosse la testa. � Io nel 2035.</p><p>Il sottinteso era evidente. Don cerc� di dirottare il discorso con una battuta: � Ah! E insegna ancora il carissimo professor Tutankhamon?</p><p>Ben ebbe la cortesia di emettere una risatina nasale. � E... per quanto tempo ha lavorato qui alla CBC?</p><p>� Per trentasei anni. Avevo la qualifica di direttore di produzione quando sono andato in...</p><p>S�interruppe di colpo. Ma Ben suppl� il termine, sottolineandolo con un lieve cenno del capo: � Pensione.</p><p>� Per�, come vede, sono tornato alla mia giovinezza. E desidero tornare a lavorare.</p><p>� In che anno � andato in pensione?</p><p>�Bastardo, hai il dato l� davanti ai tuoi occhi� pens� Don �ma vuoi che mi autodenunci con le mie labbra.� � Nel 2022.</p><p>Chou scosse leggermente la testa. � Wow. Chi era il primo ministro all�epoca?</p><p>� Comunque � disse Don, sorvolando sull�ironia � ho bisogno di un lavoro.</p><p>E quando uno ce l�ha nel sangue...</p><p>Chou annu�. � Ha mai operato sul sistema Mennenga 9600?</p><p>Don fece segn� di no.</p><p>� E su Evoterra C-49? Sono quelli attualmente in dotazione.</p><p>Altro diniego.</p><p>� Come se la cava con il montaggio audio?</p><p>� Ho migliaia di ore di esperienza. � Per quanto met� di quelle ore le avesse trascorse a tagliare fisicamente i nastri con delle lamette da barba.</p><p>� S�, ma con quali apparecchiature?</p><p>� Studer, Neve Capricorn, Euphonix. � Tralasci� deliberatamente di precisare i modelli, e neppure menzion� il marchio Kadosura, fuori commercio da quattro lustri.</p><p>� � che la tecnologia si evolve cos� in fretta � disse Ben.</p><p>� Questo lo capisco. Ma i princ�pi base...</p><p>� Anche quelli, e lo sa. Non montiamo pi� il materiale audio come si faceva dieci anni fa, per non parlare di mezzo secolo fa. Sono cambiati gli stili, i ritmi; � cambiato il suono in quanto tale. � Scosse di nuovo la testa, e pass� al �tu�. � Vorrei poterti essere utile, Don. Qualunque cosa, per un alunno della Ryerson. � che purtroppo... � allarg� le braccia. � Anche un novellino appena uscito da un istituto tecnico avrebbe pi� competenze di te. Cavoli, Don, sono cose che saprai meglio di me.</p><p>� Non chiedo di mettermi a smanettare � disse lui. � Nell�ultimo periodo, okay, non per molto, ma mi occupavo soprattutto di coordinare il lavoro altrui. E l� non � cambiato nulla.</p><p>� Esatto, proprio cos�. Non � cambiato nulla: una persona che dimostra poco pi� di vent�anni non riuscir� mai a ottenere il rispetto di gente che ne ha cinquanta.</p><p>In pi�, qui mi servono coordinatori che si accorgano quando un tecnico li sta prendendo per il culo.</p><p>� Non c�� proprio <emphasis>niente</emphasis>? � disse Don.</p><p>� Hai provato a chiedere al pianoterra?</p><p>Don corrug� la fronte. � L�atrio? � Era stato ribattezzato Barbara Frum Atrium, e Don apparteneva alla generazione di quelli che avevano conosciuto Barbara. Era costituito da un paio di ristoranti, tre gabbiotti della sicurezza e un immenso open space.</p><p>Ben annu�.</p><p>� L�atrio?! � esplose Don. � Non m�interessa diventare una fottuta guardia giurata.</p><p>Ben lo interruppe sollevando una mano. � No, no, non intendevo quello. Non avertene a male, ma pensavo al museo.</p><p>A Don cadde la mascella. �Non avertene a male�, e poi gli aveva sferrato un colpo all�inguine. Era un dettaglio di cui si era dimenticato: dall�atrio si apriva un museo sulla storia della CBC.</p><p>� Non sono un dannato reperto!</p><p>� No, no... no! Neppure quello intendevo. Volevo solo suggerire che potresti proporti come curatore. Voglio dire, su gran parte del materiale in esposizione hai conoscenze di prima mano. Sai tutto non solo su Pellatt, ma su Peter Gzowski, Sook-Yin Lee, Bob McDonald e tutti quanti. Hai lavorato gomito a gomito con loro. Qui dice anche che ti sei occupato di storiche trasmissioni come <emphasis>As It Happens</emphasis> e <emphasis>Faster Than Light</emphasis>.</p><p>Ben faceva del suo meglio per apparire gentile, ma quando � troppo, � troppo.</p><p>� Non voglio vivere nel passato � disse Don. � Voglio essere parte del presente.</p><p>Ben diede un�occhiata all�orologio a muro, uno di quei modelli da studio con al centro i LED dell�ora, e intorno sessanta punti che si illuminano in sequenza al passare dei secondi. � Ascolta � disse � devo proprio andare, sono sommerso di lavoro. Ti ringrazio per essere venuto. � Si alz� e gli tese la mano. Don non pot� stabilire se la stretta di Chou fosse abitualmente moscia, o se fosse cos� blanda per il timore di fare del male a un vecchio di ottantasette anni.</p></section><section><title><p>18</p></title><p>Don ridiscese nell�atrio. Dava una buona immagine del Paese, quel luogo accessibile a tutti, con i suoi sei piani di balconate interne e il suo viavai di celebrit� (il termine �star� era considerato un�americanata) che si spostavano senza codazzo di guardie del corpo. Il ristorantino Ooh La La!, che sorgeva l� da sempre, aveva un dehors in cui uno degli anchorman di Newsworld stava consumando un�insalata greca; al tavolo accanto sorseggiava un caff� il mattatore di un programma per bambini che Don aveva visto insieme alla nipote; l�attuale conduttrice di <emphasis>Ideas</emphasis> si stava dirigendo verso l�ascensore. Uno spazio davvero aperto e accogliente, pens� Don; tranne che per lui.</p><p>Il Museo radiotelevisivo era piccolo e confinato in un angolo; chiaramente, non faceva parte del progetto originale. Alcuni dei reperti erano pi� antichi di Don.</p><p>Datava a un�epoca anteriore alla sua il programma per bambini <emphasis>Chichimus</emphasis>, e risalivano all�epoca dei genitori <emphasis>This Hour Has Seven Days</emphasis> e <emphasis>Front Page Challenge</emphasis>. Invece era abbastanza anziano da ricordare <emphasis>Wayne and Shuster</emphasis>, sebbene all�epoca fosse troppo giovane per trovarlo divertente. Aveva ricevuto la prima infarinatura di francese grazie alla trasmissione <emphasis>Chez H�l�ne</emphasis>; aveva trascorso tanti bei momenti in compagnia di <emphasis>Mr Dressup</emphasis> e <emphasis>The Friendly Giant</emphasis>. Don si concesse qualche minuto per contemplare il modellino del castello del gigante amichevole, i pupazzi del gallo Rusty e della giraffa Jerome. Scopr� leggendo la targhetta che i buffi colori di Jerome, violaceo e arancio, erano stati decisi ai tempi della TV in bianco e nero, perch� ne risultava un buon contrasto; quando nel 1966 il programma era passato al colore, la pezzatura aveva mantenuto invariato il suo look psichedelico. Un involontario segno dei tempi.</p><p>Don aveva dimenticato che di qui era partita anche la carriera di Mister Rogers; ed eccolo l�, ora, il tram in miniatura che aveva attraversato la serie <emphasis>Mister Roger�s Neighbourhood</emphasis>.</p><p>Al museo non c�era nessun altro visitatore. A dimostrazione del fatto che vivere nel passato non interessa a nessuno.</p><p>Sugli schermi andavano in onda delle clip tratte da vecchi spettacoli CBC, alcuni dei quali presenti alla sua memoria, e quasi tutti venerabili. Viceversa, i magazzini dovevano essere zeppi di materiale orrendo come <emphasis>King of Kensington</emphasis> e <emphasis>Rocket Robin Hood</emphasis>. B�, forse era giusto che <emphasis>alcune</emphasis> cose svanissero per sempre dal ricordo.</p><p>Erano esposti anche alcuni apparecchi audio e video, tra cui alcune strumentazioni che lui stesso aveva utilizzato. Scosse la testa. Quale curatore?</p><p>Avrebbe dovuto finire nelle vetrinette insieme alle altre anticaglie.</p><p>Per quanto, fisicamente, non fosse un rudere. Inoltre all�Expo non era pi� previsto il padiglione �fenomeni da baraccone� dove, ancora quando lui era bambino, gli imbonitori invitavano la gente a vedere l�uomo-sirena e la donna barbuta.</p><p>Usc� dal museo, e dall�edificio. In citt� avevano sede anche altre reti radiotelevisive, ma c�era da dubitare che Don da loro avrebbe avuto pi� successo.</p><p>Senza contare che la sua passione erano i radiodrammi e i radiodocumentari che non produceva pi� nessuno tranne la CBC. Per quello che sarebbe importato alle altre aziende, nel suo curriculum poteva anche inserire di aver dipinto le Grotte di Lascaux.</p><p>Era arrivato alla Union Station, la fermata proprio al centro della U in cui si snodava il tratto pi� vecchio della metropolitana. Scese ai tornelli, compr� un biglietto intero (non un ridotto per anziani) e prese la scala mobile verso i treni.</p><p>Rimase in attesa sulla banchina al di sotto uno dei grandi orologi sospesi. Arriv� in velocit� una metropolitana, spettinandolo con lo spostamento d�aria. Quindi lui...</p><p>...Rimase come paralizzato. Le porte si erano aperte con il consueto segnale acustico a ripetizione; la gente scendeva e saliva. Poi il fischio di avviso chiusura porte, e il treno riprese la propria corsa. Don si mise al margine estremo della banchina, restando a osservare il veicolo che si allontanava.</p><p>Dall�ultima finestrella lo guardava incuriosito un bambino di cinque o sei anni.</p><p>Don ricord� quando, da piccolo, gli piaceva sedersi nella prima vettura per vedere la galleria che sfrecciava verso di lui; ma anche l�ultima vettura doveva offrire un valido spettacolo. Uno stridio, e la metropolitana scomparve, diretta verso nord.</p><p>Don abbass� lo sguardo ai binari, poco pi� di un metro sotto di lui, sotto i suoi piedi quasi aggrappati al margine. Zampett� di corsa un topolino. Don si sofferm� a osservare il binario di emergenza e gli avvisi ELETTRICIT� � PERICOLO coperti di fuliggine.</p><p>Non ci volle molto perch� arrivasse un altro treno. Prima di entrare nel campo visivo, con i fari proiett� ombre surreali lungo il tunnel. Don percep� le vibrazioni della carrozzeria al suo passargli a pochi centimetri, mentre di nuovo l�aria gli spazzolava i capelli.</p><p>Si ferm�. Don guard� attraverso la finestra pi� vicina. Quasi tutti scendevano alla Union, tuttavia qualcuno percorreva la curva fino alla fine.</p><p>�La curva...�</p><p>Era quello il buon vecchio metodo tradizionale, no? Gli aspiranti suicidi di Toronto facevano cos� da prima che lui nascesse. Il treno, in quel punto, arrivava a forte velocit� da dietro una curva: aspettandolo dalla parte giusta, e saltando al momento opportuno, si poteva...</p><p>Dare un taglio a tutto.</p><p>Certo, non sarebbe stato carino nei confronti del conducente. Anni fa Don aveva letto sullo �Star� un articolo sul trauma psicologico che questi incidenti provocavano nel personale coinvolto. I conducenti erano spesso costretti a lunghi periodi sabbatici; alcuni erano cos� terrorizzati dalla possibilit� che l�evento si ripetesse, che cambiavano lavoro. In centro citt� le fermate distavano quarantacinque secondi una dall�altra: tra l�una e l�altra l�uomo ai comandi non aveva neppure il tempo di rilassarsi un po�.</p><p>Questo discorso per� era valido fintanto che i conducenti erano esseri umani.</p><p>Adesso in cabina c�erano dei lucidi meccanoidi, gentile omaggio della McGavin Robotics.</p><p>L�ironia della cosa lo stava inducendo in tentazione. Stava...</p><p>Stava tremando come una foglia. All�improvviso il suo corpo entr� in azione alla massima velocit�.</p><p>Si fiond� tra le porte un decimo di secondo prima che si richiudessero. Per tutto il tragitto rimase attaccato a uno dei sostegni. Come un naufrago a un pezzo di scialuppa.</p></section><section><title><p>19</p></title><p>Nel 2009 Sarah aveva diviso equamente il tempo tra l�insegnamento dell�astronomia e le discussioni sul questionario draconiano; quasi sempre il dibattito si riverberava nelle conversazioni serali con il marito. Una sera, mentre Carl era da basso a giocare a <emphasis>The Sims 4</emphasis> ed Emily era andata alla riunione per guide Scout, Sarah gli aveva detto: � Senti questo problema etico che � venuto fuori oggi sul newsgroup di SETI. Alcuni dei nostri ricercatori sostengono di aver compreso quali siano le aspettative degli alieni, con quella loro inchiesta; il che significa che noi potremmo fornire le risposte che <emphasis>loro</emphasis> vogliono sentire, nella speranza che ci� li incoraggi a portare avanti la conversazione. Domanda: ci � lecito mentire per ottenere il <emphasis>nostro</emphasis> scopo? Ossia: quanto � immorale mentire in un sondaggio sui valori morali?</p><p>Don le aveva risposto: � I Draconiani sono almeno intelligenti quanto noi, no?</p><p>Perci�, se c�� un trucchetto, se ne accorgeranno.</p><p>� Questa � esattamente la mia tesi! � s�infervor� Sarah. � Le istruzioni del questionario stabiliscono in modo chiaro che le risposte che invieremo dovranno essere prodotte in modo indipendente e riservato da mille diverse persone.</p><p>Precisano inoltre che in futuro potrebbero arrivare altre domande, ma che un�eventuale scorrettezza da parte nostra far� interrompere i contatti.</p><p>Personalmente ritengo che gli alieni possiedano una tecnica per capire se tutte le risposte provengono da una persona sola, o da un gruppo di collaboratori. Tipo, qualche analisi statistica della simbologia adottata.</p><p>Erano entrambi impegnati nelle pulizie di casa, dato che le attivit� di entrambi relegavano questa voce in fondo all�elenco delle priorit�. Don stava spolverando la mensola del caminetto. � Sai cosa mi piacerebbe? � disse distrattamente, osservando una stampa incorniciata di Emily Carr � Uno di quegli schermi piatti da 60 pollici. Lo so che al momento costano una cifra, ma sono sicuro che i prezzi precipiteranno.</p><p>Sarah stava raccogliendo i giornali sparsi. � Ti auguro di vivere cos� a lungo.</p><p>� Comunque, parlavi del questionario...</p><p>� Ecco, bravo. Anche se cercassimo di contraffare le risposte, assegnandole a un comitato, ne esistono comunque parecchie dove non sappiamo che pesci pigliare.</p><p>Don adesso stava togliendo le tazze dal tavolo. � Per esempio?</p><p>� B�, la domanda 31: �Tu e un�altra persona trovate, insieme, un oggetto apparentemente senza valore. Nessuno dei due lo desidera. Chi dei due dovrebbe prenderlo?�.</p><p>Don si ferm� per rifletterci, con due tazze gialle nella mano destra e una nella sinistra; anche Carl, compiuti sedici anni, aveva cominciato a bere caff�. � Mmm, non saprei. Voglio dire: non importa, non � cos�?</p><p>Sarah si era diretta in cucina per buttare la cartaccia nel contenitore della differenziata. � Chi pu� dirlo? � grid� per farsi sentire. � Qui evidentemente, dal punto di vista degli alieni, c�� un dilemma etico che a noi sfugge. Nessuno, che io sappia, ha scoperto la risposta.</p><p>Lui la segu� in cucina, sciacqu� le tazze sotto il rubinetto e poi le mise nella lavastoviglie. � Forse � che nessuno dei due dovrebbe prendere l�oggetto.</p><p>Bisognerebbe lasciarlo l�.</p><p>Lei annu�. � Sembrerebbe una buona risposta, ma non � concessa dal regolamento. Ricorda che, quasi sempre, gli alieni ci chiedono di scegliere tra un ventaglio di opzioni predefinite.</p><p>Don stava mettendo nella lavastoviglie anche i piatti. � Capperi, un bell�impiccio. Mmm... diciamo che deve prenderlo l�altro, perch�... mmm, perch� io sono generoso, va bene?</p><p>� Per�, neppure lui desidera l�oggetto.</p><p>� Ma magari un giorno scoprir� che ha valore.</p><p>� E se invece risultasse velenoso? O appartenente a qualcuno che non gradir� il furto e cercher� di vendicarsi?</p><p>Scuotendo la testa, Don inser� una pastiglia di detersivo nell�elettrodomestico.</p><p>� Non abbiamo dati sufficienti.</p><p>� Pare che agli alieni questi elementi bastino.</p><p>Don accese la lavastoviglie e fece segno a Sarah di seguirlo fuori, lontano da quel baccano. Poi disse: � Morale della favola, non potete fornire ai Draconiani le risposte che ci farebbero fare bella figura, perch� ci sono domande che non capite.</p><p>� Esatto � rispose Sarah. � In ogni caso, anche per quelle che comprendiamo meglio, ci sono accesi dibattiti su <emphasis>quale</emphasis> risposta ci farebbe fare bella figura. Alcuni dei nostri principi morali sono razionali, altri basati sui sentimenti... e non � chiaro quali dei due sarebbero pi� apprezzati dagli alieni.</p><p>� Pensavo che tutti i principi morali fossero razionali � disse Don. Diede un�occhiata al soggiorno per accertarsi che non occorressero altri interventi. � Non era questa la definizione di morale? Una reazione razionale, ragionata, invece di una impulsiva e viscerale. � Davvero? � fece lei, raddrizzando la pila di riviste ( <emphasis>Maclean�s</emphasis>, <emphasis>Mix</emphasis>, <emphasis>Discover</emphasis>, <emphasis>The Atlantic Monthly</emphasis>) in equilibrio precario sul tavolino tra il divano e la poltrona. � Allora prova a risolvere questo caso classico, elaborato dalla pensatrice inglese Philippa Foot. C�� un tram che corre a folle velocit�, fuori controllo. Sui binari si trovano cinque persone, nessuna delle quali pu� scansarsi in tempo: se il veicolo le centra, saranno tutte spacciate. Tu per� assisti alla scena dall�alto di una sopraelevata, su cui c�� un quadro comandi: se tirerai una determinata leva, il tram verr� deviato su un altro binario, senza investire quei cinque. Che fai?</p><p>� Che scoperta! Tiro la leva. � Decidendo che la casa non aveva bisogno di ulteriore manutenzione, si sedette sul divano.</p><p>� Che � la risposta data da quasi tutti � disse Sarah, prendendo posto accanto a lui. � Le persone, per lo pi�, si sentono moralmente obbligate a intervenire in situazioni in cui siano a rischio delle vite umane. Ah, dimenticavo di aggiungere un particolare: sull�altro binario � immobilizzato un uomo, un tipo grande e grosso. Se devii lo scambi�, lo uccidi. Che fai?</p><p>Lui la cinse con un braccio. � B�, mmm... credo... credo che tirerei lo stesso la leva.</p><p>Lei appoggi� la testa sulla sua spalla. � Anche qui, sei nella media. Perch� agiresti cos�?</p><p>� Perch� morirebbe una sola persona anzich� cinque.</p><p>Sarah sorrise. � Un�idea degna di <emphasis>Star Trek</emphasis>: il bene di molti � superiore a quello di pochi. � chiaramente un principio razionale, ed � per questo che lo accetta anche Spock. Ma ora supponiamo che non esista un secondo binario, e che il grosso tizio, anzich� immobilizzato l� sotto, si trovi accanto a te sulla sopraelevata. Tu sai per certo che, se lo buttassi di sotto, data la sua mole, l�impatto farebbe deviare abbastanza il tram da salvare le altre cinque persone. Tu invece sei un tipo mingherlino, e non servirebbe a niente se ti sacrificassi buttandoti sotto il tram. Che fai?</p><p>� Niente.</p><p>Sarah annu�. � Anche qui, quasi tutti si trovano d�accordo. Ma perch�?</p><p>� Perch�, mmm... perch� � sbagliato... b�... � Si accigli�, apr� la bocca come per completare la frase, ma poi tacque.</p><p>� Vedi dove sta il punto? In entrambe le situazioni, la soluzione consiste nel far morire una persona... la stessa persona, anzi... per salvarne cinque. Nel primo caso, per�, tu devi tirare una leva; nel secondo, dovresti dare una spinta al grassone. Il risultato, dal punto di vista razionale, sarebbe identico; ma la seconda scena � diversa sul piano <emphasis>emotivo</emphasis>. Quasi tutti quelli che hanno ritenuto giusto uccidere l�uomo nel primo caso, ritengono che sia sbagliato farlo nel secondo. � Fece una pausa. � Gli alieni nel questionario non hanno proposto un esempio paragonabile a questo, tuttavia ce ne sono vari in cui si d� sia una risposta razionale che una emotiva. E non saprei dire quale delle due risulterebbe pi� gradita ai Draconiani.</p><p>Don era perplesso. � Esseri cos� progrediti non dovrebbero preferire la razionalit� alle emozioni?</p><p>� Non � detto. Perfino la lealt� e la reciprocit� sembrano essere reazioni emotive: le si ritrova in animali che, com�� ovvio, non fanno ragionamenti astratti o simbolici; eppure per loro, come per noi, si tratta di valori importanti. Se lo fossero anche per gli alieni, significherebbe che si aspettano risposte di tipo emotivo. Ci sono per� dei colleghi convintissimi che le risposte giuste siano quelle razionali, in quanto denotano un�intelligenza pi� sofisticata. La contro-obiezione � che risposte nettamente logiche non fornirebbero un ritratto affidabile dell�umanit�.</p><p>Prendiamo in considerazione questo esempio, che manca nel questionario, ma mi pare efficace. I protagonisti sono i nostri due figli, tra qualche anno. Carl ed Emily trascorrono un weekend insieme, e a un certo punto decidono di fare l�amore... solo una volta, cos�, per vedere com��.</p><p>� Sarah!</p><p>� Lo vedi? Ti senti immediatamente disgustato. E anch�io, ovvio. Ma perch� lo siamo? B�, presumibilmente perch� l�evoluzione ha prodotto in noi una spinta verso l�esogamia, per evitare le disfunzioni che risultano spesso dai rapporti incestuosi. Ora per� immaginiamo che i due utilizzino qualche metodo anticoncezionale; questo rende irrilevante la preoccupazione per i difetti genetici.</p><p>In pi�, nessuno dei due ha una malattia venerea. E aggiungiamo che lo fanno una volta sola, senza conseguenze sul piano psichico; e che non lo racconteranno mai a nessuno. � ancora una scena disgustosa? Dico di s�, visceralmente, e sono sicura che vale lo stesso anche per te. Eppure non sapremmo trovare una definizione razionale di questo atteggiamento.</p><p>� Pare anche a me.</p><p>� Bene. Ma per lunghissimo tempo si � provato disgusto per le unioni omosessuali o quelle miste, che oggi sono accettate dalla maggioranza. Per cui, il solo fatto che qualcosa sia stato ritenuto riprovevole da molte persone non dimostra che sia universalmente sbagliato. La morale si evolve, tanto pi� che le idee innovative possono essere diffuse tramite il ragionamento, come � successo con i diritti delle donne e quelli civili. Sono stati una serie di principi razionali a convincere la gente che la schiavit� e la discriminazione erano sbagliate.</p><p>L�educazione plasma i valori etici. Del resto, succede cos� anche con i bambini: il loro comportamento diventa pi� moralmente retto man mano che si sviluppano le loro facolt� razionali. Passano dall�idea che qualche azione � sbagliata �perch� se mi scoprono, mi puniscono� all�idea che qualche azione � sbagliata in quanto tale.</p><p>Insomma, forse agli occhi dei Draconiani siamo abbastanza adulti da meritare una prosecuzione dei contatti; o forse no, e in quel caso non sappiamo quali risposte scegliere per non darci la zappa sui piedi. � Si accoccol� contro di lui. � Senti, alla fine penso che la cosa migliore sia semplicemente fare ci� che ci hanno chiesto: mandare un migliaio di risposte a ogni domanda, indipendenti tra loro e il pi� franche possibile.</p><p>� Dopodich�?</p><p>� Dopodich� rimaniamo ad aspettare se loro ci scrivono ancora.</p></section><section><title><p>20</p></title><p>Era un�altra afosa giornata di agosto. Don era tornato in centro citt�, ma non in cerca di lavoro, il che gli consent� di indossare un abbigliamento adatto alla stagione: maglietta e pantaloncini. Riemergere dalla metropolitana non fu una sauna, stavolta.</p><p>Sarah, come tutto il resto del team SETI, era ancora alla ricerca della chiave per decodificare il secondo messaggio da Sigma Draconis. Nella notte aveva avuto un�intuizione, ma per metterla alla prova aveva bisogno di vecchio materiale cartaceo conservato negli archivi dell�universit�.</p><p>Un breve tragitto a piedi separava la fermata di Queen�s Park dai torreggianti Laboratori di fisica McLennan, sede della facolt� di Astronomia e astrofisica dell�Universita di Toronto. Dal tetto affioravano le cupole di due osservatori. Ogni volta che Don li notava, in passato, pensava sempre che a Toronto, con tutto l�inquinamento luminoso che c�era, erano veramente una spesa inutile. Adesso per� si sorprese a paragonarli a un bel paio di tette.</p><p>Uscendo dall�ascensore al quattordicesimo piano dell�edificio, vide che lungo le pareti del corridoio era stata allestita una mostra sui personaggi famosi della facolt�. Tra essi: Helen Sawyer Hogg, scomparsa ormai da quarantacinque anni, della quale Don, da ragazzo, leggeva ogni sabato la rubrica di astronomia pubblicata sullo �Star�; Ian Shelton, scopritore della supenova 1987a nella Grande Nube di Magellano; e ovviamente Sarah. Si ferm� a leggere la targa relativa a sua moglie, poi diede un�occhiata alla foto, che risaliva al almeno quarant�anni prima, dato che in nessun�altra epoca aveva portato i capelli cos� lunghi.</p><p>Oh b�, le foto d�epoca erano perfette per quel luogo: le universit� in quanto tali erano un anacronismo, nonostante la loro lotta pluridecennale contro la cultura on-line. Sacri palazzi e torri d�avorio, ecco che cos�erano... che poi era un modo nobile per dire che erano dei dinosauri istituzionali. E tuttavia, in una maniera o nell�altra, resistevano.</p><p>Riguard� l�immagine di Sarah, e serr� le mascelle. Se le cose fossero andate come dovevano, adesso sua moglie avrebbe avuto un aspetto ancora pi� giovanile.</p><p>Quella sarebbe stata la fotografia del suo futuro; di quando avrebbe fatto, per la seconda volta, il suo elegante ingresso nella mezza et�, intorno al 2070.</p><p>Proseguendo lungo la curva del corridoio, trov� una serie di immagini astronomiche incorniciate. Poi, ecco la porta che cercava. Buss� delicatamente: un�abitudine che gli si era creata quando dare colpi troppo secchi alle porte gli indolenziva le nocche artritiche; con il rischio per� che nessuno dall�interno lo sentisse. Per sicurezza stava per bussare con pi� forza, quando sent� una voce femminile che diceva: � Avanti!</p><p>Lui entr� lasciandosi la porta aperta alle spalle. Una giovane dai capelli rossi lo osservava con aria interrogativa da dietro una postazione elettronica.</p><p>� Cerco la signora Leonore Darby � disse Don.</p><p>Lei sollev� una mano: � Presente!</p><p>Don rest� di stucco. Ora ricordava. La rossa da favola all�ultima festa di Natale in facolt�. Lui aveva fatto di tutto per non notarla, tanto lo sconvolgeva la sua bellezza.</p><p>Leonore dimostrava venticinque anni... venticinque anni autentici, ovviamente.</p><p>Una cascata di capelli color ruggine le copriva le spalle; aveva una pelle nordica e lentigginosa, occhi verde smeraldo. Anche lei in pantaloncini e maglietta, con la scritta ONDERDONK, che doveva essere un gruppo rock. Aveva annodato la parte inferiore della maglietta al di sopra dell�ombelico; pur essendo seduta, non mostrava neppure un accenno di adipe ai fianchi.</p><p>� In cosa posso esserle utile? � domand�, con un sorriso da spot pubblicitario.</p><p>Molte persone della generazione di Don erano afflitte da svariate imperfezioni odontotecniche, ma i giovani d�oggi avevano tutti dei denti perfetti, dritti, splendenti, senza neppure una carie.</p><p>Don si mise quasi sull�attenti. � Mi chiamo Donald Halifax. Mi � stato detto...</p><p>� Oh mio Dio! � esclam� Leonore. Lo squadr� da una parte all�altra, mettendolo in serio imbarazzo; probabilmente lui arross�. � Mi aspettavo che venisse... b�, sar� suo nonno. Ha preso il nome da lui?</p><p>Lo scorso dicembre la ragazza aveva conosciuto un Don Halifax di ottantasette anni, e adesso le avevano annunciato l�arrivo di un tizio con quel nome, che veniva a prelevare materiale per Sarah. Facendo due pi� due...</p><p>L�ipotesi di Leonore, di per s�, non era poi cos� campata per aria. � Esatto � rispose Don, e lo era sul serio: il suo home completo all�anagrafe risultava Donald Roscoe Halifax, dove Roscoe era il nonno paterno.</p><p>Ma s�, perch� no? Era uno scherzo innocente, e poi a Don non andava di ripetere tutta la triste storia del Rollback. Senza contare che probabilmente non avrebbe mai pi� incontrato quella meraviglia in vita sua.</p><p>� Felice di conoscerla � disse Leonore. � Ho incontrato suo nonno in un paio di occasioni, � un tipo ancora in gamba!</p><p>Lui gongol�. � � vero.</p><p>� E come sta...</p><p>Don trattenne il fiato. Se la ragazza avesse aggiunto �sua nonna�, lo scherzo avrebbe cominciato a diventare pesante. Ma lei disse: � ...la professoressa Halifax?</p><p>� Bene, grazie.</p><p>� Sono contenta. � Poi per�, a sorpresa, scosse la testa e afferm�: � Certe volte vorrei avere qualche anno in pi�. � Sorrise e si alz�, sciogliendo il nodo della maglietta e tirandola per farla cadere a posto; l�effetto immediato fu di mettere in rilievo le curve dei seni. � S�, perch� in quel modo avrei potuto averla come relatrice di tesi. Non che abbia nulla contro il professor Danylak, ma, sa, � frustrante ritrovarsi a studiare nella sede in cui insegnava la massima esperta, e non poter fare neppure un corso con lei.</p><p>� Anche lei al progetto SETI?</p><p>Leonore annu�. � Gi�! Perci�, come pu� immaginare, per me la professoressa Halifax � un mito.</p><p>� Eh s� � rispose Don, poi diede un�occhiata alla stanza, perch�...</p><p>Perch� finora aveva avuto solo occhi, troppi occhi, per quella ragazza.</p><p>L�ambiente era suddiviso dalle solite pareti mobili; a una parete erano accostati una schiera di mobiletti per archivio. Gli uffici completamente computerizzati e le automobili volanti facevano parte, da sempre, del �prossimo futuro�; forse la sua nuova vita avrebbe permesso a Don di veder realizzarsi l�una o l�altra delle due ipotesi.</p><p>Stava per pronunciare la frase successiva, ma si blocc� in tempo. Le parole sarebbero state: �Sarah mi ha chiesto...�, per� nessuno si riferirebbe in quel modo a sua nonna. Ma chiamare Sarah �mia nonna�, mai e poi mai. Dopo un interminabile secondo, opt� per il verbo al passivo: � Mi � stato chiesto di prelevare alcuni vecchi documenti.</p><p>� Lo so � fece Leonore. � Qui dentro sono l�ultima ruota del carro, perci� hanno spedito me in cantina a scartabellare montagne di carta. Glieli prendo subito.</p><p>Attravers� la stanza, seguita dagli occhi di lui, che si soffermarono in particolare sui movimenti della parte posteriore dei pantaloncini. In cima a uno dei mobiletti era posato, un mazzo di fogli racchiusi in una serie di cartelline; il tutto era alto una trentina di centimetri.</p><p>Don era terrorizzato dall�effetto che poteva fare sulla gente il suo nuovo aspetto: siccome guardandosi allo specchio aveva sempre un sussulto, immaginava che tutti avessero la stessa reazione. Per�, quando Leonore gli porse i documenti, non diede segno di trovare niente di strano in lui.</p><p>Da parte sua, Don aveva recuperato anche il senso dell�olfatto: ora assaporava l�aroma di pesca che saliva da lei. Non un profumo; piuttosto, uno shampoo o un balsamo.</p><p>� Oh Ges� � disse lui. � Non mi aspettavo tutta... questa roba!</p><p>� Ha bisogno di una mano fino alla macchina?</p><p>� Per la verit�, sono venuto in metropolitana.</p><p>� Oh! Allora posso darle un contenitore per trasportarli meglio.</p><p>� La ringrazio. Il guaio � che... � Lei lo osserv� incuriosita. Lui prosegu�: � � che prima di rincasare avevo in programma visitare la Galleria d�arte. C�� una mostra speciale sulle opere in vetro soffiato di Robyn Herrington.</p><p>� Magnifico, la Galleria si trova a soli due isolati da qui. Perch� non lascia qui i documenti, e non torna a prenderli quando avr� finito?</p><p>� Non vorrei disturbare.</p><p>� Ma niente affatto! Rester� in ufficio fino alle cinque.</p><p>� Stacanovista, eh? Deve piacerle un sacco lavorare qui.</p><p>Lei si appoggi� alla scrivania. � S�, � bellissimo.</p><p>� Specializzanda?</p><p>� Non ancora. Sto terminando il master.</p><p>� Ha fatto qui anche i corsi base?</p><p>� No, studiavo alla Simon Fraser.</p><p>Lui annu�. � Dov�� pi�? Vancouver?</p><p>� Esatto. E, senza offesa, laggi� era meglio. Qui mi manca l�oceano, le montagne... e questo clima non lo sopporto.</p><p>� Ma alla lunga Vancouver non � una palla, con tutta quella pioggia?</p><p>� Ormai non ci faccio neanche pi� caso, mi ci sono abituata. Ma qui... la neve d�inverno, l�afa d�estate! Se non ci fosse l�aria condizionata, sarei gi� morta.</p><p>Neppure Don amava alla follia il clima di Toronto. Annu� di nuovo. � Quindi, terminati gli studi, torner� tra i suoi monti?</p><p>� Mmm, credo di no. Mi piacerebbe andare in qualche posto nell�emisfero australe. Laggi� finora sono state fatte pochissime ricerche in stile SETI.</p><p>� Ha in mente qualche posto in particolare?</p><p>� L�Universit� di Canterbury dove hanno un�ottima facolt� di Astronomia.</p><p>� Dov��?</p><p>� In Nuova Zelanda.</p><p>� Ho capito: oceano e montagne!</p><p>Lei sorrise. � Proprio cos�.</p><p>� Ci � mai stata?</p><p>� No, no. Ma prima o poi...</p><p>� Auguri.</p><p>� E lei? � domand� Leonore, sollevando il sopracciglio rosso verso la fronte lentigginosa.</p><p>� Oh s�, nel... � fren� in tempo. Stava per dire �nel 1992�. � Qualche anno fa, non ricordo con precisione.</p><p>� <emphasis>Oo-uh</emphasis> � reag� lei, formando quasi un cuoricino con le labbra. � E com��?</p><p>Le � piaciuta?</p><p>Don pens� che fosse giunto il momento di interrompere il contatto visivo con la ragazza. Spost� le pupille su un orologio a muro. Erano l�una e dieci, e infatti cominciava a sentire fame. Anche il senso del gusto era tornato ai fasti della giovent�: dopo lunghi periodi di sacrifici, l�aumento progressivo della massa muscolare durante il processo di Rollback gli aveva fatto venire un appetito da lupo. Adesso si era stabilizzato sullo standard dei suoi venticinque anni, che era ancora piuttosto notevole.</p><p>� Via � disse � la ringrazio della cortesia di tenermi i documenti. Ora devo proprio andare.</p><p>� Direttamente in Galleria?</p><p>� A essere sinceri, prima far� pausa pranzo. C�� qualche posto carino nei paraggi?</p><p>� Il Duca di York, glielo consiglio. Anzi...</p><p>� S�?</p><p>� B�, ho sul serio l�intenzione di trasferirmi in Nuova Zelanda, per cui mi piacerebbe ascoltare le sue impressioni di viaggio. Le spiace se facciamo pausa insieme?</p></section><section><title><p>21</p></title><p>All�uscita dall�edificio, Don e Leonore vennero accolti da un sole a picco nel cielo color mercurio, e da un�umidit� soffocante. A sud, in mezzo alla foschia baluginava la sagoma della CN Tower. Il campus era deserto, perlomeno di studenti, ma in Bloor Street si accalcava una folla composta in parti uguali da uomini d�affari locali e turisti, pi� qualche robot immancabilmente di corsa. Per strada i due parlavano di Nuova Zelanda.</p><p>� Un gran bel posto � diceva Don � se non fosse per quella loro mania di ficcare fette di barbabietola negli hamburger che... Toh, guarda l�! � C�era un�auto parcheggiata vicino al marciapiede, sulla cui targa comparivano le lettere PQHO. � <emphasis>Qoph</emphasis> � disse lui.</p><p>Leonore ebbe un attimo di esitazione, poi: � Ah, � una lettera dell�alfabeto ebraico! Che occhio! Gioca a Scarabeo? � Solo i campioni di Scarabeo sapevano trovare cos� al volo parole con la O ma senza la U.</p><p>Don sorrise. � Ebbene si!</p><p>� Anch�io. E anch�io mi esercito leggendo le targhe delle automobili!</p><p>Proseguirono verso il ristorante riprendendo l�argomento Nuova Zelanda; quando furono al Duca di York Don aveva quasi esaurito le sue conoscenze in materia. Il locale era una sorta di pub a due piani che dava su una strada tranquilla.</p><p>Gli edifici intorno, tutti rimessi a nuovo, davano l�impressione di ospitare uffici di consulenti e avvocati d�alto bordo. I due presero posto a un tavolo in fondo al primo piano; dagli altoparlanti veniva musica rock, o come accidenti i giovani d�oggi chiamavano la roba che ascoltavano; provvidenzialmente c�era l�aria condizioriata.</p><p>Al tavolo accanto erano seduti tre uomini. A ricevere le ordinazioni dei vini era arrivata una cameriera dell�et� di Leonore, quasi altrettanto sexy con un toppino nero in pelle dalla scollatura vertiginosa.</p><p>� Rosso o bianco? � chiese uno dei tre, rivolto ai commensali.</p><p>� Rosso � risposero gli altri due quasi all�unisono.</p><p>Il primo uomo si rivolse alla cameriera: � Sento rosso.</p><p>Leonore si chin� e sussurr� a Don in un orecchio: � <emphasis>Wow</emphasis>, quel tipo deve soffrire di <emphasis>sinestesia</emphasis>!</p><p>Don sghignazz�.</p><p>Poi la cameriera si rivolse a loro. Era alta, di spalle larghe, con pelle color cioccolata e capelli blu che scendevano fino in vita. � I signori desid... oh, Lennie!</p><p>Tesoro, scusa, non ti avevo riconosciuta!</p><p>Leonore sorrise rivolta a Don. � Lavoro qui due sere a settimana per arrotondare.</p><p>E all�improvviso lui ebbe un glorioso flash di Leonore abbigliata come quella cameriera (Gabby stando alla targhetta). Gabby si port� una mano al fianco generoso. � E il tuo amichetto chi �? � disse in tono ironicamente serio, come se i ragazzi di Lennie dovessero ricevere la sua alta approvazione.</p><p>� Si chiama Don � rispose la ragazza.</p><p>� Ciao � disse lui � felice di conoscerti.</p><p>� Anch�io � disse Gabby. Spost� di nuovo l�attenzione su Leonore. � Allora, okay per sabato alla banca?</p><p>� Certo.</p><p>Quindi lei ordin� un bicchiere di vino bianco, e Don la sua classica Diet Coke.</p><p>La fusione tra la Coca-Cola e la Pepsi aveva risolto un grosso dilemma esistenziale.</p><p>Dopo che Gabby si fu allontanata, Don domand� a Leonore: � Insomma, per sabato avete in programma una rapina in banca.</p><p>Lei parve imbarazzata. � No, la Banca degli alimenti. Gabby ci si dedica regolarmente, io quasi tutti i sabati sera. � Poi, quasi a doversi giustificare: � A lavorare in un ristorante si vede cos� tanto cibo andare sprecato, e c�� gente che fa la fame.</p><p>Lui distolse lo sguardo per un attimo. Quante persone... Cristo benedetto, quanti <emphasis>milioni</emphasis> di persone si sarebbero potute sfamare con il prezzo del suo Rollback?</p><p>Come aveva giustamente rilevato la segreteria telefonica di casa Halifax, a Leonore la parlantina non mancava. Per lui per� andava benissimo stare in silenzio: pi� si fosse esposto, pi� rischi correva. Il viso di lei era cos� espressivo, la sua voce cos� argentina, che Don avrebbe potuto rimanere ad ascoltarla per ore. Qualche volta si sforzava di inserire anche lui qualche brano di conversazione, come: � Vedo che ti piacciono gli Onderdonk � indicando la maglietta.</p><p>� Assurdi! � disse lei. Siccome lui non cap� se era un insulto o un complimento, se ne rest� impassibile.</p><p>� E... tu? � prosegu� la ragazza. � Qual � il tuo gruppo preferito?</p><p>�Oh merda.� Ad averlo saputo prima, si sarebbe preparato. I nomi delle band dei suoi tempi... Elo, Wings, Supertramp, April Wine... a Leonore non avrebbero detto nulla. D�altronde, per quanto lui si spremesse le meningi non riusciva a recuperare neppure un gruppo contemporaneo. � A me, mmm, ecco... � Poi, il lampo di genio: indic� il pi� vicino altoparlante. Non che avesse idea di che complesso fosse quello in onda in quell�istante, n� che titolo avesse il brano.</p><p>Lei annu� con vigore. � Iperborei. Troppo oltre � disse. Don mantenne la faccia di bronzo. Uno dei due doveva essere il nome del gruppo, l�altro un apprezzamento, ma v� a decidere quale. Per� un momento: a ruoli invertiti, se gli altoparlanti avessero diffuso le note di <emphasis>Call me</emphasis>, uno degli standard dei suoi anni al liceo, lui avrebbe esclamato �Blondie. Favolosa�, quindi c�era da presumere che gli Iperborei fossero la band, e che �troppo oltre� fosse un complimento. Era come decodificare un linguaggio alieno; Sarah sarebbe stata fiera di lui.</p><p>� E poi? � chiese Leonore.</p><p>� <emphasis>Mmmmm</emphasis>... � Con la forza della disperazione, tir� fuori: � I Beatles.</p><p>� Ma v�! � esplose lei. � Li adoro ! E la loro canzone che preferisci?</p><p>� <emphasis>Yesterday</emphasis>.</p><p>Lei emise un lieve fischio di approvazione.</p><p>� Certo � fece lui � che � una bella combinazione che si trovino insieme due fan dei Beatles! � Subito dopo averlo detto, se ne pent�. Magari era in atto un revival dei Ragazzi di Liverpool, come quello dei film di Humprey Bogart quando lui andava all�universit�.</p><p>No, non era stata una mossa falsa. Leonore era entusiasta. � Poco ma sicurol Quasi nessuno dei miei amici li ha mai sentiti nominare.</p><p>� Tu come li hai scoperti?</p><p>Lei gli rivolse un�occhiata interrogativa; Don doveva aver usato un�espressione fuori moda. In ogni caso il significato della domanda era evidente, e lei rispose: � Mio nonno aveva tutti i loro dischi.</p><p>�Ahia.�</p><p>� Me li faceva ascoltare � continu� lei � quando andavo a trovarlo da bambina. Possedeva ancora uno di quei vecchi stereo... era il suo hobby... e scatoloni di dischi in nylon.</p><p>Don non la interruppe per precisare �in vinile�, perch� non era educato correggere gli errori innocenti. Glielo aveva insegnato <emphasis>suo</emphasis> nonno.</p><p>Per� maledizione, doveva trovare un argomento che non lo costringesse a fare i salti mortali. In teoria, avrebbero potuto parlare dell�unica conoscenza in comune che avevano: Sarah. Molta gente ricorre a questa scappatoia. Ma a Don veniva la pelle d�oca all�idea che Leonore pronunciasse una frase come: �Tua nonna...�.</p><p>Gabby torn� con le bevande e prese le ordinazioni del cibo. Don scelse un�insalata di roastbeef e verdure di stagione con pezzetti di gorgonzola. Leonore, senza neppure consultare il menu, ordin� <emphasis>fish and chips</emphasis>.</p><p>Un tema che a Don piaceva affrontare era la politica, per� mai con gli sconosciuti. Tuttavia erano imminenti le elezioni provinciali e, siccome la ragazza era originaria della Columbia Britannica, era probabile che non fosse troppo coinvolta nelle elezioni dell�Ontario. Pareva un terreno sicuro. � B�, secondo te chi vincer� le elezioni?</p><p>� Io voto NDP.</p><p>Don sorrise ripensando ai propri trascorsi socialisti, quand�era studente universitario. In ogni caso, Leonore appariva incredibilmente informata sull�attuale panorama politico. Quando per� si cominci� a rinvangare il passato... � Il primo ministro che apprezzo di piu? Direi Mulroney.</p><p>Questo mand� Don fuori dai gangheri. E basta con questo revisionismo di moda! � Ascoltami � disse � ricordo bene com�era la situazione quand�era primo ministro Brian Mulroney e... � Leonore strabuzz� gli occhi, lui cambi� corsia: � Voglio dire, ho letto un sacco su quel periodo, ed � stato pi� squallido dei momenti piu squallidi del governo Chr�tien...</p><p>Ma insomma, perch� continuava a tenere segreta la sua vera et�? Non avrebbe potuto indossare la maschera in eterno. Prima o poi la sua storia sarebbe stata risaputa anche nella facolt� di Astronomia, dove Sarah contava ancora numerosi contatti: tra loro due non avevano concordato una congiura del silenzio. Senza contare che Leonore sarebbe probabilmente rimasta affascinata dal racconto dell�incontro con Cody McGavin, che restava il santo patrono di SETI. Poi per�, appena riaffiorava il ricordo del diverso esito del Rollback, il senso di colpa gli serrava la gola.</p><p>� D�accordo � ribatt� Leonore � vediamo di che pasta sei fatto.</p><p>Lui la guard� esterrefatto. Lei si mise a trafficare nella borsa; dopo un secondo ne tir� fuori un palmare che piazz� sul tavolo a met� strada tra loro due. La ragazza premette un paio di pulsanti, e sulla tovaglia si materializz� una versione olografica di Scarabeo.</p><p>� <emphasis>Wow!</emphasis> � esclam� Don. Possedeva una collezione di Scarabei di tutti i tipi, pieghevoli, magnetici, con fiches autoadesive, elettronici, perfino miniaturizzati, ma questo non l�aveva mai visto. Troppo oltre.</p><p>� Molto bene, signor Qoph � disse lei. � Si va!</p></section><section><title><p>22</p></title><p>Una sera di primavera, anno 2009. � Amore, sono a casa! � si era annunciata Sarah.</p><p>Don usc� di cucina, attravers� il salotto e si ferm� in cima alla scaletta interna.</p><p>� Com�� andata?</p><p>Ad �andare� era stata la �Prima seduta di collaborazione internazionale sul modo di gestire il messaggio da Sigma Draconis�, una maratona di tre giorni per esperti SETI da tutto il mondo, tenutasi presso l�Universit� di Toronto sotto la presidenza della stessa Sarah.</p><p>� Sono esausta � rispose Sarah, aprendo il guardaroba e appendendo l�impermeabile. A Toronto, aprile non � il mese �piu crudele� ma il pi� piovoso. � Discussioni a non finire. Ma ne � valsa la pena.</p><p>� Sono contento per te � comment� Don. � C�� dell�arrosto in forno, sar� cotto tra venti minuti.</p><p>La porta d�ingresso si riapr� ed entr� Carl, bagnato come un pulcino. � Ehi, ma�! Com�� andata la conferenza?</p><p>� Bene. Ne stavo giusto parlando a tuo padre.</p><p>� Cena � pronta tra venti minuti � aggiunse Don.</p><p>� Mi faccio una doccia e arrivo � disse Carl, sfilandosi le scarpe fradice senza chinarsi n� slacciarle. Senza togliere il giubbotto, corse di sopra a rotta di collo, evitando per un soffio una collisione con il padre.</p><p>� Allora? Racconta � chiese lui alla moglie.</p><p>Lei sal� in soggiorno, si baciarono. � Tanto per cominciare, abbiamo compilato un inventario di tutte le risposte non autorizzate inviate agli alieni... tutte quelle di cui fossimo al corrente, almeno...</p><p>� Del genere?</p><p>� C�� un gruppo che afferma di essere riuscito a tradurre nei simboli draconiani l� <emphasis>incipit</emphasis> del <emphasis>Genesi</emphasis>.</p><p>� Ges� � disse Don.</p><p>� No, lui compare solo pi� tardi... Nel frattempo, un altro gruppo ha inviato in orbita un�intera enciclopedia dell�arte islamica. Qualcun altro afferma di aver realizzato una lista com tutti i numeri di matricola dei soldati americani uccisi in Iraq. Un altro ha spedito un test di ammissione universitario, con la motivazione:</p><p>�Invece di essere noi a preoccuparci su come passare il test alieno, dovrebbero essere loro a sforzarsi di passare uno dei nostri, se proprio ci tengono a entrare nel <emphasis>nostro</emphasis> sistema�.</p><p>� Per� � fece Don.</p><p>� Quanto ai messaggi musicali, ce n�� un�infinit�. � Sarah and� a stravaccarsi sul divano. Don le fece segno di sollevare le gambe per permettergli di sedersi accanto a lei. Poi cominci� a massaggiarle i piedi.</p><p>� Che dolce � mugol� lei. � Tornando al punto: c�era anche Fraser Gunn, te lo ricordi?, quello contrario all�invio di brani sonori.</p><p>� Perch�? Per timore di cause intentate dai detentori dei diritti?</p><p>� Oh, no, ma sostiene che l�unica merce di scambio tra noi e gli alieni sar� la cultura. E se diamo via subito il nostro meglio... Bach, Beethoven, i Beatles... dopo, ci ritroveremo a mani vuote quando gli alieni diranno : �Okay, e in cambio dei nostri capolavori, voi che offrite?�</p><p>Don conosceva fin troppo l�arte di raschiare il fondo del barile della cultura.