<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><FictionBook xmlns="http://www.gribuser.ru/xml/fictionbook/2.0" xmlns:l="http://www.w3.org/1999/xlink"><description><title-info><genre>sf_fantasy</genre><author><first-name>Ed</first-name><last-name>Greenwood</last-name></author><book-title>Elminster: il viaggio</book-title><annotation><p>Era il tempo in cui il magnifico regno elfo di Cormanthor era dominato dai barbari, draghi malefici governavano i cieli e gli abitanti non nutrivano pi� fiducia in nessuno. Maghi e guerrieri minacciavano i regni poich� mossi dalla loro arrogante e rozza ignoranza anelavano alla gloria. Accadde in quel tempo che, dopo un interminabile viaggio, Elminster giungesse a Cormanthor, alle Torri del Canto, regno di Eltargrim. In quel luogo Elminster visse per pi� di dodici estati, dedicandosi allo studio della magia, imparando, grazie all'aiuto di una congrega di maghi sapienti, ad avvertire dentro di s� la forza della magia e a farvi ricorso per dominare il male...</p></annotation><date>2001</date><coverpage><image l:href="#cover"/></coverpage><lang>it</lang><src-lang>en</src-lang><translator><first-name>Adria</first-name><last-name>Tissoni</last-name></translator><sequence name="Trilogia di Elminster" number="2"/></title-info><src-title-info><genre>sf_fantasy</genre><author><first-name>Ed</first-name><last-name>Greenwood</last-name></author><book-title>Elminster in Myth Drannor</book-title><date/><lang>en</lang></src-title-info><document-info><author><first-name/><last-name/></author><program-used>FictionBook Editor Release 2.6.7, fb2cut 2.5.4, fb2cut 2.6.2</program-used><date>2018</date><id>a819d1a7-70ed-4bb6-b179-3b2718c84027</id><version>1.0</version></document-info></description><body><title><p>Ed Greenwood</p><p>Elminster</p><p>Il viaggio</p></title><epigraph><p>Per Cheryl Freedman</p><p>e</p><p>Merle von Thorn</p><empty-line/><p>Due donne che Elminster volle al suo fianco (spade, allegria e quant�altro) quand�era a Myth Drannor</p></epigraph><section><title><p>Prologo</p></title><epigraph><p>Era tempo di grande discordia nel magnifico regno di Cormanthor, in cui le donne e gli uomini delle famiglie pi� antiche e pi� fiere percepivano una minaccia per il loro orgoglio sfavillante, una minaccia proveniente dall�autorit� stessa che li governava, una minaccia presente sin dagli incubi pi� neri di giovent�: la Bestia Maleodorante che viene di notte, l�Aggressore Irsuto che attende il momento pi� adatto per uccidere, saccheggiare, violare e depredare. Il mostro la cui morsa stringe giorno dopo giorno nuovi regni: il terrore chiamato Uomo.</p><text-author>Shalheira Talandren, Sommo Bardo Elfo di Summerstar</text-author><text-author>Da <emphasis>Spade argentee e notti d�estate</emphasis>:</text-author><text-author><emphasis>Una storia ufficiosa ma vera di Cormanthor</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata nell�Anno dell�Arpa</text-author></epigraph><p>�In verit�, ho promesso qualcosa al principe in cambio della corona�, afferm� il re ostentando tutta la sua altezza e inspirando fino a far tremare il petto. Lievemente imbarazzato, si sistem� la corona scintillante di gemme e cuspidi dorate, poi abbozz� un sorriso di autocompiacimento per aver creato tale pausa drammatica. Abbassando la voce per sottolineare la nobilt� delle sue parole, aggiunse infine: �Ho promesso che avrei realizzato il suo pi� grande desiderio�.</p><p>Tra gli spettatori si lev� un coro di mormorii beffardi e stupiti.</p><p>Il grasso sovrano non prest� loro la minima attenzione, anzi si volt� con un gran turbinio di vesti d�oro e, appoggiando un piede su un teschio di drago palesemente falso, assunse un atteggiamento vittorioso. La luce delle sfere fluttuanti color bianco e porpora che lo accompagnavano si riflesse sul filo metallico ben visibile, nel punto in cui esso attraversava il teschio di pezza per sostenere la spada reale che si presumeva avesse trafitto le ossa del drago con un unico e poderoso fendente.</p><p>Da sovrano anziano e saggio qual era, il re guard� per un attimo l�orizzonte, posando lo sguardo grave su cose che solo lui poteva vedere. Poi, quasi timidamente, fiss� il servitore inginocchiato.</p><p>�E dimmi, ti prego�, mormor�, �che cosa desidera di pi�? Hmmm?�</p><p>Il servo si gett� lungo disteso sul tappeto, battendo, nel movimento brusco, la testa sul pavimento di pietra. Rote� gli occhi e fece una breve smorfia di dolore, con gran divertimento degli spettatori, dopodich� lo guard�. �Sire�, esclam� finalmente con tono incerto, �egli desidera morire ricco�.</p><p>Il re gir� e avanz� di qualche passo. Allora il servo si sollev� su un ginocchio e fece per indietreggiare, intimorito dalla risolutezza del sovrano, ma rimase impietrito quando scorse un sorriso allegro sul suo volto.</p><p>Il sovrano si chin� per prendergli il braccio, lo sollev� dal tappeto e gli mise in mano un oggetto tintinnante.</p><p>Il servitore abbass� lo sguardo: era una borsa colma di monete. Incredulo, guard� nuovamente il sovrano e deglut�.</p><p>Il sorriso del re divenne ancor pi� ampio. �Morire ricco? E cos� sar�: metti questa borsa tra le sue mani e poi trafiggilo con la tua spada. Pi� volte, come penso vada di moda oggi�.</p><p>Il pubblico esplose in risa e urla d�ilarit�, che subito dopo si trasformarono in applausi, mentre le luci che avvolgevano gli attori si spegnevano con i consueti sbuffi di fumo rosso, segno che la scena era finita.</p><p>La gente cominci� ad allontanarsi in ogni direzione: i pi� anziani si muovevano compostamente, i giovani invece presero a correre nella notte, come pesci frenetici che si inseguono per mangiare� o per essere mangiati. Alcuni irruppero nel mezzo di crocchi di languidi pettegoli, poi presero a danzare nell�aria, sfrecciando lungo il margine del campo magico profumato. Solo pochi rimasero a guardare la scena successiva de <emphasis>La giusta fine del re umano Halthor</emphasis>; tali parodie dei modi avidi e meschini del Popolo Irsuto all�inizio erano divertenti, ma in seguito risultavano <emphasis>molto</emphasis> monotone, e gli elfi di Cormanthor odiavano annoiarsi, o quanto meno, ammetterlo.</p><p>Non che non si trattasse di una festa grandiosa: gli Erladden non avevano badato a spese per preparare i campi magici. Suoni, profumi e immagini turbinavano costantemente nell�aria e si diffondevano sulle teste dei festanti, e il potere del campo magico permetteva a tutti di volare, di librarsi verso qualsiasi luogo. Ora gran parte degli elfi fluttuava nel vuoto, toccando terra solo di tanto in tanto per rifocillarsi.</p><p>Quella notte le mura del giardino, solitamente spoglie, erano adorne di sculture raffiguranti unicorni, destrieri alati, fate danzanti e cervi impennati. Se toccata, ogni statuetta si apriva, presentando al suo interno caraffe a forma di goccia contenenti un frizzante vino della luna o altre bevande ottenute dalle diverse uve color rubino degli Erladden. Accanto alle bottiglie di vino spuntavano coperchi di cristallo, le cui cupole coprivano figurine di formaggio scelto, nocciole arrostite o stelle di zucchero.</p><p>Tra le luci multicolori che vagavano in mezzo ai festanti si sprigionavano esalazioni magiche che avrebbero reso allegro e vivace qualsiasi elfo di sangue puro. Alcuni Cormyth ubriachi volavano a zigzag, ridacchiando, da una nuvola all�altra, gli occhi troppo lucidi per vedere il mondo che li circondava. Sui rami degli alberi imponenti che sovrastavano il giardino, stelle magiche luccicanti ammiccavano e scivolavano qua e l� tra le foglie. Quando la luna sorse e ne cancell� il chiarore, illumin� l�intera scena dei festeggiamenti sfrenati e gioiosi. Quella notte mezza Cormanthor si divertiva ballando.</p><empty-line/><p>�Sorprendentemente ricordo ancora le parole per raggiungere questo luogo�.</p><p>La voce proruppe nell�oscurit� della notte senza preavviso, e il suo tono gradevole gli richiam� alla mente i tempi passati.</p><p>Si aspettava quella visita e non fu sorpreso di udire i toni bassi e melodiosi della voce provenire dall�ombra, nella parte pi� profonda della sua dimora, dov�era situato il letto.</p><p>Un letto che riteneva ancora molto riposante, nonostante l�et� iniziasse a logorargli le ossa. Il Coronal di Cormanthor volse la testa verso il chiaro di luna, distogliendo lo sguardo dalle acque calme che circondavano l�isola-giardino e, con un sorriso pi� allegro di quanto in realt� lui non fosse, esclam�: �Benvenuta, Grande Signora degli Starym�.</p><p>Ci fu un momento di silenzio, poi la voce parl� ancora. �Una volta ero molto di pi��, afferm� quasi malinconica.</p><p>Eltargrim si alz� in piedi e tese la mano verso il punto in cui, come gli sugger� la vista magica, si trovava la donna. �Vieni, amica mia�. Poi, con aria quasi supplichevole, le porse anche l�altra mano. �Lyntra mia�.</p><p>Le ombre svanirono, e Ildilyntra Starym usc� nella luce lunare, i suoi occhi simili a due pozze scure colme di speranza, che egli ricordava tanto vividamente nei suoi sogni. Sogni che gli avevano fatto visita per anni, fino a quella notte. Sogni ispirati a ricordi che riuscivano ancora a sconvolgerlo�</p><p>Il Coronal sent� un nodo alla gola e la bocca gli si secc� improvvisamente. �Accomodati�, mormor�, indicando il Trono Vivente.</p><p>Gli Starym si ritenevano la pi� antica e la pi� pura famiglia dell�Unico Vero Regno, ed erano senza dubbio la casata pi� fiera. La loro matriarca gli si avvicin�, sempre fissandolo con i suoi occhi scuri.</p><p>Gli bast� uno sguardo per capire che gli anni non avevano intaccato la sua pelle eburnea, n� quel corpo tanto perfetto da mozzargli il fiato. Portava, come allora, i capelli di un blu quasi nero raccolti in trecce che le sfioravano i calcagni; era scalza, e i suoi incantesimi le mantenevano sia i capelli sia i piedi sospesi a pochi centimetri dal suolo. Indossava la tunica di rappresentanza della sua casata: i draghi gemelli, tempestati di gemme, dello stemma degli Starym le coprivano il ventre, e le loro ali in rilievo su uno sfondo dorato le lambivano il seno.</p><p>Le cosce, che si intravedevano dagli spacchi della tunica mentre avanzava, erano avvolte dalle pieghe nere e oro di un mantello d�onore, le cui estremit� si univano a sostenere il fodero della spada di dente di drago finemente intagliato, che oscillava come una piccola lampada, circondata dal bagliore rosso, intenso e solenne del suo potere. L�Anello del Dragone Vigile scintill� al suo dito. Quella non era certo una visita informale.</p><p>La serata si prestava bene a una chiacchierata tra vecchi amici, ma nessuna matriarca si presentava nel pieno dei suoi poteri solo a tale scopo. Il Coronal fu pervaso da una grande tristezza. Sapeva che cosa lo aspettava.</p><p>Proprio per questo Ildilyntra lo stup�. Come previsto, la donna si ferm� davanti a lui e, dopo aver scostato la tunica, pos� le mani sui fianchi per mostrargli la luce del pieno potere della spada d�onore. Anche tale atteggiamento e l�ispirazione profonda che egli di l� a poco fece erano del tutto usuali.</p><p>Dopodich� sarebbe scoppiata la tempesta: avrebbe udito parole di fuoco pronunciate con gelido sarcasmo, veleno amaro per il quale la donna era famosa in tutta Cormanthor. Non sarebbero mancate nemmeno le formule di incantesimi pericolosi, ed egli avrebbe�</p><p>In un silenzio di tomba la matriarca degli Starym si inginocchi�, lo sguardo intenso sempre fisso su di lui.</p><p>Eltargrim deglut� nuovamente, abbassando gli occhi sulle sue ginocchia bianche, lievemente venate di blu nel punto in cui sprofondavano nel muschio ai suoi piedi. �Ildilyntra�, esclam� piano. �Signora, io��</p><p>Quand�era travolta da emozioni forti, proprio come in quel momento, i suoi occhi scuri si costellavano di bagliori dorati.</p><p>�Non � mia abitudine supplicare�, afferm� la voce melodiosa, suscitando nel Coronal un�ondata di ricordi di altre, pi� tenere, notti trascorse sotto quel pergolato, �ma ora lo sto facendo, sommo Coronal. Riconsidera l�Apertura di cui parli. Non lasciare che alcun estraneo cammini per Cormanthor senza il nostro permesso; fa che tale permesso sia concesso molto raramente, per la salvezza della nostra Gente!�</p><p>�Ildilyntra, alzati. Per favore�, esclam� Eltargrim con fermezza, indietreggiando un poco. �E forniscimi un buon motivo per accogliere la tua supplica�, aggiunse abbozzando un sorriso. �Sai di certo che ho gi� udito tali parole in passato�.</p><p>La Signora degli Starym rimase in ginocchio, avvolta dai suoi capelli, e di nuovo lo guard� negli occhi.</p><p>Il Coronal sorrise, questa volta apertamente. �S�, Lyntra, hai ancora molta influenza su di me. Ma dammi ragioni valide su cui riflettere, o parla di questioni pi� frivole�.</p><p>Nei suoi occhi neri comparve per la prima volta la rabbia. �Cose pi� frivole? Feste scellerate, come quella che si sta svolgendo ora alle Torri degli Erladden?� La donna si alz�, rapida come un serpente, e apr� la tunica. La lucentezza bianco-bluastra del suo corpo nudo lo provoc� quanto il suo sguardo penetrante. Poi Ildilyntra aggiunse freddamente, �o pensi che sia venuta per amoreggiare con te, mio caro? Incapace di rimanere un�altra notte lontana dal nostro affascinante sovrano, dal giovane forte e appassionato che conoscevo, ora depositario di tanta saggezza?�</p><p>Eltargrim lasci� che le sue parole svanissero nel silenzio, come pugnali che mancano il bersaglio e cadono nel vuoto. Dopodich� esclam� pacato: �Questa furia selvaggia � la Signora degli Starym che conosco da secoli. Ammiro il tuo gusto per la biancheria intima, ma speravo avessi perso un po� di ci� che i tuoi giovani familiari definiscono �spavalderia pungente�. <emphasis>Siamo</emphasis> soli su quest�isola. Perch� non parliamo schiettamente, come si conviene a due Cormyth anziani? Risparmieremmo tante� cortesie inutili�.</p><p>Ildilyntra chiuse strettamente le labbra. �Benissimo�, esclam�, portandosi le mani ai fianchi in un modo che il Coronal ben ricordava. �Ascoltami allora, Signor Eltargrim: io, i miei parenti anziani, e molte altre famiglie e persone di Cormanthor�� posso elencartene i pi� importanti se lo desideri, ma ti assicuro che non sono pochi, n� facilmente screditabili perch� giovani o stravaganti�� pensiamo che la questione dell�Apertura del regno ci condanner� tutti, se mai divenisse realt�.</p><p>La donna tacque per un istante e i suoi occhi fiammeggiavano. Il Coronal le fece un cenno silenzioso di proseguire. Al che Ildilyntra continu�: �Se inseguirai i tuoi sogni folli di estendere la legge di Cormanthor a tutte le creature del regno, la nostra lunga amicizia non potr� che terminare�.</p><p>�Con la mia morte?�, domand� tranquillamente il sovrano.</p><p>Tra loro cadde nuovamente il silenzio. Ildilyntra prese fiato, apr� la bocca, ma subito la richiuse. Si allontan� rabbiosamente sulle lastre di pietra e sul muschio illuminato dalla luce lunare, poi si volt� per guardarlo nuovamente in faccia.</p><p>�L�intera Casata degli Starym�, afferm� risolutamente, �abbraccer� le armi contro un sovrano tanto disturbato nella mente e nell�anima, tanto contaminato nella sua essenza elfa, da presiedere, anzi, da <emphasis>desiderare</emphasis> ardentemente la distruzione del magnifico regno di Cormanthor�.</p><p>I loro sguardi si incrociarono in silenzio, ma il Coronal sembrava una statua di marmo sorridente. Ildilyntra Starym fece un respiro profondo e prosegu�, la voce ora imperiosa come quella di una regina. �Perci� non fare errori, Signore: la tua Apertura, se avverr�, distrugger� il regno pi� potente della Gente�.</p><p>Impaziente, la donna prese a camminare impettita per il giardino, indicando ora gli alberi, ora i cespugli e le aiuole di fiori. �I luoghi in cui abbiamo vissuto, amato e allevato i nostri figli, le meraviglie della foresta che <emphasis>noi</emphasis> abbiamo curato conosceranno gli stivali barbari e il tocco sporco e incurante degli umani�. La matriarca degli Starym si volt� e si diresse verso il Coronal, pervasa da una collera sempre pi� intensa a ogni passo. �E dei mezzo sangue�. Quando infine lo raggiunse, aveva il volto in fiamme. �E degli gnomi�. La sua voce fu sopraffatta dalla rabbia e si ridusse a un sussurro tremante e aspro quando espresse il risentimento pi� grande: �Persino dei� <emphasis>nani</emphasis>!�</p><p>Quando Ildilyntra si avvicin� al suo volto fin quasi a toccarlo, il Coronal apr� la bocca per parlare, ma lei si volt� repentina, schioccando le dita, per poi rigirarsi immediatamente con un gran turbinio di capelli. �Tutto ci� a cui teniamo, ci� che abbiamo difeso dagli uomini-bestia e dagli orchi e dai mostri pi� diversi, verr� annacquato, ma che dico, <emphasis>contaminato</emphasis>, e alla fine spazzato via; la nostra gloria annegher� nelle ambizioni clamorose, nella numerosit� e nei piani astuti di quegli <emphasis>umani</emphasis> pelosi!�</p><p>Quelle ultime due parole si levarono in un grido che lacer� loro le orecchie, e fece tintinnare in risposta i campanelli di cristallo blu appesi agli alberi intorno al lontano Lago del Cuore.</p><p>Mentre il debole suono si affievoliva nei pressi del Trono Vivente, Ildilyntra rimase in piedi di fronte al Coronal, il petto palpitante e gli occhi fiammeggianti. Nell�oscurit� un improvviso raggio di luna le colp� le spalle, illuminandola di luce bianca e fredda, simile a un vessillo di vendetta.</p><p>Eltargrim chin� il capo per un istante, forse per rispetto alla sua passione, poi fece un piccolo passo verso di lei. �Una volta pronunciai parole simili�, cominci�, �ed ebbi pensieri persino pi� cupi. Ma nelle razze affini, e negli umani in particolare, ho percepito la vita, la verve, e l�energia che a noi mancano. Il cuore e la forza che una volta possedevamo, e che ora possiamo scorgere solo nelle visioni dei tempi passati, inviate dai nostri antenati. Persino la fiera Casata degli Starym sarebbe costretta ad ammettere, se le sue lingue dicono il vero, che abbiamo perduto qualcosa: qualcosa dentro noi stessi, non semplicemente vite, ricchezze e domini, per l�ambizione dilagante di altri�.</p><p>Il Coronal inizi� a misurare il giardino a grandi passi, come aveva fatto prima la donna, e d�un tratto, facendo roteare la tunica bianca nella luce lunare, si volt� verso di lei ed esclam�, quasi supplichevole: �Potrebbe essere un modo per riprenderci ci� che abbiamo perduto, in un regno in cui ora dominano solo atteggiamenti, negazione e lento declino. Potremmo riconquistare l�antica gloria, e non aggrapparci solamente al guscio fiero e dorato di una presunta grandezza. E c�� di pi�: il sogno di pace tra uomini ed elfi e nani potr� finalmente realizzarsi! Il sogno di Maeral diventer� realt�!�</p><p>La signora dagli occhi neri scintillanti e dalla chioma nera scatt� come un animale a cui si schiacci la coda, e lo super�, come un felino che accerchia un nemico temuto� ma ancora per poco. Quando schiuse le labbra, la sua voce aveva perso tutta la dolcezza, e sembrava affilata come un rasoio.</p><p>�Come tutti coloro che cadono preda degli anni, Eltargrim�, sbott�, �aspiri a un mondo ideale, non lo accetti per quello che �. Il sogno di Maeral � proprio ci� che indica il termine: un sogno! Solo gli stolti potrebbero credere nella possibilit� che si avveri, nella Faer�n selvaggia che vediamo intorno a noi. Gli umani crescono padroneggiando la magia: una magia brutale, avida, distruttrice. Ogni anno diventano pi� forti! E tu vorresti accogliere questi� questi <emphasis>serpenti</emphasis> nel nostro seno, nella nostra armatura, nelle nostre <emphasis>case</emphasis>!�</p><p>La tristezza gli vel� lievemente gli occhi quando il Coronal vide ci� che era diventata: una vera e propria furia, ben lungi dalla giovane e tenera ragazza elfa che aveva accarezzato e confortato quando, anni e anni addietro, piangeva timidamente.</p><p>Allora le si par� davanti e le domand� gentilmente: �E non sarebbe meglio invitarli, conquistare la loro amicizia e con essa un po� di influenza su di loro, invece che combatterli, perire, e vederli entrare nelle nostre case da avidi conquistatori che distruggono e calpestano il sangue della nostra gente? Dove sta la gloria in tutto ci�? Perch� sforzarsi di preservare qualcosa, se il nostro popolo morir�? Vivremo solo nelle leggende distorte nelle menti degli umani e dei mezzo sangue? Leggende che narrano di un popolo bizzarro, decadente, con le orecchie a punta e il naso all�ins�, il cui cieco orgoglio gli fu fatale?�</p><p>Ildilyntra era stata costretta a fermarsi, altrimenti sarebbe finita contro di lui. Rimase immobile ad ascoltare quella valanga di domande, naso contro naso, le braccia lungo i fianchi e i pugni serrati.</p><p>�Vuoi essere colui che lascer� entrare queste� queste razze <emphasis>bestiali</emphasis> nei nostri luoghi segreti e nella vera sede del nostro potere?�, gli chiese con voce improvvisamente aspra. �Per essere ricordato con odio da quanti sopravviveranno alla tua follia, come il traditore che determin� la rovina di cittadini che aveva promesso di servire e dell�intera razza?�</p><p>Eltargrim scosse il capo. �Non ho scelta: considero l�Apertura l�<emphasis>unica</emphasis> possibilit� per assicurare un futuro alla Gente. Tutte le altre strade che ho contemplato, e talora persino seguito, portano, rapidamente, alla guerra rossa. Una guerra che pu� soltanto condurre alla morte e alla sconfitta di Cormanthor, in quanto tutte le razze, eccetto i nani e gli gnomi, ci superano di venti a uno. L�orgoglio ci trasciner� in guerra, e la guerra ci porter� alla tomba. E quella � una scelta che non ho il diritto di fare, per rispetto dei nostri figli, le cui vite verranno stroncate prima che siano in grado di difendersi, e di scegliere autonomamente�.</p><p>�Tali discorsi paternalistici possono essere ripetuti all�infinito. Ci saranno <emphasis>sempre</emphasis> bambini troppo piccoli per decidere che strada intraprendere!�</p><p>La donna si mosse ancora, lo aggir�, volgendogli sempre il viso mentre camminava, e, quasi casualmente, aggiunse: �Esiste una vecchia canzone secondo la quale non si pu� far intendere ragione a un Coronal di ferme intenzioni. Ora mi accorgo della sua verit�. Niente di quello che dir� potr� convincerti�.</p><p>Vi era un non so che di vecchio e di molto stanco nel volto di Eltargrim quando i suoi occhi incontrarono quelli di lei. �Non ho paura, Ildilyntra, amata e onorata Ildilyntra�, afferm�. �Un Coronal deve fare ci� che � giusto, a qualsiasi costo�.</p><p>La matriarca emise un sibilo esasperato, mentre l�elfo apr� lievemente le mani ed esclam�: �Questo � ci� che significa essere Coronal: non gli sfarzi, le decorazioni e gli inchini�.</p><p>Ildilyntra si allontan� da lui sul muschio, fino al punto in cui un solido parapetto di pietra le sbarrava la strada, oltre il quale crescevano alcune piante di lavanda. La donna incroci� le braccia con grazia, e volse lo sguardo a sud, verso il placido specchio d�acqua che ora, sotto la luce lunare, appariva come un lenzuolo bianco. Il silenzio che lasci� nella sua scia divenne profondo, assordante.</p><p>Il Coronal lasci� cadere le braccia e la guard�, in paziente attesa. In quel regno di orgogli conflittuali e di ricordi cupi, ma sempre vividi, gran parte del lavoro di un Coronal consisteva nell�attendere con pazienza. Gli elfi pi� giovani non se ne rendevano mai conto.</p><p>La Grande Signora degli Starym scrut� nella notte per ci� che gli parve un�eternit�, le braccia lievemente tremanti. Quando parl�, la sua voce risult� intensa e morbida come una brezza improvvisa. �Allora so che cosa devo fare�.</p><p>Eltargrim sollev� la mano per attivare il suo potere e bloccare la donna: l�insulto pi� grave che si possa fare al capo di una casata elfa.</p><p>Ma ag� in ritardo. Un fuoco improvviso esplose nel buio, una nuvola di scintille si form� nel punto in cui i due poteri si incontrarono e lottarono per un tempo sufficiente affinch� Ildilyntra potesse voltarsi. Teneva tra le mani la spada d�onore e il suo sguardo si pos� su di lui.</p><p>�Oh, sapessi quanto ti ho amato��, sussurr�. �Per gli Starym! Per <emphasis>Cormanthor</emphasis>!�</p><p>Un raggio di luna si riflett� lungo la lama affilata della spada quando la donna l�affond� nel petto fino all�elsa; poi con l�altra mano spinse il fodero sotto il fiotto di sangue zampillante. Il dente intagliato sembr� tremolare per un istante, quindi, lentamente, si confuse col fiume di linfa vitale. Sgorg� pi� sangue di quanto quel corpo formoso avrebbe potuto contenere.</p><p>�Eltar��, ansim�, quasi implorante, gli occhi pi� scuri mentre barcollava. Il Coronal fece un rapido passo in avanti e sollev� le mani, il bagliore della magia guaritrice lungo le dita� ma a quella vista la donna estrasse la lama luccicante e se la conficc� violentemente nella gola.</p><p>Eltargrim si mise a correre per la breve distanza che li separava. Ildilyntra emise un gorgoglio, vacill� e sollev� il braccio insanguinato ancora una volta per infilarsi la spada nell�occhio destro.</p><p>A quel punto cadde fra le braccia del governatore, e con le labbra esangui tent� di sussurrare il suo nome ancora una volta; il Coronal la depose gentilmente sul muschio, nonostante un ruggito lacerante, magico, si levasse in alto nel cielo notturno, come fumo insanguinato, dal punto in cui si trovava il dente di drago. Quella magia, lo sapeva, avrebbe reclamato la sua vita.</p><p>�Oh, Lyntra�, mormor�. �Valeva la pena morire per una disputa simile?� Poi si sollev�, guardando il sangue luccicare sulle sue mani, e si concentr�.</p><p>Se avesse esitato a pulirlo, esso avrebbe costituito un punto debole, un mezzo che la magia, che si stava materializzando sopra di lui, avrebbe utilizzato per neutralizzare il suo potere. Quando tuttavia fiss� le mani aperte, le macchie di sangue scomparvero, e il bagliore bianco e blu della magia avvolse la sua pelle come una nube di fuoco. Allora il Coronal sollev� lo sguardo verso l�improvvisa oscurit� sopra di lui e si ritrov� a guardare diritto nelle fauci aperte e gocciolanti di un drago di sangue.</p><p>Si trattava dell�incantesimo pi� micidiale delle casate antiche, una magia di vendetta che prendeva la vita di chi l�aveva risvegliata. La Condanna dei Purosangue, la chiamavano alcuni. Il drago torreggiava sopra di lui, scuro, terribile nella notte, silenzioso quanto una brezza e fatale quanto una pioggia di veleno incantato. A contatto con esso la carne viva si scioglieva, si torceva, sfioriva e si raggrinziva, riducendosi a un putridume grigio e a un groviglio di ossa e di tendini.</p><p>Il governatore di Cormanthor rimase in piedi, avvolto nei suo potere, e osserv� il drago colpire.</p><p>La bestia si abbatt� su di lui con una pioggia che scosse l�intera isola, facendo frusciare le foglie tutt�intorno e infrangendo la quiete del lago, che fu solcato da un centinaio d�increspature. Dovunque rotolavano pietre, e il muschio si tramutava in cenere fumante. Ostacolato dalla cupola protettiva di Eltargrim, il drago si gir� vorticosamente e rugg�, fluendo in un cerchio rabbioso attorno al re elfo.</p><p>Questi rimase fermo, imperturbabile, avvolto dallo scudo protettivo, e guard� la bestia svanire nell�oblio. Ancora una volta il drago sollev� la testa per minacciarlo, ma era solo un�ombra di ci� che era stato pochi attimi prima. Poi scomparve in una nuvola di fumo.</p><p>Quando tutto termin�, l�anziano elfo si pass� una mano tremante fra i capelli bianchi e si inginocchi� nuovamente accanto alla donna. �Lyntra�, esclam� triste, chinandosi a baciarle le labbra dalle quali fuoriuscivano ancora bolle di sangue. �Oh, Lyntra�.</p><p>A contatto col potere del sovrano, il sangue sulla gola di lei si tramut� in fumo, proprio come aveva fatto il sortilegio mortale. E, quando le lacrime dell�elfo presero a scendere copiose, il fumo aument� incredibilmente.</p><p>Eltargrim lott� per non piangere mentre i campanelli di cristallo tintinnavano nuovamente. L�affievolirsi del suo incantesimo port� alle sue orecchie uno scoppio di risa lontano e la musica chiassosa e selvaggia proveniente dalla festa degli Erladden. Lott� perch� egli era il Coronal di Cormanthor, e ci� significava che aveva ancora una cosa da dire prima che il sangue cessasse di fluire e il corpo della donna diventasse freddo.</p><p>L�elfo gett� il capo all�indietro per guardare la luna, soffoc� un singhiozzo, e abbassando lo sguardo sull�occhio sano di Ildilyntra esclam� con voce roca: �Sarai ricordata con onore�.</p><p>E se, mentre cullava tristemente il corpo di colei che era ancora la sua amata, il dolore lo sopraffece, nessuno mai lo seppe.</p></section><section><title><p>PARTE I</p><p>L�uomo</p></title><section><title><p>1.</p><p>Sentieri selvaggi e scettri</p></title><epigraph><p>Nulla si conosce del viaggio di Elminster dalla nativa Athalantar attraverso mezzo mondo ricoperto di foreste selvagge fino al favoloso regno elfo di Cormanthor, e si pu� solo presumere che sia stato privo di eventi degni di nota.</p><text-author>Antarn il Saggio</text-author><text-author>Da <emphasis>La grande storia della potenza degli arcimaghi faer�niani</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata approssimativamente nell�Anno del Bastone</text-author></epigraph><p>Il giovane stava riflettendo intensamente sulle ultime parole pronunciate da una dea, perci� la freccia lo colse completamente alla sprovvista.</p><p>Gli sfior� il naso, seguita da uno sciame di foglie rotte. Elminster ne segu� la traiettoria con lo sguardo, battendo le palpebre per la sorpresa. Quando guard� lungo la strada di fronte a lui, alcuni individui vestiti di pelli logore e sudice gli si pararono davanti, le spade e i pugnali sguainati. Erano sei o sette, e nessuno aveva l�aria gentile.</p><p>�A terra o morirai�, annunci� uno di loro, con tono quasi affabile. El diede una rapida occhiata a destra e a sinistra: non vide nessuno dietro a s�, al che mormor� rapido una parola.</p><p>Quando schiocc� le dita, un istante pi� tardi, tre dei briganti di fronte a lui vennero scaraventati lontano, colpiti da una forza invisibile. Le spade si sollevarono in alto, mulinando, e gli uomini sbalorditi piombarono nei rovi per poi rotolare per un certo tratto tra un�imprecazione e l�altra.</p><p>��Ben incontrato� credo sia un saluto migliore�, esclam� Elminster rivolto all�uomo che aveva parlato, e aggiunse un sorriso ironico alla sua nobile osservazione.</p><p>Il brigante divenne bianco in volto e inizi� a correre verso gli alberi. �Algan!�, sbrait�. �Drace! Rinforzi!�</p><p>In risposta, dalla foresta verde uscirono, come vespe infuriate, numerose frecce.</p><p>El balz� gi� dalla sella una frazione di secondo prima che due di esse colpissero la testa del suo destriero. Il fedele cavallo grigio emise un verso incredulo, soffocato, si impenn� come per sfidare un nemico invisibile, poi si accasci� su un fianco e mor� dopo aver scalciato un�ultima volta.</p><p>Per un soffio, tuttavia, non schiacci� il suo cavaliere, che si allontan� il pi� rapidamente possibile, mentre tentava di individuare l�incantesimo pi� utile per un uomo solo, in fuga tra felci e rovi, circondato da briganti armati di archi e nascosti dietro agli alberi.</p><p>Non voleva in nessun caso abbandonare la bisaccia. Ansimando per la fretta, El raggiunse un vecchio e grosso albero. Dopo aver notato che le foglie iniziavano ad assumere striature color oro e marrone a causa dei primi freddi dell�Anno dell�Eletto, cominci� ad arrampicarsi sul tronco coperto di muschio e, giunto a una notevole altezza, si guard� intorno fra i rami.</p><p>Lo scalpiccio gli indicava la direzione presa dai fuorilegge, che lo stavano circondando. Elminster sospir� e si appoggi� all�albero, mormorando un incantesimo che aveva deciso di utilizzare se fosse stato accerchiato da bestie feroci. Se non ne avesse fatto un uso immediato, nessuna belva lo avrebbe mai braccato. Termin� la frase, sorrise al primo brigante che sbirciava cautamente da un albero vicino� ed entr� nel tronco.</p><p>L�imprecazione sbalordita del ladro fu interrotta bruscamente quando El si fuse con il silenzio antico e paziente del gigante della foresta, e invi� i suoi pensieri lungo le sue possenti radici verso un altro albero sufficientemente grande.</p><p>Fece scorrere il suo corpo immateriale lungo la radice principale, cercando di non far caso alla sensazione di claustrofobia che faceva impazzire alcuni maghi quando tentavano tale sortilegio, ma Myrjala la considerava una delle sensazioni pi� importanti da saper controllare.</p><p>Tempo prima avrebbe forse potuto prevedere che cosa sarebbe accaduto quel giorno?</p><p>A quel pensiero il principe di Athalantar rabbrivid� mentre saliva nell�altro albero. Tutto ci� che gli succedeva era volont� di Mystra?</p><p>E, in tal caso, che cosa sarebbe accaduto quando la sua volont� si fosse scontrata con quella di un dio, che guidava un�altra creatura?</p><p>Quella foresta, dopo tutto, l�avrebbe attraversata volando sotto le spoglie di falco, se lei non gli avesse ordinato di raggiungere a cavallo il favoloso regno elfo di Cormanthor. Un rapace sarebbe stato troppo alto per le frecce di quei briganti, se mai avessero voluto colpirlo.</p><p>Quel pensiero riport� Elminster alla luce del giorno. Il giovane usc� dal legno caldo e scuro, e si ritrov� immerso nel sole, la strada una striscia di terra fangosa alla sua sinistra, e l�abito di pelle impolverato di un brigante a due passi da lui sulla destra. Elminster non riusc� a resistere alla tentazione di fare una cosa che lo aveva divertito anni prima nelle strade di Hastarl: gli sfil� il pugnale dal fodero tanto dolcemente e abilmente che il brigante neppure se ne accorse. Sull�impugnatura era incisa la sagoma di un serpente pronto a colpire.</p><p>Poi si irrigid�, non osando fare nemmeno un passo per timore di calpestare le foglie secche, e rivelare la sua presenza. Rimase immobile come una roccia mentre l�uomo si allontanava a grandi passi, muovendosi cautamente verso la direzione che aveva preso il giovane mago.</p><p>Sarebbe riuscito a prendere la bisaccia e a fuggire senza essere notato? Anche se non avessero avuto archi e un po� di abilit� nell�usarli, gli sarebbe seccato sprecare incantesimi per una manciata di disperati laggi�, nel cuore dello Skuldaskar. Nel suo viaggio si era imbattuto in orsi, in grandi gatti delle foreste e in ragni del sonno, e aveva udito storie di bestie ancor pi� spaventose che cacciavano l�uomo lungo quella strada. Aveva visto le ossa rosicchiate e i carri marci, rovesciati, di una carovana che tempo prima aveva incontrato la morte e non desiderava diventare un altro monito raccapricciante ai bordi della via.</p><p>Mentre rifletteva sul da farsi un altro brigante gir� attorno all�albero, frettolosamente, con la testa bassa, e si scontr� con il principe.</p><p>Caddero sul tappeto di foglie emettendo contemporaneamente un grido di sorpresa, ma El aveva il coltello a portata di mano, e lo us� senza indugi.</p><p>L�arma era affilata, con una sola mossa il giovane squarci� la fronte dell�uomo, poi scatt� in piedi e corse via, assicurandosi di calpestare l�arco che il furfante aveva lasciato cadere, che scricchiol� sotto i suoi stivali. El prese a correre veloce verso la strada, mentre urla di sorpresa si levavano alle sue spalle.</p><p>L�uomo che aveva ferito sarebbe rimasto accecato dal sangue finch� qualcuno non l�avesse aiutato, il che significava un brigante in meno alle calcagna di Elminster di Athalantar. Le Rapide di Berduskan erano ancora molto lontane, specialmente ora che doveva proseguire a piedi, e tornare a Elturel avrebbe richiesto un viaggio ancor pi� lungo. Qualsiasi direzione avesse scelto, non gli piaceva l�idea di essere inseguito giorno e notte da una banda di tagliagole.</p><p>Dopo aver sceso di corsa il pendio, raggiunse il cavallo e us� il pugnale per liberare la bisaccia e tagliare il laccio del fodero della spada. Afferrando entrambi si mise a correre veloce lungo la strada, per cercare di guadagnare un po� di distanza prima di tentare qualche altro trucco.</p><p>Una freccia gli sibil� sopra la spalla, al che El devi� bruscamente infilandosi nella foresta dell�altro lato della strada. Complimenti per la tattica brillante, pens� fra s�.</p><p>Era necessario fermarsi e combattere. A meno che�</p><p>Freneticamente lasci� cadere la sacca e sfoder� la spada, i pugnali da entrambi gli stivali, e il coltello che teneva legato sulla schiena, l�impugnatura nascosta sotto i capelli a livello della nuca. Con un gran fragore, ammucchi� il tutto sul muschio e, a canto gi� iniziato, vi aggiunse anche la forchetta da cucina annerita dal fuoco e il coltello dalla lama larga, che usava per scuoiare.</p><p>Mentre i furfanti balzavano e correvano tra gli alberi, avvicinandosi sempre pi�, Elminster continu� imperterrito l�incantesimo: afferr� le armi una ad una e si incise la pelle in modo che alcune gocce del suo sangue cadessero sull�acciaio; tocc� quindi ogni lama col groviglio di piume e i filamenti di ragnatela che aveva estratto dalla bandoliera, ringraziando Mystra che gli aveva consigliato di contrassegnare ogni tasca cos� da riconoscerne immediatamente il contenuto, e infine batt� le mani.</p><p>Il sortilegio era terminato. El raccolse la bisaccia per farne uno scudo contro eventuali frecce, e si acquatt�, mentre le sette armi che aveva incantato iniziarono a sollevarsi nell�aria, stridendo l�una contro l�altra, come stessero annusando la preda, dopodich� partirono fulminee, dirette nella foresta.</p><p>Dopo pochi istanti un brigante url�: Elminster lo vide girare su se stesso, le mani su un occhio, e rotolare lungo il pendio fin sulla strada. Un secondo uomo imprec� e si mise ad agitare la spada forsennatamente; si ud� il clangore dell�acciaio, quindi il ladro barcoll� e cadde, mentre fiotti di sangue gli fuoriuscivano dalla gola squarciata.</p><p>Un altro individuo grugn� e si port� le mani al fianco, ne estrasse la forchetta e la gett� via imprecando. Poi si diede a una fuga frenetica, e fu sorpassato da alcuni compagni che cercavano disperatamente di non farsi raggiungere dalle lame assetate di sangue.</p><p>Quando l�acciaio veniva a contatto col sangue, il suo incantesimo svaniva. Elminster lasci� cadere la bisaccia e avanz� cautamente per recuperare i pugnali e la forchetta dagli uomini appena caduti. Ora sarebbe stato facile fuggire inosservato, ma non avrebbe mai saputo quanti sopravvissuti gli avrebbero dato la caccia� e non avrebbe pi� riavuto le sue armi.</p><p>I due che aveva visto cadere erano morti, e un�evidente traccia di sangue gli indic� che un terzo ladro non avrebbe corso a lungo prima che gli dei lo chiamassero. Un quarto brigante riusc� a raggiungere il cavallo di Elminster prima che la spada del giovane principe gli trafiggesse la schiena, poi cadde a faccia all�ingi� e rimase immobile.</p><p>El si imbatt� in altri due cadaveri e recuper� tutte le armi, tranne il pugnale preso in prestito e uno dei suoi coltelli da cintola, dopodich� abbandon� quel macabro compito e riprese il viaggio. Entrambi i furfanti morti avevano armi contrassegnate grossolanamente col simbolo del serpente. Il giovane si gratt� la mandibola, irritata da un principio di barba ispida, poi si strinse nelle spalle. Doveva proseguire; che importanza aveva sapere quale banda reclamasse la propriet� di quei boschi? Non trascur� di raccogliere gli archi che trov�, e li infil� all�interno di un tronco cavo a poca distanza da l�, spaventando una giovane lepre che, uscita dalla parte opposta, fugg� saltellando fra gli alberi.</p><p>El guard� l�ammasso di lame insanguinate tra le sue mani e scosse il capo, dispiaciuto. Non gli piaceva uccidere, in nessuna circostanza. Pul� le armi sul primo cuscino di muschio che trov� e prosegu� il viaggio in direzione sudest, attraverso il bosco che si faceva via via pi� scuro.</p><p>Il cielo divenne presto grigio, e cominci� a soffiare una brezza gelida. Nonostante l�aria odorasse di pioggia, non cadde nemmeno una goccia d�acqua, ed Elminster continu� il faticoso cammino sotto il peso sempre maggiore della bisaccia.</p><empty-line/><p>Con gran sollievo giunse, prima del tramonto, a un piccolo avvallamento; l� vide uno sbuffo di fumo salire da un camino, una staccionata e, dietro ad essa, una serie di campi.</p><p>Su un cartello affisso a un palo di quello che sembrava un recinto per cavalli, nonostante in quel momento non fosse che una distesa di fango ed erba calpestata, si leggeva: �Benvenuti ai Corno dell�Araldo�. Sotto la scritta vi era un disegno rozzo, raffigurante uno strumento d�argento di forma quasi circolare. Elminster sorrise, sollevato, e inizi� a camminare lungo lo steccato super� numerosi edifici di pietra dai quali fuoriusciva odore di luppolo, ed entr� in un cancello sovrastato da una copia mal forgiata in ferro del corno dell�araldo.</p><p>A quanto pareva, avrebbe dovuto trascorre la notte in quel luogo. El attravers� un campo fangoso e giunse a una porta, sulla quale un ragazzo dall�aria annoiata mondava ravanelli e peperoni, che gettava via via in un barile pieno d�acqua, e nel contempo attendeva i clienti.</p><p>Il ragazzo scrut� Elminster con aria interessata, ma non fece alcuna mossa per suonare il gong che aveva accanto al gomito, limitandosi a salutare il giovane dal naso adunco con un cenno inespressivo del capo. El contraccambi� ed entr� nella locanda.</p><p>Il locale odorava di cedro; da qualche parte davanti a lui, sulla sinistra, vi era un fuoco e si udivano delle voci. Il principe si guard� intorno, la bisaccia in spalla, e gli parve di trovarsi nel mezzo di un�altra foresta: un intrico di tronchi d�albero, stanze buie e pavimenti di pietra cosparsi di segatura, sui quali zampettavano rapidi gli scarafaggi. Molte delle assi attorno a lui recavano le cicatrici di vecchi incendi, spenti tempestivamente, molto tempo addietro.</p><p>Dall�odore, in quel luogo fabbricavano la birra. Ma non i pochi litri che tutti solitamente preparavano: l� la produzione era sufficiente a riempire la montagnola di barili che El vedeva dalla finestra, le cui persiane erano state socchiuse per lasciar entrare un po� di luce e aria. Una faccia lo fissava dall�esterno, le sopracciglia folte corrugate: �Sei solo? A piedi? Vuoi un pasto e un letto?�</p><p>Elminster annu� silenziosamente e in risposta ebbe un rauco �Allora accomodati. Due monete d�argento per un letto, due per i pasti, una moneta di rame per ogni boccale extra, e il bagno � escluso. L�osteria � laggi� sulla sinistra; tieni la borsa con te, ma ti avviso: a casa mia sbatto fuori chiunque sfoderi una spada. Immediatamente, nel cuore della notte, e senz�armi. Tutto chiaro?�</p><p>�Chiaro�, rispose El con fare dignitoso.</p><p>�Hai un nome?�, domand� l�oste robusto, appoggiando un braccio grassoccio e peloso sul davanzale della finestra.</p><p>Per un istante El fu tentato di rispondergli solamente �S�, ma la prudenza gli fece ribattere: �El, da Athalantar, sono diretto alle Rapide�.</p><p>La testa dell�uomo si chin� in segno di assenso. �Io sono Drelden. L�ho costruito io questo luogo. Pane, sugo e formaggio, li trovi su quella tovaglia. Spillati un boccale e di� a Rose che cosa desideri. Sta preparando la zuppa�.</p><p>La faccia dell�uomo scomparve, e quando dalla finestra giunse il tonfo dei barili che venivano spostati di qua e di l�, il giovane fece come gli era stato indicato.</p><p>Una schiera di volti circospetti si sollev� non appena El entr� nell�osteria, e lo osserv� con silenzioso interesse mentre cospargeva tranquillamente il suo formaggio con la senape e si sistemava in un angolo con il boccale. Elminster fece un cortese cenno di saluto all�intera stanza e uno entusiasta a Rose, dopodich� cominci� a riempirsi lo stomaco brontolante e a ricambiare gli sguardi di coloro che lo scrutavano.</p><p>In un altro angolo vi era una decina di uomini e donne corpulenti, sudati, dall�aspetto esausto, con indosso camiciotti, stivali enormi, sformati e pieni di fango: contadini locali, ritrovatisi davanti a un piatto prima di andare a dormire.</p><p>Su un tavolo sedevano alcuni uomini con un�armatura di pelle, stracarichi di armi, che esibivano l�emblema di una spada scarlatta su uno scudo bianco; uno di questi not� che Elminster lo studiava e grugn�: �Siamo le Spade Scarlatte, dirette nel Calishar in cerca di un lavoro come scorta delle carovane�.</p><p>In risposta il giovane dichiar� il suo nome e la sua destinazione, bevve un sorso di birra, e tacque finch� tutti non si scordarono di lui.</p><p>Tutti ripresero cos� le loro conversazioni. Gli ultimi ospiti, due uomini barbuti e chiassosi in abiti logori, che portavano spade consunte e un piccolo arsenale di tazze tintinnanti, coltelli, magli e di altri piccoli utensili, parevano fare a gara nel riferire le notizie pi� recenti.</p><p>Uno, Karlmuth Hauntokh, era pi� villoso, pi� grasso e pi� arrogante dell�altro. Mentre il giovane principe guardava e ascoltava, questi si fece eloquente sulle �opportunit� che bollono in pentola in questo momento. Bollono, te lo dico io, per cercatori come me, e Surgath qui presente�.</p><p>Poi si sporse per fissare le Spade Scarlatte con occhi vecchi e saggi, e, con un sussurro rauco e confidenziale che si ud� probabilmente anche nelle stalle circostanti, aggiunse: �Si tratta degli elfi, vedi? Se ne sono andati�� nessuno sa dove�� semplicemente scomparsi. Hanno abbandonato quello che chiamano Elanvae, ossia i boschi lungo il fiume Reaching, a nordest da qui, lo scorso inverno. Ora tutta quella terra � nostra, pronta per il �raccolto�. Nemmeno dieci giorni fa laggi� ho trovato un gingillo�� oro e pietre incastonate�� in una casa crollata!�</p><p>�S�, esclam� uno dei contadini con tono ironico, �e quant�era grande, Hauntokh? Pi� grande della mia testa?�</p><p>Il cercatore gli lanci� un�occhiata torva, le sopracciglia nere unite a formare un muro ostile. �Chiudi quella boccaccia, Naglarn�, grugn�. �Quando sono l� fuori, ad agitare la mia spada per allontanare i lupi, � raro che ti veda camminare coraggiosamente nei boschi!�</p><p>�Alcuni di noi�, rispose Naglarn con aria sprezzante, �hanno un lavoro onesto da portare avanti, Hauntokh, ma tu non sai di che cosa parlo, non � vero?� Vari agricoltori ridacchiarono o sorrisero stancamente in silenzio.</p><p>�Questa te la perdono, contadino�, ribatt� freddamente il cercatore, �il Corno mi piace, e intendo venire a bere qui anche quando gli elfi ti avranno fatto fuori. Ma ti consiglio di non schernirli�.</p><p>La mano irsuta di Hauntokh guizz� nella camicia con la rapidit� di un serpente, e dalla peluria brizzolata del torace estrasse una borsa di pezza delle dimensioni di un pugno. Con le dita forti e tozze l�uomo ne apr� i lacci e ne mostr� il contenuto: una sfera d�oro scintillante, costellata di gemme lucenti. Quando il cercatore la sollev� fiero, tutti i presenti rimasero senza fiato.</p><p>Era un oggetto meraviglioso, antico e raffinato come altre opere elfe che Elminster aveva avuto modo di contemplare, e valeva probabilmente di pi� di una decina di Corni dell�Araldo messi insieme. E molto di pi�, se quel bagliore era magico. El guard� la luce interna alla sfera giocherellare riflessa sull�anello che il cercatore portava al dito: un anello recante l�effigie di un serpente pronto ad attaccare.</p><p>�Mai visto niente del genere?�, gongol� Hauntokh. �Eh, Naglarn?� Poi si volse verso gli avventurieri delle Spade Scarlatte che, seduti sull�orlo delle sedie, lo guardavano ammutoliti e bramosi.</p><p>�E tu, Surgath?� infier�. �Hai mai portato a casa qualche cosa che valga almeno la met� di questa, eh?�</p><p>�Ora ti mostro�, replic� l�altro uomo dal volto barbuto e segnato dalle intemperie, dopo essersi grattato la testa. �Ora ti mostro�. Si agit� sulla sedia e appoggi� un piede sul tavolo, mentre Karlmuth Hauntokh sogghignava, godendosi quel momento di chiara supremazia.</p><p>Dopodich� il cercatore sudicio estrasse qualcosa di lungo e sottile dallo stivale, un sorriso di soddisfazione stampato sul volto, che faceva concorrenza a quello di Karlmuth. Non gli rimanevano molti denti, osserv� El.</p><p>�Non avevo intenzione di umiliarti, Hauntokh�, esclam� allegramente. �No, non � da Surgath Ilder. Tranquillo e sicuro, questo � il mio motto: tranquillo e sicuro�. Sollev� il cilindro lungo e sottile, e pose la mano sulla seta nera sgualcita che lo avvolgeva. �Anch�io sono stato nell�Elanvae�, afferm� strascicando le parole, �per vedere quali pelli, e quali tesori, ci fossero. Anni fa, forse prima che tu nascessi, Hauntokh��</p><p>Il cercatore pi� robusto ringhi�, ma i suoi occhi non persero mai di vista l�oggetto avvolto nella seta nera.</p><p>�Ho imparato che quando si � di fretta, nelle foreste elfe, � possibile trovare entrambe le cose, bestie e bottino, in un unico luogo: una tomba�.</p><p>Nonostante fossero gi� tutti zitti, quell�ultima parola fece calare un silenzio spettrale nella sala.</p><p>�� l�unico luogo che quei fastidiosi elfi tendono a evitare, capite�, continu� Surgath. �Perci�, se siete disposti a rischiare la vita ogni tanto, potreste, forse, essere abbastanza fortunati da trovare una cosa come <emphasis>questa</emphasis>�<emphasis>.</emphasis> Detto ci�, tolse con un gesto fulmineo l�involucro di seta.</p><p>Si ud� un mormorio, poi ancora silenzio. Il cercatore reggeva tra le mani una bacchetta d�argento cesellata e scanalata. Una delle estremit� terminava in una lingua ondeggiante simile a una fiamma stilizzata, e l�altra recava una gemma blu cielo grande quanto la bocca spalancata della Spada Scarlatta pi� vicina. Nel mezzo, un drago slanciato, dall�aspetto quasi vero, era avvolto attorno allo scettro, i suoi occhi due gemme fluorescenti: una verde, l�altra color ambra, e sulla punta della coda arrotolata spiccava un�altra pietra, dello stesso colore della birra chiara.</p><p>Elminster fiss� l�oggetto per qualche istante, prima di ricordarsi di sollevare il boccale e mascherare l�eccitazione del suo volto. Uno strumento simile gli sarebbe stato molto utile ora, se avesse dovuto duellare con guardie elfe. Era un loro manufatto, doveva esserlo, tanto bello e levigato. Ma quali poteri aveva?</p><p>�Questo scettro�, afferm� Surgath, agitandolo�� d�un tratto si ud� un grido di sorpresa e subito dopo un gran fracasso: Rose era entrata nella stanza con un vassoio di crostate calde, e se l�era rovesciato sui piedi per lo sbalordimento�� �fu posto accanto a un signore elfo, credo duemila estati fa, o pi�. Be�, a lui piaceva impressionare la gente, proprio come ad alcuni cercatori pigri e dalla lingua lunga di mia conoscenza! Infatti riusciva a far fare a questa bacchetta molte cose. Guardate�.</p><p>Il pubblico incantato lo vide toccare uno degli occhi del drago simultaneamente alla gemma enorme posta all�estremit� dello scettro. Una luce balen� quando Surgath lo punt� verso Karlmuth, che piagnucol� e si gett� sul pavimento, tremando di paura.</p><p>Surgath reclin� il capo e rise fragorosamente. �Tranquillo, Hauntokh�, sogghign�. �Rialzati. Questo � tutto ci� che fa, vedi: emana luce�.</p><p>Elminster scosse lievemente il capo, sapendo che i poteri dello scettro erano di gran lunga superiori; ma solo un paio di occhi nella stanza notarono la reazione del giovane dalla barba incolta.</p><p>Quando il cercatore rivale si risollev�, con gli occhi colmi di rabbia, Surgath aggiunse grandiosamente: �Ah, ma c�� dell�altro�.</p><p>Premette contemporaneamente l�altro occhio del drago e la gemma all�estremit� dello scettro, e un raggio balen� attraverso la stanza e rovesci� il boccale di Elminster. Il giovane lo guard� cozzare contro il muro, e i suoi occhi si socchiusero.</p><p>�Non � finita�, esclam� Surgath allegramente, mentre il raggio scemava e il boccale rotolava fuori dalla stanza. �Guardate!�</p><p>Questa volta tocc� la gemma della coda e quella all�estremit�: subito apparve una sfera ronzante di luce blu, nella quale vorticavano minuscole scintille.</p><p>Il volto del principe di Athalantar si contrasse, e le sue dita iniziarono a muoversi dietro il pezzo di formaggio. Abbass� lo sguardo, come per cercare il boccale, in modo che gli altri non lo vedessero pronunciare le frasi. Doveva controllare rapidamente quell�ultima manifestazione dello scettro, prima che qualcuno si facesse realmente male.</p><p>L�incantesimo funzion�, apparentemente inosservato dagli altri ospiti della taverna, ed Elminster si rilass�, emettendo un gran sospiro di sollievo, le tempie madide di sudore. Ma non era ancora finita: doveva togliere lo scettro dalle mani del vecchio. <emphasis>Doveva</emphasis> assolutamente impossessarsene.</p><p>�Ora�, cantilen� Surgath, �credo che questo giocattolino non sarebbe fuori posto nelle mani di un re, e sto pensando a chi offrirlo. Una volta deciso, dovr� raggiungerlo, effettuare lo scambio e tornare senza essere ucciso o gettato in prigione. � necessario che scelga il re giusto, vedete, perch� deve essere in grado di pagarmi almeno cinquanta rubini, e tutti pi� grandi del mio pollice!�</p><p>Il cercatore si guard� intorno compiaciuto, e aggiunse, �Ah, vi avverto: ho scoperto una magia che terr� lontano chiunque cerchi di rubarmelo. Per sempre, se mi intendete�.</p><p>�Cinquanta rubini�, gli fece eco uno degli avventurieri con fare incredulo.</p><p>�Dici davvero?�, mormor� Elminster, e qualcosa nel suo tono attir� su di lui gli occhi di tutti i presenti. �Lo venderesti, ora, per cinquanta rubini?�</p><p>�Be�, ah��, farfugli� Surgath, socchiudendo gli occhi. �Perch�, ragazzo? La tua bisaccia � per caso piena di rubini?�</p><p>�Forse�, rispose El, addentando un pezzo di formaggio tanto nervosamente che per poco non si morse la punta delle dita. �Ti domando nuovamente: la tua offerta � seria?�</p><p>�Be�, forse sono stato affrettato�, ribatt� il vecchio lentamente. �Stavo pensando a pi� di cento rubini�.</p><p>�S�, effettivamente�, esclam� Elminster in tono ironico, �si era capito. Bene, Surgath Ilder, compro il tuo scettro, qui e adesso, per cento rubini: tutti pi� grandi del tuo pollice�.</p><p>�Hah!� Il cercatore si appoggi� allo schienale della sedia. �Dove prenderebbe cento rubini un giovane come te?�</p><p>El si strinse nelle spalle. �Sai� nelle tombe, in posti del genere�.</p><p>�Nessuno viene sepolto con cento rubini�, lo schern� il vecchio. �Raccontane un�altra, ragazzo�.</p><p>�Va bene, sono l�unico principe sopravvissuto di un ricco regno�, cominci� Elminster.</p><p>Hauntokh socchiuse gli occhi, ma Surgath rise beffardo. Il giovane si alz�, si strinse nelle spalle e si accinse ad aprire la bisaccia. Vi inser� la mano e ne estrasse un mantello arrotolato, per nascondere la mano vuota, e per celare il gesto che avrebbe scatenato l�incantesimo della �sospensione�.</p><p>Quando gli avventurieri si protesero per guardarlo da vicino, El srotol� il mantello con un ampio gesto e gemme rosso ciliegia, illuminate dalle fiamme del camino, rotolarono sul tavolo di fronte a lui.</p><p>�Prendine una, Surgath�, lo invit� gentilmente il giovane. �Controlla tu stesso che siano vere�.</p><p>Ammutolito, l�uomo si avvicin� e sollev� una pietra alla luce dello scettro. Le sue mani cominciarono a tremare. Anche Karlmuth ne prese una, e la esamin� sospettoso.</p><p>Poi, molto lentamente, si sedette al tavolo, di fronte al giovane dal naso adunco, e scrut� la stanza intorno a lui.</p><p>El abbass� lo sguardo sulle mani irsute dell�uomo. S�, il simbolo dell�anello corrispondeva perfettamente a quello dei briganti.</p><p>�Sono veri�, esclam� rauco Hauntokh. �Sono pi� veri di quello�, aggiunse indicando lo scettro col pollice. Poi guard� il suo ciondolo d�oro e scosse il capo lentamente.</p><p>�Ragazzo�, esclam� Surgath, �se fai sul serio, questo scettro � tuo�.</p><p>Uomini e donne si erano alzati in piedi, e osservavano con occhi stralunati le gemme scintillanti sparse sul tavolo. Una delle Spade Scarlatte si avvicin� fino a sovrastare El.</p><p>�Mi domando dove un giovane prenda tali ricchezze�, esclam� lentamente con tono minaccioso. �Hai altri ciondoli del genere da portare con te lungo la pericolosa strada che conduce alle Rapide?�</p><p>Elminster sorrise lentamente, e mise qualcosa nella mano del guerriero.</p><p>L�uomo abbass� lo sguardo. Nel suo palmo scintillava un�unica moneta. Una grossa moneta antica di puro platino.</p><p>Elminster afferr� lo scettro a mezz�aria, e con l�altra mano invit� Surgath a prendere le gemme dal tavolo. L�uomo non se lo fece ripetere due volte.</p><p>Il giovane dal naso adunco lo osserv� radunare freneticamente i rubini, poi si protese verso l�avventuriero, e, in un sussurro lieve che venne udito in ogni angolo dell�osteria, afferm�, �C�� solo una cosa da non fare, buon uomo, ed � venire a cercarne altri.�</p><p>�Eh?�, domand� l�uomo, minaccioso quanto prima.</p><p>Elminster indic� la moneta, e improvvisamente essa si mosse, sollevandosi sotto forma di serpente sibilante nella mano dell�uomo, che, imprecando, la gett� via. Essa colp� un muro con suono metallico, cadde a terra, e rotol�, di nuovo trasformata in moneta.</p><p>�Sono maledette, vedete�, afferm� El dolcemente. �Tutte. Sono state rubate da una tomba, e risvegliate. E senza la mia magia per tenere la maledizione sotto controllo��</p><p>�Aspetta un momento�, esclam� Surgath, scuro in volto. �Chi mi dice che i rubini siano veri, eh?�</p><p>�Nessuno�, rispose Elminster. �Tuttavia lo sono, e rimarranno rubini anche domani. E per tutti i giorni che verranno. Se rivuoi lo scettro, sar� nella stanza che Rose mi ha preparato�.</p><p>Elarg� ai presenti un sorriso gentile e usc�, domandandosi quanti di loro, col simbolo del serpente o meno, avrebbero tentato di uccidere l�immagine virtuale, che sarebbe stata l�unica a dormire nel letto di El quella notte, e quanti avrebbero messo sotto sopra la stanza per cercare uno scettro che non c�era. Il tetto di torba e tegole del Corno dell�Araldo sarebbe stato pi� che sufficiente per il riposo dell�ultimo principe di Athalantar.</p><p>Di tutti gli occhi che nel locale osservavano stupiti il giovane che si congedava, ve ne erano due, in un angolo lontano, che covavano vendetta. Ma non erano quelli dell�uomo che portava l�anello col serpente.</p><empty-line/><p>�Cento rubini�, esclam� Surgath con voce roca, facendo scorrere tra le dita una pioggia di gemme scintillanti. �E tutti autentici!� Alz� lo sguardo verso quel bagliore rassicurante, sorrise e rimescol� nuovamente il vaso traboccante di pietre preziose. Anni addietro comprare quell�oggetto gli era costato un valore equivalente a due rubini, ma quella sera valeva ogni scellino di rame speso.</p><p>Ancora sorridente, non vide la pietra baluginare una volta, mentre un incantesimo silenzioso ne dirottava il sistema di difesa contro il suo proprietario.</p><p>Si ud� un grido soffocato, poi lo scheletro del cercatore cadde lentamente di traverso sul letto. Surgath Ilder avrebbe riso per sempre.</p><p>Alcuni rubini si ruppero per il calore, e tintinnarono sul pavimento, ridotti ormai a frammenti anneriti. Gli occhi che li osservarono cadere mostrarono una certa soddisfazione, ma la loro bramosia di morte non si era ancora placata. La vendetta poteva, talora, superare le barriere della morte e della tomba.</p><p>Un momento dopo la creatura dagli occhi famelici sorrise, alz� le spalle e fece un incantesimo per sottrarre una manciata di quei rubini.</p><p>Alla fine tutti dobbiamo morire: perch� allora non morire ricchi?</p></section><section><title><p>2.</p><p>Morte e gemme</p></title><epigraph><p>La morte del Mago dalle Molte Gemme avrebbe potuto condannare la Casata degli Alastrarra, se non fosse stato per il sacrificio di un uomo di passaggio. Ma ben presto molti elfi del regno avrebbero preferito che quell�uomo avesse sacrificato altro al posto della vita. Secondo alcuni, tuttavia, questi sacrific� davvero anche altre cose.</p><text-author>Shalheira Talandren, Sommo Bardo Elfo di Summerstar</text-author><text-author>Da <emphasis>Spade argentee e notti d�estate</emphasis>:</text-author><text-author><emphasis>Una storia ufficiosa ma vera di Cormanthor</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata nell�Anno dell�Arpa</text-author></epigraph><p>Mentre camminava per il bosco infinito, il terreno ricominci� a salire creando, tra gli alberi onnipresenti, dirupi ed enormi strapiombi di roccia ricoperta di muschio. Non vi era alcun sentiero da seguire, ma ora che Elminster si trovava oltre la catena di montagne che segnavano il confine orientale del regno umano di Cormyr, per entrare nel territorio elfo di Cormanthor sarebbe bastato proseguire verso sudest, in direzione degli alberi pi� alti. Il giovane dal naso aquilino con la bisaccia sulle spalle incedeva dunque con passo costante verso quella destinazione invisibile, sapendo ormai d�esser prossimo alla meta. In quella zona gli alberi erano pi� vecchi, pi� imponenti, e dalle loro fronde pendevano viti e muschi. Da molto si era lasciato alle spalle ogni traccia di asce dei boscaioli.</p><p>Camminava da giorni, da mesi, ma in un certo senso era lieto che le frecce dei briganti l�avessero privato della sua cavalcatura. Persino nelle terre di Cormyr occupate dagli uomini, ora alle sue spalle, le colline erano tanto impervie e boscose che avrebbe dovuto lasciar andare il cavallo, violando volontariamente le istruzioni di Mystra.</p><p>Ancor prima che il terreno l�avesse costretto a tale scelta, avrebbe speso fino all�ultimo centesimo per comprare fieno alla bestia e avrebbe perso tempo ed energie per aprirgli un varco tra la fitta vegetazione: ammesso e non concesso, naturalmente, che il povero animale non si fosse rifiutato d�esser montato in boschi tanto impraticabili. Boschi percorsi da creature che ringhiavano e ululavano nella notte, facendo strillare e gemere le loro prede invisibili.</p><p>El si augur� sinceramente di non fare la stessa fine.</p><p>Faceva in genere uso di sortilegi che gli permettevano di paralizzare conigli e talora cervi, e di avvicinarvisi abbastanza da usare il coltello. Si stava stancando di macellare bestie per mangiare, dei fruscii e dei richiami costanti che significavano che egli stesso era osservato, della solitudine e della sensazione di isolamento. Talora si sentiva un dardo mal scoccato che sfrecciava ciecamente verso l�ignoto, pi� che un potente e consacrato Eletto di Mystra. A volte colpiva il bersaglio, ma troppo spesso, sebbene le cose <emphasis>sembrassero</emphasis> abbastanza facili e immediate, prendeva un abbaglio dopo l�altro. Hmm. Nessuna sorpresa che gli Eletti fossero bestie rare.</p><p>Senza dubbio, in quel preciso istante, vi erano creature ancora pi� rare, nascoste tra gli alberi, ed El costituiva la loro preda. Perch� Mystra non gli aveva insegnato un incantesimo che lo portasse direttamente nella citt� di Cormanthor? Il Mar della Luna giaceva da qualche parte alla sua sinistra, e poneva termine al territorio elfo e, se ricordava bene le chiacchiere dei mercanti e le mappe sbirciate ad Hastarl, era collegato da un fiume a un braccio del Mare delle Stelle Cadute, vasto e dalla forma irregolare, che segnava il confine orientale del regno elfo che egli cercava. Le montagne alle sue spalle rappresentavano l�estremit� occidentale di Cormanthor; perci�, se avesse proseguito e girato a destra una volta incontrato un fiume, sarebbe entrato in territorio elfo. Trovare la favolosa citt� al centro del regno era per� tutt�altra questione. El sospir�: di notte non vi erano bagliori di torce o altro che indicassero una citt� lontana, e non aveva pi� visto un elfo da quando era partito da Athalantar, per non parlare di quando aveva oltrepassato la catena montuosa. Se fosse semplicemente inciampato in una radice avrebbe potuto morire, senza che nessuno, tranne i lupi e le poiane, si fosse accorto di nulla. Se per Mystra era tanto importante che arrivasse alla citt�, non avrebbe potuto guidarlo in qualche modo? L�inverno poteva coglierlo in cammino, o trovarlo morto da tempo, le sue ossa spezzate e dimenticate da qualche orso-gufo, da qualche peritone, straordinario incrocio tra cervo e uccello, o da qualche ragno gigante!</p><p>Elminster continu� a camminare. I piedi iniziarono a fargli tanto male che dimentic� il bruciore delle vesciche scoppiate e della pelle viva: ora sentiva un dolore osseo, profondo. Anche gli stivali non si potevano pi� considerare tali. Nelle favole l�eroe giungeva alla meta senza ritardi n� difficolt� e, quale Eletto di Mystra, lui certamente lo era!</p><p>Perch� non poteva essere tutto pi� <emphasis>facile</emphasis>? pens�, emettendo l�ennesimo sospiro. Mentre il bosco gli scorreva accanto, passo dopo passo, radici ammantate di muschio fuoriuscivano dalla terra dappertutto, come pareti contorte, e la luce solare diretta divenne rara. I cervi, che sollevavano la testa per osservarlo guardinghi da lontano, costituivano ormai una vista comune, e gli innumerevoli fruscii e svolazzamenti nella penombra onnipresente indicavano l�abbondanza di altra selvaggina.</p><p>Elminster ignor� la maggior parte delle sporgenze, dei cespugli e dei rampicanti, per paura dei pericoli in agguato e, per evitare d�essere cacciato da qualsiasi essere affamato munito di naso, aveva effettuato un incantesimo che gli permetteva di camminare a pochi centimetri da terra. In tal modo non lasciava tracce del suo passaggio, e poteva mantenersi nelle zone in cui i nodosi giganti della foresta soffocavano gli alberelli e i roveti, e la via era relativamente sgombra. Percorreva molta strada e, di notte, quando la stanchezza si impadroniva di lui, riposava sotto forma di una nube di nebbia sospesa attorno ai rami pi� alti. Qualcosa o qualcuno lo stava naturalmente seguendo.</p><p>Qualcosa di troppo cauto, o troppo astuto, per farsi vedere anche solo per un istante. Una volta Elminster si era reso invisibile, aveva percorso un tratto di strada a ritroso, e aveva trovato tracce del suo inseguitore che deviavano bruscamente per poi terminare in un ruscello. Tutto ci� che l�ultimo principe di Athalantar pot� apprendere fu che l�essere che lo stava pedinando era un uomo, o un altro essere simile che aveva due gambe e indossava stivali dalla suola pesante.</p><p>Al che si strinse nelle spalle e prosegu� in direzione delle favolose Torri del Canto. Gli elfi non consentivano a nessun uomo di vedere la loro grande citt� e rimanere in vita, ma una dea aveva ordinato a El di recarvisi, come prima missione al suo servizio. Se gli elfi avessero tenuto troppo alla loro intimit� e non avessero approvato la sua presenza, tanto peggio per lui.</p><p>E peggio per lui se la sua vigilanza o i suoi incantesimi gli fossero venuti meno. Gi� una volta, all�imbrunire, aveva visto uno lampo di luce blu alla sua sinistra, e un orso-gufo era caduto nella trappola di un incantesimo. Il giovane sper� che tali magie avessero scopi specifici e non colpissero esseri umani che usavano incantesimi per tenersi sollevati dal suolo.</p><p>Un fatto divenne sempre pi� chiaro nella sua mente: persino elfi desiderosi di mostrarsi amici, se mai a Cormanthor ve ne fossero, non avrebbero accolto affabilmente un intruso umano che portasse con s� uno scettro sottratto a una tomba elfa.</p><p>L�attenzione che aveva attirato su di s� al Corno era stata uno sbaglio, al di l� del potenziale pericolo rappresentato dall�ignoranza del cercatore in materia di magia. Aveva perduto una notte di sonno, e aveva dovuto utilizzare frettolosamente alcuni incantesimi per svignarsela quando almeno quattro uomini armati di sortilegi e pugnali erano probabilmente penetrati nella sua camera da letto. L�ultimo era giunto strisciando dal tetto, la spada in pugno, proprio nel punto in cui El ascoltava i versi di altri due individui intenti ad accoltellarsi nell�oscurit� sottostante.</p><p>Ora possedeva un magnifico oggetto d�argento cesellato, tempestato di gemme, e senza dubbio molto riconoscibile, i cui poteri avrebbero potuto essere rivolti contro di lui dall�elfo che l�avesse visto: uno scettro probabilmente maledetto o capace di incantesimi potenti contro chiunque li avesse evocati. Uno scettro appartenuto a un elfo, i cui parenti sopravvissuti avrebbero potuto uccidere qualsiasi essere umano avesse osato toccarlo. Uno scettro che qualcuno avrebbe potuto rintracciare persino in quel momento.</p><p>Come poteva essere stato tanto <emphasis>stupido</emphasis>? El sospir� nuovamente. Durante il viaggio avrebbe dovuto nasconderlo in un luogo noto solo a lui, al riparo dal misterioso inseguitore o da guardie elfe. Era necessario trovare un punto di riferimento in quel bosco infinito, che non fosse per� un albero. Decise cos� di guardarsi attorno in cerca di un luogo adatto.</p><p>Poco dopo il sorgere del sole, superate le acque scure della dodicesima palude, Elminster trov� ci� che cercava. Il terreno saliva bruscamente formando una serie di picchi appuntiti, l�ultimo dei quali era una guglia di roccia nuda, somigliante alla prua di una gigantesca nave desiderosa di salpare verso il sole.</p><p>Il giovane scelse il picco accanto alla prua. Era un�altura modesta, circondata da alberi; uno in particolare, che sembrava appeso alla roccia, lo colp�. Poteva essere il luogo giusto. El si inginocchi� fra le sue radici, raccolse un pugno di terra e la setacci� fra le dita fino ad avere in mano solo poche pietre.</p><p>Estrasse lo scettro d�argento dalla sacca, lo guard� brevemente e lo pos� sul palmo in mezzo alle pietre. Era un�opera magnifica e, come gi� aveva osservato, una delle estremit� terminava con una lingua di fuoco. Elminster scosse la testa ammirato e pratic� un sortilegio. Poi depose lo scettro nel buco che aveva scavato, lo ricopr� di terra e stacc� un cuscino di muschio da porre sopra la terra smossa. Una manciata di foglie e ramoscelli serv� a completare il nascondiglio; quindi il giovane si affrett� verso il picco seguente. In quel punto lasci� cadere una delle pietre, poi ripet� l�azione sui tre rilievi alberati seguenti. Fermandosi presso l�ultimo, mormor� un altro incantesimo che lo affatic� e lo fece star male; le sue membra formicolarono, avvolte da un fuoco blu-bianco per il tempo di un lungo, lento respiro.</p><p>Prese fiato, una, due volte, prima di sentirsi abbastanza forte da effettuare un secondo incantesimo. Era questione di pochi gesti, di una singola frase e di staccare un capello da dietro l�orecchio. Ben presto ebbe terminato il rituale.</p><p>El rimase immobile per un momento, in ascolto, e scrut� la strada dalla quale era venuto, in cerca di movimenti sospetti, ma i suoi sensi percepirono solo le fughe precipitose delle piccole creature boschive. Dopodich� si volt� e prosegu� il viaggio: non aveva nessuna voglia di attendere ore per scoprire chi lo stesse seguendo.</p><p>Mystra lo aveva mandato in missione a Cormanthor: non gli aveva ancora rivelato che cosa avrebbe dovuto fare in quel luogo, ma qualcuno avrebbe avuto bisogno di lui, cos� aveva detto, �fra qualche tempo�. Non sembrava una cosa urgente, eppure El desiderava vedere la leggendaria citt� elfa. Era il luogo pi� straordinario di tutta Faer�n, affermavano i menestrelli, pieno di meraviglie e di elfi tanto belli da togliere il fiato. Un luogo di feste, di prodigi e di canti, dove palazzi fantastici svettavano con le loro guglie fino alle stelle, e citt� e foresta si fondevano in un vasto giardino ondulato. Un luogo dove sparavano a vista su chi non era elfo.</p><p>Esisteva un verso di un�antica ballata sui briganti stupidi, divenuto poi un detto ironico tra gli abitanti di Athalantar: �Non dobbiamo far altro che bruciare quel tesoro quando ci metteremo le mani sopra�. Gli sarebbe servito nei giorni a venire. El sospettava di dover trascorrere molto tempo aggirandosi per Cormanthor sotto forma di nebbia dotata di occhi e orecchie.</p><p>Meglio che consumarsi nell�oblio eterno della morte per incantesimi, pens�, o sprofondare dimenticato nella terra di un giardino elfo, lasciando a met� la missione affidatagli da Mystra.</p><p>Elminster si ferm� alla base di un albero grande quanto una capanna, spost� la bisaccia da una spalla all�altra, si stir� come un gatto, dopodich� s�incammin� con passo rapido a sudest. Gli stivali non emettevano alcun rumore, dal momento che avanzava sull�aria. Mentre camminava osserv� le acque placide di un piccolo stagno, che riflessero l�immagine di un giovane dalla barba incolta e dai penetranti occhi blu, con un groviglio di capelli neri, un naso adunco e una corporatura slanciata. Non brutto, ma all�apparenza neanche particolarmente affidabile. Un giorno, comunque, avrebbe fatto colpo su <emphasis>qualche</emphasis> elfo�</p><p>Se avesse guardato indietro al momento giusto, Elminster avrebbe visto una massa di funghi abbarbicati sollevarsi dal terreno paludoso della foresta, disturbati da un�entit� invisibile, e riabbassarsi dolcemente quando questa sussurr� un�imprecazione e si scans� frettolosamente. Il giovane aveva forse intenzione di addentrarsi dritto nel cuore custodito di Cormanthor?</p><p>Poi le tenebre della foresta vennero improvvisamente illuminate da anelli di fuoco, e il terreno prese a tremare. Sembrava proprio di s�.</p><p>Elminster avanz� correndo sull�aria, facendo oscillare la bisaccia che teneva in mano, avanti e indietro, per darsi la spinta. Si era trattato di un incantesimo di guerra, sferrato frettolosamente.</p><p>Le foglie arsero per qualche istante sui rami all�orizzonte, e un albero cadde da qualche parte in direzione ovest, in risposta all�onda d�urto causata dall�esplosione.</p><p>Elminster aggir� un lungo ramo e sal� su un�altura, per poi discendere in una conca rocciosa ammantata di felci, dove una sorgente affiorava fra antichi massi, uno dei quali era appena ripiombato a terra, trascinando con s� fiamme e le ossa roteanti di una creatura smembrata.</p><p>Alcune figure si stavano affrettando a nascondersi dietro di essi. Elfi, osserv� El, che stavano combattendo contro corpulenti guerrieri dalla pelle rossa, dalla cui bocca spuntavano zanne, e la cui armatura di pelle nera era piena di pugnali, asce e mazze.</p><p>Gli hobgoblin avevano sorpreso gli elfi al torrente e li avevano uccisi quasi tutti. Mentre El si avvicinava correndo sopra le felci che ondeggiavano nella sua scia, una spada elfa si illumin� di luce magica, si sollev� e colp�. La sua preda cadde a terra, ringhiando di dolore, le mani intorno al collo squarciato, ma una spranga di ferro brandita da un altro hobgoblin piomb� sulla testa dello spadaccino con un forte tonfo, che riecheggi� nella conca con un rumore nauseante.</p><p>La testa dell�elfo si spacc� in due tra spruzzi di sangue, e il suo corpo tremante cadde addosso al compagno. Questi, a quanto pareva l�unico sopravvissuto della pattuglia, era un elfo di alta statura con indosso un mantello adorno con file di ciondoli ovali, che baluginarono e scintillarono quando lui si scans�. Un mago, pens� El, sollevando una mano e sferrando un incantesimo.</p><p>L�elfo fu pi� rapido. Dalla sua mano scatur� una sfera di fuoco, diretta sulla faccia dell�hobgoblin che brandiva la spranga. Quando il nemico, colpito, vacill� e cadde all�indietro, urlando di rabbia e di dolore, il fuoco si divise in due lunghe lingue, a mo� di corna di toro. Le fiamme avvolsero il ruukha dalla pelle scarlatta e bruciarono l�armatura di cuoio, mettendo a nudo la pelle grigia bruciacchiata dell�aggressore. Questi lasci� cadere rumorosamente il bastone di ferro sulle rocce e balz� all�indietro, ululando ancor pi� forte; allora il mago elfo lanci� le sue corna di fuoco sul volto di un altro assalitore.</p><p>Ma era troppo tardi. Il fuoco stava ancora sfrigolando sulla faccia ammaccata di un ruukha quando un altro gli si avvicin� repentinamente e conficc� i rebbi scuri e malvagi di un forcone nel torace del mago.</p><p>I dardi magici che Elminster aveva scagliato stavano ancora sfrecciando nell�aria quando l�elfo trafitto estrasse i denti sanguinanti del forcone dal suo corpo, e, urlando di dolore, cadde pesantemente nel ruscello. A quel punto numerosi hobgoblin si affollarono intorno alle rocce, e iniziarono a colpire il mago che si dimenava convulsamente. El vide il volto dai fini lineamenti rovesciarsi all�indietro e ansimare qualcosa, e l�aria sopra il torrente si riemp� improvvisamente di innumerevoli scintille argentee roteanti.</p><p>Gli hobgoblin sobbalzarono convulsamente, inarcandosi per il dolore, mentre il mago sprofond� nuovamente nell�acqua. Le armi ruukha gli caddero attorno quando la sua magia colp�: gli assalitori stavano ancora barcollando quando i dardi di Elminster li colpirono violentemente, facendoli roteare e accendendoli di un fuoco blu-bianco.</p><p>Fiamme incantate fuoriuscirono ruggenti dalla bocca e dal naso delle malvagie creature, e i loro occhi si gonfiarono ed esplosero, trasformandosi in nebbia borbottante, dello stesso colore del fuoco di El. I cadaveri bruciacchiati vacillarono senza meta tra le rocce e le felci calpestate fino a cadere. L�elfo rimase steso nell�acqua, gemente, e numerosi altri ruukha infuriati presero a scendere dalla sponda pi� lontana dell�avvallamento, armati di asce, forconi, e spade.</p><p>Quando giunse accanto al mago, El si trov� circondato da numerosi cadaveri di elfi, gettati scompostamente qua e l�. Due occhi smeraldini segnati dal dolore lo guardarono tra ciocche di capelli bianchi aggrovigliate dal sudore, e si spalancarono sbalorditi quando riconobbero un essere umano.</p><p>�Sono dalla tua parte�, esclam� il principe, sollevandogli la testa fuori dall�acqua intorbidita dal sangue. Quel gesto interruppe il suo incantesimo, ed El si ritrov� con i piedi immersi nelle fredde acque del torrente, al che scopr� che uno dei suoi stivali era bucato.</p><p>Ma scopr� anche di non avere tempo per badarvi dato che le felci frusciarono e intorno a lui comparvero altri ruukha con un ghigno malvagio sul volto. La pattuglia elfa si era accampata in un covo di hobgoblin, e molto probabilmente era stata circondata mentre dormiva.</p><p>L�intera conca pareva brulicare di ruukha minacciosi, dalle zanne gialle, che procedevano cautamente acquattati dietro i loro scudi. Sembravano aver imparato che i maghi erano sempre pericolosi, ed essere sopravvissuti a quella lezione. Il che significava che avevano gi� ucciso maghi in precedenza.</p><p>Elminster stava in piedi accanto all�elfo che tossiva debolmente e lanci� una rapida occhiata dietro di lui. S�, erano proprio l�, si stavano avvicinando lentamente, e dalle loro facce sembrava avessero gi� vinto la battaglia. Dovevano essere pi� di settanta, e il numero di incantesimi che rimanevano al giovane era talmente basso da costituire un problema molto serio.</p><p>Il principe sferr� l�unica magia che avrebbe potuto fornirgli un po� di tempo per pensare a una vera soluzione. Apr� rapidamente un lembo di cuoio della bisaccia, ne estrasse sei pugnali, li ammass� uno sopra l�altro e sibil� alcune parole gettandoli in aria, poi schiocc� le dita. Le armi presero il volo come vespe impazzite e si disposero simultaneamente in cerchio intorno a Elminster, squarciando il volto di un ruukha troppo vicino.</p><p>Ci� scaten� un grido generale di rabbia, e gli hobgoblin si scagliarono su Elminster da tutte le direzioni. I pugnali sibilanti presero a colpire chiunque invadesse il cerchio serrato, ma erano solo cinque, contro numerosi ruukha corpulenti che si facevano largo a spallate per raggiungere il giovane.</p><p>Una lancia colp� Elminster a una spalla prima di toccare terra, e una pietra gli escori� il naso mentre indietreggiava. L�incantesimo delle lame volanti, sfortunatamente, forn� ai ruukha nuove idee. Perch� affrontare quel muro d�acciaio quando si pu� semplicemente seppellire il suo artefice sotto una pioggia di armi dall�alto?</p><p>Un altro sasso lo colp� violentemente alla fronte ed El vacill� stordito. Un boato d�esultanza si lev� intorno a lui, e le creature si lanciarono alla carica. Scuotendo il capo per scacciare il dolore, El si lasci� cadere sopra l�elfo e pronunci� rapidamente le parole di un incantesimo che non si aspettava di dover utilizzare tanto presto, sperando intensamente che non fosse troppo tardi.</p><empty-line/><p>Due occhi ardenti di luce magica guardarono il picco ammantato di alberi, poi quello successivo, e quello dopo ancora. Che gli dei maledicano l�usurpatore! Il giovane li aveva visitati tutti!</p><p>Aveva forse lasciato lo scettro nel primo, e utilizzato gli altri come trappole? Oppure nel secondo, o�?</p><p>La creatura a cui appartenevano quegli occhi ardenti perse fiducia nella volont� degli dei silenziosi di maledire opportunamente il giovane mago-principe, perci� lo fece personalmente, in maniera meticolosa e molto sincera. Quand�ebbe finito di sbraitare, lanci� un incantesimo. Come si aspettava, esso rivel� una ragnatela di linee di forza che collegavano tutti i picchi, ma non rivelavano il nascondiglio dello scettro. Per rompere la ragnatela era necessaria la volont� consenziente di Elminster� o la sua morte.</p><p>Se la prima era impossibile, l�altra avrebbe certo fatto al caso suo. Le sue mani si mossero rapide per sferrare un nuovo sortilegio: qualcosa di simile a una colonna di fumo denso, si alz� dal terreno, qualcosa che cominci� a sibilare e a sussurrare piano e incessantemente, a mano a mano che prendeva forma. Qualcosa i cui movimenti costituivano chiari presagi di morte.</p><p>Qualcosa che improvvisamente si concretizz�, sollevandosi da terra e sferzando l�aria con una decina di artigli affilati: un ammazzamaghi.</p><p>I due occhi pieni d�odio lo osservarono allontanarsi, alla ricerca dell�ultimo principe di Athalantar. Quando svan� sibilando fra gli alberi, sotto quegli occhi comparve un sorriso, quasi sconosciuto a quella bocca, che poco dopo riprese a maledire Elminster. Se fossero stati in ascolto, gli dei si sarebbero divertiti per la fantasia delle sue frasi.</p><empty-line/><p>Vi fu un istante di foschia blu vorticante, e la sensazione di precipitare Poi gli stivali di Elminster poggiarono rumorosamente su roccia frantumata; tra le braccia aveva un corpo d�elfo, inerte.</p><p>Si trovavano su una roccia piatta a met� pendio, attorniati da felci piegate e spezzate, dietro di loro le grida sorprese dei ruukha che guardavano di qua e di l� in cerca dei fuggitivi; o venivano fatti a pezzi dall�anello di pugnali vorticanti, che improvvisamente si diresse nel luogo in cui El era balzato, per ripristinare la barriera protettiva.</p><p>Camminare per Cormanthor con un elfo morto o moribondo tra le braccia non era probabilmente una buona idea, ma al momento El non aveva alcuna alternativa. Con un grugnito il principe di Athalantar si mise sulle spalle quel corpo slanciato e leggero e inizi� a salire verso la cresta del pendio, avanzando cautamente tra le felci per evitare di cadere sul terreno sconnesso. D�un tratto ud� varie urla alle sue spalle, al che abbozz� un sorriso e si gir�.</p><p>I ruukha lo stavano inseguendo, alcune pietre gli caddero vicino, e una lancia sibil� tra le felci al suo fianco. El scelse un punto ed effettu� la seconda delle cinque mosse dell�incantesimo.</p><p>D�un tratto si ritrov� nel mezzo di una schiera di hobgoblin grugnenti e frenetici, con l�elfo che gravava sulle sue spalle. Ignorando le imprecazioni improvvise e le grida di sorpresa, El ruot� su un tallone per trovare un altro luogo adatto in cui farsi portare dalla magia� laggi�!</p><p>Le spade colpirono troppo tardi: il giovane era nuovamente svanito.