</p><p>Essendo un DVD-dipendente era andato in estasi quando i programmi TV della sua infanzia erano stati resi disponibili in digitale, e si era procurato tutte le raccolte storiche: <emphasis>Thunderbirds</emphasis>, <emphasis>All in the Family</emphasis>, <emphasis>M*A*S*H</emphasis>, <emphasis>Roots</emphasis>, <emphasis>Kolchak � The Night Stalker</emphasis>, oltre naturalmente alla prima serie di <emphasis>Star Trek</emphasis>. Ma l�ultima volta che era andato al �Future Shop� l�unica novit� erano i DVD di cose indegne come <emphasis>Sugar Time!</emphasis> , sitcom con Barbi Benton, e <emphasis>The Ropers</emphasis>, un derivato di <emphasis>Three�s Company</emphasis> il cui unico merito era di aver dimostrato che la serie originale non era il peggio. Ci era voluto poco perch� gli studios esaurissero le scorte di materiale valido che avevano in magazzino, e cominciassero a rivendersi la spazzatura.</p><p>� B� � disse Don � forse Fraser ha ragione. Voglio dire, SETI dovrebbe servire solo a inviare informazioni, no?</p><p>� Per me, Fraser ha <emphasis>completamente</emphasis> ragione. Solo che non possiamo farci niente: la gente spedisce quello che le pare. Si dovr� ribaltare la celebre domanda di Carl Sagan. Non pi� �Chi parla a nome della Terra?�, ma �Chi <emphasis>non</emphasis> parla a nome della Terra?�.</p><p>� Stiamo esportando il nostro prodotto di maggiore successo: lo <emphasis>spam</emphasis>.</p><p>Sarah annu� con una smorfia. Come lei ripeteva spesso, SETI era un progetto nato intorno alla met� del XX secolo dal sogno di Morrison e Cocconi, e portava con s� parecchia zavorra dell�epoca. L�idea che i governi, meglio se in cooperazione globale, mantenessero sotto controllo il traffico dei messaggi era un�utopia che rifletteva una situazione in cui i satelliti non erano un prodotto di massa.</p><p>Adesso, per�, chiunque fosse in grado di assemblare i pezzi poteva costruirsi un radiotelescopio. Pilotate da appositi software per uso domestico, le parabole orbitanti private non avevano difficolt� a rintracciare nei cieli il segnale di Sigma.</p><p>A loro volta le singole parabole, poste a enormi distanze l�una dall�altra, potevano essere linkate via Internet e, con l�ulteriore aiuto di programmi che correggevano automaticamente le distorsioni e cancellavano i disturbi, si creavano sistemi satellitari complessi. L�espressione SETI@home aveva finito per assumere un significato molto pi� ampio e diverso.</p><p>Restava vero che, in molti Paesi del mondo, le trasmissioni radio erano sottoposte a precisi vincoli legali; perci�, su sollecitazione di SETI, le autorit� si misero in caccia dei singoli e gruppi che diffondevano via etere risposte non autorizzate. Ma, almeno negli Stati Uniti, i cittadini avrebbero quasi sempre vinto la causa appellandosi al Primo emendamento. Per quanto gli impianti fossero potenti, infatti, una trasmissione a banda ristretta indirizzata verso un puntino in cielo non creava nessuna interferenza con le normali onde radio, perci� qualsiasi tentativo di intervento diventava un attentato alla libert� di espressione.</p><p>Don sapeva anche che varie organizzazioni religiose, tra cui alcune nuove sette, avevano costruito a terra enormi parabole dedicate. Alcune di esse inviavano un segnale 24 ore su 24, sfruttando il fatto che, a latitudini superiori a 20� N, Sigma Draconis non tramonta mai.</p><p>Per chi intendeva mandare agli alieni solo uno o due messaggi (teorie sballate, poesie illeggibili, trattati di politologia) erano a disposizione aziende private che offrivano diversi pacchetti di trasmissione dalle proprie parabole. Una delle pi� quotate era la Dracon Express, il cui slogan suonava: �Se vuoi che arrivi assolutamente entro 18,8 anni luce�.</p><p>Sbuc� Emily, nove anni, che arrivava dal seminterrato. � Ciao, scricciolo � la salut� il padre. � Tra poco la cena � pronta. Ti va di preparare la tavola?</p><p>Emily fece una faccia molto espressiva. � Devo proprio?</p><p>� Eh s� � rispose Don.</p><p>Lei emise un sospiro teatrale. � Sempre <emphasis>tutto</emphasis> io!</p><p>� Indovinato � disse Don. � E dopo cena, andrai per qualche ora ad arare i campi, poi, quando avrai finito, ti chiedo di spazzare tutte le strade di qui alla Finch Avenue.</p><p>� Ma pap�! � Sorrise adesso mentre trotterellava verso la cucina.</p><p>� Insomma � domand� Don a Sarah, la quale si sforzava di non fare un salto ogni volta che Emily faceva sbattere i piatti uno contro l�altro � avete scovato la soluzione alla domanda sul perch� gli alieni ci abbiano proposto un quiz sulla morale?</p><p>Lei scosse la testa. � Secondo qualche paranoico, ci stanno facendo fare i compiti. Se non arriveremo al �6�, ci metteranno in castigo. Un collega francese � arrivato al punto di sostenere che i Draconiani stanno facendo controlli di tipo veterinario per stabilire se possediamo la facolt� razionale o se siamo delle mucche; cos�, quando verranno a mangiarci, sapranno che cos�hanno in frigo.</p><p>� Mi pareva che uno degli articoli del credo SETI affermasse che gli alieni si limitano a comunicare a distanza.</p><p>� Dev�essere sfuggito ai parigini � disse Sarah. � Qualcun altro ha ipotizzato che la Terra rappresenti solo un�area all�interno di una ricerca pi� vasta. Poi, con tutti i dati relativi alle specie incontrate, i Draconiani realizzeranno una serie di coloratissimi grafici a torta da pubblicare sulle loro riviste.</p><p>Si sent� il trillo di un timer: Don diede una pacca sulle gambe alla moglie; lei lo lasci� alzare per raggiungere la cucina. Don si lav� le mani e apr� il forno. � E la risposta? � grid� verso il soggiorno. � Che avete deciso di fare?</p><p>� Mi do una rinfrescata veloce e arrivo! � rispose lei. � Aspettatemi, eh?</p><p>Don prese le manopole, quindi tolse dal forno l�arrosto. Lo pos� sui fornelli.</p><p>� I tovagliolini dove stanno? � domand� Emily.</p><p>� In quel cassetto � rispose il padre, indicandolo con un cenno della testa. � Proprio dov�erano ieri. E l�altroieri.</p><p>� Stacie ha detto che ha visto mamma in TV � prosegu� la bambina.</p><p>� Bello, no? � Scoperchi� la pentola e si mise a rimestare il contorno di verdure.</p><p>� S�, bellissimo � disse Emily.</p><p>� Che profumino! � fece Sarah, entrando.</p><p>� Grazie � disse Don. Poi grid�: � Carl! In tavola!</p><p>Pochi minuti dopo, quando furono tutti seduti e serviti, Don domand�: � In definitiva, che cosa risponderete agli alieni?</p><p>� Quello che hanno chiesto loro. Apriremo un sito web gestito dall�universit�, lasciando che gli utenti di tutto il mondo inviino le risposte. Quindi ne sorteggeremo un migliaio a caso e le codificheremo per i Draconiani.</p><p>Carl stava allungando un braccio per prendere un tovagliolo di carta. � Altol�!</p><p>� gli intim� il padre. � Non � educato sdraiarsi sul tavolo. Chiedilo a tua sorella, e lei te lo dar�.</p><p>Carl sospir�. � Mi passi un tovagliolo?</p><p>� Chiedi �per favore� lo rimbecc� lei.</p><p>� Pap�!</p><p>Don era stanco. � Emily, passa i tovagliolini a tuo fratello.</p><p>Lei esegu� con aria seccata.</p><p>� Ma perch� vogliono mille risposte? � continu� Don. � Perch� non sarebbe sufficiente un riassunto, del tipo: il <emphasis>tot</emphasis> per cento ha scelto la risposta A, <emphasis>tot</emphasis> la risposta B, eccetera?</p><p>� Non stiamo mica giocando a <emphasis>Family Feud �</emphasis> disse Sarah.</p><p>Don approv� con una risatina.</p><p>� A parte gli scherzi � aggiunse Sarah � penso che, se si fa un riassunto dei dati, non si noterebbero pi� le apparenti contraddizioni. Ad esempio, se ci si limita a riportare che l� <emphasis>x</emphasis> per cento � contro l�aborto e l� <emphasis>y</emphasis> per cento a favore della pena capitale, non emerge pi� il fatto che spesso sono le stesse persone ad avere questi due atteggiamenti. O, se � solo per questo, gli alieni potrebbero trovare bizzarro il <emphasis>mio</emphasis> modo di pensare, a favore della libert� di scelta della donna, ma contro la pena di morte. Cio�, come se considerassi lecita l�uccisione di bambini innocenti ma non quella di persone responsabili di gravi reati. Ovviamente io non descriverei in questo modo la mia posizione, ma si tratta di un�interessante associazione di idee, e sicuramente i Draconiani non desiderano che questa ricchezza di dati sparisca dentro una serie anonima di percentuali.</p><p>� Un approccio intelligente � disse Don, tagliando un�altra fetta d�arrosto per il figlio. � E tu, che risposte manderai?</p><p>� Non capisco.</p><p>� Sei stata tu a scoprire che si trattava di un sondaggio. Ti spetta di diritto che le tue risposte vengano accluse al messaggio dei terrestri.</p><p>� Oh... non ci avevo neanche pensato...</p><p>� Ma certo, mamma � fece Carl. Non esiste che non partecipi anche tu.</p><p>� B�, vedremo � disse lei. � Emily, per favore mi passi i piselli?</p></section><section><title><p>23</p></title><p>Terminata la pausa pranzo, Leonore torn� all�universit� e Don si diresse alla Galleria d�arte. Don era rimasto impressionato dalla bravura di quella ragazza a Scarabeo: possedeva un dizionario mentale sconfinato, un ottimo senso della strategia, e rapidit� di mossa. Anche se alla fine aveva vinto lui, erano state appannaggio di lei alcune delle soluzioni pi� clamorose.</p><p>La Galleria d�arte dell�Ontario esibiva la pi� grande collezione al mondo di sculture di Henry Moore, cos� come un�ampia selezione di antichi maestri europei e del gruppo canadese dei Sette, oltre a una mostra permanente di acquerelli di Helena van Vliet. Tutte cose che Don aveva gi� visto, ma che rivedeva sempre con piacere. Quel giorno per� a calamitarlo l� era stata la mostra itinerante di vetri soffiati della Herrington; si prese il tempo di osservare con calma ogni pezzo. Don amava le forme di creativit� che richiedevano abilit� manuale, al contrario di tanta arte contemporanea dove il talento non stava pi� nella pazienza ma negli effetti digitali.</p><p>Il museo era pieno di turisti, quindi c�era da mettere in conto il fatto di ricevere occasionali urti e spintoni; ma ormai non gli scricchiolavano pi� le ossa, e non avrebbe trascorso ore a lamentarsi delle botte subite.</p><p>L�opera della Herrington che gli piacque di pi� fu un pesce giallo con grandi occhi blu e labbroni rosa. Quanta personalit� l�artista aveva saputo infondere a un pezzo di vetro fuso!</p><p>Venne infine il momento di tornare all�universit� a recuperare il pacco di documenti. Era gi� l�ora di punta, le auto si ammucchiavano parafango contro parafango. Quando Don arriv� al quattordicesimo piano della facolt� di Astronomia, mancava gi� un quarto alle cinque, ma Leonore era ancora in ufficio come promesso.</p><p>� Ciao, Don � gli disse. � Cominciavo a temere che fossi caduto in un buco nero.</p><p>Lui sorrise. � Chiedo scusa. Ho perso il senso del tempo.</p><p>� Com�era la mostra?</p><p>� Da non perdere.</p><p>� Ti ho suddiviso il materiale in due buste, in modo che sia pi� comodo da trasportare.</p><p>E poi c�era chi accusava i giovani d�oggi di non avere sale in zucca. � Grazie.</p><p>� Mi spiace solo � disse Leonore � che la metro adesso sar� strapiena, e lo rester� per un�ora e mezza. Benvenuti in �Sardinia�.</p><p>� Cavoli, non ci avevo pensato. � Erano anni che non prendeva la metropolitana a quell�ora. Umani nervosi e sudati in lattina.</p><p>� Ascolta � disse Leonore � io sto per tornare al Duca di York.</p><p>� Di nuovo?</p><p>� Ho uno sconto speciale in quel locale,e poi � marted�, cio� la sera in cui, ogni settimana, io e altri compagni di corso ci ritroviamo per una cena a base di alucce di pollo. Perch� non ti unisci a noi? Potresti stare un po� in compagnia fino al termine dell�ora di punta.</p><p>� Non vorrei fare l�intruso.</p><p>� Nessun intruso!</p><p>� Mmm...</p><p>� Pensaci. Io intanto vado un attimo al bagno. � Usc� dall�ufficio, e Don si mise a osservare fuori dalla finestra. Al di l� del campus, si intravedevano le strade impacchettate di macchine. Don mise una mano in una tasca dei pantaloncini ed estrasse il palmare. � Chiamata per Sarah � disse all�apparecchio. Un secondo dopo la voce di lei fece: � Pronto?</p><p>� Ciao, tesoro. Come va?</p><p>� Bene. Tu dove sei?</p><p>� Alla tua cara vecchia facolt�. Ho appena preso quei documenti.</p><p>� Com�era la mostra?</p><p>� Bella, ne � valsa la pena. Per� ascolta, non mi va di finire pressato nella calca che c�� in giro in questo momento.</p><p>� � sconsigliabile, infatti.</p><p>� La nostra Leonore e i suoi amici stasera s�incontrano per un �ala di gallina� party...</p><p>� E nessuno pu� togliere le ali al mio maritino � disse Sarah; si avvertiva anche per telefono il suo sorriso.</p><p>� Quindi non ti dispiace se...?</p><p>� Niente affatto. Anche perch� ha appena chiamato Julie Fein: avevano i biglietti per stasera, ma Howie � un po� acciaccato, quindi mi hanno proposto di andare al posto suo. Stavo appunto per avvisarti.</p><p>� Ottimo, vai tranquilla. Che spettacolo danno?</p><p>� <emphasis>Fiddler on the Roof</emphasis>, al Leah Posluns. � Un teatro vicino a casa.</p><p>Esibendosi in una discreta imitazione di Topol, Don cant� alcune battute di <emphasis>If I Were a Rich Man</emphasis>. Quindi aggiunse: � Divertiti.</p><p>� Grazie, caro. E felice volo.</p><p>� A dopo.</p><p>� A dopo.</p><p>Leonore rientr� mentre Don riponeva il palmare. � Allora � domand� lei � qual � il verdetto?</p><p>� Affermativo. Grazie.</p><p>Quando Don e Leonore arrivarono al Duca, gli altri erano gi� l�. Avevano preso posto in una saletta al piano terra, il loro angolino preferito.</p><p>� Ciao � disse Leonore, scostando una seggiola e accomodandosi. � Lui � il mio amico Don.</p><p>Anche lui si sedette. Erano stati accostati due tavolini rotondi.</p><p>Leonore gli indic� un allampanato ragazzo asiatico: � Ti presento Makoto. Lei invece � Halina � una brunetta � e lei � Phyllis � una bionda di altezza considerevole.</p><p>� Ciao a tutti � disse Don � e grazie per l�accoglienza. � Un secondo dopo arriv� Gabby, che era ancora di servizio. Dopo che la cameriera ebbe elencato le specialit� della casa, Don ordin� una Old Sully�s Light, l�unica birra ipocalorica disponibile.</p><p>Leonore si butt� a capofitto nel tema principale della conversazione: un loro amico che aveva litigato con la ragazza. Don ne approfitt� per studiare la personalit� dei componenti del gruppo. Halina non spiccicava verbo, ma aveva dei lineamenti mobilissimi che reagivano in modo eccessivo a ogni frase che sentiva: sopracciglia che balzavano su, mascella che cascava gi�, sorriso da qui a l�, fronte corrugata. Un corso accelerato per aspiranti attori. Phyllis aveva un umorismo becero e usava di continuo l�espressione: �del cazzo�. Makoto sembrava scocciato dalla presenza di Don; forse aveva pregustato una serata come unico maschio in mezzo a tre belle ragazze.</p><p>Quanto a lui, per gran parte del tempo si limit� ad ascoltare, ridendo alle poche battute che capiva e tracannando birra. Voglia di intervenire nel dibattito, scarsa: erano tutte questioni terra-terra, gonfiando all�infinito le pi� banali crisi adolescenziali. I tre compari di Leonore non avevano la pi� pallida idea di che cosa fosse la vita �vera�, tra educazione dei figli e dinamiche del lavoro. Leonore invece di cose interessanti da dire ne aveva, ed era l�unica che Don ascoltasse con attenzione; per il resto, orecchiava la conversazione della coppia di mezza et� al tavolo accanto. Riguardava il partito conservatore, che alle prossime elezioni avrebbe stracciato i <emphasis>liberal</emphasis>, perch�...</p><p>� Avete visto in TV la famosa Sarah Halifax, l�altra settimana? � disse Makoto. � � un cadavere ambulante, avr� pi� di cento anni.</p><p>� Ne ha solo ottantasette � disse Don, in tono pacato.</p><p>� <emphasis>Solo!</emphasis> � fece Makoto, a beneficio di chi non avesse notato l�assurdit�.</p><p>Intervenne Leonore: � Makoto, Don � il...</p><p>Don la interruppe. � Volevo solo precisare l�et� di Sarah Halifax.</p><p>� B�, meno male � sghignazz� il ragazzo � somiglia solo a una mummia egiziana. Dev�essere completamente arteriosclerotica.</p><p>Halina annu� con convinzione, ma senza fare commenti vocali.</p><p>� Cosa te lo fa pensare? � domand� Don, sforzandosi di mantenere la calma.</p><p>� Sia ben chiaro � disse Makoto. � Lo so che era stata lei a interpretare il primo messaggio, ma alla TV hanno detto che, secondo McGavin, adesso la befana sarebbe in grado di ripetere l�exploit con il secondo messaggio. � Scosse la testa come a dire: �Ma siamo scemi?�.</p><p>� A proposito di messaggi � si intromise di nuovo Leonore, tentando sportivamente di cambiare discorso � l�altro giorno mi ha scritto Ranjit dal CFH.</p><p>Dice che...</p><p>Ma ormai Don era scattato. � La professoressa Halifax capisce i Draconiani meglio di chiunque altro!</p><p>Makoto minimizz�. � Forse ai suoi tempi gloriosi, ma ora...</p><p>� Sono <emphasis>ancora</emphasis> i suoi tempi gloriosi. Senza di lei, questo dialogo con gli alieni non esisterebbe nemmeno.</p><p>� Okay okay � concesse il ragazzo � ma se McGavin avesse speso un po� dei suoi soldi per qualcuno in grado di..</p><p>� E saresti tu?</p><p>� E perch� no? Meglio per uno nato in questo secolo, anzi in questo millennio, che per quattro ossa rinsecchite.</p><p>Don abbass� gli occhi sulla bottiglietta di birra, semivuota, che aveva davanti.</p><p>Era la seconda o la terza? � Stai solo sputando veleno � disse, senza sollevare lo sguardo.</p><p>� Ascolta, Dan � disse Makoto � non � il tuo campo. Non sai di cosa stai parlando.</p><p>� Si chiama �Don� � fece Leonore. � E sarebbe forse meglio che dicesse chi...</p><p>� Io <emphasis>so</emphasis> di cosa sto parlando � disse Don. � Sono stato ad Arecibo e all�Allen Institute.</p><p>Makoto lo squadr�. Ma non darti tante arie, che non sei un cazzo di astronomo!</p><p>�Fanculo.� � Lasciamo perdere, v�. � Si alz� di scatto, facendo sbattere la sedia contro il tavolo dietro di lui. Leonore lo osservava sconvolta: immaginava che stesse per mollare un pugno a Makoto, il quale a sua volta aveva un�espressione da �avanti, provaci�. Ma Don disse semplicemente: � Vado al bagno � e si lanci� per la scaletta che portava al piano interrato.</p><p>Lo svuotamento della vescica richiese un certo tempo, e meglio cos�, perch� aveva bisogno di sbollire. Ma porca puttana, ma perch� non imparava mai a tenere il becco chiuso? Gli sembrava di vedere la scena, al piano di sopra: �Bell�amico che ci hai portato, Lennie. Che cos��, psicopatico?�.</p><p>�Giovent� di merda.� Tir� lo sciacquone e si lav� le mani, evitando di guardarsi allo specchio, poi torn� al tavolo. Leonore lanciava occhiate significative a Makoto.</p><p>� Ascolta, amico � disse il ragazzo � mi dispiace. Non sapevo che fosse tua nonna.</p><p>� S� � aggiunse Phyllis � scusaci un po� tutti.</p><p>Le parole non gli uscirono, perci� Don annu�.</p><p>La conversazione prosegu� senza troppa partecipazione da parte sua. Divorarono una montagna di alucce di pollo; la risorta possibilit� di staccare la carne dalle ossa con i suoi denti gli restitu� un minimo di buonumore. Diviso il conto, Makoto disse: � Bene, la moto mi aspetta. � Voltandosi verso Don, soggiunse: � Lieto di averti conosciuto.</p><p>Lui rispose in tono piatto: � Anch�io.</p><p>� Io devo andare � disse Pyllis. � Domattina presto ho un incontro con il mio supervisore. Vieni con me, Halina?</p><p>� S� � rispose lei. La prima parola della serata.</p><p>Quando furono soli, Don disse a Leonore: � Scusami.</p><p>Lei sollev� un sopracciglio. � Per cosa? Per aver difeso una persona assente, e per di pi� tua nonna? Sei un bravo ragazzo, Donald Halifax.</p><p>� Ti ho rovinato la serata. Ai tuoi amici non sono andato a genio, e...</p><p>� S�, invece. Okay, a parte Makoto. Mentre eri al bagno, Phyllis ha detto che sei proprio un tipo galante.</p><p>Rimase a bocca aperta. Galante! Non � un gran complimento nei confronti di un venticinquenne.</p><p>� Credo di dover andare anch�io � disse.</p><p>� Ti seguo � disse Leonore.</p><p>Uscirono dal locale; lui con le due borse di documenti. Con grande sorpresa di Don, era gi� buio: non si era reso conto di quante ore fossero trascorse. � B� � disse � grazie della serata. Adesso per�...</p><p>Anche Leonore era stata presa in contropiede dal buio. � Faresti due passi con me per accompagnarmi a casa? Non � lontano, ma non � un quartiere molto raccomandabile di notte.</p><p>Don guard� di nuovo l�ora. � Oh... va bene. Okay.</p><p>Leonore si accoll� una delle buste, e s�incamminarono, con la colonna sonora della parlantina di lei. Il clima era ancora afoso quando raggiunsero la Euclid Avenue, un viale alberato lungo il quale si allineavano edifici cadenti. Incrociarono due tipi tutti muscoli. Uno, con il cranio rasato che scintillava alla luce dei lampioni, e sul bicipite un teschio ghignante. L�altro con cicatrici da laser sul volto e sulle braccia; erano facili da cancellare in ambulatorio, ma probabilmente le teneva come mostrine d�onore. Leonore abbass� gli occhi al marciapiede malandato, imitata da Don.</p><p>� Bene � disse lei, un centinaio di metri pi� avanti � siamo arrivati. � Una casa decrepita, con abbaini.</p><p>� Non male � disse lui.</p><p>Lei rise. � Fa schifo! Per� � economico. � Fece una pausa, assumendo un�espressione preoccupata. � Ma guardati, come sei ridotto. Con questo caldo sarai disidratato, e di qui alla metro � un bel pezzo. D�i, vieni su, ti do una bottiglietta da portarti via.</p><p>Si diressero all�ingresso laterale, costringendo alla fuga un animaletto, probabilmente un procione. Leonore apr� e gli fece strada gi� per una scala.</p><p>Don, ricordando la propria vita da studente, si era preparato al casino totale; invece l�appartamento era lindo e pulito, pur con un mobilio scompagnato che doveva provenire da svendite fatte in garage.</p><p>� Carino, sul serio � disse. � Mi...</p><p>E sulle labbra sent� le labbra di lei. Leonore premeva con la lingua per entrare.</p><p>Lui apr� la bocca, e nello stesso istante inizi� l�erezione. Di colpo la mano di lei fu alla cerniera dei pantaloni, e dopo un altro istante... �Ossignore!�... lei era in ginocchio e glielo prendeva in bocca. Pochi, fantastici secondi, poi si rialz�, lo prese per mano e, tirando Don a s� mentre retrocedeva, con un sorriso lascivo, lo port� in camera da letto.</p><p>Don aveva paura di venire troppo presto. Quanti anni erano che non riceveva stimoli di quel genere? Lo salv� l�esperienza, mentre lui e Leonore si rotolavano sul materasso, scambiandosi i posti sopra e sotto; quando poi stava per venire sul serio, ci diede dentro per eccitarla il pi� in fretta possibile. Lei ebbe un orgasmo selvaggio.</p><p>� Grazie � gli disse, con un sorriso, mentre giacevano su un fianco, faccia a faccia.</p><p>Lui le pass� il dito sul profilo della guancia. � E di che?</p><p>� Per... b�... avermi aspettata.</p><p>Lui sollev� un sopracciglio. � Ovvio.</p><p>� Non a tutti importa, sai?</p><p>Le luci erano rimaste accese. Completamente nuda, Leonore mostrava una pelle ricoperta di lentiggini dalla testa ai piedi; lui lo trov� delizioso. I peli pubici avevano lo stesso colore ramato dei capelli. Se lei non provava il minimo imbarazzo, a Don, dopo il sesso, veniva spontaneo rifugiarsi sotto le lenzuola; ma lei le teneva in gran parte premute sotto di s�, per cui l�operazione sarebbe risultata troppo complicata e appariscente. Mentre Leonore giocherellava con i peli del suo torace, Don si accorse, con disagio, che lo stava esaminando con occhio clinico.</p><p>� Neppure una cicatrice � comment� lei, soprappensiero.</p><p>La rigenerazione dermatologica le aveva cancellate tutte. � Mai fatto brutti incontri � rispose.</p><p>� Ma stanotte ne hai fatto uno buono, o no? � E gli diede una pacca sul braccio.</p><p>Lui sorrise. Era stata un�esperienza semplicemente stratosferica. Tenerezza e ardore, dolcezza ed energia tutto insieme. Forse non coincideva con l�antico desiderio di �andare a letto com una top model�, ma era pi� che sufficiente, parola!</p><p>La mano di lui trov� un capezzolo di lei, e si mise a titillarlo tra indice e pollice.</p><p>� �Il pallido busto di Atena...� � mormor�.</p><p>Lei spalanc� gli occhi. � Sei il primo che conosco, a ricordare un verso del <emphasis>Corvo</emphasis> che non sia il solito �Mai pi��. Ne ho fin qui del romanticismo di seconda mano.</p><p>Strofinandole delicatamente il seno, lui inton�:</p><poem><stanza><v><emphasis>E il corvo non vola via pi�,</emphasis></v><v><emphasis>resta l� fisso, resta l� fermo.</emphasis></v><v><emphasis>Sul pallido busto di Atena</emphasis></v><v><emphasis>proprio in cima alla porta.</emphasis></v><v><emphasis>E i suoi occhi han tutto l�aspetto</emphasis></v><v><emphasis>di quelli di un demone che sogna.</emphasis></v><v><emphasis>E la lampada gli oscilla di sopra</emphasis></v><v><emphasis>e sul pavimento ne getta l�ombra.</emphasis></v><v><emphasis>E la mia anima, da quell�ombra</emphasis></v><v><emphasis>che sul pavimento tremola cos�</emphasis></v><v><emphasis>libera non sar� mai. Mai pi�.</emphasis></v></stanza></poem><p>� Wow � mormor� Leonore. � Nessun ragazzo mi aveva mai recitato una poesia.</p><p>� A me, nessuna ragazza aveva mai sfidato a Scarabeo.</p><p>� A proposito, voglio la rivincita!</p><p>� Adesso?!</p><p>� Ma no, stupidone. � Gli si acquatt� contro. � Domattina.</p><p>� Non... non posso fermarmi � disse lui. Lei si irrigid� di colpo. � Ho... ho un cane da portar fuori.</p><p>Lei si rilass�. � Ah. Okay.</p><p>� Scusami � disse Don, sottinteso �per averti mentito�. Ma lasci� che lei lo interpretasse come: �Per non potermi fermare... Si guard� all�intorno in cerca di un orologio, e quando lo ebbe individuato, gli venne un colpo. � Ascolta, devo proprio andare, giuro.</p><p>� Va bene � fece lei, non troppo entusiasta. � Ma mi chiamerai, vero? Ti do il mio numero.</p></section><section><title><p>24</p></title><p>Don conservava un bellissimo ricordo del viaggio compiuto con Sarah in Nuova Zelanda nel 1992. L�unico guaio fu che proprio in quell�occasione venne concepito Carl, il che aveva quasi azzerato i loro viaggi per due decenni; o meglio, Sarah si spostava spesso per conferenze, mentre Don restava a casa. Gli era particolarmente dispiaciuto dover rinunciare a una gita a Parigi nel 2003, quando si era tenuto un simposio dallo sciccoso titolo �Codificare l�altruismo. La scienza e l�arte della composiziolle di messaggi interstellari�. In compenso, Don era andato con lei in Portorico nel 2010 per la cerimonia di invio della risposta ufficiale della Terra a Sigma Draconis. I due figli erano stati affidati a suo fratello Billy.</p><p>La citt� di Arecibo si trova a poco pi� di un�ora a ovest di San Juan; e l�Osservatorio di Arecibo, a sua volta, quindici chilometri a sud della citt�... anche se sembrava una distanza molto maggiore su per i tornanti di montagna. Secondo l�autista, si trattava di terreni carsici; a sud-ovest dell�osservatorio si aprivano le grotte di Rio Camuy, tra le pi� spettacolari al mondo. Del resto, l�enorme parabola radiotelescopica era stata costruita l� approfittando di inghiottitoi naturali, larghi trecento metri, che sembravano fatti apposta.</p><p>Don era rimasto colpito dal fatto che la parabola non fosse in materiale pieno, ma realizzata con asticelle perforate di alluminio, separate da ampi spazi vuoti e tenute insieme da cavi d�acciaio. Al di sotto della struttura, nelle aree in penombra, cresceva un lussureggiante sottobosco di felci, orchidee, begonie. Nei pressi dell�osservatorio, poi, era tutto un brulichio di manguste, lucertole, rospi giganti, chiocciole altrettanto giganti e libellule.</p><p>Lui e Sarah erano stati ospitati in una delle �residenze per scienziati ospiti�, un bungalow che si ergeva in cima a una sconnessa collina su dieci palafitte di cemento armato. Il locale era completo di una piccola veranda, perfetta per godersi lo spettacolo dei temporali pomeridiani; cucinino, bagno, telefono. Sotto una delle finestre, con persiane in legno, era piazzato un condizionatore.</p><p>Oltre che per comodit� pratica, Arecibo era stata scelta anche per motivi simbolici: trentasei anni prima era partito di l� il celeberrimo messaggio SETI di Frank Drake rivolto a M-13. In quel momento, il settantanovenne Drake si trovava di nuovo in sala di controllo, impegnato a monitorare la parabola; mentre Sarah manteneva collegato via cavo al trasmettitore il suo mini-portatile, che conteneva la matrice originale della risposta.</p><p>Come concordato, la risposta constava di mille questionari compilati, scelti a caso tra i 1.206.343 pervenuti al sito Internet. Anzi, a dire il vero ne erano stati scelti a caso novecentonovantanove, perch� uno era quello di Sarah. Non che lei avesse fatto pressioni in tal senso, per� aveva riferito a SETI la proposta di Don e Carl, ed era stata approvata con slancio. Secondo l�istituto, avrebbe offerto agli alieni una prospettiva di grande interesse.</p><p>Alla cerimonia vennero distribuiti CD-ROM con duplicati del messaggio da Sigma, ma senza le risposte dei terrestri. I Draconiani stessi avevano richiesto che fossero mantenute segrete, per evitare che i partecipanti subissero <emphasis>a posteriori</emphasis> l�influenza delle opinioni altrui: cos�, anche gli eventuali questionari successivi sarebbero stati compilati in modo imparziale.</p><p>La sala di controllo aveva un pavimento rivestito in mattonelle alternate beige e marroni, in diagonale. Quell�ambiente, con la sua consolle di strumentazioni triangolari pesante seicento tonnellate, metteva le vertigini ancora di pi� della finestra inclinata che dava sulla parabolica. Vi stavano pigiati scienziati, giornalisti e qualche coniuge. Un po� dappertutto erano posati dei ventilatori, che per� non riuscivano a contrastare la calura, per quanto si fosse appena di mattina. Don rimase a fissare Sarah, seduta alla scrivania centrale a forma di L, mentre caricava la risposta sul proprio computer. Lui le aveva suggerito di prepararsi qualche frase storica, ma lei aveva fatto finta di nulla; la cosa importante era che il messaggio venisse lanciato, non che lei giocasse alla soubrette. Quindi, con un banale �molto bene, si va!� Sarah aveva premuto un pulsante, e a video era comparsa la frase TRASMISSIONE IN CORSO...</p><p>Grida di esultanza e tappi di champagne che saltavano. Don rimase in un angoletto, tutto felice di contemplare a distanza lo scintillio negli occhi della moglie. Dopo qualche secondo, il brizzolato e corpulento rappresentante dell�Unione astronomica intemazionale aveva chiesto l�attenzione battendo con una penna di lusso su un bicchiere di cristallo.</p><p>� Sarah! � disse. � Un piccolo omaggio per te, da parte di noi tutti. � Apr� uno degli armadietti pensili, che rivel� un trofeo: base di marmo, colonna centrale con inserti in seta blu, e in cima una Atena alata proiettata verso le stelle. L�uomo prese l�oggetto e lo tenne un po� inclinato di fronte a s�, come stesse stimando una grossa bottiglia di vino d�annata. Infine, con voce stentorea, lesse l�iscrizione incisa sulla targa: � A Sarah Halifax. L�idea geniale � stata sua.</p><p>Don risal� i gradini che, dall�appartamento di Leonore nel piano interrato, portavano all�uscita. Erano le undici di sera passate, e quello era un quartiere malfamato, ma non era per questo che il suo cuore batteva all�impazzata.</p><p>�Che cosa ho fatto!�</p><p>Era successo tutto cos� in fretta... anche se lui era stato un totale ingenuo a non prevedere che cosa stesse architettando la ragazza. Ma, da quando lui aveva avuto <emphasis>davvero</emphasis> venticinque anni, ne erano trascorsi sessanta; e gi� allora aveva mancato di dieci anni la rivoluzione sessuale. Il sesso libero anni �60 era arrivato quando lui era ancora troppo giovane; conservava solo un vago, astratto ricordo di quel fenomeno culturale, come per il Vietnam e il Watergate.</p><p>Quando, quindicenne, aveva avuto le prime goffe esperienze erotiche (a parte quelle solitarie), gi� cominciava a circolare la paura delle malattie. In pi�, una sua compagna di classe delle superiori era rimasta incinta, diffondendo ulteriori inibizioni tra i coetanei. Perci�, anche se all�epoca non si metteva pi� in dubbio la liceit� delle esperienze sessuali (tutti quelli della sua generazione le cercavano; e ben pochi, nei sobborghi piccolo-borghesi di Toronto in cui era cresciuto, ritenevano che fosse peccato averne prima del matrimonio), si trattava comunque di approcci che richiedevano tempi lunghi, pur senza la vera fobia per la gonorrea o le piattole che sarebbe esplosa nel decennio successivo.</p><p>Ma, come si dice, �la Storia si ripete�. L�Aids aveva mietuto vittime tra i conoscenti di tutti quelli della generazione di Don, ma adesso era stato debellato, grazie al cielo. Cos� come erano scomparse gran parte delle altre malattie veneree, o erano comunque facili da curare. In Canada erano disponibili sostanze contraccettive, femminili e maschili, sicure, virtualmente infallibili e reperibili nella farmacia sotto casa. Il che, unito a un generale rilassamento etico, aveva portato a una seconda Era del sesso libero, quale non si vedeva pi� dagli anni dei Beatles.</p><p>Mentre percorreva lo scalcagnato marciapiede, Don si rendeva conto che quelli erano solo tentativi di razionalizzare. Che c�entrava l�immoralit� dei giovani moderni? Era un altro pianeta rispetto al suo. Che c�entravano le idee che facevano furore durante la sua giovinezza (e quella di Sarah)? Aveva resistito per sessant�anni senza mai cadere in tentazione, e adesso, tutto d�un tratto, <emphasis>bang!</emphasis></p><p>Svoltato l�angolo tra la Euclid e la Bloox, accese il palmare. � Chiamata per Sarah. � Aveva bisogno di sentire la sua voce.</p><p>� Pronto?</p><p>� Ciao, amore. Come... com�era lo spettacolo?</p><p>� Bello. L�attore che impersonava Tevye non aveva una gran voce, secondo me, ma in generale buono. E le tue alucce di pollo?</p><p>� Squisite. Sto andando solo adesso verso la metropolitana.</p><p>� Oh, okay. Ma temo che non ce la far� ad aspettarti.</p><p>� No, no, infatti. Lasciami solo il pigiama in bagno.</p><p>� Va bene. A dopo.</p><p>� A dopo. E...</p><p>� S�?</p><p>� Ti amo, Sarah.</p><p>La voce di lei appariva sorpresa. � Anch�io ti amo.</p><p>� Torner� presto da te.</p></section><section><title><p>25</p></title><p>� Ancora non capisco � aveva detto Don nel 2009, dopo che Sarah aveva scoperto che il primo messaggio da Sigma era un sondaggio. � Perch� gli alieni sono cos� interessati alla nostra morale? Che cavolo gliene viene in tasca?</p><p>Lui e Sarah stavano facendo una delle loro passeggiate serali. Avevano appena oltrepassato casa Fein. � Il motivo � rispose lei � � che tutte le specie intelligenti prima o poi vanno a sbattere contro gli stessi problemi. E, a meno che non abbiano una mente ad alveare, i singoli individui affrontano quei problemi con diversi approcci psicologici. Di qui i grandi dibattiti.</p><p>� Le psicologie devono per forza essere diverse?</p><p>� La variabilit� � una condizione imprescindibile del processo evolutivo.</p><p>Senza la variabilit�, la selezione non avrebbe nessun fattore su cui agire; e senza selezione, le specie rimarrebbero a sguazzare nel fango. La psicologia � un tratto come un altro, in un organismo complesso; perci� dovr� diversificarsi in qualunque regione dell�universo. Il che implica che sui problemi fondamentali si abbiano idee differenti.</p><p>� Obiezione accolta � disse Don. Si era levata una brezza che gli faceva rimpiangere di non aver messo una camicia a maniche lunghe. � Per� non � detto che i problemi fondamentali debbano essere gli stessi per <emphasis>loro</emphasis> e per <emphasis>noi</emphasis>.</p><p>Sarah scosse la testa. � Invece, scommetto che loro si trovano di fronte agli stessi dilemmi, perch� il progresso scientifico porta sempre nella stessa direzione, con le stesse domande.</p><p>Lui diede un calcio a un ciottolo. � Ad esempio?</p><p>� Prendiamo l�aborto. E stato il progresso scientifico a farlo diventare una questione di primo piano, fornendo tecniche affidabili per eliminare il feto senza uccidere o danneggiare la madre. Questo ha fatto sorgere la domanda: �<emphasis>Possiamo</emphasis> farlo. Ma � <emphasis>lecito</emphasis> farlo?�.</p><p>� Per� immaginiamo che quelli di Sigma Draconis siano sul serio dei draghi, nel senso di rettili. Mi rendo conto che � improbabile, e che l�associazione deriva solo dal nome terrestre di quella stella; ma facciamo finta. Per una specie intelligente di rettili, l�aborto non richiederebbe una tecnologia molto avanzata per non danneggiare la madre: basta schiacciare le uova.</p><p>� Te lo concedo � disse Sarah, mollando un calcio al ciottolo, che nel frattempo era finito tra i piedi a lei. � Ma questo non sarebbe l�equivalente rettiliano dell�aborto. L�equivalente sarebbe la distruzione delle uova fertilizzate quando ancora si trovano nell�utero.</p><p>� Altra obiezione: esistono pesci in cui le femmine depongono in acqua uova non fertilizzate, e i maschi le cospargono di sperma all�esterno del corpo delle madri.</p><p>� E va bene, creature di quel tipo non avrebbero esattamente lo stesso problema. Tuttavia, come ho detto ad <emphasis>As It Happens</emphasis>, � improbabile che esseri acquatici possiedano la radio o tecnologie affini.</p><p>� Insisto � disse Don. � <emphasis>Perch�</emphasis> l�aborto deve per forza suscitare un dibattito etico? Per molti terrestri, lo � solo in quanto credono che dentro il corpo, in un momento o nell�altro, entri un�anima. Ma gli alieni non hanno accennato a nessuna anima.</p><p>� La parola �anima� � un concetto abbreviato per trattare il tema dell�inizio della vita, e quest�ultimo � <emphasis>senza dubbio</emphasis> un argomento di portata universale.</p><p>Almeno, tra le specie che sono alla ricerca di altre forme intelligenti nello spazio.</p><p>� Perch�?</p><p>� Perch� un progetto come SETI indica che la vita biologica � importante, e che trovarne dell�altra � una scoperta sensazionale. Se a qualcuno non interessasse la distinzione tra vita e non-vita, si limiterebbe a studiare gli astri, senza mandare segnali radio ad altri esseri intelligenti. Per questo, avr� sempre un�enorme importanza stabilire la linea di confine tra vita e non. Quasi tutti sarebbero d�accordo che � sbagliato uccidere un cane senza motivo, perch� un cane adulto � chiaramente un essere vivente... ma l�embrione? Ecco dove sta il <emphasis>busillis</emphasis> con cui ogni specie senziente deve confrontarsi.</p><p>� B�, o la vita comincia al concepimento, o alla nascita.</p><p>Sarah scosse la testa. � Non � cos� facile. Sulla nostra stessa Terra esistono culture in cui non si da un nome ai bambini fino dopo il quarantesimo giorno dopo la nascita. Alcuni affermano che il bambino diventa persona solo intorno ai tre anni, quando cio� � in grado di formare ricordi permanenti. E i dibattiti non finiscono qui. Ora, sappiamo che i Draconiani si riproducono per via genetica e sessuale, come emerge in modo evidente dal loro messaggio. D�altro canto, ho il sospetto che questo metodo riproduttivo sia piuttosto comune nell�universo, in quanto d� una grossa spinta all�evoluzione, producendo nuovi pool genetici a ogni generazione; senza dover attendere che le radiazioni cosmiche provochino mutazioni casuali in esseri che, altrimenti, diffonderebbero copie identiche di s�.</p><p>Ricorda che la vita � apparsa su questo pianeta quattro miliardi di anni fa, e che per tre miliardi e mezzo di anni si � manteuuta sostanzialmente identica. Quando per�, mezzo miliardo di anni fa, � stato inventato il sesso... <emphasis>boom</emphasis>, si � avuta l�esplosione del Cambriano, e l�evoluzione ha iniziato a procedere a grandi passi. Per questo, qualunque specie che si riproduce sessualmente si interrogher� sulla liceit� di distruggere una combinazione irripetibile di materiale genetico, indipendentemente dal fatto che il feto sia considerato vivo o no.</p><p>Don aggrott� le ciglia. � � come discutere se occorra salvare tutti i fiocchi di neve. Solo perch� una cosa � unica e irripetibile, non significa che abbia valore.</p><p>Soprattutto se <emphasis>tutti</emphasis> gli esseri appartenenti a una determinata classe condividono questo carattere di unicit�.</p><p>Uno scoiattolo attravers� saltellando la strada di fronte a loro. � Inoltre � prosegu� Don � per restare in tema di evoluzione: in un sufficiente arco di tempo, la questione dell�aborto non si risolver� da sola? Voglio dire, la selezione naturale favorir� ovviamente le persone che difendono la vita; mentre chi elimina il feto del proprio figlio, elimina dalla circolazione i propri geni. Basta attendere per un certo numero di generazioni, e gli abortisti spariranno.</p><p>� <emphasis>Brrrrr!</emphasis> � fece Sarah. � Che scenario raccapricciante. Per�, ci� sarebbe vero solo se il �s� alla vita� offrisse vantaggi immediati, anzich� far spendere per i figli una quantit� enorme di risorse prima che raggiungano a loro volta l�et� riproduttiva. Pensa a Barb e Barry che hanno consacrato tutte le proprie energie all�educazione di Freddie. � Barb era una cugina di Sarah; aveva un figlio con grossi problemi di autismo. � Voglio tanto bene a mio nipote, ma � un dato di fatto che sta costringendo i genitori a investimenti molto superiori al normale, e per di pi� non dar� loro dei nipoti.</p><p>� Lo sai bene quanto me � disse Don � che solo un numero minimo di interruzioni di gravidanza � dovuto alla presenza di malformazioni nel feto. Le ecografie esistono solo da pochi decenni, ma gli aborti vengono praticati da secoli.</p><p>Senza considerare l�infanticidio, che � una cosa diversa, e per�...</p><p>� La depressione post-parto ha una radice evoluzionista: la madre si rende conto di non avere risorse sufficienti per allevare questo specifico figlio fino all�et� riproduttiva; perci� taglia i legami con lui per conservare per il futuro il proprio �patrimonio genitoriale�. Puoi girare la questione come ti pare, ma l�evoluzione ha <emphasis>insiti in s�</emphasis> dei meccanismi che non favoriscono per forza il maggior numero possibile di gravidanze. Comunque, lasciando da parte l�aborto, sono e resto convinta che la maggior parte delle specie intelligenti si trovino ad affrontare problemi simili, man mano che la tecnologia accresce i loro potenziali. � vero che gli alieni non citano mai Dio...</p><p>� Infatti � borbott� Don.</p><p>� ...Ma ogni specie con una lunga storia alle spalle dovr� confrontarsi, prima o poi, con i pro e i contro di �giocare a fare Dio�.</p><p>Era il crepuscolo avanzato; i lampioni si accendevano a scatti. � �Dio� � una parola pesante � disse Don.</p><p>� Forse s�, ma rende bene il concetto: se Dio � definito come il creatore dell�universo, allora tutti gli esseri intelligenti possono diventare d�i.</p><p>� Eh?</p><p>� Pensaci. Anche noi umani saremo presto in grado di produrre realt� virtuali cos� perfette da essere indistinguibili dalla... dalla realt� vera, no?</p><p>� �La realt� virtuale � come suonare la chitarra senza chitarra� diceva uno dei miei scrittori preferiti.</p><p>Lei emise un grugnito ironico dal naso, e prosegu�: � Una tecnologia abbastanza avanzata sarebbe in grado di simulare gli esseri viventi in modo cos� accurato che loro stessi penserebbero di essere reali.</p><p>� Non lo escludo.</p><p>� � cos�. Hai mai dato un�occhiata al videogame preferito di Carl? Ormai le simulazioni sono sbalorditive, e possediamo la tecnologia digitale solo da... quand�era?... sessantacinque anni. Immagina cosa potremmo fare se possedessimo computer mille volte, o un milione, o un miliardo di volte pi� potenti di quelli attuali. Cosa che avverr�; se non a noi, a qualche altra specie. E qui torna la domanda: dove sta il confine tra l�inorganico e l�organico? Di che diritti godrebbero le creature virtuali? Ecco le questioni etiche che ci attendono.</p><p>Un�altra coppia, uscita per una passeggiata, camminava in direzione opposta a loro. Don li salut� con un lieve inchino.</p><p>� Anzi � disse Sarah � c�� qualche indizio che fa sospettare che noi stessi siamo immagini digitali.</p><p>� Questa la voglio proprio sentire.</p><p>� Nel nostro universo � data una lunghezza minima possibile. � detta �lunghezza di Planck� e corrisponde a 1,6 per 10-35 metri, cio� circa 10-20 volte le dimensioni di un protone. Non � possibile misurare nulla che abbia dimensioni inferiori, probabilmente a causa degli effetti quantistici.</p><p>� Ci sono.</p><p>� A questo punto, esister� anche un tempo minimo. Siccome una particella luminosa dovr� trovarsi o <emphasis>qui</emphasis>, nella posizione A calcolata con la misura di Planck, oppure <emphasis>accanto</emphasis>, nella posizione B, allora il tempo necessario per compiere il salto da A a B sar� il minimo intervallo possibile. � stato calcolato, e si chiama �tempo di Planck�: 10-43 secondi.</p><p>� L�orologio degli �Adesso Ristretti� � disse Don con un sorriso, ricordando una precedente conversazione.</p><p>� Esatto. Ma ora guarda le conseguenze. Viviamo in un universo costituito da <emphasis>bit</emphasis> discreti di materia, e che invecchia per salti cronologici discreti. Un universo composto di pixel di spazio e di tempo. In profondit�, <emphasis>tutti noi siamo digitali</emphasis>.</p><p>� La Fisica quantistica intesa non come la descrizione del livello pi� fondamentale della realt�, ma come... mmm... una misura del grado di risoluzione della realt� virtuale in cui ci muoviamo. � Don era impressionato. � Grande!</p><p>� Grazie. Il che per� significa che il nostro mondo, con tutti i suoi pixel, potrebbe non essere altro che un videogame creato da una civilt� superiore. Quindi, da qualche parte esister� il programmatore.</p><p>� Hai il suo indirizzo e-mail? Dovrei chiedergli qualche chiarimento sulle istruzioni.</p><p>� Per� ricorda che, dopo che hai aperto la confezione del cosmo, non puoi pi� farti restituire i soldi. � Voltarono un angolo. � E a proposito di creazione: anche i nostri acceleratori di particelle un giorno potranno dare inizio a filiazioni di universi. Non dico gi� bell�e fatti, con stelle e galassie; solo delle singolarit� come quella da cui � venuto fuori il nostro con il Big Bang; dopodich� quegli universi si svilupperanno per conto loro. Secondo i fisici � un�ipotesi realistica, e personalmente ritengo che ormai sia solo questione di tempo.</p><p>� Ti seguo, ma vorrei fare un passo indietro � disse Don. � Intendi dire che c�� la possibilit� concreta che noi viviamo in un mondo creato in un acceleratore di particelle di un universo pi� originario?</p><p>� Proprio cos�, caro. Lo sai che mi appassiona il dibattito in corso negli USA su evoluzione e Disegno intelligente. B�, io sono una darwiniana convinta, ma c�� un ragionamento degli scienziati evoluzionisti che non mi convince. Continuano a ripetere che la scienza non pu� ammettere cause �soprannaturali�, nel senso letterale che ogni spiegazione deve limitarsi a cause interne a questo universo.</p><p>� E in cosa sbaglierebbero?</p><p>� In <emphasis>tutto</emphasis> � rispose Sarah. � Quella definizione ci vieta di concludere che l�umanit� possa essere opera di altri scienziati, che vivono in una realt� �al di sopra� di questa. Paradossalmente, la nostra scienza afferma che un giorno saremo in grado di fare delle simulazioni perfette, o addirittura di dare inizio a nuovi universi, ma allo stesso tempo evita di prendere in considerazione l�ipotesi che noi stessi abitiamo in un mondo virtuale o in un universo artificiale.</p><p>� Forse alla scienza non interessa questo tema semplicemente perch� non farebbe altro che porre altre domande, non delle risposte � obiett� Don. � Gi� mi vedo Richard Dawkins che salta su e dice: �Siamo stati creati da altri esseri intelligenti... E allora? Chi ha creato quegli altri esseri?�.</p><p>� Il fatto � che la scienza, e in particolare l�evoluzionismo che � il cavallo di battaglia di Dawkins, si occupa soprattutto di mettere in fila un�era dietro l�altra e di riempire le caselle. In un�ottica pi� ampia, chiedersi se gli uccelli si siano evoluti dai dinosauri, o se Lucy fosse davvero la nostra antenata, pu� sembrare una domanda stupida: il vero punto di interesse � come si sia formato l�organismo originario, antenato di tutte le forme di vita. B�, non sono d�accordo. Quella � <emphasis>una</emphasis> questione interessante, ma non l�unica, per niente. Chiedersi se viviamo, o no, in un universo virtuale � una curiosit� che ha un valore intrinseco e merita l�attenzione della scienza. Se esiste un creatore, o degli esseri diventati come dei, questo solleva immediatamente la domanda su quali doveri abbiamo nei suoi, o nei loro, confronti. E viceversa, anche se non ci riflettiamo mai: che doveri ha il nostro creatore nei <emphasis>nostri</emphasis> confronti?</p><p>Don si spost� sul bordo del marciapiede per poter guardare pi� direttamente il cielo. � Oh, lass�, trattateci bene, eh?</p><p>� No, sul serio � disse Sarah. � Non c�� niente da scherzare. La tecnologia conferisce il potere di impedire la vita, o produrre la vita, di ridurla o accrescerla in scala. In definitiva, pu� rendere uguali a Dio. E, anche se ai nostri scienziati sembra non importare niente, c�� la possibilit� che l�umanit� sia stata creata da altri esseri i quali, per questo motivo, meritano l�appellativo di d�i. Il che non significa che dobbiamo adorarli; per� implica, questo s�, che sia noi sia altre specie evolute dobbiamo affrontare i problemi etici legati alla possibilit� concreta di essere �figli di Dio�, se non di diventare d�i noi stessi.</p><p>Attraversarono la strada allungando il passo per scansare un�automobile in arrivo. � E quindi � disse Don � i Draconiani si sono rivolti a <emphasis>noi</emphasis> per avere <emphasis>consigli</emphasis>? Che il cielo li aiuti!</p></section><section><title><p>26</p></title><p>Sarah a suo tempo aveva detto che a rendere allettante la prospettiva del Rollback era il fatto di avere finalmente il tempo di leggere tutti i capolavori della letteratura. Don non avrebbe definito un capolavoro il libro a cui si stava dedicando in quell�istante (un giallo di quelli che quando era giovane si vendevano nei supermercati), ma era fantastico poter leggere facendo a meno dei fondi-di-bottiglia, per ore, senza che gli occhi si affaticassero. Alla fine per� la trama cominci� ad annoiarlo, quindi si mise a guardare sul palmare i programmi TV, dove...</p><p>� Ehi! Su Discovery danno quel vecchio documentario sul primo messaggio.</p><p>Sarah, seduta sul divano, si volt� verso di lui che era disteso in poltrona. � Quale?</p><p>� Ma s� � disse lui, gi� spazientito � quella trasmissione di un�ora su quando avete mandato la risposta a Sigma Draconis.</p><p>� Ah, s�.</p><p>� Non ti va di vederlo?</p><p>� No. Tanto pi� che dobbiamo avere una registrazione da qualche parte.</p><p>� Gi�, ma in qualche formato ormai illeggibile, ci scommetto. Io accendo.</p><p>� Preferirei di no.</p><p>� E d�i! Sar� carino! � Si volt� verso il caminetto. � Accensione TV. Su Discovery Channel. � Le immagini erano pulitissime e i colori vivaci; Don si era dimenticato che l�alta definizione esisteva gi� allora. Per lo pi�, infatti, le vecchie trasmissioni ormai risultavano inguardabili, se erano state girate in bassa.</p><p>Il documentario era gi� iniziato. Stavano scorrendo alcune panoramiche dall�alto del radiotelescopio di Arecibo; la voce narrante era quella di quel famoso attore canadese... Maury Chaykin? Presto comunque si pass� alla solita storia precotta del progetto SETI: l�equazione di Drake, il progetto OZMA, la targa del �Pioneer 10�, le registrazioni del Voyager... il cui design, si affrett� a precisare lo staff canadese di Discovey Channel, era opera di Jon Lomberg, di Toronto. Don non ricordava pi� che gran parte della trasmissione <emphasis>non</emphasis> riguardava Sarah. Magari ne avrebbe approfittato per andare in cucina a farsi un drink, mentre...</p><p>E all�improvviso, eccola. A tutto schermo.</p><p>Don si gir� verso sua moglie, seduta sul divano, poi torn� con gli occhi alla TV.</p><p>Poi ripet� l�operazione. Sarah sembrava fissare il caminetto, non lo schermo; e sembrava cos� imbarazzata. Perch�...</p><p>Perch� a video era cos� giovane, tanto pi� giovane, tanto meno fragile. Quei fatti risalivano a trentotto anni prima, quando lei ne aveva quarantanove. Anche quella era una forma di Rollback, una regressione alla condizione giovanile. Anche se non cos� giovanile com�era Don adesso; ma ne sarebbe valsa ugualmente la pena.</p><p>� Mi spiace, tesoro � disse lui a bassa voce. Poi, a volume pi� elevato: � Spegnere TV.</p><p>Sarah si volt� verso si lui. Aveva il viso privo di espressione. � Spiace anche a me � disse.</p><p>Trascorse altre interminabili ore, Sarah sal� nella ex camera di Carl per esaminare la montagna di documenti prelevati da Don all�universit�.</p><p>Lui intanto scese nel seminterrato, un ambiente che era rimasto sempre pi� inutilizzato; anche perch� la scaletta era ripida e a una sola ringhiera, dalla parte del muro. Adesso per� per lui non era pi� un problema percorrerla e, nelle calde giornate estive, quello era il luogo pi� fresco della casa.</p><p>Nonch� quello che meglio garantiva la privacy.</p><p>Si butt� sul vecchio divano che c�era l� sotto, con lo stomaco in subbuglio. Si guard� attorno. L� dentro era stata scritta una pagina di Storia. Proprio l�, Sarah aveva avuto l�idea geniale per decodificare il corpo del messaggio alieno. Se ora fosse riuscita a decifrare anche il secondo messaggio, avrebbe fatto colpo doppio.</p><p>Magari un giorno qualcuno avrebbe appeso una targa commemorativa all�esterno della casa.</p><p>Don teneva stretto tra le dita il palmare, le cui valve erano madide del suo sudore. Gli era venuta pi� volte la fantasia di rivedere Leonore, ma era sempre stato bloccato dal super-Io. Per� lei gli aveva fatto promettere che l�avrebbe richiamata, e lui mica poteva sedurla e abbandonarla a quel modo. Sarebbe stato brutto, sarebbe stato egoistico. Niente da fare, doveva chiamarla e darle un addio in piena regola. Le avrebbe detto tutta la verit� su di s�.</p><p>Inspir� in profondit�, espir� lentamente. Apr� il palmare, lo richiuse di scatto.</p><p>Lo riapr�, con l�allegria di qualcuno che riesumi un cadavere dalla bara.</p><p>Disse al palmare a chi dovesse inoltrare la chiamata.</p><p>Un <emphasis>tut-tuuu</emphasis> assordante come una campana a distanza ravvicinata. Poi...</p><p>Una voce squillante: � Pronto?</p><p>� Ciao, Leonore � disse lui, con il cuore che martellava. � Sono io, Don.</p><p>Silenzio.</p><p>� Don Halifax, ti ricordi?</p><p>� Ciao � disse Leonore, stavolta in tono glaciale.</p><p>� Ascolta, mi spiace di non aver chiamato prima, ma...</p><p>� Sono passati <emphasis>tre</emphasis> giorni.</p><p>� Lo so, lo so, ti chiedo scusa. Volevo contattarti, sul serio. Non volevo che tu pensassi che sono uno di quelli che... b�, capisci, uno di quelli che <emphasis>dopo</emphasis> non richiamano.</p><p>� Quasi ci ero cascata.</p><p>Lui balbettava. � Perdonami. Tu meriti molto di pi� di...</p><p>� � vero.</p><p>� S�, s�, ma ascolta, io...</p><p>� Non ti � piaciuto?</p><p>� Mi � piaciuto da impazzire! � E non mentiva. Era stato praticamente l�unico momento di felicit� nell�arco di settimane. Non solo per il sesso, ma anche per aver incontrato una persona con cui stare cos� bene, e...</p><p>Leonore sembr� sollevata. � Sono contenta. Anche a me. Tu... tu sei speciale.</p><p>� Oh... ti ringrazio. Anche tu. � che... mmm...</p><p>� Sentimi bene � disse lei, come facendo una concessione speciale. � Domani sar� impegnata alla Banca alimentare, ma domenica sono libera. Ci incontriamo?</p><p>�No� pens� Don. � Che cosa proponi? � chiese, stupendosi lui stesso delle parole che uscivano da sole.</p><p>� Secondo le previsioni, sar� una giornata da favola. Che ne dici di una gita a Centre Island?</p><p>�Non posso� pens� lui. �La faccenda si chiude qui.�</p><p>� Don? � disse lei, quando il silenzio si fu protratto per vari secondi.</p><p>Lui chiuse gli occhi. � Okay � disse. � Okay perch� no?</p><p>Arriv� al molo dei battelli, in fondo a Bay Street, con una decina di minuti di anticipo. Si mise a spiare il viavai di gente, finch�...</p><p>Eccola. La rara, radiosa tra le belle, che gli angeli invocavano con il nome di Leonore. Gli correva incontro in shorts striminziti bianchi e un bianco, svolazzante, top, tenendo stretto un enorme cappello. Leonore si allung� per posargli un bacio furtivo sulle labbra, poi si ritrasse sorridendo, e...</p><p>E lui rest� di sasso. L�aveva mentalmente invecchiata a trentacinque anni, che riteneva l�et� pi� appropriata per una donna con cui confidarsi; ma la Leonore in carne e ossa, fresca e lentigginosa, dimostrava tutti e dieci gli anni in meno che aveva.</p><p>Salirono a bordo del <emphasis>Max Haines</emphasis>, il battello a due ponti che li avrebbe traghettati per un chilometro e mezzo fino a Centre Island, e alle sue passeggiate, spiagge, parchi divertimenti, giardini.</p><p>Leonore disse che aveva scelto quella meta perch� aveva nostalgia del mare, ma non si era rivelata una scelta azzeccata: i gabbiani rimpinzati di immondizie non erano granch� come sostituti dei grandi aironi azzurri di Vancouver, e nell�aria non si respirava nessuno iodio. In compenso, nella mezz�ora di tragitto in balia delle onde, Don trov� stupenda la sensazione del vento che gli arruffava i capelli.</p><p>Arrivati a terra, si misero a percorrere la passeggiata, divertendosi a evitare gli escrementi delle oche selvatiche. In lontananza sulla destra s�intravedeva la baia, e sul lato opposto Toronto, con la sua silhouette di edifici che Don aveva visto svilupparsi per gran parte di un secolo. A dominare la citt� era ancora la CN Tower, che per� aveva perso il record di pi� alta struttura senza supporti del mondo.</p><p>Quand�era teenager era andato con l�amico Ivan a vedere il cantiere dove le gru la stavano assemblando; dal suo corpo ciclopico si diramavano lateralmente altri colossi, come un menu messo in piedi su un tavolino. Don ricordava quando nel centro di Toronto c�era solo un pugno di grattacieli, ma adesso arrivavano fino in riva al lago.</p><p>E da allora era cambiato molto di pi� che la <emphasis>skyline</emphasis>. Anche se, viceversa, molte cose erano cambiate molto meno in fretta di quanto lui si aspettasse. Don era andato con il padre alla prima visione di <emphasis>200l Odissea nello spazio</emphasis> nel 1968, ed essendo nato nel �6O non aveva avuto difficolt� a calcolare che nel 200l avrebbe compiuto quarantuno anni. All�epoca suo padre ne aveva quarantatr�, perci� Don sarebbe stato pi� giovane di lui nel momento in cui tutte quelle meraviglie sarebbero apparse nel mondo reale: aerei spaziali, stazioni orbitanti ad anello dotate di hotel di lusso, citt� sulla Luna, viaggi su Giove, sospensione criogenica, e... Hal, l�intelligenza artificiale (purch� non ti chiudesse fuori dalla porta).</p><p>Allo scadere del 200l non si era avverata nessuna di quelle previsioni. Questo avrebbe dovuto immunizzare Don dalle profezie scritte nel primo decennio del XXI secolo dagli autori di fantascienza: eccentricit� scientifiche a gogo; modificazioni corporee spinte all�estremo, o per via genetica o per via bionica; assemblaggi nano-tecnologici in grado di trasformare qualsiasi cosa in qualsiasi altra...</p><p>Don osserv� la sua citt� natale al di l� della distesa delle acque. Accucciato ai piedi della CN Tower c�era lo stadio in cui giocavano i Blue Jays. Lui lo indic�: � Guarda, lo Sky Dome ha la cupola aperta.</p><p>Leonore lo osserv� come se avesse parlato in giapponese.</p><p>�Stronzo che sono.� Lo aveva chiamato �Sky Dome� come faceva la gente della sua et�, ma erano quarant�anni che l�edificio aveva cambiato nome. Il gap tra loro due era un demone onnipresente. � Intendo il Rogers Centre. Ha... il tetto aperto, ecco. � Era un�osservazione cos� banale che adesso si vergognava di averla fatta.</p><p>� B�, � una magnifica giornata � disse Leonore, cambiando provvidenzialmente argomento.</p><p>Camminavano tenendosi per mano, in mezzo alle traiettorie impazzite di mille skate-board, hoverpad, rollerblades e gente che faceva jogging. Leonore aveva indossato il cappello a falde enormi per proteggere la sua pelle diafana. Lui invece si godeva la naturale protezione offerta dai capelli, dopo quattro decenni di calvizie.</p><p>Finora avevano chiacchierato del pi� e del meno, con una vivacit� cos� diversa dagli affettuosi silenzi delle coppie sposate da tempo immemorabile, quando si era ormai esaurito il materiale per condividere opinioni, fare battute, indagare fatti.</p><p>� Tu giochi a tennis? � gli domand� Leonore mentre incrociavano due tizi con le racchette.</p><p>� Ci giocavo, ma ho smesso ancor prima... � �Che tu nascessi.�</p><p>� Sarebbe bello farci una partita una volta o l�altra. Posso procurarti un ingresso-ospiti da Hart House.</p><p>� Sarebbe magnifico. � Lo pensava sul serio. La prima volta che aveva avuto venticinque anni, era un tipo molto sedentario; ma adesso adorava la fisicit� della vita.</p><p>� Ma ti avviso che ti straccerei di brutto. Ho la forza di venti uomini.</p><p>Lei sorrise. � Davvero?</p><p>� Certo. Chiamami Bjorn <emphasis>Borg</emphasis>.</p><p>Lei lo osserv� perplessa. Lui ci rest� malissimo: Sarah avrebbe capito al volo quella battuta.</p><p>Le spiegazioni rendono penoso lo scherzo, ma Don ci fu costretto dalle circostanze. � Era un famoso tennista. Vinse il torneo di Wimbledon per ben cinque volte di fila. Ma Borg � anche... b�, era una specie aliena in una vecchia serie TV dal titolo <emphasis>Star Trek</emphasis>. I Borg hanno la capacit� tecnica di aumentare la propria massa fisica, per cui... b�...</p><p>� Sei uno stupidone galattico � gli disse lei, illuminandolo con il suo sorriso.</p><p>Lui inchiod� sul marciapiede e, per la prima volta, <emphasis>vide</emphasis> Leonore.</p><p>Una dottoranda che seguiva il progetto SETI.</p><p>Una a cui piaceva mangiare al ristorante, e intanto parlare di filosofia e di politica.</p><p>Sicura di s�, frizzante, divertente.</p><p>E adesso usava anche gli stessi modi di dire di...</p><p>Don se ne accorgeva soltanto adesso. Leonore era la fotocopia di...</p><p>Ovvio, fin troppo ovvio.</p><p>La fotocopia di Sarah quando aveva la stessa et�. Quando lui si era innamorato di lei.</p><p>Okay, fisicamente le due erano completamente diverse, e forse per questo a lui finora erano sfuggite tutte le analogie. Leonore era pi� bassa di Sarah, almeno di Sarah da giovane. E all�epoca Sarah aveva capelli castani, e ancora aveva occhi grigio-azzurri. Leonore aveva il classico look da ragazza irlandese.</p><p>Ma per i loro atteggiamenti, lo spirito che le animava, la gioia di vivere, erano come gemelle.</p><p>Una giovane coppia stava camminando verso di loro. Lei asiatica, lui anglosassone; l�uomo spingeva un passeggino. Don indossava gli occhiali da sole, per cui osserv� spudoratamente la donna mentre passava. Molto graziosa con quei lunghi capelli neri, canotta rossa, pantaloncini rosa.</p><p>� Che bella bambina � comment� Leonore.</p><p>� Gi� � disse Don, giocando sull�equivoco.</p><p>� A te... a te piacciono i bambini? � Il tono di lei era seducente.</p><p>� S�, molto.</p><p>� Anche a me.</p><p>A poca distanza c�era una panchina libera, rivolta verso il lago e la citt�. Don la indic� con un cenno del mento, e andarono a sedersi. Poi lui le mise un braccio intorno alle spalle e rimasero per un po� a fissare la superficie liquida; un altro battello era in avvicinamento.</p><p>� Ti piacerebbe avere dei figli tuoi? � le chiese Don.</p><p>� Oh, s�, assolutamente!</p><p>� Quando?</p><p>Lei gli appoggi� la testa sulla spalla. I capelli, sospinti dalla brezza, gli fustigavano amorevolmente la guancia. � Non saprei, diciamo verso i trent�anni.</p><p>Lo so che manca ancora un sacco di tempo, ma...</p><p>S�interruppe. Don scosse leggermente la testa: cinque anni sarebbero trascorsi in un soffio, altro che �un sacco di tempo�. Gli sembrava ieri, quando aveva settant�anni... anzi, sessanta. Il tempo vola, e...</p><p>E Don si chiese se sarebbe volato anche d�ora in poi. Aveva letto qualche spiegazione scientifica sul perch� gli anni trascorrano sempre pi� veloci con l�et�: � che, quando si hanno dieci anni, ogni anno � un dieci per cento della vita, quindi sembra un periodo esteso; ma, a cinquanta anni, � solo il due per cento, quindi sembra un�inezia. Come si sarebbe comportato, in questa seconda giovinezza, il suo senso del tempo? Lui era una delle prime cavie in questo esperimento.</p><p>Leonore non aggiunse nulla, rimanendo in silenzio a fissare il lago. Ironia della sorte, era lei a guardare pi� avanti nel futuro. Lui si portava ancora appresso l�idea che il futuro ormai fosse una porta chiusa; non si era ancora abituato a quell�orologio con le lancette tirate indietro.</p><p>Tra cinque anni era probabile che Leonore, con il suo bravo titolo di laurea, sarebbe gi� stata ben avviata in carriera.</p><p>Tra cinque anni, era probabile che Sarah...</p><p>Era un pensiero odioso, ma non ci si poteva fare nulla. Nel 2053 Sarah quasi sicuramente non sarebbe pi� stata al mondo. E lui...</p><p>Lui sarebbe rimasto solo.</p><p>A meno che...</p><p>Non si trovasse...</p><p>Una nuova partner.</p><p>Per� ricordava bene la superficialit� dei giovani d�oggi, quella sera al pub.</p><p>Gente che con lui condivideva solo l�et� biologica, ma senza nessun raccordo intellettuale n� emotivo. Leonore, a suo modo, era diversa, e...</p><p>Era troppo presto per affrontare il discorso, ma era un dato di fatto: nel suo futuro con Leonore, o con qualunque altra �coetanea�, si stagliava il desiderio di essere di nuovo padre.</p><p>Davvero? Se la sentiva di ricominciare il tran-tran dei pannolini, delle pappe, delle mille autodiscipline?</p><p>Faticoso, s�. Eppure...</p><p>Forse gli sarebbero state perdonate le scappatelle, se lo faceva in vista di una seconda famiglia. Si rendeva conto che, per quanto fosse <emphasis>logico</emphasis> per lui il bisogno di una donna tanto pi� giovane di Sarah, amici e familiari avrebbero giudicato disgustoso che ragionasse con l�uccello piuttosto che con la testa. Ma, se avessero guardato alla cosa nell�orizzonte della paternit�, allora forse avrebbero cambiato parere.</p><p>Ora andava di moda il sesso on-line e off-line, ma ai tempi di Don, quando esisteva ancora il �Playboy� cartaceo, una delle conigliette che andavano per la maggiore era Vicki Smith, nome con cui quella stallona texana disegnata da Rubens si era fatta apprezzare come Miss Maggio 1992. Quando nel 1993 era stata eletta �Playmate dell�anno�, aveva nel frattempo cambiato nome in Anna Nicole Smith. Ed era diventata ancora pi� famosa l�anno seguente, a ventisei anni, sposando un miliardario quasi novantenne.</p><p>Don gi� se lo vedeva: tutti avrebbero fatto il paragone. A parte il fatto che lui non era miliardario, sebbene godesse di un beneficio che era rimasto fuori dalla portata del vecchio marito bavoso della coniglietta. Altra differenza: nel caso di Don era lui, e non lei, a essere rifatto. Anna Nicole Smith si era aumentata il reggiseno di tre taglie grazie al silicone, mentre Leonore era tutta al naturale... nel senso che l�aggettivo �naturale� aveva assunto a met� del XXI secolo. Il corpo di Don al contrario non aveva pi� nessuno dei pezzi originali, anche se una terapia genetica e un allungamento dei telomeri sembravano meno invasivi che farsi squartare le tette per imbottirle.</p><p>Il che non spostava i termini del discorso: un uomo di ottantasette anni con una ragazza di venticinque. <emphasis>Questo</emphasis> avrebbe mormorato la gente. Per�, se alla fine fossero venuti alla luce dei bei bambini, b�, allora la situazione sarebbe improvvisamente diventata normale, anzi sacrosanta, e tutti si sarebbero dimostrati comprensivi. Avrebbero confinato le condanne nell�oblio.</p><p>Non che desiderasse la paternit� solo per quel motivo. Al primo matrimonio, all�inizio, non ci pensava neppure. Per� in quel caso non doveva trovare delle giustificazioni; le nozze con Sarah erano sembrate la cosa pi� naturale del mondo.</p><p>Tre anatre planarono sul lago increspandone la superficie. Leonore si strinse a Don per sussurrargli: � � una giornata davvero bellissima.</p><p>Lui annu�, accarezzandole la spalla. E chiedendosi che cosa gli riservasse il futuro.</p></section><section><title><p>27</p></title><p>Le ore passate con Leonore erano state memorabili, sia quelle all�isola che quelle dopo, a casa di lei. Stavolta lei aveva da studiare per un seminario del giorno seguente, quindi Don non aveva dovuto inventare chissacch� per smarcarsi. Sarah aveva detto che sarebbe rimasta a casa a scartabellare quella montagna di documenti; ma, con grande sorpresa di Don, quando la chiam� dal palmare mentre si dirigeva alla metropolitana, a rispondere fu la segreteria telefonica. � vero che l�udito di Sarah non era pi� quello di una volta: magari non aveva sentito lo squillo, oppure era uscita un attimo, o...</p><p>� Dov�� in questo momento il palmare di Sarah? � domand� Don al proprio apparecchio.</p><p>� In casa � rispose l�oggetto, connettendosi al suo simile. � Sul comodino.</p><p>Don aggrott� le ciglia. Sarah non si sarebbe allontanata senza il palmare, eppure non rispondeva a nessuno dei due telefoni. C�era qualcosa che non andava, se lo sentiva.</p><p>Affrett� il passo verso la fermata Bathurst della metropolitana. Prendere un taxi sarebbe costato un patrimonio e non avrebbe accelerato i tempi, dati gli imbottigliamenti.</p><p>La fortuna non lo aiut�. Arriv� alla piattaforma giusto in tempo per vedere un treno che ripartiva; essendo domenica sera, la corsa successiva non sarebbe passata prima di un tempo lunghissimo.</p><p>Il palmare aveva segnale anche nel tunnel della metro, ma ogni volta che Don provava a chiamare casa, l�unica voce che sentiva era la <emphasis>propria</emphasis>, quella da vecchio, che diceva: � Salve. In questo momento n� Sarah n� io possiamo rispondere. Vi preghiamo di...</p><p>Si mise a sedere su una delle panche, sostenendosi la testa con le mani e contemplando lo sporco pavimento grigio.</p><p>Dopo un�eternit�, arriv� finalmente a North York-Centro e si precipit� fuori dalla metropolitana. Corse su per la scala mobile, attravers� come una furia i tornelli, e si ritrov� in una Parke Home Avenue deserta e poco illuminata. A passo svelto si diresse verso casa, a tre isolati di distanza, provando ancora una volta a telefonare, ma senza risultato. Infine, apr� la porta d�ingresso e...</p><p>Lei giaceva a faccia in gi� sul parquet di fronte al guardaroba. � Sarah!</p><p>Aveva braccia e gambe spalancate. L�abito estivo che indossava le si era avvolto intorno come un sudario. Doveva avere perso l�equilibrio mentre scendeva dal salotto verso l�atrio. � Sarah, stai bene?!</p><p>Lei ebbe un sussulto, sollevando di un centimetro la testa.</p><p>� No! Non fare movimenti!</p><p>� La gamba... � mormor� Sarah. � Oh, Dio, l�osso ha dato un colpo secco, e...</p><p>Qualche anno prima, Don aveva seguito delle lezioni di pronto soccorso. � Questa? � domand�, toccando la gamba destra.</p><p>� No, l�altra.</p><p>Don scost� la stoffa. L�arto era sbucciato e gonfio. Lo tast�, e Sarah fece una smorfia di dolore. Non c�era telefono all�ingresso, perci� lei per chiamarlo avrebbe dovuto salire i sei gradini fino al soggiorno, ma non aveva n� la forza n� la coordinazione per saltellare su una gamba sola. Lui prese il palmare e disse: � Chiamare il 118.</p><p>� Vigili del fuoco, polizia o un�ambulanza? � chiese l�operatrice.</p><p>� Un�ambulanza. La prego, � urgente!</p><p>� Sta chiamando da un apparecchio mobile, ma vedo le coordinate sul GPS. Il suo indirizzo �... � Lo lesse. � Esatto?</p><p>� S�, s�.</p><p>� Mi dica cos�� successo.</p><p>Lui deglut�. � Mia moglie �... ha ottantasette anni, ed � caduta dalle scale.</p><p>� L�ambulanza � partita � disse l�operatrice. � Il palmare da cui chiama � intestato a nome Donald R. Halifax. � lei?</p><p>� S�.</p><p>� Sua moglie � in stato cosciente, signor Halifax?</p><p>� S�, ma ha una gamba spezzata, ho verificato.</p><p>� Allora non provi a spostarla.</p><p>� Non l�ho fatto e non intendevo farlo.</p><p>� La porta di casa � aperta?</p><p>Lui diede un�occhiata. Lo era. � S�.</p><p>� Molto bene. Resti accanto a sua moglie.</p><p>Don prese la mano a Sarah. � Lo far�. � Cristo santo, perch� non era l� quando era successo? La guard� negli occhi, occhi azzurri che adesso erano semichiusi, con venature sanguigne. � Rester� accanto a lei. Giuro che non mi allontaner�.</p><p>Chiuse la comunicazione e pos� il palmare sul pavimento. � Mi spiace � disse a Sarah. � Mi spiace cos� tanto...</p><p>Lei non rispose, ma il pensiero inespresso era che lui avrebbe dovuto rientrare molto prima.</p><p>� Mi spiace � ripet� Don, sentendosi sempre pi� male. � Scusami, scusami, perdonami, io...</p><p>� Va tutto bene � disse Sarah, sforzandosi di sorridere. � Sono sicura che non ci sono danni permanenti. Dopotutto, siamo nell�Era delle �magnifiche sorti e progressive�. � Lui riconobbe la citazione, ma annu� vacuo. Sarah continu� a fare cenni con la testa, finch� Don cap�: stava alludendo a lui. Adesso era lei a stringergli affettuosamente la mano. � Andr� tutto bene � disse. � Tutto bene, vedrai.</p><p>Mentre aspettavano l�ambulanza, Don non riusc� pi� a guardarla negli occhi. Le sirene vennero a liberarlo dagli spettri che gli si agitavano nella testa. Dalla porta aperta filtr� una luminescenza rossastra. Sembrava danzare.</p></section><section><title><p>28</p></title><p>Per fortuna era una semplice frattura. La scienza ortopedica aveva fatto passi da gigante da quando, ai tempi del liceo nel lontano 1977, Don si era rotto una gamba durante una partita di football americano. Le estremit� del femore fratturato di Sarah vennero allineate, fu aspirata via parte del liquido in eccesso, si pratic� un�infusione di calcio (di cui non ci sarebbe stato bisogno, se il Rollback avesse funzionato), e infine venne fissata una struttura leggera di sostegno intorno alla gamba. Il gesso ormai era usato solo per il trasporto delle ossa dei fossili. Il medico disse che Sarah sarebbe tornata in forma entro due mesi; nel frattempo, grazie al sostegno motorizzato, non avrebbe dovuto fare ricorso alle stampelle, anche se era consigliabile una canna da passeggio.</p><p>Per ulteriore fortuna, il loro Piano sanitario copriva quella spesa. La crisi del sistema previdenziale canadese era quasi del tutto superata; all�inizio del boom delle biotecnologie i prezzi erano schizzati alle stelle, poi per�, come sempre accade, erano ridiscesi progressivamente. Terapie che negli anni della giovent� di Don costavano centinaia di migliaia di dollari, adesso erano ridotte a una frazione di quella cifra. I farmaci pi� sofisticati erano diventati cos� economici che i governi si potevano permettere di regalarli ai Paesi del terzo mondo. E un bel giorno, tutti coloro che lo desideravano avrebbero potuto permettersi un Rollback.</p><p>Quando furono tornati a casa dall�ospedale, Don aiut� Sarah a prepararsi per la notte. Pochi minuti e lei dormiva saporitamente, anche per merito degli analgesici prescritti dal dottore. Don, al contrario, non riusciva a chiudere occhio. Disteso sulla schiena, rest� a osservare il soffitto immerso nel buio, rischiarato di quando in quando da una lama di luce prodotta da un�automobile di passaggio.</p><p>Lui amava Sarah. La amava poco meno che da quand�era nato. E mai, mai l�aveva fatta intenzionalmente soffrire. Per�, nel momento in cui lei aveva avuto pi� bisogno di lui, lui non c�era stato.</p><p>In lontananza, la sirena di un�ambulanza. C�era qualcun altro nei guai, come quello che avevano appena passato loro due.</p><p>�No.� No, affatto. Non lo avevano passato <emphasis>loro due</emphasis>, lo aveva passato lei.</p><p>Buttata per terra per ore, ad aspettarlo per ore, mentre lui era tutto impegnato a scoparsi una che aveva meno... Cristo... meno di un terzo della sua et�.</p><p>Don si gir� su un fianco, rivolgendo la schiena a Sarah e abbracciandosi le gambe in posizione fetale. Gli occhi gli si inchiodarono sui numeri blu della sveglia digitale. Rest� l� a guardare lo scattare dei minuti, uno dopo l�altro...</p><p>Per la prima volta da anni, Sarah aveva reclinato la poltrona anatomica. Diceva che quella posizione era pi� comoda per tenere allungata la gamba. Don, nonostante non avesse dormito quasi niente, non riusciva a stare fermo; continuava a camminare avanti e indietro per il lungo salotto. Sarah aveva spesso scherzato sul colpo di fulmine che entrambi avevano avuto per quella casa fin dal primo istante: lei, per via del caminetto; lui, per quel soggiorno lungo e stretto che non chiedeva altro che qualcuno ci camminasse avanti e indietro.</p><p>� Oggi cos�hai di bello in programma? � gli domand� lei. Lo schermo a muro indicava le 9.22 del mattino. Grazie alle finestre fotocromatiche, la luce del sole di agosto era sopportabile.</p><p>Lui si ferm� per un momento e osserv� sua moglie. � Io? Rimarr� qui con te, no?</p><p>Lei scosse la testa. � Non puoi trascorrere il resto della vita... della <emphasis>mia</emphasis> vita... come un recluso. Sprizzi energia da tutti i pori. Guardati! Non riesci a star fermo.</p><p>� � vero, ma...</p><p>� Ma cosa? Me la caver�, giuro.</p><p>� Gi� ieri hai avuto un grosso problema, e... � e riprese a muoversi avanti e indietro.</p><p>� E...? � disse Sarah.</p><p>Lui tacque, rivolgendole la schiena. Ma due persone sposate da una vita sono in grado di completare le frasi lasciate a met� dal partner anche quando il partner preferirebbe di no. � E le cose sono destinate ad andare sempre peggio. � cos�? � fece Sarah.</p><p>Don annu� in modo quasi impercettibile. Poi guard� fuori dalla finestra cromata.</p><p>Avevano acquistato la casa nel 1988, subito dopo il matrimonio, grazie al sostegno economico dei rispettivi genitori. All�epoca, lungo il Betty Ann Drive cresceva giusto qualche alberello stentato, a parte un paio di robusti abeti canadesi. Adesso quegli alberelli, piantati dalla municipalit� di North York (che ormai non esisteva pi� come Comune indipendente), si erano trasformati in alti e verdeggianti aceri e querce.</p><p>Lui le si avvicin�. � Hai bisogno che io resti con te � disse.</p><p>Lei abbass� lo sguardo alla gamba intelaiata. � Ho bisogno di <emphasis>qualcuno</emphasis>, questo s�. Forse Percy...</p><p>� Percy tra due settimane riprender� ad andare a scuola. E Carl ed Emily lavorano entrambi. E noi non possiamo permetterci una badante.</p><p>� Potremmo, se... � stavolta fu lei a troncare il discorso.</p><p>Il resto della frase avrebbe suonato: �Se vendessimo la casa�.</p><p>Lui torn� a guardare fuori dalla finestra. Il ragionamento filava. Per quanto non fosse una reggia, quella casa era troppo grande per loro... lo era da vent�anni, da quando non ci abitava pi� Emily. Forse venderla sarebbe stata una buona idea.</p><p>Inoltre, tutte quelle scale erano un calvario per Sarah. Trasferirsi in un appartamento sarebbe stato pi� economico <emphasis>e</emphasis> pi� funzionale.</p><p>Don raggiunse l�altr� estremita del salotto, poi gir� su se stesso, dirigendo lo sguardo verso sua moglie. L�espressione di lei si rivitalizz�. � Sai cosa farebbe per noi? � disse Sarah. � Un Mozo.</p><p>� Mo... zo? � ripet� lui.</p><p>Lei annu�. � Sai cosa significa?</p><p>� So solo che a Scarabeo farebbe quindici punti.</p><p>Sarah sospir�. � � spagnolo. Di per s� significa �servitore�, ma indica anche una linea di robot progettati apposta per assistere le persone anziane.</p><p>Don strinse le palpebre. � Costruiscono robe del genere?</p><p>� Vedi che ho ragione io? Devi uscire di casa per vedere il mondo. S�, �costruiscono� robe del genere, se il soggetto � la McGavin Robotics.</p><p>Lui si ferm� di nuovo. � Anche un robot di fascia bassa costa un patrimonio.</p><p>� Certo. Ma Cody � convinto che io abbia un talento speciale per la decodifica dei messaggi alieni, perci� gli dir� che, per la buona riuscita della missione, mi serve un Mozo. E non � una balla. Guadagnerei un sacco di tempo utile, con un servo meccanico che intanto prepara il caff� e tutto quanto. Inoltre, non sarei mai pericolosamente sola, e tu potresti uscire senza preoccuparti.</p><p>Don stava per rispondere che l�ultima elemosina ricevuta da McGavin aveva portato solo guai. Poi per� si rese conto che Sarah aveva ragione: lui sarebbe impazzito, l� dentro, e poi... b�, un robot domestico avrebbe semplificato un sacco di cose, no?</p></section><section><title><p>29</p></title><p>Sembrava un pacco dell�Ikea. Il Mozo arriv� disassemblato dentro una confezione da un metro cubo. Lo spettacolo della testa dentro un sacchetto di plastica era abbastanza truce. Il montaggio delle gambe, disarticolate in due parti, richiese parecchi minuti. Ma, alla fine, si pot� ammirare in tutto il suo splendore quel cyborg blu listato d�argento, rivestito di un morbido tessuto che ricordava le tute da sommozzatore. Aveva una testa sferica delle dimensioni di un pallone, con occhi vitrei. Aveva anche una specie di bocca: una linea orizzontale in grado di muoversi per simulare la pronuncia delle parole: per quanto i robot di quel tipo non fossero piuttosto molto diffusi, a quei pochi che li possedevano piaceva vedere sui loro �volti� delle espressioni pi� o meno umane.</p><p>A Don venne spontaneo un confronto tra il servitore meccanico e i protagonisti dei fumetti di quand�era ragazzino. La sua conclusione fu che, a parte la bocca, somigliasse a uno dei protagonisti della serie <emphasis>Magnus � Robot Fighter</emphasis>. Lo ammetteva, possederne uno era troppo fico. E non solo perch� realizzava un altro di quei famosi venti desideri in lista d�attesa.</p><p>Guard� il Mozo, portandosi le mani ai fianchi. Ecco un altro lusso che, in teoria, era fuori della loro portata. � B�, che te ne pare?</p><p>� Non male � rispose Sarah. � Che dici, lo accendiamo?</p><p>Il pulsante si trovava al centro dell�area addominale. Lui lo premette, e...</p><p>� Buongiorno � disse una voce maschile, senza accenti particolari. La bocca si muoveva come quella dei personaggi dei cartoni animati. � <emphasis>Do you speak English? Hola, habla Espa�ol? Bonjour, parlez-vous fran�ais? Konichi-wa, nihongo-o hanashimasu-ka?</emphasis></p><p>� Parliamo inglese � disse Don.</p><p>� Buongiorno � ripet� il Mozo. � Questa � la prima volta che vengo attivato da quando sono uscito dalla fabbrica, perci� mi scuso, ma dovr� chiedervi alcune informazioni. Primo: da chi ricever� ordini?</p><p>� Da noi due � rispose Don.</p><p>Lui annu� con la testa a palla. � Di default, chiamer� lei �signora� e lei �signore�. Tuttavia posso rivolgermi a voi in modo diverso, se preferite.</p><p>Don fece un ghigno diabolico. � Io sono il Grande e Onnipotente Oz.</p><p>L�espressione somatica del robot fece capire che aveva capito lo scherzo. � Sono onorato di conoscerla, Grande e Onnipotente Oz.</p><p>Sarah rivolse al Mozo un�occhiata da �ecco cosa mi tocca sopportare tutti i santi giorni�. Don fece spallucce, e lei disse: � Dacci pure del tu. Lui � Don, io sono Sarah.</p><p>� Lieto di fare la vostra conoscenza, Don e Sarah. Quella che state sentendo � la mia voce di default, ma, se ne preferite una femminile o con un particolare accento, non avete che da chiederlo.</p><p>Don guard� Sarah, poi rispose: � No, va bene cos�.</p><p>� Ottimo. E avete gi� scelto un nome per me?</p><p>Sarah era indecisa. Pass� con un cenno l�incarico a Don, il quale decise: � Gunter.</p><p>� Scritto: gi, u, enne, ti, acca, e, erre?</p><p>� Senza la acca � rispose Don. � Anche se non te ne importa un�acca.</p><p>� Sei il solito bambinone � disse Sarah, sorridendo.</p><p>Era una battuta frequente, solo che adesso era diventata quasi realistica. Lei si accorse della gaffe involontaria, e si affrett� ad aggiungere: � <emphasis>Pardon</emphasis>.</p><p>Non c�era nulla di cui scusarsi, pens� Don. Dentro di s� aveva conservato molto della propria infanzia, tanto pi� di fronte a un robot. Come Sarah sapeva bene, il suo robot preferito era quello del vecchio telefilm <emphasis>Lost in Space</emphasis>, e perdeva le staffe ogni volta che qualcuno lo chiamava Robby confondendolo con quello del <emphasis>Pianeta proibito</emphasis>. Anche se era vero che i due si somigliavano, visto che a disegnarli era stata la stessa persona, Robert Kinoshita. Comunque, i veri fan di <emphasis>Lost in Space</emphasis> lo chiamavano B-9, che era il modello di fabbrica, come risultava da un episodio della serie. Per� Don controbatteva che in un altro episodio quel barile automatico con braccia come tubi dell�aspirapolvere rispondeva al nome di Gunter, acronimo per General Unity Non-Theorizing Environmental Robot. In settant�anni Don non aveva convertito molta gente a quella teoria, ma adesso almeno <emphasis>un</emphasis> robot con <emphasis>quel</emphasis> nome c�era!</p><p>Don sapeva che anche a Sarah stavano tornando in mente tutte quelle corbellerie. Anche lei era cresciuta a pane e <emphasis>Lost in Space</emphasis>, per quanto ad affascinare lei fossero piuttosto le fotografie, autentiche, di nebulose e galassie utilizzate come fondali; con tanto di �copyright dell�Istituto tecnologico della California, 1959� nei titoli di coda. Tutte cose, pens� Don con amarezza, che non avrebbeno detto nulla a Leonore e a quelli della sua generazione. Di cui adesso faceva parte anche lui.</p><p>Continuarono a rispondere alle domande di Gunter per una mezz�ora, specificando i compiti che gli sarebbero spettati, se dovesse o no rispondere al telefono e aprire la porta, il divieto di entrare in bagno a meno che non sentisse chiamare aiuto, eccetera eccetera.</p><p>L�incarico principale consisteva nel vegliare sulla salute di Sarah. � Sai prestare i primi soccorsi? � gli domand� lei.</p><p>� S�, ho in memoria il set completo delle procedure. In caso di ncessit� potrei perfino eseguire una tracheotomia d�emergenza. Inoltre, i palmi delle mani contengono un defibrillatore incorporato.</p><p>� Grande! Come il vero Gunter! � esclam� Don. � Sparava fulmini dalle mani!</p><p>Sarah era divertita: � Il <emphasis>vero</emphasis> Gunter?</p><p>Don rise. � Hai capito benissimo a cosa mi riferivo. � Poi osserv� l�androide blu. � Come dobbiamo comportarci con te quand�� ora di dormire? Ti spegniamo?</p><p>Lui esib� un sorriso rassicurante. � Potete farlo, se lo desiderate. Tuttavia suggerirei di lasciarmi acceso, in modo da poter intervenire tempestivamente per qualsiasi emergenza. Inoltre, potete richiedermi di svolgere determinati compiti mentre voi dormite: spolverare, faccende domestiche assortite, e preparare la colazione.</p><p>Don si guard� attorno per il salotto. � Sapresti anche accendere il caminetto?</p><p>Il robot inclin� lievemente la testa da un lato; parve quasi che le lenti oculari... b�, stessero <emphasis>riflettendo</emphasis>. Poi rispose: � Adesso s�.</p><p>� Magnifico � fece Don. � Avremo bisogno di un po� di legna, quest�inverno.</p><p>� Se ti capita di non avere niente da fare � domand� Sarah � ti annoi?</p><p>� Oh, no � disse Gunter, con un altro sorriso rassicurante. � Mi piace rilassarmi un po�.</p><p>� Un atteggiamento condivisibile � comment� Sarah, lanciando un�occhiata al marito. � Mi chiedo come abbiamo fatto finora, senza un Mozo.</p></section><section><title><p>30</p></title><p>Pi� passavano i giorni, pi� nella testa di Don aumentava la confusione.</p><p>Maledizione, fino a quel momento aveva saputo che cosa fosse la vita; l�aveva percorsa tutta, con i suoi ritmi e le sue diverse fasi nella dovuta sequenza. Ed era sopravvissuto.</p><p>La giovent�, con l�istruzione e l�ingresso nel mondo del lavoro, e le prime esplorazioni del mondo del sesso.</p><p>La maturit�, con il matrimonio, l�educazione dei figli e il consolidamento del benessere economico, nei limiti del possibile.</p><p>Poi la mezza et�, il tempo di tirare le prime somme. Era riuscito a evitare gli antidepressivi costituiti dalle macchine sportive e dalle relazioni extraconiugali. La crisi dei cinquant�anni, arrivata in anticipo a causa di un lieve infarto, aveva avuto il risultato di fargli perdere peso. Sentire tante persone, tra cui donne, che gli dicevano che stava meglio a quarantacinque anni che a trenta lo aveva talmente ringalluzzito da non fargli sentire il bisogno di dimostrare in altri modi quanto fosse <emphasis>macho</emphasis>.</p><p>Infine aveva imboccato il viale del tramonto... o cos� credeva. La pensione, i nipotini, godersi le piccole cose della vita, la rassegnazione, la riflessione, le silenziose complicit� e la quiete. Tanto per gestire il tempo che mancava allo scadere.</p><p>Le epoche della vita. Le aveva attraversate e comprese. Nell�insieme era stato come un arco, una trama con gli immancabili inizio, svolgimento e fine.</p><p>Adesso per� era cambiato tutto. Altro che un epilogo stiracchiato: qui c�era un intero nuovo volume da sfogliare, e senza averlo minimamente preventivato!</p><p>Rollback. <emphasis>L�autobiografia completa di Don Halifax, volume II</emphasis>. E sebbene fosse lui stesso a scriverla, non aveva idea di come procedesse la trama. Non aveva nessun copione da cui sbirciare, non aveva nessun indizio per indovinare la scena finale.</p><p>Che avrebbe fatto per i decenni seguenti? No, meglio: che avrebbe fatto per il resto di quella giornata?</p><p>Per� c�era una cosa che andava fatta, e subito. Per quanto fosse terrificante.</p><p>� C�� una cosa che devo dirti � mormor� Don a Leonore, alla prima occasione.</p><p>Lei era distesa nuda sul letto accanto a lui, sempre nello scantinato di Euclid Avenue. Si sollev� su un gomito e osserv� Don. � Cosa?</p><p>Lui esitava. La faccenda si stava dimostrando pi� tosta del previsto, nonostante avesse messo in conto che fosse <emphasis>molto</emphasis> tosta. Come faceva a spiegare alla sua... alla sua qualunque cosa Leonore fosse per lui... che il problema del matrimonio era il <emphasis>meno</emphasis>?</p><p>Espir�, svuotando fino in fondo i polmoni attraverso una minima fessura tra le labbra. Alla fine disse: � Mmm, � che... io ho pi� anni di quanti tu probabilmente immagini.</p><p>Lei fece un�espressione sospettosa. � Non avevi la mia et�?</p><p>Lui scosse la testa.</p><p>� B�, non ne avrai pi� di trenta.</p><p>� Ne ho di pi�.</p><p>� Trentuno? Trentadue? Don, che mi frega di sei o sette anni di differenza. Ho uno zio che ha <emphasis>dieci</emphasis> anni in pi� di mia zia.</p><p>�Me li mangio a colazione, dieci anni� pens� lui. � Continua...</p><p>� Trentatr�? � Leonore si stava innervosendo. � Trentaquattro? Eh? Tren...</p><p>� Leonore � la interruppe, chiudendo gli occhi per qualche istante � io ho ottantasette anni.</p><p>Lei fece una pernacchia. � Cazzo, Don, ma cosa ti vie...</p><p>� <emphasis>Io ho ottantasette anni!</emphasis> � rugg� lui. � Sono nato nel 1960. Avrai sentito della tecnologia di Rollback, no? Mi ci sono sottoposto qualche mese fa. Ed ecco il risultato! � tracci� nell�aria un cerchio intorno alla sua faccia con un dito.</p><p>Lei scatt� di lato come un granchio sulla sabbia.</p><p>� Mio... Dio... � disse. Lo esaminava da un punto all�altro del corpo, alla ricerca di un qualsiasi indizio. � Ma se � roba che costa una follia.</p><p>Lui annu�. � Ho... mmm... trovato un benefattore.</p><p>� Non ti credo � disse Leonore, ma in tono assai poco convinto. � Io... io, voglio dire... non pu�...</p><p>� � la verit�, e potrei dimostrartela in un milione di modi. Per esempio, ho qui la mia vecchia carta d�identit�.</p><p>� <emphasis>No!</emphasis> � Sul viso le era passata un�espressione di... disgusto, probabilmente.</p><p>� Lo so, avrei dovuto dirtelo prima, ma...</p><p>� Certo che avresti dovuti farlo, cazzo, Don! � Aver pronunciato il suo nome le fece balenare un ricordo. Vi si aggrapp� nella disperata speranza che, dopo tutto, fosse solo uno scherzo di cattivo gusto.</p><p>� Un momento, tu sei il nipote di Sarah Halifax, me l�hai detto tu stesso.</p><p>� No. Sei stata tu a pensarlo.</p><p>Leonore si scost� di un altro po�. Si copr� il seno con un lembo del lenzuolo; il primo gesto di pudore che lui le avesse mai visto fare. � Chi cazzo sei? Hai qualche parentela con Sarah Halifax?</p><p>� S�... � sussurr� lui, con dolcezza. � Ma... � deglut�, cercando di raccogliere le forze � ma non sono suo nipote. � Distolse gli occhi da lei, rivolgendoli al pezzo di coperta spiegazzata che li separava. � Sono suo marito.</p><p>� Fanculo. Merda.</p><p>� Perdonami. Ti prego.</p><p>� Suo <emphasis>marito</emphasis>? � ripet� lei, quasi per accertarsi di non avere frainteso.</p><p>Don annu�.</p><p>� Allora, meglio che ti levi dalle palle.</p><p>Le parole di Leonore lo colpirono come proiettili. � Ti prego. Posso...