</p><p>Quando la nebbia si dilegu�, El ud� gridare dietro di lui. I pugnali si erano aperti un varco sanguinoso fra alcuni hobgoblin per raggiungere e circondare il mago nel punto in cui era giunto col secondo balzo, e ora stavano tentando di raggiungerlo nuovamente, vorticando fra il gruppo principale di ruukha. L�Eletto di Mystra constat� che l�avevano di nuovo avvistato: li vide voltarsi, urlare di rabbia e caricare per l�ennesima volta. Allora decise di attenderli con pazienza.</p><p>Ora non lanciavano pi� armi. Non avevano pi� spade n� asce, ma tutti desideravano fare a pezzi quell�umano intruso. El si caric� il mago elfo sulle spalle, attese il momento adatto, e salt� ancora, di nuovo in direzione opposta a quella degli impetuosi ruukha.</p><p>Si udirono altre urla quando i pugnali deviarono per seguirlo, e altri hobgoblin caddero a terra. El vide un guerriero dall�andatura appesantita perdere la testa e finire sul terreno senza sapere che cosa l�avesse colpito, poi scalciare debolmente, invano, contro un nemico invisibile, mentre il sangue sgorgava a fiumi dal suo corpo. Molti degli aggressori vacillavano o zoppicavano, ciononostante si voltarono per seguire il nemico in fuga. A Elminster rimaneva un ultimo balzo, ma il giovane decise di risparmiarlo e si volt� per raggiungere a piedi la sommit� dell�avvallamento col fardello penzolante. Solo pochi tenaci ruukha si lanciarono all�inseguimento.</p><p>El prosegu� camminando, in cerca di un punto favorevole dal quale poter individuare un luogo adatto per l�ultimo salto. I ruukha, sempre sulle sue tracce, andavano avanti e indietro, rassicurandosi a vicenda dato che gli umani si stancavano rapidamente: quello, l�avrebbero ucciso dopo il tramonto, se non fosse morto prima.</p><p>Elminster li ignor�, scrutando attentamente l�orizzonte. Sembr� trascorrere un�eternit�, ma alla fine trov� il luogo che cercava: un fitto gruppo di alberi al di l� di un altro avvallamento. Spicc� l�ultimo balzo e si lasci� gli hobgoblin alle spalle, sperando che non lo seguissero.</p><p>I pugnali, infatti, si sarebbero presto fusi, e allora avrebbe avuto ben poco con cui lottare.</p><p>Fu allora che una voce debole ma acuta gli sussurr� alcune parole all�orecchio in lingua Volgare un po� scorretta: �Gi�. Lascia me: gi�! Per favore�.</p><p>Elminster piant� bene i piedi nella penombra offerta dagli alberi e depose delicatamente l�elfo sul letto di muschio. �Parlo la tua lingua�, esclam� poi in elfo. �Sono Elminster di Athalantar, in viaggio per Cormanthor�.</p><p>Nuovamente gli occhi verdi dimostrarono stupore. �La mia gente ti uccider�, ribatt� il mago elfo con un filo di voce. �Esiste solo un modo affinch� tu��</p><p>La sua voce si affievol�, e il giovane principe appoggi� la mano sulla gola affaticata e mormor� frettolosamente le parole del suo unico incantesimo guaritore.</p><p>La risposta fu un sorriso. �Il dolore � diminuito, molte grazie�, esclam� il mago con pi� vigore, �ma sto morendo. Sono Iymbryl Alastrarra, di�� Gli si oscur� improvvisamente lo sguardo e afferr� il braccio di Elminster.</p><p>El si chin� sopra di lui, completamente impotente, e osserv� le lunghe esili dita arrampicarglisi come un ragno tremante su per il braccio, per la spalla, e da l� toccargli la guancia.</p><p>Una visione improvvisa divamp� nella mente del giovane. Si vide in ginocchio, nello stesso luogo in cui era inginocchiato ora. Sotto di lui non vi era Iymbryl moribondo, ma solo polvere, e nel mezzo una gemma nera scintillante. Nella visione El la prese e con essa si tocc� la fronte.</p><p>Poi l�immagine svan�, e il principe si ritrov� a guardare il volto sconvolto dal dolore di Iymbryl Alastrarra, labbra e tempie color porpora. L�elfo lasci� cadere la mano, che prese a tremare sulle foglie morte. �Hai� visto?�, domand� ansimante.</p><p>Cercando di riprendere fiato, Elminster annu�. Il mago elfo ricambi� e sussurr�: �Sul tuo onore, Elminster di Athalantar, non deludermi�. Poi fu colto da uno spasmo improvviso e si mise a tremare come una foglia secca, cullata da un vento che in un attimo la spazzer� via. �Oh, Ayaeqlarune!�, grid� Iymbryl, senza pi� vedere l�uomo chino sopra di lui. �Amata! Finalmente ci rincontriamo! Ayaeqlarrr��</p><p>La voce divenne un rantolo, lungo e profondo, simile all�eco di un flauto distante. Il corpo esile ebbe un fremito e poi rimase immobile.</p><p>Elminster si chin� pi� vicino, ma si ritrasse terrorizzato quando la carne sotto le sue mani emise un sibilo bizzarro e collass� in un ammasso di polvere.</p><p>Questa si mosse lentamente, e nel mezzo comparve una gemma nera. Proprio com�era accaduto nella visione. El la osserv� a lungo, domandandosi a che cosa stesse andando incontro, poi sollev� lo sguardo agli alberi circostanti. Nessun hobgoblin, niente occhi misteriosi. Era solo.</p><p>Sospir�, si strinse nelle spalle e raccolse la gemma.</p><p>Era calda e liscia, tutto sommato piacevole al tatto, e quando la sollev� emise un suono flebile, come l�eco delle corde di un�arpa. Elminster vi guard� attraverso ma non vide nulla, allora la premette sulla fronte.</p><p>Il mondo esplose in un caos vorticante di suoni, di odori e di scene. El stava ridendo con una ragazza elfa in una radura; poi lui <emphasis>diventava</emphasis> la ragazza elfa, e danzava intorno a un fuoco le cui fiamme luccicavano di gemme turbinanti. D�un tratto indossava un�armatura lavorata, montava un cavallo alato e si lanciava tra gli alberi per trafiggere con la lancia un orco rabbioso. Il sangue gli occup� tutta la visuale, poi tremol� e scem�, tramutandosi nella luce rosata dell�alba, splendente tra le guglie di un fiero e meraviglioso castello. Poi si ud� parlare una lingua elfa molto antica, forbita e ampollosa, in una corte in cui gli elfi erano agghindati in sete preziose, inginocchiati davanti a ragazze guerriere, protette da armature dallo strano bagliore magico, e sent� la sua voce decretare una guerra di sterminio dell�umanit�.</p><p><emphasis>Mystra, aiutami! Che cosa sta succedendo?</emphasis></p><p>Il suo grido disperato sembr� fargli ricordare il suo nome: era Elminster di Athalantar, l�Eletto della dea, ed era stato travolto da una tempesta di immagini. Si trattava dei ricordi della Casata degli Alastrarra. Il pensiero di quel nome lo fece ripiombare in un vortice di migliaia e migliaia di anni, di decreti, di detti familiari, e di luoghi amati. I volti di un centinaio di ragazze elfe�� madri, sorelle, figlie, tutte appartenenti alla casata�� gli sorrisero, lo chiamarono, e i loro profondi occhi blu risalirono ai suoi come tanti specchi d�acqua in attesa. Elminster venne risucchiato dentro di essi, sempre pi� in basso: nomi, date e spade scintillanti, simili a sonore frustate nella sua mente.</p><p><emphasis>Perch�?</emphasis> grid�, e la sua voce sembr� echeggiare in quel caos fino a infrangersi contro qualcosa di familiare, come un�onda sugli scogli: il volto dell�elfo scomparso ora lo guardava tranquillamente. Alle sue spalle c�era una splendida ragazza elfa.</p><p>�Dovere�, rispose Iymbryl. �La gemma � la kiira della Casata degli Alastrarra, ossia il sapere e la saggezza acquisiti dai suoi eredi nei secoli. Ci� che io ero, ora lo diventer� Ornthalas, elfo del mio stesso sangue. Egli attende a Cormanthor. Portagli la gemma�.</p><p>�Portargli la gemma?�, grid� Elminster, ed entrambi i volti gli sorrisero e intonarono all�unisono: �Portagli la gemma�.</p><p>Poi Iymbryl esclam�: �Elminster di Athalantar, ti presento Lady Ayaeqlarune di��</p><p>Qualsiasi cosa avesse detto fu spazzata via, insieme ai loro volti, da una nuova ondata di ricordi vividi e chiassosi: scene d�amore, di guerra, e di magnifiche terre alberate. Elminster lott� per ricordare chi fosse, e per vedersi inginocchiato sotto gli alberi, in quel luogo, nel presente.</p><p>Tast� il terreno, e cerc� di vedere ci� che le sue mani percepivano, ma la sua mente traboccava di voci, di unicorni danzanti, di corni da guerra sfavillanti nella luce lunare di altri tempi e di luoghi remoti. Si alz� e vacill� ciecamente con le braccia protese, finch� non sbatt� contro un albero.</p><p>Afferrandosi al tronco, cerc� di metterlo a fuoco, ma quello e gli altri alberi, tanto alti e scuri intorno a lui, gli sembravano spaventosamente <emphasis>sbagliati.</emphasis> Li fiss�, tent� di parlare, e si ritrov� a guardare Iymbryl, che stava gridando mentre i rebbi neri del forcone lo trapassavano nuovamente. E poi lui <emphasis>era</emphasis> d�improvviso Iymbryl, a cavallo di un�onda rossa di dolore, attorniato da ruukha che ridevano crudelmente e sollevavano spade malvagie che non era in grado di fermare.</p><p>Esse si abbatterono su di lui, allora tent� di divincolarsi e colp� qualcosa di molto duro, che gli tolse il respiro. Elminster vi rotol� sopra, e si accorse a malapena d�essere caduto, tra le radici degli alberi, nonostante non riuscisse ancora a vedere il fango contro cui premeva la sua faccia.</p><p>La sua mente gli stava mostrando nuovamente Iymbryl insieme a un elfo pi� giovane, bellissimo, dall�aspetto altezzoso, che indossava vesti preziose e si stava alzando da una sedia fluttuante a forma di goccia, sospesa in una stanza in cui risuonava una musica soave. Il giovane sorrise per salutare Iymbryl, e a El venne in mente il nome <emphasis>Ornthalas.</emphasis> Naturalmente. Doveva affrettarsi a raggiungerlo e consegnargli la gemma. Insieme alla sua vita?</p><p>Oppure la gemma gli avrebbe, nel frattempo, strappato la mente dal cranio, la carne e tutto il resto?</p><p>Dimenandosi nel fango Elminster tent� di staccarsi la gemma dalla fronte, ma ormai sembrava facesse parte di lui, calda, solida, irremovibile.</p><p>Doveva alzarsi, poich� gli hobgoblin avrebbero potuto ancora rintracciarlo, e andarsene, prima che un ragno arboricolo o un orso-gufo, o altre creature l�avessero trovato, una preda facile e impotente, e� doveva� Elminster affond� lievemente le dita nel terreno, cercando di ricordare il nome della dea che voleva invocare. Ma tutto ci� che trov� nella sua mente fu il nome Iymbryl.</p><p>Iymbryl Alastrarra. Ma com�era potuto accadere? <emphasis>Lui</emphasis> era Iymbryl Alastrarra. Erede della casata, il Mago dalle Molte Gemme, capo della Pattuglia del Corvo Bianco, e quella valletta di felci sembrava essere un buon luogo per accamparsi.</p><p>Elminster grid�, e grid� ancora, ma nessuno era in ascolto, se non le migliaia di alastrarrani che vorticavano nella sua mente.</p></section><section><title><p>3.</p><p>Magie crudeli e una magnifica citt�</p></title><epigraph><p>� raro per un uomo farsi tanti nemici, e lottare contro di essi solo per ottenere una vittoria tanto chiara e schiacciante da sconfiggerli per sempre, e liberarsi di loro in modo pulito, in un solo istante. Effettivamente si potrebbe affermare che tale risoluzione esista solo nelle storie dei menestrelli. Nell�arazzo infinito che � la vita vera di Faer�n, gli dei affliggono gli individui con fini molto meno coerenti, troppi dei quali si rivelano fatali quanto i conflitti che li precedono.</p><text-author>Antarn il Saggio</text-author><text-author>Da <emphasis>La grande storia della potenza degli arcimaghi faer�niani</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata approssimativamente nell�Anno del Bastone</text-author></epigraph><p>�Sfidereste il potere degli elfi? Ci� non � affatto prudente, mio signore�. La faccia dell�elfo della luna che pronunci� tali parole appariva calma sotto il suo elmo da drago, ma il tono sembr� quello di un avvertimento severo e mordace.</p><p>�E perch� no?�, ringhi� l�uomo dall�armatura dorata, gli occhi scintillanti nell�ombra della visiera sollevata a testa di leone, mentre stringeva l�elsa di una spada pi� alta dell�elfo che gli stava di fronte. �Mi hanno gi� fermato gli elfi?�</p><p>La visione di due capitani armati, l�uno di fronte all�altro sulla cima di quella collina sferzata dal vento svan�, ed Elminster mugugn�. Era cos� <emphasis>stanco</emphasis> di tutto ci�. Ogni scena, buia, furiosa o allegra che fosse, ne introduceva subito un�altra, e quella marea di emozioni lo sfiniva. Gli sembrava di avere la mente in fiamme. Come faceva, per piet� divina, l�erede della Casata degli Alastrarra a rimanere sano di mente?</p><p>Ma <emphasis>era</emphasis> effettivamente sano di mente?</p><p>Inizi� come un sussurro gentile: per un attimo El pens� fosse un�altra delle innumerevoli� e carezzevoli ragazze elfe dalla voce morbida, che le visioni gli mostravano. <emphasis>Invocami.</emphasis></p><p>Chi stava parlando ora? El si schiaffeggi� la faccia, o tent� di farlo, lottando per riportarsi nel presente, a Faer�n. Il presente degli hobgoblin, dei misteriosi inseguitori, dei signori maghi e di altre minacce che potevano ucciderlo con tanta facilit�.</p><p><emphasis>Invocami, usami.</emphasis> Il giovane principe-mago per poco non scoppi� a ridere; quel sussurro seduttore gli ricord� una donna grassa delle notti di Hastarl; la voce era l�unica cosa affascinante che le rimaneva, e con essa attirava i clienti dalla soglia buia di casa sua.</p><p><emphasis>Invocami, usami. Senti il mio potere.</emphasis> Da dove proveniva quella voce?</p><p>Ecco un calore pulsante sopra gli occhi. El si tocc� la fronte con dita esitanti. La gemma palpitava: <emphasis>invocami.</emphasis> La voce scaturiva proprio dalla pietra.</p><p>�Mystra?�, grid� forte Elminster, chiedendo consiglio. Non sent� nulla, se non calore. Parlare alla gemma, almeno, non era proibito, a quanto sembrava. Il giovane si schiar� la voce.</p><p><emphasis>Invocami.</emphasis></p><p>�In che modo?� In risposta alla domanda esasperata, nuove visioni si affollarono nella sua mente. Energie potenti fluivano ininterrottamente all�interno della gemma, magie che servivano per guarire, per mutare forma e cambiare il corpo dell�erede, da invisibile a capace di vedere nel buio, da�</p><p>Le visioni lo strapparono da tali rivelazioni e lo guidarono attraverso scene di vari eredi alastrarrani che invocavano la gemma per trasformarsi. Alcuni cambiavano solo il volto e l�altezza per evitare i nemici, altri mutavano sesso per adescare od origliare; uno o due assunsero le sembianze di animali per sfuggire a rivali armati pronti a colpire eredi elfi, ma non interessati a timide lepri o a gatti curiosi. El vide come avveniva la trasformazione, e gli venne mostrato come poteva essere invertita, o come terminava spontaneamente, indipendentemente dalla sua volont�. Bene, dunque: ora sapeva come trasformarsi invocando i poteri della gemma. Ma perch� gli veniva mostrato tutto ci�?</p><p>Improvvisamente si ritrov� a fissare Iymbryl Alastrarra, sorridente nell�ombra degli alberi. La faccia tremol�, e divenne la sua. Poi ondeggi� nuovamente, e fu ancora quella dell�elfo, due occhi smeraldini sotto la capigliatura bianca tipica degli eredi alastrarrani. La visione mut� di nuovo, mostrandogli un giovane piuttosto familiare, allampanato, capelli corvini, naso adunco, occhi blu, nudo sopra uno specchio d�acqua: un corpo che assunse lentamente le sembianze di un elfo, snello, glabro e lucido. Dalla faccia, Iymbryl. Esatto: la gemma voleva che si trasformasse.</p><p>Con un sospiro, Elminster invoc� i poteri della kiira per acquisire le sembianze dell�elfo. Fu investito da una sensazione di ondeggiamento e, d�un tratto, <emphasis>era</emphasis> Iymbryl, nelle speranze, nei ricordi e si guard� le mani: le mani alquanto rovinate di un uomo che ha vissuto e combattuto duramente. Desider� che divenissero lunghe, esili, lisce, color blu-bianco come quelle che poco prima avevano faticosamente risalito il suo braccio fino alla guancia.</p><p>Allora le mani si restrinsero, <emphasis>si torsero</emphasis>, e divennero affusolate, delicate, la pelle color blu-bianco. Le mosse per prova, ed esse fremettero in risposta.</p><p>Elminster fece un respiro profondo e tremante, richiam� alla mente il volto di Iymbryl, e ordin� al suo corpo di mutare. Sent� qualcosa salire lentamente in lui, su per la schiena, lungo la colonna vertebrale; rabbrivid� involontariamente e grugn� disgustato. Le visioni svanirono e si ritrov� a guardare i tronchi pazienti, immutati, degli alberi intorno a lui, presenti in quel luogo da secoli.</p><p>Abbass� lo sguardo. I vestiti gli andavano larghi; ora era pi� basso e pi� esile, la pelle liscia di colore blu-bianco. Era un elfo della luna. Era Iymbryl Alastrarra.</p><p>La magia aveva funzionato. Ora, non esisteva nella gemma anche un incantesimo di teletrasporto che potesse condurlo diritto a Cormanthor? Scivol� ancora una volta nei ricordi turbinanti, alla ricerca di una tale possibilit�. Era come sfrecciare in un campo di battaglia affollato in cerca di una singola faccia familiare tra i guerrieri in lotta. No, a quanto pareva non esisteva. El sospir�, si scosse, e guard� gli alberi onnipresenti. Quando si volt�, gli abiti lo seguirono ondeggiando, il che gli fece ricordare la bisaccia.</p><p>Si guard� intorno e, improvvisamente, si ricord� di averla lasciata da qualche parte nella conca di felci infestata di hobgoblin. Alz� le spalle e si volt� in direzione sudest. Se i ruukha non l�avevano gi� fatta a pezzi o non ne avevano sparpagliato il contenuto, l�avrebbe recuperata pi� tardi con un incantesimo; non che quell�anno si aspettasse di avere ancora tempo per tali cose. N�, forse, nella stagione successiva. Si strinse nuovamente nelle spalle; se ci� significava servire Mystra� be�, altri avevano sopportato di peggio.</p><p>Il fatto di aver assunto le sembianze di un elfo gli avrebbe certamente consentito di entrare nella citt� di Cormanthor, impresa che gli sarebbe stata ben pi� difficile se fosse stato umano. Elminster annus� l�aria: al naso di un elfo i boschi avevano un profumo pi� intenso, gli odori percepiti erano molto pi� numerosi. Hmm. Meglio badare a quelle cose durante il cammino. Si mise in marcia fra gli alberi, toccando la gemma ancora una volta per assicurarsi di non averla persa o danneggiata durante la trasformazione.</p><p>Al tocco la kiira lo rese consapevole di due cose: solo gli spacconi mostravano apertamente le gemme del sapere della loro casata. Una semplice invocazione sarebbe servita a nascondere la pietra; e ora che aveva assunto le sembianze di Iymbryl, i ricordi della gemma non l�avrebbero pi� abbandonato, ma nemmeno travolto come prima.</p><p>Dapprima nascose la kiira, poi torn� alla soglia della sua mente, oltre la quale scorrevano le luci e i colori vividi delle memorie in attesa. Questa volta sembravano formare un torrente da guadare, le cui acque lente gli permettevano di dirigersi dove desiderasse, lasciando scorrere tutto il resto. El vag� alla ricerca dei ricordi pi� recenti di Cormanthor, e per la prima volta vide le guglie sublimi, i balconi meravigliosi di case costruite nel cuore di alberi viventi, le lanterne decorate, fluttuanti, libere nella citt�, e i ponti arcuati o a schiena d�asino, gettati di albero in albero, che attraversavano tutta la zona. Nessuno di essi aveva parapetti laterali. El deglut�; sarebbe passato un po� di tempo prima che si fosse abituato a passeggiare su tali costruzioni audaci.</p><p>Chi governava la citt�? Il Coronal, gli indic� la gemma: un individuo scelto dal popolo, non nato per quella carica. Un �vecchio saggio� e giudice-capo di tutte le dispute, a quanto sembrava, che dominava non solo Cormanthor citt�, ma l�intero regno di profonde foreste. La carica prevedeva l�acquisizione di poteri magici, e il Coronal attuale era un certo Eltargrim Irithyl, anziano ed eccessivamente gentile agli occhi di Iymbryl, nonostante l�erede alastrarrano sapesse che alcune delle famiglie pi� orgogliose e antiche avevano opinioni meno positive del loro governatore.</p><p>Quelle fiere casate, gli Starym e gli Echorn in particolare, detenevano gran parte del potere effettivo su Cormanthor, e si consideravano l�incarnazione e i guardiani dell��autentico� carattere elfo, ossia�</p><p>Elminster interruppe quel pensiero quando l�idea gli ricord� spiacevolmente ci� che aveva appena fatto. Non aveva avuto scelta, a meno che non fosse stato un uomo estremamente impietoso. Aveva, tuttavia, fatto bene a toccare la gemma, dal momento che si era impegnato a servire Mystra?</p><p>Si ferm� bruscamente, accanto a un albero particolarmente imponente, fece un respiro profondo e chiam� a voce alta: �Mystra?�</p><p>Poi, sussurrando, aggiunse: �Signora, ascoltami. Per favore�.</p><p>Richiam� alla mente il ricordo pi� vivido di Myrjala, sorridente ed eccitata mentre insieme fluttuavano nell�aria, i lievi mutamenti nei suoi occhi che ne tradivano la divinit� via via che la passione cresceva. Si aggrapp� all�immagine per non lasciarla sfuggire, sussurr� nuovamente il suo nome, e si concentr�.</p><p>Percep� una sensazione di freddo ai margini della mente, un formicolio, simile a un brivido, e domand�: �Signora, � giusto ci� che sto facendo? Ho la tua benedizione?�</p><p>Un impeto di calore amorevole pervase la sua mente, e con esso una scena di Ornthalas Alastrarra, in piedi in una stanza screziata dal sole, le cui colonne erano alberi vivi adorni di fiori. Tutto ci� veniva visto dagli occhi di qualcuno che si stava avvicinando all�erede, e quando questi giunsero a poca distanza dall�elfo, dall�aria lievemente perplessa, la mano del visitatore si sollev� e si port� a una fronte invisibile.</p><p>Gli occhi di Ornthalas si assottigliarono per lo stupore, e il visitatore gli and� pi� vicino, sempre pi� vicino. Per� baciarlo? Toccarsi il naso? No, per salutarsi fronte contro fronte, naturalmente. Gli occhi dell�elfo, tanto vicini e grandi, tremolarono come un riflesso nell�acqua increspato dalle onde. Quando il fenomeno termin�, il suo volto era diventato quello del gentile vecchio Coronal; allora venne inquadrato Elminster, piegato in un inchino. In qualche modo El sapeva che stava invocando la protezione del governatore da coloro che non tolleravano che un umano fosse penetrato nel cuore della citt� sotto le spoglie di un elfo conosciuto. Un elfo che avrebbe potuto benissimo aver assassinato�</p><p>Una sensazione improvvisa d�avvertimento avvamp� nella sua mente come fuoco, spazzando via la visione: Elminster si ritrov� sotto gli alberi, improvvisamente cosciente, per grazia di Mystra suppose, per affrontare qualcosa che volava attorno alle radici e scivolava tra gli alberi, somigliante a un enorme serpente impetuoso. Qualcosa che sibilava e gorgogliava instancabilmente, sussurrando quelle che parevano parole. Sussurrando frammenti di incantesimi? Il corpo della strana bestia o dell�apparizione evocata era talora traslucido ma restava pur sempre indistinto, sfocato. La creatura vir� verso di lui con un sogghigno trionfante, sferzando l�aria con decine di artigli affilati. Era evidente che cercava proprio lui.</p><p>Era forse una sorta di guardiano elfo? Una creatura malvagia riportata in vita da magia antica? Di qualsiasi natura fosse, il suo intento era chiaro, e quegli artigli apparivano letali.</p><p>El fece per nascondersi, ma quella cosa era tanto affascinante da osservare: una parte di essa scivolava in maniera goffa ma incessante, l�altra era un turbinio infinito di quelli che sembravano essere residui di incantesimi interrotti. Numerosi occhi fluttuavano e roteavano in quel corpo in continuo mutamento. Era sicuramente il risultato di un incantesimo. Se ne sarebbe occupata Mystra: dopo tutto lei era la dea della magia, ed egli era il suo Elet�</p><p>La creatura sfoder� gli artigli, e nonostante fossero lontani dal bersaglio, lasciarono nella loro scia un formicolio da brivido. La mente di El si intorpid� lievemente: sembrava non riuscire a concentrasi sugli incantesimi.</p><p>Quanti gliene erano rimasti, a proposito?</p><p>Oh, Mystra. <emphasis>Non riusciva a ricordare.</emphasis></p><p>Quando la creatura torn� all�attacco, questa volta pi� vicina, il principe fu colto dal panico. Corri! El si volt� e schizz� via tra gli alberi, inciampando a causa delle gambe pi� corte e del corpo pi� leggero. Per tutti gli dei, gli elfi erano velocissimi!</p><p>Riusciva a schivare agevolmente gli attacchi della creatura misteriosa. Per impulso si spost� rapidamente all�indietro, nella direzione da cui era venuto. Il mostro lo segu�.</p><p>Si volt� nuovamente, e questa volta arrischi� un semplice incantesimo di fuga, nonostante sapesse che la gemma conteneva molto di pi�. Una bestia tanto caotica, fatta di incantesimi tanto bizzarri, sicuramente sarebbe svanita al tocco di�</p><p>La magia di El divamp�. La creatura sfuggente, dai numerosi artigli, tremol�, si scosse e continu� ad avvicinarsi.</p><p>Elminster abbass� il capo e inizi� a correre veloce, zigzagando fra gli alberi, acquattandosi dietro ad affioramenti rocciosi, balzando sopra radici e funghi dall�aspetto poco rassicurante. I sibili e i borbottii dietro di lui per� non accennavano a diminuire.</p><p>L�ultimo principe di Athalantar fu attraversato da un brivido quando si accorse di poter correre molto pi� rapidamente di quanto non immaginasse.</p><p>Bene, gli rimaneva un�ultima piccola arma magica: un incantesimo che gli permetteva di sprigionare fiamme dalla mano. Solitamente serviva per accendere il fuoco o per indurre bestie feroci alla ritirata, non era un incantesimo da battaglia, ma�</p><p>El si nascose dietro un albero, prese fiato e inizi� ad arrampicarsi. Le sue nuove dita, pi� lunghe e pi� esili trovarono fessure nella corteccia in cui le sue mani umane non avrebbero mai potuto entrare, e dato il peso minore del corpo pot� aggrapparsi ad appigli che non avrebbero mai retto il suo corpo precedente. Quando El trov� un ramo che giudic� sufficientemente grande, l�entit� misteriosa gli era ormai alle calcagna.</p><p>Giunta dietro l�albero, la creatura sembr� percepire la sua presenza, e guard� in alto senza esitazioni. Elminster indirizz� la fiamma tra i numerosi occhi della bestia magica, e si mise al riparo, per evitare che gli balzasse addosso.</p><p>Si aspettava che la cosa urlasse e si dimenasse, o quanto meno indietreggiasse, invece non esit� minimamente e tent� di mordergli la mano attraverso le fiamme. Sembrava addirittura <emphasis>pi� grande</emphasis> e pi� vigorosa, per niente ferita dall�incantesimo.</p><p>I suoi potenti artigli fendettero freneticamente l�aria; El azzard� un�occhiata e decise che sarebbe stato prudente salire pi� in alto. Aveva appena iniziato ad arrampicarsi quando l�albero trem� sotto di lui. La creatura aveva squarciato corteccia e legno come fossero stati aria, ricavando un appiglio per le sue zampe. Un singolo colpo ed ecco un altro appiglio. Senza pausa l�entit� si iss� sul tronco e continu� la scalata. El osserv� affascinato: si arrampicava con la stessa velocit� con la quale un uomo munito di un�armatura avrebbe risalito una fune!</p><p>L�avrebbe raggiunto in pochi istanti. Si trovava proprio sotto di lui, e El avrebbe potuto lanciarle qualsiasi cosa. Non gli rimanevano per� che alcuni incantesimi strani, per nulla attinenti al combattimento, e non aveva tempo di ricorrere ai poteri della gemma.</p><p>Presto sarebbe stato costretto a saltare. Istintivamente si port� dietro il tronco. L�essere dai tanti artigli lo segu� piuttosto goffamente, incidendo la sua strada sulla corteccia. Bene: non sarebbe riuscita a prenderlo quando le fosse passato accanto. Elminster torn� al primo ramo, una postazione di gran lunga migliore, e si tenne saldo. Quando la creatura fu bene in vista, dall�altra parte del tronco, il principe le sferr� un piccolo incantesimo direttamente negli occhi.</p><p>Una luce divamp� e subito dopo svan�. La bestia non sembr� per nulla scossa, ed El socchiuse gli occhi, sorpreso. S�, sembrava ancora pi� grande, e in certo qual modo pi� forte.</p><p>Mentre si arrampicava verso di lui, il giovane tent� con un piccolo incantesimo di ottenere informazioni di cui in realt� non necessitava.</p><p>La magia raggiunse la creatura e svan�, senza infondergli alcuna conoscenza. La cosa si ingrand� lievemente.</p><p>Quel mostro si nutriva di incantesimi! Doveva per forza essere un ammazzamaghi, un essere di cui aveva sentito parlare molto tempo prima, nei giorni trascorsi con gli avventurieri delle Lame Coraggiose. Gli ammazzamaghi erano creature magiche, evocate da rari incantesimi repressi: il loro compito era uccidere maghi che conoscevano un solo modo di combattere, ossia sferrare incantesimi.</p><p>La sua magia, per quanto disperata, poteva solo rendere quell�essere pi� forte, non certo nuocergli. Era s� un uccisore di maghi e un Eletto di Mystra, ma non riusciva assolutamente a evitare gli errori, che commetteva in continuazione, con fin troppo zelo.</p><p>Basta con le riflessioni, si disse, erano un lusso per i maghi, e in quel momento sarebbe stato pi� opportuno dimenticarsi di appartenere alla categoria. Gli rimanevano solo pochi istanti per tentare un�alternativa prima d�esser costretto a saltare, o a morire. Cautamente sfoder� uno dei pugnali da cintola, e lo lasci� cadere di punta negli occhi della bestia sibilante.</p><p>L�arma sembr� non incontrare alcun ostacolo e raggiunse il terreno con un tonfo solido, creando al suo passaggio una striscia di vuoto nella creatura. L�ammazzamaghi rabbrivid� e url�, il tono acuto, spaventoso, furioso, ma in qualche modo pi� flebile di prima.</p><p>Poi smise di lamentarsi e ricominci� ad arrampicarsi per raggiungere Elminster, un odio feroce negli occhi. Il foro praticato dal pugnale era svanito, ma la bestia era visibilmente pi� piccola. L�ultimo principe di Athalantar annu� tranquillamente, piant� uno stivale contro il tronco sotto di lui, e prese lo slancio.</p><p>L�aria sibil� dietro di lui per un istante, prima che le sue mani afferrassero il ramo su cui intendeva fermarsi tra il fruscio delle foglie e il rumore dei ramoscelli spezzati. Vi rimase appeso per un momento, ascoltando alle sue spalle le urla incessanti, poi si lasci� cadere, ruotando per afferrare un ramo pi� basso.</p><p>Non sembrava affatto uno degli eroi decantati dai menestrelli. Invece di afferrare un ram�, le sue mani si chiusero su un pugno di foglie, e un istante pi� tardi l�Eletto di Mystra cadde duramente sul fondoschiena, fece un�involontaria capriola all�indietro e riguadagn� la posizione eretta con un grugnito. Il posteriore gli avrebbe fatto male per giorni.</p><p>E la sua corsa si sarebbe trasformata in un�andatura sgraziata. Elminster sospir� mentre osservava la creatura scivolare dall�albero in una spirale vertiginosa, per raggiungerlo e ucciderlo.</p><p>Se avesse utilizzato l�unico incantesimo che teneva ancora pronto, sarebbe tornato in un battibaleno al nascondiglio dello scettro, ma poi avrebbe dovuto ripercorrere a piedi tutto il bosco, lasciando quel mostro sibilante, e forse il misterioso inseguitore, in agguato tra il punto in cui si trovava e Cormanthor.</p><p>Raccolse allora il pugnale scagliato precedentemente. Ne aveva un altro alla cintura, un terzo nella manica, e uno in ogni stivale. Ma sarebbero stati sufficienti per arrecare all�ammazzamaghi qualcosa di pi� di un banale fastidio?</p><p>Pronunciando un�imprecazione tipicamente umana, l�elfo che non era Iymbryl Alastrarra prosegu� zoppicando in direzione sud, coltello alla mano, domandandosi dove sarebbe riuscito ad arrivare prima che la cosa lo raggiungesse.</p><p>Se avesse guadagnato tempo sufficiente, avrebbe forse potuto ricorrere a qualche espediente contenuto nella gemma.</p><p>Di fretta e assorto nel groviglio dei suoi pensieri, Elminster si ritrov� sull�orlo di un precipizio, e poco ci manc� che non cadesse.</p><p>Lo strapiombo era infatti nascosto dai cespugli: il margine sgretolato di un�antica parete rocciosa digradava bruscamente a formare una gola ricoperta di alberi. Un minuscolo ruscello mormorava fra i massi sottostanti. El lo segu� con lo sguardo, dopodich� si gir� verso l�ammazzamaghi che si stava avvicinando pi� rapidamente che mai, scivolando fra gli alberi e le radici contorte, con gli artigli instancabili che sferzavano l�aria.</p><p>Il giovane guard� lungo l�orlo del dirupo, e scelse un albero che sporgeva lievemente nel vuoto, ma sembrava grosso e solido. Corse verso di esso, una mano protesa per sondarne la robustezza, e solo il sibilo lo avvert�.</p><p>Sembrava che la creatura procedesse, quando lo desiderava., con velocit� sorprendente. Elminster si volt� appena in tempo per vedere gli artigli anteriori raggiungere la sua testa. Si abbass�, scivol� sulle pietre instabili, e allung� disperatamente una mano per afferrare una radice oltre l�orlo del precipizio.</p><p>Tra il rumore assordante di pietre che franavano il principe di Athalantar oscill� verso la roccia, vi sbatt� contro duramente, e afferr� la radice anche con l�altra mano, proprio mentre il lungo corpo serpentino lo super� precipitando nella gola sottostante.</p><p>Una decina di metri pi� in basso si trovava una pietra sporgente, e l�ammazzamaghi si contorse repentino per afferrarla. Gli artigli stridettero brevemente sul masso, creando scintille, poi la roccia si stacc� dal suo ancoraggio antico e precipit�, trascinando con s� il suo passeggero riluttante.</p><p>Il masso e la creatura si schiantarono insieme sulle pietre sottostanti. Non rimbalzarono, n� rotolarono, pur sollevando una nube di polvere. El osserv� la scena con gli occhi lievemente serrati.</p><p>Quando la polvere si pos�, il giovane vide ci� che si aspettava: pochi artigli che si agitavano attorno al sasso che aveva inchiodato l�ammazzamaghi.</p><p>La creatura era dunque abbastanza solida da poter colpire con gli artigli, da poter essere immobilizzata da una roccia, ma solo il metallo poteva arrecarle danno. O pi� probabilmente, il semplice ferro freddo.</p><p>Elminster guard� il pendio friabile sotto di lui, sospir�, e inizi� a trotterellare a valle, cercando una via per scendere. Non fece in tempo a percorrere venti passi che fu la via a trovare lui. Il terreno sotto i suoi stivali brontol�, come un uomo che parla nel sonno, e inizi� a franare lateralmente. El effettu� un inutile balzo indietro, e poi scivol� impotente lungo il pendio, trasportato da un fiume di terra e di rocce in movimento.</p><p>Prima di riacquistare vista e udito, toss� per un lasso di tempo che gli sembr� lungo ore, e quando si rialz�, era tutto dolorante.</p><p>Aveva assunto le sue vecchie sembianze. Aveva forse perduto la gemma?</p><p>Un rapido gesto bast� a rassicurarlo: la gemma era ancora sulla fronte, i suoi poteri in attesa di essere usati. Probabilmente aveva cambiato forma senza pensarci, per fare pi� presa e cercare di controllare la frana. Ma ora aveva poca importanza.</p><p>Elminster tent� un passo cauto, fece una smorfia di dolore quando appoggi� tutto il peso su un piede che sembrava essere stato colpito da centinaia di sassi durante il suo volo involontario, e si incammin� lentamente lungo il fondo roccioso della gola in cui era precipitato l�ammazzamaghi.</p><p>Probabilmente si era gi� liberato dal masso, pens� Elminster, e magari era in agguato tra le rocce. In tal caso non avrebbe fatto altro che usare quell�incantesimo, per poi ripercorrere la parte di foresta pi� pericolosa.</p><p>Poi lo vide: una selva di artigli spettrali si agitava goffamente tra le rocce attorno al sasso imponente. El aveva, non si sa come, ancora il pugnale fra le mani, e inizi� a colpire le zampe che spuntavano da sotto la roccia, guardandole svanire come fumo sotto la lama.</p><p>Quando tutte furono scomparse, il giovane si arrischi� a salire sopra il masso che inchiodava la creatura, e inizi� a pugnalarne il corpo impotente. La lama non incontr� alcuna resistenza, ma il mormorio frenetico divenne a poco a poco pi� flebile, fino a cessare completamente, dopodich� il masso si adagi� sulle rocce sottostanti con un forte rumore.</p><p>Elminster si drizz� lentamente, ammaccato ma soddisfatto, e sollev� lo sguardo verso il margine della gola.</p><p>Un uomo lo stava osservando dall�alto. Un uomo con una tunica, mai visto prima, ma che sembrava conoscerlo. Lo sconosciuto gli sorrise, poi alz� le mani e fece i primi cauti gesti di ci� che El riconobbe come il sortilegio dello sciame di meteore. Quel sorriso non era per nulla amichevole.</p><p>El sospir�, sollev� la mano per un saluto sardonico e con quel gesto sferr� il suo incantesimo.</p><p>Quando le quattro sfere di fuoco rabbioso raggiunsero il fondo della valle ed esplosero, l�ultimo principe di Athalantar era gi� scomparso.</p><p>Il mago che fino ad allora aveva seguito Elminster serr� i pugni mentre osservava il fuoco da lui evocato ruggire nella gola, e imprec� amaramente. Ora sarebbe stato costretto a trascorrere giorni e giorni sui libri, per imparare incantesimi che gli avrebbero consentito di localizzare quel giovane sciocco. Sembrava quasi protetto dagli dei per il modo in cui la fortuna pareva assisterlo. Era sfuggito all�incantesimo assassino alla locanda, il vecchio Surgath Ilder era stato una magra alternativa. Poi aveva in qualche modo intrappolato l�ammazzamaghi, e <emphasis>quell�ultimo</emphasis> incantesimo gli era costato giornate di lavoro.</p><p>�Oh dei, guardate gi� e maleditelo insieme a me�, mormor�, gli occhi colmi di vendetta mentre distoglieva lo sguardo dalla gola rocciosa.</p><p>Dietro di lui sagome pallide e invisibili, si sollevarono da una decina di cumuli di pietra che il fuoco aveva bruciacchiato al suo passaggio.</p><p>Si mossero in un silenzio lugubre verso un masso tra le pietre, e agitarono le mani per compiere un incantesimo, senza per� pronunciare una sola parola. Il masso si sollev� con movimenti irregolari, al che le forme spettrali si allungarono incredibilmente fin sotto la pietra, e ne estrassero una creatura dai numerosi occhi, che ancora sferzava l�aria con artigli ormai stanchi.</p><p>Il mago ud� il tonfo del masso, e sollev� un sopracciglio. Il giovane aveva fallito nel suo incantesimo e si apprestava a combinare qualcosa nelle vicinanze della gola? Oppure l�ammazzamaghi si era finalmente liberato?</p><p>Si volt�, sollevandosi le maniche. Aveva ancora un incantesimo utile, se fosse stato necessario.</p><p><emphasis>Qualcosa</emphasis> stava risalendo la gola, o meglio pi� di qualcosa. Spettri, resti evanescenti di uomini, le gambe avvolte da una nebbiolina bianca, i corpi, ombre bianche nella semioscurit�.</p><p>Erano in grado di uccidere, s�, ma egli aveva l�incantesimo giusto per� li guard� meglio. Elfi? <emphasis>Erano</emphasis> fantasmi di elfi? E tra loro, ancora vivo, il suo ammazzamaghi!</p><p>Fu in quel momento che Heldebran, l�ultimo apprendista sopravvissuto dei signori maghi di Athalantar, sent� in bocca il sapore metallico della paura.</p><p>�E voi siete?�, domand� uno degli elfi spettrali, senza fermarsi.</p><p>�Non avvicinatevi!�, grid� il mago Heldebran, sollevando le mani. Gli elfi non accennarono a rallentare, perci� l�apprendista sferr� l�incantesimo che avrebbe ridotto tutti i non-morti in polvere innocua, per sempre. Lo guard� avvolgerli come una rete.</p><p>E svanire, senza arrecare loro alcun danno.</p><p>�Notevole�, comment� un altro spettro, mentre insieme atterravano in cerchio intorno a lui. I loro piedi erano evanescenti, e i corpi sembravano pulsare, mutando continuamente di luminosit�.</p><p>�Oh, non saprei�, esclam� un terzo, in lingua Volgare, ma con un forte accento. �Questi umani fanno sempre tanto chiasso per mettersi in mostra. Una semplice parola e uno sguardo sarebbero stati pi� che sufficienti. Esultano come bambini quando danno libero sfogo ai loro poteri�.</p><p>�<emphasis>Sono</emphasis> bambini�, aggiunse un quarto. �Basta guardare questo qui�.</p><p>�Non so chi siate�, ringhi� Heldebran di Athalantar, �ma io��</p><p>�Vedete? Solo minacce e spavalderia!�, continu� l�ultimo elfo.</p><p>�Bene, ora basta�, afferm� il primo autorevolmente. �Umano, le magie di fuoco non sono tollerate in questo luogo. Hai svegliato i guardiani immortali della Vallata Sacra, e devi pagarne il prezzo�.</p><p>Heldebran si guard� nervosamente intorno. Il cerchio sembrava essersi stretto, sebbene gli elfi mantenessero un aspetto tranquillo, e non accennassero ad alzare le braccia, che tenevano lungo i fianchi. Il mago sput� fuori le parole di cui aveva bisogno e sollev� le mani, compiendo gesti frenetici.</p><p>Piccoli lampi crepitarono sulla punta delle sue dita, e inviarono fasci luminosi contro gli elfi spettrali che tuttavia, dopo averne attraversato i corpi immateriali, si infransero sugli alberi. Qua e l�, dalle cortecce si lev� un po� di fumo.</p><p>Uno dei guardiani si volt� per valutare il danno, e le fiamme svanirono improvvisamente, lasciando solo qualche ricciolo di fumo.</p><p>Il cerchio intorno a Heldebran rimase immutato. Gli elfi sembravano, se non altro, lievemente divertiti.</p><p>�E ci� che � peggio�, afferm� seriamente il primo elfo, come se non si fosse verificata alcuna interruzione, �avete creato qualcosa che si nutre di magia e l�avete inviata nel cuore pi� antico del nostro regno. <emphasis>Questo</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Il tono del guardiano spettrale denotava profondo disgusto. Il suo petto si gonfi�, emise deboli fasci di luce, poi esplose mentre l�ammazzamaghi emergeva da esso, muovendo debolmente gli artigli. Heldebran sent� un improvviso e incontenibile impeto di speranza. Forse la sua creatura poteva essere aizzata contro quei fantasmi, addirittura distruggerli, oppure�</p><p>�La punizione sar� adeguata e definitiva, umano senza nome�, aggiunse austero l�elfo, quando l�ammazzamaghi volt� la testa e vide il suo creatore.</p><p>Le numerose orbite del mostro fissarono Heldebran, e i suoi artigli graffiarono l�aria con rinnovato vigore. Con un sibilo flebile, la creatura avanz� risoluta.</p><p>�No!�, grid� l�apprendista mago, quando gli artigli raggiunsero i suoi occhi. �Noooo!�</p><p>Il cerchio di guardiani elfi era diventato pi� compatto, ed essi lo guardavano freddi. Il mago scatt� verso di loro, e sbatt� forte contro un muro di forze sconosciute. Allora si accasci�, singhiozzante: in quel momento la creatura lo raggiunse e lo uccise.</p><p>�Qualcuno d�importante?�, domand� uno degli elfi, quando i rumori svanirono ed essi allungarono le mani per far scomparire la bestia.</p><p>�No�, rispose un altro semplicemente. �Uno che avrebbe potuto diventare signor mago di Athalantar, se il suo governo non fosse stato rovesciato. Si chiamava Heldebran. Non sapeva nulla di interessante�.</p><p>�Non c�era un altro intruso che stava combattendo con quel mostro?�, chiese il terzo guardiano.</p><p>�Uno di noi, uno che portava una gemma del sapere�.</p><p>�E quest�umano gli stava <emphasis>dando la caccia</emphasis>, nella nostra vallata?� L�elfo spettrale abbass� lo sguardo, gli occhi divenuti fiamme improvvise nell�oscurit� degli alberi, e ordin�: �Riportalo in vita, che possa essere nuovamente ucciso. Magari pi� lentamente�.</p><p>�Elaethan�, esclam� il compagno, in tono di rimprovero. �Nel toccare la mente di questi umani, si diventa simili a loro�.</p><p>�� una cosa dalla quale tutti noi dovemmo guardarci, Norlorn, quando, per la prima volta, essi entrarono nelle foreste in cui venni alla luce. Gli uomini ci corrompono; in questo sta il vero pericolo per la Gente�.</p><p>�Allora dovremmo distruggere qualsiasi uomo passi di qui�, afferm� Norlorn, sollevandosi a formare una torre fiammeggiante bianca e fredda. �Quell�altro, che ha usato un incantesimo per sfuggire alle fiamme; avr� anche avuto una gemma del sapere, ma era un essere umano, o almeno sembrava�.</p><p>�E proprio questo � il punto: tali bestie sono pericolose per se stesse�, esclam� tranquillamente Elaethan. �Molte di loro sembrano umane, ma non riescono mai a diventare tali�.</p><empty-line/><p>Si ritrov� in piedi di fronte alla radice familiare. Lo scettro giaceva sotto di essa, coperto dalla terra e dal letto di ramoscelli, di foglie e di pezzi di muschio che tempo prima aveva frettolosamente ammassato. Elminster si guard� attorno, non percep� alcuna minaccia, e us� i poteri della gemma nera per controllare l�incantesimo. Alcuni ricordi turbinarono brevemente, ma El li cacci� dalla mente e scosse la testa per riprendersi.</p><p>Avrebbe potuto tornare in quel luogo, o dovunque finisse lo scettro, ancora due volte. Non voleva farlo, ma come evitare le aggressioni che l�avrebbero per forza ricondotto laggi�?</p><p>Il mago misterioso, o qualsiasi ammazzamaghi, era stato programmato per cercare un Eletto di Mystra sufficientemente stupido da seguire la strada originale. Perci�, questa volta si sarebbe diretto a est lungo i picchi, poi a sud lungo la prima cresta che avesse incontrato, finch� questa non si fosse allontanata troppo dai luoghi in cui gli alberi crescevano pi� alti.</p><p>Nei boschi il passo leggero e i sensi pi� acuti di un elfo superavano di gran lunga quelli di un uomo, e qualsiasi pattuglia elfa avesse incontrato avrebbe con pi� probabilit� attaccato un essere umano che Iymbryl Alastrarra, a meno che Iymbryl non fosse un loro personale nemico. Scrut� nei ricordi della kiira, ma, da quanto vide, l�elfo sembrava non avere nemici particolari.</p><p>Questa volta fu questione di un istante assumere nuovamente le sembianze di Iymbryl. Elminster pens� brevemente al libro degli incantesimi lasciato nella bisaccia, e sospir�. Avrebbe dovuto abituarsi agli incantesimi elfi minori, spesso strani, racchiusi nella gemma, che era evidentemente servita all�erede alastrarrano quale libro d�incantesimi personale. Al momento, tuttavia, non aveva tempo di studiarli; era meglio allontanarsi rapidamente dallo scettro, nel caso il nemico fosse venuto a cercarlo proprio in quel luogo.</p><p>Il giovane sospir� ancora e si mise in cammino. Sarebbe stato meglio viaggiare di notte, sotto forma di nebbia, e usare le ore di luce per studiare i sortilegi? Hmm� meglio rifletterci durante il cammino. Avrebbe potuto impiegare molti giorni per raggiungere Cormanthor. Aveva tempo a sufficienza per tale scopo, oppure quella gemma si nutriva della vitalit� o della mente del suo possessore?</p><p>E se lo stava divorando� Si colpi la fronte con la mano. �Mystra difendimi!�, mormor�.</p><p><emphasis>Naturalmente.</emphasis> La voce inaspettata nella sua mente lo fece inginocchiare, traboccante di gratitudine, ma la dea aggiunse solo cinque parole: <emphasis>la gemma � sicura. Procedi.</emphasis></p><p>Dopo un momento di silenzio e alcuni istanti trascorsi a sogghignare debolmente, Elminster si rialz� e ubbid�.</p><empty-line/><p>Il boschetto di funghi giganti, che emanava una strana luce purpurea lasci�, finalmente il posto a un terreno in salita, e il principe vi si arrampic� con un carico d�incantesimi e un cuore stanco. Camminava da giorni, e aveva incontrato solo un cervo gigante, col quale si era trovato faccia a faccia due giorni prima al tramonto. Aveva percorso molta strada dalle banchine e dalle torri di Hastarl, ed era lontanissimo dagli ultimi villaggi in cui i contadini avevano sentito parlare del regno di Athalantar; ora, a giudicare dal fervere di incantesimi protettivi e dai cavalieri che si intravedevano talora nel cielo, si stava avvicinando alla citt� elfa. Erano splendidi nelle loro armature lavorate color porpora, blu e smeraldo, mentre cavalcavano in sella a unicorni volanti dai mantelli blu, senza ali n� redini.</p><p>Numerose pattuglie volanti si avvicinarono per controllare il viaggiatore solitario, ed El pot� osservare bene i giavellotti pronti e le piccole balestre. Incerto sul comportamento da tenere, ogni volta rallentava l�andatura e faceva loro cenni silenziosi e rispettosi col capo, al che i cavalieri ricambiavano e volavano via.</p><p>Davanti a lui, tra gli alberi, si aprivano radure, ammantate di muschio e di felci. Dal nascondiglio che queste ultime offrivano, si alz� la prima pattuglia elfa a piedi incontrata dopo l�episodio con i ruukha. Le loro armature erano magnifiche e, quand�egli si avvicin� senza mutare andatura, tutti i guerrieri sollevarono la balestra. Che altro avrebbe potuto fare?</p><p>Quando El fu pi� vicino, uno di essi, pi� alto degli altri, lasci� l�arma, che rimase sospesa nell�aria, fece alcuni passi incontro al giovane, e sollev� una mano in segno di �alt�.</p><p>Elminster si ferm� e batt� le palpebre. Meglio sembrare stanco e sbalordito che dire qualche sciocchezza.</p><p>�� da giorni che cammini in questa direzione�, esclam� il capo pattuglia con voce gentile e melodiosa, �e, tuttavia, non hai avvertito le pattuglie del tuo passaggio e nemmeno noi. Chi sei, e perch� sei in cammino?�</p><p>�Io��, balbett� Elminster ondeggiando lievemente. �Sono Iymbryl Alastrarra, erede della mia casata. Devo tornare in citt�. Durante la ricognizione siamo stati attaccati dai ruukha, e sono l�unico sopravvissuto, ma i miei incantesimi hanno attirato l�attenzione di un mago umano, il quale ha inviato un ammazzamaghi contro di me, e non mi sento bene. Necessito dei miei familiari, e di un po� di cure�.</p><p>�Un mago umano?�, esclam� l�ufficiale. �Dove ti sei imbattuto in una simile bestia?�</p><p>Elminster alz� un braccio in direzione nordovest. �Molti giorni fa, dove la terra sale e poi scende bruscamente. Ho� ho camminato troppo a lungo per ricordare con precisione�.</p><p>Gli elfi si scambiarono rapide occhiate. �E se qualcosa avesse attaccato Iymbryl Alastrarra mentre camminava, l�avesse divorato, e avesse assunto le sue sembianze?�, domand� sotto voce uno di loro. �Ci siamo gi� imbattuti in simili mutaforma. Si aggirano tra di noi, in cerca di cibo�.</p><p>Elminster lo fiss� con occhi cupi e stanchi, o almeno sperava lo sembrassero, e si port� lentamente la mano alla fronte. �Un estraneo potrebbe portare questa?�, domand� con voce stanca ed esasperata, quando la gemma si materializz� tra le sue sopracciglia.</p><p>L�intera pattuglia mormor� sorpresa, e gli elfi indietreggiarono senza proferir parola per lasciarlo passare. El fece loro un cenno stanco e procedette, cercando di apparire esausto.</p><p>Non vide il capo pattuglia, alle sue spalle, guardare serio uno dei guerrieri e annuire deliberatamente. Il soldato ricambi� il cenno, si inginocchi� tra le felci, si port� la mano al petto e scomparve.</p><p>Ora che era tra elfi a piedi, come lui, El pens� con un brivido che fosse opportuno osservare come si muovessero. Si capiva che era un intruso? O tutti coloro che camminano eretti barcollano nello stesso modo quando sono stanchi?</p><p>Avanzando ancora con fare stanco, se mai la pattuglia lo stesse osservando, El prosegu� tra gli alberi; i giganti della foresta si ergevano verso il cielo, le loro chiome trenta metri e pi� sopra di lui. Il terreno saliva, e pi� in l� s�intravedeva una distesa d�erba, inondata dal sole.</p><p>Forse laggi� avrebbe potuto�</p><p>A quel punto si ferm� a guardare, intontito. Il sole splendeva sulle favolose torri di Cormanthor, situate davanti ai suoi occhi; le loro guglie slanciate si ergevano dovunque non vi fossero alberi giganti� e non erano poche: si estendevano a perdita d�occhio, in uno splendore di agili ponti, di giardini pensili e di elfi su destrieri volanti. Il bagliore blu della magia potente splendeva dappertutto, persino nella luce diurna, e alle sue orecchie giungeva una musica soave.</p><p>El sospir� ammirato, mentre la musica cresceva intorno a lui, e ricominci� a camminare. Non avrebbe mai dovuto abbassare la guardia mentre camminava fra le Torri del Canto.</p></section><section><title><p>4.</p><p>Il ritorno del cacciatore</p></title><epigraph><p>Pi� di una ballata della nostra Gente narra di Elminster Aumar di Athalantar stordito dagli splendori della magnifica Cormanthor, e di come, la prima volta che vide la citt�, fu tanto affascinato da trascorre un intero giorno camminando per le strade, per assaporarne le glorie. � un peccato che le ballate siano talora poco veritiere.</p><text-author>Shalheira Talandren, Sommo Bardo Elfo di Summerstar</text-author><text-author>Da <emphasis>Spade argentee e notti d�estate</emphasis>:</text-author><text-author><emphasis>Una storia ufficiosa ma vera di Cormanthor</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata nell�Anno dell�Arpa</text-author></epigraph><p>Sotto la cupola fluttuante di vetro variopinto il sole attraversava l�aria con raggi di colore rosso-rosato, smeraldo e blu. Una testa protetta da un elmo, girandosi, riflett� una luce purpurea, e quel lampo fu sufficiente: la persona che l�indossava non dovette nemmeno parlare per invitare il compagno a raggiungerlo e a guardare.</p><p>Insieme, le due guardie elfe scrutarono dall�alto il confine settentrionale della citt�, sotto la loro postazione fluttuante. Una figura solitaria si trascinava per le strade con l�aria stanca e stordita che solitamente mostravano i prigionieri o i messaggeri esausti che avevano perduto i loro destrieri volanti giorni prima, ed erano stati costretti a continuare a piedi.</p><p>Ma a una seconda occhiata la figura non apparve affatto �solitaria�: a poca distanza dall�elfo vacillante ne seguiva un altro. Si trattava di un guerriero di pattuglia avvolto in un manto invisibile che poteva servire a ingannare gli occhi di tutti ma non quelli di chi indossava elmi come quelli delle guardie.</p><p>Esse si scambiarono occhiate significative, si diressero verso una sfera di cristallo fluttuante e si sporsero per ascoltare.</p><p>Il cristallo tintinn� lievemente, dopodich� nella cupola si ud� un baccano improvviso: melodie musicali diverse, un chiacchierio di voci basse, il rimbombo e lo sferragliamento di un carro distante. Per qualche istante le guardie rimasero col capo in ascolto, poi si strinsero simultaneamente nelle spalle. L�elfo esausto non stava parlando con nessuna delle persone che gli passavano frettolosamente accanto. E nemmeno la sua ombra.</p><p>I due si scambiarono occhiate interrogative, dopodich� una guardia allarg� le mani, sconsolata. L�intruso, se non era cormanthoniano, aveva gi� una scorta. Ci� significava che qualche capo pattuglia, che aveva avuto l�occasione di parlare con l�elfo solitario e di guardarlo pi� da vicino, aveva gi� nutrito sospetti. Forse, avrebbero dovuto farlo anche due membri anziani della Guardia e Vigilanza.</p><p>Poteva, tuttavia, trattarsi di un semplice intrigo privato e, per di pi�, l�elfo solitario era passato attraverso l�incantesimo del velo della rivelazione senza che questo avesse la minima reazione.</p><p>La seconda guardia rispose al collega con un gesto altrettanto significativo, poi si volt� verso un albero di querph e ne colse alcune bacche succulente color zaffiro. Il compagno rimase un istante con le mani aperte, dopodich� prese la tazza con l�acqua alla menta e ne bevve qualche sorso. Un momento pi� tardi l�elfo con la scorta invisibile fu dimenticato.</p><empty-line/><p>Sapeva che cosa stava cercando. La gemma del sapere glielo aveva mostrato: una grande casa immersa in un bosco di pini scuri�� un��incombente ricercatezza�, secondo le ragazze di alcune casate rivali conosciute da Iymbryl -, le cui finestre alte e strette costituivano capolavori di vetro dipinto e lavorato, circondati da incantesimi che periodicamente proiettavano immagini di unicorni danzanti e di cervi impennati nelle stanze interne, dal pavimento di muschio. Quei telai erano opera di Althidon Alastrarra, recatosi a Sehanine pi� di due secoli prima, e in tutta Cormanthor non ne esistevano di pi� raffinati.</p><p>I giardini di Casa Alastrarra non avevano muri, ma siepi e alberi si allungavano a formare una barriera ininterrotta lungo i sentieri orlati di irndar, piante recanti il falcone, sigillo della casata. Dopo il tramonto, tali stemmi emanavano un inconfondibile bagliore blu�� ve ne erano molti in quella splendida citt� -, ma di giorno un mago umano camuffato da elfo avrebbe dovuto vagare a lungo fino a trovare un luogo che corrispondesse all�immagine della sua mente.</p><p>Molti individui credevano che i servi degli dei sapessero ogni cosa e potessero vedere tutto ci� che accadeva, indipendentemente dai muri o dalle tenebre della notte. El sorrise ironicamente a quel pensiero. Mystra, forse, ma non i suoi Eletti.</p><p>Si ferm� e rimase ancora una volta meravigliato dagli alberi che sembravano formare castelli fantastici dalle guglie graziose e irregolari. La kiira lo inform� dell�esistenza di incantesimi che erano in grado di congiungere alberi vivi e modellarne la crescita, sebbene n� Iymbryl n� i suoi avi sapessero come operare tali magie, o chi nella citt� fosse capace di farle.</p><p>Fra i castelli di alberi giacevano case pi� piccole, con guglie di pietra e ci� che sembrava essere vetro soffiato. Dai giardini pensili che si estendevano sopra tali edifici si aveva l�impressione, tuttavia, che gli elfi non potessero vivere senza condividere il loro spazio vitale con piante o alberi di qualsiasi specie. Elminster cerc� di non fissare le finestre circolari, le balconate minuziosamente ricavate, e le curve arrotondate che legno e roccia formavano tutt�intorno a lui, ma era inevitabilmente attratto da abitazioni di siffatta bellezza. Non era solo una casa ad affascinarlo ma strada dopo strada, un�intera citt� di alberi vivi collegati nella parte superiore, e uno splendore di giardini e vedute, di sculture magicamente animate, che superavano a dir poco i capolavori umani che El aveva avuto modo di vedere, persino nei giardini privati del re mago Ilhundyl.</p><p>Per tutti gli dei! A ogni pi� sospinto si imbatteva in nuove meraviglie. Laggi� vi era una casa simile a un�onda che sta per infrangersi, con una stanza dal pavimento di vetro. Sopra la casa si osservava una cascata d�acqua diretta magicamente verso l�alto, cos� da poter precipitare fragorosamente di camera in camera, ognuna delle quali era di forma ovale e di vetro colorato; all�interno gli abitanti si aggiravano portando in mano oggetti di vetro. In fondo a quel viale alberato si snodava un sentiero che terminava in un piccolo specchio d�acqua rotondo, attorniato da seggiole incantate che volteggiavano in una lieve danza, muovendosi lentamente in su e in gi�.</p><p>El prosegu� la ricerca, ricordandosi di tanto in tanto di barcollare. Come fare a trovare Casa Alastrarra fra tutte quelle meraviglie?</p><p>In quel pomeriggio di sole Cormanthor brulicava di vita. Le strade di muschio battuto e i ponti sospesi tra gli alberi erano affollati, ma nulla avevano in comune con le vie sporche e intasate delle citt� umane, e nessuna creatura pi� intelligente di un gatto e del suo cugino alato, il tressym, era un non elfo.</p><p>Non sembrava nemmeno una citt�. Ma per El citt� significava pietra e umanitࠖ a cui si mescolava qualche mezzo elfo e qualche nano -, che viveva nel proprio sudiciume, attorniata da grida incessanti, e sempre alle prese con qualche serio problema.</p><p>In quel luogo vi erano solo le trecce azzurre e la pelle lucente, di color bianco-blu, di elfi fieri che incedevano con vesti splendide, con mantelli che sembravano fatti interamente di foglie vive, verdi e tremolanti, o con pelli aderenti, trattate magicamente in modo che le tinte dell�arcobaleno si muovessero lentamente attorno al corpo, o ancora con costumi che sembravano non essere altro che nuvole di pizzi e ciondoli. Questi ultimi erano chiamati vesti fluttuanti, gli fece sapere la kiira, ed emettevano uno scampanellio continuo. El cercava di non posare troppo lo sguardo su quei corpi slanciati costantemente svelati dai loro movimenti.</p><p>Elminster si sforzava di non fissare nulla, nonch� di sollevare appena lo sguardo, e di tanto in tanto, quando percepiva su di lui gli occhi di qualcuno, sospirava tristemente. Tale aria malinconica sembrava tranquillizzare i pochi passanti che gli prestavano un po� d�attenzione. La maggior parte sembrava immersa nei propri pensieri o intenta a parlare con gli amici. Nonostante le voci tendessero a essere pi� acute, pi� leggere, e pi� piacevoli all�orecchio, gli elfi di Cormanthor chiacchieravano n� pi� n� meno come gli umani in un mercato. El riusc� a osservare di nascosto ci� che pi� desiderava vedere senza doversi fermare: come camminavano gli elfi, per poterli imitare.</p><p>Molti avevano un�andatura dondolante e ritmica, come i danzatori, ma ci� che pi� colpiva era il fatto che nessuno camminava sgraziatamente; persino gli elfi pi� alti e quelli che andavano di fretta sembravano danzare sulle punte. El fece altrettanto, e si domand� quando si sarebbe sentito meno impacciato.</p><p>Ma il disagio non scompariva e, mentre procedeva, svoltando in questa e in quella via, tra alberi giganti che si ergevano come torri di un castello dalle strade muschiose, Elminster cominci� a capire: qualcuno lo stava osservando.</p><p>Non si trattava degli sguardi casuali dei curiosi, o delle occhiate di elfi sorridenti e di gatti comodamente sdraiati, e nemmeno di destrieri alati che volteggiavano nel cielo, ma di un singolo paio di occhi, costantemente puntati su di lui.</p><p>Il principe cominci� a tornare sui propri passi, sperando di intravedere chiunque lo stesse seguendo, ma la sensazione divenne pi� intensa, come se la fonte della sorveglianza si stesse avvicinando. Una o due volte si ferm� e si volt� indietro, come per osservare meglio un viale ampio, ma in realt� al fine di vedere chi stesse percorrendo la sua stessa strada, e cercare di individuare qualsiasi faccia fosse sempre presente.</p><p>Alcuni elfi lo guardarono perplessi, al che El si volt� rapidamente e prosegu�. Le occhiate strane significavano che i passanti trovavano strano il suo comportamento. Non poteva assolutamente permettersi di attirare l�attenzione. Doveva procedere come aveva fatto fino ad allora, cercando di scrollarsi di dosso quella strana sensazione che gli solleticava le scapole e lo avvertiva della costante sorveglianza.</p><p>Quella citt� senza mura aveva forse qualche mezzo sinistro per identificare gli intrusi? Sicuramente, pens� il giovane mago, altrimenti sarebbero presto stati sommersi dagli uomini mutaforma chiamati alunsree, o sosia. Hmm, ma �alunsree� non era una parola elfa? La Gente doveva aver affrontato tali problemi quando ancora gli umani grugnivano nelle caverne e nelle capanne di fango.</p><p>Perci� era stato individuato da qualcuno. Qualcuno sufficientemente preoccupato da stargli dietro per tutto quel tempo, su e gi� per tutte le strade e i viali di Cormanthor. Che cosa poteva fare?</p><p>Nulla, se non ci� che gi� stava facendo: cercare Casa Alastrarra senza sbandierare ai quattro venti la sua ansia. Non osava domandare indicazioni a nessuno, e sperava che nessuno gli offrisse aiuto, spinto magari dal suo strano comportamento, e soprattutto non intendeva invocare la magia della gemma del sapere, a meno che non si fosse trovato sull�orlo della disperazione.</p><p>Disperazione significava essere circondato da maghi elfi arrabbiati, con le mani pulsanti di magia che volevano a tutti i costi la sua morte. El si guard� intorno, come se da un momento all�altro tale pericolo potesse piombargli addosso da ogni direzione, ma la scena rimaneva quella di un giorno di festa. La gente danzava in piccoli gruppi oppure declamava grandiosamente mentre avanzava, con fare presuntuoso. Gli squilli dei corni annunciavano canzoni nuove, e verso est due cavalieri si rincorrevano nel cielo compiendo giri della morte, virate e picchiate, che spesso facevano vorticare le foglie degli alberi nella loro scia.</p><p>Se fosse stato per lui, El si sarebbe seduto su una delle tante panchine o sedili fluttuanti che fiancheggiavano le strade muschiose, e avrebbe osservato l�andirivieni di Cormanthor, affascinato. Se, tuttavia, fosse apparsa la sua vera forma, sarebbe stato sicuramente ucciso all�istante, e non avrebbe potuto portare a termine la missione affidatagli da Iymbryl. Ma dove diamine si <emphasis>trovava</emphasis> Casa Alastrarra, in quella distesa infinita di alberi? Camminava da ore, o almeno cos� gli pareva, e dalla luce comprese che il sole stava calando lentamente nel cielo occidentale. Con l�imbrunire crebbe in El la preoccupazione che la sua ombra misteriosa lo avrebbe attaccato.</p><p>Dopo l�imbrunire? O in un luogo pi� appartato? Nel punto in cui si trovava la rete di sentieri si faceva meno fitta, i ponti erano meno numerosi e luci e suoni erano pi� flebili. Se avesse proseguito si sarebbe probabilmente inoltrato nel cuore verde dei boschi attorno alla citt�, verso sudest. S�, sudest. Scrut� in quella direzione, e vide rampicanti, fitti gruppi di alberi nodosi, e una conca ricoperta di felci. Quest�ultima lo spinse a prendere una decisione. In quel momento gli avvallamenti ammantati di felci non occupavano una buona posizione nella sua graduatoria personale dei luoghi pi� attraenti.</p><p>El si volt� e riprese a camminare, muovendosi con leggerezza sulle punte, come sembrava facessero tutti gli elfi di Cormanthor. Ora si muoveva convinto, come se fosse diretto verso una destinazione conosciuta. La sua mano per� era vicina all�impugnatura del pugnale, nascosto nella manica. Stava andando dritto verso un nemico invisibile, in attesa? Un nemico che avrebbe potuto sguainare una spada e trafiggere un falso Iymbryl Alastrarra?</p><p>Il suono melodioso di un�arpa si lev� da un giardino pensile alla sua sinistra. Doveva proseguire, che altro poteva fare?</p><p>Dopo la missione affidatagli dal morente Iymbryl avrebbe dovuto svolgere il suo primo compito per Mystra. El scosse il capo esasperato. Quel luogo era cos� affascinante: avrebbe tanto voluto poter vagabondare liberamente e godersene la bellezza.</p><p>Proprio come avrebbe desiderato crescere nel regno di Athalantar con i suoi genitori, senza dover rabbrividire in regioni selvagge come orfano fuorilegge, perseguitato dai signori maghi. S�, vi era sempre <emphasis>qualcuno</emphasis> con poteri magici in agguato a rovinare tutto. El strinse i denti e si diresse a nordest. Avrebbe attraversato la citt�, e poi cercato di seguirne il perimetro pi� esterno: aveva gi� percorso i labirinti del centro senza trovare il minimo segno del sigillo del falcone degli Alastrarra.</p><p>Nessuna spada invisibile lo trafisse, ma la sensazione di essere osservato era tutt�altro che svanita. A mano a mano che il giovane proseguiva, il bagliore di simboli incantati si faceva sempre pi� intenso. I raggi del sole morente tingevano ogni sera le cime degli alberi di luce dorata, ma l� sotto, nella penombra screziata, non penetravano mai.</p><p>I giochi e le musiche proseguirono implacabili mentre la sera scendeva su Cormanthor. El continu� a camminare, cercando di controllare la preoccupazione. La gemma del sapere poteva averlo ingannato? Gli aveva forse mostrato una Casa Alastrarra pi� antica, oppure essa si trovava fuori dalla citt�? La kiira non conteneva, tuttavia, scene di un�altra abitazione di famiglia, n� indicazioni che si trovasse altrove nel regno di Cormanthor. <emphasis>Sicuramente</emphasis> Iymbryl conosceva bene il luogo in cui viveva.</p><p>S�, troppo bene per avere importanza e occupare un posto di rilievo tra i ricordi immagazzinati nella gemma. I dintorni di Casa Alastrarra erano qualcosa di ordinario per i portatori della gemma, non�</p><p>Ma un momento! Quello non era un� no, <emphasis>il</emphasis> simbolo del falcone che stava cercando?</p><p>El devi� dal sentiero, il suo passo pi� rapido. S�, era proprio lui!</p><p>I suoi ringraziamenti a Mystra furono silenziosi ma non per questo meno sentiti.</p><p>Il cancello arcuato era aperto e bagliori magici verdi e blu costellavano le piante di vite che lo contornavano. El lo attravers�, fece due passi nell�oscurit� del giardino oltre la soglia, e poi si volt� a scrutare la strada dietro di lui.</p><p>Nessun elfo in vista, ma lo sguardo invisibile era tutt�altro che svanito. Elminster si rigir� lentamente.</p><p>Qualcosa scintill� nel vuoto davanti a lui e fluttu� sopra il sentiero che si snodava serpeggiante nel giardino. Qualcosa che pochi attimi prima non c�era. Si trattava di un elmo luccicante, e delle braccia e delle spalle di un elfo in armatura.</p><p>O delle sue sembianze: poich� braccia, spalle e testa fu tutto ci� che vide. Il corpo su cui avrebbero dovuto poggiare mancava, e l�armatura luccicante nel buio si disperdeva come fumo sotto il petto dell�apparizione silenziosa. Mentre El la fissava, qualcosa si lev� minaccioso da dietro un cespuglio alla sua sinistra: un�altra guardia, uguale alla prima.</p><p>El deglut� visibilmente. Aveva risvegliato le difese magiche di quel luogo. Attaccarle con incantesimi non era forse la scelta pi� saggia, perci� si gir� lentamente sui talloni mentre una dopo l�altra le guardie spettrali si levavano dal giardino immerso nella semioscurit� per circondarlo da ogni lato.</p><p>Le fessure per gli occhi di uno degli elmi si illuminarono di fuoco, ed El si ritrov� di fronte il primo guardiano che gli aveva bloccato la strada. La casa si ergeva dietro di lui, proprio come gli aveva mostrato la gemma. I bagliori fiochi di luci in movimento illuminarono le finestre strette e alte di cui gli Alastrarra andavano tanto fieri.</p><p>Forse, in quel momento, qualcuno di loro stava osservando dalla finestra per vedere che tipo di creatura stavano per uccidere i guardiani.</p><p>Mentre Elminster se ne stava in silenzio, interrogandosi sul da farsi, e frugando disperatamente nei ricordi della gemma in cerca di una guida, sottili fasci color ambra fuoriuscirono improvvisamente dall�interno dell�elmo e toccarono il principe di Athalantar.</p><p>El non sent� alcun dolore; i raggi lo avevano attraversato senza provocare bruciature o lacerazioni, lasciandogli solo un lieve pizzicore. Improvvisamente sent� calore sulla fronte e vide una luce che quasi l�accec�. Serr� gli occhi finch� non riacquist� le sue facolt� visive.</p><p>La gemma del sapere si era risvegliata e ora brillava come una fiamma saltellante nell�oscurit� del giardino. La sua manifestazione sembr� soddisfare i guardiani. I raggi indagatori svanirono, e gli elmi minacciosi iniziarono a sprofondare nel buio in ogni direzione, tutti tranne il primo, che rimase sospeso in mezzo al sentiero, l�elmo ormai scuro.</p><p>Elminster si fece coraggio e gli and� tranquillamente incontro, fin quasi a toccare col naso lo strascico fumoso che segnava il termine del suo corpo materiale.</p><p>Il contatto, tuttavia, non avvenne. Quando El fece l�ultimo passo la sentinella silenziosa svan�, e il giovane si trov� con lo sguardo fisso sull�entrata principale di Casa Alastrarra. Dal portale si levava una musica flebile, e minuscoli ornamenti di luce dorata formavano motivi infiniti ed intricati su uno dei pannelli.</p><p>La kiira non gli aveva rivelato la presenza di trappole o di campanelli, n� tanto meno di servi, perci� El si incammin� verso le porte e allung� una mano sulla maniglia a forma di mezza luna, sospesa nell�aria come una barriera. Mystra avrebbe provveduto affinch� fossero aperte, pens� il giovane mago.</p><p>Mentre faceva quell�ultimo passo e appoggiava la mano sopra la mezza luna, El si rese conto che qualcosa era cambiato. Per la prima volta da ore, la pressione onnipresente degli occhi invisibili che lo scrutavano era svanita.</p><p>Fu invaso da una fresca sensazione di sollievo: sollievo che dur� solo un attimo prima che la maniglia sotto la sua mano si illuminasse di un fuoco improvviso color blu intenso, e le porte si aprissero silenziosamente, lasciandolo davanti agli occhi sorpresi di numerosi elfi seduti nella sala oltre la soglia.</p><p>�Oh�, sussurr� Elminster. �Madre Mystra, se mi ami, <emphasis>assistimi in questo momento</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><empty-line/><p>Un vecchio trucco usato dai ladri nella citt� di Hastarl consiste nell�agire con fredda condiscendenza se colti in un luogo in cui non dovrebbero essere. In mancanza di tempo per pensare, El lo mise in atto.</p><p>I cinque elfi stavano stappando bottiglie di vino decorate e si accingevano a versarle sopra cumuli di nocciole e verdure tagliate a cubetti su numerosi vassoi, che fluttuavano nell�aria in assenza di un tavolo, ma quando lo videro, si pietrificarono. El li aggir� offrendo loro un cenno tranquillo e altezzoso di riconoscimento: un sentimento che era ben lungi dal provare, poich� la gemma non conteneva immagini di servi: Iymbryl aveva evidentemente badato ben poco ai suoi subordinati. Poi prosegu� verso il fondo alla sala, dove si trovavano piccoli giardini interni. Dietro di lui i servi mormorarono frasi e abbozzarono saluti frettolosi, che il giovane non smise di ricambiare.</p><p>Un improvviso scoppio di risa da una porta aperta sulla destra fece s� che i servi si rimettessero al lavoro e si dimenticassero di lui. El sorrise sollevato per la fortuna inviatagli da Mystra. Lungo il corridoio, in direzione opposta alla sua, una schiera di bottiglie in fila indiana stava volando a un metro e mezzo da terra, a una velocit� spettacolare, ovviamente in risposta alle chiamate di un servo.</p><p>Una ragazza elfa usci danzando da un passaggio a volta davanti a lui, lungo la parete di destra, e lo guard� dritto in faccia. Si blocc� all�istante, il sorriso stampato sul volto. I suoi grandi occhi scuri si riempirono di sorpresa mentre ansim�: �Mio signore! Non vi aspettavamo a casa per altre tre albe!�</p><p>La giovane aveva un�aria entusiasta, e si accinse ad abbracciarlo. Oh, Mystra.</p><p>Di nuovo El fece ci� che aveva imparato nei bassifondi di Hastarl. Le strizz� l�occhio, si allontan� rapidamente lungo il corridoio, e si port� sornione un dito alle labbra: �Shhh�.</p><p>Il trucco funzion�. La ragazza ridacchi� divertita, gli fece un cenno che prometteva estasi future, e se ne and� verso la sala. I suoi abiti leggeri turbinarono dietro di lei per un istante, mostrando il sigillo luminoso del falcone.</p><p>Naturalmente. Quel sigillo, portato anche dai cinque elfi incontrati alla porta, era la livrea del personale; per il resto i servi indossavano ci� che richiedeva la situazione.</p><p>E dalle memorie della kiira emerse il volto della ragazza, ora scomparsa dietro l�angolo, accompagnato dal suo nome: Yalanilue. Nel ricordo di Iymbryl, la giovane rideva proprio come aveva appena fatto, il viso vicino al suo. Ma in quella scena non indossava vestiti.</p><p>Sconsolato, El fece un respiro profondo ed espir� lentamente. Per lo meno la gemma del sapere gli consentiva di comprendere le sfumature della lingua elfa.</p><p>Il principe prosegu� lungo il corridoio: a sinistra trov� un passaggio a volta che conduceva in una stanza in cui la luce delle stelle scintillava nelle acque deserte di una piscina, a destra una porta che si apriva su una stanza buia, che sembrava ospitare una collezione di sculture. Pi� in l� vi erano solo porte chiuse lungo entrambi i muri, e il corridoio terminava in una stanza circolare nella quale fluttuavano sfere luminose, che si muovevano lentamente, come lucciole sonnolente, e illuminavano una stretta scala a chiocciola.</p><p>El sal� la scala, desiderando pi� di ogni cosa uscire dal passaggio prima che uno degli Alastrarra lo trovasse. Super� una stanza in cui alcuni ballerini stavano effettuando contorsioni e capriole all�indietro, riscaldandosi per lo spettacolo che di l� a poco avrebbero messo in scena. Sia i maschi sia le femmine erano coperti solo dai lunghi capelli sciolti. Alcune ciocche erano intrecciate con minuscoli campanelli, e i loro corpi erano dipinti con disegni complicati ed evidentemente ancora freschi.</p><p>Uno di essi guard� l�elfo salire frettolosamente le scale, ma El si port� un dito al mento, come fosse profondamente assorto nei suoi pensieri e prosegu�, fingendo di non aver per nulla notato i corpi snodati dei danzatori.</p><p>La scala a chiocciola lo condusse a un pianerottolo ornato di piante pendenti, o meglio, di vasi incantati in modo da fluttuare a diverse altezze sopra il pianerottolo e consentire alle foglie rampicanti di sfiorare le piastrelle iridescenti sottostanti.</p><p>El zigzag� tra esse verso un passaggio a volta, visibile nell�ombra pochi passi pi� avanti, sempre mantenendo la sua aria meditabonda. Poi si arrest� bruscamente quando qualcosa gli sbarr� la strada.</p><p>Una lucentezza bianca e fredda illumin� la stanza: proveniva dalla lama affilata di una spada. L�arma stava sospesa a mezz�aria, ma pochi granelli di luce magica attirarono lo sguardo di El su una mano elfa: una mano destra sollevata, in un angolo accanto alla volta.</p><p>Apparteneva a un elfo robusto e di bell�aspetto, forse considerato un gigante muscoloso tra gli abitanti di Cormanthor. L�elfo si alz� con movimenti aggraziati dal tavolo nero sul pavimento, al quale stava giocando a cerchi incantati, nell�oscurit� della stanza, contro una serva dall�aspetto fragile� una ragazza magnifica, non fosse stato per la tremenda paura nei suoi occhi. La giovane stava perdendo, di molto, e senza dubbio temeva le frustate o altre punizioni che il suo avversario grande e grosso le aveva promesso. El si domand� che cosa potesse essere peggio per lei, se vincere o perdere.</p><p>La gemma del sapere comunic� a Elminster che l�elfo che gli stava di fronte era Riluaneth, un cugino adottato dagli Alastrarra dopo la morte dei genitori, e da allora costante fonte di guai. Permaloso e con una vena di crudelt� che non era in grado di controllare, Ril si era divertito a stuzzicare e talora a tormentare i due giovani fratelli Alastrarra, Iymbryl e Ornthalas.</p><p>�Riluaneth�, lo salut� El con voce fredda. La spada luminosa rote� lentamente nell�aria e torn� a puntare il principe. Elminster la ignor�.</p><p>In quel momento la kiira lo indusse a valutare urgentemente un incantesimo che Iymbryl aveva collegato all�immagine di Riluaneth. El segu� i suoi ordini, rimanendo immobile mentre il suo imponente cugino fluttuava verso di lui. �Come sempre, Iym�, mormor� Riluaneth, �ti trovi dove non sei desiderato, e vedi troppe cose. Ti farai male un giorno o l�altro, forse prima di quanto non immagini�.</p><p>La luce attorno alla spada svan� bruscamente, e nell�oscurit� la lama sibil� diritta verso il volto di El.</p><p>Il giovane si scans�, e Ril emise una risata tranquilla. La spada saett� nel buio, in cerca della sua vera preda. La serva singhiozz�, troppo terrorizzata per muoversi, mentre la lama si avvicinava sempre pi� alla sua bocca. Allora El, cupo in volto, salv� la vita della ragazza a costo, forse, della sua. Con un rapido sortilegio devi� la spada dalla sua traiettoria, che vol� lontano dalla giovane elfa. Riluaneth grugn� sorpreso, poi si port� rapidamente la mano alla cintola, in cerca del coltello.</p><p>Be�, quel giorno un intruso umano poteva almeno compiere una buona azione per la Casata degli Alastrarra! El strinse i denti e contrast� il goffo tentativo di Riluaneth di riacquistare il controllo mentale sulla spada, quindi sollev� di poco l�arma, oltre il pugnale sguainato dell�avversario, e la lasci� penetrare nel diaframma dell�elfo.</p><p>Riluaneth barcoll�, si pieg� sopra l�elsa conficcata nel ventre, e strinse forte l�impugnatura del coltello, tentando di urlare parole rabbiose. Il pugnale scintill� e inizi� a rilasciare la magia ivi racchiusa. Non desiderando conoscerne gli effetti fatali, Elminster utilizz� l�incantesimo che Iymbryl aveva riservato per i �guai� di Riluaneth.</p><p>L�elfo grande e grosso emise tutto il fiato che gli rimaneva in corpo, formando una nuvola di fumo bianco, e barcoll�. Altri vapori dello stesso colore si levarono a ondate dalle orecchie, dal naso e dalle orbite. Il cervello di Ril era in fiamme, come Iymbryl aveva pronosticato.</p><p>Elminster riusc� appena a scansarsi quando quel corpo grosso e lucente si accasci� alle sue spalle e inizi� a rotolare per le scale a testa in gi�. Durante la discesa rimbalz� due volte, silenziosamente.</p><p>Di sotto qualcuno grid�. El frug� impazientemente fra le magie che la gemma gli stava presentando, scart� le immagini di abili incantesimi di elfi dal sorriso sprezzante, e trov� ci� che cercava.</p><p>Un incantesimo di fuoco, per ridurre in cenere un robusto piantagrane. Al piano di sotto tre colpi di gong avevano gi� dato l�allarme.</p><p>Un breve chiarore gli indic� che i resti di Riluaneth avevano preso fuoco. El guard� il tavolo da gioco: scomparso, con la serva, i pezzi, e tutto il resto. Non era l�unico nella casa che sapeva muoversi rapidamente.</p><p>Ma probabilmente era l�unico uomo ad aver ucciso un elfo in quel luogo. Che gli dei maledicano gli individui arroganti e crudeli. Perch� non aveva incontrato Ornthalas in quel corridoio, invece dei soliti guai?</p><p>Al piano sottostante il fuoco si spense e la spada cadde sul pavimento con gran fragore. Di Riluaneth non doveva esser rimasto pi� nulla, eccetto le ceneri fumanti.</p><p>Era tempo di cambiare aria poich�, molto presto, tutti avrebbero saputo del suo coinvolgimento nella morte di Ril. Se fosse in qualche modo riuscito a raggiungere subito l�erede, a consegnargli la gemma�</p><p>Il giovane principe balz� attraverso la volta, e si mise a correre lungo il passaggio antistante con una tale mancanza di grazia che avrebbe suscitato lo sdegno in qualsiasi elfo ma che, certamente, gli permise di allontanarsi molto pi� rapidamente. Apr� una porta e si introdusse in una stanza altissima, nella quale vi erano divisori filigranati che raggiungevano il soffitto e leggii con mani animate che spuntavano dalla sommit�: mani che, mentre attraversava la stanza, gli porsero libri aperti.</p><p>La biblioteca alastrarrana? O una stanza di lettura? Avrebbe trascorso volentieri pi� di un inverno in quel luogo, invece di fuggire senza nemmeno dare uno sguardo a�</p><p>Ma ecco un�altra porta. El aggir� una sedia reclinabile fluttuante, che aveva l�aria di essere il massimo della comodit�, e si butt� sulla maniglia.</p><p>Si trovava ancora a due passi di distanza quando la porta si spalanc� improvvisamente, rivelando il volto di un elfo. El non riusc� a fermarsi e nemmeno a scansarsi in tempo.</p><empty-line/><p>�� caduto proprio qui, Onorata Signora!�, ansim� il danzatore, indicando la fine delle scale. Il suo corpo unto d�olio luccicava nella luce tremolante di due bracieri fluttuanti, entrambi obbedienti alla volont� della matriarca della Casata degli Alastrarra.</p><p>La tunica color prugna che indossava mostrava di tanto in tanto il corpo formoso, e nel contempo slanciato, di Namyriitha Alastrarra. Un occhio esperto avrebbe notato che non era pi� tanto giovane, ma pochi si preoccupavano di notare tali piccolezze quando si trovavano di fronte a una simile bellezza.</p><p>E solo alcuni osavano incrociare il suo sguardo quando la rabbia le oscurava il viso, come in quel momento. �Stai indietro!�, ringhi�, stendendo un braccio per conferire vigore al suo ordine. La sua tunica si sollev� e i capelli presero a vorticare, due chiari segni della sua rabbia scatenata. Un servo piagnucol� sotto voce, da qualche parte l� accanto. Fino ad allora l�avevano vista in quello stato solo tre volte, ma in tutte e tre quelle occasioni pi� d�uno l�aveva pagata cara per placarla.</p><p>La matriarca us� la magia, seppur con poche brusche parole. La spada si sollev� obbediente, trem� per il potere che la percorse, e part� su per le scale. L�incantesimo l�avrebbe condotta, come una freccia al bersaglio, all�uccisore di Riluaneth. Senza dubbio, data la sua passione per il gioco d�azzardo e le macchinazioni oscure, e il suo comportamento da donnaiolo, si meritava quella fine, ma nessuno poteva entrare in Casa Alastrarra e ucciderne un membro senza pagarne il prezzo.