</p><p>� Fare che?! Fornire delle cazzo di scuse?! Non c�� nessuna cazzo di scusa per questo!</p><p>� No, nessuna scusa. Nessuna giustificazione. Ma, Dio mio, Leonore, giuro che non volevo farti soffrire. Non ho mai voluto far soffrire <emphasis>nessuno</emphasis>. � Si sent� un nodo allo stomaco, ebbe quasi le vertigini. � Vorrei solo che tu... che tu capissi.</p><p>� Capire cosa? Che tutto quello che � successo tra noi era finto?</p><p>� No! � esclam� lui. � No, Dio, no. � stata la cosa pi�... pi� <emphasis>vera</emphasis> nella mia vita, da...</p><p>� Da quando? � ringhi� lei. � Da anni? Da <emphasis>decenni</emphasis>?</p><p>Don emise un lungo sospiro irregolare. Non poteva neanche accusarla di cinismo; il solo fatto che lei gli rivolgesse ancora la parola era gi� fin troppo. Tent� di difendersi alla disperata, con il risultato di dire una bestialit�: � Ascolta, sei stata tu a trasformarla in una storia di sesso.</p><p>� Perch� pensavo che tu fossi qualcosa che <emphasis>non sei</emphasis>. Mi hai mentito.</p><p>Lui stava per protestare che non era vero, non in senso stretto, non troppo spesso almeno. Ma lei prosegui: � Comunque, non c�entra niente chi ha cominciato, � un problema lontano anni luce. La questione � che tu sei un ottantenne, Cristo santo! Potresti essere mio nonno.</p><p>Don si aspettava quelle parole, ma questo non imped� che lo ferissero. � Anche Sarah si � sottoposta al Rollback � butt� l�, sconsideratamente. � Solo che su di lei non ha funzionato, cos� adesso lei � ancora un�ottantenne, e io sono... questo.</p><p>Leonore non disse nulla. Aveva le labbra incurvate verso il basso, le sopracciglia quasi si toccavano.</p><p>� � stato Cody McGavin a pagare � aggiunse Don. � Voleva che Sarah fosse ancora viva e vegeta all�arrivo del prossimo messaggio da Sigma Draconis. Io sono saltato sul carro, ma ora...</p><p>� Ma ora fai il <emphasis>badante</emphasis> di Sarah.</p><p>� Non infierire. Non ho chiesto io che succedesse tutto questo.</p><p>� Oh, certo che no. Sono cose che capitano: terapie da miliardi di dollari...</p><p>Lui scosse la testa. � Sapevo che non avresti capito.</p><p>� Se hai bisogno di comprensione, v� a un gruppo di sostegno. Ne esisteranno anche per la tua categoria.</p><p>� Come no? Proprio oggi avevano un meeting a Vienna. Che peccato, non ho i soldi per il biglietto. Ho fatto un calcolo: il mio patrimonio � inferiore di quattro decimali rispetto al patrimonio del pi� povero degli altri beneficiari del Rollback.</p><p>Per ogni dollaro che io ho, quei signori ne hanno come minimo 10.000. <emphasis>Quello</emphasis> � un mondo lontano anni luce, Leonore.</p><p>� Non provare a passare dalla parte della ragione! Qui, chi ha subito un torto sono io!</p><p>Don cont� mentalmente per calmarsi. � S�, hai ragione. Scusami. E solo che adesso non so pi� che fare, e... E non voglio perderti. Ti voglio bene, davvero. Non smetto mai di pensare a te. Non so che fine far�, ma so questo: in questo ultimo periodo le uniche volte in cui mi sono sentito felice, le <emphasis>uniche</emphasis> volte, � stato quando stavo con te.</p><p>� Avrai pur qualche...</p><p>� No, nessuno. Quei pochi amici che sono ancora in vita, non mi capiscono. E i miei figli...</p><p>� Merda, ecco un�altra cosa a cui non avevo pensato: hai dei figli!</p><p>�Abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno.� � Ho anche dei nipoti. Mio figlio ha cinquantacinque anni, mia figlia sta per compierne cinquanta, ma non mi aspetto che solidarizzino con un genitore che ha met� dei loro anni.</p><p>� Tutto questo � folle.</p><p>� Possiamo trovare una via d�uscita, insieme.</p><p>� Dai i numeri? Tu sei <emphasis>sposato</emphasis>. Hai sessant�anni pi� di me. Hai figli e nipoti.</p><p>E... Dio santo, sei anche in pensione, vero? Non avrai neppure un lavoro.</p><p>� Ho la mia pensione.</p><p>� Un pensionato! Alleluia!</p><p>� Questo non cambia nulla � disse lui.</p><p>� Sei fuori di cranio?</p><p>� Leonore, ti supplico...</p><p>� <emphasis>Vestiti immediatamente!</emphasis> � url� lei.</p><p>� Per... fare che?</p><p>� Rimettiti i tuoi cazzo di vestiti e sparisci!</p></section><section><title><p>31</p></title><p>Erano trascorsi mesi dall�ultima volta che Don aveva visto i nipotini. Sentiva profondamente la loro mancanza ma, non sapendo come spiegare loro il cambiamento che era sopravvenuto, aveva interrotto i contatti. Ora per� una rimpatriata era ineluttabile: quel giorno, giovedi 10 settembre, Emily compiva cinquant�anni; e come erano stati precettati tutti per le nozze di diamante di Don e Sarah, adesso era stato precettato lui.</p><p>La festa si teneva a casa di Emily a Scarborough, a una comoda ora di macchina lungo la 407. Gunter aveva fatto da autista, e meglio cos�, perch� Don si sarebbe sentito un babbeo a farsi scarrozzare in giro da quella che poteva essere sua nonna; e lui non si era ancora fatto rinnovare la patente. Gli era stato imposto di partecipare ai corsi teorici sulla sicurezza insieme a un gruppo di ultraottantenni; inoltre, per quanto l�esaminatore potesse dispensarlo dalle lezioni di guida, non poteva evitargli le battutine degli impiegati. N� tantomeno quelle dei vecchi-vecchi, che si rodevano il fegato per quel bellimbusto che si faceva beffe della sorte comune.</p><p>Quando l�auto di Don e Sarah fu parcheggiata nel vialetto davanti alla grande casa di Emily, lui salt� fuori dalla portiera posteriore per aiutare la moglie a scendere. Poi, a braccetto, si diressero verso la porta d�ingresso lasciando Gunter in macchina, intento a contemplare placidamente il paesaggio. Carl e famiglia erano gi� arrivati, ma avevano parcheggiato in strada per lasciare libero per i genitori il posto pi� vicino.</p><p>La casa dei nonni riconosceva i dati biometrici di figli e nipoti, ma non viceversa, per cui Don suon� il campanello. Emily apr� all�istante, osservandoli con una certa apprensione e facendo loro cenni furtivi perch� entrassero. Chiss� cosa avrebbero pensato i vicini, a notare l�anziana professoressa accompagnata da un giovanotto sconosciuto.</p><p>Cercando di cacciare quel pensiero, Don si esib� in un: � Tanti auguri, Em! � il pi� cordiale possibile.</p><p>Sarah abbracci� la figlia e, come ogni anno, le disse sorridendo: � Non scorder� mai dove mi trovavo, quando tu sei nata.</p><p>Emily a sua volta disse: � Ciao... � e il tono richiedeva l�aggiunta di �mamma, e ciao, pap��, ma si ferm� sulla prima parola. Dopo il Rollback, Don non aveva pi� sentito n� lei n� Carl chiamarlo pap�.</p><p>Anche in questa casa, dall�atrio partiva una scalinata. Emily prese la canna da passeggio della madre e la aiut� a salire; Don and� loro dietro.</p><p>� Nonna! � grid� Cassie, che indossava un vestitino rosa con decorazione stampata a fiori e portava anelli rosa alle treccine. Raggiunse di corsa la nonna, che si chin� per quanto pot� per abbracciarla. Dopodich� la bambina osserv� Don come se fosse la prima volta che lo vedeva.</p><p>Carl allora la prese e, tenendola seduta sulle braccia come si fa con i bambini alle mostre d�arte, la mise di fronte a Don. � Cassie, lui � il nonno!</p><p>La piccola si accigli�, poi si strinse al collo del padre. � Nonno Marcynuk? � chiese, dubbiosa.</p><p>Don ebbe una fitta al cuore. Gus Marcynuk era il nonno materno di Cassie.</p><p>Abitava a Winnipeg, ed erano secoli che non passava di l�.</p><p>� Ma no, tesoro. Nonno Halifax.</p><p>Cassie fece una smorfia ancora pi� evidente, mentre guardava di traverso il padre per capire se scherzava. Per� la faccia di Carl rimase seria. � Non pu� essere lui � obiett� Cassie, scuotendo la testa e facendo ballonzolare le treccine.</p><p>� Nonno Halifax � vecchio.</p><p>Don fece del suo meglio per sorridere. � Sul serio, scricciolo: sono io!</p><p>Lei fu colta in contropiede. Per quanto ringiovanita, la voce era quella del nonno. � E tutte le rughe? � domand�.</p><p>� <emphasis>Opl�</emphasis>, sparite!</p><p>Cassie sollev� gli occhi al cielo, per sottolineare che ci era arrivata da sola. Don prese a spiegare: � � stato grazie a un processo... � ma s�interruppe. Tutti i termini che sarebbe venuto spontaneo usare in una conversazione con un adulto, �processo, procedura, tecnologia, trattamento�, erano incomprensibili a una bambina di quattro anni. � Sono andato dal dottore, e lui mi ha fatto tornare giovane.</p><p>Cassie spalanc� gli occhioni azzurri. � Ma v�.</p><p>Lui fece spallucce. � Gi�. Eccomi qua.</p><p>La bambina guard� Sarah, poi di nuovo Don. E la nonna? Lei no?</p><p>Don stava per replicare, quando intervenne Sarah: � Io no, piccina.</p><p>� E perch�? Ti piace avere tutte le rughe?</p><p>� Cassie! � disse Carl.</p><p>Ma Sarah non si era affatto offesa. � Me le sono guadagnate una per una, sai?</p><p>� Not� l�espressione interrogativa di Cassie, e cambi� risposta: � No, cara, io no.</p><p>Perch� il processo che ha ringiovanito il nonno, con me ha fatto cilecca.</p><p>La bambina annu�. Forse Don aveva sottovalutato le sue capacit�. Poi Cassie disse: � Mi spiace.</p><p>Sarah annu� in segno di assenso.</p><p>Cassie si rivolse al padre: � Nonno sembra pi� giovane di te. � Carl rest� basito. � Quando io sar� vecchia, mi faranno tornare giovane?</p><p>Carl aveva appena iniziato a ruotare lateralmente la testa per dire,�no�, che Don lo precedette: � Ma certo, scricciolo! � Quando la nipotina fosse stata adulta, i prezzi del Rollback sarebbero ormai diventati accessibili. Quella era una buona cosa.</p><p>L�espressione di Carl indicava i raggiunti limiti di resistenza a tener sollevato il peso della figlia. Si chin� e la pos� a terra. Ed ecco che Don si mise accovacciato, rivolgendo la schiena alla nipote. Sbirciandola da sopra la spalla, le domand�: � B�, ci facciamo una cavalcata in prateria?</p><p>Cassie gli mont� in sella, e lui si rialz�. Con la bambina aggrappata al collo, si mise a correre per il soggiorno. Le risatine di Cassie erano musica per le sue orecchie. Per qualche minuto, ringrazi� la sua buona stella.</p><p>� <emphasis>Ehi</emphasis>, Lennie, c�hai un muso lungo un palmo!</p><p>Leonore stava riempiendo le saliere. Si volt� verso Gabby, che la scrutava tenendo le mani sui fianchi. � Come?</p><p>� � tutta la sera che hai un�aria da funerale. Che c��?</p><p>Era il giorno della settimana in cui lei e Gabby avevano turno comune al Duca di York.</p><p>� Ho rotto con Don. Qualche giorno fa.</p><p>� Come mai?</p><p>Leonore calibr� le parole. � Tanto per cominciare, era gi� sposato.</p><p>� Il figlio di puttana.</p><p>� Gi�. Anche se, a dire il vero, aveva qualche attenuante...</p><p>� Separato?</p><p>� No, no, sta ancora con lei. Ma...</p><p>� Ma la vecchia non lo capisce. Ho indovinato?</p><p>Leonore ebbe una contrazione nervosa alla bocca. � Qualcosa del genere.</p><p>� Ragazza mia, di storie come queste ne ho gi� sentite troppe. Meglio tagliare i ponti.</p><p>� S�. Solo che...</p><p>� Che...?</p><p>� Mi manca tanto.</p><p>� Ci sapeva fare, eh?</p><p>� Molto, ma non � questo il punto. Lui era... �...</p><p>� Cosa?</p><p>� � un uomo sensibile.</p><p>� Personalmente li preferisco un po� rudi � disse Gabby con un sorriso lascivo.</p><p>� No, volevo dire in generale. � gentile, rispettoso.</p><p>� A parte con sua moglie.</p><p>A Leonore torn� in mente quarido Don aveva difeso la professoressa Halifax dalle battutacce di Makoto. � No, a suo modo rispetta molto la moglie, che � una donna molto dolce.</p><p>� Vuoi dire che � una che conosci!</p><p>Leonore annu�. � Di vista.</p><p>� Sveglia, torna con i piedi per terra, bimba!</p><p>� Lo so, lo so, ma non riesco a smettere di pensare a lui.</p><p>� Facciamo un po� di ordine mentale. Hai scaricato Makoto perch� si ingozzava di porcherie...</p><p>� Una avr� diritto ad avere dei principi.</p><p>� ...Per� adesso vuoi rimetterti con un tizio sposato?</p><p>� No. Voglio rimettermi con lui <emphasis>nonostante</emphasis> il fatto che � sposato.</p><p>� Non stai parlando con una dottoranda del cavolo � disse Gabby � Spaccare il capello in quattro andr� anche bene nella vostra cricca, ma...</p><p>� Lui � diverso da chiunque altro abbia mai conosciuto.</p><p>� Perch�? Ha tre pettorali?</p><p>� Non c�� niente da scherzare, Gab. Lui mi manca. Tantissimo.</p><p>� Sul serio?</p><p>� S�.</p><p>Gabby rimase in silenzio per un po�. � B�, allora la cosa giusta da fare � una sola.</p><p>� Quale?</p><p>Gab trasloc� le saliere su un vassoio. � Segui il cuore.</p><p>A cena Sarah si ritrov� seduta accanto al nipote Percy che durante l�estate aveva compiuto tredici anni. � B� � gli domand� � ti piace la scuola?</p><p>� Insomma, s�.</p><p>� Solo �insomma, s�?</p><p>� Ci danno un sacco di compiti. Ne ho una montagna per luned�.</p><p>Sarah ricord� quando, alla sua et�, le avevano regalato la prima calcolatrice.</p><p>Erano una novit�, e si faceva un gran discutere se il loro uso dovesse essere permesso o no a scuola. �Perch� � affermavano quelli di parere contrario � se � una macchina a fare i calcoli al posto loro, i ragazzi non capiranno mai la matematica.� Erano quindi stati profetizzati un ventaglio di scenari che andavano dall�improbabile al ridicolo puro; per esempio che, in caso di tracollo tecnologico, appena si fossero esaurite tutte le batterie si sarebbe precipitati in un�era di barbarie a causa dell�incapacit� generalizzata di eseguire i calcoli a mano. Sarah si era sempre chiesta se l�anonimo giapponese che aveva inventato le macchinette a energia solare lo avesse fatto per mettere a tacere quelle panzane.</p><p>Dopodich�, Sarah ricordava le identiche polemiche sui computer in classe.</p><p>Polemiche che avevano investito le scuole di ogni ordine e grado, per poi spegnersi quando lei gi� insegnava all�universit�. Che senso aveva chiedere agli studenti di imparare a memoria, ad esempio, che Sigma Draconis II, in base ai dati forniti dal primo messaggio, � un pianeta roccioso grande una volta e mezzo la Terra, con un raggio orbitale di novanta e rotti milioni di chilometri e un anno solare equivalente a centonovantanove giorni terrestri? Da qualunque parte quell�informazione era ottenibile all�istante con un <emphasis>click</emphasis>.</p><p>� Compiti di che cosa? � domand� Sarah, per sincero interesse.</p><p>� Di bioetica � rispose Percy. Il che impression� la nonna: bioetica a quell�et�! Ecco uno dei vantaggi di non occupare la mente con fiumi di nozioni da imparare a memoria.</p><p>� Cosa devi fare?</p><p>� Cercare dei dati su Internet, e poi scrivere una relazione su cosa ne penso.</p><p>� Su qualche tema specifico?</p><p>� Possiamo scegliere � disse Percy � Per� non ho ancora deciso.</p><p>Sarah guard� Don. Aveva la mezza tentazione di suggerire al nipote di scrivere qualcosa sugli aspetti etici del Rollback, ma per Don quello era ancora un nervo scoperto.</p><p>� Pensavo a qualcosa sull�aborto � continu� Percy.</p><p>Lei per un secondo rest� stordita. Santo cielo, quel ragazzino aveva solo tredici anni! Anche se...</p><p>Anche se, a essere sinceri, aborto, controllo delle nascite e pianificazione familiare erano temi che era importante approfondire fin da quel momento. Percy compiva gli anni a luglio, il che implicava che non ne avrebbe avuti quattordici fin dopo il termine dell�anno scolastico, ma quasi tutti i suol compagni e compagne sarebbero diventati quattordicenni prima; e a quell�et� si poteva rimanere incinte, o mettere incinte le amichette.</p><p>� Tu cosa ne pensi dell�aborto, nonna?</p><p>Sarah si agit� nervosamente sulla sedia. Si sentiva addosso gli occhi della nuora, Angela, oltre a quelli di Emily. � Credo � rispose � che ogni bambino abbia il diritto di nascere in un ambiente in cui lo si desidera.</p><p>Percy ci medit� un po� su. � E se due decidono di fare un figlio ma poi, prima che nasca, la ragazza cambia idea? Che si fa?</p><p>Niente da dire, il nipote aveva preso qualcosa da lei: quello era un un�argomento su cui Sarah si era scalmanata a lungo. Anzi, ora che ci pensava, era anche una delle domande poste dai Draconiani. La numero 46: �La persona incinta ha il diritto di interrompere la gravidanza, anche se all�inizio era desiderata da entrambi i partner?�. Per la stessa Sarah, non era stata affatto una passeggiata formulate la risposta da inviare agli alieni.</p><p>Bevve un sorso d�acqua, poi disse: � Su questo argomento ho continuato per tutta la vita ad altalenare da una posizione all�altra, tesoro. Oggi, per�, propendo a pensare che l�ultima parola spetti alla madre.</p><p>Percy riflett� di nuovo tra s�. � Sei troppo oltre, nonna.</p><p>� Quanto sei carino! � disse lei. � Se ho capito bene.</p></section><section><title><p>32</p></title><p>Il mattino dopo, di buon�ora, Don era steso sul divano a controllare le email sul suo palmare. Un paio di messaggi erano di vecchi amici che facevano la stessa richiesta gi� avanzata da Randy Trenholm. Poi un�e-mail dal fratello, che gli inoltrava un simpatico cartone animato che pensava gli sarebbe piaciuto, e poi...</p><p>Un bip!</p><p>Era arrivato un nuovo messaggio in quell�istante.</p><p>�Mio Dio.�</p><cite><p>Da: ldarby@utoronto.ca</p></cite><p>Don lo apr� e cominci� a scorrerlo freneticamente avanti e indietro con gli occhi come una mosca impazzita. Poi, quando il battito cardiaco si fu calmato un po�, decise di leggerlo in ordine dalla prima riga all�ultima. Diceva:</p><cite><p>Ehi Don,</p><p>immagino non pensassi di ricevere mie notizie, e non mi aspetto che risponderai, xch� mi rendo conto che non sono stata molto comprensiva l�ultima volta, ma fanculo tutto, mi manchi un sacco. Ancora non ci credo che ti sto scrivendo, Gabby pensa che sono sbronza, ma spero che ti vada di trovarci e parlarne, magari giochiamo a Scarabeo o... Fammi sapere.</p><text-author>L.</text-author></cite><cite><p>Sii gentile, perch� tutte le persone che incontri stanno combattendo una dura battaglia.</p><p><emphasis>Platone</emphasis></p></cite><p>Don sollev� lo sguardo dal palmare. Gunter, grazie alla sua forza e al suo perfetto senso dell�equilibrio, stava trasportando Sarah gi� per la scala, seduta su una delle sedie di legno della cucina. � Buongiorno, tesoro � disse lei, con il solito tremolio nella voce.</p><p>� Ciao � rispose lui.</p><p>Gunter pos� la sedia a terra e aiut� Sarah ad alzarsi. � Qualche messaggio interessante? � chiese Sarah.</p><p>Don spense di colpo il palmare. � No. Solo <emphasis>spam</emphasis>.</p><p>Il ricongiunimento di Don e Leonore era andato benissimo fino a quel momento. Adesso era sera e stavano finendo una cena cinese da asporto nell�appartamento di lei, dopo aver passeggiato tutto il pomeriggio in centro a guardare le vetrine. � Comunque � disse Leonore terminando il riassunto delle puntate precedenti, da dopo che si erano lasciati � quegli stronzi dell�universit� mi hanno fregato. Dicono che non ho pagato in tempo la rata, e non � vero, ho compiuto la transazione elettronica un attimo prima della mezzanotte del giorno di scadenza. E quelli mi hanno caricato un giorno di mora.</p><p>Don non mangiava mai i biscotti della fortuna ma gli piaceva aprirli. Nel suo c�era scritto: �Favorevoli prospettive di cambiamento�. � Quanto? � chiese.</p><p>� Otto dollari. Domattina vado in Amministrazione a sporgere reclamo.</p><p>Don fece cenno a Leonore di lasciargli leggere il messaggio che lei aveva sul proprio biscotto. Diceva: �Un tuo sforzo sar� premiato�. Lui annu�, e disse: � Puoi anche provarci, ma ti toccher� perderci mezza giornata.</p><p>Lei sembr� non gradire il consiglio. � Non bisogna permettere a quelli di fare tutto quello che gli gira.</p><p>� Per otto dollari non ne vale la pena. � Si alz� da tavola e si mise a riassettare. � Devi imparare a fare battaglie mirate. Quando avevo la tua et�...</p><p>� Non dire quella frase!</p><p>Lui si volt� per guardarla. � Come?</p><p>Lei incroci� le braccia. � Non voglio sentirti dire: �Quando avevo la tua et��...</p><p>� Volevo solo risparmiarti...</p><p>� Che cosa? Di affrontare la vita? Di farmi le mie esperienze, di imparare da sola? Voglio imparare <emphasis>da sola</emphasis>, grazie.</p><p>� Giustissimo, ma...</p><p>� Ma io non ho bisogno di un <emphasis>padre</emphasis>, Don. Voglio un ragazzo. Un coetaneo.</p><p>Lui ebbe un tuffo al cuore. � Non posso cancellare il mio passato.</p><p>� Ovvio che non puoi � disse Leonore, accartocciando la confezione della cena. � Non esistono cancellini di quelle dimensioni.</p><p>� Ora piantala, Sarah! Io...</p><p>Don rest� paralizzato sul posto, arrossendo vistosamente. Leonore annu� come se i suoi peggiori sospetti fossero appena stati confermati. � Mi hai chiamata �Sarah�.</p><p>� Dio, scusami, non volevo...</p><p>� Lei � sempre nei paraggi, � cos�? Come un velo tra noi due. E ci restera per sempre, anche quando sara...</p><p>Stavolta fu lei a bloccarsi un attimo troppo tardi. Ma Don prosegu� il discorso:</p><p>� S�, anche dopo che sar�... che non ci sar� pi�. � un dato di fatto con cui dobbiamo confrontarci. � Fece una pausa. � In ogni caso, non posso fare finta di non essere vissuto pi� a lungo...</p><p>� ...Del novantanove per cento della gente di questo mondo � disse Leonore; il che azzitt� di nuovo Don, mentre calcolava mentalmente se fosse vero. E lo era.</p><p>A Don si annod� lo stomaco.</p><p>� Va bene, ma non puoi chiedermi di rinnegare me stesso � disse.</p><p>� Non te lo sto chiedendo, infatti. Ti sto solo pregando di...</p><p>� Di tenerrni le mie paternali per me?</p><p>� Ma no! Per� non rinvangare continuamente il passato. Per me � pesante, sai?</p><p>Voglio dire, Dio mio, che razza di mondo era quando sei nato? Senza PC, senza nanotecnologie, senza robot, senza TV, senza...</p><p>� La televisione ce l�avevamo � precis� lui, ma senza aggiungere �in bianco e nero�.</p><p>� Bene, ottimo. Ma santo Dio, ti sei passato la... guerra in Iraq, e ai tuoi tempi c�era ancora l�Unione Sovietica, e hai assistito allo sbarco sulla Luna, e alla fine dell�apartheid in America e in Sudafrica. Hai vissuto l�11 settembre. Eri presente quando � arrivato il primo segnale alieno. � Scosse la testa. � La tua vita � identica al mio manuale di Storia.</p><p>Lui stava per replicare: �Allora dovresti prestarmi ascolto quando ti racconto le mie esperienze�, poi per fortuna lasci� perdere. � Non � colpa mia � disse.</p><p>� Ma lo so! � scatt� lei. Poi ripet� le stesse parole in tono pi� basso: � Lo so.</p><p>Ma devi per forza recitare la parte del vecchio saggio?</p><p>Don si era appoggiato al lavandino. � Non lo faccio apposta. Per� tu pensi che il pagamento di una mora ridicola sia una tragedia, come...</p><p>� Non � una <emphasis>tragedia</emphasis> � disse Leonore, esasperata. � Ma mi rende la vita un inferno, e... � Not� l�espressione di lui. � Che c��?</p><p>� Niente.</p><p>� Voglio saperlo.</p><p>� Non hai la pi� pallida idea di che cosa renda la vita un inferno. Andare ai funerali dei propri genitori: quello s�. Vedere il coniuge che lotta contro il cancro: quello s�. Non ricevere una promozione che si merita, perch� l�azienda ha deciso diversarnente: quello s�. O dover tirare fuori 20.000 dollari, che non hai, per rifare il tetto...</p><p>� E invece so <emphasis>benissimo</emphasis> cosa significano alcune di quelle cose. Mia madre � morta in un incidente quando avevo diciotto anni.</p><p>Don si morse la lingua. Non le aveva mai chiesto nulla dei suoi genitcri. Forse perch� si sarebbe sentito troppo uguale a loro.</p><p>� Non ho mai conosciuto mio padre � continu� Leonore. � Quindi, rimasta orfana, � toccato a me prendermi cura di mio fratello Cole, che all�epoca aveva tredici anni. � per questo che lavoro. Ho una borsa di studio, ma ci sono ancora un sacco di debiti da estinguere in famiglia.</p><p>� Mi... ecco...</p><p>� Ti dispiace tanto. S�, dispiace a tutti.</p><p>� Non... non aveva un�assicurazione sulla vita?</p><p>� Mamma non poteva permettersela.</p><p>� Ah... e... come vi siete arrangiati?</p><p>Lei alz� le spalle. � Diciamo che ho motivi personali per apprezzare l�opera delle Banche alimentari.</p><p>Lui non sapeva che cosa dire. Tutto quello per� spiegava perch� Leonore sembrasse tanto pi� matura dei suoi coetanei. �Quando aveva la sua et��, Don faceva la bella vita a spese dei genitori, mentre Leonore era gi� impegnata nella lotta per la sopravvivenza da sette anni.</p><p>� Dov�� Cole adesso? � chiese Don.</p><p>� A Vancouver. Ha messo su casa con la sua ragazza poco prima che io venissi qui a completare gli studi.</p><p>� Ah.</p><p>� Sono una che molto spesso lascia correre, e lo sai � riprese il discorso lei.</p><p>� Ma quando qualcuno ti frega dei soldi... e una li ha risicati... allora... � fece spallucce.</p><p>Don la guard� negli occhi. � Non mi rendevo conto di quanto fossi insopportabilmente paternalista � snocciol�, lento. � Adesso che mi hai costretto a confrontarmici, mi sforzer� di... � Tacque. Quand�era emozionato, il suo vocabolario tendeva a diventare un po� ampolloso. Alla fine, concluse: � Stare all�occhio.</p><p>� Ti ringrazio � disse lei, ccn un lieve cenno del capo.</p><p>� Non prometto che ci riuscir� sempre. Far� del mio meglio.</p><p>� Ne sono sicura � rispose lei, con un sorriso paziente che era identico a quello di Sarah. Don le ricambi� il sorriso, poi allarg� le braccia invitandola a raggiungerlo. Lei lo fece; lui la strinse forte a s�.</p></section><section><title><p>33</p></title><p>La frattura era ancora un bel fastidio per Sarah. Gunter per� era una manna dal cielo: adesso, eccolo con un tazzone di decaffeinato, che port� a Sarah ancora immersa nello studio dei documenti nella ex stanza di Carl. Erano le fotocopie del messaggio inviato a Sigma Draconis dalla stazione di Arecibo: le mille risposte scelte a caso tra quelle compilate dai terrestri. Sarah era sicura che la chiave di decrittazione si trovasse da qualche parte l� in mezzo.</p><p>Erano passati decenni da quando lei aveva avuto sott�occhio quel materiale, perci� ne conservava solo un vago ricordo. In compenso a Gunter bastava un�occhiata per mappare il testo; perci�, quando Sarah diceva, ad esempio: � C�erano due risposte che mi avevano colpita perch� sembravano contraddittorie.</p><p>Un tizio aveva risposto �si� alla domanda sull�eutanasia per le persone anziane e improduttive, e �no� alla domanda sull�eliminazione delle persone che costituiscono un peso per la societ� � il robot la informava: � Era il questionario numero 785.</p><p>Ciononostante, Sarah si ritrovava spesso di umore nero; a volte addirittura piangeva per il senso di frustrazione. La sua mente non era pi� lucida come un tempo. La cosa magari non si notava quando si trattava di preparare la cena o giocare con i nipotini, ma emergeva in tutta la sua drammaticit� quando lei si sforzava di eseguire dei calcoli, di concentrarsi, di <emphasis>pensare</emphasis>. Si affaticava in fretta; doveva allungarsi spesso per riposare, il che ritardava ulteriormente la missione.</p><p>Molte altre persone, com�era ovvio, si erano buttate allo stesso scopo nell�analisi del messaggio di Arecibo. Se non avevano trovato una soluzione tanti giovani in gamba, anche lei aveva poco di che rallegrarsi.</p><p>Secondo molti analisti, la chiave poteva trovarsi in un questionario specifico tra quei mille: una sequenza che compariva una volta sola, come �s�, no, molto pi� grande, opzione 3, uguale, no, s�, meno� eccetera. In teoria, di combinazioni ce n�erano 20.000 miliardi di miliardi di miliardi di miliardi (2 seguito da 40 zeri).</p><p>Coloro che non avevano accesso al materiale di Arecibo dovevano tirare a caso, ma anche i computer pi� veloci del pianeta avrebbero impiegato decenni a esaminarle tutte. Gli altri, quelli che avevano sott�occhio i mille questionari compilati, avevano la fortuna di dover provare solo quel numero limitato di sequenze; ma anche loro non avevano cavato un ragno dal buco. Dal canto suo, Sarah continuava a studiare il contenuto delle risposte. Come diceva una vecchia barzelnletta: �I vecchi docenti non muoiono mai, perdono solo le facolt��. Gli interessati ribattevano che era cos� divertente che ci si dimenticava di ridere.</p><p>Sarah tent� con un�altra sequenza. Sul monitor comparve la scritta DECRITTAZIONE FALLITA. Non abbatt� il pugno sulla scrivania perch� era troppo debole per farlo, ma Gunter interpret� ugualmente bene il suo linguaggio somatico. � Sembri delusa � disse.</p><p>Lei ruot� sulla sedia girevole per guardare in faccia il Mozo. E le balen� un�idea: Gunter era un�intelligenza non-umana. Forse a lui poteva essere pi� chiara la <emphasis>forma mentis</emphasis> degli alieni. � Senti. Se avessi criptato tu il messaggio, quale chiave avresti scelto?</p><p>� Non saprei. Non ho la tendenza a nascondere le mie opinioni � rispose lui.</p><p>� Questo � vero...</p><p>� Hai provato a chiedere a Don? � propose Gunter, in tono piatto.</p><p>Sarah sollev� un sopracciglio. � Perch� dici questo?</p><p>La bocca artificiale si distorse come se il robot si fosse morso la lingua; poi lui rispose: � Per nessun motivo particolare.</p><p>Sarah stava per lasciare perdere, quando...</p><p>Maledizione, Don aveva la sua <emphasis>confidente</emphasis>. E lei no? � Pensi che io non lo sappia?</p><p>� Sappia cosa? � chiese Gunter.</p><p>� Per favore! Sono in grado di interpretare i segnali dallo spazio, e non saprei cogliere quelli che ho intorno a me?</p><p>Impossibile, per�, interpretare lo sguardo del robot. � Ah � disse.</p><p>� Tu sai chi � <emphasis>lei</emphasis>?</p><p>Il Mozo scosse la testa blu. � No. E tu?</p><p>� No, e non voglio saperlo.</p><p>� Se posso permettermi... come vivi questa situazione?</p><p>Sarah guard� fuori dalla finestra. Si vedeva un pezzo di cielo e il tetto della casa accanto. � Non � precisamente ci� che avevo sempre sognato, ma...</p><p>Il Mozo tacque. La sua pazienza era programmaticamente infinita. Alla fine, Sarah prosegu�: � Ma mi rendo conto che lui ha dei... � Era indecisa se dire �desideri� o �bisogni�; scelse la seconda. � E da parte mia non posso... Non si possono far tornare indietro le lancette dell�orologio. � L�ultima frase doveva veicolare l�idea di una cosa impossibile (a parte il fatto che le lancette erano fuori moda da un pezzo), ma a ben pensarci a Don era successo proprio quello. � Io e lui non siamo pi� sincronizzati. � Rimase in silenzio per un po�, poi guard� il robot. � E tu? Come ti fa sentire questa situazione?</p><p>� Le emozioni non sono il mio forte.</p><p>� Suppongo di no.</p><p>� Tuttavia, preferisco quando le cose sono... lineari.</p><p>Sarah annu�. � Questo � un altro lato positivo del tuo carattere.</p><p>� Durante la conversazione, mi sono collegato in Rete per acquisire informazioni sull�argomento. Confesso candidamente che molti aspetti mi restano oscuri, per�... tutto questo non ti fa arrabbiare?</p><p>� Oh, s�. Ma non con Don, principalmente.</p><p>� Non capisco.</p><p>� Sono arrabbiata con... con le circostanze.</p><p>� Intendi, con il Rollback che su di te non ha avuto effetto?</p><p>Sarah distolse di nuovo lo sguardo. Dopo qualche secondo rispose, a voce bassa ma percettibile: � Non perch� non ha funzionato su di me. Ma perch� <emphasis>ha</emphasis> funzionato su Don. � Fiss� il Mozo negli occhi. � Mi sconvolge il fatto che la persona che amo di pi� al mondo abbia ricevuto altri settant�anni di vita in regalo.</p><p>Non � terribile? � Scosse la testa, rimproverando il proprio atteggiamento. � Ma, capisci, gi� all�indomani sapevo che sarebbe andata a finire cos�. Che lui mi avrebbe lasciata.</p><p>Gunter chin� leggermente la testa. � Ma non l�ha fatto.</p><p>� No, b�, e penso che non lo far�.</p><p>Il robot elabor� per qualche secondo, poi disse: � Concordo.</p><p>Sarah fece spallucce. � Ecco perch� devo saper perdonarlo. � La sua voce era distante. � Perch�, vedi, a essere sincera fino in fondo... a posizioni invertite, io lo avrei lasciato.</p><p>� Come si sente? � domand� la dottoressa Petra Jones della Rejuvenex, venuta a casa di Don per l�ultimo check-up. Sarah non partecipava pi� ai colloqui: esigevano troppa forza di sopportazione.</p><p>Don sapeva di soffrire di un ingombrante orgoglio. Mentre sua madre stava morendo, lentamente e dolorosamente, tanti anni fa, lui aveva represso le emozioni.</p><p>Quando Sarah combatteva contro il tumore, lui era rimasto rigido come un palo per nascondere il proprio panico agli occhi di lei e dei figli. Da questo punto di vista, Don era tutto suo padre; era stato educato con l�idea che chiedere aiuto fosse una forma di debolezza. Ma adesso aveva bisogno di aiuto.</p><p>� Non... non lo so � rispose.</p><p>Era seduto a un�estremit� del divano. Seduta sul lato opposto, Petra esibiva un completo giacca-pantalone griffato, color arancio. � Qualche problema? � domand� chinandosi un po� in avanti, e facendo tintinnare le perline infilate tra i capelli.</p><p>Don alz� gli occhi. Dal piano di sopra si sentivano le voci attutite di Sarah e di Gunter. � Io, boh... non mi sento pi� lo stesso.</p><p>� In che senso? � chiese Petra.</p><p>Lui inspir� a fondo. � Ho fatto cose... inusuali. Che pensavo che non avrei mai fatto.</p><p>� Del tipo?</p><p>Lui si volt� altrove. � B�... mmm...</p><p>Petra annu�. � La libido preme molto?</p><p>Don la fiss� negli occhi, senza parlare.</p><p>La dottoressa annu� di nuovo. � E una sintomatologia diffusa. Il livello di testosterone si riduce con l�et�, ma il Rollback lo ripristina a valori elevati. Ci� pu� avere effetti comportamentali.</p><p>�Grazie per lo spiegone� pens� lui. � Per� non ricordo che fosse cos� nella mia precedente giovent�. � vero che all�epoca... � Si azzitt�.</p><p>� Cosa?</p><p>� La volta scorsa che avevo venticinque anni, ero parecchio pi� grosso.</p><p>Lei non comprese. � Pi� alto?</p><p>� Pi� grasso. Pi� di venti chili al di sopra del mio peso attuale.</p><p>� In effetti, anche quel fattore pu� aver inciso sugli squilibri ormonali. Ma � un disagio su cui possiamo intervenire. Altri sintomi?</p><p>� Non mi sento solo... � esistevano termini pi� eleganti, ma gli venne: � ...infoiato. Mi sento cos� <emphasis>romantico</emphasis>.</p><p>� Anche questo ha una causa ormonale. Dipende dal riassestamento biologico a seguito del Rollback. Altro?</p><p>� No � disse lui. Era stato gi� abbastanza imbarazzante alludere alla relazione con Leonore, figuriamoci...</p><p>� Senso di depressione? � disse Petra. � Pensieri suicidi?</p><p>Lui non riusc� a guardarla negli occhi. � B�...</p><p>� Serotonina � disse lei. � Il processo provoca anche scompensi biochimici di questo genere.</p><p>� Non � solo una questione chimica. Sono successe cose spiacevoli. Io... io... per esempio, ho provato a cercare lavoro, ma nessuna azienda mi prende.</p><p>Petra sollev� una mano. � Il solo fatto che la sua depressione abbia motivi sociologici, non implica che non vada curata. Le hanno mai prescritto degli antidepressivi?</p><p>Don fece cenno di no.</p><p>Lei si alz� e apr� la valigetta di pelle. � Molto bene. Adesso preleveremo qualche campione di sangue per esaminare i livelli dei diversi ormoni. Vedr� che riusciremo a sistemare tutto.</p></section><section><title><p>34</p></title><p>Don stava sognando, disteso a letto accanto a Sarah, quando venne risvegliato all�improvviso. Stava sognando che lui e Sarah si trovavano sui margini opposti di un vasto canyon, e l�abisso tra loro due continuava ad allargarsi per l�azione di forze geologiche ultrarapide, e...</p><p>...E squill� il telefono. Lui annasp� in cerca della cornetta, mentre Sarah accendeva l�abat-jour.</p><p>� Pronto?</p><p>� Don... sei tu?</p><p>Lui aggrott� le ciglia. Quasi nessuno riconosceva pi� la sua voce. � S�?</p><p>� Don, sono Pam. � Sua cognata, moglie di suo fratello Bill. Sembrava sotto stress.</p><p>� Pam! Tutto bene?</p><p>Sarah, con aria preoccupata, si drizz� faticosamente a sedere sul letto.</p><p>� � per Bill. �... Dio, Dio... Don, � morto.</p><p>Il cuore di Don ebbe un sussulto. � Oh Cristo...</p><p>� Cosa c��? � domandava Sarah. � Cos�� successo?</p><p>Lui si volt� verso di lei, con la voce rotta: � � morto Bill.</p><p>Sarah si port� la mano alla bocca. Don parl� di nuovo alla cognata: � Com�� successo?</p><p>� Non lo sappiamo. Deve aver ceduto il cuore. Stava... � si interruppe.</p><p>� Tu sei a casa? Stai bene?</p><p>� S�, sono appena tornata dall�ospedale. Hanno diagnosticato un infarto.</p><p>� E Alex? � Il figlio, di cinquantacinque anni.</p><p>� Sta venendo qui.</p><p>� Pam, ti siamo vicini.</p><p>� Ora non so come far� senza di lui.</p><p>� Mi vesto e sar� l� al pi� presto � disse Don. Di solito Bill e Pam trascorrevano l�inverno in Florida, ma non erano ancora partiti. � Ci occuperemo io e Alex di tutti i dettagli.</p><p>� Povero Bill... � gemette Pam.</p><p>� Sar� subito l� � ripet� lui.</p><p>� Ti ringrazio, Don. Ti aspetto.</p><p>� A dopo. Ciao. � Pos� goffamente la cornetta, che cadde a terra.</p><p>Sarah gli accarezz� un braccio. Lui non riusciva a ricordare quando avesse visto suo fratello per l�ultima volta. Poi ebbe un lampo. L�ultima volta era stato ancor <emphasis>prima</emphasis>.</p><p>Lui e Bill s�incontravano un paio di volte all�anno, e ogni estate andavano insieme a vedere una partita dei Blue Jays. Quell�estate per� Don aveva declinato, per quel ridicolo desiderio di mantenere un profilo basso, per quel ridicolo imbarazzo a farsi notare in giro. E il risultato era che non avrebbe mai pi� rivisto suo fratello.</p><p>And� in bagno a prepararsi. Sarah lo segu� a passi lenti. Don stava per dirle che non era necessario che lei venisse, e che avrebbe chiesto a Gunter di accompagnarlo. Ma poi si rese conto di avere bisogno di lei.</p><p>� Mi mancher� � disse Sarah, in piedi accanto a lui presso il lavandino.</p><p>Lui guard� nello specchio. Il riflesso di se stesso giovane, di lei anziana. � Anche a me � mormor�.</p><p>� Sarah! Grazie per essere venuta � disse Pam, aprendo la porta dell�appartamento. La cognata di Don era una gracile signora di quasi 80 anni, bassa di statura, con zigomi pronunciati. Guard� Don e fece un�espressione perplessa. Probabilmente riconobbe alcuni tratti tipici degli Halifax, tra cui il naso grande e la fronte alta, ma non la persona specifica. � E lei, �...?</p><p>� Pam, sono io: Don.</p><p>� Ah gi�, il Rollback. Ma non... immaginavo che... � Si ferm�. � Hai un bell�aspetto.</p><p>� Ti ringrazio. Tu come stai?</p><p>Pam era evidentemente sotto esaurimento, ma rispose: � Sto bene.</p><p>� Alex dov��?</p><p>� Nello studiolo. Stavamo cercando di recuperare nome e indirizzo dell�avvocato di Bill.</p><p>Sarah disse: � Vado ad aiutare Alex � ed entr�.</p><p>Don osserv� Pam. � Povero Bill � disse, senza trovare nulla di meglio.</p><p>� Ci sono un sacco di incombenze � disse lei, esausta. � Mettere l�annuncio sul sito dello �Star�. Organizzare il... le esequie.</p><p>� Penseremo noi a tutto, non preoccuparti. � Indic� il salotto, precedendo Pam in casa sua. � Ti preparo qualcosa da bere?</p><p>� L�ho appena fatto � rispose lei, sedendosi su un <emphasis>pouf</emphasis> deforme di colore verde fluorescente. In fatto di arredamento Bill aveva sempre avuto idee pi� eccentriche rispetto a Don. Lui prese posto su una sedia identica.</p><p>Il bicchiere di Pam, con un liquido di colore ambrato con ghiaccio, era posato su un tavolino l� accanto. Lei ne bevve un sorso, commentando rivolta al cognato: � Ma Ges�, ma guardalo!</p><p>L�alloggio si trovava al quinto piano. Don, a disagio, si mise a osservare il panorama esterno; occupato in gran parte da palazzoni di lusso. � Non � stata un�idea mia � rispose.</p><p>� Lo so, lo so, ma il povero Bill... b�, se avesse fatto anche lui il Rollback...</p><p>�A quest�ora sarebbe ancora vivo� pens� Don. �Infatti.�</p><p>� E tu eri perfino... � Pam annuiva pensosamente, ma non complet� la frase.</p><p>� Ero cosa?</p><p>Ora fu lei a distogliere lo sguardo. Le pareti erano letteralmente tappezzate dagli scaffali della biblioteca. Perfino al di sopra dell�architrave d�ingresso. � Niente.</p><p>� Parla.</p><p>Lei lo fiss�. Uno sguardo pieno di risentimento. � E tu sei perfino pi� vecchio di Bill.</p><p>� Di un anno e tre mesi. S�.</p><p>� A te, per�, restano decenni di vita!</p><p>� E quindi?</p><p>� Eri tu il pi� vecchio dei due � ribad� Pam. � Sarebbe stato normale che fossi stato tu ad andartene per primo.</p><p>La chiesa anglicana di Ognissanti, sulla Kingsway, era stata la parrocchia di Don durante l�infanzia. Al presente, per la verit�, lui ricordava di quel periodo pi� gli incontri Scout che le prediche. Ed erano... b�, l�espressione che sorgeva spontanea era �Dio sa quanti anni�... che lui non ci metteva pi� piede. Per quanto non credesse nell�esistenza di un Dio che tenesse il conto.</p><p>La bara era gi� stata chiusa. Meglio cos�: si era sempre detto che Don e Bill si somigliavano come due gocce d�acqua, ma in quel momento sarebbe stato sconveniente notare tutte le differenze. Anzi, al contrario: siccome Bill non aveva mai avuto problemi di peso, Don adesso appariva identico al fratello quando aveva venticinque anni. Ma Don era l�unico a ricordare che aspetto avesse Bill cos� tanto tempo prima, perci�...</p><p>No, aspetta. Quello laggi�, che parlava con Pam, non era mica...?</p><p>Ma s� che era lui, Mike Braeden. Cavoli, non lo aveva pi� incontrato dagli anni delle superiori, ma non c�era possibilit� di errore: faccione rotondo, occhietti vicini, un unico sopracciglio ininterrotto. Per quanto fosse curvo sotto gli anni, non era cambiato.</p><p>Mike era in classe con Bill, ma aveva fatto amicizia anche con Don. Era uno dei quattro maschi ad abitare in un quartiere dominato dalle femmine. Mike (o Mikey com�era soprannominato, o Mick, come si autodefiniva) era inoltre una colonna della locale squadra di hockey �su strada�, e infine faceva parte dello stesso gruppo Scout.</p><p>� Quello � Mike Braeden � lo indic� a Sarah. � Un vecchio amico.</p><p>Lei sorrise per incoraggiarlo. � V� a salutarlo, no?</p><p>Don lo raggiunse passando in mezzo a due file di banchi. Quando fu a distanza di udito, sent� che Mike era impegnato in una classica rievocazione del caro estinto.</p><p>� Vecchio Bill! � stava dicendo. � Ricordo sempre quanto gli piaceva lo sciroppo d�acero. � Pam annuiva come di fronte a un accordo internazionale. � E mica quella robaccia che ti vendono adesso. Voleva solo quello raccol...</p><p>Si immobilizz� come il caro estinto nel suo cappotto di legno. � Mio... Dio...</p><p>� riusc� a gemere dopo qualche secondo. � Dio mio... Ragazzo mio, mi hai fatto venire un colpo. Sei il ritratto sputato di Bill. � Aggrott� l�unico sopracciglio, che con l�et� era diventato grigio. � Tu... tu saresti?</p><p>� Mikey non mi riconosci? Don!</p><p>� B�, non quel... � Poi si blocc�. � Signore benedetto, somigli tutto a Donny ma...</p><p>� Ho avuto un Rollback.</p><p>� E come avresti fatto a...</p><p>� Qualcuno ha offerto il giro.</p><p>� Stupefacente � disse Mike. � Sei in gran forma, ragazzo!</p><p>� Grazie. E grazie per essere venuto. Sono certo che Bill ne sarebbe stato felice.</p><p>Lo sguardo dell�uomo gli pesava addosso. � Il piccolo Donny � borbottava ancora Mike. � Incredibile.</p><p>� Mike, per favore, ero venuto per salutarti.</p><p>Lui annu�. � Chiedo scusa. E che non avevo mai incontrato nessuno ringiovanito.</p><p>� Neppure io, finch� non mi � capitato � disse Don. � Ma non parliamo di quello. Stavi ricordando che andava pazzo per lo sciroppo d�acero...</p><p>Mike rimase indeciso se tempestare l�amico di domande o proseguire con il discorso intrapreso. Alla fine fece la sua scelta, e annu�. � Ricordi quando con gli Scout si andava d�inverno oltre l�autostrada a incidere gli alberi? Bill si sentiva sempre al settimo cielo. � Mike si accorse di aver usato una metafora discutibile, dato il contesto, ma questo lo stimol� ulteriormente a cambiare discorso, e il Rollback svan� in lontananza.</p><p>Pam ascoltava con la massima attenzione, mentre Don si guardava intorno alla ricerca di altri volti noti. Bill aveva sempre avuto molti pi� amici di lui, dato che usciva pi� spesso di casa e se la cavava meglio con gli sport. Don si domand� quanti di loro sarebbero venuti anche al <emphasis>suo</emphasis> funerale...</p><p>Lo prese lo sconforto. Nessuno. Poco ma sicuro. N� sua moglie n� i suoi figli; nessuno dei vecchi amici. Sarebbero morti tutti un bel pezzo prima di lui. Forse gli sarebbero sopravvissuti i nipoti, ma in quel momento non li vedeva; e neanche i loro genitori, del resto. Probabilmente Carl e Angela c�erano, ma dovevano essere in qualche angolo, intenti a rassettare gli abiti ai figli che forse prima di allora non avevano mai partecipato a un funerale.</p><p>Tra pochi minuti sarebbe toccato a lui fare il panegirico del defunto. Avrebbe ripescato aneddoti e avvenimenti rivelatori per dimostrare che gran tipo fosse Bill.</p><p>Ma al suo funerale non sarebbe stato presente nessuno in grado di riandare con la memoria all�infanzia del caro estinto Donald Halifax, e neppure alla prima maturit�. Niente di niente dei primi ottanta o novant�anni della sua vita. Tutto ci� che aveva fatto, dalla nascita a questo stesso giorno, sarebbe stato cancellato dai ricordi di tutti.</p><p>Si allontan�, scusandosi con Pam e Mike, che nel frattempo avevano portato il discorso dallo sciroppo d�acero al grande senso di prudenza posseduto da Bill. � Ogni volta che giocavamo a hockey in strada � stava dicendo Mike � e arrivava una macchina, lui era il primo a gridare: �Macchina!�. Mi sembra di sentire ancora adesso la sua voce...</p><p>Don ripercorse all�indietro la navata della chiesa. Le vetrate multicolori creavano disegni luminosi sul pavimento in legno. Sarah si era seduta nella seconda fila dei banchi, nell�angolo a destra. Sembrava cos� fragile e sola. Il bastone da passeggio era infilato tra lo scaffale e lo schienale del banco davanti a lei.</p><p>Lui le si chin� accanto. � Come va? � le domand�.</p><p>Sarah sorrise. � Bene, grazie. Mi sento solo un po� stanca. � La sua espressione si fece seria. � E tu?</p><p>� Tengo duro.</p><p>� � bello che siano venuti cos� tanti amici.</p><p>Don esamin� l�assemblea; una parte di lui avrebbe preferito che ci fosse meno gente. Gli tornava in mente una vecchia battuta di Jerry Seinfeld: �Il terrore numero uno di tutti � parlare in pubblico, e il terrore numero due � la morte. Cio�, a un funerale bisogna avere pi� compassione per l�oratore che per il defunto�.</p><p>Entr� il prete, un nero di bassa statura i cui capelli cominciavano sia a ingrigire che a diradarsi. La messa ebbe inizio, mentre Don si sforzava di rilassarsi in attesa che venisse il suo turno. Sarah gli teneva affettuosamente la mano.</p><p>Per la sua statura, il prete anglicano aveva una voce incredibilmente cavernosa.</p><p>Durante le preghiere di rito anche Don chin� la fronte, ma senza chiudere gli occhi, fissando l�attenzione su una striscia di pavimento della chiesa.</p><p>� E ora � tuon� il reverendo � il fratello minore di Bill, Donald, ci dir� qualche parola.</p><p>�Cristo!� pens� lui. Ma averlo definito �minore� era stato un errore pi� che comprensibile, per cui Don, salendo sul pulpito, decise di non rimarcarlo.</p><p>Si aggrapp� al leggio, lanciando un�occhiata dall�alto alle persone venute a rendere l�estremo omaggio a suo fratello: i familiari, tra cui Alex, figlio di Bill, e i figli di Susan, la loro sorella scomparsa nel 2033; qualche vecchio amico; alcuni colleghi di Bill della United Way; e molta gente che agli occhi di Don era completamente ignota, ma che doveva far parte del mondo di suo fratello.</p><p>� Mio fratello � si lanci� nelle solite formalit� introduttive, leggendole sul palmare che aveva appoggiato aperto sul leggio � era una persona magnifica.</p><p>Bravo padre, bravo marito, e...</p><p>E si blocc�. Non perch� ci fosse qualcosa di sbagliato in quelle onoranze, almeno in riferimento agli ultimi anni, ma perch� proprio in quell�istante una persona molto particolare era entrata in chiesa e si stava sedendo nell�ultima fila.</p><p>Erano trent�anni che Don non vedeva la sua ex cognata Doreen, ma era sicuramente lei. Venuta in gramaglie a dire addio all�uomo da cui aveva divorziato tanto tempo prima. La morte faceva perdonare tutto.</p><p>Don torn� con lo sguardo agli appunti elettronici, e prosegu�, tentennando un po�: � Bill Halifax cerc� sempre di dare il massimo sul lavoro, e ancora di pi� in famiglia e nei confronti della societ�. Non capita spesso...</p><p>Esit� di nuovo, accorgendosi che avrebbe dovuto saltare le prossime parole, oppure avrebbe sottolineato l�errore commesso dal prete. �Fanculo� pens�. �Questa � una cosa che non avevo mai detto quando Bill era ancora tra noi. O lo dico adesso, o mai pi�.� � Non capita spesso che un fratello maggiore ammiri il fratello minore, ma tra noi due � sempre stato cos�.</p><p>Qualche mormorio nell�assemblea, facce perplesse.</p><p>Don butt� alle ortiche il fervorino prestampato. � Proprio cos�! � disse, stringendo ancora pi� forte i bordi del pulpito. � Io sono il fratello <emphasis>maggiore</emphasis> di Bill. Ho avuto la fortuna di fare un Rollback. � Altri mormorii e scambi di occhiate. � � stata un�esperienza... � stata un�esperienza che non ho cercato, n� l�avrei neppure immaginato, prima...</p><p>Torn� sulla strada principale: � Comunque, conoscevo Bill da quand�era nato.</p><p>Nessun altro lo conosce bene quanto me... � si interruppe, poi aggiunse: � ...tra i presenti � anche se avrebbe potuto dire �nessuno al mondo� e sarebbe stato vero.</p><p>Mike si era trasferito a Windermere quando Bill aveva cinque anni; tutti coloro che avevano conosciuto Bill dalla nascita, erano gi� morti.</p><p>� Bill ha commesso pochi errori in vita sua. B�, certo, qualcuno s�... � e si inchin� lievemente in direzione di Doreen, la quale sembr� ricambiare il cenno, e capire il messaggio: l�errore non era stato il matrimonio in s�, ma certe cose che Bill aveva fatto durante la loro unione. � Sciocchezze di cui lui stesso si sar� ampiamente pentito � prosegu� Don. � Ma, in linea generale, la sua � stata una vita esemplare. Di certo non lo ha danneggiato il fatto di essere furbo come un�aquila. � Si accorse di aver storpiato la metafora, ma and� avanti: � Anzi, molti si sono stupiti che si dedicasse ad attivit� di impegno sociale anzich� agli affari, dove avrebbe potuto fare molti pi� quattrini. � Evit� di guardare Pam.</p><p>Nell�aria aleggiava ancora la loro discussione sul fatto che Bill non avesse potuto permettersi un Rollback. � Avrebbe potuto fare un carrierone come avvocato, o avrebbe potuto mettere su una grossa azienda. Ma lui voleva qualcosa di <emphasis>diverso</emphasis>.</p><p>Voleva fare il bene. E lo ha fatto. S�, mio fratello <emphasis>questo</emphasis> ha fatto.</p><p>Guard� l�assemblea. File di gente vestita a lutto; qualcuno piangeva sommessamente. Il suo sguardo indugi� sui propri figli, sui propri nipoti... dei quali, a loro volta, avrebbe forse fatto in tempo a conoscere i nipoti.</p><p>� Nella sua vita non � di certo mancata la quantit� di cose fatte, ma � la loro qualit� a emergere di prepotenza. � Fece una pausa, chiedendosi fino a che punto potesse spingersi nelle considerazioni personali. All�inferno, l� era <emphasis>tutta</emphasis> una questione personale, e voleva che sentissero Sarah, e i suoi figli, e anche Dio casomai. � Pare che andr� dannatamente vicino... � l�avverbio non era dei migliori in quel contesto, ma lui prosegu�: � ...a raggiungere il doppio dell�et� di mio fratello. � Lanci� un�occhiata alla bara, lucida e luccicante. � Ma se riuscir� a ricavarci, in tutto, la met� del bene compiuto da Bill, e a meritare in cambi� la met� dell�amore che si � meritato Bill, allora forse mi sar� guadagnato questa... questo...</p><p>Tacque, alla ricerca del termine adatto.</p><p>Infine concluse: � Questo dono che ho ricevuto.</p></section><section><title><p>35</p></title><p>La notte dopo il funerale Don e Sarah andarono a letto presto. Erano entrambi esausti. Sarah si addorment� all�istante; Don si volt� su un fianco e rimase a guardarla.</p><p>Non c�era dubbio che gli antidepressivi prescrittigli dalla dottoressa Petra stessero avendo effetto. Si irritava molto meno facilmente con sua moglie e, su un piano pi� radicale, non gli passava pi� per l�anticamera del cervello l�idea di farla finita. Jerry Seinfeld dicesse quello che voleva sul terrore numero uno, ma lui non aveva provato nessuna invidia per il fratello.</p><p>Anche il riequilibrio ormonale stava funzionando: non ardeva pi� dal desiderio di fottere come un riccio. Gli stimoli non gli mancavano, ma riusciva a tenerli a bada.</p><p>Per�, anche se si erano in parte smorzate le fiamme dell�eros nei confronti di Leonore, l�amore che provava per lei era rimasto intatto. Quella <emphasis>non</emphasis> era una questione di ormoni.</p><p>Il che non toglieva che l�impegno che lui si era preso con Sarah risalisse a decenni prima della stessa nascita di Leonore. Sarah aveva bisogno di lui; e sebbene lui non avesse bisogno di lei per la sopravvivenza, la amava ancora, e molto. Fino ai tempi pi� recenti, quel rapporto tranquillo e ironico che intercorreva tra loro era stato un legame pi� che sufficiente, e poteva <emphasis>ancora</emphasis> essere sufficiente per il tempo a venire, lungo o breve che fosse.</p><p>Inoltre, le circostanze attuali erano sfavorevoli a Leonore. A nessun costo Don poteva essere l�amante che lei avrebbe meritato, sempre presente, accanto a lei in tutto.</p><p>Rompere con Leonore? Sarebbe stato come amputarsi un braccio. Eppure, non c�erano alternative, anche se...</p><p>Anche se l�idea che il mare � pieno di pesci, e che prima o poi capiter� un�occasione migliore, poteva magari consolare un ragazzino innamorato, ma non un uomo che aveva gi� attraversato un�intera esistenza. E lui in quei nove decenni aveva conosciuto <emphasis>solo due</emphasis> donne indimenticabili: una nel 1986, l�altra nel 2048. Le chance di incontrarne una terza cos�, pur con un�altra vita a disposizione, erano quasi nulle.</p><p>Ma non era quello il punto.</p><p>Il punto era che lui sapeva quale fosse il suo dovere.</p><p>Lo avrebbe fatto. Il giorno dopo. Per quanto...</p><p>No. Niente scuse.</p><p>Lo avrebbe fatto. Domani.</p><p>Il calendario non aspetta i comodi di nessuno. E proprio quel giorno, marted� 15 ottobre, cadeva il compleanno di Don. Lui non aveva rivelato la ricorrenza a Leonore; non voleva che lei spendesse per lui neanche uno dei dollari che raggranellava con tanta fatica, tanto pi� in vista delle cose che lui le stava per dirle.</p><p>In pi�, aveva senso festeggiare un ottantottesimo compleanno, con quel corpo giovanile che si ritrovava? Da ragazzi, i compleanni sono un grande momento.</p><p>Man mano che ci si avvicina alla mezz�et�, perdono sempre pi� di importanza; si festeggiano soprattutto quelli che fanno cifra tonda, o al limite quelli che terminano con il numero cinque, se si sta attraversando un periodo particolare. Con l�avanzare del tempo, la cosa cambia di nuovo: ogni compleanno diventa un traguardo... a meno che uno non abbia fatto un Rollback. In definitiva, quegli ottantotto anni andavano celebrati o snobbati?</p><p>Dal punto di vista biologico, Don non si sentiva come un venticinquenne che compisse ventisei anni. La cifra venticinque era puramente indicativa: il Rollback era un complesso di riaggiustamenti coordinati, non una macchina del tempo dotata di cronometro. Comunque, accett� di buon grado l�ipotesi di essere diventato un ventiseienne, dato che quei venticinque anni lo avevano fatto sentire un pivellino.</p><p>Mentre ventisei... b�, significava andare verso i trenta, diventare rispettabile. Per approssimative che fossero le cifre, la verit� era che lui stava ricominciando a invecchiare, come tutti, un giorno per volta. E i giorni trascorsi andavano pur immagazzinati con una qualche etichetta.</p><p>Soprattutto, per�, si rendeva conto che lo scoccare del suo compleanno, quel giorno, era una sfortunata coincidenza. A quella data sarebbe rimasto associato per sempre, in tutti gli anni futuri, il pensiero di aver rotto la storia con Leonore.</p><p>Arriv� al Duca di York verso mezzogiorno. La prima in cui si imbatt� fu Gabby.</p><p>� Ciao, Don � disse lei con un sorriso. � Grazie per essere venuto alla Banca lo scorso weekend.</p><p>� Volentieri � rispose lui.</p><p>� Lennie � gi� arrivata, sta al solito angolo.</p><p>Don annu� e si diresse verso il s�par�. Leonore stava leggendo qualcosa sul palmare, ma appena lui si avvicin� lei salt� in piedi e lo abbracci� per baciarlo, trillando: � Buon compleanno, amore!</p><p>� Co... come fai a saperlo?</p><p>Lei esib� un sorriso da canaglia; ma la risposta era semplice: ormai on-line si trovava tutto. Si sedettero, e lei tir� fuori un pacchetto sottile, avvolto in carta blu metallizzato. � Buon compleanno! � ripet�.</p><p>Lui osserv� il regalo. � Non dovevi.</p><p>� Che razza di fidanzata sarei! Dai, avanti, aprilo.</p><p>Lui lo apr�. All�interno c�era una T-shirt bianca, con il segnale di �divieto� sopra la parola QWERTY scritta con i caratteri di Scarabeo.</p><p>Quella ragazza era un genio. La prima volta che loro due si erano affrontati a Scarabeo, lui le aveva detto di non approvare la presenza di <emphasis>qwerty</emphasis> tra le parole del Dizionario ufficiale del gioco. Il motivo era che in giro la si vedeva sempre riportata tutta in maiuscolo, ma a Scarabeo le sigle non erano valide. Su questo punto gli avevano dato ragione tutti ivocabolari, tranne il <emphasis>Webster�s Third New International Dictionary � Unabridged</emphasis>, secondo cui il termine �compare anche spesso scritto a caratteri minuscoli�. S�, per� il <emphasis>Webster�s</emphasis> ammetteva addirittura �toronto� con la minuscola! In ogni caso, ormai ai tornei di Scarabeo la parola <emphasis>qwerty</emphasis> era diventata moneta corrente, per cui la campagna culturale di Don aveva avuto pi� o meno il successo di quella su �Gunter�.</p><p>� Ti ringrazio � le disse. � � un regalo favoloso.</p><p>Lei sorrideva a trentadue denti. � Sono felice che ti sia piaciuto.</p><p>� Assolutamente. Me ne sono innamorato all�istante.</p><p>� Io mi sono innamorata di te � disse lei, esplicitando per la prima volta quel termine. Allung� una mano e prese quella di lui.</p><p>Le foglie cadute lungo la Euclid Avenue avevano un colore tra l�arancio, il giallo e il marrone. L�inverno bussava gi� alle porte. Don e Leonore passeggiavano mano nella mano. Lei, come al solito, parlava animatamente; lui invece appariva immusonito. Quella sarebbe stata l�ultima volta che sarebbero andati insieme a casa di lei.</p><p>La brezza pomeridiana spingeva foglie morte e cartacce sull�asfalto pieno di buche. I due superarono edifici con le finestre chiuse con il cartone, poi un ubriaco buttato accanto a un tombino, e furono alla meta. Aggirarono la facciata principale, scesero per la scala di servizio. Una volta in casa e tolti i cappotti, mentre Leonore preparava il caff� lui si guard� attorno. Di oggetti che appartenessero a Leonore l� dentro ce n�erano ben pochi, l�alloggio le era stato affittato gi� (squallidamente) ammobiliato. Tutti gli averi di lei potevano essere portati via in un paio di scatoloni. Don sospir�, ricordando quando anche la sua vita era stata cos� spartana, cos� precaria.</p><p>� Tieni � gli disse Leonore, passandogli un tazzone. � Questo ti riscalder� un po�.</p><p>� Grazie.</p><p>Lei si accoccol� sul bracciolo del divano. � E conosco qualche altro trucchetto per scaldarti, Mister 26. � Gli occhi di lei scintillavano.</p><p>Lui scosse la testa. � Mmm... e se invece giocassimo a Scarabeo?</p><p>� Stai dicendo sul serio?</p><p>Lui annu�.</p><p>Lei lo osserv� come fosse un Draconiano. Poi per� fece spallucce. � Okay.</p><p>Come preferisci...</p><p>Si stesero sulla moquette consunta, dove lei materializz� una griglia olografica con il palmare. Tirarono a sorte. Cominci� prima lei.</p><p>Qualche volta un giocatore si accorge di possedere alcune lettere che tornerebbero utili per mettere a segno un colpo formidabile; allora le tiene da parte, nella speranza che gli arrivino quelle mancanti. Fin dall�inizio Don aveva una Y e una Q, del valore rispettivamente di 4 e 5 punti. Lasci� perdere varie occasioni per utilizzarle, ma alla fine ebbe a disposizione la parola magica quasi per intero.</p><p>Anche se il campione inveterato che era in lui detestava sprecare cos� una T, Don cominci� a disporre le lettere sulla sinistra di una R di Leonore, e ottenne: QW[...]RTY</p><p>� Manca una E � spieg� a Leonore, che non aveva colto. � <emphasis>QWERTY</emphasis>.</p><p>Lei fece una smorfia con il naso. � Per� avevamo detto che non era valida.</p><p>Lui annu�. � No, infatti. � solo che... capisci... � solo che volevo solo... � Si ferm� e ricominci� da capo: � Per tutto il resto della mia vita, ogni volta che sentir� quella parola, penser� a te. � Pausa. � Pi� di tutti i gran dottori della Rejuvenex, pi� di ogni alchimia del Rollback, sei stata tu a farmi sentire giovane. A farmi sentire vivo.</p><p>Lei gli rivolse un sorriso radioso. � Ti amo. Con tutto il mio cuore.</p><p>Don cerc� di esprimere un sentimento altrettanto intenso: � Anche io ti amo, Leonore. � Osserv� il suo viso delizioso, con le lentiggini e gli occhi verdi e i capelli ramati. Per imprimere tutto indelebilmente nella memoria. � E... � sapeva di non mentire � ti amer� per sempre.</p><p>Leonore sorrise ancora.</p><p>� Ma � continu� lui � io... mi spiace tanto, tesoro mio... � Deglut�, costringendosi a fissarla nelle pupille. � Ma questa � l�ultima volta che ci vedremo.</p><p>Lei spalanc� gli occhi. � Che... cosa?</p><p>� Perdonami.</p><p>� Ma perch�!</p><p>Don abbass� gli occhi alla moquette spelacchiata. � Ho quasi raggiunto l�et� massima per un essere umano, ed � ora che cominci a comportarmi da adulto.</p><p>� Ma, Don...</p><p>� Ho dei doveri nei confronti di Sarah. Ha bisogno di me.</p><p>Leonore aveva occhi lucidi. � Anch�io ho bisogno di te.</p><p>� Lo so � sussurr� lui. � Ma devo farlo.</p><p>La voce di Leonore tremava. � Ti prego, Don... No...</p><p>� Non posso darti ci� che chiedi. Ci� che meriti. Io... io avevo gi� preso un impegno.</p><p>� Ma stiamo cos� bene insieme, noi.</p><p>� S�. Lo so. Ed � per questo che mi fa cos� male. Vorrei tanto che ci fosse un modo... Ma non c��. � Deglut� a fatica. � Le stelle sono contro di noi.</p><p>Don torn� alla metropolitana a passo lento, tristemente, andando a sbattere contro i pedoni, incluso un robot, e scatenando un concerto di clacson quando attravers� Bloor Street senza guardare il semaforo.</p><p>Non aveva voglia di cambiare linea, come sarebbe stato costretto a fare se avesse scelto il tragitto pi� breve; perci� decise di dirigersi a sud, percorrendo parte di un lato della grande U e poi quasi tutto il lato opposto.</p><p>All�arrivo del treno alla fermata ci fu un pigia-pigia di gente che voleva salire, urtando controcorrente la marea di persone che uscivano. Don ricordava com�era quel posto quando lui era giovane: i passeggeri in salita attendevano in buon ordine, disponendosi ai lati delle porte e aspettando che tutti i passeggeri in uscita lasciassero le carrozze. Piano piano quelle piccole forme di civilt�, che avevano ottenuto alla citt� l�appellativo �la buona Toronto�, erano sparite; e gli altoparlanti si sgolassero pure a ripetere le regole.</p><p>La metro era affollata, ma lui riusc� a trovare un posto a sedere. Solo dopo che il treno fu ripartito gli venne in mente una cosa. Si era abituato a vedere giovanotti che gli offrivano il posto, in nome degli ultimi scampoli di civilt�, ed era pur sempre vero che Don aveva ottantotto anni, ma l� intorno c�erano passeggeri anziani che avevano un <emphasis>reale</emphasis> bisogno di sedersi. Si alz�, indicando il posto libero a una donna avvolta in un <emphasis>sari</emphasis>. Lei gli rivolse un sorriso colmo di gratitudine.</p><p>Si trovava nella prima carrozza. Alla fermata Union scese un sacco di gente, cosa che gli diede l�opportunit� di raggiungere il parabrezza anteriore, accanto al posto del conducente occupato da un robot. Alcuni tratti della galleria erano perfettamente cilindrici, rischiarati a intervalli regolari da anelli di luce. L�effetto visivo gli ricordava quella vecchia serie TV, <emphasis>The Time Tunnel</emphasis>, che gli piaceva quanto <emphasis>Lost in Space</emphasis> per la bellezza della regia, anche se le storie erano veramente stupide.</p><p>Dopotutto, non � possibile tornare indietro nel tempo.</p><p>Non si pu� disfare il gi� fatto.</p><p>Non si pu� cambiare il passato.</p><p>Al massimo, si pu� andare pi� avanti a vedere il futuro.</p><p>La metropolitana si tuff� nell�oscurit� per riportarlo a casa.</p><p>Don entr�, e rimase qualche istante immobile a fissare le piastrelle dell�atrio.</p><p>Era l� che Sarah era rimasta per ore, faccia a terra, ad attendere il suo ritorno. Sal� pesantemente i sei scalini e raggiunse il soggiorno.</p><p>Sarah si trovava in piedi accanto al caminetto, girata di spalle, intenta aosservare o gli ologramrni dei nipoti o il suo vecchio trofeo. Si volt�, sorrise e si incammin� verso di lui. Don allarg� d�istinto le braccia, lei vi si rifugi� e lui la strinse con dolcezza. Le braccia di Sarah, lungo la schiena di lui, sembravano rami di salice mossi dal vento. � Di nuovo buon compleanno � lo salut�.</p><p>Don guard� dietro la moglie. Sul grande schermo a muro, il display a caratteri cubitali indicava le 5.59... no, le 6 del pomeriggio. Terminato l�abbraccio, Sarah si diresse lentamente verso la cucina. Invece di precederla di corsa, Don le rest� dietro, compiendo un passo ogni due di lei.</p><p>� Tu siediti � le disse, quando furono entrambi in cucina. I movimenti lenti e metodici di lei, nel cucinare o fare qualunque cosa, gli davano un antipatico senso di angoscia. E poi, lui mangiava il triplo di lei: toccavano a lui le incombenze domestiche. � Gunter! � disse ad alta voce, ma senza gridare, perch� non era necessario. Il Mozo comparve quasi in tempo reale, e Don gli disse: � Ora io e te prepareremo la cena.</p><p>Sarah prese posto su una delle tre sedie di legno attorno al tavolo. Mentre �i due uomini di casa� gestivano gli spazi ristretti della cucina, prendendo pentole e padelle e recuperando le materie prime dal frigo, a un certo punto Don si sent� addosso gli occhi della moglie.</p><p>� Qualcosa che non va? � gli domand� lei.</p><p>Don non aveva quasi pronunciato verbo, e aveva fatto la massima attenzione a non far sbattere le stoviglie, ma Sarah lo conosceva da talmente tanto tempo da capire perfettamente il suo linguaggio somatico anche sotto quelle nuove spoglie.</p><p>Forse dal modo di tenere abbassata la testa, o quel mutismo sospetto, a parte le parole indispensabili per dare indicazioni a Gunter. Impossibile nasconderle il suo stato d�animo. Per� lui prov� lo stesso a negare, per quanto fosse futile: � Tutto a posto.</p><p>� � successo qualcosa di spiacevole in citt�?</p><p>� No. � solo che sono stanco. � Nel dirlo, Don era chino sul tagliere, ma sbirciava l�espressione di lei.</p><p>� C�� qualcosa che posso fare per te? � domand� Sarah.</p><p>� No � rispose lui. Quindi si concesse l�ultima menzogna della giornata: � Mi riprender� in fretta.</p></section><section><title><p>36</p></title><p>Sarah si risvegli� di soprassalto. Il cuore le batteva a un ritmo che probabilmente non era salutare, alla sua et�. Guard� la sveglia digitale: le tre e due minuti del mattino. Accanto a lei, Don russava piano.</p><p>Il pensiero che le aveva spezzato il sonno era cos� eccitante che fu tentata di svegliare il marito. Ma no, no. Era una faccenda lunga, e alla fine lui non sarebbe riuscito a riaddormentarsi.</p><p>Sarah dormiva dalla parte del letto verso la finestra. Un milione di anni fa, quando avevano scelto le rispettive met� del materasso, Don le aveva offerto quel lato per permetterle di osservare le stelle ogni volta che voleva. Comunque, mettersi dritta fu un trauma. Le giunture erano irrigidite, le faceva male la schiena, la gamba era ancora in via di guarigione. Alla fine per� ci riusc�, scostando la barra di sicurezza e sopperendo alla debolezza fisica con la forza di volont�.</p><p>A passi lenti e strascicati raggiunse la porta, fece una pausa appoggiandosi allo stipite, poi si incammin� per il corridoio diretta allo studio.</p><p>Lo schermo del computer si anim� non appena lei ebbe toccato il mouse wireless; si accese a bassa luminosit�, adatta all�occhio in quel buio.</p><p>Pochi secondi e arriv� Gunter. Doveva essere al piano di sotto, ma aveva sentito i fruscii. � Tutto bene? � le domand�. Il volume della voce era appena percettibile.</p><p>Lei annu�. � Tutto benissimo. Ma c�� una cosa che voglio verificare subito.</p><p>Le erano sempre piaciuti i colpi di scena nella storia della Scienza, anche se erano solo leggende. Archimede che salta su dal bagno e si mette a correre nudo per Atene urlando �eureka!�. Newton che vede cadere una mela (ma Sarah preferiva l�ancora pi� improbabile versione secondo cui la mela gli era caduta in testa) e scopre la legge di gravit�. August Kekule che si sveglia con in mente la struttura della molecola di benzene, dopo aver sognato un serpente che si morde la coda.</p><p>In tutta la sua vita Sarah aveva avuto una sola illuminazione di questo tipo: quella volta che, giocando a Scarabeo proprio qui, aveva capito il modo in cui andava incasellato il primo messaggio di Sigma Draconis.</p><p>Adesso per�, forse, ne stava avendo un�altra. Suo nipote Percy le aveva chiesto cosa ne pensasse dell�aborto. Lei aveva risposto che la sua opinione in merito altalenava da una posizione all�altra.</p><p>Ed era vero. Ma ora le era tornata alla memoria una notte in cui, come stanotte, si era destata alle tre. Era il 28 febbraio 2010, domenica, il giorno prima che da Arecibo venisse inviata la risposta della Terra agli alieni. Lei e Don erano ospitati nel bungalow dell�osservatorio; lo strofinio delle fronde contro le pareti di legno esterne creava una ninna-nanna naturale.</p><p>E Sarah si era accorta di non essere soddisfatta della propria risposta alla domanda 46, che chiedeva: �In caso di gravidanza voluta da entrambi, il giudizio della madre deve sempre prevalere su quello del padre?�. Lei aveva scritto �si�, ma adesso propendeva per il no. Perci� si era alzata, aveva acceso il portatile in cui era contenuta la versione mastro del messaggio terrestre, aveva modificato quella risposta e aveva salvato il file. Siccome, il giorno dopo, il suo computer sarebbe stato interfacciato al trasmettitore, a essere inviata nello spazio sarebbe stata la risposta revisionata.</p><p>All�epoca aveva pensato che una sola variante non avrebbe fatto una gran differenza, nel quadro di ottantaquattro risposte date da mille persone. Per� aveva ripensato a quella frase di Carl Sagan: �Chi parla a nome della Terra? Noi�. <emphasis>Lei</emphasis> lo aveva fatto. Quindi voleva fornire ai Draconiani una risposta il pi� corretta possibile.</p><p>Solo che, a quel punto, erano gi� state riversate su CD-ROM le copie di quella che, in teoria, era la versione definitiva del messagio. Era stata anche stampata una copia cartacea di backup: proprio quella che Don di recente era andato a recuperare all�universit�. Ma Sarah aveva dimenticato tutti questi dettagli su quella notte di trentotto anni prima in Portorico. Fino a questo istante.</p><p>� Posso fare qualcosa per te? � domand� Gunter.</p><p>� Tienimi compagnia � rispose lei.</p><p>� Volentieri.</p><p>Con Gunter che gli occhieggiava da dietro le spalle, Sarah si mise a dettare a bassa voce istruzioni al computer, chiedendogli anzitutto di aprire il file originario con le sue risposte al sondaggio alieno.</p><p>� Bene � disse al PC. � Ora vai alla mia risposta alla domanda 46.</p><p>La freccia luminosa si spost� a video.</p><p>� Cambia la risposta in �no�.</p><p>Il computer esegu�.</p><p>� E adesso riverifichiamo tutte le risposte. La prima �... � e continu� a dare istruzioni.</p><p>A un certo punto intervenne Gunter: � Hai il battito cardiaco accelerato. Stai bene?</p><p>Sarah sorrise. � Si chiama �eccitazione�. Ed un buon segno. � Torn� a rivolgersi al computer, cercando di mantenere la voce il pi� ferma possibile: � Copia il testo selezionato negli Appunti. Apri il file con la risposta che abbiamo ricevuto dai Draconiani... Okay ora carica l�algoritmo di decrittazione che gli alieni ci hanno fornito. � Fece una pausa per inspirare a lungo, per calmarsi un po�. � Molto bene. Ora incollaci dentro il testo degli Appunti, ed esegu� l�algoritmo.</p><p>L�immagine a video cambi� all�improvviso. E...</p><p>�Eureka!!�</p><p>S�. Si rivers� fuori un fiume di frasi scritte nell�alfabeto del primo messaggio.</p><p>Sarah non vedeva un ideogramma draconiano da decenni, ma ne riconobbe qualcuno al primo colpo. Quel simbolo quadrato significava �uguale�, quella rovesciata stava per �buono�. Per� ogni lingua, a non usarla, si perde; per cui tutto il resto rest� indecifrabile ai suoi occhi.</p><p>Non importava. Esistevano vari programmi di traslitterazione dei simboli draconiani: Sarah chiese al computer di copiare il testo dentro uno di essi. E immediatamente a video si materializz� una traduzione basata sulle corrispondenze con l�inglese stabilite a suo tempo da lei stessa.</p><p>Usando il mouse per fare prima, salt� freneticamente da una pagina all�altra.</p><p>Era un messaggio di notevole lunghezza. Gunter che possedeva una velocit� istantanea di lettura, sorprese Sarah commentando, in tono sommesso: � <emphasis>Wow</emphasis>...</p><p>Dopo un po� Sarah torn� alla pagina iniziale. Aveva l�adrenalina a mille. Gran parte del capitolo introduttivo era in colore nero, per indicare che il PC si sentiva piuttosto sicuro della traduzione; vari termini per� comparivano in blu, a indicare una congettura. In ogni caso, pur nell�incertezza di alcuni dettagli, il succo del discorso era chiaro.</p><p>Sarah scosse la testa, sbalordita. E beata.</p></section><section><title><p>37</p></title><p>Don si svegli� poco prima delle sei, disturbato da un rumorino. Voltandosi, not� che Sarah, fatto insolito, non era pi� a letto. Guard� per tutta la stanza, ma lei non c�era. Preoccupato, salt� gi� dal materasso, si precipit� in corridoio, e...</p><p>Ed eccola, nello studio, insieme a Gunter.</p><p>� Tesoro! � disse, precipitandosi nella stanza. � Che ci fai gi� in piedi a quest�ora?</p><p>� Sarah � in piedi da due ore e quarantasette minuti � precis� Gunter.</p><p>� Perch�? � chiese Don.</p><p>Sarah si volt� verso di lui. Aveva gli occhi di una bambina al luna park. � Ce l�ho fatta � disse. � Ho scoperto la chiave di decrittazione.</p><p>Don stava per acciuffarla, abbracciarla e farla volteggiare... ma non era pi� il tempo. Allora si chin� e la baci� signorilmente sulla testa. � Ma � straordinario!</p><p>Come hai fatto?</p><p>� La chiave di decrittazione era la mia sequenza di risposte.</p><p>� Ma non l�avevi gi� provata?</p><p>Allora lei gli raccont� della modifica all�ultimo minuto che aveva fatto ad Arecibo. Mentre lei rievocava, Gunter si accovacci� accanto a lei per avere accesso allo schermo e far scorrere le pagine alla velocit� massima.</p><p>� Ah... ma... un momento! � esclam� Don. � Aspetta un momento. Se sono state le tue risposte a mettere tutto in moto, significa che questo � un messaggio personale <emphasis>per te</emphasis>.</p><p>Sarah annu�, lentissimamente, come se lei stessa facesse fatica a crederci. � S�, esatto.</p><p>� Cavoli! Avevi <emphasis>davvero</emphasis> un amico di penna!</p><p>� Pare di s� � mormor� lei.</p><p>� E la lettera che ti ha scritto, che dice?</p><p>� � un... rendering in 3D, si dice, no?</p><p>� Vuoi dire, il progetto per un�astronave? Come in <emphasis>Contact</emphasis>?</p><p>� No, no. � Guard� per un attimo Gunter, poi torn� con gli occhi sul marito.</p><p>� Il modello di un Draconiano.</p><p>� <emphasis>Che?!</emphasis></p><p>� Il grosso del messaggio contiene il genoma completo di un alieno, con tutte le relative informazioni biochimiche.</p><p>Lui parve deluso. � B�, immagino che sar� un affascinante argomento di studio.</p><p>� Lo scopo non � studiarlo. O almeno, non l� <emphasis>unico</emphasis> scopo.</p><p>� E che altro?</p><p>� Dovremmo... � fece una pausa per scegliere il termine: � ...realizzarlo.</p><p>� Come, prego?</p><p>� Il messaggio include anche le istruzioni per costruire un utero artificiale e un�incubatrice.</p><p>Le sopracciglia di Don scalarono la fronte. � Ci stanno chiedendo di allevare uno di loro?</p><p>� Tombola.</p><p>� Qui, sulla Terra?</p><p>Lei annu�. � Lo avevi detto anche tu, no? Il progetto SETI serve solo a trasmettere informazioni. B�, il DNA � informazione! E loro ci hanno inviato le istruzioni complete per costruire uno di loro.</p><p>� Un bimbo draconiano?</p><p>� All�inizio. Poi diventer� un Draconiano adulto.</p><p>Nella stanza c�era una sedia sola; Don si appoggi� con il fondoschiena alla scrivania, Sarah gir� sulla sedia per guardarlo in faccia. � Ma... � balbett� lui � ma non riuscir� neanche a respirare la nostra atmosfera. Non potr� mangiare il nostro cibo.</p><p>Sarah indic� lo schermo. � L� � specificata la composizione dell�aria di cui avr� bisogno: quali gas e in quali percentuali, le sostanze che per lui risulterebbero velenose, la pressione atmosferica che sar� in grado di sopportare, eccetera eccetera. Ma hai ragione quando dici che non potr� respirare direttamente la nostra aria. Tanto per cominciare, qui abbiamo troppa anidride carbonica; tuttavia sar� sufficiente una maschera di filtraggio. Inoltre ci hanno elencato le formule chimiche degli alimenti che potr� assumere. Temo che da quelle parti non seguano il metodo Atkins: e una dieta <emphasis>a base</emphasis> di carboidrati.</p><p>� E per... diciamo, e per la gravit�?</p><p>� Sigma Draconis II ha una gravit� di superficie superiore di circa il trenta per cento rispetto alla nostra. La differenza non dovrebbe creare troppi problemi.</p><p>Don guard� Gunter facendo appello alla sua fredda razionalit�: � Tutto questo � folle!</p><p>Il Mozo non ebbe particolari reazioni. Sarah domand�: � Perch�?</p><p>� Chi mai sarebbe disposto a mandare suo figlio su un altro pianeta?</p><p>� Non stanno mandando nessuno. Non viagger� niente.</p><p>� E va bene, ma allora che cosa sperano di ottenere?</p><p>� Non hai letto... <emphasis>aaah</emphasis>, come si chiamava?</p><p>Don si accigli�. � Chi?</p><p>� Maledizione � borbott� Sarah. Si rivolse a Gunter: � Chi ha scritto <emphasis>Che effetto fa essere un pipistrello?</emphasis></p><p>Senza distrarsi dallo schermo, il robot rispose: � Thomas Nagel.</p><p>� Nagel, esatto! Lo avevi letto, Don?</p><p>Lui scosse la testa.</p><p>� � un testo degli anni �70, che �...</p><p>� Ottobre 1974 � precis� Gunter.</p><p>� ...Diventato una pietra miliare della riflessione contemporanea. Si chiede, appunto, che cosa si provi a essere nei panni di un pipistrello. E la risposta, in buona sostanza, �: �Non lo sapremo mai�. Non possiamo neppure immaginare che cosa significhi possedere l�eco-locazione, percependo quindi la realt� in modo completamente diverso. Bene, solo un Draconiano in carne e ossa, con sensi da Draconiano, potr� inviare alla madrepatria un rapporto affidabile su come si viva qui in Terra.</p><p>� Cio�, vogliono che facciamo nascere uno di loro, qui, a questo scopo?</p><p>Lei fece spallucce. � Gli esseri umani, da millenni, ritengono di essere nati per regnare. A loro magari interessa nascere per fare gli ambasciatori.</p><p>� Ma pensa come si sentirebbe, tra noi, tutto solo.</p><p>� Perch� tutto solo? Se se ne pu� produrre uno, se ne possono produrre anche molti. Ovvio, sarebbero tutti gemelli identici, ma...</p><p>� Per la verit� � intervenne Gunter alzandosi � ho letto quasi tutto il documento, ed � vero che hanno inviato un solo genoma completo, per� hanno indicato in Appendice una serie di varianti da inserire in determinati punti della sequenza genetica, per dare vita a un secondo alieno in parte diverso. Pare che i due DNA derivino da una coppia �sposata�. In questo caso, si creerebbero una serie di cloni di quella coppia.</p><p>� �Se tu fossi l�unica ragazza al mondo, e io l�unico ragazzo...� � cit� Don � Se non altro, andrebbero a colpo sicuro per il fidanzamento. � Fece una pausa. � A parte gli scherzi, che ne sappiamo che quello sia il genoma di un autentico Draconiano con il sale in zucca? E se fosse un mostro spaziale o un virus?</p><p>� Che scoperta. � evidente che verrebbe prodotto all�interno di un impianto sotto sorveglianza � rispose Sarah. � Ma poi, che senso avrebbe mandarci un mostro?</p><p>� Il messaggio disse Gunter � afferma che i due di cui � fornito il DNA sono due Draconiani attualmente esistenti sul pianeta. O almeno, lo erano quando il segnale � stato inviato. Gli alieni sperano di riuscire a mantenere i contatti con i loro cloni sulla Terra nonostante i silenzi di 37,6 anni tra un messaggio e l�altro.</p><p>� Insomma, i Draconiani di lass� farebbero un�adozione a distanza � disse Don. Intanto not�, attraverso la finestra, che il sole aveva cominciato a sorgere.</p><p>� In un certo senso � rispose Sarah. � E sulla Terra cercano dei bravi tutori.</p><p>� Ecco il perch� del questionario!</p><p>� Infatti. Se intendi affidare i tuoi figli alle cure di qualcuno, prima cerchi di conoscerlo meglio. Se ne pu� dedurre che, tra quei mille profili professionali, hanno gradito soprattutto il mio; e ora vogliono incaricarmi di allevare i loro piccini.</p><p>� Mio Dio... � fece Don. � Cio�... cavoli...</p><p>Sarah sorrise. � Ed ecco perch� a loro interessava tanto la questione dei diritti del genitore �non partoriente�.</p><p>� E dell�aborto. Volevano assicurarsi che non ci prendesse la tremarella e non decidessimo di testa nostra di eliminare i feti.</p><p>� � un�interpretazione plausibile. Tuttavia ricorda che a loro sono piaciute le mie risposte, che erano tutte favorevoli all�interruzione di gravidanza, a parte quella clausola sul diritto dell�altro genitore.</p><p>� Allora, perch� questo li avrebbe soddisfatti?</p><p>� Forse volevano vedere se avevamo superato la fase darwiniana.</p><p>Don aggrott� le ciglia. � Come?</p><p>� Nel senso di aver superato l�istinto egoistico a conservare i propri geni. In un certo senso, essere a favore dell�aborto significa essere contro le teorie di Darwin, perch� in quel modo si diminuiscono le proprie possibilit� di successo riproduttivo.</p><p>Si eliminano feti normali che non avrebbero richiesto sforzi eccessivi a essere fatti nascere e allevati fino alla maggiore et�. L�accettazione dell�aborto diventa un marcatore psicologico per indicare la sospensione delle dinamiche di tipo darwiniano, lo sviluppo di una programmazione genetica pi� libera,la fine di un�epoca in cui si � ancora dominati dal potere del proprio DNA che preme per moltiplicarsi.</p><p>� Ho capito � disse Don. Il vetro della finestra si stava scurendo in reazione all�aumento della luminosit� esterna. � Se una ama troppo i propri cromosomi, amer� poco quelli alieni.</p><p>� Esatto � disse Sarah. � E nota che hanno chiesto mille serie di risposte: sapevano gi� che non la pensiamo tutti allo stesso modo. Tu dicevi spesso che le specie aliene dovevano per forza avere o menti ad alveare o governi totalitari, perch� oltre un certo livello di sviluppo tecnologico la sopravvivenza diventa impossibile, se si lascia spazio di manovra ai terroristi. Ma deve esistere una terza alternativa, migliore dei Borg o di Stalin. I Draconiani apparentemente sapevano di avere a che fare con una societ� complessa e contraddittoria; poi hanno letto i mille questionari compilati e sono arrivati alla conclusione che non volevano avere niente a che spartire con l�umanit�... tranne un�eccezione. � Fece una pausa. � La cosa non mi sorprende pi� di tanto. Gran parte delle risposte inviate dai terrestri infatti veicolavano qualche forma di etnocentrismo, di ripiegamento sul proprio pool genetico, eccetera.</p><p>� Invece, conoscendoti, tu hai risposto in tutt�altro modo. Ed � questo a renderti la tutrice perfetta.</p><p>� Robe da matti... � disse Sarah.</p><p>� Niente affatto � controbatt� Don. � Sono secoli che te lo ripeto: tu sei speciale. Ed � la verit�. Il progetto SETI, per sua natura, va al di l� dei confini tra specie. Ricordi quella conferenza a cui partecipasti tanti anni fa a Parigi? Come si chiamava...</p><p>� Non me lo...</p><p>Rispose Gunter: � �Codificare l�altruismo. La scienza e l�arte della composizione di messaggi interstellari�. � Don guard� il Mozo, che alz� meccanicamente le spalle: � Ho letto il curriculum di Sarah.</p><p>� �Codificare l�altruismo� � ripet� Don. � Proprio cos�, � questo il fondamento di SETI. E, b�, tu eri l�unica ricercatrice SETI le cui risposte siano state mandate a Sigma Draconis. Non c�� da stupirsi che i destinatari, che portano avanti un progetto parallelo, le abbiano trovate di loro gradimento.</p><p>� Immagino di s�. Ma...</p><p>� Ma...?</p><p>� Ho superato da un pezzo l�epoca in cui potevo allevare figli. Il che deve valere per molta gente, in giro per il cosmo.</p><p>Don aggrott� le sopracciglia. � In che senso?</p><p>� Nel senso che probabilmente aveva ragione Cody McGavin: i Draconiani, cos� come gran parte delle specie che superano l�adolescenza tecnologica, devono avere un�aspettativa di vita lunghissima, se non l�immortalit�. A queste condizioni, a meno di non avere mire espansioniste, prima o poi manca lo spazio per tutti, se si continuano a fare figli. Quindi i Draconiani devono aver rinunciato del tutto alla riproduzione.</p><p>� L�ipotesi ha una sua logica.</p><p>Sarah ebbe un flash. � Anzi, � proprio <emphasis>questa</emphasis> la terza alternativa!</p><p>� Come?</p><p>� L�evoluzione � un processo cieco. Non ha una meta prefissata, ma questo non significa che non abbia una sua logica. La selezione naturale favorisce l�aggressivit�, la forza fisica, la protettivit� nei confronti del proprio clan... tutte cose che alla lunga portano le specie tecnologicamente avanzate ad auto-distruggersi. Perci�, forse il paradosso di Fermi non � affatto un paradosso, � il naturale risultato dell�evoluzione. Quest�ultima porta alla tecnologia, che a sua volta ha un valore ai fini della sopravvivenza <emphasis>solo fino a un certo punto</emphasis>. Ma, quando si arriva a una pericolosa diffusione delle armi di distruzione di massa, ecco che interviene la psicologia di sopravvivenza, che porta al loro abbandono.</p><p>� Per�, se la gente smette di riprodursi...</p><p>� Qui sta il punto: se si decide di uscire dalle logiche dell�evoluzione, se si lascia perdere la lotta per la promozione del proprio DNA, allora si rinuncia anche all�aggressivit�.</p><p>� In effetti questa soluzione sembra meglio della mente ad alveare o del totalitarismo. Ma... aspetta un po� � disse Don. � Anche adesso, in un certo senso, si stanno riproducendo: ci hanno inviato il loro DNA.</p><p>� Si tratta solo di due singoli individui.</p><p>� E se si moltiplicassero come conigli? Magari � un modo indiretto per invaderci!</p><p>� Non mi preoccuperei di questo � disse Gunter: � I due appartengono allo stesso sesso.</p><p>� Ma se avevi detto che sono �sposati�! � Don si blocc�. � Okay, okay ho una mentalit� provinciale. Guarda, guarda, guarda... � Si volt� verso Sarah. � Quindi, che farai?</p><p>� Non... non lo so. Voglio dire, non � che un utero artificiale si possa costruire con la scatola del bricolage.</p><p>Don si massaggi� il mento. � Se per� si diffondesse la notizia, i governi farebbero a gara per mettere le zampe sul progetto, e... scusami, ma cercherebbero di levarti dai piedi.</p><p>� Ci ero arrivata da sola. I Draconiani sanno senz�altro che allevare un figlio richiede un mix di processi naturali ed educativi, perci� hanno cercato <emphasis>una</emphasis> persona adatta a prendersi cura dei... dei Draghetti. Per�, se la formula del genoma diventasse di pubblico dominio, qualcuno potrebbe produrli in serie come cavie o per metterli negli zoo.</p><p>� Appena salter� fuori un Draghetto, chiunque potr� sottrargli un campione di DNA. Bastano poche cellule.</p><p>� S�, ma senza avere accesso al messaggio completo, e senza le istruzioni per costruire l�utero e l�incubatrice, diventerebbe quasi impossibile crearne uno. � Sarah fece una pausa di riflessione. � Qui l�unica � mantenere il segreto. I Draconiani hanno donato a me le informazioni, e io ho il dovere di tutelarle.</p><p>Don, ancora un po� assonnato, si sfreg� gli occhi. � Forse. Ma qualcuno potrebbe obiettare che, al contrario, hai il dovere di rivelare tutto. Perch� il tuo primo impegno deve essere a favore del tuo popolo.</p><p>Sarah scosse la testa, � No. Non lo � affatto. Tutto qui.</p></section><section><title><p>38</p></title><p>� � importante che tu impari a memoria la chiave di decrittazione � disse Sarah qualche ora dopo. � Non certo l�intero codice: solo il modo per recuperarlo.</p><p>Don annu�. Erano seduti in cucina a fare colazione in ritardo; lui in maglietta e jeans, lei in vestaglia e pantofole.</p><p>� Il mio questionario � continu� Sarah � � il numero trecentododici dei mille inviati. All�ultimo minuto ho modificato una delle risposte, quella alla domanda 46.</p><p>La risposta che alla fine ho trasmesso � �no�. Fin qui ci siamo?</p><p>� Trecentododici, 46, �no�. Non potrei scrivermelo?</p><p>� S�, purch� non aggiungi annotazioni esplicative.</p><p>� Quindi, la parola magica era la risposta 46? Era quella su cui si concentrava l�attenzione dei Draconiani?</p><p>� Cosa? Oh, no, � solo quella che ho modificato; ma la chiave sta in tutte e ottantaquattro le risposte. Ogni volta che tu avessi bisogno della chiave di decrittazione, ti baster� aprire qualsiasi file con il messaggio �teoricamente� inviato agli alieni, e aggiungere quella modifica.</p><p>� Ci sono.</p><p>� E soprattutto, acqua in bocca!</p><p>Don osserv� la moglie, seduta al lato opposto del tavolo. Sembrava ulteriormente invecchiata, e non solo a causa della levataccia; erano ormai settimane che il suo organismo continuava a cedere. � B�, per� non credo di dover mantenere il segreto con <emphasis>tutti</emphasis>. Dovrei almeno rivelarlo a McGavin.</p><p>Sarah teneva una tazza con entrambe le mani. � E perch�?</p><p>� Perch� � uno degli uomini pi� ricchi del pianeta, e un progetto come questo richiede un pozzo di finanziamenti: sintetizzare DNA in laboratorio, realizzare l�utero artificiale e poi l�incubatrice, produrre cibo artificiale e tutto il resto. Per venirne a capo, hai bisogno di uno come lui.</p><p>Sarah rest� in silenzio.</p><p>� Bisogner� pur dirlo a qualcuno! � insistette Don. � Presto tu...</p><p>Tronc� la frase, ma Sarah la complet� annuendo: � Presto sar� morta. Lo so.</p><p>� Fece una pausa, immergendosi nei propri pensieri. Don la conosceva abbastanza da lasciarla riflettere in pace. Alla fine lei disse: � S�, hai ragione. Chiamiamolo.</p><p>Don and� a prendere il cordless, pronunciando il nome da contattare. Dopo qualche squillo, rispose una voce pimpante: � McGavin Robotics. Ufficio del presidente.</p><p>� Buongiorno, signora Hashimoto. Qui Donald Halifax.</p><p>La voce di lei si raggel� un po�. L�ultima volta la conversazione era stata abbastanza movimentata. � Mi dica, signor Halifax.</p><p>� Niente paura, non chiamo per il Rollback. Anzi, io ho solo composto il numero, ma � mia moglie Sarah che vuole parlare al signor McGavin. Si tratta del messaggio alieno.</p><p>� Ah! � fece la Hashimoto. � Magnifico. Restate in linea, ve lo inoltrer� immediatamente.</p><p>Coprendo il microfono, Don disse a Sarah: � Te lo passeranno subito. � Lei lo sollecit� a gesti a passargli la cornetta, ma lui le fece segno di aspettare un attimo.</p><p>E in quell�istante si sent� la voce: � Parla Cody McGavin.</p><p>� Signor McGavin! � disse Don, in tono brillante. � La prego di restare in linea, la metto in comunicazione con la professoressa Sarah Halifax. � Cont� sottovoce fino a dieci prima di passare il telefono a Sarah, che sorrideva da un orecchio all�altro.</p><p>� Buongiorno, signor McGavin.</p><p>Don si avvicin� per ascoltare. Il che non era difficile, perch� per Sarah l�apparecchio era settato sul volume massimo. � Sarah! Come stai? � domand� il miliardario.</p><p>� Benissimo, grazie. Ho una novit� per lei: ho decrittato il messaggio dei Draconiani!</p><p>A Don parve di sentire McGavin che saltava per la gioia. Stupendo!! E che dice?</p><p>� Veramente... non vorrei rivelarlo al telefono.</p><p>� Oh, andiamo, Sarah!</p><p>� No. Non possiamo essere sicuri di non essere intercettati.</p><p>� E va bene. Mander� un aereo a prenderti al...</p><p>� Mmm, non potrebbe venire lei qui? Non me la sento di affrontare un volo.</p><p>Lui sospir� in modo udibile. � � in corso, per due giorni, l�assemblea annuale degli azionisti. Non potr� assolutamente venire finch� non sar� conclusa.</p><p>� Va bene � disse Sarah. � Allora facciamo per venerd�?</p><p>� Sarebbe possibile. Ma non potresti pi� semplicemente inviarmi la chiave per e-mail?