</p><p>Lady Namyriitha sleg� qualcosa mentre si dirigeva rapida verso le scale, e la met� inferiore della sua tunica cadde a terra; la gett� da parte con un calcio e inizi� a salire i gradini, mostrando di tanto in tanto le gambe nude tra i pizzi. A met� scala le sue dita lungo la ringhiera scivolarono su qualcosa di scuro e appiccicoso.</p><p>La matriarca guard� il sangue sul corrimano senza rallentare, poi sollev� le dita gocciolanti e le osserv� inespressivamente. Non fece nulla per pulirsele, n� per rallentare l�inseguimento della spada che fendeva l�aria davanti a lei.</p><p>In fondo alle scale il danzatore raccolse la gonna abbandonata con fare incerto, poi la consegn� a un servo e si volt� verso le scale per raggiungere la matriarca. Esitanti, numerosi servi seguirono il suo esempio.</p><p>Quand�ebbero raggiunto il pianerottolo in cima alle scale, di Namyriitha e della spada non vi era pi� alcuna traccia. Il ballerino allora aument� l�andatura.</p><empty-line/><p>El abbass� un braccio fino a toccare il ginocchio proprio all�ultimo istante, cos� che fu la sua spalla a scontrarsi con il servitore e con la porta. Entrambi si schiantarono con un gran tonfo contro la parete del corridoio e rimbalzarono in avanti. L�elfo ricadde scomposto sul tappeto e non si mosse pi�.</p><p>Ansimando, El riacquist� l�equilibrio e continu� a correre. Da qualche parte sotto di lui ud� il gong suonare di nuovo. Giunse a un bivio�� quella casa era davvero <emphasis>enorme</emphasis> - e, questa volta, gir� a sinistra. Forse poteva tornare sui propri passi.</p><p>La scelta, a quanto pareva, non fu delle migliori. Due elfi in armatura scintillante color acqua marina gli stavano venendo rapidamente incontro, e appena lo videro sguainarono la spada. �Intrusi!�, grid� El, sperando che la sua voce assomigliasse un po� a quella di Iymbryl. Poi indic� la direzione dalla quale erano giunte le guardie. �Ladri! Sono andati di l�.</p><p>Le guardie fecero dietro front, ma una di esse non gli risparmi� un�occhiata interrogativa. �Perlomeno la Signora non � venuta per assicurarsi che fossimo svegli�, El sent� borbottare una delle guardie, mentre si affrettava lungo il corridoio. Pi� avanti vi era una stanza dominata da una statua a grandezza naturale di una signora elfa vestita con una tunica, le braccia sollevate in segno di esultanza. All�estremit� pi� lontana vi era una scala discendente. Da essa partiva un corridoio a croce, fiancheggiato da divani sui quali le guardie si erano ovviamente appisolate. Lungo il corridoio vi erano doppie porte decorate; Elminster scelse quella che pi� gli piaceva e si diresse verso di essa. Era nel corridoio a pochi passi di distanza quando alcune grida provenienti dalla scala lo informarono che le guardie si erano accorte della sua assenza.</p><p>Allora afferr� la maniglia ad anello, e la gir�. Le porte si aprirono ed egli si gett� nella stanza, richiudendole il pi� rapidamente e silenziosamente possibile.</p><p>Quando si volt� per vedere in quali nuovi guai si era cacciato, si ritrov� a fissare un letto ovale fluttuante a mezz�aria al centro di una camera in penombra. Era sovrastato da un baldacchino di foglie emananti un tenue bagliore color smeraldo, ed attorniato da numerosi vassoi su cui poggiava una schiera di bottiglie e bicchieri; gli occupanti del letto si misero a sedere di scatto e fissarono sorpresi l�intruso.</p><p>La donna era esile e di squisita bellezza, il volto e le spalle incorniciati da una chioma color blu-nero. Indossava una camicia da notte composta da un colletto e una sottile striscia di seta, impalpabile e diafana, di colore blu-verde, che le cadeva sul davanti e, presumibilmente, anche sulla schiena. I fianchi e le spalle nude luccicarono nella luce crescente mentre gli occhi enormi della fanciulla mutarono espressione, da allarmati a lieti. Dopodich� questa scese dal letto con una capriola aggraziata e gett� le braccia nude al collo di El.</p><p>�Oh, mio carissimo fratello!�, mormor�, fissandolo negli occhi. �Sei tornato, sano e salvo! Ho fatto dei sogni <emphasis>terribili</emphasis> sulla tua morte!� La ragazza si morse le labbra, e si avvinghi� forte a lui, come se non volesse pi� lasciarlo. Oh, <emphasis>Mystra.</emphasis></p><p>�A dire il vero�, cominci� El goffamente, �c�� una cosa che devo dirti�.</p><p>Una porta si apr� rumorosamente sulla parete pi� lontana della stanza, e una ragazza elfa, alta, dallo sguardo furibondo, con indosso una camicia da notte simile, si par� sulla soglia, con anelli di fuoco intorno ai polsi. Dietro di lei si ammassarono le guardie in armatura luminosa, il sigillo del falcone stampato sul petto, le luci ammiccanti di magia pronta all�uso danzanti lungo le spade affilate che tenevano in pugno.</p><p>�Filaurel!�, grid� la donna. �Allontanati da quell�impostore! Di nostro fratello ha solo la forma!�</p><p>La ragazza si irrigid� fra le braccia di El, e cerc� di indietreggiare. El la tenne stretta come aveva fatto in precedenza la fanciulla, imbarazzato, consapevole della morbidezza del corpo liscio pressato contro il suo, e mormor�: �Aspetta, per favore!� Con una sorella premuta contro di lui, l�altra avrebbe certamente esitato a colpirlo con incantesimi.</p><p>Le braccia della ragazza tremarono di rabbia mentre si sollevavano proprio a quello scopo, ma si fermarono perch� in tal modo avrebbero messo in pericolo Filaurel. Per il momento la giovane mise da parte gli incantesimi, ma non fren� la lingua. �<emphasis>Assassino!</emphasis>�</p><p>�Melarue�, esclam� Filaurel con voce sottile, il corpo tremante contro il petto di Elminster, �che cosa devo fare?�</p><p>�Mordilo! Scalcia! Non dargli tempo di fare incantesimi mentre lo catturiamo!�, ringhi� la sorella, avanzando.</p><p>Un�altra porta si apr� violentemente, e il fragore venne sovrastato da una voce magicamente accresciuta che pronunci� un comando secco e chiaro. �<emphasis>Fermi</emphasis>, tutti!�</p><p>La stanza piomb� nel silenzio e nell�immobilit� pi� totale, eccetto per il petto ansimante di Filaurel, pressato contro l�individuo che l�aveva in ostaggio.</p><p>E per la spada, che si avvicinava imperterrita a Elminster. Essa si sollev�, sopra la testa della giovane elfa, finch� tutto ci� che poteva mettere a repentaglio fu solo il volto teso del falso Iymbryl, che la guard� scivolare diritta verso la sua bocca, sempre pi� vicino.</p><p>Dietro la spada si ergeva imponente una matriarca elfa, con addosso unicamente la parte superiore di una tunica, il volto calmo. Solo gli occhi feroci denotavano il suo risentimento, mentre se ne stava in piedi con le mani alzate nel gesto che aveva accompagnato il suo ordine. Una donna abituata a essere obbedita senza indugi all�interno della casa. Quella doveva essere Lady Namyriitha, la madre di Iymbryl.</p><p>El non aveva scelta: invocare la gemma, o morire. Con un sospiro risvegli� il potere che avrebbe ridotto la spada in fiocchi di ruggine, e poi in polvere prima ancora che toccasse terra.</p><p>�Tu non sei mio figlio�, esclam� freddamente la matriarca, i suoi occhi due punte di pugnale conficcate in quelli di Elminster.</p><p>�Ma porta la kiira�, rispose Filaurel, quasi supplicante, alzando lo sguardo sulla fronte illuminata dello sconosciuto: di colui che era uguale a suo fratello.</p><p>Namyriitha ignor� la figlia pi� giovane. �Chi <emphasis>sei</emphasis>?�, domand�, avanzando.</p><p>�Ornthalas�, esclam� Elminster stancamente. �Portatemi Ornthalas, e avrete la risposta che cercate�.</p><p>La donna lo fiss�, gli occhi socchiusi, per un lungo e silenzioso momento. Poi si volt� in un turbinio di merletti, e mormor� degli ordini. Due delle guardie chinarono il capo e si voltarono, tenendo sollevate le spade affinch� nessuno si facesse male, e uscirono dalla porta. Malgrado potesse vedere ben poco, El suppose avessero ognuna una destinazione diversa.</p><p>Il silenzio teso che segu� non dur� a lungo. Quando le guardie dietro Lady Namyriitha si disposero ad arco, rinfoderarono le spade ed estrassero frecce al loro posto, Melarue ordin� alle sue di accerchiare Elminster.</p><p>�Onorata madre�, esclam�, le fiamme incantate che si rincorrevano ancora intorno ai suoi polsi, �quali pericoli ci attendono? Quest�impostore potrebbe avere l�ordine di uccidere a qualsiasi costo: una vittima predestinata il cui corpo contiene magie sufficientemente potenti da distruggere tutti, e questa casa con noi! Sar� prudente portare qui l�erede degli Alastrarra, alla presenza di questo� di questo mutaforma?�</p><p>�Io sono <emphasis>sempre</emphasis> consapevole dei pericoli che ci aspettano, Melarue�, ribatt� fredda la madre, senza voltare il capo per non perdere di vista Elminster, neppure per un attimo, �e ho trascorso secoli ad affinare il mio giudizio. Non dimenticare che sono il capo di questa casa�.</p><p>�S�, madre�, rispose Melarue rispettosamente, con una nota di esasperazione che fece quasi sorridere El. A quanto pareva, uomini ed elfi non erano poi tanto diversi nel cuore.</p><p>�Per favore credimi�, esclam� El rivolto alla ragazza fra le sue braccia, �non intendo fare del male a te, o alla tua casata. Sono qui per onorare una promessa importante�.</p><p>�Quale promessa?�, domand� bruscamente Lady Namyriitha.</p><p>�Onorata Signora�, rispose El, voltando il capo verso la donna, �vi sveler� tutto quando avr� fatto ci� che devo: � una questione troppo importante per esser messa a repentaglio da una disputa. Vi assicuro che non ho intenzioni malvagie�.</p><p>�Dimmi il tuo <emphasis>nome</emphasis>!�, url� la matriarca, usando la magia sull�ultima parola per costringerlo a parlare. Il principe trem� come una foglia nella schiavit� del suo potere, ma la gemma gli permise di ritrovare il controllo, e la grazia di Mystra lo mantenne in piedi. El guard� la donna e scosse il capo. Si ud� un mormorio di rispetto tra i guerrieri e, all�udirlo, il volto di Namyriitha si tese in un nuovo impeto di rabbia.</p><p>�Eccomi�, esclam� una voce profonda e, tuttavia, musicale. In quell�istante apparve un elfo con la cappa e la tunica, solitamente indossate dagli arcimaghi umani. Il motivo del falcone era ricamato sulla fascia centrale, ripetuto pi� volte, ciononostante El cap� subito che non era un servitore. Tra le mani aveva uno scettro corto, di legno, con scanalature a spirale sui lati, e alcuni anelli luccicavano sulle sue dita antiche e nodose.</p><p>�Naeryndam�, esclam� bruscamente la matriarca, inclinando il capo in direzione di Elminster, �risolvi la questione�.</p><p>Il vecchio elfo scrut� El, con occhi attenti e indagatori. �Sconosciuto�, cominci� lentamente il mago elfo, �posso affermare che non sei l�Iymbryl di questa casata. Tuttavia porti la sua gemma. Pensi che ci� ti conferisca il diritto di comandare gli Alastrarra?�</p><p>�Onorato saggio�, rispose El, piegando il capo, �non ho desiderio di comandare nessuno in questa citt� meravigliosa, n� di fare alcun male a te o ai tuoi familiari. Sono qui per una promessa fatta a un moribondo�.</p><p>Tra le sue braccia, Filaurel inizi� a tremare. El seppe che stava piangendo in silenzio, e automaticamente le carezz� i capelli e le spalle nell�inutile tentativo di consolarla. Lady Namyriitha serr� le labbra, ma Melarue e alcuni dei guerrieri guardarono l�intruso con occhi pi� benevoli.</p><p>L�anziano elfo annu�. �Le tue parole suonano vere. Sappi allora che sto per fare un incantesimo che non intende nuocerti, comportati di conseguenza�.</p><p>Il vecchio sollev� la mano, effettu� con essa un movimento circolare, distese e ripieg� due dita, e si soffi� qualche granello di polvere sul polso. Nell�aria si ud� un canto, e le guardie attorno al falso Iymbryl indietreggiarono frettolosamente. L�aria sibilante�� una sorta di barriera magica, pens� El�� lo accerchi� strettamente.</p><p>Il giovane si limit� ad annuire al vecchio mago, e rimase in attesa. Filaurel ora piangeva apertamente, ed egli la strinse al petto e mormor�: �Fanciulla, lascia che ti racconti come mor� tuo fratello�.</p><p>La stanza piomb� improvvisamente in un silenzio profondo. �Mi imbattei per caso in una pattuglia di cui faceva parte Iymbryl, nel cuore della foresta��</p><p>�Una pattuglia che mio figlio <emphasis>comandava</emphasis>�, sbott� Namyriitha.</p><p>El inclin� la testa con aria grave. �Signora, � come voi dite: non volevo mancarvi di rispetto. Vidi morire gli ultimi suoi compagni, e rimase solo lui, circondato da ruukha, tanto numerosi da sopraffare i suoi e i miei incantesimi�.</p><p>�I <emphasis>tuoi</emphasis> incantesimi?�, ghign� la donna con un tono che denotava tutta la sua incredulit�. Il volto di Filaurel, tuttavia, bagnato di lacrime, era sollevato e attento a ogni sua parola.</p><p>�Mentre cercavo di raggiungerlo, venne trafitto da una forca ruukha, e cadde nelle acque del torrente. I miei incantesimi ci portarono entrambi lontano dai nemici, ma Iymbryl stava morendo. Se fosse vissuto pi� a lungo, lo avrei condotto qui sotto la sua guida, ma ebbe solo il tempo di mostrarmi che avrei dovuto portare la kiira alla fronte, poi si ridusse in polvere�.</p><p>�Ha detto qualche cosa?�, singhiozz� Filaurel. �Le sue ultime parole: <emphasis>te le ricordi</emphasis>?� La sua voce si fece pi� angosciata e risuon� negli angoli lontani della stanza.</p><p>�S�, Lady�, le rispose gentilmente. �Pronunci� un nome, ed afferm� che presto avrebbe raggiunto quella persona� Ayaeqlarune�.</p><p>Vi fu un mormorio generale, e sia Melarue sia Filaurel si nascosero il volto. La madre, tuttavia, rimase immobile e bianca come il marmo, mentre l�anziano mago si limit� ad annuire tristemente.</p><p>Quel clima di dolore venne interrotto da nuovi arrivati: alcune figure slanciate, impettite e fiere, dai costumi sfarzosi e dalle maniere altezzose, entrarono nella stanza e rimasero a guardare. Si trattava di quattro donne e due fanciulle, con un signore giovane e superbo alla loro testa. El lo riconobbe dalle visioni, sebbene in quella stanza non vi fossero sedie fluttuanti n� colonne costituite da alberi vivi, n� macchie di sole. Quello era dunque Ornthalas, il nuovo erede, sebbene lui ancora non lo sapesse, della Casata degli Alastrarra.</p><p>Ornthalas guard� El con aria un po� perplessa. �Fratello�, domand�, corrugando elegantemente un sopracciglio, �che cosa significa tutto ci�?�</p><p>Poi diede un�occhiata intorno a s�. �La Casa � tua; non hai bisogno di sfidare nessuno�. Il suo sguardo si pos� su Filaurel, e si oscur�. �Oppure hai preso nostra sorel��</p><p>�Calmati, figliolo�, gli intim� seriamente Naeryndam. �Tali pensieri avviliscono tutti noi. Vedi la gemma sulla fronte di tuo fratello?�</p><p>Ornthalas guard� lo zio come se l�anziano mago avesse perduto la testa. �Naturalmente�, rispose. �� una sorta di gioco? State��</p><p>�Taci per una volta�, esclam� secca Namyriitha, e qualcuno fra le guardie ridacchi�.</p><p>A quel rumore il giovane elfo si drizz�, si guard� attorno nel tentativo di imporre silenzio; poi annunci� all�anziano mago: �S�, Onorato Zio, la vedo la kiira�.</p><p>�Bene�, esclam� sarcasticamente il vecchio, al che si ud� un altro mormorio fra i guerrieri, questa volta un po� pi� soffocato. Naeryndam lasci� che si smorzasse, e poi continu�: �Hai giurato di obbedire al portatore della kiira, come tutti noi�.</p><p>�S�, annu� Ornthalas, nuovamente perplesso. �Lo so da quando ero bambino, Zio�.</p><p>�E te lo ricordi ancora? Bene, bene�, ribatt� a bassa voce il mago, questa volta suscitando numerose risate. Lady Namyriitha e Melarue si irrigidirono, i volti evidentemente esasperati, ma rimasero in silenzio.</p><p>�Dunque giuri sulla kiira della nostra casata, e su tutti i tuoi antenati che vivono al suo interno, di non alzare un dito, e di non sferrare alcun incantesimo su tuo fratello mentre ti si avvicina?� gli domand� Naeryndam, la voce improvvisamente dura e tintinnante come una lama sul metallo.</p><p>�Lo giuro�, ribatt� brevemente Ornthalas.</p><p>L�anziano elfo lo prese sotto braccio e lo condusse attraverso la barriera sibilante, poi si rivolse a El ed esclam�: �Eccolo. Fate ci� che dovete, signore, prima che qualcuno di cattivo temperamento commetta qualcosa di stupido�.</p><p>El inclin� la testa in segno di ringraziamento, prese delicatamente Filaurel per i gomiti, e afferm�: �Le mie umili scuse, fanciulla, per aver ostacolato la tua libert�. Era necessario. Che gli dei ti proteggano, affinch� ci� non debba mai pi� accadere nei lunghi anni a venire�.</p><p>Filaurel indietreggi�, gli occhi spalancati, e si port� le nocche alle labbra. Prima di voltarsi, tuttavia, mormor�: �Il tuo onore � integro, signore sconosciuto�.</p><p>El fece due rapidi passi verso Naeryndam, lo aggir� agevolmente, e si avvicin� a Ornthalas con un sorriso gentile.</p><p>Il giovane elfo lo guard�. �Fratello, stai rinunciando?�</p><p>�Tristi notizie, Ornthalas�, esclam� Elminster quando naso e fronte si incontrarono e, una volta iniziati il formicolio e lo sfavillio, si aggrapp� disperatamente alle spalle dell�elfo e aggiunse, �Io non sono tuo fratello�.</p><p>I ricordi ondeggiarono intorno a lui, poi si unirono in un vortice, mentre Ornthalas strillava per lo shock e per il dolore. Un impeto di magia, bianco e ruggente, lo stava trascinando con s�, ed El non pot� pi� resistere.</p><p>�Che la legge del vostro regno mi protegga!�, url�, e in un sussurro rauco e ansimante: �Mystra, non abbandonarmi!�</p><p>La stanza sembrava girargli attorno e gli manc� il fiato per aggiungere altro. Il suo corpo si stava allungando, tutti gridavano di rabbia e di paura, e l�ultima cosa che il principe di Athalantar vide, mentre si abbandonava ai tentacoli avidi dell�oscurit�, fu il volto furioso di Lady Namyriitha, che svaniva dietro l�unica cosa solida in tutta quella confusione: lo scettro di legno, saldo nella mano di Naeryndam. Mentre il buio totale lo reclamava, El si aggrapp� a quell�immagine.</p></section><section><title><p>5.</p><p>Il giudizio del Coronal</p></title><epigraph><p>E cos� accadde che Elminster di Athalantar trovasse la famiglia elfa di cui era diventato involontariamente membro e facesse ci� che aveva promesso. Come molti che eseguono un compito insolito e pericoloso, il giovane ricevette pochi ringraziamenti. Se non fosse stato per la grazia di Mystra, quella notte avrebbe potuto morire nel giardino del Coronal.</p><text-author>Antarn il Saggio</text-author><text-author>Da <emphasis>La grande storia della potenza degli arcimaghi faer�niani</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata approssimativamente nell�Anno del Bastone</text-author></epigraph><p>Ornthalas Alastrarra barcoll� per la stanza gridando, la testa fra le mani, la voce roca e sgradevole. Lampi magici saettavano dalla gemma, che brillava come una stella nuova sulla sua fronte, verso colui che l�aveva restituita: il corpo scomposto sul pavimento, tanto giovane, brutto� e <emphasis>umano.</emphasis></p><p>La stanza da letto di Filaurel era in uno stato di totale agitazione. I guerrieri cominciarono ad attaccare la barriera evocata da Naeryndam, ma furono respinti violentemente. Vacillarono, urlarono di dolore in mezzo a nuvole di scintille, poi riacquistarono il controllo sulle membra tremanti e tornarono all�attacco. Sotto i loro alti stivali giaceva scomposta Melarue, i capelli disposti a ventaglio intorno a lei, stordita a causa del tentativo di oltrepassare la barriera protettiva. Aveva dimenticato gli innumerevoli incantesimi insiti nei suoi gioielli.</p><p>Ma non sua madre. Lady Namyriitha si mantenne ben distante dall�aria sibilante e inizi� ad attaccare selvaggiamente la barriera incantesimo dopo incantesimo, sciogliendo la sua essenza strato per strato. Mentre le magie si infrangevano e turbinavano, Filaurel e la maggior parte delle altre donne urlarono alla vista della vera natura di Elminster, nonch� per l�agonia di Ornthalas. Numerosi servitori affollarono tutte le entrate per vedere ci� che stava accadendo.</p><p>L�anziano mago pass� tranquillamente sopra il corpo immobile dell�umano dal naso aquilino e vi si mise a cavalcioni, poi estrasse una spada, apparentemente dal nulla. Luci magiche ammiccarono e s�inseguirono su e gi� per la lama incisa di rune, quando egli la sollev� e la scosse un po� dubbioso, come un vecchio guerriero che appronta un�arma che si rivela pi� pesante di quanto non ricordasse. Con l�altra mano alz� lo scettro. Quando, un istante dopo, la barriera svan� in uno sciabordio di scintille bianche, e i guerrieri di Casa Alastrarra avanzarono con un grido d�esultanza, egli fu pronto.</p><p>Fuoco blu turbin� dalla punta della spada di Naeryndam, tanto incandescente e rapido che i guerrieri si ritrassero nel bel mezzo della carica e caddero uno sopra l�altro, in un�accozzaglia di armature. Una sferzata della medesima fiamma blu lungo il tappeto sotto i loro piedi, che tuttavia rimase intatto, li fece rotolare ulteriormente, rispedendoli al loro posto. Durante la fuga un elfo lanci� la sua spada verso l�uomo disteso e immobile. Dallo scettro part� una saetta appuntita di fuoco argenteo, e la spada lanciata esplose in un arcobaleno di <emphasis>scintille</emphasis>, che vorticarono nell�aria fino a consumarsi. Una o due di esse rimbalzarono quasi ai piedi di Naeryndam.</p><p>�Che razza di tradimento � questo?�, sbott� Namyriitha rivolta al mago. �Sei impazzito, venerando fratello? Quell�umano ti ha forse incantato?�</p><p>�Fate silenzio�, ribatt� l�anziano elfo con tono calmo e gradevole, ma, come prima, le parole furono accompagnate dal suo potere. Gli unici rumori che seguirono il loro tono imperioso furono i deboli mormorii provenienti dall�angolo in cui giaceva Ornthalas, la testa contro il muro, e i singhiozzi delle donne che cercavano di riprendere fiato.</p><p>�Negli ultimi tempi in questa casa si � gridato e sferrato incantesimi troppo alla leggera�, osserv� Naeryndam, �ed � stato dedicato pochissimo tempo all�ascolto, e alla riflessione. In poche generazioni diventeremo cattivi quanto gli Starym�.</p><p>Le guardie e i servi fissarono l�anziano mago con sincero sbalordimento; gli Starym si consideravano la quintessenza della nobilt� e della raffinatezza, e persino i loro rivali di sempre attribuivano loro il primo posto fra le casate di Cormanthor.</p><p>Gli angoli della bocca di Naeryndam s�incresparono in quello che poteva quasi essere un sorriso, mentre osservava i volti stupiti dei presenti. Con la spada in mano fece cenno ai familiari e ai servi di disporsi davanti a lui su un lato della stanza. Quando vide che nessuno si muoveva, dalla spada fece fuoriuscire nuove lingue di fuoco che formarono archi lunghi e rabbiosi di chiaro avvertimento. Lentamente, quasi storditi, essi obbedirono.</p><p>�Ora�, afferm� il mago, �in via eccezionale e per breve tempo, ascolterete. Anche tu, Ornthalas, neoerede della Casata degli Alastrarra�.</p><p>Un grugnito fu la sua unica risposta, ma coloro che si voltarono videro Ornthalas annuire, la faccia bianca ancora fra le mani.</p><p>�Questo giovane uomo�, continu� Naeryndam, indicando con lo scettro il corpo sotto di lui, �ha invocato la legge del nostro regno. Eppure tutti voi�� eccetto Filaurel, Sheedra e la piccola Nanthleene�� lo avete attaccato, o avete tentato di farlo. Mi disgustate�.</p><p>Si udirono mormorii di protesta, ma l�anziano elfo li soffoc� col fuoco dei suoi occhi antichi, e continu�: �Si, mi disgustate. Questa casa ha un erede perch� quest�uomo ha rischiato la vita per mantenere una promessa. Si � avventurato in questa citt�, tra centinaia di elfi che avrebbero potuto ucciderlo�� e l�avrebbero fatto se avessero scoperto la sua vera natura�� perch� Iymbryl gli ha chiesto di farlo. Egli ha dato la sua parola a un individuo di un�altra razza che conosceva a stento, e grazie al suo altruismo, le memorie della casata, i pensieri dei nostri antenati non sono andati perduti, e noi possiamo mantenere il posto che ci spetta tra le casate principali. Tutto ci� grazie a quest�uomo, di cui non conosciamo nemmeno il nome�.</p><p>�Ciononostante�, inizi� sua sorella Namyriitha, �n��</p><p>�<emphasis>Non ho finito</emphasis>�, la interruppe il fratello con tono sferzante come una frusta. �<emphasis>Tu</emphasis> sei ancora pi� incapace di ascoltare dei giovani, sorella�.</p><p>Se il momento fosse stato meno importante, e l�atmosfera meno carica di tensione e stupore, la casata riunita avrebbe potuto godersi la scena della matriarca dalla lingua tagliente che apriva e chiudeva la bocca in silenzio, come un pesce agonizzante, mentre il viso le diventava paonazzo. Ma quasi nessuno vi fece caso; tutti gli occhi erano puntati su Naeryndam, il membro pi� anziano degli Alastrarra.</p><p>�L�umano ha invocato la nostra legge�, esclam� il mago freddamente. �Giovani, badate bene: la legge � legge. La <emphasis>legge</emphasis> non pu� essere manomessa o accantonata. Se lo facciamo, non saremo migliori dei ruukha pi� brutali o degli uomini pi� disonesti. Non star� con le mani in mano a guardare, mentre voi, sangue di Thurruvyn, disonorate la casata e la nostra razza. Se volete attaccare il ragazzo, dovrete passare sul <emphasis>mio</emphasis> cadavere�.</p><p>Il silenzio che segu� fu spezzato da un grugnito proveniente da sotto le gambe dell�elfo; il giovane dai capelli corvini e dal naso adunco emise un involontario grido di dolore allorch� si mosse. Una mano abbronzata e piuttosto sporca afferr� lo stivale dell�elfo, all�altezza della caviglia. Alla vista di ci� una delle guardie grid� e lanci� la spada.</p><p>Questa saett� diritta verso la testa arruffata del giovane, che cercava di sollevarsi attaccandosi alla gamba dell�elfo in piedi a cavalcioni sopra di lui.</p><p>Naeryndam la guard� tranquillamente arrivare, e al momento opportuno lanci� la sua, che colp� rumorosamente la lama d�acciaio e la scagli� in un angolo della stanza. �Hai le orecchie tappate, non � vero?�, domand� con pacata tristezza, mentre il guerriero che aveva lanciato l�arma si fece piccino per la paura. �Quando inizierete a usare il cervello?�</p><p>�Il <emphasis>mio</emphasis> cervello mi dice che la Casata degli Alastrarra sar� per sempre disonorata e disprezzata dagli abitanti dell�intero regno di Cormanthor, come la casata che ha ospitato un uomo�, esclam� amara Lady Namyriitha, sollevando enfaticamente le mani.</p><p>�S�, le fece eco Melarue, risollevandosi dal pavimento, il dolore provocatole dallo scontro con la barriera ancora evidente sul viso. �<emphasis>Avete</emphasis> perso la testa, mio caro Zio!�</p><p>�Tu che cosa pensi, Ornthalas?�, domand� l�anziano mago, guardando oltre le donne. �Che cosa dicono i nostri predecessori?�</p><p>Il giovane elfo altezzoso sembr� pi� triste e pi� serio di quanto i presenti ricordassero di averlo mai visto. La fronte era ancora corrugata per il dolore, e strane ombre turbinarono nei suoi occhi, quando ricordi, che non erano i suoi, lo travolsero in un flusso infinito e stupefacente. Lentamente, con riluttanza, rispose, �La prudenza ci chiede di condurre quell�uomo dal Coronal, affinch� la nostra casata non venga macchiata�. Il giovane erede spost� lo sguardo da un alastrarrano all�altro. �Inoltre, se gli torceremo un solo capello, verremo spogliati del nostro onore. Quest�uomo ci ha reso pi� servizi di qualsiasi elfo vivente, eccetto voi, nobile Naeryndam�.</p><p>�Ah�, esclam� il mago, soddisfatto. �Ah, ci siamo. Vedi, Namyriitha, quale tesoro � la kiira? Ornthalas la indossa per pochi istanti e gi� acquisisce il buon senso�.</p><p>La sorella si irrigid�, nuovamente seccata, ma Ornthalas sorrise mestamente, e afferm�: �Temo che voi diciate la nuda verit�, Zio. Abbandoniamo questo campo prima che scoppi la battaglia, e torniamo ai nostri canti. Lasciamo che le canzoni siano il nostro ricordo di Iymbryl, mio fratello, fino al sorgere dell�alba o finch� ci colga il sonno. Sorelle, vi unirete a me?�</p><p>Il neo erede allarg� le braccia, e dopo un momento di esitazione Melarue e Filaurel accettarono l�invito, e i tre uscirono insieme dalla stanza.</p><p>Prima di giungere alla porta, Filaurel si volt� a guardare l�umano, che si stava rimettendo in piedi scuotendo la testa. Nuove lacrime luccicarono nei suoi occhi quando grid�: �I miei ringraziamenti, giovane umano�.</p><p>�Mi chiamo Elminster�, rispose l�uomo dal naso adunco, sollevando il capo e parlando ora la lingua elfa con uno strano accento. �Principe di Athalantar�.</p><p>El si volt� a guardare Naeryndam. �Sono in debito con voi, onorato signore. Sono pronto, se volete condurmi dal Coronal�.</p><p>�S�, fratello�, ringhi� Lady Namyriitha, sul volto un�espressione di disgusto, �rimuovete quella <emphasis>cosa</emphasis> dalle mie stanze. E tu smetti di fissarlo, Nanthee; il tuo comportamento ci avvilisce davanti a una bestia sudicia!�</p><p>La fanciulla rimproverata stava fissando, quasi estasiata, l�umano, con la sua barba ispida, le sue orecchie mozze e� le sue <emphasis>diversit�.</emphasis> El le strizz� l�occhio.</p><p>Ci� fece infuriare Namyriitha e Sheedra, madre di Nanthleene, che prese la figlia per una mano e la trascin� fuori dalla stanza.</p><p>�Vieni, Principe Elminster�, esclam� freddamente l�anziano mago. �Le fanciulle impressionabili di questa casa non sono per te. Nonostante vada a tuo merito il fatto che non sei disgustato di fronte a persone di razze diverse dalla tua. Molti dei miei simili non sono di cos� larghe vedute, perci� corri un pericolo costante in questo luogo�. Detto ci� gli porse la sua spada luccicante per l�elsa. �Prendi la mia spada, vuoi?�</p><p>Stupito, Elminster afferr� la spada incantata e quando soppes� la lama, leggera e flessibile, percep� il formicolio di magie potenti. Era un�arma magnifica. La sollev� e rimase stupito della sensazione che conferiva e del modo in cui l�acciaio�� se acciaio <emphasis>era</emphasis> - scintillava di blu nella luce della camera da letto. Pi� di una guardia annasp� allarmata alla vista del mago che armava l�intruso umano, ma Naeryndam non prest� loro attenzione.</p><p>�Anche noi correremmo un grave pericolo se un uomo dovesse vedere le glorie e le difese del nostro regno, ed � per questo che non permettiamo che a pochi della tua razza di vivere dopo aver dato anche una sola occhiata alla citt�. Perci� la mia spada offuscher� la tua vista, e ti costringer� ad accompagnarmi�.</p><p>�Non ve n�� bisogno, Signore. Non ho alcuna intenzione di ostacolarvi, o di fuggire�, lo rassicur� El sinceramente, mentre la nebbia li avvolgeva entrambi in un mondo di luce blu. �N� ho intenzione di nuocere a questa magnifica citt� nei tempi che verranno�.</p><p>�Io questo lo so, ma molti altri elfi no�, ribatt� tranquillamente Naeryndam, �e alcuni sono <emphasis>molto</emphasis> abili con frecce e spade�. Il mago fece un passo avanti e la nebbiolina blu scivol� via dietro di loro, dissipandosi nel nulla.</p><p>El si guard� attorno meravigliato; non si trovavano pi� in una stanza da letto affollata, bens� sotto il cielo notturno, nel cuore verde di un giardino. Sopra di loro brillavano stelle sfavillanti; sotto i loro piedi due sentieri di muschio morbido e rigoglioso si incontravano accanto alla statua di una grande pantera alata, che emanava un vivido bagliore blu nell�oscurit� della notte. Fuochi fatui danzavano e si rincorrevano qua e l� sopra le magnifiche piante, ondeggiando su luminosi fiori notturni, accompagnate dalla musica flebile di arpe invisibili.</p><p>�Il giardino del Coronal?�, domand� El sussurrando piano. L�anziano elfo sorrise per lo stupore negli occhi dell�umano.</p><p>�Il giardino del Coronal�, tuon� la sua voce in conferma. Non appena ebbe finito di parlare qualcosa si sollev� dal terreno ai loro piedi: diafano, e grazioso, e tuttavia dall�aspetto fatale.</p><p>Curve lisce e nude, lunghi capelli fluenti: quell�essere emanava un bagliore blu-bianco, e i suoi occhi erano due pozze scure contro le stelle quando mormor� qualcosa nelle loro menti, <emphasis>Chi va l�?</emphasis></p><p>�Naeryndam, anziano della Casata degli Alastrarra, e ospite�, afferm� risoluto il vecchio mago.</p><p>Il guardiano oscill� per incontrare il suo sguardo, e poi fiss� Elminster negli occhi, da pochi centimetri di distanza.</p><p>Questi fu scosso da un brivido quando quegli occhi scuri penetrarono i suoi, e deglut� visibilmente. Non desiderava di certo vedere arrabbiato quel volto sereno e meraviglioso.</p><p><emphasis>� un uomo.</emphasis> La chioma blu-bianca turbin� austera.</p><p>�S�, rispose l�elfo con tono secco. �So riconoscerli anch�io�.</p><p><emphasis>Perch� porti con te un intruso nel luogo in cui il Coronal dimora questa notte?</emphasis></p><p>�Per vedere il Coronal, naturalmente�, rispose Naeryndam alla giovane non-morta. �Quest�uomo ha portato la kiira della mia casata dall�erede morente al suo successore, solo e a piedi attraverso il cuore profondo della foresta�.</p><p>Lo spirito turbinante sembr� guardare Elminster con rinnovato rispetto. <emphasis>� qualcosa che un Coronal dovrebbe vedere; non sono tante le meraviglie del mondo.</emphasis> Il volto spettrale color blu-bianco si ferm� nuovamente a un palmo da quello del principe. <emphasis>Non sai parlare, umano?</emphasis></p><p>�Non volevo mancare di rispetto a una signora�, esclam� cautamente El, �e non sapevo come rivolgermi a voi. Ma ora possiamo presentarci�. Il principe indietreggi� con una gamba e accenn� un inchino. �Sono Elminster, della terra di Athalantar. E voi chi siete, Signora del Chiaro di Luna?�</p><p><emphasis>Meraviglia dopo meraviglia</emphasis>, afferm� lo spirito, illuminandosi. <emphasis>Un mortale che desidera conoscere il mio nome. Mi piace quel �Signora del Chiaro di Luna� con cui mi avete chiamato; suona bene all�orecchio. Tuttavia sappiate, Elminster, che in vita ero Braerindra ultima della Casata dei Calauth.</emphasis></p><p>La sua voce, inizialmente sbalordita e compiaciuta, termin� con una nota tanto triste che Elminster riusc� a stento a frenare le lacrime. Con voce roca la consol�: �Sappiate, Lady Braerindra che finch� dimorerete qui, la Casata dei Calauth non verr� dimenticata�.</p><p><emphasis>Ah, ma chi ne terr� vivo il ricordo?</emphasis> La voce nelle loro menti fu un triste sospiro. <emphasis>La foresta cresce attraverso stanze senza soffitto, una volta magnifiche, e dissemina le ossa e la polvere dei miei familiari, mentre io sono qui, distante. Un guardiano, ora. Gli abitanti di Cormanthor ci definiscono �fantasmi� e ci temono, si tengono a distanza. Siamo soli, e soli rimarremo.</emphasis></p><p>�Io ricorder� la Casata dei Calauth�, afferm� tranquillamente El con voce risoluta. �E se vivr� e mi sar� concesso di camminare liberamente per Cormanthor, torner� a parlare con voi, Lady Braerindra. Non verrete dimenticata�.</p><p>La sua chioma color blu-bianco turbin� attorno a Elminster, e un brivido lo percorse. <emphasis>Non avrei mai pensato di udire un mortale farmi ancora onore nel mondo</emphasis>, rispose la voce nelle loro teste, colma di meraviglia. <emphasis>E tanto meno di udire tali parole da un uomo. Siate il benvenuto tutte le volte che troverete tempo di farmi visita.</emphasis> Il principe-mago percep� un freddo intenso, improvviso, sulla guancia e rabbrivid� involontariamente. Naeryndam lo prese per le spalle mentre vacillava.</p><p><emphasis>I miei ringraziamenti anche a voi, saggio mago</emphasis>, aggiunse lo spirito, mentre El cercava di sorridere. <emphasis>� una vera meraviglia ci� che mostrerete al nostro Coronal.</emphasis></p><p>�Gi�, ora dobbiamo andare. Addio, Braerindra, al nostro prossimo incontro�, rispose l�elfo.</p><p><emphasis>Alla prossima</emphasis>, ribatt� flebilmente la voce, e fili di fumo blu-bianco sprofondarono nel terreno e scomparvero.</p><p>Naeryndam trascin� Elminster lungo uno dei sentieri coperti di muschio. �Il modo con cui fai tuoi i dolori altrui mi impressiona davvero, uomo. Inizio ad avere qualche speranza per la razza umana�.</p><p>�Riesco� riesco a malapena a parlare�, rispose El battendo i denti. �Il suo bacio era tanto� freddo�.</p><p>�In realt�, se avesse voluto, avrebbe potuto succhiarti la vita, ragazzo�, gli rivel� l�anziano elfo. �� a questo che serve Braerindra, e tutti quelli come lei. Tuttavia tranquillizzati; il gelo passer�, e non dovrai pi� temere il tocco di nessun non-morto di Cormanthor, per sempre. O meglio, fino a quando durer� il tuo �per sempre�.</p><p>�Le nostre vite devono sembrare effimere agli elfi�, mormor� El, mentre il sentiero saliva fra piccoli pergolati dai sedili curvi, immersi tra i cespugli e superava rivoli calmi e piccoli specchi d�acqua.</p><p>�� come dici�, afferm� il mago, �ma mi riferivo piuttosto al pericolo che corri in questo momento. D�ora in poi parla con la medesima gentilezza con cui ti sei rivolto al guardiano, ragazzo, o potresti trovare la morte questa stessa notte�.</p><p>Il giovane accanto a lui rimase in silenzio per qualche istante. �Devo inginocchiarmi davanti al Coronal?�, domand� infine, mentre s�accingevano a salire alcuni scalini di pietra fra due strani alberi dalla corteccia a spirale, che portavano a un patio ampio, rischiarato da piante luminose.</p><p>�Lasciati guidare dall�espressione del suo volto�, rispose il mago semplicemente, mentre avanzavano senza fretta.</p><p>Un elfo sedeva nel vuoto al centro dello spazio pavimentato, con un libro aperto, un vassoio di bottiglie alte e sottili, e un poggiapiedi, tutti fluttuanti nell�aria intorno a lui. Due elfi incappucciati, avvolti da un�aura di potere, stavano in piedi accanto a lui, uno per parte; alla vista dell�umano scivolarono rapidamente in avanti per sbarrargli la strada, rallentando solo un poco quando videro Naeryndam Alastrarra dietro il ragazzo.</p><p>�<emphasis>Voi</emphasis> dovete aver aiutato quest�intruso a superare i guardiani�, sbott� uno dei maghi elfi rivolto al vecchio, senza degnare Elminster di uno sguardo, come fosse una colonna o una scultura ricoperta di sterco d�uccello. La sua voce era fredda e rabbiosa. �Perch� l�hai fatto? Che cosa pu� aver contaminato il cuore di uno che ha servito il regno tanto a lungo? I tuoi parenti ti hanno mandato qui per punizione?�</p><p>�Nessuna contaminazione, Earynspieir�, rispose calmo Naeryndam, �n� punizione, ma una questione di stato che richiede il giudizio del Coronal. Quest�uomo ha invocato la nostra legge, e per tale ragione � qui, ancora vivo�.</p><p>�Nessun <emphasis>umano</emphasis> pu� accampare diritti sotto le leggi di Cormanthor�, ribatt� seccamente l�altro mago. �Solo la nostra Gente ha diritto alla cittadinanza del regno: elfi e affini�.</p><p>�E come giudichereste un uomo che ha portato la kiira di un�antica casata di Cormanthor, ma non come trofeo di battaglia, e ha percorso le strade della nostra citt� fino a trovare l�erede legittimo a cui consegnarla?�</p><p>�Crederei a tale favola solo se potesse essere provata oltre ogni dubbio�, rispose Earynspieir. �Di quale casata si tratta?�</p><p>�Della mia�, ribatt� Naeryndam.</p><p>Durante il breve silenzio creato da quelle parole, l�anziano elfo seduto afferm�: �Basta con le chiacchiere, signori. Quest�uomo � qui, che io possa giudicarlo: portatemelo�.</p><p>Elminster aggir� il mago che gli era pi� vicino e avanz� coraggiosamente verso il Coronal. Non vide il mago voltarsi e sferrare su di lui un incantesimo mortale, immediatamente invalidato dallo scettro di Naeryndam, pronto per tale evenienza.</p><p>Quando il giovane principe si inginocchi� davanti al governatore di Cormanthor, il secondo mago si accinse a colpirlo con un�altra magia, ma il Coronal, accortosi, sollev� una mano, e quella magia, sfrecciante verso la testa del ragazzo come un dardo avvelenato, cess� di esistere. �Basta con gli incantesimi, signori�, ordin� gentilmente il governatore. �Lasciate che conosca quest�uomo�, aggiunse guardando Elminster negli occhi.</p><p>La bocca di El si fece improvvisamente secca. Gli occhi del re elfo erano come buchi aperti nel cielo notturno. Le stelle vi nuotavano e sfavillavano in profondit�; si poteva quasi cadere in quelle pozze scure ed essere trascinati gi�, sempre pi� in basso�</p><p>Il giovane scosse il capo per schiarirsi la mente, strinse i denti nello sforzo, e appoggi� un piede sul pavimento. Cerc� di raddrizzare quella gamba, per rimettersi in piedi, ma sembrava che stesse sollevando una torre sulle spalle. Grugn�, e non si diede per vinto.</p><p>Dietro di lui, i tre maghi elfi si scambiarono occhiate stupite. Neppure loro avrebbero potuto opporsi alla volont� del Coronal, una volta bloccati dalla sua mente.</p><p>Il volto bianco, le membra tremanti, rivoli di sudore sulle guance e sul mento, il giovane dai capelli corvini si alz� lentamente, lo sguardo ancora fisso in quello del Coronal, finch� non fu in piedi accanto all�elfo seduto.</p><p>�Mi resisti?�, sussurr� il vecchio.</p><p>Le labbra di El si mossero con lentezza agonizzante mentre tentava di formare parole. �No�, rispose infine, lentamente e deliberatamente. �Siete il benvenuto nei miei pensieri. Non stavate tentando di farmi alzare?�</p><p>�No�, esclam� il Coronal, voltando il capo e tranciando di netto il legame fra i loro sguardi. �Ho lottato per farti rimanere in ginocchio, per dominare la tua volont�, rispose accigliato, due fessure al posto degli occhi. �Forse qualcun altro opera attraverso di te�.</p><p>�Per tutti gli dei!�, grid� il mago Earynspieir, insinuandosi tra Elminster e il suo re. �� proprio questo il pericolo da cui dovete essere protetto! Chi sa quale incantesimo mortale potrebbe esser fatto su di voi, attraverso questo giovane?�</p><p>�Tenetelo in schiavit�, allora, se dovete�, esclam� il Coronal ironicamente. �Tutti e tre. E tu, Earynspieir, fai in modo che non si verifichino incidenti �fortuiti�, colli rotti, polmoni congelati, o cose simili. Mediante lo scettro scoprir� chi serve il ragazzo, dopodich� legger� i suoi ricordi sulla questione della kiira�.</p><p>Da uno dei vassoi fluttuanti nelle vicinanze, l�elfo dalla tunica bianca prese ci� che sembrava una bacchetta di vetro color rosso violaceo, liscia e diritta, non pi� spessa del suo mignolo. Sembrava potesse rompersi al primo colpo di vento.</p><p>El si ritrov� sollevato da terra, immobile nel vuoto, le braccia aperte e rigide. Poteva muovere gli occhi, la gola, e sollevare il petto: tutto il resto era stretto come in una morsa d�acciaio.</p><p>Una luce apparve all�estremit� della bacchetta, e la percorse rapidamente per tutta la sua lunghezza. L�anziano elfo la punt� pacatamente verso la testa di Elminster, ed entrambi guardarono il sottile raggio di luce fuoriuscire dalla bacchetta e muoversi nell�aria, pigramente, per poi toccare la fronte di El.</p><p>Un freddo intenso pervase il giovane da capo a piedi. Mentre tremava lass�, a mezz�aria, El ud� il battito incontrollabile dei suoi denti, e poi i mormorii di sorpresa dei quattro elfi.</p><p>�Che cosa succede?�, tent� di esclamare, ma tutto ci� che gli usc� dalle labbra congelate fu un gorgoglio confuso. Improvvisamente si accorse che la sua bocca era libera dalla schiavit� magica, e che il suo corpo si stava voltando�� o meglio veniva voltato�� nell�aria, fino a ritrovarsi di fronte a un�immagine diafana che dominava il patio. I contorni spettrali di un volto che conosceva.</p><p>Un viso sereno, tranquillo, li osservava con gentile interesse. I suoi occhi si illuminarono quando si posarono su Elminster.</p><p>�� chi penso io, ragazzo?�, domand� il Coronal gentilmente.</p><p>�� la dea Mystra�, gli rispose semplicemente il principe. �Io sono suo servo�.</p><p>�Questo l�avevo sospettato�, ribatt� l�elfo con un pizzico di sarcasmo. Un momento dopo, lui e il giovane umano svanirono insieme, lasciando vuoti il trono fluttuante, e l�aria davanti ad esso.</p><p>I tre maghi rimasero a fissare il nulla, poi si scambiarono occhiate perplesse. Earynspieir si volt� per scrutare nuovamente il cielo. La gigantesca faccia inizi� a scomparire; le trecce diafane si agitavano come serpenti irrequieti mentre questa si allontanava dal giardino del re elfo.</p><p>Ma ci� che fece spaventare i maghi, che iniziarono a balbettare i nomi dei loro dei, fu il modo in cui quel meraviglioso volto di donna li guard� negli occhi uno a uno, illuminandosi di un ampio sorriso di soddisfazione.</p><p>Qualche attimo pi� tardi il volto svan�.</p><p>�Qualche trucco dell�umano, senza dubbio�, sibil� Earynspieir, visibilmente turbato. Naeryndam scosse il capo in silenzio, ma l�altro mago di corte afferr� Earynspieir per un braccio per ottenere la sua attenzione, e indic� nuovamente il cielo.</p><p>L�ampio sorriso era improvvisamente riapparso. Questa volta non era incorniciato da un volto, ma i tre maghi sapevano di che cosa si trattasse. L�avrebbero visto nei loro ricordi fino alla morte.</p><p>Mentre voltavano le spalle alle stelle e si affrettavano a guadagnare le porte pi� vicine del palazzo, un�altra scena li impietr�.</p><p>In tutto il giardino, i guardiani spettrali si stavano sollevando in silenzio per guardare quel sorriso svanire.</p></section><section><title><p>6.</p><p>La volta dei secoli</p></title><epigraph><p>Sotto la splendida citt� di Cormanthor, in un luogo segreto, giace la Volta dei Secoli, luogo sacro del sapere della nostra Gente. �Che il Mythal si innalzi o che Myth Drannor crolli�, canta una ballata, �la Volta ricorder� tutto�. Alcuni affermano che essa esista ancora, intatta e splendida come in passato, sebbene pochi sappiano come arrivarci. Altri sono convinti che sia la tomba della Srinshee. Altri ancora che questa sia diventata pazza, che conosca magie pericolose e che abbia fatto della Volta la sua tana. Vi sono poi coloro che ammettono di non sapere alcunch�.</p><text-author>Shalheira Talandren, Sommo Bardo Elfo di Summerstar</text-author><text-author>Da <emphasis>Spade argentee e notti d�estate</emphasis>:</text-author><text-author><emphasis>Una storia ufficiosa ma vera di Cormanthor</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata nell�Anno dell�Arpa</text-author></epigraph><p>Niente nebbia, questa volta, solo un breve istante di oscurit� vellutata color nero-porpora, ed El si ritrov� altrove.</p><p>Il re elfo dalla tunica bianca era con lui, in una caverna fredda e umida, dal soffitto basso e arcuato; cristalli luminosi erano incastonati nei punti d�incrocio dei costoni della volta.</p><p>L�elfo e l�umano si trovavano nella zona pi� luminosa, uno spazio rischiarato al centro della stanza a cupola. In quattro punti lungo il suo perimetro circolare, il muro era interrotto da quattro archetti ornati dai quali si dipartivano lunghi corridoi a volta. El ne scrut� uno, e poi un altro: tutti conducevano ad altre stanze a cupola.</p><p>Un passaggio stretto, serpeggiante, era stato lasciato sgombro al centro di ogni corridoio, ma il resto dello spazio era stipato di tesori: un mare infinito di monete, lingotti, e statue d�oro, le cui onde immobili ospitavano forzieri d�avorio colmi di perle e di un arcobaleno di gemme scintillanti.</p><p>Numerose casse erano addossate lungo i muri, fino al soffitto, e aste di vessilli di metallo lavorato e cesellato poggiavano contro di esse come alberi caduti. Pi� vicino, tra i rami di un albero di solida sardonica, si ergeva un drago alto quanto Elminster, ricavato da un singolo smeraldo gigante; le foglie dell�albero erano fatte d�argentana e coperte di gemme di taglio minuscolo. Il principe di Athalantar gir� lentamente su se stesso per ammirare l�immenso tesoro, cercando di apparire impassibile, consapevole che il Coronal stava osservando la sua faccia.</p><p>Vi erano pi� ricchezze l� sotto, in quell�unica camera, di quante ne avesse viste in tutta la sua vita. Si trattava di un patrimonio impressionante. L�intero tesoro di Athalantar era nulla in confronto a ci� che si trovava sotto di lui. Proprio accanto al suo piede scintillava un rubino grande quanto la sua testa.</p><p>El sollev� lo sguardo da tutto quel ben di dio per incrociare gli occhi lucenti e indagatori del Coronal. �Che cos�� tutto ci�?�, gli domand� il giovane. �Io� cio�, lo so che cosa sto guardando, ma perch� tenere tutto qui, sotto terra? Le gemme splenderebbero maggiormente alla luce del sole�.</p><p>L�anziano elfo sorrise. �La mia gente disprezza il metallo freddo, e ne tiene solo un po� da guardare e toccare quotidianamente; una cosa che gnomi, nani, e uomini non sembrano in grado di comprendere. Le gemme che utilizziamo come sede della magia, quelle s�, le teniamo con noi; il resto riposa qua sotto. Tutto ci� che appartiene al Coronal�� o meglio, alla corte, e perci� a tutta Cormanthor�� finisce qui�. Abbass� lo sguardo su uno dei corridoi. �Alcuni la chiamano la Volta dei Secoli�.</p><p>�Perch� da tanto tempo ammucchiate le ricchezze in questo luogo?�</p><p>�No. Per colei che dimora qui e custodisce tutto�. Il Coronal sollev� una mano in cenno di saluto, ed El guard� lungo il passaggio che si apriva davanti all�anziano elfo.</p><p>Vide una figura, minuscola nell�ombra distante, e sottile come un pilastro. Un pilastro molto grazioso, oscillante nel suo incedere.</p><p>�Guardami�, esclam� il Coronal improvvisamente. Quando El si volt�, si ritrov� a fissare il governatore di Cormanthor avvolto in tutta la sua potenza. Ancora una volta sent� i suoi stivali sollevarsi da terra, e si ritrov� sospeso sopra il vecchio mago, mentre sonde irresistibili percorrevano la sua mente, richiamando ricordi di una vallata ricoperta di felci, del suo libro d�incantesimi forse perduto, di Iymbryl moribondo, e di uno scettro.</p><p>Il Coronal si sofferm� su quell�ultimo ricordo, poi fece s� che la mente di El tornasse alla battaglia coi briganti e al Corno dell�Araldo, e a un certo incontro fuori dalla citt� di Hastarl, dove� Riecco il volto sorridente di Mystra bloccare le indagini del Coronal. Sollev� un sopracciglio di rimprovero all�elfo, e sorrise per addolcire il rabbuffo.</p><p>El ricadde improvvisamente sul pavimento, scaricato come un sacco.</p><p>Quando sollev� lo sguardo, si ritrov� a fissare negli occhi l�elfa pi� anziana che avesse mai visto, minuta e raggrinzita. I suoi capelli bianco-argentei sfioravano le piastrelle sotto le sue pantofole�� pantofole che calpestavano aria, sollevate a centimetri di distanza dalle pietre consumate del pavimento�� e la sua pelle sembrava rivestire le ossa�� ossa tanto piccole e aggraziate da farla apparire squisita invece che grottesca.</p><p>�Visto abbastanza?�, domand� la donna maliziosamente, carezzandosi i fianchi e volteggiando in modo seducente come una danzatrice di taverna.</p><p>El abbass� lo sguardo. �Le� le mie scuse per avervi fissato�, esclam� rapido. �Non ho mai visto un elfo tanto anziano�.</p><p>�Ve ne sono pochi vecchi quanto la Srinshee�, si intromise il Coronal.</p><p>�La Srinshee?�</p><p>L�anziana signora inclin� il capo in saluto regale. Poi si volt�, tese una mano, e si sedette nell�aria, appoggiandosi come fosse sdraiata su un divano imbottito di cuscini. Un�altra maga.</p><p>�Lei stessa ti racconter� la sua storia�, afferm� il re elfo, sollevando una mano per prevenire ulteriori parole di Elminster. �Ma prima di tutto, il mio giudizio�.</p><p>Si allontan� di qualche passo dal giovane, camminando a mezz�aria, poi si volt� verso di lui ed esclam�: �Della tua onest� e del tuo onore non ho mai dubitato. Il tuo aiuto disinteressato alla Casata degli Alastrarra, � degno, da solo, del titolo di armathor�� in parole umane, il cavalierato e la cittadinanza�� nel regno di Cormanthor. Questo te lo posso garantire, e spero sia gradito�.</p><p>�Ma�?�, domand� El tranquillamente, dato il tono cauto dell�elfo.</p><p>�Ma non posso fare a meno di concludere che tu sia stato inviato a Cormanthor dalla dea di cui sei servo. Ogni volta che tento di saperne la ragione, ella blocca le mie indagini�.</p><p>Elminster fece un passo verso il Coronal, e lo guard� negli occhi. �Guardate dentro di me, vi prego, e assicuratevi che dica il vero, Onorato Signore�, lo incit� il principe. �Sono stato mandato dalla Grande Mystra per �imparare i rudimenti della magia�, per dirla con la dea, e perch� prevede che sar� utile �fra qualche tempo�. Non mi ha rivelato quando e come, n� chi avr� bisogno di me, o per quale motivo�.</p><p>L�elfo annu� nella sua tunica bianca. �Non dubito di ci� che dici, uomo; � la dea che non riesco a capire. Credo davvero che ti abbia detto solo quelle parole; tuttavia mi impedisce di sapere quali siano i tuoi veri poteri, e quali i suoi disegni, e io ho un regno da proteggere. Perci� ti sottoporr� a una prova�.</p><p>Poi sorrise e aggiunse: �Credi che io mostri a tutti gli intrusi ricchezze che potrebbero attirare tutti gli uomini affamati da qui al mare occidentale?�</p><p>La Srinshee ridacchi� e si intromise: �Alcune maniere elfe trascendono la comprensione umana, ma ci� non le rende maniere da sciocchi�.</p><p>El guard� prima l�uno poi l�altra. �Che prova avete in mente? Non ne posso pi� di duelli magici o di lotte mentali�.</p><p>Il Coronal annu�. �Questo gi� lo so: se tu fossi stato quel tipo di individuo, non ti avrei mai condotto qui. Esporre me stesso alla tua presenza significa mettere a repentaglio un�arma potente di Cormanthor; e mettere in pericolo la Srinshee inutilmente vuol dire giocare col tesoro del regno�.</p><p>�Basta con le lusinghe, Eltargrim�, esclam� la Srinshee compitamente. �Il ragazzo penser� a te come a un poeta, e non come al rude guerriero che sei in realt�.</p><p>El batt� le palpebre rivolto al Coronal. �Un guerriero?�</p><p>L�elfo canuto sospir�. �In tempi lontani ho abbattuto qualche orco��</p><p>�E un centinaio di uomini, e un drago o due�, lo interruppe la donna. Il re elfo le fece cenno di tacere con la mano.</p><p>�Parla di tali cose quando me ne sar� andato perch�, se indugiamo ancora un po�, i maghi di corte metteranno a soqquadro mezzo palazzo per cercarmi�.</p><p>La Srinshee fece una smorfia. �Quelle giovani teste di legno?�</p><p>Il Coronal sospir� esasperato. �Oluevaera, come posso pronunciare una sentenza su quest�uomo se distruggi ogni nostro tentativo di dignit�?�</p><p>L�anziana maga si strinse nella spalle con la sua tranquillit� eterea. �Anche gli uomini meritano la verit�.</p><p>�Infatti�. Il tono del Coronal era freddo quando questi si volse verso Elminster. Assunta un�espressione severa, afferm�: �Ascolta, dunque, la sentenza di Cormanthor: per un�intera luna rimarrai in queste volte, dove potrai conversare e interrogare il suo guardiano a tuo piacimento; lei ti nutrir� e non ti far� mancare nulla. I membri della corte, tra cui io stesso, verranno alla fine di tale periodo, e ti chiederanno di portare una cosa fuori di qui�.</p><p>El inclin� il capo. �E la parte pericolosa?�</p><p>La Srinshee ridacchi� per il tono un po� insolente del giovane.</p><p>�Purtroppo non � tempo di frivolezze, giovane principe�, rispose il Coronal seriamente. �Se sceglierai la cosa sbagliata�� ossia qualcosa che noi giudicheremo tale�� verrai punito con la morte�.</p><p>Nel silenzio che segu� aggiunse: �Pensa, giovane umano, a quale potrebbe essere la cosa pi� giusta acquisibile in questo luogo. Riflettici bene�.</p><p>Il corpo del re venne improvvisamente avvolto da luci ammiccanti. Egli sollev� la mano verso la Srinshee in segno di saluto, si volt� nel gran luccichio, e scomparve. Le luci si levarono per un momento ancora verso il soffitto a volta, poi svanirono silenziose.</p><p>�Prima che tu me lo chieda, giovanotto, una luna � un mese umano�, afferm� la Srinshee in tono ironico, �e no, non sono sua madre�.</p><p>El ridacchi�. �Mi state dicendo ci� che non siete. Ditemi, vi prego, <emphasis>ci�</emphasis> che siete�.</p><p>La donna sistem� l�aria come per sollevare lo schienale della sedia invisibile e lo fiss� negli occhi. �Io sono la consigliera dei Coronal, la saggezza segreta nel cuore del regno�.</p><p>El la guard�, e decise di osare. �E siete saggia?�</p><p>La maga si mise a ridere. �Ah, finalmente un umano sveglio!� Poi s�impett�, gli occhi sfavillanti, evoc� uno scettro dal nulla, e ringhi�: �No�.</p><p>La vecchia si un� alla risata sorpresa di El, poi si lasci� scivolare gi� dalla sedia e and� verso di lui; pareva tanto fragile che El fece per offrirle il braccio.</p><p>La Srinshee gli diede un�occhiataccia. �Non sono tanto debole come sembro, giovanotto. Non oltrepassare il limite, oppure finirai come quel verme laggi��.</p><p>Elminster si guard� attorno. ��Quel verme laggi��?� domand� esitante, non vedendo alcuna bestia n� trofeo, bens� solo stanze colme di tesori.</p><p>�La volta di quel corridoio�, rispose la Srinshee, �� rivestita con le ossa di un verme delle profondit�, sbucato in queste caverne, affamato di tesori. Quelle bestie mangiano il metallo, sai�.</p><p>El osserv� la volta nel corridoio indicato. In effetti sembravano ossa, ora che osservava meglio, ma� Si volt� verso la maga con nuovo rispetto. �Perci� se porto violenza, oppure tento di fuggire da qui, potreste uccidermi sollevando un dito�.</p><p>L�anziana elfa alz� le spalle. �Pu� darsi. Non credo che ci� accadr�, a meno che tu non sia pi� stupido, o pi� brutale, di quanto non appaia�.</p><p>El annu�. �Credo di no. Il mio nome � Elminster, Elminster Aumar, figlio di Elthryn. Sono, o ero, un principe di Athalantar, un piccolo regno umano che giace��</p><p>La donna annu�. �Lo so. Uthgrael sar� morto da un pezzo ormai�.</p><p>El fece un cenno col capo. �Era mio nonno�.</p><p>La Srinshee inclin� il capo pensierosa. �Hmmm�.</p><p>Il giovane la guard� sbalordito. �Voi <emphasis>conoscevate</emphasis> il Re Cervo?�</p><p>La vecchia annu�. �Un uomo vigoroso�, esclam� sorridente.</p><p>Elminster sollev� un sopracciglio, incredulo.</p><p>L�anziana maga scoppi� a ridere. �No, no, nulla del genere, sebbene qualcosa di simile possa essere accaduto con alcune delle ragazze con cui danzavo. A quei tempi ci divertivamo a spiare le azioni degli uomini. Quando vedevamo qualche personaggio interessante�� magari un guerriero coraggioso, o un maghetto tenace�� gli apparivamo nel chiarore lunare, e poi lo guidavamo in un inseguimento sfrenato in mezzo ai boschi. Talora quegli inseguimenti terminavano con colli spezzati, talaltra alcune di noi si lasciavano prendere. Io mi feci inseguire da Uthgrael per buona parte della Grande Foresta meridionale finch�, all�alba, non cadde esausto. Gli apparvi nuovamente quand�era sposato, solo per il gusto di vedergli spalancare la bocca dalla sorpresa�.</p><p>El scosse il capo. �Prevedo che sar� una lunga luna quaggi� con voi�, osserv� con lo sguardo rivolto al soffitto.</p><p>�Bene!� esclam� la Srinshee fingendosi oltraggiata, ma poi ridacchi�. �Ora tocca a te; raccontami le tue monellerie, Elminster�.</p><p>�Non so se sia il caso di parlarne proprio ora�, rispose il giovane con tono austero.</p><p>La donna incroci� il suo sguardo.</p><p>�Be��, aggiunse, �per alcuni anni sono sopravvissuto facendo il ladro, ad Hastarl, e c�era quel��</p><empty-line/><p>Elminster non aveva pi� voce. Stavano parlando ormai da ore. Dopo il secondo attacco di tosse, la Srinshee agit� una mano e afferm�: �Basta cos�. Sarai stanco. Solleva quel coperchio laggi��. Gli indic� un vassoio coperto da una cupola d�argento, appoggiato sopra un cumulo di corazze, tra un mucchio di monete ottagonali, coniate in un metallo bluastro che El non aveva mai visto.</p><p>Il principe fece come gli era stato detto. Sotto il coperchio vi era carne di cervo fumante in una salsa di noci e porri. �E questo da dove viene?�, domand� sbalordito.</p><p>�Magia�, rispose la vecchia maliziosamente, prendendo una caraffa dorata, semi sepolta da un cumulo di monete che le arrivava al gomito. �Sete?� Scuotendo il capo meravigliato, El protese una mano per afferrarla, al che l�elfa, incurante, gett� la caraffa nella sua direzione. Questa rote� verso il pavimento, poi risal� fino a raggiungere le mani di El.</p><p>�I miei ringraziamenti�, esclam� il giovane, afferrandola saldamente con due mani. La Srinshee si strinse nelle spalle, e il ragazzo percep� improvvisamente qualcosa di freddo sulla sommit� della testa. Alz� una mano e vi trov� un bicchiere di cristallo.</p><p>�Avevi entrambe le mani occupate�, si giustific� dolcemente l�anziana signora.</p><p>Mentre Elminster sbuffava divertito, gli apparve in grembo una ciotola d�uva. A quel punto scoppi� in una risata fragorosa, e si ritrov� a scivolare lungo il cumulo di monete al quale era appoggiato. Una rotol� via sul pavimento, e il giovane la schiacci� col tacco dello stivale, per fermarla.</p><p>�Alla fine ne avrai la nausea�, asser� la maga.</p><p>�Io non voglio monete�, ribatt� Elminster. �Non saprei neppure dove spenderle!�</p><p>�S�, ma dovrai spostarle tutte per raggiungere ci� che vi � sepolto sotto�, esclam� la Srinshee. �I pezzi migliori li tengo coperti, sai�.</p><p>El la fiss�, poi scosse il capo, sorrise, e, senza parlare, si avvent� sul cibo.</p><empty-line/><p>�Che cosa spinge, dunque, una maga elfa, capace di consigliare i Coronal, a uccidere vermi delle profondit�, a indurre re in inseguimenti selvaggi e a dimorare in una volta sotterranea e sconosciuta?�, domand� quand�ebbe divorato tutto ci� che poteva.</p><p>L�anziana maga aveva mangiato ancor pi� di lui, svuotando un vassoio dopo l�altro di funghi fritti e molluschi al limone, senza, tuttavia, apparire sazia. Si appoggi� nuovamente alla sua sedia d�aria, incroci� le gambe su un poggiapiedi invisibile, e rispose, �Un senso d�appartenenza, finalmente�.</p><p>�Appartenenza? Tra monete fredde e gioielli dei morti?�</p><p>La donna lo guard� con rispetto. �Sei acuto, uomo�. Appoggi� il bicchiere all�altezza del suo gomito e si protese. �Tuttavia dici ci� perch� qui non vedi ci� che vedo io�.</p><p>La maga afferr� un braccialetto d�argento ossidato, a forma di serpente. �Ora presta attenzione, Elminster. Sfrutta la mia conoscenza per effettuare la scelta giusta e guadagnarti in tal modo la vita. Questo bracciale � tutto ci� che rimane a Cormanthor della principessa Elvandaruil, perdutasi tra le onde delle Stelle Cadute tremila estati fa, quando il suo incantesimo volante venne meno. � finito sulle spiagge dell�Isola di Ambral quando Waterdeep non era ancora nato�.</p><p>El pesc� un pezzo di conchiglia scintillante dal cumulo accanto a lui. Era forata ai quattro lati, e da essi partivano tre fini catene che si riunivano in un medaglione d�argento costellato di cavallucci marini di smeraldo, con occhi d�ametista. �E questo?�</p><p>�Il pettorale di Chathanglas Siltral, che si diede l�appellativo di Signore dei Fiumi e delle Baie prima della fondazione del vostro regno di Cormyr. Involontariamente prese in moglie una mutaforma, e i mostruosi discendenti della sua prole dai tentacoli mortali, sono tuttora in agguato, nei corsi d�acqua del Marsember, che gli umani chiamano la Grande Palude�.</p><p>El si protese. �Conoscete la provenienza di ogni gingillo contenuto in queste stanze?�</p><p>La Srinshee alz� le spalle. �Naturalmente. A che cosa servono una lunga vita e una memoria di ferro se non li si <emphasis>usa</emphasis>?�</p><p>El scosse il capo meravigliato. Un momento pi� tardi esclam�: �Tuttavia perdonatemi� Le persone che indossarono o forgiarono tali ricchezze non possono essere tutte vostre familiari. Se, ad esempio, questo Siltral non ha generato elfi. Eppure avete la sensazione di appartenere� a che cosa?�</p><p>�Al regno dei miei familiari e degli altri elfi�, rispose la maga tranquillamente. �Io sono Oluevaera Estelda, l�ultima della mia discendenza. Eppure mi elevo al di sopra delle rivalit� di Casata contro Casata, e considero tutti gli abitanti di Cormanthor miei familiari. Ci� mi d� una ragione per aver vissuto tanto a lungo, e un�altra per continuare a vivere, dopo che tutte le persone che amavo sono scomparse�.</p><p>�Vi sentite molto sola?�, domand� El, avvicinandosi per guardarla profondamente negli occhi.</p><p>L�anziana elfa ricambi� lo sguardo intenso. I suoi occhi erano come fiamme blu stagliate contro un cielo tempestoso. �Sei molto pi� gentile, e molto pi� limpido di ogni altro uomo che abbia mai conosciuto�, afferm� pacata. �Ora pi� che mai vorrei che il giudizio del Coronal non pendesse su di te�.</p><p>El apr� le mani in segno di rassegnazione. �Nemmeno io vorrei essere qui�, esclam� con un sorriso.</p><p>La Srinshee ricambi� e disse vivacemente: �Bene, � meglio continuare. Disseppellisci quella spada accanto alle tue ginocchia e ti racconter� della stirpe dei signori elfi che l�hanno posseduta�.</p><empty-line/><p>Alcune ore pi� tardi la vecchia esclam�: �Ti andrebbe un t� alle erbe notturne?�</p><p>El sollev� la testa. �Non ho mai assaggiato una bevanda simile, ma se non sono tutti funghi, volentieri�.</p><p>�No, vi sono anche altri ingredienti�, rispose semplicemente, e i due ridacchiarono insieme.</p><p>�S�, � fatto anche coi funghi, e no, non � nocivo, o, perlomeno, non � molto diverso da ci� che bevono le altezzose signore del Cormyr e del Chondath�, aggiunse.</p><p>�Oh, volete dire che somiglia al brandy?�, domand� innocente Elminster, mentre la donna increspava le labbra e rideva nuovamente.</p><p>�Ne faccio bollire un po� per entrambi�, afferm�, alzandosi. Poi si volt� verso Elminster, che stava pazientemente disseppellendo una corazza dall�ennesimo cumulo di monete. Era costituita da un unico pezzo di rame, spesso come un pollice, e scolpita a formare due seni femminili, sotto ai quali vi erano le fauci di un leone inferocito. �Non dormi mai, uomo?�, domand� curiosamente la maga.</p><p>El risollev� lo sguardo. �Mi stanco, questo s�, ma non ho pi� bisogno di dormire�.</p><p>�Un incantesimo della tua dea?�</p><p>Elminster annu�, e si concentr� sulla corazza. �Questo leone�, esclam�. �Ha gli occhi incastonati nella lingua e��</p><p>Il busto dell�antica Regina Eldratha del regno elfo Larlotha, ormai scomparso, era di marmo solido, e alto quanto la lunghezza del braccio di El. Giunse volando con la giusta angolazione, e lo colp� quasi gentilmente dietro l�orecchio destro. Il giovane non seppe nemmeno di essere stato colpito.</p><empty-line/><p>Si risvegli� con un mal di testa da impazzire. Sembrava che qualcuno gli stesse affondando un pugnale nell�orecchio destro, per poi estrarlo e infilarlo nuovamente. Dentro. Fuori. Dentro. Fuori. Arrrgh.</p><p>Si rotol� su un fianco, grugn�, sentendo un tintinnio di monete quando mosse i piedi. <emphasis>Che cos�era</emphasis> accaduto?</p><p>I suoi occhi si posarono sulle luci tenui, immobili sopra di lui. Gemme, incastonate in un soffitto a volta. Oh, gi�� era nella Volta dei Secoli, con la Srinshee, e vi sarebbe rimasto finch� il Coronal non fosse tornato a giudicare la sua scelta.</p><p>�Signora? Signora� uh� Srinshee?�, domand�, emettendo un altro grugnito. Parlando aveva risvegliato il dolore alla testa. �Signora� ah, Oluevaera?�</p><p>�Quaggi��, gli rispose un sussurro debole e stridente, ed El si volse nella direzione del suono.</p><p>L�anziana maga giaceva a braccia e gambe aperte su un cumulo di tesori, la tunica a brandelli e fili di fumo che salivano pigramente dal suo corpo. Un corpo, ora ampiamente nudo, pieno di rughe e di macchie tipiche della vecchiaia, che non recava per� segni di violenza. El si trascin� verso di lei, la testa tra le mani.</p><p>�Signora?�, esclam�. �Siete ferita? Che cos�� accaduto?�</p><p>�Ti ho attaccato�, rispose tranquillamente, �e ne ho pagato le conseguenze�.</p><p>El la fiss�, disorientato. �Voi�?�</p><p>�Uomo, me ne vergogno�, confess� con labbra tremanti. �Trovare un amico dopo tanto tempo, e gettar via la sua amicizia per la fedelt� al regno. Ho fatto ci� che pensavo fosse corretto e ho scoperto che la mia scelta era sbagliata�.</p><p>El appoggi� il capo martellante sulle monete accanto alla Srinshee, in modo da poterla guardare negli occhi. Erano colmi di lacrime. �Signora�, ribatt� gentilmente, commosso dalla tristezza della sua voce, �per il bene mio e degli dei, raccontatemi che cosa � successo�.</p><p>La donna lo fiss�, sconsolata. �Ho commesso un atto imperdonabile�.</p><p>�Ossia?�, chiese El quasi supplicante, indicandole con gesti stanchi di lasciar uscire le parole dalla bocca.</p><p>Oluevaera abbozz� un sorriso e rispose tristemente: �Eltargrim mi domand� di tentare ci� che lui aveva fallito: apprendere dalla tua mente tutto ci� che potevo, mentre dormivi. Ma il tempo passava, un giorno e una notte, e ancora ti aggiravi fra i tesori, senza dar segno di stanchezza. Perci� ti ho chiesto, e tu mi hai risposto che non avevi bisogno di dormire�.</p><p>El annu�, e alcune monete scivolarono sotto la sua guancia. �Con che cosa mi avete colpito?�</p><p>�Con un busto di Eldratha di Larlotha�, mormor� la vecchia. �Elminster, mi dispiace�.</p><p>�Anche a me�, esclam� commosso. �La magia elfa � in grado di lenire un mal di testa?�</p><p>�Oh�, esclam� Oluevaera portandosi una mano alla bocca, mortificata. �Ecco�. Allung� due dita, gli tocc� la testa e mormor� qualcosa.</p><p>E come acqua fresca, il dolore scomparve.</p><p>El la ringrazi�, e scivol� sulle monete fino a sedersi di nuovo sul pavimento. �E cos� vi siete messa a frugare nella mia mente mentre io ero incosciente e��</p><p>Colto da un pensiero improvviso si volt� e corse a chinarsi ansiosamente sopra di lei. �Signora, ho visto del fumo emanare dal vostro corpo! Vi siete fatta male?�</p><p>�Mystra mi stava aspettando, proprio come aveva atteso il Coronal�, gli spieg� la Srinshee sorridendo lievemente. �Si preoccupa per te, giovane uomo. Mi ha scacciato risoluta dalla tua mente, e mi ha detto che aveva preparato un incantesimo dentro di te capace di ridurmi in polvere�.</p><p>El la guard� sbalordito, e poi lasci� sprofondare la mente nel luogo in cui, da tanto tempo, non dimorava alcun incantesimo. Doveva provvedere al pi� presto. Senza nemmeno una piccola magia da sferrare, e nessuna gemma da invocare, si sentiva indifeso in mezzo a quegli elfi orgogliosi.</p><p>Ed eccola l�. Una magia mortale della quale non conosceva l�esistenza: tanto potente, e tanto semplice. Un tocco, e sangue elfo sarebbe ribollito nel corpo scelto, riducendolo in polvere in pochi istanti, indipendentemente da armature o magie difensive e�</p><p>Il giovane rabbrivid�. Si trattava di un incantesimo mortale.</p><p>Quando la sua mente torn� al presente, dita fresche ed esili come quelle di un bambino gli presero il polso e fecero s� che la sua mano poggiasse su carne liscia e fresca. Carne che sembrava�</p><p>Elminster abbass� lo sguardo. La Srinshee si era scoperta il petto e aveva appoggiato la sua mano fermamente su di esso.</p><p>�Signora�, le domand�, fissando le fiamme blu nei suoi occhi tristi, �che cosa�?�</p><p>�Usa l�incantesimo�, lo incoraggi�. �Non merito altro�.</p><p>El liber� delicatamente la mano, e le risollev� il lembo della tunica. �E che cosa mi farebbe il Coronal?�, chiese con un tono di finta disperazione nella voce. �Questo � il guaio peggiore di voi tipi tragici: non pensate mai alle conseguenze!�</p><p>Elminster sorrise, e la osserv� sforzarsi di ricambiare. Dopo un attimo vide che stava piangendo, lacrime silenziose sgorgavano dai suoi occhi antichi.</p><p>Impulsivamente si chin� e le baci� la guancia. �Avete commesso un atto imperdonabile, s�, le sussurr� all�orecchio. �Mi avete promesso un t� alle erbe, e sto <emphasis>ancora</emphasis> aspettando!�</p><p>L�anziana maga tent� di ridere, ma scoppi� in singhiozzi. El la sollev� fra le braccia per confortarla, e scopr� che era come cullare un bimbo in lacrime. Pesava meno di <emphasis>nulla.</emphasis></p><p>La Srinshee stava ancora singhiozzando, le braccia intorno al collo del principe, quando due tazze fumanti apparvero nell�aria di fronte al naso di El.</p><empty-line/><p>Elminster aveva da tempo perso il conto degli oggetti che reputava pi� intelligenti. Vi era una corona che faceva tornare giovane chi l�indossava, e un guanto in grado, con le sue dita, di risanare la pelle di volti contusi o sfigurati. La Srinshee aveva radunato tali cose, e altri oggetti che pi� gli piacevano, in una cassa situata nella stanza centrale, ma il giovane aveva veduto solo una minuscola parte dei tesori contenuti nella volta, e gli occhi della maga s�intristirono nuovamente.</p><p>�El�, esclam�, mentre spostava un flauto appartenuto all�eroe elfo Erglareo della Freccia Lunga, �il tempo a tua disposizione sta terminando�.</p><p>�Lo so�, rispose brevemente il ragazzo. �Che cos�� questo?�</p><p>�Un mantello che allontana le malattie dagli alberi al cui tronco viene avvolto, o dalle piante su cui viene posato, lasciatoci dal mago elfo Raeranthur di��</p><p>El si stava gi� rimettendo in moto, diretto verso la cassa, in cerca di cose che catturassero la sua attenzione. Lady Estelda ammutol� e lo guard� tristemente allontanarsi da lei. L�anziana elfa non osava aiutarlo nemmeno a spostare una moneta, per paura che uno dei maghi di corte, impaziente di vedere morto l�intruso, la spiasse da lontano.</p><p>Elminster torn� da lei, la stanchezza evidente intorno agli occhi. �Quanto mi resta?�, chiese.</p><p>�Forse dieci minuti�, rispose a bassa voce, �forse venti. Dipende da quanto sono ansiosi�.</p><p>�Di vedermi morto�, brontol� El, adagiandosi a pochi passi dall�elfa. Era un caso che lei avesse appoggiato tre volte la mano sulla sfera di cristallo negli ultimi due minuti?</p><p>�E questo che cos��?�, chiese raccogliendo l�oggetto.</p><p>�Un cristallo col quale � possibile vedere il corso dei fiumi del regno, in superficie o sotto terra; ogni centimetro del loro viaggio verso il mare, chiaramente illuminato affinch� l�occhio possa vedere dighe di castori, intoppi, e fonti di sporcizia�, gli spieg� la Srinshee, rapidamente, quasi senza prender fiato, �costruito per la Casata dei Clatharla, ora decaduta, a causa di��</p><p>�Lo prendo�, mormor� El passandole davanti. Il giovane si ferm� col piede a mezz�aria e calci� l�elsa di una spada sepolta sotto le monete. �Questa?�</p><p>�Una spada che squarcia le tenebre e le cose non morte chiamate ombre, e credo anche fantasmi e spettri�.</p><p>Il principe agit� la mano in segno di lasciar stare e si avvi� nuovamente per il corridoio, in direzione della cassa. Oluevaera si sistem� la tunica ingioiellata che El aveva disseppellito e insistito che indossasse, nonostante continuasse a scivolare dalle spalle ormai curve. Sospir�. Sarebbero giunti da un momento all�altro e�</p><p>Eccoli apparire. Vi fu un bagliore di luce nella stanza centrale, ed El si irrigid�, trovandosi improvvisamente circondato dagli sguardi ostili di maghe elfe. Sei in tutto, lo scettro in mano puntato verso di lui. Scintille minuscole ammiccavano e fluivano lungo quelle armi mortali. Nel corridoio El vide la Srinshee venire verso di lui. La donna schiocc� le dita, e un settimo scettro apparve nella sua mano, pronto a colpire.</p><p>Il giovane le volt� lentamente le spalle, sapendo chi lo attendeva nella direzione opposta. Tutti i governatori amavano le entrate solenni. Dietro a due delle maghe apparve un elfo anziano avvolto in una tunica bianca, gli occhi come due pozze di stelle. Le donne si fecero lentamente da parte per consentirgli di entrare nel cerchio della morte. Il Coronal.</p><p>�Ben tornato, Onorato Signore�, esclam� Elminster, e delicatamente ripose la sfera di cristallo che aveva in mano nella cassa aperta.</p><p>L�elfo abbass� lo sguardo sui tesori che conteneva, e sollev� un sopracciglio in segno d�approvazione. Oggetti istruttivi, non bellici. La sua voce, tuttavia, risuon� austera. �Ti avevo pregato di scegliere solo una cosa. Permettici di assistere alla tua scelta�.</p><p>Elminster s�inchin�, poi avanz� verso il Coronal, le mani allargate e vuote.</p><p>�Ebbene?�, domand� il re elfo.</p><p>�Ho fatto la mia scelta�, rispose El tranquillamente.</p><p>�Scegli di non prendere nulla?�, chiese il Coronal accigliato. �� un modo codardo per tentare di evitare la morte�.</p><p>�No�, ribatt� Elminster, con tono altrettanto serio. �Ho scelto la cosa pi� preziosa esistente nella Volta dei Secoli�.</p><p>Gli scettri tremolarono, sospesi a mezz�aria intorno a lui, abbandonati dalle maghe che ora stavano preparando sortilegi a pi� non posso. El si volt� lentamente, un sopracciglio inarcato, mentre le donne sussurravano incantesimi in un coro confuso. Solo le mani della Srinshee erano immobili. La punta dello scettro era appoggiata contro il suo petto, e i suoi occhi erano molto ansiosi.</p><p>In quel momento un�ondata di incantesimi invest� Elminster Aumar per indagare, sondare, scrutare, cercando invano oggetti nascosti o magie mascherate sul corpo del giovane umano. Una per volta le maghe guardarono il Coronal e scossero il capo; non avevano trovato nulla.</p><p>�E quale sarebbe la cosa pi� preziosa?�, domand� finalmente il Coronal, mentre due delle maghe, dopo aver riacquistato possesso dei loro scettri, si portavano lentamente davanti a lui a formare uno scudo.</p><p>�L�amicizia�, rispose Elminster. �Rispetto reciproco, e la mia stima per una signora saggia e gentile�. Quindi si volt� verso Oluevaera e le fece un profondo inchino.</p><p>Dopo un istante interminabile, mentre gli altri elfi la guardavano, la vecchia maga sorrise e ricambi� l�inchino, gli occhi lucidi di lacrime.</p><p>Il Coronal inarc� le sopracciglia. �Hai scelto pi� saggiamente di quanto avrei fatto io�, esclam�. Quasi tutte le maghe di corte sembrarono sbalordite, e rimasero a bocca aperta quando il governatore di Cormanthor s�inchin� profondamente di fronte a Elminster. �Sono onorato della tua presenza nel pi� bello dei regni: sei il benvenuto, meritevole di risiedervi quanto qualsiasi elfo. Sii tutt�uno con Cormanthor�.</p><p>�E Cormanthor sia tutt�uno con te�, cantarono all�unisono le maghe. Elminster sorrise a Eltargrim, ma si volt� ad abbracciare la Srinshee. Lacrime calde le scesero sulle guance quando sollev� lo sguardo verso di lui, ed El le asciug� con un bacio.</p><p>Un�oscurit� vellutata cal� nuovamente, per poi dissiparsi e rivelare una sala enorme e scintillante, stipata di elfi in tutto il loro splendore. Al che la magia del Coronal fece riecheggiare il canto.</p><p>Dalle facce stupite della Corte di Cormanthor si lev� un chiaro: �E Cormanthor sia tutt�uno con te�.</p></section></section><section><title><p>PARTE II</p><p>L�armathor</p></title><section><title><p>7.</p><p>Ad ognuno la sua festa</p></title><epigraph><p>Quando Elminster la vide per la prima volta, Cormanthor era una citt� dalla parvenza altezzosa, piena di intrighi, di lotte, e di decadenza. Un luogo, in realt�, molto simile alle pi� fiere citt� umane odierne.</p><text-author>Antarn il Saggio</text-author><text-author>Da <emphasis>La grande storia della potenza degli arcimaghi faer�niani</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata approssimativamente nell�Anno del Bastone</text-author></epigraph><p>Quando Ithrythra ebbe faticosamente percorso con gli stivali nuovi il sentiero tra i boschi che conduceva alla piscina, la festa era gi� iniziata da un pezzo.</p><p>�Onestamente, carissima�, confid� a qualcuno Duilya Evendusk, con voce sufficientemente alta da far tremare le foglie dell�albero sopra la sua testa, �non mi importa <emphasis>che cosa</emphasis> sostengano i tuoi vecchi! Il Coronal � pazzo! <emphasis>Completamente</emphasis> pazzo!�</p><p>�Tu conosci la pazzia meglio di tutte noi�, mormor� Ithrythra sotto voce, appoggiando il bicchiere su un vassoio fluttuante per slacciarsi gli stivali d�argento alti fino alla coscia. Era un sollievo togliergli. I tacchi a punta le permettevano di torreggiare sui servi, s�, ma oh, quanto male facevano. Le mode umane erano tanto folli quanto sfrontate.</p><p>Ithrythra appese la tunica merlettata a un ramo e sistem� le increspature della sottoveste, poi diede un�occhiata alla sua immagine riflessa nello specchio appeso sotto il grande albero, uno specchio ovale pi� alto di lei.</p><p>Quando scrut� nelle sue profondit� e vide una sorta di scintillio, si ricord� che tra le signore si mormorava che lo specchio era talora servito ai Tornglara quale porta d�accesso alle strade buie e sporche nelle citt� degli uomini. I signori di tale casata andavano a concludere con gli uomini affari che Cormanthor disapprovava. Le signore Tornglara, ora�</p><p>Allora schiocc� le labbra e scacci� risolutamente quei pensieri. Le mode erano ci� che Alaglossa Tornglara andava cercando: mode, e nient�altro.</p><p>Ithrythra sorrise lievemente allo specchio leggendario. La sua nuova acconciatura presentava un ricciolo laterale, fermamente avvolto intorno alla lira, simbolo della casata di appartenenza. Le orecchie si ergevano fieramente, le punte imbellettate non deturpate da gioielli eccessivamente vistosi. Si volt�, come per controllare prima un lato del corpo, poi l�altro: le gemme incollate lungo i fianchi erano tutte al loro posto. Si mise in posa, e mand� allo specchio un bacio imbronciato. Niente male.</p><p>Dopo il pranzo di ogni quarto giorno, le donne di cinque casate si riunivano alla Piscina della Danza del Satiro, nei giardini privati dietro la casa dalle molte torri dei Tornglara. L� facevano il bagno nella pi� calda delle piscine, in cui, per l�occasione, veniva versata acqua di rose speziata, e sorseggiavano vino di menta estiva da lunghi bicchieri verdi. I vassoi di confetture candite e i vini Tornglara, di giusta fama, circolavano liberamente, cos� come la vera ragione per cui le donne si riunivano periodicamente nello stesso luogo: il pettegolezzo.</p><p>Ithrythra Mornmist si un� alle compagne chiacchierone, salutandole con il consueto sorriso. Mentre lasciava scivolare le sue lunghe gambe nella piscina, sospirando di piacere per il calore lenitivo dell�acqua, not� che il suo bicchiere era l�unico ancora pieno. Dov�erano i servi?</p><p>La padrona di casa not� le occhiate di Ithrythra, s�interruppe bruscamente e, con aria cospiratrice afferm�: �Oh, li ho mandati via, cara. Questa volta dovremo riempirci i bicchieri da sole, ma d�altronde non si discute tutti i giorni di <emphasis>tradimento della corona</emphasis>!�</p><p>�Tradimento della corona? Che cosa mai pu� aver fatto il Coronal? Quell�elfo � troppo anziano per avere ancora un po� d�arguzia, o d�energia!�, esclam� Ithrythra, suscitando gridolini e risate nelle signore gi� immerse nella piscina.</p><p>�Oh, sei <emphasis>fuori strada</emphasis>, carissima Ithrythra! Dev�essere a causa di tutto quel tempo che trascorri nelle tue cantine a coltivare funghi per guadagnarti da vivere!�, esclam� tagliente Duilya Evendusk; Alaglossa Tornglara ebbe la grazia di alzare gli occhi al cielo all�udire tale cafonaggine.</p><p>�Be�, almeno ci� prova ai miei vecchi che <emphasis>sono in grado</emphasis> di lavorare, se devo�, ribatt� Ithrythra, �ed evito di essere un peso morto per la mia casata. Dovresti provare, cara, o, be�, no, meglio di no��</p><p>Cilivren Doedance, la pi� tranquilla e gentile di tutte, sputacchi� sul bicchiere che stava riempiendo, e decise che la cosa pi� prudente da fare era posarlo. Appoggiatolo sul vassoio fluttuante, tapp� la caraffa e la ripose nella solita cavit� del torrentello che scorreva tra i cespugli accanto a lei.</p><p>�La notizia si � sparsa in tutta la citt�, spieg� tranquillamente. �Il Coronal ha nominato un <emphasis>uomo</emphasis> armathor del regno! Un ladro che rub� la kiira di una casata importante, e irruppe nella loro residenza cittadina per sottrarre incantesimi e derubare le signore!�</p><p>�Non era Casa Starym, vero?�, domand� ironicamente Ithrythra. �Non vi � mai stato troppo amore fra il vecchio Eltargrim e la pi� altezzosa delle nostre casate�.</p><p>�Gli Starym hanno servito Cormanthor un migliaio di estati pi� a lungo di una certa casata che conosco�, asser� Phuingara Lhoril con fare impettito. �I cormanthoniani di spirito realmente nobile non trovano affatto eccessivo il loro orgoglio�.</p><p>�I cormanthoniani di spirito veramente nobile non si abbandonano affatto a un comportamento superbo�, rispose Ithrythra delicatamente.</p><p>�Oh, Ithrythra! La tua lingua � sempre <emphasis>tagliente</emphasis> come una spada! Non capisco come fa il tuo signore a sopportarti!�, afferm� Duilya Evendusk stizzosamente, seccata di non essere pi� al centro dell�attenzione.</p><p>�Io lo so�, osserv� Alaglossa Tornglara con sguardo rivolto alle foglie sovrastanti. Ithrythra arross� mentre le altre bagnanti ridacchiarono divertite. Duilya vi aggiunse la sua sghignazzata stridula e poi si affrett� a riconquistarsi il centro della scena. Quel giorno le punte delle sue orecchie erano quasi piegate sotto il peso delle gemme.</p><p>�Orgoglio o non orgoglio, non si tratta degli Starym�, esclam� eccitata, �ma di Casa Alastrarra. A corte si dice che entrambi i maghi reali sfiderebbero Eltargrim con la spada davanti all�altare di Corellon, piuttosto che lasciare che un uomo cammini e viva fra noi. Per non parlare della nomina di armathor! Alcuni degli armathor pi� giovani, quelli che non sono a capo di casate, e perci� non hanno nulla da perdere, sono gi� stati a palazzo, hanno spezzato le spade e gettato i pezzi ai piedi del Coronal! Uno di loro gli ha persino scagliato contro la sua!</p><p>�Mi stavo chiedendo quanto tempo passer�, riflett� Ithrythra ad alta voce, �prima che a quest�uomo capiti un� incidente�.</p><p>�Non molto, a giudicare dagli sguardi degli anziani di corte�, afferm� con entusiasmo Duilya, gli occhi scintillanti. �Se siamo fortunati, lo sfideranno a corte, oppure consentiranno a tutti noi di assistere alla sua fine mediante incantesimi!�</p><p>�Molto educato�, mormor� Cilivren, ma le sue parole furono udite solo da Alaglossa e Ithrythra. Duilya, assordata dalle sue allegre parole, non la sent�.</p><p>�E poi�, continu� la donna, con rinnovato entusiasmo, �le casate maggiori potrebbero indire una Caccia, per la prima volta dopo secoli, e trasformare il vecchio Eltargrim in un cervo per poi abbatterlo! E avremo un nuovo Coronal! Oh, che eccitazione!� Nella sua esuberanza, Duilya afferr� una caraffa e la vuot� senza usare il bicchiere.</p><p>Barcollando, si lasci� ricadere nella piscina, tremando e gorgogliando. �Per tutti gli dei, cara, non affogare <emphasis>qui</emphasis>�, mormor� Phuingara, tenendole la testa fuori dall�acqua, �altrimenti i nostri signori s�infurieranno per il fatto che parliamo alle casate rivali senza la loro autorizzazione!�</p><p>Ithrythra prov� un gran piacere nel battere vigorosamente la mano sulla schiena di Duilya in preda a un eccesso di tosse. Alcune gemme schizzarono via e tintinnarono contro un vassoio fluttuante.</p><p>Alaglossa sorrise ermeticamente alla regnante di Casa Mornmist, facendo intendere a Ithrythra che la padrona di casa sapeva benissimo che la forza impressa al suo colpo non era stata involontaria e che il suo silenzio sulla questione avrebbe avuto un prezzo, pi� tardi.</p><p>�� tutto a posto, cara�, la rassicur� Alaglossa premurosamente, mettendole un braccio attorno alle spalle tremanti. �Va meglio ora? La dolcezza del nostro vino talora inganna, e fa pensare che non bruci, ma � persino pi� forte di quello, ah, �sherry triplo� tanto decantato dai nostri mariti!�</p><p>�Oh�, mormor� Phuingara, �quindi l�hai assaggiato, vero?�</p><p>Alaglossa volt� la testa e lanci� uno sguardo alla signora di Casa Lhoril, silenzioso ma tagliente come un pugnale; Phuingara si limit� a sorridere e chiese: �Dunque? Com�era?�</p><p>�Vorresti sapere che cosa fa s� che i nostri mariti sbattano contro le colonne, sghignazzino come ragazzini e ululino mentre giacciono sul pavimento e tentano di stringersi la mano?� domand� improvvisamente Cilivren, ridendo. �Be�, quella cosa ha un gusto orribile!�</p><p>�<emphasis>Tu hai</emphasis> bevuto sherry triplo?�, domand� Phuingara, incredula.</p><p>Cilivren offr� a Lady Lhoril un sorriso felino e rispose: �<emphasis>Alcuni</emphasis> signori non escludono le mogli da tutti i divertimenti�.</p><p>Tutte le altre donne, persino Duilya, che ancora tossiva, guardarono Lady Doedance come se improvvisamente le fossero spuntate sei teste.</p><p>�Cilivren�, esclam� Duilya scioccata, quando riusc� di nuovo a parlare. �Non avrei mai pensato��</p><p>�Questo � il problema�, sbott� Ithrythra, �tu non pensi mai!�</p><p>Tutte le bagnanti spalancarono la bocca, sbalordite, ma prima che Duilya potesse infuriarsi per l�insulto, Lady Mornmist si protese, gli occhi seri e il volto vicino a quello dell�amica, e cominci�, �<emphasis>Ascoltami</emphasis>, Lady Evendusk. Come pensi che faccia Cormanthor a scegliere un Coronal? Sei eccitata al solo pensiero, hai detto? Proveresti le stesse sensazioni se ti dicessi che nominare un nuovo re implica probabilmente avvelenamenti, duelli nelle strade, e maghi che lavorano di notte nelle loro torri per sferrare incantesimi mortali ai loro rivali in tutta la citt�? Umano o non umano, che Eltrargrim sia un�idiota o meno, desideri morire, o vedere i tuoi figli uccisi, e assistere alla nascita di ostilit� che distruggeranno Cormanthor per sempre, e che permetteranno a <emphasis>tutti</emphasis> gli uomini di calpestare le nostre <emphasis>ossa</emphasis> nella citt� in guerra?�</p><p>Fece una pausa per riprendere fiato, i pugni serrati per la paura e la rabbia, e guard� con occhio truce le quattro facce che la stavano fissando. Possibile che non <emphasis>capissero</emphasis>?</p><p>�Che gli dei non me ne vogliano�, continu� Lady Mornmist con voce tremante, �trovo rivoltante l�idea che un uomo cammini nel nostro regno. Ma lo accoglierei come un fratello se fosse necessario, lo bacerei e lo servirei giorno e notte, per impedire al nostro regno di sfaldarsi!�</p><p>Strinse i pugni, il petto palpitante, e quasi grid�: �Pensate che Cormanthor sia tanto splendida e potente che nessuno possa toccarla? Com�� possibile? I nostri mariti camminano impettiti, sogghignano e narrano storie delle imprese eroiche dei loro padri, quando il mondo era giovane e noi combattevamo i draghi a mani nude col buio o con la luce. E i nostri figli si vantano del loro coraggio, e non riescono nemmeno a trangugiare un boccale di sherry triplo senza cadere per terra! Ogni anno le asce degli uomini rosicchiano i margini delle nostre incantevoli foreste, e i loro maghi diventano sempre pi� forti. Ogni anno gli avventurieri diventano pi� audaci e un numero sempre minore delle nostre pattuglie giunge alla fine della stagione senza aver subito perdite!�</p><p>Alaglossa Tornglara annu� lentamente, il viso pallido, mentre Ithrythra prendeva fiato, deglutiva, e aggiungeva in un sussurro: �Io non mi aspetto di vedere le torri della nostra citt� ancora in piedi quando morir�. Qualcuna di voi si preoccupa mai di ci�?�</p><p>Nel silenzio che segu� le sue parole, Lady Mornmist afferr� in modo provocatorio una caraffa di vino piena e se la scol�, lentamente e deliberatamente, mentre le altre la fissavano attonite.</p><p>�In verit�, afferm� Duilya, sorridendo un po� a disagio, mentre osservava Ithrythra Mornmist, apparentemente inalterata dal vino, posare la caraffa vuota e sollevarne un�altra per riempire delicatamente il bicchiere, �credo che tu abbia molta fantasia, Ithrythra, come al solito. Cormanthor in pericolo? Suvvia. Chi pu� minacciarci? Conosciamo incantesimi in grado di trasformare un�orda di barbari in� in funghi per lo sherry!</p><p>Rise allegramente per la battuta, ma l�allegria sfum� in un silenzio pensieroso. Allora si volt� per cercare il sostegno di Phuingara. �Non lo pensi anche tu?�</p><p>�Io credo�, rispose Phuingara lentamente, �che noi spettegoliamo e cianciamo tutto il giorno perch� non abbiamo il coraggio di parlare di tali cose. Duilya, ora ascoltami: non condivido tutti i timori di Ithrythra, ma il fatto che nessuno ne parli apertamente, o che noi non desideriamo sentire, non prova che lei abbia <emphasis>torto.</emphasis> Se non hai udito verit� nelle sue parole, ti suggerisco di darle un bacio e di pregarla molto gentilmente di ripeterle, e di ascoltare pi� attentamente questa volta�.</p><p>Detto ci�, Lady Lhoril si volt� e si accinse a uscire della piscina, lasciando dietro di s� una scia di tenebroso silenzio.</p><p>�Aspetta!�, esclam� Alaglossa, afferrando il polso bagnato di Phuingara. �Rimani!�</p><p>Lady Lhoril si volt�, guard� la padrona di casa con occhi fiammeggianti, e afferm� con voce pacata: �Alaglossa, per tutto ci� che ti � caro, fa� in modo che mi <emphasis>trattino</emphasis> bene�.</p><p>Lady Tornglara annu� brevemente. �Ithrythra ha ragione�, asser� austera, il corpo lievemente proteso. �� una questione troppo importante per essere accantonata, e continuare a scherzare, a litigare, e rimanere a guardare mentre la citt� viene alle mani per quest�uomo. Dobbiamo lavorarci i nostri signori per mantenere la pace, convincerli che per un semplice uomo non vale la pena detronizzare il Coronal, n� sguainare le spade o iniziare faide�.</p><p>�Mio marito non mi ascolta mai�, sussurr� tragicamente Duilya Evendusk. �Che cosa posso fare?�</p><p>�<emphasis>Costringilo</emphasis> a farlo�, le sugger� Cilivren. �Fatti notare, attrai la sua attenzione�.</p><p>�Lo fa soltanto quando siamo��</p><p>�Allora, carissima�, si intromise Phuingara con voce tagliente come una frusta, �� tempo che impari un po� a farti obbedire da lui. Alaglossa, ti ringrazio di avermi trattenuto qui; abbiamo molto lavoro da fare. Hai un po� di quello sherry triplo?�</p><p>Lady Tornglara la fiss� sorpresa. �Naturalmente�, rispose, �ma per quale motivo?�</p><p>�Uno dei pochi modi che riesco a immaginare per conquistare il rispetto di Lord Evendusk�, rispose la Lhoril con entusiasmo, �quando la mattina si lamenta a causa di ci� che ha bevuto la sera prima e impreca contro i suoi figli per ci� che hanno rotto la notte precedente, in preda al furore e alla ridarella�� dovevi proprio sceglierti uno zoticone patentato, vero Duilya?�� � stappare una bottiglia piena di quello sherry, berla d�un fiato davanti a lui, e poi sedergli accanto <emphasis>senza</emphasis> agitarsi o barcollare. Quando rimarr� a bocca aperta davanti alla sua gentile signora trasformatasi in un leone, potrai parlargli schiettamente e fargli sapere che non vedi il bisogno di fare tutto quel baccano�.</p><p>�E poi?�, chiese Duilya, il viso bianco al solo pensiero di sopraffare il marito.</p><p>�E poi potrai trascinarlo a letto di fronte a tutta la servit��, continu� Phuingara, �e dirgli che bere ogni notte non � una scusa per barcollare come un idiota, per mettere in ridicolo l�onore di casa, mentre tu vieni trascurata�.</p><p>Vi fu un attimo di silenzio, poi le donne iniziarono a ridere: dapprima piano, poi sempre pi� forte a mano a mano che compresero l�intero significato delle parole di Phuingara.</p><p>Fu Cilivren a smettere per prima. �Vuoi che ci alleniamo a bere sherry triplo finch� non saremo in grado di scolarcene una bottiglia senza conseguenze? Phuingara, <emphasis>moriremo</emphasis>�<emphasis>.</emphasis> Fece una smorfia. �Dico sul serio: quella roba brucia le interiora come fuoco!�</p><p>Lady Lhoril si strinse spalle. �Allora impareremo a tollerarne qualche bicchiere senza lacrime o tremori, ed elaboreremo un incantesimo, solo per noi, che trasformer� in acqua ci� che passa dalle nostre labbra, mentre beviamo. Noi perseguiamo il rispetto, non vogliamo affogare le preoccupazioni per il regno come fanno i nostri mariti. Perch� pensate che bevano in quel modo? Hanno veduto ci� che ha visto Ithrythra, e semplicemente non vogliono affrontarlo�.</p><p>�Perci� dovrei trascinare il mio Ihimbraskar in camera da letto dopo averlo umiliato di fronte a tutti�, esclam� Duilya a voce bassa, �e poi? Mi stordir�, getter� le mie ossa dalla finestra, e il giorno seguente andr� in cerca di una donna nuova e pi� giovane!�</p><p>�Non se lo costringerai a sedere e gli snocciolerai le stesse parole ardenti che ha pronunciato prima Ithrythra�, le spieg� Alaglossa. �Anche se non si dichiarer� d�accordo, rimarr� tanto stupito del fatto che tu abbia pensato a tali questioni, che probabilmente discuter� con te come se fossi un suo pari: al che gli dirai che una moglie serve proprio a quello, e poi lo porterai a letto�.</p><p>Duilya la fiss� per un istante, e poi scoppi� a ridere selvaggiamente. �Oh, Hanali benedici tutte noi! Se avessi la forza di farlo��</p><p>�Lady Evendusk�, esord� Ithrythra, �ti darebbe terribilmente fastidio se noi quattro fossimo legate a te con uno o due incantesimi, per� ah, assisterti nel discorso, nei momenti d�imbarazzo?�</p><p>Duilya spalanc� la bocca, e poi si guard� lentamente intorno. �Lo fareste?�</p><p>�Potremmo beneficiare tutte di un tale incantesimo�, afferm� lentamente Phuingara. �Buona idea, Ithrythra�, aggiunse, poi si rivolse ad Alaglossa. �Vai a prendere quello sherry, Lady Tornglara: serve un brindisi�.</p><empty-line/><p>�Anche se in futuro io e altri ti insegneremo alcuni incantesimi della nostra Gente�, afferm� la Srinshee, �ora ti attende un periodo assai pericoloso, Elminster�. L�anziana maga sorrise. �Non c�� bisogno che sia io a dirtelo�.</p><p>El annu�. �Ed � per questo che mi hai condotto qui�. Il giovane si guard� intorno, le pareti impolverate e scure, poi domand�: �Ma che posto � questo?�</p><p>�Una tomba sacra al nostro popolo: una torre infestata dagli spettri, un tempo la dimora della prima nobile e fiera casata che tent� di elevarsi al di sopra degli altri elfi. La dimora dei Dlardrageth�.</p><p>�Che cosa � accaduto loro?�</p><p>�Essi corteggiarono incubi e succubi, nel tentativi di dar vita a una razza pi� forte. Pochi sopravvissero a tali relazioni, e meno ancora alle nascite che seguirono, e tutti i popoli elfi si sollevarono contro di loro. I pochi sopravvissuti furono murati qui dai nostri incantesimi pi� potenti, fino alla fine dei loro giorni�. Oluevaera, pensierosa, pass� la mano su una colonna impolverata, e rivel� il bassorilievo di un volto lascivo. �Alcuni di quegli incantesimi permangono, malgrado giovani e intrepidi signori di Cormanthor siano penetrati nella torre pi� di mille anni fa e abbiano depredato il castello delle ricchezze dei Dlardrageth. Hanno trovato poche cose di valore, ma le hanno portate via tutte. Inoltre, hanno sparso la voce dei fantasmi che dimorano in questo luogo�.</p><p>�Fantasmi?�, domand� Elminster tranquillamente. La Srinshee annu�.</p><p>�Oh, ve ne sono alcuni, ma niente di cui temere. Ci� che pi� conta � non venire disturbati�.</p><p>�Avete intenzione di insegnarmi la magia?�</p><p>�No�, rispose l�elfa, avvicinandosi per guardarlo negli occhi. �Sarai <emphasis>tu</emphasis> a insegnarmela�.</p><p>El inarc� entrambe le sopracciglia. �Io�?�</p><p>�Con questo�, aggiunse semplicemente, poi allarg� le mani, e in esse comparve improvvisamente il suo libro degli incantesimi.</p><p>L�anziana maga barcoll� un istante sotto il suo peso, al che El lo afferr� automaticamente e lo esamin� attentamente. S�, era proprio il suo. Abbandonato nella bisaccia in una valle di felci, nell�impenetrabile foresta in cui la Pattuglia del Corvo Bianco era stata sopraffatta dai ruukha.</p><p>�I miei pi� sinceri ringraziamenti, Signora�, esclam� Elminster, inginocchiandosi in maniera da non sovrastarla con la sua altezza. �Tuttavia, a rischio di sembrare ingrato, vi domando se coloro che sono rimasti sconvolti dal fatto che uno della mia razza sia stato nominato armathor non stiano mettendo a soqquadro Cormanthor per cercarmi. E gli altri elfi del vostro regno non si aspettano forse che mi assuma i doveri della categoria: in altre parole, che mi faccia vedere?�</p><p>�Ti vedranno, e anche molto presto�, rispose la Srinshee con aria truce. �Sarai l�oggetto di numerosi complotti e trame, organizzati persino da parte di coloro che non desiderano la tua morte. Siamo annoiati, nella bella citt� di Cormanthor, e ogni nuovo interesse diventa un divertimento per tutte le grandi casate. Troppo spesso per� il loro divertimento guasta o distrugge il giocattolo�.</p><p>�Gli elfi iniziano a sembrarmi sempre pi� simili agli uomini�, asser� El, sedendosi sopra una colonna spezzata.</p><p>�Come osi!�, tuon� Oluevaera. Il giovane sollev� lo sguardo in tempo per vederla sorridere e allungare una mano per scompigliargli i capelli. �Come osi dirmi la verit�, mormor�. �Pochi della mia razza lo fanno, o l�hanno fatto. � un raro piacere, trattare in tutta onest� a favore di un cambiamento�.</p><p>�Che cosa mi state dicendo? Gli elfi non sono onesti?�, domand� El con fare provocatorio, dopo aver notato nuovamente nei suoi vecchi occhi il luccichio delle lacrime.</p><p>�Diciamo che alcuni di noi sono troppo mondani�, rispose con un sorriso, allontanandosi da lui fluttuando. Poi si volt� e aggiunse: �E gli altri sono troppo stanchi del mondo�.</p><p>Alle sue parole, un�ombra si sollev� dietro di lei e comparvero improvvisamente artigli minacciosi. El si lasci� sfuggire un grido, ma gli artigli attraversarono rapidi il corpo di Oluevaera e scomparvero nell�oscurit�, lasciandosi dietro un lamento acuto che riecheggi� in lontananza.</p><p>El guard� nella direzione in cui era scomparsa la creatura, poi si rivolse alla piccola maga. �Uno dei fantasmi?�, domand�, le sopracciglia sollevate.</p><p>La vecchia annu�. �Anche loro vogliono imparare la tua magia�.</p><p>Elminster sorrise, poi, vedendo la sua espressione, lasci� che il ghigno sparisse lentamente dal suo viso. �Non state scherzando�, afferm� con voce roca.</p><p>La Srinshee scosse il capo, e i suoi occhi furono velati da nuova tristezza. �Cominci a capire, spero, quanto la mia Gente abbia bisogno di te, e di altri come te, affinch� infondiate in noi nuove idee e risvegliate la fiamma dello spirito che un tempo ci consentiva di elevarci sopra gli altri abitanti di Faer�n. L�armonia con gli uomini, con i mezzo sangue e gli gnomi, e persino con i nani � il sogno del Coronal. Egli vede tanto chiaramente ci� che dobbiamo fare, mentre le grandi casate si rifiutano cocciutamente di considerare qualsiasi cosa al di fuori della gloria eterna: loro sono all�apice di tutto�.</p><p>El scosse il capo e abbozz� un sorriso. �Sembra che il mio fardello sia molto pesante�, concluse.</p><p>�Sei in grado di portarlo�, ribatt� la maga, e gli strizz� l�occhio maliziosamente. �� per questo che Mystra ti ha scelto�.</p><empty-line/><p>�Non ci siamo incontrate per decidere la cosa migliore da farsi?�, chiese freddamente Sylmae, guardando il cerchio di volti solenni intorno al fal�; il suo e quelli di altre cinque maghe che avevano accompagnato il Coronal alla Volta dei Secoli, dopo che i Supremi Maghi di Corte, Earynspieir e Ilimitar, si erano rifiutati di farlo.</p><p>Holone scosse il capo. �No sorella; quello � l�errore che dobbiamo lasciar commettere alle casate e agli altri membri di corte. Noi dobbiamo attendere, e osservare, e agire per il bene del regno quando le azioni avventate di altri lo renderanno necessario�.</p><p>�Quali sono allora le azioni avventate che richiederebbero il nostro intervento?�, domand� Sylmae. �La nomina di un uomo al rango di armathor, oppure le sue inevitabili conseguenze?�</p><p>�Le conseguenze ci indicheranno che posizioni occupano gli interessati�, si intromise la maga Ajhalanda. �E le loro azioni, a mano a mano che la situazione si evolve, potrebbero richiedere il nostro intervento�.</p><p>�Agiremo con la forza, non � vero?�, chiese Sylmae, la voce in crescendo. �Contro il Coronal, o contro una delle grandi casate del regno, o��</p><p>�Oppure contro tutte le casate, o contro i Supremi Maghi di Corte; o persino contro la Srinshee�, concluse pacatamente Holone. �Non sappiamo in che cosa consista il nostro compito, ma solo che � nostro dovere e desiderio incontrarci, conferire e agire come un�unica entit�.</p><p>�� nostra speranza, intendi�, esclam� la maga Yathlanae, rimasta fino a quel momento in silenzio, �riuscire a lavorare insieme, e non essere separate, come temiamo possa accadere nel regno�.</p><p>Holone annu� arcigna. �Per questo dobbiamo decidere attentamente, sorelle, molto accuratamente, per evitare discussioni tra noi�.</p><p>Pi� di una faccia illuminata dal fuoco sospir�, sapendo quanto difficile ci� sarebbe stato.</p><p>Ajhalanda ruppe il silenzio. �Sylmae, tu frequenti la Gente di tutti i ceti molto pi� di noi. Quali casate dobbiamo tenere sotto controllo� chi prender� iniziative che altri seguiranno?�</p><p>Sylmae sospir� a pi� riprese, cosicch� le fiamme del fal� tremolarono sotto i loro menti, e cominci�: �La spina dorsale delle antiche casate�� quelle che disprezzano e contrastano il Coronal, e le donne maghe, e qualsiasi cosa abbia meno di tremila anni�� sono gli Starym, naturalmente, e le casate degli Echorn e dei Waelvor. Loro faranno strada e le altre casate antiche, nonch� quelle nuove e timide, seguiranno. Gli Starym rappresentano la marea: lenta, potente e prevedibile�.</p><p>�Perch� guardare la marea?� domand� Yathlanae. �Per quanto a fondo la si esamini, essa rimarr� uguale, e col passare del tempo t�inventerai soltanto nuovi motivi per osservarla e le attribuirai nuovi significati�.</p><p>�Hai ragione�, rispose Sylmae, �perci� non dobbiamo prestare attenzione alla marea, bens� alle casate pi� recenti, fiere e potenti, alle casate ricche, guidate dai Maendellyn e dai Nlossae�.</p><p>�Non sono, a loro modo, altrettanto prevedibili?�, obiett� Holone. �Esse sono a favore di qualsiasi evento possa diminuire il potere delle antiche casate, per poterle soppiantare o eguagliarle in termini d�importanza. Come tutti gli elfi, esse si stancano in fretta di essere derise�.</p><p>�Esiste un terzo gruppo�, osserv� Sylmae, �che merita di essere controllato da vicino. Non sono, badate, un vero e proprio gruppo: sono coloro che camminano ognuno per la propria strada, verso stelle diverse. Alcuni li definiscono nuovi ricchi avventati; si tratta delle casate che farebbero di tutto, semplicemente per la gioia di partecipare a qualcosa di nuovo. Sono gli Auglamyr e gli Ealoeth, nonch� famiglie minori come i Falanae e gli Uirthur�.</p><p>�Io e te siamo Auglamyr, sorella�, le ricord� pacatamente Holone. �Ci stai dunque dicendo che noi sei dovremmo tentare qualcosa di nuovo?�</p><p>�Lo stiamo gi� facendo�, rispose Sylmae, �incontrandoci, e sforzandoci di agire di concerto. � una cosa che i fieri signori di tutte le casate, eccetto quelle nominate per ultime, non tollererebbero, se lo venissero a sapere. Le donne elfe esistono solo per danzare, per coprirsi di gemme, e per fare figli, non lo sai?�</p><p>�E per cucinare�, aggiunse Ajhalanda. �Ti dimentichi la cucina�.</p><p>Sylmae scroll� le spalle e sorrise. �Sono sempre stata una pessima cuoca�.</p><p>Yathlanae fece altrettanto. �Vi sono maschi in questa terra che sono pessimi signori, se � per questo�.</p><p>�Gi�, troppi�, esclam� Holone, �altrimenti la nomina di un armathor umano non sarebbe altro che una notizia frivola�.</p><p>�Se non agiremo saggiamente e in maniera rapida quando i tempi saranno maturi, Cormanthor correr� il rischio di essere distrutta�, concluse Sylmae.</p><p>�Dunque impegniamoci�, ribatt� Holone, e tutte le altre le fecero eco: �Gi�, impegniamoci�.</p><p>E come fosse stato un segnale, il fal� si spense; qualcuno aveva mandato un incantesimo indagatore nella loro direzione. Senza altre parole o luci, le maghe si separarono e scivolarono via, lasciando l�aria sopra il palazzo alle stelle scintillanti e ai pipistrelli, che svolazzarono indisturbati fino al sorgere del sole.</p></section><section><title><p>8.</p><p>Gli usi di un uomo</p></title><epigraph><p>Gli elfi di Cormanthor sono sempre stati noti per le loro risposte calme e misurate alle minacce. Essi riflettono sempre per mezza giornata o pi�, prima di affrontarle.</p><text-author>Shalheira Talandren, Sommo Bardo Elfo di Summerstar</text-author><text-author>Da <emphasis>Spade argentee e notti d�estate</emphasis>:</text-author><text-author><emphasis>Una storia ufficiosa ma vera di Cormanthor</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata nell�Anno dell�Arpa</text-author></epigraph><p>�Sono meravigliosi�, mormor� Symrustar. �Non � vero, cugina?�</p><p>Amaranthae si chin� a guardare i codadiseta, che roteavano e guizzavano nel cilindro di vetro per accaparrarsi la posizione migliore sotto le dita di Symrustar, dalle quali sapevano sarebbe presto piovuto un po� di cibo. �Adoro il modo in cui il sole trasforma le loro squame in minuscoli arcobaleni�, rispose Amaranthae diplomaticamente, dopo aver stabilito da tempo che, per nulla al mondo, la cugina avrebbe compreso la sua repulsione per i pesci.</p><p>Symrustar possedeva pi� di mille compagni squamati e pinnati. Dalla boccia pi� alta, nella quale stava ora sminuzzando pezzetti di cibo segreto che lei stessa impastava�� Amaranthae aveva udito voci secondo le quali gli ingredienti principali erano carne, sangue e ossa macinati di pretendenti respinti -, l�acquario di vetro di Symrustar scendeva per pi� di trenta metri fino a terra, in una scultura fantastica di tubi, sfere, e camere pi� ampie di vetro cavo, a forma di drago o di altre bestie. Amaranthae rimase nei dintorni�� ma non troppo vicina�� il giorno che lo zio scopr� che una certa vasca enorme, vicino all�estremit� del ramo, gli assomigliava fin nei dettagli meno lusinghieri.</p><p>Lord Auglamyr non era certo conosciuto per il suo temperamento gentile. �Una nube temporalesca di orgoglio smisurato, che spazza via tutto ci� che incontra�, lo defin� una volta un�anziana signora della corte, e le sue parole erano state molto gentili.</p><p>Symrustar aveva probabilmente preso da lui la sua spietatezza e la sua amoralit�. Amaranthae cercava di essere fedele e servizievole con l�ambiziosa cugina poich�, malgrado la forte amicizia, Symrustar Auglamyr l�avrebbe tradita in men che non si dica, se solo Amaranthae le fosse stata minimamente d�intralcio.</p><p><emphasis>Non sono pi� libera di tutti questi pesci</emphasis>, pens� Amaranthae, sporgendosi dalla pergola rotondeggiante sotto cui sedevano, situata alla base dell�unico ramo lungo rimasto di quell�albero all�estremit� pi� occidentale di Casa Auglamyr. Una successione infinita di tubi, colonne e sfere di vetro rifletteva la luce del mattino. I servi si guardavano bene dal disturbarle in quel luogo: soprattutto evitavano di infastidire Symrustar, e utilizzavano perci� i campanelli parlanti.</p><p>Le due ragazze trascorrevano all�acquario una mattinata dopo l�altra, sdraiate su cuscini, a sorseggiare succo di frutti di bosco fermentati, mentre l�erede Auglamyr tramava e macchinava ad alta voce per realizzare le sue ambizioni�� molte delle quali, alla triste Amaranthae, sembravano non essere altro che semplici capricci�� e la cugina ascoltava e le dava sostegno al momento opportuno.</p><p>Quella mattina Symrustar era davvero eccitata e gli occhi le scintillavano; ripose il mangime e conged� con un gesto della mano le minuscole bocche spalancate nella boccia, prima di voltarsi verso la cugina. <emphasis>Per tutti gli dei, era davvero bella</emphasis>, pens� Amaranthae, guardando le spalle aggraziate della ragazza e le lunghe curve del suo corpo avvolte dalle vesti di seta. Aveva un volto e due occhi particolari tra tutte le bellezze di corte. Non si meravigliava che tanti signori elfi drizzassero le orecchie alla sua vista.</p><p>Symrustar sollev� un sopracciglio e chiese: �Stai pensando ci� che penso io, cugina?�</p><p>Amaranthae scroll� le spalle, sorrise, e rispose quella che le sembrava essere la cosa pi� sicura. �Stavo pensando a quell�uomo che il Coronal ha nominato armathor, e mi domando che faresti tu a questo proposito, mia vivace cugina!�</p><p>Symrustar le strizz� l�occhio. �Mi conosci bene, �Ranthae. Come pensi che sarebbe amoreggiare con un umano? Hmmm?�</p><p>Amaranthae rabbrivid�. �Un uomo? Ughhh. Pesante e goffo come un cervo, con la stessa puzza� e tutti quei <emphasis>peli</emphasis>!�</p><p>La cugina annu�, lo sguardo distante. �Vero. E tuttavia ho udito che quel bruto puzzolente sa fare magie: magie umane, molto inferiori alle nostre, naturalmente, ma differenti. Con un po� di quegli incantesimi fra le mie mani potrei sorprendere qualcuno dei nostri giovani maghi arroganti. Malgrado non siano altro che inezie in grado di impressionare fanciulli creduloni, Sua Eminenza il Signor Elandorr Waelvor potrebbe fare al caso mio�.</p><p>Amaranthae scosse il capo in mesto divertimento. �Non l�hai tormentato abbastanza?�</p><p>Symrustar inarc� nuovamente l�armonioso sopracciglio, e la fulmin� con gli occhi. �Abbastanza? Non <emphasis>esiste</emphasis> il termine �abbastanza� per Elandorr il Buffone! Quando non � impegnato a proclamare a tutta la citt� che questo o quell�incantesimo da lui creato � pi� grande di qualsiasi cosa possa elaborare la scontrosa Symrustar Auglamyr, � appostato sotto la finestra della mia camera da letto a blaterare nuove lusinghe! Non importa quanto fermamente��</p><p>�Duramente�, la corresse Amaranthae con un sorriso.</p><p>�� lo rifiuti!�, continu� la cugina, �poche notti dopo torna alla carica. Nel frattempo allude alla dolcezza incomparabile delle mie grazie con i compagni di bevute, si rivolge alle signore di passaggio affermando che io lo adoro in segreto, e si aggira clandestinamente nelle biblioteche degli uomini�� <emphasis>uomini</emphasis> - sottraendo poesie d�amore di dubbio gusto e facendole passare come sue, corteggiandomi con tutto lo stile e la grazia di uno gnomo clown in cerca di applausi!�</p><p>�� venuto la scorsa notte?�</p><p>�Come al solito! Ho udito tre guardie cacciarlo dal mio balcone, ed egli ha avuto la sfacciataggine di tentare incantesimi trasformatori su di loro!�</p><p>�Tu gliel�hai impedito, naturalmente�, mormor� Amaranthae.</p><p>�No�, rispose Symrustar sdegnosa, �li ho lasciati rospi fino al mattino. Nessuna guardia degna del balcone della mia stanza dovrebbe essere impreparata a un semplice incantesimo di trasformazione!�</p><p>�Oh, Symma!� ribatt� la cugina con aria di rimprovero.</p><p>Gli occhi di Symrustar fiammeggiarono nuovamente. �Pensi che sia crudele? Cugina, trascorri una notte nel mio letto, tormentata da Waelvor, il Signore dell�Amore, e vedrai quanto ti sentirai caritatevole verso le guardie che avrebbero dovuto tenerlo alla larga!�</p><p>�Symma, � un maestro mago!�</p><p>�E allora fa� che esse siano maestre guardie, e che <emphasis>indossino</emphasis> gli amuleti repellenti che ho dato loro. Che importa se devono versare sangue per rendersi utili? In tal modo gli incantesimi tanto astuti di Elandorr ricadranno su di lui! Qualche cicatrice non far� loro del male. Per non parlare della fedelt� giurata a Casa Auglamyr!�</p><p>Symrustar si alz� e si mise a camminare incessantemente per la cavit� tondeggiante, il sole mattutino scintillante sulla catena adorna di gemme che le avvolgeva la gamba sinistra, dalla caviglia alla giarrettiera. �Perch�, tre mesi fa�, sbott�, agitando le braccia, �quando � giunto fino alle tende del mio letto, ho trovato una guardia nascosta che <emphasis>spiava</emphasis>, per tutti i demoni! Voleva vedermi svenire tra le braccia di Elandorr! Oh, afferm� di essere l� per proteggermi contro l��ultima umiliazione�, ma era disteso sopra il baldacchino, vestito in velluto nero per confondersi, e portava tanti amuleti da non reggerne il peso! Sostenne che glieli aveva dati mio padre, ma non sarei sorpresa di scoprire che alcuni di essi provenivano da Casa Waelvor!�</p><p>�Che cosa <emphasis>gli</emphasis> hai fatto?�, domand� Amaranthae, voltando il capo per nascondere uno sbadiglio.</p><p>Symrustar sorrise gelidamente. �Gli ho mostrato tutto ci� che stava tentando di vedere, l�ho spogliato completamente e� i pesci�.</p><p>Amaranthae rabbrivid�. �L�hai dato in pasto ai�?�</p><p>Symrustar annu�. �Umm-hmmm, e il giorno dopo ho fatto un fardello dei suoi effetti personali e l�ho spedito a Elandorr, con un messaggio d�amore che diceva che tali ornamenti erano tutto ci� che restava degli ultimi dieci signori che pensavano d�esser degni di fare la corte a Symrustar Auglamyr�. La ragazza sospir� teatralmente. �Naturalmente la notte successiva ci ha riprovato�.</p><p>Amaranthae scosse il capo. �Perch� non lo dici semplicemente a tuo padre, e non lasci che egli si rechi rabbiosamente da Lord Waelvor? Sai come sono le vecchie casate: Kuskyn Waelvor andrebbe su tutte le furie se sapesse che uno dei suoi figli corteggia una ragazza di una casata tanto �sconosciuta� come la nostra, o anche una ragazza dell�alta societ� senza il suo permesso, ed Elandorr si ritroverebbe rinchiuso in una gabbia magica per i prossimi dieci anni, prima che possa aprir bocca!�</p><p>Symrustar fiss� la cugina. �E in tutto ci�, �Ranthae, dove starebbe il divertimento?�</p><p>Amaranthae scosse nuovamente la testa, sorridendo. �Naturalmente. Che la prudenza non intralci mai il divertimento!�</p><p>La cugina sorrise. �Naturalmente�. Allung� la mano verso il campanello parlante. �Un altro cordiale alle bacche dell�alba, cugina?�</p><p>Amaranthae le rispose con un sorriso e si appoggi� al ramo frondoso che circondava il salottino. �E perch� no? Gettiamoci tutti gli incantesimi alle spalle, e mettiamoci a ululare alla luna!�</p><p>�Un�idea perfetta�, assent� Symrustar, stirando il magnifico corpo, �consideriamo i miei piani per quest�uomo �Elminster�. S�, provveder� affinch� questi uomini abbiano la loro utilit�. Col piede spost� il bicchiere di cordiale vuoto e con esso suon� i campanelli parlanti.</p><p>Mentre le corde risuonavano gentilmente, Amaranthae Auglamyr rabbrivid� per il piacere freddo e incurante percepito nella voce della cugina, una voce che suon� in qualche modo <emphasis>affamata.</emphasis></p><empty-line/><p>�Non vorrei essere negli stivali di quell�uomo, indipendentemente dalla potenza della sua magia�, mormor� Taeglyn da sotto, dove stava selezionando attentamente le gemme sul velluto, con l�ausilio di un sortilegio d�ingrandimento.</p><p>�Non me ne importa nulla di quell�uomo in fondo, � una bestia dei campi�, grugn� Delmuth, �ma sono gli stivali del Coronal che voglio veder indosso a qualcun altro, dopo che avr� fatto ci� che devo�.</p><p>��Avr� fatto ci� che devo�? Ma, Signore, il Flith Minore � quasi completo! Manca solo un rubino per la stella Esmel, e due diamanti per la Vraelen!�, afferm� il servo indicando la scintillante mappa stellare che occupava la met� superiore della stanza a volta. In risposta ai nomi delle stelle, l�incantesimo che Delmuth aveva effettuato attiv� due punti precisi nell�aria.</p><p>Essi brillarono, in attesa delle gemme, ma Delmuth Echorn discese lentamente dalla volta stellata, il lavoro di una vita. Le costellazioni che aveva creato con le gemme sfavillavano attorno a lui. �S�, fare ci� che devo, ossia, distruggere quell�uomo. Se lasciamo la questione irrisolta, verranno qui a migliaia, un mare di feccia intorno alle nostre caviglie, che mendicher� o ci minaccer� ogniqualvolta usciremo di casa, e distrugger� le foreste come solo l�uomo sa fare!� I suoi stivali poggiarono sul lucido pavimento di marmo nero. �Se potessero toccare le stelle�, ringhi�, indicando il suo cielo in miniatura, �scopriremmo che ne manca sicuramente qualcuna!�</p><p>Delmuth sollev� lo sguardo verso gli ammiccanti punti di luce, che obbedientemente si spensero. Poi porse a Taeglyn i guanti, con le loro lunghe punte metalliche simili ad artigli, si stir� come un grande e agile felino della giungla, e aggiunse, il tono ancora rabbioso: �S�, il nostro saggio e potente Coronal � impazzito, e nessuno di noi sembra sufficientemente pronto per alzare le mani e la voce contro di lui. Ebbene, se nessun altro elfo ne ha il fegato, io far� il primo passo. Il Coronal non ha impedito che l�erba cattiva giungesse nel cuore del nostro amato regno di Cormanthor, e ora questa dev�essere estirpata�.</p><p>Serio in volto, l�elfo usc� a grandi passi dalla stanza, spalancando le porte con i suoi bracciali incantati. Queste sbatterono rumorosamente contro il muro, si scheggiarono e si chiusero, ma Delmuth Echorn nemmeno le ud�.</p><p>Pochi istanti pi� tardi eccolo attraversare la sala d�entrata, dall�alto soffitto e dalle numerose balconate, con in mano la sua migliore spada di cinghiale, illuminata di verde per la potente magia che racchiudeva. In quell�istante, tuttavia, suo zio Neldor si sporse dalla ringhiera di una scala ed esclam�: �Per la barba invisibile di Corellon, <emphasis>che cosa</emphasis> hai in mente? Non � stata convocata alcuna Caccia per questa sera, ed � ancora l�alba!�</p><p>�Non sto andando a caccia, Zio�, rispose Delmuth senza rallentare n� sollevare lo sguardo. �Esco a ripulire il regno dagli uomini�.</p><p>�Intendi da quello nominato armathor dal nostro Coronal? Ragazzo, dov�� finito il tuo buon senso? Nessuna tromba ha annunciato la tua sfida! Nessun�accusa � stata presentata davanti alla corte, o a quest�uomo! I duelli devono essere dichiarati ufficialmente. Questa � la legge!�</p><p>Delmuth si ferm� davanti all�alto portone per dar tempo al servo che lo seguiva di aprirlo, ed esclam�: �Vado a uccidere un verme, non una persona con regolare diritto di esser trattata come un nostro simile, qualsiasi cosa sostenga il Coronal�.</p><p>Dopodich� lanci� la spada in aria e la segu� all�esterno; poco prima che le porte si chiudessero alle sue spalle, Neldor lo vide riafferrare la spada al volo e attraversare il giardino di funghi, la via pi� diretta che conduceva al cancello di biancospino.</p><p>�Stai commettendo un errore, ragazzo�, esclam� tristemente, �e trascinerai la nostra casata con te�. Ma nell�anticamera di Castel Echorn non c�era pi� nessuno, eccezion fatta per il servo impaurito, che sollev� lo sguardo verso Neldor.</p><p>Invece di ignorarlo o sbraitare un ordine repentino, il pi� anziano elfo vivente di sangue Echorn allarg� le mani in gesto di rassegnazione.</p><p>Accanto alla porta il servo cominci� a piangere.</p><empty-line/><p>L�elfo vestito di pelle nera si esib� in una perfetta capriola in aria, pass� attraverso la tenda di foglie rampicanti, e nel contempo lanci� la spada, con fare esuberante, nel tronco di un albero dalle foglie blu. La lama penetr� a fondo e vibr� violentemente.</p><p>Dopodich� l�elfo riprese l�arma, gridando allegramente: �Ho-ho, <emphasis>questa</emphasis> volta un gatto � stato certamente liberato in mezzo alle sonnolente colombe di corte!�</p><p>�Silenzio, Athtar; ti hanno probabilmente udito fino al mare!� Galan Goadulphyn stava disponendo attentamente alcuni mucchietti di perle di vetro sul suo mantello, disteso sul ceppo di un albero, caduto quando Cormanthor era ancora giovane. Solo lui sapeva che esse rappresentavano i prestiti pagati a una certa societ� fantasma di funghicoltura da parte di numerose casate prestigiose del regno. Galan stava cercando il modo di saldare i debiti contratti con alcuni dei padroni pi� severi chiedendo prestiti ad altri.</p><p>Se non fosse riuscito a trovare rapidamente una soluzione prima di sera, sarebbe stato costretto a lasciare Toril per una o due vite. O almeno per tutto il tempo necessario ad elaborare magie capaci di ricostruire un�identit�, a prova d�incantesimi rivelatori. Un ragno cacciatore dell�oscurit� si mise a camminare sul mantello, e Galan lo guard� in cagnesco.</p><p>�E allora? Ormai lo sanno tutti!�</p><p>�<emphasis>Io</emphasis> no�, rispose Galan, gli occhi fissi in quelli del ragno. I due si guardarono per un istante, un occhio contro mille. Poi l�insetto decise che la prudenza non riguardava solo gli altri esseri viventi e si allontan� dal mantello tanto velocemente quanto gli consentirono le sue lunghe ed esili zampe. �Illuminami�.</p><p>Athtar, lieto di poterlo fare, respir� profondamente. �Bene, il Coronal ha trovato un uomo non so dove, l�ha portato a corte e nominato suo erede e armathor del regno! Il nostro prossimo Coronal sar� un <emphasis>uomo</emphasis>!�</p><p>�Che cosa?�, Galan scosse il capo come per schiarirsi le idee, si allontan� di scatto dal mantello, e afferr� l�amico per il bavero. �Athtar Nlossae�, ringhi�, scuotendo l�elfo dagli abiti di pelle come se fosse una grande bambola di pezza, �per favore, non dire sciocchezze! Nel nome di tutte le false divinit� dei nani, dove diamine avrebbe <emphasis>trovato</emphasis> quest�umano? Sotto una roccia? Nelle sue stanze? In un paio di ciabatte smesse?� Lasci� andare Athtar, che barcoll� all�indietro finch� non trov� un tronco d�albero a cui appoggiarsi, e dietro al quale rifugiarsi.</p><p>Galan avanz� verso di lui, brontolando, �Sono impegnato in una questione molto <emphasis>importante</emphasis>, Athtar, e tu vieni a raccontarmi queste ridicole favole! Il Coronal non oserebbe mai nominare un uomo armathor, nemmeno se qualcuno gliene presentasse cento! Perch� tutti i giovani cocciuti e i vecchi guerrieri del regno sputerebbero sulle proprie spade e gliele lancerebbero addosso!�</p><p>�� <emphasis>proprio</emphasis> ci� che stanno facendo, Gal�, ribatt� Athtar allegramente, �in questo preciso istante! Se sali su quel ceppo e ascolti, Gal� In questo modo sentirai��</p><p>�Athtar� <emphasis>nooo</emphasis>!�</p><p>Le mani di Galan lo afferrarono con un istante di ritardo, e le perle rimbalzarono e rotolarono via. Respirando affannosamente, l�elfo alto con un occhio solo si ritrov� con le mani strette attorno alla gola di Athtar, che lo guardava con aria di rimprovero.</p><p>�Sei molto <emphasis>veemente</emphasis> in questi giorni, Gal�, esclam� l�amico in tono offeso. �Un semplice �mi spiace per te� sarebbe stato sufficiente�.</p><p>Galan lasci� la presa. A che cosa sarebbe servito? Ormai le perle erano perdute, eccetto quelle poche che�� si ud� uno scricchiolio sotto lo stivale destro di Athtar�� rimanevano sul mantello, sotto i loro piedi. Galan gemette, fece un respiro profondo e gemette nuovamente. Quando parl�, il suo tono era gentile ma stanco. �Vieni a dirmi che il prossimo Coronal, un migliaio di anni dopo che ci avranno ucciso per i nostri misfatti e avranno dimenticato dove giacciono le nostre tombe, sar� un uomo. Dico bene? Dovrei sentirmi dispiaciuto per questo?�</p><p>�No, testa di legno! Non permetteranno che un uomo diventi Coronal! Il regno verr� prima dilaniato�, osserv� Athtar, scuotendolo per una spalla. �La confusione delle leggi e l�agitazione di tutte le casate consentiranno finalmente a poveracci come noi di emergere, con la spada sguainata! Detto ci� sollev� l�arma per festeggiare, e rise nuovamente.</p><p>Galan scosse il capo stizzosamente. �Non si arriver� mai a tanto. Come sempre. Troppi maghi sono in agguato per controllare le menti e minacciare i ricchi e i potenti che non riescono a portare dalla loro parte. Oh, ci sar� un gran trambusto, questo � certo. Ma il regno dilaniato? Per un solo uomo? Hah!� Si volt� per scendere dal ceppo, tentando di divincolarsi dalla presa di Athtar.</p><p>Athtar non lo lasci�. �Proprio cos�, Gal�, afferm� incalzante, abbassando la voce per sottolineare la sua eccitazione. �Proprio cos�! Quest�uomo conosce la magia, si dice, e la gente di corte favoleggia su come scuoter� l�intero regno. Qualsiasi cosa gli �succeda��� e accadr�, non temere, sicuramente per mano delle giovani spade�� questa � la migliore opportunit� che poteva capitarci per spezzare la morsa letale della vecchia guardia su Cormanthor! Salderemo qualche vecchio conto con gli Starym e gli Echorn, se non verremo calpestati dalle altre casate che tenteranno di fare la stessa cosa! A chi devi pi� soldi? Chi ti sta facendo pi� pressione? Chi pu� essere gettato nel fango della foresta a cui appartiene, per sempre?�</p><p>Mentre l�elfo dai vestiti di pelle riprendeva fiato e l�ultima domanda riecheggiava tra alberi circostanti, per la prima volta Galan guard� l�amico con vero entusiasmo.</p><p>�<emphasis>Ora</emphasis> stai suscitando il mio interesse�, sussurr�, abbracciando Athtar. �Perci� siediti, e bevi un po� di birra amara; � laggi�, accanto all�albero che perde la corteccia. Dobbiamo parlare�.</p><empty-line/><p><emphasis>Elminster, aiutami.</emphasis> Il grido nella sua mente era debole, ma in qualche modo familiare. Era possibile, dopo tutto quel tempo? Sembrava Shandathe di Hastarl, la ragazza che El aveva portato nella stanza da letto di un certo fornaio, con il quale aveva trovato una felicit� inaspettata.</p><p>Elminster si mise seduto, e si accigli�. Nonostante fosse mezzogiorno il lavoro svolto insieme era stato estenuante, e la Srinshee stava dormendo, fluttuando nel vuoto della stanza, attorniata dal debole bagliore di un incantesimo riscaldante. Erano i fantasmi dei Dlardrageth che si stavano prendendo gioco di lui?</p><p>El chiuse gli occhi e dimentic� la stanza buia e il peso dei sortilegi recentemente memorizzati, poi elimin� pensieri e distrazioni e si avvi� nel luogo oscuro in cui solevano echeggiare le voci mentali.</p><p><emphasis>Elminster? Elminster, mi senti?</emphasis></p><p>La voce era flebile e distante, ma stranamente piatta. Che cosa bizzarra! Elminster invi� ad essa un solo pensiero: <emphasis>dove?</emphasis></p><p>Dopo un momento un�immagine giunse nella sua mente, ruotando come una moneta scintillante che sta per posarsi su una superficie. El vi si gett� dentro, e improvvisamente si ritrov� a fissare una scena buia, tempestosa: da qualche parte a Faer�n, mentre il vento sibilava tra le cime rocciose e gli alberi sottostanti, una donna giaceva prona su una roccia, le braccia e le gambe divaricate. I polsi e le caviglie erano legati a piccoli arbusti e il viso era nascosto dalla sua chioma. Quel luogo gli era sconosciuto, ma la donna avrebbe potuto essere Shandathe.</p><p>Elminster non riusc� in nessun modo a cambiare prospettiva. Era tempo di decidersi.</p><p>Il giovane si strinse nelle spalle; come sempre, esisteva una sola decisione che poteva prendere Elminster, il mago folle.</p><p>Sorridendo cupamente per quell�ultimo pensiero, El si alz�, aggrappandosi saldamente all�immagine del picco con la donna legata�� una trappola sorprendente, questo doveva ammetterlo�� e attravers� la stanza per toccare il cristallo della Srinshee. Esso poteva immagazzinare immagini mentali, e perci� mostrare alla donna dove stava per recarsi. La pietra si illumin� una volta, Elminster volt� le spalle alla luce e, allontanandosi, evoc� l�incantesimo di cui necessitava.</p><p>Quando i suoi piedi toccarono terra, si ritrov� sul picco roccioso, sferzato da una brezza fresca. Era al centro di una vasta foresta che assomigliava in modo sospetto a quella di Cormanthor. La donna legata ai suoi piedi si stava restringendo, stava svanendo, e la sua sagoma si sollev� come fumo pallido. Naturalmente. Elminster richiam� alla mente quello che sperava essere il miglior incantesimo per l�occasione, e attese l�attacco che si sarebbe verificato di l� a poco.</p><empty-line/><p>In una stanza oscura, una figura fluttuante si mise a sedere e guardandosi intorno inizi� a domandarsi dove fosse l�uomo di cui era responsabile. Alcune battaglie dovevano essere affrontate in solitudine, ma gi� cos� presto?</p><p>Si chiese chi dei suoi simili fosse stato tanto celere a chiamarlo in battaglia. Una volta che la notizia della nomina da parte del Coronal si fosse sparsa nel regno, a El non sarebbero certamente mancati gli sfidanti, ma gi� ora?</p><p>Oluevaera sospir�, richiam� l�incantesimo elaborato in precedenza e si concentr� sull�immagine di Elminster immagazzinata nella mente. In pochi istanti avrebbe visto dove si trovava. Sper� con tutto il cuore di non dover essere la prima testimone della sua morte, prima ancora che la loro amicizia�� insieme al sogno del Coronal e alla via che avrebbe garantito a Cormanthor un futuro migliore�� fosse davvero iniziata.</p><p>Senza guardare il cristallo, gli fece un cenno, e lo tocc� quand�esso le giunse vicino. L�immagine di un picco roccioso in mezzo alla foresta elfa balz� nella sua mente. La Roccia di Druindar, un luogo che solo un cormanthoniano avrebbe scelto per una discussione o un duello magico. La Srinshee invi� sul luogo la sua vista magica, e vide un giovane uomo dal naso adunco, a lei familiare, accanto a una donna legata, che non era affatto una donna legata, bens�</p><empty-line/><p>La donna e i pali a cui era stata legata iniziarono a fluire e a scemare. Elminster indietreggi� con calma e guard� oltre il margine della roccia sulla quale si trovava. Ai lati vi erano due profondi strapiombi, tra i quali si ergeva una punta di roccia simile alla prua di una nave. Nella terza direzione vi era un terreno sconnesso, ricoperto da fitta vegetazione. Fu proprio dalla penombra di quei rami che giunse una risata fredda, quando la donna prigioniera si trasform� in una lunga spada di cinghiale dalla lama ondulata, emanante un bagliore verde. L�arma si sollev� agilmente da terra, rote�, e sfrecci� verso di lui.</p><p>Sapere che cosa sta per ucciderti non sempre ti consente di sottrarti con pi� facilit� alla morte, come sostenne una volta un filosofo fuorilegge di Athalantar, ormai defunto.</p><p>Lo spazio per schivare il colpo era minimo, e a El rimanevano pochi secondi per agire. Quella spada poteva essere animata da un semplice incantesimo, ma poteva anche essere magica. Se avesse preso in considerazione la prima ipotesi e si fosse sbagliato, sarebbe sicuramente morto. Perci�</p><p>Elminster aveva in mente solo uno dei potenti incantesimi insegnatigli da Mystra, e non voleva sprecarlo al primo pericolo, ma�</p><p>La lama mirava alla sua gola e mutava lievemente direzione quando El si spostava lateralmente, seguendo ogni suo tentativo di schivarla. Un istante prima dell�impatto il giovane sibil� la singola parola dell�incantesimo e agit� brevemente una mano chiusa a coppa.</p><p>La spada volante tremol� e si sgretol� nell�aria di fronte a lui. La luce verde sfrigol� e scomparve mentre la lama si trasform� in granelli di ruggine. Alcuni sfiorarono il viso di Elminster. Poi pi� nulla.</p><p>La risata tra gli alberi s�interruppe bruscamente, e divenne un grido: �Corellon aiutami� uomo, <emphasis>che cosa hai fatto</emphasis>?�</p><p>Un giovane elfo finemente vestito, i capelli come seta chiara, gli occhi due fuochi rossi e furiosi, balz� fuori dai cespugli, con le fiamme sempre pi� intense di un sortilegio attorno ai polsi.</p><p>Quando l�elfo si ferm� imprecando sull�ultima roccia sopra Elminster, quasi piangendo di rabbia, il principe sollev� lo sguardo, us� un incantesimo per rievocare momentaneamente la distruzione della spada verde e domand� con tono tranquillo: �Si tratta di umorismo elfo o di una sorta di domanda trabocchetto?�</p><p>Con un urlo d�ira selvaggia l�elfo si gett� su El, lanciando fuoco dalle mani.</p></section><section><title><p>9.</p><p>Duelli di giorno, baldoria di notte</p></title><epigraph><p>Dopo aver assistito a una battaglia d�incantesimi, pochi dimenticano l�antico detto umano: �Quando i maghi duellano, la gente onesta dovrebbe cercare un rifugio lontano�. Nonostante i mantelli e gli araemyth rendano i duelli elfi pi� una questione d�intuizione e siano pi� complicati e lenti di quelli umani, quando i loro maghi si fanno la guerra, � pur sempre opportuno mantenersi a distanza di sicurezza. Fuori dal regno, per esempio.</p><text-author>Antarn il Saggio</text-author><text-author>Da <emphasis>La grande storia della potenza degli arcimaghi faer�niani</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata approssimativamente nell�Anno del Bastone</text-author></epigraph><p>�Tu� tu sciagurato!�, ringhi� l�elfo, lanciando fuoco dalle mani e formando una rete di fiamme scoppiettanti. �Quella spada era un tesoro della mia casata! Era gi� antica prima che gli uomini imparassero a parlare!�</p><p>�Santo cielo�, ribatt� Elminster quando il suo incantesimo protettore fece effetto e divise le fiamme, che schizzarono via e crearono un anello di fuoco intorno a lui, �era un ammasso di cinghiali morti. Mi domando, quanti secoli sia campato ognuno di loro!�</p><p>�<emphasis>Umano</emphasis> barbaro e insolente!�, sibil� l�elfo, saltellando attorno all�anello di Elminster. I capelli biondi gli carezzavano le spalle e ondeggiavano nella brezza come fiamme di un fuoco famelico.</p><p>Elminster gir� su se stesso per non perdere di vista il nemico ed esclam� pacatamente: �Tendo a non essere troppo gradevole con chi tenta di uccidermi, ma non ce l�ho con voi, signore senza nome. Non possiamo fare pace?�</p><p>�Pace? Quando sarai <emphasis>morto</emphasis>, umano, forse, e quando i maghi di qualsiasi regno malvagio e grufolante ti abbia generato saranno stati costretti a rimpiazzare la sacra spada che hai distrutto!�</p><p>L�elfo furioso indietreggi�, sollev� entrambe le braccia sopra la testa, con le mani sempre puntate contro Elminster, e sput� frasi rabbiose. El mormor� una singola parola in risposta e schiocc� le dita, trasformando la sua difesa in uno scudo che avrebbe rimandato alla fonte le magie ostili.</p><p>Tre fulmini blu, ognuno attorniato dal proprio nembo di luce, scaturirono dalle mani dell�elfo e raggiunsero l�ultimo principe di Athalantar. All�interno del suo scudo El si acquatt� pronto, evocando nella sua mente un altro incantesimo, senza tuttavia sferrarlo.</p><p>I fulmini lo colpirono, avvolsero lo scudo in una nube silenziosa di luce bianca, e tornarono rapidamente al mittente.</p><p>L�elfo spalanc� gli occhi sbalordito, poi li richiuse e contrasse il viso quando le saette si infransero contro la sua protezione invisibile. Naturalmente, pens� El. Ogni mago di Cormanthor indossava un mantello difensivo quando andava in guerra.</p><p>E di guerra si trattava, pens� Elminster, quando il signore elfo indietreggi� di qualche passo e borbott� un altro incantesimo, tra un nemico che aveva scelto il campo e aveva indosso un mantello protettivo, da una parte, e l�umano, bizzarro e odiato, dall�altra.</p><p>Questa volta l�incantesimo sferrato contro il giovane materializz� tre fauci con zanne aguzze e affilate, che si separarono prontamente per colpirlo da tre direzioni diverse. El si gett� a terra prono e sollev� la mano sinistra, in attesa, mentre un bagliore silenzioso indicava che le prime fauci si erano scontrate con lo scudo.</p><p>Queste indietreggiarono vacillando, dirette verso il signore elfo. Ma la seconda bocca ruppe lo scudo di El e i due incantesimi vennero a contatto, producendo una fiammata purpurea che colp� le rocce.</p><p>Le fauci respinte svanirono contro il mantello dell�elfo quasi nello stesso istante in cui la terza bocca si avvent� su Elminster, seguendo una traiettoria bassa per spingerlo gi� dal dirupo.</p><p>Dalla mano del principe in paziente attesa scaturirono una decina di sfere di luce che lasciarono dietro di loro una scia di minuscole scintille. La prima fece esplodere la bocca diretta verso. El, che svan� in un bagliore color verde e oro, e le altre sfrecciarono attraverso il fuoco dell�esplosione, verso l�elfo, preparandosi a scatenare una tempesta mortale.</p><p>Il signore innominato sembr� preoccuparsi per la prima volta, e sferr� un frettoloso incantesimo mentre le sfere rotanti gli si avvicinavano veloci. Indietreggi� di qualche passo per guadagnare tempo e terminare l�incantesimo, e incapp� nella prima trappola di Elminster.</p><p>Le sfere non toccate dalla magia difensiva dell�elfo colpirono il suo mantello invisibile ed esplosero in un�innocua pioggia di luce; quelle colpite scoppiarono, invece, creando fulmini a tre punte, che si abbatterono su rocce, alberi e sull�avversario con uguale vigore.</p><p>Con un grugnito di dolore l�elfo barcoll� all�indietro, e fili di fumo si innalzarono dal suo corpo.</p><p>�Niente male come difesa per un elfo senza nome�, osserv� pacatamente Elminster.</p><p>Le sue parole ebbero immediatamente l�effetto desiderato. �Ce l�ho un nome, umano�, ringhi� l�elfo, le braccia intorno al torace per sopire il dolore, �mi chiamo Delmuth Echorn, di una delle pi� ragguardevoli casate di Cormanthor! Sono l�erede degli Echorn, e il mio rango in termini umani sarebbe �imperatore�! <emphasis>Cane</emphasis> incolto!�</p><p>�Usate �cane incolto� come titolo?�, chiese Elminster con aria innocente. �Vi si addice, s�, ma devo avvisarvi che noi umani non ci aspettiamo un tale candore dal popolo elfo. Potreste suscitare ilarit� involontaria nelle relazioni con i miei simili!�</p><p>Delmuth rugg� ancora pi� furioso, poi socchiuse gli occhi e sibil� come un serpente. �Speri di farmi innervosire! Non ti dar� tale soddisfazione, umano senza nome!�</p><p>�Sono Elminster Aumar�, rispose divertito El, �Principe di Athalant. Ah, ma a voi non interessano i titoli dei sudici regni umani, non � vero?�</p><p>�S�, esattamente!�, sbott� Delmuth. �Hem, ossia, <emphasis>no</emphasis>!� Dalle sue braccia scaturirono nuove fiamme, che come prima iniziarono a vorticare intorno ai polsi, segno di un antico incantesimo elfo da battaglia in preparazione.</p><p>Il suo mantello difensivo era dunque completamente distrutto, oppure era ancora presente ed efficace? Nella pausa che segu� il giovane si concentr� silenziosamente per creare un altro scudo protettivo, sospettando che Delmuth avrebbe tentato di bloccare il primo incantesimo visibile che avesse scagliato.</p><p>Quando lo scudo fu completo, El cominci� una falsa magia. Come previsto, quand�era a met� procedura, fulmini smeraldini sfrecciarono verso di lui, schiantandosi sullo scudo, per poi rimbalzare. Delmuth rise trionfante, ed El vide dalle scintille di ritorno che il mantello dell�elfo era sopravvissuto o che era stato rimpiazzato. Al che il giovane alz� le spalle, sorrise, e inizi� un altro incantesimo; altrettanto fece l�elfo.</p><p>Nel frattempo, senza che i due se ne avvedessero, uno degli alberi colpiti dai fulmini di Elminster scivol� oltre il margine del precipizio, portando con s� terra e pietre, e inizi� a scivolare verso il basso.</p><empty-line/><p>�Oh, stai attento, Elminster!�, mormor� Lady Oluevaera Estelda, seduta a mezz�aria in una stanza scura e polverosa, situata nel cuore del castello spettrale dei Dlardrageth. I suoi occhi erano fissi su un picco distante sul quale due figure lottavano in un turbinio d�incantesimi. Una avrebbe potuto essere il futuro di Cormanthor, mentre l�altra apparteneva a una delle sue pi� altezzose e ostinate casate e, per giunta, ne era l�erede.</p><p>Qualcuno avrebbe definito tradimento un intervento in un duello magico, ma quello non era un vero e proprio duello, bens� un uomo attirato in trappola dall�inganno di un elfo. Molti altri avrebbero giudicato traditore chiunque avesse aiutato un uomo impegnato a combattere un elfo. Eppure lei lo avrebbe fatto, se solo avesse potuto. La Srinshee aveva visto molte pi� estati�� e anche molti pi� inverni�� di ogni altro elfo che oggi respirava l�aria pura di Cormanthor, e tutti si sarebbero rimessi al suo giudizio in qualsiasi disputa importante fra casate. Benissimo, dunque: il suo giudizio avrebbe dovuto essere rispettato anche in quella questione personale.</p><p>Non che, tra quelle rovine disabitate, qualcuno, oltre i fantasmi, avrebbe potuto impedirglielo.</p><p>L�unico rapido legame che aveva con la Roccia di Druindar era lo stesso Elminster, ma creare una distrazione nella sua mente al momento sbagliato, avrebbe potuto essergli fatale. La maga avrebbe, tuttavia, potuto �viaggiare� attraverso di lui, esponendosi, nel processo, alle stesse magie scagliate contro il giovane, finch� El non avesse posato lo sguardo su un punto dell�ambiente circostante che non fosse pieno di magia o di elfi saltellanti: a quel punto avrebbe potuto lanciarsi fuori, e materializzarsi.</p><p>Un incantesimo potente, ma semplice. La Srinshee mormor� le parole necessarie senza nemmeno distogliere gli occhi dal campo di battaglia, e si sent� <emphasis>scivolare</emphasis> nella mente di Elminster, come se si stesse immergendo in acque calde e formicolanti, che la condussero rapidamente lungo un tunnel angusto, verso una luce distante.</p><p>La luce si fece pi� intensa e pi� grande con una velocit� terrificante, finch� non divenne un volto di una bellezza serena, un volto che la Srinshee conosceva, con le lunghe trecce che si agitavano come serpenti irrequieti. Un volto dagli occhi seri che appariva minaccioso come un muro alto e infinito davanti a lei, contro il quale si sarebbe inevitabilmente schiantata.</p><p>�Oh, Signora Dea, <emphasis>un�altra volta</emphasis> no!�, grido l�anziana maga, un istante prima di colpire quelle labbra giganti increspate. �Non vedi che sto cercando di aiutarl�?�</p><p>Quando riapr� gli occhi, Oluevaera si ritrov� a fissare un soffitto scuro, coperto di ragnatele, a pochi centimetri dal suo volto. Era distesa scompostamente su un letto di fiamme nere che le solleticavano la pelle nuda. La pelle nuda? Che era stato della sua tunica? Fiamme nere come migliaia di piume, e che non la bruciavano.</p><p>Le fiamme sembravano giungere da sopra; lei era apparsa <emphasis>attraverso</emphasis> il soffitto? Con stupore si pass� una mano sul corpo. Le sue vesti, insieme agli amuleti e alle gemme magiche�� s�, anche quelli intrecciati nei capelli�� erano scomparsi, ma il suo corpo era liscio e florido, e di nuovo giovane!</p><p>Grandi Corellon, Labelas, e Hanali! Che cos�era accaduto� ma no. Grande <emphasis>Mystra</emphasis>! Tutto ci� era opera della dea umana!</p><p>Si mise bruscamente a sedere, in mezzo alle fiamme. Perch�? Come ricompensa per aver aiutato il ragazzo, o come scusa per averla esclusa dalla sua mente? Sarebbe stata una condizione duratura? O solo un ironico assaggio di giovinezza? Aveva ancora i suoi incantesimi, i suoi ricordi, i�</p><p>�Dunque, vecchia megera, hai barattato la fedelt� al tuo regno per un incantesimo di giovinezza dell�umano! Mi <emphasis>domandavo</emphasis> perch� l�avessi aiutato!�</p><p>La Srinshee si volt� per vedere il suo interlocutore, e istintivamente sollev� le braccia per coprirsi il petto. Conosceva quella voce fredda, ma come faceva a essere in quel luogo?</p><p>�Cormanthor sa come trattare i traditori!�, ringhi�, e un fulmine di luce sfrigol� attraverso la stanza.</p><p>Affond� nelle fiamme nere e venne assorbito senza emettere suono alcuno: queste risucchiarono ogni scintilla della saetta dalle mani dello sbalordito Mago Supremo di Corte Ilimitar, in piedi di fronte alla maga ringiovanita.</p><p>La donna gli lanci� un triste sguardo di rimprovero e parl� a bassa voce, rivolgendosi all�elfo col suo vecchio soprannome. �Com�� possibile, Limi, che dopo essere stato mio allievo e aver imparato dalle mie labbra l�amore per Cormanthor, tu osi parlare in nome del regno mentre tenti di uccidermi?�</p><p>�Non cercare di piegare la mia volont� con le parole, strega!�, sbott� Ilimitar, sollevando uno scettro minaccioso. Le fiamme scure toccarono il pavimento di pietra della stanza e svanirono, e d�un tratto Oluevaera fu in piedi di fronte a lui, le mani allargate per mostrargli che era nuda e disarmata.</p><p>Il mago le punt� lo scettro senza esitazione, e afferm� freddamente: �Prega affinch� gli dei ti perdonino, traditrice!�</p><p>Un fuoco smeraldino scatur� dallo scettro non appena ebbe pronunciato quell�ultima parola offensiva; la Srinshee balz� lateralmente, e vacill� erano secoli che il suo corpo non obbediva tanto rapidamente�� poi si gett� scompostamente a terra mentre la morte dello scettro tuonava sopra di lei.</p><p>Il suo alunno di un tempo punt� lo scettro pi� in basso, ma Oluevaera aveva gi� sibilato le parole di cui necessitava: la sua furia, tuttavia, si schiant� inutilmente contro uno scudo invisibile.</p><p>Ora aveva il suo mantello protettivo, e dubitava che gli scettri del mago avrebbero potuto distruggerlo. Da allora in poi sarebbe stato uno scambio d�incantesimi, a meno che non fosse riuscita a dissuaderlo dal suo intento. Il Supremo Mago di Corte che lei <emphasis>stessa</emphasis> aveva formato. S�, Earynspieir l�avrebbe attaccata un giorno, non era mai stato suo amico. Ma non pensava che Ilimitar l�avrebbe fatto tanto presto.</p><p>Oluevaera si alz� e affront� il mago furioso, a cui non arrivava nemmeno alla spalla. �Perch� mi hai cercato qui, Ilimitar?�, gli domand� la Srinshee.</p><p>�Questa tomba di traditori � sempre stata il tuo luogo preferito dove portare gli alunni, ricordi?� rispose l�elfo.</p><p>Per tutti gli dei, era vero. Ben due volte aveva portato Ilimitar al castello dei Dlardrageth, affinch� si esercitasse negli incantesimi. Al ricordo le salirono le lacrime agli occhi, e mentre gettava lo scettro e sferrava un incantesimo per farle crollare il soffitto in testa, il Supremo Mago di Corte ringhi�: �Ora ti penti della tua follia, eh? Troppo tardi, vecchia strega! Il tuo tradimento � evidente, e devi morire!�</p><p>In risposta l�ultima Signora degli Estelda scosse semplicemente il capo e, con calma, evoc� la magia che risvegliava gli antichi incantesimi usati dai Dlardrageth per erigere quelle pareti. E, quando l�incantesimo di Ilimitar frantum� il soffitto, si trasform� subito in fuoco che piovve su di lui.</p><p>Il mago barcoll�, tossendo e rabbrividendo�� il suo mantello doveva essere debole, pens� la Srinshee�� poi grid�: �Non cercare di sfuggirmi, Oluevaera! Nessun luogo del regno � ora sicuro per te!�</p><p>�Per decreto di chi?�, url� la donna, mentre lacrime calde le solcavano le guance. �Hai ucciso anche Eltargrim?�</p><p>�La sua follia non � ancora tradimento aperto per Cormanthor, ma qualcosa che si potr� correggere una volta che l�umano e anche <emphasis>tu</emphasis>, con la tua lingua bugiarda, sarete scomparsi. Ti dar� la caccia dovunque fuggirai!� Sulla scia di quel grido mormor� un altro incantesimo.</p><p>�Non ho intenzione di fuggire in alcun luogo, Ilimitar!�, esclam� rabbiosamente la Srinshee. �Questo regno � casa mia!�</p><p>L�aria davanti alla maga prese fuoco. Da ognuna delle sfere fiammeggianti che ne scaturirono fuoriusc� un raggio, che si un� alla sfera vicina, e cos� di seguito, fino a formare un cerchio. Oluevaera ne scans� una il cui calore minacciava di bruciarle le spalle e sussurr� parole che avrebbero dissolto gli incantesimi e rafforzato il suo mantello protettivo.</p><p>�� questa la ragione�, sbott� il mago in risposta, �per la quale hai protetto un <emphasis>uomo</emphasis>, tenendolo in vita e consigliandogli di adulare il Coronal, affinch� il vecchio pazzo lo nominasse armathor? Se lo lasciamo vivere, egli sar� solo il primo di un�orda macchinatrice e avida di esseri pelosi! Possibile che non riesci a capire?�</p><p>�No!�, url� la Srinshee, sovrastando il baccano e il ruggito dell�attacco successivo. �Non capisco perch�, Ilimitar, l�amore per Cormanthor e il tentativo di rafforzare il regno debba mettermi nelle condizioni di dover uccidere un uomo onorato�� che venne qui per mantenere una promessa a un erede morente e consegnare una kiira a un�antica casata!�� o di essere uccisa da te, a meno che non sia io a distruggerti: un mago a cui ho insegnato l�arte della magia, e di cui sono stata fiera in questi ultimi sei secoli!�</p><p>�Come sempre cerchi di persuadere la gente con belle parole!�, ribatt� il mago di corte, mentre si preparava a sferrare l�ennesimo sortilegio.</p><p>Oluevaera si ritrov� nuovamente in lacrime. �Perch�?� singhiozz�. �Perch� mi costringi a fare questa scelta?�</p><p>Detto ci� il suo mantello vibr� violentemente quando fulmini purpurei cercarono di succhiarne la vitalit�. Nel tumulto, mentre le pietre del pavimento scricchiolavano sotto i loro piedi in un coro stridente e assordante, il nemico le url�: �La tua ragione � offuscata dall�amore, vecchiaccia, e corrotta dai sogni del Coronal! Non riesci a capire che la sicurezza del regno conta pi� di tutto il resto?�</p><p>La Srinshee digrign� i denti e sferr� i suoi fulmini; il mantello del mago si illumin� brevemente alla collisione, e la donna vide l�elfo barcollare. �E tu non vedi�, gli grid�, �che quest�uomo <emphasis>rappresenta</emphasis> la sicurezza del regno, se noi lo proteggiamo e lasciamo che diventi ci� che vuole Eltargrim?�</p><p>�Bah!�, borbott� ironicamente Ilimitar. �Il Coronal � corrotto quanto te! Entrambi macchiate il buon nome della nostra corte, e la fiducia che la Gente ha riposto in voi!� La stanza trem� attorno a loro quando l�ultimo incantesimo dell�elfo cerc� invano di distruggere il mantello della maga.</p><p>�Ilimitar�, domand� la Srinshee con una nota di tristezza, �sei matto?�</p><p>La stanza piomb� improvvisamente in un silenzio spettrale. Il fumo vorticava ai loro piedi. A quel punto il mago la osserv� con sincero stupore.</p><p>�No�, esclam� finalmente, in tono quasi allegro, �ma penso di esserlo stato per anni, cieco davanti al gioco che tu e il Coronal avete fatto, avvicinando Cormanthor delicatamente�� abilmente, astuti vecchiardi,�� al giorno in cui gli uomini dimoreranno tra noi, ci supereranno in numero e alla fine ci seppelliranno, non lasciando nessuna Cormanthor da servire o di cui andare fieri! Quanto vi hanno offerto? Incantesimi che non riuscivate a trovare altrove? Un regno da governare? O lo hai fatto solo per tornare giovane?�</p><p>�Limi�, afferm� seria, �il corpo che vedi non � opera mia, e quando sei entrato qui mi ero appena resa conto della mia condizione. Non so da dove venga�� per quanto ne sappia potrebbe essere un vecchio scherzo dei Dlardrageth�� e non � certo stato il giovane umano a darmelo, n� me l�ha promesso: non ne � nemmeno a conoscenza!�</p><p>Ilimitar sollev� una mano per invitarla a tacere. �Parole, solo parole�, ringhi� severamente. �Sono sempre state la tua arma pi� affilata. Ma non funzionano pi� con me, strega!� Ora per� ansimava.</p><p>�Sai che cos�� questo?�, domand� alla maga, estraendo un piccolo oggetto da una tasca della cintura e sollevandolo per farglielo vedere meglio. �Proviene dalla Volta dei Secoli�, aggiunse con tono di scherno. �Dovresti riconoscerlo!�</p><p>�� il Coprimantello di Halgondas�, rispose tranquillamente la Srinshee, il volto pallido come un lenzuolo.</p><p>�Lo temi, non � vero?� rugg� Ilimitar, un guizzo di trionfo negli occhi. �E non puoi far nulla per impedirmi di usarlo! E allora, vecchia strega, sarai mia!�</p><p>�In che modo?�</p><p>�I nostri mantelli si fonderanno, e diventeranno tutt�uno. Non solo non potrai respingere i miei incantesimi, ma nemmeno scappare; se fuggirai, mi trascinerai con te!� Emise una risata stridula e selvaggia, e Oluevaera seppe allora che era matto, e avrebbe dovuto ucciderlo in quel luogo, o perire.</p><p>Ilimitar spezz� il Coprimantello.</p><p>La fusione inesorabile dei loro mantelli ebbe inizio, le estremit� sbrindellate si attirarono a vicenda. La Srinshee sospir� e inizi� a camminare verso l�allievo. Era ora di usare l�incantesimo che odiava.</p><p>�Ti arrendi?�, le domand� Ilimitar, con tono quasi allegro. �O sei tanto folle da pensare di poter continuare a combattere, o addirittura di vincere? Io sono un Supremo Mago di Corte, strega, non il giovane a cui insegnasti i tuoi trucchetti! La tua magia � ridicola e i tuoi incantesimi spaventano solo i pivelli!�</p><p>Oluevaera fece un respiro profondo, e sollev� il mento. �Bene, dunque, mio grande e potente mago, distruggimi se devi!�</p><p>Ilimitar le lanci� uno sguardo incredulo, sollev� le mani e afferm� aspro: �Lo far� molto rapidamente�.</p><p>Un tridente magico la trafisse. La maga rimase immobile, ma rote� gli occhi all�indietro e si morse le labbra. Quando l�incantesimo inizi� a svanire, il suo corpo prese a tremare.</p><p>Il mago rimase a osservare. Be�, non era colpa sua se la vecchia aveva tessuto tanti incantesimi, strato dopo strato, per conservarsi e difendersi durante tutti quei secoli. Ora doveva sopportare il dolore, mentre essi la mantenevano in vita pi� a lungo del necessario.</p><p>La Srinshee inclin� la testa in avanti, chiuse gli occhi, e inizi� a respirare affannosamente. Del sangue le scatur� dalle palpebre e prese a colarle lungo la faccia, per poi cadere sulle pietre scheggiate del pavimento. Ilimitar arricci� il naso per il disgusto. Era dunque un martirio? Avrebbe fatto un lavoro rapido.</p><p>Il suo incantesimo successivo fu un attacco di energia pura che avrebbe dovuto ridurla in cenere. Quando questo termin� e Ilimitar pot� vedere nuovamente, le pietre avevano lasciato il posto a un piccolo cratere, e Oluevaera aveva le caviglie sepolte nelle macerie, era tutta annerita e senza capelli, ma era ancora in piedi, tremava.</p><p>Che patto malvagio aveva mai fatto la Srinshee con i maghi umani? Limi allora sferr� l�incantesimo che un tempo lei gli aveva assolutamente proibito di usare: quello che evocava il Verme Affamato.</p><p>Il verme si materializz� avvolto intorno al braccio della maga, scivol� dritto verso il suo ventre e inizi� immediatamente a scavare nella carne spaccata e annerita. Ilimitar sospir� e sper� in cuor suo che la bestia agisse rapidamente; doveva assicurarsi che la maga morisse, e in fretta, in modo da poter tornare a corte e denunciare il Coronal prima del tramonto. Ma sarebbe rimasto intrappolato in quel castello con la Srinshee, dentro il comune Coprimantello, finch� uno di loro non fosse morto.</p><p>Era davvero un peccato. La donna era stata una buona maestra, nonostante fosse stata troppo severa, poco amante delle burle e poco tollerante quando d�estate gli allievi preferivano andare per bacche o a caccia di uova di gufo invece di presentarsi a lezione; ma non avrebbe mai dovuto cadere tanto in basso.</p><p>Tuttavia, era gi� anziana allora, e senza dubbio incline a tentare qualsiasi strada per riacquistare la giovinezza. Ma il fatto che avesse tramato con gli uomini era imperdonabile. Se lo desiderava tanto, perch� non aveva semplicemente lasciato Cormanthor? Perch� rovinare il regno? Perch�</p><p>Il verme aveva ormai ampiamente terminato il suo lavoro. Non intaccava mai le membra o la testa quando aveva un corpo per banchettare, un corpo che ora era ridotto a poco pi� che un ammasso di pelle sopra ossa scavate, vuote. Com�era possibile che Oluevaera fosse ancora in piedi?</p><p>Ilimitar corrug� la fronte, le scagli� contro un quartetto di piccoli lampi d�energia, quelli che si usano per abbattere gli alberi o per cacciare i conigli, ma il suo corpo devastato non accenn� ad accasciarsi.</p><p>Non gli rimanevano che pochi incantesimi utili. Stringendosi nelle spalle, sollev� lo scettro caduto e la colp� con un fuoco verde smeraldo finch� lo scettro non borbott� e si spense, i suoi poteri ormai esauriti.</p><p>Il Supremo Mago di Corte l�osserv� preoccupato. Non si era accorto, quando l�aveva preso con s� quel giorno, di quanta poca magia fosse rimasta in esso. Avrebbe potuto verificarsi un disastro.</p><p>Il corpo distrutto della Srinshee era ancora fermo sulle gambe. Doveva essere ancora viva. Limi si guard� bene dal toccarla direttamente, persino col pugnale. Esistevano trucchi che solo i vecchi stregoni conoscevano. Meglio bruciarla e ridurla in cenere.</p><p>Schiocc� le dita, pronunci� alcune parole e tra le sue mani apparve improvvisamente un bastone lungo e nero, istoriato con rune d�argento. Lo agit� lentamente, lo picchiett� sulle mani�� ah, che deliziosa sensazione di potere. Poi, d�un tratto, rivers� un�ondata incandescente sul nemico immobile.</p><p>Il bastone si spense dopo pochi istanti. Il mago si accigli�, cerc� di attivarlo di nuovo, ma non ebbe successo. Ora aveva tra le mani un semplice pezzo di legno nero. Perplesso, lo scagli� a terra ed evoc� una bacchetta magica. Se anch�essa avesse fallito, gli sarebbero rimasti due scettri; forse il Coprimantello stava attenuando i loro poteri. Agitato, evoc� i poteri avvizzenti della bacchetta.</p><p>Il corpo davanti a lui si trasform� in un involucro di cuoio incartapecorito, e la pelle rimasta divenne grigia e putrescente. Ma la vecchia maga era ancora in piedi.</p><p>Grugnendo di stupore, Ilimitar materializz� prima uno scettro, poi l�altro. Quando l�ultimo inizi� a sibilare e a emettere solo fumo, la bocca gli si riemp� del gusto freddo della premonizione, poich� la Srinshee non dava segno di accasciarsi a terra.</p><p>Il suo cranio frantumato pendeva di traverso dal collo rotto, ma quegli occhi anneriti e sanguinanti si aprirono, per rivelare due pozze di fiamme scoppiettanti, e la bocca sotto di essi si apr� con uno scricchiolio della mandibola rotta e gracchi�: �Hai finito, Limi?�</p><p>�Corellon mi salvi!�, url� il mago, allontanandosi, fuori di s� per il terrore. Avrebbe iniziato ad avanzare verso di lui?</p><p>S�! Oh, per tutti gli dei, s�!</p><p>Ilimitar grid� mentre il corpo devastato si trascinava fuori dalla buca di macerie annerite, e appoggiava i monconi senza piedi sulla pietra. �Sta� indietro!�, url� il mago, cadendo sul pavimento.</p><p>�Non volevo farlo, Limi�, esclam� tristemente quell�essere mutilato, mentre gli si avvicinava goffamente. �La scelta � stata tua, temo, hai iniziato tu questa battaglia, Limi!�</p><p>�Non pronunciare il mio nome, strega malvagia delle tenebre!�, ulul� il Supremo Mago di Corte, estraendo con dita tremanti l�ultimo oggetto magico rimastogli: un anello infilato in una catena sottile. Lo indoss� e punt� il dito verso la vecchia, un dito che divenne un lungo artiglio ricurvo ricoperto di scaglie. �Tu servi un nemico del regno�, grid�, �e devi essere distrutta, affinch� Cormanthor possa continuare a esistere!�</p><p>L�anello s�illumin�, e un ultimo raggio di malvagia forza letale scatur� dalla gemma.</p><p>Il corpo mutilato si arrest�, cominci� a tremare con rinnovata violenza, e Ilimitar rise selvaggiamente, sollevato. S�! Era tutto finito! La maga stava capitolando.</p><p>Ci� che di lei rimaneva urt� violentemente le spalle di Ilimitar e scivol� lungo il suo corpo, sfiorandolo con le labbra mentre si accasciava.</p><p>Vi fu un istante di magia formicolante in cui Oluevaera Estelda vomit� incontrollabilmente mentre il famigerato Coprimantello entr� in lei da ogni orifizio, per poi uscirne nuovamente.</p><p>D�un tratto questo si dissip�, come la nebbia che precede una mattinata di sole, e la Srinshee si ritrov� in ginocchio, il corpo intero, davanti al cadavere di Ilimitar, che nel frattempo aveva ricevuto ogni incantesimo e scarica magica precedentemente scagliati sulla maga.</p><p>L�odio per quel sortilegio pervase nuovamente Oluevaera. Lo trovava crudele quanto l�antico mago elfo che l�aveva inventato, e quasi altrettanto malvagio di Halgondas e del suo Coprimantello. Inoltre, chi lo sferrava doveva sopportare il dolore di tutto ci� che gli veniva inflitto, e Ilimitar aveva messo tanto entusiasmo nel suo tentativo di distruzione che il male avrebbe fatto impazzire gran parte dei maghi. Ma non lei. Non la vecchia Srinshee.</p><p>La donna guard� il cumulo di ossa fumanti ai suoi piedi e ricominci� a piangere, e le sue lacrime, una volta cadute sul fuoco morente di ci� che era stato Ilimitar, evaporarono con un sibilo.</p><empty-line/><p>�Sangue di Corellon, ora piovono anche <emphasis>alberi</emphasis>!�, esclam� Galan Goadulphyn, balzando all�indietro e coprendosi frettolosamente il viso col mantello. L�albero caduto rimbalz� fragorosamente davanti a lui, spargendo polvere e schegge in tutte le direzioni.</p><p>�Lass� � in corso un duello magico, di sicuro�, afferm� Athtar, sollevando lo sguardo. �Non � meglio andarcene? Possiamo tornare pi� tardi per le tue monete�.</p><p>�Pi� tardi?�, grugn� Galan, mentre si allontanavano rapidamente. �Se ben conosco quegli stupidi maghi chiacchieroni, distruggeranno la montagna in men che non si dica e lasceranno scoperto il mio nascondiglio, alla vista di chiunque si trovi a passare di qui, oppure lo seppelliranno completamente sotto una frana!�</p><p>Si ud� un altro schianto e Athtar Nlossae si guard� alle spalle appena in tempo per vedere un cumulo di pietre precipitare dalla scarpata, schiacciando tutto ci� che incontrava nel suo percorso. �Come sempre hai ragione, Gal: il tuo nascondiglio � ormai sepolto, o lo sar� presto!�</p><p>Mentre cercava di tenere il passo con l�elfo dagli abiti di pelle, Galan snocciol� ad alta voce tutto il suo repertorio di imprecazioni.</p><empty-line/><p>�Non puoi sperare di sfuggire per sempre alle mie magie, codardo!�, esclam� Delmuth, mentre il mantello elfo e lo scudo umano, toccandosi, generavano scintille, e un altro potente sortilegio di Delmuth svaniva in spire innocue di fumo.</p><p>I due erano quasi faccia a faccia, tanto vicini quanto le barriere magiche permettevano loro. Elminster continu� a sorridere silenziosamente, osservando l�elfo furibondo sferrare incantesimo dopo incantesimo.</p><p>Delmuth aveva scoperto che finch� mantello e scudo erano a contatto, l�effetto violento delle magie che rimbalzavano su di lui era minimo; le sue difese non si sarebbero sbriciolate tanto rapidamente a ogni assalto. Perci� si era avvicinato, ed Elminster non si era preoccupato di indietreggiare.</p><p>Del resto non poteva, altrimenti sarebbe caduto nel dirupo, e il principe era stanco di correre. Il combattimento si sarebbe svolto in quel luogo.</p><p>L�erede di Casa Echorn sferr� un altro colpo esplosivo: questa volta evitando deliberatamente mago e scudo, nella speranza che sgretolasse la pietra e che Elminster venisse colpito da dietro da una gragnola di schegge. Il colpo scav�, invece, un solco nella roccia e ne piroett� i frammenti oltre il margine del precipizio, nel vuoto sottostante.</p><p>El non tolse gli occhi di dosso al mago. Il duello era durato abbastanza: se Delmuth Echorn teneva tanto ad assistere a una morte, questa non sarebbe stata di certo la sua. Al sicuro dietro lo scudo, Elminster elabor� un incantesimo complicato, e poi un altro per evocare la sua vista da mago, dopodich� rimase in attesa. Uno dei vantaggi di combattere gli elfi con incantesimi umani consisteva nel fatto che i primi stentavano a riconoscere i secondi, e potevano esser colti alla sprovvista.</p><p>L�ultimo incantesimo di El si chiamava Inversione di Mruster, una variante del Grandioso Ritorno di Jhalavan. Esso consentiva a un mago dalla mente svelta di inviare gli incantesimi respinti al loro artefice sotto forma di magie differenti. Ora, se quel Delmuth era tanto stupido da tentare di incenerire un umano seccatore, e da rimanere vicino a Elminster mentre lo faceva, non avrebbe notato che non sarebbero stati i suoi incantesimi di ritorno a colpirlo, ma ci� in cui essi si sarebbero trasformati.</p><p>Delmuth si rivel� effettivamente tale e, in preda all�entusiasmo, scagli� un incantesimo che El non aveva mai visto: questo materializzava un vassoio colmo d�acido sulla testa della vittima e glielo versava addosso.</p><p>I sibili e i gorgoglii dello scudo tormentato di El furono spettacolari, e Delmuth non si accorse quando la pioggia acida venne trasformata in un crescente effetto dissipante che inizi� pian piano ad erodergli silenziosamente il mantello.</p><p>Ancora infuriato, e convinto di aver finalmente messo il nemico con le spalle al muro, l�elfo sferr� un secondo incantesimo. Elminster assunse un�espressione spaventata per distrarre l�avversario e impedirgli di notare che i suoi attacchi d�energia si tramutavano nuovamente in una magia silenziosa: il trucco funzion�.</p><p>Delmuth sollev� entrambe le mani in segno d�esultanza e sferz� il nemico umano con tentacoli affilati. El vacill� e finse di provare dolore, come se parte dell�incantesimo lo avesse davvero raggiunto attraverso lo scudo. E il sortilegio alterato dell�erede Echorn consum� le ultime energie del suo mantello protettivo.