</p><p>� No. Non sono ancora pronta a divulgare il messaggio.</p><p>� Che vuoi dire?</p><p>� Che � riservato. A me.</p><p>Lunga pausa. McGavin doveva essere rimasto di stucco.</p><p>� Sarah, Don �... mmm... ancora li? Vorrei scambiare anche con lui due...</p><p>� Non sono arteriosclerotica, <emphasis>mister</emphasis>. Le cose stanno esattamente come ho detto. Se le interessa leggere il messaggio, dovr� venire qui di persona.</p><p>� Ah, okay, ma...</p><p>� E non riveli a nessuno che ho scoperto la chiave di decrittazione. Deve giurare che manterr� il segreto, almeno fino al momento del suo arrivo qui.</p><p>� Affare fatto. Dammi per cortesia il vostro indirizzo...</p><p>Quando Sarah ebbe terminato la conversazione, Don si guard� in giro. � Gunter � un maggiordomo cos� strepitoso che non resta molto da fare per una degna accoglienza a McGavin.</p><p>� Una cosa s�, per� � disse Sarah. � V� a prendere il testo del sondaggio draconiano.</p><p>Don ne rest� sorpreso. � Perch�?</p><p>Lei non lo guard� dritto negli occhi. � Sara uno degli argomenti principali con McGavin. Tu aiuterai a velocizzare questa parte del discorso.</p><p>� Lo rilegger� dalla A alla Z.</p><p>� Non basta! � Sarah sembrava accalorarsi. � Compilalo anche tu.</p><p>Lui sollev� un sopracciglio. � Come vuoi.</p><p>� Lo voglio. Puoi scaricarti il testo sul palmare, connettendoti al sito ufficiale.</p><p>Don annu�. Del resto, l�agenda della giornata era vuota. � Agli ordini.</p><p>Dopo che ebbe scaricato il questionario, Don si allung� sul divano e si mise a rispondere alle ottantaquattro domande. Gli ci vollero due ore buone, ma alla fine esclam�: � Fatto!</p><p>Sarah gli si avvicin� a passi lenti; lui le porse il palmare. � E ora? � domand�.</p><p>Lei osserv� la schermata, e disse allo strumento: � Salva il file come <emphasis>Risposte Don</emphasis>. Avvia Flaxseed. Carica <emphasis>Risposte Don</emphasis>. Carica <emphasis>Risposte Sarah rivedute</emphasis>, aprendo il file con la password �Aeolus 14 umbra�. Esegui.</p><p>� Che stai facendo? � chiese Don, mettendosi a sedere. � Che roba � Flaxseed?</p><p>� Un programma inventato anni fa da un docente di Etica, all�epoca in cui esaminavamo l�oltre un milione di questionari compilati mandati sul nostro sito da tutto il mondo. Serve a misurare il grado di concordanza tra i mittenti. Vedi, indicizzare le risposte era un compito piuttosto arduo, perch� molte delle ottantaquattro domande prevedevano quattro o cinque possibili risposte, o l�uso di scale graduate. Perci� non si trattava di suddividere le risposte per compartimenti stagni: due risposte diverse potevano essere solo �lievemete diverse�, e una persona che aveva risposto A magari si trovava nello stesso ordine di idee di qualcuno che aveva risposto B, mentre chi aveva scritto C era su tutt�altre posizioni.</p><p>� Ah � esclam� Don. Poi indic� il palmare in mano a Sarah: � E quindi?</p><p>Lei osserv� il risultato sul display, poi di nuovo il marito, e sorrise. � Sapevo che c�era una ragione per cui ti avevo sposato!</p></section><section><title><p>39</p></title><p>� Domani arriver� McGavin � disse Sarah. � C�� qualcosa che dobbiamo discutere, prima che lui sia qui.</p><p>Stavano prendendo il caff� mattutino. � Ti ascolto � disse Don.</p><p>� � solo che... io non sono in grado di fare quello che mi chiedono gli alieni.</p><p>Lui rispose in un sussurro: � Gi�.</p><p>Una bella luce autunnale filtrava attraverso la finestra. All�esterno, Gunter raccoglieva le foglie con il rastrello.</p><p>� Perci� � disse Sarah � occorre trovare una sostituta, se proprio vogliamo portare avanti il progetto.</p><p>Lui ci pens�. � Potresti usare Flaxseed per individuare qualcuna che abbia risposto in modo simile a te.</p><p>Lei annu�. � L�ho fatto, e su mille c�erano solo due questionari che si avvicinavano al mio. Ma v� a sapere chi li avesse compilati.</p><p>� Non avete tenuto i dati dei mittenti?</p><p>� La ricerca venne svolta in modo anonimo: gli esperti di sondaggi ci dissero che in quel modo le risposte sarebbero risultate pi� sincere. Inoltre, anche se avessimo chiesto i nomi, poi non avremmo potuto schedarli. Ricorda che il sito era gestito dall�Universit� di Toronto, e sai benissimo come funziona qui la legge sulla privacy.</p><p>� Ahia � disse Don, sorseggiando il caff�.</p><p>� In ogni caso, difficilmente sarebbe stata una soluzione.</p><p>� Perch�?</p><p>� Come dicevo, McGavin deve aver ragione sull�incredibile longevit� delle specie aliene pi� evolute. Anzi, siccome sembra che i Draconiani abbiano cromosomi ad anello, � possibile che la loro aspettativa di vita sia sempre stata lunghissima, perch� questo elimina una delle principali cause del nostro invecchiamento. Comunque, che gli alieni abbiano immaginato o no che la loro amica di penna terrestre potesse essere defunta dopo trentotto miserabili anni, resta vero che una met� delle persone che compilarono il questionario a quest�ora non esistono pi�.</p><p>� Immagino di no.</p><p>� Ma � disse Sarah, osservandolo con aria complice � tu hai dato risposte simili alle mie.</p><p>� Cos� pare.</p><p>� Perci�, forse... voglio dire, se a te andasse di...</p><p>� Cosa?</p><p>� <emphasis>Potresti</emphasis> farlo. Potresti prenderti cura dei nostri Draghetti.</p><p>Don strabuzz� gli occhi. � Io?</p><p>� B�, con l�aiuto di Gunter; magari. � Sorrise. � � pur sempre un Mozo, no?</p><p>� stato progettato per assistere le persone anziane, ma badare ai bambini non sar� troppo pi� difficile che fare da badante a questa vecchia pazza.</p><p>Don si sentiva girare la testa. � Non... non so che cosa dire...</p><p>� Pensaci. Perch� sei il mio candidato numero uno.</p><p>Mesi prima, quando Sarah e Don si preparavano al Rollback, Carl aveva chiesto loro di aiutarli di pi� con i bambini; poi per� l�idea era stata abbandonata a causa del fallimento della procedura su Sarah. Ma quella sera Carl e Angela avevano portato i figli alla casa sul Betty Ann Drive, con la motivazione ufficiale di lasciarli l� mentre loro andavano a una partita di hockey; Don tuttavia aveva il sospetto che volessero approfittare del �poco tempo rimasto� alla nonna per vedere i nipotini.</p><p>Percy era un tredicenne capellone e dinoccolato; Cassie, quattro anni, era un terremoto con le treccine. Data la differenza di et� era difficile seguirli entrambi, perci� la piccola e Sarah erano andate al piano di sopra a scoprire i tesori contenuti nell�armadio, mentre Don e il nipote erano buttati sul divano del soggiorno a guardare la stessa partita di hockey a cui erano andati Carl e Angela. Il gioco era scoprire i genitori di Percy tra il pubblico.</p><p>� Allora � disse Don, azzerando il volume della TV durante la pubblicit� � come ti trovi all�ottavo anno?</p><p>Percy cambi� posizione sul divano. � Bene.</p><p>� Ai miei tempi, la scuola arrivava fino al tredicesimo anno.</p><p>� Davvero?</p><p>� Ah-ha. Ma solo nello Stato dell�Ontario, in tutto il Nord America.</p><p>� Per fortuna noi ne abbiamo solo dodici.</p><p>� S�? Ma al tredicesimo anno noi eravamo maggiorenni, quindi ci scrivevamo da soli le giustificazioni.</p><p>� Figo.</p><p>� Altroch�. Ma il tredicesimo anno � stato favoloso da tutti i punti di vista. Un sacco di corsi interessanti, incluso Latino. Era praticamente l�ultimo anno che lo si insegnava nelle scuole pubbliche di Toronto.</p><p>� Il... il latino?</p><p>Don annu� con aria saggia. � <emphasis>Sempre ubi sub ubi</emphasis>.</p><p>� E che vuol dire?</p><p>� �Ricorda di mettere la canottiera!�</p><p>Percy ridacchi�.</p><p>Riprese la partita. I Leaf non erano mal messi in campionato, anche se era ancora troppo presto per dirlo. Don, a differenza di Percy non sapeva pi� i nomi dei giocatori. � Inoltre � aggiunse Don durante un momento di stagnazione � la nostra scuola aveva addirittura una piccola stazione radio, Radio Humberside.La mia carriera part� di l�.</p><p>Percy lo guard� con espressione vacua. Don era andato in pensione ben prima che lui nascesse. � Alla CBC � spieg� il nonno.</p><p>� Oh, s�, pa� la ascolta in macchina.</p><p>Don sorrise, perch� gli era tornata in mente una vecchia discussione con un amico che scriveva per l�edizione canadese del <emphasis>Reader�s Digest</emphasis>. La posizione di Don era: �Meglio produrre materiale che la gente ascolta solo in macchina, piuttosto che materiale che la gente legge solo al cesso�.</p><p>� Quando sei andato a lavorarci? � domand� Percy.</p><p>� Ho cominciato nel 1986, e sono andato in pensione nel 2022. � Fu tentato di aggiungere: �E, prima che tu lo chieda, ti informo che all�epoca il primo ministro era Sally Ng�, ma non lo fece. Certo che, quand�era ragazzo lui, la Seconda guerra mondiale gli sembrava roba sepolta nei secoli; a Percy il 1986 doveva dare l�impressione del Pleistocene.</p><p>Continuarono a seguire la gara. Il difensore degli Honolulu si becc� tre minuti di penalit� per aver colpito alto con la mazza. � E tu? � domand� Don. � Progetti per quando sarai... � stava per dire �grande� ma si blocc�. Percy doveva essere convinto di essere <emphasis>gi�</emphasis> grande. � Per quando avrai terminato la scuola?</p><p>� Boh � fece lui, senza distogliere gli occhi dallo schermo. � Forse... vado all�universit�.</p><p>� A studiare...?</p><p>� B�, nei weekend no.</p><p>Don sorrise. � Volevo dire: che facolt�?</p><p>� Magari Ornitologia.</p><p>La cosa colp� Don. � Ti piacciono i volatili?</p><p>� Non sono male. � Altra pubblicit�; Don tolse il volume. Percy si volt� verso di lui e, forse rendendosi conto che non stava contribuendo troppo al dialogo, disse:</p><p>� E tu?</p><p>Don fece una faccia stupita. � Io?</p><p>� Gi�. Voglio dire, adesso che sei di nuovo giovane, che farai tutto il giorno?</p><p>� Non lo so.</p><p>� Potresti tornare alla CBC.</p><p>� Veramente l�ho gi� fatto.</p><p>� E...?</p><p>Don fece spallucce. � Non mi ci vogliono. Sono fuori dal giro da troppo tempo.</p><p>� Che palle. � comment� Percy. Sembrava sbalordito che la vita fosse ingiusta anche contro un adulto.</p><p>� Proprio.</p><p>� E ora che fai?</p><p>� Non so ancora.</p><p>Percy riflett� per un po� tra s�, poi disse: � Dovresti fare qualcosa... non so, qualcosa di importante. Ho dato un�occhiata a quanto costa un Rollback, e se uno ha avuto la fortuna di farlo, allora tanto vale fare qualcosa di grandioso, giusto?</p><p>Don lo fiss� nelle pupille. � Hai preso tutto dalla nonna.</p><p>Il ragazzo si accigli�, indeciso se fosse un complimento.</p><p>� Nel senso � disse Don, rialzando il volume sulla partita � che leggi nelle persone come fossero libri aperti.</p><p>Dopo che Carl e Angela furono tornati a prendere i figli, Don decise di fare una passeggiata. Aveva bisogno di schiarirsi le idee. C�era un minimarket a tre isolati di distanza; sarebbe andato a comprare degli anacardi, una ghiottoneria compatibile con la dieta.</p><p>Era una notte fredda dall�aria frizzante; a qualche davanzale comparivano le prime zucche di Halloween. Quasi per prepararsi all�occorrenza, anche gli alberi si erano ridotti a sottili scheletri contorti. In lontananza abbaiava un cane.</p><p>Il percorso prevedeva di costeggiare Diagonal Road, nome efficace ma poco poetico, che lo avrebbe portato nei pressi della Willowdale Middle School. Don devi� verso il grande campo sportivo della scuola, dove aveva portato ogni tanto Carl a vedere le partite di football. Poi si mise il pi� lontano possibile dalla luce dei lampioni (il che non cambiava molto), tir� fuori il palmare, tenendo il display sollevato a fare da mirino della telecamera, e gli disse: � Aiutami a trovare in cielo Sigma Draconis.</p><p>� Spostami da una parte all�altra � rispose il palmare con una calda voce maschile. � Un po� pi� su... Ottimo. Adesso verso sinistra. Ancora un po�. No, cos� � troppo. Cos� va bene. Sigma Draconis si trova al centro dello schermo.</p><p>� La stella luminosa, verso l�alto?</p><p>� No, quella � Delta Draconis, e quella anch�essa luminosa pi� in basso � Epsilon. La luce di Sigma � troppo debole perch� tu riesca a individuarla. � A video comparve una X il cui centro indicava una zona apparentemente vuota. � � qui.</p><p>Don abbass� il palmare e guard� direttamente verso quello spazio anonimo.</p><p>Una stella vicina, per gli standard del cosmo, ma a una distanza abissale su scala umana.</p><p>Tutto sommato, sebbene facessero parte della sua vita da quattro decenni, i Draconiani erano rimasti entit� piuttosto astratte. Sapeva solo che erano lass�, in linea diretta con il suo sguardo; e magari in quello stesso istante uno di loro stava osservando il Sole terrestre, che ai suoi occhi appariva fioco quanto Sigma Draconis da quaggi�. Magari anche lui si chiedeva quali strani esseri vi abitassero.</p><p>Ovvio, Sarah avrebbe obiettato che l�espressione �nello stesso istante� era priva di senso in un universo relativistico. Anche se Don fosse riuscito a scorgere Sigma, avrebbe visto nient�altro che la luce partita di l� 18,8 anni fa. E anche questo contribuiva a rendere irreali gli alieni.</p><p>Per�, se loro avessero portato avanti il programma suggerito dai Draconiani, questi ultimi sarebbero diventati visibili in carne e ossa. I Draghetti nati sulla Terra non avrebbero avuto nessuna conoscenza di prima mano circa la madrepatria, ma sarebbero comunque stati degli autentici campioni di vita extraterrestre.</p><p>Don chiuse il palmare, lo ripose in tasca e riprese a camminare. Forse aver pensato al primo ministro, parlando con Percy, adesso gli fece tornare in mente che quando lui andava alle �medie� il premier era Pierre Trudeau, che durante il suo mandato aveva compiuto numerosi gesti memorabili. Ma quello che era rimasto maggiormente impresso a Don era quando Trudeau si era ritirato in solitudine, a piedi in mezzo alla neve, per valutare il proprio futuro in rapporto al bene del Paese, e quella notte aveva deciso di ritirarsi dalla politica.</p><p>Il premier in quel momento aveva ventiquattro anni meno di quanti Don ne avesse ora, ma era gi� consumato dall�et�. Don invece aveva un magazzino imprecisabile di energie e di anni... che per� era una pura astrazione, come gli abitanti di Sigma Draconis. Certo, quegli anni si sarebbero concretizzati, uno alla volta, ma per ora anch�essi apparivano talmente irreali.</p><p>Usc� dal campetto della scucla, abbandonando la massa scura dell�edificio e proseguendo lungo il tragitto. Qualcuno stava camminando in direzione opposta.</p><p>Don ebbe una scarica di adrenalina, da vecchietto timoroso degli incontri nottumi.</p><p>Ma si trattava di un uomo di mezz�et�, calvo e dall�aria apprensiva; semmai, era lui a essere spaventato da quel ragazzone che vagava nelle tenebre. Sarah aveva proprio ragione: tutto � relativo</p><p>Fosse dipeso solo da lei, Sarah avrebbe fatto tutto in un battibaleno: i Draghetti sarebbero stati creati e accuditi a partire da subito. Dipendeva da lei, del resto, se adesso lui godeva di una nuova vita. Don aveva un grosso debito nei confronti di sua moglie, e del miliardario che aveva investito su di loro. Ripagarli facendo da pap� a degli alieni?</p><p>Prosegu� finch� giunse in prossimit� del minimarket. Ricordava ancora quando tutti i negozi di quella catena aprivano alle sette del mattino e chiudevano alle undici di sera, di qui il nome �7-Eleven�. A saperlo in anticipo, che avrebbero tenuto aperto 24 ore su 24, avrebbero scelto un nome diverso... Ma se perfino una grande catena commerciale faceva fatica a immaginare il future, dove poteva andare a sbattere la testa lui? Comunque, i 7-Eleven si erano adattati alle nuove circostanze. E mentre scivolava dentro il minimarket attraverso le porte scorrevoli, passando dall�oscurit� alla luce, Don pens� che forse avrebbe dovuto farlo anche lui.</p></section><section><title><p>40</p></title><p>Quando Don rientr� a casa, Sarah era in bagno a prepararsi per la notte. Lui la raggiunse mentre stava in piedi davanti al lavandino, e la abbracci� teneramente da dietro.</p><p>� Ciao � lo salut� lei.</p><p>� Ho deciso: lo far� � disse lui.</p><p>� Che cosa?</p><p>� Accudire i Draghetti.</p><p>Sarah ruot� su se stessa tra le braccia di Don per guardarlo in faccia. � Dici sul serio?</p><p>� Perch� no!</p><p>� Non devi farlo solo perch� ti senti obbligato. Sei proprio sicuro?</p><p>� Come faccio a essere sicuro di <emphasis>qualsiasi</emphasis> cosa? Vivr� forse fino a 160 anni, che sarebbe un territorio inesplorato per tutti. Di come sar� il futuro ne so tanto... quanto so che effetto faccia essere un pipistrello. Ma <emphasis>qualcosa</emphasis> lo devo combinare nella vita, questo s�. E, come mi ha detto tuo nipote prima, deve essere qualcosa di importante.</p><p>� Percy ha detto questo?</p><p>Don annu�, lasciando esterrefatta Sarah.</p><p>� Tuttavia � riprese lei � dev�essere qualcosa che ti senti dentro. Ogni bambino ha il diritto di nascere in un ambieme in cui sia desiderato.</p><p>� Lo so. Cos� come so che voglio farlo.</p><p>� Ultima parola?</p><p>Lui sorrise. � Ultima parola. Se non altro, non avr� il terrore che questi figli mi vengano su col mio stesso naso.</p><p>Don supponeva che ormai i loro vicini di casa non si spaventassero pi� di niente; tuttavia si domand� se qualcuno di loro si sarebbe messo a spiare la macchina a noleggio dall�aspetto parecchio costoso che era entrata nel vialetto. In quel caso, avrebbe potuto zoomare con le telecamere di sicurezza sul personaggio che ne usciva, e identificarlo in base ai parametri biometrici: Cody McGavin. Il pezzo pi� grosso che fosse mai transitato da quelle parti.</p><p>Don gir� la chiave nella serratura della porta d�ingresso per aprirla. Intanto osservava a video la versione in pixel di McGavin che si avvicinava. � Ciao, Don � disse il miliardario. � Felice di rivederti.</p><p>Lui spalanc� l�uscio. � Benvenuto. Prego, entri. � Gli prese il pesante cappotto e lo osserv� mentre si toglieva le scarpe alla moda, quindi lo accompagn� di sopra in soggiorno.</p><p>Sarah era seduta sul divano. McGavin ebbe un lieve soprassalto, come se la trovasse incredibilmente invecchiata dall�ultima volta. � Ciao, Sarah � disse.</p><p>� Benvenuto, signor McGavin.</p><p>Dalla cucina arriv� Gunter: � Oh � comment� il miliardario � vedo che state valorizzando il Mozo che vi abbiamo inviato.</p><p>Sarah annu�. � Lo abbiamo chiainato Gunter.</p><p>McGavin sollev� le sopracciglia. � Come il robot di <emphasis>Lost in Space</emphasis>?</p><p>Don ebbe un colpo. � Esattamente!</p><p>� Gunter � disse Sarah, con il solito tremolio nella voce � ho il piacere di presentarti Cody McGavin. � il proprietario dell�azienda che ti ha prodotto.</p><p>Don prese posto accanto a Sarah per godersi la scena; la creatura di fronte al creatore. � Buongiorno, signor McGavin � disse Gunter, protendendo una mano blu. � Lieto di fare la sua conoscenza.</p><p>� Piacere mio � disse lui, stringendogli la mano. � Spero che tu abbia dato il massimo, per venire incontro alle esigenze della professoressa Halifax.</p><p>� La sua presenza in casa � una manna � disse Sarah. � Dico bene, Gunter?</p><p>� Faccio del mio meglio � disse lui a McGavin. � Ero presente quando Sarah ha fatto il colpaccio, e ne sono orgoglioso.</p><p>� E bravo il mio ragazzo! � fece il miliardario. Si volt� verso i coniugi Halifax: � Begli aggeggi, eh?</p><p>� Assolutamente � disse Sarah. � Prego, si accomodi.</p><p>Lui scelse la poltrona anatomica. � Graziosa, la casa.</p><p>Don medit� su quella frase. McGavin era noto per la sua filantropia; aveva visitato di persona le <emphasis>favelas</emphasis> del terzo mondo, e la villetta sul Betty Ann Drive aveva un valore di mercato pi� vicino a una di quelle catapecchie che a una delle ville del miliardario. Le pareti avevano graffi un po� ovunque, l�intonaco cadeva a pezzi, la moquette era sdrucita e macchiata. Il massiccio divano poteva andare di moda alla fine del secolo precedente, ma adesso appariva irrimediabilmente datato, e la fodera color vinaccia era lisa in pi� punti.</p><p>� Molto bene � disse Sarah, citando la stessa frase usata da McGavin la volta precedente � arriviamo al sodo. Come le ho anticipato al telefono, ho trovato il bandolo della matassa. Quando le avr� rivelato il contenuto del messaggio dei Draconiani, spero si trover� d�accordo con me che la nostra risposta non dovr� essere resa pubblica.</p><p>McGavin si chin� in avanti, con una mano sul mento sfuggente. � Sono tutt�orecchi. Che dicono?</p><p>� Gli alieni ci hanno inviato il loro genoma...</p><p>� Sul serio?</p><p>� S�, insieme alle istruzioni su come realizzare un utero artificiale per due embrioni da far sviluppare qui sulla Terra; oltre ai progetti per un�incubatrice.</p><p>� Ges�... � fischi� McGavin.</p><p>� Non � meraviglioso? � disse Sarah.</p><p>� <emphasis>Wow</emphasis>.</p><p>� �... stupefacente. Ma saranno in grado di sopravvivere?</p><p>� Ritengo di s�.</p><p>� A una condizione � disse Sarah. � Gli alieni esigono che sia io... la tutrice legale. Ma io sono troppo avanti con l�et�.</p><p>� B� � disse McGavin � sono sicuro che sapremo costruire un laboratorio ad...</p><p>� No � lo interruppe Sarah. � Niente laboratori n� istituti. Si tratta di <emphasis>persone</emphasis>, non di esemplari. Cresceranno in una casa. Come ho detto, non potr� occuparmene direttamente, ma voglio essere io a decidere chi lo far�.</p><p>McGavin rispose in tono cortese, ma senza guardarla negli occhi. � Non sono del tutto sicuro che ti spetti questo diritto.</p><p>� Mi Spetta. Perch� il messaggio era indirizzato a me.</p><p>� Me l�avevi accennato, ma la cosa non mi � chiara.</p><p>� La chiave di decrittazione �.... fa esplicito riferimento a me. E non intendo rivelarla a terzi.</p><p>� Non � la sequenza delle tue risposte, completa o parziale � disse McGavin.</p><p>� Ci abbiamo provato, e non ha funzionato. Cos�altro sanno gli alieni di te?</p><p>� Con tutto il rispetto, mi avvalgo della facolt� di non rispondere.</p><p>McGavin fece una smorfia, ma non disse nulla.</p><p>� Ora � prosegu� Sarah � ripeto di non potermene occupare io. Per� posso fornire a chi voglio la chiave di decrittazione, e quindi il genoma.</p><p>� Mi accollerei volentieri... � disse McGavin.</p><p>� Per la verit� � lo interruppe Sarah � la vedrei meglio nel ruolo dello zio ricco. Qualcuno dovr� pur finanziare la realizzazione dell�utero artificiale, la produzione del DNA in laboratorio, e via dicendo.</p><p>McGavin appariva a disagio.</p><p>� Inoltre � intervenne Don � lei ha gi� un lavoro che la occupa a tempo pieno. Che dico �un lavoro�! Una caterva: presidente della Robotics, presidente della Fondazione a scopo benefico, interventi pubblici...</p><p>Lui annu�. � Vero. Ma se non io, allora chi?</p><p>Don si schiar� la gola. � Io.</p><p>� Tu? Ma non eri un... come si dice... un DJ o simili?</p><p>� Ero tecnico del suono e direttore di produzione. Ma quello era il mio <emphasis>primo</emphasis> curriculum. Sarebbe ora di iniziarne uno nuovo.</p><p>� Con tutto il rispetto � disse McGavin � a pronunciarsi in merito dovrebbe essere un Comitato scientifico.</p><p>� Sono <emphasis>io</emphasis> il Comitato scientifico � ribad� Sarah. � E mi sono gi� pronunciata.</p><p>� Ascoltami, Sarah � disse McGavin � sarebbe auspicabile una procedura ufficiale di selezione.</p><p>� C�� gi� stata: il questioriario draconiano. Grazie a esso, gli alieni hanno scelto me, e io ho scelto Don. Ma, tra tutti quanti, abbiamo bisogno di lei.</p><p>Lui non ne fu entusiasta, ma allarg� le braccia e disse: � Sono un uomo d�affari. Che quota mi spetterebbe?</p><p>Don not� che il viso di Sarah si corrugava ancora di piu. Non c�erano dubbi: se anche McGavin avesse compilato il questionario, ne sarebbero uscite risposte molto diverse da quelle di lei; e di Don. Ma Sarah cal� l�asso: � Tutti i ricavi che ne deriveranno sul piano delle biotecnologie. Non solo dall�analisi del DNA alieno, ma anche dalla progettazione dell�utero e dell�incubatrice, dalle formule chimiche per produrre gli alimenti necessari, eccetera.</p><p>McGavin non era ancora persuaso. � Ho l�abitudine di tenere sotto completo controllo le operazioni in cui mi lascio coinvolgere. Non mi cederesti i diritti su quella chiave di decrittazione? Spara qualsiasi prezzo.</p><p>Sarah scosse la testa. � Si � gi� visto che l�unica cosa che desidererei non � acquistabile.</p><p>McGavin tacque per alcuni secondi, soppesando i pro e i contro. Poi disse: � Qui si sta parlando di tecnologie all�avanguardia dell�avanguardia. � vero che la sintesi del DNA � un gioco da ragazzi, ed esistono numerosi laboratori in grado di sfornare qualunque sequenza gli si chieda, ma fabbricare l�utero artificiale, eccetera... quello richieder� tempi lunghi.</p><p>� Non c�� problema � disse Don � anch�io avr� bisogno di tempo per prepararmi.</p><p>� Come si fa a prepararsi a qualcosa del genere?</p><p>Don fece spallucce. A questo stadio della ricerca, si procedeva a tentoni. � Dar� un�occhiata ai modelli comportamentali che possediamo: l�allevamento di scimpanz� domestici, i �bambini lupo�... Nessuno di questi casi corrisponde alla perfezione a quello voluto, ma sarebbe un inizio. E poi...</p><p>� Si?</p><p>� B�, molti anni fa ho scritto un elenco delle Venti cose da fare nella vita. Una era: incontrare il Dalai Lama. Non che lo ritenga probabile, ma immagino di dovermi preparare... � si stup� lui stesso dell�avverbio: � ... <emphasis>spiritualmente</emphasis> a un evento di quel tipo.</p><p>� Non stai chiedendo la luna � disse McGavin.</p><p>� Lei... conosce il Dalai Lama?</p><p>Il miliardario sorrise. Avrai sentito quel Vecchio detto sui �sei livelli di separazione�. Da quando mi conosci, ti trovi a soli due livelli da qualunque personaggio famoso. Basta una telefonata alla persona giusta.</p><p>� <emphasis>Wow</emphasis>... oh... grazie. Voglio fare davvero di tutto per diventare un bravo...</p><p>� Educatore di extraterrestri � complet� McGavin, nel tono di chi debba ancora metabolizzare.</p><p>Don cerc� un modo terra terra per dirlo: � La metta cos�: il Dottor Spock che incontra il signor Spock.</p><p>L�ospite gli rivolse un�occhiata perplessa. Aveva sicuramente sentito nominare il celebre Vulcaniano, ma era nato troppo tardi per apprezzare a dovere la serie.</p><p>� Allora, ci aiuter�? � domand� Sarah.</p><p>McGavin continuava a non avere un�aria entusiasta. � Ci terrei davvero molto che mi si lasciasse il comando dell�operazione. Senza offesa, ma ho molta pi� esperienza di voi nella gestione di faccende complicate.</p><p>� Mi spiace, andr� in quest�altro modo � disse Sarah. � Lei sar� dei nostri?</p><p>McGavin sospir�. � Okay, okay. � Osserv� l�una, poi l�altro. � Sono della partita.</p></section><section><title><p>41</p></title><p>Qualche giorno dopo, Don sal� in studio per cercare Sarah, ma non c�era. Allora si affacci� nella loro camera e la vide distesa a letto.</p><p>� Sarah � disse a bassa voce. Calibrare il volume era un�impresa: troppo basso, e lei non avrebbe sentito anche se era sveglia; troppo alto, e se dormiva si sarebbe svegliata.</p><p>Per� qualche volta le cose vengono calibrate giuste. � Ciao, amore � disse lei.</p><p>Ma la sua voce era poco pi� di un gemito.</p><p>Lui accorse, accovacciandosi accanto al letto. � Tutto bene?</p><p>Le ci vollero alcuni secondi per rispondere; secondi durante i quali Don percep� il battito a martello del proprio cuore. Poi lei disse: � Non... non ne sono sicura.</p><p>Don si volt� verso la porta. � Gunter! � Immediatamente, il passo rapido e regolare del Mozo su per le scale. Don rivolse di nuovo le sue attenzioni a Sarah:</p><p>� Cosa c�� che non va?</p><p>� Mi sento... le vertigini � disse lei. � Tanta debolezza.</p><p>Gunter sporse la sua premurosa faccia blu al di sopra della spalla di Don, che gli chiese: � Quali sono le sue condizioni di salute?</p><p>� Temperatura 38,1 gradi. Battito cardiaco a 84, irregolare.</p><p>Don prese tra le mani le dita diafane di lei. � Dio... Ti portiamo subito all�ospedale.</p><p>� No � disse lei. � Non � necessario.</p><p>� Si che lo � � disse Don.</p><p>La voce di Sarah si fece pi� ferma. � Tu che cosa consigli, Gunter?</p><p>� Non c�� pericolo immediato. Per� domani sarebbe saggio chiamare il medico.</p><p>Lei annu� in modo quasi impercettibile.</p><p>� C�� qualcosa che posso fare, adesso, subito? � domand� Don.</p><p>� No. � Poi fece una pausa. Lui stava per dire qualcosa, quando lei aggiunse:</p><p>� Ma...</p><p>� Dimmi.</p><p>� Resta qui con me, tesoro.</p><p>� Ma naturalmente! � Prima che potesse muovere un dito, Gunter era gi� schizzato via. Pochi attimi dopo ricomparve con la sedia da ufficio che Sarah utilizzava per lavorare al computer, e la appoggi� accanto al letto. Don vi si sedette.</p><p>� Ti ringrazio � disse Sarah al robot.</p><p>Il Mozo annu�. La linea della sua bocca sembrava un elettrocardiogramrna piatto.</p><p>Il mattino dopo Sarah, seduta sul divano in soggiorno, scriveva con uno stilo sul palmare. Stava preparando la risposta per gli alieni; McGavin si era impegnato a farla inviare nello spazio.</p><p>Affinch� i Draconiani capissero che il mittente era quello giusto, Sarah avrebbe criptato il messaggio con la stessa chiave utilizzata da loro. Per adesso, comunque, usava i termini terrestri che lei stessa aveva associato ai simboli alieni; pi� avanti, sarebbe stato il computer a tradurre il testo in ideogrammi draconiani.</p><cite><p>[ opinione ] [ vita ] [ mittente ] &lt;&lt; [ vita ] [ destinatari ]</p><p>[ vita ] [ destinatari ] &amp;</p><p>[ vita ] [ mittente ] <strong>~</strong> [ fine ]</p></cite><p>Man mano che buttava gi� la bozza, in testa le passava una versione pi� colloquiale delle stesse frasi: �Ritengo che la mia aspettativa di vita sia molto pi� breve della vostra. La vostra vita si estende per un tempo indefinito; la mia si approssima alla fine...�.</p><p>Il messaggio proseguiva raccontando che, sebbene lei non potesse eseguire di persona le loro richieste, aveva trovato un degno sostituto. In futuro, loro avrebbero ricevuto regolari rapporti dai loro ambasciatori sulla Terra.</p><p>Sarah riguard� il testo che aveva digitato fino a quel momento. Il palmare aveva trasformato le linee tremanti tracciate dalla sua mano in caratteri ben definiti.</p><p>�La mia si approssima alla fine...�</p><p>Una vita lunga quasi novant�anni, di cui sessanta di matrimonio. Chi l�avrebbe mai definita �breve�? Eppure...</p><p>Eppure.</p><p>Le torn� in mente un ricordo di molti, molti anni prima. Era il suo primo appuntamento con Don, ed erano andati al cinema a vedere un film della serie <emphasis>Star Trek</emphasis>, non ricordava quale, solo che era quello con le balene. Buffo come avesse una memoria cos� lucida per eventi sepolti nel passato, e avesse difficolt� a richiamare gli eventi di pochi giorni prima. L�episodio cominciava con una scritta a tutto schermo del seguente tenore:</p><p>Il cast e l�equipaggio di <emphasis>Star Trek</emphasis> desiderano dedicare questo film agli uomini e alle donne dell�astronave <emphasis>Challenger</emphasis>: il loro spirito audace continuer� a vivere nel XXIII secolo e oltre...</p><p>E simultaneamente Sarah ripens� alla tragedia dello Shuttle del 2003, quando il <emphasis>Columbia</emphasis> si era disintegrato in fase di rientro.</p><p>Entrambi gli eventi l�avevano profondamente impressionata, per quanto potesse apparire ridicolo accostarli uno all�altro. Nel 2003, lei aveva detto a Don che avrebbe preferito far parte dell�equipaggio del <emphasis>Columbia</emphasis>, piuttosto che del <emphasis>Challenger</emphasis>, perch� i primi erano morti a missione compiuta, nel viaggio di ritorno a casa. Erano vissuti abbastanza da veder realizzato il proprio sogno: erano andati in orbita, avevano fluttuato nella microgravit�, e da lontano avevano goduto della vista stupenda, confusa, ipnotica e blu della Terra. Mentre gli astronauti del <emphasis>Challenger</emphasis> erano rimasti uccisi pochi minuti dopo la partenza, senza neppure aver raggiunto lo spazio.</p><p>Se tocca morire, meglio farlo dopo aver raggiunto lo scopo, anzich� prima. Lei era vissuta abbastanza a lungo da assistere alla ricezione di un segnale alieno, e all�invio della risposta, e alla ricezione della controrisposta, e all�instaurarsi di un dialogo tra le stelle. Perci� era ormai nel suo �dopo�. Anche se le sarebbe piaciuto partecipare a tanti momenti del futuro, aveva gi� toccato la meta. E che meta!</p><p>Sollev� lo stilo per riprendere a scrivere.</p><p>Una lacrima cadde sul display ingrandendo il testo come se fosse una lente.</p><p>Come si faceva a morire nell�Era delle meraviglie e dei miracoli? Piccoli ictus e principi d�infarto erano diventati facili da pronosticare. Il cancro, lo si curava senza difficolt�, cos� come l�Alzheimer e la polmonite. Potevano pur sempre capitare degli incidenti domestici, ma con un Mozo al proprio servizio la loro percentuale diminuiva in modo netto.</p><p>Per�, a un certo punto, il corpo si arrende. Il cuore si indebolisce, il sistema nervoso perde colpi, il catabolismo sopravanza l�anabolismo. Nulla di spettacolare come un aneurisma, n� di doloroso come le coronarie che saltano, n� di prolungato come una metastasi. Solo una lenta dissolvenza in nero.</p><p>Era ci� che stava succedendo a Sarah Halifax. Un granello di sabbia per volta.</p><p>Finch�...</p><p>� Non mi sento molto bene � disse una mattina, con un filo di voce.</p><p>In un attimo Don fu da lei. Sarah era adagiata sul divano in soggiorno; ve l�aveva trasportata Gunter su una sedia, un�ora prima. Accorse anche il robot, che scansion� i parametri vitali della padrona di casa con i sensori incorporati.</p><p>� Che cosa ti senti? � le domand� Don.</p><p>Lei si sforz� di sorridere. � Mi sento vecchia. � Tacque, respirando a fatica.</p><p>Don le prese la mano, e si volt� verso Gunter.</p><p>� Chiamo immediatamente la dottoressa Bonhoff � disse lui, in un tono che tradiva la sua tristezza. Al termine dell�esistenza, tornano di moda le visite mediche a casa. Inutile occupare un letto d�ospedale.</p><p>Don le strinse affettuosamente la mano. � Ricorda il nostro accordo � disse lei, a voce bassa ma decisa. � Niente sforzi titanici. Non ha senso accanirsi a prolungare la vita.</p><p>� Non passer� la notte � disse la dottoressa Tanya Bonhoff dopo essere rimasta accanto a Sarah per alcune ore. Era una quaramenne dalle spalle larghe e capelli biondi a spazzola. Lei e Don si erano allontanati dalla camera da letto; adesso erano nello studio, dove il computer era spento.</p><p>Lui sent� una stretta alla bocca dello stomaco. A Sarah erano stati promessi altri sessanta, altri ottanta anni di vita. E adesso...</p><p>Don afferr� lo schienale della sedia, vi si lasci� andare.</p><p>E adesso, a sua moglie non restavano neppure sei ore.</p><p>� Le ho dato degli analgesici, ma rimarr� lucida fino alla fine � disse il medico.</p><p>� La ringrazio.</p><p>� Penso che dovrebbe avvertire i suoi figli � aggiunse lei, in tono premuroso.</p><p>Don torn� in camera da letto. Carl era in viaggio d�affari a San Francisco: disse che avrebbe preso il primo volo, ma, per bene che andasse, non avrebbe potuto arrivare a Toronto prima del mattino seguente. Anche Emily era fuori citt�, ad aiutare un�amica a sistemare il cottage per l�inverno; adesso stava correndo a casa, ma le ci sarebbero volute almeno quattro ore.</p><p>Sarah era distesa al centro del letto, con la testa sollevata da due cuscini. Don sedette sul bordo del materasso e le prese la mano. La pelle liscia di lui contro quella rugosa e cadente di lei.</p><p>� Ehi... � mormor� Don.</p><p>Lei sollev� di qualche millimetro la testa, emettendo un sussurro che doveva echeggiare la stessa parola.</p><p>Rimasero in silenzio per un po�. Infine Sarah disse: � Ce la siamo cavata benino, no?</p><p>� Meglio di cos�! � disse Don. � Due figli in gamba. Sei stata una madre meravigliosa. � Le strinse la mano, con leggerezza. Il suo braccio sembrava cos� fragile, con i segni delle iniezioni. � E una moglie meravigliosa.</p><p>Lei fece un minimo sorriso, ma era il massimo che potesse. � E tu, un marito mera...</p><p>Don non voleva sentirselo dire. La interruppe, sussurrando: � Lo sa il cielo. � Ma, in fondo, anche questo alludeva al loro matrimonio.</p><p>� Quando io sar�... � Sarah fece una pausa. � Quando non ci sar� pi�, voglio che tu non sia troppo triste.</p><p>� Non credo di riuscirci � disse lui, in un soffio.</p><p>Lei annu� appena. � Per�, tu hai un dono che nessun altro di noi possiede. � Non c�era risentimento nella sua voce. � Sei stato sposato per sessant�armi, ma ti resta un tempo ancora pi� lungo da vivere, dopo... dopo aver perso la tua consorte.</p><p>Un lusso che finora non si era concesso nessuno, dopo le nozze di diamante.</p><p>� Non mi sono bastati sei decenni con te � disse lui, con la voce che si strozzava. � Non mi sarebbero bastati i secoli.</p><p>� Lo so � disse Sarah, ruotando il polso per poter essere lei a stringere la mano a lui. A consolarlo. � Ma siamo stati fortunati lo stesso ad aver trascorso insieme tutto questo tempo. Bill e Pam non hanno avuto questo dono.</p><p>Don non aveva mai creduto alle fandonie dello spiritismo, ma in quell�attimo gli parve che il fantasma del fratello aleggiasse nella stanza. Forse era venuto ad accompagnare la cognata nella luce eterna.</p><p>Sarah si sforz� di aggiungere ancora qualcosa: � La sorte � stata pi� benigna con noi che con tanti altri.</p><p>Don ci pens�. Forse, nonostante tutto, era cos�. Come lui stesso aveva pensato il giorno del sessantesimo anniversario, mentre attendeva l�arrivo dei figli: �Ho avuto una vita felice�. Nulla di tutto ci� che era avvenuto in seguito avrebbe potuto cancellare quella verit�.</p><p>Sarah rest� in silenzio a osservarlo. Poi scosse lievemente la testa. � Sei proprio identico a quando ti ho conosciuto.</p><p>Lui si strinse un po� nelle spalle. � All�epoca ero un ciccione.</p><p>� Ma il tuo... � cerc� un termine � ...calore era lo stesso. E tutto il resto. E...</p><p>� fece una smorfia di dolore. Una fitta contro cui non erano serviti gli analgesici.</p><p>� Sarah!</p><p>� Sto... � si ferm� prima di completare la bugia con un �bene�. � Lo so che � stato duro per te, questo ultimo anno. � Tacque di nuovo; era esausta. Don non sapeva come riempire quel vuoto. Attese che lei riguadagnasse abbastanza forze per proseguire: � Lo so che... che era pesante stare con una vecchia, per te cos� giovane.</p><p>Lo stomaco di Don era rigido come un blocco di legno. � Perdonami � sussurr�.</p><p>Non cap� se Sarah lo avesse udito, ma lei sorrise. � Ricordati di me, di tanto in tanto. Non vorrei... � emise un rantolo, che per� esprimeva pi� tristezza che dolore. � Non vorrei che l�unico a pensare a me fosse il mio amico di Sigma Draconis, e tra diciotto anni.</p><p>� Te lo prometto � disse lui. � Penser� a te ogni giorno. Per sempre.</p><p>Lei abbozz� un altro sorriso. � Nessuno vive per sempre... per� tu potresti andarci vicino.</p><p>La sua mano si distese, immobile.</p><p>Don la scosse, delicatamente. � Sarah!</p><p>Nessuna risposta.</p></section><section><title><p>42</p></title><p>Il mattino dopo, Don ed Emily si misero a fare le telefonate di rito a parenti e amici. Emily era arrivata verso mezzanotte, e aveva dormito nella sua ex cameretta, mentre il padre si era adattato al divano. La quindicesima o ventesima chiamata di Don fu a McGavin; saputo il motivo, la signora Hashimoto lo mise in contatto diretto con il boss.</p><p>� Ehil�, Don � disse McGavin. � Che succede?</p><p>Lui non fece preamboli: � Questa notte � morta Sarah.</p><p>� Dio... Condoglianze, Don.</p><p>� I funerali si terranno fra tre giorni qui a Toronto.</p><p>� Me lo segno... No, accidenti, dovr� essere in Borneo. Mi spiace tanto.</p><p>� Non importa.</p><p>� Io... mmm... � disse McGavin � detesto toccare questo tasto, date le circostanze, ma tu sei a conoscenza della chiave di decrittazione, vero?</p><p>� S�.</p><p>� Bene, bene. Forse � meglio che tu me ne faccia avere una copia. Per sicurezza.</p><p>� Il dato � al sicuro, non si preoccupi.</p><p>� � solo che...</p><p>� Ora mi scusi � disse Don � ma ho ancora numerose chiamate da fare. Per� mi � sembrato giusto avvertirla tra i primi.</p><p>� Lo apprezzo molto, Don. Ancora condoglianze.</p><p>Quando era arrivata una telefonata dalla Robotics per informarlo che il Mozo andava sottoposto a una revisione di routine, il primo impulso di Don era stato di mandarli al diavolo. Poi per� aveva detto: � Va bene. Quando sarete qui?</p><p>� Quando fa pi� comodo a lei � aveva risposto una voce maschile.</p><p>� Non sono interventi da programmare con settimane di anticipo?</p><p>L�uomo all�altro capo del telefono aveva ridacchiato. � Non quando si tratta di clienti sull�Albo d�oro.</p><p>Il furgoncino blu arriv� alle undici spaccate, come richiesto da Don. Un piccoletto di colore, azzimato e di mezza et�, suon� alla porta portando con s� una valigetta metallica. � Il signor Halifax? � domand�.</p><p>� In persona.</p><p>� Sono Albert. Mi perdoni il disturbo, ma questi controlli periodici sono fondamentali. Capisce: meglio individuare subito un piccolo guasto, che aspettare che faccia grossi danni.</p><p>� Ovvio. Prego, entri pure.</p><p>� E il Mozo dov��? � domand� Albert.</p><p>� Di sopra, penso. � Don accompagn� il tecnico in soggiorno, poi grid�: � Gunter!!</p><p>Di solito, il robot compariva alla velocit� della luce. Un Battista iperteso.</p><p>Stavolta no, e il padrone di casa si spazient�: � Gunter!!</p><p>Niente. Don rivolse uno sguardo imbarazzato all�uomo della Robotics, come si fa quando i bambini si comportano male in presenza di ospiti. � Chiedo scusa.</p><p>� Che sia in giardino?</p><p>� � possibile, ma sapeva del suo arrivo.</p><p>Don sal� al piano delle camere, seguito da Albert. Guardarono nello studio, nella stanza da letto, nel bagno principale e in quello di servizio, nella ex cameretta di Emily. Di Gunter, nessun segno. Ridiscesero per controllare in cucina e in sala da pranzo. Niente. Quindi andarono nel seminterrato, e...</p><p>� Oh Dio! � esclam� Don., chinandosi sul Mozo, che era buttato sul pavimento a faccia in gi�.</p><p>Anche il tecnico si inginocchi� accanto al robot. � Batteria disattivata � disse.</p><p>� Non lo spegnevamo mai � disse Don. � Magari � per questo.</p><p>� Dopo meno di un anno? Lo escluderei.</p><p>Albert ruot� il Mozo sulla schiena, e sibil�: � Merda. � Al centro del torace metallico si notava un piccolo pannello aperto. Albert prese una mini-torcia dal taschino e ne illumin� l�interno. � Maledizione... maledizione...</p><p>� Cos�� successo? � chiese Don. � Che problema c��? � Sbirci� sotto il pannello. � Che cosa sono questi comandi?</p><p>� La memoria principale. � Fece scivolare una mano verso l�ombelico di Gunter e premette il pulsante di on<strong>\</strong>off.</p><p>� Buongiorno � disse il Mozo, mentre la bocca si rianimava. � <emphasis>Do you speak English? Hola, habla Espa�ol? Bonjour, parlez-vous fran�ais? Konichi-wa, nihongo-o hanashimasu-ka?</emphasis></p><p>� Cosa sta succedendo? � ringhi� Don.</p><p>� Inglese � disse Albert.</p><p>� Buongiorno � ripet� il Mozo. � Questa � la prima volta che vengo attivato da quando sono uscito dalla fabbrica, perci� mi scuso, ma dovr� chiedervi alcune informazioni. Primo: da chi ricever� ordini?</p><p>� Sta dando i numeri? � chiese Don. � Ma quale �prima volta�!</p><p>� Si � resettato � disse Albert, annuendo con aria pensierosa.</p><p>� Che?</p><p>� Ha azzerato la memoria, ed � tornato alle condizioni di default.</p><p>� Ma... perch�?</p><p>� Non lo so. Non avevo mai visto un caso del genere.</p><p>� Gunter � disse Don, piantando gli occhi in quelli vitrei e rotondi del robot.</p><p>� Chi di voi due � Gunter? � domand� il Mozo.</p><p>� Sei tu. Questo � il <emphasis>tuo</emphasis> nome.</p><p>� Scritto: gi, u, enne, ti, acca, e, erre?</p><p>Don si sentiva male. � Non... non torner� pi�, vero?</p><p>Il tecnico scosse la testa.</p><p>� Non c�� nessun modo di recuperare la memoria?</p><p>� No, sono spiacente. Ha spazzato via tutto.</p><p>� Ma se... � E in quel momento, Don cap�. Ci aveva messo pi� tempo di Gunter, ma alla fine c�era arrivato anche lui. L�unica... l�unica <emphasis>persona</emphasis> presente quando Sarah aveva decrittato il messaggio, era il Mozo. Quel tecnico non era affatto venuto a fare una revisione periodica: era venuto a ficcanasare nella memoria di Gunter, per rubare la chiave e darla a McGavin. Il quale voleva avere il controllo sull�intera operazione, non era cos�? Voleva essere l�unico creatore dei Draghetti, e che Don si levasse dalle palle.</p><p>� Fuori di qui � disse Don ad Albert.</p><p>� Come, prego?</p><p>� Fuori-da-questa-casa!!</p><p>� Signor Halifax, io non...</p><p>� Crede che non abbia capito che cosa ci fa lei qui? Fuori!</p><p>� Sinceramente, signor Halifax...</p><p>� <emphasis>Subito!</emphasis></p><p>Albert si spavent�. Don aveva biologicamente vent�anni in meno di lui, ed era di quindici centimetri pi� alto. Acciuff� la valigetta metallica e risal� di corsa verso l�uscita. Mentre Don offriva a Gunter una mano per aiutarlo a rialzarsi.</p><p>Gli antefatti non erano difficili da ricostruire. Dopo che Don aveva chiamato McGavin per informarlo del decesso di Sarah, il miliardario aveva ripensato alla sua ultima conversazione con lei, e si era ricordato dell�orgoglio di Gunter per essere stato presente al grande momento. Quindi era probabile che il Mozo avesse memorizzato la chiave di decrittazione.</p><p>Don era livido di rabbia, mentre componeva un numero ormai noto, e una nota voce rispondeva: � McGavin Robotics. Ufficio del presidente.</p><p>� Signora Hashimoto, buongiorno. Sono Donald Halifax. Desidero parlare al signor McGavin.</p><p>� Sono spiacente, ma al momento non � raggiungibile.</p><p>Don tenne sotto controllo la rabbia. � Prenda nota della chiamata, e gli dica che ho necessit� di parlargli entro oggi.</p><p>� Non posso sapere quando il signor McGavin risponder� a una chiamata, e...</p><p>� Gli dica che l�ho cercato. Sara sufficiente.</p><p>Il telefono squill� due ore dopo.</p><p>� Ciao, Don. La signora Hashimoto mi ha informato che mi cercavi...</p><p>� Provi un altro trucchetto del genere, e giuro che la lascer� fuori da tutto � sibil� Don. � Cristo, pensavo di potermi fidare di lei!</p><p>� Non so di cosa stai parlando.</p><p>� Non giochiamo. Ho capito benissimo cosa voleva fare con Gunter.</p><p>� Ancora non...</p><p>� Non neghi.