</p><p>Alla vista magica di El, l�elfo era ormai attorniato solo da fili di magia scura e tremolante, le ultime componenti di ci� che era stata una barriera impenetrabile. �Delmuth�, url�, �te lo chiedo per l�ultima volta: perch� non poniamo termine al duello e non ce ne andiamo in pace?�</p><p>�Certamente, umano�, rispose l�elfo con un ghigno spietato. �Quando sarai morto, regner� una <emphasis>pace perfetta</emphasis>!�</p><p>Le sue dita affusolate plasmarono un incantesimo sconosciuto a Elminster, ed ecco apparire una forza tremolante, visibile solo per i suoi contorni instabili, molto simile al muro di forza umano.</p><p>Delmuth vide El osservare attentamente, e sollev� lo sguardo, gongolante, mentre le ultime luci si univano a formare una spada invisibile, fluttuante di fronte a lui, con la punta rivolta verso Elminster. �Osserva un incantesimo che non potrai rispedire al mittente�, ridacchi� il signore elfo, sporgendosi verso l�arma. �Viene chiamata �mortale spada cacciatrice� e tutti coloro che hanno sangue elfo ne sono immuni!� Schiocc� le dita e proruppe in una risata fragorosa, mentre la spada balzava in avanti.</p><p>Erano a distanza di pochi passi l�uno dall�altro, ma El gi� sapeva in quale magia trasformare quell�arma dalla forza invisibile. Delmuth avrebbe fatto meglio a brandirla con la sua mano, e a colpire lo scudo di El come se fosse una spada reale, per non dare tempo al principe di trasformarla.</p><p>In verit�, Delmuth avrebbe fatto meglio a non attirare Elminster in quel luogo.</p><p>Il giovane mut� la spada in qualcosa d�altro e la lanci� indietro. Quando essa colp� l�elfo, la risata di Delmuth si fece esitante. L�ultimo anelito del suo mantello, che cercava invano di proteggerlo mentre si disperdeva in scintille scoppiettanti, lo sollev� da terra, lasciandolo a scalciare nel vuoto.</p><p>Delmuth Echorn si irrigid� quando la magia alterata di Elminster lo colp�; d�un tratto le sue mani si sollevarono come artigli all�altezza del petto, le sue gambe si tesero, e le punte degli stivali si abbassarono verso il terreno. La paralisi a cui lo costrinse El ebbe l�effetto desiderato, e tutto ci� che pot� muovere furono gli occhi, che spalanc� e rote� nelle orbite, per poi fissare impotente il mago umano.</p><p>O forse non del tutto impotente. Delmuth poteva ancora sferrare magie mediante l�uso della mera volont�, come aveva fatto El. E negli occhi dell�elfo Elminster vide in effetti il terrore spazzato via dalla collera, a sua volta sostituita dall�astuzia.</p><empty-line/><p>Da tempo Delmuth non era tanto spaventato. Sentiva in bocca il gusto amaro della paura e il suo cuore sembrava impazzito. Che un semplice <emphasis>umano</emphasis> potesse ridurlo cos�! Avrebbe potuto <emphasis>morire</emphasis> in quel luogo, fluttuando sopra una roccia sferzata dal vento nelle foreste vergini del regno! Egli�</p><p>Calma, calma, figlio degli Echorn. Gli rimaneva ancora un incantesimo che nessun uomo avrebbe potuto prevedere, qualcosa di pi� segreto e terribile persino della spada. Erano stati quasi faccia a faccia: se il suo mantello era svanito, anche quello dell�umano doveva essere per forza danneggiato. Non era forse per tale ragione che quell�Elminster lo aveva pregato di porre fine al duello? Ora, certamente, l�umano lo considerava spacciato, e se ne stava l� a pensare inutilmente al modo per ucciderlo, senza rompere la paralisi. S�, se avesse sferrato l�incantesimo in quel momento, il nemico non avrebbe potuto fermarlo.</p><p>L�incantesimo delle �ossa chiamate� era stato escogitato da Napraeleon Echorn settimo, o era l�ottavo? Non aveva mai prestato molta attenzione ai suoi istitutori secoli addietro. Con esso il mago poteva chiamare a s� ossa particolari, che si staccavano immediatamente dal corpo della vittima, e se sceglieva il cranio, la vittima non poteva sperare di sopravvivere. Malgrado Delmuth non riuscisse a trovare, in quel momento, un impiego per un cranio umano sanguinante, avrebbe avuto tutto il tempo per pensarci dopo.</p><p>Lo sguardo sorridente, l�elfo sferr� mentalmente l�incantesimo. <emphasis>Elminster, la tua testa, per favore�</emphasis></p><p>L�elfo stava ancora gongolando�� mormorando tra s�, per l�appunto�� quando il mondo si oscur� e percep� un breve ma lancinante dolore. Non ebbe nemmeno il tempo di gridare che sangue rosso gorgogli� nella sua mente e Faer�n scomparve per sempre.</p><empty-line/><p>Elminster fece una smorfia disgustata alla vista di tanto sangue. Quando quella cosa raccapricciante, di un rosso intenso, si rivers� su di lui, il giovane us� il suo scudo come tale, deviandola nel dirupo sottostante.</p><p>L�ultimo principe di Athalantar guard� il corpo decapitato per l�ultima volta, scosse il capo tristemente e pronunci� le parole che l�avrebbero riportato nella stanza, al centro del castello infestato dagli spettri, dalla Srinshee. Sperava non si fosse svegliata, poich� non desiderava darle inutili preoccupazioni.</p><p>Il giovane dal naso adunco fece un passo verso la scarpata pi� prossima, dopodich� scomparve nel nulla. Gli avvoltoi in attesa su un albero nelle vicinanze del picco decisero che era il momento buono per cenare, e si sollevarono goffamente in volo. Avrebbero dovuto calcolare bene i tempi di planata: non succedeva tutti i giorni che il cibo fluttuasse a mezz�aria.</p><empty-line/><p>�Gal�, esclam� Athtar pazientemente, mentre si accingevano a scalare la seconda parete di roccia, �mi rendo conto che sei sconvolto per le perle�� per tutti gli dei, mezza <emphasis>foresta</emphasis> lo sa!�� ma torneremo a prenderle, davvero, e non serve a nulla��</p><p>Un oggetto veloce e rotondo, del colore del sangue, piomb� dal cielo e spazz� via la faccia di Athtar.</p><p>Il corpo avvolto in abiti di pelle nera, le cui membra si agitarono brevemente in preda agli spasmi, cadde oltre Galan. La cosa che aveva ucciso Athtar rimbalz� sul petto di quest�ultimo e rotol� fino a fermarsi contro un groviglio di radici accanto alla faccia di Galan.</p><p>Questi si ritrov� per un istante a fissare le orbite scure di un cranio d�elfo intriso di sangue, dopodich� perse la presa sulla cornice di roccia friabile e piomb� in basso, nell�oscurit� che aveva reclamato Athtar.</p><empty-line/><p>Elminster fece un passo nella stanza buia, e si accorse subito che qualcosa non quadrava. La Srinshee se ne era andata, e una giovane elfa, nuda, inginocchiata davanti a uno scheletro scomposto e incenerito singhiozzava incontrollabilmente. La sua amica aveva forse preso fuoco?</p><p>La ragazza sollev� lo sguardo, il volto inondato di lacrime, e ansim�: �Oh, Elminster!� Quando la donna allung� le mani verso di lui, El corse ad abbracciarla. O dei guardate gi�: <emphasis>quella</emphasis> ragazza era la Srinshee!</p><p>�Lady Oluevaera�, le domand� gentilmente, mentre le accarezzava i capelli e le spalle, cullandola al petto, �che cos�� accaduto?�</p><p>La maga scosse il capo e riusc� a pronunciare una parola smorzata: �Dopo�.</p><p>El la cull�, mormorandole parole dolci, finch� la ragazza non smise di piangere ed esclam�, �Elminster? Perdonami, ma sono esausta, e corro il grave rischio di abbandonare Cormanthor per la prima volta nella mia vita�.</p><p>�C�� qualcosa che posso fare?�</p><p>Oluevaera sollev� il volto ringiovanito e incontr� lo sguardo del principe. Gli occhi erano rimasti vecchi e tristi, not� El. �S�, sussurr�. �Rischiare ancora una volta. Non dovrei chiedertelo: il pericolo � troppo grande�.</p><p>�Ditemi�, mormor� Elminster. �Inizio a pensare che Mystra mi abbia mandato qui proprio a tale scopo�.</p><p>La Srinshee tent� di sorridere. Le sue labbra tremolarono per un istante, poi afferm�: �Forse hai ragione. Ho visto Mystra, mentre eri via�. La maga sollev� una mano per prevenire la sua domanda, e continu�: �Perci� devi sopravvivere affinch� dopo ti racconti. Ho solo potere sufficiente per sferrare un incantesimo di scambio di corpo�.</p><p>Gli occhi di El si assottigliarono. �Ossia, volete mandarmi da qualche parte al posto di qualcun altro, e viceversa�.</p><p>La Srinshee annu�. �Il Coronal parteciper� a una festa questa sera, ed � molto probabile che qualcuno sia abbastanza infuriato da tentare di ucciderlo�.</p><p>�Fate quella magia�, esclam� El risoluto. �Sono sotto di qualche incantesimo, ma sono pronto�.</p><p>�Lo farai?�, domand� la donna, e scosse il capo, asciugandosi impazientemente nuove lacrime. �Oh, El� un tale onore��</p><p>Si stacc� rapidamente da lui e corse veloce attraverso la stanza. Per la prima volta Elminster not� che era disseminata di ci� che sembravano scettri magici, e vi era persino un bastone. Oluevaera si chin� e raccolse un oggetto.</p><p>�Portalo con te�, afferm�. �Serba ancora un po� di potere. Questo scettro � in grado di duplicare ogni incantesimo che vedi sferrare dagli altri mentre lo hai in mano. Attivalo e ti sussurrer� mentalmente i suoi poteri�.</p><p>Elminster lo prese e annu�. Impulsivamente la ragazza gli gett� le braccia al collo e lo baci�. �Ora va� con la mia benedizione e, sono sicura, anche con quella di Mystra�.</p><p>El inarc� un sopracciglio. Che <emphasis>cos�era</emphasis> accaduto in quella stanza?</p><p>Se lo stava ancora chiedendo quando la Srinshee sferr� l�incantesimo e una nebbia blu avvolse di nuovo il mondo.</p></section><section><title><p>10.</p><p>Finto amore</p></title><epigraph><p>L�amore di un elfo � un sentimento profondo e prezioso. Se abusato o rifiutato, pu� essere fatale. Interi regni sono caduti e sono stati scissi per amore, e antiche casate orgogliose sono state spazzate via. Alcuni hanno affermato che un elfo � la forza del suo amore, e che tutto il resto � solo carne e scarti. Certo � che gli elfi possono amare gli uomini, e gli uomini amano gli elfi: ma in tali unione di cuori, il dolore � sempre in agguato.</p><text-author>Shalheira Talandren, Sommo Bardo Elfo di Summerstar</text-author><text-author>Da <emphasis>Spade argentee e notti d�estate</emphasis>:</text-author><text-author><emphasis>Una storia ufficiosa ma vera di Cormanthor</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata nell�Anno dell�Arpa</text-author></epigraph><p>La nebbia si dissip� ed Elminster si ritrov� in un giardino mai visto prima, un luogo pieno di alberi imponenti, diritti, che si ergevano come colonne nere, gigantesche, da una distesa di muschio costellato da piccole piantagioni di funghi. Sopra di lui il fogliame oscurava completamente il sole, ma El riusciva a vedere fasci di luce in lontananza, l� dove forse vi erano radure.</p><p>Nel luogo in cui si trovava in quel momento l�unica fonte di luce erano alcune sfere d�aria luminosa: sfere emananti un debole bagliore di colore blu, verde, rosso rubino od oro, che fluttuavano lentamente, senza meta, fra gli alberi.</p><p>Elfi con tuniche di seta ricamata passeggiavano fra gli alberi, ridendo e chiacchierando, e sotto ogni sfera luminosa fluttuava un carrello carico di bottiglie alte e sottili, e di vassoi a pi� piani traboccanti di prelibatezze; a prima vista El riconobbe ostriche, funghi e ci� che sembravano essere larve di bosco in salsa di prugne o di albicocche.</p><p>Molto vicino a lui Elminster scorse un elfo dall�espressione molto sorpresa. Un elfo che aveva gi� visto: uno dei Supremi Maghi di Corte seduti accanto al Coronal quando Naeryndam l�aveva condotto a palazzo.</p><p>�Buona sera�, esclam� Elminster, inchinandosi gentilmente. �Lord Earynspieir, dico bene?�</p><p>Il mago elfo sembr� pi� confuso e allarmato di prima. Ciononostante annu�: �Earynspieir, umano. Perdonatemi, non ricordo il vostro nome, poich� sono un po� agitato: dov�� il Coronal?�</p><p>Elminster allarg� le mani. �Non lo so. Qualche istante fa era dove mi trovo io al momento?�</p><p>L�elfo annu�, gli occhi ridotti a due fessure. �Esattamente�.</p><p>El fece un cenno col capo. �Allora � accaduto ci� che doveva accadere. Io parteciper� alla festa al posto suo�.</p><p>Earynspieir assunse un�espressione minacciosa. �Voi? E l�avete deciso da solo, giovanotto?�</p><p>�No�, rispose schiettamente Elminster. �Altri hanno deciso per me, per la sicurezza del regno. Io ho acconsentito, s�. A proposito, il mio nome � Elminster. Elminster Aumar, Principe di Athalantar e, come ben sapete, Eletto di Mystra�.</p><p>Il mago strinse le labbra. Poi abbass� lo sguardo sullo scettro alla cintura di El e si contrasse maggiormente, ma non profer� parola.</p><p>�Forse, Signor Mago, potremmo mettere da parte per un attimo i vostri sentimenti nei miei confronti�, mormor� Elminster, �mentre mi raccontate dove siamo, e quali siano le usanze di una festa elfa. Non ho intenzione di arrecarvi offesa alcuna�.</p><p>Earynspieir volse lo sguardo per incontrare quello del giovane, e incresp� le labbra, disgustato. Poi sembr� prendere una decisione.</p><p>�Molto bene�, esord� a bassa voce. �Forse le mie reazioni naturali verso la vostra razza mi hanno dominato in maniera eccessiva. Il Coronal mi ha detto che ci sarebbe stato tutto pi� facile se vi avessimo considerato un nostro simile, uno della Gente, in visita da un regno lontano, sotto spoglie umane. Ci prover�, giovane Elminster. Abbiate pazienza, per favore: in questo momento sono turbato per altre ragioni�.</p><p>�Potete parlarmene?�, domand� gentilmente Elminster.</p><p>L�elfo gli lanci� un�occhiata tagliente, e poi esclam�: �Permettetemi di parlarvi con la pi� assoluta franchezza: un�abitudine comune alla vostra razza, ho udito. Inoltre, dubito che conosciate altri cormanthoniani ciarlieri con cui spettegolare, il che mi consente di parlare pi� apertamente di quanto non farei altrimenti�.</p><p>El annu�. Il mago elfo si guard� intorno per assicurarsi che nessuno potesse udirli, poi si volt� verso il giovane principe e afferm� schiettamente: �La decisione presa dal Coronal nei vostri confronti non � stata accolta con favore. Molti appartenenti al rango di armathor sono venuti a palazzo per rinunciare al titolo e hanno spezzato le spade di fronte al Coronal. Si � parlato apertamente di spodestarlo e persino di ucciderlo, e di uccidere voi e di� spiacevolezze in generale riguardanti la presente serata, e momenti futuri, finch� egli, ah, non rinsavir�. La mia controparte, il Supremo Mago di Corte Ilimitar, non � ancora tornato da una visita alle antiche casate del regno, e non so dove sia al momento, n� se sia stato vittima di qualche tradimento. Pensavo di essere il confidente pi� vicino del Coronal, e ora, senza una parola d�avvertimento, egli sparisce, e al suo posto apparite voi, parlando cautamente della �sicurezza del regno�, una questione che ho buone ragioni di credere fosse stata affidata a <emphasis>me.</emphasis> Nonostante la fiducia dimostratavi dal Coronal, io vi vedo come un mago umano dai poteri sconosciuti ma probabilmente grandi, che ha una stretta relazione con una dea della stessa razza, e pertanto, qualsiasi siano i vostri scopi, rappresentate un grande pericolo per Cormanthor. Capite perch� non sono molto gentile con voi?�</p><p>�Certamente�, rispose Elminster, �e non ve ne voglio, Signor Mago. Come potreste fare altrimenti, trovandovi in tali difficolt�?�</p><p>�Esattamente�, rispose Earynspieir con tono soddisfatto, quasi sorridendo. �Credo di aver giudicato male la vostra razza, signore, e voi con essa: non sapevo che gli uomini si interessassero agli intrighi e alle gioie e ai dolori altrui. Tutto ci� che vediamo e sentiamo di voi, sono le asce che tagliano gli alberi e le spade che mettono a tacere persino la pi� piccola disputa�.</p><p>�� vero che alcuni di. noi tendono a esercitare la forma pi� rapida e diretta di politica�, assent� Elminster con un sorriso. �Tuttavia devo affrettarmi a far presente a voi e a tutti i cittadini di Cormanthor che giudicare gli uomini di tutte le terre con lo stesso metro non � pi� corretto di giudicare gli elfi della luna alla stregua degli elfi delle tenebre, o viceversa�.</p><p>Il mago accanto a lui si volt� e si irrigid�, gli occhi fiammeggianti, ma poi si rilass� visibilmente e abbozz� una breve risata. �Capisco ci� che intendete, giovanotto, ma devo ricordarvi che il popolo di Cormanthor non � avvezzo a parole tanto audaci e schiette, e potrebbe odiarle ancor pi� di quanto non le detesti io�.</p><p>�Comprendo�, rispose El. �Vi porgo le mie scuse. Qualcuno si sta avvicinando. O meglio: un paio di persone�.</p><p>Earynspieir guard� il ragazzo, sorpreso da quell�improvvisa concisione, e si volt� a vedere la coppia elfa che l�umano aveva indicato. Tenevano un bicchiere in mano e avanzavano con calma a braccetto, ma l�espressione di sorpresa sui loro volti non lasciava dubbi sul fatto che si stessero dirigendo verso di loro, per vedere l�armathor umano di cui si era tanto parlato.</p><p>�Ah�, esclam� a bassa voce Earynspieir, �manca qualche ora al tramonto, e all�inizio delle danze e ah, dei bagordi meno dignitosi. Chi desidera parlare francamente, scambiare due chiacchiere con il Coronal, oppure scegliere nuovi partner per una sera, arriva spesso a quest�ora, quando i festanti sono scarsi e hanno consumato poco vino; � il caso di questa coppia. Permettetemi di fare le presentazioni�.</p><p>El inclin� rispettosamente il capo mentre la coppia si dirigeva verso il Supremo Mago di Corte. L�elfo maschio, giovane e bello, guard� Elminster come fosse un cinghiale della foresta vestitosi per la festa, ma la meravigliosa ragazza dalla tunica trasparente che stava al suo fianco sorrise incantevolmente a Earynspieir ed esclam�: �Buona sera, Onorato Signore. Noi ci aspettavamo di trovare il Coronal. � indisposto?�</p><p>�Nostra Altezza il Coronal � stato chiamato per questioni urgenti del regno qualche minuto fa. Lasciate che vi presenti invece il Principe Elminster della terra di Athalantar, nostro recente armathor�.</p><p>Il giovane elfo continu� a fissare El, senza proferire parola. La sua signora ridacchi� a disagio e afferm�: �Un piacere inaspettato e, se mi � permesso dirlo, molto insolito�.</p><p>La donna non tese la mano.</p><p>�Principe Elminster�, mormor� il Supremo Mago di Corte, �permettetemi di presentarvi Lord Qildor, della Casata dei Revven, e Lady Aurae della Casata dei Shaeremae. Spero il piacere sia reciproco�.</p><p>Elminster fece un inchino. �Il mio onore � illuminato�, esclam�, ricordando una frase delle memorie della kiira. A quelle parole di antica cortesia elfa i tre inarcarono le sopracciglia simultaneamente, ma l�umano continu�: �� mio desiderio fare amicizia col popolo di Cormanthor, senza cattive intenzioni, n� intrusioni. Il vostro paese e la Gente di questo luogo sono per me tanto meravigliosi da essere considerati grandi tesori, che noi uomini onoriamo da lontano�.</p><p>�Ci� significa che voi non siete la prima spia di un esercito umano?�, grugn� Lord Qildor, la mano pronta sull�elsa d�argento lavorato della spada che gli pendeva lungo il fianco.</p><p>�E non � tutto�, rispose mite Elminster. �Non � desiderio del mio, n� di altri regni umani di mia conoscenza, invadere Cormanthor o imporre i nostri modi e commerciare dove non siamo desiderati e potremmo solo arrecare danno. La mia presenza qui � una questione personale, non un affare di stato, n� una dichiarazione di invasione o una curiosa esplorazione. Nessun cormanthoniano deve temermi, o vedermi come qualcosa di pi� di un uomo solo, animato da una profonda ammirazione per la Gente e le sue conquiste�.</p><p>Lord Qildor inarc� nuovamente un sopracciglio. �Perdonate il mio discorso precedente�, esclam�, �ma permettereste a un mago di verificare la verit� di ci� che dite?�</p><p>�Ora e sempre�, rispose il principe, guardandolo negli occhi.</p><p>�Se � cos�, ribatt� l�elfo, �mi sono fatto di voi un�idea sbagliata ancor prima di incontrarvi, basandomi solo sulle speculazioni di altri. Tuttavia, Lord Elminster, dovreste sapere che io, come gran parte dei miei simili, temo e odio gli umani; vederne uno nel cuore del regno � per noi fonte di allarme e di disgusto. Le vostre nobili azioni o le parole gentili, temo, non potranno cambiare il nostro modo di pensare. Abbiate cura di voi in questo luogo, signore; altri potrebbero essere meno comprensivi di me. Forse sarebbe stato meglio per tutti se non foste mai venuto a Cormanthor�.</p><p>L�elfo rimase in silenzio per un momento, austero nella sua tunica di seta gialla, e poi aggiunse lentamente: �Vorrei trovare parole pi� cortesi per voi, uomo, ma non posso. Non � nella mia natura, e ho veduto pi� umani di gran parte degli altri elfi�.</p><p>Poi annu� con aria un po� triste, e si volt�. Numerose gemme brillarono qua e l� fra i capelli che gli ricadevano sulla schiena, lunghi e magnifici come quelli di una donna di nobili origini. La sua signora, che aveva fino ad allora ascoltato con lo sguardo rivolto a terra, sollev� fiera il volto, elarg� a Elminster e al mago di corte un ampio sorriso, ed esclam�: �Concordo con mio marito. Addio, signori�.</p><p>Quando la coppia fu abbastanza distante, Elminster si volt� verso Earynspieir. �Il popolo di Cormanthor non sarebbe dunque avvezzo a parole audaci e schiette, Signore?�, domand� cortesemente, sollevando un sopracciglio. Earynspieir trasal�.</p><p>�Credetemi, per favore, non intendevo fuorviarvi, giovanotto�, rispose. �A quanto pare la vista di un umano risveglia uno spirito di franchezza mai visto prima nei cormanthoniani�.</p><p>�Avete ragione�, assent� El, �e io� ma chi arriva ora?�</p><p>Due ragazze si stavano avvicinando fluttuando tra gli alberi, i loro stivali alti a mezzo metro da terra. Avevano entrambe un�altezza superiore alla media, e indossavano abiti che lasciavano intravedere ogni curva del loro splendido corpo. Al loro passaggio tutti i presenti si voltarono.</p><p>�Symrustar e Amaranthae Auglamyr, signore e cugine�, mormor� pacato il Supremo Mago di Corte, ed El credette di scorgere nel suo tono qualcosa di pi� del semplice desiderio.</p><p>La donna che conduceva era pi� bella di tutte le ragazze che El aveva veduto dal suo arrivo in citt�. Una chioma di colore blu intenso le fluiva liberamente sulle spalle e sulla schiena, per poi essere raccolta in una fascia di seta che correva bassa sul suo fianco destro, a mo� di coda di cavallo. Mentre si avvicinava, i suoi occhi luminosi, quasi di colore blu elettrico, lanciarono promesse a Elminster da sotto le sopracciglia scure e perfette. Un nastro semplice, nero, le fasciava la gola, e le sue labbra carnose le conferivano un�aria lievemente imbronciata; la ragazza si pass� deliberatamente la lingua sulla bocca e scrut� intensamente l�uomo che stava accanto al mago elfo. La parte anteriore della sua tunica cremisi si apriva per mostrare il disegno di un drago dalle molte teste ricamato di gemme, che aderiva perfettamente al ventre piatto, alla vita sottile e al d�collet�; fiamme di filo metallico sottile, che conferiva un effetto ghiaccio, le avvolgevano e sostenevano i seni alti, e polvere d�oro cospargeva la punta di un orecchio. Era d�una bellezza incantevole, e lo sapeva.</p><p>La cugina indossava una tunica meno vistosa, di colore blu scuro, nonostante fosse aperta su un lato all�altezza del fianco, rivelando una cascata di catene d�oro finemente lavorate. Aveva capelli color miele, vivaci occhi castani, e un sorriso molto pi� gentile della compagna dai capelli blu, nonch� la carnagione pi� scura e le curve pi� formose di qualsiasi elfa El avesse mai visto. Ma la cugina eclissava la sua bellezza come il sole eclissa una stella notturna.</p><p>�La prima � Symrustar�, mormor� Earynspieir. �� erede della sua casata� e pericolosa, signore; il suo onore consiste solo in ci� che pu� ottenere�.</p><p>�Voi preferite decisamente Lady Amaranthae, non � vero?�, gli domand� sottovoce Elminster.</p><p>Il Supremo Mago di Corte volt� bruscamente il viso verso Elminster, negli occhi una nota di rispetto e un tagliente avvertimento. �Siete pi� perspicace di molti elfi anziani, giovane signore�, sibil� il mago, quando le ragazze erano a pochi passi di distanza.</p><p>�Buona sera�, mormor� Lady Symrustar, spostando una ciocca di capelli con un gesto aggraziato mentre si protendeva per baciare Lord Earynspieir sulla guancia. �Vi dispiace, saggio Mago, se vi rubo l�ospite per qualche istante? Ho�� abbiamo�� un grande desiderio di imparare qualcosa di pi� sugli uomini; questa rappresenta per noi una rara opportunit�.</p><p>�Io� no, naturalmente no, Lady Symrustar�. Earynspieir le fece un ampio sorriso. �Signore, permettete che vi presenti Lord Elminster di Athalantar. � principe del suo regno, e da poco, ma sono certo che ne siete informata, armathor di Cormanthor�.</p><p>Il mago si volt� verso El, nei suoi occhi un avvertimento evidente, e continu�: �Lord Elminster, con grande piacere vi presento due dei pi� bei fiori della nostra terra: Lady Symrustar, Erede di Casa Auglamyr, e sua cugina, Lady Amaranthae Auglamyr�.</p><p>El fece loro un profondo inchino, baciando la punta delle dita della mano di Symrustar: un gesto insolito, dal mormorio di piacere che emise la ragazza, e dall�esitazione con cui Amaranthae tese il suo braccio.</p><p>�L�onore, signore�, esclam� El, �� mio. Ma certo non potete pensare di abbandonare il guardiano del regno solo per parlare con me? Io rappresento il fascino dell�ignoto, questo � vero, ma signore, vi confesso che una di voi basta a sopraffarmi, e sono giunto a stimare profondamente la saggezza attenta di Lord Earynspieir fin dal nostro primo incontro; � un oratore di gran lunga migliore di me!�</p><p>Qualcosa balugin� negli occhi del Supremo Mago di Corte mentre El parlava tanto seriamente, ma non profer� parola quando Lady Symrustar rise fragorosamente ed esclam�: �Ma naturalmente la nostra Amaranthae terr� una stretta e attenta compagnia al pi� potente mago di Cormanthor, mentre io e voi parleremo, Lord Elminster. Avete ragione quando esaltate le sue qualit�, ma sono sicura che potr� esprimerle meglio in un discorso a due. Voi e Amaranthae potrete intrattenervi pi� tardi. Venite, mio perspicace signore, andiamo!�</p><p>Mentre la ragazza prendeva la mano del giovane, Elminster s�inchin� per salutare gentilmente il mago di corte, il cui viso era in quel momento indecifrabile, e Lady Amaranthae, che gli lanci� uno sguardo di profondo ringraziamento e di muto avvertimento riguardo la cugina; El la ringrazi� a sua volta con un secondo cenno del capo e un sorriso.</p><p>�Sembrate attratto da mia cugina, Lord Elminster�, gli sussurr� all�orecchio Lady Symrustar, ed El si volt� di scatto verso di lei, ricordando a se stesso che avrebbe dovuto prestare attenzione alla donna.</p><p><emphasis>Molta</emphasis> attenzione. Quando El si volt�, lei fece altrettanto, estendendo una gamba slanciata attorno alla sua e attirandolo verso di lei, petto contro petto. Elminster percep� le punte del metallo che avvolgeva i suoi seni sulla parte bassa del torace, e pelle liscia come seta che gli sfiorava i pantaloni. Symrustar indossava una giarrettiera di pizzo nero su quella gamba, e stivali di pelle dello stesso colore, alti fino al ginocchio, con tacchi a punta.</p><p>�Le mie scuse per avervi sbarrato la strada in questo modo, Signore�, sussurr� la donna, non sembrando per� affatto pentita. �Temo di non essere avvezza alla compagnia umana, e mi sento molto� eccitata�.</p><p>�Le scuse non sono necessarie, onorata Signora�, rispose El gentilmente, �quando non si arreca offesa�. Il giovane guard� brevemente la festa che si svolgeva alle sue spalle, e vide numerose facce curiose girarsi nella loro direzione. Nessuna, tuttavia, era vicina.</p><p>�Saprete senza dubbio quanto bella vi trovino i maschi di almeno due razze�, aggiunse, scrutando il giardino davanti a s� per vedere se fosse altrettanto vuoto�� sapeva che sicuramente lo era: quell�elfa aveva pianificato tutto molto attentamente�� �ma devo confessarvi che trovo una mente brillante pi� affascinante di un bel corpo�.</p><p>Lady Symrustar incroci� il suo sguardo. �Preferireste che non fingessi di essere tanto eccitata, Lord Elminster?�, domand� a voce bassa. �Tra la Gente, i maschi non credono che le loro signore <emphasis>abbiano</emphasis> un cervello�.</p><p>Il principe incurv� un sopracciglio. �Nonostante voi e il vostro intelletto passiate di festa in festa a dimostrare il contrario?�</p><p>Symrustar rise, e i suoi occhi scintillarono. �Esattamente�, riconobbe la donna. �Credo che stasera mi divertir�. Lo condusse attraverso il giardino, questa volta camminando, la magia che la teneva sospesa forse interrotta, o forse esaurita. Il modo con cui ondeggiava i fianchi a ogni passo lasciava il giovane senza parole; questi per� teneva gli occhi fissi nei suoi, e dentro di essi not� un luccichio astuto. La ragazza era consapevole dell�effetto che aveva su di lui.</p><p>�Parlavo seriamente quando ci siamo incontrati�, asser� Symrustar, scostando nuovamente una ciocca di capelli dal viso, �voglio imparare tutto ci� che posso sugli umani. Sarete tanto gentile da accontentarmi? Le mie domande potrebbero sembrare talora insensate�.</p><p>�Ne sar� lieto, Signora�, mormor� El, domandandosi quando avrebbe sferrato l�attacco, e sotto quale forma. Mentre si inoltravano sempre pi� nelle profondit� selvagge e deserte del giardino e gli ultimi raggi di sole iniziavano a scomparire, il giovane rimase un po� sorpreso da quanto profondo e genuino sembrasse il suo interesse.</p><p>Parlando seriamente di come vivevano gli elfi di Cormanthor e gli uomini di Athalantar, giunsero finalmente a una radura circondata da alberi, lievemente illuminata dal pallido chiarore lunare. Symrustar guid� il compagno verso una panchina di roccia che si estendeva circolarmente intorno a uno specchio d�acqua. Le stelle riflesse scintillavano fin nelle sue profondit�; i due sedettero nella tiepida e piacevole aria notturna, e la luce lunare tocc� la morbida pelle di Symrustar con le sue dita eburnee.</p><p>Con naturalezza e semplicit�, come fosse una cosa che le donne elfe facevano normalmente quando si sedevano sulle panchine al chiaro di luna, la ragazza guid� tremante le mani di Elminster all�intero della lavorazione metallica sul suo petto.</p><p>�Ditemi di pi� sugli uomini�, mormor�, gli occhi diventati pi� grandi, e apparentemente pi� scuri. �Ditemi� come amano�.</p><p>Elminster abbozz� un sorriso quando un ricordo gli balen� nella sua mente. Nella biblioteca della tomba di un mago, sperduta nella Grande Foresta, vi era un libro curioso senza titolo: il diario di un antico avventuriero mezzo elfo, anch�egli senza nome, contenente le sue gesta e i suoi pensieri, che la maga Myrjala gli aveva fatto leggere perch� apprendesse la concezione elfa della magia. Riguardo ai modi per dare piacere alle donne di tale razza, il libro menzionava l�uso delicato della lingua sul palmo della mano e sulla punta delle orecchie.</p><p>El sfil� una delle mani dalla tunica, fece scivolare le dita lungo il ventre della ragazza, e poi le prese il polso.</p><p>�Avidamente�, rispose, e si chin� a leccarle il palmo.</p><p>La ragazza ansim�, questa volta tremando sul serio, ed El sollev� la testa per guardarsi attorno, come ormai d�abitudine.</p><p>I raggi lunari scintillarono su una faccia elfa, rigida e furiosa. Un uomo li stava osservando fra gli alberi. El sfil� anche l�altra mano. Poco pi� oltre ne vide un altro. E un altro ancora. Si trovavano al centro di un cerchio che si stava lentamente chiudendo.</p><p>�Che cosa succede, Lord Elminster?�, chiese Lady Symrustar, quasi bruscamente. �Sono� in qualche modo ripugnante?�</p><p>�Signora�, rispose, �stiamo per essere attaccati�. El si port� le mani allo scettro che teneva alla cintura, ma Symrustar si alz�, si volt� con grazia rapida e fluida, e scrut� fra gli alberi.</p><p>�Ci attaccheranno, ora, in silenzio�, afferm� tranquillamente. �Aggrappatevi a me, e vi porter� via da questo luogo!�</p><p>Elminster le mise un braccio intorno alla vita e si acquatt�, lo scettro stretto nella mano. La ragazza mormor� qualcosa mentre le snelle figure nell�ombra balzavano fuori dagli alberi, e lasci� un oggetto dietro di lei, all�insaputa di Elminster. Un istante pi� tardi erano entrambi scomparsi.</p><p>I guerrieri elfi si trovarono improvvisamente ad agitare le spade nell�aria vuota e ringhiarono delusi.</p><p>�Che cos�� questo?�, sibil� uno di loro, soffermandosi sopra la panca dove, un istante prima, le due figure erano avvinghiate. Su di essa giaceva un statuina di ossidiana, che dondolava lievemente. Era Symrustar Auglamyr in miniatura, le braccia legate lungo i fianchi. Una delle guardie la tocc� con due dita e la trov� ancora tiepida.</p><p>�L�umano!�, sbott� un elfo, sollevando la spada per distruggere la statuina. �Stava usando magia nera per irretirla!�</p><p>�Aspetta, non farlo! � una prova evidente!�</p><p>�Da mostrare a <emphasis>chi</emphasis>?�, esclam� rabbioso un altro elfo. �Al Coronal? <emphasis>Lui</emphasis> ha portato questa vipera in seno al nostro popolo, ricordi?�</p><p>�� vero!�, afferm� la prima guardia. Due spade piombarono simultaneamente sulla statuina di ossidiana e la frantumarono tanto abilmente che nessuna delle due lame tocc� la panchina sottostante.</p><p>L�esplosione che segu� distrusse la panca, la piscina, il selciato, e fece schizzare tra gli alberi teste e membra d�elfo.</p><empty-line/><p>Elminster si raddrizz� lentamente. Il giardino in cui si trovavano conteneva un letto circolare, immerso nella luce lunare, e un cerchio di alberi. Distanti, tra i rami, si intravedevano alcune luci, ma l� attorno non c�era anima viva, n� alcun edificio.</p><p>�Siamo soli, Elminster�, sussurr� Symrustar. �Quei maschi gelosi non possono seguirci qui, e le mie guardie tengono i curiosi lontani da questa parte dei giardini di famiglia. Inoltre, ci� che porto a letto � solo affar mio�.</p><p>I suoi occhi scintillarono quando si volt� nuovamente verso di lui. In qualche modo la tunica le era scivolata fino alle ginocchia, e il corpo nudo era illuminato al chiaro di luna.</p><p>Per poco Elminster non rise nuovamente. Non per lei, tanto bella che gli riusciva difficile mantenere il controllo, ma per la sua mente spiritosa. <emphasis>Ha delle splendide spalle</emphasis>, questa gli aveva comunicato eccitata.</p><p><emphasis>Belle, s�</emphasis>, aveva risposto El, prima di scacciare ogni pensiero.</p><p>Symrustar scost� il mucchio di seta ai suoi piedi e si diresse verso di lui, le gemme scintillanti nella luce lunare mentre avanzava.</p><p>Elminster le baci� le sopracciglia, poi il mento, ma giunto alle labbra si trov� la strada sbarrata da due dita. �Lasciate la bocca per ultima�, mormor� la donna. �Per gli elfi sono speciali�.</p><p>Il principe mugugn� un muto assenso e devi� verso le orecchie. Dal modo in cui la ragazza tremava fra le sue braccia, gemeva e agitava i piedi, El dedusse che il libro diceva il vero.</p><p>Vi pass� la lingua intorno, delicatamente, solleticandole senza fretta: avevano un sapore lievemente speziato. Symrustar gemette quando El decise di portare a termine l�impresa e affond� rapidamente la lingua nell�incavo. Le dita della donna gli graffiarono la schiena, ferendolo attraverso la camicia.</p><p>�Elminster�, sibil�, poi ripet� il suo nome facendolo rotolare sulla lingua come fosse una parola sacra da cantare. �Principe di una terra distante�, aggiunse, con tono sempre pi� bramoso, mostratemi com�� l�amore di un uomo�.</p><p>La sua chioma sciolta turbin� attorno a loro, le sue ciocche, per un ordine tacito, iniziarono a strappare i vestiti di El come una decina di piccole mani insistenti. Infine gli aprirono la camicia e lo attirarono verso il letto.</p><p>Improvvisamente Symrustar gemette ancora ed esclam�: �Non <emphasis>posso</emphasis> pi� attendere. La bocca� Elminster, baciami!�</p><p>Le loro labbra si unirono, le lingue s�intrecciarono, ed El si trov� a parare l�aggressione che stava aspettando.</p><p>Le scintille luminose di un incantesimo sembrarono saettare nella sua mente, accompagnate dalla volont� di Symrustar. La donna stava cercando di controllarlo, mente e corpo, come fosse un pupazzo, mentre frugava tra le sue memorie per apprendere tutto ci� che poteva, in particolare la magia umana. El la lasci� fare, mentre anch�egli leggeva ci� che voleva nella sua mente esposta.</p><p>Per tutti gli dei, era una creatura spietata e malvagia. Vide una statuetta di ossidiana da lei preparata, e seppe che sarebbe stato incolpato dell�accaduto. Vide le sue trecce salire a spirale per avvinghiare la sua gola proprio in quel momento, per strozzarlo se avesse tentato di usare qualsiasi arma contro di lei. Vide i suoi piani per intrappolare un numero di elfi a corte, dal Coronal a un certo rivale e corteggiatore, Elandorr Waelvor, al Supremo Mago di Corte Earynspieir. L�altro mago era gi� suo, irretito e manipolato, e inviato ad attaccare qualcuno che lei non osava affrontare: la Srinshee!</p><p>A quel punto Elminster fu tentato di colpirla, sapendo che con un semplice incantesimo avrebbe potuto spezzarle il collo come un ramoscello, capelli o non capelli. Invece trasform� il lampo luminoso della sua rabbia in una morsa d�acciaio sulla sua mente, e strinse fino a farla gridare silenziosamente, in preda allo shock e al terrore. Il giovane tronc� il collegamento visivo con fretta brutale, lasciando la ragazza accecata e stordita, e la tenne in tale stato mentre recuperava lo scettro, che le trecce gli avevano tanto abilmente sottratto, e duplicava l�incantesimo dello scambio di corpo che la Srinshee aveva fatto su di lui precedentemente.</p><p>Poi torn� al lavoro nella mente di Symrustar, sopraffacendo ogni parvenza di riserbo e di controllo che le rimanevano, e obbligandola a rimanere esposta e vulnerabile, i suoi piani, i suoi ricordi, e i suoi pensieri leggibili da chiunque la toccasse. El la riport� al culmine del desiderio e dell�urgenza, dopodich� mormor� l�incantesimo, e si proiett� nel luogo il cui Elandorr Waelvor teneva languidamente il bicchiere fra le mani, nel mezzo della festa. L�elfo, di conseguenza, venne scaraventato nel giardino nascosto, tra le braccia di Symrustar, la mente della donna, con tutte le malvagit� e i piani riguardanti <emphasis>Elandorr stesso</emphasis>, a sua completa disposizione.</p><p>El intravide per pochi istanti gli occhi selvaggi della ragazza fissi in quelli di Elandorr quando si rese conto di chi fosse in realt� e che cosa stesse vedendo nella sua mente mentre la baciava, nuda, a due rapidi passi dal suo letto. Quando i due elfi s�irrigidirono e urlarono spaventati, la bocca e la mente unite, Elminster interruppe il contatto.</p><p>Stava in piedi in uno spazio tenuemente illuminato dove si trovava prima Elandorr, in mezzo a un gruppo di elfi molto perplessi. Altri, vestiti di soli campanelli, danzavano nell�aria e ridevano tranquillamente. Bicchieri di vino si innalzavano verso di loro, come vespe zelanti, da vassoi fluttuanti tra elfi annoiati e spossati in abiti elegantissimi, che stavano discutendo della decadenza del regno.</p><p>�Ricordate i progetti folli di Mythanthar riguardanti i �mythal� per proteggere tutti? <style name="noproof">Perch</style>��</p><p>�Quand�ero giovane, non ci abbandonavamo a tali ostentazioni <style name="noproof">eccess</style>��</p><p>�Be�, che cosa si aspetta? Non tutti i giovani armathor del regno <style name="noproof">pos</style>��</p><p>All�improvviso piomb� il silenzio, come se tutte le gole fossero state tagliate dalla stessa spada, e tutti gli occhi si voltarono a guardare la figura alta apparsa tra loro.</p><p>El stava loro di fronte, un maschio umano con i vestiti in disordine e uno scettro in mano, che respirava affannosamente e sanguinava da un angolo della bocca, dove Symrustar l�aveva morso.</p><p>I festanti lo fissarono attoniti, poi lo riconobbero e s�infuriarono. �Che cos�hai fatto a Elandorr?�</p><p>�Ha ucciso Elandorr!�</p><p>�Disintegratelo� come ha fatto lui con Arandron, Inchel e tutti gli altri alla piscina!�</p><p>�Tutti in guardia! L�umano <emphasis>assassino</emphasis> � tra noi!�</p><p>�Uccidiamolo! Uccidiamolo ora, prima che lo faccia lui!�</p><p>�Per l�onore dei Waelvor!�</p><p>�Ammazzate quel cane!�</p><p>Numerose spade comparvero improvvisamente dal nulla nelle mani dei proprietari, evocate magicamente da foderi e stanze distanti; El gir� su se stesso e grid� con voce forte e profonda: �Elandorr � vivo: l�ho mandato ad affrontare l�assassina che ha ucciso le guardie alla piscina!�</p><p>�Sentite che cosa dice l�umano!�, ringhi� un elfo, la spada scintillante sollevata. �Forse pensa che noi elfi siamo tanto ingenui da credergli!�</p><p>�Sono innocente�, rugg� Elminster, sollevando lo scettro. D�un tratto ne scatur� un fuoco scintillante che form� un cerchio attorno a lui, e scaravent� per terra spade e spadaccini.</p><p>�Ha uno scettro di corte! Ladro!�</p><p>�Deve aver ucciso uno dei maghi per averlo! <emphasis>Uccidiamo l�umano!</emphasis>�</p><p>El si strinse nelle spalle e utilizz� l�unico incantesimo che poteva, svanendo un istante prima che mezza dozzina di spade s�incrociassero nel punto in cui si trovava.</p><p>Nel silenzio improvviso, prima che s�innalzassero urla di delusione, un anziano elfo asser� chiaramente: �Ai <emphasis>miei</emphasis> tempi, giovanotti, facevamo <emphasis>processi</emphasis> prima di usare le armi! Un semplice tocco della mente riveler� la verit�! Se lo troveremo colpevole, allora potremo ucciderlo!�</p><p>�Tacete, padre�, sbott� un�altra voce. �Ne abbiamo abbastanza di ascoltare come dovrebbero esser fatte le cose, o come si facevano all�alba dei tempi. Non vedete che quell�umano � colpevole?�</p><p>�Ivran Selorn�, esclam� un�altra voce anziana con tono offeso, �temevo sarebbe venuto il giorno in cui ti avrei udito parlare in tal modo a tuo nonno! Non ti vergogni?�</p><p>�No�, rispose stizzosamente Ivran, agitando la spada. La lama scintill� nella luce incantata, mostrando il brandello di stoffa infilzato su di essa. �Lo abbiamo in pugno�, esord� trionfante, tenendo l�arma sollevata affinch� tutti vedessero il pezzo di vestito. �Con questo la mia magia � in grado di rintracciarlo. Lo uccideremo prima dell�alba�.</p></section><section><title><p>11.</p><p>Caccia all�uomo</p></title><epigraph><p>Non esiste bestia pi� pericolosa da cacciare che un uomo preavvisato, eccetto una: un mago umano preavvisato.</p><empty-line/><text-author>Antarn il Saggio</text-author><text-author>Da <emphasis>La grande storia della potenza degli arcimaghi faer�niani</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata approssimativamente nell�Anno del Bastone</text-author></epigraph><p>Si ritrov� in piedi nell�oscurit� pi� assoluta, ma era un�oscurit� che sapeva di buono. Era umido, e intorno a lui non vi era nulla. Recit� una formula mentale, e lo scettro nelle sue mani eman� un tenue bagliore verde.</p><p>La stanza al centro del Castello dei Dlardrageth era vuota. Solo una zona di roccia frantumata e sciolta�� avrebbe dovuto domandare spiegazioni a Lady Oluevaera quando si sarebbe presentata l�occasione�� rimaneva a indicare che lui e la Srinshee erano stati in quel luogo. La maga aveva portato il Coronal altrove.</p><p>Qualcosa saett� mugugnando nella penombra sopra la sua testa, verso la parte opposta della stanza. El sorrise. Buon giorno, fantasmi.</p><p>La luce dello scettro assunse un color porpora e bianco che denotava la presenza della magia. Laggi�! La Srinshee glielo aveva lasciato!</p><p>Invisibile all�interno di tre sfere magiche, l�una dentro l�altra, fluttuanti nell�aria alla sua portata, a poca distanza da una parete, era sospeso il suo libro degli incantesimi. El sorrise ed esclam�: �Oluevaera�, ad alta voce, mentre toccava la sfera pi� esterna e la guardava sciogliersi silenziosamente. La seconda discese sulla sua mano e il giovane pronunci� ancora il nome della Srinshee. Quando l�ultima sfera scomparve, il libro cadde nelle sue mani.</p><p>El fece tornare di nuovo verde il bagliore dello scettro, depose quest�ultimo tra due pietre in alto sul muro, e si sedette sotto la sua luce per studiare gli incantesimi. Se doveva essere perseguitato da tutti i giovani elfi assetati di sangue, era meglio aver pronta una serie di sortilegi ai quali ricorrere.</p><empty-line/><p>�Le notizie peggiorano sempre pi�, Onorato Signore�. La voce di Uldreiyn Starym era grave, e Lord Eltargrim sollev� lo sguardo. �E come potrebbero?�, chiese questi tranquillamente. �Oggi sessantatr� spade sono state spezzate davanti ai miei occhi�. Le sue labbra si serrarono in ci� che avrebbe potuto essere il principio di un sorriso forzato. �Per quanto io ne sappia�.</p><p>L�anziano e corpulento arcimago della famiglia Starym si pass� una mano stanca fra i radi capelli bianchi e ribatt�: �Si dice che agli Hallows l�armathor umano abbia operato una magia mortale, causando uno scoppio che ha distrutto Narnpool e almeno una decina di giovani signori e guerrieri riuniti in quel luogo. Inoltre, Lady Symrustar e Lord Elandorr sono entrambi scomparsi, e l�erede della Casata Waelvor � stato sequestrato mediante un incantesimo mentre stava parlando con altre persone, per essere sostituito immediatamente dall�umano, che ha dichiarato la sua innocenza, ma, ahim�, aveva in mano uno scettro di corte. Quando alcuni dei festanti l�hanno minacciato con le spade � svanito nel nulla. Nessuno sa dove sia ora, ma alcuni guerrieri stanno cercando di rintracciarlo con la magia�.</p><p>Nell�ombra intorno al tavolo una testa dai capelli chiari si sollev� bruscamente, gli occhi in fiamme. �Mia cugina era con Lord Elminster. Stavano passeggiando insieme quando ci hanno lasciati!�</p><p>�Piano�, aggiunse il Supremo Mago di Corte Earynspieir seduto accanto alla ragazza. �Avrebbero potuto essersi gi� separati quando sono iniziati i guai�.</p><p>�Conosco Symma�, ribatt� la donna, rivolgendosi a lui, �e so che progettava di� di�� Divenne rossa in volto e abbass� lo sguardo, mordendosi le labbra.</p><p>�Di portarsi a letto l�umano, nella parte privata dei giardini Auglamyr?�, domand� la Srinshee. Amaranthae si irrigid�, e la maga minuta aggiunse gentilmente: �Non disturbarti a mostrare quanto sei scandalizzata, ragazza: mezza Cormanthor conosce la sua carriera�.</p><p>�Sappiamo anche qualcosa del potere della sua magia�, esclam� pensieroso Naeryndam Alastrarra. �Probabilmente molto di pi� di quanto lei desideri farci sapere o sospettare. Se erano nel suo giardino, dubito che Elminster abbia poteri sufficienti per farle del male, con tutta la magia che ha a disposizione in quel luogo. Se la caccia all�uomo intrapresa da quelle teste di rapa li guider� laggi�, <emphasis>loro</emphasis> potrebbero correre seri rischi�.</p><p>Amaranthae volt� il capo per guardare il vecchio mago, la faccia e le labbra pallide. �Voi anziani sapete proprio <emphasis>tutto</emphasis>?�</p><p>�Abbastanza per intrattenerci�, rispose seccamente la Srinshee, e Uldreiyn Starym annu�.</p><p>�� un errore comune dei giovani e dei vigorosi�, afferm� rivolto a tutti i presenti, �quello di credere che gli anziani si siano scordati di vedere, di pensare o di ricordare le cose, quando l�unica cosa che abbiamo scordato di fare � intimorire i giovani, spesso e seriamente, in modo che ci rispettino�.</p><p>Lady Amaranthae emise un sospiro rumoroso che denotava tutta la sua ansia e disperazione. �Symma potrebbe essere morta�, sussurr�, un attimo prima che Earynspieir la prendesse tra le braccia e la tranquillizzasse mormorando: �Andremo al giardino, a vedere di persona�.</p><p>�Ma se non � in pericolo, <emphasis>si infurier�</emphasis> per la nostra intrusione�, protest� la ragazza.</p><p>Il Coronal sollev� lo sguardo. �Ditele che il Coronal vi ha ordinato di accertarvi che sia incolume e lasciate che riversi la sua ira presso di <emphasis>me</emphasis>�<emphasis>.</emphasis> L�anziano elfo sorrise e aggiunse tristemente: �Cos� probabilmente si perder� in una ridda di lamentele e di rimostranze�.</p><p>Lord Earynspieir ringrazi� silenziosamente il governatore, poi si alz� e condusse via la fanciulla turbata.</p><p>Lord Starym esord� severo: �Gli assassinii perpetrati tra noi da quell�uomo�� o ritenuti opera sua da gran parte dei cittadini�� minacciano il vostro progetto, Onorato Signore, di aprire la citt� ad altre razze. Soltanto voi sapete quanto profondamente avversasse quest�Apertura mia sorella Ildilyntra. Noi Starym ci opponiamo anche ora. Per amore di tutti gli dei, vi supplico, non costringeteci a farlo con la forza�.</p><p>�Lord Uldreiyn, rispetto il vostro consiglio�, rispose gentilmente il Coronal, �come ho sempre fatto. Voi siete l�arcimago pi� anziano della vostra casata, uno dei maghi pi� potenti di tutta Faer�n. Ma ci� vi rende abbastanza potente da resistere al vigore crescente degli uomini pi� avidi, la cui magia aumenta di anno in anno? Io sono ancora convinto�� e desidero che anche voi ci riflettiate a lungo, per vedere se riuscite a giungere ad altre conclusioni�� che dobbiamo trattare con l�umanit�, in questo momento e alle nostre condizioni, oppure, tra qualche secolo, verremo sopraffatti e distrutti dagli uomini che si riverseranno a frotte nel nostro regno�.</p><p>�Ci penser�, esclam� l�arcimago Starym, chinando il capo, �ancora una volta anche se ci ho gi� riflettuto, e non sono giunto alle vostre stesse conclusioni. Non pu� accadere che il Coronal si sbagli?�</p><p>�Naturalmente mi posso sbagliare�, rispose Eltargrim con un sospiro. �Ho commesso molti errori in passato. Ma conosco il mondo oltre la foresta meglio di qualsiasi altro cittadino di Cormanthor, eccetto il giovane umano, naturalmente. Io vedo all�opera forze che a gran parte dei Cormyth anziani, nonch� ai nostri giovani, sembrano pura fantasia. Quante volte nelle ultime lune ho udito voci a corte come �Oh, ma gli uomini non sarebbero mai in grado di fare <emphasis>ci�</emphasis>!� Che cosa credono che siano gli uomini, mucchi di pietre? Ogni tanto questi tengono una sorta di fiere della magia��</p><p>�<emphasis>Vendono</emphasis> la magia? Come in una sorta di bazar?� L�arcimago incresp� le labbra, incredulo e disgustato.</p><p>�Somiglia di pi� a un raduno familiare frequentato da molti maghi: umani, gnomi, mezzo sangue, e persino elfi di altre terre�, gli spieg� il Coronal, �nonostante sia convinto che alcune pergamene e rari componenti magici vengano effettivamente venduti. Ma il ritornello della mia canzone � sempre il medesimo: all�ultima fiera che vidi, ai tempi in cui ero un guerriero errante, due maghi umani ingaggiarono un duello. Gli incantesimi che sferrarono erano di molto inferiori alla nostra Grande Magia, questo � vero, ma avrebbero comunque sbigottito e umiliato gran parte dei maghi di Cormanthor! � <emphasis>sempre</emphasis> un errore sottovalutare gli uomini�.</p><p>�L�intera Casata Alastrarra credo sia d�accordo con ci� che affermate�, si intromise Naeryndam. �Elminster ha portato la kiira pi� abilmente di quanto non sia ancora riuscito a fare il nostro erede. Non intendo denigrare Ornthalas, che sicuramente imparer� a comandarla tanto bene quanto Iymbryl prima di lui, ma devo ammettere che l�umano ha appreso pi� rapidamente�.</p><p>�Troppo rapidamente, se queste notizie di morte sono vere�, mormor� Uldreiyn. �Molto bene, continueremo a <style name="noproof">dissent</style>��</p><p>Il tavolo si illumin� di un improvviso bagliore scintillante, accompagnato dalle note di un corno distante. Lord Starym assunse un�espressione sorpresa.</p><p>�La mia messaggera si avvicina�, gli spieg� il Coronal. �Quando le barriere sono attive, il suo passaggio attiva tale avvertimento�.</p><p>L�arcimago Starym si accigli�. ��La mia messaggera?�� domand�. �Ma��</p><p>La porta della stanza si apr� da sola, lasciando entrare una nuvola di fiamme turbinanti color bianco e verde pallido. Questa si sollev� e si assottigli� sotto gli occhi di Lord Uldreiyn, oscillando rapidamente fino a dissolversi per rivelare nel suo centro una ragazza elfa, con un elmo e un mantello screziato di grigio. �Ave, grande Coronal�, esclam� in saluto.</p><p>�Che notizie portate, mia Messaggera?�</p><p>�L�erede della Casata degli Echorn � stato trovato morto in cima alla Roccia di Druindar, ucciso in una battaglia d�incantesimi, si pensa�, rispose l�araldo con tono grave. �Casa Echorn vi supplica di concederle vendetta�.</p><p>Il Coronal assottigli� le labbra. �Su chi?�</p><p>�Vogliono vendicarsi dell�armathor umano Elminster di Athalantar, uccisore di Delmuth Echorn�.</p><p>Eltargrim batt� una mano sul tavolo. �� un uomo solo, non una forza della natura! Come potrebbe aver mietuto vittime nella foresta e negli Hallows contemporaneamente?�</p><p>�Forse�, afferm� Lord Uldreiyn, �essendo un uomo, apprende rapidamente�.</p><p>Mentre Naeryndam Alastrarra gli lanci� un�occhiata disgustata, la Srinshee sorprese tutti: �Delmuth � stato ucciso dal suo stesso incantesimo. Io ho seguito la lotta nel mio cristallo; egli ha distolto Elminster dai suoi studi e ha cercato di uccidere l�umano, che ha elaborato una magia in grado di rimandare a Delmuth i suoi stessi attacchi. Sapendo ci�, Echorn ha fatto l�errore di fidarsi del suo mantello e ha continuato la sua offensiva. Elminster lo ha pregato pi� volte di fare pace, ma gli � stata rifiutata seccamente. Non vi � alcuna colpa da vendicare; Delmuth � morto a causa del suo stesso piano e del suo stesso incantesimo�.</p><p>�Un uomo non avvisato? Ha sconfitto un erede di una delle casate pi� antiche del regno?� Uldreiyn Starym era evidentemente scioccato. Fiss� la Srinshee incredulo, ma quando la maga si <emphasis>limit�</emphasis> a scrollare le spalle, l�elfo scosse il capo e aggiunse: �Una ragione in pi� per fermare immediatamente le intrusioni umane�.</p><p>�Quale risposta devo comunicare a Casa Echorn?�, domand� la giovane messaggera.</p><p>�Di� loro che Delmuth � l�unico responsabile della propria morte�, rispose il Coronal, �e che ci� � stato testimoniato da un arcimago del regno, ma che investigher� ulteriormente�.</p><p>L�araldo si inginocchi�, evoc� intorno a s� le fiamme turbinanti e usc�.</p><p>�Quando prenderete questo Elminster, il suo cervello si scioglier� come cera per il tanto scrutare che si far� nella sua mente�, osserv� Lord Uldreiyn.</p><p>�Se i nostri giovani intrepidi ce lo lasceranno intero per farne <emphasis>qualcosa</emphasis>�, ribatt� Naeryndam.</p><p>L�anziano elfo sorrise e scroll� le spalle. �Quando�, domand� al Coronal, �avete reclutato un araldo donna? Pensavo fosse Mlartlar l�araldo di Cormanthor�.</p><p>�Lo era�, rispose truce il governatore, �finch� non si credette uno spadaccino migliore del suo Coronal. La vostra casata non � l�unica che si oppone al progetto di Apertura, Lord Starym�.</p><p>�Ma dove l�avete trovata?�, chiese tranquillamente Uldreiyn. �Con tutto il rispetto, la carica di araldo � sempre stata prerogativa delle famiglie antiche del regno�.</p><p>�L�araldo di Cormanthor�, s�intromise la Srinshee, �dev�essere innanzitutto fedele al Coronal: una qualit� oggi impossibile da ottenere, a quanto sembra, nelle tre casate che si ritengono tali�.</p><p>�Mi dispiace molto�, afferm� debolmente Lord Starym, impallidendo.</p><p>�Vennero interpellati tre candidati�, ribatt� fermamente la maga. �Due declinarono l�offerta, uno molto sgarbatamente. Il terzo�� Glarald, della vostra casata, Signore�� accett�, e venne messo alla prova. Ci� che scoprimmo nella sua mente � una questione fra noi e lui, ma quando egli seppe quello che avevamo appreso, tent� di colpire me e Lord Earynspieir con incantesimi�.</p><p>�<emphasis>Glarald?</emphasis>�, mormor� incredulo Uldreiyn Starym.</p><p>�S�, Uldreiyn: Glarald dai facili sorrisi. Sapete in che modo sperava di sconfiggerci e ingannarci? Sottrasse uno degli incantesimi proibiti dalla tomba di Felaern Starym, e lo alter� per controllare non solo bacchette magiche e scettri da lontano�� quali il vostro scettro della tempesta, che temo sia andato distrutto nel litigio�� bens� anche le menti; le menti di due unicorni e di una giovane maga della Casata dei Dree�.</p><p>Il viso di Lord Starym era diventato bianco come un lenzuolo. �Io�� non riesco a credere�� la sua amata, Alais?�</p><p>�Dubito che il suo affetto fosse tanto profondo�, gli rispose seccamente la Srinshee, �ma amoreggi� con lei un tempo sufficientemente lungo per elaborare un incantesimo di sangue�� altra magia proibita, naturalmente�� e costringerla a sferrare incantesimi a suo comando. Lady Aubaudameira Dree, o �Alais�, come voi la conoscete, attacc� Lord Earynspieir nel bel mezzo della nostra indagine�.</p><p>L�anziano signore degli Starym scosse il capo sbalordito. Il Coronal e Naeryndam confermarono con un cenno del capo le parole della maga.</p><p>�I suoi incantesimi erano formidabili�, continu� Oluevaera. �Il nostro Supremo Mago di Corte deve la vita alla mia magia. Come pure Glarald, poich� Alais non fu affatto contenta di lui dopo che ruppi la sua schiavit�. Ci hanno pensato gli unicorni a punirlo; una volta indebolito dai miei incantesimi, non riusc� pi� a controllare la loro natura recalcitrante, e il suo intero sistema di contatti venne meno. E fu cos� che il Coronal ci guadagn� una messaggera�.</p><p>�Quella era Alais?�, chiese Lord Uldreiyn, scuotendo il capo e indicando la porta da cui era uscito l�araldo. �Ma era molto pi���</p><p>�Pi� procace?�, termin� bruscamente la Srinshee al posto suo. �Infatti. Voi la vedeste quand�era gi� ridotta in schiavit�, ed era stata costretta a mutare il proprio corpo per soddisfare i gusti di Glarald�.</p><p>Lord Starym chiuse gli occhi e scosse nuovamente la testa, come per scacciare quelle notizie spiacevoli. �Glarald � ancora vivo?�, chiese lentamente.</p><p>�� ancora vivo�, rispose grave il Coronal. �Sebbene sia profondamente ferito nello spirito. Gli unicorni non furono gentili, allora egli ricorse a uno degli scettri quando il suo controllo stava svanendo, e lo punt� contro di loro; essi, tuttavia, fecero in modo che il suo effetto si ritorcesse contro di lui. Ora si nasconde, e sta lottando contro la sua vergogna all�Albero di Thurdan, al confine meridionale del regno�.</p><p>�Mi avete tenuto all�oscuro di tutto!�, sbott� Lord Uldreiyn. �Perch��</p><p>�Aspettate!�, esclam� la Srinshee, con uguale rabbia, tanto che l�anziano elfo rimase a bocca aperta.</p><p>�Ne ho abbastanza, Lord!�, continu� la maga con tono pi� controllato: �Le grandi casate del regno sbraitano per i loro diritti sull�inviolabilit� della mente e degli affari individuali quando il Coronal o la Corte chiedono loro qualcosa in proposito, e poi si aspettano che violiamo tali diritti quando una questione li riguarda personalmente. Dunque noi non dobbiamo ficcare il naso nei vostri affari, mio signore, o in quelli dei vostri guerrieri o dei vostri cavalli o dei vostri gatti, ma dobbiamo rivelare a voi i fatti di un altro membro della vostra casata? Glarald non � vostro figlio n� erede, e se sceglie di non confidarsi con voi, non sono�� come voi stesso e i portavoce di Casa Echorn e Casa Waelvor hanno pungentemente ribadito in molte occasioni�� affari <emphasis>vostri</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Uldreiyn la fiss�, ammutolito.</p><p>�Da quando ci siamo incontrati stasera�, continu� la Srinshee, �desiderate ardentemente chiedermi della scomparsa delle mie rughe, e vi state lambiccando il cervello per trovare un modo gentile d�introdurre la domanda nel discorso senza dover essere troppo diretto. Sapete infatti che non sono affari vostri. Voi rispettate la regola, e vi aspettate che noi facciamo altrettanto, finch� per� la nostra osservanza non vi disturba, allora ci chiedete di infrangerla. E tuttavia vi domandate perch� la Corte consideri nemiche le tre casate pi� anziane, in particolare, e tutte quelle importanti, in generale�.</p><p>Lord Starym socchiuse gli occhi, sospir�, e si appoggi� allo schienale della sedia. �Io non posso non dar credito alle vostre parole, n� difendermi�, afferm� con tono grave. �In questo, siamo colpevoli�.</p><p>�Per quanto riguarda i progetti di Glarald, in particolare il suo uso ambizioso, creativo e proibito della magia�, continu� inesorabilmente Oluevaera, �questo � il genere di cose di cui sono capaci i nostri giovani, Mio Signor Uldreiyn, mentre voi e i vostri familiari non fate altro che screditare i nostri sogni d�Apertura, e vi aggrappate a false concezioni della purezza e della nobilt� d�animo della Gente�.</p><p>�Preferite essere rovesciato dall�interno, grande Lord, o assalito dall�esterno?�, domand� mite Naeryndam Alastrarra.</p><p>Lord Starym lo fiss�, poi emise un sospiro e asser�: �Mi sono quasi convinto, ascoltando voi tre, che le casate antiche rappresentino per Cormanthor il pericolo maggiore. Quasi. Rimane il fatto, Onorato Signore, che voi tollerate la presenza di un uomo nel cuore del regno, e fin dal suo arrivo abbiamo assistito a una serie di uccisioni, a un�ondata di violenza inaudita che non si verificava da quando l�ultima orda di orchi fu tanto sciocca da oltrepassare i nostri confini. Che cosa avete intenzione di fare per impedire un <emphasis>ulteriore</emphasis> spargimento di sangue?�</p><p>�Non esiste quasi nulla che possa fare a questo proposito�, rispose il Coronal con voce triste. �Le teste calde che erano alla festa quando Elandorr � scomparso stanno dando la caccia all�umano proprio mentre parliamo. E, se lo trovano, <emphasis>qualcuno</emphasis> trover� anche la morte�.</p><p>�E quel qualcuno, temo verr� depositato sulla vostra soglia�, osserv� Uldreiyn Starym. �Insieme agli altri�.</p><p>Eltargrim annu�. �Questo, mio signore�, afferm� stanco, �� ci� che significa essere il Coronal di Cormanthor. Talora penso che le casate antiche del regno se lo siano dimenticato�.</p><empty-line/><p>Uno degli elfi si ferm� bruscamente. �Quello � il Castello Fantasma dei Dlardrageth!�</p><p>�E allora?�, domand� freddo Ivran Selorn. �Abbiamo forse paura dei fantasmi?�</p><p>Si erano fermati, e alcuni giovani guardarono Ivran un po� turbati.</p><p>�Mio nonno mi ha detto che reca una terribile maledizione�, afferm� riluttante Tlannatar Wrathtree, �che ricade su chiunque vi metta piede�.</p><p>�I fantasmi in agguato nel castello�, s�intromise un altro elfo, �non temono n� la spada n� gli incantesimi�.</p><p>�Sciocche menzogne!�, rise Ivran. �Perch� mai Ylyndar Starscatter avrebbe portato le sue donne in questo luogo per sei estati di seguito? Pensate che l�avrebbe fatto se i fantasmi avessero rappresentato una minaccia?�</p><p>�Gi�, ma Ylyndar � uno dei maghi pi� folli di tutta Cormanthor! Crede persino nei mythal del vecchio Mythanthar! E una delle sue donne non ha forse tentato di mangiarsi la propria mano?�</p><p>Ivran emise un suono aspro. �Come se ci� avesse qualcosa a che fare col quel castello!� Rise nuovamente, lanci� la spada in aria, la riprese e aggiunse: �Bene, voi femminucce fate come vi pare, io ho intenzione di fare a pezzi quel piccolo uomo, per regalarne alcuni a Sua Pazzia il Coronal, e a Casa Waelvor, e appenderne altri nella mia sala dei trofei!�</p><p>Poi riprese a correre, urlando e facendo mulinare la spada sopra la testa. Dopo qualche istante di esitazione, Tlannatar lo segu�, e lo stesso fecero altri due. Un altro paio di elfi si guardarono, si strinsero le spalle, e s�incamminarono, sebbene un po� pi� cautamente. Lo stesso fecero gli ultimi tre rimasti.</p><empty-line/><p>Elminster sollev� all�improvviso lo sguardo. Una spada di metallo che colpisce una roccia emette un suono particolare, sufficiente a far alzare da terra un uomo inseguito, a fargli chiudere il libro degli incantesimi che sta leggendo e a indurlo ad ascoltare attentamente. Elminster sorrise. Anche un elfo che impreca contro un altro produce un rumore particolare.</p><p>Cerc� di ricordare ci� che gli aveva detto la Srinshee sulla pianta del castello. Ma invano, purtroppo, sapeva solo che la camera in cui si trovava era �nel suo cuore�. Hmm. Gli elfi potevano essere a pochi passi da lui, o a un�ora di vagabondaggi. Che lo stessero cercando, era evidente: per quale altra ragione uno di loro avrebbe intimato a un altro di fare silenzio?</p><p>El rimase in ascolto, il libro sotto braccio, pensando al da farsi. Avrebbe potuto teletrasportarsi�� una volta sola�� invocando lo scettro, ma al momento non aveva la possibilit� di recuperare l�incantesimo adatto. L�unico luogo a Cormanthor nel quale poteva pensare di recarsi era la Volta dei Secoli, ma chi sapeva quali difese avrebbe avuto per impedire ai ladri di entrare e uscire a piacimento? Forse, sarebbe stato meglio nascondersi. Quanto pi� si fosse macchiato le mani di sangue, tanto pi� difficile sarebbe stato per i suoi amici rimanere tali, e permettergli di restare per compiere l�opera che Mystra gli aveva affidato. Non sarebbe stato, tuttavia, molto facile nascondersi dagli elfi agili e accorti; la dea gli aveva insegnato un incantesimo mortale, non una decina. Avrebbe dovuto tuffarsi in mezzo a una banda accanita di cacciatori d�uomini, toccarne uno e uccidere.</p><p>Una forma spettrale sfrecci� oltre la sua testa, seguita dall�eco di ci� che poteva essere una risata selvaggia, e l�ultimo principe di Athalantar ghign� improvvisamente. Naturalmente! Avrebbe assunto le sembianze di un fantasma!</p><p>Fece due rapidi passi per vedere dove sarebbe svanito lo spettro, e fu ricompensato: in alto su un muro vi era una fessura; troppo piccola per lui, ma non per il libro.</p><p>Se avesse recitato l�incantesimo come gli aveva indicato Myrjala, avrebbe potuto passare dalla forma solida a quella di fantasma, e viceversa, per brevi periodi, tornando umano per non pi� di nove secondi alla volta, o forse meno. Un tempo pi� lungo avrebbe rotto l�incantesimo, e se fosse divenuto tale per la quarta volta, sarebbe terminata anche la magia.</p><p>El si trasform� in un�ombra svolazzante e sali verso il soffitto. Quando raggiunse la fessura ud� un rumore strascicato provenire da molto vicino, come di un piede che scivolava sulla roccia. Evidentemente non aveva tempo da perdere.</p><p>Un essere scuro ma dal volto pallido usc� dall�oscurit�, apparentemente infuriato. El si dimen� e quasi cadde per lo spavento, ma poi si scost�. Il fantasma esegu� un�agile capriola, poi corse via e spar� dietro un angolo, diretto in altre stanze. Evidentemente i Dlardrageth tolleravano gli spettri intrusi ancor meno dei mortali.</p><p>Raggiunta finalmente la fessura, El vi si insinu�, e si ritrov� in una stanza angusta: erano i resti di un locale molto pi� grande, il cui soffitto era crollato molto tempo addietro. Tra le macerie vi erano ossa, ossa di elfi, ed El inizi� a dubitare che i fantasmi lo avrebbero lasciato in pace se si fosse soffermato troppo a lungo in quel luogo. Tuttavia non aveva alternative. Si guard� attorno, l�aria sembrava satura di una debole foschia purpurea. Che cosa poteva essere? Magia, s�, ma di che tipo?</p><p>Qualsiasi cosa fosse, Elminster non avvert� effetti strani, e rimase un�ombra immateriale, fluttuante. Decise allora di spostarsi all�estremit� opposta della piccola stanza.</p><p>Oltre il muro pi� distante, attraverso le cavit� che un tempo sostenevano le travi, un fantasma poteva raggiungere un�altra stanza enorme: una stanza a cielo aperto, sul cui muro il primo elfo si stava arrampicando prudentemente, con la spada sguainata. Selorn, se la memoria del principe non l�ingannava: un giovane assetato di sangue.</p><p>A un�estremit� della stanza crollata vi era un buco frastagliato, attraverso il quale si sarebbe potuto tuffare, se avesse voluto morire sulle pietre rotte sottostanti. Da esso El pot� vedere la via che collegava la stanza aperta, in cui si trovava Ivran, e la camera in cui stava studiando poco prima. Il buco si apriva su una cascata di rovine che si riversava in una stanza rotonda, un tempo alla base di una torre ormai crollata. Un corridoio partiva dalla stanza di Ivran, raggiungeva un�anticamera, e di l� attraversava la stanza della torre, dalla quale si snodava a sua volta uno stretto passaggio colmo di detriti, che terminava nella stanza in cui era nascosto il libro degli incantesimi di El. Il percorso non era lungo, e Ivran, coraggioso e zelante, si muoveva con estrema rapidit�.</p><p>Al principe di Athalantar rimaneva molto poco tempo. El si inginocchi� nella stanza delle ossa, torn� alla forma solida e si abbass� i pantaloni.</p><p>L�unico retaggio dei suoi giorni da ladro era ci� che portava sempre sotto i vestiti: una corda incerata, nera, lunga e sottile, avvolta intorno alla vita. La srotol� e la cal� per gran parte della sua lunghezza fuori dalla fessura, legandone un�estremit� a una trave scheggiata del soffitto della stretta stanza in cui si trovava. Tenendosi i pantaloni con una mano, El divenne nuovamente fantasma, e torn� dal libro degli incantesimi.</p><p>Mentre riassumeva forma umana e legava l�estremit� libera della fune pi� volte attorno al libro, i rumori furtivi che provenivano dai corridoi gli indicarono che Ivran e gli altri cacciatori stavano gi� entrando nella stanza della torre: pochi passi nella giusta direzione e avrebbero potuto vederlo, mentre legava febbrilmente la corda attorno a un libro, con i pantaloni abbassati alle caviglie.</p><p>Allora assunse di nuovo le sembianze di un fantasma e spicc� una sorta di balzo nell�aria, salendo rapidamente verso la fessura.</p><p>Tornato nella stanza delle ossa, El ridivenne solido e inizi� a recuperare la corda, ansimando per la fretta. Non gli rimaneva molto tempo prima che la magia svanisse, perci� una volta tratto in salvo il libro, si allacci� i pantaloni e torn� ombra, lasciando libro e corda per dopo.</p><p>Sotto forma di nebbia impalpabile sbirci� dalla fessura. Ivran stava entrando nella stanza proprio in quel momento. L�elfo aveva notato la nuvola di polvere proveniente dalla parete sbrecciata, ed El si ritir� rapidamente prima che potesse guardare in alto e vederlo. Poi fluttu� nell�oscurit�, cercando di pensare alla prossima mossa, che sarebbe stata probabilmente determinata da quella degli inseguitori.</p><p>Ma un istante pi� tardi il principe si ritrov� a gambe all�aria nella stanza dal soffitto crollato, tremante e infreddolito: il fantasma, quello <emphasis>vero</emphasis>, che lo aveva ridotto in tale stato passandogli attraverso si stava dirigendo brontolando nella stanza piena di elfi.</p><p>Si udirono urla, e si vide il bagliore di un incantesimo. El sorrise truce e pass� attraverso la cavit� della trave nell�altra stanza, per aleggiare intorno al castello e rendersi conto di ci� che lo aspettava.</p><p>La scoperta non fu affatto rincuorante. Il castello era una rovina imponente, ma pur sempre una rovina; l�unico vano non ostruito era nella stanza della torre che gi� aveva visto, e non meno di nove elfi, con spade sguainate e un numero indefinito di incantesimi nelle maniche, si stavano aggirando furtivamente nella fortezza, un tempo splendida, dei Dlardrageth. Almeno tre fantasmi li stavano seguendo come pipistrelli tenebrosi, tra picchiate e giravolte, incapaci in realt� di far loro alcun male.</p><p>Il vero problema, tuttavia, era costituito dai quattro maghi elfi seduti su una collina non lontana dalle rovine, e dalla potente barriera che avevano creato sull�intera area: la fonte della foschia apparsa quand�era entrato nella stanza delle ossa. Il castello ne era completamente circondato.</p><p>El torn� nella stanza angusta, e riassunse la sua forma normale. Appoggi� la schiena sulle dure macerie, e sospir� pi� piano possibile; per un po� non avrebbe pi� potuto diventare un fantasma.</p><p>Estraendo lo scettro dalla cintola, lo sollev� nell�aria e ne attiv� cautamente i poteri. Il formicolio che gli percorse le dita indic� che gli elfi stavano usando un sortilegio che poteva individuare quelli dell�oggetto magico�� il che venne immediatamente confermato da un urlo proveniente da sotto -, ciononostante, lo scettro fece ci� di cui El aveva bisogno. Nell�immagazzinare un duplicato della foschia purpurea che avvolgeva il castello, esso gli indic� che cosa fosse: un campo di sorveglianza che avrebbe trasformato un incantesimo di teletrasporto, o qualsiasi altra magia simile, in fuoco devastante <emphasis>nel</emphasis> corpo dell�artefice.</p><p>Il principe era intrappolato nel castello, a meno che non fosse riuscito a fuggire a piedi o a memorizzare un altro sortilegio, o a <emphasis>sbaragliare</emphasis> quei cacciatori tanto ansiosi di ucciderlo, ma solo per imbattersi nei quattro maghi, altrettanto pronti e desiderosi di distruggerlo.</p><p>El riflett� attentamente sul da farsi. Lo scettro era inattivo, di nuovo infilato nella cintura; lui era disteso nella penombra, fra le macerie, tra ossa elfe frantumate e il groviglio di una fune legata al libro degli incantesimi, con la struttura pericolante di un soffitto semicrollato a pochi centimetri dal naso. Gli elfi erano di nuovo nella stanza sotto di lui a discorrere ad alta voce sui possibili nascondigli, e a scostare macerie con la punta della spada. L�uso dello scettro aveva rivelato loro che Elminster era molto vicino; presto avrebbero pensato di scavare, o di arrampicarsi.</p><p>�Mystra�, sussurr� El, chiudendo gli occhi, �aiutami. Sono in troppi, e troppa � la magia; se ora cerco battaglia, molti moriranno. Che cosa devo fare? Guidami, Grande Signora dei Misteri, affinch� non metta il piede in fallo durante questa missione�.</p><p>Era la sua immaginazione, oppure ora stava fluttuando, uno o due centimetri sopra le macerie? La preghiera appena mormorata sembr� diffondersi nelle vaste e oscure distanze della sua mente, e qualcosa di nero sembr� venirgli incontro dal vuoto, roteando su se stesso mentre si avvicinava. Qualcosa di liscio, di lucido e di piccolo: la kiira! La gemma del sapere della Casata degli Alastrarra!</p><p>Ma non era ormai fissa sulla fronte di Ornthalas Alastrarra? Eppure si stava dirigendo verso di lui, sempre pi� grande, fino ad avvolgerlo. Al che El inizi� a scivolare nel suo interno scuro e vorticante. Quello doveva essere il suo ricordo della kiira, mescolato alla marea di memorie della gemma stessa.</p><p>Oh Mystra carissima, proteggimi! Quel pensiero lo gett� in caos crescente: eco mentali imperfette e spettrali di ci� che ricordava della kiira gli venivano strappate dalla mente, ma continuavano ci� non di meno ad assillarlo. Il principe cerc� di voltarsi e fuggire, ma per quanto si sforzasse, si ritrovava a correre sempre <emphasis>verso</emphasis> l�onda incessante di ricordi, sempre pi� vicina: ora era sopra di lui!</p><p>�Quel borbottio era un discorso umano! Dev�essere da qualche parte lass�!� Tali parole elfe, profonde e riecheggianti, sembrarono avvolgerlo da ogni parte.</p><p>Nel caos stridente e accecante che segu� quella voce assordante Elminster Aumar sput� sangue dalla bocca, dal naso, dagli occhi, e dalle orecchie, e sprofond�, fluttuando, nell�oblio oscuro�</p></section><section><title><p>12.</p><p>Il cervo � alle strette</p></title><epigraph><p>Il momento pi� pericoloso della caccia al cervo � quando l�animale, alle strette, si volta, deciso a barattare la sua vita per quella del maggior numero possibile di cacciatori. La magia elfa solitamente trasforma quegli istanti in semplici occhiate di magnifica futilit�. Ma sarebbe lo stesso, mi chiedo, se il cervo avesse conosciuto una magia potente?</p><text-author>Shalheira Talandren, Sommo Bardo Elfo di Summerstar</text-author><text-author>Da <emphasis>Spade argentee e notti d�estate</emphasis>:</text-author><text-author><emphasis>Una storia ufficiosa ma vera di Cormanthor</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata nell�Anno dell�Arpa</text-author></epigraph><p>�Mi sta venendo addosso! <emphasis>Distruggilo!</emphasis>�</p><p>La voce dell�elfo era terrorizzata e strapp� Elminster dall�oscurit� fluttuante. Il giovane si ritrov� madido di sudore, ancora steso nella stanza angusta delle ossa.</p><p>Vi fu un ruggito di fiamme alla sua destra, e una pungente lingua di fuoco lamb� per un attimo il soffitto pochi centimetri sopra il suo naso. El socchiuse gli occhi, cercando di vedere: un lato della faccia gli parve scottato.</p><p>Quando si fid� ad aprire nuovamente gli occhi, il fuoco era scomparso. Tre sfere luminose dall�aspetto soffice stavano fluttuando oltre la fessura, nella parte alta della stanza in cui aveva studiato con la Srinshee. Grazie alla loro luce pot� vedere l�elfo che aveva urlato. Era sollevato da terra all�altezza della fessura, la spada nella mano, tuttavia levitava, non era sospeso di sua volont�. Attorno a lui, appena fuori dalla portata dell�arma pungente, svolazzava uno dei fantasmi dei Dlardrageth: l�incantesimo delle sfere di fuoco non era riuscito a distruggerlo.</p><p>Se i sortilegi comuni o di facile attuazione avessero potuto annientare i resti spettrali di Casa Dlardrageth, ovviamente i fantasmi sarebbero stati distrutti molto tempo addietro, e qualche nuova casata ambiziosa avrebbe ora abitato il castello. Esistevano, dunque, poche possibilit� che uno dei giovani elfi avesse il potere di distruggere un fantasma Dlardrageth.</p><p>D�altra parte, la creatura spettrale era in grado solo di spaventare, o poco pi�, gli elfi vivi, e uno di essi si trovava abbastanza vicino a Elminster da potergli sferrare un incantesimo mortale, malgrado la fessura tra loro fosse troppo piccola per lasciarlo passare.</p><p>El allung� cautamente un braccio e afferr� silenziosamente il libro degli incantesimi. Non avrebbe dovuto far altro che trascinare il groviglio di corda attaccato ad esso, mentre strisciava il pi� lontano possibile dalla fessura.</p><p>Nonostante sentisse il corpo dolorante, come fosse stato smembrato e poi ricomposto, pezzo per pezzo, Mystra era venuta in suo aiuto. L�aveva trascinato attraverso un�infinit� di ricordi alastrarrani fino a ci� che la sua mente da mago aveva immagazzinato chiaramente, nelle profondit� della memoria: gli incantesimi contenuti nella gemma del sapere.</p><p>Ve n�era uno che non osava utilizzare: il suo prezzo era troppo alto. Metterlo in atto avrebbe significato cancellare dalla sua mente tre degli incantesimi pi� potenti e dar fondo alle energie dello scettro, ma ora tale sortilegio era necessario.</p><p>Con un sospiro Elminster fece ci� che doveva, rabbrividendo silenziosamente quando un nugolo di scintille sembr� inondargli la mente, portando via con s� alcuni incantesimi. Grazie al cielo non dovette destare nuovamente lo scettro per assorbirne il potere. Quando il nuovo incantesimo splendette luminoso dentro di lui, El cerc� la nicchia pi� profonda del locale, in un angolo lontano della stanza collassata, e v�infil� il prezioso libro. Tirando la fune staccata dal tomo, verific� che l�estremit� opposta fosse ancora saldamente ancorata alla vecchia trave del soffitto, poi gett� la matassa gi� dalla cascata di pietre nella stanza della torre, e scese il pi� silenziosamente possibile.</p><p>Pietre e sassi rotolarono e rimbalzarono inevitabilmente, ma l�elfo levitante stava sbraitando tanto forte nella sua battaglia col fantasma che nessuno ud� l�acciottolio. El raggiunse il fondo, riavvolse la matassa di corda, vi fece un nodo affinch� non si rovinasse e la lanci� indietro, il pi� in alto possibile, sulle rocce franate, nella speranza che nessuno la vedesse.</p><p>Senza volare e senza una luce forte ci� era quasi impossibile, pens�. Dopo aver fatto un respiro profondo, inizi� il primo incantesimo: una semplice barriera, come quella usata contro Delmuth. Era tempo di affrontare la banda di Ivran.</p><p>L�incantesimo avverti gli elfi che una magia era appena stata sferrata e si ud� un urlo violento provenire dalla stanza in cui stavano cercando Elminster. Presto sarebbero sbucati dallo stretto corridoio: era tempo di dar loro il benvenuto.</p><p>Il principe di Athalantar si mostr� all�imboccatura del passaggio per il tempo sufficiente ad assicurarsi che l�elfo levitante non stesse tentando di trovare una via attraverso il soffitto, ma vide che stava scendendo rapidamente. Bene. El fece un cenno gentile all�elfo pi� vicino, e rimase in attesa.</p><p>�Mi ha salutato!�, esclam� ansioso l�elfo, dopo essersi bruscamente fermato.</p><p>Il compagno dietro di lui, Tlannatar Wrathtree, gli diede un colpetto con la parte piatta della spada e ringhi�: �Va� avanti!�</p><p>L�elfo esit�. El gli fece un sorriso tutto denti e accenn� un gesto quasi affettuoso.</p><p>L�avversario si ferm�, e inizi� a indietreggiare. �Mi ha��</p><p>�Non <emphasis>m�importa</emphasis>!�, abbai� Ivran, dalla stanza. �Non m�importa nemmeno se gli stanno crescendo ali trasparenti di sterco di gnomo! <emphasis>Muoviti!</emphasis>�</p><p>�Procedi!�, aggiunse Tlannatar, spingendolo ancora con la spada, questa volta con la punta.</p><p>Il tutt�altro che impavido elfo grid� e s�incammin� frettolosamente. El diede un�ultima occhiata a quel passaggio: sarebbe stato facile sferrare un fulmine proprio in quel momento, ma uno dei cacciatori indossava sicuramente un mantello protettivo che avrebbe respinto tali incantesimi, perci� prefer� indietreggiare. Attravers� la stanza della torre verso l�altro corridoio, e rimase in piedi sulla soglia. Nessuno di quei nobili cormanthoniani sembrava avere archi: lasciavano tali armi ai comuni guerrieri, grazie a Mystra. O a Corellon. O a Solonor Thelandira, il dio della caccia. O a qualsiasi altro dio.</p><p>Tuttavia, avrebbe dovuto sincronizzare perfettamente le sue mosse; ormai si era esposto, e avrebbe avuto una sola occasione. Con un sorriso truce stampato in volto attese che Tlannatar e l�elfo pauroso alla testa del gruppo uscissero allo scoperto nella stanza della torre e lo vedessero, prima di voltarsi e correre lungo i passaggi comunicanti, verso la stanza diroccata attraverso la quale i cacciatori erano entrati nel castello.</p><p>�Se non funziona, Mystra�, osserv� tranquillamente mentre correva, �a Cormanthor dovrai mandarci qualche altro Eletto. Se vuoi fargli un favore, scegli un elfo, d�accordo?�</p><p>Mystra non diede segno di aver udito, ma per allora El aveva raggiunto la stanza desiderata, e si stava dirigendo al cumulo di rocce che si ergeva nel centro. Gli elfi, rapidi come di consueto, gli erano alle calcagna.</p><p>El trov� un punto adatto e si volt� per affrontarli, assumendo un�espressione ansiosa e sollevando le mani come se fosse incerto sull�incantesimo da sferrare. I cacciatori giunsero di corsa nella camera, agitando le spade, e si arrestarono di colpo.</p><p>�C�� qualche cosa che non va: non sembrava tanto spaventato un attimo fa. Dev�essere un tranello�, afferm� con aria incerta l�elfo che aveva guidato il gruppo lungo il primo passaggio angusto.</p><p>�Silenzio!�, ringhi� Ivran Selorn, spingendo da parte il collega. L�elfo pauroso scivol� sulle pietre rischiando di cadere, ma Ivran non vi prest� attenzione. Era il suo momento di gloria; avanz� verso l�uomo senza fretta, quasi danzando sulle punte dei piedi. �Dunque, ratto umano�, sibil�, �sei finalmente con le spalle al muro, vero?�</p><p>�Tu lo sei�, ribatt� Elminster con un sorriso. L�elfo piagnucolone sollev� un nuovo grido d�allarme, ma Ivran lo zitt� immediatamente e rivolse a El un sorriso senz�allegria.</p><p>�Voi barbari pelosi vi credete intelligenti�, comment�, gli occhi luminosi, �e lo siete fin troppo. Sfortunatamente, negli stupidi l�intelligenza crea soltanto insolenza. Tu ne hai mostrata parecchia e sei stato tanto sfacciato da pensare di poter uccidere�� e cavartela senza pagare�� gli eredi di non meno di <emphasis>dieci</emphasis> casate di Cormanthor: undici, se contiamo Alastrarra, del quale portavi la gemma del sapere quando ti sei introdotto nel nostro regno; chi ci assicura che non hai ucciso Iymbryl per ottenerla? Inoltre, chi detiene il titolo di armathor serve Cormanthor diligentemente per tutta la vita e uccide meno nemici di quanti tu ne abbia gi� assassinati�.</p><p>Con un�esagerata aria di sorpresa, Selorn guard� i compagni e poi ancora Elminster. �Vedi? Qui ce ne sono molti altri. Che splendida opportunit� di allungare il tuo elenco! Perch� non attacchi? Hai forse paura?�</p><p>Elminster abbozz� un mezzo sorriso. �La violenza non � mai stata propria di Mystra�.</p><p>�Oh, davvero?�, esclam� Ivran, la voce acuta e incredula. �Che cos�era quell�esplosione alla piscina? Un fenomeno naturale, forse?�</p><p>Con un sorriso serrato e crudele, ordin� agli altri di circondare Elminster, ed essi ubbidirono silenziosamente, mantenendosi a debita distanza dall�uomo. Poi il leader della banda si volt� verso la sua preda e afferm�: �Lascia che ti elenchi i nomi degli eredi che hai ucciso, oh potente armathor: Waelvor, e un sanguinoso raccolto alla piscina: Yeschant, Amarthen, Ibryiil, Gwaelon, Tassarion, Ortaur�, Bellas e�� ho udito dai maghi�� anche Echorn e Auglamyr!�</p><p>Ivran avanz� ancora, lentamente, lanciando in aria la sua lunga ed esile spada, per poi riprenderla con estrema destrezza, ed Elminster intu� che l�avrebbe presto lanciata. �Anche per l�uccisione di uno solo di quegli eredi, per non parlare della dozzina di servi e di guerrieri che hai atterrato lungo la strada, si merita la morte, umano. Anche per uno solo! Ora ti abbiamo finalmente in pugno e dobbiamo risolvere il difficile problema di come ucciderti adeguatamente dieci volte, o forse undici?�</p><p>Selorn si avvicin� ulteriormente al principe. �Due dei cavalieri da te assassinati erano amici miei. E tutti noi siamo rattristati dalla perdita di Lady Symrustar, le cui promesse ci allietavano da tre anni a questa parte. Li hai strappati da noi, verme umano. Hai qualcosa di inutile da dire a tua discolpa? Qualcosa per intrattenerci mentre <emphasis>ti facciamo a pezzi</emphasis>?�</p><p>Mentre urlava quelle ultime parole, Ivran si lanci� all�attacco, scagliando la sua spada in una foschia argentea. Era diretta a colpire la mano di El e a rovinare il suo incantesimo, prima che gli altri elfi, balzando da tutte le direzioni, lo raggiungessero.</p><p>Con un sorriso torvo sul volto, Elminster elabor� l�incantesimo, e divenne una colonna vorticante di scintille bianche. Gli elfi sbatterono l�uno contro l�altro, affondando le lame; si piegarono per il dolore, e urlarono, oppure iniziarono a tossire afferrati all�elsa delle spade conficcate fino in fondo nei loro corpi, e vomitarono sangue sul pavimento.</p><p>La colonna turbinante di scintille bianche cominci� ad allontanarsi, diretta verso il passaggio da cui El era entrato. Ringhiando affannosamente, con due spade non sue fuoriuscenti dal corpo, Ivran url�: �Uccidete l�umano! Usate l�incantesimo della punta di spada!�</p><p>La sua ultima parola venne soffocata da una bolla di sangue e un elfo ferito alla fronte, il pi� timoroso della banda, si affrett� a sostenere il vacillante Ivran, le mani cariche di magia guaritrice.</p><p>Tlannatar Wrathtree segu� l�ordine del capo e grid�: �Ho l�incantesimo! Lanciate la spada in <emphasis>alto</emphasis>!�</p><p>Obbedienti, gli elfi che ancora potevano gettarono spade e pugnali in aria, sopra le loro teste. Il sortilegio, che cre� stelle di forza di colore blu-bianco attorno alle mani di Tlannatar, prese possesso delle armi e le invi�, raggruppate in uno sciame mortale, attraverso la stanza.</p><p>La colonna bianca turbinante si ferm� all�entrata del passaggio, e le spade e i pugnali deviarono dalla loro traiettoria, la aggirarono, e con rinnovata velocit� tornarono da dove erano venuti come una gragnola di dardi assassini, lanciati in ogni direzione. Tlannatar url� quando una lama lo colp� all�orecchio, e cadde con la bocca ancora aperta. Ivran, sostenuto dal suo guaritore, venne colpito alla gola e sput� sangue verso il soffitto in un ultimo grido, e un altro elfo cadde, trafitto da una spada nella parte pi� lontana della stanza. Fece due passi incerti verso il cumulo di rocce dietro cui stava cercando rifugio, poi vi cadde sopra e rimase immobile, per sempre.</p><p>Quando la colonna di luci e scintille bianche scomparve nel corridoio e nella stanza ripiomb� il silenzio, l�elfo pauroso si guard� intorno. Era l�unico sopravvissuto, nonostante qualcuno stesse gemendo flebilmente accanto a un muro.</p><p>Stordito dal dolore, fece qualche passo in quella direzione, sperando che l�unico incantesimo guaritore rimastogli fosse sufficiente. Ma quando raggiunse il compagno, questi era immobile e silenzioso. L�elfo lo scosse e sussurr� il suo nome, ma dalla bocca esanime non giunse alcuna risposta.</p><p>�Quanti di noi�, domand� alla stanza vuota con voce tremante, �dovranno sacrificarsi per comprare la vita di un solo umano? Padre Corellon! <emphasis>Quanti?</emphasis>�</p><empty-line/><p>Energia allo stato primitivo stava pervadendo il corpo di Elminster�� pi� di quanta ne avesse mai sperimentata al di fuori dell�abbraccio di Mystra�� e il giovane si sent� pi� forte, pi� caldo e pi� potente attimo dopo attimo. Mentre vorticava, la foschia purpurea evocata dai maghi veniva assorbita dentro di lui, conferendogli potere: selvaggio, libero e magnifico!</p><p>Ridendo incontrollabilmente, il principe di Athalantar si sent� sempre pi� alto e brillante, a mano a mano che si sollevava dalla base in frantumi della torre.</p><p>Era cosciente anche del fatto che i quattro maghi stavano fuggendo in preda al panico. Allora vortic� nella loro direzione, ebbro del suo potere, desideroso di uccidere, di distruggere e�</p><p>I maghi stavano recitando un incantesimo all�unisono. El si protese verso di loro, cercando di raggiungerli prima che potessero scappare, o fare qualsiasi altra cosa stessero tentando di fare, ma nella sua forma vorticante non riusciva a procedere rapidamente come avrebbe voluto. Cerc� di chinarsi e di spazzarli via, ma non riusc� ad abbassarsi a sufficienza, poich� la rotazione lo risped� verso l�alto. Ora si stava avvicinando nuovamente, stava�</p><p>Troppo tardi. I quattro elfi riabbassarono le mani lungo i fianchi�� mani infuocate�� e rimasero a guardarlo, in attesa. Non accennavano a fuggire, n� sembravano allarmati.</p><p>Un istante pi� tardi Faer�n esplose ed Elminster si sent� torcere e scagliare in tutte le direzioni, come erba spazzata da un vento violento. �Mystra!� grid�, o perlomeno tent� di farlo, ma non vi era altro che il ruggito e le luci, ed El stava precipitando: molti El stavano precipitando, su molte cime di alberi�</p><empty-line/><p>�E poi che cosa accadde?� La voce del Supremo Mago di Corte Earynspieir era carica di rabbia e di esasperazione. Perch�, oh Corellon dimmi perch�, i giovani del regno devono essere tanto assetati di sangue?</p><p>Il mago elfo tremante davanti a lui inizi� a piangere, e s�inginocchi� implorando piet�.</p><p>�Oh, <emphasis>alzati</emphasis>!�, esclam� disgustato Lord Earynspieir. �<emphasis>Ormai</emphasis> � fatta. Sei sicuro che l�umano sia morto?�</p><p>�L�abbiamo fatto esplodere, Si� signore�, blater� un altro mago. �Dopodich� ho controllato eventuali usi di magia o la presenza di creature invisibili, ma non ne ho trovato tracce�.</p><p>Earynspieir annu� con fare quasi assente. �Chi � sopravvissuto della banda che entr� nel castello?�</p><p>�Rotheloe Tyrneladhelu, Signore. Non� non � ferito, ma non ha ancora smesso di piangere. Dev�essere uscito di senno�.</p><p>�Dunque abbiamo otto morti e un sofferente�, concluse freddo il mago supremo, �e voi quattro illesi e trionfanti�. Diede uno sguardo alle rovine del castello. �Ma nessuna prova che l�umano sia morto. Davvero una grande vittoria�.</p><p>�Be�, lo � <emphasis>stata</emphasis>!�, url� il quarto mago, colto da una furia improvvisa. �Non vi ho visto qui, gomito a gomito con noi, mentre sferravamo incantesimi all�Ammazzaeredi! � uscito vorticante dal castello, come una sorta di dio, una colonna mortale di fuoco e scintille, alta pi� di trenta metri, che lanciava incantesimi in tutte le direzioni! La maggior parte degli elfi sarebbero fuggiti, ve lo giuro, ma noi quattro siamo rimasti, abbiamo mantenuto la calma e l�abbiamo abbattuto! E��, guard� le facce silenziose e cupe dei maghi e delle maghe di corte, e delle guardie attorno a lui, queste ultime tutti eroi di guerre passate, i loro volti inespressivi segnati dal tempo, e termin� in modo poco convincente: �� sono fiero di ci� che abbiamo fatto�.</p><p>�Ne prendo atto�, afferm� Earynspieir ironicamente. �Sylmae? Holone? Ipnotizzate questi quattro, e Tyrneladhelu, per vedere che cosa rimane della sua mente. Dobbiamo sapere la verit�. Il mago si volt�, e le colleghe annuirono.</p><p>Quando le maghe avanzarono, uno dei maghi sollev� le mani, e attorno a esse comparvero anelli rossi di fuoco. �State indietro, sgualdrine�, esclam� l�elfo con tono d�avvertimento.</p><p>Sylmae incresp� le labbra. �Saresti molto meno bello con quei cerchi di fuoco sul di dietro, giovanotto presuntuoso. Finiscila con le sciocchezze, altrimenti Holone e io ci arrabbieremo seriamente�.</p><p>�<emphasis>Osate</emphasis> frugare nella <emphasis>mia</emphasis> mente? Nella mente di un erede?�</p><p>Sylmae scroll� le spalle. �Naturalmente. Agiamo nell�autorit� del Coronal�.</p><p>�Quale autorit�?�, sibil� il mago facendo un passo indietro, le fiamme sempre intorno alle mani. �Tutto il regno sa che il Coronal � impazzito!�</p><p>Il Supremo Mago di Corte si volt� lentamente, una figura esile ma minacciosa nella tunica nera, e afferm� grave: �Dopo che il tuo sedere avr� assaggiato le fiamme di cui vai tanto fiero, Selgauth Cathdeiryn, e la tua mente sar� stata esaminata a fondo, sarai condotto dal Coronal sotto scorta. In tal modo sarai libero di fare tale osservazione all�Onorato Signore in persona. Se sei saggio, avrai l�accortezza di farlo con pi� gentilezza�.</p><p>Galan Goadulphyn guard� la superficie dello specchio d�acqua un�ultima volta, e sospir�. Se fosse stato meno orgoglioso avrebbe versato qualche lacrima, ma era un guerriero di Cormanthor, non una di quelle femminucce blese e profumate che le casate nobili osavano chiamare eredi. Lui era duro come la roccia, come le radici di un vecchio albero. Avrebbe sopportato senza lamentarsi e si sarebbe risollevato. Un giorno.</p><p>La figura riflessa dall�acqua non era per nulla ispiratrice. Il suo volto era una maschera di sangue secco, la linea sottile della mandibola era sfigurata nel punto in cui un brandello di pelle penzolante rendeva il suo mento squadrato come quello di un umano. La punta di un orecchio era scomparsa, e i capelli erano arruffati come le zampe di un ragno morto, le ciocche impastate nelle croste scure che coprivano i solchi provocati dalla caduta dei sassi sulla sua testa.</p><p>Galan riabbass� lo sguardo sull�acqua. Incresp� le labbra in un sorriso triste e abbozz� un rigido inchino. Poi si volt� e calci� una pietra al centro dello stagno, increspandone la superficie liscia.</p><p>Sentendosi molto meglio, controll� spada e pugnale per assicurarsi che fossero pronti nel fodero e si avvi� nella foresta. Il suo stomaco ricominci� a brontolare, ricordandogli che per vivere non si possono mangiare monete.</p><p>Ci sarebbero voluti due giorni di cammino attraverso il bosco per giungere ad Assamboryl, e un�altra giornata per le Sei Spine. Le ore sembravano pi� lunghe senza le sciocchezze infinite di Athtar. Non che non si godesse quella relativa quiete, per una volta, ma era tanto irrigidito, e qualsiasi cosa l�avesse colpito alla gamba gli aveva procurato un dolore bruciante e ora lo faceva zoppicare tra il muschio e le foglie morte come un uomo goffo.</p><p>Grazie al cielo nei dintorni vivevano pochi elfi, a causa dei mostri alati. In quel preciso istante ve ne era uno che volteggiava fra gli alberi e lo seguiva a debita distanza.</p><p>Hmmph. Al momento poteva anche non essere assetato di sangue, ma se l�elfo stava per caso andando incontro ai suoi simili, prima di sera di Galan il Coraggioso non sarebbe rimasto altro che un involucro di pelle.</p><p>Che allegro pensiero!</p><p>Un carretto da funghi si sollev� da dietro un banco di felci alla sua sinistra. L�elfo arricci� il naso. Era stipato di limecap, i loro gambi color marrone screziato secernevano la linfa bianca che indicava che erano appena stati colti. Lo stomaco gli brontol� per l�ennesima volta e senza pensarci due volte prese una manciata di funghi e se li infil� in bocca.</p><p>�Oh!�</p><p>Nella foga si era dimenticato che i carretti hanno bisogno di qualcuno che li spinga. O che li traini, cosa che si accingeva a fare l�elfo dall�aspetto infuriato che spunt� un attimo dopo con un pugnale in mano.</p><p>Galan fu, tuttavia, pi� lesto e lo disarm�, poi pass� sotto il carretto e riapparve dall�altra parte, con la spada sguainata.</p><p>L�elfo url� e, arretrando, inciamp� finendo contro un albero. Galan gli si avvicin� lentamente, minaccioso, e gli punt� la spada alla gola.</p><p>Il contadino, terrorizzato, inizi� a balbettare, implorando piet� e fornendogli frettolosamente ogni sorta d�informazione sul suo nome, sul suo lignaggio, sulla propriet� di quella coltivazione di funghi, su quanto fossero raffinati, sul tempo meraviglioso che avevano avuto ultimamente e�</p><p>Galan gli rivolse un sorriso malizioso e sollev� una mano. L�elfo fraintese il gesto.</p><p>�Naturalmente, signore! Per favore, perdonate la mia lentezza nel comprendere i vostri bisogni! Possiedo poco, essendo un povero contadino, ma � tutto vostro: tutto!� Con gesti frenetici il contadino si slacci� la cintura, ne sfil� la borsa e la porse a Galan con mani tremanti, mentre i pantaloni ampi e sudici gli cadevano alle caviglie.</p><p>La borsa era colma di monete: di piccolo taglio, senza dubbio, ma pur sempre dei buoni thalver e bedoar e thammarch del regno. Quando Galan la sollev� incredulo, l�elfo fraintese la sua espressione e farfugli�: �Ma <emphasis>certo</emphasis>, ne ho ancora! Non mi sognerei di ingannare un grande armathor che Corellon stesso ha inviato al nostro governatore per sopperire alla decadenza del regno! Ecco a voi!�</p><p>Questa volta il contadino si sfil� un sacchetto da una striscia di cuoio che portava intorno al collo: un sacchetto rigonfio di gemme. Galan lo prese spalancando gli occhi d�incredulit�, al che l�elfo scoppi� in lacrime e grid�: �<emphasis>Non</emphasis> mi uccidere, oh potente armathor! Non ho altro da darvi se non il mio carretto di funghi e il mio pranzo!�</p><p>Galan accolse quell�ultima parola con un grugnito�� be�, dopo tutto, come <emphasis>avrebbe</emphasis> parlato un potente armathor?�� e allung� una mano insistente. Quando il contadino rimase a fissarla per un attimo, questi lo incalz� con la spada.</p><p>�Ah, ah, funghi?�, url� l�elfo sbigottito, in preda al panico. Galan aggrott� le ciglia, scosse il capo, e allung� nuovamente la mano.</p><p>�Uh� pranzo?�, domand� timidamente il contadino. L�elfo col volto imbrattato di sangue annu� lentamente, enfatico, e abbozz� un sorriso.</p><p>Chili di funghi volarono in aria quando il contadino si mise a frugare in un angolo del carro; non trovando ci� che cercava imprec� tra le lacrime, farfugli� qualche scusa, e corse all�angolo opposto, dove altri funghi vennero scaraventati in aria.</p><p>Galan afferr� un fagotto avvolto nel panno, lo soppes�, e restitu� la borsa di pietre preziose al contadino. Le gemme erano insidiose; troppe, a Cormanthor, nascondevano incantesimi di rintracciamento, o persino magie innescabili da lontano. Le monete erano di gran lunga pi� sicure.</p><p>Il coltivatore di funghi scoppi� a piangere e s�inginocchi� per ringraziare ad alta voce Corellon, e la quantit� di lodi fu tale che Galan fu fortemente tentato di trafiggerlo sul posto.</p><p>Tuttavia, punt� la spada verso la caverna, intimando al contadino di entrarvi immediatamente. L�elfo piagnucolante non la vide, perci� Galan grugn� rumorosamente.</p><p>Nell�improvviso e totale silenzio che segu�, egli ripet� il gesto, facendo oscillare grandiosamente la spada, e quando la riabbass� sent� di aver colpito qualcosa. Galan apr� la bocca per pronunciare un�imprecazione quando vide un pezzo di mostro alato cadere dalla lama della spada, e ud� il tonfo causato dal resto del corpo che si schiantava al suolo a poca distanza da lui. Ma il contadino inizi� a ringraziarlo con tale veemenza che l�unico Goadulphyn vivente�� capo della casata, erede, guerriero, saggio e quant�altro�� decise che non poteva pi� sopportarlo (era peggio di Athtar) e che era il caso di proseguire verso nord. Avrebbe aperto il fagotto e mangiato il contenuto solo quando fosse stato ben lontano da quel territorio abitato da coltivatori di funghi petulanti e creduloni.</p><p>Galan si trascin� per qualche chilometro, scuotendo continuamente il capo, finch� non trov� un albero abbastanza vecchio e grande da contenere la consapevolezza di Corellon. Si diresse dritto verso di esso e mormor� con stupore: �Avete il senso dell�umorismo, Sacri Madre e Padre, non � vero?�</p><p>L�albero non rispose, ma Corellon, probabilmente, aveva udito. Perci� Galan si sedette ai piedi dell�albero e divor� con gusto il pranzo del contadino. Il dio non fece obiezioni.</p><empty-line/><p>�Eredi abbattuti come uccelli lajauva in primavera! Armathor che spezzano e lanciano le spade per protesta! Che cosa sta diventando Cormanthor?� Lord Ihimbraskar Evendusk stava urlando ancora, il volto rosso e gli occhi ancor di pi� rossi. Una serva, irrigiditasi per il terrore causato dal suo improvviso impeto di rabbia, si ritrov� spiacevolmente sulla sua strada.</p><p>L�elfo si ferm�, il pungolo per il cavallo ancora in mano. La frusta di pelle schiocc� una, due, tre volte, e poi un sonoro manrovescio scaravent� la serva per terra. I dolci del vassoio si sparpagliarono sul pavimento e li rimasero, dimenticati.</p><p>Duilya rabbrivid�. �Oh, dei�, piagnucol�, �devo farlo per forza?�</p><p><emphasis>S�, Duilya� o prima o poi ti far� a pezzi con la frusta!</emphasis></p><p>Duilya sospir�.</p><p><emphasis>Non preoccuparti; ci siamo noi. Fai come d�accordo.</emphasis></p><p>�� il Coronal, ecco chi �!�, ringhi� Evendusk. �Eltargrim deve aver avuto strane idee in tesa quando bighellonava per Faer�n, frequentando sgualdrine umane e ascoltando ogni notte le loro impertinenze�.</p><p>La consueta sfuriata mattutina di Lord Evendusk termin� con un assurdo silenzio. La sua sedia preferita si trovava al solito posto, e sul tavolo accanto ad essa, il tavolo su cui avrebbero dovuto poggiare un bicchiere di rubythrymm e una gemma visiva contenente le scene della festa della sera precedente, c�era un�intera bottiglia del suo migliore sherry triplo.</p><p>La moglie era seduta sulla <emphasis>sua</emphasis> sedia, avvolta in una tunica che gli avrebbe fatto accelerare le pulsazioni se Duilya fosse stata quaranta estati pi� giovane, due volte pi� magra, e un po� meno familiare. Lei, tuttavia, sembrava non averlo notato.</p><p>Mentre la osservava, spostando il peso da un piede all�altro e respirando affannosamente, la donna raccolse un bicchiere vuoto dal pavimento, si strinse nelle spalle, e subito dopo lo ripose.</p><p>Poi stapp� tranquillamente la bottiglia di sherry, la sollev� nella luce mattutina, mormor� un commento entusiasta e ne trangugi� l�<emphasis>intero</emphasis> contenuto, lentamente ma senza fermarsi, gli occhi chiusi e la gola che si muoveva ritmicamente.</p><p>La rabbia silenziosa di Lord Evendusk scomparve improvvisamente quando not� quanto fosse bella la gola della moglie. Non se n�era mai accorto.</p><p>Duilya ripose la bottiglia vuota sul tavolo�� s�, vuota; <emphasis>l�aveva bevuta tutta!</emphasis> - sorrise ed esclam� ad alta voce: �Era tanto buona che credo ne berr� ancora�.</p><p>Fece per raggiungere il campanello, quando il marito si riprese dalla sorpresa, ricominci� e diede libero sfogo alla sua collera, ora violenta. �Duilya! Per tutte le tane degli stramaledetti ragni, che cosa diamine pensi di fare?�, abbai�.</p><p>Suonato il campanello la moglie volt� la faccia stupida e solitamente ingenua verso Lord Evendusk, sorrise quasi timidamente, ed esclam�: �Buon giorno, mio signore�.</p><p>�Ebbene?�, ringhi� lui, avanzando di qualche passo. �Che cosa significa tutto ci�?�, domand� indicando la bottiglia con il pungolo, e poi di nuovo la moglie.</p><p>La donna si accigli� lievemente, e sembr� ascoltare qualche cosa.</p><p>Ihimbraskar la prese bruscamente per le spalle e la scosse. �Duilya!�, le grid� vicino alla faccia. �Rispondimi, altrimenti��</p><p>Rosso in volto, l�elfo sollev� la frusta, e la tenne alzata, pronta a colpire, con mano tremante. Dietro di lui la stanza si riemp� di servi preoccupati.</p><p>Duilya gli sorrise, e si apr� la tunica. Il nome del marito era scritto con le gemme sui suoi seni altrimenti nudi. �Ihimbraskar�, saliva e scendeva a ogni respiro della donna mentre lui fissava, la bocca spalancata. Nel silenzio che si venne a creare la moglie afferm� ad alta voce: �Non sarebbe meglio farlo in camera da letto, signore? Dove avrai pi� libert� d�azione?�</p><p>L�elfa gli sorrise lievemente e aggiunse: �Malgrado debba confessare che mi piaccia di pi� quando indossi le mie tuniche e mi lasci usare la frusta�.</p><p>Lord Evendusk, che stava per diventare rosso in volto, impallid� improvvisamente. Uno dei servi sbuff� per sopprimere una risata, ma quando il padrone si volt�, e li guard� tutti con occhi spalancati, essi assunsero un�aria inespressiva e con voce stridula domandarono all�unisono: �Avete chiamato, grande Signora?�</p><p>Duilya sorrise dolcemente. �S�, e vi ringrazio per la celerit�. Naertho, vorrei un�altra bottiglia di sherry triplo accanto al mio letto, immediatamente. Niente bicchieri. Voi altri, aspettate per favore, nel caso mio marito necessiti di qualche cosa�.</p><p>�Necessitare di qualcosa?�, ringhi� Lord Evendusk, voltandosi. �Gi�, voglio immediatamente una spiegazione, sgualdrina, del tuo� questo��, agit� selvaggiamente le braccia, senza pi� parole, mentre i servi avevano ancora la bocca aperta per il termine offensivo, e poi termin� quasi disperatamente: �� comportamento!�</p><p>�Naturalmente�, rispose Duilya, apparendo per un attimo quasi impaurita. L�elfa guard� i servi, fece un respiro profondo, sollev� il mento, quasi come se stesse seguendo istruzioni silenziose, e continu� vivace: �Sera dopo sera ti rechi alle feste, trascurando la tua famiglia. Mai mi hai portato con te, e avresti potuto portare una delle tue serve, se proprio non volevi che io assistessi a ci� che fai in tali occasioni, ma non l�hai mai fatto. Jhalass, laggi�, e Rubrae sono molto pi� giovani e carine di me; perch� non le fai conoscere e non lasci che si divertano come fai tu?�</p><p>Sia la servit� sia Lord Evendusk la fissarono con occhi spalancati. Duilya si appoggi� allo schienale della sedia e accavall� le gambe com�era solita fare, poi, indicando se stessa esclam�: �<emphasis>Questo</emphasis> � tutto ci� che vedo di te al mattino, signore. Questo e un sacco di scenate e di grugniti. Perci� ho deciso di provare questa roba, per vedere quale attrattiva possa avere�.</p><p>La donna arricci� il naso. �Sento soltanto un impellente bisogno di fare pip�, e a parte ci�, non mi sembra che lo sherry triplo sia poi tanto buono da doversene scolare ogni notte una bottiglia. Forse un altro assaggio mi convincer� del contrario? Per questo ho ordinato la seconda bottiglia accanto al letto� dove andremo ora, marito�.</p><p>Lord Evendusk arross� nuovamente e ricominci� a tremare, ma quando domand�: �Andare ora? Perch�?�, la sua voce era tranquilla.</p><p>�Bere tutte le notti non � una scusa per trascorrere la mattina barcollando come un idiota, infischiandosene degli onori di casa, e trascurandomi, notte dopo notte, e giorno dopo giorno. Siamo <emphasis>compagni</emphasis>, mio caro, ed � tempo che mi tratti come tale�.</p><p>Ihimbraskar Evendusk sollev� la testa come fa un cervo, per prender fiato prima di abbeverarsi allo stagno. Quando la riabbass�, sembrava quasi calmo. �Potresti specificare meglio che cosa vuoi che faccia in proposito, moglie?�, chiese con tono insinuante.</p><p>�Sederti e parlare�, sbott� Duilya. �Qui. Adesso. Del Coronal, delle morti e del tumulto causato dall�umano�.</p><p>�E che cosa sai tu di tutto ci�?�, chiese l�elfo rimanendo in piedi e picchiettando il frustino sul palmo della mano.</p><p>Duilya indic� una sedia vuota. Lord Evendusk pos� lo sguardo su di essa e di nuovo sulla donna, che, col braccio teso e immobile, indicava ancora la sedia.</p><p>Lentamente l�elfo si diresse verso di essa, vi piazz� sopra uno stivale e appoggi� i gomiti sul ginocchio. �Parla�, esclam� dolcemente. Quando la guard�, qualcosa nei suoi occhi era cambiato.</p><p>�So che tu�� e altri signori come te�� siete la spina dorsale di Cormanthor�, riprese Duilya guardandolo negli occhi. Le sue labbra tremarono per un istante, come se stesse per piangere, ma fece un respiro profondo e continu� cautamente: �Sulle vostre spalle poggia la grandezza e lo splendore di tutti noi. Non pensare mai, nemmeno per un istante, che io non ti riverisca per il lavoro che fai, e per l�onore che hai conquistato�.</p><p>Uno dei servi si stir�, ma nella stanza non vol� una mosca.</p><p>Lady Evendusk continu�. �Ihimbraskar, non voglio perdere quell�onore. Non voglio perdere <emphasis>te.</emphasis> Altri signori e le loro casate hanno brandito le spade, sferrato incantesimi, e sfidato apertamente il Coronal, il tutto per un uomo. Temo che qualcuno possa trafiggere con la spada il mio Signor Evendusk�.</p><p>Marito e moglie rimasero in silenzio per un istante, senza togliersi gli occhi di dosso, dopodich� Duilya prosegu�, le parole echeggianti nella stanza silenziosa.</p><p>�<emphasis>Nulla</emphasis> vale tutto ci�. Per nessun uomo vale la pena di scatenare faide, di versare sangue e distruggere Cormanthor. Io parlo con le altre donne, giorno dopo giorno, e vedo svolgersi la vita del regno. Ma tu non mi domandi mai che cosa ho visto o udito, n� discuti mai con me. Mi <emphasis>sprechi</emphasis>, mio caro. Mi tratti come una sedia, o come un clown dai ridicoli fronzoli, quando ti vanti con gli amici di quanti soldi spreco per gioielli e vestiti!�</p><p>La donna si alz�, si tolse la tunica, e la porse al marito. �Sono molto pi� di questo, Ihimbraskar. Vedi?�</p><p>Gli occhi del marito tremolarono; l�elfa fece due rapidi passi verso di lui, la tunica in mano, ed esclam� appassionata: �Sono tua <emphasis>amica.</emphasis> Sono la persona con cui dovresti confidarti, con cui dovresti condividere barzellette volgari, con cui discutere. Hai dimenticato che cosa significa scambiare idee�� non baci o pizzicotti, ma <emphasis>idee</emphasis>, ad alta voce�� con una donna elfa? Ora vieni con me, t�insegner�. Abbiamo un regno da salvare�.</p><p>Duilya si volt� e si incammin� verso la stanza con passo determinato. Lord Evendusk la guard� allontanarsi, i fianchi nudi ondeggianti, si schiar� la gola rumorosamente e si rivolse ai servi: �Ah� avete udito la mia signora. A meno che non udiate il campanello, per favore non disturbateci: abbiamo molto di cui parlare�.</p><p>Si volt� verso la porta dalla quale era uscita Lady Evendusk, fece due rapidi passi, quindi si gir� di nuovo verso la servit�, gett� il frustino sul tavolo ed esclam�: �Ancora una cosa. Uh� le mie scuse�.</p><p>Dopodich� si mise a correre verso la stanza. I servi rimasero in silenzio finch� non furono sicuri che il padrone si trovasse fuori portata di voce.</p><p>Ma la conversazione allegra ed eccitata che segu� fu nuovamente interrotta quando Naertho entr� nella stanza. In mano aveva la seconda bottiglia di sherry triplo. �Il padrone e la padrona han detto che � per noi!�, afferm� con voce roca.</p><p>Quando le grida di stupore suscitate da quella frase si furono placate, il servo guard� gli alberi fuori dalla finestra, gli occhi scintillanti, e aggiunse: �Grazie a te, Corellon. Mandaci un uomo tutti i mesi, se l�effetto � questo!�</p><empty-line/><p>Nella piscina di un giardino privato, quattro donne si abbracciarono e versarono lacrime di gioia. I loro bicchieri di sherry triplo fluttuavano, dimenticati, attorno a loro.</p></section><section><title><p>13.</p><p>Alla deriva</p></title><epigraph><p>Per un certo periodo, Elminster divenne un fantasma e vagabond� silenzioso e invisibile nel cuore di Cormanthor. Gli elfi non vi fecero caso, ed egli pot� imparare molto: non che gli fosse rimasta una gran vita per poter far uso degli insegnamenti ricevuti.</p><text-author>Antarn il Saggio</text-author><text-author>Da <emphasis>La grande storia della potenza degli arcimaghi faer�niani</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata approssimativamente nell�Anno del Bastone</text-author></epigraph><p>Trascorse un bel po� di tempo prima che Faer�n ricomparisse. Fino ad allora Elminster era stato a malapena consapevole di se stesso come nuvola di pensieri, alla deriva in un vuoto scuro e infinito, attraverso il quale rumori�� esplosioni di forza, pi� che altro�� brontolavano ed echeggiavano di tanto in tanto.</p><p>Dopo aver fluttuato per un tempo infinito, appena cosciente di chi o di che <emphasis>cosa</emphasis> fosse, El vide apparire alcune luci: bagliori pungenti, fugaci, che comparivano talora nel vuoto intorno a lui.</p><p>Poi suoni e luci divennero pi� frequenti e i ricordi incominciarono ad animarsi, come serpenti irrequieti che si srotolano, in quel barlume di autoconsapevolezza che era in quel momento il principe di Athalantar, l�Eletto di Mystra. Egli vide spade sollevarsi e ricadere, e una gemma che conteneva un caos turbinante di immagini, i ricordi di altri, lo investi come un mare in burrasca e lo sollev� alla presenza di una fanciulla fantasma nei giardini notturni di un palazzo: il palazzo di un elfo anziano e gentile in tunica bianca, il governatore di seguaci che cavalcavano unicorni e destrieri alati, il governatore di� di�</p><p><emphasis>Il Coronal.</emphasis> Quel titolo avvamp� come fuoco bianco nella sua memoria, come l�armonia grande e spaventosa di una fanfara trionfale: la marcia favorita dai Signori Maghi nell�Athalantar della sua giovinezza, che risuonava attraverso la citt� di Hastarl, echeggiando di torre in torre, quando i maghi si riunivano per prendere decisioni importanti.</p><p>Gli stessi che aveva alla fine sconfitto, per rivendicare il suo trono, e poi rinunciarvi. Era un principe, il nipote del Re Cervo. Era un reale di Athalantar, della famiglia Aumar, l�ultimo di molti principi. Era un ragazzo che correva fra gli alberi di Heldon, un fuorilegge e un ladro di Hastarl, un sacerdote�� o una sacerdotessa? Non era stato una donna?�� di Mystra. La Signora dei Misteri, la Madre della Magia, la sua maestra Myrjala che divenne poi Mystra, sua padrona e guida divina, che fece di lui il suo Eletto, il suo� <emphasis>Elminster!</emphasis></p><p>Era Elminster! Armathor umano di Cormanthor, nominato tale dal Coronal, inviato da Mystra per svolgere una missione importante a lui ancora sconosciuta, e attaccato da tutti i lati dai giovani elfi ambiziosi, spietati e arrogantemente potenti di quel regno, insofferenti delle vecchie maniere e dei nuovi decreti del Coronal e della sua corte: <emphasis>ardavanshee</emphasis>, come li definivano gli anziani, o �giovani irrequieti�. Ardavanshee che forse l�avevano gi� ucciso, poich� se Elminster Aumar non era morto, in quale altro modo poteva spiegarsi la sua condizione attuale?</p><p>Fluttuante, nel caos oscuro�</p><p>Sprofond� nuovamente nei suoi pensieri, che ora scorrevano come un fiume in piena. Ardavanshee che sfidavano la volont� degli anziani, ma che difendevano l�orgoglio della famiglia di nascita. Ardavanshee che temevano, e tuttavia screditavano, il potere dei Supremi Maghi di Corte, del Coronal e del suo consigliere pi� anziano, la Srinshee.</p><p>Quel titolo sembr� aprire un�altra porta nella mente del giovane principe, dalla quale entro un�ondata di luminosit� e di vividi ricordi, nonch� una pi� forte sensazione di essere Elminster. Lady Oluevaera Estelda gli sorrise da un volto nobile e rugoso e poi, inconcepibilmente, da un viso molto pi� giovane, che aveva tuttavia mantenuto gli occhi vecchi e saggi: la Srinshee, pi� anziana degli alberi dalle radici pi� profonde, camminava nella Volta dei Secoli stipata di gioielli, con riverenza per i morti e gli scomparsi, serbando nella sua mente l�intero sapere e il lungo lignaggio dei prodi elfi cormanthoniani, nella volta dietro ai suoi occhi, tanto pi� ampia di quella in cui passeggiava con un giovane umano impaziente dal naso adunco.</p><p>L�intruso umano odiato da tutti e ricercato dagli ardavanshee per gli omicidi commessi, ardavanshee capeggiati dalla casata degli Echorn e degli Starym e dei Waelvor. Waelvor, il cui rampollo era Elandorr, pretendente e rivale di Lady Symrustar.</p><p><emphasis>Symrustar!</emphasis> Quel viso perfetto, quelle trecce blu che gli strappavano i vestiti, quel dragone sul ventre e sul seno, gli occhi come due fiamme blu luccicanti di promesse, e le labbra socchiuse in un sorriso astuto, quella strega spietata e ambiziosa, la cui mente era altrettanto putrida di quella dei Signori Maghi, che considerava gli elfi, e gli uomini, stupide bestie da usare nella sua scalata verso una meta ancora lontana.</p><p>La ragazza che aveva quasi aperto la sua mente per fare di lui il suo giocattolo e la sua fonte d�incantesimi. La ragazza che egli aveva a sua volta tradito e consegnato al suo rivale, Elandorr. Di entrambi non aveva pi� notizie.</p><p>Gi�. Ora sapeva chi era. Elminster, sfidato da Delmuth Echorn e successivamente da una banda di ardavanshee guidati da Ivran Selorn, che gli avevano dato la caccia nel castello dei Dlardrageth. Elminster l�Eletto presuntuoso e disattento. Elminster che, ebbro di potere, si era lanciato diritto nell�incantesimo in attesa dei quattro maghi: un incantesimo che lo aveva distrutto.</p><p>Era ancora tutto d�un pezzo? Oppure era solo un fantasma, la sua vita mortale ormai terminata? Forse Mystra lo aveva mantenuto in vita�� semprech� ci� <emphasis>significasse</emphasis> essere vivo�� per compiere i suoi progetti, un fallimento causato per completare la missione.</p><p>Elminster fu improvvisamente consapevole di potersi muovere nel vuoto, di poter correre in questa o in quella direzione col semplice pensiero. Tuttavia ci� significava ben poco quando non c�era un punto verso il quale recarsi, bens� vuoto oscuro da tutte le parti, luci e rumori disseminati qua e l� apparentemente a caso, dappertutto e in nessun posto.</p><p>Il mondo intorno a lui era sempre stato, fino ad allora, una serie di �dove� specifici, un paesaggio di mete diverse e spesso precise, dalle distese desolate dei fuorilegge, al di l� di Athalantar, alla profonda foresta di Cormanthor.</p><p>Forse quella era la morte. Faer�n e un corpo col quale camminare erano ci� che gli mancava. Quasi senza pensare si lanci� in una corsa disperata nel vuoto, alla ricerca di una fine nell�infinito, di un limite, magari di una fessura dalla quale intravedere la luce di Faer�n in tutta la sua familiare gloria.</p><p>E mentre continuava nel suo movimento rapido e inutile, si rivolse a Mystra con un grido mentale silenzioso: <emphasis>Mystra, dove sei? Aiutami. Sii la mia guida, ti scongiuro.</emphasis></p><p>Trascorse un momento buio, durante il quale le parole nella sua testa sembrarono rotolare all�infinito. Poi vi fu uno scoppio di luce brillante, quasi accecante, accompagnato da uno squillo di tromba che echeggi� stridente attraverso di lui, scuotendolo da parte a parte nel suo frastuono assordante. Quando tutto termin�, El si ritrov� a ripercorrere a ritroso la via da cui era venuto, lo stesso medesimo percorso, malgrado non capisse come facesse a sapere ci� che gli stava accadendo.</p><p>Alla fine, nel vuoto comparve un orizzonte, una linea di foschia blu con un punto luminoso al centro, come una gemma su un anello: ed Elminster di Athalantar era diretto verso quel punto lontano.</p><p>La distanza sembrava enorme, ma il giovane parve acquistare una velocit� vertiginosa e liberarsi di qualcosa durante la folle corsa, finch�, finalmente, abbandon� l�oscurit� e schizz� fuori nella luce. La luce di un sole morente sopra gli alberi di Cormanthor, le rovine scure di Castel Dlardrageth all�orizzonte, e qualcosa che lo esortava in un�altra direzione. Segu� quello strano impulso, dubitando di poter fare altrimenti, e vol� basso sopra le cime degli alberi, veloce come fosse inseguito da un drago.</p><p>Qua e l�, sotto di lui, intravide sentieri e piccoli ponti di legno tesi di albero in albero, che facevano dei giganti della foresta le case viventi di elfi. Stava attraversando Cormanthor a una velocit� formidabile. Ora discese e rallent�, come guidato da una grande mano invisibile.</p><p>Grazie mille, Mystra, pens�, sapendo chi ringraziare. Sorvol� alcuni giardini e si ritrov� nel centro vitale della citt� di Cormanthor.</p><p>Rallent� ulteriormente, come non fosse altro che una foglia sollevata da una brezza gentile. In verit� non udiva il minimo soffio di vento, n� sentiva muoversi l�aria fredda o umida. Torrette e sfere fluttuanti, vagamente luminose, gli passarono accanto mentre il suo volo guidato terminava, ed egli incominci� a muoversi liberamente.</p><p>Inizi� a spostarsi di qua e di l� verso qualsiasi cosa attirasse la sua attenzione. Mentre volava pass� in mezzo ad alcuni elfi che non lo videro e�� come scopr� quando si ritrov� a sbattere contro un carretto stracarico di funghi che gli pass� attraverso come nulla fosse�� nemmeno lo sentirono. Era davvero un fantasma, a quanto pareva: un�ombra invisibile, silenziosa, in grado di volare inosservata.</p><p>Mentre gironzolava spiando la vita fervente di Cormanthor, inizi� anche a udire. Dapprima un mormorio flebile e confuso, rotto da rumori pi� forti, che via via crebbero fino a diventare un chiacchierio assordante. Sembrava essere l�insieme delle conversazioni e dei versi di migliaia di elfi, come se potesse udire tutta Cormanthor, indipendentemente dalle distanze, dai muri e dalle profondit� delle cantine.</p><p>Si libr� per qualche istante in un groviglio di cespugli, fra tre alberi poco distanti fra loro, in attesa che il chiasso svanisse o di perdere completamente il senno. Lentamente, i rumori si affievolirono, ed El cominci� a udire soltanto ci� che avrebbe percepito l�orecchio normale: i suoni vicini, il fruscio gentile e incessante di foglie agitate dal vento. Si rilass�, di nuovo in grado di <emphasis>pensare</emphasis>, finch� tale pensiero non divenne curiosit� e desiderio di sapere ci� che stava accadendo a Cormanthor.</p><p>Dunque era invisibile, silenzioso, e inodore, anche per gli elfi pi� vigili. L�ideale per spiare le loro azioni. Ma forse era meglio assicurarsi della sua trasparenza prima di cacciarsi in qualche guaio.</p><p>Inizi� allora a scagliarsi sugli elfi nelle strade e sui ponti, gridando e cercando di spaventarli. Pass� anche attraverso alcuni di loro mentre cercava di afferrarli e li insultava. El riusciva a sentire benissimo ci� che diceva e riusciva anche a plasmare membra fantasma per colpire e sferzare: membra che finalmente poteva sentire e nelle quali percepiva dolore se le strofinava forte.</p><p>I suoi bersagli elfi, tuttavia, non lo notavano. Ridevano e chiacchieravano in un modo in cui mai si sarebbero sognati di fare se avessero avvertito la presenza di un uomo nelle vicinanze. El si lev� a mezz�aria dopo essere passato attraverso una signora d�alto rango e dall�aspetto particolarmente glaciale, e riflett� che forse non aveva molto tempo per godere di quello stato. Dopo tutto, nessuno dei suoi poteri dal momento del risveglio era rimasto immutato a lungo. Perci� meglio iniziare l�opera di spionaggio.</p><p>Innanzitutto, doveva controllare una cosa.</p><p>Aveva un ricordo indistinto delle strade: era gi� passato di l�, pens�, il suo primo giorno in citt�, quando cercava Casa Alastrarra. Un edificio particolarmente imponente, nel cuore di un giardino circondato da mura; avrebbe dovuto trovarsi in quella direzione.</p><p>La sua memoria non lo trad�. Fu questione di un secondo oltrepassare il cancello inosservato, e cercare la grande casa; scopr� di poter passare attraverso piccole strutture, specialmente di legno, ma scopr� anche che pietra e metallo costituivano un problema, e non riusciva a infiltrarsi nelle pareti solide. Una finestra, tuttavia, fu pi� che sufficiente, ed El entr� nello splendore tappezzato di una casa riccamente ornata. I pavimenti erano coperti da tappeti di pelliccia, e tutte le pareti erano dotate di sedili e divani di legno levigato. Le ricche famiglie elfe sembravano amare in particolare il vetro soffiato multicolore e le sedie. El vi pass� accanto come un filo di fumo risoluto, alla ricerca di una cosa particolare.</p><p>La trov� in una stanza da letto decorata, in cui una coppia di elfi nudi stavano fluttuando abbracciati sopra il letto, discutendo seriamente�� quasi rabbiosamente�� degli affari del regno. Elminster giudic� gli argomenti avanzati dal signore e dalla signora Evendusk tanto affascinanti che si ferm� a lungo ad ascoltarli, prima che una disputa puramente personale sulla moderazione e sul consumo di sherry triplo lo facesse finire steso sul pavimento. L�, poco distante dal tappeto, era chiaramente visibile l�incantesimo pulsante che circondava il boudoir di Duilya Evendusk.</p><p>Era costume di Cormanthor che le donne abbienti avessero una sorta di portagioie portatile, somigliante a una portantina con baldacchino. I loro gioielli erano disposti al suo interno o custoditi in speciali cassettini, intagliati uno per uno per adattarsi alle pareti di legno. Tali boudoir erano equipaggiati con piccoli specchi pensili, minuscole sfere di vetro luminose che brillavano se toccate con un dito, e piccoli sedili. Inoltre contenevano potenti incantesimi per tenere alla larga chiunque fosse attratto dalla bellezza delle pietre in essi conservate; incantesimi che permettevano l�entrata solo alla proprietaria. Quei �veli� erano tanto potenti da emanare un bagliore blu intenso, mentre ondeggiavano attorno al boudoir formando un involucro magico.</p><p>Erano abbastanza potenti, si ricord� El dai commenti della Srinshee, da scagliare gli intrusi a grande distanza, e da non cedere alla carica del pi� forte dei guerrieri, nemmeno se aiutato da altri uomini armati di lance. Si sarebbero comportati nello stesso modo con un fantasma umano? L�avrebbero respinto?</p><p>El si avvicin� cautamente al boudoir, muovendosi con infinita pazienza, estendendo la propaggine pi� sottile di s� fino a toccare il bagliore blu pulsante.</p><p>Questo rimase immutato, ed Elminster non sent� nulla. Allora allung� un dito fantasma e tocc� le tre gemme appese da fini catene al soffitto curvo del boudoir di Duilya Evendusk.</p><p>Di nuovo non senti dolore, e l�incantesimo sembr� non mutare. Riluttante, il principe sfior� col suo corpo evanescente il bagliore, ma anche questa volta non accadde nulla di spiacevole. Poi si allontan� dal boudoir, volteggi� attorno a Lord e Lady Evendusk per un attimo, mentre i due si sussurravano parole gentili pervasi da un desiderio crescente, dopodich� si lanci� attraverso la stanza contro la portantina magica.</p><p>Senza nemmeno disturbare un anello, super� la barriera, pass� attraverso il baldacchino, e usc� come un fulmine silenzioso dall�altra parte, fermandosi a pochi millimetri dal muro.</p><p>Dietro di lui la luminosit� del velo rimase inalterata. El si volt� e guard� il boudoir con una certa soddisfazione; la coppia di elfi fluttuava languida a mezz�aria nella sua danza amorosa, il giovane sorrise�� o tent� di farlo�� poi usc� da una finestra ovale nel giardino muschioso, in cerca d�informazioni.</p><p>Desiderava trovare il Coronal, per assicurasi che gli ardavanshee assetati di sangue, o peggio, i maghi anziani delle casate arroganti a cui appartenevano i giovani avventati, non si fossero azzardati a colpire il cuore e la mente del regno.</p><p>Dopodich�, supponendo che l�Onorato Signore, Sua Altezza di Cormanthor, fosse ancora illeso, sarebbe stato tempo di cercare la Srinshee, affinch� potesse restituire un corpo a un certo armathor umano fino ad allora tanto bistrattato, se mai la sua condizione non fosse per allora cambiata.</p><p>El volt� in direzione del palazzo reale, sal� all�altezza delle cime degli alberi e delle torri e zigzag� fra esse, ammirando l�immensa bellezza di Cormanthor.</p><p>Giardini circolari che apparivano come piccoli pozzi verdi, e alberi piantati a formare mezze lune attorno a prati di muschio, si estendevano a perdita d�occhio sotto di lui. Vide guglie di pietra, attorno alle quali alberi giganti si attorcigliavano formando eliche viventi di foglie, di rami sapientemente modellati, e di piccole finestrelle aperte nella corteccia, nelle quali si intravedevano le sagome di bambini elfi intenti a giocare, ballare e lottare; vide vessilli di seta traslucida che cavalcavano i venti con leggerezza infinita, come fossero tele di ragno, sostenuti da alberi modellati come le dita di una mano aperta, con una stanza dal soffitto a cupola, accoccolata come un uovo nel palmo aperto di quella mano. Sorvol� case che ruotavano e riflettevano il sole mediante ornamenti di vetro girevoli, pendenti simili a gocce di pioggia gelate sui balconi e sui telai delle finestre.</p><p>El guard� tutto ci� con nuova meraviglia. In mezzo alla confusione e ai combattimenti seguiti al suo arrivo in citt�, aveva dimenticato quanto fossero meravigliose le opere elfe. Se le antiche casate l�avessero avuta vinta, naturalmente gli uomini non avrebbero mai visto tali capolavori, e quei pochi intrusi che l�avessero fatto, quali Elminster Aumar, non sarebbero vissuti abbastanza a lungo per raccontarle.</p><p>Dopo un po� usci da un gruppetto di alberi-abitazione e di case a guglia, dalle molte finestre, e sorvol� un muro protetto da numerosi incantesimi, oltre il quale si estendeva un giardino pieno di piscine e di statue, un giardino <emphasis>enorme</emphasis>, pens� El mentre avanzava senza sosta.</p><p>E tuttavia non <emphasis>sembrava</emphasis> quello del Coronal. Dove si trovava il�?</p><p>No, quello non era il suo palazzo. Era una casa grandiosa, s� una collinetta munita di finestre e irta di torri slanciate. I suoi fianchi ammantati d�edera digradavano nelle curve pigre di un ruscello, che scivolava placido oltre alcune isole, simili a enormi cuscini di muschio collegati da ponticelli arcuati.</p><p>Era l�edificio pi� bello che il principe avesse mai visto. Sempre volando, vir� verso la grande finestra pi� vicina. Come molte altre era priva di vetri, e protetta da un invisibile campo magico che impediva il passaggio di tutti gli oggetti solidi, ma lasciava entrare indisturbata la brezza. Due elfi ben vestiti erano appoggiati alla barriera magica con un calice in mano.</p><p>�Mio caro Lord Maendellyn�, esclam� una voce dal tono altezzoso, �� sicuramente insolito per uno della mia casata trovare tanto rapidamente una causa comune con quelle di pi� giovane retaggio; questa � davvero una cosa che colpisce tutti�.</p><p>�Abbiamo dunque, Llombaerth, il pieno appoggio di Casa Starym?�</p><p>�Oh, non credo sia necessario. Chi desidera riformare Cormanthor e sentirsi fiero di farlo deve talora esser visto fare cose per se stesso e accettarne le conseguenze�.</p><p>�Mentre gli Starym guardano, sorridenti, dai bordi del campo�, afferm� ironica una terza voce, �pronti ad applaudire tali coraggiose casate in caso di successo, o ad accusarle di tradimento se falliscono. Gi�, � cos� che una casata vive da lungo tempo e trae molti profitti. Nel contempo, per�, lascia i membri della famiglia in questione su un terreno scomodo quando pretende di istruire gli altri sulla tattica, o sull�etica, o sul bene del regno�.</p><p>�Mio caro Lord Yeschant�, ribatt� fredda la voce altezzosa, �il tono delle vostre osservazioni non mi tocca minimamente�.</p><p>�Eppure, Signor Portavoce degli Starym, voi volete unirvi a noi in nome di una causa comune, poich� voi avete da perdere pi� di tutti�.</p><p>�Come sarebbe?�</p><p>�Casa Starym detiene attualmente il rango pi� alto. Se si permetter� al Coronal di mettere in atto il suo folle progetto per Cormanthor, la vostra casata avr� molto pi� da perdere che, diciamo, quella Yridnae�.</p><p>�<emphasis>Esiste</emphasis> una Casata Yridnae?�, chiese qualcuno in sottofondo, ma El, avvicinatosi, non ud� risposta.</p><p>�Signori miei�, osserv� Lord Maendellyn frettolosamente, �mettiamo da parte questa divergenza e occupiamoci della questione pi� urgente: la necessit� di porre termine al governo del nostro attuale Coronal, e alla sua follia di Apertura, per il bene di tutti�.</p><p>�Qualsiasi cosa faremo�, esclam� una voce profonda con aria disperata, �non mi ridar� mio figlio. � stato l�umano a ucciderlo, ed � stato il Coronal a introdurlo nel regno; perci�, anche il Coronal deve morire, affinch� il mio Aerendyl sia vendicato�.</p><p>�Anch�io ho perso un figlio, Lord Tassarion�, asser� una nuova voce, �ma ci� non significa che la morte di Leayonadas debba essere vendicata col sangue del governatore di Cormanthor. Se Eltargrim deve morire, lasciate che sia una decisione ragionata, presa per il futuro del regno, e non un mero atto di vendetta�.</p><p>�La Casata degli Starym conosce meglio di chiunque altro il dolore causato da una perdita e il peso della vendetta�, si intromise la voce sdegnosa di Llombaerth, portavoce della sua casata. �Non desideriamo sminuire il dolore di una perdita altrui, e sentiamo il forte, e innegabile, richiamo della giustizia. Eppure, anche noi, siamo dell�opinione che la questione del governo del Coronal debba essere trattata come un affare di stato. Il cattivo governatore deve pagare per le sue idee scandalose e per la sua incapacit� di guidare il regno, indipendentemente da quanti figli coraggiosi siano morti per i suoi errori�.</p><p>�Col vostro permesso�, si intromise una voce blesa, �proporrei di risolvere la questione con l�uccisione del Coronal. In tal modo chi di noi desidera vendetta�� io stesso, Lord Yeschant, Lord Tassarion, e Lord Ortaur頖 potr� accordarsi su chi dovr� essere l�esecutore materiale dell�assassinio, cosicch� l�onore possa essere salvato. Ci� permetter�, a sua volta, a Casa Starym e a chi non desidera partecipare attivamente allo spargimento di sangue, di adoperarsi per raggiungere uno scopo comune senza sporcarsi le mani�.</p><p>�Ben detto, carissimo Lord Bellas�, assent� Maendellyn. �Siamo dunque d�accordo sul fatto che il Coronal debba morire?�</p><p>�S�, esclamarono tutti in un coro rauco.</p><p>�E siamo d�accordo su quando, dove e su chi dovr� accedere al titolo di governatore dopo Eltargrim?�</p><p>Vi fu un momento di silenzio, poi i presenti iniziarono a parlare simultaneamente. Ora El riusciva a vederli: i cinque capocasata e l�inviato degli Starym, seduti attorno a un tavolo di legno lucidato con bottiglie e calici, attorno ai quali ammiccava il riflesso di una barriera anti-veleno.</p><p>�Silenzio, vi prego!�, sbott� Lord Yeschant, dopo qualche istante. �� chiaro che <emphasis>non</emphasis> siamo d�accordo su tale faccenda. Sospetto che la questione su chi dovr� essere il prossimo Coronal sia quella pi� controversa, da affrontare dunque per ultima; nonostante debba sottolineare, signori, che recheremo un grave danno a Cormanthor se, prima di colpire, non sceglieremo un nuovo governatore e non lo sosterremo con la medesima risolutezza unanime che mostriamo nel rimuovere quello vecchio. Nessuno di noi beneficer� di un regno in balia del caos�. Tacque per un istante, poi, con voce tranquilla domand�: �Lord Maendellyn?�</p><p>�Molte grazie, Lord Yeschant. Forse, �il modo� con cui eliminare il Coronal � un argomento pi� facile da affrontare?�</p><p>�Dobbiamo trovare un modo che ci permetta di colpirlo personalmente�, asser� Lord Tassarion rapidamente.</p><p>�Tuttavia sarebbe meglio�, si intromise il portavoce degli Starym, �non farlo in una riunione formale o in altre occasioni in cui un Coronal sospettoso potrebbe radunare formidabili forze difensive. Ci� aumenterebbe il rischio di eventuali perdite, inoltre ritarderebbe il nostro successo e metterebbe in pericolo il regno scatenando conflitti e incertezza�.</p><p>�Come faremo a costringerlo a incontrarsi con noi?�</p><p>�Potremmo adottare travestimenti, ad esempio, diventare suoi consiglieri: quelle sei maghe con cui si gingilla�.</p><p>Lord Yeschant e Lord Tassarion aggrottarono simultaneamente le sopracciglia. �Non mi piace l�idea di aggiungere complicazioni a ci� che facciamo�, afferm� Yeschant. �Se una di loro ci osservasse, attaccherebbe senza indugio, e scatenerebbe una battaglia d�incantesimi molto pi� potente di quella che dovremo affrontare se colpiremo Eltargrim da solo�.</p><p>�Bah! Quale Coronal egli pu� chiamare ed evocare un numero infinito di sortilegi�, intervenne l�inviato Starym con fare sdegnoso.</p><p>�Gi�, ma se tali aiuti giungono e lo trovano morto�, osserv� Tassarion pensieroso, �sar� ben diverso che ingaggiare battaglia con una o con tutte le sei maghe, appartenenti anch�esse a casate nobili, non lo dimentichiamo. E la loro morte scatenerebbe inevitabilmente altre vendette. Non desidero essere coinvolto in una battaglia attraverso mezzo regno con sei maghe ostili capaci di teletrasportarsi a piacere fuori e dentro di noi, non prima d�esser certi di poter sistemare il governatore in modo rapido e sicuro, qualsiasi sia il prezzo da pagare�.</p><p>�Ora come ora, credo che non siamo ancora pronti per uccidere un Coronal�, mormor� Lord Bellas. �� chiaro che siamo ancora indecisi fra tre alternative: sfidare pubblicamente il suo governo, ucciderlo o trovarci per caso nelle vicinanze quando il nostro amato governatore rimarr� vittima di uno �sfortunato incidente��.</p><p>�Signori�, afferm� risoluto il padrone di casa, �� evidente che occorrer� tempo per metterci d�accordo su tali questioni. Io ho un impegno stasera, e quanto pi� rimarremo riuniti in questo luogo, tanto pi� grande sar� la possibilit� che qualcuno nel regno possa udire o sospettare qualcosa�. Lord Maendellyn si guard� attorno e aggiunse: �Se ora ci separiamo, e ognuno di noi rifletter� su quanto ci ha abilmente illustrato Lord Yeschant, sono certo che quando, fra tre giorni, vi mander� a chiamare, potremo incontrarci armati di tutto il necessario per concludere un accordo�.</p><p>�Ben detto�, mormor� qualcuno. �D�accordo�, esclamarono gli altri intorno al tavolo, e tutti si alzarono per raggiungere rapidamente le porte.</p><p>Per un attimo El fu tentato di seguire uno o pi� cospiratori, ma le loro case o castelli erano facilmente individuabili nella citt�, ed egli aveva le sue faccende da sbrigare. Doveva vedere con i suoi occhi se Cormanthor avesse ancora un Coronal da assassinare, o se qualcun altro avesse battuto su tempo quegli esaltati signori.</p><p>Il giovane fantasma vol� fuori dalla finestra e aggir� Castel Maendellyn senza perdere un minuto di tempo, superando rapidamente torri e torrette nella direzione presa originariamente. I magnifici giardini si estendevano a perdita d�occhio sotto di lui. Magnifici, e ben protetti: in ognuno non meno di tre barriere baluginavano davanti a lui, ma per El non costituivano un ostacolo.</p><p>I giardini terminarono finalmente in un grande muro coperto da un fitto groviglio di alberi. Dietro di esso una strada e una schiera di case, i cui giardini rigogliosi davano su un�altra via. Sul suo lato opposto ecco le mura dei giardini reali.</p><p>I guardiani fantasma sarebbero forse stati in grado di vederlo, ma El doveva a tutti i costi raggiungere il palazzo, perci� prosegu�, cautamente, per paura che gli incantesimi difensivi della Grande Casa di Cormanthor potessero essere pi� potenti di quelli incontrati fino ad allora.</p><p>Forse lo erano, ma El pass� ugualmente inosservato, senza nemmeno svegliare i guardiani spettrali. Il principe scivol� nel palazzo da una finestra superiore, e percorse su e gi� le sue stanze, sentendosi stranamente a disagio. Il luogo era splendido, ma il piano superiore era quasi deserto, eccezion fatta per alcuni servi che si muovevano con passo felpato e spolveravano distrattamente con l�aiuto di piccoli incantesimi.</p><p>Del Coronal nessuna traccia, ma in una piccola torre isolata, sul lato nord del castello, El trov� una riunione stranamente simile a quella a cui aveva appena assistito da Maendellyn: sei nobili signori, a lui sconosciuti, seduti attorno a un tavolo levigato, e un settimo elfo dalla faccia grave: il Supremo Mago di Corte Earynspieir.</p><p>Lord Earynspieir era in piedi e misurava la stanza a grandi passi. El entr� nella torre e prese posto intorno al tavolo, naturalmente inosservato.</p><p>�Sappiamo che qualcuno in questo momento sta tramando complotti�, esclam� un elfo anziano e piuttosto paffuto all�estremit� del tavolo. �Ogni raduno, sia esso una festa o una riunione formale, d�ora in poi deve esser considerato come una potenziale occasione di battaglia�.</p><p>�Pi� che altro come una potenziale sede di un�imboscata�, comment� un altro.</p><p>Il Supremo Mago di Corte si volt�. �Lord Droth�, esclam� con un cenno di capo all�elfo grassoccio, �e Lord Bowharp, state certi che ne abbiamo preso atto e stiamo prendendo provvedimenti. Ci rendiamo conto che non possiamo nascondere il Coronal dietro guardie armate fino ai denti�.</p><p>�Quali provvedimenti?�, chiese un altro signore senza convenevoli. Le cicatrici, la spada pronta: sembrava in tutto e per tutto un vero comandante di battaglia. Quando si protese per fare quella domanda, la sua voce aveva il piglio del comando.</p><p>�Provvedimenti <emphasis>segreti</emphasis>, mio caro Lord Paeral�, ribatt� Earynspieir.</p><p>Un signore accanto al capo della Casata Paeral, un elfo dorato, il pi� bello di tutte le specie che Elminster avesse mai visto, sollev� i magnifici occhi argentei e afferm�: �Se non vi fidate di noi, Signor Mago Supremo, Cormanthor � condannata. Non � pi� tempo di tenere segreti. Se chi � rimasto fedele al Coronal non sapr� esattamente dove e quando si svolgono i fatti del regno, egli non avr� scampo�.</p><p>Earynspieir fece una smorfia, quasi di dolore, prima di abbozzare un sorriso spento. �Ben detto, come sempre, mio caro Lord Unicorn. Tuttavia, come ha sottolineato precedentemente Lord Adorellan, ogni parola che sfugge dalle nostre labbra costituisce un altro punto debole nell�armatura di Eltargrim. Sua Altezza � ora nascosto, dietro mia raccomandazione e��</p><p>�Chi lo sta proteggendo?�, domandarono Droth e Paeral quasi all�unisono.</p><p>�Maghi di corte�, rispose Earynspieir, lasciando intuire che preferiva non aggiungere altro.</p><p>��Le Sei Sorelle Badanti�?�, chiese il sesto elfo presente, inarcando un sopracciglio. �Saranno davvero le persone pi� adatte per respingere un attacco, considerato il fatto che alcune di loro appartengono a casate a cui non dispiacerebbe affatto vedere morto Eltargrim?�</p><p>�Lord Siirist�, esclam� severo il Supremo Mago di Corte, �non comprendo perch� parliate in questo modo di signore che servono il regno con tanta competenza. E apprezzo ancor meno il timore per la loro fedelt�. Ciononostante, altri condividono la vostra opinione, e la mente delle sei maghe � stata scrutata dallo stesso esperto che anche ora � a fianco del Coronal, incantesimi alla mano�.</p><p>�Ossia?�, lo incalz� fermamente Lord Unicorn.</p><p>�La Srinshee�, rispose Earynspieir, ormai esasperato. �E se non ci fidiamo di lei, signori, di chi altro potremo mai fidarci in tutto il regno di Cormanthor?�</p><p>Col procedere delle discussioni El comprese che Lord Earynspieir non avrebbe aggiunto altro sui misteriosi provvedimenti menzionati. Al contrario, stava tentando di convincere gli elfi presenti a radunare maghi e guerrieri in vari luoghi, sotto comandanti che avrebbero obbedito a chiunque avesse pronunciato certe frasi segrete. Non aveva nessuna intenzione di rivelare il nome di individui o casate a lui noti come traditori, n� di svelare il nascondiglio del Coronal e della Srinshee.</p><p>Senza un mezzo di teletrasporto, El non poteva nemmeno guardare nella Volta dei Secoli, metri e metri sotto terra, in un luogo a lui sconosciuto.</p><p>Improvvisamente esasperato, il principe usc� fluttuando dalla stanza, si lanci� per il palazzo come una freccia in cerca del nemico, diretto a nord, fuori dalla citt�. Aveva bisogno nuovamente della quiete degli alberi, per riflettere. Forse, sarebbe finito a ficcare il naso e a spiare le vite degli elfi in tutta la citt�, per raccogliere il maggior numero di informazioni utili. Non sapeva davvero come molti elfi si guadagnassero i soldi che spendevano, per esempio�</p><p>Qualcosa si mosse sotto gli alberi davanti a lui. Qualcosa che gli parve disgustosamente familiare.</p><p>El rallent� bruscamente, virando per ottenere una prospettiva migliore. Ora si trovava nella foresta, oltre la zona in cui solevano passare le pattuglie regolari, al margine di una regione di forre tortuose e di rovi contorti.</p><p>La cosa che stava osservando era piena di graffi e si trascinava faticosamente carponi tra i rovi, senza una meta precisa: solo una mano poggiava completamente a terra, l�altra, simile a un artiglio rattrappito, era piegata all�indietro. La creatura gemente era costretta a procedere sul polso. Un polso, che insieme ad altre parti del corpo, era stato lacerato da ramoscelli appuntiti o da rocce e spine, e lasciava dietro di s� una striscia di sangue. Presto qualche bestia famelica avrebbe divorato quell�essere debole e impotente.</p><p>El plan� fino a pochi centimetri da terra, e guard� con interesse, attraverso quella foresta sudicia e aggrovigliata di trecce blu, gli occhi pieni di lacrime del vanto degli ardavanshee: Lady Symrustar Auglamyr.</p></section><section><title><p>14.</p><p>Rabbia a corte</p></title><epigraph><p>Ancora oggi gli elfi sono soliti dire �Splendido come la corte del Coronal� quando descrivono il lusso o un�opera di squisita bellezza, e la memoria di quello splendore, ora estinto, non morr� mai. La corte del Coronal era nota per le sue decorazioni, e persino i rampolli delle casate pi� potenti solevano fermarsi in ammirazione e stupore davanti al suo sfarzo, e misuravano parole e azioni con somma grazia; dal Trono di Cormanthor, fluttuante sopra di essi, venivano emessi i giudizi pi� solenni e pi� nobili di quel tempo.</p><text-author>Shalheira Talandren, Sommo Bardo Elfo di Summerstar</text-author><text-author>Da <emphasis>Spade argentee e notti d�estate:</emphasis></text-author><text-author><emphasis>Una storia ufficiosa ma vera di Cormanthor</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata nell�Anno dell�Arpa</text-author></epigraph><p>Si ud� un suono stridulo e acuto, come quello di numerose corde d�arpa toccate all�unisono, e la voce gentile, magicamente amplificata, dell�araldo di corte romb� lungo il pavimento liscio della grande Camera delle Corte: �Lord Haladavar; Lord Urddusk; Lord Malgath�.</p><p>L�agitazione s�impadron� dei cortigiani e si levarono brevi conversazioni che subito si spensero in un silenzio di eccitazione, quando i tre anziani signori entrarono camminando a mezz�aria, vestiti con la tunica d�onore. I loro servi si ritirarono e raggiunsero gli armathor alle porte della corte, e i tre capocasata procedettero, nel silenzio teso, lungo la sala aperta fino alla Piscina.</p><p>Nella loro scia si ud� un gran fruscio, poich� i cortigiani di entrambi i lati della sala si agitarono per ottenere un posto in prima fila. Nel mezzo di quel trambusto una figura piccola, esile, quasi fanciullesca scivol� dietro uno degli arazzi che nascondevano le uscite, e svan�.</p><p>Fluttuante sopra la Piscina della Rimembranza, luminosa e circolare, vi era il Trono del Coronal, magnifico nella sua struttura alta e arcuata, sul quale sedeva a suo agio il vecchio Eltargrim, la tunica bianca splendente. �Avvicinatevi e siate i benvenuti�, esclam� formale, ma non senza calore. �Di che cosa parlerete, qui di fronte a tutta Cormanthor?�</p><p>Lord Haladavar allarg� le mani. �Vorremmo parlare del vostro progetto di Apertura; nutriamo numerose apprensioni a tale proposito�.</p><p>�Apprezzo la vostra schiettezza e il vostro spirito: procedete�, afferm� tranquillo Eltargrim.</p><p>All�unisono i tre signori scostarono la fascia delle loro tuniche, e piccoli fulmini crepitarono attorno all�elsa di tre spade da tempesta. I cortigiani emisero un mormorio di terrore per la violazione del protocollo, nonch� per il pericolo che avrebbero potuto costituire tali armi se brandite in quella stanza piena di incantesimi.</p><p>Alcuni armathor si accinsero, con facce torve, a raggiungere il Coronal, ma Eltargrim fece loro cenno di fermarsi e sollev� una mano, il palmo verso l�alto, per chiedere silenzio. Ottenutolo, indic� le luci scintillanti che ammiccavano vivaci nella piscina alle sue spalle, e afferm� tranquillo: �Eravamo gi� consapevoli delle vostre spade, e siamo dell�opinione che siano frutto di un errore di giudizio, commesso nell�intento di sottolineare la vostra solenne determinatezza�.</p><p>�Esattamente, Onorato Signore�, rispose Haladavar, e poi aggiunse ci� che il suo tono aveva gi� messo in chiaro: �Sono sollevato dal fatto che la pensiate in tal modo�.</p><p>�Vorrei essere della stessa opinione�, mormor� la Srinshee, sistemandosi sulla barriera decorata del soffitto, al di sopra di tutti i cortigiani e puntando il Bastone della Scissione verso i tre nobili. �Ora che avete fatto la vostra dimostrazione, signori, comportatevi bene�, mormor� la maga, come se fossero ancora bambini, e lei la loro tutrice. �Cormanthor ve ne sar� grata�.</p><p>Sollevando lo sguardo, la donna vide che le numerose bacchette magiche puntate verso il basso erano al loro posto, in attesa del tocco che ne avrebbe scatenati i poteri. �Corellon fa che non sia necessario�, sussurr� Oluevaera, prima di concentrarsi sugli eventi che si svolgevano di sotto.</p><p>Inconsapevoli del pericolo sospeso sulle loro teste, i tre signori si allinearono di fronte alla Piscina, e Urddusk inizi� la conversazione.</p><p>�Onorato Signore�, afferm� brevemente, �non mi � stato concesso il dono di una lingua abile e dolce, perci� sono solito esprimermi con poche, schiette parole. Spero non vi offendiate per ci� che vi dir�, poich� trovo giusto che voi sappiate: se non ci ascolterete, o congederete le nostre preoccupazioni senza un colloquio, tenteremo di usare le spade contro di voi. Mi dispiacerebbe molto, e spero non sia necessario. Ma, Vostra Altezza, <emphasis>dovrete ascoltarci.</emphasis> Mancheremmo ai nostri impegni verso Cormanthor se ora restassimo in silenzio�.</p><p>�Vi ascolter�, ribatt� dolcemente il Coronal. �Sono qui per questo. Parlate�.</p><p>Lord Urddusk guard� il terzo nobile; Malgath era noto per essere un buon parlatore: qualcuno avrebbe anche usato l�aggettivo �scaltro�. In quel momento, sentendosi addosso gli occhi di tutta la corte, questi non pot� resistere alla tentazione di atteggiarsi.</p><p>�Vostra Altezza�, mormor� sornione, �temiamo che il regno, come noi lo conosciamo, venga spazzato via, se gnomi, halfling, mezzo sangue, e razze ancor peggiori, verranno lasciate libere di scorrazzare a Cormanthor, di abbattere alberi e di invadere il nostro spazio vitale. Oh, ho udito che progettate di mettere noi signori a capo della gestione forestale, per decretare quali alberi si debbano abbattere e quali no. Ma, Lord Eltargrim, riflettete: quando un albero � tagliato, e muore, il danno � fatto, e nessun tipo di scuse lacrimose per aver scelto quello sbagliato lo riporteranno in vita. Potr� farlo la magia, certo, ma quanta saggezza ed energia dei nostri migliori maghi � andata sprecata, nei dodici inverni passati, per escogitare nuovi incantesimi che facessero crescere gli alberi dai ceppi, e che rendessero la foresta pi� vitale? Tali magie non sarebbero necessarie se impedissimo semplicemente <emphasis>agli uomini di entrare.</emphasis> Prima avete detto che la pigrizia degli uomini far� s� che la maggior parte di essi non causino guai. Forse � vero, ma troppo spesso vediamo un altro tipo di uomini: gli avventurieri irrequieti, quelli che devono esplorare per curiosit� e distruggere per brama di dominio. Sappiamo inoltre che gli uomini sono avidi, quasi come i nani. E voi progettate di invitarli nel cuore di Cormanthor. Loro abbatteranno gli alberi, e i nani faranno altrettanto <emphasis>per alimentare i fuochi delle loro fucine</emphasis>!�</p><p>Quando Lord Malgath pronunci� tali parole, si levarono alcune grida di assenso; il Coronal allora attese il ritorno al silenzio e domand�: �� questa la vostra unica preoccupazione, signori? Che il regno di oggi venga spazzato via se mai consentiremo ad altre razze di insediarsi nella nostra citt�, e in altre aree a noi care? Gli halfling in particolare, molti mezzo sangue, e persino alcuni uomini hanno abitato per anni ai confini del nostro regno e tuttavia noi oggi siamo qui, liberi di discutere. Mander� alcuni armathor a controllare, se desiderate, ma sono sicuro che nessun uomo ha oltrepassato la soglia di questa corte oggi�.</p><p>Vi fu un lieve scroscio di risa, ma Lord Haladavar ringhi�: �Trovo che ci� non sia affatto divertente, Onorato Signore. Uomini e nani, in particolare, hanno l�abitudine di ignorare o distorcere ogni autorit� imposta, e di sfidare la Gente ogni volta capiti loro l�occasione. Se li lasceremo entrare, ci scalzeranno, ci inganneranno, e ci supereranno per numero. Molto presto verremmo costretti ad abbandonare Cormanthor!�</p><p>�Ah, Lord Haladavar�, esclam� Eltargrim, sporgendosi dal trono, �avete sollevato la ragione precisa per cui proposi quest�Apertura: se non permetteremo agli uomini di condividere il regno ora, alle nostre condizioni e sotto il nostro governo, essi lo invaderanno, esercito dopo esercito, e sopraffaranno la Gente in uno o due secoli al massimo. Per allora saremo tutti <emphasis>morti</emphasis> e nessuno potr� pi� esser cacciato da Cormanthor�.</p><p>�Pura fantasia!�, protest� Lord Urddusk. �Gli <emphasis>umani</emphasis> non sono in grado di schierare eserciti capaci di vincere la minima scaramuccia contro l�orgoglio del regno!�</p><p>�Gi�, afferm� serio Haladavar. �Nemmeno io riesco a credere a tale minaccia�.</p><p>Lord Malgath si limit� a sollevare un sopracciglio in segno d�incredulit�.</p><p>Il Coronal reag� imponendo il silenzio e chiam�: �Mia messaggera, venite avanti!�</p><p>Alais Dree lasci� la soglia della Camera della Corte. Dopo tre passi dalla sua tunica ufficiale, luminosissima, spuntarono un paio d�ali, e la donna vol� oltre i tre signori minacciosi per inginocchiarsi davanti al trono. �Grande Signore, che cosa desiderate?�</p><p>�Questi signori mettono in dubbio la capacit� della macchina da guerra umana, e temono che le mie affermazioni siano tese solo a sostenere la mia proposta. Svelate loro che cosa avete visto nelle terre degli uomini�.</p><p>Alais si alz�, fece un inchino, e si volt�. Guard� a uno a uno i tre nobili, e afferm� bruscamente: �Non sono un burattino del trono, signori, n� debole di carattere in quanto giovane, o in quanto donna, e conosco gli uomini e le loro azioni meglio di voi tre messi insieme�.</p><p>Vi fu un altro mormorio di allarme nella sala quando i tre capo-casata scostarono nuovamente la tunica per rivelare le spade; Alais si strinse nelle spalle. Sette spade apparirono dal nulla davanti a lei, la punta vibrante puntata contro gli elfi, per scomparire dopo pochi istanti. La messaggera non vi prest� attenzione e continu�: �Da ci� che ho potuto vedere, gli umani hanno le proprie faide, e sono molto disorganizzati, nonch� indisciplinati e poco istruiti in materia di foreste. Tuttavia, il loro numero � superiore al nostro, di venti a uno, e molti pi� uomini che elfi sanno maneggiare seriamente una spada. In battaglia sono crudeli, rapidi, e abili, e possiedono un grande spirito di adattamento a ogni situazione; se ci invadono, signori, riusciremo probabilmente a strappar loro due o tre vittorie, magari anche un massacro decisivo. Ma essi si riprenderanno, e ci perseguiteranno nuovamente prima del trascorrere di due stagioni. Credetemi, per favore: non voglio che il regno si addolori per voi quando vi ricrederete nella morte�.</p><p>Alais continu�: �A coloro che, udendomi, diranno: �Allora partiamo, e distruggiamo tutti i regni umani, cosicch� non possano pi� inviare eserciti contro di noi�, io risponder� soltanto: no. Gli uomini si uniranno per distruggere un nemico comune; noi saremo uccisi fuori dal nostro regno, solo per lasciarlo indifeso quando giunger� il contrattacco. Inoltre, chiunque faccia guerra agli uomini, si fa di essi un nemico eterno: essi serbano rancore, signori, proprio come noi. Colpire ora una terra, o semplicemente umiliarla, significa far s� che la sua prossima generazione, o quella successiva, torni da noi in cerca di vendetta, e gli uomini hanno venti o pi� generazioni per ognuna delle nostre�.</p><p>�Accetterete, signori�, domand� il Coronal dolcemente, �la testimonianza della nostra messaggera? Ammetterete che ha probabilmente ragione?�</p><p>I tre nobili spostarono il peso da un piede all�altro, a disagio, poi Urddusk sbott�: �E se lo faremo?�</p><p>�Se lo farete, signori�, rispose Alais, sorprendendo tutti, tranne Eltargrim, per la sua intromissione, �allora vi dichiarerete d�accordo col Coronal a combattere per salvare Cormanthor, e rester� da discutere solo il modo per farlo�.</p><p>La donna si volse verso il trono, il governatore la ringrazi� con un sorriso e la conged�. Mentre la messaggera si accinse a ritirarsi, egli parl� nuovamente: �Ascoltate la mia volont�, signori. L�Apertura proceder�, ma solo quando avr� sistemato una certa cosa�.</p><p>Tutti i cortigiani pendevano ora dalle sue labbra in un silenzio attonito.</p><p>�Miei signori, voi tutti avete sollevato preoccupazioni giuste e serie riguardo la sicurezza della Gente in una Cormanthor �aperta�. Invitare altre razze senza che gli elfi di questo regno detengano una sorta di controllo e siano completamente protetti � sicuramente impensabile. La protezione, tuttavia, non potr� essere garantita solo dalla legge, poich� potremmo benissimo venire travolti ed essere incapaci di imporla con la forza. Malgrado ci�, la nostra razza � ancora superiore agli uomini in un campo, almeno per qualche stagione ancora: la magia�.</p><p>Il Coronal fece un cenno e improvvisamente numerosi cortigiani vennero avvolti da un�aurea dorata, qua e l� per la sala. Essi si guardarono sorpresi il corpo, mentre gli altri si allontanavano. Eltargrim punt� un dito verso gli elfi illuminati, e osserv�: �Coloro che hanno i mezzi, o l�abilit�, si sono da sempre confezionati mantelli di difesa personale, o hanno ingaggiato altri per crearli. Noi abbiamo bisogno di un mantello che avvolga l�intera Cormanthor. <emphasis>Avremo</emphasis> una tale protezione prima che la citt� sia aperta a chi non � di puro sangue elfo�.</p><p>�Ma ci� che dite � impossibile da realizzare!�, mormor� Lord Urddusk.</p><p>Il Coronal si mise a ridere. ��Impossibile� � un termine che non mi piace venga pronunciato a Cormanthor, mio signore. Poich� costituisce quasi sempre motivo di imbarazzo per chiunque lo proferisca!�</p><p>Haladavar accost� il viso all�orecchio di Urddusk e mormor�: �State tranquillo! Lo dice solo per poter rinunciare al suo progetto con dignit�! Abbiamo vinto!�</p><p>Sfortunatamente, Alais Dree sembr� aver lasciato qualche traccia della sua magia amplificatrice, poich� le parole sussurrate raggiunsero ogni angolo della stanza. Il viso di lord Haladavar divenne rosso fuoco, ma Eltargrim rise allegramente e puntualizz�: �No, signori, io dico sul serio! L�Apertura avr� luogo, ma la Gente sar� ben protetta!�</p><p>�Suppongo che ora sperpereremo gli sforzi migliori dei nostri giovani maghi per questa <emphasis>follia</emphasis>, per le prossime quaranta stagioni, non � vero?�, domand� furioso Lord Malgath.</p><p>Il bagliore di una delle piccole sfere antiquate, note come segnali di arrivo, si rivers� tra i cortigiani, e tutti si voltarono per vederne la fonte. Il commento di Malgath rimase sospeso senza risposta e nella sala si lev� un lieve brusio, finch� la messaggera del Coronal non scivol� fra la schiera di elfi ben vestiti, dall�aria pressoch� inebetita, come una vespa che cerca di pungere, e raggiunse infine un elfo anziano avvolto da una tunica nera, disadorna. La donna sorrise, si volse verso il trono e annunci�: �Mythanthar vorrebbe parlare�.</p><p>I tre signori aggrottarono perplessi le sopracciglia e i cortigiani mormorarono nuovamente eccitati. Eltargrim, tuttavia, impose il silenzio con un semplice gesto. Fu allora che Alais Dree tocc� il vecchio mago con una manica e, per magia, la sua voce sottile e tremante si ud� forte e chiara nell�ampia sala. �Vorrei ricordare ai cormanthoniani i �campi magici� che tentai di sviluppare da mantelli protettivi tremila anni orsono, a uso dei nostri capitani di guerra. A quel tempo non ce ne fu pi� bisogno, e io mi dedicai ad altre faccende, ma ora so in quale direzione lavorare ed ho compreso cose che allora mi erano sconosciute. In passato, i nostri tessitori di magia potevano facilmente alterarne l�effetto in una determinata area. Io elaborer� un incantesimo che faccia lo stesso, e dar� a Cormanthor il suo mantello. Da capo a capo di questa splendida citt� vi sar� un �mythal�. Datemi tre stagioni per organizzarmi, e vi sapr� dire di quante ancora avr� bisogno�.</p><p>Segu� un momentaneo silenzio, in attesa di altre parole, ma Mythanthar fece un gesto di congedo, e si allontan� dalla messaggera, al che la corte proruppe in un chiacchierio concitato.</p><p>�Mio signore�, sbott� Lord Malgath, avvicinandosi al trono e sollevando le braccia nell�impazienza di essere ascoltato (sopra le teste ignare la Srinshee punt� due scettri contro di lui, il viso contratto e serio). �Per favore ascoltatemi: � imperativo che questo �mythal� impedisca l�uso della magia a tutti i non elfi: in pratica a tutti coloro che non possiedono puro sangue di Cormanthor!�</p><p>�E deve essere noto a tutti i popoli che vi entreranno�, afferm� eccitato Lord Haladavar, �per proteggerci dalle bestie mutaforma e da tutti coloro che osano impersonare elfi, o signori elfi specifici!�</p><p>�Sono d�accordo!�, esclam� Lord Urddusk. �Dovrebbe inoltre, per la stessa ragione, rendere visibili le cose che non lo sono, e prevenire il teletrasporto fuori e dentro di esso, altrimenti saremo invasi ogni notte da avventurieri!�</p><p>Quasi tutti gli elfi di corte ora gridavano, spingevano, agitavano testa e braccia per proporre ognuno il proprio suggerimento; mentre il chiasso imperversava, il Coronal tese le braccia rassegnato e premette uno dei bottoni nascosti in un bracciolo del trono.</p><p>Quando l�onda luminosa d�urto ebbe effetto, vi fu un bagliore accecante, che imped� a quasi tutti i presenti di vedere il pugnale lanciato a Eltargrim dalle fila di cortigiani. L�arma colp� il campo magico creato dallo scettro che la Srinshee teneva nella mano sinistra, e fu trasportata in una cantina nelle profondit� dell�ala settentrionale del palazzo.</p><p>L�espediente ebbe l�effetto voluto: tutti, eccetto il Coronal sul trono, arretrarono e ammutolirono.</p><p>Nel mormorio sommesso che segu�, mentre la corte si sfregava gli occhi, il governatore di Cormanthor afferm� gentilmente: �Nessun mythal pu� sperare di includere tutti i desideri espressi da ogni cittadino del regno, ma prometto di esaminare i vostri suggerimenti. Per favore, che ognuno riferisca i propri desideri alla messaggera di corte; lei li far� pervenire a me e ai maghi anziani. Mythanthar, vi ringrazio sentitamente, e spero che tutta Cormanthor far� presto eco ai miei ringraziamenti. Desidero che elaboriate una versione iniziale del vostro mythal, non importa quanto incompleta o grezza, il pi� presto possibile, per sottoporla alla corte�.</p><p>�Onorato Signore, far� come desiderate�, rispose l�anziano mago con un profondo inchino. Si volt� nuovamente, e in alto sopra di lui, la Srinshee spalanc� gli occhi. C�era stato, o non c�era stato, per un istante un cerchio di nove scintille attorno alla testa di Mythanthar?</p><p>Be�, ora non c�era nessun cerchio. Accigliata, Oluevaera lo osserv� allontanarsi con passo incerto verso uno degli arazzi, il volto pensieroso. I suoi occhi si spalancarono ancora un istante, e questa volta uno degli scettri nelle sue mani sobbalz� lievemente ed emise un incantesimo.</p><p>Il vecchio mago pass� fra gli arazzi, e la Srinshee fu lieta di notare che due dei migliori giovani armathor del Coronal scattarono davanti e dietro di lui, formando un campo antimetallo con i loro mezzi mantelli ornamentali, chiaramente visibile alla sua vista da maga. Il mantello di Mythanthar stesso avrebbe dovuto tenere a bada qualsiasi incantesimo, e l�anziano presto sarebbe stato nuovamente al sicuro nella sua torre.</p><p>La Srinshee osserv� truce un cortigiano con una tunica color prugna, di cui non conosceva n� nome n� lignaggio, accasciarsi contro un muro, guardandosi la mano. Aveva il volto cadaverico e la bocca, aperta per lo shock, non emetteva alcun suono.</p><p>La mira della maga era stata eccellente; quella mano ora somigliava a un artiglio secco, chiazzato dalla vecchiaia, e troppo debole per impugnare il pugnale a tripla lama giacente sul pavimento davanti a lui.</p><empty-line/><p>�Devo confessare che sto ancora gongolando per il successo ottenuto da Duilya�, esclam� Alaglossa Tornglara, una volta allontanatasi dai servi. I due gruppetti di paggi in uniforme appoggiarono cautamente gli acquisti delle padrone sul ciglio della strada, e rimasero in paziente attesa, a guardia dei pacchi.</p><p>�Non sar� sempre tanto facile, temo�, mormor� Ithrythra Mornmist.</p><p>�Hai ragione; hai visto Lady Auglamyr? Amaranthae, intendo. Oggi era quieta e silenziosa come una statua; mi domando se il corteggiamento di un certo mago supremo non la stia infastidendo�.</p><p>�No�, rispose lentamente Ithrythra, �si tratta di qualcosa d�altro. � preoccupata per qualcuno, non per se stessa. Bada appena a ci� che indossa, e invia paggi per continue commissioni. Ha perso qualcosa� o qualcuno�.</p><p>�Mi domando che cosa possa essere accaduto�, sospir� Lady Tornglara, i bei lineamenti improvvisamente oscurati da un velo di solennit�. �Deve trattarsi di qualche cosa di serio, ci scommetto�.</p><p>�Ora si tessono intrighi per strada?� La voce che le colse di sorpresa aveva un non so che di arrogante; Elandorr Waelvor, fiore all�occhiello della terza casata pi� antica del regno, aveva un�aria molto allegra.</p><p>Era elegante col suo giustacuore di velluto nero bordato da fulmini bianchi, col mantello purpureo dalla fodera color magenta e con gli stivali di un nero sfavillante, alti fino alle cosce. Le sue dita sottili erano adorne di anelli, e il fodero d�argento gemmato della spada d�onore era tanto lungo da sbattergli a ogni passo contro la caviglia. Le due donne osservarono il suo incedere impettito, i volti inespressivi.</p><p>Elandorr sembr� percepire la loro tacita disapprovazione; abbass� la testa, intrecci� le mani dietro la schiena e cominci� a girare loro intorno.