</p><p>� Prendi un bel respiro, Don. Capisco che di recente hai avuto...</p><p>� Ci pu� scommettere. Si dice che nessuno �scompaia� finch� qualcun altro lo conserva nella memoria. B�, ora uno che ricordava <emphasis>perfettamente</emphasis> Sarah non c�� pi�.</p><p>Silenzio.</p><p>� Dannazione, Cody! Qui non si combina pi� niente se manca la fiducia!</p><p>� Quel robot � di mia proprieta � disse McGavin. � � solo concesso in prestito. Per cui, tutto ci� che si trova nei suoi circuiti � <emphasis>mio</emphasis>.</p><p>� Nei suoi circuiti non � rimasto un accidente.</p><p>� Lo... lo so. E mi dispiace. Se solo avessi immaginato che lui si sarebbe... � Pausa. � Nessun robot lo aveva mai fatto.</p><p>� Pu� ricavarci una lezione. Una bella lezione sulla lealt�.</p><p>McGavin si irrigid�; non era abituato a che ci si rivolgesse a lui con quel tono.</p><p>� B�, siccome il Mozo era stato concesso in prestito a Sarah, nulla m�impedisce di...</p><p>A Don acceler� il battito. � No, per favore!... Non se lo riprenda indietro. Io non...</p><p>La voce di McGavin suonava ancora adirata. � Cosa?</p><p>Don fece spallucce, anche se l�altro al telefono non poteva vederlo. � Ormai � uno di famiglia.</p><p>Una lunga pausa, seguita da un lungo respiro. � Molto bene. Se questo serve a distendere i rapporti tra noi, il Mozo pu� restare con te.</p><p>Silenzio.</p><p>� Dico bene, Don?</p><p>Lui era ancora fuioso. Se avesse avuto <emphasis>davvero</emphasis> ventisei anni, avrebbe portato avanti la polemica. Ma non era un vero ventiseienne; aveva imparato quand�� il momento di cedere. � S�, d�accordo.</p><p>� Perfetto. � McGavin stava riacquistando l�usuale cordialit�. � Perch�, vedi, stiamo facendo dei progressi nella costruzione dell�utero artificiale, ma cavoli, non � come bere un bicchier d�acqua. Ogni componente va realizzato a partire da zero, e utilizzando tecnologie che in parte non erano mai state sperimentate prima...</p><p>Don pass� in rassegna il soggiorno di casa. Adesso sulla mensola del caminetto c�erano decine di biglietti di condoglianze, tutti scrupolosamente stampati e imbustati da Gunter. A Don spiaceva che non esistesse pi� la posta cartacea; comunque, andava bene anche inviare flussi di dati che poi venivano riconvertiti dal destinatario.</p><p>Uno dei biglietti era appoggiato al trofeo dell�Unione astronomica. Un altro copriva parte della foto del loro matrimonio; lui si avvicin� alla mensola, spost� il pezzo di carta e osserv� Sarah come era, e com�era lui la prima volta che aveva avuto quell�et�.</p><p>C�erano anche fiori, naturali o virtuali. Sul tavolino accanto al divano era posato un vaso di rose; al di sopra del tavolino da caff� faceva bella mostra di s� un mazzo di gerani. Don ricord� quanto a Sarah, fin da giovane, piacesse occuparsi delle piante, e come avesse conservato il pollice verde anche a settant�anni. Una volta aveva descritto la Via Lattea come il giardino di Dio.</p><p>Mentre continuava a leggere i biglietti, con la coda dell�occhio colse un movimento alle sue spalle. Era Gunter.</p><p>� Sono addolorato per la scomparsa di tua moglie � disse. La linea della bocca era incurvata verso il basso in un�espressione che, in circostanze diverse, sarebbe apparsa comica. Adesso per� aggiungeva un tocco di sincerit�.</p><p>Don osserv� il robot. � Lo sono anch�io � disse a bassa voce.</p><p>� Spero di non aver commesso un�indiscrezione, ma ho letto anch�io quei messaggi � accenn� alla mensola. � Doveva essere una donna straordinaria.</p><p>� Lo era. � Non le enumer�, ma quella definizione sarebbe stata azzeccata per numerose categorie: come moglie, madre, amica, docente, scienziata, e prima ancora figlia e sorella. Tanti ruoli, tutti portati avanti alla perfezione.</p><p>� Se posso permettermi: che cosa hanno detto di lei, i testimoni al funerale?</p><p>� Ti far� vedere il nastro.</p><p>�Nastro!� La parola rimbomb� nella testa di Don. Non la usava pi� nessuno; si riferiva a una tecnologia obsoleta che nessuno ricordava pi�.</p><p>� Ti ringrazio � disse Gunter � Sarebbe stato un onore conoscerla.</p><p>Don lo fiss� in quegli occhi immobili. � Domani andr� al cimitero � disse. � Ti... andrebbe di venire anche tu?</p><p>Il Mozo annu�. � Lo gradirei molto.</p><p>Il lato nord del cimitero di York era delimitato dalle staccionate sul retro delle abitazioni di Park Home Avenue, che si trovava a un solo isolato di distanza dal Betty Ann Drive; perci� Don e Gunter raggiunsero la meta a piedi. Don si chiedeva se qualche vicino li stesse sbirciando attraverso i vetri o le telecamere. Il robot e il Rollback: i due miracoli della scienza moderna, fianco a fianco.</p><p>Qualche minuto dopo erano al cancello del cimitero. Quando gli Halifax avevano acquistato la casa, la prossimit� con quel luogo aveva fatto crollare il prezzo; adesso invece, data la rarit� delle aree verdi, era diventato un valore aggiunto. E, per fortuna, avevano acquistato un�area di sepoltura prima che la tumulazione nella terra diventasse un lusso.</p><p>Per arrivare alla tomba di Sarah occorreva percorrere un vialetto interno per qualche centinaio di metri. Gunter si guardava attorno con quelli che, in un umano, sarebbero stati occhi spalancati. Essendo stato testato in fabbrica, e avendo sernpre abitato in casa (dopo il reset), non aveva mai visto tanti alberi e tanti sentieri cos� ben curati.</p><p>Infine, furono sul posto. La buca nel frattempo era stata completamente coperta di zolle. Don guard� il robot, che a sua volta stava leggendo la lapide. � L�iscrizione non � centrata � disse. Don annu�: nomi e generalit� di Sarah erano incise in alto a destra.</p><p>� Anch�io verr� sepolto qui, e il mio nome verr� scritto sull�altra met�.</p><p>Sulla parte destra comparivano le parole:</p><cite><p>SARAH DONNA ENRIGHT HALIFAX</p><p>MOGLIE E MADRE AMATISSIMA</p><p>29 MAGGIO 1960 � 20 NOVEMBRE 2048</p><p>PARLAVA CON LE STELLE</p></cite><p>Don volt� gli occhi verso la met� della lapide che avrebbe accolto lui. Era probabile che il suo anno di morte sarebbe cominciato con le cifre �21�. La povera Sarah avrebbe giaciuto l� da sola per gran parte di un secolo.</p><p>Provava un dolore all�altezza dello sterno. Al funerale aveva pianto poco. La tensione di dover salutare tante persone, e andare, e venire... tutte attivit� che aveva espletato quasi in stato confusionale, sotto la direzione di Emily.</p><p>Ma adesso regnava la calma. Con lui c�era solo Gunter, e lui si sentiva collassare. Guard� di nuovo l�incisione. Le lettere si appannarono.</p><p>MOGLIE AMATISSIMA... MADRE AMATISSIMA...</p><p>Le lacrime sgorgarono in un fiotto, colando gi� per le guance giovanili. Don si fece forza per, forse, mezzo minuto; poi si aggrapp� convulsamente al collo di Gunter. Che si trattasse di una situazione pre-programmata, o che avesse visto la scena in TV, o che reagisse in modo spontaneo, il Mozo lo sostenne, battendogli delicatamente delle pacche sulla schiena.</p><p>Poco dopo il Rollback, Don si era chiesto se, in questa seconda giovinezza, il tempo sarebbe trascorso rapido o lento. C�era la possibilit� che gli anni sembrassero non finire mai, come la prima volta che aveva avuto venticinque anni.</p><p>No, per niente. Prima ancora che lui se ne accorgesse, era passato un anno. Sul calendario apparve la cifra 2050, e lui ebbe ventisette anni, e insieme ottantanove.</p><p>Ma, per quanto veloce fosse volato il tempo, nel 2049 di cose ne erano cambiate tante. Anche se spesso lui si sorprendeva a fissare il vuoto, pensando a Sarah e a...</p><p>No. A Sarah, e basta. Perch� solo lei doveva dominare i suoi pensieri. Per quanto...</p><p>Per quanto Leonore doveva senz�altro aver saputo della morte di lei. Nelle prime settimane dopo il lutto, Don si era atteso qualche messaggio da Leonore. In un�epoca precedente lei avrebbe potuto inviare un telegramma formale, senza che questo lo invitasse a risponderle; ma oggi le uniche vie sarebbero state una telefonata, che implicava di impegnarsi in una conversazione; o un�e-mail, a cui sarebbe venuto naturale replicare.</p><p>Pass� un mese, poi un altro, e Don concluse che Leonore non intendeva ripristinare i contatti. Del resto, che cosa avrebbe potuto dirgli? Che era dispiaciuta della notizia? Senza che, tra le righe, lui interpretasse: �Sono dispiaciuta che non sia morta prima�? Mica per cattiveria, ma perch� era stata solo l�esistenza di Sarah a dividerli.</p><p>Ogni tanto Don faceva una ricerca in Rete su �Sarah Halifax�. Venivano fuori una montagna di pagine, quasi tutte datate, ma che davano la pallida impressione che lei fosse ancora viva.</p><p>Sul proprio nome, non curiosava pi� sul Web. Come aveva detto Randy Trenholm, fioccavano i blog sul suo Rollback, e la cosa lo stomacava. Giusto qualche volta inseriva il nome di Leonore per vedere se saltava fuori qualcosa.</p><p>Salt� fuori che aveva terminato il master a Toronto e, come sognava, si era trasferita in Nuova Zelanda per proseguire gli studi.</p><p>Don si mise a cercare tutte le informazioni possibili su di lei. Il sito dell�Universit� di Canterbury, pubblicazioni specialistiche di cui era co-autrice, i suoi occasionali <emphasis>post</emphasis> su newsgroup di stampo politico, immagini in video-conferenza da Tokyo. Riguard� quella clip un milione di volte.</p><p>Sapeva che non avrebbe mai colmato la perdita di Sarah. Ma la vita <emphasis>doveva</emphasis> proseguire, e presto anzi sarebbe cambiata in modi inimmaginabili. McGavin gli aveva rivelato che l�utero artificiale sarebbe stato pronto nell�arco di poche settimane. La gestazione, secondo i dati inviati dai Draconiani, sarebbe durata sette mesi.</p><p>Era un anno e mezzo che Leonore era uscita dalla sua vita. Era troppo, sperare che fosse ancora libera. Anche in quel caso, sicuramente preferiva mettere tra parentesi quell��episodio�, cos� lo aveva chiamato, un uomo che si era rivelato essere, parola odiata, un ottuagenario.</p><p>E per�...</p><p>E per�, nell�ultimo periodo trascorso insieme, lei sembrava essersi riconciliata con la storia di lui, accettando la sua doppia et�, quel suo corpo giovanile con un�anima un po� meno giovanile. Trovare un�altra donna capace di tanto, nonostante l�apertura mentale sbandierata da tutti, sarebbe stato un miracolo.</p><p>D�accordo, era l�epoca dei miracoli scientifici, ma a tutto c�era un limite.</p><p>Ovviamente, un uomo con la testa sulle spalle avrebbe cercato di contattare Leonore per telefono o per e-mail. Un uomo con la testa sulle spalle non avrebbe attraversato in aereo mezzo globo terrestre illudendosi di venire accolto a braccia aperte. Solo che lui non lo era. Lui era uno �stupidone�, come avevano rimarcato entrambe le donne di cui si era innamorato.</p><p>E fu cos� che...</p><p>E fu cos� che si ritrov� su un aereo per la Nuova Zelanda. Mentre allacciava le cinture di sicurezza, si rese conto di avere un vantaggio sui Draconiani: loro spedivano i segnali al buio e, in assenza di risposta, per anni e anni non avrebbero potuto sapere se i messaggi fossero arrivati o meno a destinazione. Lui, se non altro, avrebbe visto Leonore in faccia. E non aveva bisogno di altro: l�espressione di lei sarebbe stato un messaggio immediatamente comprensibile, senza tante decrittazioni.</p><p>Con tutto ci�, non vedeva l�ora di sapere il verdetto...</p><poem><stanza><v><emphasis>Per quel cielo che si china su noi,</emphasis></v><v><emphasis>per quel Dio ch�� da noi adorato,</emphasis></v><v><emphasis>dite a quest�anima in pena se,</emphasis></v><v><emphasis>l� nella remotissima Aidenn,</emphasis></v><v><emphasis>sar� mai sua la vergine santa</emphasis></v><v><emphasis>che gli angeli chiamano Leonore.</emphasis></v></stanza></poem><p>Il posto di Don era vicino all�obl�. Molto pittoresco su un volo nazionale; ma, su uno intercontinentale, quando uno voleva sgranchirsi le gambe era costretto a infastidire altri due passeggeri. Quello pi� vicino a Don, sul sedile centrale, era un uomo di almeno settantacinque anni. E Don ricordava fin troppo bene che cosa significasse cercare di alzarsi in uno spazio ristretto, a quell�et�, per cui resistette il pi� a lungo possibile intrappolato al proprio posto, un po� osservando le infinite distese di nubi dall�alto, un po� guardando la TV sul monitor.</p><p>Dopo circa quattro ore, l�anziano vicino attacc� bottone. � Piacere, io mi chiamo Roger. � Aveva un forte accento australiano: doveva essere di ritorno verso casa, visto che l�aereo, dopo lo scalo ad Auckland (dove Don avrebbe cambiato volo per Christchurch)., avrebbe fatto rotta per Melbourne.</p><p>� Come mai era a Toronto? � domand� Don, dopo che Roger ebbe confermato le proprie origini australiane.</p><p>� Veramente ero a Huntsville. Ha presente?</p><p>� Il paradiso dei cottage.</p><p>� Centro! Ci vive mia figlia, che gestisce un bed&amp;bleakfast. Ha appena avuto una bambina, quindi non potevo mancare.</p><p>Don sorrise. � I nipotini sono un raggio di sole.</p><p>Roger lo guard� con aria incuriosita, ma poi annu�: � Garantito.</p><p>� Era mai stato in Canada prima d�ora?</p><p>� Questa era la quarta volta, ma... � Sul volto, che era beato al pensiero della nipotina, si disegn� un�ombra. Don pens� che stesse per aggiungere: �Ma forse sar� l�ultima�; invece Roger disse: � Era la prima volta che ci venivo da solo.</p><p>L�anno scorso ho perso mia moglie.</p><p>Don sent� una fitta al cuore. � Oh... Condoglianze.</p><p>� Grazie. Meravigliosa, ecco cos�era la mia Kelly.</p><p>� Si vede. Per quanto tempo siete stati sposati?</p><p>� Cinquant�anni. Cinquant�anni e una settimana, per la precisione. Come se lei avesse tenuto duro fino al giro di boa.</p><p>Don tacque.</p><p>� Mi manca da impazzire � continu� Roger � Ogni giorno.</p><p>Don rest� ad ascoltare in silenzio mentre il vicino rievocava gli anni stupendi trascorsi con Kelly tenendosi nella strozza frasi come: �Lo so�, �Anche per me�, �Proprio come me e Sarah�.</p><p>Alla fine, Roger gli rivolse uno sguardo imbarazzato. � Mi scusi, mi sono lasciato trasportare dai ricordi. Sono un vecchio rompipalle.</p><p>� Per niente � disse Don.</p><p>Roger sorrise. Aveva una faccia tonda con pochi capelli; e la pelle cotta di uno che si era crogiolato a lungo al sole. � Lei � un giovanotto davvero gentile, a sopportare tutte le mie chiacchiere.</p><p>Don soppresse un sorrisetto. � Piacere mio.</p><p>� Mi racconti un po� di lei. Che ci viene a fare nel regno di Oz... tralia?</p><p>� Ah, no, proseguo per la Nuova Zelanda.</p><p>� Isola del Nord o del Sud?</p><p>� Sud.</p><p>� B�, sono entrambe incantevoli. A parte le pecore.</p><p>Stavolta Don sorrise apertamente. Ma non poteva raccontare di esserci stato sessant�anni fa, e non conosceva la situazione attuale, quindi rispose: � S�, me l�hanno detto.</p><p>� Cosa la porta nella terra dei kiwi? Viaggio d�affari o di piacere?</p><p>� Vuole la verit�? Sto rincorrendo una ragazza.</p><p>Cogliendolo di sorpresa, Roger gli affibbi� una pacca sul ginocchio. � Beato te, ragazzo mio! Beato te!</p><p>� Forse, o forse no. Abbiamo rotto un annetto fa, e lei si � trasferita a Christchurch per motivi di studio. Mi � mancata oltre il dicibile.</p><p>� Ma la ragazzuola sa che lei sta arrivando, immagino.</p><p>Don scosse la testa, preparandosi a essere bollato come un idiota.</p><p>Roger sollev� un sopracciglio. � Accetterebbe un consiglio da un vecchio?</p><p>� Sono i consigli migliori.</p><p>Roger fu preso in contropiede: si attendeva una risposta diversa. Quindi annu� con aria esperta. � Sta facendo la cosa giusta, ragazzo mio. Le uniche cose di cui mi pento, in tutta la mia vita, sono le follie che <emphasis>non</emphasis> ho fatto.</p><p>Don sorrise. � Lei � una persona molto saggia.</p><p>Roger ridacchi�. � Viva abbastanza a lungo, e lo diventer� anche lei.</p></section><section><title><p>44</p></title><p>Dopo aver cambiato volo, finalmente, alle cinque del mattino ora locale, Don fu all�aeroporto di Christchurch. Detestava dover pagare un albergo senza passarci la notte, ma l�alternativa sarebbe stata presentarsi a Leonore in uno stato pietoso, e l�impresa era gi� abbastanza picaresca cos�.</p><p>Aveva prenotato una camera nell�hotel pi� economico che avesse scovato on-line; ci and� in taxi. La camera era piccola in base agli standard nordamericani, ma aveva un balconcino. Dopo essersi rinfrescato, Don si accomod� all�esterno; era estate, ma l�aria frizzante del mattino gli congelava il fiato.</p><p>Quasi tutti gli edifici intorno avevano le luci spente. Don torn� in camera e chiuse tutti gli interruttori, per abituare gli occhi alla semi-oscurit�, poi torn� sul balcone. Non si pu� rimanere sposati con un�astronoma per sei decenni senza acquisire un minimo di familiarit� con le costellazioni, anche se in quell�emisfero gli risultarono quasi tutte sconosciute. Per� individu� due stelle la cui brillantezza superava tutte le altre: Alpha Centauri e Beta Centauri, le uniche di cui si ricordasse da quel famoso viaggio di una vita fa. Oltre a...</p><p>Esamin� il cielo da un estremo all�altro. Eccole, inconcepibilmente enormi: le Nubi di Magellano, due graffiti bianchi sul buio. Rest� a fissarle, rabbrividendo.</p><p>Il sole compariva, lento, all�orizzonte che man mano diventava rosaceo, e...</p><p>E all�improvviso esplose una cacofonia di canti di uccelli, completamente diversi da tutto ci� che si poteva sentire in Canada. Come trovarsi su un pianeta alieno.</p><p>Don torn� dentro, punt� la sveglia per cinque ore dopo e si distese, a occhi chiusi, chiedendosi che cosa gli avrebbe portato il nuovo giorno.</p><p>Appena si svegli�, controll� la posta elettronica sul palmare. C�era il rapporto giornaliero da McGavin: tutto procedeva bene nella realizzazione dell�utero artificiale. Nel frattempo erano state prodotte le sequenze di DNA alieno, suddividendole tra quattro laboratori specializzati e poi assemblandole con la stessa tecnica utilizzata mezzo secolo prima per il Progetto Genoma. �Presto� concludeva McGavin �tutto okay per cominciare a far sviluppare embrioni.�</p><p>Don aveva dapprima pianificato di incrociare Leonore mentre usciva o rientrava a casa (non era stato difficile scoprire dove abitava). Ma avrebbe avuto tutta l�aria di un agguato, facendo magari una pessima impressione sull�interessata. Inoltre, se lei conviveva con qualcuno, meglio evitare uno scontro con un fidanzato geloso.</p><p>Quindi opt� per sbucarle di fronte all�universit�. Una breve ricerca sul palmare lo aveva informato sugli orari dei colloqui della dottoranda in Astronomia. Prima di lasciare l�hotel, Don prese un po� di denaro in contanti dal bancomat interno; anche le predizioni sulla scomparsa della Cartamoneta per ora non si erano avverate, perlopi� per motivi di privacy. Le banconote erano nuove di zecca, ma mostravano un ritratto di re William molto pi� giovane di quello che compariva su quelle canadesi; come se Sua Altezza si fosse concesso un piccolo Rollback anche lui.</p><p>Il taxista meccanico lo lasci� all�entrata del campus, dove lo accolse l�insegna:</p><cite><p>NAU MAI, HAERE MAI KI TE WHARE W&#x100;NANGA O WAITAHA</p></cite><p>Di nuovo un testo alieno... Per� sul lato opposto della strada sorgeva una Stele di Rosetta con la traduzione:</p><cite><p>BENVENUTI ALL�UNIVERSIT� DI CANTERBURY</p></cite><p>Il campus era attraversato da un fiumiciattolo. Don lo costeggi� fino all�edificio in cui, come gli aveva mostrato un passante, si trovava la facolt� di Astronomia.</p><p>Una costruzione recente, in mattoni rossi, semiaffondata dentro una collina. Una volta all�intemo, cerc� l�aula che gli occorreva, anche se la numerazione era piuttosto lambiccata.</p><p>Alla fine s�imbatt� nella segreteria di Astronomia. Infil� dentro la testa: alla scrivania sedeva un maori sulla trentina, con il volto coperto da tatuaggi labirintici.</p><p>� Buongiorno � disse Don. � Per favore, potrebbe indicarmi l�aula 42-214B?</p><p>� Cerca Leonore Darby? � domand� l�uomo.</p><p>A Don and� in subbuglio l�intestino. � Ah... s�.</p><p>Lui sorrise. � Lo immaginavo, ha un accento canadese. Allora: prosegua per il corridoio, poi svolti a destra in quello successivo. Trover� l�aula alla sua sinistra.</p><p>Mancavano venti minuti alla fine del colloquio. Rin grazi� il segretario, fece una sosta al bagno, verific� di non avere rimasugli tra i denti, si pettin�, si lisci� i vestiti. Poi si diresse alla 42-214B. La porta era chiusa, ma munita di finestrella: Don sbirci� all�interno.</p><p>Ed ebbe un sussulto. Leonore era l�, in fondo. Come a sottolineare che tante cose erano cambiate, si era accorciata di parecchio i capelli rossi. Appariva anche �invecchiata�, il che a quell�et� era sinonimo di maturazione, non di decadenza.</p><p>Era una piccola aula per conferenze, con seggiole in pendio di fronte a una scrivania. Leonore per� non se ne stava seduta rigida, ma recitava la lezione in piedi sullo spiazzo centrale, in atteggiamento pi� sciolto. Di fronte a lei erano sedute una decina di persone, di cui Don vedeva le nuche. Alcuni avevano i capelli grigi; dovevano essere membri del corpo accademico. Leonore usava una penna laser per indicare vari punti su un complesso grafico proiettato a schermo. Lui non poteva sentire le parole di lei, in compenso ne distingueval�inconfondibile cadenza squillante.</p><p>Don sedette sul pavimento, all�esterno, in attesa che la sessione terminasse.</p><p>Quando la porta si apr�, ebbe un picco adrenalinico, ma era solo uno che andava al bagno.</p><p>Altre aule, lungo lo stesso corridoio, presero a svuotarsi; solo quella di Leonore rimaneva chiusa, mettendogli addosso un�ansia da panico. Don si rialz�, spazzolandosi con le mani il fondo dei pantaloni. Stava per curiosare ancora attraverso la finestrella, quando la porta si spalanc�. Lui si fece da parte, come prescriveva l�antica abitudine alla metropolitana di Toronto.</p><p>Passata la calca, Don si sporse dentro l�aula. Leonore, di schiena, parlava con l�ultima persona che non se n�era ancora andata, un ragazzo smilzo. Finalmente anche lui risal� per la scalinata e usc�. Leonore rest� alla scrivania a sistemare qualcosa.</p><p>Don inspir� profondamente, a lungo, nella speranza che questo lo rilassasse un po�, quindi entr�. Era sceso di appena quattro gradini, quando Leonore sollev� gli occhi, e...</p><p>E li spalanc�, quasi un cerchio perfetto, mentre le labbra le si aprivano senza emettere un suono. Lui continu� a scendere, tremando peggio di quando aveva ottant�anni.</p><p>Lei sembrava ancora non credere ai propri occhi, come se lo sconosciuto fosse un sosia del ragazzo che conosceva. D�altra parte, era qualche tempo che non si vedevano, e magari lo ricordava male, e non era lui, e...</p><p>� Don? � disse.</p><p>Lui sorrise, ma con gli angoli della bocca che vibravano. � Ciao, Leonore.</p><p>� Don! � Quasi grid� il suo nome, sorridendo da un orecchio all�altro.</p><p>Lui scese di corsa gli ultimi scalini, a due per volta, e all�improvviso furono uno tra le braccia dell�altra. Don impazziva dal desiderio di baciarla, ma il solo fatto che lo avesse accolto come un vecchio amico non lo autorizzava a farlo.</p><p>Dopo un tempo che a lui parve troppo breve, lei si sciolse dall�abbraccio.</p><p>Leonore lo esamin� rapidamente da cima a fondo, poi piant� le pupille nelle sue.</p><p>� Ma che ci fai qui!</p><p>� Spero non ti dispiaccia.</p><p>� Dispiacermi?</p><p>� Non sapevo se saresti stata felice di rivedermi.</p><p>� Ma certo che s�! Sei qui in vacanza?</p><p>Lui scosse la testa. � Sono venuto per te.</p><p>Lei rest� fulminata. � Mio... Dio... Potevi chiamare.</p><p>� Lo so. Chiedo scusa.</p><p>� No, no, non per quello, ma... � Pausa. � Hai fatto questo viaggio solo per vedere me?</p><p>Lui annu�.</p><p>� Mio Dio � ripet� lei. Poi chin� lievemente la testa. � Mi � dispiaciuto tanto quando ho saputo di Sarah. Quand�� successo? Quattro, cinque mesi fa?</p><p>� Pi� di un anno � disse lui, senza aggiungere altro.</p><p>� Mi spiace. Tanto.</p><p>� Anche a me.</p><p>� E adesso � il tono di Leonore era ancora esterrefatto � tu sei qui.</p><p>� Gi�. � Non sapeva quale fosse il modo pi� elegante di porre la domanda successiva, quindi sput� il rospo: � Ti vedi con qualcuno?</p><p>Lei lo osserv� per qualche secondo. Il sottinteso era chiaro, cos� com�era chiaro che lui le aveva lasciato una via d�uscita: le sarebbe bastato rispondere �s�, e la questione sarebbe stata chiusa. � No � squitt� lei. � Nessuno.</p><p>Lui emise un sospiro infinito, e la attir� a s�. � Grazie a Dio � mormor�.</p><p>Dopo un attimo di esitazione, le tir� su il mento con delicatezza e la baci�. Con sua suprema delizia, lei ricambi� il bacio.</p><p>E di colpo si lev� un applauso.</p><p>Don alz� gli occhi. Un gruppo di studenti, in attesa dell�aula, era fermo in cima alla scalinata. Uno aveva dato il via alle felicitazioni, seguito dagli altri. In faccia a Don comparve un sorriso ancora pi� compiaciuto di quello degli involontari spettatori. Leonore invece era rossa come un peperone.</p><p>� Vogliate scusarci � disse Don, prendendo per mano Leonore e trascinandola amorevolmente su per la scalinata, mentre il gruppo scendeva ai banchi. Uno degli studenti gli moll� una pacca complice sulla spalla.</p><p>Leonore e Don uscirono nel tepore del clima neozelandese; un bel contrasto con l�inverno canadese da cui lui proveniva. Voleva dirle un milione di cose, ma non sapeva da che parte cominciare. Alla fine attacc� con: � Ti sta bene questa pettinatura.</p><p>� Grazie � disse lei, che lo teneva ancora per mano. Stavano passeggiando lungo il fiumiciattolo, che risult� essere l�Avon; produceva un delizioso rumore di sottofondo. Sulla riva opposta sorgevano alcuni edifici e un parcheggio. Il marciapiede era lastricato, affiancato da una fila di alberi di cui Don non avrebbe saputo precisare la specie. Leonore faceva occasionali cenni di saluto a studenti o professori.</p><p>� Allora, come ti butta? � gli domand� lei. Davanti a loro saltellarono via due uccelli con piumaggio nero, lunghi becchi ricurvi e macchie arancioni sulle guance.</p><p>� Hai... hai poi trovato lavoro? � Lo disse abbassando il tono, sapendo che era un tasto delicato.</p><p>Don si ferm�, imitato da lei. Le lasci� andare la mano e la guard� dritto negli occhi. � C�� qualcosa che devo dirti, ma devi promettere che manterrai il segreto.</p><p>� Ovvio � disse lei.</p><p>Lui annu�. Di lei si poteva fidare completamente. � Sarah aveva decrittato il messaggio.</p><p>Leonore strinse le palpebre. � Impossibile. Ne avrei sentito...</p><p>� Era un messaggio <emphasis>personale</emphasis> per lei.</p><p>Leonore aggrott� la fronte.</p><p>� Non scherzo affatto � prosegu� lui. � Era personale per la terrestre che aveva fornito le risposte pi� gradite ai Draconiani.</p><p>� Ed � stata Sarah?</p><p>� Proprio cos�: la mia Sarah.</p><p>� E che diceva il messaggio?</p><p>Passarono di corsa due studerrti in ritardo. Don aspett� che fossero fuori portata di udito. � Hanno inviato il loro genoma completo, insieme alle istruzioni per costruire i macchinari necessari a far nascere due piccoli Draconiani.</p><p>� Ges�... Sul serio?</p><p>� Assolutamente. Nel progetto � coinvolto in prima persona Cody McGavin... e anch�io. Sar� io il... � fece una pausa. Non l�aveva ancora metabolizzato fino in fondo: � ...il tutore legale. Ma per tirar su due Draghetti avr� bisogno di aiuto.</p><p>Lei non sembr� cogliere.</p><p>� E, b�, vorrei che tu tornassi con me. A far parte della mia vita... e di quella dei nostri figli.</p><p>� Io?</p><p>� S�, tu.</p><p>Leonore era come stordita. � Io, ah, voglio dire, se � per noi due... non ci piove, ma...</p><p>Don aveva il cuore a tamburo. � Ma...?</p><p>Lei gli rivolse uno dei suoi sorrisi pi� radiosi. � Mi sei mancato un botto, m-m-ma questa faccenda di tirare su... Ges�!, non riesco a capacitarmi... due piccoli Draconiani. Non... non ho nessuna qualifica per...</p><p>� <emphasis>Nessuno</emphasis> ce l�ha. Per� tu sei una ricercatrice SETI, ed � un punto di partenza migliore di tanti altri.</p><p>� Mi ci vogliono ancora anni per terminare il dottorato.</p><p>� Hai gi� il titolo della tesi? � disse lui. � Perch� avrei un mezzo sugger...</p><p>Lei faceva ancora resistenza. � Ma se sto qui in Nuova Zelanda! Tutto il progetto verr� portato avanti in Nord America, no?</p><p>� Questo non � un problema. Quando la notizia diventer� pubblica... e lo diventer� dopo la nascita dei Draghetti... tutte le universit� del mondo ci si butteranno a capofitto. Sono sicuro che si trover� il sistema di arrangiare le cose con Canterbury in modo da non pregiudicare il tuo curriculum.</p><p>� Non so che dire. Cio�, �... � un�impresa colossale.</p><p>� Lo dici a me?</p><p>� Avere dei figli draconiani � ripet� lei, scuotendo la testa. � Sarebbe un�esperienza da cardiopalma, ma ci saranno docenti con ben altri titoli per...</p><p>� Non � una questione di credenziali, � una questione di <emphasis>carattere</emphasis>. Gli alieni non avevano chiesto di fornire la propria posizione socio-economica o il curriculum di studi. Erano interessati all�etica personale.</p><p>� Ma io non ho mai compilato quel sondaggio.</p><p>� Tu no, ma io s�. Inoltre, sono abbastanza bravo a valutare le persone. Fidati.</p><p>� Questa cosa mi... mi sta travolgendo.</p><p>� Ma ti intriga.</p><p>� Cavoli, s�. Ma questo significher� che dovrai fare accettare una ragazza a... ai tuoi figli, e nipoti, e poi ai Draghetti... quanto mi piace questo nome!... e...</p><p>� Stai dimenticando il robot domestico.</p><p>Lei scosse di nuovo la testa, stavolta sorridendo. � Che famiglia scombinata!</p><p>Lui l� restitu� il sorriso. � Ehi, siamo negli anni �50.</p><p>Lei annu�. � Sono sicura che sar� semplicemente grandioso. Ma... capisci, mancherebbe qualcosa.Voglio dire, mi piacerebbe tanto avere uno o due figli miei.</p><p>� Wow, alla Festa del pap� ricever� regali a tonnellate.</p><p>� Solo dai figli di cui sarai il vero padre! � Lo guard� negli occhi. � Ti... ti interesserebbe?</p><p>� S�, penso di s�. Se conoscer� la donna giusta.</p><p>Lei gli diede una sberla su un braccio.</p><p>� Scherzavo. Sarebbe da urlo! E poi, i Draghetti avranno bisogno di fratellini con cui giocare.</p><p>Lei sorrise, poi per� spalanc� gli occhi. � Un momento. I nostri figli saranno... mio Dio, saranno pi� giovani dei tuoi nipoti. � Scosse un�altra volta la testa. � Non so se mi abituerei all�idea.</p><p>Don le prese la mano. � Lo farai, amore. Serve solo un po� di tempo.</p></section></section><section><title><p>EPILOGO</p></title><subtitle><emphasis>Ottobre 2067</emphasis></subtitle><empty-line/><p>� Tutti, in macchina! Si va!</p><p>Don aveva spostato il furgone sul piazzale davanti alle banchine del porto.</p><p>Centinaia di turisti andavano e venivano, o per raggiungere gli aliscafi o, come la famiglia Halifax, per ridiscendere a terra. Sul piazzale si allineavano venditori di magliette, hot dog e merci assortite. Leonore era in piedi accanto alla barriera pedonale. � Avete sentito pap�? � grid�. � Vogliamo arrivare finch� � giorno!</p><p>Don non se la prendeva se la truppa indugiava. Questo punto, all�estremit� di Hurontario Street, era l�unico da cui si poteva avere una vista panoramica sull�intera Fiera, che si estendeva tra due isole artificiali dell�Ontario. Il padiglione degli Stati Uniti era un gigantesco diamante (anche nel prezzo); quello cinese rendeva omaggio sia alla cultura autoctona sia alle celebrit� extraterrestri con la sua forma di drago rampante, le cui spire seguivano la disposizione dell�omonima costellazione. Trai due padiglioni si proiettava verso il cielo la Guglia della speranza, che aveva fatto riguadagnare a Toronto il primato per l�edificio pi� alto.</p><p>Don era abituato a quei suoi due figli che deambulavano su tre arti posteriori, ma i turisti restarono affascinati dalla grazia dei loro movimenti. Viceversa sua figlia Gillian, quindici anni, non si mosse dal posto: era quasi il suo turno alla bancarella dello zucchero filato. Si volt� verso il padre con aria indecisa se dovesse fornire rassicurazioni. Aveva le lentiggini della madre ma i capelli castano chiari di lui.</p><p>� Va bene, va bene � disse Don. � Per� spicciati.</p><p>I due genitori si erano impegnati a fondo per la sua educazione; anzi, Don aveva scoperto che la nuova esperienza come padre era molto pi� rilassante della prima, in virtu dell�accresciuta capacit� di distinguere tra le crisi autentiche e quelle che si sarebbero risolte da sole.</p><p>Erano venuti su bene anche i due figli, che ora, con i loro due metri e mezzo di altezza e i due quintali di peso, non avevano difficolt� a farsi largo tra la folla.</p><p>Erano cresciuti insieme a Gillian nella casa fatta costruire da McGavin a Winnipeg: localit� scelta a causa della presenza di un laboratorio specializzato in rischi ambientali, e l�unico in Nord America progettato per ospitare macro-forme di vita.</p><p>Centinaia di studiosi seguivano le giornate degli Halifax tramite webcam, dando tutti i consigli che ritenessero utili, ma i genitori erano e restavano Don e Leonore, e l�ultima parola spettava al loro istinto parentale.</p><p>Don premette il comando che apriva il portello posteriore del furgone. Il veicolo, che sui mass media era subito diventato �la Dragomobile�, era abbastanza alto da contenere i due alieni in piedi; era loro impossibile sedersi, data la struttura non umanoide dei due arti anteriori e dei tre posteriori. Dopo che furono entrati, Don richiuse il portello e azion� gli aspiratori di anidride carbonica. Quando arriv� anche Gillian, con una maxi-sfera di zucchero filato, si erano ormai accese le spie verdi e i due fratelli si erano levati le maschere di filtraggio.</p><p>In passato Don non si sarebbe mai sognato di acquistare un veicolo di quelle dimensioni, ma attualmente il conto del benzinaio non lo terrorizzava pi�. Dopo un po� aveva anche smesso di ripetere, ogni volta che dava gas, l�esclamazione di Robin dalla serie <emphasis>Batman</emphasis> anni �60: �Batterie atomiche accese! Turbine avviate!�.</p><p>Leonore prese posto accanto al guidatore, mentre Gillian e Gunter, familiarmente detti �le due G�, si misero nei sedili posteriori.</p><p>� A che ora inizia la cerimonia? � chiese Don.</p><p>� Alle nove � rispose Gunter.</p><p>� Perfetto � disse Don, scostando dal marciapiede � abbiamo tutto il tempo che vogliamo. � Avrebbe anche potuto chiedere al Mozo di guidare ma, miseriaccia, portare a zonzo la famiglia sul vecchio furgone era una delle massime gioie della paternit�.</p><p>� Vi siete divertiti? � domand� Leonore, girandosi verso gli altri occupanti.</p><p>� Tantissimo! � rispose Amphion, corrugando allegramente le creste. � Uno sballo! � I ragazzi potevano riprodurre senza difficolt� i suoni delle lingue terrestri, anche perch� avevano una pi� ampia gamma di vocali. Tuttavia, per quante lezioni ricevessero, non riuscivano a usare le forme impersonali (�si va, si dice�...). Secondo alcuni studiosi, qui si toccava lo zoccolo duro della moralit� draconiana: ogni azione richiedeva un soggetto responsabile.</p><p>� Ho trovato fantastica la dimostrazione della nebbia artificiale � disse Zethus. Quando erano nati i due Draghetti, era stato lanciato un concorso per i nomi. A vincere erano stati quei due, ripresi dalla coppia mitologica Anfione e Zeto, figli di Zeus allevati sulla Terra da genitori putativi.</p><p>Don annu�. La nebbia nanotecnologica era stata un vero spettacolo. Per� lui era rimasto elettrizzato soprattutto dalle automobili volanti. Si era realizzato un vecchio sogno degli scrittori di fantascienza, alla buon�ora!</p><p>Da quell�estate il Canada stava celebrando il proprio bicentenario. E lo stava facendo nello stesso modo di cent�anni prima: con una Fiera internazionale. Don aveva visitato quella del 1967 che era ancora bambino, insieme ai genitori; all�epoca lo avevano lasciato a bocca aperta i laser giganti, i telefoni regolabili, le monorotaie e un�enorme sfera geodetica riempita di capsule spaziali USA. Anche quella di adesso, come allora, era chiamata Expo 67; ed era bastato percorrere due terzi del primo secolo del nuovo millennio per mandare in soffitta le teorie di Peter de Jager. Allora come oggi, si trattava di una grande mostra degli ultimi ritrovati tecnologici; alcuni dei quali erano ricadute dei progetti per l�utero artificiale e l�incubatrice dei Draconiani.</p><p>Si immisero nel traffico. Qualche automobilista dava un colpetto di clacson e salutava: Amphion e Zethus erano delle star, e la sagoma della Dragomobile, verde e massiccia, era inconfondibile; comunque, a scanso di equivoci, era targata STARKIDS, �figli delle stelle�.</p><p>Nel 1967, all�epoca della prima ricorrenza nazionale, Don aveva sei anni. In quell�occasione il Governo aveva contattato le persone nate nello stesso anno dell�indipendenza, facendo passare nelle scuole i centenari che erano ancora in salute. Don ricordava ancora che era stato allora che aveva visto la prima persona di cento anni in vita sua, un uomo impossibilmente anziano sulla sedia a rotelle.</p><p>Adesso per� erano cambiate molte cose. Anzitutto lui stesso era un centenario, anzi aveva centosei anni, quasi centosette. Facevano un tour delle scuole quelli della classe del1967, tra cui una Pamela Anderson che si era sottoposta al Rollback dopo che, pochi anni prima, i costi erano scesi alla portata del jet-set televisivo. Era arrapante come all�epoca in cui posava per �Playboy�.</p><p>Don invece, attualmente, dimostrava quarant�anni abbondanti. I capelli se n�erano di nuovo in buona parte andati, ma chi se ne importava. Don si sentiva meglio adesso della prima volta che aveva avuto 44-45 anni; l�unico infarto della sua vita era sepolto nei ricordi di sei decenni fa.</p><p>Anche Leonore aveva quell�et�, ma non era sicuramente la sua <emphasis>mezza</emphasis> et�. I prezzi del Rollback continuavano a scendere, e gi� sette milioni di persone se l�erano permessa; quando anche Leonore ne avesse avuto bisogno, sarebbe stata una terapia alla portata delle loro tasche. A beneficio di lei... e di lui, per un <emphasis>secondo</emphasis> Rollback. Incredibile ma vero.</p><p>Durante il tragitto Amphion e Gillian si misero a litigare, mentre Zethus osservava dal finestrino il traffico di Toronto. Per quanto fossero nominalmente gemelli, i due alieni non si somigliavano manco un po�. Amphion aveva pelle blu scuro e due sottili creste che gli scendevano dalla nuca; Zethus aveva una pelle argentea e iridescente, con tre creste. Ancora pi� diversi erano i loro caratteri: l�avventuroso e permaloso Amphion contro il timido Zethus, che in compenso era un campione a Scarabeo.</p><p>Don guard� nello specchietto retrovisore. � Amphion, lascia in pace tua sorella.</p><p>Lui rivolse due dei suoi quattro occhi verso il padre. � � stata lei a cominciare!</p><p>� Ognuno degli occhi di un Draconiano vedeva una diversa gamma cromatica.</p><p>Due occhi erano specializzati in diverso modo a percepire lo spettro luminoso fino agli ultravioletti; il terzo percepiva fino all�infrarosso; il quarto si estendeva dagli infrarossi agli ultravioletti, ma in bianco e nero. La combinazione degli occhi utilizzati per fissare un oggetto non creava solo un diverso tipo di visione, ma dava anche sensazioni differenti. Inoltre i Draconiani possedevano un senso, assente nei terrestri, che permetteva loro di individuare un corpo pesante all�esterno del campo visivo.</p><p>I Draghetti avevano cinque arti, due anteriori e tre posteriori. Se la loro ontogenesi embrionale rispecchiava la filogenesi, le due gambe dirette in avanti si erano sviluppate dalle pinne pelviche di un antenato acquatico, e quella rivolta all�indietro, pi� robusta, da una coda di pesce. Invece le braccia non derivavano da pinne, come negli umani, bens� da una complessa serie di ossa che anticamente sorreggevano le branchie.</p><p>Le mani possedevano solo tre dita, ma la loro specie era approdata lo stesso al calcolo decimale (utilizzato nei radiomessaggi) grazie ai dieci piccoli tentacoli che contornavano l�apertura boccale, due paia sopra, sei sotto. In quel momento Zethus li stava usando per portare alla bocca un fiocco di zucchero filato che Gillian gli aveva passato attraverso un breve condotto. Siccome gli occhi erano affossati dentro cavit� ossee, i Draconiani non erano in grado di vedere i propri tentacoli; per cui, se volevano sfruttarli come pallottoliere, dovevano farlo tramite l�immagine mentale che ne avevano.</p><p>Il precedente Expo 67 aveva un sottotitolo che ben presto era apparso orribilmente sessista: �L�uomo e il suo mondo�. L�attuale Expo non aveva un sottotitolo, che Don sapesse, ma �L�umanit� e i suoi mondi� sarebbe stato perfetto.</p><p>Anche perch� si era finalmente tornati sulla Luna, e su Marte si era stabilita una piccola colonia internazionale.</p><p>Poi c�erano altri mondi che non erano di competenza dell�umanit�. Erano 18,8 anni esatti che Sarah aveva mandato la sua risposta ai Draconiani, dando ricevuta del loro messaggio e spiegando che il suo successore si sarebbe premurato di far nascere i due �figli delle stelle�. Il che significava che pi� o meno in quell�istante l�amico di penna su Sigma Draconis II stava ricevendo il segnale di Sarah. Gi� ci si immaginava le celebrazioni per l�evento; e per non essere da meno, si era deciso di festeggiarlo anche sulla Terra, quella notte stessa. Un segnale poteva essere inviato nello spazio a qualsiasi ora, ma per spirito poetico si prefer� attendere che in cielo comparissero le stelle. Per quanto l�inquinamento luminoso avrebbe cancellato dalla vista umana la patria dei due Draghetti.</p><p>Alla cerimonia sarebbe stato scoperto un monumento a Sarah Halifax, immortalata con l�aspetto che aveva nel 2009, anno della ricezione del primo messaggio. Statua che, alla chiusura dell�Expo, sarebbe stata collocata in modo permanente ai Laboratori di fisica McLennan. Subito dopo l�inaugurazione, non solo Amphion e Zethus (che avevano inviato rapporti settimanali, dei quali per� nessuno era ancora pervenuto a destinazione) ma anche i rappresentanti di tutte le decine di Paesi presenti alla Fiera avrebbero spedito una cartolina di auguri verso Sigma Draconis.</p><p>Il traffico era moderato, cos� che nel giro di mezz�ora la Dragomobile era arrivata a destinazione. Negli ultimi vent�anni Don era tornato spesso a Toronto a trovare i nipoti, oltre alla recente, tragica circostanza dei funerali di Carl, scomparso a soli settantadue anni. Ogni volta che ci veniva, compiva il pellegrinaggio che stava ripetendo anche adesso, ma per Gillian e i ragazzi era la prima volta.</p><p>Guidando lungo Park Home Avenue, Don not� con disappunto che era sparita la biblioteca a cui era cos� affezionato. La stessa sorte, ovviamente, era toccata a gran parte delle biblioteche del mondo; ma da questo punto di vista lui era un po� retrogrado, tanto che usava ancora un palmare anzich� farsi impiantare collegamenti neuronici alla Rete, come avevano fatto Leonore e Gillian.</p><p>Parcheggi� il furgone nel cimitero... altro anacronismo... il pi� vicino possibile alla tomba di Sarah. I ragazzi infilarono le maschere, e tutti percorsero a piedi i metri che mancavano, facendo scricchiolare le foglie secche sotto i piedi e gli arti.</p><p>Don aveva portato un mazzo di fiori virtuali, con batteria a fusione a freddo; le olo-rose potevano durare quasi in eterno. I ragazzi, di solito chiassosi, compresero che il padre aveva bisogno di un po� di silenzio e glielo concessero. Qualche volta, a venire qui, Don si sentiva sopraffatto dalle emozioni, al ricordo dei primi appuntamenti con Sarah, dei primi anni di matrimonio, e tanti aneddoti di quando Carl ed Emily erano bambini, e la bufera di quando Sarah aveva decodificato il primo messaggio... Ma adesso l�unico ricordo era quello, di quasi vent�anni prima, di quel mitico sessantesimo anniversario, quando lui si era chinato su un ginocchio di fronte a sua moglie. Lo fece anche adesso, per posare i fiori. Sarah continuava a mancargli ogni giorno della sua vita.</p><p>Poi si rialz� e osserv� la lapide, rileggendo l�iscrizione. Lo spazio accanto era ancora vuoto. L�epitaffio che aveva predisposto per se stesso, NON RIMASE MAI CON UNA O ALL�ULTIMA MANO, era meno lirico di quello di Sarah, ma rendeva l�idea.</p><p>Qualche secondo dopo, si volt� verso Leonore. Lei sapeva che un bel giorno Don sarebbe venuto a riposare in pace qui, non accanto a lei: che sensazione le dava? Leonore, che con gli anni aveva perso le lentiggini sostituendole con delicate striature, gli lesse nel pensiero e gli diede una pacca sulla mano. � Non preoccuparti, tesoro. Tanto, quelli della mia generazione non vengono pi� interrati.</p><p>Questo posticino te lo sei comprato, ed � giusto che lo usi... un secolo o l�altro.</p><p>�Un secolo o l�altro.� Magari nel XXII, o nel XXIII, o...</p><p>L�epoca delle meraviglie e dei miracoli. Scuotendo la testa, si rivolse ai tre figli.</p><p>Sarah non rappresentava nulla di speciale per Gillian: solo la prima moglie del padre, una donna scomparsa anni prima che lei nascesse, e con la quale non condivideva nessun tratto del DNA. Non che Sarah avrebbe dato peso alla cosa; per� non esisteva in societ� un nome specifico per definire i rapporti tra la sua prima moglie e la figlia avuta dalla seconda moglie.</p><p>Del resto non esisteva neppure un termine esatto per indicare il legame tra Sarah e i due alieni; eppure, senza di lei, loro non sarebbero mai esistiti. Amphion esaminava perplesso i quattro nomi incisi sulla lapide, �Sarah Donna Enright Halifax�, e doveva stare pensando le stesse cose, perch� domand�: � Come devo chiamarla?</p><p>Don ci riflett�. �Mamma� non sarebbe stato carino: la madre era Leonore.</p><p>�Professoressa Halifax�? Troppo formale. �Signora Halifax� in teoria non era concorrenziale, perch� Leonore aveva conservato il proprio cognome da nubile, come era ormai nell�uso. �Sarah� suonava troppo familiare. Don fece spallucce. � Non sap...</p><p>� Zia Sarah � sugger� Leonore, che in vita l�aveva sempre e solo chiamata �professoressa Halifax�.</p><p>I Draconiani non potevano annuire per mancanza di collo, ma Amphion esegu� il lieve inchin� che era stato convenuto per quei casi. � Grazie per averci portato a conoscere zia Sarah. � Teneva un occhio su Don e tre alla lapide.</p><p>� A lei sarebbe piaciuto un sacco conoscere voi � disse Don, sorridendo a tutti e tre i figli.</p><p>� Peccato che non l�abbia potuta incontrare di persona � disse Zethus.