</p><p>�Nonostante sia piacevole vedere le casate pi� giovani e vigorose di Cormanthor interessate ai fatti del regno�, afferm� con disinvoltura, �debbo avvertirvi, signore, che troppe chiacchiere sugli affari importanti potrebbero portare guai. Recentemente sono stato costretto, mio malgrado, a stroncare gli eccessi comportamentali della capricciosa Lady Symrustar, della casata novella degli Auglamyr. Avrete certo udito qualche notizia, trasportata dai deplorevoli venti del pettegolezzo, da cui sembra essere afflitta tanto intollerabilmente la nostra amata citt�.</p><p>L�impennata della sua voce, il tono inquisitorio e la fronte aggrottata esigevano naturalmente una risposta, e il mago rimase momentaneamente disorientato quando le due signore sollevarono silenziosamente un sopracciglio di sdegno, lo fissarono simultaneamente e non proferirono parola.</p><p>Elandorr, gli occhi brillanti d�irritazione, si sottrasse ai loro sguardi, e spost� il mantello con un gesto solenne. Poi si port� la mano al petto, sospir� teatralmente, e si volse nuovamente verso di loro. �Mi dispiacerebbe profondamente�, afferm� con tono accorato, �udire in citt� la medesima tragica notizia riguardante le fiere signore Mornmist e Tornglara. Tuttavia tali disgrazie succedono molto spesso alle donne che non stanno al proprio posto, nella nuova Cormanthor�.</p><p>�Di quale �nuova Cormanthor� parlate, Lord Waelvor?�, domand� piano Alaglossa, gli occhi spalancati.</p><p>�Suvvia, del regno che ci circonda, conosciuto e amato da tutti i veri cormanthoniani. Di questo reame, come sar� tra una luna o due, rinnovato e rimesso sulla giusta strada, quella dei nostri antenati, e di quelli prima di loro�.</p><p>�Rinnovato? Da chi, e come?�, s�intromise maliziosa Ithrythra. �Da giovanotti timidi e gongolanti?�</p><p>Elandorr la guard� in cagnesco, e le mostr� i denti in un sorriso poco amichevole. �Non dimenticher� la vostra insolenza, �Signora�, e agir� di conseguenza: statene certa!�</p><p>�Lord, vi aspetter�, esclam� l�elfa, abbassando il capo con rispetto, roteando nel contempo gli occhi.</p><p>Con un grugnito Elandorr la super�, allargando deliberatamente un gomito per colpirla sulla testa ma, mentre la donna si toglieva dalla sua portata, si ritrov� a colpire la schiena di un servo apparso dal nulla per assistere Lady Tornglara. Il mago si guard� attorno rabbiosamente e vide i servi di entrambe le donne stringersi su di lui con pugnali e fruste tra le mani. Il rampollo dei Waelvor ringhi� e affrett� il passo, sottraendosi agli elfi armati.</p><p>I servi allora si radunarono intorno alle padrone, che si guardarono in faccia e scoprirono che entrambe avevano gli occhi pi� scuri, il respiro affannoso, le narici fumanti, e la punta delle orecchie rossa di rabbia.</p><p>�Un nemico pericoloso, e ora pienamente consapevole di te, Ithrythra�, la avvert� delicatamente Alaglossa.</p><p>�Ah, ma guarda quanto ha spifferato sui progetti futuri di qualcuno, solo per aver perso la calma�, ribatt� Ithrythra. Poi guard� i servitori attorno a loro ed esclam�: �Vi ringrazio tutti. � stato coraggioso da parte vostra gettarvi nel pericolo, quando avreste potuto�� dovuto�� starvene al sicuro�.</p><p>�No, Signora; era tutto ci� che potevamo fare, anche per mantenere il nostro onore�, mormor� uno dei pi� anziani.</p><p>Ithrythra gli sorrise e rispose: �Bene, se mai mi dovessi comportare tanto maleducatamente come quel giovanotto, avete il mio permesso di gettarmi nel fango e di usare quel frustino una o due volte sul mio posteriore!�</p><p>Vi fu un generale scroscio di risa, che dopo pochi istanti si affievol� lentamente, quando, uno alla volta, servi e padrone, si voltarono e guardarono lungo la strada, per scoprire che Elandorr Waelvor non si era, dopotutto, allontanato tanto. Il mago ovviamente pens� che stessero ridendo alle sue spalle, e rimase a fissarli con gli occhi colmi d�odio.</p><empty-line/><p>Lord Ihimbraskar Evendusk fluttuava a suo agio parecchi centimetri sopra il letto, nudo come il giorno della sua nascita, e sorrideva alla sua signora come un giovane elfo innamorato.</p><p>Lady Duilya Evendusk ricambi� il sorriso, il mento appoggiato sulle mani, i gomiti in aria. Indossava soltanto sottili catene d�oro tempestate di gemme, che penzolavano sul letto sottostante.</p><p>�Dunque, marito mio, quali sono le novit� di oggi?�, mormor�, ancora soddisfatta che Ihimbraskar, dopo la riunione di corte, si fosse precipitato a casa a svestirsi, e che avesse reagito con gioia, e non con irritazione, trovandola in attesa a letto. La bottiglia di sherry triplo, formalmente ignorata, era ancora sul pavimento dove la donna aveva ordinato che fosse messa; Duilya dubitava che il marito ne avesse bevuto una sola goccia da quando lei si era scolata l�intera bottiglia. Si domandava quando�� e soprattutto se�� avrebbe osato rivelargli della magia compiuta dalle sue amiche per consentirle di bere tanto.</p><p>�Tre nobili�, le raccont� Ihimbraskar, �Haladavar, Urddusk e quel serpente di Malgath, sono venuti a Corte e hanno domandato al Coronal di riconsiderare l�Apertura. Avevano spade da tempesta, e minacciarono di usarle�.</p><p>�E sono ancora vivi?�, domand� ironicamente Duilya.</p><p>�S�. Eltargrim ha scelto di considerare le loro armi quali �errori di giudizio��.</p><p>Duilya sbuff�. �L�armathor nemico sput� sangue quando il mio errore di giudizio lo colp� nelle parti vitali�, dichiar� animatamente, agitando una mano. L�elfo ridacchi�.</p><p>�Aspetta, tesoro, c�� dell�altro�, afferm�, rotolandosi. Lei alz� le spalle affinch� parlasse, e i capelli le scivolarono sulla schiena.</p><p>Ihimbraskar osserv� le sue trecce oscillare avanti e indietro, poi continu�: �Il Coronal ha osservato che le loro preoccupazioni erano valide, ha domandato alla sua messaggera di spaventarci tutti con testimonianze sulla potenza bellica umana, e affermato che l�Apertura si far�: ma solo <emphasis>dopo</emphasis> che la citt� sar� stata avvolta da un gigantesco mantello magico!�</p><p>Duilya si accigli�. �Che cosa? Ancora il �mythal� del vecchio e folle Mythanthar? A che cosa servir�, se il regno sar� aperto a tutti?�</p><p>�S�, Mythanthar, e il mantello ci consentiranno di controllare ci� che faranno gli intrusi non elfi, le loro eventuali magie, e tutto quello che nascondono�, rispose il marito.</p><p>Duilya si avvicin� a lui, e mentre allungava una mano per accarezzargli il petto, aggiunse dolcemente: �Anche ci� che faranno gli elfi, mio signore: anche gli elfi!�</p><p>Lord Evendusk inizi� a scuotere il capo, poi s�irrigid�, assunse un�aria molto pensierosa, ed esord� sotto voce: �Duilya, come ho fatto ad astenermi dalla stupidit� assoluta, in tutti questi anni in cui ti ho ignorato? Gli incantesimi possono esser creati in modo da avere effetto solo su creature di certe razze, e ignorare le altre: ma sar� davvero cos�? Che arma nelle mani di un Coronal!�</p><p>�Credo sia meglio, caro�, inizi� Duilya, girandosi per appoggiare il lato della faccia contro quella di Ihimbraskar e guardarlo con occhi solenni, �lavorare sodo per far s� che Eltargrim rimanga il nostro Coronal, e che non venga sostituito da uno di quegli ambiziosi ardavanshee: magari uno degli odiosi figli delle tre casate maggiori. Essi vedono gli uomini come serpenti striscianti o viscide lumache, ma considerano noi altri elfi di Cormanthor alla stregua del bestiame. Con l�Apertura il loro nobile status verr� messo in discussione, ed essi diventeranno spietati e disperati nelle loro azioni�.</p><p>�Perch� non <emphasis>sei</emphasis> un consigliere di corte?�, sospir� Ihimbraskar.</p><p>Duilya si port� sopra di lui e rispose dolcemente: �Lo sono. Io consiglio la corte mediante te�.</p><p>Lord Evendusk grugn�. �Gi�. Mi fai sembrare una sorta di lacch� che ogni giorno mandi allo sbaraglio per divulgare le tue idee�.</p><p>L�elfa sorrise e rimase in silenzio. I loro sguardi s�incrociarono, e i due rimasero a fissarsi. Negli occhi di Duilya vi era un brillante luccichio.</p><p>Un lieve sorriso incresp� la bocca di Ihimbraskar, solitamente dura e seria. �Corellon ti elogi e ti condanni, moglie mia�, afferm�, un istante prima di mettersi a ridere a crepapelle.</p></section><section><title><p>15.</p><p>Finalmente un Mythal?</p></title><epigraph><p>Accadde che Elminster venne ucciso dagli elfi, o quasi, e che per grazia di Mystra aleggi� su Cormanthor sotto forma di fantasma, impotente e invisibile: simile, hanno affermato alcuni, alle numerose sguattere al servizio di una nobile signora. Come per tali fanciulle, la sventura si sarebbe abbattuta sull�ultimo principe di Athalantar se fosse stato notato dai potenti. Le maghe maestre degli elfi erano potenti a quei tempi, e rapide nell�ingaggiare guerra e nello sferrare incantesimi sconsiderati. Esse vedevano il mondo attorno a loro, e tutti gli uomini in esso, come giocattoli ribelli da domare spesso, velocemente, e duramente. Ancora oggi molti elfi non hanno cambiato opinione.</p><text-author>Antarn il Saggio</text-author><text-author>Da <emphasis>La grande storia della potenza degli arcimaghi faer�niani</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata approssimativamente nell�Anno del Bastone</text-author></epigraph><p>Symrustar era nuda, il viso ridotto a una maschera scura di sangue secco. Aveva lo sguardo fisso oltre l�ombra dei capelli penzolanti, ma non vedeva n� Elminster n� le cose che la circondavano. Ansimava e piagnucolava, e una schiuma densa fuoriusciva dagli angoli della sua bocca tremante. Se dietro a quegli occhi vi era ancora una mente sana, Elminster non riusciva a capirlo.</p><p>Elandorr doveva essere un rivale ancor pi� sadico di quanto Symrustar avesse immaginato. El si sent� male. Era lui la causa di ci�, poich� aveva permesso a Elandorr di oltrepassare le difese della ragazza e vedere nella sua mente. E lui avrebbe fatto il possibile per rimediarvi.</p><p><emphasis>Lady</emphasis>, esclam�, o perlomeno tent� di farlo. <emphasis>Symrustar Auglamyr</emphasis>, chiam� piano, sapendo di non emettere alcun suono. Forse se fosse entrato direttamente nella sua testa� o ci� le avrebbe fatto ancor pi� male?</p><p>In quel momento l�elfa rischi� di cadere sulla faccia, dopo essere inciampata in un�asperit� del terreno, ed Elminster si strinse nelle spalle. Peggio di cos� non poteva diventare! Il pericolo di un predatore era reale, e sarebbe aumentato al calar del sole. El oltrepass� i suoi occhi ed entr� nell�oscurit� confusa della sua mente, cercando di percepire qualcosa intorno a s� mentre pronunciava nuovamente il suo nome. Nulla.</p><p>Il principe si mosse attraverso il corpo della ragazza torturata, e guard� triste il suo sedere mentre l�elfa si allontanava carponi, emettendo curiosi versi con la bocca gocciolante di saliva. El non poteva fare nulla.</p><p>Nel suo stato attuale non poteva nemmeno accarezzarla dolcemente o parlarle. Era davvero un fantasma, e lei stava forse morendo, probabilmente pazza. La Srinshee avrebbe potuto aiutarla, ma egli non sapeva davvero dove trovarla.</p><p><emphasis>Mystra</emphasis>, grid� ancora, <emphasis>aiutami! Per favore!</emphasis></p><p>Il principe rimase in attesa, guardando ansiosamente, di tanto in tanto, negli occhi spenti di Symrustar, che continuava a trascinarsi per terra, ma per quanto a lungo strillasse, El non udiva risposta. Incerto sul da farsi, fluttu� accanto alla maga gemente, che proseguiva il suo doloroso viaggio nel sottobosco.</p><p>Una volta esclam�: �Elandorr, no!� e il giovane fantasma sper� di sentire altre parole compiute, ma l�elfa grugn�, emise una sorta di guaiti, e poi scoppi� in lacrime: lacrime che si trasformarono nuovamente in un sordo mormorio.</p><p>Forse nemmeno Mystra poteva udirlo. No, che sciocchezze stava pensando; doveva essere stata lei a rimetterlo insieme dopo la sua follia al castello diroccato. Ma, a quanto pareva, voleva che il suo Eletto imparasse una lezione.</p><p>Se avesse oltrepassato le montagne e il deserto e avesse raggiunto il tempio della dea oltre il regno di Athalantar, o uno degli altri luoghi sacri di cui aveva sentito parlare, forse i sacerdoti avrebbero potuto restituirgli un corpo solido.</p><p>Sempre che fossero capaci di percepirlo, s�intende. Chi gli assicurava che vi sarebbero riusciti se nemmeno gli elfi di Cormanthor potevano vederlo?</p><p>Forse sarebbe stato notato se fosse passato attraverso un incantesimo rivelatore, o si fosse imbattuto nelle stanze di un mago intento a creare un nuovo sortilegio. Se, tuttavia, avesse abbandonato Symrustar�</p><p>Si libr� in alto, colto da una profonda esasperazione, e giunse a una dolorosa conclusione: se fosse stata attaccata o uccisa, non avrebbe potuto far altro che stare a guardare. Se fosse riuscito a riavere il suo corpo, sicuramente avrebbe potuto ricorrere agli incantesimi per rintracciarla, o almeno mandare qualcuno a soccorrerla; la Srinshee, per esempio. Non avrebbe infatti avuto molte probabilit� di convincere Casa Auglamyr che lui, l�odiato armathor umano, sapeva che Elandorr Waelvor aveva lasciato la loro carissima figlia ed erede strisciare nella foresta come un animale impazzito.</p><p>No, non poteva far nulla per Symrustar. Non sarebbe certo stato come lasciar morire un�innocente che nulla aveva fatto per attirare su di s� tale disgrazia. No, per tutti gli dei del cielo, si meritava tutto ci�, e anche di peggio, prima ancora che l�umano Elminster apparisse nella sua vita e diventasse una facile vittima della sua crudelt�.</p><p>E, ciononostante, si sentiva colpevole della sua presente condizione, come fosse stato lui a distruggerle mente e corpo.</p><p>Doveva tornare in citt�, e sperare di riuscire a comunicare con qualcuno. Animato da quel pensiero, El si lanci� tra gli alberi, senza disturbarsi di schivarli, e raggiunse poco dopo le strade e le magnifiche abitazioni di Cormanthor. Pass� persino attraverso l�armatura lucente di un capo pattuglia che stava disponendo i suoi guerrieri in formazione per lasciare la citt�.</p><p>Presto sarebbe stato buio. El si lanci� attraverso una fila di sfere luminose sospese sulla seconda strada incrociata, nella quale si stava svolgendo una festa improvvisata; una di esse sembr� oscillare e tremolare al suo passaggio, ma il giovane non sent� nulla.</p><p>Svolt� nuovamente verso il palazzo del Coronal, e vide un bagliore tenue provenire da una torre mai notata prima. L�ultima luce del giorno stava abbandonando i giardini; El rallent� vicino alla finestra e vide, nella stanza all�interno della torre, il Coronal seduto su una sedia, apparentemente addormentato, e la Srinshee, appoggiata a uno dei braccioli, che stava parlando con le sei maghe di corte, sedute in cerchio attorno alla sedia.</p><p>Se mai avesse avuto una speranza di trovare aiuto a Cormanthor, questa si trovava proprio in quella camera. Elminster perlustr� rapidamente le mura del palazzo in cerca di una via d�entrata.</p><p>Trov� quasi subito una finestra lievemente aperta, ma scopr� che dava su un magazzino isolato dal resto del palazzo. Usc� rapidamente, colmo di frustrazione, poich� la conversazione in atto nella stanza illuminata avrebbe potuto terminare da un momento all�altro, senza che lui avesse udito nemmeno una parola. Scrut� il muro palmo a palmo, sinch� non trov� una di quelle grandi finestre i cui �vetri� non sono affatto tali, bens� invisibili campi magici.</p><p>Quando vi pass� attraverso percep� un lieve formicolio, e si volt� con l�intenzione di attraversarla nuovamente, nella speranza che ci� annunciasse un ritorno alla solidit�, ma no� forse pi� tardi. Ora doveva origliare.</p><p>Sapeva qual era la stanza. Prese la direzione giusta, come confermarono le tre sensazioni di formicolio che percep� a mano a mano che si avvicinava, incontrando un incantesimo dopo l�altro. La Srinshee non desiderava certamente che qualcuno udisse per caso quanto si stava dicendo in quella stanza.</p><p>La porta era vecchia e massiccia, ma talmente consumata che attorno al telaio si era formata una fessura di grandi dimensioni. El vi si precipit� attraverso, e raggiunse il cerchio di maghe in ascolto attorno alla minuscola figura.</p><p>Oluevaera non diede alcun segno di percepirlo n� di udirlo, quando El url� il suo nome e agit� le mani dentro di lei. Il principe sospir�, rassegnato alla sua condizione di fantasma silenzioso, e si sedette sul bracciolo libero della sedia del Coronal, per udire la conversazione. Sembrava fosse arrivato in tempo�� grazie a Mystra�� per la parte migliore.</p><p>�Bhuraelea e Mladris�, stava dicendo la Srinshee, �devono proteggere il corpo di Mythanthar tutto il tempo, oltre che loro stesse, poich� ogni nemico respinto in un attacco iniziale a Emmyth cercher� sicuramente la fonte della sua protezione e tenter� di eliminarla. Il suo mantello supera i nostri, e suggerisco solo un�aggiunta: Sylmae, tu getterai la rete di osservazione che ti ho dato in modo da collegarti col mantello di Emmyth. Tu e Holone farete a turno a osservarlo. Esso si rivolter� contro chiunque tenti di penetrarlo con incantesimi, s�, ma tali aggressori potrebbero essere ben protetti e non subire alcun danno. Desidero che voi <emphasis>non</emphasis> li colpiate, e vi limitiate a identificarli e a informarci il pi� presto possibile�.</p><p>�Questo ci lascia ancora una volta disoccupate�, esclam� triste la maga Ajhalanda, indicando se stessa e Yathlanae, la ragazza elfa che sedeva al suo fianco.</p><p>�Assolutamente no�, sorrise loro la Srinshee. �Il vostro compito comune sar� di effettuare incantesimi che permettano di ascoltare chiunque nel regno pronunci i nomi �Emmyth�, o �Mythanthar� o persino �Lord Iydril�, nonostante io sospetti che pochi del Cormyth odierno ricordino quel titolo. Identificateli, cercate di capire ci� che dicono, e fate rapporto�.</p><p>�C�� altro?�, domand� Holone con aria annoiata.</p><p>�So che cosa significa essere giovani, e impazienti di agire�, afferm� piano Oluevaera. �Osservare e attendere � il lavoro pi� faticoso, ragazze. Credo sia meglio rincontrarci qui fra quattro giorni e scambiarci i ruoli�.</p><p>�Voi che cosa farete?�, domand� Sylmae, approvando con un cenno di capo il piano della Srinshee.</p><p>�La guardia al Coronal, naturalmente�, rispose Oluevaera con un sorriso. �<emphasis>Qualcuno</emphasis> dovr� pur farlo�.</p><p>Le maghe incresparono le labbra, divertite, mentre la Srinshee abbozzava un mezzo sorriso e guardava le maghe a una a una per ricevere da tutte lievi cenni di consenso.</p><p>�So che per voi sei � irritante lavorare senza ostacoli�, aggiunse dolcemente, �ma sospetto che quel tempo giunger� presto, quando le casate pi� fiere del regno si renderanno conto che un mythal porr� fine ai loro incantesimi e alle loro attivit� segrete. Allora s� che inizieranno i guai seri�.</p><p>�Fino a che punto possiamo spingerci, se le cose dovessero precipitare e scatenare una battaglia d�incantesimi?�, domand� tranquilla Holone.</p><p>�Oh, questo accadr� di sicuro, collega�, rispose la Srinshee. �Allora sarete libere di fare tutto il necessario: fulminare il nemico a piacimento, fino alla sua morte e oltre. Non esitate a colpire qualsiasi cormanthoniano di cui conoscete le intenzioni, e che operi contro il Coronal o contro la creazione di un mythal. � in gioco il futuro del regno: nessun prezzo � troppo alto da pagare�.</p><p>Le maghe annuirono in un cupo silenzio. Il Coronal scelse proprio quell�istante per iniziare a russare; la Srinshee lo guard� con tenerezza mentre le sei donne si accingevano ad alzarsi, sorridendo.</p><p>�Affrettatevi!�, le esort� con sguardo scintillante. �Siete le guardiane di Cormanthor, e il suo futuro. Andate, e tornate vincitrici!�</p><p>�Agli ordini�, inton� Sylmae imitando la voce di un uomo e battendosi il petto, �Regina degli Incantesimi!�</p><p>Si trattava evidentemente di una sorta di citazione; vi fu un brusio di risa, ma subito le sei maghe si avviarono verso l�uscita in un turbinio grazioso di lunghi capelli e tuniche e di gambe ancor pi� lunghe. El lanci� un�occhiata breve e triste alla Srinshee, che ancora non riusciva a udirlo; segu� la maga chiamata Bhuraelea, e osserv� il viso e la forma di Mladris, nel caso fosse invece necessario scortare silenziosamente quest�ultima.</p><p>Per combinazione, le due donne, alte e slanciate, rimasero insieme e proseguirono per un corridoio con la velocit� di un vento tempestoso. �Sar� il caso di mangiare qualcosa, che ne pensi?�, chiese Bhuraelea alla collega, mentre oltrepassavano l�ultima barriera magica del palazzo e si rendevano invisibili. El, a poca distanza da loro, fu sollevato nel constatare che alla sua vista rimanevano chiaramente visibili, nonostante i loro corpi ora sembrassero orlati da un bagliore bluastro, simile alla forte luce invernale delle stelle riflessa dalla neve.</p><p>�Ho provveduto a raccogliere un po� di cibo�, rispose Mladris. �Lo evocher� prima di penetrare la prima difesa�, aggiunse arricciando il naso. �Aspetta di vedere la torre; alcuni vecchi concepiscono la casa come una discarica�.</p><empty-line/><p>Le due maghe si passavano a vicenda una caraffa di acqua e menta e una torta fredda di gallo cedrone mentre scivolavano attraverso le barriere luminose che circondavano la torre piuttosto sgangherata del mago Mythanthar. Strarfall Turret somigliava a un lungo tumulo funerario ricoperto di erba, solcato, da un lato, da numerose finestre, e terminava a nord in una tozza torre dai muri di pietra grezza. Il giardino era un intrico di ceppi, alberi caduti, cespugli e rampicanti, che alla luce del crepuscolo apparivano come un guazzabuglio scuro di dita di giganti che si stagliavano nel cielo.</p><p>�Per tutti gli dei�, mormor� Bhuraelea. �Difendere tutto ci� da nemici furtivi richiederebbe un esercito�.</p><p>�E noi che cosa siamo?!�, esclam� allegramente Mladris. �Grazie al cielo i nostri nemici non saranno probabilmente molto furtivi. Tenteranno piuttosto di annientare le barriere con incantesimi da far tremare il mondo�, aggiunse la maga.</p><p>�Tre barriere� no, quattro. Dovranno darsi un bel da fare�, osserv� Bhuraelea, dopo aver terminato la torta ed essersi leccata le dita. Una luce si accese brevemente in una delle finestre superiori della torre.</p><p>�Ci sta gi� lavorando�, concluse Mladris.</p><p>Bhuraelea fece una smorfia. �Probabilmente ha iniziato appena ha messo piede fuori dalla Camera della Corte�, rispose. �Lady Oluevaera mi ha riferito che quando � intento a perseguire uno scopo, � come se avesse i paraocchi. Potremmo danzare nude attorno a lui e cantargli seducenti canzoni all�orecchio, ma egli si limiterebbe a mormorare quanto sia piacevole avere intorno una tale energia e ci chiederebbe di passargli per favore questa e quella polvere!�</p><p>�Oh, dei�, implor� Mladris roteando gli occhi �fate che non diventi tanto vecchia da ridurmi in quel modo�.</p><p>�Il tuo desiderio sar� esaudito�, esclam� compiaciuta una voce glaciale.</p><p>Un istante pi� tardi Faer�n esplose in un numero infinito di fulmini scoppiettanti e luminosi che sfrecciarono feroci nell�aria fino a colpire le maghe vacillanti e ammutolite, per poi proseguire la loro corsa. Mladris e Bhuraelea furono scalzate dai loro stivali finemente lavorati e scagliate in mezzo ai rovi; dalla bocca usciva loro fumo e dagli occhi fiamme intermittenti.</p><p>Persino Elminster fu colto di sorpresa: come aveva fatto a non vedere il mago elfo dalla faccia crudele, quella colonna vendicativa di nebbia che ora si stava solidificando sopra il giardino intricato? Nuvole luminose provenienti da ogni direzione si univano alla forma del mago, sempre pi� consistente. Mentre cresceva in altezza e diventava pi� solido, continuava tranquillo a colpire le sue due vittime, ora gementi, con una successione di fulmini sfrigolanti, non lasciando loro tempo di riprendersi o di fuggire.</p><p>Il mago avanz� a mezz�aria con andatura spavalda e una pioggia di scintille gli fuoriusciva dalle mani. El sent� un dolore pungente quando esse attraversarono il suo corpo immateriale. Aggir� allora il mago, avventandosi su di lui e gridando inutilmente.</p><p>La barriera pi� interna non era affatto una barriera, ma la forma vigile e nebulosa del mago, in attesa di aiuto, intenzionale o meno!</p><p>�Haemir Waelvor, al vostro servizio�, esclam� l�elfo rivolto alle due signore, quando i loro corpi escoriati e tremanti furono tanto avvolti dai fulmini da non potersi nemmeno muovere. �Gli Starym sembrano essere in ritardo; forse volevano che facessi il lavoro sporco prima di degnarsi di apparire. Poco importa, ora che le vostre energie vitali nutrono il mio scudo. Siete qui per proteggere quel rammollito del vecchio Mythanthar, scommetto? Che peccato: sarete proprio voi la sua morte�.</p><p>Bhuraelea riusc� ad emettere un grugnito di protesta; piccole fiamme nere le fuoriuscirono dalla bocca. Il corpo di Mladris penzolava flaccido, gli occhi scuri, aperti e fissi nel vuoto. Solo la pulsazione della sua gola indicava che era ancora viva.</p><p>El sent� un impeto di rabbia crescere dentro di lui come una marea purpurea, impaziente di riversarsi all�esterno. Si volt� pesantemente, lasci� che la rabbia si trasformasse in energia distruttrice, e finalmente esplose in una lunga e silenziosa carica, che lo port� attraverso i fulmini che immobilizzavano le due maghe, diritto verso Waelvor.</p><p>A met� strada si inarc� e si mise a strillare silenziosamente per il dolore e la sorpresa. Riusciva a sentire i fulmini! E anche il mago pot� vedere e sentire il suo contatto; Haemir socchiuse gli occhi vedendo i suoi fulmini improvvisamente oscurati. Perch� si comportavano in quel modo?</p><p>Waelvor serr� forte le labbra. Era il vecchio Mythanthar, o qualche altro ficcanaso? Poco importava. Ringhi� alcune parole, e agit� la mano per formulare un rapido incantesimo che mand� una decina di spade roteanti verso l�interferenza.</p><p>El guard� le spade apparire e cozzare a terra dietro di lui, al che si sollev� sopra i fulmini, dolorante ma esilarato. Parte della loro energia stava vorticando dentro di lui, solleticandolo spiacevolmente, facendogli uscire scintille dagli occhi e dalla bocca.</p><p>Waelvor spalanc� gli occhi per la sorpresa quando percep� la sagoma indistinta, attraversata dai fulmini, di un elfo�� o di un umano?�� un attimo prima che questa si abbattesse su di lui.</p><p>El colp� con tutta la sua forza, sferzando e squarciando, nel tentativo di sopraffare Haemir Waelvor con la semplice ferocia. Quando �tocc� il mago, non percep� solidit�, bens� solo formicolio mentre i fulmini uscivano dal suo corpo immateriale, poi avvert� un dolore bruciante quando gli incantesimi intrecciati del suo mantello cercarono di farlo a pezzi.</p><p>Quando Elminster rotol� nell�aria gridando silenziosamente dal dolore, Waelvor scosse il capo, ruggendo, e i suoi stessi fulmini gli uscirono arrotolati dalla bocca. Le sue pupille si fecero improvvisamente biancastre e luccicanti come un opale bianco: uno sguardo che El aveva veduto l�ultima volta anni addietro, negli occhi di un mago caduto vittima del suo stesso incantesimo.</p><p>El scosse a sua volta la testa e grid� ancora, cercando di riacquistare il controllo sulla sua forma distorta dal dolore. Dunque era in grado di far male, o almeno di generare confusione e dolore alla gente che attraversava, possibile?</p><p>Rabbrivid� e vol� verso un punto d�osservazione distante, consapevole di non poter far nulla per aiutare le due maghe, che giacevano inerti, ma finalmente liberate dai fulmini.</p><p>Doveva assolutamente sapere quanto tempo sarebbe occorso a un mago per riprendersi, e se passare attraverso il suo corpo mentre sferrava un incantesimo avesse rovinato il sortilegio.</p><p><emphasis>Mystra, fa che quest�elfo impieghi tanto tempo a riprendersi</emphasis>, mormor� Elminster in fervente preghiera. Ma sembrava che Mystra, quel giorno, gli fosse avversa, o per lo meno che fosse dura d�orecchie: Haemir stava gi� barcollando e imprecando debolmente, una mano tesa per saggiare i dintorni, e una sulla testa. Il principe fantasma fu molto tentato di farsi coraggio e di lanciarsi nuovamente nel mago, ma doveva assolutamente conoscere che tipo di danno gli aveva causato. E quell�elfo borioso non aveva forse accennato all�imminente comparsa degli Starym? Sarebbe stato meglio non rendersi chiaramente visibile se fosse arrivato un gruppo di maghi crudeli, in cerca di guai.</p><p>Waelvor scosse piano il capo per schiarirsi le idee, e le sue imprecazione si fecero pi� forti.</p><p>Sembrava stesse per riprendersi, mentre El era ancora molto dolorante in ogni parte del corpo.</p><p>Che Mystra lo maledicesse. Avrebbe ridotto in cenere le due maghe mentre l�ultimo principe di Athalantar stava a guardare sopra di lui, senza speranza di poterlo fermare!</p><p>Naturalmente, riflett� con ironia Elminster, un istante pi� tardi le cose avrebbero potuto peggiorare, e molto. In quel momento, per esempio.</p><p>Una dopo l�altra, le barriere esterne vennero meno: si spaccarono in un punto con un�esplosione silenziosa di scintille, e da li scomparvero verso l�esterno. Il centro e la causa di tale distruzione era qualcosa di simile a un�alta fiamma nera, che prontamente si divise oltrepassando l�ultimo campo magico, e svan� per rivelare tre elfi di alta statura e dai lineamenti fini, avvolti in tuniche, le cui fasce di seta color fiamma recavano il simbolo dei draghi gemelli. Gli Starym erano arrivati.</p><p>�Salve, Lord Waelvor�, esclam� uno di loro con tono vellutato, mentre le tre figure avanzavano insieme, calpestando l�aria con fare languido di fredda superiorit�. �Che cosa ti ha disturbato, in questa notte vuota? Quelle signore hanno tentato di difendersi?�</p><p>�Un fantasma guardiano�, sibil� Haemir, gli occhi rossi di dolore e di rabbia. �Ha atteso, e mi ha colpito. L�ho respinto, ma il dolore resta. E voi come state, signori miei?�</p><p>�Siamo annoiati�, rispose uno di loro senza tanti complimenti. �Ma forse il vecchio pazzo ci far� divertire un po� prima di finire ridotto in polvere. Vedremo�.</p><p>Il mago che aveva appena parlato avanz�, e gli altri due Starym lo affiancarono e lo seguirono, effettuando potenti incantesimi di battaglia. Superarono Waelvor e i corpi mal ridotti delle maghe. El si port� accanto ad Haemir, temendo che potesse sfogare la rabbia sulle donne, e guard� gli Starym colpire.</p><p>Dai palmi stretti a coppa di uno dei maghi fuoriusc� un fuoco bianco, che sal� verso le stelle in una sinuosa spirale, per poi formare tre lunghi colli serpentini, alle cui estremit� spuntarono enormi fauci di drago. Le tre teste si agitarono selvaggiamente, poi si piegarono e morsero la vecchia torre di pietra. A contatto con i loro denti, la roccia svaniva silenziosamente, fondendosi col vuoto, mettendo a nudo le stanze dietro di essa.</p><p>Dalle dita del secondo mago eruppero lance rosse di fuoco, che si avventarono sulle stanze di Mythanthar e colpirono alcuni oggetti magici. Alcuni di essi esplosero, scuotendo Starfall Turret e scagliando frammenti di roccia nell�oscurit� crescente. Altri liberarono impetuose fiamme rosse, che si trasformarono in girandole vorticanti.</p><p>Dalla mano del terzo Starym si lev� una nuvola verde, dalla quale, con incredibile rapidit�, spuntarono denti e molte membra artigliate. La nube vol� nella torre, alla ricerca di Mythanthar.</p><p>Un istante dopo che si fu tuffata nella Starfall Turret, qualcosa si illumin� di rosso vivo e dalle profondit� di quelle pietre distrutte si sprigion� un fulmine brillante, che dissemin� in ogni dove gli artigli del mostro verde. Haemir Waelvor li guard� precipitare nel giardino incolto e imprec� per la paura.</p><p>I tre Starym trasalirono e indietreggiarono dalla torre, facendo eco alle sue maledizioni, mentre il bagliore purpureo esplose formando tre dita enormi che presero a inseguirli.</p><p>I loro mantelli protettivi divennero improvvisamente visibili; uno dei maghi s�irrigid�, allarg� le braccia quando il suo mantello svan� in un fumo nero e porpora, e poi cadde violentemente sulla faccia, restando immobile.</p><p>Gli altri due maghi si voltarono e si urlarono qualcosa che El non riusc� a cogliere, la voce stridula e distorta dal terrore. Sembrava che il vecchio pazzo li stesse facendo divertire pi� di quanto non si aspettassero.</p><p>Il corpo dello Starym abbattuto emise scintille e sbuffi scoppiettanti, indicativi di incantesimi morenti, mentre la vita lo abbandonava per sempre. La sua testa rimase piegata contro il vecchio moncone a un�angolazione assurda, ma il resto del corpo si sciolse lentamente sul terreno.</p><p>Waelvor lo guard� con la bocca spalancata, ma i due Starym sopravvissuti non prestarono attenzione al parente e continuarono a fare magie. Le loro dita gesticolarono rapide, e l�aria intorno ai due elfi crepit� e flu�, come olio che scivola in un vaso pieno d�acqua. Minuscoli granelli di luce scintillarono qua e l� quando i maghi si lanciarono in un lungo e complicato incantesimo.</p><p>Una volta terminate le magie gemelle, due nuvole pulsanti di bagliore verde pallido apparvero sopra la testa degli Starym, emanando luce sufficiente da mettere in risalto il sudore luccicante sui loro colli tesi e sulle loro mascelle in costante movimento.</p><p>Poi, con uno svolazzamento silenzioso, una delle nuvole conflu� in una sfera e cominci� a roteare. La seconda la segu� un istante pi� tardi, e i due globi di forza rimasero sospesi sopra gli elfi all�opera.</p><p>Haemir imprec� nuovamente, le sue fattezze affilate e bianche, come fossero scolpite in un marmo eburneo.</p><p>Una nebbia rossa fuoriusc� dalla torre semidistrutta e, in un�onda lunga e inesorabile, si diresse verso gli intrusi che, con movimenti frenetici, si misero a estrarre dalle loro fasce scettri, bacchette magiche, gemme e vari oggetti piccoli e scintillanti, per poi gettarli dentro le sfere sopra la loro testa, dove iniziavano a vorticare pigramente.</p><p>La nebbia rossa era a pochi centimetri di distanza quando uno degli Starym pronunci� rapido una parola�� o forse era un nome�� e tutti gli oggetti magici ospitati nella sfera esplosero simultaneamente, squarciando l�aria e creando una spaccatura che risucchi� la sfera, gli oggetti, la nebbia rossa, e gran parte del giardino e della facciata della torre, prima di svanire con un gemito acuto.</p><p>L�altro mago Starym scoppi� in una risata trionfale, poi pronunci� la parola che risvegli� gli oggetti della sua sfera.</p><p>Questi si sollevarono come uno sciame di mosche scacciato da una carogna in un giorno d�estate, e sputarono una scarica mortale di raggi luminosi dentro la torre, che si spacc� rumorosamente a met�, scatenando una pioggia di pietre tutt�intorno e rilasciando una nube di polvere color cremisi.</p><p>La spaccatura creata da tali raggi era di piccole dimensioni e risucchi� solo gli oggetti e la sfera che li aveva contenuti, dopodich� scomparve; senza dubbio era accaduto ci� che prevedeva l�incantesimo, n� pi� n� meno.</p><p>I due Starym sopravvissuti agitarono ancora le mani compiendo sortilegi non familiari, ma apparentemente potenti, lo sguardo fisso sulla torre. Dalla loro espressione Mythanthar doveva essere visibile ai loro occhi, e ancora vivo e attivo.</p><p>El prese una decisione. Volando basso attraverso il giardino ormai buio, acquist� velocit� e invest� Waelvor. Questa volta l�impatto fu violento; a Elminster sembr� di esser stato colpito al petto da un pesante tronco d�albero e d�un tratto gli manc� il fiato. Pass� attraverso il corpo del mago e si lanci� nella testa dello Starym pi� vicino come una lancia.</p><p>Il colpo lo mand� a gambe all�aria nella notte. Il dolore fu tanto straziante che gli tolse nuovamente il respiro; dopodich� una dorata foschia di stordimento inizi� a turbinare attorno a lui.</p><p>Ebbe, tuttavia, la soddisfazione di vedere il mago rotolare per terra con le mani sulla testa. L�altro Starym guard� il collega, incredulo, perci� non vide la figura annerita e affumicata che si trascin� fuori dalla torre dietro di lui. Un elfo che poteva essere solo Mythanthar.</p><p>Il vecchio si volt� e guard� le minuscole fiamme che si levavano da ogni pietra della sua torre distrutta. Scosse la testa, sollev� un dito verso il mago ancora in piedi e, un istante prima che lo Starym si voltasse, svan�.</p><p>Un attimo pi� tardi una sfera dorata apparve nell�aria, tagli� nettamente il mago in due, a livello del torace, e inglob� la parte superiore.</p><p>Quando la sfera implose, port� con s� il torace del fiero mago elfo, lasciando solo due gambe tremanti. Esse vacillarono per un istante, poi si divisero, e caddero a terra in direzioni opposte.</p><p>�<emphasis>Tu!</emphasis>�</p><p>Il grido era nel contempo furioso e spaventato. El si volt�, ancora dolorante e confuso, e si rese conto che lo Starym sopravvissuto, nel frattempo rialzatosi da terra, chiamava proprio <emphasis>lui.</emphasis> L�elfo poteva vederlo!</p><p>Ora, se solo fosse riuscito a sopravvivere per raggiungere la Srinshee e dirle�</p><p>Il mago ringhi� qualcosa di malvagio, e sollev� le mani per scagliare un incantesimo che Elminster aveva gi� osservato prima: un sortilegio umano chiamato �sciame di meteore�.</p><p>�Mystra, non mi abbandonare <emphasis>ora</emphasis>�, mormor� l�ultimo principe di Athalantar, quando quattro sfere di fuoco scaturirono dalle mani dell�elfo, si posizionarono attorno a lui, ed esplosero.</p><p>L�ultima cosa che El vide fu il corpo di Haemir Waelvor ridursi in cenere mentre ruzzolava impotente verso di lui, sospinto da fiamme voraci che stavano consumando il mondo tutt�intorno. Faer�n si capovolse, rote� pazzamente, e poi scomparve turbinando in un fuoco furioso.</p></section><section><title><p>16.</p><p>Maghi mascherati</p></title><epigraph><p>La Gente guardava Elminster Aumar, ma non comprendeva ci� che stava vedendo. Egli era il primo ospite del nuovo vento mandato da Mystra. E Cormanthor era come un vecchio e possente muro, che si oppone a tali venti di cambiamento, secolo dopo secolo, finch� persino i suoi costruttori non ne scordano l�esistenza ed esso non resta che una barriera inflessibile. Ma sarebbe giunto il giorno in cui tale muro sarebbe crollato, mutato dai venti invisibili e impalpabili. � ci� che accade sempre.</p><p>Per il fiero regno di Cormanthor quel giorno venne quando il Coronal nomin� l�umano Elminster Aumar cavaliere del regno, ma il muro non seppe di essere stato distrutto e attese che le pietre si schiantassero a terra per degnarsi di notare l�accaduto. Il crollo corrispose all�attuazione del Mythal. Ma le pietre del muro, essendo pietre elfe, indugiarono nell�aria per un periodo straordinariamente lungo�</p><text-author>Shalheira Talandren, Sommo Bardo Elfo di Summerstar</text-author><text-author>Da <emphasis>Spade argentee e notti d�estate:</emphasis></text-author><text-author><emphasis>Una storia ufficiosa ma vera di Cormanthor</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata nell�Anno dell�Arpa</text-author></epigraph><p>Sopra fluttuavano le stelle, sotto, globi oculari scintillanti. Elminster aggrott� la fronte mentre lottava per riprendere coscienza. Globi oculari? Si rotol�, o pens� di farlo, per guardare meglio. La notte circostante divenne pi� chiara.</p><p>S�, certo: globi oculari. Centinaia di bulbi oculari ammiccanti e scintillanti che comparivano e scomparivano in una nuvola lampeggiante, mentre gli elfi di Cormanthor, annoiati e stanchi, udivano la notizia di quell�ultima novit� e si precipitavano a guardare da una distanza di sicurezza.</p><p>Dal modo in cui si sollevarono per sbirciare, alcuni di loro avevano notato Elminster, un�increspatura immobile in mezzo alle stelle, una nuvola lacera, a forma di uomo, ormai assottigliata per aver fluttuato tanto a lungo, incosciente, sopra il moncone della torre di Mythanthar.</p><p>Quel cumulo di pietre cadute, annerito e ancora fumante, era un mare di piccole orbite, che svolazzavano di qua e di l� come lucciole curiose, mentre gli occhi di elfi distanti osservavano attentamente ogni minimo dettaglio della magia rivelata del vecchio mago.</p><p>Mentre le guardava con moderato interesse fare capolino e sfrecciare in ogni direzione, Elminster si rese lentamente conto delle cose che lo circondavano e di chi fosse.</p><p>Due Starym erano morti, ma del terzo non v�era traccia. Anche i corpi delle due maghe erano svaniti, ed El sper� che la Srinshee le avesse portate al sicuro e le avesse curate prima.</p><p>Due paia di occhi fluttuanti nelle rovine sotto di lui virarono improvvisamente, come attratti improvvisamente da qualcosa. Elminster si abbass� per dare un�occhiata, spaventando numerose altre orbite.</p><p>Quegli occhi stavano guardando il nulla. O meglio, qualcosa d�indistinto e di contorto che ruotava nell�aria creando il vuoto.</p><p>Era un cono o una spirale di filamenti fumosi che si spostava deliberatamente tra le rovine, frugando qua e l� tra scaffali e blocchi di pietra caduti. Dovunque appoggiasse l�estremit� aperta, oggetti solidi svanivano, trasportati, forse, in un altro luogo.</p><p>El si avvicin�, tentando di vedere che cosa stesse scomparendo. Blocchi di pietra, si, ma solo per sgomberare il passo e raggiungere la stanza antistante. In quella stanza c�erano strumenti di magia! Un oggetto qui, un frammento l�, un piedistallo laggi�, un crogiolo da quella parte: la spirale di fumo stava risucchiando tutti gli strumenti magici di Mythanthar.</p><p>Era opera del mago stesso, che voleva salvare ci� che poteva prima che qualcun altro se ne impadronisse? Oppure quella forza era al servizio di qualche altro maestro?</p><p>Certamente la spirale sembrava sapere bene dove cercare. El la osserv� rovistare in un angolo, in un groviglio di travi crollate dal soffitto, per recuperare ci� che era rimasto sul tavolo sottostante, e poi�</p><p>Il giovane si avvicin� ulteriormente per vedere ci� che stava cercando.</p><p>Improvvisamente filamenti di fumo si misero a turbinare intorno a Elminster, e Faer�n cominci� a roteare fra essi e ad annebbiarsi. Il raccoglitore magico gli aveva deliberatamente teso un�imboscata. Ora tutto girava, ed El sospir� rumorosamente. Dove sarebbe finito <emphasis>questa</emphasis> volta?</p><p><emphasis>Mystra</emphasis>, url� in tono lamentoso, mentre veniva trasportato lontano, <emphasis>quando inizier� la mia missione? E di che</emphasis> diamine <emphasis>si tratta?</emphasis></p><empty-line/><p>Vortic� nel buio per un tempo infinito, fino a dimenticare che cosa fossero l�immobilit� e la luce. Il suo cuore e la sua mente furono assaliti dal panico, ed Elminster cerc� di gridare e singhiozzare, senza tuttavia riuscirci.</p><p>Il turbinio continu� imperterrito, attraverso un vuoto senza fine, indifferente alle grida che il giovane tentava di emettere. Che importanza aveva per il vuoto se il fantasma di un umano chiamato Elminster fosse presente o meno, se fosse silenzioso o agitato?</p><p>Non era degno di attenzione, e non poteva farci nulla.</p><p>Ma se non poteva reagire, di che cosa doveva preoccuparsi? Aveva lottato, e conosciuto l�amore di una dea, e ora il suo destino era nelle mani di Mystra. Mani che sapevano essere tanto delicate, mani appartenenti a una creatura troppo saggia per gettare via uno strumento che poteva ancora esserle utile.</p><p>Come se quel pensiero fosse stato un segnale, Elminster fu avvolto improvvisamente da un�esplosione di luce e colori. La gabbia fumante in cui vorticava devi� in un�area di nebbia blu, e la attravers� rapidamente verso un orizzonte pi� luminoso. Stava risalendo? Si domand� mentre saettava attraverso nuvole blu fino a raggiungere una�</p><p>Una stanza mai vista prima, il pavimento una distesa di marmo nero, le pareti alte e il cielo a volta. La stanza degli incantesimi di un mago, e in essa un elfo fluttuante che muoveva le mani esili e graziose, dalle dita lunghe e pallide, in gesti quasi pigri.</p><p>Un mago mascherato, i cui occhi brillarono di sorpresa all�improvvisa apparizione di Elminster.</p><p>L�elfo lo guard� vorticare impotente attraverso la stanza e tuffarsi nella sfera di luce bianca, che sembrava emanasse fili di nebbia. I filamenti fumosi che avvolgevano il giovane si confusero col contenuto della sfera, lasciando l�umano imprigionato. El si agit� contro le pareti curve della sfera, ma erano solide come roccia, e i suoi tentativi furono vani.</p><p>Poi si ferm� a guardare la fonte di una luce brillante al di fuori della sfera: il mago mascherato si stava avvicinando, il capo proteso in ovvia curiosit�.</p><p>�Che cosa abbiamo qui?�, domand� l�elfo innominato, in una voce sottile, fredda. �Un umano non morto? O qualcosa di pi� interessante?�</p><p>El annu� in un saluto solenne, come tra pari, ma non profer� parola.</p><p>La maschera sembrava essere appiccicata alla pelle attorno agli occhi del mago, e seguirne ogni movimento d�espressione. Sotto di essa l�elfo sollev� divertito un sopracciglio. �Io esigo una cosa da tutti gli esseri pensanti che incontro: il loro nome�, spieg� seccamente. �Chi mi resiste, viene distrutto. Scegli rapidamente, o sar� io a farlo per te�.</p><p>El scroll� le spalle. �Il mio nome non � un segreto prezioso�, rispose, e la sua voce sembr� tuonare attraverso la stanza. Finalmente poteva essere udito. �Sono Elminster Aumar, un principe nel regno umano di Athalantar, e il Coronal mi ha recentemente nominato armathor di Cormanthor. Faccio magie. E sembra proprio che abbia il grande talento di sconvolgere gli elfi che incontro�.</p><p>Il mago gli sorrise freddamente e annu�. �Infatti. La tua forma presente � volontaria? Adatta forse a spiare i segreti della magia elfa?�</p><p>�No�, ribatt� El affabile, �non direi�.</p><p>�E come mai, allora, ti trovavi nella dimora in rovina del noto mago elfo Mythanthar? Hai lavorato con lui?�</p><p>�No. N� lavoro per altri maghi di Cormanthor�.</p><p>El dubit� che l�elfo mascherato avrebbe considerato il Coronal un mago, e la Srinshee era una �maga donna�.</p><p>�Non sono abituato a porre le domande due volte, e tu sei completamente in mio potere�, afferm� lo sconosciuto avvicinandosi di un passo o due.</p><p>El inarc� un sopracciglio. �Il potere di chi? Un nome per un nome: non si usa cos� anche tra gli elfi?�</p><p>Il mago sembr� quasi sorridere. �Puoi chiamarmi il Mascherato. Non parlare mai pi� se non per rispondere alle mie domande, o ti ridurr� per sempre in polvere senza nome�.</p><p>El si strinse nelle spalle. �Temo che la risposta sia tanto poco rivelatrice quanto il vostro nome: la semplice curiosit� mi ha condotto in quel luogo, insieme a met� degli elfi di Cormanthor, a quanto pare, poich� nuotavo in un mare di occhi�.</p><p>Questa volta il mago sorrise. �Che cosa ha attirato la tua attenzione?�</p><p>�La bellezza di due maghe�, rispose El. �Volevo sapere dov�erano dirette, e magari scoprire i loro nomi e il luogo in cui abitavano�.</p><p>Il Mascherato abbozz� un freddo sorriso. �Consideri le donne elfe compagne adatte agli umani, � cos�?�</p><p>�Non ho mai riflettuto su tale questione�, ribatt� Elminster a suo agio. �Come molti uomini, sono attratto dalla bellezza, ovunque essa dimori. Come molti elfi, credo che non ci sia nulla di male nel guardare ci� che non posso avere, o dove non oserei mai avventurarmi�.</p><p>Il mago annu� lievemente, e comment�: �Molti cormanthoniani considererebbero la stanza che ti circonda un luogo nel quale non osare avventurarsi. E hanno ragione: introdursi qui costerebbe loro la vita�.</p><p>�E avete preso una decisione in materia della mia intrusione?�, domand� El tranquillamente. �O quella decisione � gi� stata presa quando mi avete �raccolto� nelle rovine?�</p><p>Il Mascherato alz� le spalle. �Potrei distruggerti con facilit�. Come fantasma visibile non vali pi� di una spia o di un messaggero, facilmente eliminabili con i giusti incantesimi. Come uomo intero, tuttavia, potresti servirmi�.</p><p>�Come servo?�, domand� El, �O come marionetta?�</p><p>Il mago serr� le labbra sottili. �Non sono avvezzo a tanta impertinenza, nemmeno da parte dei rivali, uomo: figuriamoci da parte degli apprendisti�.</p><p>Entrambi rimasero in silenzio per un lungo momento.</p><p><emphasis>E ora, Mystra?</emphasis> Quella richiesta silenziosa di consiglio venne immediatamente soddisfatta da una breve immagine di Elminster che annuiva in quella stessa stanza, mentre il mago mascherato gli mostrava qualcosa. Bene.</p><p>�Apprendisti?�, domand� El, un attimo prima che la sua lunga esitazione potesse essergli fatale. �Devo interpretarla come una gentile offerta� maestro?�</p><p>Il Mascherato sorrise. �S�. Presumo accetterai�.</p><p>�Naturalmente. Ho ancora molto da imparare sulla magia, e durante l�apprendimento mi piacerebbe essere guidato da un maestro rispettabile�.</p><p>L�elfo rimase in silenzio, e smise di sorridere, ma, quando si volt�, qualcosa in lui sembr� emanare soddisfazione. �Saranno necessari alcuni difficili incantesimi per farti tornare alla normale forma fisica�, afferm� voltando lievemente la faccia. Dopodich� si diresse verso una parete, la tocc� e guard� un banco da lavoro, rovinato e macchiato, apparire dall�oscurit� oltre il muro.</p><p>Subito le sue mani frugarono tra i barattoli e i vasi disseminati sul tavolo. �Rimani tranquillo e immobile finch� non te lo dir� io�, gli ordin�, voltandosi con un uovo rosso screziato e una chiave d�argento tra le mani. �Gli incantesimi che sto per fare non avranno all�apparenza alcun effetto; si abbarbicheranno sulla sfera, e ti raggiungeranno soltanto quando far� svanire il campo che ora ti avvolge�.</p><p>Elminster annu� e il Mascherato si mise all�opera, effettuando tre incantesimi piccoli ma completamente sconosciuti sulla sfera, prima di imbarcarsi nella prima magia di cui El potesse indovinare lo scopo. Sfere come quella sembravano essere il modo con cui i maghi elfi combinavano diverse magie, affinch� lavorassero insieme su un singolo bersaglio, o per un singolo fine.</p><p>Il Mascherato pronunci� piano una parola sconosciuta e la sfera prese fuoco.</p><p>El si mosse solo un po� nell�attimo in cui il calore lo invest�. Quando le fiamme rallentarono, vacillarono e improvvisamente svanirono, lasciando un filo di fumo che si innalzava solitario verso l�oscurit� del soffitto, il mago era gi� alle prese con un altro sortilegio.</p><p>Il Mascherato si volse a guardare nuovamente la sfera, pieg� il dito come un arpista che tocca una corda, e il fumo devi� improvvisamente verso di lui. Ruot� lentamente la mano, come per dirigere musicisti invisibili, e il filo di fumo serpeggi� attorno alla sfera, disponendosi nelle curve familiari della spirale che lo aveva risucchiato.</p><p>El osserv�, affascinato, mentre l�elfo mascherato danzava e si agitava effettuando un altro incantesimo che fece scaturire dal nulla una musica languida. Questa accompagn� il corpo alto e slanciato del mago che ondeggiava nelle varie direzioni.</p><p>�Nassabrath�, esclam� improvvisamente il Mascherato, fermandosi e inginocchiandosi. Si port� una mano davanti alla faccia, le dita aperte e il palmo rivolto verso di lui, e dalla punta di ogni dito saettarono minuscoli fulmini.</p><p>Essi si arrotolarono e si diressero verso la sfera quasi con indolenza; mentre osservava la loro lenta progressione, El invoc� ancora una volta Mystra.</p><p>Nella sua mente apparve una visione, lucente e improvvisa come se qualcuno avesse tirato una tenda. Egli era nudo nella foresta, il volto segnato dal dolore, e coperto di graffi ed escoriazioni. O meglio, era quasi nudo: ai polsi e alle caviglie aveva manette luminose, attaccate a catene che si levavano nell�aria per diventare invisibili a pochi centimetri dalle sue membra. I loro anelli luccicavano degli stessi minuscoli fulmini che stavano per avvolgere la sfera che lo teneva prigioniero. Il Mascherato entr� improvvisamente nella scena, chiamandolo con un gesto quasi indifferente mentre si affrettava lungo una strada.</p><p>Elminster fu trascinato per le catene e costretto a seguire il maestro. Camminarono a fatica fra gli alberi per un lungo tratto, finch� El non si appoggi� esausto a una roccia sporgente. L�elfo lo lasci� fare, mentre si chinava per esaminare una pianta, al che la visione mostr� il giovane che appoggiava il palmo della mano sulla roccia, sussurrando il nome di Mystra e concentrandosi su un simbolo particolare: una figura sconosciuta e complessa di curve dorate e scintillanti, che rimase sospesa nella mente di El e s�infiamm�, come fosse stata marchiata a fuoco.</p><p>Nella scena, il corpo nudo di Elminster mut�, si inarc� e flu� nelle curve piene e lisce di una donna, una forma che aveva gi� assunto al servizio di Mystra. Allora era stato �Elmara�, e fu proprio Elmara che si allontan� dalla roccia, le catene svanite, e inizi� rapida un incantesimo mentre il Mascherato si rialzava e si girava bruscamente, il volto severo per lo sbalordimento e la paura. Un volto che subito svan� nel lampo di fuoco smeraldino che la donna gli lanci�. Le fiamme verdi fluirono e schizzarono nella sua testa, e la scena termin�.</p><p>El si ritrov� a scuotere il capo per cancellare quella visione abbagliante. Attraverso l�improvviso luccichio delle lacrime, vide i piccoli fulmini toccare finalmente la sfera attorno a lui, e incendiarla.</p><p>Tent� di ricordare il simbolo che aveva visto, ed esso gli torn� alla mente in tutto il suo intricato splendore. Bene; gli sarebbe bastato toccare la pietra e pensare a quel simbolo mentre chiamava Mystra ad alta voce, e si sarebbe nuovamente trasformato in una donna: un cambiamento sufficiente a spezzare i vincoli che l�infido mago elfo gli avrebbe imposto. Il Mascherato�� un elfo fiero con una voce sottile e fredda, gi� sentita prima, ne era sicuro�� ma dove?</p><p>El si strinse nelle spalle. E anche se avesse scoperto l�identit� del mago? Conoscere un volto e un nome non significava nulla se conosceva poco o niente della persona. Per un abitante di Cormanthor l�identit� del mago poteva benissimo essere un segreto tanto prezioso quanto letale, ma per Elminster era semplicemente una cosa sconosciuta.</p><p>Il principe sospettava che proprio la sua poca familiarit� con il regno costituisse la ragione per cui era tanto prezioso per il mago, e decise di rivelare il meno possibile dei suoi veri poteri e della sua vera natura, tacendogli persino l�esperienza della kiira. Chi avrebbe potuto dire che cosa potesse comprendere di essa una mente umana sopraffatta, o che cosa potesse ricordare dopo la scomparsa della gemma?</p><p>�Guardami negli occhi�, gli ordin� bruscamente il Mascherato. El sollev� in tempo lo sguardo per vedere un lungo dito fare un gesto imperioso. Vi fu un lampo di luce tutt�intorno, un rumore sibilante, e la sfera esplose in una pioggia di scintille dorate.</p><p>Per un istante El si sent� cadere; poi prov� una sensazione nauseante, come se numerose anguille si stessero agitando nelle sue budella, quando le scintille entrarono nel suo corpo nebuloso.</p><p>Segu� il fuoco, e il dolore pungente di una fiamma incandescente. Elminster gett� indietro la testa e grid�: un suono che echeggi� nell�alta volta soprastante, mentre il principe cadeva per numerosi metri, questa volta per davvero, prima di essere rudemente fermato da un intrico di reti.</p><p>Le reti erano incantesimi tessuti verso il basso e attorno a lui partendo dalla spirale di fumo. El fu catturato da esse, e la sostanza di cui erano composte si fuse con la sua pelle, gli entr� nel naso e nella bocca, soffocandolo.</p><p>Cerc� di respirare, si contorse, e prov� a vomitare, in preda agli spasmi. D�un tratto tutto termin�, ed Elminster si ritrov� inginocchiato sul pavimento freddo; il mago elfo mascherato fluttuava nell�aria poco distante, e lo guardava dall�alto al basso con un sorriso di superiorit�.</p><p>�Alzati�, gli intim� freddo. El decise di verificare come stessero le cose e, fingendosi stordito, nascose la faccia tra le mani e grugn�, senza obbedire.</p><p>�Elminster!�, sbott� l�elfo, ma El scosse il capo, mormorando parole sconnesse. Improvvisamente percep� nella testa una sensazione bruciante, che si estese al collo e alle spalle, e sent� uno strappo violento, che gli fece tremare gambe e braccia. Avrebbe potuto opporvi resistenza, pens� il neo apprendista, almeno per un po�, ma era meglio fingere d�essere in completa schiavit�, perci� si mise in piedi, nella posizione voluta dal Mascherato: eretto, ma con entrambe le braccia protese, affinch� i polsi potessero essergli legati.</p><p>Il mago incroci� lo sguardo del giovane con occhi molto freddi e molto scuri, ed El si sent� improvvisamente muovere di nuovo. Questa volta si arrese completamente, e l�elfo gli fece allargare le braccia, piegare i gomiti, e poi schiaffeggiarsi forte il volto, una volta per mano.</p><p>Fu doloroso, e mentre El agitava le mani intorpidite e si passava la lingua sulle labbra schiacciate dai colpi contro i denti, il mago sorrise nuovamente. �Il tuo corpo sembra funzionare bene. Vieni�.</p><p>El fu improvvisamente libero di muoversi a suo piacimento. Mise da parte l�istinto di opporsi, e lo segu� umilmente, lo sguardo basso. Una pesante sensazione di essere osservato gli punzecchiava le spalle, ma non si disturb� a guardare indietro o in alto per individuare gli occhi fluttuanti che sapeva presenti.</p><p>Il Mascherato tocc� il muro spoglio della stanza degli incantesimi, nel quale si apr� improvvisamente una porta ovale. Sulla soglia l�elfo si volt� per contemplare il suo nuovo apprendista e si concesse un lento e freddo sorriso trionfale.</p><p>El decise di interpretarlo come un sorriso di benvenuto, e lo ricambi�, tremante. L�elfo scosse il capo ironicamente e si volt�, invitandolo a entrare.</p><p>Roteando gli occhi, ma attento a mantenere un�espressione sbalordita e ansiosa, El si affrett� a seguirlo. Sarebbe stato un <emphasis>lungo</emphasis> apprendistato.</p><empty-line/><p>Il chiaro di luna tocc� gli alberi di Cormanthor, e in un luogo distante, da qualche parte a nord, un lupo ulul�.</p><p>Si ud� una risposta tra gli alberi nelle vicinanze, ma l�elfa nuda e tremante, che stava strisciando senza meta gi� per un pendio intricato, sembr� non sentirla. Si trovava ora in fondo al declivio, e gran parte della strada l�aveva percorsa scivolando sulla faccia. I capelli erano un groviglio di fango, e le sue membra scintillavano nella pallida luce blu nei punti in cui la pelle era bagnata di sangue.</p><p>Il lupo si spost� sulle rocce in cima alla scarpata e si mise a guardare in basso, gli occhi scintillanti. Una facile preda. Trotterell� gi� per la discesa dalla via pi� facile, senza affrettarsi: la donna affannata e gemente in fondo al pendio non sarebbe andata da nessuna parte.</p><p>Quando la bestia si avvicin�, essa si gir� persino e gli offr�, ignara, il petto e la gola, dopodich� si adagi� nel chiarore lunare e mormor� qualcosa d�incomprensibile. Il lupo si ferm�, momentaneamente insospettito da tanta audacia, dopodich� si prepar� al balzo. Dopo averla sbranata, avrebbe avuto tutto il tempo di annusare tracce di eventuali prede della stessa specie.</p><p>Un ragno della foresta che da un po� di tempo seguiva cautamente l�elfa, indietreggi� alla vista del lupo. Quella notte forse avrebbe guadagnato due pasti anzich� uno.</p><p>Il lupo spicc� il balzo.</p><p>Symrustar Auglamyr non vide la stella di colore blu-bianco che comparve sopra le sue labbra socchiuse. Non ud� il guaito di sorpresa quando essa si rivers� nelle fauci del lupo, n� la silenziosa disintegrazione dell�animale che segu�.</p><p>Pochi peli erano tutto ci� che rimase dell�animale, ed essi si posarono sulle cosce dell�elfa mentre qualcosa di invisibile esclam�: �Povera fiera creatura. La magia ti ha piegata, e la magia ti guarir�.</p><p>Un cerchio di stelle si sollev� vorticando dal terreno e avvolse Symrustar in un anello color blu-bianco. Il ragno si ritrasse dalla luce e attese. Luce significava fuoco, e il fuoco significava una morte sfrigolante.</p><p>Quando l�anello vorticante svan� e rimase solo la luce lunare, il ragno affamato scese di nuovo dall�albero zampettando rapidamente. La fame fu sopraffatta solo dalla rabbia quando, raggiunte le foglie appiattite dov�era rotolata la preda, si accorse che era svanita. Svanita senza lasciare traccia, e il lupo con lei. Il ragno furioso perlustr� la zona per qualche tempo e poi prese la strada del bosco, sospirando come avrebbe potuto fare un elfo smarrito o un umano.</p><p>Gli umani! Gli umani erano grassi, e pieni di sangue e di succhi. Vecchi ricordi si risvegliarono nel ragno, e la bestiola sal� con zelo su un albero. Gli umani abitavano in <emphasis>quella</emphasis> direzione, un lungo viaggio e�</p><p>La testa del serpente gigante sbuc� improvvisamente, le mascelle si chiusero rumorosamente, e il ragno scomparve, senza nemmeno il tempo di accorgersi di aver scelto l�albero sbagliato.</p></section></section><section><title><p>PARTE III</p><p>Il Mythal</p></title><section><title><p>17.</p><p>Di nuovo apprendista</p></title><epigraph><p>Per alcuni anni Elminster serv� come apprendista l�elfo conosciuto solo col nome di �il Mascherato�. Nonostante la crudele natura del grande mago e le catene magiche che imprigionavano l�umano, tra maestro e allievo nacque un grande rispetto. Un rispetto che ignor� le differenze tra loro e il tradimento e la battaglia che entrambi sapevano sarebbero giunti.</p><text-author>Antarn il Saggio</text-author><text-author>Da <emphasis>La grande storia della potenza degli arcimaghi faer�niani</emphasis></text-author><text-author>Pubblicato approssimativamente nell�Anno del Bastone</text-author></epigraph><p>Un giorno di primavera, vent�anni dopo la prima stagione che Elminster trascorse al servizio del Mascherato, un simbolo luminoso e dorato emerse nella mente del principe di Athalantar, un simbolo che aveva quasi dimenticato. Tale fatto lo turb�. Mentre esso ruotava lentamente nella sua testa, altre memorie da tempo sepolte si risvegliarono. <emphasis>Mystra</emphasis>, ud� pronunciare la sua voce, e uno sguardo si pos� su di lui: lo sguardo della dea. El non la vedeva, ma riusciva a percepire il peso solenne della sua attenzione: profonda, calda e terribile, pi� potente dello sguardo pi� furioso del Maestro, e pi� amorevole di� di� Nacacia.</p><p>Guard� Nacacia da dove era sospeso nella grande rete incantata, luminosa, che avevano creato insieme quella mattina, e i loro sguardi s�incontrarono. Gli occhi della ragazza erano scuri, liquidi e molto grandi, e quando si posarono su di lui brillarono di desiderio. Senza emettere alcun suono, le sue labbra tremanti pronunciarono il nome di Elminster.</p><p>Fu tutto ci� che os� fare. El represse un impellente desiderio di aggredire il mago mascherato, che fluttuava di spalle poco lontano, elaborando incantesimi per conto suo, e le strizz� l�occhio prima di voltare rapidamente la testa. Il Maestro frugava troppo spesso nelle loro menti per potergli nascondere la loro stima reciproca, e spesso faceva s� che Nacacia schiaffeggiasse il suo apprendista umano, o altrimenti si tenesse alla larga da lui, e che se mai gli rivolgesse la parola, lo facesse con toni duri.</p><p>Raramente il misterioso mago elfo obbligava Elminster a fare qualcosa. Sembrava piuttosto osservarlo in attesa, e ogni suo atto di sfida veniva punito severamente. Ricordando alcune di quelle punizioni, El rabbrivid� involontariamente.</p><p>Arrischi� un�altra occhiata a Nacacia, e scopr� che anche la ragazza stava facendo lo stesso. I loro sguardi si incontrarono quasi colpevoli, ed entrambi voltarono gli occhi frettolosamente. El strinse i denti e cominci� a scalare la rete incantata per allontanarsi da lei: qualsiasi cosa pur di muoversi e <emphasis>fare</emphasis> qualcosa.</p><p>Mystra, pens� silenziosamente, cercando di scacciare l�immagine vivida del volto sorridente di Nacacia. Oh, Mystra, ho bisogno della tua guida: tutti questi anni di schiavit� sono parte del tuo piano?</p><p>Il mondo intorno a lui sembr� scintillare, ed egli si ritrov� improvvisamente su un pascolo roccioso. Era quello sovrastante Heldon, sul quale da ragazzo portava le pecore!</p><p>Soffiava la brezza, faceva freddo e�� combinazione�� era anche nudo.</p><p>Sollevando il capo vide la sua maestra di tanti anni prima: Myrjala, conosciuta anche come �Occhi Scuri�. Quei grandi occhi sembravano pi� profondi e pi� affascinanti che mai mentre, sdraiata nell�aria sopra l�erba verde, lo guardava. Il vento non spostava di un soffio la sua tunica di raso scura.</p><p>Myrjala era Mystra. Elminster allung� un braccio verso di lei.</p><p>�Grande Signora�, sussurr�, �sei davvero tu� dopo tutti questi anni?�</p><p>�Naturalmente�, rispose la dea, gli occhi due pozzi scuri di promesse. �Perch� hai dubitato di me?�</p><p>El rabbrivid� per la vergogna improvvisa, si inginocchi�, e abbass� gli occhi. �Io� ho sbagliato e� be�, � passato tanto tempo e��</p><p>�Non molto per un elfo�, ribatt� Mystra dolcemente. �Stai finalmente imparando a pazientare, o sei davvero disperato?�</p><p>Elminster la guard� con occhi lucidi, sull�orlo delle lacrime. �No!�, grid�. �Tutto ci� di cui avevo bisogno era questo, vederti, e sapere che sto facendo la tua volont�. Io� io ho ancora bisogno della tua guida�.</p><p>La dea gli sorrise. �Almeno sei consapevole di averne bisogno. Alcuni non lo sono, e si gettano nella vita, devastando tutto ci� che possono raggiungere su Faer�n, ne siano essi consapevoli o no�. Sollev� una mano, e il suo sorriso mut�.</p><p>�Tuttavia rifletti su ci� che ti dir�, mio carissimo Eletto: molti individui di Faer�n non hanno tale guida, eppure imparano a camminare con le proprie gambe, seguendo le proprie idee nel fiume della vita, e commettendo i propri errori. Tu sei certamente padrone di quest�ultima arte�.</p><p>Il principe distolse lo sguardo, soffocando di nuovo le lacrime, ma Mystra rise e gli tocc� la guancia. Un fuoco incandescente sembr� pervadere il suo corpo.</p><p>�Non affliggerti�, lo consol�, come una madre col figlio piangente, �poich� <emphasis>stai</emphasis> imparando la pazienza, e la tua vergogna � infondata. Malgrado la paura di esserti dimenticato di me e allontanato dalla tua missione, io mi compiaccio con te�.</p><p>Heldon si fece scuro e sfum� attorno al volto della donna, che mut�, e divenne quello di Nacacia.</p><p>Elminster batt� le palpebre, mentre la ragazza gli sorrideva. Era di nuovo nella tela magica. Fece un respiro profondo e tremulo, le sorrise, e continu� a salire. Ma qualsiasi cosa facesse, i suoi pensieri rimanevano fissi sulla collega apprendista, il suo volto sempre chiaro nella mente. Talora si domandava quanto il Maestro potesse vedere di tali scene mentali e che cosa pensasse realmente di loro.</p><p>Nacacia. Ah, abbandona i miei pensieri per un attimo, lasciami in pace! Ma no�</p><p>La ragazza dagli occhi brillanti era un�orfana mezzo sangue, che una notte aveva fatto la sua entrata nella torre rannicchiata fra le braccia del Mascherato. El sospett� che egli avesse saccheggiato il villaggio in cui viveva.</p><p>Un carattere spumeggiante, una natura birichina che il mago cercava di spegnere con incantesimi o trasformazioni in animali pi� o meno ripugnanti, e un�allegria che permaneva qualsiasi punizione si inventasse l�elfo, Nacacia si era rapidamente trasformata in un�autentica bellezza.</p><p>Aveva una chioma castana dai riflessi ramati che le ricadeva in una folta cascata fino all�incavo delle ginocchia, e schiena e spalle sorprendentemente muscolose; dal punto in cui si trovava in quel momento, El poteva ammirare la linea profonda e curva della sua colonna vertebrale. I grandi occhi, il sorriso e gli zigomi mostravano la bellezza classica del sangue elfo, e la sua vita era tanto sottile da sembrare finta.</p><p>Il Maestro le permetteva di indossare pantaloni e gil� neri da ladro e di tenere i capelli lunghi. Le aveva persino insegnato sortilegi per animarli in modo da farsi accarezzare quando la portava nella sua stanza, e lasciava fuori Elminster, a fluttuare furioso.</p><p>La ragazza non gli raccontava mai ci� che accadeva nella stanza del mago, eccetto che il loro Maestro non si toglieva mai la maschera. Una volta, svegliandosi da un incubo, Nacacia farfugli� qualcosa su �tentacoli morbidi e terribili�.</p><p>Il Mascherato non solo non si toglieva mai la maschera, ma neanche mai dormiva. Per quanto aveva potuto notare El, il Maestro non aveva n� amici n� parenti, e nessun cormanthoniano si rivolgeva a lui. Trascorreva le sue giornate a elaborare e inventare magie e a insegnare incantesimi ai suoi due apprendisti. Talora li trattava quasi come amici, pur non rivelando mai nulla di s�, talaltra non mancava di far notare loro che erano suoi schiavi, e gran parte delle volte li faceva lavorare come bestie da soma. Effettivamente sembrava che si divertisse a tentare i due apprendisti con la compagnia reciproca, costringendoli, seminudi, a fare lavori sudici e scivolosi di pulizia, o di riordino; ma ogni volta che lui e Nacacia si toccavano, per prestarsi un aiuto innocente o per consolarsi, egli li colpiva con una punizione.</p><p>I castighi erano numerosi e vari, ma quello favorito dal Maestro consisteva nel paralizzare il corpo degli apprendisti con incantesimi e porvi sopra sanguisughe acide. Mentre scivolavano sulla pelle, o vi penetravano quasi pigramente, le creature lente e scintillanti secernevano una bava bruciante. Il Mascherato rimediava sempre in tempo ai danni apportati, affinch� i suoi schiavetti rimanessero in vita, ma Elminster pot� constatare che a Faer�n esistevano poche cose tanto dolorose quanto quella sorta di lumache che si facevano lentamente strada nei polmoni, nello stomaco, o nelle viscere.</p><p>In quei venti lunghi anni di apprendimento di complicate magie elfe, El aveva, tuttavia, imparato a rispettare il Maestro. Questi era un meticoloso inventore d�incantesimi, non lasciava mai nulla al caso, prevedeva tutto e non sembrava mai sorpreso; possedeva un istinto naturale per la magia, e riusciva a modificare, a combinare o a improvvisare incantesimi con il minimo sforzo e senza esitazioni. Non dimenticava mai dove metteva le cose, anche le pi� banali, e manteneva costantemente un controllo ferreo su se stesso, senza mai mostrare stanchezza, solitudine, o il bisogno di confidarsi con qualcuno. Persino le sue sfuriate sembravano calcolate.</p><p>Inoltre, anche dopo vent�anni di stretto contatto, Elminster non sapeva chi fosse. Un membro di qualche antica e fiera casata, senza dubbio, e�� a giudicare dalle sue vedute�� nemmeno tanto vecchio. Il Mascherato proiettava spesso una falsa copia di se stesso, in modo da poter sbrigare faccende altrove e contemporaneamente istruire il suo apprendista.</p><p>Dapprima, l�ultimo principe di Athalantar era rimasto sbalordito dai sortilegi potenti che l�anonimo mago elfo gli permetteva di imparare, ma in fin dei conti, perch� mai questi avrebbe dovuto preoccuparsi se poteva, con un solo gesto, ridurre all�obbedienza il corpo che aveva dato all�apprendista umano? Elminster sospettava che lui e Nacacia fossero tra i pochi apprendisti di Cormanthor a non lasciare mai la dimora del maestro, e probabilmente gli unici a non avere puro sangue elfo nelle vene; per giunta, non era mai stato insegnato loro come creare il proprio mantello difensivo.</p><p>Talora El pensava ai primi giorni tumultuosi trascorsi nel regno, e si domandava se la Srinshee e il Coronal lo credessero morto, o se pensassero mai a lui. Si chiedeva spesso che era stato della giovane Symrustar, che aveva abbandonato nei boschi, impossibilitato a difenderla e a chiamare aiuto. E che fine aveva fatto Mythanthar, col suo sogno di un mythal? Il Maestro li avrebbe certamente informati se tale mantello spettacolare fosse stato gi� creato, e se la citt� fosse stata aperta ad altre razze. Ma perch� mai avrebbe dovuto riferire notizie del mondo esterno a due apprendisti che teneva praticamente prigionieri?</p><p>Recentemente era cessato persino l�attento insegnamento della magia. Il Mascherato si assentava sempre pi� spesso dalla torre, oppure si rinchiudeva in stanze impenetrabili a scrutare eventi che accadevano altrove. Giorno dopo giorno di quell�ultimo inverno lasciava soli gli apprendisti a sbrigare liste infinite di compiti che apparivano scritte a caratteri infuocati su un muro: lavori di fatica, e la messa a punto di piccoli incantesimi per tener pulita e in ordine la torre del maestro. E tuttavia li controllava: esplorazioni non autorizzate del luogo o un�intimit� eccessiva fra loro, scatenavano dal nulla rapidi incantesimi di punizione. Solo una decina di giorni prima Nacacia aveva sfiorato la spalla di Elminster con un bacio mentre passava, e una frusta invisibile l�aveva colpita sulle labbra e sulla faccia, malgrado i tentativi frenetici del principe di scacciarla mentre la ragazza indietreggiava gridando. Il mattino seguente si era svegliata completamente guarita, ma con una fila di spine pungenti attorno alla bocca, che avrebbero impedito qualsiasi bacio, e che scomparvero solo dopo una settimana.</p><p>In quei giorni, quando il Mago Mascherato faceva una delle sue rare apparizioni nelle stanze dei due apprendisti, era per un aiuto magico; solitamente si trattava di impiegare parte delle loro energie vitali per un incantesimo arcano che l�elfo stava sperimentando, o per creare una rete magica.</p><p>Una rete come quella a cui stavano lavorando in quel momento. Erano costruzioni incredibili, costituite da linee di forza luminose, sulle quali si poteva camminare come su un�ampia trave di legno, anche capovolti o fortemente inclinati. Nel tessuto di tali reti o gabbie potevano essere inclusi molti incantesimi, in punti particolari e per ragioni specifiche, cosicch� il collasso della struttura avrebbe scatenato un incantesimo dopo l�altro, in un ordine ben preciso.</p><p>Il Maestro rivelava raramente tutte le magie disposte in una rete prima che il suo innesco ne rivelasse la vera natura, e non aveva mai insegnato agli apprendisti come iniziarne una. El e Nacacia non conoscevano nemmeno lo scopo primario, o il bersaglio, della maggior parte delle reti a cui lavoravano, e il principe sospettava che il Mascherato si avvalesse dell�aiuto dei due apprendisti ignoranti semplicemente per rimanere nascosto, cosicch� gli incantesimi che colpivano un rivale distante non avrebbero recato tracce dell�autore.</p><p>In quel momento l�elfo si volt�, gli occhi fiammeggianti dietro la maschera che non abbandonava mai. �Elminster, vieni qui�, gli ordin� freddo, indicando con un dito un punto particolare della rete. �Dobbiamo tessere insieme un incantesimo mortale�.</p></section><section><title><p>18.</p><p>Nella rete</p></title><epigraph><p>Arriva sempre il giorno in cui, persino il pi� paziente ed esigente dei traditori diventa impaziente e svela il suo tradimento. Da allora in avanti deve affrontare il mondo com�� in realt�, con le sue reazioni, non come lo vede o desidera che sia nelle sue trame e nei suoi sogni. � a questo punto che molti tradimenti falliscono.</p><p>Il mago noto come il Mascherato non era, tuttavia, un traditore ordinario, se mai si riesca a concepire un �traditore ordinario�. Lo storico di Cormanthor vi � riuscito, e, andando indietro nel tempo, ha identificato molti tradimenti ordinari, dei quali per� quello in questione non fa parte, essendo degno di una triste ballata di morte.</p><text-author>Shalheira Talandren, Sommo Bardo Elfo di Summerstar</text-author><text-author>Da <emphasis>Spade argentee e notti d�estate</emphasis>:</text-author><text-author><emphasis>Una storia ufficiosa ma vera di Cormanthor</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata nell�Anno dell�Arpa</text-author></epigraph><p>Elminster scosse il capo per cercare di riprendersi dalla stanchezza mentale: aveva filato incantesimi con un�altra mente, pi� fredda, per troppo tempo, e quasi vacill� nella rete, immersa in ronzante attesa.</p><p>�Ora spostati�, gli ordin� all�orecchio la fredda e sottile voce del Maestro, nonostante l�elfo fosse sospeso nell�aria all�estremit� opposta della stanza. �Nacacia, tu vatti a sedere su quel divano nell�angolo. Elminster, qui con me�.</p><p>Sapendo che il mago aveva poca pazienza, entrambi gli apprendisti s�affrettarono a ubbidire, lasciandosi cadere agilmente dalla rete non appena furono abbastanza in basso da saltare senza distruggere nulla.</p><p>El non aveva ancora raggiunto il luogo indicato dal mago che questi sibil� qualcosa e us� un dito per colmare la distanza fra due punti sporgenti all�estremit� delle linee luminose della rete. Tale gesto scaten� il sortilegio, che esplose con una miriade di scintille, innescando una catena di incantesimi, mentre la rete si dissolveva lentamente. Il mago elfo guard� in alto, con atteggiamento di attesa, ed El ne segu� lo sguardo fino a un punto nell�aria, che si anim� improvvisamente, dando vita a una scena fluttuante, simile a un arazzo brillante appeso nel vuoto, via via pi� luminoso.</p><p>Era l�immagine di una casa che El non aveva mai visto, una delle abitazioni dalla forma irregolare tipiche delle campagne elfe. Una casa viva, ampliata lentamente col passare dei secoli. Quella doveva avere pi� di mille estati, a giudicare dall�aspetto, e si trovava nel cuore di un boschetto di vecchie e imponenti querce, da qualche parte nel cuore della foresta. Una casa antica e fiera.</p><p>Una casa che sarebbe esistita solo per pochi istanti ancora.</p><p>El osserv� arcigno mentre le magie scatenate dalla rete distruggevano gli scudi, annientavano gli incantesimi d�attacco e li costringevano a colpire il cuore della vecchia casa, strappando guardiani e destrieri dai pali a cui erano legati, per poi scaraventarli contro i muri.</p><p>In pochi minuti la fiera abitazione dai rami possenti e dalle foglie lussureggianti venne trasformata in un cratere fumante, fiancheggiato da due frammenti scheggiati di tronco annerito. Strane cose, forse corpi straziati, stavano ancora piovendo intorno alla casa distrutta quando la rete magica inglob� la scena, e l�aria divenne nuovamente scura.</p><p>Elminster stava ancora battendo le palpebre quando una nebbia improvvisa lo avvolse, e non ebbe nemmeno il tempo di gridare che si ritrov� in un altro luogo. I suoi stivali poggiavano su un terreno soffice e su foglie morte, e tutt�intorno si sentiva il profumo degli alberi.</p><p>Era in piedi in una radura nel cuore della foresta e il Mascherato se ne stava disteso nell�aria accanto a lui; nessuna traccia di Nacacia, n� di abitazioni elfe.</p><p>El serr� gli occhi un paio di volte per abituarsi al cambiamento di luce, respir� a fondo l�aria umida, e si guard� intorno: era lieto di essere finalmente uscito dalla torre, ma fu presto assalito da cattivi presagi. Il Maestro aveva forse assistito al suo incontro con Mystra, o lo aveva visto nella sua mente? Nell�apparizione la dea era distesa quasi nella sua stessa posizione.</p><p>La radura aveva un non so che di strano; misurava un centinaio di passi in larghezza, era di forma semicircolare e spoglia, completamente spoglia, solo terra e roccia, non un ceppo, non un lichene a ravvivarla.</p><p>El guard� il mago e sollev� un sopracciglio con fare interrogativo.</p><p>Il Maestro punt� un dito verso il basso. �Questo � l�effetto di un incantesimo che ti insegner� ora�.</p><p>Elminster osserv� ancora per qualche istante quella desolazione, e poi si rivolse al Mascherato, il viso inespressivo come pietra. �Gi�. � qualcosa di potente, non � vero?�</p><p>�Qualcosa di molto utile. Se usato nel modo giusto, pu� rendere l�autore quasi invincibile�. Il mago elfo mostr� i denti in un ghigno e aggiunse, �Come me, per esempio�. Poi si sollev� dalla sua posizione distesa ed esclam�: �Sdraiati qui, dove termina la radura e inizia la foresta. Faccia a terra, le braccia larghe. Non ti muovere�.</p><p>Quando il Maestro parlava con quel tono, non era il caso di esitare o di discutere. Elminster si gett� immediatamente a terra.</p><p>Percep� il tocco glaciale delle dita del mago sulla nuca: erano tanto fredde solo quando gli inculcavano un incantesimo nella mente, senza bisogno di studiarlo o di ricevere istruzioni per l�uso o�</p><p>Per tutti gli dei! Quella magia avrebbe alimentato ogni incantesimo che gi� possedeva, raddoppiandone l�effetto o duplicandolo. Per far ci�, essa succhiava forza vitale da un albero.</p><p>O da un essere senziente.</p><p>Ed era tanto <emphasis>facile.</emphasis> Certamente ci voleva un mago molto capace per sferrarlo, ma l�atto in se stesso era terribilmente semplice, e lasciava dietro di s� l�aridit� pi� assoluta. Erano stati proprio gli <emphasis>elfi</emphasis> ad elaborare tale incantesimo?</p><p>�Quando�, domand� El al muschio sotto il suo naso, �potrei mai utilizzare una simile magia?�</p><p>�Durante un�emergenza�, rispose tranquillamente il Maestro, �se la tua vita, o il tuo regno o il tuo castello fossero estremamente in pericolo. Quando tutto il resto � perduto, l�unico atto immorale � non fare qualcosa che sai potrebbe aiutare la causa. Ecco a cosa serve tale incantesimo�.</p><p>Il principe azzard� un�occhiata all�elfo mascherato. La sua voce, per la prima volta in vent�anni, aveva un tono appassionato, quasi famelico.</p><p><emphasis>Mystra</emphasis>, pens� El, <emphasis>quest�elfo ama l�idea di distruggere i nemici, a qualsiasi costo!</emphasis></p><p>�Immagino, Maestro, che non sar� mai abbastanza sicuro del mio giudizio da osare sferrare quest�incantesimo�, afferm� lentamente Elminster.</p><p>�Sicuro, no: nessun essere pensante e attento lo sarebbe, sapendo ci� che pu� causare questa magia. Tuttavia capace, s�, puoi diventarlo. � per questa ragione che siamo qui. Ora alzati�.</p><p>El si rimise in piedi. �Devo fare pratica?�</p><p>�In un certo senso, s�. Sferrerai l�incantesimo contro un nemico di Cormanthor. Per decreto del Coronal, tale magia dev�essere utilizzata solo per la difesa diretta del regno o di un elfo anziano in pericolo�.</p><p>El fiss� la maschera incantata del Maestro, domandandosi forse per la millesima volta quali fossero i suoi veri poteri, e che cosa avrebbe trovato dietro di essa se mai si fosse azzardato a strappargliela.</p><p>Come se quel pensiero avesse attraversato la mente dell�elfo, il Mago Mascherato indietreggi� bruscamente e afferm�: �Hai appena visto la nostra rete distruggere una casa. Era un�abitazione usata da alcuni cospiratori del regno che desiderano trattare con i drow. Bramano tanto la ricchezza e l�importanza che gli elfi delle tenebre hanno loro promesso che intendono tradirci e diventare vassalli di qualche matrona del Sottosuolo�.</p><p>�Ma di sicuro��, inizi� Elminster, per poi interrompersi. Nulla era sicuro di quella storia tranne il fatto che il Maestro stesse mentendo. Sul pascolo Mystra gli aveva conferito tale capacit� di discernimento, e ora capiva quando la voce fredda e sottile del mago si allontanava dalla verit�.</p><p>�Presto�, continu� l�elfo, �andremo in un luogo che � ha protezioni specifiche contro di me, dove potrei entrare solo distruggendone tutte le barriere, e quindi annunciando a tutti il mio arrivo. Non voglio sprecare tanta magia�.</p><p>Il mago punt� il dito verso El. �Tu, invece, potrai entrare senza problemi. La mia magia ti fornir� un orco incatenato, un malvagio saccheggiatore di villaggi umani ed elfi che abbiamo catturato mentre arrostiva allo spiedo bambini per cena. Alimenterai il tuo incantesimo con le sue energie, e poi scaglierai la tua antimagia�� naturalmente aumentata per dimensioni ed efficacia dall�incantesimo che ti ho insegnato�� nella casa che ti indicher�. Poi raduner� alcuni armathor fedeli armati di spade, e il gioco sar� fatto. I traditori moriranno e Cormanthor sar� al sicuro ancora per qualche tempo. Dopo tale azione sarai finalmente pronto per essere presentato al Coronal�.</p><p>�Al Coronal?�, Elminster si sent� eccitato quasi quanto avesse lasciato intendere il tono della sua voce. Effettivamente sarebbe stato bello rivedere Lord Eltargrim. Ci�, tuttavia, non dissip� la strana sensazione che aveva riguardo l�intera faccenda. Chi avrebbe ucciso in realt�?</p><p>Il Mascherato vide il disgusto sul volto di El. �Nella casa che colpirai vive un mago, un mago molto potente�, aggiunse lentamente. �Tuttavia spero che i miei assistenti affrontino i veri nemici con la stessa efficienza con cui trasformiamo funghi velenosi ed evochiamo la luce nei luoghi oscuri. Il vero mago non si permette mai di essere intimorito dalla magia quando la usa�.</p><p>Il mago saggio, pens� tra s� Elminster, ricordando le parole di Mystra, finge di non sapere nulla della magia.</p><p>E quando raggiunger� la vera saggezza, sapr� che non stava fingendo, complet� ironicamente �Sei pronto, Elminster?�, gli domand� pacato il Maestro. �Sei finalmente pronto a intraprendere una missione importante?�</p><p><emphasis>Mystra?</emphasis> Domand� El silenziosamente. Una visione apparve subito nella sua mente: il Mascherato aveva il dito puntato verso di lui, proprio com�era accaduto un attimo prima, e nella visione El sorrideva e annuiva entusiasta. Era tutto chiaro.</p><p>�Sono pronto�, esclam� El, sorridendo e annuendo in maniera entusiasta.</p><p>La maschera non nascose il lento sorriso che segn� il volto del mago.</p><p>L�elfo sollev� le mani e mormor�: �Allora andiamo�. Fece un singolo gesto in direzione del principe, e il mondo scomparve in un fumo vorticante.</p><p>Quando il fumo si dissip� rendendo nuovamente visibili l�umano e il mago, essi erano in una valle boscosa, situata da qualche parte a Cormanthor, a giudicare dall�aspetto degli alberi e dal sole sopra di loro. Erano in piedi su una collinetta, accanto a un pozzo e, oltre un piccolo avvallamento che racchiudeva un giardino, si ergeva una casa bassa e tortuosa, fatta di alberi uniti da stanze di legno dal tetto spiovente. Se non fosse stato per le finestre ovali visibili nei tronchi d�albero, avrebbe potuto benissimo essere una casa abitata da uomini.</p><p>�Colpisci rapidamente�, mormor� il mago all�orecchio di Elminster, dopodich� svan�, e al suo posto comparve un orco in pesanti catene. La bestia lo fissava, scongiurandolo con gli occhi, come se tentasse freneticamente di dire qualcosa attraverso lo spesso bavaglio che gli avvolgeva bocca e zanne. Ma tutto ci� che riusc� a emettere fu un debole ma acuto piagnucolio.</p><p>Un divoratore di bambini e un saccheggiatore, eh? El serr� le labbra, disgustato da ci� che doveva fare, e tocc� l�orco senza esitazione. Il Mascherato lo stava sicuramente osservando.</p><p>Sferr� l�incantesimo, e si volt� per stendere la mano verso la casa, e disseminare l�antimagia in ogni sua parte, guidandola con la mente nella cantina pi� profonda, per interdire anche i sortilegi pi� potenti.</p><p>Il lamento dell�orco divenne un gemito disperato; la luce nei suoi occhi scintill� e si spense, e la bestia pieg� le ginocchia e si accasci� pesantemente a terra; El dovette farsi rapidamente da parte per non essere sepolto dalla massa incatenata.</p><p>Nelle vicinanze l�aria vibr�, e il principe di Athalantar sollev� lo sguardo in tempo per vedere guerrieri elfi in armatura scintillante, dal collare alto, uscire di corsa da uno squarcio nel vuoto. Nessuno di loro portava elmi, ma tutti agitavano spade sguainate, spade incantate che baluginavano di magia saccheggiatrice. Senza guardare n� lui n� l�ambiente circostante, si precipitarono sulla casa scardinando finestre e porte. Quando le spade violarono tali barriere e gli elfi fecero irruzione all�interno, il bagliore su armi e armature si spense, e iniziarono a udirsi grida soffocate e tintinnii di spade.</p><p>Sentendosi improvvisamente male, El guard� di nuovo l�orco e rimase a bocca aperta, inorridito.</p><p>Si gett� in ginocchio e allung� una mano per toccare e accertarsi, e d�un tratto ebbe la sensazione che si aprisse una voragine scura intorno a lui. Le catene si erano afflosciate intorno a una forma esile e slanciata., Una forma fin troppo familiare, penzolante fra le sue braccia. Gli occhi di Nacacia, ancora spalancati nella loro supplica triste e vana, lo fissavano, scuri e vuoti. Ora sarebbero rimasti tali per sempre.</p><p>El tocc� tremante il bavaglio crudele che le chiudeva ancora la bocca delicata, e non pot� trattenere un secondo di pi� le lacrime. Non vide mai il fumo turbinante impossessarsi nuovamente di lui.</p></section><section><title><p>19.</p><p>Rabbia a corte</p></title><epigraph><p>Nei racconti e nelle favole degli uomini la Corte di Cormanthor � descritta come una sala enorme, scintillante di meraviglie incantate, nella quale elfi riccamente vestiti, dalle maniere altezzose e dignitose, fluttuavano tranquillamente avanti e indietro. Ci� accadeva per gran parte del tempo, ma un particolare giorno dell�Anno delle Stelle Eccelse costitu� una singolare eccezione.</p><text-author>Antarn il Saggio</text-author><text-author>Da <emphasis>La grande storia della potenza degli arcimaghi faer�niani</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata approssimativamente nell�Anno del Bastone</text-author></epigraph><p>�Fermi!�, url� il Mascherato, coprendo il mormorio di voci scioccate. �Consegno un criminale alla giustizia!�</p><p>�Veramente�, afferm� qualcuno con tono severo, �se c�� un��</p><p>�Calma, Lady Aelieyeeva� s�intromise una voce grave ma austera che El ben conosceva. �Riprenderemo i nostri affari pi� tardi. � l�umano che ho nominato armathor del regno; la questione richiede il mio giudizio�.</p><p>El guard� il trono del Coronal, fluttuante sopra la luminosa Piscina della Rimembranza. Lord Eltargrim si protese, il volto interessato, ed elfi con splendide tuniche si affrettarono a farsi da parte per sgomberare il pavimento liscio come il vetro fra El e il governatore di Cormanthor.</p><p>�Riconoscete l�umano, Onorato Signore?�, domand� il Mascherato, e la sua voce fredda echeggi� in ogni angolo della vasta Camera della Corte, piombata nel frattempo in un improvviso silenzio.</p><p>�Lo riconosco�, rispose il Coronal lentamente con una traccia di tristezza nella voce, poi spost� lo sguardo da Elminster all�elfo mascherato, e aggiunse, �ma non riconosco voi�.</p><p>Il mago si port� una mano alla faccia, lentamente, e rimosse la maschera, come fosse una seconda pelle. El pot� finalmente vedere, dopo vent�anni, quel volto di fredda bellezza: un volto che aveva visto gi� una volta.</p><p>�Sono Llombaerth Starym, Portavoce della mia casata�, esclam� l�elfo. �Io accuso quest�uomo�� il mio apprendista, Elminster Aumar, nominato da voi armathor del regno in questa stanza, vent�anni orsono�� di omicidio e tradimento�.</p><p>�Perch�?�</p><p>�Onorato Signore, pensai di insegnargli l�incantesimo spegnivita, per metterlo in condizione di difendere Cormanthor e affinch� potesse esservi presentato come mago del regno a pieno titolo. Imparatolo, non ha esitato a usarlo per uccidere l�altro mio apprendista�� la mezzo sangue che giace ora accanto a lui, ancora nelle catene in cui l�ha imprigionata�� e uno dei maggiori maghi del regno: Mythanthar. Ha avvolto la sua abitazione in un�antimagia, cosicch� il nostro saggio e vecchio mago non ha potuto evitare le spade dei drow, alleati con l�umano�.</p><p>�<emphasis>Drow?</emphasis>�, esclamarono terrorizzati i cortigiani allineati lungo la sala.</p><p>Llombaerth Starym annu� con aria triste. �Gli elfi delle tenebre temono che la creazione di un mythal possa sovvertire i loro piani. Attaccheranno alla fine dell�estate, presumo�.</p><p>Vi fu un momento di silenzio, poi si levarono in ogni dove voci eccitate; fra le lacrime che stava cercando di trattenere, El vide il Coronal percorrere la sala con lo sguardo e fare alcuni gesti.</p><p>Si ud� un suono acuto, come di molte code d�arpa toccate all�unisono, e la voce insistente, magicamente amplificata della Messaggera di Corte rotol� nella lunga stanza aperta. �Calma e ordine, signori e signore. Chiedo nuovamente il vostro silenzio�.</p><p>Pass� qualche istante prima che tornasse la calma, ma quando gli armathor lasciarono le porte della corte e avanzarono espressamente lungo le fila di cortigiani, la richiesta della messaggera venne soddisfatta. L�atmosfera si fece tesa.</p><p>Il mago Starym si rimise la maschera, che gli si appiccic� istantaneamente al volto.</p><p>Il Coronal si alz� dal trono, le vesti bianche di un bianco accecante, e rimase in piedi nell�aria, guardando Elminster, pi� in basso. �� stata richiesta giustizia, e il regno l�avr�. Tuttavia nelle questioni tra maghi vi sono sempre state accese dispute, perci� prima la verit�, poi il giudizio. La giovane mezzo sangue � ancora viva?�</p><p>El apr� la bocca per parlare, ma il Mascherato lo precedette rispondendo con un �no� secco.</p><p>�Allora devo chiamare la Srinshee, che pu� parlare con i morti�, concluse serio Lord Eltargrim. �Fino al suo arr��</p><p>�Aspettate!�, ribatt� rapido l�elfo mascherato. �Onorato Signore, ci� che volete fare non � affatto saggio! Quest�umano non pu� aver preso contatti con i drow senza l�aiuto di cittadini di Cormanthor, e tutti qui conoscono la lunga serie di rovesci di fortuna che ha subito Mythanthar nella creazione del suo mythal. Una delle poche persone tanto potenti da poter contrastare inosservata il nostro saggio mago, e da poter trafficare con gli elfi delle tenebre e sopravvivere, � Lady Oluevaera Estelda!</p><p>La sua voce assunse un tono drammatico. �Se la convocherete qui, non solo dir� falsa testimonianza, ma potrebbe anche colpire voi e altri cormanthoniani fedeli, e cercare di distruggere il regno!�</p><p>Il Coronal era pallido in volto, i suoi occhi sprizzavano rabbia per le accuse mosse dal mago mascherato, ma la sua voce suon� piatta e quasi gentile quando domand�: �Chi dunque, secondo voi Lord Llombaerth, potrebbe esaminare la mente dei morti? E di colei che accusate?�</p><p>L�elfo mascherato si accigli�. �Ora che la Grande Signora, Ildilyntra Starym, non � pi� tra noi�, afferm� lentamente, evitando attentamente di guardare il volto del Coronal divenire ancor pi� bianco, �non saprei davvero chi scegliere; potrebbero essere tutti corrotti, capite�.</p><p>Si volt� e, con fare pensieroso, fece qualche passo nell�aria, lungo la fila di cortigiani. Molti di essi si ritrassero, come se avesse una malattia contagiosa, ma il mago non vi prest� attenzione.</p><p>�Che cosa dite, Signor Portavoce, se facessimo testimoniare il mago Mythanthar?� Il tono profondo della Messaggera di Corte, ancora in piedi sulla porta in fondo alla stanza, sorprese tutti i presenti. Il Coronal e il Mascherato sollevarono di scatto la testa e guardarono Aubaudameira Dree.</p><p>�� <emphasis>morto</emphasis>, Lady�, osserv� severo il Mago Mascherato, �e chiunque lo interroghi potrebbe evocare risposte false mediante incantesimi. Non vedete che ci� rappresenta un problema?�</p><p>�Ah, giovane Starym�, esclam� una figura esile, appoggiando la mano sulla spalla di Alais affinch� la sua voce fosse amplificata, �considera risolto il tuo problema: sono vivo. E non devo ringraziare te�.</p><p>Llombaerth si irrigid� e rimase a bocca aperta, solo per un istante. Poi esclam� rabbioso. �Che imbroglio � mai questo? Ho visto io stesso l�umano sferrare l�incantesimo. Ho visto i drow sciamare nella casa di Mythanthar! Non pu� essere sopravvissuto!�</p><p>�Cos� avete progettato�, afferm� il vecchio mago, avanzando silenziosamente sull�aria, al fianco di Alais. �Cos� avete sperato. Il problema con voi giovani � che siete tutti tanto pigri, tanto impazienti. Trascurate di verificare i dettagli degli incantesimi, e vi ritrovate con brutte sorprese. Non vi disturbate ad assicurarvi che le vostre vittime siano davvero morte, e come tutti gli Starym, giovane Llombaerth, voi date le cose <emphasis>troppo</emphasis> per scontate�.</p><p>Mentre parlava, l�anziano mago percorse tutta la lunghezza della sala. Si ferm� accanto a Elminster e allung� un piede verso il corpo di Nacacia.</p><p>�Vorreste accusare <emphasis>me</emphasis> dell�assassinio della mia apprendista?�, url� il Mascherato, le braccia improvvisamente avvolte da piccoli fulmini. �E di aver tentato di uccidervi? Come <emphasis>osate</emphasis>?�</p><p>�Certamente�, rispose il mago, toccando il corpo della mezza elfa in catene.</p><p>La messaggera asser� formale: �Lord Starym, con la vostra magia state violando le regole della Corte. Qui si discute con le idee, non con gli incantesimi�.</p><p>Quando la donna ebbe pronunciato tali parole, il Coronal si mosse come per aggiungere qualcosa, e il corpo in catene svan�. Al suo posto, un attimo dopo, si materializz� un�altra forma: una ragazza con lunghi capelli color castano chiaro, in piedi, infuriata, e pi� che mai viva.</p><p>Il Mascherato trasal� e divenne bianco in volto. �Un incantesimo spegnivita � un�arma potente, Starym�, osserv� Mythanthar, �ma nessun involucro antimagia, per quanto rafforzato, pu� avere la meglio contro un sortilegio lacerante. Faresti meglio a studiare ancora un po� prima di definirti mago, sia che indossi o meno la Maschera di Andrathath�.</p><p>�Tutti zitti!�, tuon� Eltargrim. Mentre gli armathor iniziavano a riunirsi accanto alla Piscina, egli si rivolse a Nacacia, che stava abbracciando un Elminster singhiozzante, e le domand�: �Fanciulla, chi � il responsabile di tutto ci�?�</p><p>Nacacia punt� il dito contro Llombaerth Starym ed esclam� secca: �Lui. Ha organizzato tutto e la persona che vuole veramente uccidere siete <emphasis>voi</emphasis>, Onorato Signore!�</p><p>�Bugie!�, grid� il Mascherato. Due fulmini infuocati fuoriuscirono dai suoi occhi e attraversarono la stanza in direzione di Nacacia. La ragazza indietreggi�, ma Mythanthar sorrise e sollev� una mano, deviando i fulmini che colpirono qualcosa d�invisibile e poi scomparvero.</p><p>�Dovresti fare di meglio, Starym�, esclam� pacato, �ma non credo che tu sappia come. Non riconosci nemmeno una falsa sembianza quando giace davanti a te, in catene, u��</p><p>�<emphasis>Starym!</emphasis>�, abbai� il Mascherato, sollevando le braccia. �� giunto il <emphasis>momento</emphasis>!�</p><p>Tra i cortigiani, in tutta la stanza, eruppe magia luminosa. Si udirono grida, poi esplosioni improvvise e, d�un tratto, tutti gli elfi presero a correre per la sala con la spada sguainata.</p><p>�<emphasis>Muori</emphasis>, falso governatore!�, url� Llombaerth Starym, girandosi per colpire il Coronal. �Lascia che finalmente regnino gli Starym!�</p><p>Il fulmine bianco di magia distruttrice che scagli� in quel momento fu solo uno dei tanti che sfrecciarono verso il vecchio elfo davanti al trono, lanciati da altri maghi Starym da vari punti della sala.</p><p>Eltargrim svan� nella conflagrazione accecante causata dagli incantesimi di guerra, e l�aria si squarci� formando spaccature buie; la Messaggera di Corte grid� e si accasci� sul pavimento scintillante mentre lo scudo che aveva evocato attorno al suo governatore veniva sopraffatto. La sala trem�, e molti cortigiani urlanti si ritrovarono per terra. Un arazzo cadde sul pavimento.</p><p>Poi la cortina luminosa sopra la Piscina si fece da parte, e rivel� Lord Eltargrim in piedi sul Trono, la spada sguainata tra le mani. �La morte porti con s� i traditori di Cormanthor! Starym, la vostra vita � agli sgoccioli!�, grugn�, mentre la luce delle rune risvegliate ondeggiava su e gi� per la lama della spada.</p><p>Il vecchio guerriero balz� gi� dal trono, agitando l�arma come un falciatore di grano e usando gli incantesimi che fumavano e fluivano sul filo della lama per dissipare le fiamme turbinanti e i fulmini luminosi che venivano scagliati contro di lui.</p><p>Mythanthar profer� due parole strane, lentamente, e i fulmini e i fumi magici attraverso i quali Eltargrim si stava facendo strada fluirono improvvisamente verso l�alto, sopra la testa del Coronal, dritti nelle fauci di un drago.</p><p>L�esplosione che segu� frantum� il tetto della stanza, e rovesci� una delle possenti colonne. I presenti cominciarono a strillare fra le nubi di polvere, ed Elminster e Nacacia, ancora abbracciati, vennero scagliati sul pavimento, mentre i bagliori magici che illuminavano la vasta Camera della Corte si spensero.</p><p>Nell�improvvisa oscurit�, mentre tossivano e battevano le palpebre, solo una fonte di luce rimase costante: il trono vuoto del Coronal, che fluttuava tranquillo sopra la Piscina della Rimembranza.</p><p>Fulmini e saette si infrangevano attorno a esso, e il corpo di una sfortunata signora elfa si schiant� contro lo schienale, imbrattandolo di sangue. La donna cadde come una bambola di pezza nella Piscina sottostante, e la luce che questa emanava si tinse improvvisamente di rosso.</p><p>La Camera della Corte venne scossa da un�altra potente esplosione; che distrusse gli arazzi lungo la parete orientale, e fece volare altri corpi spezzati.</p><p>�Basta�, sbott� una voce nell�oscurit�. �Tutto ci� � durato fin troppo�.</p><p>La Srinshee era finalmente giunta.</p></section><section><title><p>20.</p><p>Tempesta d�incantesimi a corte</p></title><epigraph><p>Accadde dunque che una tempesta magica si scatenasse quel giorno nella Corte di Cormanthor. Un vero uragano d�incantesimi � qualcosa di terrificante, uno dei disastri pi� terribili che si possano immaginare, anche se si sopravvive per ricordarselo. Eppure qualcuno fra la nostra Gente temette e odi� ancora di pi� ci� che accadde dopo che la tempesta si plac�.</p><text-author>Shalheira Talandren, Bardo Elfo Supremo di Summerstar</text-author><text-author>Da <emphasis>Spade argentee e notti d�estate</emphasis>:</text-author><text-author><emphasis>Una storia ufficiosa ma vera di Cormanthor</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata nell�Anno dell�Arpa</text-author></epigraph><p>Una luce improvvisa avvamp� nell�oscurit�. Granelli dorati e luminosi si sollevarono dalla mano aperta di una maga che sembrava poco pi� che una bambina. D�un tratto la Camera della Corte non fu pi� illuminata solo dal bagliore degli incantesimi, dall�acciaio scintillante della spada del Coronal, e dalle fiamme che consumavano gli arazzi qua e l�.</p><p>Come un sole nascente, la luce torn� sul campo di battaglia.</p><p>Perch� tale era diventata la sala di corte. Corpi inerti erano sparsi ovunque, e in mezzo alla polvere sollevata, fra gli squarci del tetto a volta, si intravedeva debolmente il cielo. Frammenti enormi della colonna caduta giacevano dietro il trono fluttuante, e sotto alcuni di essi scorrevano fiumi di sangue scuro.</p><p>Elfi combattevano ancora per tutta la corte, armathor lottavano con cortigiani e maghi Starym in un groviglio di spade, imprecazioni, anelli scintillanti, e piccoli incantesimi.</p><p>La Srinshee fluttuava davanti al trono, e il suo minuscolo corpo emanava ancora luce. Numerosi fulmini guizzavano attorno alle dita della sua mano, e a tratti partivano per intercettare incantesimi che la maga reputava troppo pericolosi, mentre questi ululavano e ringhiavano lungo il pavimento.</p><p>Nacacia ed Elminster si alzarono e si gettarono nuovamente l�una nelle braccia dell�altro, ma, d�un tratto, videro qualcosa luccicare nelle mani dell�ex Maestro: il Mascherato aveva evocato una spada da tempesta, e fulmini purpurei correvano su e gi� sulla lama. Il suo volto non appariva pi� tanto disperato mentre osservava il Coronal farsi strada tra i servitori Starym raggruppati di fronte al Portavoce della casata.</p><p>Llombaerth guard� l�umano e la mezzo sangue abbracciati, e i suoi occhi si strinsero.</p><p>Arcu� una mano, ed El si sent� improvvisamente tirare. �No!� url� il giovane disperatamente, mentre il mago lo strappava dalle braccia di Nacacia, e gli faceva sollevare le mani per sferrare un incantesimo.</p><p>�Nacacia! Aiutami! <emphasis>Fermami!</emphasis>�, url� El mentre i suoi occhi venivano costretti a posarsi sulla Srinshee.</p><p>Il Mascherato inizi� a frugare nella sua mente alla ricerca di un incantesimo particolare e un caldo impeto di soddisfazione indic� che l�aveva trovato.</p><p>Era quello che prelevava spade da altri luoghi e le indirizzava verso il bersaglio desiderato.</p><p>Nel caso di Llombaerth il bersaglio erano gli occhi, la gola, il petto e l�addome della Srinshee, occupata a deviare le peggiori magie degli elfi in lotta.</p><p>Tutta la sala ardeva di nuovi incantesimi. Elfi che avevano represso per anni l�odio nei confronti dei rivali approfittarono della mischia per saldare i vecchi conti. Uno di essi, tanto anziano da avere la pelle delle orecchie quasi trasparente colp� un coetaneo con uno sgabello poggiapiedi e lo fece ruzzolare per terra.</p><p>Il cervello del vecchio schizz� sulle pantofole di una donna altezzosa in tunica blu, che nemmeno se ne accorse, tant�era occupata a lottare con un�altra fiera signora dal vestito color ambra. Le due donne si agitavano fra sputi, graffi, e tirate di capelli; avevano le unghie insanguinate e non smettevano di schiaffeggiarsi, tirarsi calci e pugni con furia. La signora in ambra sfregi� la guancia di quella in blu, e la nemica rispose cercando di strangolarla.</p><p>Mentre lotte simili imperversavano davanti a lui, El sollev� le mani e pos� lo sguardo su Oluevaera.</p><p>Nacacia strill� non appena si rese conto di ci� che stava accadendo, ed Elminster sent� i colpi sordi dei suoi piccoli pugni. Lo spinse, gli diede gomitate, e lo colp� in testa, cercando di bloccare l�incantesimo senza ferirlo.</p><p>Lentamente, resistendo al suo stesso corpo ma indifferente al dolore che la ragazza gli causava, El si concentr�, estrasse le minuscole copie delle spade che necessitava dalla tasca della cintura, alz� le mani per compiere il gesto che le avrebbe fuse e scatenato l�incantesimo, apr� le labbra, e ringhi� disperatamente: �Buttami a terra! Schiacciami contro il pavimento! <emphasis>Fatto!</emphasis>�</p><p>Nacacia si lanci� in un placcaggio goffo e disperato, e insieme caddero rimbalzando sul pavimento. El si contorse sulla pietra liscia mentre cercava di riprendere il fiato venutogli a mancare nella violenta caduta, e la ragazza lott� per restare sopra di lui, cavalcandolo come un contadino che cerca di uccidere un maiale riluttante.</p><p>Il principe di Athalantar si divincol�, trascinandola da una parte all�altra, e tent� colpirla, ma ricadde duramente sul braccio con cui intendeva farle del male.</p><p>Mentre lottava contro la sua volont�, qualcosa sal� vorticante dalle profondit� della sua mente. Qualcosa di dorato.</p><p>Ah! S�! Il simbolo d�oro che Mystra gli aveva impresso nella memoria tanto tempo prima luccic�, tremolante come una moneta vista sott�acqua. D�un tratto smise di ondeggiare ed El dom� la sua volont� per catturarlo.</p><p>L�immagine della Srinshee offusc� per un istante quello splendore vorticante quando il Mascherato lott� per dominare la volont� di El, ma alla fine il simbolo trionf�.</p><p>Mentre Nacacia spingeva la testa di El verso il basso, contro le pietre del pavimento, il giovane rimase aggrappato all�immagine scintillante e ansim�: �Mystra!�</p><p>Il suo corpo tremol�, si contorse e� <emphasis>flu�.</emphasis> Nacacia tent� di tappargli la bocca con una mano, aggrappandosi disperatamente a lui, ma El riusc� a esclamare a fatica: �Basta cos�! Nacacia, lasciami! Non sono pi� suo schiavo!�</p><p>La ragazza rotol� sul pavimento, poi si sollev� un poco e si ritrov� a fissare gli occhi di una donna umana!</p><p>�Buon giorno�, annasp� Elminster con un debole ghigno sul volto. �Chiamami Elmara, per favore!�</p><p>La mezzo sangue la guard� inebetita e incredula. �Sei veramente tu?�</p><p>�Qualche volta penso di s�, rispose El con un sorriso, al che Nacacia le gett� le braccia al collo con una risata di sollievo.</p><p>Il piccolo idillio venne interrotto un istante pi�� tardi dalle grida di: �Per gli Starym! Combattete!�</p><p>I due ex apprendisti si alzarono velocemente, inciamparono nel corpo immobile di Alais, e videro numerosi elfi irrompere nella parte orientale della sala, da dietro un arazzo. Le loro corazze di color marrone rossiccio recavano il simbolo argenteo dei draghi gemelli di Casa Starym, e gli ultimi armathor di corte stavano soccombendo sotto le loro spade.</p><p>�Opponete resistenza� gracchi� qualcuno l� vicino. �Restate qui, difendete la messaggera, e teneteli lontano dalla Srinshee�.</p><p>Era Mythanthar, e l�improvvisa stretta delle sue mani ossute sulle loro spalle indic� che stava parlando con Elmara e Nacacia. Voltatesi quel tanto che bastava per riconoscerlo, le ragazze annuirono rispettosamente e sollevarono le mani per tessere incantesimi.</p><p>Mentre i guerrieri Starym si facevano largo tra i cortigiani in lotta, senza badare a chi colpivano, El sferr� l�incantesimo della spada evocata, mirando al volto e alla gola dei soldati pi� avanzati.</p><p>Nacacia scaten� fulmini oltre la prima fila di Starym morenti per colpire la seconda, e gli elfi in armatura marrone barcollarono fino a morire sotto una pioggia di saette fameliche.</p><p>La Srinshee sferr� una magia dall�alto: comparve un muro di guerrieri fantasma completamente innocui, che tuttavia imped� a quelli vivi di avanzare finch� non furono abbattuti tutti, uno alla volta.</p><p>Nuove facce fecero capolino alle porte della grande sala, quando i capi di potenti casate vennero a verificare di persona quale nuova pazzia si fosse impossessata quel giorno del Coronal, e quasi tutti rimasero a bocca aperta, impallidirono e si ritirarono frettolosamente. Alcuni, tuttavia, deglutirono, estrassero spade che erano pi� da cerimonia che da battaglia, e s�avviarono prudentemente tra il sangue, la polvere e il tumulto.</p><p>All�altra estremit� della stanza il governatore di Cormanthor stava lottando per la sua vita, uccidendo i cortigiani Starym come un leone affamato. Un guerriero contro tanti, che formavano un muro di furia disperata intorno a lui. La sua spada cantava e baluginava, e solo due colpi erano riusciti a eluderla e a macchiare di rosso la sua tunica bianca. Eltargrim era di nuovo in battaglia e si sentiva perfettamente a suo agio.</p><p>Il Coronal era felice: dopo venti lunghi anni di complotti, di �incidenti�, di voci riguardanti la corruzione del governatore e di battute d�arresto nella creazione del mythal, i nemici erano usciti allo scoperto. Gli incantesimi della sua spada e quelli che proteggevano la corte stavano cominciando ad affievolirsi, ma se fossero riusciti a respingere ancora per poco le magie di quegli Starym�</p><p>�Prendetelo, incapaci!�, ringhi� Llombaerth Starym, colpendo furiosamente spalle e schiena dei guerrieri che venivano respinti con la parte piatta della spada.</p><p>Quando fosse giunto il momento, avrebbe usato una magia che nessun cormanthoniano era in grado di fermare, un segreto oscuro che aveva serbato per anni. Lo fece scivolare nella mano libera e attese. Un lancio ben assestato sulla faccia di Eltargrim, e il regno sarebbe finalmente appartenuto alla Casata degli Starym.</p><p>D�un tratto qualcosa gli schiaffeggi� la mente, un colpo tanto brutale quanto quelli da lui inflitti ai suoi guerrieri. La scena agitata del Coronal combattente davanti ai suoi occhi venne cancellata da una scena della sua mente: due stelle scure nuotavano e fluivano nel volto spietato e tetro del mago Mythanthar, rugoso e macchiato dall�et�, ma con due occhi che catturarono i suoi come due fiamme scure.</p><p><emphasis>Vai da qualche parte, giovane traditore?</emphasis></p><p>Nella sua testa quelle parole ironiche suonarono pi� forti del clangore delle spade, e Llombaerth Starym scopr� di non potersi muovere, di non poter distogliere lo sguardo dal vecchio mago, in piedi davanti a lui al centro della stanza, nella quale si agitavano guerrieri Starym e il sangue elfo macchiava il pavimento, un tempo scintillante, sotto gli stivali dell�anziano stregone.</p><p>�Esci <emphasis>fuori</emphasis> dalla mia <emphasis>testa</emphasis>!�, ringhi� il Mascherato, cercando disperatamente di cacciarlo con la forza di volont�.</p><p>Ma era come se tentasse di spostare il tronco di una vecchia quercia. Mythanthar lo tenne stretto in una morsa inflessibile, e con un sorriso gli promise la morte.</p><p>Vai a nutrire i vermi, Starym indegno. Muori, e non turbare mai pi� il regno di Cormanthor.</p><p>Quella macabra maledizione stava ancora risuonando nella sua testa quando Eltargrim Irithyl, Coronal di Cormanthor, super� l�ultima linea di guerrieri nemici e spinse la spada scintillante oltre quella di Llombaerth. Le due lame contornate di fiamme colpirono insieme il mantello del Mascherato, e lo scalfirono. Con un fuoco umido e improvviso, pi� terribile di qualsiasi cosa avesse mai provato prima, il Portavoce degli Starym sent� la spada del Coronal affondare nel fianco sinistro, salire fino al cuore e oltre, fino a colpire il braccio destro, che si stacc� dal corpo. L�ultima cosa che l�elfo percep�, mentre le tenebre allungavano i loro artigli per serrarlo in una morsa gelida, fu un prurito irritante nel punto in cui l�elsa della Zanna di Cormanthor si muoveva contro le sue costole.</p><p>Doveva assolutamente grattarsi, doveva� il dannato vecchio mago lo stava ancora osservando sorridente� portatelo via, cacciatelo�</p><p>E Llombaerth Starym abbandon� Faer�n senza nemmeno il tempo di un vero e proprio addio.</p><empty-line/><p>�� morto�, afferm� amaramente Flardryn, vedendo l�elfo mascherato accasciarsi. Si allontan� dalla sfera magica, senza nemmeno disturbarsi a guardare un incantesimo di stelle brillanti piovere dalla mano della Srinshee e distruggere l�esercito degli Starym, che ancora cercava di oltrepassare l�umana e la mezza elfa, ormai troppo decimato, troppo debole e in ritardo per vincere la battaglia.</p><p>Altri Starym, il volto bianco per l�incredulit�, rimasero a fissare la sfera luminosa, ferma sopra lo specchio di acqua incantata. Lacrime scorrevano lungo le loro guance, ma erano pi� anziani di Flardryn, perci� non si voltarono. Il minimo che uno poteva fare per coloro che indossavano i draghi degli Starym era guardarli fino alla fine e imprimersi tutto nella memoria, per poi vendicarli in futuro. Semplice dovere.</p><p>�Ucciso! Il nostro portavoce <emphasis>ucciso</emphasis> dal Coronal nella sua stessa corte! Il trono del regno schiaffeggia il volto di tutti gli Starym, ecco che cosa fa!�, sibil� uno degli anziani, il naso e le orecchie tremanti di rabbia.</p><p>Un�altra Starym, anch�ella tanto anziana da aver perso quasi tutti i capelli, che portava una tiara ingioiellata per coprire i pochi rimastile, lanci� un�occhiata truce ai suoi parenti. Poi sospir� ed esclam� triste: �Non avrei mai pensato di assistere al giorno in cui un elfo Starym, persino un giovane sciocco e arrogante, insignito di un titolo che non avremmo mai dovuto dargli, si sarebbe presentato alla Corte di Cormanthor e avrebbe denunciato il suo governatore. Per poi attaccarlo apertamente con incantesimi e causare un bagno di sangue!�</p><p>�Calmati, sorella�, mormor� un altro elfo, le labbra tremanti e gli occhi colmi di lacrime.</p><p>�<emphasis>Avete visto?</emphasis>� Un urlo improvviso si lev� dalle travi sopra di loro, mentre una porta distante si spalancava con violenza contro un muro. �Questa � <emphasis>guerra</emphasis>! Forza con gli incantesimi, Solonor vi maledica per le vostre deboli ginocchia, forza con gli incantesimi! Dobbiamo arrivare a corte prima che quell�assassino di Irithyl possa fuggire!�</p><p>�Lascia perdere, Maeraddyth�, esclam� pacato l�elfo dalle spalle larghe seduto accanto alla sfera.</p><p>Il giovane nemmeno lo ud� mentre raggiungeva gli altri Starym. �<emphasis>Muovetevi</emphasis> vecchi codardi! Avete tutti perso l�orgoglio? Il nostro portavoce viene <emphasis>ucciso barbaramente</emphasis>, e voi rimanete a <emphasis>guardare</emphasis>! Che razza di��</p><p>�Ho detto: lascia perdere, Maeraddyth�, ripet� l�elfo seduto, con lo stesso tono di prima. Il giovane infervorato s�irrigid� improvvisamente, e guard� oltre tutte le facce silenziose, incupite dal dolore.</p><p>Il vecchio arcimago di Casa Starym ricambi� lo sguardo con occhi mesti. �C�� un tempo per gettare via la vita�, cominci� Uldreiyn Starym rivolto all�elfo tremante, �e oggi Llombaerth l�ha usato: ampiamente direi. Potremo ritenerci fortunati se la Casata degli Starym non verr� perseguitata e distrutta, fino all�ultima goccia di sangue. Trattieni la tua rabbia, Maeraddyth; se cercherai di vendicare tutti i morti in quella stanza�, aggiunse inclinando il capo verso la sfera nella quale ancora imperversavano scene di battaglia, �sarai uno sciocco, e non un eroe�.</p><p>�Ma Saggio Signore, come fate a <emphasis>dire</emphasis> ci�?�, protest� il giovane, indicando la sfera. �Siete un vigliacco come tutti loro�.</p><p>�Stai parlando�, lo interruppe Uldreiyn con voce glaciale, �dei tuoi anziani Starym che vennero riveriti e celebrati per le loro gesta quando il nonno di tuo nonno era ancora un bambino. Anche quando piagnucolava e si lamentava, egli non mi ha mai disgustato con la sua puerilit� come stai facendo tu in questo momento�.</p><p>Il giovane guerriero lo fiss� con sincero sbalordimento. Gli occhi dell�arcimago penetrarono nei suoi come due lance gemelle, appuntite e spietate. Uldreiyn indic� il pavimento e Maeraddyth, deglutendo incredulo, si ritrov� in ginocchio.</p><p>L�arcimago pi� potente della Casata Starym lo guard� dall�alto. �S�, � giusto essere atterriti e infuriati quando uno dei tuoi muore. Ma la tua rabbia dovrebbe essere rivolta a lui, dovunque si trovino ora i resti di Llombaerth, per aver osato trascinare tutta la casata nel tradimento. Andare contro un Coronal corrotto � una cosa; ma attaccare e denunciare il governatore di tutta Cormanthor davanti alla sua corte � ben diverso. Me ne vergogno. Tutti coloro che hai definito �codardi� sono tristi, scioccati, avviliti. Sono tre volte migliori di te, poich� essi sanno innanzitutto che un elfo del regno�� un elfo nobile, un elfo <emphasis>Starym</emphasis> - mantiene sempre il controllo e non tradisce mai l�onore e l�orgoglio della sua grande famiglia. Fare ci� significa sputare sul buon nome della casata che desideri tanto mantenere e imbrattare la memoria di tutti gli antenati�.</p><p>Maeraddyth era pallido come un cadavere e le lacrime gli offuscavano la vista.</p><p>�Se fossi crudele�, continu� il mago, �dividerei con te alcuni ricordi di famiglia a te sconosciuti, sommergendoti col loro orgoglio, coi loro schemi e col loro dolore. Quei parenti che ora schernisci portano un grande peso, mentre tu sei troppo giovane e stupido per conoscere reali doveri. Non parlarmi di guerra, n� di ricorrere �agli incantesimi�, Maeraddyth�.</p><p>Il giovane Starym scoppi� in lacrime, e il vecchio mago si alz� improvvisamente dalla sedia, s�inginocchi� accanto a lui e gli strinse le braccia in una morsa d�acciaio. �Eppure conosco la tua rabbia, il tuo dolore, e la tua irrequietezza, giovanotto�, gli sussurr� all�orecchio. �Il tuo bisogno di fare qualcosa, la tua brama di difendere il nome degli Starym. � un bene che in te ardano rabbia e dolore, necessari affinch� tu non dimentichi mai la stoltezza di Llombaerth. Sei il futuro della casata, ed � mio compito fare di te un�arma infallibile, un orgoglio impeccabile, e un onore che non dimentica <emphasis>mai</emphasis>�<emphasis>.</emphasis></p><p>Maeraddyth si ritrasse sbalordito, e Uldreiyn gli sorrise. Il giovane guerriero fu scioccato nel vedere le lacrime scintillare negli occhi giganti dell�elfo. �Ora dammi retta, giovane Maeraddyth, e fa� che io sia fiero di te�, brontol� l�arcimago.</p><p>�Tu e tutti noi�� Il guerriero si rese improvvisamente conto di essere in ginocchio al centro di un anello di volti e che lacrime calde stavano cadendo intorno a lui come gocce di pioggia in una tempesta. �� dobbiamo lasciarci alle spalle questo giorno nero. Non dovremo mai parlarne, tranne che nell�intimit� delle nostre stanze, quando nessun servo � presente. Dobbiamo lavorare per ripristinare l�onore della famiglia, testimoniare nuovamente la nostra fedelt� al Coronal non appena sia sicuro farlo e accettare qualsiasi punizione ci aspetti. Se dovremo pagare con ricchezze, o affidare i nostri giovani all�educazione di Corte, oppure assistere all�esecuzione dei guerrieri che hanno combattuto oggi, accetteremo di buon grado. Dobbiamo prendere le distanze dalle azioni di quegli Starym che hanno sfidato il volere del Coronal. Dobbiamo mostrare vergogna, non orgogliosa provocazione: altrimenti, presto non ci sar� pi� alcuna Casata Starym a cui ridare gloria�.</p><p>Il vecchio si alz�, trascinando con s� anche Maeraddyth, e guard� le facce silenziose intorno a lui. �Siamo tutti d�accordo?�</p><p>I volti annuirono.</p><p>�Qualcuno dissente? Che parli ora, affinch� possa prendere le misure opportune�. Si guard� intorno, lo sguardo duro, ma nessuno, nemmeno il tremante Maeraddyth, os� contraddirlo.</p><p>�Bene. Ora non disturbatemi, ma indossate i vostri abiti migliori e attendete il mio ritorno. Chi abbandoner� questa dimora non sar� pi� uno Starym�.</p><p>Senza altre parole Uldreiyn usc� dal cerchio e attravers� la stanza con aria solenne.</p><p>Alla vista del suo volto, tutti i servi lungo il percorso fino alla torre degli incantesimi fuggirono spaventati. Quando la porta della sua stanza si chiuse, vi appoggi� una mano e pronunci� la parola che avrebbe liberato i due draghi fantasma dallo stemma degli Starym scolpito sulla superficie esterna della porta.</p><p>Tutta la notte essi percorsero su e gi� il piccolo corridoio, pronti a cacciare chiunque, anche i membri di Casa Starym, ma nessuno giunse a sfidarli. Il che fu un bene, poich� i draghi fantasma sono sempre affamati.</p><p>La Piscina della Rimembranza torn� a splendere di luce bianca e il Coronal dall�aria stanca sollev� la mano verso la Srinshee, sospesa in alto accanto al trono. �Nessuno di loro comprende�, afferm� pacato, toccando la spada scintillante al suo fianco. �Per vent�anni e pi� i giovani sciocchi delle grandi casate hanno combattuto per il trono. Ma anche se avessero trionfato, il vincitore non avrebbe ottenuto altro che l�opportunit� di sottomettersi al rituale della spada�. Il vecchio guard� Elmara, ora di nuovo Elminster, tra Nacacia e la messaggera. �Molti possono tentare quel rituale, ma solo uno verr� scelto, dopo aver superato prove di talento, di intelligenza, e di generosit�. Eltargrim sospir�. �Sono tanto giovani, e tanto stupidi�. Mythanthar ascoltava col sorriso sul volto, e non profer� parola, lo sguardo posato sugli elfi impegnati a ripulire la Camera della Corte dal sangue e dai corpi.</p><p>Il Coronal si rivolse tranquillamente alla Srinshee: �Fallo ora. Per favore�.</p><p>Sopra di loro, l�anziana maga bambina tocc� il Trono di Cormanthor, pronunci� un incantesimo, e rimase in piedi tremante, gli occhi chiusi, mentre il grande suono della Chiamata si propagava dal suo corpo, accompagnato da raggi di luce. Questi colpirono numerosi punti del soffitto, delle pareti e dei pilastri, e l�intera stanza risuon� di una crescente melodia.</p><p>La musica raggiunse il culmine, poi si affievol� con altrettanta lentezza. Quando ripiomb� il silenzio, i capi di tutte le casate del regno erano di fronte al trono, e gli elfi minori erano accalcati sulla soglia.</p><p>Eltargrim rinfoder� la spada, si libr� nell�aria e si ferm� davanti al trono. Quando Oluevaera vacill� in seguito alla potente magia che aveva risvegliato, egli le mise un braccio attorno alle spalle per sostenerla, ed esclam�: �Popolo di Cormanthor, oggi qui � stato compiuto, e punito, un atto grave. Mythanthar dichiara di essere pronto, e io non aspetter� un minuto di pi�, affinch� chiunque desideri controllare il regno come fosse un suo giocattolo personale non abbia il tempo di fare altri tentativi e di sacrificare altri cormanthoniani. Oggi, prima del tramonto, verr� steso il Mythal promesso, sopra tutta la citt�, dalla Postazione Settentrionale alla Piscina di Shammath. Quando esso diverr� sufficientemente stabile�� il che dovrebbe accadere domani intorno a mezzogiorno�� i cancelli della citt� verranno aperti agli individui di tutte le razze che non hanno intenzioni malvagie. Alcuni messaggeri verranno inviati nei regni conosciuti di uomini, gnomi, e halfling, e anche di nani. Da allora in poi, nonostante il regno rimarr� Cormanthor, questa citt� sar� conosciuta come Myth Drannor, in onore del Mythal che Mythanthar ha creato per noi, e di Drannor, il primo elfo cormanthoniano che spos� una ragazza nana, per quanto ci� sia avvenuto molto tempo fa�.</p><p>Eltargrim guard� la messaggera, e Alais fece un passo avanti e annunci� grandiosamente: �I maghi sono stati convocati. Che tutti i presenti facciano silenzio e osservino. Ha inizio la stesura del Mythal!�</p></section></section><section><title><p>Epilogo</p></title><epigraph><p>Il Mythal che venne steso sopra la citt� di Cormanthor non fu uno dei pi� potenti, ma gli elfi lo giudicano tuttora il pi� importante. Fu creato con amore, senza discordie, e i suoi artefici gli conferirono numerosi e strani poteri. Gli elfi li ricordano ancora nelle loro canzoni, e giurano che i loro nomi vivranno per sempre, nonostante la caduta di Myth Drannor: il Coronal Eltargrim Irithyl; la Messaggera Auhaudameira Dree, �Alais� per i menestrelli; l�armathor umano Elminster, Eletto di Mystra; Lady Oluevaera Estelda, la leggendaria Srinshee; il mago umano noto solo col nome di Mentore; il mezzo elfo Arguth di Ambral Isle; il Supremo Mago di Corte Earynspieir Ongluth; i Signori Aulauthar Orbryn e Ondabrar Maendellyn; e le Signore Ahrendue Echorn, Dathlue Mistwinter, conosciuta dai bardi come �Lady d�Acciaio�, e la Nobile Signora Alea Dahast. Questi non sono tutti, poich� molti, quel giorno, si unirono alla Canzone, e per grazia di Corellon, di Sehanine e di Mystra, alcuni loro desideri e abilit� trovarono vie misteriose nel Mythal. Altri invece non parteciparono, poich� il tradimento non mor� mai a Cormanthor, o Myth Drannor, o con qualsiasi altro nome la si voglia chiamare.</p><text-author>Antarn il Saggio</text-author><text-author>Da <emphasis>La grande storia della potenza degli arcimaghi faer�niani</emphasis></text-author><text-author>Pubblicata approssimativamente nell�Anno del Bastone</text-author></epigraph><p>Gli armathor, che avevano raggiunto dalle loro postazioni il palazzo del Coronal, si affrettarono a entrare nella Camera della Corte, guidati dalle sei maghe. Truci in volto, sguainarono le spade e formarono un cerchio, spalla contro spalla, rivolti verso l�esterno, sul pavimento davanti al trono.</p><p>Nel cerchio entrarono Eltargrim, la Messaggera di Corte, Elminster, Nacacia, Mythanthar e la Srinshee. I guerrieri richiusero l�anello.</p><p>Quasi subito sollevarono le spade, quando un mago si avvicin� esitante e guard� il Coronal. �Onorato Signore�, domand� prudentemente, evitando di posare gli occhi sulla sua tunica bianca macchiata di sangue, �avete bisogno di me?�</p><p>Il Coronal guard� la Srinshee, che gentilmente esclam�, �S�, Beldroth. Ma non ora. Noi dentro al cerchio dovremo morire un po�, affinch� il Mythal viva. Non � per voi�.</p><p>Il signore elfo indietreggi�, con un po� di vergogna e molto sollievo. �Raggiungeteci quando la rete sar� stesa e briller� su di noi�, aggiunse la maga minuta, ed egli s�impietr� ascoltando ogni sua parola.</p><p>�Se c�� da morire�, osserv� una donna elfa vecchia e rugosa, uscendo dalla folla con passo zoppicante, appoggiandosi al bastone, �allora sar� lieta di farlo rendendo un servizio alla mia terra�.</p><p>�Sii benvenuta, Ahrendue�, mormor� la Srinshee con calore. Ma le guardie non si scostarono per lasciarla passare finch� la messaggera non ordin� loro brevemente: �Fate spazio a Lady Ahrendue Echorn�.</p><p>Le loro spade si sollevarono nuovamente, e un mormorio pervase la folla, quando un elfo in piedi accanto a una colonna distante avanz� e asser�: �Il tempo degli inganni � finito, credo�. Un istante pi� tardi la sua esile figura si allung� e divenne pi� larga intorno alle spalle. Molti nella sala rimasero a bocca aperta. Un altro umano� e questo nascosto fra di loro!</p><p>Il suo volto era avvolto da un�oscurit� magica; le guardie, allarmate, videro solo due occhi penetranti che le fissavano dall�ombra, ma la Srinshee afferm� risoluta: �Mentore, sii il benvenuto nel nostro cerchio�.</p><p>�Spostatevi, prodi guerrieri�, mormor� Alais, e questa volta essi obbedirono rapidamente.</p><p>Tra la folla si ud� un nuovo tumulto; una fila di persone si fece strada fra l�assembramento di cormanthoniani. Il Supremo Mago di Corte guidava la processione, e dietro di lui camminavano Lord Aulauthar Orbryn, Lord Ondabrar Maendellyn e un signore mezzo elfo le cui spalle ammantate erano circondate da un anello turbinante di gemme luminose, che la Srinshee identific� come �il mago Arguth di Ambral Isle�. La Nobile Signora dell�Arte, Alea Dahast, esile, sorridente e dallo sguardo penetrante, chiudeva la fila.</p><p>Lo spazio nel cerchio iniziava a scarseggiare, e mentre abbracciava gli ultimi arrivati, il Coronal domand� a Oluevaera: �A Mythanthar servir� qualcun altro, che ne pensi?�</p><p>�Aspettiamo ancora una persona�, gli rispose la maga, sollevandosi da terra per sbirciare oltre le spalle delle guardie. Scherzosamente Mythanthar inizi� a picchiettarle le dita dei piedi, finch� la Srinshee non si mise a scalciare.</p><p>�Ah�, esclam� improvvisamente la maga, indicando un volto tra la folla di cittadini. �Eccola. Forza, Dathlue!�</p><p>All�apparenza sorpresa, la slanciata donna guerriero avanz� con l�armatura indosso, slacciando la spada sottile che oscillava al suo fianco. Consegnatala alle guardie, entr� nel cerchio, baci� il Coronal sulla bocca, batt� la Srinshee sul braccio e rimase in attesa.</p><p>A uno a uno si guardarono tutti negli occhi. Oluevaera Estelda si volse verso Mythanthar e il vecchio annu�.</p><p>�Ampliate il cerchio�, ordin� brevemente la piccola maga. �Necessitiamo di molto spazio. Sylmae, hai raccolto tutti gli archi?�</p><p>�No�, rispose la maga, senza voltarsi. �Io ho le frecce. Holone ha gli archi�.</p><p>�E io ho alcune bacchette magiche <emphasis>malvagie</emphasis>�, s�intromise Yathlanae, dalla sua posizione lungo il cerchio. �<emphasis>Quattro</emphasis> giarrettiere per portare tutta quella roba!�</p><p>La Srinshee sospir� teatralmente, ed esclam� rivolta a Mythanthar: �<emphasis>Non</emphasis> dire nulla: qualsiasi cosa tu stia pensando, non dirla�.</p><p>L�anziano mago assunse un�aria di esagerata innocenza e allarg� le mani.</p><p>La maga scosse il capo e inizi� a prendere per il braccio gli occupanti del cerchio e a condurli dove voleva che stessero, fino a formare un ulteriore anello intorno a Mythanthar, le facce rivolte verso l�interno.</p><p>Elminster fu sorpreso quando sent� le sue gambe tremare; guard� rapidamente Nacacia, colse il suo sorriso rassicurante e lo ricambi�. Poi diede un lungo sguardo alla sala, dal trono fluttuante alla spaccatura sul soffitto, fino ai blocchi sbrecciati della colonna caduta e, dietro di essa, la statua di un eroe elfo accovacciato che minacciava la Corte con la spada protesa. La fiss� per un lungo momento, ma era semplicemente ci� che vedeva: una statua, ricoperta da un sottile strato di polvere.</p><p>Il principe fece un respiro profondo e tent� di rilassarsi. Mystra, assistici, pens�. Contribuire alla grande magia e sorvegliarne l�attuazione, spero siano lo scopo per cui, tanto tempo fa, mi mandasti a Cormanthor.</p><p>La Srinshee sospir� nuovamente, poi guard� ognuno di loro e sussurr�: �Iniziamo�.</p><p>In quell�atmosfera d�eccitazione, nessuno nella vasta sala not� qualcosa di piccolo, di nero e di impolverato trascinarsi fra i cortigiani, sollevandosi e riabbassandosi come una sorta di millepiedi mentre avanzava lentamente sul pavimento della sala macchiato di sangue, diretto nel cerchio.</p><p>Al suo interno, Mythanthar allarg� di nuovo le mani, chiuse gli occhi, e dalle sue dita scaturirono raggi di luce, che, lenti e silenziosi, collegarono tutti i presenti. Poi borbott� qualcosa, e tutti gli spettatori mormorarono allarmati e stupiti quando il suo corpo esplose in una nuvola opaca di sangue e di ossa.</p><p>Elminster spalanc� la bocca, e fece per muoversi dalla sua postazione, ma la Srinshee intercett� il suo sguardo con occhi severi. Dalle lacrime che le rotolavano lungo le guance il giovane dedusse che anche la maga era all�oscuro del fatto che l�incantesimo di Mythanthar richiedesse la sua morte.</p><p>La nuvola purpurea sal� come fumo da un fal� e divenne bianca, poi abbagliante. I filamenti che ancora la legavano agli altri avvamparono di fuoco proprio.</p><p>Fiamme candide come lingue di neve si innalzarono verso il soffitto spaccato della Camera della Corte, mentre i corpi degli individui dentro il cerchio vennero improvvisamente avvolti da un fuoco bianco.</p><p>I cormanthoniani accalcati nella sala emisero all�unisono un mormorio di sorpresa.</p><p>�Che cosa accade? Stanno morendo?�, url� Lady Duilya Evendusk, torcendosi le mani. Il marito appoggi� le mani sulle spalle per rassicurarla, mentre Beldroth si protendeva verso la donna e le sussurrava: �Mythanthar � morto, o almeno, il suo corpo. <emphasis>Egli</emphasis> diverr� il nostro Mythal, quando tutto sar� terminato�.</p><p>�Che cosa?�, elfi si accalcarono da ogni direzione per ascoltare.</p><p>Beldroth sollev� il capo e alz� la voce per informare tutti: �Gli altri dovrebbero rimanere in vita, malgrado l�incantesimo stia assorbendo parte delle loro energie vitali. Presto inizieranno a intrecciare poteri speciali e cominceremo a sentire un sorta di ronzio, o di canto�.</p><p>L�elfo sollev� nuovamente lo sguardo alla rete arcuata di fuoco bianco, e senti le lacrime scorrergli sul volto. Una mano piccola si insinu� nella sua, e gli diede una stretta rassicurante. Abbass� gli occhi e vide una bambina sconosciuta, dal viso solenne, sorridente. Beldroth le restitu� la stretta in segno di ringraziamento, e continu� a tenerle la mano.</p><empty-line/><p>In una piccola radura, accanto a una fontana che si gettava ininterrottamente in una piscina di pesci danzanti, Ithrythra Mornmist si drizz� improvvisamente e guard� il marito.</p><p>La sua sfera magica e i fogli che teneva sulle ginocchia finirono per terra quando l�elfo si alz�. Anzi, quando levit� da terra, con gli occhi fissi su un punto distante!</p><p>�Che cosa c��, Nelaeryn?� grid� Ithrythra, correndo verso di lui. �Non ti senti bene?�</p><p>�Oh, s�, ansim� Lord Mornmist, lo sguardo sempre fisso nel nulla. �Oh, dei, s�. � magnifico! � stupendo!�</p><p>�Che cosa?�, url� la moglie. �Che cosa sta succedendo?�</p><p>�Il Mythal�, rispose Nelaeryn Mornmist, la voce quasi rotta dal pianto. �Oh, come abbiamo potuto essere tanto <emphasis>ciechi</emphasis>? Avremmo dovuto farlo secoli fa!�</p><p>E poi l�elfo inizi� a cantare una melodia infinita, priva di parole.</p><p>Ithrythra lo fiss� per qualche minuto, la faccia pallida e preoccupata. Il marito si sollev� un po� pi� in alto, i piedi nudi oltre il mento della donna, che, improvvisamente spaventata gli afferr� le caviglie, e vi rimase aggrappata.</p><p>Il canto la pervase, e con esso tutte le sensazioni che il marito stava provando. E fu cos� che Ithrythra Mornmist fu il primo elfo non-mago in Cormanthor a sentire il mythal. Quando un servo li trov� qualche minuto pi� tardi, Lady Mornmist era abbarbicata attorno ai piedi del marito, tremante e in estasi.</p><empty-line/><p>Alaglossa Tornglara si irrigid� e si mise a sedere sul bordo della Danza del Satiro, grondando acqua da ogni curva del corpo. �Sta accadendo qualcosa. Riesci a sentirlo?� domand� alla serva inginocchiata accanto a lei con profumi e spazzole.</p><p>La ragazza non rispose. Formicolante fin nella punta delle dita, Lady Tornglara si volt� bruscamente per ottenere una risposta, e rimase di sasso.</p><p>La serva fluttuava nell�aria, ancora inginocchiata con una bottiglia di profumo in mano, lo sguardo fisso. Minuscole scintille ammiccavano intorno ai suoi occhi, le entravano e le uscivano dalla bocca aperta. La giovane inizi� a gemere, come eccitata, dopodich� il suono emesso dalla sua gola si trasform� in una canzone muta e infinita.</p><p>Alaglossa inizi� a gridare e, quando la serva�� Nlaea era il suo nome, s�, decisamente�� cominci� a salire pi� in alto, si alz� sulle punte dei piedi e l�afferr� per un braccio.</p><p>Il servo che ud� lo strillo e fece di corsa il lungo percorso tra i giardini, raggiunse ansimante la piscina, e rimase a guardarle: la serva fluttuante e la padrona, gli occhi spalancati e fissi nel vuoto. Erano entrambe nude, e stavano mormorando una canzone. Le osserv� nei pi� intimi dettagli, deglut�, poi corse via. Sarebbe finito nei guai se fossero rinsavite e l�avessero colto a guardarle.</p><p>L�elfo scosse il capo pi� di una volta e torn� al suo lavoro d�annaffiatura.</p><empty-line/><p>Galan Goadulphyn imprec� e si tast� in cerca dei pugnali. Era proprio scalognato: a due passi dalla citt�, con tutte le gemme nane che riuscivano a contenere i suoi stivali, in che cosa si doveva imbattere? In una pattuglia elfa! Diede un�occhiata agli alberi alle sue spalle, gi� sapendo che non si sarebbe potuto nascondere, anche se fosse stato sufficientemente rapido da seminarli. Con uno sforzo abbandon� la sua andatura stanca e strascicata e assunse un�aria da gran signore.</p><p>�Ehil�, guardie! Ci sono novit�?�</p><p>�Alto l�, umano�, esclam� serio l�armathor pi� vicino. �La citt� verr� aperta domani a mezzogiorno, se tutto va bene. Fino ad allora, non potrai spingerti oltre�.</p><p>Incredulo, Galan inarc� un sopracciglio, e poi si lev� la sciarpa sudicia dalla testa. E con essa si staccarono, piuttosto dolorosamente, anche i falsi basettoni lungo le guance.</p><p>�Vedete queste?�, esclam�, spostando avanti e indietro una delle orecchie con un dito sudicio. �Non sono umano�.</p><p>�Per la verit�, dall�aspetto non sembrate nemmeno un elfo�, rispose l�armathor con occhi severi. �Abbiamo visto altre volte doppelganger�.</p><p>�Basta con gli scherzi da vecchie comari�, ribatt� Galan, ondeggiando i fianchi. Il capitano gli lanci� un�occhiataccia, mentre il resto della pattuglia scoppi� a ridere. �Intendete dire che <emphasis>finalmente</emphasis> hanno fatto funzionare quel mythal? Dopo tutti questi anni?�</p><p>Le guardie si scambiarono alcuni sguardi. �Dev�essere un cittadino�, afferm� una di loro. �Dopotutto nessun altro ne � al corrente�.</p><p>�Bene, potete passare�, esclam� riluttante il capopattuglia. �Vi suggerisco di trovare un luogo per lavarvi�, aggiunse.</p><p>Galan si drizz�. �Perch�? Se avete intenzione di lasciar entrare gli <emphasis>umani</emphasis>, che importanza ha? Hmmmph. Tra un po� mi direte che i nani governano la citt�!�</p><p>�Proprio cos�, ribatt� l�armathor, tra i denti. �E ora fuori dai piedi!�</p><p>Galan gli fece un allegro cenno di saluto. �Grazie, �mio <emphasis>prode</emphasis>�� esclam� con disinvoltura, poi sfil� un rubino grande come un acino d�uva dallo stivale destro, e lo porse alla guardia sbalordita. �Questo � per il disturbo�.</p><p>Mentre procedeva verso la citt�, Galan fischiett� allegramente. Quel gesto�� per tutti gli dei, che espressione avevano i loro <emphasis>volti</emphasis>!�� era valso un rubino. Be�, mezzo rubino. Diamine, era forse troppo tardi per tornare a riprenderselo?</p><empty-line/><p>Uldreiyn Starym risal� la sottile linea di fuoco creata dal suo meticoloso incantesimo, tocc� la rete di fuoco bianco, e si lasci� trasportare da essa. Una grande ondata di potere lo invest�.</p><p>Mentre saettava lungo i suoi fili, il mago sottrasse qua e l� fiamme e filamenti e si cre� un mantello col quale mimetizzarsi.</p><p>Era uno dei maghi pi� potenti di tutta Cormanthor, e se il vacillante Mythanthar poteva tessere tutto ci�, allora l�anziano Lord Starym poteva dominare il suo operato, avvolgersi in esso, e nascondere la sua identit� mentre percorreva quei filamenti bianchi, scintillanti attraverso la citt� e gi�, gi� verso il buco aperto nel tetto di Corte.</p><p>Il suo corpo era ancora adagiato sulla sedia nella stanza custodita dai draghi, nella torre pi� alta di Casa Starym, quella che si ergeva un po� in disparte. Abbandonarlo lo rendeva vulnerabile: d�altro canto, era certo che quei �tessitori� in estasi non lo avrebbero notato finch� non avesse fatto qualcosa di eclatante che, naturalmente, era il suo obiettivo.</p><p>Anche un bambino era in grado di cavalcare un incantesimo vorticante, una volta mostratogli come fare, ma egli desiderava compiere molto, molto di pi�. In un mondo in cui quelli come Ildilyntra Starym morivano e i poppanti stupidi come Maeraddyth dovevano esser tenuti in vita, ci si doveva fare giustizia da s�.</p><p>Ora si stava calando rapidamente attraverso il soffitto. I maghi erano tutti raggruppati, ed egli doveva colpire quello giusto senza indugi, senza farsi notare da quella piccola megera della Srinshee o da uno degli altri sconosciuti.</p><p>Cavalcare le fiamme�� una sensazione esilarante, dovette ammettere�� gi�, gi� verso� <emphasis>s�</emphasis>! Addio, Aulauthar!</p><p><emphasis>La sua morte ci rattrista enormemente</emphasis>, pens� Uldreiyn crudele, mentre scagliava tutta la forza della sua volont� contro la mente timida e perfezionista della vittima designata. Questa si sbriciol� in un istante, sommergendolo di ricordi caotici, mentre la volont� del mago sguazzava e spingeva spietatamente in tutte le direzioni.</p><p>I cortigiani videro uno dei pilastri viventi di fuoco bianco oscillare per un istante, ma non percepirono altri segni del feroce attacco che ridusse in cenere cervello e budella di Lord Aulauthar Orbryn e trasform� il suo corpo in un guscio senza mente.</p><p>Ora era finalmente parte dell�intreccio, parte del flusso impetuoso di nuovi poteri. Orbryn stava elaborando la parte del Mythal che identificava le creature per razza. I draghi dovevano esser tenuti fuori, non � vero? I doppelganger, naturalmente, e anche gli orchi.</p><p>Bene, perch� non ampliare l�eccellente lavoro di Aulauthar e rendere il Mythal mortale per tutti gli elfi non purosangue? Mortale a partire, per esempio, da domani a mezzogiorno. Avrebbe ucciso volentieri Elminster, ma svegliare ora quel potere avrebbe distrutto altri due tessitori del Mythal�� il Mentore e la mezzo sangue�� il che avrebbe significato essere scoperto immediatamente. E dopo aver eliminato Uldreiyn Starym, i restanti avrebbero semplicemente dato vita a un altro Mythal per rimpiazzare quello da lui distrutto.</p><p>Oh, no, meglio attendere un po�: aveva piani ben pi� grandi di quello.</p><empty-line/><p>Ci� supera tutto tranne l�amore di una dea, pens� Elminster, mentre s�innalzava lungo i sentieri di fuoco bianco, sentendo il potere crescere in lui. Istante dopo istante aumentava la magnificenza del Mythal e la sua estensione. Una cinquantina di menti erano al lavoro per levigarlo, modellarlo e renderlo pi� grande e pi� intricato; un collegamento qui, un rinforzo l� e�</p><p>Elminster s�irrigid� nel punto in cui fluttuava nella rete, poi turbin� attraverso un raccordo intricato e indietreggi�. Aveva percepito un dolore breve e pungente, e una vampata di calore intollerabile, seguito da un soffio di confusione. Una morte? Qualcosa era andato storto, qualcosa ora nascosto. Un tradimento. Se di ci� si trattava, il Mythal sarebbe morto ancor prima di nascere.</p><p>Per tutti gli dei, erano stati di nuovo attaccati? Mentre discendeva, la sua mente sfior� quella di Beldroth, ora parte della rete in espansione, mormorante, mentre il suo corpo fluttuava appena sopra il pavimento; sospesa con lui, una bambina dagli occhi spalancati. La gente tutt�intorno mormor� e si allontan� da lui cautamente, ma era pi� la meraviglia che l�ostilit�. No, le guardie erano all�erta, ma nella Camera della Corte regnava la pace.</p><p>E allora <emphasis>dove</emphasis>? Si abbass� prudentemente, fin dove la rete era ancorata, e si diresse verso gli altri. Il Supremo Mago di Corte stava bene, come pure Alea Dahast, e� <emphasis>no</emphasis>! Laggi�! Una consapevolezza che non apparteneva a Lord Aulauthar Orbryn fece capolino dal fuoco bianco e lo guard� solo per un istante; uno sguardo tutt�altro che gentile.</p><p>Il lavoro operato dal falso Orbryn sul Mythal mirava a distruggere tutti gli individui non elfi! Forse era quello lo scopo della sua missione! Fermare quel tradimento! <emphasis>Assistimi, Mystra</emphasis>, pens� Elminster, <emphasis>poich� agir� in tuo nome.</emphasis></p><p>E cavalcando un pennacchio di fuoco candido, El si lanci� in ci� che era stato Lord Aulauthar Orbryn e colp� chiunque si trovasse nel suo corpo.</p><p>L�ondata di fuoco si propag� fra le rovine di ci� era stata la mente di Orbryn, ed El si ritrasse per un istante. Il dardo mentale che altrimenti l�avrebbe trafitto sfrecci� fuori e lo manc�. Il corpo attorno a loro tremol� sotto il bruciante impatto.</p><p>Con un ringhio silenzioso, Elminster rispose all�attacco.</p><p>Il suo dardo venne respinto da una mente forte e profonda quanto la sua. Un elfo anziano, sconosciuto. Uno Starym? El si affrett� a farsi da parte lungo le linee di fuoco, cosicch� l�attacco successivo e il suo contrattacco squarciarono l�opera del falso Orbryn, rovinandola al di l� di ogni rimedio. Il Mythal non avrebbe pi� ucciso i non elfi, qualsiasi cosa fosse ora accaduta.</p><p>Ci� lasci� per� indifeso Elminster Aumar, e il colpo successivo, scagliato dalla mente potente che aveva di fronte, lo trafisse e lo tenne inchiodato senza via di scampo.</p><p>Percep� un dolore lancinante, e i suoi ricordi cominciarono a fluire, come smarriti, sommergendolo uno dopo l�altro in un�ondata rapida e disorientante. Elminster tent� di gridare e di sottrarsi al dolore, ma riusc� solo a girarsi, ancora trafitto da quella sonda affilata che penetrava sempre pi� a fondo dentro di lui.</p><p>Vide il suo assalitore per la prima volta. Uldreiyn Starym, anziano signore e arcimago della casata, sogghignava trionfante mentre svelava la sua identit� alla mente torturata che stava distruggendo.</p><p><emphasis>Mystra!</emphasis> url� Elminster, contorcendosi dal dolore. <emphasis>Mystra, aiutami! Per Cormanthor, vieni a me!</emphasis></p><p>Quel verme umano stava morendo mentre si dimenava e invocava la sua dea. Era giunta l�ora; gli altri avrebbero presto percepito che qualcosa non andava. Uldreiyn Starym colp� il principe ancora una volta, e poi si ritir� per il tempo sufficiente a pronunciare la magia che avrebbe richiamato il suo corpo, per nascondere la debolezza della sua mente disincarnata e fornirgli il mezzo per combattere seriamente, se avesse dovuto abbandonare la rete incalzato da numerosi avversari. Ecco fatto. Esultante, si accinse a riprendere l�attacco contro l�umano tremante.</p><empty-line/><p>Vi fu un gran tumulto nella corte quando il corpo robusto di Lord Uldreiyn Starym apparve improvvisamente all�interno del cerchio, accanto a Elminster. I suoi stivali erano piantati sul pavimento, a pochi centimetri da qualcosa di piccolo, di scuro, e di impolverato, che stava strisciando lentamente verso il mago umano. La cosa si arrest�, esit� brevemente, e si volse verso lo stivale del vecchio, ma poi sembr� giungere a una decisione, e riprese il suo faticoso cammino verso l�ultimo principe di Athalantar.</p><p>Holone non era una Maga di Corte per nulla. Qualcosa stava accadendo dietro di lei, qualcosa di sbagliato. Si volt� di scatto. Dei! Uno Starym!</p><p>Tuttavia l�elfo era immobile, i suoi occhi assenti come quelli degli altri, e dalla bocca e dalle mani sollevate fluiva fuoco bianco: anch�egli era parte del Mythal. Non ci si doveva mai fidare di uno Starym, ma� era un nemico?</p><p>Holone si morse le labbra. Era ancora in preda all�indecisione, quando un arazzo e la finestra dietro di esso si schiantarono sul pavimento con un gran tonfo. Dalle macerie e dalla polvere sollevatasi si alz� una figura esile, le mani tese che sputavano fuoco: fuoco vero!</p><p>Holone, e molti altri testimoni, spalancarono la bocca sorpresi. Symrustar Auglamyr� <emphasis>viva</emphasis>! Dov�era stata in tutti quegli anni? La maga deglut� e sollev� le mani per creare una barriera, sapendo che non c�era tempo.</p><p>La ragazza aveva gi� lanciato le fiamme verso l�ignaro Starym. Quando il fuoco colp� Lord Uldreiyn, e lo fece girare, nella Camera della Corte si udirono nuovamente grida e imprecazioni. Il mago vacill�, s�inginocchi�, e i suoi occhi avvamparono di furia selvaggia. Guard� il nemico.</p><p>Lady Symrustar Auglamyr era a pochi passi di distanza e si dirigeva contro di lui a tutta velocit�; le sue labbra mostravano i denti bianchi in un ringhio rabbioso, gli occhi due bracieri ardenti. Stava urlando qualcosa.</p><p>�<emphasis>Per Mystra!</emphasis> Un regalo per te, stregone, da parte di Mystra!�</p><p>L�anziano Starym le rispose con un ghigno, mentre attivava l�energia del suo mantello.</p><p>Elfi con spade sguainate si stavano avvicinando al cerchio, ma le guardie e le maghe di corte intimarono loro di stare <emphasis>indietro</emphasis>, per amore di Cormanthor!</p><p>Tutti inorridirono, quando la ragazza volante si schiant� contro qualcosa d�invisibile che le frantum� le braccia come fossero rami secchi, le pieg� la testa all�indietro e le spezz� gambe e spina dorsale quasi con indifferenza. La giovane vortic� nell�aria, in un groviglio di capelli sciolti, e fu scaraventata nella direzione da cui era venuta.</p><p>Molti dei presenti grugnirono quando videro quel corpo mutilato e tremante dirigersi obliquamente verso la statua dell�eroe elfo, poi voltarsi verso di loro, come guidato da una mente fredda e calcolatrice, alcuni attimi prima di finire infilzato sulla spada dell�eroe.</p><p>Symrustar Auglamyr reclin� la testa ed emise un verso rauco quando la spada sbuc� sotto il suo petto, scura e bagnata del suo sangue. Fulmini crepitarono e guizzarono attorno a lei quando i suoi poteri iniziarono ad abbandonarla.</p><p>Uldreiyn Starym si port� le mani ai fianchi e rise. �Cos� periscono tutti coloro che osano attaccare uno Starym!�, esclam� rivolto alla corte, e sollev� le mani. �Chi sar� il prossimo? <emphasis>Tu</emphasis>, Holone?�</p><p>La Maga di Corte impallid� e arretr�, ma non abbandon� la sua postazione nel cerchio. Fece un respiro profondo, scroll� il capo, e afferm� con voce un po� tremante: �S�, se sar� necessario, traditore�.</p><empty-line/><p>El aveva chiamato e Mystra gli aveva mandato Symrustar, che stava morendo per lui! Straziato dal dolore fisico, El non aveva tempo di rammaricarsi. <emphasis>Mystra!</emphasis> url�, come fa un guerriero in battaglia. <emphasis>Mandami qualcosa per aiutarla! Gli Starym hanno la meglio! Mystra!</emphasis></p><p>Qualcosa di dorato scintill� nella sua mente torturata: un filo, un nastro semovente. I suoi occhi non poterono fare a meno di seguirlo, e l�immagine di s� che lo lanciava lo oscur� brevemente. Il nastro si contorse, fino a formare una sagoma <emphasis>cos�</emphasis>, cos�! Doveva attaccare il nemico con quella!</p><p><emphasis>I miei ringraziamenti, Mystra</emphasis>, mormor� El di tutto cuore, e si aggrapp� saldamente alla sagoma mentre colpiva Uldreiyn Starym con un altro dardo.</p><p>L�arcimago s�irrigid�, si volt� lentamente, minaccioso, e sferr� un contrattacco, accompagnato da un messaggio beffardo.</p><p><emphasis>Non sei ancora pazzo, umano? Lo sarai. Oh, se lo sarai.</emphasis></p><p><emphasis>Oh? Prendi questo, elfo arrogante!</emphasis> ribatt� El nella mente di Uldreiyn, e gli lanci� quello che la dea gli aveva fornito.</p><p>I presenti sentirono Beldroth dapprima urlare, poi lo videro sfilare la mano da quella della bambina, e portarsele entrambe alla testa, artigliarsi le orecchie e gemere dal dolore.</p><empty-line/><p>Lord Nelaeryn Mornmist si contorse in preda agli spasmi e scalci�. La moglie venne scaraventata indietro, e nella caduta atterr� anche due servi che, preoccupati, stavano osservando la coppia. Un altro si precipit� ad aiutare il padrone, che stava strillando come un forsennato. Gocce di sangue gli fuoriuscivano dalla bocca, dagli occhi e da sotto le unghie. Si agit� a mezz�aria come un pesce fuor d�acqua, poi cadde pesantemente al suolo, schiacciando il servo sotto di lui.</p><p>Ithrythra Mornmist si rimise in piedi. �Nelaer!�, grid� piangendo. �Oh, Nelaer, <emphasis>dimmi qualcosa!</emphasis>� Con mani tremanti lo gir� e rimase a guardare il suo volto contratto.</p><p>�Chiamate un mago!�, sbott� rivolta ai servi fermi e impalati. �Andate <emphasis>tutti</emphasis>! Portatemi <emphasis>venti</emphasis> maghi! E <emphasis>sbrigatevi.</emphasis>�</p><empty-line/><p>Si sollev� un grande spruzzo quando le due donne caddero in acqua, una sopra l�altra. Alaglossa Tornglara si risvegli� scioccata quando le acque della Danza del Satiro si richiusero sopra la sua testa. Scalci� per tornare a galla, e si ritrov� fra le braccia un corpo rigido: Nlaea! Dei, che cos�era accaduto?</p><p>�Aiuto!�</p><p>Il giardiniere sollev� la testa dai suoi fiori. Quella era la voce della padrona!</p><p>�Aiuto!�</p><p>Si mise a correre e, per la fretta, rovesci� l�annaffiatoio che aveva appena appoggiato a terra. Per Corellon, era un bel pezzo fino alla maledetta piscina! Raggiunse il sentiero, ma dopo pochi passi si ferm� sbalordito.</p><p>Lady Alaglossa Tornglara, completamente nuda, avanzava a fatica verso di lui, lasciando dietro di s� una striscia di sangue uscente dalle ferite ai piedi, provocatele dalle pietre del sentiero. Lo sguardo disperato, e la serva Nlaea tra le sue braccia. �Aiutami!� rugg�. �Dobbiamo portarla in casa! Muoviti, che Corellon ti maledica!�</p><p>Il giardiniere deglut� e raccolse la ragazza dalle braccia della padrona. Corellon, riflett� ironicamente mentre si voltava per mettersi a correre, sarebbe stato molto impegnato quel giorno.</p><empty-line/><p>Uldreiyn Starym apr� la bocca sorpreso, in un�espressione da secoli assente dal suo viso.</p><p>Un fuoco bianco avvamp� nel suo corpo, nella sua mente, non lasciando altro che un involucro vuoto. Una nuova potenza percorse tutto il Mythal, e attravers� le menti di tutti i maghi di Cormanthor, mentre le fiamme fameliche si nutrivano della vita,. dello spirito e del potere dell�arcimago Starym.</p><p>I cortigiani ebbero un momento di incertezza, non sapendo dove e come colpire, poi videro il corpo alto e robusto del mago emettere fiamme gialle, come fosse un albero colpito da un fulmine.</p><p>Bruci� come una torcia davanti ai loro volti perplessi, mentre la rete di fuoco bianco sopra di loro continu� il suo sereno mormorio. Poi un silenzio profondo piomb� nella Camera della Corte. Centinaia di elfi trattennero il fiato, finch� il corpo annerito di Uldreiyn non si accasci� e divenne cenere turbinante.</p><empty-line/><p>Il contraccolpo scagli� Elminster lontano, facendolo vorticare come una foglia nel vento, mentre il simbolo dorato lo avviluppava come una mano protettrice. Quando smise di turbinare, il simbolo svan�, ed El si ritrov� nell�oscurit�.</p><p>Fluttuava nel vuoto, di nuovo un essere senza corpo.</p><p><emphasis>Mystra?</emphasis> La prima invocazione fu poco pi� che un sussurro. Recentemente, a quanto pareva, si era rivolto spesso alla dea e non era stato capace di far nulla senza il suo aiuto o la sua guida.</p><p><emphasis>Lo pensi davvero?</emphasis> La voce di Mystra nella sua mente era calda, gentile, e travolgente. Si sent� amato, completamente al sicuro, e si abbandon� al suo abbraccio, in una gioia infinita, senza tempo. Passarono ore, o forse solo minuti, prima che la dea parlasse ancora.</p><p><emphasis>Hai fatto un buon lavoro, mio Eletto. Un inizio coraggioso, ma solo un inizio: per qualche tempo dovrai abitare a Myth Drannor, per educare e proteggere. Nel frattempo imparerai il pi� possibile sulla magia da coloro che vorranno unirsi a questa nuova e brillante confraternita. Mi compiaccio con te, Elminster. Ora torna in te.</emphasis></p><empty-line/><p>Improvvisamente si ritrov� altrove, fluttuante in mezzo di numerosi filamenti di fuoco bianco, con le pietre frantumate di una colonna caduta sotto i piedi e, di fronte, il viso insanguinato e segnato dal dolore di Symrustar Auglamyr.</p><p>Dagli elfi assiepati nella sala si lev� un mormorio eccitato, ma El lo ud� appena. Mystra gli aveva lasciato energia magica intorno alle mani, troppa perch� riuscisse a serbarla a lungo, e il principe credette di sapere perch�.</p><p>Il suo corpo straziato penzolante dalla spada era stato tenuto in vita solo dalle magie che ancora fluivano debolmente intorno a lei. Con delicatezza infinita Elminster sollev� l�elfa morente e la sfil� dalla lama insanguinata.</p><p>La ragazza ebbe un fremito, apr� la bocca e gli occhi, e poi si accasci� contro di lui. El pos� una mano sull�orribile squarcio tra le sue costole e inizi� a trasmetterle energia guaritrice.</p><p>Symrustar prese fiato e rabbrivid�, osando sperare e respirare, dopo ci� che le era sembrato un�eternit�.</p><p>Il giovane la volt� a mezz�aria fino a prenderla fra le sue braccia, e lentamente discesero sul pavimento. Quando le sue ginocchia toccarono terra, El percep� la stima di molti elfi, ma si chin� e baci� la bocca insanguinata di Symrustar come fossero stati amanti da sempre. Labbra contro labbra, le infuse forza vitale, lasciando che tutto il potere ricevuto da Mystra fluisse nel suo corpo straziato. Poi le trasmise la sua vitalit�, finch�, vinto dalla debolezza, dovette alzarsi e finalmente respirare.</p><p>Fu allora che la donna parl� per la prima volta, in un sussurro stridulo. �Sei tu, non � vero, Elminster? Ho dovuto aspettare tanto per questo bacio�.</p><p>El ridacchi� e la tenne a s� mentre la luce tornava nei suoi occhi.</p><p>Dapprima le apparve il soffitto squarciato della corte, poi lui. Lentamente, con una smorfia di dolore, Symrustar abbozz� un sorriso. �Ti sono grata, mi stai rendendo pi� semplice il trapasso, ma sto morendo, non puoi farci nulla. Quella notte, nella foresta, Mystra mi salv� dalla morte che Elandorr aveva progettato per me, perch� compissi una missione. L�ho portata a termine, e ora posso morire�.</p><p>Il giovane mago scosse lentamente la testa, consapevole delle facce vigili e delle mani sollevate di Sylmae e di Holone, pronte a colpire se mai Symrustar avesse tentato un ultimo tradimento.</p><p>�Mystra non tratta cos� gli individui�, le sussurr� delicatamente.</p><p>La ragazza si contrasse per una fitta di dolore, e un rivolo di sangue scintillante le fuoriusc� da un angolo della bocca. �� ci� che pensi tu, Eletto. Io sono un�elfa, e per di pi� ho abusato della magia. Ho tentato di renderti mio schiavo: ti avrei rubato tutti gli incantesimi e ti avrei ucciso. Perch� dovrebbe interessarle il mio destino?�</p><p>�Per la stessa ragione per cui interessa a me�, ribatt� El gentilmente.</p><p>Quegli occhi arrossati dal dolore tremolarono. �Per amore? Piacere? Non lo so, uomo. Non posso soffermarmi a riflettere, la vita scivola via��</p><p>�Una vita�, le rispose il giovane immediatamente, quando comprese finalmente il progetto di Mystra. �Ma non tutto ci� che � Symrustar�.</p><p>Le apr� ci� che rimaneva del corpetto sbrindellato e inzuppato di sangue, e tracci� sulla sua carne straziata il primo simbolo d�oro che Mystra gli aveva impresso nella mente: quello che avrebbe scintillato per sempre.</p><p>L�elfa ricominci� a respirare liberamente, e si mise seduta, gli occhi luminosi. �Finalmente, finalmente capisco. Oh, umano, ti ho trattato ingiustamente fin dall�inizio. Ho��</p><p>Un fuoco color blu-bianco inizi� ad avvolgerle il corpo, al che non sprec� altro tempo in parole e lo baci� teneramente.</p><p>Le sue labbra erano ancora appoggiate a quelle di El quando la ragazza scomparve, lasciando dietro di s� granelli di luce che danzarono per qualche istante per poi svanire nel nulla.</p><p>El sollev� lo sguardo e vide quattro dei tessitori, le loro membra ancora avvolte da fuoco bianco e collegate al Mythal sopra di loro, osservarlo con affetto e preoccupazione.</p><p>�Mystra l�ha reclamata. Ora servir� la Signora dei Misteri�, esclam� rivolto alla Srinshee, alla Lady d�Acciaio, ad Alais e al Coronal.</p><p>D�un tratto qualcosa gli si arrampic� su per il braccio, e il giovane lo afferr� e lo sollev�, perplesso. Un brandello vivo di tessuto impolverato, macchiato di sangue: la maschera che Llombaerth Starym aveva indossato per tanto tempo. Tra le dita sent� un formicolio caldo, e in qualche modo gradevole.</p><p>Mentre la fissava, vi fu un bagliore improvviso di luce arcobaleno, e tutti i presenti alzarono lo sguardo e mormorarono sbalorditi: il Mythal era nato!</p><p>Elminster si sent� commuovere e si sollev� da terra per unirsi in ci� che gi� echeggiava nelle strade. Elfi, mezzi elfi e umani in tutta Cormanthor stavano cantando insieme. La medesima canzone spontanea della nascita del Mythal: radioso, magnifico e ultraterreno. Tutti si abbracciarono meravigliati, e la terra fu inondata di lacrime.</p><empty-line/><p>�S�, sussurr� Lord Mornmist, lo sguardo fisso su un punto lontano. I servi spostarono lo sguardo dal suo viso assente a quello della moglie. China sopra Nelaeryn, il volto rigato da lacrime copiose.</p><p>�Perch�?�, gemette freneticamente. �<emphasis>Perch�</emphasis> i maghi non arrivano?�</p><p>I servi si scambiarono occhiate ansiose, non osando per� rispondere. Poi Nelaeryn Mornmist si sollev� dal suo abbraccio gentile come prelevato da una mano invisibile. Ithrythra url�, ma un istante pi� tardi le sue grida divennero singhiozzi di gioia, quando il marito apr� gli occhi ed esclam�: �S�! Finalmente! La gloria � giunta a Cormanthor!�</p><p>La sua voce squill� come una tromba mentre si sollevava nell�aria sopra di loro, e fiamme blu fuoriuscivano dai suoi occhi.</p><p>�Oh, Ithrythra� chiam�, �vieni a dividere con me questa meraviglia. Venite tutti!� L�elfo tese una mano, e si udirono mormorii di sorpresa quando i servi si sentirono sollevare con delicatezza infinita, e si unirono al padrone, la cui risata risuonava ora come un corno trionfale.</p><empty-line/><p>Nlaea si mosse nelle braccia del giardiniere, ed emise un suono flebile, ma soddisfatto. L�elfo abbass� lo sguardo, scivol� sul sentiero, e per poco non la lasci� cadere.</p><p>�Fai attenzione!�, sbott� Alaglossa al suo fianco, sostenendo entrambi con le braccia robuste.</p><p>Nlaea si agit� nuovamente, e d�un tratto si libr� nell�aria. Il servo inciamp�, sbilanciato dal cambiamento improvviso, e cadde in un cespuglio di galamathra.</p><p>�Nlaea?�, url� Lady Tornglara in preda al panico. �Nlaea!�</p><p>La ragazza si volt� e le sorrise. �Non vi preoccupate, Signora�, esclam� dolcemente, e fiamme blu sembrarono fuoriuscirle dagli occhi mentre parlava. �Cormanthor � finalmente incoronata�.</p><p>Mentre la serva fluttuava sopra di lei, Alaglossa cadde in ginocchio sul sentiero e inizi� a pregare in un fiume di lacrime gioiose.</p><empty-line/><p>Galan Goadulphyn si guard� intorno, incredulo. Corpi elfi fluttuavano da ogni parte, e dappertutto si udivano risa e pianti di gioia. Qua e l� s�innalzavano grida d�esultanza. Cormanthor era impazzita d�un tratto?</p><p>L�elfo si affrett� verso una casa riccamente addobbata, la cui porta era aperta. Bene, se erano tutti occupati con le celebrazioni, forse non avrebbero notato l�assenza di qualche oggetto.</p><p>Si era quasi intrufolato all�interno quando una mano risoluta gli torse l�orecchio sinistro. Galan si divincol� e si volt� di scatto, estraendo repentino un pugnale. �Chi?�, ringhi� ma subito dopo s�interruppe, la bocca ancora aperta.</p><p>La donna conosciuta come la pi� bella e fatale di tutta Cormanthor gli sorrise come in un sogno, fluttuante sulla soglia, le membra avvolte da fuoco blu. �Diamine, Galan�, esclam� allegramente Symrustar, �mi fa molto piacere. Finalmente ti sei lasciato alle spalle i furti, e sei tornato a Myth Drannor per ripagare le tue vittime di tutto ci� che hai rubato!�</p><p>Il ladro contorse il volto, confuso e incredulo. �Che cosa? Ripagare? �Myth Drannor�?�</p><p>Quelle furono le ultime parole che pronunci� prima che labbra sfavillanti si unissero alle sue, e gemme d�ogni colore iniziassero a fuoriuscire, volando, dai suoi stivali, come vespe arrabbiate che lasciano un nido, e fluttuassero nell�aria limpida di Myth Drannor.</p><empty-line/><p>Quella notte il sorgere della luna sopra Myth Drannor fu un momento di gioia. Corni e arpe vennero suonati all�infinito in una piacevole cacofonia, come se tutte le feste di un anno fossero state riunite in un�unica celebrazione frenetica. Grazie alla meraviglia invisibile e silenziosa che sovrastava la citt� come una volta protettrice, chi prima non era in grado di volare, ora poteva farlo senza bisogno d�incantesimi. L�aria era piena di elfi abbracciati e sorridenti; il vino scorreva liberamente e abbondavano le promesse di matrimonio. La luna era piena e brillante, e i suoi raggi illuminavano il pavimento della Camera della Corte attraverso il tetto devastato.</p><p>Una donna elfa scivol� solitaria nella stanza vuota, le sue pantofole ingioiellate a qualche centimetro dal pavimento insanguinato. Gli orli della sua tunica corta scintillavano di gemme, e diamanti luminosi formavano draghi gemelli sul suo petto. Solo alcuni fili bianchi e grigi sulle sue tempie tradivano la sua et� mentre si muoveva sinuosa nel silenzio, giungendo finalmente l� dove un mucchietto di ceneri era immerso nella tenue luce lunare.</p><p>Lo fiss� a lungo in silenzio, diversa da una statua solo per il petto palpitante. Brevi note di una canzone penetrarono dai fori nel tetto quando elfi gioiosi sorvolarono la corte, e la donna serr� i pugni tanto forte da far uscire sangue nei punti in cui le lunghe unghie si conficcarono nei palmi.</p><p>Lady Sharaera Starym sollev� la magnifica testa alla luna, fece un respiro profondo, poi riabbass� lo sguardo su ci� che rimaneva del suo Uldreiyn, e sibil� ferocemente: �Il Mythal deve crollare, ed Elminster dev�essere <emphasis>annientato</emphasis>!�</p><p>A udirla per� rimanevano solo i fantasmi.</p><empty-line/><cite><p>Quando il Mythal fu creato, alcuni elfi di Cormanthor pensarono che aprire il regno ad altre razze fosse un errore. Sono certo che alcuni ancora lo pensano.</p><p>A quel tempo sorsero piccole dispute e agitazioni, come accade all�arrivo di qualsiasi novit� che non sia un bambino, ma nulla di cui menestrelli o saggi si debbano preoccupare eccessivamente. Fu questione di poche spade, di una manciata d�incantesimi e di qualche parola affrettata, il tutto seguito da grandi feste. In breve, si tratt� di ci� che gli eroi umani sono soliti chiamare �avventura�.</p><text-author>Elminster il Saggio</text-author><text-author>Da <emphasis>Un discorso rivolto a un�assemblea di Arpisti nella Sala Tramonto,</emphasis></text-author><text-author>Berdusk</text-author><text-author>Anno dell�Arpa</text-author></cite></section></body><binary id="cover" 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