</p><p>� Era una donna unica � rispose Don.</p><p>Gillian si rivolse a Leonore: � Anche tu l�avevi conosciuta, no, mamma?</p><p>Lavoravi nello stesso settore. Che tipa era?</p><p>Leonore guard� Don, poi di nuovo la figlia. Pens� al termine pi� appropriato, poi, sorridendo in direzione del marito, rispose: � Troppo oltre.</p></section><section><title><p><emphasis>Ringraziamenti</emphasis></p></title><p>Molti studenti dei miei corsi di scrittura creativa sono diventati effettivamente scrittori, ma nessuno aveva il talento di Robyn Herrington, la carissima amica a cui � dedicato questo romanzo. L�avevo incontrata la prima volta nel 1996 a Calgary alla convention di fantascienza �Con-Version�, e nel �97 avevo incluso una sua poesia nell�antologia <emphasis>Tesseracts 6</emphasis>, curata da me e mia moglie Carolyn. Robyn ha quindi partecipato ai miei workshop al Banff Centre nel 2000 e 2001, realizzando racconti che si possono trovare, ad esempio, in tre delle antologie curate da Mike Resnick: <emphasis>Return of the Dinosaurs</emphasis>, <emphasis>Women Writing Science Fiction</emphasis> e <emphasis>New Voices in Science Fiction</emphasis>. Robyn ci ha lasciati nel 2004 dopo una lunga lotta contro il cancro; su sua richiesta, ho letto ai funerali l�elogio funebre che lei stessa si era preparata. Il concetto alla base di questo romanzo � opera sua: ringrazio Robyn e suo marito Bruce Herrington per avermi permesso di utilizzarlo e svilupparlo.</p><p>Un grande ringraziamento anche ai molti che hanno letto il manoscritto fornendo preziosi suggerimenti: Asbed G. Bedrossian, Ted Bleaney, Reinhardt Christiansen, David Livingstone Clink, Marcel Gagn�, Richard Gotlib, Peter Halasz, Andrew Zimmerman Jones, Al Katerinsky, Herb Kauderen, Joe Mahoney, Terry McGarry, Howard Miller, Kirstin Morrell, Ariel Reich, Sally Tomasevic, Hayden Trenholm, Andrew Weiner, Elizabeth Westbrook-Trenholm, oltre a mio fratello Alan B. Sawyer.</p><p>Ringrazio inoltre gli amici e colleghi che mi hanno permesso di rubare loro qualche idea o hanno dato input di qualunque genere, tra cui: Paul Bartel, Clarissa Bartlet, Dan Evens, Chris Ellis, Terence M. Green, W. Thomas Leroux, Charles Levy, Irwin Tan.</p><p>Uno speciale grazie al prof. Jerome H. Barkow docente alla facolt� di Sociologia e antropologia sociale della Dalhouise University (autore della relazione principale al simposio �Codificare l�altruismo: l�arte e la scienza della composizione di messaggi interstellari�, citato nel romanzo); al prof. David DeGraff, preside della facolt� di Astronomia e fisica alla Alfred University; e a Greg Armstrong, responsabile tecnico del settore ricerca all�Istituto di robotica della Carnegie Mellon University.</p><p>Un immenso grazie alla mia adorata moglie Carolyn Clink, nonch� al mio agente Ralph Vicinanza e ai suoi collaboratori Christopher Lotts, Vince Gerardis e Eli Kirschner.</p><p>Ringrazio quindi il mio editor David G. Hartwell e il suo collaboratore Denis Wong; Tom Doherty, Linda Quinton, Irene Gallo, Dot Lin e tutta la squadra della Tor Books; Harold e Sylvia Fenn, Janis Akroyd, Davide Cuthbertson, Marnie Ferguson, Steve St Amant, Heidi Winter e tutti quelli della HB Fenn &amp; Company (distributrice Tor in Canada); Stanley Schmidt e Trevor Quachri di �Analog Science Fiction and Fact�.</p><p>Un ringraziamento poi a Danita Maslankowski, organizzatrice nell�autunno 2005 del weekend letterario �Write-Off� dell�Associazione scrittori dell�immaginario � Calgary: in quell�occasione ho lavorato sodo per questo libro.</p><p>E a mio padre John A. Sawyer che mi ha prestato la sua residenza estiva presso il lago Canandaigua, dove mi sono rifugiato per terminare l�opera.</p><p>Nota bene: �Scrabble� � un marchio registrato in Stati Uniti e Canada; negli altri Paesi appartiene alla JW Spear &amp; Sons, una affiliata della Mattel.</p><p>E per chiudere, un grazie ai milleduecento partecipanti del mio gruppo di discussione on line, dai quali provengono sempre un sacco di incoraggiamenti e feedback. Tutti si possono aggiungere, andando sul sito: www.groups.yahoo.com/group/robertjsawyer.</p></section></body><binary id="cover" content-type="image/jpeg">/9j/2wBDAAUDBAQEAwUEBAQFBQUGBwwIBwcHBw8LCwkMEQ8SEhEPERETFhwXExQaFRERGCEYGh0dHx8fExciJCIeJBweHx7/2wBDAQUFBQcGBw4ICA4eFBEUHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh4eHh7/wAARCAJBAV8DASIAAhEBAxEB/8QAHQAAAQQDAQEAAAAAAAAAAAAAAAIFBgcBAwQICf/EAFwQAAEDAwEEBQUIDQoEBAUEAwEAAgMEBRESBhMhMQciMkFRFEJSYXEjM2JygZHR0ggVFyRDVYKSk6GxssEWNlNUY3OUosLhJjR08DVEg+IlRVaVoydkZvF14/L/xAAcAQEAAgMBAQEAAAAAAAAAAAAAAgQBAwUGBwj/xABCEQACAQMCAwQHBQQJBAMAAAAAAQIDBBESIQUxQQYTIlEWMkJSYXGRFIGSobEVI4LBJTQ1U2KistHwJHLh8TM2Q//aAAwDAQACEQMRAD8A4mjBKVn9qx4ozgZXxM/TApwZJ1j3IbuzwULf0hUUb3sNum4HHaCldrqWV1BT1kbC1k7A9oPPC6t1Y3FGKqVIYTOTZ8WtL2bpUZ5aOmPmsSc0KN7UbX0tmrjSS0kkpAb1gR3qra2tW6eimsss3l9Rs495WeESPLqc4YtjAH9aVMuy20MN9p6mZlO+EU72scHHvIcf9KdpBrbjOFur206M3CfNdBaXVO6pqpSeU+ovOpuFha8lrsLnutUKG2VFa5rntiYSWjvVSFOVWagubN9SpGlBzlyR2ku9L9Sxqd6X6lA39I1H+L5fzwkt6RqP8Xzfnhdr9icT8vzOB6UcL/vPyJ6S5IOVFKDbyzTTNjnjnpdXnFuofqUpgljqIxNBIyWJzdTXtdkFc6vw+4oPFSLR1LTilpeLNCakKyjKycLAVKUdJ00ZCEBGVFgzJ2FmPsJs2iu0dmtr6yUa8EBrOWonuUU+6QPxW79L/wC1day4bc3K7ynHY4d5xyysZd3Xnhk/MbHDeN7kkyPm6g7lzWyrbW0UNTHjRMwO58s9y6cbniqtSlOHNY8zo0a1OrBTi8p8jJKBxSSUpp4KtCKk9yzgzqDeISXPc84XLcavyK3T1hZq3TC7TnGcKFfdHZr/APCXZ/6r/wD1roWnDLq9i3RWUjk33GLPh8lG4lhsn4CGkz9QrisF1gvNqZXU4wDwe3OdJ8F2N9zlBC017d0Jd2+fUuW9eFeCqweU+Rhszo27s96yQGDV4qE3jb4UV0mphaRJu3uAcajGcfkqVWO4G8WeC4bnciVudGrOPlW+74Zc2tNTqrCfIqWnF7S7qypUZZa5nchBKSSqjeDrJCYxqaI5OthZlaInB8fVTTtTfJNn6Bk7aQVDXv0nEmjHVcc8j4Jisu3TblcY6P7SsYXuwSKjOP8AKurR4ZcVrfvYrZdfLBxrjjVlb3MbepPE37PnkmuUZWoPKWCT3LhaTs6TJPFKaeCSAUvHBbqcdLyYYNdlDo896j21F/FhjjJiE0jyeGvGB48kxRdIoe4B9sBycZ3vL9S6trwW5uqfeJbHBueP2FpW7mpPDJ5K3HFEZWGybxgd3ELLeeVyKtPu5YO5GWqOUZcVlhSX8kkHitknioiNT1GLZxCQ7iCFsiHBIHMqFOGpozN7MoKqd98S/HP7VdmyX82bX/07VStW3FRL8c/vK6dk/wCbNr/6dq+gdov6rS+cT5Z2K34jV/i/UdD53yKp+lL+dDv7qNWs08XKqelP+dDv7qNcXs1LXft/B/qej7cbcN/iQ+9EP/hN1/vYv2OU6j7RUF6IP/Cbr/exfscp0zmfatHH5abx/d/MudkX/RNP7zD+RTPtef8AhW4f3JTu7vTRtf8AzVuP9yVyrSeu5h81+p2eI/1Or/2v9CmKaHeziL03tb85U5f0eSCUYuUeSM40qFWvQLnTl3E7xn7VfLcsY14bzA4r23Hr+rZqDpdeex8v7IcItuI979ojnTy3KZ2m2erbKY3y9aN/BrwnbotvT6a6stUpLqeY5YCexJ3qR9K0jf5NtjccOdO3SPkOVAtimF+01vZHwO+aQfl4qxaVlxGxcqq5/wAupovbf9jcahG1fl+fQuk8yshKcOJSV81qRaZ9nW5lpS8ZWpp4rbkBpJ5BbIYlsyMvCV10tVrTLT2xrstZ7o724wFAcYae3hOu1NY6v2hrKonLM4b7M4CkO0lkbT7D2mUA74M3snD0+P0L6XYKNlaUacub2+9o+IcV7zit5Xq0+UFn7lsPnRZU+U2GWkJ91pZf8h5frBUx06mYVS9G9w8l2lbCf/Ns3P5Xd+tWznS7SV5btDQVG7fk9z6D2OvXc8OjB84bAQgIcsBeYqLD2PXobtph/wAOV4/sX/sVH+vvJP7VeG0eTs/X/wBy/wDYqTiiMs8cY5uka35yvf8AZbehJ/L8j5X2+jm5pR+BMOim9eS3OW2THTFVtIbnueOXzqy2kuc0Hx5Kh6hs9BcHx5Mc8L+Y7iCrm2buQu1rpq1h6724ePBw5qn2ksYy03UeXX5F/sVxNuM7KpzW6/miptqD/wARV7fGZ2PnVqbCSZ2ToY8cCw/tKqnaj+cVwd3CVw/WrU2FAGydCe8NP7Sr3HXL9nRlH4fTBS7Jpftisvg/1HslIJSikr59J5PqiIf0s/zepf8AqB+xyhWxX85aD+8/0lTbpZ/m7S/9QP2PUJ2K/nLQf3n+le94R/ZFT7/0Pk3aH/7BT+7/AFFx4IWyIoeAktOF4eUNEj6xnMRT+vLkJQ5pLOEepctfUeSW6qqn+YwlSjSdacYrmzRVqRpQcnyRV/SRXCs2omaD1KYbn5e9R4jd8/OXQA+4XI54vmlwfaThSfpRs8dsltskPYMIY4+tq+pUnStYwoRWMnw67pVeITrXj5J/z2JdsJXiq2dpXk5cwbt3qI/2wn5p0NcR3lV10T1umqqrfIepKN4z1Ef7YVjEcQPFfPuM2ztLl6eUt0fVuzV79s4fCUvWj4X9wp3JICHHghhXMXjqI71ReBi2ngtbeaznCSCtUH4kZkvCyh6r/mpfju/aro2Q/mxbP+laqYqh99S/Hd+1XLsif+F7Z/0rV9B7TPFnH5o+U9iv7Rqff+o5t7yqq6Uv50O/uo1a+Oq4+xVP0pfznd/dRrjdl4ab3+Fnpe3D/o3+JD/0P/8AhF0/vYv2OU5aePyqDdEH/hF1/vYv2OU4b2vlVftF/XJfcW+x/wDZVP7wJ4OTXth/NS5f3BTmeTk07Xn/AIWuP9wVyrB/9RD5r9TtcSX/AElX5P8AQpSnJinEw5sLSPkUs+6BtBuwwOpMAY96/wB1FqOPXWwRHlJI3P5yl+3WyDLPCLlRRZpiPdGeh/svp1z9n1RjWSeeWT4jwuN8qVWpaSaUeeCOXW6V90q/KKmTeP8ADzR7Apt0b7MVVPL9t62MRt/BRPHW4+covsVdaa13uN9ZDE6nf2nuZqc32K4gHlgMbgWkZznmuJx68lb0HQpxwpLmunwPTdkeHU76u7uvPVJPk/1F5QkoyvCyqa9j6w1gy1vXc3xTPtZXMo7HcGE4fp3bfjO4fsTy09cO8VX/AEs1rd9S0MRw4+7yevuC63CbSNzXjHonl/I4HaC8dnY1KntYwv8AuZDbLTG4XemoeZfI1v5Perh2ipZavZuppI2gvx1fVjkqUtlfVW6ubV0bhHOwZa8tBx86eDtjfhnVXPIPM6B9C9lxLh9e6qxq0pKKW+58x4Dxm0saFSnXi5Oe2w0QVD6atbKw4fE8PafAjvV52qtZXU9HWs7MsIcVRMj9ZL5BqLjkq0+iytE2z7qNxGqledPxDx/blV+0Fp31CMnzW/3F7sTe91ezodHH8yWu5rGUojIWvzsL59Ug2z66nscG0J02C4D+wk/YqaoDm40x/tWO/wAyubaID7QXD+4k/YqWpP8AmI3DzXgfrXuuy+1tP5s+X9uP65Rf/OZLOlG07ieO5Qsw2QBkpHpHvSOiu7miu32tqXYhqjlhPmvGcfOrAu1uiu1gmpZB15GdXPc7uVMyiShuDgSWy08uPY4Fb+GVKd/ZuhLdr/iK3HaMuEcRje0eT/1e0jo2r4bQV+eRncT86tHYN3/DtvaeW6dn25KqS51RrLjLVOHvh1OHryrZ2EB/ktQuA46X/tKhx+MqdlCPVNfXyJ9j6qrcVrTXJxY/HmhZIWO9eAaxzPq+SG9K3836b/qB+69QjY3+ctD/AHgU46Vv5v03/UD916hGxg/4lof7wL3XB1/RFT7/AND5P2jf9P0/u/1FyHmhB5rOF4I+tIy73xyinSjcfJrKyjb2qk4PsHNSwdUqq+kusNVtA+nHYgGB7TzXpOz9v31zqfJbnlO1l99k4e4rnLb/AHNXR7Q+VbSQhwy2IGV3ycv1qadJVJ5Zs7I/m6ncH/J3qtbXcq+3TPnoqh0DnDDiO9bqnaS9Twvp6itfI1/Bw8QvVXnDq1e6hXjPCjjb9T57w7jVrbcOqWk4Nued+nwDZau+116p6jPubXt1/F71dDTniqBacHKuTYqsNfs5TTOdqka3Q/2hcntVbOcI1Y+zszudgr9JztpPnuv5j2eSI0dyVEvGUsatj6bPkIcMIxwS5QMcENHJRcPFhEm8oom5xyU1yqKdww9r5P3lZHR1fKSez0tufM2GWn1B7H+e3PAtWOkHZOS5H7Y24Dfgddg4av8AdV5VW2voeFRTzQv8HN4/Ovo1P7NxW0jSqdPqmfHalG67P8QlXjHMd/k0/wCZc9ZcqOktpL6uFgbyDngKnNqrgLneJ54MmHGGuPN2PUuMCrndoAe4ngAASpHs5sXcq18ctWzyWDm7X2nA+ASwsaHDYurOWXjH/pDiXEr7j7jbUqelatX/ALZJ+ien3VhmkeCN/PkesMHP9Z+ZS8kNl0rnt1JFDFFBA0RRQt0sYBwC26S+oyvG8SuFeVXVXV7fI+lcGsfsNnChLmo7/My5yb9rf5qXH/pnJzkj8E3bTRvm2froWMc9zoThrW5J+RaLGLhXjnzRa4itVrPHkylqLq3SF39o3H5yvCVkdRTSR1DhLDKMOjeMghVFSWK8Or4D9qq4hk7dWIH+PsVxuaQxjS3GF6PtNWy6Wh+f8jwvYi3nFVo1IY1Y5r5lJ7VWyS0XeSiPFg4sf6Q8VPOjO+Q11MbXVOO/g4wce0zw+Rde39iNztRmgj1VcHFmObh3hQK1WraO3V0VZBa61ssbgQRC/wChdCnc0OKWemo0pLz8/wDycyraXHAeLd5RTdN+Xk/9i4uZ4IOdZISKKbym3w1O7fGXt6zHtLXNPeCFsbxjce9eCqUpU5uL6H1elWjVgpx5MTP5QAZC7gqb2qrPthfp5ycx69DT8EcFa20zqqKzTzUUT5pwzSxrW5OSqohsN4mqwZLZUR6y08Y3NaF6/s6relOVepPHRZ/M+f8AbWVevClbUk5b5lpX0Jjsdsra57LFUV0G8mlcZM55N5Bv6s/Kno7J2TSWst0Rd4lxTzQUscVNG1j8CJgjAx4LZFnrP0ri3fE7idZyjJqLbxh9D0PD+CWdG2hTnTi5JLOV1Kz6RrDS2ryeeliDGPBacdzgtPRhWMgvrKcnjVMcz5eYU225tUtx2cnEURlmbh0TQq1obNtBSzxzxWqra9jw4Hd8iCvU8OvIX1nKnUe+/N746HieM8Pq8P4tC4tYbbPZbfEuxrwxula2u0vJ8Vop5C+CN7mua5zQS1wwQVtczR35Xg5Sm38j6pBxaz5nDtJFKNna4mX8A/8AYqUpeFVFnlqbn85XdtEyWe0VUMDS+R1O8NaOZOOCqan2cvMczXPt9SCCCfcyvZ9npQhSqLON+r+B847ZWtWrcUnFN/JfEuJhwC7xHBVz0pWk01bFcmN6k3B/x+5WJLlsbBjmOK49p6NlwtTqZ7cl46vqPcVwuE3f2C4lKXJ7P5HreM8N/aNl3S9bmvmikGn5VcmxIe3ZGhc12Oqf2lVk7Zu9ai77WVJ4+grS2IiqKfZelpqqN0cjActdzHWK9Hx64o1bZKEk3nozxHYyyr0L+cpRaWOqHclIJ4oPNGnPBeAzln1hES6WCG7PwY5b8fsKhOxRB2lox/aBT3pGtdTUWGGCkidM8ThxHqwVFNmNn7vT7QUcz6J8UbXhznHuXveFVYQsqkZNJ77ZPlvHbWtU4xCcIOUdvFgs/vSgsEcULwc4OLPqXQ13GcUNtlqpJA1scZI9qpKrmdPVyTE6nySlxJ9atLb2KulsnktJTukfI8auHcOKhez2zF2fdqXyihe2n3jS9zuQaF7XgNSja0JVJySb6Z3Pmna2jcX91St6dNtLrjYmtm2atDLfSNqaCN8xjBe53MldR2Zse/x9rKP8xO7RGyoxp5LD3RmozpXArcQuJzclNrfzPY0OE2cKcYd0tl5FRbfW+O3X1zKeHdU72B0bRyHcQPmT50TXEReV22R+kn3Rn8U9dI1rmudHTyUVKJKiN2DjnpKjGydmvltvNPWNoHkMf1wPRPAr1UK0brhzoykstdXvk8G7Grw3jXe0qbUM9Fth8y0O5EZ4odyyks5r5+k4S3Pqa3QrCMJZx4hJKk1gynkMkLBcT3D5Qso4eKSryfIw0nzEhhHHh8yUS7HFyz8ixwWtVJeZhJIQAcrazgENDUcQtsI6fEZbyBSUopKzJhGcnxWChCjnzGAwscfFZWFr0MzsJKxhLAWdKyoszk1tyEoFZ0pODlNLGRY4DggFZA4LGFPDMGG8ErPBai7ilZOFKnW0LAccmHc0JQGUBvFa2m3kzkxhCVhBasd3IxsYz6khwyUvGEBZ6YM5Ek8FgJRWAocjIoBBAQsEetTImDk80nHFKCMcVDJJB3LASsLCwMiic80n2LASsKTeRyMDmlDCxhKAWYow2BSmngkuCGgrYm0yPNCZOaI0PHFKjaowy5mZeqWF9x/bH+q279N/slDof2w/q1v/AE3+y9HkHx/Ugf8AfBfRY9nLNdX9T4t6c8U/w/T/AMnnD7j+15/AUP6b/ZH3Hdrv6Gi/Tf7L0jwRkLHo3ZPq/qY9OeKL3foecB0P7Yf0Vt/Tn6qyeh/bD+jt36c/VXo3KzlZ9GrTzf1RH044p8PoecPuObY57Fu/Tn6qU3od2x9C2/pz9VejUfKsLs1aLz+qM+m/FPNfQ85Hob2tPfbv05+qsfca2t8bd+nP0L0dg+KMHx/Us+jdnnOH+RH034r5r6HnIdDe1vjbv05+hB6GdrfG3fpz9C9G/wDfJAUpdnbOSw0/yHpvxX3l9Dzh9xfa/wDpLd+md9VZHQvtb3yW79O76q9H/KEY9ijHs1Yro/qPTfivvL6HnIdC+1f9Lbv07vqoPQttV/TW79O76q9G4HgjA8FL0csfJmPTbi3vL6HnL7jO1v8AT2z9O/6qz9xna3+ntn6d/wBVejPnR86x6O2Pk/xMx6bcW95fhPOf3Gdrf6e2fp3/AFUfcY2t/p7Z+nf9RejPnWOCejlj7r+rHptxb3l+E86DoW2r/rNs/Sv+og9C21ef+Ztn6R/1F6LwVjHFPRuw91/Vj024v76/Cedh0K7U/wBatn6R/wBVLb0LbUf1q2fpX/VXofu70LPo3Ye6/wATI+mvF/fX4Tzyehfaj+tWv9I/6Fj7i21H9btf6R/0L0PxRg/9hPRyx91/UemvFffX0PPP3FtqP61a/wBI/wChYPQrtQf/ADVr/SP+heh8H/sI4o+zdi/Zf1M+m3FvfX0PO46FNpf65bfz3fQs/cT2l/rlu/Pd9C9D/OhY9GuH+6/qx6bcX99fhPPH3E9pP65bvznfQj7iW0n9ct35zvoXofCMFPRrh/uv6syu23F/fX0PPQ6ENofxjb/znfQlfcQ2h/GNv/Od9C9BfMjKx6M2Huv6mH204t/eL8KPPn3ENovxjb/znfQsjoQ2h/GNv/Od9C9BcPUjIT0ZsPcf1MemvFv7xfhR5/8AuH7QfjKg/X9CPuH3/wDGVB8x+hegc+xGfZ86ejNh7r+pn004t76/Cjz+OhC/fjKg+Y/Qs/cQvv4yoPmP0K/8+z50ZCejVh7r+pj0z4t76/CigPuJX78aUPzH6EfcRvx4fbSh+Y/Qr+PtCAfYpejtljlL8TM+mfFvfj+FFA/cPvv4zof830I+4lfR/wDM6H5j9Cv7PrHzrB+RRXZux91/UemnFvfj+FG0IQEL0J5UEIQgDCMIQhgEIQgBCEIMAhCEGAQhCDAYQhCDAIQhACMIQgMYKyhCDAIQhBgEIQgwCEIQYBCEIMAjHrQhBgMIQhBgEIQgwGEYQhBgxgLOAhCDBgBZIQhBgxhJk5JaTJyQYFDkhA5IQyCFTvSJ060OyO3E+yY2Vu10q4o2yF1LpOQRnlzTz0XdLOznSDUVlDbKe40VzohmekrI2tfpzjU3BOR+v1ICyUKr+kvpesuyF/Zs9SW64X2/yMa9tDRR50tdyL3ebn2Fa+jjpmtG1V7ds5crNctn72G6mUlY33weo4BB9TgCgLUQoBtb0k0WzXSLs/sbPbKiaa9NzHO14DY+JHEfIptUvENPLMRkRsc/HjgIDpQoL0P9IlD0i2SsulBbZqFtLVGncyWRrnEhoOeHtXL009KNL0aUVuqqm01Fx8umdE1kL2tcCBnv5oCxEKkNnvsg7JU7QUtm2j2cvGzs9W9scD6kNcwuPceRHzFW/f7rS2Ww1t4q3YpqSB0zz8FoygHBCq7oT6XrZ0myXKCkoJ6CegwXMllD9bT3jDQnrpS6RbL0fWRlwujZpp55N1S0sIzJO/1er1oCboVP7EdLe0N82kobTdejHaC0RV/GCqc/eMa3GdT9TGaR7NSf6XpGZUdL9T0evthY+Gl3/lQn4Hqg4049figLBQqvsnSpHtB0mVmxthsklwgoD99XPyrSxmODsN0nVg8OatBACEIQAhCEAIQhACEIQAhCEAIQhACEIQAhCEAIQhACELGUBlCAhACEIQAUl/JKSX8kBlqygckZQHkzpJ2yOwn2Ul42jFnq7t5PaW6oaccWt0DLneoKQ/Y+0ty2w6T7x0r1NCy22yrjdFTwxu1ue92kEcOWnTx+EVKJdhL7L9kpXbVVVo1bPT2ryc1BljIe5zGtc3RnV49y4+iHYvbDo66ULxbqK0Pqtibkd5BUeUR/e7ubeoX6/U7q+CAj/wBjxpu/2QXSNdbhxrIpHxxZ8xu+LOr8jQFn7KRot3StsFdaAbusdIGGQczpkbp/eKdtrNhttdjules6Quju3xXKG5j/AOI218jWdY8XEZI1ZI1cOtqctdq2I272+6Trdtn0iWqGz221YNHb45A9z3B2W5wTgZ4nPggNPTeSfslujY92n/WVft3/APCqv+5f+6VR32QGyW3ty6TdlNq9i7Ey7Ms8DjJHJVRQtMmskA63NJ4eClvR/delW81dwpduNkKSx0ppHCF8NXHLvHkYx1XnHyoCIfYT/wAxL5//AJh/7jU3/ZuSTQ0mxs1PDvpW3F+7j9J2luAmXotsnT50d2yutlp2AoqqGqqnVBfNcafIJAHDEvgFJ+nzZLpF202J2NlorBFLf6OpNTXU8dREGQO0t4anyNB4jHAlRBXXSzeNrbxtjsmelbZgbNWKCqOmekZqy92HObqyfR/ePFWn9l1tPHaeiiO2U1Rodep2QRu8Yx1nH91RbbjYzpp6WXWu27XWi02G1UtWJZBFUMfxDS3X1XvLuBdw4dpSPbro2vG1fS5s8yvtO/2NslKIsyVEeJ3BvW6gOrnoHLzUBXPRvddm9iPsgNn6fZy90NdaLnbo6KsfD3TFgbqd6y+Np/KKl/SX/wDF/sutlLdXguoqanY+KM8i7rv1fOG/Mu/pv6E6eWzWu5dGuzVJS3ugrmSmOnLYt4zn2nuA4FrU69L3R3tFtUywbaWBzLftlamMOiTTpeTxLC5uR1Tq+DxQF24HDgOHJeNunW47R2rp62mrtmIzJWssxDy3tRxFo1vb6wFc+xl26cq2+W2C/bJ2a0W2KTFdL5XG50jfO0NY92D3+C0xbCX2T7JSu2xqbcDs/NbjT70ysOtxa1uNGc+PcpA6vsXbfs5TdFtDXWIiaoq8vuE7/fXT+c13hju8QQ7zlbwVDbA7A7Y9HfS3cTs7b3VuxN1Otw8piZ5K49+gkE49XMK+RyQAhCEAIQhACEIQAhCEAIQhACEIQAhCEAIQhACEIQAgnAyVjvWUBF6fbWxVLbzJBNM6GzRb2rk3Tg3Rhxyz0uweSw7bC3xbO1t8q6auoqSkYHl1VFu9YPo5PFMr7Pcay87Xu2gpaOgsd0pGUpqBW9cRsa9pcRpAbkO9LgmeKhq9qqTaSw0l5qbtZ2RQeR1NY1r2GpY7U9mtoGtnVZn4zkBKLBtOa6yVd2qa63VcbAC2ltXu8kI7mvIJy/s9zQP1px2c2kor3LU00UNVTVlIQKinqIix7A7snB7imG122sg2mqtqr3BQWOmitgo3RxVIkD+vqDycANaOAA483LT0aNjdtFf6qjqKq40Mu503CpGXTSBp1ta/ADmN4YwMAlyAsZYKykuUJAy3ks96ByQpgEYURqZ9uxUS+R2ywSxa3bveVcrXadXDV1OeEjyrpJ/FWzP+Nl+ogJjwQod5R0lfizZn/Fy/UR5R0lfizZn/ABcv1EBMcDwCFDzN0lfi/Zf/ABc31FjfdJX4v2Y/xU31UBMVj5AogJekn+pbLf4if6Fky9JP9U2WH/rz/QgJdgeARhQ8y9JP9X2VH/rT/Qsh/SV/QbK/pZ/oQEwRhQ/X0k+hsv8AnzfQsF3SV/R7L/nTICYoUPz0lf8A8V//ADo//Urx2VH6dATBCh4Z0k/02yvzTrO76Sf6fZX8ydAS9Ch+76Sv6xst+jn+lG76Sv6zsv8AopvrICYIUP3PSV/Xtlv8PN9ZG56S/wCvbLf4eb6yAmCFDtx0l/17Zb/DzfWWDB0l/wBf2W/w831kBMvkQob5P0l/jLZj/DTfWR5P0lfjLZj/AAs31kBMkKG+T9JP4y2Z/wALN9dZ8n6R/wAZbM/4Wb66AmKFD/Jukf8AG2zf+Cl+us+TdI/422a/wUv10BL0KIeTdI/422a/wUv11jybpH/G2zf+Cl+ugJghQ/yXpG/HGzn+Cl+ujyXpG/HGzn+Cl+ugJghQ/wAl6Rvxxs5/g5fro8l6Rvxzs5/g5froCYIUP8j6Rvx3s/8A4CT66waPpG/Hez/+Ak+ugJbI1rgWkAg8wViKNjBpY1rR4AYUUFF0jH/53s//AICT66z5F0i/jzZ//ASfXQErkayRhY9jXNPMEc0tjWtbpaMBRDyHpE/H9g/+3v8Aro8i6RP/AKgsH/29/wBdATBYPNRA0HSN/wDUFg/+3P8ArpJoOkf/AOoLB/8Abn/XUQS9nZCWks7ISlIDK7aXZ9t3NqdeaEVweGGn3w3mo8hjxXRd7xbbTAKi5VsFLCXaQ6V2Mn1DvVMX9lTXbS7QWCaioKe3Xe+spjdpX5mppN1G5uBgaS7SQw6u1hTy5NbJ0zUEVXEHRCxzOo9XLe71gkx8LRo+TKAl9HcaGtom11HWQz0zml4lY8FpA5nK47NtNYLxNubXeKKrk06tEcoLseOPBRHZ33K/dIVPS5ZRR7nSG+9tndT5kDfX2C71lRnZaO60dX0dV13NqNGYG01N5AxzJ98+B2N7ntR6Q7I8dJ7kBaNx2o2et9wNDWXmjgqW41RPkw4Z5cFtvG0Vjs8kcd1utLRulbqjEr8ah4qFW6K8T9K21X2vis5pAaLyjytry/3o9nHDl4rl6UKm5UW21LWW220txdBZqhz4Z3FuG72PU5uGu1ODc9Xhn5EBPrjtHYrbSQ1dfdaamp5/epHvw1/sK6bNeLZead1Ra62GrhadJfE7IBUG+11LTdCFXSU9SytiFrqJI5gzDSHNc4FreOOeOamuzrGMsNEGta373izgY80IDdFV0stwnoY52OqYGtfLGD1mNdnST7cFd3DChdgIHSztWSeAoKHj+lUsgmiqIWywSNka4ZaWnIKAarxtNYbRVtpbndaamncNQje7iB4nwC7rldLfbrXJdK+shp6KJm8fPI8BjW+OVCNpLXfLDXXnavZ+qt9RFUU+8rqGvYGlwY38HKOwcdzmuauLbm6G/wBv2VtkFoq6+K6htfVUTdOoQMaDpdkgY1vYEBYU9yt1HSQ1dVWRRwTyRxxPLuD3SEBgHjkkYWXXK2yXOa2sroDWU8TZZYQ8amMdnDiPA4Kq61trLt0M3iyTwS0912fc6KNsulz4zAWy05OO/QGKLy3p/lUnSNS53W0IqbVB+Y0U/wD+RrvzlEF50V7tVbUQU9JXwTS1EHlELWu98jzjUPELXV7QWWlpK2rnucDKehl3NVJq4RP4dU+vrD51DukC11Fh2FoL1ZnMiuuzkDDTuf2Xtc0Mex3qPDPsWvbCxy2Toikt9JM2SsFRTPdPLymqJKphe93xi5SBM7XtJZLpT1NTbrlFUQ0ozO9uQIxjPHI8BlJsW1Ozt9mdDaLxTVcjW6iyN3Wx448FxVMN3i2KvAvM9BLUmkn0mkidG0N3bu5xKhXRk2trNo7D9vBR0s1ssbTQx0wJ8rjkYwOkc8+GnseJ1IC4AhA5IQAhCEAIQhACEIQAhCEAIQhACEIQAhCEAIQhACEIQAhCEALB5rKwgMM7ISlhnZCygGepsFnqKOtpJ7fFJDXyb2raRwmfpDdR9eGj5ki8WC1XuljgulKZhE7XGd4WvY/GNQe06gfY5PaEA0WezW23251voaSOCmcCCxo5k9pxPNzj4nim+x7HbL2WsZVW2y08E8TdMbwC4sHqznHyKToQEau+xWzF4r33C52eCeqkADpcua4gDAzghO0ltovLIavyZhnhiMMch5tYcZH6gu9CAa47PbYbZLbIKOKKjmDxJC0Ya7XnV8+Su2CJkMLIY2hrGNDWgdwC3oQDJbrHT0d3ulzc5089y0Nm18QGMBDWAeA1H5112e2W+z2+O32ykipKSJziyKMYa3U4uP8AmcT8qcEICN3LYzZa51xrrhY6SoqHY3j3NOJMctY5P/KyndtBRtrBWNpoxUNi3IkA4hmc6fZldqEBwwW6ihnq52U0Ykq8eUPxxkwMDPyLjGzdiNvp7e21UjaOmlZNBBuhoie05DmjuKekIDkr6SmrqSSkq4WTQSt0vjeMhw8CtV3tlDdqCSguNJFVUkoAkhkblrgDniE4IQDBZdk9nbHDUwWey0VFDUjTOyKPAkHHgfnPzrtbabaJqOQUMAdRN0Ux0+9NxjDfAYTkhACEIQAhCEAIQhACEZRlACELGUABBR3pgvt+jt8c7Y499O3THEzVjeyvOGsB/W49w8VGUsBLI6Q1IM8kfHqYbnu1eH7PnXWuC1xbigjic/ePHbk9N3efnyu9ZQZlCELJhAhCEMghCEAIQhABWFkrCAwzsBK70lvYCV3oAQhCAEIQgBCEIAQhCAEIQgBBQhAYWUlcVbXx0wQi5Rid6CohX7SVLeFLGxnx+JTHXXW6VWTJVyNHg3gFBziupjWiwZaumpx7vUxs9b3gJsqdqLBD27nCfiZf+6Cqxrd5pc8uJ9pUfqJHNJdlSi9RolXcS3Z9vtnYcgVM0nxYz/Fcj+kzZ5vNtafZEPpVROkDslck2S7hlbFE0O5fQuZnShs852GxV/6Jv1l2Rbf2KQDJqY8+lH9BVFRDTJkgrvZOXDGcI455EoXMvaL0g2v2dqOEN0iDvB7XM/eCc6e5UNR7xW0svxJQV50kqCxx71wzzSOk3jXFvsKRhnqY+1teyepA4HkVleZ6Daa+28/et3qo/wAvU35ipTaOla9U7wy408NbH3kdST5x1f1LPdtE6d5GXMvBZPJQiydItjrxibe0T/7VuR84Uuhq6eanFRFMySEjOtrsjC1vYtRmpchuvt6p7bBFj3SoqXFlPHnGt38B61T+xe0F22w6R/IpqeWkgoGPx7nwMpc5skznenjUGjzdXqUa6Tek+eG73K42sxGKON1NRbzzP6SRvHtFWJ0B2ipo9m4ZaiffOZ1mnRoLdfWDSOPHDtTuPaf6lSU+9qKK5HTdLuKTlNbvkWvHG2ONsbBhrRgBbEDkhXTnAhCEMghCEAIQhACEIQB3rCz3rCAw3sBK70lvYCV3oAQhCAEIQgBCEIAQhCAEISXOwgNeGj0VnUB4LTJKyNhfI4NaOJJKjlx292VpPfbpG8j+iaX/ALAtNStTXrPBOnRqVPUTZKeBTZXUO9EhjUHr+lqzQg+S0NXUes4Y394n9SYKnpjq2k7qzwCP4TySqdXiFtBYnIu0+C3dblAl1bA5jyHN4j1Lgkj1tPiFDqnpXkmJLrQzJ/tHLkHSOSCBam5P9qfoWt8RtvMR7O8Q9z8yVVzBunKNVkXAnuXO7pEo5OrUW2SL1se1372EN2psNVx35jPg9rh/7VZoXdKXJlW54JfQ9ak/u3NbmkjiuaYYBOCnGGqoZyN1UROz4OH0La6CMtPFpV2NVS5HHqW86e01gj4e8Hgsh8gPAhdVTGxr8Bp+RaowNRy3HtW9SK2lR5s53Pf1srEILpGgpUrTqctlDCZJAfBM4iYSyzc+ma8jglmmjAyO5djYwBgpBYGZytOrJt0nM+VrG4HNRHbzby5WZ0VhtFbNFPVsxJoPZaTj5MBTN8LATI7kFTXSGLfQXCa7U4mfU1j8MDuOhmMfrK016uhct3sdHhlt31TMpeFeKRmgMN92xggdHvKWiLOoOy9/cD6s8XL2vsSaBlgpaagrG1TImASScnPkPFziO4uJLvlXjPoVsx39TfKzIflzIM8/W7/T86t62XKtoa1k1FUPge3vaeaW9HTE2XnEHUrvHI9HoVbbM9JNNIW0l8+95OQqB2He30VYlNURTxNlic17HDIcDkFbmtJGFRVORuQhYKwbDKEIQAhCEAIQhAHesLPesIDDewErvSW9gJXegBCEIAQhCAEIQgBGUHkkPcGtJJ4Dmot4AhzgATIQAFX21XSJQ0U76W2x+VSN5yE4aPlPNMfSHtv5XvbdbTu6ccHzec7/AGVWV9YXgiE6B6XivP3vFMPFPl5npuGcFVRd5XX3D7tFtfdbkXur64viB6kbODR8g5qK1dWS9xC0OcXO4nJ8EmVvUcVyJuc3qbyeqt7enRjphHSgdVzuyWu+RaJJ5njGrj4JODx44WW4xxSMWi5HSaDLKDjWlNklAzrSWFjHu18AobXbS3CgvMlLU0se6L+DWP1O0rfSouq3joabi7hbJa/aJbJI5yw2RzVqB1Na4cAR2XcChqOOS2pG5shbycR7Vujutwo3h1PVSNHhnI+ZcrcEZwflXPMQZMAFbIScXk11aEKsdLimiSUe1s7nYqoo5vFzOqU5097oKvg2cRu9F/BQYkN7gfasR4cThuFfp8Tq0tm0zzt32XsLjxKOl/AsdjmuB0kPb4hbaR2JctOMKuG3Ktow58UkkeeQPEfMnO1bWMy1tdGQRzez6q61DiEKq8S0s8dxDszcWktVN6o/mWLqe3ktjHah1kx0F1p54tcEjJh4tct90ukdDbX1Gh8knYjjbze88grEsRWc7HDjCcp90luN21V4NGd2yVrYgMzyZ7J7m/8AfqVdbMN/lLtcboeNHT+9xn+k+hv0Jv6QbvI0i3tlMjjk1D89p55/N9CnvRZZpbbsxFJVxe7VPX+LGeSp0c1Za3y/5ud6+jCwoOhD1nz+fuklpIGRMw1oC6YYiHaieCUIjnK3R+C6Go8vFI5J4Hzh2ngnjYfay77POERJlovPhf2fkPcVzwsPWykTRe5lSUk+ZmEZU5ZiX3s5fbdfKMVNFMHekzzmn1p4XmywXKrs1dHVUkxjkYeXm6fA+LVdexm1lLf4BGSI6xvbi8fWFGcep0KFwpeGXMlKEIUC2CEIQAhCEAd6ws96wgMM7ASu9a4z1AtiAEIQgBCEIAQhJJUW8AQ4auahXSjexabKaKI/fNblvxW95U1DtQ4Ki+l+sM201SAc7vREPg8Mn9q5fEq7pUWlzex0+EW0a9ytXJbkEuEz5SdBy0ch4rhyuorToXlYpRWEe+iyD7dw3iG70tyts8soZp9wZn9fipRSPmkpRI5m7eWDXH6Llm60zpIc/hB1fjeparbWeUw48PzvlVxz8ChjkV6VNQqyk36wmRhydTsepI0YHNdVQw5JIWk8W4wtUdjoxlk5axgMTgzgVH6ihpqqozVxR+3WdTXKUGPqn2d6YKtzG1bXAMdqGnLm44q1Qm45xzNFzGMtOuOqJupqPyb3OOWQs+H19K2OdNpIAaUuB2WNdlrscMApZA08BhSm2WKcIxWxyiSXGXRErQ2sgEugyYf6JdpKcAOGTlN9VBDVNLKiJkrfB4ysQS8jM3NLaRuDmvGXEFcVyuLaGfyWp9y/zNd8oXHLbJoD94VdRGw+Z75H+vkmK4+W1BzWb73P3P3PrN6vDV4/KrVK3jLr/ucm6vqlFct/8pK5Z45fepQ/9a1uY1/FvVUWsrYWz9SeUfF7T2+BClUL2Ojy3ipVId08J5JW139pjqnHBiKSopHb6GV7HN72uXdLfq6pdHU1E28EEbtwzst3npn14yuTPWOW5atc4AjOl2hyKrJbLl1RCrZ0ZNVGvEuUhr2TsUl92v0VO88mjO8n+ENXL8pXq2SENELPcwBgei1UhRT1ltqhNSTvhcO9vIjwPip5snthQ1c4hue7p5OQe/sOP8F2LSrDTjk/yPB8XsbjvHUj4o/5iZ70aNWco3ri3LeC7YqWFzBpwQe9aqqlY1uAcK6pRPOOmzEFRwcBzQ+V2niU2RO0TOAdkp1popJWjU3IU5RUSEZTkaG4Me8c3itlrr6mjrWTU0hjkY7LXDuXU6Esb1m8FyujZqBAwcrCeoaXF56l27D7Uw3unEE2mKtYOu0ng71hShee7fVTUdTHU00pZLGchwVzbJbQRXuiDz1KhnvrP4j1KDjg6VvX7zw9SQoQhRLYIQhGAWPFZWPFRAlnYCUOaxH2GpXepAEBCAgBCwOaysACUkoKwFBgQB1V5w23kkk2grt5z8pfq+dy9I8l536RYtztVcGf2xd+d1v4rh8YjqppebO92feK0l8CsxW3n+WElBLS/eT2FzOXVaO/8r0U+O4FZulO6WPXF2mcWt+Rc1rrWVTdDuErA0Ob8q4zak4ySwerpak5JvJsnjyzCjFXvbdX738G/wDNb4lS15y/CarvR76PClRlpbyTqLUtjMcrKyHeRPyPYtWHfKs7KWuuN1kt5mEcbPHstbx+hSxlj2chz5Ze5N5/Z9n90qvWuI05Ylvn3V+u5OlceDJEePxlHbvDr3rutwOnq9Y+dy9StMw7FQtPutRUn45/hpVe3jcZm3G8iEh/K7X6lvsqnet7NY8xWnmHIb6ObR1erwGnq9VycmddcVGylxIRL5nZf1tT13U8cm6Z8XrK5UW+TdbVFKOlCHnjzXFw1OK7pWu0Oy3Cbn4HEuUaTN9SWTXPo18/8ybYpvvipi3se8/y6vb8y6Kx3XY/U3S3mMelzXBHKIa/GPP+M12eKt047M5Ner+8jsOVRbaO5RNlfGxr3DJe06T86aJ6K429znUExqGHmyUdb5CnpkvuLusxwZwAb3LUNRcNb8jwWadRxlj2SVzSi4LHhfnEaqTaOnklMdfG+mezgcck4wyMqWb6nl1MPLTwWi42+mrWFs0TdXc9g6w+lMMtBcrQ8y0kjns58P4hWFTp1N47SObO5urf/wCSOpea5kl0HVh3ELnnpmt4s+ZN1uvscvUqeo/xTuHhwDh2fFQlTqUzdTq07mOVIdtltsblYjuXE1NGecLz2finuVo7PbQ22/0zn26UPkj98jfwcwetUlU7qUGMd/nDuTZTVVysFwjrKSYxyMPUez0fRcO9Xbes+vI8/wAT4bGe9NeI9E+TRsl19674ncFCthtsaLaRu5nMVLc/QPZf8Jn1VMI3LoalLqeNqUZUpYlE2SO6vBcNScOyThd5Bx3LkqI2yOwXBSg9zVL1REUidrPf6q0V8VVS8u/4TfAprDdIwxaZm6Tly3xWohqcFlHoew3Wmu9qhr6Z/VkHFve094TgOKpHo72kNou4gmcfI6jAfx4NPcVdzSCAQcgrTKOGdahU7yGeosLKEKBYBYPNZWDzUGDDOwErvSWdhqV3qYBYWUIDVPII4yc48EmF+qMZfklaKiSnkcGOf2eaIXRE6mclplPcw2dXA8FkA45rVgOHB2CtrThvipGE8mO5Uh0y0L6XaUVWn3OpZkH1jmrvzxUE6ZLcys2aNSG+6Uz8g47jzXO4hSVSi8+zv9DpcJr91cr47FI+ko/tLSStm+2FJ751fhO9i7NnrjNWS1kFTBuX08ulnwmdx/anCaLej0PNXnYKVP1lue0UlP1RtsdR9thujFu6jR12ej6/ip3qJKSnEjaaLeSci9/8FEq67R7K3GM4Me9Z7oe1pj1cOt4p+jkirKRlVTSa43NyDhabig5TdVcmbKFaLXdt7orXau8XGx7T+5lkkTNOntdnuypxSVUFxt0VVTTMljkaCHNK5tobXS1o++4eOjQ+T0m+bn1ZTBskypsdTLbauWKSlk68b+s12rvb6KvylGrRiuTj+ZUo67es4+sn+RJ8cU2bSw7uyVkkUW8kY3V8JzU7OAzwXDdG6YBl+GudpK0UY6Zr4nWrPMJIrumqK6114ZV7ymppOOhnWbp9WVOaR8U9OyaCXXG8ZaR3pmuVspajeB0eZI/eyzq6fVj/AL5pwtzdFPGzexyeh1N31V1qs6c14OnM5lhGpSk41JZUvVOqoc7Q5Nzh4LvqA7Q5czY968s1sZlp6z25Cpx2OxPAzSyamyO1O1P5DC5KvGRupovXo7WocQuOpqzTSVQENUTH6D95G3hz4/8AfFN9DLvZ8+9yfm9b5V04UsLbkeaq3mXiXNknkqNTmP3+dXc4YKVyTeN6ING6kLPh9ZdFNVwzDSxzN43tszxatMoY5ci1SruXhlzOpuR5yD6ykZHgstxzwsPY368jZcLLS1fusXucnp+a5N0Uxt9BX26aLeb/AHfHtN0jjw/Unmtq442kRdt3JMs5Ejszdl/BytUZOSwziXsYRlqp7MbYKyph7Mhx4OOU5QXqGSMRVMeD4tGpNVXSywFxDdTB3rTn3Tt9b0lbdODWWcunc1aUtOoe3NlgkFZRSuMbDkPbwLCrR6PNvhWbq236bdVPYjn81/t8Cqzt1eydu5k7R5rmvEL2O+9eDe9QpycXg2XltSuKetbnpt9SGjh1gud9RqPLSqu6Ldt96IrDeJvdPwE8nnfAP8FaQeO7rhdGnhnja8JweGdMJJjXJWE4XTx09Vckzy04ettOPjK05YgaWRu0a25V09E9+NytH2und980YA4ni5ncf4KnYJAWaWp62SuT7TfIaxpywHTK3xYealNZNttPQ8noNC0wSsmhZLGcse0OB9RW5VDugsLKwogxH2AlJMfYCz3KQBclzqfJ6V8vf2R7V1qObTVOqoZAD1R1j7VCctKC3OCGV+SC/guiGZ7Dxfw7lwt4nSluD2DOCVTijXIc4qpzXZDsldoriWfCUfbK4HiFvbM4BbIy0kB3+2J0dhcdTLLWCWDdbyORjup6TSuUyDR2ku2y7qbj5/ZcpOWoxlx5lCbc2WW13mWHTuZIzmN/ptPj4poorpHLqgk6k7ObT53sV29Kthku1s+2ULQ6pphxAHWez/bmqKutA2Utmj6kzD2vFeduaLoz0eyuXwPd2F0rmipx9bqL2ytct+s+6wMx6fy/g/8AuUc2YNZs5U/a2fey0EnYezsxSd7D6lJ7XdoaqF8JmjfUM6j/AJEXakYB/Zyef6PrHwlXpydNOLWxYlTUpKpF7hUxtla45yxw4KO3Ch3rDIwe6xngG88+KcLdUSUc4oqv3SLlG955harlVspZnPadch7TRyWIQ0yLfed5A12urbPDpefd28CGjHFb6+L73JaQSOJDm5UZkqnQVZmpgGPf+DaMnUt7b1Wz5iLHxHGCHMwSVb7jMtXQRufD3b9Y3bsPa4vw4t7i3C0xPMTnRAnDOuxrRkYSqaaoLjmMuB4dZq5qyRzHCV7MmM4c1ox1Vuiug1YWRzneJG5acZTdXNaSGv4YPHxb6wtkU4ewjlx5LRKQ5zz4DgtUYtSLE6kZUzhNKIX7qLeYk3nn6utw/wC+so/NbvvvO8/DadHZUmq8hkZHpAfq/wB01Vrg2aXnkAO49n/vgrtKco/ece7o05PDXqnXRRNo2Oj1PIJ4MechvsTXWW5z5d9Sy7uT/Ku2pPXB8zVpf8q3NjLjwapKbTyRqRjOOnTshspbi+Nwir26XuPbzw9i656n3Nwje12rgADxCxdIQykbNU0+sOGpuT2vWExPllpojO3UWuPAuPZUqdNVN0sFepXlQzTk9X6nXLI8Fuo5ycPc49krU4l5dH1S3vDQueKphqHuErQxzuBweGrxW+KR7mg7wB3ZcGhWFBx6FBVYz5SNlNIHAB4LtPVfq8FyXO3GI7ynBLDzb4Le7qP1OGWu6r8rtpJAYnxuOot4O9YTU4bmzulW8LZGWPcxwcOYTnRXAPOiYYd3FZu1FExokg4HzmprbwOQrCxUic7x28sDlW0gYd/AXNDePV7v91avRTto2tgbaLnKTUxj3JzjwkHh7VUNJVvgLgcuYebSlGQRzMqKWV7HA5Gk8YytkG4vDNF1QhXhqjzPUOv1frWp7yW4UZ6L9oBtFaHxVEn3/AzTN/aN81/7VJZoXsfhXoNM8tVhOGM8wjad5xK7oIwBnK44iNfWXfE1ulZqRya6ZbHRXdfKrN5BKfdaX/Mw9lTVU10f1zKG/wAb5D1JPcz8quUclVlzO3bz1QFLBQQsELVIshH2As9yxH7232JSmDW44BPh1lBaiTeVE8npEuUq2jn8ntM7x2nN0D5VCI5OCrV5eybIx6jg0tIGl3FbRK8cOa4oXHuHFbmuOeC1RRpqHRqLjkhDnYWGEOHFIc0nv4LakaGbetp5Ba2kh3EFIa1wPaKXqlbyITSSwdcc0bR7o6RzCqg6TrPDZrhHUwDNLWPyz4Enez6FbDaoR8HMJb7FrvsNrvNtlt1ZCJI3x6XN8P8AdaLm3VeOllzh99UtJao+r7R5V2lsFS24QXK2NELo3jetB44PM/7J8sVdLUxPpKqNomY7DS7svb3Y9fqXRtPQ3HZW6PhrGuqaKR3uc/cwHxXAYopmNnp3OlppDkhvaaR3j1Lh1IuLUJLfzPY0pwlF1aT2fQ07TNjbRSwaiMnEbu8HvUSp46yeR0Ecrn0zMMfN35PcpHtHPL5PEJS0xuPUmHI455+lNmzdU6enktFO1seJDJJMfwueQH0rfRXdxcsGa1RSnFJnfT1NsoIBHTwh0noaNLvlK5L0wTBkskZp5YjrxgnXnzeS5L/STWa+01wE0Zp2Ma09TU5jVI4pYbhbojC0TiZwDcDJaSefJQajBRkuUuv8jbGpUnGSe0l7P8xiirxTMZJO2Rjw/EbcZBPzJPleXa62GSn+H2m/Oozcq2ohnjDp2OdRVD2FgGSRq58k+0e0lquEZie4NlcMGOTv+XkrDoPGrp+gtLyEpd3qxL49TZXRw5fM2SMbwkgsXKx5IHHv44C6qyhc2ke+mkdG1rCWgHq/OolVXN8Ures0nPWcx+QfapUIOpHwMhdXEKMsyjglEga2MuLMtxwIKZq7Q6oYSSwvBGS3iV0U9xE0LWhnDHNrgUqUw1TCXE62HAw7BCnGDi8TQnUhVjqizni94/y9f0h61uM4EWruI1YXO101PJIwjDS7UD4rW6RunHnE9QepbNOXkq97iOkTWSVFW2Js02pkTAyFuOthNVZTb2Uj0Os3rp11fD7S4pX7urkHwQt8G09ilXUXHcZSwjAcwj1hDHvjOpji32LtYCQYneakyQtcMNHHvVqMl1OW4aVmJpbWP0kEh4PpLojrjpaWODXgYdjvXDu+sWnHBYYwl2BlZ0xkRhVmn6w5CV0nWJye9cdTGWOL2t6p/UsxCSMguOMcneK3tlc5jgWgtPNy1x2WxYfjWJHGGSPjfKI3aGcytWVvqNevDusPSK1aVtTK0o48I9bHXyfZ3aCnukJ1BnVkj9Nh5hej7ZcIbpRw1VHh8czA5jl5X7Lla/QRtD5NWyWGqd7nP1qbPmP84fKtlOeGc68oucNS5otZlLK52cLqhhkY3rLraPBJl7HNWdeo42jSc0MkkTw/wOVfOzteLnZKOvH4aIE+3v8A1qhHOJCtLofqzNZp6U84JeHsP/8AShKOfEWbKel48yfBYKyFgqvI6xiPsD2JR5JEXYb7EvuWQMe0u7mZHRueA94LgPYmFtrDHanyMY0+Kb9ubjUR7YQsh1lsMA5DvKY75crtWyFu7lY1vFuBzVGbSm2b4wenBNRb2uZ97yMeR35Wl8FRGcPiOfEKKbI19fDVaJ3P9bSp9TVD6mPW5ozywtkNytNYGyKN5kwWkLeYCASw5I7iE5MZoJJDUthYGkEcVsSNEmM0kbzyaQVqy4HrdyfHPiBw5nHxWupjiDNQYMexYS0mMjM/LiMcVrkpHvcA1pJK7Gxe6Ejg1dlKIg7GespoiR++bI0l7tU1BcI8l/vT/RcvN+2tsv2xN1ND5OZoN54dTR5uj6V67dk8hlRvbGw01/tL6asaGyDi1/nNJ7vYqtxbKXj6nT4fxCVJaG/D+h5aq6yA2rfxGWUa25pzH1o3OdwUctpMtymmp93JuvfHjzm/L61NNqrFPYLrV2x/urIeEjfOaD3+xROKgls9dT1Vu3jtUgZrHFrmnmwjvVCklDK6nppylU0zW8SRQTw3WjEcj2F7Y+qHnGfjFNdndPs7cnM4ijmdraT22O9XwUz3+4xQXx+nMFRDJhz2dlx+EOWE8UtwjuUDW1DGtme3i3OQ/wBbT/BQdFxXzJU7jvJZT3ic102Lo3R1NRS1dQ5zm68E6w9x49yhLrbM+mdUR9bS8tc3hwwrMt9XNARBM1uGn3JwJGGgcneKi9XST2+/1lukxpeBLHpdkYPHOVYtq8otpvLNN3bUpSThHEXz+Yy2e811E2SjklL4Hty3U0kxjv4rsioo3wvY5kcjHEPEmnLsu/Yt9Tb6WaIENMMpw0ubgZPrTNv6mklaapofG7Ib1uAwe5WYxTi8bNmnMqbj3izGJuNvEGqoikk0juHVd867o5Y2Q6iZCS3UCRxctDKuKoe5sbvkPByRMYpLfHS7o+Vb53X4Obu/D2tRpywmIzhTzKAl1QDgPkeGZ6rTzP0rSasSSsifpie12Y3N5H43gtUWJZDKWua2FnAO7z/BIiDDE5xA1OOSVNUkVXWmdr5ncQBw5O4rknYTz5t45W2CkjkY50cuXEdnK5d7K0mMAkt4HKnCKi8RFSctOX1Ev4Deg/J8FLizJLu4wXvd1W6G5LklkZDsuPHnj+C30dbJSjeU0m7k62r0sFZ3NUXHOWc01NIDx9z1t1fC5uak9VvZckuJc4ueS4k5yUnQ13ZctkUaZSa3QGbJI0pLH8MEcEgAYSgeGFnBq7xsW4tPArSORGUvmFjSiQk8icLutFe+33Onrou1BIJB8i48LI1Z4IYwerbFcmXS2U9bF2J4xIPlTg5wczCq7oPuxlslRajLxpX62fEcfrftVkwOLn4VuC1I85WjoqNG90Q0KU9ENVudopqXuqYjj2jj9KjTQSxO2w33ttbQS/D0/OHD+KZ2aFHw1Ey6jyWUIVZnbERdhvsS+5Ji97b7EpZBCbwyA32qe9oLxpaPmWZTQspmGfOQ3iQq12zvNXSbYXSWKbLG1Tm4z6K67btVHVO3EpadfDOeS50prXJF7uJaYslDJLS+szDUDU7mSnOGs0ZMMzSBwVOX2Sotl3LhUNkhceGkp/oNqYo7dojcATw4+KlTlg0TpZLFZV1Uzi7U0Bv611R1UjBl2CSqyffq98TY6eoDfElP1gule6PTXMbMzucFvUinKnuPlwvRMgjcA3jzCfLW9s9M06tQUPqmslm3haNCebPVsjh3cbiFlSya3HA+1EPV9zGU1TslY/ABBXVDI8gubKc+CHue9urSCAtkTWzFNUPa3DyR61onq3F5GnI8UipqnadIiHBN01bJINyxmh3gjMIZNudlLdtTSEVDdxVN4x1bB7ox38R6l5y21tt22YuX2rqA7yne68+Y9o7GkevrFy9STVEtPEotttRQXig8lvEAqWfgzjrsd6Qd3LROkp8uZftb+VLaXqnmqosvl9SZi8tkcwuIPZLk3WF/kwa2obJo1FrhzETvSYf4Kxb3s9XbMb2rkk8ptrHjTUN98iJ7njvUProZ6W9VMEDo5GVAErSB2Se8N8VVi3HwyO/FUpRVWmxVXeI2UE0bpmve07uMsaSHN8XHuSdrHST22z3ZzgXbowS8MAAcvatVttjtbxuIHCbHB5Dd7j0QVJKjZ+A7A3IR1tPUbtwn3DH6nMd3t4LTJwp4aLH76cXq/wCMr6W5yk43esNdluDjKTJNUSwukdDC5sZ1AOAcWgpU1JE9tJuJ2v3jOvpPYce4pV0fFbqJlujmdPVk65ngkjHc31q9lNrBz3OeJa3yOVz4Wh0pj3b392crlkc8ubIybVp5NWsl7gS5+PBuEBm8boI4+3C3JKJVlOUjDZJWucTI5pdz9a6aSOT+jk3fDraOr+cswRRRcN7+X/uf9K6DcHR2+ooooopGzY6zmuy0jVghYcmSp4i8tmqNzo5N5G9vV5pVa7yiIVMbSz08LheSMDjjvXTbaoQueHsEjJOGk9yzKOPVJRq6tpcjic4kgpTXvBd1kuZjNZLDwzySQ3BJU4leWpchIySTnCyMtdwCU0Z+RAZI/LhjA5IEmIcOrjCSAuh8Ty3GRlY3B08TxTI0o0Y480s9yW2JqyW+pMmMCGvG8GW8Flzm5OQQtgjyfAIDS0nkUMos77Hqm8q2zloG9uWlc5vyEfSr+ZszWRk4LDled/sequWl6VLafTa9n5O7P0L1vU1BYGmEsOVshUwsHJvoePURiKzyxxltTA8OPfhOtts8VJXwze6bzfN+E3UEmorq7Vho1p1sz6iXBl6nFMlOMSeDkgpDTwCWFF7HYEQ+9s9iX3pEXvbfYllSB5P6RLjVfyyvUX4NlfP+0pkpa6eJ4e04K7+k33LpFv8AF/8Au3u/OOr/AFJgbMHu0k4XCqbTaO3Tf7tMkNZeXVlNu54w8t5FcdNXCORvV6vgmh8hbjBKBJwzlTpzK1SOxMIrnBI0lo0Ep2st2lhO6ZLkFV9FK7PBxwuymqZYn6g4gq7Tlk5dSO5Zc14qROWyRaAeyM8F1RXp1PoeAMntDUoTT3qV0bI5hvAO/HFdEVxa2qGppdF3jHJWorJWky1LLtBHVgglrXDgBqTy2qaWBu8Hr4qt6SttDGMlgkcXu8zCkFsrI6lmhwI1d2EMEknPexwcD3rkmqNy5rzE57mjmO4LEToISAXhw9qTPJBIXRRkNc4YyXKJjfGeRsq5mzUznxtdn2JvbFvowJY94PWOSwJ5KRmh4HA8weab7vtPDardLUzMLo289A4hHsIR1vETTerXZt15LXbvdz8458aXKlOma3UFi2mt1ZTTjdbtzN2Ot1fNauram8bSXep+2zoaySwySO3clPI1j3Na4huk5cVXm07bhUXCWc09zlg/ByVAc9w9HrcitMkpYZ1raEqDcfP9RFPfN1cDWzwb3dx6KfR2WOGdKkWzd8tRkpRWzVcUzn7iSOTTutMjdPDHxu9QyittRVVgoInsAOrGRzdhP2w9qa3a+2wXeIbkVHuno6mtJa13y6VUrwp6ZYecI6VGvU1r5kdvtBLQXapphGY3skd+auWAsZO2SVpe1vbZnBUx6WIm/wAr6qqgmEkU+nRj9iiDmlwc4aeodOVboS1U1LzKlxFwqOLOmg8kmiqopRHFHJD1H+bvBxH538U1tjPeMexb3ODSWDTnGMpTdeOAx7est0VpNcpatjnawtHHS5L0Odg6cexbHAnidJHqSQDkaSQpEBLueNLlqa13HuW92vPEoAbj1rAMMbg5PFbWSMEDozEMk9pIAIBWMOLSRxTJLAAcxwAwsNbxDcrIAxy4oDsO4hMjAPa1nBvFILSAXjqg9y2N45JCAQeBByhnoa2s1EYBC2FpxxOEpuXHIcBhGrGckEIzONjDTknJ4LW5vHmtuA4nrcFsaxoHZysGcFg9AtLH/Kp9fz3FO7HwXHgvQFBtFJTuDHxameGVVXQrZJaOyS18w3fluHMZ52gd/wCUpxj3Xl/mVmnTek89fVk6zwT233ugqOTN271rv+2cURDmkPyVALcQH9Y8FIKGkZM5ro5TzHAqEoqJXjKci2ITqiafUt3ctUTdETR6gtvcoHbQiL3tvsSzyK1w+9t9i2KQPKHThQ7npNuuOzIY5B8sbVDhA5vIhWr9khQSxbaU9XHH7nPSN4+tpcqty9vNhXGrLFRo61F6qaNZZIG8QiKJx5jAW+WXeAEMxhJZKdJBatae5icQbE4HgVuZkc3LWJD3LY0B4PirdORQqROmGTDRxW1lWWOI5ribG8DDTwSg0gnI1K7CWDnTid0VY/OdWPYnm0XyopnjTLw9ajDHYdyW9r8HIWw0eqWhaq6Opi1ya3Odxy13JSSjjpHjetLiMY6x71SkFdLE7Mcroz6k4U20Nxh6rKkuAOeKd2ZjU2zzLZrmQlrDJMI2jieKIKS3VlO90bYpozwe15GCqtkv1fWNMdRN1SOQW9t1uUVplZbpo2VJ4MD+9RlDBOnV1PEtiLXKhvm0G1NXslYofJKPy12j3RrWDDj1m/J4K7a7ZWmoNgHWR0rZXxUrYN5J55a3tKnI7nRWU0u0GZaG9wvLZ8dl7nOPPze5T+XaWfanZaKpawxZ0ySs/pWjmzHrVNxag5eR1JPNWnHpn8/MrCKttFh2boKK9yCrraeV76dkQ1aNbvOdyUZqLbJc9pRPOftbRSyNMknWc5jdPWdjkODU/wC3cdvvpHk8IpDF1GzE6Q32hQ+51FfNb/tbTymanh6skxGku9p9FVaEW8tPfk/gegnGFNKMl4fWjjqc22cdGNoKgW6Uy0Yxun6s5GAmHdu1AtdxBwtkkckcer0uK2CJ+4MzWZAGH/B9q6NOLjBLJxpyU5to20UQqZXyVMev0tDdK3GkijYSyTDc5DcclOuiLYE7W1E09dvobbFHzj6rpHah7m3Pq1KdXvoQPk5NmrMxeZHP1ZG/ljn+asSTyIXNKK0y9YoIxudnS0HHig0VRud5u+z8JTTanYm82WLc1dDVRy+nHG5zW93Ejq4+EmE0krYtM0kgPmu7sJ3hujCLeUsjA2IOw8Oa7HzrBZkdVONRSsa44Az6QXNLTyN62hxb4hThI06dJoaMDHNYc3hywt4ZhuAklnDiCVkwaQ3wRuwOLnFbWsPhhZ0nxBQCYWAN4u4rDmHHALe1oA5cO5LZHE/VrfocBwCyguRythcRwCzJHkadPFbYw7B0uWxsEjmhzckFYNnQ542Y89ylfR3snUbR3hrhAfIYi19VJ8H0fa5POwfRncb9URT3MSUNAOud51ZH/BYP9Sv+zQ2SzW+lorbB5NTR82ePwtXeVOnTcn8Dn3d7GnFpesNDIBDG2OMaWtGAAlQxukk5YAT7VeQTEywyMjcfNK3W6ilDDI1jH5VnUcLGoZw2OJ3FONkqyLvTQxRHryM9fnLsmtElQ/rGNidNmrNFFd6aUSEvB8PDioOWxKkm6iTLDxkLI5IQtJ2zXD7232LYeS1w9hvsWzuUgQHpapaWWgpairp2SsjcW9Ycs4+hVXVW6yTMzExjDnsgYV2dItKyp2QrtQ95bvhjmNPE/qyvPE9bCX6IJHOGeZGFz7lYlqOlavMdJmos1BvdALnE/BWqp2ZiazWxzmjwXdaKyIS4fG2THeXKQx3y1ujENRbgB6WVWjGD3N9RSK9nsxYeoS5czaOVhOGKwmi11NZ7npji7+K3V9LY2acRh4PMh62wS6FWpFPmVvu5Gu4twsBjhk4KsSmoLDUkgscG9xTZerbbogRCSD3K3BnMqQIcYw4ZdnKC3A4Hiu6aleODASkeSy496cR4qxAp1InI1iWGpZikHNYxjmtuCvkVGcLpFQI4+rqXHnBXPco4Z6V0Mpfx5NZzd61GfhRspx1zSGuloKe7X2SG6T1J3srnhncY2uPV1J52m2lZb2faOwnFV2JJI+wxnoqP1kFwmtpZQQsqPJvwmnS0ew+d8iiZmnihMR3eZO2/rbx3wSqMcTTSZ35UZRlGpUXq8iS3SvnrrJLTw8KCl/5io75nu83V+6PNaor7r5DJuZpN357OPVblboZpfIail8mZh+nrd7cLT72NdPHof39bKzSp6Mm2dVySeRyvcVJ/J6y7s+77p+89LTvHaf4pe0Lbdba6IWmr8pppKGN56+rrFvWaf3kyzSGTnG/4LdXZWvdu72OUlRxzIyq+6Tzot6Ra3Zp3kU29ltpPGPzmO9Jn0K/dm9qaO/wCW21vlJ/cd4Edy8j7tvex6mPRjtadk7jUzZl3VRDoO7YxztXMcJFt2OfVoOW69Y9Ysp5p2+7EPOOOQmS9bE2C5MeK2z00zn85GN3bx+U3iq5pemm3wtEW+r89bt0rPHhnB8FuHTZRjlXY/vLe937H/GTS5cjQqU0Otb0QbNVEBNNHUUrm837zV+pzVFbp0H10zS2gusEjW8WRys0Z+VqkOz/S9HcL7R2mnbFOKqRrJJPJpG9p2PEq1Zpd12o3fMmmPkSldV4e0eYrh0M7YUjSIrbBVt8YagZ/zYUYr9h9p6SQxP2eu4cOYFOZG/O0L13SySSF+tmF0vjkw0sfhZcCUb6XtRPFc1hvMP8AzVpr4Pj08g/0rm+1VZ3U8znf3ZXsWuF6AMrmtkiHNpCzaLnSSu3RiZHKObdITQHftconken2Z2gn95slfJ8Smef4J6tfRftvcSGx2KohafOqSIgPXl3WXo+4zwMuG6b7p7NTtHtWl9+jjc3VC9jM9l/WKrVLq3hPQ5FuEburDVCkVRZOgS6vaHXS600OfMpwXkfKcKydlejaxbNN3sdFFWVPmTyaXOb7G935KeINoaV1Q3NS1jMdh/VCeoLlFI1rzpDHcnZW+EqUlmDyc6tK5UsVU4jFcKR8Tw4c+8YRFZn1LGuc1zHYySn6huFsucT30tXFO1jsO0ort7G7MeMEcAt8ZZ9UoVIY9Yic1IaR5c2SJ2nuPNZpLlPANLJNLSeS6bhHLK/BYA7K6KOxvka90wDBjq44rZn3jVj3TNLf5GHRLGHh3eOClOwk7a2tnlaOEYzx8SmGK0UsdKXPYXub3lSzYW3x0dsfMwcZ3Z+QKEi1bRbksknQgckKB1REXYb7EvuSI+w32JfcgOeoiZPTyQSN1MkBa4eory1tHanWm/1VvEeNxI5o9Y1cP8q9VKoumWwtF1ivg4NezQ/4Txy/V+xVbiOVktWk8VMFV0p0yuL2uHq0roLN40lhz6k408sGtzy1rlpcGtkMgaGtPgqCXQ6LccZG0SFpLTwSBKwP62SE+zUdI+BsuDly0TWsMhMzW5b46knONLdkY03V2Rvtht72Nk8pkjd5wPWTm2jpK15bHUMkPdkaVExIyKXSTgp1tFxMLnNB63ccKxCopLKKNWjKnLTIklvskUgdrZqKT/J9gLsv0DwWhm0NPRQPbPMHB3Idou9ulL2b2qt9/gmfQCQPheWSMlGkj1+z1qzGRQqQaWWR+9UkMJdGWgvHgo9UMDSSc48FZV4oqWrpN8ADNnjpTNNs1FLTF+ZGOI7wrEahSlSciup6h8jo46ZhkL+DQwZkf7G/x5Jxn2dmpbDW3Oue14p2ZdSNdkP/ALx3nezknyhtf2su9NFuO3PHrn7Tnce8/wClY2pBGzO0nPGmNcS4uJTmoPbJ6a2t6VGGuG5EheBJZt9CN1F1mbvstbhQyvqqOrmMuCyQ83BqkFuizsp/6r1DpWcXqzbUtLeDZdV9VOOrqbaqnMMmh/AYy1w7L0kYIK6aOQPj8mn4R5y1x5Md9C1zUvk0r95H+d+1XE+jKDS5rkajG0s4YyssjOk5PJYpod5UsbpcAX4KzPCY5pGt1YDsKT8jEeWoGtBBWSwN49yQyMFx6zgO9KLcjAccLKMdBBMXj8y7dlqSC6bRW6iqveJqmNknX09UuGePcuExnw+Zd+znuV8t8noVMbv/AMjVgwz1rspsxY9n6cRW2201M4D3wM1SO+M85JTpLJUA9U62fFR5YzqtYNfAcVwVYrQcs6jPjKSicab1Dk2clpaAOHqW+HS5uTwUdqb8KJxZUAOae9rUim2ip5GkDX6hhT7tmlTRIakMEbmPcXMd61H5LRRxVQqRK9mDngV0x3OKaHLgQR3ZXBU3Rpa6EnAPisqMkYconGyLhJH+E1yfGdk5ym+4gHeDr+a7/v5k7brd0+93u8P+lMFxic6ORjc6tBDfaRw/WvIX1u4Vn5H0Hhd2q1FS6nBcvfTH6m/xUfnkqPIZfviaKN+nqMkc1rvDgnOvq2tZUvb2dw0j2EcP3kzXE+6iKL8GNcny8B+rLvlCxRTTbTOo8SjiSHLYi6UdiuMoqCc1XvkhPU6vZ6o4jzvFW/SXOOWFsscsb2vGWkHgQvN1XNv/AHccIovwnnafS9pXRs3tdW2yokljcTS+eyTs/wCxXftbieMT3+J5bivDIVZOrTfi909FvrKXeDWB1l0uraYxgMPJQvZy609/tjamgeJGA6dBPFrvWpBFQxwY3lRjPa6vNdPZ7nkZKcXpa3Omd8ofGIxvGvPJvHKsKhp2U1HFAwYaxuAoXsrRxzXYTMlJZFx093qU445UWi9ZrZs2IWFlRLoiLsN9iX3JEXYb7EpAYPJMG3dnN52XqaJgzNjXF8cdlSFYKjKOVgzF4lk8lOeYXlp4PBwQV3QSmojZG0galKOmXZGai2mkuNIAKau6/axiTzm/xUIFNVQPaScafArn93pL6q6tx/palsMboKmEysx1XeCxA5hpnMc7IzwTc2qkkaWuYAkmV2hzGk8uyAql5Rc6TLlhVjGujhvGOOPMYzl5ruP+ybBUSxbqEz7oHnJo1SafX/7V0Vk3OH+kkj/U3/ZMNfV8ZZvwfYj+Fj/fLlVt5uLeDsXFOnVhmZN7bRW2jiZNDMapzu1LnUHezC3bOXOGCor9wIot5O78H5oAH7cqu7bep7YN775vO3H5rvX6lM9jJrZWUA929190fNH5zcuJ+Xmu1Tlq3PLXNB08xbySo3txpyGNazPMhaoNoKpkxY6UPYO5wSftdGYXOjkAI7gm58LMkgcQrdOKZx6mqJI21sVY6Ju6bqdLGR4cDlRvbCSZ2yF7Ej94C5nV7hnSuy0vihqoZZXaWMcC4/Km/bK6WNlkrrZT1JlmqS08OfDC5d5D9+vDy0/kdvhrl3Dx8SD0Y/4U/wDVf+8ojLGdZ6vBTiGlkj2Wjikjkjfre7S/qu5qHy4E5hLsFWKLjF7eaN1zTk6awvZNUELdPJd8O7qofJpeoWdh/o+r4qRAx2nkl6Ov1lZayVE8GiOmqW1DIo4XPnEgAa1urrLZcqGqpKqWlqY9E7R12+ifBSvYusgtjpblWw73yeH3B/8AaHu9fDKZb9J5Td6upZJrZM4yNd8Z2pa4SlOWEjZKKisoYzGSNIbwSXRYbxHFd2jJw0pRg1d62xNQ2aB3ErbSN0VEb9R4OC3vjx3LAZw4rPIYPTtBWzamEe5+5Dt/FTnPNVTQYlik/IUSsVTGbNSffzXkwsdpwfBd8F5qo+oZWH5FZdNvkebdSK5jobRRscHVLi4eBcueooaWFjpaVoee7iuGeuqZjgPOfWttJdZqeN0Wlj/EkKSTISnEb3yPZIS4lrvBOVvpXVpa9srQ7vBCS2tLpGvdRNeDzOlOEVWwgmOHdEeDEkmRi0zbXwU1BSuqKmXRC0Ze4jsj1qK3evp33HyGmn1B0bXiQaery7Wf4eannaW6Qx7N3CasO8j3bup6XohUrs1PcDVRvExFJH7u8nzG97W/G5fGXLvqam9D5o9LwZypeOL8I6Vl+3JngngzLHI2OSPzmNZJx0+PZauE18FcZdxPje6pKiT0Gt4af3QmW4yT1twnrJTl8sjnv9S5XxNdxAwVrVp5HYV5M7blM17G7/VFTAZjjHvj/huTVLI6R3Mho5AcvlW/TKXOeXP1ntEjJ9nsWymopKgFsMT3nvDBlbadLTsjVUq6vHIcdg9o6nZ26b9ry+km6s7Bye31fCXounMNewTwVu8jMbXgek1efLLsdtBdJmRUtsmaHO065GaGN9pK9A7C7POidSUZ90jpmN3j/ghXKDcU8nn+JqFSaUecidbJW7yC3AvAMsp1F3iO5PaAABgclnCM2xio7IUEICFg2CY+wPYslYj7A9iyeSAyhCwUAxbZWSK/2WW3yDS89aKT0HjkVTk2yFwp3ujm3Zcw4dk816AUH6QrM8j7a08kjA331g5e1aatPVuThUxsVx/JuJkEkssb43NHADkVCdu5ZLSIXU5jY53bYeZHccKxai/w0FHJNUVLNDBxJ48FSe01xqb3eJrjUaWB5wyNvENb3BaJR1LBct44nk0VFxkmO9pDJgs1Fj+0yTGNQPguGoli5n3SOPqQs9J3e4pe5Po4WuSn1nr/AOZaI0VE6bryaOCUPdITIQ9zuZyttFLPSSieGSSOVvIgJ3j2dr5Gh4iw08jrC6qfZeuPCRzGg95K3wg2UZ1Y+0ySbKbQy3QeSndio9fZd6wnt1JcHv60X6lErds0+CVkratwkY7LS0KXshuG7y6Ob24KuU4vG5wrlx1eEcKS0wT0Eja927aH5y08cABV50kUcFBtC2nom4Y2JpJPMkqwooZGWiQVDntJJxnlxAUK6Umg7WyY4BsEY/UqOuUq0snXtk40FpG+mc9+zUcj37zMsmHas54qFbXUNXTtpZ5YY6j7YdeGTtaGh3FoHcVPrVUWWCgpaO6Vm63m80R8GufxTFt1d7ZFZgBBiOGR27Pa6urqt+ZUJ3EVVcEuTOzRtpTouerCaOKno5HvDPS6vWcnKCxVEkvGSPHaLtXZb6SjNiqA2mF0jnllhk98j7TmO9IDwUvqLlFFb44YZo5TURtfJIzs6e5q60Z6+X3/AAOPOg6Prfw/4jiuG7/5OH/lo+x8N3e4rjlpu72O1Oau18H3u2Vkjna3YcMrtvNMyOitkv8ASU3H8l7mrdHaaK8txibB1OzhbGwdXnhd1FF75n3jz/4flLR/3pU4c8GuTOSelcckELV5Oe/CcnMGABnitQj48VlxJ6izNl2PktNAOLQ6JjdWPUnuei8nOveud8i4dhZohs9RZ3fUZ1PkJTpc5w4ZyFC6dSKUoPY5dhG3q1JU6q8SNAmiMD9xvJakMLtBwxvD1p/tNPQVFC2WXImLAS0vzg94UArzjkf+/wD/AKTjspf6SL7yuEXE+9yeh7VOlVb9cnd2HdrNF6v1Jo4uh96b8mnKRJI2Ue7a4/ZGnGl3YblpA9bTlLkZHJ2ppHerC34ORJ5Kv6VJyLdS0Yi9yk1Pk+Tk3/UtF0pZh0aURgaATp3m7Hm6nObq/wAqnW0mztJdqAw/+Y7TH/CUItFPc6O+09srRLLD7yxj3ucxrTw1BULmlKeZL2d/p0PScMuIujGC9YgAg4v9qW2n4OU22l2XbRVEs1NxjwNLfArgs1mdX1zIG9ZmsaneA85bqb1cjfOfd8yQdHGyUPuV5uW7lik1e4Pga5unudk/VVlQ0dHTRaKW300fxIwFqgdDBE2OCmYxjQAG9wwszVMhGezp9Fq2yj3cMtHBjVqXVTDZ1U4l5CGOP4Smez1C+johvdO9k6ztPd6lGdi6Srr5/K5gzyaM8OHaKnC195Ga2LVC2lRbTFoIQELBbBCEIBMXvbfYlJMfvY9izlAZQhCAFpnijmhdFK0PY4Yc0963IQFCdKexU1Fvo6OL70k90jP+gqpDRY4EYx6S9jXi3wXOgko6gdV/EOHNp8QqN2v2P8hr5o5h7p+Dk817fHC1Sjgs0KrisIqjyMqUbNbJR1UHldwHub/eevp1N8Vr8jAPLkp1aaqKWgiG9j83qPeG6VmMNyVzXajsc1NY7c2Jsb5MNA4YKzJZ7cxuRI92E7RxQ4BELCM9xRumFzstZjwK3xgcd1Bqo6SgEgDIHvPiu+SMtGljTp8CVta2Jrjp0s9i1gai47zA9ZUtBDWc90lc2iYWEDSeH6lXHSjx2rmx2Gsj/YrOqKRlVFGx7iA3icd/JQ+/bOS3TayerkJZT9QMcPOd4LhznGnXk2eitYt0UVjuMbX1Zu8GKrdt8iz2NOnstb4pt2voC+1Vk3GXsz/ndVWxtVstW34SCno4pJoo8RyP6uh2nhxUHu7ZaG3XK0V248rpqJscnxt5qdpd7VVlLThpeTO7QaWYS5OJF9l8Q7E3GU+/GTd08XwntHWUwt9sNv2YijIzM1kf5OFB9hDD9st9XZmFFqfHFHp45853xVYouEVWN7vdA9B79Lmrq5cTkaINYwcM8R8ijP57P4rddaqKaht0I/AQuB9pkJS6kiatpoRMI9474zeaba2B8AjB0ubIzW1ze/rOb/pW5PLSKk44Nb5A5mgPwEgHHHWEDn2G5Q8Bw6gaCt+MFZHRG9unVnikvx3d61QnracjilPExOOGFIOJZOxPHZqE+Di3/MsV2ZBIOPXfqZ8FoWroxmElsqKSU8WP/OaVKPtTvacn0Oqz6FbnTcorHI4VGcaNeo36xEWUkrzu2gkpwpdkK+oALvcc8dTv/apBQUccc+XNCxtHtPHYooN7TSVAf6HV0rEqdOktVR4LNGpd3dWNtarMmPFkppqKgED/AHbdjGpq3zVxjYG7onPflQ+p21ng2Up71DTlzqxzm4c/s4ce9b9k7tV7Q0UlTNExhZIWaY+IOO9aFXjOahDmWP2Pc0beVe5jtlxznquexNKGojmga8DrOHWaO5YrhDpYDEMtGcput1FUwv1iTQHcwU4TR+5PDic45qdzHTEo20Yd94SL1jYah0g4nVngVH7bPLari6aIdh2CE61FWIbluCzUwjg5NMuXTyOPMuKr0Fjc7FaUJR0ssm3VUFfQMqIn6QT1h3g+CcLfbZq+bcxHAz13eiPFRzo6ifXU0lNHFktfx9Sti10UdDT7tjOs7tO7yrU6mmlp9449O2/f56I6aGmipKSOmhGGRtwFvQhVDrAhCEALBWVghQkBMXvTfYlDkkw+9j2JYUwCEIQAghCEAJo2js1Ne7dLR1A0lzTokHNh8QnZZQHm/aGw1djuBpq2NzPQdjquHiFrtFN5SXx+i3Ur/wBobLR3ygNNWxB2OLXY4tPiFS20uzlz2dqTvQdzJ2J4+q3/AGKlCRJy1LBx1B+08HlcxlMe8azDDq1OJwE17V7XVdlnihho4vdI9fumXO54XDeZnGEDJOueP9/P8EzdJEplvURwT96t+F+EelWrUjN42NlK2i5LKybX7f3E9mmpgfyitTtu72eyymH/AKeVF2RPd2YpD+Qnm37OvmAlq6htPEW9nWNf/tVSd3OK3kWo2FGTyoDvbtrdo6+pEMDoMd7tHBqlT7lMImB51PHad4nwTFSm1W2l3NO+nz6Wvi5IfdqAc6yI/KuVOSm8tHVpUVTjhEz2duYkYYycSdZ/xmqgbwYr70qVEOTLSVMj2SfFa1x/bpU8F8oYXyPFScxgy/M0/Sqz2LIN+muMp5yH/M7iowpapOWSUmoNRS5s59lYWx3uta1nUYHAavapG5wDiGJitEZp9orh7p7m17gdXtTs6SPBImGV1qb/AHcTmThpbZtEu7eHjIcOWEs1On3wvL+0q7dV3KWvl91l1/A1Jzt9ZV250f2xm3sb2atHnaTyK2xnpK+nUiZip4dlay/VlcRrIgwSGQBpR5ZBp6sg4qWsx3Z3RPwckHguplVHjiCmkVkJHCQIFVGeTwpxmRcMj9R1ksMwmppHxvHIsdhwU32b6QZoBubnDvR/SM7XyhVWKyOM4JZ+latjLhA0+aT6pFNV9Jqdqn0L8ivdqdRmvNwgjhxxc9wBb8hVS7X7bW+6RwW+eF0tXTTPYcMIc5mvq4xw5Jnmmq2MLdIc0+a5xwfncoff4XC4+VCpp6Y6RkMc5xOlmOGPWqdxcfaPC+R1OH2n2GSrxTUk/wDL8yYXPbyE7MUVoZbJoC0ve41DMN1chjTxVudAE0lTsVJUujjjMlY/Rp7PBoC8v1dbSTwRGWDfSscCXNc5gOnnhTzYTa+uDftHY6OWGGPU/eSSudo+E7Ab+6rFrU0eJrpg0cTq99qt6b2bzv5vnueopZhHE6TIdpHiuaiuDatriS1mDjBKpGpqdppYTmtbo7+3H+1rU301yuIO5lq6X9L2vlK23F1Kfqs5Vnw6nTWZPcs3aUtju28BHb8fWkWq31N1u32uoWb2cvxgdzfSd4BRGxWDaDa68Cjs5YRn3So3mpkLfEkL0l0e7GUOyNtEML/KauTjPUvb1nnwHg31LTCouhZnBLkzs2K2ch2dtYga7eTyYdM/xd6vUpGhYKkajKEIQAhCEAIQhAIh96b7EsJEPvTfYlhACEIQAhCEAIQhAC5q6jp62mfT1UTJYnjDmvbkELpWEB576Wejy+2fN32bkmraIZ3kPnwDjx0+e3l8JUJctp66Wpw+odqHA6XFv6l7+cAQQRkKtOknolsm1rXVlMxtrun9PHG3Enxx/Hmqs6OXkv0r1wWGeQZb7Uem79Ln+K2/btv4Wmd/mcnvb7ZLa7YusMd4tEjaU9isjfrhd+UAdP5WFC562T3Teyj9f1mrS4Jcy/TqyksxH0XqJ3Vhtr8ekGvI/YkvqtXW3UMR8ZGzAfqCjsdzhzmWOOpHoSlxH6nrvgvdoADf5LUMrvU97fpWuVNLc2QrTl4DorJ5YbPV1vlEJ7Mce719p3tDe5Y2dgiFbTQmeKThvPyu1pd60i53mhdTW3cbOQ0oird5JT733/S3sudj/vUnSv2mbd6+OZthgtu7G73cWn87gFFvEJSNnrafgRqCWR80sxqBG5zuOIy79i6hLGedXJIR3MgeP4Lls9zloIXReTucc8TxH8F1m81MjXuNIyJnpF/FWdolLTKW7QnDaKmmqN9LJLJwjjk1N6vpuz3KPSTb3W6WOR0jX6nOx2/b/pSq+4/bAyRSmQR9ZzG+k/1pvJfA4ESNIPMZ5qdNGitVTWlciQWtr6trhDGXaeWHgfxXW+3XDeANgLh65R/AqP26rrYpCaIujA54GU5RTX+UjM84zx5AKbjAjTlKXUdI6GoZxkt4cPDfY/it7Y9I61JDG3wdOFwsguzz7rV0YPg54H8Ev7WTP601fQ58BIoxkyWmMuo4U0YfOY2QWZrnP/DTNaPlJCmuzsVmtrnOrKzZZ785LjWtLGfICFEtnbLa6ueRldeLbSNaM5kGtrvme1Sant+y1NrIvNheGM4EUv8AAvcrFPboaKr/AMRjaaus9bJIHXaz0pxwNHUNkH7/ADVeXy30skzdztBSTD4THg/5QeKnd3u1mp2iKhkteTG73XyaP8nucq4v0s0/GSuEn931W/MFolKLlpS3LMY15UVNy29nc6LbstNP7w6W4/2dHA937Y050uzm0tC7dU+zly3cnhSSdf43ZUXt9RcqP3WkqKqL4kjm/sV0dAu0e3t3vkFq+1FRd7aeo+pI60DfSMjuB9hW0qObjzRFKW27UhuG7ItlP9vbZHO/Y5WP0Z9Ee1+0NZDW3uitdjtgOZM2tm+f8FrXx/rXozZ7ZClt+J6vNRU/5f8AdSoDgOCxpRr76Y07P2O2WKhFHaqOClhA4iKFjNR8TpAyU7LKMKcY4NTeTKEIWQCEIQAhCEAIQhAIh96b7EsJEPvTfYlhACEIQAhCEAIQhACEIQAg8kIQHJWU1NWU76eqp45onjDmPaC0/IqU6QPscNkr659XYJ5LBUvOqRkTdcDj8FpPufsb1fUr2WFFrUSU3HkeHdrOhms2OL33SgvVXSMOTU01NHJEG+JcHah8uFBHNssbi3S7I7pGA/xX0cI9ar/bboj2D2uL33KwwQ1Tv/M0o3Uny44H5QVonQz1LlG8UVho8NVVfRndQ7mOIR6ve4x2j53neiuHfzU0+9idn0PcdK9JbV/Ypk637MbSZPdBXhzR+fH9VVde+gjpJsmouspq2N5Oo377PyDrfOFr7vBYV0pciv4K6sowXxMD9R4tfCT+8iavqqtjhKyBrfR3LR/Bddxte0Vsc+O5W+pp3NPHfRyN/eC0RSysYXNptWRxIdn+Cw0/vNsZRlum9JwOeTozHE78k/Qlbpp98fCz4zsLbI+qOjDJWfkla5m1MfGVudfqwpqLRplKK/xCm0rRFmOcYdzIOf2JJDY8E1cpPgMrdTyXGEObFTas8g6EH+C7YrjdI2jXbsY7xE1v+lZ0oh3q9lDQZGjU7MsmfSJS2SVADWxRSNz6JcnoXu/fgqV4/Jyu6gk2ruJ3cNPPJ6mUZcpKOlEY1HKRH6agu1ad1SUdTJJ4Bj3ld0Gxm1c5zHZrg539w5v7QrK2T6POmCqqG1FutElJn8JVNZA0Dx6+T8wVv7JdDu3b3Nn2n22p4cj3qgp2yOH5bgB8zVlRya6lTB5e/kPtgeBs9Vn16AnnZPoi2/vlbHBTWSrjifzqJWtbEPys/ur23YdiLPao+Mb66XvkqsP/AFYwpO1oaAGtAA7gEjAi6/wPP3R99jbabaW1e1lYbpIP/LRe5xfKe07/ACq9bPbrfaKGOhtlDT0dNGMMihjDGtHqAXehTjHBWlNy5mUIQthgEIQgwCEIQAhCEAIQhACEIQCIPem+xLSIPem+xLQAhCEAIQhACEIQAhCEAIQhACEIQAhCEAIQhAc1TTU9Q3TUU0UzfB7A79qZa/YzZSu/5rZy1ye2kZ9CkSwVHTklqwV9cuhvo8uWnyrZyAaezupZGfukLgf0D9GjoWw/aObdsdlo8tn4f51aI5rKjoi+ZnvJFcM6GOj5mkCzyua3udVyn/Uu+Pot2EZpxs/C7SMN3kj3/tJU4WFJJGNcvMj1HsXstRuDqbZ+3xkd4gCeKelpacBsNLDEB3MjAXUhYwYyHchCFNGAQhCAEIQgBCEIAQhCAEIXHcKjyWnMobreeqxnpuPIICtOlTpetuw+2llsU8e+FTIHV78/8vC7g0/Px9gVn08zZo2yMIcxwBa4HIIPIgrxP9lPsleLF0iTX6undWUd00yRVHoODcOb6seb8FW79iF0ki+2P+Rl2qM3KgZmkJ/CQDzfa39nsUUD0GhCFIAhCEAiD3pvsS0iD3lvsSigKcvPSrXz7e1Wytgjp4nUdR5KXVVO6R08ueLRh7dA+FiT2Kytob1DYbBU3asa5zYIwdDeb3k4a0esuwPlTddNjrFX3c3V/ldLWPwJn0lZJT74Dlr0Eavbz9a69qdmrVtNbI7fcpqgRxzMnjdTVLoZGvbyIc0571EGaK+iu2YF7oKWSu1Ql7IKc5c9wOlzATgZDg4fIoxTdJsU9vjczZ+5PuL62ak8jY6M5MTdT3Nl1bstDeHa7XD1rXs10YU9utMFDW3y61FOyjmpXxCrkaH7yTWTnVwxy9a74+jnZuKzU9njqLo2nppN5TuNxl3sGW6XNY/VkMLS4FvI5QHdU7Wsds1a7zbqQ1Auj4mU0cj93gv9I4OMcfFadl9u7VeqmioAHU9dV0wnbFhzmZLdWkP0gE6esu+r2doJLDR2igPksNA+N9I4DXuyzkePPgT86TZtitn7VNR1NNA8S0jQI3GU8MM0fu8FIDDS9KNl01r7hTVdHHRRNkmk0a2jVI9gGW/Ez8qzF0nW77ZVjZqfRb6YahVtcXOc3dRSZ0af7UDmuqt6N9lrhqD4avB053dbIzlI945HmDI/85Zl6Mtk5YJYH0tSWSMY0/fT8jSGAEHPPETPmUQdeye1lPtFX1UVHolpmwxVVNUNyN5HJqHEEcCCxwUtUX2P2Qtmzc877cZtD2Mha2R5du42FxDQ45ces95ySe0pQpAEIQgBCEIAQhCAEIQgBCELGACEITABCEJgAhCFkAhCEAIQhACEIQAsFZQgMZXlv7KLpdrqDbW22DZuqdEbPO2qqJB2ZJ/NYfggagR6/UvQe1O0FDaDRUEtVHHXXSpbSUbHHi57uZ+QZKoL7Lno4NRbIdtrLSjeUo3dyDfwjPNl9o7/AFH1KLYRYt0hsfTl0MAwkRzTxbyPjxpqtvmn1Z4fFcvGtirrtsPtpFWw5pLhb6nj63NdhzfYVbn2Hdz2mO01dY6XJs88W8q5P6u5vVa5vwj2f/6Xf9mzsvabZcLHe6GNkNRWiSKZjBgv3Ybh3zOx8gWQelOjraug2z2SotoKJw3dQzrs74pB2mH1g8FJMrxF9ix0mxbI3+S0XytMVmuEjRrk/AS8myeoHk5e2I5GSMD2PDmnkQeBCZBuQsZQSo6gIi96b7FsPJaoPeWexbe5TBCn2qqnvbjLRk/fEpkqtQ0SU7o3NbDpzng7Twxp6ue9aTs07cUQp6CKOaK1VMbn4bxmdu9HHx4O49y5blcdoqeS+1fl7oKOCo3ELzuWtbl7MaS5nAgOfkv1N5IN7vEV2pY4K91RSCmjLngQvY5+mUu1FrRkkMZgs0t58CogxW2O41VGfJ6Crp6XylmaYmCR/VZJqeGvfo6znN789XKSdnL55YaieBxaKDdaYi3ebzcaeMhdxZq1dXx0ldkd6rRc43TV7t++Snjbb9Lfd4nMa6SXs56rnO5HA3fwlpsd4udTStxc33KPeU2pxER3bnuc18eYwBw6vA8R6SAk+yVO+k2fpqWWlMEsceHMLWDj+RwUUFkun2uLjbrhCJXTGKl8rb97vc1rY39s6sdZx45zyBXVHe5ZKam17RviMsg8sk0xN8i6riI9JZ1Mnh18lKvF7vMOzVnucQJmJbNWR7vrSRNjJe0N5tPHPDj1cIBN0slzkE5pd/UAzue3E4GXGANa855BrzqI+XT3Ka0zXMgjZI7U8NAc7xKr+3Xe9Ou1kpblc30glbUOk6sUW+cyVoa3rgk8HEYbgrRQXzaKWhkbW1rKWUUkc4qJBHE1+uTPaLSGO0ao+I05GrvQFnIVf0e0lZro6mWskho5JacSPqxH2HNk1ZLQBxOjiPV4p22RrKmtuF0ZUXF0ojqpGRQF7OoxryGnAYHcscXOdlSBKkIQgBCEIAQhCAEIQgBCEIAQhCAEIQgBCEIAQhCxkAhCFkAhCEBob2iPOHM+KqDpy6Rb1sleqOzWOmMlRU0++3gc3q9YgDBac8lcDc4xjqjkfFefvsi6G6u27tFfQ2e61rY6DBdRUskul4kcQCWtIB5HitNxKUKblHmX+FUaNW6jCt6u/wACm76doL7tNBfrq/aGW4xS5ik8oHUfG7VpjbuuGPUrOp+mDav7Rz227bNsubJGmCR9S/TqB5h2GAZwVyzX7aKpbMKnYLaA70Ttyyhmbu2zNAfo6nVdluc+s+K45rvtRIJYxsdfBDLTbiRht1Qc4a1rX+99oaefrVF1avn+R6mNlw5+wvxHD0YbZ1/Rzb66ioNkoi6vqTIKmSd/Zd73G3h5o+dRjb8X7by6G7XyO6Tbo7se6N0M850bWtb1VM6m57STUj6f+Qu0AyynEbvIJvc3Qjg4dTx4rsN6vzXb2HYO9skdVtrXjyWbS6YRlhON3yOckJGpV8/yDs+HR/8AzX4im2bG6t1i13Qbz3v3ft/F6isLYTbbbnZCg8konVstDAerDUvjfpzywdHDKf6W+7WwVYq/uf3h0jxAJh5NNo9za4dQbvqZ1evC47xVbUXG11NANgbzFv6eng1+SzHTuieON335WXVq/wDEYdlw3G0Y/jX+56msFa642Ogr3N0Oqadkpb4ahld44Jn2Ojkj2WtUcrCyRlFC17SOLSGNyE7u4K+zxL5mKb3lnsW1aqX3hnsWwrYYMoAxyQhAGBnOOPisBoHZAHsWUIDGkceA481lYJWQgMYGQTxwskA8+KEIDBAIwQMeCyhCAEIQgBCEIAQhCAEIQgBCEIAQhCAEIQgBCELDAIQhYAIQhZQBCELIMBZQhDABCELDMmEALOELDBhARhCiAPNJKySkEozKCk94Z7Fs70IU0YMoQhZAIQhACEIQAhCEALH0oQgMoQhACEIQAUlqEIBSEIQAhCEAIQhACEIQAhCEAFYCELX1BlCELYAQhCAEIQgBYKEKMgZCwhCiDDUOQhAIdyCTNzCEIZR//9k=</binary>
</FictionBook>